Ceramica e Territorio:
Dinamiche Socio-Demografiche
e Trasformazioni Economiche
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Facoltà di Economia “Marco Biagi”
Dipartimento di Economia Aziendale
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Dipartimento di Economia Aziendale
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Ottobre 2006
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autore.
Indice
PRESENTAZIONE
p. III
INTRODUZIONE
p. 1
PARTE PRIMA
L’AREA CERAMICA
1. IL DISTRETTO CERAMICO:
MODIFICAZIONI PRODUTTIVE E RIFLESSI SOCIALI
1.1. INTRODUZIONE
p. 4
1.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 6
1.2.1. La struttura demografica
p. 6
1.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 10
1.2.3. Il mercato del lavoro
p. 19
1.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 24
1.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 24
1.3.2. Le attività di servizi
p. 28
1.3.3. L’industria
p. 31
1.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 34
1.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 38
PARTE SECONDA
I COMUNI DEL DISTRETTO CERAMICO
2. IL COMUNE DI SASSUOLO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
2.1. INTRODUZIONE
p. 41
2.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 43
2.2.1. La struttura demografica
p. 43
2.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 45
2.2.3. Il mercato del lavoro
p. 47
2.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 50
2.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 50
2.3.2. Le attività di servizi
p. 53
2.3.3. L’industria
p. 54
2.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 56
2.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 58
3. IL COMUNE DI FIORANO MODENESE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
3.1. INTRODUZIONE
p. 60
3.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 62
3.2.1. La struttura demografica
p. 62
3.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 64
3.2.3. Il mercato del lavoro
p. 65
3.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 68
3.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 68
3.3.2. Le attività di servizi
p. 70
3.3.3. L’industria
p. 72
3.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 74
3.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 76
4. IL COMUNE DI MARANELLO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
4.1. INTRODUZIONE
p. 78
4.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 80
4.2.1. La struttura demografica
p. 80
4.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 82
4.2.3. Il mercato del lavoro
p. 84
4.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 87
4.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 87
4.3.2. Le attività di servizi
p. 90
4.3.3. L’industria
p. 92
4.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 93
4.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 95
5. IL COMUNE DI FORMIGINE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
5.1. INTRODUZIONE
p. 97
5.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 99
5.2.1. La struttura demografica
p. 99
5.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 101
5.2.3. Il mercato del lavoro
p. 103
5.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 106
5.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 106
5.3.2. Le attività di servizi
p. 108
5.3.3. L’industria
p. 110
5.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 112
5.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 114
6. IL COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
6.1. INTRODUZIONE
p. 116
6.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 118
6.2.1. La struttura demografica
p. 118
6.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 120
6.2.3. Il mercato del lavoro
p. 122
6.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 125
6.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 125
6.3.2. Le attività di servizi
p. 128
6.3.3. L’industria
p. 130
6.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 131
6.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 133
7. IL COMUNE DI SCANDIANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
7.1. INTRODUZIONE
p. 135
7.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 137
7.2.1. La struttura demografica
p. 137
7.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 139
7.2.3. Il mercato del lavoro
p. 140
7.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 143
7.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 143
7.3.2. Le attività di servizi
p. 145
7.3.3. L’industria
p. 147
7.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 149
7.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 151
8. IL COMUNE DI CASALGRANDE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
8.1. INTRODUZIONE
p. 153
8.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 155
8.2.1. La struttura demografica
p. 155
8.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 157
8.2.3. Il mercato del lavoro
p. 158
8.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 161
8.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 161
8.3.2. Le attività di servizi
p. 163
8.3.3. L’industria
p. 165
8.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 167
8.4. ALCUNE
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 169
9. IL COMUNE DI CASTELLARANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
9.1. INTRODUZIONE
p. 171
9.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 173
9.2.1. La struttura demografica
p. 173
9.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 175
9.2.3. Il mercato del lavoro
p. 176
9.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 179
9.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 179
9.3.2. Le attività di servizi
p. 181
9.3.3. L’industria
p. 183
9.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 184
9.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 186
10. IL COMUNE DI RUBIERA:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
10.1.
INTRODUZIONE
p. 188
10.2.
STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 190
10.2.1. La struttura demografica
p. 190
10.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 192
10.2.3. Il mercato del lavoro
p. 193
10.3.
LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 196
10.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 196
10.3.2. Le attività di servizi
p. 198
10.3.3. L’industria
p. 200
10.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 201
10.4.
ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 203
11. IL COMUNE DI VIANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
11.1.
INTRODUZIONE
p. 205
11.2.
STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
p. 207
11.2.1. La struttura demografica
p. 207
11.2.2. La popolazione e il livello di istruzione
p. 209
11.2.3. Il mercato del lavoro
p. 210
11.3.
LA STRUTTURA PRODUTTIVA
p. 213
11.3.1. Il tessuto economico e produttivo
p. 213
11.3.2. Le attività di servizi
p. 215
11.3.3. L’industria
p. 217
11.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
p. 218
11.4.
ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
p. 220
INDICE DELLE FIGURE
p. 221
INDICE DELLE TABELLE
p. 223
PRESENTAZIONE
Lo sviluppo economico interagisce continuamente con l’evoluzione demografica con meccanismi di
condizionamento molto complessi. Le regole del ricambio della popolazione e la sua struttura (età, grado di
istruzione, posizione occupazionale e professionale,..…), sono determinati dalla tipologia di sviluppo. D’altra
parte, i sentieri seguiti dallo sviluppo economico devono essere compatibili (o almeno in parte) con
determinate condizioni demografiche. Le due dinamiche non viaggiano alla stessa velocità e si crea una
sfasatura temporale tra demografia e sviluppo economico. La popolazione evolve in modo più lento: da un lato
i comportamenti demografici di oggi fanno sentire i loro effetti solo a distanza di qualche decennio e, dall’altro,
la congiuntura demografica evolve con tempi più lenti rispetto a quella economica.
Quale è stato il rapporto tra “popolazione e sviluppo” nell’area della ceramica? Quali sono le connessioni
tra sviluppo socio-economico e demografia oggi, in questo sistema industriale che vede emigrare verso altri
territori le condizioni che ne avevano per lungo tempo “tirato“ lo sviluppo?
Quesiti di non poco conto che non potevano essere del tutto ignorati all’interno di un progetto di ricerca che
aveva scelto come fulcro “Il sistema ceramico di fronte alla globalizzazione: strategie di impresa e strategie di
sistema”. Un progetto condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio
Emilia e che ha coinvolto in un ruolo attivo esponenti del mondo economico e delle istituzioni locali. Ed è a
questi attori che si rivolge lo sforzo di analisi e di indagine compiuto dal lavoro di ricerca.
Agli attori istituzionali perché chiamati a fare fronte ad una domanda crescente ed articolata di bisogni
portati dalla popolazione: istruzione, casa e servizi. Agli operatori economici che devono poter reperire forza
lavoro in termini di quantità ed ancor più di qualità (per livelli di istruzione, profili professionali) adeguati per
poter rinnovare la loro condizione di competitività sul mercato.
Vi è un secondo gruppo di quesiti non meno importanti: Qual è stato il tipo di sviluppo che ha vissuto
questa parte del territorio a cavallo delle province di Modena e Reggio Emilia? E ancora: Quale ruolo ha avuto
la produzione di piastrelle nell’orientare lo sviluppo economico e nel favorire certe specializzazioni produttive
sul territorio? Le risposte a questi quesiti sono facili da trovare: la monocoltura produttiva è ben “segnalata” dal
panorama del territorio oltre che dalle rilevazioni statistiche. Più difficile interrogarsi sugli effetti odierni – ed
ancor più in prospettiva – che possono derivare da questa dipendenza dalla produzione ceramica e dalle
attività collegate. Questo pone il problema di natura economica di quali nuove attività incoraggiare e
sviluppare ma non è privo di implicazioni di natura socio-demografica. La difesa delle produzioni esistenti ed
ancor i processi di riconversione/diversificazione produttiva non si improvvisano, non scendono dal cielo, ma
vanno preparati e vanno accompagnati. In questo lavoro c’e’ spazio per tutti: istituzioni, enti locali, imprese.
In sintesi, lo sviluppo recente di questa attività ha trasformato un territorio, ha prodotto sviluppo, ha diffuso
ricchezza e, al tempo stesso, ne ha modificato il volto sul piano socio-demografico. La globalizzazione non
sarà come una della tante “congiunture” sperimentate in passato. In fondo questo fenomeno dice che: Ci sono
anche gli altri, che vogliono partecipare alla produzione di ricchezza e beneficiarne……in contesto di
competizione globale.
VI
Lo studio che viene qui presentato si inserisce nel più ampio progetto di ricerca anzi menzionato “Il
sistema ceramico di fronte alla globalizzazione: strategie di impresa e strategie di sistema”, che ha
impegnato, nel corso del 2005-2006, un folto gruppo di docenti e ricercatori del Dipartimento di
Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il gruppo, coordinato da
Tiziano Bursi (Responsabile Scientifico) è composto da Tiziano Manfredini, Giuseppe Nardin, Gianluca
Marchi, Silvia Grappi, Elisa Martinelli, Marina Vignola, Bernardo Balboni, Elisa Degoli, Claudio Giachetti,
Stefano Malagoli e Patrizia Vecchi. Un gruppo di laureandi e di giovani laureati si è unito nello sforzo
comune di portare a compimento il lavoro.
Se il lavoro di ricerca ha trovato il momento di definizione e di disegno della sua architettura in ambito
universitario, molto prezioso si è dimostrato l’apporto fornito da diversi attori del mondo economico e
delle istituzioni che hanno condiviso gli obiettivi ed il metodo di lavoro, fornito un contributo sul piano
progettuale ed offerto un sostegno economico alla sua realizzazione. In quest’ultimo ruolo - all’Università
degli studi di Modena e Reggio Emilia - si sono uniti attori espressione del mondo delle imprese:
Assopiastrelle, Acimac, Cna; enti ed istituzioni pubbliche: Regione Emilia Romagna, Provincia di
Modena e Comuni dell’area ceramica: Sassuolo, Fiorano, Maranello, Formigine, Castellarano,
Casalgrande e Scandiano. Senza il loro intervento questo progetto non sarebbe decollato.
L’attuale documento “CERAMICA E TERRITORIO: DINAMICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE E
TRASFORMAZIONI ECONOMICHE” rappresenta le modificazioni sul piano sociale e produttivo che si
sono succedute a partire dagli anni ’80 e riconducibili in larga parte allo sviluppo della produzione
ceramica. L’analisi offre una visione dei fenomeni a scala di distretto ceramico per poi calarsi sul territorio
a livello dei comuni interessati alla produzione ceramica.
Il presente documento va attribuito alla Dr.ssa Patrizia Vecchi che ha curato l’impostazione,
l’elaborazione dei dati e la stesura del testo. A lei va l’apprezzamento da parte di tutto il gruppo di ricerca
per il lavoro svolto. Alla Dr.ssa Elena Ruozzi va un ringraziamento per la collaborazione prestata nella
fase di editing del lavoro.
Tiziano Bursi
Responsabile scientifico del progetto di ricerca
Modena, settembre 2006
VII
INTRODUZIONE
La produzione di piastrelle in ceramica e molte attività di tipo manifatturiero e di servizi ad essa collegate, si
sviluppano su una porzione di territorio di circa 400 kmq., collocata a cavallo delle province di Modena e
Reggio Emilia. Dell’area modenese sono interessati i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Maranello,
Formigine e Castelvetro di Modena. Al territorio reggiano appartengono i comuni di Castellarano,
Casalgrande, Scandiano, Rubiera e Viano. A partire dagli anni ’50 del secolo scorso, lo sviluppo della
produzione di piastrelle di ceramica ha trasformato il volto di questo territorio sotto il profilo socio-economico:
da area prevalentemente agricola essa è passata ad area con una diffusa presenza di attività di tipo
industriale, artigianale e di servizi.
Il motore di questa metamorfosi è stato l’insediamento delle prime aziende ceramiche e l’avvio di iniziative
imprenditoriali in settori di attività collegati al ciclo della piastrella e diffuse in tutto il territorio. Ne è conseguito
un processo di sviluppo di tipo “diffuso” sul piano territoriale e di tipo “sistemico” dal punto di vista delle
specializzazioni produttive: relazioni con il settore ceramico e relazioni tra le diverse attività manifatturiere e di
servizi insediatesi nell’area a ridosso delle imprese ceramiche.
Il vistoso fiorire di iniziative imprenditoriali e di attività economiche si è riverberato a macchia d’olio sul
piano economico-occupazionale e su quello demografico-sociale. Tutta l’area ha visto un continuo incremento
demografico, alimentato sia dalla componente naturale, sia da quella migratoria.
Obiettivo della presente analisi è quello di cogliere la rilevanza della dimensione demografico-sociale nel
processo di sviluppo di un’area ad elevata specializzazione produttiva quale è l’area della ceramica.
Il lavoro si compone di due parti. La prima è dedicata all’analisi della struttura socio-demografica ed
economica del distretto nel suo complesso. In dettaglio essa propone:
- un’analisi dei tratti demografici fondamentali del territorio distrettuale (base demografica,
composizione della popolazione residente per sesso, classe d’età, provenienza, livello di
istruzione, condizione lavorativa, posizione professionale e ramo di attività), cogliendone altresì gli
aspetti evolutivi del periodo compreso tra i censimenti del 1981 e del 2001;
- un esame della struttura economica e produttiva dell’area;
- un approfondimento sulle attività manifatturiere;
- un focus sull’attività più rilevante dell’economia dell’area: la produzione di piastrelle di ceramica.
La seconda parte ripropone la stessa lettura su dieci diverse porzioni territoriali, ciascuna circoscritta a un
comune dell’area. Questa lettura più ravvicinata consente di apprezzare i tratti di specificità esistenti a livello
comunale, oltre che favorire confronti con l’area ceramica nel suo complesso e con gli altri comuni del
distretto.
1
PARTE PRIMA
L’AREA CERAMICA
IL DISTRETTO CERAMICO:
MODIFICAZIONI PRODUTTIVE E RIFLESSI SOCIALI
1.1 INTRODUZIONE
L’area di produzione di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti si estende su una superficie
limitata di 409,92 kmq., situata nella fascia pedemontana tra le province di Modena e Reggio Emilia (Fig. 1.1).
Composta da dieci comuni, equamente suddivisi fra le due Province, l’area registra al proprio interno una
notevole concentrazione di insediamenti residenziali e attività industriali, qualificandosi come uno dei più
vistosi e sorprendenti esempi dello sviluppo industriale avviatosi in Italia a partire dagli anni del secondo
dopoguerra, e di agglomerazione di imprese secondo un modello tipicamente distrettuale. Alla data del 2001,
secondo i dati del Censimento Istat, in questa porzione di territorio risiedono 174.877 abitanti, con una densità
superiore ai 400 abitanti per kmq. contro una media regionale pari a 180 abitanti. Nell’area operano, alla
stessa data, 17.509 unità produttive e sono impiegati 93.001 addetti. All’industria ceramica appartengono 370
realtà produttive che offrono occupazione a 20.710 addetti.
Figura 1.1 L’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
In pochi decenni l’economia locale è passata da prevalentemente agricola ad industriale; su questo
territorio, caratterizzato dalla presenza di importanti infrastrutture viarie e ferroviarie, si è infatti avviato a
partire dalla fine degli anni ’50 un processo di industrializzazione diffusa, che inizialmente ha riguardato
l’attività di produzione di piastrelle di ceramica e successivamente ha coinvolto numerose altre attività
manifatturiere e di servizi ad essa collegate. Lo straordinario sviluppo che il settore ceramico ha vissuto su
questo territorio nel corso degli anni ’60 e ’70 ha infatti contribuito in modo determinante, se non addirittura
esclusivo, alla nascita prima e alla prosperità poi di molteplici attività - manifatturiere e di servizio - collaterali,
formatesi sotto l’iniziativa di forze imprenditoriali locali. Tali attività hanno visto crescere nel tempo la loro
consistenza in termini di numero di unità produttive, addetti e ricchezza prodotta, incoraggiate anche da fattori
quali uno spiccato spirito di iniziativa, ridotte barriere all’entrata e notevoli opportunità venutesi a creare negli
anni di intenso sviluppo dell’industria ceramica. La caratteristica principale del distretto è l’elevato livello di
4
integrazione in uno stesso ambito territoriale di tutte queste diverse attività e fasi lavorative, che genera
sensibili vantaggi per le imprese ivi localizzate. Tali attività hanno a loro volta favorito lo sviluppo dell’industria
ceramica locale e, più in generale, il processo di arricchimento del tessuto economico-produttivo dell’area. Ciò
fa assumere all’area la configurazione di “sistema ceramico”.
Per quanto riguarda la struttura del capitolo, esso fornisce, in prima battuta, un’analisi della struttura
demografica del territorio, cogliendone altresì gli aspetti evolutivi del periodo compreso tra i censimenti del
1981 e del 2001.
Nella parte successiva si affronta l’esame della sua struttura economica e produttiva. Dopo un esame
generale delle tendenze emerse nel periodo, si procede all’approfondimento delle attività del terziario, il cui
ruolo è in progressiva crescita nell’economia del distretto.
Segue quindi un approfondimento sulle attività dell’industria, nel quale emergerà il graduale
ridimensionamento del loro ruolo nella definizione delle caratteristiche produttive del distretto. Infine, si
soffermerà l’attenzione su un’attività rilevante nell’economia dell’area: la produzione di piastrelle di ceramica.
Questa analisi della struttura distrettuale consentirà di cogliere gli aspetti salienti della dimensione
demografica e di quella produttiva, al fine di delineare chiaramente le caratteristiche strutturali ed evolutive del
territorio.
5
1.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
1.2.1
La struttura demografica
Nell’area ceramica, al 2001, risiede complessivamente una popolazione di 174.877 abitanti, di cui il 53% è
residente in tre comuni: Sassuolo (23%), Formigine (17%) e Scandiano (13%). Tra il 1981 e il 2001 la
popolazione nel distretto è cresciuta del 15,3%: a tale incremento hanno partecipato in maniera significativa i
comuni di Formigine, Castellarano e Maranello, i quali vi hanno contribuito nella misura, rispettivamente, del
36,8%, 17,7% e 13,2% 1. Per quanto riguarda le singole realtà comunali, nel periodo 1981-2001, Castellarano
ha aumentato la propria popolazione di ben il 53,9%, seguito da Formigine (39,8%), Castelvetro di Modena
(27,9%), Maranello (24,0%) e Viano (22,1%) (Tab. 1.1).
Tabella 1.1 Area Ceramica: popolazione residente. Valori assoluti, variazione percentuale, incidenza sulla popolazione del distretto e
flusso
Flusso
% sulla
Variazione %
popolazione
Valore assoluto
popolazione del
‘81-‘01
residente
Comune
distretto al 2001
’81-‘01
2001
1981
1991
Sassuolo
40.226
40.275
Fiorano Modenese
14.745
15.644
Maranello
12.832
14.574
Formigine
21.509
26.667
Castelvetro di Modena
7.497
8.081
Scandiano
21.512
21.908
Casalgrande
13.382
13.269
Castellarano
7.652
8.894
Rubiera
9.785
9.654
Viano
2.471
2.670
Area Ceramica
151.611
161.636
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
39.852
16.137
15.912
30.073
9.589
22.839
14.226
11.774
11.458
3.017
174.877
-0,9%
9,4%
24,0%
39,8%
27,9%
6,2%
6,3%
53,9%
17,1%
22,1%
15,3%
22,8%
9,2%
9,1%
17,2%
5,5%
13,1%
8,1%
6,7%
6,6%
1,7%
100,0%
-1,6%
6,0%
13,2%
36,8%
9,0%
5,7%
3,6%
17,7%
7,2%
2,3%
100,0%
L’esame della composizione per classi d’età della struttura demografica a livello distrettuale porta alla luce
il tendenziale invecchiamento della popolazione e nel contempo il complessivo aumento della popolazione in
età lavorativa. Nello specifico, si possono cogliere le seguenti dinamiche (Tab. 1.2):
una diminuzione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che è stata particolarmente
accentuata nel decennio 1981-1991 in conseguenza del calo della natalità verificatosi in quel
periodo, ed è stata in parte attenuata dalla ripresa delle nascite avvenuta nel decennio successivo.
La contrazione della popolazione infantile fa intravedere un futuro innalzamento dell’età media nel
distretto e del tasso di invecchiamento della popolazione;
una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), anch’essa da attribuirsi al
considerevole calo delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80;
un costante e progressivo aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) con il conseguente
ampliamento della base di popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44
anni), sia di quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni);
1
Tali valori indicano il flusso della popolazione residente inteso come il contributo percentuale di ogni comune alla
variazione assoluta della popolazione del distretto.
6
-
un aumento, infine, della popolazione “anziana” (over 65 anni), sia di quella con un’età compresa tra
i 65 e i 74 anni (+42,2%), sia - ancor più - di quella con un’età superiore ai 75 anni; quest’ultima
cresce più del doppio (+133,4%) e contribuisce alla crescita della popolazione residente nel distretto
nella misura del 31,6% 2.
Tabella 1.2 Area ceramica: popolazione distribuita per classi d’età. Valori assoluti negli anni 1981-1991-2001 e variazione assoluta
1981-2001
Comuni
Sassuolo
< 5
5–9
10-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Fiorano Modenese
2.225
1.917
1.905
2.924
1.788
1.948
3.105
2.090
1.946
6.751
6.103
4.220
6.088
7.085
6.307
5.586
5.739
6.521
5.366
5.212
5.272
4.127
4.819
4.683
2.728
3.387
4.001
1.326
2.135
3.049
40.226
40.275
39.852
-320
-976
-1.159
-2.531
219
935
-94
556
1.273
1.723
-374
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Maranello
1.034
797
799
1.267
886
790
1.191
1.033
823
2.500
2.533
1.970
2.624
2.738
2.763
2.041
2.530
2.673
1.779
1.953
2.325
1.199
1.564
1.754
746
988
1.336
364
622
904
14.745
15.644
16.137
-235
-477
-368
-530
139
632
546
555
590
540
1.392
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Formigine
828
677
809
1.074
747
739
1.024
851
736
1.926
2.371
1.779
2.224
2.425
2.841
1.792
2.393
2.538
1.441
1.860
2.378
1.185
1.406
1.759
905
1.085
1.256
433
759
1.077
12.832
14.574
15.912
-19
-335
-288
-147
617
746
937
574
351
644
3.080
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Castelvetro di Modena
1.295
1.373
1.610
1.665
1.367
1.524
1.606
1.527
1.484
3.164
3.916
3.165
3.465
4.584
5.165
3.109
4.260
5.068
2.640
3.496
4.211
2.040
2.758
3.390
1.719
1.947
2.526
806
1.439
1.930
21.509
26.667
30.073
315
-141
-122
1
1.700
1.959
1.571
1.350
807
1.124
8.564
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Scandiano
395
360
465
527
338
497
552
429
430
1.047
1.176
935
1.068
1.323
1.683
1.019
1.171
1.647
917
1.031
1.241
798
907
1.056
763
708
844
411
638
791
7.497
8.081
9.589
70
-30
-122
-112
615
628
324
258
81
380
2.092
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
1.298
899
1.029
1.587
961
943
1.566
1.277
999
3.121
3.202
2.399
3.412
3.330
3.607
2.953
3.346
3.469
2.690
2.868
3.244
2.298
2.584
2.737
1.787
2.006
2.356
800
1.435
2.056
21.512
21.908
22.839
-269
-644
-567
-722
195
516
554
439
569
1.256
1.327
(Segue Tab. 1.2)
(Continua Tab. 1.2)
2
Si fa riferimento al rapporto tra la variazione assoluta della popolazione di età superiore a 75 anni nel periodo 19812001 e la variazione assoluta della popolazione complessiva del distretto nello stesso periodo.
7
Comuni
< 5
5–9
10-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
814
546
687
1.012
621
669
1.029
783
618
2.155
2.012
1546
2.122
2.186
2.362
1.787
1.991
2.375
1.724
1.710
1.983
1.383
1.571
1.583
895
1.170
1.340
461
679
1.063
13.382
13.269
14.226
-127
-343
-411
-609
240
588
259
200
445
602
844
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Rubiera
517
468
671
598
489
569
554
567
593
1.232
1.339
1.363
1.349
1.516
2.186
955
1.510
2.058
938
1.005
1.726
750
910
1.075
492
669
856
267
421
677
7.652
8.894
11.774
154
-29
39
131
837
1.103
788
325
364
410
4.122
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Viano
425
335
595
638
346
521
721
465
428
1.451
1.388
1.008
1.350
1.461
2.111
1.375
1.390
1.829
1.307
1.335
1.481
1.093
1.221
1.361
929
970
1.119
496
743
1.005
9.785
9.654
11.458
170
-117
-293
-443
761
454
174
268
190
509
1.673
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Area ceramica
125
118
115
147
121
147
153
150
146
359
351
319
288
432
451
325
339
524
341
326
376
345
347
331
247
283
312
141
203
296
2.471
2.670
3.017
-10
0
-7
-40
163
199
35
-14
65
155
546
1981
8.956 11.439 11.501 23.706 23.990 10.942 19.143 15.218 11.211
1991
7.490 7.664 9.172 24.391 27.080 24.669 20.796 18.087 13.213
2001
8.685 8.347 8.203 18.704 29.476 28.702 24.237 19.729 15.946
Variazione assoluta
1981-2001
-271
-3.092
-3.298
-5.002
5.486
7.760
5.094
4.511
4.735
Variazione % 19812001
-3,0% -27,0% -28,7% -21,1%
22,9%
37,1%
26,6%
29,6%
42,2%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
5.505
9.074
12.848
151.611
161.636
174.877
7.343
23.266
133,4%
15,3%
Casalgrande
1981
1991
2001
Variazione assoluta
1981-2001
Castellarano
All’aumento della popolazione residente nel distretto concorre, oltre all’evoluzione naturale della
popolazione locale, anche l’afflusso di popolazione, e quindi di forza lavoro, proveniente dall’estero, la cui
variazione rappresenta il 34% della variazione assoluta della popolazione residente 3 (Tab. 1.3). All’interno
dell’area, i comuni che presentano un maggior flusso migratorio 4 al 2001, sono Sassuolo (31%), Formigine
(14,5%) e Scandiano (11,3%).
Nel corso del decennio 1991-2001 l’incidenza degli stranieri residenti nei singoli comuni sul totale della
popolazione straniera nel distretto è cambiata: fatta eccezione infatti per Sassuolo e Formigine, che
rimangono ai primi posti tra i comuni a maggiore presenza di stranieri, è cresciuto il peso di alcune realtà in
provincia di Reggio Emilia, quali Scandiano (dal 7,3% al 10,3%), Rubiera (dal 4,1% al 7,7%) e Castellarano
(dal 6,2% al 7,1%). Al 2001 una quota elevata di stranieri nel distretto è residente in pochi comuni: essi sono
quelli di Sassuolo, nel quale risiede il 30,6% degli immigrati dell’area, Formigine (16,8%) e Scandiano (10,3%).
3
Tale concetto è indicato in tabella 3 come “Flusso migratorio sulla popolazione residente nel distretto”.
Il riferimento è al contributo percentuale di ogni comune alla variazione assoluta della popolazione immigrata nel
distretto, che in tabella 3 è chiamato “Flusso migratorio sulla popolazione straniera del distretto”.
4
8
Tabella 1.3 Area Ceramica: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti 1991
Stranieri residenti 2001
% sul
% sul
totale
% sulla
totale
% sulla
Comune
Valori
Valori
stranieri popolazione
stranieri popolazione
assoluti
assoluti
nel
del distretto
nel
del distretto
distretto
distretto
Sassuolo
Flusso
migratorio
sulla
popolazione
straniera del
distretto
Flusso
migratorio
sulla
popolazione
residente nel
distretto
426
29,5%
0,26%
1.821
30,6%
1,04%
31,0%
10,5%
99
6,9%
0,06%
389
6,5%
0,22%
6,4%
2,2%
Maranello
144
10,0%
0,09%
358
6,0%
0,20%
4,7%
1,6%
Formigine
346
23,9%
0,21%
999
16,8%
0,57%
14,5%
4,9%
57
3,9%
0,04%
407
6,8%
0,23%
7,8%
2,6%
105
7,3%
0,06%
613
10,3%
0,35%
11,3%
3,8%
Casalgrande
87
6,0%
0,05%
392
6,6%
0,22%
6,8%
2,3%
Castellarano
90
6,2%
0,06%
424
7,1%
0,24%
7,4%
2,5%
Rubiera
59
4,1%
0,04%
457
7,7%
0,26%
8,8%
3,0%
Viano
32
2,2%
0,02%
92
1,5%
0,05%
1,3%
0,5%
0,89%
5.953
100,0%
3,40%
100,0%
34,0%
Fiorano modenese
Castelvetro di Modena
Scandiano
Area Ceramica
1.445 100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
Nel complesso la popolazione straniera residente nel distretto è notevolmente aumentata nel corso del
decennio ’91-’01 arrivando ad occupare circa il 3,4% della popolazione totale al 2001 e contribuendo nella
misura del 34% al suo incremento. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso
provenga dai Paesi dell’Africa, dai quali proviene più della metà degli stranieri residenti nell’area (57,3%),
seguiti dai Paesi europei (30,4%), e dai Paesi asiatici (7,1%). (Tab. 1.4).
Tabella 1.4 Area Ceramica: quota di stranieri residenti per area di provenienza al 2001
Europa
Africa
America
Comune
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
Area Ceramica
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Asia
Altro
Totale
7,2%
2,4%
2,4%
6,3%
1,9%
4,6%
1,6%
1,7%
2,3%
0,4%
20,3%
2,8%
2,8%
8,2%
4,2%
4,0%
4,4%
4,7%
3,8%
1,1%
1,2%
0,4%
0,4%
0,8%
0,2%
0,8%
0,3%
0,4%
0,6%
0,0%
1,7%
0,4%
0,4%
1,4%
0,5%
0,8%
0,2%
0,3%
1,0%
0,1%
0,07%
0,00%
0,00%
0,03%
0,00%
0,02%
0,03%
0,00%
0,00%
0,00%
30,6%
6,5%
6,0%
16,8%
6,8%
10,3%
6,6%
7,1%
7,7%
1,5%
30,4%
57,3%
5,1%
7,1%
0,15%
100,0%
I dati relativi all’incidenza degli stranieri dei singoli comuni sulle rispettive popolazioni locali, si
distribuiscono in un intorno del dato relativo al complesso dell’area ceramica: nella maggior parte dei casi la
quota di popolazione straniera sulla popolazione locale è inferiore al dato distrettuale, mentre solo quattro
comuni mostrano un’incidenza maggiore. In particolare è da rilevare l’elevata incidenza di stranieri sulla
popolazione sassolese, che si attesta al 4,6%. (Tab. 1.5).
9
Tabella 1.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Densità stranieri residenti
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Area ceramica
3,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del grado di istruzione della popolazione del distretto ceramico evidenzia un costante e
progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una
contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti
sia quella di alfabeti 5 (Tab. 1.6.a).
La lettura comparata della crescita del livello d’istruzione della popolazione con l’incremento della
popolazione residente nel distretto, evidenzia l’aumento dell’incidenza della popolazione in possesso di un
titolo di studio: essa è aumentata di 9,6 punti percentuali tra il 1981 e il 1991 (dal 72,5% al 82,1%) e di circa 2
punti percentuali tra il 1991 e il 2001 (dal 82,1% al 84,3%). Nel 2001 si registra l’84,3% di alfabeti con titolo di
studio, il 9,2 di alfabeti privi di titolo e lo 0,6% di analfabeti 6. Questa configurazione si è sostanzialmente
definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e,
contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti senza un livello minimo di istruzione.
Tabella 1.6.a Area ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
valore
assoluto
% su popolazione
totale
Alfabeti senza titolo di studio
valore assoluto
% su popolazione
totale
Analfabeti
valore
assoluto
% su popolazione
totale
1981
109.892
72,5%
28.871
19,0%
1.763
1,2%
1991
132.629
82,1%
18.745
11,6%
1.318
0,8%
2001
147.349
84,3%
16.074
9,2%
1.098
0,6%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Tra il 1981 e il 2001, la popolazione in possesso di un titolo di studio è cresciuta complessivamente del
34,1%; altrettanto consistente è stata la riduzione, a livello ceramico, della popolazione priva di istruzione, che
è stata del 44,3% con riferimento al numero di alfabeti e del 37,7% con riferimento al numero di analfabeti. Tali
5
6
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
10
dinamiche si sono manifestate con intensità diverse all’interno di ciascun comune dell’area ceramica, portando
ad un sensibile innalzamento del livello d’istruzione della popolazione del distretto (Tab. 1.6.b).
Tabella 1.6.b Popolazione e grado di istruzione a livello comunale e a livello distrettuale. Valori assoluti negli anni 1981, 1991, 2001
e variazione percentuale 1981-2001
Sassuolo
1981
1991
2001
Fiorano
Modenese
1981
1991
2001
Maranello
Alfabeti con titolo di studio
Variazione %
Valore assoluto
81-01
29.712
12,7%
33.238
33.485
Alfabeti con titolo di studio
Variazione % 81-01
Valore assoluto
10.333
30,1%
12.536
13.446
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
Formigine
8.859
51,8%
11.816
13.445
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
Castelvetro di
Modena
Valore assoluto
Valore assoluto
Variazione % 81-01
15.987
21,5%
18.168
19.423
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
Castellarano
Variazione % 81-01
5.242
51,9%
6.611
7.963
Alfabeti con titolo di studio
1981
1991
2001
Casalgrande
Variazione % 81-01
15.604
63,4%
22.068
25.496
Alfabeti con titolo di studio
1981
1991
2001
Scandiano
Variazione % 81-01
Variazione % 81-01
9.640
22,4%
10.559
11.802
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
5.213
7.205
9.938
Variazione % 81-01
90,6%
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione %
assoluto
81-01
7.311
-48,4%
4.426
3.776
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
2.919
-44,9%
1.978
1.609
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
2.769
-49,4%
1.804
1.401
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
4.087
-38,9%
2.802
2.496
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
1.638
-39,9%
974
985
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
3.717
-43,4%
2.531
2.105
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
2.550
-41,7%
1.901
1.486
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
1.694
-41,8%
1.055
986
Analfabeti
Variazione %
Valore assoluto
81-01
458
-34,5%
356
300
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
217
-34,1%
159
143
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
167
-38,9%
133
102
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
218
-30,3%
170
152
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
132
-53,8%
75
61
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
185
-38,4%
143
114
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
182
-39,6%
142
110
Analfabeti
Valore assoluto
99
72
56
Variazione % 81-01
-43,4%
(Segue Tab. 1.6.b)
(Continua Tab. 1.6.b)
11
Alfabeti con titolo di studio
Rubiera
Valore assoluto
1981
1991
2001
Viano
7.582
29,5%
8.279
9.820
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
Area ceramica
Variazione % 81-01
Variazione % 81-01
1.720
47,2%
2.149
2.531
Alfabeti con titolo di studio
Valore assoluto
1981
1991
2001
Variazione % 81-01
109.892
132.629
147.349
34,1%
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione %
assoluto
81-01
1.628
-43,6%
928
919
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
558
-44,3%
346
311
Alfabeti senza titolo di studio
Valore
Variazione % 81-01
assoluto
28.871
-44,3%
18.745
16.074
Analfabeti
Variazione %
Valore assoluto
81-01
63
-52,4%
36
30
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
42
-28,6%
32
30
Analfabeti
Valore assoluto
Variazione % 81-01
1.763
1.318
1.098
-37,7%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Nel 2001, più della metà della popolazione in possesso di un titolo di studio risiede in tre comuni dell’area
ceramica, vale a dire in quelli di Sassuolo (22,7%), Formigine (17,3%) e Scandiano (13,2%) (Tab. 1.6.c). Negli
stessi comuni risiede anche la maggior parte della popolazione analfabeta che non possiede alcun titolo di
studio: dei 16.074 alfabeti privi di titolo residenti nell’area al 2001, il 23,5% abita a Sassuolo, il 15,5% a
Formigine e il 13,1% a Scandiano. La popolazione alfabeta è anch’essa concentrata per più della metà in soli
tre comuni del distretto: Sassuolo (27,3%), Formigine (13,8%) e Fiorano Modenese (13%).
Dal confronto fra le situazione registrate nel 1981 e nel 1991 e quella valevole nel 2001 emerge che il peso
relativo dei vari comuni sul totale della popolazione dell’area ceramica è rimasto sostanzialmente immutato nel
corso del tempo con riferimento a tutti e tre i macrogradi di istruzione considerati, rappresentati dal
conseguimento di un titolo di studio, dalla condizione di alfabeta che non possiede alcun titolo e da quella di
analfabeta.
Tabella 1.6.c Area Ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori percentuali sulla popolazione comunale e sul distretto negli
anni 1981, 1991 e 2001
1981
Alfabeti
con
titolo di
studio
Comune
Sassuolo
Fiorano
Modenese
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
Alfabeti
senza
titolo di
studio
Analfabeti
1991
2001
Alfabeti
Alfabeti
senza
con titolo
titolo di
di studio
studio
Alfabeti
Alfabeti
senza
con titolo
titolo di
di studio
studio
Analfabeti
Analfabeti
73,9%
18,2%
1,1%
82,5%
11,0%
0,9%
84,0%
9,5%
0,8%
27,0%
25,3%
26,0%
25,1%
23,6%
27,0%
22,7%
23,5%
27,3%
70,1%
19,8%
1,5%
80,1%
12,6%
1,0%
83,3%
10,0%
0,9%
9,4%
10,1%
12,3%
9,5%
10,6%
12,1%
9,1%
10,0%
13,0%
(Segue Tab. 1.6.c)
(Continua Tab. 1.6.c)
12
1981
Alfabeti
con
titolo di
studio
Comune
Maranello
Formigine
Castelvetro
di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
% su
popolazione
comunale
% su
popolazione
del distretto
Valori assoluti
Area
Ceramica
% su
popolazione
del distretto
Alfabeti
senza
titolo di
studio
Analfabeti
1991
2001
Alfabeti
Alfabeti
senza
con titolo
titolo di
di studio
studio
Alfabeti
Alfabeti
senza
con titolo
titolo di
di studio
studio
Analfabeti
Analfabeti
69,0%
21,6%
1,3%
81,1%
12,4%
0,9%
84,5%
8,8%
0,6%
8,1%
9,6%
9,5%
8,9%
9,6%
10,1%
9,1%
8,7%
9,3%
72,5%
19,0%
1,0%
7,3%
1,1%
0,1%
7,7%
0,8%
0,1%
14,2%
14,2%
12,4%
16,6%
14,9%
12,9%
17,3%
15,5%
13,8%
69,9%
21,8%
1,8%
81,8%
12,1%
0,9%
83,0%
10,3%
0,6%
4,8%
5,7%
7,5%
5,0%
5,2%
5,7%
5,4%
6,1%
5,6%
74,3%
17,3%
0,9%
82,9%
11,6%
0,7%
85,0%
9,2%
0,5%
14,5%
12,9%
10,5%
13,7%
13,5%
10,8%
13,2%
13,1%
10,4%
72,0%
19,1%
1,4%
79,6%
14,3%
1,1%
83,0%
10,4%
0,8%
8,8%
8,8%
10,3%
8,0%
10,1%
10,8%
8,0%
9,2%
10,0%
68,1%
22,1%
1,3%
81,0%
11,9%
0,8%
84,4%
8,4%
0,5%
4,7%
5,9%
5,6%
5,4%
5,6%
5,5%
6,7%
6,1%
5,1%
77,5%
16,6%
0,6%
85,8%
9,6%
0,4%
85,7%
8,0%
0,3%
6,9%
5,6%
3,6%
6,2%
5,0%
2,7%
6,7%
5,7%
2,7%
69,6%
22,6%
1,7%
80,5%
13,0%
1,2%
83,9%
10,3%
1,0%
1,6%
1,9%
2,4%
1,6%
1,8%
2,4%
1,7%
1,9%
2,7%
109.892
28.871
1.763
132.629
18.745
1.318
147.349
16.074
1.098
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
13
Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario (Tab. 1.7.a). Tra il 1981 e il 2001 il numero di laureati nel
territorio del distretto si è quadruplicato; ciò nonostante essi rappresentano al 2001 solo il 5,2% della
popolazione complessiva. La componente femminile è in netto recupero su quella maschile in relazione al
titolo di studio di livello universitario: essa registra un più elevato tasso di crescita del numero di soggetti
laureati e una maggiore incidenza sulla rispettiva popolazione totale (il 6,1% contro il 4,3%) 7, raggiungendo al
2001 un valore assoluto superiore rispetto al numero di maschi laureati.
Anche la popolazione in possesso di un diploma o della licenza media inferiore è in aumento: nel corso del
periodo preso in esame, il numero di diplomati mostra un tasso di crescita del 173,6% con un’incidenza
percentuale sulla popolazione complessiva al 2001 pari al 24,5%, a segnale di una buona diffusione di tale
titolo di studio fra gli abitanti del distretto; il numero di coloro in possesso della licenza media inferiore, invece,
è cresciuto del 65,5% ed essi rappresentano il 28,6% della popolazione al 2001.
L’unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza
elementare: tale fattore è imputabile in parte alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della
popolazione “giovane” (5-24 anni), in parte alla diffusa tendenza al proseguimento degli studi da parte dei
soggetti appartenenti a questa fascia d’età, e non rappresenta pertanto un reale peggioramento del grado di
istruzione di tali soggetti.
7
Tali valori sono calcolati come rapporto tra il numero rispettivamente di donne e di uomini laureati e il numero
rispettivamente di donne e uomini complessivamente residenti nel territorio distrettuale.
14
Tabella 1.7.a Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti negli anni 1981, 1991, 2001 e variazione percentuale 1981-2001
Laurea
maschi
Var.% 81-01
femmine
Diploma
totale
femmine
totale
maschi
femmine
Licenza elementare
totale
maschi
femmine
totale
1981
1.148
549
1.697
7.949
7.686
15.635
16.121
14.052
30.173
30.948
31.439
62.387
1991
1.770
1.150
2.920
13.488
14.125
27.613
25.062
21.133
46.195
26.739
29.162
55.901
2001
3.691
5.345
9.036
20.810
21.970
42.780
27.711
22.850
49.928
21.826
23.805
45.631
221,5%
873,6%
432,5%
161,8%
185,8%
173,6%
71,9%
62,6%
65,5%
-29,5%
-24,3%
-26,9%
24,0%
24,9%
24,5%
32,0%
25,9%
28,6%
25,2%
26,9%
26,1%
% sulla rispettiva
popolazione totale al
4,3%
6,1%
5,2%
2001
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
15
maschi
Licenza media inferiore
Analizzando la situazione nel dettaglio, si osserva come alcuni comuni abbiano partecipato in misura
considerevole all’aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio (Tab 1.7.b). Ad esempio, si
noti come il 24,6% dell’incremento nel numero di laureati del distretto sia imputabile al solo comune di Fiorano
Modenese e come il 72,7% di tale incremento provenga, nel complesso, da soli quattro comuni: Fiorano
Modenese (24,6%), Sassuolo (19,5%), Formigine (18,6%) e Scandiano (10%). Per quanto riguarda il
contributo dei vari comuni all’incremento della popolazione in possesso di un diploma e di quella in possesso
della licenza media inferiore, si osserva come, fatta eccezione per Viano, il cui contributo è basso in relazione
a tutte le tipologie di titolo di studio data la sua minore dimensione demografica, i restanti abbiano contribuito
alla loro diffusione in maniera maggiormente omogenea. Alla diffusione della licenza elementare la
partecipazione dei comuni del distretto è stata variabile per segno ed intensità: Castellarano, in particolare, a
differenza degli altri comuni, ha apportato un contributo negativo alla riduzione complessiva del numero di
soggetti in possesso della sola licenza elementare, i quali a livello locale, anziché diminuire, sono aumentati
del 3,1%. Tra i comuni che contribuiscono maggiormente al decremento della popolazione con il livello minimo
di istruzione, si sottolineano Sassuolo (31,2%), Fiorano Modenese (18%), Scandiano (16,1%) e Casalgrande
(10,6%).
Tabella 1.7.b Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Variazione percentuale 1981-2001 e contributo dei comuni
alla variazione del distretto 1
Comune
Sassuolo
Fiorano
Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di
Modena
Scandiano
Casalgrande
Laurea
Diploma
Licenza media inferiore
Licenza elementare
Contributo
Contributo
Contributo
Contributo
Variazione alla
Variazione alla
Variazione alla
Variazione alla
% 81-01
variazione
% 81-01
variazione
% 81-01
variazione
% 81-01
variazione
del distretto
del distretto
del distretto
del distretto
279,5%
19,5%
113,4%
18,8%
28,5%
12,5%
-32,6%
31,2%
2006,7%
375,2%
469,8%
24,6%
6,6%
18,6%
220,5%
223,8%
219,7%
10,2%
9,3%
19,8%
77,5%
98,6%
109,8%
11,2%
12,2%
22,3%
-49,3%
-16,4%
-14,1%
18,0%
5,0%
7,4%
340,0%
248,6%
3,7%
10,0%
233,8%
125,3%
5,4%
11,4%
132,7%
54,4%
8,2%
11,7%
-19,2%
-30,1%
3,8%
16,1%
398,8%
4,4%
174,8%
7,5%
58,9%
7,9%
-30,9%
10,6%
271,3%
196,0%
270,4%
173,6%
8,5%
7,2%
1,9%
100,0%
89,7%
51,0%
69,5%
65,5%
6,9%
5,2%
1,9%
100,0%
3,1%
-27,7%
-15,7%
-26,9%
-0,5%
7,4%
0,9%
100,0%
Castellarano
495,7%
4,7%
Rubiera
395,2%
6,7%
Viano
348,0%
1,2%
Area Ceramica
432,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981 - 2001
Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il
37,6% degli alfabeti privi di titolo e il 55,4% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni. Tale evidenza
indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto
modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 1.8.a).
1
Il contributo dei vari comuni alla variazione delle popolazioni con diversi titoli di studio è stato calcolato come il
rapporto fra la variazione della popolazione comunale in possesso di un certo titolo e la variazione della popolazione
distrettuale in possesso dello stesso.
16
Tabella 1.8.a Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio nel 2001. Valori assoluti e incidenza della popolazione in età
superiore a 65 anni
Alfabeti privi di titolo di studio
Comune
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di
Mdena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
Analfabeti
3.776
1.609
1.401
2.496
1.353
555
551
822
35,8%
34,5%
39,3%
32,9%
300
143
102
152
169
80
57
78
incidenza
popolazione in
età superiore ai
65 anni
56,3%
55,9%
55,9%
51,3%
985
2.105
1.486
986
919
311
377
919
660
336
328
140
38,3%
43,7%
44,4%
34,1%
35,7%
45,0%
61
114
110
56
30
30
37
69
64
26
14
14
60,7%
60,5%
58,2%
46,4%
46,7%
46,7%
6.041
37,6%
1.098
608
55,4%
Valori assoluti
di cui in età
incidenza
superiore ai 65 popolazione in età
anni
superiore ai 65 anni
Area Ceramica
16.074
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Valori assoluti
di cui in età
superiore ai
65 anni
Fra i comuni che hanno contribuito maggiormente alla riduzione della popolazione priva di istruzione in
particolare figurano, nell’ordine, quelli di Sassuolo (27,6%), Scandiano (12,6%) e Formigine (12,4%) per
quanto riguarda la componente alfabeta, e quelli di Sassuolo (23,8%), Fiorano Modenese (11,1%),
Casalgrande (10,8%), Castelvetro di Modena (10,7%) e Scandiano (10,7%) per quanto riguarda invece la
componente analfabeta, alla cui diminuzione i comuni hanno partecipato in misura lievemente più omogenea
(Tab. 1.8.b).
Tabella 1.8.b Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio. Variazione percentuale 1981-2001 e contributo dei comuni alla
variazione del distretto
Alfabeti privi di titolo di studio
Analfabeti
Comune
Contributo alla
Contributo alla variazione
Variazione % 81-01
Variazione % 81-01
variazione del distretto
del distretto
Sassuolo
-48,4%
27,6%
-34,5%
23,8%
Fiorano Modenese
-44,9%
10,2%
-34,1%
11,1%
Maranello
-49,4%
10,7%
-38,9%
9,8%
Formigine
-38,9%
12,4%
-30,3%
9,9%
Castelvetro di Modena
-39,9%
5,1%
-53,8%
10,7%
Scandiano
-43,4%
12,6%
-38,4%
10,7%
Casalgrande
-41,7%
8,3%
-39,6%
10,8%
Castellarano
-41,8%
5,5%
-43,4%
6,5%
Rubiera
-43,6%
5,5%
-52,4%
5,0%
Viano
-44,3%
1,9%
-28,6%
1,8%
Area Ceramica
-44,3%
100,0%
-37,7%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
È comunque possibile notare come il contributo dei singoli comuni alla diminuzione complessiva del
numero di persone prive di un titolo di studio risenta della dimensione demografica comunale, e quindi come
comuni demograficamente più grandi partecipino maggiormente alla riduzione del numero di alfabeti privi di
titolo di studio e di analfabeti residenti nel distretto.
Dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione residente nei vari comuni del distretto (Tab. 1.9)
emerge come il livello di istruzione delle popolazioni locali di Sassuolo, Formigine, Scandiano e Rubiera sia
17
mediamente più elevato di quello esistente negli altri comuni dell’area. Tali comuni si posizionano infatti nelle
prime posizioni relativamente a tutti gli indici di possesso del diploma di scuola media superiore presi in
considerazione, mostrando pertanto una maggiore diffusione, fra i propri abitanti, di tale titolo di studio. Anche
relativamente all’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo, i comuni citati in precedenza, ad
eccezione di Scandiano, si caratterizzano per un basso valore registrato dall’indice, a segnale di un più
generalizzato possesso del diploma di scuola media inferiore da parte della popolazione residente.
Tabella 1.9 Area Ceramica: indici di istruzione della popolazione. Valore percentuale al 2001
Comune
Non conseguimento
della scuola dell'obbligo
(15-52 anni)
Possesso del
Diploma di scuola
media superiore
(>19 anni)
Possesso del Diploma di
Possesso del Diploma di scuola media superiore
scuola media superiore (35-44 anni)
(19-34 anni)
Sassuolo
11,67%
29,88%
52,46%
38,06%
Fiorano modenese
14,00%
23,58%
43,08%
28,47%
Maranello
11,95%
26,32%
46,91%
30,02%
Formigine
9,24%
32,39%
53,08%
39,44%
11,76%
25,42%
43,98%
31,75%
8,54%
27,59%
51,06%
35,86%
Casalgrande
12,08%
23,81%
46,34%
29,35%
Castellarano
10,02%
29,73%
51,12%
33,33%
Rubiera
8,50%
30,90%
54,80%
40,20%
Viano
Provincia di
Reggio Emilia
8,76%
25,98%
51,03%
29,39%
9,40%
30,80%
53,10%
40,20%
9,63%
31,25%
53,89%
41,50%
Castelvetro di Modena
Scandiano
Provincia di Modena
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Il confronto fra la situazione interna ai comuni dell’area ceramica e quella media dei comuni della provincia
di Reggio Emilia e della provincia di Modena indica che i livelli di istruzione interni al distretto sono per la gran
parte inferiori a quelli medi provinciali. I dati rivelano che l’unica popolazione comunale di età superiore ai 19
anni che risulta possedere il diploma di scuola media superiore in via più diffusa rispetto alla media delle
popolazioni nelle due province è quella di Formigine con riferimento alla fascia di età superiore ai 19 anni, e di
Rubiera con riferimento alla fascia di età compresa fra i 19 e i 34 anni. Inoltre, in tutti i comuni del distretto, il
diploma di scuola media superiore risulta meno diffuso all’interno della popolazione di età compresa fra i 35 e i
44 anni rispetto alle stesse popolazioni della provincia di Modena e di Reggio Emilia. Infine, l’indice di non
conseguimento della scuola dell’obbligo fra la popolazione di età compresa fra i 15 e i 52 anni è inferiore alle
due medie provinciali solo in quattro comuni: quelli di Rubiera, Scandiano, Viano e Sassuolo nell’ordine.
1.2.3
Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione del distretto sopra
descritte si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo
temporale 1981-2001 si rileva infatti una crescita in valore assoluto della popolazione attiva e una diminuzione
18
della popolazione non attiva, entrambe ascrivibili all’andamento demografico locale: la componente attiva è
aumentata del 18%, mentre la componente non attiva si è ridotta del 19,9%. Nel corso del periodo preso in
esame, inoltre, la popolazione attiva è cresciuta in modo costante, a differenza di quella non attiva, che è
cresciuta nel primo decennio e diminuita nel secondo tornando, al 2001, a un livello inferiore a quello
raggiunto nel 1981.
A livello comunale si registra una crescita della componente attiva della popolazione locale in tutti i comuni
del distretto ad eccezione di Sassuolo, la cui popolazione attiva decresce del 2,1% e contribuisce pertanto
negativamente sia alla crescita della popolazione locale (che è complessivamente in diminuzione) sia alla
crescita della popolazione attiva nel distretto. In tutti gli altri comuni la componente attiva delle rispettive
popolazioni residenti è aumentata; tuttavia il contributo 2 dei singoli comuni al loro aumento complessivo è
stato diverso. Gran parte della crescita della popolazione attiva è ascrivibile ai comuni di Formigine (37,2%),
Castellarano (18,1%) e Maranello (13,4%).
Al decremento della componente non attiva della popolazione del distretto, la cui diminuzione è stata del
19,9%, hanno partecipato in modo preponderante i comuni di Sassuolo (37,5%), Scandiano (17%), Fiorano
Modenese (9,9%) e Casalgrande (9,7%): tali comuni, insieme, spiegano il 74,1% della riduzione complessiva
della popolazione non attiva complessivamente residente nel distretto (Tab. 1.10).
Tabella 1.10 Area ceramica: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti distrettuali negli anni 1981-1991-2001, variazioni
percentuali e contributi percentuali dei singoli comuni del distretto
Popolazione attiva
Popolazione non attiva
Popolazione totale 3
Sassuolo
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Fiorano Modenese
21,8%
-2,1%
-3,1%
24,1%
-27,9%
37,5%
22,8%
-15,3%
313,5%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Maranello
9,6%
6,3%
3,7%
8,6%
-22,2%
9,9%
9,2%
-6,9%
51,8%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
9,4%
27,8%
13,4%
8,7%
-15,7%
6,5%
9,1%
6,2%
-40,4%
(Segue Tab. 1.10)
(Continua Tab. 1.10)
2
Si fa riferimento al rapporto fra la variazione assoluta della popolazione in esame a livello comunale e la variazione
assoluta della stessa a livello distrettuale.
3
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
19
Popolazione attiva
Popolazione non attiva
Popolazione totale
Formigine
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Castelvetro di Modena
17,5%
48,2%
37,2%
16,4%
-9,3%
6,8%
17,0%
18,3%
-200,4%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Scandiano
5,6%
37,6%
10,1%
5,3%
-16,6%
4,2%
5,5%
9,3%
-35,6%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Casalgrande
12,6%
9,5%
7,2%
14,3%
-22,7%
17,0%
13,3%
-7,6%
83,5%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Castellarano
8,1%
5,3%
2,7%
8,3%
-22,3%
9,7%
8,2%
-8,4%
57,4%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Rubiera
7,1%
63,3%
18,1%
6,0%
-3,6%
0,9%
6,6%
29,9%
-116,3%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Viano
6,6%
25,6%
8,8%
6,6%
-20,4%
6,9%
6,6%
1,3%
-6,6%
% sul distretto al 2001
Variazione % ‘81-‘01
contributo alla variazione ‘81-‘01
Area ceramica
1981
1991
2001
Variazione assoluta ‘81-‘01
Variazione % ‘81-‘01
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
1,7%
21,6%
1,9%
1,9%
-9,4%
0,8%
1,7%
5,6%
-7,0%
74.315
80.094
87.706
13.391
18,0%
77.296
81.542
61.936
-15.360
-19,9%
151.611
161.636
149.642
-1.969
-1,3%
Osservando il tasso di occupazione 4, è possibile notare come il dato a livello distrettuale (56,6%) superi sia
quello regionale (50,5%) sia quello nazionale (42,9%). Fra i comuni del distretto con la migliore situazione
occupazionale vi sono nell’ordine: Castellarano (61,2%), Fiorano Modenese (59%), Maranello (58,6%),
Castelvetro (58,5%) e Formigine (58,2%) (Tab. 1.11).
4
Esso è stato calcolato dall’Istat come il rapporto fra il numero di occupati residenti ai vari livelli (comunale, regionale
e nazionale) e il complesso della popolazione residente di età superiore ai 15 anni. Coerentemente con questa
definizione, il dato a livello distrettuale è di nostra elaborazione.
20
La migliore situazione del distretto rispetto alla Regione ed ancor più rispetto al Paese, è confermata anche
da un tasso di disoccupazione inferiore rispettivamente di un punto e di otto punti percentuali. I comuni del
distretto con un tasso di disoccupazione inferiore a quello medio distrettuale sono Viano (2,6%), Castellarano
(2,7%), Casalgrande (2,9%), Rubiera (3%) e Castelvetro di Modena (3,1%).
Tabella 1.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
54,0%
4,0%
Fiorano Modenese
59,0%
3,7%
Maranello
58,6%
3,3%
Formigine
58,2%
3,4%
Castelvetro di Modena
58,5%
3,1%
Scandiano
53,7%
3,2%
Casalgrande
56,2%
2,9%
Castellarano
61,2%
2,7%
Rubiera
56,8%
3,0%
Viano
54,2%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
42,9%
11,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 1.12.a), emerge come la
maggior parte di essa trovi collocazione nell’industria (55,9%), una parte minore nel terziario (41,2%) e solo in
via residuale essa sia impiegata nell’agricoltura (2,9%). Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di
questo territorio.
Fra i comuni con la maggiore presenza di occupati nell’agricoltura figurano Formigine, la cui incidenza sul
totale degli occupati nell’agricoltura del distretto corrisponde al 17,7%, e Scandiano, la cui incidenza è del
16,4%. A seguire vi sono Castelvetro di Modena (14,9%) e Sassuolo (12,5%).
Per quanto riguarda l’industria il 21,4% degli occupati nel settore risiede a Sassuolo, mentre il 16,4% a
Formigine. Seguono i comuni di Scandiano (11,3%), Fiorano Modenese (11,2%) e Maranello (10,3%).
Gli occupati nelle altre attività provengono per la maggior parte dai comuni di Sassuolo, che ne fornisce da
solo il 22,8%, Formigine, la cui incidenza è del 18,9% e Scandiano, nel quale risiede il 14,1% degli addetti nel
terziario.
21
Tabella 1.12.a Occupati per ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Comune
Agricoltura
% su totale
area
ceramica
Sassuolo
304
12,5%
10.132
21,4%
7.946
22,8%
18.382
21,7%
76
3,1%
5.327
11,2%
2.699
7,7%
8.102
9,6%
Maranello
180
7,4%
4.901
10,3%
2.904
8,3%
7.985
9,4%
Formigine
Castelvetro di
Modena
428
17,7%
7.765
16,4%
6.613
18,9%
14.806
17,5%
361
14,9%
2.626
5,5%
1.804
5,2%
4.791
5,7%
Scandiano
398
16,4%
5.346
11,3%
4.931
14,1%
10.675
12,6%
Casalgrande
211
8,7%
4.110
8,7%
2.562
7,3%
6.883
8,1%
Castellarano
106
4,4%
3.736
7,9%
2.240
6,4%
6.082
7,2%
Rubiera
244
10,1%
2.759
5,8%
2.628
7,5%
5.631
6,6%
Viano
115
4,7%
708
1,5%
592
1,7%
1.415
1,7%
Area Ceramica
2.423
100,0%
% sul totale area
ceramica
2,9%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
47.410
100,0%
34.919
100,0%
84.752
100,0%
Fiorano Modenese
Industria
55,9%
% su totale
area
ceramica
Altre
attività
41,2%
% su totale
area
ceramica
Totale
% su totale
area
ceramica
100,0%
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura del lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (74,3%), seguita da quella del lavoratore in proprio (16,6%), e da quella
dell’imprenditore (6,3%) (Tab. 1.12.b). Dall’analisi della distribuzione territoriale degli occupati nelle varie
posizioni professionali, è possibile cogliere come la gran parte di essi risieda nei comuni di Sassuolo,
Formigine e Scandiano. Con riferimento ad esempio alla posizione di lavoratore alle dipendenze, il 20,7%
degli occupati è residente nel comune di Sassuolo, il 16,4% a Formigine e l’11,4% a Scandiano. Lo stesso
dicasi per le posizioni di lavoratore in proprio e imprenditore, relativamente alle quali nei tre comuni risiede
complessivamente il 49,1% dei lavoratori in proprio e il 57,4% degli imprenditori del distretto.
22
Tabella 1.12.b Occupati per posizione professionale. Valori assoluti e percentuali al 2001
Comune
Sassuolo
Fiorano
Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di
Modena
Scandiano
Imprenditore e
libero
professionista
% su totale
area
ceramica
Lavoratore
in proprio
% su totale
area
ceramica
Socio di
cooperativa
% su totale
area
ceramica
Coadiuvante
familiare
% su totale
area
ceramica
Dipendente o
altra posizione
subordinata
% su totale
area
ceramica
Totale
% su totale
area
ceramica
1.403
25,4%
2.796
18,7%
213
18,8%
260
18,0%
13.710
20,7% 18.382
6,1%
210
459
1.104
3,8%
8,3%
20,0%
1.276
1.183
2.493
8,5%
7,9%
16,7%
54
78
170
4,8%
6,9%
15,0%
82
137
228
5,7%
9,5%
15,8%
6.480
6.128
10.811
9,8% 8.102
9,3% 7.985
16,4% 14.806
2,7%
2,7%
4,9%
272
663
4,9%
12,0%
881
2.064
5,9%
13,8%
85
157
7,5%
13,9%
130
236
9,0%
16,4%
3.423
7.555
5,2% 4.791
11,4% 10.675
1,6%
3,5%
Casalgrande
411
7,4%
1.109
7,4%
84
7,4%
92
6,4%
5.187
7,8%
6.883
2,3%
Castellarano
Rubiera
386
362
7,0%
6,6%
1.013
877
6,8%
5,9%
77
85
6,8%
7,5%
83
97
5,8%
6,7%
4.523
4.210
6,8%
6,4%
6.082
5.631
2,0%
1,9%
Viano
92
1,7%
Area
Ceramica
5.362
100,0%
% sul totale
6,3%
area ceramica
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
351
2,3%
22
1,9%
43
3,0%
907
1,4%
1.415
0,5%
14.043
100,0%
1.025
100,0%
1.388
100,0%
62.934
100,0% 84.752
100,0%
74,3%
100,0%
16,6%
1,2%
1,6%
1.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
1.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio distrettuale risultano attive 17.509 unità locali e trovano occupazione 93.001
addetti (Tab. 1.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 3.753 unità;
tale incremento ha avuto un effetto positivo sul numero complessivo di addetti nell’area ceramica, che sono
aumentati del 20,7%.
Comparando l’andamento distrettuale con l’evoluzione verificatasi nei vari comuni è possibile cogliere
come alcuni di essi (Formigine, Castellarano e Rubiera) mostrino, nel periodo esaminato, tassi di crescita delle
unità locali e degli addetti superiori a quelli medi distrettuali.
Tabella 1.13 Area Ceramica: Addetti e Unità Locali. Valori assoluti e variazione assoluta e percentuale
Addetti
1991
2001
Unità Locali
Variazione
Variazione
assoluta '91- percentuale
'01
'91-'01
1991
2001
Variazione
assoluta
'91-'01
Variazione
percentuale
'91-'01
Sassuolo
18.577
22.205
3.628
19,5%
3.764
4.672
908
24,1%
Fiorano Modenese
13.341
16.921
3.580
26,8%
1.373
1.709
336
24,5%
Maranello
6.667
8.005
1.338
20,1%
1.073
1.397
324
30,2%
Formigine
Castelvetro di
Modena
8.590
11.336
2.746
32,0%
2.004
2.689
685
34,2%
5.431
6.021
590
10,9%
722
810
88
12,2%
Scandiano
7.592
8.458
866
11,4%
1.923
2.266
343
17,8%
Casalgrande
6.462
7.098
636
9,8%
1.015
1.361
346
34,1%
Castellarano
4.718
6.437
1.719
36,4%
712
1.102
390
54,8%
Rubiera
4.626
5.769
1.143
24,7%
875
1.191
316
36,1%
Viano
1.058
1.093
35
3,3%
295
312
17
5,8%
Area Ceramica
77.062
93.001
15.939
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
20,7%
13.756
17.509
3.753
27,3%
Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel
territorio opera nel terziario (65,8%), seguita dall’industria (18,9%), dall’edilizia (14,7%) e, infine,
dall’agricoltura (0,6%) (Tab. 1.14 e Fig. 1.2.a). Per quanto riguarda gli addetti invece, il settore che ne assorbe
il maggior numero è l’industria (54,5%), seguita dai servizi (38,2%), dal settore edilizio (7,1%) e solo in via
residuale dall’agricoltura (0,2%) (Tab. 1.14 e Fig. 1.2.b). La generale crescita degli addetti all’interno dell’area
distrettuale (+15.939) è stata sostenuta principalmente dall’incremento delle unità locali operanti nel terziario
(+2.782), che ha determinato un aumento degli occupati nel settore di 8.149 addetti. In termini assoluti il
numero degli addetti del distretto è cresciuto maggiormente nell’industria (+6.086) rispetto al settore edilizio
(+1.676), sebbene la crescita delle unità locali sia stata più intensa in quest’ultimo. Anche l’agricoltura ha
espanso le proprie unità locali (+18) e i propri addetti (+28). Nel complesso tali dinamiche fanno intravedere
una progressiva terziarizzazione del sistema economico locale ed un ridimensionamento del ruolo, ancora
centrale nell’economia del distretto, dell’industria.
Tabella 1.14 Area Ceramica: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
24
Servizi
totale
Costruzioni
Industria
totale
Agricoltura
Unità Locali
Servizi
Costruzioni
Industria
Agricoltura
Addetti
164
192
28
44638
50724
6086
4890
6566
1676
27370
35519
8149
77062
93001
15939
82
100
18
3123
3309
186
1807
2574
767
8744
11526
2782
13756
17509
3753
% assorbita dai rami di attività nel 1991
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
% assorbita dai rami di attività nel 2001
Sassuolo
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Fiorano Modenese
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Maranello
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Formigine
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Castelvetro di Modena
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Scandiano
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Casalgrande
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Castellarano
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Rubiera
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
Viano
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 1991
% degli addetti del ramo assorbita dal
comune nel 2001
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
22,0%
17,8%
24,7%
34,4%
24,1%
8,5%
21,6%
20,3%
31,1%
27,4%
8,9%
17,4%
24,3%
33,2%
23,9%
7,0%
20,7%
22,2%
29,6%
26,7%
2,4%
23,6%
8,2%
8,8%
17,3%
4,9%
13,4%
10,6%
8,7%
10,0%
1,0%
25,5%
11,7%
9,1%
18,2%
2,0%
15,0%
9,4%
8,4%
9,8%
9,8%
9,3%
10,8%
7,2%
8,7%
12,2%
7,2%
10,7%
7,4%
7,8%
13,0%
9,0%
9,7%
7,8%
8,6%
13,0%
7,7%
9,6%
7,6%
8,0%
9,1%
9,6%
15,0%
13,0%
11,1%
13,4%
14,2%
17,0%
14,2%
14,6%
12,0%
10,9%
14,2%
13,6%
12,2%
17,0%
15,1%
15,6%
15,3%
15,4%
28,7%
8,9%
5,9%
4,1%
7,0%
25,6%
6,5%
5,3%
4,6%
5,2%
29,2%
8,2%
5,3%
4,2%
6,5%
23,0%
5,2%
5,2%
4,2%
4,6%
5,5%
7,0%
16,3%
13,4%
9,9%
8,5%
12,6%
18,2%
13,6%
14,0%
9,4%
6,1%
14,4%
12,4%
9,1%
11,0%
11,0%
16,0%
12,8%
12,9%
7,9%
9,5%
7,5%
6,8%
8,4%
8,5%
9,0%
7,2%
6,8%
7,4%
5,2%
8,4%
7,1%
6,6%
7,6%
7,0%
9,5%
7,3%
7,4%
7,8%
0,0%
7,3%
4,9%
4,5%
6,1%
0,0%
6,1%
3,9%
5,2%
5,2%
2,6%
7,8%
5,4%
5,0%
6,6%
4,0%
7,4%
6,5%
6,0%
6,3%
7,9%
5,8%
5,4%
6,4%
6,0%
8,5%
7,5%
4,4%
6,3%
6,4%
13,5%
5,5%
6,6%
7,1%
6,2%
10,0%
6,6%
5,9%
7,0%
6,8%
6,7%
1,3%
1,5%
1,4%
1,4%
9,8%
1,8%
2,3%
2,2%
2,1%
5,2%
1,3%
1,3%
1,0%
1,2%
6,0%
1,7%
2,3%
1,6%
1,8%
Area Ceramica
1991
2001
Variazione assoluta '91-'01
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
25
Osservando l’incidenza dei vari comuni sul numero complessivo di unità locali presenti nell’area al 2001,
spicca la posizione occupata da Sassuolo all’interno del distretto: il 26,7% delle unità attive a livello distrettuale
è sita nel territorio comunale. Altri comuni con un incidenza rilevante sono quelli di Formine (15,4%) e
Scandiano (12,9%). Per quanto riguarda gli addetti il 23,9% di essi risiede a Sassuolo, il 18,2% a Fiorano
Modenese e il 12,2% a Formigine.
Anche concentrando l’attenzione sui singoli rami di attività, si coglie una relativa concentrazione del
numero complessivo di unità locali e di addetti in pochi comuni: a Sassuolo, Formigine e Scandiano è sita
complessivamente oltre la metà delle unità locali del distretto operanti nel terziario (57,7%), e quasi la metà di
quelle operanti nel settore secondario (46,9%). In quest’ultimo una quota rilevante di unità locali è detenuta
anche da Fiorano Modenese (15%).
Al pari delle unità locali, anche gli addetti del settore terziario appartengono per la maggior parte ai comuni
di Sassuolo (33,2%), Formigine (13,6%) e Scandiano (12,4%). Lo stesso dicasi per l’industria: così come le
unità locali, anche gli addetti occupati nel settore trovano concentrazione nei comuni di Fiorano Modenese
(25,5%), Sassuolo (17,4%), e Formigine (10,9%).
Figura 1.2.a Area ceramica: unità locali per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001
70,0%
65,8%
63,6%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
22,7%
18,9%
20,0%
14,7%
13,1%
10,0%
0,6%
0,6%
0,0%
1991
Agricoltura
2001
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991- 2001
26
Costruzioni
Servizi
Figura 1.2.b Area ceramica: addetti per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001
57,9%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
35,5%
30,0%
20,0%
7,1%
6,3%
10,0%
0,2%
0,2%
0,0%
1991
Agricoltura
2001
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991 -2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 1.14):
-
-
-
il tessuto economico del distretto mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali in esso presenti, sia il numero degli addetti;
l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 74,1% allo sviluppo delle stesse nel ramo terziario, per
il 20,4% allo sviluppo avvenuto nel settore dell’edilizia e per il 5% a quello avvenuto nel settore
secondario;
l’incremento degli addetti è spiegato per il 51,1% dall’espansione della base occupazionale del ramo
terziario, per il 38,2% dall’aumento del numero di addetti impiegati nell’industria e per il 10,5% a quello
del settore edilizio.
nel territorio distrettuale lo sviluppo del settore terziario è particolarmente rilevante: l’area ceramica, al
2001, si caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario. Nel periodo 19912001 tale quota è cresciuta dal 35,5% al 38,2%; tale incremento si è verificato a scapito dell’industria,
la cui incidenza sul totale degli addetti dell’area è diminuita dal 57,9% al 54,5%. Le stesse
considerazioni valgono per le unità locali operanti nel distretto: il numero di quelle attive nel solo
terziario è passato dal rappresentare il 63,6% delle unità totali al 65,8% delle stesse; viceversa
l’industria ha diminuito il proprio peso passando dal 22,7% al 18,9%. Ciò mette in luce una lenta ma
progressiva modificazione della vocazione manifatturiera del distretto in favore di una maggiore
produzione di servizi.
27
1.3.2
Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia del distretto suggerisce una lettura delle principali attività
di servizi presenti nel suo territorio (Tab. 1.15.a e Tab. 1.15.b).
Al 2001 si contano 11.526 unità locali e 35.519 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 31,8% e gli
addetti del 29,8%.
Tabella 1.15.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e variazione assoluta e percentuale
Unità Locali
Attività
1991
Commercio, manutenzione e riparazione di
autoveicoli
2001
Addetti
Variazione
assoluta
Variazione
%
1991
2001
Variazione
assoluta
Variazione
%
581
557
-24
-4,1%
1.877
1.871
-6
-0,3%
Commercio all'ingrosso
1.344
1.931
587
43,7%
3.685
5.064
1.379
37,4%
Commercio al dettaglio
2.371
1.946
-425
-17,9%
5.378
4.847
-531
-9,9%
547
718
171
31,3%
2.063
2.780
717
34,8%
Attività di commercio e ristorazione 4.843
5.152
309
6,4% 13.003
14.562
1.559
12,0%
Alberghi e ristoranti
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
854
854
0
0,0%
1.753
2.235
482
27,5%
79
90
11
13,9%
432
699
267
61,8%
933
944
11
1,2%
2.185
2.934
749
34,3%
Poste e telecomunicazioni
41
34
-7
-17,1%
493
418
-75
-15,2%
Intermediazione monetaria e finanziaria
93
126
33
35,5%
820
1.055
235
28,7%
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
1
5
4
400,0%
1
6
5
500,0%
Attività ausiliarie dell'intermediazione
finanziaria
138
262
124
89,9%
288
448
160
55,6%
Attività immobiliari
182
842
660
362,6%
326
1.339
1.013
310,7%
455
1.269
814
178,9%
1.928
3.266
1.338
69,4%
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali
(consulenza legale, fiscale, contabile, studi di
mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
31
43
12
38,7%
48
72
24
50,0%
139
328
189
136,0%
462
1.055
593
128,4%
5
19
14
280,0%
19
34
15
78,9%
781
1.692
911
116,6%
1.935
4.215
2.280
117,8%
956
2.082
1.126
117,8%
2.464
5.376
2.912
118,2%
54
52
-2
-3,7%
789
1.124
335
42,5%
Istruzione
165
142
-23
-13,9%
2.714
3.142
428
15,8%
Sanità e altri servizi sociali
408
603
195
47,8%
2.335
3.029
694
29,7%
16
19
3
18,8%
153
221
68
44,4%
Attività di organizzazioni associative
176
195
19
10,8%
340
227
-113
-33,2%
Attività ricreative, culturali e sportive
226
505
279
123,5%
438
481
43
9,8%
Altre attività dei servizi
512
563
51
10,0%
1.021
1.157
136
13,3%
Pubblica amministrazione 1.557
2.079
522
33,5%
7.790
9.381
1.591
20,4%
Totale complessivo 8.744 11.526
2.782
31,8% 27.370
35.519
8.149
29,8%
Smaltimento rifiuti
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
28
Tabella 1.15.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e incidenza sul settore terziario
Unità Locali
Addetti
% sul
totale
servizi
% sul
totale
servizi
1991
% sul totale
servizi
2001
% sul totale
servizi
1991
581
6,6%
557
4,8%
1.877
6,9%
1.871
5,3%
Commercio all'ingrosso
1.344
15,4%
1.931
16,8%
3.685
13,5%
5.064
14,3%
Commercio al dettaglio
2.371
27,1%
1.946
16,9%
5.378
19,6%
4.847
13,6%
547
6,3%
718
6,2%
2.063
7,5%
2.780
7,8%
4.843
55,4%
5.152
44,7%
13.003
47,5%
14.562
41,0%
854
9,8%
854
7,4%
1.753
6,4%
2.235
6,3%
79
0,9%
90
0,8%
432
1,6%
699
2,0%
933
10,7%
944
8,2%
2.185
8,0%
2.934
8,3%
Poste e telecomunicazioni
41
0,5%
34
0,3%
493
1,8%
418
1,2%
Intermediazione monetaria e finanziaria
93
1,1%
126
1,1%
820
3,0%
1.055
3,0%
Attività
Commercio, manutenzione e riparazione di
autoveicoli
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
Assicurazioni e fondi pensione
2001
1
0,0%
5
0,0%
1
0,0%
6
0,0%
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
138
1,6%
262
2,3%
288
1,1%
448
1,3%
Attività immobiliari
182
2,1%
842
7,3%
326
1,2%
1.339
3,8%
455
5,2%
1.269
11,0%
1.928
7,0%
3.266
9,2%
31
0,4%
43
0,4%
48
0,2%
72
0,2%
139
1,6%
328
2,8%
462
1,7%
1.055
3,0%
5
0,1%
19
0,2%
19
0,1%
34
0,1%
781
8,9%
1.692
14,7%
1.935
7,1%
4.215
11,9%
956
10,9%
2.082
18,1%
2.464
9,0%
5.376
15,1%
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali
(consulenza legale, fiscale, contabile, studi di
mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
54
0,6%
52
0,5%
789
2,9%
1.124
3,2%
Istruzione
165
1,9%
142
1,2%
2.714
9,9%
3.142
8,8%
Sanità e altri servizi sociali
408
4,7%
603
5,2%
2.335
8,5%
3.029
8,5%
Smaltimento rifiuti
16
0,2%
19
0,2%
153
0,6%
221
0,6%
Attività di organizzazioni associative
176
2,0%
195
1,7%
340
1,2%
227
0,6%
Attività ricreative, culturali e sportive
226
2,6%
505
4,4%
438
1,6%
481
1,4%
Altre attività dei servizi
512
5,9%
563
4,9%
1.021
3,7%
1.157
3,3%
Pubblica amministrazione
1.557
17,8%
2.079
18,0%
7.790
28,5%
9.381
26,4%
Totale complessivo
8.744
100,0%
11.526
100,0%
27.370
100,0%
35.519
100,0%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia del
numero di unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare,
le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio.
Delle 11.526 unità locali presenti nel territorio al 2001, ben il 33,7% risultano essere attività di commercio,
sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo
differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 43,7% a fronte, invece, di una
diminuzione delle unità locali del commercio al dettaglio pari al 17,9%.
29
Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al
2001, risultano pari al 14,3% del totale degli addetti del terziario, contro il 13,5% del 1991. Nel corso del
periodo, il numero degli addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 37,4% per un totale di 1.379 unità.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia
una fase di arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano
del 9,9% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 19,6% nel
1991 al 13,6% nel 2001.
Terza per importanza per numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel
decennio ha visto aumentare sia il numero di unità locali (+31,3%) che di addetti (+34,8%). Questa attività ha
mantenuto nel tempo un ruolo significativo: al 1991 assorbiva il 7,5% del totale degli addetti del terziario e nel
2001 ne assorbe il 7,8%.
Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo in esame, sia gli addetti (+34,3%) sia, anche
se in misura più contenuta, le unità locali (+1,2%). Le attività di intermediazione registrano una crescita molto
forte delle unità locali (+178,9%) e conseguentemente degli addetti (+69,4%). Tale espansione delle attività
d’intermediazione nel territorio del distretto è da ricondursi in gran parte all’aumento delle unità locali operanti
nel comparto immobiliare, le quali sono cresciute di 660 unità (+362,6%), su un complessivo aumento delle
unità locali svolgenti attività di intermediazione di 814 unità. Il forte aumento delle unità locali delle attività
immobiliari si è tradotto in un incremento del numero di addetti pari a 1.013 unità (+310,7%). Al 2001 l’attività
immobiliare incide per il 7,3% sulle unità locali del terziario e per il 3,8% sugli addetti del settore.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Questo insieme di attività, paragonato alle altre
macroaree, mostra, in termini assoluti, la crescita maggiore sia per quanto riguarda le unità locali (+ 1.126) sia
per quanto riguarda gli addetti (+2.912). Nel corso del decennio tale attività è arrivata ad assorbire il 15,1% del
totale degli addetti del terziario.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc… Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 le attività assorbono l’11,9% del totale degli addetti del terziario e il 78,4% degli addetti
occupati nelle attività di servizi alle imprese, collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio
distrettuale.
Anche il settore della Pubblica amministrazione ha visto aumentare, nel corso del decennio, le proprie unità
locali e i propri addetti, rispettivamente del 33,5% e del 20,4%. Tali incrementi non si sono tuttavia tradotti in
un maggior peso ricoperto dal settore all’interno del terziario: l’incidenza delle amministrazioni pubbliche sul
totale delle unità di servizi si è mantenuta stabile (dal 17,8% nel 1991, al 18,0% nel 2001), mentre l’incidenza
degli occupati è scesa dal 28,5% del 1991 al 26,4% del 2001.
30
1.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 3.309 unità locali e 50.724 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+6%), sia per quanto riguarda
gli addetti (+13,6%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio distrettuale, assorbendo il 54,5% degli addetti
totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 1.16.a e
Tab. 1.16.b).
Tabella 1.16.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e variazione assoluta e percentuale
Unità Locali
Area ceramica
Attività
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
1991
2001
Variazione
assoluta
Addetti
Variazione
%
1991
2001
Variazione
assoluta
Variazione
%
37
41
4
10,8%
234
195
-39
-16,7%
Industrie alimentari e delle bevande
316
318
2
0,6%
2.812
2.927
115
4,1%
Industrie tessili
330
152
-178
-53,9%
1.497
786
-711
-47,5%
Confezione di articoli di vestiario
193
152
-41
-21,2%
1.100
843
-257
-23,4%
16
12
-4
-25,0%
38
23
-15
-39,5%
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
158
152
-6
-3,8%
801
924
123
15,4%
Fabbricazione della carta
30
31
1
3,3%
854
977
123
14,4%
Editoria, stampa e riproduzione
99
107
8
8,1%
793
1.051
258
32,5%
0
1
1
-
0
2
2
-
51
61
10
19,6%
1.182
1.538
356
30,1%
45
52
7
15,6%
802
811
9
1,1%
437
598
161
36,8%
20.940
23.536
2.596
12,4%
14
12
-2
-14,3%
245
247
2
0,8%
486
695
209
43,0%
3.085
4.470
1.385
44,9%
519
516
-3
-0,6%
6.142
7.752
1.610
26,2%
Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio,
trattamento di combustibili nucleari
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie
plastiche
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo,
escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi
meccanici
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori e sistemi informatici
0
8
8
-
0
27
27
-
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
90
116
26
28,9%
708
920
212
29,9%
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
38
24
-14
-36,8%
129
82
-47
-36,4%
Fabbricazione di apparecchi medicali
88
81
-7
-8,0%
342
443
101
29,5%
Fabbricazione di autoveicoli
19
21
2
10,5%
1.948
2.267
319
16,4%
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
Fabbricazione di mobili
4
2
-2
-50,0%
14
4
-10
-71,4%
134
136
2
1,5%
768
639
-129
-16,8%
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, gas, vapore e
acqua calda
3
12
9
300,0%
6
27
21
350,0%
10
7
-3
-30,0%
190
128
-62
-32,6%
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
6
2
-4
-66,7%
8
105
97
1212,5%
3.123 3.309
186
6,0%
44.638
50.724
6.086
13,6%
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
31
Tabella 1.16.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e incidenza sul settore secondario
Unità Locali
Area ceramica
Addetti
% sul
totale
industria
% sul
totale
industria
1991
% sul totale
industria
2001
% sul totale
industria
1991
37
1,2%
41
1,2%
234
0,5%
195
0,4%
Industrie alimentari e delle bevande
316
10,1%
318
9,6%
2.812
6,3%
2.927
5,8%
Industrie tessili
330
10,6%
152
4,6%
1.497
3,4%
786
1,5%
Confezione di articoli di vestiario
193
6,2%
152
4,6%
1.100
2,5%
843
1,7%
16
0,5%
12
0,4%
38
0,1%
23
0,0%
158
5,1%
152
4,6%
801
1,8%
924
1,8%
Fabbricazione della carta
30
1,0%
31
0,9%
854
1,9%
977
1,9%
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio,
trattamento di combustibili nucleari
99
3,2%
107
3,2%
793
1,8%
1.051
2,1%
0
0,0%
1
0,0%
0
0,0%
2
0,0%
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie
plastiche
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi
51
1,6%
61
1,8%
1.182
2,6%
1.538
3,0%
45
1,4%
52
1,6%
802
1,8%
811
1,6%
437
14,0%
598
18,1%
20.940
46,9%
23.536
46,4%
14
0,4%
12
0,4%
245
0,5%
247
0,5%
486
15,6%
695
21,0%
3.085
6,9%
4.470
8,8%
519
16,6%
516
15,6%
6.142
13,8%
7.752
15,3%
0
0,0%
8
0,2%
0
0,0%
27
0,1%
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
90
2,9%
116
3,5%
708
1,6%
920
1,8%
38
1,2%
24
0,7%
129
0,3%
82
0,2%
Fabbricazione di apparecchi medicali
88
2,8%
81
2,4%
342
0,8%
443
0,9%
Fabbricazione di autoveicoli
19
0,6%
21
0,6%
1.948
4,4%
2.267
4,5%
4
0,1%
2
0,1%
14
0,0%
4
0,0%
134
4,3%
136
4,1%
768
1,7%
639
1,3%
Attività
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo,
escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori e sistemi informatici
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
Fabbricazione di mobili
2001
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, gas, vapore e
acqua calda
3
0,1%
12
0,4%
6
0,0%
27
0,1%
10
0,3%
7
0,2%
190
0,4%
128
0,3%
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
6
0,2%
2
0,1%
8
0,0%
105
0,2%
3.123
100,0%
3.309
100,0%
44.638
100,0%
50.724
100,0%
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior
parte degli addetti, ben il 46,4% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo
di questa attività era centrale nell’economia del comune e non è significativamente variato nel corso del
periodo. Il numero delle unità locali subisce una variazione dal 1991 al 2001 del 36,8% e aumenta la propria
incidenza dal 14% al 18,1%. Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del distretto
assorbendo, nel 2001, il 25,3% del totale degli addetti del distretto.
32
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
distrettuale: essa occupa il 15,3% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al
26,2%, a fronte di un leggero calo del numero di unità locali operanti nel comparto (-0,6%).
Terza per importanza in termini di incidenza sul numero complessivo di addetti dell’industria è l’attività di
fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti. Tale attività occupa l’8,8%
degli addetti del settore secondario per un totale di 4470 addetti, e il 21% delle unità locali per un totale di 695
unità. Per quanto riguarda lo sviluppo subito dalle unità locali e dagli addetti nel decennio 1991-2001 esso è
stato rispettivamente del 43% e del 44,9%.
Altri due importanti settori sono quelli dell’industria alimentare e delle bevande e quello della fabbricazione
di autoveicoli: essi rappresentano rispettivamente il 5,8% e il 4,5% degli addetti totali dell’industria. Nel corso
del periodo esaminato entrambe le attività sono cresciute solo di due unità locali; a tale modesto incremento
ha corrisposto tuttavia un aumento di 115 addetti nell’industria alimentare e della bevande e di 319 addetti
nell’attività di fabbricazione di autoveicoli.
Due attività che hanno mostrato buoni livelli di crescita delle unità locali, ma soprattutto degli addetti, sono
la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche e il comparto dell’editoria, della stampa e della
riproduzione. In termini assoluti la prima è cresciuta di 356 addetti e 10 unità locali, mentre la seconda è
cresciuta di 258 addetti e 8 unità locali. Per quanto riguarda l’incidenza delle due attività sul numero
complessivo di addetti, in entrambi i casi essa è cresciuta leggermente: la fabbricazione di prodotti chimici e
fibre sintetiche è passata dal 2,6% al 3% degli addetti del settore secondario, mentre l’editoria, la stampa e la
riproduzione sono passate dall’1,8% al 2,1% degli stessi. Le quote relative alle unità locali sono invece rimaste
stabili nel periodo considerato per entrambe le attività.
Infine, l’attività di fabbricazione della carta ricopre un ruolo importante all’interno del distretto: essa occupa,
al 2001, l’1,9% del totale degli addetti dell’industria e mostra, nel periodo in esame, un aumento di 123
addetti, a fronte dell’aumento di una sola unità produttiva.
Anche l’industria del legno è un’attività di importanza non trascurabile, per variazione assoluta del numero
di addetti, all’interno dell’area distrettuale: essi sono cresciuti di 123 unità senza però che a tale incremento sia
corrisposto un aumento dell’incidenza dell’attività sul numero complessivo di addetti dell’industria dal 1991 al
2001 (essa è rimasta stabile e pari all’1,8%).
In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia distrettuale, delle industrie
tessili, della confezione di articoli di vestiario e dell’attività di fabbricazione di mobili. Tutte e tre le attività
registrano una rilevante diminuzione degli addetti: la prima perde il 47,5% degli occupati, la seconda il 23,4%,
e la terza il 16,8%. Tali dinamiche negative nel numero di addetti sono state causate dalla consistente
riduzione del numero di unità locali per quanto riguarda l’industria tessile (-178 unità) e la confezione di articoli
di vestiario (-41 unità). L’attività di fabbricazione di mobili mostra invece un incremento di due unità locali, il
quale tuttavia non è stato sufficiente ad impedire la riduzione complessiva degli addetti.
1.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 22,3% del totale degli addetti
occupati sul territorio dell’area ceramica (Tab. 1.17.a).
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 20.710 addetti e 370 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia dell’area distrettuale.
33
Tabella 1.17.a Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti negli 1999 e 2001.
Valori assoluti e percentuali
1991
Unità Locali
Industria ceramica
2001
Addetti
Unità Locali
Addetti
337
20.840
370
20.710
3.123
44.638
3.309
50.724
Totale sistema produttivo
13.756
77.062
17.509
93.001
Incidenza del comparto ceramico sul settore dell'industria
10,8%
46,7%
11,2%
40,8%
2,4%
27,0%
2,1%
22,3%
Totale industria
Incidenza del comparto ceramico sull'intero sistema produttivo
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi (Tab.
1.17.b):
- un andamento positivo per quanto riguarda il numero di unità locali (+33), ma negativo con
riferimento al numero di addetti (-130);
- un processo di frammentazione della base produttiva, come indicato dalla diminuzione del numero
di unità di medie dimensioni (20-49 addetti) e dal contestuale aumento del numero di unità piccola
dimensione (1-19 addetti), ai quali corrisponde una perdita complessiva è di 236 occupati 1: le
prime diminuiscono di 15 unità e occupano 493 addetti in meno rispetto al 1991; le seconde
invece registrano un incremento di 63 unità e di 257 addetti;
- un processo di consolidamento delle realtà di grandi dimensioni (50-999 addetti), che
diminuiscono la propria numerosità (-15 unità) ma aumentano le proprie dimensioni in termini di
addetti impiegati (+106). La crescita dimensionale di tali realtà controbilancia la perdita
occupazionale complessivamente registrata dalle realtà di dimensioni medio-piccole; essa tuttavia
non è sufficiente ad evitare la riduzione complessiva delle possibilità occupazionali offerte dal
settore, che è pari, come si è detto, a 130 addetti
1
Essa è data dalla differenza fra la variazione negativa del numero di addetti impiegati nelle unità di medie dimensioni
(-493) e la variazione positiva del numero di addetti occupati nelle unità di piccola dimensione (+257). Essa indica
come il processo di frammentazione della produzione in unità con meno di 20 addetti produca di per sé una perdita
occupazionale, la quale -come si dirà anche nel seguito- è in parte compensata dalla crescita dimensionale delle unità
con più di 50 addetti.
34
Tabella 1.17.b Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti per classe
dimensionale. Valori assoluti 1991-2001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
1 addetto
2 addetti
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
16-19 addetti
Variazione realtà di piccole
dimensioni
20-49 addetti
Variazione realtà di medie
dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
250-499 addetti
500-999 addetti
Variazione realtà di grandi
dimensioni
Totale Area Ceramica
2001
Addetti
variazione assoluta
18
12
25
28
30
18
46
18
33
39
44
14
131
87
1991
2001
variazione assoluta
28
6
8
11
14
-4
18
24
98
209
371
312
46
36
124
285
546
252
28
12
26
76
175
-60
194
63
1032
1289
257
72
-15
2794
2301
-493
87
60
41
5
11
2
72
45
30
10
15
4
-15
-15
-11
5
4
2
2794
4268
5743
1118
4.475
1410
2.301
3154
4049
2232
4.908
2777
-493
-1114
-1694
1114
433
1367
119
104
-15
17.014
17.120
106
337
370
33
20.840
20.710
-130
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La complessiva crescita del numero di unità produttive appartenenti all’industria ceramica deve attribuirsi
principalmente allo sviluppo registrato da queste unità nel comune di Casalgrande, nel quale al 2001 sono
attive 10 unità in più rispetto a quelle esistenti nel 1991 (Tab. 1.17.c). Tale espansione, che percentualmente è
stata del 23,3%, non stata tuttavia sufficiente ad evitare la riduzione dei posti di lavoro offerti dall’industria
all’interno del Comune (-404 addetti).
Tabella 1.17.c Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Dettaglio comunale.
Valori assoluti 1991-2001
Unità Locali
1991 2001
Addetti
Variazione assoluta
'91-'01
Variazione percentuale
'91-'01
1991
2001
Variazione assoluta
'91-'01
Variazione percentuale
'91-'01
Sassuolo
Fiorano
Modenese
73
74
1
1,4%
3.961
4.183
222
5,6%
97
101
4
4,1%
6.683
7.412
729
10,9%
Maranello
20
24
4
20,0%
2.297
1.077
-1.220
-53,1%
Formigine
Castelvetro di
Modena
18
25
7
38,9%
295
314
19
6,4%
23
22
-1
-4,3%
1.545
1.941
396
25,6%
9
10
1
11,1%
504
533
29
5,8%
Casalgrande
43
53
10
23,3%
2.433
2.029
-404
-16,6%
Castellarano
35
42
7
20,0%
2.038
2.263
225
11,0%
Rubiera
13
11
-2
-15,4%
711
663
-48
-6,8%
6
8
2
33,3%
373
295
-78
-20,9%
337
370
33
9,8% 20.840 20.710
-130
-0,6%
Scandiano
Viano
Area ceramica
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
35
Un contributo significativo alla crescita del numero di unità ceramiche situate nell’area distrettuale è
provenuto anche dai comuni di Formigine e Castellarano, in ciascuno dei quali sono localizzate 7 unità in più
rispetto al 1991. In entrambi, l’espansione del settore ceramico è avvenuta anche in termini di addetti, che
sono aumentati di 19 unità nel primo e di 225 unità nel secondo.
Il numero di addetti è diminuito a livello ceramico in modo particolare a causa della riduzione del loro
numero nel comune di Maranello (-1220), nel quale il settore mette in luce una drastica contrazione delle sue
possibilità occupazionali, con il taglio di oltre la metà dei posti di lavoro esistenti nel 1991. Il numero di addetti
si riduce anche nei comuni di Viano (-78) e Rubiera (-48), a fronte rispettivamente dell’aumento e della
diminuzione di 2 unità locali.
Analizzando la distribuzione territoriale delle unità locali operanti nel comparto della piastrella emerge
come il 73% di esse sia collocata in quattro comuni dei 10 appartenenti all’area. Essi sono i comuni di: Fiorano
Modenese (27,3%), Sassuolo (20%), Casalgrande (14,3%) e Castellarano (11,4%).
Nel periodo 1991-2001, il peso relativo dei vari comuni all’interno del distretto è variato leggermente (Fig
1.3.a); con riferimento ai principali comuni del distretto, in particolare, si può notare come Fiorano Modenese e
Sassuolo, pur rimanendo i comuni dell’area ceramica con il maggior numero di unità locali, abbiano ridotto la
propria incidenza sul numero complessivo di unità situate nel territorio distrettuale di quasi 3 punti percentuali,
diversamente da Casalgrande e Castellarano, che l’hanno aumentata rispettivamente di 1,5 e 1 punti
percentuali.
Figura 1.3.a Area ceramica: quota unità locali dell’industria ceramica per comune. Anni 1991e 2001
28,8%
30,0%
25,0%
27,3%
21,7%
20,0%
20,0%
14,3%
15,0%
12,8%
11,4%
10,4%
10,0%
5,9%
5,0%
6,8%
6,8%
5,3%
2,7%
5,9%
6,5%
3,9%
2,7%
1,8%
3,0% 2,2%
0,0%
1991
2001
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
36
Allo stesso modo, i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Castellarano e Casalgrande danno
occupazione al 76,7% degli addetti della produzione di piastrelle e lastre ceramiche del territorio, con quote
rispettivamente del 35,8%, 20,2%, 10,9% e 9,8%. Nel 1991 essi erano presenti in misura maggiore a Fiorano
Modenese, seguito, nell’ordine, da Sassuolo, Casalgrande, Maranello e Castellarano (Fig. 1.3.b).
Figura 1.3.b Area ceramica: quota addetti dell’industria ceramica per comune. Anni 1991 e 2001
40,0%
35,8%
35,0%
32,1%
30,0%
25,0%
20,2%
19,0%
20,0%
15,0%
11,7%
9,8%
11,0%
9,4% 9,8%10,9%
7,4%
10,0%
5,2%
5,0%
1,4%
2,4%
3,4%
1,8%
3,2%
1,5%
2,6%
0,0%
1991
2001
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
37
1,4%
1.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’area ceramica si distingue per alcuni tratti specifici, tra cui la vicinanza a due capoluoghi di provincia
(Reggio Emilia e Modena), la dotazione di infrastrutture alla mobilità e un diffuso spirito di iniziativa
imprenditoriale, che hanno favorito processi di trasformazione del suo tessuto sociale e della sua struttura
economico produttiva. Negli ultimi due decenni il territorio ha subito una vivace dinamica demografica, cui ha
contribuito fortemente la crescita della popolazione straniera residente, e ha visto aumentare il livello
d’istruzione e di occupazione della popolazione.
Da area prevalentemente agricola si è trasformata nel corso del tempo, con la formazione di un tessuto
manifatturiero articolato sul piano delle specializzazioni produttive e diffuso sotto il profilo dell’iniziativa
imprenditoriale. Ciò ha conferito al settore manifatturiero una certa stabilità ponendolo al riparo dai rischi tipici
della monocoltura produttiva. Ad arricchire il sistema economico locale ha concorso inoltre la diffusione di
attività di servizi che, pur qualificandosi per la maggior parte come servizi di tipo tradizionale, spingono il
processo di terziarizzazione dell’economia locale. Sia per numero di addetti, che per numero di unità locali, il
settore ceramico è il primo dei settori industriali del territorio, e ad esso va attribuito il principale contributo a
sostegno dello sviluppo economico dell’area; tale contributo è importante sia sul piano diretto che come
stimolo ad altre attività economiche collegate. Tuttavia in passato il peso di questa attività, sia in termini di
numero di imprese che di addetti, è stato superiore a quello attuale, come evidenziato dalla riduzione sia
dell’incidenza delle unità locali dell’industria ceramica sul totale delle unità presenti nel territorio nel distretto,
sia - soprattutto - dalla diminuzione dell’incidenza degli addetti del settore sul numero complessivo di addetti
impiegati nell’area. Ciò segnala una leggera riduzione del grado di dipendenza dell’economia locale
dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica.
Oggi si registra la presenza di 370 unità ceramiche, per un’occupazione offerta dal settore di 15.240 posti
di lavoro. L’analisi dell’evoluzione subita dalle diverse classi dimensionali delle aziende ceramiche mostra una
crescita delle realtà di piccole dimensioni sia in termini di addetti che di unità, e una riduzione delle unità e
degli addetti appartenenti alle realtà aziendali di medie dimensioni. Le unità di grandi dimensioni risultano
invece in diminuzione per effetto di processi di accorpamento che conducono ad una crescita dimensionale
delle unità stesse, con un aumento complessivo degli addetti impiegati al loro interno.
38
PARTE SECONDA
I COMUNI DEL DISTRETTO CERAMICO
IL COMUNE DI SASSUOLO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
2.1 INTRODUZIONE
Sassuolo rappresenta il centro strategico del comprensorio reggiano-modenese delle ceramiche e la
capitale mondiale dell’industria ceramica. Da questo comune si è sviluppato il distretto, con la nascita delle
prime grandi aziende ceramiche nel corso degli anni ’30. Lo sviluppo che il settore delle piastrelle ha subito al
suo interno costituisce, nel panorama nazionale, uno dei più vistosi e sorprendenti sviluppi industriali del
dopoguerra, sia per la rapidità con la quale ha avuto luogo, sia per la concentrazione territoriale delle imprese
che lo ha accompagnato.
Diviene pertanto necessario affrontare l’analisi delle caratteristiche demografiche e del tessuto produttivo e
imprenditoriale del Comune anche alla luce dei legami che esso ha con l’intero sistema ceramico: la lettura
dell’evoluzione socio-demografica ed economica, infatti, non può prescindere dalle interconnessioni tra
Sassuolo e i comuni attigui appartenenti al medesimo sistema produttivo.
Dell’area di produzione di piastrelle di ceramica, comunemente denominata “Distretto ceramico di
Sassuolo”, quest’ultimo occupa la parte centrale, rappresentandone il cuore anche dal punto di vista
territoriale. (Fig. 2.1). Esso si estende su una superficie di 38,69 kmq., con una popolazione al 2001 di 39.852
abitanti, di cui oltre la metà occupati in attività manifatturiere.
Figura 2.1 Il Comune di Sassuolo e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
41
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Elena
Simonini.
42
2.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
2.2.1
La struttura demografica
Il comune di Sassuolo ospita, al 2001, 39.852 abitanti e costituisce la realtà più popolosa del distretto
ceramico. Nel corso del tempo, tuttavia, il Comune ha registrato un leggero decremento demografico: dopo un
periodo di sostanziale stabilità della popolazione residente, coincidente con il decennio 1981-1991, esso ha
diminuito i propri abitanti dell’1,1% fra il 1991 e il 2001. Tale andamento demografico è in controtendenza con
quello più generale della popolazione della provincia di Modena, che nel corso di tutto il ventennio (19812001) è cresciuta a ritmi sempre più sostenuti (Tab. 2.1).
Tabella 2.1 Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazione
percentuale
Valori assoluti 1981
maschi
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
femmine
Valori assoluti 2001
totale
maschi
femmine
totale
Comune di Sassuolo
19.831
20.395
40.226
19.881
20.394
40.275
19.593
20.259
39.852
Provincia di Modena
290.107
305.918
596.025
294.346
310.334
604.680
308.851
325.142
633.993
Variazione % ’81-‘91
maschi
femmine
Variazione % ’91-‘01
totale
maschi
femmine
Variazione % ’81-‘01
totale
maschi
femmine
totale
Comune di Sassuolo
0,3%
0,0%
0,1%
-1,4%
-0,7%
-1,1%
-1,2%
-0,7%
-0,9%
Provincia di Modena
1,5%
1,4%
1,5%
4,9%
4,8%
4,8%
6,5%
6,3%
6,4%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti
specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e
sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 2.2). In particolare si osserva:
-
-
-
la dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che acuisce il
fenomeno di invecchiamento della popolazione. La riduzione di tale fascia di popolazione, che
complessivamente è stata di 320 individui in età prescolastica, ha riguardato quasi interamente il
decennio 1981-1991, e solo in misura minima il decennio successivo;
una consistente diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il
considerevole calo delle nascite avvenuto nel corso degli anni ‘70 e ‘80;
la complessiva crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce un sostanziale
ampliamento della base di popolazione in età lavorativa. L’aumento interessa sia la fascia di
popolazione nel pieno dell’attività (25-44 anni) sia, sebbene in misura minore, quella più prossima
all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni);
il forte aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), la cui incidenza sulla
popolazione complessiva residente nel Comune è passata dal 10,1% nel 1981 al 17,7% nel 2001.
Tabella 2.2 Comune di Sassuolo: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5
35-44
45-54
55-64 65-74
> 75
Totale
5–9
10-14
15-24
25-34
1981 2.225 2.924
3.105
6.751
6.088
5.586
5.366
4.127 2.728 1.326 40.226
1991 1.917 1.788
2.090
6.103
7.085
5.739
5.212
4.819 3.387 2.135 40.275
2001 1.905 1.948
1.946
4.220
6.307
6.521
5.272
4.683 4.001 3.049 39.852
-976 -1.159 -2.531
219
935
-94
Variazione assoluta 1981-2001
-320
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
43
556 1.273 1.723
-374
L’elevato afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero non è
stato sufficiente ad impedire la complessiva riduzione della popolazione residente, la cui diminuzione nel
decennio 1991-2001 è da imputarsi esclusivamente all’andamento naturale della popolazione locale, essendo
quella immigrata risultata in forte aumento nello stesso periodo (Tab. 2.3). L’ingresso all’interno del Comune di
nuovi residenti provenienti dall’estero, oltre ad aver controbilanciato la riduzione della popolazione
complessiva, ha comportato anche un aumento della forza lavoro disponibile all’imprenditorialità locale.
Tabella 2.3 Comune di Sassuolo: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
% stranieri residenti su popolazione
1991
426
40.275
1,1%
2001
1.821
39.852
4,6%
Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente)
-329,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
La componente straniera rappresenta al 2001 oltre il 4% della popolazione totale; essa proviene in gran
parte dai Paesi dell’Africa e dell’Europa, e in misura minore da quelli dell’Asia e dell’America (Tab. 2.4).
Tabella 2.4 Comune di Sassuolo: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
428
1.211
74
104
4
1.821
1,1%
3,0%
0,2%
0,3%
0,0%
4,6%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dalla immigrazione straniera, fornisce quindi un
apporto fondamentale alla dinamica della popolazione locale. A questo riguardo Sassuolo è il comune che
presenta la maggiore densità di stranieri residenti, collocandosi su valori superiori, oltre che a quelli medi
distrettuali, anche ai valori medi di entrambe le province sulle quali si estende, seppure limitatamente solo ad
alcuni comuni, il distretto (Tab. 2.5).
Tabella 2.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Densità stranieri residenti
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
4,4%
4,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
44
2.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Sassuolo
evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio,
accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di alcun titolo di studio, comprendendo
fra questa sia gli analfabeti che gli alfabeti 1 (Tab. 2.6).
A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di
un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia
in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’84% di alfabeti con
titolo di studio, il 9,5% di alfabeti privi di titolo e lo 0,8% di analfabeti 2, evidenziando una composizione della
popolazione residente per livello di istruzione molto simile a quella già esistente al 1991.
Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991, durante il quale il
grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza
di residenti senza un livello minimo di istruzione.
Tabella 2.6 Comune di Sassuolo: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
% su popolazione
totale
1981
29.712
73,9%
1991
33.238
82,5%
2001
33.485
84,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
valore assoluto
valore
assoluto
7.311
4.426
3.776
Analfabeti
% su popolazione
totale
18,2%
10,9%
9,5%
valore
assoluto
458
356
300
% su popolazione
totale
1,1%
0,9%
0,8%
Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario, la cui diffusione fra la popolazione comunale risulta in netto
miglioramento. In particolare, molto buono è il recupero della componente femminile della popolazione, che,
con riferimento ai più alti livelli di istruzione, raggiunge, e nel caso del diploma di scuola superiore supera, la
componente maschile (Tab. 2.7).
Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza
elementare, imputabile sia alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, dalla popolazione “giovane” (524 anni), sia alla propensione al conseguimento di più elevati livelli di istruzione da parte delle classi inferiori di
età rispetto a quanto avveniva in passato, non rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di
istruzione delle nuove generazioni.
Tabella 2.7 Comune di Sassuolo: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
femmine
Diploma
totale
maschi
Licenza media inferiore
femmine
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
1981
358
153
511
2.286
2.226
4.512
4.491
4.162
8.653
7.847
8.189
16.036
1991
594
347
941
3.711
3.949
7.660
6.156
5.233
11.389
6.225
7.023
13.248
2001
999
940
1.939
4.767
4.861
9.628
5.973
5.144
11.117
4.953
5.848
10.801
Var.% '81-'01
179,1%
514,4%
279,5%
108,5%
118,4%
113,4%
33,0%
23,6%
28,5%
-36,9%
-28,6%
-32,7%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
1
2
totale
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (poco meno del 6%) corrisponde alla popolazione di età inferiore ai 6 anni.
45
Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il
36% degli alfabeti privi di titolo e il 56% degli analfabeti appartenga alla popolazione adulta. Tale evidenza
indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto
modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 2.8).
Tabella 2.8 Comune di Sassuolo: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 3
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
3.247
4.064
7.311
2.631 (36% del totale)
201
257
458
267 (58% del totale)
1991
1.883
2.543
4.426
1.575 (36% del totale)
136
220
356
157 (44% del totale)
2001
1.599
2.177
3.776
1.353 (36% del totale)
115
185
300
169 (56% del totale)
Var% 81-01
-51%
-46%
-48%
-49%
-43%
-28%
-34%
-37%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale evidenzia il
quasi raggiungimento da parte della popolazione di Sassuolo dei valori medi di diffusione del diploma di
scuola media superiore della popolazione complessivamente residente nella Provincia di Modena: Sassuolo
ha tassi di diffusione del titolo di studio che si discostano da quelli medi provinciali solo di qualche punto
percentuale.
Il mancato conseguimento della scuola dell’obbligo risulta poi più diffuso fra gli abitanti di Sassuolo che non
fra quelli dell’intera Provincia, sebbene i due dati differiscano solo per 2 punti percentuali (Tab. 2.9).
Tabella 2.9 Comune di Sassuolo: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Comune di Sassuolo
Maschi
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
Femmine
Totale
Provincia di
Modena
11,46%
11,89%
11,67%
9,63%
31,41%
28,42%
29,88%
31,25%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
48,20%
57,02%
52,46%
53,89%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
36,89%
39,27%
38,06%
41,50%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
2.2.3
Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione sopra descritte, si
riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 19812001 si rileva infatti (Tab. 2.10):
-
una diminuzione in valore assoluto sia della componente attiva che della componente non attiva
della popolazione ascrivibile all’andamento demografico locale. La componente attiva è diminuita
3
Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per
gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni.
46
-
-
-
-
durante tutto l’arco di tempo considerato in modo costante; la componente non attiva, invece, è
rimasta pressoché stabile nel primo periodo diminuendo notevolmente nel secondo (1991-2001);
un complessivo aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal
48,6% al 56,2%) e uno speculare decremento di quella della componente non attiva (dal 51,4% al
43,8%), dovuti alla rapida contrazione subita dalla popolazione non attiva nel corso del secondo
decennio. A seguito di tali andamenti la popolazione residente nel comune di Sassuolo risulta, al
2001, composta principalmente da soggetti attivi, diversamente da quanto accadeva nel 1981 e nel
1991, i quali mostrano tassi di attività della popolazione locale molto simili e inferiori alla metà della
popolazione stessa;
un aumento costante e progressivo dell’incidenza della componente attiva sul complesso della
popolazione femminile, la cui propensione all’entrata nel mercato del lavoro è aumentata lungo
tutto il ventennio;
una crescita del tasso di attività della popolazione maschile più contenuta rispetto a quella della
popolazione femminile ma comunque anch’essa elevata: mentre, tra il 1981 e il 2001, la
popolazione femminile vede aumentare l’incidenza della sua componente attiva di 9 punti
percentuali, quella maschile la aumenta di 6;
una condizione sostanzialmente allineata a quella riscontrabile a livello provinciale.
Tabella 2.10 Comune di Sassuolo: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Sassuolo
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale popolazione
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 4
totale
maschi
femmine
totale
11.910
7.658
19.568
7.921
12.737
20.658
19.831
20.395
40.226
60,1%
37,5%
48,6%
39,9%
62,5%
51,4%
49,3%
50,7%
100,0%
11.627
7.805
19.432
8.254
12.589
20.843
19.881
20.394
40.275
58,5%
38,3%
48,2%
41,5%
61,7%
51,8%
49,4%
50,6%
100,0%
11.044
8.110
19.154
5.584
9.315
14.899
16.628
17.425
34.053
66,4%
46,5%
56,2%
33,6%
53,5%
43,8%
48,8%
51,2%
100,0%
Provincia di Modena
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
172.788
136.173
308.961
94.401
149.696
244.097
267.189
285.869
553.058
64,7%
47,6%
55,9%
35,3%
52,4%
44,1%
48,3%
51,7%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Osservando il tasso di occupazione, Sassuolo presenta livelli occupazionali inferiori a quelli medi degli altri
comuni dell’area ceramica (davanti solo a Scandiano), ma superiori a quelli regionali e nazionali. Allo stesso
tempo, il tasso di disoccupazione è leggermente superiore al dato distrettuale, mentre è inferiore a quello
regionale e nazionale (Tab. 2.11).
4
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
47
Tabella 2.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
54,0%
59,0%
58,6%
58,2%
58,5%
53,7%
56,2%
61,2%
56,8%
54,2%
4,0%
3,7%
3,3%
3,4%
3,1%
3,2%
2,9%
2,7%
3,0%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
42,9%
11,6%
Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 12), emerge come la
maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (55,1%), seguita dal terziario (43,2%) e solo in
misura residuale dall’agricoltura (1,7%) (Tab. 2.12).
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (74,6%), seguita da quelle del lavoratore in proprio (15,2%) e
dell’imprenditore (7,6%).
Dal confronto fra la realtà comunale e quella dell’area ceramica considerata nel suo complesso emerge
una situazione occupazionale a livello comunale di sostanziale allineamento con quella mediamente esistente
a livello ceramico, sia per quanto riguarda il peso relativo delle varie professioni sul totale degli occupati, sia
per quanto riguarda il peso relativo dei diversi rami di attività economica nei quali essi le esercitano. Il
confronto con i valori medi provinciali e regionali mette in luce, invece, l’orientamento al settore manifatturiero
del territorio comunale (e più in generale distrettuale): l’industria incide per oltre 8 punti percentuali in più
rispetto alla sua incidenza a livello provinciale, e per ben 17 punti in più rispetto al valore medio regionale. La
quota di dipendenti, inoltre, è superiore di circa 4 punti percentuali alla media regionale e di 3 alla media
provinciale; la quota di lavoratori in proprio è invece inferiore ai suddetti valori rispettivamente per circa 2 e
quasi 3 punti percentuali, mentre quella degli imprenditori è sostanzialmente in linea.
48
Tabella 2.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Dipendente o
altra posizione
subordinata
Valori assoluti
17
154
304
1,7%
Coadiuvante
familiare
Valori
percentuali
Comune di Sassuolo
Agricoltura
7
117
9
Industria
549
1.042
53
51
8.437
10.132
55,1%
Altre attività
847
1.637
151
192
5.119
7.946
43,2%
Totale
1.403
2.796
213
260
13.710
18.382
100%
% sul totale
7,6%
15,2%
1,2%
1,4%
74,6%
100,0%
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Area ceramica
Agricoltura
Industria
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
576
5.965
185
1.302
4.732
12.760
4,3%
7.864
18.709
1.541
1.289
108.778
138.181
46,5%
Provincia di Modena
Agricoltura
Industria
Altre attività
13.733
27.270
2.811
3.263
99.048
146.125
49,2%
Totale
22.173
51.944
4.537
5.854
212.558
297.066
100%
% sul totale
7,5%
17,5%
1,5%
2,0%
71,6%
100,0%
4.445
47.742
1.953
9.146
42.512
105.798
6,0%
40.364
96.955
9.259
6.859
515.701
669.138
37,7%
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
49
2.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
2.3.1
Il tessuto economico e produttivo
lla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 4.672 unità locali e trovano occupazione 22.205
addetti (Tab. 2.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 908 unità,
con riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 19,5%.
Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante
considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli
addetti del Comune sono inferiori a quelli medi distrettuali. In particolare, per quanto riguarda gli addetti la
differenza tra realtà comunale e distretto è di circa 1 punto percentuale, ma se si osserva lo sviluppo delle
unità locali, il dislivello tra le due realtà territoriali sale a 3 punti percentuali.
Tabella 2.13 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
18.577
13.756
3.764
2001
93.001
22.205
17.509
4.672
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
3.628
3.753
908
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,7%
19,5%
27,3%
24,1%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità presenti nel territorio
comunale opera nel terziario (72,9%), seguito dall’industria (14,7%), dalle costruzioni (12,2%) e, infine,
dall’agricoltura (0,1%) (Tab. 2.14).
Per quanto riguarda lo sviluppo seguito dalle unità locali fra il 1991 e il 2001, esso è derivato in gran parte
dal settore terziario, in cui si registrano 691 nuove unità produttive, e dal settore edilizio, che al 2001 conta
206 unità in più rispetto al 1991. Lieve è stata invece la variazione del numero di unità locali attive
nell’industria, la cui incidenza sul numero complessivo di unità dislocate a Sassuolo è scesa di oltre 3 punti
percentuali nel corso del decennio. Viceversa, a fronte della consistente crescita delle relative unità, il settore
delle costruzioni registra un aumento della propria incidenza sul totale di unità produttive del sistema
economico locale di 2,5 punti percentuali. Non si registrano invece mutamenti di rilievo nel peso relativo del
terzo settore sul complesso di unità del Comune.
Sotto il profilo occupazionale, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti
all’interno dell’area comunale (+3.628 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel
terziario, la cui quota all’interno della struttura produttiva locale è passata dal 50,6% al 53%, e
secondariamente da quello che ha interessato l’industria, la cui incidenza si è ridotta dal 42,7% al 39,7%.
Il ramo secondario appare pertanto in calo quanto a presenza sul territorio mediante unità produttive e
capacità d’assorbimento della forza lavoro: sebbene, infatti, in termini assoluti sia le unità locali (+11) che gli
occupati (+885) continuino a crescere, la loro importanza relativa va riducendosi a vantaggio di altri settori.
50
Tabella 2.14 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Unità Locali
Agricoltura Industria Costruzioni Servizi
totale
Agricoltura Industria Costruzioni Servizi
totale
Sassuolo
1991
36
7.932
1.207
9.402
18.577
7
675
366
2.716
3.764
2001
17
8.817
1.594 11.777
22.205
7
686
572
3.407
4.672
3.628
0
11
206
691
908
Variazione assoluta '91-'01
% assorbita dai rami di attività nel
1991
-19
885
387
2.375
0,2%
42,7%
6,5% 50,6% 100,0%
0,2%
17,9%
9,7% 72,2% 100,0%
% assorbita dai rami di attività nel
2001
0,1%
39,7%
7,2% 53,0% 100,0%
0,1%
14,7%
12,2% 72,9% 100,0%
1991
164
44.638
4.890 27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
192
50.724
6.566 35.519
93.001
100
3.309
2.574 11.526
17.509
28
6.086
1.676
15.939
18
186
0,2%
57,9%
6,3% 35,5% 100,0%
0,6%
22,7%
13,1% 63,6% 100,0%
0,2%
54,5%
7,1% 38,2% 100,0%
0,6%
18,9%
14,7% 65,8% 100,0%
Area Ceramica
Variazione assoluta '91-'01
% assorbita dai rami di attività nel
1991
% assorbita dai rami di attività nel
2001
8.149
767
2.782
3.753
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Il confronto con l’area ceramica evidenzia quote di addetti a livello comunale e a livello distrettuale
abbastanza dissimili: mentre più della metà degli addetti del distretto è occupata nell’industria, a Sassuolo
opera nel settore circa il 40% degli addetti complessivamente impiegati nel sistema produttivo locale. Quanto
agli altri settori, il terziario incide a livello comunale in modo notevolmente superiore rispetto a quanto accade
a livello distrettuale: oltre la metà degli addetti del Comune lavora nel settore dei servizi, contro un’incidenza
media distrettuale del 38,2% (Fig. 2.2).
Con riferimento alle unità locali la situazione comunale risulta maggiormente allineata con quella dell’area
ceramica: i servizi rappresentano ad entrambi i livelli il primo settore, sebbene la loro importanza relativa a
Sassuolo sia superiore a quella che essi rivestono in media nel distretto. Anche il peso relativo dell’industria e
quello delle costruzioni sono abbastanza simili nel passaggio dal Comune al complesso dell’area; essi tuttavia
variano di qualche punto percentuale aumentando in termini medi (Fig. 2.3).
51
Figura 2.2 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
60,0%
54,5%
53,0%
50,0%
39,7%
38,2%
40,0%
30,0%
20,0%
7,2%
10,0%
7,1%
0,2%
0,1%
0,0%
Sassuolo
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Figura 2.3 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
80,0%
72,9%
65,8%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
18,9%
14,7%
20,0%
14,7%
12,2%
10,0%
0,6%
0,1%
0,0%
Sassuolo
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 2.14):
-
-
il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 76% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario, e per il
22% a quello delle costruzioni; non significativo è stato invece l’apporto dell’industria;
allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per lo più dallo sviluppo verificatosi nel settore
terziario, al quale deve essere attribuito il 65,5% del loro incremento complessivo; ad esso hanno
partecipato anche l’industria e le costruzioni: nella misura del 24,4% la prima e del 10,7% la seconda;
nel comune di Sassuolo lo sviluppo del ramo terziario può dirsi pertanto particolarmente rilevante: al
2001, il settore occupa più della metà degli addetti del Comune e detiene oltre il 70% delle unità locali,
52
rappresentando così il primo settore dell’economia locale. Ciò mette in luce una progressiva
modificazione della vocazione manifatturiera del Comune.
2.3.2
Il settore dei servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Sassuolo suggerisce una lettura delle principali attività
di servizi presenti nel Comune (Tab. 2.15).
Al 2001 si contano 3.407 unità locali e 11.777 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario hanno registrato una crescita significativa: le unità locali sono aumentate del
25,4% e gli addetti del 25,3%.
Tabella 2.15 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
Unità Locali
Attività
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
1991
2001
161
510
738
134
138
659
563
163
1.543
Addetti
variazione
assoluta
1991
2001
variazione
assoluta
29
626
581
1.294 1.623
1.778 1.656
487
613
1.523
-20
4.185
4.473
288
213
25
216
32
3
621
178
775
298
154
7
238
248
10
799
1.073
274
-23
149
-175
-45
329
-122
126
120
Poste e telecomunicazioni
10
6
-4
187
152
-35
Intermediazione monetaria e finanziaria
30
33
3
297
327
30
Assicurazioni e fondi pensione
4
91
4
44
0
136
4
187
4
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
0
47
51
Attività immobiliari
47
282
235
76
431
355
134
416
282
696
1.101
405
7
54
11
118
4
64
11
223
20
420
197
2
4
2
4
10
6
275
557
282
765 1.616
851
338
690
352
14
40
122
3
53
68
163
13
39
152
2
51
103
170
-1
Pubblica amministrazione
463
530
67
Totale complessivo
2.716
3.407
691 (+25,4%)
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
1.003
-1
30
-1
-2
35
7
2.066
1.063
201
318
824 1.001
966 1.002
114
108
145
86
120
167
349
382
117
2.719
177
36
-6
-59
47
33
3.064
345
9.402 11.777
2.375 (+25,3%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
53
9
Le attività di commercio e ristorazione mostrano un andamento positivo per quanto riguarda gli addetti, e
negativo per quanto riguarda le unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti
differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al
dettaglio.
Delle 3.407 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, ben il 36% risultano essere attività di commercio,
sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo
differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 29%, a fronte di una diminuzione delle
unità locali del commercio al dettaglio pari al 24%.
La crescita delle unità del commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti, la cui
crescita è stata del 25% in termini percentuali e di 329 unità in termini assoluti. Dal 1991 al 2001 l’attività non
ha mutato la propria incidenza sul totale degli addetti del settore terziario, che è rimasta pari al 14%.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia
una fase di arretramento nel numero di addetti conseguente alla diminuzione delle unità locali. Gli addetti si
sono ridotti di circa il 7% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario è
passata così dal 19% nel 1991 al 14% nel 2001.
Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade
per le attività di intermediazione. Queste ultime, in particolare, triplicano le unità locali e aumentano gli addetti
impiegati di oltre la metà. La crescita del comparto deve attribuirsi quasi interamente allo sviluppo delle attività
immobiliari, che nel corso del decennio sono cresciute a tassi vertiginosi: le unità immobiliari presenti nel
territorio comunale al 2001 sono 6 volte quelle esistenti nel 1991, e così gli addetti, la cui crescita stata
anch’essa circa pari a 6 volte. Nel 2001 l’attività rappresenta l’8% delle unità di servizi e il 4% degli addetti del
settore.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre
macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta sia in termini di unità locali sia in termini di addetti, arrivando
ad assorbire nel corso del decennio il 17,5% del totale degli addetti del terziario.
All’interno di questa area, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 tale settore assorbe il 13,7% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività
di servizi principali del territorio comunale.
2.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 686 unità locali e 8.817 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+1,6%), sia per quanto riguarda
gli addetti, che sono cresciuti dell’11,2%. Il ruolo ricoperto dall’industria nel territorio comunale, assorbendo il
39,7% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno
parte (Tab. 2.16).
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior
parte degli addetti, ben il 52,4% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo
di questa attività era centrale nell’economia del Comune ed è leggermente aumentato nel corso del periodo. Il
numero delle unità locali dal 1991 al 2001 è invece cresciuto in misura significativa, passando da 90 a 124
(+37,8%) e arrivando a costituire il 18,1% del totale.
54
Tabella 2.16 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
Unità Locali
Addetti
1991 2001 Variazione assoluta
Attività
1991
2001 Variazione assoluta
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
11
13
2
50
82
32
Industrie alimentari e delle bevande
54
60
6
235
237
2
Industrie tessili
45
24
-21
261
134
-127
Confezione di articoli di vestiario
46
24
-22
193
45
-148
2
3
1
4
4
0
32
24
-8
109
75
-34
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
Fabbricazione della carta
6
4
-2
42
27
-15
Editoria, stampa e riproduzione
20
21
1
191
188
-3
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
17
9
20
11
3
2
402
58
596
117
194
59
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
90
124
34 4.087 4.624
537
2
4
2
10
31
21
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e
impianti
109
139
30
578
824
246
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
143
119
-24 1.190 1.198
8
0
3
3
0
15
15
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
19
21
2
132
122
-10
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le
comunicazioni
17
8
-9
57
28
-29
Fabbricazione di apparecchi medicali
29
29
0
170
232
62
2
2
0
13
14
1
20
26
6
73
68
-5
Recupero e riparazione per il riciclaggio
0
3
3
0
6
6
Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda
2
3
1
77
47
-30
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
0
1
1
0
103
103
675
686
11 (+1,6%) 7.932 8.817
885 (+11,2%)
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici
Fabbricazione di autoveicoli
Fabbricazione di mobili
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 20,8% del
totale degli addetti di Sassuolo.
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale. Essa tuttavia mostra, nel corso del periodo analizzato, un trend in diminuzione: gli addetti
complessivamente impiegati in quest’attività subiscono un lieve aumento in valore assoluto ma riducono la
loro incidenza sul numero complessivo di addetti impiegati nell’industria. Al 2001, in particolare, l’attività
occupa il 13,6% degli addetti dell’industria, con una riduzione nel corso del decennio di 1,4 punti percentuali.
Anche in termini di unità locali l’attività mostra segni di cedimento: l’incidenza delle unità del comparto
meccanico sul totale delle unità operanti nell’industria si è ridotta di circa 4 punti percentuali, passando dal
21,2% al 17,4%.
Un’altra attività importante, che apporta un contributo di riguardo all’occupazione nel comune di Sassuolo,
è la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche. Tale attività, che al 2001, occupa il terzo posto per
incidenza sul numero complessivo di addetti dell’industria (6,8%), ha sperimentato un incremento degli stessi
da 402 a 596, a fronte di un aumento delle unità locali di solo 3 unità (da 17 a 20).
55
Altre due attività importanti sono quelle delle industrie alimentari e delle bevande e della fabbricazione di
apparecchi medicali: le prime hanno aumentato le proprie unità locali dell’11,1% incrementando la loro
incidenza sul complesso delle realtà produttive industriali di quasi 1 punto percentuale, riducendo leggermente
il numero di addetti (da 235 a 237); la seconda ha mantenuto inalterato il numero di unità locali sul territorio,
ma ha promosso l’occupazione interna del 36,5%, diventando la quinta attività per incidenza sul totale degli
addetti del settore secondario a Sassuolo.
E’ importante infine sottolineare il ridimensionamento del ruolo delle industrie tessili all’interno dell’industria:
tale attività ha infatti pressoché dimezzato il numero di addetti (-48,7%) e quello delle unità locali (-46,7%). Per
quanto riguarda il suo peso relativo fra le altre attività del settore, l’incidenza dell’attività sul totale degli
occupati nell’industria sassolese si è ridotta dal 3,3% all’1,5%, mentre per le unità locali il calo è stato
maggiore e precisamente dal 6,7% al 3,5% rispetto al 1991.
2.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti; nel 2001 essa occupa il 18,8% degli addetti totali del
comune di Sassuolo.
Sassuolo, oltre ad essere il capoluogo del distretto ceramico emiliano, è riconosciuto in tutto il mondo come
capitale indiscussa della ceramica. L’industria ceramica di Sassuolo costituisce, nel panorama nazionale, uno
dei più vistosi e sorprendenti esempi di sviluppo industriale del dopoguerra, sia per la rapidità con la quale il
settore si è espanso localmente, sia per la concentrazione territoriale delle imprese che ne è derivata.
Le prime grandi aziende ceramiche sono nate a Sassuolo: alla fine degli anni ‘30 esistevano già cinque
imprese che producevano piastrelle in maiolica, le più importanti delle quali erano Marca Corona, la cui
fondazione come produttore di maioliche risale al 1741, e Marazzi, nata nel territorio comunale nel 1935 e oggi
a capo di diverse importanti imprese del settore a livello mondiale, fra le quali Ceramiche Ragno S.p.A.,
anch’essa presente a Sassuolo con due stabilimenti.
Gli anni ‘50 e ‘60 hanno visto poi il sorgere di molte altre aziende del comparto ceramico: Cisa, Ceramiche
Industriali di Sassuolo, fu fondata a Sassuolo nel 1954 e fa oggi parte del Gruppo Ceramiche Ricchetti S.p.A.,
la cui capogruppo nacque anch’essa nel territorio di Sassuolo e precisamente nel 1960. Altre imprese che
nacquero in quel periodo sono Monocibec, sorta nel 1960 e oggi facente parte del Gruppo Fincibec S.p.A.
(assieme a Naxos e Century, situate rispettivamente a Castelvetro di Modena e a Castellarano), e Ceramica
Bieffe S.r.l., fondata nel 1966. Oltre alle imprese sopra elencate, nel Comune oggi hanno sede, fra le
principali, anche Iris Ceramica S.p.A., Gruppo Ceramiche Gresmalt S.p.A., Cotto D’Este Nuove Superfici (di
PanariaGroup Industrie ceramiche S.p.A.), Industrie Fincuoghi S.p.A. e Sichenia Gruppo Ceramiche S.p.A..
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 4.183 addetti e 74 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo fondamentale nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in
esame, essa mostra un andamento stabile per quanto attiene alle unità locali, e in aumento per quanto
riguarda gli addetti. Più precisamente, considerando il decennio 1991-2001, si osserva come il numero di unità
locali si è modificato per 1 sola unità, mentre gli addetti sono passati da 3.961 a 4.183 (+5,6%) (Tab. 2.17).
56
Tabella 2.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
2001
1 addetto
11
12
2 addetti
2
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
1
11
12
1
4
2
4
8
4
3-5 addetti
5
6
1
20
22
2
6-9 addetti
10
10
0
72
81
9
10-15 addetti
10
7
-3
120
98
-22
16-19 addetti
4
3
-1
72
53
-19
Variazione realtà di piccole
dimensioni
42
42
0
299
274
-25
20-49 addetti
14
13
-1
374
378
4
14
13
-1
374
378
4
50-99 addetti
4
6
2
310
420
110
Variazione realtà di medie
dimensioni
100-199 addetti
8
6
-2
1.185
825
-360
200-249 addetti
2
3
1
428
650
222
250-249 addetti
2
3
1
554
872
318
500-999 addetti
1
1
0
811
764
-47
17
19
2
3.288
3.531
243
73
74
1 (+1,4%)
3.961
4.183
222 (+5,6%)
337
370
33 (+9,8%)
20.840
20.710
-130 (-0,6%)
21,66%
20,00%
19,01%
20,20%
Variazione realtà di grandi
dimensioni
Totale Sassuolo
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Sassuolo sull’intera Area
Ceramica
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo in maniera più approfondita l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Sassuolo,
si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi:
-
-
-
un processo di consolidamento delle dimensioni delle realtà con più di 50 addetti, come
evidenziato dalla crescita del numero di occupati nelle unità di grandi dimensioni (50-999 addetti);
tale crescita (+243 addetti), infatti, non si accompagna ad un aumento sensibile del numero delle
relative unità situate nel Comune (+2), a segnale della crescita dimensionale in termini di addetti
impiegati che ha riguardato le unità del settore già presenti nel territorio al 1991;
un ridimensionamento delle unità di piccola dimensione, che non aumentano il loro numero
complessivo ma riducono gli addetti impiegati; si assiste, pertanto, da un lato, ad un aumento
dimensionale delle realtà di grandi dimensioni (sulla base di quanto detto prima), dall’altro, ad una
riduzione delle realtà di dimensioni già contenute (unità con meno di 19 addetti);
una sostanziale stabilità delle imprese di medie dimensioni, che hanno perso, nel corso del
periodo esaminato, 1 unità produttiva, ma hanno incrementato di 4 unità il numero di addetti;
una crescita dell’industria ceramica locale rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, più
contenuta in termini di unità locali, e nettamente positiva in termini addetti: le unità ceramiche
presenti nel territorio comunale sono cresciute ad un tasso inferiore a quello registrato dall’area
nel suo complesso, mentre gli addetti sono cresciuti del 5,6% a fronte del decremento dello 0,6%
a livello distrettuale.
2.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
57
Il comune di Sassuolo rappresenta una delle più importanti realtà territoriali del distretto ceramico
reggiano-modenese. Esso ne rappresenta, infatti, il cuore, oltre che la culla dell’industria ceramica italiana.
L’analisi dello sviluppo demografico che ha interessato il Comune negli ultimi decenni ha messo in luce
una leggera contrazione della popolazione dal 1981 al 2001, nonostante essa sia stata alimentata da
consistenti flussi migratori, in particolare di provenienza estera. Nello stesso periodo, è stato registrato un
miglioramento nei livelli di istruzione della popolazione residente, che ha interessato in modo particolare la
componente femminile, la quale, con riferimento al titolo di studio di scuola media superiore, ha raggiunto e
superato la componente maschile. Parallelamente si registrano accresciuti livelli di attività ed occupazione
della popolazione locale, sebbene Sassuolo si collochi fra i comuni dell’area ceramica con il più basso tasso di
occupazione.
L’evoluzione della struttura economico-produttiva di Sassuolo dal 1991 al 2001 mette in luce una crescita
dell’importanza, già molto elevata, del settore terziario nell’ambito dell’economia locale. Il settore ha infatti
aumentato sia il numero dei propri addetti sia il numero delle proprie unità locali, giungendo ad occupare la
metà degli addetti del Comune e oltre il 70% delle sue unità produttive. La crescita del peso relativo del
terziario è andata a detrimento dell’industria, la quale ha visto ridursi la propria incidenza sia sul numero
complessivo di unità locali sia sul numero complessivo di addetti. Ciò evidenzia un processo di
terziarizzazione dell’economia locale molto spinto, che potrebbe ridurre sensibilmente la tradizionale
vocazione manifatturiera del territorio.
Per quanto riguarda il settore ceramico, esso ha contribuito, e contribuisce ancora, a sostenere lo sviluppo
economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano diretto, che
come stimolo ad altre attività economiche collegate. L’evoluzione recente del settore mette in luce un
processo di consolidamento dimensionale delle unità di più grandi dimensioni, con una crescita netta del
numero di addetti occupati. Questi aumentano, infatti, senza che il numero di unità vari sensibilmente.
Tali dinamiche si traducono in una leggera riduzione del peso ricoperto da Sassuolo all’interno del distretto
in termini di unità produttive, ma ne rafforzano l’importanza sotto il profilo occupazionale.
58
IL COMUNE DI FIORANO MODENESE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
3.1 INTRODUZIONE
Il comune di Fiorano Modenese rappresenta, assieme al comune di Sassuolo, il cuore del comprensorio
modenese-reggiano delle ceramiche; in esso si concentra il maggior numero di imprese produttrici di piastrelle
di ceramica.
Dal 1951 ad oggi il territorio ha vissuto profonde trasformazioni che ne hanno ridisegnato il profilo sociodemografico, economico e produttivo. La popolazione residente a Fiorano Modenese è più che triplicata,
passando da circa 5.000 unità ad oltre 16.000. Questa eccezionale crescita demografica é senz’altro da
ricondursi allo sviluppo nell’area dell’industria ceramica, che ha attirato a Fiorano Modenese consistenti flussi
di immigrazione. Allo sviluppo demografico, oltre alle dinamiche relative al saldo migratorio, ha contribuito
anche la componente naturale della popolazione: la riduzione del tasso di mortalità e l’aumento della vita
media della popolazione.
Anche la posizione geografica del Comune ha favorito la sua evoluzione all’interno del distretto ceramico:
esso si colloca accanto al comune di Sassuolo, sostanzialmente al centro dell’area distrettuale (Fig. 3.1).
Fiorano Modenese si estende su una superficie di 26,37 kmq. con una popolazione, al 2001, di 16.137
abitanti.
Figura 3.1 Il Comune di Fiorano Modenese e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
60
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Ombretta
Roccaforte.
61
3.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
3.2.1
La struttura demografica
Il Comune di Fiorano ha, nel 2001, una popolazione di 16.137 abitanti pari al 2,5% della popolazione della
provincia di Modena. Nel corso del tempo si è assistito ad un incremento della base demografica: +9,4%
nell’intervallo temporale 1981-2001, superiore a quella registrata, a livello provinciale (+6,4%) (Tab. 3.1). Si
tratta di una crescita che ha interessato soprattutto la prima parte del periodo (1991-2001).
Tabella 3.1 Comune di Fiorano Modenese: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni
percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Fiorano
Provincia di Modena
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
totale
maschi
femmine
totale
7.493
7.252
14.745
7.845
7.799
15.644
8.041
8.096
16.137
290.107
305.918
596.025
294.346
310.334
604.680
308.851
325.142
633.993
Variazione % ’81-‘91
Comune di Fiorano
femmine
Valori assoluti 2001
Variazione % ’91-‘01
Variazione % ’81-‘01
maschi
4,7%
femmine
7,5%
totale
6,1%
maschi
2,5%
femmine
3,8%
totale
3,2%
maschi
7,3%
femmine
11,6%
totale
9,4%
1,5%
1,4%
1,5%
4,9%
4,8%
4,8%
6,5%
6,3%
6,4%
Provincia di Modena
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti
specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e
sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 3.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante:
- della dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che contribuisce ad
accentuare l’effetto di invecchiamento della popolazione;
- della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo
delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80 e interessa tutte le singole fasce d’età in essa comprese;
- della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce l’ampliamento della base
della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia di quella più
prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni).
- dell’aumento infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), che segnala la tendenza al
prolungamento dell’aspettativa di vita nel Comune e aumenta l’età media della popolazione ivi
residente.
Tabella 3.2 Comune di Fiorano Modenese: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
Variazione assoluta 1981-2001
< 5
5–9
10-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
1981
1.034
1991
2001
1.267
1.191
2.500
2.624
2.041
1.779
1.199
792
364
14.745
797
886
1.033
2.533
2.738
2.530
1.953
1.564
988
622
15.644
799
790
823
1.970
2.763
2.673
2.325
1.754
1.336
904
16.137
-235
-477
-368
-530
139
632
546
555
590
540
1.392
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
62
Totale
Questa situazione demografica è stata generata, oltre che dall’evoluzione naturale della popolazione
locale, anche dall’afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero, la
quale ha aumentato così anche la forza lavoro disponibile all’interno (Tab. 3.3).
Tabella 3.3 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
1991
99
2001
389
Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
% stranieri residenti su popolazione
15.644
16.137
0,6%
2,4%
58,8%
La componente straniera residente è aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad occupare il
2,4% della popolazione totale e contribuendo nella misura di ben il 58,8% all’incremento della popolazione
residente nel Comune. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai
Paesi dell’Africa, seguiti dai Paesi europei, e dai Paesi asiatici (Tab. 3.4).
Tabella 3.4 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
117
220
16
36
0
389
0,7%
1,4%
0,1%
0,2%
0,0%
2,4%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dall’immigrazione straniera, fornisce quindi un
discreto apporto alla dinamica della popolazione locale. Tuttavia, a questo riguardo, è importante sottolineare
come Fiorano Modenese sia, assieme a Maranello, il comune della Provincia di Modena con la minore
presenza di stranieri e come il dato non subisca modificazioni rilevanti nel confronto con l’intera area ceramica
(Tab. 3.5).
Tabella 3.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1
4,4%
4,4%
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
63
3.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Fiorano
Modenese evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di
studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando
sia la condizione di analfabeti sia quella di alfabeti 2 (Tab. 3.6).
A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di
un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia
in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’83,3% di alfabeti con
titolo di studio, il 10,0% di alfabeti privi di titolo e lo 0,9% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto
simile, e anzi in lieve miglioramento, a quella già presente al 1991.
Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il
grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza
di residenti privi di un livello minimo di istruzione.
Tabella 3.6 Comune di Fiorano Modenese: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
valore
% su popolazione
valore assoluto
assoluto
totale
1981
10.333
70,1%
2.919
1991
12.536
80,1%
1.978
2001
13.446
83,3%
1.609
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
% su popolazione
totale
19,80%
12,64%
10,0%
Analfabeti
valore
assoluto
217
159
143
% su popolazione
totale
1,47%
1,02%
0,9%
Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della
popolazione (Tab. 3.7). In particolare è importante notare come, rispetto al 1991, il numero di donne laureate
al 2001, sia nettamente superiore rispetto agli uomini. La componente femminile risulta maggiore di quella
maschile anche per quanto riguarda il conseguimento del diploma di scuola superiore, anche se, in questo
caso, la differenza rispetto alla componente maschile è minima.
La popolazione in possesso della licenza elementare subisce un decremento complessivo del 49,3%,
imputabile alla contrazione nel corso del periodo analizzato della popolazione “giovane” (5-24 anni) e alla
maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte della stessa, non rappresentando pertanto un reale
peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età.
Tabella 3.7 Comune di Fiorano Modenese: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
totale
maschi
femmine
totale
maschi
femmine
totale
1.297
2.151
2.325
2.862
4.714
5.079
3.159
2.730
2.180
2.966
2.774
925
6.125
5.504
3.105
249,2% 6107,4% 2006,7% 177,5% 261,4%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
220,5%
76,0%
79,3%
77,5%
-31,0%
-68,8%
-49,3%
Var.%
81-01
613
1.046
1.701
femmine
1.565
2.563
2.754
2001
90
184
1.896
maschi
Licenza elementare
1.256
2.134
4.025
1991
27
79
1.676
totale
Licenza media inferiore
643
1.088
2.324
1981
63
105
220
femmine
Diploma
Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il
34% degli alfabeti privi di titolo di studio e il 56% degli analfabeti sia in età adulta 4. Tale evidenza indica che il
2
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
4
Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per
gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni.
3
64
fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di
accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 3.8).
Tabella 3.8 Comune di Fiorano Modenese: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
1.329
1.590
2.919
935 (32% del totale)
103
114
217
124 (57% del totale)
1991
869
1.109
1.978
577 (29% del totale)
65
94
159
68 (43% del totale)
2001
684
925
1.609
555 (34% del totale)
50
93
143
80 (56% del totale)
Var% 81-91
-48,5%
-41,8%
-44,9%
-40,6%
-51,5%
-18,4%
-34,1%
-35,5%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Sebbene in aumento, il livello di istruzione non ha ancora raggiunto quello medio della Provincia di
Modena, come confermato dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e
provinciale: Fiorano Modenese ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione non perfettamente in linea con
quelli medi provinciali (Tab. 3.9). Il Comune presenta infatti una quota maggiore di soggetti che non hanno
conseguito la scuola dell’obbligo, e tassi inferiori di conseguimento del diploma di scuola superiore.
Tabella 3.9 Comune di Fiorano Modenese: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Comune di Fiorano
maschi
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
13,15%
23,69%
38,11%
28,90%
femmine
14,89%
23,47%
48,59%
28,06%
totale
14,00%
23,58%
43,08%
28,47%
Provincia di
Modena
9,63%
31,25%
53,89%
41,50%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
3.2.3
Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e la condizione scolastica della popolazione sopra descritte, si riflettono sulla
posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva
infatti (Tab. 3.10):
-
-
-
una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione, a fronte di un
decremento di quella non attiva (con valori superiori della seconda);
un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di 7,6 punti
percentuali (dal 53,7% al 61,3%); specularmene, la quota della componente non attiva sulla
popolazione residente è diminuita (dal 46,3% al 38,7%). Le due componenti, attiva e non attiva,
mostrano entrambe andamenti alterni in termini percentuali sulla popolazione complessiva: quella
attiva è diminuita nel primo periodo (1981-1991) e cresciuta nel secondo (1991-2001); viceversa,
quella non attiva è cresciuta nel corso del primo decennio diminuendo in quello successivo;
un maggior apporto al livello di attività locale sia da parte della popolazione maschile (dal 61,6% al
69,4%) sia da parte della popolazione femminile (dal 45,5% al 53,2%), le quali aumentano la
propria incidenza sul complesso della popolazione attiva entrambe di quasi 8 punti percentuali;
una condizione in generale più favorevole rispetto a quella riscontrabile a livello provinciale sia con
riferimento al tasso di attività della popolazione maschile sia con riferimento a quello della
popolazione femminile, che al 2001 risultano superiori a quelli medi provinciali rispettivamente per
4,7 e 5,6 punti percentuali.
65
Tabella 3.10 Comune di Fiorano Modenese: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Fiorano
1981
% sul totale popolazione
Popolazione attiva
maschi femmine
totale
4.616
3.298
7.914
61,6%
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
45,5%
53,7%
Popolazione non attiva
maschi femmine
totale
2.877
3.954
6.831
38,4%
54,5%
46,3%
Popolazione totale 5
maschi femmine
totale
7.493
7.252
14.745
50,8%
49,2%
100,0%
4.804
3.378
8.182
3.041
4.421
7.462
7.845
7.799
15.644
61,2%
43,3%
52,3%
38,8%
56,7%
47,7%
50,1%
49,9%
100,0%
4.750
3.660
8.410
2.093
3.222
5.315
6.843
6.882
13.725
69,4%
53,2%
61,3%
30,6%
46,8%
38,7%
49,9%
50,1%
100,0%
Provincia di Modena
Popolazione attiva
femmine
totale
maschi
2001
% sul totale popolazione
172.788
64,7%
136.173
47,6%
308.961
55,9%
Popolazione non attiva
maschi femmine
totale
94.401
35,3%
149.696
52,4%
244.097
44,1%
Popolazione totale
maschi femmine
totale
267.189
48,3%
285.869
51,7%
553.058
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Osservando il tasso di occupazione, Fiorano vanta livelli occupazionali superiori a quelli medi degli altri
comuni dell’area ceramica, e a quelli regionali e nazionali. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è
decisamente contenuto (Tab. 3.11).
Tabella 3.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
54,0%
4,0%
Fiorano Modenese
59,0%
3,7%
Maranello
58,6%
3,3%
Formigine
58,2%
3,4%
Castelvetro di Modena
58,5%
3,1%
Scandiano
53,7%
3,2%
Casalgrande
56,2%
2,9%
Castellarano
61,2%
2,7%
Rubiera
56,8%
3,0%
Viano
54,2%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
42,9%
11,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 3.12), emerge come la
maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (65,7%), seguita dal terziario (33,3%) e in misura
residuale dall’agricoltura (0,9%). Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che
spicca sia in confronto al dato medio distrettuale, sia ancor più in confronto a quelli provinciale e regionale.
Tabella 3.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
5
Popolazione totale
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
66
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra posizione Valori assoluti
subordinata
Valori
percentuali
Comune di Fiorano Modenese
0
59
151
Agricoltura
Industria
Altre attività
53
569
654
0
13
41
4
21
57
19
4.665
1.796
76
5.327
2.699
65,7%
100,0%
0,9%
33,3%
Totale
210
1276
54
82
6.480
8.102
% sul totale
2,6%
15,7%
0,7%
1,0%
80,0%
100,0%
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
Area ceramica
Agricoltura
Industria
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
576
7.864
13.733
5965
18.709
27.270
185
1.541
2.811
1.302
1.289
3.263
4.732
108.778
99.048
12.760
138.181
146.125
46,5%
Totale
22.173
51.944
4.537
5.854
212.558
297.066
100,0%
% sul totale
7,5%
17,5%
1,5%
2,0%
71,6%
100,0%
4.445
40.364
90.890
47.742
96.955
175.650
1.953
9.259
24.678
9146
6.859
23.410
42.512
515.701
687.046
105.798
669.138
1.001.674
37,7%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100,0%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Provincia di Modena
Agricoltura
Industria
Altre attività
4,3%
49,2%
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
Altre attività
6,0%
56,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (80%), seguita da quelle del lavoratore in proprio (15,7%) e
dell’imprenditore (2,6%).
La distanza della realtà comunale da quella media distrettuale, provinciale e regionale mette in luce,
ancora una volta, una particolarità del territorio: la quota di dipendenti è superiore di oltre cinque punti
percentuali al valore dell’area ceramica, di quasi dieci punti percentuali al valore regionale e di otto alla media
provinciale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio così come la quota di imprenditori e liberi
professionisti sono notevolmente inferiori ai valori medi del distretto, della Provincia e della Regione.
67
3.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
3.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 1.709 unità locali e trovano occupazione 16.921
addetti (Tab. 3.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 336 unità;
tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti che sono aumentati del 26,8%.
Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante
considerazione: nel periodo esaminato, il tasso di crescita delle unità locali è inferiore a quello medio dell’area
ceramica, mentre il tasso di crescita degli addetti del Comune è nettamente superiore rispetto al dato
distrettuale.
Tabella 3.13 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
13.341
13.756
1.373
2001
93.001
16.921
17.509
1.709
15.939
3.580
3.753
336
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,7%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
26,8%
27,3%
24,5%
Variazione Assoluta '91-'01
Suddividendo per rami di attività emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel
territorio opera nel terziario (56,6%), segue l’industria (29%), l’edilizia (14,2%) e, infine, l’agricoltura (0,1%)
(Tab. 3.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area
comunale (+3.580 addetti); tale crescita è stata sostenuta, in termini assoluti, principalmente dall’industria, che
ha creato complessivamente 2.409 posti di lavoro, e dal terziario che conta 804 nuovi addetti. Se si osserva
però l’incidenza dei due settori sull’occupazione complessiva del Comune, si nota come la quota di addetti
nell’industria si sia ridotta di circa due punti percentuali, a fronte di un incremento di oltre un punto percentuale
della quota dei servizi.
La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Fiorano Modenese sembra essere infatti di
progressiva terziarizzazione del sistema e di ridimensionamento del ruolo, seppur ancora centrale
nell’economia locale, dell’industria.
Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+211) ed un incremento più
contenuto di quelle nel ramo secondario (+76). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità
locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo.
68
Tabella 3.14 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
4
2
10.516
12.925
401
770
2.420
3.224
13.341
16.921
-2
2.409
369
804
0,0%
78,8%
3,0%
0,0%
76,4%
164
192
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
4
2
420
496
192
243
757
968
1.373
1.709
3.580
-2
76
51
211
336
18,1%
100,0%
0,3%
30,6%
14,0%
55,1%
100,0%
4,6%
19,1%
100,0%
0,1%
29,0%
14,2%
56,6%
100,0%
44.638
50.724
4.890
6.566
27.370
35.519
77.062
93.001
82
100
3.123
3.309
1.807
2.574
8.744
11.526
13.756
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Fiorano
1991
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Area Ceramica
1991
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001, a fronte
di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Fiorano si caratterizza per una quota
di addetti impiegati nel terziario pari alla metà di quella media distrettuale e, specularmene, per una quota di
addetti nel ramo delle attività secondarie nettamente superiore (Fig. 3.2, Fig. 3.3). Di conseguenza, la
progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale è stata meno accentuata rispetto a quella verificatasi ai
valori medi registrati nell’intera area ceramica.
Figura 3.2 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
76,4%
80,0%
70,0%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
30,0%
19,1%
20,0%
7,1%
4,6%
10,0%
0,0%
0,2%
0,0%
Fiorano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
69
Costruzioni
Servizi
Figura 3.3 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
65,8%
70,0%
56,6%
60,0%
50,0%
40,0%
29,0%
30,0%
18,9%
20,0%
14,7%
14,2%
10,0%
0,6%
0,1%
0,0%
Fiorano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 3.14):
-
-
3.3.2
il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
l’incremento delle unità locali è attribuibile per più del 60% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario,
mentre l’industria, pur in crescita, ha contribuito per il 22,6%;
l’incremento degli addetti mostra un andamento speculare rispetto alle unità locali: esso è spiegato per
il 67,3% dall’industria e per il 22,5% dal terziario;
nel comune di Fiorano Modenese lo sviluppo del ramo terziario è meno rilevante rispetto ad altri
comuni del distretto ceramico: nel decennio 1991- 2001 il numero di addetti impiegati ha subito un
incremento relativamente contenuto se confrontato con la crescita delle unità locali;
conseguentemente il settore incide sul numero totale di addetti del sistema produttivo in misura
nettamente inferiore a quanto non avvenga mediamente a livello ceramico complessivo;
ciò mette in luce una lenta modificazione della vocazione manifatturiera del Comune.
Il settore dei servizi
Pur non raggiungendo i livelli degli altri comuni del distretto, la crescente importanza del settore terziario
nell’economia di Fiorano Modenese suggerisce una lettura delle principali attività di servizi che ne fanno parte
(Tab. 3.15).
Al 2001 si contano 968 unità locali e 3.224 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001
le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 27,9% e gli addetti
del 33,2%.
70
Tabella 3.15 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
1991
Attività
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
Pubblica amministrazione
Totale complessivo
Unità Locali
variazione
2001
assoluta
Addetti
1991
2001
variazione
assoluta
57
156
153
55
421
89
10
99
2
6
4
24
36
3
9
2
58
183
122
71
434
89
14
103
2
9
14
84
109
5
16
1
1
27
-31
16
13
0
4
4
0
3
10
60
73
2
7
-1
191
550
301
189
1.231
154
103
257
40
61
7
34
142
6
13
14
221
733
260
254
1.468
233
73
306
38
75
18
118
249
8
59
1
30
183
-41
65
237
79
-30
49
-2
14
11
84
107
2
46
-13
68
109
41
242
483
241
82
6
14
25
4
11
21
38
119
757
131
7
14
40
4
22
58
46
191
968
49
1
0
15
0
11
37
8
72
211 (+27,9%)
275
94
252
55
9
22
14
69
515
2.420
551
114
259
106
27
32
33
79
650
3.224
276
20
7
51
18
10
19
10
135
804 (+33,2%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti sostanzialmente in crescita.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti (+237),
sia del numero di unità locali (+13). All’interno di questa macroarea, l’unica eccezione è rappresentata dalle
attività di commercio al dettaglio, che subiscono una riduzione sia in termini di addetti (-41) che di unità locali
(-31). Nell’arco del decennio analizzato tale attività ha significativamente ridotto la sua importanza all’interno
del comparto: nel 1991 essa rappresentava il 36,3% delle unità locali e il 24,5% degli addetti impiegati in
attività di commercio e ristorazione, mentre nel 2001 tali percentuali sono scese rispettivamente al 28,1% e
all’17,7%. I risultati positivi ottenuti dagli altri sub settori delle attività di commercio e ristorazione sono stati
dunque fortemente influenzati dall’andamento negativo di tale attività. L’attività di commercio all’ingrosso ha
mantenuto ed anzi incrementato la sua posizione all’interno del comparto di riferimento: al 2001 esso conta 27
nuove unità locali e 183 occupati in più rispetto al 1991. Nel 2001 il commercio all’ingrosso occupa il 49,9%
degli addetti alle attività di commercio e ristorazione e ad esso fa capo il 42,2% delle unità locali impegnate in
queste attività.
Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel
decennio ha visto aumentare sia le unità locali che gli addetti. Questa attività mantiene un ruolo significativo
fra le attività del comparto: al 1991 assorbiva il 15,4% del totale degli addetti occupati nel commercio e nella
ristorazione, e nel 2001 passa al 17,3%.
71
Anche le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come
accade per le attività di intermediazione. In particolare, le attività immobiliari e le attività ausiliarie
dell’intermediazione finanziaria sperimentano una crescita rilevante nel periodo di riferimento: la prima utilizza,
al 2001, 60 unità produttive in più rispetto al 1991 e occupa 84 nuovi addetti (da 34 a 118 occupati), mentre la
seconda passa da 4 a 14 unità locali e incrementa gli addetti portandoli da 7 a 18. Assieme, queste due
attività assorbono il 4,2% degli addetti occupati nel terziario e oltre la metà di quelli impiegati nel comparto.
Esse rappresentano inoltre il 10,1% delle unità locali complessivamente attive nei servizi e il 90% di quelle
specifiche svolgenti attività di intermediazione.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Anche questo insieme di attività mostra una crescita
rilevante sia in termini di unità locali (+49) sia in termini di addetti (+276): le prime aumentano più della metà,
mentre i secondi raddoppiano. Di conseguenza, nel corso del decennio, il comparto arriva ad assorbire il
17,1% del totale degli addetti del terziario e il 13,5% delle unità locali del settore.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc… Dal 1991 al 2001 gli addetti impegnati in queste attività sono raddoppiati: al
2001 esse assorbono complessivamente circa il 15% del totale degli addetti del terziario, collocandosi tra le
attività di servizi principali del territorio comunale.
3.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 496 unità locali e 12.925 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+76), sia per quanto riguarda gli
addetti (+2.409) che sono cresciuti del 22,9%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale,
assorbendo il 76,4% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività
che ne fanno parte (Tab. 3.16).
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior
parte degli addetti, ben il 65,6% del totale del ramo di attività secondarie e il 50% del numero complessivo di
addetti del comune di Fiorano Modenese. Già nel decennio precedente il ruolo di queste attività era centrale
nell’economia del Comune e non è sostanzialmente variato nel corso del periodo. Il numero di unità locali è
cresciuto nel corso del decennio di 1.563 unità, pari a circa il 23% di quelle esistenti al 1991; a tale variazione
assoluta è corrisposto un aumento del peso ricoperto dall’attività nell’ambito del settore secondario di circa 5
punti percentuali (dal 26,9% al 32,1%).
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa il 14,2% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al
7,4%, nonostante un calo del numero di unità locali operanti nel comparto pari all’11,5% Quest’attività, pur
mantenendo una posizione rilevante all’interno dell’industria, ha visto diminuire il proprio peso relativo
all’interno del settore sia in termini di unità locali che di addetti; questi ultimi al 2001 rappresentano il 14,2%
degli addetti complessivi del ramo di attività secondario, a fronte del 16,2% del 1991.
Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante
nell’economia comunale: essa occupa il 5,8% del totale degli addetti dell’industria e il 17,7% delle unità locali.
Nel corso del decennio l’attività mostra una dinamica positiva sia per quanto riguarda gli addetti, che sono
aumentati del 71,3% passando da 436 a 747, sia per quanto riguarda le unità locali, la cui crescita è stata del
63%.
Altre due attività importanti sono quelle dell’editoria stampa e riproduzione e della fabbricazione di prodotti
chimici e fibre sintetiche: la prima occupa il 3,3% degli addetti nell’industria del Comune e la seconda il 3,9%,
per un totale di 935 addetti. L’attività di editoria, stampa e riproduzione ha raddoppiato il numero di unità locali
e più che raddoppiato il numero di addetti, mentre nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche la
crescita è stata del 16,7% per quanto riguarda le unità locali e del 33,3% per quanto riguarda gli addetti.
72
Tabella 3.16 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Industrie alimentari e delle bevande
Industrie tessili
Confezione di articoli di vestiario
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
Fabbricazione della carta
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali
Fabbricazione di autoveicoli
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
Fabbricazione di mobili
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
1991 2001
3
22
17
10
1
8
6
11
18
5
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
6
18
11
10
1
9
4
22
21
8
3
-4
-6
0
0
1
-2
11
3
3
11
97
104
64
2
28
71
174
381
102
14
64
120
96
2
136
35
427
508
98
3
-33
16
32
0
108
-36
253
127
-4
113 159
2
1
46
-1
6.912
28
8.475
11
1.563
-17
54
104
0
34
-12
2
436
1.705
0
747
1.832
6
311
127
6
1
248
162
-6
48
8
4
16
60
1
29
72
-3
53
47
1
1
3
0
6
2
76 (+18,1%) 10.516 12.925
-86
-40
44
43
-6
2
-4
2.409 (+22,9%)
88
92
2
16 17
9
3
4
8
3
4
12
9
1
2
1
1
420 496
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Infine, giova analizzare l’attività di fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le
comunicazioni, la quale ha un ruolo di rilievo, anche se in diminuzione, all’interno dell’industria: l’incremento
delle unità locali di 1 unità, infatti, non è stato sufficiente ad arrestare la riduzione del numero di addetti nel
decennio 1991-2001, che è stato del 34,7%. In generale l’incidenza sia delle unità locali che degli addetti di
questa attività sul totale dell’industria nel comune è diminuita: per le prime si è passati dal 3,8% al 3,4%,
mentre per i secondi dal 2,4% all’1,3%.
In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle industrie
alimentari e delle bevande: tale attività registra una riduzione di 33 addetti e 4 unità locali, riducendo
notevolmente la propria importanza all’interno del settore.
Anche le industrie tessili meritano particolare attenzione: esse registrano una riduzione di unità locali, ma
un incremento del numero di addetti: questi passano da 104 a 120 (+15,4%). Tale dato è in controtendenza
rispetto al generale andamento dell’industria tessile negli altri comuni del distretto ceramico.
3.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 43,8% degli addetti totali del
comune di Fiorano Modenese.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le principali imprese
ceramiche che possiedono stabilimenti a Fiorano Modenese vi sono Marazzi Group S.p.A., Ceramiche Atlas
73
Concorde S.p.A., Ceramiche Gardenia Orchidea S.p.A., Coem S.p.A., Emilceramica S.p.A., Edimax Gruppo
Beta S.p.A., Iris Ceramica S.p.A., Ceramiche Settecento Valtresinaro S.p.A. e Riwal Ceramiche S.p.A. Sono
inoltre attive a livello locale Floor Gres e Rex Ceramiche Artistiche, entrambe facenti parte del Gruppo Florim
Ceramiche S.p.A. Ceramiche Eurotiles S.p.A. è invece presente sul territorio comunale solo con la propria
sede legale ed amministrativa, svolgendo la propria attività di produzione nel comune di Viano.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 7.412 addetti e 101 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
essa si è sviluppata sia in termini di unità locali (+4,1%), sia ancor più in termini di addetti (+10,9%) (Tab.
3.17).
Tabella 3.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
2001
1 addetto
16-19 addetti
3
2
7
9
13
6
10
3
9
9
11
7
Variazione realtà di piccole
dimensioni
40
20-49 addetti
2 addetti
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
Variazione realtà di medie
dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
250-499 addetti
500-999 addetti
Variazione realtà di grandi
dimensioni
Totale Fiorano Modenese
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Fiorano Modenese sull’intera
Area Ceramica
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
1
3
4
26
67
165
104
10
6
33
64
132
126
49
9
369
371
2
22
21
-1
708
644
-64
22
21
-1
708
644
-64
14
12
2
6
1
14
5
1
8
3
0
964
647
206
2.567
2.013
-19
2
983
1.647
464
1.913
599
35
31
-4
5.606
6.397
791
97
101
4 (+4,1%)
6.683
7.412
729 (+10,9%)
337
370
33 (+9,8%)
20.840
20.710
-130 (-0,6%)
28,78%
27,30%
32,07%
35,79%
7
1
2
0
-2
-7
-1
2
7
2
7
-3
-33
22
-1.000
-258
654
1.414
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Fiorano Modenese, si colgono alcuni
tratti fondamentali e tra questi:
- un ampliamento della base produttiva, come si è detto, sia in termini di unità produttive (+4) che di
addetti (+729);
- un discreto incremento del numero di unità locali di piccole dimensioni (1-19 addetti), che però
non si traduce in un significativo aumento del numero di occupati in tali realtà: a fronte infatti
dell’incremento di 9 unità produttive, pari al 22,5% di quelle esistenti nel 1991, il numero di addetti
rimane pressoché stabile aumentando solo di 2 unità;
74
-
-
un processo di consolidamento dimensionale delle realtà di grandi dimensioni (50-999 addetti)
perseguito mediante accorpamento e conseguente riduzione del numero di unità presenti nel
territorio e ampliamento del numero di addetti impiegati per singola unità; alla diminuzione del
numero di unità di grandi dimensioni (-4 unità) corrisponde infatti un incremento del numero di
addetti pari a 791 unità;
una contrazione delle realtà di medie dimensioni, che è più forte in termini di addetti (-64) e più
lieve in termini di unità locali (-1);
un tasso di espansione dell’industria ceramica locale rispetto a quello registrato dall’industria a
livello distrettuale inferiore con riguardo al numero di unità locali, e superiore con riguardo al
numero di addetti: le prime crescono del 4,1% a fronte di un loro aumento medio complessivo del
9,8%; i secondi, invece, aumentano del 10,9% attenuando la perdita totale degli addetti dell’area,
che è stata dell’0,6%.
75
3.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il comune di Fiorano Modenese rappresenta, come già accennato in precedenza, il cuore del distretto
ceramico reggiano-modenese, unitamente al comune di Sassuolo, rispetto al quale è situato in stretta
vicinanza. Lo sviluppo nell’area dell’industria ceramica, avvenuto a partire dagli anni del secondo dopoguerra,
ha promosso un’eccezionale crescita demografica, la quale è stata sostenuta, oltre che dall’andamento
naturale della popolazione, anche dall’afflusso all’interno del Comune di consistenti flussi migratori, in modo
particolare provenienti dall’estero. Per quanto riguarda i livelli di istruzione raggiunti dalla popolazione di
Fiorano Modenese, confrontando i risultati degli ultimi tre Censimenti, si osservano incrementi non trascurabili
del grado di istruzione della popolazione residente, in modo particolare per quanto riguarda la componente
femminile, che al 2001 risulta complessivamente più istruita di quella maschile. Parallelamente si registrano
accresciuti livelli di attività della popolazione locale, che superano il dato provinciale sia con riguardo alla
popolazione maschile sia con riguardo a quella femminile.
Per quanto riguarda l’evoluzione della struttura produttiva di Fiorano che si è verificata dal 1991 al 2001, si
osserva una riduzione del numero di unità e di occupati nel settore primario, divenuto ormai del tutto
marginale, e un incremento del numero di unità e addetti operanti nel settore secondario e in quello dei servizi.
Quest’ultimi rappresentano in particolare le attività che assistono alle maggiori crescite, aumentando la propria
importanza rispetto all’industria sia in termini di numero di unità locali sia in termini di addetti. Giova inoltre
sottolineare come, nell’ambito sia del settore secondario sia di quello terziario, le attività che registrano i
maggiori incrementi del numero di unità e di addetti risultano essere quelle legate all’industria ceramica e
all’indotto delle piastrelle. Si possono citare, a titolo esemplificativo, le industrie chimiche, meccaniche, i servizi
di trasporto, le attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria, le attività informatiche e quelle professionali
ed imprenditoriali.
Per quanto riguarda in particolare il settore delle piastrelle, nel corso degli ultimi decenni, si è assistito a un
processo di ristrutturazione della base produttiva locale con un aumento del numero di addetti impiegati nelle
realtà di grandi dimensioni, ottenuto per il tramite di operazioni di accorpamento aziendale che hanno condotto
alla complessiva riduzione del numero di unità di elevata dimensione. Il consolidamento dimensionale delle
realtà di più grandi dimensioni si è accompagnato alla creazione di nuove unità di piccole dimensioni, la quale
ha però avuto scarsi effetti in termini occupazionali.
76
IL COMUNE DI MARANELLO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
87
4.1 INTRODUZIONE
Il cuore del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche si identifica con i comuni di Sassuolo,
Fiorano, Formigine e Maranello. Quest’ultimo rappresenta quindi uno dei comuni di maggiore rilevanza
all’interno del distretto, situato in posizione sud-est rispetto agli altri comuni dell’area (Fig. 4.1). Maranello
occupa una superficie di 32,74 kmq., sulla quale, al 2001, vivono 15.912 persone.
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Maranello è divenuto nel tempo sede di
numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire
dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di
imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della
piastrella.
Situato in posizione confinante con i comuni di Fiorano, Formigine e Castelvetro, i primi due dei quali, in
particolare, sedi di una quota consistente di aziende del settore ceramico, Maranello accoglie al suo interno, al
2001, 24 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 6,5% del complesso delle unità appartenenti al
settore ceramico, e 1.077 addetti, che corrispondono al 5,2% del totale degli addetti del settore.
Figura 4.1 Il Comune di Maranello e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
- sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
- sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
- sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari.
78
4.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
4.2.1
La struttura demografica
Il comune di Maranello conta, nel 2001, una popolazione di 15.912 abitanti, pari al 2,5% della popolazione
residente nella provincia di Modena. Nel corso del tempo si è assistito ad un significativo incremento della
base demografica: +24% nell’intervallo temporale 1981-2001, contro una crescita del 6,4% registrata dal dato
a livello provinciale (Tab. 4.1). L’incremento è stato costante e progressivo durante tutto il periodo,
decelerando leggermente nella seconda parte (1991-2001).
Tabella 4.1 Comune di Maranello: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Maranello
Provincia di Modena
femmine
Valori assoluti 1991
totale
femmine
totale
maschi
femmine
totale
6.437
6.395
12.832
7.270
7.304
14.574
7.908
8.004
15.912
290.107
305.918
596.025
294.346
310.334
604.680
308.851
325.142
633.993
Variazione % ’81-‘91
maschi
Comune di Maranello
maschi
Valori assoluti 2001
12,9%
femmine
14,2%
Variazione % ’91-‘01
totale
maschi
femmine
Variazione % ’81-‘01
totale
maschi
femmine
totale
13,6%
8,8%
9,6%
9,2%
22,9%
25,2%
24,0%
Provincia di Modena
1,5%
1,4%
1,5%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
4,9%
4,8%
4,8%
6,5%
6,3%
6,4%
La composizione per classi d’età della popolazione residente rivela un tendenziale invecchiamento della
stessa nel periodo 1981-2001, e un aumento della numerosità dei suoi componenti in età lavorativa (Tab. 4.2).
In particolare è possibile cogliere:
- una leggera contrazione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), dovuta al drastico calo
delle nascite avvenuto negli anni ’80, il cui effetto negativo è stato in gran parte controbilanciato dalla
nuova ripresa delle nascite negli anni ’90. L’effetto complessivo di riduzione di questa popolazione
accentua l’invecchiamento della popolazione; tuttavia, essa appare in ripresa, facendo sperare in un
futuro abbassamento dell’età media nel Comune;
- un forte decremento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che complessivamente perde il 19%
dei suoi componenti, mettendo in luce come l’andamento negativo subito dalle nascite all’interno del
Comune abbia avuto inizio già negli anni ’70. La riduzione di questa fascia di popolazione è stata
costante e progressiva con riferimento alle classi di età inferiori (5-9 anni e 10-14 anni) e relativa invece
solo alla seconda parte del periodo con riferimento alla classe di età superiore (15-24 anni);
- un sostanziale incremento della popolazione “adulta” (dai 25 ai 64 anni) e conseguentemente del
numero di soggetti in età lavorativa, sia di quelli nel pieno dell’attività (25-44 anni) sia di quelli più
prossimi all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni). L’aumento di questa popolazione è avvenuto
costantemente durante tutto l’arco di tempo preso in considerazione, favorendo il tasso di attività interno
al Comune;
- un deciso aumento del numero di “anziani” residenti (con età superiore ai 65 anni), in modo particolare
con riferimento alla fascia di età superiore ai 75 anni, la cui crescita è stata del 74%. Ciò testimonia un
innalzamento dell’aspettativa di vita all’interno del Comune e del tasso di invecchiamento della
popolazione locale.
79
Tabella 4.2 Comune di Maranello: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5
5–9
10-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
1981
828
1.074
1.024
1.926
2.224
1.792
1.441
1.185
905
433
12.832
1991
677
747
851
2.371
2.425
2.393
1.860
1.406
1.085
759
14.574
2001
809
739
736
1.779
2.841
2.538
2.378
1.759
1.256
1.077
15.912
-19
-335
-288
-147
617
746
937
574
351
644
3.080
Variazione
assoluta
1981-2001
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Nel corso del decennio 1991-2001, la popolazione residente è cresciuta, oltre che per effetto del suo
andamento naturale, anche per effetto dell’ingresso nel Comune di nuovi residenti provenienti dai paesi esteri,
i quali hanno concorso anche all’aumento della forza lavoro presente all’interno (Tab. 4.3).
Tabella 4.3 Comune di Maranello: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
% stranieri residenti su popolazione
1991
144
14.574
1,0%
2001
358
15.912
2,3%
Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001
16,0%
Gli stranieri residenti, in particolare, sono giunti a rappresentare il 2,3% della popolazione residente,
contribuendo nella misura dell’16% al suo incremento complessivo. La loro suddivisione per aree di
provenienza evidenzia forti afflussi in uscita dai paesi dell’Africa e dell’Europa, e afflussi minori provenienti dai
paesi dell’America e dell’Asia (Tab. 4.4).
Tabella 4.4 Comune di Maranello: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
144
169
24
21
0
358
0,9%
1,1%
0,2%
0,1%
0,0%
2,3%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Maranello rappresenta il comune dell’area ceramica con la minore presenza di stranieri sulla popolazione
totale, allontanandosi nettamente anche dalla situazione valevole a livello provinciale, che è di due punti
percentuali superiore all’incidenza riscontrata localmente (Tab. 4.5).
80
Tabella 4.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
4.2.2
4,4%
4,4%
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Maranello mostra un costante e
progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e
progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli
analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 4.6).
La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo
di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente
totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84,5%
della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo a poco più del 9% 3, compresi anche gli
analfabeti. Questa configurazione ha preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione
intervenuti in entrambi i decenni, ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di
residenti con titolo di studio e del numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di
tempo preso in esame.
Tabella 4.6 Comune di Maranello: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
valore
assoluto
% su popolazione
totale
Alfabeti senza titolo di studio
valore assoluto
% su popolazione
totale
Analfabeti
valore
assoluto
% su popolazione
totale
1981
8.859
69,0%
2.769
21,6%
167
1,3%
1991
11.816
81,1%
1.804
12,4%
133
0,9%
2001
13.445
84,5%
1.401
8,8%
102
0,6%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
1
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
3
La quota di popolazione mancante (6% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
2
81
Il miglioramento del livello di istruzione degli abitanti di Maranello è ben evidenziato dalla maggiore
diffusione che i titoli di studio di scuola superiore e di livello universitario hanno all’interno della popolazione,
sia con riferimento alla componente maschile sia con riferimento alla componente femminile, quest’ultima in
forte recupero sulla prima per quanto attiene all’istruzione di livello universitario (Tab. 4.7).
A differenza degli altri titoli di studio, quello elementare mostra una flessione: coloro in possesso di un
livello minimo di istruzione diminuiscono in modo costante durante l’intero arco temporale considerato, in
conseguenza sia della minore numerosità della popolazione in età scolare sia della maggiore tendenza al
proseguimento degli studi da parte della popolazione “giovane”.
Tabella 4.7 Comune di Maranello: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
Diploma
femmine
totale
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
Licenza elementare
totale
maschi
femmine
totale
1981
77
52
129
531
600
1.131
1.326
1.122
2.448
2.569
2.582
5.151
1991
122
104
226
1.141
1.138
2.279
2.363
1.960
4.323
2.414
2.574
4.988
2001
283
330
613
1.850
1.812
3.662
2.651
2.211
4.862
1.988
2.320
4.308
267,5%
534,6%
375,2%
248,4%
202,0%
223,8%
99,9%
97,1%
98,6%
-22,6%
-10,1%
-16,4%
Var.%
81-01
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Prendendo in considerazione la popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, emerge che nel 2001
ben il 39% degli alfabeti privi di titolo e ben il 56% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni. Il fenomeno
è perciò in buona parte interpretabile come espressione della mancata possibilità, da parte di una quota della
popolazione, di accedere ad un livello minimo di istruzione per ragioni anagrafiche (Tab. 4.8).
Tabella 4.8 Comune di Maranello: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
1260
1.509
2.769
1069 (39% del totale)
78
89
167
106 (63% del totale)
1991
760
1.044
1.804
656 (36% del totale)
52
81
133
67 (50% del totale)
2001
585
816
1.401
551 (39% del totale)
38
64
102
57 (56% del totale)
Var% 81-01
-53,6%
-45,9%
-49,4%
-48,5%
-51,3%
-28,1%
-38,9%
-46,2%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Il confronto fra gli indici di istruzione della popolazione di Maranello con quelli della popolazione della
Provincia di Modena mette in risalto un grado di istruzione della popolazione locale ancora tutto sommato
contenuto se paragonato a quello medio provinciale: gli indici di possesso del diploma di scuola media
superiore sono inferiori ai corrispondenti dati raccolti a livello provinciale per tutte le fasce d’età prese in
considerazione. Il fatto che il livello di istruzione della popolazione locale sia inferiore a quello mediamente
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
82
esistente all’interno della Provincia è confermato anche da un indice di non conseguimento della scuola
dell’obbligo superiore a quello medio provinciale di oltre due punti percentuali (Tab. 4.9).
Tabella 4.9 Comune di Maranello: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Provincia di Modena
Comune di Maranello
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
10,77%
13,16%
11,95%
9,63%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
26,67%
25,99%
26,32%
31,25%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
42,1%
52,04%
46,91%
53,89%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
28,86%
31,14%
30,02%
41,50%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
4.2.3
Il mercato del lavoro
I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione sono
legati a quelli che hanno riguardato la condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001, in particolare, hanno avuto luogo (Tab. 4.10):
-
-
-
una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione locale, e una riduzione
invece di quella non attiva;
una struttura demografica per livelli di attività e inattività nel 2001 migliore rispetto a quella
esistente nel 1981. Il tasso di attività è costantemente aumentato durante tutto l’arco temporale di
riferimento, e altrettanto costantemente è diminuito quello di inattività; tali dinamiche fanno sì che
al 2001 la popolazione attiva rappresenti più del 60% della popolazione residente, diversamente da
quanto accadeva nel 1981, quando la popolazione era ripartita in quote pressoché omogenee tra
le componenti attiva e non attiva;
un incremento molto elevato del peso della componente attiva sul totale della popolazione
maschile dell’ordine di ben 39 punti percentuali (dal 30,3% al 69,2%), che si accompagna a un
consistente aumento anche del peso della componente attiva sul totale della popolazione
femminile (dal 20,1% al 52,2%). Nel corso del periodo considerato, le due componenti attive,
maschile e femminile, hanno mostrato andamenti simili in termini percentuali sulle rispettive
popolazioni: entrambe sono rimaste abbastanza stabili nel primo periodo (1981-1991) aumentando
in modo molto accelerato nel secondo (1991-2001);
un’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione maggiore a livello comunale che
non a livello provinciale (il 60,6% contro il 55,9%).
83
Tabella 4.10 Comune di Maranello: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Maranello
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale
popolazione
1991
% sul totale
popolazione
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
3.885
2.576
6.461
2.552
3.819
6.371
6.437
6.395
12.832
30,3%
20,1%
50,4%
19,9%
29,8%
49,6%
50,2%
49,8%
100,0%
4.497
3.133
7.630
2.773
4.171
6.944
7.270
7.304
14.574
30,9%
21,5%
52,4%
19,0%
28,6%
47,6%
49,9%
50,1%
100,0%
4.654
3.603
8.257
2.076
3.295
5.371
6.730
6.898
13.628
69,2%
52,2%
60,6%
30,8%
47,8%
39,4%
49,4%
50,6%
100,0%
Provincia di Modena
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
172.788
136.173
308.961
94.401
149.696
244.097
267.189
285.869
553.058
64,7%
47,6%
55,9%
35,3%
52,4%
44,1%
48,3%
51,7%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Volgendo l’attenzione al tasso di occupazione della popolazione, Maranello rappresenta il terzo comune
dell’area ceramica per livello occupazionale, dietro a comuni di Castellarano e Fiorano Modenese. La
situazione interna al Comune si configura come migliore rispetto sia a quella media regionale che a quella
media nazionale, rispettivamente per 8 e circa 16 punti percentuali (Tab. 4.11).
Tabella 4.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
54,0%
59,0%
58,6%
58,2%
58,5%
53,7%
56,2%
61,2%
56,8%
54,2%
4,0%
3,7%
3,3%
3,4%
3,1%
3,2%
2,9%
2,7%
3,0%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
42,9%
11,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
84
L’analisi dei settori nei quali la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 4.12) mette in risalto l’industria
(61,4%) come primo settore di occupazione della popolazione residente, seguita dal settore terziario (36,4%) e
da quello primario (2,3%). Il territorio emerge quindi come fortemente votato alla produzione manifatturiera, di
gran lunga più di quanto accada a livello medio provinciale e ancor di più a livello medio regionale, ai quali la
preponderanza degli occupati lavora nel settore terziario.
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (76,7%), seguita da quella del lavoratore in proprio (14,8%) e da quella
dell’imprenditore (5,7%).
La distanza della realtà comunale da quella provinciale e regionale è confermata dalla lettura delle quote di
residenti svolgenti le diverse professioni: la quota di dipendenti supera di 5 punti percentuali il valore
provinciale e di 6,6 punti quello regionale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio, così come la quota di
imprenditori e liberi professionisti, è inferiore sia alla quota provinciale e sia a quella regionale. La spiccata
vocazione manifatturiera del territorio comunale emerge anche dal confronto con la composizione
professionale e per ramo di attività degli occupati complessivamente residenti nel distretto: la figura del
dipendente incide infatti per oltre due punti percentuali in più sul numero di occupati, i quali trovano impiego
per il 64,4% nell’industria, a fronte di un’incidenza del 55,9% a livello ceramico.
Tabella 4.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra posizione Valori assoluti
subordinata
Valori
percentuali
Comune di Maranello
Agricoltura
13
66
2
21
78
180
2,3%
Industria
210
492
21
27
4.151
4.901
61,4%
Altre attività
236
625
55
89
1.899
2.904
36,4%
100,0%
Totale
459
1.183
78
137
6.128
7.985
% sul totale
5,7%
14,8%
1,0%
1,7%
76,7%
100,0%
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
Area ceramica
Agricoltura
Industria
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
Provincia di Modena
Agricoltura
576
5.965
185
1.302
4.732
12.760
4,3%
7.864
18.709
1.541
1.289
108.778
138.181
46,5%
13.733
27.270
2.811
3.263
99.048
146.125
49,2%
Totale
22.173
51.944
4.537
5.854
212.558
297.066
100,0%
% sul totale
7,5%
17,5%
1,5%
2,0%
71,6%
100,0%
4.445
47.742
1.953
9.146
42.512
105.798
6,0%
Industria
Altre attività
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
40.364
96.955
9.259
6.859
515.701
669.138
37,7%
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
85
4.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
4.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.397 unità locali e trovano occupazione 8.005 addetti
(Tab. 4.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 324 unità; nello stesso periodo
tale crescita ha promosso l’occupazione incrementando il numero di addetti del 20,1%.
Il confronto fra l’andamento comunale e quello avutosi a livello dell’intera area ceramica rivela una crescita
delle unità produttive superiore nel territorio di Maranello, mentre una crescita degli addetti in linea con quella
registrata dall’area distrettuale.
Tabella 4.13 Comune di Maranello e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
1991
2001
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
77.062
93.001
6.667
8.005
13.756
17.509
1.073
1.397
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
1.338
3.753
324
Variazione Percentuale ‘91-‘01
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
20,7%
20,1%
27,3%
30,2%
La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia una loro concentrazione nel settore terziario
(63%), seguito dall’industria (18,3%) e dall’edilizia (17,8%) quasi a pari merito, e in maniera più distante
dall’agricoltura (0,9%) (Tab. 4.14). Rispetto invece all’incidenza degli addetti nei singoli settori sul numero
complessivo di addetti impiegati all’interno del territorio comunale, il peso maggiore è ricoperto dall’industria
(57,1%) e solo a seguire dal terziario (34,6%); una quota non trascurabile è inoltre detenuta dall’edilizia (8%),
mentre di scarso rilievo è quella detenuta dall’agricoltura (0,3%).
Con riguardo alla dinamica subita dal numero di unità presenti sul territorio, essa è stata positiva per effetto
soprattutto dell’espansione del settore terziario (+235), mentre in misura nettamente inferiore vi hanno
contribuito il settore delle costruzioni (+54) e quello manifatturiero (+32). Ciò ha comportato un aumento
dell’incidenza del settore terziario sul totale delle unità operanti nel Comune di tre punti percentuali e una
diminuzione, quasi della stessa entità, dell’incidenza del settore secondario. L’edilizia e l’agricoltura hanno
invece mantenuto stabili le proprie quote sul numero complessivo di unità territoriali.
Il forte aumento del numero di unità del settore terziario attive sul territorio comunale ha esteso la base
occupazionale di 795 posti di lavoro, pari al 59% della crescita complessiva degli addetti. A tale crescita hanno
contribuito anche l’industria (31,5%) 6, che ha incrementato il numero dei propri addetti di 422 unità, e il settore
delle costruzioni (8,4%), che nel corso del decennio ha dato occupazione a 112 nuovi addetti. Tali dinamiche
hanno comportato una riduzione del peso ricoperto dal settore secondario sul livello complessivo di
occupazione all’interno del Comune di 5 punti percentuali (dal 62,3% al 57,1%) e uno speculare aumento di
quello ricoperto dal settore terziario per la stessa entità (dal 29,6% al 34,6%). Il settore edilizio e quello
primario mantengono invece stabili le loro incidenze sul totale degli addetti, così come già accaduto per le
unità locali.
Si assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dai servizi in ambito occupazionale, sebbene
l’industria resti il settore con il maggior numero di addetti. Rispetto alle strutture produttive situate nel territorio,
inoltre, il terziario conferma la propria predominanza, ad esclusivo detrimento dell’industria.
6
Il valore è ottenuto come rapporto fra la variazione assoluta del numero di addetti nel settore manifatturiero e la
variazione assoluta subita dal numero complessivo di addetti del Comune.
86
Tabella 4.14 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Maranello
1991
16
4.152
527
1.972
6.667
10
224
194
645
1.073
2001
25
4.574
639
2.767
8.005
13
256
248
880
1.397
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
9
422
112
795
1.338
3
32
54
235
324
0,2%
62,3%
7,9%
29,6%
100,0%
0,9%
20,9%
18,1%
60,1%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,3%
57,1%
8,0%
34,6%
100,0%
0,9%
18,3%
17,8%
63,0%
100,0%
1991
164
44.638
4.890
27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
192
50.724
6.566
35.519
93.001
100
3.309
2.574
11.526
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, emerge come l’industria rivesti, sotto il profilo
occupazionale, un ruolo centrale (Fig. 4.2): la quota di addetti del settore manifatturiero sul numero
complessivo di addetti del Comune è superiore al dato medio dell’area ceramica di 2,6 punti percentuali.
All’inizio del decennio tale margine era superiore e pari a 4,4 punti percentuali, ed è andato riducendosi per
effetto dell’espansione del settore terziario nell’ambito dell’economia locale. Tuttavia, il peso rivestito dai
servizi sul totale delle unità produttive di Maranello (34,6%) è ancora nettamente inferiore al valore medio
valevole per il distretto (38,2%).
Lo stesso confronto, condotto per gli addetti impiegati nel Comune e nel distretto (Fig. 4.3), mette in luce
come il processo di terziarizzazione dell’economia locale abbia portato Maranello già a livelli molto prossimi a
quelli medi dell’area ceramica, con incidenza delle unità locali appartenenti al settore molto elevata e pari al
63%. Al 2001 tale incidenza dista dal corrispondente valore distrettuale meno di 3 punti percentuali, contro i
3,5 del 1991.
87
Figura 4.2 Comune di Maranello e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
57,1%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
34,6%
30,0%
20,0%
8,0%
10,0%
7,1%
0,3%
0,2%
0,0%
Maranello
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Figura 4.3 Comune di Maranello e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
70,0%
65,8%
63,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
18,9%
18,3% 17,8%
20,0%
14,7%
10,0%
0,9%
0,6%
0,0%
Maranello
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Valgono quindi le seguenti considerazioni generali:
- il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero di unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti impiegati in esse complessivamente
impiegati;
- l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 72,5% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo
per il 9,9% allo sviluppo del ramo secondario. Maggiore rispetto a quest’ultimo è stato poi il contributo
del settore edilizio (16,7%), mentre trascurabile è stato quello del settore primario (0,9%). A questo
proposito deve essere sottolineato come gli incrementi nel numero di addetti in questi due settori
abbiano consentito il mantenimento della quota che già detenevano nel 1991 sul totale degli addetti
assorbiti dall’economia locale;
- allo stesso modo, l’incremento degli addetti è derivato in gran parte dall’aumento del numero di occupati
del settore terziario, il cui contributo alla crescita complessiva degli addetti nel comune di Maranello è
stato del 59%, ben maggiore rispetto al contributo fornito dall’industria, che è stato del 31,5%. Tali
andamenti hanno comportato un incremento della quota occupazionale rivestita dal terziario e una
88
riduzione di quella detenuta dall’industria, senza causare diminuzioni a quelle dell’edilizia e
dell’agricoltura, le cui incidenze, nel corso del decennio, sono rimaste stabili anche sul totale degli
addetti, oltre che su quello delle unità locali.
- infine, lo sviluppo del ramo terziario è stato notevolmente accentuato nel periodo compreso fra il 1991 e
2001: il settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti che le
unità locali, aumentando la propria incidenza sul totale degli occupati a detrimento dell’industria. Ciò è
correttamente interpretabile come l’esplicarsi di un processo di terziarizzazione del tessuto economico
locale tuttora in corso.
4.3.2
Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Maranello suggerisce di approfondirne l’analisi
mediante una lettura delle principali attività di servizi che ne fanno parte (Tab. 4.15).
Al 2001 si contano 880 unità locali e 2.767 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001
le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 36% e gli addetti del
40%.
Tabella 4.15 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991
2001
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
50
85
189
43
53
114
178
64
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
367
42
2
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
3
29
-11
21
157
203
395
218
184
343
401
320
27
140
6
102
409
49
3
42
7
1
973
64
5
1.248
116
14
275
52
9
44
2
7
8
14
52
2
8
14
64
8
0
1
6
50
69
28
58
16
23
130
27
77
18
148
61
-1
19
2
125
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
31
4
11
0
88
1
20
1
57
-3
9
1
125
6
22
0
270
2
53
1
145
-4
31
1
57
131
74
144
291
147
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
72
3
13
39
1
17
15
43
153
4
10
54
0
23
37
50
81
1
-3
15
-1
6
22
7
172
63
348
102
2
20
28
70
347
101
353
150
0
18
55
95
175
38
5
48
-2
-2
27
25
Pubblica amministrazione
131
178
47
633
772
139
Totale complessivo
645
880
235 (+36,4%)
1.972
2.767
795 (+40,3%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
89
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione sono le attività che possiedono il maggior numero di unità e addetti
all’interno del settore. La loro importanza era superiore in passato: nel corso del decennio 1991-2001 esse
hanno ridotto la propria incidenza sul numero complessivo di unità locali di ben 11 punti percentuali e quella
sul totale degli addetti di 4 punti. Al 2001 spiegano il 46% delle unità di servizi presenti nel territorio e il 45%
degli addetti.
All’interno di questa macroarea esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che
svolgono ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio.
Delle 880 unità locali presenti nel territorio al 2001, ben il 33% risultano essere attività di commercio, sia
all’ingrosso che al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente:
le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 34% a fronte, invece, di una diminuzione delle
unità locali del commercio al dettaglio pari al 9%.
Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al
2001, risultano pari al 12% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli
addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 69% per un totale di 343 unità.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, l’aumento del numero di
addetti è stato molto contenuto, frenato dalla dinamica negativa delle unità locali. Gli addetti sono aumentati
appena del 1,5% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario è passata
dal 20% nel 1991 al 14% nel 2001.
Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel
decennio ha visto aumentare il numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo
significativo: nel 1991 assorbiva l’11% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 la sua incidenza
percentuale non cambia.
Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade
per le attività di intermediazione. In particolare, l’attività immobiliare aumenta in modo consistente il numero di
unità locali, che arrivano ad un totale di 64 ed assorbono circa il 5% del totale degli addetti del terziario.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre
macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta in termini di unità locali, e nel corso del decennio arriva a
duplicare il numero di addetti: nel 2001 esso assorbe il 12,5% del totale degli addetti del terziario e il 17% di
quello delle unità locali.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono il 10,5% del totale degli addetti del terziario e il 15% delle unità,
collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale.
90
4.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 256 unità locali e 4.574 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+14%), sia per quanto riguarda
gli addetti (+10%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 57,1% degli addetti
totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 4.16).
Tabella 4.16 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
3
2
-1
11
4
-7
19
22
3
84
82
-2
Industrie tessili
35
14
-21
151
57
-94
Confezione di articoli di vestiario
21
18
-3
98
75
-23
2
0
-2
7
0
-7
Industria del legno
8
13
5
16
28
12
Fabbricazione della carta
1
2
1
116
182
66
Editoria, stampa e riproduzione
9
6
-3
77
14
-63
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
2
4
2
6
17
11
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
0
1
1
0
3
3
25
37
12 1.236 1.168
-68
1
1
0
10
17
7
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
38
61
23
234
341
107
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
41
45
4
256
414
158
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
3
6
3
11
28
17
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
1
0
-1
2
0
-2
Fabbricazione di apparecchi medicali
1
7
6
1
13
12
Fabbricazione di autoveicoli
6
11
5
1797
2116
319
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
1
1
0
9
3
-6
Fabbricazione di mobili
5
5
0
28
12
-16
Recupero e riparazione per il riciclaggio
1
0
-1
1
0
-1
Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua
calda
1
0
-1
1
0
-1
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
0
0
0
0
0
0
224
256
32 (+14,3%) 4.152 4.574
422 (+10,2%)
Industrie alimentari e delle bevande
Preparazione e concia cuoio
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabbricazione di metallo
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
L’attività di fabbricazione di autoveicoli è l’attività che occupa il maggior numero di addetti, ben il 46% del
totale del ramo di attività secondario. Già all’inizio del decennio il ruolo di questa attività era centrale
nell’economia del Comune ed esso è aumentato nel corso del periodo di tre punti percentuali. Il numero delle
unità locali è cresciuto quasi del doppio dal 1991 al 2001, passando da 6 a 11 e giungendo a rappresentare
circa il 4% del totale.
91
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è la seconda attività per importanza
nel territorio comunale: essa occupa il 25,5% degli addetti dell’industria e il 14,5% delle unità locali. Nel corso
del decennio l’attività ha incrementato considerevolmente il numero di unità locali (+48%) e ridotto quello degli
addetti (-5,5%); tali dinamiche hanno portato l’attività a rappresentare, nel 2001, una quota maggiore delle
unità produttive (il 14% contro l’11% del 1991) e una quota minore degli addetti (il 25,5% contro il 30% del
1991).
L’attività di fabbricazione di autoveicoli e l’attività di fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali
non metalliferi, quindi, connotano l’intera struttura produttiva del Comune, assorbendo nel complesso, al 2001,
il 41% del totale degli addetti di Maranello.
L’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, con 414 occupati, pari al 9% degli addetti
del settore, costituisce anch’essa un’attività rilevante. L’attività mostra una crescita degli addetti impiegati del
62%, a fronte di un aumento più modesto nel numero di unità (+10%).
Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto importante
nell’economia comunale: essa occupa il 7,5% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio,
ha incrementato il numero di occupati del 46% passando da 234 a 341.
Altra attività che ha un certo peso sotto il profilo occupazionale è quella di fabbricazione della carta. Essa
spiega il 4% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 57% operando nel
territorio con due sole unità.
Successive per importanza in termini di incidenza sugli addetti complessivi sono le industrie alimentari e
delle bevande, e la confezione di articoli di vestiario: ambedue occupano circa il 2% degli addetti dell’industria,
per un totale complessivo di 157 addetti. Entrambe le attività denotano una contrazione nel numero di
occupati, che è esigua per la prima (-2) e consistente per la seconda (-75). Quest’ultima riduce anche il
numero delle proprie unità, che da 21 nel 1991 passano a 18 nel 2001.
In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, dell’industria
tessile, che perde l’62% dei suoi addetti e il 60% delle sue unità locali. Queste rappresentano al 2001 il 5,5%
del totale delle unità manifatturiere a fronte del 16% del 1991.
4.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale che fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi riveste nel sistema economico ed industriale di Maranello. In particolare
al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel
2001 essa occupa il 13,5% degli addetti totali del Comune di Maranello e il 23,5% di quelli operanti
nell’industria.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le imprese ceramiche attualmente
operanti a Maranello sono Ceramiche Ricchetti Sp.a., Saime Ceramiche (appartenente al Gruppo Riwal
Ceramiche S.p.a.), Industrie Ceramiche Piemme S.p.a., Ceramiche Sima S.r.l. e Itiemm S.r.l. È inoltre
presente, benché solo mediante uffici commerciali, l’impresa Cemar Ceramiche del Gruppo Daytona S.p.a.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 1.077 addetti e 24 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame,
l’attività mostra un andamento positivo per quanto riguarda le unità locali (+20%), e negativo per quanto
riguarda gli addetti, che diminuiscono del 12,1% (Tab. 4.17).
92
Tabella 4.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Addetti
Classe addetti
1991
1 addetto
2 addetti
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
16-19 addetti
0
1
2
3
2
2
1
3
2
5
5
0
1
2
0
2
3
-2
0
2
9
25
26
35
1
6
8
35
70
0
1
4
-1
10
44
-35
Variazione realtà di piccole dimensioni
20-49 addetti
10
3
16
2
6
-1
97
76
120
64
23
-12
Variazione realtà di medie dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
250-499 addetti
3
3
3
0
1
2
3
2
0
1
-1
0
-1
0
0
76
274
440
0
1.410
64
198
247
0
448
-12
-76
-193
0
-962
2.124
893
-1231
2.297 1.077
20.840 20.710
-112 (-12,1%)
-130 (-0,6%)
Variazione realtà di grandi dimensioni
Totale Maranello
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Maranello sull’intera Area Ceramica
2001 variazione assoluta
7
6
-1
20
337
24
370
+4 (20%)
33 (+9,8%)
5,93% 6,49%
1991
11,02%
2001 variazione assoluta
5,20%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Maranello, emergono i seguenti tratti
fondamentali:
-
-
-
un’espansione della base produttiva in termini di unità produttive (+4) e una sua contrazione in
termini di addetti (-112);
il contributo stabile (oltre che simile in termini di unità locali e di addetti) alla formazione della
struttura del distretto ceramico, con un’incidenza del 6,49% sul numero complessivo di unità e del
5,2% sul numero complessivo di addetti;
un processo di ristrutturazione della base produttiva con la diminuzione del numero di unità locali
di medie e grandi dimensioni e la diffusione sul territorio di unità di dimensione inferiore (1-19
addetti). Si assiste, quindi, ad un processo di frammentazione della struttura produttiva, che porta
le unità di piccole dimensioni a crescere del 60%, e le unità nel loro complesso del 20%;
uno sviluppo in termini di unità produttive e una contrazione in termini di addetti superiori a quelli
medi registrati dall’area ceramica.
93
4.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il comune di Maranello si qualifica come territorio appartenente al cuore del distretto ceramico reggianomodenese, assieme ai comuni di Sassuolo, Formigine e Fiorano Modenese. Il sorgere e lo svilupparsi, al
proprio interno, dell’industria ceramica hanno favorito il processo di trasformazione del tessuto economico
locale, il quale a sua volta ha comportato una serie di cambiamenti nel tessuto sociale. Nel periodo compreso
fra il 1981 e 2001, Maranello ha visto aumentare sensibilmente il numero dei propri abitanti, come diretta
conseguenza, oltre che naturale andamento della popolazione locale, anche dell’afflusso di residenti
provenienti dall’estero, attratti dalla crescenti possibilità occupazionali offerte da’economia locale in
espansione. Nello stesso periodo, inoltre, è cresciuto il livello di istruzione della popolazione, il quale tuttavia è
ancora inferiore a quello medio provinciale. La popolazione attiva nel 2001 rappresenta una quota della
popolazione complessiva del tutto simile a quella che già ricopriva nel 1981, pur senza essersi mantenuta
stabile nel corso del periodo: essa è infatti cresciuta nel corso del primo decennio (1981-1991) e diminuita nel
corso del secondo (1991-2001), tornando così ai livelli iniziali, che sono comunque superiori a quelli medi
provinciali di oltre tre punti percentuali. Si registra inoltre un tasso di occupazione della popolazione locale al
2001 superiore a quello della maggior parte dei comuni dell’area ceramica.
Da area prevalentemente agricola, Maranello si è trasformato nel corso del tempo fino a divenire centro
manifatturiero ad elevata specializzazione produttiva nel comparto della fabbricazione di autoveicoli e in quello
della produzione di piastrelle in ceramica. L’industria locale si compone, tuttavia, di numerose altre attività,
alcune delle quali di grande rilevanza sotto il profilo occupazionale.
Ad arricchire il tessuto economico locale concorre un settore terziario in rapida ascesa sia in termini di
addetti che in termini di unità locali. Tale sviluppo mette in luce un processo di terziarizzazione dell’economia
locale sempre più rapido.
L’industria ceramica locale, con 24 unità produttrici di piastrelle di ceramica e 1.077 addetti, contribuisce
fortemente al sostegno dell’economia e allo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che
fornisce un importante contributo sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose attività economiche
collegate. In passato il peso di questo settore era simile in termini di unità locali e ampiamente superiore in
termini di addetti: l’incidenza delle unità ceramiche di Maranello sul numero complessivo di unità appartenenti
al distretto è aumentata di quasi un punto percentuale, mentre l’incidenza degli addetti impiegati sul territorio
comunale sul totale degli addetti impiegati nell’area è diminuita di quasi sei punti percentuali. Ciò è indice di un
grado di dipendenza dell’economia del Comune da questa attività che va riducendosi nel tempo.
La dinamica relativa al numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da
queste impiegati mette in luce un processo di ristrutturazione aziendale verso una maggiore frammentazione
della base produttiva. Nel corso dell’ultimo decennio osservato, infatti, il numero di unità di medie e grandi
dimensioni è diminuito a fronte dell’aumento del numero di unità di piccola dimensione, con una riduzione
della dimensione media delle unità produttive (in termini di addetti impiegati) situate nel territorio e delle
possibilità occupazionali offerte dal settore.
94
IL COMUNE DI FORMIGINE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
5.1 INTRODUZIONE
All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Formigine si
colloca a nord-est, ai piedi della pianura modenese sulle prime pendici collinari. Delimitato da due corsi
d’acqua, il fiume Secchia e il torrente Tiepido, il Comune si estende su una superficie di 46,98 kmq., con una
popolazione, alla fine del 2001, di 30.073 abitanti (Fig. 5.1). La favorevole posizione geografica, nella fascia di
alta pianura estesa a sud di Modena, ha da sempre fatto sì che questo territorio fosse destinato
prevalentemente allo sfruttamento agricolo.
Lo sviluppo del borgo di Formigine è legato prevalentemente all’edificazione del castello, costruito dal
comune di Modena intorno al 1201 come presidio a difesa della frontiera reggiana insieme al castello di
Marzaglia. Intorno alla fortezza si formò l’abitato, che già nel Trecento aveva raggiunto una certa consistenza.
Oggi Formigine è il quarto comune della provincia modenese, dopo Modena, Carpi e Sassuolo; la
popolazione è distribuita in diverse comunità: Formigine, Casinalbo, Colombaro, Corlo e Magreta. La moderna
espansione edilizia si è sviluppata soprattutto lungo la via Giardini, che rimane tuttora il fulcro
dell’insediamento.
Per quanto riguarda il tessuto economico locale, all’agricoltura (con prodotti tipici quali vino, aceto
balsamico e parmigiano-reggiano), all’allevamento e all’industria degli insaccati si è affiancata una rete di
imprese artigiane, meccaniche, elettroniche e chimiche, alcune delle quali sono cresciute fino a diventare
leader sui mercati internazionali. Fiere, mercati, iniziative nel corso dell’anno e la rete di negozi dei centri
garantiscono un’offerta di elevata qualità commerciale.
Figura 5.1 Il Comune di Formigine e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
97
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari.
98
5.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
5.2.1
La struttura demografica
Il Comune di Formigine, nel 2001, ha una popolazione di 30.073 abitanti, pari al 4,7% della popolazione
residente nella provincia di Modena (Tab. 5.1). Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un notevole incremento
della base demografica (+39,8%), che è stato di gran lunga superiore a quello complessivamente registrato
nella provincia di Modena (+6,4%). La crescita della popolazione è stata più intensa nel decennio 1981-1991,
in cui l’aumento è stato del 24%, e più moderata, ma ugualmente sostenuta, nel periodo successivo (+12,8%).
Tabella 5.1: Comune di Formigine: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni
percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
femmine
Valori assoluti 2001
totale
maschi
femmine
totale
Comune di Formigine
10.625
10.884
21.509
13.267
13.400
26.667
14.902
15.171
30.073
Provincia di Modena
290.107
305.918
596.025
294.346
310.334
604.680
308.851
325.142
633.993
Variazione % ’81-‘91
Comune di Formigine
Provincia di Modena
Variazione % ’91-‘01
Variazione % ’81-‘01
maschi
24,9%
femmine
23,1%
totale
24,0%
maschi
12,3%
femmine
13,2%
totale
12,8%
1,5%
1,4%
1,5%
4,9%
4,8%
4,8%
maschi femmine
40,3%
39,4%
6,5%
6,3%
totale
39,8%
6,4%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti
specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e
sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 5.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante:
-
-
-
della dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per
un futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di
invecchiamento della popolazione;
della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo
delle nascite nel corso degli anni 70 e 80;
della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) che mette in luce l’ampliamento della base
della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia in quella più
prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni);
dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), sia in termini assoluti (+1.931
soggetti con età superiore ai 65 anni rispetto al 1991), sia in termini percentuali sul complesso della
popolazione (dall’11,7% al 14,8%). L’aumento ha interessato entrambe le fasce d’età comprese
all’interno di questa popolazione, segnalando un aumento della aspettativa di vita nel Comune.
99
Tabella 5.2 Comune di Formigine: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5
5–9
8-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
1981
1.295
1.665
1.606
3.164
3.465
3.109
2.640
2.040
1.719
806
21.509
1991
1.373
1.367
1.527
3.916
4.584
4.260
3.496
2.758
1.947
1.439
26.667
2001
1.610
1.524
1.484
3.165
5.165
5.068
4.211
3.390
2.526
1.930
30.073
315
-141
-122
1
1.700
1.959
1.571
1.350
807
1.124
8.564
Variazione assoluta 1981-2001
> 75
Totale
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
A generare questa situazione demografica ha concorso, oltre all’evoluzione naturale della popolazione
locale, anche l’afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero (Tab.
5.3). Il flusso di migrazione ha peraltro esteso la base attiva della popolazione residente traducendosi in nuova
forza lavoro disponibile nel territorio.
Tabella 5.3 Comune di Formigine: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
1991
346
2001
999
Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
% stranieri residenti su popolazione
26.667
30.073
1,3%
3,3%
19,2%
La componente straniera residente è notevolmente aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad
occupare circa il 3,3% della popolazione totale e contribuendo nella misura del 19,2% all’incremento della
popolazione residente nel Comune. La maggior parte degli immigrati esteri proviene dall’Africa, ma numerosi
sono anche gli stranieri provenienti dall’Europa; America, Asia e Resto del mondo rappresentano invece quote
marginali della popolazione straniera che ora risiede a Formigine (Tab. 5.4).
Tabella 5.4 Comune di Formigine: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
374
488
49
86
2
999
1,2%
1,6%
0,2%
0,3%
0,0%
3,3%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Pur avendo registrato una considerevole crescita nel periodo 1991-2001 la presenza di stranieri a
Formigine è ancora inferiore al resto della provincia di Modena, in cui si registra una densità del 4,4%.
Tuttavia, se si osservano i valori registrati negli altri comuni che compongono l’area ceramica, Formigine si
colloca esattamente in linea con la media del distretto. L’apporto degli stranieri alla crescita della popolazione
nel comune è sicuramente importante, ma non è la sola determinante dell’aumento registrato nel periodo in
oggetto (Tab. 5.5).
100
Tabella 5.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
4,6%
Fiorano Modenese
2,4%
Maranello
2,2%
Formigine
3,3%
Castelvetro di Modena
4,2%
Scandiano
2,7%
Casalgrande
2,8%
Castellarano
3,6%
Rubiera
4,0%
Viano
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
4,4%
Provincia di Reggio Emilia
4,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
5.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del Comune di Formigine
mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, ed una
contestuale diminuzione dei soggetti analfabeti e di quelli alfabeti ma privi di un titolo di studio 2 (Tab. 5.6). Tale
dato è sostanzialmente in linea con le aspettative generali sul tasso di istruzione: con il passare degli anni
infatti ci si prospetta una costante e ulteriore riduzione del tasso di analfabetismo ed un incremento delle
persone in possesso di un titolo di studio.
Se si osservano i dati relativi al livello di istruzione confrontandoli con quelli relativi alla crescita
demografica, si può notare come la crescita della popolazione istruita sia stata maggiore rispetto alla crescita
della popolazione complessiva nel decennio 1981-1991, e sostanzialmente in linea con quella nel decennio
successivo. Dal 1981 al 1991, infatti, nonostante abbia avuto luogo un’impennata della popolazione residente
nel Comune, l’incidenza dei soggetti in possesso di un titolo di studio è aumentata di ben 10 punti percentuali,
a segnale di una più rapida crescita di tali soggetti rispetto all’espansione demografica complessiva. Nel
decennio successivo, invece, l’aumento del livello di istruzione è stato più moderato e pressoché in linea con
quello della popolazione residente, come dimostra un’incidenza degli alfabeti con titolo di studio di solo 2 punti
percentuali in più rispetto al dato del 1991.
Allo stesso modo, il numero di persone senza titolo di studio è diminuito ad un tasso superiore al tasso di
crescita della popolazione totale nel primo decennio, mentre ha attenuato il proprio trend negativo tra il 1991 e
il 2001. La quota di soggetti privi di un livello minimo di istruzione ha comunque continuato a scendere per
effetto della tendenza al proseguimento degli studi da parte delle nuove generazioni.
1
2
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
101
Tabella 5.6 Comune di Formigine: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
valore
assoluto
Alfabeti senza titolo di studio
% su popolazione
totale
valore assoluto
% su popolazione
totale
Analfabeti
valore
assoluto
% su popolazione
totale
1981
15.604
72,5%
4.087
19,0%
218
1,0%
1991
22.068
82,8%
2.802
10,5%
170
0,6%
2001
25.496
84,8%
2.496
8,3%
152
0,5%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario. Da sottolineare il forte incremento della popolazione
femminile che conclude gli studi universitari: nel 2001 il numero di donne in possesso di laurea è superiore a
quello degli uomini, sebbene in termini percentuali sulla rispettiva popolazione complessiva le due componenti
non si discostino molto 3 (Tab. 5.7).
Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza
elementare; tale contrazione, tuttavia, non rappresenta un arretramento del livello di istruzione, bensì è
causato dalla riduzione, nel corso del periodo analizzato, dalla popolazione “giovane” (5-24 anni), oltre che
dalla più diffusa tendenza al proseguimento degli studi nelle classi inferiori di età.
Tabella 5.7 Comune di Formigine: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
femmine
Diploma
totale
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
totale
1981
198
93
291
1.285
1.160
2.445
2.115
1.894
4.009
4.298
4.561
8.859
1991
430
264
694
2.626
2.528
5.154
3.925
3.425
7.350
4.137
4.733
8.870
2001
800
858
1.658
3.956
3.860
7.816
4.601
3.809
8.410
3.434
4.178
7.612
Var.%
81-01 304,0% 822,6% 469,8% 207,9% 232,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
219,7%
117,5%
101,1%
109,8%
-20,1%
-8,4%
-14,1%
Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il 33%
degli alfabeti privi di titolo e il 51,3% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni 4 (Tab. 5.8). Tale evidenza
dimostra come il fenomeno sia in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha
avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche, coerentemente con
le aspettative di riduzione costante del tasso di analfabetismo di cui si è fatto cenno in precedenza.
3
Vale a dire l’incidenza delle donne laureate sul totale della popolazione femminile, pari al 5,7%, è simile all’incidenza
degli uomini laureati sul totale della popolazione maschile, che corrisponde al 5,4%.
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
102
Tabella 5.8 Comune di Formigine: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
1.860
2.227
4.087
1581 (39% del totale)
82
136
218
137 (63% del totale)
1991
1.245
1.557
2.802
906 (32% del totale)
62
108
170
68 (40% del totale)
2001
1.073
1.423
2.496
822 (33% del totale)
59
93
152
78 (51% del totale)
Var% 81-01
-42,3%
-36,1%
-38,9%
-48,0%
-28,0%
-31,6%
-30,3%
-43,1%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione di Formigine e di quella dell’intera provincia
di Modena mette in evidenza tassi di diffusione del titolo di studio di scuola media superiore in linea con quelli
medi provinciali per diverse classi d’età (Tab. 5.9). Anche l’indice di non conseguimento della scuola
dell’obbligo si discosta poco dal valore provinciale; ciò implica che il livello di istruzione della popolazione
locale ben rappresenta quello medio della provincia di Modena.
Tabella 5.9 Comune di Formigine: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Comune di Formigine
Provincia di Modena
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
8,17%
10,34%
9,24%
9,63%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
33,43%
31,38%
32,39%
31,25%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
47,99%
58,43%
53,08%
53,89%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
39,39%
39,5%
39,44%
41,5%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
5.2.3
Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione sopra descritte si
riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 19812001 si rileva infatti (Tab. 5.10):
-
-
-
una crescita e una diminuzione in valore assoluto rispettivamente della componente attiva e della
componente non attiva della popolazione, ascrivibili all’andamento demografico locale;
un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di ben 12 punti
percentuali: nel 2001 la popolazione attiva giunge a rappresentare oltre il 60% della popolazione
complessiva, a fronte di un’incidenza nel 1981 pari a neanche la metà della popolazione totale;
un’altrettanto consistente diminuzione della quota della componente non attiva della popolazione
(dal 51,9% al 39,8%), riconducibile a una maggiore presenza sul mercato del lavoro sia da parte
della componente maschile sia da parte di quella femminile; entrambe le componenti infatti
aumentano fortemente il proprio tasso di attività, e precisamente dal 59,5% al 69,4% la prima, e
dal 36,9% al 51,2% la seconda;
un tasso di attività della popolazione locale superiore rispetto a quello medio della popolazione
della provincia di Modena.
103
Tabella 5.10 Comune di Formigine: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Formigine
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale
popolazione
1991
% sul totale
popolazione
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
6.322
4.015
10.337
4.303
6.869
11.172
10.625
10.884
21.509
59,5%
36,9%
48,1%
40,5%
63,1%
51,9%
49,4%
50,6%
100,0%
7.965
5.334
13.299
5.302
8.066
13.368
13.267
13.400
26.667
60,0%
39,8%
49,9%
40,0%
60,2%
50,1%
49,8%
50,2%
100,0%
8.709
6.611
15.320
3.845
6.290
10.135
12.554
12.901
25.455
69,4%
51,2%
60,2%
30,6%
48,8%
39,8%
49,3%
50,7%
100,0%
Provincia di Modena
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
172.788
136.173
308.961
94.401
149.696
244.097
267.189
285.869
553.058
64,7%
47,6%
55,9%
35,3%
52,4%
44,1%
48,3%
51,7%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Formigine vanta un livello occupazionale superiore a quello medio dell’area ceramica, oltre che superiore a
quello regionale e nazionale. Il tasso di disoccupazione è leggermente superiore rispetto alla media del
distretto, ma sostanzialmente in linea (Tab. 5.11).
Tabella 5.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
54,0%
59,0%
58,6%
58,2%
58,5%
53,7%
56,2%
61,2%
56,8%
54,2%
4,0%
3,7%
3,3%
3,4%
3,1%
3,2%
2,9%
2,7%
3,0%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
42,9%
11,6%
Analizzando più nel dettaglio la situazione occupazionale dei residenti nel comune, emerge come la
maggior parte trovi una collocazione nell’industria (52,4%), seguita dal terziario (44,7%) e solo in misura
residuale nell’agricoltura (2,9%) (Tab. 5.12).
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
104
Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato
relativo all’area ceramica nel suo complesso sia, ancor più, in confronto al dato provinciale e a quello
regionale. Per l’agricoltura si evidenzia un andamento speculare rispetto all’industria: il settore presenta infatti
un tasso di occupati di gran lunga inferiore a quello della provincia di Modena e a quello della regione Emilia
Romagna. Il ruolo marginale ricoperto dal settore primario nell’ambito dell’economia comunale è invece
confermato dal peso anch’esso estremamente limitato che esso ricopre nell’economia del distretto.
Se si osserva la posizione professionale degli occupati nei vari settori, si nota una preponderanza di
lavoratori dipendenti (73%), seguiti dai lavoratori in proprio (16,8%) e dagli imprenditori (7,5%), mentre le
posizioni di socio di cooperativa e di coadiuvante familiare rivestono un ruolo marginale.
I valori osservati sono sostanzialmente in linea con quelli distrettuali, provinciali e regionali; tuttavia,
passando dal territorio comunale e distrettuale a quelli provinciale e regionale si riduce il tasso di lavoratori
dipendenti e aumenta quello dei lavoratori in proprio. Per quanto riguarda la posizione di imprenditore, invece,
il tasso di occupazione rimane sostanzialmente invariato nel passaggio dalla realtà comunale a quella
provinciale e regionale, mentre si riduce di oltre un punto percentuale quando l’analisi è estesa dal territorio
comunale a quello ceramico complessivo.
Tabella 5.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Popolazione totale
Dipendente
Imprenditore e
Lavoratore
Socio di
Coadiuvante
o altra
Valori
Valori
libero
in proprio
cooperativa
familiare
posizione
assoluti
percentuali
professionista
subordinata
Comune di Formigine
Agricoltura
Industria
Altre attività
19
394
691
173
858
1.462
4
59
107
46
53
129
186
6.401
4.224
428
7.765
6.613
2,9%
52,4%
1.104
2.493
170
228
10.811
14.806
100,0%
7,5%
16,8%
1,1%
1,5%
73,0%
100,0%
95
2.205
3.062
1.104
5.408
7.531
37
307
681
241
288
859
946
39.202
22.786
2.423
47.410
34.919
2,9%
55,9%
41,2%
5.362
6,3%
14.043
16,6%
1.025
1,2%
1.388
1,6%
62.934
74,3%
84.752
100,0%
100,0%
576
7.864
13.733
5.965
18.709
27.270
185
1.541
2.811
1.302
1.289
3.263
4.732
108.778
99.048
12.760
138.181
146.125
4,3%
46,5%
49,2%
22.173
7,5%
51.944
17,5%
4.537
1,5%
5.854
2,0%
212.558
71,6%
297.066
100,00%
100%
4.445
40.364
90.890
47.742
96.955
175.650
1.953
9.259
24.678
9.146
6.859
23.410
42.512
515.701
687.046
105.798
669.138
1.001.674
6,0%
37,7%
56,4%
Totale
135.699
% sul totale
7,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
320.347
18,0%
35.890
2,0%
39.415
2,2%
1.245.259
70,1%
1.776.610
100,0%
100%
Totale
% sul totale
44,7%
Area ceramica
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Provincia di Modena
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
Altre attività
105
5.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
5.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 2.689 unità locali e trovano occupazione 11.336
addetti (Tab. 5.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 685 unità;
tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 31,97%.
Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante
considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli
addetti del Comune sono superiori a quelli medi distrettuali.
Tabella 5.13 Comune di Formigine e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
1991
2001
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
77.062
93.001
8.590
11.336
13.756
17.509
2.004
2.689
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
2.746
3.753
685
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,68%
31,97%
27,28%
34,18%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Analizzando i dati raccolti per rami di attività emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti
nel territorio opera nel terziario (65,8%), cui segue l’industria (18,6%), l’edilizia (14,95%) e, infine, l’agricoltura
(0,63%) (Tab. 5.14). I trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area
comunale (+2.746 addetti), sostenuta principalmente dall’industria e dal terziario, con una lieve preponderanza
della prima.
Tabella 5.14 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
15
23
4.274
5.554
732
935
3.569
4.824
11.336
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
11
17
444
501
308
402
1.241
1.769
2.004
Formigine
1991
2001
8.590
2.689
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
8
1.280
203
1.255
2.746
6
57
94
528
685
0,2%
49,8%
8,5%
41,6%
100,0%
0,6%
22,2%
15,4%
61,9%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,2%
49,0%
8,3%
42,6%
100,0%
0,6%
18,6%
15,0%
65,8%
100,0%
164
192
44.638
50.724
4.890
6.566
27.370
35.519
77.062
93.001
82
100
3.123
3.309
1.807
2.574
8.744
11.526
13.756
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
1991
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
106
Nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi,
mentre il ruolo dell’industria appare in calo. Il terziario ha infatti aumentato la propria incidenza sul numero
complessivo di unità presenti sul territorio di 4 punti percentuali diversamente dall’industria, che l’ha diminuita
quasi degli stessi punti. La struttura produttiva comunale risulta più equilibrata quando tali quote sono
calcolate sul numero complessivo degli addetti: in questo caso, il 49% degli addetti sono assorbiti
dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 42,6% e l’edilizia il 8,3%.
Prendendo in considerazione l’area ceramica, si osserva come i dati del comune di Formigine siano
sostanzialmente in linea con l’intera realtà distrettuale. È da sottolineare tuttavia la minore quota di occupati
nell’industria, sebbene la quota delle unità locali sia del tutto simile a quella registrata dall’area nel suo
complesso. Il settore delle costruzioni mostra invece un andamento speculare rispetto all’industria: il settore
assorbe, a livello distrettuale, la stessa percentuale di unità locali del Comune, ma il secondo occupa una
quota maggiore di addetti (Fig. 5.2, Fig. 5.3).
Figura 5.2 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
60,0%
54,5%
49,0%
50,0%
42,6%
38,2%
40,0%
30,0%
20,0%
8,3%
10,0%
7,1%
0,2%
0,2%
0,0%
Formigine
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Figura 5.3 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
65,8%
65,8%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
18,9%
18,6%
20,0%
15,0%
14,7%
10,0%
0,6%
0,6%
0,0%
Formigine
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Costruzioni
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
107
Servizi
-
-
5.3.2
il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
l’incremento delle unità locali è attribuibile principalmente allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e
solo in scarsa parte a quello verificatosi nell’industria e nel settore edilizio; ciò ha comportato una
riduzione dell’importanza ricoperta da tali ultimi due settori in termini percentuali sul complesso delle
unità esistenti nel territorio;
allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato quasi esclusivamente dallo sviluppo avuto nel
ramo terziario, a vantaggio della quota detenuta dal settore sul numero totale di addetti del Comune e
a detrimento di quelle detenute dal settore secondario e dalle costruzioni.
Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Formigine suggerisce una lettura delle principali
attività di servizi presenti nel territorio comunale (Tab. 5.15).
Al 2001 si contano 1.769 unità locali e 4.824 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 42,5% e gli
addetti del 35,2%.
L’analisi dei servizi, raggruppati in macroaree di attività mette in luce andamenti differenti: le attività di
commercio e ristorazione, complessivamente intese, registrano un significativo aumento sia per quanto
riguarda il numero di addetti sia per quanto riguarda quello delle unità locali. Tuttavia, osservando più
attentamente le singole voci che costituiscono il comparto, risulta evidente l’andamento negativo del
commercio al dettaglio, che tra il 1991 e il 2001 subisce una riduzione di 69 unità locali e di 108 addetti. Il
commercio all’ingrosso, al contrario, con l’aumento di 109 unità locali e 187 addetti, è il principale responsabile
dell’andamento positivo della macro-area in oggetto. Nonostante nell’ingrosso sia ancora occupato un numero
inferiore di addetti rispetto al dettaglio, l’attività, nell’arco di un decennio, ha espanso le proprie possibilità
occupazionali del 48,8%, a fronte della riduzione del 12,4% degli addetti nel dettaglio. Lo stesso andamento si
riscontra per le unità locali: il commercio al dettaglio registra un calo del 18,4% a fronte di una crescita del
commercio all’ingrosso che si attesta intorno al 60% rispetto al 1991. Pare dunque che il commercio
all’ingrosso rappresenterà, in futuro, il motore dell’economia di Formigine.
Da sottolineare inoltre l’attività di alberghi e ristoranti, per cui, nel decennio in esame, si osserva un
aumento sia delle unità locali che degli addetti. Con una crescita delle unità locali e degli occupati
rispettivamente del 21% e del 22,6%, tale attività impiega al 2001 circa il 20% degli addetti alle attività di
commercio e ristorazione (nel 1991 ne impiegava il 17,5%) e il 12% delle unità locali.
Le attività di trasporti vedono crescere sia le unità locali che gli addetti; significativo in particolare è lo
sviluppo seguito dalle attività di supporto e ausiliarie, che crescono di una sola unità locale (nel passaggio da
8 a 9 unità locali l’incremento è dell’12,5%) ma di ben 31 addetti (+ 64,6%).
108
Tabella 5.15 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991
2001
68
67
Commercio all'ingrosso
181
Commercio al dettaglio
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Assicurazioni e fondi pensione
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
-1
203
197
-6
290
109
383
570
187
376
307
-69
874
766
-108
76
92
16
310
380
70
701
756
55
1.770
1.913
143
116
120
4
156
183
27
8
9
1
48
79
31
124
129
5
204
262
58
7
8
1
60
56
-4
10
19
9
88
151
63
1
1
0
1
2
1
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
17
45
28
33
64
31
Attività immobiliari
28
126
98
60
178
118
63
199
136
242
451
209
4
5
1
6
7
1
18
54
36
75
181
106
0
3
3
0
4
4
111
300
189
198
507
309
133
362
229
279
699
420
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
7
8
1
111
162
51
Istruzione
21
22
1
339
472
133
Sanità e altri servizi sociali
57
106
49
308
540
232
Smaltimento rifiuti
0
2
2
0
10
10
Attività di organizzazioni associative
23
22
-1
47
28
-19
Attività ricreative, culturali e sportive
36
78
42
82
70
-12
Altre attività dei servizi
76
85
9
187
217
30
Pubblica amministrazione
220
323
103
1.074
1.499
425
Totale complessivo
1.241
1.769
528 (+42,5%)
3.569
4.824
1.255 (+35,2%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Anche le attività di intermediazione sono interessate da un generale incremento degli addetti e delle unità
locali. Tra di esse meritano particolare attenzione le attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria e le
attività immobiliari: le prime aumentano le unità locali da 17 a 45 e raddoppiano gli addetti; le seconde
triplicano le unità locali (che da 28 passano a 126) e raddoppiano anch’esse gli addetti. Complessivamente in
queste due attività sono impegnate il 9,7% delle unità locali del terziario e il 5% degli addetti.
La macroarea identificata come attività di servizi alle imprese riassume al proprio interno tutte quelle attività
di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale,
contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc.
In termini di unità dislocate sul territorio, questo settore mostra la crescita assoluta maggiore nel decennio
1991-2001. Da sottolineare è la nascita di tre nuove unità locali per la ricerca e sviluppo, che dimostra
l’impegno del Comune sul fronte dell’innovazione. All’interno della macroarea considerata occupano una
posizione sempre più rilevante anche l’informatica e le attività connesse, e le altre attività professionali ed
109
imprenditoriali, le quali mostrano incrementi dell’ordine dei 200 e 300 punti percentuali. All’interno di questa
attività sono comprese la attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studio di mercato, ecc.
Infine, anche la Pubblica amministrazione ha registrato un aumento sia delle unità locali che degli addetti,
fatta eccezione per le attività di organizzazioni associative, che hanno perso un’unità locale e 19 addetti. Tale
dato, che in valore assoluto può apparire scarsamente significativo, evidenzia una perdita di addetti pari al
40% di quelli occupati nel 1991.
Il numero di addetti diminuisce anche nelle attività ricreative, culturali e sportive, che a fronte di un aumento
delle unità locali pari a più del doppio subiscono una riduzione degli addetti del 15% circa.
5.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 218 unità locali e 2.774 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+12,8%), sia per quanto
riguarda gli addetti (+29,9%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 49% degli
addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab.
5.16).
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è il settore che occupa la maggior parte degli addetti:
il 31,2% dell’industria e il 15,3% di quelli totali assorbiti dal sistema produttivo di Formigine. Quest’attività, che
già nel 1991 occupava un ruolo di primo piano nell’economia del Comune, nell’ultimo decennio analizzato ha
subito una crescita del 91% in termini di addetti, e del 24,6% in termini di unità locali.
Seconde per numero di occupati sono le industrie alimentari e delle bevande, la cui incidenza sul numero
complessivo degli addetti e delle unità locali dell’industria al 2001 è rispettivamente pari al 15,9% e all’11,4%.
Il settore ha vissuto un’espansione nel corso del decennio che è stata più contenuta in termini di unità
territoriali (+11,8%) e più marcata in termini di addetti (+29,8%).
Segue per importanza sotto il profilo occupazionale l’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in
metallo, che al 2001 conta 764 addetti (pari al 13,8% di quelli complessivamente appartenenti al settore
manifatturiero) e 107 unità locali (pari al 21,4% del loro numero complessivo nel secondo settore). Nel periodo
compreso fra il 1991 e il 2001, l’attività si è espansa a un buon ritmo sia con riguardo al numero di addetti
occupati (+30,2%), sia con riguardo alle unità presenti nel territorio (+55,1%).
Altra attività che riveste un ruolo importante nell’economia comunale è la fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, nella quale sono impegnati il 7,9% degli addetti dell’industria e il 10%
delle unità locali. Nel corso del periodo esaminato l’attività mostra un andamento positivo per quel che
riguarda le unità locali (+66,7%) e piuttosto stabile per quel che riguarda gli addetti (che passano da 431 a
438). In termini relativi rispetto alle altre attività del settore manifatturiero ciò implica un aumento
dell’importanza ricoperta dall’attività in termini di unità locali e una riduzione di quella ricoperta in termini di
addetti. L’incidenza sul numero complessivo di unità locali dell’industria passa infatti dal 6,8% nel 1991 al 10%
nel 2001, mentre l’incidenza sul complesso degli addetti scende dal 10,1% al 7,9%.
110
Tabella 5.16 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
1
51
68
41
8
19
3
22
5
8
3
57
28
35
6
25
5
21
5
12
2
6
-40
-6
-2
6
2
-1
0
4
19
681
339
245
18
53
47
177
217
291
12
884
151
217
14
86
202
219
183
217
-7
203
-188
-28
-4
33
155
42
-34
-74
30
1
50
1
20
0
431
8
438
9
7
1
69
69
9
107
86
19
38
17
10
587
764
907 1.732
30
148
177
825
118
4
17
3
13
0
4
12
3
21
1
0
-5
0
8
1
6
61
34
110
0
20
80
63
112
3
14
19
29
2
3
2
1
0
0
-2
-1
12
1
0
0
-12
-1
444
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
501
57 (+12,8%) 4.274 5.554
1.280 (+29,9%)
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Industrie alimentari e delle bevande
Industrie tessili
Confezione di articoli di vestiario
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
Fabbricazione della carta
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali
Fabbricazione di autoveicoli
Fabbricazione di mobili
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
Totale industria
Analizzando l’evoluzione del numero di addetti nel secondo settore, si osserva una forte crescita nelle
attività di fabbricazione della carta e nell’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici, la cui
espansione nel numero di occupati è stata notevole sia in termini assoluti che in termini percentuali. Tali
attività hanno assistito ad un aumento anche nel numero di unità locali, che in entrambi i casi è stato pari a
circa il doppio. Per quanto riguarda la fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le
comunicazioni, invece, l’elevato aumento degli occupati nel settore è stato ottenuto a parità di unità locali: ciò
fa presupporre una crescita dimensionale delle realtà industriali già esistenti nel 1991.
Degna di nota risulta anche l’apertura di una nuova impresa nel settore del recupero e riparazione per il
riciclaggio, a dimostrazione, ancora una volta, dell’attenzione del Comune verso le attività di innovazione e il
miglioramento dei processi.
Andamenti negativi sono stati registrati nei settori della produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua
calda e in quello della raccolta, depurazione e distribuzione di acqua, nei quali le unità locali esistenti sono
state chiuse. Nel complesso ciò ha comportato il taglio di 13 posti di lavoro.
Anche nell’industria tessile il calo di unità locali e di addetti è stato notevole: le prime sono passate da 68 a
28 registrando una diminuzione del 58,8%, mentre i secondi si sono ridotti del 55,5% (da 339 a 151).
Interessante è stato l’andamento delle altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia, ecc): nonostante le
unità locali siano in aumento (da 1 a 3) gli addetti risultano in diminuzione (da 19 a 12). Probabilmente ciò è
111
dovuto alle necessità di ridimensionamento delle imprese dettate dalla congiuntura economica non
particolarmente favorevole.
5.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 2,8% degli addetti totali del comune
di Formigine e l’5,7% di quelli totali dell’industria.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le principali imprese ceramiche
attualmente operanti a Formigine sono T.R.V. S.p.A., Ceramiche Grazia S.p.A. e Ceramica Raffaello S.r.l.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 314 addetti e 25 unità
locali al 2001, ha un ruolo di rilievo nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame essa
mostra un andamento in crescita: al 2001 operano sul territorio 7 unità in più rispetto al 1991, e sono occupati
19 nuovi addetti. Tale tendenza è determinata prevalentemente dall’andamento positivo delle realtà di piccole
dimensioni, che aumentano di numero e creano 40 nuovi posti di lavoro; stabili sono invece le realtà di medie
dimensioni, che rimangono 4 e non subiscono rilevanti aumenti dimensionali in termini di addetti. È da
sottolineare infine il ridimensionamento dell’unica unità di grandi dimensioni presente nel territorio comunale:
essa perde 24 addetti, ovvero quasi il 30% di quelli impiegati nel 1991 (Tab. 5.17).
Tabella 5.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
L'industria ceramica
Unità locali
variazione
2001
assoluta
Addetti
Classe addetti
1991
1 addetto
2 addetti
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
16-19 addetti
1
5
2
2
2
1
7
2
2
2
7
0
6
-3
0
0
5
-1
1
10
8
17
22
16
7
4
8
15
80
0
6
-6
0
-2
58
-16
Variazione realtà di piccole dimensioni
20-49 addetti
13
4
20
4
7
0
74
138
114
141
40
3
Variazione realtà di medie dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
4
1
0
0
4
1
0
0
0
0
0
0
138
83
0
0
141
59
0
0
3
-24
0
0
1
18
337
1
25
370
0
7 (+38,9%)
33 (+9,8%)
83
295
20.840
59
314
20.710
-24
19 (+6,4%)
-130 (-0,6%)
5,34%
6,76%
1,42%
1,52%
Variazione realtà di grandi dimensioni
Totale Formigine
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Formigine sull’intera Area Ceramica
1991
2001 variazione assoluta
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Analizzando più attentamente l’evoluzione recente del settore ceramico del comune di Formigine è
possibile cogliere alcuni tratti fondamentali, e in particolare:
-
un’espansione della base produttiva sia in termini di unità produttive (+38,9%) sia in termini di
addetti (+6,4%);
112
-
-
-
l’aumento del peso ricoperto dalle unità di piccole dimensioni sul totale delle unità di settore
situate nel territorio, che implica una riduzione delle dimensioni medie delle unità ceramiche
locali; al 2001, in particolare, le realtà di piccole dimensioni rappresentano l’80% di quelle totali;
il contributo rilevante e crescente alla struttura del settore ceramico del distretto: l’incidenza
delle unità locali sul numero complessivo delle unità ceramiche situate nel territorio del distretto
è aumentata dal 5,34% al 6,76%, come pure l’incidenza degli addetti del Comune sul numero
totale di quelli impiegati dall’industria ceramica, che è passata dall’1,42% all’1,52%;
uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica
considerata nel suo insieme, con riferimento sia al numero di unità locali, sia con riferimento al
numero di addetti, i quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale
andamento segnala la crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e
perciò anche l’accresciuta dipendenza di Formigine da questa attività.
5.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il comune di Formigine si qualifica come territorio adiacente ai comuni dell’area ceramica con i quali può
essere strettamente identificato il cuore del distretto ceramico, ovvero i comuni di Sassuolo e Fiorano
Modenese. Tale vicinanza ha favorito il sorgere e lo svilupparsi dell’industria ceramica locale, sebbene la
posizione geografica occupata dal Comune (nella fascia di alta pianura a sud del capoluogo di Provincia) ne
avesse originariamente destinato il territorio allo sfruttamento agricolo.
Il processo di trasformazione del tessuto economico locale che ne è derivato ha comportato una serie di
cambiamenti nella struttura demografica del Comune, che ha visto conseguentemente aumentare il proprio
numero di abitanti di circa il 40% nel periodo 1981-2001 diventando il quarto centro abitativo della Provincia
dopo i comuni di Modena, Carpi e Sassuolo. A tale vivace dinamica demografica ha contribuito in maniera
significativa il flusso migratorio proveniente dai paesi esteri, il quale ha esteso tra l’altro anche la base attiva
della popolazione residente. Quest’ultima ha aumentato, nello stesso periodo, il proprio livello di istruzione,
che si attesta oggi sui livelli medi provinciali; in particolare si deve sottolineare il forte recupero della
componente femminile su quella maschile con riguardo al titolo di studio di scuola media superiore e a quello
universitario. Anche i livelli di attività della popolazione sono cresciuti, in modo particolare nel decennio 19912001, durante il quale l’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione residente è aumentata di
oltre 10 punti percentuali. Quanto al tasso di occupazione, Formigine è fra i Comuni dell’area con i più alti
livelli di occupazione.
L’evoluzione della struttura produttiva di Formigine nel decennio 1991-2001 mette in luce l’espansione, in
termini di unità locali e di addetti, di tutti i principali macrosettori di attività che la compongono (agricoltura,
industria, costruzioni e servizi). Lo sviluppo è stato particolarmente rapido nel settore terziario, il quale ha
conseguentemente aumentato il proprio peso relativo nell’ambito della struttura economica e produttiva del
Comune, diversamente dal settore secondario e da quello edilizio, i quali, nonostante siano cresciuti in senso
assoluto, hanno perso terreno sul piano dell’incidenza sul numero totale delle unità e degli addetti del sistema.
Per quanto riguarda in particolare il settore ceramico, nel decennio 1991-2001, esso ha registrato una
buona crescita, dovuta in particolare alla nascita di realtà di piccole dimensioni, le quali, oltre ad avere esteso
la base produttiva in termini di unità locali, hanno ampliato le possibilità occupazionali offerte dal settore. Il
livello occupazionale è infatti complessivamente migliorato rispetto al 1991, nonostante il ridimensionamento
dell’unica unità di grandi dimensioni sita sul territorio comunale.
113
IL COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
6.1 INTRODUZIONE
All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Castelvetro di
Modena rappresenta l’estremità sud-est, confinando con i comuni di Maranello e Formigine (Fig. 6.1). Al
Comune appartiene una superficie di 49,72 kmq. e una popolazione, al 2001, di 9.589 abitanti.
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Castelvetro di Modena è divenuto nel tempo
sede di numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a
partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente
di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della
piastrella.
Situato in posizione confinante con due dei principali comuni del distretto (Formigine e Maranello),
Castelvetro di Modena dispone al suo interno di 22 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica e di 1.941
addetti, rappresentando circa il 5,9% delle unità totali del settore ceramico reggiano-modenese e il 9,4% del
totale dei suoi addetti.
Figura 6.1 Il Comune di Castelvetro di Modena e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
116
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari.
6.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
117
6.2.1
La struttura demografica
Il comune di Castelvetro possiede, nel 2001, una popolazione composta da 9.589 abitanti, la quale
rappresenta l’1,5% della popolazione complessivamente residente nella provincia di Modena. Nel corso del
tempo si è assistito ad un significativo incremento della base demografica: +27,9% nell’intervallo temporale
1981-2001, contro una crescita del 6,4% registrata dal dato a livello provinciale (Tab. 6.1). La crescita ha
riguardato l’intero periodo preso in considerazione, ma è stata più accelerata nella seconda parte (1991-2001).
Tabella 6.1 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e
percentuali
Valori assoluti 1981
Valori assoluti 1991
Valori assoluti 2001
Comune di Castelvetro di Modena
Provincia di Modena
totale
maschi
femmine
3.683
3.814
290.107
7.497
femmine
3.977
4.104
305.918 596.025 294.346
Variazione % ’81-‘91
maschi
femmine
8,0%
7,6%
Provincia di Modena
1,5%
1,4%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Comune di Castelvetro di Modena
maschi
totale
8.081
maschi
femmine
4.759
4.830
310.334 604.680 308.851
Variazione % ’91-‘01
totale
maschi
femmine
7,8%
19,7%
17,7%
1,5%
4,9%
4,8%
totale
9.589
325.142 633.993
Variazione % ’81-‘01
totale
maschi
femmine
totale
18,7%
29,2%
26,6%
27,9%
4,8%
6,5%
6,3%
6,4%
L’osservazione dell’andamento della popolazione suddivisa per classi d’età rivela un tendenziale
invecchiamento della popolazione residente nel comune di Castelvetro, e un contestuale aumento di quella in
età lavorativa (Tab. 6.2). È possibile osservare infatti:
- una dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per un
futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di
invecchiamento della popolazione;
- una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), imputabile in gran parte al calo delle
nascite che ha caratterizzato gli anni ’70 e ’80;
- l’aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) e il conseguente ampliamento della base di
popolazione in età lavorativa, sia per quanto riguarda la fascia di popolazione nel pieno dell’attività
(25-44 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64
anni);
- l’aumento consistente, infine, della popolazione “anziana” (con età superiore ai 65 anni), in modo
particolare di quella di età superiore ai 75 anni, la quale dal 1981 al 2001 è cresciuta del 28%, a
segnale di un prolungamento dell’aspettativa di vita nel Comune.
Tabella 6.2 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
Variazione assoluta 1981-2001
< 5
5–9
10-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
1981
395
527
552
1.047
1.068
1991
360
338
429
1.176
1.323
1.019
917
798
763
411
7.497
1.171
1.031
907
708
638
8.081
2001
465
497
430
935
1.683
1.647
1.241
1.056
844
791
9.589
70
-30
-122
-112
615
628
324
258
81
380
2092
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
L’andamento demografico nel periodo 1991-2001 ha positivamente risentito dell’afflusso di stranieri, il cui
contributo alla crescita complessiva della popolazione nel decennio è stato del 23,2%, con effetti positivi
anche sulla forza lavoro disponibile nel territorio comunale (Tab. 6.3).
118
Tabella 6.3 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
1991
Popolazione totale
57
% stranieri residenti su popolazione
8.081
0,7%
2001
407
9.589
Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001
4,2%
23,2%
Gli stranieri con residenza nel Comune rappresentano, nel 2001, oltre il 4% della popolazione, a fronte
dello 0,7% del 1991. Il 61,7% di essi proviene dai Paesi dell’Africa, e il 27,3% dall’Europa; una parte
minoritaria proviene invece dal continente asiatico e da quello americano (Tab. 6.4).
Tabella 6.4 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
Africa
111
% sul totale
1,2%
popolazione
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
America
Asia
Altro
Totale
251
12
32
1
407
2,6%
0,1%
0,3%
0,01%
4,2%
Il confronto fra gli indici di presenza di stranieri dei comuni del distretto posiziona Castelvetro fra i comuni
dell’area a maggiore presenza di residenti provenienti dall’estero, con una densità di stranieri sul totale della
popolazione in linea con il valore provinciale (Tab. 6.5).
Tabella 6.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
4,4%
Provincia di Reggio Emilia
4,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
6.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
Nell’orizzonte temporale compreso fra il 1981 e il 2001 il livello di istruzione della popolazione di
Castelvetro è notevolmente aumentato, come testimoniato dal costante e progressivo aumento della
1
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
119
popolazione in possesso di un titolo di studio e dalla contestuale diminuzione di quella priva di titolo,
comprendendo all’interno di quest’ultima sia gli analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 6.6).
La crescita della popolazione istruita e la diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo di studio
sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente totale; tali
dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’83% della
popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo a meno dell’11% 3. Contrariamente alla
popolazione in possesso di un titolo di studio e alla popolazione analfabeta, i cui trend rispettivamente di
crescita e diminuzione sono stati costanti durante tutto l’arco temporale preso in esame, la popolazione
alfabeta priva di un livello minimo di istruzione nel 1991 è tornata a crescere dopo un decennio di forte
diminuzione.
Tabella 6.6 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
valore
% su popolazione
valore assoluto
assoluto
totale
1981
5.242
69,9%
1.638
1991
6.611
81,8%
974
2001
7.963
83,0%
985
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Analfabeti
% su popolazione
totale
21,9%
12,1%
10,3%
valore
assoluto
132
75
61
% su popolazione
totale
1,8%
0,9%
0,6%
L’aumento della popolazione istruita ha interessato tutti i livelli di istruzione con l’eccezione della licenza
elementare, che per un numero sempre minore di abitanti è risultata essere il massimo titolo di studio
conseguito (Tab. 6.7). La minore diffusione di tale titolo di studio fra gli abitanti di Castelvetro deve essere
interpretata sia come conseguenza della contrazione, verificatasi nel corso del periodo analizzato, della
popolazione “giovane” (5-24 anni), sia come espressione della tendenza da parte della popolazione locale al
proseguimento degli studi oltre il loro livello minimo.
È interessante notare come, con particolare riferimento al titolo di studio di livello universitario, la
componente femminile della popolazione risulti in netta ripresa su quella maschile; in generale, tuttavia, fra le
due componenti non esistono elevate disparità nel grado di istruzione.
Tabella 6.7 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
1981
53
femmine
27
Diploma
totale
80
maschi
femmine
294
Licenza media inferiore
totale
maschi
331
625
654
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
569
1.223
1.615
1.699
3.314
79
55
134
594
597
1.191
1.184
984
2.168
1.480
1.638
3.118
2001
168
184
352
1.024
1.062
2.086
1.573
1.273
2.846
1.246
1.433
2.679
217,0%
581,5%
340,0%
248,3%
220,8%
233,8%
140,5%
123,7%
132,7%
-22,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
3
totale
1991
Var.%
81-01
2
femmine
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (il 6% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
120
-15,7%
-19,2%
Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al
2001, ben il 38% degli alfabeti privi di titolo e ben il 61% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò
evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che
per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione seppure minimo e prospetta una
crescita ulteriore del livello di istruzione a livello comunale (Tab. 6.8).
Tabella 6.8 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
736
902
1.638
810 (49% del totale)
58
74
132
97 (73% del totale)
1991
402
572
974
419 (43% del totale)
32
43
75
45 (60% del totale)
2001
414
571
985
377 (38% del totale)
18
43
61
37 (61% del totale)
Var% 81-01
-44%
-37%
-40%
-53%
-69%
-42%
-54%
-62%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione comunale e provinciale mette in luce un
grado di istruzione della popolazione di Castelvetro ancora tutto sommato contenuto se paragonato agli altri
comuni della Provincia di Modena: gli indici di possesso del diploma di scuola media superiore sono inferiori ai
corrispondenti dati medi provinciali con riferimento a tutte le fasce d’età prese in considerazione. Il fatto che il
livello di istruzione della popolazione locale sia inferiore a quello mediamente esistente all’interno della
Provincia è confermato anche da un indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo superiore a quello
medio provinciale di oltre due punti percentuali (Tab. 6.9).
Tabella 6.9 Comune di Castelvetro di Modena: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Provincia di Modena
Comune di Castelvetro di Modena
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
11,53%
12,01%
11,76%
9,63%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
25,36%
25,47%
25,42%
31,25%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
38,07%
50,00%
43,98%
53,89%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
30,02%
33,67%
31,75%
41,50%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
121
6.2.3
Il mercato del lavoro
I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si sono
accompagnati a mutamenti nella condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si registra infatti (Tab. 6.10):
- un costante e progressivo aumento in valore assoluto della componente attiva della popolazione
locale, e l’andamento prima in rialzo e poi in ribasso della componente non attiva; quest’ultima è
infatti cresciuta nel corso del decennio 1981-1991, e diminuita in quello successivo;
- un forte aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal 47,9% al
60,3%), che si è accompagnato ad un altrettanto forte ma speculare decremento di quella della
componente non attiva (dal 52,1% al 39,7%): la popolazione residente, che nel 1981 risultava divisa
abbastanza equamente tra le due componenti attiva e non attiva, nel 2001 risulta abbondantemente
composta dalla popolazione attiva. In particolare ha avuto luogo un significativo ingresso da parte
della popolazione femminile nel mercato del lavoro, il quale ha innalzato il tasso di attività della
popolazione locale, facendo della popolazione attiva la parte preponderante;
- l’aumento del peso della componente attiva sul complesso della popolazione maschile di 9 punti
percentuali (dal 59,3% al 68,5%), e sul complesso della popolazione femminile di ben 15 punti (dal
37% al 52,4%); quest’ultima, tuttavia, al 2001 risulta ancora composta da un elevato numero di
soggetti che sono fuori dal mercato del lavoro e che incidono su di essa per il 47,6%;
- un tasso di attività della popolazione locale superiore a quello riscontrato a livello medio provinciale
di circa 4 punti percentuali.
Tabella 6.10 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Castelvetro di Modena
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale
popolazione
1991
% sul totale
popolazione
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
2.183
1.410
3.593
1.500
2.404
3.904
3.683
3.814
7.497
59,3%
37,0%
47,9%
40,7%
63,0%
52,1%
49,1%
50,9%
100,0%
2.425
1.670
4.095
1.552
2.434
3.986
3.977
4.104
8.081
61,0%
40,7%
50,7%
39,0%
59,3%
49,3%
49,2%
50,8%
100,0%
2.763
2.180
4.943
1.272
1.982
3.254
4.035
4.162
8.197
68,5%
52,4%
60,3%
31,5%
47,6%
39,7%
49,2%
50,8%
100,0%
Provincia di Modena
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
172.788
136.173
308.961
94.401
149.696
244.097
267.189
285.869
553.058
64,7%
47,6%
55,9%
35,3%
52,4%
44,1%
48,3%
51,7%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
122
Relativamente al tasso di occupazione della popolazione residente, il comune di Castelvetro occupa una
posizione intermedia rispetto agli altri comuni dell’area ceramica e gode di una situazione occupazionale
interna migliore di quella esistente nella Regione e, più in generale, nel Paese (Tab.
Tabella 6.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
54,0%
4,0%
Fiorano Modenese
59,0%
3,7%
Maranello
58,6%
3,3%
Formigine
58,2%
3,4%
Castelvetro di Modena
58,5%
3,1%
Scandiano
53,7%
3,2%
Casalgrande
56,2%
2,9%
Castellarano
61,2%
2,7%
Rubiera
56,8%
3,0%
Viano
54,2%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
42,9%
11,6%
Quanto ai settori di occupazione della popolazione attiva, ruolo preminente è ricoperto dall’industria
(54,8%), seguita dal terziario (37,7%) e dal settore primario (7,5%). Emerge quindi la caratterizzazione
industriale di questo territorio la cui popolazione è per più della metà addetta ad attività manifatturiere,
diversamente da quanto osservabile a livello provinciale e ancor più a livello regionale, che invece si
caratterizzano per un maggiore orientamento alla produzione di servizi (Tab. 6.12)
Dall’analisi delle professioni ricoperte dagli occupati emerge che la maggior parte di essi è lavoratore
dipendente (71,4%), una parte inferiore ma significativa è lavoratore in proprio (18,4%) o imprenditore (5,7%),
e una parte minoritaria si occupa invece di attività coadiuvanti nelle economie familiari (2,7%) o di attività in
forma cooperativa (1,8%).
Sebbene per ramo economico di attività la popolazione locale appaia più marcatamente orientata
all’industria di quanto non lo sia quella provinciale e nazionale, la sua ripartizione per posizione professionale
occupata rivela una struttura demografica abbastanza in linea con quella media della Provincia e della
Regione: la quota di dipendenti non eccede quella media provinciale e eccede di poco quella media regionale,
diversamente da quanto riscontrato in altre realtà comunali del distretto che come Castelvetro possiedono una
popolazione residente occupata in via preminente nell’industria. La bassa propensione manifatturiera di
Castelvetro relativamente agli altri comuni dell’area ceramica è confermata dal dato registrato a livello
distrettuale: la quota di dipendenti è inferiore al valore medio dell’area di circa tre punti percentuali, mentre
quella ricoperta dal settore secondario di circa uno.
123
Tabella 6.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore
in proprio
Popolazione totale
Socio di
Coadiuvante
cooperativa
familiare
Dipendente
o altra
posizione
subordinata
Valori
assoluti
Valori
percentuali
Comune di Castelvetro di Modena
Agricoltura
12
179
4
63
103
361
7,5%
Industria
132
312
40
17
2.125
2.626
54,8%
Altre attività
128
390
41
50
1.195
1.804
37,7%
Totale
272
881
85
130
3.423
4.791
100,0%
% sul totale
5,7%
18,4%
1,8%
2,7%
71,4%
100,0%
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
Industria
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
576
5.965
185
1.302
4.732
12.760
4,3%
7.864
18.709
1.541
1289
108.778
138.181
46,5%
13.733
27.270
2.811
3.263
99.048
146.125
49,2%
Totale
22.173
51.944
4.537
5.854
212.558
297.066
100,0%
% sul totale
7,5%
17,5%
1,5%
2,0%
71,6%
100,0%
4.445
47.742
1.953
9.146
42.512
105.798
6,0%
Industria
40.364
96.955
9.259
6.859
515.701
669.138
37,7%
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100,0%
% sul totale
7,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Area ceramica
Agricoltura
Provincia di Modena
Agricoltura
Industria
Altre attività
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Totale
124
6.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
6.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono presenti 810 unità locali, le quali impiegano
complessivamente 6.021 addetti (Tab. 6.13). Nel corso del decennio 1991-2001 sia le unità locali che gli
addetti hanno seguito uno sviluppo positivo: sul territorio si sono aggiunte 88 unità e si è creata occupazione
per nuovi 590 addetti.
Il tasso di crescita dell’economia locale è stato però inferiore a quello medio distrettuale sotto entrambi gli
aspetti: le unità locali sono aumentate del 12,2% contro una crescita del 27,3% a livello ceramico complessivo,
mentre gli addetti sono cresciuti del 10,9% a fronte di una crescita occupazionale del settore nel suo
complesso del 20,7%.
Tabella 6.13 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
5.431
13.756
722
2001
93.001
6.021
17.509
810
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
590
3.753
88
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,7%
10,9%
27,3%
12,2%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Suddividendo le unità locali per rami di attività emerge che nel 2001 la maggior parte di esse opera nel
settore terziario (59,6%), cui seguono, per incidenza sul numero complessivo di unità territoriali, nell’ordine, il
settore secondario (21,1%), il settore edilizio (16,4%) e il settore primario (2,8%) (Tab. 6.14). Gli stessi settori,
ordinati per quote di addetti, si posizionano diversamente: il primo posto è occupato dall’industria (68,7%),
seguita dal terziario (24,6%), dall’edilizia (5,8%) e infine dall’agricoltura (0,9%). La crescita delle unità attive
nel territorio è imputabile principalmente allo sviluppo realizzato dal settore terziario, che ha espanso le proprie
strutture locali di 80 unità (+20%), e a quello del settore edilizio, le cui unità sono passate da 95 a 133 (+40%).
L’industria, invece, ha subito una contrazione che ha portato alla chiusura di 32 unità produttive,
corrispondenti a quasi il 16% di quelle esistenti nel 1991. Tali dinamiche hanno comportato l’aumento
dell’incidenza del settore terziario (dal 55,8% al 59,6%) e del settore delle costruzioni (dal 28,1% al 21,1%) sul
numero totale di unità componenti la struttura produttiva di Castelvetro e, contestualmente, la riduzione di
quella del comparto manifatturiero, che è passata dal 28,1% del 1991 al 21,1% del 2001.
Dal punto di vista occupazionale, la spinta maggiore alla creazione di nuovi posti di lavoro è provenuta dal
settore terziario: esso ha espanso del 30% il numero di addetti (+344), registrando la maggiore crescita sia in
termini assoluti sia in termini percentuali. Buono è stato anche l’andamento del comparto manifatturiero e
ancor più quello del comparto edilizio: infatti, sebbene l’industria impieghi, al 2001, 178 addetti in più rispetto al
1991 e l’edilizia 59, quest’ultima è cresciuta percentualmente di circa il 20% mentre l’industria solo del 5,5%.
Le conseguenze in termini di incidenza dei diversi settori sulla numerosità complessiva degli addetti impiegati
all’interno del Comune sono state un aumento del peso del terziario (dal 20,9% al 24,6%) e dell’edilizia (dal
5,3% al 5,8%), e una riduzione della quota di addetti impiegati in attività industriali (dal 72,9% al 68,7%). Si
assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dal terziario in ambito occupazionale, senza però che
ciò implichi la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri.
125
Tabella 6.14 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Castelvetro
Modena
Industria
Unità Locali
Costruzioni
Servizi
totale
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
di
1991
47
3.961
288
1.135
5.431
21
203
95
403
722
2001
56
4.139
347
1.479
6.021
23
171
133
483
810
9
178
59
344
590
2
-32
38
80
88
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
0,9%
72,9%
5,3%
20,9%
100,0%
2,9%
28,1%
13,2%
55,8%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,9%
68,7%
5,8%
24,6%
100,0%
2,8%
21,1%
16,4%
59,6%
100,0%
1991
164
44.638
4.890
27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
Variazione
assoluta '91-'01
192
50.724
6.566
35.519
93.001
100
3.309
2.574
11.526
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Variazione
assoluta '91-'01
Area Ceramica
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Dal confronto con l’intera area ceramica emerge la centralità dell’industria in ambito economico locale, in
modo particolare con riferimento alle possibilità di impiego da essa offerte sul territorio comunale: la quota di
addetti impiegati nel settore manifatturiero è superiore al dato distrettuale di oltre 14 punti percentuali a
segnale di elevata capacità di assorbimento del settore a livello locale, mentre la quota di unità locali è
superiore a quella media dell’area ceramica di 2,2 punti (Fig. 6.2 e Fig. 6.3).
La situazione relativa all’industria è invece ribaltata con riferimento al settore terziario, il quale a livello
comunale mostra quote inferiori sia di addetti sia di unità locali rispettivamente per 13,6 e per 6,2 punti
percentuali. Di conseguenza, nonostante nel decennio 1991-2001 la crescita dei servizi nel territorio di
Castelvetro sia stata notevolmente elevata, essa appare tuttavia contenuta se paragonata con quella media
registrata a livello distrettuale.
Infine, deve essere sottolineato il peso non trascurabile rivestito dal settore primario nell’economia locale, il
quale nel 2001 rappresenta quasi il 3% del totale delle unità presenti sul territorio comunale. Il settore, inoltre,
non mostra segni di cedimento, mantenendo stabile nel corso del decennio la propria incidenza percentuale
sia sul numero di unità locali che sul numero di addetti.
126
Figura 6.2 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
68,7%
70,0%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
30,0%
24,6%
20,0%
7,1%
5,8%
10,0%
0,9%
0,2%
0,0%
Castelvetro
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Figura 6.3 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
65,8%
70,0%
59,6%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
21,1%
10,0%
18,9%
16,4%
20,0%
14,7%
2,8%
0,6%
0,0%
Castelvetro
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Con riferimento al periodo 1991-2001 si possono pertanto trarre le seguenti considerazioni generali:
- il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti.
- l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 90% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e per il
43% a quello che ha interessato le costruzioni; l’industria, nel periodo considerato, apporta invece un
contributo negativo pari a oltre il 36% della crescita netta complessiva;
- così come per le unità locali, anche l’incremento degli addetti è in gran parte spiegato dallo sviluppo che
si è verificato nel ramo terziario (58%); altri contributi alla crescita delle possibilità occupazionali sono
venuti, nell’ordine, dall’industria (30%), dalle costruzioni (10%) e anche dall’agricoltura (2%). Tali
andamenti hanno comportato un incremento della quota di addetti rivestita dal terziario e dalle
costruzioni, e una riduzione di quella detenuta dall’industria; stabile si è invece mantenuta quella
detenuta dal settore primario.
- nel comune di Castelvetro lo sviluppo del ramo terziario è rilevante: il settore è cresciuto in termini
assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti che le unità locali, aumentando la propria
127
incidenza sul totale degli uni e delle altre a detrimento dell’industria. Ciò può essere inteso come l’avvio
di un processo di futura terziarizzazione del tessuto economico locale, il quale, tuttavia, ad oggi non ha
ancora raggiunto i livelli medi di distretto.
6.3.2
Le attività di servizi
L’importanza crescente ricoperta dal terziario nell’economia di Castelvetro suggerisce una lettura delle
principali attività di servizi che ne fanno parte (Tab. 6.15).
Al 2001 sono presenti sul territorio 483 unità locali e 1.479 addetti operanti nel terziario. Nel corso del
decennio 1991-2001 il settore è cresciuto in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 20% e gli
addetti del 30%.
Tabella 6.15 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
-12
8
-7
16
57
179
195
182
41
328
174
275
-16
149
-21
93
228
5
613
818
205
37
4
3
-2
64
16
82
26
18
10
40
41
1
80
108
28
3
8
4
14
3
5
11
35
0
-3
7
21
19
70
4
23
19
30
16
55
0
-40
12
32
29
54
25
116
120
4
1
4
0
3
9
2
2
5
2
1
4
0
7
19
7
6
15
7
27
46
19
69
83
14
32
60
28
74
116
42
3
10
14
2
22
9
19
3
8
29
1
13
23
23
0
-2
15
-1
-9
14
4
38
109
24
3
27
14
37
53
130
76
2
2
10
44
15
21
52
-1
-25
-4
7
Pubblica amministrazione
79
100
21
252
317
65
Totale complessivo
403
483
80 (+19,8%)
1.135
1.479
344 (+30,3%)
Attività
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
1991
2001
33
62
98
30
21
70
91
46
223
34
6
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
128
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia del
numero di unità locali. All’interno di questa macroarea, che registra la maggiore crescita assoluta degli addetti
impiegati e rappresenta il 55% di quelli totali, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività
alle quali deve essere attribuito lo sviluppo del comparto sono l’attività di commercio all’ingrosso e l’attività
svolta da alberghi e ristoranti.
Entrambe queste attività espandono in modo notevole i propri addetti: la prima si dota di 149 addetti in più
(+83%) in conseguenza della creazione di 8 nuove unità, mentre la seconda incrementa complessivamente il
proprio organico di 93 addetti (+51%) a seguito dell’apertura di 16 nuovi alberghi e ristoranti.
Anche l’attività di commercio al dettaglio si configura come rilevante per incidenza sul numero complessivo
di addetti e di unità locali. Delle 483 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, il 19% svolge attività di
commercio al dettaglio, spiegando il 12% dell’occupazione complessiva del settore terziario. In passato
l’attività ha avuto una rilevanza maggiore, con un’incidenza sulle unità locali del 24% e sugli addetti del 17%.
L’attività ha infatti mostrato un sviluppo negativo nel corso del periodo esaminato, con la chiusura di 7 unità
locali e il minore impiego di 21 addetti.
Infine, l’attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli ha subito una contrazione che l’ha
portata a perdere nell’arco di un decennio il 36% delle proprie unità e il 28% dei propri addetti.
Le attività di trasporti, nel 2001, contano una sola unità in più per un totale di 41 unità locali. L’attività nel
corso del decennio ha incrementato l’occupazione di 28 addetti (+35%), passando da 80 a 108 risorse
impiegate; ciò fa presumere un aumento del giro d’affari del comparto che abbia promosso la crescita
dimensionale delle unità già esistenti nel 1991.
L’espansione del comparto delle attività di intermediazione è invece opposta a quella subita dai trasporti: a
una forte crescita del numero di unità locali si accompagna un modesto incremento del numero di addetti. Le
unità raddoppiano quasi, passando da 29 a 54, mentre gli addetti aumentano lievemente da 116 a 120.
All’interno del comparto dell’intermediazione, inoltre, deve essere sottolineato il peso crescente, già
rilevante nel 1991, dell’attività immobiliare, le cui unità locali e i cui gli addetti crescono più del doppio nell’arco
di tempo considerato.
Infine, si sottolinea la forte stretta occupazionale verificatasi nell’attività di intermediazione monetaria e
finanziaria, che ha comportato il dimezzamento delle risorse umane in essa impiegate.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività cresce a tassi elevati sia in
termini di unità locali (+88%), sia in termini di addetti (57%), arrivando ad assorbire nel corso del decennio il
12% delle unità di servizi presenti nel Comune e quasi l’8% del totale degli addetti del settore.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Nel decennio preso in esame le unità locali, così come gli addetti, sono
cresciute in maniera consistente: del 70% le unità locali e del 20% gli addetti. Al 2001 queste attività
detengono il 9,5% delle unità totali addette alla produzione di servizi del Comune di Castelvetro e spiegano il
5,6% dell’occupazione complessiva generata dal settore.
129
6.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 171 unità locali e 4.139 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo delle unità locali è stato negativo (-15,8%); ciò nonostante il numero di addetti è
cresciuto del 4,5%. Il ruolo centrale dell’industria all’interno del territorio comunale, messo in rilievo da una
quota di addetti pari al 68,7%, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne
fanno parte (Tab. 6.16).
Tabella 6.16 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta
e variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
1
1
0
-23 1.120
1
1
Industrie alimentari e delle bevande
66
43
983
-137
Industrie tessili
19
12
-7
54
30
-24
Confezione di articoli di vestiario
7
4
-3
11
5
-6
Preparazione e concia cuoio
2
0
-2
3
0
-3
Industria del legno
9
9
0
299
318
19
Fabbricazione della carta
2
0
-2
13
0
-13
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento di
combustibili nucleari
5
7
2
29
31
2
0
1
1
0
2
2
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
1
2
1
1
10
9
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
27
28
1 1.564 1.975
411
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
35
39
4
229
264
35
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
21
13
-8
593
484
-109
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
0
7
7
0
16
16
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
0
1
1
0
1
1
Fabbricazione di apparecchi medicali
2
2
0
21
13
-8
Fabbricazione di mobili
Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua
calda
5
2
-3
21
6
-15
1
0
-1
2
0
-2
203
171
-32 (-15,8%) 3.961 4.139
178 (+4,5%)
Totale industria
0
Variazione assoluta
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività con il maggior numero di
addetti impiegati, ben il 47,7% del totale del ramo di attività secondario. Nel tempo, si assiste a un aumento
dell’importanza di questa attività nell’economia del Comune: rispetto al decennio precedente, essa accresce la
propria incidenza sul numero totale degli addetti del settore di 8 punti percentuali, con una crescita assoluta di
411 addetti.
Questa attività, che caratterizza l’intera struttura produttiva del Comune, nel 2001 assorbe il 32,8% del
totale degli addetti di Castelvetro.
Le industrie alimentari e delle bevande rappresentano il secondo comparto di attività per importanza nel
territorio comunale. Queste attività hanno subito una forte contrazione nel corso del periodo 1991-2001 come
esplicato dalla chiusura di 23 unità locali, pari al 35% di quelle esistenti nel 1991, e dal taglio di 137 addetti,
corrispondenti al 12% degli addetti impiegati all’inizio del decennio. Tale andamento negativo si è tradotto in
130
una riduzione del peso ricoperto da queste industrie all’interno del sistema industriale di Castelvetro, che è
stata dell’ordine di sette punti percentuali con riferimento al complesso delle unità locali, e di quattro punti
percentuali con riferimento all’ammontare complessivo degli addetti. Ciò nonostante queste industrie
mantengono quote significative all’interno del settore, con un’incidenza sul totale degli addetti del 23,7% e sul
totale delle unità locali del 25,1% nel 2001.
Il contributo dell’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è anch’esso rilevante
nell’economia comunale: essa occupa l’11,7% del totale degli addetti dell’industria, nonostante una riduzione
nel numero di addetti del 18%. Di conseguenza, nel corso del decennio, l’attività ha perso parte della sua
centralità, come indicato da una quota di addetti superiore nel 1991 e pari al 15%.
Altre due attività importanti sono rappresentate dall’industria del legno e dalla fabbricazione e lavorazione
di prodotti in metallo: la prima occupa l’8% degli addetti dell’industria e un ammontare di 318 addetti, mentre la
seconda il 6% e un ammontare di 264. Le attività dell’industria del legno non registrano alcuna crescita per
quel che riguarda il numero di unità locali presenti nel territorio, diversamente dalla fabbricazione di prodotti in
metallo, che si dota di 4 nuove unità. Per quanto riguarda il numero di addetti, invece, la prima lo espande
dell’8%, mentre la seconda registra una crescita più accelerata pari al 15%.
A seguire per importanza sul numero complessivo di addetti del ramo secondario figurano l’editoria, la
stampa e la riproduzione, e le industrie tessili. Tali due comparti industriali, che occupano la medesima quota
di addetti (pari all’0,7%), ricoprono tuttavia un ruolo marginale all’interno del settore. Ciò mette in evidenza
come l’industria, nel Comune di Castelvetro, concentri le proprie unità e i propri addetti in un numero
estremamente esiguo di comparti: le prime cinque attività evidenziate sopra, infatti, spiegano nel complesso
ben il 97% degli addetti del settore e il ben il 77% delle unità.
6.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, al suo interno si evidenzia in particolare l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 32% degli addetti totali del Comune
di Castelvetro di Modena.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le imprese ceramiche con sede
legale e stabilimenti produttivi a Castelvetro di Modena sono: Ceramiche Ascot S.p.A., Ceramiche CCV
Castelvetro S.p.A., Elios Ceramica S.p.A., Ceramiche Daytona S.p.A., Ceramiche Gambarelli S.r.l. L’impresa
Cemar Ceramiche, facente parte del Gruppo Daytona S.p.a, è invece presente a Castelvetro solo con la
propria sede legale e amministrativa e non detiene sul territorio impianti produttivi. Sul territorio comunale,
inoltre, è sita un’unità produttiva appartenente a Emilceramica S.p.A. e una appartenente a Piemme S.p.A.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 1.941 addetti e 22 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune di Castelvetro. Nel corso del periodo
preso in esame l’attività mostra un andamento stabile per quanto riguarda le unità locali e positivo per quanto
riguarda gli addetti: le prime subiscono una lieve diminuzione passando da 23 a 22 (-4,3%); i secondi invece
aumentano loro numerosità del 25,6% passando da 1.545 a 1.941 (Tab. 6.17).
131
Tabella 6.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
2001
1 addetto
1
1
3-5 addetti
3
6-9 addetti
10-15 addetti
Variazione realtà di piccole
dimensioni
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
0
1
1
0
2
-1
12
6
-6
1
0
-1
6
0
-6
0
1
1
0
13
13
5
4
-1
19
20
1
20-49 addetti
Variazione realtà di medie
dimensioni
4
6
2
104
187
83
4
6
2
104
187
83
50-99 addetti
9
3
-6
672
265
-407
100-199 addetti
5
6
1
750
787
37
200-249 addetti
Variazione realtà di grandi
dimensioni
0
3
3
0
682
682
14
12
-2
1.422
1.734
312
23
22
-1 (-4,3%)
1.545
1.941
+396 (25,6%)
33 (+9,8%) 20.840 20.710
-130 (-0,6%)
Totale Castelvetro di Modena
Totale Area Ceramica
337
370
Quota percentuale di Castelvetro di Modena sull’intera
Area Ceramica
6,82% 5,95%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
7,41% 9,37%
In sintesi, l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Castelvetro si caratterizza per i
seguenti tratti fondamentali:
- il mantenimento di una base produttiva stabile in termini di unità (-1) e l’ampliamento delle possibilità
di occupazione (+396);
- il contributo cedente all’articolazione per unità produttive del distretto ceramico (il 5,95% nel 2001
contro il 6,82% nel 1991, e quello crescente alla formazione della base occupazionale del settore
(dal 7,41% nel 1991 al 9,37% nel 2001);
- un ampliamento dimensionale delle unità produttive presenti sul territorio: in tutte le principali classi
dimensionali (unità di piccole, medie e grandi dimensioni) si assiste ad un aumento del numero di
addetti, che nel caso delle unità di grandi dimensioni (50-249 addetti) non è supportato da un
parallelo incremento nel numero di unità locali, a riprova di un consolidamento dimensionale in
corso;
- un andamento in controtendenza rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme: mentre
quest’ultima aumenta il numero di unità locali e riduce complessivamente gli addetti, il territorio
comunale conserva le proprie unità e accresce il numero di addetti, seguendo la via del
consolidamento dimensionale. Ciò mette in luce il forte legame esistente fra Castelvetro e l’attività di
produzione di piastrelle di ceramica, alla quale l’economia locale è fortemente ancorata.
132
6.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il comune di Castelvetro di Modena si qualifica come territorio adiacente all’area occupata dai comuni di
Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, i quali, insieme, identificano il territorio di maggiore
rilevanza all’interno del distretto. Tale posizione geografica è stata favorevole al sorgere e allo svilupparsi di
un’industria ceramica anche a livello locale, la quale è stata volano di numerosi cambiamenti intervenuti nella
struttura demografica e nel sistema economico del Comune. Nel periodo compreso tra il 1981 e il 2001 la
base demografica si è ampliata di quasi il 30%, spinta anche dall’afflusso di nuovi residenti provenienti
dall’estero; quest’ultimi hanno contribuito anche all’estensione della popolazione attiva residente nel Comune,
che è cresciuta, oltre che in termini assoluti, anche in termini di percentuali sul totale della popolazione.
Parimenti, nel corso del periodo, si osserva un accresciuto livello di istruzione degli abitanti di Castelvetro di
Modena, che ha interessato sia la componente maschile sia la componente femminile della popolazione, con
un recupero di quest’ultima con riguardo al titolo di studio di livello universitario. Quanto al tasso di
occupazione della popolazione locale, esso risulta in linea con quello medio dell’area ceramica, e di gran
lunga superiore a quello medio della Regione e della Nazione.
Il livello di industrializzazione di Castelvetro di Modena è andato progressivamente espandendosi nel corso
del tempo, trasformando il territorio da area prevalentemente agricola a centro manifatturiero di una certa
rilevanza. Il settore manifatturiero appare concentrato, per unità locali e addetti, in un numero relativamente
basso di attività, fra le quali la più importante risulta essere la fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi. La struttura economica locale si compone inoltre, di numerose attività di servizi, le
quali nel decennio fra il 1991 e il 2001 hanno subito una crescita notevole sia in termini di incidenza sul totale
delle unità produttive site nel territorio comunale, sia in termini di addetti complessivamente impiegati dalle
stesse. Tale sviluppo induce a prevedere l’esplicarsi di un processo di terziarizzazione dell’economia locale a
tassi sempre più elevati.
Il settore ceramico di Castelvetro di Modena, con 22 unità locali e 1.941 addetti, fornisce un contributo
importante al sostegno dell’economia locale, sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose altre attività
economiche collegate, di tipo sia industriale che di servizi. Nel tempo, il settore ha mantenuto stabile il numero
di unità locali e promosso l’occupazione interna con un incremento del numero di addetti dell’ordine delle
quattro centinaia. Il peso del settore sul numero complessivo di addetti dell’area ceramica è aumentato di circa
due punti percentuali, a segnale di un’accresciuta dipendenza e di un più forte legame fra l’economia locale e
questa attività.
La dinamica relativa al numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da
queste impiegati mette in luce un processo di generale consolidamento perseguito dalle aziende del settore.
Nel periodo 1991-2001, il settore ceramico di Castelvetro di Modena mostra infatti la tendenza ad un aumento
dimensionale delle proprie unità locali, sia di quelle di medie dimensioni sia di quelle di dimensioni superiori.
133
IL COMUNE DI SCANDIANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
7.1 INTRODUZIONE
All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Scandiano si colloca in posizione
esterna (Fig. 7.1) e si estende su una superficie di 49,81 kmq. con una popolazione, alla fine del 2001, di
22.839 abitanti. Il Comune è situato al limite tra la fascia collinare pedemontana e l'alta pianura, allo sbocco
della valle del Tresinaro, il corso d'acqua più importante che attraversa tutto il territorio e lambisce il centro
abitato.
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Scandiano è divenuto nel tempo sede di
aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli
anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un certo numero di imprese dell’industria
ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella.
In posizione periferica sotto il profilo territoriale, Scandiano vede presenti nel suo territorio, al 2001, 10
unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 2,7% di tutte le realtà produttive del settore ceramico, e
533 addetti, corrispondenti al 2,6% del totale degli addetti del settore.
Figura 7.1 Il Comune di Scandiano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
- sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
- sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
- sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela
Vivi.
135
7.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
7.2.1
La struttura demografica
Il Comune di Scandiano, nel 2001, ha una popolazione di 22.839 abitanti pari al 5% della popolazione della
Provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è assistito ad un discreto incremento della base
demografica: +6,2% nell’intervallo temporale 1981-2001, che ha interessato soprattutto la seconda parte del
periodo (1991-2001), e che tuttavia è stato inferiore alla crescita registrata a livello provinciale (+9,8%) (Tab.
7.1).
Tabella 7.1 Comune di Scandiano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e variazioni
percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Scandiano
Provincia di Reggio Emilia
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
totale
maschi
femmine
totale
10.567
10.945
21.512
10.743
11.165
21.908
11.218
11.621
22.839
201.538
211.858
413.396
204.514
215.917
420.431
221.998
231.894
453.892
Variazione % ’81-‘91
maschi femmine
1,7%
2,0%
Comune di Scandiano
femmine
Valori assoluti 2001
Provincia di Reggio Emilia
1,5%
1,9%
Variazione % ’91-‘01
totale
1,8%
maschi femmine
4,4%
4,1%
1,7%
8,5%
7,4%
Variazione % ’81-‘01
totale
4,2%
8,0%
maschi femmine
6,2%
6,2%
10,2%
9,5%
totale
6,2%
9,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti
specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e
sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 7.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante:
- della dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che ha subito una
forte contrazione nel decennio 1981-1991, tornando a mostrare un trend positivo nel decennio
successivo, che però non è stato sufficiente a riportare tale popolazione sui livelli del 1981;
- della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo
delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80;
- della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che ha comportato un aumento della base
della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia di quella più
prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni);
- dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), la cui incidenza sulla
popolazione complessiva è cresciuta di oltre 7 punti percentuali. Ciò segnala la tendenza nel Comune
all’aumento dell’aspettativa di vita.
Tabella 7.2 Comune di Scandiano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
1981
1991
2001
Variazione assoluta 1981-2001
< 5
5–9
8-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
1.298
899
1.029
1.587
961
943
1.566
1.277
999
3.121
3.202
2.399
3.412
3.330
3.607
2.953
3.346
3.469
2.690
2.868
3.244
2.298
2.584
2.737
1.787
2.006
2.356
800
1.435
2.056
21.512
21.908
22.839
-269
-644
-567
-722
195
516
554
439
569
1.256
1.327
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Questa situazione demografica è il risultato, oltre che dell’evoluzione naturale della popolazione locale,
anche dell’afflusso di popolazione e quindi anche di forza lavoro proveniente dall’esterno del Comune ed in
136
particolare dall’estero (Tab. 7.3). Nel decennio 1991-2001 la presenza di stranieri è aumentata notevolmente
nel comune di Scandiano, come mostra il passaggio dell’incidenza della popolazione straniera sulla
popolazione complessiva dallo 0,5%, al 2,7%.
Tabella 7.3 Comune di Scandiano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
1991
105
2001
613
Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
% stranieri residenti su popolazione
21.908
22.839
0,5%
2,7%
54,6%
Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai Paesi europei (1,2%) e
dai Paesi africani (1,1%), seguiti da quelli americani ed asiatici (entrambi con un’incidenza sulla popolazione
totale dello 0,2%) (Tab. 7.4).
Tabella 7.4 Comune di Scandiano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e flussi migratori
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
276
240
48
48
1
613
1,2%
1,1%
0,2%
0,2%
0,0%
2,7%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dall’immigrazione straniera, fornisce quindi un
apporto di rilievo alla dinamica della popolazione locale, e tuttavia inferiore rispetto a quanto accade nelle altre
realtà comunali del distretto ceramico: al 2001 Scandiano è il terzo comune dell’area ceramica, dopo
Maranello e Fiorano Modenese, con la minore presenza di stranieri, piuttosto lontano anche dal dato medio
della Provincia di Reggio Emilia. (Tab. 7.5).
Tabella 7.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1
4,4%
4,4%
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
137
7.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Scandiano
evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio,
accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la
condizione di analfabeti sia di alfabeti 2 (Tab. 7.6).
A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di
un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia
in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’85% circa di alfabeti
con titolo di studio, il 9,2% di alfabeti privi di titolo e lo 0,5% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto
simile, e anzi in lieve miglioramento, a quella già esistente al 1991.
Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il
grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza
di residenti senza un livello minimo di istruzione.
Tabella 7.6 Comune di Scandiano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
valore
% su popolazione
valore assoluto
assoluto
totale
1981
3.717
15.987
74,3%
1991
2.531
18.168
82,9%
2001
2.105
19.423
85,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Analfabeti
% su popolazione
totale
17,3%
11,6%
9,2%
valore
assoluto
185
143
114
% su popolazione
totale
0,9%
0,7%
0,5%
Il miglioramento del grado di istruzione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della
popolazione, che al 2001 è superiore a quella maschile relativamente ad entrambi i livelli di istruzione (Tab.
7.7).
Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza
elementare, imputabile alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (5-24
anni), oltre che ad una maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte delle nuove generazioni, non
rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età.
Tabella 7.7 Comune di Scandiano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
femmine
Diploma
totale
1981
196
100
1991
296
154
116
2001
507
525
Var.% 81-01
158,7%
425,0%
248,6%
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
totale
1.149
1.315
2.464
2.292
1.969
4.261
4.432
4.534
8.966
270
1.865
2.041
3.906
3.402
2.947
6.349
3.673
3.970
7.643
1.032
2.688
2.863
5.551
3.630
2.947
6.577
2.905
3.358
6.263
104,4%
149,2%
125,3%
58,4%
49,7%
54,4%
-34,5%
-25,9%
-30,1%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Quanto alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il 44% degli
alfabeti privi di titolo e il 61% degli analfabeti sia in età adulta. Tale evidenza indica che il fenomeno è in buona
parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad
un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 7.8).
2
3
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (circa il 5%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
138
Tabella 7.8 Comune di Scandiano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
1.592
2.125
3.717
1.699 (46% del totale)
69
116
185
133 (72% del totale)
1991
1.032
1.499
2.531
1.086 (43% del totale)
56
87
143
75 (52% del totale)
2001
843
1.262
2.105
919 (44% del totale)
43
71
114
69 (61% del totale)
-47,0%
-40,6%
-43,4%
-45,9%
-37,7%
-38,8%
-38,4%
-48,1%
Var% 81-91
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di
istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Scandiano ha tassi di diffusione dei livelli di
istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali, con l’unica eccezione dell’indice di conseguimento del
diploma di scuola media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, la quale risulta meno
istruita rispetto alla popolazione della stessa età residente nella Provincia di Reggio di Emilia (il 35,86% della
popolazione di Scandiano nella suddetta fascia d’età possiede un diploma, contro il 40,20% registrato nella
Provincia). L’indice di non conseguimento della licenza media inferiore da parte della popolazione avente
un’età compresa fra i 15 e i 52 anni evidenzia, invece, una situazione più positiva a livello comunale che non a
livello provinciale: esso è infatti dell’8,54% a fronte del 9,4% rilevato nella Provincia nel 2001 (Tab. 7.9).
Tabella 7.9 Comune di Scandiano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Comune di Scandiano
Maschi
Femmine
Totale
Provincia di
Reggio Emilia
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
8,04%
9,04%
8,54%
9,40%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
28,15%
27,06%
27,59%
30,80%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
44,99%
57,49%
51,06%
53,10%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
34,23%
37,46%
35,86%
40,20%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
7.2.3
Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e la condizione scolastica della popolazione sopra descritte, si riflettono sulla
posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva
infatti (Tab. 7.10):
- una modesta crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione locale,
accompagnata da una più forte diminuzione di quella non attiva, entrambe ascrivibili all’andamento
demografico locale;
- un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal 46,8% al 55,5%).
Tale incremento è raggiunto a seguito della costante crescita in valore assoluto della componente
femminile della popolazione attiva, la quale nel 2001 è presente nel mercato del lavoro in maggior
numero; la dinamica positiva della componente femminile controbilancia, inoltre, quella negativa
subita dalla componente maschile;
- un andamento simile, ma speculare, per quanto riguarda la componente non attiva della
popolazione, la cui incidenza diminuisce dal 53,2% al 44,5%, sia in conseguenza della riduzione
della componente maschile, sia della riduzione (più marcata) della componente femminile;
4
Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per
gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni.
139
-
un maggior apporto al livello di attività locale da parte della popolazione maschile (dal 59,5% al
64,6%), e parimenti il maggior contributo della componente femminile (dal 34,5% al 46,8%);
una condizione sostanzialmente in linea con quella riscontrabile a livello provinciale.
Tabella 7.10 Comune di Scandiano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Scandiano
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale popolazione
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
6.287
3.778
10.065
4.280
7.167
11.447
10.567
10.945
21.512
59,5%
34,5%
46,8%
40,5%
65,5%
53,2%
49,1%
50,9%
100,0%
6.156
4.183
10.339
4.587
6.982
11.569
10.743
11.165
21.908
57,3%
37,5%
47,2%
42,7%
62,5%
52,8%
49,0%
51,0%
100,0%
6.270
4.755
11.025
3.431
5.412
8.843
9.701
10.167
19.868
64,6%
46,8%
55,5%
35,4%
53,2%
44,5%
48,8%
51,2%
100,0%
Provincia di Reggio Emilia
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
123.544
92.192
215.736
67.646
110.598
178.244
191.190
202.790
393.980
64,6%
45,5%
54,8%
35,4%
54,5%
45,2%
48,5%
51,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Osservando il tasso di occupazione, si può notare come Scandiano possieda livelli occupazionali inferiori
rispetto a quelli degli altri comuni dell’area ceramica (infatti è il Comune con il più basso tasso di occupazione
della popolazione residente), ma superiori a quelli regionali e nazionali. Il tasso di disoccupazione, invece, è
allineato al dato distrettuale (Tab. 7.11).
Tabella 7.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
54,0%
4,0%
Fiorano Modenese
59,0%
3,7%
Maranello
58,6%
3,3%
Formigine
58,2%
3,4%
Castelvetro di Modena
58,5%
3,1%
Scandiano
53,7%
3,2%
Casalgrande
56,2%
2,9%
Castellarano
61,2%
2,7%
Rubiera
56,8%
3,0%
Viano
54,2%
2,6%
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
42,9%
11,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 7.12), emerge come la
maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (50,1%), seguita dal terziario (46,2%) e solo in
misura residuale dall’agricoltura (3,7%).
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
140
Si nota quindi la vocazione manifatturiera di questo territorio, superiore sia rispetto al dato provinciale sia,
in misura maggiore, a quello regionale. Essa, tuttavia, risulta inferiore a quella media riscontrabile nel distretto,
come indicato da un’incidenza del settore secondario sul numero complessivo di occupati nell’area superiore
al dato comunale di quasi 6 punti percentuali.
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (70,8%), seguita da quella del lavoratore in proprio (19,3%) e
dell’imprenditore (6,2%).
Il confronto della realtà comunale con quella provinciale e regionale mette in luce un sostanziale
allineamento di valori: la quota dei dipendenti è sostanzialmente allineata al dato provinciale e a quello
regionale; esiste invece una leggera differenza, che rimane comunque limitata a poco meno e a poco più di
punto percentuale, nell’incidenza sul totale degli occupati dei lavoratori in proprio e degli imprenditori in
confronto ai livelli riscontrati rispettivamente nella Provincia e nella Regione.
Rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, la figura di lavoratore alle dipendenze rappresenta una
quota inferiore della popolazione occupata del Comune: essa incide per il 70,8% contro un’incidenza media
distrettuale del 74,3%. Viceversa, la figura di lavoratore in proprio è più diffusa nel territorio comunale che non
a livello distrettuale: ad essa corrisponde il 19,3% degli occupati del comune di Scandiano, mentre
rappresenta il 16,6% del loro numero totale di occupati del distretto.
Tabella 7.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Comune di Scandiano
Agricoltura
Industria
Altre attività
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra posizione Valori assoluti
subordinata
Valori
percentuali
15
288
360
203
853
1.008
3
43
111
33
54
149
144
4.108
3.303
398
5.346
4.931
3,7%
50,1%
46,2%
663
6,2%
2.064
19,3%
157
1,5%
236
2,2%
7.555
70,8%
10.675
100,0%
100,0%
95
2.205
3.062
1.104
5.408
7.531
37
307
681
241
288
859
946
39.202
22.786
2.423
47.410
34.919
2,9%
55,9%
41,2%
5.362
6,3%
14.043
16,6%
1.025
1,2%
1.388
1,6%
62.934
74,3%
84.752
100,0%
100,0%
520
5.865
8.597
14.982
7,2%
5.125
14.825
18.648
38.598
18,5%
160
1.102
2.068
3.330
1,6%
1.160
888
2.332
4.380
2,1%
3.662
75.436
67.923
147.021
70,6%
10.627
98.116
99.568
208.311
100,0%
5,1%
47,1%
47,8%
100%
4.445
40.364
90.890
Totale
135.699
% sul totale
7,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
47.742
96.955
175.650
320.347
18,0%
1.953
9.259
24.678
35.890
2,0%
9.146
6.859
23.410
39.415
2,2%
42.512
515.701
687.046
1.245.259
70,1%
105.798
669.138
1.001.674
1.776.610
100,0%
6,0%
37,7%
56,4%
100%
Totale
% sul totale
Area ceramica
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Provincia di Reggio Emilia
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
Altre attività
7.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
141
7.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 2.266 unità locali e trovano occupazione 8.458
addetti (Tab. 7.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 343 unità;
tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti che sono aumentati dell’11,4%.
Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante
considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli
addetti del Comune sono inferiori a quelli medi distrettuali.
Tabella 7.13 Comune di Scandiano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
77.062
93.001
7.592
8.458
13.756
17.509
1.923
2.266
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
866
3.753
343
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,7%
11,4%
27,3%
17,8%
1991
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel
territorio opera nel terziario (65,3%), seguito dal settore edilizio (18,1%), dall’industria (16,1%) e, infine,
dall’agricoltura (0,5%) (Tab. 7.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli
addetti all’interno dell’area comunale (+866 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel
terziario.
La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Scandiano è infatti di progressiva terziarizzazione
del sistema che ridimensiona il ruolo, sempre meno centrale nell’economia locale, dell’industria.
Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+288) ed un decremento di quelle nel
ramo secondario (-31). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da
attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. La struttura produttiva comunale
risulta più equilibrata quando le medesime quote sono calcolate sul numero complessivo degli addetti: in
questo caso, il 36,4% degli addetti sono assorbiti dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 52,3% del totale
e l’edilizia l’11,2%.
Dai dati emerge inoltre un’evidenza importante: alla diminuzione del numero di unità locali dell’industria è
corrisposta una riduzione del numero di addetti; l’industria infatti, perde quasi cinque punti percentuali rispetto
al 1991 quanto a capacità d’assorbimento della forza lavoro. Contemporaneamente il terziario aumenta la
propria centralità arrivando ad occupare una quota di addetti rilevante (la quota di addetti assorbita dal settore
passa dal 48,2% al 52,3%). E’ inoltre importante sottolineare come il settore edilizio abbia superato, nel corso
di un decennio, il settore secondario per quanto riguarda le unità locali. Nel 1991 infatti, l’industria occupava il
20,5% delle unità produttive, a fronte del 17,1% delle costruzioni; nel 2001 la situazione risulta ribaltata, con
una quota del 16,1% per l’industria e del 18,1% per l’edilizia.
Tabella 7.14 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
3.125
3.075
796
943
Servizi
totale
Agricoltura
Industria
Costruzioni
395
364
329
411
Servizi
totale
Scandiano
1991
2001
9
18
3.662
4.422
7.592
8.458
142
7
11
1.192
1.480
1.923
2.266
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
9
-50
147
0,1%
41,2%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,2%
760
866
4
-31
82
288
343
10,5%
48,2% 100,00%
0,4%
20,5%
17,1%
61,9% 100,00%
36,4%
11,2%
52,3% 100,00%
0,5%
16,1%
18,1%
65,3% 100,00%
164
192
44.638
50.724
4.890
6.566
27.370
35.519
77.062
93.001
82
100
3.123
3.309
1.807
2.574
8.744
11.526
13.756
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1% 38,2%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
1991
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001
Scandiano si caratterizza per una quota superiore di addetti impiegati nel terziario rispetto al valore medio
distrettuale di 14 punti percentuali e, specularmente, una quota inferiore di addetti nel ramo di attività
secondario di 18 punti (Fig. 7.2). La progressiva crescita dei servizi nel Comune è stata perciò più accentuata
rispetto a quanto verificatosi nell’intera area ceramica.
Figura 7.2 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
60,0%
54,5%
52,3%
50,0%
38,2%
36,4%
40,0%
30,0%
20,0%
11,1%
7,1%
10,0%
0,2%
0,2%
0,0%
Scandiano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Dalla suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività emerge il diverso peso relativo ricoperto
dall’industria e dalle costruzioni a livello comunale e a livello distrettuale. A Scandiano, infatti, le costruzione
risultano incidere più dell’industria in termini di unità produttive (Fig. 7.3).
143
Figura 7.3 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
70,0%
65,8%
65,3%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
16,1%
20,0%
18,9%
18,1%
14,7%
10,0%
0,6%
0,5%
0,0%
Scandiano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
- il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
- l’incremento delle unità locali è attribuibile per più dell’80% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario,
mentre si registra un calo per quel che riguarda l’industria;
- allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per l’87,8% dallo sviluppo avuto nel ramo
terziario e per il 17% dallo sviluppo del settore delle costruzioni, mentre l’industria ha contribuito
negativamente con la perdita di 50 occupati;
- nel comune di Scandiano lo sviluppo del ramo terziario è particolarmente rilevante: Scandiano, al
2001, si caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario, molto superiore
alla quota di addetti nell’industria, e per una crescita sostenuta delle unità locali operanti in questo
settore.
7.3.2
Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Scandiano suggerisce una lettura delle principali
attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 7.15).
Al 2001 si contano 1.480 unità locali e 4.422 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 24,2% e gli
addetti del 20,7%.
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti (+81),
sia delle unità locali (+49). All’interno di questa macroarea, l’unica eccezione è rappresentata dalle attività di
commercio al dettaglio, che subiscono una riduzione sia del numero di addetti (-51) sia del numero di unità
locali (-123). Tale attività ha significativamente ridotto la sua importanza all’interno delle attività di commercio e
ristorazione nell’arco del decennio analizzato: nel 1991 essa raggiungeva la quota del 28,5% delle unità locali
e del 21,6% degli addetti, mentre nel 2001 tali percentuali si sono abbassate rispettivamente al 19,5% e al
15,1%.
144
L’andamento negativo dell’attività di commercio al dettaglio ha influenzato positivamente l’importanza
relativa delle altre attività del comparto. L’attività di commercio all’ingrosso, con, al 2001, 71 nuove unità locali
e 111 occupati in più rispetto al 1991, ha mantenuto ed anzi incrementato la sua posizione all’interno del
settore di riferimento. Al 2001 il commercio all’ingrosso occupa il 19,9% degli addetti nelle attività di
commercio e ristorazione e utilizza il 30,6% delle unità locali.
Tabella 7.15 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
Unità Locali
Attività
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
72
134
340
75
73
205
289
103
621
670
49 1.513 1.594
142
105
-37
232
176
-56
4
2
-2
8
14
6
146
107
-39
240
190
-50
Poste e telecomunicazioni
6
4
-2
72
46
-26
Intermediazione monetaria e finanziaria
8
14
6
75
134
59
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
30
34
4
49
59
10
Attività immobiliari
24
68
44
43
124
81
68
120
52
239
363
124
5
25
6
44
1
9
116
2
19
7
70
46
1
1
0
1
1
0
120
233
113
264
590
326
151
284
133
342
716
374
6
9
3
119
129
10
Istruzione
23
20
-3
293
407
114
Sanità e altri servizi sociali
62
97
35
678
807
129
0
1
1
0
1
1
Attività di organizzazioni associative
17
24
7
48
29
-19
Attività ricreative, culturali e sportive
33
65
72
76
39
62
128
40
146
-22
206
299
93 1.328 1.559
231
Totale complessivo 1.192 1.480
288 (+24,2%) 3.662 4.422
760 (+20,7%)
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
Attività di trasporti
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale,
contabile, studi di mercato…)
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Smaltimento rifiuti
Altre attività dei servizi
Pubblica amministrazione
1
71
-51
28
11
1991
2001
185
301
790
237
197
412
667
318
12
111
-123
81
81
18
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti che, nel
decennio, ha visto un aumento del numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo
significativo: nel 1991 assorbiva il 6,5% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 passa al 7,2%. Le
attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli, invece, pur vedendo aumentare il numero di
addetti e di unità locali, nel complesso registrano una perdita di importanza all’interno del macrosettore di
145
riferimento: sia gli addetti che le unità locali riducono la propria quota sul totale delle attività di commercio e
ristorazione di circa 1 punto percentuale.
Le attività di trasporti vedono diminuire, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali: tali attività
registrano una riduzione complessiva del 26,7% per le unità locali, e del 20,8% per gli addetti.
Le attività di intermediazione al contrario, registrano un significativo aumento, così come le attività di
servizi alle imprese. Tra le prime spiccano le attività immobiliari, che giungono quasi a triplicare le unità locali
arrivando ad un totale di 68 ed assorbendo il 2,8% del totale degli addetti del terziario. Di rilievo, fra le attività
di intermediazione per numero di addetti occupati è anche l’attività di intermediazione monetaria e finanziaria:
essa occupa al 2001 il 36,9% degli addetti del comparto e il 3% degli addetti del settore. Nel decennio 19912001 essa mostra un andamento molto positivo sia in termini di unità locali che di addetti: entrambi registrano
infatti un tasso di crescita vicino all’80%.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre
macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta e percentuale sia in termini di unità locali sia in termini di
addetti: nel corso del decennio arriva ad assorbire il 16,2% del totale degli addetti del terziario. All’interno di
questa area, un ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed
imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di
mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 gli addetti in tale attività sono più che raddoppiati: al 2001 la percentuale di
addetti del terziario assorbita è del 13,3% e l’attività si colloca tra le attività di servizi principali del territorio
comunale.
7.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 364 unità locali e 3.075 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato negativo sia per quanto riguarda le unità locali (-7,8%), sia per quanto riguarda
gli addetti, che sono diminuiti dell’1,6%. Il ridimensionamento del ruolo dell’industria all’interno del Comune,
sottolinea la necessità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 7.16).
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior
parte degli addetti, ben il 23,9% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo
di questa attività era rilevante nell’economia del Comune ed è aumentato nel corso del periodo. Anche il
numero delle unità locali è aumentato rispetto al 1991: esse sono passate infatti da 15 a 21, registrando un
incremento percentuale del 40%.
Questa attività quindi, connota l’intera struttura produttiva del Comune assorbendo, nel 2001, l’8,7% del
totale degli addetti di Scandiano.
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa il 14,6% degli addetti dell’industria ed è rimasta pressoché stabile nel corso del
periodo analizzato, sia con riferimento al numero di occupati sia con riferimento al numero di unità locali.
146
Tabella 7.16 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
Unità Locali
Attività
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Industrie alimentari e delle bevande
Industrie tessili
Confezione di articoli di vestiario
Industria del legno
Fabbricazione della carta
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie
plastiche
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di
minerali non metalliferi
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo,
escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di macchine per ufficio, di
elaboratori e sistemi informatici
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali
Fabbricazione di autoveicoli
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
Fabbricazione di mobili
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, gas, vapore e
acqua calda
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
Totale industria
1991
2001
0
61
39
28
39
2
7
3
1
59
12
20
29
3
8
1
8
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
1
-2
-27
-8
-10
1
1
-2
0
315
191
372
141
9
46
6
1
399
38
259
112
17
55
6
1
84
-153
-113
-29
8
9
0
5
-3
138
32
-106
15
21
6
561
736
175
2
1
-1
10
9
-1
67
71
4
324
433
109
41
45
4
447
448
1
0
2
2
0
5
5
7
13
6
17
92
75
2
4
2
8
14
6
13
3
1
54
0
9
1
1
54
2
-4
-2
0
0
2
33
57
2
377
0
16
2
1
336
7
-17
-55
-1
-41
7
2
2
0
70
57
-13
1
0
-1
1
0
-1
395
364
-31 (-7,8%)
3.125
3.075
-50 (-1,6%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante
nell’economia comunale: essa occupa il 14,1% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio,
ha aumentato il numero di occupati passando da 324 a 433.
Altre due attività importanti sono quelle delle industrie alimentari e delle bevande, e della fabbricazione di
mobili: la prima occupa il 13% degli addetti nell’industria e la seconda il 10,9%. Nel complesso le due attività
danno lavoro a 735 addetti, raggiungendo una quota del 23,9% sul totale dell’industria. Entrambe mostrano un
andamento piuttosto stagnante in termini di unità locali: nelle industrie alimentari e delle bevande tali unità si
riducono del 3,3%, mentre nella fabbricazione di mobili il loro numero rimane invariato, ma si riduce quello
degli addetti.
Infine, anche l’attività di confezione di articoli di vestiario ha un ruolo importante all’interno del Comune:
essa occupa, al 2001, l’8,4% del totale degli addetti dell’industria, evidenziando tuttavia un notevole calo nel
corso del decennio (-113 addetti). Il dato appare ancora più rilevante se considerato in percentuale: tale
attività ha perso il 30,4% degli occupati, a fronte di una riduzione delle unità locali del 28,6%.
Accanto al ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle attività di
confezionamento di articoli di vestiario, si sottolinea anche quello delle industrie tessili. Esse registrano
un’ingente riduzione del numero di unità locali, le quali si riducono del 69,2%, e la conseguente perdita
dell’80% degli addetti. L’incidenza di tale attività all’interno dell’industria ha quindi subito una forte contrazione:
nel 1991 occupava il 6,1% degli addetti nell’industria, mentre al 2001, offre lavoro solamente all’1,2% di essi.
147
7.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 6,3% degli addetti totali del comune
di Scandiano.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ‘60. Fra le aziende ceramiche sorte
localmente le principali sono Ceramica Magica S.p.A. e Gruppo Majorca S.p.A., quest’ultimo fondato in
particolare nel 1966. Nel Comune si sono inoltre insediate produttivamente l’impresa Ceramiche Settecento
Valtresinaro S.p.A. e Ceramiche Ragno S.p.A, del Gruppo Ceramiche Marazzi S.p.A.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 533 addetti e 10 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo di rilievo nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
mostra un andamento sostanzialmente stabile. Considerando il decennio 1991-2001, emerge una situazione
occupazionale nell’industria ceramica pressoché immutata: gli addetti aumentano leggermente passando da
504 a 533, mentre le unità locali aumentano da 9 a 10 (Tab. 7.17).
Tabella 7.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
2001
1 addetto
3-5 addetti
10-15 addetti
Variazione realtà di
piccole dimensioni
1
0
0
0
1
2
1
20-49 addetti
Variazione realtà di
medie dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
Variazione realtà di
grandi dimensioni
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
-1
1
2
1
0
0
0
3
20
-1
3
20
3
2
1
23
22
4
4
0
118
147
29
4
4
0
118
147
29
3
1
0
2
0
1
-1
-1
1
204
181
0
152
0
211
-52
-181
211
4
3
-1
385
363
-22
9
10
1 (+11,1%)
504
533
29 (11,1%)
Totale Area Ceramica
337
Quota percentuale di Scandiano sull’intera
Area Ceramica
2,67%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
370
33 (+9,8%)
20.840
20.710
-130 (-0,6%)
2,42%
2,57%
Totale Scandiano
2,70%
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Scandiano, si colgono alcuni tratti
fondamentali e tra questi:
-
un leggerissimo incremento della base produttiva sia in termini di unità produttive (+1) che di
addetti (+29);
un processo di ridimensionamento della base produttiva con una diminuzione degli addetti
occupati nelle unità di grandi dimensioni (50-249 addetti) a fronte di un aumento degli addetti nelle
unità di piccola e media dimensione;
148
-
-
un processo di crescita delle unità di piccole dimensioni sostenuto principalmente dall’aumento
delle realtà tra i 10 e i 15 addetti: al 1991 infatti non erano presenti unità, mentre al 2001 se ne
contano due, le quali occupano complessivamente 20 addetti. Tali unità, pertanto, registrano un
leggero aumento della loro classe dimensionale media, similmente alle unità di medie dimensioni,
che senza modificare il loro numero, accrescono quello degli addetti impiegati;
uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica considerata
nel suo insieme, sia con riferimento al numero di unità locali, sia con riferimento al numero di
addetti, i quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale andamento
segnala la crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e perciò anche
l’accresciuta dipendenza di Scandiano da questa attività.
149
7.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Scandiano è il comune più popoloso della provincia di Reggio Emilia, dopo il capoluogo, e uno dei centri
economici maggiori. Forse proprio per le sue già rilevanti dimensioni, nel corso del periodo 1981-2001, il
Comune ha registrato un incremento del numero dei propri abitanti positivo, ma inferiore rispetto al resto della
provincia di Reggio Emilia. A tale dinamica demografica ha contribuito in maniera significativa il flusso
migratorio proveniente dai paesi esteri: nel periodo preso in esame infatti, la percentuale di stranieri residenti
si è addirittura quintuplicata. Relativamente al livello di educazione, il comune di Scandiano evidenzia un
generale aumento del grado di istruzione; in particolare, si deve sottolineare il forte recupero della
componente femminile su quella maschile con riguardo al titolo di studio universitario. Parallelamente si
registrano accresciuti livelli di attività della popolazione locale, anche se Scandiano risulta essere, nel 2001, il
comune con il minor tasso di occupazione all’interno dell’area ceramica.
Per quanto riguarda l’evoluzione della struttura produttiva, Scandiano si presenta come uno dei comuni
del distretto ceramico nei quali è più avanzato il processo di terziarizzazione dell’economia locale. Il 65,3%
delle unità locali presenti nel territorio si occupa infatti di servizi, ed offre lavoro a più della metà degli addetti
complessivi. Anche il settore delle costruzioni ha subito una crescita rilevante, mentre l’industria, nel decennio
1991-2001, ha registrato una diminuzione sia del numero di unità locali che del numero di addetti.
L’area Sassuolo-Scandiano, si caratterizza non solo per la presenza di numerose imprese ceramiche, ma
anche per la concentrazione di altre attività produttive e di servizio complementari al ciclo della piastrella. In
particolare, qui in essa si colloca il “cuore” dell’industria meccano-ceramica italiana, leader mondiale del
proprio comparto, e numerose imprese specializzate nella chimica. Per questo si può dire che anche a livello
occupazionale l’industria ceramica fornisce, direttamente o indirettamente, lavoro ad un numero molto elevato
di persone.
Essa, a Scandiano, pur non avendo registrato una crescita esorbitante nel periodo in esame, mostra
comunque un trend positivo, superiore all’andamento complessivo dell’area distrettuale. All’interno di questo
settore si è assistito ad un ridimensionamento della base produttiva rappresentata dalle realtà di grandi
dimensioni, e a un aumento della classe dimensionale delle realtà di piccole dimensioni.
150
IL COMUNE DI CASALGRANDE:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
8.1 INTRODUZIONE
All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Casalgrande
occupa la parte centrale, in posizione confinante con altri cinque comuni appartenenti al territorio distrettuale
(Fig. 8.1). Il comune si estende su una superficie di 37,73 kmq. e al 2001 conta una popolazione di 14.226
abitanti.
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Casalgrande è divenuto nel tempo sede di
numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire
dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di
imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della
piastrella.
Situato in posizione adiacente al cuore del distretto ceramico (Sassuolo), nel territorio comunale sono
presenti, al 2001, 53 unità locali attive nella produzione di piastrelle di ceramica, corrispondenti al 14,32% del
totale delle unità appartenenti al settore ceramico, le quali offrono occupazione a 2.029 addetti, che
rappresentano il 9,80% del numero complessivo di addetti impiegati nel settore.
Figura 8.1 Il Comune di Casalgrande e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
153
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
154
8.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
8.2.1
La struttura demografica
Nel comune di Casalgrande risiedono, al 2001, 14.226 abitanti, ovvero il 3,1% del numero complessivo dei
residenti nella Provincia di Reggio Emilia. Nel periodo 1981-2001, la base demografica a livello comunale ha
subito un incremento modesto pari al 6,3%, inferiore a quello registrato a livello provinciale, che stato invece
del 9,8% (Tab. 8.1). Dal punto di vista temporale, la crescita del numero di residenti è interamente ascrivibile
alla seconda parte del periodo considerato (1991-2001).
Tabella 8.1 Comune di Casalgrande: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e
percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Casalgrande
Provincia di Reggio Emilia
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
femmine
Valori assoluti 2001
totale
maschi
femmine
totale
6.745
6.637
13.382
6.672
6.597
13.269
7.070
7.156
14.226
201.538
211.858
413.396
204.514
215.917
420.431
221.998
231.894
453.892
Variazione % ’81-‘91
maschi
femmine
Variazione % ’91-‘01
totale
maschi
femmine
Variazione % ’81-‘01
totale
maschi
femmine
totale
Comune di Casalgrande
-1,1%
-0,6%
-0,8%
6,0%
8,5%
7,2%
4,8%
7,8%
6,3%
Provincia di Reggio Emilia
1,5%
1,9%
1,7%
8,5%
7,4%
7,9%
10,1%
9,5%
9,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
L’analisi della composizione per classi d’età della popolazione locale mette in luce alcuni tratti specifici,
quali il progressivo invecchiamento subito dalla popolazione nel corso del tempo e il costante incremento del
numero dei soggetti residenti in età lavorativa (Tab. 8.2). Nello specifico è possibile osservare:
- una riduzione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che amplifica l’effetto di
invecchiamento della popolazione derivante dall’aumento della popolazione nelle classi più avanzate
d’età, e fa intravedere un futuro innalzamento dell’età media nel Comune;
- un forte decremento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), attribuibile al considerevole calo delle
nascite verificatosi negli anni ’70 e ’80;
- un sostanziale incremento della popolazione “adulta” (dai 25 ai 64 anni) e conseguentemente del
numero di soggetti in età lavorativa, sia nel pieno dell’attività (25-44 anni) che più prossimi all’uscita dal
mercato del lavoro (44-64 anni);
- un deciso aumento del numero di “anziani” residenti (con età superiore ai 65 anni), i quali sono
aumentati della metà nella classe di età compresa fra i 65 e i 74 anni e sono più che raddoppiati in quella
di età superiore ai 75 anni. Ciò testimonia un innalzamento dell’aspettativa di vita all’interno del Comune
e del tasso di invecchiamento della popolazione residente.
Tabella 8.2 Comune di Casalgrande: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75
Totale
1981 814 1.012 1.029 2.155 2.122 1.787 1.724 1.383 895 461 13.382
1991 546 621 783 2.012 2.186 1.991 1.710 1.571 1.170 679 13.269
2001 687 669 618 1.546 2.362 2.375 1.983 1.583 1.340 1.063 14.226
Variazione assoluta 1981-2001 -127
-343
-411
-609
240
588
259
200
445
602
844
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
All’espansione della base demografica negli anni tra il 1991 e il 2001 ha concorso, oltre alla naturale
dinamica subita dalla popolazione locale, anche l’aumento del numero di stranieri che hanno acquistato la
155
residenza nel territorio comunale. Tale afflusso si è tradotto in una nuova forza lavoro a disposizione
dell’economia locale.
Gli stranieri residenti, in particolare, sono aumentati circa di tre volte e mezzo contro una crescita della
popolazione complessiva, nel medesimo arco temporale, del 7,2%, alla quale hanno contributo nella misura
del 31,9%. Conseguentemente la loro incidenza sul numero dei residenti è cresciuta passando dallo 0,7% al
2,8% (Tab. 8.3).
Tabella 8.3 Comune di Casalgrande: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
1991
Popolazione totale
87
% stranieri residenti su popolazione
13.269
0,7%
2001
392
14.226
Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001
2,8%
31,9%
L’esame delle aree di provenienza evidenzia come la maggior parte degli stranieri residenti a Casalgrande
nel 2001, provenga dai paesi dell’Africa e dell’Europa (Tab. 8.4).
Tabella 8.4 Comune di Casalgrande: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
98
261
18
13
2
392
0,7%
1,8%
0,1%
0,1%
0,01%
2,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Tuttavia, il confronto tra le incidenze della componente straniera sulle rispettive popolazioni locali dei
comuni del distretto evidenzia come Casalgrande si collochi tra i comuni a minore presenza di stranieri (Tab.
8.5).
Tabella 8.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
8.2.2
1
4,4%
4,4%
La popolazione e il livello di istruzione
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
156
L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Casalgrande mostra un costante e
progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e
progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, siano questi ultimi alfabeti o analfabeti 2 (Tab.
8.6).
Il confronto fra le dinamiche della popolazione con e senza titolo di studio e la dinamica della popolazione
complessiva, mostra come l’aumento degli aventi titolo di studio e la diminuzione di quelli che ne sono privi
siano avvenuti, oltre che in valore assoluto, anche percentualmente rispetto alla popolazione residente,
rappresentando pertanto un reale innalzamento del grado di istruzione a livello comunale. In particolare, gli
abitanti in possesso di un titolo di studio sono venuti a rappresentare circa l’83% della popolazione residente,
mentre quelli privi di titolo sono scesi al 10,5% se alfabeti, e allo 0,8% se analfabeti 3.
Questa configurazione è andata delineandosi nel corso di tutto il periodo preso in esame, nel quale il livello
di scolarizzazione è andato aumentando costantemente.
Tabella 8.6 Comune di Casalgrande: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
valore
% su popolazione
valore assoluto
assoluto
totale
1981
9.640
72,0%
2.550
1991
10.559
79,6%
1.901
2001
11.802
83,0%
1.486
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Analfabeti
% su popolazione
totale
19,1%
14,3%
10,5%
valore
assoluto
182
142
110
% su popolazione
totale
1,4%
1,1%
0,8%
L’esame dei titoli di studio effettivamente in possesso della popolazione di Casalgrande evidenzia
un’accentuata diffusione di quelli di scuola superiore e di livello universitario, con tassi di conseguimento
superiori per la componente femminile rispetto a quella maschile (Tab. 8.7).
La popolazione in possesso della sola licenza elementare, sia maschile che femminile, è invece diminuita
lungo tutto l’arco di tempo considerato, sia per effetto della minore numerosità della popolazione “giovane” (524 anni) sia per effetto della volontà di quest’ultima di conseguire un titolo di studio di livello superiore (diploma
di scuola superiore o laurea).
Tabella 8.7 Comune di Casalgrande: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali
Laurea
maschi
femmine
Diploma
totale
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
totale
1981
54
27
81
585
582
1.167
1.487
1.177
2.664
2.900
2.828
5.728
1991
73
50
123
811
907
1.718
2.251
1.783
4.034
2.301
2.383
4.684
2001
189
215
404
1.536
1.671
3.207
2.371
1.863
4.234
1.875
2.082
3.957
Var.% 81-01
250,0%
696,3%
398,8%
162,6%
187,1%
174,8%
59,4%
58,3%
58,9%
-35,3%
-26,4%
-30,9%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Riguardo alla popolazione priva di un titolo di studio, una quota consistente di essa ha, al 2001, un’età
superiore ai 65 anni. Ciò è vero sia con riferimento agli alfabeti, il 44% dei quali ha un’età avanzata, sia ancor
più con riferimento agli analfabeti, più della metà dei quali appartiene alla popolazione anziana. Ciò evidenzia
come il fenomeno sia in buona parte ascrivibile alla presenza fra la popolazione di una quota di persone che
per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione neppure minimo (Tab. 8.8).
2
3
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
157
Tabella 8.8 Comune di Casalgrande: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
di cui in età
Analfabeti
adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
1.120
1.430
2.550
1.064 (42% del totale)
86
96
182
107 (59% del totale)
1991
828
1.073
1.901
825 (43% del totale)
48
94
142
52 (37% del totale)
2001
620
866
1.486
660 (44% del totale)
37
73
110
64 (58% del totale)
-45%
-39%
-42%
-38%
-57%
-24%
-40%
-40%
Var% 81-01
Fonte: Istat censimenti popolazione 1981-1991-2001
La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di
istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale (Tab. 8.9). Tuttavia, a livello comunale gli indici di
diffusione del diploma di scuola media superiore sono inferiori a quelli mediamente rilevabili a livello
provinciale per tutte e tre le classi di età osservate; del resto la quota di popolazione che non ha conseguito la
scuola dell’obbligo è maggiore di circa tre punti percentuali. Ciò indica che Casalgrande non ha ancora
raggiunto il livello medio di istruzione della Provincia di Reggio Emilia.
Infine, è interessante notare come per tutti gli indici, ad eccezione di quello relativo al mancato
completamento della scuola dell’obbligo, la componente femminile della popolazione risulti più istruita di quella
maschile.
Tabella 8.9 Comune di Casalgrande: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Provincia di Reggio
Comune di Casalgrande
Emilia
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
13,17% 12,08%
9,40%
11,03%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
23,19%
24,41%
23,81%
30,80%
38,72%
54,37%
46,34%
53,10%
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
28,87%
29,85%
29,35%
40,20%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
8.2.3
Il mercato del lavoro
I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione sono
avvenuti parallelamente all’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Nell’intervallo temporale 1981-2001 è possibile rilevare infatti (Tab. 8.10):
- una modesta crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione, accompagnata
da una più forte diminuzione di quella non attiva;
- un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sulla popolazione complessiva dal 50,3% al
57,8%, e specularmene una riduzione del peso ricoperto dalla componente non attiva della
popolazione dal 49,7% al 42,2%. Tali andamenti sono interamente attribuibili al decennio 19912001, in quanto nella prima parte del periodo la popolazione si è mantenuta equamente divisa tra
le sue componenti attiva e non attiva;
- un aumento del peso della componente attiva della popolazione femminile dal 39,4% al 48,7%.
L’entrata sul mercato del lavoro da parte delle donne, avvenuta soprattutto nella seconda parte del
periodo, ha contribuito in maniera decisiva all’aumento della popolazione attiva; ciò non si può dire
per la popolazione maschile, che nel tempo ha invece ridotto il numero dei propri partecipanti al
mercato del lavoro;
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
158
-
un tasso di attività della popolazione residente superiore a quello registrato a livello provinciale, sia
con riferimento alla popolazione maschile sia con riferimento alla popolazione femminile.
Tabella 8.10 Comune di Casalgrande: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Casalgrande
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale popolazione
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
4.116
2.615
6.731
2.629
4.022
6.651
6.745
6.637
13.382
61,0%
39,4%
50,3%
39,0%
60,6%
49,7%
50,4%
49,6%
100,0%
3.978
2.639
6.617
2.694
3.958
6.652
6.672
6.597
13.269
59,6%
40,0%
49,9%
40,4%
60,0%
50,1%
50,3%
49,7%
100,0%
4.060
3.026
7.086
1.977
3.189
5.166
6.037
6.215
12.252
67,3%
48,7%
57,8%
32,7%
51,3%
42,2%
49,3%
50,7%
100,0%
Provincia di Reggio Emilia
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
123.544
92.192
215.736
67.646
110.598
178.244
191.190
202.790
393.980
64,6%
45,5%
54,8%
35,4%
54,5%
45,2%
48,5%
51,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Quanto al tasso di occupazione della popolazione attiva, esso è leggermente al di sotto di quello medio
dell’area ceramica, e superiore a quello regionale e nazionale di circa rispettivamente sei e ben tredici punti
percentuali (Tab. 8.11).
Tabella 8.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
54,0%
4,0%
Sassuolo
59,0%
3,7%
Fiorano Modenese
58,6%
3,3%
Maranello
58,2%
3,4%
Formigine
58,5%
3,1%
Castelvetro di Modena
53,7%
3,2%
Scandiano
56,2%
2,9%
Casalgrande
61,2%
2,7%
Castellarano
56,8%
3,0%
Rubiera
54,2%
2,6%
Viano
Area ceramica
Emilia Romagna
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
56,6%
50,5%
42,9%
3,2%
4,2%
11,6%
I settori nei quali la popolazione attiva è occupata sono, nell’ordine, l’industria (59,7%), il terziario (37,2%) e
l’agricoltura (3,1%). Il fatto che la popolazione di Casalgrande trovi occupazione per quasi il 60% nell’industria
testimonia la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, la quale è superiore sia a quella media
provinciale sia ancor più a quella media regionale (Tab. 8.12).
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
159
L’analisi delle professioni ricoperte dagli occupati del comune di Casalgrande rivela una spiccata diffusione
della figura di lavoratore alle dipendenze (75,4%), seguita da quella di lavoratore in proprio (16,1%) e di
imprenditore (6%).
La lettura comparata a livello comunale, ceramico, provinciale e regionale del peso ricoperto dalle varie
professioni sul totale degli occupati, dà anch’essa risalto all’orientamento all’industria proprio dell’economia
locale: la quota di dipendenti è superiore di circa un punto al valore medio dell’area ceramica, di circa quattro
punti al valore provinciale e di circa cinque a quello medio regionale, mentre la quota di imprenditori e liberi
professionisti è inferiore sia all’incidenza registrata a livello ceramico, sia all’incidenza provinciale sia ancor più
a quella regionale.
Tabella 8.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore
in proprio
Popolazione totale
Socio di
Coadiuvante
cooperativa
familiare
Dipendente
o altra
posizione
subordinata
Valori
assoluti
Valori
percentuali
Comune di Casalgrande
9
191
211
98
425
586
2
22
60
19
15
58
83
3.457
1.647
211
4.110
2.562
3,1%
59,7%
37,2%
411
6,0%
1.109
16,1%
84
1,2%
92
1,3%
5.187
75,4%
6.883
100%
100,0%
95
2.205
3.062
1.104
5.408
7.531
37
307
681
241
288
859
946
39.202
22.786
2.423
47.410
34.919
2,9%
55,9%
41,2%
5.362
6,3%
14.043
16,6%
1.025
1,2%
1.388
1,6%
62.934
74,3%
84.752
100,0%
100,0%
520
5.865
8.597
5.125
14.825
18.648
160
1.102
2.068
1.160
888
2.332
3.662
75.436
67.923
10.627
98.116
99.568
5,1%
47,1%
14.982
7,2%
38.598
18,5%
3.330
1,6%
4.380
2,1%
147.021
70,6%
208.311
100,0%
4.445
40.364
90.890
47.742
96.955
175.650
1.953
9.259
24.678
9146
6.859
23.410
42.512
515.701
687.046
105.798
669.138
1.001.674
6,0%
37,7%
56,4%
Totale
135.699
% sul totale
7,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
320.347
18,0%
35.890
2,0%
39.415
2,2%
1.245.259
70,1%
1.776.610
100,0%
100%
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Area ceramica
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
Provincia di Reggio Emilia
Agricoltura
Industria
Altre attività
Totale
% sul totale
47,8%
100%
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
Industria
Altre attività
160
8.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
8.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.361 unità locali e trovano occupazione 7.098 addetti
(Tab. 8.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 346 unità; ciò ha favorito la
crescita del numero di addetti, che sono aumentati del 9,8% nello stesso periodo.
Se si confrontano i dati raccolti a livello comunale con quelli relativi al complesso dell’area ceramica si può
notare come, sebbene la crescita delle unità locali sia stata percentualmente più elevata nel territorio
comunale che non nel complessivo territorio del distretto, il numero di addetti impiegati all’interno del Comune
è cresciuto sensibilmente meno.
Tabella 8.13 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
6.462
13.756
1.015
2001
93.001
7.098
17.509
1.361
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
636
3.753
346
Variazione Percentuale ‘91-‘01
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
20,7%
9,8%
27,3%
34,1%
La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia come la parte preponderante di esse
appartenga al settore terziario (62,5%), cui segue l’industria (23,2%) e l’edilizia (13,7). Una quota
estremamente esigua è inoltre operante nell’agricoltura (0,5%) (Tab. 8.14). Rispetto invece all’incidenza degli
addetti nei singoli settori sul numero complessivo di addetti impiegati all’interno del territorio comunale, il peso
maggiore è ricoperto dall’industria (60,1%) e solo a seguire dal terziario (33,2%).
Con riguardo alla dinamica subita dal numero di unità presenti sul territorio, essa è stata positiva per effetto
soprattutto dell’espansione del settore terziario (+256), mentre in misura nettamente inferiore vi hanno
contribuito il settore delle costruzioni (+56) e quello manifatturiero (+34). Ciò ha comportato un aumento
dell’incidenza del settore terziario (dal 58,6% al 62,5%) sul totale delle unità operanti nel Comune e una
diminuzione di quella del settore secondario (dal 27,8% al 23,2%).
Il forte aumento del numero di unità del settore terziario attive sul territorio comunale ha esteso la base
occupazionale di 502 posti di lavoro, contribuendo nella misura del 78,9% alla crescita complessiva degli
addetti 6. A tale crescita hanno contribuito anche il settore delle costruzioni (15,7%), che ha incrementato il
numero dei propri addetti di 100 unità, e in misura minima l’industria (5,8%), nella quale al 2001 trovano
occupazione solo 37 addetti in più rispetto al 1991. Tali dinamiche hanno comportato una riduzione del peso
ricoperto dal settore secondario sul livello complessivo di occupazione all’interno del Comune (dal 65,4% al
60,1%) e un aumento di quello ricoperto dal settore terziario (dal 28,7% al 33,2%) e dal settore edilizio (dal
5,7% al 6,6%). Si assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dai servizi in ambito occupazionale,
sebbene l’industria resti il settore con il maggior numero di addetti.
6
Il valore è ottenuto come rapporto fra la variazione assoluta del numero di addetti nel settore terziario e la variazione
assoluta subita dal numero complessivo di addetti del Comune.
161
Tabella 8.14 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Unità Locali
Agricoltura Industria Costruzioni Servizi
totale
Agricoltura Industria Costruzioni Servizi
totale
Casalgrande
1991
13
4.227
366
1.856
6.462
7
282
131
595
1.015
2001
10
4.264
466
2.358
7.098
7
316
187
851
1.361
-3
37
100
502
636
0
34
56
256
346
0,2%
65,4%
5,7% 28,7% 100,0%
0,7%
27,8%
12,9% 58,6% 100,0%
0,1%
60,1%
6,6% 33,2% 100,0%
0,5%
23,2%
13,7% 62,5% 100,0%
1991
164
44.638
4.890 27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
192
50.724
6.566 35.519
93.001
100
3.309
2.574 11.526
17.509
28
6.086
1.676
15.939
18
186
0,2%
57,9%
6,3% 35,5% 100,0%
0,6%
22,7%
13,1% 63,6% 100,0%
0,2%
54,5%
7,1% 38,2% 100,0%
0,6%
18,9%
14,7% 65,8% 100,0%
Variazione assoluta '91-'01
% assorbita dai rami di attività nel
1991
% assorbita dai rami di attività nel
2001
Area Ceramica
Variazione assoluta '91-'01
% assorbita dai rami di attività nel
1991
% assorbita dai rami di attività nel
2001
8.149
767
2.782
3.753
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, viene confermata la centralità che l’industria riveste in
ambito economico locale: Casalgrande si caratterizza per una quota superiore di unità locali e di addetti
operanti nell’industria rispetto al valore medio distrettuale rispettivamente di circa quatto e sei punti
percentuali. Viceversa, sia la quota di unità che di addetti del settore terziario sono inferiori a quelle rilevate a
livello ceramico rispettivamente per tre e cinque percentuali (Fig. 8.2; Fig. 8.3). Di conseguenza, sebbene i
servizi abbiano progressivamente aumentato la propria importanza sia in termini di unità che di addetti
all’interno del territorio di Casalgrande, il loro ruolo rimane ancora secondario rispetto a quello ricoperto
dall’industria, la cui incidenza sul numero complessivo di addetti, oltre ad essere di per sé elevata (il settore da
solo dà occupazione al 60,1% degli addetti impiegati nel territorio comunale), è anche superiore a quella
media del distretto di quasi sei punti percentuali.
Figura 8.2 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
70,0%
60,1%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
33,2%
30,0%
20,0%
7,1%
6,6%
10,0%
0,1%
0,2%
0,0%
Casalgrande
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
162
Costruzioni
Servizi
Figura 8.3 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
70,0%
65,8%
62,5%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
23,2%
18,9%
20,0%
14,7%
13,7%
10,0%
0,5%
0,6%
0,0%
Casalgrande
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
-
-
8.3.2
il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 74% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo
per il 9,8% allo sviluppo che verificatosi nell’industria;
l’incremento degli addetti è spiegato anch’esso in gran parte dallo sviluppo avuto nel ramo terziario, il
cui contributo alla crescita complessiva degli addetti è stato del 78,9%, e solo in minima parte da
quello che ha riguardato l’industria, il cui contributo è stato pari a solo il 5,8%, inferiore a quello del
settore edilizio, che invece è stato del 15,7%. Tali andamenti hanno comportato un incremento delle
quote occupazionali rivestite dal terziario e dalle costruzioni e una riduzione della quota detenuta
dall’industria;
nel comune di Casalgrande si è assistito a un forte sviluppo del ramo terziario: il settore è cresciuto in
termini assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti sia per quanto riguarda le unità
locali, aumentando la propria incidenza sul totale delle une e degli altri a svantaggio dell’industria. Tali
dinamiche possono considerarsi espressione di un processo di terziarizzazione in atto nel sistema
economico locale, destinato a ridurre progressivamente nel tempo la tradizionale vocazione
manifatturiera di questo territorio.
Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Casalgrande suggerisce una lettura delle principali
attività di servizi offerte all’interno del Comune (Tab. 8.15).
Al 2001 nel territorio operano 851 unità di servizi, le quali impiegano 2.358 addetti. Nel corso del decennio
1991-2001 il numero di unità locali è cresciuto del 43%, mentre quello degli addetti impiegati nel settore del
27%.
È possibile cogliere andamenti differenti all’interno delle diverse macroaree che compongono l’insieme
delle attività di servizi condotte nel territorio.
163
Tabella 8.15 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
1991
2001
Addetti
variazione
assoluta
1991
2001
variazione
assoluta
63
81
146
45
55
153
138
62
-8
72
-8
17
192
333
318
143
178
375
294
182
-14
42
-24
39
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
335
72
8
408
76
7
73
4
-1
986
189
27
1029
249
56
43
60
29
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
80
3
5
12
11
83
3
13
14
69
3
0
8
2
58
216
28
56
19
21
305
28
86
22
108
89
0
30
3
87
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
31
1
3
0
99
1
24
1
68
0
21
1
124
1
5
0
244
3
52
3
120
2
47
3
34
90
56
72
178
106
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
38
6
13
26
1
13
12
40
116
1
9
38
3
10
43
41
78
-5
-4
12
2
-3
31
1
78
55
216
63
21
17
17
63
236
76
204
111
49
2
38
64
158
21
-12
48
28
-15
21
1
Pubblica amministrazione
111
145
34
452
544
92
Totale complessivo
595
851
256 (+43,0%)
1.856
2.358
502 (+27,0%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia
delle unità locali. All’interno di questa macroarea esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le
attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio: insieme le due
attività detengono il 34,2% del numero complessivo di unità locali di servizi. Nel corso del decennio le due
tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate
del 88,9% a fronte, invece, di una diminuzione di quelle del commercio al dettaglio del 5,5%. La riduzione delle
unità locali operanti nell’attività di commercio al dettaglio deve comunque ritenersi molto lieve se paragonata a
quella verificatasi in altri comuni del distretto.
La crescita delle unità del commercio all’ingrosso (+72) si è tradotta in un aumento del numero di addetti
pari a 42 unità, per un totale di 375 addetti. Al 2001 l’attività impiega il 16% del numero complessivo di addetti
del terziario.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia
una fase di leggero arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti
calano del 7,5% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal
17,1% nel 1991 al 12,5% nel 2001.
Rilevanti al 2001 per numero di addetti impiegati risultano essere anche l’attività svolta da alberghi e
ristoranti e l’attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli, le quali assorbono
rispettivamente il 7,7% e il 7,5% degli addetti del settore terziario. Nel corso del decennio, tuttavia, le attività
164
hanno subito andamenti differenti: la prima ha esteso significativamente il numero di unità locali (+37,8%) e di
addetti (+27,3%), mentre la seconda ha subito una contrazione su entrambi di fronti rispettivamente del 12,7%
e del 7,3%.
A fronte di un lieve aumento delle unità locali (+3), le attività di trasporti vedono crescere in buona misura il
numero dei propri addetti (+89). In particolare, degna di nota è l’attività di trasporto per terra e mediante
condotte, la quale ha incrementato il numero di addetti del 31,7%, giungendo a rappresentare la terza attività
di servizi nel comune di Casalgrande per numero di addetti impiegati.
Le attività di intermediazione, nel periodo 1991-2001, si caratterizzano per la maggiore crescita
percentuale del numero di unità locali e di addetti: sia le une che gli altri, infatti, raddoppiano. In particolare, le
attività immobiliari quintuplicano le unità locali e quadruplicano gli addetti. Di conseguenza, al 2001, tali attività
rappresentano circa il 12% del numero complessivo di unità di servizi attive nel Comune e circa il 10% di
quello complessivo di addetti.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre
macroaree, mostra la crescita maggiore in termini assoluti sia del numero di unità locali (+78) che di addetti
(+158); in termini percentuali, sia le prime che i secondi raddoppiano, aumentando la propria incidenza sul
totale degli addetti del terziario rispettivamente dal 6,4% al 13,6%, e dal 4,2% al 10%.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono il 7,5% del totale degli addetti del terziario (a pari merito con
l’attività di commercio, manutenzione riparazione di autoveicoli) collocandosi tra le attività di servizi principali
del territorio comunale.
Infine, le attività di Pubblica amministrazione vedono crescere sia le unità che gli addetti. Nel periodo
esaminato la quota detenuta da tali attività, sia in termini di unità locali che di addetti, si riduce leggermente:
nel 2001 esse rappresentano il 17% delle unità locali del settore terziario contro il 18,7% del 1991, e il 23%
degli addetti contro il 24,4%.
8.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 316 unità locali e 4.264 addetti. Nel corso del periodo 1991-2001
il settore ha aumentato il numero di unità locali del 12%, generando nuovi posti di lavoro solo nella misura
dello 0,9%. Nonostante la ridotta espansione del numero di addetti nel corso del decennio, l’industria riveste
un ruolo centrale nel territorio comunale, assorbendo il 60,1% degli addetti totali. Ciò mette in rilievo
l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 8.16).
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior
numero di addetti, ben il 54% del totale del ramo di attività secondario. Rispetto al decennio precedente,
l’attività ha ridotto il numero di addetti di 338 unità, scendendo a rappresentare il 54,2% degli addetti del
settore (contro il 62,6% del 1991). Diversamente dagli addetti, le unità locali sono cresciute del 38%, con
effetti positivi in termini di incidenza sul numero complessivo di unità (l’incidenza è passata dal 20,6% nel 1991
al 25,3% nel 2001).
Questa attività, pertanto, assorbendo il 32,5% del totale degli addetti di Casalgrande e più della metà del
totale degli addetti dell’industria nel 2001, connota l’intera struttura produttiva del Comune.
165
Tabella 8.16 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
3
4
1
91
22
-69
Industrie alimentari e delle bevande
15
21
6
82
116
34
Industrie tessili
43
23
-20
133
130
-3
9
10
1
21
18
-3
Confezione di articoli di vestiario
Preparazione e concia cuoio
0
0
0
0
0
0
14
15
1
57
74
17
5
8
3
55
69
14
10
6
-4
31
21
-10
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
2
3
1
47
52
5
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
2
3
1
29
18
-11
58
80
22 2.648 2.310
-338
1
2
1
113
114
1
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
54
78
24
339
507
168
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
35
43
8
460
717
257
Fabbricazione di macchine per l'ufficio, di elaboratori
0
1
1
0
1
1
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
8
8
0
38
50
12
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
1
1
0
1
5
4
Fabbricazione di apparecchi medicali
8
3
-5
8
3
-5
Fabbricazione di autoveicoli
0
0
0
0
0
0
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
0
0
0
0
0
0
Industria del legno
Fabbricazione della carta
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione di mobili
11
5
-6
47
10
-37
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua
calda
1
1
0
4
5
1
1
1
0
22
22
0
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
1
0
-1
1
0
-1
282
316
34 (+12,1%) 4.227 4.264
37 (+0,9%)
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa quasi il 17% degli addetti dell’industria, con un incremento nel corso del decennio pari
al 60%. Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel corso del periodo: esse si sono
incrementate di 8 unità in termini assoluti, per una crescita percentuale del 30%.
Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante
nell’economia comunale: essa occupa il 12% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha
duplicato il numero di occupati passando da 339 a 507.
Quarta attività industriale per numero di addetti impiegati è l’industria tessile, che al 2001 occupa 130
addetti contro i 133 occupati nel 1991. La riduzione del numero di addetti è stata contenuta in confronto a
quella che ha riguardato le unità locali, che è stata del 46,5% in termini percentuali e di 20 unità in termini
assoluti.
Quote pressoché uguali sul totale degli addetti del settore sono detenute dalle industrie alimentari e delle
bevande, e dalla attività di fabbricazione di metallo. Alle prime corrisponde il 2,7% degli occupati nel settore,
per un totale di 116 addetti, mentre nella seconda trovano occupazione il 2,7% degli addetti, ovvero 114
166
lavoratori. Entrambe le attività hanno raddoppiato il numero di unità locali, il quale tuttavia è estremamente
contenuto: 21 unità nel caso delle industrie alimentari, e 2 unità nel caso dell’attività di fabbricazione di
metallo.
L’industria del legno e la fabbricazione della carta al 2001 possiedono un’incidenza rispettivamente del
1,7% e del 1,6% sul totale degli addetti dell’industria. A fronte di un aumento in valore assoluto delle unità
locali operanti nell’industria del legno di 1, e di quelle operanti nella fabbricazione della carta di 3 unità, la
crescita degli addetti è stata buona per entrambe le attività e pari al 30% nel primo caso, e al 25,5% nel
secondo.
Più esigue e pari all’1,2% risultano le quote di addetti detenute dalla fabbricazione di prodotti chimici e fibre
sintetiche, e dalla fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici. Tale ultima attività mostra un buon tasso di
crescita degli addetti (31,6%), sebbene il numero di unità locali sia rimasto invariato e pari a 8 unità.
Si sottolineano, infine, le forti contrazioni subite dall’attività di fabbricazione di mobili e dall’attività
riguardanti l’editoria, la stampa e la riproduzione. Nel primo caso le unità locali si sono ridotte del 54,5% e gli
addetti del 78,7%; nel secondo la riduzione che ha interessato le unità locali è stata del 40%, mentre quella
relativa agli addetti del 32,3%.
La fabbricazione di apparecchi medicali ha inoltre subito un decremento di unità e addetti tali da renderla,
con 3 unità locali e complessivamente 3 addetti, un’attività con una ristretta presenza sul territorio comunale.
8.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 28,6% degli addetti totali del
Comune di Casalgrande.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le prime imprese ceramiche
nate in questo territorio si ricordano Casalgrande Padana S.p.A., Ceramica Omega S.p.A. e Ceramiche Refin
S.p.A. Le prime due sono sorte nel 1960, mentre la terza nel 1962. Quest’ultima possiede uno stabilimento
produttivo a Salvaterra e dal 1998 fa parte del Gruppo Concorde.
L’impresa ceramica Gresmalt S.p.A., sorta a Casalgrande nel 1968, è oggi presente nel territorio solo con i
propri uffici amministrativi e commerciali; nel 1993 l’impresa ha infatti trasferito la produzione a Viano, e perciò
non è presente nel territorio comunale mediante unità produttive.
Altre imprese attive nel Comune di Casalgrande sono Ceramiche Atlas Concorde S.p.A., con due unità
produttive (Supergres e Ceramiche Keope), Serenissima Cir, Ceramiche Faro S.p.A., Ceramiche Industriali
Sassolnova & Sassolart S.p.A., CipaGres S.p.A. e Gruppo Ceramiche Ricchetti S.p.A.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 2.029 addetti e 53 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
l’attività mostra un trend positivo per quanto riguarda le unità locali, e negativo per quanto riguarda gli addetti:
nel decennio 1991-2001 il numero di unità locali cresce del 23,3%, senza che ciò si traduca in maggiori
possibilità occupazionali nell’industria ceramica, le quali anzi si riducono del 16,6% (Tab. 8.17).
167
Tabella 8.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Addetti
Classe addetti
1991
2001
1 addetto
2 addetti
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
16-19 addetti
0
1
3
2
0
3
11
3
4
8
5
3
11
2
1
6
5
0
Variazione realtà di piccole dimensioni
9
34
20-49 addetti
14
7
14
Variazione realtà di medie dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
250-499 addetti
Variazione realtà di grandi dimensioni
Totale Casalgrande
Totale Area Ceramica
1991
2001
0
2
13
15
0
51
11
6
16
57
57
55
25
81
202
121
-7
499
228
-271
7
-7
499
228
-271
14
5
1
6
5
1
-8
0
0
949
624
280
426
739
434
-523
115
154
variazione assoluta
variazione assoluta
11
4
3
42
57
4
20
12
-8
1.853
1.599
-254
43
53
10(+23,3%)
2.433
2.029
-404 (-16,6%)
337
370
33 (+9,8%)
20.840 20.710
-130 (-0,6%)
Quota percentuale di Casalgrande sull’intera Area Ceramica 12,76% 14,32%
11,67% 9,80%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Casalgrande, si colgono alcuni tratti
fondamentali e tra questi:
-
-
-
-
un’espansione della base produttiva in termini di unità produttive (+10) e un restringimento di quella
occupazionale, che conta 404 addetti impiegati nel settore ceramico in meno rispetto al 1991;
la crescita dell’incidenza del numero di unità locali attive nel territorio comunale sul numero
complessivo delle unità presenti nell’area del distretto: dal 1991 al 2001 tale incidenza è passata dal
12,76% al 14,32%;
il contributo negativo alla crescita dell’occupazione nel settore ceramico e la conseguente riduzione
del peso degli addetti impiegati nel Comune sul totale degli addetti del settore;
il drastico restringimento della base produttiva rappresentata dalle unità di medie dimensioni, che si
riducono della metà, e dalle unità di grandi dimensioni, la cui riduzione è del 40%. A tali dinamiche
negative si contrappone la forte crescita delle unità di più piccola dimensione (1-19 addetti), la cui
crescita è pari a circa tre volte e consente alle unità locali presenti sul territorio comunale di risultare
complessivamente in crescita del 23,3%. Si assiste quindi a una frammentazione della struttura
produttiva locale con la moltiplicazione delle unità di piccola dimensione e il dimezzamento di quelle di
maggiori dimensioni;
la caduta del numero di addetti alla produzione di piastrelle di ceramica nel territorio comunale (-404)
a seguito del ridimensionamento della base produttiva e del netto decremento delle unità di medie e
grandi dimensioni;
uno sviluppo dell’industria ceramica locale, in termini di unità situate all’interno del Comune, superiore
a quello dell’area ceramica presa nel suo insieme; tuttavia, il numero di addetti impiegati nell’industria
locale è sceso a un tasso superiore a quello registrato a livello distrettuale. Complessivamente, la
forte riduzione delle possibilità occupazionali offerte dal settore a livello locale fa intravedere una
riduzione del grado di dipendenza di Casalgrande da questa attività.
8.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
168
Il comune di Casalgrande gode di un’eccellente posizione geografica all’interno dell’area ceramica, in
posizione adiacente al cuore del distretto, che è identificabile con l’area occupata dai comuni di Sassuolo,
Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, e più strettamente con l’area sassolese. Tale vicinanza ha favorito
il sorgere e lo svilupparsi dell’industria ceramica a livello locale e dato avvio al processo di trasformazione
economica del territorio comunale.
Tuttavia, i cambiamenti verificatisi nell’economia del Comune non si sono tradotti nel periodo 1981-2001 in
elevati tassi di crescita della popolazione residente, la quale è cresciuta di circa sei punti percentuali nel corso
di tutto il ventennio. Significativo è stato invece il processo di invecchiamento della popolazione, la quale, tra il
1981 e 2001, ha visto complessivamente ridursi il numero di abitanti con età compresa fra zero e 24 anni del
30% e aumentare quello degli abitanti di età superiore ai 65 anni del 77%.
Nell’arco di tempo 1991-2001, il Comune ha conosciuto un forte afflusso di stranieri provenienti soprattutto
dai paesi dell’Africa e dell’Europa, del quale ha beneficiato in termini di maggiore forza lavoro a disposizione
dell’imprenditorialità locale. Nel ventennio compreso tra il 1981 e il 2001, inoltre, la popolazione di
Casalgrande ha notevolmente aumentato il proprio livello di istruzione, portando gli analfabeti e gli alfabeti
privi di titolo di studio a rappresentare complessivamente l’11% della popolazione totale. Nello stesso periodo,
il tasso di attività della popolazione è diminuito: in particolare si è ridotto il peso della componente maschile sul
totale della popolazione attiva, mentre quello della componente femminile è cresciuto ma in misura molto
contenuta (di un punto percentuale). Il livello di attività registrato dal Comune nel 2001 risulta comunque
superiore di circa due punti percentuali a quello registrato dalla Provincia nello stesso anno.
Da area prevalentemente agricola, Casalgrande ha visto progressivamente aumentare nel corso del tempo
il peso dell’attività manifatturiera, la quale al 2001 dà lavoro al 60,1% del totale degli addetti impiegati nel
territorio comunale. In particolare, peso preminente è rivestito dall’attività di produzione di piastrelle di
ceramica per pavimenti e rivestimenti, il cui sviluppo ha favorito il diffondersi di unità locali operanti in attività
industriali collegate e in attività di servizi di supporto alla produzione di piastrelle. Il settore terziario, in
particolare, ha mostrato andamenti altamente positivi sia in termini di unità locali che di addetti, sospingendo
più di ogni altro la crescita delle une e degli altri a livello comunale e aumentando in modo deciso la propria
incidenza sulla struttura produttiva locale. Ciò si qualifica come segnale forte di un processo di terziarizzazione
in corso, il quale è destinato a ridurre ulteriormente il peso dell’industria nell’economia di Casalgrande.
Allo sviluppo del territorio comunale sotto il profilo economico contribuisce in misura significativa il settore
ceramico, sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose altre attività economiche (sia industriali che di
servizio) che si configurano come complementari al ciclo della piastrella. Nel tempo il settore ha espanso il
numero di unità locali presenti nell’area comunale, la cui crescita è avvenuta a seguito di un marcato processo
di ristrutturazione della base produttiva che ha evidenziato la preferenza per iniziative imprenditoriali di piccola
dimensione e il progressivo abbandono di quelle di dimensioni medio-grandi.
Il peso del settore in termini di addetti si è invece ridotto: essi sono infatti diminuiti del 16,6% a seguito della
contrazione dimensionale delle unità componenti la struttura produttiva ceramica locale, e hanno ridotto la loro
incidenza sul numero complessivo di addetti del distretto di circa due punti percentuali. Ciò può essere
interpretato come segnale di una futura riduzione del grado di dipendenza dell’economia locale dall’attività di
produzione di piastrelle di ceramica.
169
IL COMUNE DI CASTELLARANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
187
9.1
INTRODUZIONE
All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Castellarano occupa la parte sudcentrale confinando con altri quattro comuni appartenenti al territorio distrettuale e configurandosi come il
comune dell’area ceramica con la maggiore estensione geografica (Fig. 9.1). Esso si estende su una
superficie di 57,49 kmq. e al 2001 conta una popolazione di 11.774 abitanti.
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Castellarano è divenuto nel tempo sede di
numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire
dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di
imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della
piastrella.
Situato in posizione confinante con il cuore del distretto ceramico, identificabile con l’area di Sassuolo,
Castellarano accoglie al suo interno, al 2001, 42 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 11,35%
del complesso delle unità appartenenti al settore ceramico, e 2.263 addetti, corrispondenti al 10,93% del totale
degli addetti del settore.
Figura 9.1 Il Comune di Castellarano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
171
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
172
9.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
9.2.1
La struttura demografica
Il comune di Castellarano conta, nel 2001, una popolazione di 11.774 abitanti, pari al 2,6% della
popolazione residente nella provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo il comune ha notevolmente
espanso la propria base demografica: nell’arco temporale tra il 1981 ed il 2001, la popolazione è cresciuta di
ben il 53,9%, a fronte di una crescita a livello provinciale del 9,8% (Tab. 9.1). L’incremento è stato costante e
progressivo durante tutto il periodo, accelerando nella seconda parte (1991-2001).
Tabella 9.1 Comune di Castellarano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e variazioni
percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Castellarano
Provincia di Reggio Emilia
3.801
201.538
femmine
3.851
211.858
Valori assoluti 1991
totale
maschi
7.652
413.396
4.451
204.514
Variazione % ’81-‘91
maschi
femmine
Comune di Castellarano
17,1%
15,4%
Provincia di Reggio Emilia
1,5%
1,9%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
femmine
4.443
215.917
totale
maschi
8.894
420.431
5.879
221.998
Variazione % ’91-‘01
totale
maschi
16,2%
1,7%
32,1%
8,5%
femmine
32,7%
7,4%
Valori assoluti 2001
totale
32,4%
7,9%
femmine
5.895
231.894
totale
11.774
453.892
Variazione % ’81-‘01
maschi
54,7%
10,1%
femmine
53,1%
9,5%
totale
53,9%
9,8%
Osservando più attentamente la composizione e la struttura demografica, si può notare come nel tempo la
popolazione sia stata soggetta ad un tendenziale invecchiamento e abbia nel contempo aumentato la
numerosità dei suoi componenti in età lavorativa (Tab. 9.2). In particolare hanno avuto luogo:
- una dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che fa intravedere un
futuro abbassamento dell’età media e attenua il tasso di invecchiamento della popolazione;
- un generale e contenuto aumento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), la cui crescita ha subito
l’effetto frenante esercitato dal calo delle nascite degli anni 70 e 80;
- l’aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) e il conseguente ampliamento della base di
popolazione in età lavorativa, sia per quanto riguarda la fascia di popolazione nel pieno dell’attività (2544 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima alla sua cessazione definitiva (44-64 anni);
- l’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), sia in termini assoluti sia in termini
percentuali sul complesso della popolazione, con un effetto positivo sul tasso di invecchiamento e
sull’aspettativa di vita del comune.
Tabella 9.2 Comune di Castellarano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75
1981
955
938
750
492
267
517
598
554 1.232 1.349
1991
1.510 1.005
910
669
421
468
489
567 1.339 1.516
2001
2.058 1.726 1.075
856
677
671
569
593 1.363 2.186
Variazione assoluta 1981-2001
+154
-29
+39 +131 +837 +1.103 +788 +325 +364 +410
Totale
7.652
8.894
11.774
4.122
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Nel corso del decennio 1991-2001, la popolazione residente è cresciuta oltre che per effetto del suo
andamento naturale anche in conseguenza dell’afflusso di popolazione dai paesi esteri, i quali hanno
concorso così anche all’aumento della forza lavoro presente nel territorio comunale (Tab. 9.3).
173
Tabella 9.3 Comune di Castellarano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
1991
2001
90
424
% stranieri residenti su popolazione
8.894
11.774
1,0%
3,6%
Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
11,6%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
Gli stranieri residenti, in particolare, sono giunti a rappresentare il 3,6% del complesso della popolazione
residente, contribuendo nella misura dell’11,6% al suo incremento. Quanto alla loro provenienza, il maggior
numero di essi proviene dai Paesi dell’Africa, seguiti, nell’ordine, da quelli dell’Europa e dell’America (Tab.
9.4).
Tabella 9.4 Comune di Castellarano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
104
0,9%
278
2,4%
America
Asia
25
0,2%
17
0,1%
Altro
0
0,0%
Totale
424
3,6%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Con riguardo all’incidenza della componente straniera residente sul totale della popolazione comunale,
Castellarano si colloca al di sotto della media provinciale, ma al di sopra della maggioranza dei comuni del
comprensorio ceramico (Tab. 9.5).
Tabella 9.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
4,4%
4,4%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
174
9.2.2
La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Castellarano mostra un costante e
progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e
progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli
analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 9.6).
La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo
di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente
totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84% circa
della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo al 9% 3. Questa configurazione ha
preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione intervenuti in entrambi i decenni,
ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di residenti con titolo di studio e del
numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di tempo preso in esame.
Tabella 9.6 Comune di Castellarano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
valore
% su popolazione
valore assoluto
assoluto
totale
1981
5.213
68,1%
1.694
1991
7.205
81,0%
1.055
2001
9.938
84,4%
986
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Analfabeti
% su popolazione
totale
22,1%
11,9%
8,4%
valore
assoluto
99
72
56
% su popolazione
totale
1,3%
0,8%
0,5%
Il miglioramento del livello educativo della popolazione di Castellarano è ben esplicato dalla diffusione del
possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, trainata in gran parte dalla
componente femminile della popolazione (Tab. 9.7).
La popolazione in possesso della sola licenza elementare è cresciuta a un tasso nettamente inferiore ai
tassi di crescita fatti registrare dalle fasce in possesso di un titolo di studio superiore, a segnale della più
diffusa tendenza al proseguimento degli studi all’interno della popolazione “giovane” (5-24 anni).
Tabella 9.7 Comune di Castellarano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
femmine
Diploma
totale
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
totale
1981
48
21
69
461
390
851
787
724
1.511
1.479
1.303
2.782
1991
78
36
114
697
753
1.450
1.373
1.222
2.595
1.499
1.547
3.046
2001
198
213
411
1.488
1.672
3.160
1.941
1.559
2.867
1.399
1.468
2.867
312,5%
914,3%
495,7%
222,8%
328,7%
271,3%
146,6%
115,3%
89,7%
-5,4%
12,7%
3,1%
Var.%
81-01
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al
2001, ben il 34% degli alfabeti privi di titolo e ben il 46% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò
evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che
per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione neppure minimo (Tab. 9.8).
2
3
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (vicina al 7%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni
175
Tabella 9.8 Comune di Castellarano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
1981
1991
2001
Var% 81-01
femmine
738
956
478
421
-43,0%
577
565
-41,0%
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 4
1.694
1.055
986
-42,0%
818 (48% del totale)
335 (32% del totale)
336 (34% del totale)
-58,9%
maschi
femmine
totale
44
55
99
29
23
-48,0%
43
33
-40,0%
72
56
-43,0%
di cui in età adulta
70 (71% del totale)
32 (44% del totale)
26 (46% del totale)
-63,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di
istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Castellarano ha tassi di diffusione dei livelli di
istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali, fatta eccezione per l’indice di conseguimento del
diploma di scuola media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, che risulta inferiore rispetto
al dato provinciale di circa sette punti percentuali. Inoltre, è interessante notare come per tutti gli indici, ad
eccezione di quello relativo al mancato completamento della scuola dell’obbligo, la componente femminile
risulti più istruita di quella maschile (Tab. 9.9).
Tabella 9.9 Comune di Castellarano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Provincia di Reggio
Comune di Castellarano
Emilia
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
9,96%
29,08%
10,08%
30,36%
10,02%
29,73%
9,40%
30,80%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
45,07%
30,42%
56,99%
36,32%
51,12%
33,33%
53,10%
40,20%
9.2.3
Il mercato del lavoro
I cambiamenti avvenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si riflettono
sull’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si registra infatti (Tab. 9.10):
- una crescita consistente in valore assoluto della componente attiva della popolazione,
accompagnata da una riduzione più modesta di quella non attiva;
- un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione residente dal 50% al
62,9% come conseguenza della maggiore partecipazione al mercato del lavoro sia da parte della
popolazione maschile che da parte della popolazione femminile;
- specularmene, una riduzione dell’incidenza della popolazione non attiva sul totale della popolazione
dal 50% al 37,1%. Quindi, rispetto al 1981, nel quale la popolazione era equamente suddivisa fra le
sue componenti attiva e non attiva, nel 2001 la parte preponderante della popolazione è attiva;
- un aumento del peso della componente attiva sul totale della popolazione femminile dal 38,8% al
54,1%, e sul totale della popolazione maschile dal 61,4% al 71,8%. Tale aumento è stato rilevante
in modo particolare per la popolazione femminile, che nel 1981 risultava ancora in gran parte
composta da soggetti non attivi; la popolazione maschile, invece, già nel 1981 costituiva per ben
oltre la metà forza lavoro;
- una situazione in generale migliore di quella esistente a livello provinciale, come indicato da
un’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione superiore a quella media
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
176
provinciale di ben 8 punti percentuali, e da tassi di attività della popolazione maschile e della
popolazione femminile superiori rispettivamente di 7 e quasi 9 punti.
Tabella 9.10 Comune di Castellarano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Castellarano
Popolazione attiva
maschi
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
1981
2.332
1.496
3.828
1.469
2.355
3.824
3.801
3.851
7.652
1991
61,4%
2.623
38,8%
1.799
50,0%
4.422
38,6%
1.828
61,2%
2.644
50,0%
4.472
49,7%
4.451
50,3%
4.443
100,0%
8.894
58,9%
40,5%
49,7%
41,1%
59,5%
50,3%
50,0%
50,0%
100,0%
3.540
2.713
6.253
1.388
2.300
3.688
4.928
5.013
9.941
% sul totale
popolazione
71,8%
Provincia di Reggio Emilia
54,1%
62,9%
28,2%
45,9%
37,1%
49,6%
50,4%
100,0%
% sul totale
popolazione
% sul totale
popolazione
2001
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale
popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
123.544
92.192
215.736
67.646
110.598
178.244
191.190
202.790
393.980
64,6%
45,5%
54,8%
35,4%
54,5%
45,2%
48,5%
51,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Con riguardo al tasso di occupazione della popolazione, Castellarano rappresenta il comune dell’area
ceramica con il miglior livello occupazionale, superando di gran lunga il livello di occupazione regionale e
ancor di più quello nazionale (Tab. 9.11).
Tabella 9.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
54,0%
4,0%
Sassuolo
59,0%
3,7%
Fiorano Modenese
58,6%
3,3%
Maranello
58,2%
3,4%
Formigine
58,5%
3,1%
Castelvetro di Modena
53,7%
3,2%
Scandiano
56,2%
2,9%
Casalgrande
61,2%
2,7%
Castellarano
56,8%
3,0%
Rubiera
54,2%
2,6%
Viano
56,6%
3,2%
Area ceramica
50,5%
4,2%
Emilia Romagna
42,9%
11,6%
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
177
Facendo riferimento ai settori di occupazione della popolazione attiva (Tab. 9.12), si nota come, al 2001, la
parte preponderante di essa sia occupata nell’industria (61,43%), seguita dal terziario (36,83%) e in via
residuale dall’agricoltura (1,74%). Emerge quindi la netta impronta manifatturiera dell’economia locale, la cui
propensione all’industria risulta notevolmente elevata se paragonata a quella fatta registrare a livello
provinciale e ancor più a livello regionale.
L’analisi delle posizioni professionali ricoperte dagli occupati mostra come la maggior parte di essi sia
lavoratore dipendente (74,4%), mentre i restanti siano in prevalenza lavoratori in proprio (16,7%) o
imprenditori (6,4%).
Il confronto fra la realtà comunale e quelle provinciale e regionale conferma la forte caratterizzazione
manifatturiera e l’orientamento all’industria dell’economia locale: la quota di dipendenti è superiore di circa
quattro punti al valore regionale e di circa tre a quello medio provinciale, mentre la quota di imprenditori e liberi
professionisti è inferiore sia all’incidenza regionale che a quella provinciale. La composizione professionale
degli occupati del Comune è invece del tutto simile a quella riscontrabile a livello ceramico complessivo, ad
evidenza della vocazione industriale del territorio.
Tabella 9.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra posizione Valori assoluti
subordinata
Valori
percentuali
Comune di Castellarano
Agricoltura
3
49
3
6
45
106
1,7%
Industria
191
425
21
16
3.083
3.736
61,4%
Altre attività
192
539
53
61
1.395
2.240
36,8%
Totale
386
1.013
77
83
4.523
6.082
100,0%
% sul totale
6,4%
16,7%
1,3%
1,4%
74,4%
100,0%
Area ceramica
Agricoltura
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
Industria
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
520
5.125
160
1.160
3.662
10.627
5,1%
Provincia di Reggio Emilia
Agricoltura
Industria
5.865
14.825
1.102
888
75.436
98.116
47,1%
Altre attività
8.597
18.648
2.068
2.332
67.923
99.568
47,8%
Totale
14.982
38.598
3.330
4.380
147.021
208.311
100,0%
% sul totale
7,2%
18,5%
1,6%
2,1%
70,6%
100,0%
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
4.445
47.742
1.953
9.146
42.512
105.798
6,0%
Industria
40.364
96.955
9.259
6.859
515.701
669.138
37,7%
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100,0%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
178
9.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
9.3.1
Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.102 unità locali e trovano occupazione 6.095 addetti
(Tab. 9.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 390 unità; nello stesso periodo
tale crescita ha promosso l’occupazione incrementando il numero di addetti del 29,2%.
Il confronto fra l’andamento comunale e quello avutosi a livello dell’intera area ceramica rivela tassi di
sviluppo delle unità locali e degli addetti nel territorio di Castellarano superiori a quelli medi dell’area
distrettuale.
Tabella 9.13 Comune di Castellarano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
4.718
13.756
712
2001
93.001
6.095
17.509
1.102
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
1.377
3.753
390
Variazione Percentuale ‘91-‘01
20,7%
29,2%
27,3%
54,8%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia una loro concentrazione nel settore terziario
(62,3%), seguito, nell’ordine, dall’industria (22,1%), dall’edilizia (15,2%) e dall’agricoltura (0,4%) (Tab. 9.14). Si
assiste inoltre a una generale crescita degli addetti operanti nel territorio comunale (+1.377 addetti), ad opera
soprattutto dell’incremento avvenuto nel terziario e nell’industria.
Si assiste infatti a una crescita dell’importanza ricoperta dal terziario in ambito occupazionale, senza che
ciò implichi la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri.
La crescita delle unità locali, sebbene registratasi in tutti i comparti dell’economia locale, ha riguardato in
maniera preponderante il settore terziario e in via assai più contenuta l’edilizia e l’industria. Con riferimento
all’incidenza dei vari settori sul numero complessivo di addetti, questi risultano assorbiti per il 64,8%
dall’industria, per il 29,3% dal terziario e per il 5,8% dall’edilizia. Sebbene l’industria resti il settore che offre le
maggiori possibilità occupazionali, nel corso del decennio 1991-2001 esso è andato riducendo la propria quota
di addetti di circa quattro punti percentuali, diversamente dai servizi, che l’hanno aumentata di circa tre punti.
179
Tabella 9.14 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
0
5
3.257
3.950
239
354
1.222
1.786
4.718
6.095
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
0
4
189
244
71
167
452
687
712
1.102
Castellarano
1991
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
5
693
115
564
1.377
4
55
96
235
390
0,0%
69,0%
5,1%
25,9%
100,0%
0,0%
26,5%
10,0%
63,5%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,1%
64,8%
5,8%
29,3%
100,0%
0,4%
22,1%
15,2%
62,3%
100,0%
1991
164
44.638
4.890
27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
192
50.724
6.566
35.519
93.001
100
3.309
2.574
11.526
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, emerge la centralità dell’industria in ambito economico
locale: nel 2001, a fronte di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Castellarano
si caratterizza per una quota superiore di addetti impiegati nell’industria rispetto al valore medio distrettuale di
ben dieci punti percentuali e per una quota di addetti nel ramo di attività terziario inferiore di nove punti (Fig.
9.2, Fig. 9.3). Di conseguenza, la progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale può dirsi contenuta se
paragonata con quella media registrata a livello distrettuale.
Figura 9.2 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
70,0%
64,8%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
29,3%
30,0%
20,0%
7,1%
5,8%
10,0%
0,2%
0,1%
0,0%
Castellarano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
180
Costruzioni
Servizi
Figura 9.3 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
65,8%
70,0%
62,3%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
22,1%
18,9%
20,0%
15,2%
14,7%
10,0%
0,6%
0,4%
0,0%
Castellarano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
- il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti.
- l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 60% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo per
il 14% allo sviluppo che ha interessato l’industria.
- l’incremento degli addetti è spiegato per il 41% dallo sviluppo avuto nel ramo terziario e per il 50% dallo
sviluppo dell’industria: tali andamenti hanno comportato un incremento della quota occupazionale
rivestita dal terziario e una riduzione di quella detenuta dall’industria;
- nel comune di Castellarano lo sviluppo del ramo terziario è rilevante: per quanto riguarda le unità locali il
settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro, aumentando la propria incidenza sul totale degli
addetti a detrimento dell’industria. Ciò può essere inteso come l’avvio di un processo di futura
terziarizzazione del tessuto economico locale.
9.3.2
Le attività di servizi
L’importanza ricoperta dal terziario nell’economia di Castellarano suggerisce una lettura delle principali
attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 9.15).
Al 2001 si contano 687 unità locali e 1.786 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001
le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 52% e gli addetti del
46%.
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia
delle unità locali. All’interno di questa macroarea, che complessivamente registra la maggiore crescita
assoluta, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono
quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Delle 687 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, ben il 31% risultano essere attività di commercio,
sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo
differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono più che raddoppiate, mentre le unità locali del
commercio al dettaglio hanno subito una lieve diminuzione (-7 unità).
181
Tabella 9.15 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991
2001
Addetti
variazione
assoluta
1991
2001
variazione
assoluta
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
31
55
100
35
44
117
93
46
13
62
-7
11
102
119
222
104
114
227
216
154
12
108
-6
50
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
221
67
7
300
87
6
79
20
-1
547
131
11
711
254
23
164
123
12
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
74
2
10
8
7
93
2
10
15
42
19
0
0
7
35
142
17
47
12
16
277
20
60
22
69
135
3
13
10
53
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
27
2
5
0
69
6
11
1
42
4
6
1
92
3
12
0
171
10
38
2
79
7
26
2
34
88
54
90
206
116
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
41
2
10
23
0
11
16
27
106
1
6
32
1
8
40
31
65
-1
-4
9
1
-3
24
4
105
34
152
45
0
7
52
46
256
83
157
39
7
0
29
56
151
49
5
-6
7
-7
-23
10
Pubblica amministrazione
89
119
30
336
371
35
Totale complessivo
452
687
235 (+52,0%)
1.222
1.786
564 (+46,2%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al
2001, risultano pari al 13% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli
addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 91% per un totale di 108 unità.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia
una fase di leggero arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti
calano del 3% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 18%
nel 1991 al 12% nel 2001.
Terza per importanza è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che, nel decennio, ha visto un aumento del
numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene stabilmente nel tempo un ruolo significativo: al
1991 assorbiva l’9% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 conserva la medesima quota percentuale.
Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade
per le attività di intermediazione. In particolare, entrambi gli ambiti di attività registrano tassi di crescita degli
addetti molto consistenti: il 95% le attività di trasporti e l’86% le attività di intermediazione.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività cresce sia in termini di unità
locali sia in termini di addetti: nel corso del decennio arriva ad assorbire il 14% del totale degli addetti del
terziario.
182
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono circa il 13% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra
le attività di servizi principali del territorio comunale.
9.3.3
L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 244 unità locali e 3.950 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato ampiamente positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+29,1%), sia per
quanto riguarda gli addetti (+21,3%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 64,8%
degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte
(Tab. 9.16).
Tabella 9.16 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e
variazione percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
Variazione assoluta
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
9
9
0
32
55
23
Industrie alimentari e delle bevande
7
13
6
17
29
12
Industrie tessili
28
6
-22
82
36
-46
Confezione di articoli di vestiario
1
9
8
1
24
23
Preparazione e concia cuoio
0
0
0
0
0
0
Industria del legno
15
13
-2
57
55
-2
Fabbricazione della carta
2
2
0
224
193
-31
Editoria, stampa e riproduzione
5
10
5
25
65
40
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
1
1
0
83
120
37
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
3
2
-1
33
19
-14
48
66
18 2.259 2.642
383
1
0
-1
5
0
-5
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
20
66
46
121
337
216
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
Fabbricazione di metallo
26
34
8
245
338
93
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
9
2
-7
33
2
-31
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
1
1
0
4
3
-1
Fabbricazione di apparecchi medicali
4
1
-3
8
1
-7
Fabbricazione di autoveicoli
0
0
0
0
0
0
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
1
0
-1
1
0
-1
Fabbricazione di mobili
7
6
-1
26
27
1
Recupero e riparazione per il riciclaggio
0
2
2
0
2
2
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
1
1
0
1
2
1
189
244
55 (+29,1%) 3.257 3.950
693 (+21,3%)
Totale industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
183
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior
numero di addetti, ben il 67% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di
questa attività era predominante nell’economia del comune ed esso conserva al 2001 tale centralità. Il numero
delle unità locali è aumentato dal 1991 al 2001 di 18 unità, giungendo a rappresentare il 27% del totale.
Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 41% del
totale degli addetti di Castellarano.
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa il 9% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 38%.
Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel corso del periodo: esse sono
incrementate di 8 unità in termini assoluti e del 31% in termini percentuali.
Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante
nell’economia comunale: essa occupa il 9% del totale degli addetti dell’industria al pari della fabbricazione di
macchine e apparecchi meccanici e, nel corso del decennio, ha quasi triplicato il numero di occupati passando
da 121 a 337.
Successive per importanza in termini di incidenza sugli addetti complessivi sono, nell’ordine, la
fabbricazione della carta e la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche: la prima occupa il 5% degli
addetti dell’industria, per un totale di 193 addetti, mentre la seconda rappresenta il 3% degli addetti e ne
impiega 120. Le attività denotano sviluppi differenti: a parità di unità locali, nel periodo 1991-2001 la prima ha
ridotto il proprio numero di addetti del 14%, mentre la seconda lo ha accresciuto del 45%.
L’editoria, la stampa e la riproduzione corrispondono a una quota marginale del totale degli addetti, ma
l’attività ha conosciuto un forte sviluppo nel corso del decennio preso in esame: le unità locali sono
raddoppiate e, coerentemente con questo sviluppo, il numero di addetti è cresciuto quasi del doppio.
In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, dell’industria
tessile, che perde l’86% dei suoi addetti e ben il 79% delle sue unità locali. Queste rappresentano al 2001 il
2% del totale delle unità locali dell’industria a fronte del 15% del 1991.
9.3.4
Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 37% degli addetti totali del Comune
di Castellarano.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le principali imprese
ceramiche attualmente operanti a Castellarano vi sono Ariostea S.p.a., Graniti Fiandre S.p.a. (entrambe
appartenenti al Gruppo Iris Ceramica), Ceramica Valsecchia S.p.a., Century (del Gruppo Fincibec S.p.a.),
Novabell S.p.a., Alfa Ceramiche S.p.a. (del Gruppo Riwal Ceramiche S.p.a.) e Coem S.p.a.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 2.263 addetti e 42 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
l’attività mostra un andamento altamente positivo: considerando il decennio 1991-2001, l’industria ceramica
aumenta i propri addetti dell’11% e le proprie unità locali del 20% (Tab. 9.17).
184
Tabella 9.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Addetti
Classe addetti
1991
1 addetto
1
2
1
1
2
1
2 addetti
1
3
2
2
6
4
3-5 addetti
3
6
3
10
23
13
6-9 addetti
1
2
1
7
13
6
10-15 addetti
3
4
1
38
54
16
16-19 addetti
1
1
0
16
18
2
9
15
6
72
110
38
11
10
-1
338
311
-27
11
10
-1
338
311
-27
50-99 addetti
8
6
-2
529
395
-134
100-199 addetti
4
5
1
553
614
61
200-249 addetti
1
1
0
226
240
14
250-499 addetti
1
2
1
318
587
269
14
14
0
1.626
1.836
210
35
42
7 (+20%)
2.038
2.263
225 (+11%)
337
370
33 (+9,8%) 20.840
20.710
-130 (-0,6%)
Variazione realtà di piccole dimensioni
20-49 addetti
Variazione realtà di medie dimensioni
Variazione realtà di grandi dimensioni
Totale Castellarano
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Castellarano sull’intera Area Ceramica
2001 variazione assoluta
10,39% 11,35%
1991
2001 variazione assoluta
9,78% 10,93%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Castellarano, si colgono alcuni tratti
fondamentali e tra questi:
-
-
un’espansione della base produttiva sia in termini di unità produttive (+7) che di addetti (+225);
il contributo rilevante e crescente alla formazione della struttura del settore ceramico: l’11,35% in
termini di unità locali ed il 10,93% in termini di addetti;
un processo di ristrutturazione della base produttiva con una diminuzione degli addetti occupati nelle
unità di medie dimensioni (20-49 addetti) a fronte di un forte aumento degli addetti nelle unità di
maggiore dimensione. Si assiste, quindi, ad un consolidamento dimensionale di alcune imprese del
settore realizzato attraverso accorpamenti aziendali;
un aumento delle unità locali di piccola dimensione (+6) con effetti positivi sul numero di occupati in
queste realtà (+38);
uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica considerata nel
suo insieme, sia con riferimento al numero di unità locali, sia con riferimento al numero di addetti, i
quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale andamento segnala la
crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e perciò anche l’accresciuta
dipendenza di Castellarano da questa attività.
9.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
185
Il comune di Castellarano si qualifica come territorio adiacente al cuore del distretto ceramico reggianomodenese, identificabile con l’area occupata dai comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e
Maranello, e più strettamente con l’area sassolese. Tale vicinanza ha favorito il sorgere e lo svilupparsi
dell’industria ceramica locale, originariamente sorta lungo l’asse Sassuolo-Fiorano. Il processo di
trasformazione del tessuto economico locale che ne è derivato ha comportato una serie di cambiamenti nella
struttura demografica del Comune, il quale ha visto aumentare il numero dei propri abitanti di oltre la metà nel
periodo 1981-2001. A tale vivace dinamica demografica ha contribuito in maniera significativa il flusso
migratorio proveniente dai paesi esteri, il quale ha esteso tra l’altro anche la base attiva della popolazione
residente. Nello stesso periodo, inoltre, si possono osservare accresciuti livelli di alfabetizzazione ed istruzione
del territorio comunale, oltre ad una crescita del livello di attività ed occupazione della popolazione locale. A
questo riguardo giova richiamare lo spazio crescente occupato dalla componente femminile all’interno del
mercato del lavoro. Su tutti questi piani le evidenze raccolte a livello comunale reggono bene il confronto con
le realtà riscontrabili a livello provinciale e regionale e, in più di un caso, esse mostrano valori superiori.
Da area prevalente agricola, Castellarano si è trasformato nel corso del tempo fino a divenire centro
manifatturiero ad elevata specializzazione produttiva nel comparto della produzione di piastrelle in ceramica,
alla quale fanno da supporto numerose attività industriali e di servizio complementari al ciclo della piastrella
ma ancora di secondo piano sotto il profilo industriale e, più in generale, economico-produttivo. Ad arricchire il
tessuto economico locale ha concorso la crescita del settore terziario sia in termini di addetti che di unità
locali. Tale crescita è avvenuta, oltre che in senso assoluto, anche in senso relativo sul sistema produttivo
complessivo, facendo intravedere l’avvio di un futuro processo di terziarizzazione dell’economia locale.
Il settore ceramico di Castellarano contribuisce oggi fortemente al sostegno dell’economia locale e allo
sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano
diretto sia come stimolo a numerose attività economiche collegate. Esso ha accresciuto nel tempo la sua
importanza sia in termini di numero di unità locali sia in termini di numero di addetti, mostrando, nel periodo
1991-2001, tassi di crescita delle une e degli altri superiori a quelli medi distrettuali. La dinamica relativa al
numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da queste impiegati mette in
luce un processo di ristrutturazione aziendale condotto mediante l’accorpamento di realtà produttive di medie
dimensioni e il consolidamento di quelle di dimensioni più elevate.
186
IL COMUNE DI RUBIERA:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
10.1 INTRODUZIONE
All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Rubiera si colloca nella posizione
estrema rappresentando una specie di prolungamento in direzione nord (Fig. 10.1). Il comune si estende su
una superficie di 25,31 kmq. con una popolazione, alla fine del 200, di 11.458 abitanti.
Fino alla fine degli anni 50, il territorio di Rubiera era considerato zona depressa con una economia a base
agricola. E’ a partire dai primi anni ‘60 che si assiste alla completa e radicale trasformazione del suo profilo
socio-economico. Il motore e volano della sua metamorfosi è stato rappresentato dall’insediamento delle
prime aziende ceramiche e dall’avvio di iniziative imprenditoriali in settori di attività ad esse collegate.
La felice posizione geografica in termini di vicinanza al cuore del distretto ceramico (Sassuolo) e di
equidistanza tra i due capoluoghi di provincia Modena e Reggio Emilia e il facile accesso ad importanti
infrastrutture viarie e ferroviarie hanno esercitato una forte attrazione per l’insediamento di iniziative
imprenditoriali inizialmente legate alla produzione di piastrelle di ceramica ed a breve distanza in altre attività
manifatturiere e di servizio alle imprese.
In posizione periferica sotto il profilo territoriale, Rubiera vede presenti nel suo territorio, al 2001, 11 unità
locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 2,97% di tutte le realtà produttive del settore ceramico e 663
addetti, corrispondenti al 3,2% del totale degli addetti.
Figura 10.1 Il Comune di Rubiera e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
188
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela
Vivi.
10.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
189
10.2.1 La struttura demografica
Il Comune di Rubiera, nel 2001, ha una popolazione di 11.458 abitanti pari al 2,5% della popolazione della
provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è assistito ad un significativo incremento della base
demografica: +17,1% nell’intervallo temporale 1981-2001, contro una crescita del 9,8% registrata dal dato a
livello provinciale (Tab. 10.1). Si tratta di una crescita che ha interessato soprattutto la seconda parte del
periodo (1991-2001).
Tabella 10.1 Comune di Rubiera: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e percentuali
Valori assoluti 1981
maschi
Comune di Rubiera
Provincia di Reggio Emilia
femmine
Valori assoluti 1991
totale
maschi
Provincia di Reggio Emilia
totale
maschi
femmine
totale
4.835
4.950
9.785
4.741
4.913
9.654
5.648
5.810
11.458
201.538
211.858
413.396
204.514
215.917
420.431
221.998
231.894
453.892
Variazione % ’81-‘91
Comune di Rubiera
femmine
Valori assoluti 2001
maschi femmine
-1,9%
-0,7%
1,5%
1,9%
Variazione % ’91-‘01
totale
-1,3%
maschi femmine
19,1%
18,3%
1,7%
8,5%
7,4%
Variazione % ’81-‘01
totale
18,7%
7,9%
maschi femmine
16,8%
17,4%
10,1%
9,5%
totale
17,1%
9,8%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti
specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e
sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 10.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante:
- della dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per un
futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di
invecchiamento della popolazione;
- della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle
nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80;
- della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce l’ampliamento della base
della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia in quella più
prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni).
- dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), indice della tendenza ad un
aumento dell’aspettativa di vita nel Comune.
Tabella 10.2 Comune di Rubiera: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5
Variazione assoluta 1981-2001
5–9
8-14
15-24
25-34
35-44
45-54
55-64
65-74
> 75
Totale
1981
425
638
721
1.451
1.350
1.375
1.307
1.093
929
496
9.785
1991
335
346
465
1.388
1.461
1.390
1.335
1.221
970
743
9.654
2001
595
521
428
1.008
2.111
1.829
1.481
1.361
1.119
1.005
11.458
+170
-117
-293
-443
+761
+454
+174
+268
+190
+509
+1.673
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
A generare questa situazione demografica concorre, oltre l’evoluzione naturale della popolazione locale,
l’afflusso di popolazione e quindi anche di forza lavoro proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare
dall’estero (Tab. 10.3).
190
Tabella 10.3 Comune di Rubiera: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
% stranieri residenti su popolazione
1991
59
9.654
2001
457
11.458
Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
0,6%
4,0%
22,1%
La componente straniera residente è notevolmente aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad
occupare circa il 4% della popolazione totale residente nel Comune e contribuendo nella misura del 22%
all’incremento della stessa. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga
dai Paesi dell’Africa, seguiti dai Paesi d’Europa extra-UE, e dai Paesi asiatici (Tab. 10.4).
Tabella 10.4 Comune di Rubiera: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e flussi migratori
Unione
Altri Paesi
Africa
America
Asia
Europea
Europa
1991
2001
1
39
Flussi migratori
2,1%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001
Totale
11
96
21
226
9
34
17
62
59
457
4,7%
11,4%
1,4%
2,5%
22,1%
La componente “migratoria” alimentata dall’immigrazione straniera fornisce quindi un apporto fondamentale
alla dinamica della popolazione locale. Per quanto riguarda l’incidenza della popolazione straniera sul totale
della popolazione residente, Rubiera si colloca in posizione preminente rispetto agli altri comuni della
Provincia di Reggio Emilia e tra quelli con la maggiore presenza di stranieri a livello di area ceramica (Tab.
10.5).
Tabella 10.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
3,4%
Valore medio dell’area ceramica
4,4%
4,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
191
10.2.2 La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del grado di istruzione della popolazione del comune di Rubiera evidenzia un costante e
progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una
contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti
e di alfabeti 2 (Tab. 10.6).
A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di
un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia
in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’86% circa di alfabeti
con titolo di studio, l’8% di alfabeti privi di titolo e lo 0,3% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto
simile a quella già presente al 1991.
Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991, durante il quale il
grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza
di residenti senza un livello minimo di istruzione.
Tabella 10.6 Comune di Rubiera: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
valore
assoluto
7.582
8.279
9.820
Alfabeti senza titolo di studio
% su popolazione
valore assoluto
totale
77,5%
1.628
85,8%
928
85,7%
919
1981
1991
2001
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Analfabeti
% su popolazione
totale
16,6%
9,6%
8,0%
valore
assoluto
63
36
30
% su popolazione
totale
0,6%
0,4%
0,3%
Il miglioramento del livello di istruzione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di
studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della
popolazione (Tab. 10.7).
Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza
elementare, imputabile sia alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (524 anni) sia alla maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte della stessa, non rappresentando
pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età.
Tabella 10.7 Comune di Rubiera: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
1981
83
1991
2001
Var.%
81-01
femmine
Diploma
totale
maschi
42
125
109
91
200
274
345
619
721,4%
395,2%
197,8%
230,1%
femmine
490
Licenza media inferiore
totale
maschi
femmine
totale
Licenza elementare
maschi
femmine
totale
505
995
1.111
903
2.014
2.149
2.299
4.448
823
923
1.746
1.415
1.099
2.514
1.790
2.029
3.819
1.459
1.486
2.945
1.704
1.337
3.041
1.446
1.769
3.215
194,3%
196,0%
53,4%
48,1%
51,0%
-32,7%
-23,1%
-27,7%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il 36%
degli alfabeti privi di titolo e il 47% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Tale evidenza indica che
il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di
accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 10.8).
2
3
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione di età inferiore ai 6 anni.
192
Tabella 10.8 Comune di Rubiera: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali
Alfabeti privi di titolo di studio
maschi
femmine
totale
Analfabeti
di cui in età adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
710
918
1.628
717 (44% del totale)
20
43
63
51 (81% del totale)
1991
382
546
928
399 (43% del totale)
15
21
36
18 (50% del totale)
2001
392
590
919
328 (36% del totale)
9
21
30
14 (47% del totale)
-44,8%
-35,7%
-43,6%
-54,3%
-55,0%
-51,2%
-52,4%
72,5%
Var% 81-91
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di
istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Rubiera ha tassi di diffusione dei livelli di
istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali (Tab. 10.9).
Tabella 10.9 Comune di Rubiera: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valori percentuali al 2001
Comune di Rubiera
Provincia di Reggio
Emilia
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
9,40%
8,50%
9,40%
7,70%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
31,50%
30,40%
30,90%
30,80%
49,40%
38,10%
60,30%
42,60%
54,80%
40,20%
53,10%
40,20%
10.2.3 Il mercato del lavoro
Le dinamiche demografiche e l’innalzamento del livello di istruzione della popolazione sopra descritte si
riflettono nei cambiamenti verificatisi nella posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva infatti (Tab. 10.10):
- una crescita e una diminuzione in valore assoluto rispettivamente della componente attiva e della
componente non attiva della popolazione, ascrivibili all’andamento demografico locale;
- un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di oltre 11 punti percentuali:
nel 2001 la popolazione attiva rappresenta quasi il 60% della popolazione complessiva, mentre nel 1981
essa non ne rappresentava neanche la metà;
- la contestuale diminuzione della quota della componente non attiva (dal 52,7% circa al 41,4% circa),
riconducibile in buona misura all’ingresso sul mercato del lavoro da parte della componente femminile,
la cui riduzione in valore assoluto è più marcata rispetto a quella della componente maschile;
- l’aumento del peso della componente attiva sul complesso della popolazione maschile (dal 59,5% al
66,6%) e la riduzione di quello della componente non attiva ( dal 40,5% al 33,4%). La popolazione
maschile nel complesso si mantiene stabile nel periodo in esame, incrementando in modo costante la
numerosità dei suoi soggetti attivi e diminuendo altrettanto costantemente quella dei suoi soggetti non
attivi;
- il forte balzo in avanti della componente attiva sul totale della popolazione femminile, che passa dal
rappresentare il 35,3% dell’universo femminile di Rubiera nel 1981 al 50,9% dello stesso nel 2001;
dunque, più della metà della popolazione femminile residente nel Comune è oggi attiva, diversamente
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
193
dal passato, in cui il tasso di attività di questa popolazione era molto basso, soprattutto se confrontato
con quello della popolazione maschile;
- una condizione in generale più favorevole rispetto a quella riscontrabile nella Provincia, la cui
popolazione è mediamente meno attiva di quella di Rubiera.
Tabella 10.10 Comune di Rubiera: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Rubiera
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale popolazione
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
2.879
1.745
4.624
1.956
3.205
5.161
4.835
4.950
9.785
59,5%
35,3%
47,3%
40,5%
64,7%
52,7%
49,4%
50,6%
100,0%
2.793
2.005
4.798
1.948
2.908
4.856
4.741
4.913
9.654
58,9%
40,8%
49,7%
41,1%
59,2%
50,3%
49,1%
50,9%
100,0%
3.219
2.587
5.806
1.613
2.495
4.108
4.832
5.082
9.914
66,6%
50,9%
58,6%
33,4%
49,1%
41,4%
48,7%
51,3%
100,0%
Provincia di Reggio Emilia
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
123.544
92.192
215.736
67.646
110.598
178.244
191.190
202.790
393.980
64,6%
45,5%
54,8%
35,4%
54,5%
45,2%
48,5%
51,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Osservando il tasso di occupazione, Rubiera vanta livelli occupazionali in linea con quelli medi dell’area
ceramica, e superiori a quelli regionali e nazionali. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è
decisamente contenuto (Tab. 10.11).
Tabella 10.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
Sassuolo
54,0%
4,0%
Fiorano Modenese
59,0%
3,7%
Maranello
58,6%
3,3%
Formigine
58,2%
3,4%
Castelvetro di Modena
58,5%
3,1%
Scandiano
53,7%
3,2%
Casalgrande
56,2%
2,9%
Castellarano
61,2%
2,7%
Rubiera
56,8%
3,0%
Viano
54,2%
2,6%
Area ceramica
Emilia Romagna
Italia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
56,6%
50,5%
42,9%
5
3,2%
4,2%
11,6%
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
194
Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 10.12), emerge come la
maggior parte di essa trovi collocazione nell’industria (49%), seguita dal terziario (46,7%), e solo in misura
residuale nell’agricoltura (4,3%). Emerge, quindi, la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che
spicca sia in confronto al dato provinciale sia, ancor più, in confronto a quello regionale.
Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle
dipendenze sia quella più frequente (74,8%), seguita da quella del lavoratore in proprio (15,6%) e da quella
dell’imprenditore (6,4%).
Il confronto fra la realtà comunale e quella provinciale e regionale mette in luce, ancora una volta, una
particolarità del territorio: la quota di dipendenti è superiore di circa cinque punti percentuali al valore medio
regionale e di circa quattro alla media provinciale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio, così come la
quota di imprenditori e liberi professionisti, è inferiore al valore dell’intera Provincia di Reggio Emilia e della
Regione Emilia Romagna. La composizione professionale degli occupati è invece sostanzialmente in linea con
quella media dell’area ceramica, diversamente dalla ripartizione per ramo di attività economica, che mette in
luce un forte orientamento all’industria a livello distrettuale e un maggiore equilibrio fra secondo e terzo settore
a livello comunale.
Tabella 10.12 Occupati per posizione professionale e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra
posizione
subordinata
Valori assoluti
Valori
percentuali
Comune di Rubiera
Agricoltura
Industria
Altre attività
15
103
7
20
99
244
4,3%
147
300
28
23
2.261
2.759
49,0%
200
474
50
54
1.850
2.628
46,7%
Totale
362
877
85
97
4.210
5.631
100,0%
% sul totale
6,4%
15,6%
1,5%
1,7%
74,8%
100,0%
Area ceramica
Agricoltura
95
1.104
37
241
946
2.423
2,9%
Industria
2.205
5.408
307
288
39.202
47.410
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
Provincia di Reggio Emilia
Agricoltura
Industria
Altre attività
520
5.125
160
1.160
3.662
10.627
5,1%
5.865
14.825
1.102
888
75.436
98.116
47,1%
8.597
18.648
2.068
2.332
67.923
99.568
47,8%
Totale
14.982
38.598
3.330
4.380
147.021
208.311
100,0%
% sul totale
7,2%
18,5%
1,6%
2,1%
70,6%
100,0%
Regione Emilia Romagna
Agricoltura
4.445
47.742
1.953
9.146
42.512
105.798
6,0%
Industria
40.364
96.955
9.259
6.859
515.701
669.138
37,7%
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100,0%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
195
10.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA
10.3.1 Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 1.191 unità locali e trovano occupazione 5.769
addetti (Tab. 10.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è stato positivo e pari a 316
unità; tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 24,7%.
Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante
considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli
addetti del Comune sono superiori a quelli medi distrettuali.
Tabella 10.13 Comune di Rubiera e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
1991
77.062
4.626
13.756
875
2001
93.001
5.769
17.509
1.191
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
1.143
3.753
316
Variazione Percentuale ‘91-‘01
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
20,7%
24,7%
27,3%
36,1%
Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel
territorio opera nel terziario (68,1%), segue l’industria (18,3%), l’edilizia (12,8%) e, infine, l’agricoltura (0,8%)
(Tab. 10.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area
comunale (+1143 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel terziario (+792).
La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Rubiera è infatti di progressiva terziarizzazione del
sistema, che ridimensiona il ruolo, seppur ancora centrale nell’economia locale, dell’industria.
Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+257) ed un decremento di quelle nel
ramo secondario (-16). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da
attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. La struttura produttiva comunale
risulta più equilibrata quando le medesime quote sono calcolate sul numero complessivo degli addetti: in
questo caso, il 48,1% degli addetti sono assorbiti dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 44% del totale e
l’edilizia il 7,5%.
Dai dati emerge inoltre un’evidenza importante: nonostante il numero delle unità locali dell’industria sia in
calo nel corso del periodo esaminato, gli addetti aumentano di 169 unità. Ciononostante, gli addetti in questo
ramo di attività diminuiscono la propria incidenza sul totale passando dal 56,3% al 48,1%.
Contemporaneamente il terziario aumenta la propria centralità arrivando ad occupare una quota di addetti
rilevante pari al 44%.
Tabella 10.14 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Unità Locali
196
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Rubiera
1991
2001
13
26
2.605
2.774
262
431
1.746
2.538
4.626
5.769
7
10
234
218
80
152
554
811
875
1.191
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
13
169
169
792
1.143
3
-16
72
257
316
0,3%
56,3%
5,7%
37,7%
100,0%
0,8%
26,7%
9,1%
63,3%
100,0%
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
0,5%
48,1%
7,5%
44,0%
100,0%
0,8%
18,3%
12,8%
68,1%
100,0%
1991
164
44.638
4.890
27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
192
50.724
6.566
35.519
93.001
100
3.309
2.574
11.526
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,0%
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001, a fronte
di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Rubiera si caratterizza per una quota
di addetti impiegati nel terziario superiore rispetto al valore medio distrettuale di ben sei punti percentuali e,
specularmente, una quota inferiore di addetti nel ramo di attività secondario (Fig. 10.2, Fig. 10.3). Di
conseguenza, la progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale è stata più accentuata rispetto ai valori
medi registrati nell’intera area ceramica.
Figura 10.2 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
60,0%
54,5%
48,1%
50,0%
44,0%
38,2%
40,0%
30,0%
20,0%
7,5%
10,0%
7,1%
0,5%
0,2%
0,0%
Rubiera
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
197
Costruzioni
Servizi
Figura 10.3 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
68,1%
65,8%
70,0%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
18,9%
18,3%
20,0%
14,7%
12,8%
10,0%
0,8%
0,6%
0,0%
Rubiera
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
- il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il
numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti;
- l’incremento delle unità locali è attribuibile per più dell’80% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario,
mentre si registra un calo per quel che riguarda l’industria;
- allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per il 70% dallo sviluppo avuto nel ramo
terziario e solo per il restante 30% dallo sviluppo, equamente distribuito, dell’industria e del settore
delle costruzioni;
- nel comune di Rubiera lo sviluppo del ramo terziario è particolarmente rilevante: Rubiera, al 2001, si
caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario, sempre più prossima alla
quota di addetti nell’industria, e per una crescita sostenuta delle unità locali operanti nel terziario. Ciò
mette in luce una progressiva modificazione della vocazione manifatturiera del comune.
10.3.2 Le attività di servizi
La crescente centralità del terziario nell’economia di Rubiera suggerisce una lettura delle principali attività
di servizi presenti nel Comune (Tab. 10.15).
Al 2001 si contano 811 unità locali e 2.538 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001
le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 46% e gli addetti del
45%.
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia
delle unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le
attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Delle 811 unità presenti nel territorio al 2001, ben il 33% risultano essere attività di commercio, sia
all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente:
le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 76% a fronte, invece, di una diminuzione delle
unità locali del commercio al dettaglio pari al 21%.
198
Tabella 10.15 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991
2001
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
37
72
173
35
40
127
137
51
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti
317
50
9
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Ricerca e sviluppo
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
3
55
-36
16
148
315
411
145
145
428
372
240
-3
113
-39
95
355
49
13
38
-1
4
1.019
108
36
1.185
129
116
166
21
80
59
2
5
8
5
62
1
11
19
64
3
-1
6
11
59
144
33
55
12
8
245
25
96
37
96
101
-8
41
25
88
20
2
7
0
95
4
27
5
75
2
20
5
108
5
22
0
254
5
104
5
146
0
82
5
42
108
66
77
221
144
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
51
5
12
32
5
9
10
34
144
3
9
46
3
19
40
35
93
-2
-3
14
-2
10
30
1
104
48
124
80
4
7
46
62
335
63
131
190
3
27
39
66
231
15
7
110
-1
20
-7
4
Pubblica amministrazione
107
155
48
371
519
148
Totale complessivo
554
811
257 (+46,4%)
1.746
2.538
792 (+45,4%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi, 1991-2001
Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti che,
al 2001, risultano pari al 17% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli
addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 36% per un totale di 113 unità.
Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia
una fase di arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano
del 9% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 24% nel
1991 al 14% nel 2001.
Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti che, nel
decennio, ha visto un aumento del numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo
significativo: al 1991 assorbiva l’8% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 passa al 9%.
Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade
per le attività di intermediazione. In particolare, l’attività immobiliare, che nel 1991 appariva un’attività
marginale (5 unità locali e 8 addetti), al 2001 mette in luce un forte aumento delle unità locali, che arrivano ad
un totale di 64 ed assorbono circa il 4% del totale degli addetti del terziario.
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre
199
macroaree, mostra la crescita maggiore sia in termini di unità locali sia di addetti: nel corso del decennio arriva
ad assorbire il 13% del totale degli addetti del terziario.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 l’attività assorbe circa il 9% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività
di servizi principali del territorio comunale.
10.3.3 L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 218 unità locali e 2774 addetti. Nel corso del decennio 1991-2001
il trend di sviluppo è stato negativo per quanto riguarda le unità locali (-6,8%), e positivo per gli addetti, che
sono cresciuti del 6,5%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 48,1% degli
addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab.
10.16).
Tabella 10.16 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Addetti
Variazione assoluta
1991
2001
-2
6
-14
-3
1
1
0
-3
1
0
8
159
182
64
4
22
277
42
39
151
0
104
90
103
3
23
252
31
42
307
Variazione assoluta
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Industrie alimentari e delle bevande
Industrie tessili
Confezione di articoli di vestiario
Preparazione e concia cuoio
Industria del legno
Fabbricazione della carta
Editoria, stampa e riproduzione
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
2
12
36
24
1
8
3
9
2
10
0
18
22
21
2
9
3
6
3
10
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
24
24
0
867
871
4
4
2
-2
61
56
-5
33
33
13
37
30
17
4
-3
4
214
293
153
230
410
234
16
117
81
Fabbricazione di metallo
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di
apparecchiature per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali
Fabbricazione di autoveicoli
Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
Fabbricazione di mobili
Recupero e riparazione per il riciclaggio
Raccolta, depurazione e distribuzione acqua
Totale industria
-8
-55
-92
39
-1
1
-25
-11
3
156
3
2
-1
3
3
0
13
2
1
5
0
10
0
0
5
1
-3
-2
-1
0
1
23
18
2
25
0
12
0
0
8
1
-11
-18
-2
-17
1
2
0
-2
4
0
-4
234
218
-16 (-6,8%) 2.605 2.774
169 (+6,5%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
200
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior
parte degli addetti, ben il 31% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di
questa attività era centrale nell’economia del comune e non è variato nel corso del periodo. Allo stesso modo,
il numero delle unità locali non muta dal 1991 al 2001, esse rimangono 24 e costituiscono l’11% del totale.
Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 15% del
totale degli addetti di Rubiera.
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa il 15% degli addetti dell’industria, con un incremento nel corso del decennio pari al
40%, a fronte di un leggero calo del numero di unità locali operanti nel comparto.
Il contributo dell’attività di fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche è altrettanto rilevante
nell’economia comunale: essa occupa l’11% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha
duplicato il numero di occupati passando da 151 a 307.
Altre due attività importanti sono quelle della fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici e della
fabbricazione di prodotti in metallo: ambedue occupano l’8% degli addetti dell’industria, per un totale
complessivo di 464 addetti. Entrambe le attività denotano la stessa crescita per quel che riguarda il numero di
unità locali presenti nel territorio. Per quanto riguarda lo sviluppo del numero di addetti, invece, la prima vede
un aumento molto consistente (+53%) nel decennio, mentre la seconda rimane stazionaria sui livelli del 1991.
Infine, l’attività di fabbricazione della carta ha un ruolo importante all’interno del Comune: essa occupa, al
2001, il 9% del totale degli addetti evidenziando un leggero calo nel corso del decennio (-25 addetti).
In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle industrie
alimentari e delle bevande e delle industrie tessili. Entrambe registrano una rilevante diminuzione degli addetti:
la prima perde il 35% degli occupati e la seconda il 51%. Le industrie alimentari e delle bevande occupano nel
2001 il 4% del totale degli addetti, mentre nel 1991 la quota era del 6%; le industrie tessili occupano il 3% del
totale degli addetti, e nel 1991 la quota era pari al 7%.
10.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa l’11,5% degli addetti totali del
Comune di Rubiera.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le imprese ceramiche
attualmente operanti a Rubiera vi sono Domus Linea, fondata nel 1960, Ceramica Gazzini, Ceramica Rondine
e Antica Ceramica Rubiera. Oltre agli stabilimenti che fanno capo alle imprese sopra elencate, sul territorio
sono presenti altre due realtà produttive: dal 1990 opera un’unità appartenente a Impronta Italgraniti S.p.a., e
dal 1995 una unità locale facente parte del Gruppo Serenissima-Cir.
Entrando nel dettaglio delle singole imprese, un ruolo importante lo ha avuto Fontana Gruppo Ceramiche
S.p.A., dalla quale, nel 1987, è nata l’impresa ceramica Rondine S.p.A. Nell’ultimo ventennio questa impresa
ha avuto un ruolo primario nel Comune contando il numero maggiore di stabilimenti. Rondine S.p.A, infatti, è
arrivata ad avere quattro stabilimenti tra il ’96 e il ’97 ed ora ne possiede due sul territorio di Rubiera.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 663 addetti e 11 unità
locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
mostra un andamento sostanzialmente stabile. Considerando il decennio 1991-2001, emerge una situazione
occupazionale nell’industria ceramica pressoché immutata: gli addetti diminuiscono leggermente passando da
711 a 663 (Tab. 10.17).
201
Tabella 10.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Classe addetti
1991
2001
Addetti
variazione assoluta
1991
2001
variazione assoluta
1 addetto
3-5 addetti
6-9 addetti
10-15 addetti
16-19 addetti
0
0
0
0
1
1
1
2
1
0
1
1
2
1
-1
0
0
0
0
18
1
5
14
11
0
1
5
14
11
-18
Variazione realtà di piccole dimensioni
20-49 addetti
1
7
5
3
4
-4
18
265
31
124
13
-141
Variazione realtà di medie dimensioni
50-99 addetti
100-199 addetti
200-249 addetti
7
3
2
0
3
1
1
1
-4
-2
-1
1
265
200
228
0
124
75
190
243
-141
-125
-38
243
Variazione realtà di grandi dimensioni
Totale Rubiera
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Rubiera sull’intera Area Ceramica
5
3
-2
428
508
80
13
11
-2 (-15%)
711
663
-48 (-6,7%)
337
370
33 (+9,8%) 20.840 20.710
-130 (-0,6%)
3,86% 2,97%
3,41%
3,20%
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Rubiera, si colgono alcuni tratti
fondamentali e tra questi:
- una leggera contrazione della base produttiva sia in termini di unità produttive (-2) che di addetti (-48);
- il contributo marginale e cedente alla formazione della struttura del settore ceramico reggianomodenese: il 2,97% in termini di unità locali ed il 3,20% in termini di addetti;
- un processo di ristrutturazione della base produttiva con una netta diminuzione degli addetti occupati
nelle unità di medie dimensioni (20-49 addetti) a fronte di un aumento degli addetti nelle unità di
maggiore dimensione. Si assiste, quindi, ad un consolidamento dimensionale di alcune imprese del
settore realizzato attraverso accorpamenti aziendali;
- un andamento, rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, in controtendenza per quanto riguarda
il numero di unità locali: esse, infatti, diminuiscono in numerosità a fronte di un aumento complessivo di
quelle attive a livello ceramico. Il numero di addetti impiegati nell’industria locale è invece sceso ad un
tasso superiore a quello registrato a livello distrettuale. Rubiera vede quindi progressivamente ridursi il
suo grado di dipendenza dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica.
202
10.4 Alcune considerazioni conclusive
Il comune di Rubiera si qualifica come un territorio che si distingue per alcuni tratti di specificità
(localizzazione geografica, vicinanza a due capoluoghi di provincia, dotazione di infrastrutture alla mobilità,
diffuso spirito di iniziativa imprenditoriale) che hanno favorito i processi di trasformazione del suo tessuto
sociale e della struttura economico produttiva. Questi cambiamenti sono bene testimoniati dalla vivace
dinamica demografica, alla quale ha contribuito in misura significativa il flusso migratorio alimentato in buona
misura dalla componente straniera, dagli elevati livelli di istruzione della sua popolazione ed ancor più dagli
elevati livelli di attività ed occupazione della popolazione locale. A questo riguardo giova richiamare lo spazio
crescente occupato dalla componente femminile all’interno del mercato del lavoro. Su tutti questi piani le
evidenze raccolte a livello comunale reggono bene il confronto con le realtà riscontrabili a livello provinciale e
regionale e, in più di un caso, esse mostrano valori superiori.
Da area prevalentemente agricola si è trasformata nel corso del tempo con la formazione di un tessuto
manifatturiero articolato sul piano delle specializzazioni produttive e diffuso sotto il profilo dell’iniziativa
imprenditoriale. Ciò conferisce al settore manifatturiero una certa stabilità ponendolo al riparo dai rischi tipici
della monocoltura produttiva. Ad arricchire il sistema economico locale concorre inoltre la diffusione di attività
di servizi, che, pur qualificandosi per la maggior parte come servizi di tipo tradizionale, sospingono il processo
di terziarizzazione dell’economia locale.
Il settore ceramico, pur collocandosi nel comune di Rubiera alla periferia nord dell’area ceramica, ha
contribuito e contribuisce ancora a sostenere lo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che
fornisce un importante contributo sia sul piano diretto che come stimolo ad altre attività economiche collegate.
In passato il peso di questa attività all’interno dell’economia locale è stato lievemente superiore rispetto a
quello attuale sia in termini di unità produttive sia in termini di addetti. Ciò segnala una leggera riduzione del
grado di dipendenza dell’economia locale dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica.
Oggi si registra, infatti, la presenza di un numero limitato di imprese. Alcune di queste sono state
interessate da processi di ristrutturazione e, attraverso accorpamenti aziendali, hanno seguito la via del
consolidamento dimensionale e del rafforzamento del loro profilo competitivo. Alla luce di queste vicende, si
può affermare che il settore ceramico a livello locale ha perso in “quantità” ma ha guadagnato in “qualità”, in
qualità delle iniziative imprenditoriali.
203
IL COMUNE DI VIANO:
DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA
11.1 INTRODUZIONE
Dal punto di vista geografico, Viano è situato in posizione estrema ad ovest rispetto agli altri comuni
dell’area ceramica, confinando con quelli di Scandiano e Castellarano. Al territorio comunale corrisponde una
superficie di 45,2 kmq., sulla quale risiede, al 2001, una popolazione composta da 3.017 abitanti (Fig. 11.1).
Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Viano è divenuto nel tempo sede di aziende
appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60.
L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un certo numero di imprese dell’industria ceramica, ma
anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella.
Collocandosi ai margini dell’area complessivamente occupata dal distretto, Viano presenta al suo interno 8
unità svolgenti attività di produzione di piastrelle di ceramica; tali unità incidono per il 2,16% sul numero
complessivo di unità operanti nel distretto e danno impiego a 295 addetti, ovvero all’1,42% degli addetti totali
del settore.
Figura 11.1 Il Comune di Viano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute:
-
sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente
naturale e migratoria;
sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione;
sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza
dell’area (agricoltura, industria, terziario).
Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività
manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso
strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività.
205
L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,
e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti
dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001.
Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela
Vivi.
206
11.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
11.2.1 La struttura demografica
Nel 2001 nel comune di Viano risiedono 3.017 abitanti, i quali corrispondono a una frazione pari allo 0,6%
della popolazione complessivamente residente nella provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è
assistito a un significativo aumento della base demografica comunale: nel periodo 1981-2001 il tasso di
crescita della popolazione è stato del 22,1%, contro una crescita del 9,8% registrata nello stesso periodo a
livello provinciale (Tab. 11.1). L’incremento del numero di abitanti è stato costante e progressivo durante tutto
l’arco di tempo preso in esame, accelerando leggermente nella seconda parte (1991-2001).
Tabella 11.1 Comune di Viano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e percentuali
Valori assoluti 1981
Valori assoluti 1991
Valori assoluti 2001
maschi femmine
totale
maschi femmine
totale
maschi femmine
totale
Comune di Viano
2.471
1.368
1.302
2.670
1.518
1.499
3.017
1.239
1.232
Provincia di Reggio Emilia
201.538 211.858 413.396 204.514 215.917 420.431 221.998 231.894 453.892
Variazione % ’81-‘91
Variazione % ’91-‘01
Variazione % ’81-‘01
maschi femmine
totale
maschi femmine
totale
maschi femmine
totale
Comune di Viano
8,1%
11,0%
15,1%
13,0%
22,5%
21,7%
22,1%
10,4%
5,7%
Provincia di Reggio Emilia
1,7%
8,5%
7,4%
7,9%
10,1%
9,5%
9,8%
1,5%
1,9%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
L’analisi della composizione per classi d’età della popolazione residente evidenzia come essa sia stata
soggetta, nel periodo compreso tra il 1981 e il 2001, a un tendenziale invecchiamento, il quale è stato
accompagnato da un’espansione della base di popolazione in età lavorativa (Tab. 11.2). In particolare si sono
registrati:
- una dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che contribuisce
all’aumento dell’età media della popolazione e ne favorisce l’invecchiamento anche in senso prospettico;
- una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), soprattutto con riferimento alla fascia
d’età compresa fra i 10 e i 24 anni, la quale ha risentito del generale calo delle nascite avvenuto durante
gli anni ’70 e ’80;
- un aumento complessivo della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), con effetti positivi in termini di
espansione della base demografica in età lavorativa, sia per quanto riguarda la parte di essa nel pieno
dell’attività (25-44 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (4464 anni);
- un forte aumento, infine, della popolazione “anziana” (con età superiore ai 65 anni), il quale è stato del
26,3% con riguardo alla fascia d’età fra i 65 e i 74 anni, e superiore al 100% con riguardo alla fascia
d’età degli over 75. Tali dinamiche hanno portato la popolazione anziana a rappresentare nel 2001 il
20% della popolazione complessiva, a fronte di una quota del 15,7% rappresentata dalla stessa nel
1981.
Tabella 11.2 Comune di Viano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
< 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale
1981 125
359
288
325
341
345
247 141 2.471
147
153
1991 118
351
432
339
326
347
283 203 2.670
121
150
2001 115
319
451
524
376
331
312 296 3.017
147
146
Variazione assoluta 1981-2001
-10
0
-7
-40
163
199
35
-14
65 155
546
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
207
All’aumento della popolazione residente e della forza lavoro avvenuto nel periodo 1991-2001, oltre al
naturale andamento della popolazione locale, ha concorso anche l’afflusso di popolazione proveniente
dall’esterno del Comune e in particolare proveniente dall’estero (Tab. 11.3).
Tabella 11.3 Comune di Viano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
Stranieri residenti
Popolazione totale
1991
32
2001
92
Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione
residente)
Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001
% stranieri residenti su popolazione
2.670
3.017
1,2%
3,1%
17,3%
Nel decennio, gli stranieri residenti sono giunti a rappresentare circa il 3% del complesso della popolazione
residente, contribuendo all’espansione della base demografica nella misura dell’17,3%. Essi provengono per
la maggior parte dai Paesi dell’Africa, cui seguono quelli dell’Europa e in via estremamente esigua quelli
dell’Asia e dell’America (Tab. 11.4).
Tabella 11.4 Comune di Viano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali
Europa
2001
% sul totale popolazione
Africa
America
Asia
Altro
Totale
22
64
2
4
0
92
0,7%
2,1%
0,1%
0,1%
0,0%
3,1%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001
Con riguardo all’incidenza della componente straniera residente sul totale della popolazione comunale, Viano
si posiziona al di sotto della media provinciale, mentre risulta pressoché in linea con il dato a livello medio
distrettuale (Tab. 11.5).
Tabella 11.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
Comune
Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1
Sassuolo
Fiorano Modenese
Maranello
Formigine
Castelvetro di Modena
Scandiano
Casalgrande
Castellarano
Rubiera
Viano
4,6%
2,4%
2,2%
3,3%
4,2%
2,7%
2,8%
3,6%
4,0%
3,0%
Valore medio dell’area ceramica
3,4%
Provincia di Modena
Provincia di Reggio Emilia
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
1
4,4%
4,4%
Numero di stranieri per ogni 100 residenti.
208
11.2.2 La popolazione e il livello di istruzione
L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Viano mostra un costante e progressivo
aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e progressiva
diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli analfabeti che gli
alfabeti 2 (Tab. 11.6).
La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo
di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente
totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84% circa
della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo all’1% circa 3. Questa configurazione
ha preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione intervenuti in entrambi i decenni,
ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di residenti con titolo di studio e del
numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di tempo preso in esame.
Tabella 11.6 Comune di Viano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
Alfabeti con titolo di studio
Alfabeti senza titolo di studio
Analfabeti
valore
% su popolazione
valore
valore
% su popolazione
% su popolazione totale
assoluto
totale
assoluto
assoluto
totale
1981
1.720
69,6%
558
22,6%
42
1,7%
1991
2.149
80,5%
346
12,9%
32
1,2%
2001
2.531
83,9%
311
10,3%
30
0,9%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
I dati relativi al grado di diffusione dei diversi titoli di studio fra la popolazione locale mostrano come la
crescita degli aventi un titolo abbia interessato tutti i livelli di istruzione fatta eccezione per la sola licenza
elementare, a segnale non solo di un innalzamento generale del grado di istruzione ma anche di un suo
miglioramento qualitativo (Tab. 11.7). La diminuzione di coloro in possesso della licenza elementare non deve,
infatti, essere letta come indice di un peggioramento del grado di istruzione delle classi inferiori d’età, bensì
come indice di una più diffusa tendenza al proseguimento degli studi da parte della popolazione “giovane”.
Nel 2001 il numero di abitanti in possesso di un diploma è pari a circa 2,7 volte quello del 1981, mentre
coloro che hanno conseguito una laurea sono 3,5 volte in più rispetto allo stesso anno. Entrambi i livelli di
istruzione mostrano un recupero della componente femminile, che, nel 2001, risulta più istruita di quella
maschile in termini assoluti.
Tabella 11.7 Comune di Viano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Laurea
maschi
1981
1991
2001
Var.% 81-01
femmine
Diploma
totale
maschi
femmine
Licenza media inferiore
totale
maschi
18
26
53
7
8
59
25
34
112
89
174
341
100
201
359
189
375
700
293
430
513
194,4%
742,9%
348,0%
283,1%
259,0%
270,4%
75,1%
femmine
235
329
382
62,6%
totale
Licenza elementare
maschi
528
759
895
500
490
400
69,5%
-20,0%
femmine
478
491
424
-11,3%
totale
978
981
824
-15,7%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al
2001, ben il 45% degli alfabeti privi di titolo e ben il 47% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò
evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che
per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione seppure minimo (Tab. 11.8).
Tabella 11.8 Comune di Viano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale
Alfabeti privi di titolo di studio
2
3
Analfabeti
La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni.
La quota di popolazione mancante (il 5% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni.
209
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta 4
maschi
femmine
totale
di cui in età adulta
1981
233
325
558
329 (59% del totale)
18
24
42
29 (69% del totale)
1991
152
194
346
154 (45% del totale)
20
12
32
12 (38% del totale)
2001
132
179
311
140 (45% del totale)
12
18
30
14 (47% del totale)
-43%
-45%
-44%
-57%
-33%
-25%
-29%
-52%
Var% 81-01
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di
istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Viano ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione
leggermente inferiori quelli provinciali, fatta eccezione per l’indice di conseguimento del diploma di scuola
media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, che risulta inferiore rispetto al dato
provinciale di quasi undici punti percentuali. Inoltre, è interessante notare come per tutti gli indici ad eccezione
dell’ultimo la componente femminile risulti più istruita di quella maschile (Tab. 11.9).
Tabella 11.9 Comune di Viano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001
Comune di Viano
Provincia di Reggio
Emilia
Maschi
Femmine
Totale
Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni)
7,77%
9,83%
8,76%
9,40%
Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni)
25,90%
26,07%
25,98%
30,80%
Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni)
Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni)
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
45,71%
29,43%
56,71%
29,34%
51,03%
29,39%
53,10%
40,20%
11.2.3 Il mercato del lavoro
I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si sono
accompagnati all’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa.
Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si sono verificati infatti (Tab. 11.10):
- una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione e una riduzione di quella
non attiva; tuttavia, mentre la popolazione attiva è cresciuta costantemente nel corso del periodo,
la popolazione non attiva è cresciuta nella prima parte (1981-1991) e diminuita nella seconda;
- un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione dal 48,3% al 55,7%;
tale crescita deve interamente attribuirsi al secondo decennio, in quanto, nel corso del primo, la più
accelerata crescita della popolazione non attiva causa una riduzione del peso ricoperto dalla
popolazione attiva;
- una riduzione complessiva del peso della popolazione non attiva sul totale della popolazione dal
51,7% al 44,3%;
- la crescita dell’incidenza della componente attiva sul complesso della popolazione femminile di 8
punti percentuali; essa ha riguardato interamente la seconda parte del periodo, durante il quale il
numero di donne residenti nel Comune non è quasi variato;
- la progressiva convergenza delle quote rappresentate dalla popolazione attiva e da quella non
attiva sulla popolazione residente del Comune verso quelle della Provincia.
4
Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto
riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le
rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti.
210
Tabella 11.10 Comune di Viano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
Comune di Viano
Popolazione attiva
maschi
1981
% sul totale popolazione
1991
% sul totale popolazione
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale 5
totale
maschi
femmine
totale
734
460
1.194
505
772
1.277
1.239
1.232
2.471
59,2%
37,3%
48,3%
40,8%
62,7%
51,7%
50,1%
49,9%
100,0%
796
484
1.280
572
818
1.390
1.368
1.302
2.670
58,2%
37,2%
47,9%
41,8%
62,8%
52,1%
51,2%
48,8%
100,0%
862
590
1.452
443
714
1.157
1.305
1.304
2.609
66,1%
45,2%
55,7%
33,9%
54,8%
44,3%
50,0%
50,0%
100,0%
Provincia di Reggio Emilia
Popolazione attiva
maschi
2001
% sul totale popolazione
femmine
Popolazione non attiva
totale
maschi
femmine
Popolazione totale
totale
maschi
femmine
totale
123.544
92.192
215.736
67.646
110.598
178.244
191.190
202.790
393.980
64,6%
45,5%
54,8%
35,4%
54,5%
45,2%
48,5%
51,5%
100,0%
Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001
Con riguardo al tasso di occupazione della popolazione attiva, Viano si posiziona fra i comuni dell’area
ceramica con i più bassi livelli di occupazione (davanti solo a Scandiano e Sassuolo), pur mantenendosi al di
sopra della media regionale e ancor più di quella nazionale (Tab. 11.11).
Tabella 11.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001
Tasso di occupazione
Tasso di disoccupazione
54,0%
4,0%
Sassuolo
59,0%
3,7%
Fiorano Modenese
58,6%
3,3%
Maranello
58,2%
3,4%
Formigine
58,5%
3,1%
Castelvetro di Modena
53,7%
3,2%
Scandiano
56,2%
2,9%
Casalgrande
61,2%
2,7%
Castellarano
56,8%
3,0%
Rubiera
54,2%
2,6%
Viano
Area ceramica
56,6%
3,2%
Emilia Romagna
50,5%
4,2%
Italia
42,9%
11,6%
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
Fra i settori di occupazione della popolazione attiva un ruolo centrale è ricoperto dall’industria (50%) e dal
terziario (41,8%), mentre minoritario è l’apporto occupazionale dell’agricoltura (8,1%). Emerge, quindi,
l’orientamento manifatturiero di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato provinciale sia, ancor più,
in confronto a quello regionale (Tab. 11.12).
5
Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai
15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva
sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età
(ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15),
mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la
quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non).
211
L’analisi delle posizioni professionali ricoperte dagli occupati mostra come quella di lavoratore dipendente
sia la più diffusa (64,1%), seguita da quella del lavoratore in proprio (24,8%) e dell’imprenditore (6,5%).
Tuttavia, la quota di dipendenti sul totale degli occupati residenti nel Comune è inferiore sia alla quota
dell’area ceramica, sia a quella provinciale, sia a quella regionale: il 64,1% rispettivamente contro il 74,3%, il
70,6% e il 70,1%. Il dato sembra segnalare un tessuto manifatturiero diffuso sotto il profilo dell’iniziativa
imprenditoriale, sebbene la quota di imprenditori risulti anch’essa inferiore al valore provinciale e a quello
regionale, ma allineata al valore medio distrettuale. La figura del lavoratore in proprio è invece altamente
diffusa all’interno del territorio comunale: la sua incidenza è infatti superiore al valore dell’area ceramica di
oltre otto punti percentuali e al dato medio provinciale di circa sei punti percentuali, i quali diventano quasi
sette se tale incidenza è paragonata alla situazione esistente a livello regionale.
Tabella 11.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
Posizione nella professione
Imprenditore e
libero
professionista
Lavoratore in
proprio
Socio di
cooperativa
Popolazione totale
Coadiuvante
familiare
Dipendente o
altra posizione Valori assoluti
subordinata
Valori
percentuali
Comune di Viano
Agricoltura
Industria
2
44
63
132
3
7
12
11
35
514
115
708
8,1%
50,0%
Altre attività
46
156
12
20
358
592
41,8%
100,0%
Totale
92
351
22
43
907
1.415
% sul totale
6,5%
24,8%
1,6%
3,0%
64,1%
100,0%
Agricoltura
Industria
95
2.205
1.104
5.408
37
307
241
288
946
39.202
2.423
47.410
2,9%
55,9%
Altre attività
3.062
7.531
681
859
22.786
34.919
41,2%
Totale
5.362
14.043
1.025
1.388
62.934
84.752
100,0%
% sul totale
6,3%
16,6%
1,2%
1,6%
74,3%
100,0%
Agricoltura
Industria
520
5.865
5.125
14.825
160
1.102
1.160
888
3.662
75.436
10.627
98.116
5,1%
47,1%
Altre attività
8.597
18.648
2.068
2.332
67.923
99.568
47,8%
Totale
14.982
38.598
3.330
4.380
147.021
208.311
100%
% sul totale
7,2%
18,5%
1,6%
2,1%
70,6%
100,0%
Agricoltura
Industria
4.445
40.364
47.742
96.955
1.953
9.259
9.146
6.859
42.512
515.701
105.798
669.138
6,0%
37,7%
Altre attività
90.890
175.650
24.678
23.410
687.046
1.001.674
56,4%
Totale
135.699
320.347
35.890
39.415
1.245.259
1.776.610
100%
% sul totale
7,6%
18,0%
2,0%
2,2%
70,1%
100,0%
Area ceramica
Provincia di Reggio Emilia
Regione Emilia Romagna
Fonte: Istat, censimento popolazione 2001
212
11.3 La struttura produttiva
11.3.1 Il tessuto economico e produttivo
Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 312 unità locali, le quali impiegano 1.093 addetti
(Tab. 11.13). Nel corso del decennio 1991-2001 il territorio si è arricchito di 17 unità, le quali hanno offerto
nuove possibilità occupazionali solo a 35 addetti.
La crescita delle unità locali e degli addetti, oltre ad essere stata estremamente contenuta in termini
assoluti, lo è stata anche in termini percentuali: il distacco tra il tasso di crescita dell’economia locale e quello
medio distrettuale è dell’ordine di 21 punti percentuali per quanto riguarda le unità locali e di 17 per quel che
riguarda gli addetti.
Tabella 11.13 Comune di Viano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale
Addetti
Area Ceramica
1991
2001
Unità Locali
Comune
Area Ceramica
Comune
77.062
93.001
1.058
1.093
13.756
17.509
295
312
Variazione Assoluta '91-'01
15.939
35
3.753
17
Variazione Percentuale ‘91-‘01
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
20,7%
3,3%
27,3%
5,8%
Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel
territorio opera nel terziario (60,9%), e che le restanti sono equamente distribuite fra il settore edilizio (18,9%)
e quello secondario (18,3%) (Tab. 11.14).
Tabella 11.14 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
Addetti
Agricoltura
Unità Locali
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Agricoltura
Industria
Costruzioni
Servizi
totale
Viano
1991
11
589
72
386
1.058
8
57
41
189
295
2001
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
10
652
87
344
1.093
6
57
59
190
312
-1
63
15
-42
35
-2
0
18
1
17
1,0%
55,7%
6,8%
36,5%
100,0%
2,7%
19,3%
13,9%
64,1%
100,0%
0,9%
59,7%
8,0%
31,5%
100,0%
1,9%
18,3%
18,9%
60,9%
100,0%
1991
164
44.638
4.890
27.370
77.062
82
3.123
1.807
8.744
13.756
2001
192
50.724
6.566
35.519
93.001
100
3.309
2.574
11.526
17.509
28
6.086
1.676
8.149
15.939
18
186
767
2.782
3.753
0,2%
57,9%
6,3%
35,5%
100,00
0,6%
22,7%
13,1%
63,6%
100,0%
0,2%
54,5%
7,1%
38,2%
100,0%
0,6%
18,9%
14,7%
65,8%
100,0%
Area Ceramica
Variazione
assoluta '91-'01
% assorbita dai
rami di attività nel
1991
% assorbita dai
rami di attività nel
2001
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
213
Il settore delle costruzioni, in particolare, è quello che più si è espanso in termini percentuali: le unità locali
operanti nel comparto sono cresciute del 44% a fronte di una loro stasi in tutti gli altri settori, mentre gli addetti
sono cresciuti del 20,8%, contro il 10,7% dell’industria. La forte espansione del settore edilizio si è tradotta in
una crescita della sua incidenza sia sul numero complessivo delle unità territoriali (dal 13,9% al 18,9%), sia su
quello degli addetti (dal 6,8% al 8%).
La crescita dell’importanza ricoperta dalle costruzioni nell’ambito dell’economia locale non implica
comunque la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri. Il 59,7% degli addetti, infatti, è
impiegato nell’industria; essa è seguita dal terziario (31,5%) e dall’edilizia (8%). L’industria è inoltre il settore
che più ha contribuito all’aumento del numero di addetti nel decennio 1991-2001: essa ha infatti creato 63
nuovi posti di lavoro contro i 15 delle costruzioni, controbilanciando la perdita di occupazione del settore
terziario e permettendo così al numero complessivo di addetti di crescere. La quota di addetti impiegati nel
settore è anch’essa cresciuta, passando dal 55,7% del 1991 al 59,7% del 2001.
Da sottolineare è inoltre la perdita di importanza subita dal terzo settore nel corso del decennio: la
diminuzione di addetti per 42 unità si è infatti tradotta in una riduzione del peso ricoperto dal settore in ambito
occupazionale di 5 punti percentuali.
Prendendo in considerazione l’intera area ceramica emerge la centralità dell’industria nel territorio
comunale, soprattutto con riferimento alla situazione occupazionale (Fig. 11.2): Viano si caratterizza per una
quota di addetti impiegati nell’industria superiore a quella media distrettuale di cinque punti percentuali e per
una quota di addetti impiegati nel settore terziario inferiore di quasi sette.
La ripartizione percentuale delle unità locali fra i settori a livello comunale e distrettuale (Fig. 11.3) mette in
risalto invece la forte crescita che negli ultimi anni ha interessato l’edilizia nel comune di Viano: a fronte infatti
di quote molto simili relative all’industria, il ruolo del terziario all’interno del Comune appare ridimensionato
rispetto a quello che esso riveste nel complesso dell’area ceramica, al contrario delle costruzioni, la cui
incidenza sulle unità dislocate nel territorio comunale è superiore al corrispondente valore distrettuale di
quattro punti percentuali.
Figura 11.2 Comune di Viano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
59,7%
60,0%
54,5%
50,0%
38,2%
40,0%
31,5%
30,0%
20,0%
8,0%
10,0%
7,1%
0,9%
0,2%
0,0%
Viano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
214
Costruzioni
Servizi
Figura 11.3 Comune di Viano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
65,8%
70,0%
60,9%
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
18,9%
18,3% 18,9%
20,0%
14,7%
10,0%
1,9%
0,6%
0,0%
Viano
Agricoltura
Area Ceramica
Industria
Costruzioni
Servizi
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001
Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali:
- il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi anche se contenuti: si
registra un aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia del numero di addetti;
- l’incremento delle unità locali è interamente attribuibile all’espansione del settore edilizio, essendo
nullo il contributo apportato dall’industria ed estremamente esiguo quello dei servizi (cresciuti di una
sola unità);
- l’incremento degli addetti ha potuto aver luogo grazie alle nuove possibilità occupazionali venutesi a
creare nell’industria (+63 addetti), le quali, unitamente a quelle create dalle costruzioni (+15 addetti),
hanno più che controbilanciato la riduzione dei posti di lavoro che ha interessato il settore terziario.
Tali andamenti hanno comportato un incremento delle quote di addetti possedute dall’industria e
dall’edilizia e una riduzione di quella detenuta dai servizi;
- nel comune di Viano lo sviluppo del settore edilizio è stato rilevante: il settore è cresciuto in termini
percentuali più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti sia per quanto riguarda le unità locali,
aumentando la propria incidenza sui primi a detrimento dell’industria e del terziario;
- il settore terziario ha subito un marcato ridimensionamento nel numero di addetti, i quali sono diminuiti
di 42 unità in termini assoluti e dell’11% circa in termini percentuali; tale andamento è in netto
contrasto con il processo di terziarizzazione che invece ha coinvolto la maggior parte degli altri
comuni dell’area ceramica.
11.3.2 Le attività di servizi
La perdita di importanza ricoperta dal settore terziario nell’economia di Viano suggerisce l’opportunità di
cogliere gli andamenti delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 11.15).
Al 2001 si contano 190 unità locali e 344 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le
attività del terziario hanno subito una contrazione: le unità locali sono cresciute di una unità ma gli addetti sono
diminuiti del 10,9%.
215
Tabella 11.15 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991
2001
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
Alberghi e ristoranti
9
8
58
19
8
13
28
20
Attività di commercio e ristorazione
Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte
94
29
Attività di trasporti
Poste e telecomunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria
Attività immobiliari
Addetti
variazione
assoluta
variazione
assoluta
1991
2001
-1
5
-30
1
16
8
94
48
13
25
41
44
-3
17
-53
-4
69
26
-25
-3
166
34
123
38
-43
4
29
4
4
0
8
26
3
4
5
8
-3
-1
0
5
0
34
9
13
0
22
38
7
19
5
12
4
-2
6
5
-10
Attività di intermediazione
Noleggio di macchinari e attrezzature
Informatica e attività connesse
Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale,
fiscale, contabile, studi di mercato…)
16
2
3
20
1
5
4
-1
2
44
2
16
43
1
13
-1
-1
-3
13
30
17
14
40
26
Attività di servizi alle imprese
Pubblica amministrazione e difesa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Smaltimento rifiuti
Attività di organizzazioni associative
Attività ricreative, culturali e sportive
Altre attività dei servizi
18
2
9
8
0
0
6
7
36
3
5
9
2
3
11
6
18
1
-4
1
2
3
5
-1
32
26
57
14
0
0
3
10
54
25
28
8
14
3
0
8
22
-1
-29
-6
14
3
-3
-2
Pubblica amministrazione
32
39
7
110
86
-24
Totale complessivo
189
190
1 (+0,5%)
386
344
-42 (-10,9%)
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti.
Le attività di commercio e ristorazione registrano una riduzione sia del numero di addetti (-26,6%), sia del
numero di unità locali (-26%). L’andamento della macroarea riflette l’andamento delle più specifiche attività
che ne fanno parte, le quali mostrano tutte tassi di crescita negativi ad eccezione della sola attività di
commercio all’ingrosso.
Fra le attività del comparto spiccano l’attività di commercio al dettaglio e l’attività svolta da alberghi e
ristoranti. La prima rappresenta il 14,7% delle unità di servizi presenti nel territorio al 2001 e il 12% circa degli
addetti, mentre la seconda rappresenta il 10,5% delle unità e il 12,8% degli addetti. Terza per importanza
all’interno della macroarea risulta essere l’attività di commercio all’ingrosso, che insieme al commercio al
dettaglio spiega il 21% delle unità locali del settore terziario.
Nel corso del decennio le due tipologie di commercio hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità
locali del commercio all’ingrosso sono quasi raddoppiate, mentre le unità locali del commercio al dettaglio
hanno si sono dimezzate.
Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti, i
quali nel corso del decennio si sono triplicati e al 2001 risultano pari al 7,3% circa del totale degli addetti del
terziario. Parimenti, il commercio al dettaglio evidenzia una fase di forte arretramento nel numero di addetti in
linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 56,4% rispetto al 1991: l’incidenza di questa
attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 24,4% nel 1991 al 11,9% nel 2001.
Le attività di trasporti vedono diminuire, nel corso del periodo, il numero di unità locali (-3), senza che ciò si
traduca in una riduzione anche del numero di addetti, i quali sono anzi in leggera crescita (+4). Le attività di
216
intermediazione, invece, aumentano le proprie unità (+4) ma non i propri addetti (-1), venendo comunque a
pesare di più sia sul numero complessivo di unità locali (dall’8,5% al 10,2%) che di addetti del settore
(dall’11,4% al 12,5).
La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle
attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale,
fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Questo insieme di attività cresce sia in termini di
unità locali che di addetti: nel corso del decennio le unità raddoppiano arrivando a rappresentare il 19% delle
unità totali di settore, producendo nel contempo una crescita occupazionale del 68,8% per un ammontare
complessivo di 54 addetti, pari al 15,7% del numero complessivo di addetti del settore terziario.
All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività
professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile,
analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che
raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono circa il 12% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra
le attività di servizi principali del territorio comunale.
11.3.3 L’industria
Le attività dell’industria contano, al 2001, 57 unità locali e 652 addetti. Nel corso del decennio 1991-2001 il
numero di unità locali non ha subito variazioni, mentre il numero di addetti è cresciuto di 63 unità, pari a una
crescita del 10,7%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 59,7% degli addetti
totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 11.16).
Tabella 11.16 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione
percentuale complessiva
Unità Locali
Attività
1991 2001
Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…)
Addetti
Variazione assoluta
1991 2001
Variazione assoluta
4
2
-2
11
4
Industrie alimentari e delle bevande
9
7
-2
22
29
7
Confezione di articoli di vestiario
6
1
-5
31
1
-30
Industria del legno
6
6
0
19
17
-2
Editoria, stampa e riproduzione
1
0
-1
1
0
-1
Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche
0
1
1
0
4
4
Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi
7
9
2
375
297
-78
Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse
macchine e impianti
7
9
2
23
23
0
Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici
6
9
3
46
179
133
Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici
6
6
0
46
66
20
Fabbricazione di apparecchi medicali
3
4
1
7
19
12
Fabbricazione di mobili
2
3
1
8
13
5
57
57
0 (0,0%)
589
652
63 (+10,7%)
Totale industria
-7
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior
numero di addetti, ben il 45,6% del totale del ramo di attività secondario. Nel decennio precedente il ruolo di
questa attività dal punto di vista occupazionale era maggiore, come indicato da una quota di addetti pari al
60,6% nel 1991. Tale perdita di centralità nell’economia del Comune è avvenuta a seguito del taglio di 78 posti
di lavoro, nonostante una crescita del numero di unità locali pari a 2 unità (+28,6%). Alla perdita di importanza
217
sotto il profilo occupazionale è corrisposto un aumento di quella detenuta dall’attività sul numero complessivo
delle strutture produttive: l’incidenza delle unità attive nel comparto sul totale delle unità industriali è passata
dal 12,3% al 15,8%.
Questa attività, quindi, mantiene un ruolo predominante all’interno della struttura produttiva del Comune,
assorbendo, nel 2001, il 27,2% del totale degli addetti di Viano.
La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio
comunale: essa occupa il 27,5% degli addetti totali dell’industria, dopo un incremento dei propri addetti nel
corso del decennio di quasi tre volte. Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel
corso del periodo: esse sono incrementate di 3 unità in termini assoluti e della metà in termini percentuali.
L’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici è anch’essa rilevante nell’economia comunale:
essa occupa il 10% del totale degli addetti dell’industria e nel corso del decennio ha aumentato il numero di
occupati del 43,5%, passando da 46 a 66 addetti.
A seguire per importanza in termini di numero di addetti impiegati è l’attività svolta dalle industrie alimentari
e delle bevande: esse occupano il 4,4% degli addetti del settore, ma nel periodo in esame esse hanno ridotto
la propria incidenza sia sul numero complessivo di unità locali (dal 15,8% al 12,3%) sia sul numero
complessivo degli addetti (dal 3,7% al 4,4%).
La fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è circa pari per importanza alle industrie alimentari;
l’incidenza sugli addetti complessivi, che al 2001 è del 3,5%, risulta però in calo (nel 1991 era circa pari al
4%).
Degne di nota infine sono la fabbricazione di apparecchi medicali e l’industria del legno: la prima occupa il
3% degli addetti dell’industria, per un totale di 19, mentre la seconda rappresenta il 2,6% degli addetti totali e
ne impiega complessivamente 17. Le due attività mostrano trend di sviluppo differenti: la prima è in crescita
sia per numero di unità (+1) che di addetti (+12), la seconda invece non espande le proprie unità produttive e
recede nel numero di addetti (-2).
In ultimo si sottolinea il drastico ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, della
confezione di articoli di vestiario e delle industrie estrattive. La prima perde la quasi totalità delle sue unità
locali (-5) e dei suoi addetti (-30), operando sul territorio nel 2001 con una sola unità e un solo addetto. La
seconda subisce anch’essa una riduzione consistente: le unità produttive si dimezzano (da 4 a 2) e così pure
gli addetti (da 11 a 4).
11.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica
Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della
lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di
piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 27% degli addetti totali del comune
di Viano.
L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dai primi anni ’60. Fra le imprese ceramiche
attualmente operanti a Viano figurano Isla Tiles S.p.A, esistente da oltre vent’anni, e Ceramica Gresmalt
S.p.A. Quest’ultima, sorta nel 1968 a Casalgrande dove si trova tuttora la sua sede principale, nel 1993 ha
trasferito la propria produzione a Viano, nel quale detiene uno stabilimento. Dal 2001 nel territorio è anche
attiva la divisione produttiva Eiffelgres di Iris Ceramica S.p.A. Sono inoltre presenti mediante propri siti
produttivi Ceramiche Euro Tiles S.p.A. e Ceramica Valsecchia S.p.A.
L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 295 addetti e 8 unità locali
al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame
l’attività mostra un andamento positivo per quanto riguarda le unità locali, che crescono del 33,3%, e negativo
per quanto riguarda gli addetti, che diminuiscono quasi del 21% (Tab. 11.17).
218
Tabella 11.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001
Unità locali
L'industria ceramica
Addetti
Classe addetti
1991
1 addetto
0
1
1
0
1
1
6-9 addetti
0
1
1
0
6
6
10-15 addetti
0
1
1
0
11
11
Variazione realtà di piccole dimensioni
0
3
3
0
18
18
20-49 addetti
4
2
-2
174
77
-97
4
2
-2
174
77
-97
50-99 addetti
1
3
2
64
200
136
100-199 addetti
1
0
-1
135
0
-135
Variazione realtà di grandi dimensioni
2
3
1
199
200
1
6
8
2 (+33,3%)
373
295
-78 (-20,9%)
337
370
33 (+9,8%) 20.840 20.710
-130 (-0,6%)
1,78% 2,16%
1,79% 1,42%
Variazione realtà di medie dimensioni
Totale Viano
Totale Area Ceramica
Quota percentuale di Viano sull’intera Area Ceramica
2001 variazione assoluta
1991
2001 variazione assoluta
Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001
Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Viano, si colgono alcuni tratti
fondamentali e tra questi:
- un’espansione della base produttiva in termini di numero di unità locali (+2) e tuttavia una riduzione del
fabbisogno di addetti all’interno del settore (-78);
- il contributo crescente all’articolazione per unità produttive del distretto ceramico: la quota di unità
localizzate nel Comune aumenta dall’1,8% al 2,2%;
- il contributo negativo alla crescita delle possibilità di impiego offerte dal settore con la riduzione
dell’incidenza sul numero complessivo di addetti dal 1,8% all’1,4%;
- un processo di ristrutturazione della base produttiva con la diminuzione del numero di unità locali di
medie dimensioni (20-49 addetti) e la comparsa sul territorio di unità di piccole dimensioni (1-19 addetti).
Tale processo di frammentazione della struttura produttiva comporta un aumento di 2 unità locali e una
perdita netta di 78 addetti;
- uno sviluppo in termini di unità produttive e una contrazione in termini di addetti superiori a quelli medi
registrati dall’area ceramica.
11.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il comune di Viano è situato nell’estremità ovest dell’area ceramica, in posizione distante dai comuni di
Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, con i quali può essere identificato il cuore del distretto.
Ciò nonostante, la sua appartenenza al territorio ha favorito il sorgere e lo svilupparsi al suo interno
dell’industria ceramica, la cui origine ha geograficamente avuto luogo lungo l’asse Sassuolo-Fiorano. Al
processo di trasformazione del tessuto economico locale si è accompagnata una serie di cambiamenti nella
struttura demografica del Comune, fra i quali la crescita del numero di abitanti, che nel periodo compreso fra il
219
1981 e il 2001 è stata pari al 22,1%. La crescita della popolazione residente è stata conseguenza anche
dell’afflusso di residenti provenienti dall’estero, i quali hanno rappresentato anche nuova forza lavoro in
entrata nel territorio comunale. La popolazione ha inoltre mostrato livelli crescenti sia di alfabetizzazione che di
istruzione, con la maggiore diffusione di titoli di studio di livello elevato (diploma di scuola media superiore e
laurea). A tali positive dinamiche demografiche ha tuttavia corrisposto una diminuzione della percentuale di
popolazione locale attiva e un tasso di occupazione contenuto. A questo riguardo è interessante sottolineare
la scarsa (soprattutto se confrontata con altre realtà comunali del distretto) propensione della componente
femminile all’ingresso sul mercato del lavoro, la quale non ha agevolato l’espansione del livello di attività della
popolazione residente.
Da territorio con un’economia a base rurale, Viano è divenuto nel tempo sede di varie iniziative
imprenditoriali, sviluppando al suo interno diverse attività manifatturiere, fra le quali un ruolo predominate è
ricoperto dall’industria ceramica. Ad arricchire il sistema economico locale concorre inoltre la produzione di
numerosi servizi, molti dei quali si configurano come di supporto alla produzione manifatturiera. Tuttavia,
l’importanza del settore terziario nell’ambito dell’economia comunale è andata riducendosi nel corso del
tempo, sia con riferimento alla quota di unità detenute dal settore sul numero complessivo di quelle presenti
nel territorio comunale, sia con riferimento al numero di addetti impiegati nella produzione di servizi sul totale
degli addetti impiegati all’interno del Comune.
L’industria ceramica locale apporta un contributo determinante al sostegno e allo sviluppo economico di
questo territorio. Tale contribuito è fornito dal settore sia direttamente, sia per il tramite di altre attività
industriali e di servizio la cui esistenza va a completamento e a supporto del ciclo produttivo della piastrella.
Tuttavia, nel tempo, il comparto ha mostrato segni di debolezza, riducendo fortemente il numero dei propri
addetti e dando inizio a una processo di frammentazione della base produttiva locale. Ciò fa presumere una
progressiva diminuzione del grado di dipendenza dell’economia del comune di Viano dall’attività di produzione
di piastrelle di ceramica, la quale al 2001 conta ancora 8 realtà produttive e offre occupazione a 295 addetti.
220
INDICE DELLE FIGURE
Fig. 1.1
L’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 7
Fig. 1.2.a
Area ceramica: unità locali per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001
p. 29
Fig. 1.2.b
Area ceramica: addetti per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001
p. 30
Fig. 1.3.a
Area ceramica: quota unità locali dell’industria ceramica per comune. Anni 1991e 2001
p. 39
Fig. 1.3.b
Area ceramica: quota addetti dell’industria ceramica per comune. Anni 1991 e 2001
p. 40
Fig. 2.1
Il Comune di Sassuolo e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 47
Fig. 2.2
Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 56
Fig. 2.3
Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 57
Fig. 3.1
Il Comune di Fiorano Modenese e l’area sistema della produzione di piastrelle di
ceramica
p. 67
Fig. 3.2
Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività
nel 2001
p. 76
Fig. 3.3
Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota unità locali per rami di
attività nel 2001
p. 77
Fig. 4.1
Il Comune di Maranello e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 87
Fig. 4.2
Comune di Maranello e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 98
Fig. 4.3
Comune di Maranello e Area Cearamica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 98
Fig. 5.1
Il Comune di Formigine e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 107
Fig. 5.2
Comune di Formigine e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 117
Fig. 5.3
Comune di Formigine e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 117
221
Fig. 6.1
Il Comune di Castelvetro di Modena e l’area sistema della produzione di piastrelle di
ceramica
p. 127
Fig. 6.2
Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività
nel 2001
p. 138
Fig. 6.3
Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota unità locali per rami di
attività nel 2001
p. 138
Fig. 7.1
Il Comune di Scandiano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 147
Fig. 7.2
Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 156
Fig. 7.3
Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 157
Fig. 8.1
Il Comune di Casalgrande e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 167
Fig. 8.2
Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 176
Fig. 8.3
Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 177
Fig. 9.1
Il Comune di Castellarano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 187
Fig. 9.2
Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 196
Fig. 9.3
Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 197
Fig. 10.1
Il Comune di Rubiera e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 205
Fig. 10.2
Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 214
Fig. 10.3
Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 215
Fig. 11.1
Il Comune di Viano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica
p. 223
Fig. 11.2
Comune di Viano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001
p. 232
Fig. 11.3
Comune di Viano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001
p. 233
222
INDICE DELLE TABELLE
Tab 1.1
Area Ceramica: popolazione residente. Valori assoluti, variazione percentuale,
incidenza sulla popolazione del distretto e flusso
p. 9
Tab. 1.2
Area ceramica: popolazione distribuita per classi d’età. Valori assoluti negli anni 19811991-2001 e variazione assoluta 1981-2001
p. 10
Tab. 1.3
Area Ceramica: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 12
Tab. 1.4
Area Ceramica: quota di stranieri residenti per area di provenienza al 2001
p. 12
Tab. 1.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 13
Tab. 1.6.a
Area ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 13
Tab. 1.6.b
Popolazione e grado di istruzione a livello comunale e a livello distrettuale. Valori
assoluti negli anni 1981,1991,2001 e variazione percentuale 1981-2001
p. 14
Tab. 1.6.c
Area Ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori percentuali sulla popolazione
comunale e sul distretto
p. 15
Tab. 1.7.a
Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti negli anni
1981, 1991, 2001 e variazione percentuale 1981-2001
p. 18
Tab. 1.7.b
Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Variazione percentuale
1981-2001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto
p. 19
Tab. 1.8.a
Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio nel 2001. Valori assoluti e
incidenza della popolazione in età superiore a 65 anni
p. 20
Tab. 1.8.b
Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio. Variazione percentuale 19812001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto
p. 20
Tab. 1.9
Area Ceramica: indici di istruzione della popolazione. Valore percentuale al 2001
p. 21
Tab. 1.10
Area ceramica: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti distrettuali negli anni
1981-1991-2001, variazioni percentuali e contributi percentuali dei singoli comuni del
distretto
p. 22
Tab. 1.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 24
Tab. 1.12.a
Occupati per ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001
p. 25
223
Tab. 1.12.b
Occupati per posizione professionale. Valori assoluti e percentuali al 2001
p. 26
Tab. 1.13
Area Ceramica: Addetti e Unità Locali. Valori assoluti e variazione assoluta e
percentuale
p. 27
Tab. 1.14
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali
p. 28
Tab. 1.15.a
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e
variazione assoluta e percentuale
p. 31
Tab. 1.15.b
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e
incidenza sul settore terziario
p. 32
Tab. 1.16.a
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e
variazione assoluta e percentuale
p. 34
Tab. 1.16.b
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e
incidenza sul settore secondario
p. 35
Tab. 1.17.a
Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e
incidenza sul settore secondario
p. 37
Tab. 1.17.b
Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e
addetti per classe dimensionale. Valori assoluti 1991-2001
p. 38
Tab. 1.17.c
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Dettaglio comunale. Valori assoluti 1991-2001
p. 38
Tab. 2.1
Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 49
Tab. 2.2
Comune di Sassuolo: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 50
Tab. 2.3
Comune di Sassuolo: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 50
Tab. 2.4
Comune di Sassuolo: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 50
Tab. 2.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 51
Tab. 2.6
Comune di Sassuolo: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 51
Tab. 2.7
Comune di Sassuolo: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 52
224
Tab. 2.8
Comune di Sassuolo: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 52
Tab. 2.9
Comune di Sassuolo: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 53
Tab. 2.10
Comune di Sassuolo: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 54
Tab. 2.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 54
Tab. 2.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 55
Tab. 2.13
Comune di Sassuolo e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 56
Tab. 2.14
Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 57
Tab. 2.15
Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 59
Tab. 2.16
Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 61
Tab. 2.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 63
Tab. 3.1
Comune di Fiorano Modenese: popolazione residente e confronto con la Provincia di
Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 69
Tab. 3.2
Comune di Fiorano Modenese: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 69
Tab. 3.3
Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 70
Tab. 3.4
Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti per area di provenienza. Valori
assoluti e percentuali
p. 70
Tab. 3.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 70
Tab. 3.6
Comune di Fiorano Modenese: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e
percentuali
p. 71
Tab. 3.7
Comune di Fiorano Modenese: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori
assoluti e variazione percentuale
p. 71
225
Tab. 3.8
Comune di Fiorano Modenese: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 72
Tab. 3.9
Comune di Fiorano Modenese: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso.
Valore percentuale al 2001
p. 72
Tab. 3.10
Comune di Fiorano Modenese: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e
percentuali
p. 73
Tab. 3.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 73
Tab. 3.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 74
Tab. 3.13
Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti
e variazione percentuale
p. 75
Tab. 3.14
Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori
assoluti e percentuali
p. 76
Tab. 3.15
Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti
1991-2001
p. 78
Tab. 3.16
Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti
1991-2001
p. 80
Tab. 3.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 81
Tab. 4.1
Comune di Maranello: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 89
Tab. 4.2
Comune di Maranello: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 90
Tab. 4.3
Comune di Maranello: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 90
Tab. 4.4
Comune di Maranello: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 90
Tab. 4.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 91
Tab. 4.6
Comune di Maranello: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 91
Tab. 4.7
Comune di Maranello: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 92
226
Tab. 4.8
Comune di Maranello: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 92
Tab. 4.9
Comune di Maranello: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 93
Tab. 4.10
Comune di Maranello: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 94
Tab. 4.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 94
Tab. 4.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 95
Tab. 4.13
Comune di Maranello e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 96
Tab. 4.14
Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 97
Tab. 4.15
Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 99
Tab. 4.16
Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 101
Tab. 4.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 103
Tab. 5.1
Comune di Formigine: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 109
Tab. 5.2
Comune di Formigine: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 110
Tab. 5.3
Comune di Formigine: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 110
Tab. 5.4
Comune di Formigine: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 110
Tab. 5.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 111
Tab. 5.6
Comune di Formigine: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 112
Tab. 5.7
Comune di Formigine: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 112
227
Tab. 5.8
Comune di Formigine: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 113
Tab. 5.9
Comune di Formigine: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 113
Tab. 5.10
Comune di Formigine: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 114
Tab. 5.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 114
Tab. 5.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 115
Tab. 5.13
Comune di Formigine e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 116
Tab. 5.14
Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 116
Tab. 5.15
Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 119
Tab. 5.16
Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 121
Tab. 5.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 122
Tab. 6.1
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione residente e confronto con la Provincia
di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 129
Tab. 6.2
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione distribuita per classi di età. Valori
assoluti
p. 129
Tab. 6.3
Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso
migratorio
p. 130
Tab. 6.4
Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti per area di provenienza. Valori
assoluti e percentuali
p. 130
Tab. 6.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 130
Tab. 6.6
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e
percentuali
p. 131
Tab. 6.7
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori
assoluti e variazione percentuale
p. 131
228
Tab. 6.8
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti
e variazione percentuale
p. 132
Tab. 6.9
Comune di Castelvetro di Modena: indici di istruzione della popolazione divisa per
sesso. Valore percentuale al 2001
p. 132
Tab. 6.10
Comune di Castelvetro di Modena: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e
percentuali
p. 133
Tab. 6.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 134
Tab. 6.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 135
Tab. 6.13
Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori
assoluti e variazione percentuale
p. 136
Tab. 6.14
Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori
assoluti e percentuali
p. 137
Tab. 6.15
Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti
1991-2001
p. 139
Tab. 6.16
Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti
1991-2001
p. 141
Tab. 6.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 143
Tab. 7.1
Comune di Scandiano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 149
Tab. 7.2
Comune di Scandiano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 149
Tab. 7.3
Comune di Scandiano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 150
Tab. 7.4
Comune di Scandiano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 150
Tab. 7.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 150
Tab. 7.6
Comune di Scandiano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 151
Tab. 7.7
Comune di Scandiano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 151
229
Tab. 7.8
Comune di Scandiano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 152
Tab. 7.9
Comune di Scandiano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 152
Tab. 7.10
Comune di Scandiano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 153
Tab. 7.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 153
Tab. 7.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 154
Tab. 7.13
Comune di Scandiano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 155
Tab. 7.14
Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 156
Tab. 7.15
Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 158
Tab. 7.16
Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 160
Tab. 7.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 161
Tab. 8.1
Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 169
Tab. 8.2
Comune di Casalgrande: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 169
Tab. 8.3
Comune di Casalgrande: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 170
Tab. 8.4
Comune di Casalgrande: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 170
Tab. 8.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 170
Tab. 8.6
Comune di Casalgrande: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e
percentuali
p. 171
Tab. 8.7
Comune di Casalgrande: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 171
230
Tab. 8.8
Comune di Casalgrande: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 172
Tab. 8.9
Comune di Casalgrande: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 172
Tab. 8.10
Comune di Casalgrande: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 173
Tab. 8.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 173
Tab. 8.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 174
Tab. 8.13
Comune di Casalgrande e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 175
Tab. 8.14
Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 176
Tab. 8.15
Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 178
Tab. 8.16
Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 19912001
p. 180
Tab. 8.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 182
Tab. 9.1
Comune di Castellarano: popolazione residente e confronto con la Provincia di
Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 189
Tab. 9.2
Comune di Castellarano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 189
Tab. 9.3
Comune di Castellarano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 190
Tab. 9.4
Comune di Castellarano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 190
Tab. 9.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 190
Tab. 9.6
Comune di Castellarano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e
percentuali
p. 191
Tab. 9.7
Comune di Castellarano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 191
231
Tab. 9.8
Comune di Castellarano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 192
Tab. 9.9
Comune di Castellarano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 192
Tab. 9.10
Comune di Castellarano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 193
Tab. 9.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 193
Tab. 9.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 194
Tab. 9.13
Comune di Castellarano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 195
Tab. 9.14
Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 196
Tab. 9.15
Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 198
Tab. 9.16
Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 19912001
p. 199
Tab. 9.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 201
Tab. 10.1
Comune di Rubiera: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 207
Tab. 10.2
Comune di Rubiera: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 207
Tab. 10.3
Comune di Rubiera: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 208
Tab. 10.4
Comune di Rubiera: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 208
Tab. 10.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 208
Tab. 10.6
Comune di Rubiera: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 209
Tab. 10.7
Comune di Rubiera: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 209
232
Tab. 10.8
Comune di Rubiera: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 210
Tab. 10.9
Comune di Rubiera: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 210
Tab. 10.10
Comune di Rubiera: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 211
Tab. 10.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 211
Tab. 10.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 212
Tab. 10.13
Comune di Rubiera e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 213
Tab. 10.14
Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 214
Tab. 10.15
Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 216
Tab. 10.16
Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 217
Tab. 10.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 219
Tab. 11.1
Comune di Viano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena.
Valori assoluti e variazioni percentuali
p. 225
Tab. 11.2
Comune di Viano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti
p. 225
Tab. 11.3
Comune di Viano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio
p. 226
Tab. 11.4
Comune di Viano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e
percentuali
p. 226
Tab. 11.5
Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001
p. 226
Tab. 11.6
Comune di Viano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali
p. 227
Tab. 11.7
Comune di Viano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e
variazione percentuale
p. 227
233
Tab. 11.8
Comune di Viano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 228
Tab. 11.9
Comune di Viano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore
percentuale al 2001
p. 228
Tab. 11.10
Comune di Viano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali
p. 229
Tab. 11.11
Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al
2001
p. 229
Tab. 11.12
Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti
e percentuali al 2001
p. 230
Tab. 11.13
Comune di Viano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione
percentuale
p. 231
Tab. 11.14
Comune di Viano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e
percentuali
p. 231
Tab. 11.15
Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001
p. 234
Tab. 11.16
Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001
p. 235
Tab. 11.17
Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali
e addetti. Valori assoluti 1991-2001
p. 237
234
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