Emanuele Tosi*, Paola Malacrinò*, Carlo Bletzo** STUDIO PRELIMINARE DEI PARAMETRI DI MATURAZIONE FENOLICA DI ALCUNI VITIGNI AUTOCTONI A BACCA ROSSA VERONESI * Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura – Provincia di Verona ** Consulente viticolo Hanno collaborato: ¾ Veneto Agricoltura; ¾ Cantina Sociale Valpolicella di Negrar; ¾ Cantina Valdadige; ¾ Consorzio Terra dei Forti. Si ringraziano sentitamente per aver collaborato alla realizzazione di questa ricerca: ¾ il dr. Giacomo Zapparoli e la dr.ssa Flavia Guzzo del Dipartimento Scientifico e Tecnologico dell’Università degli Studi di Verona per il supporto scientifico e per l’effettuazione di particolari analisi di laboratorio; ¾ il dr. Sandro Turri per l’esecuzione delle analisi di laboratorio; ¾ il personale del Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della Provincia di Verona, sig. ri Alberto Zardini, Valerio Udali, Franco Ulmi, Gino Marcolini; ¾ l’enologo Luigi Andreoli e il perito chimico Silvia Lonardi per l’attiva consulenza enologica; ¾ il dr. Stefano Soligo, responsabile del Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Conegliano e i suoi collaboratori; ¾ l’enologo Daniele Accordini, direttore tecnico della Cantina Sociale Valpolicella di Negrar e i suoi collaboratori; ¾ il sig. Claudio Vedovelli, tecnico della Cantina Valdadige; ¾ Il dr. Paolo Castelletti, presidente del Consorzio “Terra dei Forti. Infine, un ringraziamento è rivolto al sig. Paolo Pasetto del Servizio Agricoltura, Provincia di Verona, per la rielaborazione grafica della copertina di questa pubblicazione tratta dall’opera di M. Vlaminck “Natura morta“ (particolare). 2 Lo studio e la ricerca finalizzata alla migliore conoscenza dei vitigni autoctoni che compongono la maggior parte della piattaforma ampelografica locale diventa un fattore strategicamente importante per la salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni vitivinicole veronesi. Tra le molteplici attività svolte dalla Provincia di Verona, attraverso il Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura, notevole importanza riveste lo studio del contenuto polifenolico delle principali varietà autoctone a bacca rossa. Infatti, tra i tanti fattori che contribuiscono alla qualità, sicuramente i composti fenolici provenienti dalle uve rivestono un ruolo essenziale nella caratterizzazione dei diversi vini rossi in quanto responsabili del loro colore, ma anche per l’influenza sulle caratteristiche organolettiche. Inoltre, è ormai ampiamente condivisa in campo igienicosanitario la teoria secondo cui questi composti hanno una notevole azione antiossidante e cardio-protettiva, tanto da giustificare il successo di questi ultimi anni del vino rosso da parte dei consumatori. Approfondire le conoscenze sulle potenzialità dei vitigni autoctoni diventa quindi fondamentale per affrontare il mercato globale con un prodotto di qualità in grado di esprimere le potenzialità e l’originalità legata al vitigno ed al suo territorio. E’ necessario quindi conoscere le modalità di accumulo di questi composti durante le varie fasi fenologiche della vite per poter meglio individuare l’epoca più indicata per la vendemmia, al fine della composizione qualitativa ed estraibilità durante i processi fermentativi. Il contenuto polifenolico delle uve dipende da molti fattori, ma quello maggiormente limitante è il corredo genetico caratteristico di ogni varietà. Tra le varietà autoctone prese in esame da questo studio alcune non hanno un contenuto in queste sostanze elevato e quindi soprattutto per queste l’individuazione del massimo accumulo riveste un ruolo determinante per il risultato qualitativo. Il successivo studio qualitativo di questi composti permetterà di individuare inoltre le tecnologie di vinificazione più idonee, a seconda delle varietà e tipologie di vino, che consentono di conservare al meglio questo potenziale polifenolico fino al consumo. Infine, sarà necessario individuare metodologie idonee per i nostri vitigni, a risposta rapida ed a costi sostenibili, per fare in modo che tale studio possa diventare uno strumento di miglioramento qualitativo fruibile da tutti. Provincia di Verona Il Dirigente Servizio Agricoltura dott. Giorgio Baroni Provincia di Verona L’Assessore all’Agricoltura Alberto Martelletto 3 Tra gli argomenti identificati prioritari nella qualità dei vini rossi risulta importante la valutazione della frazione polifenolica delle uve per la sua influenza sulle caratteristiche organolettiche e di conservazione dei vini da esse derivati. Ricerche sono state effettuate sull’argomento, in Italia e all’estero, ed hanno permesso di identificare una serie di tecniche di analisi per identificare le molecole componenti la frazione polifenolica e la definizione di alcuni indici in grado di valutare l’evoluzione di dette componenti nelle fasi di fermentazione del mosto e maturazione del vino. La possibilità di utilizzare detti indici per una prima valutazione della potenzialità dei polifenoli nelle uve e la loro evoluzione nella fase di fermentazione e di maturazione del vino, può essere un’utile indicazione per le scelte da farsi durante l’attività di cantina e di elevage del vino. La determinazione degli indici richiede peraltro professionalità degli addetti, macchinari particolari e tempi lunghi. Poche esperienze sono state svolte, sul territorio regionale, per identificare indici utilizzabili, o verificare l’adattabilità di quelli già disponibili alle condizioni locali. Di particolare importanza risulta inoltre la definizione dei parametri riferiti alle sostanze polifenoliche per quanto riguarda i vecchi vitigni di interesse regionale, di cui non si dispone di dati specifici. Negli obiettivi del Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Conegliano, ultimo nato dei Centri gestiti da Veneto Agricoltura, sono compresi quelli di contribuire alla definizione di “modelli” utili alla gestione dell’attività produttiva della filiera vitivinicola regionale e quello di stimolare il mondo della ricerca e quello produttivo nella ricerca di sinergie nell’interesse della viticoltura veneta. In questo contesto si inserisce il progetto “Primo intervento per la definizione dei parametri di maturità fenolica di vitigni a bacca rossa di interesse regionale”, finanziato da Veneto Agricoltura, di cui questa pubblicazione divulga i dati riferiti alle varietà di interesse veronese, che intende iniziare un percorso pilota con l’obiettivo generale di : a) Attivare un gruppo di lavoro interno a Veneto Agricoltura tecnicamente in grado di affrontare alcuni temi riguardo le problematiche enologiche di interesse regionale. In questo progetto si collauderanno tecniche di cantina e tecniche analitiche necessarie e la conduzione più opportuna delle microvinificazioni sperimentali del CeRVEG, riguardo alle sostanze polifenoliche. b) Sviluppare una collaborazione con il Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della Provincia di Verona in ordine all’utilizzo delle medesime procedure nell’affrontare l’attività di sperimentazione sulle sostanze polifenoliche, di relativa competenza. 4 c) Stimolare la discussione tra gli operatori vitivinicoli regionali per programmare interventi organici e condivisi sulle problematiche dei vini rossi di interesse veneto riguardo alle sostanze polifenoliche. I dati riferiti all’attività svolta presso il Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa, per quanto riguarda sia vecchie varietà che varietà “internazionali” di interesse Veneto, in corso di elaborazione, saranno oggetto di divulgazione, da parte di Veneto Agricoltura, nel corso dell’anno 2004. Stefano Soligo Responsabile Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Conegliano. 5 In un momento come l’attuale, in cui la concorrenza di Paesi nuovi produttori di vino si fa sempre più agguerrita, è di enorme importanza conoscere a fondo le potenzialità di un territorio vocato come la Valpolicella e dei suoi vitigni autoctoni – corvina, rondinella, corvinone, tanto per citare i principali - dai quali si ricavano vini “storici” e ormai famosi e ricercati in tutto il mondo come Valpolicella, Recioto e Amarone. Ciò non solo al fine di rispondere in maniera efficace alle sfide dei mercati internazionali, ma anche e soprattutto per imparare a valorizzare e ad esaltare nel migliore dei modi le caratteristiche delle nostre stesse uve, quali, ad esempio, il colore e la struttura polifenolica, elementi-chiave del successo dei vini moderni. Tale conoscenza che non può che venire da ricerche e sperimentazioni accurate e costanti, in grado di dare risposte ai quesiti e alle esigenze poste dalla stessa produzione – viticoltori e vinificatori insieme: per questo il Comitato Festa dei Vini Classici della Valpolicella è particolarmente lieto di presentare questa ricerca, come ulteriore dimostrazione del suo impegno a promuovere e divulgare gli studi che si compiono in Valpolicella. Un particolare ringraziamento va perciò all’Assessore all’Agricoltura della Provincia, Alberto Martelletto, da sempre in prima fila nella difesa e nella valorizzazione dei nostri prodotti vitivinicoli, e ad Emanuele Tosi, responsabile del Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della Provincia di Verona, che insieme ai suoi collaboratori ha svolto questo lavoro di ricerca con cura e grande professionalità. Dr .Giorgio Accordini Sindaco Comune di S.Pietro in Cariano Enol. Daniele Accordini Presidente Comitato Festa Vini Classici Valpolicella 6 Enol.Giuseppe Nicolis Assessore all’Agricoltura Comune di S.Pietro in Cariano Sommario 1. Introduzione pag. 9 1.1 Premessa 9 2. Obiettivo della ricerca 12 3. Materiali e metodi 13 3.1 Le varietà 13 3.1.1 Corvina Veronese 13 3.1.2 Rondinella 14 3.1.3 Enantio (Lambrusco a foglia frastagliata) 15 3.1.4 Cabernet Sauvignon 16 3.2 I vigneti 17 3.3 Rilievi viticoli 19 3.4 Rilievi vendemmiali 19 3.5 Protocollo di microvinificazione 20 3.6 Analisi del colore nei mosti e nei vini 21 3.6.1 Analisi dei polifenoli 21 3.6.2 Analisi degli antociani 22 3.6.3 Intensità e Tonalità 23 3.7 Analisi sensoriale dei vini 24 4. Risultati 25 4.1 Inquadramento climatico 25 4.2 Rilievi di campagna 27 4.3 Varietà “Corvina Veronese” 29 4.4 Varietà “Rondinella” 39 4.5 Varietà “Enantio” 48 4.6 Varietà “Cabernet Sauvignon” 54 5. Considerazioni conclusive 61 6. Bibliografia 63 7 8 1. Introduzione 1.1 Premessa I composti fenolici giocano un ruolo fondamentale in enologia. Essi sono responsabili di tutte le differenze presenti tra vini rossi e bianchi, specialmente per quanto riguarda il colore e il sapore dei vini rossi; possiedono proprietà antiossidanti e vitaminiche benefiche che proteggono i consumatori da disturbi cardiovascolari. Queste molecole sono localizzate in porzioni diverse dei grappoli d’uva e sono estratte durante il processo di vinificazione. Le loro strutture variano molto durante l’affinamento del vino in botte e in bottiglia, ma queste modificazioni non sono state ancora pienamente chiarite. Il vino, infatti, è una bevanda viva cioè non ha una composizione stabile e ben definita, ma evolve nel tempo attraverso un processo naturale di affinamento che si accompagna se ottenuto nelle giuste condizioni, ad un miglioramento organolettico del prodotto. La rapidità con cui questi cambiamenti avvengono è caratteristica di ciascun vino e dipende sia dalle condizioni esterne (fenomeni ossidativi, temperatura) sia dalla composizione specifica del vino. Il modo in cui un vino “invecchia” dipende dalla sua composizione fenolica caratterizzata dalla quantità totale di fenoli (D.O. 280), dal rapporto dei vari pigmenti (tannini/antocianine) e dal tipo di tannini (tannini dei vinaccioli, che sono procianidine con diversi livelli di polimerizzazione, e tannini delle bucce che presentano strutture più complesse). Le antocianine sono localizzate principalmente nelle bucce degli acini. Possono essere anche presenti nelle foglie, soprattutto al termine della stagione della crescita, anche se c’è una diversa distribuzione delle antocianine con una predominanza della cianidina. Queste molecole sono completamente assenti nella maggior parte delle uve bianche. Questi pigmenti sono localizzati nei vacuoli delle cellule della buccia. Dall’inizio dell’invaiatura alla completa maturazione dell’uva il contenuto dei composti fenolici aumenta. Le antocianine si accumulano raggiungendo un massimo a piena maturità che poi decresce se le uve surmaturano. La concentrazione dei tannini aumenta in modo comparabile, sebbene sia più elevata all’invaiatura. Anche se questo pattern di sviluppo è valido per tutte le varietà di uva e per la maggior parte delle condizioni presenti in vigneto, l’accumulo delle antocianine e i valori massimi di concentrazione raggiunti variano ampiamente in accordo con l’ambiente e il clima. Infatti, la massima 9 concentrazione di composti fenolici può coincidere con il valore massimo del rapporto zuccheri/acidità totale, ma potrebbe anche essere raggiunta in anticipo o in ritardo. Il concetto di maturità fenolica comprende non solo la concentrazione totale delle sostanze appartenenti a questa famiglia di composti, ma anche la loro struttura ed estraibilità durante la fermentazione. L’analisi del contenuto di antocianine e tannini nell’uva durante il periodo di maturazione è utilizzata per monitorare lo sviluppo di queste molecole e classificare i vigneti, o anche singoli appezzamenti, a seconda del loro contenuto in polifenoli. Teoricamente, se le condizioni di vinificazione sono comparabili, le uve con un elevato contenuto in antociani dovrebbero produrre vini con più colore, ma in realtà non è sempre così. Le uve, infatti, sono caratterizzate da un diverso potenziale di estrazione o “estraibilità” a seconda delle differenze nelle condizioni di maturazione e della varietà di uva. La nozione di estraibilità dipende dallo stato di maturità che controlla la rottura delle cellule delle bucce. Sebbene un’elevata concentrazione delle antocianine nelle bucce è necessaria per ottenere un vino molto colorato, questa non è l’unica condizione. Le cellule devono anche essere sufficientemente “deteriorate” per rendere queste molecole facilmente estraibili con tecnologie non aggressive. Raggiunta la maturità fenolica, le uve possiedono sia una elevata pigmentazione sia una buona capacità di rilascio di queste sostanze in vino. Numerosi sono i metodi suggeriti per valutare il contenuto dei polifenoli totali nelle uve, ma questi non sono in grado di prevedere in modo accurato il contenuto fenolico nei corrispondenti vini e nemmeno di stabilire il raggiungimento della maturità fenolica che potrebbe essere utile per la scelta della data della raccolta. Una metodica piuttosto semplice e che dà risultati sia completi sia facili da interpretare è stata suggerita da Glories. Il principio del metodo consiste in un’estrazione rapida delle antocianine dalle bucce, “dolce” in una prima fase e successivamente più marcata con la rottura delle barriere di diffusione cellulare. L’ambiente acido è utilizzato come vettore per facilitare l’estrazione. Infatti, Il mezzo acido danneggia le membrane cellulari rompendo i legami proteici con il conseguente rilascio del contenuto vacuolare. Tutte le antocianine sono quindi estraibili e solubilizzate nella soluzione a pH 1. A pH 3,2 l’estrazione è comparabile a quello che avviene in vasca. Se la membrana è digerita dagli enzimi presenti sull’uva i pigmenti sono rilasciati dai vacuoli e l’estrazione tende ad essere simile al caso precedente. La differenza tra i risultati ottenuti in presenza dei due pH riflette perciò la fragilità della membrana e il potenziale di estrazione dei pigmenti. Questo indica il livello di maturazione dell’uva. 10 E’ interessante notare che le antocianine ed i tannini sono estratti dalle bucce in condizioni simili; infatti, un estratto con un contenuto elevato di antocianine possiede anche un alto livello di tannini. Le antocianine perciò possono essere considerate come marker per i tannini nelle bucce. In questo lavoro è stato analizzato il potenziale polifenolico di vitigni autoctoni veronesi Corvina, Rondinella, Enantio e di uno internazionale, Cabernet Sauvignon, allo scopo di studiare la maturazione polifenolica di queste varietà rispetto alla tradizionale maturazione tecnologica. Per le uve Corvina e Rondinella sono stati individuati dei vigneti siti nella zona della Valpolicella classica, sia in pianura sia in collina, coltivati con la tradizionale forma di allevamento a pergola, mono o bilaterale, e a casarsa. Per l’Enantio i vigneti coltivati a pergola, sono stati individuati nella zona di coltivazione della Valdadige veronese. Lo studio sui polifenoli nelle uve e nei vini, iniziato nel 2002, è stato approfondito nel 2003 focalizzando l’attenzione su alcuni specifici aspetti della viticoltura e dell’enologia che influenzano la determinazione del colore dei vini. E’ stata considerata come riferimento la varietà di vite più importante per la produzione dei vini della Valpolicella, la Corvina, ed in particolare il clone ISV-CV 48 che attualmente è il più utilizzato nei nuovi impianti. La ricerca, tuttora in corso, ha preso in esame tre tipi di forme di allevamento, la pergola, il guyot e il casarsa. Attraverso campionamenti delle uve in filari coltivati presso il campo sperimentale della Provincia a San Floriano, è stata studiata la maturazione polifenolica dal periodo dell’invaiatura fino a quello postvendemmiale. L’evoluzione del contenuto polifenolico è stata seguita anche nella vinificazione, attraverso campionamenti effettuati dall’inizio della fermentazione alcolica fino all’imbottigliamento. Una parte delle uve è stata appassita per la produzione di vini Recioto e Amarone e campionamenti effettuati nel corso dell’appassimento serviranno per studiare la variazione del contenuto polifenolico durante questa fase. Le analisi realizzate con metodi spettrofotometrici e cromatografici, ancora in corso di svolgimento, riguardano il contenuto sia quantitativo sia qualitativo dei polifenoli e delle antocianine estratti dalle uve e presenti nei vini sperimentali. Infine, un interesse è stato rivolto ad uno specifico aspetto della vinificazione nella quale intervengono i lieviti come agenti della fermentazione alcolica. E’ stata analizzata l’evoluzione del contenuto degli antociani nel corso della vinificazione tradizionale con l’impiego di lieviti considerando la loro capacità di influenza sul colore. 11 2. Obiettivo della ricerca In considerazione dell’importanza che lo studio della maturazione polifenolica comporta nella qualità delle produzioni vitivinicole, Veneto Agricoltura, nel corso del 2002, ha promosso e finanziato un progetto denominato ”Primo intervento per la definizione dei parametri di maturità polifenolica di vitigni a bacca rossa di interesse regionale”. Nell’ambito di tale progetto, per la parte relativa a ”Intervento su varietà e/o cloni veronesi” è stata coinvolta la Provincia di Verona che attraverso il Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura ha realizzato la ricerca relativamente ad alcuni vitigni di interesse locale. La zona indagata corrisponde all’areale D.O.C. Valpolicella per le varietà “Corvina“ e “Rondinella” e all’areale D.O.C. Valdadige Terra dei Forti per la varietà “Enantio”. Il vitigno Cabernet Sauvignon (varietà di riferimento regionale) è stato analizzato in entrambe le zone di produzione. 12 3. Materiali e metodi La prova è stata eseguita sulle uve delle varietà Corvina Veronese e Rondinella prelevate in vigneti localizzati sia in pianura sia in collina nella zona della Valpolicella classica, coltivati con la tradizionale forma di allevamento a pergola, mono o bilaterale, ed a casarsa. Per l’Enantio i vigneti coltivati a pergola, sono stati localizzati nella zona della Valdadige veronese. Come “testimone” è stata considerata la varietà internazionale Cabernet Sauvignon (varietà di riferimento regionale), allevata a pergola. Una breve descrizione delle varietà considerate è riportata di seguito. 3.1 Le varietà 3.1.1 CORVINA VERONESE Il vitigno viene coltivato prevalentemente nel veronese, zona della Valpolicella e del Bardolino. Descrizione Germoglio ad apice espanso, lanugginoso, biancastro, con foglioline apicali spiegate, tomentose, verdi con riflessi bronzei. Foglia di media grandezza, pentagonale, quinquelobata, di colore verde intenso, poco tomentosa. Grappolo medio-piccolo, cilindrico-piramidale, con un’ala evidente, compatto, acino medio, elissoidale, di colore blu-nero, buccia di media consistenza, polpa succosa, di sapore semplice. Attitudini colturali Vitigno di buona vigoria, a germogliamento piuttosto tardivo, tralci lunghi poco ramificati, mediamente robusti ad internodi medi, vegetazione tendenzialmente equilibrata. Si adatta ai diversi tipi di terreno purché non troppo fertili ed umidi, anche calcarei; preferisce comunque quelli ben esposti e climi asciutti per una regolare e sana maturazione dell’uva. Allevamento e potatura Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura con preferenza per quelle lunghe e con una carica equilibrata di gemme per ceppo. Adeguate potature verdi permettono una regolare maturazione del grappolo. Vitigno sostanzialmente "delicato", si adatta difficilmente a forme di allevamento meccanizzabili. Produzione Media ed abbastanza costante. 13 Vendemmia Medio-tardiva. Può essere eseguita anche a macchina procedendo con cautela per non danneggiare i tralci Resistenza alle malattie Media, più sensibile alla Botritys soprattutto nei biotipi a grappolo serrato. 3.1.2 RONDINELLA Il vitigno viene coltivato prevalentemente nel veronese, zona della Valpolicella e del Bardolino. Descrizione La varietà è abbastanza omogenea, non ci sono differenze sostanziali fra i vari biotipi che la costituiscono. Germoglio ad apice espanso, verde-giallastro con sfumature rosate, poco peloso, con foglioline apicali spiegate, giallo-bronzee, profondamente lobate, pagina inferiore appena setolosa. Foglia di media grandezza, pentagonale, profondamente quinquelobata, pagina inferiore setolosa. Grappolo medio-grande, piramidale, alato, mediamente compatto; acino medio, sferoide, di colore nero violaceo, buccia molto pruinosa, consistente; polpa succosa, di sapore semplice, dolce. Attitudini colturali Vigoria buona, germogliamento medio, tralci lunghi ed abbastanza robusti, internodo lungo, vegetazione abbastanza equilibrata. Si adatta a diversi tipi di terreno e di clima essendo un vitigno piuttosto rustico. Allevamento e potatura Si adatta alle diverse forme più o meno espanse di allevamento preferendo le potature medio-lunghe e piuttosto ricche. Accetta nelle varie fasi vegetative ogni tipo di meccanizzazione e le forme per la meccanizzazione integrale. Produzione Abbondante e costante. Vendemmia Un po’ tardiva, si adatta ai diversi sistemi di vendemmia meccanica. Resistenza alle malattie Molto buona, sopporta un lungo appassimento in fruttaio. 14 3.1.3 ENANTIO (Lambrusco a foglia frastagliata) Viene coltivato in Valdadige nella zona compresa tra Ala e la chiusa di Rivalta dove viene vinificato in purezza dando origine all’omonimo vino. Descrizione Germoglio ad apice espanso, aracnoide, di colore verde biancastro, con orli rosati. Foglia di medio grandi dimensioni, pentagonale, lanceolata, quinquelobata, di colore verde intenso con lembo a gronda. Grappolo medio, piramidale, con una o due ali, mediamente compatto, acino medio, subrotondo, di colore blu-nero, buccia sottile e coriacea molto pruinosa. Attitudini colturali Vitigno di buona vigoria, a germogliamento medio tardivo, tralci lunghi poco ramificati, mediamente robusti ad internodi medi. Si adatta ai diversi tipi di terreno purché non troppo fertili, anche se predilige i terreni sabbiosi; preferisce comunque quelli ben esposti e climi asciutti per una regolare e sana maturazione dell’uva. Per il germogliamento tardivo sfugge ai danni delle gelate primaverili Allevamento e potatura Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura con preferenza per quelle lunghe e con una carica equilibrata di gemme per ceppo. Adeguate potature verdi permettono una regolare maturazione del grappolo. Produzione Medio elevata. Vendemmia Tardiva. Resistenza alle malattie Media, più sensibile alla peronospora meno alla Botritys cinerea, buona la resistenza al freddo invernale . 15 3.1.4 CABERNET SAUVIGNON Di origine francese, zona bordolese, il vitigno è diffuso nelle aree temperate-calde di tutto il mondo; introdotto inizialmente nelle Tre Venezie, ha trovato recentemente aree di coltura un po’ ovunque in Italia. Descrizione La varietà è abbastanza omogenea, le differenze riguardano la forma del grappolo e la tipicità del prodotto Germoglio ad apice espanso, lanugginoso, gialloverde-biancastro con evidenti sfumature rosate, con foglioline apicali spiegate, lanugginose. Foglia di media grandezza, pentagonale, quinquelobata con seni chiusi a bordi sovrapposti, quasi glabra. Grappolo medio-piccolo, cilindrico, spesso con un’ala evidente, mediamente compatto, acino medio, sferoide; buccia di colore blu-violaceo, consistente, polpa un po’ carnosa e di sapore leggermente erbaceo Attitudini colturali Vitigno mediamente vigoroso, a germogliamento medio-tardivo, tralci tendenzialmente assurgenti ad internodi medio-corti Si adatta ai climi temperati o comunque tendenzialmente asciutti o ventilati; al nord preferisce terreni ben esposti in collina e sassosi o argillosi e ben drenati in pianura. Non accetta terreni sensibilmente fertili ed umidi che indurrebbero la pianta complessivamente ad un scarsa lignificazione. Allevamento e potatura Si adatta alle diverse forme di allevamento e di potatura purché ridotte anche in funzione degli ambienti prescelti atti alla coltura. Si deve potare medio-lungo nel nord, mentre nel centro-sud può essere potato mediocorto. Molto importanti sono le operazioni a verde per creare un giusto equilibrio fra vegetazione e produzione. È indispensabile un equilibrato posizionamento dei tralci con legature che possono essere eseguite a mano o a macchina. Produzione Media e costante. Vendemmia Media; la vendemmia meccanica può trovare delle difficoltà nel nord ove si coltiva in controspalliera, mentre nel centro-sud può essere adottata nelle diverse forme di allevamento anche libere a cui il vitigno può adattarsi. Resistenza alle malattie Normale, può essere sensibile al disseccamento del rachide per cui si rende necessario un controllo del rapporto K/Mg nel terreno. 16 3.2 I vigneti Sono stati presi in considerazione 15 vigneti in due distinte aree con diverse condizioni colturali e pedoclimatiche. Per le varietà Corvina e Rondinella i vigneti sono stati individuati nell’areale della Valpolicella e la scelta è stata effettuata in collaborazione con i tecnici della Cantina Sociale di Negrar. Non è stata considerata l’area DOC Bardolino in quanto l’indagine sulla maturazione polifenolica è già in atto nell’ambito del progetto di zonazione viticola. Per quanto riguarda il vitigno Enantio, i vigneti sono stati selezionati in collaborazione con i tecnici del Consorzio di Tutela Valdadige Terre dei Forti. Inoltre per ogni area sono stati individuati dei vigneti coltivati con Cabernet Sauvignon scelta come varietà di riferimento regionale. Nella tabella 1 sono riportate le caratteristiche principali dei vigneti oggetto di studio. 17 Tabella 1 18 Azienda Località *Alt. Tipo di terreno Anno impianto 1 Arbizzano 300 medio impasto 1990 2 Castelrotto 105 argilloso/limoso 1988 3 JagoNegrar 250 medio impasto 1970 4 Cengia 110 argilloso 1990 5 San Peretto 260 medio impasto 1990 1 Arbizzano 300 medio impasto 1990 2P Castelrotto 180 argilloso/sabbioso 1980 2C Castelrotto JagoNegrar 180 argilloso/sabbioso 1985 250 medio impasto 1970 6 Rivalta 80 medio impasto 1960 7 Rivalta 80 sabbioso 1960 8 Rivalta 80 medio impasto 1960 3 2 Negarine 120 argilloso 1994 9 Rivalta 80 medio impasto 1991 10 Negrar 350 medio impasto 1990 * Alt., altitudine sul livello del mare; Irrig., irrigazione 0 Forma allevamento Pergola unilaterale inclinata Pergola unilaterale inclinata Pergola doppia Pergola doppia con cordone permanente Pergola doppia Pergola unilaterale inclinata Pergola unilaterale inclinata Casarsa Pergola doppia Pergola doppia Pergola doppia Pergola doppia Pergola doppia Pergola doppia Pergola doppia con cordone permanente *Irrig. Varietà Orientamento filari Interfilare no Corvina nord/sud inerbito no Corvina est/ovest inerbito no Corvina nord/sud inerbito si Corvina nord/sud inerbito si Corvina est/ovest inerbito no Rondinella est/ovest inerbito no Rondinella est/ovest inerbito no Rondinella nord/sud inerbito no Rondinella est/ovest inerbito si Enantio nord/sud inerbito si Enantio nord/sud inerbito Enantio nord/sud inerbito nord/sud inerbito nord/sud inerbito est/ovest inerbito si si si no Cabernet sauvignon Cabernet sauvignon Cabernet sauvignon 3.3 Rilievi viticoli Nei vigneti oggetto di studio si è provveduto ad individuare per ciascun vigneto un filare rappresentativo sul quale sono stati rilevati i principali parametri vegeto-produttivi: numero di gemme, fertilità reale e potenziale dalla 1° alla 3° gemma, fertilità reale e potenziale dalla 4° gemma in poi, fertilità reale e potenziale media. Inoltre è stata valutata la produzione per ceppo considerando i Kg di uva prodotta, il peso medio per ceppo e per grappolo. I dati relativi a questi rilievi sono riportati nelle tabelle descritte al paragrafo 4.2 nella sezione dei risultati. 3.4 Rilievi vendemmiali L’uva vendemmiata proveniente dai diversi vigneti è stata conferita presso la cantina del Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura della Provincia di Verona a San Floriano. Dopo l’ammostatura sono state eseguite in laboratorio, sui campioni freschi, le seguenti analisi: zuccheri (°Brix), pH e acidità totale (g/L in acido tartarico), tramite rifrattometro elettronico, pHmetro e titolatore manuale. 19 3.5 Protocollo di microvinificazione Il protocollo di microvinificazione che è stato utilizzato è quello che si usa normalmente in analoghe prove di microvinificazione ed è descritto nello schema riportato di seguito. I vini sperimentali ottenuti al termine delle prove non sono stati corretti per non alterare i composti relativi al colore e sono stati analizzati riguardo i principali parametri chimici. Tipologia di raccolta Manuale, in cassette. Quantitativo di uva raccolta e conferita in cantina 2 quintali circa per tesi. Operazioni effettuate al conferimento in cantina 1. pigiadiraspatura soffice. 2. SO2 addizionata: 5 g/hl. 3. prelievo campione di mosto per le analisi (zucchero, acidità titolabile, pH). Inoculo lieviti Addizionato LSA (Lievito secco attivo), previa reidratazione come da istruzioni riportate in etichetta. Condotta della fermentazione Temperatura di fermentazione minima: 25 °C. Dopo 48 ore di fermentazione: T° massima 30 °C. Rimontaggi: 2 al giorno. Délestages: a metà fermentazione. Durata della macerazione 7 giorni. Svinatura Pressatura soffice delle vinacce (2 atm) con incorporo del vino di pressa. Travaso con aerazione Effettuato 24 ore dopo la pressatura Un secondo travaso è stato eseguito 48 ore dopo il primo. Fermentazione malolattica (FML) Inoculo di batteri ad inoculo diretto dopo due travasi. Temperatura di fermentazione: 18 - 22° C. Monitoraggio del processo fermentativo con kit enzimatici. Fine FML 1. travaso. 2. SO2 addizionata: 2-4 g/hl, in relazione al pH, subito dopo il travaso. 3. travasi:uno nel mese di novembre e un secondo travaso in dicembre. 20 3.6 Analisi del colore nei mosti e nei vini Per la determinazione del contenuto polifenolico delle uve è stato eseguito per ciascuna tesi un campionamento di 200 acini prelevati casualmente da un certo numero di grappoli rappresentativi. Le soluzioni utilizzate nel procedimento analitico sono riportate di seguito: - soluzione HCl 0,1 N; - soluzione tampone pH 3,2 (5 g/L di acido tartarico; correggere a pH 3,2 con NaOH 10N); - soluzione HCl 1 N; - soluzione tampone pH 3,5 (303,5 ml di fosfato bisodico diidrato 0,2 M + 696,5 ml di acido citrici 0,1 M). Protocollo operativo Il metodo che è stato utilizzato per questa analisi ha richiesto un campione di acini con pedicello che sono stati frullati in modo da ottenere una purea grossolana. Sono stati determinati zuccheri (°Brix), e acidità totale, espressa come g/L in acido tartarico, tramite rifrattometro elettronico e titolatore manuale. Inoltre è stata effettuata una misura della densità del succo ottenuto. Per ciascun campione frullato sono state pesate due frazioni (A e B) di 50 g ciascuna trattate come segue: A) 50 g + volume (ml) di HCl 0,1 N in base alla densità del succo misurata B) 50 g + volume (ml) di soluzione a pH 3,2 in base alla densità del succo misurata. I campioni sono stati posti in agitazione continua per 4 ore, filtrati su garza e quindi centrifugati. 3.6.1 Analisi dei polifenoli Si costruisce una curva di taratura con acido gallico preparando una soluzione madre di 10 g/l in etanolo 15%. Da questa soluzione si prelevano 2,5 ml (= 500 mg/l); 5,0 ml (= 1000 mg/l); 10 ml (= 2000 mg/l); 15 ml (= 3000 mg/l); 20 ml (= 4000 mg/l) e si trasferiscono in 5 matracci da 50 ml. Si porta ciascuna quantità a volume con H2O, si mescola e si pipetta 1 ml di ogni soluzione in altri 5 matracci da 50 ml per diluire 1:50 con H2O. Si leggono, quindi, allo 21 spettrofotometro a 280 nm usando cuvette per UV. In base alle assorbanze rilevate si costruisce la curva di taratura. L’analisi dei polifenoli ha previsto una diluizione dei campioni (1:50); la lettura spettrofotometrica è stata effettuata a 280 nm in cuvette per UV utilizzando l’acqua monodistillata come bianco e in base alla curva di taratura sono state lette le assorbanze. I polifenoli sono stati espressi come mg/l di acido gallico. 3.6.2 Analisi degli antociani Si costruisce una curva di taratura pesando 100 mg di cianidina cloruro in un matraccio da 10 ml per ottenere una soluzione madre di 1 mg/ml portando a volume di 10 ml con etanolo al 15%; si ottiene una soluzione madre corrispondente a 1000 mg/l. Si trasferiscono 5,0 ml dal primo matraccio al secondo e portare a volume di 10 ml con etanolo al 15% e così di seguito per altre due volte. Si ottengono le seguenti concentrazioni: matraccio 1 - 1000 mg/l matraccio 2 - 500 mg/ matraccio 3 - 250 mg/l matraccio 4 - 125 mg/l 22 Si leggono queste soluzioni allo spettrofotometro a 525 nm. In base alle assorbanze rilevate si costruisce la curva di taratura. L’analisi degli antociani ha previsto una diluizione dei campioni (1:5). Sono state utilizzate due beute (A e B) da 50 ml e si è trasferito 1 ml di diluito in ciascuna beuta. Nella beuta A sono stati aggiunti 10 ml di HCl 1N e nella beuta B 10 ml di soluzione tampone a pH 3,5. I campioni così ottenuti sono stati letti allo spettrofotometro (A contro B) e dalla assorbanza, in base alla curva di taratura, è stata determinata la quantità di antociani nel vino. Gli antociani si esprimono in milligrammi di cianidina cloruro per litro. 3.6.3 Intensità e Tonalità I campioni di uva, preparati come descritto nel protocollo operativo, dopo la fase di estrazione e di centrifugazione, sono stati analizzati riguardo l’influenza del colore rosso (dovuto agli antociani), del giallo (dovuto ai tannini) e del blu, effettuando delle letture spettrofotometriche alle lunghezze d’onda convenzionali di 420, 520 e 620 nm. I corrispondenti valori di D.O. (densità ottica) letti allo spettrofotometro sono riportati nelle tabelle descritte nella sezione dei risultati. Nel caso dell’analisi del colore nei vini ottenuti alla fine del processo di vinificazione è stato utilizzato lo stesso protocollo nel quale, ovviamente, sono state escluse le fasi iniziali di preparazione del campione. I vini sono stati analizzati anche riguardo la loro intensità colorante e tonalità calcolando la somma e il rapporto delle densità ottiche alle lunghezze d’onda considerate (D.O. 420, D.O. 520, D.O. 620). 23 3.7 Analisi sensoriale dei vini I vini sperimentali ottenuti al termine delle prove di microvinificazione sono stati sottoposti, dopo l’imbottigliamento, ad analisi sensoriale effettuata da un panel di 5 degustatori. Nella scheda sensoriale utilizzata è stato espresso un giudizio di preferenza sul colore indicando anche una valutazione sulle sensazioni olfattive e gustative. A ciascuno dei vini è stato attribuito un punteggio da 0 a 10. I risultati ottenuti sono stati espressi come valori medi. 24 4. Risultati 4.1 Inquadramento climatico I vigneti oggetto di indagine sono ubicati in due macroaree: la Valpolicella e la Valdadige. I dati meteorologici, contenuti nelle tabelle 2, 3, 4 e 5 riportate di seguito, sono riferiti, per la zona della Valpolicella, alla stazione di rilevamento situata a San Pietro in Cariano (220 m s.l.m.), e per la zona della Valdadige, alla stazione di Dolcè (105 m s.l.m.). L’andamento climatico del 2002, durante il periodo vegetativo della vite (Aprile-Settembre), è risultato alquanto diverso da quello medio registrato nei dieci anni precedenti presi in considerazione (1992-2001). Infatti, per entrambe le zone considerate, è stato di gran lunga più piovoso della media osservata nelle annate precedenti, soprattutto nel periodo vegetativo Aprile–Settembre dove le precipitazioni, ad esclusione dei mesi di Giugno e Settembre, sono risultate sensibilmente superiori (in Valpolicella 667,6 mm contro una media di 455,3 mm e in Valdadige 711,6 mm rispetto alla media di 589,4 mm). Le temperature, sia quelle medie sia le massime, risultano superiori di 1-2°C alla media nel mese di Giugno, mentre sono state inferiori nel mese di Agosto di circa 1°C per entrambe le stazioni. Nel 2002 è stata registrata una umidità relativa maggiore alla media decennale, soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto e, per la sola Valpolicella, anche nel mese di Settembre, mentre, per la zona della Valdadige, è risultata inferiore alla media nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno. 25 Tabella 2. San Pietro in Cariano: dati meteorologici medi 1992-2001 per i mesi di Aprile – Settembre. Mesi Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Temperatura media (°C) 12,4 18,1 21,0 23,3 23,5 17,8 Temperatura minima (°C) 6,7 11,7 14,3 16,5 16,8 11,9 Temperatura massima (°C) 18,2 24,5 27,4 29,9 30,4 24,5 Precipitazioni Umidità relativa (mm) media (%) 68,7 73 69,7 71 80,4 71 71,4 68 68,0 69 97,1 78 Precipitazioni medie del periodo Aprile - Settembre: 455,3 mm.; precipitazioni totali medie annuali 865,4 mm Tabella 3. San Pietro in Cariano: dati meteorologici medi del 2002 per i mesi di Aprile – Settembre. Mesi Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Temperatura media (°C) 12,5 17,7 23,1 23,1 22,2 17,5 Temperatura minima (°C) 7 11,4 16,2 16,6 16 11,8 Temperatura massima (°C) 17,7 23,8 29,6 30 29,4 24,4 Precipitazioni (mm) 115,4 119,6 61,6 127,6 157,6 85,8 Umidità relativa media (%) 71 75 71 72 78 80 Precipitazioni medie del periodo Aprile–Settembre: 667,6 mm; precipitazioni totali medie annuali 1031,8 mm. Tabella 4. Dolcè: dati meteorologici medi 1992-2001 per i mesi di Aprile – Settembre. Mesi Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Temperatura media (°C) 12,3 17,8 20,8 23,0 23,1 17,5 Temperatura minima (°C) 7,2 12,5 15,0 17,0 17,6 12,9 Temperatura massima (°C) 18,1 24,2 27,4 30,1 30,4 24,3 Precipitazioni (mm) 91,2 96,4 97,3 92,2 87,1 125,1 Umidità relativa media (%) 71,4 73,7 71,9 70,6 71,5 80,9 Precipitazioni medie del periodo Aprile-Settembre: 589,4 mm.; precipitazioni totali medie annuali 1006,4 mm. Tabella 5. Dolcè: dati meteorologici medi del 2002 per i mesi di Aprile – Settembre. Mesi Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Temperatura media (°C) 12,6 17,3 22,7 22,7 21,8 17,3 Temperatura minima (°C) 7,7 12,1 16,8 17,3 16,9 13,2 Temperatura massima (°C) 18,0 23,5 29,3 29,6 28,5 23,6 Precipitazioni (mm) 113,6 168,8 72,6 115,6 173,8 67,2 Umidità relativa media (%) 65 68 67 75 79 80 Precipitazioni medie del periodo Aprile – Settembre: 711,6 mm; precipitazioni totali medie annuali 1160 mm. 26 4.2 Rilievi di campagna Nelle tabelle 6, 7, 8 e 9 riportate di seguito, sono mostrati i dati relativi ai rilievi effettuati durante il 2002 nella fase vegetativa, vendemmiale e post-vendemmiale. Tabella 6. Fertilità. Vigneto n° gemme Fertilità reale 1°-3° gemma Fertilità potenziale 1°-3° gemma Fertilità reale > 4° gemma Fertilità potenziale > 4° gemma Fertilità reale media Fertilità potenziale media Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 Corvina 4 Corvina 5 Rondinella 1 Rondinella 2C Rondinella 2P Rondinella 3 Enantio 6 Enantio 7 Enantio 8 Cabernet Sauvignon 2 Cabernet Sauvignon 9 Cabernet Sauvignon 10 19 29 35 31 30 14 26 23 46 37 44 48 22 26 42 0,37 0,31 0,18 0,42 0,37 0,60 0,60 0,13 0,13 0,82 0,77 0,88 0,69 0,93 0,53 0,58 0,76 0,48 0,90 0,63 1,00 1,23 0,80 0,48 1,29 1,30 1,47 1,52 1,56 1,14 0,50 1,08 1,03 0,97 0,82 1,14 1,26 1,11 1,00 2,00 1,75 2,07 1,47 1,78 1,28 0,54 1,11 1,07 1,01 0,83 1,19 1,39 1,22 1,14 1,91 1,71 1,90 1,57 1,84 1,47 0,46 0,84 0,76 0,76 0,65 0,94 0,94 0,72 0,78 1,51 1,37 1,63 1,16 1,29 1,03 0,55 1,03 0,98 0,98 0,77 1,17 1,34 1,16 1,08 1,72 1,58 1,79 1,53 1,72 1,39 Tabella 7. Produzione per ceppo e per grappolo. Campioni Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 Corvina 4 Corvina 5 Rondinella 1 Rondinella 2C Rondinella 2P Rondinella 3 Enantio 6 Enantio 7 Enantio 8 Cabernet Sauvignon 2 Cabernet Sauvignon 9 Cabernet Sauvignon 10 Uva (Kg.) n. ceppi 175,00 175,30 101,00 210,00 173,00 112,00 151,25 137,25 172,00 203,00 204,00 210,00 197,15 216,00 127,00 27 90 45 47 39 53 27 22 42 21 22 37 22 84 42 42 Peso medio per ceppo (Kg.) 1,94 3,90 2,15 5,38 3,26 4,15 6,88 3,27 8,19 9,23 5,51 9,55 2,35 5,14 3,02 Peso medio grappolo (g.) 211,50 291,30 207,10 284,00 372,30 220,30 291,80 298,50 308,90 306,20 218,20 280,30 150,60 190,72 237,50 Tabella 8. Analisi vendemmiali effettuate sulle masse vinificate. Campioni Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 Corvina 4 Corvina 5 Rondinella 1 Rondinella 2C Rondinella 2P Rondinella 3 Enantio 6 Enantio 7 Enantio 8 Cabernet Sauvignon 2 Cabernet Sauvignon 9 Cabernet Sauvignon 10 data °Brix 27/9 19/9 26/9 19/9 26/9 27/9 1/10 1/10 26/9 1/10 1/10 2/10 17/9 2/10 26/9 17,70 21,74 20,33 20,39 21,40 19,15 18,44 19,68 18,23 20,61 21,32 20,47 20,86 19,80 19,47 Ac. totale (g/L acido tartarico) 12,30 10,80 9,40 9,35 9,00 7,60 7,20 6,60 6,70 8,85 9,00 12,00 11,20 11,60 10,45 pH 3,15 3,16 3,13 3,19 3,12 3,15 3,27 3,40 3,14 3,23 3,20 3,25 3,18 3,40 3,11 Tabella 9. Analisi post-vendemmiali. Campioni Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 Corvina 4 Corvina 5 Rondinella 1 Rondinella 2C Rondinella 2P Rondinella 3 Enantio 6 Enantio 7 Enantio 8 Cabernet Sauvignon 2 Cabernet Sauvignon 9 Cabernet Sauvignon 10 data °Brix 3/10 20,36 27/9 2/10 3/10 9/10 9/10 19,61 22,07 20,38 19,60 20,09 8/10 23,66 8/10 27/9 8/10 2/10 21,47 21,33 21,10 21,67 n.d., non determinato. 28 Ac. totale (g/L acido tartarico) 10,60 n.d. n.d. 8,80 9,45 7,20 6,90 7,30 n.d. 11,25 n.d. 13,75 8,80 12,75 11,35 pH 3,21 3,25 3,16 3,13 3,27 3,27 3,36 3,24 3,31 3,35 3,18 4.3 Varietà “Corvina Veronese” Nei grafici riportati in seguito sono rappresentate le curve di maturazione tecnologica, zuccheri (°Brix) ed acidità totale (espressa come g/l di acido tartarico) e di maturità polifenolica (polifenoli ed antociani) delle cinque tesi della varietà “Corvina” prese in considerazione. Nei vigneti identificati con la sigla “Corvina 1” e “Corvina 5” l’epoca di vendemmia è risultata anticipata rispetto alla maturazione polifenolica in quanto il contenuto in polifenoli ed antociani nella bacca non aveva ancora raggiunto il valore massimo; il campionamento effettuato successivamente alla vendemmia, infatti, mostra valori più elevati. Nel caso del vigneto contrassegnato con la sigla “Corvina 2” la vendemmia è stata effettuata durante la fase di crescita della curva di accumulo dei polifenoli, ma non essendo disponibile il dato di post vendemmia, non è stato possibile conoscere se era stato raggiunto o meno il valore massimo. Nei vigneti “Corvina 3” e “Corvina 4” l’epoca di vendemmia è risultata essere, invece, tardiva rispetto al massimo di accumulo delle sostanze polifenoliche; infatti pur aumentando il contenuto della frazione zuccherina era già iniziata la fase di diminuzione dei polifenoli. Per ciascuna tesi è stato inoltre riportato il grafico relativo all’analisi delle D.O. (densità ottica) misurate alle lunghezze d’onda di 420, 520 e 620 nm. Nella tabella 10 sono elencati i valori relativi ai parametri analitici ottenuti dalle analisi dei vini delle microvinificazioni dei cinque vigneti di Corvina. Il titolo alcolimetrico denota una elevata variabilità tra le tesi, infatti è stato registrato un valore minimo di 8,90 % vol. per la “Corvina 1” fino ad un massimo di 11,88 % vol. per la “Corvina 2”. Anche nel caso dell’estratto secco è stato ottenuto un range di valori compresi tra un minimo di 22,9 g/l per la “Corvina 1” ed un massimo di 27,7 g/l per la “Corvina 2”. L’acidità totale titolabile risulta variare da un minimo di 6,40 g/l per la “Corvina 4” ad un massimo di 7,20 g/l per la “Corvina 1”. Anche il pH dei vini risulta essere diverso tra i campioni. L’analisi degli zuccheri residui evidenzia come tutti i vini abbiano concluso la fermentazione alcolica ed i dati relativi all’acido malico e lattico mostrano come in tutti i campioni sia avvenuta la fermentazione malolattica. Nella tabella 11 il contenuto in polifenoli nei vini mostra una variabilità compresa tra un minimo di 761 mg/l per la “Corvina 1” ed un massimo di 1091 mg/l per la “Corvina 3”. Il 29 contenuto in antociani varia da un minimo di 207 mg/l per la “Corvina 3” ad un massimo di 305 mg/l per la “Corvina 4”. Nell’analisi sensoriale dei vini (grafici a radar), tra i vari parametri presi in considerazione, è stata rivolta particolare attenzione a quelli relativi al colore; tra i campioni esaminati l’intensità maggiore è stata riscontrata nella “Corvina 2” e la minore nella “Corvina 4”, con una presenza importante in quest’ultima di riflessi aranciati. Questo è confermato anche dai dati analitici riportati nella tabella 11. Sono state rilevate differenze anche per la tonalità del colore dove il valore espresso è minimo nella “Corvina 2” e massimo nella “Corvina 4”. Riguardo l’analisi sensoriale nel complesso i vini risultano essere diversi tra di loro pur mantenendo i canoni di tipicità di questa varietà. 30 Vitigno “Corvina 1” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 03 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 04 /0 9/ 20 02 11 /0 9/ 20 02 0 30 /0 8/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia 30/8 4/9 11/9 18/9 27/9 3/10 ° brix 13,86 15,11 16,3 16,32 17,63 19,48 ac. totale (g/L di acido tartarico) 14,35 14,3 11,65 11,45 9,75 9,15 polifenoli (mg/L di acido gallico) 680 702 708 720 751 917 antociani (mg/L cianidina cloruro) 175 215 390 410 420 495 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 D.O. 420 03 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 11 /0 9/ 20 02 04 /0 9/ 20 02 30 /0 8/ 20 02 0 D.O. 520 D.O. 620 vendemmia 30/8 4/9 11/9 18/9 27/9 3/10 D.O. 420 nm 1,112 1,21 1,532 1,432 1,76 1,63 D.O. 520 nm 1,598 1,608 2,486 2,398 2,526 2,666 D.O. 620 nm 0,21 0,263 0,336 0,284 0,443 0,367 31 Vitigno “Corvina 2” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 brix 02 02 po lifeno li 9/ 20 9/ 20 anto ciani /0 /0 19 10 03 29 /0 /0 9/ 20 8/ 20 02 02 ac. to tale vendemmia 29/8 3/9 10/9 19/9 ° brix 17,44 20,73 20,98 21,2 ac. totale (g/L di acido tartarico) 11,65 8,85 7,7 7,2 Polifenoli (mg/L di acido gallico) 711 808 874 945 Antociani (mg/L cianidina cloruro) 210 410 415 600 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 02 02 9/ 20 20 19 D.O. 620 vendemmia 29/8 3/9 10/9 19/9 D.O. 420 nm 1,753 1,929 1,838 2,039 D.O. 520 nm 2,402 2,718 2,682 2,761 D.O. 620 nm 0,466 0,524 0,479 0,591 32 D.O. 420 D.O. 520 /0 9/ /0 10 03 29 /0 /0 8/ 9/ 20 20 02 02 0 Vitigno “Corvina 3” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 brix 20 02 20 02 9/ po lifeno li anto ciani /0 9/ 18 26 /0 9/ /0 12 05 29 /0 /0 9/ 8/ 20 02 20 02 20 02 ac.to tale vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 ° brix 15,98 18,55 19,08 20,12 20,21 ac.totale (g/L di acido tartarico) 10,35 7,9 7,8 7 7 polifenoli (mg/L di acido gallico) 714 854 1060 800 668 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 185 270 365 350 280 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 02 9/ D.O. 520 /0 26 18 12 05 20 02 9/ /0 9/ /0 9/ /0 20 02 20 02 20 02 20 8/ /0 29 D.O. 420 D.O. 620 vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 D.O. 420 nm 1,041 1,175 1,621 1,138 1,569 D.O. 520 nm 1,35 1,581 2,242 1,576 2,103 D.O. 620 nm 0,257 0,263 0,466 0,241 0,474 33 Vitigno “Corvina 4” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 20 02 20 02 ac.to tale 9/ po lifeno li /0 9/ 27 /0 19 /0 10 03 29 /0 /0 9/ 9/ 20 02 20 02 8/ 20 02 brix anto ciani vendemmia 29/8 3/9 10/9 19/9 27/9 17,59 18,38 18,56 19,57 20,81 ac.totale (g/L di acido tartarico) 9,4 8,75 7,75 7,15 6,45 polifenoli (mg/L di acido gallico) 722 780 857 805 702 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 70 115 380 350 200 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 D.O. 420 20 9/ 27 /0 19 10 vendemmia 29/8 3/9 10/9 19/9 D.O. 420 nm 1,732 1,799 2,047 1,795 1,95 D.O. 520 nm 2,026 2,118 2,315 1,645 2,134 D.O. 620 nm 0,457 0,501 0,6 0,532 0,613 34 D.O. 520 D.O. 620 /0 9/ 9/ /0 9/ /0 03 02 02 20 20 02 20 02 20 8/ /0 29 02 0 27/9 Vitigno “Corvina 5” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 02 /1 0/ 20 02 26 /0 9/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 12 /0 9/ 20 02 05 /0 9/ 20 02 0 29 /0 8/ 20 02 0 P o lifeno li A nto ciani vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 2/10 17,16 19,27 19,79 20,72 20,76 20,9 ac. totale (g/L di acido tartarico) 9,7 7,75 7,25 7 7 6,4 polifenoli (mg/L di acido gallico) 725 797 825 877 902 1108 antociani (mg/L cianidina cloruro) 190 265 310 310 345 345 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0/ /1 D.O. 620 02 26 18 D.O. 520 20 20 9/ /0 9/ /0 9/ /0 12 D.O. 420 02 02 02 20 02 20 20 9/ /0 05 29 /0 8/ 20 02 02 0 vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 2/10 D.O. 420 nm 1,135 1,389 1,369 1,403 1,405 1,625 D.O. 520 nm 1,755 1,922 2,163 1,919 1,829 2,274 D.O. 620 nm 0,242 0,324 0,326 0,345 0,363 0,37 35 Tabella 10. Analisi chimiche effettuate sui vini “Corvina”. Densità relativa Titolo alcolometrico Zuccheri riduttori Titolo alcolometrico totale Estratto secco totale Estratto secco netto Acidità volatile Acido malico Acido lattico Potassio Acido tartarico totale Acidità totale pH U.M. Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 a 20°C 0,99672 0,99574 0,99498 %vol a 20°C 8,90 11,88 10,77 g/l 1,1 2,7 1,3 Corvina 4 0,99569 10,96 2,4 Corvina 5 0,99450 11,03 1,5 %vol a 20°C 8,97 12,04 10,85 11,10 11,12 g/l g/l g/l g/l g/l mg/l g/l g/l 23,0 22,9 0,47 0,21 3,96 774 2,48 7,20 3,31 29,4 27,7 0,56 0,40 3,22 902 2,41 6,85 3,45 24,2 23,9 0,38 0,27 2,45 840 2,46 6,60 3,37 26,6 25,2 0,52 0,28 3,23 1030 2,03 6,40 3,57 23,7 23,2 0,42 0,20 2,42 690 2,52 7,00 3,25 U.M., unità di misura Tabella 11. Contenuto in polifenoli totali ed antociani nei vini “Corvina”. Vino Corvina 1 Corvina 2 Corvina 3 Corvina 4 Corvina 5 Polifenoli totali (g/L ac. gallico) Antociani (mg/L cianidina cloruro) D.O. 420 nm D.O. 520 nm D.O. 620 nm Intensità colorante Tonalità 761 227 1,440 2,003 0,407 3,85 0,719 1047 285 2,279 3,189 0,775 6,243 0,714 1091 207 1,336 1,647 0,342 3,325 0,811 918 305 1,298 1,353 0,306 2,957 0,959 1055 215 1,492 2,002 0,387 3,881 0,745 36 Grafici a radar relativi ai vini “Corvina”. Corvina 1 intensità visiva 10 armonia riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato Corvina 2 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 37 Corvina 3 armonia intensità visiva 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato Corvina 4 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 38 Corvina 5 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 4.4 Varietà “Rondinella” Nei grafici rappresentati di seguito sono mostrate le curve di maturazione tecnologica, zuccheri (°Brix) ed acidità totale (espressa come g/l di acido tartarico) e di maturità polifenolica (polifenoli ed antociani) delle quattro tesi della varietà “Rondinella”. Nel vigneto identificato con la sigla “Rondinella 1”, l’epoca di vendemmia è risultata anticipata rispetto alla maturazione polifenolica in quanto il contenuto in polifenoli ed antociani non aveva ancora raggiunto il valore massimo come evidenziato dai valori ottenuti nel campione analizzato successivamente all’epoca di raccolta. Nel vigneto “Rondinella 3” la vendemmia è risultata tardiva in quanto realizzata in epoca successiva rispetto al valore massimo di accumulo delle sostanze polifenoliche. Nel caso dei vigneti contrassegnati con la sigla “Rondinella 2C” e “Rondinella 2P” la vendemmia è stata effettuata invece nel periodo ottimale di accumulo della frazione polifenolica. Per ciascuna tesi è stato inoltre riportato il grafico relativo all’analisi delle D.O. (densità ottica) misurate alle lunghezze d’onda di 420, 520 e 620 nm. Nella tabella 12 sono riportati i valori dei parametri delle analisi effettuate sui vini dei quattro vigneti di Rondinella. Il titolo alcolimetrico denota una certa variabilità tra le tesi, infatti è stato registrato un valore minimo di 9,94 % vol. per la “Rondinella 3” fino ad un 39 massimo di 11,12 % vol. per la “Rondinella 2P”; per l’estratto secco netto è stato ottenuto un range di valori compresi tra un minimo di 20,6 g/l per la “Rondinella 2C” un massimo di 22,2 g/l per la “Rondinella 2P”. L’acidità totale titolabile risulta variare da un minimo di 5,20 g/l per la “Rondinella 2P” ad un massimo di 5,80 per la “Rondinella 3”. Il pH risulta più elevato nel campione di “Rondinella 2P” rispetto alle altre tre tesi in esame. L’analisi degli zuccheri residui e dell’acido malico e lattico mostrano come tutti i vini abbiano concluso sia la fermentazione alcolica sia quella malolattica. Nella tabella 13 il contenuto in polifenoli nei vini presenta una variabilità compresa tra un minimo di 824 mg/l per la “Rondinella 2C” e un massimo di 1057 mg/l per la “Rondinella 2P”. Il contenuto in antociani varia da un minimo di 165 mg/l per la “Rondinella 2C” ad un massimo di 340 mg/l per la “Rondinella 1”. Nell’analisi sensoriale dei vini (grafici a radar) particolare attenzione è stata rivolta ai parametri relativi al colore; tra i campioni esaminati la maggiore intensità è stata riscontrata nella “Rondinella 1” e “Rondinella 2P” e la minore nella “Rondinella 3”. Tale differenza è confermata dai dati analitici riportati nella tabella 13. Differenze vi sono anche per la tonalità del colore dove il valore espresso è minimo nella “Rondinella 1” e massimo nella “Rondinella 2P”. L’analisi sensoriale dei vini ottenuti dalle microvinificazioni mette in evidenza come tutti i campioni rientrano nei caratteri di tipicità di questo vitigno pur evidenziando differenti intensità nei singoli descrittori. 40 Vitigno “Rondinella 1” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 03 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 11 /0 9/ 20 02 04 /0 9/ 20 02 0 29 /0 8/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia 29/8 4/9 11/9 18/9 27/9 3/10 16,41 17,53 17,78 19,03 19,31 20,2 ac. totale (g/L di acido tartarico) 8,5 8,2 8 6,4 5,99 5,6 polifenoli (mg/L di acido gallico) 691 794 794 802 874 940 antociani (mg/L cianidina cloruro) 295 525 580 594 650 710 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 D.O. 420 03 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 11 /0 9/ 20 02 04 /0 9/ 20 02 29 /0 8/ 20 02 0 D.O. 520 D.O. 620 vendemmia 29/8 4/9 11/9 18/9 27/9 3/10 D.O. 420 nm 1,696 1,886 1,942 2,114 1,765 2,397 D.O. 520 nm 2,747 3,055 3,109 3,144 2,791 3,291 D.O. 620 nm 0,42 0,477 0,494 0,542 0,499 0,708 41 Vitigno “Rondinella 2C” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 09 /1 0/ 20 02 01 /1 0/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 03 /0 9/ 20 02 10 /0 9/ 20 02 0 27 /0 8/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia 27/8 3/9 10/9 18/9 1/10 9/10 ° brix 15,88 16,76 16,84 18,37 18,5 18,65 ac. totale (g/L di acido tartarico) 7,75 7,25 6,65 5,45 5,45 5,2 polifenoli (mg/L di acido gallico) 731 734 742 748 777 668 antociani (mg/L cianidina cloruro) 200 225 225 250 300 150 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 02 D.O. 420 20 02 /1 0/ D.O. 520 09 0/ 01 /1 9/ /0 18 10 20 02 20 02 20 /0 /0 03 /0 27 9/ 9/ 8/ 20 20 02 02 0 D.O. 620 vendemmia 27/8 3/9 10/9 18/9 1/10 9/10 D.O. 420 nm 1,535 1,393 1,676 1,554 1,484 1,399 D.O. 520 nm 1,961 1,623 2,021 1,968 1,611 1,415 D.O. 620 nm 0,427 0,364 0,525 0,486 0,459 0,44 42 Vitigno “Rondinella 2P” 2000 25 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 0/ /1 po lifeno li 09 01 18 10 ac. to tale 20 02 0/ /1 9/ /0 9/ /0 9/ /0 03 20 02 20 02 20 02 20 02 20 8/ /0 27 02 brix anto ciani vendemmia 27/8 3/9 10/9 18/9 1/10 9/10 17,97 18,26 18,86 19,42 19,77 20,36 ac. totale (g/L di acido tartarico) 6 6 5,25 5 5 4,5 polifenoli (mg/L di acido gallico) 745 745 814 845 888 780 antociani (mg/L cianidina cloruro) 230 295 355 510 515 325 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 D.O. 420 09 /1 0/ 20 02 01 /1 0/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 10 /0 9/ 20 02 03 /0 9/ 20 02 27 /0 8/ 20 02 0 D.O. 520 D.O. 620 vendemmia 27/8 3/9 10/9 18/9 1/10 9/10 D.O. 420 nm 1,826 1,827 1,798 1,976 1,973 2,119 D.O. 520 nm 2,478 2,373 2,216 2,606 2,369 2,411 D.O. 620 nm 0,523 0,508 0,565 0,638 0,622 0,633 43 Vitigno “Rondinella 3” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 02 9/ anto ciani 26 18 12 po lifeno li /0 9/ /0 9/ /0 9/ /0 05 ac. to tale 20 02 20 02 20 02 20 02 20 8/ /0 29 brix vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 ° brix 15,31 16,96 17,35 18,1 18,61 ac. totale (g/L di acido tartarico) 8,35 6,55 5,8 5,75 5 polifenoli (mg/L di acido gallico) 640 897 877 660 654 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 210 300 325 220 185 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 20 9/ 9/ D.O. 520 26 /0 /0 18 12 D.O. 420 02 02 20 02 20 9/ /0 9/ /0 05 29 /0 8/ 20 20 02 02 0 D.O. 620 vendemmia 29/8 5/9 12/9 18/9 26/9 D.O. 420 nm 1,445 1,194 1,45 1,28 1,146 D.O. 520 nm 1,915 1,584 1,821 1,444 1,264 D.O. 620 nm 0,427 0,305 0,435 0,385 0,344 44 Tabella 12. Analisi chimiche effettuate sui vini “Rondinella”. Densità relativa Titolo alcolometrico a 20°C %vol a 20°C Rondinella 1 0,99418 10,37 Zuccheri riduttori g/l 1,1 1,1 1,1 1,1 %vol a 20°C 10,44 10,09 11,12 9,94 g/l g/l g/l g/l g/l mg/l g/l g/l 20,9 20,8 0,48 0,18 2,40 930 2,29 5,75 3,47 20,6 20,5 0,40 0,17 2,23 898 2,46 5,50 3,43 22,2 22,1 0,38 0,22 2,72 1310 2,21 5,20 3,64 21,1 21,0 0,36 0,19 1,93 850 2,64 5,80 3,44 U.M. Titolo alcolometrico totale Estratto secco totale Estratto secco netto Acidità volatile Acido malico Acido lattico Potassio Acido tartarico totale Acidità totale pH Rondinella 2C 0,99446 10,02 Rondinella 2P 0,99386 11,05 Rondinella 3 0,99494 9,87 U.M., Unità di misura Tabella 13. Contenuto in polifenoli ed antociani nei vini “Rondinella”. Vino Rondinella 1 Rondinella 2C Rondinella 2P Rondinella 3 Polifenoli totali (g/L ac. gallico) Antociani (mg/L cianidina cloruro) D.O. 420 nm D.O. 520 nm D.O. 620 nm Intensità colorante Tonalità 875 340 1,664 2,271 0,527 4,462 0,733 824 165 1,316 1,616 0,431 3,363 0,814 1057 332 1,795 1,804 0,557 4,156 0,995 897 227 1,078 1,306 0,279 2,663 0,825 45 Grafici a radar relativi ai vini “Rondinella”. Rondinella 1 intensità visiva 10 armonia riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato Rondinella 2C armonia intensità visiva 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 46 Rondinella 2P armonia intensità visiva 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale Rondinella 3 fruttato intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 47 4.5 Varietà “Enantio” Nei grafici seguenti sono riportate le curve relative a maturazione tecnologica, zuccheri (°Brix) ed acidità totale (espressa come g/l di acido tartarico), e di maturità polifenolica (polifenoli ed antociani) delle tre tesi considerate della varietà “Enantio”. In tutti i vigneti oggetto di studio, identificati con la sigla “Enantio 6”, “Enantio 7” e “Enantio 8”, l’epoca di vendemmia è risultata tardiva rispetto alla maturazione polifenolica; infatti, aveva già avuto inizio la fase di diminuzione del contenuto in polifenoli mentre era ancora in fase di incremento la frazione zuccherina. Per ciascuna tesi è inoltre riportato il grafico relativo all’analisi delle D.O. (densità ottica) misurate alle lunghezze d’onda di 420, 520 e 620 nm. Nella tabella 14 sono mostrati i valori dei parametri analitici relativi ai vini microvinificati. Le analisi presentano una variabilità tra le tesi non rilevante riguardo i valori del titolo alcolometrico, l’estratto secco, l’acidità totale titolabile ed il pH. L’analisi degli zuccheri residui evidenzia, anche in questo caso, come tutti i vini abbiano concluso la fermentazione alcolica ed i dati relativi all’acido malico e lattico mostrano come in tutti i campioni sia avvenuta la fermentazione malolattica. Nella tabella 15 il contenuto in polifenoli nei vini mostra una variabilità compresa tra un minimo di 1281 mg/l per l’“Enantio 6” ed un massimo di 1604 mg/l nel caso dell’ “Enantio 7”. Il contenuto in antociani varia da un minimo di 570 mg/l per l’“Enantio 8” a un massimo di 860 mg/l per l’“Enantio 7”. Nell’analisi sensoriale (grafici a radar) non è stata riscontrata una variabilità importante tra le tre tesi. Differenze nell’intensità colorante risultano esclusivamente dai dati analitici riportati nella tabella 15, in cui il valore minimo corrisponde all’“Enantio 8” ed il valore massimo all’“Enantio 6”. Non vi sono differenze nemmeno per la tonalità del colore dove i differenti valori ottenuti non risultano essere discriminanti. 48 Vitigno “Enantio 6” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 brix 02 02 po lifeno li 20 20 0/ 0/ antociani 01 08 /1 /1 9/ /0 27 18 10 /0 /0 9/ 20 20 20 9/ 02 02 02 ac. to tale vendemmia 10/9 18/9 27/9 1/10 8/10 ° brix 19,08 19,6 19,93 20,61 22,09 ac. totale (g/L di acido tartarico) 8,75 8,65 7,25 7,15 7,1 polifenoli (mg/L di acido gallico) 1274 1340 1734 1540 1351 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 1005 1020 1432 1115 1055 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 02 20 02 vendemmia 10/9 18/9 27/9 1/10 8/10 D.O. 420 nm 2,748 3,604 2,815 2,843 3,171 D.O. 520 nm 3,444 3,453 3,455 3,359 3,449 D.O. 620 nm 0,744 1,038 0,792 0,806 0,98 49 D.O. 520 D.O. 620 08 01 27 /1 /0 /1 9/ 0/ 0/ 20 02 20 20 9/ /0 18 10 /0 9/ 20 02 02 D.O. 420 Vitigno “Enantio 7” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 brix 02 ac. to tale 20 02 20 po lifeno li 0/ 9/ anto ciani /1 /0 01 27 10 18 /0 /0 9/ 9/ 20 20 02 02 0 vendemmia ° brix 10/9 18/9 27/9 1/10 18,05 19,37 19,89 20,4 ac. totale (g/L di acido tartarico) 8,5 7,95 7,15 6,7 polifenoli (mg/L di acido gallico) 1280 1334 1350 1217 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 1010 1075 1100 1050 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 20 02 02 20 27 01 /1 /0 0/ 9/ 20 18 10 /0 /0 9/ 9/ 20 02 02 0 D.O. 520 D.O. 620 vendemmia 10/9 18/9 27/9 1/10 D.O. 420 nm 2,62 3,107 2,8 2,812 D.O. 520 nm 3,338 3,41 3,33 3,324 D.O. 620 nm 0,693 0,91 0,881 0,771 50 D.O. 420 Vitigno “Enantio 8” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 brix ac. to tale 08 /1 0/ 20 02 02 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 19 /0 9/ 20 02 10 /0 9/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia ° brix 10/9 19/9 27/9 2/10 8/10 16,19 18,18 19,3 19,74 19,91 ac. totale (g/L di acido tartarico) 11,9 10,7 9,75 9,7 8,8 polifenoli (mg/L di acido gallico) 1160 1131 1248 1291 1251 antociani (mg/L di cianidina cloruro) 455 735 820 935 810 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 02 0/ /1 /1 08 02 27 D.O. 620 vendemmia 10/9 19/9 27/9 2/10 8/10 D.O. 420 nm 2,052 2,399 2,687 2,612 2,731 D.O. 520 nm 3,309 3,313 3,448 3,345 3,438 D.O. 620 nm 0,435 0,529 0,658 0,831 0,743 51 D.O. 420 D.O. 520 0/ 20 20 02 02 20 9/ /0 9/ /0 19 10 /0 9/ 20 20 02 02 0 Tabella 14. Analisi chimiche effettuate sui vini “Enantio”. Densità relativa Titolo alcolometrico Zuccheri riduttori Titolo alcolometrico totale Estratto secco totale Estratto secco netto Acidità volatile Acido malico Acido lattico Potassio Acido tartarico totale Acidità totale pH U.M. a 20°C %vol a 20°C g/l %vol a 20°C Enantio 6 0,99497 11,49 1,4 11,57 Enantio 7 0,99452 11,88 1,5 11,97 Enantio 8 0,99529 11,30 1,7 11,40 g/l g/l g/l g/l g/l mg/l g/l g/l 26,6 26,2 0,39 0,13 3,30 1220 2,74 5,95 3,53 26,3 25,8 0,38 0,20 3,10 1140 2,75 6,05 3,56 26,8 26,1 0,48 0,17 3,91 1142 2,52 6,30 3,54 U.M., unità di misura Tabella 15. Contenuto in polifenoli ed antociani nei vini “Enantio”. Vino Enantio 6 Enantio 7 Enantio 8 Polifenoli totali (g/L ac. gallico) Antociani (mg/L cianidina cloruro) D.O. 420 nm D.O. 520 nm D.O. 620 nm Intensità colorante Tonalità 1538 782 3,221 3,372 1,317 7,91 0,955 1604 860 3,179 3,436 1,098 7,713 0,925 1281 570 2,834 3,223 0,93 6,987 0,879 52 Grafici a radar relativi ai vini “Enantio”. Enantio 6 intensità visiva 10 armonia riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato Enantio 7 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 intensità olfattiva acido intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 53 Enantio 8 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 4.6 Varietà “Cabernet Sauvignon” Nei grafici di seguito riportati sono rappresentate le curve di maturazione tecnologica, zuccheri (°Brix) ed acidità totale (espressa come g/l di acido tartarico) e di maturità polifenolica (polifenoli ed antociani) delle tre tesi della varietà “Cabernet Sauvignon”. Nel vigneto “Cabernet Sauvignon 9” l’epoca di vendemmia è risultata anticipata rispetto alla maturazione polifenolica in quanto il contenuto in polifenoli ed antociani nella bacca non aveva ancora raggiunto il massimo, come dimostra il valore più elevato registrato nel campionamento successivo alla vendemmia. Nel vigneto di “Cabernet Sauvignon 10” l’epoca di vendemmia è risultata tardiva in quanto era già iniziata la fase di diminuzione del contenuto in polifenoli. Nel caso del vigneto contrassegnato da “Cabernet Sauvignon 2” la vendemmia è risultata ottimale ovvero realizzata nel momento di massima presenza di polifenoli. Per ciascuna tesi è stato riportato il grafico relativo all’analisi delle D.O. (densità ottica) misurate alle lunghezze d’onda di 420, 520 e 620 nm. Nella tabella 16 sono elencati i valori relativi ai parametri analitici ottenuti dai vini delle tre tesi Cabernet Sauvignon. Il titolo alcolimetrico denota una elevata variabilità tra le tesi, infatti è stato registrato un valore minimo di 10,62 % vol. per il “Cabernet Sauvignon 9” ed un massimo di 12,48 % vol. per il “Cabernet Sauvignon 10”. Per i valori relativi all’estratto secco non vi sono differenze importanti tra i tre campioni. 54 L’acidità totale titolabile risulta variare da un minimo di 5,45 g/l per il “Cabernet Sauvignon 2” ad un massimo di 6,95 g/l per la “Cabernet Sauvignon 10”. Anche il pH dei vini risulta essere sensibilmente diverso tra i campioni. Le analisi evidenziano inoltre come tutti i vini abbiano concluso la fermentazione alcolica e la fermentazione malolattica. Nella tabella 17 il contenuto in polifenoli nei vini mostra una variabilità compresa tra un massimo di 1474 mg/l per il “Cabernet Sauvignon 2” ed un minimo di 1015 mg/l per il “Cabernet Sauvignon 9”. Il contenuto in antociani è risultato variabile da un massimo di 832 mg/l per il “Cabernet Sauvignon 2” ad un minimo di 582 mg/l per il “Cabernet Sauvignon 9”. L’analisi sensoriale dei vini (grafici a radar) non ha evidenziato differenze rilevanti tra i campioni. L’intensità colorante risulta discriminata solamente dai dati analitici riportati nella tabella 17 il cui valore massimo corrisponde al “Cabernet Sauvignon 2” ed il valore minimo al “Cabernet Sauvignon 9”. Differenze vi sono anche riguardo la tonalità del colore dove il valore espresso è massimo nel “Cabernet Sauvignon 2” e minimo nel “Cabernet Sauvignon 10”. 55 Vitigno “Cabernet Sauvignon 2” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 0 0 02 9/ po lifeno li /0 anto ciani 27 17 10 03 ac. to tale 20 02 9/ /0 9/ /0 9/ /0 8/ /0 27 20 02 20 02 20 02 20 02 20 8/ /0 20 brix vendemmia 20/8 27/8 3/9 10/9 17/9 27/9 18,04 18,75 19,89 20,85 21,35 21,77 ac. totale (g/L di acido tartarico) 9 7,85 6,3 5,6 5,15 5,05 polifenoli (mg/L di acido gallico) 1014 1030 1054 1154 1242 1185 antociani (mg/L cianidina cloruro) 745 850 930 1015 1040 860 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 20 02 D.O. 420 /0 9/ D.O. 520 27 9/ /0 17 10 03 20 02 9/ /0 9/ /0 8/ /0 27 20 02 20 02 20 02 20 8/ /0 20 02 0 D.O. 620 vendemmia 20/8 27/8 3/9 10/9 17/9 27/9 D.O. 420 nm 2,206 2,244 2,298 2,521 2,594 2,576 D.O. 520 nm 3,204 3,22 3,235 3,418 3,29 3,335 D.O. 620 nm 0,636 0,7 0,795 0,886 0,869 1,005 56 Vitigno “Cabernet Sauvignon 9” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 08 /1 0/ 20 02 02 /1 0/ 20 02 27 /0 9/ 20 02 19 /0 9/ 20 02 0 10 /0 9/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia 10/9 19/9 27/9 2/10 8/10 ° brix 18,17 18,38 18,76 19,2 19,54 ac. totale (g/L di acido tartarico) 10,45 10,35 9,1 8,65 8,15 polifenoli (mg/L di acido gallico) 857 980 982 1031 1250 antociani (mg/l di cianidina cloruro) 645 735 780 880 950 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 20 /1 08 02 D.O. 520 0/ 0/ /1 /0 27 D.O. 420 02 02 20 02 20 9/ 9/ /0 19 10 /0 9/ 20 20 02 02 0 D.O. 620 vendemmia 10/9 19/9 27/9 2/10 8/10 D.O. 420 nm 2,264 1,954 2,127 2,159 2,49 D.O. 520 nm 3,388 3,179 3,364 3,27 3,419 D.O. 620 nm 0,695 0,62 0,678 0,708 0,838 57 Vitigno “Cabernet Sauvignon 10” 25 2000 1800 20 1600 1400 15 1200 1000 10 800 600 5 400 200 brix ac. to tale 02 /1 0/ 20 02 18 /0 9/ 20 02 12 /0 9/ 20 02 27 /0 8/ 20 02 26 /0 9/ 20 02 0 05 /0 9/ 20 02 0 po lifeno li anto ciani vendemmia 27/8 5/9 12/9 18/9 26/9 2/10 16,87 19,16 19,47 19,93 20,11 21,2 ac. totale (g/L di acido tartarico) 9,9 7,75 7,3 6,9 6,75 6,65 polifenoli (mg/L di acido gallico) 1051 1105 1188 1205 1117 997 antociani (mg/L cianidina cloruro) 580 750 860 990 900 760 ° brix 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 20 20 /1 0/ D.O. 520 02 9/ /0 26 D.O. 420 02 02 02 20 9/ /0 18 12 05 /0 /0 9/ 20 20 9/ 20 8/ /0 27 02 02 02 0 D.O. 620 vendemmia 27/8 5/9 12/9 18/9 26/9 2/10 D.O. 420 nm 1,884 1,856 2,132 2,638 2,164 1,982 D.O. 520 nm 3,382 3,285 3,299 3,325 3,325 3,245 D.O. 620 nm 0,511 0,49 0,66 0,343 0,671 0,59 58 Tabella 16. Analisi chimiche effettuate sui vini “Cabernet Sauvignon”. a 20°C %vol a 20°C g/l Cabernet Sauvignon 2 0,99651 11,10 2,3 Cabernet Sauvignon 9 0,99630 10,62 1,1 Cabernet Sauvignon 10 0,99436 12,40 1,4 %vol a 20°C 11,24 10,69 12,48 g/l g/l g/l g/l g/l mg/l g/l g/l 29,2 27,9 0,53 0,32 2,79 1554 2,44 5,45 3,90 27,1 27,0 0,34 0,14 4,64 1444 1,62 6,45 3,80 27,7 27,3 0,51 0,17 2,73 934 1,78 6,95 3,55 U.M. Densità relativa Titolo alcolometrico Zuccheri riduttori Titolo alcolometrico totale Estratto secco totale Estratto secco netto Acidità volatile Acido malico Acido lattico Potassio Acido tartarico totale Acidità totale pH U.M., Unità di misura Tabella 17. Contenuto in polifenoli ed antociani nei vini “Cabernet Sauvignon”. Vino Cabernet S. 2 Cabernet S. 9 Cabernet S. 10 Polifenoli totali (g/L ac. gallico) Antociani (mg/L cianidina cloruro) D.O. 420 nm D.O. 520 nm D.O. 620 nm Intensità colorante Tonalità 1474 832 3,058 3,391 1,345 7,794 0,901 1015 582 2,484 2,972 0,848 6,304 0,836 1254 775 2,808 3,440 0,998 7,246 0,816 Grafici a radar relativi ai vini “Cabernet Sauvignon”. Cabernet Sauvignon 2 armonia intensità visiva 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 59 Cabernet Sauvignon 9 intensità visiva armonia 10 riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato Cabernet Sauvignon 10 intensità visiva 10 armonia riflessi gialli 8 corpo riflessi violacei 6 astringente riflessi blu 4 2 amaro riflessi aranciati 0 acido intensità olfattiva intensità gustativa persistenza speziato eleganza floreale fruttato 60 5. Considerazioni conclusive Le indagini sulla maturazione polifenolica effettuate nel 2002 sulle varietà Corvina, Rondinella, Enantio e Cabernet Sauvignon hanno evidenziato le problematiche relative alla metodica da utilizzare per la preparazione dei campioni e delle successive analisi dei composti polifenolici. Ciononostante i dati ottenuti, riportati in questo studio, possono fornire indicazioni utili per ulteriori approfondimenti sulla valutazione polifenolica. In questo lavoro preliminare si è potuto evidenziare come la curva di accumulo dei polifenoli non sempre coincida con la maturazione tecnologica delle uve, determinando quindi la necessità di un controllo specifico di tali composti per conoscerne l’evoluzione e poter così stabilire l’epoca ideale di vendemmia. L’analisi ha confermato come il contenuto in antociani e polifenoli sia strettamente legato alla varietà rispetto al variare delle condizioni pedoclimatiche e di coltivazione. Tra le varietà considerate, la Corvina e la Rondinella sono quelle meno ricche di sostanze polifenoliche e, per tale motivo, su queste, andrebbe effettuata una ricerca anche relativamente alle tecniche enologiche da utilizzare per una migliore efficienza nell’estrazione del colore. Lo studio dell’accumulo delle sostanze polifenoliche riveste maggior importanza in quelle varietà che possiedono geneticamente un contenuto di polifenoli limitato rispetto alle necessità enologiche attualmente richieste e ne consegue che, in questo caso, risulta determinante far coincidere l’epoca della raccolta con il valore massimo di accumulo dei polifenoli e degli antociani. La conoscenza delle caratteristiche polifenoliche dell’uva determina una migliore gestione della tecnica di vinificazione, caratterizzata da una serie di operazioni che sicuramente contribuiscono nell’esaltare il reale potenziale fenolico di ciascuna varietà. Un aspetto di sicuro interesse è la valutazione qualitativa del quadro polifenolico attraverso le analisi dei singoli composti polifenolici e la loro stabilità nel tempo; inoltre, è importante valutare anche la loro capacità di polimerizzare sia durante i processi fermentativi sia nel corso delle fasi di maturazione del vino. In questo senso, nell’annata 2003 è iniziata una sperimentazione, attualmente in corso, che, come è stato descritto nella premessa, ha riguardato la varietà di vite più importante per la produzione dei vini della Valpolicella, la Corvina, ed in particolare il clone ISV-CV 48 coltivato nelle tre forme di allevamento pergola, guyot e casarsa. 61 I dati sperimentali sinora raccolti hanno evidenziato differenze sostanziali nel contenuto fenolico delle varietà di uve considerate. Inoltre, anche la forma di allevamento sembrerebbe influire sul contenuto in antociani di una stessa varietà perlomeno nelle specifiche condizioni sperimentali e metereologiche verificatesi. Da un punto di vista climatico sia l’annata 2002 sia quella 2003 non si possono considerare rappresentative del clima della Valpolicella. Infatti, la prima è stata caratterizzata da precipitazioni superiori alla media stagionale, mentre la successiva da una eccezionale condizione ambientale con alte temperature e scarsissime precipitazioni. Pertanto, queste due sperimentazioni non possono essere considerate “modello” perché non rappresentano una condizione metereologica media tipica della Valpolicella. Questo non esclude che i risultati delle nostre sperimentazioni non siano validi, anzi riteniamo che siano interessanti e confermino quanto la qualità dell’uva e, quindi anche del vino, siano fortemente assoggettate, come tutti i prodotti agricoli, agli eventi atmosferici. L’eccezionale condizione meteorologica della stagione estiva 2003 ha sicuramente influito sul contenuto di polifenoli e di antociani nelle uve; infatti si è registrato generalmente un valore quantitativo più basso rispetto al precedente anno dove i parametri climatici sono stati comunque più vicini alle medie stagionali. I risultati, anch’essi preliminari e in fase di elaborazione, riguardo l’influenza dei lieviti sull’evoluzione degli antociani durante vinificazioni tradizionali, rivelano una uniformità di comportamento tra i lieviti testati riguardo la capacità di estrazione degli antociani. Per meglio comprendere i meccanismi di accumulo quantitativo e la composizione qualitativa del quadro polifenolico dei vitigni veronesi è indispensabile ripetere la sperimentazione per più annate, allo scopo di ottenere dei dati che siano significativi e meno condizionati dall’andamento stagionale di un paio di anni di indagine. Infine, è fondamentale uno studio per l’individuazione di una metodica sperimentale che consenta di ottenere i dati in tempi ragionevoli e a costi contenuti; solo così, infatti, la maturazione polifenolica potrà essere utilizzata, insieme ai parametri classici, come strumento per il controllo qualitativo delle produzioni vitivinicole. 62 6. Bibliografia Arnous A., Markis D.P. Kefalas P. (2002) Anthocyanin composition and colour characteristics of selected aged wines produced in Greece. J. Wine Research, 13 (1): 23-34. Bertamini M., Mattivi F., Nicolini G. (1998) L’influenza del clima e delle tecniche di gestione del vigneto sui polifenoli del vino. L’Enotecnico, 10: 31-42. Burns J., Mullen W., Landrault N., Teissedre P., Lean M., Crozier A. (2002) Variation in the profile and content of anthocyanins in wines made from Cabernet Sauvignon and hybrid grapes. J. Agric. Food Chem., 50: 4096-4102. Calò A., Tomasi D., Cravero M.C., Di Stefano R. 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