SETTALA GAS
Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
SCHEDA DI INFORMAZIONE
SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI
ED I LAVORATORI
(ai sensi dell’Allegato V del DLgs 334/99 e s.m.i.)
Aprile 2008
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
SEZIONE 1
Nome della Società:
Settala Gas S.p.a
Stabilimento di:
Gestore
SETTALA (MI)
Viale Industrie, n. 18 – 20090 Settala (MI)
Tel.02/95379236 – fax 02/95770863
Sig.ra Elisa Nava (Presidente)
Portavoce della Società
Sig. Francesco Palmiotti ( Resp. Sicurezza )
La Società ha presentato:
q NOTIFICA dall’Art. 6
q RAPPORTO DI SICUREZZA ai
sensi dell’Art. 8 del DLgs 334/99
per:
Deposito costituito da uno stoccaggio di GPL
e DimetilEtere, con annessi impianti di
imbottigliamento e trattamento mediante
operazioni di distillazione, desolforazione e
deumidificazione.
per complessive 403 t di Gas Liquefatti
estremamente Infiammabili (GPL), così suddivise:
GPL (miscela di Butano – Propano) = 388,5 t
DiMetilEtere
= 14, 5 t
Responsabile dello stabilimento
(Gestione Sicurezza)
Ing. Mario Dellera
1
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Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
SEZIONE 2
AMMINISTRAZIONI, ENTI, ISTITUTI ED UFFICI A CUI E’ STATA COMUNICATA
LA ASSOGGETTABILITA’ ALLA PRESENTE NORMATIVA O A CUI E’
POSSIBILE RICHIEDERE INFORMAZIONI IN MERITO
MINISTERO DELL’AMBIENTE
Servizio SIAR
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 ROMA
COMITATO TECNICO REGIONALE ISPETTORATO
REGIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
Via Ansperto, 4
20123 MILANO
REGIONE LOMBARDIA
Dir. Gen. Polizia locale – Prevenzione Protezione Civile
Un. Organ. Sistema Integrato di Sicurezza
Struttura Prevenzione Rischi Tecnologici
Via Rosellini, 17
20124 MILANO
PREFETTURA DI MILANO
Corso Monforte, 31
20122 MILANO
PROVINCIA DI MILANO
Assessorato Protezione Civile
Corso di Porta Vittoria, 27
20122 MILANO
SINDACO
COMUNE DI SETTALA
Via Verdi
20090 Settala (MI)
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
Via Messina, 35
20154 MILANO
2
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Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
SEZIONE 3
Descrizione delle attività svolte nello stabilimento
L’impianto è stato realizzato in più fasi dal 1966 al 1978 dal sig. Giovanni Nava, ex titolare
dell’attività con notevolissima esperienza nella raffinazione e nella distillazione dei G.P.L, mentre
gli interventi di adeguamento della colonna di distillazione, il cui collaudo è stato effettuato nel
mese di maggio 2004, sono stati eseguiti dalle seguenti società.
- M.V. Manutenzione Varia S.r.l.
- Ciprea S.r.l.
La Settala Gas svolge attività di stoccaggio e purificazione di GPL mediante distillazione in
colonna e desolforazione/deumidificazione con setacci molecolari e carboni attivi. Oltre a ciò, si
effettuano l’imbottigliamento del GPL in bombole, fusti e cisternette) e il travaso da autocisterne a
serbatoi fissi e viceversa. L’impianto di processo, concettualmente d’estrema semplicità,
dall’epoca della sua realizzazione non ha subito modifiche tranne l’avvenuta eliminazione della
linea di separazione delle olefine mediante trattamento con acido solforico e soda caustica,
materie non più presenti nel deposito. L’impianto è l’unico in Italia in grado di produrre, per mezzo
di lunghissime operazioni di separazione a bassa temperatura (60°C), G.P.L. ad elevato grado di
purezza, tali da essere utilizzati come gas tecnici di laboratorio.
Il ciclo lavorativo si articola normalmente su sei giorni settimanali, in un unico turno, nelle normali
ore di lavoro: Lunedì - Venerdì 7 – 13.00 ; 14.00 - 19.30; Sabato 8 - 12 (saltuario).
Occasionalmente alcune operazioni di distillazione vengono effettuate a ciclo continuo (24/24)
Lo stabilimento rientra nelle attività a rischio di incidente rilevante, in quanto la quantità totale
massima di gas liquefatto infiammabile potenzialmente presente in lavorazione e/o stoccaggio è
superiore al limite di soglia dell'Allegato I, terza colonna (200 t). Pertanto, ai sensi dell'Articolo 8
del D.Lgs n. 334/99, il gestore è tenuto alla presentazione di un Rapporto di Sicurezza.
I GPL greggi in arrivo, i GPL trattati da spedire e il dimetiletere sono immagazzinati in n° 9
serbatoi di stoccaggio, tutti del tipo fuori terra cilindrici orizzontali, coibentati e posti su selle in
cemento armato. Essi sono divisi in tre gruppi, rispettivamente da:
- n.2 serbatoi F.T. coibentati da 100 mc
- n.2 serbatoi F.T. coibentati da 100 mc
- n.4 serbatoi F.T. coibentati (di cui n. 2 da 50 mc e n.2 da 25 mc);
I gruppi sono separati tra loro da muri di schermo in cemento armato.
3
Il Dimetiletere è stoccato in un serbatoio fisso cilindrico orizzontale fuori terra da 25 m ,
anch’esso coibentato, dislocato a sud-est dell'impianto a distanza di circa 15 m dal deposito
bombole piene dal quale è schermato da un muro in c.a., a 24 m dalla recinzione esterna.
Avendo, il dimetiletere, caratteristiche di solvente, è addizionato ai GPL utilizzati come propellenti
aerosol nelle lacche ad uso cosmetico, per impedire la cristallizzazione delle lacche stesse.
Oltre ai GPL (propano e butano, etichettati F+, R12), lo stabilimento detiene Dimetiletere (F+,
R12) e gas freon, tipo R134A (non infiammabili e non pericolosi).
Le sostanze infiammabili complessivamente presenti nei serbatoi di stoccaggio ammontano a
circa 284 tonnellate, a cui deve essere aggiunto anche il GPL presente nell’impianto di
desolforazione/deumidificazione, nei serbatoi dei semilavorati, nell’impianto di distillazione, nei
recipienti mobili, nelle tubazioni di trasferimento e nelle autocisterne in sosta per un totale
complessivamente presente in stabilimento di 403 tonnellate.
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SEZIONE 3 - continua
Descrizione del territorio circostante
Lo Stabilimento è situato nella zona industriale del comune di Settala, Viale delle Industrie n. 18,
ed è dotato di n. 3 ingressi carrabili, così disposti:
- ingresso principale affacciato su via delle Industrie
- ingresso laterale affacciato su via G. Verdi
- ingresso di emergenza prospiciente via C. Battisti
Sul fronte principale dello stabilimento sono presenti un ingresso esclusivamente pedonale ed
ulteriori due uscite accessibili solo dall’interno dello stabilimento, in caso di necessità. L’area dei
magazzini dispone di un ulteriore uscita tramite cancello normalmente chiuso.
Le distanze minime fra il perimetro dello stabilimento e i principali obiettivi vulnerabili e luoghi di
affollamentosono di seguito indicate:
abitazioni:
scuole:
imp. sportivi:
mercati:
chiese:
70 m in direzione OVEST
350 m in direzione EST
1000 m in direzione NORD
280 m in direzione NORD
800 m in direzione EST.
All’esterno della recinzione di confine, costituita da strutture murarie e da vegetazione (siepi), sono
presenti, oltre le strade perimetrali, unicamente attività di tipo industriale.
Si riporta in Allegato 1 una planimetria dell’area circostante lo Stabilimento, con
l’inviluppo delle aree di danno degli scenari incidentali ipotizzati (cfr. sez. 9) e in Allegato
2 una cartografia in formato A3 con evidenziazione dei confini di stabilimento e delle
principali aree produttive, logistiche ed amministrative.
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Giugno 2006
SEZIONE 4
Sono di seguito riportati i Nomi delle sostanze per le quali lo stabilimento è assoggettato al DLgs 334/99, la loro Classificazione di pericolo (Etichettatura di
legge) nonché le frasi di rischio associate.
N°
Sostanza
Stato
fisico
Classificazione
di pericolo
Principali caratteristiche
di pericolosità
1
PROPANO
CAS 74-98-6
Gas liquefatto
F+
R12 Altamente infiammabile.
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
2
BUTANO
CAS 106-97-8
Gas liquefatto
F+
R12 Altamente infiammabile.
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
3
DIMETIL
ETERE (D.M.E.)
CAS 115-10-6
Gas liquefatto
F+
R12 Altamente infiammabile.
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
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Consigli di prudenza
[SOLO per i LAVORATORI]
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SEZIONE 5
Natura dei rischi di incidenti rilevanti. Informazioni generali
L’individuazione dei Top-event per le unità critiche di stabilimento, in accordo al punto 3
dell’Appendice III del D.M. 15-5-96, è stata condotta verificando l’applicabilità a ciascuna unità dei
seguenti scenari incidentali:
INCENDIO di:
1. pozze di liquido (POOL-FIRE)
2. vapori effluenti a bassa velocità o a fase getto esaurita (FLASH-FIRE)
3. vapori effluenti ad alta velocità (JET-FIRE)
4. di vapori in espansione a seguito di BLEVE (FIREBALL)
ESPLOSIONE di:
5. nube di vapori in ambiente non confinato (UVCE)
6. nube di vapori in ambiente ad elevato grado di confinamento (VCE)
Ai fini dell’analisi delle conseguenze dei Top-Event, sono state considerate le rotture delle
tubazioni in fase liquida ed in fase vapore, il rilascio da una valvola di sicurezza dovuto ad
apertura impropria della valvola sotto il valore di taratura per guasto della molla, il distacco o
rottura del braccio articolato di travaso, la perdita da una tenuta di una pompa/compressore e la
conseguente esplosione confinata (VCE) del locale.
Altri eventi incidentali più gravi, quali ad esempio il BLEVE/FIREBALL di un serbatoio di
stoccaggio o di un’autocisterna in fase di travaso, sono stati esclusi in base ai requisiti di sicurezza
esistenti, in conformità con i criteri specificati in Appendice 3 al D.M. 15/05/1996.
Le rotture delle tubazioni hanno ovviamente delle similitudini in base alle condizioni analoghe di
temperatura e pressione all’interno delle varie unità. Ciò costituisce una semplificazione delle
analisi da effettuare in quanto i fenomeni possono essere raggruppati in eventi rappresentativi e la
loro evoluzione può essere applicata a tutti i casi i cui effetti sono inclusi in essi.
In pratica, nel Rapporto di Sicurezza sono stati identificati e valutati i seguenti TOP EVENT,
ritenuti sufficientemente rappresentativi ed esaustivi per la realtà impiantistica considerata:
TOP 1:
TOP 2:
TOP 3:
TOP 4:
TOP 5:
TOP 6:
TOP 7:
Rottura tubazione lato vapore durante le fasi di movimentazione del GPL, con sviluppo
di:
- Flash-Fire (scenario 1.1)
- Jet-Fire (scenario 1.2)
Rottura tubazione lato liquido durante le fasi di movimentazione del GPL, con sviluppo
di:.
- Flash-Fire (scenario 2.1)
- Pool-Fire (scenario 2.2)
Rilascio di GPL dalla valvola di sicurezza di un serbatoio GPL, con sviluppo di:
- Flash-Fire (scenario 3.1)
- Jet-Fire (scenario 3.2)
Rilascio di GPL dal braccio articolato di travaso nei punti di carico/scarico autobotti, con
sviluppo di:
- Flash-Fire (scenario 4.1)
- Pool-Fire (scenario 4.2)
Rilascio di GPL in sala pompe e compressori, con sviluppo di:
- VCE (scenario 5.1)
Rilascio di GPL in area imbottigliamento, con sviluppo di:
- Flash-Fire (scenario 6.1)
- Pool-Fire (scenario 6.2)
- VCE (scenario 6.3)
Rilascio di DME dal serbatoio di stoccaggio, con sviluppo di:
- Flash-Fire (scenario 7.1)
- Pool-Fire (scenario 7.2)
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Nei paragrafi successivi si riporta una descrizione dettagliata degli scenari incidentali ipotizzati e
valutati per tutte le unità critiche di stabilimento.
Serbatoi di stoccaggio G.P.L.
Per tutti i serbatoi di stoccaggio GPL sono stati analizzati i seguenti scenari incidentali di
riferimento:
-
-
-
POOL-FIRE, dovuto a rottura parziale delle tubazioni di movimentazione del GPL in fase
liquida in prossimità dell’unità, con riferimento al butano. Sono state considerate rotture
parziali per un diametro equivalente di 2”. Le condizioni di rottura delle tubazioni in fase
liquida sono equivalenti per le 3 unità di stoccaggio, in quanto risultano comunque superiori a
2”.
JET-FIRE, dovuto alla rottura a ghigliottina di una tubazione DN40 contenente GPL in fase
vapore, con tempo di intervento delle valvole di intercettazione su rilevazione di incendio pari
a 40 s. Le dimensioni delle linee interessate variano da 1”1/4 a 2”.
FLASH-FIRE, dovuto alla perdita da tubazione contenenti GPL sia in fase liquida che in fase
vapore, con riferimento al propano, ipotizzando un tempo di intervento delle valvole di
intercettazione su rilevazione di gas pari a 40 s.
Inoltre è stato considerato il fenomeno di Jet Fire, nel caso di innesco immediato, e di Flash Fire
nel caso di innesco ritardato, in seguito al rilascio di GPL dalla valvola di sicurezza dovuto ad
apertura impropria della valvola sotto il valore di taratura per guasto della molla.
L'evento che prevede un fenomeno di UVCE è stato invece escluso dalla quantità di materiale
rilasciato nelle ipotesi di rottura delle linee considerate, che risultano sempre largamente inferiori a
5 t in ambiente non confinato e a 1.5 t in ambiente semi-confinato. In caso di innesco ritardato
successivo al rilascio, il fenomeno incidentale di riferimento è il FLASH-FIRE.
Aree di travaso autocisterne
Per entrambi i punti di travaso sono stati considerati i seguenti scenari incidentali di riferimento:
POOL-FIRE, dovuto a rottura completa o parziale (fino alla dimensione di 2”) di un braccio
articolato di travaso per la fase liquida, seguito da rilascio di butano, con tempo di intervento
delle valvole di eccesso di flusso pari a 10 s, e innesco immediato.
FLASH-FIRE, dovuto a rottura completa o parziale (fino alla dimensione di 2”) di un braccio
articolato di travaso per la fase liquida, seguito da rilascio di propano, con tempo di intervento
delle valvole di di eccesso di flusso pari a 10 s, e innesco ritardato.
E’ stata invece esclusa la possibilità di un UVCE, data la quantità relativamente modesta di GPL
rilasciata (circa 350 kg).
Per quanto riguarda il rischio di sovrariempimento di una autocisterna in fase di carico, nel
Rapporto di Sicurezza viene riportata un’analisi di rischio dettagliata e quantificata delle operazioni
di CARICO GPL IN AUTOCISTERNA, che esclude il rischio di sovrapressione dell’autocisterna
per eccesso di carico e il conseguente rilascio di GPL in atmosfera.
Anche per questa questa unità, l’unica modalità plausibile di rilascio di GPL è la rottura o il
distacco di una tubazione o braccio di travaso.
Sala pompe e compressori
Come evento rappresentativo e maggiormente conservativo delle unità in esame, è stata
considerata l’esplosione confinata (VCE) di una miscela propano - aria che occupa l’intero volume
del locale, dovuta alla perdita di GPL da una pompa/compressore o da una flangia ad esso
connessa.
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Area di imbottigliamento
Anche in questo caso, data la situazione di particolare confinamento dell’unità, come evento
rappresentativo e maggiormente conservativo delle unità in esame, è stata considerata
l’esplosione semi-confinata di una miscela propano - aria che occupa l’intero volume dell’unità,
dovuta alla perdita di GPL da una tubazione o da una flangia.
Per tale unità sono anche stati considerati il POOL-FIRE e il FLASH-FIRE in seguito a rilascio di
GPL in fase liquida da tubazioni da 1 ¼ “ (propano) e da 1 ½ “ (butano).
Deposito bombole piene
Per le caratteristiche intrinseche del deposito bombole (ventilazione, impianto antincendio a
diluvio, sensori, assenza di operazioni pericolose, ecc…) il rischio associato a questa unità viene
considerato marginale rispetto alle altre. Non sono stati identificati pertanto eventi incidentali
credibili.
Serbatoio Dimetiletere
Per il serbatoio Dimetiletere sono stati considerati i seguenti scenari incidentali, ritenuti
dimensionanti del rischio associato all’unità:
POOL-FIRE, dovuto a rottura a ghigliottina della tubazione da 2” di movimentazione del DME
in fase liquida in prossimità dell’unità, con innesco immediato.
FLASH-FIRE, dovuto alla perdita di cui sopra, con innesco ritardato della nube, ipotizzando un
tempo di intervento delle valvole di intercettazione su rilevazione di gas pari a 40 s.
Impianto di desolforazione
Gli eventi ipotizzabili per questa unità sono il rilascio di GPL da una tubazione in fase liquida (fase
di desolforazione) o in fase gas (fase di rigenerazione dei setacci), con fenomenologie incidentali
del tutto simili a quelle valutate per i serbatoi di stoccaggio. Tuttavia, a causa dei ridotti diametri
delle tubazioni (massimo 1” ½) e delle basse portate in gioco (non superiori a 1500-1600 litri/ora),
in questo caso gli effetti di un rilascio di GPL, anche in seguito a rottura a ghigliottina di una
tubazione, possono essere ritenuti trascurabili a confronto con le analoghe ipotesi incidentali
valutate per i serbatoi di stoccaggio. Ne deriva che il contributo di questa unità di impianto al
livello generale di rischio dello stabilimento può essere considerato marginale.
Serbatoi di stoccaggio semilavorati
Per questa unità valgono le considerazioni precedenti, in quanto le tubazioni di trasferimento del
GPL sono di piccolo diametro (massimo 1”) e conseguentemente i rilasci ipotizzabili a fronte di
una rottura sono di lieve entità.
Impianto di distillazione
L’unità di distillazione del GPL è stata oggetto di un’analisi di rischio specifica, prodotta nel mese
di marzo 2005 a parziale integrazione del Rapporto di Sicurezza ediz. ottobre 2002, nel quale è
stato valutato un evento di rilascio di GPL da valvola di sicurezza per sovrapressione interna al
sistema. Tale evento NON determina concentrazioni pericolose di GPL ad altezza d’uomo,
mantenendosi ad una quota superiore a ogni fonte di innesco, e pertanto non è dimensionante ai
fini della determinazione complessiva del livello di rischio per l’intero stabilimento.
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SEZIONE 6
Tipo di effetti per la popolazione e per l’ambiente
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Nessun danno ambientale per inquinamento o per intossicazione è prevedibile data la natura delle
sostanze presenti.
Gli effetti incidentali sono per lo più interni allo stabilimemento, ad esclusione dei fenomeni di
FLASH-FIRE ed esplosione confinata o semiconfinata (VCE).
Il fenomeno di JET-FIRE prevede la formazione di un getto ed un conseguente irraggiamento
provocato dalle fiamme. La distanza massima entro cui si raggiunge un valore di irraggiamento
tale da provocare elevata letalità/effetti domino è stata stimata pari a 38 m nel caso di rilascio da
PSV (Top 3.2) e a 27 m, nel caso di rottura di una tubazione (Top 1.2). In tale condizione, appare
plausibile un rischio di propagazione dell’incidente per gli elementi facenti parte dell’unità
interessata dal rilascio nonché per le strutture adiacenti, a seconda della direzione del getto.
Le strutture a rischio sono comunque dotate di sistemi di protezione attive e passive (muri
tagliafuoco, coibentazione dei serbatoi di stoccaggio, impianti di raffreddamento a diluvio, ecc.)
che riducono il rischio di effetti domino. Il tempo che intercorre dal rilascio all’attivazione delle
valvole di intercettazione (40 s) limita inoltre i tempi di sollecitazione termica cui sono sottoposte
le strutture interessate. La seconda e la terza soglia di danno (5 kW/mq lesioni irreversibili e 3
kW/mq lesioni reversibili, rispettivamente) includono un’area di raggio pari a 31 m e 34 m
rispettivamente.
Il fenomeno relativo all’irraggiamento dovuto a POOL-FIRE non è in grado di dar luogo ad effetti
domino per raggi superiori a 29 m (Top 2.2). In questo caso valgono sostanzialmente le
considerazioni di cui sopra, anche se la minor durata degli incendi (favorita anche dai sistemi di
drenaggio e raccolta separata degli spandimenti) e la mancanza di “direzionalità” del pool-fire
rendono meno plausibile l’effetto domino, a meno di una completa indisponibilità o inefficienza
degli impianti antincendio. Le altre soglie di danno includono aree fino a 50 m circa e superano
solo di poco la recinzione del deposito. In particolare, sussiste un elevato pericolo per la vita degli
operatori entro un raggio pari a ca. 34 m dal centro della pozza formatasi, mentre gli operatori che
nel primo momento dell'innesco si trovano entro un raggio di ca. 42 m possono riportare lesioni da
ustioni.
Il fenomeno relativo al FLASH-FIRE, causato da un’eventuale innesco ritardato di una nube di
gas, è quello che prevede il raggiungimento di distanze maggiori per quanto riguarda le
conseguenze sulle persone. In pratica tale scenario incidentale, pur determinando distanze di
danno generalmente considerevoli, valutate nel caso peggiore (Top 2.1) pari a 154 e 253 m
rispettivamente per le zone di sicuro impatto (elevata letalità) e di inizio letalità, è caratterizzato da
una durata assai breve, dell’ordine di 2-3 secondi e in quanto tale non si ritiene possa essere
responsabile di effetti domino di grave entità.
In caso invece di esplosione confinata (VCE) nella sala pompe e compressori (Top 5.1), o in area
imbottigliamento (Top 6.3) sono possibili danni alle strutture e condizioni di elevata letalità nel
raggio 19 m e 22 m rispettivamente, anche se la presenza di vari muri di schermo rispetto a tali
unità e di una copertura leggera riduce notevolmente il rischio di danni per effetto domino.
La fascia di inizio letalità invece si spinge oltre la recinzione del deposito, fino ad una distanza di
47 m nel caso peggiore (Top 6.3) interessando parte della via C. Battisti. La seconda e la terza
zona di danno arrivano alla distanza massima di 99 m e 244 m, rispettivamente, rimanendo
tuttavia comprese entro la zona di inizio letalità per flash-fire (Top 2.1), che resta lo scenario
incidentale dimensionante per lo stabilimento.
In definitiva, le massime distanze di danno ottenute dall’analisi delle conseguenze dei Top-event
sono di seguito riassunte:
• 1a zona di danno (elevata letalità):
154 m (Top 2.1 – Flashfire)
• zona di inizio letalità:
253 m (Top 2.1 – Flashfire)
• 2a zona di danno (lesioni irreversibili):
99 < 253 m (Top 6.1 – VCE)
• 3a zona di danno (lesioni eversibili):
244 < 253 m (Top 6.3 – VCE)
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Misure di prevenzione e protezione
Lo stabilimento è stato realizzato secondo le norme di sicurezza vigenti, fra cui in particolare il DM
13/10/94, e con la realizzazione di ulteriori misure di prevenzione e protezione concordate con le
Autorità preposte, che sono state descritte in dettaglio nel Rapporto di Sicurezza.
L'impianto è dotato di rilevatori di gas che attivano automaticamente i sistemi di allarme e blocco
dei trasferimenti di GPL, mentre i sensori di incendio (tappi fusibili) attivano gli impianti fissi a
diluvio a protezione di tutte le unità critiche di stabilimento (serbatoi di stoccaggio, impianti di
trattamento, punti di travaso autocisterne, area di imbottigliamento, deposito bombole piene, sala
pompe e compressori, ecc…).
Oltre agli impianti fissi di raffreddamento a diluvio, sono presenti monitori, idranti ed estintori in
numero e tipologia adeguati a coprire l’intera superficie occupata dalle unità di stoccaggio e di
processo.
La Settala Gas dispone complessivamente di una riserva idrica di capacità di 750 m3, costituita da
un serbatoio metallico cilindrico verticale fuori terra, posto nella zona Sud - Est dello stabilimento
La riserva idrica è alimentata dall’esistente pozzo interno, mediante 2 pompe (una di riserva
all’altra) azionate da motore elettrico e aventi una portata di 50 m3/h ciascuna, oltre che da
collegamento di emergenza con acquedotto mediante tubazione da 5".
Le operazioni effettuate all'interno dello stabilimento sono state codificate e riportate in un
apposito manuale operativo.
Per l'attività in oggetto sono state definite procedure di intervento nel piano di emergenza interno,
che sono note ai lavoratori e per le quali essi sono specificatamente addestrati.
La preparazione degli operatori per fronteggiare eventuali emergenze è garantita dalla
frequentazione di corsi specifici in conformità al DM 16/03/98, con attestato di idoneità.
L’azienda ha adottato ed attuato un Sistema di Gestione della Sicurezza, ai sensi dell’Art. 7 del
D.Lgs n. 334/99 e s.m.i., attualmente è certificata presso un Ente riconosciuto dalla Regione
Lombardia ( Certisic )
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SEZIONE 7
Le informazioni di seguito riportate fanno riferimento al Rapporto di Sicurezza e al Piano di
Emergenza interno, in quanto L’Autorità Competente non ha ancora redatto un Piano di
Emergenza Esterno.
Mezzi di segnalazione di incidenti
COMUNICAZIONI INTERNE
Sono stati previsti segnali codificati per le varie situazioni possibili; gli stessi sono così identificati:
1. Preallarme: trattasi del segnale che comunica al coordinatore dell’emergenza dello
stabilimento una anomalia; il suono proveniente dalle sirene è CONTINUO. Questo suono
allerta il coordinatore per valutare l’entità dell’evento e le conseguenti azioni. Il Coordinatore in
caso di ripristino delle condizioni normali dà disposizioni per la tacitazione delle sirene.
2. Allarme: A questo segnale tutti i presenti (personale dipendente terzi e visitatori, ecc… ivi
compresi i componenti della squadra d’emergenza) dovranno recarsi al punto di raccolta; il
segnale dato da questo allarme è caratterizzato da SUONI BREVI E RIPETUTI. Il
coordinatore dell’emergenza valuterà e disporrà l’eventuale intervento della squadra interna,
che interverrà con gli opportuni D.P.I. Al termine dell’emergenza, il coordinatore darà il
segnale di cessata emergenza tramite l’impianto amplifonico.
3. Ordine di evacuazione: Nel caso in cui la squadra d’emergenza non sià in grado di controllare
l’emergenza il coordinatore dell’emergenza darà ordine di evacuazione tramite l’impianto
amplifonico.
COMUNICAZIONI ESTERNE
Gli incidenti vengono segnalati all’esterno mediante telefono/fax alle autorità preposte (VV.F.,
Prefettura, Sindaco, Protezione civile, Carabinieri ecc.) oltre che al Gestore, qualora non sia
presente al momento dell’emergenza.
Il coordinatore dell’emergenza dispone che l’addetto alle comunicazioni con l’esterno, in caso di:
•
•
•
ALLARME: dovrà preallarmare il Comando dei Vigili del Fuoco, il Sindaco, la Prefettura, il
Gestore.
EVACUAZIONE: dovrà allarmare il Comando dei Vigili del Fuoco,il Sindaco, la Prefettura, il
Gestore.
CESSATA EMERGENZA: dovrà informare le autorità già preallarmate, specificando la fine
dell’emergenza.
In particolare, in caso di situazioni di emergenza, l’addetto alle comunicazioni con l’esterno deve
interrompere tutte le comunicazioni in corso che impegnano le linee esterne e restare in attesa di
disposizioni del Coordinatore di emergenza per eventuali chiamate dei mezzi di soccorso
esterni.
Mezzi di comunicazione previsti
•
•
All’interno del deposito, le comunicazioni di allarme vengono date mediante SIRENA o
IMPIANTO AMPLIFONICO.
All’esterno del deposito l’allarme viene dato mediante telefono/fax
12
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Comportamento da seguire
Le azioni di intervento previste nel Piano di Emergenza Interno sono state suddivise in 2 tipi in
modo da renderne più agevole l'assegnazione al personale incaricato.
INTERVENTI DI TIPO A
Sono quelli di tipo tecnico e sono destinati a verificare il funzionamento dei sistemi di emergenza
automatici o, in caso di fallimento degli stessi, provvedere alle conseguenti azioni manuali.
1. Premere uno dei due pulsanti che chiudono tutte le valvole pneumatiche dell’impianto.
Questo intervento deve essere sempre eseguito anche se è possibile che le valvole siano
state già chiuse da uno dei sistemi di allarme entrato in azione
Tutto l’impianto rimane sezionato ed un’eventuale fuoruscita di gas viene drasticamente
limitata.
2. Premere uno dei tre pulsanti che tolgono tensione a tutto l’impianto.
Questo intervento determina il disinserimento elettrico dell’intero stabilimento e deve essere
effettuato per evitare la presenza di potenziali sorgenti di innesco, tutto l’impianto si ferma,
tutte le elettrovalvole si chiudono (ad eccezione di quelle dell’impianto antincendio). Il danno
provocato da questo intervento è limitato poiché, cessato l’allarme, l’impianto può ripartire
senza particolari problemi.
3. Azionamento degli impianti di raffreddamento.
L’azionamento manuale deve essere effettuato qualora non entrino in funzione in modo
automatico a seguito dell’intervento degli impianti di rilevazione di incendio (tappi
termofusibili) o nel caso in cui occorra raffreddare strutture e serbatoi adiacenti a quelli
direttamente coinvolti.
Questa operazione ha lo scopo di:
• raffreddare le apparecchiature e i serbatoi per evitare che , riscaldandosi, diventino sempre
meno
• resistente alla pressione interna che, a causa del calore, aumenta.
• evitare che entrino i funzione le valvole di sicurezza poste sui serbatoi di stoccaggio, che,
scaricando
• del gas in atmosfera, non farebbero altro che aumentare il pericolo;
• disperdere il gas eventualmente fuoriuscito
INTERVENTI DI TIPO B
Sono quelli di tipo generale, destinati a facilitare l'intervento delle squadre d'emergenza e dei
VV.F., vale a dire:
4. Presidiare gli accessi, compatibilmente con lo stato dell’emergenza ed il personale disponibile
al fine di agevolare l'uscita dei mezzi e l'ingresso per quelli di soccorso.
5. Provvedere a far defluire gli esterni presenti nello stabilimento e negli uffici. Impedire
l'accesso alle persone non autorizzate.
6. Su ordine del Responsabile dell'emergenza provvedere a far uscire tutti gli automezzi presenti
nel deposito, in condizioni di sicurezza e celerità.
7. Gestire, a cura del Centralinista le richieste di comunicazione impartite dal Responsabile
dell’emergenza
In generale, il coordinatore delle emergenze, in base alla propria esperienza e alle prove di
addestramento effettuate, dovrà decidere come intervenire sulla emergenza e definire le relative
modalità di intervento del personale incaricato (squadra di emergenza, addetti al primo soccorso,
addetti ai contatti esterni ecc..). Le modalità di intervento sono dettagliatamente specificate nelle
procedure operative contenute nel PEI.
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SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Presidi di pronto soccorso
Esiste all’interno dello stabilimento una dotazione di materiale per il Pronto Soccorso di primo
intervento e una parte del personale è stata incaricata e formata per prestare il primo soccorso, in
attesa di poter disporre del servizio sanitario pubblico allertato all’esterno.
SEZIONE 8
INFORMAZIONI PER LE AUTORITA’ COMPETENTI SULLE SOSTANZE
ELENCATE NELLA SEZIONE 4
Sostanza:
PROPANO
Utilizzazione
Materia prima
Intermedio
Prodotto finito
SI
NO
NO
Solvente
NO
Catalizzatore NO
Altro
NO
Identificazione
Nome chimico:
PROPANO
Nomi commerciali e sinonimi:
DIMETILMETANO- PROPANO COMMERCIALE
Nomenclatura Chemical Abstract:
PROPANE
Numero di registro CAS:
CAS 74-98-6
Numero CEE:
Formula bruta:
C3-H8
Peso molecolare:
44.11
Formula di struttura:
CH3-CH2-CH3
Caratteristiche chimico-fisiche (*)
Stato fisico:
GASSOSO
Colore:
INCOLORE
Odore:
CARATTERISTICO
Solubilità in acqua:
NON SOLUBILE
Solubilità nei princ. solventi organici:
IDROCARBURI
Densità
508 g/l a 15°C
Peso spec. dei vapori relativo all’aria:
1.5
Punto di fusione:
-187°C
Punto di ebollizione:
-42°C
14
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Punto di infiammabilità:
Limite inf. e sup. di inf. in aria (% in
vol.):
-104°C
2.1 – 9.5 %
Temperatura di autoaccensione:
468°C
Tensione di vapore:
7.5 bar
Reazioni pericolose:
NON APPLICABILE
15
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Classificazione ed etichettatura
di legge: X
provvisoria:
non richiesta:
Simbolo di pericolo:
Fiamma (F+)
Indicazioni di pericolo:
Estremamente Infiammabile
Frasi di rischio:
R12 - Altamente infiammabile;
Consigli di prudenza:
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
Informazioni tossicologiche
Vie di penetrazione:
ingestione
Inalazione
X
Tossicità acuta:
ASFISSIANTE
Tossicità cronica:
NON ESISTONO EVIDENZE
Corrosività / Potere irritante:
PUO’ PROVOCARE USTIONI DA FREDDO
-
cute
X
-
occhio
X
Potere sensibilizzante:
NON ESISTONO EVIDENZE
Cancerogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Mutagenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Teratogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Contatto
Informazioni Ecotossicologiche
Aria
-
biodegradabilità
-
diffusione
-
persistenza
-
bioaccum./bioconcentr.
Acqua
Suolo
NON SONO DISPONIBILI DATI NÉ ESISTONO EVIDENZE DI ECOTOSSICITÀ
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SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Sostanza:
BUTANO
Utilizzazione
Materia prima
Intermedio
Prodotto finito
SI
NO
NO
Solvente
NO
Catalizzatore NO
Altro
NO
Identificazione
Nome chimico:
N-BUTANO
Nomi commerciali e sinonimi:
METILETILMETANO
Nomenclatura Chemical Abstract:
BUTANE
Numero di registro CAS:
CAS 106-97-8
Numero CEE:
Formula bruta:
C4-H10
Peso molecolare:
58.10
Formula di struttura:
CH3-CH2-CH2-CH3
Caratteristiche chimico-fisiche (*)
Stato fisico:
GASSOSO
Colore:
INCOLORE
Odore:
CARATTERISTICO
Solubilità in acqua:
NON SOLUBILE
Solubilità nei princ. solventi organici:
IDROCARBURI
Densità
584 g/l a 15°C
Peso spec. dei vapori relativo all’aria:
2.0
Punto di fusione:
-138°C
Punto di ebollizione:
-0.5°C
Punto di infiammabilità:
-60°C
Limite inf. e sup. di inf. in aria (% in
vol.):
1.6 – 8.5 %
Temperatura di autoaccensione:
405°C
Tensione di vapore:
1.8 bar
Reazioni pericolose:
NON APPLICABILE
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SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Classificazione ed etichettatura
di legge: X
provvisoria:
non richiesta:
Simbolo di pericolo:
Fiamma (F+)
Indicazioni di pericolo:
Estremamente Infiammabile
Frasi di rischio:
R12 - Altamente infiammabile;
Consigli di prudenza:
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
Informazioni tossicologiche
Vie di penetrazione:
ingestione
Inalazione
X
Tossicità acuta:
ASFISSIANTE
Tossicità cronica:
NON ESISTONO EVIDENZE
Corrosività / Potere irritante:
PUO’ PROVOCARE USTIONI DA FREDDO
-
cute
X
-
occhio
X
Potere sensibilizzante:
NON ESISTONO EVIDENZE
Cancerogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Mutagenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Teratogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Contatto
Informazioni Ecotossicologiche
Aria
-
biodegradabilità
-
diffusione
-
persistenza
-
bioaccum./bioconcentr.
Acqua
Suolo
NON SONO DISPONIBILI DATI NÉ ESISTONO EVIDENZE DI ECOTOSSICITÀ
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SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Sostanza:
DIMETILETERE (D.M.E.)
Utilizzazione
Materia prima
Intermedio
Prodotto finito
SI
NO
NO
Solvente
NO
Catalizzatore NO
Altro
NO
Identificazione
Nome chimico:
DIMETILETERE
Nomi commerciali e sinonimi:
DIMETILETERE – DME
Nomenclatura Chemical Abstract:
DIMETHYL ETER
Numero di registro CAS:
CAS 115-10-6
Numero CEE:
Formula bruta:
C2-H6-O
Peso molecolare:
46.069
Formula di struttura:
CH3-OCH3
Caratteristiche chimico-fisiche (*)
Stato fisico:
GASSOSO
Colore:
INCOLORE
Odore:
CARATTERISTICO
Solubilità in acqua:
max 76 g/l a 1 bar
Solubilità nei princ. solventi organici:
IDROCARBURI – ALCOLI
Densità
666 g/l a 20°C
Peso spec. dei vapori relativo all’aria:
1.64
Punto di fusione:
-141.5°C
Punto di ebollizione:
-24.82°C
Punto di infiammabilità:
-40°C
Limite inf. e sup. di inf. in aria (% in
vol.):
2.7 – 32 %
Temperatura di autoaccensione:
240°C
Tensione di vapore:
4.1 bar
Reazioni pericolose:
NON APPLICABILE
19
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Aprile 2008
Classificazione ed etichettatura
di legge: X
provvisoria:
non richiesta:
Simbolo di pericolo:
Fiamma (F+)
Indicazioni di pericolo:
Estremamente Infiammabile
Frasi di rischio:
R12 - Altamente infiammabile;
Consigli di prudenza:
S2 Conservare fuori dalla portata dei bambini.
S7 Conservare il recipiente ben chiuso.
S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato.
S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare.
S33 Evitare l'accumulo di cariche elettrostatiche.
Informazioni tossicologiche
Vie di penetrazione:
ingestione
Inalazione
X
Contatto
Tossicità acuta:
ASFISSIANTE
Tossicità cronica:
NON ESISTONO EVIDENZE
Corrosività / Potere irritante:
PUO’ PROVOCARE USTIONI DA FREDDO
-
cute
X
-
occhio
X
Potere sensibilizzante:
NON ESISTONO EVIDENZE
Cancerogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Mutagenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Teratogenesi:
NON ESISTONO EVIDENZE
Informazioni Ecotossicologiche
Aria
-
biodegradabilità
-
diffusione
-
persistenza
-
bioaccum./bioconcentr.
Acqua
Suolo
NON SONO DISPONIBILI DATI NÉ ESISTONO EVIDENZE DI ECOTOSSICITÀ
20
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Giugno 2006
SEZIONE 9
INFORMAZIONI PER LE AUTORITA’ COMPETENTI SUGLI SCENARI INCIDENTALI CON IMPATTO ALL’ESTERNO DELLO
STABILIMENTO
DISTANZE DI EMERGENZA
EVENTO INIZIALE
INCENDIO
CONDIZIONI DI SVILUPPO
SI
LOCALIZZATO
IN ARIA
MODALITÀ DI RILASCIO
IN FASE LIQUIDA/SOLIDA
IN FASE GAS/VAPORE
AD ALTA VELOCITÀ
IN FASE GAS/VAPORE
ESPLOSIONE
SI
CONFINATA
NON CONFINATA
MODELLO SORGENTE
2^ ZONA
3^ ZONA
29 m
42 m
50 m
47 m
56 m
63 m
154 m
253 m
-
22 m
99 m
244 m
Incendio di recipiente
(Tank fire)
Incendio da pozza
(Pool fire)
Getto di fuoco
(Jet fire)
Incendio di nube
(Flash fire)
Sfera di fuoco
(Fireball)
Reazione sfuggente
(Run away reaction)
Miscela di gas/vapori
infiammabili (V.C.E)
Polveri infiammabili
Miscela di gas/vapori
Infiammabili
(U.V.C.E.)
21
1^ ZONA
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Giugno 2006
TRANSIZIONE RAPIDA DI FASE
Esplosione fisica
(BLEVE)
SEZIONE 9 – Continua
DISTANZE DI EMERGENZA
EVENTO INIZIALE
CONDIZIONI DI SVILUPPO
MODALITÀ DI RILASCIO
MODELLO SORGENTE
1^ ZONA
RILASCIO DI SOSTANZE
PERICOLOSE
SI
IN FASE LIQUIDA
(perdita di GPL con gli
effetti di incendio ed
splosione visti in
precedenza)
SI IN ACQUA
Dispersione liquido/liquido
(fluidi solubili)
emulsioni liquido/liquido
(fluidi insolubili)
Evaporazione da liquido
(fluidi insolubili)
Dispersione da liquido
(fluidi insolubili)
Dispersione
SUL SUOLO
Evaporazione da pozza
IN FASE GAS/VAPORE SI AD ALTA O BASSA VELOCITÀ
(perdita di GPL con gli
DI RILASCIO
effetti di incendio ed
splosione visti in
precedenza)
22
Dispersione per turbolenza
(densità della nube inf. a
quella dell'aria)
Dispersione per gravità
(densità della nube
superiore a quella
dell'aria)
2^ ZONA 3^ ZONA
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
cfr. incendio/esplosione
-
-
-
cfr. incendio/esplosione
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Giugno 2006
Allegato 1
Planimetria dell’area circostante lo Stabilimento
(con inviluppo delle aree di danno degli scenari incidentali ipotizzati)
23
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Giugno 2006
Sintesi delle massime distanze ottenute per ciascuna zona di danno
Legenda
LFL
½ LFL
1a zona di danno a 154 m
Zona di Inizio letalità a 253 m
24
SETTALA GAS - Deposito, purificazione ed imbottigliamento GPL
Scheda di Informazione sui Rischi di Incidente Rilevant
Giugno 2006
Allegato 2
Cartografia in formato A3 con evidenziazione dei confini di stabilimento e
delle principali aree produttive, logistiche ed amministrative.
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