SINDACATO AUTONOMO POLIZIA AMBIENTALE E FORESTALE
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PROPOSTA SAPAF
DI REVISIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI DEL PERSONALE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO CHE
ESPLETA ATTIVITÀ TECNICO-SCIENTIFICA, TECNICO-STRUMENTALE ED AMMINISTRATIVA
La seguente proposta di revisione dei profili professionali del personale del Corpo Forestale dello
Stato che espleta attività tecnico- scientifica, tecnico-strumentale ed amministrativa, appartenente
ai vigenti ruoli e qualifiche del D. Lgs.vo n. 201/1995, così come modificato dal D. Lgs.vo n.
87/2001, è volta a rispondere in maniera compiuta ed esauriente alle nuove esigenze ed ai compiti
attribuiti al C.F.S. dal nuovo ordinamento del Corpo stabilito con la legge n. 36/2004, modificata
dalla legge n. 77/2004, e per poter rispondere in maniera adeguata alla nuova realtà venutasi a
creare con il conferimento delle qualifiche di Polizia Giudiziaria, limitatamente alle funzioni
esercitate, di cui all'art. 4 della legge n. 81/2006.
Tale proposta di revisione dei profili si basa sulla collocazione dell'attuale personale tecnico del
C.F.S. in due aree funzionali distinte:
1) Area Tecnico-Amministrativa
2) Area Scientifica
PRINCIPI COMUNI
Corso di formazione:
Per tutto il personale in oggetto, in virtù delle qualifiche di P.G. attribuite limitatamente alle funzioni
esercitate, deve essere previsto un idoneo corso di formazione professionale, di durata adeguata e
comunque non inferiore a 30 giorni, inerente i principi basilari di Polizia Giudiziaria e di tecniche
operative principali.
Inquadramento iniziale:
In prima applicazione tutto il personale tecnico verrà inquadrato, nell'area funzionale TecnicoAmministrativa; è prevista la mobilità orizzontale verso l'area funzionale Scientifica a richiesta e
previo espletamento di un corso di formazione diversificato in base al profilo di provenienza
(individuato dal D.M. 22.12.1997), alle funzioni ed ai compiti svolti attualmente dall'interessato
presso gli uffici e le strutture periferiche e centrali dei C.F.S., da regolamentare con apposite
disposizioni che definiranno tempi e modalità per il transito in questione.
Qualifiche di P.G.:
Al personale tecnico del C.F.S. appartenente al ruolo degli Operatori e Collaboratori è stata
conferita, ai sensi dell'art. 4 della Legge n. 81/2006 la qualifica di Agente di Polizia Giudiziaria,
limitatamente alle funzioni esercitate, mentre per gli appartenenti al ruolo dei Revisori e dei Periti è
stata conferita la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, sempre limitatamente alle funzioni
esercitate. Tutto ciò premesso, dette qualifiche non comportano l'uso di armamento individuale o di
reparto e l'utilizzo di uniforme, fatta eccezione per un eventuale impiego di pettorina identificativa
del C.F.S., o similare, in tutte quelle attività in cui il personale tecnico impiegato svolge funzioni in
cui è richiesta una visibilità o un riconoscimento formale.
A tutto il personale appartenente ai ruoli tecnici sarà fornita una personale tessera identificativa con
l’indicazione della propria qualifica di Agente o Ufficiale di P.G.
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Personale transitato nel ruoli tecnici:
Il personale dei C.F.S. appartenente al ruolo degli Agenti ed Assistenti, dei Sovrintendenti e degli
Ispettori riformato o transitato nei corrispondenti ruoli tecnici, poiché giudicato permanentemente
non idoneo all'assolvimento dei compiti d'Istituto (ai sensi del Decreto n. 228 del 2005), a
differenza di quello transitato volontariamente nei corrispondenti ruoli tecnici dopo aver maturato
15 anni di anzianità, non potrà svolgere determinate mansioni, nell'ambito delle attività previste
dall'area funzionale Tecnico-Amministrativa, da individuare con apposito regolamento che ne
disciplinerà le modalità d'impiego.
Ruolo unico
Previsione per tutto il personale dei ruoli tecnici di un ruolo unico e non per profilo.
AREA TECNICO-AMMINISTRATIVA
Nell’ambito di quest'area funzionale, il personale appartenente ai ruoli degli Operatori e
Collaboratori, Revisori e Periti e proveniente dall'attuale area amministrativa, confluirà nel profilo
amministrativo, mentre confluirà nel profilo tecnico il personale proveniente dall'attuale area
tecnico-strumentale e tecnico-scientifica.
Le attività da svolgere, oltre alle consuete mansioni istituzionali del C.F.S. ricoperte fino ad oggi,
prevedono anche l'impiego in centrale operativa, nell'ambito del monitoraggio ambientale (I.N.F.C.,
CON.ECO.FOR.), nel controllo dei manto nevoso e previsione del rischio valanghe (Meteomont) e
nelle attività consultive e statistiche connesse, nella perimetrazione delle superfici percorse da
incendi,
nella
divulgazione
delle
attività
istituzionali
ed
educazione
ambientale,
nell'approvvigionamento e amministrazione delle risorse strumentali, nel concorso al controllo del
territorio ai fini della prevenzione del dissesto idrogeologico.
AREA SCIENTIFICA
Il personale appartenente ai ruoli degli Operatori e Collaboratori, Revisori e Periti, a richiesta, e
previo espletamento di un adeguato corso di formazione, diversificato a seconda del profilo di
provenienza, potrà confluire nel profilo ambientale, all’interno dell’area Scientifica, poiché
trattandosi di un profilo creato ex-novo, nel quale si svolgeranno mansioni che richiederanno un
pieno e frequente impiego delle qualifiche di p.g. conferite dalla recente legge n. 81/2006, sarà
accessibile a tutti coloro che ne faranno specifica richiesta.
Le attività da svolgere, oltre alle consuete mansioni istituzionali del C.F.S. ricoperte fino ad oggi e
tutte quelle già previste per il personale appartenente all'area TecnicoAmministrativa, prevedono
l'impiego nei servizi SDI, nei servizi connessi con il controllo e certificazione del commercio
internazionale e della detenzione di esemplari di fauna e di flora minacciati di estinzione
(Convenzione Cites), con il controllo dell'attuazione delle convenzioni Internazionali in materia
ambientale, in riferimento alla tutela delle foreste e della biodiversità vegetale ed animale, con i
controlli derivanti dalla normativa comunitaria agro-forestale ed ambientale, con l'accertamento
degli illeciti commessi in violazione delle norme in materia di tutela dette acque e di smaltimento
dei rifiuti e del relativo danno ambientale arrecato, nel concorso con le Regioni nella lotta attiva agli
incendi boschivi.
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REVISIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI DEL PERSONALE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
CHE ESPLETA ATTIVITÀ TECNICO-SCIENTIFICA, TECNICO-STRUMENTALE ED AMMINISTRATIVA
RELAZIONE PROPOSTA SAPAF
La proposta formulata dal Sapaf in merito alla revisione dei profili professionali del
personale del Corpo Forestale dello Stato che espleta attività tecnico-scientifica, tecnicostrumentale ed amministrativa, appartenente ai vigenti ruoli e qualifiche del D. Lgs.vo n.
201/1995, così come modificato dal D. Lgs.vo n. 87/2001, è volta a rispondere in maniera
compiuta ed esauriente alle nuove esigenze ed ai compiti attribuiti al C.F.S. dal nuovo
ordinamento del Corpo stabilito con la legge n. 36/2004, modificata dalla legge n. 77/2004,
e per poter rispondere in maniera adeguata alla nuova realtà venutasi a creare con il
conferimento delle qualifiche di Polizia Giudiziaria, limitatamente alle funzioni esercitate, di
cui all'art. 4 della legge n. 81/2006.
Tale proposta di revisione dei profili consiste, come meglio specificato di seguito, in una
sostanziale riduzione degli attuali profili professionali esistenti (la cui istituzione risale al
1997), ritenuti in maniera pressoché condivisa con tutte le altre OO.SS. presenti al tavolo
tecnico all’uopo predisposto, non più adeguati alle nuove esigenze funzionali del Corpo
emerse in relazione al mutato quadro normativo di riferimento.
La revisione dei profili proposta dal Sapaf si basa fondamentalmente sulla necessità di
rispondere in maniera adeguata ai nuovi compiti istituzionali assegnati al Corpo Forestale in
quanto “Forza di Polizia dello Stato specializzata nella difesa del patrimonio agro-forestale
italiano e nella tutela dell'ambiente” e, in generale, ai principi di efficienza ed efficacia,
garantendo un assetto ordinamentale del personale tecnico snello ed agile che possa
permettere una maggiore flessibilità di impiego di detto personale. Tale orientamento, a
parere dello scrivente, non contrasta minimamente con l’esigenza di avvalersi di specifiche
professionalità, solo contempla queste ultime in un numero ridotto di profili.
È di tutta evidenza, infatti, che all’attualità, dei dieci profili professionali esistenti, la metà
(Geometra, Informatico, Chimico-biologico, Veterinaria e Infermiere, di cui gli ultimi tre
profili non coperti da personale) è prevista solo ed esclusivamente nel ruolo dei Periti,
ovvero per una dotazione organica che rappresenta una minima parte del personale
tecnico. Diventa pertanto ancor più condivisibile la previsione di ridurre al minimo il
numero dei profili e di crearne uno (identificato nella ns. proposta con il profilo ambientale)
che contempli al suo interno una varietà di specializzazioni, anche in considerazione del
fatto che già oggi, per esempio con l’ultimo concorso espletato, l’Amministrazione si è
potuta dotare delle specifiche professionalità di cui aveva maggior necessità grazie a mirate
prove concorsuali finalizzate alla selezione di tutti quei candidati la cui formazione
scolastica e le cui conoscenze meglio si confacevano alle professionalità richieste per i posti
messi a concorso e quindi non certamente grazie ai profili professionali esistenti, per i quali
anzi, il Decreto Ministeriale 22 dicembre 1997 che li istituì, ha previsto come requisito
culturale per l’accesso nel ruolo di Operatore e Collaboratore il diploma di scuola secondaria
di primo grado, mentre per l’accesso al ruolo di Revisore il diploma di istruzione
professionale almeno triennale ovvero diploma per corsi di durata almeno triennale
rilasciato dalle Regioni, ed infine, solo ed esclusivamente per l’accesso al ruolo di perito, il
diploma di istruzione secondaria di secondo grado.
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Entrando nel merito della revisione dei profili in questione, la proposta della scrivente O.S.
si basa sulla collocazione dell'attuale personale tecnico del C.F.S. in due aree funzionali
distinte:
1) Area Tecnico-Amministrativa
2) Area Scientifica
In prima applicazione tutto il personale tecnico verrà inquadrato, nell'area funzionale
Tecnico-Amministrativa; è prevista la mobilità orizzontale verso l'area funzionale Scientifica
a richiesta e previo espletamento di un corso di formazione diversificato in base al profilo di
provenienza (individuato dal D.M. 22.12.1997), alle funzioni ed ai compiti svolti
attualmente dall'interessato presso gli uffici e le strutture periferiche e centrali dei C.F.S.,
da regolamentare con apposite disposizioni che definiranno tempi e modalità per il transito
in questione.
Per quanto riguarda il personale dei C.F.S. appartenente al ruolo degli Agenti ed Assistenti,
dei Sovrintendenti e degli Ispettori riformato o transitato nei corrispondenti ruoli tecnici,
poiché giudicato permanentemente non idoneo all'assolvimento dei compiti d'Istituto (ai
sensi del Decreto n. 228 del 2005), a differenza di quello transitato volontariamente nei
corrispondenti ruoli tecnici dopo aver maturato 15 anni di anzianità, non potrà svolgere
determinate mansioni, nell'ambito delle attività previste dall'area funzionale TecnicoAmministrativa, da individuare con apposito regolamento che ne disciplinerà le modalità
d'impiego.
Per tutto il personale dei ruoli tecnici si ritiene opportuno prevedere l’adozione di un unico
ruolo e non differenziato per profilo, la cui istituzione avverrà in base a criteri
appositamente stabiliti.
AREA TECNICO-AMMINISTRATIVA
Nell’ambito di quest'area funzionale, il personale appartenente ai ruoli degli Operatori e
Collaboratori, Revisori e Periti e proveniente dall'attuale area amministrativa, confluirà nel
profilo amministrativo, mentre confluirà nel profilo tecnico il personale proveniente
dall'attuale area tecnico-strumentale e tecnico-scientifica.
Le attività da svolgere, oltre alle consuete mansioni istituzionali del C.F.S. ricoperte fino ad
oggi, prevedono anche l'impiego in centrale operativa, nell'ambito del monitoraggio
ambientale (I.N.F.C., CON.ECO.FOR.), nel controllo dei manto nevoso e previsione del
rischio valanghe (Meteomont) e nelle attività consultive e statistiche connesse, nella
perimetrazione delle superfici percorse da incendi, nella divulgazione delle attività
istituzionali ed educazione ambientale, nell'approvvigionamento e amministrazione delle
risorse strumentali, nel concorso al controllo del territorio ai fini della prevenzione del
dissesto idrogeologico.
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AREA SCIENTIFICA
Il personale appartenente ai ruoli degli Operatori e Collaboratori, Revisori e Periti, a
richiesta, e previo espletamento di un adeguato corso di formazione, diversificato a
seconda del profilo di provenienza, potrà confluire nel profilo ambientale, all’interno
dell’area Scientifica, poiché trattandosi di un profilo creato ex-novo, nel quale si
svolgeranno mansioni che richiederanno un pieno e frequente impiego delle qualifiche di
p.g. conferite dalla recente legge n. 81/2006, sarà accessibile a tutti coloro che ne faranno
specifica richiesta.
Le attività da svolgere, oltre alle consuete mansioni istituzionali del C.F.S. ricoperte fino ad
oggi e tutte quelle già previste per il personale appartenente all'area Tecnico-Amministrativa, prevedono l'impiego nel servizio SDI, nei servizi connessi con il controllo e
certificazione del commercio internazionale e della detenzione di esemplari di fauna e di
flora minacciati di estinzione (Convenzione Cites), nei servizi di controllo dell'attuazione
delle convenzioni Internazionali in materia ambientale, in riferimento alla tutela delle
foreste e della biodiversità vegetale ed animale, nei controlli derivanti dalla normativa
comunitaria agro-forestale ed ambientale, con l'accertamento degli illeciti commessi in
violazione delle norme in materia di tutela dette acque e di smaltimento dei rifiuti e del
relativo danno ambientale arrecato, nel concorso con le Regioni nella lotta attiva agli
incendi boschivi.
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Proposta Sapaf di revisione Ruoli tecnici_finale