Ceramica e Territorio: Dinamiche Socio-Demografiche e Trasformazioni Economiche Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facoltà di Economia “Marco Biagi” Dipartimento di Economia Aziendale Copyright © 2006 Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Economia Aziendale Viale Berengario, 51 41100 Modena Tel. 059/2056922 – Fax 059/2056928 www.economia.unimore.it Ottobre 2006 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi mezzo, se non nei termini previsti dalla legge che tutela il diritto di autore. Indice PRESENTAZIONE p. III INTRODUZIONE p. 1 PARTE PRIMA L’AREA CERAMICA 1. IL DISTRETTO CERAMICO: MODIFICAZIONI PRODUTTIVE E RIFLESSI SOCIALI 1.1. INTRODUZIONE p. 4 1.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 6 1.2.1. La struttura demografica p. 6 1.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 10 1.2.3. Il mercato del lavoro p. 19 1.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 24 1.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 24 1.3.2. Le attività di servizi p. 28 1.3.3. L’industria p. 31 1.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 34 1.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 38 PARTE SECONDA I COMUNI DEL DISTRETTO CERAMICO 2. IL COMUNE DI SASSUOLO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 2.1. INTRODUZIONE p. 41 2.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 43 2.2.1. La struttura demografica p. 43 2.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 45 2.2.3. Il mercato del lavoro p. 47 2.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 50 2.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 50 2.3.2. Le attività di servizi p. 53 2.3.3. L’industria p. 54 2.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 56 2.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 58 3. IL COMUNE DI FIORANO MODENESE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 3.1. INTRODUZIONE p. 60 3.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 62 3.2.1. La struttura demografica p. 62 3.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 64 3.2.3. Il mercato del lavoro p. 65 3.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 68 3.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 68 3.3.2. Le attività di servizi p. 70 3.3.3. L’industria p. 72 3.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 74 3.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 76 4. IL COMUNE DI MARANELLO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 4.1. INTRODUZIONE p. 78 4.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 80 4.2.1. La struttura demografica p. 80 4.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 82 4.2.3. Il mercato del lavoro p. 84 4.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 87 4.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 87 4.3.2. Le attività di servizi p. 90 4.3.3. L’industria p. 92 4.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 93 4.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 95 5. IL COMUNE DI FORMIGINE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 5.1. INTRODUZIONE p. 97 5.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 99 5.2.1. La struttura demografica p. 99 5.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 101 5.2.3. Il mercato del lavoro p. 103 5.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 106 5.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 106 5.3.2. Le attività di servizi p. 108 5.3.3. L’industria p. 110 5.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 112 5.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 114 6. IL COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 6.1. INTRODUZIONE p. 116 6.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 118 6.2.1. La struttura demografica p. 118 6.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 120 6.2.3. Il mercato del lavoro p. 122 6.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 125 6.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 125 6.3.2. Le attività di servizi p. 128 6.3.3. L’industria p. 130 6.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 131 6.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 133 7. IL COMUNE DI SCANDIANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 7.1. INTRODUZIONE p. 135 7.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 137 7.2.1. La struttura demografica p. 137 7.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 139 7.2.3. Il mercato del lavoro p. 140 7.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 143 7.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 143 7.3.2. Le attività di servizi p. 145 7.3.3. L’industria p. 147 7.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 149 7.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 151 8. IL COMUNE DI CASALGRANDE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 8.1. INTRODUZIONE p. 153 8.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 155 8.2.1. La struttura demografica p. 155 8.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 157 8.2.3. Il mercato del lavoro p. 158 8.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 161 8.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 161 8.3.2. Le attività di servizi p. 163 8.3.3. L’industria p. 165 8.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 167 8.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 169 9. IL COMUNE DI CASTELLARANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 9.1. INTRODUZIONE p. 171 9.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 173 9.2.1. La struttura demografica p. 173 9.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 175 9.2.3. Il mercato del lavoro p. 176 9.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 179 9.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 179 9.3.2. Le attività di servizi p. 181 9.3.3. L’industria p. 183 9.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 184 9.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 186 10. IL COMUNE DI RUBIERA: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 10.1. INTRODUZIONE p. 188 10.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 190 10.2.1. La struttura demografica p. 190 10.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 192 10.2.3. Il mercato del lavoro p. 193 10.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 196 10.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 196 10.3.2. Le attività di servizi p. 198 10.3.3. L’industria p. 200 10.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 201 10.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 203 11. IL COMUNE DI VIANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 11.1. INTRODUZIONE p. 205 11.2. STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA p. 207 11.2.1. La struttura demografica p. 207 11.2.2. La popolazione e il livello di istruzione p. 209 11.2.3. Il mercato del lavoro p. 210 11.3. LA STRUTTURA PRODUTTIVA p. 213 11.3.1. Il tessuto economico e produttivo p. 213 11.3.2. Le attività di servizi p. 215 11.3.3. L’industria p. 217 11.3.4. Il settore della produzione di piastrelle di ceramica p. 218 11.4. ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE p. 220 INDICE DELLE FIGURE p. 221 INDICE DELLE TABELLE p. 223 PRESENTAZIONE Lo sviluppo economico interagisce continuamente con l’evoluzione demografica con meccanismi di condizionamento molto complessi. Le regole del ricambio della popolazione e la sua struttura (età, grado di istruzione, posizione occupazionale e professionale,..…), sono determinati dalla tipologia di sviluppo. D’altra parte, i sentieri seguiti dallo sviluppo economico devono essere compatibili (o almeno in parte) con determinate condizioni demografiche. Le due dinamiche non viaggiano alla stessa velocità e si crea una sfasatura temporale tra demografia e sviluppo economico. La popolazione evolve in modo più lento: da un lato i comportamenti demografici di oggi fanno sentire i loro effetti solo a distanza di qualche decennio e, dall’altro, la congiuntura demografica evolve con tempi più lenti rispetto a quella economica. Quale è stato il rapporto tra “popolazione e sviluppo” nell’area della ceramica? Quali sono le connessioni tra sviluppo socio-economico e demografia oggi, in questo sistema industriale che vede emigrare verso altri territori le condizioni che ne avevano per lungo tempo “tirato“ lo sviluppo? Quesiti di non poco conto che non potevano essere del tutto ignorati all’interno di un progetto di ricerca che aveva scelto come fulcro “Il sistema ceramico di fronte alla globalizzazione: strategie di impresa e strategie di sistema”. Un progetto condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e che ha coinvolto in un ruolo attivo esponenti del mondo economico e delle istituzioni locali. Ed è a questi attori che si rivolge lo sforzo di analisi e di indagine compiuto dal lavoro di ricerca. Agli attori istituzionali perché chiamati a fare fronte ad una domanda crescente ed articolata di bisogni portati dalla popolazione: istruzione, casa e servizi. Agli operatori economici che devono poter reperire forza lavoro in termini di quantità ed ancor più di qualità (per livelli di istruzione, profili professionali) adeguati per poter rinnovare la loro condizione di competitività sul mercato. Vi è un secondo gruppo di quesiti non meno importanti: Qual è stato il tipo di sviluppo che ha vissuto questa parte del territorio a cavallo delle province di Modena e Reggio Emilia? E ancora: Quale ruolo ha avuto la produzione di piastrelle nell’orientare lo sviluppo economico e nel favorire certe specializzazioni produttive sul territorio? Le risposte a questi quesiti sono facili da trovare: la monocoltura produttiva è ben “segnalata” dal panorama del territorio oltre che dalle rilevazioni statistiche. Più difficile interrogarsi sugli effetti odierni – ed ancor più in prospettiva – che possono derivare da questa dipendenza dalla produzione ceramica e dalle attività collegate. Questo pone il problema di natura economica di quali nuove attività incoraggiare e sviluppare ma non è privo di implicazioni di natura socio-demografica. La difesa delle produzioni esistenti ed ancor i processi di riconversione/diversificazione produttiva non si improvvisano, non scendono dal cielo, ma vanno preparati e vanno accompagnati. In questo lavoro c’e’ spazio per tutti: istituzioni, enti locali, imprese. In sintesi, lo sviluppo recente di questa attività ha trasformato un territorio, ha prodotto sviluppo, ha diffuso ricchezza e, al tempo stesso, ne ha modificato il volto sul piano socio-demografico. La globalizzazione non sarà come una della tante “congiunture” sperimentate in passato. In fondo questo fenomeno dice che: Ci sono anche gli altri, che vogliono partecipare alla produzione di ricchezza e beneficiarne……in contesto di competizione globale. VI Lo studio che viene qui presentato si inserisce nel più ampio progetto di ricerca anzi menzionato “Il sistema ceramico di fronte alla globalizzazione: strategie di impresa e strategie di sistema”, che ha impegnato, nel corso del 2005-2006, un folto gruppo di docenti e ricercatori del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il gruppo, coordinato da Tiziano Bursi (Responsabile Scientifico) è composto da Tiziano Manfredini, Giuseppe Nardin, Gianluca Marchi, Silvia Grappi, Elisa Martinelli, Marina Vignola, Bernardo Balboni, Elisa Degoli, Claudio Giachetti, Stefano Malagoli e Patrizia Vecchi. Un gruppo di laureandi e di giovani laureati si è unito nello sforzo comune di portare a compimento il lavoro. Se il lavoro di ricerca ha trovato il momento di definizione e di disegno della sua architettura in ambito universitario, molto prezioso si è dimostrato l’apporto fornito da diversi attori del mondo economico e delle istituzioni che hanno condiviso gli obiettivi ed il metodo di lavoro, fornito un contributo sul piano progettuale ed offerto un sostegno economico alla sua realizzazione. In quest’ultimo ruolo - all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - si sono uniti attori espressione del mondo delle imprese: Assopiastrelle, Acimac, Cna; enti ed istituzioni pubbliche: Regione Emilia Romagna, Provincia di Modena e Comuni dell’area ceramica: Sassuolo, Fiorano, Maranello, Formigine, Castellarano, Casalgrande e Scandiano. Senza il loro intervento questo progetto non sarebbe decollato. L’attuale documento “CERAMICA E TERRITORIO: DINAMICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE E TRASFORMAZIONI ECONOMICHE” rappresenta le modificazioni sul piano sociale e produttivo che si sono succedute a partire dagli anni ’80 e riconducibili in larga parte allo sviluppo della produzione ceramica. L’analisi offre una visione dei fenomeni a scala di distretto ceramico per poi calarsi sul territorio a livello dei comuni interessati alla produzione ceramica. Il presente documento va attribuito alla Dr.ssa Patrizia Vecchi che ha curato l’impostazione, l’elaborazione dei dati e la stesura del testo. A lei va l’apprezzamento da parte di tutto il gruppo di ricerca per il lavoro svolto. Alla Dr.ssa Elena Ruozzi va un ringraziamento per la collaborazione prestata nella fase di editing del lavoro. Tiziano Bursi Responsabile scientifico del progetto di ricerca Modena, settembre 2006 VII INTRODUZIONE La produzione di piastrelle in ceramica e molte attività di tipo manifatturiero e di servizi ad essa collegate, si sviluppano su una porzione di territorio di circa 400 kmq., collocata a cavallo delle province di Modena e Reggio Emilia. Dell’area modenese sono interessati i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Maranello, Formigine e Castelvetro di Modena. Al territorio reggiano appartengono i comuni di Castellarano, Casalgrande, Scandiano, Rubiera e Viano. A partire dagli anni ’50 del secolo scorso, lo sviluppo della produzione di piastrelle di ceramica ha trasformato il volto di questo territorio sotto il profilo socio-economico: da area prevalentemente agricola essa è passata ad area con una diffusa presenza di attività di tipo industriale, artigianale e di servizi. Il motore di questa metamorfosi è stato l’insediamento delle prime aziende ceramiche e l’avvio di iniziative imprenditoriali in settori di attività collegati al ciclo della piastrella e diffuse in tutto il territorio. Ne è conseguito un processo di sviluppo di tipo “diffuso” sul piano territoriale e di tipo “sistemico” dal punto di vista delle specializzazioni produttive: relazioni con il settore ceramico e relazioni tra le diverse attività manifatturiere e di servizi insediatesi nell’area a ridosso delle imprese ceramiche. Il vistoso fiorire di iniziative imprenditoriali e di attività economiche si è riverberato a macchia d’olio sul piano economico-occupazionale e su quello demografico-sociale. Tutta l’area ha visto un continuo incremento demografico, alimentato sia dalla componente naturale, sia da quella migratoria. Obiettivo della presente analisi è quello di cogliere la rilevanza della dimensione demografico-sociale nel processo di sviluppo di un’area ad elevata specializzazione produttiva quale è l’area della ceramica. Il lavoro si compone di due parti. La prima è dedicata all’analisi della struttura socio-demografica ed economica del distretto nel suo complesso. In dettaglio essa propone: - un’analisi dei tratti demografici fondamentali del territorio distrettuale (base demografica, composizione della popolazione residente per sesso, classe d’età, provenienza, livello di istruzione, condizione lavorativa, posizione professionale e ramo di attività), cogliendone altresì gli aspetti evolutivi del periodo compreso tra i censimenti del 1981 e del 2001; - un esame della struttura economica e produttiva dell’area; - un approfondimento sulle attività manifatturiere; - un focus sull’attività più rilevante dell’economia dell’area: la produzione di piastrelle di ceramica. La seconda parte ripropone la stessa lettura su dieci diverse porzioni territoriali, ciascuna circoscritta a un comune dell’area. Questa lettura più ravvicinata consente di apprezzare i tratti di specificità esistenti a livello comunale, oltre che favorire confronti con l’area ceramica nel suo complesso e con gli altri comuni del distretto. 1 PARTE PRIMA L’AREA CERAMICA IL DISTRETTO CERAMICO: MODIFICAZIONI PRODUTTIVE E RIFLESSI SOCIALI 1.1 INTRODUZIONE L’area di produzione di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti si estende su una superficie limitata di 409,92 kmq., situata nella fascia pedemontana tra le province di Modena e Reggio Emilia (Fig. 1.1). Composta da dieci comuni, equamente suddivisi fra le due Province, l’area registra al proprio interno una notevole concentrazione di insediamenti residenziali e attività industriali, qualificandosi come uno dei più vistosi e sorprendenti esempi dello sviluppo industriale avviatosi in Italia a partire dagli anni del secondo dopoguerra, e di agglomerazione di imprese secondo un modello tipicamente distrettuale. Alla data del 2001, secondo i dati del Censimento Istat, in questa porzione di territorio risiedono 174.877 abitanti, con una densità superiore ai 400 abitanti per kmq. contro una media regionale pari a 180 abitanti. Nell’area operano, alla stessa data, 17.509 unità produttive e sono impiegati 93.001 addetti. All’industria ceramica appartengono 370 realtà produttive che offrono occupazione a 20.710 addetti. Figura 1.1 L’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica In pochi decenni l’economia locale è passata da prevalentemente agricola ad industriale; su questo territorio, caratterizzato dalla presenza di importanti infrastrutture viarie e ferroviarie, si è infatti avviato a partire dalla fine degli anni ’50 un processo di industrializzazione diffusa, che inizialmente ha riguardato l’attività di produzione di piastrelle di ceramica e successivamente ha coinvolto numerose altre attività manifatturiere e di servizi ad essa collegate. Lo straordinario sviluppo che il settore ceramico ha vissuto su questo territorio nel corso degli anni ’60 e ’70 ha infatti contribuito in modo determinante, se non addirittura esclusivo, alla nascita prima e alla prosperità poi di molteplici attività - manifatturiere e di servizio - collaterali, formatesi sotto l’iniziativa di forze imprenditoriali locali. Tali attività hanno visto crescere nel tempo la loro consistenza in termini di numero di unità produttive, addetti e ricchezza prodotta, incoraggiate anche da fattori quali uno spiccato spirito di iniziativa, ridotte barriere all’entrata e notevoli opportunità venutesi a creare negli anni di intenso sviluppo dell’industria ceramica. La caratteristica principale del distretto è l’elevato livello di 4 integrazione in uno stesso ambito territoriale di tutte queste diverse attività e fasi lavorative, che genera sensibili vantaggi per le imprese ivi localizzate. Tali attività hanno a loro volta favorito lo sviluppo dell’industria ceramica locale e, più in generale, il processo di arricchimento del tessuto economico-produttivo dell’area. Ciò fa assumere all’area la configurazione di “sistema ceramico”. Per quanto riguarda la struttura del capitolo, esso fornisce, in prima battuta, un’analisi della struttura demografica del territorio, cogliendone altresì gli aspetti evolutivi del periodo compreso tra i censimenti del 1981 e del 2001. Nella parte successiva si affronta l’esame della sua struttura economica e produttiva. Dopo un esame generale delle tendenze emerse nel periodo, si procede all’approfondimento delle attività del terziario, il cui ruolo è in progressiva crescita nell’economia del distretto. Segue quindi un approfondimento sulle attività dell’industria, nel quale emergerà il graduale ridimensionamento del loro ruolo nella definizione delle caratteristiche produttive del distretto. Infine, si soffermerà l’attenzione su un’attività rilevante nell’economia dell’area: la produzione di piastrelle di ceramica. Questa analisi della struttura distrettuale consentirà di cogliere gli aspetti salienti della dimensione demografica e di quella produttiva, al fine di delineare chiaramente le caratteristiche strutturali ed evolutive del territorio. 5 1.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 1.2.1 La struttura demografica Nell’area ceramica, al 2001, risiede complessivamente una popolazione di 174.877 abitanti, di cui il 53% è residente in tre comuni: Sassuolo (23%), Formigine (17%) e Scandiano (13%). Tra il 1981 e il 2001 la popolazione nel distretto è cresciuta del 15,3%: a tale incremento hanno partecipato in maniera significativa i comuni di Formigine, Castellarano e Maranello, i quali vi hanno contribuito nella misura, rispettivamente, del 36,8%, 17,7% e 13,2% 1. Per quanto riguarda le singole realtà comunali, nel periodo 1981-2001, Castellarano ha aumentato la propria popolazione di ben il 53,9%, seguito da Formigine (39,8%), Castelvetro di Modena (27,9%), Maranello (24,0%) e Viano (22,1%) (Tab. 1.1). Tabella 1.1 Area Ceramica: popolazione residente. Valori assoluti, variazione percentuale, incidenza sulla popolazione del distretto e flusso Flusso % sulla Variazione % popolazione Valore assoluto popolazione del ‘81-‘01 residente Comune distretto al 2001 ’81-‘01 2001 1981 1991 Sassuolo 40.226 40.275 Fiorano Modenese 14.745 15.644 Maranello 12.832 14.574 Formigine 21.509 26.667 Castelvetro di Modena 7.497 8.081 Scandiano 21.512 21.908 Casalgrande 13.382 13.269 Castellarano 7.652 8.894 Rubiera 9.785 9.654 Viano 2.471 2.670 Area Ceramica 151.611 161.636 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 39.852 16.137 15.912 30.073 9.589 22.839 14.226 11.774 11.458 3.017 174.877 -0,9% 9,4% 24,0% 39,8% 27,9% 6,2% 6,3% 53,9% 17,1% 22,1% 15,3% 22,8% 9,2% 9,1% 17,2% 5,5% 13,1% 8,1% 6,7% 6,6% 1,7% 100,0% -1,6% 6,0% 13,2% 36,8% 9,0% 5,7% 3,6% 17,7% 7,2% 2,3% 100,0% L’esame della composizione per classi d’età della struttura demografica a livello distrettuale porta alla luce il tendenziale invecchiamento della popolazione e nel contempo il complessivo aumento della popolazione in età lavorativa. Nello specifico, si possono cogliere le seguenti dinamiche (Tab. 1.2): una diminuzione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che è stata particolarmente accentuata nel decennio 1981-1991 in conseguenza del calo della natalità verificatosi in quel periodo, ed è stata in parte attenuata dalla ripresa delle nascite avvenuta nel decennio successivo. La contrazione della popolazione infantile fa intravedere un futuro innalzamento dell’età media nel distretto e del tasso di invecchiamento della popolazione; una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), anch’essa da attribuirsi al considerevole calo delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80; un costante e progressivo aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) con il conseguente ampliamento della base di popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia di quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); 1 Tali valori indicano il flusso della popolazione residente inteso come il contributo percentuale di ogni comune alla variazione assoluta della popolazione del distretto. 6 - un aumento, infine, della popolazione “anziana” (over 65 anni), sia di quella con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni (+42,2%), sia - ancor più - di quella con un’età superiore ai 75 anni; quest’ultima cresce più del doppio (+133,4%) e contribuisce alla crescita della popolazione residente nel distretto nella misura del 31,6% 2. Tabella 1.2 Area ceramica: popolazione distribuita per classi d’età. Valori assoluti negli anni 1981-1991-2001 e variazione assoluta 1981-2001 Comuni Sassuolo < 5 5–9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Fiorano Modenese 2.225 1.917 1.905 2.924 1.788 1.948 3.105 2.090 1.946 6.751 6.103 4.220 6.088 7.085 6.307 5.586 5.739 6.521 5.366 5.212 5.272 4.127 4.819 4.683 2.728 3.387 4.001 1.326 2.135 3.049 40.226 40.275 39.852 -320 -976 -1.159 -2.531 219 935 -94 556 1.273 1.723 -374 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Maranello 1.034 797 799 1.267 886 790 1.191 1.033 823 2.500 2.533 1.970 2.624 2.738 2.763 2.041 2.530 2.673 1.779 1.953 2.325 1.199 1.564 1.754 746 988 1.336 364 622 904 14.745 15.644 16.137 -235 -477 -368 -530 139 632 546 555 590 540 1.392 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Formigine 828 677 809 1.074 747 739 1.024 851 736 1.926 2.371 1.779 2.224 2.425 2.841 1.792 2.393 2.538 1.441 1.860 2.378 1.185 1.406 1.759 905 1.085 1.256 433 759 1.077 12.832 14.574 15.912 -19 -335 -288 -147 617 746 937 574 351 644 3.080 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Castelvetro di Modena 1.295 1.373 1.610 1.665 1.367 1.524 1.606 1.527 1.484 3.164 3.916 3.165 3.465 4.584 5.165 3.109 4.260 5.068 2.640 3.496 4.211 2.040 2.758 3.390 1.719 1.947 2.526 806 1.439 1.930 21.509 26.667 30.073 315 -141 -122 1 1.700 1.959 1.571 1.350 807 1.124 8.564 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Scandiano 395 360 465 527 338 497 552 429 430 1.047 1.176 935 1.068 1.323 1.683 1.019 1.171 1.647 917 1.031 1.241 798 907 1.056 763 708 844 411 638 791 7.497 8.081 9.589 70 -30 -122 -112 615 628 324 258 81 380 2.092 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 1.298 899 1.029 1.587 961 943 1.566 1.277 999 3.121 3.202 2.399 3.412 3.330 3.607 2.953 3.346 3.469 2.690 2.868 3.244 2.298 2.584 2.737 1.787 2.006 2.356 800 1.435 2.056 21.512 21.908 22.839 -269 -644 -567 -722 195 516 554 439 569 1.256 1.327 (Segue Tab. 1.2) (Continua Tab. 1.2) 2 Si fa riferimento al rapporto tra la variazione assoluta della popolazione di età superiore a 75 anni nel periodo 19812001 e la variazione assoluta della popolazione complessiva del distretto nello stesso periodo. 7 Comuni < 5 5–9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 814 546 687 1.012 621 669 1.029 783 618 2.155 2.012 1546 2.122 2.186 2.362 1.787 1.991 2.375 1.724 1.710 1.983 1.383 1.571 1.583 895 1.170 1.340 461 679 1.063 13.382 13.269 14.226 -127 -343 -411 -609 240 588 259 200 445 602 844 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Rubiera 517 468 671 598 489 569 554 567 593 1.232 1.339 1.363 1.349 1.516 2.186 955 1.510 2.058 938 1.005 1.726 750 910 1.075 492 669 856 267 421 677 7.652 8.894 11.774 154 -29 39 131 837 1.103 788 325 364 410 4.122 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Viano 425 335 595 638 346 521 721 465 428 1.451 1.388 1.008 1.350 1.461 2.111 1.375 1.390 1.829 1.307 1.335 1.481 1.093 1.221 1.361 929 970 1.119 496 743 1.005 9.785 9.654 11.458 170 -117 -293 -443 761 454 174 268 190 509 1.673 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Area ceramica 125 118 115 147 121 147 153 150 146 359 351 319 288 432 451 325 339 524 341 326 376 345 347 331 247 283 312 141 203 296 2.471 2.670 3.017 -10 0 -7 -40 163 199 35 -14 65 155 546 1981 8.956 11.439 11.501 23.706 23.990 10.942 19.143 15.218 11.211 1991 7.490 7.664 9.172 24.391 27.080 24.669 20.796 18.087 13.213 2001 8.685 8.347 8.203 18.704 29.476 28.702 24.237 19.729 15.946 Variazione assoluta 1981-2001 -271 -3.092 -3.298 -5.002 5.486 7.760 5.094 4.511 4.735 Variazione % 19812001 -3,0% -27,0% -28,7% -21,1% 22,9% 37,1% 26,6% 29,6% 42,2% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 5.505 9.074 12.848 151.611 161.636 174.877 7.343 23.266 133,4% 15,3% Casalgrande 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 Castellarano All’aumento della popolazione residente nel distretto concorre, oltre all’evoluzione naturale della popolazione locale, anche l’afflusso di popolazione, e quindi di forza lavoro, proveniente dall’estero, la cui variazione rappresenta il 34% della variazione assoluta della popolazione residente 3 (Tab. 1.3). All’interno dell’area, i comuni che presentano un maggior flusso migratorio 4 al 2001, sono Sassuolo (31%), Formigine (14,5%) e Scandiano (11,3%). Nel corso del decennio 1991-2001 l’incidenza degli stranieri residenti nei singoli comuni sul totale della popolazione straniera nel distretto è cambiata: fatta eccezione infatti per Sassuolo e Formigine, che rimangono ai primi posti tra i comuni a maggiore presenza di stranieri, è cresciuto il peso di alcune realtà in provincia di Reggio Emilia, quali Scandiano (dal 7,3% al 10,3%), Rubiera (dal 4,1% al 7,7%) e Castellarano (dal 6,2% al 7,1%). Al 2001 una quota elevata di stranieri nel distretto è residente in pochi comuni: essi sono quelli di Sassuolo, nel quale risiede il 30,6% degli immigrati dell’area, Formigine (16,8%) e Scandiano (10,3%). 3 Tale concetto è indicato in tabella 3 come “Flusso migratorio sulla popolazione residente nel distretto”. Il riferimento è al contributo percentuale di ogni comune alla variazione assoluta della popolazione immigrata nel distretto, che in tabella 3 è chiamato “Flusso migratorio sulla popolazione straniera del distretto”. 4 8 Tabella 1.3 Area Ceramica: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti 1991 Stranieri residenti 2001 % sul % sul totale % sulla totale % sulla Comune Valori Valori stranieri popolazione stranieri popolazione assoluti assoluti nel del distretto nel del distretto distretto distretto Sassuolo Flusso migratorio sulla popolazione straniera del distretto Flusso migratorio sulla popolazione residente nel distretto 426 29,5% 0,26% 1.821 30,6% 1,04% 31,0% 10,5% 99 6,9% 0,06% 389 6,5% 0,22% 6,4% 2,2% Maranello 144 10,0% 0,09% 358 6,0% 0,20% 4,7% 1,6% Formigine 346 23,9% 0,21% 999 16,8% 0,57% 14,5% 4,9% 57 3,9% 0,04% 407 6,8% 0,23% 7,8% 2,6% 105 7,3% 0,06% 613 10,3% 0,35% 11,3% 3,8% Casalgrande 87 6,0% 0,05% 392 6,6% 0,22% 6,8% 2,3% Castellarano 90 6,2% 0,06% 424 7,1% 0,24% 7,4% 2,5% Rubiera 59 4,1% 0,04% 457 7,7% 0,26% 8,8% 3,0% Viano 32 2,2% 0,02% 92 1,5% 0,05% 1,3% 0,5% 0,89% 5.953 100,0% 3,40% 100,0% 34,0% Fiorano modenese Castelvetro di Modena Scandiano Area Ceramica 1.445 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 Nel complesso la popolazione straniera residente nel distretto è notevolmente aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad occupare circa il 3,4% della popolazione totale al 2001 e contribuendo nella misura del 34% al suo incremento. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai Paesi dell’Africa, dai quali proviene più della metà degli stranieri residenti nell’area (57,3%), seguiti dai Paesi europei (30,4%), e dai Paesi asiatici (7,1%). (Tab. 1.4). Tabella 1.4 Area Ceramica: quota di stranieri residenti per area di provenienza al 2001 Europa Africa America Comune Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano Area Ceramica Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Asia Altro Totale 7,2% 2,4% 2,4% 6,3% 1,9% 4,6% 1,6% 1,7% 2,3% 0,4% 20,3% 2,8% 2,8% 8,2% 4,2% 4,0% 4,4% 4,7% 3,8% 1,1% 1,2% 0,4% 0,4% 0,8% 0,2% 0,8% 0,3% 0,4% 0,6% 0,0% 1,7% 0,4% 0,4% 1,4% 0,5% 0,8% 0,2% 0,3% 1,0% 0,1% 0,07% 0,00% 0,00% 0,03% 0,00% 0,02% 0,03% 0,00% 0,00% 0,00% 30,6% 6,5% 6,0% 16,8% 6,8% 10,3% 6,6% 7,1% 7,7% 1,5% 30,4% 57,3% 5,1% 7,1% 0,15% 100,0% I dati relativi all’incidenza degli stranieri dei singoli comuni sulle rispettive popolazioni locali, si distribuiscono in un intorno del dato relativo al complesso dell’area ceramica: nella maggior parte dei casi la quota di popolazione straniera sulla popolazione locale è inferiore al dato distrettuale, mentre solo quattro comuni mostrano un’incidenza maggiore. In particolare è da rilevare l’elevata incidenza di stranieri sulla popolazione sassolese, che si attesta al 4,6%. (Tab. 1.5). 9 Tabella 1.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Densità stranieri residenti Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Area ceramica 3,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del grado di istruzione della popolazione del distretto ceramico evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti sia quella di alfabeti 5 (Tab. 1.6.a). La lettura comparata della crescita del livello d’istruzione della popolazione con l’incremento della popolazione residente nel distretto, evidenzia l’aumento dell’incidenza della popolazione in possesso di un titolo di studio: essa è aumentata di 9,6 punti percentuali tra il 1981 e il 1991 (dal 72,5% al 82,1%) e di circa 2 punti percentuali tra il 1991 e il 2001 (dal 82,1% al 84,3%). Nel 2001 si registra l’84,3% di alfabeti con titolo di studio, il 9,2 di alfabeti privi di titolo e lo 0,6% di analfabeti 6. Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti senza un livello minimo di istruzione. Tabella 1.6.a Area ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio valore assoluto % su popolazione totale Alfabeti senza titolo di studio valore assoluto % su popolazione totale Analfabeti valore assoluto % su popolazione totale 1981 109.892 72,5% 28.871 19,0% 1.763 1,2% 1991 132.629 82,1% 18.745 11,6% 1.318 0,8% 2001 147.349 84,3% 16.074 9,2% 1.098 0,6% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Tra il 1981 e il 2001, la popolazione in possesso di un titolo di studio è cresciuta complessivamente del 34,1%; altrettanto consistente è stata la riduzione, a livello ceramico, della popolazione priva di istruzione, che è stata del 44,3% con riferimento al numero di alfabeti e del 37,7% con riferimento al numero di analfabeti. Tali 5 6 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 10 dinamiche si sono manifestate con intensità diverse all’interno di ciascun comune dell’area ceramica, portando ad un sensibile innalzamento del livello d’istruzione della popolazione del distretto (Tab. 1.6.b). Tabella 1.6.b Popolazione e grado di istruzione a livello comunale e a livello distrettuale. Valori assoluti negli anni 1981, 1991, 2001 e variazione percentuale 1981-2001 Sassuolo 1981 1991 2001 Fiorano Modenese 1981 1991 2001 Maranello Alfabeti con titolo di studio Variazione % Valore assoluto 81-01 29.712 12,7% 33.238 33.485 Alfabeti con titolo di studio Variazione % 81-01 Valore assoluto 10.333 30,1% 12.536 13.446 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 Formigine 8.859 51,8% 11.816 13.445 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 Castelvetro di Modena Valore assoluto Valore assoluto Variazione % 81-01 15.987 21,5% 18.168 19.423 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 Castellarano Variazione % 81-01 5.242 51,9% 6.611 7.963 Alfabeti con titolo di studio 1981 1991 2001 Casalgrande Variazione % 81-01 15.604 63,4% 22.068 25.496 Alfabeti con titolo di studio 1981 1991 2001 Scandiano Variazione % 81-01 Variazione % 81-01 9.640 22,4% 10.559 11.802 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 5.213 7.205 9.938 Variazione % 81-01 90,6% Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % assoluto 81-01 7.311 -48,4% 4.426 3.776 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 2.919 -44,9% 1.978 1.609 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 2.769 -49,4% 1.804 1.401 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 4.087 -38,9% 2.802 2.496 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 1.638 -39,9% 974 985 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 3.717 -43,4% 2.531 2.105 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 2.550 -41,7% 1.901 1.486 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 1.694 -41,8% 1.055 986 Analfabeti Variazione % Valore assoluto 81-01 458 -34,5% 356 300 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 217 -34,1% 159 143 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 167 -38,9% 133 102 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 218 -30,3% 170 152 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 132 -53,8% 75 61 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 185 -38,4% 143 114 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 182 -39,6% 142 110 Analfabeti Valore assoluto 99 72 56 Variazione % 81-01 -43,4% (Segue Tab. 1.6.b) (Continua Tab. 1.6.b) 11 Alfabeti con titolo di studio Rubiera Valore assoluto 1981 1991 2001 Viano 7.582 29,5% 8.279 9.820 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 Area ceramica Variazione % 81-01 Variazione % 81-01 1.720 47,2% 2.149 2.531 Alfabeti con titolo di studio Valore assoluto 1981 1991 2001 Variazione % 81-01 109.892 132.629 147.349 34,1% Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % assoluto 81-01 1.628 -43,6% 928 919 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 558 -44,3% 346 311 Alfabeti senza titolo di studio Valore Variazione % 81-01 assoluto 28.871 -44,3% 18.745 16.074 Analfabeti Variazione % Valore assoluto 81-01 63 -52,4% 36 30 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 42 -28,6% 32 30 Analfabeti Valore assoluto Variazione % 81-01 1.763 1.318 1.098 -37,7% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Nel 2001, più della metà della popolazione in possesso di un titolo di studio risiede in tre comuni dell’area ceramica, vale a dire in quelli di Sassuolo (22,7%), Formigine (17,3%) e Scandiano (13,2%) (Tab. 1.6.c). Negli stessi comuni risiede anche la maggior parte della popolazione analfabeta che non possiede alcun titolo di studio: dei 16.074 alfabeti privi di titolo residenti nell’area al 2001, il 23,5% abita a Sassuolo, il 15,5% a Formigine e il 13,1% a Scandiano. La popolazione alfabeta è anch’essa concentrata per più della metà in soli tre comuni del distretto: Sassuolo (27,3%), Formigine (13,8%) e Fiorano Modenese (13%). Dal confronto fra le situazione registrate nel 1981 e nel 1991 e quella valevole nel 2001 emerge che il peso relativo dei vari comuni sul totale della popolazione dell’area ceramica è rimasto sostanzialmente immutato nel corso del tempo con riferimento a tutti e tre i macrogradi di istruzione considerati, rappresentati dal conseguimento di un titolo di studio, dalla condizione di alfabeta che non possiede alcun titolo e da quella di analfabeta. Tabella 1.6.c Area Ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori percentuali sulla popolazione comunale e sul distretto negli anni 1981, 1991 e 2001 1981 Alfabeti con titolo di studio Comune Sassuolo Fiorano Modenese % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto Alfabeti senza titolo di studio Analfabeti 1991 2001 Alfabeti Alfabeti senza con titolo titolo di di studio studio Alfabeti Alfabeti senza con titolo titolo di di studio studio Analfabeti Analfabeti 73,9% 18,2% 1,1% 82,5% 11,0% 0,9% 84,0% 9,5% 0,8% 27,0% 25,3% 26,0% 25,1% 23,6% 27,0% 22,7% 23,5% 27,3% 70,1% 19,8% 1,5% 80,1% 12,6% 1,0% 83,3% 10,0% 0,9% 9,4% 10,1% 12,3% 9,5% 10,6% 12,1% 9,1% 10,0% 13,0% (Segue Tab. 1.6.c) (Continua Tab. 1.6.c) 12 1981 Alfabeti con titolo di studio Comune Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto % su popolazione comunale % su popolazione del distretto Valori assoluti Area Ceramica % su popolazione del distretto Alfabeti senza titolo di studio Analfabeti 1991 2001 Alfabeti Alfabeti senza con titolo titolo di di studio studio Alfabeti Alfabeti senza con titolo titolo di di studio studio Analfabeti Analfabeti 69,0% 21,6% 1,3% 81,1% 12,4% 0,9% 84,5% 8,8% 0,6% 8,1% 9,6% 9,5% 8,9% 9,6% 10,1% 9,1% 8,7% 9,3% 72,5% 19,0% 1,0% 7,3% 1,1% 0,1% 7,7% 0,8% 0,1% 14,2% 14,2% 12,4% 16,6% 14,9% 12,9% 17,3% 15,5% 13,8% 69,9% 21,8% 1,8% 81,8% 12,1% 0,9% 83,0% 10,3% 0,6% 4,8% 5,7% 7,5% 5,0% 5,2% 5,7% 5,4% 6,1% 5,6% 74,3% 17,3% 0,9% 82,9% 11,6% 0,7% 85,0% 9,2% 0,5% 14,5% 12,9% 10,5% 13,7% 13,5% 10,8% 13,2% 13,1% 10,4% 72,0% 19,1% 1,4% 79,6% 14,3% 1,1% 83,0% 10,4% 0,8% 8,8% 8,8% 10,3% 8,0% 10,1% 10,8% 8,0% 9,2% 10,0% 68,1% 22,1% 1,3% 81,0% 11,9% 0,8% 84,4% 8,4% 0,5% 4,7% 5,9% 5,6% 5,4% 5,6% 5,5% 6,7% 6,1% 5,1% 77,5% 16,6% 0,6% 85,8% 9,6% 0,4% 85,7% 8,0% 0,3% 6,9% 5,6% 3,6% 6,2% 5,0% 2,7% 6,7% 5,7% 2,7% 69,6% 22,6% 1,7% 80,5% 13,0% 1,2% 83,9% 10,3% 1,0% 1,6% 1,9% 2,4% 1,6% 1,8% 2,4% 1,7% 1,9% 2,7% 109.892 28.871 1.763 132.629 18.745 1.318 147.349 16.074 1.098 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 13 Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario (Tab. 1.7.a). Tra il 1981 e il 2001 il numero di laureati nel territorio del distretto si è quadruplicato; ciò nonostante essi rappresentano al 2001 solo il 5,2% della popolazione complessiva. La componente femminile è in netto recupero su quella maschile in relazione al titolo di studio di livello universitario: essa registra un più elevato tasso di crescita del numero di soggetti laureati e una maggiore incidenza sulla rispettiva popolazione totale (il 6,1% contro il 4,3%) 7, raggiungendo al 2001 un valore assoluto superiore rispetto al numero di maschi laureati. Anche la popolazione in possesso di un diploma o della licenza media inferiore è in aumento: nel corso del periodo preso in esame, il numero di diplomati mostra un tasso di crescita del 173,6% con un’incidenza percentuale sulla popolazione complessiva al 2001 pari al 24,5%, a segnale di una buona diffusione di tale titolo di studio fra gli abitanti del distretto; il numero di coloro in possesso della licenza media inferiore, invece, è cresciuto del 65,5% ed essi rappresentano il 28,6% della popolazione al 2001. L’unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza elementare: tale fattore è imputabile in parte alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (5-24 anni), in parte alla diffusa tendenza al proseguimento degli studi da parte dei soggetti appartenenti a questa fascia d’età, e non rappresenta pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione di tali soggetti. 7 Tali valori sono calcolati come rapporto tra il numero rispettivamente di donne e di uomini laureati e il numero rispettivamente di donne e uomini complessivamente residenti nel territorio distrettuale. 14 Tabella 1.7.a Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti negli anni 1981, 1991, 2001 e variazione percentuale 1981-2001 Laurea maschi Var.% 81-01 femmine Diploma totale femmine totale maschi femmine Licenza elementare totale maschi femmine totale 1981 1.148 549 1.697 7.949 7.686 15.635 16.121 14.052 30.173 30.948 31.439 62.387 1991 1.770 1.150 2.920 13.488 14.125 27.613 25.062 21.133 46.195 26.739 29.162 55.901 2001 3.691 5.345 9.036 20.810 21.970 42.780 27.711 22.850 49.928 21.826 23.805 45.631 221,5% 873,6% 432,5% 161,8% 185,8% 173,6% 71,9% 62,6% 65,5% -29,5% -24,3% -26,9% 24,0% 24,9% 24,5% 32,0% 25,9% 28,6% 25,2% 26,9% 26,1% % sulla rispettiva popolazione totale al 4,3% 6,1% 5,2% 2001 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 15 maschi Licenza media inferiore Analizzando la situazione nel dettaglio, si osserva come alcuni comuni abbiano partecipato in misura considerevole all’aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio (Tab 1.7.b). Ad esempio, si noti come il 24,6% dell’incremento nel numero di laureati del distretto sia imputabile al solo comune di Fiorano Modenese e come il 72,7% di tale incremento provenga, nel complesso, da soli quattro comuni: Fiorano Modenese (24,6%), Sassuolo (19,5%), Formigine (18,6%) e Scandiano (10%). Per quanto riguarda il contributo dei vari comuni all’incremento della popolazione in possesso di un diploma e di quella in possesso della licenza media inferiore, si osserva come, fatta eccezione per Viano, il cui contributo è basso in relazione a tutte le tipologie di titolo di studio data la sua minore dimensione demografica, i restanti abbiano contribuito alla loro diffusione in maniera maggiormente omogenea. Alla diffusione della licenza elementare la partecipazione dei comuni del distretto è stata variabile per segno ed intensità: Castellarano, in particolare, a differenza degli altri comuni, ha apportato un contributo negativo alla riduzione complessiva del numero di soggetti in possesso della sola licenza elementare, i quali a livello locale, anziché diminuire, sono aumentati del 3,1%. Tra i comuni che contribuiscono maggiormente al decremento della popolazione con il livello minimo di istruzione, si sottolineano Sassuolo (31,2%), Fiorano Modenese (18%), Scandiano (16,1%) e Casalgrande (10,6%). Tabella 1.7.b Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Variazione percentuale 1981-2001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto 1 Comune Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Laurea Diploma Licenza media inferiore Licenza elementare Contributo Contributo Contributo Contributo Variazione alla Variazione alla Variazione alla Variazione alla % 81-01 variazione % 81-01 variazione % 81-01 variazione % 81-01 variazione del distretto del distretto del distretto del distretto 279,5% 19,5% 113,4% 18,8% 28,5% 12,5% -32,6% 31,2% 2006,7% 375,2% 469,8% 24,6% 6,6% 18,6% 220,5% 223,8% 219,7% 10,2% 9,3% 19,8% 77,5% 98,6% 109,8% 11,2% 12,2% 22,3% -49,3% -16,4% -14,1% 18,0% 5,0% 7,4% 340,0% 248,6% 3,7% 10,0% 233,8% 125,3% 5,4% 11,4% 132,7% 54,4% 8,2% 11,7% -19,2% -30,1% 3,8% 16,1% 398,8% 4,4% 174,8% 7,5% 58,9% 7,9% -30,9% 10,6% 271,3% 196,0% 270,4% 173,6% 8,5% 7,2% 1,9% 100,0% 89,7% 51,0% 69,5% 65,5% 6,9% 5,2% 1,9% 100,0% 3,1% -27,7% -15,7% -26,9% -0,5% 7,4% 0,9% 100,0% Castellarano 495,7% 4,7% Rubiera 395,2% 6,7% Viano 348,0% 1,2% Area Ceramica 432,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981 - 2001 Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il 37,6% degli alfabeti privi di titolo e il 55,4% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni. Tale evidenza indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 1.8.a). 1 Il contributo dei vari comuni alla variazione delle popolazioni con diversi titoli di studio è stato calcolato come il rapporto fra la variazione della popolazione comunale in possesso di un certo titolo e la variazione della popolazione distrettuale in possesso dello stesso. 16 Tabella 1.8.a Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio nel 2001. Valori assoluti e incidenza della popolazione in età superiore a 65 anni Alfabeti privi di titolo di studio Comune Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Mdena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano Analfabeti 3.776 1.609 1.401 2.496 1.353 555 551 822 35,8% 34,5% 39,3% 32,9% 300 143 102 152 169 80 57 78 incidenza popolazione in età superiore ai 65 anni 56,3% 55,9% 55,9% 51,3% 985 2.105 1.486 986 919 311 377 919 660 336 328 140 38,3% 43,7% 44,4% 34,1% 35,7% 45,0% 61 114 110 56 30 30 37 69 64 26 14 14 60,7% 60,5% 58,2% 46,4% 46,7% 46,7% 6.041 37,6% 1.098 608 55,4% Valori assoluti di cui in età incidenza superiore ai 65 popolazione in età anni superiore ai 65 anni Area Ceramica 16.074 Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Valori assoluti di cui in età superiore ai 65 anni Fra i comuni che hanno contribuito maggiormente alla riduzione della popolazione priva di istruzione in particolare figurano, nell’ordine, quelli di Sassuolo (27,6%), Scandiano (12,6%) e Formigine (12,4%) per quanto riguarda la componente alfabeta, e quelli di Sassuolo (23,8%), Fiorano Modenese (11,1%), Casalgrande (10,8%), Castelvetro di Modena (10,7%) e Scandiano (10,7%) per quanto riguarda invece la componente analfabeta, alla cui diminuzione i comuni hanno partecipato in misura lievemente più omogenea (Tab. 1.8.b). Tabella 1.8.b Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio. Variazione percentuale 1981-2001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto Alfabeti privi di titolo di studio Analfabeti Comune Contributo alla Contributo alla variazione Variazione % 81-01 Variazione % 81-01 variazione del distretto del distretto Sassuolo -48,4% 27,6% -34,5% 23,8% Fiorano Modenese -44,9% 10,2% -34,1% 11,1% Maranello -49,4% 10,7% -38,9% 9,8% Formigine -38,9% 12,4% -30,3% 9,9% Castelvetro di Modena -39,9% 5,1% -53,8% 10,7% Scandiano -43,4% 12,6% -38,4% 10,7% Casalgrande -41,7% 8,3% -39,6% 10,8% Castellarano -41,8% 5,5% -43,4% 6,5% Rubiera -43,6% 5,5% -52,4% 5,0% Viano -44,3% 1,9% -28,6% 1,8% Area Ceramica -44,3% 100,0% -37,7% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 È comunque possibile notare come il contributo dei singoli comuni alla diminuzione complessiva del numero di persone prive di un titolo di studio risenta della dimensione demografica comunale, e quindi come comuni demograficamente più grandi partecipino maggiormente alla riduzione del numero di alfabeti privi di titolo di studio e di analfabeti residenti nel distretto. Dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione residente nei vari comuni del distretto (Tab. 1.9) emerge come il livello di istruzione delle popolazioni locali di Sassuolo, Formigine, Scandiano e Rubiera sia 17 mediamente più elevato di quello esistente negli altri comuni dell’area. Tali comuni si posizionano infatti nelle prime posizioni relativamente a tutti gli indici di possesso del diploma di scuola media superiore presi in considerazione, mostrando pertanto una maggiore diffusione, fra i propri abitanti, di tale titolo di studio. Anche relativamente all’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo, i comuni citati in precedenza, ad eccezione di Scandiano, si caratterizzano per un basso valore registrato dall’indice, a segnale di un più generalizzato possesso del diploma di scuola media inferiore da parte della popolazione residente. Tabella 1.9 Area Ceramica: indici di istruzione della popolazione. Valore percentuale al 2001 Comune Non conseguimento della scuola dell'obbligo (15-52 anni) Possesso del Diploma di scuola media superiore (>19 anni) Possesso del Diploma di Possesso del Diploma di scuola media superiore scuola media superiore (35-44 anni) (19-34 anni) Sassuolo 11,67% 29,88% 52,46% 38,06% Fiorano modenese 14,00% 23,58% 43,08% 28,47% Maranello 11,95% 26,32% 46,91% 30,02% Formigine 9,24% 32,39% 53,08% 39,44% 11,76% 25,42% 43,98% 31,75% 8,54% 27,59% 51,06% 35,86% Casalgrande 12,08% 23,81% 46,34% 29,35% Castellarano 10,02% 29,73% 51,12% 33,33% Rubiera 8,50% 30,90% 54,80% 40,20% Viano Provincia di Reggio Emilia 8,76% 25,98% 51,03% 29,39% 9,40% 30,80% 53,10% 40,20% 9,63% 31,25% 53,89% 41,50% Castelvetro di Modena Scandiano Provincia di Modena Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Il confronto fra la situazione interna ai comuni dell’area ceramica e quella media dei comuni della provincia di Reggio Emilia e della provincia di Modena indica che i livelli di istruzione interni al distretto sono per la gran parte inferiori a quelli medi provinciali. I dati rivelano che l’unica popolazione comunale di età superiore ai 19 anni che risulta possedere il diploma di scuola media superiore in via più diffusa rispetto alla media delle popolazioni nelle due province è quella di Formigine con riferimento alla fascia di età superiore ai 19 anni, e di Rubiera con riferimento alla fascia di età compresa fra i 19 e i 34 anni. Inoltre, in tutti i comuni del distretto, il diploma di scuola media superiore risulta meno diffuso all’interno della popolazione di età compresa fra i 35 e i 44 anni rispetto alle stesse popolazioni della provincia di Modena e di Reggio Emilia. Infine, l’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo fra la popolazione di età compresa fra i 15 e i 52 anni è inferiore alle due medie provinciali solo in quattro comuni: quelli di Rubiera, Scandiano, Viano e Sassuolo nell’ordine. 1.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione del distretto sopra descritte si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva infatti una crescita in valore assoluto della popolazione attiva e una diminuzione 18 della popolazione non attiva, entrambe ascrivibili all’andamento demografico locale: la componente attiva è aumentata del 18%, mentre la componente non attiva si è ridotta del 19,9%. Nel corso del periodo preso in esame, inoltre, la popolazione attiva è cresciuta in modo costante, a differenza di quella non attiva, che è cresciuta nel primo decennio e diminuita nel secondo tornando, al 2001, a un livello inferiore a quello raggiunto nel 1981. A livello comunale si registra una crescita della componente attiva della popolazione locale in tutti i comuni del distretto ad eccezione di Sassuolo, la cui popolazione attiva decresce del 2,1% e contribuisce pertanto negativamente sia alla crescita della popolazione locale (che è complessivamente in diminuzione) sia alla crescita della popolazione attiva nel distretto. In tutti gli altri comuni la componente attiva delle rispettive popolazioni residenti è aumentata; tuttavia il contributo 2 dei singoli comuni al loro aumento complessivo è stato diverso. Gran parte della crescita della popolazione attiva è ascrivibile ai comuni di Formigine (37,2%), Castellarano (18,1%) e Maranello (13,4%). Al decremento della componente non attiva della popolazione del distretto, la cui diminuzione è stata del 19,9%, hanno partecipato in modo preponderante i comuni di Sassuolo (37,5%), Scandiano (17%), Fiorano Modenese (9,9%) e Casalgrande (9,7%): tali comuni, insieme, spiegano il 74,1% della riduzione complessiva della popolazione non attiva complessivamente residente nel distretto (Tab. 1.10). Tabella 1.10 Area ceramica: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti distrettuali negli anni 1981-1991-2001, variazioni percentuali e contributi percentuali dei singoli comuni del distretto Popolazione attiva Popolazione non attiva Popolazione totale 3 Sassuolo % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Fiorano Modenese 21,8% -2,1% -3,1% 24,1% -27,9% 37,5% 22,8% -15,3% 313,5% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Maranello 9,6% 6,3% 3,7% 8,6% -22,2% 9,9% 9,2% -6,9% 51,8% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 9,4% 27,8% 13,4% 8,7% -15,7% 6,5% 9,1% 6,2% -40,4% (Segue Tab. 1.10) (Continua Tab. 1.10) 2 Si fa riferimento al rapporto fra la variazione assoluta della popolazione in esame a livello comunale e la variazione assoluta della stessa a livello distrettuale. 3 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 19 Popolazione attiva Popolazione non attiva Popolazione totale Formigine % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Castelvetro di Modena 17,5% 48,2% 37,2% 16,4% -9,3% 6,8% 17,0% 18,3% -200,4% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Scandiano 5,6% 37,6% 10,1% 5,3% -16,6% 4,2% 5,5% 9,3% -35,6% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Casalgrande 12,6% 9,5% 7,2% 14,3% -22,7% 17,0% 13,3% -7,6% 83,5% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Castellarano 8,1% 5,3% 2,7% 8,3% -22,3% 9,7% 8,2% -8,4% 57,4% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Rubiera 7,1% 63,3% 18,1% 6,0% -3,6% 0,9% 6,6% 29,9% -116,3% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Viano 6,6% 25,6% 8,8% 6,6% -20,4% 6,9% 6,6% 1,3% -6,6% % sul distretto al 2001 Variazione % ‘81-‘01 contributo alla variazione ‘81-‘01 Area ceramica 1981 1991 2001 Variazione assoluta ‘81-‘01 Variazione % ‘81-‘01 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 1,7% 21,6% 1,9% 1,9% -9,4% 0,8% 1,7% 5,6% -7,0% 74.315 80.094 87.706 13.391 18,0% 77.296 81.542 61.936 -15.360 -19,9% 151.611 161.636 149.642 -1.969 -1,3% Osservando il tasso di occupazione 4, è possibile notare come il dato a livello distrettuale (56,6%) superi sia quello regionale (50,5%) sia quello nazionale (42,9%). Fra i comuni del distretto con la migliore situazione occupazionale vi sono nell’ordine: Castellarano (61,2%), Fiorano Modenese (59%), Maranello (58,6%), Castelvetro (58,5%) e Formigine (58,2%) (Tab. 1.11). 4 Esso è stato calcolato dall’Istat come il rapporto fra il numero di occupati residenti ai vari livelli (comunale, regionale e nazionale) e il complesso della popolazione residente di età superiore ai 15 anni. Coerentemente con questa definizione, il dato a livello distrettuale è di nostra elaborazione. 20 La migliore situazione del distretto rispetto alla Regione ed ancor più rispetto al Paese, è confermata anche da un tasso di disoccupazione inferiore rispettivamente di un punto e di otto punti percentuali. I comuni del distretto con un tasso di disoccupazione inferiore a quello medio distrettuale sono Viano (2,6%), Castellarano (2,7%), Casalgrande (2,9%), Rubiera (3%) e Castelvetro di Modena (3,1%). Tabella 1.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo 54,0% 4,0% Fiorano Modenese 59,0% 3,7% Maranello 58,6% 3,3% Formigine 58,2% 3,4% Castelvetro di Modena 58,5% 3,1% Scandiano 53,7% 3,2% Casalgrande 56,2% 2,9% Castellarano 61,2% 2,7% Rubiera 56,8% 3,0% Viano 54,2% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia 42,9% 11,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 1.12.a), emerge come la maggior parte di essa trovi collocazione nell’industria (55,9%), una parte minore nel terziario (41,2%) e solo in via residuale essa sia impiegata nell’agricoltura (2,9%). Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di questo territorio. Fra i comuni con la maggiore presenza di occupati nell’agricoltura figurano Formigine, la cui incidenza sul totale degli occupati nell’agricoltura del distretto corrisponde al 17,7%, e Scandiano, la cui incidenza è del 16,4%. A seguire vi sono Castelvetro di Modena (14,9%) e Sassuolo (12,5%). Per quanto riguarda l’industria il 21,4% degli occupati nel settore risiede a Sassuolo, mentre il 16,4% a Formigine. Seguono i comuni di Scandiano (11,3%), Fiorano Modenese (11,2%) e Maranello (10,3%). Gli occupati nelle altre attività provengono per la maggior parte dai comuni di Sassuolo, che ne fornisce da solo il 22,8%, Formigine, la cui incidenza è del 18,9% e Scandiano, nel quale risiede il 14,1% degli addetti nel terziario. 21 Tabella 1.12.a Occupati per ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Comune Agricoltura % su totale area ceramica Sassuolo 304 12,5% 10.132 21,4% 7.946 22,8% 18.382 21,7% 76 3,1% 5.327 11,2% 2.699 7,7% 8.102 9,6% Maranello 180 7,4% 4.901 10,3% 2.904 8,3% 7.985 9,4% Formigine Castelvetro di Modena 428 17,7% 7.765 16,4% 6.613 18,9% 14.806 17,5% 361 14,9% 2.626 5,5% 1.804 5,2% 4.791 5,7% Scandiano 398 16,4% 5.346 11,3% 4.931 14,1% 10.675 12,6% Casalgrande 211 8,7% 4.110 8,7% 2.562 7,3% 6.883 8,1% Castellarano 106 4,4% 3.736 7,9% 2.240 6,4% 6.082 7,2% Rubiera 244 10,1% 2.759 5,8% 2.628 7,5% 5.631 6,6% Viano 115 4,7% 708 1,5% 592 1,7% 1.415 1,7% Area Ceramica 2.423 100,0% % sul totale area ceramica 2,9% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 47.410 100,0% 34.919 100,0% 84.752 100,0% Fiorano Modenese Industria 55,9% % su totale area ceramica Altre attività 41,2% % su totale area ceramica Totale % su totale area ceramica 100,0% Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura del lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (74,3%), seguita da quella del lavoratore in proprio (16,6%), e da quella dell’imprenditore (6,3%) (Tab. 1.12.b). Dall’analisi della distribuzione territoriale degli occupati nelle varie posizioni professionali, è possibile cogliere come la gran parte di essi risieda nei comuni di Sassuolo, Formigine e Scandiano. Con riferimento ad esempio alla posizione di lavoratore alle dipendenze, il 20,7% degli occupati è residente nel comune di Sassuolo, il 16,4% a Formigine e l’11,4% a Scandiano. Lo stesso dicasi per le posizioni di lavoratore in proprio e imprenditore, relativamente alle quali nei tre comuni risiede complessivamente il 49,1% dei lavoratori in proprio e il 57,4% degli imprenditori del distretto. 22 Tabella 1.12.b Occupati per posizione professionale. Valori assoluti e percentuali al 2001 Comune Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Imprenditore e libero professionista % su totale area ceramica Lavoratore in proprio % su totale area ceramica Socio di cooperativa % su totale area ceramica Coadiuvante familiare % su totale area ceramica Dipendente o altra posizione subordinata % su totale area ceramica Totale % su totale area ceramica 1.403 25,4% 2.796 18,7% 213 18,8% 260 18,0% 13.710 20,7% 18.382 6,1% 210 459 1.104 3,8% 8,3% 20,0% 1.276 1.183 2.493 8,5% 7,9% 16,7% 54 78 170 4,8% 6,9% 15,0% 82 137 228 5,7% 9,5% 15,8% 6.480 6.128 10.811 9,8% 8.102 9,3% 7.985 16,4% 14.806 2,7% 2,7% 4,9% 272 663 4,9% 12,0% 881 2.064 5,9% 13,8% 85 157 7,5% 13,9% 130 236 9,0% 16,4% 3.423 7.555 5,2% 4.791 11,4% 10.675 1,6% 3,5% Casalgrande 411 7,4% 1.109 7,4% 84 7,4% 92 6,4% 5.187 7,8% 6.883 2,3% Castellarano Rubiera 386 362 7,0% 6,6% 1.013 877 6,8% 5,9% 77 85 6,8% 7,5% 83 97 5,8% 6,7% 4.523 4.210 6,8% 6,4% 6.082 5.631 2,0% 1,9% Viano 92 1,7% Area Ceramica 5.362 100,0% % sul totale 6,3% area ceramica Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 351 2,3% 22 1,9% 43 3,0% 907 1,4% 1.415 0,5% 14.043 100,0% 1.025 100,0% 1.388 100,0% 62.934 100,0% 84.752 100,0% 74,3% 100,0% 16,6% 1,2% 1,6% 1.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 1.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio distrettuale risultano attive 17.509 unità locali e trovano occupazione 93.001 addetti (Tab. 1.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 3.753 unità; tale incremento ha avuto un effetto positivo sul numero complessivo di addetti nell’area ceramica, che sono aumentati del 20,7%. Comparando l’andamento distrettuale con l’evoluzione verificatasi nei vari comuni è possibile cogliere come alcuni di essi (Formigine, Castellarano e Rubiera) mostrino, nel periodo esaminato, tassi di crescita delle unità locali e degli addetti superiori a quelli medi distrettuali. Tabella 1.13 Area Ceramica: Addetti e Unità Locali. Valori assoluti e variazione assoluta e percentuale Addetti 1991 2001 Unità Locali Variazione Variazione assoluta '91- percentuale '01 '91-'01 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 Variazione percentuale '91-'01 Sassuolo 18.577 22.205 3.628 19,5% 3.764 4.672 908 24,1% Fiorano Modenese 13.341 16.921 3.580 26,8% 1.373 1.709 336 24,5% Maranello 6.667 8.005 1.338 20,1% 1.073 1.397 324 30,2% Formigine Castelvetro di Modena 8.590 11.336 2.746 32,0% 2.004 2.689 685 34,2% 5.431 6.021 590 10,9% 722 810 88 12,2% Scandiano 7.592 8.458 866 11,4% 1.923 2.266 343 17,8% Casalgrande 6.462 7.098 636 9,8% 1.015 1.361 346 34,1% Castellarano 4.718 6.437 1.719 36,4% 712 1.102 390 54,8% Rubiera 4.626 5.769 1.143 24,7% 875 1.191 316 36,1% Viano 1.058 1.093 35 3,3% 295 312 17 5,8% Area Ceramica 77.062 93.001 15.939 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 20,7% 13.756 17.509 3.753 27,3% Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (65,8%), seguita dall’industria (18,9%), dall’edilizia (14,7%) e, infine, dall’agricoltura (0,6%) (Tab. 1.14 e Fig. 1.2.a). Per quanto riguarda gli addetti invece, il settore che ne assorbe il maggior numero è l’industria (54,5%), seguita dai servizi (38,2%), dal settore edilizio (7,1%) e solo in via residuale dall’agricoltura (0,2%) (Tab. 1.14 e Fig. 1.2.b). La generale crescita degli addetti all’interno dell’area distrettuale (+15.939) è stata sostenuta principalmente dall’incremento delle unità locali operanti nel terziario (+2.782), che ha determinato un aumento degli occupati nel settore di 8.149 addetti. In termini assoluti il numero degli addetti del distretto è cresciuto maggiormente nell’industria (+6.086) rispetto al settore edilizio (+1.676), sebbene la crescita delle unità locali sia stata più intensa in quest’ultimo. Anche l’agricoltura ha espanso le proprie unità locali (+18) e i propri addetti (+28). Nel complesso tali dinamiche fanno intravedere una progressiva terziarizzazione del sistema economico locale ed un ridimensionamento del ruolo, ancora centrale nell’economia del distretto, dell’industria. Tabella 1.14 Area Ceramica: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali 24 Servizi totale Costruzioni Industria totale Agricoltura Unità Locali Servizi Costruzioni Industria Agricoltura Addetti 164 192 28 44638 50724 6086 4890 6566 1676 27370 35519 8149 77062 93001 15939 82 100 18 3123 3309 186 1807 2574 767 8744 11526 2782 13756 17509 3753 % assorbita dai rami di attività nel 1991 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 Sassuolo % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Fiorano Modenese % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Maranello % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Formigine % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Castelvetro di Modena % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Scandiano % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Casalgrande % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Castellarano % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Rubiera % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 Viano % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 1991 % degli addetti del ramo assorbita dal comune nel 2001 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% 22,0% 17,8% 24,7% 34,4% 24,1% 8,5% 21,6% 20,3% 31,1% 27,4% 8,9% 17,4% 24,3% 33,2% 23,9% 7,0% 20,7% 22,2% 29,6% 26,7% 2,4% 23,6% 8,2% 8,8% 17,3% 4,9% 13,4% 10,6% 8,7% 10,0% 1,0% 25,5% 11,7% 9,1% 18,2% 2,0% 15,0% 9,4% 8,4% 9,8% 9,8% 9,3% 10,8% 7,2% 8,7% 12,2% 7,2% 10,7% 7,4% 7,8% 13,0% 9,0% 9,7% 7,8% 8,6% 13,0% 7,7% 9,6% 7,6% 8,0% 9,1% 9,6% 15,0% 13,0% 11,1% 13,4% 14,2% 17,0% 14,2% 14,6% 12,0% 10,9% 14,2% 13,6% 12,2% 17,0% 15,1% 15,6% 15,3% 15,4% 28,7% 8,9% 5,9% 4,1% 7,0% 25,6% 6,5% 5,3% 4,6% 5,2% 29,2% 8,2% 5,3% 4,2% 6,5% 23,0% 5,2% 5,2% 4,2% 4,6% 5,5% 7,0% 16,3% 13,4% 9,9% 8,5% 12,6% 18,2% 13,6% 14,0% 9,4% 6,1% 14,4% 12,4% 9,1% 11,0% 11,0% 16,0% 12,8% 12,9% 7,9% 9,5% 7,5% 6,8% 8,4% 8,5% 9,0% 7,2% 6,8% 7,4% 5,2% 8,4% 7,1% 6,6% 7,6% 7,0% 9,5% 7,3% 7,4% 7,8% 0,0% 7,3% 4,9% 4,5% 6,1% 0,0% 6,1% 3,9% 5,2% 5,2% 2,6% 7,8% 5,4% 5,0% 6,6% 4,0% 7,4% 6,5% 6,0% 6,3% 7,9% 5,8% 5,4% 6,4% 6,0% 8,5% 7,5% 4,4% 6,3% 6,4% 13,5% 5,5% 6,6% 7,1% 6,2% 10,0% 6,6% 5,9% 7,0% 6,8% 6,7% 1,3% 1,5% 1,4% 1,4% 9,8% 1,8% 2,3% 2,2% 2,1% 5,2% 1,3% 1,3% 1,0% 1,2% 6,0% 1,7% 2,3% 1,6% 1,8% Area Ceramica 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 25 Osservando l’incidenza dei vari comuni sul numero complessivo di unità locali presenti nell’area al 2001, spicca la posizione occupata da Sassuolo all’interno del distretto: il 26,7% delle unità attive a livello distrettuale è sita nel territorio comunale. Altri comuni con un incidenza rilevante sono quelli di Formine (15,4%) e Scandiano (12,9%). Per quanto riguarda gli addetti il 23,9% di essi risiede a Sassuolo, il 18,2% a Fiorano Modenese e il 12,2% a Formigine. Anche concentrando l’attenzione sui singoli rami di attività, si coglie una relativa concentrazione del numero complessivo di unità locali e di addetti in pochi comuni: a Sassuolo, Formigine e Scandiano è sita complessivamente oltre la metà delle unità locali del distretto operanti nel terziario (57,7%), e quasi la metà di quelle operanti nel settore secondario (46,9%). In quest’ultimo una quota rilevante di unità locali è detenuta anche da Fiorano Modenese (15%). Al pari delle unità locali, anche gli addetti del settore terziario appartengono per la maggior parte ai comuni di Sassuolo (33,2%), Formigine (13,6%) e Scandiano (12,4%). Lo stesso dicasi per l’industria: così come le unità locali, anche gli addetti occupati nel settore trovano concentrazione nei comuni di Fiorano Modenese (25,5%), Sassuolo (17,4%), e Formigine (10,9%). Figura 1.2.a Area ceramica: unità locali per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001 70,0% 65,8% 63,6% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 22,7% 18,9% 20,0% 14,7% 13,1% 10,0% 0,6% 0,6% 0,0% 1991 Agricoltura 2001 Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991- 2001 26 Costruzioni Servizi Figura 1.2.b Area ceramica: addetti per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001 57,9% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 35,5% 30,0% 20,0% 7,1% 6,3% 10,0% 0,2% 0,2% 0,0% 1991 Agricoltura 2001 Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991 -2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 1.14): - - - il tessuto economico del distretto mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali in esso presenti, sia il numero degli addetti; l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 74,1% allo sviluppo delle stesse nel ramo terziario, per il 20,4% allo sviluppo avvenuto nel settore dell’edilizia e per il 5% a quello avvenuto nel settore secondario; l’incremento degli addetti è spiegato per il 51,1% dall’espansione della base occupazionale del ramo terziario, per il 38,2% dall’aumento del numero di addetti impiegati nell’industria e per il 10,5% a quello del settore edilizio. nel territorio distrettuale lo sviluppo del settore terziario è particolarmente rilevante: l’area ceramica, al 2001, si caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario. Nel periodo 19912001 tale quota è cresciuta dal 35,5% al 38,2%; tale incremento si è verificato a scapito dell’industria, la cui incidenza sul totale degli addetti dell’area è diminuita dal 57,9% al 54,5%. Le stesse considerazioni valgono per le unità locali operanti nel distretto: il numero di quelle attive nel solo terziario è passato dal rappresentare il 63,6% delle unità totali al 65,8% delle stesse; viceversa l’industria ha diminuito il proprio peso passando dal 22,7% al 18,9%. Ciò mette in luce una lenta ma progressiva modificazione della vocazione manifatturiera del distretto in favore di una maggiore produzione di servizi. 27 1.3.2 Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia del distretto suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel suo territorio (Tab. 1.15.a e Tab. 1.15.b). Al 2001 si contano 11.526 unità locali e 35.519 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 31,8% e gli addetti del 29,8%. Tabella 1.15.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e variazione assoluta e percentuale Unità Locali Attività 1991 Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli 2001 Addetti Variazione assoluta Variazione % 1991 2001 Variazione assoluta Variazione % 581 557 -24 -4,1% 1.877 1.871 -6 -0,3% Commercio all'ingrosso 1.344 1.931 587 43,7% 3.685 5.064 1.379 37,4% Commercio al dettaglio 2.371 1.946 -425 -17,9% 5.378 4.847 -531 -9,9% 547 718 171 31,3% 2.063 2.780 717 34,8% Attività di commercio e ristorazione 4.843 5.152 309 6,4% 13.003 14.562 1.559 12,0% Alberghi e ristoranti Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte 854 854 0 0,0% 1.753 2.235 482 27,5% 79 90 11 13,9% 432 699 267 61,8% 933 944 11 1,2% 2.185 2.934 749 34,3% Poste e telecomunicazioni 41 34 -7 -17,1% 493 418 -75 -15,2% Intermediazione monetaria e finanziaria 93 126 33 35,5% 820 1.055 235 28,7% Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti 1 5 4 400,0% 1 6 5 500,0% Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria 138 262 124 89,9% 288 448 160 55,6% Attività immobiliari 182 842 660 362,6% 326 1.339 1.013 310,7% 455 1.269 814 178,9% 1.928 3.266 1.338 69,4% Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa 31 43 12 38,7% 48 72 24 50,0% 139 328 189 136,0% 462 1.055 593 128,4% 5 19 14 280,0% 19 34 15 78,9% 781 1.692 911 116,6% 1.935 4.215 2.280 117,8% 956 2.082 1.126 117,8% 2.464 5.376 2.912 118,2% 54 52 -2 -3,7% 789 1.124 335 42,5% Istruzione 165 142 -23 -13,9% 2.714 3.142 428 15,8% Sanità e altri servizi sociali 408 603 195 47,8% 2.335 3.029 694 29,7% 16 19 3 18,8% 153 221 68 44,4% Attività di organizzazioni associative 176 195 19 10,8% 340 227 -113 -33,2% Attività ricreative, culturali e sportive 226 505 279 123,5% 438 481 43 9,8% Altre attività dei servizi 512 563 51 10,0% 1.021 1.157 136 13,3% Pubblica amministrazione 1.557 2.079 522 33,5% 7.790 9.381 1.591 20,4% Totale complessivo 8.744 11.526 2.782 31,8% 27.370 35.519 8.149 29,8% Smaltimento rifiuti Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 28 Tabella 1.15.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e incidenza sul settore terziario Unità Locali Addetti % sul totale servizi % sul totale servizi 1991 % sul totale servizi 2001 % sul totale servizi 1991 581 6,6% 557 4,8% 1.877 6,9% 1.871 5,3% Commercio all'ingrosso 1.344 15,4% 1.931 16,8% 3.685 13,5% 5.064 14,3% Commercio al dettaglio 2.371 27,1% 1.946 16,9% 5.378 19,6% 4.847 13,6% 547 6,3% 718 6,2% 2.063 7,5% 2.780 7,8% 4.843 55,4% 5.152 44,7% 13.003 47,5% 14.562 41,0% 854 9,8% 854 7,4% 1.753 6,4% 2.235 6,3% 79 0,9% 90 0,8% 432 1,6% 699 2,0% 933 10,7% 944 8,2% 2.185 8,0% 2.934 8,3% Poste e telecomunicazioni 41 0,5% 34 0,3% 493 1,8% 418 1,2% Intermediazione monetaria e finanziaria 93 1,1% 126 1,1% 820 3,0% 1.055 3,0% Attività Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti Assicurazioni e fondi pensione 2001 1 0,0% 5 0,0% 1 0,0% 6 0,0% Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria 138 1,6% 262 2,3% 288 1,1% 448 1,3% Attività immobiliari 182 2,1% 842 7,3% 326 1,2% 1.339 3,8% 455 5,2% 1.269 11,0% 1.928 7,0% 3.266 9,2% 31 0,4% 43 0,4% 48 0,2% 72 0,2% 139 1,6% 328 2,8% 462 1,7% 1.055 3,0% 5 0,1% 19 0,2% 19 0,1% 34 0,1% 781 8,9% 1.692 14,7% 1.935 7,1% 4.215 11,9% 956 10,9% 2.082 18,1% 2.464 9,0% 5.376 15,1% Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa 54 0,6% 52 0,5% 789 2,9% 1.124 3,2% Istruzione 165 1,9% 142 1,2% 2.714 9,9% 3.142 8,8% Sanità e altri servizi sociali 408 4,7% 603 5,2% 2.335 8,5% 3.029 8,5% Smaltimento rifiuti 16 0,2% 19 0,2% 153 0,6% 221 0,6% Attività di organizzazioni associative 176 2,0% 195 1,7% 340 1,2% 227 0,6% Attività ricreative, culturali e sportive 226 2,6% 505 4,4% 438 1,6% 481 1,4% Altre attività dei servizi 512 5,9% 563 4,9% 1.021 3,7% 1.157 3,3% Pubblica amministrazione 1.557 17,8% 2.079 18,0% 7.790 28,5% 9.381 26,4% Totale complessivo 8.744 100,0% 11.526 100,0% 27.370 100,0% 35.519 100,0% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia del numero di unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio. Delle 11.526 unità locali presenti nel territorio al 2001, ben il 33,7% risultano essere attività di commercio, sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 43,7% a fronte, invece, di una diminuzione delle unità locali del commercio al dettaglio pari al 17,9%. 29 Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al 2001, risultano pari al 14,3% del totale degli addetti del terziario, contro il 13,5% del 1991. Nel corso del periodo, il numero degli addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 37,4% per un totale di 1.379 unità. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia una fase di arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 9,9% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 19,6% nel 1991 al 13,6% nel 2001. Terza per importanza per numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel decennio ha visto aumentare sia il numero di unità locali (+31,3%) che di addetti (+34,8%). Questa attività ha mantenuto nel tempo un ruolo significativo: al 1991 assorbiva il 7,5% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 ne assorbe il 7,8%. Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo in esame, sia gli addetti (+34,3%) sia, anche se in misura più contenuta, le unità locali (+1,2%). Le attività di intermediazione registrano una crescita molto forte delle unità locali (+178,9%) e conseguentemente degli addetti (+69,4%). Tale espansione delle attività d’intermediazione nel territorio del distretto è da ricondursi in gran parte all’aumento delle unità locali operanti nel comparto immobiliare, le quali sono cresciute di 660 unità (+362,6%), su un complessivo aumento delle unità locali svolgenti attività di intermediazione di 814 unità. Il forte aumento delle unità locali delle attività immobiliari si è tradotto in un incremento del numero di addetti pari a 1.013 unità (+310,7%). Al 2001 l’attività immobiliare incide per il 7,3% sulle unità locali del terziario e per il 3,8% sugli addetti del settore. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Questo insieme di attività, paragonato alle altre macroaree, mostra, in termini assoluti, la crescita maggiore sia per quanto riguarda le unità locali (+ 1.126) sia per quanto riguarda gli addetti (+2.912). Nel corso del decennio tale attività è arrivata ad assorbire il 15,1% del totale degli addetti del terziario. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc… Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 le attività assorbono l’11,9% del totale degli addetti del terziario e il 78,4% degli addetti occupati nelle attività di servizi alle imprese, collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio distrettuale. Anche il settore della Pubblica amministrazione ha visto aumentare, nel corso del decennio, le proprie unità locali e i propri addetti, rispettivamente del 33,5% e del 20,4%. Tali incrementi non si sono tuttavia tradotti in un maggior peso ricoperto dal settore all’interno del terziario: l’incidenza delle amministrazioni pubbliche sul totale delle unità di servizi si è mantenuta stabile (dal 17,8% nel 1991, al 18,0% nel 2001), mentre l’incidenza degli occupati è scesa dal 28,5% del 1991 al 26,4% del 2001. 30 1.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 3.309 unità locali e 50.724 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+6%), sia per quanto riguarda gli addetti (+13,6%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio distrettuale, assorbendo il 54,5% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 1.16.a e Tab. 1.16.b). Tabella 1.16.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e variazione assoluta e percentuale Unità Locali Area ceramica Attività Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) 1991 2001 Variazione assoluta Addetti Variazione % 1991 2001 Variazione assoluta Variazione % 37 41 4 10,8% 234 195 -39 -16,7% Industrie alimentari e delle bevande 316 318 2 0,6% 2.812 2.927 115 4,1% Industrie tessili 330 152 -178 -53,9% 1.497 786 -711 -47,5% Confezione di articoli di vestiario 193 152 -41 -21,2% 1.100 843 -257 -23,4% 16 12 -4 -25,0% 38 23 -15 -39,5% Preparazione e concia cuoio Industria del legno 158 152 -6 -3,8% 801 924 123 15,4% Fabbricazione della carta 30 31 1 3,3% 854 977 123 14,4% Editoria, stampa e riproduzione 99 107 8 8,1% 793 1.051 258 32,5% 0 1 1 - 0 2 2 - 51 61 10 19,6% 1.182 1.538 356 30,1% 45 52 7 15,6% 802 811 9 1,1% 437 598 161 36,8% 20.940 23.536 2.596 12,4% 14 12 -2 -14,3% 245 247 2 0,8% 486 695 209 43,0% 3.085 4.470 1.385 44,9% 519 516 -3 -0,6% 6.142 7.752 1.610 26,2% Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento di combustibili nucleari Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici 0 8 8 - 0 27 27 - Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 90 116 26 28,9% 708 920 212 29,9% Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 38 24 -14 -36,8% 129 82 -47 -36,4% Fabbricazione di apparecchi medicali 88 81 -7 -8,0% 342 443 101 29,5% Fabbricazione di autoveicoli 19 21 2 10,5% 1.948 2.267 319 16,4% Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Fabbricazione di mobili 4 2 -2 -50,0% 14 4 -10 -71,4% 134 136 2 1,5% 768 639 -129 -16,8% Recupero e riparazione per il riciclaggio Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda 3 12 9 300,0% 6 27 21 350,0% 10 7 -3 -30,0% 190 128 -62 -32,6% Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 6 2 -4 -66,7% 8 105 97 1212,5% 3.123 3.309 186 6,0% 44.638 50.724 6.086 13,6% Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 31 Tabella 1.16.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e incidenza sul settore secondario Unità Locali Area ceramica Addetti % sul totale industria % sul totale industria 1991 % sul totale industria 2001 % sul totale industria 1991 37 1,2% 41 1,2% 234 0,5% 195 0,4% Industrie alimentari e delle bevande 316 10,1% 318 9,6% 2.812 6,3% 2.927 5,8% Industrie tessili 330 10,6% 152 4,6% 1.497 3,4% 786 1,5% Confezione di articoli di vestiario 193 6,2% 152 4,6% 1.100 2,5% 843 1,7% 16 0,5% 12 0,4% 38 0,1% 23 0,0% 158 5,1% 152 4,6% 801 1,8% 924 1,8% Fabbricazione della carta 30 1,0% 31 0,9% 854 1,9% 977 1,9% Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento di combustibili nucleari 99 3,2% 107 3,2% 793 1,8% 1.051 2,1% 0 0,0% 1 0,0% 0 0,0% 2 0,0% Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 51 1,6% 61 1,8% 1.182 2,6% 1.538 3,0% 45 1,4% 52 1,6% 802 1,8% 811 1,6% 437 14,0% 598 18,1% 20.940 46,9% 23.536 46,4% 14 0,4% 12 0,4% 245 0,5% 247 0,5% 486 15,6% 695 21,0% 3.085 6,9% 4.470 8,8% 519 16,6% 516 15,6% 6.142 13,8% 7.752 15,3% 0 0,0% 8 0,2% 0 0,0% 27 0,1% Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 90 2,9% 116 3,5% 708 1,6% 920 1,8% 38 1,2% 24 0,7% 129 0,3% 82 0,2% Fabbricazione di apparecchi medicali 88 2,8% 81 2,4% 342 0,8% 443 0,9% Fabbricazione di autoveicoli 19 0,6% 21 0,6% 1.948 4,4% 2.267 4,5% 4 0,1% 2 0,1% 14 0,0% 4 0,0% 134 4,3% 136 4,1% 768 1,7% 639 1,3% Attività Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Preparazione e concia cuoio Industria del legno Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Fabbricazione di mobili 2001 Recupero e riparazione per il riciclaggio Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda 3 0,1% 12 0,4% 6 0,0% 27 0,1% 10 0,3% 7 0,2% 190 0,4% 128 0,3% Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 6 0,2% 2 0,1% 8 0,0% 105 0,2% 3.123 100,0% 3.309 100,0% 44.638 100,0% 50.724 100,0% Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior parte degli addetti, ben il 46,4% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di questa attività era centrale nell’economia del comune e non è significativamente variato nel corso del periodo. Il numero delle unità locali subisce una variazione dal 1991 al 2001 del 36,8% e aumenta la propria incidenza dal 14% al 18,1%. Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del distretto assorbendo, nel 2001, il 25,3% del totale degli addetti del distretto. 32 La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio distrettuale: essa occupa il 15,3% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 26,2%, a fronte di un leggero calo del numero di unità locali operanti nel comparto (-0,6%). Terza per importanza in termini di incidenza sul numero complessivo di addetti dell’industria è l’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti. Tale attività occupa l’8,8% degli addetti del settore secondario per un totale di 4470 addetti, e il 21% delle unità locali per un totale di 695 unità. Per quanto riguarda lo sviluppo subito dalle unità locali e dagli addetti nel decennio 1991-2001 esso è stato rispettivamente del 43% e del 44,9%. Altri due importanti settori sono quelli dell’industria alimentare e delle bevande e quello della fabbricazione di autoveicoli: essi rappresentano rispettivamente il 5,8% e il 4,5% degli addetti totali dell’industria. Nel corso del periodo esaminato entrambe le attività sono cresciute solo di due unità locali; a tale modesto incremento ha corrisposto tuttavia un aumento di 115 addetti nell’industria alimentare e della bevande e di 319 addetti nell’attività di fabbricazione di autoveicoli. Due attività che hanno mostrato buoni livelli di crescita delle unità locali, ma soprattutto degli addetti, sono la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche e il comparto dell’editoria, della stampa e della riproduzione. In termini assoluti la prima è cresciuta di 356 addetti e 10 unità locali, mentre la seconda è cresciuta di 258 addetti e 8 unità locali. Per quanto riguarda l’incidenza delle due attività sul numero complessivo di addetti, in entrambi i casi essa è cresciuta leggermente: la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche è passata dal 2,6% al 3% degli addetti del settore secondario, mentre l’editoria, la stampa e la riproduzione sono passate dall’1,8% al 2,1% degli stessi. Le quote relative alle unità locali sono invece rimaste stabili nel periodo considerato per entrambe le attività. Infine, l’attività di fabbricazione della carta ricopre un ruolo importante all’interno del distretto: essa occupa, al 2001, l’1,9% del totale degli addetti dell’industria e mostra, nel periodo in esame, un aumento di 123 addetti, a fronte dell’aumento di una sola unità produttiva. Anche l’industria del legno è un’attività di importanza non trascurabile, per variazione assoluta del numero di addetti, all’interno dell’area distrettuale: essi sono cresciuti di 123 unità senza però che a tale incremento sia corrisposto un aumento dell’incidenza dell’attività sul numero complessivo di addetti dell’industria dal 1991 al 2001 (essa è rimasta stabile e pari all’1,8%). In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia distrettuale, delle industrie tessili, della confezione di articoli di vestiario e dell’attività di fabbricazione di mobili. Tutte e tre le attività registrano una rilevante diminuzione degli addetti: la prima perde il 47,5% degli occupati, la seconda il 23,4%, e la terza il 16,8%. Tali dinamiche negative nel numero di addetti sono state causate dalla consistente riduzione del numero di unità locali per quanto riguarda l’industria tessile (-178 unità) e la confezione di articoli di vestiario (-41 unità). L’attività di fabbricazione di mobili mostra invece un incremento di due unità locali, il quale tuttavia non è stato sufficiente ad impedire la riduzione complessiva degli addetti. 1.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 22,3% del totale degli addetti occupati sul territorio dell’area ceramica (Tab. 1.17.a). L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 20.710 addetti e 370 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia dell’area distrettuale. 33 Tabella 1.17.a Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti negli 1999 e 2001. Valori assoluti e percentuali 1991 Unità Locali Industria ceramica 2001 Addetti Unità Locali Addetti 337 20.840 370 20.710 3.123 44.638 3.309 50.724 Totale sistema produttivo 13.756 77.062 17.509 93.001 Incidenza del comparto ceramico sul settore dell'industria 10,8% 46,7% 11,2% 40,8% 2,4% 27,0% 2,1% 22,3% Totale industria Incidenza del comparto ceramico sull'intero sistema produttivo Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi (Tab. 1.17.b): - un andamento positivo per quanto riguarda il numero di unità locali (+33), ma negativo con riferimento al numero di addetti (-130); - un processo di frammentazione della base produttiva, come indicato dalla diminuzione del numero di unità di medie dimensioni (20-49 addetti) e dal contestuale aumento del numero di unità piccola dimensione (1-19 addetti), ai quali corrisponde una perdita complessiva è di 236 occupati 1: le prime diminuiscono di 15 unità e occupano 493 addetti in meno rispetto al 1991; le seconde invece registrano un incremento di 63 unità e di 257 addetti; - un processo di consolidamento delle realtà di grandi dimensioni (50-999 addetti), che diminuiscono la propria numerosità (-15 unità) ma aumentano le proprie dimensioni in termini di addetti impiegati (+106). La crescita dimensionale di tali realtà controbilancia la perdita occupazionale complessivamente registrata dalle realtà di dimensioni medio-piccole; essa tuttavia non è sufficiente ad evitare la riduzione complessiva delle possibilità occupazionali offerte dal settore, che è pari, come si è detto, a 130 addetti 1 Essa è data dalla differenza fra la variazione negativa del numero di addetti impiegati nelle unità di medie dimensioni (-493) e la variazione positiva del numero di addetti occupati nelle unità di piccola dimensione (+257). Essa indica come il processo di frammentazione della produzione in unità con meno di 20 addetti produca di per sé una perdita occupazionale, la quale -come si dirà anche nel seguito- è in parte compensata dalla crescita dimensionale delle unità con più di 50 addetti. 34 Tabella 1.17.b Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti per classe dimensionale. Valori assoluti 1991-2001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 1 addetto 2 addetti 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti 16-19 addetti Variazione realtà di piccole dimensioni 20-49 addetti Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti 250-499 addetti 500-999 addetti Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Area Ceramica 2001 Addetti variazione assoluta 18 12 25 28 30 18 46 18 33 39 44 14 131 87 1991 2001 variazione assoluta 28 6 8 11 14 -4 18 24 98 209 371 312 46 36 124 285 546 252 28 12 26 76 175 -60 194 63 1032 1289 257 72 -15 2794 2301 -493 87 60 41 5 11 2 72 45 30 10 15 4 -15 -15 -11 5 4 2 2794 4268 5743 1118 4.475 1410 2.301 3154 4049 2232 4.908 2777 -493 -1114 -1694 1114 433 1367 119 104 -15 17.014 17.120 106 337 370 33 20.840 20.710 -130 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La complessiva crescita del numero di unità produttive appartenenti all’industria ceramica deve attribuirsi principalmente allo sviluppo registrato da queste unità nel comune di Casalgrande, nel quale al 2001 sono attive 10 unità in più rispetto a quelle esistenti nel 1991 (Tab. 1.17.c). Tale espansione, che percentualmente è stata del 23,3%, non stata tuttavia sufficiente ad evitare la riduzione dei posti di lavoro offerti dall’industria all’interno del Comune (-404 addetti). Tabella 1.17.c Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Dettaglio comunale. Valori assoluti 1991-2001 Unità Locali 1991 2001 Addetti Variazione assoluta '91-'01 Variazione percentuale '91-'01 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 Variazione percentuale '91-'01 Sassuolo Fiorano Modenese 73 74 1 1,4% 3.961 4.183 222 5,6% 97 101 4 4,1% 6.683 7.412 729 10,9% Maranello 20 24 4 20,0% 2.297 1.077 -1.220 -53,1% Formigine Castelvetro di Modena 18 25 7 38,9% 295 314 19 6,4% 23 22 -1 -4,3% 1.545 1.941 396 25,6% 9 10 1 11,1% 504 533 29 5,8% Casalgrande 43 53 10 23,3% 2.433 2.029 -404 -16,6% Castellarano 35 42 7 20,0% 2.038 2.263 225 11,0% Rubiera 13 11 -2 -15,4% 711 663 -48 -6,8% 6 8 2 33,3% 373 295 -78 -20,9% 337 370 33 9,8% 20.840 20.710 -130 -0,6% Scandiano Viano Area ceramica Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 35 Un contributo significativo alla crescita del numero di unità ceramiche situate nell’area distrettuale è provenuto anche dai comuni di Formigine e Castellarano, in ciascuno dei quali sono localizzate 7 unità in più rispetto al 1991. In entrambi, l’espansione del settore ceramico è avvenuta anche in termini di addetti, che sono aumentati di 19 unità nel primo e di 225 unità nel secondo. Il numero di addetti è diminuito a livello ceramico in modo particolare a causa della riduzione del loro numero nel comune di Maranello (-1220), nel quale il settore mette in luce una drastica contrazione delle sue possibilità occupazionali, con il taglio di oltre la metà dei posti di lavoro esistenti nel 1991. Il numero di addetti si riduce anche nei comuni di Viano (-78) e Rubiera (-48), a fronte rispettivamente dell’aumento e della diminuzione di 2 unità locali. Analizzando la distribuzione territoriale delle unità locali operanti nel comparto della piastrella emerge come il 73% di esse sia collocata in quattro comuni dei 10 appartenenti all’area. Essi sono i comuni di: Fiorano Modenese (27,3%), Sassuolo (20%), Casalgrande (14,3%) e Castellarano (11,4%). Nel periodo 1991-2001, il peso relativo dei vari comuni all’interno del distretto è variato leggermente (Fig 1.3.a); con riferimento ai principali comuni del distretto, in particolare, si può notare come Fiorano Modenese e Sassuolo, pur rimanendo i comuni dell’area ceramica con il maggior numero di unità locali, abbiano ridotto la propria incidenza sul numero complessivo di unità situate nel territorio distrettuale di quasi 3 punti percentuali, diversamente da Casalgrande e Castellarano, che l’hanno aumentata rispettivamente di 1,5 e 1 punti percentuali. Figura 1.3.a Area ceramica: quota unità locali dell’industria ceramica per comune. Anni 1991e 2001 28,8% 30,0% 25,0% 27,3% 21,7% 20,0% 20,0% 14,3% 15,0% 12,8% 11,4% 10,4% 10,0% 5,9% 5,0% 6,8% 6,8% 5,3% 2,7% 5,9% 6,5% 3,9% 2,7% 1,8% 3,0% 2,2% 0,0% 1991 2001 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 36 Allo stesso modo, i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Castellarano e Casalgrande danno occupazione al 76,7% degli addetti della produzione di piastrelle e lastre ceramiche del territorio, con quote rispettivamente del 35,8%, 20,2%, 10,9% e 9,8%. Nel 1991 essi erano presenti in misura maggiore a Fiorano Modenese, seguito, nell’ordine, da Sassuolo, Casalgrande, Maranello e Castellarano (Fig. 1.3.b). Figura 1.3.b Area ceramica: quota addetti dell’industria ceramica per comune. Anni 1991 e 2001 40,0% 35,8% 35,0% 32,1% 30,0% 25,0% 20,2% 19,0% 20,0% 15,0% 11,7% 9,8% 11,0% 9,4% 9,8%10,9% 7,4% 10,0% 5,2% 5,0% 1,4% 2,4% 3,4% 1,8% 3,2% 1,5% 2,6% 0,0% 1991 2001 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 37 1,4% 1.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE L’area ceramica si distingue per alcuni tratti specifici, tra cui la vicinanza a due capoluoghi di provincia (Reggio Emilia e Modena), la dotazione di infrastrutture alla mobilità e un diffuso spirito di iniziativa imprenditoriale, che hanno favorito processi di trasformazione del suo tessuto sociale e della sua struttura economico produttiva. Negli ultimi due decenni il territorio ha subito una vivace dinamica demografica, cui ha contribuito fortemente la crescita della popolazione straniera residente, e ha visto aumentare il livello d’istruzione e di occupazione della popolazione. Da area prevalentemente agricola si è trasformata nel corso del tempo, con la formazione di un tessuto manifatturiero articolato sul piano delle specializzazioni produttive e diffuso sotto il profilo dell’iniziativa imprenditoriale. Ciò ha conferito al settore manifatturiero una certa stabilità ponendolo al riparo dai rischi tipici della monocoltura produttiva. Ad arricchire il sistema economico locale ha concorso inoltre la diffusione di attività di servizi che, pur qualificandosi per la maggior parte come servizi di tipo tradizionale, spingono il processo di terziarizzazione dell’economia locale. Sia per numero di addetti, che per numero di unità locali, il settore ceramico è il primo dei settori industriali del territorio, e ad esso va attribuito il principale contributo a sostegno dello sviluppo economico dell’area; tale contributo è importante sia sul piano diretto che come stimolo ad altre attività economiche collegate. Tuttavia in passato il peso di questa attività, sia in termini di numero di imprese che di addetti, è stato superiore a quello attuale, come evidenziato dalla riduzione sia dell’incidenza delle unità locali dell’industria ceramica sul totale delle unità presenti nel territorio nel distretto, sia - soprattutto - dalla diminuzione dell’incidenza degli addetti del settore sul numero complessivo di addetti impiegati nell’area. Ciò segnala una leggera riduzione del grado di dipendenza dell’economia locale dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica. Oggi si registra la presenza di 370 unità ceramiche, per un’occupazione offerta dal settore di 15.240 posti di lavoro. L’analisi dell’evoluzione subita dalle diverse classi dimensionali delle aziende ceramiche mostra una crescita delle realtà di piccole dimensioni sia in termini di addetti che di unità, e una riduzione delle unità e degli addetti appartenenti alle realtà aziendali di medie dimensioni. Le unità di grandi dimensioni risultano invece in diminuzione per effetto di processi di accorpamento che conducono ad una crescita dimensionale delle unità stesse, con un aumento complessivo degli addetti impiegati al loro interno. 38 PARTE SECONDA I COMUNI DEL DISTRETTO CERAMICO IL COMUNE DI SASSUOLO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 2.1 INTRODUZIONE Sassuolo rappresenta il centro strategico del comprensorio reggiano-modenese delle ceramiche e la capitale mondiale dell’industria ceramica. Da questo comune si è sviluppato il distretto, con la nascita delle prime grandi aziende ceramiche nel corso degli anni ’30. Lo sviluppo che il settore delle piastrelle ha subito al suo interno costituisce, nel panorama nazionale, uno dei più vistosi e sorprendenti sviluppi industriali del dopoguerra, sia per la rapidità con la quale ha avuto luogo, sia per la concentrazione territoriale delle imprese che lo ha accompagnato. Diviene pertanto necessario affrontare l’analisi delle caratteristiche demografiche e del tessuto produttivo e imprenditoriale del Comune anche alla luce dei legami che esso ha con l’intero sistema ceramico: la lettura dell’evoluzione socio-demografica ed economica, infatti, non può prescindere dalle interconnessioni tra Sassuolo e i comuni attigui appartenenti al medesimo sistema produttivo. Dell’area di produzione di piastrelle di ceramica, comunemente denominata “Distretto ceramico di Sassuolo”, quest’ultimo occupa la parte centrale, rappresentandone il cuore anche dal punto di vista territoriale. (Fig. 2.1). Esso si estende su una superficie di 38,69 kmq., con una popolazione al 2001 di 39.852 abitanti, di cui oltre la metà occupati in attività manifatturiere. Figura 2.1 Il Comune di Sassuolo e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 41 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Elena Simonini. 42 2.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 2.2.1 La struttura demografica Il comune di Sassuolo ospita, al 2001, 39.852 abitanti e costituisce la realtà più popolosa del distretto ceramico. Nel corso del tempo, tuttavia, il Comune ha registrato un leggero decremento demografico: dopo un periodo di sostanziale stabilità della popolazione residente, coincidente con il decennio 1981-1991, esso ha diminuito i propri abitanti dell’1,1% fra il 1991 e il 2001. Tale andamento demografico è in controtendenza con quello più generale della popolazione della provincia di Modena, che nel corso di tutto il ventennio (19812001) è cresciuta a ritmi sempre più sostenuti (Tab. 2.1). Tabella 2.1 Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazione percentuale Valori assoluti 1981 maschi femmine Valori assoluti 1991 totale maschi femmine Valori assoluti 2001 totale maschi femmine totale Comune di Sassuolo 19.831 20.395 40.226 19.881 20.394 40.275 19.593 20.259 39.852 Provincia di Modena 290.107 305.918 596.025 294.346 310.334 604.680 308.851 325.142 633.993 Variazione % ’81-‘91 maschi femmine Variazione % ’91-‘01 totale maschi femmine Variazione % ’81-‘01 totale maschi femmine totale Comune di Sassuolo 0,3% 0,0% 0,1% -1,4% -0,7% -1,1% -1,2% -0,7% -0,9% Provincia di Modena 1,5% 1,4% 1,5% 4,9% 4,8% 4,8% 6,5% 6,3% 6,4% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 2.2). In particolare si osserva: - - - la dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che acuisce il fenomeno di invecchiamento della popolazione. La riduzione di tale fascia di popolazione, che complessivamente è stata di 320 individui in età prescolastica, ha riguardato quasi interamente il decennio 1981-1991, e solo in misura minima il decennio successivo; una consistente diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle nascite avvenuto nel corso degli anni ‘70 e ‘80; la complessiva crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce un sostanziale ampliamento della base di popolazione in età lavorativa. L’aumento interessa sia la fascia di popolazione nel pieno dell’attività (25-44 anni) sia, sebbene in misura minore, quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); il forte aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), la cui incidenza sulla popolazione complessiva residente nel Comune è passata dal 10,1% nel 1981 al 17,7% nel 2001. Tabella 2.2 Comune di Sassuolo: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 5–9 10-14 15-24 25-34 1981 2.225 2.924 3.105 6.751 6.088 5.586 5.366 4.127 2.728 1.326 40.226 1991 1.917 1.788 2.090 6.103 7.085 5.739 5.212 4.819 3.387 2.135 40.275 2001 1.905 1.948 1.946 4.220 6.307 6.521 5.272 4.683 4.001 3.049 39.852 -976 -1.159 -2.531 219 935 -94 Variazione assoluta 1981-2001 -320 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 43 556 1.273 1.723 -374 L’elevato afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero non è stato sufficiente ad impedire la complessiva riduzione della popolazione residente, la cui diminuzione nel decennio 1991-2001 è da imputarsi esclusivamente all’andamento naturale della popolazione locale, essendo quella immigrata risultata in forte aumento nello stesso periodo (Tab. 2.3). L’ingresso all’interno del Comune di nuovi residenti provenienti dall’estero, oltre ad aver controbilanciato la riduzione della popolazione complessiva, ha comportato anche un aumento della forza lavoro disponibile all’imprenditorialità locale. Tabella 2.3 Comune di Sassuolo: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale % stranieri residenti su popolazione 1991 426 40.275 1,1% 2001 1.821 39.852 4,6% Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) -329,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 La componente straniera rappresenta al 2001 oltre il 4% della popolazione totale; essa proviene in gran parte dai Paesi dell’Africa e dell’Europa, e in misura minore da quelli dell’Asia e dell’America (Tab. 2.4). Tabella 2.4 Comune di Sassuolo: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 428 1.211 74 104 4 1.821 1,1% 3,0% 0,2% 0,3% 0,0% 4,6% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dalla immigrazione straniera, fornisce quindi un apporto fondamentale alla dinamica della popolazione locale. A questo riguardo Sassuolo è il comune che presenta la maggiore densità di stranieri residenti, collocandosi su valori superiori, oltre che a quelli medi distrettuali, anche ai valori medi di entrambe le province sulle quali si estende, seppure limitatamente solo ad alcuni comuni, il distretto (Tab. 2.5). Tabella 2.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Densità stranieri residenti Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia 4,4% 4,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 44 2.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Sassuolo evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di alcun titolo di studio, comprendendo fra questa sia gli analfabeti che gli alfabeti 1 (Tab. 2.6). A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’84% di alfabeti con titolo di studio, il 9,5% di alfabeti privi di titolo e lo 0,8% di analfabeti 2, evidenziando una composizione della popolazione residente per livello di istruzione molto simile a quella già esistente al 1991. Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991, durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti senza un livello minimo di istruzione. Tabella 2.6 Comune di Sassuolo: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio % su popolazione totale 1981 29.712 73,9% 1991 33.238 82,5% 2001 33.485 84,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 valore assoluto valore assoluto 7.311 4.426 3.776 Analfabeti % su popolazione totale 18,2% 10,9% 9,5% valore assoluto 458 356 300 % su popolazione totale 1,1% 0,9% 0,8% Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, la cui diffusione fra la popolazione comunale risulta in netto miglioramento. In particolare, molto buono è il recupero della componente femminile della popolazione, che, con riferimento ai più alti livelli di istruzione, raggiunge, e nel caso del diploma di scuola superiore supera, la componente maschile (Tab. 2.7). Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza elementare, imputabile sia alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, dalla popolazione “giovane” (524 anni), sia alla propensione al conseguimento di più elevati livelli di istruzione da parte delle classi inferiori di età rispetto a quanto avveniva in passato, non rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione delle nuove generazioni. Tabella 2.7 Comune di Sassuolo: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi femmine Diploma totale maschi Licenza media inferiore femmine totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine 1981 358 153 511 2.286 2.226 4.512 4.491 4.162 8.653 7.847 8.189 16.036 1991 594 347 941 3.711 3.949 7.660 6.156 5.233 11.389 6.225 7.023 13.248 2001 999 940 1.939 4.767 4.861 9.628 5.973 5.144 11.117 4.953 5.848 10.801 Var.% '81-'01 179,1% 514,4% 279,5% 108,5% 118,4% 113,4% 33,0% 23,6% 28,5% -36,9% -28,6% -32,7% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 1 2 totale La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (poco meno del 6%) corrisponde alla popolazione di età inferiore ai 6 anni. 45 Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il 36% degli alfabeti privi di titolo e il 56% degli analfabeti appartenga alla popolazione adulta. Tale evidenza indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 2.8). Tabella 2.8 Comune di Sassuolo: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta 3 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 3.247 4.064 7.311 2.631 (36% del totale) 201 257 458 267 (58% del totale) 1991 1.883 2.543 4.426 1.575 (36% del totale) 136 220 356 157 (44% del totale) 2001 1.599 2.177 3.776 1.353 (36% del totale) 115 185 300 169 (56% del totale) Var% 81-01 -51% -46% -48% -49% -43% -28% -34% -37% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale evidenzia il quasi raggiungimento da parte della popolazione di Sassuolo dei valori medi di diffusione del diploma di scuola media superiore della popolazione complessivamente residente nella Provincia di Modena: Sassuolo ha tassi di diffusione del titolo di studio che si discostano da quelli medi provinciali solo di qualche punto percentuale. Il mancato conseguimento della scuola dell’obbligo risulta poi più diffuso fra gli abitanti di Sassuolo che non fra quelli dell’intera Provincia, sebbene i due dati differiscano solo per 2 punti percentuali (Tab. 2.9). Tabella 2.9 Comune di Sassuolo: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Comune di Sassuolo Maschi Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) Femmine Totale Provincia di Modena 11,46% 11,89% 11,67% 9,63% 31,41% 28,42% 29,88% 31,25% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 48,20% 57,02% 52,46% 53,89% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 36,89% 39,27% 38,06% 41,50% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 2.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione sopra descritte, si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 19812001 si rileva infatti (Tab. 2.10): - una diminuzione in valore assoluto sia della componente attiva che della componente non attiva della popolazione ascrivibile all’andamento demografico locale. La componente attiva è diminuita 3 Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni. 46 - - - - durante tutto l’arco di tempo considerato in modo costante; la componente non attiva, invece, è rimasta pressoché stabile nel primo periodo diminuendo notevolmente nel secondo (1991-2001); un complessivo aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal 48,6% al 56,2%) e uno speculare decremento di quella della componente non attiva (dal 51,4% al 43,8%), dovuti alla rapida contrazione subita dalla popolazione non attiva nel corso del secondo decennio. A seguito di tali andamenti la popolazione residente nel comune di Sassuolo risulta, al 2001, composta principalmente da soggetti attivi, diversamente da quanto accadeva nel 1981 e nel 1991, i quali mostrano tassi di attività della popolazione locale molto simili e inferiori alla metà della popolazione stessa; un aumento costante e progressivo dell’incidenza della componente attiva sul complesso della popolazione femminile, la cui propensione all’entrata nel mercato del lavoro è aumentata lungo tutto il ventennio; una crescita del tasso di attività della popolazione maschile più contenuta rispetto a quella della popolazione femminile ma comunque anch’essa elevata: mentre, tra il 1981 e il 2001, la popolazione femminile vede aumentare l’incidenza della sua componente attiva di 9 punti percentuali, quella maschile la aumenta di 6; una condizione sostanzialmente allineata a quella riscontrabile a livello provinciale. Tabella 2.10 Comune di Sassuolo: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Sassuolo Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 4 totale maschi femmine totale 11.910 7.658 19.568 7.921 12.737 20.658 19.831 20.395 40.226 60,1% 37,5% 48,6% 39,9% 62,5% 51,4% 49,3% 50,7% 100,0% 11.627 7.805 19.432 8.254 12.589 20.843 19.881 20.394 40.275 58,5% 38,3% 48,2% 41,5% 61,7% 51,8% 49,4% 50,6% 100,0% 11.044 8.110 19.154 5.584 9.315 14.899 16.628 17.425 34.053 66,4% 46,5% 56,2% 33,6% 53,5% 43,8% 48,8% 51,2% 100,0% Provincia di Modena Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 172.788 136.173 308.961 94.401 149.696 244.097 267.189 285.869 553.058 64,7% 47,6% 55,9% 35,3% 52,4% 44,1% 48,3% 51,7% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Osservando il tasso di occupazione, Sassuolo presenta livelli occupazionali inferiori a quelli medi degli altri comuni dell’area ceramica (davanti solo a Scandiano), ma superiori a quelli regionali e nazionali. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è leggermente superiore al dato distrettuale, mentre è inferiore a quello regionale e nazionale (Tab. 2.11). 4 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 47 Tabella 2.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 54,0% 59,0% 58,6% 58,2% 58,5% 53,7% 56,2% 61,2% 56,8% 54,2% 4,0% 3,7% 3,3% 3,4% 3,1% 3,2% 2,9% 2,7% 3,0% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 42,9% 11,6% Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 12), emerge come la maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (55,1%), seguita dal terziario (43,2%) e solo in misura residuale dall’agricoltura (1,7%) (Tab. 2.12). Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (74,6%), seguita da quelle del lavoratore in proprio (15,2%) e dell’imprenditore (7,6%). Dal confronto fra la realtà comunale e quella dell’area ceramica considerata nel suo complesso emerge una situazione occupazionale a livello comunale di sostanziale allineamento con quella mediamente esistente a livello ceramico, sia per quanto riguarda il peso relativo delle varie professioni sul totale degli occupati, sia per quanto riguarda il peso relativo dei diversi rami di attività economica nei quali essi le esercitano. Il confronto con i valori medi provinciali e regionali mette in luce, invece, l’orientamento al settore manifatturiero del territorio comunale (e più in generale distrettuale): l’industria incide per oltre 8 punti percentuali in più rispetto alla sua incidenza a livello provinciale, e per ben 17 punti in più rispetto al valore medio regionale. La quota di dipendenti, inoltre, è superiore di circa 4 punti percentuali alla media regionale e di 3 alla media provinciale; la quota di lavoratori in proprio è invece inferiore ai suddetti valori rispettivamente per circa 2 e quasi 3 punti percentuali, mentre quella degli imprenditori è sostanzialmente in linea. 48 Tabella 2.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Dipendente o altra posizione subordinata Valori assoluti 17 154 304 1,7% Coadiuvante familiare Valori percentuali Comune di Sassuolo Agricoltura 7 117 9 Industria 549 1.042 53 51 8.437 10.132 55,1% Altre attività 847 1.637 151 192 5.119 7.946 43,2% Totale 1.403 2.796 213 260 13.710 18.382 100% % sul totale 7,6% 15,2% 1,2% 1,4% 74,6% 100,0% 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Area ceramica Agricoltura Industria Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% 576 5.965 185 1.302 4.732 12.760 4,3% 7.864 18.709 1.541 1.289 108.778 138.181 46,5% Provincia di Modena Agricoltura Industria Altre attività 13.733 27.270 2.811 3.263 99.048 146.125 49,2% Totale 22.173 51.944 4.537 5.854 212.558 297.066 100% % sul totale 7,5% 17,5% 1,5% 2,0% 71,6% 100,0% 4.445 47.742 1.953 9.146 42.512 105.798 6,0% 40.364 96.955 9.259 6.859 515.701 669.138 37,7% Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 49 2.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 2.3.1 Il tessuto economico e produttivo lla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 4.672 unità locali e trovano occupazione 22.205 addetti (Tab. 2.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 908 unità, con riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 19,5%. Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli addetti del Comune sono inferiori a quelli medi distrettuali. In particolare, per quanto riguarda gli addetti la differenza tra realtà comunale e distretto è di circa 1 punto percentuale, ma se si osserva lo sviluppo delle unità locali, il dislivello tra le due realtà territoriali sale a 3 punti percentuali. Tabella 2.13 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 18.577 13.756 3.764 2001 93.001 22.205 17.509 4.672 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 3.628 3.753 908 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,7% 19,5% 27,3% 24,1% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità presenti nel territorio comunale opera nel terziario (72,9%), seguito dall’industria (14,7%), dalle costruzioni (12,2%) e, infine, dall’agricoltura (0,1%) (Tab. 2.14). Per quanto riguarda lo sviluppo seguito dalle unità locali fra il 1991 e il 2001, esso è derivato in gran parte dal settore terziario, in cui si registrano 691 nuove unità produttive, e dal settore edilizio, che al 2001 conta 206 unità in più rispetto al 1991. Lieve è stata invece la variazione del numero di unità locali attive nell’industria, la cui incidenza sul numero complessivo di unità dislocate a Sassuolo è scesa di oltre 3 punti percentuali nel corso del decennio. Viceversa, a fronte della consistente crescita delle relative unità, il settore delle costruzioni registra un aumento della propria incidenza sul totale di unità produttive del sistema economico locale di 2,5 punti percentuali. Non si registrano invece mutamenti di rilievo nel peso relativo del terzo settore sul complesso di unità del Comune. Sotto il profilo occupazionale, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area comunale (+3.628 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel terziario, la cui quota all’interno della struttura produttiva locale è passata dal 50,6% al 53%, e secondariamente da quello che ha interessato l’industria, la cui incidenza si è ridotta dal 42,7% al 39,7%. Il ramo secondario appare pertanto in calo quanto a presenza sul territorio mediante unità produttive e capacità d’assorbimento della forza lavoro: sebbene, infatti, in termini assoluti sia le unità locali (+11) che gli occupati (+885) continuino a crescere, la loro importanza relativa va riducendosi a vantaggio di altri settori. 50 Tabella 2.14 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Unità Locali Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Sassuolo 1991 36 7.932 1.207 9.402 18.577 7 675 366 2.716 3.764 2001 17 8.817 1.594 11.777 22.205 7 686 572 3.407 4.672 3.628 0 11 206 691 908 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 -19 885 387 2.375 0,2% 42,7% 6,5% 50,6% 100,0% 0,2% 17,9% 9,7% 72,2% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,1% 39,7% 7,2% 53,0% 100,0% 0,1% 14,7% 12,2% 72,9% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 15.939 18 186 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 8.149 767 2.782 3.753 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Il confronto con l’area ceramica evidenzia quote di addetti a livello comunale e a livello distrettuale abbastanza dissimili: mentre più della metà degli addetti del distretto è occupata nell’industria, a Sassuolo opera nel settore circa il 40% degli addetti complessivamente impiegati nel sistema produttivo locale. Quanto agli altri settori, il terziario incide a livello comunale in modo notevolmente superiore rispetto a quanto accade a livello distrettuale: oltre la metà degli addetti del Comune lavora nel settore dei servizi, contro un’incidenza media distrettuale del 38,2% (Fig. 2.2). Con riferimento alle unità locali la situazione comunale risulta maggiormente allineata con quella dell’area ceramica: i servizi rappresentano ad entrambi i livelli il primo settore, sebbene la loro importanza relativa a Sassuolo sia superiore a quella che essi rivestono in media nel distretto. Anche il peso relativo dell’industria e quello delle costruzioni sono abbastanza simili nel passaggio dal Comune al complesso dell’area; essi tuttavia variano di qualche punto percentuale aumentando in termini medi (Fig. 2.3). 51 Figura 2.2 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 60,0% 54,5% 53,0% 50,0% 39,7% 38,2% 40,0% 30,0% 20,0% 7,2% 10,0% 7,1% 0,2% 0,1% 0,0% Sassuolo Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Figura 2.3 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 80,0% 72,9% 65,8% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 18,9% 14,7% 20,0% 14,7% 12,2% 10,0% 0,6% 0,1% 0,0% Sassuolo Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 2.14): - - il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 76% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario, e per il 22% a quello delle costruzioni; non significativo è stato invece l’apporto dell’industria; allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per lo più dallo sviluppo verificatosi nel settore terziario, al quale deve essere attribuito il 65,5% del loro incremento complessivo; ad esso hanno partecipato anche l’industria e le costruzioni: nella misura del 24,4% la prima e del 10,7% la seconda; nel comune di Sassuolo lo sviluppo del ramo terziario può dirsi pertanto particolarmente rilevante: al 2001, il settore occupa più della metà degli addetti del Comune e detiene oltre il 70% delle unità locali, 52 rappresentando così il primo settore dell’economia locale. Ciò mette in luce una progressiva modificazione della vocazione manifatturiera del Comune. 2.3.2 Il settore dei servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Sassuolo suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 2.15). Al 2001 si contano 3.407 unità locali e 11.777 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario hanno registrato una crescita significativa: le unità locali sono aumentate del 25,4% e gli addetti del 25,3%. Tabella 2.15 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 Unità Locali Attività Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti 1991 2001 161 510 738 134 138 659 563 163 1.543 Addetti variazione assoluta 1991 2001 variazione assoluta 29 626 581 1.294 1.623 1.778 1.656 487 613 1.523 -20 4.185 4.473 288 213 25 216 32 3 621 178 775 298 154 7 238 248 10 799 1.073 274 -23 149 -175 -45 329 -122 126 120 Poste e telecomunicazioni 10 6 -4 187 152 -35 Intermediazione monetaria e finanziaria 30 33 3 297 327 30 Assicurazioni e fondi pensione 4 91 4 44 0 136 4 187 4 Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria 0 47 51 Attività immobiliari 47 282 235 76 431 355 134 416 282 696 1.101 405 7 54 11 118 4 64 11 223 20 420 197 2 4 2 4 10 6 275 557 282 765 1.616 851 338 690 352 14 40 122 3 53 68 163 13 39 152 2 51 103 170 -1 Pubblica amministrazione 463 530 67 Totale complessivo 2.716 3.407 691 (+25,4%) Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 1.003 -1 30 -1 -2 35 7 2.066 1.063 201 318 824 1.001 966 1.002 114 108 145 86 120 167 349 382 117 2.719 177 36 -6 -59 47 33 3.064 345 9.402 11.777 2.375 (+25,3%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. 53 9 Le attività di commercio e ristorazione mostrano un andamento positivo per quanto riguarda gli addetti, e negativo per quanto riguarda le unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio. Delle 3.407 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, ben il 36% risultano essere attività di commercio, sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 29%, a fronte di una diminuzione delle unità locali del commercio al dettaglio pari al 24%. La crescita delle unità del commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti, la cui crescita è stata del 25% in termini percentuali e di 329 unità in termini assoluti. Dal 1991 al 2001 l’attività non ha mutato la propria incidenza sul totale degli addetti del settore terziario, che è rimasta pari al 14%. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia una fase di arretramento nel numero di addetti conseguente alla diminuzione delle unità locali. Gli addetti si sono ridotti di circa il 7% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario è passata così dal 19% nel 1991 al 14% nel 2001. Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade per le attività di intermediazione. Queste ultime, in particolare, triplicano le unità locali e aumentano gli addetti impiegati di oltre la metà. La crescita del comparto deve attribuirsi quasi interamente allo sviluppo delle attività immobiliari, che nel corso del decennio sono cresciute a tassi vertiginosi: le unità immobiliari presenti nel territorio comunale al 2001 sono 6 volte quelle esistenti nel 1991, e così gli addetti, la cui crescita stata anch’essa circa pari a 6 volte. Nel 2001 l’attività rappresenta l’8% delle unità di servizi e il 4% degli addetti del settore. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta sia in termini di unità locali sia in termini di addetti, arrivando ad assorbire nel corso del decennio il 17,5% del totale degli addetti del terziario. All’interno di questa area, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 tale settore assorbe il 13,7% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 2.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 686 unità locali e 8.817 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+1,6%), sia per quanto riguarda gli addetti, che sono cresciuti dell’11,2%. Il ruolo ricoperto dall’industria nel territorio comunale, assorbendo il 39,7% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 2.16). La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior parte degli addetti, ben il 52,4% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di questa attività era centrale nell’economia del Comune ed è leggermente aumentato nel corso del periodo. Il numero delle unità locali dal 1991 al 2001 è invece cresciuto in misura significativa, passando da 90 a 124 (+37,8%) e arrivando a costituire il 18,1% del totale. 54 Tabella 2.16 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 Unità Locali Addetti 1991 2001 Variazione assoluta Attività 1991 2001 Variazione assoluta Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) 11 13 2 50 82 32 Industrie alimentari e delle bevande 54 60 6 235 237 2 Industrie tessili 45 24 -21 261 134 -127 Confezione di articoli di vestiario 46 24 -22 193 45 -148 2 3 1 4 4 0 32 24 -8 109 75 -34 Preparazione e concia cuoio Industria del legno Fabbricazione della carta 6 4 -2 42 27 -15 Editoria, stampa e riproduzione 20 21 1 191 188 -3 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 17 9 20 11 3 2 402 58 596 117 194 59 Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 90 124 34 4.087 4.624 537 2 4 2 10 31 21 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 109 139 30 578 824 246 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici 143 119 -24 1.190 1.198 8 0 3 3 0 15 15 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 19 21 2 132 122 -10 Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 17 8 -9 57 28 -29 Fabbricazione di apparecchi medicali 29 29 0 170 232 62 2 2 0 13 14 1 20 26 6 73 68 -5 Recupero e riparazione per il riciclaggio 0 3 3 0 6 6 Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda 2 3 1 77 47 -30 Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 0 1 1 0 103 103 675 686 11 (+1,6%) 7.932 8.817 885 (+11,2%) Fabbricazione di metallo Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di mobili Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 20,8% del totale degli addetti di Sassuolo. La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale. Essa tuttavia mostra, nel corso del periodo analizzato, un trend in diminuzione: gli addetti complessivamente impiegati in quest’attività subiscono un lieve aumento in valore assoluto ma riducono la loro incidenza sul numero complessivo di addetti impiegati nell’industria. Al 2001, in particolare, l’attività occupa il 13,6% degli addetti dell’industria, con una riduzione nel corso del decennio di 1,4 punti percentuali. Anche in termini di unità locali l’attività mostra segni di cedimento: l’incidenza delle unità del comparto meccanico sul totale delle unità operanti nell’industria si è ridotta di circa 4 punti percentuali, passando dal 21,2% al 17,4%. Un’altra attività importante, che apporta un contributo di riguardo all’occupazione nel comune di Sassuolo, è la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche. Tale attività, che al 2001, occupa il terzo posto per incidenza sul numero complessivo di addetti dell’industria (6,8%), ha sperimentato un incremento degli stessi da 402 a 596, a fronte di un aumento delle unità locali di solo 3 unità (da 17 a 20). 55 Altre due attività importanti sono quelle delle industrie alimentari e delle bevande e della fabbricazione di apparecchi medicali: le prime hanno aumentato le proprie unità locali dell’11,1% incrementando la loro incidenza sul complesso delle realtà produttive industriali di quasi 1 punto percentuale, riducendo leggermente il numero di addetti (da 235 a 237); la seconda ha mantenuto inalterato il numero di unità locali sul territorio, ma ha promosso l’occupazione interna del 36,5%, diventando la quinta attività per incidenza sul totale degli addetti del settore secondario a Sassuolo. E’ importante infine sottolineare il ridimensionamento del ruolo delle industrie tessili all’interno dell’industria: tale attività ha infatti pressoché dimezzato il numero di addetti (-48,7%) e quello delle unità locali (-46,7%). Per quanto riguarda il suo peso relativo fra le altre attività del settore, l’incidenza dell’attività sul totale degli occupati nell’industria sassolese si è ridotta dal 3,3% all’1,5%, mentre per le unità locali il calo è stato maggiore e precisamente dal 6,7% al 3,5% rispetto al 1991. 2.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti; nel 2001 essa occupa il 18,8% degli addetti totali del comune di Sassuolo. Sassuolo, oltre ad essere il capoluogo del distretto ceramico emiliano, è riconosciuto in tutto il mondo come capitale indiscussa della ceramica. L’industria ceramica di Sassuolo costituisce, nel panorama nazionale, uno dei più vistosi e sorprendenti esempi di sviluppo industriale del dopoguerra, sia per la rapidità con la quale il settore si è espanso localmente, sia per la concentrazione territoriale delle imprese che ne è derivata. Le prime grandi aziende ceramiche sono nate a Sassuolo: alla fine degli anni ‘30 esistevano già cinque imprese che producevano piastrelle in maiolica, le più importanti delle quali erano Marca Corona, la cui fondazione come produttore di maioliche risale al 1741, e Marazzi, nata nel territorio comunale nel 1935 e oggi a capo di diverse importanti imprese del settore a livello mondiale, fra le quali Ceramiche Ragno S.p.A., anch’essa presente a Sassuolo con due stabilimenti. Gli anni ‘50 e ‘60 hanno visto poi il sorgere di molte altre aziende del comparto ceramico: Cisa, Ceramiche Industriali di Sassuolo, fu fondata a Sassuolo nel 1954 e fa oggi parte del Gruppo Ceramiche Ricchetti S.p.A., la cui capogruppo nacque anch’essa nel territorio di Sassuolo e precisamente nel 1960. Altre imprese che nacquero in quel periodo sono Monocibec, sorta nel 1960 e oggi facente parte del Gruppo Fincibec S.p.A. (assieme a Naxos e Century, situate rispettivamente a Castelvetro di Modena e a Castellarano), e Ceramica Bieffe S.r.l., fondata nel 1966. Oltre alle imprese sopra elencate, nel Comune oggi hanno sede, fra le principali, anche Iris Ceramica S.p.A., Gruppo Ceramiche Gresmalt S.p.A., Cotto D’Este Nuove Superfici (di PanariaGroup Industrie ceramiche S.p.A.), Industrie Fincuoghi S.p.A. e Sichenia Gruppo Ceramiche S.p.A.. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 4.183 addetti e 74 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo fondamentale nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame, essa mostra un andamento stabile per quanto attiene alle unità locali, e in aumento per quanto riguarda gli addetti. Più precisamente, considerando il decennio 1991-2001, si osserva come il numero di unità locali si è modificato per 1 sola unità, mentre gli addetti sono passati da 3.961 a 4.183 (+5,6%) (Tab. 2.17). 56 Tabella 2.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 2001 1 addetto 11 12 2 addetti 2 Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 1 11 12 1 4 2 4 8 4 3-5 addetti 5 6 1 20 22 2 6-9 addetti 10 10 0 72 81 9 10-15 addetti 10 7 -3 120 98 -22 16-19 addetti 4 3 -1 72 53 -19 Variazione realtà di piccole dimensioni 42 42 0 299 274 -25 20-49 addetti 14 13 -1 374 378 4 14 13 -1 374 378 4 50-99 addetti 4 6 2 310 420 110 Variazione realtà di medie dimensioni 100-199 addetti 8 6 -2 1.185 825 -360 200-249 addetti 2 3 1 428 650 222 250-249 addetti 2 3 1 554 872 318 500-999 addetti 1 1 0 811 764 -47 17 19 2 3.288 3.531 243 73 74 1 (+1,4%) 3.961 4.183 222 (+5,6%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) 21,66% 20,00% 19,01% 20,20% Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Sassuolo Totale Area Ceramica Quota percentuale di Sassuolo sull’intera Area Ceramica Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo in maniera più approfondita l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Sassuolo, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - - - un processo di consolidamento delle dimensioni delle realtà con più di 50 addetti, come evidenziato dalla crescita del numero di occupati nelle unità di grandi dimensioni (50-999 addetti); tale crescita (+243 addetti), infatti, non si accompagna ad un aumento sensibile del numero delle relative unità situate nel Comune (+2), a segnale della crescita dimensionale in termini di addetti impiegati che ha riguardato le unità del settore già presenti nel territorio al 1991; un ridimensionamento delle unità di piccola dimensione, che non aumentano il loro numero complessivo ma riducono gli addetti impiegati; si assiste, pertanto, da un lato, ad un aumento dimensionale delle realtà di grandi dimensioni (sulla base di quanto detto prima), dall’altro, ad una riduzione delle realtà di dimensioni già contenute (unità con meno di 19 addetti); una sostanziale stabilità delle imprese di medie dimensioni, che hanno perso, nel corso del periodo esaminato, 1 unità produttiva, ma hanno incrementato di 4 unità il numero di addetti; una crescita dell’industria ceramica locale rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, più contenuta in termini di unità locali, e nettamente positiva in termini addetti: le unità ceramiche presenti nel territorio comunale sono cresciute ad un tasso inferiore a quello registrato dall’area nel suo complesso, mentre gli addetti sono cresciuti del 5,6% a fronte del decremento dello 0,6% a livello distrettuale. 2.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 57 Il comune di Sassuolo rappresenta una delle più importanti realtà territoriali del distretto ceramico reggiano-modenese. Esso ne rappresenta, infatti, il cuore, oltre che la culla dell’industria ceramica italiana. L’analisi dello sviluppo demografico che ha interessato il Comune negli ultimi decenni ha messo in luce una leggera contrazione della popolazione dal 1981 al 2001, nonostante essa sia stata alimentata da consistenti flussi migratori, in particolare di provenienza estera. Nello stesso periodo, è stato registrato un miglioramento nei livelli di istruzione della popolazione residente, che ha interessato in modo particolare la componente femminile, la quale, con riferimento al titolo di studio di scuola media superiore, ha raggiunto e superato la componente maschile. Parallelamente si registrano accresciuti livelli di attività ed occupazione della popolazione locale, sebbene Sassuolo si collochi fra i comuni dell’area ceramica con il più basso tasso di occupazione. L’evoluzione della struttura economico-produttiva di Sassuolo dal 1991 al 2001 mette in luce una crescita dell’importanza, già molto elevata, del settore terziario nell’ambito dell’economia locale. Il settore ha infatti aumentato sia il numero dei propri addetti sia il numero delle proprie unità locali, giungendo ad occupare la metà degli addetti del Comune e oltre il 70% delle sue unità produttive. La crescita del peso relativo del terziario è andata a detrimento dell’industria, la quale ha visto ridursi la propria incidenza sia sul numero complessivo di unità locali sia sul numero complessivo di addetti. Ciò evidenzia un processo di terziarizzazione dell’economia locale molto spinto, che potrebbe ridurre sensibilmente la tradizionale vocazione manifatturiera del territorio. Per quanto riguarda il settore ceramico, esso ha contribuito, e contribuisce ancora, a sostenere lo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano diretto, che come stimolo ad altre attività economiche collegate. L’evoluzione recente del settore mette in luce un processo di consolidamento dimensionale delle unità di più grandi dimensioni, con una crescita netta del numero di addetti occupati. Questi aumentano, infatti, senza che il numero di unità vari sensibilmente. Tali dinamiche si traducono in una leggera riduzione del peso ricoperto da Sassuolo all’interno del distretto in termini di unità produttive, ma ne rafforzano l’importanza sotto il profilo occupazionale. 58 IL COMUNE DI FIORANO MODENESE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 3.1 INTRODUZIONE Il comune di Fiorano Modenese rappresenta, assieme al comune di Sassuolo, il cuore del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche; in esso si concentra il maggior numero di imprese produttrici di piastrelle di ceramica. Dal 1951 ad oggi il territorio ha vissuto profonde trasformazioni che ne hanno ridisegnato il profilo sociodemografico, economico e produttivo. La popolazione residente a Fiorano Modenese è più che triplicata, passando da circa 5.000 unità ad oltre 16.000. Questa eccezionale crescita demografica é senz’altro da ricondursi allo sviluppo nell’area dell’industria ceramica, che ha attirato a Fiorano Modenese consistenti flussi di immigrazione. Allo sviluppo demografico, oltre alle dinamiche relative al saldo migratorio, ha contribuito anche la componente naturale della popolazione: la riduzione del tasso di mortalità e l’aumento della vita media della popolazione. Anche la posizione geografica del Comune ha favorito la sua evoluzione all’interno del distretto ceramico: esso si colloca accanto al comune di Sassuolo, sostanzialmente al centro dell’area distrettuale (Fig. 3.1). Fiorano Modenese si estende su una superficie di 26,37 kmq. con una popolazione, al 2001, di 16.137 abitanti. Figura 3.1 Il Comune di Fiorano Modenese e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 60 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Ombretta Roccaforte. 61 3.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 3.2.1 La struttura demografica Il Comune di Fiorano ha, nel 2001, una popolazione di 16.137 abitanti pari al 2,5% della popolazione della provincia di Modena. Nel corso del tempo si è assistito ad un incremento della base demografica: +9,4% nell’intervallo temporale 1981-2001, superiore a quella registrata, a livello provinciale (+6,4%) (Tab. 3.1). Si tratta di una crescita che ha interessato soprattutto la prima parte del periodo (1991-2001). Tabella 3.1 Comune di Fiorano Modenese: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Fiorano Provincia di Modena femmine Valori assoluti 1991 totale maschi totale maschi femmine totale 7.493 7.252 14.745 7.845 7.799 15.644 8.041 8.096 16.137 290.107 305.918 596.025 294.346 310.334 604.680 308.851 325.142 633.993 Variazione % ’81-‘91 Comune di Fiorano femmine Valori assoluti 2001 Variazione % ’91-‘01 Variazione % ’81-‘01 maschi 4,7% femmine 7,5% totale 6,1% maschi 2,5% femmine 3,8% totale 3,2% maschi 7,3% femmine 11,6% totale 9,4% 1,5% 1,4% 1,5% 4,9% 4,8% 4,8% 6,5% 6,3% 6,4% Provincia di Modena Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 3.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante: - della dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che contribuisce ad accentuare l’effetto di invecchiamento della popolazione; - della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80 e interessa tutte le singole fasce d’età in essa comprese; - della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce l’ampliamento della base della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia di quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni). - dell’aumento infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), che segnala la tendenza al prolungamento dell’aspettativa di vita nel Comune e aumenta l’età media della popolazione ivi residente. Tabella 3.2 Comune di Fiorano Modenese: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti Variazione assoluta 1981-2001 < 5 5–9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 1981 1.034 1991 2001 1.267 1.191 2.500 2.624 2.041 1.779 1.199 792 364 14.745 797 886 1.033 2.533 2.738 2.530 1.953 1.564 988 622 15.644 799 790 823 1.970 2.763 2.673 2.325 1.754 1.336 904 16.137 -235 -477 -368 -530 139 632 546 555 590 540 1.392 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 62 Totale Questa situazione demografica è stata generata, oltre che dall’evoluzione naturale della popolazione locale, anche dall’afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero, la quale ha aumentato così anche la forza lavoro disponibile all’interno (Tab. 3.3). Tabella 3.3 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale 1991 99 2001 389 Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 % stranieri residenti su popolazione 15.644 16.137 0,6% 2,4% 58,8% La componente straniera residente è aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad occupare il 2,4% della popolazione totale e contribuendo nella misura di ben il 58,8% all’incremento della popolazione residente nel Comune. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai Paesi dell’Africa, seguiti dai Paesi europei, e dai Paesi asiatici (Tab. 3.4). Tabella 3.4 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 117 220 16 36 0 389 0,7% 1,4% 0,1% 0,2% 0,0% 2,4% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dall’immigrazione straniera, fornisce quindi un discreto apporto alla dinamica della popolazione locale. Tuttavia, a questo riguardo, è importante sottolineare come Fiorano Modenese sia, assieme a Maranello, il comune della Provincia di Modena con la minore presenza di stranieri e come il dato non subisca modificazioni rilevanti nel confronto con l’intera area ceramica (Tab. 3.5). Tabella 3.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1 4,4% 4,4% Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 63 3.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Fiorano Modenese evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti sia quella di alfabeti 2 (Tab. 3.6). A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’83,3% di alfabeti con titolo di studio, il 10,0% di alfabeti privi di titolo e lo 0,9% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto simile, e anzi in lieve miglioramento, a quella già presente al 1991. Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti privi di un livello minimo di istruzione. Tabella 3.6 Comune di Fiorano Modenese: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio valore % su popolazione valore assoluto assoluto totale 1981 10.333 70,1% 2.919 1991 12.536 80,1% 1.978 2001 13.446 83,3% 1.609 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 % su popolazione totale 19,80% 12,64% 10,0% Analfabeti valore assoluto 217 159 143 % su popolazione totale 1,47% 1,02% 0,9% Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della popolazione (Tab. 3.7). In particolare è importante notare come, rispetto al 1991, il numero di donne laureate al 2001, sia nettamente superiore rispetto agli uomini. La componente femminile risulta maggiore di quella maschile anche per quanto riguarda il conseguimento del diploma di scuola superiore, anche se, in questo caso, la differenza rispetto alla componente maschile è minima. La popolazione in possesso della licenza elementare subisce un decremento complessivo del 49,3%, imputabile alla contrazione nel corso del periodo analizzato della popolazione “giovane” (5-24 anni) e alla maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte della stessa, non rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età. Tabella 3.7 Comune di Fiorano Modenese: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi totale maschi femmine totale maschi femmine totale 1.297 2.151 2.325 2.862 4.714 5.079 3.159 2.730 2.180 2.966 2.774 925 6.125 5.504 3.105 249,2% 6107,4% 2006,7% 177,5% 261,4% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 220,5% 76,0% 79,3% 77,5% -31,0% -68,8% -49,3% Var.% 81-01 613 1.046 1.701 femmine 1.565 2.563 2.754 2001 90 184 1.896 maschi Licenza elementare 1.256 2.134 4.025 1991 27 79 1.676 totale Licenza media inferiore 643 1.088 2.324 1981 63 105 220 femmine Diploma Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il 34% degli alfabeti privi di titolo di studio e il 56% degli analfabeti sia in età adulta 4. Tale evidenza indica che il 2 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 4 Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni. 3 64 fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 3.8). Tabella 3.8 Comune di Fiorano Modenese: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 1.329 1.590 2.919 935 (32% del totale) 103 114 217 124 (57% del totale) 1991 869 1.109 1.978 577 (29% del totale) 65 94 159 68 (43% del totale) 2001 684 925 1.609 555 (34% del totale) 50 93 143 80 (56% del totale) Var% 81-91 -48,5% -41,8% -44,9% -40,6% -51,5% -18,4% -34,1% -35,5% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Sebbene in aumento, il livello di istruzione non ha ancora raggiunto quello medio della Provincia di Modena, come confermato dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Fiorano Modenese ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione non perfettamente in linea con quelli medi provinciali (Tab. 3.9). Il Comune presenta infatti una quota maggiore di soggetti che non hanno conseguito la scuola dell’obbligo, e tassi inferiori di conseguimento del diploma di scuola superiore. Tabella 3.9 Comune di Fiorano Modenese: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Comune di Fiorano maschi Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 13,15% 23,69% 38,11% 28,90% femmine 14,89% 23,47% 48,59% 28,06% totale 14,00% 23,58% 43,08% 28,47% Provincia di Modena 9,63% 31,25% 53,89% 41,50% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 3.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e la condizione scolastica della popolazione sopra descritte, si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva infatti (Tab. 3.10): - - - una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione, a fronte di un decremento di quella non attiva (con valori superiori della seconda); un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di 7,6 punti percentuali (dal 53,7% al 61,3%); specularmene, la quota della componente non attiva sulla popolazione residente è diminuita (dal 46,3% al 38,7%). Le due componenti, attiva e non attiva, mostrano entrambe andamenti alterni in termini percentuali sulla popolazione complessiva: quella attiva è diminuita nel primo periodo (1981-1991) e cresciuta nel secondo (1991-2001); viceversa, quella non attiva è cresciuta nel corso del primo decennio diminuendo in quello successivo; un maggior apporto al livello di attività locale sia da parte della popolazione maschile (dal 61,6% al 69,4%) sia da parte della popolazione femminile (dal 45,5% al 53,2%), le quali aumentano la propria incidenza sul complesso della popolazione attiva entrambe di quasi 8 punti percentuali; una condizione in generale più favorevole rispetto a quella riscontrabile a livello provinciale sia con riferimento al tasso di attività della popolazione maschile sia con riferimento a quello della popolazione femminile, che al 2001 risultano superiori a quelli medi provinciali rispettivamente per 4,7 e 5,6 punti percentuali. 65 Tabella 3.10 Comune di Fiorano Modenese: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Fiorano 1981 % sul totale popolazione Popolazione attiva maschi femmine totale 4.616 3.298 7.914 61,6% 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione 45,5% 53,7% Popolazione non attiva maschi femmine totale 2.877 3.954 6.831 38,4% 54,5% 46,3% Popolazione totale 5 maschi femmine totale 7.493 7.252 14.745 50,8% 49,2% 100,0% 4.804 3.378 8.182 3.041 4.421 7.462 7.845 7.799 15.644 61,2% 43,3% 52,3% 38,8% 56,7% 47,7% 50,1% 49,9% 100,0% 4.750 3.660 8.410 2.093 3.222 5.315 6.843 6.882 13.725 69,4% 53,2% 61,3% 30,6% 46,8% 38,7% 49,9% 50,1% 100,0% Provincia di Modena Popolazione attiva femmine totale maschi 2001 % sul totale popolazione 172.788 64,7% 136.173 47,6% 308.961 55,9% Popolazione non attiva maschi femmine totale 94.401 35,3% 149.696 52,4% 244.097 44,1% Popolazione totale maschi femmine totale 267.189 48,3% 285.869 51,7% 553.058 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Osservando il tasso di occupazione, Fiorano vanta livelli occupazionali superiori a quelli medi degli altri comuni dell’area ceramica, e a quelli regionali e nazionali. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è decisamente contenuto (Tab. 3.11). Tabella 3.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo 54,0% 4,0% Fiorano Modenese 59,0% 3,7% Maranello 58,6% 3,3% Formigine 58,2% 3,4% Castelvetro di Modena 58,5% 3,1% Scandiano 53,7% 3,2% Casalgrande 56,2% 2,9% Castellarano 61,2% 2,7% Rubiera 56,8% 3,0% Viano 54,2% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia 42,9% 11,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 3.12), emerge come la maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (65,7%), seguita dal terziario (33,3%) e in misura residuale dall’agricoltura (0,9%). Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato medio distrettuale, sia ancor più in confronto a quelli provinciale e regionale. Tabella 3.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione 5 Popolazione totale Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 66 Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione Valori assoluti subordinata Valori percentuali Comune di Fiorano Modenese 0 59 151 Agricoltura Industria Altre attività 53 569 654 0 13 41 4 21 57 19 4.665 1.796 76 5.327 2.699 65,7% 100,0% 0,9% 33,3% Totale 210 1276 54 82 6.480 8.102 % sul totale 2,6% 15,7% 0,7% 1,0% 80,0% 100,0% 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% Area ceramica Agricoltura Industria 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% 576 7.864 13.733 5965 18.709 27.270 185 1.541 2.811 1.302 1.289 3.263 4.732 108.778 99.048 12.760 138.181 146.125 46,5% Totale 22.173 51.944 4.537 5.854 212.558 297.066 100,0% % sul totale 7,5% 17,5% 1,5% 2,0% 71,6% 100,0% 4.445 40.364 90.890 47.742 96.955 175.650 1.953 9.259 24.678 9146 6.859 23.410 42.512 515.701 687.046 105.798 669.138 1.001.674 37,7% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100,0% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Provincia di Modena Agricoltura Industria Altre attività 4,3% 49,2% Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria Altre attività 6,0% 56,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (80%), seguita da quelle del lavoratore in proprio (15,7%) e dell’imprenditore (2,6%). La distanza della realtà comunale da quella media distrettuale, provinciale e regionale mette in luce, ancora una volta, una particolarità del territorio: la quota di dipendenti è superiore di oltre cinque punti percentuali al valore dell’area ceramica, di quasi dieci punti percentuali al valore regionale e di otto alla media provinciale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio così come la quota di imprenditori e liberi professionisti sono notevolmente inferiori ai valori medi del distretto, della Provincia e della Regione. 67 3.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 3.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 1.709 unità locali e trovano occupazione 16.921 addetti (Tab. 3.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 336 unità; tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti che sono aumentati del 26,8%. Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante considerazione: nel periodo esaminato, il tasso di crescita delle unità locali è inferiore a quello medio dell’area ceramica, mentre il tasso di crescita degli addetti del Comune è nettamente superiore rispetto al dato distrettuale. Tabella 3.13 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 13.341 13.756 1.373 2001 93.001 16.921 17.509 1.709 15.939 3.580 3.753 336 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,7% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 26,8% 27,3% 24,5% Variazione Assoluta '91-'01 Suddividendo per rami di attività emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (56,6%), segue l’industria (29%), l’edilizia (14,2%) e, infine, l’agricoltura (0,1%) (Tab. 3.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area comunale (+3.580 addetti); tale crescita è stata sostenuta, in termini assoluti, principalmente dall’industria, che ha creato complessivamente 2.409 posti di lavoro, e dal terziario che conta 804 nuovi addetti. Se si osserva però l’incidenza dei due settori sull’occupazione complessiva del Comune, si nota come la quota di addetti nell’industria si sia ridotta di circa due punti percentuali, a fronte di un incremento di oltre un punto percentuale della quota dei servizi. La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Fiorano Modenese sembra essere infatti di progressiva terziarizzazione del sistema e di ridimensionamento del ruolo, seppur ancora centrale nell’economia locale, dell’industria. Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+211) ed un incremento più contenuto di quelle nel ramo secondario (+76). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. 68 Tabella 3.14 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni Servizi totale 4 2 10.516 12.925 401 770 2.420 3.224 13.341 16.921 -2 2.409 369 804 0,0% 78,8% 3,0% 0,0% 76,4% 164 192 Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale 4 2 420 496 192 243 757 968 1.373 1.709 3.580 -2 76 51 211 336 18,1% 100,0% 0,3% 30,6% 14,0% 55,1% 100,0% 4,6% 19,1% 100,0% 0,1% 29,0% 14,2% 56,6% 100,0% 44.638 50.724 4.890 6.566 27.370 35.519 77.062 93.001 82 100 3.123 3.309 1.807 2.574 8.744 11.526 13.756 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Fiorano 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Area Ceramica 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001, a fronte di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Fiorano si caratterizza per una quota di addetti impiegati nel terziario pari alla metà di quella media distrettuale e, specularmene, per una quota di addetti nel ramo delle attività secondarie nettamente superiore (Fig. 3.2, Fig. 3.3). Di conseguenza, la progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale è stata meno accentuata rispetto a quella verificatasi ai valori medi registrati nell’intera area ceramica. Figura 3.2 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 76,4% 80,0% 70,0% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 30,0% 19,1% 20,0% 7,1% 4,6% 10,0% 0,0% 0,2% 0,0% Fiorano Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 69 Costruzioni Servizi Figura 3.3 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 65,8% 70,0% 56,6% 60,0% 50,0% 40,0% 29,0% 30,0% 18,9% 20,0% 14,7% 14,2% 10,0% 0,6% 0,1% 0,0% Fiorano Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali (Tab. 3.14): - - 3.3.2 il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; l’incremento delle unità locali è attribuibile per più del 60% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario, mentre l’industria, pur in crescita, ha contribuito per il 22,6%; l’incremento degli addetti mostra un andamento speculare rispetto alle unità locali: esso è spiegato per il 67,3% dall’industria e per il 22,5% dal terziario; nel comune di Fiorano Modenese lo sviluppo del ramo terziario è meno rilevante rispetto ad altri comuni del distretto ceramico: nel decennio 1991- 2001 il numero di addetti impiegati ha subito un incremento relativamente contenuto se confrontato con la crescita delle unità locali; conseguentemente il settore incide sul numero totale di addetti del sistema produttivo in misura nettamente inferiore a quanto non avvenga mediamente a livello ceramico complessivo; ciò mette in luce una lenta modificazione della vocazione manifatturiera del Comune. Il settore dei servizi Pur non raggiungendo i livelli degli altri comuni del distretto, la crescente importanza del settore terziario nell’economia di Fiorano Modenese suggerisce una lettura delle principali attività di servizi che ne fanno parte (Tab. 3.15). Al 2001 si contano 968 unità locali e 3.224 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 27,9% e gli addetti del 33,2%. 70 Tabella 3.15 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva 1991 Attività Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi Pubblica amministrazione Totale complessivo Unità Locali variazione 2001 assoluta Addetti 1991 2001 variazione assoluta 57 156 153 55 421 89 10 99 2 6 4 24 36 3 9 2 58 183 122 71 434 89 14 103 2 9 14 84 109 5 16 1 1 27 -31 16 13 0 4 4 0 3 10 60 73 2 7 -1 191 550 301 189 1.231 154 103 257 40 61 7 34 142 6 13 14 221 733 260 254 1.468 233 73 306 38 75 18 118 249 8 59 1 30 183 -41 65 237 79 -30 49 -2 14 11 84 107 2 46 -13 68 109 41 242 483 241 82 6 14 25 4 11 21 38 119 757 131 7 14 40 4 22 58 46 191 968 49 1 0 15 0 11 37 8 72 211 (+27,9%) 275 94 252 55 9 22 14 69 515 2.420 551 114 259 106 27 32 33 79 650 3.224 276 20 7 51 18 10 19 10 135 804 (+33,2%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti sostanzialmente in crescita. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti (+237), sia del numero di unità locali (+13). All’interno di questa macroarea, l’unica eccezione è rappresentata dalle attività di commercio al dettaglio, che subiscono una riduzione sia in termini di addetti (-41) che di unità locali (-31). Nell’arco del decennio analizzato tale attività ha significativamente ridotto la sua importanza all’interno del comparto: nel 1991 essa rappresentava il 36,3% delle unità locali e il 24,5% degli addetti impiegati in attività di commercio e ristorazione, mentre nel 2001 tali percentuali sono scese rispettivamente al 28,1% e all’17,7%. I risultati positivi ottenuti dagli altri sub settori delle attività di commercio e ristorazione sono stati dunque fortemente influenzati dall’andamento negativo di tale attività. L’attività di commercio all’ingrosso ha mantenuto ed anzi incrementato la sua posizione all’interno del comparto di riferimento: al 2001 esso conta 27 nuove unità locali e 183 occupati in più rispetto al 1991. Nel 2001 il commercio all’ingrosso occupa il 49,9% degli addetti alle attività di commercio e ristorazione e ad esso fa capo il 42,2% delle unità locali impegnate in queste attività. Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel decennio ha visto aumentare sia le unità locali che gli addetti. Questa attività mantiene un ruolo significativo fra le attività del comparto: al 1991 assorbiva il 15,4% del totale degli addetti occupati nel commercio e nella ristorazione, e nel 2001 passa al 17,3%. 71 Anche le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade per le attività di intermediazione. In particolare, le attività immobiliari e le attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria sperimentano una crescita rilevante nel periodo di riferimento: la prima utilizza, al 2001, 60 unità produttive in più rispetto al 1991 e occupa 84 nuovi addetti (da 34 a 118 occupati), mentre la seconda passa da 4 a 14 unità locali e incrementa gli addetti portandoli da 7 a 18. Assieme, queste due attività assorbono il 4,2% degli addetti occupati nel terziario e oltre la metà di quelli impiegati nel comparto. Esse rappresentano inoltre il 10,1% delle unità locali complessivamente attive nei servizi e il 90% di quelle specifiche svolgenti attività di intermediazione. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Anche questo insieme di attività mostra una crescita rilevante sia in termini di unità locali (+49) sia in termini di addetti (+276): le prime aumentano più della metà, mentre i secondi raddoppiano. Di conseguenza, nel corso del decennio, il comparto arriva ad assorbire il 17,1% del totale degli addetti del terziario e il 13,5% delle unità locali del settore. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc… Dal 1991 al 2001 gli addetti impegnati in queste attività sono raddoppiati: al 2001 esse assorbono complessivamente circa il 15% del totale degli addetti del terziario, collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 3.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 496 unità locali e 12.925 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+76), sia per quanto riguarda gli addetti (+2.409) che sono cresciuti del 22,9%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 76,4% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 3.16). La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior parte degli addetti, ben il 65,6% del totale del ramo di attività secondarie e il 50% del numero complessivo di addetti del comune di Fiorano Modenese. Già nel decennio precedente il ruolo di queste attività era centrale nell’economia del Comune e non è sostanzialmente variato nel corso del periodo. Il numero di unità locali è cresciuto nel corso del decennio di 1.563 unità, pari a circa il 23% di quelle esistenti al 1991; a tale variazione assoluta è corrisposto un aumento del peso ricoperto dall’attività nell’ambito del settore secondario di circa 5 punti percentuali (dal 26,9% al 32,1%). La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 14,2% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 7,4%, nonostante un calo del numero di unità locali operanti nel comparto pari all’11,5% Quest’attività, pur mantenendo una posizione rilevante all’interno dell’industria, ha visto diminuire il proprio peso relativo all’interno del settore sia in termini di unità locali che di addetti; questi ultimi al 2001 rappresentano il 14,2% degli addetti complessivi del ramo di attività secondario, a fronte del 16,2% del 1991. Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante nell’economia comunale: essa occupa il 5,8% del totale degli addetti dell’industria e il 17,7% delle unità locali. Nel corso del decennio l’attività mostra una dinamica positiva sia per quanto riguarda gli addetti, che sono aumentati del 71,3% passando da 436 a 747, sia per quanto riguarda le unità locali, la cui crescita è stata del 63%. Altre due attività importanti sono quelle dell’editoria stampa e riproduzione e della fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche: la prima occupa il 3,3% degli addetti nell’industria del Comune e la seconda il 3,9%, per un totale di 935 addetti. L’attività di editoria, stampa e riproduzione ha raddoppiato il numero di unità locali e più che raddoppiato il numero di addetti, mentre nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche la crescita è stata del 16,7% per quanto riguarda le unità locali e del 33,3% per quanto riguarda gli addetti. 72 Tabella 3.16 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Industrie alimentari e delle bevande Industrie tessili Confezione di articoli di vestiario Preparazione e concia cuoio Industria del legno Fabbricazione della carta Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Fabbricazione di mobili Recupero e riparazione per il riciclaggio Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 1991 2001 3 22 17 10 1 8 6 11 18 5 Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 6 18 11 10 1 9 4 22 21 8 3 -4 -6 0 0 1 -2 11 3 3 11 97 104 64 2 28 71 174 381 102 14 64 120 96 2 136 35 427 508 98 3 -33 16 32 0 108 -36 253 127 -4 113 159 2 1 46 -1 6.912 28 8.475 11 1.563 -17 54 104 0 34 -12 2 436 1.705 0 747 1.832 6 311 127 6 1 248 162 -6 48 8 4 16 60 1 29 72 -3 53 47 1 1 3 0 6 2 76 (+18,1%) 10.516 12.925 -86 -40 44 43 -6 2 -4 2.409 (+22,9%) 88 92 2 16 17 9 3 4 8 3 4 12 9 1 2 1 1 420 496 Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Infine, giova analizzare l’attività di fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni, la quale ha un ruolo di rilievo, anche se in diminuzione, all’interno dell’industria: l’incremento delle unità locali di 1 unità, infatti, non è stato sufficiente ad arrestare la riduzione del numero di addetti nel decennio 1991-2001, che è stato del 34,7%. In generale l’incidenza sia delle unità locali che degli addetti di questa attività sul totale dell’industria nel comune è diminuita: per le prime si è passati dal 3,8% al 3,4%, mentre per i secondi dal 2,4% all’1,3%. In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle industrie alimentari e delle bevande: tale attività registra una riduzione di 33 addetti e 4 unità locali, riducendo notevolmente la propria importanza all’interno del settore. Anche le industrie tessili meritano particolare attenzione: esse registrano una riduzione di unità locali, ma un incremento del numero di addetti: questi passano da 104 a 120 (+15,4%). Tale dato è in controtendenza rispetto al generale andamento dell’industria tessile negli altri comuni del distretto ceramico. 3.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 43,8% degli addetti totali del comune di Fiorano Modenese. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le principali imprese ceramiche che possiedono stabilimenti a Fiorano Modenese vi sono Marazzi Group S.p.A., Ceramiche Atlas 73 Concorde S.p.A., Ceramiche Gardenia Orchidea S.p.A., Coem S.p.A., Emilceramica S.p.A., Edimax Gruppo Beta S.p.A., Iris Ceramica S.p.A., Ceramiche Settecento Valtresinaro S.p.A. e Riwal Ceramiche S.p.A. Sono inoltre attive a livello locale Floor Gres e Rex Ceramiche Artistiche, entrambe facenti parte del Gruppo Florim Ceramiche S.p.A. Ceramiche Eurotiles S.p.A. è invece presente sul territorio comunale solo con la propria sede legale ed amministrativa, svolgendo la propria attività di produzione nel comune di Viano. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 7.412 addetti e 101 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame essa si è sviluppata sia in termini di unità locali (+4,1%), sia ancor più in termini di addetti (+10,9%) (Tab. 3.17). Tabella 3.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 2001 1 addetto 16-19 addetti 3 2 7 9 13 6 10 3 9 9 11 7 Variazione realtà di piccole dimensioni 40 20-49 addetti 2 addetti 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti 250-499 addetti 500-999 addetti Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Fiorano Modenese Totale Area Ceramica Quota percentuale di Fiorano Modenese sull’intera Area Ceramica Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 1 3 4 26 67 165 104 10 6 33 64 132 126 49 9 369 371 2 22 21 -1 708 644 -64 22 21 -1 708 644 -64 14 12 2 6 1 14 5 1 8 3 0 964 647 206 2.567 2.013 -19 2 983 1.647 464 1.913 599 35 31 -4 5.606 6.397 791 97 101 4 (+4,1%) 6.683 7.412 729 (+10,9%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) 28,78% 27,30% 32,07% 35,79% 7 1 2 0 -2 -7 -1 2 7 2 7 -3 -33 22 -1.000 -258 654 1.414 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Fiorano Modenese, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - un ampliamento della base produttiva, come si è detto, sia in termini di unità produttive (+4) che di addetti (+729); - un discreto incremento del numero di unità locali di piccole dimensioni (1-19 addetti), che però non si traduce in un significativo aumento del numero di occupati in tali realtà: a fronte infatti dell’incremento di 9 unità produttive, pari al 22,5% di quelle esistenti nel 1991, il numero di addetti rimane pressoché stabile aumentando solo di 2 unità; 74 - - un processo di consolidamento dimensionale delle realtà di grandi dimensioni (50-999 addetti) perseguito mediante accorpamento e conseguente riduzione del numero di unità presenti nel territorio e ampliamento del numero di addetti impiegati per singola unità; alla diminuzione del numero di unità di grandi dimensioni (-4 unità) corrisponde infatti un incremento del numero di addetti pari a 791 unità; una contrazione delle realtà di medie dimensioni, che è più forte in termini di addetti (-64) e più lieve in termini di unità locali (-1); un tasso di espansione dell’industria ceramica locale rispetto a quello registrato dall’industria a livello distrettuale inferiore con riguardo al numero di unità locali, e superiore con riguardo al numero di addetti: le prime crescono del 4,1% a fronte di un loro aumento medio complessivo del 9,8%; i secondi, invece, aumentano del 10,9% attenuando la perdita totale degli addetti dell’area, che è stata dell’0,6%. 75 3.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Il comune di Fiorano Modenese rappresenta, come già accennato in precedenza, il cuore del distretto ceramico reggiano-modenese, unitamente al comune di Sassuolo, rispetto al quale è situato in stretta vicinanza. Lo sviluppo nell’area dell’industria ceramica, avvenuto a partire dagli anni del secondo dopoguerra, ha promosso un’eccezionale crescita demografica, la quale è stata sostenuta, oltre che dall’andamento naturale della popolazione, anche dall’afflusso all’interno del Comune di consistenti flussi migratori, in modo particolare provenienti dall’estero. Per quanto riguarda i livelli di istruzione raggiunti dalla popolazione di Fiorano Modenese, confrontando i risultati degli ultimi tre Censimenti, si osservano incrementi non trascurabili del grado di istruzione della popolazione residente, in modo particolare per quanto riguarda la componente femminile, che al 2001 risulta complessivamente più istruita di quella maschile. Parallelamente si registrano accresciuti livelli di attività della popolazione locale, che superano il dato provinciale sia con riguardo alla popolazione maschile sia con riguardo a quella femminile. Per quanto riguarda l’evoluzione della struttura produttiva di Fiorano che si è verificata dal 1991 al 2001, si osserva una riduzione del numero di unità e di occupati nel settore primario, divenuto ormai del tutto marginale, e un incremento del numero di unità e addetti operanti nel settore secondario e in quello dei servizi. Quest’ultimi rappresentano in particolare le attività che assistono alle maggiori crescite, aumentando la propria importanza rispetto all’industria sia in termini di numero di unità locali sia in termini di addetti. Giova inoltre sottolineare come, nell’ambito sia del settore secondario sia di quello terziario, le attività che registrano i maggiori incrementi del numero di unità e di addetti risultano essere quelle legate all’industria ceramica e all’indotto delle piastrelle. Si possono citare, a titolo esemplificativo, le industrie chimiche, meccaniche, i servizi di trasporto, le attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria, le attività informatiche e quelle professionali ed imprenditoriali. Per quanto riguarda in particolare il settore delle piastrelle, nel corso degli ultimi decenni, si è assistito a un processo di ristrutturazione della base produttiva locale con un aumento del numero di addetti impiegati nelle realtà di grandi dimensioni, ottenuto per il tramite di operazioni di accorpamento aziendale che hanno condotto alla complessiva riduzione del numero di unità di elevata dimensione. Il consolidamento dimensionale delle realtà di più grandi dimensioni si è accompagnato alla creazione di nuove unità di piccole dimensioni, la quale ha però avuto scarsi effetti in termini occupazionali. 76 IL COMUNE DI MARANELLO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 87 4.1 INTRODUZIONE Il cuore del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche si identifica con i comuni di Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello. Quest’ultimo rappresenta quindi uno dei comuni di maggiore rilevanza all’interno del distretto, situato in posizione sud-est rispetto agli altri comuni dell’area (Fig. 4.1). Maranello occupa una superficie di 32,74 kmq., sulla quale, al 2001, vivono 15.912 persone. Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Maranello è divenuto nel tempo sede di numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. Situato in posizione confinante con i comuni di Fiorano, Formigine e Castelvetro, i primi due dei quali, in particolare, sedi di una quota consistente di aziende del settore ceramico, Maranello accoglie al suo interno, al 2001, 24 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 6,5% del complesso delle unità appartenenti al settore ceramico, e 1.077 addetti, che corrispondono al 5,2% del totale degli addetti del settore. Figura 4.1 Il Comune di Maranello e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; - sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; - sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari. 78 4.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 4.2.1 La struttura demografica Il comune di Maranello conta, nel 2001, una popolazione di 15.912 abitanti, pari al 2,5% della popolazione residente nella provincia di Modena. Nel corso del tempo si è assistito ad un significativo incremento della base demografica: +24% nell’intervallo temporale 1981-2001, contro una crescita del 6,4% registrata dal dato a livello provinciale (Tab. 4.1). L’incremento è stato costante e progressivo durante tutto il periodo, decelerando leggermente nella seconda parte (1991-2001). Tabella 4.1 Comune di Maranello: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Maranello Provincia di Modena femmine Valori assoluti 1991 totale femmine totale maschi femmine totale 6.437 6.395 12.832 7.270 7.304 14.574 7.908 8.004 15.912 290.107 305.918 596.025 294.346 310.334 604.680 308.851 325.142 633.993 Variazione % ’81-‘91 maschi Comune di Maranello maschi Valori assoluti 2001 12,9% femmine 14,2% Variazione % ’91-‘01 totale maschi femmine Variazione % ’81-‘01 totale maschi femmine totale 13,6% 8,8% 9,6% 9,2% 22,9% 25,2% 24,0% Provincia di Modena 1,5% 1,4% 1,5% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 4,9% 4,8% 4,8% 6,5% 6,3% 6,4% La composizione per classi d’età della popolazione residente rivela un tendenziale invecchiamento della stessa nel periodo 1981-2001, e un aumento della numerosità dei suoi componenti in età lavorativa (Tab. 4.2). In particolare è possibile cogliere: - una leggera contrazione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), dovuta al drastico calo delle nascite avvenuto negli anni ’80, il cui effetto negativo è stato in gran parte controbilanciato dalla nuova ripresa delle nascite negli anni ’90. L’effetto complessivo di riduzione di questa popolazione accentua l’invecchiamento della popolazione; tuttavia, essa appare in ripresa, facendo sperare in un futuro abbassamento dell’età media nel Comune; - un forte decremento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che complessivamente perde il 19% dei suoi componenti, mettendo in luce come l’andamento negativo subito dalle nascite all’interno del Comune abbia avuto inizio già negli anni ’70. La riduzione di questa fascia di popolazione è stata costante e progressiva con riferimento alle classi di età inferiori (5-9 anni e 10-14 anni) e relativa invece solo alla seconda parte del periodo con riferimento alla classe di età superiore (15-24 anni); - un sostanziale incremento della popolazione “adulta” (dai 25 ai 64 anni) e conseguentemente del numero di soggetti in età lavorativa, sia di quelli nel pieno dell’attività (25-44 anni) sia di quelli più prossimi all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni). L’aumento di questa popolazione è avvenuto costantemente durante tutto l’arco di tempo preso in considerazione, favorendo il tasso di attività interno al Comune; - un deciso aumento del numero di “anziani” residenti (con età superiore ai 65 anni), in modo particolare con riferimento alla fascia di età superiore ai 75 anni, la cui crescita è stata del 74%. Ciò testimonia un innalzamento dell’aspettativa di vita all’interno del Comune e del tasso di invecchiamento della popolazione locale. 79 Tabella 4.2 Comune di Maranello: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 5–9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 828 1.074 1.024 1.926 2.224 1.792 1.441 1.185 905 433 12.832 1991 677 747 851 2.371 2.425 2.393 1.860 1.406 1.085 759 14.574 2001 809 739 736 1.779 2.841 2.538 2.378 1.759 1.256 1.077 15.912 -19 -335 -288 -147 617 746 937 574 351 644 3.080 Variazione assoluta 1981-2001 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Nel corso del decennio 1991-2001, la popolazione residente è cresciuta, oltre che per effetto del suo andamento naturale, anche per effetto dell’ingresso nel Comune di nuovi residenti provenienti dai paesi esteri, i quali hanno concorso anche all’aumento della forza lavoro presente all’interno (Tab. 4.3). Tabella 4.3 Comune di Maranello: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale % stranieri residenti su popolazione 1991 144 14.574 1,0% 2001 358 15.912 2,3% Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001 16,0% Gli stranieri residenti, in particolare, sono giunti a rappresentare il 2,3% della popolazione residente, contribuendo nella misura dell’16% al suo incremento complessivo. La loro suddivisione per aree di provenienza evidenzia forti afflussi in uscita dai paesi dell’Africa e dell’Europa, e afflussi minori provenienti dai paesi dell’America e dell’Asia (Tab. 4.4). Tabella 4.4 Comune di Maranello: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 144 169 24 21 0 358 0,9% 1,1% 0,2% 0,1% 0,0% 2,3% Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Maranello rappresenta il comune dell’area ceramica con la minore presenza di stranieri sulla popolazione totale, allontanandosi nettamente anche dalla situazione valevole a livello provinciale, che è di due punti percentuali superiore all’incidenza riscontrata localmente (Tab. 4.5). 80 Tabella 4.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 4.2.2 4,4% 4,4% La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Maranello mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 4.6). La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84,5% della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo a poco più del 9% 3, compresi anche gli analfabeti. Questa configurazione ha preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione intervenuti in entrambi i decenni, ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di residenti con titolo di studio e del numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di tempo preso in esame. Tabella 4.6 Comune di Maranello: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio valore assoluto % su popolazione totale Alfabeti senza titolo di studio valore assoluto % su popolazione totale Analfabeti valore assoluto % su popolazione totale 1981 8.859 69,0% 2.769 21,6% 167 1,3% 1991 11.816 81,1% 1.804 12,4% 133 0,9% 2001 13.445 84,5% 1.401 8,8% 102 0,6% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 1 Numero di stranieri per ogni 100 residenti. La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. 3 La quota di popolazione mancante (6% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 2 81 Il miglioramento del livello di istruzione degli abitanti di Maranello è ben evidenziato dalla maggiore diffusione che i titoli di studio di scuola superiore e di livello universitario hanno all’interno della popolazione, sia con riferimento alla componente maschile sia con riferimento alla componente femminile, quest’ultima in forte recupero sulla prima per quanto attiene all’istruzione di livello universitario (Tab. 4.7). A differenza degli altri titoli di studio, quello elementare mostra una flessione: coloro in possesso di un livello minimo di istruzione diminuiscono in modo costante durante l’intero arco temporale considerato, in conseguenza sia della minore numerosità della popolazione in età scolare sia della maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte della popolazione “giovane”. Tabella 4.7 Comune di Maranello: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi Diploma femmine totale maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi femmine Licenza elementare totale maschi femmine totale 1981 77 52 129 531 600 1.131 1.326 1.122 2.448 2.569 2.582 5.151 1991 122 104 226 1.141 1.138 2.279 2.363 1.960 4.323 2.414 2.574 4.988 2001 283 330 613 1.850 1.812 3.662 2.651 2.211 4.862 1.988 2.320 4.308 267,5% 534,6% 375,2% 248,4% 202,0% 223,8% 99,9% 97,1% 98,6% -22,6% -10,1% -16,4% Var.% 81-01 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Prendendo in considerazione la popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, emerge che nel 2001 ben il 39% degli alfabeti privi di titolo e ben il 56% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni. Il fenomeno è perciò in buona parte interpretabile come espressione della mancata possibilità, da parte di una quota della popolazione, di accedere ad un livello minimo di istruzione per ragioni anagrafiche (Tab. 4.8). Tabella 4.8 Comune di Maranello: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 1260 1.509 2.769 1069 (39% del totale) 78 89 167 106 (63% del totale) 1991 760 1.044 1.804 656 (36% del totale) 52 81 133 67 (50% del totale) 2001 585 816 1.401 551 (39% del totale) 38 64 102 57 (56% del totale) Var% 81-01 -53,6% -45,9% -49,4% -48,5% -51,3% -28,1% -38,9% -46,2% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Il confronto fra gli indici di istruzione della popolazione di Maranello con quelli della popolazione della Provincia di Modena mette in risalto un grado di istruzione della popolazione locale ancora tutto sommato contenuto se paragonato a quello medio provinciale: gli indici di possesso del diploma di scuola media superiore sono inferiori ai corrispondenti dati raccolti a livello provinciale per tutte le fasce d’età prese in considerazione. Il fatto che il livello di istruzione della popolazione locale sia inferiore a quello mediamente 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 82 esistente all’interno della Provincia è confermato anche da un indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo superiore a quello medio provinciale di oltre due punti percentuali (Tab. 4.9). Tabella 4.9 Comune di Maranello: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Provincia di Modena Comune di Maranello Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 10,77% 13,16% 11,95% 9,63% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 26,67% 25,99% 26,32% 31,25% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 42,1% 52,04% 46,91% 53,89% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 28,86% 31,14% 30,02% 41,50% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 4.2.3 Il mercato del lavoro I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione sono legati a quelli che hanno riguardato la condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001, in particolare, hanno avuto luogo (Tab. 4.10): - - - una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione locale, e una riduzione invece di quella non attiva; una struttura demografica per livelli di attività e inattività nel 2001 migliore rispetto a quella esistente nel 1981. Il tasso di attività è costantemente aumentato durante tutto l’arco temporale di riferimento, e altrettanto costantemente è diminuito quello di inattività; tali dinamiche fanno sì che al 2001 la popolazione attiva rappresenti più del 60% della popolazione residente, diversamente da quanto accadeva nel 1981, quando la popolazione era ripartita in quote pressoché omogenee tra le componenti attiva e non attiva; un incremento molto elevato del peso della componente attiva sul totale della popolazione maschile dell’ordine di ben 39 punti percentuali (dal 30,3% al 69,2%), che si accompagna a un consistente aumento anche del peso della componente attiva sul totale della popolazione femminile (dal 20,1% al 52,2%). Nel corso del periodo considerato, le due componenti attive, maschile e femminile, hanno mostrato andamenti simili in termini percentuali sulle rispettive popolazioni: entrambe sono rimaste abbastanza stabili nel primo periodo (1981-1991) aumentando in modo molto accelerato nel secondo (1991-2001); un’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione maggiore a livello comunale che non a livello provinciale (il 60,6% contro il 55,9%). 83 Tabella 4.10 Comune di Maranello: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Maranello Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 3.885 2.576 6.461 2.552 3.819 6.371 6.437 6.395 12.832 30,3% 20,1% 50,4% 19,9% 29,8% 49,6% 50,2% 49,8% 100,0% 4.497 3.133 7.630 2.773 4.171 6.944 7.270 7.304 14.574 30,9% 21,5% 52,4% 19,0% 28,6% 47,6% 49,9% 50,1% 100,0% 4.654 3.603 8.257 2.076 3.295 5.371 6.730 6.898 13.628 69,2% 52,2% 60,6% 30,8% 47,8% 39,4% 49,4% 50,6% 100,0% Provincia di Modena Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 172.788 136.173 308.961 94.401 149.696 244.097 267.189 285.869 553.058 64,7% 47,6% 55,9% 35,3% 52,4% 44,1% 48,3% 51,7% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Volgendo l’attenzione al tasso di occupazione della popolazione, Maranello rappresenta il terzo comune dell’area ceramica per livello occupazionale, dietro a comuni di Castellarano e Fiorano Modenese. La situazione interna al Comune si configura come migliore rispetto sia a quella media regionale che a quella media nazionale, rispettivamente per 8 e circa 16 punti percentuali (Tab. 4.11). Tabella 4.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 54,0% 59,0% 58,6% 58,2% 58,5% 53,7% 56,2% 61,2% 56,8% 54,2% 4,0% 3,7% 3,3% 3,4% 3,1% 3,2% 2,9% 2,7% 3,0% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia 42,9% 11,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 84 L’analisi dei settori nei quali la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 4.12) mette in risalto l’industria (61,4%) come primo settore di occupazione della popolazione residente, seguita dal settore terziario (36,4%) e da quello primario (2,3%). Il territorio emerge quindi come fortemente votato alla produzione manifatturiera, di gran lunga più di quanto accada a livello medio provinciale e ancor di più a livello medio regionale, ai quali la preponderanza degli occupati lavora nel settore terziario. Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (76,7%), seguita da quella del lavoratore in proprio (14,8%) e da quella dell’imprenditore (5,7%). La distanza della realtà comunale da quella provinciale e regionale è confermata dalla lettura delle quote di residenti svolgenti le diverse professioni: la quota di dipendenti supera di 5 punti percentuali il valore provinciale e di 6,6 punti quello regionale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio, così come la quota di imprenditori e liberi professionisti, è inferiore sia alla quota provinciale e sia a quella regionale. La spiccata vocazione manifatturiera del territorio comunale emerge anche dal confronto con la composizione professionale e per ramo di attività degli occupati complessivamente residenti nel distretto: la figura del dipendente incide infatti per oltre due punti percentuali in più sul numero di occupati, i quali trovano impiego per il 64,4% nell’industria, a fronte di un’incidenza del 55,9% a livello ceramico. Tabella 4.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione Valori assoluti subordinata Valori percentuali Comune di Maranello Agricoltura 13 66 2 21 78 180 2,3% Industria 210 492 21 27 4.151 4.901 61,4% Altre attività 236 625 55 89 1.899 2.904 36,4% 100,0% Totale 459 1.183 78 137 6.128 7.985 % sul totale 5,7% 14,8% 1,0% 1,7% 76,7% 100,0% 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% Area ceramica Agricoltura Industria 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% Provincia di Modena Agricoltura 576 5.965 185 1.302 4.732 12.760 4,3% 7.864 18.709 1.541 1.289 108.778 138.181 46,5% 13.733 27.270 2.811 3.263 99.048 146.125 49,2% Totale 22.173 51.944 4.537 5.854 212.558 297.066 100,0% % sul totale 7,5% 17,5% 1,5% 2,0% 71,6% 100,0% 4.445 47.742 1.953 9.146 42.512 105.798 6,0% Industria Altre attività Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria 40.364 96.955 9.259 6.859 515.701 669.138 37,7% Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 85 4.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 4.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.397 unità locali e trovano occupazione 8.005 addetti (Tab. 4.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 324 unità; nello stesso periodo tale crescita ha promosso l’occupazione incrementando il numero di addetti del 20,1%. Il confronto fra l’andamento comunale e quello avutosi a livello dell’intera area ceramica rivela una crescita delle unità produttive superiore nel territorio di Maranello, mentre una crescita degli addetti in linea con quella registrata dall’area distrettuale. Tabella 4.13 Comune di Maranello e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica 1991 2001 Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 77.062 93.001 6.667 8.005 13.756 17.509 1.073 1.397 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 1.338 3.753 324 Variazione Percentuale ‘91-‘01 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 20,7% 20,1% 27,3% 30,2% La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia una loro concentrazione nel settore terziario (63%), seguito dall’industria (18,3%) e dall’edilizia (17,8%) quasi a pari merito, e in maniera più distante dall’agricoltura (0,9%) (Tab. 4.14). Rispetto invece all’incidenza degli addetti nei singoli settori sul numero complessivo di addetti impiegati all’interno del territorio comunale, il peso maggiore è ricoperto dall’industria (57,1%) e solo a seguire dal terziario (34,6%); una quota non trascurabile è inoltre detenuta dall’edilizia (8%), mentre di scarso rilievo è quella detenuta dall’agricoltura (0,3%). Con riguardo alla dinamica subita dal numero di unità presenti sul territorio, essa è stata positiva per effetto soprattutto dell’espansione del settore terziario (+235), mentre in misura nettamente inferiore vi hanno contribuito il settore delle costruzioni (+54) e quello manifatturiero (+32). Ciò ha comportato un aumento dell’incidenza del settore terziario sul totale delle unità operanti nel Comune di tre punti percentuali e una diminuzione, quasi della stessa entità, dell’incidenza del settore secondario. L’edilizia e l’agricoltura hanno invece mantenuto stabili le proprie quote sul numero complessivo di unità territoriali. Il forte aumento del numero di unità del settore terziario attive sul territorio comunale ha esteso la base occupazionale di 795 posti di lavoro, pari al 59% della crescita complessiva degli addetti. A tale crescita hanno contribuito anche l’industria (31,5%) 6, che ha incrementato il numero dei propri addetti di 422 unità, e il settore delle costruzioni (8,4%), che nel corso del decennio ha dato occupazione a 112 nuovi addetti. Tali dinamiche hanno comportato una riduzione del peso ricoperto dal settore secondario sul livello complessivo di occupazione all’interno del Comune di 5 punti percentuali (dal 62,3% al 57,1%) e uno speculare aumento di quello ricoperto dal settore terziario per la stessa entità (dal 29,6% al 34,6%). Il settore edilizio e quello primario mantengono invece stabili le loro incidenze sul totale degli addetti, così come già accaduto per le unità locali. Si assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dai servizi in ambito occupazionale, sebbene l’industria resti il settore con il maggior numero di addetti. Rispetto alle strutture produttive situate nel territorio, inoltre, il terziario conferma la propria predominanza, ad esclusivo detrimento dell’industria. 6 Il valore è ottenuto come rapporto fra la variazione assoluta del numero di addetti nel settore manifatturiero e la variazione assoluta subita dal numero complessivo di addetti del Comune. 86 Tabella 4.14 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Maranello 1991 16 4.152 527 1.972 6.667 10 224 194 645 1.073 2001 25 4.574 639 2.767 8.005 13 256 248 880 1.397 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 9 422 112 795 1.338 3 32 54 235 324 0,2% 62,3% 7,9% 29,6% 100,0% 0,9% 20,9% 18,1% 60,1% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,3% 57,1% 8,0% 34,6% 100,0% 0,9% 18,3% 17,8% 63,0% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, emerge come l’industria rivesti, sotto il profilo occupazionale, un ruolo centrale (Fig. 4.2): la quota di addetti del settore manifatturiero sul numero complessivo di addetti del Comune è superiore al dato medio dell’area ceramica di 2,6 punti percentuali. All’inizio del decennio tale margine era superiore e pari a 4,4 punti percentuali, ed è andato riducendosi per effetto dell’espansione del settore terziario nell’ambito dell’economia locale. Tuttavia, il peso rivestito dai servizi sul totale delle unità produttive di Maranello (34,6%) è ancora nettamente inferiore al valore medio valevole per il distretto (38,2%). Lo stesso confronto, condotto per gli addetti impiegati nel Comune e nel distretto (Fig. 4.3), mette in luce come il processo di terziarizzazione dell’economia locale abbia portato Maranello già a livelli molto prossimi a quelli medi dell’area ceramica, con incidenza delle unità locali appartenenti al settore molto elevata e pari al 63%. Al 2001 tale incidenza dista dal corrispondente valore distrettuale meno di 3 punti percentuali, contro i 3,5 del 1991. 87 Figura 4.2 Comune di Maranello e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 57,1% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 34,6% 30,0% 20,0% 8,0% 10,0% 7,1% 0,3% 0,2% 0,0% Maranello Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Figura 4.3 Comune di Maranello e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 70,0% 65,8% 63,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 18,9% 18,3% 17,8% 20,0% 14,7% 10,0% 0,9% 0,6% 0,0% Maranello Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Valgono quindi le seguenti considerazioni generali: - il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero di unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti impiegati in esse complessivamente impiegati; - l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 72,5% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo per il 9,9% allo sviluppo del ramo secondario. Maggiore rispetto a quest’ultimo è stato poi il contributo del settore edilizio (16,7%), mentre trascurabile è stato quello del settore primario (0,9%). A questo proposito deve essere sottolineato come gli incrementi nel numero di addetti in questi due settori abbiano consentito il mantenimento della quota che già detenevano nel 1991 sul totale degli addetti assorbiti dall’economia locale; - allo stesso modo, l’incremento degli addetti è derivato in gran parte dall’aumento del numero di occupati del settore terziario, il cui contributo alla crescita complessiva degli addetti nel comune di Maranello è stato del 59%, ben maggiore rispetto al contributo fornito dall’industria, che è stato del 31,5%. Tali andamenti hanno comportato un incremento della quota occupazionale rivestita dal terziario e una 88 riduzione di quella detenuta dall’industria, senza causare diminuzioni a quelle dell’edilizia e dell’agricoltura, le cui incidenze, nel corso del decennio, sono rimaste stabili anche sul totale degli addetti, oltre che su quello delle unità locali. - infine, lo sviluppo del ramo terziario è stato notevolmente accentuato nel periodo compreso fra il 1991 e 2001: il settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti che le unità locali, aumentando la propria incidenza sul totale degli occupati a detrimento dell’industria. Ciò è correttamente interpretabile come l’esplicarsi di un processo di terziarizzazione del tessuto economico locale tuttora in corso. 4.3.2 Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Maranello suggerisce di approfondirne l’analisi mediante una lettura delle principali attività di servizi che ne fanno parte (Tab. 4.15). Al 2001 si contano 880 unità locali e 2.767 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 36% e gli addetti del 40%. Tabella 4.15 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti 50 85 189 43 53 114 178 64 Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti 367 42 2 Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 3 29 -11 21 157 203 395 218 184 343 401 320 27 140 6 102 409 49 3 42 7 1 973 64 5 1.248 116 14 275 52 9 44 2 7 8 14 52 2 8 14 64 8 0 1 6 50 69 28 58 16 23 130 27 77 18 148 61 -1 19 2 125 Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) 31 4 11 0 88 1 20 1 57 -3 9 1 125 6 22 0 270 2 53 1 145 -4 31 1 57 131 74 144 291 147 Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 72 3 13 39 1 17 15 43 153 4 10 54 0 23 37 50 81 1 -3 15 -1 6 22 7 172 63 348 102 2 20 28 70 347 101 353 150 0 18 55 95 175 38 5 48 -2 -2 27 25 Pubblica amministrazione 131 178 47 633 772 139 Totale complessivo 645 880 235 (+36,4%) 1.972 2.767 795 (+40,3%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 89 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione sono le attività che possiedono il maggior numero di unità e addetti all’interno del settore. La loro importanza era superiore in passato: nel corso del decennio 1991-2001 esse hanno ridotto la propria incidenza sul numero complessivo di unità locali di ben 11 punti percentuali e quella sul totale degli addetti di 4 punti. Al 2001 spiegano il 46% delle unità di servizi presenti nel territorio e il 45% degli addetti. All’interno di questa macroarea esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio. Delle 880 unità locali presenti nel territorio al 2001, ben il 33% risultano essere attività di commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 34% a fronte, invece, di una diminuzione delle unità locali del commercio al dettaglio pari al 9%. Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al 2001, risultano pari al 12% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 69% per un totale di 343 unità. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, l’aumento del numero di addetti è stato molto contenuto, frenato dalla dinamica negativa delle unità locali. Gli addetti sono aumentati appena del 1,5% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario è passata dal 20% nel 1991 al 14% nel 2001. Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che nel decennio ha visto aumentare il numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo significativo: nel 1991 assorbiva l’11% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 la sua incidenza percentuale non cambia. Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade per le attività di intermediazione. In particolare, l’attività immobiliare aumenta in modo consistente il numero di unità locali, che arrivano ad un totale di 64 ed assorbono circa il 5% del totale degli addetti del terziario. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta in termini di unità locali, e nel corso del decennio arriva a duplicare il numero di addetti: nel 2001 esso assorbe il 12,5% del totale degli addetti del terziario e il 17% di quello delle unità locali. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono il 10,5% del totale degli addetti del terziario e il 15% delle unità, collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 90 4.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 256 unità locali e 4.574 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+14%), sia per quanto riguarda gli addetti (+10%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 57,1% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 4.16). Tabella 4.16 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 3 2 -1 11 4 -7 19 22 3 84 82 -2 Industrie tessili 35 14 -21 151 57 -94 Confezione di articoli di vestiario 21 18 -3 98 75 -23 2 0 -2 7 0 -7 Industria del legno 8 13 5 16 28 12 Fabbricazione della carta 1 2 1 116 182 66 Editoria, stampa e riproduzione 9 6 -3 77 14 -63 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche 2 4 2 6 17 11 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 0 1 1 0 3 3 25 37 12 1.236 1.168 -68 1 1 0 10 17 7 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 38 61 23 234 341 107 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici 41 45 4 256 414 158 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 3 6 3 11 28 17 Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 1 0 -1 2 0 -2 Fabbricazione di apparecchi medicali 1 7 6 1 13 12 Fabbricazione di autoveicoli 6 11 5 1797 2116 319 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 1 1 0 9 3 -6 Fabbricazione di mobili 5 5 0 28 12 -16 Recupero e riparazione per il riciclaggio 1 0 -1 1 0 -1 Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua calda 1 0 -1 1 0 -1 Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 0 0 0 0 0 0 224 256 32 (+14,3%) 4.152 4.574 422 (+10,2%) Industrie alimentari e delle bevande Preparazione e concia cuoio Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 L’attività di fabbricazione di autoveicoli è l’attività che occupa il maggior numero di addetti, ben il 46% del totale del ramo di attività secondario. Già all’inizio del decennio il ruolo di questa attività era centrale nell’economia del Comune ed esso è aumentato nel corso del periodo di tre punti percentuali. Il numero delle unità locali è cresciuto quasi del doppio dal 1991 al 2001, passando da 6 a 11 e giungendo a rappresentare circa il 4% del totale. 91 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 25,5% degli addetti dell’industria e il 14,5% delle unità locali. Nel corso del decennio l’attività ha incrementato considerevolmente il numero di unità locali (+48%) e ridotto quello degli addetti (-5,5%); tali dinamiche hanno portato l’attività a rappresentare, nel 2001, una quota maggiore delle unità produttive (il 14% contro l’11% del 1991) e una quota minore degli addetti (il 25,5% contro il 30% del 1991). L’attività di fabbricazione di autoveicoli e l’attività di fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, quindi, connotano l’intera struttura produttiva del Comune, assorbendo nel complesso, al 2001, il 41% del totale degli addetti di Maranello. L’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, con 414 occupati, pari al 9% degli addetti del settore, costituisce anch’essa un’attività rilevante. L’attività mostra una crescita degli addetti impiegati del 62%, a fronte di un aumento più modesto nel numero di unità (+10%). Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto importante nell’economia comunale: essa occupa il 7,5% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha incrementato il numero di occupati del 46% passando da 234 a 341. Altra attività che ha un certo peso sotto il profilo occupazionale è quella di fabbricazione della carta. Essa spiega il 4% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 57% operando nel territorio con due sole unità. Successive per importanza in termini di incidenza sugli addetti complessivi sono le industrie alimentari e delle bevande, e la confezione di articoli di vestiario: ambedue occupano circa il 2% degli addetti dell’industria, per un totale complessivo di 157 addetti. Entrambe le attività denotano una contrazione nel numero di occupati, che è esigua per la prima (-2) e consistente per la seconda (-75). Quest’ultima riduce anche il numero delle proprie unità, che da 21 nel 1991 passano a 18 nel 2001. In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, dell’industria tessile, che perde l’62% dei suoi addetti e il 60% delle sue unità locali. Queste rappresentano al 2001 il 5,5% del totale delle unità manifatturiere a fronte del 16% del 1991. 4.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale che fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi riveste nel sistema economico ed industriale di Maranello. In particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 13,5% degli addetti totali del Comune di Maranello e il 23,5% di quelli operanti nell’industria. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le imprese ceramiche attualmente operanti a Maranello sono Ceramiche Ricchetti Sp.a., Saime Ceramiche (appartenente al Gruppo Riwal Ceramiche S.p.a.), Industrie Ceramiche Piemme S.p.a., Ceramiche Sima S.r.l. e Itiemm S.r.l. È inoltre presente, benché solo mediante uffici commerciali, l’impresa Cemar Ceramiche del Gruppo Daytona S.p.a. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 1.077 addetti e 24 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame, l’attività mostra un andamento positivo per quanto riguarda le unità locali (+20%), e negativo per quanto riguarda gli addetti, che diminuiscono del 12,1% (Tab. 4.17). 92 Tabella 4.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Addetti Classe addetti 1991 1 addetto 2 addetti 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti 16-19 addetti 0 1 2 3 2 2 1 3 2 5 5 0 1 2 0 2 3 -2 0 2 9 25 26 35 1 6 8 35 70 0 1 4 -1 10 44 -35 Variazione realtà di piccole dimensioni 20-49 addetti 10 3 16 2 6 -1 97 76 120 64 23 -12 Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti 250-499 addetti 3 3 3 0 1 2 3 2 0 1 -1 0 -1 0 0 76 274 440 0 1.410 64 198 247 0 448 -12 -76 -193 0 -962 2.124 893 -1231 2.297 1.077 20.840 20.710 -112 (-12,1%) -130 (-0,6%) Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Maranello Totale Area Ceramica Quota percentuale di Maranello sull’intera Area Ceramica 2001 variazione assoluta 7 6 -1 20 337 24 370 +4 (20%) 33 (+9,8%) 5,93% 6,49% 1991 11,02% 2001 variazione assoluta 5,20% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Maranello, emergono i seguenti tratti fondamentali: - - - un’espansione della base produttiva in termini di unità produttive (+4) e una sua contrazione in termini di addetti (-112); il contributo stabile (oltre che simile in termini di unità locali e di addetti) alla formazione della struttura del distretto ceramico, con un’incidenza del 6,49% sul numero complessivo di unità e del 5,2% sul numero complessivo di addetti; un processo di ristrutturazione della base produttiva con la diminuzione del numero di unità locali di medie e grandi dimensioni e la diffusione sul territorio di unità di dimensione inferiore (1-19 addetti). Si assiste, quindi, ad un processo di frammentazione della struttura produttiva, che porta le unità di piccole dimensioni a crescere del 60%, e le unità nel loro complesso del 20%; uno sviluppo in termini di unità produttive e una contrazione in termini di addetti superiori a quelli medi registrati dall’area ceramica. 93 4.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Il comune di Maranello si qualifica come territorio appartenente al cuore del distretto ceramico reggianomodenese, assieme ai comuni di Sassuolo, Formigine e Fiorano Modenese. Il sorgere e lo svilupparsi, al proprio interno, dell’industria ceramica hanno favorito il processo di trasformazione del tessuto economico locale, il quale a sua volta ha comportato una serie di cambiamenti nel tessuto sociale. Nel periodo compreso fra il 1981 e 2001, Maranello ha visto aumentare sensibilmente il numero dei propri abitanti, come diretta conseguenza, oltre che naturale andamento della popolazione locale, anche dell’afflusso di residenti provenienti dall’estero, attratti dalla crescenti possibilità occupazionali offerte da’economia locale in espansione. Nello stesso periodo, inoltre, è cresciuto il livello di istruzione della popolazione, il quale tuttavia è ancora inferiore a quello medio provinciale. La popolazione attiva nel 2001 rappresenta una quota della popolazione complessiva del tutto simile a quella che già ricopriva nel 1981, pur senza essersi mantenuta stabile nel corso del periodo: essa è infatti cresciuta nel corso del primo decennio (1981-1991) e diminuita nel corso del secondo (1991-2001), tornando così ai livelli iniziali, che sono comunque superiori a quelli medi provinciali di oltre tre punti percentuali. Si registra inoltre un tasso di occupazione della popolazione locale al 2001 superiore a quello della maggior parte dei comuni dell’area ceramica. Da area prevalentemente agricola, Maranello si è trasformato nel corso del tempo fino a divenire centro manifatturiero ad elevata specializzazione produttiva nel comparto della fabbricazione di autoveicoli e in quello della produzione di piastrelle in ceramica. L’industria locale si compone, tuttavia, di numerose altre attività, alcune delle quali di grande rilevanza sotto il profilo occupazionale. Ad arricchire il tessuto economico locale concorre un settore terziario in rapida ascesa sia in termini di addetti che in termini di unità locali. Tale sviluppo mette in luce un processo di terziarizzazione dell’economia locale sempre più rapido. L’industria ceramica locale, con 24 unità produttrici di piastrelle di ceramica e 1.077 addetti, contribuisce fortemente al sostegno dell’economia e allo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose attività economiche collegate. In passato il peso di questo settore era simile in termini di unità locali e ampiamente superiore in termini di addetti: l’incidenza delle unità ceramiche di Maranello sul numero complessivo di unità appartenenti al distretto è aumentata di quasi un punto percentuale, mentre l’incidenza degli addetti impiegati sul territorio comunale sul totale degli addetti impiegati nell’area è diminuita di quasi sei punti percentuali. Ciò è indice di un grado di dipendenza dell’economia del Comune da questa attività che va riducendosi nel tempo. La dinamica relativa al numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da queste impiegati mette in luce un processo di ristrutturazione aziendale verso una maggiore frammentazione della base produttiva. Nel corso dell’ultimo decennio osservato, infatti, il numero di unità di medie e grandi dimensioni è diminuito a fronte dell’aumento del numero di unità di piccola dimensione, con una riduzione della dimensione media delle unità produttive (in termini di addetti impiegati) situate nel territorio e delle possibilità occupazionali offerte dal settore. 94 IL COMUNE DI FORMIGINE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 5.1 INTRODUZIONE All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Formigine si colloca a nord-est, ai piedi della pianura modenese sulle prime pendici collinari. Delimitato da due corsi d’acqua, il fiume Secchia e il torrente Tiepido, il Comune si estende su una superficie di 46,98 kmq., con una popolazione, alla fine del 2001, di 30.073 abitanti (Fig. 5.1). La favorevole posizione geografica, nella fascia di alta pianura estesa a sud di Modena, ha da sempre fatto sì che questo territorio fosse destinato prevalentemente allo sfruttamento agricolo. Lo sviluppo del borgo di Formigine è legato prevalentemente all’edificazione del castello, costruito dal comune di Modena intorno al 1201 come presidio a difesa della frontiera reggiana insieme al castello di Marzaglia. Intorno alla fortezza si formò l’abitato, che già nel Trecento aveva raggiunto una certa consistenza. Oggi Formigine è il quarto comune della provincia modenese, dopo Modena, Carpi e Sassuolo; la popolazione è distribuita in diverse comunità: Formigine, Casinalbo, Colombaro, Corlo e Magreta. La moderna espansione edilizia si è sviluppata soprattutto lungo la via Giardini, che rimane tuttora il fulcro dell’insediamento. Per quanto riguarda il tessuto economico locale, all’agricoltura (con prodotti tipici quali vino, aceto balsamico e parmigiano-reggiano), all’allevamento e all’industria degli insaccati si è affiancata una rete di imprese artigiane, meccaniche, elettroniche e chimiche, alcune delle quali sono cresciute fino a diventare leader sui mercati internazionali. Fiere, mercati, iniziative nel corso dell’anno e la rete di negozi dei centri garantiscono un’offerta di elevata qualità commerciale. Figura 5.1 Il Comune di Formigine e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 97 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari. 98 5.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 5.2.1 La struttura demografica Il Comune di Formigine, nel 2001, ha una popolazione di 30.073 abitanti, pari al 4,7% della popolazione residente nella provincia di Modena (Tab. 5.1). Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un notevole incremento della base demografica (+39,8%), che è stato di gran lunga superiore a quello complessivamente registrato nella provincia di Modena (+6,4%). La crescita della popolazione è stata più intensa nel decennio 1981-1991, in cui l’aumento è stato del 24%, e più moderata, ma ugualmente sostenuta, nel periodo successivo (+12,8%). Tabella 5.1: Comune di Formigine: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali Valori assoluti 1981 maschi femmine Valori assoluti 1991 totale maschi femmine Valori assoluti 2001 totale maschi femmine totale Comune di Formigine 10.625 10.884 21.509 13.267 13.400 26.667 14.902 15.171 30.073 Provincia di Modena 290.107 305.918 596.025 294.346 310.334 604.680 308.851 325.142 633.993 Variazione % ’81-‘91 Comune di Formigine Provincia di Modena Variazione % ’91-‘01 Variazione % ’81-‘01 maschi 24,9% femmine 23,1% totale 24,0% maschi 12,3% femmine 13,2% totale 12,8% 1,5% 1,4% 1,5% 4,9% 4,8% 4,8% maschi femmine 40,3% 39,4% 6,5% 6,3% totale 39,8% 6,4% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 5.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante: - - - della dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per un futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di invecchiamento della popolazione; della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle nascite nel corso degli anni 70 e 80; della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) che mette in luce l’ampliamento della base della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia in quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), sia in termini assoluti (+1.931 soggetti con età superiore ai 65 anni rispetto al 1991), sia in termini percentuali sul complesso della popolazione (dall’11,7% al 14,8%). L’aumento ha interessato entrambe le fasce d’età comprese all’interno di questa popolazione, segnalando un aumento della aspettativa di vita nel Comune. 99 Tabella 5.2 Comune di Formigine: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 5–9 8-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 1981 1.295 1.665 1.606 3.164 3.465 3.109 2.640 2.040 1.719 806 21.509 1991 1.373 1.367 1.527 3.916 4.584 4.260 3.496 2.758 1.947 1.439 26.667 2001 1.610 1.524 1.484 3.165 5.165 5.068 4.211 3.390 2.526 1.930 30.073 315 -141 -122 1 1.700 1.959 1.571 1.350 807 1.124 8.564 Variazione assoluta 1981-2001 > 75 Totale Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 A generare questa situazione demografica ha concorso, oltre all’evoluzione naturale della popolazione locale, anche l’afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero (Tab. 5.3). Il flusso di migrazione ha peraltro esteso la base attiva della popolazione residente traducendosi in nuova forza lavoro disponibile nel territorio. Tabella 5.3 Comune di Formigine: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale 1991 346 2001 999 Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 % stranieri residenti su popolazione 26.667 30.073 1,3% 3,3% 19,2% La componente straniera residente è notevolmente aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad occupare circa il 3,3% della popolazione totale e contribuendo nella misura del 19,2% all’incremento della popolazione residente nel Comune. La maggior parte degli immigrati esteri proviene dall’Africa, ma numerosi sono anche gli stranieri provenienti dall’Europa; America, Asia e Resto del mondo rappresentano invece quote marginali della popolazione straniera che ora risiede a Formigine (Tab. 5.4). Tabella 5.4 Comune di Formigine: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 374 488 49 86 2 999 1,2% 1,6% 0,2% 0,3% 0,0% 3,3% Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Pur avendo registrato una considerevole crescita nel periodo 1991-2001 la presenza di stranieri a Formigine è ancora inferiore al resto della provincia di Modena, in cui si registra una densità del 4,4%. Tuttavia, se si osservano i valori registrati negli altri comuni che compongono l’area ceramica, Formigine si colloca esattamente in linea con la media del distretto. L’apporto degli stranieri alla crescita della popolazione nel comune è sicuramente importante, ma non è la sola determinante dell’aumento registrato nel periodo in oggetto (Tab. 5.5). 100 Tabella 5.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo 4,6% Fiorano Modenese 2,4% Maranello 2,2% Formigine 3,3% Castelvetro di Modena 4,2% Scandiano 2,7% Casalgrande 2,8% Castellarano 3,6% Rubiera 4,0% Viano 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena 4,4% Provincia di Reggio Emilia 4,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 5.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del Comune di Formigine mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, ed una contestuale diminuzione dei soggetti analfabeti e di quelli alfabeti ma privi di un titolo di studio 2 (Tab. 5.6). Tale dato è sostanzialmente in linea con le aspettative generali sul tasso di istruzione: con il passare degli anni infatti ci si prospetta una costante e ulteriore riduzione del tasso di analfabetismo ed un incremento delle persone in possesso di un titolo di studio. Se si osservano i dati relativi al livello di istruzione confrontandoli con quelli relativi alla crescita demografica, si può notare come la crescita della popolazione istruita sia stata maggiore rispetto alla crescita della popolazione complessiva nel decennio 1981-1991, e sostanzialmente in linea con quella nel decennio successivo. Dal 1981 al 1991, infatti, nonostante abbia avuto luogo un’impennata della popolazione residente nel Comune, l’incidenza dei soggetti in possesso di un titolo di studio è aumentata di ben 10 punti percentuali, a segnale di una più rapida crescita di tali soggetti rispetto all’espansione demografica complessiva. Nel decennio successivo, invece, l’aumento del livello di istruzione è stato più moderato e pressoché in linea con quello della popolazione residente, come dimostra un’incidenza degli alfabeti con titolo di studio di solo 2 punti percentuali in più rispetto al dato del 1991. Allo stesso modo, il numero di persone senza titolo di studio è diminuito ad un tasso superiore al tasso di crescita della popolazione totale nel primo decennio, mentre ha attenuato il proprio trend negativo tra il 1991 e il 2001. La quota di soggetti privi di un livello minimo di istruzione ha comunque continuato a scendere per effetto della tendenza al proseguimento degli studi da parte delle nuove generazioni. 1 2 Numero di stranieri per ogni 100 residenti. La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. 101 Tabella 5.6 Comune di Formigine: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio valore assoluto Alfabeti senza titolo di studio % su popolazione totale valore assoluto % su popolazione totale Analfabeti valore assoluto % su popolazione totale 1981 15.604 72,5% 4.087 19,0% 218 1,0% 1991 22.068 82,8% 2.802 10,5% 170 0,6% 2001 25.496 84,8% 2.496 8,3% 152 0,5% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Il miglioramento del livello di educazione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario. Da sottolineare il forte incremento della popolazione femminile che conclude gli studi universitari: nel 2001 il numero di donne in possesso di laurea è superiore a quello degli uomini, sebbene in termini percentuali sulla rispettiva popolazione complessiva le due componenti non si discostino molto 3 (Tab. 5.7). Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza elementare; tale contrazione, tuttavia, non rappresenta un arretramento del livello di istruzione, bensì è causato dalla riduzione, nel corso del periodo analizzato, dalla popolazione “giovane” (5-24 anni), oltre che dalla più diffusa tendenza al proseguimento degli studi nelle classi inferiori di età. Tabella 5.7 Comune di Formigine: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi femmine Diploma totale maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine totale 1981 198 93 291 1.285 1.160 2.445 2.115 1.894 4.009 4.298 4.561 8.859 1991 430 264 694 2.626 2.528 5.154 3.925 3.425 7.350 4.137 4.733 8.870 2001 800 858 1.658 3.956 3.860 7.816 4.601 3.809 8.410 3.434 4.178 7.612 Var.% 81-01 304,0% 822,6% 469,8% 207,9% 232,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 219,7% 117,5% 101,1% 109,8% -20,1% -8,4% -14,1% Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il 33% degli alfabeti privi di titolo e il 51,3% degli analfabeti ha un’età superiore ai 65 anni 4 (Tab. 5.8). Tale evidenza dimostra come il fenomeno sia in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche, coerentemente con le aspettative di riduzione costante del tasso di analfabetismo di cui si è fatto cenno in precedenza. 3 Vale a dire l’incidenza delle donne laureate sul totale della popolazione femminile, pari al 5,7%, è simile all’incidenza degli uomini laureati sul totale della popolazione maschile, che corrisponde al 5,4%. 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 102 Tabella 5.8 Comune di Formigine: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 1.860 2.227 4.087 1581 (39% del totale) 82 136 218 137 (63% del totale) 1991 1.245 1.557 2.802 906 (32% del totale) 62 108 170 68 (40% del totale) 2001 1.073 1.423 2.496 822 (33% del totale) 59 93 152 78 (51% del totale) Var% 81-01 -42,3% -36,1% -38,9% -48,0% -28,0% -31,6% -30,3% -43,1% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione di Formigine e di quella dell’intera provincia di Modena mette in evidenza tassi di diffusione del titolo di studio di scuola media superiore in linea con quelli medi provinciali per diverse classi d’età (Tab. 5.9). Anche l’indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo si discosta poco dal valore provinciale; ciò implica che il livello di istruzione della popolazione locale ben rappresenta quello medio della provincia di Modena. Tabella 5.9 Comune di Formigine: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Comune di Formigine Provincia di Modena Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 8,17% 10,34% 9,24% 9,63% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 33,43% 31,38% 32,39% 31,25% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 47,99% 58,43% 53,08% 53,89% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 39,39% 39,5% 39,44% 41,5% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 5.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e quelle relative al livello di istruzione della popolazione sopra descritte si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 19812001 si rileva infatti (Tab. 5.10): - - - una crescita e una diminuzione in valore assoluto rispettivamente della componente attiva e della componente non attiva della popolazione, ascrivibili all’andamento demografico locale; un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di ben 12 punti percentuali: nel 2001 la popolazione attiva giunge a rappresentare oltre il 60% della popolazione complessiva, a fronte di un’incidenza nel 1981 pari a neanche la metà della popolazione totale; un’altrettanto consistente diminuzione della quota della componente non attiva della popolazione (dal 51,9% al 39,8%), riconducibile a una maggiore presenza sul mercato del lavoro sia da parte della componente maschile sia da parte di quella femminile; entrambe le componenti infatti aumentano fortemente il proprio tasso di attività, e precisamente dal 59,5% al 69,4% la prima, e dal 36,9% al 51,2% la seconda; un tasso di attività della popolazione locale superiore rispetto a quello medio della popolazione della provincia di Modena. 103 Tabella 5.10 Comune di Formigine: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Formigine Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 6.322 4.015 10.337 4.303 6.869 11.172 10.625 10.884 21.509 59,5% 36,9% 48,1% 40,5% 63,1% 51,9% 49,4% 50,6% 100,0% 7.965 5.334 13.299 5.302 8.066 13.368 13.267 13.400 26.667 60,0% 39,8% 49,9% 40,0% 60,2% 50,1% 49,8% 50,2% 100,0% 8.709 6.611 15.320 3.845 6.290 10.135 12.554 12.901 25.455 69,4% 51,2% 60,2% 30,6% 48,8% 39,8% 49,3% 50,7% 100,0% Provincia di Modena Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 172.788 136.173 308.961 94.401 149.696 244.097 267.189 285.869 553.058 64,7% 47,6% 55,9% 35,3% 52,4% 44,1% 48,3% 51,7% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Formigine vanta un livello occupazionale superiore a quello medio dell’area ceramica, oltre che superiore a quello regionale e nazionale. Il tasso di disoccupazione è leggermente superiore rispetto alla media del distretto, ma sostanzialmente in linea (Tab. 5.11). Tabella 5.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 54,0% 59,0% 58,6% 58,2% 58,5% 53,7% 56,2% 61,2% 56,8% 54,2% 4,0% 3,7% 3,3% 3,4% 3,1% 3,2% 2,9% 2,7% 3,0% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 42,9% 11,6% Analizzando più nel dettaglio la situazione occupazionale dei residenti nel comune, emerge come la maggior parte trovi una collocazione nell’industria (52,4%), seguita dal terziario (44,7%) e solo in misura residuale nell’agricoltura (2,9%) (Tab. 5.12). 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 104 Emerge quindi la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato relativo all’area ceramica nel suo complesso sia, ancor più, in confronto al dato provinciale e a quello regionale. Per l’agricoltura si evidenzia un andamento speculare rispetto all’industria: il settore presenta infatti un tasso di occupati di gran lunga inferiore a quello della provincia di Modena e a quello della regione Emilia Romagna. Il ruolo marginale ricoperto dal settore primario nell’ambito dell’economia comunale è invece confermato dal peso anch’esso estremamente limitato che esso ricopre nell’economia del distretto. Se si osserva la posizione professionale degli occupati nei vari settori, si nota una preponderanza di lavoratori dipendenti (73%), seguiti dai lavoratori in proprio (16,8%) e dagli imprenditori (7,5%), mentre le posizioni di socio di cooperativa e di coadiuvante familiare rivestono un ruolo marginale. I valori osservati sono sostanzialmente in linea con quelli distrettuali, provinciali e regionali; tuttavia, passando dal territorio comunale e distrettuale a quelli provinciale e regionale si riduce il tasso di lavoratori dipendenti e aumenta quello dei lavoratori in proprio. Per quanto riguarda la posizione di imprenditore, invece, il tasso di occupazione rimane sostanzialmente invariato nel passaggio dalla realtà comunale a quella provinciale e regionale, mentre si riduce di oltre un punto percentuale quando l’analisi è estesa dal territorio comunale a quello ceramico complessivo. Tabella 5.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Popolazione totale Dipendente Imprenditore e Lavoratore Socio di Coadiuvante o altra Valori Valori libero in proprio cooperativa familiare posizione assoluti percentuali professionista subordinata Comune di Formigine Agricoltura Industria Altre attività 19 394 691 173 858 1.462 4 59 107 46 53 129 186 6.401 4.224 428 7.765 6.613 2,9% 52,4% 1.104 2.493 170 228 10.811 14.806 100,0% 7,5% 16,8% 1,1% 1,5% 73,0% 100,0% 95 2.205 3.062 1.104 5.408 7.531 37 307 681 241 288 859 946 39.202 22.786 2.423 47.410 34.919 2,9% 55,9% 41,2% 5.362 6,3% 14.043 16,6% 1.025 1,2% 1.388 1,6% 62.934 74,3% 84.752 100,0% 100,0% 576 7.864 13.733 5.965 18.709 27.270 185 1.541 2.811 1.302 1.289 3.263 4.732 108.778 99.048 12.760 138.181 146.125 4,3% 46,5% 49,2% 22.173 7,5% 51.944 17,5% 4.537 1,5% 5.854 2,0% 212.558 71,6% 297.066 100,00% 100% 4.445 40.364 90.890 47.742 96.955 175.650 1.953 9.259 24.678 9.146 6.859 23.410 42.512 515.701 687.046 105.798 669.138 1.001.674 6,0% 37,7% 56,4% Totale 135.699 % sul totale 7,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 320.347 18,0% 35.890 2,0% 39.415 2,2% 1.245.259 70,1% 1.776.610 100,0% 100% Totale % sul totale 44,7% Area ceramica Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Provincia di Modena Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria Altre attività 105 5.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 5.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 2.689 unità locali e trovano occupazione 11.336 addetti (Tab. 5.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 685 unità; tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 31,97%. Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli addetti del Comune sono superiori a quelli medi distrettuali. Tabella 5.13 Comune di Formigine e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica 1991 2001 Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 77.062 93.001 8.590 11.336 13.756 17.509 2.004 2.689 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 2.746 3.753 685 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,68% 31,97% 27,28% 34,18% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Analizzando i dati raccolti per rami di attività emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (65,8%), cui segue l’industria (18,6%), l’edilizia (14,95%) e, infine, l’agricoltura (0,63%) (Tab. 5.14). I trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area comunale (+2.746 addetti), sostenuta principalmente dall’industria e dal terziario, con una lieve preponderanza della prima. Tabella 5.14 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni Servizi totale 15 23 4.274 5.554 732 935 3.569 4.824 11.336 Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale 11 17 444 501 308 402 1.241 1.769 2.004 Formigine 1991 2001 8.590 2.689 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 8 1.280 203 1.255 2.746 6 57 94 528 685 0,2% 49,8% 8,5% 41,6% 100,0% 0,6% 22,2% 15,4% 61,9% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,2% 49,0% 8,3% 42,6% 100,0% 0,6% 18,6% 15,0% 65,8% 100,0% 164 192 44.638 50.724 4.890 6.566 27.370 35.519 77.062 93.001 82 100 3.123 3.309 1.807 2.574 8.744 11.526 13.756 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 106 Nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. Il terziario ha infatti aumentato la propria incidenza sul numero complessivo di unità presenti sul territorio di 4 punti percentuali diversamente dall’industria, che l’ha diminuita quasi degli stessi punti. La struttura produttiva comunale risulta più equilibrata quando tali quote sono calcolate sul numero complessivo degli addetti: in questo caso, il 49% degli addetti sono assorbiti dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 42,6% e l’edilizia il 8,3%. Prendendo in considerazione l’area ceramica, si osserva come i dati del comune di Formigine siano sostanzialmente in linea con l’intera realtà distrettuale. È da sottolineare tuttavia la minore quota di occupati nell’industria, sebbene la quota delle unità locali sia del tutto simile a quella registrata dall’area nel suo complesso. Il settore delle costruzioni mostra invece un andamento speculare rispetto all’industria: il settore assorbe, a livello distrettuale, la stessa percentuale di unità locali del Comune, ma il secondo occupa una quota maggiore di addetti (Fig. 5.2, Fig. 5.3). Figura 5.2 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 60,0% 54,5% 49,0% 50,0% 42,6% 38,2% 40,0% 30,0% 20,0% 8,3% 10,0% 7,1% 0,2% 0,2% 0,0% Formigine Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Figura 5.3 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 65,8% 65,8% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 18,9% 18,6% 20,0% 15,0% 14,7% 10,0% 0,6% 0,6% 0,0% Formigine Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Costruzioni Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: 107 Servizi - - 5.3.2 il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; l’incremento delle unità locali è attribuibile principalmente allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo in scarsa parte a quello verificatosi nell’industria e nel settore edilizio; ciò ha comportato una riduzione dell’importanza ricoperta da tali ultimi due settori in termini percentuali sul complesso delle unità esistenti nel territorio; allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato quasi esclusivamente dallo sviluppo avuto nel ramo terziario, a vantaggio della quota detenuta dal settore sul numero totale di addetti del Comune e a detrimento di quelle detenute dal settore secondario e dalle costruzioni. Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Formigine suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel territorio comunale (Tab. 5.15). Al 2001 si contano 1.769 unità locali e 4.824 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 42,5% e gli addetti del 35,2%. L’analisi dei servizi, raggruppati in macroaree di attività mette in luce andamenti differenti: le attività di commercio e ristorazione, complessivamente intese, registrano un significativo aumento sia per quanto riguarda il numero di addetti sia per quanto riguarda quello delle unità locali. Tuttavia, osservando più attentamente le singole voci che costituiscono il comparto, risulta evidente l’andamento negativo del commercio al dettaglio, che tra il 1991 e il 2001 subisce una riduzione di 69 unità locali e di 108 addetti. Il commercio all’ingrosso, al contrario, con l’aumento di 109 unità locali e 187 addetti, è il principale responsabile dell’andamento positivo della macro-area in oggetto. Nonostante nell’ingrosso sia ancora occupato un numero inferiore di addetti rispetto al dettaglio, l’attività, nell’arco di un decennio, ha espanso le proprie possibilità occupazionali del 48,8%, a fronte della riduzione del 12,4% degli addetti nel dettaglio. Lo stesso andamento si riscontra per le unità locali: il commercio al dettaglio registra un calo del 18,4% a fronte di una crescita del commercio all’ingrosso che si attesta intorno al 60% rispetto al 1991. Pare dunque che il commercio all’ingrosso rappresenterà, in futuro, il motore dell’economia di Formigine. Da sottolineare inoltre l’attività di alberghi e ristoranti, per cui, nel decennio in esame, si osserva un aumento sia delle unità locali che degli addetti. Con una crescita delle unità locali e degli occupati rispettivamente del 21% e del 22,6%, tale attività impiega al 2001 circa il 20% degli addetti alle attività di commercio e ristorazione (nel 1991 ne impiegava il 17,5%) e il 12% delle unità locali. Le attività di trasporti vedono crescere sia le unità locali che gli addetti; significativo in particolare è lo sviluppo seguito dalle attività di supporto e ausiliarie, che crescono di una sola unità locale (nel passaggio da 8 a 9 unità locali l’incremento è dell’12,5%) ma di ben 31 addetti (+ 64,6%). 108 Tabella 5.15 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 68 67 Commercio all'ingrosso 181 Commercio al dettaglio Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Assicurazioni e fondi pensione Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 -1 203 197 -6 290 109 383 570 187 376 307 -69 874 766 -108 76 92 16 310 380 70 701 756 55 1.770 1.913 143 116 120 4 156 183 27 8 9 1 48 79 31 124 129 5 204 262 58 7 8 1 60 56 -4 10 19 9 88 151 63 1 1 0 1 2 1 Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria 17 45 28 33 64 31 Attività immobiliari 28 126 98 60 178 118 63 199 136 242 451 209 4 5 1 6 7 1 18 54 36 75 181 106 0 3 3 0 4 4 111 300 189 198 507 309 133 362 229 279 699 420 Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa 7 8 1 111 162 51 Istruzione 21 22 1 339 472 133 Sanità e altri servizi sociali 57 106 49 308 540 232 Smaltimento rifiuti 0 2 2 0 10 10 Attività di organizzazioni associative 23 22 -1 47 28 -19 Attività ricreative, culturali e sportive 36 78 42 82 70 -12 Altre attività dei servizi 76 85 9 187 217 30 Pubblica amministrazione 220 323 103 1.074 1.499 425 Totale complessivo 1.241 1.769 528 (+42,5%) 3.569 4.824 1.255 (+35,2%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Anche le attività di intermediazione sono interessate da un generale incremento degli addetti e delle unità locali. Tra di esse meritano particolare attenzione le attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria e le attività immobiliari: le prime aumentano le unità locali da 17 a 45 e raddoppiano gli addetti; le seconde triplicano le unità locali (che da 28 passano a 126) e raddoppiano anch’esse gli addetti. Complessivamente in queste due attività sono impegnate il 9,7% delle unità locali del terziario e il 5% degli addetti. La macroarea identificata come attività di servizi alle imprese riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. In termini di unità dislocate sul territorio, questo settore mostra la crescita assoluta maggiore nel decennio 1991-2001. Da sottolineare è la nascita di tre nuove unità locali per la ricerca e sviluppo, che dimostra l’impegno del Comune sul fronte dell’innovazione. All’interno della macroarea considerata occupano una posizione sempre più rilevante anche l’informatica e le attività connesse, e le altre attività professionali ed 109 imprenditoriali, le quali mostrano incrementi dell’ordine dei 200 e 300 punti percentuali. All’interno di questa attività sono comprese la attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studio di mercato, ecc. Infine, anche la Pubblica amministrazione ha registrato un aumento sia delle unità locali che degli addetti, fatta eccezione per le attività di organizzazioni associative, che hanno perso un’unità locale e 19 addetti. Tale dato, che in valore assoluto può apparire scarsamente significativo, evidenzia una perdita di addetti pari al 40% di quelli occupati nel 1991. Il numero di addetti diminuisce anche nelle attività ricreative, culturali e sportive, che a fronte di un aumento delle unità locali pari a più del doppio subiscono una riduzione degli addetti del 15% circa. 5.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 218 unità locali e 2.774 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+12,8%), sia per quanto riguarda gli addetti (+29,9%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 49% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 5.16). La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è il settore che occupa la maggior parte degli addetti: il 31,2% dell’industria e il 15,3% di quelli totali assorbiti dal sistema produttivo di Formigine. Quest’attività, che già nel 1991 occupava un ruolo di primo piano nell’economia del Comune, nell’ultimo decennio analizzato ha subito una crescita del 91% in termini di addetti, e del 24,6% in termini di unità locali. Seconde per numero di occupati sono le industrie alimentari e delle bevande, la cui incidenza sul numero complessivo degli addetti e delle unità locali dell’industria al 2001 è rispettivamente pari al 15,9% e all’11,4%. Il settore ha vissuto un’espansione nel corso del decennio che è stata più contenuta in termini di unità territoriali (+11,8%) e più marcata in termini di addetti (+29,8%). Segue per importanza sotto il profilo occupazionale l’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, che al 2001 conta 764 addetti (pari al 13,8% di quelli complessivamente appartenenti al settore manifatturiero) e 107 unità locali (pari al 21,4% del loro numero complessivo nel secondo settore). Nel periodo compreso fra il 1991 e il 2001, l’attività si è espansa a un buon ritmo sia con riguardo al numero di addetti occupati (+30,2%), sia con riguardo alle unità presenti nel territorio (+55,1%). Altra attività che riveste un ruolo importante nell’economia comunale è la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, nella quale sono impegnati il 7,9% degli addetti dell’industria e il 10% delle unità locali. Nel corso del periodo esaminato l’attività mostra un andamento positivo per quel che riguarda le unità locali (+66,7%) e piuttosto stabile per quel che riguarda gli addetti (che passano da 431 a 438). In termini relativi rispetto alle altre attività del settore manifatturiero ciò implica un aumento dell’importanza ricoperta dall’attività in termini di unità locali e una riduzione di quella ricoperta in termini di addetti. L’incidenza sul numero complessivo di unità locali dell’industria passa infatti dal 6,8% nel 1991 al 10% nel 2001, mentre l’incidenza sul complesso degli addetti scende dal 10,1% al 7,9%. 110 Tabella 5.16 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 1 51 68 41 8 19 3 22 5 8 3 57 28 35 6 25 5 21 5 12 2 6 -40 -6 -2 6 2 -1 0 4 19 681 339 245 18 53 47 177 217 291 12 884 151 217 14 86 202 219 183 217 -7 203 -188 -28 -4 33 155 42 -34 -74 30 1 50 1 20 0 431 8 438 9 7 1 69 69 9 107 86 19 38 17 10 587 764 907 1.732 30 148 177 825 118 4 17 3 13 0 4 12 3 21 1 0 -5 0 8 1 6 61 34 110 0 20 80 63 112 3 14 19 29 2 3 2 1 0 0 -2 -1 12 1 0 0 -12 -1 444 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 501 57 (+12,8%) 4.274 5.554 1.280 (+29,9%) Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Industrie alimentari e delle bevande Industrie tessili Confezione di articoli di vestiario Preparazione e concia cuoio Industria del legno Fabbricazione della carta Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di mobili Recupero e riparazione per il riciclaggio Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda Raccolta, depurazione e distribuzione acqua Totale industria Analizzando l’evoluzione del numero di addetti nel secondo settore, si osserva una forte crescita nelle attività di fabbricazione della carta e nell’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici, la cui espansione nel numero di occupati è stata notevole sia in termini assoluti che in termini percentuali. Tali attività hanno assistito ad un aumento anche nel numero di unità locali, che in entrambi i casi è stato pari a circa il doppio. Per quanto riguarda la fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le comunicazioni, invece, l’elevato aumento degli occupati nel settore è stato ottenuto a parità di unità locali: ciò fa presupporre una crescita dimensionale delle realtà industriali già esistenti nel 1991. Degna di nota risulta anche l’apertura di una nuova impresa nel settore del recupero e riparazione per il riciclaggio, a dimostrazione, ancora una volta, dell’attenzione del Comune verso le attività di innovazione e il miglioramento dei processi. Andamenti negativi sono stati registrati nei settori della produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda e in quello della raccolta, depurazione e distribuzione di acqua, nei quali le unità locali esistenti sono state chiuse. Nel complesso ciò ha comportato il taglio di 13 posti di lavoro. Anche nell’industria tessile il calo di unità locali e di addetti è stato notevole: le prime sono passate da 68 a 28 registrando una diminuzione del 58,8%, mentre i secondi si sono ridotti del 55,5% (da 339 a 151). Interessante è stato l’andamento delle altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia, ecc): nonostante le unità locali siano in aumento (da 1 a 3) gli addetti risultano in diminuzione (da 19 a 12). Probabilmente ciò è 111 dovuto alle necessità di ridimensionamento delle imprese dettate dalla congiuntura economica non particolarmente favorevole. 5.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 2,8% degli addetti totali del comune di Formigine e l’5,7% di quelli totali dell’industria. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le principali imprese ceramiche attualmente operanti a Formigine sono T.R.V. S.p.A., Ceramiche Grazia S.p.A. e Ceramica Raffaello S.r.l. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 314 addetti e 25 unità locali al 2001, ha un ruolo di rilievo nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame essa mostra un andamento in crescita: al 2001 operano sul territorio 7 unità in più rispetto al 1991, e sono occupati 19 nuovi addetti. Tale tendenza è determinata prevalentemente dall’andamento positivo delle realtà di piccole dimensioni, che aumentano di numero e creano 40 nuovi posti di lavoro; stabili sono invece le realtà di medie dimensioni, che rimangono 4 e non subiscono rilevanti aumenti dimensionali in termini di addetti. È da sottolineare infine il ridimensionamento dell’unica unità di grandi dimensioni presente nel territorio comunale: essa perde 24 addetti, ovvero quasi il 30% di quelli impiegati nel 1991 (Tab. 5.17). Tabella 5.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 L'industria ceramica Unità locali variazione 2001 assoluta Addetti Classe addetti 1991 1 addetto 2 addetti 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti 16-19 addetti 1 5 2 2 2 1 7 2 2 2 7 0 6 -3 0 0 5 -1 1 10 8 17 22 16 7 4 8 15 80 0 6 -6 0 -2 58 -16 Variazione realtà di piccole dimensioni 20-49 addetti 13 4 20 4 7 0 74 138 114 141 40 3 Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti 4 1 0 0 4 1 0 0 0 0 0 0 138 83 0 0 141 59 0 0 3 -24 0 0 1 18 337 1 25 370 0 7 (+38,9%) 33 (+9,8%) 83 295 20.840 59 314 20.710 -24 19 (+6,4%) -130 (-0,6%) 5,34% 6,76% 1,42% 1,52% Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Formigine Totale Area Ceramica Quota percentuale di Formigine sull’intera Area Ceramica 1991 2001 variazione assoluta Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Analizzando più attentamente l’evoluzione recente del settore ceramico del comune di Formigine è possibile cogliere alcuni tratti fondamentali, e in particolare: - un’espansione della base produttiva sia in termini di unità produttive (+38,9%) sia in termini di addetti (+6,4%); 112 - - - l’aumento del peso ricoperto dalle unità di piccole dimensioni sul totale delle unità di settore situate nel territorio, che implica una riduzione delle dimensioni medie delle unità ceramiche locali; al 2001, in particolare, le realtà di piccole dimensioni rappresentano l’80% di quelle totali; il contributo rilevante e crescente alla struttura del settore ceramico del distretto: l’incidenza delle unità locali sul numero complessivo delle unità ceramiche situate nel territorio del distretto è aumentata dal 5,34% al 6,76%, come pure l’incidenza degli addetti del Comune sul numero totale di quelli impiegati dall’industria ceramica, che è passata dall’1,42% all’1,52%; uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica considerata nel suo insieme, con riferimento sia al numero di unità locali, sia con riferimento al numero di addetti, i quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale andamento segnala la crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e perciò anche l’accresciuta dipendenza di Formigine da questa attività. 5.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Il comune di Formigine si qualifica come territorio adiacente ai comuni dell’area ceramica con i quali può essere strettamente identificato il cuore del distretto ceramico, ovvero i comuni di Sassuolo e Fiorano Modenese. Tale vicinanza ha favorito il sorgere e lo svilupparsi dell’industria ceramica locale, sebbene la posizione geografica occupata dal Comune (nella fascia di alta pianura a sud del capoluogo di Provincia) ne avesse originariamente destinato il territorio allo sfruttamento agricolo. Il processo di trasformazione del tessuto economico locale che ne è derivato ha comportato una serie di cambiamenti nella struttura demografica del Comune, che ha visto conseguentemente aumentare il proprio numero di abitanti di circa il 40% nel periodo 1981-2001 diventando il quarto centro abitativo della Provincia dopo i comuni di Modena, Carpi e Sassuolo. A tale vivace dinamica demografica ha contribuito in maniera significativa il flusso migratorio proveniente dai paesi esteri, il quale ha esteso tra l’altro anche la base attiva della popolazione residente. Quest’ultima ha aumentato, nello stesso periodo, il proprio livello di istruzione, che si attesta oggi sui livelli medi provinciali; in particolare si deve sottolineare il forte recupero della componente femminile su quella maschile con riguardo al titolo di studio di scuola media superiore e a quello universitario. Anche i livelli di attività della popolazione sono cresciuti, in modo particolare nel decennio 19912001, durante il quale l’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione residente è aumentata di oltre 10 punti percentuali. Quanto al tasso di occupazione, Formigine è fra i Comuni dell’area con i più alti livelli di occupazione. L’evoluzione della struttura produttiva di Formigine nel decennio 1991-2001 mette in luce l’espansione, in termini di unità locali e di addetti, di tutti i principali macrosettori di attività che la compongono (agricoltura, industria, costruzioni e servizi). Lo sviluppo è stato particolarmente rapido nel settore terziario, il quale ha conseguentemente aumentato il proprio peso relativo nell’ambito della struttura economica e produttiva del Comune, diversamente dal settore secondario e da quello edilizio, i quali, nonostante siano cresciuti in senso assoluto, hanno perso terreno sul piano dell’incidenza sul numero totale delle unità e degli addetti del sistema. Per quanto riguarda in particolare il settore ceramico, nel decennio 1991-2001, esso ha registrato una buona crescita, dovuta in particolare alla nascita di realtà di piccole dimensioni, le quali, oltre ad avere esteso la base produttiva in termini di unità locali, hanno ampliato le possibilità occupazionali offerte dal settore. Il livello occupazionale è infatti complessivamente migliorato rispetto al 1991, nonostante il ridimensionamento dell’unica unità di grandi dimensioni sita sul territorio comunale. 113 IL COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 6.1 INTRODUZIONE All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Castelvetro di Modena rappresenta l’estremità sud-est, confinando con i comuni di Maranello e Formigine (Fig. 6.1). Al Comune appartiene una superficie di 49,72 kmq. e una popolazione, al 2001, di 9.589 abitanti. Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Castelvetro di Modena è divenuto nel tempo sede di numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. Situato in posizione confinante con due dei principali comuni del distretto (Formigine e Maranello), Castelvetro di Modena dispone al suo interno di 22 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica e di 1.941 addetti, rappresentando circa il 5,9% delle unità totali del settore ceramico reggiano-modenese e il 9,4% del totale dei suoi addetti. Figura 6.1 Il Comune di Castelvetro di Modena e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 116 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato il Dott. Stefano Ferrari. 6.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 117 6.2.1 La struttura demografica Il comune di Castelvetro possiede, nel 2001, una popolazione composta da 9.589 abitanti, la quale rappresenta l’1,5% della popolazione complessivamente residente nella provincia di Modena. Nel corso del tempo si è assistito ad un significativo incremento della base demografica: +27,9% nell’intervallo temporale 1981-2001, contro una crescita del 6,4% registrata dal dato a livello provinciale (Tab. 6.1). La crescita ha riguardato l’intero periodo preso in considerazione, ma è stata più accelerata nella seconda parte (1991-2001). Tabella 6.1 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e percentuali Valori assoluti 1981 Valori assoluti 1991 Valori assoluti 2001 Comune di Castelvetro di Modena Provincia di Modena totale maschi femmine 3.683 3.814 290.107 7.497 femmine 3.977 4.104 305.918 596.025 294.346 Variazione % ’81-‘91 maschi femmine 8,0% 7,6% Provincia di Modena 1,5% 1,4% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Comune di Castelvetro di Modena maschi totale 8.081 maschi femmine 4.759 4.830 310.334 604.680 308.851 Variazione % ’91-‘01 totale maschi femmine 7,8% 19,7% 17,7% 1,5% 4,9% 4,8% totale 9.589 325.142 633.993 Variazione % ’81-‘01 totale maschi femmine totale 18,7% 29,2% 26,6% 27,9% 4,8% 6,5% 6,3% 6,4% L’osservazione dell’andamento della popolazione suddivisa per classi d’età rivela un tendenziale invecchiamento della popolazione residente nel comune di Castelvetro, e un contestuale aumento di quella in età lavorativa (Tab. 6.2). È possibile osservare infatti: - una dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per un futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di invecchiamento della popolazione; - una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), imputabile in gran parte al calo delle nascite che ha caratterizzato gli anni ’70 e ’80; - l’aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) e il conseguente ampliamento della base di popolazione in età lavorativa, sia per quanto riguarda la fascia di popolazione nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); - l’aumento consistente, infine, della popolazione “anziana” (con età superiore ai 65 anni), in modo particolare di quella di età superiore ai 75 anni, la quale dal 1981 al 2001 è cresciuta del 28%, a segnale di un prolungamento dell’aspettativa di vita nel Comune. Tabella 6.2 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti Variazione assoluta 1981-2001 < 5 5–9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 395 527 552 1.047 1.068 1991 360 338 429 1.176 1.323 1.019 917 798 763 411 7.497 1.171 1.031 907 708 638 8.081 2001 465 497 430 935 1.683 1.647 1.241 1.056 844 791 9.589 70 -30 -122 -112 615 628 324 258 81 380 2092 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 L’andamento demografico nel periodo 1991-2001 ha positivamente risentito dell’afflusso di stranieri, il cui contributo alla crescita complessiva della popolazione nel decennio è stato del 23,2%, con effetti positivi anche sulla forza lavoro disponibile nel territorio comunale (Tab. 6.3). 118 Tabella 6.3 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti 1991 Popolazione totale 57 % stranieri residenti su popolazione 8.081 0,7% 2001 407 9.589 Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001 4,2% 23,2% Gli stranieri con residenza nel Comune rappresentano, nel 2001, oltre il 4% della popolazione, a fronte dello 0,7% del 1991. Il 61,7% di essi proviene dai Paesi dell’Africa, e il 27,3% dall’Europa; una parte minoritaria proviene invece dal continente asiatico e da quello americano (Tab. 6.4). Tabella 6.4 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 Africa 111 % sul totale 1,2% popolazione Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 America Asia Altro Totale 251 12 32 1 407 2,6% 0,1% 0,3% 0,01% 4,2% Il confronto fra gli indici di presenza di stranieri dei comuni del distretto posiziona Castelvetro fra i comuni dell’area a maggiore presenza di residenti provenienti dall’estero, con una densità di stranieri sul totale della popolazione in linea con il valore provinciale (Tab. 6.5). Tabella 6.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena 4,4% Provincia di Reggio Emilia 4,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 6.2.2 La popolazione e il livello di istruzione Nell’orizzonte temporale compreso fra il 1981 e il 2001 il livello di istruzione della popolazione di Castelvetro è notevolmente aumentato, come testimoniato dal costante e progressivo aumento della 1 Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 119 popolazione in possesso di un titolo di studio e dalla contestuale diminuzione di quella priva di titolo, comprendendo all’interno di quest’ultima sia gli analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 6.6). La crescita della popolazione istruita e la diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’83% della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo a meno dell’11% 3. Contrariamente alla popolazione in possesso di un titolo di studio e alla popolazione analfabeta, i cui trend rispettivamente di crescita e diminuzione sono stati costanti durante tutto l’arco temporale preso in esame, la popolazione alfabeta priva di un livello minimo di istruzione nel 1991 è tornata a crescere dopo un decennio di forte diminuzione. Tabella 6.6 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio valore % su popolazione valore assoluto assoluto totale 1981 5.242 69,9% 1.638 1991 6.611 81,8% 974 2001 7.963 83,0% 985 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Analfabeti % su popolazione totale 21,9% 12,1% 10,3% valore assoluto 132 75 61 % su popolazione totale 1,8% 0,9% 0,6% L’aumento della popolazione istruita ha interessato tutti i livelli di istruzione con l’eccezione della licenza elementare, che per un numero sempre minore di abitanti è risultata essere il massimo titolo di studio conseguito (Tab. 6.7). La minore diffusione di tale titolo di studio fra gli abitanti di Castelvetro deve essere interpretata sia come conseguenza della contrazione, verificatasi nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (5-24 anni), sia come espressione della tendenza da parte della popolazione locale al proseguimento degli studi oltre il loro livello minimo. È interessante notare come, con particolare riferimento al titolo di studio di livello universitario, la componente femminile della popolazione risulti in netta ripresa su quella maschile; in generale, tuttavia, fra le due componenti non esistono elevate disparità nel grado di istruzione. Tabella 6.7 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi 1981 53 femmine 27 Diploma totale 80 maschi femmine 294 Licenza media inferiore totale maschi 331 625 654 femmine totale Licenza elementare maschi 569 1.223 1.615 1.699 3.314 79 55 134 594 597 1.191 1.184 984 2.168 1.480 1.638 3.118 2001 168 184 352 1.024 1.062 2.086 1.573 1.273 2.846 1.246 1.433 2.679 217,0% 581,5% 340,0% 248,3% 220,8% 233,8% 140,5% 123,7% 132,7% -22,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 3 totale 1991 Var.% 81-01 2 femmine La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (il 6% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 120 -15,7% -19,2% Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al 2001, ben il 38% degli alfabeti privi di titolo e ben il 61% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione seppure minimo e prospetta una crescita ulteriore del livello di istruzione a livello comunale (Tab. 6.8). Tabella 6.8 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 736 902 1.638 810 (49% del totale) 58 74 132 97 (73% del totale) 1991 402 572 974 419 (43% del totale) 32 43 75 45 (60% del totale) 2001 414 571 985 377 (38% del totale) 18 43 61 37 (61% del totale) Var% 81-01 -44% -37% -40% -53% -69% -42% -54% -62% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La lettura comparata degli indici di istruzione della popolazione comunale e provinciale mette in luce un grado di istruzione della popolazione di Castelvetro ancora tutto sommato contenuto se paragonato agli altri comuni della Provincia di Modena: gli indici di possesso del diploma di scuola media superiore sono inferiori ai corrispondenti dati medi provinciali con riferimento a tutte le fasce d’età prese in considerazione. Il fatto che il livello di istruzione della popolazione locale sia inferiore a quello mediamente esistente all’interno della Provincia è confermato anche da un indice di non conseguimento della scuola dell’obbligo superiore a quello medio provinciale di oltre due punti percentuali (Tab. 6.9). Tabella 6.9 Comune di Castelvetro di Modena: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Provincia di Modena Comune di Castelvetro di Modena Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 11,53% 12,01% 11,76% 9,63% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 25,36% 25,47% 25,42% 31,25% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 38,07% 50,00% 43,98% 53,89% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 30,02% 33,67% 31,75% 41,50% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 121 6.2.3 Il mercato del lavoro I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si sono accompagnati a mutamenti nella condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si registra infatti (Tab. 6.10): - un costante e progressivo aumento in valore assoluto della componente attiva della popolazione locale, e l’andamento prima in rialzo e poi in ribasso della componente non attiva; quest’ultima è infatti cresciuta nel corso del decennio 1981-1991, e diminuita in quello successivo; - un forte aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal 47,9% al 60,3%), che si è accompagnato ad un altrettanto forte ma speculare decremento di quella della componente non attiva (dal 52,1% al 39,7%): la popolazione residente, che nel 1981 risultava divisa abbastanza equamente tra le due componenti attiva e non attiva, nel 2001 risulta abbondantemente composta dalla popolazione attiva. In particolare ha avuto luogo un significativo ingresso da parte della popolazione femminile nel mercato del lavoro, il quale ha innalzato il tasso di attività della popolazione locale, facendo della popolazione attiva la parte preponderante; - l’aumento del peso della componente attiva sul complesso della popolazione maschile di 9 punti percentuali (dal 59,3% al 68,5%), e sul complesso della popolazione femminile di ben 15 punti (dal 37% al 52,4%); quest’ultima, tuttavia, al 2001 risulta ancora composta da un elevato numero di soggetti che sono fuori dal mercato del lavoro e che incidono su di essa per il 47,6%; - un tasso di attività della popolazione locale superiore a quello riscontrato a livello medio provinciale di circa 4 punti percentuali. Tabella 6.10 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Castelvetro di Modena Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 2.183 1.410 3.593 1.500 2.404 3.904 3.683 3.814 7.497 59,3% 37,0% 47,9% 40,7% 63,0% 52,1% 49,1% 50,9% 100,0% 2.425 1.670 4.095 1.552 2.434 3.986 3.977 4.104 8.081 61,0% 40,7% 50,7% 39,0% 59,3% 49,3% 49,2% 50,8% 100,0% 2.763 2.180 4.943 1.272 1.982 3.254 4.035 4.162 8.197 68,5% 52,4% 60,3% 31,5% 47,6% 39,7% 49,2% 50,8% 100,0% Provincia di Modena Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 172.788 136.173 308.961 94.401 149.696 244.097 267.189 285.869 553.058 64,7% 47,6% 55,9% 35,3% 52,4% 44,1% 48,3% 51,7% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 122 Relativamente al tasso di occupazione della popolazione residente, il comune di Castelvetro occupa una posizione intermedia rispetto agli altri comuni dell’area ceramica e gode di una situazione occupazionale interna migliore di quella esistente nella Regione e, più in generale, nel Paese (Tab. Tabella 6.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo 54,0% 4,0% Fiorano Modenese 59,0% 3,7% Maranello 58,6% 3,3% Formigine 58,2% 3,4% Castelvetro di Modena 58,5% 3,1% Scandiano 53,7% 3,2% Casalgrande 56,2% 2,9% Castellarano 61,2% 2,7% Rubiera 56,8% 3,0% Viano 54,2% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 42,9% 11,6% Quanto ai settori di occupazione della popolazione attiva, ruolo preminente è ricoperto dall’industria (54,8%), seguita dal terziario (37,7%) e dal settore primario (7,5%). Emerge quindi la caratterizzazione industriale di questo territorio la cui popolazione è per più della metà addetta ad attività manifatturiere, diversamente da quanto osservabile a livello provinciale e ancor più a livello regionale, che invece si caratterizzano per un maggiore orientamento alla produzione di servizi (Tab. 6.12) Dall’analisi delle professioni ricoperte dagli occupati emerge che la maggior parte di essi è lavoratore dipendente (71,4%), una parte inferiore ma significativa è lavoratore in proprio (18,4%) o imprenditore (5,7%), e una parte minoritaria si occupa invece di attività coadiuvanti nelle economie familiari (2,7%) o di attività in forma cooperativa (1,8%). Sebbene per ramo economico di attività la popolazione locale appaia più marcatamente orientata all’industria di quanto non lo sia quella provinciale e nazionale, la sua ripartizione per posizione professionale occupata rivela una struttura demografica abbastanza in linea con quella media della Provincia e della Regione: la quota di dipendenti non eccede quella media provinciale e eccede di poco quella media regionale, diversamente da quanto riscontrato in altre realtà comunali del distretto che come Castelvetro possiedono una popolazione residente occupata in via preminente nell’industria. La bassa propensione manifatturiera di Castelvetro relativamente agli altri comuni dell’area ceramica è confermata dal dato registrato a livello distrettuale: la quota di dipendenti è inferiore al valore medio dell’area di circa tre punti percentuali, mentre quella ricoperta dal settore secondario di circa uno. 123 Tabella 6.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Popolazione totale Socio di Coadiuvante cooperativa familiare Dipendente o altra posizione subordinata Valori assoluti Valori percentuali Comune di Castelvetro di Modena Agricoltura 12 179 4 63 103 361 7,5% Industria 132 312 40 17 2.125 2.626 54,8% Altre attività 128 390 41 50 1.195 1.804 37,7% Totale 272 881 85 130 3.423 4.791 100,0% % sul totale 5,7% 18,4% 1,8% 2,7% 71,4% 100,0% 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% Industria 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% 576 5.965 185 1.302 4.732 12.760 4,3% 7.864 18.709 1.541 1289 108.778 138.181 46,5% 13.733 27.270 2.811 3.263 99.048 146.125 49,2% Totale 22.173 51.944 4.537 5.854 212.558 297.066 100,0% % sul totale 7,5% 17,5% 1,5% 2,0% 71,6% 100,0% 4.445 47.742 1.953 9.146 42.512 105.798 6,0% Industria 40.364 96.955 9.259 6.859 515.701 669.138 37,7% Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100,0% % sul totale 7,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Area ceramica Agricoltura Provincia di Modena Agricoltura Industria Altre attività Regione Emilia Romagna Agricoltura Totale 124 6.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 6.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono presenti 810 unità locali, le quali impiegano complessivamente 6.021 addetti (Tab. 6.13). Nel corso del decennio 1991-2001 sia le unità locali che gli addetti hanno seguito uno sviluppo positivo: sul territorio si sono aggiunte 88 unità e si è creata occupazione per nuovi 590 addetti. Il tasso di crescita dell’economia locale è stato però inferiore a quello medio distrettuale sotto entrambi gli aspetti: le unità locali sono aumentate del 12,2% contro una crescita del 27,3% a livello ceramico complessivo, mentre gli addetti sono cresciuti del 10,9% a fronte di una crescita occupazionale del settore nel suo complesso del 20,7%. Tabella 6.13 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 5.431 13.756 722 2001 93.001 6.021 17.509 810 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 590 3.753 88 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,7% 10,9% 27,3% 12,2% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Suddividendo le unità locali per rami di attività emerge che nel 2001 la maggior parte di esse opera nel settore terziario (59,6%), cui seguono, per incidenza sul numero complessivo di unità territoriali, nell’ordine, il settore secondario (21,1%), il settore edilizio (16,4%) e il settore primario (2,8%) (Tab. 6.14). Gli stessi settori, ordinati per quote di addetti, si posizionano diversamente: il primo posto è occupato dall’industria (68,7%), seguita dal terziario (24,6%), dall’edilizia (5,8%) e infine dall’agricoltura (0,9%). La crescita delle unità attive nel territorio è imputabile principalmente allo sviluppo realizzato dal settore terziario, che ha espanso le proprie strutture locali di 80 unità (+20%), e a quello del settore edilizio, le cui unità sono passate da 95 a 133 (+40%). L’industria, invece, ha subito una contrazione che ha portato alla chiusura di 32 unità produttive, corrispondenti a quasi il 16% di quelle esistenti nel 1991. Tali dinamiche hanno comportato l’aumento dell’incidenza del settore terziario (dal 55,8% al 59,6%) e del settore delle costruzioni (dal 28,1% al 21,1%) sul numero totale di unità componenti la struttura produttiva di Castelvetro e, contestualmente, la riduzione di quella del comparto manifatturiero, che è passata dal 28,1% del 1991 al 21,1% del 2001. Dal punto di vista occupazionale, la spinta maggiore alla creazione di nuovi posti di lavoro è provenuta dal settore terziario: esso ha espanso del 30% il numero di addetti (+344), registrando la maggiore crescita sia in termini assoluti sia in termini percentuali. Buono è stato anche l’andamento del comparto manifatturiero e ancor più quello del comparto edilizio: infatti, sebbene l’industria impieghi, al 2001, 178 addetti in più rispetto al 1991 e l’edilizia 59, quest’ultima è cresciuta percentualmente di circa il 20% mentre l’industria solo del 5,5%. Le conseguenze in termini di incidenza dei diversi settori sulla numerosità complessiva degli addetti impiegati all’interno del Comune sono state un aumento del peso del terziario (dal 20,9% al 24,6%) e dell’edilizia (dal 5,3% al 5,8%), e una riduzione della quota di addetti impiegati in attività industriali (dal 72,9% al 68,7%). Si assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dal terziario in ambito occupazionale, senza però che ciò implichi la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri. 125 Tabella 6.14 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Castelvetro Modena Industria Unità Locali Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale di 1991 47 3.961 288 1.135 5.431 21 203 95 403 722 2001 56 4.139 347 1.479 6.021 23 171 133 483 810 9 178 59 344 590 2 -32 38 80 88 % assorbita dai rami di attività nel 1991 0,9% 72,9% 5,3% 20,9% 100,0% 2,9% 28,1% 13,2% 55,8% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,9% 68,7% 5,8% 24,6% 100,0% 2,8% 21,1% 16,4% 59,6% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 Variazione assoluta '91-'01 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 % assorbita dai rami di attività nel 1991 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Variazione assoluta '91-'01 Area Ceramica Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Dal confronto con l’intera area ceramica emerge la centralità dell’industria in ambito economico locale, in modo particolare con riferimento alle possibilità di impiego da essa offerte sul territorio comunale: la quota di addetti impiegati nel settore manifatturiero è superiore al dato distrettuale di oltre 14 punti percentuali a segnale di elevata capacità di assorbimento del settore a livello locale, mentre la quota di unità locali è superiore a quella media dell’area ceramica di 2,2 punti (Fig. 6.2 e Fig. 6.3). La situazione relativa all’industria è invece ribaltata con riferimento al settore terziario, il quale a livello comunale mostra quote inferiori sia di addetti sia di unità locali rispettivamente per 13,6 e per 6,2 punti percentuali. Di conseguenza, nonostante nel decennio 1991-2001 la crescita dei servizi nel territorio di Castelvetro sia stata notevolmente elevata, essa appare tuttavia contenuta se paragonata con quella media registrata a livello distrettuale. Infine, deve essere sottolineato il peso non trascurabile rivestito dal settore primario nell’economia locale, il quale nel 2001 rappresenta quasi il 3% del totale delle unità presenti sul territorio comunale. Il settore, inoltre, non mostra segni di cedimento, mantenendo stabile nel corso del decennio la propria incidenza percentuale sia sul numero di unità locali che sul numero di addetti. 126 Figura 6.2 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 68,7% 70,0% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 30,0% 24,6% 20,0% 7,1% 5,8% 10,0% 0,9% 0,2% 0,0% Castelvetro Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Figura 6.3 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 65,8% 70,0% 59,6% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 21,1% 10,0% 18,9% 16,4% 20,0% 14,7% 2,8% 0,6% 0,0% Castelvetro Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Con riferimento al periodo 1991-2001 si possono pertanto trarre le seguenti considerazioni generali: - il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti. - l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 90% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e per il 43% a quello che ha interessato le costruzioni; l’industria, nel periodo considerato, apporta invece un contributo negativo pari a oltre il 36% della crescita netta complessiva; - così come per le unità locali, anche l’incremento degli addetti è in gran parte spiegato dallo sviluppo che si è verificato nel ramo terziario (58%); altri contributi alla crescita delle possibilità occupazionali sono venuti, nell’ordine, dall’industria (30%), dalle costruzioni (10%) e anche dall’agricoltura (2%). Tali andamenti hanno comportato un incremento della quota di addetti rivestita dal terziario e dalle costruzioni, e una riduzione di quella detenuta dall’industria; stabile si è invece mantenuta quella detenuta dal settore primario. - nel comune di Castelvetro lo sviluppo del ramo terziario è rilevante: il settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti che le unità locali, aumentando la propria 127 incidenza sul totale degli uni e delle altre a detrimento dell’industria. Ciò può essere inteso come l’avvio di un processo di futura terziarizzazione del tessuto economico locale, il quale, tuttavia, ad oggi non ha ancora raggiunto i livelli medi di distretto. 6.3.2 Le attività di servizi L’importanza crescente ricoperta dal terziario nell’economia di Castelvetro suggerisce una lettura delle principali attività di servizi che ne fanno parte (Tab. 6.15). Al 2001 sono presenti sul territorio 483 unità locali e 1.479 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 il settore è cresciuto in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 20% e gli addetti del 30%. Tabella 6.15 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 -12 8 -7 16 57 179 195 182 41 328 174 275 -16 149 -21 93 228 5 613 818 205 37 4 3 -2 64 16 82 26 18 10 40 41 1 80 108 28 3 8 4 14 3 5 11 35 0 -3 7 21 19 70 4 23 19 30 16 55 0 -40 12 32 29 54 25 116 120 4 1 4 0 3 9 2 2 5 2 1 4 0 7 19 7 6 15 7 27 46 19 69 83 14 32 60 28 74 116 42 3 10 14 2 22 9 19 3 8 29 1 13 23 23 0 -2 15 -1 -9 14 4 38 109 24 3 27 14 37 53 130 76 2 2 10 44 15 21 52 -1 -25 -4 7 Pubblica amministrazione 79 100 21 252 317 65 Totale complessivo 403 483 80 (+19,8%) 1.135 1.479 344 (+30,3%) Attività Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 1991 2001 33 62 98 30 21 70 91 46 223 34 6 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 128 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia del numero di unità locali. All’interno di questa macroarea, che registra la maggiore crescita assoluta degli addetti impiegati e rappresenta il 55% di quelli totali, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività alle quali deve essere attribuito lo sviluppo del comparto sono l’attività di commercio all’ingrosso e l’attività svolta da alberghi e ristoranti. Entrambe queste attività espandono in modo notevole i propri addetti: la prima si dota di 149 addetti in più (+83%) in conseguenza della creazione di 8 nuove unità, mentre la seconda incrementa complessivamente il proprio organico di 93 addetti (+51%) a seguito dell’apertura di 16 nuovi alberghi e ristoranti. Anche l’attività di commercio al dettaglio si configura come rilevante per incidenza sul numero complessivo di addetti e di unità locali. Delle 483 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, il 19% svolge attività di commercio al dettaglio, spiegando il 12% dell’occupazione complessiva del settore terziario. In passato l’attività ha avuto una rilevanza maggiore, con un’incidenza sulle unità locali del 24% e sugli addetti del 17%. L’attività ha infatti mostrato un sviluppo negativo nel corso del periodo esaminato, con la chiusura di 7 unità locali e il minore impiego di 21 addetti. Infine, l’attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli ha subito una contrazione che l’ha portata a perdere nell’arco di un decennio il 36% delle proprie unità e il 28% dei propri addetti. Le attività di trasporti, nel 2001, contano una sola unità in più per un totale di 41 unità locali. L’attività nel corso del decennio ha incrementato l’occupazione di 28 addetti (+35%), passando da 80 a 108 risorse impiegate; ciò fa presumere un aumento del giro d’affari del comparto che abbia promosso la crescita dimensionale delle unità già esistenti nel 1991. L’espansione del comparto delle attività di intermediazione è invece opposta a quella subita dai trasporti: a una forte crescita del numero di unità locali si accompagna un modesto incremento del numero di addetti. Le unità raddoppiano quasi, passando da 29 a 54, mentre gli addetti aumentano lievemente da 116 a 120. All’interno del comparto dell’intermediazione, inoltre, deve essere sottolineato il peso crescente, già rilevante nel 1991, dell’attività immobiliare, le cui unità locali e i cui gli addetti crescono più del doppio nell’arco di tempo considerato. Infine, si sottolinea la forte stretta occupazionale verificatasi nell’attività di intermediazione monetaria e finanziaria, che ha comportato il dimezzamento delle risorse umane in essa impiegate. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività cresce a tassi elevati sia in termini di unità locali (+88%), sia in termini di addetti (57%), arrivando ad assorbire nel corso del decennio il 12% delle unità di servizi presenti nel Comune e quasi l’8% del totale degli addetti del settore. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Nel decennio preso in esame le unità locali, così come gli addetti, sono cresciute in maniera consistente: del 70% le unità locali e del 20% gli addetti. Al 2001 queste attività detengono il 9,5% delle unità totali addette alla produzione di servizi del Comune di Castelvetro e spiegano il 5,6% dell’occupazione complessiva generata dal settore. 129 6.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 171 unità locali e 4.139 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo delle unità locali è stato negativo (-15,8%); ciò nonostante il numero di addetti è cresciuto del 4,5%. Il ruolo centrale dell’industria all’interno del territorio comunale, messo in rilievo da una quota di addetti pari al 68,7%, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 6.16). Tabella 6.16 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Addetti Variazione assoluta 1991 2001 1 1 0 -23 1.120 1 1 Industrie alimentari e delle bevande 66 43 983 -137 Industrie tessili 19 12 -7 54 30 -24 Confezione di articoli di vestiario 7 4 -3 11 5 -6 Preparazione e concia cuoio 2 0 -2 3 0 -3 Industria del legno 9 9 0 299 318 19 Fabbricazione della carta 2 0 -2 13 0 -13 Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento di combustibili nucleari 5 7 2 29 31 2 0 1 1 0 2 2 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche 1 2 1 1 10 9 Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 27 28 1 1.564 1.975 411 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 35 39 4 229 264 35 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici 21 13 -8 593 484 -109 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 0 7 7 0 16 16 Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 0 1 1 0 1 1 Fabbricazione di apparecchi medicali 2 2 0 21 13 -8 Fabbricazione di mobili Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua calda 5 2 -3 21 6 -15 1 0 -1 2 0 -2 203 171 -32 (-15,8%) 3.961 4.139 178 (+4,5%) Totale industria 0 Variazione assoluta Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività con il maggior numero di addetti impiegati, ben il 47,7% del totale del ramo di attività secondario. Nel tempo, si assiste a un aumento dell’importanza di questa attività nell’economia del Comune: rispetto al decennio precedente, essa accresce la propria incidenza sul numero totale degli addetti del settore di 8 punti percentuali, con una crescita assoluta di 411 addetti. Questa attività, che caratterizza l’intera struttura produttiva del Comune, nel 2001 assorbe il 32,8% del totale degli addetti di Castelvetro. Le industrie alimentari e delle bevande rappresentano il secondo comparto di attività per importanza nel territorio comunale. Queste attività hanno subito una forte contrazione nel corso del periodo 1991-2001 come esplicato dalla chiusura di 23 unità locali, pari al 35% di quelle esistenti nel 1991, e dal taglio di 137 addetti, corrispondenti al 12% degli addetti impiegati all’inizio del decennio. Tale andamento negativo si è tradotto in 130 una riduzione del peso ricoperto da queste industrie all’interno del sistema industriale di Castelvetro, che è stata dell’ordine di sette punti percentuali con riferimento al complesso delle unità locali, e di quattro punti percentuali con riferimento all’ammontare complessivo degli addetti. Ciò nonostante queste industrie mantengono quote significative all’interno del settore, con un’incidenza sul totale degli addetti del 23,7% e sul totale delle unità locali del 25,1% nel 2001. Il contributo dell’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è anch’esso rilevante nell’economia comunale: essa occupa l’11,7% del totale degli addetti dell’industria, nonostante una riduzione nel numero di addetti del 18%. Di conseguenza, nel corso del decennio, l’attività ha perso parte della sua centralità, come indicato da una quota di addetti superiore nel 1991 e pari al 15%. Altre due attività importanti sono rappresentate dall’industria del legno e dalla fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo: la prima occupa l’8% degli addetti dell’industria e un ammontare di 318 addetti, mentre la seconda il 6% e un ammontare di 264. Le attività dell’industria del legno non registrano alcuna crescita per quel che riguarda il numero di unità locali presenti nel territorio, diversamente dalla fabbricazione di prodotti in metallo, che si dota di 4 nuove unità. Per quanto riguarda il numero di addetti, invece, la prima lo espande dell’8%, mentre la seconda registra una crescita più accelerata pari al 15%. A seguire per importanza sul numero complessivo di addetti del ramo secondario figurano l’editoria, la stampa e la riproduzione, e le industrie tessili. Tali due comparti industriali, che occupano la medesima quota di addetti (pari all’0,7%), ricoprono tuttavia un ruolo marginale all’interno del settore. Ciò mette in evidenza come l’industria, nel Comune di Castelvetro, concentri le proprie unità e i propri addetti in un numero estremamente esiguo di comparti: le prime cinque attività evidenziate sopra, infatti, spiegano nel complesso ben il 97% degli addetti del settore e il ben il 77% delle unità. 6.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, al suo interno si evidenzia in particolare l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 32% degli addetti totali del Comune di Castelvetro di Modena. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Le imprese ceramiche con sede legale e stabilimenti produttivi a Castelvetro di Modena sono: Ceramiche Ascot S.p.A., Ceramiche CCV Castelvetro S.p.A., Elios Ceramica S.p.A., Ceramiche Daytona S.p.A., Ceramiche Gambarelli S.r.l. L’impresa Cemar Ceramiche, facente parte del Gruppo Daytona S.p.a, è invece presente a Castelvetro solo con la propria sede legale e amministrativa e non detiene sul territorio impianti produttivi. Sul territorio comunale, inoltre, è sita un’unità produttiva appartenente a Emilceramica S.p.A. e una appartenente a Piemme S.p.A. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 1.941 addetti e 22 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune di Castelvetro. Nel corso del periodo preso in esame l’attività mostra un andamento stabile per quanto riguarda le unità locali e positivo per quanto riguarda gli addetti: le prime subiscono una lieve diminuzione passando da 23 a 22 (-4,3%); i secondi invece aumentano loro numerosità del 25,6% passando da 1.545 a 1.941 (Tab. 6.17). 131 Tabella 6.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 2001 1 addetto 1 1 3-5 addetti 3 6-9 addetti 10-15 addetti Variazione realtà di piccole dimensioni Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 0 1 1 0 2 -1 12 6 -6 1 0 -1 6 0 -6 0 1 1 0 13 13 5 4 -1 19 20 1 20-49 addetti Variazione realtà di medie dimensioni 4 6 2 104 187 83 4 6 2 104 187 83 50-99 addetti 9 3 -6 672 265 -407 100-199 addetti 5 6 1 750 787 37 200-249 addetti Variazione realtà di grandi dimensioni 0 3 3 0 682 682 14 12 -2 1.422 1.734 312 23 22 -1 (-4,3%) 1.545 1.941 +396 (25,6%) 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) Totale Castelvetro di Modena Totale Area Ceramica 337 370 Quota percentuale di Castelvetro di Modena sull’intera Area Ceramica 6,82% 5,95% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 7,41% 9,37% In sintesi, l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Castelvetro si caratterizza per i seguenti tratti fondamentali: - il mantenimento di una base produttiva stabile in termini di unità (-1) e l’ampliamento delle possibilità di occupazione (+396); - il contributo cedente all’articolazione per unità produttive del distretto ceramico (il 5,95% nel 2001 contro il 6,82% nel 1991, e quello crescente alla formazione della base occupazionale del settore (dal 7,41% nel 1991 al 9,37% nel 2001); - un ampliamento dimensionale delle unità produttive presenti sul territorio: in tutte le principali classi dimensionali (unità di piccole, medie e grandi dimensioni) si assiste ad un aumento del numero di addetti, che nel caso delle unità di grandi dimensioni (50-249 addetti) non è supportato da un parallelo incremento nel numero di unità locali, a riprova di un consolidamento dimensionale in corso; - un andamento in controtendenza rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme: mentre quest’ultima aumenta il numero di unità locali e riduce complessivamente gli addetti, il territorio comunale conserva le proprie unità e accresce il numero di addetti, seguendo la via del consolidamento dimensionale. Ciò mette in luce il forte legame esistente fra Castelvetro e l’attività di produzione di piastrelle di ceramica, alla quale l’economia locale è fortemente ancorata. 132 6.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Il comune di Castelvetro di Modena si qualifica come territorio adiacente all’area occupata dai comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, i quali, insieme, identificano il territorio di maggiore rilevanza all’interno del distretto. Tale posizione geografica è stata favorevole al sorgere e allo svilupparsi di un’industria ceramica anche a livello locale, la quale è stata volano di numerosi cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel sistema economico del Comune. Nel periodo compreso tra il 1981 e il 2001 la base demografica si è ampliata di quasi il 30%, spinta anche dall’afflusso di nuovi residenti provenienti dall’estero; quest’ultimi hanno contribuito anche all’estensione della popolazione attiva residente nel Comune, che è cresciuta, oltre che in termini assoluti, anche in termini di percentuali sul totale della popolazione. Parimenti, nel corso del periodo, si osserva un accresciuto livello di istruzione degli abitanti di Castelvetro di Modena, che ha interessato sia la componente maschile sia la componente femminile della popolazione, con un recupero di quest’ultima con riguardo al titolo di studio di livello universitario. Quanto al tasso di occupazione della popolazione locale, esso risulta in linea con quello medio dell’area ceramica, e di gran lunga superiore a quello medio della Regione e della Nazione. Il livello di industrializzazione di Castelvetro di Modena è andato progressivamente espandendosi nel corso del tempo, trasformando il territorio da area prevalentemente agricola a centro manifatturiero di una certa rilevanza. Il settore manifatturiero appare concentrato, per unità locali e addetti, in un numero relativamente basso di attività, fra le quali la più importante risulta essere la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi. La struttura economica locale si compone inoltre, di numerose attività di servizi, le quali nel decennio fra il 1991 e il 2001 hanno subito una crescita notevole sia in termini di incidenza sul totale delle unità produttive site nel territorio comunale, sia in termini di addetti complessivamente impiegati dalle stesse. Tale sviluppo induce a prevedere l’esplicarsi di un processo di terziarizzazione dell’economia locale a tassi sempre più elevati. Il settore ceramico di Castelvetro di Modena, con 22 unità locali e 1.941 addetti, fornisce un contributo importante al sostegno dell’economia locale, sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose altre attività economiche collegate, di tipo sia industriale che di servizi. Nel tempo, il settore ha mantenuto stabile il numero di unità locali e promosso l’occupazione interna con un incremento del numero di addetti dell’ordine delle quattro centinaia. Il peso del settore sul numero complessivo di addetti dell’area ceramica è aumentato di circa due punti percentuali, a segnale di un’accresciuta dipendenza e di un più forte legame fra l’economia locale e questa attività. La dinamica relativa al numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da queste impiegati mette in luce un processo di generale consolidamento perseguito dalle aziende del settore. Nel periodo 1991-2001, il settore ceramico di Castelvetro di Modena mostra infatti la tendenza ad un aumento dimensionale delle proprie unità locali, sia di quelle di medie dimensioni sia di quelle di dimensioni superiori. 133 IL COMUNE DI SCANDIANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 7.1 INTRODUZIONE All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Scandiano si colloca in posizione esterna (Fig. 7.1) e si estende su una superficie di 49,81 kmq. con una popolazione, alla fine del 2001, di 22.839 abitanti. Il Comune è situato al limite tra la fascia collinare pedemontana e l'alta pianura, allo sbocco della valle del Tresinaro, il corso d'acqua più importante che attraversa tutto il territorio e lambisce il centro abitato. Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Scandiano è divenuto nel tempo sede di aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un certo numero di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. In posizione periferica sotto il profilo territoriale, Scandiano vede presenti nel suo territorio, al 2001, 10 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 2,7% di tutte le realtà produttive del settore ceramico, e 533 addetti, corrispondenti al 2,6% del totale degli addetti del settore. Figura 7.1 Il Comune di Scandiano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; - sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; - sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela Vivi. 135 7.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 7.2.1 La struttura demografica Il Comune di Scandiano, nel 2001, ha una popolazione di 22.839 abitanti pari al 5% della popolazione della Provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è assistito ad un discreto incremento della base demografica: +6,2% nell’intervallo temporale 1981-2001, che ha interessato soprattutto la seconda parte del periodo (1991-2001), e che tuttavia è stato inferiore alla crescita registrata a livello provinciale (+9,8%) (Tab. 7.1). Tabella 7.1 Comune di Scandiano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e variazioni percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Scandiano Provincia di Reggio Emilia femmine Valori assoluti 1991 totale maschi totale maschi femmine totale 10.567 10.945 21.512 10.743 11.165 21.908 11.218 11.621 22.839 201.538 211.858 413.396 204.514 215.917 420.431 221.998 231.894 453.892 Variazione % ’81-‘91 maschi femmine 1,7% 2,0% Comune di Scandiano femmine Valori assoluti 2001 Provincia di Reggio Emilia 1,5% 1,9% Variazione % ’91-‘01 totale 1,8% maschi femmine 4,4% 4,1% 1,7% 8,5% 7,4% Variazione % ’81-‘01 totale 4,2% 8,0% maschi femmine 6,2% 6,2% 10,2% 9,5% totale 6,2% 9,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 7.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante: - della dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che ha subito una forte contrazione nel decennio 1981-1991, tornando a mostrare un trend positivo nel decennio successivo, che però non è stato sufficiente a riportare tale popolazione sui livelli del 1981; - della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80; - della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che ha comportato un aumento della base della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia di quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); - dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), la cui incidenza sulla popolazione complessiva è cresciuta di oltre 7 punti percentuali. Ciò segnala la tendenza nel Comune all’aumento dell’aspettativa di vita. Tabella 7.2 Comune di Scandiano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti 1981 1991 2001 Variazione assoluta 1981-2001 < 5 5–9 8-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1.298 899 1.029 1.587 961 943 1.566 1.277 999 3.121 3.202 2.399 3.412 3.330 3.607 2.953 3.346 3.469 2.690 2.868 3.244 2.298 2.584 2.737 1.787 2.006 2.356 800 1.435 2.056 21.512 21.908 22.839 -269 -644 -567 -722 195 516 554 439 569 1.256 1.327 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Questa situazione demografica è il risultato, oltre che dell’evoluzione naturale della popolazione locale, anche dell’afflusso di popolazione e quindi anche di forza lavoro proveniente dall’esterno del Comune ed in 136 particolare dall’estero (Tab. 7.3). Nel decennio 1991-2001 la presenza di stranieri è aumentata notevolmente nel comune di Scandiano, come mostra il passaggio dell’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione complessiva dallo 0,5%, al 2,7%. Tabella 7.3 Comune di Scandiano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale 1991 105 2001 613 Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 % stranieri residenti su popolazione 21.908 22.839 0,5% 2,7% 54,6% Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai Paesi europei (1,2%) e dai Paesi africani (1,1%), seguiti da quelli americani ed asiatici (entrambi con un’incidenza sulla popolazione totale dello 0,2%) (Tab. 7.4). Tabella 7.4 Comune di Scandiano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e flussi migratori Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 276 240 48 48 1 613 1,2% 1,1% 0,2% 0,2% 0,0% 2,7% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 La componente “migratoria”, alimentata in larga misura dall’immigrazione straniera, fornisce quindi un apporto di rilievo alla dinamica della popolazione locale, e tuttavia inferiore rispetto a quanto accade nelle altre realtà comunali del distretto ceramico: al 2001 Scandiano è il terzo comune dell’area ceramica, dopo Maranello e Fiorano Modenese, con la minore presenza di stranieri, piuttosto lontano anche dal dato medio della Provincia di Reggio Emilia. (Tab. 7.5). Tabella 7.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1 4,4% 4,4% Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 137 7.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di educazione e del grado di istruzione della popolazione del comune di Scandiano evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti sia di alfabeti 2 (Tab. 7.6). A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’85% circa di alfabeti con titolo di studio, il 9,2% di alfabeti privi di titolo e lo 0,5% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto simile, e anzi in lieve miglioramento, a quella già esistente al 1991. Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991 durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti senza un livello minimo di istruzione. Tabella 7.6 Comune di Scandiano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio valore % su popolazione valore assoluto assoluto totale 1981 3.717 15.987 74,3% 1991 2.531 18.168 82,9% 2001 2.105 19.423 85,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Analfabeti % su popolazione totale 17,3% 11,6% 9,2% valore assoluto 185 143 114 % su popolazione totale 0,9% 0,7% 0,5% Il miglioramento del grado di istruzione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della popolazione, che al 2001 è superiore a quella maschile relativamente ad entrambi i livelli di istruzione (Tab. 7.7). Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza elementare, imputabile alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (5-24 anni), oltre che ad una maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte delle nuove generazioni, non rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età. Tabella 7.7 Comune di Scandiano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi femmine Diploma totale 1981 196 100 1991 296 154 116 2001 507 525 Var.% 81-01 158,7% 425,0% 248,6% maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine totale 1.149 1.315 2.464 2.292 1.969 4.261 4.432 4.534 8.966 270 1.865 2.041 3.906 3.402 2.947 6.349 3.673 3.970 7.643 1.032 2.688 2.863 5.551 3.630 2.947 6.577 2.905 3.358 6.263 104,4% 149,2% 125,3% 58,4% 49,7% 54,4% -34,5% -25,9% -30,1% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Quanto alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge come, nel 2001, ben il 44% degli alfabeti privi di titolo e il 61% degli analfabeti sia in età adulta. Tale evidenza indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 7.8). 2 3 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (circa il 5%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 138 Tabella 7.8 Comune di Scandiano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 1.592 2.125 3.717 1.699 (46% del totale) 69 116 185 133 (72% del totale) 1991 1.032 1.499 2.531 1.086 (43% del totale) 56 87 143 75 (52% del totale) 2001 843 1.262 2.105 919 (44% del totale) 43 71 114 69 (61% del totale) -47,0% -40,6% -43,4% -45,9% -37,7% -38,8% -38,4% -48,1% Var% 81-91 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Scandiano ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali, con l’unica eccezione dell’indice di conseguimento del diploma di scuola media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, la quale risulta meno istruita rispetto alla popolazione della stessa età residente nella Provincia di Reggio di Emilia (il 35,86% della popolazione di Scandiano nella suddetta fascia d’età possiede un diploma, contro il 40,20% registrato nella Provincia). L’indice di non conseguimento della licenza media inferiore da parte della popolazione avente un’età compresa fra i 15 e i 52 anni evidenzia, invece, una situazione più positiva a livello comunale che non a livello provinciale: esso è infatti dell’8,54% a fronte del 9,4% rilevato nella Provincia nel 2001 (Tab. 7.9). Tabella 7.9 Comune di Scandiano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Comune di Scandiano Maschi Femmine Totale Provincia di Reggio Emilia Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 8,04% 9,04% 8,54% 9,40% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 28,15% 27,06% 27,59% 30,80% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 44,99% 57,49% 51,06% 53,10% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 34,23% 37,46% 35,86% 40,20% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 7.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e la condizione scolastica della popolazione sopra descritte, si riflettono sulla posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva infatti (Tab. 7.10): - una modesta crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione locale, accompagnata da una più forte diminuzione di quella non attiva, entrambe ascrivibili all’andamento demografico locale; - un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione (dal 46,8% al 55,5%). Tale incremento è raggiunto a seguito della costante crescita in valore assoluto della componente femminile della popolazione attiva, la quale nel 2001 è presente nel mercato del lavoro in maggior numero; la dinamica positiva della componente femminile controbilancia, inoltre, quella negativa subita dalla componente maschile; - un andamento simile, ma speculare, per quanto riguarda la componente non attiva della popolazione, la cui incidenza diminuisce dal 53,2% al 44,5%, sia in conseguenza della riduzione della componente maschile, sia della riduzione (più marcata) della componente femminile; 4 Nel 1981 il termine “popolazione adulta” fa riferimento alla fascia di persone con età maggiore ai 55 anni, mentre per gli anni 1991 e 2001 l’età minima è di 65 anni. 139 - un maggior apporto al livello di attività locale da parte della popolazione maschile (dal 59,5% al 64,6%), e parimenti il maggior contributo della componente femminile (dal 34,5% al 46,8%); una condizione sostanzialmente in linea con quella riscontrabile a livello provinciale. Tabella 7.10 Comune di Scandiano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Scandiano Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 6.287 3.778 10.065 4.280 7.167 11.447 10.567 10.945 21.512 59,5% 34,5% 46,8% 40,5% 65,5% 53,2% 49,1% 50,9% 100,0% 6.156 4.183 10.339 4.587 6.982 11.569 10.743 11.165 21.908 57,3% 37,5% 47,2% 42,7% 62,5% 52,8% 49,0% 51,0% 100,0% 6.270 4.755 11.025 3.431 5.412 8.843 9.701 10.167 19.868 64,6% 46,8% 55,5% 35,4% 53,2% 44,5% 48,8% 51,2% 100,0% Provincia di Reggio Emilia Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 123.544 92.192 215.736 67.646 110.598 178.244 191.190 202.790 393.980 64,6% 45,5% 54,8% 35,4% 54,5% 45,2% 48,5% 51,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Osservando il tasso di occupazione, si può notare come Scandiano possieda livelli occupazionali inferiori rispetto a quelli degli altri comuni dell’area ceramica (infatti è il Comune con il più basso tasso di occupazione della popolazione residente), ma superiori a quelli regionali e nazionali. Il tasso di disoccupazione, invece, è allineato al dato distrettuale (Tab. 7.11). Tabella 7.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo 54,0% 4,0% Fiorano Modenese 59,0% 3,7% Maranello 58,6% 3,3% Formigine 58,2% 3,4% Castelvetro di Modena 58,5% 3,1% Scandiano 53,7% 3,2% Casalgrande 56,2% 2,9% Castellarano 61,2% 2,7% Rubiera 56,8% 3,0% Viano 54,2% 2,6% Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia 42,9% 11,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 7.12), emerge come la maggior parte di essa trovi una collocazione nell’industria (50,1%), seguita dal terziario (46,2%) e solo in misura residuale dall’agricoltura (3,7%). 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 140 Si nota quindi la vocazione manifatturiera di questo territorio, superiore sia rispetto al dato provinciale sia, in misura maggiore, a quello regionale. Essa, tuttavia, risulta inferiore a quella media riscontrabile nel distretto, come indicato da un’incidenza del settore secondario sul numero complessivo di occupati nell’area superiore al dato comunale di quasi 6 punti percentuali. Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (70,8%), seguita da quella del lavoratore in proprio (19,3%) e dell’imprenditore (6,2%). Il confronto della realtà comunale con quella provinciale e regionale mette in luce un sostanziale allineamento di valori: la quota dei dipendenti è sostanzialmente allineata al dato provinciale e a quello regionale; esiste invece una leggera differenza, che rimane comunque limitata a poco meno e a poco più di punto percentuale, nell’incidenza sul totale degli occupati dei lavoratori in proprio e degli imprenditori in confronto ai livelli riscontrati rispettivamente nella Provincia e nella Regione. Rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, la figura di lavoratore alle dipendenze rappresenta una quota inferiore della popolazione occupata del Comune: essa incide per il 70,8% contro un’incidenza media distrettuale del 74,3%. Viceversa, la figura di lavoratore in proprio è più diffusa nel territorio comunale che non a livello distrettuale: ad essa corrisponde il 19,3% degli occupati del comune di Scandiano, mentre rappresenta il 16,6% del loro numero totale di occupati del distretto. Tabella 7.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Comune di Scandiano Agricoltura Industria Altre attività Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione Valori assoluti subordinata Valori percentuali 15 288 360 203 853 1.008 3 43 111 33 54 149 144 4.108 3.303 398 5.346 4.931 3,7% 50,1% 46,2% 663 6,2% 2.064 19,3% 157 1,5% 236 2,2% 7.555 70,8% 10.675 100,0% 100,0% 95 2.205 3.062 1.104 5.408 7.531 37 307 681 241 288 859 946 39.202 22.786 2.423 47.410 34.919 2,9% 55,9% 41,2% 5.362 6,3% 14.043 16,6% 1.025 1,2% 1.388 1,6% 62.934 74,3% 84.752 100,0% 100,0% 520 5.865 8.597 14.982 7,2% 5.125 14.825 18.648 38.598 18,5% 160 1.102 2.068 3.330 1,6% 1.160 888 2.332 4.380 2,1% 3.662 75.436 67.923 147.021 70,6% 10.627 98.116 99.568 208.311 100,0% 5,1% 47,1% 47,8% 100% 4.445 40.364 90.890 Totale 135.699 % sul totale 7,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 47.742 96.955 175.650 320.347 18,0% 1.953 9.259 24.678 35.890 2,0% 9.146 6.859 23.410 39.415 2,2% 42.512 515.701 687.046 1.245.259 70,1% 105.798 669.138 1.001.674 1.776.610 100,0% 6,0% 37,7% 56,4% 100% Totale % sul totale Area ceramica Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Provincia di Reggio Emilia Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria Altre attività 7.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 141 7.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 2.266 unità locali e trovano occupazione 8.458 addetti (Tab. 7.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è positivo e pari a 343 unità; tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti che sono aumentati dell’11,4%. Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli addetti del Comune sono inferiori a quelli medi distrettuali. Tabella 7.13 Comune di Scandiano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 77.062 93.001 7.592 8.458 13.756 17.509 1.923 2.266 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 866 3.753 343 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,7% 11,4% 27,3% 17,8% 1991 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (65,3%), seguito dal settore edilizio (18,1%), dall’industria (16,1%) e, infine, dall’agricoltura (0,5%) (Tab. 7.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area comunale (+866 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel terziario. La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Scandiano è infatti di progressiva terziarizzazione del sistema che ridimensiona il ruolo, sempre meno centrale nell’economia locale, dell’industria. Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+288) ed un decremento di quelle nel ramo secondario (-31). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. La struttura produttiva comunale risulta più equilibrata quando le medesime quote sono calcolate sul numero complessivo degli addetti: in questo caso, il 36,4% degli addetti sono assorbiti dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 52,3% del totale e l’edilizia l’11,2%. Dai dati emerge inoltre un’evidenza importante: alla diminuzione del numero di unità locali dell’industria è corrisposta una riduzione del numero di addetti; l’industria infatti, perde quasi cinque punti percentuali rispetto al 1991 quanto a capacità d’assorbimento della forza lavoro. Contemporaneamente il terziario aumenta la propria centralità arrivando ad occupare una quota di addetti rilevante (la quota di addetti assorbita dal settore passa dal 48,2% al 52,3%). E’ inoltre importante sottolineare come il settore edilizio abbia superato, nel corso di un decennio, il settore secondario per quanto riguarda le unità locali. Nel 1991 infatti, l’industria occupava il 20,5% delle unità produttive, a fronte del 17,1% delle costruzioni; nel 2001 la situazione risulta ribaltata, con una quota del 16,1% per l’industria e del 18,1% per l’edilizia. Tabella 7.14 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni 3.125 3.075 796 943 Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni 395 364 329 411 Servizi totale Scandiano 1991 2001 9 18 3.662 4.422 7.592 8.458 142 7 11 1.192 1.480 1.923 2.266 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 9 -50 147 0,1% 41,2% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,2% 760 866 4 -31 82 288 343 10,5% 48,2% 100,00% 0,4% 20,5% 17,1% 61,9% 100,00% 36,4% 11,2% 52,3% 100,00% 0,5% 16,1% 18,1% 65,3% 100,00% 164 192 44.638 50.724 4.890 6.566 27.370 35.519 77.062 93.001 82 100 3.123 3.309 1.807 2.574 8.744 11.526 13.756 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001 Scandiano si caratterizza per una quota superiore di addetti impiegati nel terziario rispetto al valore medio distrettuale di 14 punti percentuali e, specularmente, una quota inferiore di addetti nel ramo di attività secondario di 18 punti (Fig. 7.2). La progressiva crescita dei servizi nel Comune è stata perciò più accentuata rispetto a quanto verificatosi nell’intera area ceramica. Figura 7.2 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 60,0% 54,5% 52,3% 50,0% 38,2% 36,4% 40,0% 30,0% 20,0% 11,1% 7,1% 10,0% 0,2% 0,2% 0,0% Scandiano Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Dalla suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività emerge il diverso peso relativo ricoperto dall’industria e dalle costruzioni a livello comunale e a livello distrettuale. A Scandiano, infatti, le costruzione risultano incidere più dell’industria in termini di unità produttive (Fig. 7.3). 143 Figura 7.3 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 70,0% 65,8% 65,3% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 16,1% 20,0% 18,9% 18,1% 14,7% 10,0% 0,6% 0,5% 0,0% Scandiano Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: - il tessuto economico del Comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; - l’incremento delle unità locali è attribuibile per più dell’80% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario, mentre si registra un calo per quel che riguarda l’industria; - allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per l’87,8% dallo sviluppo avuto nel ramo terziario e per il 17% dallo sviluppo del settore delle costruzioni, mentre l’industria ha contribuito negativamente con la perdita di 50 occupati; - nel comune di Scandiano lo sviluppo del ramo terziario è particolarmente rilevante: Scandiano, al 2001, si caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario, molto superiore alla quota di addetti nell’industria, e per una crescita sostenuta delle unità locali operanti in questo settore. 7.3.2 Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Scandiano suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 7.15). Al 2001 si contano 1.480 unità locali e 4.422 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 19912001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 24,2% e gli addetti del 20,7%. I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti (+81), sia delle unità locali (+49). All’interno di questa macroarea, l’unica eccezione è rappresentata dalle attività di commercio al dettaglio, che subiscono una riduzione sia del numero di addetti (-51) sia del numero di unità locali (-123). Tale attività ha significativamente ridotto la sua importanza all’interno delle attività di commercio e ristorazione nell’arco del decennio analizzato: nel 1991 essa raggiungeva la quota del 28,5% delle unità locali e del 21,6% degli addetti, mentre nel 2001 tali percentuali si sono abbassate rispettivamente al 19,5% e al 15,1%. 144 L’andamento negativo dell’attività di commercio al dettaglio ha influenzato positivamente l’importanza relativa delle altre attività del comparto. L’attività di commercio all’ingrosso, con, al 2001, 71 nuove unità locali e 111 occupati in più rispetto al 1991, ha mantenuto ed anzi incrementato la sua posizione all’interno del settore di riferimento. Al 2001 il commercio all’ingrosso occupa il 19,9% degli addetti nelle attività di commercio e ristorazione e utilizza il 30,6% delle unità locali. Tabella 7.15 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 Unità Locali Attività Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 72 134 340 75 73 205 289 103 621 670 49 1.513 1.594 142 105 -37 232 176 -56 4 2 -2 8 14 6 146 107 -39 240 190 -50 Poste e telecomunicazioni 6 4 -2 72 46 -26 Intermediazione monetaria e finanziaria 8 14 6 75 134 59 Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria 30 34 4 49 59 10 Attività immobiliari 24 68 44 43 124 81 68 120 52 239 363 124 5 25 6 44 1 9 116 2 19 7 70 46 1 1 0 1 1 0 120 233 113 264 590 326 151 284 133 342 716 374 6 9 3 119 129 10 Istruzione 23 20 -3 293 407 114 Sanità e altri servizi sociali 62 97 35 678 807 129 0 1 1 0 1 1 Attività di organizzazioni associative 17 24 7 48 29 -19 Attività ricreative, culturali e sportive 33 65 72 76 39 62 128 40 146 -22 206 299 93 1.328 1.559 231 Totale complessivo 1.192 1.480 288 (+24,2%) 3.662 4.422 760 (+20,7%) Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti Attività di trasporti Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Smaltimento rifiuti Altre attività dei servizi Pubblica amministrazione 1 71 -51 28 11 1991 2001 185 301 790 237 197 412 667 318 12 111 -123 81 81 18 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti che, nel decennio, ha visto un aumento del numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo significativo: nel 1991 assorbiva il 6,5% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 passa al 7,2%. Le attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli, invece, pur vedendo aumentare il numero di addetti e di unità locali, nel complesso registrano una perdita di importanza all’interno del macrosettore di 145 riferimento: sia gli addetti che le unità locali riducono la propria quota sul totale delle attività di commercio e ristorazione di circa 1 punto percentuale. Le attività di trasporti vedono diminuire, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali: tali attività registrano una riduzione complessiva del 26,7% per le unità locali, e del 20,8% per gli addetti. Le attività di intermediazione al contrario, registrano un significativo aumento, così come le attività di servizi alle imprese. Tra le prime spiccano le attività immobiliari, che giungono quasi a triplicare le unità locali arrivando ad un totale di 68 ed assorbendo il 2,8% del totale degli addetti del terziario. Di rilievo, fra le attività di intermediazione per numero di addetti occupati è anche l’attività di intermediazione monetaria e finanziaria: essa occupa al 2001 il 36,9% degli addetti del comparto e il 3% degli addetti del settore. Nel decennio 19912001 essa mostra un andamento molto positivo sia in termini di unità locali che di addetti: entrambi registrano infatti un tasso di crescita vicino all’80%. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre macroaree, mostra la maggiore crescita assoluta e percentuale sia in termini di unità locali sia in termini di addetti: nel corso del decennio arriva ad assorbire il 16,2% del totale degli addetti del terziario. All’interno di questa area, un ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 gli addetti in tale attività sono più che raddoppiati: al 2001 la percentuale di addetti del terziario assorbita è del 13,3% e l’attività si colloca tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 7.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 364 unità locali e 3.075 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato negativo sia per quanto riguarda le unità locali (-7,8%), sia per quanto riguarda gli addetti, che sono diminuiti dell’1,6%. Il ridimensionamento del ruolo dell’industria all’interno del Comune, sottolinea la necessità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 7.16). La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior parte degli addetti, ben il 23,9% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di questa attività era rilevante nell’economia del Comune ed è aumentato nel corso del periodo. Anche il numero delle unità locali è aumentato rispetto al 1991: esse sono passate infatti da 15 a 21, registrando un incremento percentuale del 40%. Questa attività quindi, connota l’intera struttura produttiva del Comune assorbendo, nel 2001, l’8,7% del totale degli addetti di Scandiano. La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 14,6% degli addetti dell’industria ed è rimasta pressoché stabile nel corso del periodo analizzato, sia con riferimento al numero di occupati sia con riferimento al numero di unità locali. 146 Tabella 7.16 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 Unità Locali Attività Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Industrie alimentari e delle bevande Industrie tessili Confezione di articoli di vestiario Industria del legno Fabbricazione della carta Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine per ufficio, di elaboratori e sistemi informatici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Fabbricazione di mobili Recupero e riparazione per il riciclaggio Produzione di energia elettrica, gas, vapore e acqua calda Raccolta, depurazione e distribuzione acqua Totale industria 1991 2001 0 61 39 28 39 2 7 3 1 59 12 20 29 3 8 1 8 Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 1 -2 -27 -8 -10 1 1 -2 0 315 191 372 141 9 46 6 1 399 38 259 112 17 55 6 1 84 -153 -113 -29 8 9 0 5 -3 138 32 -106 15 21 6 561 736 175 2 1 -1 10 9 -1 67 71 4 324 433 109 41 45 4 447 448 1 0 2 2 0 5 5 7 13 6 17 92 75 2 4 2 8 14 6 13 3 1 54 0 9 1 1 54 2 -4 -2 0 0 2 33 57 2 377 0 16 2 1 336 7 -17 -55 -1 -41 7 2 2 0 70 57 -13 1 0 -1 1 0 -1 395 364 -31 (-7,8%) 3.125 3.075 -50 (-1,6%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante nell’economia comunale: essa occupa il 14,1% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha aumentato il numero di occupati passando da 324 a 433. Altre due attività importanti sono quelle delle industrie alimentari e delle bevande, e della fabbricazione di mobili: la prima occupa il 13% degli addetti nell’industria e la seconda il 10,9%. Nel complesso le due attività danno lavoro a 735 addetti, raggiungendo una quota del 23,9% sul totale dell’industria. Entrambe mostrano un andamento piuttosto stagnante in termini di unità locali: nelle industrie alimentari e delle bevande tali unità si riducono del 3,3%, mentre nella fabbricazione di mobili il loro numero rimane invariato, ma si riduce quello degli addetti. Infine, anche l’attività di confezione di articoli di vestiario ha un ruolo importante all’interno del Comune: essa occupa, al 2001, l’8,4% del totale degli addetti dell’industria, evidenziando tuttavia un notevole calo nel corso del decennio (-113 addetti). Il dato appare ancora più rilevante se considerato in percentuale: tale attività ha perso il 30,4% degli occupati, a fronte di una riduzione delle unità locali del 28,6%. Accanto al ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle attività di confezionamento di articoli di vestiario, si sottolinea anche quello delle industrie tessili. Esse registrano un’ingente riduzione del numero di unità locali, le quali si riducono del 69,2%, e la conseguente perdita dell’80% degli addetti. L’incidenza di tale attività all’interno dell’industria ha quindi subito una forte contrazione: nel 1991 occupava il 6,1% degli addetti nell’industria, mentre al 2001, offre lavoro solamente all’1,2% di essi. 147 7.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 6,3% degli addetti totali del comune di Scandiano. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ‘60. Fra le aziende ceramiche sorte localmente le principali sono Ceramica Magica S.p.A. e Gruppo Majorca S.p.A., quest’ultimo fondato in particolare nel 1966. Nel Comune si sono inoltre insediate produttivamente l’impresa Ceramiche Settecento Valtresinaro S.p.A. e Ceramiche Ragno S.p.A, del Gruppo Ceramiche Marazzi S.p.A. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 533 addetti e 10 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo di rilievo nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame mostra un andamento sostanzialmente stabile. Considerando il decennio 1991-2001, emerge una situazione occupazionale nell’industria ceramica pressoché immutata: gli addetti aumentano leggermente passando da 504 a 533, mentre le unità locali aumentano da 9 a 10 (Tab. 7.17). Tabella 7.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 2001 1 addetto 3-5 addetti 10-15 addetti Variazione realtà di piccole dimensioni 1 0 0 0 1 2 1 20-49 addetti Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti Variazione realtà di grandi dimensioni Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 -1 1 2 1 0 0 0 3 20 -1 3 20 3 2 1 23 22 4 4 0 118 147 29 4 4 0 118 147 29 3 1 0 2 0 1 -1 -1 1 204 181 0 152 0 211 -52 -181 211 4 3 -1 385 363 -22 9 10 1 (+11,1%) 504 533 29 (11,1%) Totale Area Ceramica 337 Quota percentuale di Scandiano sull’intera Area Ceramica 2,67% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) 2,42% 2,57% Totale Scandiano 2,70% Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Scandiano, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - un leggerissimo incremento della base produttiva sia in termini di unità produttive (+1) che di addetti (+29); un processo di ridimensionamento della base produttiva con una diminuzione degli addetti occupati nelle unità di grandi dimensioni (50-249 addetti) a fronte di un aumento degli addetti nelle unità di piccola e media dimensione; 148 - - un processo di crescita delle unità di piccole dimensioni sostenuto principalmente dall’aumento delle realtà tra i 10 e i 15 addetti: al 1991 infatti non erano presenti unità, mentre al 2001 se ne contano due, le quali occupano complessivamente 20 addetti. Tali unità, pertanto, registrano un leggero aumento della loro classe dimensionale media, similmente alle unità di medie dimensioni, che senza modificare il loro numero, accrescono quello degli addetti impiegati; uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica considerata nel suo insieme, sia con riferimento al numero di unità locali, sia con riferimento al numero di addetti, i quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale andamento segnala la crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e perciò anche l’accresciuta dipendenza di Scandiano da questa attività. 149 7.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Scandiano è il comune più popoloso della provincia di Reggio Emilia, dopo il capoluogo, e uno dei centri economici maggiori. Forse proprio per le sue già rilevanti dimensioni, nel corso del periodo 1981-2001, il Comune ha registrato un incremento del numero dei propri abitanti positivo, ma inferiore rispetto al resto della provincia di Reggio Emilia. A tale dinamica demografica ha contribuito in maniera significativa il flusso migratorio proveniente dai paesi esteri: nel periodo preso in esame infatti, la percentuale di stranieri residenti si è addirittura quintuplicata. Relativamente al livello di educazione, il comune di Scandiano evidenzia un generale aumento del grado di istruzione; in particolare, si deve sottolineare il forte recupero della componente femminile su quella maschile con riguardo al titolo di studio universitario. Parallelamente si registrano accresciuti livelli di attività della popolazione locale, anche se Scandiano risulta essere, nel 2001, il comune con il minor tasso di occupazione all’interno dell’area ceramica. Per quanto riguarda l’evoluzione della struttura produttiva, Scandiano si presenta come uno dei comuni del distretto ceramico nei quali è più avanzato il processo di terziarizzazione dell’economia locale. Il 65,3% delle unità locali presenti nel territorio si occupa infatti di servizi, ed offre lavoro a più della metà degli addetti complessivi. Anche il settore delle costruzioni ha subito una crescita rilevante, mentre l’industria, nel decennio 1991-2001, ha registrato una diminuzione sia del numero di unità locali che del numero di addetti. L’area Sassuolo-Scandiano, si caratterizza non solo per la presenza di numerose imprese ceramiche, ma anche per la concentrazione di altre attività produttive e di servizio complementari al ciclo della piastrella. In particolare, qui in essa si colloca il “cuore” dell’industria meccano-ceramica italiana, leader mondiale del proprio comparto, e numerose imprese specializzate nella chimica. Per questo si può dire che anche a livello occupazionale l’industria ceramica fornisce, direttamente o indirettamente, lavoro ad un numero molto elevato di persone. Essa, a Scandiano, pur non avendo registrato una crescita esorbitante nel periodo in esame, mostra comunque un trend positivo, superiore all’andamento complessivo dell’area distrettuale. All’interno di questo settore si è assistito ad un ridimensionamento della base produttiva rappresentata dalle realtà di grandi dimensioni, e a un aumento della classe dimensionale delle realtà di piccole dimensioni. 150 IL COMUNE DI CASALGRANDE: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 8.1 INTRODUZIONE All’interno dell’area che ha finito per identificarsi con la produzione di piastrelle di ceramica, Casalgrande occupa la parte centrale, in posizione confinante con altri cinque comuni appartenenti al territorio distrettuale (Fig. 8.1). Il comune si estende su una superficie di 37,73 kmq. e al 2001 conta una popolazione di 14.226 abitanti. Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Casalgrande è divenuto nel tempo sede di numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. Situato in posizione adiacente al cuore del distretto ceramico (Sassuolo), nel territorio comunale sono presenti, al 2001, 53 unità locali attive nella produzione di piastrelle di ceramica, corrispondenti al 14,32% del totale delle unità appartenenti al settore ceramico, le quali offrono occupazione a 2.029 addetti, che rappresentano il 9,80% del numero complessivo di addetti impiegati nel settore. Figura 8.1 Il Comune di Casalgrande e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 153 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. 154 8.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 8.2.1 La struttura demografica Nel comune di Casalgrande risiedono, al 2001, 14.226 abitanti, ovvero il 3,1% del numero complessivo dei residenti nella Provincia di Reggio Emilia. Nel periodo 1981-2001, la base demografica a livello comunale ha subito un incremento modesto pari al 6,3%, inferiore a quello registrato a livello provinciale, che stato invece del 9,8% (Tab. 8.1). Dal punto di vista temporale, la crescita del numero di residenti è interamente ascrivibile alla seconda parte del periodo considerato (1991-2001). Tabella 8.1 Comune di Casalgrande: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Casalgrande Provincia di Reggio Emilia femmine Valori assoluti 1991 totale maschi femmine Valori assoluti 2001 totale maschi femmine totale 6.745 6.637 13.382 6.672 6.597 13.269 7.070 7.156 14.226 201.538 211.858 413.396 204.514 215.917 420.431 221.998 231.894 453.892 Variazione % ’81-‘91 maschi femmine Variazione % ’91-‘01 totale maschi femmine Variazione % ’81-‘01 totale maschi femmine totale Comune di Casalgrande -1,1% -0,6% -0,8% 6,0% 8,5% 7,2% 4,8% 7,8% 6,3% Provincia di Reggio Emilia 1,5% 1,9% 1,7% 8,5% 7,4% 7,9% 10,1% 9,5% 9,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 L’analisi della composizione per classi d’età della popolazione locale mette in luce alcuni tratti specifici, quali il progressivo invecchiamento subito dalla popolazione nel corso del tempo e il costante incremento del numero dei soggetti residenti in età lavorativa (Tab. 8.2). Nello specifico è possibile osservare: - una riduzione della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che amplifica l’effetto di invecchiamento della popolazione derivante dall’aumento della popolazione nelle classi più avanzate d’età, e fa intravedere un futuro innalzamento dell’età media nel Comune; - un forte decremento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), attribuibile al considerevole calo delle nascite verificatosi negli anni ’70 e ’80; - un sostanziale incremento della popolazione “adulta” (dai 25 ai 64 anni) e conseguentemente del numero di soggetti in età lavorativa, sia nel pieno dell’attività (25-44 anni) che più prossimi all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni); - un deciso aumento del numero di “anziani” residenti (con età superiore ai 65 anni), i quali sono aumentati della metà nella classe di età compresa fra i 65 e i 74 anni e sono più che raddoppiati in quella di età superiore ai 75 anni. Ciò testimonia un innalzamento dell’aspettativa di vita all’interno del Comune e del tasso di invecchiamento della popolazione residente. Tabella 8.2 Comune di Casalgrande: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 814 1.012 1.029 2.155 2.122 1.787 1.724 1.383 895 461 13.382 1991 546 621 783 2.012 2.186 1.991 1.710 1.571 1.170 679 13.269 2001 687 669 618 1.546 2.362 2.375 1.983 1.583 1.340 1.063 14.226 Variazione assoluta 1981-2001 -127 -343 -411 -609 240 588 259 200 445 602 844 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 All’espansione della base demografica negli anni tra il 1991 e il 2001 ha concorso, oltre alla naturale dinamica subita dalla popolazione locale, anche l’aumento del numero di stranieri che hanno acquistato la 155 residenza nel territorio comunale. Tale afflusso si è tradotto in una nuova forza lavoro a disposizione dell’economia locale. Gli stranieri residenti, in particolare, sono aumentati circa di tre volte e mezzo contro una crescita della popolazione complessiva, nel medesimo arco temporale, del 7,2%, alla quale hanno contributo nella misura del 31,9%. Conseguentemente la loro incidenza sul numero dei residenti è cresciuta passando dallo 0,7% al 2,8% (Tab. 8.3). Tabella 8.3 Comune di Casalgrande: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti 1991 Popolazione totale 87 % stranieri residenti su popolazione 13.269 0,7% 2001 392 14.226 Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001 2,8% 31,9% L’esame delle aree di provenienza evidenzia come la maggior parte degli stranieri residenti a Casalgrande nel 2001, provenga dai paesi dell’Africa e dell’Europa (Tab. 8.4). Tabella 8.4 Comune di Casalgrande: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 98 261 18 13 2 392 0,7% 1,8% 0,1% 0,1% 0,01% 2,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Tuttavia, il confronto tra le incidenze della componente straniera sulle rispettive popolazioni locali dei comuni del distretto evidenzia come Casalgrande si collochi tra i comuni a minore presenza di stranieri (Tab. 8.5). Tabella 8.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 8.2.2 1 4,4% 4,4% La popolazione e il livello di istruzione Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 156 L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Casalgrande mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, siano questi ultimi alfabeti o analfabeti 2 (Tab. 8.6). Il confronto fra le dinamiche della popolazione con e senza titolo di studio e la dinamica della popolazione complessiva, mostra come l’aumento degli aventi titolo di studio e la diminuzione di quelli che ne sono privi siano avvenuti, oltre che in valore assoluto, anche percentualmente rispetto alla popolazione residente, rappresentando pertanto un reale innalzamento del grado di istruzione a livello comunale. In particolare, gli abitanti in possesso di un titolo di studio sono venuti a rappresentare circa l’83% della popolazione residente, mentre quelli privi di titolo sono scesi al 10,5% se alfabeti, e allo 0,8% se analfabeti 3. Questa configurazione è andata delineandosi nel corso di tutto il periodo preso in esame, nel quale il livello di scolarizzazione è andato aumentando costantemente. Tabella 8.6 Comune di Casalgrande: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio valore % su popolazione valore assoluto assoluto totale 1981 9.640 72,0% 2.550 1991 10.559 79,6% 1.901 2001 11.802 83,0% 1.486 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Analfabeti % su popolazione totale 19,1% 14,3% 10,5% valore assoluto 182 142 110 % su popolazione totale 1,4% 1,1% 0,8% L’esame dei titoli di studio effettivamente in possesso della popolazione di Casalgrande evidenzia un’accentuata diffusione di quelli di scuola superiore e di livello universitario, con tassi di conseguimento superiori per la componente femminile rispetto a quella maschile (Tab. 8.7). La popolazione in possesso della sola licenza elementare, sia maschile che femminile, è invece diminuita lungo tutto l’arco di tempo considerato, sia per effetto della minore numerosità della popolazione “giovane” (524 anni) sia per effetto della volontà di quest’ultima di conseguire un titolo di studio di livello superiore (diploma di scuola superiore o laurea). Tabella 8.7 Comune di Casalgrande: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali Laurea maschi femmine Diploma totale maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine totale 1981 54 27 81 585 582 1.167 1.487 1.177 2.664 2.900 2.828 5.728 1991 73 50 123 811 907 1.718 2.251 1.783 4.034 2.301 2.383 4.684 2001 189 215 404 1.536 1.671 3.207 2.371 1.863 4.234 1.875 2.082 3.957 Var.% 81-01 250,0% 696,3% 398,8% 162,6% 187,1% 174,8% 59,4% 58,3% 58,9% -35,3% -26,4% -30,9% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Riguardo alla popolazione priva di un titolo di studio, una quota consistente di essa ha, al 2001, un’età superiore ai 65 anni. Ciò è vero sia con riferimento agli alfabeti, il 44% dei quali ha un’età avanzata, sia ancor più con riferimento agli analfabeti, più della metà dei quali appartiene alla popolazione anziana. Ciò evidenzia come il fenomeno sia in buona parte ascrivibile alla presenza fra la popolazione di una quota di persone che per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione neppure minimo (Tab. 8.8). 2 3 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 157 Tabella 8.8 Comune di Casalgrande: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale di cui in età Analfabeti adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 1.120 1.430 2.550 1.064 (42% del totale) 86 96 182 107 (59% del totale) 1991 828 1.073 1.901 825 (43% del totale) 48 94 142 52 (37% del totale) 2001 620 866 1.486 660 (44% del totale) 37 73 110 64 (58% del totale) -45% -39% -42% -38% -57% -24% -40% -40% Var% 81-01 Fonte: Istat censimenti popolazione 1981-1991-2001 La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale (Tab. 8.9). Tuttavia, a livello comunale gli indici di diffusione del diploma di scuola media superiore sono inferiori a quelli mediamente rilevabili a livello provinciale per tutte e tre le classi di età osservate; del resto la quota di popolazione che non ha conseguito la scuola dell’obbligo è maggiore di circa tre punti percentuali. Ciò indica che Casalgrande non ha ancora raggiunto il livello medio di istruzione della Provincia di Reggio Emilia. Infine, è interessante notare come per tutti gli indici, ad eccezione di quello relativo al mancato completamento della scuola dell’obbligo, la componente femminile della popolazione risulti più istruita di quella maschile. Tabella 8.9 Comune di Casalgrande: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Provincia di Reggio Comune di Casalgrande Emilia Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 13,17% 12,08% 9,40% 11,03% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) 23,19% 24,41% 23,81% 30,80% 38,72% 54,37% 46,34% 53,10% Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) 28,87% 29,85% 29,35% 40,20% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 8.2.3 Il mercato del lavoro I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione sono avvenuti parallelamente all’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 è possibile rilevare infatti (Tab. 8.10): - una modesta crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione, accompagnata da una più forte diminuzione di quella non attiva; - un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sulla popolazione complessiva dal 50,3% al 57,8%, e specularmene una riduzione del peso ricoperto dalla componente non attiva della popolazione dal 49,7% al 42,2%. Tali andamenti sono interamente attribuibili al decennio 19912001, in quanto nella prima parte del periodo la popolazione si è mantenuta equamente divisa tra le sue componenti attiva e non attiva; - un aumento del peso della componente attiva della popolazione femminile dal 39,4% al 48,7%. L’entrata sul mercato del lavoro da parte delle donne, avvenuta soprattutto nella seconda parte del periodo, ha contribuito in maniera decisiva all’aumento della popolazione attiva; ciò non si può dire per la popolazione maschile, che nel tempo ha invece ridotto il numero dei propri partecipanti al mercato del lavoro; 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 158 - un tasso di attività della popolazione residente superiore a quello registrato a livello provinciale, sia con riferimento alla popolazione maschile sia con riferimento alla popolazione femminile. Tabella 8.10 Comune di Casalgrande: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Casalgrande Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 4.116 2.615 6.731 2.629 4.022 6.651 6.745 6.637 13.382 61,0% 39,4% 50,3% 39,0% 60,6% 49,7% 50,4% 49,6% 100,0% 3.978 2.639 6.617 2.694 3.958 6.652 6.672 6.597 13.269 59,6% 40,0% 49,9% 40,4% 60,0% 50,1% 50,3% 49,7% 100,0% 4.060 3.026 7.086 1.977 3.189 5.166 6.037 6.215 12.252 67,3% 48,7% 57,8% 32,7% 51,3% 42,2% 49,3% 50,7% 100,0% Provincia di Reggio Emilia Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 123.544 92.192 215.736 67.646 110.598 178.244 191.190 202.790 393.980 64,6% 45,5% 54,8% 35,4% 54,5% 45,2% 48,5% 51,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Quanto al tasso di occupazione della popolazione attiva, esso è leggermente al di sotto di quello medio dell’area ceramica, e superiore a quello regionale e nazionale di circa rispettivamente sei e ben tredici punti percentuali (Tab. 8.11). Tabella 8.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione 54,0% 4,0% Sassuolo 59,0% 3,7% Fiorano Modenese 58,6% 3,3% Maranello 58,2% 3,4% Formigine 58,5% 3,1% Castelvetro di Modena 53,7% 3,2% Scandiano 56,2% 2,9% Casalgrande 61,2% 2,7% Castellarano 56,8% 3,0% Rubiera 54,2% 2,6% Viano Area ceramica Emilia Romagna Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 56,6% 50,5% 42,9% 3,2% 4,2% 11,6% I settori nei quali la popolazione attiva è occupata sono, nell’ordine, l’industria (59,7%), il terziario (37,2%) e l’agricoltura (3,1%). Il fatto che la popolazione di Casalgrande trovi occupazione per quasi il 60% nell’industria testimonia la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, la quale è superiore sia a quella media provinciale sia ancor più a quella media regionale (Tab. 8.12). 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 159 L’analisi delle professioni ricoperte dagli occupati del comune di Casalgrande rivela una spiccata diffusione della figura di lavoratore alle dipendenze (75,4%), seguita da quella di lavoratore in proprio (16,1%) e di imprenditore (6%). La lettura comparata a livello comunale, ceramico, provinciale e regionale del peso ricoperto dalle varie professioni sul totale degli occupati, dà anch’essa risalto all’orientamento all’industria proprio dell’economia locale: la quota di dipendenti è superiore di circa un punto al valore medio dell’area ceramica, di circa quattro punti al valore provinciale e di circa cinque a quello medio regionale, mentre la quota di imprenditori e liberi professionisti è inferiore sia all’incidenza registrata a livello ceramico, sia all’incidenza provinciale sia ancor più a quella regionale. Tabella 8.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Popolazione totale Socio di Coadiuvante cooperativa familiare Dipendente o altra posizione subordinata Valori assoluti Valori percentuali Comune di Casalgrande 9 191 211 98 425 586 2 22 60 19 15 58 83 3.457 1.647 211 4.110 2.562 3,1% 59,7% 37,2% 411 6,0% 1.109 16,1% 84 1,2% 92 1,3% 5.187 75,4% 6.883 100% 100,0% 95 2.205 3.062 1.104 5.408 7.531 37 307 681 241 288 859 946 39.202 22.786 2.423 47.410 34.919 2,9% 55,9% 41,2% 5.362 6,3% 14.043 16,6% 1.025 1,2% 1.388 1,6% 62.934 74,3% 84.752 100,0% 100,0% 520 5.865 8.597 5.125 14.825 18.648 160 1.102 2.068 1.160 888 2.332 3.662 75.436 67.923 10.627 98.116 99.568 5,1% 47,1% 14.982 7,2% 38.598 18,5% 3.330 1,6% 4.380 2,1% 147.021 70,6% 208.311 100,0% 4.445 40.364 90.890 47.742 96.955 175.650 1.953 9.259 24.678 9146 6.859 23.410 42.512 515.701 687.046 105.798 669.138 1.001.674 6,0% 37,7% 56,4% Totale 135.699 % sul totale 7,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 320.347 18,0% 35.890 2,0% 39.415 2,2% 1.245.259 70,1% 1.776.610 100,0% 100% Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Area ceramica Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale Provincia di Reggio Emilia Agricoltura Industria Altre attività Totale % sul totale 47,8% 100% Regione Emilia Romagna Agricoltura Industria Altre attività 160 8.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 8.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.361 unità locali e trovano occupazione 7.098 addetti (Tab. 8.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 346 unità; ciò ha favorito la crescita del numero di addetti, che sono aumentati del 9,8% nello stesso periodo. Se si confrontano i dati raccolti a livello comunale con quelli relativi al complesso dell’area ceramica si può notare come, sebbene la crescita delle unità locali sia stata percentualmente più elevata nel territorio comunale che non nel complessivo territorio del distretto, il numero di addetti impiegati all’interno del Comune è cresciuto sensibilmente meno. Tabella 8.13 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 6.462 13.756 1.015 2001 93.001 7.098 17.509 1.361 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 636 3.753 346 Variazione Percentuale ‘91-‘01 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 20,7% 9,8% 27,3% 34,1% La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia come la parte preponderante di esse appartenga al settore terziario (62,5%), cui segue l’industria (23,2%) e l’edilizia (13,7). Una quota estremamente esigua è inoltre operante nell’agricoltura (0,5%) (Tab. 8.14). Rispetto invece all’incidenza degli addetti nei singoli settori sul numero complessivo di addetti impiegati all’interno del territorio comunale, il peso maggiore è ricoperto dall’industria (60,1%) e solo a seguire dal terziario (33,2%). Con riguardo alla dinamica subita dal numero di unità presenti sul territorio, essa è stata positiva per effetto soprattutto dell’espansione del settore terziario (+256), mentre in misura nettamente inferiore vi hanno contribuito il settore delle costruzioni (+56) e quello manifatturiero (+34). Ciò ha comportato un aumento dell’incidenza del settore terziario (dal 58,6% al 62,5%) sul totale delle unità operanti nel Comune e una diminuzione di quella del settore secondario (dal 27,8% al 23,2%). Il forte aumento del numero di unità del settore terziario attive sul territorio comunale ha esteso la base occupazionale di 502 posti di lavoro, contribuendo nella misura del 78,9% alla crescita complessiva degli addetti 6. A tale crescita hanno contribuito anche il settore delle costruzioni (15,7%), che ha incrementato il numero dei propri addetti di 100 unità, e in misura minima l’industria (5,8%), nella quale al 2001 trovano occupazione solo 37 addetti in più rispetto al 1991. Tali dinamiche hanno comportato una riduzione del peso ricoperto dal settore secondario sul livello complessivo di occupazione all’interno del Comune (dal 65,4% al 60,1%) e un aumento di quello ricoperto dal settore terziario (dal 28,7% al 33,2%) e dal settore edilizio (dal 5,7% al 6,6%). Si assiste pertanto a una crescita dell’importanza ricoperta dai servizi in ambito occupazionale, sebbene l’industria resti il settore con il maggior numero di addetti. 6 Il valore è ottenuto come rapporto fra la variazione assoluta del numero di addetti nel settore terziario e la variazione assoluta subita dal numero complessivo di addetti del Comune. 161 Tabella 8.14 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Unità Locali Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Casalgrande 1991 13 4.227 366 1.856 6.462 7 282 131 595 1.015 2001 10 4.264 466 2.358 7.098 7 316 187 851 1.361 -3 37 100 502 636 0 34 56 256 346 0,2% 65,4% 5,7% 28,7% 100,0% 0,7% 27,8% 12,9% 58,6% 100,0% 0,1% 60,1% 6,6% 33,2% 100,0% 0,5% 23,2% 13,7% 62,5% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 15.939 18 186 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Area Ceramica Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 8.149 767 2.782 3.753 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, viene confermata la centralità che l’industria riveste in ambito economico locale: Casalgrande si caratterizza per una quota superiore di unità locali e di addetti operanti nell’industria rispetto al valore medio distrettuale rispettivamente di circa quatto e sei punti percentuali. Viceversa, sia la quota di unità che di addetti del settore terziario sono inferiori a quelle rilevate a livello ceramico rispettivamente per tre e cinque percentuali (Fig. 8.2; Fig. 8.3). Di conseguenza, sebbene i servizi abbiano progressivamente aumentato la propria importanza sia in termini di unità che di addetti all’interno del territorio di Casalgrande, il loro ruolo rimane ancora secondario rispetto a quello ricoperto dall’industria, la cui incidenza sul numero complessivo di addetti, oltre ad essere di per sé elevata (il settore da solo dà occupazione al 60,1% degli addetti impiegati nel territorio comunale), è anche superiore a quella media del distretto di quasi sei punti percentuali. Figura 8.2 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 70,0% 60,1% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 33,2% 30,0% 20,0% 7,1% 6,6% 10,0% 0,1% 0,2% 0,0% Casalgrande Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 162 Costruzioni Servizi Figura 8.3 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 70,0% 65,8% 62,5% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 23,2% 18,9% 20,0% 14,7% 13,7% 10,0% 0,5% 0,6% 0,0% Casalgrande Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: - - 8.3.2 il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 74% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo per il 9,8% allo sviluppo che verificatosi nell’industria; l’incremento degli addetti è spiegato anch’esso in gran parte dallo sviluppo avuto nel ramo terziario, il cui contributo alla crescita complessiva degli addetti è stato del 78,9%, e solo in minima parte da quello che ha riguardato l’industria, il cui contributo è stato pari a solo il 5,8%, inferiore a quello del settore edilizio, che invece è stato del 15,7%. Tali andamenti hanno comportato un incremento delle quote occupazionali rivestite dal terziario e dalle costruzioni e una riduzione della quota detenuta dall’industria; nel comune di Casalgrande si è assistito a un forte sviluppo del ramo terziario: il settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti sia per quanto riguarda le unità locali, aumentando la propria incidenza sul totale delle une e degli altri a svantaggio dell’industria. Tali dinamiche possono considerarsi espressione di un processo di terziarizzazione in atto nel sistema economico locale, destinato a ridurre progressivamente nel tempo la tradizionale vocazione manifatturiera di questo territorio. Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Casalgrande suggerisce una lettura delle principali attività di servizi offerte all’interno del Comune (Tab. 8.15). Al 2001 nel territorio operano 851 unità di servizi, le quali impiegano 2.358 addetti. Nel corso del decennio 1991-2001 il numero di unità locali è cresciuto del 43%, mentre quello degli addetti impiegati nel settore del 27%. È possibile cogliere andamenti differenti all’interno delle diverse macroaree che compongono l’insieme delle attività di servizi condotte nel territorio. 163 Tabella 8.15 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti 1991 2001 Addetti variazione assoluta 1991 2001 variazione assoluta 63 81 146 45 55 153 138 62 -8 72 -8 17 192 333 318 143 178 375 294 182 -14 42 -24 39 Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti 335 72 8 408 76 7 73 4 -1 986 189 27 1029 249 56 43 60 29 Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari 80 3 5 12 11 83 3 13 14 69 3 0 8 2 58 216 28 56 19 21 305 28 86 22 108 89 0 30 3 87 Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) 31 1 3 0 99 1 24 1 68 0 21 1 124 1 5 0 244 3 52 3 120 2 47 3 34 90 56 72 178 106 Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 38 6 13 26 1 13 12 40 116 1 9 38 3 10 43 41 78 -5 -4 12 2 -3 31 1 78 55 216 63 21 17 17 63 236 76 204 111 49 2 38 64 158 21 -12 48 28 -15 21 1 Pubblica amministrazione 111 145 34 452 544 92 Totale complessivo 595 851 256 (+43,0%) 1.856 2.358 502 (+27,0%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia delle unità locali. All’interno di questa macroarea esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio: insieme le due attività detengono il 34,2% del numero complessivo di unità locali di servizi. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 88,9% a fronte, invece, di una diminuzione di quelle del commercio al dettaglio del 5,5%. La riduzione delle unità locali operanti nell’attività di commercio al dettaglio deve comunque ritenersi molto lieve se paragonata a quella verificatasi in altri comuni del distretto. La crescita delle unità del commercio all’ingrosso (+72) si è tradotta in un aumento del numero di addetti pari a 42 unità, per un totale di 375 addetti. Al 2001 l’attività impiega il 16% del numero complessivo di addetti del terziario. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia una fase di leggero arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 7,5% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 17,1% nel 1991 al 12,5% nel 2001. Rilevanti al 2001 per numero di addetti impiegati risultano essere anche l’attività svolta da alberghi e ristoranti e l’attività di commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli, le quali assorbono rispettivamente il 7,7% e il 7,5% degli addetti del settore terziario. Nel corso del decennio, tuttavia, le attività 164 hanno subito andamenti differenti: la prima ha esteso significativamente il numero di unità locali (+37,8%) e di addetti (+27,3%), mentre la seconda ha subito una contrazione su entrambi di fronti rispettivamente del 12,7% e del 7,3%. A fronte di un lieve aumento delle unità locali (+3), le attività di trasporti vedono crescere in buona misura il numero dei propri addetti (+89). In particolare, degna di nota è l’attività di trasporto per terra e mediante condotte, la quale ha incrementato il numero di addetti del 31,7%, giungendo a rappresentare la terza attività di servizi nel comune di Casalgrande per numero di addetti impiegati. Le attività di intermediazione, nel periodo 1991-2001, si caratterizzano per la maggiore crescita percentuale del numero di unità locali e di addetti: sia le une che gli altri, infatti, raddoppiano. In particolare, le attività immobiliari quintuplicano le unità locali e quadruplicano gli addetti. Di conseguenza, al 2001, tali attività rappresentano circa il 12% del numero complessivo di unità di servizi attive nel Comune e circa il 10% di quello complessivo di addetti. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre macroaree, mostra la crescita maggiore in termini assoluti sia del numero di unità locali (+78) che di addetti (+158); in termini percentuali, sia le prime che i secondi raddoppiano, aumentando la propria incidenza sul totale degli addetti del terziario rispettivamente dal 6,4% al 13,6%, e dal 4,2% al 10%. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono il 7,5% del totale degli addetti del terziario (a pari merito con l’attività di commercio, manutenzione riparazione di autoveicoli) collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. Infine, le attività di Pubblica amministrazione vedono crescere sia le unità che gli addetti. Nel periodo esaminato la quota detenuta da tali attività, sia in termini di unità locali che di addetti, si riduce leggermente: nel 2001 esse rappresentano il 17% delle unità locali del settore terziario contro il 18,7% del 1991, e il 23% degli addetti contro il 24,4%. 8.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 316 unità locali e 4.264 addetti. Nel corso del periodo 1991-2001 il settore ha aumentato il numero di unità locali del 12%, generando nuovi posti di lavoro solo nella misura dello 0,9%. Nonostante la ridotta espansione del numero di addetti nel corso del decennio, l’industria riveste un ruolo centrale nel territorio comunale, assorbendo il 60,1% degli addetti totali. Ciò mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 8.16). La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior numero di addetti, ben il 54% del totale del ramo di attività secondario. Rispetto al decennio precedente, l’attività ha ridotto il numero di addetti di 338 unità, scendendo a rappresentare il 54,2% degli addetti del settore (contro il 62,6% del 1991). Diversamente dagli addetti, le unità locali sono cresciute del 38%, con effetti positivi in termini di incidenza sul numero complessivo di unità (l’incidenza è passata dal 20,6% nel 1991 al 25,3% nel 2001). Questa attività, pertanto, assorbendo il 32,5% del totale degli addetti di Casalgrande e più della metà del totale degli addetti dell’industria nel 2001, connota l’intera struttura produttiva del Comune. 165 Tabella 8.16 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 3 4 1 91 22 -69 Industrie alimentari e delle bevande 15 21 6 82 116 34 Industrie tessili 43 23 -20 133 130 -3 9 10 1 21 18 -3 Confezione di articoli di vestiario Preparazione e concia cuoio 0 0 0 0 0 0 14 15 1 57 74 17 5 8 3 55 69 14 10 6 -4 31 21 -10 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche 2 3 1 47 52 5 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 2 3 1 29 18 -11 58 80 22 2.648 2.310 -338 1 2 1 113 114 1 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 54 78 24 339 507 168 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici 35 43 8 460 717 257 Fabbricazione di macchine per l'ufficio, di elaboratori 0 1 1 0 1 1 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 8 8 0 38 50 12 Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 1 1 0 1 5 4 Fabbricazione di apparecchi medicali 8 3 -5 8 3 -5 Fabbricazione di autoveicoli 0 0 0 0 0 0 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 0 0 0 0 0 0 Industria del legno Fabbricazione della carta Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo Fabbricazione di mobili 11 5 -6 47 10 -37 Recupero e riparazione per il riciclaggio Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e di acqua calda 1 1 0 4 5 1 1 1 0 22 22 0 Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 1 0 -1 1 0 -1 282 316 34 (+12,1%) 4.227 4.264 37 (+0,9%) Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa quasi il 17% degli addetti dell’industria, con un incremento nel corso del decennio pari al 60%. Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel corso del periodo: esse si sono incrementate di 8 unità in termini assoluti, per una crescita percentuale del 30%. Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante nell’economia comunale: essa occupa il 12% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha duplicato il numero di occupati passando da 339 a 507. Quarta attività industriale per numero di addetti impiegati è l’industria tessile, che al 2001 occupa 130 addetti contro i 133 occupati nel 1991. La riduzione del numero di addetti è stata contenuta in confronto a quella che ha riguardato le unità locali, che è stata del 46,5% in termini percentuali e di 20 unità in termini assoluti. Quote pressoché uguali sul totale degli addetti del settore sono detenute dalle industrie alimentari e delle bevande, e dalla attività di fabbricazione di metallo. Alle prime corrisponde il 2,7% degli occupati nel settore, per un totale di 116 addetti, mentre nella seconda trovano occupazione il 2,7% degli addetti, ovvero 114 166 lavoratori. Entrambe le attività hanno raddoppiato il numero di unità locali, il quale tuttavia è estremamente contenuto: 21 unità nel caso delle industrie alimentari, e 2 unità nel caso dell’attività di fabbricazione di metallo. L’industria del legno e la fabbricazione della carta al 2001 possiedono un’incidenza rispettivamente del 1,7% e del 1,6% sul totale degli addetti dell’industria. A fronte di un aumento in valore assoluto delle unità locali operanti nell’industria del legno di 1, e di quelle operanti nella fabbricazione della carta di 3 unità, la crescita degli addetti è stata buona per entrambe le attività e pari al 30% nel primo caso, e al 25,5% nel secondo. Più esigue e pari all’1,2% risultano le quote di addetti detenute dalla fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche, e dalla fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici. Tale ultima attività mostra un buon tasso di crescita degli addetti (31,6%), sebbene il numero di unità locali sia rimasto invariato e pari a 8 unità. Si sottolineano, infine, le forti contrazioni subite dall’attività di fabbricazione di mobili e dall’attività riguardanti l’editoria, la stampa e la riproduzione. Nel primo caso le unità locali si sono ridotte del 54,5% e gli addetti del 78,7%; nel secondo la riduzione che ha interessato le unità locali è stata del 40%, mentre quella relativa agli addetti del 32,3%. La fabbricazione di apparecchi medicali ha inoltre subito un decremento di unità e addetti tali da renderla, con 3 unità locali e complessivamente 3 addetti, un’attività con una ristretta presenza sul territorio comunale. 8.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 28,6% degli addetti totali del Comune di Casalgrande. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le prime imprese ceramiche nate in questo territorio si ricordano Casalgrande Padana S.p.A., Ceramica Omega S.p.A. e Ceramiche Refin S.p.A. Le prime due sono sorte nel 1960, mentre la terza nel 1962. Quest’ultima possiede uno stabilimento produttivo a Salvaterra e dal 1998 fa parte del Gruppo Concorde. L’impresa ceramica Gresmalt S.p.A., sorta a Casalgrande nel 1968, è oggi presente nel territorio solo con i propri uffici amministrativi e commerciali; nel 1993 l’impresa ha infatti trasferito la produzione a Viano, e perciò non è presente nel territorio comunale mediante unità produttive. Altre imprese attive nel Comune di Casalgrande sono Ceramiche Atlas Concorde S.p.A., con due unità produttive (Supergres e Ceramiche Keope), Serenissima Cir, Ceramiche Faro S.p.A., Ceramiche Industriali Sassolnova & Sassolart S.p.A., CipaGres S.p.A. e Gruppo Ceramiche Ricchetti S.p.A. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 2.029 addetti e 53 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame l’attività mostra un trend positivo per quanto riguarda le unità locali, e negativo per quanto riguarda gli addetti: nel decennio 1991-2001 il numero di unità locali cresce del 23,3%, senza che ciò si traduca in maggiori possibilità occupazionali nell’industria ceramica, le quali anzi si riducono del 16,6% (Tab. 8.17). 167 Tabella 8.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Addetti Classe addetti 1991 2001 1 addetto 2 addetti 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti 16-19 addetti 0 1 3 2 0 3 11 3 4 8 5 3 11 2 1 6 5 0 Variazione realtà di piccole dimensioni 9 34 20-49 addetti 14 7 14 Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 250-499 addetti Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Casalgrande Totale Area Ceramica 1991 2001 0 2 13 15 0 51 11 6 16 57 57 55 25 81 202 121 -7 499 228 -271 7 -7 499 228 -271 14 5 1 6 5 1 -8 0 0 949 624 280 426 739 434 -523 115 154 variazione assoluta variazione assoluta 11 4 3 42 57 4 20 12 -8 1.853 1.599 -254 43 53 10(+23,3%) 2.433 2.029 -404 (-16,6%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) Quota percentuale di Casalgrande sull’intera Area Ceramica 12,76% 14,32% 11,67% 9,80% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Casalgrande, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - - - - un’espansione della base produttiva in termini di unità produttive (+10) e un restringimento di quella occupazionale, che conta 404 addetti impiegati nel settore ceramico in meno rispetto al 1991; la crescita dell’incidenza del numero di unità locali attive nel territorio comunale sul numero complessivo delle unità presenti nell’area del distretto: dal 1991 al 2001 tale incidenza è passata dal 12,76% al 14,32%; il contributo negativo alla crescita dell’occupazione nel settore ceramico e la conseguente riduzione del peso degli addetti impiegati nel Comune sul totale degli addetti del settore; il drastico restringimento della base produttiva rappresentata dalle unità di medie dimensioni, che si riducono della metà, e dalle unità di grandi dimensioni, la cui riduzione è del 40%. A tali dinamiche negative si contrappone la forte crescita delle unità di più piccola dimensione (1-19 addetti), la cui crescita è pari a circa tre volte e consente alle unità locali presenti sul territorio comunale di risultare complessivamente in crescita del 23,3%. Si assiste quindi a una frammentazione della struttura produttiva locale con la moltiplicazione delle unità di piccola dimensione e il dimezzamento di quelle di maggiori dimensioni; la caduta del numero di addetti alla produzione di piastrelle di ceramica nel territorio comunale (-404) a seguito del ridimensionamento della base produttiva e del netto decremento delle unità di medie e grandi dimensioni; uno sviluppo dell’industria ceramica locale, in termini di unità situate all’interno del Comune, superiore a quello dell’area ceramica presa nel suo insieme; tuttavia, il numero di addetti impiegati nell’industria locale è sceso a un tasso superiore a quello registrato a livello distrettuale. Complessivamente, la forte riduzione delle possibilità occupazionali offerte dal settore a livello locale fa intravedere una riduzione del grado di dipendenza di Casalgrande da questa attività. 8.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 168 Il comune di Casalgrande gode di un’eccellente posizione geografica all’interno dell’area ceramica, in posizione adiacente al cuore del distretto, che è identificabile con l’area occupata dai comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, e più strettamente con l’area sassolese. Tale vicinanza ha favorito il sorgere e lo svilupparsi dell’industria ceramica a livello locale e dato avvio al processo di trasformazione economica del territorio comunale. Tuttavia, i cambiamenti verificatisi nell’economia del Comune non si sono tradotti nel periodo 1981-2001 in elevati tassi di crescita della popolazione residente, la quale è cresciuta di circa sei punti percentuali nel corso di tutto il ventennio. Significativo è stato invece il processo di invecchiamento della popolazione, la quale, tra il 1981 e 2001, ha visto complessivamente ridursi il numero di abitanti con età compresa fra zero e 24 anni del 30% e aumentare quello degli abitanti di età superiore ai 65 anni del 77%. Nell’arco di tempo 1991-2001, il Comune ha conosciuto un forte afflusso di stranieri provenienti soprattutto dai paesi dell’Africa e dell’Europa, del quale ha beneficiato in termini di maggiore forza lavoro a disposizione dell’imprenditorialità locale. Nel ventennio compreso tra il 1981 e il 2001, inoltre, la popolazione di Casalgrande ha notevolmente aumentato il proprio livello di istruzione, portando gli analfabeti e gli alfabeti privi di titolo di studio a rappresentare complessivamente l’11% della popolazione totale. Nello stesso periodo, il tasso di attività della popolazione è diminuito: in particolare si è ridotto il peso della componente maschile sul totale della popolazione attiva, mentre quello della componente femminile è cresciuto ma in misura molto contenuta (di un punto percentuale). Il livello di attività registrato dal Comune nel 2001 risulta comunque superiore di circa due punti percentuali a quello registrato dalla Provincia nello stesso anno. Da area prevalentemente agricola, Casalgrande ha visto progressivamente aumentare nel corso del tempo il peso dell’attività manifatturiera, la quale al 2001 dà lavoro al 60,1% del totale degli addetti impiegati nel territorio comunale. In particolare, peso preminente è rivestito dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, il cui sviluppo ha favorito il diffondersi di unità locali operanti in attività industriali collegate e in attività di servizi di supporto alla produzione di piastrelle. Il settore terziario, in particolare, ha mostrato andamenti altamente positivi sia in termini di unità locali che di addetti, sospingendo più di ogni altro la crescita delle une e degli altri a livello comunale e aumentando in modo deciso la propria incidenza sulla struttura produttiva locale. Ciò si qualifica come segnale forte di un processo di terziarizzazione in corso, il quale è destinato a ridurre ulteriormente il peso dell’industria nell’economia di Casalgrande. Allo sviluppo del territorio comunale sotto il profilo economico contribuisce in misura significativa il settore ceramico, sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose altre attività economiche (sia industriali che di servizio) che si configurano come complementari al ciclo della piastrella. Nel tempo il settore ha espanso il numero di unità locali presenti nell’area comunale, la cui crescita è avvenuta a seguito di un marcato processo di ristrutturazione della base produttiva che ha evidenziato la preferenza per iniziative imprenditoriali di piccola dimensione e il progressivo abbandono di quelle di dimensioni medio-grandi. Il peso del settore in termini di addetti si è invece ridotto: essi sono infatti diminuiti del 16,6% a seguito della contrazione dimensionale delle unità componenti la struttura produttiva ceramica locale, e hanno ridotto la loro incidenza sul numero complessivo di addetti del distretto di circa due punti percentuali. Ciò può essere interpretato come segnale di una futura riduzione del grado di dipendenza dell’economia locale dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica. 169 IL COMUNE DI CASTELLARANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 187 9.1 INTRODUZIONE All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Castellarano occupa la parte sudcentrale confinando con altri quattro comuni appartenenti al territorio distrettuale e configurandosi come il comune dell’area ceramica con la maggiore estensione geografica (Fig. 9.1). Esso si estende su una superficie di 57,49 kmq. e al 2001 conta una popolazione di 11.774 abitanti. Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Castellarano è divenuto nel tempo sede di numerose aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un numero consistente di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. Situato in posizione confinante con il cuore del distretto ceramico, identificabile con l’area di Sassuolo, Castellarano accoglie al suo interno, al 2001, 42 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 11,35% del complesso delle unità appartenenti al settore ceramico, e 2.263 addetti, corrispondenti al 10,93% del totale degli addetti del settore. Figura 9.1 Il Comune di Castellarano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). 171 Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. 172 9.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 9.2.1 La struttura demografica Il comune di Castellarano conta, nel 2001, una popolazione di 11.774 abitanti, pari al 2,6% della popolazione residente nella provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo il comune ha notevolmente espanso la propria base demografica: nell’arco temporale tra il 1981 ed il 2001, la popolazione è cresciuta di ben il 53,9%, a fronte di una crescita a livello provinciale del 9,8% (Tab. 9.1). L’incremento è stato costante e progressivo durante tutto il periodo, accelerando nella seconda parte (1991-2001). Tabella 9.1 Comune di Castellarano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e variazioni percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Castellarano Provincia di Reggio Emilia 3.801 201.538 femmine 3.851 211.858 Valori assoluti 1991 totale maschi 7.652 413.396 4.451 204.514 Variazione % ’81-‘91 maschi femmine Comune di Castellarano 17,1% 15,4% Provincia di Reggio Emilia 1,5% 1,9% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 femmine 4.443 215.917 totale maschi 8.894 420.431 5.879 221.998 Variazione % ’91-‘01 totale maschi 16,2% 1,7% 32,1% 8,5% femmine 32,7% 7,4% Valori assoluti 2001 totale 32,4% 7,9% femmine 5.895 231.894 totale 11.774 453.892 Variazione % ’81-‘01 maschi 54,7% 10,1% femmine 53,1% 9,5% totale 53,9% 9,8% Osservando più attentamente la composizione e la struttura demografica, si può notare come nel tempo la popolazione sia stata soggetta ad un tendenziale invecchiamento e abbia nel contempo aumentato la numerosità dei suoi componenti in età lavorativa (Tab. 9.2). In particolare hanno avuto luogo: - una dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che fa intravedere un futuro abbassamento dell’età media e attenua il tasso di invecchiamento della popolazione; - un generale e contenuto aumento della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), la cui crescita ha subito l’effetto frenante esercitato dal calo delle nascite degli anni 70 e 80; - l’aumento della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni) e il conseguente ampliamento della base di popolazione in età lavorativa, sia per quanto riguarda la fascia di popolazione nel pieno dell’attività (2544 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima alla sua cessazione definitiva (44-64 anni); - l’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), sia in termini assoluti sia in termini percentuali sul complesso della popolazione, con un effetto positivo sul tasso di invecchiamento e sull’aspettativa di vita del comune. Tabella 9.2 Comune di Castellarano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 1981 955 938 750 492 267 517 598 554 1.232 1.349 1991 1.510 1.005 910 669 421 468 489 567 1.339 1.516 2001 2.058 1.726 1.075 856 677 671 569 593 1.363 2.186 Variazione assoluta 1981-2001 +154 -29 +39 +131 +837 +1.103 +788 +325 +364 +410 Totale 7.652 8.894 11.774 4.122 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Nel corso del decennio 1991-2001, la popolazione residente è cresciuta oltre che per effetto del suo andamento naturale anche in conseguenza dell’afflusso di popolazione dai paesi esteri, i quali hanno concorso così anche all’aumento della forza lavoro presente nel territorio comunale (Tab. 9.3). 173 Tabella 9.3 Comune di Castellarano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale 1991 2001 90 424 % stranieri residenti su popolazione 8.894 11.774 1,0% 3,6% Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) 11,6% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 Gli stranieri residenti, in particolare, sono giunti a rappresentare il 3,6% del complesso della popolazione residente, contribuendo nella misura dell’11,6% al suo incremento. Quanto alla loro provenienza, il maggior numero di essi proviene dai Paesi dell’Africa, seguiti, nell’ordine, da quelli dell’Europa e dell’America (Tab. 9.4). Tabella 9.4 Comune di Castellarano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa 104 0,9% 278 2,4% America Asia 25 0,2% 17 0,1% Altro 0 0,0% Totale 424 3,6% Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Con riguardo all’incidenza della componente straniera residente sul totale della popolazione comunale, Castellarano si colloca al di sotto della media provinciale, ma al di sopra della maggioranza dei comuni del comprensorio ceramico (Tab. 9.5). Tabella 9.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia 4,4% 4,4% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1 Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 174 9.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Castellarano mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 9.6). La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84% circa della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo al 9% 3. Questa configurazione ha preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione intervenuti in entrambi i decenni, ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di residenti con titolo di studio e del numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di tempo preso in esame. Tabella 9.6 Comune di Castellarano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio valore % su popolazione valore assoluto assoluto totale 1981 5.213 68,1% 1.694 1991 7.205 81,0% 1.055 2001 9.938 84,4% 986 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Analfabeti % su popolazione totale 22,1% 11,9% 8,4% valore assoluto 99 72 56 % su popolazione totale 1,3% 0,8% 0,5% Il miglioramento del livello educativo della popolazione di Castellarano è ben esplicato dalla diffusione del possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, trainata in gran parte dalla componente femminile della popolazione (Tab. 9.7). La popolazione in possesso della sola licenza elementare è cresciuta a un tasso nettamente inferiore ai tassi di crescita fatti registrare dalle fasce in possesso di un titolo di studio superiore, a segnale della più diffusa tendenza al proseguimento degli studi all’interno della popolazione “giovane” (5-24 anni). Tabella 9.7 Comune di Castellarano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi femmine Diploma totale maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine totale 1981 48 21 69 461 390 851 787 724 1.511 1.479 1.303 2.782 1991 78 36 114 697 753 1.450 1.373 1.222 2.595 1.499 1.547 3.046 2001 198 213 411 1.488 1.672 3.160 1.941 1.559 2.867 1.399 1.468 2.867 312,5% 914,3% 495,7% 222,8% 328,7% 271,3% 146,6% 115,3% 89,7% -5,4% 12,7% 3,1% Var.% 81-01 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al 2001, ben il 34% degli alfabeti privi di titolo e ben il 46% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione neppure minimo (Tab. 9.8). 2 3 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (vicina al 7%) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni 175 Tabella 9.8 Comune di Castellarano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio maschi 1981 1991 2001 Var% 81-01 femmine 738 956 478 421 -43,0% 577 565 -41,0% totale Analfabeti di cui in età adulta 4 1.694 1.055 986 -42,0% 818 (48% del totale) 335 (32% del totale) 336 (34% del totale) -58,9% maschi femmine totale 44 55 99 29 23 -48,0% 43 33 -40,0% 72 56 -43,0% di cui in età adulta 70 (71% del totale) 32 (44% del totale) 26 (46% del totale) -63,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Castellarano ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali, fatta eccezione per l’indice di conseguimento del diploma di scuola media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, che risulta inferiore rispetto al dato provinciale di circa sette punti percentuali. Inoltre, è interessante notare come per tutti gli indici, ad eccezione di quello relativo al mancato completamento della scuola dell’obbligo, la componente femminile risulti più istruita di quella maschile (Tab. 9.9). Tabella 9.9 Comune di Castellarano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Provincia di Reggio Comune di Castellarano Emilia Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 9,96% 29,08% 10,08% 30,36% 10,02% 29,73% 9,40% 30,80% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 45,07% 30,42% 56,99% 36,32% 51,12% 33,33% 53,10% 40,20% 9.2.3 Il mercato del lavoro I cambiamenti avvenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si riflettono sull’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si registra infatti (Tab. 9.10): - una crescita consistente in valore assoluto della componente attiva della popolazione, accompagnata da una riduzione più modesta di quella non attiva; - un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione residente dal 50% al 62,9% come conseguenza della maggiore partecipazione al mercato del lavoro sia da parte della popolazione maschile che da parte della popolazione femminile; - specularmene, una riduzione dell’incidenza della popolazione non attiva sul totale della popolazione dal 50% al 37,1%. Quindi, rispetto al 1981, nel quale la popolazione era equamente suddivisa fra le sue componenti attiva e non attiva, nel 2001 la parte preponderante della popolazione è attiva; - un aumento del peso della componente attiva sul totale della popolazione femminile dal 38,8% al 54,1%, e sul totale della popolazione maschile dal 61,4% al 71,8%. Tale aumento è stato rilevante in modo particolare per la popolazione femminile, che nel 1981 risultava ancora in gran parte composta da soggetti non attivi; la popolazione maschile, invece, già nel 1981 costituiva per ben oltre la metà forza lavoro; - una situazione in generale migliore di quella esistente a livello provinciale, come indicato da un’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione superiore a quella media 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 176 provinciale di ben 8 punti percentuali, e da tassi di attività della popolazione maschile e della popolazione femminile superiori rispettivamente di 7 e quasi 9 punti. Tabella 9.10 Comune di Castellarano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Castellarano Popolazione attiva maschi femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 1981 2.332 1.496 3.828 1.469 2.355 3.824 3.801 3.851 7.652 1991 61,4% 2.623 38,8% 1.799 50,0% 4.422 38,6% 1.828 61,2% 2.644 50,0% 4.472 49,7% 4.451 50,3% 4.443 100,0% 8.894 58,9% 40,5% 49,7% 41,1% 59,5% 50,3% 50,0% 50,0% 100,0% 3.540 2.713 6.253 1.388 2.300 3.688 4.928 5.013 9.941 % sul totale popolazione 71,8% Provincia di Reggio Emilia 54,1% 62,9% 28,2% 45,9% 37,1% 49,6% 50,4% 100,0% % sul totale popolazione % sul totale popolazione 2001 Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 123.544 92.192 215.736 67.646 110.598 178.244 191.190 202.790 393.980 64,6% 45,5% 54,8% 35,4% 54,5% 45,2% 48,5% 51,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Con riguardo al tasso di occupazione della popolazione, Castellarano rappresenta il comune dell’area ceramica con il miglior livello occupazionale, superando di gran lunga il livello di occupazione regionale e ancor di più quello nazionale (Tab. 9.11). Tabella 9.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione 54,0% 4,0% Sassuolo 59,0% 3,7% Fiorano Modenese 58,6% 3,3% Maranello 58,2% 3,4% Formigine 58,5% 3,1% Castelvetro di Modena 53,7% 3,2% Scandiano 56,2% 2,9% Casalgrande 61,2% 2,7% Castellarano 56,8% 3,0% Rubiera 54,2% 2,6% Viano 56,6% 3,2% Area ceramica 50,5% 4,2% Emilia Romagna 42,9% 11,6% Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 177 Facendo riferimento ai settori di occupazione della popolazione attiva (Tab. 9.12), si nota come, al 2001, la parte preponderante di essa sia occupata nell’industria (61,43%), seguita dal terziario (36,83%) e in via residuale dall’agricoltura (1,74%). Emerge quindi la netta impronta manifatturiera dell’economia locale, la cui propensione all’industria risulta notevolmente elevata se paragonata a quella fatta registrare a livello provinciale e ancor più a livello regionale. L’analisi delle posizioni professionali ricoperte dagli occupati mostra come la maggior parte di essi sia lavoratore dipendente (74,4%), mentre i restanti siano in prevalenza lavoratori in proprio (16,7%) o imprenditori (6,4%). Il confronto fra la realtà comunale e quelle provinciale e regionale conferma la forte caratterizzazione manifatturiera e l’orientamento all’industria dell’economia locale: la quota di dipendenti è superiore di circa quattro punti al valore regionale e di circa tre a quello medio provinciale, mentre la quota di imprenditori e liberi professionisti è inferiore sia all’incidenza regionale che a quella provinciale. La composizione professionale degli occupati del Comune è invece del tutto simile a quella riscontrabile a livello ceramico complessivo, ad evidenza della vocazione industriale del territorio. Tabella 9.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione Valori assoluti subordinata Valori percentuali Comune di Castellarano Agricoltura 3 49 3 6 45 106 1,7% Industria 191 425 21 16 3.083 3.736 61,4% Altre attività 192 539 53 61 1.395 2.240 36,8% Totale 386 1.013 77 83 4.523 6.082 100,0% % sul totale 6,4% 16,7% 1,3% 1,4% 74,4% 100,0% Area ceramica Agricoltura 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% Industria 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% 520 5.125 160 1.160 3.662 10.627 5,1% Provincia di Reggio Emilia Agricoltura Industria 5.865 14.825 1.102 888 75.436 98.116 47,1% Altre attività 8.597 18.648 2.068 2.332 67.923 99.568 47,8% Totale 14.982 38.598 3.330 4.380 147.021 208.311 100,0% % sul totale 7,2% 18,5% 1,6% 2,1% 70,6% 100,0% Regione Emilia Romagna Agricoltura 4.445 47.742 1.953 9.146 42.512 105.798 6,0% Industria 40.364 96.955 9.259 6.859 515.701 669.138 37,7% Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100,0% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 178 9.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 9.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale sono attive 1.102 unità locali e trovano occupazione 6.095 addetti (Tab. 9.13). Nel corso del decennio 1991-2001 le unità locali sono cresciute di 390 unità; nello stesso periodo tale crescita ha promosso l’occupazione incrementando il numero di addetti del 29,2%. Il confronto fra l’andamento comunale e quello avutosi a livello dell’intera area ceramica rivela tassi di sviluppo delle unità locali e degli addetti nel territorio di Castellarano superiori a quelli medi dell’area distrettuale. Tabella 9.13 Comune di Castellarano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 4.718 13.756 712 2001 93.001 6.095 17.509 1.102 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 1.377 3.753 390 Variazione Percentuale ‘91-‘01 20,7% 29,2% 27,3% 54,8% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La suddivisione per rami di attività delle unità locali evidenzia una loro concentrazione nel settore terziario (62,3%), seguito, nell’ordine, dall’industria (22,1%), dall’edilizia (15,2%) e dall’agricoltura (0,4%) (Tab. 9.14). Si assiste inoltre a una generale crescita degli addetti operanti nel territorio comunale (+1.377 addetti), ad opera soprattutto dell’incremento avvenuto nel terziario e nell’industria. Si assiste infatti a una crescita dell’importanza ricoperta dal terziario in ambito occupazionale, senza che ciò implichi la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri. La crescita delle unità locali, sebbene registratasi in tutti i comparti dell’economia locale, ha riguardato in maniera preponderante il settore terziario e in via assai più contenuta l’edilizia e l’industria. Con riferimento all’incidenza dei vari settori sul numero complessivo di addetti, questi risultano assorbiti per il 64,8% dall’industria, per il 29,3% dal terziario e per il 5,8% dall’edilizia. Sebbene l’industria resti il settore che offre le maggiori possibilità occupazionali, nel corso del decennio 1991-2001 esso è andato riducendo la propria quota di addetti di circa quattro punti percentuali, diversamente dai servizi, che l’hanno aumentata di circa tre punti. 179 Tabella 9.14 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni Servizi totale 0 5 3.257 3.950 239 354 1.222 1.786 4.718 6.095 Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale 0 4 189 244 71 167 452 687 712 1.102 Castellarano 1991 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 5 693 115 564 1.377 4 55 96 235 390 0,0% 69,0% 5,1% 25,9% 100,0% 0,0% 26,5% 10,0% 63,5% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,1% 64,8% 5,8% 29,3% 100,0% 0,4% 22,1% 15,2% 62,3% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, emerge la centralità dell’industria in ambito economico locale: nel 2001, a fronte di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Castellarano si caratterizza per una quota superiore di addetti impiegati nell’industria rispetto al valore medio distrettuale di ben dieci punti percentuali e per una quota di addetti nel ramo di attività terziario inferiore di nove punti (Fig. 9.2, Fig. 9.3). Di conseguenza, la progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale può dirsi contenuta se paragonata con quella media registrata a livello distrettuale. Figura 9.2 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 70,0% 64,8% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 29,3% 30,0% 20,0% 7,1% 5,8% 10,0% 0,2% 0,1% 0,0% Castellarano Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 180 Costruzioni Servizi Figura 9.3 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 65,8% 70,0% 62,3% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 22,1% 18,9% 20,0% 15,2% 14,7% 10,0% 0,6% 0,4% 0,0% Castellarano Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: - il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti. - l’incremento delle unità locali è attribuibile per il 60% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario e solo per il 14% allo sviluppo che ha interessato l’industria. - l’incremento degli addetti è spiegato per il 41% dallo sviluppo avuto nel ramo terziario e per il 50% dallo sviluppo dell’industria: tali andamenti hanno comportato un incremento della quota occupazionale rivestita dal terziario e una riduzione di quella detenuta dall’industria; - nel comune di Castellarano lo sviluppo del ramo terziario è rilevante: per quanto riguarda le unità locali il settore è cresciuto in termini assoluti più di ogni altro, aumentando la propria incidenza sul totale degli addetti a detrimento dell’industria. Ciò può essere inteso come l’avvio di un processo di futura terziarizzazione del tessuto economico locale. 9.3.2 Le attività di servizi L’importanza ricoperta dal terziario nell’economia di Castellarano suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 9.15). Al 2001 si contano 687 unità locali e 1.786 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 52% e gli addetti del 46%. I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia delle unità locali. All’interno di questa macroarea, che complessivamente registra la maggiore crescita assoluta, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio. Delle 687 unità di servizi presenti nel territorio al 2001, ben il 31% risultano essere attività di commercio, sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono più che raddoppiate, mentre le unità locali del commercio al dettaglio hanno subito una lieve diminuzione (-7 unità). 181 Tabella 9.15 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Addetti variazione assoluta 1991 2001 variazione assoluta Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti 31 55 100 35 44 117 93 46 13 62 -7 11 102 119 222 104 114 227 216 154 12 108 -6 50 Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti 221 67 7 300 87 6 79 20 -1 547 131 11 711 254 23 164 123 12 Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari 74 2 10 8 7 93 2 10 15 42 19 0 0 7 35 142 17 47 12 16 277 20 60 22 69 135 3 13 10 53 Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) 27 2 5 0 69 6 11 1 42 4 6 1 92 3 12 0 171 10 38 2 79 7 26 2 34 88 54 90 206 116 Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 41 2 10 23 0 11 16 27 106 1 6 32 1 8 40 31 65 -1 -4 9 1 -3 24 4 105 34 152 45 0 7 52 46 256 83 157 39 7 0 29 56 151 49 5 -6 7 -7 -23 10 Pubblica amministrazione 89 119 30 336 371 35 Totale complessivo 452 687 235 (+52,0%) 1.222 1.786 564 (+46,2%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha riflessi immediati sul numero di addetti che, al 2001, risultano pari al 13% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 91% per un totale di 108 unità. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia una fase di leggero arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 3% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 18% nel 1991 al 12% nel 2001. Terza per importanza è l’attività svolta da alberghi e ristoranti, che, nel decennio, ha visto un aumento del numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene stabilmente nel tempo un ruolo significativo: al 1991 assorbiva l’9% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 conserva la medesima quota percentuale. Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade per le attività di intermediazione. In particolare, entrambi gli ambiti di attività registrano tassi di crescita degli addetti molto consistenti: il 95% le attività di trasporti e l’86% le attività di intermediazione. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività cresce sia in termini di unità locali sia in termini di addetti: nel corso del decennio arriva ad assorbire il 14% del totale degli addetti del terziario. 182 All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono circa il 13% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 9.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 244 unità locali e 3.950 addetti. Nel corso del decennio 19912001 il trend di sviluppo è stato ampiamente positivo sia per quanto riguarda le unità locali (+29,1%), sia per quanto riguarda gli addetti (+21,3%). Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 64,8% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 9.16). Tabella 9.16 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) 9 9 0 32 55 23 Industrie alimentari e delle bevande 7 13 6 17 29 12 Industrie tessili 28 6 -22 82 36 -46 Confezione di articoli di vestiario 1 9 8 1 24 23 Preparazione e concia cuoio 0 0 0 0 0 0 Industria del legno 15 13 -2 57 55 -2 Fabbricazione della carta 2 2 0 224 193 -31 Editoria, stampa e riproduzione 5 10 5 25 65 40 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche 1 1 0 83 120 37 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 3 2 -1 33 19 -14 48 66 18 2.259 2.642 383 1 0 -1 5 0 -5 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 20 66 46 121 337 216 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Fabbricazione di metallo 26 34 8 245 338 93 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 9 2 -7 33 2 -31 Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni 1 1 0 4 3 -1 Fabbricazione di apparecchi medicali 4 1 -3 8 1 -7 Fabbricazione di autoveicoli 0 0 0 0 0 0 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 1 0 -1 1 0 -1 Fabbricazione di mobili 7 6 -1 26 27 1 Recupero e riparazione per il riciclaggio 0 2 2 0 2 2 Raccolta, depurazione e distribuzione acqua 1 1 0 1 2 1 189 244 55 (+29,1%) 3.257 3.950 693 (+21,3%) Totale industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 183 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior numero di addetti, ben il 67% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di questa attività era predominante nell’economia del comune ed esso conserva al 2001 tale centralità. Il numero delle unità locali è aumentato dal 1991 al 2001 di 18 unità, giungendo a rappresentare il 27% del totale. Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 41% del totale degli addetti di Castellarano. La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 9% degli addetti dell’industria con un incremento nel corso del decennio pari al 38%. Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel corso del periodo: esse sono incrementate di 8 unità in termini assoluti e del 31% in termini percentuali. Il contributo dell’attività di fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è altrettanto rilevante nell’economia comunale: essa occupa il 9% del totale degli addetti dell’industria al pari della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici e, nel corso del decennio, ha quasi triplicato il numero di occupati passando da 121 a 337. Successive per importanza in termini di incidenza sugli addetti complessivi sono, nell’ordine, la fabbricazione della carta e la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche: la prima occupa il 5% degli addetti dell’industria, per un totale di 193 addetti, mentre la seconda rappresenta il 3% degli addetti e ne impiega 120. Le attività denotano sviluppi differenti: a parità di unità locali, nel periodo 1991-2001 la prima ha ridotto il proprio numero di addetti del 14%, mentre la seconda lo ha accresciuto del 45%. L’editoria, la stampa e la riproduzione corrispondono a una quota marginale del totale degli addetti, ma l’attività ha conosciuto un forte sviluppo nel corso del decennio preso in esame: le unità locali sono raddoppiate e, coerentemente con questo sviluppo, il numero di addetti è cresciuto quasi del doppio. In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, dell’industria tessile, che perde l’86% dei suoi addetti e ben il 79% delle sue unità locali. Queste rappresentano al 2001 il 2% del totale delle unità locali dell’industria a fronte del 15% del 1991. 9.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 37% degli addetti totali del Comune di Castellarano. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le principali imprese ceramiche attualmente operanti a Castellarano vi sono Ariostea S.p.a., Graniti Fiandre S.p.a. (entrambe appartenenti al Gruppo Iris Ceramica), Ceramica Valsecchia S.p.a., Century (del Gruppo Fincibec S.p.a.), Novabell S.p.a., Alfa Ceramiche S.p.a. (del Gruppo Riwal Ceramiche S.p.a.) e Coem S.p.a. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 2.263 addetti e 42 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame l’attività mostra un andamento altamente positivo: considerando il decennio 1991-2001, l’industria ceramica aumenta i propri addetti dell’11% e le proprie unità locali del 20% (Tab. 9.17). 184 Tabella 9.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Addetti Classe addetti 1991 1 addetto 1 2 1 1 2 1 2 addetti 1 3 2 2 6 4 3-5 addetti 3 6 3 10 23 13 6-9 addetti 1 2 1 7 13 6 10-15 addetti 3 4 1 38 54 16 16-19 addetti 1 1 0 16 18 2 9 15 6 72 110 38 11 10 -1 338 311 -27 11 10 -1 338 311 -27 50-99 addetti 8 6 -2 529 395 -134 100-199 addetti 4 5 1 553 614 61 200-249 addetti 1 1 0 226 240 14 250-499 addetti 1 2 1 318 587 269 14 14 0 1.626 1.836 210 35 42 7 (+20%) 2.038 2.263 225 (+11%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) Variazione realtà di piccole dimensioni 20-49 addetti Variazione realtà di medie dimensioni Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Castellarano Totale Area Ceramica Quota percentuale di Castellarano sull’intera Area Ceramica 2001 variazione assoluta 10,39% 11,35% 1991 2001 variazione assoluta 9,78% 10,93% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Castellarano, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - - un’espansione della base produttiva sia in termini di unità produttive (+7) che di addetti (+225); il contributo rilevante e crescente alla formazione della struttura del settore ceramico: l’11,35% in termini di unità locali ed il 10,93% in termini di addetti; un processo di ristrutturazione della base produttiva con una diminuzione degli addetti occupati nelle unità di medie dimensioni (20-49 addetti) a fronte di un forte aumento degli addetti nelle unità di maggiore dimensione. Si assiste, quindi, ad un consolidamento dimensionale di alcune imprese del settore realizzato attraverso accorpamenti aziendali; un aumento delle unità locali di piccola dimensione (+6) con effetti positivi sul numero di occupati in queste realtà (+38); uno sviluppo dell’industria ceramica locale a tassi superiori a quelli dell’area ceramica considerata nel suo insieme, sia con riferimento al numero di unità locali, sia con riferimento al numero di addetti, i quali decrescono a livello distrettuale ma crescono a livello comunale; tale andamento segnala la crescita del peso del settore ceramico nell’ambito dell’economia locale e perciò anche l’accresciuta dipendenza di Castellarano da questa attività. 9.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 185 Il comune di Castellarano si qualifica come territorio adiacente al cuore del distretto ceramico reggianomodenese, identificabile con l’area occupata dai comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, e più strettamente con l’area sassolese. Tale vicinanza ha favorito il sorgere e lo svilupparsi dell’industria ceramica locale, originariamente sorta lungo l’asse Sassuolo-Fiorano. Il processo di trasformazione del tessuto economico locale che ne è derivato ha comportato una serie di cambiamenti nella struttura demografica del Comune, il quale ha visto aumentare il numero dei propri abitanti di oltre la metà nel periodo 1981-2001. A tale vivace dinamica demografica ha contribuito in maniera significativa il flusso migratorio proveniente dai paesi esteri, il quale ha esteso tra l’altro anche la base attiva della popolazione residente. Nello stesso periodo, inoltre, si possono osservare accresciuti livelli di alfabetizzazione ed istruzione del territorio comunale, oltre ad una crescita del livello di attività ed occupazione della popolazione locale. A questo riguardo giova richiamare lo spazio crescente occupato dalla componente femminile all’interno del mercato del lavoro. Su tutti questi piani le evidenze raccolte a livello comunale reggono bene il confronto con le realtà riscontrabili a livello provinciale e regionale e, in più di un caso, esse mostrano valori superiori. Da area prevalente agricola, Castellarano si è trasformato nel corso del tempo fino a divenire centro manifatturiero ad elevata specializzazione produttiva nel comparto della produzione di piastrelle in ceramica, alla quale fanno da supporto numerose attività industriali e di servizio complementari al ciclo della piastrella ma ancora di secondo piano sotto il profilo industriale e, più in generale, economico-produttivo. Ad arricchire il tessuto economico locale ha concorso la crescita del settore terziario sia in termini di addetti che di unità locali. Tale crescita è avvenuta, oltre che in senso assoluto, anche in senso relativo sul sistema produttivo complessivo, facendo intravedere l’avvio di un futuro processo di terziarizzazione dell’economia locale. Il settore ceramico di Castellarano contribuisce oggi fortemente al sostegno dell’economia locale e allo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano diretto sia come stimolo a numerose attività economiche collegate. Esso ha accresciuto nel tempo la sua importanza sia in termini di numero di unità locali sia in termini di numero di addetti, mostrando, nel periodo 1991-2001, tassi di crescita delle une e degli altri superiori a quelli medi distrettuali. La dinamica relativa al numero di unità ceramiche presenti nel territorio comunale e al numero di addetti da queste impiegati mette in luce un processo di ristrutturazione aziendale condotto mediante l’accorpamento di realtà produttive di medie dimensioni e il consolidamento di quelle di dimensioni più elevate. 186 IL COMUNE DI RUBIERA: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 10.1 INTRODUZIONE All’interno del comprensorio modenese-reggiano delle ceramiche, Rubiera si colloca nella posizione estrema rappresentando una specie di prolungamento in direzione nord (Fig. 10.1). Il comune si estende su una superficie di 25,31 kmq. con una popolazione, alla fine del 200, di 11.458 abitanti. Fino alla fine degli anni 50, il territorio di Rubiera era considerato zona depressa con una economia a base agricola. E’ a partire dai primi anni ‘60 che si assiste alla completa e radicale trasformazione del suo profilo socio-economico. Il motore e volano della sua metamorfosi è stato rappresentato dall’insediamento delle prime aziende ceramiche e dall’avvio di iniziative imprenditoriali in settori di attività ad esse collegate. La felice posizione geografica in termini di vicinanza al cuore del distretto ceramico (Sassuolo) e di equidistanza tra i due capoluoghi di provincia Modena e Reggio Emilia e il facile accesso ad importanti infrastrutture viarie e ferroviarie hanno esercitato una forte attrazione per l’insediamento di iniziative imprenditoriali inizialmente legate alla produzione di piastrelle di ceramica ed a breve distanza in altre attività manifatturiere e di servizio alle imprese. In posizione periferica sotto il profilo territoriale, Rubiera vede presenti nel suo territorio, al 2001, 11 unità locali produttrici di piastrelle di ceramica, pari al 2,97% di tutte le realtà produttive del settore ceramico e 663 addetti, corrispondenti al 3,2% del totale degli addetti. Figura 10.1 Il Comune di Rubiera e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. 188 L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela Vivi. 10.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 189 10.2.1 La struttura demografica Il Comune di Rubiera, nel 2001, ha una popolazione di 11.458 abitanti pari al 2,5% della popolazione della provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è assistito ad un significativo incremento della base demografica: +17,1% nell’intervallo temporale 1981-2001, contro una crescita del 9,8% registrata dal dato a livello provinciale (Tab. 10.1). Si tratta di una crescita che ha interessato soprattutto la seconda parte del periodo (1991-2001). Tabella 10.1 Comune di Rubiera: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e percentuali Valori assoluti 1981 maschi Comune di Rubiera Provincia di Reggio Emilia femmine Valori assoluti 1991 totale maschi Provincia di Reggio Emilia totale maschi femmine totale 4.835 4.950 9.785 4.741 4.913 9.654 5.648 5.810 11.458 201.538 211.858 413.396 204.514 215.917 420.431 221.998 231.894 453.892 Variazione % ’81-‘91 Comune di Rubiera femmine Valori assoluti 2001 maschi femmine -1,9% -0,7% 1,5% 1,9% Variazione % ’91-‘01 totale -1,3% maschi femmine 19,1% 18,3% 1,7% 8,5% 7,4% Variazione % ’81-‘01 totale 18,7% 7,9% maschi femmine 16,8% 17,4% 10,1% 9,5% totale 17,1% 9,8% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Un esame più ravvicinato della composizione e della struttura demografica porta alla luce alcuni tratti specifici e tra questi una generale tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento progressivo e sostanziale della popolazione in età lavorativa (Tab. 10.2). Queste tendenze “generali” sono la risultante: - della dinamica positiva della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che getta le basi per un futuro abbassamento dell’età media della popolazione, con un effetto calmierante sul tasso di invecchiamento della popolazione; - della diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), che sottolinea il considerevole calo delle nascite nel corso degli anni ‘70 e ‘80; - della crescita della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), che mette in luce l’ampliamento della base della popolazione in età lavorativa, sia di quella nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia in quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (44-64 anni). - dell’aumento, infine, della popolazione “anziana” (65-74 e over 75 anni), indice della tendenza ad un aumento dell’aspettativa di vita nel Comune. Tabella 10.2 Comune di Rubiera: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 Variazione assoluta 1981-2001 5–9 8-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 425 638 721 1.451 1.350 1.375 1.307 1.093 929 496 9.785 1991 335 346 465 1.388 1.461 1.390 1.335 1.221 970 743 9.654 2001 595 521 428 1.008 2.111 1.829 1.481 1.361 1.119 1.005 11.458 +170 -117 -293 -443 +761 +454 +174 +268 +190 +509 +1.673 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 A generare questa situazione demografica concorre, oltre l’evoluzione naturale della popolazione locale, l’afflusso di popolazione e quindi anche di forza lavoro proveniente dall’esterno del Comune ed in particolare dall’estero (Tab. 10.3). 190 Tabella 10.3 Comune di Rubiera: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale % stranieri residenti su popolazione 1991 59 9.654 2001 457 11.458 Flusso migratorio totale (aumento popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 0,6% 4,0% 22,1% La componente straniera residente è notevolmente aumentata nel corso del decennio ’91-’01 arrivando ad occupare circa il 4% della popolazione totale residente nel Comune e contribuendo nella misura del 22% all’incremento della stessa. Osservando i Paesi di provenienza, si nota come il principale afflusso provenga dai Paesi dell’Africa, seguiti dai Paesi d’Europa extra-UE, e dai Paesi asiatici (Tab. 10.4). Tabella 10.4 Comune di Rubiera: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e flussi migratori Unione Altri Paesi Africa America Asia Europea Europa 1991 2001 1 39 Flussi migratori 2,1% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1991-2001 Totale 11 96 21 226 9 34 17 62 59 457 4,7% 11,4% 1,4% 2,5% 22,1% La componente “migratoria” alimentata dall’immigrazione straniera fornisce quindi un apporto fondamentale alla dinamica della popolazione locale. Per quanto riguarda l’incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione residente, Rubiera si colloca in posizione preminente rispetto agli altri comuni della Provincia di Reggio Emilia e tra quelli con la maggiore presenza di stranieri a livello di area ceramica (Tab. 10.5). Tabella 10.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 3,4% Valore medio dell’area ceramica 4,4% 4,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1 Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 191 10.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del grado di istruzione della popolazione del comune di Rubiera evidenzia un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio, accompagnato da una contestuale diminuzione della popolazione priva di titolo di studio, considerando sia la condizione di analfabeti e di alfabeti 2 (Tab. 10.6). A fronte di un incremento, in valore assoluto, della popolazione in possesso di un titolo di studio e quindi di un generale aumento del grado di istruzione, la lettura comparata con la crescita della popolazione evidenzia in realtà una struttura essenzialmente stabile nell’ultimo decennio: nel 2001 si registra l’86% circa di alfabeti con titolo di studio, l’8% di alfabeti privi di titolo e lo 0,3% di analfabeti 3; questa composizione è infatti molto simile a quella già presente al 1991. Questa configurazione si è sostanzialmente definita nel corso del decennio 1981-1991, durante il quale il grado di istruzione è notevolmente aumentato e, contestualmente, si è fortemente ridimensionata la presenza di residenti senza un livello minimo di istruzione. Tabella 10.6 Comune di Rubiera: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio valore assoluto 7.582 8.279 9.820 Alfabeti senza titolo di studio % su popolazione valore assoluto totale 77,5% 1.628 85,8% 928 85,7% 919 1981 1991 2001 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Analfabeti % su popolazione totale 16,6% 9,6% 8,0% valore assoluto 63 36 30 % su popolazione totale 0,6% 0,4% 0,3% Il miglioramento del livello di istruzione della popolazione è bene evidenziato dal possesso di un titolo di studio di scuola superiore e di livello universitario, con un forte recupero della componente femminile della popolazione (Tab. 10.7). Unica eccezione è rappresentata dalla diminuzione della popolazione in possesso della licenza elementare, imputabile sia alla contrazione, nel corso del periodo analizzato, della popolazione “giovane” (524 anni) sia alla maggiore tendenza al proseguimento degli studi da parte della stessa, non rappresentando pertanto un reale peggioramento del grado di istruzione nelle classi inferiori di età. Tabella 10.7 Comune di Rubiera: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi 1981 83 1991 2001 Var.% 81-01 femmine Diploma totale maschi 42 125 109 91 200 274 345 619 721,4% 395,2% 197,8% 230,1% femmine 490 Licenza media inferiore totale maschi femmine totale Licenza elementare maschi femmine totale 505 995 1.111 903 2.014 2.149 2.299 4.448 823 923 1.746 1.415 1.099 2.514 1.790 2.029 3.819 1.459 1.486 2.945 1.704 1.337 3.041 1.446 1.769 3.215 194,3% 196,0% 53,4% 48,1% 51,0% -32,7% -23,1% -27,7% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Relativamente alla componente di popolazione priva di un titolo di studio emerge che, nel 2001, ben il 36% degli alfabeti privi di titolo e il 47% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Tale evidenza indica che il fenomeno è in buona parte spiegato dalla presenza di una quota di popolazione che non ha avuto modo di accedere ad un’istruzione superiore per ragioni principalmente anagrafiche (Tab. 10.8). 2 3 La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (circa il 6%) corrisponde alla popolazione di età inferiore ai 6 anni. 192 Tabella 10.8 Comune di Rubiera: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazioni percentuali Alfabeti privi di titolo di studio maschi femmine totale Analfabeti di cui in età adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 710 918 1.628 717 (44% del totale) 20 43 63 51 (81% del totale) 1991 382 546 928 399 (43% del totale) 15 21 36 18 (50% del totale) 2001 392 590 919 328 (36% del totale) 9 21 30 14 (47% del totale) -44,8% -35,7% -43,6% -54,3% -55,0% -51,2% -52,4% 72,5% Var% 81-91 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Rubiera ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione sostanzialmente in linea con quelli provinciali (Tab. 10.9). Tabella 10.9 Comune di Rubiera: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valori percentuali al 2001 Comune di Rubiera Provincia di Reggio Emilia Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 9,40% 8,50% 9,40% 7,70% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 31,50% 30,40% 30,90% 30,80% 49,40% 38,10% 60,30% 42,60% 54,80% 40,20% 53,10% 40,20% 10.2.3 Il mercato del lavoro Le dinamiche demografiche e l’innalzamento del livello di istruzione della popolazione sopra descritte si riflettono nei cambiamenti verificatisi nella posizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Nell’intervallo temporale 1981-2001 si rileva infatti (Tab. 10.10): - una crescita e una diminuzione in valore assoluto rispettivamente della componente attiva e della componente non attiva della popolazione, ascrivibili all’andamento demografico locale; - un aumento della quota della componente attiva sul totale della popolazione di oltre 11 punti percentuali: nel 2001 la popolazione attiva rappresenta quasi il 60% della popolazione complessiva, mentre nel 1981 essa non ne rappresentava neanche la metà; - la contestuale diminuzione della quota della componente non attiva (dal 52,7% circa al 41,4% circa), riconducibile in buona misura all’ingresso sul mercato del lavoro da parte della componente femminile, la cui riduzione in valore assoluto è più marcata rispetto a quella della componente maschile; - l’aumento del peso della componente attiva sul complesso della popolazione maschile (dal 59,5% al 66,6%) e la riduzione di quello della componente non attiva ( dal 40,5% al 33,4%). La popolazione maschile nel complesso si mantiene stabile nel periodo in esame, incrementando in modo costante la numerosità dei suoi soggetti attivi e diminuendo altrettanto costantemente quella dei suoi soggetti non attivi; - il forte balzo in avanti della componente attiva sul totale della popolazione femminile, che passa dal rappresentare il 35,3% dell’universo femminile di Rubiera nel 1981 al 50,9% dello stesso nel 2001; dunque, più della metà della popolazione femminile residente nel Comune è oggi attiva, diversamente 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 193 dal passato, in cui il tasso di attività di questa popolazione era molto basso, soprattutto se confrontato con quello della popolazione maschile; - una condizione in generale più favorevole rispetto a quella riscontrabile nella Provincia, la cui popolazione è mediamente meno attiva di quella di Rubiera. Tabella 10.10 Comune di Rubiera: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Rubiera Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 2.879 1.745 4.624 1.956 3.205 5.161 4.835 4.950 9.785 59,5% 35,3% 47,3% 40,5% 64,7% 52,7% 49,4% 50,6% 100,0% 2.793 2.005 4.798 1.948 2.908 4.856 4.741 4.913 9.654 58,9% 40,8% 49,7% 41,1% 59,2% 50,3% 49,1% 50,9% 100,0% 3.219 2.587 5.806 1.613 2.495 4.108 4.832 5.082 9.914 66,6% 50,9% 58,6% 33,4% 49,1% 41,4% 48,7% 51,3% 100,0% Provincia di Reggio Emilia Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 123.544 92.192 215.736 67.646 110.598 178.244 191.190 202.790 393.980 64,6% 45,5% 54,8% 35,4% 54,5% 45,2% 48,5% 51,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Osservando il tasso di occupazione, Rubiera vanta livelli occupazionali in linea con quelli medi dell’area ceramica, e superiori a quelli regionali e nazionali. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è decisamente contenuto (Tab. 10.11). Tabella 10.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione Sassuolo 54,0% 4,0% Fiorano Modenese 59,0% 3,7% Maranello 58,6% 3,3% Formigine 58,2% 3,4% Castelvetro di Modena 58,5% 3,1% Scandiano 53,7% 3,2% Casalgrande 56,2% 2,9% Castellarano 61,2% 2,7% Rubiera 56,8% 3,0% Viano 54,2% 2,6% Area ceramica Emilia Romagna Italia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 56,6% 50,5% 42,9% 5 3,2% 4,2% 11,6% Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 194 Indirizzando il focus sui settori in cui la popolazione attiva trova occupazione (Tab. 10.12), emerge come la maggior parte di essa trovi collocazione nell’industria (49%), seguita dal terziario (46,7%), e solo in misura residuale nell’agricoltura (4,3%). Emerge, quindi, la forte vocazione manifatturiera di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato provinciale sia, ancor più, in confronto a quello regionale. Prendendo in esame la posizione professionale degli occupati emerge come la figura di lavoratore alle dipendenze sia quella più frequente (74,8%), seguita da quella del lavoratore in proprio (15,6%) e da quella dell’imprenditore (6,4%). Il confronto fra la realtà comunale e quella provinciale e regionale mette in luce, ancora una volta, una particolarità del territorio: la quota di dipendenti è superiore di circa cinque punti percentuali al valore medio regionale e di circa quattro alla media provinciale; al contempo, la quota di lavoratori in proprio, così come la quota di imprenditori e liberi professionisti, è inferiore al valore dell’intera Provincia di Reggio Emilia e della Regione Emilia Romagna. La composizione professionale degli occupati è invece sostanzialmente in linea con quella media dell’area ceramica, diversamente dalla ripartizione per ramo di attività economica, che mette in luce un forte orientamento all’industria a livello distrettuale e un maggiore equilibrio fra secondo e terzo settore a livello comunale. Tabella 10.12 Occupati per posizione professionale e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione subordinata Valori assoluti Valori percentuali Comune di Rubiera Agricoltura Industria Altre attività 15 103 7 20 99 244 4,3% 147 300 28 23 2.261 2.759 49,0% 200 474 50 54 1.850 2.628 46,7% Totale 362 877 85 97 4.210 5.631 100,0% % sul totale 6,4% 15,6% 1,5% 1,7% 74,8% 100,0% Area ceramica Agricoltura 95 1.104 37 241 946 2.423 2,9% Industria 2.205 5.408 307 288 39.202 47.410 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% Provincia di Reggio Emilia Agricoltura Industria Altre attività 520 5.125 160 1.160 3.662 10.627 5,1% 5.865 14.825 1.102 888 75.436 98.116 47,1% 8.597 18.648 2.068 2.332 67.923 99.568 47,8% Totale 14.982 38.598 3.330 4.380 147.021 208.311 100,0% % sul totale 7,2% 18,5% 1,6% 2,1% 70,6% 100,0% Regione Emilia Romagna Agricoltura 4.445 47.742 1.953 9.146 42.512 105.798 6,0% Industria 40.364 96.955 9.259 6.859 515.701 669.138 37,7% Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100,0% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 195 10.3 LA STRUTTURA PRODUTTIVA 10.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 1.191 unità locali e trovano occupazione 5.769 addetti (Tab. 10.13). Lo sviluppo seguito dalle unità locali nel periodo 1991-2001 è stato positivo e pari a 316 unità; tale crescita ha avuto riflessi diretti sul numero di addetti, che sono aumentati del 24,7%. Comparando l’andamento comunale con l’evoluzione dell’area ceramica si trae un’interessante considerazione: nel periodo esaminato, sia il tasso di crescita delle unità locali sia il tasso di crescita degli addetti del Comune sono superiori a quelli medi distrettuali. Tabella 10.13 Comune di Rubiera e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 1991 77.062 4.626 13.756 875 2001 93.001 5.769 17.509 1.191 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 1.143 3.753 316 Variazione Percentuale ‘91-‘01 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 20,7% 24,7% 27,3% 36,1% Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (68,1%), segue l’industria (18,3%), l’edilizia (12,8%) e, infine, l’agricoltura (0,8%) (Tab. 10.14). Inoltre, i trend di sviluppo mettono in luce una generale crescita degli addetti all’interno dell’area comunale (+1143 addetti), sostenuta principalmente dall’incremento avvenuto nel terziario (+792). La tendenza in atto all’interno del tessuto economico di Rubiera è infatti di progressiva terziarizzazione del sistema, che ridimensiona il ruolo, seppur ancora centrale nell’economia locale, dell’industria. Gli sviluppi rilevano una decisa crescita delle unità locali nel terziario (+257) ed un decremento di quelle nel ramo secondario (-16). Di conseguenza, nel periodo in esame, la crescita delle unità locali è principalmente da attribuirsi allo sviluppo dei servizi, mentre il ruolo dell’industria appare in calo. La struttura produttiva comunale risulta più equilibrata quando le medesime quote sono calcolate sul numero complessivo degli addetti: in questo caso, il 48,1% degli addetti sono assorbiti dall’industria, mentre il terziario ne occupa il 44% del totale e l’edilizia il 7,5%. Dai dati emerge inoltre un’evidenza importante: nonostante il numero delle unità locali dell’industria sia in calo nel corso del periodo esaminato, gli addetti aumentano di 169 unità. Ciononostante, gli addetti in questo ramo di attività diminuiscono la propria incidenza sul totale passando dal 56,3% al 48,1%. Contemporaneamente il terziario aumenta la propria centralità arrivando ad occupare una quota di addetti rilevante pari al 44%. Tabella 10.14 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Unità Locali 196 Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Rubiera 1991 2001 13 26 2.605 2.774 262 431 1.746 2.538 4.626 5.769 7 10 234 218 80 152 554 811 875 1.191 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 13 169 169 792 1.143 3 -16 72 257 316 0,3% 56,3% 5,7% 37,7% 100,0% 0,8% 26,7% 9,1% 63,3% 100,0% % assorbita dai rami di attività nel 2001 0,5% 48,1% 7,5% 44,0% 100,0% 0,8% 18,3% 12,8% 68,1% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,0% 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Prendendo in considerazione l’intera area ceramica, si trova conferma del dato emerso: nel 2001, a fronte di una suddivisione delle unità locali nei vari rami di attività molto simile, Rubiera si caratterizza per una quota di addetti impiegati nel terziario superiore rispetto al valore medio distrettuale di ben sei punti percentuali e, specularmente, una quota inferiore di addetti nel ramo di attività secondario (Fig. 10.2, Fig. 10.3). Di conseguenza, la progressiva crescita dei servizi nel territorio comunale è stata più accentuata rispetto ai valori medi registrati nell’intera area ceramica. Figura 10.2 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 60,0% 54,5% 48,1% 50,0% 44,0% 38,2% 40,0% 30,0% 20,0% 7,5% 10,0% 7,1% 0,5% 0,2% 0,0% Rubiera Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 197 Costruzioni Servizi Figura 10.3 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 68,1% 65,8% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 18,9% 18,3% 20,0% 14,7% 12,8% 10,0% 0,8% 0,6% 0,0% Rubiera Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: - il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi: sono in aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia il numero di addetti; - l’incremento delle unità locali è attribuibile per più dell’80% allo sviluppo avvenuto nel ramo terziario, mentre si registra un calo per quel che riguarda l’industria; - allo stesso modo, l’incremento degli addetti è spiegato per il 70% dallo sviluppo avuto nel ramo terziario e solo per il restante 30% dallo sviluppo, equamente distribuito, dell’industria e del settore delle costruzioni; - nel comune di Rubiera lo sviluppo del ramo terziario è particolarmente rilevante: Rubiera, al 2001, si caratterizza per una quota considerevole di addetti impiegati nel terziario, sempre più prossima alla quota di addetti nell’industria, e per una crescita sostenuta delle unità locali operanti nel terziario. Ciò mette in luce una progressiva modificazione della vocazione manifatturiera del comune. 10.3.2 Le attività di servizi La crescente centralità del terziario nell’economia di Rubiera suggerisce una lettura delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 10.15). Al 2001 si contano 811 unità locali e 2.538 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le attività del terziario sono cresciute in modo rilevante: le unità locali sono aumentate del 46% e gli addetti del 45%. I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano un complessivo aumento sia del numero di addetti, sia delle unità locali. All’interno di questa macroarea, esistono realtà con andamenti differenti. In particolare, le attività che svolgono un ruolo centrale sono quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio. Delle 811 unità presenti nel territorio al 2001, ben il 33% risultano essere attività di commercio, sia all’ingrosso sia al dettaglio. Nel corso del decennio le due tipologie hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono aumentate del 76% a fronte, invece, di una diminuzione delle unità locali del commercio al dettaglio pari al 21%. 198 Tabella 10.15 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti 37 72 173 35 40 127 137 51 Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte Attività di supporto e ausiliarie dei trasporti 317 50 9 Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Ricerca e sviluppo Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 3 55 -36 16 148 315 411 145 145 428 372 240 -3 113 -39 95 355 49 13 38 -1 4 1.019 108 36 1.185 129 116 166 21 80 59 2 5 8 5 62 1 11 19 64 3 -1 6 11 59 144 33 55 12 8 245 25 96 37 96 101 -8 41 25 88 20 2 7 0 95 4 27 5 75 2 20 5 108 5 22 0 254 5 104 5 146 0 82 5 42 108 66 77 221 144 Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 51 5 12 32 5 9 10 34 144 3 9 46 3 19 40 35 93 -2 -3 14 -2 10 30 1 104 48 124 80 4 7 46 62 335 63 131 190 3 27 39 66 231 15 7 110 -1 20 -7 4 Pubblica amministrazione 107 155 48 371 519 148 Totale complessivo 554 811 257 (+46,4%) 1.746 2.538 792 (+45,4%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi, 1991-2001 Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti che, al 2001, risultano pari al 17% circa del totale degli addetti del terziario. Nel corso del periodo, il numero degli addetti del commercio all’ingrosso è cresciuto del 36% per un totale di 113 unità. Per quel che riguarda il commercio al dettaglio, nel corso del periodo esaminato, questa attività evidenzia una fase di arretramento nel numero di addetti, in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 9% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 24% nel 1991 al 14% nel 2001. Altrettanto rilevante per il numero di addetti impiegati è l’attività svolta da alberghi e ristoranti che, nel decennio, ha visto un aumento del numero di unità locali e di addetti. Questa attività mantiene un ruolo significativo: al 1991 assorbiva l’8% del totale degli addetti del terziario e nel 2001 passa al 9%. Le attività di trasporti vedono crescere, nel corso del periodo, gli addetti e le unità locali, così come accade per le attività di intermediazione. In particolare, l’attività immobiliare, che nel 1991 appariva un’attività marginale (5 unità locali e 8 addetti), al 2001 mette in luce un forte aumento delle unità locali, che arrivano ad un totale di 64 ed assorbono circa il 4% del totale degli addetti del terziario. La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc. Questo insieme di attività, paragonato alle altre 199 macroaree, mostra la crescita maggiore sia in termini di unità locali sia di addetti: nel corso del decennio arriva ad assorbire il 13% del totale degli addetti del terziario. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 l’attività assorbe circa il 9% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 10.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 218 unità locali e 2774 addetti. Nel corso del decennio 1991-2001 il trend di sviluppo è stato negativo per quanto riguarda le unità locali (-6,8%), e positivo per gli addetti, che sono cresciuti del 6,5%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 48,1% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 10.16). Tabella 10.16 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Addetti Variazione assoluta 1991 2001 -2 6 -14 -3 1 1 0 -3 1 0 8 159 182 64 4 22 277 42 39 151 0 104 90 103 3 23 252 31 42 307 Variazione assoluta Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Industrie alimentari e delle bevande Industrie tessili Confezione di articoli di vestiario Preparazione e concia cuoio Industria del legno Fabbricazione della carta Editoria, stampa e riproduzione Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 2 12 36 24 1 8 3 9 2 10 0 18 22 21 2 9 3 6 3 10 Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 24 24 0 867 871 4 4 2 -2 61 56 -5 33 33 13 37 30 17 4 -3 4 214 293 153 230 410 234 16 117 81 Fabbricazione di metallo Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici Fabbricazione di apparecchi radio televisivi e di apparecchiature per le comunicazioni Fabbricazione di apparecchi medicali Fabbricazione di autoveicoli Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Fabbricazione di mobili Recupero e riparazione per il riciclaggio Raccolta, depurazione e distribuzione acqua Totale industria -8 -55 -92 39 -1 1 -25 -11 3 156 3 2 -1 3 3 0 13 2 1 5 0 10 0 0 5 1 -3 -2 -1 0 1 23 18 2 25 0 12 0 0 8 1 -11 -18 -2 -17 1 2 0 -2 4 0 -4 234 218 -16 (-6,8%) 2.605 2.774 169 (+6,5%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 200 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa la maggior parte degli addetti, ben il 31% del totale del ramo di attività secondario. Già nel decennio precedente il ruolo di questa attività era centrale nell’economia del comune e non è variato nel corso del periodo. Allo stesso modo, il numero delle unità locali non muta dal 1991 al 2001, esse rimangono 24 e costituiscono l’11% del totale. Questa attività, quindi, connota l’intera struttura produttiva del comune assorbendo, nel 2001, il 15% del totale degli addetti di Rubiera. La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 15% degli addetti dell’industria, con un incremento nel corso del decennio pari al 40%, a fronte di un leggero calo del numero di unità locali operanti nel comparto. Il contributo dell’attività di fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche è altrettanto rilevante nell’economia comunale: essa occupa l’11% del totale degli addetti dell’industria e, nel corso del decennio, ha duplicato il numero di occupati passando da 151 a 307. Altre due attività importanti sono quelle della fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici e della fabbricazione di prodotti in metallo: ambedue occupano l’8% degli addetti dell’industria, per un totale complessivo di 464 addetti. Entrambe le attività denotano la stessa crescita per quel che riguarda il numero di unità locali presenti nel territorio. Per quanto riguarda lo sviluppo del numero di addetti, invece, la prima vede un aumento molto consistente (+53%) nel decennio, mentre la seconda rimane stazionaria sui livelli del 1991. Infine, l’attività di fabbricazione della carta ha un ruolo importante all’interno del Comune: essa occupa, al 2001, il 9% del totale degli addetti evidenziando un leggero calo nel corso del decennio (-25 addetti). In ultimo si sottolinea il ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, delle industrie alimentari e delle bevande e delle industrie tessili. Entrambe registrano una rilevante diminuzione degli addetti: la prima perde il 35% degli occupati e la seconda il 51%. Le industrie alimentari e delle bevande occupano nel 2001 il 4% del totale degli addetti, mentre nel 1991 la quota era del 6%; le industrie tessili occupano il 3% del totale degli addetti, e nel 1991 la quota era pari al 7%. 10.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa l’11,5% degli addetti totali del Comune di Rubiera. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dagli anni ’60. Fra le imprese ceramiche attualmente operanti a Rubiera vi sono Domus Linea, fondata nel 1960, Ceramica Gazzini, Ceramica Rondine e Antica Ceramica Rubiera. Oltre agli stabilimenti che fanno capo alle imprese sopra elencate, sul territorio sono presenti altre due realtà produttive: dal 1990 opera un’unità appartenente a Impronta Italgraniti S.p.a., e dal 1995 una unità locale facente parte del Gruppo Serenissima-Cir. Entrando nel dettaglio delle singole imprese, un ruolo importante lo ha avuto Fontana Gruppo Ceramiche S.p.A., dalla quale, nel 1987, è nata l’impresa ceramica Rondine S.p.A. Nell’ultimo ventennio questa impresa ha avuto un ruolo primario nel Comune contando il numero maggiore di stabilimenti. Rondine S.p.A, infatti, è arrivata ad avere quattro stabilimenti tra il ’96 e il ’97 ed ora ne possiede due sul territorio di Rubiera. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 663 addetti e 11 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame mostra un andamento sostanzialmente stabile. Considerando il decennio 1991-2001, emerge una situazione occupazionale nell’industria ceramica pressoché immutata: gli addetti diminuiscono leggermente passando da 711 a 663 (Tab. 10.17). 201 Tabella 10.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Classe addetti 1991 2001 Addetti variazione assoluta 1991 2001 variazione assoluta 1 addetto 3-5 addetti 6-9 addetti 10-15 addetti 16-19 addetti 0 0 0 0 1 1 1 2 1 0 1 1 2 1 -1 0 0 0 0 18 1 5 14 11 0 1 5 14 11 -18 Variazione realtà di piccole dimensioni 20-49 addetti 1 7 5 3 4 -4 18 265 31 124 13 -141 Variazione realtà di medie dimensioni 50-99 addetti 100-199 addetti 200-249 addetti 7 3 2 0 3 1 1 1 -4 -2 -1 1 265 200 228 0 124 75 190 243 -141 -125 -38 243 Variazione realtà di grandi dimensioni Totale Rubiera Totale Area Ceramica Quota percentuale di Rubiera sull’intera Area Ceramica 5 3 -2 428 508 80 13 11 -2 (-15%) 711 663 -48 (-6,7%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) 3,86% 2,97% 3,41% 3,20% Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Rubiera, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - una leggera contrazione della base produttiva sia in termini di unità produttive (-2) che di addetti (-48); - il contributo marginale e cedente alla formazione della struttura del settore ceramico reggianomodenese: il 2,97% in termini di unità locali ed il 3,20% in termini di addetti; - un processo di ristrutturazione della base produttiva con una netta diminuzione degli addetti occupati nelle unità di medie dimensioni (20-49 addetti) a fronte di un aumento degli addetti nelle unità di maggiore dimensione. Si assiste, quindi, ad un consolidamento dimensionale di alcune imprese del settore realizzato attraverso accorpamenti aziendali; - un andamento, rispetto all’area ceramica presa nel suo insieme, in controtendenza per quanto riguarda il numero di unità locali: esse, infatti, diminuiscono in numerosità a fronte di un aumento complessivo di quelle attive a livello ceramico. Il numero di addetti impiegati nell’industria locale è invece sceso ad un tasso superiore a quello registrato a livello distrettuale. Rubiera vede quindi progressivamente ridursi il suo grado di dipendenza dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica. 202 10.4 Alcune considerazioni conclusive Il comune di Rubiera si qualifica come un territorio che si distingue per alcuni tratti di specificità (localizzazione geografica, vicinanza a due capoluoghi di provincia, dotazione di infrastrutture alla mobilità, diffuso spirito di iniziativa imprenditoriale) che hanno favorito i processi di trasformazione del suo tessuto sociale e della struttura economico produttiva. Questi cambiamenti sono bene testimoniati dalla vivace dinamica demografica, alla quale ha contribuito in misura significativa il flusso migratorio alimentato in buona misura dalla componente straniera, dagli elevati livelli di istruzione della sua popolazione ed ancor più dagli elevati livelli di attività ed occupazione della popolazione locale. A questo riguardo giova richiamare lo spazio crescente occupato dalla componente femminile all’interno del mercato del lavoro. Su tutti questi piani le evidenze raccolte a livello comunale reggono bene il confronto con le realtà riscontrabili a livello provinciale e regionale e, in più di un caso, esse mostrano valori superiori. Da area prevalentemente agricola si è trasformata nel corso del tempo con la formazione di un tessuto manifatturiero articolato sul piano delle specializzazioni produttive e diffuso sotto il profilo dell’iniziativa imprenditoriale. Ciò conferisce al settore manifatturiero una certa stabilità ponendolo al riparo dai rischi tipici della monocoltura produttiva. Ad arricchire il sistema economico locale concorre inoltre la diffusione di attività di servizi, che, pur qualificandosi per la maggior parte come servizi di tipo tradizionale, sospingono il processo di terziarizzazione dell’economia locale. Il settore ceramico, pur collocandosi nel comune di Rubiera alla periferia nord dell’area ceramica, ha contribuito e contribuisce ancora a sostenere lo sviluppo economico del territorio. Si tratta di un settore che fornisce un importante contributo sia sul piano diretto che come stimolo ad altre attività economiche collegate. In passato il peso di questa attività all’interno dell’economia locale è stato lievemente superiore rispetto a quello attuale sia in termini di unità produttive sia in termini di addetti. Ciò segnala una leggera riduzione del grado di dipendenza dell’economia locale dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica. Oggi si registra, infatti, la presenza di un numero limitato di imprese. Alcune di queste sono state interessate da processi di ristrutturazione e, attraverso accorpamenti aziendali, hanno seguito la via del consolidamento dimensionale e del rafforzamento del loro profilo competitivo. Alla luce di queste vicende, si può affermare che il settore ceramico a livello locale ha perso in “quantità” ma ha guadagnato in “qualità”, in qualità delle iniziative imprenditoriali. 203 IL COMUNE DI VIANO: DIMENSIONE SOCIALE E DIMENSIONE ECONOMICA 11.1 INTRODUZIONE Dal punto di vista geografico, Viano è situato in posizione estrema ad ovest rispetto agli altri comuni dell’area ceramica, confinando con quelli di Scandiano e Castellarano. Al territorio comunale corrisponde una superficie di 45,2 kmq., sulla quale risiede, al 2001, una popolazione composta da 3.017 abitanti (Fig. 11.1). Centro prevalentemente agricolo fino alla fine degli anni ’50, Viano è divenuto nel tempo sede di aziende appartenenti al comparto ceramico, assistendo al loro sorgere e svilupparsi a partire dall’inizio degli anni ’60. L’area si caratterizza oggi non solo per la presenza di un certo numero di imprese dell’industria ceramica, ma anche per l’esistenza di altre attività industriali e di servizio al ciclo della piastrella. Collocandosi ai margini dell’area complessivamente occupata dal distretto, Viano presenta al suo interno 8 unità svolgenti attività di produzione di piastrelle di ceramica; tali unità incidono per il 2,16% sul numero complessivo di unità operanti nel distretto e danno impiego a 295 addetti, ovvero all’1,42% degli addetti totali del settore. Figura 11.1 Il Comune di Viano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica Il presente lavoro propone un’analisi delle principali modificazioni intervenute: - sul piano socio-demografico: andamento della popolazione, composizione sociale, componente naturale e migratoria; sul piano economico: dinamiche relative al mercato del lavoro, ai livelli di attività e di occupazione; sul piano produttivo: contributo dei principali rami di attività alla produzione della ricchezza dell’area (agricoltura, industria, terziario). Un focus specifico è dedicato al settore della produzione di piastrelle di ceramica, che costituisce l’attività manifatturiera più importante presente a livello comunale. L’intento è quello di fare emergere il suo peso strutturale, le trasformazioni intervenute e di misurare il grado di dipendenza del territorio da questa attività. 205 L’analisi è stata condotta prendendo a riferimento le rilevazioni dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, e in particolare i risultati dei Censimenti della popolazione del 1981, 1991 e 2001 e dei Censimenti dell’industria e dei servizi del 1991 e del 2001. Alle elaborazioni dei dati ISTAT necessarie per la stesura del lavoro ha collaborato la Dott.ssa Emanuela Vivi. 206 11.2 STRUTTURA ED EVOLUZIONE DEMOGRAFICA 11.2.1 La struttura demografica Nel 2001 nel comune di Viano risiedono 3.017 abitanti, i quali corrispondono a una frazione pari allo 0,6% della popolazione complessivamente residente nella provincia di Reggio Emilia. Nel corso del tempo si è assistito a un significativo aumento della base demografica comunale: nel periodo 1981-2001 il tasso di crescita della popolazione è stato del 22,1%, contro una crescita del 9,8% registrata nello stesso periodo a livello provinciale (Tab. 11.1). L’incremento del numero di abitanti è stato costante e progressivo durante tutto l’arco di tempo preso in esame, accelerando leggermente nella seconda parte (1991-2001). Tabella 11.1 Comune di Viano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Reggio Emilia. Valori assoluti e percentuali Valori assoluti 1981 Valori assoluti 1991 Valori assoluti 2001 maschi femmine totale maschi femmine totale maschi femmine totale Comune di Viano 2.471 1.368 1.302 2.670 1.518 1.499 3.017 1.239 1.232 Provincia di Reggio Emilia 201.538 211.858 413.396 204.514 215.917 420.431 221.998 231.894 453.892 Variazione % ’81-‘91 Variazione % ’91-‘01 Variazione % ’81-‘01 maschi femmine totale maschi femmine totale maschi femmine totale Comune di Viano 8,1% 11,0% 15,1% 13,0% 22,5% 21,7% 22,1% 10,4% 5,7% Provincia di Reggio Emilia 1,7% 8,5% 7,4% 7,9% 10,1% 9,5% 9,8% 1,5% 1,9% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 L’analisi della composizione per classi d’età della popolazione residente evidenzia come essa sia stata soggetta, nel periodo compreso tra il 1981 e il 2001, a un tendenziale invecchiamento, il quale è stato accompagnato da un’espansione della base di popolazione in età lavorativa (Tab. 11.2). In particolare si sono registrati: - una dinamica negativa della popolazione “infantile” (con età inferiore ai 5 anni), che contribuisce all’aumento dell’età media della popolazione e ne favorisce l’invecchiamento anche in senso prospettico; - una diminuzione della popolazione “giovane” (dai 5 ai 24 anni), soprattutto con riferimento alla fascia d’età compresa fra i 10 e i 24 anni, la quale ha risentito del generale calo delle nascite avvenuto durante gli anni ’70 e ’80; - un aumento complessivo della popolazione “adulta” (da 25 a 64 anni), con effetti positivi in termini di espansione della base demografica in età lavorativa, sia per quanto riguarda la parte di essa nel pieno dell’attività (25-44 anni), sia per quanto riguarda quella più prossima all’uscita dal mercato del lavoro (4464 anni); - un forte aumento, infine, della popolazione “anziana” (con età superiore ai 65 anni), il quale è stato del 26,3% con riguardo alla fascia d’età fra i 65 e i 74 anni, e superiore al 100% con riguardo alla fascia d’età degli over 75. Tali dinamiche hanno portato la popolazione anziana a rappresentare nel 2001 il 20% della popolazione complessiva, a fronte di una quota del 15,7% rappresentata dalla stessa nel 1981. Tabella 11.2 Comune di Viano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti < 5 5 – 9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 > 75 Totale 1981 125 359 288 325 341 345 247 141 2.471 147 153 1991 118 351 432 339 326 347 283 203 2.670 121 150 2001 115 319 451 524 376 331 312 296 3.017 147 146 Variazione assoluta 1981-2001 -10 0 -7 -40 163 199 35 -14 65 155 546 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 207 All’aumento della popolazione residente e della forza lavoro avvenuto nel periodo 1991-2001, oltre al naturale andamento della popolazione locale, ha concorso anche l’afflusso di popolazione proveniente dall’esterno del Comune e in particolare proveniente dall’estero (Tab. 11.3). Tabella 11.3 Comune di Viano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio Stranieri residenti Popolazione totale 1991 32 2001 92 Flusso migratorio totale (popolazione immigrata estera / aumento popolazione residente) Fonte: dati Istat, censimenti popolazione 1991-2001 % stranieri residenti su popolazione 2.670 3.017 1,2% 3,1% 17,3% Nel decennio, gli stranieri residenti sono giunti a rappresentare circa il 3% del complesso della popolazione residente, contribuendo all’espansione della base demografica nella misura dell’17,3%. Essi provengono per la maggior parte dai Paesi dell’Africa, cui seguono quelli dell’Europa e in via estremamente esigua quelli dell’Asia e dell’America (Tab. 11.4). Tabella 11.4 Comune di Viano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali Europa 2001 % sul totale popolazione Africa America Asia Altro Totale 22 64 2 4 0 92 0,7% 2,1% 0,1% 0,1% 0,0% 3,1% Fonte: Istat, censimenti popolazione 2001 Con riguardo all’incidenza della componente straniera residente sul totale della popolazione comunale, Viano si posiziona al di sotto della media provinciale, mentre risulta pressoché in linea con il dato a livello medio distrettuale (Tab. 11.5). Tabella 11.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 Comune Indice di densità della presenza di stranieri residenti 1 Sassuolo Fiorano Modenese Maranello Formigine Castelvetro di Modena Scandiano Casalgrande Castellarano Rubiera Viano 4,6% 2,4% 2,2% 3,3% 4,2% 2,7% 2,8% 3,6% 4,0% 3,0% Valore medio dell’area ceramica 3,4% Provincia di Modena Provincia di Reggio Emilia Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 1 4,4% 4,4% Numero di stranieri per ogni 100 residenti. 208 11.2.2 La popolazione e il livello di istruzione L’analisi del livello di istruzione della popolazione del comune di Viano mostra un costante e progressivo aumento del numero di abitanti in possesso di un titolo di studio e un’altrettanto costante e progressiva diminuzione del numero di coloro che ne sono privi, conteggiando fra questi ultimi sia gli analfabeti che gli alfabeti 2 (Tab. 11.6). La crescita della popolazione istruita e la contestuale diminuzione di quella non in possesso di alcun titolo di studio sono avvenute sia in termini assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione residente totale; tali dinamiche hanno portato il numero degli aventi titolo di studio a rappresentare, al 2001, l’84% circa della popolazione complessiva, e limitato il numero dei non aventi titolo all’1% circa 3. Questa configurazione ha preso forma per effetto dei cambiamenti del livello generale di istruzione intervenuti in entrambi i decenni, ovvero i trend di crescita e diminuzione rispettivamente del numero di residenti con titolo di studio e del numero dei residenti senza titolo sono stati costanti durante tutto l’arco di tempo preso in esame. Tabella 11.6 Comune di Viano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali Alfabeti con titolo di studio Alfabeti senza titolo di studio Analfabeti valore % su popolazione valore valore % su popolazione % su popolazione totale assoluto totale assoluto assoluto totale 1981 1.720 69,6% 558 22,6% 42 1,7% 1991 2.149 80,5% 346 12,9% 32 1,2% 2001 2.531 83,9% 311 10,3% 30 0,9% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 I dati relativi al grado di diffusione dei diversi titoli di studio fra la popolazione locale mostrano come la crescita degli aventi un titolo abbia interessato tutti i livelli di istruzione fatta eccezione per la sola licenza elementare, a segnale non solo di un innalzamento generale del grado di istruzione ma anche di un suo miglioramento qualitativo (Tab. 11.7). La diminuzione di coloro in possesso della licenza elementare non deve, infatti, essere letta come indice di un peggioramento del grado di istruzione delle classi inferiori d’età, bensì come indice di una più diffusa tendenza al proseguimento degli studi da parte della popolazione “giovane”. Nel 2001 il numero di abitanti in possesso di un diploma è pari a circa 2,7 volte quello del 1981, mentre coloro che hanno conseguito una laurea sono 3,5 volte in più rispetto allo stesso anno. Entrambi i livelli di istruzione mostrano un recupero della componente femminile, che, nel 2001, risulta più istruita di quella maschile in termini assoluti. Tabella 11.7 Comune di Viano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Laurea maschi 1981 1991 2001 Var.% 81-01 femmine Diploma totale maschi femmine Licenza media inferiore totale maschi 18 26 53 7 8 59 25 34 112 89 174 341 100 201 359 189 375 700 293 430 513 194,4% 742,9% 348,0% 283,1% 259,0% 270,4% 75,1% femmine 235 329 382 62,6% totale Licenza elementare maschi 528 759 895 500 490 400 69,5% -20,0% femmine 478 491 424 -11,3% totale 978 981 824 -15,7% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Con riguardo alla popolazione non in possesso di alcun titolo di studio, è possibile constatare come, al 2001, ben il 45% degli alfabeti privi di titolo e ben il 47% degli analfabeti abbia un’età superiore ai 65 anni. Ciò evidenzia come il fenomeno trovi spiegazione in buona parte nella presenza di una quota di popolazione che per ragioni anagrafiche non ha potuto conseguire un livello di istruzione seppure minimo (Tab. 11.8). Tabella 11.8 Comune di Viano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale Alfabeti privi di titolo di studio 2 3 Analfabeti La popolazione presa in considerazione è quella di età superiore ai 6 anni. La quota di popolazione mancante (il 5% circa) corrisponde alla popolazione inferiore ai 6 anni. 209 maschi femmine totale di cui in età adulta 4 maschi femmine totale di cui in età adulta 1981 233 325 558 329 (59% del totale) 18 24 42 29 (69% del totale) 1991 152 194 346 154 (45% del totale) 20 12 32 12 (38% del totale) 2001 132 179 311 140 (45% del totale) 12 18 30 14 (47% del totale) -43% -45% -44% -57% -33% -25% -29% -52% Var% 81-01 Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 La tendenza verso un livello di istruzione sempre più elevato è confermata anche dalla lettura degli indici di istruzione della popolazione a livello comunale e provinciale: Viano ha tassi di diffusione dei livelli di istruzione leggermente inferiori quelli provinciali, fatta eccezione per l’indice di conseguimento del diploma di scuola media superiore riferito alla popolazione in età dai 35 ai 44 anni, che risulta inferiore rispetto al dato provinciale di quasi undici punti percentuali. Inoltre, è interessante notare come per tutti gli indici ad eccezione dell’ultimo la componente femminile risulti più istruita di quella maschile (Tab. 11.9). Tabella 11.9 Comune di Viano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 Comune di Viano Provincia di Reggio Emilia Maschi Femmine Totale Non conseguimento della scuola dell’obbligo (15-52 anni) 7,77% 9,83% 8,76% 9,40% Possesso del Diploma scuola media superiore (>19 anni) 25,90% 26,07% 25,98% 30,80% Possesso del Diploma scuola media superiore (19-34 anni) Possesso del Diploma scuola media superiore (35-44 anni) Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 45,71% 29,43% 56,71% 29,34% 51,03% 29,39% 53,10% 40,20% 11.2.3 Il mercato del lavoro I cambiamenti intervenuti nella struttura demografica e nel livello di istruzione della popolazione si sono accompagnati all’evolversi della condizione lavorativa e professionale della popolazione stessa. Con riferimento all’intervallo temporale 1981-2001 si sono verificati infatti (Tab. 11.10): - una crescita in valore assoluto della componente attiva della popolazione e una riduzione di quella non attiva; tuttavia, mentre la popolazione attiva è cresciuta costantemente nel corso del periodo, la popolazione non attiva è cresciuta nella prima parte (1981-1991) e diminuita nella seconda; - un aumento dell’incidenza della popolazione attiva sul totale della popolazione dal 48,3% al 55,7%; tale crescita deve interamente attribuirsi al secondo decennio, in quanto, nel corso del primo, la più accelerata crescita della popolazione non attiva causa una riduzione del peso ricoperto dalla popolazione attiva; - una riduzione complessiva del peso della popolazione non attiva sul totale della popolazione dal 51,7% al 44,3%; - la crescita dell’incidenza della componente attiva sul complesso della popolazione femminile di 8 punti percentuali; essa ha riguardato interamente la seconda parte del periodo, durante il quale il numero di donne residenti nel Comune non è quasi variato; - la progressiva convergenza delle quote rappresentate dalla popolazione attiva e da quella non attiva sulla popolazione residente del Comune verso quelle della Provincia. 4 Nella presente tabella, con popolazione adulta si identifica la popolazione in età superiore ai 55 anni per quanto riguarda l’anno 1981, e la popolazione in età superiore ai 65 anni per quanto riguarda gli anni 1991 e 2001, secondo le rilevazioni condotte dall’ISTAT nei tre censimenti. 210 Tabella 11.10 Comune di Viano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali Comune di Viano Popolazione attiva maschi 1981 % sul totale popolazione 1991 % sul totale popolazione 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale 5 totale maschi femmine totale 734 460 1.194 505 772 1.277 1.239 1.232 2.471 59,2% 37,3% 48,3% 40,8% 62,7% 51,7% 50,1% 49,9% 100,0% 796 484 1.280 572 818 1.390 1.368 1.302 2.670 58,2% 37,2% 47,9% 41,8% 62,8% 52,1% 51,2% 48,8% 100,0% 862 590 1.452 443 714 1.157 1.305 1.304 2.609 66,1% 45,2% 55,7% 33,9% 54,8% 44,3% 50,0% 50,0% 100,0% Provincia di Reggio Emilia Popolazione attiva maschi 2001 % sul totale popolazione femmine Popolazione non attiva totale maschi femmine Popolazione totale totale maschi femmine totale 123.544 92.192 215.736 67.646 110.598 178.244 191.190 202.790 393.980 64,6% 45,5% 54,8% 35,4% 54,5% 45,2% 48,5% 51,5% 100,0% Fonte: Istat, censimenti popolazione 1981-1991-2001 Con riguardo al tasso di occupazione della popolazione attiva, Viano si posiziona fra i comuni dell’area ceramica con i più bassi livelli di occupazione (davanti solo a Scandiano e Sassuolo), pur mantenendosi al di sopra della media regionale e ancor più di quella nazionale (Tab. 11.11). Tabella 11.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 Tasso di occupazione Tasso di disoccupazione 54,0% 4,0% Sassuolo 59,0% 3,7% Fiorano Modenese 58,6% 3,3% Maranello 58,2% 3,4% Formigine 58,5% 3,1% Castelvetro di Modena 53,7% 3,2% Scandiano 56,2% 2,9% Casalgrande 61,2% 2,7% Castellarano 56,8% 3,0% Rubiera 54,2% 2,6% Viano Area ceramica 56,6% 3,2% Emilia Romagna 50,5% 4,2% Italia 42,9% 11,6% Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 Fra i settori di occupazione della popolazione attiva un ruolo centrale è ricoperto dall’industria (50%) e dal terziario (41,8%), mentre minoritario è l’apporto occupazionale dell’agricoltura (8,1%). Emerge, quindi, l’orientamento manifatturiero di questo territorio, che spicca sia in confronto al dato provinciale sia, ancor più, in confronto a quello regionale (Tab. 11.12). 5 Essa coincide con la popolazione residente per gli anni 1981 e 1991, e con la popolazione residente di età superiore ai 15 anni per l’anno 2001. Nell’ultimo censimento effettuato dall’ISTAT, infatti, la popolazione attiva e quella non attiva sono state rilevate con riferimento all’insieme dei residenti che avessero compiuto almeno il quindicesimo anno di età (ovvero le due popolazioni sono state individuate come parti componenti della popolazione composta dagli over 15), mentre nei due censimenti precedenti l’universo preso a riferimento è stato il complesso della popolazione residente, la quale è stata ripartita nelle due sottopopolazioni (attiva e non). 211 L’analisi delle posizioni professionali ricoperte dagli occupati mostra come quella di lavoratore dipendente sia la più diffusa (64,1%), seguita da quella del lavoratore in proprio (24,8%) e dell’imprenditore (6,5%). Tuttavia, la quota di dipendenti sul totale degli occupati residenti nel Comune è inferiore sia alla quota dell’area ceramica, sia a quella provinciale, sia a quella regionale: il 64,1% rispettivamente contro il 74,3%, il 70,6% e il 70,1%. Il dato sembra segnalare un tessuto manifatturiero diffuso sotto il profilo dell’iniziativa imprenditoriale, sebbene la quota di imprenditori risulti anch’essa inferiore al valore provinciale e a quello regionale, ma allineata al valore medio distrettuale. La figura del lavoratore in proprio è invece altamente diffusa all’interno del territorio comunale: la sua incidenza è infatti superiore al valore dell’area ceramica di oltre otto punti percentuali e al dato medio provinciale di circa sei punti percentuali, i quali diventano quasi sette se tale incidenza è paragonata alla situazione esistente a livello regionale. Tabella 11.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 Posizione nella professione Imprenditore e libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Popolazione totale Coadiuvante familiare Dipendente o altra posizione Valori assoluti subordinata Valori percentuali Comune di Viano Agricoltura Industria 2 44 63 132 3 7 12 11 35 514 115 708 8,1% 50,0% Altre attività 46 156 12 20 358 592 41,8% 100,0% Totale 92 351 22 43 907 1.415 % sul totale 6,5% 24,8% 1,6% 3,0% 64,1% 100,0% Agricoltura Industria 95 2.205 1.104 5.408 37 307 241 288 946 39.202 2.423 47.410 2,9% 55,9% Altre attività 3.062 7.531 681 859 22.786 34.919 41,2% Totale 5.362 14.043 1.025 1.388 62.934 84.752 100,0% % sul totale 6,3% 16,6% 1,2% 1,6% 74,3% 100,0% Agricoltura Industria 520 5.865 5.125 14.825 160 1.102 1.160 888 3.662 75.436 10.627 98.116 5,1% 47,1% Altre attività 8.597 18.648 2.068 2.332 67.923 99.568 47,8% Totale 14.982 38.598 3.330 4.380 147.021 208.311 100% % sul totale 7,2% 18,5% 1,6% 2,1% 70,6% 100,0% Agricoltura Industria 4.445 40.364 47.742 96.955 1.953 9.259 9.146 6.859 42.512 515.701 105.798 669.138 6,0% 37,7% Altre attività 90.890 175.650 24.678 23.410 687.046 1.001.674 56,4% Totale 135.699 320.347 35.890 39.415 1.245.259 1.776.610 100% % sul totale 7,6% 18,0% 2,0% 2,2% 70,1% 100,0% Area ceramica Provincia di Reggio Emilia Regione Emilia Romagna Fonte: Istat, censimento popolazione 2001 212 11.3 La struttura produttiva 11.3.1 Il tessuto economico e produttivo Alla fine del 2001 nel territorio comunale risultano attive 312 unità locali, le quali impiegano 1.093 addetti (Tab. 11.13). Nel corso del decennio 1991-2001 il territorio si è arricchito di 17 unità, le quali hanno offerto nuove possibilità occupazionali solo a 35 addetti. La crescita delle unità locali e degli addetti, oltre ad essere stata estremamente contenuta in termini assoluti, lo è stata anche in termini percentuali: il distacco tra il tasso di crescita dell’economia locale e quello medio distrettuale è dell’ordine di 21 punti percentuali per quanto riguarda le unità locali e di 17 per quel che riguarda gli addetti. Tabella 11.13 Comune di Viano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale Addetti Area Ceramica 1991 2001 Unità Locali Comune Area Ceramica Comune 77.062 93.001 1.058 1.093 13.756 17.509 295 312 Variazione Assoluta '91-'01 15.939 35 3.753 17 Variazione Percentuale ‘91-‘01 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 20,7% 3,3% 27,3% 5,8% Suddividendo per rami di attività, emerge che al 2001 la maggior parte delle unità locali presenti nel territorio opera nel terziario (60,9%), e che le restanti sono equamente distribuite fra il settore edilizio (18,9%) e quello secondario (18,3%) (Tab. 11.14). Tabella 11.14 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali Addetti Agricoltura Unità Locali Industria Costruzioni Servizi totale Agricoltura Industria Costruzioni Servizi totale Viano 1991 11 589 72 386 1.058 8 57 41 189 295 2001 Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 10 652 87 344 1.093 6 57 59 190 312 -1 63 15 -42 35 -2 0 18 1 17 1,0% 55,7% 6,8% 36,5% 100,0% 2,7% 19,3% 13,9% 64,1% 100,0% 0,9% 59,7% 8,0% 31,5% 100,0% 1,9% 18,3% 18,9% 60,9% 100,0% 1991 164 44.638 4.890 27.370 77.062 82 3.123 1.807 8.744 13.756 2001 192 50.724 6.566 35.519 93.001 100 3.309 2.574 11.526 17.509 28 6.086 1.676 8.149 15.939 18 186 767 2.782 3.753 0,2% 57,9% 6,3% 35,5% 100,00 0,6% 22,7% 13,1% 63,6% 100,0% 0,2% 54,5% 7,1% 38,2% 100,0% 0,6% 18,9% 14,7% 65,8% 100,0% Area Ceramica Variazione assoluta '91-'01 % assorbita dai rami di attività nel 1991 % assorbita dai rami di attività nel 2001 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 213 Il settore delle costruzioni, in particolare, è quello che più si è espanso in termini percentuali: le unità locali operanti nel comparto sono cresciute del 44% a fronte di una loro stasi in tutti gli altri settori, mentre gli addetti sono cresciuti del 20,8%, contro il 10,7% dell’industria. La forte espansione del settore edilizio si è tradotta in una crescita della sua incidenza sia sul numero complessivo delle unità territoriali (dal 13,9% al 18,9%), sia su quello degli addetti (dal 6,8% al 8%). La crescita dell’importanza ricoperta dalle costruzioni nell’ambito dell’economia locale non implica comunque la perdita da parte del sistema dei suoi forti connotati manifatturieri. Il 59,7% degli addetti, infatti, è impiegato nell’industria; essa è seguita dal terziario (31,5%) e dall’edilizia (8%). L’industria è inoltre il settore che più ha contribuito all’aumento del numero di addetti nel decennio 1991-2001: essa ha infatti creato 63 nuovi posti di lavoro contro i 15 delle costruzioni, controbilanciando la perdita di occupazione del settore terziario e permettendo così al numero complessivo di addetti di crescere. La quota di addetti impiegati nel settore è anch’essa cresciuta, passando dal 55,7% del 1991 al 59,7% del 2001. Da sottolineare è inoltre la perdita di importanza subita dal terzo settore nel corso del decennio: la diminuzione di addetti per 42 unità si è infatti tradotta in una riduzione del peso ricoperto dal settore in ambito occupazionale di 5 punti percentuali. Prendendo in considerazione l’intera area ceramica emerge la centralità dell’industria nel territorio comunale, soprattutto con riferimento alla situazione occupazionale (Fig. 11.2): Viano si caratterizza per una quota di addetti impiegati nell’industria superiore a quella media distrettuale di cinque punti percentuali e per una quota di addetti impiegati nel settore terziario inferiore di quasi sette. La ripartizione percentuale delle unità locali fra i settori a livello comunale e distrettuale (Fig. 11.3) mette in risalto invece la forte crescita che negli ultimi anni ha interessato l’edilizia nel comune di Viano: a fronte infatti di quote molto simili relative all’industria, il ruolo del terziario all’interno del Comune appare ridimensionato rispetto a quello che esso riveste nel complesso dell’area ceramica, al contrario delle costruzioni, la cui incidenza sulle unità dislocate nel territorio comunale è superiore al corrispondente valore distrettuale di quattro punti percentuali. Figura 11.2 Comune di Viano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 59,7% 60,0% 54,5% 50,0% 38,2% 40,0% 31,5% 30,0% 20,0% 8,0% 10,0% 7,1% 0,9% 0,2% 0,0% Viano Agricoltura Area Ceramica Industria Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 214 Costruzioni Servizi Figura 11.3 Comune di Viano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 65,8% 70,0% 60,9% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 18,9% 18,3% 18,9% 20,0% 14,7% 10,0% 1,9% 0,6% 0,0% Viano Agricoltura Area Ceramica Industria Costruzioni Servizi Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 2001 Si possono quindi trarre alcune considerazioni generali: - il tessuto economico del comune mette in evidenza tassi di crescita positivi anche se contenuti: si registra un aumento sia il numero delle unità locali presenti nel territorio, sia del numero di addetti; - l’incremento delle unità locali è interamente attribuibile all’espansione del settore edilizio, essendo nullo il contributo apportato dall’industria ed estremamente esiguo quello dei servizi (cresciuti di una sola unità); - l’incremento degli addetti ha potuto aver luogo grazie alle nuove possibilità occupazionali venutesi a creare nell’industria (+63 addetti), le quali, unitamente a quelle create dalle costruzioni (+15 addetti), hanno più che controbilanciato la riduzione dei posti di lavoro che ha interessato il settore terziario. Tali andamenti hanno comportato un incremento delle quote di addetti possedute dall’industria e dall’edilizia e una riduzione di quella detenuta dai servizi; - nel comune di Viano lo sviluppo del settore edilizio è stato rilevante: il settore è cresciuto in termini percentuali più di ogni altro sia per quanto riguarda gli addetti sia per quanto riguarda le unità locali, aumentando la propria incidenza sui primi a detrimento dell’industria e del terziario; - il settore terziario ha subito un marcato ridimensionamento nel numero di addetti, i quali sono diminuiti di 42 unità in termini assoluti e dell’11% circa in termini percentuali; tale andamento è in netto contrasto con il processo di terziarizzazione che invece ha coinvolto la maggior parte degli altri comuni dell’area ceramica. 11.3.2 Le attività di servizi La perdita di importanza ricoperta dal settore terziario nell’economia di Viano suggerisce l’opportunità di cogliere gli andamenti delle principali attività di servizi presenti nel Comune (Tab. 11.15). Al 2001 si contano 190 unità locali e 344 addetti operanti nel terziario. Nel corso del decennio 1991-2001 le attività del terziario hanno subito una contrazione: le unità locali sono cresciute di una unità ma gli addetti sono diminuiti del 10,9%. 215 Tabella 11.15 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti 9 8 58 19 8 13 28 20 Attività di commercio e ristorazione Trasporti terrestri; trasporti mediante condotte 94 29 Attività di trasporti Poste e telecomunicazioni Intermediazione monetaria e finanziaria Attività ausiliarie dell'intermediazione finanziaria Attività immobiliari Addetti variazione assoluta variazione assoluta 1991 2001 -1 5 -30 1 16 8 94 48 13 25 41 44 -3 17 -53 -4 69 26 -25 -3 166 34 123 38 -43 4 29 4 4 0 8 26 3 4 5 8 -3 -1 0 5 0 34 9 13 0 22 38 7 19 5 12 4 -2 6 5 -10 Attività di intermediazione Noleggio di macchinari e attrezzature Informatica e attività connesse Altre attività professionali ed imprenditoriali (consulenza legale, fiscale, contabile, studi di mercato…) 16 2 3 20 1 5 4 -1 2 44 2 16 43 1 13 -1 -1 -3 13 30 17 14 40 26 Attività di servizi alle imprese Pubblica amministrazione e difesa Istruzione Sanità e altri servizi sociali Smaltimento rifiuti Attività di organizzazioni associative Attività ricreative, culturali e sportive Altre attività dei servizi 18 2 9 8 0 0 6 7 36 3 5 9 2 3 11 6 18 1 -4 1 2 3 5 -1 32 26 57 14 0 0 3 10 54 25 28 8 14 3 0 8 22 -1 -29 -6 14 3 -3 -2 Pubblica amministrazione 32 39 7 110 86 -24 Totale complessivo 189 190 1 (+0,5%) 386 344 -42 (-10,9%) Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 I servizi, raggruppati in macroaree di attività, mettono in luce andamenti differenti. Le attività di commercio e ristorazione registrano una riduzione sia del numero di addetti (-26,6%), sia del numero di unità locali (-26%). L’andamento della macroarea riflette l’andamento delle più specifiche attività che ne fanno parte, le quali mostrano tutte tassi di crescita negativi ad eccezione della sola attività di commercio all’ingrosso. Fra le attività del comparto spiccano l’attività di commercio al dettaglio e l’attività svolta da alberghi e ristoranti. La prima rappresenta il 14,7% delle unità di servizi presenti nel territorio al 2001 e il 12% circa degli addetti, mentre la seconda rappresenta il 10,5% delle unità e il 12,8% degli addetti. Terza per importanza all’interno della macroarea risulta essere l’attività di commercio all’ingrosso, che insieme al commercio al dettaglio spiega il 21% delle unità locali del settore terziario. Nel corso del decennio le due tipologie di commercio hanno evidenziato uno sviluppo differente: le unità locali del commercio all’ingrosso sono quasi raddoppiate, mentre le unità locali del commercio al dettaglio hanno si sono dimezzate. Il forte sviluppo dell’attività di commercio all’ingrosso ha avuto riflessi immediati sul numero di addetti, i quali nel corso del decennio si sono triplicati e al 2001 risultano pari al 7,3% circa del totale degli addetti del terziario. Parimenti, il commercio al dettaglio evidenzia una fase di forte arretramento nel numero di addetti in linea con la diminuzione delle unità locali. Gli addetti calano del 56,4% rispetto al 1991: l’incidenza di questa attività sul totale degli addetti del terziario passa dal 24,4% nel 1991 al 11,9% nel 2001. Le attività di trasporti vedono diminuire, nel corso del periodo, il numero di unità locali (-3), senza che ciò si traduca in una riduzione anche del numero di addetti, i quali sono anzi in leggera crescita (+4). Le attività di 216 intermediazione, invece, aumentano le proprie unità (+4) ma non i propri addetti (-1), venendo comunque a pesare di più sia sul numero complessivo di unità locali (dall’8,5% al 10,2%) che di addetti del settore (dall’11,4% al 12,5). La macroarea identificata come “attività di servizi alle imprese” riassume al proprio interno tutte quelle attività di supporto alle imprese quali il noleggio di macchinari, la ricerca e sviluppo, la consulenza legale, fiscale, contabile e informatica, gli studi di mercato, ecc… Questo insieme di attività cresce sia in termini di unità locali che di addetti: nel corso del decennio le unità raddoppiano arrivando a rappresentare il 19% delle unità totali di settore, producendo nel contempo una crescita occupazionale del 68,8% per un ammontare complessivo di 54 addetti, pari al 15,7% del numero complessivo di addetti del settore terziario. All’interno di questa area, ruolo fondamentale è attribuibile all’attività classificata come “altre attività professionali ed imprenditoriali”, nella quale sono comprese le attività di consulenza legale, fiscale, contabile, analisi e studi di mercato, ecc. Dal 1991 al 2001 le unità locali, così come gli addetti, sono più che raddoppiate: al 2001 queste attività assorbono circa il 12% del totale degli addetti del terziario collocandosi tra le attività di servizi principali del territorio comunale. 11.3.3 L’industria Le attività dell’industria contano, al 2001, 57 unità locali e 652 addetti. Nel corso del decennio 1991-2001 il numero di unità locali non ha subito variazioni, mentre il numero di addetti è cresciuto di 63 unità, pari a una crescita del 10,7%. Il ruolo centrale dell’industria nel territorio comunale, assorbendo il 59,7% degli addetti totali, mette in rilievo l’opportunità di approfondire l’esame delle varie attività che ne fanno parte (Tab. 11.16). Tabella 11.16 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001, variazione assoluta e variazione percentuale complessiva Unità Locali Attività 1991 2001 Altre industrie estrattive (pietra, argilla, ghiaia…) Addetti Variazione assoluta 1991 2001 Variazione assoluta 4 2 -2 11 4 Industrie alimentari e delle bevande 9 7 -2 22 29 7 Confezione di articoli di vestiario 6 1 -5 31 1 -30 Industria del legno 6 6 0 19 17 -2 Editoria, stampa e riproduzione 1 0 -1 1 0 -1 Fabbricazione prodotti chimici e fibre sintetiche 0 1 1 0 4 4 Fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 7 9 2 375 297 -78 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, escluse macchine e impianti 7 9 2 23 23 0 Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici 6 9 3 46 179 133 Fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici 6 6 0 46 66 20 Fabbricazione di apparecchi medicali 3 4 1 7 19 12 Fabbricazione di mobili 2 3 1 8 13 5 57 57 0 (0,0%) 589 652 63 (+10,7%) Totale industria -7 Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 La fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’attività che occupa il maggior numero di addetti, ben il 45,6% del totale del ramo di attività secondario. Nel decennio precedente il ruolo di questa attività dal punto di vista occupazionale era maggiore, come indicato da una quota di addetti pari al 60,6% nel 1991. Tale perdita di centralità nell’economia del Comune è avvenuta a seguito del taglio di 78 posti di lavoro, nonostante una crescita del numero di unità locali pari a 2 unità (+28,6%). Alla perdita di importanza 217 sotto il profilo occupazionale è corrisposto un aumento di quella detenuta dall’attività sul numero complessivo delle strutture produttive: l’incidenza delle unità attive nel comparto sul totale delle unità industriali è passata dal 12,3% al 15,8%. Questa attività, quindi, mantiene un ruolo predominante all’interno della struttura produttiva del Comune, assorbendo, nel 2001, il 27,2% del totale degli addetti di Viano. La fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici è la seconda attività per importanza nel territorio comunale: essa occupa il 27,5% degli addetti totali dell’industria, dopo un incremento dei propri addetti nel corso del decennio di quasi tre volte. Anche il numero di unità locali operanti nel comparto è cresciuto nel corso del periodo: esse sono incrementate di 3 unità in termini assoluti e della metà in termini percentuali. L’attività di fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici è anch’essa rilevante nell’economia comunale: essa occupa il 10% del totale degli addetti dell’industria e nel corso del decennio ha aumentato il numero di occupati del 43,5%, passando da 46 a 66 addetti. A seguire per importanza in termini di numero di addetti impiegati è l’attività svolta dalle industrie alimentari e delle bevande: esse occupano il 4,4% degli addetti del settore, ma nel periodo in esame esse hanno ridotto la propria incidenza sia sul numero complessivo di unità locali (dal 15,8% al 12,3%) sia sul numero complessivo degli addetti (dal 3,7% al 4,4%). La fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo è circa pari per importanza alle industrie alimentari; l’incidenza sugli addetti complessivi, che al 2001 è del 3,5%, risulta però in calo (nel 1991 era circa pari al 4%). Degne di nota infine sono la fabbricazione di apparecchi medicali e l’industria del legno: la prima occupa il 3% degli addetti dell’industria, per un totale di 19, mentre la seconda rappresenta il 2,6% degli addetti totali e ne impiega complessivamente 17. Le due attività mostrano trend di sviluppo differenti: la prima è in crescita sia per numero di unità (+1) che di addetti (+12), la seconda invece non espande le proprie unità produttive e recede nel numero di addetti (-2). In ultimo si sottolinea il drastico ridimensionamento del ruolo, all’interno dell’economia comunale, della confezione di articoli di vestiario e delle industrie estrattive. La prima perde la quasi totalità delle sue unità locali (-5) e dei suoi addetti (-30), operando sul territorio nel 2001 con una sola unità e un solo addetto. La seconda subisce anch’essa una riduzione consistente: le unità produttive si dimezzano (da 4 a 2) e così pure gli addetti (da 11 a 4). 11.3.4 Il settore della produzione di piastrelle di ceramica Alla luce di quanto emerso fino ad ora, risalta il ruolo centrale della fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, ed in particolare al suo interno si evidenzia l’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti: nel 2001 essa occupa il 27% degli addetti totali del comune di Viano. L’industria ceramica è presente nel territorio comunale fin dai primi anni ’60. Fra le imprese ceramiche attualmente operanti a Viano figurano Isla Tiles S.p.A, esistente da oltre vent’anni, e Ceramica Gresmalt S.p.A. Quest’ultima, sorta nel 1968 a Casalgrande dove si trova tuttora la sua sede principale, nel 1993 ha trasferito la propria produzione a Viano, nel quale detiene uno stabilimento. Dal 2001 nel territorio è anche attiva la divisione produttiva Eiffelgres di Iris Ceramica S.p.A. Sono inoltre presenti mediante propri siti produttivi Ceramiche Euro Tiles S.p.A. e Ceramica Valsecchia S.p.A. L’attività di produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con 295 addetti e 8 unità locali al 2001, ha quindi un ruolo importante nell’economia del Comune. Nel corso del periodo preso in esame l’attività mostra un andamento positivo per quanto riguarda le unità locali, che crescono del 33,3%, e negativo per quanto riguarda gli addetti, che diminuiscono quasi del 21% (Tab. 11.17). 218 Tabella 11.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: Unità locali e Addetti. Valori assoluti 19912001 Unità locali L'industria ceramica Addetti Classe addetti 1991 1 addetto 0 1 1 0 1 1 6-9 addetti 0 1 1 0 6 6 10-15 addetti 0 1 1 0 11 11 Variazione realtà di piccole dimensioni 0 3 3 0 18 18 20-49 addetti 4 2 -2 174 77 -97 4 2 -2 174 77 -97 50-99 addetti 1 3 2 64 200 136 100-199 addetti 1 0 -1 135 0 -135 Variazione realtà di grandi dimensioni 2 3 1 199 200 1 6 8 2 (+33,3%) 373 295 -78 (-20,9%) 337 370 33 (+9,8%) 20.840 20.710 -130 (-0,6%) 1,78% 2,16% 1,79% 1,42% Variazione realtà di medie dimensioni Totale Viano Totale Area Ceramica Quota percentuale di Viano sull’intera Area Ceramica 2001 variazione assoluta 1991 2001 variazione assoluta Fonte: Istat, censimenti dell’industria e dei servizi 1991-2001 Leggendo l’evoluzione recente del settore ceramico nel territorio di Viano, si colgono alcuni tratti fondamentali e tra questi: - un’espansione della base produttiva in termini di numero di unità locali (+2) e tuttavia una riduzione del fabbisogno di addetti all’interno del settore (-78); - il contributo crescente all’articolazione per unità produttive del distretto ceramico: la quota di unità localizzate nel Comune aumenta dall’1,8% al 2,2%; - il contributo negativo alla crescita delle possibilità di impiego offerte dal settore con la riduzione dell’incidenza sul numero complessivo di addetti dal 1,8% all’1,4%; - un processo di ristrutturazione della base produttiva con la diminuzione del numero di unità locali di medie dimensioni (20-49 addetti) e la comparsa sul territorio di unità di piccole dimensioni (1-19 addetti). Tale processo di frammentazione della struttura produttiva comporta un aumento di 2 unità locali e una perdita netta di 78 addetti; - uno sviluppo in termini di unità produttive e una contrazione in termini di addetti superiori a quelli medi registrati dall’area ceramica. 11.4 ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Il comune di Viano è situato nell’estremità ovest dell’area ceramica, in posizione distante dai comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, con i quali può essere identificato il cuore del distretto. Ciò nonostante, la sua appartenenza al territorio ha favorito il sorgere e lo svilupparsi al suo interno dell’industria ceramica, la cui origine ha geograficamente avuto luogo lungo l’asse Sassuolo-Fiorano. Al processo di trasformazione del tessuto economico locale si è accompagnata una serie di cambiamenti nella struttura demografica del Comune, fra i quali la crescita del numero di abitanti, che nel periodo compreso fra il 219 1981 e il 2001 è stata pari al 22,1%. La crescita della popolazione residente è stata conseguenza anche dell’afflusso di residenti provenienti dall’estero, i quali hanno rappresentato anche nuova forza lavoro in entrata nel territorio comunale. La popolazione ha inoltre mostrato livelli crescenti sia di alfabetizzazione che di istruzione, con la maggiore diffusione di titoli di studio di livello elevato (diploma di scuola media superiore e laurea). A tali positive dinamiche demografiche ha tuttavia corrisposto una diminuzione della percentuale di popolazione locale attiva e un tasso di occupazione contenuto. A questo riguardo è interessante sottolineare la scarsa (soprattutto se confrontata con altre realtà comunali del distretto) propensione della componente femminile all’ingresso sul mercato del lavoro, la quale non ha agevolato l’espansione del livello di attività della popolazione residente. Da territorio con un’economia a base rurale, Viano è divenuto nel tempo sede di varie iniziative imprenditoriali, sviluppando al suo interno diverse attività manifatturiere, fra le quali un ruolo predominate è ricoperto dall’industria ceramica. Ad arricchire il sistema economico locale concorre inoltre la produzione di numerosi servizi, molti dei quali si configurano come di supporto alla produzione manifatturiera. Tuttavia, l’importanza del settore terziario nell’ambito dell’economia comunale è andata riducendosi nel corso del tempo, sia con riferimento alla quota di unità detenute dal settore sul numero complessivo di quelle presenti nel territorio comunale, sia con riferimento al numero di addetti impiegati nella produzione di servizi sul totale degli addetti impiegati all’interno del Comune. L’industria ceramica locale apporta un contributo determinante al sostegno e allo sviluppo economico di questo territorio. Tale contribuito è fornito dal settore sia direttamente, sia per il tramite di altre attività industriali e di servizio la cui esistenza va a completamento e a supporto del ciclo produttivo della piastrella. Tuttavia, nel tempo, il comparto ha mostrato segni di debolezza, riducendo fortemente il numero dei propri addetti e dando inizio a una processo di frammentazione della base produttiva locale. Ciò fa presumere una progressiva diminuzione del grado di dipendenza dell’economia del comune di Viano dall’attività di produzione di piastrelle di ceramica, la quale al 2001 conta ancora 8 realtà produttive e offre occupazione a 295 addetti. 220 INDICE DELLE FIGURE Fig. 1.1 L’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 7 Fig. 1.2.a Area ceramica: unità locali per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001 p. 29 Fig. 1.2.b Area ceramica: addetti per ramo di attività. Valori percentuali al 1991 e al 2001 p. 30 Fig. 1.3.a Area ceramica: quota unità locali dell’industria ceramica per comune. Anni 1991e 2001 p. 39 Fig. 1.3.b Area ceramica: quota addetti dell’industria ceramica per comune. Anni 1991 e 2001 p. 40 Fig. 2.1 Il Comune di Sassuolo e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 47 Fig. 2.2 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 56 Fig. 2.3 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 57 Fig. 3.1 Il Comune di Fiorano Modenese e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 67 Fig. 3.2 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 76 Fig. 3.3 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 77 Fig. 4.1 Il Comune di Maranello e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 87 Fig. 4.2 Comune di Maranello e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 98 Fig. 4.3 Comune di Maranello e Area Cearamica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 98 Fig. 5.1 Il Comune di Formigine e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 107 Fig. 5.2 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 117 Fig. 5.3 Comune di Formigine e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 117 221 Fig. 6.1 Il Comune di Castelvetro di Modena e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 127 Fig. 6.2 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 138 Fig. 6.3 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 138 Fig. 7.1 Il Comune di Scandiano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 147 Fig. 7.2 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 156 Fig. 7.3 Comune di Scandiano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 157 Fig. 8.1 Il Comune di Casalgrande e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 167 Fig. 8.2 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 176 Fig. 8.3 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 177 Fig. 9.1 Il Comune di Castellarano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 187 Fig. 9.2 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 196 Fig. 9.3 Comune di Castellarano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 197 Fig. 10.1 Il Comune di Rubiera e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 205 Fig. 10.2 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 214 Fig. 10.3 Comune di Rubiera e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 215 Fig. 11.1 Il Comune di Viano e l’area sistema della produzione di piastrelle di ceramica p. 223 Fig. 11.2 Comune di Viano e Area Ceramica: quota addetti per rami di attività nel 2001 p. 232 Fig. 11.3 Comune di Viano e Area Ceramica: quota unità locali per rami di attività nel 2001 p. 233 222 INDICE DELLE TABELLE Tab 1.1 Area Ceramica: popolazione residente. Valori assoluti, variazione percentuale, incidenza sulla popolazione del distretto e flusso p. 9 Tab. 1.2 Area ceramica: popolazione distribuita per classi d’età. Valori assoluti negli anni 19811991-2001 e variazione assoluta 1981-2001 p. 10 Tab. 1.3 Area Ceramica: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 12 Tab. 1.4 Area Ceramica: quota di stranieri residenti per area di provenienza al 2001 p. 12 Tab. 1.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 13 Tab. 1.6.a Area ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 13 Tab. 1.6.b Popolazione e grado di istruzione a livello comunale e a livello distrettuale. Valori assoluti negli anni 1981,1991,2001 e variazione percentuale 1981-2001 p. 14 Tab. 1.6.c Area Ceramica: popolazione e grado di istruzione. Valori percentuali sulla popolazione comunale e sul distretto p. 15 Tab. 1.7.a Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti negli anni 1981, 1991, 2001 e variazione percentuale 1981-2001 p. 18 Tab. 1.7.b Area ceramica: popolazione per tipologia di titolo di studio. Variazione percentuale 1981-2001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto p. 19 Tab. 1.8.a Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio nel 2001. Valori assoluti e incidenza della popolazione in età superiore a 65 anni p. 20 Tab. 1.8.b Area Ceramica: popolazione priva di titolo di studio. Variazione percentuale 19812001 e contributo dei comuni alla variazione del distretto p. 20 Tab. 1.9 Area Ceramica: indici di istruzione della popolazione. Valore percentuale al 2001 p. 21 Tab. 1.10 Area ceramica: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti distrettuali negli anni 1981-1991-2001, variazioni percentuali e contributi percentuali dei singoli comuni del distretto p. 22 Tab. 1.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 24 Tab. 1.12.a Occupati per ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 25 223 Tab. 1.12.b Occupati per posizione professionale. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 26 Tab. 1.13 Area Ceramica: Addetti e Unità Locali. Valori assoluti e variazione assoluta e percentuale p. 27 Tab. 1.14 Area Ceramica: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 28 Tab. 1.15.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e variazione assoluta e percentuale p. 31 Tab. 1.15.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991 e 2001 e incidenza sul settore terziario p. 32 Tab. 1.16.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e variazione assoluta e percentuale p. 34 Tab. 1.16.b Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e incidenza sul settore secondario p. 35 Tab. 1.17.a Area Ceramica: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 e incidenza sul settore secondario p. 37 Tab. 1.17.b Produzione di piastrelle e lastre ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti per classe dimensionale. Valori assoluti 1991-2001 p. 38 Tab. 1.17.c Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Dettaglio comunale. Valori assoluti 1991-2001 p. 38 Tab. 2.1 Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 49 Tab. 2.2 Comune di Sassuolo: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 50 Tab. 2.3 Comune di Sassuolo: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 50 Tab. 2.4 Comune di Sassuolo: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 50 Tab. 2.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 51 Tab. 2.6 Comune di Sassuolo: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 51 Tab. 2.7 Comune di Sassuolo: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 52 224 Tab. 2.8 Comune di Sassuolo: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 52 Tab. 2.9 Comune di Sassuolo: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 53 Tab. 2.10 Comune di Sassuolo: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 54 Tab. 2.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 54 Tab. 2.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 55 Tab. 2.13 Comune di Sassuolo e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 56 Tab. 2.14 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 57 Tab. 2.15 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 59 Tab. 2.16 Comune di Sassuolo: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 61 Tab. 2.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 63 Tab. 3.1 Comune di Fiorano Modenese: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 69 Tab. 3.2 Comune di Fiorano Modenese: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 69 Tab. 3.3 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 70 Tab. 3.4 Comune di Fiorano Modenese: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 70 Tab. 3.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 70 Tab. 3.6 Comune di Fiorano Modenese: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 71 Tab. 3.7 Comune di Fiorano Modenese: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 71 225 Tab. 3.8 Comune di Fiorano Modenese: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 72 Tab. 3.9 Comune di Fiorano Modenese: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 72 Tab. 3.10 Comune di Fiorano Modenese: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 73 Tab. 3.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 73 Tab. 3.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 74 Tab. 3.13 Comune di Fiorano Modenese e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 75 Tab. 3.14 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 76 Tab. 3.15 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 78 Tab. 3.16 Comune di Fiorano Modenese: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 80 Tab. 3.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 81 Tab. 4.1 Comune di Maranello: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 89 Tab. 4.2 Comune di Maranello: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 90 Tab. 4.3 Comune di Maranello: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 90 Tab. 4.4 Comune di Maranello: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 90 Tab. 4.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 91 Tab. 4.6 Comune di Maranello: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 91 Tab. 4.7 Comune di Maranello: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 92 226 Tab. 4.8 Comune di Maranello: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 92 Tab. 4.9 Comune di Maranello: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 93 Tab. 4.10 Comune di Maranello: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 94 Tab. 4.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 94 Tab. 4.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 95 Tab. 4.13 Comune di Maranello e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 96 Tab. 4.14 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 97 Tab. 4.15 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 99 Tab. 4.16 Comune di Maranello: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 101 Tab. 4.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 103 Tab. 5.1 Comune di Formigine: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 109 Tab. 5.2 Comune di Formigine: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 110 Tab. 5.3 Comune di Formigine: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 110 Tab. 5.4 Comune di Formigine: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 110 Tab. 5.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 111 Tab. 5.6 Comune di Formigine: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 112 Tab. 5.7 Comune di Formigine: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 112 227 Tab. 5.8 Comune di Formigine: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 113 Tab. 5.9 Comune di Formigine: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 113 Tab. 5.10 Comune di Formigine: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 114 Tab. 5.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 114 Tab. 5.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 115 Tab. 5.13 Comune di Formigine e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 116 Tab. 5.14 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 116 Tab. 5.15 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 119 Tab. 5.16 Comune di Formigine: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 121 Tab. 5.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 122 Tab. 6.1 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 129 Tab. 6.2 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 129 Tab. 6.3 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 130 Tab. 6.4 Comune di Castelvetro di Modena: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 130 Tab. 6.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 130 Tab. 6.6 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 131 Tab. 6.7 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 131 228 Tab. 6.8 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 132 Tab. 6.9 Comune di Castelvetro di Modena: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 132 Tab. 6.10 Comune di Castelvetro di Modena: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 133 Tab. 6.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 134 Tab. 6.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 135 Tab. 6.13 Comune di Castelvetro di Modena e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 136 Tab. 6.14 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 137 Tab. 6.15 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 139 Tab. 6.16 Comune di Castelvetro di Modena: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 141 Tab. 6.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 143 Tab. 7.1 Comune di Scandiano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 149 Tab. 7.2 Comune di Scandiano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 149 Tab. 7.3 Comune di Scandiano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 150 Tab. 7.4 Comune di Scandiano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 150 Tab. 7.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 150 Tab. 7.6 Comune di Scandiano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 151 Tab. 7.7 Comune di Scandiano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 151 229 Tab. 7.8 Comune di Scandiano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 152 Tab. 7.9 Comune di Scandiano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 152 Tab. 7.10 Comune di Scandiano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 153 Tab. 7.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 153 Tab. 7.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 154 Tab. 7.13 Comune di Scandiano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 155 Tab. 7.14 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 156 Tab. 7.15 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 158 Tab. 7.16 Comune di Scandiano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 160 Tab. 7.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 161 Tab. 8.1 Comune di Sassuolo: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 169 Tab. 8.2 Comune di Casalgrande: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 169 Tab. 8.3 Comune di Casalgrande: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 170 Tab. 8.4 Comune di Casalgrande: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 170 Tab. 8.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 170 Tab. 8.6 Comune di Casalgrande: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 171 Tab. 8.7 Comune di Casalgrande: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 171 230 Tab. 8.8 Comune di Casalgrande: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 172 Tab. 8.9 Comune di Casalgrande: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 172 Tab. 8.10 Comune di Casalgrande: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 173 Tab. 8.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 173 Tab. 8.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 174 Tab. 8.13 Comune di Casalgrande e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 175 Tab. 8.14 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 176 Tab. 8.15 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 178 Tab. 8.16 Comune di Casalgrande: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 19912001 p. 180 Tab. 8.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 182 Tab. 9.1 Comune di Castellarano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 189 Tab. 9.2 Comune di Castellarano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 189 Tab. 9.3 Comune di Castellarano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 190 Tab. 9.4 Comune di Castellarano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 190 Tab. 9.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 190 Tab. 9.6 Comune di Castellarano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 191 Tab. 9.7 Comune di Castellarano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 191 231 Tab. 9.8 Comune di Castellarano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 192 Tab. 9.9 Comune di Castellarano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 192 Tab. 9.10 Comune di Castellarano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 193 Tab. 9.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 193 Tab. 9.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 194 Tab. 9.13 Comune di Castellarano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 195 Tab. 9.14 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 196 Tab. 9.15 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 198 Tab. 9.16 Comune di Castellarano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 19912001 p. 199 Tab. 9.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 201 Tab. 10.1 Comune di Rubiera: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 207 Tab. 10.2 Comune di Rubiera: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 207 Tab. 10.3 Comune di Rubiera: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 208 Tab. 10.4 Comune di Rubiera: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 208 Tab. 10.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 208 Tab. 10.6 Comune di Rubiera: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 209 Tab. 10.7 Comune di Rubiera: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 209 232 Tab. 10.8 Comune di Rubiera: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 210 Tab. 10.9 Comune di Rubiera: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 210 Tab. 10.10 Comune di Rubiera: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 211 Tab. 10.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 211 Tab. 10.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 212 Tab. 10.13 Comune di Rubiera e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 213 Tab. 10.14 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 214 Tab. 10.15 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 216 Tab. 10.16 Comune di Rubiera: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 217 Tab. 10.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 219 Tab. 11.1 Comune di Viano: popolazione residente e confronto con la Provincia di Modena. Valori assoluti e variazioni percentuali p. 225 Tab. 11.2 Comune di Viano: popolazione distribuita per classi di età. Valori assoluti p. 225 Tab. 11.3 Comune di Viano: stranieri residenti. Valori assoluti e flusso migratorio p. 226 Tab. 11.4 Comune di Viano: stranieri residenti per area di provenienza. Valori assoluti e percentuali p. 226 Tab. 11.5 Presenza degli stranieri residenti nell’area della ceramica. Valore percentuale al 2001 p. 226 Tab. 11.6 Comune di Viano: popolazione e grado di istruzione. Valori assoluti e percentuali p. 227 Tab. 11.7 Comune di Viano: popolazione per tipologia di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 227 233 Tab. 11.8 Comune di Viano: popolazione priva di titolo di studio. Valori assoluti e variazione percentuale p. 228 Tab. 11.9 Comune di Viano: indici di istruzione della popolazione divisa per sesso. Valore percentuale al 2001 p. 228 Tab. 11.10 Comune di Viano: popolazione attiva e non attiva. Valori assoluti e percentuali p. 229 Tab. 11.11 Area ceramica: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione. Valori percentuali al 2001 p. 229 Tab. 11.12 Occupati per posizione nella professione e ramo di attività economica. Valori assoluti e percentuali al 2001 p. 230 Tab. 11.13 Comune di Viano e Area Ceramica: Unità Locali e Addetti. Valori assoluti e variazione percentuale p. 231 Tab. 11.14 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti per rami di attività. Valori assoluti e percentuali p. 231 Tab. 11.15 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nel terziario. Valori assoluti 1991-2001 p. 234 Tab. 11.16 Comune di Viano: Unità Locali e Addetti nell’Industria. Valori assoluti 1991-2001 p. 235 Tab. 11.17 Produzione di piastrelle e lastre di ceramiche per pavimenti e rivestimenti: unità locali e addetti. Valori assoluti 1991-2001 p. 237 234