© ESA
European Scuba Agency
E’ vietata la riproduzione di questo manuale o di sue singole parti
Product n° M0008
A cura di Mauro Bertolini
Progetto formativo, sviluppo, consulenza e revisioni: Mauro
Bertolini, Mario Romor, Enrico Firpo, Egidio Trainito, Maria
Laura Careddu
Testi e fotografie: Enrico Firpo
Illustrazioni: Stefano Trainito, Jacopo Pasqualotto
Gli ausili formativi ESA in materia di prevenzione e di gestione delle emergenze sono conformi alle linee guida approvate
dal DAN - Divers Alert Network
Indice
5 L’elemento più prezioso
Capitolo Uno
7 Cosa imparerai
9 Orientamento terrestre
10 Le mire a terra
15 Equipaggiamento utile in superficie
16 I nomi dei siti e le mappe subacquee
18 I riferimenti in fase di discesa
20 Complimenti!
21 Cosa hai imparato?
Capitolo Due
23 Cosa imparerai
24 I riferimenti naturali in immersione
25 Stima della distanza
27 Tipologie d’immersione e itinerari
27 Immersioni in parete
29 Immersioni sulle secche
31 Immersioni da terra
34 Complimenti!
35 Cosa hai imparato?
Capitolo Tre
37 Cosa imparerai
38 La bussola subacquea: caratteristiche e uso
42 Itinerari subacquei con la bussola
46 Strumenti e sistemi di navigazione elettronici
48 Luci di segnalazione
48 Il segnalatore di superficie
50 Fattori importanti da considerare
52 Complimenti!
53 Cosa hai imparato?
55 Immersione in Acque Libere 1
59 Immersione in Acque Libere 2
63 Immersione in Acque Libere 3
Appendice
69 ESA
71 9 consigli per la difesa dell’ambiente
72 9 regole per la sicurezza
73 Schema per la pianificazione dell’immersione
74 Da non dimenticare
76 Come fare un percorso triangolare con la bussola
77 Come fare un percorso quadrangolare con la bussola
78 Come fare un percorso esagonale con la bussola
3
4
L’elemento più prezioso
Tutto è pronto per l’immersione. Dopo il controllo
con il compagno non resta che respirare dall’erogatore e scaricare il Gav espirando per scendere sott’acqua. In una frazione di secondo tutto cambia. Le
sensazioni, il paesaggio, i rumori, il modo di respirare e di muoversi. Probabilmente, se si potesse
paragonare, è come ritrovarsi in un battibaleno su
un altro pianeta, in un’altra dimensione e forse
anche in un’altra epoca perché sott’acqua cambia
anche il senso del tempo. Molte persone sono affascinate dal contatto con l’oro o con i diamanti e, al
di là del valore in denaro che gli è attribuito, provano emozioni elettrizzanti e spesso
inseguono per tutta una vita il sogno
di poterli toccare, possedere e indossare o nuotarci dentro come fa
Paperon De Paperoni. Ogni elemento
è diverso da un altro, sicuramente sarà
più emozionante tenere in mano un
lingotto d’oro o una manciata di pietre
preziose piuttosto che far scorrere dell’acqua sulle mani per lavarsele, ma
l’acqua, in cui ci si può immergere e
nuotare e che ti avvolge completamente è fra tutti forse l’elemento più
straordinario. Naturalmente anche l’aria ci avvolge completamente (all’esterno) ed è indispensabile alla vita
ma l’elemento aeriforme è di così ordinaria routine per noi, che solo quando
intervengono cattive condizioni come
respirare l’aria particolarmente inquinata di una grande città o condizioni
anormali come respirare l’aria più pura
e rarefatta che c’è in montagna o quella di una bombola, ci ricordiamo che
comunque viviamo costantemente
all’interno di un elemento. Immergersi
in un elemento così diverso come l’acqua rispetto a quello cui siamo abituati, altera sempre, in maniera più o
meno significativa, le nostre percezioni rispetto
all’ambiente circostante. Principalmente ciò è dovuto alla densità dell’acqua, centinaia di volte superiore a quella dell’aria; questo ci impone un costante
adattamento che diventa progressivamente più facile a farsi man mano che si apprendono e si perfezionano le tecniche. Chi ha frequentato un corso
1
5
6
subacqueo di primo livello, non potrà certo dire d’aver imparato tutto quello che c’era da sapere o d’aver assimilato ogni tecnica ad un punto tale da essere perfettamente a proprio agio e non necessitare
d’ulteriore formazione. Ci sono proprio degli argomenti di base, che qualunque subacqueo neofita o
anche di livello avanzato vorrebbe prima o poi
approfondire e il fatto che ci si dedichi o no non ne
invalida l’importanza. Dai sondaggi effettuati emerge che molti subacquei, principalmente dopo un
corso iniziale, si sentono più bisognosi su argomenti e pratiche di Orientamento, Assetto e Biologia
Marina. Un subacqueo che ha imparato a respirare
e a muoversi sott’acqua, seppur con un compagno
d’immersione, che spesso è stato anche suo compagno di corso, probabilmente troverà ancora difficoltà, avendo davanti agli occhi un paesaggio decisamente insolito, nel programmare ed effettuare degli
itinerari subacquei autonomamente. Allo stesso
modo, l’adattamento fisico che comporta l’immersione, permette alla maggior parte dei subacquei di
controllare al meglio il proprio corpo e i suoi movimenti dopo decine d’immersioni. Non da ultimo,
spesso la consapevolezza di trovarsi
in un ambiente così diverso e delicato, giunge dopo che la conoscenza su ciò che si sta osservando permette finalmente all’inizio di riconoscere un animale da un vegetale o
addirittura un sasso da un animale e
successivamente, con passione,
anche di distinguere una specie dall’altra o ricercare organismi interessantissimi e meravigliosi ma quasi
invisibili, che spesso passano completamente inosservati.
Il Corso ESA Orienteering Diver che
stai iniziando in questo momento
vuole approfondire il primo di questi
argomenti: la pratica e la capacità d’orientamento. Sfogliando il manuale
troverai molte informazioni che ancora non conoscevi, tanti consigli e piccoli trucchetti che saranno un prezioso aiuto per le tue
escursioni subacquee, sia immergendoti autonomamente con un compagno sia sfruttando il servizio offerto dai Diving Center ed immergendoti con una guida.
Non perdere altro tempo, quindi, hai davanti un'altra bellissima occasione d’avventura e perfezionamento della tua formazione subacquea!
Capitolo Uno
1
Cosa imparerai
Ottobre. In lontananza, otto miglia più a Nord della
località rivierasca in cui sta iniziando questa mattinata, si ode il suono lacerante e intermittente di una
sirena che si alterna al grido più vicino dei gabbiani comuni che circolano instancabili ad ali spiegate
scrutando mare e terra alla ricerca di qualcosa di
commestibile da mangiare. Giorgio e Luana, titolari
di un noto Centro subacqueo della zona, stanno
ricevendo i primi clienti di oggi, una giornata che si
preannuncia calda e densa di aria
umida e ferma.
Le due guide hanno scelto per l’immersione di oggi un relitto che si trova
nella zona di mare compresa tra due
isole antistanti la riviera.
L’immersione, programmata da diversi giorni, è organizzata per un gruppo
di appassionati “relittari” che giungono da diverse località per visitare ciò
che resta di un Windjammer di fine
secolo scorso (un tipo di nave in uso a
quei tempi). La logistica prevede l’ancoraggio dell’imbarcazione ad una
grossa cima fissata sul fondo ai resti
della grande nave e sospesa per mezzo
di un galleggiante alla profondità di
10 metri. La buona visibilità permette
di solito di individuare quasi immediatamente il grande galleggiante
bianco sospeso a mezz’acqua e un passaggio a doppino della cima della
barca, entro un apposto occhiello, eviterà di dover gettare l’ancora dell’imbarcazione del Diving Center fino sul
fondo, che è a circa 30 metri. Dopo il
ricevimento e la preparazione a terra,
la barca lascia finalmente il porticciolo.
Orsa Maggiore è un’elegante barca di
legno lunga 10 metri dalla prua prominente e alta e
dalla poppa ampia a comoda, adatta per lo svolgimento delle attività pre e post immersione. Mentre
procede verso la meta, Giorgio chiarisce nel briefing
la possibilità di un’immersione alternativa, nonostante le condizioni del mare siano ottime. Quando
si va per mare e anche in condizioni di attività
7
Spesso i
punti d’immersione
sono lontani
dalla costa,
in tratti di
mare considerati vasti
per piccole
imbarcazioni
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ricreative, le possibilità di rinuncia o la scelta di
un’immersione alternativa a quella pianificata
potrebbero essere dettate da numerosi fattori. Infatti,
nonostante il mare sia piatto, potrebbe verificarsi un
repentino cambiamento delle condizioni meteomarine, chi entrerà in acqua per primo ad occuparsi
dell’ormeggio potrebbe rilevare una forte ed imprevista corrente subacquea o addirittura potrebbe accadere un guasto improvviso ai propulsori della barca
o di alcune strumentazioni importanti che potrebbero anche compromettere la giornata di tutta la compagnia. Oggi però Giorgio non è preoccupato per
questo, Orsa Maggiore, infatti, procede sicura solcando il mare liscio e alzando di lato un’onda che
sembra d’olio e che progressivamente si allarga dal
mascone e dalle due fiancate verso mete più lontane.
Da buon analizzatore ed esperto di ogni condizione
che abbia importanza a considerarsi ai fini di
un’immersione sicura e divertente, Giorgio ha pensato ad un’accurata pianificazione ed il fatto che
abbia già deciso di comunicare al resto del gruppo
la reale possibilità di un’immersione alternativa
nonostante ci sia ancora qualche miglio da percorrere, lascia qualcuno del gruppo quantomeno perplesso. Oltretutto il motore diesel di Orsa Maggiore
gira regolare come un orologio svizzero e, poiché lo
scafo è dislocante, una buona velocità di crociera è
stabilita con appena la metà della potenza effettiva,
permettendo al motore di risparmiare forze e carburante. La strumentazione di bordo comprende, oltre
ai normali controlli del livello di carburante e della
pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua e
della batteria, anche un moderno Gps ed un ecoscandaglio. La rotta è impostata, le operazioni d’assemblaggio delle attrezzature sono iniziate, ma
mentre l’imbarcazione procede verso il braccio di
mare che separa le due isole la perplessità di Giorgio
aumenta di minuto in minuto, finché egli decide di
rivolgersi nuovamente al gruppo annunciando:
“Ragazzi, temo che dovremo cambiare meta, l’immersione sul Windjammer oggi non si potrà fare. In
ogni modo, effettuando una piccola deviazione per
pochi minuti, andremo verso una piccola isoletta,
poco più di un grande scoglio e potremo ancorarci lì
vicino per visitare un altro interessante relitto, che
ne dite? Si tratta di un’imbarcazione da pesca affondata in circostanze tragiche in seguito ad una tempesta e la sua storia è davvero interessante.”
Mentre la guida affascina tutti i presenti con i retroscena del tragico affondamento avvenuto quasi qua-
rant’anni prima, ti sarai domandando cosa potrà
aver spinto Giorgio a cambiare rotta e perché ad un
certo punto ha ostentato tanta sicurezza in una
decisione che a prima vista sembrava senza fondamento, dato che le condizioni generali apparivano
ottime. Non preoccuparti, fra poco lo scoprirai, questo fa parte del piccolo gioco che è stato il prologo di
questa prima parte del Corso ESA Orienteering Diver.
In questo capitolo, infatti, imparerai che i metodi e
le tecniche per diventare un bravo ed esperto subacqueo, comprendono anche delle ulteriori nozioni
sulla pianificazione e sulla logistica dell’immersione
rispetto a quelle che hai imparato nei Corsi iniziali.
Quello che sarà analizzato fra poco, apparentemente potrebbe interessare solo un professionista, ma
vedrai che non è così. Infatti, in caso tu decida di
immergerti con un compagno da una vostra barca,
dovresti quantomeno essere in grado di ritrovare un
sito d’immersione per non essere costretto ad immergerti sempre dove capita per la mancanza di riferimenti, considerare le modalità d’ancoraggio e un
piano contingente d’immersione, se le condizioni lo
consentono. Se ora vuoi, puoi scoprire come si è svolto il seguito del nostro racconto, leggendo il primo
paragrafo che tratta dell’Orientamento Terrestre.
1
Spesso in
Mediterraneo le
condizioni
climatiche
cambiano
rapidamento creando
problemi di
orientamento
Orientamento terrestre
Ottobre, in Mediterraneo questo è un mese che può
riservare molte “sorprese metereologiche”.
Potrebbe far molto freddo in anticipo sull’inverno o
ritornare molto caldo dopo un Settembre che aveva
preannunciato il repentino cambiamento degli
armadi, la dotazione della cerata pesante per gli
spostamenti in barca e abbondanti termos di tè
caldo e biscottini per allietare i clienti dopo l’immersione. In questa circostanza non era decisamente freddo, anzi l’anormalità del mese in cui solitamente cadono le foglie e si raccolgono uva e castagne, era il ritorno e la persistenza di un’alta pressione decisamente estiva. Molte mattine lo annunciavano anche degli addensamenti biancastri sulla sommità delle due isole. In certi giorni questi ammassi
di pura umidità densa e tangibile, scendevano giù
fino al mare dalle sommità rocciose di calcare, reso
scuro dalle minuscole goccioline d’acqua, e per
molti tratti di navigazione si correva il rischio di
essere totalmente avvolti dalla nebbia. Orsa
Maggiore era sicura lungo la sua rotta ma Giorgio
guardava pensieroso verso la maggiore delle due
isole e ascoltando ancora la sirena provenire dal
9
Navigatore
GPS
di una barca
porto, pensava proprio alla nebbia, che quel giorno,
inesorabile, molto probabilmente sarebbe scesa
anche in mezzo al canale, dove ancora giace, dopo
quasi sessant’anni dal siluramento, la carcassa del
vetusto veliero, adattato in epoca moderna alla navigazione a vapore per il trasporto di balle di tabacco.
Nonostante la strumentazione di bordo avrebbe
in ogni modo consentito il raggiungimento preciso sul sito d’immersione, la fitta nebbia che presto sarebbe scesa, avrebbe lasciato Orsa Maggiore
ancorata come dentro ad un’enorme bottiglia d’orzata anche per diverse ore in un braccio di mare
aperto in cui comunque era necessario farsi vedere
(o sentire, come garantisce la sirena delle grandi
navi) da eventuali imbarcazioni in transito. Era
meglio non rischiare e
l’immersione alternativa
proposta dall’Istruttore,
oltre che garantire la visita di un altro bel relitto,
aveva il vantaggio di
essere fuori dal locale
banco di nebbia e consentiva in ogni modo un
ancoraggio protetto da
un’isola, seppure molto
più piccola delle due
maggiori.
Gli strumenti di cui si
possono dotare le barche
da lavoro o per il diporto
possono essere al giorno
d’oggi vere e proprie
consolle costosissime che non tutti si possono permettere, spesso neanche i piccoli Diving Center che
operano stagionalmente in molti mari del mondo. In
ogni modo analizzeremo fra breve, alcuni tipi di
strumenti che possono essere utili sia alla navigazione sia al ritrovamento di un sito.
Le Mire a terra
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Chi è solito andare per mare, per lavoro o per diletto, dai più antichi navigatori fino ai giorni nostri,
adotta sempre e comunque dei mezzi per l’orientamento in navigazione e sfrutta i riferimenti naturali a disposizione. Se hai provato a uscire in mare
con una barca, ma anche con una semplice canoa o
pedalò, ti sarai reso conto che man mano che ti
allontani dalla costa, quest’ultima si rimpicciolisce
sempre più, lasciando i riferimenti degli insediamenti umani, se presenti, (stabilimenti balneari, edifici, strade costiere) o i rilievi di strutture geologiche
che si intersecano (colline e montagne) come il
mezzo migliore su cui basare il ritorno. Per esempio,
un porto, agglomerati di case e villaggi, sempre più
frequenti sulle nostre coste, avranno delle caratteristiche su cui potrai basare la tua posizione che
ti servirà sia per mantenere e correggere una rotta,
sia per tornare indietro senza correre il rischio di
finire nel porto sbagliato (esagerando), di non ritrovarlo o comunque di non riuscire ad identificare l’esatto punto d’uscita. Certi esempi ti potranno sembrare esagerati ma frequentemente le caratteristiche
naturali delle coste hanno costretto gli
uomini (molto spesso proprio per
scelta) a costruire i propri porti in luoghi che, osservati da fuori, spariscono
velocemente e completamente alla
vista. Chi ha visitato Bonifacio, in
Corsica, giungendo dal mare Nord
Orientale della Sardegna, avrà notato
che il porto rimane invisibile fino
all’ultimo momento, quando finalmente il traghetto di linea vira di molti
gradi per guadagnarsi l’entrata fra le
due alte torrette che supportano le luci
verde e rossa di segnalazione.
Oltretutto lo scenario è spettacolare
perché dal mare di fuori la parte visibile della piccola cittadina di Bonifacio è
abbarbicata su un’alta struttura geologica stratiforme, che nasconde abilmente
l’entrata e sembra proprio impossibile
che in quella continuità di roccia, possa
esserci in realtà un’apertura cosi grande da consentire la navigazione anche
a traghetti di media grandezza.
Ma cosa c’entra questo con le
immersioni? La risposta è ovvia se
pensi che ogni sito d’immersione,
conosciuto o che ti sei abilmente o
fortunosamente scoperto, è un luogo
che spesso, a parte qualche boa fissa, non presenta
nessun tipo di ulteriore segnaletica, ma che sicuramente vorrai tornare a visitare. Queste informazioni ti saranno anche utili in ogni modo se, per
esempio, la tua formazione personale non prevede
o non ha previsto fino a questo momento, una scuola per il conseguimento della patente nautica, che
1
I riferimenti a terra
servono per
impostare
sia una
rotta, sia il
percorso
per il
ritorno
11
I riferimenti
naturali e le
mire a terra
rappresentano ancora
oggi il sistema più usato
per ritrovare
un sito d’immersione
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per la conduzione di moltissime barche motorizzate
non è assolutamente (forse a torto) obbligatoria.
Dunque, a parte i discorsi sulla navigazione, molti
siti d’immersione hanno delle soglie d’avvistamento e ritrovamento molto basse, tali da essere
paragonati ad un’oasi nel deserto o a una chiazza di
querce da sughero in un bosco di lecci (che potrebbe essere il luogo magico dell’incontro con alcune
famiglie di funghi pregiati).
I riferimenti naturali e le mire rappresentano
ancora oggi il sistema più usato per ritrovare
un sito d’immersione e durante la pianificazione
dell’immersione devi considerare quest’importante
aspetto, proprio come ha fatto il nostro amico
Giorgio in apertura di capitolo. Infatti, come il sito
del Windjammer, molti altri siti d’immersione si trovano su secche completamente sommerse anche da
molti metri d’acqua e invisibili dalla superficie. Nel
caso del nostro amico, egli usa delle mire a terra
come riferimento e per quel sito sfrutta un’enorme e lunga antenna per uso militare posta sulla
sommità della maggiore delle due isole. Questa
struttura, colorata a bande trasversali rosse e bianche, è visibile per molte miglia e rivela un riferimento caratteristico: infatti,
è sufficiente avvicinarsi all’isola o
allontanarsi per veder diminuire o
aumentare il numero di bande colorate. In questo caso, dal punto d’immersione è sufficiente contare quante
bande spuntano dalla sommità della
montagna per avere già un buon riferimento. Come vedi, è importante che
per rilevare una mira tu prenda in considerazione due oggetti che appaiano
allineati (in questo caso il profilo della
montagna e la lunga antenna). Una
mira da sola però non basta perché
sarebbe sufficiente spostarsi di lato per
non essere comunque in grado di
ritrovare il punto esatto. E’ necessario
rilevare almeno un’altro punto ed è
meglio se questo è preso con una
certa angolazione rispetto al primo per avere attendibilità: infatti, due mire dovrebbero essere prese
ad almeno 90° l’una dall’altra. Nel caso del sito
citato, a circa 90° dal riferimento della grande
antenna, il profilo spiovente di un monte distante
molte miglia s’interseca in modo caratteristico con il
tetto di una casa costruita sulla costa. Quindi, per
rilevare ogni mira è importante riferirsi ad almeno
due oggetti caratteristici e allineati. Per ritrovare il
punto, una volta allineati i primi due riferimenti,
navigherai avanti e indietro fino a far combaciare
anche i secondi: dovresti quindi trovarti nel punto
esatto che stavi cercando. Questo è un metodo che
se usato nel modo corretto, ti garantirà un’ottima affidabilità. Un altro metodo per ritrovare un punto, che
prevede l’uso della bussola, ti sarà spiegato nel capitolo Tre, dopo aver parlato delle caratteristiche generali di questo strumento.
Ma come puoi fare le prime volte, se non conosci nessun posto? Come abbiamo già detto, o trovi
dei tuoi siti d’immersione immergendoti con un
compagno in perlustrazione coprendo tratti diversi
di mare oppure sfrutti i siti conosciuti. Può capitare
che in perlustrazione si scoprano dei siti molto interessanti e che ancora nessuno conosce ma più i
tempi vanno avanti, più i siti diventano dei luoghi
noti e a volte, per la loro straordinaria ricchezza di
vita e colori, dei luoghi ormai celebri. Con lo sviluppo della subacquea e dei Diving Center, molti
operatori hanno messo a punto e sono facilmente
reperibili presso gli stessi Diving Center
delle vere e proprie mappe dei punti
d’immersione più interessanti della
zona e oggi esistono migliaia di luoghi
interessanti ormai codificati e facilmente consultabili sia per la localizzazione
sia per i possibili itinerari subacquei, di
cui parleremo nei prossimi capitoli.
Addirittura, i luoghi celebri d’immersione di tutto il mondo sono descritti in pubblicazioni molto ben curate e
reperibili facilmente nelle librerie.
Se comunque scopri un sito d’immersione che ti piace e che è fuori
dal circuito di quelli noti, è meglio
se prendi degli appunti su un taccuino; potresti disegnare in modo semplice i riferimenti che vedi a terra da quel
punto e che userai per ritrovarlo, fino
a quando non avrai memorizzato le
mire, o segnarti la posizione con una bussola, come
vedremo più avanti. Per facilitarti nelle operazioni
potrebbero esserti senz’altro utili i binocoli. Il consiglio migliore, se pensi di andare per mare con una
tua imbarcazione o anche con una presa a noleggio,
è quello di acquistarne un paio. Ricorda che il
binocolo ideale per osservazioni da una barca
1
Se non
conosci
alcun sito
d’immersione puoi
farti
accompagnare in
immersione guidata
con l’imbarcazione
di un
diving
13
Minitest
1. I riferimenti naturali
a terra possono essere
ben rappresentati da
a) Edifici e strutture elevate sulla costa
b) Rilievi montagnosi
c) Sia a che b
2. Vero o Falso. I riferimenti naturali e le mire
rappresentano ancora
oggi il sistema più usato
per ritrovare un sito
d’immersione
3. Le mire a terra, per
essere utili dovrebbero
essere prese ad almeno
a) 30° l’una dall’altra
b) 45° l’una dall’altra
c) 90° l’una dall’altra
Risposte: 1c – 2 Vero – 3c
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in movimento è il 7 per 50, dove il primo numero indica il fattore d’ingrandimento, il secondo
il diametro delle lenti in millimetri, quindi della
sua luminosità. Se comunque non ne disponi,
prova a guardare i riferimenti a terra attraverso le
mani messe a binocolo intorno agli occhi; questo
potrà esserti utile per concentrare l’attenzione, eliminando dallo spazio visivo tutto ciò che non t’interessa e per eliminare buona parte dei riflessi, che
sull’acqua sono quasi sempre presenti e fastidiosi. In
ultimo, ricorda di considerare sempre attentamente i
fattori metereologici. Se la giornata è buona potrai
osservare molti riferimenti a terra ma in caso di nebbia, foschia o cielo perturbato, molti riferimenti noti
potrebbero non essere visibili quel giorno, come nel
caso del nostro amico Giorgio, che anche se avesse
deciso di ancorare sul sito del relitto, non avrebbe
potuto sfruttare nessun riferimento visivo a causa
del banco di nebbia.
Assicurati, quando decidi di prendere delle mire a
terra, che siano riferimenti affidabili, cioè delle
strutture consolidate o delle intersecazioni che non
possano variare nel tempo. Certo, una montagna o
una casa non si spostano dall’oggi al domani ma alcune volte è successo che qualcuno abbia preso come
riferimenti delle strutture al momento molto ben visibili, come le grandi gru dei cantieri edili, ma che una
volta finiti i lavori sono state spostate, lasciando l’anno seguente il sub con un palmo di naso.
Le pecore nere. La subacquea è forse fra le attività
più ricche di aneddoti e varrebbe davvero la pena di
scriverne un libro divertente; pensa che ci sono subacquei che custodiscono gelosamente i “propri” siti
d’immersione in libricini che non consulterebbero
mai in presenza di estranei e ci sono subacquei che,
un po’ per pigrizia, un po’ per incapacità a ritrovare
certi luoghi d’immersione (anche quelli ormai ben
noti, ma loro non lo ammetterebbero mai!) aspettano al varco che le barche ancorate in precedenza
finiscano l’immersione e vadano via, per piazzarsi al
loro posto. Altri ancora, e sono le vere pecore nere,
per essere sicuri di non sbagliare il punto esatto e
per non perdere tempo, si avvicinano con l’elica in
movimento affiancandosi a barche già ancorate
incuranti sia della bandiera di segnalazione sia
del povero barcaiolo il quale si sbraccia per avvertire che sott’acqua, magari a pochi metri dalla superficie ci sono interi gruppi di sub che effettuano la
sosta di sicurezza. Forse questo spiega in parte
come mai in zone con decine di punti d’immersio-
ne interessantissimi, le barche si radunino a seconda dei giorni, tutte nello stesso posto; o qualcuno ha
dato appuntamento a qualche bel dentice di passaggio e si è sparsa la voce o solo in pochi mettono
in pratica le comuni doti di piccola marineria e educazione che dovrebbe avere chi va per mare.
Scherzi a parte, allenati a prendere delle mire
mentre navighi, ti sarà sempre molto utile!
Durante il tragitto che farai in barca con il tuo
Istruttore verso il punto d’immersione, nota quanto
più possibile di ciò che ti circonda. In ogni modo
egli ti farà vedere i riferimenti che usa per ritrovare il sito in cui v’immergerete. Se l’immersione
si svolgerà da terra, allo stesso modo egli t’indicherà il metodo più utile per valutare l’entrata e l’uscita
e nel briefing pre immersione ti indicherà in ogni
caso l’itinerario che seguirete.
1
Un binocolo è sempre
utile in
barca,
anche per
controllare
i riferimenti a terra
Equipaggiamento utile in superficie
Abbiamo già parlato dei binocoli e della loro importanza e abbiamo accennato a sofisticate strumentazioni di cui si possono dotare le imbarcazioni; una
fra tutte ha avuto una forte riscoperta negli ultimi
anni: si tratta del Gps. Sta per Global Positioning
System ed è uno strumento che ormai molti usano
e che ha avuto origine per scopi militari. E’ un vero
rilevatore di posizione e rotta, basa il suo funzionamento sui satelliti e serve quindi moltissimo
anche a chi pratica attività subacquea per ritrovare i punti d’immersione. Naturalmente le coordinate vanno memorizzate in precedenza ma è un
sistema semplice e affidabile ed è facile seguire le
istruzioni che, come per ogni strumento elettronico,
sono importantissime. Se per caso decidessi di
acquistare un Gps, sappi che oggi ci sono moltissimi modelli in commercio, anche palmari del peso di
poche centinaia di grammi che possono fornirti
molte indicazioni utili, come il punto nave, la rotta
per raggiungere un dato punto, la velocità di navigazione e calcolare il percorso effettuato. Anche
molti altri sportivi lo usano, i velisti, chi va in escursione e non necessariamente in mare, addirittura
molte automobili sono ormai dotate di questo ingegnoso sistema. Pensa che certi modelli possono
memorizzare centinaia si punti. E’ bene ricordare
che il Gps non riconosce e quindi non ti avverte degli ostacoli, esso ti fornisce la via più breve
per raggiungere un luogo e comunque devi stare
attento, in questo caso scartando scogli, secche
semiaffioranti, mede o boe di qualunque genere.
15
Un GPS
portatile
Tutti gli strumenti elettronici sono suscettibili d’improvvisi guasti e di mancanza di elettricità, quindi
accertati che prima dell’uscita essi siano funzionanti
e in buona autonomia; eventualmente porta con te
batterie di ricambio per i modelli portatili.
Un altro strumento utile per rilevare un sito d’immersione e che si può usare in sinergia con il Gps è
l’Ecoscandaglio, ben conosciuto dai pescatori sia
professionisti sia sportivi. Anche gli antichi marinai
hanno sempre usato scandagliare il fondo per evitare di cozzare le loro barche con il rischio di affondamenti catastrofici. In fin dei conti, per misurare
quanto fondo c’è il sistema è molto semplice: è sufficiente una cima misurata ed un peso. Gli antichi
usavano anche cospargere la base del peso con del
grasso, sulla quale sarebbero rimasti invischiati dei
resti del fondo, utili per comprenderne la sua composizione. Al giorno d’oggi questi non sono
certo i metodi più pratici.
I moderni Ecoscandagli segnalano su ampi schermi a
cristalli liquidi la profondità e la conformazione del
fondo e certi modelli molto costosi possono descrivere in modo particolareggiato anche la taglia dei pesci
che stazionano o stanno passando sotto la barca.
I nomi dei siti e le mappe subacquee
16
Abbiamo già detto che in molte località i punti
d’immersione non sono segnalati e non è prevista nessuna normativa specifica come invece accade
in certi altri luoghi dove i siti hanno delle boe fisse
d’attracco, che evitano anche l’ancoraggio sul fondo
e tutti i danni derivanti all’ambiente.
In questi siti che non hanno segnaletica, è necessario
imparare dei riferimenti a terra. Per esempio, nelle
mappe dei siti che si trovano lungo tratti di costa o nel
contorno di molte isole, potrai vedere disegnate numerose bandierine segnasub corredate del nome dell’immersione (es. “la ghigliottina” o “le tacche bianche”)
ma come fare per trovare il punto esatto se non si dispone di coordinate o strumenti per seguirle? La cosa
migliore è di farsi accompagnare da un Diving
Center e imparare il posto, o seguire delle indicazioni
di qualche sub disponibile (e generoso). Infatti, spesso molte immersioni distano poche centinaia di metri
l’una dall’altra ma le caratteristiche possono essere
diversissime tra loro. E’ un po’ come voler salire su un
monte di testa propria piuttosto che seguire i sentieri
consigliati. In fondo un’immersione è come un’escursione a terra, con un punto di partenza e degli itinerari previsti. All’inizio è senz’altro meglio seguire le vie
conosciute, anche per verificarne i riferimenti subacquei, di cui parleremo nei prossimi paragrafi e capitoli. Ricorda che i nomi delle immersioni si rifanno
sia a caratteristiche esterne sia a caratteristiche
subacquee ma per saperne di più occorre informarsi
meglio. Ad esempio, l’immersione chiamata “la ghigliottina” potrebbe essere un sito caratterizzato da un
ancoraggio vicino ad una parete nella quale la roccia
assume la conformazione di una lama spiovente sull’acqua, mentre “ il grottone” potrebbe non avere nessun riferimento esterno al nome ma essere caratterizzata da un’ampia caverna subacquea posta a 15 metri
di profondità. Altre volte il nome riguarda ciò che si
può osservare sott’acqua, come “la tana di Lucia” riferita ad una grande cernia stanziale che se tranquilla si
può osservare fuori dalla cavità dove abita o “ barracuda point”, riferita ai bellissimi e affascinanti predatori,
ormai sempre più stanziali anche in Mediterraneo.
Insomma, non è proprio facile se non si dispone di aiuti
e riferimenti e più se ne raccolgono meglio è. Inoltre,
spesso le immersioni si chiamano allo stesso modo in
località diverse o sono semplicemente contrassegnate
da numeri come nel caso di “ secca del fico 1, 2”, ecc.
Se qualcuno ti telefona
invitandoti ad un’immersione sul KT, dovresti
quantomeno chiedergli se
si tratta di quello affondato nel golfo di Orosei in
Sardegna o di quello presente nelle acque liguri.
Se apparentemente i
nomi delle immersioni ti
sembrano una giungla
misteriosa nella quale sia
inutile addentrarsi hanno
senza dubbio molti meriti. Tanto per cominciare,
molti anni fa, quando
l’attività dei Diving
Center ancora non era
consolidata, solo qualche immersione era
documentata, descritta e disegnata mentre oggi puoi
trovarne una miriade di famose e documentate e
raccogliere molte informazioni circa le caratteristiche, il raggiungimento e gli itinerari consigliati.
Spesso queste pubblicazioni si rivelano utilissime ai fini dell’orientamento subacqueo perché
spiegano nei particolari, con l’aiuto di disegni in 3D,
1
Semplice
mappa di
un sito
d’immersione
17
Minitest
1. Vero o Falso. Con il
Gps è possibile impostare
le coordinate di una rotta
che sarà seguita automaticamente segnalando e
scartando gli ostacoli.
2. I siti d’immersione
spesso non sono
a) Dragati
b) Segnalati
c) Comunicati
3. Le mappe dei siti d’immersione, che puoi trovare presso i Diving Center
o in libreria sono
a) Completamente inutili ma sono un grazioso
souvenir
b) Riservate ai subacquei specializzati e agli
incursori della marina
c) Utili ai fini delle
caratteristiche dell’immersione, compresi i
riferimenti e gli itinerari
possibili
Risposte: 1 Falso – 2b – 3c
18
la conformazione del fondo e i riferimenti subacquei,
le profondità e quello che troverai sott’acqua svelandoti molti particolari che ti faranno apparire il paesaggio subacqueo un po’ più familiare.
Se le condizioni ambientali di tempo e mare sono
favorevoli per l’immersione, quantomeno dovresti
conoscere anche il tipo di fondale in cui ti immergerai. Infatti, la visibilità e gli spunti per l’orientamento possono cambiare molto a seconda della
composizione del fondo e questo è un fattore fondamentale per sfruttare al meglio i riferimenti naturali. Ad esempio, immergersi su un fondale con rilievi caratteristici facilmente memorizzabili o su una
piatta distesa di sabbia, può essere molto diverso ai
fini dell’orientamento e parleremo di questo interessante aspetto proprio nei prossimi paragrafi.
I riferimenti in fase di discesa
I riferimenti presenti in superficie ti possono essere
utili anche per farti un’idea di come si presenterà il
paesaggio sott’acqua. Infatti, le caratteristiche esterne di un sito d’immersione spesso rispecchiano
quello che c’è sotto la superficie: una scogliera che
scende a strapiombo continuerà con una parete più
o meno profonda; un’isoletta piatta sarà circondata
facilmente da un fondale poco degradante e, addirittura, per immergerti a soli 10 metri dovresti allontanarti anche per centinaia di metri dalla riva.
Allontanarsi molto dal punto d’ingresso però
non è conveniente. Se le occasioni di divertimento e d’interesse naturalistico ci sono anche in pochi
metri d’acqua perché non approfittarne?
Le immersioni dalla barca possono avere caratteristiche diverse secondo il sito o le condizioni
ambientali.
La barca ancorata: può esserlo alla sua stessa ancora o ad una boa fissa, quindi disporrai di una cima
per la discesa che potresti usare come riferimento
per la discesa. Non dovrai necessariamente tenere la
cima stretta tra le mani, questo potrebbe essere utile
in caso di corrente vivace, tuttavia essa è sicuramente sempre un buon riferimento, specialmente se il
fondo non è visibile a causa della profondità o dell’acqua torbida. In certe località, la barca ancora in
punti prestabiliti a boe fisse solamente dopo che ha
lasciato tuffare i subacquei in corrente all’inizio della
loro escursione. In questo caso la cima sarà un buon
riferimento solamente per la risalita. Dopo il controllo
dell’equipaggiamento con il compagno, che dovrebbe
essere l’ultima fase in superficie, inizia la discesa.
Minitest
1. Le caratteristiche esterne
di un sito d’immersione
a) Spesso rispecchiano
quello che c’è sotto la
superficie
b) Sono assolutamente
identiche a quello che c’è
sotto la superficie
c) Nulla hanno a che
fare con quello che c’è
sotto la superficie
2. Vero o Falso. La
legge prevede che in ogni
mare del mondo le barche per subacquei debbano essere ancorate
3. In fase di discesa è
meglio guardare prevalentemente
a) Verso l’alto per verificare la direzione delle
bolle
b) In orizzontale per verificare l’arrivo di predatori
c) Verso il basso per
avere una buona panoramica del paesaggio
Risposte: 1 a – 2 Falso – 3c
Scendendo è meglio se guardi in ogni caso
verso il fondo (anche se questo non fosse da subito visibile): ciò ti permetterà di avere da subito una
panoramica del paesaggio in caso di buona visibilità e d’acqua bassa e un buon controllo dei riferimenti che potrebbero apparire da un momento
all’altro in caso di torbidità o acqua profonda.
Scendi in verticale con le pinne verso il basso lentamente, sia per avere il tempo utile a compensare
agevolmente sia per guardarti intorno. Focalizza i
particolari che ti colpiscono: rocce dalla forma
particolare, la divisione netta che ci può essere tra la
prateria di Posidonia e una secca di roccia adiacente, una franata di ciottoli o massi, le caratteristiche di
una secca dall’alto o della parete e relaziona questi
particolari rispetto al punto d’entrata, alla posizione della barca e rispetto alla direzione che
intraprenderai per il tuo itinerario subacqueo.
Eventualmente, fermati e osserva meglio qualcosa
che potresti ricordare. In modo particolare se ti trovi
vicino al fondo, prima di abbandonare la cima di
discesa per la direzione pianificata, fermati ancora
un attimo per un’ulteriore verifica del paesaggio e
controlla il computer o il profondimetro: saprai a
quale profondità si trova l’ancora e questo ti servirà
quando farai ritorno verso la barca.
La barca non ancorata: si usa soprattutto in condizioni di corrente o se l’ancoraggio é proibito dalle
leggi locali. In questo caso dovrai scendere senza
una cima. A maggior ragione, dovrai cercare di
osservare il più possibile dell’ambiente circostante
ma difficilmente ti troverai in condizioni di totale
assenza di riferimenti: anche in caso di mancanza di
cima di riferimento e acqua torbida, quantomeno
saprai sempre a quale profondità stai scendendo
grazie al tuo computer o profondimetro. In ogni
modo, le immersioni in corrente avvengono di solito in ambienti in cui la visibilità è ottima, con un
Diving Center attrezzato per questo tipo di condizioni e una barca che segue e assiste il gruppo dalla
superficie.
In caso d’immersione guidata ascolta attentamente il briefing e chiedi spiegazioni se non hai compreso qualcosa o se ti sembra che qualcosa sia stato
omesso circa la profondità, il tempo ed il tragitto pianificato. Una volta in acqua, dovrai mantenerti vicino al tuo compagno ed entrambi dovrete
rimanere vicini alla guida, segnalandogli subito se
qualcosa non va bene. Se t’immergi autonomamente con un compagno, pianificate per bene ogni det-
19
Durante il
Corso ESA
Prevention &
Rescue Diver
imparerai
molte tecniche utili al
salvataggio
in acqua
taglio: la scelta del sito, le condizioni meteomarine, le modalità di discesa e il tragitto d’andata
e ritorno non dimenticando di garantirvi adeguata
assistenza dalla superficie e un mezzo di segnalazione sia fuori dell’acqua (bandiera e pallone segnasub) sia per un’eventuale emergenza. A questo proposito, nell’immersione in Acque Libere Due prevista in questo corso, imparerai ad usare il segnalatore di superficie, che potrebbe servirti sia in caso
di perdita dell’orientamento sia in caso di risalita
d’emergenza lontano dal punto d’entrata o, più
comunemente, se farai immersioni in corrente.
Potrai fare ulteriore pratica con quest’accessorio
anche durante il Corso ESA Prevention & Rescue
Diver, se ancora non hai già raggiunto quest’importante fase della tua formazione subacquea, con il quale
migliorerai la tua acquaticità e ti preparerai adeguatamente in caso di soccorso in acqua.
Complimenti!
Avrai notato come sia importante per
20
un subacqueo conoscere molte informazioni circa le attività immediatamente precedenti l’immersione, compresi quindi il tragitto per arrivare sul
luogo prescelto e ritrovarlo sfruttando i
riferimenti a disposizione, che spesso
sono molto diversi rispetto a ritrovare
una strada o una via stando comodamente seduti in automobile
Sicuramente tutto ciò ti servirà anche
se per le tue immersioni ti affiderai sempre ad un
Diving Center, che ti offrirà il servizio del trasporto
in barca e dell’immersione guidata. Potrebbe darsi
che un giorno tu decida di acquistare una barca o,
se già ne possiedi una, di adoperarla per la tua passione per le immersioni. A questo proposito hai visto
come diventi importante saper sfruttare le mire a
terra per “centrare il bersaglio” dei tuoi siti e possa
esserti utile consultare una mappa di quelli conosciuti, che tra l’altro ti offre anche molte informazioni subacquee. La prima parte subacquea del
capitolo ti ha parlato della discesa e ora avrai compreso meglio perché è raccomandato adottare certe
tecniche di discesa piuttosto di altre ma di questo
continueremo a parlare nel prossimo capitolo, che
sarà svolto interamente sott’acqua.
Cosa hai imparato?
1
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!
1) Il Corso ESA Orienteering Diver vuole approfondire la pratica e la capacità
a. Di ricerca subacquea
b. Di orientamento subacqueo
c. Di recupero di oggetti pesanti
d. Sia b che c
2) Nel capitolo uno abbiamo parlato di?
a. Itinerari subacquei con la bussola
b. Mire a terra
c. Riferimenti in fase di discesa
d. Sia b che c
3) In caso tu decida di immergerti con un compagno da una vostra barca, dovresti essere in grado di
a. Conoscere in maniera approfondita le carte
nautiche della zona
b. Conoscere in maniera approfondita il
Portolano dei mari
c. Ritrovare un sito d’immersione con dei riferimenti imparati in precedenza
d. Improvvisare un’immersione dove capita,
anche senza alcun riferimento
4) I riferimenti a terra sono importanti ai fini delle
immersioni perché
a. I siti d’immersione sono comunque segnalati
b. I siti d’immersione il più delle volte non sono
segnalati
c. In molti Paesi non si possono ancorare delle boe
fisse
d. Sia b che c sono esatte
21
5) Sfruttando delle mire a terra per orientarsi, se ne
dovrebbero considerare almeno
a. Due
b. Tre
c. Quattro
d. Cinque
6) Come ci si può immergere senza conoscere alcun
riferimento di un sito?
a. E’ possibile farsi accompagnare da un Diving
Center in un’immersione guidata
b. Se disponibili, si possono consultare delle
mappe dei siti subacquei
c. Si possono pianificare delle immersioni di
perlustrazione
d. Tutte le risposte precedenti sono esatte
7) Il GPS (Global Positioning System) basa il suo
funzionamento sui
a. Radar
b. Radiogoniometri
c. Satelliti
d. Sommergibili
8) Vero o Falso. I nomi dei siti d’immersione sono
molto utili perché si rifanno sempre a dei riferimenti visibili in superficie
9) Vero o Falso. I riferimenti presenti in superficie
possono esserti utili per farti un’idea di come sarà il
paesaggio sott’acqua
10) Durante l’immersione in Acque Libere Due di
questo corso imparerai ad usare__________
a. Il GPS
b. Un sistema elettronico di navigazione subacquea
c. Il Segnalatore di Superficie
d. Sia b che c
Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con
l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.
22
Firma__________________________data_________
Capitolo Due
Cosa imparerai
I documentari sulla savana africana continuano ad
affascinare tutti nonostante forse siano i più datati,
infatti ne sono stati realizzati a centinaia. Forse
proprio per questo essi sono in grado di offrire
immagini sempre più difficili da catturare; certe
volte è proprio incredibile capire come qualcuno
riesca a filmare un Leopardo in caccia notturna o il
parto di una Leonessa, che forse neanche gli stessi
altri Leoni riescono a vedere. Per girare quelle
immagini occorre indubbiamente molta tecnica ma
non solo cinematografica; è necessaria soprattutto
un’ottima conoscenza del territorio per saperne
sfruttare ogni particolare e per evitare di essere sorpresi mettendo in fuga il soggetto. Sott’acqua ci sono
moltissime specie di pesci giudicati “difficili” che
invece si possono osservare anche da vicino e quindi fotografare o filmare. Spesso ci sono subacquei
che non riescono a vedere gli organismi che dovrebbero esserci oppure assistono a delle fugaci apparizioni e precipitose fughe in tane inaccessibili. Spesso
questo succede per una mediocre conoscenza del territorio e delle abitudini degli animali o perché non
si ha l’abitudine di programmare un itinerario preciso, oltretutto con il rischio di perdersi.
Marco è un buon conoscitore dei siti d’immersione
che è solito frequentare, forse perché ha deciso da
molti anni di vivere vicino al mare e s’immerge regolarmente con amici e conoscenti. Oltre ad aver raggiunto un eccellente livello nella sua formazione
subacquea, egli ha anche deciso di specializzarsi in
itinerari subacquei per poterne un giorno raccogliere una certa quantità e poterli pubblicare, a disposizione di chi voglia sfruttarli per le proprie immersioni. Nonostante questo, egli continua ad immergersi
anche negli ambienti che gli sono ormai familiari
perché ci si è davvero affezionato e non passa settimana senza ch’egli vada a dare un saluto ad una
grande Cernia che sembra conoscerlo o a farsi un
giro nel blu per incontrare il grande branco di
Barracuda mediterranei che per molti mesi dell’anno stazionano in certi punti. Certo, occorre una
buona tecnica subacquea, un’ottima padronanza
dell’equipaggiamento e sicuramente una buona
conoscenza delle abitudini degli organismi marini,
però Marco continua a dire che è da quando si è
2
23
E’ sempre
meglio
pianificare
un percorso,
perchè
sott’acqua
ci si potrebbe
disorientare
in fretta
dedicato e appassionato all’orientamento subacqueo
che riesce anche a collezionare soddisfazioni di quel
tipo. Le tecniche che egli usa più volentieri sono quelle che gli permettono di sfruttare al meglio i riferimenti naturali a disposizione e salvo rari casi, non
vuole sentire parlare di strumenti subacquei tipo
bussole o altro (nonostante ne tenga una in barca e
ne porti una subacquea nella tasca del Gav).
In questo capitolo troverai molte informazioni sui
riferimenti naturali in immersione e su come saperli sfruttare. Ciò ti servirà per diversi scopi: all’inizio
per raggiungere un grado di orientamento subacqueo che ti permetta di non perderti, di esplorare un
sito d’immersione con molti itinerari alternativi e di
poter far ritorno alla barca o a riva da dove eri
entrato e che ti permetta pian piano di riuscire ad
impostare l’immersione in funzione di quello che tu
vuoi osservare o catturare con un obiettivo fotografico. Nel primo capitolo abbiamo parlato della discesa,
la prima fase dell’immersione propriamente detta;
continuiamo la nostra esplorazione subacquea e
analizziamo altri trucchi, come i diversi sistemi che
si possono adottare per stimare una distanza sott’acqua, effettuare degli spostamenti di rotta e degli
itinerari subacquei usando principalmente i riferimenti naturali.
I riferimenti naturali in immersione
24
Abbiamo analizzato nel capitolo Uno i riferimenti in
fase di discesa e avrai capito che essi sono una parte
determinante ai fini dell’orientamento subacqueo.
Tutto ciò che riesci a cogliere visivamente mentre
scendi può esserti utile e, una volta in prossimità del
fondo o comunque alla quota pianificata che
potrebbe anche essere a mezz’acqua, inizierai un itinerario. E’ sempre consigliabile scegliere un itinerario subacqueo abbastanza preciso proprio perché sott’acqua, per via della visibilità e dell’insolito paesaggio che si presenta, ci si potrebbe disorientare in fretta e perdere così i riferimenti.
A parte il discorso sulla sicurezza, che dovrebbe essere tra i primi fattori da considerarsi durante la pianificazione dell’immersione, è molto scomodo scendere in un punto e uscire a casaccio da un’altra
parte, magari distante dall’appoggio e dall’assistenza
in superficie (a parte quando questo è pianificato,
come nel caso della maggior parte delle immersioni
in corrente in cui però l’assistenza è comunque
garantita dall’imbarcazione che segue i subacquei).
Quindi, prima di lasciare la cima di discesa, la
parete, o anche se la discesa avviene nel blu,
dopo aver controllato la profondità, intraprenderai
un itinerario subacqueo, che sulla base della
conoscenza del luogo, avrai pianificato in precedenza. Molti fattori ti potranno aiutare nella scelta dell’itinerario da seguire: principalmente esso varierà
in funzione del tipo d’immersione e come sai, le
tipologie sono varie. Infatti, è possibile immergersi
in pareti, secche, fondali sabbiosi, relitti ecc.
Prima di analizzare i principali tipi d’immersione
possibili e i relativi e più comuni itinerari subacquei,
è meglio considerare altri aspetti legati ancora una
volta alle caratteristiche dell’acqua.
Stima della distanza
Una delle difficoltà che possono intervenire quando
si nuota sott’acqua è sapere quanta strada (sarebbe
più corretto dire quanta “acqua”) si sta percorrendo,
cioè stimare una distanza. In questo caso è necessario applicare diversi parametri di valutazione rispetto
alla superficie, dove di solito ci sono molti riferimenti in più ad aiutarci. Inoltre, impostare un itinerario
subacqueo significa che andata e ritorno devono
essere calcolati accuratamente, soprattutto in funzione dell’autonomia della bombola, per garantire l’aria necessaria a compiere un tragitto e fare ritorno alla
barca o a riva.
I metodi per stimare una distanza sott’acqua sono
diversi: analizziamo i più comuni.
Contare le pinneggiate. Se fuori dell’acqua occorre stimare una distanza dove non ci siano riferimenti come strumenti o cartelli stradali, si possono usare
i passi, impostando l’andatura secondo un certo
ritmo che sia il più regolare possibile (facendo quindi attenzione che i passi siano tutti uguali). Per muoversi sott’acqua si usano le pinne e così come per i
passi si possono impostare anche le pinneggiate.
Pinneggiare è decisamente più faticoso che camminare, quindi è consigliabile impostare il giusto ritmo
senza faticare molto: un ritmo di pinneggiata che
tenga conto dei tuoi limiti e non ti conduca in
affanno. Stabilita la direzione di “marcia” (la rotta),
prova a contare quante volte usi le pinne. Un giro
completo si compie quando la pinna passa sia al
punto più basso sia a quello più alto rispetto al tuo
corpo e con ogni pinneggiata completa percorrerai mediamente 0,70 m.
Questo sistema di stima della distanza ti permetterà di
avere le mani libere da strumenti e poter osservare
meglio ciò che ti circonda: sia i riferimenti naturali per
Per stimare
una distanza è molto
pratico
contare le
pinneggiate
25
2
La mano
aperta è un
buon esempio di come
si può sviluppare un
percorso a
stella: le
dita indivisuano naturalmente le
diverse
direttrici
26
la rotta sia le meraviglie dell’immersione subacquea.
Potresti impostare una rotta in una direzione per 30
pinneggiate, voltarti e tornare indietro per la rotta
inversa (o reciproca) ricontando altre 30 pinneggiate.
Naturalmente è meglio che tu parta da un punto
di riferimento preciso: potrebbe essere la stessa
ancora o un masso caratteristico. Questo sistema
molto accurato ti può essere utile anche quando
conosci poco un sito d’immersione. In questo caso
potresti impostare molti brevi tragitti in direzioni
diverse, partendo da un punto fisso verso una rotta,
tornare allo stesso punto e ripartire per una rotta
diversa e così via, effettuando un percorso a stella
che ti permetterebbe un’esplorazione accurata senza
correre il rischio di perderti. Proverai l’esercizio di
conteggio delle pinneggiate sott’acqua con
l’Istruttore e lo combinerai anche usando la bussola
nell’Immersione Uno di questo corso.
Calcolare il tempo. Durante l’immersione, per non
superare i limiti di tabelle o computer, devi spesso
controllare il tempo quindi perché non approfittarne? Una volta stabilita la direzione, potresti pinneggiare per un certo periodo, supponiamo 10 -15
minuti (aria e limiti permettendo) e poi tornare
indietro pinneggiando per un tempo uguale all’andata. Combinando questo sistema con i riferimenti
naturali ed il controllo della profondità, hai trovato
un nuovo sistema per ritornare alla barca o a riva.
Calcolare il consumo. Questo è uno dei sistemi
più usati anche dalle guide subacquee che pianificano l’immersione dovendo tener conto dei consumi di più persone contemporaneamente.
Analogamente alla situazione precedente, in immersione devi controllare frequentemente anche e
soprattutto il manometro, per garantirti l’autonomia sufficiente a tornare al punto d’uscita. Questo
strumento ti può fornire indicazioni utili anche per
calcolare un tragitto. Potresti impostare una direzione con la bussola, procedere controllando il manometro finché avrai consumato 30-40 bar e tornare
indietro per altrettanti bar. A questo punto è importante considerare che sarà meglio sempre iniziare il
ritorno verso la barca o la riva prima o in prossimità della soglia di metà scorta d’aria della bombola
per garantirsi aria sufficiente al ritorno e la risalita e,
se opportuno, per la sosta di sicurezza. Combinando
questo metodo soprattutto con il controllo della profondità per mantenere stabili il più possibile i consumi, potresti fare un’immersione tornando tranquillamente al punto di partenza.
Tipologie d’immersione e itinerari
Immersioni in parete
Sono immersioni caratterizzate da una parete che
scende più o meno verticalmente sott’acqua fino a
svariate profondità; alcune pareti possono sprofondare anche per centinaia di metri e creare effetti
molto suggestivi. E’ facile orientarsi in parete;
infatti, in simili condizioni disporrai di un riferimento naturale molto semplice da sfruttare: addirittura
potrai scendere e risalire lungo la parete stessa
lasciando la barca ormeggiata un po’ più al largo o
posizionare un pallone segnasub vicino al punto di
discesa. I tragitti subacquei che si possono pianificare in parete (ma questo vale anche per gli altri tipi
d’immersione) dipendono molto da ciò che si vuole
osservare. Potresti decidere per una prima immersione di ambientamento, in cui verificherai l’assetto in
parete e prenderai visione dell’insieme del paesaggio, decidendo se in seguito potrebbe essere interessante effettuare degli itinerari trasversali o se invece
sia più conveniente spostarti poco di lato, preferendo scendere e risalire con calma lungo la stessa via.
Semplicemente guardando la parete, potrai scendere fino alla profondità pianificata e in questo caso la
discesa e la risalita saranno il tuo semplice e
Minitest
1. E’ sempre consigliabile
impostare un itinerario
subacqueo abbastanza
preciso perché sott’acqua
a) Non esistono riferimenti per orientarsi
b) Per via della visibilità e
dell’insolito paesaggio, ci
si potrebbe disorientare
c) La visibilità non supera mai i 10 metri
2. I metodi per stimare
una distanza sott’acqua
comprendono
a) Contare le pinneggiate e calcolare il tempo
b) Calcolare il consumo
di azoto
c) Sia a che b
3. Sfruttando il metodo
del calcolo dei consumi
si dovrebbe considerare
la soglia di metà bombola come
a) Il riferimento per risalire direttamente in
superficie
b) Il riferimento per iniziare la risalita fino alla
sosta di sicurezza
c) Il riferimento per iniziare il ritorno verso il
punto di uscita
Risposte: 1b – 2 a – 3c
Una volta acquisita l’esperienza necessaria all’applicazione di questi metodi per stimare una distanza,
potrai agevolmente variare i tuoi percorsi subacquei
fino a renderti molto familiari i siti d’immersione e
scoprire per esempio che nello stesso posto si possono variare gli itinerari in funzione di ciò che si
vuole osservare (ad esempio volendo fotografare
delle corvine potresti dirigerti direttamente verso la
loro tana adottando un tragitto di copertura tra i
massi o addirittura a mezz’acqua che ti consenta di
non spaventare i pesci che facilmente potresti osservare nella loro bellezza fuori tana).
Certo, occorre un po’ di pratica e la costante applicazione dei metodi sopracitati in relazione anche a
fattori di disturbo che potrebbero sopraggiungere in
seguito a condizioni ambientali particolari.
Parleremo meglio di questi fattori alla fine del capitolo Tre, dopo aver parlato anche di altri sistemi di
orientamento subacqueo, legati all’uso di strumenti
come la bussola.
Ora è tempo di dare uno sguardo alle tipologie
d’immersione e ai più comuni itinerari subacquei
che di solito si possono percorrere.
27
Un sub
scende
lungo
una parete
28
unico itinerario. Avrai modo di osservare le caratteristiche della parete soffermandoti a mezz’acqua
per scoprire cosa si nasconde all’interno delle formazioni coralline o delle piccole cavità e anfratti che
spesso sono presenti come se si trattasse di una
parete di montagna. E’ necessario un assetto pressoché perfetto per non faticare e poter rimanere in
verticale a proprio agio. Inoltre, è meglio se tu o il
tuo compagno siete provvisti di un sistema d’illuminazione che vi permetta di schiarire certi angoli
più in ombra spesso presenti nelle pareti secondo la
loro esposizione alla luce del sole, che a causa della
verticalità arriva sempre di sbieco. Queste zone
meno illuminate spesso costituiscono il substrato
per svariate forme di vita coloratissime, come le
margherite di mare e molte specie di spugne; esse
inoltre ospitano altri organismi sessili (fissi al substrato) e svariate specie di pesci. La parete, spesso
giudicata immersione impegnativa, ma non certo
per quanto riguarda l’orientamento, può essere un
valido approccio ad un tipo d’immersione in cui non
ci si deve ingegnare molto per non perdersi: da questo punto di vista, forse tra le immersioni più facili.
La pianificazione di itinerari alternativi alla semplice
discesa e risalita in parete comporta ulteriori tecniche ma anche queste facilmente applicabili proprio
grazie al costante riferimento naturale di cui disponi. Anche la messa a punto dell’assetto, avendo una
parete come riferimento costante davanti agli occhi
risulterà più facile: molto di più che essere a mezz’acqua nel blu o con dei riferimenti più lontani.
Una volta raggiunta la profondità pianificata, avendo la parete di fronte, potrai dirigerti verso destra
o verso sinistra. Se ad esempio scegliessi di procedere verso sinistra, il tuo corpo sott’acqua sarà parallelo alla parete con il braccio destro rivolto verso la
stessa. Una volta che avrai deciso di tornare indietro, dopo aver stimato la distanza pianificata con
uno dei metodi di cui abbiamo parlato in precedenza, ti volterai nella direzione opposta e inizierai il
tragitto di ritorno tenendo come riferimento il braccio sinistro verso la parete.
Se la parete – pur a strapiombo - scendesse poco
sott’acqua (anche soli 8 - 10 metri), come si osserva
in certe isole che salgono verticali dal mare ma sono
appoggiate su zoccoli di bassofondo che degradano
poco alla volta a maggiori profondità, troverai facilmente alla fine di essa una serie di gradoni con franate di pietre più o meno grandi o scalinate di materiale organico molto friabile spesso ricoperte da
vegetazione (in Mediterraneo spesso è la Posidonia).
Quindi, se in condizioni di questa tipologia di parete pianificassi d’immergerti almeno ad una profondità di 20 metri dovresti allontanarti (a volte anche
molto) dalla stessa, verso fuori. In questo caso
potresti impostare il tragitto diversamente.
Scenderai lungo la cima della barca raggiungendo
verso fuori la profondità massima pianificata e ti
girerai ad angolo retto posizionandoti parallelamente alla parete (sempre verso destra o sinistra). Se la
parete rimanesse comunque visibile tanto meglio,
altrimenti potresti usare una bussola e i riferimenti
del fondo. In seguito, una volta imparate le caratteristiche del sito, potrai usare solo i riferimenti naturali. Procedendo parallelamente alla parete
(o alla riva se l’immersione è da terra) ad un certo
momento, in base alla lunghezza del tragitto, ti girerai ad angolo retto verso la parete, e procederai
verso di essa portandoti a minore profondità.
Voltandoti con un altro angolo retto ti porterai nella
direzione opposta a quella di partenza. Alla fine, quello che avrai compiuto sarà un itinerario a forma di rettangolo con due lati maggiori paralleli alla parete.
Immersioni sulle secche
Una secca potrebbe essere una montagna rocciosa
che sale dal fondo verso la superficie anche se non
è detto che poi esca fuori dall’acqua. Parlando naturalmente delle secche alla portata dei subacquei
ricreativi, cioè di quelle che si trovano entro i 40
metri, ce ne sono molte le cui sommità raggiungono
la superficie e altre che per raggiungerle devi scendere anche fino a 30 metri. Premesso che la pianificazione di un’immersione deve sempre considerare l’esperienza e il grado di brevetto del
subacqueo, pur trattandosi della stessa tipologia
d’immersione – la secca appunto - le condizioni
potrebbero essere molto diverse. I riferimenti, anche
in immersioni di questo tipo come per le pareti,
sono di solito ben individuabili. Soprattutto il confine di una secca, che potrebbe essere adiacente a
una distesa di sabbia o a una prateria di Posidonia.
Se la profondità e l’ampiezza della secca lo consentono, potresti seguire la linea di confine della stessa
e compiere una vera e propria circumnavigazione
ritornando al punto di partenza senza mai doverti
voltare. Molte volte, però, l’ampiezza eccessiva di
una secca non consente neppure dall’alto della
superficie una completa panoramica dei suoi confini, né la possibilità di circumnavigarla completamente a causa del lungo tragitto che sarebbe com-
2
Un sub
raggiunge
una secca
scendendo
lungo
una cima
29
Navigando a
mezz’acqua
occorre
controllare
il computer
(o il profondimetro) per
mantenere
una quota
costante
30
promesso dai limiti di tabelle o computer, dal freddo e dall’autonomia della bombola. Cosa fare in
questo caso? Potresti visitare una grande secca a
più riprese in immersioni consecutive. Prima di
tutto osserva (come al solito) quanto più riesci a
vedere scendendo e fissati un riferimento caratteristico che possa servirti da punto di partenza. Di solito le secche hanno dei rilievi che possono avere
forme rotondeggianti o anche multiformi, con massoni a volte molto contorti, caratteristici e facilmente riconoscibili. Rifacendoci a quanto detto nel
Capitolo Uno, si potrebbero citare decine d’immersioni che si rifanno nel nome a caratteristiche geologiche: ad esempio, un’ipotetica “Secca dell’Elefante” potrebbe essere caratterizzata da un’enorme massone granitico nei pressi dell’ancoraggio che
presenti una protuberanza di roccia a forma di arco
che la faccia assomigliare al testone di un grande
pachiderma. (La secca dell’Elefante esiste realmente
nella costa Nord Orientale della Sardegna, ma probabilmente anche in molti altri luoghi del mondo).
Una volta individuato il punto di partenza,
potresti visitare una parte della secca nuotando in
modo che la linea di confine rimanga visibile e stimare una distanza che copra solo parzialmente il
perimetro o l’area in esso compresa. Un’altra possibilità, molto apprezzata da chi è appassionato di
navigazioni a mezz’acqua è quella di esplorare una
secca abbastanza vasta rimanendo a poca profondità, il tanto che basti a vedere il fondo e studiarne i
particolari più significativi. Occorre in questo caso
un costante controllo del computer (o del profondimetro) per riuscire a mantenere sempre la stessa quota e una buona intesa con il compagno,
per evitare di prendere direzioni diverse e a un certo
momento ritrovarsi soli. Navigare a mezz’acqua con
la superficie e il fondo come riferimenti può essere
molto soddisfacente e alle volte riservare sorprese
gradite, come l’incontro con pesci di passo quali le
Ricciole o i Dentici, formidabili predatori che amano
stazionare mimeticamente nel blu per piombare
sulle loro prede come saette guizzanti.
Una volta che i confini di una secca ti risultino familiari, potresti dedicarti a impostare percorsi con attraversamenti entro l’area dei confini per visitare i
punti più caratteristici o come già detto in precedenza,
per dirigerti verso determinati punti a osservare organismi particolari che già conoscevi e che ti piacciono.
Spesso in una stessa area, facilmente sabbiosa o granulosa, possono trovarsi secche di piccola o media
ampiezza, più o meno vicine ma senza alcun contatto tra esse, come fossero isolette di un arcipelago.
Se le condizioni lo consentono, insieme al tuo compagno potresti anche effettuare itinerari con attraversamenti tra una secca e l’altra per poi tornare a
quella di partenza. In questo caso la capacità di
orientamento dovrà essere ben collaudata, perché in
simili condizioni le caratteristiche ambientali potranno essere molto simili in tutta l’area. Per aiutarti a
non perdere l’orientamento in situazioni di questo tipo occorrono buoni presupposti d’immersione; i più importanti sono il mare calmo e l’acqua
limpida, l’assenza di correnti e un riferimento evidente per la discesa e la risalita. Non da ultimo occorre
un impegno costante nel controllo degli strumenti, tra
cui potrebbe risultare utile la bussola subacquea (di
cui parleremo nel Capitolo Tre) e nel mantenimento
del sistema di coppia, che anche in caso di momentaneo smarrimento, garantirebbe un abbattimento
della soglia di stress, probabile quando non si trovano più i punti di riferimento noti e ci si ritrova soli.
Immersioni da terra
In realtà ogni immersione da terra potrebbe proseguire con una delle tipologie di cui abbiamo già
fatto esempi. Potresti entrare da una spiaggia per
raggiungere una secca più al largo o entrare da una
scogliera per raggiungere una parete vicina. Il fatto
rilevante è che da quando ci sono i Diving Center,
le immersioni si effettuano più frequentemente
da una barca, che oltre a offrire la possibilità a
molti subacquei di visitare punti d’immersione altrimenti irraggiungibili, fornisce supporto e assistenza
costante direttamente individuabile da sott’acqua o
comunque dalle immediate vicinanze, se la pianificazione ha previsto itinerari non molto “dilatati”. A
maggior ragione, partendo da terra è senz’altro consigliabile uno studio accurato del tragitto, per
poter agevolmente uscire da dove si è entrati.
Abbiamo già parlato dell’importanza dei riferimenti
a terra, validi sia per ritrovare un sito, sia per localizzare bene il punto di entrata. Spesso, per immergersi da riva si percorrono sentieri che arrivano dall’alto. Anche un piccolo promontorio potrebbe rivelarti elementi utili a capire come si possa presentare il fondale e se le condizioni di trasparenza dell’acqua sono buone, anche a decidere a grandi linee
il tipo di percorso subacqueo, se ancora quel posto
per te e il tuo compagno fosse inesplorato.
Oltre a garantire comunque un’adeguata assistenza
fuori dall’acqua anche per le immersioni da terra,
2
Immersione
da terra
31
Le onde
sulla sabbia, ripple
marks, sono
un ottimo
riferimento
per orientarsi
32
non bisogna dimenticare qualcosa che segnali
costantemente la posizione dei subacquei. Sarà bene
che tu o il tuo compagno siate muniti del pallone
segnasub, che oltre a segnalare costantemente in
superficie la vostra posizione, vi potrebbe servire
come punto di risalita, se questa dovesse verificarsi
lontano dal punto di uscita.
Un tipo d’immersione che si può effettuare da terra
o in prossimità di piccole isolette è quella sulla sabbia. Non è un tipo d’immersione amata da moltissimi subacquei, forse perché è spesso giudicata (a
torto) poco appagante e piuttosto disorientante. Le
immersioni sulla sabbia, invece, offrono dei bellissimi ecosistemi tutti da scoprire, anche a poca
profondità e con miriadi di forme di vita tipiche che
hanno abitudini anche molto diverse dal giorno alla
notte. Le occasioni per incontri emozionanti sott’acqua ci possono essere ovunque e la sabbia non è da
meno degli altri. Alle isole Cayman, i turisti equipaggiati con la bombola, ma anche semplicemente
in apnea, si affollano a visitare “la città delle razze”,
un’immersione in alcuni metri d’acqua sulla sabbia
bianchissima dove ci s’incontra con moltissimi trigoni di svariate dimensioni. Anche in Mediterraneo
simili incontri non sono rari: trigoni, aquile di mare,
sogliole, rombi, dentici, mormore, triglie ecc.
L’immersione sulla sabbia può anche essere un’esperienza decisamente soddisfacente e formativa
dal punto di vista dell’orientamento subacqueo.
Infatti, proprio in quest’ambiente forse più povero
di riferimenti rispetto ad una secca molto circoscritta e definita o rispetto alla costante presenza di una
parete, occorre avere sempre un’ottima padronanza
della propria posizione sott’acqua rispetto al punto
di entrata. Se sei un amante degli strumenti, ti potrai
appassionare agli itinerari subacquei sulla sabbia
usando la bussola, che approfondiremo nel Capitolo
Tre, altrimenti anche in questo ambiente apparentemente “piatto” dal punto di vista visivo ci sono elementi che ti aiuteranno a impostare e seguire degli
itinerari subacquei. Sott’acqua, anche a considerevole distanza dalla riva, la sabbia risente dell’influenza
del moto ondoso e delle correnti verso la costa e
forma spesso delle ondine - le ripple marks – che
sono multiple e parallele alla costa. Se decidessi
di entrare da riva, potresti nuotare perpendicolarmente ad esse (e quindi al bagnasciuga) con il fondale che decresce per portarti in fuori, seguirle
parallelamente per spostarti verso destra o sinistra
rispetto al punto d’ingresso e tornare seguendole
Minitest
1. I tragitti subacquei che
si possono pianificare in
un’immersione devono
tener conto
a) Della tipologia del sito
d’immersione e delle condizioni
meteomarine
locali
b) Dei limiti di ogni partecipante all’immersione
c) Sia a che b
2. Con una parete di
fronte e procedendo nuotando verso destra, avrai
come riferimento
a) La parete stessa alla
sinistra e il fondale più
profondo a destra
b) La parete stessa a
destra e il fondale più
profondo a sinistra
c) Il fondale più profondo
a sinistra e la parete a
destra
3. Per imparare ad orientarti in una secca sommersa potresti all’inizio
a) Percorrerla da destra
verso sinistra
b) Seguirne l’andamento
delle profondità
c) Seguirne i confini
4. Vero o Falso. A causa
della totale mancanza di
riferimenti è possibile
immergersi sulla sabbia
solamente usando una
bussola subacquea
Risposte: 1c – 2 a – 3c –
4 Falso
perpendicolarmente con il fondale crescente.
Abbiamo accennato al fatto che per varie ragioni
conviene sempre uscire dal punto in cui si è entrati. Questo è un fattore che in molte località tropicali diventa necessario, quando per uscire e rientrare
da terra sei costretto a nuotare entro le pass. Non
ritrovare la pass significa in molti casi dover camminare con l’ingombro e il peso dell’attrezzatura in
pochi centimetri d’acqua su una distesa di coralli
dove, oltre ai danni che arrecheresti all’ecosistema,
insorgerebbero facilmente problemi legati a escoriazioni e ferite anche gravissime. Se in base alle informazioni che raccoglierai insieme al tuo compagno
prima d’immergerti avessi qualche dubbio o tentennamento circa l’orientamento subacqueo, non esitare a rimanere alla portata di ogni riferimento
che ti possa essere utile, anche se questo dovesse
tradursi in un tragitto molto breve o di diversi tragitti
andata e ritorno dall’uscita della pass, come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente a proposito dei percorsi a stella.
Non parleremo in questo contesto delle immersioni
all’interno dei relitti o in luoghi che non consentano
un accesso diretto alla superficie che per la loro
complessità e per la grande tecnica ed esperienza
richieste non sono da considerarsi immersioni puramente ricreative.
In ultimo, devi sempre ricordare che ogni aspetto
legato alle immersioni deve tener conto di un’accurata pianificazione e questo si può tradurre in certi
casi in un cambiamento del percorso da effettuare. Pensa ad esempio a condizioni di risacca in
prossimità di una parete che pur non pregiudicando
l’immersione in sé (a meno che le condizioni possano costituire un pericolo) potrebbero portarti a nuotare piuttosto lontano dalla parete stessa e quindi
dal riferimento, per non essere continuamente sballottato avanti e indietro. Anche una corrente insolita
e imprevista potrebbe farti decidere per una variazione del percorso. Se le condizioni ambientali fossero quelle di un fondale senza grandi rilievi potresti pianificare una vera immersione in corrente con
appoggio e assistenza continua dalla superficie
(ovviamente da un’imbarcazione); se il luogo dell’immersione fosse caratterizzato da grandi massi o
zone ridossate, potresti rimanere a condurre l’immersione al loro riparo al di fuori della portata della
corrente che anche se minima, potrebbe infastidirti
e soprattutto stancarti.
La scelta migliore per un paio d’amici che a pre-
33
scindere dalla tipologia d’immersione vogliano semplicemente divertirsi sott’acqua rimane ancora una
volta quella di sfruttare le migliori condizioni
locali e di considerare sempre i propri limiti.
Nel prossimo capitolo prenderemo in esame altri
aspetti utili circa l’orientamento subacqueo, come
l’uso della bussola subacquea e della sua applicazione nel contesto dell’immersione ricreativa.
Complimenti!
34
In questo capitolo hai appreso molte informazioni circa i riferimenti naturali che più comunemente si seguono in immersione e hai notato che
i parametri di riferimento possono variare da
un’immersione all’altra, soprattutto in funzione
della tipologia del sito e delle condizioni ambientali del momento. Dal punto di vista dell’orientamento forse ci sono immersioni più facili di altre
ma avrai capito che in ogni modo sarà l’esperienza che acquisirai durante le immersioni a
farti sentire sempre più sicuro nei tuoi itinerari
subacquei. Ti sarai reso conto, a prescindere dal
tuo grado di brevetto, che ogni volta che ci si
immerge sott’acqua s’impara qualcosa e per poco
che sia, ogni volta si è aggiunto un piccolo tassello in più all’esperienza; questo te lo potranno
sempre confermare anche coloro che vantano
migliaia d’immersioni. Naturalmente quando si
vuole incominciare è importante avere una base
di partenza. Per imparare a diventare un bravo
ed esperto subacqueo nella navigazione e nell’orientamento dovrai tener conto dei preziosi consigli finora ricevuti e vedrai che i risultati ti verranno più facilmente e più in fretta. Come in
molti altri capitoli di ogni Corso ESA avrai anche
notato che spesso si accenna all’importanza
della pianificazione, che a sua volta deve sempre
considerare attentamente i limiti umani di chi
sott’acqua ci và per diletto, conoscenza e relax.
Questi presupposti, che automaticamente ti pongono nella condizione ideale quando sei sott’acqua ti faranno ottimizzare anche la capacità di
apprendimento perché tutto si svolgerà sempre al
massimo delle prestazioni, compresa l’attenzione
ai riferimenti e la conseguente applicazione di
ciò che hai letto sul manuale.
Cosa hai imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le
informazioni più importanti della relativa Unità
Teorica, innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi
alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle
indicate, specificando se l’informazione è vera o
falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni necessarie. Buon lavoro!
2
1) Sfruttare correttamente i riferimenti naturali è il
metodo più comune per
a. Non perdersi sott’acqua
b. Diminuire i consumi
c. Ottimizzare l’assetto
d. Immergersi senza compagno
2) Vero o Falso. Dal momento che in immersione
ad un certo punto si deve sempre iniziare un ritorno verso la barca o a riva è consigliabile pianificare
un itinerario preciso
3) Un
a.
b.
c.
d.
itinerario subacqueo dovrebbe sempre
Seguire un andamento quadrangolare
Seguire un andamento circolare
Seguire l’andamento del fondo
Tener conto della tipologia dell’immersione
4) Imparare a stimare una distanza sott’acqua è utile
perché
a. Spesso la visibilità potrebbe essere ingannevole
b. Ti permetterà di effettuare percorsi più lunghi
c. Potrai calcolare il tuo tragitto subacqueo
d. Sia a che c
5) Per stimare una distanza sfruttando il metodo del
calcolo del tempo dovresti riferirti
a. Alla bussola
b. All’orologio o al computer
c. Alle tabelle
d. Sia a che b sono esatte
35
6) Una pinneggiata è completa quando
a. La pinna passa al punto più alto del corpo
b. La pinna passa al punto più basso del corpo
c. La pinna passa sia al punto più basso sia a
quello più alto del corpo
d. Si è percorso almeno 1 metro
7) Se una secca fosse troppo vasta per essere percorsa interamente
a. Non conviene immergervisi
b. Si potrebbe seguirne i confini da poca profondità a mezz’acqua
c. Potresti visitarla a più riprese con immersioni
consecutive
d. Sia b che c sono esatte
8) Una volta che i riferimenti di un sito ti sono familiari
a. Potresti specializzarti in percorsi alternativi
b. Sicuramente seguirai sempre lo stesso itinerario
c. Dovresti cambiare il sito d’immersione
d. Saresti sicuro anche con condizioni ambientali difficili
9) Ogni immersione da terra
a. Prosegue poi quasi sempre sulla sabbia
b. Prosegue poi quasi sempre in parete
c. Potrebbe proseguire con le più svariate tipologie d’immersione
d. Prosegue poi quasi sempre con una secca
sommersa
10) Sulla sabbia spesso si formano
a. Le ripple marks, che sono parallele alla costa
e sono un buon riferimento
b. Le ripple marks, che sono perpendicolari alla
costa e sono un buon riferimento
c. Dei crateri provvisori che sono un buon riferimento
d. Dei crateri provvisori che non sono un buon
riferimento
Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con
l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.
36
Firma__________________________data_________
Capitolo Tre
Cosa imparerai
Il senso dell’orientamento è una capacità innata
negli animali e molti esempi potrebbero essere citati:
gli uccelli migratori compiono vere e proprie attraversate da un continente all’altro in concomitanza
dei cambiamenti stagionali, certe specie di pesci,
come i salmoni, percorrono migliaia di chilometri
anche risalendo i fiumi per arrivare al luogo destinato alla riproduzione. Chi, poi, non ha sentito parlare delle capacità d’orientamento dei cetacei? Pare
che delfini e balene abbiano incorporata una vera e
sofisticata strumentazione, un’ecosonar che gli consente moltissime funzioni tra cui, appunto, orientarsi. Certi animali si sono specializzati in maniera
maggiore o minore all’orientamento, forse in base
alle esigenze vitali, come affermano le teorie sull’evoluzione. La specie umana, attraverso l’uso combinato dei cinque sensi (ma molti ormai affermano che
siano più di cinque) e dell’elaborazione dei dati,
riesce a percepire molteplici sensazioni, comprese
quelle utili ad orientarsi, anche se non con la stessa
capacità degli esempi sopra citati. In ogni modo l’uomo ha però sempre dimostrato che in base alle proprie esigenze può sempre aguzzare l’ingegno.
Puntualmente, i grandi cambiamenti avvenuti nelle
epoche storiche sono spesso stati in parte determinati
dalla capacità dell’uomo di inventarsi ciò che gli serviva in quel momento. Fin dai tempi antichi l’uomo
ha navigato usando le più semplici strutture galleggianti, perfezionandole fino a consentirgli spostamenti sempre maggiori, all’inizio magari sfruttando
solo i riferimenti delle coste, successivamente anche il
campo celeste, quindi affidandosi a veri e propri strumenti di navigazione. Uno di questi strumenti è la
bussola, inventata centinaia d’anni or sono, usata
ancora oggi e adattata anche all’uso subacqueo.
Certo, le esigenze di un sub ricreativo sono ben diverse da quelle di una grande attraversata ma il funzionamento dello strumento, proporzionato alle
necessità, rimane esattamente lo stesso. In questo
capitolo approfondiremo il discorso sulle tecniche e
pratiche di orientamento in immersione e di come
alle volte possa essere particolarmente utile servirsi di
strumenti. Parleremo in modo particolare della bussola subacquea, considerandola non come l’unico
sistema su cui basare la navigazione subacquea ma
come complemento ai riferimenti naturali che si pos-
3
37
Un modello
di bussola
subacquea
sono sfruttare. Imparerai a usare questo strumento
impostando dei tracciati subacquei semplici o più
articolati, che poi praticherai nelle immersioni in
Acque Libere di questo corso. Questo ti tornerà particolarmente utile in seguito, quando vorrai esplorare
siti d’immersione che ancora non conosci, per poter
navigare in parziale assenza di riferimenti o per
puro divertimento. In seguito vedremo altri accessori
utili all’orientamento, come gli strumenti e i sistemi di
navigazione elettronici e altri sistemi di segnalazione.
In questo capitolo, come negli altri, troverai anche
molte risposte a domande che ti sarai posto o che ti verranno spontaneamente durante la lettura; se comunque dovessi avere dubbi o necessità di chiarimenti, non
esitare sul momento a chiedere all’Istruttore o ad annotarti le domande e porle al momento della lezione.
La bussola subacquea: caratteristiche e uso
38
Avrai forse già usato questo strumento sott’acqua
durante il tuo primo corso subacqueo per un semplice esercizio o se hai frequentato il Corso ESA
Advanced Diver avrai già fatto un po’ di pratica in
più. Nel caso tu non abbia avuto modo di provare
prima d’oggi una bussola subacquea, non preoccuparti: ora rivedremo le sue caratteristiche principali e
come si può usare per impostare dei tracciati subacquei, dai più semplici fino a percorsi più articolati;
inoltre il tuo Istruttore penserà sia a farti praticare
esercizio fuori dall’acqua prima delle immersioni sia
a fornirti lo strumento se non ne possiedi uno.
Ma perché usare una bussola per orientarsi? E’
possibile che in certi ambienti sommersi non
esista alcun tipo di riferimento? In effetti quasi
mai sott’acqua si usa la bussola fine a se stessa ma
più spesso essa è combinata con l’uso dei riferimenti
naturali che, anche se deboli, sono presenti in qualsiasi immersione (tanto per fare un esempio, stando
sott’acqua si dovrebbe sempre riuscire ad individuare almeno la superficie o il fondo). E’ vero però che
ci sono ambienti in cui risulta piuttosto difficile
orientarsi bene; a parte certi ambienti particolari tipo
grotte o l’interno di relitti che impediscano un accesso diretto alla superficie che in questo contesto,
come già detto in precedenza, non saranno considerati, un esempio è dato da molti laghi, in cui l’acqua risulta quasi sempre particolarmente torbida e
scura. Questo però non è un elemento che faccia
desistere gli appassionati dell’immersione che stanno lontano dal mare, anzi, molti laghi sono frequentatissimi dai sub, che gioco forza diventano
veri esperti della navigazione subacquea con la bussola. In ogni modo l’acqua torbida ci può essere
anche in mare, in determinati periodi dell’anno, a
certe latitudini o con condizioni metereologiche particolari. Quando il mare è sconvolto da mareggiate
violente o rimestato da condizioni di forte risacca o
in seguito a rovesciamenti d’acqua dolce e fangosa
che possono provenire da piene di fiumi circostanti
le coste o da abbondanti piogge, in prossimità del
piano infralitorale (la zona compresa tra il livello
della bassa marea e i 40 metri, ovvero quella sfruttata proprio dai subacquei ricreativi) l’acqua può
essere davvero molto torbida, fino al limite di visibilità di meno di un metro. Queste condizioni possono rappresentare un vero impedimento all’immersione e scendere sott’acqua anche equipaggiati della
bussola non rappresenterebbe certamente un elogio
alla sicurezza e al divertimento. E’ buona regola
prima d’immergersi, pianificare un piano d’informazione sulle condizioni meteomarine locali,
ovunque ci si trovi e in qualsiasi periodo dell’anno.
La bussola subacquea, comunque, è un validissimo
strumento che può offrire molte soddisfazioni; infatti essa può essere usata anche per puro divertimento; certi Club che contano centinaia di soci subacquei organizzano vere e proprie cacce al tesoro e
gare di orientamento subacqueo. Pensa che spesso
gli oggetti da ritrovare sono di dimensioni veramente ridotte, dell’ordine di una moneta.
Per iniziare a prendere confidenza con la bussola
subacquea, vediamone le caratteristiche. Forse prendendo in mano lo strumento o osservandola in fotografia potrebbe sembrarti molto complicato ma
vedrai che non è così.
Caratteristiche principali. La bussola ha un ago
magnetico (di solito a forma di freccia con una
punta e una coda) che sta in bilico su uno spillo. In
questo modo l’ago, che è attirato dal magnetismo
terrestre, è libero di oscillare fino a porsi sempre
con la punta verso il Nord magnetico.
Le indicazioni riguardo i punti cardinali sono nel
quadrante, al centro del quale stanno in rilievo sia
lo spillo sia l’ago magnetico. Tenendo la bussola in
mano potrai osservare che il quadrante è diviso in
quattro porzioni principali nelle quali troverai: il
Nord – N - che corrisponde a 0 (o 360) gradi, l’Est
– E - che corrisponde a 90 gradi, il Sud – S – che
corrisponde a 180 gradi e l’Ovest – W - che corrisponde a 270 gradi..
La Linea di fede è una linea disegnata proprio in
Quadrante
di bussola
subacquea
39
3
Usando la
bussola
subacquea
occorre
tenerla nella
giusta posizione di
navigazione
40
mezzo al quadrante o di lato ad esso - dipende dai
modelli di bussola - e serve per impostare la rotta.
Una regola importantissima da seguire è che in navigazione la linea di fede dev’essere sempre in
asse con l’asse del tuo corpo. Per assicurarti che
ciò avvenga, leggi bene quello che diremo fra poco
circa la corretta posizione di navigazione.
La ghiera girevole è simile a quella di certi orologi ma con dei riferimenti caratteristici e serve sia per
impostare una rotta sia per poterla mantenere in
navigazione. I riferimenti della ghiera sono i gradi
che trovi disegnati sopra di essa e due puntamenti
rivolti all’interno del quadrante. Questi ultimi di solito sono una piccola forcella entro la quale dovrai
chiudere o l’ago, una volta che esso sarà fermo, o i
gradi del quadrante e un riferimento corrispondente
e opposto, non a forcella come il primo ma più
spesso a forma di semplice punta di freccia, che
serve allo stesso scopo.
Nel corso del capitolo vedremo quali saranno gli esercizi che farai sott’acqua insieme all’Istruttore o al
Diveleader per familiarizzare bene con la bussola.
Leggi attentamente questo paragrafo e scoprirai che
queste tecniche sono più facili da fare che da spiegare!
La posizione di navigazione. E’ una tra le cose più
importanti da tenere in considerazione. Infatti, per
garantire che lo strumento possa veramente aiutarti
a seguire correttamente una rotta, occorre seguire
poche ma importanti regole.
E’ necessario tenere lo strumento nella giusta posizione di navigazione per evitare che l’ago si blocchi; in questo caso ti fornirebbe false indicazioni.
Sott’acqua devi innanzitutto essere a tuo agio in
assetto neutro. Una volta che avrai la bussola
potrai tenerla semplicemente in mano o tenerla
al polso con l’apposito cinghiolo ed in posizione
orizzontale per riuscire a mantenere la bussola
nella corretta posizione di navigazione.
Questa sarà l’unica garanzia di funzionamento e di
attendibilità dei dati. Osserva a questo proposito
dalle foto di questo paragrafo quali sono le posizioni più comode per navigare con la bussola: in ogni
situazione lo strumento è sempre mantenuto perfettamente orizzontale.
Altre caratteristiche delle bussole subacquee. I
diversi modelli di bussola subacquea che si possono
trovare in commercio presentano tutti le caratteristiche di cui abbiamo parlato precedentemente ma
possono avere accorgimenti diversi per quanto
riguarda la praticità d’uso. Esistono modelli da polso
che semplicemente si potranno indossare come un
orologio (o un computer) e, come accennato prima,
mantenuti al polso o tenuti in mano al momento
dell’uso, mentre altri potranno essere montati in
consolle o grazie ad un attacco speciale, essere
applicati alla frusta del manometro o del computer. Sono in molti a preferire questo sistema, che
garantisce una navigazione molto comoda: infatti,
semplicemente sollevando la frusta si avranno a disposizione i dati della riserva d’aria e della rotta.
Inoltre, il dorso del quadrante delle bussole subacquee presenta quasi sempre anche una finestrella
che garantisce una doppia lettura, rendendola più
agevole sott’acqua. Esistono anche modelli di bussola montati su di una lavagnetta con matita i
quali, in questo modo, uniscono insieme diversi
accessori; questo non è da sottovalutare perché,
come vedremo più avanti, spesso potresti avere
necessità di segnarti la rotta o seguire un itinerario
pianificato e disegnato in precedenza proprio su
una lavagnetta. Spesso si usa la bussola subacquea
anche di notte e per questo essa di solito presenta il
quadrante luminescente; certi modelli hanno anche
i caratteri luminescenti per essere maggiormente
visibili in condizioni di scarsa visibilità e certi altri
hanno la ghiera girevole e la linea di fede di grandi
dimensioni, per poterle controllare bene anche con
un colpo d’occhio. Naturalmente la maggior parte
delle bussole subacquee sono strumenti molto robusti; la cassa, in metallo o policarbonati, è stagna e
resistente e all’interno ha un liquido speciale che
serve a compensare i bruschi movimenti. La manutenzione di una bussola subacquea analogica è la
stessa che per gli altri strumenti: risciacquare in
acqua dolce avendo cura di togliere eventuali granelli di sabbia o altro soprattutto se incastrati nella
ghiera girevole.
La bussola fuori dall’acqua
Abbiamo già detto che proverai gli esercizi di navigazione con la bussola a secco, cioè prima dell’immersione; in ogni modo lo scopo di questo paragrafo è quello di approfondire meglio l’argomento trattato nel Capitolo Uno a proposito del ritrovamento
dei siti d’immersione e dei riferimenti a terra. Se
non disponi di altri strumenti come il GPS e l’ecoscandaglio, la bussola potrà servirti anche a questo.
Potrai usare la bussola per rilevare un punto e usarla per ritornare su quel punto. Una volta che sei
fermo sul punto che t’interessa rilevare, dovrai individuare due oggetti caratteristici sulla costa (per
L’istruttore
ti farà
provare
la bussola
a terra
prima delle
immersioni
41
3
Navigando
con
la bussola
potresti
leggere i dati
direttamente
dalla
finestrella
esempio una casa e un traliccio, che sono particolari e ben rilevati sulla costa) che abbiano tra loro un
angolo compreso tra 90 e 120 gradi. Puntando lo
strumento verso i due oggetti segnerai a questo
punto su di un foglio le rotte della bussola per
entrambi gli oggetti. E’ meglio essere precisi, quindi
ripeterai l’operazione per tre volte per ogni oggetto,
segnandoti il valore determinato dalla media dei tre.
Ricorda che maggiore sarà la distanza tra i due
oggetti, più il rilievo sarà accurato.
Una volta che avrai annotato i dati del tuo rilievo,
potrai usarli al fine di ritrovare quel punto. In navigazione verso il punto, dovrai cercare gli oggetti che
avevi scelto per il rilievo e allineare uno dei due: l’allineamento è dato dai dati che avevi annotato. Ora,
mentre ti sposti per allineare il secondo oggetto,
dovrai cercare di mantenere costante il primo punto
ritrovato; potresti usare un riferimento per mantenere la rotta, fino a che anche il secondo oggetto sia
nel punto corrispondente ai dati. Una volta allineati
entrambi gli oggetti, sarai sul punto esatto. Ricorda
che dovrai essere molto accurato in entrambe le fasi
per evitare errori di puntamento e che se il mare si
muove molto, potresti avere difficoltà sia a rilevare
sia a ritrovare un determinato punto.
Itinerari subacquei con la bussola
42
Con la bussola puoi pianificare ed effettuare veri e
propri schemi di navigazione, dai tracciati più semplici fino a percorsi molto articolati. In questo paragrafo, analizzeremo le tecniche per impostare ed
effettuare una rotta in linea retta e la sua rotta
reciproca (andata e ritorno lungo una linea retta),
un percorso a forma di rettangolo e un itinerario con
almeno cinque cambi di direzione (ovviamente cercando di tornare al punto di partenza). Proverai
anche in acqua questi divertenti esercizi in coppia
con il tuo compagno durante le immersioni in acque
libere. Il tuo Istruttore controllerà che entrambi svolgiate una buona esecuzione e vi segnalerà se qualcosa dovrà essere corretto.
Impostare una rotta in linea retta. Per iniziare
questo esercizio dovrai impostare la rotta di partenza e per fare ciò è meglio se sarai fermo, quindi
dovrai allineare la linea di fede con la linea d’asse del tuo corpo e porti nella direzione in cui deciderai di andare (negli esercizi del corso, l’Istruttore
ti indicherà sempre la direzione di partenza). Una
volta impostata la direzione e se la bussola sarà
mantenuta perfettamente orizzontale, l’ago girerà
libero fino a porsi con la punta della freccia verso
Nord. A questo punto, girando la ghiera “chiuderai” l’ago dentro ai riferimenti (la forcella) ed inizierai la navigazione subacquea pinneggiando lentamente (sempre nella direzione della linea di fede).
Per stimare la distanza percorsa userai il conteggio
delle pinneggiate (che avrai stabilito in precedenza).
Per mantenere quella rotta sarà sufficiente tenere la bussola orizzontale ed evitare che l’ago esca
dai riferimenti. La correzione di rotta, se necessaria,
dovrai effettuarla mantenendo la linea di fede dello
strumento allineata con l’asse del tuo corpo mentre
girerai lentamente come un tutt’uno fino a che la
punta dell’ago tornerà dentro ai riferimenti.
Impostare la rotta reciproca. Completato il numero di pinneggiate previste ti fermerai e, mantenendo
la bussola in posizione di navigazione, girerai con
tutto il corpo finche la coda dell’ago sarà entrata nei
riferimenti al posto della punta. Altrimenti, prima di
girarti, potresti anche per prima cosa ruotare la ghiera della bussola finchè il riferimento a forcella si
porti esattamente dalla parte opposta rispetto alla
punta della freccia, quindi ti girerai adagio da una
parte o dall’altra (è indifferente) finche la medesima
rientri nuovamente entro i riferimenti: in questo
modo avrai compiuto un angolo di 180 gradi.
Rifacendo lo stesso numero di pinneggiate dell’andata, dovresti tornare al punto di partenza. Questo
era solo un esempio di lettura dello strumento. Se
preferisci, puoi impostare la rotta per gradi dalla
finestrella od osservando il quadrante. Questo è particolarmente utile quando si vuole percorrere un itinerario più articolato, come vedremo in seguito.
L’Istruttore ti fornirà comunque altre indicazioni.
Una volta acquista la malizia necessaria nell’uso
della bussola con percorsi semplici, ti potrai sbizzarrire a compiere itinerari più complessi, anche con
molte variazioni di rotta.
Hai fatto caso che spesso tra le righe, per ogni attività legata alle immersioni, si ribadisce l’importanza
della pianificazione pre immersione? Pur non avendo previsto in questo contesto un capitolo specifico
perché si presume che ciò sia ormai assimilato dai
subacquei che abbiano conseguito un brevetto iniziale, è ovvio che quello che viene detto ogni volta
a questo proposito, è sempre ciò che di meglio si
può fare prima di immergersi. Infatti, anche l’itinerario subacqueo previsto è bene che sia programmato
adeguatamente, soprattutto se questo sarà abbastanza articolato. Per impostare un percorso con diversi
Navigazione
con la
bussola
subacquea
43
3
Minitest
1. Vero o Falso. Dal
momento che i subacquei ricreativi hanno
anche l’abilitazione ad
entrare in grotte chiuse,
dovrebbero
sempre
munirsi di bussola e filo
d’Arianna
a) In tre porzioni principali
b) In quattro porzioni
principali
c) In cinque porzioni
principali
2. La linea di fede è
a) Un riferimento mobile che si sposta sempre
verso il Nord magnetico
b) Una linea fissa che
deve sempre racchiudere
l’ago magnetico
c) Una linea fissa che va
puntata nella direzione
scelta
3. Per evitare che l’ago
della bussola si blocchi è
necessario mantenerla
sempre
a) In posizione orizzontale
b) In posizione verticale
c) In posizione dorsale
Risposte: 1Falso - 2b – 3c
44
cambi di direzione, quindi, è meglio se ti procuri
una lavagnetta in cui segnerai ogni rotta, la distanza
per ogni lato della figura e l’angolo di virata.
Itinerario rettangolare. Per effettuare un tipo d’itinerario subacqueo con la bussola potresti iniziare da
una rotta qualsiasi tu legga sul quadrante (in altre
parole da ogni grado) ma per questo percorso, per
spiegarlo meglio, useremo i quattro punti cardinali
principali. Per prima cosa imparerai a percorrere un
rettangolo. Questa figura ha tutti gli angoli di 90
gradi ma due lati corti e due più lunghi perciò
dovrai stabilire il numero di pinneggiate per ogni
lato. Supponiamo che tu voglia percorrere i lati lunghi con 20 pinneggiate e quelli corti con 5. Potresti
impostare il primo lato lungo verso Nord. La
bussola - in posizione di navigazione – ti indicherà
il Nord non appena l’ago si sarà fermato. Ti girerai
finché la linea di fede sarà allineata con N e lo chiuderai ulteriormente con i riferimenti della ghiera girevole. A questo punto potrai iniziare le prime 20 pinneggiate. Cerca di usare le pinne con calma e concentrazione, come se camminassi lentamente. Finito il
primo ciclo di pinneggiate, ti fermerai e lentamente
potrai girarti verso destra finché nei riferimenti della
ghiera entrerà - Est – Questa volta le pinneggiate
saranno cinque. Se volessi anche contare i gradi sul
quadrante o nella finestrella, vedresti che ne hai
aggiunti 90. Svolterai poi ulteriormente verso destra
finché entrerà – Sud, equivalente a 180 gradi – per 20
pinneggiate, poi sarà la volta dell’ultimo lato – W
(Ovest) equivalente a 270 gradi- per 5 pinneggiate.
Il tuo Istruttore segnerà un riferimento all’inizio del
percorso e, se tutto avrà combaciato, alla fine sarai
di nuovo nei suoi pressi. Abbiamo visto come puoi
compiere un rettangolo svoltando i lati verso destra.
A questo proposito ricorda che con la maggior parte
delle bussole ogni volta che vorrai svoltare verso
destra ad angolo retto dovrai sommare 90 ai
gradi precedenti. Al contrario, se volessi svoltare
ad angolo retto verso sinistra dovresti sottrarre 90
ai gradi precedenti. Non è però in assoluto sempre
cosi, per cui dovrai informarti all’acquisto di una
bussola subacquea o quando la userai per il corso
se essa sia “destrorsa” o “sinistrorsa”. Non che
questo sia un problema, te ne accorgeresti comunque
usandola, ma se volessi acquistarla probabilmente
uno dei due modelli ti sarebbe più congeniale ed
ergonomico ad usarsi dell’altro. Un percorso a forma
rettangolare, come quello che abbiamo appena visto,
rappresenta ciò che di solito si applica maggiormen-
te nelle immersioni. Può succedere comunque che tu
voglia approfondire il discorso e voglia imparare a
impostare e seguire itinerari diversi, con angoli diversi o con più cambi di direzione. Per questo ora
vedremo come impostare un percorso triangolare e
uno che abbia almeno cinque cambi di rotta.
Itinerario triangolare. In effetti, un percorso triangolare ha meno virate di uno rettangolare, l’unica
cosa che cambia è l’ampiezza dell’angolo di virata e
il fatto che devi tener conto dei gradi invece di poter
seguire sempre i quattro punti cardinali principali.
Al contrario della figura precedente, infatti, in cui
angoli di virata e angoli interni erano uguali, per
figure diverse da quadrato o rettangolo, gli angoli di
virata sono diversi da quelli interni. Gli angoli di
virata in questo caso saranno di 120 gradi. Nel
ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione di partenza, non dovrai fare altro
che impostare la rotta con la bussola pronta in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate, svoltare di 120° secondo quanto pianificato e
completare i 3 lati della figura. Ad esempio, se la rotta
di partenza fosse di 0 gradi, potresti procedere tenendo il Nord come riferimento iniziale (0 gradi, appunto), fermarti e svoltare verso destra aggiungendo
120 gradi (se la bussola è destrorsa), se volessi svoltare verso sinistra, dovresti scalare 120 gradi allo 0
(o 360, che corrisponde sempre al Nord) e procedere così verso il secondo lato della figura. Alla fine,
quello che risulterà da questo percorso sarà un triangolo equilatero, i cui angoli interni sono di 60
gradi e gli angoli di virata sono di 120 gradi.
Pur sotto la costante supervisione dell’Istruttore, tu e
il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno
navigherà e l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per entrambi, per evitare
che la concentrazione nell’esecuzione dell’esercizio
possa distrarti troppo da questi importanti fattori.
Itinerario esagonale. Per effettuare dei tracciati
subacquei conviene che tu annoti in ogni caso ogni
parametro sulla lavagnetta. Questo ti servirà per evitare di fare calcoli a mente, soprattutto per il fatto
che ti trovi sott’acqua e che per questo sei anche
impegnato in altre operazioni, oltre a quella di contare. Potresti impostare un esagono con i lati diversi in lunghezza, per esempio una figura che abbia
due lati maggiori uguali e quattro lati minori uguali;
in questo caso anche gli angoli di virata sarebbero
diversi fra loro. Per praticità in questo contesto,
applicheremo la navigazione ad un percorso esago-
45
nale che abbia i lati e gli angoli tutti uguali. Per
coprire l’intero percorso, essendo già nella direzione di partenza comunicata dall’Istruttore, dovrai
effettuare cinque cambi di direzione, cioè dovrai
virare 5 volte per tornare esattamente al punto di
partenza. Alla fine, quello che risulterà da questo
percorso sarà un esagono equilatero, i cui angoli
interni sono tutti di 120 gradi e gli angoli di
virata sono di 60 gradi. Nel ruolo di navigatore,
una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione
di partenza, non dovrai fare altro che impostare la
rotta con la bussola pronta in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate tenendo i
riferimenti, svoltare di 60 gradi secondo quanto
pianificato e completare i 6 lati della figura. Il discorso si complicherebbe un pò qualora volessi effettuare un tracciato esagonale disegnato a caso su un
foglio. Infatti, dovresti alla fine di ogni lato, calcolarti il relativo angolo di virata. Per questa operazione ti servirebbe disporre di un piccolo goniometro,
reperibile in qualunque cartoleria.
Strumenti e sistemi di navigazione elettronici
46
Una variante della tradizionale bussola subacquea
analogica è la bussola digitale. Questo strumento,
ormai da tempo facilmente reperibile in commercio,
mantiene le stesse funzioni di una bussola tradizionale ma la lettura avviene su un display a cristalli liquidi: questo potrebbe rendere lo strumento più intuitivo e quindi più facile la navigazione.
Inoltre, essa presenta interessanti funzioni accessorie, come la possibilità di memorizzare rotte,
coordinate e sequenze di virate. A questo proposito, nel Capitolo Uno, parlando del GPS, forse ti
sarai sorpreso, se ancora non lo conoscevi, delle
meravigliose funzioni che questo piccolo strumento
può offrire. E ancora, mentre leggevi quel capitolo
forse ti sarai domandato perché ancora non si sia
pensato a rendere un GPS subacqueo, semplicemente stagnandolo attraverso guarnizioni specifiche
come una pila o dotato di una custodia subacquea
come quelle per le macchine fotografiche. La risposta è semplice e immediata: il GPS riceve segnali
inviati dai satelliti che non possono oltrepassare la soglia della superficie del mare.
In realtà qualcosa di simile al GPS è già stato pensato e realizzato per un uso subacqueo. Infatti, in
commercio si può trovare un vero e proprio sistema di navigazione elettronico, costituito da due
unità: quella di base che è fissa e viene posizionata
Minitest
1. In questo paragrafo
abbiamo
analizzato
degli itinerari
a) In linea retta, andata
e ritorno e rettangolare
b)Triangolare e con sei
cambi di direzione
c) Sia a che b
2. Navigando con la bussola lungo una rotta e
virando verso destra ad
angolo retto dovresti
a) Aggiungere 90 gradi
alla rotta
b) Sottrarre 90 gradi alla
rotta
c) Dipende dal tipo di
bussola usata
3. Un percorso triangolare ha meno virate di uno
rettangolare,
l’unica
cosa che cambia è
a) la navigazione negli
angoli interni
b) l’ampiezza dell’angolo di virata
c) la rotta di ,partenza
4. Impostata la rotta iniziale, per percorrere un
itinerario esagonale devi
a) Completare sei lati e
cinque cambi di direzione
b) Completare sei lati e
sei cambi di direzione
c) Completare sei lati e
sette cambi di direzione
Risposte: 1 a – 2c – 3b – 4 a
sott’acqua in prossimità del punto di entrata dei subacquei e quella mobile, che il subacqueo porta con
sé. Secondo le indicazioni dei costruttori, questo
sistema fornisce informazioni di direzione e distanza e ha una distanza operativa fino a 300 metri.
In pratica l’unità fissa invia un segnale radio
che l’unità mobile capta e il subacqueo, mentre
torna indietro verso la barca, può localizzare la direzione e la distanza del segnale. Tra l’altro questo
sistema, che è stato studiato appositamente per i
subacquei, ma forse ancora di più per i centri d’immersione, può supportare fino a una trentina di
unità mobili. In sostanza, anche per gruppi molto
numerosi, ogni coppia di subacquei o anche il singolo sub potrebbe avere in dotazione questo strumento per non perdersi. Una cosa fondamentale,
quando si usano questi strumenti è quella del settaggio iniziale dell’apparato, che dispone di più
canali per la trasmissione la ricezione: ogni unità
mobile dovrà essere sulla stesso canale della
relativa unità fissa, pena il rischio d’intercettazioni
del segnale da parte di altri gruppi che stanno usando lo stesso sistema di navigazione.
Naturalmente ci sono altri aspetti da considerare. Gli
strumenti elettronici in genere, oltre che più costosi
di quelli analogici, sono in ogni modo tutti soggetti
a usura, possibilità di malfunzionamento, allagamenti ed esaurimento delle batterie (spesso
improvviso, ed è per questa ragione che ad esempio
nelle immersioni notturne sono raccomandate almeno due luci per ogni subacqueo di cui una da tenere spenta come luce di riserva). Le operazioni di
controllo, cura e manutenzione di questi apparati
sono da effettuarsi con perizia: essendo di solito
protetti da guarnizioni O ring. Periodicamente, o al
momento del ricambio delle batterie, oltre al normale risciacquo in acqua dolce, esse si dovranno
pulire e lubrificare secondo quanto raccomandato
dalle case produttrici. Questo non vuole diminuire
l’interesse o le qualità di funzionamento e comodità
che questi strumenti offrono, anzi, un esempio clamoroso è dato dal computer subacqueo, che oggi
ormai quasi tutti usano ma in cui pochi all’inizio
credevano. Semplicemente un subacqueo, in quanto tale, dovrebbe cercare comunque d’imparare ad
orientarsi sott’acqua perché ciò, oltre a come prevenire possibili emergenze, insegna anche la considerazione dei propri limiti, offre più libertà di scelta e
pianificazioni più semplici e, non da ultimo, molte
soddisfazioni personali. Una volta acquisite queste
47
capacità, che all’inizio per molti sembrano traguardi
irraggiungibili, ben venga il progresso anche orientato verso l’equipaggiamento subacqueo, con tutte
le comodità e i vizi che ciò comporta.
Luci di segnalazione
Sistema di
navigazione
elettronico
Questo piccolo paragrafo non vuole riferirsi alle
immersioni notturne; data la particolarità dell’argomento, è meglio considerare l’aspetto dell’orientamento notturno nell’insieme degli approfondimenti
propri di questa specialità, che rimane tra le più affascinanti e seguite dai subacquei. Spesso si vedono
molte guide subacquee che anche di giorno posizionano una piccola luce ad intermittenza sulla sommità della rubinetteria o addirittura legata ad un
braccio, in modo che sia visibile al resto del gruppo.
Questo metodo non è inutile come potrebbe sembrare; infatti, come sai, sott’acqua l’assorbimento
della luce è un fattore da considerare attentamente,
non solo in riferimento all’osservazione naturalistica
ma anche per l’orientamento subacqueo. Di giorno
la luce dovrà essere particolarmente brillante per
essere visibile e per questo si usano generalmente le
lampade stroboscopiche ad intermittenza che
provocano dei brevi ma scintillanti lampi di luce
bianchissima che per la conformazione della parabola sono visibili a 360 gradi. Una luce identica si
potrebbe piazzare sotto la barca, alla sosta di sicurezza e rivolta verso il basso o, se posta sulla cima di
qualche roccia in prossimità del punto di entrata da
terra, essa dovrà essere rivolta verso l’alto.
La luce stroboscopia potrebbe rivelarsi utile in condizioni di acqua torbida, offrendo un riferimento in
più ai subacquei che sono in immersione o quando
per tornare verso la barca si devono percorrere tragitti nel blu a mezz’acqua. Un’ottima scelta in questo
caso sarebbe combinare l’uso della bussola per
tornare verso il riferimento luminoso, che pur se
non con la stessa intensità che offre di notte, potrebbe aiutare ad individuare meglio la cima di risalita.
Queste luci si trovano facilmente nei negozi di articoli per la subacquea, il loro funzionamento è semplice e non necessitano di molta manutenzione, oltre
a garantire un’autonomia di molte ore e tornarti naturalmente utilissime durante le immersioni notturne.
Il Segnalatore di Superficie
48
Un accessorio dell’equipaggiamento che molti subacquei usano ogni giorno, mentre molti altri neanche conoscono o forse hanno visto solo in qualche
rivista. Il segnalatore di superficie in effetti non si
vede spesso durante le immersioni se non quando
lo si usa, perché di solito viene tenuto in qualche
tasca del Gav ed estratto al momento opportuno.
Sebbene la tecnica per usarlo non cambi, questo
accessorio si può usare sia come segnalatore di
posizione sia di soccorso. In molte località (come
ad esempio le Maldive) dove le immersioni si svolgono in corrente e le barche non ancorano ma
seguono i subacquei dalla superficie, specialmente
le guide, ma anche molti sub dei vari gruppi, sono
equipaggiati con questo attrezzo, che si rivela sempre molto utile quando mancano boe o stazioni fisse
di supporto e assitenza. Alla fine dell’immersione,
in risalita e in prossimità della superficie, si usa il
segnalatore che altri non è se non un sacco allungato e chiuso solo da un lato, quindi capace d’intrappolare l’aria che viene immessa dal sub, di solito
attraverso il suo erogatore di riserva, che gli offre
l’opportunità anche in questo caso (come quando si
respira in coppia da un erogatore) di non togliere di
bocca il suo erogatore principale. Il sacco è tenuto da
una cordicella di plastica lunga anche una decina di
metri che serve, tenendola afferrata, a mantenere in
trazione il sacco una volta che sia salito in superficie.
Proprio durante questo Corso, nell’immersione
in Acque Libere Due, imparerai ad usare il
segnalatore di superficie. Questo facile esercizio
ti metterà nella condizione di provare un accessorio
che potrebbe un giorno tornarti utile per le immersioni in corrente, qualora t’immergessi in simili condizioni. Se ancora non l’hai frequentato, nel Corso
ESA Prevention & Rescue Diver riproverai nuovamente il segnalatore come strumento di segnalazione di soccorso in acqua, negli scenari in Acque
Libere che l’Istruttore ti spiegherà.
Sarà importante, quando dovrai usare il segnalatore,
che prima di immettere aria all’interno del sacco, ti
assicuri che la lunga cordicella che di solito è riavvolta all’interno della confezione si liberi per intero.
Questo ti permetterà di lasciare libero il sacco di
risalire non appena avrà l’aria al suo interno e, siccome ciò avviene in fretta, anche di prevenire che la
spinta possa tirarti verso l’alto. A questo proposito
molti usano dotare la confezione di un piccolo mulinello, come quelli usati dagli speleologi subacquei.
Un segnalatore di superficie non è un accessorio
molto costoso, quindi potresti pensare ad un suo
eventuale acquisto prima di una vacanza ai tropici
(dove le immersioni in corrente sono più frequenti)
Segnalatore
di
superficie
3
49
o, se il tuo sogno fosse quello di trasformare una passione nella tua professione, quando lavorerai nei
Diving Center in giro per il mondo e accompagnerai
i gruppi in fantasctiche immersioni in corrente.
Fattori importanti da considerare
Minitest
1. La bussola digitale,
rispetto a quella analogica, offre anche la possibilità di
a) Usare un segnale
radio per tornare verso il
punto di partenza
b) Memorizzare rotte e
coordinate
c) Memorizzare l’assorbimento dell’azoto
2. Gli strumenti elettronici di solito garantiscono molta comodità e
funzioni in più rispetto
ai tradizionali, quindi
a) Essi hanno anche
bisogno di molte più
cure, accorgimenti e
manutenzione
b) Essi hanno anche
bisogno di molte meno
cure, accorgimenti e
manutenzione
c) Essi non necessitano
di alcuna manutenzione
Risposte: 1b– 2 a
50
Abbiamo visto, fino a questo punto del manuale,
diversi metodi che puoi applicare per orientarti in
immersione, dall’uso esclusivo dei riferimenti naturali alla combinazione di questi con strumenti e
accessori. Ci sono però altri fattori importanti che
devi considerare, soprattutto pensando che il mare
è un enorme ambiente liquido in perenne movimento e non statico come una strada o un sentiero
in cui i riferimenti spesso sono anche artificiali e
adattati a risultare sempre ben visibili. I riferimenti
naturali, se sono attendibili, rimarranno sempre al
loro posto (non valgono perciò i banchi di salpe che
stazionano sulle rocce brucando le alghe!) ma
potrebbero però esserci variazioni nelle condizioni
ambientali e alcune volte esse potrebbero essere
totalmente impreviste; anche in immersioni che
conosci a menadito potresti trovare inaspettatamente scarsa visibilità, corrente e risacca o entrambe.
La visibilità potrebbe essere pessima e non permetterti l’uso efficace di riferimenti su cui avresti
fatto affidamento. In questo caso, oltre al fatto che,
come già più volte ribadito, dovrai informarti sulle
condizioni ambientali prima dell’immersione, è
meglio che tu riduca l’ampiezza del tuo itinerario
subacqueo per mantenerti in contatto con ciò che
rimane stabile e visibile; anche se ciò volesse dire
rimanere sotto la barca. Certe condizioni d’acqua
torbida possono ridurre in modo drastico la capacità di orientarsi, addirittura per leggere il computer o
l’orologio dovresti attaccarli al vetro della maschera!
(anche se ti sembra incredibile, prova a chiedere
notizie in merito a chi s’immerge nei laghi).
Anche la corrente, sia pur debole, può giocare
qualche scherzo. Infatti, sia usando la bussola, il
manometro o l’orologio, sia contando le pinneggiate, la corrente potrebbe disturbarti la navigazione
fino a portarti fuori rotta. Anche la risacca che persiste per giorni dopo certe mareggiate, oltre che
essere molto fastidiosa per l’equilibrio fino a provocare il mal di mare, potrebbe sballottarti avanti e
indietro mentre conti le pinneggiate o cerchi di
mantenere una rotta.
Esistono però i metodi per correggere questi
fattori di disturbo. Se ti trovi in favore di corrente
Minitest
1. Una luce di riferimento, per essere visibile
anche di giorno deve
a) Non essere particolarmente brillante e posizionata in modo che sia
visibile a 360 gradi
b) Essere particolarmente brillante e posizionata
in modo che sia visibile a
180 gradi
c) Essere particolarmente brillante e posizionata
in modo che sia visibile a
360 gradi
2. In riferimento alla
domanda precedente, le
luci migliori in questo
senso potrebbero essere
a) Le torce subacquee
ricaricabili
b) Gli illuminatori per
fotografia
c) Le luci stroboscopiche
Risposte: 1c – 2c
e usi i metodi sopra citati per la misurazione della
distanza, al ritorno potresti non trovarti al punto di
partenza. Chiaramente avresti percorso più strada
all’andata perché aiutato dalla corrente in pinneggiate più cariche di abbrivio. Se, al contrario, ti trovi a
pinneggiare controcorrente dovrai tenere conto che,
probabilmente, percorrerai meno strada all’andata
che al ritorno sia pur contando lo stesso numero di
pinneggiate. Lo stesso discorso si applica ai consumi. Durante un tragitto controcorrente, consumerai di più che in favore di corrente a causa dell’intensità dello sforzo fisico: in questo caso, il metodo
dell’osservazione del manometro potrebbe non
essere molto attendibile (o in ogni caso è un fattore
di cui tenere ben conto). Anche in presenza di
corrente trasversale potresti incappare in errore di rotta. Se prevedi di usare la bussola e compiere un semplice tragitto in linea retta – andata e
ritorno – potresti essere portato fuori rotta pur avendo lo strumento sotto controllo e rimanendo i riferimenti dello stesso strumento in posizione corretta.
Questo se vuoi puoi verificarlo subito, anche all’asciutto, disponendo di una bussola. Prova a ruotare
la ghiera mobile dello strumento fino a chiudere la
linea di fede o l’ago magnetico, proprio come faresti sott’acqua per impostare una rotta e mantieni lo
strumento in posizione di navigazione; quindi spostati piano di lato invece di procedere dritto: essi
non escono fuori dai riferimenti ma tu stai comunque sbagliando rotta!
Come puoi tener conto di questi fattori di disturbo? E’ molto semplice. Prima di tutto sarà molto
difficile che tu t’immerga usando solo ed esclusivamente la bussola o il conteggio delle pinneggiate
per orientarti: infatti, se userai la bussola, contemporaneamente ti servirà anche guardarti intorno e
abbiamo già più volte ribadito che è meglio se combini più sistemi di navigazione integrandoli fra loro.
E’ necessario impostare un riferimento iniziale che,
come abbiamo già detto, potrebbe essere la cima
dell’ancora o qualcosa di caratteristico e, mentre
nuoti lungo il percorso, prendere altri riferimenti “in
relazione al precedente” e così via senza mai abbandonare il punto di partenza. Questo fino a quando
l’esperienza ti avrà insegnato sia a conoscere bene
un sito d’immersione sia a considerare che esagerare nell’allontanarsi non è mai una buona regola.
Se la corrente fosse imprevista, cioè non avessi
avuto modo di sapere della sua presenza, la avvertiresti comunque mentre scendi sott’acqua o quando in
51
Minitest
1. Il segnalatore di superficie è uno strumento che
si può usare come
a) Segnalatore di posizione o pallone da sollevamento
b) Segnalatore di posizione o di soccorso
c) Segnalatore di posizione e di profondità
2. L’accessorio della
domanda precedente è
costituito da
a) Un sacco aperto alle
due estremità
b) Un sacco chiuso solo
nella parte inferiore
c) Un sacco chiuso solo
nella parte superiore
3. I principali fattori che
potrebbero disturbare la
navigazione subacquea
sono
a) Le correnti
b) Le correnti e la risacca
c) Le correnti, la risacca
e la visibilità
Risposte: 1b – 2c – 3c
52
prossimità della profondità pianificata inizi a nuotare:
in questo modo potrai così correggere la rotta spostandoti di lato o rallentando le pinneggiate in
favore di corrente. Sarà meglio, in ogni caso, se ti
trovassi controcorrente, non correggere la distanza aumentando il ritmo perché potresti facilmente
affaticarti e rischiare l’affanno. Per questo è anche
consigliato di iniziare sempre l’immersione controcorrente: la distanza percorsa al ritorno coprirà
senz’altro e più agevolmente quella dell’andata. A
questo proposito và precisato che in presenza di corrente è meglio ridurre gli itinerari a semplici andate e
ritorno, senza insistere molto con molteplici cambiamenti di percorso: ti stancherai meno e potrai godere di un ritorno in linea retta in vero relax!
Complimenti!
Sei giunto verso la fine della parte teorica di questo
manuale: ti rimane ancora un piccolo quiz di verifica e poi entrerai nel vivo delle immersioni in acque
libere, se ancora non le hai iniziate. Come hai visto,
questo terzo capitolo serviva come utile complemento
alle informazioni ricevute nei primi due, dove principalmente avevamo parlato dei riferimenti naturali;
infatti, ora che abbiamo analizzato anche i principali strumenti e accessori che potrai usare agevolmente sott’acqua per l’orientamento, hai una panoramica più ampia e completa su questo argomento.
In modo particolare, il più usato tra gli strumenti di
navigazione rimane la bussola, facile da usarsi, poco
ingombrante e, se usata nel modo corretto, molto affidabile. Come hai visto però, oltre alla bussola tradizionale, volendo, ci sono anche altri sistemi, forse più
soggetti a guasti, usura e cure, ma per chi fosse
appassionato degli strumenti elettronici, essi possono
garantire molte soddisfazioni. In ogni modo ti sarai
reso conto che per orientarsi bene sott’acqua è necessario considerare molteplici aspetti, oltre che munirsi
di strumenti: la pianificazione pre immersione dovrà
essere ancora una volta l’aspetto più importante fra
questi. Infatti, essa ti permetterà di scegliere un sito
certamente interessante e divertente ma anche accessibile, che tenga conto dei limiti tuoi e del tuo compagno nonché della sicurezza in generale, compresi
tutti gli aspetti legati all’orientamento subacqueo. In
modo particolare, in questo capitolo abbiamo ribadito che gli strumenti utili in questo senso possono davvero esserti molto profiqui ma se usati in modo complementare ai riferimenti naturali a disposizione.
Cosa hai imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!
1) Al fine di acquisire una buona familiarità con la
bussola, converrebbe
a. Che fosse sempre tenuta al polso
b. Che fosse sempre inserita in consolle
c. Considerare di esercitarsi a terra prima di
usarla sott’acqua
d. Considerare di esercitarsi solamente sott’acqua
3
2) Nelle immersioni ricreative gli strumenti utili
all’orientamento si usano prevalentemente
a. In totale assenza di riferimenti
b. Nei cunicoli e nelle grotte
c. In sostituzione dei riferimenti naturali
d. Integrandoli ai riferimenti naturali
3) Se stai navigando verso Est e devi virare verso
destra di 90 gradi con una bussola destrorsa, ti ritroverai rivolto a
a. Sud
b. Ovest
c. Nord
d. Nord Est
4) Stai navigando con la bussola lungo una linea
retta: per impostare la rotta reciproca dovrai girarti di
a. 120 gradi
b. 180 gradi
c. 270 gradi
d. 360 gradi
5) Per effettuare un percorso triangolare, essendo già
rivolto verso la direzione di partenza dovrai effettuare
a. Un cambio di direzione
b. Due cambi di direzione
c. Tre cambi di direzione
d. Quattro cambi di direzione
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6) Se con la bussola volessi effettuare un tracciato esagonale irregolare disegnato a caso su un foglio dovresti
a. Effettuare cinque cambi di direzione di 60
gradi ognuno
b. Effettuare cinque cambi di direzione di 90
gradi ognuno
c. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per
il primo lato della figura
d. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per
ogni lato della figura
7) Prima di immettere aria nel segnalatore di superficie per farlo salire è meglio
a. Usare un segnalatore sonoro per avvertire i
componenti del gruppo
b. Assicurarsi di averlo acceso
c. Assicurarsi di aver srotolato per intero la cordicella o di aver aperto il mulinello
d. Uscire fuori dall’acqua
8) In caso di condizioni di visibilità ridotta, per evitare di perdersi è meglio
a. Ampliare il percorso subacqueo
b. Ridurre l’ampiezza del percorso subacqueo
c. Effettuare solo percorsi quadrangolari
d. Effettuare solo percorsi circolari
9) Se stai nuotando contro o in favore di corrente e non
sei attento a correggere la navigazione, probabilmente
a. Percorrerai maggiore distanza all’andata
b. Percorrerai maggiore distanza al ritorno
c. Percorrerai maggiore distanza in un senso
piuttosto che nell’altro
d. Sbanderesti di traverso
10) Come puoi tener conto dei fattori di disturbo in
navigazione?
a. Informandoti in precedenza sulle condizioni
locali
b. Usando gli strumenti insieme ai riferimenti
naturali
c. Correggendo la rotta in condizioni critiche e
impreviste
d. Tutte le risposte precedenti sono esatte
Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con
l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.
54
Firma__________________________data_________
Immersione in Acque Libere 1
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione.
Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è
chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di
aiutarti.
Localizzazione e verifica del sito d’immersione
In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti
permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.
Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura
Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando t’immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo d’imbarcazione e puoi effettuarla
sia fuori sia direttamente in acqua. La verifica, come
sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi fare in
ultima fase per prevenire problemi legati all’equipaggiamento, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
55
il tuo compagno rilevate problemi di funzionamento. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la
procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori
Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua
Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff ti forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva; in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.
Verifica della pesata
Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessitano di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati a considerare bene quest’aspetto per prevenire qualsiasi problema legato ad
una pesata scorretta.
Discesa con riferimento
Scendere con l’ausilio di una cima di riferimento o del fondo degradante fino alla profondità
pianificata dall’Istruttore
Questa fase è molto importante per raccogliere il
maggior numero di dati da memorizzare sul paesaggio che andrai ad esplorare. In particolare ricorda di
scendere lentamente osservando riferimenti caratteristici, il computer o il profondimetro e rimanendo
vicino al compagno.
56
Stima della distanza tra due riferimenti lungo un percorso rettilineo di andata e ritorno
Stimare una distanza tra due riferimenti usando
il calcolo delle pinneggiate sia per l’andata che
per il ritorno
Questa tecnica può essere particolarmente utile per
misurare una distanza sott’acqua. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni utili su quali riferimenti userai per
questo esercizio. Potresti sfruttare due riferimenti
naturali, due oggetti appoggiati o una cima stesa sul
fondo. Devi cercare di essere concentrato sull’esercizio: parti dal primo riferimento e conta delle pinneggiate complete e possibilmente tutte uguali
senza stancarti fino a raggiungere il secondo riferimento. Durante l’esercizio presta attenzione anche a
mantenere sempre la stessa profondità: spesso la
concentrazione sugli esercizi può distrarre dai normali controlli di computer o profondimetro.
Uso della bussola in un percorso rettilineo di andata e ritorno
Usando la bussola, impostare una rotta in linea
retta e la sua rotta reciproca calcolando un
numero di pinneggiate stabilito dall’Istruttore
(ognuno deve svolgere alternativamente il
ruolo di navigatore e assistente)
La bussola è uno strumento che raramente si usa
fine a se stesso, ma si combina con l’uso dei riferimenti naturali.
In ogni modo, siccome questo esercizio serve a farti
familiarizzare con questo strumento, cerca il più
possibile di concentrarti su di esso, mantenendo un
assetto costantemente neutro.
In modo particolare, ricorda che puoi svolgere le
attività senza fretta, quindi pensa a come impostare
la rotta e la posizione di navigazione, a contare lentamente le pinneggiate e girare altrettanto lentamente in modo che pure il ritorno sia impostato correttamente.
Uso della bussola in un percorso a forma di rettangolo
Percorrere un itinerario a forma di rettangolo
usando la bussola secondo la rotta stabilita
dall’Istruttore (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente)
Spesso i subacquei sfruttano dei percorsi figurati e la
bussola potrebbe essere un valido aiuto qualora
volessi esplorare un sito le prime volte per conoscerlo bene e pianificare dei tragitti articolati.
L’Istruttore sceglierà la direzione di partenza, quindi
non dovrai fare altro che impostare la rotta con la
bussola in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate, svoltare ad angolo retto
secondo quanto pianificato e completare i quattro
lati della figura. Naturalmente non sarai solo: il tuo
compagno sarà con te in ogni esercizio e l’Istruttore
57
o il Diveleader supervisioneranno ogni attività svolta.
Uso dei riferimenti naturali
Percorrere un itinerario di andata e ritorno in
linea retta usando i riferimenti naturali
Una volta conosciuto un sito d’immersione, sicuramente userai molto più spesso questo metodo che
altri per orientarti. In questo esercizio devi focalizzare bene dei riferimenti caratteristici ed integrarli
fra loro per compiere un tragitto di andata e ritorno
verso il punto di partenza. Come hai letto in precedenza, cerca di memorizzare i riferimenti già dalla
discesa. l’Istruttore ti fornirà le indicazioni per il calcolo della distanza.
Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli
esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento
in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o
volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo
Staff
Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di
sicurezza
Risalire lentamente almeno a 10 metri al minuto lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per
una sosta di sicurezza di 3 minuti
E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una
tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi
anche in un’immersione di orientamento. In questo
modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti
dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo
organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni necessarie per eseguire la sosta di sicurezza
Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore
58
Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura
Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile, è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secon-
do momento secondo le indicazioni dello Staff.
Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!
Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.
Immersione in Acque Libere 2
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa
non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno
felici di aiutarti.
Localizzazione e verifica del sito d’immersione
In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo
59
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.
Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura
Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando ti immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori che direttamente in acqua. La verifica,
come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi
fare in ultima fase per prevenire problemi legati
all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
il tuo compagno rilevate problemi con qualche componente dell’attrezzatura.
Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori
Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua
Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.
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Verifica della pesata
Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessita-
no di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immergerti, a considerare bene quest’aspetto, per prevenire qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta.
Discesa con riferimento visivo
Scendere con l’ausilio di un riferimento visivo
fino alla profondità pianificata dall’Istruttore
In questa fase, che è forse la più importante ai fini
dell’orientamento subacqueo, cerca di osservare
attentamente il paesaggio. Scendi lentamente osservando riferimenti caratteristici, il computer o il profondimetro e rimanendo vicino al tuo compagno. Se
opportuno, il tuo Istruttore ti indicherà degli oggetti
o dei particolari che potranno servirti per orientarti.
Esercizio di orientamento e navigazione
Seguire un itinerario subacqueo stimando la
distanza e ritornando nei pressi del punto di
partenza (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente)
Insieme al tuo compagno, alternandovi come navigatore e assistente, effettuerete un tour subacqueo
seguendo un percorso che l’Istruttore vi avrà indicato prima dell’immersione, usando la stima della
distanza per valutare come ritornare al punto di partenza. Secondo le caratteristiche del luogo, potreste
usare la bussola, i riferimenti naturali o entrambi i
metodi. Pur sotto la costante supervisione
dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e l’altro controllerà i
parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per
entrambi.
Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento
in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o
volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo
Staff.
Risalita, uso del segnalatore di superficie e sosta di
sicurezza
Risalire alla velocità corretta, usare correttamente il segnalatore di superficie e fermarsi
per una sosta di sicurezza a 5 metri per 3 minuti prima di riemergere
61
Potrebbe succedere di perdere il compagno o il
gruppo e non sapere come fare per tornare verso la
barca, oppure essere costretti a riemergere lontano
dalla barca o da luoghi ridossati dal traffico marino,
a causa di un imprevisto. Il segnalatore di superficie
permetterà a chi sta in superficie di avvistare la presenza dei sub ed eventualmente fornire la necessaria assistenza. L’esercizio prevede che in immersione
ogni coppia di subacquei sia dotata di un segnalatore
di superficie e, su invito dell’Istruttore, lo rilasci mettendo un po’ d’aria all’interno del sacco, usando l’erogatore di riserva. Effettua le operazioni con calma,
facendo attenzione che la lunga cima del segnalatore
sia libera di lasciare salire il sacco dell’aria.
Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore
Smontaggio e cura dell’attrezzatura
Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff.
Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!
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Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.
Immersione in Acque Libere 3
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti
Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente
importante anche perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione,
scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro
tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione
delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff.
L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che
sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa
non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno
felici di aiutarti.
Localizzazione e verifica del sito d’immersione
In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla
localizzazione del sito d’immersione scelto
durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo
Questa fase sarà molto interessante in quanto ti
permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi
importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la
navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il
sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto
d’immersione.
Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura
Preparare correttamente tutta l’attrezzatura
necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente
Come fai normalmente quando ti immergi, puoi
montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere
dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori che direttamente in acqua. La verifica,
come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi
fare in ultima fase per prevenire problemi legati
all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o
il tuo compagno rilevate problemi con qualche com-
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ponente dell’attrezzatura.
Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria –
Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori
Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua
Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base
alle caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili
per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti
entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro
o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso
aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso.
Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo
svolgimento degli esercizi.
Verifica della pesata
Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa
Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessitano di una buona concentrazione, che sott’acqua
risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla
giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immergerti, a considerare bene quest’aspetto, per prevenire qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta.
Discesa nel blu
Scendere senza l’ausilio di un riferimento visivo
fino alla profondità pianificata dall’Istruttore
Scendere nel blu ha senza dubbio molto fascino.
Ricordati di osservare attentamente il paesaggio
sotto di te mentre scendi lentamente, rilevando riferimenti caratteristici, controllando il computer o il
profondimetro e rimanendo vicino al tuo compagno. Se opportuno il tuo Istruttore ti indicherà dei
particolari che potranno servirti per orientarti.
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Formare un triangolo
Nuotare in assetto neutro effettuando un percorso triangolare. Ogni lato dovrà essere di 10
massimo 15 metri. Ritornare nelle immediate
vicinanze del punto di partenza (ognuno deve
svolgere alternativamente il ruolo di navigatore
e assistente).
Questo è un altro esempio di tracciato subacqueo.
Nel ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti
comunicherà la direzione di partenza, non dovrai
fare altro che impostare la rotta con la bussola posta
in posizione di navigazione, contare lentamente le
pinneggiate, svoltare 120° secondo quanto pianificato e completare i 3 lati della figura. Pur sotto la
costante supervisione dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e
l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e
riserva d’aria per entrambi.
Per familiarizzare bene con lo strumento proverete
questo esercizio a secco prima dell’immersione.
Itinerario subacqueo con la bussola
Usando la bussola, seguire un itinerario subacqueo che preveda 5 cambi di direzione e ritornare nei pressi del punto di partenza (i subacquei della coppia collaborano, non è necessario
svolgere alternativamente il ruolo di navigatore
e assistente)
Questo percorso un po’ articolato ti farà capire che,
se usato correttamente, uno strumento come la bussola subacquea potrebbe, oltre che esserti molto
utile, farti anche molto divertire. Insieme al tuo
compagno effettuerete un percorso, che dovrà articolarsi in almeno 5 cambi di direzione. Il risultante
esagono sarà precedentemente disegnato e stabilito
con l’Istruttore. Ricordate di usare la stima della
distanza per valutare come ritornare al punto di partenza.
Ripetizioni ed esperienza
Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi
Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento in
base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti
permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente
subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o volessi
provarlo ancora, non esitare e chiedi allo Staff
Risalita e sosta di sicurezza
Risalire alla velocità corretta lungo la cima della
barca o del pallone segnasub e (se opportuno)
fermarsi per una sosta di sicurezza a 5 metri
per 3 minuti prima di riemergere
E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una
tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi
anche in un’immersione di orientamento. In questo
65
modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti
dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo
organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni necessarie per eseguire la sosta di sicurezza
Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore
Smontaggio e cura dell’attrezzatura
Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che
hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è
meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora
prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella
tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff.
Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo
Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare
ulteriormente e non esitare a fare domande!
Convalida dell’immersione
Registrare l’immersione sul proprio logbook e
farla firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere.
Annota con cura tutti i parametri, le condizioni
ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi
commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo
libretto.
66
Appendice
67
68
ESA Worldwide
ESA è un'agenzia subacquea internazionale, il
suo obiettivo è quello di formare i subacquei dal
livello iniziale fino al raggiungimento dei livelli professionali come Diveleader e Istruttore. Per fare questo l’ESA si prefigge di applicare i più evoluti standard operativi congiuntamente ad un elevatissimo
grado di sicurezza e di promuovere l’attività subacquea nelle sue varie forme.
I percorsi formativi dell’ESA prevedono l’integrazione delle informazioni divulgate dall’Istruttore,
con i materiali di supporto che accompagnano i
vari livelli di brevetto.
La formazione pratica iniziale avviene con lo sviluppo delle capacità subacquee in piscina o bacino
delimitato, successivamente applicate e migliorate in
acque libere.
Per ogni programma o corso ESA è prevista una verifica dell’apprendimento da parte dell’Istruttore che
dovrà conservare una prova dell’avvenuta valutazione.
I subacquei possono ricevere dall’ESA la formazione
iniziale, progredire verso livelli più alti di brevetto,
specializzarsi in diverse aree legate all’attività subacquea come la biologia marina, la fotografia, l’archeologia subacquea, ecc.
69
Raggiunte le adeguate credenziali, i subacquei possono partecipare ai programmi per la formazione di
tipo professionale nell’ambito dell’attività subacquea.
L’ESA stabilisce elevati standard per la formazione dei propri affiliati: essi sono professionisti subacquei in possesso di un brevetto ESA
Diveleader o di grado più alto.
Gli istruttori ESA sono formati dagli ESA IC Director,
persone adeguatamente preparate e qualificate per trasmettere le tecniche di insegnamento ai futuri istruttori.
La formazione dell’Istruttore è completa e prevede
l’acquisizione di informazioni sulla teoria dell’immersione, sulle procedure ESA, nozioni di psicologia e di
marketing, lo sviluppo delle capacità di gestione dei
subacquei singoli o in gruppo, di gestione dei problemi, di salvaguardia dell’ambiente e altro.
Le convalide dei brevetti ESA sono emesse dalla sede
centrale e dagli uffici ESA ufficialmente autorizzati.
Il dipartimento ESA che si occupa della formazione
informa gli affiliati ESA sulle variazioni delle procedure esistenti e sull’introduzione di nuove procedure.
Possono affiliarsi all’ESA anche strutture qualificate che
operano nel campo dell’attività subacquea ricreativa.
Centri immersione, club subacquei e negozi subacquei possono, infatti, acquisire la qualifica di ESA
Point. Le strutture denominate ESA IC Point possono promuovere, organizzare e condurre i corsi di
formazione per gli Istruttori ESA.
L’ESA intende caratterizzarsi anche attraverso
un particolare impegno volto alla divulgazione
delle conoscenze sull’ambiente, per migliorare
la qualità delle immersioni e creare nei subacquei una maggiore consapevolezza verso lo spazio sommerso. I professionisti ESA, infatti, effettuano il loro percorso formativo ricevendo una solida preparazione anche sulle conoscenze relative
all’ambiente. Tutta l’attività formativa dell’ESA è saldamente collegata a obiettivi di salvaguardia degli
ambienti acquatici.
70
9 consigli per la difesa
dell'ambiente
Mettendo in pratica questi semplici suggerimenti,
darai il tuo importante contributo alla salvaguardia
dell’ambiente.
1) In immersione mantieni un assetto neutro, evita
il contatto con il fondo e con gli organismi marini:
senza i guanti starai più attento a dove metti le mani.
2) In prossimità del fondo blocca ogni movimento
di mani e pinne e, se devi posarti, controlla che le
tue ginocchia e le pinne non creino danni.
3) Evita di passare sotto le volte o nelle grotte,
potresti urtare e danneggiare gli organismi, inoltre le
bolle d’aria intrappolate sul soffitto causano gravi
danni all’ambiente.
4) Non attaccarti a tartarughe, grandi pesci, o cetacei, ma nuota con loro; non inseguire gli animali se
ti accorgi di recare disturbo.
5) Evita di toccare organismi che non conosci o che
potrebbero essere delicati; non accarezzare i pesci
ed altri organismi, potresti asportare il muco protettivo che li ricopre e causare lesioni.
6) Non raccogliere dal fondo organismi vivi o morti,
reperti di valore storico o archeologico e oggetti
coperti da alghe ed animali.
7) Non acquistare souvenir prodotti con materiali provenienti dal mare, scoraggerai così la loro
raccolta.
8) Non buttare niente in acqua (rifiuti, filtri di sigaretta, batterie, bottiglie, carta, cibo, ecc): getta i rifiuti negli appositi contenitori.
9) Continua la tua formazione ed approfondisci la
conoscenza degli ambienti marini, scoprirai che
ogni luogo merita un'immersione e che in ogni fondale c'è una straordinaria varietà di organismi da
scoprire.
Tutti gli abitanti ed i frequentatori degli spazi sommersi ti ringraziano fin d’ora per il tuo impegno.
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9 regole per la sicurezza
1 Mantieni efficiente il tuo equipaggiamento.
Controllalo prima di partire per un viaggio e prima dell’immersione.
2 Devi essere fisicamente e psichicamente in forma.
L’esercizi fisico e la dieta adeguata ti faranno apprezzare di più
l’attività subacquea. Puoi mantenerti mentalmente allenato a prevenire lo stress e l’ansia riprovando ogni tanto i principali esercizi
del Corso Open Water, specialmente quando non ti immergi da
molto tempo. Incomincia l’immersione riposato, caldo e idratato.
3 Immergiti secondo il tuo grado di esperienza.
Considera che potresti immergerti in condizioni di profondità per te
insolite, con forte corrente, in acqua fredda o in condizioni di scarsa
visibilità, quindi è meglio se prima ricevi l’adeguata preparazione..
4 Pianifica l’immersione e segui il piano che hai fatto.
Immagina i potenziali problemi che potresti trovarti ad affrontare,
come prevenirli e rispondere ad essi. Accordati con il tuo compagno
su limiti sicuri di tempo, profondità, di percorso e i corretti segnali.
5 Controlla i tuoi strumenti e mantieni un buon
margine di sicurezza.
Sebbene tu possa conoscere i tuoi consumi abituali, condizioni
di profondità, corrente e fatica potrebbero farti consumare di
più. Non considerare i limiti delle tabelle o del computer come
assoluti, ma rimani ben entro i limiti.
6 In immersione rilassati e divertiti, respira continuamente, profondamente e lentamente.
Raggiunto un buon grado di comfort sott’acqua, pensa a cosa ti
piacerebbe dedicarti in immersione e coltiva questi interessi. I Corsi
di Specialità soddisfano quasi tutte le tue aspettative. Fatica e
affanno aumentano il tuo ritmo respiratorio e possono diminuire
le prestazioni del tuo erogatore. Se ti senti stanco o in affanno, fermati, rimani calmo e respira, vedrai che tutto andrà bene. Se necessario puoi risalire lentamente in superficie.
7 Se non sei convinto, rinuncia all’immersione.
Il coraggio di rinunciare è una dote invidiabile ed èil modo migliore
per prevenire problemi che potresti non sentirti in grado di affrontare.
8 Risali lentamente dal fondo e fermati per una sosta
di sicurezza a cinque metri.
E’ il modo migliore per prevenire la malattia da decompressione.
9 Attendi almeno 24 ore prima di prendere l’aereo o
salire in altitudine dopo l’immersione. Dopo l’immersio-
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ne è meglio aspettare sempre più tempo possibile prima di volare.
Schema per la pianificazione
dell’immersione
Pianificazione generica
Compagno d’immersione
Data e orario dell’immersione
Scopo dell’immersione
Luogo prescelto
località alternativa
Percorso per raggiungere la località
Appuntamento: luogo e orario
Attrezzatura particolare
Controllo previsioni meteomarine
Verifica e ricarica delle bombole
Verifica e preparazione dell’attrezzatura
Kit con attrezzi e parti di riserva
Zavorra completa
Borsa completa
Mezzi di trasporto
Informazioni sul sito
Contatti d’emergenza
Informazioni per chi rimane a terra
Cibo e bevande
Prenotazioni/Biglietti
Denaro
Pianificazione sul punto d’immersione
Condizioni psicofisiche
Condizioni meteomarine
Idoneità delle condizioni ambientali
Individuare e provare i sistemi di comunicazione
Decidere tecniche e punti di entrata
Decidere tecniche e punti di uscita
Sistema di coppia
Tecniche di comunicazione subacquea
Percorso
Limiti di profondità e tempo
Procedure di emergenza
Controllo dell’attrezzatura
In caso di necessità contattare:__________________
_____________________________________________
_____________________________________________
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Da non dimenticare
Varie
Documento di riconoscimento
Brevetto
Log book
Prenotazioni / biglietti
Informazioni sui contatti d’emergenza
Costume da bagno
Filtro o crema solare
Occhiali da sole
Berretto
Giacca a vento
Asciugamano
Accappatoio
Ciabatte
Cuffia e occhialini per il nuoto
Abbigliamento di ricambio
Cibo / bevande
Medicinali
Attrezzatura
Borsa
Pinne, maschera e snorkel
Muta
Sottomuta
Cappuccio
Guanti
Calzari
Zavorra
GAV
Bombola carica
Erogatore principale
Erogatore di riserva
Manometro
Frusta del GAV
Frusta della muta stagna
Coltello
74
Strumenti
Computer
Strumenti integrati
Profondimetro
Timer
Bussola
Termometro
Tabelle
Accessori
Lavagnetta
Schede di riconoscimento delle specie
Matita
Boa segnasub
Segnalatore di superficie
Mulinello
Torcia principale
Torcia di riserva
Strobo
Luce di posizione
Moschettoni
Liquido antiappannante
Cimetta per l’attrezzatura
Attrezzatura di riserva
0-ring
Bombole
Pesi
Cinghioli
Utensili
Kit per riparare la muta
Attrezzatura particolare
Macchina fotografica
Obiettivi
Flash
Pellicola
Videocamera
Custodia
Cassette
Illuminatori
Batterie
Caricabatterie
Cavetti
Note
______________________________________________________
______________________________________________________
_____________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
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Come fare
un percorso
triangolare
con la bussola
76
Come fare
un percorso
quadrangolare
con la bussola
77
Come fare
un percorso
esagonale
con la
bussola
78
79
80
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