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PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI DI PAVIMENTI IN LEGNO
ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI PAVIMENTI IN LEGNO
NOVEMBRE 2013
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N°
PRIMO FORUM
DELL’INNOVAZIONE
DEL LEGNO ARREDO
AIPPL INCONTRA AIPi,
ASSOCIAZIONE ITALIANA
PROGETTISTI DI INTERNI
SPECIALE BELLE POSE
INTERNATIONAL
SCIENTIFIC CONFERENCE
ON HARDWOOD
PROCESSING
INCONTRI IN AZIENDA:
ISOLMANT
CON IL NUOVO LOGO
AIPPL CAMBIA LOOK
ASSOCIAZIONE
ADERENTE A
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Novembre 2013
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Novembre 2013
IL NOSTRO TEAM DI ESPERTI
STEFANO BERTI
Laureato in Scienze Forestali, ricercatore,
Dirigente di Ricerca CNR presso l’Istituto per
la Valorizzazione del Legno e delle Specie
Arboree (IVALSA) di Firenze.
E’ Presidente della Commissione Legno UNI,
dei Comitati Operativi ‘Registro Consulenti
Tecnici del Legno’ e ‘Codice Trasparenza
Parquet’ di FederlegnoArredo e membro
di Commissioni di valutazione progetti e
attività di ricerca in Organizzazioni
nazionali e internazionali.
FRANCO BULIAN
Laureato in chimica,è Vice-Direttore e
Responsabile del reparto chimico del CATAS,
il più grande istituto di ricerca italiano nel
settore del legno e dell’arredo. E’ membro del
CEN/TC139/WG2 (Vernici per legno per
esterni) e del CEN/TC112/WG5 (Pannelli a
base di legno: sostanze pericolose)
e coordina il Comitato di normazione italiana
sulle superfici (Legno e Mobili).
FILIPPO CAFIERO
Avvocato, da anni è consulente esterno di
FederlegnoArredo per gli aspetti legali del
settore legno. Fa parte del Comitato operativo
del Registro dei Consulenti Tecnici del Legno;
del Comitato tecnico per il Codice Trasparenza
Parquet e di commissioni di studio su temi
di interesse degli associati FLA.
GAETANO CASTRO
Laureato in Scienze Forestali, è ricercatore
del Laboratorio di Qualità del Legno.
E’ membro delle Commissioni Normative
Tecniche Nazionali (UNI) e internazionali
(CEN e ISO) nell’ambito dei Gruppi di Lavoro
‘Pannelli a base di Legno’.
Coordina il Comitato Tecnico del Gruppo
Compensati di Assopannelli/FederlegnoArredo
ed è rappresentante italiano nella Federazione
Europea dei Produttori di Compensato.
RITA D’ALESSANDRO
Laureata in Ingegneria Civile Edile dal 1985,
dal 1996 è libera professionista.
È responsabile dell’ufficio tecnico-normativo
di A.I.P.P.L. e di EdilegnoArredo, l’associazione
di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di
finiture interne e manufatti per l’arredo urbano
e per esterni.
CATERINA MALINCONICO
Architetto, esercita la libera professione.
Dal 1998 è consulente dell’Istituto Europeo
di Design di Milano (IED Design) come
Coordinatore del corso di Interior Design.
È docente di Metodologia della progettazione
e di Progettazione architettonica (Design 1).
SOMMARIO
5 EDITORIALE
DALLA FEDERAZIONE
6 MADE EXPO 2013
7 Primo Forum dell’innovazione del legno arredo
PRIMO PIANO
8 Nuovo Look per AIPPL
10 International Scientific Conference on Hardwood Processing
B2B
12 AIPPL si apre al mondo dell’interior design
FAQ
14 AIPPL Risponde
BELLE POSE
16 Museo Revoltella
20 Fondazione Cini
24 Teak verniciato in abitazione privata
28 Faggio Verniciato in abitazione privata
32 Teak con fuga nera in abitazione privata
ZOOM
36 UNI 11368-2 Nuove regole per pavimentazioni di legno flottanti
INCONTRI IN AZIENDA
40 Tecnasfalti-Isolmant
n. 4 - Novembre 2013 Newsletter di
ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI PAVIMENTI IN LEGNO
Direttore responsabile: Donata Marazzini
Comitato di redazione: Stefano Berti, Franco Bulian, Filippo Cafiero, Gaetano Castro,
Rita D’Alessandro, Caterina Malinconico, Giuseppe Anzaldi, Michele Murgolo,
Dalvano Salvador, Stiven Tamai, Andrea Brega
Segreteria di redazione: Dorella Maiocchi, Deborah Fontanili
Il Consiglio Direttivo AIPPL:
Presidente: Dalvano Salvador
Vice presidenti: Fabrizio Bernabei e Francesco Conventi
Consiglieri: Stefano Abramo, Giuseppe Anzaldi, Giacomo Braido,
Alfiero Bulgarelli, Raffaele Prisco, Stiven Tamai
Revisori dei conti: Fruttuoso Montrasio, Michele Murgolo, Tiberio Trentin
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RAPPRESENTANTI PER L’ITALIA
INTERWOOD Srl
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Via Orelli, 14 - 28100 Novara
Tel. 0321.393360 - Fax 0321.630070
E-mail: [email protected]
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EDITORIALE
di DONATA MARAZZINI Direttore LAPIS WEb
“Se io e te ci scambiamo un euro rimaniamo con un euro a testa. Se ci scambiamo un’idea, torniamo a casa con
due idee ciascuno.” Non so esattamente a chi sia attribuita questa osservazione, ma puntualizza un pensiero che
più volte mi ha attraversato senza che riuscissi a metterlo a fuoco. La riprova che, dove non arrivi tu, puoi sempre
contare sulla lucidità di un altro.
E’ questo, in sintesi, il concetto da trasferire: più siamo, più condividiamo e ci scambiamo valore, contenuti, pensieri...
più consapevolezza acquisiamo di ciò che siamo oggi e delle nostre priorità di domani. Come Associazione, ma
anche come Persone.
Reduci da MADE Expo abbiamo rafforzato l’idea di affrontare il 2014 “avendo ben chiara la cosa da fare”: crescere in
visibilità. In un momento in cui le imprese hanno bisogno di certezze, vogliamo moltiplicare gli sforzi per farci trovare e andare incontro a chi, sinora, non ha avuto modo di conoscerci. Perché gli iscritti sono il patrimonio di ogni associazione e non vogliamo togliere loro l’opportunità di riconoscersi, almeno in parte, nell’offerta che proponiamo.
Abbiamo già potenziato alcuni strumenti della comunicazione - queste pagine lo testimoniano - ma allargare
gli orizzonti associativi è un obiettivo che coltiviamo da tempo. E le giornate di MADE Expo sono state utili per
comprendere che di sinergie nuove hanno bisogno anche gli altri attori del comparto. Incontrare di persona (lo
abbiamo fatto quotidianamente!) i referenti di varie case editrici che si sono rese disponibili a collaborare puntando
sulla nostra credibilità e sul know-how associativo ci ha ridato fiducia. Questo momento è ugualmente critico per
tutti e tutti stiamo tentando di tradurre in potenzialità future le nostre fragilità di oggi. E’ un bisogno, questo, che fa
da denominatore comune a tutte le testate, di settore e non solo. Che non ignorano le difficoltà delle imprese e si
sforzano di individuare modalità diverse per sostenerle e valorizzarle.
L’idea che anche l’editoria di comparto, nel senso più ampio del termine, abbia interesse ad approfondire le problematiche legate alla posa e, più in generale, a ciò che gravita attorno al mondo del parquet, ci dà l’opportunità di
parlare di noi, di AIPPL e dei contenuti che abbiamo fatto nostri negli anni. Su questo numero ospitiamo l’AI.Pi (Associazione Italiana Progettisti di Interni). Non è casuale che le FAQ cui risponde il nostro presidente le abbia poste
il loro, Sebastiano Raneri. E che il tramite di questo incontro sia stata una docente dello IED che collabora con noi.
Ci piace pensare che questi intrecci, che hanno come crocevia Lapis WEb e AIPPL, siano il sentiero da seguire per
arricchirci tutti quanti. Di idee, ovviamente.
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DALLA FEDERAZIONE
MADE EXPO 2013
ASSIDUO IL LAVORO DI FEDERLEGNOARREDO E MADE EXPO
PER PORTARE A MILANO I PIÙ IMPORTANTI COMMITTENTI INTERNAZIONALI
E CHIUDERE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS INTERNAZIONALE
Più di 211mila visitatori (di cui 40mila provenienti da tutto il
mondo) e 1.432 espositori sono i numeri che hanno confermato MADE expo ai vertici in Europa delle fiere dedicate al mondo
delle costruzioni e delle finiture per interni. Ma è soprattutto la
soddisfazione degli imprenditori che hanno scelto la piattaforma milanese ad aver decretato il successo della rassegna pur in
un momento congiunturale difficile come quello attuale.
“È la dimostrazione che il lavoro svolto nei mesi precedenti per
promuovere MADE expo come rassegna di eccellenza è stato positivo e ha dato frutti - spiega Roberto Snaidero, presidente FederlegnoArredo - soprattutto per quanto riguarda i contatti con
gli operatori stranieri giunti in massa a Milano per conoscere le
ultime novità del settore”.
L’estero, appunto. È qui che MADE expo ha probabilmente
dato il meglio di sé. Per quattro giorni la International Business
Lounge è stata il cuore pulsante della manifestazione, il luogo
dove le imprese hanno sviluppato contatti e importanti occasioni di business, con oltre 1.000 matching tra operatori provenienti da tutto il mondo.
Made expo ha rappresentato un momento di grande visibilità
oltreconfine, ma non si è dimenticata del mercato interno che
non sta certamente vivendo un momento facile.
Oltre 200 appuntamenti di aggiornamento professionale (divisi tra eventi speciali, iniziative, workshop e convegni) hanno
toccato tutti gli aspetti più importanti del mondo delle costruzioni: dalle soluzioni architettoniche e urbanistiche green, con
la presenza di grandi progettisti internazionali come Peter Fink
e Alexis Tricoire; dalle Smart Cities fino agli approfondimenti
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sulle costruzioni multipiano in legno.
Grande spazio è stato dedicato ai temi della sostenibilità e
dell’efficienza energetica, declinati soprattutto nei comparti dell’involucro e dell’integrazione degli impianti. Sono stati al centro di momenti di approfondimento anche il mondo
dell’interior design e del contract. E ancora, la riqualificazione
urbana, la tutela e manutenzione del territorio e delle infrastrutture, la sicurezza degli edifici e dei cantieri. La grandissima
partecipazione ha confermato la volontà di ripartire da parte
di un mondo che sta ancora vivendo momenti difficili e che ha
bisogno della vicinanza delle istituzioni per tornare a svolgere
quel ruolo di motore dell’economia che ha sempre ricoperto.
Messaggio recepito dalla politica che ha riconosciuto il valore
della manifestazione e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Maurizio Lupi (ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Luigi Casero (viceministro dell’Economia e delle Finanze),
Antonio Tajani (vicepresidente della Commissione europea).
Significativa anche la presenza di Massimo Sessa, presidente
del Consiglio Nazionale dei Lavori Pubblici, che ha partecipato
al momento inaugurale e ha visitato molte aziende nei giorni
di manifestazione.
“Presenze non di semplice passerella - ha concluso Snaidero - ma
un momento positivo di confronto tra politica e imprese confermando la volontà da parte di tutti di mettere l’edilizia al centro
delle politiche necessarie alla ripartenza del Paese”.
Prossimo appuntamento con MADE expo è per il 2015: la manifestazione diventa biennale e tornerà nell’anno del grande
evento internazionale di Expo 2015.
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DALLA FEDERAZIONE
IL KILOMETRO ROSSO
CROCEVIA DEL PRIMO FORUM DELL’INNOVAZIONE DEL LEGNO ARREDO
Si è svolto il 21 novembre scorso al Parco Tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo, il primo Forum dell’Innovazione del
LegnoArredo patrocinato dal Politecnico di Milano. L’obiettivo
era promuovere soluzioni innovative che possano contribuire
allo sviluppo dell’impresa, sia stimolando il pensiero tramite
visioni di grandi innovatori, sia attraverso il confronto e la divulgazione di progetti di innovazione applicabili e concreti. Il
discorso di apertura è stato tenuto da Carlo Ratti, direttore del
“Senseable City Lab” presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.
FederLegnoArredo ha promosso una ‘Call for Ideas’ mirata ad
individuare progetti di innovazione applicabili al settore che
saranno divulgate il occasione del Forum. La giornata ha offerto l’opportunità per conoscere idee innovative a supporto
del business e si è incentrata su presentazioni di alto valore comunicativo selezionate da un comitato ad hoc. Molto seguiti
gli incontri per individuare nuove opportunità strategiche per
l’impresa in diversi ambiti: materiali e prodotti, lavorazioni e
processi, interconnettività e Software, sostenibilità ed efficienza energetica, strategie, organizzazione d’impresa, marketing e
distribuzione commerciale.
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“Tutte le organizzazioni possono innovare, dalle più sviluppate e
organizzate alle piccole e micro imprese, ha commentato Roberto
Snaidero, presidente di FederlegnoArredo. L’importante è analizzare e riconoscere il bisogno e l’area di interesse sulla quale agire. L’innovazione nei processi, nei modelli business, nel rispetto dell’ecosistema
non può essere considerata una parte marginale dello sviluppo di
una azienda, ma deve essere visto come vantaggio competitivo”.
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PRIMO PIANO
NUOVO LOOK PER AIPPL,
CHE SI RINNOVA...
A PARTIRE DAL LOGO
L’ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI PAVIMENTI DI LEGNO HA UN NUOVO LOGO. CONCLUSA LA PRATICA DI DEPOSITO,
È STATO PRESENTATO IN ANTEPRIMA IN OCCASIONE DI MADE EXPO, CON UNA COMUNICAZIONE AGLI ASSOCIATI
CHE LO HANNO APPROVATO A MAGGIO, NELL’ASSEMBLEA DI RIMINI.
E’ ORA IN FASE DI REALIZZAZIONE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE CHE CARATTERIZZERÀ, D’ORA IN POI, L’IMMAGINE ASSOCIATIVA.
“L’idea di individuare una modalità espressiva nuova per rendere più riconoscibile il nostro logo è oggetto di confronto da tempo - commenta
il Presidente di AIPPL, Dalvano Salvador. Nasce da un percorso ragionato che ci ha portati gradualmente a staccarci dall’immagine che
ha connotato da sempre la storia associativa. Ecco perché questo passaggio è avvenuto quando i tempi erano ‘maturi’. L’aspetto più apprezzabile è che ci siamo arrivati insieme, dopo schietta discussione tra i soci su alcune ipotesi grafiche pre-selezionate dal Direttivo. Non posso
dire che sia stata indolore, ma la soluzione individuata ci vede ora concordi. Raggiunto, quindi, l’obiettivo che ci ponevamo: permettere agli
associati di continuare a riconoscersi in AIPPL”.
Quali sono i concetti che il nuovo logo racchiude, a partire
da una esplicita voglia di rinnovamento?
Soprattutto l’idea di modernità come espressione di un cambiamento che negli ultimi anni AIPPL ha vissuto e forse non
si è adeguatamente percepito all’interno e fuori dall’ambito
associativo. L’altro driver è quello dell’appartenenza a FederlegnoArredo: un punto di forza, un valore che oggi può fare
la differenza sul mercato. Riconoscersi nella Federazione (non
è casuale l’adozione del medesimo colore pantone del blu
FederlegnoArredo) significa poter contare su sinergie importanti e contribuire a fare massa critica su temi trasversali che
attraversano l’intero comparto.
Altrettanto forte, come elemento di connotazione del nostro nuovo logo, è l’italianità. Il concetto del ‘Made in Italy’ ha
sempre un certo appeal sul mercato internazionale, perché
racchiude l’idea di un mix di bellezza ed equilibrio, creatività
e stile. Da qui l’idea di evocare con un dettaglio il nostro tricolore. Ci è sembrato anche un modo per valorizzare e invitare
a credere in qualcosa di positivo, trasmettendo un messaggio
di fiducia nel futuro. Senza contare che gran parte dei manufatti e delle creazioni italiane si distinguono tuttora per eleganza ed estro. E non occorre necessariamente pensare alla
moda, perché anche nell’architettura e nell’arredo vantiamo
numerosi esempi di richiamo internazionale.
La modernità del logo AIPPL appare già dal carattere delle lettere che lo compongono trasmettendo, oltretutto,
un’idea di efficace immediatezza e linearità...
Questi caratteri sono indubbiamente più riconoscibili, morbidi e tondeggianti per rendere l’idea di un’Associazione
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tutt’altro che ‘spigolosa’, avvolgente e... attenta al dialogo, al
confronto. Più moderna e accessibile, dunque, ma soprattutto
aperta a tutto ciò che è nuovo, cambiamento, innovazione.
Abbiamo valutato alcune proposte nell’arco degli ultimi mesi
per poi orientarci verso due proposte realizzate dallo studio
APAX Comunicazione, che aveva già realizzato il logo ‘ecolinedoor’ per EdilegnoArredo. Ci siamo ritrovati nell’equilibrio della
proposta, perché attraverso il richiamo all’italianità e all’appar-
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tenenza federativa vogliamo comunque far recepire il messaggio che in un contesto che richiama la bellezza e la compostezza di un ambiente, il parquet gioca un ruolo determinate. Non a
caso lo sviluppo dell’immagine del logo racchiude ‘idealmente’
questa filosofia.
Il logo AIPPL è stato già concepito in tre varianti cromatiche
pensate per poter giocare con differenti basi di colore, accentuandone ulteriormente la flessibilità.
Che altro aggiungere?
Consideriamo questo passo un punto di partenza e non di
arrivo. Un incentivo ad adeguarci agli stimoli di innovazione
e attualità che abbiamo inteso attribuirgli. Non è mai facile rinunciare a qualcosa che appartiene alla storia associativa e che
ha caratterizzato per anni la nostra immagine. E questo vale,
più in generale, per tutta la nostra attività. Stiamo cercando di
rinnovarci, di aprirci ad iniziative nuove e di guardare con uno
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sguardo più ampio al comparto per coinvolgere con sinergie
e obiettivi comuni altri professionisti interessati ad allargare il
proprio raggio d’azione. Dunque voltiamo pagina con la consapevolezza che all’immagine corrisponde soprattutto molta ‘sostanza’. Il mio auspicio è di trovarci tutti allineati sulla prossima
sfida che ci attende: riempire ulteriormente più di contenuti
questo nuovo contenitore per farne un biglietto da visita d’eccellenza, così come ci sforziamo di fare, nel quotidiano, avendo
di mira la crescita comune.
Donata Marazzini
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PRIMO PIANO
FIRENZE 7 - 9 OTTOBRE 2013
INTERNATIONAL SCIENTIFIC
CONFERENCE ON
HARDWOOD PROCESSING
ANCHE AIPPL E EDILEGNOARREDO TRA I GLI SPONSOR
DELLA CONFERENZA MONDIALE SUL LEGNO DI LATIFOGLIA.
Erano circa 50 i ricercatori e gli studiosi
provenienti da tutto il mondo che si sono
ritrovati il 7 ottobre al Polo scientifico di
Sesto Fiorentino (FI) impegnandosi per
tre giorni in discussioni e confronti sulle ultime ricerche nel campo del legno
di latifoglia. Dopo le precedenti edizioni
svoltesi in Canada (2007), Francia (2009) e
Stati Uniti (2011) è stata scelta l’Italia come
paese ospite della quarta edizione.
L’ISCHP 2013 - Conferenza mondiale sul
legno di latifoglia ha accolto studiosi ed
esperti di eccellenza che si sono confrontati con presentazioni di elevato valore
scientifico. Molti gli argomenti trattati:
dalle Pratiche selvicolturali e qualità del
legno allo Sviluppo di prodotti; dalla Lavorazione e ottimizzazione delle trasformazioni del legno di latifoglia fino al Mercato
in termini di sostenibilità.
Di particolare rilievo gli interventi di Kenneth MacDicken, Senior Forestry Officer
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al Dipartimento foreste della FAO e di Ed
Pepke dell’European Forest Institute (EFI).
Il primo ha proposto una disamina sulle
proposte della stessa FAO per la gestione
e conservazione delle risorse forestali a
livello mondiale; Pepke ha invece relazionato sull’impatto che sta sta avendo sul
mercato globale delle latifoglie la Timber
Regulation, emanata dall’Unione Europea.
“Per quanto riguarda gli aspetti scientifici
- commenta Stefano Berti, dirigente di ricerca del Cnr-Ivalsa e Presidente del Comitato Organizzatore ISCHP2013 - va sottolineato il livello delle relazioni. Gli argomenti
affrontati più rilevanti su come incrementare l’uso del legno di latifoglia - primario
obiettivo dichiarato della Conferenza: tra
questi merita una segnalazione l’innovazione legata ad attrezzature in grado di caratterizzare e classificare il materiale prima che
lo stesso venga messo in lavorazione, impiegando tecniche non distruttive, proprie del
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settore dell’opto-elettronica”.
Da rimarcare, per l’affinità di interessi con
l’attenzione alle caratteristiche del legno
su cui AIPPL mira a fare informazione, alcune relazioni su temi specifici. In dettaglio: le variazioni del colore e delle caratteristiche meccaniche del legno di latifoglie
conseguenti a procedimenti innovativi,
principalmente trattamenti termici e il
comportamento degli adesivi in termini
di natura del prodotto e qualità dell’incollaggio, a seguito di particolari lavorazioni
o trattamenti migliorativi.
“Il fatto che l’edizione 2013 della conferenza
si sia svolto a Firenze ci riempie di orgoglio ha concluso Berti. È stata infatti un’opportunità di scambio e crescita della conoscenza unica per la nostra comunità scientifica,
ma anche per il sistema industriale italiano,
che ha avuto la possibilità di mostrarsi al
mondo come importante incubatore di innovazione nel settore del legno.”
L’ISCHP COSTITUISCE UN FORUM INTERNAZIONALE
NEL CAMPO DELLA RICERCA SULLA TRASFORMAZIONE E SULL’UTILIZZO DEL LEGNO DI LATIFOGLIA. OGNI
DUE ANNI RICERCATORI, DOCENTI UNIVERSITARI E
IMPRENDITORI DI TUTTO IL MONDO SI RIUNISCONO PER DISCUTERE E CONDIVIDERE IDEE E RICERCHE
SULLE VARIE IMPLICAZIONI LEGATE A QUESTO TEMA,
DAL DESIGN ALLE CERTIFICAZIONI: DALLE QUESTIONI
AMBIENTALI ALL’UTILIZZO DI COLLE E ALTRI PRODOT-
TI PER IL LEGNO; DALLO STUDIO DELLE PROPRIETÀ
MECCANICHE A QUELLO DELLE MODIFICAZIONI
TERMICHE; DALLE APPLICAZIONI INDUSTRIALI ALLA
REALIZZAZIONE DI UNA PIATTAFORMA TRANSNAZIONALE PER LO SCAMBIO E L’IMPLEMENTAZIONE DELLE
INFORMAZIONI. IL MEETING OFFRE PRESENTAZIONI
TECNICHE, SPAZI ESPOSITIVI PER LE INDUSTRIE E OPPORTUNITÀ DI INCONTRO E SCAMBIO DI OPINIONI
ED ESPERIENZE.
PARTECIPANTI
PER
NAZIONE
PARTECIPANTI
PER
NAZIONE
SWEDEN 6
FINNLAND 3
CANADA 9
THE NETHERLANDS 1
LATVIA 3
GERMANY 2
USA 4
FRANCE 3
ROMANIA 1
SPAIN 1
AUSTRIA 3
PORTUGAL 1
ITALY 20
VIETNAM 2
SWITZERLAND 2
LAOS 1
CHILE 1
19 I PAESI RAPPRESENTATI
ITALIA, SVEZIA, FINLANDIA, USA, CANADA, SVIZZERA, GERMANIA, AUSTRIA, POLONIA, IRAN, VIETNAM,
LAOS, CILE, OLANDA, ROMANIA, SPAGNA, LITUANIA, PORTOGALLO, AUSTRALIA .
L’EVENTO È STATO REALIZZATO ANCHE GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON EDILEGNOARREDO E AIPPL
ASSOCIAZIONE ITALIANA POSATORI PAVIMENTI DI LEGNO, ENTRAMBE ADERENTI A FEDERLEGNOARREDO.
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B2B
AIPPL SI APRE AL MONDO
DELL’INTERIOR DESIGN
Intervista di Donata Marazzini
Come si pone un interior designer rispetto alle problematiche della progettazione di un ambiente e, soprattutto, quale la sua attenzione alla posa? Ce lo chiediamo spesso, in ambito associativo, ma è più utile girare la domanda a chi questa figura professionale la rappresenta a livello nazionale. Abbiamo scelto Sebastiano Raneri per la carica che ricopre come Presidente dell’AIPi,
Associazione Italiana Progettisti d’Interni. Ma non solo: nel suo curriculum spicca, nell’attività di progettazione di diverse opere
evidenziate e pubblicate, il richiamo alla cura minuziosa dei particolari. E, aggiungiamo, un’affabilità che emerge fin dalle prime
battute e che invita alla collaborazione come è già avvenuto con Caterina Malinconico, docente allo IED di Milano. E’ un segnale
che il mondo di AIPPL avverte l’esigenza di misurarsi con realtà professionalmente attigue per conoscere e... farsi conoscere.
Se sei d’accordo partirei con qualche dato su AIPi e, più in
generale, sulla figura dell’interior designer...
AIPi nasce a Milano nel 1969 come riferimento per le figure
professionali - Progettisti e Designer - che si occupano di progettazione d’interni, attività considerata complementare e parte integrante dell’architettura. L’associazione fa parte dell’IFI
(Federation of Interior Architects/Designers), del BEDA (Bureau of European Designer Associations) e dell’ECIA (European
Council of Interior Architects) e socio fondatore del PoliDesign,
Consorzio del Politecnico di Milano.
Collabora con l’Università di Torino, IUAV di Venezia, Università Telematica S. Raffaele di Roma, IED di Milano ed altri Istituti
qualificati e fa parte del Colap - Coordinamento Libere Associazioni Professionali. AIPi è l’unica Associazione del Designer riconosciuta in base alla L.4/2013 in rispetto alla Direttiva Europea.
Ciò significa che oggi la figura dell’interior designer entra a far
parte, a pieno titolo, del ‘sistema progetto’ come qualunque altro professionista: ingegnere, architetto, geometra, perito etc.
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Quale funzione svolge, esattamente, il progettista di interni?
Compito dell’interior designer è identificare, ricercare e risolvere creativamente i problemi attinenti la funzione dell’ambiente
interno. Il nostro campo di intervento è ampio: dai servizi relativi agli spazi interni (con competenze in tema di programmazione, studio del progetto, progettazione del sito, estetica
ed ispezione del lavoro) al sistema di componenti e norme
edilizie, attrezzatura, materiali, arredamento fino alla predisposizione di disegni e documenti relativi al progetto dello spazio
interno finalizzati a migliorare qualità della vita, salvaguardia
della salute, sicurezza e benessere del pubblico. E’ un ruolo di
responsabilità, che richiede preparazione e disponibilità a relazionarsi. E’ il messaggio che voglio trasferire quotidianamente
ai giovani che lavorano con me, privilegiando un rapporto che
ritengo indispensabile, oltre dell’aggiornamento professionale.
Sono convinto che proprio da loro si debba partire, responsabilizzandoli per ottenere il massimo e mettendoli in prima linea
nei laboratori e nei gruppi di studio delle scuole, sia italiane che
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estere, che opportunamente vedono in loro il futuro anche in
termini di nuove idee.
Sulla base della tua esperienza anche internazionale, pensi che negli ultimi anni il materiale legno abbia modificato
l’approccio agli ambienti interni, al di là del ruolo indiscusso del parquet?
Mi pare che si sia verificata una significativa rivalutazione e
valorizzazione dei materiali definiti ‘antichi e vecchi’, trascurati
alla ricerca di un ‘nuovo a tutti costi’ che, forse, non ha completamente soddisfatto in termini estetici. C’è un ritorno ai materiali che la natura ci dona e nulla è più ecologico del materiale
naturale per eccellenza: il legno. Non sono il solo a pensare che
trasmetta quel calore, quella forza e vitalità che nessun altro
materiale è in grado di offrire. Da un ambiente ‘pensato e studiato’ ci si aspetta, appunto, calore, senso di intimità, raccoglimento, pulizia estetica. A ciò si aggiunga che i progressi della
ricerca in questo campo consentono di ampliare la potenzialità
creativa di questo materiale, sia nel campo del design/interior
che nell’architettura su più larga scala.
Rispetto alla pavimentazione di legno, invece, la mia riflessione
è che l’industria della lavorazione ha fatto grandi passi avanti in
questi anni. Il parquet è oggi alla portata di tutti e si è smontato
da tempo il concetto che lo pensava adatto ad una committenza d’élite. L’offerta è così varia da aver aperto un mondo a noi
progettisti, sempre alla ricerca di sperimentazioni su formati,
spessori, trattamenti. Rispondendo ad una specifica domanda
di nuovo, le aziende propongono al mercato una vasta gamma
di prodotti in legno, anche grezzi, che la nostra fantasia può di
volta in volta declinare. L’obiettivo resta lo stesso: valorizzare
il parquet come elemento da integrare nell’ambiente affinché
contribuisca ad evocare le sensazioni di calore, eleganza, ricercatezza che tutti cerchiamo.
Il legno, dunque, come materiale inesauribile nelle sue potenzialità che la nostra cultura professionale, sposata con la
ricerca continua e costante di estro e creatività, deve valorizzarne individuando spazi impensabili e, comunque, flessibili
da ripensare alla luce di una ‘sana’ idea di sostenibilità.
Parola di designer. Anzi, di interior designer.
“AMO IL CONFRONTO COSTRUTTIVO, PERCHÉ È UNA SPINTA ALLA CRESCITA PROFESSIONALE E CULTURALE,
CHE ESPRIMO ANCHE ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE ANNUALE A DIVERSI CONCORSI DI PROGETTAZIONE”.
SEBASTIANO RANERI
Dal 1982 svolge l’attività di libero professionista come ‘Interior Designer’ nel proprio
“Studio di Progettazione Nuccio Raneri” ad Acireale (CT).
Opera prevalentemente nell’ambito dell’edilizia privata, nella progettazione d’interni, design,
arredo urbano, ristrutturazioni e progettazioni di edifici residenziali, assistenziali,
ricettive e di culto, sia in Italia che all’estero.
Il suo curriculum si arricchisce dell’attività di sperimentazione progettuale
sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sul rapporto adeguamento/funzionalità delle strutture socio-assistenziali e sulla ricerca continua e costante dei
materiali e loro mix. Dal 2000, annualmente, istruisce i futuri professionisti alla
progettazione ampliata in rispetto della L.13/89.
Attualmente ricopre la carica di Presidente AIPi e Vice Presidente di Polidesign
(Consorzio del Politecnico di Milano). Nell’ultimo triennio è stato Componente
del CdA CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali).
E’ Responsabile del Progetto 4° Concorso Internazionale per Interior.
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FAQ
AIPPL RISPONDE
DALVANO SALVADOR, PRESIDENTE AIPPL RISPONDE
A SEBASTIANO RANERI, PRESIDENTE AIPi
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un approccio diverso al parquet, da prodotto di lusso a prodotto di impiego largo e
diversificato. Penso ai materiali delle tavole grezze, trattate, spessorate, che consentono effetti architettonici e di design rispondenti al gusto estetico del’interior designer.
E’ vero, abbiamo assistito ad un’evoluzione in questo senso, un approccio orientato a soddisfare la richiesta di un mercato molto più
ampio e diversificato. Non solo: il parquet è diventato a tutti gli effetti un importante complemento di design che si inserisce perfettamente in un ambiente curato nella scelta delle forme, nell’architettura e nell’accostamento dei materiali.
Il parquet, protagonista assoluto delle nuove tendenze, riesce a regalare atmosfere accoglienti che trasmettono il ‘calore’ della casa.
Termini come ‘contrasto cromatico’, ‘contrasto moderno /antico’, ‘ruvidità del legno grezzo’, ‘effetto lucido, opaco, naturale’ o, ancora,
‘biocompatibile’ appartengono ormai al linguaggio del design. Sempre più spesso vengono utilizzati dagli interior designer nelle loro
richieste d’arredo, a conferma del ruolo decisivo e fondamentale svolto dal parquet.
Queste parole però devono trovare, a monte, nelle figure del produttore/fornitore/posatore professionalità molto specifiche e preparate in grado di conoscere in maniera approndita le caratteristiche di queste pavimentazioni, dalla produzione alla finitura. E, con altrettanta competenza, devono saperle trasmettere al professionista per ottenere il risultato desiderato. Dobbiamo, in sinergia, diffondere
il concetto per cui esperienza, professionalità e competenza vanno applicate a tutte le varie fasi di una ristrutturazione o realizzazione,
passo dopo passo, tenendo conto anche degli arredi previsti. Questi ultimi, infatti, condizionano la scelta dei materiali di rivestimento
(la pavimentazione, certo!), ma anche la tipologia e la posizione degli impianti, le finiture, i colori ecc. Non bisogna dimenticare che uno
degli obiettivi dell’interior designer è enfatizzare la ‘personalità’ degli ambienti che realizzerà. Ecco perché gli ingredienti per arredare
un’abitazione di design partono dalle esigenze del cliente passando per le sue emozioni, alla ricerca di idee che rendano quell’ambiente unico, differente, soggettivo e... in sintonia con chi lo vive.
Ciò che a mio avviso è fondamentale è che ogni decisione sia condivisa per poter confrontare le diverse competenze e fonderle ottimizzando tempi, costi, resa e far sì che, a lavoro compiuto, il committente possa realmente pensare: “Mi sento a casa mia!”.
Per questi listoni, spesso non vincolati a spessori standard, riscontriamo a volte una certa reticenza dei posatori rispetto alla
posa. Sarebbe utile conoscere le loro motivazioni e chiarire, insieme, come queste nuove soluzioni possono costituire un’opportunità sotto il profilo della resa estetica.
Le pavimentazioni di legno non vincolate agli standard tradizionali possono generare timori e reticenze da parte dei posatori chiamati
a posarle. Le motivazioni sono legate spesso alla scarsa competenza, professionalità ed esperienza del posatore stesso. In alcuni casi si
tratta di materiali o modalità di posa ‘nuove’, mai fatte prima, ma sono motivazioni ingiustificate. Precludendoci all’innovazione, infatti,
ci togliamo ogni possibilità di sperimentare nuove esperienze e, credo, di ottimizzare e migliorare ulteriormente le nostre potenzialità
espressive. Il nuovo, dunque, come opportunità e sfida.
Certo non ci stancheremo mai di ricordare che professionalità e competenza vanno perseguite in modo costante e nel tempo. Un
invito - nemmeno tanto velato! - a cogliere l’opportunità di partecipare ai molti corsi di aggiornamento che la nostra Associazione di
categoria, AIPPL, da anni realizza e promuove su tutto il territorio nazionale.
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BELLE POSE
MUSEO
REVOLTELLA
Galleria d’arte moderna - Trieste
L’intervento interessa il restauro della pavimentazione
storica di due saloni (Sala Ballo e Sala Gialla)
di una dimora ottocentesca che oggi ospita
un Museo di Arte Moderna.
La tipologia costruttiva rispetta lo stile eclettico diffuso
a Trieste verso la metà del XIX secolo,
subentrato al neoclassicismo di inizio secolo.
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CARVER
Prodotti per la posa, la finitura, la manutenzione
del parquet e per il trattamento di manufatti in legno
in ambienti interni ed esterni
Presenti sui mercati europei ed extra europei da diversi anni, siamo
membri di importanti organizzazioni professionali come la statunitense National Wood
Flooring Association e la tedesca Innung Parkett und Fußbodentechnik Nordost.
Mitglied der deutschen
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Nordost
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AZIENDA CON SISTEMA DI
GESTIONE PER LA QUALITÀ
CERTIFICATO DA DNV
UNI EN ISO 9001:2008
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sotto ogni grande
PAVIMENTAZIONE ESTERNA
C’È UN MEGA SUPPORTO
MEGAMART® è il nuovo supporto per pavimenti esterni che,
grazie all’ampia escursione di regolazione, si adatta a qualsiasi
tipo di pavimentazione anche già esistente.
Ispezione senza demolizione. La pavimentazione è posta in opera
in appoggio sul supporto.
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millimetrica e al correttore di pendenza EasyFlat® che permettono
spostamenti millimetrici in altezza.
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FONDAZIONE CINI
Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia
Istituita dal Conte Vittorio Cini in ricordo del figlio allo scopo
di restaurare l’isola degradata da quasi 150 di occupazione militare,
la Fondazione Giorgio Cini
ospita attività di ricerca ed eventi di importanza internazionale,
tra cui i G7 del 1980 e 1987.
E’ costituita dal complesso monumentale del monastero benedettino
noto per il Chiostro e il Cenacolo Palladiano.
Il restauro riguarda la Biblioteca del Longhena, architetto e scultore
della Repubblica di Venezia fra i più celebri e rappresentativi del suo tempo.
Ultimata nel 1671, presenta librerie originali in legno intagliate da Franz Pauc.
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ABITAZIONE
PRIVATA
Uno stile decisamente ‘british’ per questo elegante
appartamento privato in cui il Teak verniciato
occupa uno spazio da protagonista assoluto.
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Il silenzio oggi va
anche sotto il parquet!
Isolmant propone la nuova Linea Parquet, una gamma completa di
soluzioni per l’isolamento acustico Sottoparquet. Dieci prodotti tecnici,
suddivisi in Linea Casa e Linea Professional, per affrontare
efficacemente tutte le principali problematiche della posa flottante.
I materassini acustici sottoparquet di Isolmant sono certificati presso i
principali laboratori europei e verificati con misure in opera, per garantire
la massima sicurezza e tranquillità nella posa.
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isolante con omologazione ministeriale di reazione al fuoco Classe 1.
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APP Isolmant
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ABITAZIONE
PRIVATA
In questa abitazione vagamente pop
il Faggio verniciato si inserisce
perfettamente esaltando l’idea di pulizia
e uno stile minimalista che ‘ammicca’ al colore.
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ABITAZIONE
PRIVATA
Quasi surreale il rincorrersi di materiali
così diversi e complementari:
pietra a vista e cristalli
sapientemente esaltati dal Teak
grazie ad una fuga nera a contrasto.
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ZOOM
UNI 11368-2:
LE NUOVE REGOLE
PER LE PAVIMENTAZIONI
DI LEGNO FLOTTANTI
La illustra Rita D’Alessandro, Responsabile ufficio tecnico-normativo di
EdilegnoArredo e AIPPL e coordinatore GL UNI ‘Legno non strutturale’
della Commissione UNI ‘Legno’
Nel mese di giugno 2013 è stata pubblicata la norma UNI
11368-2 “Pavimentazioni di legno - Posa in opera - Criteri e metodi di valutazione - Parte 2: posa flottante” relativa ai criteri e
alle metodologie da applicare per la valutazione della posa in
opera di pavimentazioni di legno e parquet per uso interno, finite, al momento della consegna dell’opera.
La parte 2 della norma rappresenta la prosecuzione della parte 1, pubblicata nel mese di luglio 2010, dedicata ai criteri e ai
metodi di valutazione per pavimentazioni posate mediante
incollaggio.
La UNI 11368-2 si applica alle pavimentazioni flottanti costituite
da elementi massicci o multistrato, da finire in opera o finiti in
fabbrica, adagiate su qualsiasi tipologia di sottofondo, impiegate nelle principali destinazioni d’uso, quali edilizia residenziale,
di nuova costruzione e/o esistente, per il terziario, pubblica e
commerciale. La norma non trova applicazione nelle pavimentazioni sportive, esterne e industriali e nel caso di recupero di
pavimentazioni di legno e parquet preesistenti.
Si ritiene utile riportare la definizione di posa flottante e alcune
brevi considerazioni sulle modalità di posa di tale pavimentazione, che in questi ultimi anni sta registrando una maggiore
diffusione rispetto al passato.
Per pavimentazione flottante si intende “qualsiasi sistema di
posa che consente ad ogni elemento di essere fissato agli altri ma di essere indipendente dalla superficie sottostante”. In
sostanza, la pavimentazione flottante non presenta vincoli rigidi di collegamento con il sottofondo e le strutture verticali.
Tale tipologia di pavimentazione viene realizzata con elementi muniti di incastro, generalmente di grandi dimensioni, che
poggiano su uno strato di isolamento acustico, al di sotto del
quale viene posto un ulteriore strato con funzione di barriera al
vapore, così come indicato in Fig. 1
Lo strato di isolamento acustico, costituito da vari materiali
quali per esempio espansi, sughero, pannelli in fibra di legno,
geotessuti, gomme, ecc., svolge la funzione di impedire la trasmissione dei rumori d’impatto agli ambienti sottostanti. Nel
caso di impianti di riscaldamento a pavimento, lo strato isolante deve presentare buone proprietà acustiche e bassa resistenza termica, per consentire il corretto irraggiamento del calore
prodotto.
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Figura 1
1 - Parquet galleggiante
2 - Strato di isolamento termo-acustico
3 - Barriera - Schermo al vapore
4 - Piano di posa
La barriera al vapore può essere costituita ad esempio da un
foglio di polietilene di idoneo spessore, adeguatamente sormontato, risvoltato sulle pareti perimetrali e tagliato in corrispondenza del bordo superiore della pavimentazione. In caso
di impianto di riscaldamento/raffrescamento a pavimento, le
caratteristiche della barriera al vapore devono soddisfare sia le
prescrizioni indicate dal costruttore dell’impianto sia quelle del
produttore di parquet.
Qualunque supporto in grado di resistere ai carichi statici e
dinamici previsti per la pavimentazione è idoneo per la posa
del parquet flottante. I supporti possono essere rigidi o “incomprimibili” come ad esempio i massetti in genere o altri piani di
posa quali quelli realizzati con pannelli di legno, ma possono
anche essere costituiti da pavimentazioni esistenti.
Condizione fondamentale di partenza per la buona riuscita del
lavoro è la planarità del massetto; in mancanza di ciò si potrebbero creare delle zone di pavimentazione non solidali, con conseguenti movimenti del piano pavimento. D’altro canto però
il sistema flottante permette di operare anche su sottofondi
spolveranti o di bassa consistenza e con le dovute precauzioni
anche su sottofondi ancora umidi.
La posa della pavimentazione flottante viene effettuata adagiando gli elementi di legno direttamente sullo strato di isolamento acustico, fissandoli tra di loro o a mezzo di particolari
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incastri a secco o di altri specifici meccanismi oppure mediante
un sottile strato di colla vinilica, applicato nella parte inferiore
della femmina. Durante la posa deve essere rispettata una distanza dalle pareti perimetrali, da eventuali pilastri o altre parti
in elevazione, proporzionale alle dimensioni della pavimentazione; per esempio, per una pavimentazione di dimensioni 6,00
m x 6,00 m è opportuno prevedere una fuga perimetrale di circa 10 mm. Per dimensioni maggiori la fuga perimetrale dovrà
essere adeguatamente proporzionata, prevedendo, per dimensioni maggiori di 6 m in senso trasversale rispetto agli elementi
di legno, un giunto in grado di assorbire le eventuali dilatazioni.
Tornando ai contenuti della UNI 11368-2, la norma definisce
innanzitutto i requisiti del posatore che devono comprendere,
oltre alle capacità operative di esecuzione della posa in opera,
un’idonea organizzazione aziendale, la dotazione di un’attrezzatura minima, le conoscenze tecniche inerenti ai materiali e
alla loro applicazione, alle tecnologie di posa, alle normative
in tema di sicurezza, igiene e ambiente, alla contrattualistica e
alle responsabilità. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto,
vi è un preciso richiamo ai contenuti della norma UNI 11265
su competenze e responsabilità della figura professionale del
posatore.
In relazione ai criteri e ai metodi di valutazione, la norma specifica le modalità di esame della pavimentazione precisando che
l’esame può essere visivo e/o strumentale.
Nel primo caso, l’esame deve essere eseguito secondo quanto
indicato nella norma UNI CEN/TS 15717 e cioè osservando la
pavimentazione in posizione eretta con luce naturale diffusa
alle spalle dell’osservatore. In assenza di luce naturale è ammessa la luce artificiale, purché diffusa.
Ai fini della valutazione o della localizzazione di eventuali anomalie presenti sulla superficie della
pavimentazione non possono essere utilizzate sorgenti di luce
artificiale indirizzate direttamente sulla pavimentazione.
Le verifiche indicate nella norma riguardano le caratteristiche
della pavimentazione flottante che ne decretano la corretta
posa in opera, in particolare:
•
•
•
•
•
•
planarità
deformazione elastica
aperture tra gli elementi della pavimentazione
dislivello tra pavimentazioni attigue
giunti di dilatazione
finitura, nel caso di elementi da finire in opera
Ogni volta che viene pubblicata una norma
è bene ricordare che, a monte, c’è un lavoro di squadra
che può durare anni. E’ il caso della norma in questione.
La parte 1 è stata pubblicata nel luglio 2010, dopo un
confronto durato un anno. Si è quindi affrontata la parte
2, disponibile dal giugno scorso, dopo altri tre anni di
discussione. Tutto ciò per sottolineare che ‘dietro’ ad uno
strumento chiaro e puntuale di cui ogni professionista si
può giovare c’è un paziente e serio lavoro di limatura
che prende in considerazione aspetti - e dettagli! - della
questione posta.
Non solo: vale la pena ricordare che questa norma,
come molte altre, oltre ad avere una forte valenza per
il settore, esiste perché AIPPL ci ha creduto. Ha cioè
investito risorse, energie e la credibilità che le viene
riconosciuta in ambito UNI per portare a conclusione
anche questo percorso normativo che oggi è patrimonio
comune di tutti noi.
La metodologia pertanto consente di misurare la freccia massima di deformazione che deve risultare, per ogni punto di misurazione, ≤ 0,8 mm affinché la pavimentazione possa essere
considerata idonea. Le misurazioni devono essere eseguite in
almeno 3 posizioni per ambiente, omogeneamente distribuite
lungo la diagonale maggiore, con distanza di almeno 1 m dal
perimetro e, ove possibile, non minore di 2 m tra una misurazione e la successiva.
È richiesta inoltre una verifica per individuare eventuali zone
dove si manifesta una deformazione elastica della pavimentazione rilevabile al calpestio. In tali zone occorre effettuare
un’ulteriore misurazione.
Il limite di 0,8 mm può apparire molto restrittivo, ma deriva da
una serie di sperimentazioni preliminari, effettuate in laboratorio e in cantiere, su elementi di legno di varie tipologie, formati
e spessori, che hanno portato a considerare tale valore come
la giusta mediazione dei risultati ottenuti dalle numerose indagini svolte.
L’attrezzatura di prova è semplice, leggera e maneggevole, idonea anche per il trasporto e per le eventuali verifiche in situ
(Fig. 2).
Figura 2
PLANARITÀ
La planarità della pavimentazione, da verificare mediante impiego di un regolo rigido di profilato metallico a sezione quadrata o rettangolare, di lunghezza pari a 2 m, disposto sulla pavimentazione in una direzione qualunque, anche in prossimità
delle fasce perimetrali, e di un cuneo dotato di scala millimetrata, è ritenuta idonea se in nessuna posizione di misurazione (5
posizioni ogni 36 m2) la freccia è maggiore di 3mm.
Esempio di apparecchiatura di prova per
la misurazione della deformazione elastica
1 - Telaio
2 - Guida
3 - Asta con tampone 100mm
4 - Masse
5 - Comparatore
Dimensioni in millimetri
DEFORMAZIONE ELASTICA
Per deformazione elastica si intende la freccia di deformazione
che si determina su una porzione di pavimentazione dovuta a
flessione sotto carico.
La definizione di tale caratteristica ha richiesto al GL UNI impegnato nella stesura della norma l’ideazione e la messa a punto di
una specifica metodologia di misura e della relativa attrezzatura.
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APERTURE TRA GLI ELEMENTI DELLA PAVIMENTAZIONE
La verifica, finalizzata a valutare lo scostamento massimo tra
due elementi della pavimentazione, prevede una serie di misurazioni eseguite mediante impiego di uno spessimetro, inserito
senza sforzo nelle aperture tra gli elementi, in corrispondenza
di 13 punti definiti dalla norma (Fig. 3).
In questo caso la pavimentazione si può ritenere idonea se in
nessun punto delle 5 posizioni di misurazione lo spessimetro
non penetra nelle aperture per più di 1mm.
Figura 3
Esempio di individuazione dei 13 punti di misurazione
per ognuna delle 5 posizioni, ai fini della verifica delle
aperture tra elementi
Punto di misurazione
DISLIVELLO TRA PAVIMENTAZIONI ATTIGUE
Per dislivello si intende la differenza in altezza tra le facce di due
elementi adiacenti e assemblati, posati su una superficie piana.
La norma prescrive che per la valutazione di tale dislivello venga
impiegato un comparatore posizionato una volta sulla pavimentazione di legno e un’altra volta sulla pavimentazione attigua e
venga rilevato lo scostamento massimo tra le pavimentazioni.
Tale scostamento deve risultare ≤ 2mm, fatte salve diverse prescrizioni progettuali.
GIUNTI DI DILATAZIONE
Vengono identificati tre tipologie di giunti: perimetrali, intermedi e intermedi in corrispondenza di soglie di separazione tra
ambienti attigui.
I primi sono ritenuti idonei se presenti su tutto il perimetro con
larghezza di almeno 8 mm e in nessun punto maggiore dello spessore della base del battiscopa, i secondi se di larghezza
sempre di 8mm e non maggiore di quanto indicato a livello
progettuale, e i terzi se di larghezza compresa tra 5 mm e 8 mm.
FINITURA, NEL CASO DI ELEMENTI DA FINIRE IN OPERA
La verifica viene effettuata mediante esame visivo e viene valutata l’idoneità della superficie in relazione alla tipologia di
finitura (vernice, olio o cera).
In particolare, per le pavimentazioni finite a vernice è necessario che non siano presenti sormonti di vernice su superfici < di
36 m2, la percentuale di elementi contenenti tracce di impurità
non superi un determinato limite in funzione della superficie
degli elementi stessi e non siano presenti schivature, ossia difettosità dovute alla mancanza di adesione dello strato verniciante, su una superficie circoscritta della pavimentazione.
In caso di finiture a olio o a cera non devono essere presenti
disomogeneità di colore di lucentezza in zone delimitate, che
possano generare l’effetto cosiddetto “a macchia di leopardo”.
Restano ovviamente escluse eventuali disomogeneità palesemente dovute alla struttura anatomica del legno e alle sue caratteristiche intrinseche, quali ad esempio, specchiature nelle
querce, effetti tipo “rigatino” nei mogani, ecc.
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SAVE THE DATE
IL 6 DICEMBRE CARVER ‘APRE’
AGLI ASSOCIATI AIPPL
PROGRAMMA
9:30 ACCOGLIENZA, VISITA E PRESENTAZIONE
PRODOTTI DELL’AZIENDA
13.30 INTERVENTO DI DALVANO SALVADOR
PRESIDENTE A.I.P.P.L.
13.45 PRANZO IN AGRITURISMO
15.30 CONCLUSIONE CON ESTRAZIONE
DEL SUPERSCONTO
PER INFORMAZIONI:
02/80604364; [email protected]
CARVER, VIA GIOVANNI XXIII, 36 RODANO (MI)
TEL. 029500171 - FAX 0295320921
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INCONTRI IN AZIENDA
OLTRE 100 I POSATORI OSPITI DI
TECNASFALTI-ISOLMANT
QUANDO IL MATERASSINO FA LA DIFFERENZA NELL’ACUSTICA SOTTOPARQUET
E’ stata un’intensa giornata di formazione e informazione quella vissuta il 20
settembre scorso presso la sede Tecnasfalti-Isolmant di Carpiano (MI). Circa
un centinaio gli operatori professionali presenti all’incontro organizzato in
collaborazione con AIPPL.
All’ordine del giorno il tema dei ‘Requisiti acustici passivi degli edifici:
il ruolo attivo del parquet nell’isolamento al calpestio e le opportunità del
risanamento’. Dalvano Salvador, presidente di AIPPL ha presentato in anteprima nazionale la seconda parte della Norma UNI 11368, espressamente
riservata alla posa flottante del parquet.
L’incontro ha ottenuto un significativo riscontro per aver posto al centro la
formazione tecnica ma anche, come ha sottolineato Gianpaolo Vercellotti,
direttore generale di Isolmant “per lo sforzo dell’Azienda di dare un segnale di
positività in un momento congiunturale sfavorevole, investendo in un settore
che, relativamente nuovo nel nostro mercato, non lo è all’estero, soprattutto in
Francia e in Belgio, dove Isolmant opera con successo da oltre vent’anni”.
I professionisti presenti, la loro partecipazione attiva alle varie fasi della
giornata attraverso la richiesta continua di informazioni hanno dimostrato
come una formazione tecnica appropriata e sempre aggiornata verso l’innovazione di prodotto e di applicazione sia, prima di tutto, un alto valore
aggiunto di professionalità.
“L’attenzione verso le problematiche principalmente riferite alla propagazione
del rumore in ambito strutturale da parte della committenza e dei progettisti
più sensibili - ha commentato Salvador - ha il merito di assegnare ai posatori
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professionali un ruolo determinante
nell’affermazione dell’isolamento
acustico come fondamentale principio progettuale e costruttivo. Fino a
ieri, infatti, nel nostro paese e specificatamente in ambito parquet, l’acustica non ha avuto l’attenzione che
oggi invece il mercato richiede, anche a fronte di normative più severe.”
Il suo intervento ha trovato riscontro nelle parole di Carola Aratari,
responsabile dell’Ufficio Tecnico
dell’azienda, che si è soffermata
sull’opportunità di valorizzare il risanamento acustico con prodotti
aderenti a richieste specifiche del
mercato. Nello specifico Simone
Mannocci, product manager della
Linea Parquet, ha ribadito le caratteristiche principali di una corretta
posa flottante del parquet, presentando l’ampia gamma di soluzioni
aziendali.
Le proprietà performanti di alcuni
materassini sottoparquet sono state oggetto, in chiusura di giornata,
di un interessante momento pratico-dimostrativo, con prove pratiche di misurazione e valutazione
dal vivo dei vari requisiti prestazionali, anche in riferimento alla Norma UNI 11368-2. presentata nella
mattinata.
Soddisfazione, oltre che da parte di
AIPPL e dell’Azienda, è stata espressa dai posatori, a riconferma che la
formula per avvicinare il mondo
delle imprese e quello di chi posa
può offrire risposte concrete ad entrambi gli interlocutori.
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La versatilità che vince!
WAKOL MS 290 Colla per parquet
Nuovo – la prima colla per parquet silanica (MS) resistente al taglio
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Foro Buonaparte, 65 - 20121 Milano
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