Anno XLII - MARZO 2015 - Una copia Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere. (Aldo Moro) 3,00 3/2015 w w w. i l f i e r a m o s c a . i t Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) Art. 1 Comma 1 - CNS BA Foto: Milillo Mensile di cultura, informazione e attualità Pietro Mennea sulla pista di Barletta Pietro Mennea La freccia del sud il 29 e 30 marzo su (Ci siamo anche noi…) Mennea il libro, la fiction, il monumento Nuova (FOTORUDY) (FOTORUDY) 9 9 Due consigli comunali in bianco, la ripresa nel terzo, come se nulla fosse accaduto. Durerà? 11 Una “lectio” priva di attestazioni documentali ostile alla città e alla sua tradizione storico-folcloristica 25 29 Chiesa Ripresi i lavori dell’assemblea sinodale Giustizia Relazione del presidente del Tar Puglia dott. Corrado Allegretta 31 Stato La presidenza Mattarella di Gaetano Nanula Regione Piano Paesaggistico: un anno per l’adeguamento di Stefania Patella Piano Paesaggistico Territoriale Regionale di Filippo Caracciolo 33 Porto Il porto di Barletta: la musica non cambia di Pasquale Pedico 35 Crollo di via Roma Triangle (un possibile 8 marzo) di Carmen Palmiotta Lettera aperta Lettera aperta di Stefano Bianco a Mattarella: auguri a nome dei vecchi amici della DC pugliese 36 Ricordo Aldo Ciccolini, il maestro che suonava col pensiero di Francesco Lotoro Il momento politico Avvisaglie di una crisi… rientrata di Renato Russo 16 10 Ricordo Il 29 e 30 marzo Mennea in TV nella fiction di Ricky Tognazzi di Raffaella Delpiano 18 Ambiente “Borghi e terre d’Ofanto” di Ruggiero Mennea 11 Disfida di Barletta Victor, una discutibile ricostruzione della sfida di Renato Russo 19 20 13 Vita amministrativa Premiato il Comune di Barletta per l’alta percentuale della raccolta differenziata 14 15 Urbanistica La ripartenza del PUG di Barletta di Stefania Patella Barletta: il punto sui lavori pubblici di Francesco Dipalo 21 23 2129 Piano Paesaggistico Territoriale Regionale favorisce la pianificazione e lo sviluppo del territorio Provincia Bat La BAT alla BIT di Milano. Le iniziative di valorizzazione e promozione del territorio In libreria Ricordo di Palumbieri: un esperto promotore del nostro turismo culturale di Renato Russo 29 4 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 3/2015 (FOTORUDY) 29 Ricordo di Vittorio Palumbieri: un esperto promotore del nostro turismo culturale 45 Teatro Stefania Fratepietro: cantante, attrice e ballerina. Poco nota a Barletta, cospicuo il suo curriculum nazionale 47 Premio Cartolina Fieramosca d’Oro La Fidapa alla Sala Rossa 25o “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro” di Marilena Colucci Enigmistica Cruciverba simmetrico con riferimento a Barletta di Franco Lamonaca 48 Scuola I.C. “Mennea”: Ascolto… dunque canto, canto… dunque amo I.C. “Musti-Dimiccoli”: Presentato il progetto “Aula 2.0” S.E. “Sacro Cuore”: La Shoah… con gli occhi dei bambini 49 51 Sport Cargraphik Half Marathon. Grande partecipazione di atleti alla seconda edizione 36 Con la morte di Aldo Ciccolini, è scomparso uno dei più grandi pianisti di Pasquale Iannone 37 Caro amico ti scrivo, ricordo e ricordi di Manrico Gammarota di Carmen Palmiotta 38 40 42 43 43 35 Triangle. New York 1911-Barletta 2011: storie di donne, di lavoro nero, di morte Questo mese libri Ebraismo Lech Lechà Purìm Galà dello Sport al Curci passerella per 100 campioni L’angolo della poesia 8 marzo festa della donna Profumo di donna Memoria Gli anelli della catena All’olmo generoso 40 6 7 8 26 52 La Fidapa ha festeggiato la 25a edizione del Concorso “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro” RUBRICHE Lettere al direttore - Perché gli assessori non informano i cittadini del loro operato? - Quel distacco fra popolo e politica - Quella palazzina su viale degli Ammiragli Casardi - A proposito della cittadinanza di Alfredo Reichlin - Il trabucco di Barletta - La Capitaneria di Porto. Quando? - Lotoro protagonista al S. Cecilia - Sulla interpretazione della Disfida da parte del Centro Studi Normanno Svevi - Il maestro Lotoro da Stoccolma - Non si può dileggiare la fede altrui! In città Notizie in breve Vernacolo I pisce allanòute di Carmelina Dimastromatteo TEKNO FILATI Srl FILATI CUCIRINI E ACCESSORI PER CALZATURE Barletta - BT Via Callano 163 int. 56 t. 0883 347 831 f. 0883 347 832 [email protected] MARZO 2015 IL FIERAMOSCA 5 Lettere al direttore www.ilfieramosca.it e-mail [email protected] [email protected] [email protected] Anno XLII - MARZO 2015 - Una copia 3,00 3/2015 Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere. (Aldo Moro) w w w. i l f i e r a m o s c a . i t Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) Art. 1 Comma 1 - CNS BA Foto: Milillo Mensile di cultura, informazione e attualità Pietro Mennea sulla pista di Barletta Pietro Mennea La freccia del sud il 23 e 24 marzo su (Ci siamo anche noi…) Mennea il libro, la fiction, il monumento n° 3 - marzo 2015 anno XLII Direttore responsabile RENATO RUSSO Spedizione in abbonamento postale 45% Registrazione presso Tribunale di Trani n. 140 del 1-3-1975 Stampa in proprio su carta ecologica riciclata Symbol Freelife Satin Direzione, Redazione e Amministrazione Editrice Rotas s.r.l. 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Mi sorprende soprattutto il fatto che a capo della nostra città sia un giornalista che questi problemi di comunicazione conosce benissimo. Perché allora tanta incuranza? Abbiamo ragione noi cittadini di diffidare di una classe politica sempre più insensibile a quello che pensa l’opinione pubblica? Antonio Damato Caro Antonio, tu hai ragione, ma questa è una vecchia storia, anche negli anni passati e nelle passate amministrazioni accadeva la stessa cosa. Forse per indolenza, per mancanza di tempo, ma credo soprattutto per scarsa dimestichezza col mezzo della comunicazione che i nostri amministratori manchino nel dovere di informazione. Questo mese abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici Francesco Dipalo che informa la città dello stato di attuazione dei lavori pubblici. Frattanto l’assessore si è dimesso, ma noi pubblichiamo lo stesso la rendicontazione delle opere pubbliche messe in cantiere perché molto interessanti. Quel distacco fra popolo e politica Senza che ce ne accorgessimo, lentamente dobbiamo prendere atto del progressivo distacco che si è venuto a creare fra popolo e politica. Ricordo ancora distintamente quando i partiti esponevano i propri programmi sulla piazza attraverso i propri candidati, sia a livello parlamentare che a livello locale, in occasione di elezioni politiche e consultazioni amministrative. E c’era una più umana conoscenza dei propri rappresentanti. Per esempio, a Barletta, per la DC Peppino Palmitessa, Michele Tupputi, Gabriele Lionetti; per il PCI Domenico Borraccino, Michele Borraccino; per il PSI Donato Paparella, Franco Borgia; per il PLI la famiglia Cassandro, la signora Cassandro Sernia e il nipote Giovanni; per il PRI Carlo Borgia e Sabino Pastore; per il MSI Andrea Gissi, Ettore Bergamaschi, Carmine Di Paola… Modesti contatti con l’elettorato, specialmente attraverso la TV locale e la stampa (quotidiano “Gazzetta” e il vostro mensile), contatti modesti ma più accessibili, e poi la politica si capiva di più, per noi elettori era più accessibile ma anche più umana in un rapporto più ravvicinato. Francamente oggi noi non conosciamo i nostri consiglieri comunali come ignoriamo chi sono i nostri assessori, né si conoscono i programmi dell’Amministrazione ma ci limitiamo a prendere atto della profonda distanza che ci separa dalla nostra politica cittadina. L’unica cosa diversa, che non dà adito ai dubbi, è la constatazione che qualcosa non va nelle alte sfere quando siamo informati che il Consiglio Comunale è saltato per la mancanza del numero legale… E il sindaco? gli assessori? li sentiamo lontani dal popolo, come se fossero amministratori di un’altra città… Giuseppe Filannino Quella palazzina su viale degli Ammiragli Casardi Io sono abbastanza giovane e non ricordo della esistenza di una palazzina che sorgeva lungo viale degli Ammiragli Casardi. Mi dicono che tanti anni fa fu fatta la proposta di abbatterla come quella Feltrinelli. Quest’ultima fu salvata, la prima no. Ne conservate una foto? A cosa era adibita? Pasquale Gorgoglione La palazzina era adibita a stazioncina ferroviaria di collegamenti tra le industrie barlettane e il porto. Michele Chieco, Barletta, ex stazione ferroviaria marittima, 1988 olio su masonite (34x24 cm) MARZO 2015 Lettere al direttore A proposito della cittadinanza di Alfredo Reichlin Preg.mo Direttore, il Consiglio Comunale di venerdì 30 gennaio scorso ha approvato all’unanimità la delibera, avanzata dal Sindaco, padre Melchiorre (… in vita) e la madre Maria Giuseppa Muratori risiedevano a Napoli. Infine Pietro Reichlin, nato a Portici il 13 ottobre 1898, e padre dell’Onorevole, porta il nome del nonno materno e cioè Pietro Parlender. Con stima. Michele Grimaldi Il trabucco di Barletta per il conferimento della cittadinanza onoraria all’on. Alfredo Reichlin, prossimo a compiere 90 anni. La motivazione della proposta di cittadinanza onoraria all’on. Reichlin ricorda che “sin dalla giovane età, dopo aver lasciato Barletta con la famiglia per Roma, si è battuto per gli ideali di libertà e di democrazia e con autorevolezza ha sempre sostenuto la causa del riscatto del Mezzogiorno onorando le sue origini nella città della Disfida. Dopo aver letto attentamente l’intervento dell’on. Alfredo Reichlin, unico della sua famiglia “barlettano purosangue” essendo nato nella Città della Disfida il 26 giugno 1925, il quale precisava luoghi e situazioni riferiti agli antenati, ho pensato fosse stato mio dovere puntualizzare su alcuni passaggi riportando qualche “fatto” ricavato da documenti ufficiali, come l’atto di matrimonio. L’atto di matrimonio contratto da Alfredo Giuseppe Reichlin con la signora Nicoletta Maria Parlender (altra “Barlettana” la cui famiglia non è di origine “Barlettana” ma proviene dall’antica Ragusa l’attuale Dubrovnik in Croazia) il 18 agosto 1886. Dalla lettura dell’atto risulta chiaro che la nazionalità del Reichlin è svizzera (proviene da Angri), la professione è negoziante e il MARZO 2015 Carissimo direttore, ho letto con grande piacere la lettera che il consigliere Regionale Filippo Caracciolo ha scritto nell’ultimo numero de “Il Fieramosca” riguardante il ripristino del nostro trabucco sul molo di Levante, in quanto già tanto tempo fa io ne descrissi la necessità del ripristino anche su “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Ritorno a parlare del nostro trabucco in quanto a Brindisi, dove io abito, molti miei amici me lo ricordano perché, ben sapendo che a Barletta vi era un trabucco, fecero una visita alla città e constatarono l’abbandono di esso e rimasero delusi annotando, e a ragione, che il trabucco, essendo un manufatto storico e che è l’unico tra Vasto e Barletta, è un’ottima attrattiva turistica per la città. Ora, poiché recentemente è stato approvato dalla Regione Puglia il Disegno di Legge per il ripristino dei trabucchi, sarebbe opportuno che il Consigliere Regionale Caracciolo, di cui apprezzo la vivacità e serietà dei suoi interventi sia in Consiglio comunale a Barletta che in quello Regionale nei vari problemi, segua con pervicacia l’iter di questo disegno di legge e spinga per Barletta. E, come conclude “Il Fieramosca” nell’ultimo numero, speriamo che per il nostro trabucco non sia troppo tardi per un intervento restauratore. Gabriele Iorio La Capitaneria di Porto. Quando? Ricordo qualche anno fa di aver partecipato, come ex marinaio, a una cerimonia al porto di Barletta durante la quale il sindaco Maffei e l’ammiraglio De Tullio, e tanti altri personaggi della nostra politica, annunciarono solennemente che il porto di Barletta era stato promosso a Capitaneria, sullo stesso piano di Molfetta, e che la sede sarebbe stata l’ex mercato del pesce, lì nei pressi, allora in uno stato di completo abbandono. Allora come ora! Perché non è cambiato nulla, e ogni volta che passo là davanti, mi prende la tristezza di una bella promessa non mantenuta. Lettera firmata Lotoro protagonista al S. Cecilia di Roma Caro direttore, a quanto pubblicato nel precedente numero, circa il concerto musicale “Tutto ciò che mi resta”, svoltosi presso l’Auditorium di Santa Cecilia a Roma, lunedì, 26 gennaio scorso, per il “Giorno della Memoria”, di cui è stato grande protagonista il nostro caro M° Francesco Lotoro, con la esecuzione di brani di musica “concentrazionaria” da lui recuperati in varie parti d’Europa e altri continenti, a sottolineare l’importanza di tale evento, è bene aggiungere pure che tutta la manifestazione è stata trasmessa in televisione sul canale 23 di Rai5 ed ha avuto anche alcuni collegamenti con l’altro canale nazionale di RaiNews24. Nel corso del programma, Lotoro è stato anche intervistato e molto applaudito. All’uopo, mi piace altresì evidenziare, che a Barletta c’è chi non lo ha ignorato già da marzo 2001, quando, presso la Sala Rossa del Castello, con la presenza dell’allora sindaco Salerno, al M° Francesco Lotoro veniva ufficialmente conferito il “Riconoscimento per l’Arte e la Cultura” del 21° “Premio Via Nazareth”. Franco Lamonaca Sulla interpretazione della Disfida da parte del Centro Studi Normanno-Svevi Sono stato a sentire due “lezioni” tenute dagli studiosi del Centro Studi Normanno-Svevi sulla Disfida di Barletta perché interessato dell’annuncio di nuove informazioni che ci avrebbero fatto riscoprire la Disfida e debbo francamente dire che sono restato molto deluso. Io sono un barlettano appassionato di storie locali e ne so abbastanza della famosa Sfida. Ebbene non ho appreso nulla di nuovo. Allora ho capito che non si tratta di cose nuove, ma di interpretazione di notizie vecchie. Sono restato francamente deluso dalla proposta di uno studioso che avrebbe scoperto che la Cantina non è quella originaria della Sfida e quindi andrebbe chiusa. Ma lo sapevamo che non era quella autentica, ma se si dovessero in Italia modificare tutte le tradizioni storiche, salterebbe almeno la metà delle nostre rievocazioni! Quanto all’iscrizione sulla Cattedrale, è contestata pure fra gli studiosi… Poi ho sentito una studiosa di paleografia. Bravissima, ma è un campo circoscritto a pochi esperti! Come si può pretendere di rifondare una nuova conoscenza della Disfida su aspetti specialistici, solo per gli addetti ai lavori? Che questi studiosi approfondiscano, va pure bene, ma senza pretendere di imporre un nuovo modo di conoscere la Disfida, ché ci sta bene quella che conosciamo tradizionalmente, una sintesi di storia autentica e di tradizione. Angelo Torre IL FIERAMOSCA 7 Lettere al direttore Il maestro Lotoro da Stoccolma Questa mia breve corrispondenza da Stoccolma (Svezia) dove sono stato due giorni con la troupe del film “Il Maestro” per incontrare (dopo anni di ricerche e difficili contatti) Hanus Weber, oggi 85enne e figlio della chitarrista e compositrice ebrea ceca Ilse Weber, gasata ad Auschwitz-Birkenau nell’ottobre 1944 con l’altro figlio Tommy. Prima di partire domenica scorsa da Barletta sono riuscito a prendere al volo il numero di febbraio de Il Fieramosca che ho regalato al regista del film, il franco-argentino Alexandre Valenti che vuole imparare meglio la lingua di sua nonna (siciliana trapiantata a Buenos Aires) e ringrazio di cuore la redazione dello spazio dedicato alle mie ricerche. Mi rincuora l’attenzione del nostro mensile cittadino verso questa ricerca molto faticosa ma umanamente e culturalmente gratificante. I più sinceri saluti. Francesco Lotoro Non si può dileggiare la fede altrui! Mostruose le uccisioni dei vignettisti francesi, ma è grave dileggiare il sentimento religioso altrui. Ancora di più se si pensa alla violenta reazione che questa gratuita irrisione può determinare in un popolo tradizionalmente violento. …Tanto più colpevole, a parer mio, quel dileggio, perché alimenta uno scontro di civiltà, di sentimento religioso, uno dei più profondi sentimenti dell’essere umano; e perché vuol dire alimentare un fondamentalismo laico non meno pericoloso di quello islamico. Ricordo quando qualche anno fa un giornale islamico riprodusse l’immagine della Madonna in una posa oscena. Ci fu un sentimento di disgusto e il biasimo venne da tutti, anche da coloro che cre- 8 IL FIERAMOSCA denti non erano. E perché dovremmo allora con tanta allegra disinvoltura sghignazzare del sentimento religioso altrui? Per me è incomprensibile. Ispirate da buon senso e moderazione le parole dettate da papa Francesco nel corso del suo volo verso Manila: “La religione - egli ha dichiarato - non può mai uccidere, non si può farlo in nome di Dio. Ma non si può neppure provocare, insultare, sbeffeggiare la fede altrui”. E poi, in tempi così drammatici come quelli che viviamo, quando basta un nonnulla per provocare stragi e distruzioni, queste vignette blasfeme (perché tali sono, non c’è dubbio! altro che libertà di satira!) non fanno che gettare benzina sul fuoco di una pericolosa intolleranza che in Medio Oriente conta già migliaia di vittime innocenti. Luigi Doronzo MARZO 2015 Il momento politico AVVISAGLIE DI UNA CRISI… RIENTRATA Due consigli comunali in bianco, la ripresa nel terzo, come se nulla fosse accaduto. Durerà? Il sindaco non ignori le forze politiche che lo hanno eletto e i consiglieri che lo sostengono di Renato Russo S i sono celebrati, in quest’ultimo scorcio di tempo, tre consigli comunali: i primi due infruttuosi, il terzo si è tenuto regolarmente, con pochi specifici punti all’ordine del giorno. La cosa strana è che i veri motivi della crisi non sono stati sfiorati, né in sede partitica né tanto meno nel corso dei lavori assembleari, in aula, nel corso dell’ultima seduta consiliare. Sabato 31 gennaio, recita la Gazzetta: “assemblea ai minimi termini. Consiglio lampo senza il centro destra”. Consiglio lampo perché sono approvati alcuni punti all’o.d.g. e poi i lavori si chiudono quando i tre consiglieri socialisti escono dall’aula facendo mancare il numero legale. Tra gli argomenti approvati il conferimento della cittadinanza onoraria all’on. Alfredo Reichlin e al cardinale Francesco Monterisi. Hanno motivo di fare le loro rimostranze i consiglieri di opposizione che dichiarano: “Una maggioranza politica che vince le elezioni amministrative se c’è deve essere visibile… Non si può continuare a convocare il consiglio comunale ad horas portando in discussione provvedimenti importanti che hanno bisogno di approndimento”. Esito assembleare non privo di conseguenze, se il giorno dopo “Scelta civica”, che fa capo al sen. Monti, dirama un documento firmato da Pier Paolo Grimaldi e Michele Maffione nel quale è denunciato non tanto l’episodio in sé, quanto la situazione amministrativa che esso ha clamorosamente e pubblicamente evidenziato; che i firmatari del documento giudicano “impantanata e insostenibile”. Subito dopo questo documento, sottoscritto da una forza di maggioranza, ecco un secondo documento questa volta firmato da un partito di opposizione, “Adesso puoi”, rappresentato in consiglio da Flavio Basile. Al di là di questi due interventi, non c’è dubbio che qualche malessere MARZO 2015 serpeggia nella maggioranza, se nel Consiglio Comunale del 9 febbraio mancano i numeri per aprire la seduta. Afferma Basile: “La verità è che il sindaco Cascella non ha mai avuto, sin dal primo giorno del suo insediamento, una maggioranza”. La replica del sindaco, indirizzata alle forze politiche non si fa attendere. Cascella è consapevole della crisi attraversata dalla maggioranza, non solo relativa alle forze di coalizione che lo sostengono, ma anche alle carenze della macchina amministrativa indebolita dalle dimissioni di numerosi funzionari. “Senza giocare allo scaricabarile - egli dichiara - cercheremo di trovare i rimedi appropriati per superare questa situazione congiunturale, a meno che non si voglia giocare allo sfascio, cosa che non credo”. Dopo aver rivolto un appello alle forze di maggioranza, richiamandole a un forte senso di responsabilità verso la città, Cascella si rivolge anche verso i partiti di opposizione ai quali ricorda che anche loro sono chiamati a un comportamento responsabile, quando si tratta di discutere di problematiche di grande interesse pubblico. Sarà per questo richiamo, oppure come conseguenza della necessità di avvicinarsi al momento elettorale (per il rinnovo del consiglio regionale), sta di fatto che nel corso dell’ultima seduta consiliare la maggioranza non ha disertato l’aula consiliare dove si sono dibattuti regolarmente i punti iscritti all’o.d.g. Il fuoco cova sotto la cenere Tutto tranquillo, allora? tutto rientrato nella normalità di una gestione amministrativa ordinaria? Per il momento pare di sì, ma non c’è dubbio che ci siano ancora focolari di incomprensione dei quali si preferisce non parlare, far finta di nulla, come nell’in- Palazzo di città (FOTORUDY) comprensibile articolo del consigliere Scelzi che - all’indomani di queste inspiegabili assenze - manifestava tutta la più incondizionata solidarietà al sindaco. Senza neppure tentare di farsi interprete delle ragioni delle incomprensioni esistenti fra sindaco e partiti, fra sindaco e gruppi consiliari. Passeremo così - nell’incertezza - i prossimi tre mesi che ci separano dai rinnovi delle elezioni regionali, dopo di che credo ci sarà il vero chiarimento fra le parti. Quanto al sindaco, se gli possiamo dar un consiglio disinteressato dia più spazio e visibilità a quelle forze politiche che lo hanno eletto e a quei gruppi consiliari che lo sostengono. Perché, mi creda, qui stanno le vere ragioni della crisi che attanaglia l’amministrazione, di cui pochi parlano ma molti sussurrano. IL FIERAMOSCA 9 Ricordo Il 29 e 30 marzo Mennea in TV nella fiction di Ricky Tognazzi (in qualche modo ci siamo anche noi) di Raffaella Delpiano L’ anno scorso, nei primi giorni di giugno, Ricky Tognazzi e Simona Izzo erano a Barletta per girare il film sul giovane Mennea e poiché avevano già precedentemente letto il libro di Renato Russo sulla biografia del giovane Mennea (R. RUSSO, Quella maledetta voglia di vincere, Rotas - Barletta 2013), tramite il prof. Francesco Mascolo vollero conoscere l’autore per complimentarsi per la biografia sul campione, l’unica in circolazione sulla sua infanzia e adolescenza, ben ricostruita e illustrata da quasi 200 fotografie, recensita anche sulla stampa nazionale sportiva. Simona Izzo si complimentò con Russo anche perché autore di un racconto della Disfida di Barletta - fra storia e leggenda - che l’aveva intrigata al punto da pensare di ricavarne uno spettacolo. Proiettato presso il Liceo Scientifico “Cafiero” il videodocumentario “Mennea segreto” di Emanuela Audisio A presentare l’evento il preside del Liceo Scientifico prof. Luciano Gigante e il consigliere regionale nonché delegato della Fondazione “Pietro Mennea onlus”, Ruggiero Mennea il quale ha spiegato “Il documentario di Emanuela Audisio fa emergere un Pietro Mennea inedito, il grande Uomo prim’ancora che straordinario atleta, un mito ambasciatore di Barletta e dell’Italia nel mondo, eccezionale esempio per le giovani generazioni. Abbiamo voluto portare questo patrimonio di valori nelle scuole perché l’esempio di Pietro insegni ai più giovani che è possibile raggiungere grandi risultati con le proprie forze, credendo nei valori della legalità, dell’onesta e del sacrificio. Ringrazio per aver creduto in questa iniziativa, che avremo modo di estendere anche a tutto il territorio regionale”. Il preside, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di questo documentario, il suo alto valore educativo, tanto più significativo in quanto “Il nostro Liceo - ha egli precisato - è l’unico Liceo Sportivo della Provincia intitolato proprio a Mennea.” Al termine della proiezione, alla quale hanno assistito gli alunni dell’Istituto, oltre a Ruggiero Mennea e al prof. Luciano Gigante, hanno preso la parola il sindaco Pasquale Cascella, l’atleta Veronica Inglese, campionessa italiana dei 10 mila metri, il prof. Franco Mascolo allenatore di Mennea. A coordinare gli interventi il giornalista Giuseppe Dimiccoli. Bando concorso di idee per la realizzazione di un monumento a Mennea Durante una pausa della lavorazione del film. Da sinistra il regista Ricky Tognazzi e la sceneggiatrice Simona Izzo 10 IL FIERAMOSCA Scadono il 16 marzo i termini per la presentazione del bando di concorso di idee deliberato dal Comune di Barletta per la realizzazione di un monumento che ricordi il nostro grande atleta. L’esame e la valutazione delle proposte sarà rimessa a una apposita Commissione giudicatrice. Al vincitore del concorso sarà corrisposto un premio di 3mila euro a titolo di rimborso spese. MARZO 2015 Disfida di Barletta LA DISFIDA RIDOTTA A UNA “GIOSTRA”? ABBIAMO TOCCATO IL FONDO Victor, una discutibile ricostruzione della sfida Nulla di nuovo ma racconti banalizzati nella deludente rivisitazione dell’episodio più famoso della nostra storia, sfrondato dei suoi elementi storici più esaltanti e coinvolgenti. Per Victor il certame non sarebbe una sfida, ma una “giostra”, cioè la gioiosa partecipazione di cavalieri ad un torneo, uscendone così stravolto e svilito il significato stesso della “Disfida di Barletta”. di Renato Russo Deplorevole tentativo di delegittimare tutta la storiografia del Novecento Premetto subito che non sono prevenuto e che per anni sono stato discretamente appartato. Ma oggi per una esigenza di chiarezza mi vedo costretto ad intervenire soprattutto per due motivi: perché quelle che erano delle discutibili divagazioni personali, stanno diventando la posizione ufficiale della nostra amministrazione comunale e inoltre perché sono perplesso di fronte al persistente atteggiamento di supponente degnazione del dott. Rivera Magos verso tutti gli studiosi locali del Novecento spazzati via dal suo furore iconoclasta. Va bene, Victor, abbiamo capito, ti atteggi ad essere il più grande storico della città dopo Loffredo. Ma dove stanno i tuoi scritti? E in ogni caso, c’è proprio bisogno di ostentare le tue preclare qualità di studioso, in danno del lavoro compiuto dagli altri storici locali, defunti e contemporanei? (fra i primi ricorderò Francesco Saverio Vista, Benedetto Paolillo, mons. Nicola Monterisi, Vito Antonio Lattanzio, Michele Cassandro, Salvatore Santeramo a cui è intestata la locale Sezione della Società di Storia Patria, Oronzo Pedico, don Peppuccio Damato, i fratelli Giovanni e Anna Cassandro, don Franco Damato, Pietro Di Gaeta, Nicola Ugo Gallo, Raffaele Iorio, Duilio Maglio; e fra i secondi Michele Cristallo, Luigi Di Cuonzo, Giuseppe e Pietro Doronzo, Michelangelo Filannino, don Sabino Lattanzio, Esther Larosa, Ruggiero Mascolo e Rita Ceci, Giuseppe Savasta, don Salvatore Spera, Maria Pia Villani ed altri) senza dimenticare il contributo di associazioni come l’Archeoclub di Barletta. Forse un pizzico di modestia non guasterebbe. Evviva la modestia Qualche anno fa, al corrente che voi del Centro Studi Normanno-Svevi stavate dando vita nel Castello ad una biblioteca di libri sulla storia di Barletta, vi mandai MARZO 2015 undici miei volumi, fra i più significativi: sulla battaglia di Canne, sulla Disfida di Barletta, su Federico II, sui Templari, su De Nittis, su Valdemaro Vecchi, etc. tutti prefati da illustri docenti dell’ateneo barese e di altre università italiane. Me li rimandasti indietro il giorno dopo, motivando il rifiuto adducendo che non erano all’altezza dei vostri studi! Incredulo del deplorevole gesto, sorrisi del rifiuto e della motivazione, ma ci restai male più per te, che per me, perché era certo un gesto sgradevole. Per ventidue anni ho approfondito l’argomento sul quale ho compiuto studi molto accurati e scritto diversi saggi. Praticamente almeno il 50% delle nostre università conoscono la disfida attraverso i miei studi, (lo dico senza presunzione ma come pura presa d’atto). Due studi in particolare mi limiterò a menzionare, uno sulla vera storia della Disfida alla sua quarta edizione e l’altro sulle fonti storiche e letterarie, quest’ultimo la sintesi di un lavoro - compiuto per il Comune di Barletta e su commissione del sindaco Salerno - nell’imminenza del V Centenario della Disfida (nel 2003). Naturalmente non mi sono limitato alla mera catalogazione del materiale raccolto: 22 faldoni di documenti dati al Comune più sei di documenti cronologizzati a partire dal 1503 e aggiornati fino ai giorni nostri. E inoltre circa 130 volumi e 70 fra edizioni della Disfida e saggi monografici. Senza contare gli articoli, oltre cento, pubblicati in quarant’anni sul Fieramosca e (recentemente) anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno, come la recente ricerca sull’adolescenza di Ettore Fieramosca. Senza dire, sul piano storiografico, dell’ultimo saggio su Anonimo Autore di Veduta (e relativa riproduzione anastatica), così come, sul piano scolastico, mi piace ricordare la capillare diffusione in tutti questi anni presso le scuole elementari e medie, di cui la recente affollata manifestazione nella Sala Rossa con la FIDAPA rappresenta l’ultima testimonianza (il 18 febbraio u.s). Una “lectio magistralis” priva di attestazioni documentali Per questo, dovete comprendere le mie perplessità quando non ho trovato traccia della documentazione scritta del nostro storico: un articolo sul Fieramosca del settembre 2006 (dove la sfida viene appena sfiorata) ed un secondo articolo otto anni dopo sulla Gazzetta del febbraio 2014. Quindi, quest’anno, ho letto i resoconti della “lectio magistralis” tenuta alla libreria Cialuna da Victor Rivera Magos. Che delusione, la banalizzata ripetizione di luoghi comuni triti e ritriti nel corso degli anni con una variante, cioè la chiave di lettura degli stessi, tutti interpretati in una prospettazione ostile alla città e alla sua tradizione storico-folcloristica, l’unica capace di attivare ritorni turistici (senza il travisamento naturalmente dell’ordito storico principale!). Così la cantina non è il luogo della reale sfida (bella scoperta, ma è il luogo più richiesto da visitare da parte dei turisti); il personaggio centrale della Disfida di Barletta, non è più Ettore Fieramosca, ma la prima “lezione” tenuta da Rivera Magos, del suo ciclo di conferenze, è stata incentrata su Consalvo da Cordova, dove il nostro eroe passa in secondo piano!!! (e invece la straordinarietà di Ettore è che non fu un comune mercenario, ma nobile di casato e di sentimenti, ideale modello di riferimento dei nostri ragazzi!!!); l’iscrizione sul lato della Cattedrale si riferirebbe alla battaglia di Cerignola (eppure è detto con molta chiarezza “in Barletta”) come del resto hanno Quando la cortesia, la comprensione, il riserbo, la prudenza non trovano riscontro nell’arroganza dell’interlocutore, credo sia un dovere civico quello di reagire con la forza dei propri convincimenti. Bernard Berenson, “Polemiche in punta di penna” IL FIERAMOSCA 11 Disfida di Barletta 3,00 2/2015 w w w. i l f i e r a m o s c a . i t Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) Art. 1 Comma 1 - CNS BA Mensile di cultura, informazione e attualità Il Certame E il Certame? Abbiamo sentito dalla viva voce di Victor la precisazione che non di una sfida si sarebbe trattato, ma di una “giostra”!!! Di una giostra? Ma la giostra, come recita il Devoto-Oli, “è una gara di abilità e destrezza nel combattere a cavallo, talvolta sinonimo di torneo”!, cioè fatta per puro divertimento perlopiù fra cavalieri sotto la stessa bandiera, e comunque, anche se fra compagini diverse, sempre in spirito gioioso e cavalleresco! Ma in questo modo verrebbe svilita tutta l’impostazione patriottica della sfida per l’onore delle armi italiche e il romanzo non avrebbe senso. E come se non bastasse, per ridimensionare ancora di più la Disfida, Victor precisa che di simili giostre se ne facevano tante a quel tempo sul nostro suolo. Ma allora, se il certame come dice Victor, fosse una semplice, comune giostra, non esisterebbe più alcun motivo di celebrare il combattimento!!! E salterebbe così anche tutto l’impianto narrativo dell’Anonimo Autore di Veduta che esalta l’episodio, riportando la corrispondenza fra Ettore Fieramosca e Guy de la Motte!!! Insomma, provate a immaginare, a settembre, un certame privato di tutti gli ingredienti ammantati di una coinvolgente esaltazione irredentistica quale determinò il successo del romanzo di d’Azeglio nel 1833 e quale infiamma i nostri cuori ancora oggi! Sfrondati di questi valori, che ci resterebbe? una arida ricostruzione che ci restituirebbe le ceneri di una leggenda. Rivera Magos parla della Disfida come del “noto avvenimento che ha reso Barletta famosa nel mondo”… e crede veramente che sia diventata famosa nel mondo con la sua impostazione riduttiva e asettica? Il che non esclude che uno studioso locale, con una discreta conoscenza delle carte sulla Disfida, possa cercare di indagare puntigliosamente sui fatti così come si sarebbero svolti, ma a quanto hanno riferito numerosi ascoltatori dalla sua magistrale lezione, non solo nulla di nuovo è emerso dal suo impianto narrativo rispetto a quanto già non si conoscesse del passato sul celebrato scontro, 12 IL FIERAMOSCA quanto quelle stesse cose sarebbero state interpretate in maniera distorta. Io credo che le due sfere, entrambe del filone storiografico, possano coesistere: da una parte la tradizionale ricostruzione della grande storia della disfida, ammantata però di racconti che senza alterarla, ne esaltino però il significato “anche” in chiave di ritorno turistico. Dall’altra il puro rigore ricostruttivo storiografico (ammesso che sia tale e ne dubitiamo), che da una parte sfrondi quella storia del suo retroterra leggendario, e dall’altro ci avvicini a tematiche interessanti anche se non di grande attrattiva, come può essere lo studio dell’importanza dell’olio al tempo della disfida o la interpretazione paleografica dei documenti del tempo, o l’uso delle armi nel Cinquecento e così via, tutti argomenti che però non centrano la festosa ricostruzione della Disfida così come si è trasformata in leggenda conosciuta nel mondo. Anno XLII - FEBBRAIO 2015 - Una copia Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere. (Aldo Moro) L’attacco scriteriato al busto di Federico II Due riflessioni conclusive. Prima. Ribadisco che non mi sarei sognato di intervenire sulle cose dette da Rivera Magos, se non fosse stato per la provocatoria affermazione che fin qui, dopo Loffredo, non ci sarebbero studi sulla città e sul territorio. Ma si rende conto Rivera Magos, di demolire in questo modo un secolo di studiosi, l’intero Novecento? A cominciare da quel Salvatore Santeramo che dà il nome all’associazione di Storia Patria di cui egli stesso è socio? (gli suggerirei di consultare il poderoso volume BARLETTA NEI LIBRI curato dal prof. Ruggiero Mascolo per scoprire quanti studiosi barlettani hanno scritto su Barletta). A parte il fatto che da una nostra indagine, su 90 personalità del mondo culturale cittadino, solo tre ci hanno confidato di aver letto il Loffredo (uno dei tre è il sottoscritto). Perché solo Sabino Loffredo? Perché credo che, riandando indietro nel tempo, sia l’unico a non fare ombra al nostro studioso, tanto non è letto da nessuno! Gli altri? Tutti spazzati via. Dunque la storia di Barletta comincerebbe da Victor Rivera Magos! Mi sembra una pretesa insostenibile. Delio Cantimori credette molto nella editoria storica locale che deve servire di stimolo alla ricerca storiografica generale, sostituendosi alla astrattezza degli accademici, quando questi si perdono nella pura accademia. Giulio Einaudi, Frammenti di memoria, 1998 (ripubblicato nel 2009, pag. 178) Seconda riflessione, Victor non è nuovo a questo accanimento interpretativo contro la storia della città, basti pensare alla convinzione che il busto di Federico sia “una cretaccia da gettare nella discarica degli inerti”. Insomma nell’immondezzaio. E se fosse pure plausibile il dubbio sulla sua autenticità, dal momento che c’è l’unanime consenso degli storici di tutto il mondo che quello sia il “probabile” busto di Federico II, perché proprio noi barlettani dovremmo accanirci contro questa attribuzione? (a conferma di questo orientamento, basta consultare le cento e passa biografie di Federico II, compresa l’ultima trilogia della Treccani curata da Cosimo Damiano Fonseca). Ricordo l’intervento che fece il prof. Licinio nell’Aula Magna del Liceo Classico quando dissacrò il busto del sovrano, suscitando incredulità e sgomento fra ragazzi e professori. Meno male che ci pensò a rimediare il prof. Arcangelo Leone De Castris il giorno dopo quando esordì al convegno su Federico II a Palazzo della Marra: “Beati voi che avete la fortuna di poter vantare di avere l’unico busto al mondo di Federico II!”. Lo stesso dubbio, qualche anno fa, per la ipotetica barba di Federico in occasione dell’VIII Centenario della nascita: se rappresentarlo con la barba, enfatizzandolo alla maniera di Walter Molino, oppure (come sosteneva qualche inflessibile studioso) riprodurlo com’era ridotto negli ultimi tempi della sua vita? cioè calvo e glabro, senza un dente e ingobbito? Ma signori miei - esclamò il sindaco di Andria al convegno dove sorse il dubbio - e voi vi aspettate 300mila turisti per siffatto personaggio? Se il criterio di legittimazione storiografica per tutti i personaggi e gli eventi storici fosse questa, che disastro, povera Italia turistica! E Barletta? Staremo a vedere. E poiché mi piace essere propositivo, raccogliendo la proposta di un incontro conciliativo tra di noi, proporrei di estenderlo agli studiosi locali (sempre che Victor si ricreda sulla nostra esistenza), per un confronto sereno, non lesivo delle nostre prospettive di rilancio culturali e turistiche cittadine e territoriali. (FOTORUDY) recentemente dimostrato Michelangelo Filannino e Giuseppe Doronzo; al ritorno vittorioso dalla Disfida non ci sarebbero stati festeggiamenti (mentre tutte le cronache del tempo - a cominciare dal Guicciardini - convergono sulla entusiastica euforia con la quale i cavalieri vittoriosi furono accolti in città). MARZO 2015 Vita amministrativa Premiato il Comune di Barletta PER L’ALTA PERCENTUALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA P remiato il Comune di Barletta con menzione speciale “Star-up” nella VII edizione di “Comuni ricicloni” della Puglia promossa da Legambiente, Regione Puglia e ANCI regionale. Barletta, con l’alta percentuale del 74,4%, si è inserita tra i dieci comuni che hanno avuto questa menzione speciale “per aver avviato sistemi di raccolta differenziata innovativi, riuscendo ad ottenere, in almeno uno degli ultimi quattro mesi del 2014, una percentuale pari o superiore al 65% di raccolta differenziata”. È un risultato tanto più importante ha sottolineato il sindaco Pasquale Cascella - perché condiviso con Andria, Canosa e San Ferdinando nell’impegno per la valorizzazione del prezioso patrimonio ambientale del nostro territorio. E tutti sappiamo che questo salto di qualità ha un costo, che peraltro la legge impone di suddividere tra i cittadini, e le nostre comunità se ne stanno facendo carico, nonostante le difficoltà, con coscienza e responsabilità. A cui è doveroso offrire politiche sensibili, ai più diversi livelli. C’è da riflettere, in particolare, sul meccanismo automatico della cosiddetta “ecotassa”, che colpisce indifferentemente i Comuni rimasti immobili e i Comuni che invece sono impegnati con determinazione a incrementare la raccolta differenziata. Per questo l’incontro dei “Comuni ricicloni” è stato l’occasione per porre nuovamente al Presidente e all’Assessore all’Ambiente della Regione Puglia, ai Consiglieri regionali e al rappresentante dell’ANCI l’esigenza che si provveda con una specifica iniziativa legislativa a compensare le penalità per le inerzie del passato con adeguate premialità per i comportamenti virtuosi del presente. Una norma gestita asetticamente diventerebbe ingiusta se, come nel caso di Barletta e di altri Comuni, penalizzerebbe e disconoscesse gli sforzi di chi si adopera per consolidare l’obiettivo. Si tratta, insomma, di superare una contraddizione che inevitabilmente esporrebbe la politica all’incomprensione, incrinando ulteriormente il rapporto con i cittadini. BisoMARZO 2015 gna, invece, recuperare la partecipazione - ha concluso Cascella - e rendere credibile il principio in base al quale il rispetto dell’ambiente è un dovere a cui corrisponde il diritto all’equità dei costi. E l’equità della tassazione è misurabile con i risultati effettivamente conseguiti con la raccolta differenziata, come il nostro 74.4%. Il sindaco Cascella incontra la delegazione di esperti in materia di gestione dei rifiuti Si è svolto a Palazzo di Città un incontro tra il Sindaco Pasquale Cascella e la delegazione della società Messinambiente, guidata dal Commissario Alessio Ciacci, che precedentemente aveva visitato la Bar.S.A. Al centro dell’incontro, a cui ha partecipato anche l’esperto nazionale in materia di gestione dei rifiuti Raphael Rossi, le metodologie che hanno consentito alla “Città della sfida” di raggiungere importanti risultati nella raccolta differenziata. Nel corso dell’incontro - a cui hanno partecipato anche il presidente di Bar.s.A. Luigi Pannarale, il direttore generale Nunzio Scarpati, gli assessori Anna Rizzi Francabandiera, Irene Pisicchio, Marcello Lanotte e la presidente della VII Commissione Consiliare Permanente “Ambiente, verde pubblico, servizi pubblici”, Rosa Cascella - è stato sottolineato il valore degli sforzi condivisi sul piano dell’organizzazione e l’attenta partecipazione dei cittadini al vero e proprio cambiamento in atto per adeguare progressivamente il servizio a obiettivi avanzati in tema di gestione dei rifiuti. Nell’occasione, il sindaco ha ribadito l’auspicio di decisioni eque in materia di ecotassa che favoriscano realmente i Comuni che, come il nostro, sono impegnati a consolidare i risultati della raccolta differenziata per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale. IL FIERAMOSCA 13 Urbanistica SOLLECITATA DALLA SEGRETERIA DEL PD LA RIPARTENZA DEL PUG DI BARLETTA di Stefania Patella S u sollecitazione del Segretario politico del PD Franco Ferrara, si è tenuto il tanto atteso incontro con i progettisti del Piano Urbanistico Generale (PUG) arch. Giovanni Fuzio e ing. Renato Cervini. Presenti all’incontro i componenti della Segreteria PD Comastri, Lattanzio, Fergola, Lorusso, Seccia, i delegati del Gruppo Consiliare PD l’assessore all’urbanistica arch. Azzurra Pelle, Carmela Peschechera Presidente del Consiglio, e l’ing. Antonio Santeramo Presidente della V Commissione, i tecnici ing. Gorgoglione, arch. Crescente, arch. Santoro, geom. Dicorato, l’ass. Antonio Rizzi e il funzionario all’Urbanistica ing. Ernesto Bernardini. Introduttivamente in risposta a qualche dubbio avanzato, e per tracciare a grandi linee il lavoro fin qui svolto sgombro da possibili fruizioni utilitaristiche del piano, da parte di operatori spregiudicati, l’ing. Renato Cervini ha tenuto a precisare: “di fronte a richieste di visione di retini sui territori costruiti e da costruire, che vanno ad esclusivo vantaggio di tecnici senza scrupoli, precisiamo subito che non consideriamo i territori, che vanno fuori dai vincoli paesaggistici. Non si potrà più costruire liberamente, tutto si gioca sulla valorizzazione ambientale esaltando di più quello che di bello la Città ha. Nel nostro studio siamo partiti dalle risultanze degli incontri di copianificazione sovraordinata, per i quali avevamo deciso che il PUG su cui tutti convergono, delinea una città bella inserita in un ambiente che riscopre i suoi gioielli. Ed è questo che abbiamo fatto! Proviamo a ricordare l’iter per l’affidamento di incarico ai fini della redazione dell’atto di indirizzo avviato dalla giunta Maffei nel 2009. Nel 2010 venne convocata la conferenza di copianificazione con cui l’Amministrazione coinvolgeva nella prima bozza del DPP (cioè del Documento Programmatico Preliminare che trasforma gli indirizzi politici in strategie tecniche) sia la Regione che gli Enti territorialmente competenti. Nel 2011 fu predisposto un tavolo tecnico permanente per raccogliere i pareri delle principali Autorità territoriali, come quelli di Bacino, Paesaggio e Valutazione Tecnica Ambientale. Nel 2012 avvenne l’adeguamento del vecchio PRG alle normative e piani regionali e provinciali (PUTT, Drag e PTCP) con vincoli di tipo paesaggistico, ma anche di riqualificazione urbana, di rigenerazione costiera e di valorizzazione storico-architettonica. Quindi, nel 2013, i primi adempimenti per la redazione del DPP, cioè del Documento Preliminare Programmatico che avrebbe delineato le linee guida progettuali dell’Amministrazione Cascella da fornire ai due progettisti. Che ci sia stata una pausa nell’iter procedurale, non c’è dubbio, che l’ing. Bernardini ha spiegato con il sottodimensionamento degli uffici di urbanistica. Registrando ancora un ulteriore ritardo per via della recente introduzione sul territorio pugliese del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, introdotto 14 IL FIERAMOSCA I progettisti del Pug Giovanni Fuzio e Renato Cervini con Franco Ferrara, segretario del PD con delibera del 16 gennaio 2015). Uno strumento pianificatorio che introduce nuovi vincoli per i nostri Comuni, a tutela del nostro paesaggio. I progettisti, nel corso del loro intervento, hanno illustrato i rilievi cartografici evidenziando i luoghi oggetto della tutela paesaggistica, relativi sia alla città che alla campagna, con implicazioni storico-architettoniche. Quella urbanistica è una materia di difficile decifrabilità per cui non è semplice fissare tematica e tempistica a beneficio dei comuni lettori, una domanda sorta spontanea, ai due tecnici, è a che punto del percorso si trovi l’iter per la compilazione del nostro PUG. Al 70% della redazione del DPP, è stata la risposta dei tecnici; una bozza del lavoro fin qui svolto è nelle mani dei responsabili del Comune. Secondo il segretario del PD, Franco Ferrara, che ha concluso i lavori dell’incontro, il Partito Democratico attiverà subito una propria Commissione sul Piano, che sarà trasversale alla politica, pubblica e aperta al contributo di tutte le categorie di cittadini, che vorranno partecipare con proprie osservazioni e questo per avviare subito il processo di compartecipazione. E poiché il PD è in sintonia con le linee di mandato del Sindaco Cascella, si impegna a spingere l’Amministrazione a inviare ai progettisti le linee di mandato integrative, chiedendo al tempo stesso al Sindaco di avviare una riorganizzazione strategica dei settori comunali con uno snellimento dell’apparato burocratico, in particolar modo il settore all’Urbanistica con l’Ufficio Piani e Programmi, che deve essere messo in grado di lavorare per il completamento di questa prima fase importante del PUG. MARZO 2015 Urbanistica Barletta: il punto sui lavori pubblici Nei giorni scorsi l’assessore Francesco Dipalo ha rassegnato le dimissioni. Noi pubblichiamo egualmente il consuntivo del suo lavoro perché riteniamo che sia estremamente interessante per i nostri lettori e concittadini di Francesco Dipalo I n questi giorni sul sito del comune di Barletta è possibile leggere dell’imminente avvio dei lavori di adeguamento della rete di illuminazione pubblica attraverso il passaggio a “tecnologie sostenibili” del tipo a Led o dei lavori di rifacimento della pavimentazione in asfalto di molte strade cittadine, così come a breve troveranno realizzazione i lavori di rifacimento dei tronchi di fogna bianca e caditoie in via Trani e in via Padre di Bari (volti a risolvere annosi problemi idraulici e di sicurezza sia presso le aree antistanti la scuola elementare sita a ridosso della zona 167, sia presso le complanari che costeggiano la via Trani), nonché dei lavori per la nuova sede della Capitaneria di Porto, e del completamento dell’area mercatale di via Leonardo da Vinci. Analogamente altri lavori, come la riqualificazione dell’area di Porta Marina, la riqualificazione dell’asse stradale tra via delle Belle Arti e via Enrico Fermi e buona parte degli interventi su edifici scolastici esistenti avviati nel 2014 utilizzando quasi esclusivamente finanziamenti europei (PON-FESR) e Ministeriali (CIPE I e CIPE II) quali ad esempio quelli eseguiti presso la Scuola Manzoni, la Scuola De Nittis e la Scuola Moro, hanno già trovato conclusione avviando un nuovo percorso di efficientamento energetico degli edifici in alcuni casi anche attraverso la realizzazione di impianti fotovoltaici di ultima generazione. Come già esposto a mezzo stampa (era l’inizio dell’anno 2014) interventi manutentivi e di riqualificazione del patrimonio comunale sono possibili allorquando alla base vi è un’attenta programmazione degli stessi, passando da una buona “progettazione di base” capace di sintetizzare le esigenze della collettività, dell’individuazione di finanziamenti ad hoc (pubblici o privati, su scala locale-regionale.nazionale ed europea), ma soprattutto in un momento di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo, attraverso una buona capacità di spesa dell’ente, ovverosia capacità di gestire la spesa pubblica di modo da non spiaggiare ogni possibile idea di sviluppo sui vincoli imposti dal patto di stabilità. Interventi sul patrimonio pubblico cittadino, se accompagnati da un’attenta programmazione finanziaria, possono mettere in circolo economie in grado di agevolare la ripresa su scala locale. Una programmazione finanziaria indirizzata più verso la spesa d’investimento che verso il pareggio di bilancio potrebbe in questo momento fare la differenza, specie se bilanciata attraverso la riduzione della spesa corrente e lo snellimento burocratico delle procedure, quella stessa burocrazia che oltre ad avere un costo, spesso è causa di ricorsi e controricorsi che, di fatto, bloccando l’avvio dell’opera, progettata e già finanziata, producono un impoverimento del territorio. In un periodo di crisi economica prolungata, come quello attuale, è ancora più improcrastinabile l’attuazione del piano triennale delle opere pubbliche per un ente statale, convinto che anche su scala locale un incremento della spesa pubblica può essere volano per la ripresa economica, in linea con quanto sostenuto dall’economista britannico John Maynard Keynes (1883-1946). Nella sua “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta”, Keynes afferma che sono giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di disoccupazione, ad esempio traMARZO 2015 (FOTO CALVARESI) mite un incremento della spesa pubblica. Poiché Keynes non aveva piena fiducia nella capacità del mercato lasciato a se stesso di esprimere una domanda di piena occupazione, riteneva necessario che in talune circostanze fosse lo Stato a dover stimolare la domanda. Queste argomentazioni trovarono alcune conferme nei risultati della politica del New Deal, varata negli stessi anni dal presidente Roosevelt negli Stati Uniti. È pur vero che l’idea di sviluppo economico keynesiana, in questo momento storico in Italia, va affiancata da un’accorta sburocratizzazione delle procedure, (bandi, verifica dei requisiti delle imprese contraenti, ecc.) perseguendo in primis una chiarezza amministrativa che porta conseguentemente ad una riduzione di rischio per la collettività da una parte e per il soggetto attuatore dell’altra. In tal senso può risultare interessante regolamentare le procedure di affidamento attraverso il varo di un regolamento e di un bando per la costituzione di un elenco di imprese di fiducia, così come di recente è stato fatto dal Comune di Barletta, che in ossequio al Codice dei Contratti, ha ritenuto opportuno dotarsi di un elenco di operatori economici da cui attingere a rotazione per l’affidamento di lavori di importo inferiori a 200.000 euro, al fine di snellire per i lavori di piccola entità, le procedure di gara e di affidamento, potenziando così le occasioni di lavoro per la piccola e media impresa, cardine dell’economia nazionale e del nostro territorio. STUDIO DENTISTICO CANFORA dei Dottori Cesare e Rita Canfora anni Da 40 servizio o tr s o al v -2011) (1971 •Chirurgia dentale •Odontoiatria estetica •Ortodonzia tradizionale •Ortodonzia estetica InvIsalIgn® •Protesi fisse e mobili •Impianti immediati ed osteointegrati •Paradontologia Barletta • Corso Garibaldi 85 - tel. 0883 347 642 www.studiocanfora.it • [email protected] IL FIERAMOSCA 15 Provincia BAT La BAT alla BIT di Milano Le iniziative di valorizzazione e promozione del territorio “N onostante il momento delicato che le Province stanno vivendo in questa fase di riordino, abbiamo fortemente voluto che il nostro territorio fosse presente nel prestigioso scenario della Bit di Milano per promuovere le proprie bellezze, le proprie peculiarità e per ampliare ulteriormente la propria offerta turistica”. Lo dichiara il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani, Francesco Spina, al rientro dalla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, che ha visto anche quest’anno protagonista la Provincia di Barletta Andria Trani. Una presenza diversa dagli anni precedenti, che ha visto lo stand della Provincia occupato dai Gruppi di Azione Locale del territorio: le Città di Castel del Monte, Ponte Lama e Murgia Più. “In occasione di un incontro di qualche settimana fa sulla programmazione delle risorse del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 e nei diversi momenti di interlocuzione che ho avuto con i Gal sin dal mio insediamento in Provincia, ho voluto subito ribadire il mio auspicio: che la Provincia potesse ricoprire quel fondamentale ruolo di raccordo tra i Comuni, i Gal ed i Gac, per tutta una serie di attività a cominciare dalla promozione turistica - ha affermato il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani Francesco Spina -. D’altronde, il ruolo che il legislatore attribuisce alle Province è proprio quello di supporto dei Comuni e di altri enti intermedi. In un settore trainante per la nostra economia quale il turismo, poi, è fondamentale riuscire a fare sistema con gli altri principali attori, senza creare inutili sovrapposizioni. È per questo che abbiamo deciso di ospitare, nel nostro stand alla Bit, i Gal del territorio, e tale mossa si è rivelata vincente”. Visitatori, addetti ai lavori, media locali e nazionali hanno infatti mostrato un notevole interesse per il territorio della Provincia di Barletta Andria Trani ed anche l’incontro con gli altri Gal d’Italia ha rappresentato un’interessante opportunità di confronto su iniziative ed attività da poter realizzare per valorizzare ulteriormente il proprio marchio. In occasione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, poi, il Presidente Francesco Spina ha anche annunciato la nascita di “About Bat”, la prima app per smartphone e tablet interamente dedicata al turismo nella Bat, che sarà lanciata ufficialmente nei prossimi giorni. Anche il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che ha visitato lo stand della Provincia alla Bit di Milano, ha espresso il suo plauso per le iniziative di valorizzazione e promozione del territorio intraprese dalla Provincia in collaborazione con i Gal. Ed il Presidente Spina ha ringraziato il Governatore pugliese per l’attenzione riposta verso iniziative connesse alla ruralità ed alla promozione del territorio. 16 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Provincia BAT COMUNI RICICLONI, LA BAT PROVINCIA VIRTUOSA Illustrati ad Andria, presso la Sala Consiliare della Provincia, i risultati della settima edizione di Comuni Ricicloni, l’iniziativa a cura di Legambiente Puglia con il contributo dell’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia ed il patrocinio di Anci Puglia. Risultati che registrano un trend particolarmente positivo per il territorio della Provincia di Barletta Andria Trani, con ben quattro comuni su dieci che hanno ottenuto il riconoscimento da parte di Legambiente. Se per i capoluoghi pugliesi i numeri non sono parsi esaltanti, un’eccezione l’ha rappresentata la Città di Andria, confermatosi unico Capoluogo di Provincia Riciclone, con percentuali di Raccolta Differenziata pari al 67,2%. Tra i 12 Comuni che ricevono il riconoscimento di Legambiente per aver avviato un modello di gestione dei rifiuti orientato al recupero, con oltre il 65% di raccolta differenziata imposto dalla legge nazionale e raggiunto nel 2013, anche Canosa di Puglia, attestatasi al 69,7%. Tra i comuni che hanno ricevuto la Menzione Speciale Start Up per aver avviato sistemi di raccolta differenziata innovativi, riuscendo ad ottenere, in almeno uno degli ultimi quattro mesi del 2014, una percentuale pari o superiore al 65% di Raccolta Diffe- Da sinistra il sindaco di Canosa di Puglia Ernesto La Salvia, l’assessore all’Ambiente del Comune di San Ferdinando di Puglia Gaetano Todisco, il presidente della Provincia Francesco Spina, il sindaco di Andria, Nicola Giorgino, l’assessore alle Politiche della Sostenibilità Ambientale del Comune di Barletta Irene Pisicchio renziata, spiccano invece Barletta con il 74,4% e San Ferdinando di Puglia (66,3%). «Sono orgoglioso di poter amministrare un territorio che continua a distinguersi per buone prassi in materia di tutela ambientale - ha affermato il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani, Francesco Spina, intervenuto anche nelle vesti di Vicepresidente di Anci Puglia -. Mi congratulo con i Comuni di Andria, Barletta, Canosa di Puglia e San Ferdinando di Puglia per i risultati conseguiti, che oggi rendono questa Provincia tra le più virtuose in Puglia e non solo. Incessante è la spinta propulsiva che stiamo cercando di dare alle politiche ambientali del territorio, in piena sintonia con la passata Amministrazione provinciale e con il Vicepresidente con delega all’Ambiente Luigi Antonucci: abbiamo incentivato la lotta all’abbandono incontrollato di amianto, con la campagna Eternit Free e con il bando che ha visto erogare contributi economici a soggetti privati che intendessero smaltire amianto dalle proprie abitazioni; abbiamo messo in atto provvedimenti importanti per ridurre l’inquinamento nella discarica di Trani e, grazie al Protocollo d’Intesa con Provincia e Corpo Forestale dello Stato, abbiamo effettuato una serie di operazioni salvaguardia ambientale e protezione dall’inquinamento. Altro tassello imporMARZO 2015 tante è rappresentato dalla recente convenzione A.R.O. tra Barletta, Trani e Bisceglie, che metterà i tre Comuni che renderà unitario il servizio di raccolta rifiuti, consentendo di attuare il porta a porta ed intensificando così le percentuali di differenziata. Questa Provincia - ha poi concluso il Presidente Spina - diventa sempre più punto di riferimento per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini». Di «Provincia virtuosa» ha parlato anche il Presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, che ha comunque precisato come «dal dossier si evince sì l’aumento nel numero dei comuni ricicloni mentre si conferma il trend decisamente negativo dei Capoluoghi di Provincia, ad eccezione proprio di Andria e di Barletta. Per il resto i problemi rimangono gli stessi da anni: la media percentuale regionale di raccolta differenziata è ancora troppo bassa, si attesta intorno al 27% nel 2014; il ritardo incredibilmente lungo e totalmente inaccettabile nella realizzazione degli impianti di trattamento e compostaggio che sta mettendo in crisi il ciclo dei rifiuti nella nostra regione; la mancata penalizzazione economica dello smaltimento in discarica a causa dei continui rinvii e rimodulazione dell’ecotassa. A tal proposito, nonostante i proclami e le dichiarazioni ad effetto, in questi anni il quantitativo dei rifiuti urbani smaltiti in discarica è aumentato dell’8% passando dal 59% al 67%. È arrivato il momento di voltare pagina chiudendo il ciclo dei rifiuti in Puglia, con le politiche coraggiose che hanno dato risultati concreti anche in territori in emergenza come la Campania che oggi può vantare una media regionale di differenziata del 50% e ben 143 Comuni ricicloni». LA PROVINCIA PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E LA SALUTE DEI CITTADINI Trenta controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale nei confronti di aziende locali che operano nel settore oleario segnalate dall’Acquedotto Pugliese; due violazioni amministrative accertate per altrettante lievi trasgressioni ed un sequestro disposto dalla Capitaneria di Porto di Barletta per scarichi illeciti. Sono i numeri illustrati in conferenza stampa presso la Prefettura di Barletta, in esito alle attività previste dal Protocollo d’Intesa stipulato nel luglio scorso tra la Provincia di Barletta - Andria - Trani, la Prefettura ed il Corpo Forestale dello Stato, finalizzato alla salvaguardia ambientale ed alla protezione dall’inquinamento. Numeri che certificano una situazione complessivamente positiva, a dimostrazione di come la task force per l’emergenza ambientale, che ha riguardato, oltre a Provincia, Prefettura e Corpo Forestale anche l’Acquedotto Pugliese e la Capitaneria di Porto di Barletta, abbia dato i suoi risultati positivi. «La sinergia istituzionale tra gli enti coinvolti e le numerose attività di prevenzione condotte non possono che soddisfarci e dimostrare i notevoli passi in avanti che questo territorio sta conducendo in materia ambientale - ha dichiarato il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani Francesco Spina -. Siamo riusciti a colmare il gap rappresentato dalla carenza di risorse con il buonsenso e con quel processo di cooperazione che evidentemente sta dando i suoi frutti. Senza presunzione, sento di poter affermare che siamo la Provincia in Puglia con maggior attitudine alla tutela ambientale; merito anche dell’azione politico-istituzionale della precedente amministrazione e dell’ottimo lavoro svolto dal Settore, diretto da Vito Bruno, che ci rendono punto di riferimento in Puglia». Alla conferenza stampa hanno partecipato il Prefetto di Barletta Andria Trani Clara Minerva, il Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato Giovanni Misceo, l’Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese Nicola Costantino ed il Comandante della Capitaneria di Porto di Barletta Pierpaolo Pallotti. IL FIERAMOSCA 17 Ambiente Valorizziamo “Borghi e terre d’Ofanto” la prima rete dei borghi più belli di Puglia di Ruggiero Mennea T utelare il patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale dei Borghi Antichi di Montegrosso (Andria), Montaltino (Barletta), Loconia (Canosa) e Minervino Murge, nonché promuovere l’immagine del territorio regionale nell’ambito del segmento del turismo di qualità. Con questi obiettivi è nata “Borghi e terre d’Ofanto”, la prima rete dei borghi più belli di Puglia, operazione fortemente voluta da me, che ho proposto, seguito e curato l’iniziativa sino alla firma del protocollo d’intesa di questa mattina in Regione, tra i comuni di Barletta, Andria, Canosa e Minervino, la Provincia di Barletta Andria Trani, Federcultura Puglia, Fedagri Puglia e, ovviamente, la Regione Puglia. Sono molto contento che l’iniziativa sia stata accolta con grande entusiasmo dall’assessore Barbanente, che ha speso parole d’elogio e ha detto di essere pronta a finanziare il progetto con tutti gli strumenti a disposizione della Regione, a partire da specifici finanziamenti inseriti nel programma 2014-2020. Allo stesso modo i rappresentanti delle istituzioni pubbliche del territorio e delle associazioni di categoria hanno mostrato grande apprezzamento per il protocollo d’intesa, che sarà allargata all’Anci e a tutti quei soggetti pubblici e privati che vorranno valorizzare le bellezze culturali e ambientali dei nostri borghi più caratteristici. Questi ultimi, attraverso un progetto di sviluppo e uno studio di fattibilità, potranno tornare all’antico splendore, puntando su capisaldi della nostra terra, come il settore agroalimentare e l’enogastronomia. L’iniziativa, attraverso una visione naturalistica e paesaggistica, farà riemergere gli antichi mestieri e valorizzerà le eccellenze produttive locali, intervenendo anche sul recupero architettonico, l’arredo urbano e l’innesto della tecnologia. Si tratta di un piano che, attraverso il recupero dei borghi, trainerà il settore agroalimentare, cui il nostro territorio è vocato, ad alti livelli di qualità, sviluppando attrattiva dei flussi turistici laddove è custodito un patrimonio storico, culturale e rurale di ine- 18 IL FIERAMOSCA stimabile valore, che per lunghi periodi ha determinato la ricchezza della nostra terra. Presto sarà indetta una conferenza stampa per spiegare il percorso da mettere il pratica per realizzare le finalità dell’accordo. Bisognerà realizzare programmi organici di interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, alla riqualificazione urbana, alla conservazione e al restauro del patrimonio edilizio e degli spazi liberi. I sottoscrittori del protocollo si sono già impegnati a sviluppare iniziative comuni tese a creare nuovi posti di lavoro attraverso l’avvio di nuove attività produttive per valorizzare le risorse naturali, la cultura e le tradizioni espressione dell’area in questione. La nostra storia è un giacimento di cultura e sviluppo dal valore incalcolabile. Da lì dobbiamo ripartire per uscire dalla stagnazione nella quale siamo ridotti. Tocca a noi saper cogliere questa storica occasione. MARZO 2015 Giustizia Relazione del presidente del Tar Puglia dott. Corrado Allegretta Nel suo intervento denunciate collusioni con organizzazioni malavitose anche di stampo mafioso in urbanistica, edilizia e ciclo dei rifiuti. Settore sanitario a rischio I n occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, il presidente del TAR Puglia, dott. Corrado Allegretta, ha svolto la sua relazione dalla quale riportiamo alcuni passi significativi. “Nell’apparato pubblico la corruzione ha ormai raggiunto un livello di diffusione epidemica. Né la nostra amministrazione locale può dirsi del tutto immune dal fenomeno. Quanto ai numeri dell’attività del 2014, il primato certamente non invidiabile di amministrazione più contestata spetta alla Asl di Bari (88 ricorsi), seguita da quella di Foggia (44), dalla Bat (24) e dal Policlinico di Bari (16). Diminuiscono da 79 a 71 le cause nel settore dell’Ambiente con una certa ripresa della litigiosità in tema di gestione del ciclo dei rifiuti. Edilizia e urbanistica risultano i settori quantitativamente più rilevanti con un aumento nei 12 mesi da 307 a 334. Seguono i ricorsi relativi ai contratti pubblici (con una diminuzione da 189 a 176). Ancora il pubblico impiego con un decremento da 136 a 71 che può trovare spiegazione nel blocco del turn over e nella riduzione del fabbisogno di personale dovuto all’informatizzazione delle strutture burocratiche. Nel settore sanità si registra un brusco aumento del numero delle cause, dalle 98 del 2013 alle 172 del 2014 soprattutto in tema di appalti relativi alla prestazione di servizi e forniture di medicinali. Complessivamente nel 2014 il numero dei ricorsi al Tar Puglia, sezione di Bari, è diminuito del 3,3 per cento, passando dai 1.727 del 2013 ai 1.670 del 2014, il minimo storico degli ultimi 20 anni. Il fenomeno non è espressione di un’improvvisamente corretta ed efficiente azione amministrativa, ma della MARZO 2015 generale condizione di crisi economica in cui versa il Paese e del costo di accesso alla giustizia. Nel periodo di riferimento i ricorsi decisi (1.723) hanno superato quelli depositati (1.670) con una riduzione delle cause in attesa di definizione (da 5.019 a 4.966). I principali procedimenti definiti dal Tar Puglia hanno spaziato dalla parità di genere nelle ex aziende municipalizzate baresi, alla ripartizione dei seggi nelle ultime elezioni comunali a Bari, Il Presidente del Tar Puglia dal conflitto d’interessi per Corrado Allegretta i consiglieri comunali all’incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di deputato. Il peggior debitore risulta essere lo Stato nel pagamento dell’equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi e dell’aggiornamento dell’indennità per lesioni da emotrasfusioni. Quando ai ricorsi per ottemperanza (aumentati da 266 a 307, ndr) si sommano quelli contro il silenzio dell’amministrazione (68) e quelli per l’accesso ai documenti (37), raggiungendo un totale di 412 che rappresenta il 24,7 per cento dell’intero contenzioso, si ha l’immagine di un’amministrazione arroccata nel suo castello, nel quale solo coloro che hanno la chiave giusta possono entrare e contro il quale nulla può ogni altro potere, che non sia quello del giudice penale. Dubito che sia questa l’amministrazione che vogliamo. Ma vive preoccupazioni non possono non suscitare le infiltrazioni di criminalità nelle locali pubbliche amministrazioni. Nell’apparato pubblico la corruzione ha ormai raggiunto un livello di diffusione epidemica, fino ad assumere forme di collusione con organizzazioni malavitose anche di stampo mafioso in settori vitali per l’economia del Paese, come quelli degli appalti e contratti pubblici, dell’urbanistica ed edilizia, del ciclo dei rifiuti, che assumono, di conseguenza, la funzione di canale privilegiato di riciclaggio di ricchezza sporca. In siffatto contesto occorre che al giudice amministrativo, buon conoscitore dei meccanismi di gestione della cosa pubblica, siano affidati idonei strumenti d’intervento e decisione”. IL FIERAMOSCA 19 Regione Piano Paesaggistico: un anno per l’adeguamento 2 MESI AI COMUNI PRIMA DELL’APPLICAZIONE DEI VINCOLI di Stefania Patella D opo l’approvazione del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale (il PPTR approvato il 17 febbraio), i Comuni avranno due mesi di tempo per individuare, con le vecchie regole di tutela, le lottizzazioni ancora in itinere. E questo perché servivano dei tempi tecnici per abbandonare le vecchie procedure legate al vecchio PUTT e introdurre l’applicazione della nuova normativa e quindi i nuovi vincoli. Ma quali sono i contenuti normativi, spiegando che il piano non contiene solo vincoli, ma anche cinque progetti pilota per il paesaggio. Una sfida culturale, prima ancora che urbanistica, che coinvolge non solo i tecnici o i costruttori, ma anche gli operatori turistici. Adesso tocca ai Comuni adeguarsi entro un anno e recepire i nuovi vincoli nell’ambito della programmazione urbanistica. Bisogna distinguere però un duplice percorso: uno semplificato per i Comuni che hanno già un piano adeguato al vecchio PUTT e l’altro per tutti quelli che non hanno mai realizzato alcun adeguamento alle regole paesaggistiche. A chi si chiede - puntualizza l’assessore Barbanente - se il PPTR bloccherà l’edilizia, rispondo che piuttosto la riqualificherà: “il tempo della espansione è finito, bisogna riposizionare il settore verso l’edilizia sociale, la demolizione e la ricostruzione, insomma l’uso sostenibile del territorio”. ORDINANZA PER IL RILANCIO DEL TURISMO BALNEARE Sul turismo balneare, un incontro si è tenuto nel capoluogo alla presenza dell’Assessore Regionale al Bilancio e al Demanio Leo Di Gioia e del presidente della V Commissione Ambiente Filippo Caracciolo e degli operatori degli stabilimenti balneari. “Piena disponibilità della Regione Puglia ad accogliere le proposte avanzate dagli operatori degli stabilimenti balneari e concertate con le associazioni di categoria e di tutela dei diritti dei disabili e delle associazioni ambientaliste. La prima proposta - precisa Caracciolo - riguarda la possibilità di prolungare la chiusura della stagione balneare sino a fine ottobre anziché sino a fine settembre. Sarà possibile introdurre la novità già dalla prossima stagione balneare a condizione di riuscire ad ampliare il periodo di monitoraggio della qualità delle acque e quindi consentire la balneazione sino a fine ottobre. Il via libera definitivo è subordinato al parere positivo dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente. L’altra proposta riguarda la riduzione del periodo di apertura obbligatoria degli stabilimenti. Al momento l’obbligo di apertura riguarda il periodo compreso tra il quarto sabato di maggio sino alla seconda domenica di settembre. C’è l’impegno della Regione Puglia a rivisitare il calendario del periodo obbligatorio portandolo dal primo sabato del mese di giugno alla prima domenica di settembre. Dal confronto è stata condivisa l’idea di promuovere quattro seminari con il fine di evitare il moltiplicarsi di contenziosi e fare chiarezza sul quadro normativo comunitario, nazionale, regionale in materia di demanio marittimo entrando nel merito di tutti gli aspetti amministrativi che riguardano la costa, l’ordinanza balneare e le attività connesse. 20 IL FIERAMOSCA L’assessore Barbanente ASL, ATTESA L’INTESA RAGGIUNTA STATO-REGIONI Sullo schema di DPCM per la stabilizzazione dei medici precari, il consigliere Caracciolo ha rivolto un appello per l’assunzione di medici precari. Oltre alla conferma dei criteri di spesa, si possono programmare assunzioni per LSU e LPU e la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato. Per il personale medico (anche del Pronto Soccorso) viene richiesto il requisito di almeno cinque anni di prestazione continuativa. Vendola e Pentassuglia - dice Caracciolo - informino in tempi stretti i direttori generali delle Asl pugliesi sull’intesa univoca perché vengano immediatamente prorogati i contratti a termine così come, nel più breve tempo possibile, vanno indette le procedure concorsuali riservate. Interpreto con fiducia le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha dichiarato nei giorni scorsi l’obiettivo di voler azzerare le sacche di precariato presenti nelle Aziende ospedaliere italiane. Come Regione Puglia non ci resta che fare il massimo. CANALONE CIAPPETTA CAMAGGI: IN ATTESA DELLA VARIANTE E DEL VIA Esito positivo dell’ultima Conferenza di Servizi. Si attendono ora la Variante e la Valutazione di impatto ambientale per procedere al Progetto Esecutivo e all’appalto dei lavori. Si è tenuta l’ultima Conferenza di Servizi riguardante i lavori atti a fronteggiare la storica emergenza infrastrutturale legata al canale Ciappetta-Camaggi. Alla Conferenza, tenutasi presso la sede regionale dell’ANAS, soggetto attuatore del progetto, erano presenti tutti gli Enti e le società di sottoservizi coinvolte dai lavori. La seduta ha concluso positivamente le proprie attività con l’acquisizione di tutti i pareri, le autorizzazioni ed i nulla osta utili al Progetto. Con questo incontro abbiamo di fatto chiuso la Conferenza di Servizi. Nel corso dello stesso, difatti, dopo le prescrizioni richieste, è stata illustrata, da parte del Compartimento ANAS per la Viabilità della Puglia, la versione revisionata del “Progetto Definitivo” relativo all’intervento di manutenzione straordinaria con oggetto i lavori di ricostruzione dell’opera d’arte sul canale Ciappetta-Camaggi al km 26+670 della SS. 170 dir. A di Castel del Monte. 2015 2015 MARZO MARZO Regione Piano Paesaggistico Territoriale Regionale Il PPTR favorisce la pianificazione e lo sviluppo del territorio di Filippo Caracciolo V enerdì 27 febbraio 2015 si è tenuto a Barletta presso la Sala Rossa del Castello un convegno sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) promosso dall’Associazione BarlettaUp con la partecipazione del Presidente della V Commissione Ambiente, Tutela del Territorio e Urbanistica Filippo Caracciolo, della vicepresidente della Regione Puglia e Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente e dell’ingegner Francesca Pace Dirigente area Politiche per la mobilità e qualità urbana della Regione Puglia. Il commento sull’iniziativa del consigliere regionale Filippo Caracciolo: “Ringrazio tutti i componenti dell’Associazione BarlettaUp ed il presidente Matteo Tabacco per aver promosso l’evento sul Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Quello di Barletta è stato il primo incontro sul PPTR dopo l’approvazione da parte della Regione Puglia. È stata un’occasione importante perché utile ad illustrare obiettivi e finalità di un Piano innovativo sotto molti punti di vista e con cui si antepone finalmente il paesaggio al territorio. Il Piano intende dare certezze ad operatori e cittadini: è stato redatto in ‘copianificazione’ con il Ministero dei Beni Culturali e secondo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (L. 42/2004). La Puglia è la prima Regione in Italia a dotarsi di un piano formulato secondo le disposizioni del Codice e questo deve rappresentare per tutti noi un grande motivo di orgoglio. Capita molto raramente che una regione del Sud possa vantare, come in questo caso, un primato nazionale. Il PPTR ha visto, come ricordato dall’assessore Angela Barbanente, un grande lavoro della Commissione Ambiente da me presieduta. Sono state ben 16 le riunioni di Commissioni utili ad esaminare e ratificare l’iter che ha portato alla definitiva approvazione il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Oggi tutti noi abbiamo il compito ed il dovere di trasformare il Piano in azioni concrete: le amministrazioni sono chiamate ad avere un ruolo attivo per recepire le indicazioni del Piano da tradurre nei vari strumenti urbanistici comunali. Passando dal Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio (PUTT) al PPTR si potrà avere un approccio più partecipativo e dialogante tra i vari enti. Il nuovo Piano ha il merito di fornire un’interpretazione identitaria, stabilisce vincoli in base a progetti e linee guida, è collaborativo e flessibile, ha una connotazione ‘di progetto’ e si fonda su ‘grandi progetti di territorio’. Il PPTR risulta completo essendo dotato di una parte descrittiva, una interpretativa ed una progettuale. Entro un anno i comuni devono adeguare i propri strumenti di pianificazione al PPTR. Barletta è chiamata alla sfida del Piano Urbanistico Generale che potrà essere il motore di un rilancio economico e sociale della Città a cui collegare opportunità di sviluppo sostenibile del territorio senza trascurare le grandi potenzialità date dalle risorse naturali. In tal senso ribadisco e rinnovo il mio impegno su temi come la riqualificazione costiera che nel pieno rispetto della tutela del paesaggio possono rappresentare elementi fondanti dello sviluppo di tutto il territorio provinciale. Grazie alla presenza di numerosi sindaci e amministratori del territorio il convegno sul Piano Paesaggistico è stata anche l’occasione per sviluppare e approfondire il tema delle politiche di sviluppo del territorio. Ringrazio l’assessore Barbanente e la dirigente Francesca Pace per aver contribuito con la loro competenza e la loro professionalità ad arricchire il dibattito sul PPTR. Continuerò nella mia doppia veste di consigliere regionale e Presidente della V Commissione Ambiente a promuovere occasioni di dialogo e ascolto dei territori. L’azione politica promossa dalla Regione Puglia ha l’ambizione di essere accompagnata costantemente da momenti di partecipazione attiva alla vita amministrativa. Con il contributo dei cittadini possiamo e dobbiamo migliorare l’efficacia degli interventi da programmare e sviluppare un più proficuo Da sinistra l’ingegner Francesca Pace, l’assessore alla qualità del territorio Angela Barbanente, il presidente della V Commissione Ambiente Filippo Caracciolo e il presidente dell’Associazione BarlettaUp rapporto tra pubblico e privato”. Matteo Tabacco MARZO 2015 IL FIERAMOSCA 21 22 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Lettera aperta Lettera aperta di Stefano Bianco a Mattarella AUGURI A NOME DEI VECCHI AMICI DELLA DC PUGLIESE C aro Presidente, to in Puglia dal gruppo dopo i telegrammi “Corsivo” quando, subito augurali di papa Francesco, dopo le elezioni del 1996, di Obama e di Putin ti prego da Presidente del gruppo di accettare i miei cordiali e dei Popolari facesti elegaffettuosi auguri, con l’antica gere Giusi nell’Ufficio di amicizia e stima. Devo inviaPresidenza della Camera re prioritariamente gli augudei Deputati. ri delle numerose amiche e Caro Sergio, amici pugliesi che, per teleanch’io non ho grafono e con messaggi festanti, dito l’epiteto di “galanmi hanno fortemente sollecituomo” con il quale - in tato e delegato a farti giungequeste ore - diversi ti re - mio tramite - la loro gioia Il Presidente della Repubblica hanno etichettato. Termie la piena condivisione della Sergio Mattarella ne che spesso viene usato tua qualificata elezione. quando si tratta di uomini senza titoli, storia Sono gli auguri delle amiche e degli amici e qualità. Mi viene in mente la copiosa narrache hai incontrato nel corso delle tue venute tiva meridionale sui “circoli dei galantuomiin Puglia, alcuni allora “matricole del voto” ni”; spesso con uomini che non si sporcano ma che ricordano ancora le tue analisi sulla le mani, che li trovi sempre dalla parte del situazione politica e sulle alleanze. Illustravi vincitore e che considerano dei poveri “untoil ruolo attuale del popolarismo sturziano, il relli” quelli che si oppongono ai potenti. pensiero di Moro e di Scoppola, la lezione di Sei proprio il contrario del galantuomo don Marzolari ai cattolici democratici. meridionale perché pur senza fanfare, sei La tua semina è stata fruttuosa. Da sta- deciso nel lottare soprusi, deviazioni costimattina abbiamo tutti la convinzione di esse- tuzionali, privilegi. Preoccupato ma pronto a re stati eletti con te e con te stiamo per salire intervenire per dare speranza ai cittadini che il Quirinale; ci rappresenti e ti siamo vicini. soffrono e si sentono esclusi e emarginati dalCon te il Paese è in buone e sicure mani. Sa- lo Stato democratico. Presentandoti come galantuomo mi è sembrato un modo per esaltare rai il Presidente dei cittadini. Ci unisce la tua stessa passione politica formalmente la figura del nuovo Presidente e la scelta di non puntare sulle tessere e le per svuotarlo di fatto o fermare ogni futura azione in favore dell’uguaglianza dei cittadiclientele per contare nei congressi. Ricordo sempre le intense ma esaltanti ri- ni: “la sovranità popolare”. Mattarella appartiene a una sinistra che non unioni e le battaglie combattute insieme per la si è limitata a contestare ma con coerenza ha difesa e l’autonomia del Partito Popolare da sempre scelto e agito ma con la schiena dritta e quanti avevano deciso di svuotare il partito di tu caro Sergio - l’hai sempre dimostrato, non Sturzo per farlo confluire nel berlusconismo. solo per il rifiuto alla legge Mammì. Battaglie condotte con Andreatta, CastagnetSu queste comuni esperienze politiche si ti, Rosy Bindi, Elia, Rosetta Iervolino, Guido basa la nostra sicurezza del tuo impegno, per Botrato e Gerardo Bianco. ridare speranza ai giovani, ai senza lavoro, a Ricordiamo anche - e te ne siamo ancocombattere la crescente povertà delle famira grati - la tua scelta, con Martinazzoli di glie a respingere ogni rischio di autoritalismo chiamare l’amica Giusi Servodio e inserirla ma anche per esaltare il ruolo dell’Italia in nel listino regionale per partecipare alle eleEuropa e nel Mondo per bloccare il concreto zioni della Camera del 1994. (Ricordo che pericolo del rinato terrorismo. mi facesti presente che se non fossimo stati Auguri di buon lavoro per l’Italia, Sergio tempestivi nell’accettare la proposta sarebbe Presidente. stata preferita, al posto di Giusi - la sorella Un saluto caro e cordiale da noi tutti. giornalista, del prof. Buttiglione). Apprezzammo anche - ringraziandoti Stefano Bianco direttore de “Corsivo” - Bari per la riconoscenza del lavoro politico svolMARZO 2015 Dichiarazione dell’on. Giusi Servodio “Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica, sarà il Presidente di tutti gli italiani”, con questa affermazione l’on. Giusi Servodio saluta l’elezione a Capo dello Stato del suo amico dai tempi della Sinistra di Base della Democrazia Cristiana (Zaccagnini, Granelli, Martinazzoli, Elia, De Mita, Galloni, Bindi…). “La scelta di Mattarella non è una nostalgia del passato, ma la valorizzazione di radici antiche che sanno dare frutti nuovi, capaci di alimentare non la pratica dello scontro di tutti contro tutti, ma la cultura della sintesi politica nell’interesse del Bene Comune. Il Parlamento ha inteso dare la propria fiducia non solo all’uomo sobrio e appassionato delle istituzioni democratiche, non solo al difensore dei principi e dei valori della Costituzione del 1948, ma anche all’esponente della cultura politica del cattolicesimo democratico, che rappresenta ancora una garanzia per la salvaguardia dell’unità del Paese. La scuola del cattolicesimo democratico rappresenta ancora una fucina di classe dirigente politica capace di unire il paese, di governare il cambiamento e di proporre soluzioni efficaci, come quella legge elettorale che porta la firma di Mattarella e che garantiva ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento e avere un rapporto diretto con loro nel territorio”. L’on. Servodio, nel ricordare le frequenti visite baresi dell’allora on. Mattarella, in collaborazione con gli amici di “Corsivo”, sottolinea l’impegno comune profuso per la fondazione del Partito Popolare prima, della Margherita poi e infine del Partito Democratico. IL IL FIERAMOSCA FIERAMOSCA 23 24 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Chiesa PRIMO SINODO DIOCESANO Il resoconto degli incontri della prima sessione R iprenderanno il 10 aprile gli appuntamenti previsti dal calendario delle Assemblee Sinodali che si stanno celebrando a Trani, presso la Parrocchia Spirito Santo, per il Primo Sinodo diocesano promosso dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, dopo i primi otto incontri celebrati nei mesi di gennaio e febbraio e relativi alla prima sessione “Popolo di Dio nella compagnia degli uomini”. I sinodali si sono confrontati e hanno discusso le prime 176 proposizioni dell’Instrumentum Laboris. Presenze stabili dei sinodali 330 unità, distribuite tra sacerdoti, diaconi, religiosi, consacrati e laici. Ma, giustamente, l’uomo di strada, che non ha partecipato agli incontri sinodali, si chiede: ma, in effetti, in quelle date di cosa si è parlato e, successivamente, su cosa si è votato? Intanto, qualche precisazione. Nei primi due incontri i sinodali si sono divisi in dodici gruppi di studio, che hanno discusso gli emendamenti presentati in ordine alle proposizioni dell’Instrumentum Laboris. Da questo lavoro è venuto fuori che non poche di quelle proposizioni sono state riformulate in toto o in alcune parti. La decisione finale, sempre su quelle proposizioni, è stata presa negli incontri successivi, nei quali i sinodali, riuniti in assemblea plenaria, si sono espressi approvando o non approvando le proposte emerse nei gruppi di lavoro. E, tanto per dare un’idea dei contenuti passati al vaglio dei gruppi di lavoro e successivamente delle assemblee, il sinodo: raccomanda una maggiore attenzione ai giovani auspicando un più puntuale loro coinvolgimento nelle scelte e nelle decisioni, una più proficua armonizzazione tra la dimensione diocesana e quella parrocchiale evitando sbilanciamenti per l’una o per l’altra, con una più incisiva valorizzazione del laicato; ribadisce il ruolo imprescindibile della parrocchia nell’azione pastorale, per cui le viene chiesta la disponibilità a dilatare i tempi di apertura soprattutto al mattino e, laddove si ritenga opportuno, a creare unità pastorali attraverso una collaborazione più stretta tra più parrocchie; auspica il rafforzamento dello stile sinodale nel rapporto tra vescovo, presbiteri, diaconi e laici; e questo stile dovrà essere assunto nel caso specifico dell’edilizia di culto, laddove la comunità parrocchiale, per il tramite degli organismi di partecipazione, sarà chiamata a rivestiMARZO 2015 re un ruolo di responsabilità nell’iter progettuale e nel reperimento delle risorse economiche; invita la diocesi a riformulare meglio la riorganizzazione delle commissioni e degli uffici diocesani, a rivedere gli statuti degli organismi di partecipazione, a ripensare in maniera sostenibile la organizzazione di scuole o percorsi formativi degli operatori pastorali; raccomanda la valorizzazione di tutto l’associazionismo cattolico e i diversi carismi di cui ciascuna associazione, movimento e gruppo è portatore; riconferma l’attenzione al grande e fondamentale capitolo della preparazione al matrimonio e della pastorale familiare, su cui si dovrà tornare a riflettere per la condivisione di nuovi e più proficui percorsi formativi, nei quali i consultori di ispirazione cristiana dovranno continuare a svolgere un prezioso compito formativo assieme ad altri servizi; identica riflessione dovrà essere effettuata in altri campi della pastorale, quale quello della iniziazione cristiana, delle persone ammalate e degli anziani, della benedizione delle case, della cultura con una particolare attenzione alle scienze. Quella che precede è solo una sintesi giornalista, senza alcuna pretesa di essere esaustiva di quanto vissuto nei primi appuntamenti, ma senza dubbio utile per avere un minimo di cognizione dei materiali e di contenuti passati al vaglio del sinodo! NUOVA SEDE BARLETTA VIA REGINA MARGHERITA 34 Tel./Fax 0883 332 464 · Cell. 393 301 26 75 [email protected] · www.fotorudy.it IL FIERAMOSCA 25 In città NOTIZIE IN BREVE COMMEMORATO S. FRANCESCO DI SALES PATRONO DEI GIORNALISTI Con una duplice iniziativa, commemorato S. Francesco di Sales patrono dei giornalisti e dei comunicatori in genere. Nella mattinata del 24 gennaio promossa dall’arciprete don Felice Bacco, presso la Cattedrale di S. Sabino a Canosa è stata celebrata una Santa Messa. Al termine della funzione religiosa, visita presso il museo dei vescovi e in serata, a Barletta nell’Auditorium don Luigi Filannino della parrocchia del SS. Crocifisso, si è tenuto il 4° meeting delle testate giornalistiche locali (ecclesiali e laiche) sul tema: La professione giornalistica, istruzioni per l’uso. Relatore Valentino Losito, presidente dell’ordine giornalisti di Puglia; moderatore il professor Riccardo Losappio, direttore della Commissione Cultura e Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth. L’iniziativa, riconosciuta dall’Ordine Giornalisti è stata promossa dalla testata “La Stadera” della Parrocchia ospitante in collaborazione con la Commissione diocesana cultura e comunicazioni sociali. Papa Francesco, in occasione di questa giornata, ha scritto un messaggio dal titolo: “Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”. cettare l’adempimento del primo per poter godere della seconda per esercitare i diritti ad essa connessi. Senza doveri, infatti, secondo Violante, non esiste il concetto di nazione, perché i doveri specificano il senso complessivo della cittadinanza come obbligo politico. La continua rivendicazione di diritti senza doveri aumenta l’egoismo sociale allenta i legami di appartenenza alla comunità civile. I diritti senza doveri trasformano i desideri in pretese, sacrificano il merito e finiscono per legittimare gli egoismi individuali. Promettendo diritti senza richiedere l’adempimento di doveri accresce il rancore sociale - perché si promette quello che non si può mantenere - e, in ambito pubblico, si conferiscono poteri di veto, lasciando campo libero alla demagogia e al populismo. Una tesi coraggiosa e attuale, per una nuova etica della cittadinanza. Violante ha pubblicato diversi libri di successo, tra cui “Politica e menzogna” e “Magistrati”, entrambi per Einaudi. È stato anche presidente della Camera dei Deputati. UGO VILLANI PRESENTA UN LIBRO DI LUCIANO VIOLANTE Nei giorni in cui a Roma già ferveva la battaglia per l’elezione del Presidente della Repubblica, a Barletta il prof. Ugo Villani, ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università degli Studi di Bari, presentava un saggio di Luciano Violante, intitolato Il dovere di avere doveri per i tipi della Einaudi. L’incontro, tenutosi presso il punto Einaudi di Barletta e organizzato dall’associazione “Barletta insieme” nel quadro di una serie di incontri di carattere culturale e sociale è stato incentrato proprio su questa tematica, cioè sui principi di dovere e democrazia, sulla necessità di ac- RICORDO DI MONS. REGINALDO ADDAZI Nella parrocchia Sacra Famiglia, commemorato mons. Reginaldo Addazi, dal 1947 al 1971 arcivescovo metropolita di Trani, titolare di Nazareth e Barletta, amministratore perpetuo di Bisceglie. Celebrata una santa messa in suo suffragio, cui ha seguito lo scoprimento di un suo ritratto e una testimonianza sull’Arcivescovo ad opera del diacono Paolo Dargenio. L’iniziativa si svolge nel 50° anniversario della sua morte avvenuta il 7 febbraio 1975. Fu mons. Addazi a donare il suolo su cui successivamente sorse l’attuale parrocchia Sacra Famiglia. L’Arcivescovo lo ebbe in eredità, per testamento, dal canonico don Domenico Rizzi. Mons. Addazi, su invito di don Tobia Mascolo e don Donato Lionetti, rispettivamente parroco della Sacra Famiglia e viceparroco della medesima, lo mise a disposizione per la costruzione della nuova chiesa. 26 IL FIERAMOSCA BARRACCHIA ESPONE A LONDRA Angiolo Barracchia socio della Cesacoop Arte, espone a Londra in una mostra organizzata negli spazi della Art Gallery “The tabernacle” intitolata “Madre Italy - artisti italiani a Londra”. “Nella tela 40x40 - ci spiega Angiolo - trattata con colori acricili, sono intervenuto con la tecnica del collage, per rappresentare l’Italia come un manichino da sartoria sul quale è appoggiato un abito bianco e leggero con la fascia tricolore simbolo del nostro paese. Fascia tricolore che man mano va dissolvendosi, e non frantumandosi, con il tessuto dell’abito diventando petali di fiore al vento di primavera. Il manichino è racchiuso in tanti cerchi in metallo che rappresentano le sagome dei maggiori monumenti italiani. Questo è il mio Made in Italy, leggero come un sogno pronto ad avverarsi nella prossima mostra”. MARZO 2015 In città GIORNATA DELLA MEMORIA CORTEO PER LE VIE DELLA CITTÀ In occasione del 70° anniversario della liberazione di Auschwitz - Birkenau, l’Amministrazione comunale di Barletta, d’intesa con il Prefetto della Bat e in collaborazione con l’Archivio della Resistenza e della Memoria e la sezione locale del Sindacato Pensionati Italiani della CGIL, ha celebrato la “Giornata della Memoria”. Afflusso a piazza Aldo Moro di delegazioni scolastiche di Barletta, Canosa e Trinitapoli e la formazione di un corteo che dalle 10.30 ha percorso le vie cittadine fino al Castello dove alle 12.00 è stata accesa la Menorah. Inoltre nel cinema Paolillo lo spettacolo teatrale multimediale “Shoah” rivolto agli studenti delle scuole secondarie e ancora una iniziativa con il segretario nazionale Spi, Carla Cantone, dedicata ai “Viaggi della memoria”. “ORIZZONTE SUD”, TAPPA A BARLETTA In occasione delle celebrazioni della Disfida, Palazzo San Domenico ha fatto da scenario alla sfida del Sud che vince con le sue eccellenze. Protagonisti di “Orizzonte Sud”, le rappresentanze dei diversi settori produttivi, sociali e istituzionali locali. L’evento, organizzato dal Corriere del Mezzogiorno e moderato dal direttore Antonio Polito, ha fatto tappa a Barletta, seconda città del Meridione dopo Palermo. Sono intervenuti esponenti del mondo politico-amministrativo delle province Bat e Bari, nonché numerosi operatori economici e studiosi. IL SINDACO DI CORATO MASSIMO MAZZILLI NUOVO PRESIDENTE DEL PATTO TERRITORIALE NORD BARESE Massimo Mazzilli, sindaco di Corato, è il nuovo presidente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino. Vice presidente è stato nominato Mario Gennaro Superbo sindaco di Minervino, mentre terzo componente è stato nominato Nicola Di Tullio sindaco di Spinazzola. Le nomine sono avvenute al termine del consiglio di Amministrazione che si è tenuto nella sede dell’Agenzia per lo Sviluppo e l’occupazione dell’area del Nord Barese. Mazzilli succede al biscegliese Pasquale Musci che ha guidato il RISTORANTE RICEVIMENTI CONGRESSI MARZO 2015 patto per due anni, un periodo di transizione segnato dalla fusione delle singole Agenzie, in un’unica Agenzia. Ha ancora un senso tenere in vita questo Patto Territoriale? Ricordiamo quando - tanti anni fa - nacque con grandi prospettive di operatività, mentre negli anni purtroppo ha perso per strada tanta della sua ottimistica volitività. Due i grandi limiti ad un suo decollo: la carenza di risorse economiche dei Comuni, e la scarsa disponibilità di tempo che i Comuni possono dedicare alla realizzazione di progettualità condivise. DIMINUIZIONE DELLE TASSE COMUNALI Taglio e razionalizzazione delle spese del Comune per 4 milioni di euro, riduzione delle tasse comunali come TASI (1,00x1000 per tutti), IMU (riduzione di un punto da 9,6x1000 a 8,6x1000), IRPEF (unico scaglione con un massimo dello 0,6%/0,7%), TARI (riduzione piano finanziario per 2,5 milioni di euro di abbattimento immediato della tariffa del 25%), predisposizione di un Piano di recupero della Evasione Fiscale mai adottato mirante ad un recupero di 500mila euro per il 2015 e 750mila euro per il 2016; e inoltre, adeguamento nuovo piano Commerciale per la zona di via Trani al fine di convertire la destinazione di capannoni ormai dismessi da industriali a commerciali per incentivare la nascita di insediamenti produttivi. Tra le proposte elaborate dai gruppi consiliari di opposizione per il Bilancio di previsione dell’anno 2015 vi è la trasformazione del titolo da diritto di superficie in pieno diritto di proprietà, una proposta che l’Amministrazione dovrebbe tenere in debita considerazione, poiché intercetta un’esigenza manifestata da tanti cittadini assegnatari degli alloggi in cooperative edilizie risalenti ai primi anni ‘70. La normativa in materia, infatti, prevede che i comuni possano cedere in proprietà le aree comprese all’interno dei piani di Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.), assegnate all’epoca in diritto di superficie, dietro il pagamento di un corrispettivo. Questo provvedimento porterebbe subito nelle casse comunali un introito stimato in circa 2 milioni di euro, ossigeno per altri interventi pubblici e in particolare per la riduzione della pressione fiscale. Viale R. Elena (Lit. di Levante) tel. 0883 347741 IL FIERAMOSCA 27 PEDICO Via F. d’Aragona, 46 - angolo Via S. Antonio Barletta In libreria RICORDO DI VITTORIO PALUMBIERI Un esperto promotore del nostro turismo culturale di Renato Russo Q uando Vittorio è venuto meno, mi ha preso come un senso di smarrimento e di angoscia, come di un amico col quale hai condiviso una vita di impegno culturale e del quale ti senti ingiustamente privato. Un sentimento che riaffiora prepotentemente in questi giorni, in occasione della presentazione della sua autobiografia nella quale ci ha voluto lasciare una sorta di testamento del suo impegno per la città della qua- Vittorio Palumbieri le diresse per molti anni l’Azienda di Soggiorno e Turismo. Vittorio non resse quell’ufficio solo con competenza tecnica, ma anche - e vorrei anzi dire, soprattutto con una visione culturale d’alto profilo. La sua era una cultura classica, d’ampio respiro, più versata nel settore turistico-storico, ma aperta anche a una molteplicità di conoscenze umanistiche che sapeva esternare con gradevolezza narrativa e che sapeva trasmettere con piacevolezza affabulatoria come quando, accogliendo l’invito della Rotas a presentare il volume che sul teatro “Curci” aveva scritto l’ingegnere Duilio Maglio, seppe intrattenere amabilmente l’attento uditorio in una vivacissima ricostruzione delle peripezie che aveva vissuto quello storico edificio. Con punte di amaro sarcasmo verso chi, la realizzazione di quell’opera, aveva anche osteggiato con calcolata malevolenza. In piena intesa con i presidenti dell’Azienda, ma specialmente con il dott. Ruggiero Dimiccoli, negli anni Settanta, Vittorio portò a termine - insieme all’ordinaria attività di accoglienza e assistenza ai turisti - qualificati progetti di decisiva importanza per il futuro turistico del territorio. L’allestimento del teatro estivo al castello, il restauro del teatro “Curci”, il risanamento dei litorali di ponente e di levante, il convegno regionale sui centri storici, determinante per i primi finanziamenti regionali nel settore, le giornate denittisiane per la valorizzazione del grande artista barlettano, l’impegno alla valorizzazione turistico-culturale dell’area archeologica di Canne della Battaglia, il Certame Cavalleresco della Disfida di Barletta e tanto altro ancora: tutti impegni portati a termine con grande dedizione, ma anche con pari appagamento, soprattutto per i rapporti umani che seppe intrattenere con importanti protagonisti della nostra vita civile e culturale. Come l’on. Giuseppe Di Vagno e il soprintendente ai monumenti prof. Renato Chiurazzi, per il restauro del teatro “Curci”, o il giornalista Enzo Lucchi che si spese per la causa dell’annibalicità del sito cannense, l’on. Titino Lenoci per la realizzazione del Certame della Disfida nell’ultima edizione del ciclo del NovecenMARZO 2015 to, con Osvaldo Bevilacqua amabile presentatore di programmi televisivi nazionali nei quali ebbe l’abilità di insinuare alcune delle nostre più note manifestazioni turistiche. Nel 1985 venne chiamato dalla Regione alla reggenza della direzione dell’Azienda di Turismo di Bari. Esaltante esperienza nel capoluogo di regione, della quale gli rimase indelebile il ricordo del regista Luca Ronconi, chiamato a dirigere il Corteo Storico di San Nicola del 1987, 900° anniversario della traslazione dei resti del Santo da Myra a Bari. Nella primavera del 1994, fu chiamato dal neo eletto Sindaco di Barletta, Raffaele Fiore, a far parte della Giunta municipale. Fu l’assunzione di un impegno forte per la credibilità del Sindaco e della Giunta; ma l’esperimento della “primavera barlettana” come qualcuno osò definire quella giunta, durò solo venti mesi perché i risentimenti e gli interessi non soddisfatti determinarono la caduta di quella Amministrazione. Nell’approssimarsi della scadenza del secondo mandato di presidenza del dott. Pasquale Pedico alla Società di Storia Patria per la Puglia, ne suggerii il nome come di un possibile presidente. Ma non se ne fece nulla. La sua vita professionale si concluse nel marzo 2006, dopo otto anni di direzione dell’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Bari, che sostituiva le preesistenti Aziende di Soggiorno e Turismo. Dopo quarant’anni di vita lavorativa, ancora nel pieno del suo vigore fisico e intellettuale, era pronto da riservista a nuovi impegni, ma nessuno lo chiamò. Ancora una vittima del noto aforisma barlettano che S. Ruggero sarebbe amico dei forestieri. Il suo impegno più recente, al quale si era dedicato negli ultimi tempi, con la pigrizia tipica degli intellettuali che non mettono fretta alle loro giornate lavorative, era una sorta di autobiografia tematica circoscritta agli anni passati nell’Azienda di Soggiorno e Turismo. Non però con finalità auto-celebrative, come ci teneva ad assicurarmi, come amico e come editore, ma per entrare nelle pieghe della ricostruzione di alcuni fra i più significativi capitoli del recupero di alcuni nostri monumenti (il Castello, la Cattedrale, Eraclio) o luoghi della cultura (palazzo S. Domenico, il teatro Curci, Palazzo della Marra) o del turismo nostrano (Canne della Battaglia, la Disfida di Barletta, le due litoranee) o personaggi illustri (Giuseppe De Nittis). Unico impedimento ad una più sollecita consegna del dattiloscritto, le difficoltà all’uso del computer. Alla chiusura definitiva del testo gli mancavano poche pagine e il ritrovamento di alcune foto, come mi assicurò l’ultima volta che mi venne a trovare alla Rotas. E in quella circostanza, sicuro di farmi cosa gradita, mi portò un estratto del “Venerdì di Repubblica” che ricostruiva la vicenda di una storica tipografia torinese. È stata l’ultima volta che ci siamo incontrati pochi giorni prima della sua scomparsa. IL FIERAMOSCA 29 Stato La presidenza Mattarella non tutto è perduto di Gaetano Nanula Q uando si dice lo stellone dell’Italia: sembrava che tutto fosse destinato ad una deriva irreversibile, ad una radicale perdita del senso della legalità, ad un consolidato esercizio di prassi addomesticate per la conquista del potere, con le conseguenti distorsioni nel suo utilizzo, non sempre orientato al conseguimento del bene comune, quando all’orizzonte del Paese è apparso - quale supremo regolatore della sua evoluzione giuridico-sociale - un campione del diritto pubblico, un professore della Costituzione, della quale saprà garantire l’osservanza da parte di tutti “come legge fondamentale della Repubblica”. È tutt’altro che leggero il fardello dei lavori in corso e delle riforme - annunciate ma ben lungi dall’essere attuate - ereditato dal nuovo Capo dello Stato. Volendo procedere con ordine nella prospettiva della soluzione dei gravi problemi oggigiorno sul tappeto - disoccupazione, evasione fiscale, criminalità organizzata, corruzione, efficienza della pubblica amministrazione - , un’attenzione particolare merita indubbiamente l’approvazione della nuova legge elettorale, per la sua funzione di matrice ai fini della formazione dell’ulteriore ordinamento giuridico; della formazione qualitativa del Parlamento, l’organo che deve porre le future regole per lo sviluppo democratico del Paese. A pensarci bene, gran parte dei nostri problemi attuali trovano la loro ineludibile radice nella vecchia legge elettorale - la 270 del 2005 - eufemisticamente chiamata il “Porcellum”, a suo tempo pensata, studiata ed introdotta non per consentire una gestione democratica del potere, ma - prima ancora - per una conquista oligarchica del potere stesso ed una sua successiva gestione - più o meno arbitraria - a cura di poche persone. La struttura fondamentale di tale legge consentiva infatti a quattro o cinque capi-partito di “nominare” a proprio piacimento i candidati da inviare al Parlamento, sottraendo agli elettori il diritto MARZO 2015 di eleggere i propri preferiti, quelli che, per qualità morali, culturali o professionali fossero ritenuti i migliori a rappresentarli nello svolgimento della funzione legislativa. Quella legge elettorale - insomma - ha consentito ai capipartito di appropriarsi della sovranità del popolo per formare il Parlamento; ha permesso a quei quattro o cinque capi-partito di surrogarsi all’immensità del popolo - nel quale soltanto, per disposizione costituzionale (art.1 ), risiede la sovranità della Nazione - nel formare l’organo legislativo “a propria immagine e somiglianza”, dopo di che avrebbero potuto fare di tutto. Già, perché i nominati, gravati da un vincolo di profonda gratitudine e di esistenziale discendenza dalla volontà del capo-partito erano - e sono tuttora - obbligati ad eseguirne gli ordini, spesso stringenti e perentori. Così si spiega la povertà del dibattito parlamentare, lontano dalla dialettica ricca e tecnicamente approfondita di una volta, anche su leggi di fondamentale importanza e così si spiegano le frequenti votazioni per alzata di mano, non avendo i parlamentari nulla da dire. Tutto questo naturalmente contrastava - e tuttora contrasta platealmente con le precise ed inequivocabili norme della nostra Costituzione. Innanzitutto con la solennità della figura attribuita al parlamentare: l’art. 67 dice infatti che “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” ed allora tale prestigiosa rappresentanza non può essere evidentemente conferita dal capo-partito, ma soltanto dalla Nazione stessa, cioè dal popolo, che trasferisce al candidato il suo potere sovrano, investendolo della delicatissima funzione legislativa, la più significativa ai fini della realizzazione di una società democratica. E poi contrastava - e tuttora contrasta - con l’art. 56, il quale precisa che “La Camera dei Deputati è eletta a suffragio diretto”, IL FIERAMOSCA 31 Stato nonché con l’art. 58, il quale pure conferma che “I senatori sono eletti a suffragio diretto dagli elettori”. Ora, comunque si vogliano girare e rigirare queste norme, non si può fare a meno di riconoscere che la Costituzione ha voluto attribuire all’elettore il diritto sovrano, non modificabile o condizionabile di scegliere direttamente, senza alcuna interferenza o intermediazione, il candidato da inviare al Parlamento. Ed ancora confliggeva - come tuttora confligge - con l’art. 48, secondo cui “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto… il diritto di voto non può essere limitato”. Il fatto che la Costituzione escluda la possibilità di voti diseguali; che alcuni voti possono valere di più ed altri di meno, impediva - come tuttora impedisce che determinati voti potessero o possano sostanziare un cosiddetto “premio di maggioranza” od incorrere in un loro annullamento ai fini della rappresentanza, per il fatto che non contribuiscano a superare un’eventuale “soglia di sbarramento” posta ai partiti. Questi discorsi sul premio di maggioranza e sulla soglia di sbarramento producono evidentemente distorsioni nella rappresentanza, alterano gli effetti delle votazioni e sono fatti solitamente nel nome della governabilità, per l’esercizio di un potere pieno, possibilmente svincolato da condizionamenti critici, un potere possibilmente sovrano, libero, decisionista. Questi discorsi sono anche fatti da chi vuol sapere, la sera stessa in cui si conclude lo spoglio delle votazioni, chi “comanderà”. Senonché, in democrazia, non comanda nessuno; comanda solo la legge, il suo contenuto, che dev’essere chiaro e rivolto soltanto alla realizzazione del bene comune. Quanto poi a disporre di un potere forte, libero, decisionista, sovrano, l’Italia ha già sperimentato ampiamente l’esercizio di quel tipo di potere… dopo molti anni scoprimmo però che si chiamava dittatura. Com’è noto, il “Porcellum” è stato sottoposto al serrato giudizio della Corte Costituzionale - del cui collegio giudicante faceva parte l’attuale Capo dello Stato - che, con sentenza n. 1 del 2014, lo ha sfrondato di tutte le suddette contraddizioni ed illegittimità costituzionali. Sarebbe quindi logico e auspicabile che il progetto della nuova legge elettorale non ripetesse gli stessi gravi errori. E invece no! Sembra allucinante e assurdo, ma il cosiddetto “Italicum”, in corso di approvazione al Parlamento, insiste, ripete, conferma le stesse suddette devianze. Magari un po’ attenuate, ma siamo pur sempre nello stesso registro della conquista spregiudicata del potere. Senonché dal 3 febbraio è apparso all’orizzonte un nuovo splendido “Stellone”, dello stesso tipo di quelli che hanno illuminato il nostro Paese in altre felici occasioni, per cui ci permettiamo di consigliare agli autori del nuovo testo di legge elettorale di rileggersi attentamente la Costituzione e la sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale, togliendosi definitivamente dalla testa che - nella formulazione attuale - un professore di diritto costituzionale lo possa promulgare come legge definitiva. Il nostro facebook A.S. 1946/47, Scuola Elementare “Massimo d’Azeglio”. Seconda fila (da destra, contrassegnata da una freccia) è Angela Dicorato Fucci che ci ha affidato questa foto-ricordo della sua classe. Al centro l’insegnante Raffaella Fico Schinco e il direttore didattico dott. Gaetano Chummo. Le alunne con grembiule bianco erano profughe istriane/friulane (in fuga per motivi politici) 32 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Porto Il porto di Barletta: la musica non cambia di Pasquale Pedico* L a stampa nell’agosto 2007 dava notizia che la III Sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici aveva approvato nella adunanza del 19 marzo 1999 il progetto di adeguamento tecnico funzionale del vigente piano regolatore del Porto di Barletta (ATF PRP) che prevede l’allungamento della diga foranea e la costruzione di due pennelli di metri 150 sia sul molo di Levante che su quello di Ponente per vincere l’asimmetria degli stessi, proteggere il Porto dai venti di traversia, ridurre il costante fenomeno dell’insabbiamento dell’area portuale ed interrimento della imboccatura del porto da dragare e prevede altresì l’ampliamento di dragaggio di parte del bacino fino alla profondità di metri 9,50 e permettere l’attracco di navi di maggior stazza e facilità di manovra delle stesse. L’ATF PRP è stato approvato durante il Consiglio Comunale del 18 luglio 2007. Il Sindaco dell’epoca, nell’esaltare il notevole valore del progetto, commentava “un altro passo avanti è stato compiuto, il porto di Barletta ricoprirà nei prossimi tempi un ruolo sempre più importante con questi lavori, e l’auspicato pronunciamento di adesione all’Autorità portuale di Bari favorirà il miglioramento strutturale del Porto” (!). L’adesione osteggiata dall’opposizione, tuttavia approvata, nonostante esperti portuali l’avessero definita una svendita di bene pubblico che nulla di più avrebbe aggiunto a quanto già esistente. Difatti il Porto di Barletta, con Decreto Ministeriale dell’8 febbraio 1966 veniva classificato come appartenente alla II Categoria I Classe, inserito fra i Porti definiti di “interesse generale dello Stato” con il requisito di essere situato a capo di grandi itinerari strategici-geografici, in cui la quantità di merci annualmente manipolate non fosse inferiore alle 250.000 tonnellate. Si comprende quindi chiaramente come il provvedimento ministeriale del 1966 riconosce al Porto di Barletta vocazione commerciale di materiali che, pur tra alterne vicende, aveva mantenuto la quantità manipolata, costante nel tempo, anzi aumentata e continua, passando dalle 582.697 tonnellate del 1986 alle 971.708 tonnellate del 1991 (semola, grano, sale fosfati, prodotti petroliferi, cemento) oggi oltre 1.500.000 tonnellate. La classe alla quale appartiene il Porto di Barletta registra la presenza, a livello nazionale, di solo 23 porti e ciò sta a significare la rilevanza già assunta dalla realtà portuale barlettana, già nota nel passato come l’Odessa del Mediterraneo. Per meglio chiarire le idee, della stessa categoria fanno parte il porto di Genova, La Spezia, Livorno, Napoli, Cagliari, Trapani, Palermo, Bari, tanto per citarne alcuni fra i 23. In conclusione l’adesione alla marittima di Bari serviva ad altro! Chi vuol intendere, intenda!!! Chi non sa, sappia che il porto di Barletta è porto statale e pertanto è tutelato dallo Stato ed aiutato nella sua funzione dalla competente - proponente Autorità. L’adozione del progetto ATF PRP è dedicato esclusivamente al Porto di Barletta, suggerisce maggior attenzione da parte della competente autorità. Peraltro il reperimento dei necessari fondi per l’attuazione del progetto è previsto dalla legge n. 413 del 10.11.1998 e regolata dal decreto del Ministero Trasporti e Navigazione del 2 maggio 2001 per la ripartizione tra i 23 anzidetti porti della notevole somma di 100 miliardi di lire annue a decorrere dall’anno 2000 per MARZO 2015 limiti di impegno quindicennale, con la inspiegabile esclusione del Porto di Barletta dalla ripartizione delle risorse per motivi e ragioni che nessuno ha saputo spiegare, che costò, oltretutto, il disimpegno da presidente della Commissione Consiliare per il porto del dott. Eligio Turi, noto imprenditore barlettano di notevole spessore con lunga attività industriale-internazionale, deluso dalla scarsissima importanza che le amministrazioni comunali continuavano a dare alla stessa, troppo spesso inattiva per le ricorrenti crisi delle giunte, commissione che per di più non veniva informata neanche in materia di finanziamenti di lavori predisposti dal citato D.M. del 2 maggio 2001. Nessun commento proveniva da parte dell’Amministrazione dell’epoca, chiusa nel tradizionale silenzio tombale, ancora oggi persistente. Ricordo, con affetto, l’incontro presso il mio studio con il dott. Turi, nella prima decade del mese di aprile 2000 per la consegna di due lettere in fotocopia, che conservo, indirizzate all’Amministrazione comunale dell’epoca per dichiarare il suo disimpegno dalla carica di presidente della Commissione consiliare per il porto ed il rammarico per l’inspiegabile esclusione del porto di Barletta dalla ripartizione delle risorse economiche di adeguamento dei porti statali, ma ricordo soprattutto il suo caloroso abbraccio ed il suo pianto, testimonianza del grande amore per la sua città natale. L’ATF PRP nasce dopo una gestazione di circa dieci lustri in cui la ballata del dragaggio ritrova l’antica pista delle promesse mai mantenute, tipo: “dal primo gennaio partiranno i lavori”. La musica è sempre la stessa. Otto mesi fa, alla fine di giugno 2014 l’articolo “Barletta porto strategico” scatenava una serie di interventi in stampa che ha portato ad una conferenza di servizio annunciata per l’8 luglio 2014, rimandata per ragioni tecniche al 24 luglio 2014 e si è conclusa con un laconico: “Non appena saranno risolti i richiesti e necessari pareri di valutazione di impatto ambientale, entro sette giorni i lavori avranno inizio”. La musica non cambia ed una seconda conferenza di servizio del 12 dicembre 2014 si conclude: “tempo 15 giorni, risolti i richiesti e necessari pareri di valutazione di impatto ambientale, i lavori avranno inizio”. E così passa il tempo in attesa del fatidico 1° gennaio che verrà. Meditiamo. “Pacta sunt servanda”, ossia le promesse vanno mantenute, lo impone la legge. * presidente emerito dell’Associazione nazionale marinai d’Italia - Barletta IL FIERAMOSCA 33 34 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Crollo di via Roma TRIANGLE (UN POSSIBILE 8 MARZO) NEW YORK 1911-BARLETTA 2011: STORIE DI DONNE, DI LAVORO NERO, DI MORTE di Carmen Palmiotta U n punto di vista da cui partire, quello del lavoro nero, con condizioni irrispettose dell’umanità e degli elementari diritti delle persone, nella stragrande maggioranza donne, è stato il punto di partenza e il filo rosso lungo il quale si snoda il docufilm Triangle - diretto dalla regista Costanza Quadriglio, con la consulenza del nostro Daniele Cascella - che mette a confronto la tragedia avvenuta il 25 marzo 1911 nella fabbrica tessile newyorkese Triangle, in cui lavoravano quasi tutte donne, in maggioranza emigrate italiane ed ebree, e il crollo del palazzo di Barletta del 3 ottobre 2011, un secolo dopo, nel quale hanno perso la vita cinque donne, quattro operaie e la giovanissima figlia del proprietario di una piccola azienda tessile a conduzione familiare, allocata nello stabile crollato. Costruito sul flashback, il film racconta i due avvenimenti attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, preziose dal punto di vista documentario ed emotivo. Drammatiche le immagini e le parole delle donne scampate all’incendio del 1911, e dei familiari di quelle che non ce l’hanno fatta: la fabbrica era dislocata fra l’ottavo e il nono piano di un palazzo fra Washington Square e Green Street, le porte erano chiuse a chiave dall’esterno, non rimaneva che lanciarsi dalle finestre per esperire una possibile, sebbene molto improbabile, via di salvezza, un’alternativa al morire carbonizzate. Commoventi i ricordi e le storie personali, importante la progressiva consapevolezza delle condizioni di lavoro inaccettabili e la susseguente coscienza sindacale. È molto probabile che sia proprio l’episodio della Triangle ad aver dato origine alla Giornata della Donna, essendo ormai acclarato che la leggendaria fabbrica tessile newyorkese Cotton non è mai esistita, come non è mai esistito un incendio l’8 marzo ma, appunto, il 25 marzo alla Triangle. Altrettanto drammatiche, negli eterni ritorni del flashback, le immagini delle macerie del crollo di Via Roma, la concitazione, la disperazione, la corsa contro un tempo implacabile, la rabbia di sapere che la tragedia si poteva, si doveva evitare. Strazianti le testimonianze dei sopravvissuti, dei parenti delle vittime. Centrale la testimonianza di Mariella Fasanella, l’unica delle operaie scampata alla morte. Una voce che quasi interpreta quella delle sue amiche e compagne inghiottite dai calcinacci, a scagionare il proprietario della piccola fabbrica, colpito al cuore dalla morte della sua bambina di soli quattordici anni. E così per molte sequenze si vivono, si sfiorano, si intersecano le due tragedie, in un intreccio sempre violento e crudele di lavoro e morte, di storie di persone piegate dalla necessità di lavorare a qualsiasi condizione, di epiloghi che nulla lasciano all’umano. Si è detto, scritto, filmato tanto, della tragedia moderna di Barletta, così simile a quella di un secolo esatto prima; si è parlato di MARZO 2015 lavoro nero, di zero garanzie legate alla sicurezza dei luoghi di lavoro, di mancanza di coscienza e di diritti sindacali, quasi di ‘sindrome di Stoccolma’ delle dipendenti nei confronti del ‘padrone’, ma il fulcro dei destini di quel maledetto 3 ottobre 2011 sta piuttosto nel non essere riusciti ad evitare, semplicemente, banalmente, che il palazzo crollasse, con la gente dentro, la stessa gente che era andata decine di volte a chiedere controlli, a protestare per lavori “inusuali”, per rumori inaccettabili, per crepe profonde nei muri. Dal nostro punto di vista, che è poi quello espresso da Mariella Fasanella (“perché, se fossimo state ingaggiate, il palazzo non sarebbe crollato?”) se anche il lavoro di quelle operaie fosse stato dichiarato, retribuito secondo paga sindacale e quant’altro, Matilde, Giovanna, Tina, Antonella e la piccola Maria non sarebbero state risparmiate. La tragedia si sarebbe compiuta ugualmente, senza nessun particolare diverso. Né sembra essere veritiera l’argomentazione che, in condizioni di legalità, l’opificio non avrebbe avuto il permesso di stare in quel luogo, poiché la Magistratura ha stabilito che il laboratorio era a norma [si veda La Gazzetta del Mezzogiorno del 14 febbraio 2012, articolo a firma di Antonello Norscia]. In questa tragedia c’è l’intreccio nell’intreccio, sul quale farà piena luce la Giustizia, sul quale non tocca a noi assegnare colpe e pene. Ciò che abbiamo apprezzato in Triangle, oltre alla bravura della regista nel farci vivere in presa diretta e sinottica le due sciagure, è stata proprio la pulizia della narrazione, sempre intessuta di testimonianze dirette, mai faziosa, mai giudicante. Un documento prezioso sul quale riflettere, dopo aver pianto queste morti di innocenti. (FOTORUDY) IL FIERAMOSCA 35 Ricordo Aldo Ciccolini, il maestro che suonava col pensiero di Francesco Lotoro* A ldo Ciccolini non suonava con le mani; cervello musicale inarrivabile, gli bastava pensare una partitura per eseguirla. Ha letteralmente ridisegnato il modo stesso di pensare il pianoforte, la sua cura del fraseggio e della struttura di un pezzo era a dir poco maniacale; nonostante suonasse tutto con perfezione assoluta, era uso rimettersi continuamente in discussione cambiando spesso diteggiature e ricostruendo interi passaggi pianistici particolarmente complicati. Dominava un repertorio oceanico ma aveva le sue predilezioni, dal francese Debussy a Chopin e Schumann; non amava particolarmente il repertorio bachiano eppure il suo primo disco dopo la strepitosa vittoria al concorso M. Long-J. Thibaud fu l’integrale delle Invenzioni a 2 e 3 voci di J.S. Bach. Amava accompagnare al pianoforte strumentisti o cimentarsi in partiture complicate per 2 pianoforti; con il pianista portoghese Antonio Rosado suonò la Fantasia contrappuntistica di E. Busoni, accettò di suonare e registrare con me la monumentale Deutsche Messe di J. S. Bacj per 2 pianoforti che registrammo nel 1999 presso il Teatro Curci di Barletta. Marziano della tastiera, era umanissimo nella sua quotidianità e la sua generosità era pari al suo genio pianistico; non sopportava vedere la gente soffrire perché gli ricordava la sua giovinezza nella Napoli di fine guerra, aiutava chiunque gli chiedesse aiuto con infinita compassione. Raramente perdeva la calma, conosceva le proprie debolezze ma riusciva sempre a dare il meglio di sé a chiunque; “iperfuturista” (così si definì), in un cenacolo di pianisti e musicisti il più giovane era sempre Lui con il suo pensiero originale, quasi sempre provocante, raramente conciliante come soltanto sanno essere Artisti come Lui. Mezza Italia pianistica ha studiato con Lui eppure prediligeva la Puglia, a Trinitapoli c’era persino un’Accademia intitolata a Suo nome, ha sfornato un’intera leva di pianisti pugliesi; il suo insegnamento era magistrale ma si imparava da Lui al solo vederlo sedere al pianoforte, la sua tecnica era impareggiabile mentre il Suo tocco… sì, probabilmente non ci sono parole umane adatte a definire il Suo tocco. La sua grandezza era tale da fargli dire ottimisticamente che chiunque, con tanto studio, poteva fare il pianista; era il primo a darne il buon esempio, l’ho sentito suonare alle 4 del 36 IL FIERAMOSCA mattino o alle ore più tarde della notte e subito dopo alzarsi dalla tastiera senza il benché minimo segno di stanchezza. Non conoscerò mai un grande amico degli ebrei quanto Lui, il Suo cuore era pieno di sincera passione per il popolo ebraico, amava ricordare i Suoi tanti amici ebrei e fu il primo ad aiutarmi quando intrapresi nel 1989 le mie ricerche sulla musica dei Lager pagandomi i biglietti aerei per Praga e Tel Aviv; non era facile al pianto eppure ricordava con forte commozione quando, insieme a Sua madre, nascose in casa un’ebrea colonnello dell’esercito americano durante i giorni degli ultimi rastrellamenti tedeschi a Napoli. Anni dopo, arrivando su nave negli USA per la sua prima tournèe oltreoceano, al funzionario che gli chiese le generalità rispose “Aldo Ciccolini”; dopo qualche minuto passò dinanzi a tutta la fila dei passeggeri con gli onori della polizia di frontiera, il colonnello donna aveva segnalato il Suo nome alle autorità americane. Una volta al Conservatorio di Milano, mentre suonava in concerto il 2° movimento della Aldo Ciccolini e Francesco Lotoro Sonata op. 110 di Beethoven, ebbe un movimento brusco sullo sgabello, per un attimo una piccolissima nota gli scivolò dalle Sue magiche dita, mi accorsi che qualcosa non andava ma continuò a suonare come se nulla fosse; al termine del concerto mi confessò di aver avuto una fitta orribile ai reni. Chiunque avrebbe interrotto l’esecuzione, Lui no; mai. Ci perdemmo di vista alcuni anni fa. I grandi Maestri sanno cosa significa soffrire ma non conoscono la morte, unica partitura mai studiata da Ciccolini; pare che ieri sera nel Suo pavillon di Asnières (Francia) abbiano sentito le note de La cathédrale en-gloutie di Debussy gocciolare dal suo gran coda Fazioli e c’era Lui nella penombra ricurvo sulla tastiera; suonava… Un altro gigante dell’Arte pianista dopo di Lui? Ne riparleremo alla fine della prossima Era Glaciale. Da oggi e sino ad allora, il più grande è Ciccolini. * pianista Con la morte di Aldo Ciccolini, è scomparso uno dei più grandi pianisti-concertisti del Novecento L o stargli a fianco era in qualche modo come essere vicini ad una luce immensa ed accecante che imponeva una capacità di trarre da lui l’influenza positiva senza essere schiacciati da una personalità che, anche senza parole, aveva la ieraticità e la statura che solo i grandissimi hanno. Le sue sono state lezioni di vita e non solo musicali. Confesso che i momenti in cui ho più imparato da lui sono stati quelli in cui lo ascoltavo e lo vedevo suonare. La sua capacità di gestire una frase musicale mantenendo sempre una tensione altissima al suo interno, senza lasciare che il discorso cadesse in nessun momento, è qualcosa che è rarissimo da trovare e per me è stato un insegnamento straordinario che ancora porto con me gelosamente come qualcosa di prezioso e da cui non mi separo mai (…). Non posso che ringraziare il Maestro Ciccolini per aver fatto parte della mia vita professionale e non solo e di avermi dato tanto in tutti gli anni in cui ci siamo frequentati. Grazie Maestro! Pasquale Iannone, pianista MARZO 2015 Ricordo CARO AMICO TI SCRIVO RICORDO E RICORDI DI MANRICO GAMMAROTA di Carmen Palmiotta R osa era andata via da qualche mese quando all’improvviso mi sei sbucato davanti da una stradina laterale, Manrico, ed è stato abbraccio. Forte, intenso, lunghissimo. E poi parole, tante, un fiume in piena di parole, che però scorrevano apparentemente quiete. La bocca abbozzava un sorriso ma i tuoi occhi non ridevano. Vidi in essi l’ombra velata che spesso ci vedevo ma vestita di una consapevolezza nuova, la consapevolezza dell’ineluttabile. Non avevo provato a dirti nulla nemmeno prima, e anche quel giorno ti ascoltai soltanto, fino alla fine. Dopo le tue ultime parole provai a dire che per Rosa il tempo compiuto aveva avuto sicuramente un senso e tu mi rispondesti, triste, “attendo di conoscere il mio senso”. Ma poi la vita, piano piano, ti aveva ripreso. Sembrava, perlomeno. Ma no, era proprio così, com’era giusto che fosse. E la vita ti aveva ridato gli entusiasmi, e il senso era stato, prima di tutto, l’amore per Luca&Mattia, i tuoi figli, i gemelli che crescevano bene, che studiavano e si stavano facendo il loro posto nel mondo. I tuoi meravigliosi ragazzi che con amore, compostezza e dignità ti hanno ricordato in una chiesa gremita e piangente ai piedi di quella bara. “Non ho mai nascosto a mio padre che lo amo tantissimo” e “hai detto, papà, quella volta, che ti sentivi come un’ochetta spiumata”, sono state alcune delle parole che Luca e Mattia ti hanno rivolto, con gli occhi asciutti, chiedendo a tutti, implicitamente, di fare silenzio e di non provare a pensare a una qualsiasi ragione per il percorso che ti sei scelto, Manrico. MARZO 2015 I giovani come i tuoi figli erano nei tuoi pensieri, nei tuoi entusiasmi e nel tuo senso della vita anche adesso, poco prima che scegliessi di andartene. Me lo avevi detto con gioia, con la tua solita gioia garbata, quando ti avevo intervistato a proposito della nuova stagione teatrale, la seconda che avevi scelto per noi. Nuovi Sguardi è una rassegna di quattro spettacoli serali, a prezzi contenuti, per permettere ai ragazzi di andare a teatro… a fine stagione vi sarà la Prima nazionale del “Custode” di Harold Pinter, con la mia regìa, dove i giovani potranno assistere alle prove. (Perdonami, ma non posso fare a meno di ricordarmi che proprio in una pausa delle prove di quello spettacolo hai deciso di andartene senza salutare, Manrico… il senso, il senso, dov’è il senso?) E poi c’era la tua città, quella Barletta qualche volta un po’ cialtrona, che però ti amava e ti ha abbracciato forte forte, incredula e dolorante. Farò seminari, lavoro con i gruppi locali, teatro a “km. 0” con le compagnie del territorio… abbiamo inserito cinque compagnie del territorio nel programma dedicato alle scuole, in una visione di cooperazione, anche affinché sviluppino temi importanti come, per esempio, quello della pace. Sarebbe bellissimo che la proverbiale litigiosità e conflittualità dei barlettani diventasse cooperazione e che Barletta, oltre che città della Disfida, potesse essere città della pace… una direzione artistica non fine a se stessa, ma che abbia ricadute sulla città… compagnie locali che devono avere il “Curci” come punto di riferimento, cuore pulsante di un progetto culturale. Del resto, il titolo della stagione attuale del “Curci” la dice lunga sul- la sua vision della città, della cultura, della politica. Quel “teatro rende liberi” che, mi avevi spiegato, dà significato alla cultura, crea i presupposti per una società libera e dà alla politica il compito di investire in cultura, unico senso di una società evoluta e civile. Tutte queste cose me le hai dette con la tua bellissima voce profonda e col tuo tono sempre gentile, sempre propositivo, sempre attento al futuro. Sai, Manrico, cosa ho pensato guardando tante e tante fotografie, dopo? Che pur conoscendoti da molto tempo non mi ero mai accorta della tua mimica facciale poliedrica, della capacità di mutare non solo espressione ma addirittura volto. Poi ho capito. La parola chiave: volto. Il Manrico privato e quello pubblico erano speculari ma tu non eri bifronte, non eri la maschera e il volto. Eri solo il volto. Amico mio, tutto torna. Sul tuo sito internet campeggia un pensiero di Roberto Gervaso “niente rende l’uomo più ridicolo che l’ostinarsi a sembrare quello che vorrebbe essere”. E tu non hai voluto ostinarti, non hai voluto essere ridicolo, non hai voluto sembrare, hai voluto essere. Ti accompagni questo coraggio, e il nostro infinito Amore. IL FIERAMOSCA 37 Questo mese libri Il piacere della lettura IL VIAGGIO DI UNA VITA, OPERA PRIMA DEL BARLETTANO SALVATORE PATRONARIO È stato presentato presso la libreria Luna di sabbia (via Mario Pagano 193, Trani) il libro Il viaggio di una vita del barlettano Salvatore Patronario (classe 1996, quindi appena diciannovenne). La serata, coordinata da Floriana Tolve, è stata animata dalla presenza della giornalista Lucia de Mari e del prof. Luigi Di Cuonzo. Il libro racconta la vita di Gianluca Esposito, un eroe del nostro tempo, ma forse sarebbe meglio presentarlo come un “antieroe”, che vive la sua vita in una successione di episodi ora banali ora sconvolgenti, nell’ambito di una famiglia particolare dove il padre viene ucciso da un killer e la madre è alcolizzata. Il ragazzo è un romanziere precoce, se a dodici anni ha scritto il suo primo romanzo (Il ciclo dei ritorni) e l’anno dopo un secondo romanzo (Lettera al paziente) anche questo inedito. LA STORIA DEL TROFEO ANTONIO PENNETTI RACCONTATA IN UN LIBRO La storia decennale del Trofeo Antonio Pennetti raccontata in un libro curato da Ludovico Pennetti, animatore della competizione velica che quest’anno 38 IL FIERAMOSCA MI CHIAMO BEBA DI PALMA LAVECCHIA Palma Lavecchia al suo secondo romanzo intitolato Mi chiamo Beba, edizioni Youcanprint, con una introduzione del noto psicologo, prof. Alessandro Meluzzi. Beba, diminuitivo di Benedetta, è vittima di violenza da parte del compagno. La sua è una storia di persecuzione, resistenza e rinascita che rappresenta, il paradigma dei pericoli a cui vanno incontro le donne. La storia di Beba e della sua lotta per amore del figlio e della vita insegna a resistere e a non darsi mai per vinte. E spiega, una volta per tutte, che se un uomo picchia una donna, non lo fa per amore, ma per un senso distorto e malato di possesso. Un terribile proverbio ispanoamericano recita: “Más te pago, más te quiero”. Più ti picchio, più ti amo. Una frase che rivela un inconscio fantasma di violenza all’interno della coppia, basata sull’umiliazione. (Alessandro Meluzzi) Palma Lavecchia (Barletta 1974), Capitano dei Carabinieri, è laureata in restauro Architettonico. Nel 2003 si è arruolata nell’Arma dei Carabinieri e dopo incarichi a Roma, Cassino, Lanciano, Gaeta, attualmente vive e lavora ad Alatri. Sposata, madre di due figli, ha nella scrittura la sua grande passione. Per il suo quotidiano lavoro, a contatto e contrasto dello stalking, dell’odiosa violenza sulle donne, il Telefono Rosa di Frosinone Ceccano, l’ha insignita, per il 2015, quale “Ambasciatrice del Telefono Rosa”. Il romanzo di Palma Lavecchia, patrocinato dal Comune di Barletta, è stato presentato venerdì 13 marzo presso la Sala Rossa del Castello. Saranno presenti all’incontro Anna Rizzi Francabandiera, assessore alle politiche sociali, Olga Mascolo presidente dell’Associazione Tuke, Antonella Labianca, presidente dell’ADGI, (Associazione Donne Giuriste Italiane), letture di Michela Diviccaro, l’incontro sarà coordinato dal giornalista Gianpaolo Balsamo. MARZO 2015 Questo mese libri compie i dieci anni di vita. Il libro è soprattutto fotografico, com’è facile intuire, e racconta proprio la storia di questa decima edizione. Il merito della bellezza delle fotografie è di Antonella Battista. Il trofeo Challenger “Antonio Pennetti” è una regata internazionale che parte da Trani e arriva a Dubrovnik (Croazia), organizzata dalla Lega Navale di Trani e dalla associazione velica “Antonio Pennetti” in collaborazione con l’Orsan Club Dubrovnik. PRESENTATO A ROMA “LA SIGNORA COL VENTAGLIO” ROMANZO BREVE DI GIUSEPPE LAGRASTA È stato presentato a Roma, presso palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri, il romanzo breve di Giuseppe Lagrasta La signora col ventaglio edito da Rotas. Il romanzo ricostruisce ambienti, personaggi, atmosfere dei primi anni Sessanta del Novecento fra Barletta e Napoli. Il racconto fornisce all’autore il pretesto per raccontare il vissuto di quel tempo, seguaci di vita in dissolvenza emotiva, caratterizzazione di personaggi, delineati attraverso la ricostruzione di una trama che ha per sfondo il porto di un quadro di De Nittis. I protagonisti del romanzo di Lagrasta non sono adolescenti sconfitti; incompiuti sì, innamorati dell’amore e della vita, anche; ma non sconfitti. La loro incompiutezza sarà sempre attraversata da una vena profonda di riflessione sui valori della vita e della morte, sul tempo che trascorre, sulle patologie che colpiscono le clessidre infrante da granelli di sabbia ribelli che, a loro volta, vogliono essere liberi svincolandosi dallo scranno del mondo della clessidra che a loro non più diverte. Anzi, se da un canto, il modello familiare di quegli anni sarà perennemente posto in crisi, dall’altro, questi giovani saranno in grado, attraverso la loro riflessività, di stabilire, tra tanta confusione e tante offese consumistiche e di seducenti mercanzie, i fondamenti del loro futuro. Lagrasta ha costruito un micro universo ma non per questo limitato donando al lettore l’euforia di un mondo passato e il riconoscimento che nella vita il nulla che consola si combatte attraverso un mondo sempre più a misura d’uomo nel rispetto della natura e dell’umano respiro. ANCHE IL SOLE TRAMONTA, L’ULTIMO LIBRO DI MATTEO BONADIES, PRESENTATO ALLA LIBRERIA CIALUNA Venerdì 20 febbraio, presso la libreria “Cialuna”, è stato presentato l’ultimo romanzo di Matteo Bonadies Anche il sole tramonta, edito da Bonfirraro. A tenere viva la conversazione con l’autore, l’attrice e intrattenitrice Mariella Parlato che ha stimolato il romanziere con una serie di domande riguardanti la sua vita, ma soprattutto su quest’ultimo libro nato dalla sua fervida fantasia. MARZO 2015 NEREO, PANE DA MUSEO UNA FAVOLA DI FRANCESCA BELLAFRONTE ED ENZO RUSSO Che cosa succederebbe in un futuro non troppo lontano, se il pane, considerato il pericolo numero uno, fosse prima bandito dall’alimentazione e poi espressamente vietato? Vietati la produzione e il consumo del pane, il pane fuorilegge diventerebbe solo un pezzo da museo, da mostrare a visitatori incuriositi dalle bizzarrie alimentari dei propri antenati. Che cosa mangerebbe la gente, nel 2050? E che cosa succederebbe se Nereo, fuggito dal museo dell’alimentazione alla ricerca delle sue origini, s’imbattesse in Peppino, un fornaio clandestino? Quanto c’è di vero e quanto di surreale in questa fiaba di pane che fa sorridere per pensare, richiamando all’attenzione del giovane lettore temi fondamentali quali la produzione e la distribuzione di cibo sul pianeta, lo squilibrio tra Nord e Sud del mondo, ai quali è espressamente dedicato l’EXPO 2015, lo lasciamo decidere a ciascuno di voi. Ma la levità di questo racconto, delicatamente illustrato da una ragazzina russa, rappresenta, anche, un’apologia del buon pane pugliese che, come specificato nella prefazione, benché prodotto in tante varietà e formati, da nord a sud della Puglia, è sempre una gioia per il palato! NEREO, PANE DA MUSEO di Francesca Bellafronte ed Enzo Russo illustrazioni di Sofiya Mikhaylovskaya Editrice Rotas, Barletta 2015 pp. 32, illustrazioni a colori, E 5,00 IL FIERAMOSCA 39 Premio Cartolina Fieramosca d’Oro La FIDAPA alla Sala Rossa o 25 “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro” di Marilena Colucci* 18 febbraio, presso la Sala Rossa del Castello, la FIDAPA ha festeggiato la 25a edizione del Concorso “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro”. Il tema di questa edizione è “Ettore Fieramosca e i suoi cavalieri: come li vedreste all’opera oggi, in questa società povera di idealità e di impegno per gli altri?”. L’associazione, da ben cinque lustri, e quindi dalla edizione del 1991 sotto la presidenza della docente Grazina Carpinelli Garribba (in seguito Isa Tarantini, Marisa De Napoli, Lilly Soricaro, Lucia Ciocia ed altre), bandisce un concorso presso le scuole primarie. Il tema è diffuso presso tutti gli istituti (inizialmente le scuole elementari, successivamente anche presso le scuole medie) e i docenti illustrano il concorso per tutte le classi, cogliendo l’occasione per raccontare la storia della Disfida di Barletta, il significato simbolico dell’evento, il valore del suo eroe più rappresentativo e l’esito trionfante dell’impresa di tredici cavalieri vittoriosi nel nome e per il prestigio italico. In una città che notoriamente legge poco, e che quindi poco conosce la propria storia attraverso i suoi appuntamenti più rilevanti, non c’è chi non veda in questa iniziativa una grande opportunità di conoscenza diffusa del suo fatto eroico più famoso in Italia e nel mondo. Basti riflettere al fatto che quegli alunni nel 1991 - anno della prima edizione - avevano mediamente dieci anni, e oggi, che ne hanno trentacinque, sono uomini e sono stati informati di quel lontano evento proprio dalla nostra iniziativa. La mostra delle cartoline vincenti nelle 25 edizioni, curata dalla Rotas 40 IL FIERAMOSCA Relazione della prova Grafica XXV Premio Cartolina d’Oro E. Fieramosca sul tema: “Ettore Fieramosca e i suoi cavalieri: come li vedreste all’opera oggi, in questa società povera di idealità e di impegno per gli altri?” S e si è giunti alla XXV edizione, il merito va all’Associazione FIDAPA che ha riproposto il concorso alle scuole elementari e medie, dando così la possibilità ai ragazzi di soffermarsi a riflettere su un tema così importante. L’argomento ha stimolato la fantasia dei ragazzi che, come affacciati ad una finestra aperta sul mondo, si sono ispirati ad eventi che scuotono le coscienze, mettendo in risalto valori come solidarietà, altruismo, accoglienza, diritti civili e quant’altro di positivo, in un momento difficilissimo a livello nazionale e mondiale. 1o classificato: Leonardo Ivano, 5a B Scuola Primaria 1° Circolo Didattico “M. d’Azeglio” MARZO 2015 Premio Cartolina Fieramosca d’Oro 1a classificata: Dalila Brognoli, 3a A Scuola Secondaria di I grado “Mons. Dimiccoli”, Istituto Comprensivo “Musti-Dimiccoli” Unanime è stato il giudizio della giuria nel segnalare alcuni elaborati, commentati dalla pittrice Veronica Lamacchia. La medaglia d’oro di questa XXV Edizione, per la scuola primaria è andata a Leonardo Ivano, 5a B Scuola Elementare “M. d’Azeglio”, il cui disegno è stato descritto dalla prof.ssa Marcella Sacino. Per la scuola media, la medaglia d’oro per la prima classificata, è andata all’alunna Dalila Brognoli, della 3a A della Scuola Media “Musti-Dimiccoli”. Descrizione dell’elaborato L’alunna ha ben interpretato il tema, scegliendo uno spazio aperto, in secondo piano collocando alcuni monumenti che simboleggiano la nostra nazione in un ideale di patria, il Colosseo, il Duomo di Milano, la Torre di Pisa, che ben si stagliano sull’azzurro del cielo, il tutto con una colorazione piatta e scura, che però non appesantisce l’elaborato, disegnando in primo piano, un prato verde brillante che fa da contrappeso. Al centro del foglio si erge Ettore Fieramosca in movimento, bardato di tutto punto, corazza, elmo, scudo e spada sguainata. L’allieva ha fermato l’attimo, come in uno scatto fotografico, lo si evince dall’incedere del cavaliere e dall’abbigliamento. Sul lato destro, un figura femminile con vestiti etnici rimanda al problema dell’immigrazione e al valore della solidarietà. La figura porta uno scudo, identico a quello del cavaliere, come se volesse indicare la sua piena integrazione nel Paese che la ospita. Sul lato sinistro, l’alunna ha posizionato un barbone accovacciato sotto un albero e accanto una spada conficcata nel terreno, quasi a voler indicare un senso di protezione verso i meno abbienti. I due personaggi sullo sfondo si tengono per mano simboleggiando la conquista dei diritti civili. Dal punto di vista tecnico e cromatico il lavoro è ben eseguito, ricca la tavolozza, deciso il segno grafico, ben equilibrato lo spazio a disposizione. L’elaborato si presta a ulteriori interpretazioni. Anche quest’anno, come negli anni passati i ragazzi delle scuole elementari e delle scuole medie hanno svolto il tema attraverso la partecipazione di rappresentanti di classe particolarmente versati per il disegno. E anche quest’anno, in occasione della premiazione, è sviluppato il concetto dell’onor di patria, del valore irredentistico dei nostri cavalieri, del significato di un certame cavalleresco che nato avendo per posta cento scudi - finì coll’assurgere a emblema di una riscossa. A 330 anni della famosa Sfida nella tradizionale Cantina, dell’episodio se ne approprierà Massimo d’Azeglio che nel 1833 pubblicherà il suo famoso romanzo, ed ecco come, partendo dalla rissa in una taverna, fatto apparentemente secondario nelle retrovie di una storia rinascimentale tinta di fantasia, narrerà l’avventura di uno dei più grandi, gloriosi eventi della storia d’Italia risorgimentale. Testimonieranno della sua notorietà nazionale, le pubblicazioni, in quasi mezzo secolo, di circa cento edizioni del libro. Di quel famoso episodio, col passare del tempo, s’era attenuato il ricordo e fu per questo che a metà degli anni Sessanta un gruppo di appassionati volenterosi, guidati da don Peppuccio Damato e dal cav. Damiano Daddato (noto come “Scavott”) organizzarono la riedizione di una festa e la realizzazione di un torneo scenografico. Ma mancava ancora una diffusa conoscenza del vasto pubblico intorno al famoso Certame, di qui il nostro impegno, a partire dall’inizio degli anni Novanta, di diffondere l’avvenimento presentandolo alla generalità delle nostre scuole - fra storia e leggenda - attraverso un concorso in grado di coinvolgere ogni anno l’interesse e la conoscenza di ben 10mila alunni! Circostanza della quale il nostro sodalizio è orgoglioso, trovando nel tempo larga adesione e convinto apprezzamento da parte dell’Amministrazione comunale pro tempore. Un tempo. Meno che in questa edizione, forse la più significativa da questa pluriennale storia, nella quale si è limitata a concederci il gratuito patrocinio e l’uso della Sala rossa, rifiutandosi di inserirci nel programma della manifestazione, preferendo tematiche del tutto marginali, a fronte della grande diffusione che questa nostra iniziativa determina sul territorio cittadino. Delusione in parte attenuata dalla presenza, alla manifestazione, dell’assessore Giusy Caroppo alla quale siamo grati della sua partecipazione, ma dalla quale ci aspettiamo una maggiore attenzione verso la valorizzazione di manifestazioni che - come la nostra - accendono l’entusiasmo dei nostri ragazzi, perché questa - gentile assessore - è la vera Disfida, non divagazioni storiografiche per gli addetti ai lavori, ma (in una città che legge poco e poco sa della sfida) la valorizzazione del nobile Capitano Ettore Fieramosca e la conoscenza della nobile contesa simbolo della nostra città e del nostro territorio, e se proprio vogliamo esaltare un secondo personaggio della sfida, Monsieur de Bayard, il cavaliere francese senza macchia e senza paura. *Presidente FIDAPA sezione di Barletta prof.ssa A. Fioravante Esperti MARZO 2015 IL FIERAMOSCA 41 Scuola Il canto corale all’I.C. “P. Mennea” All’I.C. “Musti-Dimiccoli”, durante l’open day Ascolto… dunque canto, canto… dunque amo Presentato il Progetto “Aula 2.0” C’ è una scuola, ora I.C. “Pietro Mennea”, dove il canto corale non è un’opzione, ma un elemento integrante del percorso formativo. È a Barletta. Il risultato non è solo un buon livello musicale, esibito da un coro costituito da tutti gli allievi della scuola, ma un entusiasmo che si attribuirebbe solo a chi sta realizzando un’aspirazione a lungo coltivata. La prima riflessione viene spontanea, guardando i piccoli coristi: se gli educatori e gli adulti in genere non si sottraggono al loro dovere di proporre modelli, i ragazzi seguono, si appassionano, si entusiasmano. Tutti noi ci formiamo su quello che i percorsi di vita ci mettono davanti. Qualche volta è il “caso” a fare scoprire quella che poi diventa la passione di una vita. Ma nel quotidiano bombardamento di mediocrità, di brutture, non si può affidare al caso l’incontro con la Musica e col Canto. I processi educativi sono costruzione di percorsi che non siano la semplice riproduzione dell’esistente, ma sappiano proporre modelli e valori. Il coro rappresenta una di queste opportunità. Ai piccoli coristi non si ha paura di proporre un gioco impegnativo, ma non per questo meno divertente. I ragazzi della “squadra” sentono questa responsabilità e danno il meglio di sé, non solo nel concerto ma anche negli altri momenti. Ne nasce una vera e propria “festa musicale”, con qualche sorpresa, che semina entusiasmo e lascia in tutti la voglia di tornare: una vera e propria miniera di luce e di bellezza, di ordine e di armonia. …Ascoltare è la prima condizione necessaria per amare… e se ascolto… dunque, canto… e se canto… dunque, amo.. G rande fermento in questi giorni per l’Istituto Comprensivo “R. Musti-R.Dimiccoli” di Barletta, che aprendo le sue porte per gli appuntamenti di “open day”, con cadenza settimanale, ha avuto modo di ospitare studenti, famiglie e cittadini in un clima accogliente e gioioso. L’iniziativa ha visto la programmazione di tre momenti importanti, rispettivamente domenica 18, lunedì 26 e giovedì 29 gennaio, per esplicitare informazioni puntuali e dettagliate relative al Piano dell’Offerta Formativa ed identificare l’Istituto, tra l’altro ad Indirizzo Musicale, quale luogo di apprendimento e formazione, in verticale a partire dalla Scuola dell’Infanzia fino alla Secondaria di Primo Grado. Per l’occasione, non solo è stato possibile visitare gli spazi e quindi apprezzare le svariate opportunità che le Scuole offrono, ma anche partecipare ai laboratori di lettura animata, giornalismo, teatro, scienze ed informatica, organizzati in loco dai docenti. “Musica tra le stelle” il titolo del laboratorio scientifico che, grazie alla presenza del famoso astronomo e formatore astronauta Antonio Pepe, ha condotto grandi e piccini in un meraviglioso viaggio guidato, nello spazio tra pianeti, galassie e costellazioni sconosciute. All’armonia dei corpi celesti e al tempo infinito dell’Universo hanno fatto seguito la melodia e il ritmo di uno straordinario concerto, eseguito dall’orchestra e dal Coro stabile dell’Indirizzo Musicale, sapientemente diretto dal professore Angelo Ciura, in collaborazione delle docenti Maria Maringelli, Teresa Salvemini e Sara Calò. L’organizzazione dei laboratori è stata affidata alle insegnanti Cinzia Mura, Marianna Di Filippo, Michela Ventrella e Francesca Cavaliere per la Scuola Primaria; invece ai docenti di Scuola Secondaria di I Grado: Adriana Di Pace per il teatro, Elisabetta Pasquale per il giornalismo, Francesca Stanchi e Annalisa Lanciano per le Scienze, Donatella Pestilli per la lettura, Cosimo Rizzitelli per l’informatica e Teresa Trentadue per l’arte. Enorme successo e stupore ha riscosso la presentazione, da parte della docente Lucia Saracino, del Progetto “Aula Web 2.0”, che si realizzerà , in via sperimentale, nel prossimo Anno Scolastico 2015/2016, per una delle future Classi Prime di Scuola Secondaria di I Grado. Pertanto, non più libri e zaini simili a zavorre per gli alunni, ma aule completamente ristrutturate, dotate di LIM, arredamenti “ad hoc” e libri digitali “touch screen”, con soluzioni tecnologiche funzionali ad una didattica completamente nuova e volta al futuro. “Sono molto fiera dei miei insegnanti, che credendo nell’unicità del proprio lavoro - ha concluso il Dirigente Scolastico Maria Angela Petroni - senza scoraggiamenti, ma con professionalità, ed entusiasmo si impegnano quotidianamente, operando nel bene e per il bene della comunità scolastica, accrescendola in qualità ed efficienza. Ringrazio per il lavoro di coordinamento e continuità il professore nonché Vicario Vincenzo Spinazzola e la Funzione Strumentale e docente Fausta Di Fidio Fortino”. Maria Teresa Nesta 42 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 Scuola Scuola primaria “S. Cuore” La Shoah… con gli occhi dei bambini G li alunni delle classi III e IV B della scuola primaria paritaria “Sacro Cuore” di Barletta, in occasione del “Giorno della Memoria”, con le loro insegnanti Anna Maria Noemi Mauro e Giovanna Altomare, sono stati coinvolti nell’esprimere attraverso dei lavori e nella realizzazione dell’albero della “Libertà e Memoria” le loro considerazioni su quanto è avvenuto in quel tragico passato che rappresenta una terribile vergogna per la storia dell’umanità. È un giorno di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai tanti deportati militari, politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell’Italia, la memoria di quel tragico periodo della Storia del nostro paese, affinché simili eventi, non possano più accadere e ripetersi. Ogni uomo è simbolo di vita che è sacra e inviolabile, infatti gli alunni nel realizzare l’albero della “Libertà e Memoria” lo hanno addobbato con simboli di pace, aggiungendo ad ogni simbolo un messaggio di amore, fratellanza, uguaglianza, giustizia, ricordando agli adulti che la vita di ognuno merita rispetto, e solo rispettando la dignità degli altri si ha il rispetto di se stessi. Tutti questi messaggi devono ricordare all’umanità l’unione e l’amore che ci dovrebbe essere tra i popoli e ricordare un giorno così importante per la storia, un giorno da “non dimenticare”. Gli alunni della III e IV B MARZO 2015 Terza edizione della Settimana di arte, cultura e Letteratura ebraica Lech Lechà Purìm Da lunedì 2 marzo a sabato 7 marzo, in un denso programma che ha visto l’alternarsi e susseguirsi di decine di eventi fra Trani e Barletta, si è tenuto il Lech Lechà Purìm, terza edizione della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica. L’epicentro del Lech Lechà sarà la Sinagoga Scolanova di Trani da cui si sono proiettati sul territorio personalità dell’arte, della cultura e della letteratura ebraica, nonché rabbini, studiosi, scrittori, filosofi, giornalisti e artisti impegnati in conferenze, presentazioni librarie, concerti, danze, cucina kasher, studio dei testi scritturali e lo Shabbath nell’incantevole scenario di Piazzetta Scolanova, dinanzi alla Sinagoga tornata a nuovo La Sinagoga Scolanova di Trani splendore dopo recenti lavori di restauro. Tutti gli eventi hanno narrato il complesso universo della cultura ebraica in una settimana quanto mai ricca di pensiero e vita ebraica che rendono Lech Lechà uno dei più importanti eventi dell’ebraismo italiano. Il titolo della Settimana (Lech Lechà ossia Va’a te stesso) richiama simbolicamente la dimensione dell’interiorità, i valori del dialogo spirituale, le ragioni più profonde della relazione con se stessi e con l’alterità. Quest’anno il Lech Lechà ha voluto legarsi a una imminente ricorrenza ebraica, la festa di Purìm: essa cade il 14 del mese di Adàr, secondo il calendario ebraico (4–5 marzo 2015 secondo il calendario civile). È una festa gioiosa istituita successivamente a quelle stabilite dalla Toràh in ricordo della salvezza del popolo ebraico ad opera della regina Ester. La tradizione vuole che durante il Regno di Assuero, re di Persia e di Media, avvenne che il più potente dei dignitari del re, Hamàn fu indispettito da Mordechài, cugino e tutore della regina Ester, il quale non si inchinava al suo passaggio. Hamàn istigò il re Assuero a emettere l’ordine di distruggere tutto il popolo ebraico cui Mordechài apparteneva. Fu perciò estratto il pur (la sorte) del giorno in cui la distruzione sarebbe avvenuta: il 13 di Adàr. La regina Ester riuscì tuttavia a capovolgere le sorti ottenendo la distruzione di Hamàn e la salvezza degli ebrei di Persia. Questi avvenimenti sono narrati nella Meghillàth Ester (Rotolo di Ester) che viene letta in tale ricorrenza. A partire da quest’anno il Lech Lechà ha coinvolto alcune scuole di Trani e Barletta. La scelta è significativa perché questo viaggio verso le proprie radici riguarda tutti in un territorio come quello pugliese nel quale i rapporti con la cultura ebraica vantano un passato più che millenario. Il popolo ebraico è indissolubilmente legato all’educazione culturale tramite i libri poiché esso possiede il Libro per eccellenza: la Torà, Legge scritta da Dio e summa della storia dell’Umanità e dell’Universo nonché thesaurus della Scienza e Tecnica che segna i meccanismi dell’intelletto, scaffale di idee e valori utili a esercitare il gusto del progresso e della libertà d’espressione. 43 43 IL ILFIERAMOSCA FIERAMOSCA VINO A REGOLA D’ARTE 44 IL FIERAMOSCA Via Foggia, 118 - Barletta Tel. 0883 510 421 - Fax 0883 510 429 www.cantinedellabardulia.it [email protected] MARZO 2015 Teatro Stefania Fratepietro: cantante, attrice e ballerina POCO NOTA A BARLETTA, COSPICUO IL SUO CURRICULUM NAZIONALE C hi è Stefania Fratepietro? Nata ad Albenga, ma di solide ascendenze barlettane. Figlia infatti di Luigi, fratello di Maria, Michele, Tonia, Riccardo e Sabino, nipote di nonno Michele, l’indimenticabile radiotecnico della ditta Faggella). Da Albenga, dove è cresciuta e ha studiato conseguendo la maturità scientifica, e di qui intraprendendo un lungo cammino di corsi teatrali: di mimo, danza classica e contemporanea, ha quindi spiccato il volo verso una straordinaria esperienza teatrale: prima come ballerina, poi come cantante e attrice a seconda delle parti che i registi le facevano interpretare. Un’artista eclettica che con tanta applicazione e incessante studio si è affermata nel mondo dello spettacolo musicale ricevendo, per le sue interpretazioni, numerosi ambiti riconoscimenti italiani ed europei. Tra le date più importanti del suo curriculum, il 2003 quando si affermò nel musical Saranno famosi diretto da Johnny Dorelli, interpretazione per la quale fu candidata al premio nazionale Award 2004. Nel 1999 fra le interpreti del musical Grease con Lorella Cuccarini e Hello Dolly al fianco di Loretta Goggi. Nel 2007 la Divina Commedia - nel Teatro Tenda di Tor Vergata a Roma - nella quale interpretava la parte di Beatrice; nel 2013, Ciao amore Ciao, racconto in musica della tragica storia d’amore fra Luigi Tenco e Dalida. “Ho sempre amato il teatro sin dall’infanzia - racconta Stefania -. Tutte le estati andavo al festival teatrale di Borgo Verezzi o al teatro Cristallo di Albenga, quando ancora esisteva, ed osservavo, rapita, gli attori che calcavano la scena. Quello che mi ha sempre attirato era la magia e la possibilità che aveva l’attore di vivere mille vite, dolci o malinconiche, travagliate o spensierate”. Come per tutti i giovani, Stefania Fratepietro ha frequentato il liceo, ha studiato all’università, ma, a differenza di altri coetanei, la vita le ha sbattuto in faccia una occasione irripetibile che ha saputo cogliere. “Mentre frequentavo l’Università, la facoltà di giurisprudenza a Genova, per guadagnarmi due soldi, il fato mi ha fatto trovare un posto da mascherina al politeama genovese - ricorda Stefania Fratepietro -. Come sono entrata in quel teatro, spento, mi sono sentita a casa. Ho compreso immediatamente che quella sarebbe stata la mia vita, che dovevo abbandonare le paure e pro- MARZO 2015 vare a seguire quello che sentivo. Ora svolgo con soddisfazione questa splendida professione. È stato meglio così, sarei sicuramente stata un pessimo avvocato”. Da allora sono passati diversi anni. Stefania Fratepietro ha iniziato calcando le scene con il musical Say Way ma il vero debutto è avvenuto nel 1999 in Grease con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia. In quindici anni di attività teatrale, l’eclettica professionista albenganese è stata Ermenengarda in Hello Dolly, con Loretta Goggi, ed interpretando la protagonista femminile, Serena Kats, del musical Fame-Saranno Famosi, ha conquistato l’ambito premio IMTA (Italia Musical Theatre Awards) come migliore protagonista femminile. Da quel momento, la carriera di Stefania Fratepietro è stata una costante scalata: è stata Francesca in “Paolo e Francesca”, Mercedes nel “Conte di Montecristo”, Beatrice ne “La Divina Commedia”, Penelope in “Odysseus”, Rosetta in “Rugantino”, Tosca in “Tosca”, Mimi in “Rent” tanto per citarne alcuni. Il 2014 è stato, per l’ormai affermata performer, l’anno della conferma: a Stefania Fratepietro è stato assegnato il Premio Broadway World Italian Awards come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Ciao Amore Ciao, spettacolo scritto e diretto da Pietro Diblasio, che la vede per la prima volta in veste anche di produttrice insieme a Luca Notari e che ha vinto altri 3 premi (miglior spett off ai premi IMTA, miglior opera prima ai Gold Elephant World Awards e miglior spettacolo con musiche non originali a Broadway World Italian Awards). Ed ora? “Sono in procinto di partire in tournèe con “Ti amo, sei perfetto ora cambia”, un musical che ha ottenuto un grandissimo successo offbroadway e che ha registrato, lo scorso anno a Roma, il tutto esaurito per ben tre settimane consecutive - spiega Stefania -. Con questo spettacolo, di cui sono anche coproduttrice, gireremo per tutta l’Italia. A seguire, sarò nuovamente in tournèe con “Il cappello di paglia di Firenze” e poi con “Ciao amore ciao” di cui sono co-produttrice”. IL FIERAMOSCA 45 Maestro Dunnel Conte Cagliostro Esponete il vostro problema, massima riservatezza e segretezza. Il mago dell’amore, Maestro Dunnel, Conte Cagliostro, Capurso Giuseppe astrologo, parapsicologo, chiromante, erborista, ecc. 46 IL FIERAMOSCA riceve a Molfetta (BA) in Via Madonna degli Angeli, 52 MARZO 2015 Tel. 080 397 63 82 - Cell. 347 733 22 83 Enigmistica Cruciverba simmetrico con riferimento a Barletta di Franco Lamonaca A schema risolto, leggendo di seguito le orizzontali della terza e sesta riga, si conoscerà il barlettano in fotografia, la cui poliedrica personalità spazia dall’imprenditoria all’attività diplomatica alla cultura, facendosi apprezzare anche come scrittore. 1 2 3 4 5 6 18 7 8 9 10 11 19 21 26 30 35 32 36 37 41 45 48 55 56 62 63 66 39 70 Le definizioni riguardanti Barletta, sono precedute da un asterisco (*) Orizzontali 1. All’altro rigo, a capoverso. - 6. Breve pausa, intervallo. - 11. Il territorio tirrenico di un noto cane da pastore. - 18. Ogni attore svolge il suo. - 19. Si scontra spesso con la pratica. - 20. Energico, sportivo. - 21/22/23.* (non definiti). - 24. Periodi geologici. - 25. La banca del Vaticano. - 26. Osso lungo del braccio. - 27. I campi di Parigi. - 29. Aeronautica Italiana. - 30. Capannone per aerei. - 33. La dea dell’aurora. - 34. Esercito Italiano. - 35/37/39.* (non definiti). - 41. Sostengono le tegole del tetto. - 42. Appreso il mestiere. - 44. Gli impegni che gravano. - 45. Vale dentro. 46. La Marisa di “Quelli della notte”. - 47. Gorizia. - 48. Uccello da piumini. - 50. Sacrilego, irriverente. - 51. Latina. - 53. Cellula fungina. - 55. Il gioco con la primiera. - 59. Sono al centro dell’antipatia. - 60. I giganti della strada. - 61. Diverse, fuori dal normale. - 63. Il “Grande Spirito” dei pellirosse. - 65.* Le belle d’un lungo viale. - 66.* Reggeva l’asciugapanni. - 67. Bisognosa di cure. - 68. Piccola auto da città. - 69. La ricordevole “Ventre” de Lo Zecchino d’Oro. - 70. Schernita, dileggiata. - 71. Ben s’addice al professore. 2015 40 43 57 51 59 58 52 60 64 65 67 69 MARZO 38 34 50 54 61 17 46 49 53 16 28 33 42 47 15 27 31 44 14 23 25 29 13 20 22 24 12 68 71 (Soluzione a pag. 49) Verticali 1. Antico comune in provincia di Roma. - 2. Un gioiellino che sa d’amore. - 3. La pietra per affilare. - 4. Un comando d’arresto. - 5. Sfocia nell’Adriatico. - 6. Vi si gira il film. - 7. Il comico principe. - 8. Ospita le odalische. - 9. È pronunciato spesso dai giovani. - 10. Cagliari. - 11. Possono essere anche anticarro. - 12. La regione del podice. - 13. Emittente religiosa di solo audio tra i canali TV. - 14. Permette il deflusso lacustre. - 15. Né tuoi, né suoi. - 16. Il Movimento Cristiano Sociale. - 17. Aosta. - 19.* Ci sono pure quelli dell’Immacolata. - 20. La prima nota. - 22. Il paroliere Giulio Rapetti. - 23. Bologna. - 25. Conforme a mezza dozzina dello stesso esemplare. - 28. Un amichevole saluto. - 30. Relativi all’uomo. - 31. La moglie del re. - 32. Il cantiere dei muratori. - 34. Misure di cento litri. - 36. Molto spinto. - 38. Gli islamici iraniani. - 40. Latitudine sulla carta. - 41. La grafica del marchio. - 43.* Ributtante: per i più piccoli. - 49. Il dodicesimo satellite di Urano. - 52. Impasto per polpette. - 53. Brilla sullo schermo. - 54. Pungente come il limone. - 55. Esprime condizione. - 56. Nome d’uomo arabo. - 57. Sostengono le viti. - 58. Ha pur le case cantoniere. - 60. Va su rotaie in città. - 61. Altare pagano. - 62. Il simbolo dell’elio. - 64. Andata. - 65. Uncini per esche. - 66. Bruno Maderna. - 67. Messina. - 68. Sassari. IL FIERAMOSCA 47 Sport Cargraphik Half Marathon Grande partecipazione di atleti alla seconda edizione 1442 arrivati, 158 società con diverse regioni rappresentate, ecco i grandi numeri della seconda edizione della “Cargraphik Half Marathon 2015”; sicuramente la più partecipata mezzamaratona pugliese e una delle prime a livello nazionale. L’organizzazione della “Cargraphik Half Marathon” è stata realizzata dalla “ASD BARLETTA SPORTIVA” che con 222 iscritti è la prima società Fidal pugliese; con il patrocino del Comune di Barletta, il patrocinio sportivo del Coni, della Fidal e della Uisp. Perfetto come sempre il meticoloso lavoro dei Giudici di gara della Fidal, le iscrizioni e le relative classifiche sono state stilate dal servizio Tempogara.it. Alla partenza è stato ricordato con un minuto di raccoglimento il nostro concittadino Manrico Gammarrota scomparso nei giorni scorsi. Il percorso gara ha coinvolto tutta la Città di Barletta, abbiamo realizzato una bellissima camminata per le vie della città della disfida, facendola conoscere ai tantissimi atleti e potenziali futuri turisti. Partendo dalla pista dello stadio Cosimo Puttilli dove nel lontano 1980 il nostro Pietro Mennea ha realizzato l’allora migliore prestazione sui 200 metri a livello del mare, si è poi snodato per la Nuova zona 167, il centro storico, la litoranea di Levante, la litoranea di Ponente, ripercorrere il bellissimo centro storico per poi 48 IL FIERAMOSCA tornare nuovamente sulla pista dello stadio Cosimo Puttilli. Nella classifica maschile primo il barlettano Mimmo Ricatti che ha chiuso in 1h 07’ 20”, secondo Francesco Minerva in 1h 07’ 38” terzo Alberico Di Cecco 1h 10’ 22”. La classifica femminile prima la barlettana Mariella Dibenedetto che ha chiuso in 1h 30’ 02”, seconda Silvana Iana in 1h 31’ 05” terza Alessandra De Premiazione del podio femminile alla Cargraphik Half Luca 1h 32’ 03”. Marathon 2015 La classifica femminile di società: prima Andria Runs, seruolo ha reso perfetta la macchina organizconda Margherita Runners, terza Podistica zativa. Lucera; mentre in campo maschile: prima La cerimonia di premiazione è stata Maratoneti Andriesi, seconda Disfida di presieduta dal Presidente del Consiglio Barletta, terza Tommaso Assi Trani, quarta Comunale della Città di Barletta, CarmeBisceglie Running e quinta Free Runners la Peschechera; dal Presidente Nazionale Molfetta. EIPASS Domenico Pontrandolfo; da MiUn grosso grazie al Comune di Barletta, chele Bruno testimonial ASICS; da Carlo alla Polizia Municipale, all’Ufficio Traffico, Fuccilli della Cargraphik, all’Ufficio Ambiente, alla Barsa; alle assoA chiudere la mezzamaratona il grande ciazioni del volontariato: l’Avser, la Prote- ottantenne Vincenzo Mirizzi, che appena zione Civile, il Vespa Club, l’Associazione tagliato la linea di traguardo è stato prePolizia di Stato, la Croce Rossa, l’Unitalsi, miato immediatamente, sia come primo l’Associazione Nodiss, ai Radioamatori, di categoria, ma soprattutto ricevendo il l’Associazione Barletta sui Pedali. premio speciale alla memoria del nostro E soprattutto allo straordinario spirito amico Angelo Diterlizzi, recentemente di abnegazione degli amici e tesserati del- scomparso. la Barletta Sportiva, ciascuno nel proprio MARZO 2015 Sport Galà dello Sport al Curci passerella per 100 campioni P resso il Teatro Curci si è celebrata ancora una edizione del Galà dello Sport. In passerella un gran numero di atleti, ma anche di allenatori, presidenti di società sportive e operatori dello sport in generale che si sono distinti nel corso dell’anno 2014. Enzo Ormas spiega il significato di questa festa. Il Galà dello Sport è nato per dare un riconoscimento da parte della città ad atleti e società che hanno raggiunto nell’anno precedente risultati di valore nazionale ed internazionale. Non potendo pretendere che tutte le società sportive possano ottenere tali risultati si è deciso con un turn over di premiare annualmente anche le società che comunque operano sul territorio e che non sono meno meritevoli di chi ha più mezzi e risultati. Da sinistra l’atleta dell’anno Loredana Spera (tiro con l’arco), Paola Piazzolla Con questo principio negli anni tutte le (canottaggio), e Francesco Disalvo (nuoto) società sportive sono salite sul palco del Curci e hanno ottenuto il loro giusto riconoscimento. Risulta chiaro che per una economia dello spettacolo, durata ra), Paola Piazzolla (canottaggio), Giuseppe Loiodice (tece premiati, chi è stato premiato l’anno prima a meno di nico dell’anno), Francesco Disalvo (nuoto), Alessia Sanrisultati nazionali o internazionali certificati per l’anno di teramo e Gaia Paolillo (scacchi), Davide Corcella, Fabio competenza, verrà invitato comunque ma non ripremiato, Luce, Vincenzo Mafale e Maria Dicuonzo (arti marziali). perché il Galà è prima di tutto la festa degli sportivi e delle società barlettane. Il delegato del CONI della BAT Isidoro Alvisi ha quindi introdotto la premiazione degli atleti che Atletica maggiormente si sono distinti nel corso dell’anno agoniRicatti vince la mezza maratona di Barletta stico 2014. Ed ecco l’elenco: la campionessa mondiale LoMimmo Ricatti ha vinredana Spera (tiro con l’arco), l’etiope barlettana Veronica to la seconda edizioInglese ed il keniota bianco Mimmo Ricatti (atletica leggene della Cargraphik Half Marathon, comSoluzione di pag. 47 pletando così il successo organizzativo di Barletta Sportiva del presidente Vincenzo Cascella. Rispettando il pronostico, ha vinto Mimmo Ricatti portacolori dell’Aeronautica MiliPremiazione del podio maschile tare con il tempo di 1h alla Cargraphik Half Marathon 07’20” su una distanza 2015 di 21, 097 chilometri. M A R E I I B R A C 66 A 61 O I P O R A S 53 G O P E L I T 45 L 58 25 T L O R U O 59 L 46 I 42 I 37 T M A 5 T E O E O R 6 S S 7 T P 43 38 8 I I T I T R I A R 65 A I 9 10 T 60 O I L 51 A R A M A 39 27 D I 20 I 40 N I A T I E 34 S A D T O L 33 L T 52 T O E O S B O N A M 68 U M P 23 A C C O I A U R E 26 T 19 I 32 O M E R O O R A C C A P O T O I S M A R E M P N 22 E 71 A 50 31 I D O T 4 57 A E 30 3 56 64 I A N G A R 24 2 55 T D E R E 18 63 A E 36 21 A M A N S C O P I C O N S O I S A L 35 S 67 62 L 41 L M A C H E 54 44 1 I 49 I I D E R 70 O C A 48 O N E R 29 E T 47 A L E R E I C 28 E S A M I C O M A R E M M A 11 12 13 14 15 16 2015 69 17 MARZO IL FIERAMOSCA 49 reale mutua 50 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 L’angolo della poesia Memoria 8 marzo festa della donna A te A te che sei il centro di ogni pensiero. A te che sei il sole. A te che sei la stella. A te che sorridi, quanto sei bella. A te che regali amore. A te che dai tutto il tuo calore. A te che sei donna armoniosa, [eccoti una rosa. Rosa che parla d’amore [per ogni donna. Rosa vellutata, la donna [va sempre amata. Ogni giorno, ogni istante. Come in un romanzo, buon 8 marzo. Ada Roggio Profumo di donna Fragranza di donna profumo di primavera. Con lo sguardo perso verso un futuro incerto un destino avverso. Lotti giorno dopo giorno, ancora un giorno… Così orgogliosa e fiera tu vinci la partita dispensatrice di vita. E quando vien la sera dimentichi di esser madre amica, sorella ma solo donna, una donna vera. Profumo di vita, profumo di primavera. A. Fioravante Esperti MARZO 2015 Tutto d’un tratto il terso cielo [si fece plumbeo, opprimente ne era l’aria che si respirava, lasciando una sensazione di sgomento [e di terrore in quegli occhi puri, che prima di allora godevano [di ogni cosa che rifioriva. I loro giochi innocenti, le risa, le finte [battaglie con quei soldatini che divennero poi in realtà i loro aguzzini. Chi potrà mai restituire la gioia [nei sopravvissuti, quell’allegria smarrita [divenuta con il tempo una grande eredità di vita bruciata, [anziché vissuta. Pesante è il fardello consegnato [ad una storia ingiusta, scolpito in maniera indelebile [nella memoria di ognuno, un crudele lascito consegnato [all’umanità, con il ricordo della ferocia di un fratello [che uccide un suo simile! Antonio Dibenedetto Gli anelli della catena Rammarico e gioia sentirsi fluire la vita (e immaginarla pure soggetta a declino), ma è gioia sapersi decisionali, sapersi anima irripetuta. Riflusso di forze cognitive: nasce un’idea. Sarà il palpito progetto d’arte, sarà l’affermazione uno scorrere. Pensiamo: nascita non è l’assoluto inizio, un embrione prima di questo, e c’è ancora prima una combinazione, ed è quest’ultima effetto in una sottile catena a ritroso. Nella lunga, lontana, filosofia [del pensiero il nostro momento, il personale [concettivare, la grande, complessa, intima ragione è figlia di una capacità, figlia da sua volta senza vuoti di una assoluta successione. Emanuele Dicuonzo All’olmo generoso Adornato di cipressi e di variopinti roseti profumati e prati rinverditi è il viale che porta al casolare. Guardo esterrefatto il pesco fiorito accanto alla pila [e il maestoso olmo dalle ampie e folte chiome in muto silenzio. La metamorfosi del tempo non ti ha cambiato, avvolto nella misteriosa solitudine che sa di poesia e d’incanto. Tu testimone di un passato senza parole, di uomini e donne arrovellate per vivere una vita di stenti. Avevano nel cuore amore e speranza per i figli, bambini, che inconsapevoli [giocavano sull’aia schiamazzando, gridando festosi. Quei bimbi di allora sono padri e madri di oggi, immemori di un passato opaco che tornano a guardare l’olmo generoso che dona ombra e frescura. Albero maestoso! Non conosci tempo né stagioni, vivrai molto ancora; che mano d’uomo non ti ferisca mai! Racconterai per sempre gioia di vivere e inni alla vita. Sabino Tupputi IL FIERAMOSCA 51 Vernacolo I pisce allanòute di Carmelina Dimastromatteo Via Ferdinando d’Aragona, 88 - BARLETTA tel. 0883 331 566 barletta@otticalamusta Ce kualk-i/oune m-avìss -addumannè: “Ce t-arrekùrde di tièmbe belle’?” De sikure akkumminzarìsse a déice: “Tutte kudde ka stè iind- o kore meie”. Ma, se sape, a na cert-étè, rumenene i kose belle chiù di brutte, e pote kapetè poure de penzè ka kudde ka tènne te parave nérghe, tènde nérghe, pò, non i/érre. Na sare, ka non tenave ce ffé, me venètte de recète ind-e tratoure, truibbe na fotografeie biènghe e nérghe: nnènze o trabbukke nu gruppe de famigghie, papagnole, u vìggele, teise teise k-a devèise, nannore ku ciuppille e i dò figghie, i/oune, ka ‘mbonènze da maritate, l-alte, poverèdde, angore vakandèie, i nepoute: nu uagnone e na menènne ke tutte l’ariatoure du mumènde. U penzière scètte andrète: a strate, da San Gèkume o vrezze de levènde, ièrre longa longhe e drètta drètte, aviva kamminè sènze pegghiè picce, skurdènne l-addore da fekèzze sopafuoke k-assave da sporte satt-o vrèzze de mammè; ièrre n-obblighe passè da l-urtelane, ce vulive na lattouke frescke e nghiuppate. Kuanda gènte sop-e trabukke e sop-o muule aspettave ka salave a rézze chiana chiane! Olè, i sardulleine! Ccè stoke a dèice? I pisci-allanoute! Sèime o non sèime de Varrètte? Cce gudeminde a surchiérle kroute ddé! A ciuffe a ciuffe, ke nu vuoffele de veine, guardènne da lundane u kastiédde e u kambanàle. Mo’ fà l-anne, nu trabbukke sparescette, l-alte stanne a pikke a pikke ch- affunnè, ma pe grèzzie d-a Madonne e Sende Reggiére, i pètroune e u mère stanne angore ddè. www.otticalamusta.it Il trabucco (FOTORUDY) 52 IL FIERAMOSCA MARZO 2015 INFORMAZIONI TURISTICHE E CULTURALI Archeoclub di Barletta 348 3739839 Archivio di Stato (Via F. d’Aragona, 132) 0883 331002 [email protected] Archivio della Memoria e della Resistenza (c/o Castello) 0883 578644 Ass. Cultura e Turismo (Via d’Aragona, 95) 0883 578612 - 578614 - 578620 Aufidus - Ass. inform. turistica 329 8449777 Biblioteca Comunale (c/o Castello) 0883 578607 Biblioteca e Archivio Diocesani “Pio IX” (Via Nazareth, 68) FOTORUDY SERVIZI SOCIALI A.I.A.S. - Assistenza Spastici (Via della Repubblica, 1) 0883 527859 ANT - Delegazione di Barletta (Via A. Bruni, 28) 0883 310230 A.V.I.S. - Donatori Sangue (c/o ospedale vecchio) 0883 521686 Casa di riposo “R. Margherita” 0883 522446 Centro Antiviolenza per le donne (P.zza Aldo Moro n. 16) 0883 310293 Centro Aperto Polivalente (via R. Margherita, 126) 0883.510181 Centro Accog. Immig. Caritas (Via Manfredi, 45) 0883 572557 Centro Intercult. per le migrazioni (via. A. Bruni, 13) 0883.310387 Consultorio familiare “Insieme…” 0883 520395 Curia Arcivescovile 0883 531274 Fratres - Donatori Sangue (P.za Principe Umberto, I) 0883 518002 GOS Laboratorio urbano tel. 0883 310214 - fax 0883 576156 ODO-ANT (Via Fusco, n. 157 - Trani) 0883 584128 Sert 0883 577302 Settore Servizi sociali Comune di Barletta, piazza Moro, 16 0883.516460 TAXI - AUTOAMBULANZE E TRASPORTO INFERMI A.S.L. BT - centralino 0883 577111 AVSER (Via Magenta, 24) 368 3511354 - 0883 528443 Croce Rossa - Gruppo Pionieri e Volontari del Soccorso 0883 526924 Misericordia Barletta - Servizio ambulanza 347 0951836 O.E.R. - Operatori emergenza radio (Via M. del Carmine) 0883 535000 NO. di SS. Nuovi Orizzonti di Sostegno Sociale 329 0536112 U.N.I.T.A.L.S.I. (Via M. del Carmine) 0883 536788 Taxi (P.zza Conteduca) 0883 521469 MARZO 2015 0883 531274 Cantina della Sfida 0883 532204 Castello 0883 578620 Centro Culturale Zerouno 0883 333807 C. T. G. Gruppo “Leontine” 333 2453170 IAT (c/o Palazzo San Domenico) 0883 331331 Lega Navale 0883 533354 Pinacoteca (c/o Palazzo della Marra)0883 538313 - 0883 538312 - 0883 538374 Parco Archeologico di Canne 0883 510993 Pro Loco Barletta e Canne della Battaglia (Via Venezia, 42) 339 3869860 URP (Ufficio relazioni con il Pubblico) 0883 578488 Numero Verde 800761414 POSTI TELEFONICI PUBBLICI Bar Haiti (Via Leontina De Nittis, 49) Orario: 7-22 0883 534305 SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO Acquedotto (Servizio Guasti) 800 735735 Scoppio (Servizio Trasporto Urbano) 0883 518554 Capitaneria - Soccorso in mare 0883 531020 - 1530 Carabinieri - Pronto Intervento 112 - comando compagnia 0883 537400 Cimitero 0883 510675 Comune - centralino 0883 578111 Corpo Forestale dello Stato1515 Elettricità (Enel, Guasti, Contratti e info) 800 900800 Ferrovia (informazioni) numero verde (ore 7-21) 89 20 21 Gas (Servizio Guasti) 800 900999 Guardia di Finanza - servizio di pubblica utilità117 - Gruppo Barletta 0883 531081 Guardia Medica - notturno e festivo 0883 575130 Polizia di Stato - soccorso pubblico 113 Polizia Commissariato 0883 341611 Polizia Locale - Pronto intervento 0883 332370 Polizia Stradale 0883 341711 Polfer 0883 521502 Poste Italiane 0883 536097 Prefettura - centralino 0883 539111 Pronto Intervento 118 Pronto Soccorso A.S.L. BT 0883 577781 Protezione Civile 0883 578320 URP - A.S.L. 0883 577610 - 0883 577971 - 0883 577050 Soccorso ACI 116 Soccorso Pubblico 113 Vigili del Fuoco - Pronto Intervento 115 - locale stazione 0883 531222 IL FIERAMOSCA 53 ORARIO FERROVIARIO fino al 12 dicembre 2015 BARLETTA - BARI CENTRALE BARLETTA - FOGGIA Da Barletta a Bari: 4.41 4.42 5.27* 5.48 5.54* 6.20* 6.42 6.43 6.48 7.00 7.12 7.30 7.52 8.30 8.40 8.50 10.42 10.59 11.36* 12.43 12.58 13.10 13.37* 13.48* 14.02 14.10* 14.22 14.44* 15.01 15.02 15.17 15.59 16.10* 16.49* 17.03 17.04 17.15 17.43* 17.46 18.13* 18.20* 18.39 18.46* 19.00 19.18 19.43* 19.55 20.04 20.16* 20.44* 21.02 21.03 21.36* 21.44* 22.16* 22.44 22.52 23.03* Da Bari a Barletta: 0.01* 4.05 4.23 5.32* 6.00* 6.05 6.29 6.45 7.15* 7.38* 7.45 8.00 8.07* 8.15 8.38* 9.38* 10.04* 10.10 11.38* 11.48 11.53 12.04* 12.10 12.30 12.38* 13.05 13.17* 13.27 13.38* 13.50 14.04* 14.101* 14.16 14.27 14.38* 15.15 15.38* 16.05* 16.33 16.40 17.05 17.15 17.45 18.07 18.10 18.17* 18.34 19.00 19.34 20.05 20.15 20.30 21.10 21.15 21.33* 22.06 22.13 23.09* Legenda: Espresso, Regionale, IC, ICN, F.Argento, F.Bianca, Festivo *= il servizio si effettua anche la domenica Da Barletta a Foggia: 0.34* 4.53 5.11 6.02* 6.43* 6.54 7.15 7.45* 8.08* 8.31 8.50* 8.56 9.03 9.08* 10.08* 10.48* 10.58 12.08* 12.30 12.39 12.48 13.08 13.20 13.45* 14.08* 14.21 14.48* 14.54 15.08* 15.09 15.21 16.02 16.08* 16.48* 17.28 17.37 18.02 18.22 18.45* 18.57* 19.50 20.51 21.02 21.13 21.21 21.58 22.03 22.21* 22.54 22.58 23.57* Da Foggia a Barletta: 4.00* 4.10 4.53* 5.05 5.19* 5.39* 6.00 6.06 6.15 6.37 6.48 7.10 7.57 10.00 10.15 11.05* 12.00 12.15 13.05* 13.12 13.19* 13.38* 14.15* 14.20* 15.20 15.38* 16.17* 16.22* 16.34 17.14* 17.38* 17.50* 17.55 18.17* 18.35 19.14* 19.25 19.46* 20.14* 20.20* 21.05* 21.14* 21.45* 22.10 22.32* Per informazioni sugli orari dei treni e per prenotazioni e acquisto biglietti telefonare al numero verde FS INFORMA 89 20 21 (Raggiungibile solo da telefoni di rete fissa). CHIESE: orari Ss. Messe STAZIONI DI SERVIZIO TURNI FESTIVI MESI MARZO e APRILE 2015 Antimeridiano dalle ore 7.00 alle ore 12,30 Pomeridiano dalle ore 15,30 alle ore 20,00 1Marzo TURNO A 28-29 Marzo 18-19 Aprile IP ESSO ESSO TAMOIL ESSO via L. Da Vinci via R. Margherita p.za 13 febbr. 1503 via S. Samuele via Trani 14-15 Marzo 6Aprile TURNO B 7-8Marzo 4-5Aprile 25-26 Aprile AGIP IP ERG TOTALERG TOTALERG via Canosa via Trani via Parrilli lit. di Ponente via Barberini 21-22 Marzo TURNO C TURNO D 11-12 Aprile ERG AGIP IP IP Q8 ERG ERG TOTAL AGIP Q8 via Canosa, 84 via Foggia via Andria lit. di Ponente via Trani 54 IL FIERAMOSCA via R. Margherita via Violante via Andria via Trani via Foggia SS 16 sabato sera domenica BUON PASTORE 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00 via Medaglie d’Oro, 29 CARMINE 17.00 via Mura del Carmine CHIESA CIMITERO 9.00 CUORE IMM. DI MARIA 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00 via Barberini IMMACOLATA 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00 via Firenze, 52 MARIA SS. STERPETO 18.30 20.00 8.30 10.00 11.30 18.30 20.00 viale del Santuario, 13 12.30 OSPEDALE CIVILE 9.00 PURGATORIO 19.309.00 19.30 corso Garibaldi S. AGOSTINO 19.00 8.30 10.00 11.30 19.00 via Pozzo S. Agostino, 28 S. ANDREA 18.30 9.00 10.30 11.30 18.30 via M. Bruno S. BENEDETTO 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00 via R. Margherita S. CATALDO 10.00 20.00 via Mura S. Cataldo S. DOMENICO 19.30 19.30 corso Garibaldi, 198 S. FILIPPO NERI 19.00 7.30 9.30 11.30 19.00 via Mons. Dimiccoli, 116 S. GIACOMO 19.00 8.30 10.00 11.00 19.00 c.so Vitt. Emanuele, 147 S. GIOVANNI APOSTOLO 19.00 8.30 11.00 19.00 via delle Querce, 2 S. LUCIA 19.00 8.30 10.00 11.15 19.00 vicoletto Santa Lucia S. MARIA DEGLI ANGELI 8.00 10.00 11.30 19.00 viale Marconi, 22 S. M. DELLA VITTORIA 18.00 20.00 18.00 via Cialdini, 70 S. MARIA DI NAZARETH via Nazareth S. NICOLA 19.00 8.15 11.00 19.30 via Canne, 195 12.15 S. PAOLO 19.00 8.30 10.00 12.00 19.00 via Donizetti S. RUGGERO 7.30 via Cialdini SACRA FAMIGLIA 19.00 8.00 10.00 19.00 via Canosa, 143 SANTA M. MAGGIORE 11.00 via Duomo SANTO SEPOLCRO 19.00 8.30 10.00 12.00 19.00 corso Vitt. Emanuele SPIRITO SANTO 19.00 9.00 11.00 19.00 via Boggiano, 43 SS. CROCIFISSO 19.00 8.30 10.00 11.30 19.00 via Petrarca SS. TRINITÀ 19.00 10.00 11.00 19.00 via Palmitessa, 38 MARZO 2015 Nuova maffei