Photo: © Simone Cecchetti MuSiCa&MuSiCiSTi Lorenzo Feliciati Il tao del basso Musicali 14 Strumenti ottobre 2011 Attivo in molti contesti, dal pop al jazz, dal blues al progressive, il bassista romano ha dato vita a un progetto particolarmente interessante, sia per il suono che esprime, sia per come è originato: Naked Truth. Tra oriente e occidente, una sintesi di globalizzazione culturale sul filo della più alta tecnologia e della musica di qualità. ■■Giulio Cancelliere Sulle tracce dell’antico e misterioso principio, a cavallo tra taoismo, buddismo e confucianesimo, delle tre scimmie (non vedo-non sento-non parlo), originariamente orientato alla via della rettitudine, in occidente interpretato come ignavia, ecco comparire anche una quarta scimmia meno nota, Shizaru, che simboleggia il “non faccio” e che ha ispirato il bassista romano per questo progetto di grande impatto sonoro ed emotivo. Lorenzo Feliciati } Io sono da sempre appassionato di tradizioni e storie orientali e il mito di Shizaru, la quarta scimmia così rara nelle rappresentazioni grafiche, mi sembrava il modo giusto di definire questo progetto, anche se l’idea me l’ha data Giacomo Bruzzo, il discografico genovese della RareNoiseRecords, l’etichetta che ha fondato a Londra. È un progetto nato per caso, per ambizione e un po’ per azzardo. Giulio Cancelliere } Perché per azzardo? LF } Perché ho conosciuto Pat Mastelotto, Roy Powell e Cuong Vu in diversi contesti, ho suonato con loro separatamente: con Pat ho fatto il mio terzo disco solista che deve ancora uscire nonostante sia già pronto da un anno (si intitolerà Frequent Flyer e vedrà tra gli ospiti, oltre ai membri di Naked Truth, anche Bob Mintzer, Daniele Gottardo e Patrick Djivas ndr), ma ho dato la precedenza a Shizaru; Cuong ha collaborato al mio trio jazz Wasabi col pianista e tastierista Alessandro Gwis e il batterista Emanuele Smimmo (hanno pubblicato l’anno scorso Closer, per ViaVenetoJazz ndr); con Roy avevo fatto diverse cose dal vivo. Quando ho voluto coinvolgerli insieme in questa idea musicale mi è venuto qualche dubbio. Ricordo che davanti al computer, col dito sul tasto “invio” mi sono chiesto: non starò esagerando? e se non mi rispondono? se mi snobbano? D’altra parte si tratta di musicisti che hanno come partner abituali i King Crimson, Pat Metheny, Anthony Braxton. E invece ho avuto risposte entusiastiche da tutti loro e una collaborazione meravigliosa. GC } In effetti le composizioni sono firmate da tutti e quattro, segno di una collaborazione estremamente creativa, non solo meramente esecutiva. LF } Infatti. La tecnologia ci ha dato una grossa mano a colmare le distanze di tempo e spazio, visto che ognuno di noi vive e lavora in posti diversi del mondo e incontrarsi è quasi impossibile. Grazie alla rete, ai server, ai client ftp, si può interagire quasi in tempo reale. GC } Ecco, a proposito di Naked Truth sveliamo la pura verità: non avete mai suonato tutti assieme, nemmeno in fase di registrazione. LF } Esatto. Lo so, sembra strano e quasi irreale che si posa registrare un disco intero così, ma è successo. Non è nemmeno il primo caso credo, tuttavia è ancora un metodo di lavoro nuovo, innovativo e creativo sotto certi punti di vista. In realtà abbiamo suonato a luglio a Genova al festival Jazzmatazz, ma senza Cuong sostituito da Nils Petter Molvaer. Comunque era la prima volta come gruppo. La musica strumentale, devo dire, aiuta molto a entrare in relazione se si è sensibili e permeabili. Comunque faremo un tour internazionale a dicembre e toccheremo anche l’Italia. GC } Torniamo alla scimmia che ci guarda dalla copertina. Ha altri significati oltre a quello zen? LF } Be’ sì: lo scimpanzé ci assomiglia molto, è punto di partenza della nostra evoluzione ma anche punto di arrivo della involuzione. Potremmo anche tornare lì. Noi siamo quattro e le quattro scimmie ci possono rappresentare in un certo senso. GC } Parlando di musica il primo impatto che ho avuto dal disco è stato col suono, prima ancora che con linee melodiche e le architetture armoniche: grande dinamica, forti contrasti tra compattezza e liquidità. È quella l’idea di base su cui hai costruito il progetto? LF } Il fatto che veniamo da mondi ed esperienze differenti, ma uniti da una comune sensibilità ha fatto sì che si costruisse un’idea condivisa di suono. L’unica certezza che avevo quando sono partito con questo progetto era di evitare la concezione jazz dei tre partner che accompagnano a turno il solista. Visivamente potrei dire che, invece di creare una piramide col solista in cima il nostro suono si esprime orizzontalmente, a stratificazioni progressive, dove le linee si incrociano senza una gerarchia identificabile. GC } Trovo che sia una concezione molto classica, orchestrale, sinfonica persino dove il contributo di tutti è volto a un unico risultato sonoro finale. LF } Certo, non ho nulla contro il jazz e la formula piramidale ha funzionato e continua a funzionare, ma non era ciò che avevo in testa. Inoltre, considerato il metodo utilizzato per registrare, il risultato finale non poteva essere prevedibile: i contributi arrivavano dai quattro angoli del pianeta, tra Seattle, California, Inghilterra e Italia e ognuno registrava sulle tracce ricevute dagli altri sapendo che non avrebbe comunque messo un punto fermo, ruolo che alla fine di tutto è toccato a me. Ognuno era consapevole di fornire un contributo al patrimonio sonoro comune. GC } È un concetto molto bello, anche dal punto di vista umano e sociale. Rispetto al tradizionale metodo di registrazione dei dischi è abbastanza rivoluzionario. Non mancava l’interazione umana? LF } Diciamo che è un’interazione diversa, a distanza e più intellettuale. Io mi emozionavo realmente suonando sulle ritmiche di Pat e so che Strumenti Musicali 15 ottobre 2011 Miles è sicuramente un riferimento per tutti i musicisti che facciano sperimentazione, date le numerose svolte di cui è stato fautore. GC } Tra l’altro, solo qua e là si sente che si tratta di un disco LF } Vari bassi Ibanez di cui sono endorser. Compreso il basso GC } È chiaro che Miles, ovunque lo metti, sta sempre bene. Che bassi hai usato per registrare coi Naked Truth? progettato e editato da un bassista. Fossi stato un batterista saresti stato più riconoscibile come leader. LF } Capisco cosa vuoi dire. Molvaer, senza saper chi fosse l’organizzatore sonoro, quando ha sentito il disco lo ha sospettato. Dipende da come sono stati costruiti i pezzi: in alcuni casi ho mandato per primo dei riff di basso a Pat Mastelotto sui quali ha suonato la batteria; successivamente Roy ha registrato l’organo Hammond e infine ho aggiunto di nuovo io le chitarre, spostando tracce precedenti per far spazio alla tromba di Cuong. In altri casi l’ordine è stato differente, anche se il tocco finale come dicevo è sempre stata mia responsabilità. Comunque colgo il riferimento un po’ maligno sui batteristi per dire che Pat ha una musicalità, un senso della canzone straordinario, grazie al fatto di essere stato membro dei Mr Mister e avere suonato con David Sylvian. Questo gli conferisce un drumming molto misurato e variegato, d’impatto Ashula, un basso a sei corde, di cui le prime due agiscono su una parte del manico fretless. Lo si può sentire sul pezzo 66. Poi alcune chitarre elettriche Gibson e Ibanez. GC } E come amplificazione ed effettistica? LF } Amplificazione Markbass e in particolare un loro software, lo Studio 1, con una serie di plug-in che emulano diverse testate e casse Markbass. Ho utilizzato diversi pedali Markbass e un multieffetto della Zoom. Anche se devo dire che uso molti effetti, ma in varie gradazioni: a volte solo per scaldare il suono e renderlo più “valvolare”, a volte più drasticamente per trasformare completamente la sonorità del basso. GC } Tu lavori in molti contesti: pop, rock, jazz, fusion, sperimentale. Cosa bisogna fare per rendersi “convocabili”. Ho letto una tua dichiarazione “forte” in cui dici: nessuno è indispensabile, persino Pastorius lasciò i Weather Report e Zawinul andò avanti lo stesso. LF } Credo che nessuno possa fare tutto. Lessi molti anni fa una dichiarazione di Randy Jackson in cui raccontava che in sala d’incisione arrivava con sette-otto bassi, amplificatori, effetti, pronto a ogni esigenza del produttore. Gli rispondeva Anthony Jackson, dicendo che lui si portava il suo basso perché se un produttore lo chiamava era perché voleva quel suono e quelle mani, le sue. Io condivido di più quest’idea. Tra l‘altro il ruolo di sessionman in Italia è un po’ in crisi. Photo: © Mark Colman MuSiCa&mUsIcIsTi questo accadeva anche agli altri musicisti. D’altra parte abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Non è un disco di montaggio progettato a tavolino con precisione millimetrica, ma un work in progress che prendeva forma a mano a mano che arrivavano i contributi. GC } In altre parole bisogna rendersi unici e costruirsi una personalità forte e caratteristica? LF } Certo, io insegno al St Louis Music College di Roma e ho a entrare meglio in sintonia col progetto. che fare con centinaia di nuovi musicisti che tecnicamente sono preparatissimi, grazie a metodi cartacei ed elettronici, ma molto inesperti musicalmente. Non hanno la coscienza musicale. Non voglio fare l’anziano, ma la mancanza di materiale didattico quando eravamo giovani noi ci portava ad ascoltare milioni di dischi diversi per imparare cosa significa suonare canzoni, jazz, fusion, quando è il caso di mettere una nota e quando è il caso di suonarne cento in dieci secondi. Mi pare che la tecnologia e l’ipertecnicismo stiano lavorando contro la musica. Detto questo, è un bene che ci siano tanti musicisti in giro. C’è posto per tutti e i migliori andranno avanti. Tra l’altro, molti di loro si cimentano nella composizione e questo è la cosa migliore. Di coverband ce ne sono già abbastanza. Ci vuole più rispetto per la creatività. progetto sonoro e non puntare all’obiettivo di mettersi in luce come solista ha contribuito a concentrarsi meglio sul risultato collettivo. GC } Chi ti folgorò sulla strada del basso? LF } Premesso che sono un batterista mancato, fu Jaco al Palaeur Da sinistra, in senso orario: Lorenzo Feliciati, Cuong Vu, Pat Mastellotto e Roy Powell rock ma estremamente raffinato, che influenza molto la dinamica di una musica come la nostra che ha tutto tranne la forma di canzone. Per me lui è un John Bonham che agisce su strutture più complesse rispetto a quelle degli Zeppelin. GC } Forse, il fatto di non essere jazzisti tout-court ha aiutato a LF } Penso di sì. Sapere di non avere un ruolo preciso all’interno del GC } Il fatto che qualcuno abbia citato come fonti d’ispirazione sonore Davis, Hancock, a cui io aggiungerei Brand X e Jon Hassell ti trova d’accordo? LF } Mah, insomma, se da una parte mi inorgoglisce il paragone, non so se siano nomi centratissimi, tuttavia si entra nel campo del soggettivo. Io posso sentire cose che gli altri non avvertono e viceversa. Cuong suona in modo diverso da Davis e quindi è più vicino a Hassell, se vogliamo trovare una pietra di paragone. Musicali 16 Strumenti ottobre 2011 nel 1980, nell’ultimo tour coi Weather Report. Rimasi incantato e segnato per la vita. GC } Nuovi progetti i corso? LF } Oltre al disco nuovo imminente, sto lavorando a un progetto prog-metal con Roberto Gualdi alla batteria e Marco Sfogli, un chitarrista rock che suona con James Labrie, il cantante dei Dream Theater. Presto saremo pronti con tour e disco. z © RIPRODUZIONE RISERVATA