CORTE DEI CONTI
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO
PER LA CAMPANIA
Controllo ex articolo 1, comma 170, della legge 23 dicembre 2005 n. 266 e articolo 1, commi 3 e 7, del
decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213
Relazione allegata alla delibera - pronuncia di accertamento sul bilancio dell’esercizio 2012 della Asl
NAPOLI 3 sud
Relatore
Dott.ssa Carla Serbassi
Analisi economico-finanziaria:
Dott. Giuseppe Marseglia
Rag. Maria Rosaria Carosella
Per la parte relativa a personale e consulenze:
Dott.ssa Amelia Montecuollo
Del. n. 17 /2015/ PRSS
REPUBBLICA ITALIANA
LA
CORTE DEI CONTI
IN
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA
CAMPANIA
composta dai Magistrati:
dott. Ciro Valentino
Presidente
dott. Silvano Di Salvo
Consigliere
dott. Tommaso Viciglione
Consigliere
dott.ssa Rossella Bocci
Primo Referendario
dott.ssa Innocenza Zaffina
Primo Referendario
dott. Francesco Sucameli
Referendario
dott.ssa Raffaella Miranda
Referendario
dott.ssa Carla Serbassi
Referendario (relatore)
nell’adunanza pubblica e camera di consiglio dell’11 dicembre 2014
VISTO il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio
1934, n. 1214, e successive modificazioni;
VISTA la legge 21 marzo 1953, n. 161;
VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20;
VISTA la legge 5 giugno 2003, n. 131;
VISTA la legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, commi 166 e seguenti;
VISTO il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 convertito con modificazioni dalla l. 7 dicembre
2012, n. 213, articolo 1, commi 3 e 7;
VISTA la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno
2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della
Corte dei conti, e successive modifiche;
VISTA la deliberazione della Sezione per le Autonomie della Corte dei conti con cui sono state
approvate, relativamente
ai
bilanci
dell’esercizio 2012, le linee guida
con
correlato
questionario, da utilizzarsi dai Collegi sindacali delle Aziende sanitarie e ospedaliere per la
redazione della relazione da trasmettere alle Sezioni regionali di controllo;
VISTA la relazione inoltrata alla Sezione da parte del Collegio sindacale della Asl Napoli 3 sud
in ordine al bilancio di esercizio 2012;
VISTE le conclusioni del magistrato istruttore;
VISTA l’ordinanza presidenziale n.83/2014, con la quale il Presidente della Sezione regionale di
controllo per la Campania ha convocato il Collegio per il giorno11 dicembre 2014;
UDITI nell’adunanza dell’11 dicembre 2014 il relatore, referendario dott.ssa Carla Serbassi,
nonché, per l’Azienda sanitaria locale Napoli 3 sud, il Direttore generale f.f. Dott. Salvatore
Panaro, il Direttore Affari generali dott.ssa Carmela Frontoso, il responsabile Ufficio affari
legali, Dott. Francesco Guillot, il Capo servizio gestione economico-finanziario, dott. Sabino
Decio, il Direttore gestione risorse umane, Dott. Giuseppe Esposito, il rappresentante del
Comitato etico, dott.ssa Maria Rosaria Romano, il responsabile del servizio assistenza
ospedaliera, Dott. Franklin Picher, il responsabile del servizio controllo di gestione, Dott.ssa
Antonella De Stefano, il responsabile Dipartimento farmaceutico, Dott. Eduardo Nava nonché,
in rappresentanza della Regione Campania, il Direttore generale della tutela della Salute, Dott.
Mario Vasco ed il Sub Commissario ad acta, Dott. Ettore Cinque.
VISTE e considerate le dichiarazioni rese in udienza pubblica dagli intervenuti;
RITENUTO in
Fatto
A seguito delle criticità emerse in sede di esame del questionario trasmesso dal Collegio
sindacale dell’Asl Napoli 3 sud, relativo al bilancio d’esercizio 2012, redatto ai sensi dell’articolo
1, comma 170, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, come integrata dall’art. 1, commi 3 e 7,
del d. l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, sono state
avanzate due richieste istruttorie, rispettivamente in data 19 giugno 2014 e 31 luglio 2014
(protocolli n. 3617 e n. 4135).
La ASL Napoli 3 sud ha risposto tramite l’invio di atti e documenti, come dettagliatamente
indicati nella relazione allegata alla presente delibera, con conseguente necessità di
approfondimenti in sede collegiale.
CONSIDERATO in
Diritto
L’art. 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ha previsto che le
Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, "ai fini della tutela dell'unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica", svolgano verifiche ed accertamenti
sulla gestione finanziaria degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale,
esaminando, per il tramite delle relazioni trasmesse dagli organi di revisione economico
finanziaria, i relativi bilanci. La magistratura contabile ha sviluppato tali verifiche in linea con le
previsioni contenute nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, quale controllo
ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, che ha la caratteristica di essere
finalizzato all'adozione di effettive misure correttive da parte degli Enti interessati.
L'art 1, comma 3 del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n.
213, ha integrato la predetta disciplina disponendo che “Le sezioni regionali di controllo della
Corte dei conti esaminano i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi delle regioni e degli enti
che compongono il Servizio sanitario nazionale, con le modalità e secondo le procedure di cui
all' articolo 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per la verifica del
rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, dell'osservanza del vincolo
previsto in materia di indebitamento dall'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, della
sostenibilità dell'indebitamento e dell'assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare, anche
in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari degli enti. I bilanci preventivi annuali e
pluriennali e i rendiconti delle regioni con i relativi allegati sono trasmessi alle competenti
sezioni regionali di controllo della Corte dei conti dai presidenti delle regioni con propria
relazione”.
Il successivo comma 7 ha previsto, inoltre, che “Nell’ambito della verifica di cui ai commi 3 e 4,
l’accertamento, da parte delle competenti Sezioni regionali di controllo della Corte di squilibri
economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a
garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con
il patto di stabilità interno comporta per le amministrazioni interessate l’obbligo di adottare,
entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio. Tali
provvedimenti sono trasmessi alle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti che li
verificano nel termine di trenta giorni dal ricevimento”.
Nel caso in cui la Regione “non provveda alla trasmissione dei suddetti provvedimenti o la
verifica delle sezioni regionali di controllo dia esito negativo, è preclusa l'attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l'insussistenza della
relativa sostenibilità finanziaria”.
P.Q.M.
La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Campania
DELIBERA
di approvare l’allegata relazione
ACCERTA
le irregolarità nei termini indicati nella presente delibera e nella relazione
INVITA
ai sensi dell’art. 1, comma 7, del d.l. n. 174/2013, convertito con legge n. 213/2012, la Asl di
Napoli 3 sud, il Commissario ad acta e la Regione, nell’ambito delle rispettive competenze e
potestà decisionali, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della presente
delibera, ad adottare i provvedimenti idonei a rimuovere le gravi irregolarità riscontrate, come
sotto indicate, ritenute capaci di incidere sulla regolarità della gestione, con rilevanti
ripercussioni sugli equilibri di bilancio; in particolare:
ad attenersi a tutto quanto previsto nella relazione allegata alla presente delibera, in merito
al personale dipendente, con raccomandazione, circa il ritardo riscontrato nella determinazione
dei fondi per la contrattazione integrativa relativi all’anno 2012, di proseguire le iniziative
intraprese finalizzate al rispetto dei tempi e ad una corretta attività di costituzione dei fondi
contrattuali, sì da rendere, altresì, evidente la loro destinazione in conformità a quanto
previsto in tema di limiti di crescita complessiva del trattamento accessorio e di obbligo di
riduzione dello stesso in misura proporzionale alle cessazioni del personale in servizio, nonché
alle disposizioni volte a garantire il contenimento della dinamica retributiva del personale, in
un’ ottica di riduzione della spesa corrente di funzionamento;
ad attuare la verifica puntuale di corrispondenza tra l’inventario fisico e la rappresentazione
documentale e di bilancio delle immobilizzazioni materiali;
a porre in essere, in relazione alla valorizzazione delle rimanenze, procedure di controllo
idonee ad accertare la ragionevole corrispondenza tra quanto indicato nell’inventario di
magazzino e quanto realmente esistente presso i soggetti gestori e depositari dei beni della
Asl (farmacie, reparti, magazzini, sedi, altri soggetti esterni);
a
circolarizzare
l’intero ammontare dei crediti presente in bilancio, con
eliminazione dei
crediti inesistenti e delle carte contabili da regolarizzare;
a circolarizzare l’intero ammontare dei debiti verso fornitori, dei quali, allo stato, non si è in
grado di conoscere in via immediata le esatte pretese;
ad avviare una completa regolamentazione della disciplina di tutti gli agenti contabili
dell’azienda;
a riscontrare e comunicare, a proposito degli acquisti di servizi sanitari - consulenze,
collaborazioni, interinale e altre prestazioni di lavoro sanitario da privato, le misure intraprese
circa l’osservanza dei limiti di spesa posti dal legislatore alle consulenze, con raccomandazione
di
verificare la congruità e la conformità dei costi sostenuti, secondo gli interventi di
contenimento della spesa annua predisposti dal Commissario ad acta in coerenza con gli
obiettivi del piano di rientro;
a riscontrare e comunicare, in relazione agli acquisti di servizi non sanitari, le azioni
intraprese al fine della normalizzazione della precaria situazione in merito alle continue
proroghe di contratti scaduti o in scadenza e al mancato espletamento di nuove gare,
esplicitando lo stato dei rapporti tra la Asl e la società Soresa (circa le modalità di gestione
delle gare di appalto e fornitura di beni e servizi e del relativo controllo della società
partecipata, espletato dalla Asl e dalla Regione, al fine del miglior utilizzo delle risorse),
nonchè in termini di verifica della efficacia, efficienza ed economicità delle prestazioni
ricevute;
a verificare la congruità degli interessi passivi e dei costi transattivi sostenuti e da sostenere
verso i fornitori, nel rispetto delle norme di legge e di contratto, secondo le linee predisposte
dal Commissario ad acta, nonché la congruità degli interessi passivi corrisposti al tesoriere, in
conformità a quanto previsto dal contratto e dalle norme di legge in materia;
a riscontrare e comunicare, in relazione alle sopravvenienze passive verso terzi, la
pertinenza e congruenza dei relativi importi inseriti in bilancio;
a riscontrare e comunicare in merito all’adeguamento della gestione intramoenia agli
obblighi di legge;
a comunicare l’avvenuto adeguamento a quanto prescritto dalla normativa, in merito alla
esatta rappresentazione dei dati contabili nel Siope.
DISPONE
che la presente deliberazione sia trasmessa al Presidente della Regione Campania quale
Commissario ad acta per la realizzazione del Piano di rientro, alla Direzione generale per la
sanità, al Direttore generale della Asl Napoli 3 sud e al Presidente del Collegio sindacale;
che, ai sensi dell’articolo 31 del d. lgs. n. 33/2013, la presente pronuncia venga pubblicata sul
sito internet delle due amministrazioni.
Così deciso in Napoli, in camera di Consiglio, il 11 dicembre 2014.
Il Relatore
f.to dott. Carla Serbassi
Il Presidente
f.to dott. Ciro Valentino
Depositata in Segreteria
Il 23 febbraio 2015
Il Direttore della Segreteria
f.to dott. Mauro Grimaldi
Sommario
Premessa
Pag. 2
Parte I - Analisi delle risposte fornite dall’Azienda e conseguenti valutazioni del magistrato
istruttore
Pag. 8
Parte II – Esiti dell’istruttoria
Pag. 29
1
Premessa
In data 7 febbraio 2014 è stato protocollato al n° 988, presso la Sezione regionale di controllo
della Corte dei conti per la Campania, il questionario contenente i dati di bilancio relativi
all’esercizio 2012 dell’Asl Napoli 3 Sud (istituita con delibera della regione Campania n. 16 del
28 novembre 2008, a seguito dell’accorpamento degli ambiti territoriali delle preesistenti Asl
Napoli 4 e Napoli 5), pervenuto con le sottoindicate osservazioni negative del Collegio
sindacale.
In primis il Collegio ha rilevato che, anche se il bilancio “espone un risultato di esercizio al
31.12.2012 positivo per euro 65.2012, il patrimonio netto dell’azienda ha registrato un
risultato negativo di esercizio pari ad euro 103.673.802. Il che induce a ritenere che l’azienda
non è in grado di far fronte alle proprie obbligazioni anche perché la regione non ha ancora
provveduto alla copertura integrale delle perdite pregresse.….Inoltre, in diverse occasioni il
Collegio ha sollecitato il deposito di una relazione da redigere a cura dei diversi Servizi volta ad
effettuare una ricognizione delle principali poste di bilancio, crediti, debiti, magazzino,
etc).
Detta ricognizione nasceva anche dalla esigenza di verificare l’attendibilità dei dati anche a
seguito delle complesse procedure di accorpamento delle AA.SS.LL. Le richieste del collegio
non sono mai state riscontrate adeguatamente impedendo la verifica dell’attendibilità delle
poste; …..il Collegio, inoltre ha raccomandato, a più riprese, l’implementazione di un sistema di
monitoraggio di magazzino costante e continuo, onde evitare discordanze tra le risultanze
contabili e le effettive esistenze”.
…Alla data dell’esame del bilancio di esercizio non risultavano stampate le scritture contabili e
veniva fornito a questo organo solo un estratto delle suddette”.
Alla domanda del questionario relativa alla eventuale esistenza di gravi irregolarità nell’ambito
del controllo amministrativo degli atti, il Collegio ha risposto rilevando “Rinnovi taciti di
contratti scaduti o prossimi alla scadenza nelle more di attivazione delle procedure
concorsuali”.
Il Collegio infine, nella relazione al bilancio di esercizio, ha attestato la mancanza di sistemi di
contabilità analitica, la non integralità della nota integrativa nonchè la non conformità alle
previsioni del d. lgs. n. 118/2011, sia della relazione sulla gestione che del bilancio preventivo.
A seguito di una prima analisi del questionario, si procedeva ad una richiesta informale del
bilancio d’esercizio della Asl Napoli 3 relativo all’anno 2012, che veniva inviato e protocollato
in data 5 marzo 2014 al n° 1432.
Successivamente si richiedevano i verbali del Collegio sindacale relativi agli anni 2012, 2013 e
2014 (prot. n. 1698 del 13 marzo 2014), richiesta cui è stato dato riscontro in data 19 marzo
2014.
2
A seguito dell’analisi della documentazione inviata, questa Sezione formulava una prima
richiesta istruttoria in data 19 giugno 2014, protocollata al n° 3617, concernente i seguenti
argomenti:
1.
“breve relazione, con riguardo a tutto il
Personale (dirigente e di comparto),
indicante gli specifici provvedimenti posti in essere, secondo quanto previsto dalle norme
vigenti, al fine di una sua efficiente ed efficace organizzazione e contenimento dei costi
evidenziante, per ciascuna sede lavorativa della intera ASL, eventuali esuberi o carenze,
distintamente per il personale del ruolo sanitario, professionale, tecnico e amministrativo;
2.
voce A.II “Immobilizzazioni materiali”: attestazione, da parte del dirigente
incaricato, della corrispondenza tra l’ammontare dei beni materiali indicati in bilancio per
l’importo totale di euro 155.290.148, e il valore dei beni dettagliatamente inventariati al 31
dicembre 2012, nonché dell’aggiornamento dell’inventario presente in azienda; breve
relazione attestante il grado di utilizzo dei singoli beni materiali e la congruità di tale
utilizzazione rispetto a quanto pagato all’esterno (sia nel settore pubblico che nel privato),
per servizi analoghi;
3.
voce
B.I “Rimanenze”: attestazione, da parte del dirigente incaricato, della
corrispondenza tra l’ammontare indicato in bilancio per l’importo totale di euro 10.014.527
ed il valore reale delle rimanenze al 31 dicembre 2012, nonchè della presenza in azienda
della relativa dettagliata documentazione;
4.
voce B.II “Crediti”: breve relazione e sintetico prospetto indicante la specifica di
ciascuna delle più rilevanti voci di credito iscritte in bilancio (in particolare modo per la voce
B.II.7 - crediti verso altri - per un importo pari a euro 253.086.038); attestazione di
esigibilità che giustifichi il mantenimento in bilancio di tutti i crediti iscritti o, in alternativa,
la dimostrazione dell’avviata procedura di eliminazione; adeguatezza del fondo svalutazione
crediti;
5.
dichiarazione, da parte dei dirigenti responsabili, della avvenuta circolarizzazione
dei debiti verso i fornitori e sintetica relazione evidenziante le modalità di gestione del
pagamento dei debiti tramite Soresa, onde dimostrare che l’importo iscritto in bilancio
corrisponda esattamente all’ammontare dei debiti esistenti;
6.
voce D.VII “Debiti verso fornitori”: indicazione differenziata degli importi riferiti ai
fornitori di beni e ai fornitori di servizi, data la mancata distinzione in bilancio, ove la voce
risulta per il totale, in maniera indistinta, di euro 844.970.201;
7.
acquisti
servizi
sanitari:
in
relazione
alla
voce
B.2.A.15.3
“Consulenze,
collaborazioni, interinale e altre prestazioni di lavoro sanitario da privato”:
indicazione del dettaglio delle macrovoci che la compongono e breve relazione esplicativa,
per ognuna di esse, circa la mancanza di adeguate professionalità interne e le strategie
d’intervento seguite per il contenimento dei costi e la verifica del migliore offerente (pur se
per procedure attuate da terzi), nonché i controlli posti in essere in termini di verifica di
efficacia ed efficienza della prestazione ricevuta;
3
8.
acquisti di servizi non sanitari: in relazione alla voce B.2.B.1.2 “Servizi di
pulizia”, fornire breve relazione esplicativa circa le strategie d’intervento seguite per il
contenimento dei costi e la verifica del migliore offerente, (pur se per procedure attuate da
terzi), nonché i controlli posti in essere in termini di verifica di efficacia ed efficienza della
prestazione ricevuta;
9.
voce C.3.C “Altri interessi passivi”: si prega dettagliarne il contenuto e commentare
in breve relazione;
10.
voci E.2.B.3.2.F “Sopravvenienze passive verso terzi relative all’acquisto di
beni e servizi”, pari a euro 1.118.099, e E.2.B.3.2.G “Altre sopravvenienze passive
v/terzi”, pari a euro 1.439.475: dettagliare gli importi indicati in bilancio esplicitando solo
quelli più significativi nonché, per ciascuno di essi, inviare breve relazione esplicativa circa la
valutazione della idoneità e congruenza degli stessi al fine dell’iscrizione in bilancio;
11.
gestione
“intramoenia”:
esplicitazione,
in
una
breve
relazione
del
direttore
responsabile del servizio, dell’effettività del risultato positivo della gestione, indicando sia i
risultati derivanti dall’applicazione del criterio del ristoro dei costi come da regolamento
interno dell’Asl, sia quelli conseguenti all’applicazione di eventuali ulteriori metodologie
utilizzate al fine di una più corretta imputazione di costi diretti e indiretti;
12.
dati “SIOPE” (sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici): breve
relazione del responsabile dell’ufficio finanziario circa l’attività posta in essere ai fini
dell’assolvimento degli obblighi previsti dal comma 11, art. 77 quater, d. l. 112/08, che
prescrive di allegare obbligatoriamente al rendiconto o al bilancio di esercizio i prospetti dei
dati SIOPE e delle disponibilità liquide.
°°°°°°°°°°
A tale richiesta istruttoria veniva dato riscontro con invio di documentazione con nota 66875
del 17 luglio 2014, protocollata presso questa Sezione al numero 3980 del 18 luglio 2014.
A seguito dell’analisi della documentazione inviata dall’Asl Napoli 3, si inoltrava una
integrazione istruttoria in data 31 luglio 2014, avente protocollo n. 4135, mediante la
quale venivano richieste ulteriori informazioni e chiarimenti , come di seguito riportati.
Punto 1. Personale:
Fondi e contrattazione integrativa.
La risposta fornita alla domanda n. 13.1) sub b) del
questionario compilato dal Collegio sindacale ha evidenziato che lo stesso non ha potuto
verificare la compatibilità dei costi della contrattazione integrativa con i vincoli di bilancio
nell’anno 2012 e quelli derivanti dall’applicazione delle norme di legge, ai sensi di quanto
previsto dall’ art. 40-bis, comma 1, del d. lgs. n. 165/2001; se ne voglia fornire adeguata
evidenza contabile-documentale tenuto conto - in considerazione della risposta affermativa di
cui al punto n. 13.1) - del monitoraggio previsto dal decreto n. 72 del 2/12/2010 - avente ad
oggetto la costituzione dell’organismo regionale per l’esatta esecuzione del decreto n. 63 del
4
22.10.2010 (contenente modifiche ed integrazioni al decreto n. 57 del 30.09 2010), con cui
sono state approvate le linee regionali di indirizzo per la rideterminazione dei fondi contrattuali
per le aziende sanitarie della Campania.
Contratti di servizio. Dalle risposte fornite rispettivamente alle domande n. 14.1) e 14.2) del
questionario si rileva che il Collegio non ha potuto effettuare l’attività di verifica circa
l’utilizzazione dei contratti di servizio ai fini di elusione delle norme relative al contenimento
della spesa, evidenziando sul punto il seguente fattore di criticità: “Non è possibile effettuare
tale verifica in mancanza di un atto aziendale”. Si vogliano chiarire i motivi di tale mancata
attività di verifica a fronte
delle
acquisite rappresentazioni
di cui agli allegati alla nota di
risposta in oggetto e rispettivamente: All. prot. n. 9287 del 15 luglio 2014 - in cui si stabilisce
che “Il Direttore generale dell’ Asl Napoli 3 ha approvato l’atto aziendale con il quale, tra
l’altro, ha rideterminato, sulla base dei parametri individuati in sede regionale, il numero delle
unità operative complesse e unità operative semplici…” – e all’allegato prot. n. 65764 del 16
luglio 2014 avente ad oggetto l’ “esternalizzazione servizio soccorso infermi-servizio 118”.
Punti 4. 5. e 6. voce B.2 “Crediti” e Voce D.VII “Debiti verso fornitori”:
- Dettagliare la voce “Altri crediti diversi”, indicata nella vostra risposta per un importo pari a
euro 199.244.340, distinguendola per le singole voci che rappresenta; circa la voce “note di
credito da emettere”, per euro 29.237.009, specificare se trattasi di note debito da emettere,
visto che l’importo è stato aggiunto e non sottratto;
- esigibilità dei crediti: specificare se i crediti presenti in bilancio siano supportati da idonea
verifica di esigibilità; indicarne, per gruppi omogenei, le date di formazione ed evidenziare se i
crediti verso la regione siano stati riconciliati;
- voce “Carte contabili in corso di regolarizzazione”:
a) in particolare,
per tale voce, fornire, con brevi schemi illustrativi (ciascuno per gli anni
2012, 2013 e 2014), i dati necessari alla quadratura tra il totale della diminuzione dei singoli
fornitori regolarizzati (distinti per gruppi es. debiti v/s case di cura, centri specialistici, fornitori
di beni…ecc) e la riduzione globale della voce relativa ai crediti per carte da regolarizzare per
gli stessi anni;
b) fornire attestazione, da parte del Dirigente addetto al settore, dell’effettuato controllo, con
relativo discarico, del conto del tesoriere e di ogni altro agente contabile pagatore compresa
Soresa e fornirne prova documentale; in particolare si chiede di attestare che dai controlli
effettuati non siano emersi multipli pagamenti di uno stesso fornitore;
c) fornire dichiarazione, da parte dei dirigenti a ciò preposti, che non esistano, nel bilancio
2012, né il quello del 2013, né nelle scritture relative all’anno 2014, altre poste relative a
pagamenti dei fornitori utilizzate in sostituzione di quelle che dovrebbero essere utilizzate, con
conseguente storno dell’importo pagato dal mastro del fornitore di riferimento;
d) pur in mancanza della procedura di circolarizzazione dei fornitori, specificare se l’azienda ha
posto in essere tutte le misure necessarie per poter far fronte immediatamente alle eventuali
5
infondate richieste di pagamento da parte di chiunque (attraverso decreti ingiuntivi, ecc), e ad
evitare pagamenti non dovuti da parte del tesoriere o altri (es. ente Poste, Soresa);
e) specificare l’ammontare dei debiti circolarizzati riferiti a Assofarma e Farmindustria;
Punto 7. voce B.2.A.15.3 “Consulenze, collaborazioni, interinale e altre prestazioni di
lavoro sanitario da privato” (euro 1.057.996):
Nella risposta istruttoria fornita con nota prot. n. 00299921/2014, viene rilevato che: “..L’
importo complessivo delle collaborazioni di euro 1.057.996 è composto dalle seguenti
macrovoci: ...: consulenze, collaborazioni e altre prestazioni di lavoro sanitario...”.
Pregasi fornire un prospetto riepilogativo indicante, per ciascuna categoria (consulenze,
collaborazioni, interinale, altre prestazioni sanitarie da privato, autoconvenzionamento ecc), la
tipologia contrattuale adottata e l’importo globale di spesa sostenuta. In particolare per ciò che
concerne la specificazione fornita sulla voce “consulenze per gestione comitato etico”, si voglia
fornire evidenza documentale circa l’ottemperanza dei requisiti prescritti dal decreto del
Ministero della salute 12 maggio 2006.
Tenuto conto, peraltro, che il conto economico per il 2012 riporta alcuni costi per incarichi di
consulenza e collaborazione, sia sanitaria che non, si voglia chiarire, fornendone evidenza
documentale, se siano stati osservati i parametri relativi all’assetto normativo di riferimento, al
fine della dimostrazione altresì dei limiti fissati dal legislatore nazionale,
con particolare
riguardo ai limiti massimi stabiliti dall’art. 6 del d. l. n. 78/2010 e in particolare in ordine
all’importo della spesa per incarichi di consulenza.
In particolare, si vogliano chiarire le perplessità che appaiono insorgere dalla risposta fornita al
prospetto 16) secondo cui si evince che l’azienda non si è adeguata alle disposizioni emanate
dalla regione per adempiere a quanto disposto dall’ art. 6, comma 20, del d. l. n. 78 del 2010,
adducendo la seguente motivazione “La normativa non è applicabile alla regione ed agli enti
collegati”.
Punto 8. voce B.2.B.1.2 “Servizi di pulizia”:
Contrariamente a quanto affermato nella risposta di cui all’allegato 3 protocollo 4259 del 15
luglio 2014 dal Direttore della UOC acquisizione beni e servizi , dall’analisi dei dati di bilancio
si rileva un incremento delle spese di pulizia dall’esercizio 2011 all’esercizio 2012, in contrasto
a quanto prescritto dal d. l. 95/2012 convertito dalla l. n. 135/2012. Si prega di specificarne le
ragioni.
Si prega inoltre di riferire se i direttori responsabili delle strutture aziendali abbiano fornito alla
direzione aziendale regolare comunicazione ai fini della valutazione dell’efficacia ed efficienza
delle prestazioni ricevute.
Punto 9. voce C.3.C “Altri interessi passivi”:
- Si prega di specificare nel dettaglio la voce relativa ad “interessi per transazioni e procedure
esecutive” per euro 4.259.977, in modo da evidenziare (per gruppi omogenei) i singoli
destinatari dei pagamenti (privati, case di cura, ecc);
6
- specificare, inoltre, per i fornitori di più elevato importo, l’ammontare del debito vantato e
quello dei relativi interessi pagati nell’anno 2012, indicandone anche il tasso annuale nonché la
sua congruità rispetto a quanto stabilito dalle norme e direttive afferenti la materia in oggetto;
- voce “interessi per anticipazioni”, pari a euro 250.713: specificare se tale voce corrisponda
agli interessi per anticipazioni avute dal tesoriere e, nel caso, fornire prova documentale della
congruità degli importi a tal titolo corrisposti, in relazione a quanto previsto dalla convenzione
e dalle norme in materia.
Punto 10. “Sopravvenienze passive verso terzi relative all’acquisto di beni e servizi” e
“Altre sopravvenienze passive verso terzi”:
- Si prega dettagliare l’oggetto delle “altre sopravvenienze passive da terzi” (euro 1.439.475)
in modo da avere un quadro completo e omogeneo di tutte le sopravvenienze passive;
- Fornire elenco leggibile dei fornitori riguardanti tutte le sopravvenienze passive iscritte in
bilancio, raggruppati per tipi di prestazione, indicandone lo stato attuale (presenza tra i
fornitori presenti ancora in bilancio, o tra le carte da regolarizzare, o titolarità di azioni
esecutive, o loro completa estinzione), specificando se gli stessi siano fornitori abituali della
Asl.
°°°°°°°°°°
A seguito di tale richiesta di integrazione istruttoria, veniva dato riscontro con ulteriore invio
di documentazione con nota 80510 del 4 settembre 2014, protocollata presso questa Sezione
al numero 4408 del 5 settembre 2014.
7
Parte I
Analisi delle risposte fornite dall’Azienda e conseguenti valutazioni del
magistrato istruttore
Dai chiarimenti forniti dall’amministrazione in relazione alle richieste istruttorie, come
sopra indicate e qui riepilogate, emerge quanto segue.
1. Personale.
“Breve relazione, con riguardo a tutto il personale (dirigente e di comparto), indicante gli
specifici provvedimenti posti in essere, secondo quanto previsto dalle norme vigenti, al fine di
una sua efficiente ed efficace organizzazione e contenimento dei costi, evidenziante, per
ciascuna sede lavorativa della Asl, eventuali esuberi o carenze, distintamente per il personale
del ruolo sanitario, professionale, tecnico e amministrativo”.
Gli
organi
della
amministrazione
aziendale
rappresentavano genericamente
che
con
deliberazione n. 347 del 26 giugno 2013 veniva approvato l’atto aziendale che ha definito,
nella parte dedicata alla programmazione, la politica di acquisizione delle risorse umane ed
individuato le relative linee strategiche la cui attuazione è subordinata all’approvazione in
sede regionale dell’atto suddetto e della dotazione organica. In particolare, nel rinviare alla
tabella allegata per il dettaglio della carenza di personale per ruolo, si precisava che la
consistenza effettiva dello stesso, aggiornata al 31 dicembre 2013, si era ridotta di un
importo pari al 56 per cento della dotazione teorica, per effetto dei vincoli al turn over
introdotti dalla normativa nazionale in materia di contenimento della spesa per il personale.
In merito ai
fondi e contrattazione integrativa, al costo delle prestazioni di lavoro e ai
contratti di servizi, l’azienda rispondeva con una successiva relazione rappresentando di avere
ricostituito i fondi contrattuali per l’anno 2012, in ottemperanza al dettato normativo vigente
in tema di contenimento della spesa per il personale del servizio sanitario regionale e a tutti i
vincoli imposti dalla normativa con la corretta applicazione delle linee di indirizzo, così come
accertato dall’organismo regionale – Commissione fondi, all’uopo costituito.
Si relazionava, altresì, in merito alla avvenuta approvazione della definitiva consistenza dei
fondi aziendali, relativi alla dirigenza ed al comparto, in ottemperanza ai risultati prodotti
dalle verifiche regionali ed aziendali per l’adeguamento ai contratti collettivi ed alle vigenti
normative nazionali e regionali. In particolare, è stata trasmessa
sia
la nota di formale
richiesta di rideterminazione dei fondi contrattuali 2011-2012, con cui l’azienda veniva
invitata a ridurre gli stessi per un importo complessivamente determinato a mezzo del
controllo effettuato con l’ausilio di un programma informatico appositamente predisposto, sia
una nota relativa ai dati definitivi aziendali 2011-2012, riportante, a completamento dei lavori
per la determinazione dei fondi 2011-2012, le tabelle riepilogative risultanti dalla verifica di
tutti gli atti connessi al calcolo distinto per area e per tipologia, anche ai fini del non
superamento degli importi dell’anno 2010.
8
Con riferimento agli specifici rilievi mossi da questa Corte nei confronti dell’amministrazione
aziendale per quanto concerne, invece, i maggiori pagamenti effettuati rispetto ai fondi
accessori, si trasmetteva una specifica relazione in cui si rappresentava che l’azienda ha
ritenuto di recuperare le maggiori somme erogate sui fondi del disagio del comparto,
attraverso un’azione di decurtazione dai fondi della produttività, da doversi proseguire su un
piano pluriennale programmato in base all’effettivo ammontare del debito stesso.
In considerazione dello scostamento rilevato dalla regione tra i fondi contrattuali determinati
dalla stessa e quelli fissati dall’azienda dal 2010 al 2012, viene, invece, più volte rimarcato
che l’amministrazione aziendale, conscia della particolare delicatezza della materia, a seguito
di formale richiesta indirizzata alla regione Campania circa il commissariamento delle
operazioni di accertamento e quantificazione dei fondi reali, ha provveduto, nelle more, alla
riduzione in via cautelativa degli acconti per le quote incentivanti, per permettere la
compatibilità tra la spesa e l’entità dei fondi da determinarsi, come partecipato dalle
organizzazioni sindacali aziendali, con le quali si è concertato l’abbattimento nella misura del
50 per cento, nell’ottica prioritaria di assicurare i LEA (livelli essenziali di assistenza).
2. Immobilizzazioni materiali.
“Attestazione, da parte del dirigente incaricato, della corrispondenza tra l’ammontare dei beni
materiali indicati in bilancio …..e il valore dei beni dettagliatamente inventariati al 31
dicembre 2012, nonché dell’aggiornamento dell’inventario presente in azienda; breve
relazione attestante il grado di utilizzo dei singoli beni materiali e la congruità di tale
utilizzazione rispetto a quanto pagato all’esterno (sia nel settore pubblico che nel privato), per
servizi analoghi “.
Gli
organi
dell’azienda rispondevano con nota contenente, tra l’altro, un prospetto
dimostrativo della composizione dell’importo richiesto, ed in particolare allegavano le
attestazioni del Direttore del servizio gef (gestione economico finanziaria), relative alla
corrispondenza degli importi netti delle singole immobilizzazioni materiali e le scritture
contabili. Veniva allegato inoltre un estratto del libro cespiti dell’azienda dal quale è possibile
rilevare gli acquisti di beni strumentali tra cui anche altri beni diversi dalle immobilizzazioni
materiali oggetto di richiesta istruttoria, indicante per ciascuna categoria di immobilizzazioni,
gli importi degli acquisti a partire dall’esercizio 2009, la base dell’ammortamento, le aliquote
e l’ammortamento annuo.
Per quanto riguarda gli esercizi precedenti al 2009, non è possibile rilevare la corrispondenza
dei dati in quanto gli stessi
sono indicati genericamente nel registro (dati antecedenti alle
fusioni tra le diverse Asl).
Pur apprezzando il livello di dettaglio dei dati prodotti tramite la stampa del citato registro
cespiti, si deve rilevare che i totali indicati per ciascun cespite non sono adeguatamente
verificabili in quanto la presenza di importi di provenienza antecedente all’esercizio 2009,
influisce sugli ammontarii dei cespiti di diversa natura indicati nel registro stesso.
9
Si rileva inoltre che, con nota 4259 del 15 luglio 2014, fornita dall’azienda, viene precisato
che tra gli obiettivi assegnati dalla direzione aziendale al servizio ABS (acquisizioni beni e
servizi) vi è la indizione di apposita gara d’appalto per l’inventariazione dei beni mobili della
Asl.
Per quanto riguarda l’indicazione del grado di utilizzo dei singoli beni materiali e la congruità
di tale utilizzazione rispetto a quanto pagato all’esterno (sia nel settore pubblico che nel
privato), per servizi analoghi, non è stata fornita alcuna notizia da parte dell’azienda.
3. Rimanenze.
“Attestazione, da parte del dirigente incaricato, della corrispondenza tra l’ammontare indicato
in bilancio per l’importo totale di euro 10.014.527 ed il valore reale delle rimanenze al 31
dicembre 2012, nonchè della presenza in azienda della relativa dettagliata documentazione”.
A tale richiesta gli organi dell’azienda rispondevano con la nota n° 2924 del 16 luglio 2014,
contenente l’attestazione della corrispondenza del valore indicato in bilancio, pari ad euro
10.014.527 (di cui rimanenze sanitarie per euro 9.843.872 e beni non sanitari per euro
170.655) e le effettive giacenze dei singoli magazzini rappresentando che tale valore era
stato verificato anche dal servizio farmaceutico che gestisce i magazzini sanitari.
Veniva precisato che la valorizzazione è stata effettuata con l’unico sistema informativo
integrato aziendale che fornisce il dettaglio per singola voce delle quantità caricate,
scaricate, l’esistenza in magazzino ed il valore delle giacenze e si attestava che è
possibile estrarre, dal sito informatico, tutta la documentazione dettagliata, per singolo
magazzino.
Questa Sezione prende tuttavia atto anche di quanto affermato, in proposito, dal Collegio
sindacale dell’Asl nell’ambito delle osservazioni di cui ai punti 2.1 e 11.1 del questionario
contenente il rendiconto relativo all’esercizio 2012. In tale documento il Collegio indicava
la presenza di irregolarità tali da incidere sulla veridi cità e sull’equilibrio del bilancio,
rilevando come tra le diverse criticità vi fosse anche la mancata ricognizione delle
principali poste di bilancio (crediti, debiti, magazzino etc). Detta ricognizione sarebbe
nata dall’esigenza di verificare l’attendibilità dei dati anche a seguito delle complesse
procedure di accorpamento delle preesistenti Asl. In tale sede veniva affermato che le
richieste del Collegio non sono mai state riscontrate adeguatamente, impedendo la
verifica dell’attendibilità delle poste. Lo stesso Collegio affermava di aver raccomandato,
a più riprese, l’implementazione di un sistema di monitoraggio di magazzino costante e
continuo onde evitare discordanze tra le risultanze contabili e le effettive esistenze.
Tali notizie emergono anche nel verbale n° 8 del 26 giugno 2013, contenente il parere del
Collegio sindacale sul progetto di bilancio consuntivo 2012, in cui si affermava che a
seguito dell’accorpamento delle varie Asl non è stato fatto un inventario e non è stata
posta in essere un’attività volta a riscontrare l’attendibilità dei dati di bilancio riportati
dalle Asl oggetto di accorpamento.
10
Il Collegio evidenziava come una così impegnativa e necessaria attività non potesse
essere affidata al solo servizio economico finanziario, ma avrebbe dovuto riguardare tutti
i settori di attività dell’azienda, al fine di di individuare eventuali carenze nella gestione
dei diversi servizi, di quantificare eventuali danni e di valutare l’adozione di eventuali
rimedi. Al riguardo il Collegio rilevava che, sebbene fosse stato più volte richiesto il
verbale d’inventario delle rimanenze al 31 dicembre 2012, lo stesso non è pervenuto
all’organo
di
controllo, impedendo ogni
considerazione
circa
la
correttezza
delle
valutazioni quali-quantitative. Il Collegio, nel medesimo verbale accompagnatorio al
bilancio, ribadiva la necessità di procedere a periodici inventari del magazzino per
riallineare i dati contabili con i dati effettivamente riscontrabili.
4. Crediti.
“Breve relazione e sintetico prospetto indicante la specifica di ciascuna delle più rilevanti voci
di credito iscritte in bilancio (in particolare modo per la voce B.II.7 - crediti verso altri - per
un importo pari a euro 253.086.038); attestazione di esigibilità che giustifichi il
mantenimento in bilancio di tutti i crediti iscritti o, in alternativa, la dimostrazione dell’avviata
procedura di eliminazione; adeguatezza del fondo svalutazione crediti”.
Gli organi dell’azienda rispondevano inviando la nota n° 2924 del 16 luglio 2014 predisposta
dal Dirigente del servizio gef, riportando un prospetto dimostrativo della composizione dei
crediti.
In particolare per quanto riguarda la voce B.II.7 (crediti verso altri), l’azienda, oltre a
fornire un dettagliato prospetto, rispondeva che tale importo comprendeva anche il
valore delle carte contabili in corso di regolarizzazione che, a fine 2012, ammontava ad
euro 126.715.000. L’azienda sostiene che tale importo si è ridotto di oltre 80 milioni nel
corso del 2013 per effetto di avvenute regolarizzazioni ed è in fase di chiusura nel
corrente anno.
L’importo residuale degli altri crediti sarebbe in corso di verifica costante per accertarne
l’esigibilità.
Inoltre la Asl affermava che nel 2012 risultava iscritto in bilancio un fondo svalutazione
crediti di euro 1.601.350, incrementato di anno in anno per far fronte ai rischi
d’insolvenza o alla chiusura di partite non esigibili, rivestendo tale fondo natura
prudenziale e cautelativa per eventuali rettifiche da operare.
A seguito di tale risposta, questa Sezione procedeva con le ulteriori richieste di
chiarimenti, come indicato in premessa, alle quali veniva dato riscontro con invio di
documentazione con nota del servizio gef n° 3246 del 3 settembre 2014, evidenziante il
dettaglio della voce “altri crediti diversi” per un importo complessivo di euro 199.244.340,
come da prospetto di seguito riportato:
11
VOCE “ALTRI CREDITI DIVERSI” ASL NA3 SUD BILANCIO D’ESERCIZIO 2012 (importi in euro)
Carte contabili da regolarizzare al 31/12/12
126.715.000
Credito V/Tesoreria prov. Stato/Inpdap
1.589.000
per anticipazioni
Altri crediti privati
315.000
Altri crediti diversi
70.625.340
TOTALE
199.244.340
L’azienda inoltre riferiva che la voce “altri crediti diversi” (circa 70 milioni di euro)
riguardava crediti generici verso categorie di fornitori o altre tipologie di creditori risalenti
ai dati di fusione delle preesistenti Asl, in corso di verifica ai fini della loro reale
esigibilità.
Per quanto riguarda le “note di credito da emettere” (euro 29.237.009) l’azienda
rispondeva che trattavasi di note di credito da ricevere dai fornitori a favore dell a Asl, e
che il termine “da emettere” sarebbe riferito ai terzi che devono inviare le note contabili.
Relativamente all’esigibilità dei crediti, la Asl dichiarava che sono stati effettuati solleciti
delle fatture ed invii di estratti conto e che non esiste altra documentazione di verifica
della riconciliazione. Circa i crediti verso la regione Campania, la Asl rappresentava la
avvenuta riconciliazione di euro 104.392.083 per FSR (fondo sanitario regionale)
e di
euro 18.243.591 per ripiano perdite. Gli altri importi di euro 100.725.019 ed euro
32.162.023 sono ancora in corso di verifica.
L’azienda allegava un prospetto indicante i crediti iscritti in bilancio dal 2008 al 2012 ,
distinti per soggetti debitori (da cui emerge una rilevante riduzione degli stessi), come di
seguito riportato:
SITUAZIONE CREDITI DAL 2008 AL 2012 (importi in euro)
DESCRIZIONE/ANNO
CR. V/STATO-REGIONE
CREDITI DA COMUNI
CREDITI DA ASL/AO
CREDITI DA ALTRI
TOTALE
2009
2010
2011
2012
914.596.798
2008
550.791.143
558.367.592
521.912.056
255.522.716
2.181.000
1.068.490
7.659.141
13.948.536
16.724.692
43.880.306
57.081.667
57.217.127
57.143.837
57.781.411
124.694.116
324.023.305
318.713.102
277.025.306
253.086.038
1.085.352.220
932.964.605
941.956.962
870.029.735
583.114.857
Si ritiene opportuno evidenziare quanto esposto dal Collegio sindacale nel questionario
relativo all’anno 2012 dove lo stesso indicava, al punto 2.1, tra le gravi irregolarità, il
fenomeno della avvenuta rideterminazione delle “perdite portate a nuovo da coprire”
(esposte nel patrimonio netto), utilizzando come contropartita il conto credito, di tal che
la svalutazione dei crediti non è passata per il conto economico ma è stata registrat a
stornando direttamente i crediti dello stato patrimoniale.
Il Collegio affermava che detta anomala circostanza è derivata dal metodo contabile
adottato nella attuazione della delibera n. 45 del 14/05/2013 (per la prosecuzione del
12
piano di rientro del settore sanitario), metodo che appare in contrasto con i più
elementari principi di tecnica contabile; a seguito di tale operazione si sarebbe
quantificato un avanzo di gestione di euro 65.202, anziché un risultato negativo pari ad
euro 103.673.802. Infatti, secondo il Collegio, nel contabilizzare le disposizioni del
predetto decreto, l’azienda procedeva a rideterminare le perdite portate a nuovo da
coprire “utilizzando incassi già ricevuti negli anni pregressi ed i crediti ancora iscritti in
bilancio”.
Secondo il Collegio le perdite portate a nuovo costituiscono un dato maturato nei bilanci
precedenti a quello del 31/12/2012, e quindi immodificabile, osservando che, invece, si è
provveduto alla sua modifica utilizzando in contropartita i crediti, mentre si s arebbe
dovuto procedere a svalutare i crediti (imputando a componente negativo di reddito
relativo all’esercizio 2012 la relativa svalutazione) e, di conseguenza, detta svalutazione
avrebbe dovuto riflettersi sul risultato reddituale dell’esercizio 2012.
Si richiama inoltre quanto già sopra riportato da parte del Collegio, che avrebbe in più
occasioni sollecitato una ricognizione delle principali poste di bilancio (crediti, debiti,
magazzino), al fine di verificare l’attendibilità dei dati anche a seguito delle complesse
procedure di accorpamento delle preesistenti aziende, da ciò scaturendo il mancato
parere favorevole all’approvazione del bilancio d’esercizio 2012, espresso dal Collegio ne i
verbali 8 e 9 dell’anno 2013.
Inoltre non sarebbe stato possibile effettuare alcuna valutazione di congruità dei fondi
rischi (verbale n° 9) data la mancata consegna di una relazione adeguatamente motivata
in merito alla composizione dei crediti esposti in bilancio ed al mancato inca sso degli
stessi, con gli evidenti e conseguenziali negativi riflessi contabili in termini di corretta
applicazione del principio della prudenza nelle valutazioni delle poste contenute nel
bilancio.
Relativamente all’esigibilità dei crediti, il Collegio sottolineava , infine, la presenza di un
contenzioso molto “vasto e variegato” delle cui risultanze contabili non sembra essere
stata effettuata dall’azienda alcuna adeguata valutazione e che anche l’incremento di
euro 500.000 del fondo svalutazione crediti, nonché la costituzione di un nuovo f ondo
svalutazione dedicato alle gestioni liquidatorie per euro 500.000, non sarebbe stato
risolutivo.
5. 6. Debiti verso fornitori.
“Dichiarazione, da parte dei dirigenti responsabili, della avvenuta circolarizzazione dei debiti
verso i fornitori e sintetica relazione evidenziante le modalità di gestione del pagamento dei
debiti tramite Soresa, onde dimostrare che l’importo iscritto in bilancio corrisponda
esattamente all’ammontare dei debiti esistenti”.
Gli organi dell’azienda rispondevano inviando la nota n° 2924 del 16 luglio 2014, predisposta
dal Dirigente del servizio gef, dove si precisava che l’iscrizione in bilancio dei debiti
13
v/fornitori avviene solo sulla base delle fatture ricevute e/o altri documenti contabili a
valenza fiscale.
Per quanto riguarda la circolarizzazione, l’azienda affermava che essa non veniva ancora
effettuata in via preventiva con la procedura “da Asl a fornitori”, ma che venivano riscontrati
gli estratti conto dei fornitori, all’atto di ogni singola richiesta di pagamento, per verificare la
concordanza delle partite aperte con il saldo richiesto dal creditore approfondendo, in caso di
anomalie, la reale situazione di ogni singolo fornitore.
La Asl riferiva che recentemente sono state circolarizzate, con l’intervento della regione
Campania, le aziende associate a Assofarma e Farmindustria, al fine di ottenere gli estratti
conto con tutte le posizioni aperte, in modo da effettuare un celere riscontro delle partite
risultanti a bilancio.
L’Azienda segnala che, per quanto riguarda le modalità di pagamento, essa ha effettuato
direttamente i bonifici ai fornitori, tramite il tesoriere con l’emissione di regolari mandati.
L’intervento della Soresa fino all’anno 2012, sarebbe stato quello di gestire la piattaforma
informatica del debito delle aziende sanitarie e stipulare accordi di dilazione sulla base dei
protocolli d’intesa sottoscritti dalla regione con le associazioni di categoria dei fornitori, come
recepiti dalle singole Asl.
La Asl Na 3 dichiarava di aver preso atto dei protocolli d’intesa con regolari deliberazioni e
che, successivamente, per i fornitori interessati, ha stipulato accordi di dilazione, tramite la
Soresa, effettuando direttamente i pagamenti ai beneficiari.
L’azienda precisava che solo nell’anno 2013 è stata attivata dalla regione Campania, con il
decreto commissariale n° 90 del 9 agosto 2013, la centrale unica dei pagamenti, gestita
dalla Soresa, per conto della regione Campania. Dal mese di agosto 2013 tutti i mandati di
pagamento emessi vengono trasmessi alla Soresa per l’accredito a favore dei beneficiari
utilizzando i fondi messi a disposizione della regione.
L’azienda riportava un prospetto di dettaglio dei debiti v/fornitori iscritti in bilancio al
31/12/2012 distinguendoli per tipologia, come di seguito rappresentato:
DEBITI V/FORNITORI PER TIPOLOGIA DA ESERCIZIO 2012 (valori in euro)
DEBITI V/ FORNITORI BENI E SERVIZI NAZIONALI
234.216.960
DEBITI V/CASE DI CURA
106.088.593
DEBITI V/ALTRE STRUTTURE ACCREDITATE
99.536.862
RIABILITAZIONE
96.171.783
DEBITI V/MEDICI CONVENZIONATI
46.393.049
DEBITI V/FARMACIE E DITTE FARMACEUTICHE
259.312.081
DEBITI V/PROFESSIONISTI E COLLABORATORI
3.250.874
TOTALE
844.970.201
A seguito di tale risposta, questa Sezione riteneva opportuno procedere ad ulteriori
richieste di chiarimenti, che sfociavano nell’integrazione istruttoria del 31 luglio 2014,
14
come in premessa indicata (che si riporta per migliore comprensione) con la quale si
formulavano le seguenti domande:
Carte contabili in corso di regolarizzazione
a) in particolare, per tale voce, fornire, con brevi schemi illustrativi (ciascuno per gli anni
2012, 2013 e 2014), i dati necessari alla quadratura tra il totale della diminuzione dei singoli
fornitori regolarizzati (distinti per gruppi es. debiti v/s case di cura, centri specialistici, fornitori
di beni…ecc) e la riduzione globale della voce relativa ai crediti per carte da regolarizzare per
gli stessi anni;
b) fornire attestazione, da parte del Dirigente addetto al settore, dell’effettuato controllo, con
relativo discarico, del conto del tesoriere e di ogni altro agente contabile pagatore compresa
Soresa e fornirne prova documentale; in particolare si chiede di attestare che dai controlli
effettuati non siano emersi multipli pagamenti di uno stesso fornitore;
c) fornire dichiarazione, da parte dei Dirigenti a ciò preposti, che non esistano, nel bilancio
2012, né il quello del 2013, né nelle scritture relative all’anno 2014, altre poste relative a
pagamenti dei fornitori utilizzate in sostituzione di quelle che dovrebbero essere utilizzate, e
cioè lo storno dell’importo pagato dal mastro del fornitore di riferimento;
d) pur se non è effettuata la procedura di circolarizzazione dei fornitori , specificare se
l’azienda ha posto in essere tutte le misure necessarie per poter far fronte immediatamente
alle eventuali infondate richieste di pagamento da parte di chiunque (attraverso decreti
ingiuntivi, ecc), e ad evitare pagamenti non dovuti da parte del tesoriere o altri (es. ente
Poste, Soresa);
e) specificare l’ammontare dei debiti circolarizzati riferiti a ASSOFARMA E FARMINDUSTRIA”.
A tali nuove richieste veniva dato riscontro con nota del servizio gef, n° 3246 del 3 settembre
2014, allegata a nota 80510 del 4 settembre 2014, come di seguito indicato.
a)
Per la voce “carte contabili in corso di regolarizzazione”, voce strettamente correlata a
quella dei fornitori,
oltre a rinviare a quanto espresso al punto 4, si rileva che l’azienda
attestava la riduzione dei crediti per carte contabili negli anni 2012, 2013 e 2014 da euro
166.700.746 ad euro 29.617.256, ed a tal proposito forniva un prospetto esplicativo, che si
riassume nella seguente tabella:
DINAMICA DEI CREDITI PER CARTE CONTABILI DA REGOLARIZZARE ANNI 2012/2013/2014 (importi in euro)
ANNO 2012
VALORE INIZIALE
VALORE REGOLARIZZATO
ANNO 2013
ANNO 2014
166.700.746
39.985.746
VALORE FINALE
126.715.000
VALORE INIZIALE
126.715.000
VALORE REGOLARIZZATO
84.639.980
VALORE FINALE
42.075.020
VALORE INIZIALE
42.075.020
VALORE REGOLARIZZATO
12.457.764
VALORE FINALE
29.617.256
L’azienda inoltre evidenziava la riduzione dei debiti verso le diverse categorie di fornitori
per avvenuta regolarizzazione di carte contabili nel seguente prospetto:
15
CARTE REGOLARIZZATE DISTINTE PER CATEGORIE DI FORNITORI (importi in euro)
CATEGORIA
ANNO 2012
ANNO 2013
ANNO 2014
Case di cura
3.740.449
12.169.986
353.266
Farmacie
3.762.801
3.713.127
194.166
Centri di riabilitazione
15.671.792
25.594.244
5.255.823
Altre strutt. accreditate
5.419.415
8.055.869
2.308.743
Fornitori di beni e servizi
5.661.024
24.877.458
1.676.307
Spese ed interessi
5.730.215
8.309.708
2.669.459
Dipendenti: comp. Arr...
TOTALE
1.919.588
39.985.746 (1)
84.639.980
12.457.764
(1) Dato arrotondato.
b)
A tal proposito, l’azienda attestava che è stato effettuato il discarico del conto contabile
del tesoriere e che la Soresa non ha effettuato nessun pagamento per pignoramenti.
L’azienda affermava inoltre che dalla regolarizzazione delle carte contabili sono emerse alcune
duplicazioni di pagamento, i cui importi sono stati richiesti a rimborso per capitale più interessi.
Il capitale sarebbe stato interamente recuperato mentre per gli interessi la quantificazione
degli importi da restituire sarebbe in corso.
L’azienda inoltre presentava un prospetto relativo ai recuperi per doppi pagamenti effettuati,
che viene rielaborato nella tabella seguente:
RECUPERI PER DUPLICAZIONI DI PAGAMENTI DIVISI PER CATEGORIE (importi in euro)
Case di cura
3.215.776
Farmacie
626.917
Centri di riabilitazione
721.602
Altre strutt. accreditate
805.043
Fornitori di beni e servizi
1.178.183
TOTALE
6.547.521
c) In relazione a tale punto, come sopra esplicitato, l’azienda attestava che tutti i documenti
contabili vengono pagati solo ed esclusivamente con mandati che chiudono automaticamente
le partite ed affermava che non esistono forme diverse di chiusure per pagamenti a fornitori
per cui non risulterebbero registrazioni diverse; inoltre la Asl precisava che solo la cassa
economale effettua pagamenti in contanti per fatture di piccolo importo, utilizzando la
procedura contabile in uso.
d) Circa tale punto, la Asl rispondeva che, per contrastare eventuali richieste di pagamenti
infondati, il servizio affari legali trasmette ai servizi interessati i decreti ingiuntivi azionati dai
creditori e che ogni servizio, effettuate le proprie verifiche, relaziona agli affari legali per le
eventuali dovute opposizioni.
16
e) Su tale punto l’azienda rispondeva che i fornitori associati a Assobiomedica e Farmindustria
sono stati circolarizzati, tramite la regione Campania, attraverso l’invio di un estratto conto
con le pretese creditorie ed i riferimenti ai documenti contabili. L’azienda inoltre, allegando la
nota n° 36669 del 16 aprile 2014, indirizzata al sub Commissario ad acta della regione
Campania, con cui si comunicavano i referenti per le imprese associate ad Assobiomedica e
Farmindustria, affermava che i fornitori che hanno già inoltrato gli estratti conto per la
riconciliazione sono stati al momento settantacinque, per un importo di euro 14.735.050.
7.
Acquisti servizi sanitari - Consulenze, collaborazioni, interinale e altre
prestazioni di lavoro sanitario da privato.
“Indicazione del dettaglio delle macrovoci che la compongono e breve relazione esplicativa,
per ognuna di esse, circa la mancanza di adeguate professionalità interne e le strategie
d’intervento seguite per il contenimento dei costi e la verifica del migliore offerente (pur se
per procedure attuate da terzi), nonché i controlli posti in essere in termini di verifica di
efficacia ed efficienza della prestazione ricevuta”.
Gli organi della amministrazione aziendale riportavano, in proposito, apposito prospetto
contenente
il dettaglio delle macrovoci in oggetto, riguardanti “convenzioni associazioni di
volontariato per emergenza 118, convenzione con Lega italiana per registro tumori,
convenzione con esperto qualificato, convenzioni per bisogni salute mentale con ASP (azienda
sanitaria di Potenza), consulenze per gestione comitato etico, altre consulenze”, specificando
quanto segue:
-
per le prestazioni di volontariato, relative all’emergenza 118, come argomentato
nell’allegata relazione del Direttore del servizio assistenza ospedaliera, la prevalenza delle
postazioni del servizio 118 è stata affidata ad associazioni di volontariato che - come
testualmente indicato - “forniscono il mezzo di soccorso con autista soccorritore ed infermiere”,
sulla base dell’argomentazione secondo cui “Il ricorso all’affidamento esterno è reso
indispensabile dalla carenza di mezzi di soccorso e carenza del personale con le previste
qualifiche di autista ed infermiere”;
-
in relazione alla voce “convenzione con Lega italiana per registro tumori” si allegavano
due deliberazioni aventi ad oggetto, rispettivamente, “Proroga convenzione Lega italiana lotta
contro tumori”, e “Piano operativo per l’estensione del registro tumori della regione Campania
all’intero territorio della Asl Napoli 3 Sud”.
La documentazione allegata non è in grado di attestare la congruenza e la compatibilità degli
importi indicati con le determinazioni assunte in materia sia dal legislatore regionale (cfr. legge
regionale n. 9 del 25 febbraio 2014 avente ad oggetto “Modifiche a norme della legge regionale
10 luglio 2012 n. 19 - Istituzione del registro tumori di popolazione della regione Campania”)1,
1
intervenuta, peraltro, a seguito del novellato orientamento del Giudice delle leggi -cfr. sentenza Corte costituzionale
n. 79/2013- secondo cui “…non è l’istituzione in sé dei registri tumori, del centro di coordinamento e del comitato
tecnico-scientifico, che merita di essere contestata…”, bensì, “…l’incompatibilità con l’obiettivo di contenimento della
spesa pubblica sanitaria perseguito con il Piano di rientro…”, giacché “…Le norme impugnate, prevedendo l’istituzione
di nuovi uffici e soprattutto dotandoli di aggiuntive risorse strumentali, umane e finanzi arie, si pongono in contrasto
con l’obiettivo del rientro nell’equilibrio economico-finanziario perseguito con l’Accordo sul Piano di rientro e con il
Piano medesimo…”)
17
sia in sede di osservazioni emerse nella riunione congiunta del tavolo tecnico per la verifica
degli adempimenti regionali con il comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza
della regione Campania del 22 luglio 2014, secondo cui “…Con riferimento alla legge regionale
n. 9/2014, Tavolo e Comitato, nel prendere atto delle modifiche apportate alla legge regionale
n. 19/2012, recante “Istituzione del Registro Tumori di popolazione della Regione Campania”,
osservano che le medesime, in sede di applicazione nell’attuale contesto in cui versa la regione
(attuazione del Piano di Rientro e dei successivi Programmi operativi), potrebbero dar luogo ad
interpretazioni non coerenti con gli obiettivi dei citati piani/programmi e con l’attuale quadro
normativo di riferimento con particolare riguardo alla seguenti disposizioni: art. 4, comma 6,
[come sostituito dall’art. 1 – comma 2 – lettera a) della LR 9/2014]…art. 4, comma 7 [come
sostituito dall’art. 1 – comma 2 – lettera b) della LR 9/2014],…Tavolo e Comitato invitano la
struttura commissariale a fornire indirizzi interpretativi della norma in questione coerenti con
gli obiettivi dei citati piani/programmi e con l’attuale quadro normativo di riferimento, nonché
con le clausole di invarianza finanziaria così come previsto dagli art. 16 e 16-bis della LR
19/2012, così come modificata dalla LR 9/2014…”;(cfr. sul punto, altresì, le osservazioni di cui
al decreto n. 18/2014 del Commissario ad acta concernente “Adeguamento programmi
operativi 2013/2015 agli indirizzi ministeriali” in tema di “(Intervento 1.2) Rimozione
provvedimenti in contrasto con il programma operativo”);
-
per ciò che concerne la tipologia contrattuale “convenzioni con esperto qualificato” con
tale nomenclatura ci si riferiva agli atti di “Proroga convenzione ad Esperto qualificato” ovvero
alle collaborazioni del medico competente e dell’esperto qualificato di cui al d. lgs. n. 230/95 e
successive modifiche, o ad attività di personale esterno il cui incarico, qui prorogato,
risulterebbe motivato dalla indimostrata circostanza secondo cui “non risultano risorse interne
qualificate ed idonee a svolgere le attività specialistiche”;
-
per ciò che concerne la convenzione per bisogni salute mentale con l’ASP, l’azienda
precisava che le spese sostenute inerivano all’attività progettuale di cura della durata di
ventuno settimane
presso il Centro disturbi comportamento alimentare, con conseguente
ricovero di un solo paziente, per le prescritte attività terapeutiche rispondenti alla necessità
riabilitativa del paziente, di cui veniva riportata, in allegato, la determina di autorizzazione
all’inserimento richiesto, nella quale veniva imputata la spesa complessiva di € 36.750,00.
Pertanto, a fronte della mancata corrispondenza di tale importo con il costo complessivo di €
103.472,00 indicato nel prospetto allegato in risposta alla avanzata richiesta istruttoria, (circa
il quale potrebbe ipotizzarsi l’esistenza di molteplici progetti di intervento terapeutico non
documentati), non emergono le strategie d’intervento seguite per il contenimento dei costi e la
verifica delle migliori opzioni organizzative aziendali, nonché i controlli posti in essere in
termini di verifica di efficacia ed efficienza della prestazione ricevuta;
-
con
riferimento
alle
spese
contabilizzate
per
la
gestione
del
Comitato
etico,
relativamente al quale occorre rimarcare che ai sensi dell’art. 2 comma 6 del d.m. 12/05/2006
“…Il comitato etico puo' convocare, per consulenza, esperti esterni al comitato stesso con
18
esperienza in specifiche aree, che comunque debbono essere coinvolti in casi di valutazioni
inerenti aree non coperte dai componenti del comitato etico…”, si precisava che tali importi
propriamente definiti “consulenze per la gestione del comitato etico”, erano da ricondursi alle
attività svolte dagli stessi membri del comitato, comprensive di quelle del personale del
servizio di coordinamento e venivano allegate, a tal fine, l e delibere di “Istituzione del
Comitato Asl Napoli 3 Sud” e sue modalità operative, la delibera avente ad oggetto la modifica
del regolamento per adozione nuove tariffe a carico del promotore per l’assolvimento dei
compiti demandati al Comitato stesso, nonché una determina dirigenziale con cui veniva
imputata la somma totale di € 17.487,50, quale corrispettivo economico per gli sperimentatori
costituenti l’equipe dello studio clinico in oggetto all’indicata determina.
Pertanto, a fronte della mancata corrispondenza di tale importo con il costo complessivo di €
89.361, indicato nel prospetto allegato in risposta alla avanzata richiesta istruttoria, anche qui
non emergono le strategie d’intervento seguite per il contenimento dei costi e la verifica di
efficacia ed efficienza della prestazione ricevuta.
Gli organi aziendali rispondevano, inoltre, in riferimento a successiva richiesta istruttoria di
questa Sezione, come descritta in premessa, con una relazione integrativa, in cui veniva
riprodotto, con aggiunte specificazioni di modesta entità, il prospetto riepilogativo, trasmesso
già in sede di prima richiesta istruttoria, circa “la tipologia contrattuale e l’importo
corrispondente” della categoria delle cosiddette “consulenze”.
In tale relazione, a fronte della richiesta chiarificazione sull’ottemperanza dei requisiti
prescritti dal decreto del ministero della salute 12 maggio 2006, emersa a seguito della
specificazione fornita dall’azienda sulla voce “consulenze per gestione comitato etico”, il
riscontro indicato veniva fornito con la mera trasmissione delle delibere riguardanti l’
istituzione del comitato e le relative modalità operative di funzionamento.
Con riferimento agli specifici rilievi mossi nei confronti dell’amministrazione aziendale per
quanto concerne, invece, l’osservanza dei limiti di costo vigenti in materia di consulenze e del
conseguimento dell’obiettivo di risparmio posto dal legislatore nazionale quantomeno a livello
consolidato, in tema di riduzione dei costi degli apparati amministrativi l’azienda, sempre con
medesima relazione, argomentava, in risposta,
che “non risultano, a questo servizio,
provvedimenti attuativi specifici della regione per il d. l. n. 78/2010”.
8. Acquisti di servizi non sanitari - Servizi di pulizia.
“Fornire breve relazione esplicativa circa le strategie d’intervento seguite per il contenimento
dei costi e la verifica del migliore offerente, (pur se per procedure attuate da terzi), nonché i
controlli posti in essere in termini di verifica di efficacia ed efficienza della prestazione
ricevuta”;
L’azienda rispondeva con nota predisposta dal Dirigente del servizio acquisizione beni e
servizi, con la quale veniva indicato che, per adeguarsi alle misure introdotte con il d. l.
95/2012, convertito dalla legge n. 235/2012, (riduzione del 5% degli importi e delle connesse
prestazioni dei contratti in essere di appalto di servizi e fornitura di beni e servizi stipulati da
19
aziende ed enti del servizio sanitario regionale, nonché rinegoziazione dei contratti in essere
laddove a seguito di una rilevazione dei prezzi unitari corrisposti dalle aziende sanitarie per
l’acquisto di beni e servizi, fossero emerse differenze significative nei prezzi unitari) aveva
provveduto a richiedere un incontro preliminare con le ditte fornitrici per concordare con le
stesse la riduzione del valore dei contratti di appalto nella misura del 5%, mantenendo
inalterati la qualità del servizio offerto ed i livelli occupazionali.
Da detti incontri sarebbe scaturito l’intento di alcune ditte fornitrici di applicare un ulteriore
sconto sugli importi (significative riduzioni, secondo l’azienda, si sarebbero avute nel corso
degli anni precedenti per molti contratti in proroga), non potendosi incidere sui volumi delle
prestazioni. Di conseguenza, secondo l’azienda, corso del 2012, si sarebbe avuta una
sostanziale riduzione della spesa in oggetto nei termini previsti dal succitato d. l. n. 95/2012 e
che nell’importo indicato (euro 11.597.018) sarebbe stato compreso, oltre al costo
contrattualizzato del servizio di pulizia e sanificazione, anche le spese aggiuntive e/o
straordinarie, incrementate nel corso del 2012, a seguito degli spostamenti delle varie
strutture aziendali, da ultimo della sede dell’azienda da Castellammare di Stabia a Torre del
Greco, con la conseguente riallocazione delle strutture aziendali già poste nel suddetto
presidio.
In relazione alla verifica dei controlli posti in essere in termini di efficacia ed efficienza della
prestazione ricevuta, l’azienda precisa che la stessa è demandata ai direttori responsabili delle
strutture aziendali, tenuti a fornire alla direzione aziendale regolare comunicazione in merito,
sotto la propria responsabilità anche di natura patrimoniale. Nulla è dato, però, sapere, circa
l’effettivo invio di tali comunicazioni e l’esito delle stesse.
E’ comunque doveroso segnalare che è emerso, nell’anno 2012, il miglioramento del risultato
della gestione caratteristica della Asl Napoli 3, rispetto all’anno 2011, dovuto ad una appurata
riduzione di costi di gestione (giudizio di parifica di questa Corte relativo all’anno 2012),
nonché la diminuzione del costo relativo al servizio di pulizia (risultante dalla verifica del MEF
- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – Ispettorato generale di finanza –
Servizi ispettivi di finanza pubblica, nella verifica amministrativo -contabile eseguita
presso la Asl NA3 e conclusasi il 24 marzo 2014) che, con molta probabilità, può far
ritenere veritiera la spiegazione fornita dall’ente, pur se non dimostrata a questo magistrato
istruttore,
Dalla verifica ispettiva risultava, peraltro, un aumento dei costi per servizi nell’anno 2013
rispetto al 2012 (+ 163.296 euro), potendo ciò far sostenere, a tale organo ispettivo, che “in
linea generale quindi può rilevarsi che le azioni di riduzione di spesa per la categoria in esame
non sono state sufficienti per allinearsi al dettato normativo”; ciò pur se gli Ispettori
rilevavano che dal 2013 è stato incorporato nell’azienda il distretto di Portici , che ha
ovviamente comportato un aumento delle esigenze di spesa rendendo non pienamente
confrontabili i dati dei due esercizi.
20
In merito al controllo dei costi aziendali, il Collegio sindacale, nel questionario, rilevava
“rinnovi taciti di contratti scaduti o prossimi alla scadenza nelle more dell’attivazione delle
procedure concorsuali. Il Collegio ha più volte sollecitato l’invio dell’elenco analitico dei
contratti in regime di proroga e degli appalti affidati a società esterne in somma urgenza, non
ottenendo adeguati riscontri…...In ordine ai contratti in proroga, il Dirigente del servizio
acquisto beni e servizi riferisce di aver dispiegato un’intensa attività che ha comportato la
indizione di una serie di procedure di gara …..Il predetto Dirigente riferisce che ha più volte
relazionato alla direzione aziendale chiedendo, altresì, che la stessa individui le UU.OO.CC e/o
i servizi ai quali affidare l’incarico di redigere i disciplinari tecnici, corredati dei relativi DUVRI
(documento unico valutazione rischi interferenti), altresì propedeutici alla indizione di nuove
gare di appalto”.
Circa il ricorso alle sistematiche proroghe di contratti in precedenza stipulati, gli Ispettori MEF
rilevavano che, da dettagliata relazione del settore acquisti, emergeva che “l’esigenza di
procedere alle gare per i contratti scaduti era già stata manifestata attraverso vari deliberati e
richieste almeno dal 2011; in tutto il biennio successivo non si è riusciti a procedere per la
mancata predisposizione degli atti propedeutici ai bandi di gara”.
Gli Ispettori concludevano rilevando che “E’ appena il caso di sottolineare che la responsabilità
del mancato espletamento delle gare va certamente addebitata ai responsabili delle varie
strutture, ma comunque non può non essere anche fatta risalire ai vertici aziendali; di fronte
ai reiterati ritardi sarebbe stato necessario procedere nei confronti dei dirigenti responsabili.
Appare necessario che nel più breve tempo possibile si proceda a normalizzare la situazione
descritta”.
9. Altri interessi passivi.
“Si prega dettagliarne il contenuto e commentare in breve relazione”.
L’azienda rispondeva con nota del Dirigente del servizio gef, con la quale veniva indicato che
la voce “interessi passivi” afferisce alle fatture e alle note debito ricevute dai fornitori per
pretese relative ai ritardati pagamenti, nonché alla contabilizzazione delle maggiori somme,
per oneri finanziari, derivanti sia da transazioni effettuate che da procedure esecutive, e che
l’entità del debito arretrato, accumulato per mancanza di risorse finanziarie, ha determinato
diverse richieste di interessi passivi, dichiarando inoltre che, per contenere l’entità degli oneri
finanziari, ha stipulato numerosi accordi transattivi con parziale rinuncia da parte dei creditori
agli interessi ed indennizzi.
L’azienda inoltre dettagliava l’importo della voce “altri interessi passivi”, per un totale di euro
5.152.414 distinguendolo in “interessi addebitati da fornitori con fatture e/o note debito” per
euro 892.437 e “interessi per transazioni e procedure esecutive” per euro 4.259.977.
21
Alla richiesta di integrazione istruttoria di questa Corte, veniva dato riscontro con ulteriore
invio di documentazione mediante la quale, tra l’altro, l’azienda dettagliava la voce “altri
interessi passivi” in sottovoci per categorie di fornitori, come rappresentato nelle seguenti
tabelle:
DETTAGLIO VOCE “INTERESSI PASSIVI SU TRANSAZIONI E PROCEDURE ESECUTIVE - ANNO 2012 (importi in euro)
Interessi addebitati
2.259.977
Interessi accantonati al fondo rischi
2.000.000
TOTALE A CONTO ECONOMICO
4.259.977
INTERESSI PASSIVI PAGATI PER DIVERSE CATEGORIE DI FORNITORI - ANNO 2012 (importi in euro)
Farmacie
100.377
Centri di riabilitazione
223.651
Altre strutture accreditate
124.397
Fornitori di beni e servizi
1.010.942
Società finanziarie
800.610
TOTALE
2.259.977
L’azienda affermava inoltre che è stato effettuato l’accantonamento al fondo rischi, in via
precauzionale, per far fronte a future richieste di interessi, di competenza 2012 e che gli
interessi vengono contabilizzati in conformità al riconoscimento sentenziato dal giudice. Tali
interessi vengono riconosciuti sia a tasso legale che a tasso comunitario in base al decreto
231/2002.
Dal verbale degli Ispettori MEF risultava che tale accantonamento è stato pari a 5.500.000
euro, per un totale di interessi passivi gravante sull’esercizio 2012, pari a euro 10.652.414.
La rilevanza della somma induce a considerare come il monitoraggio dei pagamenti, con
riguardo alla quota capitale e oneri accessori, sia argomento alquanto delicato, che l’azienda
deve gestire al meglio, coordinando e controllando in toto l’attività di ogni soggetto deputato
ai pagamenti, onde evitare sperperi di pubblico denaro e conseguenti responsabilità.
Al riguardo emerge (dalla decisione di parifica di questa Corte per l’anno 2012 e dalla
relazione dei suddetti Ispettori) che, con decreto del Commissario ad acta n. 90/2013, si
affidano a Soresa sia il pagamento di tutti i debiti correnti della Asl, che di quelli inseriti nel
piano dei pagamenti di cui al decreto 35/2013, oltre alla definizione e pagamento degli
accordi transattivi approvati dal decreto commissariale n. 12/2011.
In particolare, la Asl Na3 emanava, in data 13 agosto 2013 apposita delibera, conferendo a
Soresa il mandato per far fronte ai pagamenti di ogni tipologia.
L’azienda faceva inoltre presente che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.
186/2013 (che ha dichiarato la illegittimità dell’articolo 1, comma 51, della legge 220/2010,
che aveva disposto la non esperibilità di azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie
22
delle regioni sottoposte a
piani di rientro), l’istituto tesoriere ha pignorato tutti i fondi
aziendali, compresi quelli per il pagamento degli stipendi (contrariamente a quanto previsto
dalla delibera aziendale n. 378/2013, emessa in conformità alla l. n. 77/1993).
In tale contesto, la preoccupante situazione contabile di cassa dell’azienda (dati forniti con
riferimento al 30 novembre 2013 dall’azienda agli Ispettori) era quella sotto rappresentata:
Disponibilità ordinarie:
euro 146.644.391
Anticipazione accordata: euro 100.062.333
Somme pignorate:
euro 146.644.391
Anticipazione utilizzata:
euro 46.203.150
Ulteriori pignoramenti presentati in attesa di copertura: euro 40.241.174.
Si rileva che l’azienda ha iniziato, al riguardo, una vertenza nei confronti del tesoriere.
Per quanto riguarda la voce “interessi per anticipazioni” per euro 250.713, l’azienda dichiara
che tale importo corrisponde agli interessi pagati al tesoriere Banco di Napoli per i seguenti
trimestri, come rappresentato nella seguente tabella, riferendo esclusivamente che il tasso
d’interesse applicato dal tesoriere, sull’importo delle anticipazioni è il seguente: euribor 1
mese (media mese precedente) aumentato di 1,00 punti percentuali.
INTERESSI PER ANTICIPAZIONI PAGATI AL TESORIERE DIVISI PER TRIMESTRI ANNO 2012
(importi in euro)
I Trimestre 2012
72.814
II Trimestre 2012
58.645
III Trimestre 2012
54.865
IV Trimestre 2012
64.389
TOTALE
250.713
10. Sopravvenienze passive verso terzi relative all’acquisto di beni e servizi, e Altre
sopravvenienze passive v/terzi.
“Dettaglio degli importi indicati in bilancio esplicitando solo quelli più significativi nonché, per
ciascuno di essi, invio di breve relazione esplicativa circa la valutazione della idoneità e
congruenza degli stessi al fine dell’iscrizione in bilancio”.
Gli organi dell’azienda rispondevano inviando nota del Dirigente del servizio gef, con la quale
veniva indicato che le sopravvenienze passive contabilizzate in bilancio per euro 1.118.0999
ed euro 1.439.475, afferivano alla rilevazione contabile dei costi di competenza degli anni
pregressi, i cui documenti contabili erano pervenuti dopo la data di chiusura del bilancio 2011,
non essendo stata possibile l’imputazione al bilancio precedente.
L’asl dichiarava che diverse fatture, ricevute e contabilizzate nel 2012, riguardavano le ex
aziende accorpate e che i costi non risultavano registrati nell’anno di competenza e forniva un
prospetto circa le notizie richieste relativamente alle plusvalenze, come da tabella seguente.
23
SOPRAVVENIENZE PASSIVE (importi in euro)
Per acquisti di beni sanitari
729.584
Per acquisti di beni non sanitari
111.847
Per acquisti di servizi non sanitari
276.668
Altre sopravvenienze passive da terzi
1.439.475
TOTALE
2.557.574
Successivamente l’azienda sosteneva che l’importo delle sopravvenienze passive verso terzi
iscritte a conto economico per euro 1.439.475, voce E.2.B.3.2.G (altre sopravvenienze
passive verso terzi), costituiva la quota eccedente la somma stimata negli anni precedenti ed
accantonata a fondo rischi, fornendo un ulteriore prospetto di dettaglio che si riporta nella
seguente tabella:
Metodo di calcolo utilizzato dall’Azienda per la rappresentazione nel conto economico consuntivo delle sopravvenienze
passive verso terzi relative all’anno 2012 (importi in euro)
Importo fatturato/contabilizzato
11.032.782
Importo utilizzato a riduzione del fondo rischi per spese
9.593.307
già accantonate anni pregressi
Valore
sopravvenienza
passiva
imputata
a
conto
1.439.475
economico anno 2012
Per quanto riguarda la richiesta di dettaglio dei relativi fornitori, l’azienda forniva i seguenti
ulteriori dati:
DETTAGLIO SOPRAVVENIENZE PASSIVE PER CATEGORIE DI FORNITORI (importi in euro)
Case di cura
12.560
Farmacie
16.367
Centri di riabilitazione
4.263.819
Altre strutture accreditate
1.396.250
Fornitori di beni e servizi
5.343.786
TOTALE
Conseguentemente,
11.032.782
l’importo
di
euro
1.439.475,
corrispondente
al
valore
della
sopravvenienza passiva imputata a conto economico per l’anno 2012, sarebbe la differenza
tra euro 11.032.782 (importo fatturato o contabilizzato per tutte le sopravvenienze passive
relative all’anno 2012) e l’importo di euro 9.593.30, pari a quella parte della sopravvenienza
passiva, sempre relativa allo stesso anno, che viene ad essere compensata da una riduzione
del fondo rischi, incrementato negli esercizi precedenti al 2012 emergendo, in definitiva, il
rilevante importo di tale costo, relativamente all’anno 2012, pari, in totale, a euro
11.032.782.
24
Si rileva, in proposito, che il Collegio sindacale, nell’ambito del verbale d’ispezione e controllo
individuale del 3 luglio 2013, in relazione al fenomeno delle sopravvenienze passive, rilevava il
permanere dei fenomeni causativi dell’emersione di plusvalenze passive, esprimendo un parere
non ottimista sul raggiungimento del pareggio di bilancio.
11. Gestione intramoenia.
“Esplicitazione, in una breve relazione del direttore responsabile del servizio, dell’effettività del
risultato positivo della gestione, indicando sia i risultati derivanti dall’applicazione del criterio
del ristoro dei costi come da regolamento interno dell’ASL, sia quelli conseguenti
all’applicazione di eventuali ulteriori metodologie utilizzate al fine di una più corretta
imputazione di costi diretti e indiretti”.
Gli organi dell’azienda rispondevano con nota n° 139 del 16 luglio 2014, predisposta dal
responsabile del servizio ALPI (attività libero professionale intramuraria), contenente una
breve relazione in cui si affermava che la gestione della libera professione intramo enia,
come da regolamento interno, assicurerebbe il ristoro dei costi garantendo un risultato
positivo.
Veniva specificato che l’ALPI è espletata presso gli studi dei dirigenti delle aree
contrattuali medica, veterinaria e sanitaria non medica autorizzati con atti aziendali
formali. Pertanto i costi della gestione complessiva dell’ALPI sarebbero riconducibili, per la
quasi totalità, alla remunerazione del personale autorizzato a svolgere l’attività presso gli
studi privati, senza alcun costo imputabile all ’azienda. L’attività svolta all’interno delle
strutture aziendali rappresenterebbe meno del 20% del totale e i relativi costi indiretti
sarebbero coperti dal fondo attribuito all’amministrazione.
Si rileva che il Collegio sindacale rappresentava la mancanza, nella nota integrativa al
bilancio, di elementi tali da permettere un’analisi sui ricavi correlati ad i costi e che, nel
conto economico non viene quantificata la relativa IRAP, pur in presenza della voce di
costo per il personale, essendo essa rilevata unitamente all’IRAP di tutto il personale
dipendente. Inoltre si sosteneva che “l’assenza di importi per altre macroaree di costo, che
si ritiene concorrano all’attività intramoenia, rende impossibile il giudizio sull’equilibrio di
gestione, il cui saldo positivo si origina dalla sola differenza tra i ricavi delle prestazioni
erogate e la compartecipazione al personale”.
Gli Ispettori MEF, nell’ambito della verifica più volte citata, dopo avere indicato le
principali normative in materia, 2 hanno effettuato approfondita analisi dell’argomento, di
cui si riportano i tratti salienti.
2
Legge 30 dicembre 1991, n. 412, art. 4
Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, artt. 15-15 undecies
Decreto Ministero della Sanità 14 dicembre 1994
Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, commi 5-16
Decreto Ministero della Sanità 28 febbraio 1997
Decreto Ministero della Sanità 31 luglio 1997
Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 72
Legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 28
D.P.C.M. 27 marzo 2000
Decreto Ministero della Sanità 8 giugno 2001
25
Dall’esame del testo regolamentare emergeva che le disposizioni ivi contenute erano
sostanzialmente in linea con le previsioni normative, essendovi disciplinate le procedure di
autorizzazione, indicati in linea generale gli spazi adibiti alla libera professione, definite le
incompatibilità e i limiti di esercizio della stessa, prefissate le percentuali degli introiti spettanti
all’azienda e al medico, oltre che per i costi di struttura e per il personale di supporto.
La situazione di fatto riscontrata, invece, non era in linea con le indicazioni normative in
quanto gli spazi adibiti all’l’ALPI erano nettamente inferiori alle indicazioni di legge e l’attività di
ricovero in ALPI quasi del tutto trascurabile, mentre la stragrande maggioranza dei medici
esercitavano l’attività presso il proprio studio e senza effettuazione delle prenotazioni tramite
CUP.
Gli Ispettori rilevavano che, considerato il numero e il peso delle strutture private accreditate
sia per ricoveri che, soprattutto, per attività ambulatoriale presenti sul territorio dell’Asl, una
più marcata attività all’interno dell’azienda avrebbe potuto consentire anche un minore volume
di prestazioni affidate all’esterno.
Recentemente sembra evidenziarsi l’avvio di una attività tesa, almeno tendenzialmente, ad
allineare l’azienda alle prescrizioni normative.
Per quel che attiene alle modalità di prenotazione delle visite ambulatoriali si rileva che le
stesse, quasi totalmente effettuate in intramoenia allargata (svolta cioè presso gli studi propri
dei medici), sino a tutto il 2013, non venivano effettuate tramite CUP (non ancora allora
istituito), con comunicazioni delle prestazioni tramite indicazione dei medici esercitanti l’attività
presso il proprio studio.
Dal 2014 invece è stata istituita l’infrastruttura di rete per il collegamento di tutte le strutture
aziendali e degli studi dei medici autorizzati con il CUP aziendale, procedura che consentirà
l’espletamento dei servizi di prenotazione, inserimento e comunicazione in tempo reale dei dati
relativi all’impegno orario del sanitario, dei pazienti visitati e degli estremi di pagamento delle
prestazioni ALPI.
Decreto Legge 4 luglio 2006 n.223 conv. in legge 4 agosto 2006, n. 248, art. 22bis
Legge 3 agosto 2007, n. 120
Decreto Legge 158/2012 art. 2
C.C.N.L. comparto Sanità area dirigenza medica e veterinaria parte normativa 1998 – 2001 e parte economica 1998
– 1999 dell’8 giugno 2000, Artt. 54-65, Tabella n. 9, Dichiarazioni congiunte da 1 a 12.
C.C.N.L. comparto Sanità area dirigenza ruolo sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo del S.S.N. parte
normativa 1998 – 2001 e parte economica 1998 – 1999 dell’8 giugno 2000, artt. 54-61.
C.C.N.L. integrativo del CCNL 8 giugno 2000 area della dirigenza medico e veterinaria del S.S.N. del 10 febbraio
2004, art. 38.
C.C.N.L. integrativo del CCNL 8 giugno 2000 area dirigenza ruolo sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo
dal S.S.N. del 10 febbraio 2004, art. 37.
C.C.N.L. area della dirigenza medico e veterinaria del S.S.N., parte normativa quadriennio 2002-2005 e parte
economica biennio 2002-2003 del 3 novembre 2005, Titolo III, Rapporto di lavoro, Capo I (artt. 10-13).
C.C.N.L. area dirigenza ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo del S.S.N., parte normativa
quadriennio 2002-2005 e parte economica biennio 2002-2003 del 3 novembre 2005, Titolo III Rapporto di lavoro,
Capo I (artt. 10-13).
Il Regolamento per la disciplina dell’ALPI è stato emanato con delibera n. 447 del 23 settembre 2009 ed è attualmente
in fase di revisione ed aggiornamento.
26
Si fa inoltre presente che, per quanto attiene alla tracciabilità dei pagamenti, l’azienda ha
provveduto affinchè tutti i pagamenti confluiscano su un unico conto corrente postale; inoltre è
stato attivato anche il pagamento tramite POS di cui saranno dotati presidi ospedalieri e
distretti.
Occorre precisare che è stata trasmessa ai medici autorizzati all’esercizio dell’attività libero
professionale, una bozza di convenzione che prevede l’obbligo per i professionisti del
collegamento in rete per le prenotazioni, convenzione la cui firma sarà obbligatoria per
l’esercizio, da parte dei medici, dell’attività presso il proprio studio, alla quale sembrano però
avere aderito, all’atto della verifica, solo 78 medici su 218.
Si fa presente, infine che, da quanto affermato dagli Ispettori, per quel che concerne la
contabilità dell’ALPI, l’azienda è già dotata di un sistema di contabilità analitica che consente di
distinguere nelle tariffe la quota spettante al medico, all’equipe, al personale di supporto, i
costi per l’ammortamento e la manutenzione delle apparecchiature, nonché la quota generale
spettante all’azienda.
Dai dati disponibili (ricavati dai conti consuntivi 2010-2012 della Asl Na3, come verificati dagli
Ispettori) in ordine al personale sanitario aziendale impegnato nell’attività intramoenia,
risultano le seguenti unità: 1014 dirigenti medici a tempo indeterminato, 982 dirigenti a
rapporto esclusivo, 43 dirigenti autorizzati all’interno dell’azienda, 155 dirigenti autorizzati
all’esterno dell’azienda, 63 dirigenti autorizzati all’interno e all’esterno; appare, quindi,
nettamente prevalente il numero dei medici che sono stati autorizzati ad espletare l’APLI
presso il proprio studio.
Dagli stessi dati sembrerebbe, comunque, evincersi il raggiungimento dell’equilibrio economico
tra costi e ricavi. La percentuale riservata all’azienda va dal 14 per cento (per intramoenia
classica) al 10 per cento (per intramoenia allargata) per le prestazioni ambulatoriali, con
ulteriore destinazione del 5 per cento a favore del fondo comune di comparto e di un altro 5
per cento al fondo comune per il personale dirigente sanitario. Ai sensi dell’articolo 2 del d. l.
n. 158/2012, occorre defalcare, a partire dal 2013, un ulteriore 5 per cento in relazione alla
riduzione delle liste di attesa.
12. Dati SIOPE.
“Breve relazione del responsabile dell’ufficio finanziario circa l’attività posta in essere ai fini
dell’assolvimento degli obblighi previsti dal comma 11, art. 77 quater, d.l. 112/08, che
prescrive di allegare obbligatoriamente al rendiconto o al bilancio di esercizio i prospetti dei
dati SIOPE e delle disponibilità liquide”.
Gli organi dell’azienda rispondevano inviando la nota n° 2924 del 16 luglio 2014, predisposta
dal Dirigente del servizio gef, con la quale il responsabile allegava i prospetti SIOPE relativi a:
1) incassi per codici gestionali; 2) pagamenti per codici gestionali; 3) indicatori Enti, facendo
presente che, per motivi tecnici, connessi all’assegnazione di una nuova password per l’accesso
al sito della Banca d’Italia, non sarebbe stato possibile stampare i modelli SIOPE entro la data
di approvazione del bilancio.
27
Rilevato inoltre che il Collegio sindacale, nel
questionario relativo all’esercizio 2012,
evidenziava la mancata allegazione al bilancio di esercizio dei prospetti dei dati SIOPE, delle
disponibilità liquide richiesti a norma di legge, oltre che la mancata concordanza degli stessi
con le scritture contabili del cassiere e del tesoriere (mancata concordanza verificata anche da
questa Sezione, confrontando il dato di consistenza di cassa dal conto corrente di tesoreria ed
il dato desunto dal bilancio d’esercizio ed in particolare dallo stato patrimoniale alla voce
“tesoreria unica” - rispettivamente 130.514.944 euro, dato SIOPE e 146.754.136 euro, dato di
bilancio), questa Sezione osservava che la risposta non poteva essere considerata esaustiva
non fornendo, la stessa, breve relazione esplicativa delle cause che avevano determinato le
discordanze sopra esposte.
28
Parte II
Esiti dell’istruttoria
Premesse le argomentazioni esposte dall’ente permangono, ad avviso della Sezione, le
problematiche di seguito evidenziate.
1 . Personale dipendente.
Pur tenendo conto del progressivo miglioramento della situazione finanziaria, a seguito del
conseguimento dell’obiettivo di riduzione della spesa complessiva per il personale, che ne ha
ricondotto il costo anche oltre i limiti degli obiettivi di risparmio già fissati dal piano di rientro tant’è che l’azienda in osservanza delle limitazioni dirette agli enti del SSR, ha contenuto i costi
del personale entro il tetto della diminuzione dell’1,4 per cento delle spese del 2004, per
effetto della riduzione del numero dei dipendenti - si rileva, in generale, il ritardo conseguito
nell’attività di determinazione e, quindi, di verifica della corretta costituzione dei fondi
contrattuali 2012 (cfr. le linee regionali di indirizzo per la “Determinazione dei fondi
contrattuali 2012” per le aziende sanitarie della Campania, adottate dal Commissario ad acta
con il decreto n. 63 del 22/10/2010, nonché i risultati programmati di cui al succitato decreto
n. 53 del 09.05.2012).
L’amministrazione ha di certo, allo stato, intrapreso un’attività di ricognizione dei fondi
contrattuali per le annualità pregresse, prendendo atto anche di quelli relativi all’anno 20123
ma, ad ogni modo, appare opportuno richiamarne l’attenzione alla necessità di provvedere
annualmente alla suddetta attività di quantificazione, così come normativamente prescritto,
anche ai fini del rispetto delle norme di coordinamento della finanza pubblica, che impongono
alle amministrazioni di mantenere l’ammontare complessivo delle risorse destinate al
trattamento accessorio entro l’importo destinato agli stessi fin dal 2010, e comunque, di ridurlo
in misura proporzionale alle cessazioni del personale in servizio.
Appare utile riportare, sul punto, le determinazioni di cui al decreto n. 18/2014 del
Commissario ad acta concernente l’“Adeguamento programmi operativi 2013/2015 agli indirizzi
ministeriali” secondo cui : “…per il triennio 2013-2015, la regione continuerà l’attività di
monitoraggio, controllo ed indirizzo nei confronti delle aziende sanitarie campane per la
costituzione e/o rideterminazione dei fondi della contrattazione integrativa aziendale, tenendo
conto di:…applicare l’art.9 comma 2 bis, l. 122/2010 che stabilisce che sino al 31 dicembre
2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio
del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo
dell’anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla
riduzione del personale in servizio…Il triennio passato e la consolidata attività della
Commissione fondi evidenzia la specifica criticità offerta dallo sforamento del fondo di disagio
3
dovendosi considerare, peraltro, l’intervenuta costituzione di un apposito organismo regionale (Commissione fondi)
deputato ad attività di monitoraggio, controllo ed indirizzo delle aziende sanitarie campane per la costituzione e/o
rideterminazione dei fondi della contrattazione integrativa aziendale.
29
con particolare riferimento alla voce di straordinario. Alla luce di tanto, sarà avviata una più
puntuale attività di indirizzo e monitoraggio diretta a verificare la corrispondenza al vero delle
consuete giustificazioni portate dalle direzioni generali sull’argomento con riferimento alla
necessità di sopperire con l’istituto dello straordinario alle carenze di personale… La regione
eseguirà un monitoraggio anche al fine di armonizzare il dato della spesa dei fondi contrattuali
in base alle linee guida sulla corretta contabilizzazione delle voci stipendiali relative alla spesa
gravante sui fondi contrattuali …e un controllo in merito al costo del personale per la
contrattazione integrativa confrontando le voci stipendiali alla corrispondente voce economica
del piano dei conti regionale vigente. Per il triennio 2013-2015, tale procedura sarà operativa
in modo da garantire il corretto monitoraggio dei conti economici consuntivi. In caso di
scostamento tra l’importo dei fondi deliberati ed i costi sostenuti per la retribuzione accessoria
del personale, si chiederà alla singola azienda una relazione che indichi le misure adottate per
l’esercizio al fine di evitare che tale fenomeno si ripeta…”).
Considerando le argomentazioni esposte dall’amministrazione aziendale, secondo cui le
drastiche riduzioni di personale dipendente, di tutti i ruoli e categorie, hanno comportato, in
considerazione degli obblighi di salvaguardia dei LEA, un incremento dei volumi di attività in
termini di carico di lavoro per effetto del blocco del turn over (unitamente ad una effettiva e
concreta esistente difficoltà operativa in termini di organizzazione di turni), si
prende atto
delle intraprese soluzioni di recupero delle maggiori somme erogate, nonché - alla luce delle
dichiarate difficoltà riferite dalla U.O.C. gestione risorse umane circa l’allineamento dei fondi,
secondo cui la regione intravede ipotesi di danno erariale – dell’avviata iniziativa di riduzione,
in via cautelativa, degli acconti per le quote incentivanti, fermo restando che non va
sottaciuto quanto rilevato, in sede di verifica amministrativa contabile dal MEF: “…anche per il
fondo 2013 si evidenziano spese in eccedenza…solo durante la verifica dello scrivente, con
nota del 27 gennaio 2014 si provvedeva … a disporre momentaneamente la sospensione
dell’erogazione dello straordinario ordinario e del salario di risultato per il personale del
comparto per l’anno 2014. Non può non sottolinearsi la tardiva e insufficiente adozione di
misure che se messe in opera con tempestività avrebbero consentito quantomeno un’iniziale
approccio per la definizione della problematica…”.
In particolare, in merito all’iniziativa secondo cui la direzione aziendale avrebbe richiesto alla
regione Campania il commissariamento delle operazioni di accertamento e quantificazione dei
fondi reali, occorre parimenti riportarsi alle argomentazioni elaborate, sempre in sede di
verifica amministrativo-contabile, dai competenti organi di controllo del MEF, secondo cui
“…L’iniziativa suddetta suscita perplessità; come si è avuto modo di evidenziare si è dato corso
per più di un anno ad una approfondita disamina dei fondi accessori, disamina che ha coinvolto
le strutture dell’azienda e la commissione regionale all’uopo costituita. L’azienda non ha mai
messo in discussione l’operato dei propri organismi tecnici e di quelli regionali, recependo i
lavori istruttori con propri deliberati nei quali si prendeva atto di quanto emerso e si
provvedeva a rideterminare i fondi in aderenza alle risultanze scaturite. Inoltre, come
30
evidenziato innanzi, si prendeva atto delle note regionali con le quali si chiedeva di recuperare
le somme erogate in eccedenza, fornendo assicurazioni in merito. Di conseguenza l’iniziativa
con la quale si chiede la nomina di un commissario per una nuova determinazione dei fondi
non appare supportata da logiche motivazioni. Le somme da recuperare sono rilevanti…Si ha
ben presente che agire per il ristoro del danno attraverso la rivalsa sui dipendenti aprirebbe
scenari di particolare delicatezza con l’instaurarsi di probabili e non semplici contenziosi…La
soluzione che qui si prospetta, ovviamente a mero titolo di suggerimento in quanto spetta alla
direzione aziendale l’adozione delle misure ritenute più idonee, è quella di prevedere per il
periodo necessario e quindi per almeno un triennio, la mancata erogazione del salario di
produttività. In sostanza all’atto della determinazione dei fondi dal 2014 in avanti si dovrebbe
procedere all’inserimento della quota relativa alla produttività nel quadro delle risorse
disponibili, e al contempo non procedere all’erogazione delle stesse, registrando così una
economia di spesa. Tale elemento della retribuzione accessoria è infatti l’unico che non è
connesso a particolari condizioni di lavoro, non è connesso a prestazioni rese oltre l’orario
ordinario, in turno o in disponibilità. Ovviamente la mancata erogazione del salario di
produttività comporta comunque per un periodo piuttosto lungo la diminuzione delle risorse
disponibili per il personale, ma resta a parere dello scrivente la soluzione meno problematica.
In ogni caso appare da subito necessario mettere sotto controllo la spesa per straordinario e
disagio attraverso una puntuale definizione dei budget assegnabili e un rigoroso controllo della
congruità delle richieste con i limiti dettati dalla determinazione degli appositi fondi…”.
2. Immobilizzazioni materiali.
Le risposte fornite dall’amministrazione (previsione di indizione di apposita gara d’appalto per
l’inventariazione dei beni mobili dell’Asl), fanno sorgere perplessità in relazione alle attività di
inventariazione svolte all’interno dell’azienda e lasciano emergere dubbi circa la verifica della
corrispondenza
tra l’ammontare dei beni materiali indicati in bilancio e quelli realmente
esistenti, in quanto l’attività di verifica dei propri beni dovrebbe essere attività di routine,
posta in essere dai dirigenti dei settore addetti, e che la predisposizione di una gara
d’appalto, al fine dello svolgimento del servizio di inventariazione dei beni mobili, potrebbe
essere giustificata solo da eventi eccezionali, da ricondurre nel più breve tempo possibile alla
normale gestione.
Ne’, d’altra parte, può trascurarsi quanto è stato rilevato dal Collegio dei sindaci in relazione
alla mancata ricognizione delle poste patrimoniali, come riportato nelle premesse di questo
deferimento, e alla necessità di verifica delle stesse, onde evitare discordanze tra le risultanze
contabili e le effettive esistenze.
Si invita codesta spettabile azienda a considerare come non possa prescindersi dall’avere
contezza di tutti beni, materiali e immateriali, esistenti in azienda (attraverso l’azione degli
agenti contabili di riferimento che l’ente riterrà opportuno attivare) in quanto solo ciò, oltre a
consentire una rappresentazione contabile patrimoniale conforme agli obblighi di chiarezza e
31
trasparenza previsti dalle norme di legge e dai principi contabili, permette esatte valutazioni
in merito alla opportunità di eventuali acquisti, dismissioni e più efficienti utilizzi.
3. Rimanenze.
Questa Sezione rilevava (anche a seguito del contrasto esistente tra quanto dichiarato
dall’azienda e le osservazioni dell’organo di controllo, sopra riportate), come la risposta
fornita non riuscisse a dare adeguati elementi circa l’esistenza di un sistema di controllo
idoneo a verificare le modalità di gestione dei beni di appartenenza della Asl, da parte di
farmacie, reparti, magazzini, sedi e altri operatori, anche esterni, al fine del rispetto dei
fondamentali canoni di sana gestione e rendicontazione, a tutela delle pubbliche risorse, nello
specifico attraverso il controllo dei sia propri agenti contabili, aventi obbligo di resa del conto
dal quale verificare la gestione in termini di custodia che di corretto utilizzo, procedendo al
discarico degli stessi, sia degli agenti esterni.
Nel prendere atto della copiosa documentazione attestante l’attività posta in essere, anche
negli anni passati, dal Capo dipartimento farmaceutico, in termini di contatti e direttive
periodiche ai direttori di farmacie, la compilazione, da parte di questi ultimi, di inventari
trimestrali, il parziale miglioramento del sistema informativo, ma anche del rilevato
permanere di alcune problematiche di verifica e controllo dovute, secondo l’azienda, alla
mancanza di idoneo personale, questa Corte, nel ricordare quanto previsto da norme di legge
statali e da decreti ministeriali4, tese a configurare un processo unico che, pur se scandito da
diverse fasi, necessita di essere ricondotto ad una gestione unitaria in forza di esigenze di
monitoraggio completo del carico, dei consumi e della spesa, ritiene necessario adottare, da
parte della regione (tenuta agli indirizzi e alle direttive generali) e della azienda sanitaria
(tenuta a provvedimenti di organizzazione, circolari, ordini di servizio, ecc), la adeguata
definizione delle procedure di gestione, inventariazione, conservazione e distribuzione dei beni
sanitari, custodia dei farmaci e dispositivi medici nei presidi ospedalieri, articolandola nelle
sue fasi interne, ciascuna da intestarsi alle diverse figure professionali che vi partecipano sul
presupposto di rendere distinti (enunciandoli compiutamente) i compiti di ciascun operatore
coinvolto nel processo di movimentazione dei beni sanitari.
4
I decreti del ministero della salute, rispettivamente 4 febbraio 2009 e 11 giugno 2011, con le relative linee guida,
istituiscono i flussi informativi per i monitoraggi dei consumi di farmaci e dispositivi medici in ambito ospedaliero e
l’obbligo per i soggetti del sistema sanitario regionale di provvedere alla trasmissione dei dati secondo le modalità ivi
indicate, essendo richiesta la tracciabilità del percorso dei beni dall’ingresso della farmacia ospedaliera fino alla
distribuzione ai reparti per la successiva utilizzazione o distribuzione diretta ai pazienti, al fine di favorire la necessaria
evidenziazione contabile e organizzativo gestionale, funzionalmente alla necessità di controllo e di contenimento della
spesa sanitaria, postulando la puntuale verifica dei processi di spesa in esame.
Il d. lgs. 118/2011 (art. 27 e seguenti), muove nella direzione di favorire la standardizzazione delle procedure contabili
e dei debiti informativi in materia di sanità.
Inoltre il decreto del ministero della salute 1 marzo 2013 (Percorsi attuativi della certificabilità dei bilanci delle aziende
sanitarie), fornisce utili indicazioni nella materia in trattazione in termini di definizione degli obiettivi organizzativi,
contabili e procedurali relativi all’area rimanenze, prevedendo la necessità di dimostrare l’effettiva esistenza fisica delle
scorte (magazzini, reparti/servizi, terzi), di individuare i movimenti in entrata e in uscita, definire ruoli e responsabilit à
connessi al processo di rilevazione inventariale delle scorte al 31 dicembre di ciascun anno, di disporre di un sistema
contabile/gestionale per la loro rilevazione e classificazione, di gestire i magazzini in modo da garantirne la rilevazione
e la tracciabilità degli scarichi e dei trasferimenti al reparto.
32
Questa Sezione ritiene, in definitiva necessario, previa assegnazione di specifici compiti di
servizio a ciascuna figura professionale, tramite formale provvedimento, individuare le
responsabilità di ciascun operatore, anche esterno, e le figure degli agenti contabili afferenti
l’intero procedimento, secondo i criteri, in merito da essa già esposti e ai quali si rinvia, nella
propria Delibera n. 10 del 14 gennaio 2015, riguardante l’azienda sanitaria Napoli 1.
Alla luce di quanto sopra esposto e di tutte le norme esistenti in materia, appare evidente la
necessità, da parte della regione Campania e della Asl Na3, di avviare una completa
regolamentazione della disciplina di tutti i suoi
agenti contabili attribuendo, nel caso
specifico, con formale provvedimento, ai responsabili delle farmacie ospedaliere e aziendali e
al responsabile del magazzino esterno, l’incarico di consegnatario (formalizzando anche
l’incarico al sostituto), obbligatoriamente comunicandolo nelle forme previste dalla legge,
innescando in tal modo, in capo a ciascuno, l’obbligo della resa del conto giudiziale che viene
posto a carico dell’agente contabile che risulti previamente incaricato dei compiti (in questo
caso consistenti nel maneggio e/o debito di materie), e in quanto tale definito agente di
diritto, ovvero a carico di colui che si ingerisca negli incarichi attribuiti ai detti agenti (agente
di fatto).
Si richiama, inoltre, la giurisprudenza contabile,
che è costante nell’affermare l’obbligo di
resa del conto da parte degli agenti contabili delle aziende sanitarie, e in particolare dei
responsabili dei magazzini delle aziende sanitarie, e quindi anche dei responsabili delle
farmacie aziendali e ospedaliere e, nel caso specifico, anche del responsabile del magazzino
esterno.
4. Crediti.
In relazione al punto in oggetto e ai fenomeni descritti nel corpo della presente delibera,
si individua l’esigenza di porre una particolare attenzione alla verifica dell’esistenza dei
crediti derivanti dalla fusione delle preesistenti aziende sanitarie, fenomeno avvenuto
ormai nel lontano anno 2009, che non consente ulteriori dilazioni, la necessità di totale
riconciliazione dei crediti verso tutti i debitori (essendosi comunque preso atto della
riconciliazione di alcuni di essi), e di eliminazione della voce di credito provvisoriamente
utilizzata, delle “carte contabili da regolarizzare”, mediante l’imputazione della stessa ai
corrispondenti esatti conti dei fornitori.
Si riporta, sul punto, quanto evidenziato dal MEF nella verifica sopra menzionata:
“…….Carte contabili da regolarizzare”. In sostanza non si tratta di veri crediti, ma
dell’accensione a compensazione in attivo di correlati debiti che sono stati nel corso degli
anni pagati ma non correttamente contabilizzati…….Per quanto riguarda la voce “altri
crediti da specificare per 70 milioni di euro, non si è ricevuto in corso di verifica altro
dettaglio che consentisse di comprendere che tipo di partita fosse e soprattutto se tale
somma fosse effettivamente riscuotibile e certa. Non può non sottolinearsi la carente
istruttoria sinora effettuata dall’Asl in ordine all’accertamento di detti crediti (ereditati, da
33
quanto appreso per vie brevi, dalle preesistenti gestioni delle ex A sl). Appare persino
ovvio sottolineare che è necessario appurare natura ed effettiva consistenza dei crediti in
parola segnalando che ove non si pervenisse alla conferma della veridicità delle dette
scritture occorrerà riformulare la situazione patrimoniale”.
Si prende atto di quanto rappresentato dall’ente con ultima documentazione pervenuta, a
questa Corte, in data 1 dicembre 2014 (prot. 118975), in merito all’avviata operazione di
circolarizzazione di tutti i crediti aziendali e alla prosecuzione della regolarizzazione delle
carte contabili, con riserva di verifica successiva.
5. e 6. Debiti verso fornitori.
La risposta dell’azienda è insufficiente a chiarire se l’importo evidenziato in relazione ai doppi
pagamenti sia esaustivo del fenomeno o sia semplicemente ciò che è emerso in base alle
indagini interne effettuate dall’azienda. La documentazione fornita non permette a questa
Sezione di esprimere una valutazione sulla contabilità dei processi aziendali finalizzati
all’individuazione dei doppi pagamenti ed alla loro quantificazione complessiva.
L’Ispettorato generale di Finanza, nella relazione di verifica sopra menzionata, a tal proposito
ha ricevuto contezza dalla Asl del fatto che, allorchè va in discussione il decreto ingiuntivo,
l’ufficio legale richiede all’ufficio bilancio se le fatture inserite nello stesso siano state già
oggetto di pagamento e quindi, in caso affermativo, si adopera per il defalco della fattura,
evidenziandosi come l’attuale procedura richieda una attenzione straordinaria da parte degli
operatori della Asl, senza peraltro eliminare i rischi di plurimi pagamenti.
Appare evidente la necessità di un sistema organizzativo e contabile adeguato ad un efficace
monitoraggio della situazione debitoria globale nei confronti dei fornitori che consenta una
foto immediata di quanto a ciascuno di
essi esattamente dovuto, da attuarsi attraverso le
due operazioni imprescindibili della circolarizzazione (attraverso la quale vengono inseriti in
bilancio gli esatti saldi a debito, previa verifica e validazione da parte del singolo fornitore),
saldi che consentono una base di partenza precisa e veritiera, e della esatta e immediata
imputazione di ciascuna forma di pagamento, da chiunque posta in essere (cassa economale,
tesoriere, asl, Soresa, altri), al pertinente mastro del fornitore in modo tale che la visione
dello stesso possa consentire, in tempo reale, la verifica della situazione di dare e avere di
ogni creditore che pretenda il pagamento di un ulteriore preciso importo.
Solo la presenza di tale forma organizzativo-contabile, che sia in grado di gestire
regolarmente i documenti contabili della Asl, attraverso l’interscambio veloce, tra gli uffici
interessati, delle notizie necessarie,
potrebbe fornire valido strumento al fine di evitare il
perpetrarsi di situazioni di rischio tali da comportare danno erariale, anche in termini di
mancato controllo e discarico, da parte della Asl e della regione, dei conti dei propri agenti
contabili, (tesoriere, cassa economale, Soresa, ecc.), considerati gli obblighi di questi ultimi,
di fattiva e concreta collaborazione con la Asl, al fine
criticità in oggetto.
34
della immediata risoluzione delle
Preso atto di quanto comunicato da ultimo dalla Asl Na3 (l’azienda rappresenta che il
fenomeno dei doppi pagamenti è stata conseguenza esclusiva di quelli avvenuti a seguito di
pignoramenti presso il tesoriere, non esistendo
altre procedure, all’interno dell’azienda,
causative di tale fenomeno, dichiarando, infatti, che tutti i pagamenti effettuati dalla Asl
chiudono contemporaneamente la partita del fornitore e che l’attuale sistema contabile non
permette di effettuare pagamenti su fatture già chiuse, consentendo ad ogni operatore,
compreso l’ufficio legale, la visualizzazione di tutte le esatte
partite contabili , e che e’
prevista, inoltre, la totale circolarizzazione dei debiti per la esatta conferma dei saldi al 31
dicembre 2014), si invita codesta Asl e il Collegio dei sindaci a fornire:
- breve relazione in merito alla disciplina regolamentare applicata alla cassa economale, il
relativo ammontare di pagamenti effettuati nell'esercizio 2012,
le generalità del soggetto
incaricato della gestione, nonchè esaustiva relazione in merito alla avvenuta presentazione,
da parte dell’economo, del conto afferente alla gestione ad esso affidata e del relativo
controllo effettuato da parte della Asl;
- circa l’istituto tesoriere, esaustiva relazione in merito alla avvenuta presentazione del conto
relativo alla gestione ad esso affidata e del relativo controllo effettuato da parte della Asl;
- relazione in merito al controllo posto in essere sui pagamenti effettuati, per conto della Asl,
dalla società Soresa, onde possa evincersi la verifica di ogni singola operazione contabile
effettuata con la società partecipata dalla regione, che ne consenta il discarico, dal momento
della sua posa in essere fino a quello conclusivo (imputazione all’esatto forni tore).
7.
Acquisti servizi sanitari - Consulenze, collaborazioni, interinale e altre
prestazioni di lavoro sanitario da privato.
Pur tenendo conto della riduzione di spesa complessiva sostenuta per la voce “Acquisti servizi
sanitari”, come da dati di variazione del bilancio di esercizio 2011/2012, nel dettaglio occorre
rappresentare che la voce specifica “Consulenze, collaborazioni, interinale, altre prestazioni di
lavoro sanitarie e sociosanitarie” ha, di fatto, subito un incremento rispetto ai dati da
consuntivo 2011.
In sede di istruttoria, a fronte dei chiarimenti richiesti circa tale specifica voce di costo, dalle
motivazioni e dai documenti forniti non è stato possibile rinvenire, al di là di mere
dichiarazioni assertive, la relazione esplicativa su “consulenze, collaborazioni, interinale, altre
prestazioni sanitarie da privato, autoconvenzionamento ecc”, che meglio rappresentasse la
situazione venutasi a determinare a carico dell’azienda “…circa la mancanza di adeguate
professionalità interne e le strategie d’intervento seguite per il contenimento dei costi e la
verifica del migliore offerente (pur se per procedure attuate da terzi), nonché i controlli posti
in essere in termini di verifica di efficacia ed efficienza della prestazione ricevuta”.
Pertanto, pur rimarcandosi che l’azienda - in osservanza delle limitazioni dirette agli enti del
SSR, ha contenuto, in generale, i costi del personale determinando il conseguimento
dell’obiettivo di riduzione della spesa complessiva, anche ai fini del rispetto dell’art. 9 comma
35
28 del d.l. n. 78/2010, ), non è possibile riscontrare, in via generale, i comportamenti assunti
e le misure intraprese tese al rispetto del limite posto dalle norme di coordinamento della
finanza pubblica, in materia di contenimento della spesa in oggetto, per le quali la regione
deve ottemperare adeguandosi, con l’emanazione di specifici provvedimenti di dettaglio, alle
disposizioni ex articolo 6, commi 7 e 20 del d. l. n. 78/2010, con norme che specifichino i
principi imposti dal legislatore nazionale nei confronti di enti - quali le Asl/Ao - sottoposti alla
sua direzione politica, ovvero riportandosi 5 alle disposizioni contenute nel decreto n. 53/2012
del Commissario ad acta avente ad oggetto: “Approvazione Programmi Operativi 2011/2012.
Adeguamento per l’anno 2012” - tenuto conto, altresì, dell’art. 4 bis del d. l. n.158/2012.
Non può essere sottaciuto, in proposito, quanto argomentato nelle disposizioni di cui al
decreto del Commissario ad acta n. 18/2014, concernente l’”Adeguamento programmi
operativi
2013/2015
agli
indirizzi
ministeriali” secondo cui, in
relazione
alle azioni
programmate di “Riduzione del costo contabilizzato nella voce “B.2.A.15.3.A, Consulenze
sanitarie da privato - articolo 55, comma 2, CCNL 8 giugno 2000”, per effetto della riduzione
dei costi sostenuti per prestazioni aggiuntive, viene disposto a livello regionale un progressivo
abbattimento delle stesse al fine di ottenere la copertura totale del costo sostenuto per le ore
erogate in regime di prestazioni in auto convenzionamento da realizzarsi entro il 2015 –
prescrivendo, altresì, come azione
di
“contenimento costi apparati
amministrativi e
consulenze” che “La Regione svolgerà attività di controllo e di monitoraggio sull’attività di
contenimento dei costi relativi agli apparati amministrativi e alle consulenze svolte presso le
Aziende sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universitari ed IRCSS. In particolar
modo si procederà ad una verifica puntuale del rispetto delle disposizioni di legge e delle linee
guida regionali in materia, garantendo il contenimento dei costi relativamente a: spese di
missione; commissioni e altri organismi: le attività saranno rivolte a ridurre il numero e le
relative spese di funzionamento; consulenze sanitarie e non sanitarie. Si intende in particolare
accertare se le Aziende abbiano avviato le procedure per monitorare i costi per le attività
suddette garantendo la tenuta di una gestione di contabilità analitica che tenga conto di tutti i
costi diretti ed indiretti garantendo l’equilibrio economico delle attività svolte…”.
8.
Acquisti di servizi non sanitari - Servizi di pulizia.
Si rileva un incremento dell’importo della voce di bilancio relativa alle spese di pulizia
dall’anno 2011 all’anno 2012, essendo la stessa passata da euro 10.929.266 per l’anno 2011
ad euro 11.597.018 nell’anno successivo.
Pur comprendendo che tale incremento sarebbe derivato da fattori di natura straordinaria,
dal bilancio così impostato e dalla risposta fornita è impossibile verificare se le ordinarie spese
in oggetto siano diminuite come previsto dalla legge e, correlativamente è impossibile
individuare la componente di spesa straordinaria che sarebbe stata inserita nella voce “spese
5
tenuto conto dell’articolo 15 comma 21 del d. l. n. 95/2012, secondo cui “Per le regioni sottoposte ai Piani di rientro
dal decifit sanitari o ai Programmi operativi di prosecuzione di detti Piani restano comunque fermi gli specifici obiettivi
ivi previsti in materia di personale.
36
di pulizia”, impedendo l’omogeneità e la confrontabilità negli anni dei valori di bilancio, che è
elemento essenziale al fine della corretta informazione sia degli organi direttamente deputati
al controllo, sia di tutti gli altri soggetti interessati.
Si rammenta che le spese di natura straordinaria, proprio per le loro caratteristiche, pur
incidendo direttamente sul
risultato economico d’esercizio, richiedono un’imputazione
specifica ai fini di una loro immediata individuazione, onde permettere la confrontabilità dei
bilanci, sia tra diversi esercizi della stessa azienda che tra diverse aziende omogenee.
In ordine alle continue proroghe di contratti scaduti o in scadenza e al mancato espletamento
di nuove gare al fine della riduzione dei costi a parità di prestazioni, questa Sezione di
controllo aderisce alle osservazioni degli Ispettori MEF, come sopra riportate, auspicando la
normalizzazione della situazione descritta, chiedendo anche apposita relazione esplicativa dei
rapporti intercorrenti tra la Asl, la regione e la società Soresa in merito alle modalità di
gestione delle gare di appalto relative alla scelta delle ditte fornitrici di beni e servizi, e dei
vantaggi ad oggi ottenuti grazie all’intervento della società Soresa in termini di riduzione dei
costi dei servizi ricevuti.
In relazione alla valutazione dell’efficacia e efficienza delle prestazioni ricevute dalle ditte
fornitrici di servizi di pulizia, nel rilevare che tale verifica è demandata ai direttori responsabili
delle varie strutture aziendali, si
prende atto che su tale punto non sono pervenute
attestazioni e dichiarazioni in tal senso.
9 . Altri interessi passivi.
Dalla risposta fornita, come sopra rappresentata, non si evince se sia stata effettuata una
verifica della congruità dell’ammontare degli interessi pagati in relazione alla specifica
situazione riferibile a ciascun fornitore, nel rispetto delle norme di legge e di contratto, delle
direttive del Commissario ad acta e della regione, nonché il controllo, da parte della Asl, dei
pagamenti in argomento effettuati da Soresa e dal tesoriere. Tale controllo si ritiene
imprescindibile al fine di evitare che deleghe di funzioni e attribuzione di compiti, anziché
coadiuvare, aggravino e incancreniscano pregresse situazioni.
Circa la congruenza degli interessi pagati con quanto realmente dovuto l’azienda rappresenta,
con documentazione pervenuta dopo l’invio del deferimento, che per i pagamenti effettuati,
sia
direttamente sia dalla Asl che da Soresa, è stata sempre verificata la congruità degli
interessi e che, per gli interessi pagati con procedure esecutive, si è verificata “solo” la
rispondenza tra quanto assegnato dal giudice e quanto effettivamente pagato dal tesoriere sui
singoli pignoramenti.
In relazione agli interessi e competenze pagate al tesoriere per il servizio di tesoreria, non
viene fornita dichiarazione attestante la congruità di quanto pagato dall’azienda, rispetto al
contratto con esso vigente e alle norme in materia. Si prega pertanto di relazionare in
materia, anche con riferimento con quanto previsto al punto 6, in merito alla avvenuta
37
presentazione del conto relativo alla gestione affidata al tesoriere e del relativo controllo
effettuato da parte della Asl.
10. Sopravvenienze passive verso terzi relative all’acquisto di beni e servizi e Altre
sopravvenienze passive v/terzi.
Questa Sezione rileva la consistenza particolarmente preoccupante degli importi delle
sopravvenienze passive, quasi totalmente riferite ai centri di riabilitazione ed ai fornitori di
beni e servizi, la cui somma da sola ammonta a quasi 10 milioni di euro.
Emerge
inoltre
che la loro
rappresentazione
contabile, (in
parte
anche
attraverso
l’imputazione di fondi rischi in precedenza accantonati), non essendo supportata dalla
documentazione richiesta (elenco leggibile dei fornitori riguardanti tutte le sopravvenienze
passive iscritte in bilancio, raggruppati per tipi di prestazione, indicandone lo stato attuale presenza tra i fornitori ancora indicati in bilancio, o tra le carte da regolarizzare, o titolarità di
azioni esecutive, o loro completa estinzione - specificando se gli stessi siano fornitori abituali
della Asl), o comunque da specifica relazione esplicativa dei dirigenti addetti circa la
valutazione della idoneità e congruenza degli importi iscritti, non consentono di verificare il
rispetto dei criteri di veridicità e trasparenza nella gestione.
Inoltre, circa la dichiarazione fornita in relazione al fatto che diverse fatture, ricevute e
contabilizzate nel 2012, riguardavano le ex Asl accorpate e che i costi non risultavano
registrati nell’anno di competenza, non può non osservarsi come non sia più concepibile il
procrastinarsi di situazioni derivanti da fenomeni avvenuti nell’anno 2009 (accorpamento delle
Asl Na 4 e Na 5 nella Asl Napoli 3), e che l’eventuale inserimento in bilanci attuali di tali
vetusti presunti costi non sia più ammissibile tranne che, eventualmente, nell’ambito di una
generale e totale operazione di circolarizzazione di tutti i fornitori dell’azienda, operazione di
verifica ritenuta anch’essa ormai non più differibile, pena i forti rischi di multipli inserimenti
sia di costi che di pagamenti, come sopra rappresentato.
L’ente dichiara, infine, che “diverse fatture, emesse con data attuale, sono di competenza di
anni pregressi e riguardano richieste per il riconoscimento di aggiornamenti ISTAT o
adeguamento tariffe”, facendo emergere rilevanti problemi in merito al necessario controllo
sostanziale circa le reali pretese, da parte della Asl, di quanto richiesto da ciascun creditore.
11. Gestione intramoenia.
La breve relazione fornita dall’azienda circa l’attività libero-professionale intramuraria (ALPI),
riguardante prestazioni erogate dai medici a rapporto esclusivo della Asl, al di fuori dell’orario
di lavoro, nelle strutture ambulatoriali e diagnostiche aziendali in cui prestano servizio, non
soddisfa
le
richieste
istruttorie
di
questa
Sezione,
in
merito
alla
“esplicitazione…..dell’effettività del risultato positivo della gestione, indicando sia i risultati
derivanti dall’applicazione del criterio del ristoro dei costi come da regolamento interno
dell’Asl, sia quelli conseguenti all’applicazione di eventuali ulteriori metodologie utilizzate al
fine di una più corretta imputazione di costi diretti e indiretti”.
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Devesi però rilevare che tali notizie sono esaustivamente emerse da qu anto rappresentato
nella relazione a tal fine redatta dagli Ispettori MEF, come sopra riportata e della quale si
è avuto notizia, nel corso dell’istruttoria, da parte del Direttore generale della Asl e dallo
stesso messa prontamente a disposizione di questa Corte.
Ci si riporta, pertanto, a quanto da essa rilevato e come sopra esposto, in merito alla
situazione di fatto riscontrata, non in linea con le indicazioni normative in quanto gli spazi
adibiti all’ALPI sono nettamente inferiori alle indicazioni di legge, l’attività di ricovero in ALPI è
quasi del tutto trascurabile, la stragrande maggioranza dei medici che esercitano l’attività è
stata autorizzata a svolgerla presso il proprio studio e sinora senza effettuare le prenotazioni
tramite CUP.
Al riguardo, rappresentando che l’azienda con documentazione pervenuta dopo l’invio del
deferimento ha evidenziato, come sopra descritto, l’avvio di numerose attività volte alla
eliminazione delle criticità in oggetto, si richiamano le rispettive competenze dei distretti e
della direzione aziendale, al fine dell’adeguamento agli obblighi di legge, che non possono
essere disattesi.
12. Dati SIOPE.
In relazione alla mancata concordanza tra quanto indicato in bilancio con riferimento al conto
“tesoreria”, pari a 146.754.136 euro, e quanto risultante dal prospetto SIOPE (130.514.945
euro), l’azienda spiega che tale discordanza deriva dal fatto che nel SIOPE non vengono
riportati i conti delle ex asl NA4 (per euro 10.518.270) e NA5 (per euro 5.711.921), e che
questi ultimi risultano non stampabili.
Resta comunque da rimarcare la necessità di allegazione, al rendiconto di esercizio, dei dati
SIOPE, come previsto dalla legge 112/2008, articolo 77 quater, comma 11.
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Delibera n. 17/2015/PRSS ( PDF