.
A
p.
QUADERNO VII
Coperture
COPERTURE PIANE
Scheda N°:
PROGETTAZIONE DELL’ISOLAMENTO
21
1
br
i
S.
COPERTURE
Prevenzione dei rischi di condensazione sulle coperture
piane
Freddo
Caldo
Es
se
li
Tipi di condensazione
Esistono due tipi di condensazione:
– la condensazione superficiale, compare acqua liquida quando la temperatura superficiale è inferiore alla temperatura del punto di rugiada;
– la condensazione nella massa (detta anche “interstiziale”), l’acqua liquida si manifesta
quando la pressione del vapore nello strato del materiale interessato supera la pressione di vapore saturo.
Per considerare normale il rischio legato a tali condensazioni, bisogna adottare un principio
di progettazione delle pareti, come illustrato nella figura 1.
Figura 1
Isolante
Barriera al vapore
Principio di prevenzione dei
rischi di condensazione nelle
pareti.
ht
©
L’isolamento termico, qualora abbia uno spessore sufficiente, impedisce le condensazioni
superficiali.
La presenza di una barriera al vapore posizionata sul lato caldo, prima dell’isolamento termico, blocca le molecole di vapore acqueo e impedisce loro di progredire verso la zona fredda
attraverso lo strato d’isolamento termico e di trasformarsi in acqua liquida all’interno di tale
strato.
Copertura calda – Copertura fredda
yr
ig
Una copertura può essere distinta in due tipi.
• Copertura calda: non esiste alcuna penetrazione di aria umida proveniente dall’esterno tra
la superficie dell’isolante e il lato inferiore del piano di tenuta all’acqua.
• Copertura fredda: un’intercapedine ventilata con aria proveniente dall’esterno è presente
sul lato inferiore del piano di tenuta all’acqua e al di sopra dell’isolamento termico. Serve a
evacuare, mediante tiraggio termico, i condensati in eccesso, suscettibili di manifestarsi
nella parte superiore dell’isolamento; inoltre serve a prosciugare il supporto del piano di
tenuta all’acqua, qualora sia necessario. Quando lo strato isolante ha una permeabilità sufficientemente scarsa, è possibile, in certi casi, fare a meno della barriera al vapore.
op
Applicazione alle coperture piane
C
•
Che l’elemento portante sia in muratura, in calcestruzzo armato, in calcestruzzo cellulare o
in lamiere d’acciaio grecate, il tipo normalmente utilizzato è quello della copertura calda
(Fig. 2).
169
.
A
21
Coperture
QUADERNO VII
p.
SCHEDA N°:
Protezione eventuale
Impermeabilizzazione
Isolamento termico
S.
Progettazione dell’isolamento
Figura 2
Copertura calda con
impermeabilizzazione.
Barriera al vapore
Quando l’elemento portante è in legno massiccio o in pannelli derivati dal legno, la copertura può essere calda o fredda. Nel caso di una copertura fredda, c’è un’intercapedine ventilata sull’esterno, nella parte inferiore dell’elemento portante (Fig. 3). Si presuppone che il
legno e i pannelli derivati dal legno siano atti a sopportare una certa umidificazione
apportata dall’aria esterna e dai condensati che provengono dall’interno, nella misura in
cui tale umidificazione sia limitata nel tempo.
li
•
br
i
Elemento portante
se
Impermeabilizzazione
Elemento portante in legno
o in pannelli derivati
Copertura fredda con
impermeabilizzazione ed
elemento portante in legno o
in pannelli derivati.
Es
Complesso d’isolamento
termico
Figura 3
Intercapedine ventilata
sull’esterno
Sulla muratura è possibile progettare una copertura detta “tetto rovescio” (Fig. 4), nella
quale un isolante atto a tale utilizzo è posizionato al di sopra dell’impermeabilizzazione,
posata in opera direttamente sull’elemento portante. In tal caso è l’impermeabilizzazione
a svolgere il ruolo di barriera al vapore. Di conseguenza è necessario uno zavorramento,
per evitare che il complesso voli via.
Isolamento termico
Figura 4
Principio di un tetto rovescio.
Impermeabilizzazione
Elemento portante
Barriera al vapore
op
2
Protezione
yr
ig
ht
©
•
C
La tabella che segue indica la necessità, o meno, di una barriera al vapore, nel caso di isolamento termico, in base all’elemento portante è previsto.
170
.
A
Coperture
SCHEDA N°:
Presenza di una barriera al vapore in base all’elemento portante
Lamiere d’acciaio grecate piene(1)
Legno
Pannelli derivati dal
Igrometria bassa o
Igrometria alta o
legno
media(2)
molto alta(3)
(3)
(4)
No
Sì
Sì
Su questo tipo di lamiera è sempre necessario un isolamento termico a supporto dell’impermeabilizzazione.
Implica un rapporto W/n £ 5 g/m3.
Implica un rapporto W/n > 5 g/m3.
Questo tipo di lamiera è ammessa solo in presenza di bassa o media igrometria.
br
(2)
Sì
i
Sì
(1)
Lamiere d’acciaio
grecate
perforate(1) (4)
S.
Progettazione dell’isolamento
Muratura
Calcestruzzo
cellulare
21
p.
QUADERNO VII
se
Barriera al vapore su elemento portante in muratura
li
Una barriera al vapore si caratterizza per la sua permeanza. In letteratura non è prevista una
permeanza massima, ma, in compenso, sono previste disposizioni tecnologiche minime, descritte qui di seguito, in base all’elemento portante.
La tabella che segue presenta una sintesi che riguarda la costituzione delle barriere al vapore
quando l’elemento portante è in muratura. Bisogna comunque sempre consultare la documentazione tecnica dell’impermeabilizzazione, che può proporre soluzioni specifiche.
Es
Costituzione e posa in opera delle barriere al vapore sull’elemento portante in muratura
Barriera al vapore
Principio(3)
Foglio bituminoso
posato in
aderenza
(1)
Foglio bituminoso
con lastra
d’alluminio
integrata, posato
in semiaderenza
yr
Locali con alta
igrometria(2)
Pavimenti radianti
che assicurano la
totalità del
riscaldamento
Senza EAC sotto
protezione
pesante(3) (4)
– Guaina liquida
bituminosa + BE
Guaina liquida
25 VV 50
bituminosa + EAC saldato(6)
– Guaina liquida
+ 36 S + EAC
bituminosa + BA
40
Guaina liquida
bituminosa + EAC
+ barriera al
vapore in
alluminio bitumato
+ EAC
ig
Foglio bituminoso
Pavimenti radianti
con lastra
che assicurano
d’alluminio
solo una parte del
integrata, posato
riscaldamento
in aderenza
Con EAC
©
Caso tipico
Bituminosa
ht
Igrometria e
riscaldamento dei
locali
Guaina liquida
bituminosa + 36S
VV HR perforato
nella parte
inferiore guarnita
di sughero, o
ricoperta di
ardesia + EAC +
barriera al vapore
in alluminio
bitumato + EAC
Senza EAC sotto
rivestimento a
vista(4)
Guaina liquida
bituminosa + BE
25 VV 50
saldato(6)
Sintetica(5)
Foglio polietilene
300 mm min. con
giunti legati
mediante
sigillante butile
Guaina liquida
bituminosa + BA
40 alluminio
saldato
Guaina liquida
bituminosa +
strato BA 50 TV
Non ammessa
alluminio
ardesiato, saldato
Guaina liquida
bituminosa +
schermo perforato
con parte inferiore
pellicola + CA 40
alluminio saldato
Guaina liquida
bituminosa +
schermo perforato
con parte inferiore
Non ammessa
pellicola + strato
CA 50 TV
alluminio a lastre,
saldato
C
op
EAC: prodotto per applicazione a caldo.
(1) Per “caso tipico” si intende: “locali sottostanti con bassa o media igrometria, in clima di pianura”.
(2) Questo caso integra i locali a igrometria molto alta.
(3) Nel caso di protezione pesante, è possibile la posa libera indipendente con i soli fogli. Al perimetro della copertura e attorno alle
emergenze, la barriera a vapore è saldata sulla guaina liquida bituminosa, per una larghezza minima di 30 cm.
(4) Ricoprimento dei fogli su almeno 6 cm.
(5) Soltanto con le impermeabilizzazioni in fogli sintetici sotto la protezione pesante o fissata meccanicamente.
(6) La lastra BE 25 VV 50 è una lastra di bitume elastomero, con spessore minimo di 2,5 mm, armato con un velo di vetro di 50 g/m2.
171
.
A
21
Coperture
QUADERNO VII
p.
SCHEDA N°:
Barriera al vapore su elemento portante in lamiere d’acciaio grecate
Nel caso di lamiere d’acciaio grecate perforate, la barriera al vapore da posare in opera è
una pellicola da associare a un foglio d’alluminio di 40 mm, incollata su un velo di vetro di
60 g/m2; tale barriera al vapore è giuntata mediante nastri autoadesivi. Ricordiamo che
questo tipo di lamiere è ammesso solo in caso di igrometria bassa o media.
L'utilizzo di questo tipo di lamiere permette una correzione acustica mediante la presenza
di un isolante direttamente a contatto con l’ambiente del locale. L’isolante acustico, posizionato sotto la barriera al vapore, può essere, quindi:
– o un sistema completo, descritto in un capitolato d’oneri che prova la sua attitudine all’uso in vista di essere posato su lamiere d’acciaio grecate e di sostenere un isolante di
supporto all’impermeabilizzazione;
– o un isolante di supporto all’impermeabilizzazione, di scarso spessore.
br
i
•
S.
Progettazione dell’isolamento
Nel caso di lamiere d’acciaio grecate piene, il tipo di barriera al vapore dipende dall’igrometria del locale sottostante. La tabella che segue riassume i casi interessati.
Es
•
se
li
La resistenza termica di questo isolante acustico deve essere limitata, al massimo, a un terzo
della resistenza termica dell’isolante termico di supporto all’impermeabilizzazione posizionato al di sopra della barriera al vapore. Questa esigenza ha lo scopo di limitare il rischio di
condensazione nella massa dell’isolante termico posizionato al di sopra della barriera al
vapore.
Barriera al vapore su lamiere d’acciaio grecate piene,
in base all’igrometria del locale sottostante
Igrometria del locale sottostante
Bassa e media
(W/n £ 5 g/m3)
Molto alta
(7,5 g/m3 < W/n)
Nastri autoadesivi in corrispondenza Impalcato metallico e schermo di
dei sormonti delle lamiere d’acciaio riporto in alluminio-bituminoso
grecate
giuntato, incollato con EAC
©
Le lamiere d’acciaio
grecate servono da
barriera al vapore
Alta
(5 g/m3 < W/n £ 7,5 g/m3)
ht
Schermo riportato in
alluminio-bituminoso giuntato
ig
Isolante in vetro cellulare incollato
con EAC sulle lamiere d’acciaio
grecate e i cui giunti sono riempiti di
BOF(1)
Schermo riportato in
alluminio-bituminoso giuntato, solo
sotto protezione pesante
Isolante in vetro cellulare incollato
con EAC sulle lamiere d’acciaio
grecate e i cui giunti sono riempiti di
EAC(1)
Nota: questa tabella non si applica con un clima di montagna.
(1)
È la natura dell’isolante e la presenza di bitume nei giunti tra i pannelli che permettono di considerare l’insieme
come impermeabile al vapore.
•
C
op
yr
Nel caso di igrometria molto alta, la perforazione della barriera al vapore a opera dei fissaggi dell’isolante, o dei fissaggi dell’impermeabilizzazione è esclusa, per principio, a causa di
elevate quantità di vapore che potrebbero passare attraverso il collegamento barriera al
vapore-asse del fissaggio.
Tuttavia esiste un sistema completo particolare: lamiera d’acciaio grecata specifica-barriera
al vapore specifica-isolante-impermeabilizzazione bituminosa corredata di Avis Technique
del GS 5. In questo procedimento, benché l’isolante, o l’impermeabilizzazione possa essere
fissata meccanicamente, l’Avis Technique ammette l’utilizzo di fissaggi meccanici al di sopra
di locali con un’igrometria molto alta, quali le piscine e i locali con ambiente regolato, la cui
pressione di vapore è limitata a 18 mmHg.
172
.
A
Coperture
SCHEDA N°:
21
p.
QUADERNO VII
Barriera al vapore su elemento portante in legno e in pannelli derivati
dal legno
i
Tale soluzione è stata giustificata tenendo conto:
– della nervatura specifica delle lamiere d’acciaio grecato, che permette di diminuire la
densità dei fissaggi, con pari depressione del vento;
– delle particolarità tecniche della barriera a vapore;
– della filettatura particolare dei fissaggi.
S.
Progettazione dell’isolamento
li
Barriera al vapore su legno e su pannelli derivati dal legno
in base all’igrometria del locale sottostante
Alta
(5 g/m3 < W/n £ 7,5 g/m3)
Copertura fredda con l’isolamento su
soffitto: non esclusa, ma serve uno studio
apposito
Copertura calda isolata: ammessa qualora
l’alta igrometria sia occasionale(3)
Molto alta
(7,5 g/m3 < W/n)
Esclusa dal campo di
applicazione
Es
Barriera al vapore in foglio
bituminoso, giuntato:
– inchiodata a quinconce(1)
– saldata, o unicamente su
pannelli(2)
se
Igrometria del locale sottostante
Bassa e media
(W/n £ 5 g/m3)
br
La tabella che segue riassume le possibilità in base all’igrometria del locale sottostante.
ht
©
(1)
Nel casi di un rivestimento impermeabilizzante autoprotetto non fissato meccanicamente all’elemento portante
associato a un isolante non fissato meccanicamente all’elemento portante, la tenuta al vento dell’insieme è poco
conosciuta. In effetti, questa tenuta al vento è legata alla prestazione allo strappo dei chiodi lisci nel legno ed è
ritenuta debole; ci si affiderà all’esperienza locale.
(2)
Dopo creazione di un ponte (pontage) tra pannelli.
(3)
“Occasionale” significa che “l’umidità si presenta in maniera intermittente”.
Isolanti
ig
3
yr
L’isolamento è da prevedersi:
• nella parte inferiore dell’elemento portante in muratura. Tuttavia tale tecnica ha provocato danni e guasti considerevoli nella struttura portante sottoposta a sforzi termici elevati
(Fig. 5). Quindi è da evitare assolutamente:
– al di sopra dell’elemento portante e sotto l’impermeabilizzazione;
– al di sopra dell’impermeabilizzazione posizionata sulla muratura; si tratta della tecnica del
tetto rovescio.
+ 80 C
+ 22 C
– 10 C
+ 22 C
Figura 5
Movimenti della struttura
portante isolata
termicamente nella parte
inferiore.
op
Natura degli isolanti
C
Gli isolanti più sovente utilizzati sono indicati nella tabella che segue.
173
.
A
21
Coperture
QUADERNO VII
p.
SCHEDA N°:
S.
Progettazione dell’isolamento
Tipo e natura degli isolanti di supporto all’impermeabilizzazione
Natura
Isolante a base minerale
PSE
Poliuretano
PUR
Poliisocianurato
PIR
Schiuma fenolica
PF
Polistirene estruso(1)
XPS
Perlite espansa
EPB
Lana minerale
MW o LM
Vetro cellulare espanso
CG
(1)
i
Polistirene espanso
li
Schiuma plastica
Simbolo
br
Tipo
se
Il polistirene estruso è il principale isolante attualmente utilizzato per coperture rovesce e non è sempre
consigliato in isolamento sotto i rivestimenti impermeabilizzanti.
Caratteristiche degli isolanti
©
Es
La documentazione tecnica (comprese eventuali certificazioni) solitamente:
• limita le dimensioni degli isolanti in funzione del loro comportamento rispetto alle proprie
variazioni dimensionali e alla propria tendenza all’incurvamento;
• limita l’utilizzo degli isolanti, in base alla destinazione della copertura e in funzione della
loro classe di comprimibilità, stabilita in seguito a una prova di compressione di una certa
durata, a una temperatura di:
– 60 °C quando una protezione pesante è da prevedere in modo sistematico;
– 80 °C quando l’impermeabilizzazione supportata dall’isolante può essere autoprotetta;
• definisce le possibilità di associazione tra pannelli isolanti, per costituire diversi strati, qualora si esiga un alto isolamento termico.
ht
La tabella che segue (estratta dal Cahier du CSTB, n. 2662, del giugno 1993) fornisce la corrispondenza tra la classe di comprimibilità e la destinazione della copertura piana.
Classe di comprimibilità e destinazione prevedibile della copertura piana
Inaccessibile
ig
Destinazione prevedibile per la copertura piana
B
C
Percorso della navicella
C
yr
Tecnica, salvo i percorsi della navicella
C
Accessibile ai pedoni con protezione mediante solette su piedini
C
Tetto-giardino
C
op
Accessibile ai pedoni con protezioni diverse dalle solette su piedini
Accessibile ai veicoli
B: bassa; C: media; D: elevata.
C
Classe di comprimibilità
dell’isolante
174
D
.
A
Coperture
SCHEDA N°:
i
Nel caso particolare di una impermeabilizzazione in asfalto, l’Avis Technique dell’isolante
deve, in modo esplicito, prevedere favorevolmente la possibilità del getto d’asfalto. Infatti la
temperatura del getto, pari a circa 230 °C, può far temere un cattivo comportamento dell’isolante, a causa di questo brusco shock termico: incendio, sublimazione, degasaggio ecc.
La tabella che segue presenta una sintesi delle caratteristiche più comuni degli isolanti, specificate in base alla loro natura (da verificare comunque rispetto anche alla marcatura CE).
Dimensioni abituali (mm)
Massa superficiale del (o dei)
paramento eventuale
25
PUR o
PIR(1)
PUR(2)
CG
Varia in base
allo spessore
150
30-35
30-35
120 o
135
600 o
700 ×
600
1.200 × 500 o 1.000
Fino a 2.000
× 1.000 o
1.200
–
Sì (velo di
vetro)
Sì (bitume,
kraft o velo di
vetro)
Sì (bitume)
Sì
Sì
PF
XPS
40
30-35
600 ×
450
1.200
×
1.000
1.250 ×
600
–
Sì
–
Iniziale
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
Sì
–
In seguito a
immersione di
2h
–
–
–
Sì
–
–
–
–
–
Dopo 24 h a
70 °C e 95%
UR
–
–
Sì(3)
–
–
–
–
–
–
–
–
Sì
–
–
–
–
–
Sì(5)
Sì(5)
–
Sì £ 1,2
mm/m
Sì £ 3
mm/m
Sì £ 5
mm/m
–
–
Sì
7 giorni a 70
°C e 95% UR
+ 24 h a 20
°C
–
–
–
–
Sì £ 5
mm/m
–
–
–
–
Incurvamento
(6) (7)
(6) (7)
–
–
Sì £ 3
mm
Sì £ 10
mm
–
Sì(8)
Sì
Variazioni
dimensionali
dopo
1 giorno
a 70 °C e
95% UR
–
–
–
–
–
–
–
Sì(8)
–
©
–
Stabilizzazion
e a X °C(4) +
24 h a 20 °C
ht
Resistenza alla flessione
Variazioni
dimensionali
1.200 × 1.000 600 o 700
o 600
× 600
Es
Resistenza in
trazione
perpendicolare
20
EPB
se
Massa volumica (kg/m3)
LM
li
PSE
br
Caratteristiche degli isolanti, specificate in base alla loro natura
Natura dell’isolante
S.
Progettazione dell’isolamento
Caratteristiche specificate
21
p.
QUADERNO VII
(1)
(2)
(3)
yr
ig
Sotto rivestimento impermeabilizzante autoprotetto.
Sotto protezione pesante.
Nel caso in cui l’isolante sia fissato meccanicamente e supporti un rivestimento legato all’isolante, la specifica dice che la resistenza
dovrebbe essere ≥ metà della resistenza iniziale.
(4) X = 60° sotto protezione pesante e X = 80° sotto autoprotezione per i poliuretani; X = 70° per la perlite; X = 60° per il polistirene
estruso.
(5) Il tempo di maturazione dei pannelli PSE dovrebbe essere di almeno 3 settimane.
(6) Se l’isolante è rivestito.
(7) Per i pannelli di dimensione 1.200 × 1.000 mm.
(8) La schiuma fenolica è molto difficile da trattare e molto corrosiva; in ogni angolo del pannello è opportuno prevedere un fissaggio di
resistenza alla corrosione di almeno 2 cicli Kesternich.
Dalla tabella precedente, risulta che gli isolanti in schiuma plastica sono sensibili al calore
umido e che gli isolanti in lana minerale sono sensibili all’umidificazione.
op
Principi di posa in opera degli isolanti sotto protezione pesante
C
Quando l’impermeabilizzazione è sotto protezione pesante, l’isolante è posato solitamente
secondo le indicazioni della tabella che segue; bisogna però sempre consultare la documentazione tecnica dell’isolante e dell’impermeabilizzazione.
175
.
A
21
Coperture
QUADERNO VII
p.
SCHEDA N°:
S.
Progettazione dell’isolamento
Principio di collegamento degli isolanti sotto impermeabilizzazione sotto protezione pesante
Natura
Impermeabilizzazione sotto protezione
Libera
Colla bituminosa
PSE
i
Colla PU
EAC
PUR con paramento in carta
Colla bituminosa
Libera
Colla bituminosa
EAC
li
PUR con paramento minerale
br
EAC raffreddato
Libera
PUR con paramento velo di vetro
bitumato, o kraft-alluminio
se
Colla bituminosa
EAC
Libera
Fissaggi meccanici
Perlite fibrata
Composto perlite-schiuma fenolica
Es
Colla bituminosa
Colla PU
Vetro cellulare
EAC
EAC
Libera
©
Fissaggi meccanici
ht
Lana minerale
Schiuma fenolica
Colla bituminosa
Colla PU
Colla a base di leganti idraulici
EAC
Fissaggi meccanici specifici dell’isolante: 1 a ogni angolo
yr
ig
EAC: prodotto per applicazione a caldo (bitume ossidato).
In questa tabella la solidarizzazione dell’isolante si esegue sulla barriera al vapore, salvo nel caso di fissaggi
meccanici che sono ancorati nell’elemento portante.
Gli Avis Technique precisano gli elementi portanti ammessi.
Lo strato di EAC destinato all’incollaggio è pari a 1,2 kg/m2 ed è posizionato in zone regolarmente ripartite, salvo
per il vetro cellulare, per il quale la quantità di EAC, pari a 3 kg/m2, è posizionata su tutta la superficie.
Le densità e la ripartizione delle plotte, o dei cordoni di colla (bituminosa, o poliuretanica, o anche a base di
leganti idraulici) sono menzionate nella documentazione tecnica dell’isolante.
La posa libera è prevista con qualche precauzione d’utilizzo per quel che riguarda il coordinamento della posa dei
pannelli, dell’impermeabilizzazione e della protezione. Infatti il rischio principale della posa libera è una
disorganizzazione, e persino un volare via dei pannelli per un colpo di vento, in fase di posa in opera dei pannelli
stessi.
op
Principi di posa in opera degli isolanti sotto impermeabilizzazione
autoprotetta
C
Quando l’impermeabilizzazione è autoprotetta, l’isolante è posato solitamente in base alle
indicazioni della tabella che segue; bisogna però sempre consultare la documentazione tecnica dell’isolante e dell’impermeabilizzazione.
176
.
A
Coperture
SCHEDA N°:
Modalità di collegamento degli isolanti sotto impermeabilizzazione autoprotetta
Colla a
freddo(1)
Colla a
freddo(1)
Non previsto
Sì(1)
No
No
Non
ammesso
Non
ammesso
Non
ammesso
Non
ammesso
Sì(2)
Non ammesso Non ammesso
Bituminoso,
Bituminoso
Bituminoso,
incollato con
autoadesivo
saldato
EAC
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
Colla a
freddo(1)
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
Colla a
freddo(1)
Non previsto
Sì(1)
Perlite fibrata,
nuda
Composto
perlite
fibrata-schiuma
fenolica
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
Fissaggi
meccanici(3)
EAC(4)
No
Perlite fibrata,
rivestita in
bitume
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
EAC
Fissaggi
meccanici(3)
Fissaggi
meccanici(3)
EAC(4)
No
Lana minerale
nuda
EAC
Fissaggi
meccanici
Colla a
freddo(5)
EAC
Fissaggi
meccanici
Fissaggi
meccanici
EAC(4)
Lana minerale,
rivestita in
bitume
EAC
Fissaggi
meccanici
Colla a
freddo(5)
EAC
Fissaggi
meccanici
Vetro cellulare
EAC
EAC
Schiuma
fenolica
Non previsto
Non previsto
Sì
Non
ammesso
No
Sì
Sì
Sì, su strato
di EAC
raffreddato
Sì
No
Sì
Sì
Es
PUR velo di
vetro
bituminato
PUR
kraft-alluminio
Fissato
meccanica
mente
Sì
Sì su strato
di EAC
raffreddato
Sì
Fissaggi
meccanici
EAC(4)
Colle PU(6)
No
No
Sì
Sì
EAC
No
Sì
Sì, su strato
di EAC
raffreddato
No
No
No
No
Sì
ht
©
No
Fissaggi
meccanici(7)
i
Lamiera
d’acciaio
grecata
br
PUR carta
PUR
paramento
minerale
Legno e
pannelli
derivati dal
legno
li
PSE
Muratura e
calcestruzzo
cellulare
se
Tipo di isolante
Tipo di impermeabilizzazione
S.
Progettazione dell’isolamento
Modalità di collegamento in base all’elemento
portante
21
p.
QUADERNO VII
C
op
yr
ig
Nota: l’incollaggio con EAC dei pannelli isolanti implica una pendenza inferiore al 40%.
Sugli elementi portanti in muratura, calcestruzzo cellulare, in legno e in pannelli derivati dal legno, l’incollaggio a freddo e l’incollaggio EAC
dei pannelli isolanti si effettua sulla barriera al vapore. I fissaggi meccanici si ancorano nell’elemento portante.
(1) L’incollaggio a freddo dei pannelli PSE o PUR velo di vetro bituminato o PUR kraft-alluminio è possibile nel quadro previsto dalla
documentazione tecnica.
(2) La solidarizzazione con il pannello si esegue in semindipendenza:
– o con plotte di EAC attraverso un velo di vetro di 50 g/m2;
– o per incollaggio a EAC attraverso uno schermo bituminoso perforato.
(3) Si distinguono due casi:
– caso del rivestimento impermeabile fissato meccanicamente: i fissaggi meccanici per l’isolante permettono di tenerlo fermo nel corso della
fase provvisoria ed evitare l’eventuale sollevamento di un pannello nel caso di un colpo di vento quando i fissaggi del rivestimento
impermeabilizzante non attraversano il pannello; la tenuta al vento dell’insieme si ha grazie ai fissaggi del rivestimento impermeabilizzante;
– caso del rivestimento impermeabile solidarizzato al pannello isolante o al suo paramento, sia EAC che autoadesivo o saldato: i fissaggi
meccanici del pannello isolante assicurano la tenuta meccanica del complesso contrastando gli sforzi di sollevamento dovuti al vento.
(4) L’incollaggio a EAC non è previsto che sulla barriera al vapore bituminosa, anch’essa incollata a EAC su pavimentazione metallica fissata
meccanicamente alle lamiere d’acciaio grecate; è la tecnica prevista in caso di locali sottostanti a forte igrometria.
(5) Può essere bituminosa o a base di legante idraulico; è descritta specificatamente nella documentazione tecnica del pannello isolante,
come anche la sua messa in opera.
(6) A oggi non è previsto nessun pannello isolante che preveda la messa in opera dei cordoni di colla poliuretanica sulle lamiere d’acciaio
grecate.
(7) I fissaggi meccanici dei pannelli di schiuma fenolica si trovano a ogni angolo del pannello e servono solo a stabilizzarlo contrastando le
sue variazioni dimensionali; la tenuta al vento dell’insieme è realizzata dai fissaggi meccanici del rivestimento impermeabilizzante.
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