informasanità SPECIALE: INAUGURAZIONE CENTRO OCULISTICO SAN PAOLO Il servizio di sterilizzazione Costo standard o spesa storica? La ricerca nelle gravidanze a rischio Lo iodio per le future mamme agosto 2009 informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 2 informasanità Notiziario d’informazione dell’Azienda Ospedaliera di Padova rivista trimestrale agosto 2009 DIRETTORE RESPONSABILE Luisella Pierobon VICEDIRETTORE Valentina Galan SOMMARIO Una privatizzazione più prolifica che sterile pag. 3 Il costo standard pensiona la spesa storica pag. 5 REDAZIONE Silvia Baggio, Eliana Camporese, Cinzia Montagna, Elisa Salata, Cecilia Tumiatti HANNO COLLABORATO: Alessandro Galan, Maria Teresa Gervasi, Caterina Mian, Franco Mantero DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE Via Giustiniani 1— Padova tel. redazione 049.8213923 fax redazione 049.8218283 email [email protected] Registrazione del Tribunale di Padova n. 1553 del 4.2.97 Registro Stampa Speciale: il Centro oculistico San Paolo pag. 7 Gravidanze a rischio e ricerca pag.13 In gravidanza ci vuole più iodio pag.15 Cane e padrone pag.17 informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 3 Una privatizzazione più prolifica che sterile Le aziende sanitarie padovane cambiano e affidano la sterilizzazione dei ferri chirurgici a un service esterno Bisturi, pinze, divaricatori, aghi: ferri del mestiere di chirurgo da avere sempre perfettamente sterili. Fino a poco tempo fa ognuna delle aziende sanitarie padovane provvedeva da sé e per sé. no ha storto il naso di fronte alla privatizzazione di un servizio essenziale per la sanità, benché si tratti di una componente tecnica. I vertici delle aziende sanitarie, ritengono strategica e produttiva Il taglio del nastro: Galan, Muzzio, Cestrone e Rao Una frammentazione che portava in totale ad avere venti diversi centri di sterilizzazione autonomi, con personale dedicato e apparecchiature proprie. Il servizio ora cambia radicalmente. Azienda Ospedaliera, Ulss 16 e IOV hanno deciso di affidare l’intero processo di sterilizzazione dei loro strumenti chirurgici a un unico service esterno, il Polo di Sterilizzazione Integrata in Service, PSIS Scarl. Il Polo, costruito fuori dall’area ospedaliera, è stato inaugurato il 19 marzo e funziona già a pieno regime. Qualcu- la scelta di un partner privato in questo settore. D’accordo si è detto anche il Presidente della Regione, Galan, intervenuto alla cerimonia d’inaugurazione del Polo, che ha sottolineato la buona integrazione tra pubblico e privato. Si tratta di servizio onnicomprensivo, in grado di assicurare la fornitura sia dell’intera strumentazione di attrezzi chirurgici in metallo, sia la sterilizzazione di questi e dei materiali non monouso con il vantaggio della completa tracciabilità di tutto il processo. Intanto, altre aziende sanitarie hanno manifestato l’intenzione di aderire al service, seguendo quello che all’inizio era solo un auspicio: dare vita a un modello di collaborazione tra Aziende della sanità per costruire servizi comuni, più economici e di qualità superiore. Per i prossimi nove anni, dunque, il servizio sarà gestito dalla società appositamente creata “PSIS Scarl”, Polo di Sterilizzazione Integrata in Service - Società Consortile a responsabilità limitata, nata dall’associazione temporanea d’imprese che si era aggiudicata la gara. La Psis ha costruito la propria autonoma centrale di sterilizzazione nella zona industriale di Padova, in un’area di circa 2800 mq. Ciò consente all’Azienda Ospedaliera di abbandonare le centrali di sterilizzazione interne, di dismetterle e di utilizzare in maniera più produttiva e vicina alle esigenze dei pazienti l’area di circa 800 mq oggi occupata dai centri di sterilizzazione interna. Altro vantaggio è il non doversi occupare in futuro di acquistare, aggiornare, mantenere, gestire strumenti chirurgici, attrezzature, materiali di consumo, processi di Il nuovo Polo in zona industriale informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 4 La pianta del nuovo Polo sterilizzazione. Tutto questo va in carico al Consorzio. Alle aziende sanitarie resta il compito di controllare, senza sconto alcuno, la perfetta qualità della fornitura, con innegabili vantaggi in termini economici e di semplificazione delle procedure. Inoltre, il costante aggiornamento del parco ferri chirurgici da parte di un soggetto leader nel settore consente alle unità operative ospedaliere di disporre della strumentazione più avanzata, con una fornitura puntuale e razionale. Ma è la completa tracciabilità, in via informatica, del ciclo di pulizia e di sterilizzazione il punto che fa davvero la differenza. Il processo dura dalle 3 alle 4 ore, a seconda della differente tipologia; la supervisione informatizzata delle sue fasi permette di monitorare eventuali falle e d‘avere sotto osservazione, in tempo reale, posizione e disponibilità degli strumenti, facilitando le richieste e il loro contemporaneo soddisfacimento delle singole Unità operative. Il polo di sterilizzazione integrato padovano servirà per 14 blocchi operatori, per 330 ore giornaliere di sala operatoria, per 45 sale operatorie, per 58 sedute operatorie quotidiane, per 450 medici e infermieri. Una privatizzazione più prolifica che sterile. ■ Alcuni numeri • 92.000 i kit sterilizzati in un anno (di cui 71.000 circa di Azienda Ospedaliera e IOV e 22.000 dell’Ulss 16) • 730.000 i ferri singoli sterilizzati in un anno (di cui 550.000 circa di Azienda Ospedaliera e IOV e 180.000 dell’Ulss 16) • 24/24 le ore di disponibilità L’area confezionamento e quella lavaggio all’interno del Polo del servizio per gli approvvigionamenti all’Ospedale informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 5 Il costo standard pensiona la spesa storica Il nuovo criterio per calcolare e ripartire il Fondo sanitario nazionale si basa sui costi delle regioni virtuose La legge sul federalismo fiscale, approvata in maggio, stabilisce che i livelli essenziali di prestazioni per la sanità debbano essere calcolati secondo i cosiddetti costi standard. Non è una novità il concetto di costo standard; in economia è il costo di riferimento della produzione di un oggetto o di un servizio in condizioni di buona efficienza produttiva e costituisce un dato che serve a valutare i processi di produzione: i costi reali vengono confrontati con quelli standard e gli eventuali scostamenti danno la misura del grado d’efficienza del sistema. Molto più nuova è invece la sua introduzione effettiva in campo sanitario. “Il costo standard è la nostra risposta alla spesa storica, che ha determinato i deficit sanitari in alcune Regioni”, dichiara il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, spiegando la decisione del Governo di abbandonare il criterio della spesa storica nella determinazione della spesa sanitaria delle regioni. Stiamo parlando infatti del futuro della spesa sanitaria pubblica in Italia, che rappresenta oltre il 76% della spesa totale (e l’8,9% rispetto al PIL). Il parametro utilizzato in futuro per determinare il Fondo sanitario nazionale e la sua servizio offerto: Lombardia, ripartizione sarà dunque il costo Veneto, Emilia Romagna e standard. Ma come stabilirlo? Toscana. Fatta una media dei L’applicazione pratica del loro costi e applicata poi al resto concetto a un processo sanitario d'Italia, ne uscirebbe un è estremamente difficile, perché risparmio di 2,3 miliardi sulla quest’ultimo ha una complessità spesa Ssn del 2007, vale a dire interna e una molteplicità dei minori uscite sanitarie pari al fattori d’influenza esterni che 2,7% per i conti pubblici. rendono arduo individuare uno standard equo. Il primo a cimentarsi nell’impresa è stato proprio il Ministero. Per evitare definizioni astratte, ha preso come modello Lombardia e Veneto, regioni Percentuale spesa sanitaria pubblica sul totale della spesa fonte: Il sole 24 ore universalmente riconosciute come virtuose nella gestione della spesa sanitaria e E non sorprende che a dover aggiustare (verso il basso) le considerate esempi di efficienza reale. Il costo standard è risultaproprie spese sanitarie dovrebbero essere proprio le Regioni to la media dei costi applicati che presentano i conti più in nelle due regioni per ogni prestazione. Calcolando i trasferimenti rosso di Asl e ospedali, a alle altre regioni su questo cominciare dal Lazio e dalla parametro, il risparmio Campania. ammonterebbe ad almeno 4,3— La simulazione di calcolo è solo un “esercizio”, un’ “assunzione 4,4 miliardi l'anno. Poi è toccato alla Corte dei Conti, grossolana di quello che può essere un valore al costo che ha considerato invece tutte le quattro Regioni ritenute più standard della quota capitaria”, performanti dal punto di vista afferma la Corte stessa. sanitario, sia per la spesa sia per Per i detrattori, si tratta di un l'organizzazione e la qualità del metodo approssimativo, che non informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 6 Simulazione a due e quattro Regioni rispetto alla spesa 2007 fonte: Il sole 24 ore tiene conto di elementi che determinano a monte differenze fra regioni nella spesa sanitarie, né di altri fattori significativi. Costo elevato non è automaticamente sinonimo di inefficienza e spreco. Il fattore età, per esempio, fa la differenza nella spesa. Se un anziano costa in media quasi quattro volte un adulto, è naturale che le Regioni con una popolazione anziana, (come la Liguria) abbiano necessariamente una spesa per abitante superiore a quella delle Regioni con popolazione giovane. Anche l’affidabilità dei dati costituisce un problema. I criteri contabili tra le regioni non sono omogenei e pare manchi una vera contabilità analitica, cosa che rende difficile confrontare l’imputazione dei costi nelle diverse regioni. Oltretutto, mentre per le prestazioni ospedaliere e per quelle di diagnostica strumentale si può sperare, in prospettiva, di arrivare a una contabilità analitica accettabile, lo stesso obiettivo appare sostanzialmente fuori portata per i servizi di prevenzione e per quelli di medicina territoriale. Infine, se per singole prestazioni si potrà arrivare a un confronto tra modalità di erogazione e costi relativi, per i livelli essenziali esso appare meno efficace: ogni livello racchiude di fatto un’ampia gamma di prestazioni, cosicché il suo costo complessivo non è la mera sommatoria dei costi delle prestazioni ma dipende dal modo in cui quelle prestazioni vengono combinate tra loro Il Ministro stesso ha definito “grezzo” il metodo scelto dal Governo, cioè calcolare il costo specifico efficiente su quello delle regioni virtuose per poi risalire, per sommatoria dei costi delle prestazioni comprese nei LEA, alla determinazione del fabbisogno complessivo e del suo riparto tra le regioni. Ma lo ha allo stesso tempo indicato come “l’unico che funziona”. E che ha già messo a nudo l’enorme disequilibrio di spesa nelle regioni, consegnandoci un quadro tristemente illuminante del presente, fatto di un utilizzo inefficiente delle risorse . Con una via di speranza per il futuro. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 7 Il Centro Oculistico San Paolo Un servizio pubblico nel cuore della città Centro Oculistico San Paolo: questo il nome scelto per la rinnovata struttura dell’ospedale di Padova S. Antonio, inaugurata il 13 maggio scorso. Quella che finora era conosciuta come l’ Oculistica dell’ULSS 16 si trasforma in un vero e proprio centro, con spazi ampliati, ora circa 800 mq, e nuove apparecchiature laser di ultimissima generazione. Alla cerimonia, ripresa da stampa e televisioni, hanno partecipato numerose autorità, tra cui il Presidente della Regione, il Vescovo di Padova, il Presidente della Provincia, il Presidente della Fondazione Cariparo, ente che ha concorso all’acquisto delle attrezzature, i due direttori generali delle aziende sanitarie di Padova e numerosi direttori generali di quelle venete. Direttore della struttura è il dr. Alessandro Galan. Partita con lui Il Presidente della Regione, Giancarlo Galan e il Direttore Generale dell’Ulss 16, Fortunato Rao nel 1998, pioniera della day surgery, cresciuta in specializzazione nel corso degli anni, è oggi uno dei centri più all’avanguardia in Italia per numeri ed eccellenza. È specializzata nell’intervento delle malattie retiniche; YAG laser per il segmento anteriore. Le sette sofisticate e moderne apparecchiature danno al Centro un valore aggiunto di alta specializzazione in un mondo sempre più tecnologico e digitalizzato. La chirurgia refrattiva è l’ultima nata di quelle oftalmologiche del Centro: consente di correggere tutti i vizi di refrazione dell’occhio che ci costringono a portare occhiali o lenti a contatto. Ora qui sono attivi quei laser Il direttore, Alessandro Galan, intervistato dal giornalista che permettono di RAI Stefano Edel. modellare la cornea a di cataratta, che qui avviene in seconda del difetto da correggeforma ambulatoriale, nel trapianre. Si tratta di un tipo di chirurgia to di cornea in day hospital, è sofisticatissima, che necessita di anche punto sperimentale nei uno studio estremamente accutrapianti di cellule staminali epirato dell’occhio da operare. teliali. Ormai intervento per antonomaLa struttura è stata dotata delle sia del Centro Oculistico San Paapparecchiature laser più olo è invece quello di cataratta. all’avanguardia. Laser a eccimeri Ne vengono richiesti 3000 l’anno e femtolaser, utilizzati nella chie impegnano per oltre il 70% rurgia refrattiva e corneale per l’attività delle sale operatorie. curare i principali difetti refrattivi Eseguiti in regime ambulatoriale, dell’occhio (miopia, ipermetropia, hanno una durata massima di astigmatismo, opacità corneali); 10 minuti, con facoemulsificazioSLT, utilizzati per la cura del glaune tramite microincisioni corneali coma; Laser tricromatico, microdi <2 mm., senza esami preopepulsato e laser a diodi per la cura ratori, anestesia con solo collirio, informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 8 In sala operatoria con i nuovi laser biometria laser, impiego di lentine intraoculari iniettabili, senza punti di sutura e riabilitazione immediata del paziente. Tra i rari servizio pubblici in Italia, il Centro realizza anche oltre 100 trapianti di cornea l’anno e ha Le apparecchiature laser del Centro varcato il traguardo dei 500. Nella quasi totalità dei casi, sono stati portati a termine in regime di Day-Hospital (dimissione in giornata) con anestesia locoregionale e avanzatissime tecniche chirurgiche. A queste attività si aggiungono la cheratoplastica endoteliale, la cheratoplastica lamellare profonda nonché con laser a eccimeri e femtolaser. E’ inoltre uno dei centri sperimentali collegati alla Banca degli Occhi del Veneto per effettuare i trapianti di cellule staminali epiteliali e curare alcune patologie dell’occhio conseguenti a traumi, ustioni, danneggiamento da sostanze chimiche. Sono numeri tali da far pensare a una nutrita squadra di medici al lavoro, invece il Centro intitolato San Paolo in occasione del bimillenario della sua nascita fasi operatorie dell’intervento chirurgico eseguito nel Centro - è cresciuto nelle diverse ramificazioni dell’oculistica grazie all’impegno di sole 32 persone, un team ad alta specializzazione. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 9 Il team di medici Oltre al direttore, Alessandro Galan, i medici Antonino Avarelllo, Silvia Babighian, Luigi Caretti, Roberto Cian, Clorinda Crudeli, Giuseppe Lo Giudice, Giovanni Sato, Marco Tavolato. Si aggiungono le OrtottisteAssistenti Oftalmologia: Barbara Cavazza, Chiara Polese, Roberta Rizzo, Antonella Veronese, e completano la squadra 19 unità tra personale infermieristico e di segreteria. Sembra impossibile, ma non lo è, come ha sottolineato il Presidente della Regione alla cerimonia, “dopo aver toccato con mano la disponibilità pressochè illimitata di questi professionisti verso i loro pazienti, in tutti i giorni dell’anno e la dedizione con cui lavorano”. In questi anni il Centro Oculistico S. Paolo ha offerto la propria pro- fessionalità specialistica con oltre 20.000 interventi di cataratta, oltre 500 trapianti cornea, oltre 2000 interventi di chirurgia vitreo-retinica. Ha compiuto 40.000 esami specialistici strumentali e trattato 15.000 casi di ipovisione. Ogni anno, sono 1270 i casi di ipovisione trattati dal Centro Regionale di Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti in età adulta che ha sede presso il Configliachi. E’ seguito dal dr. Giovanni Sato e afferisce sempre al Centro Oculistico San Paolo. Qui si rivolgono pazienti per cui l’oculistica tradizionale non riesce a far più nulla; impossibilitati a migliorare la vista con altri sistemi, viene insegnato loro, con strumenti di alta tecnologia, a usare al meglio quella rimasta. Il fascio laser sull’occhio del paziente e monitorato dai medici informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 10 Il San Paolo dispone inoltre di un centro per la diagnosi e la cura del glaucoma, dotato delle più moderne attrezzature, compreso l’ultimo laser SLT ed è inoltre attivo un centro per il trattamen- Una visita di controllo to delle malattie vascolari retiniche, con particolare riferimento Le strumentazioni acquistate alla terapia della retinopatia diabetica (terapia con laser tricromatico). Da alcuni anni è stata attivata la collaborazione con il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova per la chirurgia oculistica dell’età pediatrica (cataratta congenita, malformazioni orbito-palpebrali, strabismo, malattie vitreoretiniche), piccoli pazienti poi seguiti dal nostro ambulatorio specialistico All’opera con i nuovi strumenti di pediatriaortottica. Il Centro ha intensificato in queè in onda su TV satellitari. sti anni le collaborazioni con banL’attività di formazione per oculiche occhi e altri centri oftalmolosti con corsi programmati in loco gici nazionali e internazionali. Fin ed e-learning avviene dalla sala dal 2002 ha instaurato rapporti multimediale del Centro: corsi di di collaborazione con il St. chirurgia live (chirurgia del segFrancis’ Hospital – Nsambya – mento anteriore: cataratta, traUganda, creando un ambulatorio pianti, glaucoma, interventi comoculistico e curando la formaziobinati; chirurgia vitreo-retinica; ne di oculisti africani. Ha realizchirurgia orbito-palpebrale), corsi zato anche in lingua inglese un di ipovisione, incontri con speciadvd didattico in 6 puntate sui listi di fama internazionale sulle principali interventi chirurgici ofprincipali patologie oculari. I metalmologici inserito nel programdici dell’èquipe del Centro sono ma di cooperazione in medicina invitati come esperti ai principali e-learning con il concorso congressi italiani ed esteri e cudell’ESA (European Space Arano la pubblicazione di lavori gency). L’opera disponibile a Enti scientifici su riviste nazionali e e organizzazioni non governative internazionali accreditate. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 11 I MEDICI DEL CENTRO OCULISTICO SAN PAOLO SI PRESENTANO ALESSANDRO GALAN: dirigo il Centro da ormai 10 anni e in questo tempo ho avuto con me diversi oculisti. È per me motivo d’orgoglio che oggi alcuni di loro siano primari in altri Ospedali. Oltre a occuparmi della supervisione generale, mi occupo in particolar modo della chirurgia della cataratta, che è la malattia che più frequentemente porta la gente a operarsi in oculistica. Ma più a cuore di tutto mi sta il trapianto di cornea, che operiamo in day hospital perché investe una componente emotiva, quella della donazione, che mi ha sempre profondamente toccato. Le nuove e modernissime strumentazioni arrivate nel nostro Centro consentiranno traguardi prima irrangiungibili. Antonio Avarello: Avarello lavoro in questa squadra da dieci anni, mi hanno sempre affascinato la diagnostica e il trattamento delle patologie retiniche, soprattutto della retinopatia diabetica (4° causa di grave deficit visivo nel mondo occidentale). Silvia Babighian: Babighian mi occupo di glaucoma, una patologia degenerativa del nervo ottico che porta a una progressiva perdita della visione fino ad arrivare alla cecità. Dal 2003 faccio parte di questo team e in questi anni ho avuto la fortuna di frequentare centri di oculistica all’estero, in Europa e negli USA. Queste esperienze mi hanno consentito di creare delle collaborazioni, attualmente in corso, che danno un valore aggiunto al nostro Centro. Luigi Caretti: Caretti vengo dal sole di Napoli e lavoro presso questo Centro da quasi sette anni. Mi occupo di tutte le malattie chirurgiche oculari e in particolare delle malattie dell’orbita e dei tessuti perioculari. Il loro trattamento richiede conoscenze non solo di chirurgia ma anche di plastica ricostruttiva. Roberto Cian: Cian mi occupo del trattamento chirurgico delle malattie della retina. Le retina è una sottile membrana nervosa che riveste l’interno del bulbo oculare. È una strutture I medici del Centro Oculistico San Paolo estremamente complessa e sottile e di fatto l’unica parte dell’occhio che non si può trapiantare. Nel nostro Centro si trattano tutte le malattie che possono colpire la retina: il distacco, la retinopatia diabetica, le infezioni e le ferite causate da incidenti sul lavoro. Ci siamo specializzati in tecniche mini invasive che permettono la più rapida ripresa della funzionalità visiva. Quello che invece ancora auspichiamo è di poter in futuro arrivare al trapianto della retina artificiale, oggi non ancora possibile. Clorinda Crudeli: Crudeli lavoro da sei anni come oculista in questo team e ho dieci anni di esperienza precedente come insegnante; mi occupo della sezione pediatrica della nostra specialità. Insieme alle mie collaboratrici ortottiste curo l’ambulatorio di oftalmologia pediatrica e spesso pratico, nelle scuole dell’infanzia del territorio, screening preventivi con l’ausilio dell’unità mobile. Giuseppe Lo Giudice: Giudice sono il più recente acquisto della squadra. Sono specializzato nella diagnosi e nel trattamento medico delle malattie degenerative e vascolari della retina e della macula. Mi occupo della parte non chirurgica di queste patologie. Curo le collaborazioni nel campo delle maculopatie con centri oftalmologici da Baltimora a Udine, da Vienna a Roma. Giovanni Sato: Sato mi occupo di ipovisione. L’ipovedente è un paziente che non solo vede molto poco ma ha anche una macchia scura al centro del campo visivo, a causa della maculopatia, che gli impedisce di leggere, scrivere, vedere la tv e i volti delle persone. I pazienti arrivano al Centro dopo aver fatto tutte le terapie possibili e grazie alla riabilitazione visiva con stimolazione della retina residua e l’uso di ausili ottici, si riesce a recuperare la capacità di leggere, scrivere, le attività manuali e la visione da lontano. L’ipovedente viene così reinserito nella vita sociale, lavorativa e di svago con miglioramento della qualità di vita. Marco Tavolato: Tavolato fin da studente sono stato colpito dall’idea di operare gli occhi, cosa che oggi faccio quotidianamente in questo reparto. Mi è stata affidata la chirurgia refrattiva che, con i nuovissimi laser arrivati, ci consente oggi la possibilità di fare a meno di occhiali e lenti. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 12 I nuovi laser del San Paolo LASER è l’acronimo inglese di Light Amplification by the Stimulated Emission of Radiation, cioè indica un dispositivo che emette un fascio di luce coerente monocromatico collimato. LASER A FEMTOSECONDI Presso il Centro Oculistico San Paolo è presente un INTRALASE iFS a 150 Khz, che rappresenta la più moderna evoluzione tecnologica di questo laser utilizzato in Italia. E’ un modernissimo laser che permettere di eseguire tagli corneali di qualsiasi grandezza e profondità con un livello estremo di sicurezza. Questo apparecchio utilizza la tecnologia laser a femtosecondi la quale, in ogni singolo impulso genera una micro bolla che unita a una miriade di altre micro bolle crea un taglio di una precisione sconosciuta fino a oggi. Questo strumento può essere utilizzato in chirurgia refrattiva (miopia, ipermetropia e astigmatismo) per la creazione di flap corneali nella tecnica LASIK, o nella chirurgia del trapianto di cornea per eseguire sia tagli lamellari, che a tutto spessore. LASER A ECCIMERI E’ un laser che permette di modellare la cornea per poter correggere miopia, ipermetropia o astigmatismo. Le tecniche eseguibili con questo laser sono la cheratectomia fotorefrattica (PRK) o la cheratomileusi in situ laser assistita (LASIK). PRK: dopo aver rimosso lo strato più superficiale della cornea (epitelio), il fascio laser modella lo strato più profondo mediante un processo di foto ablazione che consiste nella vaporizzazione di lamelle di tessuto. Il trattamento viene eseguito in anestesia topica (gocce), dura qualche decina di secondi (a seconda del grado di difetto da correggere). A fine intervento viene posizionata una lente a contatto che verrà rimossa dopo 4-5 giorni e permette all’epitelio di ricrescere. In questo periodo il paziente potrà avvertire bruciore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, visione annebbiata. Per questo motivo verranno prescritti dei colliri specifici e terapia antidolorifica. Il recupero visivo è abbastanza rapido e il paziente può ritornare alle proprie attività quotidiane in 5-10 giorni. LASIK: questa tecnica prevede prima la creazione di una lamella corneale superficiale (“flap”) mediante l’utilizzo di un microcheratomo (con lama) o un laser a femtosecondi. E’ una recente evoluzione che garantisce una totale sicurezza di questa procedura. Questa lamella viene sollevata e viene modellata la porzione di cornea sottostante mediante un laser a eccimeri. A fine trattamento si riposizionerà il flap con recupero visivo immediato. I disturbi post-operatori sono limitati a un lieve senso di corpo estraneo, il paziente può ritornare alle proprie attività quotidiane in 2 giorni. Presso il Centro Oculistico San Paolo è presente un laser VISX StarS4 (è il laser a eccimeri più diffuso negli Stati Uniti dove sono stati effettuati i primi trattamenti fin dagli anni ’80). I trattamenti sono costruiti su misura per ogni singolo paziente mediante apparecchiature altamente sofisticate (aberrometri). Si definisce iLASIK la piattaforma presente nel Centro, composta da: • Laser a femtosecondi INTRALASE iFS a 150Khz con cui eseguire il flap corneale della procedura LASIK (senza l’utilizzo di nessuna lama); • Laser a eccimeri VISX StarS4 di quarta generazione con diametro dello spot laser variabile; • Aberrometro WaveScan con cui misurare le caratteristiche individuali della visione del paziente e costruire trattamenti personalizzati che permettono correzioni “su misura”. ...e quelli già in uso Argon Laser Tricromatico e laser a diodi per la cura delle malattie retiniche(laser retinico sottrattivo, maculare, di barrage). SLT per la cura del Glaucoma. (La trabeculoplastica laser selettiva (SLT) e' stata recentemente introdotta per il trattamento dell' ipertono oculare e del glaucoma ad angolo aperto. Tale metodica si avvale di un laser Nd-Yag dotato di lunghezza d'onda di 532 nm e breve durata di impulso (3nsec). Cioò consente di trattare selettivamente solo le zone danneggiate risparmiando quelle sane, con ripristino del normale deflusso dell'umore acqueo. Inoltre, gli effetti collaterali sono minimi – lieve rossore oculare – il trattamento è ripetibile nel tempo. YAG laser per il segmento anteriore. Il segmento anteriore dell’occhio, può essere utilizzato per creare una “via di fuga” (iridotomia) in caso di possibile ostruzione del normale deflusso dell’umore acqueo come si verifica in caso di glaucoma ad angolo stretto o permette di risolvere l’opacamento della caspula posteriore (capsulotomia posteriore) che può conseguire all’intervento di cataratta. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 13 Gravidanze a rischio e ricerca Non solo assistenza al Centro prenatale dell’Azienda Ospedaliera Sono trascorsi due anni dalla nascita del Centro prenatale per le gravidanze a rischio dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda patavina, diretto dalla dr.ssa Maria Teresa Gervasi. Le donne che si rivolgono a questo ambulatorio hanno avuto precedenti episodi di abortività o sono state già affette da parto pretermine, pre-eclampsia, ipertensione indotta dalla gravidanza, diabete, ritardo di crescita intra-uterino. Oppure, nella gravidanza attuale, hanno patologie pericolose sia per la loro salute sia per quella del loro bambino. Le richieste di presa in carico crescono progressivamente. I Consultori Familiari, le strutture territoriali, i Medici di Medicina Generale e gli specialisti esterni indirizzano al Centro le future mamme, per le quali è prevedibi- le il complicarsi della gravidanza. Il trend attuale porta a pensare che alla fine del 2009 circa cinquecento pazienti saranno state assistite qui per tutto il tempo della gravidanza. In gergo medico, assistite longitudinalmente, ovvero dal momento dell’inizio della gravidanza fino al parto, accolte da un gruppo di professionisti diretto dalla dott.ssa Gervasi e composto di sei tra medici ginecologi ed ecografisti, oltre che della necessaria assistenza di ostetriche e altro personale. Il Centro dispone di apparecchiature sofisticate, tra cui un ecografo di ultima generazione in grado di eseguire indagini in quattro dimensioni, e un ecografo per lo studio flussimetrico della circolazione materno-fetale. All’attività assistenziale nel Centro Prenatale si affianca quella di “...consentire che ogni persona nasca in salute e desiderata. Promuovere il benessere delle donne nel diventare madri e dare la possibilità a ciascun bambino di sviluppare in pieno le sue potenzialità..." Mission del NICHD (National Institute of Child Health and Human Development. ricerca sulle patologie della gravidanza. Un’attività di grande importanza per l’Azienda, che è possibile portare avanti grazie Laureata a Padova, si è specializzata in Ostetricia e Ginecologia a Trieste e in Oncologia a Ferrara. Un’innovativa ricerca sulla fibronectina fetale, condotta in autonomia mentre lavorava all’ospedale di Treviso, la mette in luce presso l’allora capo del National Institute of Child Health and Human Development, che la vuole con se’ come ricercatrice. A Detroit passa due anni, poi sceglie il ritorno in Italia e l’Azienda Ospedaliera. Il suo lavoro di ricercatrice conta circa 300 pubblicazioni, con un altissimo impact factor e indice di citazioni. Maria Teresa Gervasi informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 14 alla proficua e consolidata collaborazione tra la dottoressa Gervasi il prof. Roberto Romero, Direttore dei Programmi di Ostetricia e Ginecologia presso lo “Eunice Kennedy Shriver” Natio- nal Institute of Child Health and Human Development , National Institutes of Health degli Stati Uniti, nonché Direttore della Perinatology Research Branch dello Hutzel Women’s Hospital di Detroit (Michigan) e infine docente alla Wayne State University della stessa città. Il Professor Romero, che è leader mondiale nel campo della ricerca perinatologica, coordina numerosi progetti di ricerca collegati alla salute di donne in gravidanza e dei loro bambini, focalizzando l’attenzione in particolare sulle cause del parto prematuro. Con un notevole interesse per la scienza applicata, gli studi si concentrano in particolare sulla diagnosi prenatale di malattie congenite, sulla prevenzione del travaglio pretermine e sul ritardo di crescita intrauterino. Attraverso la cooperazione tra Gervasi, che ha lavorato con il gruppo di ricerca perinatologico dei National Institutes of Health per due anni mantenendo poi uno strettissimo rapporto di collaborazione, e il prof. Romero, anche l’Ospedale di Padova può oggi dare il suo contributo in termini concreti a tali studi. Le donne che si rivolgono al Centro hanno la possibilità di acconsentire a mettere a disposizione campioni di materiale biologico a scopo di ricerca. I campioni vengono poi trattati nel laboratorio, parte integrante delle attività della ricerca o, quando utile, vengono inviati nei laboratori internazionali che meglio possono dare una risposta ai quesiti dei ricercatori. Vi è poi il costante aggiornamento del personale medico sulle ultime scoperte in campo scientifico per ciò che riguarda lo specifico ambito ostetrico; e la pubblicazione dei risultati delle ricerche condotte a Padova. Due lavori sul ruolo delle infezioni nel parto prematuro, frutto delle attività del gruppo, sono appena stati accettati per pubblicazione da importanti riviste scientifiche internazionali. Le attività del Centro Prenatale sono frutto di una partnership con la Perinatology Research Branch, gruppo di ricerca del National Institute of Child Health and Human Development degli Stati Uniti. Tale Istituzione e’ leader mondiale nel campo della ricerca perinatale Centro Prenatale per le gravidanze a rischio. Sede: presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova (direttore prof.ssa Daria Minucci). Orari: ambulatorio e segreteria, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 Recapiti: tel. 049.8211605 email: [email protected] informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 15 In gravidanza ci vuole più iodio La gravidanza porta una deficienza iodica che va compensata con accorgimenti dietetici e supplementi L’Unità Operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha concluso uno studio sul fabbisogno di iodio nella donna in gravidanza. I risultati sono stati pubblicati sull’importante rivista europea di endocrinologia Clinical Endocrinology. La ricerca, condotta in stretta collaborazione con i ginecologi del territorio, esamina un campione di 322 gestanti di diversa provenienza geografica: 217 Italiane, 62 dell’Est Europa e 43 di origine africana. Il metodo usato è composto da questionari sulle abitudini alimentari e da test delle urine, per cercare tre obiettivi: confrontare la presenza di iodio nelle gestanti con il fabbisogno ideale; verificare l’influenza delle abitudini alimentari sul comportamento dello iodio e le sue variazioni; scoprire eventuali correlazioni tra origine geografica o razza e quantità di iodio presente. Lo iodio è il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, la cui produzione dipende in maniera essenziale da un sufficiente apporto alimentare di questo elemento chimico. L’ultimo rapporto dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità indica che quasi 2 miliardi e mezzo di persone sono esposte a rischio di malattie derivanti dalla deficienza iodica, responsabile di molte malattie della tiroide, dello sviluppo di gozzo e di possibili effetti negativi sull’accrescimento e La deficienza iodica costituisce nel mondo un grave problema di salute pubblica. Assicurare un apporto di iodio adeguato attraverso appositi provvedimenti socio sanitari è diventato un impegno di primaria importanza sullo sviluppo cerebrale. La gravidanza rappresenta un mo mento pa rt ico la r mente ”critico” per la tiroide materna, che ha bisogno di produrre una maggiore quantità di ormoni tiroidei, indispensabili sia per la donna sia per un corretto e armonico sviluppo del sistema nervoso centrale del feto. Se il fabbisogno giornaliero di iodio negli adulti si aggira intorno ai 150 microgrammi al giorno, nella donna gravida il corretto apporto iodico giornaliero durante la gestazione raggiunge i 200-250 microgrammi. I risultati dello studio per alcuni aspetti sorprendono e richiedono un’attenzione specifica. Nel Veneto la gravidanza rappresenta una condizione di potenziale, significativa deficienza di iodio nelle donne italiane che diventa e particolarmente evidente nelle straniere. Emerge, per quanto riguarda la presenza di iodio, che soltanto il 13% delle donne monitorate ha una concentrazione di iodio nelle urine, la cosiddetta ioduria, corretta e quindi un apporto giornaliero di iodio appropriato. Nel 33% dei casi, invece, è del tutto deficitaria, con vette del 50% nelle gestanti provenienti dai paesi dell’Est-Europa o dell’Africa. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, si segnala il legame tra iodio e latte di mucca: il suo consumo giornaliero fa innalzare sensibilmente il livello di iodio. Il latte è l’unico alimento in grado di influenzare la ioduria e questa informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 16 relazione non stupisce, se si pensa che nella nostra regione i mangimi degli animali da latte sono arricchiti con oligoelementi tra cui anche lo iodio. Il consumo di almeno una tazza al giorno (circa 300 ml) è in grado di fornire più di un terzo del fabbisogno ottimale durante la gestazione. Anche l’uso di sale iodato e di integratori mineralo-vitaminici fa registrare un aumento della disponibilità di iodio, seppure in misura minore. Purtroppo, solo il 44% delle gestanti usa il primo (malgrado vi sia una legge che rende obbligatorio l’arricchimento del sale da cucina) e solo la metà i secondi. I dati della ricerca indicano, infine, con chiarezza che anche in gravidanza persistono le differenze di ioduria basate su provenienza geografica e razza. Occorre un lungo periodo di soggiorno in Italia prima che si registrino cambiamenti di stili e abitudini alimentari in grado di livellarle. Gli autori dello studio appartengono al Dipartimento di Scienze mediche e chirurgicheU n i tà d i En d o c r ino l o g ia , Università di Padova, al Dipartimento di Farmacologia e Anestesiologia e al Consultorio di ginecologia dell’Ulss 16. Sono Ca te r ina M ia n , Pa nta l eo Vitaliano, Dina Pozza, Susi Barollo, Mariangela Pitton, G i o v a n n a La legge Callegari, Elena Di n.55/2005 Gianantonio, Anna “Disposizioni finalizzate alla Casaro, Davide prevenzione del Na camu l l i, gozzo endemico e di altre B e n e d e t t o patologie da carenza iodica” Busnardo, Franco definisce modaMantero e Maria lità di utilizzo e vendita del sale Elisa Girelli, alimentare arL’Unità Operativa ricchito con iodio di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera è diretta dal prof. Franco Mantero. L’opinione dei ricercatori è che dovrebbe essere introdotta fra gli esami di screening in gravidanza anche la determinazione della concentrazione dello iodio in un campione di urine. Si tratta di un esame di facile esecuzione, basso costo e alta affidabilità. L’apparecchiatura per Un bicchiere di latte = 1/3 del fabbisogno giornaliero determinare la ioduria è oltretutto disponibile proprio nell’ Unità Operativa di Endocrinologia, dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Infine, poiché in gravidanza le abitudini alimentari giocano un ruolo fondamentale nell’influenzare la disponibilità di iodio e il latte rappresenta il determinante alimentare principale in grado di aumentarne l’apporto giornaliero, è raccomandato il bere almeno 300 ml (una tazza) di latte al giorno in tutte le donne in gravidanza, accompagnato dall’uso di sale iodato e dall’assunzione di supplementi vitamino-minerali contenenti iodio. informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità informasanità 17 Cane e padrone La nuova ordinanza del Ministero per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani Su facebook sono più o meno 100.000 gli iscritti a gruppi sul tema “non esistono cani cattivi solo cattivi padroni”. Forse il Ministero non è fra questi, ma di sicuro la pensa allo stesso modo. A marzo ha presentato alla stampa l’ordinanza con cui cambiano le regole per i proprietari di cani. Potrebbe sintetizzarsi così il frutto del lavoro svolto dall’apposito tavolo tecnico sul benessere degli animali: no alle black list - sì alle responsabilità per i padroni. Più in dettaglio, la novità principale del provvedimento riguarda proprio questo cambio di prospettiva: non si parte più dalla pericolosità (presunta) di alcune razze, bensì dalla responsabilità di tutti i proprietari. Molto si era dibattuto in passato attorno al fondamento scientifico del famigerato elenco di razze pericolose, contenuto nella precedente disciplina. I detrattori lo definiscono un elenco dettato dall’emotività e privo di qualunque riferimento scientifico in letteratura di medicina veterinaria. La responsabilità, d’ora in poi, passa dal cane al padrone. Innanzitutto il proprietario deve tenerIo al guinzaglio (non più lungo di un metro e mezzo) nei luoghi pubblici e avere sempre con sé la museruola, da applicare in caso di potenziale pericolo. Poi, è responsabile del benessere e del controllo del proprio animale, risponde sia civilmente sia penalmente degli eventuali danni o lesioni arrecati a persone, animali o cose dalla propria creatura. Anche se è affidata ad altri. Vige infatti l’obbligo di affidare il proprio anima- le solo a persone in grado di gestirlo, così come già aveva anticipato la Corte di Cassazione in una sentenza del 2008: “in caso di lesioni cagionate dall’aggressione di un cane, nella fattispecie di grossa taglia, affidato dal proprietario a un terzo (nel caso di specie la moglie) non in grado di controllare l’animale e quindi di impedire l’evento lesivo, deve riconoscersi la concorrente respon- un cane morsicatore? sabilità del proprietario non in virtù di una responsabilità oggettiva bensì in ragione degli obblighi che per lui derivano dalla posizione di garanzia collegata al fatto di essere lui solo la persona che dispone dell’animale e che può controllarne le reazioni”. Proprietario e detentore dovranno studiare e imparare le caratteristiche fisiche e caratteriali dei cani oltre che le normative in vigore. Per favorire la conoscenza su come tenere un cane senza nuocere al prossimo, i Comuni e i servizi veterinari delle asl, con il supporto degli ordini professionali dei medici veterinari, delle associazioni di medici veterinari, delle facoltà di medicina veterinaria e delle associazioni di protezione degli animali, metteranno a disposizione percorsi formativi per i proprie- tari di cani. Questa “scuola” rilascia una specifica attestazione, un vero e proprio patentino che diventa obbligatorio per i proprietari di “cani impegnativi” identificati a livello territoriale. I cani da tenere sott’occhio finiscono in un registro tenuto dalle ASL, il cosiddetto registro dei cani morsicatori e con problemi di comportamento. Se i servizi veterinari rilevano un rischio, stabiliscono le misure di prevenzione e l’eventuale necessità di interventi terapeutici comportamentali, cui devono essere sottoposti i “cani impegnativi”. Spetta ai medici veterinari libero professionisti informare i proprietari di cani che transitano dalle loro strutture sulla possibilità o necessità di conseguire “il patentino”. I proprietari dei cani iscritti nel registro devono invece obbligatoriamente stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile e portare a spasso i propri animali con guinzaglio e museruola. Chi non ha un cane morsicature può evitare queste incombenze. Non quella però che appartiene a qualunque padrone: raccogliere le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse. L’ordinanza conferma, infine, il divieto di addestramento e le operazioni di selezione e incrocio dei cani tesi a esaltarne l’aggressività, la pratica del doping, gli interventi chirurgici come la recisione delle corde vocali, il taglio delle orecchie e della coda “fatto salvi gli interventi curativi certificati dal medico veterinario”. Confidando nel fatto che siano loro i primi a non concedere scappatoie. informa informasanità sanità