Analisi degli effetti delle azioni di mobilità LEONARDO DA VINCI su giovani occupati e in formazione, nonché dell’incidenza di fattori socioeconomici. Sintesi dei dati dell’inchiesta condotta su incarico della Commissione Europea -Direzione Generale Istruzione e Cultura – da WSF Wirtschafts- und Sozialforschung (Kerpen, 15 maggio 2007) Seminario Progetti Approvati -Annualità di Selezione 2009 Roma, 8 settembre 2009 Centro Congressi Cavour Premessa Il programma LEONARDO DA VINCI (LdV) è uno dei principali programmi comunitari per la promozione della cooperazione nel settore della formazione professionale. Tende a incrementare la mobilità transnazionale dei giovani in formazione e a produrre innovazione nel campo dell’istruzione e della formazione professionale. Il programma è inoltre chiamato a contribuire alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona e al processo di Copenaghen, oltre a sensibilizzare i cittadini su tematiche europee. Nel novembre 2006, la Commissione europea ha incaricato l’istituto di studi socioeconomici Wirtschafts- und ozialforschung (WSF) di realizzare uno studio dal titolo “Analisi degli effetti delle azioni di mobilità LEONARDO DA VINCI su giovani occupati e in formazione, nonché dell’incidenza di fattori socioeconomici”. Universo di riferimento dell’indagine (2000-2006) • 371.000 partecipanti, in prevalenza giovani. • 27 Stati membri dell’Unione europea e Turchia, Norvegia, Liechtenstein e Islanda. • Partecipanti per tipologia (studenti esclusi): Giovani lavoratori 25% Tirocinanti in formazione 75% • Partecipanti per genere (studenti esclusi): Uomini Donne 46% 54% Il campione d’indagine Da gennaio a marzo 2007 sono stati interpellati i partecipanti alle azioni di mobilità degli anni 2004 e 2005. Hanno risposto 8.397 persone tasso di risposta del 35,2%. L’elevata percentuale di risposta e il grande numero di questionari compilati assicurano che dall’analisi possono essere tratte affermazioni considerabili rappresentative e generalizzate. 4 5 6 • Condizione precedente al soggiorno all’estero 75%- Partecipanti in fase di formazione professionale 13%- Partecipanti che esercitavano un’attività lavorativa 12% -Partecipanti in fase di formazione permanente (6%) o disoccupato (6%). • Background migratorio Poco meno del 18% di tutti i partecipanti • Grado di istruzione (circa da uno a due anni dopo l’azione) • 8% - diploma professionale di un’impresa di formazione; 25% -diploma professionale scolastico; 6% - diploma di scuola secondaria superiore a indirizzo tecnico; 16% - diploma universitario; 10% - laurea; … solo il15% non aveva (ancora) concluso la formazione professionale; Durata esperienza all’estero 49% 43% 7% inferiore ai due mesi; fra i due e i sei mesi; più di sei mesi. Partecipanti in fase di formazione professionale 12% 13% Partecipanti che esercitavano un’attività lavorativa Partecipanti in fase di formazione permanente (6%) o disoccupato (6%). 75% 8 n.c. 10% non aveva (ancora) concluso la formazione professionale 15% diploma professionale di un’impresa di formazione 8% diploma professionale scolastico 25% laurea 10% diploma universitario 16% diploma di scuola secondaria superiore a indirizzo tecnico 16% 9 DA VINCI sui partecipanti • Condizioni economiche dei partecipanti 26% prevalentemente buone; 47% soddisfacenti; 27% ha indicato una situazione personale non soddisfacente. • Dimensione dello “svantaggio”: 18% dei Partecipanti in situazione svantaggiata, di cui il 5% è gravemente svantaggiato. • Settori economici di provenienza dei partecipanti che lavoravano o seguivano una formazione in azienda prima dell’esperienza di mobilità (prevalentemente dal settore dei servizi) I partecipanti del settore manifatturiero sono sottorappresentati; la percentuale relativa al comparto turistico e al settore dell’istruzione è sovrappresentata; • La distribuzione dei partecipanti nei paesi ospitanti non è assolutamente corrispondente alla distribuzione nei paesi di origine. 11 Regno unito (sovrarappresentato) invia il 6% del totale; ospita il 24% del totale. Germania (sottorappresentato) invia il 18% del totale; ospita il 12% del totale. Francia (sottorappresentato) invia l’11% del totale; ospita il 4,5% del totale. Italia invia il 10% del totale; ospita solo il 5,6% del totale. 12 13 • Cosa rappresenta in partenza la partecipazione al Programma LdV: 75% una componente importante della propria formazione; 14% perfezionamento professionale; 11% parte integrante di un programma di formazione continua dell’impresa presso cui i giovani erano impiegati. La motivazione dei partecipanti appare straordinariamente elevata, un fattore corroborato anche dal fatto che solo l’1% dei partecipanti al sondaggio ha interrotto prematuramente il proprio soggiorno all’estero. • Le motivazioni addotte dai partecipanti lasciano supporre che queste esperienze promettano soprattutto miglioramenti nell'ambito sociale e interculturale nonché nel campo delle competenze linguistiche. • I partecipanti si aspettano migliori possibilità nel mercato del lavoro dopo la conclusione del soggiorno all’estero. • Sviluppare strutture di studio specifiche e individuali. (Il programma LdV fornisce un notevole sostegno a questo processo di sviluppo, e anche l’organizzazione della mobilità sotto forma di progetto contribuisce al raggiungimento di tale obiettivo). Criticità e punti di forza 15 • La preparazione dei partecipanti 77% dei partecipanti è stato preparato adeguatamente. – In alcuni paesi, quali l’Italia (32%), si registra un’assenza di preparazione superiore alla norma: si tratta pertanto di una situazione suscettibile di miglioramenti (Portogallo 43% Spagna 41%) – Solo il 55% degli interpellati l’hanno giudicata buona o molto buona. La preparazione della misura di mobilità influisce positivamente sui partecipanti e sulla loro carriera. È importante che i contenuti linguistici, culturali, pratici e pedagogici si integrino tra loro. Inoltre è risultato vantaggioso effettuare la preparazione, almeno in parte o in maniera integrativa, in una struttura esterna (scuola di lingue, enti di formazione permanente, ecc.). • La selezione dei partecipanti Si fondano sovente su una “selezione dei migliori“. Tale procedura è stata citata dal 43% degli interpellati, ma i dati dell’analisi non consentono di determinare quali siano i criteri posti dagli enti di provenienza o dai paesi di invio per la “scelta del migliore”, ad esempio il rendimento scolastico o professionale o particolari attitudini. Tali questioni dovrebbero essere analizzate intervistando i promotori delle azioni di mobilità. 16 • Campo organizzativo saldo complessivo delle percentuali positive e negative: 35% L’idoneità dell’ente ospitante è stata giudicata modesta (34%). L’idoneità alloggio è stata giudicata modesta (33%). Il sostegno nel corso del tirocinio all’estero, da parte dell’ente di provenienza e di quello ospitante, è considerato dai partecipanti mediocre (32%). Le apparecchiature tecniche presenti nelle strutture formative sono state inferiori alle aspettative dei partecipanti (19%). I partecipanti avrebbero voluto incidere maggiormente sui contenuti del proprio tirocinio (21%). • Eccessiva brevità del soggiorno (48%) • Sostegno finanziario talvolta insufficiente. I mezzi messi a disposizione per il soggiorno dei giovani da parte del programma LdV in genere non bastano a sostenere i costi complessivi del soggiorno: tuttavia il 42% dei partecipanti alla mobilità ha finanziato il proprio soggiorno esclusivamente con i mezzi forniti dal programma LdV. 17 • Secondo il giudizio dei partecipanti, i principali punti di forza sono: – la possibilità di migliorare la conoscenza della lingua straniera (75%), – la possibilità di recarsi all’estero (64%), – la possibilità di fare nuove esperienze (72%), – la possibilità di conoscere nuovi stili di vita (68%), – lo scambio interculturale (65%). • Soddisfazione dei partecipanti I partecipanti hanno espresso una valutazione estremamente positiva del loro periodo di mobilità: il 53% si è dichiarato molto soddisfatto e un ulteriore 34% lo ha apprezzato. Complessivamente, pertanto, l’esperienza ha soddisfatto l’87% dei rispondenti 18 • Gli effetti SULLE COMPETENZE riguardano specialmente competenze a livello personale e sociale (cosiddette competenze trasversali). • Si riscontra una grande utilità non solo per i partecipanti, ma anche per i datori di lavoro. • Le misure contribuiscono ad agevolare gli obiettivi centrali dell’UE come l’apprendimento permanente, l’aumento delle capacità di adattamento e delle capacità interculturali e la crescita comune dell’Europa. • Poiché i costi per ogni partecipante, circa 1.000 €, sono esigui in confronto ad altri strumenti, al programma LEONARDO DA VINCI può essere attribuita un’elevata efficacia ed efficienza. Stando alle valutazioni e alle esperienze degli esperti, il programma LdV rientra tra i programmi comunitari più efficaci ed efficienti e contiene un valore aggiunto europeo. È auspicabile pertanto un incremento dell’offerta di opportunità di tirocinio all’estero, come previsto nel programma di formazione permanente. 19 1. Aumentare la quantità e la qualità della preparazione. È stata dimostrata l'efficacia di condurre la preparazione in parte in strutture esterne. 2. Aumentae il coinvolgimento di aziende, in particolare le piccole e medie imprese, che sono finora sottorappresentate in qualità di enti di provenienza. Le Agenzie nazionali per il programma di apprendimento permanente devono pertanto aumentare i propri sforzi per raggiungere meglio questo. Poiché soprattutto le piccole e medie imprese sono in parte oberate dalle formalità burocratiche relative alle richieste, gli ordini e le associazioni professionali dovrebbero essere scelti come collaboratori. Ciò potrebbe inoltre contribuire a superare l’ostacolo della struttura finora relativamente poco equilibrata dei comparti economici dai quali provengono i partecipanti. Attualmente i partecipanti provenienti dai settori dei servizi, soprattutto turismo e istruzione/educazione, sono sovrarappresentati, mentre quelli provenienti dall’industria manifatturiera e dall’artigianato sono sottorappresentati. 20 3. Intensificare il monitoraggio delle procedure di “Selezione dei partecipanti” L’obiettivo dovrebbe essere il rilevamento dei criteri applicati a tale selezione, per essere certi che partecipino non ad es. i migliori a livello scolastico, bensì coloro ritenuti più adatti alle misure di mobilità. 4. Coinvolgere più “soggetti svantaggiati” Devono essere presi maggiormente in considerazione. Tali gruppi destinatari necessitano tuttavia una preparazione particolarmente intensa e soprattutto un monitoraggio durante il tirocinio, inoltre nei paesi partecipanti devono essere sviluppati strumenti e procedure atte ad avvicinare i giovani svantaggiati e meno motivati a un possibile soggiorno all’estero in modo graduale e mirato. 5. Migliorare la gestione della “Certificazione” • i certificati di tirocinio o di frequenza non sono sufficienti in quanto i datori di lavoro generalmente non possono valutarne il valore reale. si avverte la necessità di comunicare il valore dell’EUROPASS ai datori di lavoro. Inoltre l'obiettivo dovrebbe essere quello di fornire a tutti i partecipanti un certificato riconoscibile quale attestato di formazione o di perfezionamento professionale o che dia al (potenziale) datore di lavoro chiare indicazioni in merito alle competenze e abilità acquisite durante l’azione di mobilità. • • 21 6. Aumentare la durata dei tirocini L’utilità della mobilità per i partecipanti aumenta con l’aumentare della durata della misura, soprattutto l’utilità in ambito professionale specializzato. Ipotesi del “modello a due fasi”: 1. 2. 7. una prima misura di mobilità di circa tre mesi, durante la quale vengono incrementate in particolare le competenze personali e sociali; un secondo momento di più lunga durata (da 6 a 12 mesi) che servirebbe a incrementare invece le competenze professionali specializzate. Intensificare la cooperazione e il coordinamento con gli amministratori del FSE al fine di creare effetti sinergici ed evitare un’inutile situazione concorrenziale tra i due dispositivi (Per le Agenzie Nazionali) Nel periodo di programmazione 2007–2013 saranno previsti, nell’ambito del Fondo sociale europeo (FSE), cospicui finanziamenti a sostegno delle misure transnazionali. Tali fondi dovrebbero essere nettamente superiori al bilancio sinora stanziato per il programma LEONARDO.. Un tale coordinamento potrebbe rivelarsi utile anche per l’attuazione del modello a due fasi citato al punto precedente. 22 Fine Grazie per l’attenzione !!! 23