© ESA European Scuba Agency E’ vietata la riproduzione di questo manuale o di sue singole parti Product n° M0008 A cura di Mauro Bertolini Progetto formativo, sviluppo, consulenza e revisioni: Mauro Bertolini, Mario Romor, Enrico Firpo, Egidio Trainito, Maria Laura Careddu Testi e fotografie: Enrico Firpo Illustrazioni: Stefano Trainito, Jacopo Pasqualotto Gli ausili formativi ESA in materia di prevenzione e di gestione delle emergenze sono conformi alle linee guida approvate dal DAN - Divers Alert Network Indice 5 L’elemento più prezioso Capitolo Uno 7 Cosa imparerai 9 Orientamento terrestre 10 Le mire a terra 15 Equipaggiamento utile in superficie 16 I nomi dei siti e le mappe subacquee 18 I riferimenti in fase di discesa 20 Complimenti! 21 Cosa hai imparato? Capitolo Due 23 Cosa imparerai 24 I riferimenti naturali in immersione 25 Stima della distanza 27 Tipologie d’immersione e itinerari 27 Immersioni in parete 29 Immersioni sulle secche 31 Immersioni da terra 34 Complimenti! 35 Cosa hai imparato? Capitolo Tre 37 Cosa imparerai 38 La bussola subacquea: caratteristiche e uso 42 Itinerari subacquei con la bussola 46 Strumenti e sistemi di navigazione elettronici 48 Luci di segnalazione 48 Il segnalatore di superficie 50 Fattori importanti da considerare 52 Complimenti! 53 Cosa hai imparato? 55 Immersione in Acque Libere 1 59 Immersione in Acque Libere 2 63 Immersione in Acque Libere 3 Appendice 69 ESA 71 9 consigli per la difesa dell’ambiente 72 9 regole per la sicurezza 73 Schema per la pianificazione dell’immersione 74 Da non dimenticare 76 Come fare un percorso triangolare con la bussola 77 Come fare un percorso quadrangolare con la bussola 78 Come fare un percorso esagonale con la bussola 3 4 L’elemento più prezioso Tutto è pronto per l’immersione. Dopo il controllo con il compagno non resta che respirare dall’erogatore e scaricare il Gav espirando per scendere sott’acqua. In una frazione di secondo tutto cambia. Le sensazioni, il paesaggio, i rumori, il modo di respirare e di muoversi. Probabilmente, se si potesse paragonare, è come ritrovarsi in un battibaleno su un altro pianeta, in un’altra dimensione e forse anche in un’altra epoca perché sott’acqua cambia anche il senso del tempo. Molte persone sono affascinate dal contatto con l’oro o con i diamanti e, al di là del valore in denaro che gli è attribuito, provano emozioni elettrizzanti e spesso inseguono per tutta una vita il sogno di poterli toccare, possedere e indossare o nuotarci dentro come fa Paperon De Paperoni. Ogni elemento è diverso da un altro, sicuramente sarà più emozionante tenere in mano un lingotto d’oro o una manciata di pietre preziose piuttosto che far scorrere dell’acqua sulle mani per lavarsele, ma l’acqua, in cui ci si può immergere e nuotare e che ti avvolge completamente è fra tutti forse l’elemento più straordinario. Naturalmente anche l’aria ci avvolge completamente (all’esterno) ed è indispensabile alla vita ma l’elemento aeriforme è di così ordinaria routine per noi, che solo quando intervengono cattive condizioni come respirare l’aria particolarmente inquinata di una grande città o condizioni anormali come respirare l’aria più pura e rarefatta che c’è in montagna o quella di una bombola, ci ricordiamo che comunque viviamo costantemente all’interno di un elemento. Immergersi in un elemento così diverso come l’acqua rispetto a quello cui siamo abituati, altera sempre, in maniera più o meno significativa, le nostre percezioni rispetto all’ambiente circostante. Principalmente ciò è dovuto alla densità dell’acqua, centinaia di volte superiore a quella dell’aria; questo ci impone un costante adattamento che diventa progressivamente più facile a farsi man mano che si apprendono e si perfezionano le tecniche. Chi ha frequentato un corso 1 5 6 subacqueo di primo livello, non potrà certo dire d’aver imparato tutto quello che c’era da sapere o d’aver assimilato ogni tecnica ad un punto tale da essere perfettamente a proprio agio e non necessitare d’ulteriore formazione. Ci sono proprio degli argomenti di base, che qualunque subacqueo neofita o anche di livello avanzato vorrebbe prima o poi approfondire e il fatto che ci si dedichi o no non ne invalida l’importanza. Dai sondaggi effettuati emerge che molti subacquei, principalmente dopo un corso iniziale, si sentono più bisognosi su argomenti e pratiche di Orientamento, Assetto e Biologia Marina. Un subacqueo che ha imparato a respirare e a muoversi sott’acqua, seppur con un compagno d’immersione, che spesso è stato anche suo compagno di corso, probabilmente troverà ancora difficoltà, avendo davanti agli occhi un paesaggio decisamente insolito, nel programmare ed effettuare degli itinerari subacquei autonomamente. Allo stesso modo, l’adattamento fisico che comporta l’immersione, permette alla maggior parte dei subacquei di controllare al meglio il proprio corpo e i suoi movimenti dopo decine d’immersioni. Non da ultimo, spesso la consapevolezza di trovarsi in un ambiente così diverso e delicato, giunge dopo che la conoscenza su ciò che si sta osservando permette finalmente all’inizio di riconoscere un animale da un vegetale o addirittura un sasso da un animale e successivamente, con passione, anche di distinguere una specie dall’altra o ricercare organismi interessantissimi e meravigliosi ma quasi invisibili, che spesso passano completamente inosservati. Il Corso ESA Orienteering Diver che stai iniziando in questo momento vuole approfondire il primo di questi argomenti: la pratica e la capacità d’orientamento. Sfogliando il manuale troverai molte informazioni che ancora non conoscevi, tanti consigli e piccoli trucchetti che saranno un prezioso aiuto per le tue escursioni subacquee, sia immergendoti autonomamente con un compagno sia sfruttando il servizio offerto dai Diving Center ed immergendoti con una guida. Non perdere altro tempo, quindi, hai davanti un'altra bellissima occasione d’avventura e perfezionamento della tua formazione subacquea! Capitolo Uno 1 Cosa imparerai Ottobre. In lontananza, otto miglia più a Nord della località rivierasca in cui sta iniziando questa mattinata, si ode il suono lacerante e intermittente di una sirena che si alterna al grido più vicino dei gabbiani comuni che circolano instancabili ad ali spiegate scrutando mare e terra alla ricerca di qualcosa di commestibile da mangiare. Giorgio e Luana, titolari di un noto Centro subacqueo della zona, stanno ricevendo i primi clienti di oggi, una giornata che si preannuncia calda e densa di aria umida e ferma. Le due guide hanno scelto per l’immersione di oggi un relitto che si trova nella zona di mare compresa tra due isole antistanti la riviera. L’immersione, programmata da diversi giorni, è organizzata per un gruppo di appassionati “relittari” che giungono da diverse località per visitare ciò che resta di un Windjammer di fine secolo scorso (un tipo di nave in uso a quei tempi). La logistica prevede l’ancoraggio dell’imbarcazione ad una grossa cima fissata sul fondo ai resti della grande nave e sospesa per mezzo di un galleggiante alla profondità di 10 metri. La buona visibilità permette di solito di individuare quasi immediatamente il grande galleggiante bianco sospeso a mezz’acqua e un passaggio a doppino della cima della barca, entro un apposto occhiello, eviterà di dover gettare l’ancora dell’imbarcazione del Diving Center fino sul fondo, che è a circa 30 metri. Dopo il ricevimento e la preparazione a terra, la barca lascia finalmente il porticciolo. Orsa Maggiore è un’elegante barca di legno lunga 10 metri dalla prua prominente e alta e dalla poppa ampia a comoda, adatta per lo svolgimento delle attività pre e post immersione. Mentre procede verso la meta, Giorgio chiarisce nel briefing la possibilità di un’immersione alternativa, nonostante le condizioni del mare siano ottime. Quando si va per mare e anche in condizioni di attività 7 Spesso i punti d’immersione sono lontani dalla costa, in tratti di mare considerati vasti per piccole imbarcazioni 8 ricreative, le possibilità di rinuncia o la scelta di un’immersione alternativa a quella pianificata potrebbero essere dettate da numerosi fattori. Infatti, nonostante il mare sia piatto, potrebbe verificarsi un repentino cambiamento delle condizioni meteomarine, chi entrerà in acqua per primo ad occuparsi dell’ormeggio potrebbe rilevare una forte ed imprevista corrente subacquea o addirittura potrebbe accadere un guasto improvviso ai propulsori della barca o di alcune strumentazioni importanti che potrebbero anche compromettere la giornata di tutta la compagnia. Oggi però Giorgio non è preoccupato per questo, Orsa Maggiore, infatti, procede sicura solcando il mare liscio e alzando di lato un’onda che sembra d’olio e che progressivamente si allarga dal mascone e dalle due fiancate verso mete più lontane. Da buon analizzatore ed esperto di ogni condizione che abbia importanza a considerarsi ai fini di un’immersione sicura e divertente, Giorgio ha pensato ad un’accurata pianificazione ed il fatto che abbia già deciso di comunicare al resto del gruppo la reale possibilità di un’immersione alternativa nonostante ci sia ancora qualche miglio da percorrere, lascia qualcuno del gruppo quantomeno perplesso. Oltretutto il motore diesel di Orsa Maggiore gira regolare come un orologio svizzero e, poiché lo scafo è dislocante, una buona velocità di crociera è stabilita con appena la metà della potenza effettiva, permettendo al motore di risparmiare forze e carburante. La strumentazione di bordo comprende, oltre ai normali controlli del livello di carburante e della pressione dell’olio, della temperatura dell’acqua e della batteria, anche un moderno Gps ed un ecoscandaglio. La rotta è impostata, le operazioni d’assemblaggio delle attrezzature sono iniziate, ma mentre l’imbarcazione procede verso il braccio di mare che separa le due isole la perplessità di Giorgio aumenta di minuto in minuto, finché egli decide di rivolgersi nuovamente al gruppo annunciando: “Ragazzi, temo che dovremo cambiare meta, l’immersione sul Windjammer oggi non si potrà fare. In ogni modo, effettuando una piccola deviazione per pochi minuti, andremo verso una piccola isoletta, poco più di un grande scoglio e potremo ancorarci lì vicino per visitare un altro interessante relitto, che ne dite? Si tratta di un’imbarcazione da pesca affondata in circostanze tragiche in seguito ad una tempesta e la sua storia è davvero interessante.” Mentre la guida affascina tutti i presenti con i retroscena del tragico affondamento avvenuto quasi qua- rant’anni prima, ti sarai domandando cosa potrà aver spinto Giorgio a cambiare rotta e perché ad un certo punto ha ostentato tanta sicurezza in una decisione che a prima vista sembrava senza fondamento, dato che le condizioni generali apparivano ottime. Non preoccuparti, fra poco lo scoprirai, questo fa parte del piccolo gioco che è stato il prologo di questa prima parte del Corso ESA Orienteering Diver. In questo capitolo, infatti, imparerai che i metodi e le tecniche per diventare un bravo ed esperto subacqueo, comprendono anche delle ulteriori nozioni sulla pianificazione e sulla logistica dell’immersione rispetto a quelle che hai imparato nei Corsi iniziali. Quello che sarà analizzato fra poco, apparentemente potrebbe interessare solo un professionista, ma vedrai che non è così. Infatti, in caso tu decida di immergerti con un compagno da una vostra barca, dovresti quantomeno essere in grado di ritrovare un sito d’immersione per non essere costretto ad immergerti sempre dove capita per la mancanza di riferimenti, considerare le modalità d’ancoraggio e un piano contingente d’immersione, se le condizioni lo consentono. Se ora vuoi, puoi scoprire come si è svolto il seguito del nostro racconto, leggendo il primo paragrafo che tratta dell’Orientamento Terrestre. 1 Spesso in Mediterraneo le condizioni climatiche cambiano rapidamento creando problemi di orientamento Orientamento terrestre Ottobre, in Mediterraneo questo è un mese che può riservare molte “sorprese metereologiche”. Potrebbe far molto freddo in anticipo sull’inverno o ritornare molto caldo dopo un Settembre che aveva preannunciato il repentino cambiamento degli armadi, la dotazione della cerata pesante per gli spostamenti in barca e abbondanti termos di tè caldo e biscottini per allietare i clienti dopo l’immersione. In questa circostanza non era decisamente freddo, anzi l’anormalità del mese in cui solitamente cadono le foglie e si raccolgono uva e castagne, era il ritorno e la persistenza di un’alta pressione decisamente estiva. Molte mattine lo annunciavano anche degli addensamenti biancastri sulla sommità delle due isole. In certi giorni questi ammassi di pura umidità densa e tangibile, scendevano giù fino al mare dalle sommità rocciose di calcare, reso scuro dalle minuscole goccioline d’acqua, e per molti tratti di navigazione si correva il rischio di essere totalmente avvolti dalla nebbia. Orsa Maggiore era sicura lungo la sua rotta ma Giorgio guardava pensieroso verso la maggiore delle due isole e ascoltando ancora la sirena provenire dal 9 Navigatore GPS di una barca porto, pensava proprio alla nebbia, che quel giorno, inesorabile, molto probabilmente sarebbe scesa anche in mezzo al canale, dove ancora giace, dopo quasi sessant’anni dal siluramento, la carcassa del vetusto veliero, adattato in epoca moderna alla navigazione a vapore per il trasporto di balle di tabacco. Nonostante la strumentazione di bordo avrebbe in ogni modo consentito il raggiungimento preciso sul sito d’immersione, la fitta nebbia che presto sarebbe scesa, avrebbe lasciato Orsa Maggiore ancorata come dentro ad un’enorme bottiglia d’orzata anche per diverse ore in un braccio di mare aperto in cui comunque era necessario farsi vedere (o sentire, come garantisce la sirena delle grandi navi) da eventuali imbarcazioni in transito. Era meglio non rischiare e l’immersione alternativa proposta dall’Istruttore, oltre che garantire la visita di un altro bel relitto, aveva il vantaggio di essere fuori dal locale banco di nebbia e consentiva in ogni modo un ancoraggio protetto da un’isola, seppure molto più piccola delle due maggiori. Gli strumenti di cui si possono dotare le barche da lavoro o per il diporto possono essere al giorno d’oggi vere e proprie consolle costosissime che non tutti si possono permettere, spesso neanche i piccoli Diving Center che operano stagionalmente in molti mari del mondo. In ogni modo analizzeremo fra breve, alcuni tipi di strumenti che possono essere utili sia alla navigazione sia al ritrovamento di un sito. Le Mire a terra 10 Chi è solito andare per mare, per lavoro o per diletto, dai più antichi navigatori fino ai giorni nostri, adotta sempre e comunque dei mezzi per l’orientamento in navigazione e sfrutta i riferimenti naturali a disposizione. Se hai provato a uscire in mare con una barca, ma anche con una semplice canoa o pedalò, ti sarai reso conto che man mano che ti allontani dalla costa, quest’ultima si rimpicciolisce sempre più, lasciando i riferimenti degli insediamenti umani, se presenti, (stabilimenti balneari, edifici, strade costiere) o i rilievi di strutture geologiche che si intersecano (colline e montagne) come il mezzo migliore su cui basare il ritorno. Per esempio, un porto, agglomerati di case e villaggi, sempre più frequenti sulle nostre coste, avranno delle caratteristiche su cui potrai basare la tua posizione che ti servirà sia per mantenere e correggere una rotta, sia per tornare indietro senza correre il rischio di finire nel porto sbagliato (esagerando), di non ritrovarlo o comunque di non riuscire ad identificare l’esatto punto d’uscita. Certi esempi ti potranno sembrare esagerati ma frequentemente le caratteristiche naturali delle coste hanno costretto gli uomini (molto spesso proprio per scelta) a costruire i propri porti in luoghi che, osservati da fuori, spariscono velocemente e completamente alla vista. Chi ha visitato Bonifacio, in Corsica, giungendo dal mare Nord Orientale della Sardegna, avrà notato che il porto rimane invisibile fino all’ultimo momento, quando finalmente il traghetto di linea vira di molti gradi per guadagnarsi l’entrata fra le due alte torrette che supportano le luci verde e rossa di segnalazione. Oltretutto lo scenario è spettacolare perché dal mare di fuori la parte visibile della piccola cittadina di Bonifacio è abbarbicata su un’alta struttura geologica stratiforme, che nasconde abilmente l’entrata e sembra proprio impossibile che in quella continuità di roccia, possa esserci in realtà un’apertura cosi grande da consentire la navigazione anche a traghetti di media grandezza. Ma cosa c’entra questo con le immersioni? La risposta è ovvia se pensi che ogni sito d’immersione, conosciuto o che ti sei abilmente o fortunosamente scoperto, è un luogo che spesso, a parte qualche boa fissa, non presenta nessun tipo di ulteriore segnaletica, ma che sicuramente vorrai tornare a visitare. Queste informazioni ti saranno anche utili in ogni modo se, per esempio, la tua formazione personale non prevede o non ha previsto fino a questo momento, una scuola per il conseguimento della patente nautica, che 1 I riferimenti a terra servono per impostare sia una rotta, sia il percorso per il ritorno 11 I riferimenti naturali e le mire a terra rappresentano ancora oggi il sistema più usato per ritrovare un sito d’immersione 12 per la conduzione di moltissime barche motorizzate non è assolutamente (forse a torto) obbligatoria. Dunque, a parte i discorsi sulla navigazione, molti siti d’immersione hanno delle soglie d’avvistamento e ritrovamento molto basse, tali da essere paragonati ad un’oasi nel deserto o a una chiazza di querce da sughero in un bosco di lecci (che potrebbe essere il luogo magico dell’incontro con alcune famiglie di funghi pregiati). I riferimenti naturali e le mire rappresentano ancora oggi il sistema più usato per ritrovare un sito d’immersione e durante la pianificazione dell’immersione devi considerare quest’importante aspetto, proprio come ha fatto il nostro amico Giorgio in apertura di capitolo. Infatti, come il sito del Windjammer, molti altri siti d’immersione si trovano su secche completamente sommerse anche da molti metri d’acqua e invisibili dalla superficie. Nel caso del nostro amico, egli usa delle mire a terra come riferimento e per quel sito sfrutta un’enorme e lunga antenna per uso militare posta sulla sommità della maggiore delle due isole. Questa struttura, colorata a bande trasversali rosse e bianche, è visibile per molte miglia e rivela un riferimento caratteristico: infatti, è sufficiente avvicinarsi all’isola o allontanarsi per veder diminuire o aumentare il numero di bande colorate. In questo caso, dal punto d’immersione è sufficiente contare quante bande spuntano dalla sommità della montagna per avere già un buon riferimento. Come vedi, è importante che per rilevare una mira tu prenda in considerazione due oggetti che appaiano allineati (in questo caso il profilo della montagna e la lunga antenna). Una mira da sola però non basta perché sarebbe sufficiente spostarsi di lato per non essere comunque in grado di ritrovare il punto esatto. E’ necessario rilevare almeno un’altro punto ed è meglio se questo è preso con una certa angolazione rispetto al primo per avere attendibilità: infatti, due mire dovrebbero essere prese ad almeno 90° l’una dall’altra. Nel caso del sito citato, a circa 90° dal riferimento della grande antenna, il profilo spiovente di un monte distante molte miglia s’interseca in modo caratteristico con il tetto di una casa costruita sulla costa. Quindi, per rilevare ogni mira è importante riferirsi ad almeno due oggetti caratteristici e allineati. Per ritrovare il punto, una volta allineati i primi due riferimenti, navigherai avanti e indietro fino a far combaciare anche i secondi: dovresti quindi trovarti nel punto esatto che stavi cercando. Questo è un metodo che se usato nel modo corretto, ti garantirà un’ottima affidabilità. Un altro metodo per ritrovare un punto, che prevede l’uso della bussola, ti sarà spiegato nel capitolo Tre, dopo aver parlato delle caratteristiche generali di questo strumento. Ma come puoi fare le prime volte, se non conosci nessun posto? Come abbiamo già detto, o trovi dei tuoi siti d’immersione immergendoti con un compagno in perlustrazione coprendo tratti diversi di mare oppure sfrutti i siti conosciuti. Può capitare che in perlustrazione si scoprano dei siti molto interessanti e che ancora nessuno conosce ma più i tempi vanno avanti, più i siti diventano dei luoghi noti e a volte, per la loro straordinaria ricchezza di vita e colori, dei luoghi ormai celebri. Con lo sviluppo della subacquea e dei Diving Center, molti operatori hanno messo a punto e sono facilmente reperibili presso gli stessi Diving Center delle vere e proprie mappe dei punti d’immersione più interessanti della zona e oggi esistono migliaia di luoghi interessanti ormai codificati e facilmente consultabili sia per la localizzazione sia per i possibili itinerari subacquei, di cui parleremo nei prossimi capitoli. Addirittura, i luoghi celebri d’immersione di tutto il mondo sono descritti in pubblicazioni molto ben curate e reperibili facilmente nelle librerie. Se comunque scopri un sito d’immersione che ti piace e che è fuori dal circuito di quelli noti, è meglio se prendi degli appunti su un taccuino; potresti disegnare in modo semplice i riferimenti che vedi a terra da quel punto e che userai per ritrovarlo, fino a quando non avrai memorizzato le mire, o segnarti la posizione con una bussola, come vedremo più avanti. Per facilitarti nelle operazioni potrebbero esserti senz’altro utili i binocoli. Il consiglio migliore, se pensi di andare per mare con una tua imbarcazione o anche con una presa a noleggio, è quello di acquistarne un paio. Ricorda che il binocolo ideale per osservazioni da una barca 1 Se non conosci alcun sito d’immersione puoi farti accompagnare in immersione guidata con l’imbarcazione di un diving 13 Minitest 1. I riferimenti naturali a terra possono essere ben rappresentati da a) Edifici e strutture elevate sulla costa b) Rilievi montagnosi c) Sia a che b 2. Vero o Falso. I riferimenti naturali e le mire rappresentano ancora oggi il sistema più usato per ritrovare un sito d’immersione 3. Le mire a terra, per essere utili dovrebbero essere prese ad almeno a) 30° l’una dall’altra b) 45° l’una dall’altra c) 90° l’una dall’altra Risposte: 1c – 2 Vero – 3c 14 in movimento è il 7 per 50, dove il primo numero indica il fattore d’ingrandimento, il secondo il diametro delle lenti in millimetri, quindi della sua luminosità. Se comunque non ne disponi, prova a guardare i riferimenti a terra attraverso le mani messe a binocolo intorno agli occhi; questo potrà esserti utile per concentrare l’attenzione, eliminando dallo spazio visivo tutto ciò che non t’interessa e per eliminare buona parte dei riflessi, che sull’acqua sono quasi sempre presenti e fastidiosi. In ultimo, ricorda di considerare sempre attentamente i fattori metereologici. Se la giornata è buona potrai osservare molti riferimenti a terra ma in caso di nebbia, foschia o cielo perturbato, molti riferimenti noti potrebbero non essere visibili quel giorno, come nel caso del nostro amico Giorgio, che anche se avesse deciso di ancorare sul sito del relitto, non avrebbe potuto sfruttare nessun riferimento visivo a causa del banco di nebbia. Assicurati, quando decidi di prendere delle mire a terra, che siano riferimenti affidabili, cioè delle strutture consolidate o delle intersecazioni che non possano variare nel tempo. Certo, una montagna o una casa non si spostano dall’oggi al domani ma alcune volte è successo che qualcuno abbia preso come riferimenti delle strutture al momento molto ben visibili, come le grandi gru dei cantieri edili, ma che una volta finiti i lavori sono state spostate, lasciando l’anno seguente il sub con un palmo di naso. Le pecore nere. La subacquea è forse fra le attività più ricche di aneddoti e varrebbe davvero la pena di scriverne un libro divertente; pensa che ci sono subacquei che custodiscono gelosamente i “propri” siti d’immersione in libricini che non consulterebbero mai in presenza di estranei e ci sono subacquei che, un po’ per pigrizia, un po’ per incapacità a ritrovare certi luoghi d’immersione (anche quelli ormai ben noti, ma loro non lo ammetterebbero mai!) aspettano al varco che le barche ancorate in precedenza finiscano l’immersione e vadano via, per piazzarsi al loro posto. Altri ancora, e sono le vere pecore nere, per essere sicuri di non sbagliare il punto esatto e per non perdere tempo, si avvicinano con l’elica in movimento affiancandosi a barche già ancorate incuranti sia della bandiera di segnalazione sia del povero barcaiolo il quale si sbraccia per avvertire che sott’acqua, magari a pochi metri dalla superficie ci sono interi gruppi di sub che effettuano la sosta di sicurezza. Forse questo spiega in parte come mai in zone con decine di punti d’immersio- ne interessantissimi, le barche si radunino a seconda dei giorni, tutte nello stesso posto; o qualcuno ha dato appuntamento a qualche bel dentice di passaggio e si è sparsa la voce o solo in pochi mettono in pratica le comuni doti di piccola marineria e educazione che dovrebbe avere chi va per mare. Scherzi a parte, allenati a prendere delle mire mentre navighi, ti sarà sempre molto utile! Durante il tragitto che farai in barca con il tuo Istruttore verso il punto d’immersione, nota quanto più possibile di ciò che ti circonda. In ogni modo egli ti farà vedere i riferimenti che usa per ritrovare il sito in cui v’immergerete. Se l’immersione si svolgerà da terra, allo stesso modo egli t’indicherà il metodo più utile per valutare l’entrata e l’uscita e nel briefing pre immersione ti indicherà in ogni caso l’itinerario che seguirete. 1 Un binocolo è sempre utile in barca, anche per controllare i riferimenti a terra Equipaggiamento utile in superficie Abbiamo già parlato dei binocoli e della loro importanza e abbiamo accennato a sofisticate strumentazioni di cui si possono dotare le imbarcazioni; una fra tutte ha avuto una forte riscoperta negli ultimi anni: si tratta del Gps. Sta per Global Positioning System ed è uno strumento che ormai molti usano e che ha avuto origine per scopi militari. E’ un vero rilevatore di posizione e rotta, basa il suo funzionamento sui satelliti e serve quindi moltissimo anche a chi pratica attività subacquea per ritrovare i punti d’immersione. Naturalmente le coordinate vanno memorizzate in precedenza ma è un sistema semplice e affidabile ed è facile seguire le istruzioni che, come per ogni strumento elettronico, sono importantissime. Se per caso decidessi di acquistare un Gps, sappi che oggi ci sono moltissimi modelli in commercio, anche palmari del peso di poche centinaia di grammi che possono fornirti molte indicazioni utili, come il punto nave, la rotta per raggiungere un dato punto, la velocità di navigazione e calcolare il percorso effettuato. Anche molti altri sportivi lo usano, i velisti, chi va in escursione e non necessariamente in mare, addirittura molte automobili sono ormai dotate di questo ingegnoso sistema. Pensa che certi modelli possono memorizzare centinaia si punti. E’ bene ricordare che il Gps non riconosce e quindi non ti avverte degli ostacoli, esso ti fornisce la via più breve per raggiungere un luogo e comunque devi stare attento, in questo caso scartando scogli, secche semiaffioranti, mede o boe di qualunque genere. 15 Un GPS portatile Tutti gli strumenti elettronici sono suscettibili d’improvvisi guasti e di mancanza di elettricità, quindi accertati che prima dell’uscita essi siano funzionanti e in buona autonomia; eventualmente porta con te batterie di ricambio per i modelli portatili. Un altro strumento utile per rilevare un sito d’immersione e che si può usare in sinergia con il Gps è l’Ecoscandaglio, ben conosciuto dai pescatori sia professionisti sia sportivi. Anche gli antichi marinai hanno sempre usato scandagliare il fondo per evitare di cozzare le loro barche con il rischio di affondamenti catastrofici. In fin dei conti, per misurare quanto fondo c’è il sistema è molto semplice: è sufficiente una cima misurata ed un peso. Gli antichi usavano anche cospargere la base del peso con del grasso, sulla quale sarebbero rimasti invischiati dei resti del fondo, utili per comprenderne la sua composizione. Al giorno d’oggi questi non sono certo i metodi più pratici. I moderni Ecoscandagli segnalano su ampi schermi a cristalli liquidi la profondità e la conformazione del fondo e certi modelli molto costosi possono descrivere in modo particolareggiato anche la taglia dei pesci che stazionano o stanno passando sotto la barca. I nomi dei siti e le mappe subacquee 16 Abbiamo già detto che in molte località i punti d’immersione non sono segnalati e non è prevista nessuna normativa specifica come invece accade in certi altri luoghi dove i siti hanno delle boe fisse d’attracco, che evitano anche l’ancoraggio sul fondo e tutti i danni derivanti all’ambiente. In questi siti che non hanno segnaletica, è necessario imparare dei riferimenti a terra. Per esempio, nelle mappe dei siti che si trovano lungo tratti di costa o nel contorno di molte isole, potrai vedere disegnate numerose bandierine segnasub corredate del nome dell’immersione (es. “la ghigliottina” o “le tacche bianche”) ma come fare per trovare il punto esatto se non si dispone di coordinate o strumenti per seguirle? La cosa migliore è di farsi accompagnare da un Diving Center e imparare il posto, o seguire delle indicazioni di qualche sub disponibile (e generoso). Infatti, spesso molte immersioni distano poche centinaia di metri l’una dall’altra ma le caratteristiche possono essere diversissime tra loro. E’ un po’ come voler salire su un monte di testa propria piuttosto che seguire i sentieri consigliati. In fondo un’immersione è come un’escursione a terra, con un punto di partenza e degli itinerari previsti. All’inizio è senz’altro meglio seguire le vie conosciute, anche per verificarne i riferimenti subacquei, di cui parleremo nei prossimi paragrafi e capitoli. Ricorda che i nomi delle immersioni si rifanno sia a caratteristiche esterne sia a caratteristiche subacquee ma per saperne di più occorre informarsi meglio. Ad esempio, l’immersione chiamata “la ghigliottina” potrebbe essere un sito caratterizzato da un ancoraggio vicino ad una parete nella quale la roccia assume la conformazione di una lama spiovente sull’acqua, mentre “ il grottone” potrebbe non avere nessun riferimento esterno al nome ma essere caratterizzata da un’ampia caverna subacquea posta a 15 metri di profondità. Altre volte il nome riguarda ciò che si può osservare sott’acqua, come “la tana di Lucia” riferita ad una grande cernia stanziale che se tranquilla si può osservare fuori dalla cavità dove abita o “ barracuda point”, riferita ai bellissimi e affascinanti predatori, ormai sempre più stanziali anche in Mediterraneo. Insomma, non è proprio facile se non si dispone di aiuti e riferimenti e più se ne raccolgono meglio è. Inoltre, spesso le immersioni si chiamano allo stesso modo in località diverse o sono semplicemente contrassegnate da numeri come nel caso di “ secca del fico 1, 2”, ecc. Se qualcuno ti telefona invitandoti ad un’immersione sul KT, dovresti quantomeno chiedergli se si tratta di quello affondato nel golfo di Orosei in Sardegna o di quello presente nelle acque liguri. Se apparentemente i nomi delle immersioni ti sembrano una giungla misteriosa nella quale sia inutile addentrarsi hanno senza dubbio molti meriti. Tanto per cominciare, molti anni fa, quando l’attività dei Diving Center ancora non era consolidata, solo qualche immersione era documentata, descritta e disegnata mentre oggi puoi trovarne una miriade di famose e documentate e raccogliere molte informazioni circa le caratteristiche, il raggiungimento e gli itinerari consigliati. Spesso queste pubblicazioni si rivelano utilissime ai fini dell’orientamento subacqueo perché spiegano nei particolari, con l’aiuto di disegni in 3D, 1 Semplice mappa di un sito d’immersione 17 Minitest 1. Vero o Falso. Con il Gps è possibile impostare le coordinate di una rotta che sarà seguita automaticamente segnalando e scartando gli ostacoli. 2. I siti d’immersione spesso non sono a) Dragati b) Segnalati c) Comunicati 3. Le mappe dei siti d’immersione, che puoi trovare presso i Diving Center o in libreria sono a) Completamente inutili ma sono un grazioso souvenir b) Riservate ai subacquei specializzati e agli incursori della marina c) Utili ai fini delle caratteristiche dell’immersione, compresi i riferimenti e gli itinerari possibili Risposte: 1 Falso – 2b – 3c 18 la conformazione del fondo e i riferimenti subacquei, le profondità e quello che troverai sott’acqua svelandoti molti particolari che ti faranno apparire il paesaggio subacqueo un po’ più familiare. Se le condizioni ambientali di tempo e mare sono favorevoli per l’immersione, quantomeno dovresti conoscere anche il tipo di fondale in cui ti immergerai. Infatti, la visibilità e gli spunti per l’orientamento possono cambiare molto a seconda della composizione del fondo e questo è un fattore fondamentale per sfruttare al meglio i riferimenti naturali. Ad esempio, immergersi su un fondale con rilievi caratteristici facilmente memorizzabili o su una piatta distesa di sabbia, può essere molto diverso ai fini dell’orientamento e parleremo di questo interessante aspetto proprio nei prossimi paragrafi. I riferimenti in fase di discesa I riferimenti presenti in superficie ti possono essere utili anche per farti un’idea di come si presenterà il paesaggio sott’acqua. Infatti, le caratteristiche esterne di un sito d’immersione spesso rispecchiano quello che c’è sotto la superficie: una scogliera che scende a strapiombo continuerà con una parete più o meno profonda; un’isoletta piatta sarà circondata facilmente da un fondale poco degradante e, addirittura, per immergerti a soli 10 metri dovresti allontanarti anche per centinaia di metri dalla riva. Allontanarsi molto dal punto d’ingresso però non è conveniente. Se le occasioni di divertimento e d’interesse naturalistico ci sono anche in pochi metri d’acqua perché non approfittarne? Le immersioni dalla barca possono avere caratteristiche diverse secondo il sito o le condizioni ambientali. La barca ancorata: può esserlo alla sua stessa ancora o ad una boa fissa, quindi disporrai di una cima per la discesa che potresti usare come riferimento per la discesa. Non dovrai necessariamente tenere la cima stretta tra le mani, questo potrebbe essere utile in caso di corrente vivace, tuttavia essa è sicuramente sempre un buon riferimento, specialmente se il fondo non è visibile a causa della profondità o dell’acqua torbida. In certe località, la barca ancora in punti prestabiliti a boe fisse solamente dopo che ha lasciato tuffare i subacquei in corrente all’inizio della loro escursione. In questo caso la cima sarà un buon riferimento solamente per la risalita. Dopo il controllo dell’equipaggiamento con il compagno, che dovrebbe essere l’ultima fase in superficie, inizia la discesa. Minitest 1. Le caratteristiche esterne di un sito d’immersione a) Spesso rispecchiano quello che c’è sotto la superficie b) Sono assolutamente identiche a quello che c’è sotto la superficie c) Nulla hanno a che fare con quello che c’è sotto la superficie 2. Vero o Falso. La legge prevede che in ogni mare del mondo le barche per subacquei debbano essere ancorate 3. In fase di discesa è meglio guardare prevalentemente a) Verso l’alto per verificare la direzione delle bolle b) In orizzontale per verificare l’arrivo di predatori c) Verso il basso per avere una buona panoramica del paesaggio Risposte: 1 a – 2 Falso – 3c Scendendo è meglio se guardi in ogni caso verso il fondo (anche se questo non fosse da subito visibile): ciò ti permetterà di avere da subito una panoramica del paesaggio in caso di buona visibilità e d’acqua bassa e un buon controllo dei riferimenti che potrebbero apparire da un momento all’altro in caso di torbidità o acqua profonda. Scendi in verticale con le pinne verso il basso lentamente, sia per avere il tempo utile a compensare agevolmente sia per guardarti intorno. Focalizza i particolari che ti colpiscono: rocce dalla forma particolare, la divisione netta che ci può essere tra la prateria di Posidonia e una secca di roccia adiacente, una franata di ciottoli o massi, le caratteristiche di una secca dall’alto o della parete e relaziona questi particolari rispetto al punto d’entrata, alla posizione della barca e rispetto alla direzione che intraprenderai per il tuo itinerario subacqueo. Eventualmente, fermati e osserva meglio qualcosa che potresti ricordare. In modo particolare se ti trovi vicino al fondo, prima di abbandonare la cima di discesa per la direzione pianificata, fermati ancora un attimo per un’ulteriore verifica del paesaggio e controlla il computer o il profondimetro: saprai a quale profondità si trova l’ancora e questo ti servirà quando farai ritorno verso la barca. La barca non ancorata: si usa soprattutto in condizioni di corrente o se l’ancoraggio é proibito dalle leggi locali. In questo caso dovrai scendere senza una cima. A maggior ragione, dovrai cercare di osservare il più possibile dell’ambiente circostante ma difficilmente ti troverai in condizioni di totale assenza di riferimenti: anche in caso di mancanza di cima di riferimento e acqua torbida, quantomeno saprai sempre a quale profondità stai scendendo grazie al tuo computer o profondimetro. In ogni modo, le immersioni in corrente avvengono di solito in ambienti in cui la visibilità è ottima, con un Diving Center attrezzato per questo tipo di condizioni e una barca che segue e assiste il gruppo dalla superficie. In caso d’immersione guidata ascolta attentamente il briefing e chiedi spiegazioni se non hai compreso qualcosa o se ti sembra che qualcosa sia stato omesso circa la profondità, il tempo ed il tragitto pianificato. Una volta in acqua, dovrai mantenerti vicino al tuo compagno ed entrambi dovrete rimanere vicini alla guida, segnalandogli subito se qualcosa non va bene. Se t’immergi autonomamente con un compagno, pianificate per bene ogni det- 19 Durante il Corso ESA Prevention & Rescue Diver imparerai molte tecniche utili al salvataggio in acqua taglio: la scelta del sito, le condizioni meteomarine, le modalità di discesa e il tragitto d’andata e ritorno non dimenticando di garantirvi adeguata assistenza dalla superficie e un mezzo di segnalazione sia fuori dell’acqua (bandiera e pallone segnasub) sia per un’eventuale emergenza. A questo proposito, nell’immersione in Acque Libere Due prevista in questo corso, imparerai ad usare il segnalatore di superficie, che potrebbe servirti sia in caso di perdita dell’orientamento sia in caso di risalita d’emergenza lontano dal punto d’entrata o, più comunemente, se farai immersioni in corrente. Potrai fare ulteriore pratica con quest’accessorio anche durante il Corso ESA Prevention & Rescue Diver, se ancora non hai già raggiunto quest’importante fase della tua formazione subacquea, con il quale migliorerai la tua acquaticità e ti preparerai adeguatamente in caso di soccorso in acqua. Complimenti! Avrai notato come sia importante per 20 un subacqueo conoscere molte informazioni circa le attività immediatamente precedenti l’immersione, compresi quindi il tragitto per arrivare sul luogo prescelto e ritrovarlo sfruttando i riferimenti a disposizione, che spesso sono molto diversi rispetto a ritrovare una strada o una via stando comodamente seduti in automobile Sicuramente tutto ciò ti servirà anche se per le tue immersioni ti affiderai sempre ad un Diving Center, che ti offrirà il servizio del trasporto in barca e dell’immersione guidata. Potrebbe darsi che un giorno tu decida di acquistare una barca o, se già ne possiedi una, di adoperarla per la tua passione per le immersioni. A questo proposito hai visto come diventi importante saper sfruttare le mire a terra per “centrare il bersaglio” dei tuoi siti e possa esserti utile consultare una mappa di quelli conosciuti, che tra l’altro ti offre anche molte informazioni subacquee. La prima parte subacquea del capitolo ti ha parlato della discesa e ora avrai compreso meglio perché è raccomandato adottare certe tecniche di discesa piuttosto di altre ma di questo continueremo a parlare nel prossimo capitolo, che sarà svolto interamente sott’acqua. Cosa hai imparato? 1 Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica, innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni necessarie. Buon lavoro! 1) Il Corso ESA Orienteering Diver vuole approfondire la pratica e la capacità a. Di ricerca subacquea b. Di orientamento subacqueo c. Di recupero di oggetti pesanti d. Sia b che c 2) Nel capitolo uno abbiamo parlato di? a. Itinerari subacquei con la bussola b. Mire a terra c. Riferimenti in fase di discesa d. Sia b che c 3) In caso tu decida di immergerti con un compagno da una vostra barca, dovresti essere in grado di a. Conoscere in maniera approfondita le carte nautiche della zona b. Conoscere in maniera approfondita il Portolano dei mari c. Ritrovare un sito d’immersione con dei riferimenti imparati in precedenza d. Improvvisare un’immersione dove capita, anche senza alcun riferimento 4) I riferimenti a terra sono importanti ai fini delle immersioni perché a. I siti d’immersione sono comunque segnalati b. I siti d’immersione il più delle volte non sono segnalati c. In molti Paesi non si possono ancorare delle boe fisse d. Sia b che c sono esatte 21 5) Sfruttando delle mire a terra per orientarsi, se ne dovrebbero considerare almeno a. Due b. Tre c. Quattro d. Cinque 6) Come ci si può immergere senza conoscere alcun riferimento di un sito? a. E’ possibile farsi accompagnare da un Diving Center in un’immersione guidata b. Se disponibili, si possono consultare delle mappe dei siti subacquei c. Si possono pianificare delle immersioni di perlustrazione d. Tutte le risposte precedenti sono esatte 7) Il GPS (Global Positioning System) basa il suo funzionamento sui a. Radar b. Radiogoniometri c. Satelliti d. Sommergibili 8) Vero o Falso. I nomi dei siti d’immersione sono molto utili perché si rifanno sempre a dei riferimenti visibili in superficie 9) Vero o Falso. I riferimenti presenti in superficie possono esserti utili per farti un’idea di come sarà il paesaggio sott’acqua 10) Durante l’immersione in Acque Libere Due di questo corso imparerai ad usare__________ a. Il GPS b. Un sistema elettronico di navigazione subacquea c. Il Segnalatore di Superficie d. Sia b che c Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di quelle da me sbagliate. 22 Firma__________________________data_________ Capitolo Due Cosa imparerai I documentari sulla savana africana continuano ad affascinare tutti nonostante forse siano i più datati, infatti ne sono stati realizzati a centinaia. Forse proprio per questo essi sono in grado di offrire immagini sempre più difficili da catturare; certe volte è proprio incredibile capire come qualcuno riesca a filmare un Leopardo in caccia notturna o il parto di una Leonessa, che forse neanche gli stessi altri Leoni riescono a vedere. Per girare quelle immagini occorre indubbiamente molta tecnica ma non solo cinematografica; è necessaria soprattutto un’ottima conoscenza del territorio per saperne sfruttare ogni particolare e per evitare di essere sorpresi mettendo in fuga il soggetto. Sott’acqua ci sono moltissime specie di pesci giudicati “difficili” che invece si possono osservare anche da vicino e quindi fotografare o filmare. Spesso ci sono subacquei che non riescono a vedere gli organismi che dovrebbero esserci oppure assistono a delle fugaci apparizioni e precipitose fughe in tane inaccessibili. Spesso questo succede per una mediocre conoscenza del territorio e delle abitudini degli animali o perché non si ha l’abitudine di programmare un itinerario preciso, oltretutto con il rischio di perdersi. Marco è un buon conoscitore dei siti d’immersione che è solito frequentare, forse perché ha deciso da molti anni di vivere vicino al mare e s’immerge regolarmente con amici e conoscenti. Oltre ad aver raggiunto un eccellente livello nella sua formazione subacquea, egli ha anche deciso di specializzarsi in itinerari subacquei per poterne un giorno raccogliere una certa quantità e poterli pubblicare, a disposizione di chi voglia sfruttarli per le proprie immersioni. Nonostante questo, egli continua ad immergersi anche negli ambienti che gli sono ormai familiari perché ci si è davvero affezionato e non passa settimana senza ch’egli vada a dare un saluto ad una grande Cernia che sembra conoscerlo o a farsi un giro nel blu per incontrare il grande branco di Barracuda mediterranei che per molti mesi dell’anno stazionano in certi punti. Certo, occorre una buona tecnica subacquea, un’ottima padronanza dell’equipaggiamento e sicuramente una buona conoscenza delle abitudini degli organismi marini, però Marco continua a dire che è da quando si è 2 23 E’ sempre meglio pianificare un percorso, perchè sott’acqua ci si potrebbe disorientare in fretta dedicato e appassionato all’orientamento subacqueo che riesce anche a collezionare soddisfazioni di quel tipo. Le tecniche che egli usa più volentieri sono quelle che gli permettono di sfruttare al meglio i riferimenti naturali a disposizione e salvo rari casi, non vuole sentire parlare di strumenti subacquei tipo bussole o altro (nonostante ne tenga una in barca e ne porti una subacquea nella tasca del Gav). In questo capitolo troverai molte informazioni sui riferimenti naturali in immersione e su come saperli sfruttare. Ciò ti servirà per diversi scopi: all’inizio per raggiungere un grado di orientamento subacqueo che ti permetta di non perderti, di esplorare un sito d’immersione con molti itinerari alternativi e di poter far ritorno alla barca o a riva da dove eri entrato e che ti permetta pian piano di riuscire ad impostare l’immersione in funzione di quello che tu vuoi osservare o catturare con un obiettivo fotografico. Nel primo capitolo abbiamo parlato della discesa, la prima fase dell’immersione propriamente detta; continuiamo la nostra esplorazione subacquea e analizziamo altri trucchi, come i diversi sistemi che si possono adottare per stimare una distanza sott’acqua, effettuare degli spostamenti di rotta e degli itinerari subacquei usando principalmente i riferimenti naturali. I riferimenti naturali in immersione 24 Abbiamo analizzato nel capitolo Uno i riferimenti in fase di discesa e avrai capito che essi sono una parte determinante ai fini dell’orientamento subacqueo. Tutto ciò che riesci a cogliere visivamente mentre scendi può esserti utile e, una volta in prossimità del fondo o comunque alla quota pianificata che potrebbe anche essere a mezz’acqua, inizierai un itinerario. E’ sempre consigliabile scegliere un itinerario subacqueo abbastanza preciso proprio perché sott’acqua, per via della visibilità e dell’insolito paesaggio che si presenta, ci si potrebbe disorientare in fretta e perdere così i riferimenti. A parte il discorso sulla sicurezza, che dovrebbe essere tra i primi fattori da considerarsi durante la pianificazione dell’immersione, è molto scomodo scendere in un punto e uscire a casaccio da un’altra parte, magari distante dall’appoggio e dall’assistenza in superficie (a parte quando questo è pianificato, come nel caso della maggior parte delle immersioni in corrente in cui però l’assistenza è comunque garantita dall’imbarcazione che segue i subacquei). Quindi, prima di lasciare la cima di discesa, la parete, o anche se la discesa avviene nel blu, dopo aver controllato la profondità, intraprenderai un itinerario subacqueo, che sulla base della conoscenza del luogo, avrai pianificato in precedenza. Molti fattori ti potranno aiutare nella scelta dell’itinerario da seguire: principalmente esso varierà in funzione del tipo d’immersione e come sai, le tipologie sono varie. Infatti, è possibile immergersi in pareti, secche, fondali sabbiosi, relitti ecc. Prima di analizzare i principali tipi d’immersione possibili e i relativi e più comuni itinerari subacquei, è meglio considerare altri aspetti legati ancora una volta alle caratteristiche dell’acqua. Stima della distanza Una delle difficoltà che possono intervenire quando si nuota sott’acqua è sapere quanta strada (sarebbe più corretto dire quanta “acqua”) si sta percorrendo, cioè stimare una distanza. In questo caso è necessario applicare diversi parametri di valutazione rispetto alla superficie, dove di solito ci sono molti riferimenti in più ad aiutarci. Inoltre, impostare un itinerario subacqueo significa che andata e ritorno devono essere calcolati accuratamente, soprattutto in funzione dell’autonomia della bombola, per garantire l’aria necessaria a compiere un tragitto e fare ritorno alla barca o a riva. I metodi per stimare una distanza sott’acqua sono diversi: analizziamo i più comuni. Contare le pinneggiate. Se fuori dell’acqua occorre stimare una distanza dove non ci siano riferimenti come strumenti o cartelli stradali, si possono usare i passi, impostando l’andatura secondo un certo ritmo che sia il più regolare possibile (facendo quindi attenzione che i passi siano tutti uguali). Per muoversi sott’acqua si usano le pinne e così come per i passi si possono impostare anche le pinneggiate. Pinneggiare è decisamente più faticoso che camminare, quindi è consigliabile impostare il giusto ritmo senza faticare molto: un ritmo di pinneggiata che tenga conto dei tuoi limiti e non ti conduca in affanno. Stabilita la direzione di “marcia” (la rotta), prova a contare quante volte usi le pinne. Un giro completo si compie quando la pinna passa sia al punto più basso sia a quello più alto rispetto al tuo corpo e con ogni pinneggiata completa percorrerai mediamente 0,70 m. Questo sistema di stima della distanza ti permetterà di avere le mani libere da strumenti e poter osservare meglio ciò che ti circonda: sia i riferimenti naturali per Per stimare una distanza è molto pratico contare le pinneggiate 25 2 La mano aperta è un buon esempio di come si può sviluppare un percorso a stella: le dita indivisuano naturalmente le diverse direttrici 26 la rotta sia le meraviglie dell’immersione subacquea. Potresti impostare una rotta in una direzione per 30 pinneggiate, voltarti e tornare indietro per la rotta inversa (o reciproca) ricontando altre 30 pinneggiate. Naturalmente è meglio che tu parta da un punto di riferimento preciso: potrebbe essere la stessa ancora o un masso caratteristico. Questo sistema molto accurato ti può essere utile anche quando conosci poco un sito d’immersione. In questo caso potresti impostare molti brevi tragitti in direzioni diverse, partendo da un punto fisso verso una rotta, tornare allo stesso punto e ripartire per una rotta diversa e così via, effettuando un percorso a stella che ti permetterebbe un’esplorazione accurata senza correre il rischio di perderti. Proverai l’esercizio di conteggio delle pinneggiate sott’acqua con l’Istruttore e lo combinerai anche usando la bussola nell’Immersione Uno di questo corso. Calcolare il tempo. Durante l’immersione, per non superare i limiti di tabelle o computer, devi spesso controllare il tempo quindi perché non approfittarne? Una volta stabilita la direzione, potresti pinneggiare per un certo periodo, supponiamo 10 -15 minuti (aria e limiti permettendo) e poi tornare indietro pinneggiando per un tempo uguale all’andata. Combinando questo sistema con i riferimenti naturali ed il controllo della profondità, hai trovato un nuovo sistema per ritornare alla barca o a riva. Calcolare il consumo. Questo è uno dei sistemi più usati anche dalle guide subacquee che pianificano l’immersione dovendo tener conto dei consumi di più persone contemporaneamente. Analogamente alla situazione precedente, in immersione devi controllare frequentemente anche e soprattutto il manometro, per garantirti l’autonomia sufficiente a tornare al punto d’uscita. Questo strumento ti può fornire indicazioni utili anche per calcolare un tragitto. Potresti impostare una direzione con la bussola, procedere controllando il manometro finché avrai consumato 30-40 bar e tornare indietro per altrettanti bar. A questo punto è importante considerare che sarà meglio sempre iniziare il ritorno verso la barca o la riva prima o in prossimità della soglia di metà scorta d’aria della bombola per garantirsi aria sufficiente al ritorno e la risalita e, se opportuno, per la sosta di sicurezza. Combinando questo metodo soprattutto con il controllo della profondità per mantenere stabili il più possibile i consumi, potresti fare un’immersione tornando tranquillamente al punto di partenza. Tipologie d’immersione e itinerari Immersioni in parete Sono immersioni caratterizzate da una parete che scende più o meno verticalmente sott’acqua fino a svariate profondità; alcune pareti possono sprofondare anche per centinaia di metri e creare effetti molto suggestivi. E’ facile orientarsi in parete; infatti, in simili condizioni disporrai di un riferimento naturale molto semplice da sfruttare: addirittura potrai scendere e risalire lungo la parete stessa lasciando la barca ormeggiata un po’ più al largo o posizionare un pallone segnasub vicino al punto di discesa. I tragitti subacquei che si possono pianificare in parete (ma questo vale anche per gli altri tipi d’immersione) dipendono molto da ciò che si vuole osservare. Potresti decidere per una prima immersione di ambientamento, in cui verificherai l’assetto in parete e prenderai visione dell’insieme del paesaggio, decidendo se in seguito potrebbe essere interessante effettuare degli itinerari trasversali o se invece sia più conveniente spostarti poco di lato, preferendo scendere e risalire con calma lungo la stessa via. Semplicemente guardando la parete, potrai scendere fino alla profondità pianificata e in questo caso la discesa e la risalita saranno il tuo semplice e Minitest 1. E’ sempre consigliabile impostare un itinerario subacqueo abbastanza preciso perché sott’acqua a) Non esistono riferimenti per orientarsi b) Per via della visibilità e dell’insolito paesaggio, ci si potrebbe disorientare c) La visibilità non supera mai i 10 metri 2. I metodi per stimare una distanza sott’acqua comprendono a) Contare le pinneggiate e calcolare il tempo b) Calcolare il consumo di azoto c) Sia a che b 3. Sfruttando il metodo del calcolo dei consumi si dovrebbe considerare la soglia di metà bombola come a) Il riferimento per risalire direttamente in superficie b) Il riferimento per iniziare la risalita fino alla sosta di sicurezza c) Il riferimento per iniziare il ritorno verso il punto di uscita Risposte: 1b – 2 a – 3c Una volta acquisita l’esperienza necessaria all’applicazione di questi metodi per stimare una distanza, potrai agevolmente variare i tuoi percorsi subacquei fino a renderti molto familiari i siti d’immersione e scoprire per esempio che nello stesso posto si possono variare gli itinerari in funzione di ciò che si vuole osservare (ad esempio volendo fotografare delle corvine potresti dirigerti direttamente verso la loro tana adottando un tragitto di copertura tra i massi o addirittura a mezz’acqua che ti consenta di non spaventare i pesci che facilmente potresti osservare nella loro bellezza fuori tana). Certo, occorre un po’ di pratica e la costante applicazione dei metodi sopracitati in relazione anche a fattori di disturbo che potrebbero sopraggiungere in seguito a condizioni ambientali particolari. Parleremo meglio di questi fattori alla fine del capitolo Tre, dopo aver parlato anche di altri sistemi di orientamento subacqueo, legati all’uso di strumenti come la bussola. Ora è tempo di dare uno sguardo alle tipologie d’immersione e ai più comuni itinerari subacquei che di solito si possono percorrere. 27 Un sub scende lungo una parete 28 unico itinerario. Avrai modo di osservare le caratteristiche della parete soffermandoti a mezz’acqua per scoprire cosa si nasconde all’interno delle formazioni coralline o delle piccole cavità e anfratti che spesso sono presenti come se si trattasse di una parete di montagna. E’ necessario un assetto pressoché perfetto per non faticare e poter rimanere in verticale a proprio agio. Inoltre, è meglio se tu o il tuo compagno siete provvisti di un sistema d’illuminazione che vi permetta di schiarire certi angoli più in ombra spesso presenti nelle pareti secondo la loro esposizione alla luce del sole, che a causa della verticalità arriva sempre di sbieco. Queste zone meno illuminate spesso costituiscono il substrato per svariate forme di vita coloratissime, come le margherite di mare e molte specie di spugne; esse inoltre ospitano altri organismi sessili (fissi al substrato) e svariate specie di pesci. La parete, spesso giudicata immersione impegnativa, ma non certo per quanto riguarda l’orientamento, può essere un valido approccio ad un tipo d’immersione in cui non ci si deve ingegnare molto per non perdersi: da questo punto di vista, forse tra le immersioni più facili. La pianificazione di itinerari alternativi alla semplice discesa e risalita in parete comporta ulteriori tecniche ma anche queste facilmente applicabili proprio grazie al costante riferimento naturale di cui disponi. Anche la messa a punto dell’assetto, avendo una parete come riferimento costante davanti agli occhi risulterà più facile: molto di più che essere a mezz’acqua nel blu o con dei riferimenti più lontani. Una volta raggiunta la profondità pianificata, avendo la parete di fronte, potrai dirigerti verso destra o verso sinistra. Se ad esempio scegliessi di procedere verso sinistra, il tuo corpo sott’acqua sarà parallelo alla parete con il braccio destro rivolto verso la stessa. Una volta che avrai deciso di tornare indietro, dopo aver stimato la distanza pianificata con uno dei metodi di cui abbiamo parlato in precedenza, ti volterai nella direzione opposta e inizierai il tragitto di ritorno tenendo come riferimento il braccio sinistro verso la parete. Se la parete – pur a strapiombo - scendesse poco sott’acqua (anche soli 8 - 10 metri), come si osserva in certe isole che salgono verticali dal mare ma sono appoggiate su zoccoli di bassofondo che degradano poco alla volta a maggiori profondità, troverai facilmente alla fine di essa una serie di gradoni con franate di pietre più o meno grandi o scalinate di materiale organico molto friabile spesso ricoperte da vegetazione (in Mediterraneo spesso è la Posidonia). Quindi, se in condizioni di questa tipologia di parete pianificassi d’immergerti almeno ad una profondità di 20 metri dovresti allontanarti (a volte anche molto) dalla stessa, verso fuori. In questo caso potresti impostare il tragitto diversamente. Scenderai lungo la cima della barca raggiungendo verso fuori la profondità massima pianificata e ti girerai ad angolo retto posizionandoti parallelamente alla parete (sempre verso destra o sinistra). Se la parete rimanesse comunque visibile tanto meglio, altrimenti potresti usare una bussola e i riferimenti del fondo. In seguito, una volta imparate le caratteristiche del sito, potrai usare solo i riferimenti naturali. Procedendo parallelamente alla parete (o alla riva se l’immersione è da terra) ad un certo momento, in base alla lunghezza del tragitto, ti girerai ad angolo retto verso la parete, e procederai verso di essa portandoti a minore profondità. Voltandoti con un altro angolo retto ti porterai nella direzione opposta a quella di partenza. Alla fine, quello che avrai compiuto sarà un itinerario a forma di rettangolo con due lati maggiori paralleli alla parete. Immersioni sulle secche Una secca potrebbe essere una montagna rocciosa che sale dal fondo verso la superficie anche se non è detto che poi esca fuori dall’acqua. Parlando naturalmente delle secche alla portata dei subacquei ricreativi, cioè di quelle che si trovano entro i 40 metri, ce ne sono molte le cui sommità raggiungono la superficie e altre che per raggiungerle devi scendere anche fino a 30 metri. Premesso che la pianificazione di un’immersione deve sempre considerare l’esperienza e il grado di brevetto del subacqueo, pur trattandosi della stessa tipologia d’immersione – la secca appunto - le condizioni potrebbero essere molto diverse. I riferimenti, anche in immersioni di questo tipo come per le pareti, sono di solito ben individuabili. Soprattutto il confine di una secca, che potrebbe essere adiacente a una distesa di sabbia o a una prateria di Posidonia. Se la profondità e l’ampiezza della secca lo consentono, potresti seguire la linea di confine della stessa e compiere una vera e propria circumnavigazione ritornando al punto di partenza senza mai doverti voltare. Molte volte, però, l’ampiezza eccessiva di una secca non consente neppure dall’alto della superficie una completa panoramica dei suoi confini, né la possibilità di circumnavigarla completamente a causa del lungo tragitto che sarebbe com- 2 Un sub raggiunge una secca scendendo lungo una cima 29 Navigando a mezz’acqua occorre controllare il computer (o il profondimetro) per mantenere una quota costante 30 promesso dai limiti di tabelle o computer, dal freddo e dall’autonomia della bombola. Cosa fare in questo caso? Potresti visitare una grande secca a più riprese in immersioni consecutive. Prima di tutto osserva (come al solito) quanto più riesci a vedere scendendo e fissati un riferimento caratteristico che possa servirti da punto di partenza. Di solito le secche hanno dei rilievi che possono avere forme rotondeggianti o anche multiformi, con massoni a volte molto contorti, caratteristici e facilmente riconoscibili. Rifacendoci a quanto detto nel Capitolo Uno, si potrebbero citare decine d’immersioni che si rifanno nel nome a caratteristiche geologiche: ad esempio, un’ipotetica “Secca dell’Elefante” potrebbe essere caratterizzata da un’enorme massone granitico nei pressi dell’ancoraggio che presenti una protuberanza di roccia a forma di arco che la faccia assomigliare al testone di un grande pachiderma. (La secca dell’Elefante esiste realmente nella costa Nord Orientale della Sardegna, ma probabilmente anche in molti altri luoghi del mondo). Una volta individuato il punto di partenza, potresti visitare una parte della secca nuotando in modo che la linea di confine rimanga visibile e stimare una distanza che copra solo parzialmente il perimetro o l’area in esso compresa. Un’altra possibilità, molto apprezzata da chi è appassionato di navigazioni a mezz’acqua è quella di esplorare una secca abbastanza vasta rimanendo a poca profondità, il tanto che basti a vedere il fondo e studiarne i particolari più significativi. Occorre in questo caso un costante controllo del computer (o del profondimetro) per riuscire a mantenere sempre la stessa quota e una buona intesa con il compagno, per evitare di prendere direzioni diverse e a un certo momento ritrovarsi soli. Navigare a mezz’acqua con la superficie e il fondo come riferimenti può essere molto soddisfacente e alle volte riservare sorprese gradite, come l’incontro con pesci di passo quali le Ricciole o i Dentici, formidabili predatori che amano stazionare mimeticamente nel blu per piombare sulle loro prede come saette guizzanti. Una volta che i confini di una secca ti risultino familiari, potresti dedicarti a impostare percorsi con attraversamenti entro l’area dei confini per visitare i punti più caratteristici o come già detto in precedenza, per dirigerti verso determinati punti a osservare organismi particolari che già conoscevi e che ti piacciono. Spesso in una stessa area, facilmente sabbiosa o granulosa, possono trovarsi secche di piccola o media ampiezza, più o meno vicine ma senza alcun contatto tra esse, come fossero isolette di un arcipelago. Se le condizioni lo consentono, insieme al tuo compagno potresti anche effettuare itinerari con attraversamenti tra una secca e l’altra per poi tornare a quella di partenza. In questo caso la capacità di orientamento dovrà essere ben collaudata, perché in simili condizioni le caratteristiche ambientali potranno essere molto simili in tutta l’area. Per aiutarti a non perdere l’orientamento in situazioni di questo tipo occorrono buoni presupposti d’immersione; i più importanti sono il mare calmo e l’acqua limpida, l’assenza di correnti e un riferimento evidente per la discesa e la risalita. Non da ultimo occorre un impegno costante nel controllo degli strumenti, tra cui potrebbe risultare utile la bussola subacquea (di cui parleremo nel Capitolo Tre) e nel mantenimento del sistema di coppia, che anche in caso di momentaneo smarrimento, garantirebbe un abbattimento della soglia di stress, probabile quando non si trovano più i punti di riferimento noti e ci si ritrova soli. Immersioni da terra In realtà ogni immersione da terra potrebbe proseguire con una delle tipologie di cui abbiamo già fatto esempi. Potresti entrare da una spiaggia per raggiungere una secca più al largo o entrare da una scogliera per raggiungere una parete vicina. Il fatto rilevante è che da quando ci sono i Diving Center, le immersioni si effettuano più frequentemente da una barca, che oltre a offrire la possibilità a molti subacquei di visitare punti d’immersione altrimenti irraggiungibili, fornisce supporto e assistenza costante direttamente individuabile da sott’acqua o comunque dalle immediate vicinanze, se la pianificazione ha previsto itinerari non molto “dilatati”. A maggior ragione, partendo da terra è senz’altro consigliabile uno studio accurato del tragitto, per poter agevolmente uscire da dove si è entrati. Abbiamo già parlato dell’importanza dei riferimenti a terra, validi sia per ritrovare un sito, sia per localizzare bene il punto di entrata. Spesso, per immergersi da riva si percorrono sentieri che arrivano dall’alto. Anche un piccolo promontorio potrebbe rivelarti elementi utili a capire come si possa presentare il fondale e se le condizioni di trasparenza dell’acqua sono buone, anche a decidere a grandi linee il tipo di percorso subacqueo, se ancora quel posto per te e il tuo compagno fosse inesplorato. Oltre a garantire comunque un’adeguata assistenza fuori dall’acqua anche per le immersioni da terra, 2 Immersione da terra 31 Le onde sulla sabbia, ripple marks, sono un ottimo riferimento per orientarsi 32 non bisogna dimenticare qualcosa che segnali costantemente la posizione dei subacquei. Sarà bene che tu o il tuo compagno siate muniti del pallone segnasub, che oltre a segnalare costantemente in superficie la vostra posizione, vi potrebbe servire come punto di risalita, se questa dovesse verificarsi lontano dal punto di uscita. Un tipo d’immersione che si può effettuare da terra o in prossimità di piccole isolette è quella sulla sabbia. Non è un tipo d’immersione amata da moltissimi subacquei, forse perché è spesso giudicata (a torto) poco appagante e piuttosto disorientante. Le immersioni sulla sabbia, invece, offrono dei bellissimi ecosistemi tutti da scoprire, anche a poca profondità e con miriadi di forme di vita tipiche che hanno abitudini anche molto diverse dal giorno alla notte. Le occasioni per incontri emozionanti sott’acqua ci possono essere ovunque e la sabbia non è da meno degli altri. Alle isole Cayman, i turisti equipaggiati con la bombola, ma anche semplicemente in apnea, si affollano a visitare “la città delle razze”, un’immersione in alcuni metri d’acqua sulla sabbia bianchissima dove ci s’incontra con moltissimi trigoni di svariate dimensioni. Anche in Mediterraneo simili incontri non sono rari: trigoni, aquile di mare, sogliole, rombi, dentici, mormore, triglie ecc. L’immersione sulla sabbia può anche essere un’esperienza decisamente soddisfacente e formativa dal punto di vista dell’orientamento subacqueo. Infatti, proprio in quest’ambiente forse più povero di riferimenti rispetto ad una secca molto circoscritta e definita o rispetto alla costante presenza di una parete, occorre avere sempre un’ottima padronanza della propria posizione sott’acqua rispetto al punto di entrata. Se sei un amante degli strumenti, ti potrai appassionare agli itinerari subacquei sulla sabbia usando la bussola, che approfondiremo nel Capitolo Tre, altrimenti anche in questo ambiente apparentemente “piatto” dal punto di vista visivo ci sono elementi che ti aiuteranno a impostare e seguire degli itinerari subacquei. Sott’acqua, anche a considerevole distanza dalla riva, la sabbia risente dell’influenza del moto ondoso e delle correnti verso la costa e forma spesso delle ondine - le ripple marks – che sono multiple e parallele alla costa. Se decidessi di entrare da riva, potresti nuotare perpendicolarmente ad esse (e quindi al bagnasciuga) con il fondale che decresce per portarti in fuori, seguirle parallelamente per spostarti verso destra o sinistra rispetto al punto d’ingresso e tornare seguendole Minitest 1. I tragitti subacquei che si possono pianificare in un’immersione devono tener conto a) Della tipologia del sito d’immersione e delle condizioni meteomarine locali b) Dei limiti di ogni partecipante all’immersione c) Sia a che b 2. Con una parete di fronte e procedendo nuotando verso destra, avrai come riferimento a) La parete stessa alla sinistra e il fondale più profondo a destra b) La parete stessa a destra e il fondale più profondo a sinistra c) Il fondale più profondo a sinistra e la parete a destra 3. Per imparare ad orientarti in una secca sommersa potresti all’inizio a) Percorrerla da destra verso sinistra b) Seguirne l’andamento delle profondità c) Seguirne i confini 4. Vero o Falso. A causa della totale mancanza di riferimenti è possibile immergersi sulla sabbia solamente usando una bussola subacquea Risposte: 1c – 2 a – 3c – 4 Falso perpendicolarmente con il fondale crescente. Abbiamo accennato al fatto che per varie ragioni conviene sempre uscire dal punto in cui si è entrati. Questo è un fattore che in molte località tropicali diventa necessario, quando per uscire e rientrare da terra sei costretto a nuotare entro le pass. Non ritrovare la pass significa in molti casi dover camminare con l’ingombro e il peso dell’attrezzatura in pochi centimetri d’acqua su una distesa di coralli dove, oltre ai danni che arrecheresti all’ecosistema, insorgerebbero facilmente problemi legati a escoriazioni e ferite anche gravissime. Se in base alle informazioni che raccoglierai insieme al tuo compagno prima d’immergerti avessi qualche dubbio o tentennamento circa l’orientamento subacqueo, non esitare a rimanere alla portata di ogni riferimento che ti possa essere utile, anche se questo dovesse tradursi in un tragitto molto breve o di diversi tragitti andata e ritorno dall’uscita della pass, come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente a proposito dei percorsi a stella. Non parleremo in questo contesto delle immersioni all’interno dei relitti o in luoghi che non consentano un accesso diretto alla superficie che per la loro complessità e per la grande tecnica ed esperienza richieste non sono da considerarsi immersioni puramente ricreative. In ultimo, devi sempre ricordare che ogni aspetto legato alle immersioni deve tener conto di un’accurata pianificazione e questo si può tradurre in certi casi in un cambiamento del percorso da effettuare. Pensa ad esempio a condizioni di risacca in prossimità di una parete che pur non pregiudicando l’immersione in sé (a meno che le condizioni possano costituire un pericolo) potrebbero portarti a nuotare piuttosto lontano dalla parete stessa e quindi dal riferimento, per non essere continuamente sballottato avanti e indietro. Anche una corrente insolita e imprevista potrebbe farti decidere per una variazione del percorso. Se le condizioni ambientali fossero quelle di un fondale senza grandi rilievi potresti pianificare una vera immersione in corrente con appoggio e assistenza continua dalla superficie (ovviamente da un’imbarcazione); se il luogo dell’immersione fosse caratterizzato da grandi massi o zone ridossate, potresti rimanere a condurre l’immersione al loro riparo al di fuori della portata della corrente che anche se minima, potrebbe infastidirti e soprattutto stancarti. La scelta migliore per un paio d’amici che a pre- 33 scindere dalla tipologia d’immersione vogliano semplicemente divertirsi sott’acqua rimane ancora una volta quella di sfruttare le migliori condizioni locali e di considerare sempre i propri limiti. Nel prossimo capitolo prenderemo in esame altri aspetti utili circa l’orientamento subacqueo, come l’uso della bussola subacquea e della sua applicazione nel contesto dell’immersione ricreativa. Complimenti! 34 In questo capitolo hai appreso molte informazioni circa i riferimenti naturali che più comunemente si seguono in immersione e hai notato che i parametri di riferimento possono variare da un’immersione all’altra, soprattutto in funzione della tipologia del sito e delle condizioni ambientali del momento. Dal punto di vista dell’orientamento forse ci sono immersioni più facili di altre ma avrai capito che in ogni modo sarà l’esperienza che acquisirai durante le immersioni a farti sentire sempre più sicuro nei tuoi itinerari subacquei. Ti sarai reso conto, a prescindere dal tuo grado di brevetto, che ogni volta che ci si immerge sott’acqua s’impara qualcosa e per poco che sia, ogni volta si è aggiunto un piccolo tassello in più all’esperienza; questo te lo potranno sempre confermare anche coloro che vantano migliaia d’immersioni. Naturalmente quando si vuole incominciare è importante avere una base di partenza. Per imparare a diventare un bravo ed esperto subacqueo nella navigazione e nell’orientamento dovrai tener conto dei preziosi consigli finora ricevuti e vedrai che i risultati ti verranno più facilmente e più in fretta. Come in molti altri capitoli di ogni Corso ESA avrai anche notato che spesso si accenna all’importanza della pianificazione, che a sua volta deve sempre considerare attentamente i limiti umani di chi sott’acqua ci và per diletto, conoscenza e relax. Questi presupposti, che automaticamente ti pongono nella condizione ideale quando sei sott’acqua ti faranno ottimizzare anche la capacità di apprendimento perché tutto si svolgerà sempre al massimo delle prestazioni, compresa l’attenzione ai riferimenti e la conseguente applicazione di ciò che hai letto sul manuale. Cosa hai imparato? Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica, innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni necessarie. Buon lavoro! 2 1) Sfruttare correttamente i riferimenti naturali è il metodo più comune per a. Non perdersi sott’acqua b. Diminuire i consumi c. Ottimizzare l’assetto d. Immergersi senza compagno 2) Vero o Falso. Dal momento che in immersione ad un certo punto si deve sempre iniziare un ritorno verso la barca o a riva è consigliabile pianificare un itinerario preciso 3) Un a. b. c. d. itinerario subacqueo dovrebbe sempre Seguire un andamento quadrangolare Seguire un andamento circolare Seguire l’andamento del fondo Tener conto della tipologia dell’immersione 4) Imparare a stimare una distanza sott’acqua è utile perché a. Spesso la visibilità potrebbe essere ingannevole b. Ti permetterà di effettuare percorsi più lunghi c. Potrai calcolare il tuo tragitto subacqueo d. Sia a che c 5) Per stimare una distanza sfruttando il metodo del calcolo del tempo dovresti riferirti a. Alla bussola b. All’orologio o al computer c. Alle tabelle d. Sia a che b sono esatte 35 6) Una pinneggiata è completa quando a. La pinna passa al punto più alto del corpo b. La pinna passa al punto più basso del corpo c. La pinna passa sia al punto più basso sia a quello più alto del corpo d. Si è percorso almeno 1 metro 7) Se una secca fosse troppo vasta per essere percorsa interamente a. Non conviene immergervisi b. Si potrebbe seguirne i confini da poca profondità a mezz’acqua c. Potresti visitarla a più riprese con immersioni consecutive d. Sia b che c sono esatte 8) Una volta che i riferimenti di un sito ti sono familiari a. Potresti specializzarti in percorsi alternativi b. Sicuramente seguirai sempre lo stesso itinerario c. Dovresti cambiare il sito d’immersione d. Saresti sicuro anche con condizioni ambientali difficili 9) Ogni immersione da terra a. Prosegue poi quasi sempre sulla sabbia b. Prosegue poi quasi sempre in parete c. Potrebbe proseguire con le più svariate tipologie d’immersione d. Prosegue poi quasi sempre con una secca sommersa 10) Sulla sabbia spesso si formano a. Le ripple marks, che sono parallele alla costa e sono un buon riferimento b. Le ripple marks, che sono perpendicolari alla costa e sono un buon riferimento c. Dei crateri provvisori che sono un buon riferimento d. Dei crateri provvisori che non sono un buon riferimento Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di quelle da me sbagliate. 36 Firma__________________________data_________ Capitolo Tre Cosa imparerai Il senso dell’orientamento è una capacità innata negli animali e molti esempi potrebbero essere citati: gli uccelli migratori compiono vere e proprie attraversate da un continente all’altro in concomitanza dei cambiamenti stagionali, certe specie di pesci, come i salmoni, percorrono migliaia di chilometri anche risalendo i fiumi per arrivare al luogo destinato alla riproduzione. Chi, poi, non ha sentito parlare delle capacità d’orientamento dei cetacei? Pare che delfini e balene abbiano incorporata una vera e sofisticata strumentazione, un’ecosonar che gli consente moltissime funzioni tra cui, appunto, orientarsi. Certi animali si sono specializzati in maniera maggiore o minore all’orientamento, forse in base alle esigenze vitali, come affermano le teorie sull’evoluzione. La specie umana, attraverso l’uso combinato dei cinque sensi (ma molti ormai affermano che siano più di cinque) e dell’elaborazione dei dati, riesce a percepire molteplici sensazioni, comprese quelle utili ad orientarsi, anche se non con la stessa capacità degli esempi sopra citati. In ogni modo l’uomo ha però sempre dimostrato che in base alle proprie esigenze può sempre aguzzare l’ingegno. Puntualmente, i grandi cambiamenti avvenuti nelle epoche storiche sono spesso stati in parte determinati dalla capacità dell’uomo di inventarsi ciò che gli serviva in quel momento. Fin dai tempi antichi l’uomo ha navigato usando le più semplici strutture galleggianti, perfezionandole fino a consentirgli spostamenti sempre maggiori, all’inizio magari sfruttando solo i riferimenti delle coste, successivamente anche il campo celeste, quindi affidandosi a veri e propri strumenti di navigazione. Uno di questi strumenti è la bussola, inventata centinaia d’anni or sono, usata ancora oggi e adattata anche all’uso subacqueo. Certo, le esigenze di un sub ricreativo sono ben diverse da quelle di una grande attraversata ma il funzionamento dello strumento, proporzionato alle necessità, rimane esattamente lo stesso. In questo capitolo approfondiremo il discorso sulle tecniche e pratiche di orientamento in immersione e di come alle volte possa essere particolarmente utile servirsi di strumenti. Parleremo in modo particolare della bussola subacquea, considerandola non come l’unico sistema su cui basare la navigazione subacquea ma come complemento ai riferimenti naturali che si pos- 3 37 Un modello di bussola subacquea sono sfruttare. Imparerai a usare questo strumento impostando dei tracciati subacquei semplici o più articolati, che poi praticherai nelle immersioni in Acque Libere di questo corso. Questo ti tornerà particolarmente utile in seguito, quando vorrai esplorare siti d’immersione che ancora non conosci, per poter navigare in parziale assenza di riferimenti o per puro divertimento. In seguito vedremo altri accessori utili all’orientamento, come gli strumenti e i sistemi di navigazione elettronici e altri sistemi di segnalazione. In questo capitolo, come negli altri, troverai anche molte risposte a domande che ti sarai posto o che ti verranno spontaneamente durante la lettura; se comunque dovessi avere dubbi o necessità di chiarimenti, non esitare sul momento a chiedere all’Istruttore o ad annotarti le domande e porle al momento della lezione. La bussola subacquea: caratteristiche e uso 38 Avrai forse già usato questo strumento sott’acqua durante il tuo primo corso subacqueo per un semplice esercizio o se hai frequentato il Corso ESA Advanced Diver avrai già fatto un po’ di pratica in più. Nel caso tu non abbia avuto modo di provare prima d’oggi una bussola subacquea, non preoccuparti: ora rivedremo le sue caratteristiche principali e come si può usare per impostare dei tracciati subacquei, dai più semplici fino a percorsi più articolati; inoltre il tuo Istruttore penserà sia a farti praticare esercizio fuori dall’acqua prima delle immersioni sia a fornirti lo strumento se non ne possiedi uno. Ma perché usare una bussola per orientarsi? E’ possibile che in certi ambienti sommersi non esista alcun tipo di riferimento? In effetti quasi mai sott’acqua si usa la bussola fine a se stessa ma più spesso essa è combinata con l’uso dei riferimenti naturali che, anche se deboli, sono presenti in qualsiasi immersione (tanto per fare un esempio, stando sott’acqua si dovrebbe sempre riuscire ad individuare almeno la superficie o il fondo). E’ vero però che ci sono ambienti in cui risulta piuttosto difficile orientarsi bene; a parte certi ambienti particolari tipo grotte o l’interno di relitti che impediscano un accesso diretto alla superficie che in questo contesto, come già detto in precedenza, non saranno considerati, un esempio è dato da molti laghi, in cui l’acqua risulta quasi sempre particolarmente torbida e scura. Questo però non è un elemento che faccia desistere gli appassionati dell’immersione che stanno lontano dal mare, anzi, molti laghi sono frequentatissimi dai sub, che gioco forza diventano veri esperti della navigazione subacquea con la bussola. In ogni modo l’acqua torbida ci può essere anche in mare, in determinati periodi dell’anno, a certe latitudini o con condizioni metereologiche particolari. Quando il mare è sconvolto da mareggiate violente o rimestato da condizioni di forte risacca o in seguito a rovesciamenti d’acqua dolce e fangosa che possono provenire da piene di fiumi circostanti le coste o da abbondanti piogge, in prossimità del piano infralitorale (la zona compresa tra il livello della bassa marea e i 40 metri, ovvero quella sfruttata proprio dai subacquei ricreativi) l’acqua può essere davvero molto torbida, fino al limite di visibilità di meno di un metro. Queste condizioni possono rappresentare un vero impedimento all’immersione e scendere sott’acqua anche equipaggiati della bussola non rappresenterebbe certamente un elogio alla sicurezza e al divertimento. E’ buona regola prima d’immergersi, pianificare un piano d’informazione sulle condizioni meteomarine locali, ovunque ci si trovi e in qualsiasi periodo dell’anno. La bussola subacquea, comunque, è un validissimo strumento che può offrire molte soddisfazioni; infatti essa può essere usata anche per puro divertimento; certi Club che contano centinaia di soci subacquei organizzano vere e proprie cacce al tesoro e gare di orientamento subacqueo. Pensa che spesso gli oggetti da ritrovare sono di dimensioni veramente ridotte, dell’ordine di una moneta. Per iniziare a prendere confidenza con la bussola subacquea, vediamone le caratteristiche. Forse prendendo in mano lo strumento o osservandola in fotografia potrebbe sembrarti molto complicato ma vedrai che non è così. Caratteristiche principali. La bussola ha un ago magnetico (di solito a forma di freccia con una punta e una coda) che sta in bilico su uno spillo. In questo modo l’ago, che è attirato dal magnetismo terrestre, è libero di oscillare fino a porsi sempre con la punta verso il Nord magnetico. Le indicazioni riguardo i punti cardinali sono nel quadrante, al centro del quale stanno in rilievo sia lo spillo sia l’ago magnetico. Tenendo la bussola in mano potrai osservare che il quadrante è diviso in quattro porzioni principali nelle quali troverai: il Nord – N - che corrisponde a 0 (o 360) gradi, l’Est – E - che corrisponde a 90 gradi, il Sud – S – che corrisponde a 180 gradi e l’Ovest – W - che corrisponde a 270 gradi.. La Linea di fede è una linea disegnata proprio in Quadrante di bussola subacquea 39 3 Usando la bussola subacquea occorre tenerla nella giusta posizione di navigazione 40 mezzo al quadrante o di lato ad esso - dipende dai modelli di bussola - e serve per impostare la rotta. Una regola importantissima da seguire è che in navigazione la linea di fede dev’essere sempre in asse con l’asse del tuo corpo. Per assicurarti che ciò avvenga, leggi bene quello che diremo fra poco circa la corretta posizione di navigazione. La ghiera girevole è simile a quella di certi orologi ma con dei riferimenti caratteristici e serve sia per impostare una rotta sia per poterla mantenere in navigazione. I riferimenti della ghiera sono i gradi che trovi disegnati sopra di essa e due puntamenti rivolti all’interno del quadrante. Questi ultimi di solito sono una piccola forcella entro la quale dovrai chiudere o l’ago, una volta che esso sarà fermo, o i gradi del quadrante e un riferimento corrispondente e opposto, non a forcella come il primo ma più spesso a forma di semplice punta di freccia, che serve allo stesso scopo. Nel corso del capitolo vedremo quali saranno gli esercizi che farai sott’acqua insieme all’Istruttore o al Diveleader per familiarizzare bene con la bussola. Leggi attentamente questo paragrafo e scoprirai che queste tecniche sono più facili da fare che da spiegare! La posizione di navigazione. E’ una tra le cose più importanti da tenere in considerazione. Infatti, per garantire che lo strumento possa veramente aiutarti a seguire correttamente una rotta, occorre seguire poche ma importanti regole. E’ necessario tenere lo strumento nella giusta posizione di navigazione per evitare che l’ago si blocchi; in questo caso ti fornirebbe false indicazioni. Sott’acqua devi innanzitutto essere a tuo agio in assetto neutro. Una volta che avrai la bussola potrai tenerla semplicemente in mano o tenerla al polso con l’apposito cinghiolo ed in posizione orizzontale per riuscire a mantenere la bussola nella corretta posizione di navigazione. Questa sarà l’unica garanzia di funzionamento e di attendibilità dei dati. Osserva a questo proposito dalle foto di questo paragrafo quali sono le posizioni più comode per navigare con la bussola: in ogni situazione lo strumento è sempre mantenuto perfettamente orizzontale. Altre caratteristiche delle bussole subacquee. I diversi modelli di bussola subacquea che si possono trovare in commercio presentano tutti le caratteristiche di cui abbiamo parlato precedentemente ma possono avere accorgimenti diversi per quanto riguarda la praticità d’uso. Esistono modelli da polso che semplicemente si potranno indossare come un orologio (o un computer) e, come accennato prima, mantenuti al polso o tenuti in mano al momento dell’uso, mentre altri potranno essere montati in consolle o grazie ad un attacco speciale, essere applicati alla frusta del manometro o del computer. Sono in molti a preferire questo sistema, che garantisce una navigazione molto comoda: infatti, semplicemente sollevando la frusta si avranno a disposizione i dati della riserva d’aria e della rotta. Inoltre, il dorso del quadrante delle bussole subacquee presenta quasi sempre anche una finestrella che garantisce una doppia lettura, rendendola più agevole sott’acqua. Esistono anche modelli di bussola montati su di una lavagnetta con matita i quali, in questo modo, uniscono insieme diversi accessori; questo non è da sottovalutare perché, come vedremo più avanti, spesso potresti avere necessità di segnarti la rotta o seguire un itinerario pianificato e disegnato in precedenza proprio su una lavagnetta. Spesso si usa la bussola subacquea anche di notte e per questo essa di solito presenta il quadrante luminescente; certi modelli hanno anche i caratteri luminescenti per essere maggiormente visibili in condizioni di scarsa visibilità e certi altri hanno la ghiera girevole e la linea di fede di grandi dimensioni, per poterle controllare bene anche con un colpo d’occhio. Naturalmente la maggior parte delle bussole subacquee sono strumenti molto robusti; la cassa, in metallo o policarbonati, è stagna e resistente e all’interno ha un liquido speciale che serve a compensare i bruschi movimenti. La manutenzione di una bussola subacquea analogica è la stessa che per gli altri strumenti: risciacquare in acqua dolce avendo cura di togliere eventuali granelli di sabbia o altro soprattutto se incastrati nella ghiera girevole. La bussola fuori dall’acqua Abbiamo già detto che proverai gli esercizi di navigazione con la bussola a secco, cioè prima dell’immersione; in ogni modo lo scopo di questo paragrafo è quello di approfondire meglio l’argomento trattato nel Capitolo Uno a proposito del ritrovamento dei siti d’immersione e dei riferimenti a terra. Se non disponi di altri strumenti come il GPS e l’ecoscandaglio, la bussola potrà servirti anche a questo. Potrai usare la bussola per rilevare un punto e usarla per ritornare su quel punto. Una volta che sei fermo sul punto che t’interessa rilevare, dovrai individuare due oggetti caratteristici sulla costa (per L’istruttore ti farà provare la bussola a terra prima delle immersioni 41 3 Navigando con la bussola potresti leggere i dati direttamente dalla finestrella esempio una casa e un traliccio, che sono particolari e ben rilevati sulla costa) che abbiano tra loro un angolo compreso tra 90 e 120 gradi. Puntando lo strumento verso i due oggetti segnerai a questo punto su di un foglio le rotte della bussola per entrambi gli oggetti. E’ meglio essere precisi, quindi ripeterai l’operazione per tre volte per ogni oggetto, segnandoti il valore determinato dalla media dei tre. Ricorda che maggiore sarà la distanza tra i due oggetti, più il rilievo sarà accurato. Una volta che avrai annotato i dati del tuo rilievo, potrai usarli al fine di ritrovare quel punto. In navigazione verso il punto, dovrai cercare gli oggetti che avevi scelto per il rilievo e allineare uno dei due: l’allineamento è dato dai dati che avevi annotato. Ora, mentre ti sposti per allineare il secondo oggetto, dovrai cercare di mantenere costante il primo punto ritrovato; potresti usare un riferimento per mantenere la rotta, fino a che anche il secondo oggetto sia nel punto corrispondente ai dati. Una volta allineati entrambi gli oggetti, sarai sul punto esatto. Ricorda che dovrai essere molto accurato in entrambe le fasi per evitare errori di puntamento e che se il mare si muove molto, potresti avere difficoltà sia a rilevare sia a ritrovare un determinato punto. Itinerari subacquei con la bussola 42 Con la bussola puoi pianificare ed effettuare veri e propri schemi di navigazione, dai tracciati più semplici fino a percorsi molto articolati. In questo paragrafo, analizzeremo le tecniche per impostare ed effettuare una rotta in linea retta e la sua rotta reciproca (andata e ritorno lungo una linea retta), un percorso a forma di rettangolo e un itinerario con almeno cinque cambi di direzione (ovviamente cercando di tornare al punto di partenza). Proverai anche in acqua questi divertenti esercizi in coppia con il tuo compagno durante le immersioni in acque libere. Il tuo Istruttore controllerà che entrambi svolgiate una buona esecuzione e vi segnalerà se qualcosa dovrà essere corretto. Impostare una rotta in linea retta. Per iniziare questo esercizio dovrai impostare la rotta di partenza e per fare ciò è meglio se sarai fermo, quindi dovrai allineare la linea di fede con la linea d’asse del tuo corpo e porti nella direzione in cui deciderai di andare (negli esercizi del corso, l’Istruttore ti indicherà sempre la direzione di partenza). Una volta impostata la direzione e se la bussola sarà mantenuta perfettamente orizzontale, l’ago girerà libero fino a porsi con la punta della freccia verso Nord. A questo punto, girando la ghiera “chiuderai” l’ago dentro ai riferimenti (la forcella) ed inizierai la navigazione subacquea pinneggiando lentamente (sempre nella direzione della linea di fede). Per stimare la distanza percorsa userai il conteggio delle pinneggiate (che avrai stabilito in precedenza). Per mantenere quella rotta sarà sufficiente tenere la bussola orizzontale ed evitare che l’ago esca dai riferimenti. La correzione di rotta, se necessaria, dovrai effettuarla mantenendo la linea di fede dello strumento allineata con l’asse del tuo corpo mentre girerai lentamente come un tutt’uno fino a che la punta dell’ago tornerà dentro ai riferimenti. Impostare la rotta reciproca. Completato il numero di pinneggiate previste ti fermerai e, mantenendo la bussola in posizione di navigazione, girerai con tutto il corpo finche la coda dell’ago sarà entrata nei riferimenti al posto della punta. Altrimenti, prima di girarti, potresti anche per prima cosa ruotare la ghiera della bussola finchè il riferimento a forcella si porti esattamente dalla parte opposta rispetto alla punta della freccia, quindi ti girerai adagio da una parte o dall’altra (è indifferente) finche la medesima rientri nuovamente entro i riferimenti: in questo modo avrai compiuto un angolo di 180 gradi. Rifacendo lo stesso numero di pinneggiate dell’andata, dovresti tornare al punto di partenza. Questo era solo un esempio di lettura dello strumento. Se preferisci, puoi impostare la rotta per gradi dalla finestrella od osservando il quadrante. Questo è particolarmente utile quando si vuole percorrere un itinerario più articolato, come vedremo in seguito. L’Istruttore ti fornirà comunque altre indicazioni. Una volta acquista la malizia necessaria nell’uso della bussola con percorsi semplici, ti potrai sbizzarrire a compiere itinerari più complessi, anche con molte variazioni di rotta. Hai fatto caso che spesso tra le righe, per ogni attività legata alle immersioni, si ribadisce l’importanza della pianificazione pre immersione? Pur non avendo previsto in questo contesto un capitolo specifico perché si presume che ciò sia ormai assimilato dai subacquei che abbiano conseguito un brevetto iniziale, è ovvio che quello che viene detto ogni volta a questo proposito, è sempre ciò che di meglio si può fare prima di immergersi. Infatti, anche l’itinerario subacqueo previsto è bene che sia programmato adeguatamente, soprattutto se questo sarà abbastanza articolato. Per impostare un percorso con diversi Navigazione con la bussola subacquea 43 3 Minitest 1. Vero o Falso. Dal momento che i subacquei ricreativi hanno anche l’abilitazione ad entrare in grotte chiuse, dovrebbero sempre munirsi di bussola e filo d’Arianna a) In tre porzioni principali b) In quattro porzioni principali c) In cinque porzioni principali 2. La linea di fede è a) Un riferimento mobile che si sposta sempre verso il Nord magnetico b) Una linea fissa che deve sempre racchiudere l’ago magnetico c) Una linea fissa che va puntata nella direzione scelta 3. Per evitare che l’ago della bussola si blocchi è necessario mantenerla sempre a) In posizione orizzontale b) In posizione verticale c) In posizione dorsale Risposte: 1Falso - 2b – 3c 44 cambi di direzione, quindi, è meglio se ti procuri una lavagnetta in cui segnerai ogni rotta, la distanza per ogni lato della figura e l’angolo di virata. Itinerario rettangolare. Per effettuare un tipo d’itinerario subacqueo con la bussola potresti iniziare da una rotta qualsiasi tu legga sul quadrante (in altre parole da ogni grado) ma per questo percorso, per spiegarlo meglio, useremo i quattro punti cardinali principali. Per prima cosa imparerai a percorrere un rettangolo. Questa figura ha tutti gli angoli di 90 gradi ma due lati corti e due più lunghi perciò dovrai stabilire il numero di pinneggiate per ogni lato. Supponiamo che tu voglia percorrere i lati lunghi con 20 pinneggiate e quelli corti con 5. Potresti impostare il primo lato lungo verso Nord. La bussola - in posizione di navigazione – ti indicherà il Nord non appena l’ago si sarà fermato. Ti girerai finché la linea di fede sarà allineata con N e lo chiuderai ulteriormente con i riferimenti della ghiera girevole. A questo punto potrai iniziare le prime 20 pinneggiate. Cerca di usare le pinne con calma e concentrazione, come se camminassi lentamente. Finito il primo ciclo di pinneggiate, ti fermerai e lentamente potrai girarti verso destra finché nei riferimenti della ghiera entrerà - Est – Questa volta le pinneggiate saranno cinque. Se volessi anche contare i gradi sul quadrante o nella finestrella, vedresti che ne hai aggiunti 90. Svolterai poi ulteriormente verso destra finché entrerà – Sud, equivalente a 180 gradi – per 20 pinneggiate, poi sarà la volta dell’ultimo lato – W (Ovest) equivalente a 270 gradi- per 5 pinneggiate. Il tuo Istruttore segnerà un riferimento all’inizio del percorso e, se tutto avrà combaciato, alla fine sarai di nuovo nei suoi pressi. Abbiamo visto come puoi compiere un rettangolo svoltando i lati verso destra. A questo proposito ricorda che con la maggior parte delle bussole ogni volta che vorrai svoltare verso destra ad angolo retto dovrai sommare 90 ai gradi precedenti. Al contrario, se volessi svoltare ad angolo retto verso sinistra dovresti sottrarre 90 ai gradi precedenti. Non è però in assoluto sempre cosi, per cui dovrai informarti all’acquisto di una bussola subacquea o quando la userai per il corso se essa sia “destrorsa” o “sinistrorsa”. Non che questo sia un problema, te ne accorgeresti comunque usandola, ma se volessi acquistarla probabilmente uno dei due modelli ti sarebbe più congeniale ed ergonomico ad usarsi dell’altro. Un percorso a forma rettangolare, come quello che abbiamo appena visto, rappresenta ciò che di solito si applica maggiormen- te nelle immersioni. Può succedere comunque che tu voglia approfondire il discorso e voglia imparare a impostare e seguire itinerari diversi, con angoli diversi o con più cambi di direzione. Per questo ora vedremo come impostare un percorso triangolare e uno che abbia almeno cinque cambi di rotta. Itinerario triangolare. In effetti, un percorso triangolare ha meno virate di uno rettangolare, l’unica cosa che cambia è l’ampiezza dell’angolo di virata e il fatto che devi tener conto dei gradi invece di poter seguire sempre i quattro punti cardinali principali. Al contrario della figura precedente, infatti, in cui angoli di virata e angoli interni erano uguali, per figure diverse da quadrato o rettangolo, gli angoli di virata sono diversi da quelli interni. Gli angoli di virata in questo caso saranno di 120 gradi. Nel ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione di partenza, non dovrai fare altro che impostare la rotta con la bussola pronta in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate, svoltare di 120° secondo quanto pianificato e completare i 3 lati della figura. Ad esempio, se la rotta di partenza fosse di 0 gradi, potresti procedere tenendo il Nord come riferimento iniziale (0 gradi, appunto), fermarti e svoltare verso destra aggiungendo 120 gradi (se la bussola è destrorsa), se volessi svoltare verso sinistra, dovresti scalare 120 gradi allo 0 (o 360, che corrisponde sempre al Nord) e procedere così verso il secondo lato della figura. Alla fine, quello che risulterà da questo percorso sarà un triangolo equilatero, i cui angoli interni sono di 60 gradi e gli angoli di virata sono di 120 gradi. Pur sotto la costante supervisione dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per entrambi, per evitare che la concentrazione nell’esecuzione dell’esercizio possa distrarti troppo da questi importanti fattori. Itinerario esagonale. Per effettuare dei tracciati subacquei conviene che tu annoti in ogni caso ogni parametro sulla lavagnetta. Questo ti servirà per evitare di fare calcoli a mente, soprattutto per il fatto che ti trovi sott’acqua e che per questo sei anche impegnato in altre operazioni, oltre a quella di contare. Potresti impostare un esagono con i lati diversi in lunghezza, per esempio una figura che abbia due lati maggiori uguali e quattro lati minori uguali; in questo caso anche gli angoli di virata sarebbero diversi fra loro. Per praticità in questo contesto, applicheremo la navigazione ad un percorso esago- 45 nale che abbia i lati e gli angoli tutti uguali. Per coprire l’intero percorso, essendo già nella direzione di partenza comunicata dall’Istruttore, dovrai effettuare cinque cambi di direzione, cioè dovrai virare 5 volte per tornare esattamente al punto di partenza. Alla fine, quello che risulterà da questo percorso sarà un esagono equilatero, i cui angoli interni sono tutti di 120 gradi e gli angoli di virata sono di 60 gradi. Nel ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione di partenza, non dovrai fare altro che impostare la rotta con la bussola pronta in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate tenendo i riferimenti, svoltare di 60 gradi secondo quanto pianificato e completare i 6 lati della figura. Il discorso si complicherebbe un pò qualora volessi effettuare un tracciato esagonale disegnato a caso su un foglio. Infatti, dovresti alla fine di ogni lato, calcolarti il relativo angolo di virata. Per questa operazione ti servirebbe disporre di un piccolo goniometro, reperibile in qualunque cartoleria. Strumenti e sistemi di navigazione elettronici 46 Una variante della tradizionale bussola subacquea analogica è la bussola digitale. Questo strumento, ormai da tempo facilmente reperibile in commercio, mantiene le stesse funzioni di una bussola tradizionale ma la lettura avviene su un display a cristalli liquidi: questo potrebbe rendere lo strumento più intuitivo e quindi più facile la navigazione. Inoltre, essa presenta interessanti funzioni accessorie, come la possibilità di memorizzare rotte, coordinate e sequenze di virate. A questo proposito, nel Capitolo Uno, parlando del GPS, forse ti sarai sorpreso, se ancora non lo conoscevi, delle meravigliose funzioni che questo piccolo strumento può offrire. E ancora, mentre leggevi quel capitolo forse ti sarai domandato perché ancora non si sia pensato a rendere un GPS subacqueo, semplicemente stagnandolo attraverso guarnizioni specifiche come una pila o dotato di una custodia subacquea come quelle per le macchine fotografiche. La risposta è semplice e immediata: il GPS riceve segnali inviati dai satelliti che non possono oltrepassare la soglia della superficie del mare. In realtà qualcosa di simile al GPS è già stato pensato e realizzato per un uso subacqueo. Infatti, in commercio si può trovare un vero e proprio sistema di navigazione elettronico, costituito da due unità: quella di base che è fissa e viene posizionata Minitest 1. In questo paragrafo abbiamo analizzato degli itinerari a) In linea retta, andata e ritorno e rettangolare b)Triangolare e con sei cambi di direzione c) Sia a che b 2. Navigando con la bussola lungo una rotta e virando verso destra ad angolo retto dovresti a) Aggiungere 90 gradi alla rotta b) Sottrarre 90 gradi alla rotta c) Dipende dal tipo di bussola usata 3. Un percorso triangolare ha meno virate di uno rettangolare, l’unica cosa che cambia è a) la navigazione negli angoli interni b) l’ampiezza dell’angolo di virata c) la rotta di ,partenza 4. Impostata la rotta iniziale, per percorrere un itinerario esagonale devi a) Completare sei lati e cinque cambi di direzione b) Completare sei lati e sei cambi di direzione c) Completare sei lati e sette cambi di direzione Risposte: 1 a – 2c – 3b – 4 a sott’acqua in prossimità del punto di entrata dei subacquei e quella mobile, che il subacqueo porta con sé. Secondo le indicazioni dei costruttori, questo sistema fornisce informazioni di direzione e distanza e ha una distanza operativa fino a 300 metri. In pratica l’unità fissa invia un segnale radio che l’unità mobile capta e il subacqueo, mentre torna indietro verso la barca, può localizzare la direzione e la distanza del segnale. Tra l’altro questo sistema, che è stato studiato appositamente per i subacquei, ma forse ancora di più per i centri d’immersione, può supportare fino a una trentina di unità mobili. In sostanza, anche per gruppi molto numerosi, ogni coppia di subacquei o anche il singolo sub potrebbe avere in dotazione questo strumento per non perdersi. Una cosa fondamentale, quando si usano questi strumenti è quella del settaggio iniziale dell’apparato, che dispone di più canali per la trasmissione la ricezione: ogni unità mobile dovrà essere sulla stesso canale della relativa unità fissa, pena il rischio d’intercettazioni del segnale da parte di altri gruppi che stanno usando lo stesso sistema di navigazione. Naturalmente ci sono altri aspetti da considerare. Gli strumenti elettronici in genere, oltre che più costosi di quelli analogici, sono in ogni modo tutti soggetti a usura, possibilità di malfunzionamento, allagamenti ed esaurimento delle batterie (spesso improvviso, ed è per questa ragione che ad esempio nelle immersioni notturne sono raccomandate almeno due luci per ogni subacqueo di cui una da tenere spenta come luce di riserva). Le operazioni di controllo, cura e manutenzione di questi apparati sono da effettuarsi con perizia: essendo di solito protetti da guarnizioni O ring. Periodicamente, o al momento del ricambio delle batterie, oltre al normale risciacquo in acqua dolce, esse si dovranno pulire e lubrificare secondo quanto raccomandato dalle case produttrici. Questo non vuole diminuire l’interesse o le qualità di funzionamento e comodità che questi strumenti offrono, anzi, un esempio clamoroso è dato dal computer subacqueo, che oggi ormai quasi tutti usano ma in cui pochi all’inizio credevano. Semplicemente un subacqueo, in quanto tale, dovrebbe cercare comunque d’imparare ad orientarsi sott’acqua perché ciò, oltre a come prevenire possibili emergenze, insegna anche la considerazione dei propri limiti, offre più libertà di scelta e pianificazioni più semplici e, non da ultimo, molte soddisfazioni personali. Una volta acquisite queste 47 capacità, che all’inizio per molti sembrano traguardi irraggiungibili, ben venga il progresso anche orientato verso l’equipaggiamento subacqueo, con tutte le comodità e i vizi che ciò comporta. Luci di segnalazione Sistema di navigazione elettronico Questo piccolo paragrafo non vuole riferirsi alle immersioni notturne; data la particolarità dell’argomento, è meglio considerare l’aspetto dell’orientamento notturno nell’insieme degli approfondimenti propri di questa specialità, che rimane tra le più affascinanti e seguite dai subacquei. Spesso si vedono molte guide subacquee che anche di giorno posizionano una piccola luce ad intermittenza sulla sommità della rubinetteria o addirittura legata ad un braccio, in modo che sia visibile al resto del gruppo. Questo metodo non è inutile come potrebbe sembrare; infatti, come sai, sott’acqua l’assorbimento della luce è un fattore da considerare attentamente, non solo in riferimento all’osservazione naturalistica ma anche per l’orientamento subacqueo. Di giorno la luce dovrà essere particolarmente brillante per essere visibile e per questo si usano generalmente le lampade stroboscopiche ad intermittenza che provocano dei brevi ma scintillanti lampi di luce bianchissima che per la conformazione della parabola sono visibili a 360 gradi. Una luce identica si potrebbe piazzare sotto la barca, alla sosta di sicurezza e rivolta verso il basso o, se posta sulla cima di qualche roccia in prossimità del punto di entrata da terra, essa dovrà essere rivolta verso l’alto. La luce stroboscopia potrebbe rivelarsi utile in condizioni di acqua torbida, offrendo un riferimento in più ai subacquei che sono in immersione o quando per tornare verso la barca si devono percorrere tragitti nel blu a mezz’acqua. Un’ottima scelta in questo caso sarebbe combinare l’uso della bussola per tornare verso il riferimento luminoso, che pur se non con la stessa intensità che offre di notte, potrebbe aiutare ad individuare meglio la cima di risalita. Queste luci si trovano facilmente nei negozi di articoli per la subacquea, il loro funzionamento è semplice e non necessitano di molta manutenzione, oltre a garantire un’autonomia di molte ore e tornarti naturalmente utilissime durante le immersioni notturne. Il Segnalatore di Superficie 48 Un accessorio dell’equipaggiamento che molti subacquei usano ogni giorno, mentre molti altri neanche conoscono o forse hanno visto solo in qualche rivista. Il segnalatore di superficie in effetti non si vede spesso durante le immersioni se non quando lo si usa, perché di solito viene tenuto in qualche tasca del Gav ed estratto al momento opportuno. Sebbene la tecnica per usarlo non cambi, questo accessorio si può usare sia come segnalatore di posizione sia di soccorso. In molte località (come ad esempio le Maldive) dove le immersioni si svolgono in corrente e le barche non ancorano ma seguono i subacquei dalla superficie, specialmente le guide, ma anche molti sub dei vari gruppi, sono equipaggiati con questo attrezzo, che si rivela sempre molto utile quando mancano boe o stazioni fisse di supporto e assitenza. Alla fine dell’immersione, in risalita e in prossimità della superficie, si usa il segnalatore che altri non è se non un sacco allungato e chiuso solo da un lato, quindi capace d’intrappolare l’aria che viene immessa dal sub, di solito attraverso il suo erogatore di riserva, che gli offre l’opportunità anche in questo caso (come quando si respira in coppia da un erogatore) di non togliere di bocca il suo erogatore principale. Il sacco è tenuto da una cordicella di plastica lunga anche una decina di metri che serve, tenendola afferrata, a mantenere in trazione il sacco una volta che sia salito in superficie. Proprio durante questo Corso, nell’immersione in Acque Libere Due, imparerai ad usare il segnalatore di superficie. Questo facile esercizio ti metterà nella condizione di provare un accessorio che potrebbe un giorno tornarti utile per le immersioni in corrente, qualora t’immergessi in simili condizioni. Se ancora non l’hai frequentato, nel Corso ESA Prevention & Rescue Diver riproverai nuovamente il segnalatore come strumento di segnalazione di soccorso in acqua, negli scenari in Acque Libere che l’Istruttore ti spiegherà. Sarà importante, quando dovrai usare il segnalatore, che prima di immettere aria all’interno del sacco, ti assicuri che la lunga cordicella che di solito è riavvolta all’interno della confezione si liberi per intero. Questo ti permetterà di lasciare libero il sacco di risalire non appena avrà l’aria al suo interno e, siccome ciò avviene in fretta, anche di prevenire che la spinta possa tirarti verso l’alto. A questo proposito molti usano dotare la confezione di un piccolo mulinello, come quelli usati dagli speleologi subacquei. Un segnalatore di superficie non è un accessorio molto costoso, quindi potresti pensare ad un suo eventuale acquisto prima di una vacanza ai tropici (dove le immersioni in corrente sono più frequenti) Segnalatore di superficie 3 49 o, se il tuo sogno fosse quello di trasformare una passione nella tua professione, quando lavorerai nei Diving Center in giro per il mondo e accompagnerai i gruppi in fantasctiche immersioni in corrente. Fattori importanti da considerare Minitest 1. La bussola digitale, rispetto a quella analogica, offre anche la possibilità di a) Usare un segnale radio per tornare verso il punto di partenza b) Memorizzare rotte e coordinate c) Memorizzare l’assorbimento dell’azoto 2. Gli strumenti elettronici di solito garantiscono molta comodità e funzioni in più rispetto ai tradizionali, quindi a) Essi hanno anche bisogno di molte più cure, accorgimenti e manutenzione b) Essi hanno anche bisogno di molte meno cure, accorgimenti e manutenzione c) Essi non necessitano di alcuna manutenzione Risposte: 1b– 2 a 50 Abbiamo visto, fino a questo punto del manuale, diversi metodi che puoi applicare per orientarti in immersione, dall’uso esclusivo dei riferimenti naturali alla combinazione di questi con strumenti e accessori. Ci sono però altri fattori importanti che devi considerare, soprattutto pensando che il mare è un enorme ambiente liquido in perenne movimento e non statico come una strada o un sentiero in cui i riferimenti spesso sono anche artificiali e adattati a risultare sempre ben visibili. I riferimenti naturali, se sono attendibili, rimarranno sempre al loro posto (non valgono perciò i banchi di salpe che stazionano sulle rocce brucando le alghe!) ma potrebbero però esserci variazioni nelle condizioni ambientali e alcune volte esse potrebbero essere totalmente impreviste; anche in immersioni che conosci a menadito potresti trovare inaspettatamente scarsa visibilità, corrente e risacca o entrambe. La visibilità potrebbe essere pessima e non permetterti l’uso efficace di riferimenti su cui avresti fatto affidamento. In questo caso, oltre al fatto che, come già più volte ribadito, dovrai informarti sulle condizioni ambientali prima dell’immersione, è meglio che tu riduca l’ampiezza del tuo itinerario subacqueo per mantenerti in contatto con ciò che rimane stabile e visibile; anche se ciò volesse dire rimanere sotto la barca. Certe condizioni d’acqua torbida possono ridurre in modo drastico la capacità di orientarsi, addirittura per leggere il computer o l’orologio dovresti attaccarli al vetro della maschera! (anche se ti sembra incredibile, prova a chiedere notizie in merito a chi s’immerge nei laghi). Anche la corrente, sia pur debole, può giocare qualche scherzo. Infatti, sia usando la bussola, il manometro o l’orologio, sia contando le pinneggiate, la corrente potrebbe disturbarti la navigazione fino a portarti fuori rotta. Anche la risacca che persiste per giorni dopo certe mareggiate, oltre che essere molto fastidiosa per l’equilibrio fino a provocare il mal di mare, potrebbe sballottarti avanti e indietro mentre conti le pinneggiate o cerchi di mantenere una rotta. Esistono però i metodi per correggere questi fattori di disturbo. Se ti trovi in favore di corrente Minitest 1. Una luce di riferimento, per essere visibile anche di giorno deve a) Non essere particolarmente brillante e posizionata in modo che sia visibile a 360 gradi b) Essere particolarmente brillante e posizionata in modo che sia visibile a 180 gradi c) Essere particolarmente brillante e posizionata in modo che sia visibile a 360 gradi 2. In riferimento alla domanda precedente, le luci migliori in questo senso potrebbero essere a) Le torce subacquee ricaricabili b) Gli illuminatori per fotografia c) Le luci stroboscopiche Risposte: 1c – 2c e usi i metodi sopra citati per la misurazione della distanza, al ritorno potresti non trovarti al punto di partenza. Chiaramente avresti percorso più strada all’andata perché aiutato dalla corrente in pinneggiate più cariche di abbrivio. Se, al contrario, ti trovi a pinneggiare controcorrente dovrai tenere conto che, probabilmente, percorrerai meno strada all’andata che al ritorno sia pur contando lo stesso numero di pinneggiate. Lo stesso discorso si applica ai consumi. Durante un tragitto controcorrente, consumerai di più che in favore di corrente a causa dell’intensità dello sforzo fisico: in questo caso, il metodo dell’osservazione del manometro potrebbe non essere molto attendibile (o in ogni caso è un fattore di cui tenere ben conto). Anche in presenza di corrente trasversale potresti incappare in errore di rotta. Se prevedi di usare la bussola e compiere un semplice tragitto in linea retta – andata e ritorno – potresti essere portato fuori rotta pur avendo lo strumento sotto controllo e rimanendo i riferimenti dello stesso strumento in posizione corretta. Questo se vuoi puoi verificarlo subito, anche all’asciutto, disponendo di una bussola. Prova a ruotare la ghiera mobile dello strumento fino a chiudere la linea di fede o l’ago magnetico, proprio come faresti sott’acqua per impostare una rotta e mantieni lo strumento in posizione di navigazione; quindi spostati piano di lato invece di procedere dritto: essi non escono fuori dai riferimenti ma tu stai comunque sbagliando rotta! Come puoi tener conto di questi fattori di disturbo? E’ molto semplice. Prima di tutto sarà molto difficile che tu t’immerga usando solo ed esclusivamente la bussola o il conteggio delle pinneggiate per orientarti: infatti, se userai la bussola, contemporaneamente ti servirà anche guardarti intorno e abbiamo già più volte ribadito che è meglio se combini più sistemi di navigazione integrandoli fra loro. E’ necessario impostare un riferimento iniziale che, come abbiamo già detto, potrebbe essere la cima dell’ancora o qualcosa di caratteristico e, mentre nuoti lungo il percorso, prendere altri riferimenti “in relazione al precedente” e così via senza mai abbandonare il punto di partenza. Questo fino a quando l’esperienza ti avrà insegnato sia a conoscere bene un sito d’immersione sia a considerare che esagerare nell’allontanarsi non è mai una buona regola. Se la corrente fosse imprevista, cioè non avessi avuto modo di sapere della sua presenza, la avvertiresti comunque mentre scendi sott’acqua o quando in 51 Minitest 1. Il segnalatore di superficie è uno strumento che si può usare come a) Segnalatore di posizione o pallone da sollevamento b) Segnalatore di posizione o di soccorso c) Segnalatore di posizione e di profondità 2. L’accessorio della domanda precedente è costituito da a) Un sacco aperto alle due estremità b) Un sacco chiuso solo nella parte inferiore c) Un sacco chiuso solo nella parte superiore 3. I principali fattori che potrebbero disturbare la navigazione subacquea sono a) Le correnti b) Le correnti e la risacca c) Le correnti, la risacca e la visibilità Risposte: 1b – 2c – 3c 52 prossimità della profondità pianificata inizi a nuotare: in questo modo potrai così correggere la rotta spostandoti di lato o rallentando le pinneggiate in favore di corrente. Sarà meglio, in ogni caso, se ti trovassi controcorrente, non correggere la distanza aumentando il ritmo perché potresti facilmente affaticarti e rischiare l’affanno. Per questo è anche consigliato di iniziare sempre l’immersione controcorrente: la distanza percorsa al ritorno coprirà senz’altro e più agevolmente quella dell’andata. A questo proposito và precisato che in presenza di corrente è meglio ridurre gli itinerari a semplici andate e ritorno, senza insistere molto con molteplici cambiamenti di percorso: ti stancherai meno e potrai godere di un ritorno in linea retta in vero relax! Complimenti! Sei giunto verso la fine della parte teorica di questo manuale: ti rimane ancora un piccolo quiz di verifica e poi entrerai nel vivo delle immersioni in acque libere, se ancora non le hai iniziate. Come hai visto, questo terzo capitolo serviva come utile complemento alle informazioni ricevute nei primi due, dove principalmente avevamo parlato dei riferimenti naturali; infatti, ora che abbiamo analizzato anche i principali strumenti e accessori che potrai usare agevolmente sott’acqua per l’orientamento, hai una panoramica più ampia e completa su questo argomento. In modo particolare, il più usato tra gli strumenti di navigazione rimane la bussola, facile da usarsi, poco ingombrante e, se usata nel modo corretto, molto affidabile. Come hai visto però, oltre alla bussola tradizionale, volendo, ci sono anche altri sistemi, forse più soggetti a guasti, usura e cure, ma per chi fosse appassionato degli strumenti elettronici, essi possono garantire molte soddisfazioni. In ogni modo ti sarai reso conto che per orientarsi bene sott’acqua è necessario considerare molteplici aspetti, oltre che munirsi di strumenti: la pianificazione pre immersione dovrà essere ancora una volta l’aspetto più importante fra questi. Infatti, essa ti permetterà di scegliere un sito certamente interessante e divertente ma anche accessibile, che tenga conto dei limiti tuoi e del tuo compagno nonché della sicurezza in generale, compresi tutti gli aspetti legati all’orientamento subacqueo. In modo particolare, in questo capitolo abbiamo ribadito che gli strumenti utili in questo senso possono davvero esserti molto profiqui ma se usati in modo complementare ai riferimenti naturali a disposizione. Cosa hai imparato? Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica, innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma anche per arrivare più preparato al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni necessarie. Buon lavoro! 1) Al fine di acquisire una buona familiarità con la bussola, converrebbe a. Che fosse sempre tenuta al polso b. Che fosse sempre inserita in consolle c. Considerare di esercitarsi a terra prima di usarla sott’acqua d. Considerare di esercitarsi solamente sott’acqua 3 2) Nelle immersioni ricreative gli strumenti utili all’orientamento si usano prevalentemente a. In totale assenza di riferimenti b. Nei cunicoli e nelle grotte c. In sostituzione dei riferimenti naturali d. Integrandoli ai riferimenti naturali 3) Se stai navigando verso Est e devi virare verso destra di 90 gradi con una bussola destrorsa, ti ritroverai rivolto a a. Sud b. Ovest c. Nord d. Nord Est 4) Stai navigando con la bussola lungo una linea retta: per impostare la rotta reciproca dovrai girarti di a. 120 gradi b. 180 gradi c. 270 gradi d. 360 gradi 5) Per effettuare un percorso triangolare, essendo già rivolto verso la direzione di partenza dovrai effettuare a. Un cambio di direzione b. Due cambi di direzione c. Tre cambi di direzione d. Quattro cambi di direzione 53 6) Se con la bussola volessi effettuare un tracciato esagonale irregolare disegnato a caso su un foglio dovresti a. Effettuare cinque cambi di direzione di 60 gradi ognuno b. Effettuare cinque cambi di direzione di 90 gradi ognuno c. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per il primo lato della figura d. Calcolare l’ampiezza dell’angolo di virata per ogni lato della figura 7) Prima di immettere aria nel segnalatore di superficie per farlo salire è meglio a. Usare un segnalatore sonoro per avvertire i componenti del gruppo b. Assicurarsi di averlo acceso c. Assicurarsi di aver srotolato per intero la cordicella o di aver aperto il mulinello d. Uscire fuori dall’acqua 8) In caso di condizioni di visibilità ridotta, per evitare di perdersi è meglio a. Ampliare il percorso subacqueo b. Ridurre l’ampiezza del percorso subacqueo c. Effettuare solo percorsi quadrangolari d. Effettuare solo percorsi circolari 9) Se stai nuotando contro o in favore di corrente e non sei attento a correggere la navigazione, probabilmente a. Percorrerai maggiore distanza all’andata b. Percorrerai maggiore distanza al ritorno c. Percorrerai maggiore distanza in un senso piuttosto che nell’altro d. Sbanderesti di traverso 10) Come puoi tener conto dei fattori di disturbo in navigazione? a. Informandoti in precedenza sulle condizioni locali b. Usando gli strumenti insieme ai riferimenti naturali c. Correggendo la rotta in condizioni critiche e impreviste d. Tutte le risposte precedenti sono esatte Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di quelle da me sbagliate. 54 Firma__________________________data_________ Immersione in Acque Libere 1 Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente importante anche perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutarti. Localizzazione e verifica del sito d’immersione In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla localizzazione del sito d’immersione scelto durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo Questa fase sarà molto interessante in quanto ti permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto d’immersione. Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente Come fai normalmente quando t’immergi, puoi montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere dall’uso e dal tipo d’imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori sia direttamente in acqua. La verifica, come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per prevenire problemi legati all’equipaggiamento, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o 55 il tuo compagno rilevate problemi di funzionamento. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria – Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff ti forniranno le indicazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro o il tuffo a forbice o entrare da riva; in ogni caso aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso. Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo svolgimento degli esercizi. Verifica della pesata Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessitano di una buona concentrazione, che sott’acqua risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla giusta pesata. Abituati a considerare bene quest’aspetto per prevenire qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta. Discesa con riferimento Scendere con l’ausilio di una cima di riferimento o del fondo degradante fino alla profondità pianificata dall’Istruttore Questa fase è molto importante per raccogliere il maggior numero di dati da memorizzare sul paesaggio che andrai ad esplorare. In particolare ricorda di scendere lentamente osservando riferimenti caratteristici, il computer o il profondimetro e rimanendo vicino al compagno. 56 Stima della distanza tra due riferimenti lungo un percorso rettilineo di andata e ritorno Stimare una distanza tra due riferimenti usando il calcolo delle pinneggiate sia per l’andata che per il ritorno Questa tecnica può essere particolarmente utile per misurare una distanza sott’acqua. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni utili su quali riferimenti userai per questo esercizio. Potresti sfruttare due riferimenti naturali, due oggetti appoggiati o una cima stesa sul fondo. Devi cercare di essere concentrato sull’esercizio: parti dal primo riferimento e conta delle pinneggiate complete e possibilmente tutte uguali senza stancarti fino a raggiungere il secondo riferimento. Durante l’esercizio presta attenzione anche a mantenere sempre la stessa profondità: spesso la concentrazione sugli esercizi può distrarre dai normali controlli di computer o profondimetro. Uso della bussola in un percorso rettilineo di andata e ritorno Usando la bussola, impostare una rotta in linea retta e la sua rotta reciproca calcolando un numero di pinneggiate stabilito dall’Istruttore (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente) La bussola è uno strumento che raramente si usa fine a se stesso, ma si combina con l’uso dei riferimenti naturali. In ogni modo, siccome questo esercizio serve a farti familiarizzare con questo strumento, cerca il più possibile di concentrarti su di esso, mantenendo un assetto costantemente neutro. In modo particolare, ricorda che puoi svolgere le attività senza fretta, quindi pensa a come impostare la rotta e la posizione di navigazione, a contare lentamente le pinneggiate e girare altrettanto lentamente in modo che pure il ritorno sia impostato correttamente. Uso della bussola in un percorso a forma di rettangolo Percorrere un itinerario a forma di rettangolo usando la bussola secondo la rotta stabilita dall’Istruttore (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente) Spesso i subacquei sfruttano dei percorsi figurati e la bussola potrebbe essere un valido aiuto qualora volessi esplorare un sito le prime volte per conoscerlo bene e pianificare dei tragitti articolati. L’Istruttore sceglierà la direzione di partenza, quindi non dovrai fare altro che impostare la rotta con la bussola in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate, svoltare ad angolo retto secondo quanto pianificato e completare i quattro lati della figura. Naturalmente non sarai solo: il tuo compagno sarà con te in ogni esercizio e l’Istruttore 57 o il Diveleader supervisioneranno ogni attività svolta. Uso dei riferimenti naturali Percorrere un itinerario di andata e ritorno in linea retta usando i riferimenti naturali Una volta conosciuto un sito d’immersione, sicuramente userai molto più spesso questo metodo che altri per orientarti. In questo esercizio devi focalizzare bene dei riferimenti caratteristici ed integrarli fra loro per compiere un tragitto di andata e ritorno verso il punto di partenza. Come hai letto in precedenza, cerca di memorizzare i riferimenti già dalla discesa. l’Istruttore ti fornirà le indicazioni per il calcolo della distanza. Ripetizioni ed esperienza Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo Staff Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di sicurezza Risalire lentamente almeno a 10 metri al minuto lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per una sosta di sicurezza di 3 minuti E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi anche in un’immersione di orientamento. In questo modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni necessarie per eseguire la sosta di sicurezza Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore 58 Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile, è meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secon- do momento secondo le indicazioni dello Staff. Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormente e non esitare a fare domande! Convalida dell’immersione Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore Registra l’immersione! Questa operazione serve per confermare la tua formazione in acque libere. Annota con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo libretto. Immersione in Acque Libere 2 Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente importante anche perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutarti. Localizzazione e verifica del sito d’immersione In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla localizzazione del sito d’immersione scelto durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo 59 Questa fase sarà molto interessante in quanto ti permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto d’immersione. Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente Come fai normalmente quando ti immergi, puoi montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori che direttamente in acqua. La verifica, come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per prevenire problemi legati all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o il tuo compagno rilevate problemi con qualche componente dell’attrezzatura. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria – Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso. Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo svolgimento degli esercizi. 60 Verifica della pesata Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessita- no di una buona concentrazione, che sott’acqua risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immergerti, a considerare bene quest’aspetto, per prevenire qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta. Discesa con riferimento visivo Scendere con l’ausilio di un riferimento visivo fino alla profondità pianificata dall’Istruttore In questa fase, che è forse la più importante ai fini dell’orientamento subacqueo, cerca di osservare attentamente il paesaggio. Scendi lentamente osservando riferimenti caratteristici, il computer o il profondimetro e rimanendo vicino al tuo compagno. Se opportuno, il tuo Istruttore ti indicherà degli oggetti o dei particolari che potranno servirti per orientarti. Esercizio di orientamento e navigazione Seguire un itinerario subacqueo stimando la distanza e ritornando nei pressi del punto di partenza (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente) Insieme al tuo compagno, alternandovi come navigatore e assistente, effettuerete un tour subacqueo seguendo un percorso che l’Istruttore vi avrà indicato prima dell’immersione, usando la stima della distanza per valutare come ritornare al punto di partenza. Secondo le caratteristiche del luogo, potreste usare la bussola, i riferimenti naturali o entrambi i metodi. Pur sotto la costante supervisione dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per entrambi. Ripetizioni ed esperienza Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo Staff. Risalita, uso del segnalatore di superficie e sosta di sicurezza Risalire alla velocità corretta, usare correttamente il segnalatore di superficie e fermarsi per una sosta di sicurezza a 5 metri per 3 minuti prima di riemergere 61 Potrebbe succedere di perdere il compagno o il gruppo e non sapere come fare per tornare verso la barca, oppure essere costretti a riemergere lontano dalla barca o da luoghi ridossati dal traffico marino, a causa di un imprevisto. Il segnalatore di superficie permetterà a chi sta in superficie di avvistare la presenza dei sub ed eventualmente fornire la necessaria assistenza. L’esercizio prevede che in immersione ogni coppia di subacquei sia dotata di un segnalatore di superficie e, su invito dell’Istruttore, lo rilasci mettendo un po’ d’aria all’interno del sacco, usando l’erogatore di riserva. Effettua le operazioni con calma, facendo attenzione che la lunga cima del segnalatore sia libera di lasciare salire il sacco dell’aria. Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore Smontaggio e cura dell’attrezzatura Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff. Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormente e non esitare a fare domande! 62 Convalida dell’immersione Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore Registra l’immersione! Questa operazione serve per confermare la tua formazione in acque libere. Annota con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo libretto. Immersione in Acque Libere 3 Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e fare domande per eventuali chiarimenti Nelle Acque Libere il briefing è particolarmente importante anche perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scendere e dedicarsi agli esercizi per avere altro tempo utile per eventuali ripetizioni. L’acquisizione delle tecniche di orientamento avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo staff. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare dove, come e quando - per cui è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutarti. Localizzazione e verifica del sito d’immersione In navigazione o da terra, localizzare con l’aiuto dell’Istruttore i riferimenti necessari alla localizzazione del sito d’immersione scelto durante la pianificazione o di un sito d’immersione alternativo Questa fase sarà molto interessante in quanto ti permetterà di seguire l’Istruttore durante alcune fasi importanti del suo lavoro ma che sicuramente ti serviranno per le tue escursioni subacquee, quali la navigazione e la rotta da seguire per raggiungere il sito scelto e il tipo di riferimenti naturali o strumentali che si possono usare per ritrovare un punto d’immersione. Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente Come fai normalmente quando ti immergi, puoi montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vestizione può dipendere dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori che direttamente in acqua. La verifica, come sicuramente ricordi, è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per prevenire problemi legati all’attrezzatura, quindi devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o il tuo compagno rilevate problemi con qualche com- 63 ponente dell’attrezzatura. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la procedura di controllo: Gav – Rubinetterie – Aria – Zavorra - Individua l’erogatore di riserva - Erogatori Nota: Se le condizioni lo consentono e a discrezione dell’Istruttore, il controllo dell’attrezzatura può avvenire anche dopo l’ingresso in acqua Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione. Potresti entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro o il tuffo a forbice o entrare da riva, in ogni caso aspetta l’invito e i segnali dello Staff per l’ingresso. Una volta in superficie aspetta insieme al tuo compagno le indicazioni dello Staff sulla discesa e sullo svolgimento degli esercizi. Verifica della pesata Controllare di avere la quantità di zavorra corretta prima di iniziare la discesa Gli esercizi di Orientamento, sia eseguiti con riferimenti naturali, sia eseguiti con strumenti, necessitano di una buona concentrazione, che sott’acqua risulta ottimizzata da un buon assetto, quindi dalla giusta pesata. Abituati, ogni volta prima di immergerti, a considerare bene quest’aspetto, per prevenire qualsiasi problema legato ad una pesata scorretta. Discesa nel blu Scendere senza l’ausilio di un riferimento visivo fino alla profondità pianificata dall’Istruttore Scendere nel blu ha senza dubbio molto fascino. Ricordati di osservare attentamente il paesaggio sotto di te mentre scendi lentamente, rilevando riferimenti caratteristici, controllando il computer o il profondimetro e rimanendo vicino al tuo compagno. Se opportuno il tuo Istruttore ti indicherà dei particolari che potranno servirti per orientarti. 64 Formare un triangolo Nuotare in assetto neutro effettuando un percorso triangolare. Ogni lato dovrà essere di 10 massimo 15 metri. Ritornare nelle immediate vicinanze del punto di partenza (ognuno deve svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente). Questo è un altro esempio di tracciato subacqueo. Nel ruolo di navigatore, una volta che l’Istruttore ti comunicherà la direzione di partenza, non dovrai fare altro che impostare la rotta con la bussola posta in posizione di navigazione, contare lentamente le pinneggiate, svoltare 120° secondo quanto pianificato e completare i 3 lati della figura. Pur sotto la costante supervisione dell’Istruttore, tu e il tuo compagno lavorerete sempre in coppia: uno navigherà e l’altro controllerà i parametri di profondità, tempo e riserva d’aria per entrambi. Per familiarizzare bene con lo strumento proverete questo esercizio a secco prima dell’immersione. Itinerario subacqueo con la bussola Usando la bussola, seguire un itinerario subacqueo che preveda 5 cambi di direzione e ritornare nei pressi del punto di partenza (i subacquei della coppia collaborano, non è necessario svolgere alternativamente il ruolo di navigatore e assistente) Questo percorso un po’ articolato ti farà capire che, se usato correttamente, uno strumento come la bussola subacquea potrebbe, oltre che esserti molto utile, farti anche molto divertire. Insieme al tuo compagno effettuerete un percorso, che dovrà articolarsi in almeno 5 cambi di direzione. Il risultante esagono sarà precedentemente disegnato e stabilito con l’Istruttore. Ricordate di usare la stima della distanza per valutare come ritornare al punto di partenza. Ripetizioni ed esperienza Sotto la supervisione dello Staff ripetere gli esercizi Ripetere gli esercizi sulle tecniche di orientamento in base ai suggerimenti dell’Istruttore e dello Staff, ti permetterà di aumentare la familiarità con l’ambiente subacqueo. Se un esercizio non ti è chiaro, o volessi provarlo ancora, non esitare e chiedi allo Staff Risalita e sosta di sicurezza Risalire alla velocità corretta lungo la cima della barca o del pallone segnasub e (se opportuno) fermarsi per una sosta di sicurezza a 5 metri per 3 minuti prima di riemergere E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi anche in un’immersione di orientamento. In questo 65 modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni necessarie per eseguire la sosta di sicurezza Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite dall’Istruttore Smontaggio e cura dell’attrezzatura Smontare e prestare le dovute cure all’attrezzatura Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura, compresi gli strumenti che hai usato o userai per l’orientamento. Se possibile è meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora prima di smontarla, altrimenti riponila con cura nella tua sacca o nella cesta per risciacquarla in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff. Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormente e non esitare a fare domande! Convalida dell’immersione Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore Registra l’immersione! Questa operazione serve per confermare la tua formazione in acque libere. Annota con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali e gli esercizi svolti, aggiungendo i tuoi commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi particolari che puoi apporre sul tuo libretto. 66 Appendice 67 68 ESA Worldwide ESA è un'agenzia subacquea internazionale, il suo obiettivo è quello di formare i subacquei dal livello iniziale fino al raggiungimento dei livelli professionali come Diveleader e Istruttore. Per fare questo l’ESA si prefigge di applicare i più evoluti standard operativi congiuntamente ad un elevatissimo grado di sicurezza e di promuovere l’attività subacquea nelle sue varie forme. I percorsi formativi dell’ESA prevedono l’integrazione delle informazioni divulgate dall’Istruttore, con i materiali di supporto che accompagnano i vari livelli di brevetto. La formazione pratica iniziale avviene con lo sviluppo delle capacità subacquee in piscina o bacino delimitato, successivamente applicate e migliorate in acque libere. Per ogni programma o corso ESA è prevista una verifica dell’apprendimento da parte dell’Istruttore che dovrà conservare una prova dell’avvenuta valutazione. I subacquei possono ricevere dall’ESA la formazione iniziale, progredire verso livelli più alti di brevetto, specializzarsi in diverse aree legate all’attività subacquea come la biologia marina, la fotografia, l’archeologia subacquea, ecc. 69 Raggiunte le adeguate credenziali, i subacquei possono partecipare ai programmi per la formazione di tipo professionale nell’ambito dell’attività subacquea. L’ESA stabilisce elevati standard per la formazione dei propri affiliati: essi sono professionisti subacquei in possesso di un brevetto ESA Diveleader o di grado più alto. Gli istruttori ESA sono formati dagli ESA IC Director, persone adeguatamente preparate e qualificate per trasmettere le tecniche di insegnamento ai futuri istruttori. La formazione dell’Istruttore è completa e prevede l’acquisizione di informazioni sulla teoria dell’immersione, sulle procedure ESA, nozioni di psicologia e di marketing, lo sviluppo delle capacità di gestione dei subacquei singoli o in gruppo, di gestione dei problemi, di salvaguardia dell’ambiente e altro. Le convalide dei brevetti ESA sono emesse dalla sede centrale e dagli uffici ESA ufficialmente autorizzati. Il dipartimento ESA che si occupa della formazione informa gli affiliati ESA sulle variazioni delle procedure esistenti e sull’introduzione di nuove procedure. Possono affiliarsi all’ESA anche strutture qualificate che operano nel campo dell’attività subacquea ricreativa. Centri immersione, club subacquei e negozi subacquei possono, infatti, acquisire la qualifica di ESA Point. Le strutture denominate ESA IC Point possono promuovere, organizzare e condurre i corsi di formazione per gli Istruttori ESA. L’ESA intende caratterizzarsi anche attraverso un particolare impegno volto alla divulgazione delle conoscenze sull’ambiente, per migliorare la qualità delle immersioni e creare nei subacquei una maggiore consapevolezza verso lo spazio sommerso. I professionisti ESA, infatti, effettuano il loro percorso formativo ricevendo una solida preparazione anche sulle conoscenze relative all’ambiente. Tutta l’attività formativa dell’ESA è saldamente collegata a obiettivi di salvaguardia degli ambienti acquatici. 70 9 consigli per la difesa dell'ambiente Mettendo in pratica questi semplici suggerimenti, darai il tuo importante contributo alla salvaguardia dell’ambiente. 1) In immersione mantieni un assetto neutro, evita il contatto con il fondo e con gli organismi marini: senza i guanti starai più attento a dove metti le mani. 2) In prossimità del fondo blocca ogni movimento di mani e pinne e, se devi posarti, controlla che le tue ginocchia e le pinne non creino danni. 3) Evita di passare sotto le volte o nelle grotte, potresti urtare e danneggiare gli organismi, inoltre le bolle d’aria intrappolate sul soffitto causano gravi danni all’ambiente. 4) Non attaccarti a tartarughe, grandi pesci, o cetacei, ma nuota con loro; non inseguire gli animali se ti accorgi di recare disturbo. 5) Evita di toccare organismi che non conosci o che potrebbero essere delicati; non accarezzare i pesci ed altri organismi, potresti asportare il muco protettivo che li ricopre e causare lesioni. 6) Non raccogliere dal fondo organismi vivi o morti, reperti di valore storico o archeologico e oggetti coperti da alghe ed animali. 7) Non acquistare souvenir prodotti con materiali provenienti dal mare, scoraggerai così la loro raccolta. 8) Non buttare niente in acqua (rifiuti, filtri di sigaretta, batterie, bottiglie, carta, cibo, ecc): getta i rifiuti negli appositi contenitori. 9) Continua la tua formazione ed approfondisci la conoscenza degli ambienti marini, scoprirai che ogni luogo merita un'immersione e che in ogni fondale c'è una straordinaria varietà di organismi da scoprire. Tutti gli abitanti ed i frequentatori degli spazi sommersi ti ringraziano fin d’ora per il tuo impegno. 71 9 regole per la sicurezza 1 Mantieni efficiente il tuo equipaggiamento. Controllalo prima di partire per un viaggio e prima dell’immersione. 2 Devi essere fisicamente e psichicamente in forma. L’esercizi fisico e la dieta adeguata ti faranno apprezzare di più l’attività subacquea. Puoi mantenerti mentalmente allenato a prevenire lo stress e l’ansia riprovando ogni tanto i principali esercizi del Corso Open Water, specialmente quando non ti immergi da molto tempo. Incomincia l’immersione riposato, caldo e idratato. 3 Immergiti secondo il tuo grado di esperienza. Considera che potresti immergerti in condizioni di profondità per te insolite, con forte corrente, in acqua fredda o in condizioni di scarsa visibilità, quindi è meglio se prima ricevi l’adeguata preparazione.. 4 Pianifica l’immersione e segui il piano che hai fatto. Immagina i potenziali problemi che potresti trovarti ad affrontare, come prevenirli e rispondere ad essi. Accordati con il tuo compagno su limiti sicuri di tempo, profondità, di percorso e i corretti segnali. 5 Controlla i tuoi strumenti e mantieni un buon margine di sicurezza. Sebbene tu possa conoscere i tuoi consumi abituali, condizioni di profondità, corrente e fatica potrebbero farti consumare di più. Non considerare i limiti delle tabelle o del computer come assoluti, ma rimani ben entro i limiti. 6 In immersione rilassati e divertiti, respira continuamente, profondamente e lentamente. Raggiunto un buon grado di comfort sott’acqua, pensa a cosa ti piacerebbe dedicarti in immersione e coltiva questi interessi. I Corsi di Specialità soddisfano quasi tutte le tue aspettative. Fatica e affanno aumentano il tuo ritmo respiratorio e possono diminuire le prestazioni del tuo erogatore. Se ti senti stanco o in affanno, fermati, rimani calmo e respira, vedrai che tutto andrà bene. Se necessario puoi risalire lentamente in superficie. 7 Se non sei convinto, rinuncia all’immersione. Il coraggio di rinunciare è una dote invidiabile ed èil modo migliore per prevenire problemi che potresti non sentirti in grado di affrontare. 8 Risali lentamente dal fondo e fermati per una sosta di sicurezza a cinque metri. E’ il modo migliore per prevenire la malattia da decompressione. 9 Attendi almeno 24 ore prima di prendere l’aereo o salire in altitudine dopo l’immersione. Dopo l’immersio- 72 ne è meglio aspettare sempre più tempo possibile prima di volare. Schema per la pianificazione dell’immersione Pianificazione generica Compagno d’immersione Data e orario dell’immersione Scopo dell’immersione Luogo prescelto località alternativa Percorso per raggiungere la località Appuntamento: luogo e orario Attrezzatura particolare Controllo previsioni meteomarine Verifica e ricarica delle bombole Verifica e preparazione dell’attrezzatura Kit con attrezzi e parti di riserva Zavorra completa Borsa completa Mezzi di trasporto Informazioni sul sito Contatti d’emergenza Informazioni per chi rimane a terra Cibo e bevande Prenotazioni/Biglietti Denaro Pianificazione sul punto d’immersione Condizioni psicofisiche Condizioni meteomarine Idoneità delle condizioni ambientali Individuare e provare i sistemi di comunicazione Decidere tecniche e punti di entrata Decidere tecniche e punti di uscita Sistema di coppia Tecniche di comunicazione subacquea Percorso Limiti di profondità e tempo Procedure di emergenza Controllo dell’attrezzatura In caso di necessità contattare:__________________ _____________________________________________ _____________________________________________ 73 Da non dimenticare Varie Documento di riconoscimento Brevetto Log book Prenotazioni / biglietti Informazioni sui contatti d’emergenza Costume da bagno Filtro o crema solare Occhiali da sole Berretto Giacca a vento Asciugamano Accappatoio Ciabatte Cuffia e occhialini per il nuoto Abbigliamento di ricambio Cibo / bevande Medicinali Attrezzatura Borsa Pinne, maschera e snorkel Muta Sottomuta Cappuccio Guanti Calzari Zavorra GAV Bombola carica Erogatore principale Erogatore di riserva Manometro Frusta del GAV Frusta della muta stagna Coltello 74 Strumenti Computer Strumenti integrati Profondimetro Timer Bussola Termometro Tabelle Accessori Lavagnetta Schede di riconoscimento delle specie Matita Boa segnasub Segnalatore di superficie Mulinello Torcia principale Torcia di riserva Strobo Luce di posizione Moschettoni Liquido antiappannante Cimetta per l’attrezzatura Attrezzatura di riserva 0-ring Bombole Pesi Cinghioli Utensili Kit per riparare la muta Attrezzatura particolare Macchina fotografica Obiettivi Flash Pellicola Videocamera Custodia Cassette Illuminatori Batterie Caricabatterie Cavetti Note ______________________________________________________ ______________________________________________________ _____________________________________________________ ______________________________________________________ ______________________________________________________ ______________________________________________________ ______________________________________________________ ___________________________________________________ 75 Come fare un percorso triangolare con la bussola 76 Come fare un percorso quadrangolare con la bussola 77 Come fare un percorso esagonale con la bussola 78 79 80