Associazione Italiana Insegnanti di Geografia
Sezione di Roma
“Il questionario come strumento di
indagine geografica”
– Casi esemplificativi: analisi e commenti –
Dott. Francesco Nebbia
Sabato 13 aprile 2013 – Aula grande di Geografia
Indice generale degli argomenti
1. Il questionario
 La definizione
 Il processo di indagine statistica e gli attori
 L’individuazione degli errori
2. La struttura del questionario
 Strutturazione di un questionario
 La tipologia di domande
 Casi di applicazione
3. Analisi e riflessioni
“Manuale di tecniche di indagine. 2 - Il
questionario:
progettazione, redazione e verifica”, note e
relazioni n.1, anno 1989.
 Scegliere le domande
 La memoria, l’aspetto psicologico e i quesiti retrospettivi
 Il questionario come strumento geografico e di comunicazione
1. Il Questionario: la definizione
“Prospetto di domande, relative a uno o più
argomenti, stampate su un foglio o modulo, con spazi
vuoti per le risposte, usato per indagini statistiche o
per studi di tipo didattico” .
(Devoto - Oli)
1. L’indagine statistica
Nelle indagini, il questionario è lo schema di una intervista la cui
funzione è quella di raccogliere informazioni sulle variabili qualitative e
quantitative oggetto dell’indagine.
Quindi, il questionario:
 è lo strumento di misura di un fenomeno;
 formulato per tutti secondo una forma comprensibile e universale;
 presenta diversi margini di libertà del ricercatore nella formulazione;
 caratterizzato da domande con elevati livelli di standardizzazione;
 deve seguire necessariamente fasi di costruzione.
La fase di costruzione di un
questionario è il momento più
importante dell’indagine poiché sono
richieste tecnica, abilità ed esperienza.
1. Tecnica, Abilità ed Esperienza
Tecnica
“capacità di applicare un insieme di regole pratiche
nell’esecuzione di una attività intellettuale, manuale e di ricerca”
Abilità
“competenza di saper utilizzare bene un’arte, un servizio, un
ufficio”
Esperienza
“nozione acquisita in un campo determinato, in seguito a prove e
osservazioni empiriche; in generale, conoscenza della vita e degli
uomini, del linguaggio scientifico e degli esperimenti”.
(Dizionario Italiano on-line
Olivetti Media Communication)
1. Gli attori del questionario
I soggetti coinvolti
Il ricercatore
Il rispondente
Il rilevatore
L’operatore
è colui che dà l’input alla ricerca, mette in moto l’indagine,
concepisce il questionario e predispone le istruzioni per i
rilevatori
è colui che compila il questionario e risponde alle domande
è colui che effettua direttamente un rilevamento statistico ed è
incaricato della consegna e del ritiro dei questionari di un
censimento
è colui che deve possedere competenze informatiche e
multimediali nonché conoscenze relative all’interpretazione dei
dati oltre ad essere addetto alla registrazione del valore fornito
1. La comprensione e la standardizzazione
il rispondente deve:
 comprendere le domande;
 essere in grado di attivare la propria memoria per
fornire le indicazioni richieste;
 attivare un processo di elaborazione per valutare e
vedere se è in grado di rispondere.
il ricercatore deve:
 seguire coerentemente le fasi di costruzione del
questionario;
 seguire elevati livelli di standardizzazione che
tengano conto di indagini e confronti internazionali
e/o a piccola scala.
1. Gli errori
Le imprecisioni, gli sbagli e le inesattezze
Il ricercatore
- Mancanza di chiarezza sugli obiettivi ;
- Non idonea predisposizione del questionario;
- Errata manovra di indagine.
Il rispondente
- Problemi di memoria e mancanza di informazione;
- Incapacità nel rispondere ed interpretare le domande;
- Scarsa motivazione e fraintendimento involontario.
Il rilevatore
- Impreparazione sul questionario;
- Inidoneità temporanea sulla conduzione dell’intervista;
- Distrazione e scarsa motivazione.
L’operatore
- Errori di registrazione del valore del dato ;
- Retribuzione percepita;
- Stimoli, stanchezza e motivazioni personali.
- Errata formulazione del questionario
- Distrazione del rilevatore
- Condizione fisica e mentale del rispondente
- Motivazioni personali dell’operatore
1. Gli errori di campionamento
Un campione non è mai perfettamente rappresentativo della popolazione
da cui è stato estratto: si deve sempre tener conto di un errore di
campionamento, che dipende da:
 Variazione casuale  dovuta al caso, cioè a quell’«insieme di fattori
o cause, piccole o grandi, che agiscono su un fenomeno senza che noi
possiamo o vogliamo controllarli esattamente e prevederne quindi
l'azione» (Cavalli – Sforza);
 Selezione viziata (BIAS) selezione effettuata su
di un segmento non rappresentativo della popolazione:
la scelta delle unità che costituiranno il campione viene
effettuata in modo non rigorosamente casuale.
Tipologia di errori
Campionari
Inerenti la distorsione naturale delle stime di una indagine campionaria
Non campionari
è determinato dal fatto che, nella pratica delle indagini, vi è uno
scostamento tra ciò che è stato previsto/progettato e ciò che invece si
realizza effettivamente
1. Il Bias e l’effetto Proxy
Se per indagine statistica intendiamo una attività teorica e pratica,
indirizzata alla conoscenza o alla scoperta di qualcosa, si deve sempre
tenere a mente che:
solamente quando la scelta degli individui che compongono il campione è
stata dettata dal puro e semplice caso, è possibile prevedere e calcolare
l’entità della differenza tra campione e popolazione: in caso contrario si
parla di BIAS (o Campione distorto) quando cioè si ottengono risultati che
si discostano sistematicamente dai valori veri;
 l’EFFETTO PROXY non è altro che una ulteriore distorsione che incide
sull’attendibilità delle domande; riguarda aspetti importanti del
comportamento individuale (religiosità, sessualità, politica, …).
1. La fasi dell’indagine e la teoria degli errori
Le fasi dell’indagine statistica
1. Formulazione
Gli attori coinvolti
Si precisa la scopo e si crea il
questionario
Ricercatore
Si fissa il piano e la raccolta dei dati
Rilevatore
3. Elaborazione
Mediante operazioni matematiche si
sintetizzano i risultati
Operatore
4. Esposizione
Attraverso grafici e disegni si
presentano i dati in modo significativo
Ricercatore
2. Rilevazione
Nell’ambito di indagini che hanno come unità di rilevazione la famiglia o
l’individuo possono emergere diversi errori, a carico di uno o più attori:
 errori di formulazione del questionario;
 errori assoluti e relativi;
Strutturare
 errori dovuti alle distorsioni naturali dei campioni;
idoneamente un
questionario è
 errori sistematici legati al Bias e all’effetto Proxy;
fondamentale
 errori di misurazione;
per il
 errori umani (stimoli, remunerazione, stanchezza);
ricercatore
 errori di comunicazione dei risultati.
2. La strutturazione di un Questionario
Questionari relativi alle attività extra-scolastiche degli alunni
Che differenza c’è tra questi due questionari?
2. Tipologie di Questionario
I questionari possono essere generalmente sottoforma di audio/video intervista
oppure compilati direttamente dai soggetti coinvolti (auto-compilazione).
E’ possibile creare 3 tipi di questionari, differenti per modalità di
accesso e visualizzazione dei dati (nominali o anonimi):
 Anonimo  compilabile senza autenticazione;
 Con autenticazione e senza tracciamento  compilabile previa
autenticazione (con login e password) tuttavia le risposte fornite dagli
utenti vengono visualizzate in forma anonima;
 Con autenticazione e tracciamento  compilabile previa
autenticazione (con login e password) e le risposte fornite dagli utenti
vengono visualizzate con il riferimento identificativo degli utenti stessi.
2. La strutturazione di un Questionario
Quale che sia la forma delle domande e il
linguaggio utilizzato, una particolare attenzione
va rivolta all’ordine e alla successione dei
quesiti:
 La sequenza dei quesiti influenza notevolmente sul successo
dell’intero questionario;
 La non adeguata collocazione di una domanda può creare una
situazione di appesantimento per il rispondente:
 Si deve considerare:
 la successione logica dei temi;
 la valutazione della difficoltà;
 la presenza di domande “filtro”.
 Una notevole importanza è ricoperta dalla lunghezza del questionario:
 Quante domande compongono il questionario?
 Quanto rimane vivo l’interesse dell’intervistato?
2. La tipologia di domande
Preparare una domanda presenta una serie di problemi non indifferenti:
 stabilire il tema da affrontare;
 decidere quanta libertà lasciare all’intervistato;
 fissare il numero delle risposte diverse per la stessa domanda;
 capire il tipo e il livello di informazione a cui ogni domanda dà luogo;
 scegliere la tipologia di domanda.
Le domande si distinguono in:
LA CLASSIFICAZIONE DEI QUESITI
Domande a
risposta
libera
domande
aperte
che
lasciano
all’intervistato la possibilità di esprimersi
nella forma che preferisce, utilizzando
parole proprie , senza che nulla gli venga
suggerito
Domande a
risposta fissa
predefinita
domande chiuse che prevedono delle
alternative fisse di risposte predefinite dal
ricercatore
2. La tipologia di domande: vantaggi e svantaggi
CLASSIFICAZIONE DEI
QUESITI
VANTAGGI
SVANTAGGI
Domande a risposta
libera
 non si condiziona la
risposta;
 utili per trattare
argomenti personali e
delicati;
 utilizzabili in ogni
genere di ricerca.
 inducono gli intervistati a
rispondere per luoghi comuni;
 la qualità delle risposte
ottenute è funzione del livello
culturale del rispondente;
 dilatano tempi e costi in ogni
fase dell’indagine e richiedono
una lunga codifica successiva .
Domande a risposta
fissa predefinita
 riducono gli errori di
trascrizione degli
intervistatori;
 su fatti o
comportamenti
costituiscono un aiuto per
il rispondente;
 tempi brevi per
l’elaborazione dei risultati.
 l’ordine proposto delle risposte
può influenzare gli intervistati;
 possono indurre scelte non
ragionate dovute a forme di
acquiescienza;
 non
forniscono
nessuna
possibilità di scelta ulteriore per
gli intervistati.
2. Casi di applicazione
 Esperienza diretta a L’Aquila a tre mesi dal sisma come soccorritore della
Protezione Civile;
 Servizio di soccorritore volontario presso il campo di San Sisto a L’Aquila, nella
zona di Piazza D’Armi, nei mesi di luglio e agosto 2009;
 Tesi di Laurea triennale dal titolo “Il terremoto a L’Aquila del 6 Aprile 2009: I primi
mesi dell’emergenza”;
 Compilazione di 90 questionari sia da parte degli aquilani terremotati (40) che da
parte di coloro che hanno prestato servizio nella tendopoli (50) nel mese di settembre
2009;
 Tesi di Laurea Magistrale dal titolo “Il terremoto a L’Aquila del 6 aprile 2009: dai
sopralluoghi sul campo alle metodologie di didattica, educazione e prevenzione sismica
nelle scuole”;
 Diversi sopralluoghi effettuati a L’Aquila nei mesi di agosto e settembre 2011 che
hanno portato a far compilare 50 nuovi questionari e all’acquisizione di 4 videointerviste.
2. Casi di applicazione
Questionari
90
(40 + 50) Settembre 2009
11 DOMANDE
50
Settembre 2011
8 DOMANDE
Titolo
Caratteristiche delle
domande
Doppia Tipologia:
a) “Il terremoto del 6 aprile
con gli occhi della
popolazione”
Domande a risposta libera
a) 1
b) 2
Domande a risposta fissa
predefinita
a) 10
b) 9
b) “La città di L’Aquila dopo il
terremoto del 6 aprile 2009”.
“La situazione a due anni dal
sisma: il punto di vista degli
aquilani”
Domande a risposta libera
1
Domande a risposta fissa
predefinita
7
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
…..
Risposta libera
“Nonostante l’insostenibile situazione, lo sconforto, la paura e la rabbia, lodo coloro (gli aquilani)
che si sono rimboccati le maniche ed affrontano la situazione con estrema dignità, mentre
condanno coloro che ne approfittano e qui mi fermo”.
“Dal punto di vista psicologico c’è grande difficoltà per noi che, a distanza di quasi quattro mesi,
siamo impauriti e con il terrore negli occhi. Io, personalmente non ho più il coraggio di rientrare a
casa, visto che sono viva per miracolo”.
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Disagi avvertiti dalla popolazione nei primi tre mesi dal sisma
Nessuna risposta
11%
Altro
13%
Carenza di illuminazione e di
elementi di svago
22%
Carenza di servizi igienici e
sanitari
15%
Carenza di personale delle
Istituzioni
13%
Carenza di controlli volti a
garantire la sicurezza
26%
a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della
popolazione” (settembre 2009)
Descrizione della vita in tenda
Altro
5%
Nessuna risposta
10%
Insostenibile
12%
Accettabile
23%
Molto Difficile
50%
b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile
2009” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
…..
Risposta libera
“Far ripartire l’economia locale attraverso finanziamenti pubblici nei confronti dei privati rimasti
senza lavoro (dando per scontato i fondi stanziati per la ricostruzione delle abitazioni sia distrutte
che danneggiate”.
“1)Dare sostegno morale alle persone, ascoltare e starle accanto; 2) Informare le persone sulla
situazione delle loro case; 3) Cercare di soddisfare i bisogni primari delle persone; 4) Trovare
una sistemazione il più possibile ottimale per gli sfollati; 5) Far riprendere l’economia e il lavoro”.
b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile
2009” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile
2009” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile
2009” (settembre 2009)
Risposta fissa predefinita
…..
Risposta libera
“L’evento è stato troppo grosso e quindi di non immediata risoluzione” .
“Sfruttamento della grave situazione per immagini politiche” .
b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile
2009” (settembre 2009)
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista
degli aquilani” (settembre 2011)
Risposta fissa predefinita
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista
degli aquilani” (settembre 2011)
Risposta fissa predefinita
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista
degli aquilani” (settembre 2011)
…..
Risposta libera
“L’Aquila aveva poco, ora non ha niente. Non c’è lavoro per i giovani ed essi non hanno
futuro. E’ possibile che per le case ancora non c’è soluzione? La gente vuole restare a
casa e l’aquila vuole risorgere. Ancora non sanno dove mettere le macerie”.
“Demolizione di aree ed edifici non ristrutturabili in modo adeguato e sfoltimento delle
macerie. Ricreare inoltre degli spazi di aggregazione sociale. Dare priorità alla
ricostruzione di abitazioni, di attività commerciali e servizi”.
“Controllo, incentivare il lavoro e la ripresa economica, non disgregare le forze,
concentrarsi sulla priorità, non all’assistenzialismo”.
“L’unica cosa che mi dispiace è che questo rimarrà solo un questionario chiuso nel tuo
cassetto e non una grande voce per far capire a chi comanda che qui la città affonda e
che il terremoto è stato solo l’inizio della grande rovina per l’uomo e per la città”.
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
(settembre 2011)
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
Quale è la Sua attuale occupazione lavorativa?
Pensionato 4%
Nessuna risposta 4%
Studente presso Istituti
o Università di L'Aquila
38%
Disoccupato e in cerca
di lavoro 12%
42% Occupato
38% Studenti
4% Pensionati
Occupato 42%
A due anni dal sisma dove vive Lei
attualmente?
Nessuna risposta
4%
60% Vive in casa
20% in M.A.P . o C.A.S.E.
Vivo a casa mia 60%
12% In casa di parenti e amici
4% Vive in casa dopo la ricostruzione
Vivo nei complessi
antisismici del
Progetto C.A.S.E. o
M.A.P. 20%
Vivo a casa di
parenti o amici
12%
Sono tornato a
vivere a casa dopo
la ricostruzione 4%
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
(settembre 2011)
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
Che cosa sta riscontrando Lei ad oltre due
Una forma dianni dal terremoto?
comune
indifferenza
Una carenza di
da parte degli
controlli volti a
italiani 6%
garantire la
sicurezza nella
città 8%
Nessuna risposta
Altro 4% 2%
Una mancanza
nella
ricostruzione
adeguata della
città 52%
52% Carente
22% Soddisfacente
18% Assai carente
Una generale
disattesa delle
promesse fatte
dal Governo 28%
52% Mancata ricostruzione
28% Disattesa delle promesse
8% Carenza di sicurezza
Rispetto a due anni fa ci si sente più sicuri ma si
percepisce fortemente una mancata
ricostruzione della città
A suo avviso, dal 6 aprile 2009 ad oggi, il lavoro
complessivamente compiuto dalle varie Istituzioni
può essere considerato:
A tre mesi dal sisma il 60% degli intervistati ha risposto
“Soddisfacente”: 24 mesi dopo il terremoto il 75% circa
non ha espresso un parere positivo su quanto
effettivamente è stato fatto
Molto soddisfacente
8%
Assai carente 18%
Soddisfacente 22%
Carente 52%
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
(settembre 2011)
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
A due anni dal terremoto Lei prova un sentimento di:
Altro 20%
Fiducia 12%
Rabbia 22%
Desolazione 46%
 46% Desolazione
 22% Rabbia
 12% Fiducia
A tre mesi dal sisma gli aquilani percepivano sentimenti di “Sconforto” e “Rabbia”.
Oggi si sente una sensazione di avvilimento e di scoraggiamento, risultato di una
percezione collettiva di grande negatività circa la ripresa della vita in città.
La rabbia della gente si traduce oggi in violente manifestazioni di protesta e in
azioni incontrollate da parte di chi non vuole più aspettare la ripresa
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
(settembre 2011)
“La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani”
In caso di forti eventi sismici, sulla base dell'esperienza del
terremoto del 6 aprile 2009, Lei saprebbe ora come comportarsi
prima/durante/dopo un fenomeno di questo tipo?
Assolutamente No 6%
Nessuna risposta
2%
Certamente Si 16%
No 20%
Si 56%
 54% Certamente Sì
 34% Sì
 12% Non saprei
 56% Sì
 20% No
 16 % Certamente Sì
Due anni fa poco più della metà degli intervistati era a
conoscenza della corretta condotta di comportamento in caso
di sisma; oggi, viste le diverse iniziative, pubbliche e private,
per far comprendere ai giovani il rischio sismico e le norme di
prevenzione, soprattutto in ambito scolastico, i dati di cui si
dispone lasciano ben sperare: 36 persone su 50, il 72% dei casi
riscontrati, sanno come agire in caso di emergenza sismica
Lei pensa che l'educazione sismica nelle scuole
secondarie di primo grado italiane sia una materia da
trattare con particolare approfondimento?
Quasi nella totalità dei responsi emerge che le
persone sentono l’esigenza di informare i ragazzi
sull’esistenza dei rischi naturali e sulla necessità di
studiarli per sapere come agire in caso di
emergenza
Non saprei 12%
Si 34%
Assolutamente no 0%
Certamente Si 54%
3. Scegliere le domande
Quali tipologie di domande devono esser scelte?
 nelle indagini statistiche di grande dimensione le domande aperte non sono
sempre idonee poiché possono indurre complicazioni per quanto concerne la
codifica di ufficio;
 nelle indagini statistiche di media-piccola dimensione sono invece sconsigliate
le domande a risposta fissa predefinita.
 Quali sono i criteri guida da seguire?
 è sempre meglio effettuare un’indagine esplorativa preliminare prima di
procedere alla strutturazione di un questionario;
 prendere spunto da altre indagini e/o questionari condotte sullo stesso
argomento
 è necessario stabilire in anticipo il grado di accuratezza desiderato per le
variabili oggetto di studio;
 è possibile capire preventivamente se imporre una struttura predefinita alla
risposte per evitare di produrre un pericoloso effetto di «gabbia»;
 decidere se utilizzare o meno tecniche di probing (il caso dei “non so”).
3. La memoria, l’aspetto psicologico e i quesiti retrospettivi
nelle indagini può sorgere la necessità di
sondare aspetti riguardanti il passato
degli individui
La memoria delle persone può alterare
il passato
Si corrono dei rischi:
 omissione di informazioni;
 informazioni errate;
 condizionamenti nella risposte.
una particolare attenzione deve essere
posta ai meccanismi psicologici che
possono attivarsi nel rispondente
Il quesito, relativo ad un fenomeno,
potrebbe essere obiettivamente
delicato (abitudini alimentari,
consumo di alcool, fumo, …)
3. L’aspetto retrospettivo
Esistono diversi modi per impostare quesiti relativi al passato:
Su quale periodo stiamo indagando?
 fisso
(delimitato dal calendario: “l’anno 1986 …”)
 mobile (l’arco di tempo: “Nelle due settimane prese in esame …”)
 diverso (estremi e durata diversi, riferito a casi specifici)
Si richiedono sforzi retrospettivi quando c’è bisogno di una informazione più
elaborata, con la specificazione delle date di tutti gli eventi oggetto di interesse.
Si devono sempre tenere a mente:
 il periodo dell’indagine;
 il periodo del ricordo (possibilmente documentato, con l’ausilio di diari);
 la distinzione tra il periodo reale e quello tatticamente più giusto (anticipare il
percorso mentale che dovrebbe fare l’intervistato per avere più informazioni: “la paga
dell’operaio in un’indagine sui salari”)
3. L’aspetto psicologico
Il quesito può essere formulato in modo tale da determinare un effetto
psicologico nel rispondente, che è indotto da una particolare risposta.
Su alcuni argomenti subentrano delle resistenze di tipo psicologico:
 timore di controlli fiscali;
 riluttanza a denunciare posizioni non accettate socialmente;
 astensione dal prendere posizioni nette;
 età, sesso, personalità, valori e punti di vista dell’intervistato.
Nel caso di un questionario riferito agli effetti e alle conseguenze umane,
sociali e lavorative generate da un terremoto sulle persone, possono essere
molte le resistenze:





paura, spavento e angoscia;
disagi sociali, difficili situazioni abitative e lavorative;
stati d’animo di diffidenza e rabbia;
incapacità di saper fornire risposte;
storie difficili da ricordare e da raccontare.
3. L’aspetto psicologico
Le calamità naturali come il terremoto sono eventi che travalicano l'ambito
dell'esperienza umana normale e che, dal punto di vista psicologico, sono
abbastanza traumatici da indurre stress in chiunque.
È facile immaginare che essere travolti da un evento di questo tipo sia
un'esperienza che mette a dura prova le capacità di adattamento e la nostra
salute psicologica.
Il dolore davanti ad una calamità naturale come un terremoto devastante non
conosce limiti: l’impotenza, la paura, il terrore dominano in questo momento
gli animi di migliaia di persone, alle quali ci sentiamo vicini e per le quali la
macchina della solidarietà, così grande in Italia nei momenti di crisi, si è già
messa in moto.
3. L’aspetto psicologico
(Terremoto Umbria-Marche 1997)
3. L’aspetto psicologico
 Quali sono i metodi da utilizzare per far diminuire le resistenze ?
 far comprendere la normalità di certi comportamenti quando questi sono
percepiti nel senso comune come “devianti”;
 avvicinarsi al problema gradualmente;
 far intendere all’intervistato che non si ha un giudizio nei suoi confronti;
 ricorrere all’auto-compilazione, per garantire una certa riservatezza;
 utilizzare domande indirette, domande proiettive e domande
casualizzate;
 evitare l’utilizzo di parole con una particolare carica emotiva;
 sottrarsi dal porre quesiti che danno per scontato un fatto o un
comportamento dei rispondenti
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
 In quale modo si possono riportare le conclusioni?
1) Una volta strutturato e fatto compilare, indipendentemente dalla sua
tipologia, i risultati a cui si è giunti con il questionario possono essere
pubblicati on-line;
CENTRO DI SERVIZIO PER LE TECNOLOGIE E LA DIDATTICA UNIVERSITARIA MULTIMEDIALE E A
DISTANZA (UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO)
2) Una volta strutturato e fatto compilare, indipendentemente dalla sua
tipologia, i risultati a cui si è giunti con il questionario possono essere
stampati su volumi o illustrati in occasione di convegni e seminari.
DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
 Con quali modalità di rappresentazione?
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
TABELLE
GRAFICI
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
INDICATORI STATISTICI
3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione
Quindi:
 Utilizzando tabelle (a doppia entrata), raccogliere i dati relativi al nome e
all’età degli intervistati del gruppo e calcolare l'età media, la moda e la mediana;
 E’ utile effettuare ulteriori calcoli per raggruppare i dati per classi, con
intervello di 5 anni di età;
 Rappresentare i dati con istogrammi, ideogrammi, aerogrammi e diagrammi
cartesiani;
 Calcolare le percentuali.
3. Il questionario come strumento geografico di
comunicazione: le conclusioni
 l’obiettivo finale deve essere quello di trovare la combinazione ottimale tra una
serie di accorgimenti tecnici di base e gli aspetti specifici di originalità legati
all’indagine;
 l’esistenza di più livelli di comunicazione riferiti a destinatari differenti pone la
necessità di una impostazione grafica complessiva adeguata;
 la scelta di una o di un’altra modalità di rappresentazione deve favorire la
fluidità e la trasmissione delle conclusioni;
 adottare una grafica adeguata è fondamentale per quanto riguarda l’esposizione
dei risultati di argomenti che presentano resistenze psicologiche;
 il questionario è quindi il fondamentale
ricercatore/rispondente.
strumento di comunicazione
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Francesco Nebbia, Il questionario come strumento di indagine