Associazione Italiana Insegnanti di Geografia Sezione di Roma “Il questionario come strumento di indagine geografica” – Casi esemplificativi: analisi e commenti – Dott. Francesco Nebbia Sabato 13 aprile 2013 – Aula grande di Geografia Indice generale degli argomenti 1. Il questionario La definizione Il processo di indagine statistica e gli attori L’individuazione degli errori 2. La struttura del questionario Strutturazione di un questionario La tipologia di domande Casi di applicazione 3. Analisi e riflessioni “Manuale di tecniche di indagine. 2 - Il questionario: progettazione, redazione e verifica”, note e relazioni n.1, anno 1989. Scegliere le domande La memoria, l’aspetto psicologico e i quesiti retrospettivi Il questionario come strumento geografico e di comunicazione 1. Il Questionario: la definizione “Prospetto di domande, relative a uno o più argomenti, stampate su un foglio o modulo, con spazi vuoti per le risposte, usato per indagini statistiche o per studi di tipo didattico” . (Devoto - Oli) 1. L’indagine statistica Nelle indagini, il questionario è lo schema di una intervista la cui funzione è quella di raccogliere informazioni sulle variabili qualitative e quantitative oggetto dell’indagine. Quindi, il questionario: è lo strumento di misura di un fenomeno; formulato per tutti secondo una forma comprensibile e universale; presenta diversi margini di libertà del ricercatore nella formulazione; caratterizzato da domande con elevati livelli di standardizzazione; deve seguire necessariamente fasi di costruzione. La fase di costruzione di un questionario è il momento più importante dell’indagine poiché sono richieste tecnica, abilità ed esperienza. 1. Tecnica, Abilità ed Esperienza Tecnica “capacità di applicare un insieme di regole pratiche nell’esecuzione di una attività intellettuale, manuale e di ricerca” Abilità “competenza di saper utilizzare bene un’arte, un servizio, un ufficio” Esperienza “nozione acquisita in un campo determinato, in seguito a prove e osservazioni empiriche; in generale, conoscenza della vita e degli uomini, del linguaggio scientifico e degli esperimenti”. (Dizionario Italiano on-line Olivetti Media Communication) 1. Gli attori del questionario I soggetti coinvolti Il ricercatore Il rispondente Il rilevatore L’operatore è colui che dà l’input alla ricerca, mette in moto l’indagine, concepisce il questionario e predispone le istruzioni per i rilevatori è colui che compila il questionario e risponde alle domande è colui che effettua direttamente un rilevamento statistico ed è incaricato della consegna e del ritiro dei questionari di un censimento è colui che deve possedere competenze informatiche e multimediali nonché conoscenze relative all’interpretazione dei dati oltre ad essere addetto alla registrazione del valore fornito 1. La comprensione e la standardizzazione il rispondente deve: comprendere le domande; essere in grado di attivare la propria memoria per fornire le indicazioni richieste; attivare un processo di elaborazione per valutare e vedere se è in grado di rispondere. il ricercatore deve: seguire coerentemente le fasi di costruzione del questionario; seguire elevati livelli di standardizzazione che tengano conto di indagini e confronti internazionali e/o a piccola scala. 1. Gli errori Le imprecisioni, gli sbagli e le inesattezze Il ricercatore - Mancanza di chiarezza sugli obiettivi ; - Non idonea predisposizione del questionario; - Errata manovra di indagine. Il rispondente - Problemi di memoria e mancanza di informazione; - Incapacità nel rispondere ed interpretare le domande; - Scarsa motivazione e fraintendimento involontario. Il rilevatore - Impreparazione sul questionario; - Inidoneità temporanea sulla conduzione dell’intervista; - Distrazione e scarsa motivazione. L’operatore - Errori di registrazione del valore del dato ; - Retribuzione percepita; - Stimoli, stanchezza e motivazioni personali. - Errata formulazione del questionario - Distrazione del rilevatore - Condizione fisica e mentale del rispondente - Motivazioni personali dell’operatore 1. Gli errori di campionamento Un campione non è mai perfettamente rappresentativo della popolazione da cui è stato estratto: si deve sempre tener conto di un errore di campionamento, che dipende da: Variazione casuale dovuta al caso, cioè a quell’«insieme di fattori o cause, piccole o grandi, che agiscono su un fenomeno senza che noi possiamo o vogliamo controllarli esattamente e prevederne quindi l'azione» (Cavalli – Sforza); Selezione viziata (BIAS) selezione effettuata su di un segmento non rappresentativo della popolazione: la scelta delle unità che costituiranno il campione viene effettuata in modo non rigorosamente casuale. Tipologia di errori Campionari Inerenti la distorsione naturale delle stime di una indagine campionaria Non campionari è determinato dal fatto che, nella pratica delle indagini, vi è uno scostamento tra ciò che è stato previsto/progettato e ciò che invece si realizza effettivamente 1. Il Bias e l’effetto Proxy Se per indagine statistica intendiamo una attività teorica e pratica, indirizzata alla conoscenza o alla scoperta di qualcosa, si deve sempre tenere a mente che: solamente quando la scelta degli individui che compongono il campione è stata dettata dal puro e semplice caso, è possibile prevedere e calcolare l’entità della differenza tra campione e popolazione: in caso contrario si parla di BIAS (o Campione distorto) quando cioè si ottengono risultati che si discostano sistematicamente dai valori veri; l’EFFETTO PROXY non è altro che una ulteriore distorsione che incide sull’attendibilità delle domande; riguarda aspetti importanti del comportamento individuale (religiosità, sessualità, politica, …). 1. La fasi dell’indagine e la teoria degli errori Le fasi dell’indagine statistica 1. Formulazione Gli attori coinvolti Si precisa la scopo e si crea il questionario Ricercatore Si fissa il piano e la raccolta dei dati Rilevatore 3. Elaborazione Mediante operazioni matematiche si sintetizzano i risultati Operatore 4. Esposizione Attraverso grafici e disegni si presentano i dati in modo significativo Ricercatore 2. Rilevazione Nell’ambito di indagini che hanno come unità di rilevazione la famiglia o l’individuo possono emergere diversi errori, a carico di uno o più attori: errori di formulazione del questionario; errori assoluti e relativi; Strutturare errori dovuti alle distorsioni naturali dei campioni; idoneamente un questionario è errori sistematici legati al Bias e all’effetto Proxy; fondamentale errori di misurazione; per il errori umani (stimoli, remunerazione, stanchezza); ricercatore errori di comunicazione dei risultati. 2. La strutturazione di un Questionario Questionari relativi alle attività extra-scolastiche degli alunni Che differenza c’è tra questi due questionari? 2. Tipologie di Questionario I questionari possono essere generalmente sottoforma di audio/video intervista oppure compilati direttamente dai soggetti coinvolti (auto-compilazione). E’ possibile creare 3 tipi di questionari, differenti per modalità di accesso e visualizzazione dei dati (nominali o anonimi): Anonimo compilabile senza autenticazione; Con autenticazione e senza tracciamento compilabile previa autenticazione (con login e password) tuttavia le risposte fornite dagli utenti vengono visualizzate in forma anonima; Con autenticazione e tracciamento compilabile previa autenticazione (con login e password) e le risposte fornite dagli utenti vengono visualizzate con il riferimento identificativo degli utenti stessi. 2. La strutturazione di un Questionario Quale che sia la forma delle domande e il linguaggio utilizzato, una particolare attenzione va rivolta all’ordine e alla successione dei quesiti: La sequenza dei quesiti influenza notevolmente sul successo dell’intero questionario; La non adeguata collocazione di una domanda può creare una situazione di appesantimento per il rispondente: Si deve considerare: la successione logica dei temi; la valutazione della difficoltà; la presenza di domande “filtro”. Una notevole importanza è ricoperta dalla lunghezza del questionario: Quante domande compongono il questionario? Quanto rimane vivo l’interesse dell’intervistato? 2. La tipologia di domande Preparare una domanda presenta una serie di problemi non indifferenti: stabilire il tema da affrontare; decidere quanta libertà lasciare all’intervistato; fissare il numero delle risposte diverse per la stessa domanda; capire il tipo e il livello di informazione a cui ogni domanda dà luogo; scegliere la tipologia di domanda. Le domande si distinguono in: LA CLASSIFICAZIONE DEI QUESITI Domande a risposta libera domande aperte che lasciano all’intervistato la possibilità di esprimersi nella forma che preferisce, utilizzando parole proprie , senza che nulla gli venga suggerito Domande a risposta fissa predefinita domande chiuse che prevedono delle alternative fisse di risposte predefinite dal ricercatore 2. La tipologia di domande: vantaggi e svantaggi CLASSIFICAZIONE DEI QUESITI VANTAGGI SVANTAGGI Domande a risposta libera non si condiziona la risposta; utili per trattare argomenti personali e delicati; utilizzabili in ogni genere di ricerca. inducono gli intervistati a rispondere per luoghi comuni; la qualità delle risposte ottenute è funzione del livello culturale del rispondente; dilatano tempi e costi in ogni fase dell’indagine e richiedono una lunga codifica successiva . Domande a risposta fissa predefinita riducono gli errori di trascrizione degli intervistatori; su fatti o comportamenti costituiscono un aiuto per il rispondente; tempi brevi per l’elaborazione dei risultati. l’ordine proposto delle risposte può influenzare gli intervistati; possono indurre scelte non ragionate dovute a forme di acquiescienza; non forniscono nessuna possibilità di scelta ulteriore per gli intervistati. 2. Casi di applicazione Esperienza diretta a L’Aquila a tre mesi dal sisma come soccorritore della Protezione Civile; Servizio di soccorritore volontario presso il campo di San Sisto a L’Aquila, nella zona di Piazza D’Armi, nei mesi di luglio e agosto 2009; Tesi di Laurea triennale dal titolo “Il terremoto a L’Aquila del 6 Aprile 2009: I primi mesi dell’emergenza”; Compilazione di 90 questionari sia da parte degli aquilani terremotati (40) che da parte di coloro che hanno prestato servizio nella tendopoli (50) nel mese di settembre 2009; Tesi di Laurea Magistrale dal titolo “Il terremoto a L’Aquila del 6 aprile 2009: dai sopralluoghi sul campo alle metodologie di didattica, educazione e prevenzione sismica nelle scuole”; Diversi sopralluoghi effettuati a L’Aquila nei mesi di agosto e settembre 2011 che hanno portato a far compilare 50 nuovi questionari e all’acquisizione di 4 videointerviste. 2. Casi di applicazione Questionari 90 (40 + 50) Settembre 2009 11 DOMANDE 50 Settembre 2011 8 DOMANDE Titolo Caratteristiche delle domande Doppia Tipologia: a) “Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” Domande a risposta libera a) 1 b) 2 Domande a risposta fissa predefinita a) 10 b) 9 b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009”. “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” Domande a risposta libera 1 Domande a risposta fissa predefinita 7 a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita ….. Risposta libera “Nonostante l’insostenibile situazione, lo sconforto, la paura e la rabbia, lodo coloro (gli aquilani) che si sono rimboccati le maniche ed affrontano la situazione con estrema dignità, mentre condanno coloro che ne approfittano e qui mi fermo”. “Dal punto di vista psicologico c’è grande difficoltà per noi che, a distanza di quasi quattro mesi, siamo impauriti e con il terrore negli occhi. Io, personalmente non ho più il coraggio di rientrare a casa, visto che sono viva per miracolo”. a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Disagi avvertiti dalla popolazione nei primi tre mesi dal sisma Nessuna risposta 11% Altro 13% Carenza di illuminazione e di elementi di svago 22% Carenza di servizi igienici e sanitari 15% Carenza di personale delle Istituzioni 13% Carenza di controlli volti a garantire la sicurezza 26% a)“Il terremoto del 6 aprile con gli occhi della popolazione” (settembre 2009) Descrizione della vita in tenda Altro 5% Nessuna risposta 10% Insostenibile 12% Accettabile 23% Molto Difficile 50% b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita ….. Risposta libera “Far ripartire l’economia locale attraverso finanziamenti pubblici nei confronti dei privati rimasti senza lavoro (dando per scontato i fondi stanziati per la ricostruzione delle abitazioni sia distrutte che danneggiate”. “1)Dare sostegno morale alle persone, ascoltare e starle accanto; 2) Informare le persone sulla situazione delle loro case; 3) Cercare di soddisfare i bisogni primari delle persone; 4) Trovare una sistemazione il più possibile ottimale per gli sfollati; 5) Far riprendere l’economia e il lavoro”. b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009” (settembre 2009) Risposta fissa predefinita ….. Risposta libera “L’evento è stato troppo grosso e quindi di non immediata risoluzione” . “Sfruttamento della grave situazione per immagini politiche” . b) “La città di L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009” (settembre 2009) “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) Risposta fissa predefinita “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) Risposta fissa predefinita “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) ….. Risposta libera “L’Aquila aveva poco, ora non ha niente. Non c’è lavoro per i giovani ed essi non hanno futuro. E’ possibile che per le case ancora non c’è soluzione? La gente vuole restare a casa e l’aquila vuole risorgere. Ancora non sanno dove mettere le macerie”. “Demolizione di aree ed edifici non ristrutturabili in modo adeguato e sfoltimento delle macerie. Ricreare inoltre degli spazi di aggregazione sociale. Dare priorità alla ricostruzione di abitazioni, di attività commerciali e servizi”. “Controllo, incentivare il lavoro e la ripresa economica, non disgregare le forze, concentrarsi sulla priorità, non all’assistenzialismo”. “L’unica cosa che mi dispiace è che questo rimarrà solo un questionario chiuso nel tuo cassetto e non una grande voce per far capire a chi comanda che qui la città affonda e che il terremoto è stato solo l’inizio della grande rovina per l’uomo e per la città”. “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” Quale è la Sua attuale occupazione lavorativa? Pensionato 4% Nessuna risposta 4% Studente presso Istituti o Università di L'Aquila 38% Disoccupato e in cerca di lavoro 12% 42% Occupato 38% Studenti 4% Pensionati Occupato 42% A due anni dal sisma dove vive Lei attualmente? Nessuna risposta 4% 60% Vive in casa 20% in M.A.P . o C.A.S.E. Vivo a casa mia 60% 12% In casa di parenti e amici 4% Vive in casa dopo la ricostruzione Vivo nei complessi antisismici del Progetto C.A.S.E. o M.A.P. 20% Vivo a casa di parenti o amici 12% Sono tornato a vivere a casa dopo la ricostruzione 4% “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” Che cosa sta riscontrando Lei ad oltre due Una forma dianni dal terremoto? comune indifferenza Una carenza di da parte degli controlli volti a italiani 6% garantire la sicurezza nella città 8% Nessuna risposta Altro 4% 2% Una mancanza nella ricostruzione adeguata della città 52% 52% Carente 22% Soddisfacente 18% Assai carente Una generale disattesa delle promesse fatte dal Governo 28% 52% Mancata ricostruzione 28% Disattesa delle promesse 8% Carenza di sicurezza Rispetto a due anni fa ci si sente più sicuri ma si percepisce fortemente una mancata ricostruzione della città A suo avviso, dal 6 aprile 2009 ad oggi, il lavoro complessivamente compiuto dalle varie Istituzioni può essere considerato: A tre mesi dal sisma il 60% degli intervistati ha risposto “Soddisfacente”: 24 mesi dopo il terremoto il 75% circa non ha espresso un parere positivo su quanto effettivamente è stato fatto Molto soddisfacente 8% Assai carente 18% Soddisfacente 22% Carente 52% “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” A due anni dal terremoto Lei prova un sentimento di: Altro 20% Fiducia 12% Rabbia 22% Desolazione 46% 46% Desolazione 22% Rabbia 12% Fiducia A tre mesi dal sisma gli aquilani percepivano sentimenti di “Sconforto” e “Rabbia”. Oggi si sente una sensazione di avvilimento e di scoraggiamento, risultato di una percezione collettiva di grande negatività circa la ripresa della vita in città. La rabbia della gente si traduce oggi in violente manifestazioni di protesta e in azioni incontrollate da parte di chi non vuole più aspettare la ripresa “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” (settembre 2011) “La situazione a due anni dal sisma: il punto di vista degli aquilani” In caso di forti eventi sismici, sulla base dell'esperienza del terremoto del 6 aprile 2009, Lei saprebbe ora come comportarsi prima/durante/dopo un fenomeno di questo tipo? Assolutamente No 6% Nessuna risposta 2% Certamente Si 16% No 20% Si 56% 54% Certamente Sì 34% Sì 12% Non saprei 56% Sì 20% No 16 % Certamente Sì Due anni fa poco più della metà degli intervistati era a conoscenza della corretta condotta di comportamento in caso di sisma; oggi, viste le diverse iniziative, pubbliche e private, per far comprendere ai giovani il rischio sismico e le norme di prevenzione, soprattutto in ambito scolastico, i dati di cui si dispone lasciano ben sperare: 36 persone su 50, il 72% dei casi riscontrati, sanno come agire in caso di emergenza sismica Lei pensa che l'educazione sismica nelle scuole secondarie di primo grado italiane sia una materia da trattare con particolare approfondimento? Quasi nella totalità dei responsi emerge che le persone sentono l’esigenza di informare i ragazzi sull’esistenza dei rischi naturali e sulla necessità di studiarli per sapere come agire in caso di emergenza Non saprei 12% Si 34% Assolutamente no 0% Certamente Si 54% 3. Scegliere le domande Quali tipologie di domande devono esser scelte? nelle indagini statistiche di grande dimensione le domande aperte non sono sempre idonee poiché possono indurre complicazioni per quanto concerne la codifica di ufficio; nelle indagini statistiche di media-piccola dimensione sono invece sconsigliate le domande a risposta fissa predefinita. Quali sono i criteri guida da seguire? è sempre meglio effettuare un’indagine esplorativa preliminare prima di procedere alla strutturazione di un questionario; prendere spunto da altre indagini e/o questionari condotte sullo stesso argomento è necessario stabilire in anticipo il grado di accuratezza desiderato per le variabili oggetto di studio; è possibile capire preventivamente se imporre una struttura predefinita alla risposte per evitare di produrre un pericoloso effetto di «gabbia»; decidere se utilizzare o meno tecniche di probing (il caso dei “non so”). 3. La memoria, l’aspetto psicologico e i quesiti retrospettivi nelle indagini può sorgere la necessità di sondare aspetti riguardanti il passato degli individui La memoria delle persone può alterare il passato Si corrono dei rischi: omissione di informazioni; informazioni errate; condizionamenti nella risposte. una particolare attenzione deve essere posta ai meccanismi psicologici che possono attivarsi nel rispondente Il quesito, relativo ad un fenomeno, potrebbe essere obiettivamente delicato (abitudini alimentari, consumo di alcool, fumo, …) 3. L’aspetto retrospettivo Esistono diversi modi per impostare quesiti relativi al passato: Su quale periodo stiamo indagando? fisso (delimitato dal calendario: “l’anno 1986 …”) mobile (l’arco di tempo: “Nelle due settimane prese in esame …”) diverso (estremi e durata diversi, riferito a casi specifici) Si richiedono sforzi retrospettivi quando c’è bisogno di una informazione più elaborata, con la specificazione delle date di tutti gli eventi oggetto di interesse. Si devono sempre tenere a mente: il periodo dell’indagine; il periodo del ricordo (possibilmente documentato, con l’ausilio di diari); la distinzione tra il periodo reale e quello tatticamente più giusto (anticipare il percorso mentale che dovrebbe fare l’intervistato per avere più informazioni: “la paga dell’operaio in un’indagine sui salari”) 3. L’aspetto psicologico Il quesito può essere formulato in modo tale da determinare un effetto psicologico nel rispondente, che è indotto da una particolare risposta. Su alcuni argomenti subentrano delle resistenze di tipo psicologico: timore di controlli fiscali; riluttanza a denunciare posizioni non accettate socialmente; astensione dal prendere posizioni nette; età, sesso, personalità, valori e punti di vista dell’intervistato. Nel caso di un questionario riferito agli effetti e alle conseguenze umane, sociali e lavorative generate da un terremoto sulle persone, possono essere molte le resistenze: paura, spavento e angoscia; disagi sociali, difficili situazioni abitative e lavorative; stati d’animo di diffidenza e rabbia; incapacità di saper fornire risposte; storie difficili da ricordare e da raccontare. 3. L’aspetto psicologico Le calamità naturali come il terremoto sono eventi che travalicano l'ambito dell'esperienza umana normale e che, dal punto di vista psicologico, sono abbastanza traumatici da indurre stress in chiunque. È facile immaginare che essere travolti da un evento di questo tipo sia un'esperienza che mette a dura prova le capacità di adattamento e la nostra salute psicologica. Il dolore davanti ad una calamità naturale come un terremoto devastante non conosce limiti: l’impotenza, la paura, il terrore dominano in questo momento gli animi di migliaia di persone, alle quali ci sentiamo vicini e per le quali la macchina della solidarietà, così grande in Italia nei momenti di crisi, si è già messa in moto. 3. L’aspetto psicologico (Terremoto Umbria-Marche 1997) 3. L’aspetto psicologico Quali sono i metodi da utilizzare per far diminuire le resistenze ? far comprendere la normalità di certi comportamenti quando questi sono percepiti nel senso comune come “devianti”; avvicinarsi al problema gradualmente; far intendere all’intervistato che non si ha un giudizio nei suoi confronti; ricorrere all’auto-compilazione, per garantire una certa riservatezza; utilizzare domande indirette, domande proiettive e domande casualizzate; evitare l’utilizzo di parole con una particolare carica emotiva; sottrarsi dal porre quesiti che danno per scontato un fatto o un comportamento dei rispondenti 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione In quale modo si possono riportare le conclusioni? 1) Una volta strutturato e fatto compilare, indipendentemente dalla sua tipologia, i risultati a cui si è giunti con il questionario possono essere pubblicati on-line; CENTRO DI SERVIZIO PER LE TECNOLOGIE E LA DIDATTICA UNIVERSITARIA MULTIMEDIALE E A DISTANZA (UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO) 2) Una volta strutturato e fatto compilare, indipendentemente dalla sua tipologia, i risultati a cui si è giunti con il questionario possono essere stampati su volumi o illustrati in occasione di convegni e seminari. DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione Con quali modalità di rappresentazione? 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione TABELLE GRAFICI 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione INDICATORI STATISTICI 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione Quindi: Utilizzando tabelle (a doppia entrata), raccogliere i dati relativi al nome e all’età degli intervistati del gruppo e calcolare l'età media, la moda e la mediana; E’ utile effettuare ulteriori calcoli per raggruppare i dati per classi, con intervello di 5 anni di età; Rappresentare i dati con istogrammi, ideogrammi, aerogrammi e diagrammi cartesiani; Calcolare le percentuali. 3. Il questionario come strumento geografico di comunicazione: le conclusioni l’obiettivo finale deve essere quello di trovare la combinazione ottimale tra una serie di accorgimenti tecnici di base e gli aspetti specifici di originalità legati all’indagine; l’esistenza di più livelli di comunicazione riferiti a destinatari differenti pone la necessità di una impostazione grafica complessiva adeguata; la scelta di una o di un’altra modalità di rappresentazione deve favorire la fluidità e la trasmissione delle conclusioni; adottare una grafica adeguata è fondamentale per quanto riguarda l’esposizione dei risultati di argomenti che presentano resistenze psicologiche; il questionario è quindi il fondamentale ricercatore/rispondente. strumento di comunicazione