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CONSOLIDAMENTO
FONDAZIONI
CON RESINE ESPANDENTI
E MICROPALI A PRESSIONE
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CONSOLIDAMENTO FONDAZIONI
DA OLTRE 15 ANNI
Novatek esegue interventi di consolidamento di fondazioni e pavimenti mediante l’utilizzo di resine espandenti, micropali a pressione, minipali autoperforanti e pali in resina armata.
Questi metodi sono stati appositamente studiati per essere poco invasivi e sono ampiamente collaudati e
certificati.
Il cedimento delle strutture di fondazione può provocare la formazione di crepe nei muri e, nei casi più gravi,
l’inclinazione degli edifici. Spesso accade anche che porte e finestre si chiudano a fatica per effetto dei movimenti del fabbricato o che i pavimenti sprofondino creando crepe e irregolarità nella planarità.
Al verificarsi di un cedimento, al fine di evitare ulteriori danni al fabbricato, è necessario provvedere alla messa
in sicurezza dell’edificio rinforzando le fondazioni e aumentando la portanza del terreno.
Al contrario degli interventi tradizionali, molto costosi e invasivi, che comportano quasi sempre la necessità
di eseguire scavi ed opere in muratura, Novatek propone tecnologie all’avanguardia. Le soluzioni proposte da
Novatek permettono di risolvere velocemente e definitivamente i problemi di cedimento degli edifici civili e
industriali e dei pavimenti.
Novatek opera su tutto il territorio nazionale oltre che in Spagna, Francia, Austria e Germania.
Sopralluogo - particolare di fessurazioni sull’esterno del’edificio
Sopralluogo - particolare di fessurazioni sull’esterno del’edificio
Sopralluogo - particolare di monitoraggio cedimenti con fessurimetro
Sopralluogo - fessurazioni visibili in facciata dell’edificio
Valutazione – progettazione planimetria di intervento
valutazione
DI UN INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO
La valutazione di un intervento di consolidamento viene effettuata dall’ufficio tecnico di Novatek dopo aver eseguito un
sopralluogo preliminare nel corso del quale è consigliata la presenza di un tecnico di fiducia del committente.
Per prima cosa è importante eseguire una attenta analisi del quadro fessurativo per determinare con precisione le dinamiche
del cedimento. Segue la raccolta dei dati progettuali ed esecutivi relativi al fabbricato.
In molti casi si rende necessario eseguire alcuni piccoli saggi per determinare profondità, larghezza e consistenza del piano
fondale. Inoltre, è importantissimo acquisire le prove geologiche eseguite in sito per conoscere la caratterizzazione geotecnica del terreno di fondazione. Nel caso in cui tali indagini non fossero disponibili, dovranno essere commissionate ad un
geologo, possibilmente del luogo.
Spesso potrà essere opportuna una video ispezione e una mappatura dei sottoservizi. Nel corso di tale indagine sarà determinato il loro posizionamento e sarà verificata l’integrità e funzionalità di condotte e tubazioni. Spesso, infatti, le perdite
d’acqua, causate dalla rottura di condotte, e il dilavamento del sottosuolo sono all’origine dei cedimenti delle fondazioni e
dei pavimenti. L’ispezione e la mappatura preliminare consentono inoltre di ridurre al minimo il rischio di danneggiamento
durante l’intervento di consolidamento.
Altre cause di cedimento possono essere le seguenti:
Essiccazione del terreno dovuta a periodi di siccità;
Presenza di alberi di alto fusto in prossimità dei fabbricati;
Esecuzione di scavi in prossimità degli edifici;
Presenza di terreni di riporto non sufficientemente costipati;
Vibrazioni dovute al passaggio di veicoli o macchinari semoventi.
Valutazione – indagine e mappatura
Valutazione – risultanze prove geologiche
Valutazione – indagine penetrometrica
CONSOLIDAMENTO DI TERRENI
RESINE ESPANDENTI
Il consolidamento dei fabbricati mediante l’utilizzo di resine espandenti HDR (Hight Density Resin) conduce a risultati di rilevante importanza:
Consolidamento ed incremento della portanza e della rigidezza del terreno sottostante le fondazioni;
Riempimento di cavità, fessurazioni e microvuoti eventualmente presenti;
Ripristino della superficie di contatto tra terreno e fondazioni allo scopo di uniformare la distribuzione dei carichi;
La fase esecutiva prevede la realizzazione di una serie di fori, aventi diametro variabile da 18 a 26 millimetri, che attraversano
verticalmente la fondazione. L’interasse tra un foro e l’altro può variare da 80 centimetri ad un metro. In ogni foro viene inserito un tubo metallico attraverso il quale la resina viene iniettata allo stato liquido. Una volta iniettata a pressione nel terreno,
la resina penetra le cavità, le fessurazioni ed i microvuoti presenti nel sottosuolo.
Per reazione chimica il prodotto si espande passando dallo stato liquido a quello solido e crea uno strato sottofondale di
elevata resistenza alla compressione.
Le proprietà di reazione della resina garantiscono il suo confinamento evitando inutili dispersioni in zone limitrofe. Essa produce il riempimento delle cavità e il consolidamento del terreno fino a provocare il sollevamento della struttura soprastante.
Tale sollevamento viene monitorato costantemente durante tutte le fasi dell’intervento mediante un sensore laser applicato
sul muro in elevazione. Le iniezioni vengono eseguite e testate una ad una al preciso scopo di creare una sovrapressione
temporanea in ciascun punto di iniezione. In tal modo, per effetto della rigidezza della struttura soprastante e dell’espansione
della resina, si produce un sovraccarico temporaneo nella zona limitrofa al punto di iniezione.
Aumentando puntualmente la pressione esercitata sul terreno, si giunge ad incrementare localmente lo stato di tensione e
si innesca un processo di sopraconsolidazione che porta ad un potenziamento delle caratteristiche meccaniche del terreno
stesso, soprattutto in termini di rigidezza.
Per questo motivo il sollevamento dell’edificio, anche se minimo, è garanzia del buon fine dell’opera.
Esecuzione dei fori alloggio delle cannette
Fase di iniezione della resina
A seconda delle caratteristiche del terreno e della fondazione, possono essere utilizzati tre tipi di resina HDR:
DENSITÀ IN ESPANSIONE LIBERA
COEFFICENTE DI ESPANSIONE
RESISTENZA A COMPRESSIONE MINIMA
HDR1000
HDR300 STATICA
HDR200 PAV
280-500 kg/m³]
90 kg/m³]
45 kg/m³]
1:2 – 1:4
1:12
1:25
3000 – 8000 kPa
800 kPa
500 kPa
TEMPO DI SEMISOLIDIFICAZIONE
TEMPO DI REAZIONE DI ESPANSIONE
FASI ESECUTIVE
Iniezione singola di
resina a libera diffusione
3s
> 30 s
40 s
> 45 s
1
Esecuzione del foro passante la fondazione
2
Inserimento dei tubi di iniezione nel foro
3
Iniezione sotto il piano fondale di resina espandente
4
Taglio dei tubi di iniezione e chiusura del foro.
1
2
3
4
CONSOLIDAMENTO DI TERRENI
INIEZIONI MISTE SU PIù LIVELLI
DI PROFONDITà
Le iniezioni di resina espandente verticalmente sovrapposte si effettuano iniettando nel terreno, su più livelli di profondità, resine con grado d’espansione, densità, resistenza alla compressione e proprietà meccaniche diverse a seconda delle necessità.
Questa tecnologia è adatta per i casi in cui il terreno oggetto di consolidamento presenti scarsa portanza ed è particolarmente
indicato per fabbricati aventi fondazioni disgregate, a sacco e in calcestruzzo non armato.
L’iniezione di resine espandenti su più livelli di profondità si esegue generalmente iniettando nel primo livello, posto sull’interfaccia terreno-fondazione, una resina ad elevata densità (HDR1000), con un coefficiente di espansione molto basso, generalmente 1:4, ed un tempo di reazione di circa 30 secondi.
L’obiettivo dell’iniezione di primo livello è quello di uniformare la superficie di appoggio della fondazione sul terreno e di riaggregare gli elementi fondali eventualmente disgregati. L’alta densità del materiale consente di avere resistenze alla compressione molto elevate proprio nei punti in cui la pressione sul terreno è maggiore.
Più in profondità viene utilizzata la resina HDR300 STATICA, ultimo ritrovato dei nostri laboratori di ricerca e attualmente esclusiva Novatek. Questo tipo di resina, con coefficiente di espansione 1:12, ha la pregevole caratteristica di modificare in pochi
secondi il proprio stato fisico, passando da liquida a gelatinosa-semisolida, per poi aumentare molto lentamente il proprio
volume e infine giungere allo stato solido. Viene così trattato interamente il bulbo delle pressioni, vale a dire tutta la parte di
terreno che riceve il carico dell’edificio.
La reazione d’espansione peculiare della resina HDR300 STATICA, caratterizzata dal passaggio preliminare ad uno stato gelatinoso e successivamente dalla graduale espansione allo stato solido, combina il grande pregio di una lenta reazione di
espansione, molto efficace nel consolidamento in profondità, alla caratteristica di non disperdersi, in modo da evitare sprechi
e costi inutili.
Fase di perforazione della fondazione
Posa delle cannette per l’iniezione in profondità
Iniezione della resina espandente
FASI ESECUTIVE
1
Iniezioni miste
su più livelli
1
Esecuzione del foro passante la fondazione
2
Inserimento dei tubi di iniezione nel foro
3
Iniezione sotto il piano fondale di resina HDR 1000
4
Iniezione in profondità della resina HDR 300 statica
5
Taglio dei tubi di iniezione e chiusura del foro
2
3
4
5
LIFT & BLOCK
resine espandenti e micropali a pressione,
una combinazione perfetta!
Lift & Block, tecnologia fiore all’occhiello di Novatek, consiste nel consolidamento, realizzato con resine espandenti HDR, abbinato all’arresto del cedimento, tramite la trasmissione dei carichi in profondità con micropali a pressione MP/60 in acciaio
rullato. Grazie alla versatilità e al ridotto ingombro dei propri macchinari, Novatek può intervenire in spazi angusti e all’interno
degli edifici senza particolari disagi per il cliente.
Di seguito si riportano le fasi esecutive dell’intervento con la tecnica Lift & Block.
La prima fase consiste nel consolidare il terreno appena sotto il piano fondale mediante iniezioni di resine espandenti, fino ad
ottenere un sollevamento dell’edificio. Tale sollevamento può essere limitato ad alcuni millimetri o, in taluni casi, può anche
essere di molti centimetri.
La seconda fase, immediatamente successiva alla prima, consiste nel bloccare la fondazione trasferendo in profondità il carico dell’edificio mediante la posa a pressione di micropali di piccolo diametro in acciaio ad aderenza migliorata.
Per la posa in opera dei micropali MP/60 in acciaio rullato vengono realizzati dei fori del diametro di 6 centimetri che attraversano verticalmente ,o con direzione leggermente inclinata, la fondazione superficiale. La perforazione viene interrotta non
appena si raggiunge il terreno sottostante precedentemente consolidato con le resine.
Gli elementi componenti il MICROPALO MP/60, ovvero profili tubolari in acciaio S355 con moduli di lunghezza omogenea,
vengono infissi a pressione attraverso il foro precedentemente realizzato, senza alcuna asportazione di terreno, utilizzando
come aggancio per il martinetto idraulico idonei tasselli fissati alla fondazione.
I moduli a sezione tubolare che costituiscono il micropalo MP/60 vengono posti in opera in sequenza, fissandoli gli uni agli
altri mediante filetto conico.
Il martinetto idraulico utilizzato per la posa in opera degli MP/60 è dotato di un manometro che permette di leggere la pressione esercitata durante l’infissione di ogni singolo modulo nel terreno e conseguentemente di testare singolarmente la
portata di ciascun micropalo.
Quando il micropalo incontra una formazione stratigrafica che gli permette di resistere a una forza di infissione di circa 20-22
tonnellate, il martinetto viene rimosso e il MICROPALO MP/60 viene cementato internamente e definitivamente alla fondazione mediante colata di uno speciale cemento per inghisaggi ad alta resistenza tipo Emaco S55.
Fase di carotaggio della fondazione
Fase di carotaggio della fondazione
Fase di infissione del palo MP/60
Prova di portata con cella di carico (22,7 Ton)
MICROPALO MP/60
DESCRIZIONE TECNICA
I micropali MP/60 ad aderenza migliorata sono costituiti da acciaio S355 (tensione di snervamento: 355 MPa; tensione a
rottura: 510 MPa). Essi sono composti da tubi giuntabili generalmente della lunghezza di un metro. Il diametro dei tubi è di 61
mm con uno spessore di 8 mm. La giunzione dei diversi moduli avviene mediante filetto conico.
All’estremità inferiore, per una lunghezza di 28 mm, la sezione viene ridotta e filettata esternamente; all’estremità superiore,
invece, viene realizzata la filettatura conica, per una lunghezza di 28 mm, sulla superficie interna del tubo. Grazie a questo
tipo di giunzione le estremità opposte dei moduli vengono progressivamente avvitate l’una all’altra, dando continuità al corpo
del palo. Tale tipo di innesto, oltre ad assicurare il fissaggio solidale dei moduli, permette di rendere il più possibile continua la
scabrezza sulla superficie esterna del palo.
Il processo di rullatura esterno (a filetti trapezoidali) conferisce un maggiore coefficiente di attrito su tutta la lunghezza del palo
che, una volta infisso nel terreno, aumenta considerevolmente la sua aderenza per attrito (resistenza) laterale.
La rullatura è una tecnica di finitura che si esegue con corpi rotolanti, non produce trucioli e non prevede l’asportazione
dell’acciaio.
Dal momento che il materiale viene modellato plasticamente, portandolo a seguire i contorni della finitura, si ottiene un miglioramento delle caratteristiche tecniche. Infatti, si ha un aumento della resistenza a trazione, della resistenza a torsione e
della resistenza a fatica.
Il micropalo viene infisso a pressione sotto le fondazioni, senza asportazione di terreno, grazie all’utilizzo di martinetti idraulici
montati su macchinari di ingombro limitato.
Una volta completata l’infissione, viene eseguita la connessione della testa del micropalo con la fondazione tramite ausilio di
una malta cementizia espansiva per ancoraggi di precisione tipo Emaco S55 con colata della stessa nel cilindro di perforazione e conseguente interposizione tra le pareti del cls e il palo stesso.
Dati geometrici
del micropalo
a pressione standard
Lunghezza del singolo modulo: 1 m
Diametro esterno: 61,2 mm
Spessore: 8,0 mm
Passo della rullatura: 2,8 mm
Incremento della superficie laterale di circa il 46%
rispetto ad un palo delle stesse dimensioni non rullato.
Particolare della filettatura e rullatura del micropalo MP/60
LIFT & BLOCK
NEL DETTAGLIO
FASI ESECUTIVE
Infissione di
micropali MP/60
1
1
Esecuzione dei fori passanti la fondazione per le iniezioni di resina HDR
2
Posizionamento dei tubi di iniezione in metallo
3
Iniezione della resina espandente con riempimento delle cavità e compattazione del terreno
4
Esecuzione dei fori alloggio dei micropali
5
Infissione dei micropali, attraverso i fori in fondazione, con giunzioni progressive dei moduli di MP/60
6
Raggiungimento della profondità d’infissione tale da raggiungere la pressione d’infissione di progetto
7
Ancoraggio della sommità del palo alla fondazione con speciali malte cementizie per inghisaggi
2
3
4
5
6
7
1
2
3
4
5
6
7
CONSOLIDAMENTO E SOLLEVAMENTO DI
PAVIMENTAZIONI
MEDIANTE INIEZIONI DI RESINE ESPANDENTI
LE CAUSE DEL CEDIMENTO
Il cedimento delle pavimentazioni civili e industriali è la diretta conseguenza del degrado delle caratteristiche meccaniche del
terreno. Il cedimento di una pavimentazione può essere imputato ad una singola causa o a più cause concomitanti.
Le principali sono le seguenti:
L’assestamento del terreno non sufficientemente compattato e costipato in fase di realizzazione;
Il dilavamento, le variazioni del grado di saturazione (contenuto d’acqua);
Le vibrazioni ambientali dovute al movimento di mezzi o all’esercizio di macchinari pesanti.
I cedimenti del terreno danno origine ad abbassamenti e sprofondamenti del pavimento con relativa formazione di crepe ed
irregolarità sulla superficie.
LA SOLUZIONE
Il consolidamento del terreno è di fondamentale importanza nella risoluzione definitiva del problema. Consolidare, in termini
geotecnici, significa migliorare il comportamento meccanico del volume di terreno oggetto di un incremento di tensione dovuto all’applicazione di un carico in superficie.
Con il consolidamento del terreno si interviene direttamente alla radice del problema, evitando ulteriori e pericolosi cedimenti
della pavimentazione che possono compromettere, in alcuni casi, l’agibilità stessa dell’edificio.
La migliore soluzione per il consolidamento delle pavimentazioni è rappresentata dall’iniezione di resina espandente HDR 200
PAV che permette il consolidamento, il sollevamento ed il ripristino della planarità delle pavimentazioni.
In casi particolarmente difficili la tecnica mista resina-micropali rappresenta un connubio perfetto per risolvere i problemi di
cedimento.
Le resine permettono di consolidare lo strato di terreno sotto il pavimento, riempiendo eventuali cavità, comprimendo il terreno
sottostante e sollevando la pavimentazione anche di 20-30 cm, fino a ripristinarne perfettamente la planarità.
I micropali, invece, consentono di trasferire il carico strutturale dagli strati di terreno superficiali a quelli più profondi, più resistenti
e meno compressibili.
La fase esecutiva prevede la realizzazione di appositi fori del diametro di circa 12/14 millimetri, posti ad una distanza di lavorazione prestabilita. Attraverso i fori passanti la pavimentazione vengono inseriti nel terreno dei tubi in acciaio di sezione ridotta per
mezzo dei quali viene iniettata la resina.
In fase di iniezione la resina HDR200 PAV è allo stato liquido e, spinta in pressione dalle pompe d’iniezione, penetra nel terreno
Pavimentazione trattata con resine e micropali
Iniezione di resina su piazzale dell’interporto
Iniezione della resina con monitoraggio
in pochi secondi. Per reazione chimica essa espande aumentando il proprio volume e provoca il riempimento dei vuoti, la
compressione del terreno, la stabilizzazione del sottosuolo, il sollevamento e livellamento della pavimentazione.
Una volta espansa, la resina HDR200 PAV si solidifica formando uno strato uniforme e compatto al di sotto della pavimentazione esistente.
Durante la fase di iniezione è operativo il monitoraggio continuo del sollevamento mediante strumentazione laser.
Al termine delle iniezioni i tubi di iniezione vengono tagliati a livello del pavimento, che diventa immediatamente agibile, in
quanto il processo di espansione e solidificazione della resina dura pochi minuti.
FASI ESECUTIVE
Sollevamento di
pavimentazioni
1
Esecuzione del foro passante la pavimentazione
2
Inserimento del tubo di iniezione nel foro
3
Iniezione della resina sotto al pavimentazione
4
Taglio del tubo a livello della pavimentazione
1
2
3
4
Intervento con Micropali MP/60 su platea di fondazione appena realizzata
Intervento con Micropali MP/60 sulla platea di fondazione di un silos
Infissione MP/60 su platea
Fase di iniezione della resina con ausilio di martinetti idraulici
Infissione MP/60 su platea
Prova di carico sul singolo Micropalo MP/60
Consolidamento
PLATEE IN CEMENTO ARMATO
CON I MIcroPALI MP/60
Le platee, come opere di fondazione superficiale, sono spesso realizzate in presenza di terreni dalle scadenti caratteristiche
geotecniche.
In fase di progettazione è necessario verificare attentamente le caratteristiche del terreno sul quale verrà realizzata la platea,
in quanto questi tipi di fondazione ne coinvolgono un volume significativamente ampio, sia in superficie che in profondità.
In presenza di carichi non uniformi o di stratigrafie non omogenee è possibile che si verifichino dei cedimenti differenziali
tali da pregiudicare la funzionalità in esercizio dell’edificio in elevazione. In questi casi l’edificio, o il manufatto soprastante,
sia esso un silos, un macchinario pesante, una piscina, una vasca di contenimento o altro, può inclinarsi in corrispondenza
di un lato o di un angolo, provocando, nel migliore dei casi, un forte deprezzamento economico dell’opera e, nei casi più
gravi, rendendola inutilizzabile o inagibile.
Questi gravi problemi sono facilmente risolvibili, con costi relativamente contenuti, se in fase di progettazione e realizzazione della platea vengono previsti e posti in opera i micropali a pressione MP/60.
La tecnologia Novatek è applicabile anche a fabbricati e manufatti esistenti per risolvere problemi derivanti da cedimenti differenziali in atto.
Nella maggior parte dei casi non è necessario trasferire in profondità l’intero carico dell’edificio, ma solamente la parte
necessaria a migliorare le condizioni di esercizio della struttura, riportando i cedimenti differenziali a valori accettabili
in relazione alla tipologia di fabbricato.
Manometro per la misurazione della pressione di infissione
Cantiere con altre imprese, operazioni di infissione dei micropali
MINIPALI AUTOPERFORANTI
PER L’ANCORAGGIO DELLA FONDAZIONE
SU TERRENI COESIVI
Perfetti per piccoli interventi che riguardano pavimentazioni, terrazze, garage e ampliamenti.
DESCRIZIONE TECNOLOGIA
Il minipalo autoperforante AP è costituito da un tubo in acciaio rullato. L’infissione nel terreno avviene per mezzo di un rotoinfissore che avvita i minipali in profondità, sino al raggiungimento dello strato rigido prefissato, sfruttando lo strumento fino alla
massima potenza.
Al termine dell’infissione il minipalo viene cementato alla fondazione mediante colata di speciali malte cementizie. I minipali
autoperforanti sono utilizzati con ottimi risultati in terreni coesivi (argillosi e limosi) e nelle marne.
La loro infissione risulta più laboriosa nei terreni granulari, nei quali è da preferirsi l’utilizzo dei micropali a pressione MP/60 in
acciaio rullato.
L’uso degli AP è indicato, inoltre, nei casi in cui non è possibile realizzare un valido ancoraggio alla fondazione. I minipali autoperforanti AP possono essere abbinati, cosi come i micropali a pressione MP/60, alle iniezioni di resine HDR.
DESCRIZIONE ESECUTIVA
L’infissione avviene per mezzo di un rotoinfissore, perforando la fondazione esistente con fori di diametro 7 cm circa e avvitando successivamente i pali in profondità nel terreno, fino al raggiungimento dello strato rigido utile al trasferimento del
carico strutturale. L’infissione può essere eseguita verticalmente o anche con un’inclinazione di qualche grado, a seconda
delle esigenze del singolo cantiere. Ogni minipalo, caratterizzato da una particolare rullatura della superficie esterna, è dotato
di punta a perdere che gli consente di attraversare gli strati litologici di maggiore resistenza, senza asportazione di terreno.
L’avanzamento del palo attraverso il terreno stesso è assimilabile a quello di una vite. Gli elementi hanno una lunghezza di
circa 1,2 m e un diametro di 4,5 cm e vengono agganciati fra loro mediante un tirante filettato. La strumentazione utilizzata è
montata su un piccolo mezzo cingolato facilmente manovrabile anche in spazi angusti.
Al termine dell’infissione il minipalo viene cementato alla fondazione mediante colata di speciali malte cementizie.
Come per i micropali a presso-infissione, anche per gli AP, soprattutto in terreni coesivi, si verifica un incremento di resistenza
nei giorni successivi rispetto alla posa in opera.
Fase di rotoinfissione del Minipalo AP
Prove di trazione
Particolare del Minipalo Autoperforante AP
Rotoinfissione all’interno di civile abitazione
Minipali infissi pronti per la cementazione
Rotoinfissione su pavimentazine industriale
PALI IN RESINA ARMATA
PER IL TRASFERIMENTO DEL CARICO
STRUTTURALE A PROFONDITà MAGGIORI
DEL BULBO DELLE PRESSIONI
Permettono di confinare le iniezioni, evitando inutili dispersioni di resina espandente, e di
intervenire in spazi ristretti anche senza l’utilizzo di mezzi cingolati o macchinari semoventi.
DESCRIZIONE TECNOLOGIA
Per l’esecuzione dei pali in resina armata è prevista la realizzazione di fori, senza asportazione di terreno, all’interno dei quali
viene inserita un’armatura in acciaio che costituisce l’anima del palo. Successivamente rispetto alla posa dell’armatura in acciaio, viene eseguita l’iniezione di resina HDR nello spazio tra armatura e terreno confinato nel foro. L’espansione nella cavità
della resina HDR crea la struttura colonnare definitiva del palo, inglobando al proprio interno l’armatura.
L’utilizzo dei micropali in resina armata si rende necessario per trasferire al substrato rigido parte del carico cui è soggetta la fondazione. La profondità massima raggiungibile con questa tecnica si attesta sui 5-6 m dal piano campagna.
Questo tipo di intervento permette di raggiungere più obiettivi:
Confinare le iniezioni di resine espandenti, evitando inutili dispersioni;
Avere grande flessibilità d’impiego, potendo eseguire la lavorazione in luoghi angusti e con scarsa altezza operativa
(cantine, sottoscala, interrati), senza l’utilizzo di alcun mezzo
I pali in resina sono stati oggetto di numerose prove di carico, campi prove e test eseguiti in collaborazione con l’Università
di Parma. I risultati di tali ricerche sono descritti in numerosi articoli che, qualora ne venga fatta richiesta, Novatek sarà lieta di
mettere a disposizione.
Battente idraulico per la realizzazione del foro nel terreno
Particolare del palo con armatura in acciaio
Particolare della fase di cementazione finale
FASI ESECUTIVE
Pali in resina armata
1
Esecuzione di un foro del diametro di 7 cm passante la fondazione,
realizzato con perforatori di piccole dimensioni;
2
Esecuzione di un pre-foro nel terreno sottostante la fondazione,
con l’utilizzo di un battente idraulico, fino al raggiungimento dello
strato di terreno idoneo al trasferimento del carico strutturale;
3
Inserimento nel foro appena realizzato della barra in acciaio
che costituirà l’armatura del palo in resina;
4
Iniezione di resina espandente internamente al palo e nello spazio
tra armatura e terreno
In fase di iniezione, una volta riempito il foro, la resina si espande verso l’alto, formando sotto il piano di posa della fondazione
uno strato di alcuni centimetri. La dilatazione della resina iniettata nel terreno su cui posa la fondazione, oltre alla compattazione del suolo e al riempimento dei vuoti, può determinare, se necessario, il sollevamento della struttura soprastante.
NOTE
NOTE
CONSOLIDAMENTO
FONDAZIONI
CON RESINE ESPANDENTI
E MICROPALI A PRESSIONE
Novatek è sempre disponibile
per ogni richiesta di informazione,
sopralluogo e preventivo gratuito.
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