. A p. QUADERNO VII Coperture COPERTURE PIANE Scheda N°: PROGETTAZIONE DELL’ISOLAMENTO 21 1 br i S. COPERTURE Prevenzione dei rischi di condensazione sulle coperture piane Freddo Caldo Es se li Tipi di condensazione Esistono due tipi di condensazione: – la condensazione superficiale, compare acqua liquida quando la temperatura superficiale è inferiore alla temperatura del punto di rugiada; – la condensazione nella massa (detta anche “interstiziale”), l’acqua liquida si manifesta quando la pressione del vapore nello strato del materiale interessato supera la pressione di vapore saturo. Per considerare normale il rischio legato a tali condensazioni, bisogna adottare un principio di progettazione delle pareti, come illustrato nella figura 1. Figura 1 Isolante Barriera al vapore Principio di prevenzione dei rischi di condensazione nelle pareti. ht © L’isolamento termico, qualora abbia uno spessore sufficiente, impedisce le condensazioni superficiali. La presenza di una barriera al vapore posizionata sul lato caldo, prima dell’isolamento termico, blocca le molecole di vapore acqueo e impedisce loro di progredire verso la zona fredda attraverso lo strato d’isolamento termico e di trasformarsi in acqua liquida all’interno di tale strato. Copertura calda – Copertura fredda yr ig Una copertura può essere distinta in due tipi. • Copertura calda: non esiste alcuna penetrazione di aria umida proveniente dall’esterno tra la superficie dell’isolante e il lato inferiore del piano di tenuta all’acqua. • Copertura fredda: un’intercapedine ventilata con aria proveniente dall’esterno è presente sul lato inferiore del piano di tenuta all’acqua e al di sopra dell’isolamento termico. Serve a evacuare, mediante tiraggio termico, i condensati in eccesso, suscettibili di manifestarsi nella parte superiore dell’isolamento; inoltre serve a prosciugare il supporto del piano di tenuta all’acqua, qualora sia necessario. Quando lo strato isolante ha una permeabilità sufficientemente scarsa, è possibile, in certi casi, fare a meno della barriera al vapore. op Applicazione alle coperture piane C • Che l’elemento portante sia in muratura, in calcestruzzo armato, in calcestruzzo cellulare o in lamiere d’acciaio grecate, il tipo normalmente utilizzato è quello della copertura calda (Fig. 2). 169 . A 21 Coperture QUADERNO VII p. SCHEDA N°: Protezione eventuale Impermeabilizzazione Isolamento termico S. Progettazione dell’isolamento Figura 2 Copertura calda con impermeabilizzazione. Barriera al vapore Quando l’elemento portante è in legno massiccio o in pannelli derivati dal legno, la copertura può essere calda o fredda. Nel caso di una copertura fredda, c’è un’intercapedine ventilata sull’esterno, nella parte inferiore dell’elemento portante (Fig. 3). Si presuppone che il legno e i pannelli derivati dal legno siano atti a sopportare una certa umidificazione apportata dall’aria esterna e dai condensati che provengono dall’interno, nella misura in cui tale umidificazione sia limitata nel tempo. li • br i Elemento portante se Impermeabilizzazione Elemento portante in legno o in pannelli derivati Copertura fredda con impermeabilizzazione ed elemento portante in legno o in pannelli derivati. Es Complesso d’isolamento termico Figura 3 Intercapedine ventilata sull’esterno Sulla muratura è possibile progettare una copertura detta “tetto rovescio” (Fig. 4), nella quale un isolante atto a tale utilizzo è posizionato al di sopra dell’impermeabilizzazione, posata in opera direttamente sull’elemento portante. In tal caso è l’impermeabilizzazione a svolgere il ruolo di barriera al vapore. Di conseguenza è necessario uno zavorramento, per evitare che il complesso voli via. Isolamento termico Figura 4 Principio di un tetto rovescio. Impermeabilizzazione Elemento portante Barriera al vapore op 2 Protezione yr ig ht © • C La tabella che segue indica la necessità, o meno, di una barriera al vapore, nel caso di isolamento termico, in base all’elemento portante è previsto. 170 . A Coperture SCHEDA N°: Presenza di una barriera al vapore in base all’elemento portante Lamiere d’acciaio grecate piene(1) Legno Pannelli derivati dal Igrometria bassa o Igrometria alta o legno media(2) molto alta(3) (3) (4) No Sì Sì Su questo tipo di lamiera è sempre necessario un isolamento termico a supporto dell’impermeabilizzazione. Implica un rapporto W/n £ 5 g/m3. Implica un rapporto W/n > 5 g/m3. Questo tipo di lamiera è ammessa solo in presenza di bassa o media igrometria. br (2) Sì i Sì (1) Lamiere d’acciaio grecate perforate(1) (4) S. Progettazione dell’isolamento Muratura Calcestruzzo cellulare 21 p. QUADERNO VII se Barriera al vapore su elemento portante in muratura li Una barriera al vapore si caratterizza per la sua permeanza. In letteratura non è prevista una permeanza massima, ma, in compenso, sono previste disposizioni tecnologiche minime, descritte qui di seguito, in base all’elemento portante. La tabella che segue presenta una sintesi che riguarda la costituzione delle barriere al vapore quando l’elemento portante è in muratura. Bisogna comunque sempre consultare la documentazione tecnica dell’impermeabilizzazione, che può proporre soluzioni specifiche. Es Costituzione e posa in opera delle barriere al vapore sull’elemento portante in muratura Barriera al vapore Principio(3) Foglio bituminoso posato in aderenza (1) Foglio bituminoso con lastra d’alluminio integrata, posato in semiaderenza yr Locali con alta igrometria(2) Pavimenti radianti che assicurano la totalità del riscaldamento Senza EAC sotto protezione pesante(3) (4) – Guaina liquida bituminosa + BE Guaina liquida 25 VV 50 bituminosa + EAC saldato(6) – Guaina liquida + 36 S + EAC bituminosa + BA 40 Guaina liquida bituminosa + EAC + barriera al vapore in alluminio bitumato + EAC ig Foglio bituminoso Pavimenti radianti con lastra che assicurano d’alluminio solo una parte del integrata, posato riscaldamento in aderenza Con EAC © Caso tipico Bituminosa ht Igrometria e riscaldamento dei locali Guaina liquida bituminosa + 36S VV HR perforato nella parte inferiore guarnita di sughero, o ricoperta di ardesia + EAC + barriera al vapore in alluminio bitumato + EAC Senza EAC sotto rivestimento a vista(4) Guaina liquida bituminosa + BE 25 VV 50 saldato(6) Sintetica(5) Foglio polietilene 300 mm min. con giunti legati mediante sigillante butile Guaina liquida bituminosa + BA 40 alluminio saldato Guaina liquida bituminosa + strato BA 50 TV Non ammessa alluminio ardesiato, saldato Guaina liquida bituminosa + schermo perforato con parte inferiore pellicola + CA 40 alluminio saldato Guaina liquida bituminosa + schermo perforato con parte inferiore Non ammessa pellicola + strato CA 50 TV alluminio a lastre, saldato C op EAC: prodotto per applicazione a caldo. (1) Per “caso tipico” si intende: “locali sottostanti con bassa o media igrometria, in clima di pianura”. (2) Questo caso integra i locali a igrometria molto alta. (3) Nel caso di protezione pesante, è possibile la posa libera indipendente con i soli fogli. Al perimetro della copertura e attorno alle emergenze, la barriera a vapore è saldata sulla guaina liquida bituminosa, per una larghezza minima di 30 cm. (4) Ricoprimento dei fogli su almeno 6 cm. (5) Soltanto con le impermeabilizzazioni in fogli sintetici sotto la protezione pesante o fissata meccanicamente. (6) La lastra BE 25 VV 50 è una lastra di bitume elastomero, con spessore minimo di 2,5 mm, armato con un velo di vetro di 50 g/m2. 171 . A 21 Coperture QUADERNO VII p. SCHEDA N°: Barriera al vapore su elemento portante in lamiere d’acciaio grecate Nel caso di lamiere d’acciaio grecate perforate, la barriera al vapore da posare in opera è una pellicola da associare a un foglio d’alluminio di 40 mm, incollata su un velo di vetro di 60 g/m2; tale barriera al vapore è giuntata mediante nastri autoadesivi. Ricordiamo che questo tipo di lamiere è ammesso solo in caso di igrometria bassa o media. L'utilizzo di questo tipo di lamiere permette una correzione acustica mediante la presenza di un isolante direttamente a contatto con l’ambiente del locale. L’isolante acustico, posizionato sotto la barriera al vapore, può essere, quindi: – o un sistema completo, descritto in un capitolato d’oneri che prova la sua attitudine all’uso in vista di essere posato su lamiere d’acciaio grecate e di sostenere un isolante di supporto all’impermeabilizzazione; – o un isolante di supporto all’impermeabilizzazione, di scarso spessore. br i • S. Progettazione dell’isolamento Nel caso di lamiere d’acciaio grecate piene, il tipo di barriera al vapore dipende dall’igrometria del locale sottostante. La tabella che segue riassume i casi interessati. Es • se li La resistenza termica di questo isolante acustico deve essere limitata, al massimo, a un terzo della resistenza termica dell’isolante termico di supporto all’impermeabilizzazione posizionato al di sopra della barriera al vapore. Questa esigenza ha lo scopo di limitare il rischio di condensazione nella massa dell’isolante termico posizionato al di sopra della barriera al vapore. Barriera al vapore su lamiere d’acciaio grecate piene, in base all’igrometria del locale sottostante Igrometria del locale sottostante Bassa e media (W/n £ 5 g/m3) Molto alta (7,5 g/m3 < W/n) Nastri autoadesivi in corrispondenza Impalcato metallico e schermo di dei sormonti delle lamiere d’acciaio riporto in alluminio-bituminoso grecate giuntato, incollato con EAC © Le lamiere d’acciaio grecate servono da barriera al vapore Alta (5 g/m3 < W/n £ 7,5 g/m3) ht Schermo riportato in alluminio-bituminoso giuntato ig Isolante in vetro cellulare incollato con EAC sulle lamiere d’acciaio grecate e i cui giunti sono riempiti di BOF(1) Schermo riportato in alluminio-bituminoso giuntato, solo sotto protezione pesante Isolante in vetro cellulare incollato con EAC sulle lamiere d’acciaio grecate e i cui giunti sono riempiti di EAC(1) Nota: questa tabella non si applica con un clima di montagna. (1) È la natura dell’isolante e la presenza di bitume nei giunti tra i pannelli che permettono di considerare l’insieme come impermeabile al vapore. • C op yr Nel caso di igrometria molto alta, la perforazione della barriera al vapore a opera dei fissaggi dell’isolante, o dei fissaggi dell’impermeabilizzazione è esclusa, per principio, a causa di elevate quantità di vapore che potrebbero passare attraverso il collegamento barriera al vapore-asse del fissaggio. Tuttavia esiste un sistema completo particolare: lamiera d’acciaio grecata specifica-barriera al vapore specifica-isolante-impermeabilizzazione bituminosa corredata di Avis Technique del GS 5. In questo procedimento, benché l’isolante, o l’impermeabilizzazione possa essere fissata meccanicamente, l’Avis Technique ammette l’utilizzo di fissaggi meccanici al di sopra di locali con un’igrometria molto alta, quali le piscine e i locali con ambiente regolato, la cui pressione di vapore è limitata a 18 mmHg. 172 . A Coperture SCHEDA N°: 21 p. QUADERNO VII Barriera al vapore su elemento portante in legno e in pannelli derivati dal legno i Tale soluzione è stata giustificata tenendo conto: – della nervatura specifica delle lamiere d’acciaio grecato, che permette di diminuire la densità dei fissaggi, con pari depressione del vento; – delle particolarità tecniche della barriera a vapore; – della filettatura particolare dei fissaggi. S. Progettazione dell’isolamento li Barriera al vapore su legno e su pannelli derivati dal legno in base all’igrometria del locale sottostante Alta (5 g/m3 < W/n £ 7,5 g/m3) Copertura fredda con l’isolamento su soffitto: non esclusa, ma serve uno studio apposito Copertura calda isolata: ammessa qualora l’alta igrometria sia occasionale(3) Molto alta (7,5 g/m3 < W/n) Esclusa dal campo di applicazione Es Barriera al vapore in foglio bituminoso, giuntato: – inchiodata a quinconce(1) – saldata, o unicamente su pannelli(2) se Igrometria del locale sottostante Bassa e media (W/n £ 5 g/m3) br La tabella che segue riassume le possibilità in base all’igrometria del locale sottostante. ht © (1) Nel casi di un rivestimento impermeabilizzante autoprotetto non fissato meccanicamente all’elemento portante associato a un isolante non fissato meccanicamente all’elemento portante, la tenuta al vento dell’insieme è poco conosciuta. In effetti, questa tenuta al vento è legata alla prestazione allo strappo dei chiodi lisci nel legno ed è ritenuta debole; ci si affiderà all’esperienza locale. (2) Dopo creazione di un ponte (pontage) tra pannelli. (3) “Occasionale” significa che “l’umidità si presenta in maniera intermittente”. Isolanti ig 3 yr L’isolamento è da prevedersi: • nella parte inferiore dell’elemento portante in muratura. Tuttavia tale tecnica ha provocato danni e guasti considerevoli nella struttura portante sottoposta a sforzi termici elevati (Fig. 5). Quindi è da evitare assolutamente: – al di sopra dell’elemento portante e sotto l’impermeabilizzazione; – al di sopra dell’impermeabilizzazione posizionata sulla muratura; si tratta della tecnica del tetto rovescio. + 80 C + 22 C – 10 C + 22 C Figura 5 Movimenti della struttura portante isolata termicamente nella parte inferiore. op Natura degli isolanti C Gli isolanti più sovente utilizzati sono indicati nella tabella che segue. 173 . A 21 Coperture QUADERNO VII p. SCHEDA N°: S. Progettazione dell’isolamento Tipo e natura degli isolanti di supporto all’impermeabilizzazione Natura Isolante a base minerale PSE Poliuretano PUR Poliisocianurato PIR Schiuma fenolica PF Polistirene estruso(1) XPS Perlite espansa EPB Lana minerale MW o LM Vetro cellulare espanso CG (1) i Polistirene espanso li Schiuma plastica Simbolo br Tipo se Il polistirene estruso è il principale isolante attualmente utilizzato per coperture rovesce e non è sempre consigliato in isolamento sotto i rivestimenti impermeabilizzanti. Caratteristiche degli isolanti © Es La documentazione tecnica (comprese eventuali certificazioni) solitamente: • limita le dimensioni degli isolanti in funzione del loro comportamento rispetto alle proprie variazioni dimensionali e alla propria tendenza all’incurvamento; • limita l’utilizzo degli isolanti, in base alla destinazione della copertura e in funzione della loro classe di comprimibilità, stabilita in seguito a una prova di compressione di una certa durata, a una temperatura di: – 60 °C quando una protezione pesante è da prevedere in modo sistematico; – 80 °C quando l’impermeabilizzazione supportata dall’isolante può essere autoprotetta; • definisce le possibilità di associazione tra pannelli isolanti, per costituire diversi strati, qualora si esiga un alto isolamento termico. ht La tabella che segue (estratta dal Cahier du CSTB, n. 2662, del giugno 1993) fornisce la corrispondenza tra la classe di comprimibilità e la destinazione della copertura piana. Classe di comprimibilità e destinazione prevedibile della copertura piana Inaccessibile ig Destinazione prevedibile per la copertura piana B C Percorso della navicella C yr Tecnica, salvo i percorsi della navicella C Accessibile ai pedoni con protezione mediante solette su piedini C Tetto-giardino C op Accessibile ai pedoni con protezioni diverse dalle solette su piedini Accessibile ai veicoli B: bassa; C: media; D: elevata. C Classe di comprimibilità dell’isolante 174 D . A Coperture SCHEDA N°: i Nel caso particolare di una impermeabilizzazione in asfalto, l’Avis Technique dell’isolante deve, in modo esplicito, prevedere favorevolmente la possibilità del getto d’asfalto. Infatti la temperatura del getto, pari a circa 230 °C, può far temere un cattivo comportamento dell’isolante, a causa di questo brusco shock termico: incendio, sublimazione, degasaggio ecc. La tabella che segue presenta una sintesi delle caratteristiche più comuni degli isolanti, specificate in base alla loro natura (da verificare comunque rispetto anche alla marcatura CE). Dimensioni abituali (mm) Massa superficiale del (o dei) paramento eventuale 25 PUR o PIR(1) PUR(2) CG Varia in base allo spessore 150 30-35 30-35 120 o 135 600 o 700 × 600 1.200 × 500 o 1.000 Fino a 2.000 × 1.000 o 1.200 – Sì (velo di vetro) Sì (bitume, kraft o velo di vetro) Sì (bitume) Sì Sì PF XPS 40 30-35 600 × 450 1.200 × 1.000 1.250 × 600 – Sì – Iniziale Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì Sì – In seguito a immersione di 2h – – – Sì – – – – – Dopo 24 h a 70 °C e 95% UR – – Sì(3) – – – – – – – – Sì – – – – – Sì(5) Sì(5) – Sì £ 1,2 mm/m Sì £ 3 mm/m Sì £ 5 mm/m – – Sì 7 giorni a 70 °C e 95% UR + 24 h a 20 °C – – – – Sì £ 5 mm/m – – – – Incurvamento (6) (7) (6) (7) – – Sì £ 3 mm Sì £ 10 mm – Sì(8) Sì Variazioni dimensionali dopo 1 giorno a 70 °C e 95% UR – – – – – – – Sì(8) – © – Stabilizzazion e a X °C(4) + 24 h a 20 °C ht Resistenza alla flessione Variazioni dimensionali 1.200 × 1.000 600 o 700 o 600 × 600 Es Resistenza in trazione perpendicolare 20 EPB se Massa volumica (kg/m3) LM li PSE br Caratteristiche degli isolanti, specificate in base alla loro natura Natura dell’isolante S. Progettazione dell’isolamento Caratteristiche specificate 21 p. QUADERNO VII (1) (2) (3) yr ig Sotto rivestimento impermeabilizzante autoprotetto. Sotto protezione pesante. Nel caso in cui l’isolante sia fissato meccanicamente e supporti un rivestimento legato all’isolante, la specifica dice che la resistenza dovrebbe essere ≥ metà della resistenza iniziale. (4) X = 60° sotto protezione pesante e X = 80° sotto autoprotezione per i poliuretani; X = 70° per la perlite; X = 60° per il polistirene estruso. (5) Il tempo di maturazione dei pannelli PSE dovrebbe essere di almeno 3 settimane. (6) Se l’isolante è rivestito. (7) Per i pannelli di dimensione 1.200 × 1.000 mm. (8) La schiuma fenolica è molto difficile da trattare e molto corrosiva; in ogni angolo del pannello è opportuno prevedere un fissaggio di resistenza alla corrosione di almeno 2 cicli Kesternich. Dalla tabella precedente, risulta che gli isolanti in schiuma plastica sono sensibili al calore umido e che gli isolanti in lana minerale sono sensibili all’umidificazione. op Principi di posa in opera degli isolanti sotto protezione pesante C Quando l’impermeabilizzazione è sotto protezione pesante, l’isolante è posato solitamente secondo le indicazioni della tabella che segue; bisogna però sempre consultare la documentazione tecnica dell’isolante e dell’impermeabilizzazione. 175 . A 21 Coperture QUADERNO VII p. SCHEDA N°: S. Progettazione dell’isolamento Principio di collegamento degli isolanti sotto impermeabilizzazione sotto protezione pesante Natura Impermeabilizzazione sotto protezione Libera Colla bituminosa PSE i Colla PU EAC PUR con paramento in carta Colla bituminosa Libera Colla bituminosa EAC li PUR con paramento minerale br EAC raffreddato Libera PUR con paramento velo di vetro bitumato, o kraft-alluminio se Colla bituminosa EAC Libera Fissaggi meccanici Perlite fibrata Composto perlite-schiuma fenolica Es Colla bituminosa Colla PU Vetro cellulare EAC EAC Libera © Fissaggi meccanici ht Lana minerale Schiuma fenolica Colla bituminosa Colla PU Colla a base di leganti idraulici EAC Fissaggi meccanici specifici dell’isolante: 1 a ogni angolo yr ig EAC: prodotto per applicazione a caldo (bitume ossidato). In questa tabella la solidarizzazione dell’isolante si esegue sulla barriera al vapore, salvo nel caso di fissaggi meccanici che sono ancorati nell’elemento portante. Gli Avis Technique precisano gli elementi portanti ammessi. Lo strato di EAC destinato all’incollaggio è pari a 1,2 kg/m2 ed è posizionato in zone regolarmente ripartite, salvo per il vetro cellulare, per il quale la quantità di EAC, pari a 3 kg/m2, è posizionata su tutta la superficie. Le densità e la ripartizione delle plotte, o dei cordoni di colla (bituminosa, o poliuretanica, o anche a base di leganti idraulici) sono menzionate nella documentazione tecnica dell’isolante. La posa libera è prevista con qualche precauzione d’utilizzo per quel che riguarda il coordinamento della posa dei pannelli, dell’impermeabilizzazione e della protezione. Infatti il rischio principale della posa libera è una disorganizzazione, e persino un volare via dei pannelli per un colpo di vento, in fase di posa in opera dei pannelli stessi. op Principi di posa in opera degli isolanti sotto impermeabilizzazione autoprotetta C Quando l’impermeabilizzazione è autoprotetta, l’isolante è posato solitamente in base alle indicazioni della tabella che segue; bisogna però sempre consultare la documentazione tecnica dell’isolante e dell’impermeabilizzazione. 176 . A Coperture SCHEDA N°: Modalità di collegamento degli isolanti sotto impermeabilizzazione autoprotetta Colla a freddo(1) Colla a freddo(1) Non previsto Sì(1) No No Non ammesso Non ammesso Non ammesso Non ammesso Sì(2) Non ammesso Non ammesso Bituminoso, Bituminoso Bituminoso, incollato con autoadesivo saldato EAC EAC Fissaggi meccanici(3) Colla a freddo(1) EAC Fissaggi meccanici(3) Colla a freddo(1) Non previsto Sì(1) Perlite fibrata, nuda Composto perlite fibrata-schiuma fenolica EAC Fissaggi meccanici(3) EAC Fissaggi meccanici(3) Fissaggi meccanici(3) EAC(4) No Perlite fibrata, rivestita in bitume EAC Fissaggi meccanici(3) EAC Fissaggi meccanici(3) Fissaggi meccanici(3) EAC(4) No Lana minerale nuda EAC Fissaggi meccanici Colla a freddo(5) EAC Fissaggi meccanici Fissaggi meccanici EAC(4) Lana minerale, rivestita in bitume EAC Fissaggi meccanici Colla a freddo(5) EAC Fissaggi meccanici Vetro cellulare EAC EAC Schiuma fenolica Non previsto Non previsto Sì Non ammesso No Sì Sì Sì, su strato di EAC raffreddato Sì No Sì Sì Es PUR velo di vetro bituminato PUR kraft-alluminio Fissato meccanica mente Sì Sì su strato di EAC raffreddato Sì Fissaggi meccanici EAC(4) Colle PU(6) No No Sì Sì EAC No Sì Sì, su strato di EAC raffreddato No No No No Sì ht © No Fissaggi meccanici(7) i Lamiera d’acciaio grecata br PUR carta PUR paramento minerale Legno e pannelli derivati dal legno li PSE Muratura e calcestruzzo cellulare se Tipo di isolante Tipo di impermeabilizzazione S. Progettazione dell’isolamento Modalità di collegamento in base all’elemento portante 21 p. QUADERNO VII C op yr ig Nota: l’incollaggio con EAC dei pannelli isolanti implica una pendenza inferiore al 40%. Sugli elementi portanti in muratura, calcestruzzo cellulare, in legno e in pannelli derivati dal legno, l’incollaggio a freddo e l’incollaggio EAC dei pannelli isolanti si effettua sulla barriera al vapore. I fissaggi meccanici si ancorano nell’elemento portante. (1) L’incollaggio a freddo dei pannelli PSE o PUR velo di vetro bituminato o PUR kraft-alluminio è possibile nel quadro previsto dalla documentazione tecnica. (2) La solidarizzazione con il pannello si esegue in semindipendenza: – o con plotte di EAC attraverso un velo di vetro di 50 g/m2; – o per incollaggio a EAC attraverso uno schermo bituminoso perforato. (3) Si distinguono due casi: – caso del rivestimento impermeabile fissato meccanicamente: i fissaggi meccanici per l’isolante permettono di tenerlo fermo nel corso della fase provvisoria ed evitare l’eventuale sollevamento di un pannello nel caso di un colpo di vento quando i fissaggi del rivestimento impermeabilizzante non attraversano il pannello; la tenuta al vento dell’insieme si ha grazie ai fissaggi del rivestimento impermeabilizzante; – caso del rivestimento impermeabile solidarizzato al pannello isolante o al suo paramento, sia EAC che autoadesivo o saldato: i fissaggi meccanici del pannello isolante assicurano la tenuta meccanica del complesso contrastando gli sforzi di sollevamento dovuti al vento. (4) L’incollaggio a EAC non è previsto che sulla barriera al vapore bituminosa, anch’essa incollata a EAC su pavimentazione metallica fissata meccanicamente alle lamiere d’acciaio grecate; è la tecnica prevista in caso di locali sottostanti a forte igrometria. (5) Può essere bituminosa o a base di legante idraulico; è descritta specificatamente nella documentazione tecnica del pannello isolante, come anche la sua messa in opera. (6) A oggi non è previsto nessun pannello isolante che preveda la messa in opera dei cordoni di colla poliuretanica sulle lamiere d’acciaio grecate. (7) I fissaggi meccanici dei pannelli di schiuma fenolica si trovano a ogni angolo del pannello e servono solo a stabilizzarlo contrastando le sue variazioni dimensionali; la tenuta al vento dell’insieme è realizzata dai fissaggi meccanici del rivestimento impermeabilizzante. 177