Qualità dell’energia: show it easy!
TERZA PARTE
La terza parte di questa pubblicazione riporta esempi reali di
reti e impianti caratterizzati da problematiche EMC.
Ogni caso è descritto intrecciando la descrizione del
problema esaminato con alcune specifiche informazioni
tecniche ad esso relative. Per facilitare la comprensione del
testo il percorso descrittivo sarà accompagnato da dati e
figure.
Non è presente però alcuna soluzione tecnica per
ogni specifico problema, poiché non è intento della
pubblicazione, ma saranno proposti brevi accenni o percorsi
per risolverlo.
Si riporteranno anche esempi di eventi EMC non
necessariamente rilevati al punto della fornitura elettrica
(PCC), ma occorsi nei punti di accoppiamento in impianto
(IPC). Se è vero infatti che il tema della qualità dell’Energia,
secondo la norma EN 50160, è specifico per il punto di
connessione con la rete del distributore, è altrettanto vero
che i diversi fenomeni EMC trattati possono accadere nel
cuore degli impianti, oppure localizzarsi su determinate
apparecchiature elettriche. Alcuni di questi eventi sono
rappresentativi di circostanze piuttosto singolari.
Sul lato pratico e per ogni esempio riportato si ricorda che:
–– esperienza e intuito del tecnico Q.E. possono circoscrivere
la problematica EMC in un perimetro definito, delineando
anche i punti dove posizionare la strumentazione di
misura e validare subito le ipotesi;
–– un buon tecnico Q.E., prima di improntare una
campagna di misure, deve sempre raccogliere quanti
più dati disponibili dal campo e richiedere la necessaria
documentazione per interpretare la rete elettrica, senza
trascurare le circostanze ove il fenomeno è accaduto
(tipologia d’industria, presenza di carichi non lineari ecc..).
–– la strumentazione utilizzata per l’analisi delle reti nei casi
riportati, rispetta la norma EN 61000-4-30, classe-A.
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Sommario
Terza parte
18.Esperienze e esperimenti.................................................................................................... p 110
18.1 Una cattiva fornitura elettrica in media tensione, ma non solo!.................................... p 110
18.1.1 Analisi rete di mt................................................................................................. p
111
18.1.2Misure del fattore di potenza al pcc...................................................................... p
116
18.1.3 Analisi distribuzione di bt, qe-1............................................................................ p
117
18.1.4 Analisi distribuzione di bt, qe-2............................................................................ p
119
18.2Esempio di una condizione di risonanza parallela........................................................ p 120
18.3Effetto del funzionamento di un filtro armonico passivo del v ordine
in una distribuzione elettrica; esempio di verifica funzionale del filtro������������������������� p 123
18.4 Una distribuzione elettrica troppo rifasata: errore progettuale o di concetto?.............. p 127
18.5 Due casi nel merito del fattore di potenza ma, nulla si crea, nulla si distrugge!.......... p 129
18.6 Spike di corrente killer in un isp (internet service provider)!........................................ p 132
18.7Qualità dell’energia e efficienza energetica: ordine incontrovertibile........................... p 138
18.8Può l’uomo influire sulla qualità dell’energia?............................................................... p 140
18.9Rilevatore di corrente omopolare, protezione direzionale di terra
e scatti intempestivi������������������������������������������������������������������������������������������������������ p 143
18.10Guasti ripetuti a un variatore di velocità (vsd)............................................................. p 148
18.11Un filtro passivo naturale: sgradito però!...................................................................... p 152
18.12Fonti rinnovabili e ambiti emc....................................................................................... p 157
18.13Campo magnetico e correnti indotte............................................................................. p 163
Prospettive! ............................................................................................................................... p 167
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18.Esperienze e esperimenti
18.1 Una cattiva fornitura elettrica
in media tensione, ma non solo!
Nel seguente esempio, si esegue una campagna di misure presso una cabina di
trasformazione da media a bassa tensione (MT/BT), per evidenziare la presenza di
problematiche EMC sulla distribuzione elettrica di una società che opera nel settore
metallurgico. Le misure effettuate sono mirate alla ricerca delle causa dei continui disservizi
della fornitura elettrica, ma anche del frequente spegnimento di alcune apparecchiature
di BT, utilizzate nei processi industriali. La campagna di misure sarà poi estesa alla rete di
bassa tensione che, come si vedrà, mostrerà al tecnico Q.E. altri aspetti EMC trattati dalla
pubblicazione.
Saranno quindi monitorate le grandezze elettriche fondamentali, valutando anche i trend dei
tassi di distorsione armonica di corrente e di tensione.
La distribuzione di MT a 15kV è così composta:
–– una cabina elettrica di ricezione;
–– una cabina elettrica di trasformazione composta di una cella di arrivo e due partenze
trasformatore.
Si riporta, in figura 18.1a, lo schema elettrico della cabina di trasformazione da media a
bassa tensione.
Figura 18.1a: Schema elettrico della cabina elettrica di trasformazione
La trasformazione della tensione elettrica a 400V avviene per mezzo di n°2 trasformatori
MT/BT da 2000kVA. Il trasformatore TR-2 presenta un doppio secondario e il sistema di
distribuzione è di tipo isolato (IT).
La rete di distribuzione di BT è costituita da:
–– n°2 Power-Center (QE-1 e QE-2)
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Il QE-1 alimenta tutti i servizi della società (uffici, personal computer, illuminazione ecc...)
e le apparecchiature elettriche utilizzate nel reparto lavorazione (compressori, ventilatori,
blindo, FEM ecc…). Dal QE-2 si derivano invece le linee di potenza e dei servizi ausiliari
per il funzionamento dei forni elettrici a induzione e delle presse industriali.
Si riportano, nelle figure 18.1b e 18.1c, gli schemi elettrici dei due Power Center.
Figura 18.1b: Schema elettrico della distribuzione di BT QE-1
Figura 18.1c: Schema elettrico della distribuzione di BT QE-2 (sistema con doppio secondario
e distribuzione di tipo IT)
18.1.1 Analisi rete di MT
Dall’analisi degli eventi registrati dopo un periodo di monitoraggio di un mese al punto
di fornitura pubblico dell’azienda (PCC), è apparso un evidente problema di Qualità
dell’Energia elettrica fornita.
Si sono, infatti, registrati diversi eventi attribuibili a uno spostamento del centro stella di
riferimento delle tensioni di fase che, per la rete di distribuzione isolata di MT, significano
perdita d’isolamento verso terra, oppure, nei casi estremi, guasto a terra.
Non tutte le perturbazioni registrate hanno poi provocato guasti sulla rete dell’utente, ma
l’innumerevole presenza di tali fenomeni può essere indice di problematiche EMC sulla rete
di distribuzione del distributore.
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Si riportano, nelle figure 18.1.1a. e 18.1.1b, le registrazioni di un evento monitorato: in
esso è evidente un guasto a terra della fase L2 (in rosso) con la logica conseguenza
dell’approssimarsi delle tensioni stellate V10 e V30 (in blu e in verde) al valore delle tensioni
concatenate.
Figure 18.1.1a e 18.1.1b: Oscilloperturbografia del guasto monofase a terra e comportamento rms
V20 - V30
delle tensioni di fase: V
- 10
La tenuta del valore efficace delle tensioni concatenate presuppone che il guasto si
sia verificato su una distribuzione radiale a media tensione adiacente alla distribuzione
dell’utente o comunque derivata dalla stessa sottostazione di trasformazione AT/MT del
gestore. Le tensioni concatenate hanno, infatti, subito un minimo abbassamento del loro
modulo. Vedi figure 18.1.1c e 18.1.1d.
Figure 18.1.1c e 18.1.1d: Oscilloperturbografia della fase guasta L2 , comportamento e trend rms
delle tensioni concatenate
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Ben diverso è invece l’esito dell’evento descritto nella figura 18.1.1e, dove si è assistito
a una interruzione molto breve di MT (VSI), che ha portato a un fuori servizio totale dello
stabilimento.
Dalla registrazione del relè di protezione, la presenza di una tensione omopolare (V0) (in
verde sul grafico), per una durata di oltre 700ms già prima dell’evento e di un’impercettibile
circolazione di una corrente omopolare (I0) sull’impianto della società monitorata (l’esiguo
contributo capacitivo al guasto dei cavi a media tensione della rete utente), fanno attribuire
l’evento a un guasto verificatosi sulla rete MT del distributore.
Figura 18.1.1e: Oscilloperturbografia evento (dal relè di protezione)
Ad avvalorare la tesi, si riportano le catture grafiche dall’analizzatore di rete utilizzato nel
monitoraggio elettrico (figure 18.1.1f e 18.1.1g). Si osservino, in successione cronologica,
il guasto a terra della fase L3 (in verde sul grafico), la conseguente tendenza al valore
concatenato delle tensioni V10 e V20 (in blu e in rosso), la breve interruzione operata dal
distributore per estinguere il guasto e la successiva richiusura della rete.
V20 - V30
Figure 18.1.1f e 18.1.1g: Oscilloperturbografia evento e comportamento rms delle tensioni di fase: V
- 10
Le dinamiche dei guasti appena descritti riconducono all’esempio fatto nel capitolo §15.4
nel merito della breve e lunga interruzione elettrica.
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La figura 18.1.1h riporta la sequenza di ripristino ‘post evento’ della rete utente, con la
richiusura automatica e temporizzata dei trasformatori di potenza TR-1 e TR-2.
Per semplicità è riportato il trend medio rms delle tensioni e delle correnti misurate al PCC.
Figura 18.1.1h: Sequenza programmata di richiusura dei trasformatori
L’analisi dei dati acquisiti al PCC denota anche la presenza di una sovratensione transitoria
meritevole di una descrizione tecnica. L’evento EMC di figura 18.1.1i coincide infatti con un
assorbimento anomalo di corrente dei trasformatori TR-1 e TR-2, in funzione pressoché
senza carico elettrico (funzionamento a vuoto). Il valore della corrente I1 ha assunto il valore
massimo di 38Ap, mentre la sovratensione transitoria, il cui valore differenziale massimo
misurato sulla fase L1 è di 7348V, ha una durata di circa 2ms.
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V20 - V30 ; l1 - l2 - l3
Figura 18.1.1i: Sovratensione transitoria trifase: V
- 10
Questo fenomeno rientra nella casistica delle sovratensioni transitorie, innescate da una
manovra operata sulla rete del distributore. Poiché, successivamente all’evento, si assiste
a un aumento della tensione concatenata di circa 275V, vedi figura 18.1.1l, è ipotizzabile
l’inserzione di una batteria di condensatori per la correzione del fattore di potenza. La
frequenza di oscillazione della corrente coincide con la frequenza delle oscillazioni libere
(formula 15.6.5) e rappresenta lo scambio di energia reattiva tra la capacità del banco di
rifasamento e l’induttanza dei trasformatori.
Manovre di questo tipo accadono spesso sulle reti di MT. Bisogna però assicurarsi che le
pericolose sovratensioni transitorie che si generano, non superino i livelli d’immunità delle
apparecchiature installate.
Figura 18.1.1l: Oscilloperturbografia della sovratensione transitoria (fase-L1) e trend rms
delle tensioni concatenate
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In tabella 18.1.1a sono riportate tutte le perturbazioni mensili registrate dall’analizzatore di
rete e le problematiche occorse alla rete utente.
DATA
ORA
EVENTO
PROFONDITÀ
(% V)
DURATA
NOTE
DOMENICA
xx/yy/zzzz
15.30.54
Buco di tensione trifase
- 16%
41.67 ms
Nessun problema occorso
VENERDI
xx/yy/zzzz
15.47.13
Buco di tensione trifase
- 12.3%
70 ms
Parziale distacco carichi. Perdita di carico per circa:
- 495kW
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.26.49
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione.
MARTEDI
xx/yy/zzzz
08.04.36
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione.
VENERDI
xx/yy/zzzz
14.53.33
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione
LUNEDI
xx/yy/zzzz
08.17.16
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione
MARTEDI
xx/yy/zzzz
10.19.51
Buco di tensione fasi: V2
e V3
- 58 %
99 ms
Parziale distacco carichi. Perdita di carico per circa:
-731kW
GIOVEDI
xx/yy/zzzz
02.30.21
Buco di tensione fasi: V1
e V2
- 13.8%
57 ms
Nessun problema occorso
VENERDI
xx/yy/zzzz
22.08.17
Buco di tensione trifase
- 15.6 %
140 ms
Nessun problema occorso
DOMENICA
xx/yy/zzzz
08.19.29
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.37.11
Buco di tensione trifase
-33.8 %
112 ms
Nessun problema occorso
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.41.05
Buco di tensione trifase
- 34.2 %
113 ms
Nessun problema occorso
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.41.35
Buco di tensione trifase
- 32.8 %
111 ms
Nessun problema occorso
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.50.14
Buco di tensione trifase
- 10.9 %
380 ms
Nessun problema occorso. Presenza di una V0
per la durata del buco
DOMENICA
xx/yy/zzzz
17.54.13
Buco di tensione trifase
- 13.2 %
1.055 s
Nessun problema occorso. Presenza di una V0
per la durata del buco
LUNEDI
xx/yy/zzzz
09.47.10
Breve interruzione
(VSI)
- 100%
500 ms
Fuori servizio generale. Presenza di una V0
precedente alla breve interruzione
Tabella 18.1.1a: Riepilogo eventi mensili occorsi sulla rete Utente
Vista l’elevata incidenza di problematiche elettromagnetiche, si possono confermare i
sospetti di una cattiva Qualità dell’Energia fornita dal distributore. La documentazione
tecnica redatta dal tecnico Q.E. , con l’utilizzo dei dati acquisiti da un analizzatore di rete
conforme alla classe-A della norma EN 61000-4-30, sarà fruibile per un confronto con il
distributore. Dal lato utente si renderà però necessario elevare il livello d’immunità delle
apparecchiature per desensibilizzarsi dalle perturbazioni della rete.
18.1.2 Misure del fattore di potenza al PCC
Valutando i trend delle grandezze elettriche acquisite al punto della fornitura elettrica (PCC)
durante la fase di monitoraggio, si è notato un altro aspetto meritevole di riflessione.
Il fattore di potenza (PF) complessivo dell’impianto nelle fasi di pieno carico è al di sotto
del valore limite stabilito dal gestore della rete, invece, durante le fasi di basso carico
non riportate nel grafico, il PF ha un valore fortemente negativo. La causa di questo fatto
è imputabile a un probabile guasto al sistema di rifasamento per la correzione del PF,
oppure a un errore di settaggio della centralina elettronica per l’inserzione delle batterie di
rifasamento sulla rete elettrica.
In queste situazioni, è sempre consigliato associare alla valutazione EMC della rete anche
una breve descrizione dell’importanza di rifasare correttamente l’impianto (§15.13) ai fini di
migliorarne l’efficienza energetica e prestazionale.
Con una potenza assorbita dall’impianto di 1,82MW e tenendo in considerazione
il limite minimo del fattore di potenza imposto dall’ente distributore per non essere
economicamente penalizzati (> 0,9), la potenza di un nuovo banco di rifasamento per
raggiungere un PF’ di 0,98, è calcolata in 821KVAR (formula 15.13.2).
In figura 18.1.2a è rappresentato il trend del fattore di potenza (PF) dell’impianto (linea
gialla).
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Figura 18.1.2a: Trend rms della potenza attiva, reattiva e del fattore di potenza rilevati al PCC
18.1.3 Analisi distribuzione di BT, QE-1
Nella figura 18.1.3a è mostrato il trend rms della corrente elettrica assorbita dal carico,
alimentato dal trasformatore TR-1. Il periodo di osservazione è di quattro giorni, di cui tre
lavorativi.
Figura 18.1.3a: Trend rms della corrente elettrica (QE-1)
In esso si notano elevati spikes di corrente, cerchiati in rosso, precedenti l’attività di lavoro
mattutina e capaci di causare una caduta di tensione sulla distribuzione di bassa tensione
del -7% per un tempo di circa 150/200ms.
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In termini assoluti, i valori di tensione residua per le tensioni concatenate e stellate sono
rispettivamente di 364V e 210V ma, considerando che tali valori sono stati misurati dalla
strumentazione sulla barratura principale del quadro elettrico QE-1 (con una potenza di
cortocircuito più elevata), è ipotizzabile che le apparecchiature elettriche collegate sulle
linee più lunghe, possano risentire di una variazione della tensione elettrica maggiore, per
via di un’impedenza più alta.
Nel merito della propagazione dei disturbi tra i diversi livelli di tensione, parte dei frequenti
buchi di tensione rilevati sulla linea di MT sono effettivamente propagati sulla rete di bassa
tensione, causando seri problemi di Compatibilità Elettromagnetica. Nella colonna di
destra della tabella 18.1.1a sono palesi due perdite di carico per effetto di quanto appena
affermato.
Anche il buco di tensione occorso sulla rete di MT e rappresentato in figura 18.1.3b, è
un’altra dimostrazione della propagazione dei fenomeni EMC; l’effetto sulla rete di BT è
mostrato in figura 18.1.3c. Tecnicamente, il buco di tensione sulla rete di MT (-15,6%),
provoca una caduta di tensione (cdt) misurata sul quadro QE-1 del -20%.
In questi casi uno dei compiti del tecnico Q.E. è quello di valutare il grado d’immunità delle
apparecchiature installate ai fini di renderle non suscettibili alla valutazione bidimensionale
(tensione residua e durata) dei buchi di tensione.
Figura 18.1.3b: Buco di tensione trifase su rete MT e trend rms delle tensioni elettriche concatenate e di fase
Figura 18.1.3c: Buco di tensione trifase su rete BT, propagatosi dalla rete MT
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18.1.4 Analisi distribuzione di BT, QE-2
La distribuzione elettrica del trasformatore TR-2 è adibita all’alimentazione dei carichi
elettromagneticamente più inquinanti (classe-3). La rete è di tipo isolata e l’utilizzo del
trasformatore di tipo Dy11-Dd0, che presenta un avvolgimento terziario cablato a triangolo,
permette una forte compensazione delle armoniche di corrente del V e VII ordine. Il tasso di
distorsione armonica della tensione (THDV%), misurato sul power center QE-2 è del 10% e
la forma d’onda della tensione, riportata in figura 18.1.4a, è fortemente distorta per la forte
parzializzazione della corrente assorbita dai carichi non lineari.
La presenza dei transitori di commutazione (Notches) è tipicamente causata dai ponti di
conversione con tecnologia a 6 impulsi e può provocare disturbi di tipo radiato alle linee di
bassa tensione o di segnalazione, se posizionate nei pressi dei circuiti di potenza.
Figura 18.1.4a: Oscilloperturbografia della tensione elettrica sul QE-2
Il tecnico Q.E. verificherà che siano state attuate le disposizioni minime per evitare gli
accoppiamenti elettromagnetici ad alta frequenza, controllando schermature, gradi di
separazione fra i circuiti e la presenza di eventuali correnti parassite sui conduttori di
protezione. La scelta di alimentare tutto il carico di potenza non lineare dello stabilimento
mediante una distribuzione elettrica separata, è un modo per ridurre i rischi EMC.
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18.2 Esempio di una condizione
di risonanza parallela
Si schematizzano, in figura 18.2a, una linea di distribuzione costituita da un trasformatore
elettrico, un carico non lineare VSD (variable speed drive) e un banco di rifasamento. Si
riportano inoltre i parametri elettrici necessari per i calcoli matematici.
Figura 18.2a: Rappresentazione unifilare di una distribuzione elettrica
dove:
T:Trasformatore ΔΥ, 15/0,4kV, 2000kVA, Vcc 8%
Vn: 400V, 50Hz
Qc:540kVAR
U: Variatore di velocità da 500kW, 722A
F: Frequenza di rete di 50Hz
Dai dati riportati si ricava la reattanza Xc, quindi la capacità (C) del banco di condensatori:
Formula 18.2.1
Formula 18.2.2
Essendo la formula per il calcolo della risonanza elettrica e
approssimando una resistenza (R) e una reattanza (XT) del trasformatore da 2000kVA
rispettivamente di 0,8mΩ e 6mΩ, si calcolano l’induttanza del trasformatore e la frequenza
di risonanza del sistema:
Formula 18.2.3
Formula 18.2.4
La frequenza di risonanza parallela tra condensatore e trasformatore avverrà intorno al
settimo rango armonico. Questo equivale a dire che l’eventuale circolazione della corrente
armonica di tale ordine, nel circuito di figura 18.2a, troverà un’impedenza circuitale
pressoché nulla e il suo valore sarà amplificato in correlazione al fattore di qualità (Q)
del circuito, il quale dipende dalla reattanza, calcolata per il settimo ordine (XT-7) e dalla
resistenza del circuito (R). La formula 18.2.5 mostra il calcolo.
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Formula 18.2.5
L’utenza (U) rappresentata in figura 18.2a è un variatore di velocità trifase con circuito di
raddrizzamento a sei impulsi, cioè un generatore di corrente naturale del V e VII ordine
armonico.
Ipotizzando che la corrente armonica del VII ordine sia il 5% del totale della corrente
assorbita dall’utenza, si calcola il valore della corrente IRIS , dovuta alla condizione di
risonanza parallela (formula 18.2.6) e che circolerà nel circuito equivalente di figura 18.2b.
Formula 18.2.6
Figura 18.2b: Circuito equivalente e condizione di risonanza parallela
La corrente complessiva (IC1) che interesserà il condensatore è calcolata dalla formula 18.2.7.
Formula 18.2.7
Come visibile, si è ben distanti dal valore nominale della corrente assorbita dal banco di
rifasamento di 780A. La conseguenza è il rapido decadimento dei componenti ed è anche
per questo motivo obbligatorio per il progettista o l’installatore evitare l’insorgenza di questi
fenomeni.
Due vie semplici per approssimare la condizione di risonanza tra un banco di rifasamento e
il trasformatore elettrico, qualora siano accertati alcuni valori d’impianto, sono rese possibili
dalle formule 18.2.8 e 18.2.9. Riprendendo l’esempio di figura 18.2a, si riporta quanto segue.
Formula 18.2.8
dove:
dove:
Oppure:
Formula 18.2.9
dove:
STrasf.: Potenza in kVA del trasformatore,
QC: Potenza in kVAR del banco di rifasamento,
Vcc%: Tensione di cortocircuito percentuale del trasformatore
In entrambi i casi si ottengono valori che concordano nell’individuare il rango armonico (Gn)
critico per il sistema.
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La presenza di una condizione di risonanza elettrica in una distribuzione elettrica
è accertabile con una semplice manovra di inserzione e disinserzione del banco di
rifasamento, monitorando contestualmente il comportamento dei tassi di distorsione
armonica del circuito.
Nelle figure 18.2c e 18.2d, è visibile il miglioramento del tasso di distorsione armonica in
tensione (THDv%) e in corrente (THDi%), misurato a valle di un trasformatore MT/BT in
una cabina elettrica di trasformazione, nel momento di distacco progressivo dalla rete di
due batterie di condensatori per la correzione del fattore di potenza.
Figura 18.2c: Miglioramento del THDv% in un impianto a seguito del distacco del sistema di rifasamento
Figura 18.2d: Miglioramento del THDi% in un impianto a seguito del distacco del sistema di rifasamento
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