Anno XLII - MARZO 2015 - Una copia
Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti
e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non
nascerà un nuovo senso del dovere. (Aldo Moro)
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3/2015
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(conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) Art. 1 Comma 1 - CNS BA
Foto: Milillo
Mensile di cultura, informazione e attualità
Pietro Mennea sulla pista di Barletta
Pietro Mennea
La freccia del sud
il 29 e 30 marzo su
(Ci siamo anche noi…)
Mennea
il libro, la fiction, il monumento
Nuova
(FOTORUDY)
(FOTORUDY)
9
9
Due consigli comunali in bianco,
la ripresa nel terzo, come se nulla
fosse accaduto. Durerà?
11
Una “lectio” priva di attestazioni
documentali ostile alla città e alla
sua tradizione storico-folcloristica
25
29
Chiesa
Ripresi i lavori dell’assemblea sinodale
Giustizia
Relazione del presidente del Tar Puglia
dott. Corrado Allegretta
31
Stato
La presidenza Mattarella
di Gaetano Nanula
Regione
Piano Paesaggistico: un anno per l’adeguamento
di Stefania Patella
Piano Paesaggistico Territoriale Regionale
di Filippo Caracciolo
33
Porto
Il porto di Barletta: la musica non cambia
di Pasquale Pedico
35
Crollo di via Roma
Triangle (un possibile 8 marzo)
di Carmen Palmiotta
Lettera aperta
Lettera aperta di Stefano Bianco a Mattarella: auguri a nome dei vecchi amici
della DC pugliese
36
Ricordo
Aldo Ciccolini, il maestro che suonava
col pensiero
di Francesco Lotoro
Il momento politico
Avvisaglie di una crisi… rientrata
di Renato Russo
16
10
Ricordo
Il 29 e 30 marzo Mennea in TV nella
fiction di Ricky Tognazzi
di Raffaella Delpiano
18
Ambiente
“Borghi e terre d’Ofanto”
di Ruggiero Mennea
11
Disfida di Barletta
Victor, una discutibile ricostruzione
della sfida
di Renato Russo
19
20
13
Vita amministrativa
Premiato il Comune di Barletta per
l’alta percentuale della raccolta differenziata
14
15
Urbanistica
La ripartenza del PUG di Barletta
di Stefania Patella
Barletta: il punto sui lavori pubblici
di Francesco Dipalo
21
23
2129
Piano Paesaggistico Territoriale Regionale favorisce la pianificazione e
lo sviluppo del territorio
Provincia Bat
La BAT alla BIT di Milano. Le iniziative di valorizzazione e promozione del
territorio
In libreria
Ricordo di Palumbieri: un esperto promotore del nostro turismo culturale
di Renato Russo
29
4 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
3/2015
(FOTORUDY)
29
Ricordo di Vittorio Palumbieri: un
esperto promotore del nostro turismo culturale
45
Teatro
Stefania Fratepietro: cantante, attrice e
ballerina. Poco nota a Barletta, cospicuo il suo curriculum nazionale
47
Premio Cartolina Fieramosca d’Oro
La Fidapa alla Sala Rossa 25o
“Premio Cartolina Fieramosca d’Oro”
di Marilena Colucci
Enigmistica
Cruciverba simmetrico con riferimento a Barletta
di Franco Lamonaca
48
Scuola
I.C. “Mennea”: Ascolto… dunque canto, canto… dunque amo
I.C. “Musti-Dimiccoli”: Presentato il
progetto “Aula 2.0”
S.E. “Sacro Cuore”: La Shoah… con
gli occhi dei bambini
49
51
Sport
Cargraphik Half Marathon.
Grande partecipazione di atleti
alla seconda edizione
36
Con la morte di Aldo Ciccolini, è scomparso uno dei più grandi pianisti
di Pasquale Iannone
37
Caro amico ti scrivo, ricordo e ricordi di
Manrico Gammarota
di Carmen Palmiotta
38
40
42
43
43
35
Triangle. New York 1911-Barletta
2011: storie di donne, di lavoro
nero, di morte
Questo mese libri
Ebraismo
Lech Lechà Purìm
Galà dello Sport
al Curci passerella per 100 campioni
L’angolo della poesia
8 marzo festa della donna
Profumo di donna
Memoria
Gli anelli della catena
All’olmo generoso
40
6
7
8
26
52
La Fidapa ha festeggiato la 25a edizione del Concorso “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro”
RUBRICHE
Lettere al direttore
- Perché gli assessori non informano i
cittadini del loro operato?
- Quel distacco fra popolo e politica
- Quella palazzina su viale degli Ammiragli Casardi
- A proposito della cittadinanza di Alfredo Reichlin
- Il trabucco di Barletta
- La Capitaneria di Porto. Quando?
- Lotoro protagonista al S. Cecilia
- Sulla interpretazione della Disfida
da parte del Centro Studi Normanno
Svevi
- Il maestro Lotoro da Stoccolma
- Non si può dileggiare la fede altrui!
In città
Notizie in breve
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Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti
e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non
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n° 3 - marzo 2015
anno XLII
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RENATO RUSSO
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6 IL FIERAMOSCA
Perché gli assessori
non informano i cittadini
del loro operato?
Caro direttore, tante belle
parole all’atto delle votazioni,
quando assumono l’incarico
assessorile, e poi, durante il
loro mandato, non avvertono
la sensibilità di informare i cittadini del loro operato, di fare
il punto sulla realizzazione del
programma comunale, relativamente al loro comparto. Poi
i cittadini, a fine anno, si aspetterebbero, da parte dell’Amministrazione, un consuntivo
annuale. E invece nulla di tutto
questo. Mi sorprende soprattutto il fatto che a capo della nostra
città sia un giornalista che questi problemi di comunicazione
conosce benissimo. Perché allora tanta incuranza? Abbiamo
ragione noi cittadini di diffidare
di una classe politica sempre
più insensibile a quello che pensa l’opinione pubblica?
Antonio Damato
Caro Antonio, tu hai ragione, ma questa è una vecchia storia, anche negli anni
passati e nelle passate amministrazioni accadeva la stessa
cosa. Forse per indolenza, per
mancanza di tempo, ma credo
soprattutto per scarsa dimestichezza col mezzo della comunicazione che i nostri amministratori manchino nel dovere
di informazione. Questo mese
abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’assessore ai lavori
pubblici Francesco Dipalo che
informa la città dello stato di
attuazione dei lavori pubblici.
Frattanto l’assessore si è
dimesso, ma noi pubblichiamo
lo stesso la rendicontazione
delle opere pubbliche messe in
cantiere perché molto interessanti.
Quel distacco
fra popolo e politica
Senza che ce ne accorgessimo, lentamente dobbiamo
prendere atto del progressivo
distacco che si è venuto a creare
fra popolo e politica. Ricordo
ancora distintamente quando i
partiti esponevano i propri programmi sulla piazza attraverso
i propri candidati, sia a livello
parlamentare che a livello locale, in occasione di elezioni
politiche e consultazioni amministrative. E c’era una più
umana conoscenza dei propri
rappresentanti. Per esempio,
a Barletta, per la DC Peppino
Palmitessa, Michele Tupputi,
Gabriele Lionetti; per il PCI
Domenico Borraccino, Michele
Borraccino; per il PSI Donato
Paparella, Franco Borgia; per il
PLI la famiglia Cassandro, la signora Cassandro Sernia e il nipote Giovanni; per il PRI Carlo
Borgia e Sabino Pastore; per il
MSI Andrea Gissi, Ettore Bergamaschi, Carmine Di Paola…
Modesti contatti con l’elettorato, specialmente attraverso
la TV locale e la stampa (quotidiano “Gazzetta” e il vostro
mensile), contatti modesti ma
più accessibili, e poi la politica
si capiva di più, per noi elettori
era più accessibile ma anche più
umana in un rapporto più ravvicinato. Francamente oggi noi
non conosciamo i nostri consiglieri comunali come ignoriamo chi sono i nostri assessori,
né si conoscono i programmi
dell’Amministrazione ma ci
limitiamo a prendere atto della
profonda distanza che ci separa
dalla nostra politica cittadina.
L’unica cosa diversa, che non
dà adito ai dubbi, è la constatazione che qualcosa non va nelle
alte sfere quando siamo informati che il Consiglio Comunale
è saltato per la mancanza del
numero legale… E il sindaco?
gli assessori? li sentiamo lontani dal popolo, come se fossero
amministratori di un’altra città…
Giuseppe Filannino
Quella palazzina su viale degli Ammiragli Casardi
Io sono abbastanza giovane e non ricordo della esistenza di
una palazzina che sorgeva lungo viale degli Ammiragli Casardi.
Mi dicono che tanti anni fa fu fatta la proposta di abbatterla
come quella Feltrinelli.
Quest’ultima fu salvata, la prima no. Ne conservate una
foto? A cosa era adibita?
Pasquale Gorgoglione
La palazzina era adibita a stazioncina ferroviaria di
collegamenti tra le industrie barlettane e il porto.
Michele Chieco,
Barletta, ex stazione
ferroviaria marittima,
1988 olio su masonite
(34x24 cm)
MARZO
2015
Lettere al direttore
A proposito della cittadinanza di Alfredo Reichlin
Preg.mo Direttore,
il Consiglio Comunale di
venerdì 30 gennaio scorso ha
approvato all’unanimità la delibera, avanzata dal Sindaco,
padre Melchiorre (… in vita) e
la madre Maria Giuseppa Muratori risiedevano a Napoli.
Infine Pietro Reichlin, nato
a Portici il 13 ottobre 1898, e
padre dell’Onorevole, porta il
nome del nonno materno e cioè
Pietro Parlender.
Con stima.
Michele Grimaldi
Il trabucco di Barletta
per il conferimento della cittadinanza onoraria all’on. Alfredo Reichlin, prossimo a compiere 90 anni.
La motivazione della proposta di cittadinanza onoraria
all’on. Reichlin ricorda che
“sin dalla giovane età, dopo
aver lasciato Barletta con la
famiglia per Roma, si è battuto
per gli ideali di libertà e di democrazia e con autorevolezza
ha sempre sostenuto la causa
del riscatto del Mezzogiorno
onorando le sue origini nella
città della Disfida.
Dopo aver letto attentamente l’intervento dell’on. Alfredo
Reichlin, unico della sua famiglia “barlettano purosangue”
essendo nato nella Città della
Disfida il 26 giugno 1925, il
quale precisava luoghi e situazioni riferiti agli antenati, ho
pensato fosse stato mio dovere
puntualizzare su alcuni passaggi riportando qualche “fatto”
ricavato da documenti ufficiali,
come l’atto di matrimonio.
L’atto di matrimonio contratto da Alfredo Giuseppe
Reichlin con la signora Nicoletta Maria Parlender (altra
“Barlettana” la cui famiglia
non è di origine “Barlettana”
ma proviene dall’antica Ragusa l’attuale Dubrovnik in Croazia) il 18 agosto 1886. Dalla
lettura dell’atto risulta chiaro
che la nazionalità del Reichlin
è svizzera (proviene da Angri),
la professione è negoziante e il
MARZO
2015
Carissimo direttore,
ho letto con grande piacere
la lettera che il consigliere
Regionale Filippo Caracciolo
ha scritto nell’ultimo numero de
“Il Fieramosca” riguardante il
ripristino del nostro trabucco sul
molo di Levante, in quanto già
tanto tempo fa io ne descrissi la
necessità del ripristino anche su
“La Gazzetta del Mezzogiorno”.
Ritorno a parlare del nostro
trabucco in quanto a Brindisi,
dove io abito, molti miei
amici me lo ricordano perché,
ben sapendo che a Barletta vi
era un trabucco, fecero una
visita alla città e constatarono
l’abbandono di esso e rimasero
delusi annotando, e a ragione,
che il trabucco, essendo un
manufatto storico e che è l’unico
tra Vasto e Barletta, è un’ottima
attrattiva turistica per la città.
Ora, poiché recentemente è
stato approvato dalla Regione
Puglia il Disegno di Legge per il
ripristino dei trabucchi, sarebbe
opportuno che il Consigliere
Regionale Caracciolo, di cui
apprezzo la vivacità e serietà
dei suoi interventi sia in
Consiglio comunale a Barletta
che in quello Regionale nei vari
problemi, segua con pervicacia
l’iter di questo disegno di legge
e spinga per Barletta.
E, come conclude “Il
Fieramosca”
nell’ultimo
numero, speriamo che per
il nostro trabucco non sia
troppo tardi per un intervento
restauratore.
Gabriele Iorio
La Capitaneria di Porto.
Quando?
Ricordo qualche anno fa
di aver partecipato, come ex
marinaio, a una cerimonia al
porto di Barletta durante la
quale il sindaco Maffei e l’ammiraglio De Tullio, e tanti altri
personaggi della nostra politica, annunciarono solennemente che il porto di Barletta era
stato promosso a Capitaneria,
sullo stesso piano di Molfetta,
e che la sede sarebbe stata l’ex
mercato del pesce, lì nei pressi,
allora in uno stato di completo
abbandono. Allora come ora!
Perché non è cambiato nulla, e
ogni volta che passo là davanti, mi prende la tristezza di una
bella promessa non mantenuta.
Lettera firmata
Lotoro protagonista
al S. Cecilia di Roma
Caro direttore,
a quanto pubblicato nel precedente numero, circa il concerto musicale “Tutto ciò che mi
resta”, svoltosi presso l’Auditorium di Santa Cecilia a Roma,
lunedì, 26 gennaio scorso, per il
“Giorno della Memoria”, di cui
è stato grande protagonista il nostro caro M° Francesco Lotoro,
con la esecuzione di brani di musica “concentrazionaria” da lui
recuperati in varie parti d’Europa e altri continenti, a sottolineare l’importanza di tale evento, è
bene aggiungere pure che tutta la
manifestazione è stata trasmessa
in televisione sul canale 23 di
Rai5 ed ha avuto anche alcuni
collegamenti con l’altro canale
nazionale di RaiNews24.
Nel corso del programma,
Lotoro è stato anche intervistato e molto applaudito.
All’uopo, mi piace altresì
evidenziare, che a Barletta c’è
chi non lo ha ignorato già da
marzo 2001, quando, presso la
Sala Rossa del Castello, con la
presenza dell’allora sindaco Salerno, al M° Francesco Lotoro
veniva ufficialmente conferito
il “Riconoscimento per l’Arte e
la Cultura” del 21° “Premio Via
Nazareth”.
Franco Lamonaca
Sulla interpretazione della
Disfida da parte del Centro
Studi Normanno-Svevi
Sono stato a sentire due “lezioni” tenute dagli studiosi del
Centro Studi Normanno-Svevi
sulla Disfida di Barletta perché interessato dell’annuncio
di nuove informazioni che ci
avrebbero fatto riscoprire la Disfida e debbo francamente dire
che sono restato molto deluso.
Io sono un barlettano appassionato di storie locali e ne so
abbastanza della famosa Sfida.
Ebbene non ho appreso nulla di
nuovo. Allora ho capito che non
si tratta di cose nuove, ma di interpretazione di notizie vecchie.
Sono restato francamente deluso dalla proposta di uno studioso che avrebbe scoperto che la
Cantina non è quella originaria
della Sfida e quindi andrebbe
chiusa. Ma lo sapevamo che
non era quella autentica, ma se
si dovessero in Italia modificare tutte le tradizioni storiche,
salterebbe almeno la metà delle nostre rievocazioni! Quanto
all’iscrizione sulla Cattedrale,
è contestata pure fra gli studiosi… Poi ho sentito una studiosa
di paleografia. Bravissima, ma
è un campo circoscritto a pochi
esperti! Come si può pretendere di rifondare una nuova conoscenza della Disfida su aspetti
specialistici, solo per gli addetti
ai lavori? Che questi studiosi
approfondiscano, va pure bene,
ma senza pretendere di imporre
un nuovo modo di conoscere la
Disfida, ché ci sta bene quella
che conosciamo tradizionalmente, una sintesi di storia autentica e di tradizione.
Angelo Torre
IL FIERAMOSCA
7
Lettere al direttore
Il maestro Lotoro da Stoccolma
Questa mia breve corrispondenza da Stoccolma (Svezia) dove
sono stato due giorni con la troupe del film “Il Maestro” per incontrare (dopo anni di ricerche e difficili contatti) Hanus Weber,
oggi 85enne e figlio della chitarrista e compositrice ebrea ceca
Ilse Weber, gasata ad Auschwitz-Birkenau nell’ottobre 1944 con
l’altro figlio Tommy.
Prima di partire domenica scorsa da Barletta sono riuscito a
prendere al volo il numero di febbraio de Il Fieramosca che ho regalato al regista del
film, il franco-argentino Alexandre
Valenti che vuole
imparare meglio la
lingua di sua nonna
(siciliana trapiantata a Buenos Aires)
e ringrazio di cuore
la redazione dello spazio dedicato
alle mie ricerche.
Mi rincuora l’attenzione del nostro
mensile cittadino
verso questa ricerca molto faticosa
ma umanamente e
culturalmente gratificante.
I più sinceri saluti.
Francesco Lotoro
Non si può dileggiare
la fede altrui!
Mostruose le uccisioni dei
vignettisti francesi, ma è grave
dileggiare il sentimento religioso altrui. Ancora di più se si
pensa alla violenta reazione che
questa gratuita irrisione può determinare in un popolo tradizionalmente violento.
…Tanto più colpevole, a
parer mio, quel dileggio, perché
alimenta uno scontro di civiltà,
di sentimento religioso, uno dei
più profondi sentimenti dell’essere umano; e perché vuol dire
alimentare un fondamentalismo
laico non meno pericoloso di
quello islamico. Ricordo quando qualche anno fa un giornale
islamico riprodusse l’immagine della Madonna in una posa
oscena. Ci fu un sentimento di
disgusto e il biasimo venne da
tutti, anche da coloro che cre-
8 IL FIERAMOSCA
denti non erano. E perché dovremmo allora con tanta allegra
disinvoltura sghignazzare del
sentimento religioso altrui? Per
me è incomprensibile. Ispirate
da buon senso e moderazione le
parole dettate da papa Francesco
nel corso del suo volo verso Manila: “La religione - egli ha dichiarato - non può mai uccidere,
non si può farlo in nome di Dio.
Ma non si può neppure provocare, insultare, sbeffeggiare la fede
altrui”.
E poi, in tempi così drammatici come quelli che viviamo,
quando basta un nonnulla per
provocare stragi e distruzioni,
queste vignette blasfeme (perché
tali sono, non c’è dubbio! altro
che libertà di satira!) non fanno
che gettare benzina sul fuoco di
una pericolosa intolleranza che
in Medio Oriente conta già migliaia di vittime innocenti.
Luigi Doronzo
MARZO
2015
Il momento politico
AVVISAGLIE DI UNA CRISI… RIENTRATA
Due consigli comunali in bianco, la ripresa nel terzo, come se nulla fosse accaduto. Durerà?
Il sindaco non ignori le forze politiche che lo hanno eletto e i consiglieri che lo sostengono
di Renato Russo
S
i sono celebrati, in quest’ultimo
scorcio di tempo, tre consigli comunali: i primi due infruttuosi, il terzo si è tenuto regolarmente, con pochi
specifici punti all’ordine del giorno.
La cosa strana è che i veri motivi della
crisi non sono stati sfiorati, né in sede
partitica né tanto meno nel corso dei
lavori assembleari, in aula, nel corso
dell’ultima seduta consiliare.
Sabato 31 gennaio, recita la Gazzetta: “assemblea ai minimi termini.
Consiglio lampo senza il centro destra”. Consiglio lampo perché sono
approvati alcuni punti all’o.d.g. e
poi i lavori si chiudono quando i tre
consiglieri socialisti escono dall’aula facendo mancare il numero legale.
Tra gli argomenti approvati il conferimento della cittadinanza onoraria
all’on. Alfredo Reichlin e al cardinale
Francesco Monterisi. Hanno motivo
di fare le loro rimostranze i consiglieri
di opposizione che dichiarano: “Una
maggioranza politica che vince le elezioni amministrative se c’è deve essere visibile… Non si può continuare a
convocare il consiglio comunale ad
horas portando in discussione provvedimenti importanti che hanno bisogno
di approndimento”. Esito assembleare
non privo di conseguenze, se il giorno
dopo “Scelta civica”, che fa capo al sen.
Monti, dirama un documento firmato
da Pier Paolo Grimaldi e Michele Maffione nel quale è denunciato non tanto
l’episodio in sé, quanto la situazione
amministrativa che esso ha clamorosamente e pubblicamente evidenziato;
che i firmatari del documento giudicano “impantanata e insostenibile”.
Subito dopo questo documento,
sottoscritto da una forza di maggioranza, ecco un secondo documento questa
volta firmato da un partito di opposizione, “Adesso puoi”, rappresentato
in consiglio da Flavio Basile.
Al di là di questi due interventi,
non c’è dubbio che qualche malessere
MARZO
2015
serpeggia nella maggioranza, se nel
Consiglio Comunale del 9 febbraio
mancano i numeri per aprire la seduta. Afferma Basile: “La verità è che il
sindaco Cascella non ha mai avuto, sin
dal primo giorno del suo insediamento, una maggioranza”. La replica del
sindaco, indirizzata alle forze politiche
non si fa attendere. Cascella è consapevole della crisi attraversata dalla maggioranza, non solo relativa alle forze di
coalizione che lo sostengono, ma anche
alle carenze della macchina amministrativa indebolita dalle dimissioni di
numerosi funzionari. “Senza giocare
allo scaricabarile - egli dichiara - cercheremo di trovare i rimedi appropriati per superare questa situazione congiunturale, a meno che non si voglia
giocare allo sfascio, cosa che non credo”. Dopo aver rivolto un appello alle
forze di maggioranza, richiamandole a
un forte senso di responsabilità verso
la città, Cascella si rivolge anche verso
i partiti di opposizione ai quali ricorda che anche loro sono chiamati a un
comportamento responsabile, quando
si tratta di discutere di problematiche
di grande interesse pubblico.
Sarà per questo richiamo, oppure
come conseguenza della necessità di
avvicinarsi al momento elettorale (per
il rinnovo del consiglio regionale), sta
di fatto che nel corso dell’ultima seduta consiliare la maggioranza non ha
disertato l’aula consiliare dove si sono
dibattuti regolarmente i punti iscritti
all’o.d.g.
Il fuoco cova sotto la cenere
Tutto tranquillo, allora? tutto rientrato nella normalità di una gestione
amministrativa ordinaria? Per il momento pare di sì, ma non c’è dubbio
che ci siano ancora focolari di incomprensione dei quali si preferisce non
parlare, far finta di nulla, come nell’in-
Palazzo di città (FOTORUDY)
comprensibile articolo del consigliere
Scelzi che - all’indomani di queste inspiegabili assenze - manifestava tutta
la più incondizionata solidarietà al sindaco. Senza neppure tentare di farsi interprete delle ragioni delle incomprensioni esistenti fra sindaco e partiti, fra
sindaco e gruppi consiliari. Passeremo
così - nell’incertezza - i prossimi tre
mesi che ci separano dai rinnovi delle
elezioni regionali, dopo di che credo ci
sarà il vero chiarimento fra le parti.
Quanto al sindaco, se gli possiamo
dar un consiglio disinteressato dia più
spazio e visibilità a quelle forze politiche che lo hanno eletto e a quei gruppi
consiliari che lo sostengono. Perché, mi
creda, qui stanno le vere ragioni della
crisi che attanaglia l’amministrazione,
di cui pochi parlano ma molti sussurrano.
IL FIERAMOSCA
9
Ricordo
Il 29 e 30 marzo Mennea in TV
nella fiction di Ricky Tognazzi
(in qualche modo ci siamo anche noi)
di Raffaella Delpiano
L’
anno scorso, nei primi giorni di giugno,
Ricky Tognazzi e Simona Izzo erano a Barletta per girare il film sul giovane Mennea e poiché avevano già
precedentemente letto il libro
di Renato Russo
sulla
biografia
del giovane Mennea (R. RUSSO,
Quella maledetta
voglia di vincere,
Rotas - Barletta
2013), tramite il
prof. Francesco
Mascolo vollero
conoscere l’autore per complimentarsi per
la biografia sul
campione, l’unica in circolazione sulla sua infanzia
e adolescenza, ben ricostruita e illustrata da quasi
200 fotografie, recensita anche sulla stampa nazionale sportiva.
Simona Izzo si complimentò con Russo anche
perché autore di un racconto della Disfida di Barletta - fra storia e leggenda - che l’aveva intrigata al
punto da pensare di ricavarne uno spettacolo.
Proiettato presso il Liceo Scientifico “Cafiero” il
videodocumentario “Mennea segreto” di Emanuela Audisio
A presentare l’evento il preside
del Liceo Scientifico prof. Luciano
Gigante e il consigliere regionale
nonché delegato della Fondazione
“Pietro Mennea onlus”, Ruggiero
Mennea il quale ha spiegato “Il
documentario di Emanuela Audisio fa emergere un Pietro Mennea
inedito, il grande Uomo prim’ancora che straordinario atleta, un
mito ambasciatore di Barletta e
dell’Italia nel mondo, eccezionale
esempio per le giovani generazioni. Abbiamo voluto portare questo
patrimonio di valori nelle scuole
perché l’esempio di Pietro insegni
ai più giovani che è possibile raggiungere grandi risultati con le
proprie forze, credendo nei valori della legalità, dell’onesta e del sacrificio. Ringrazio per aver creduto in questa iniziativa, che avremo
modo di estendere anche a tutto il territorio regionale”.
Il preside, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di questo
documentario, il suo alto valore educativo, tanto più significativo in
quanto “Il nostro Liceo - ha egli precisato - è l’unico Liceo Sportivo
della Provincia intitolato proprio a Mennea.”
Al termine della proiezione, alla quale hanno assistito gli alunni
dell’Istituto, oltre a Ruggiero Mennea e al prof. Luciano Gigante,
hanno preso la parola il sindaco Pasquale Cascella, l’atleta Veronica
Inglese, campionessa italiana dei 10 mila metri, il prof. Franco Mascolo allenatore di Mennea. A coordinare gli interventi il giornalista
Giuseppe Dimiccoli.
Bando concorso di idee per la
realizzazione di un monumento a Mennea
Durante una pausa della lavorazione del film. Da sinistra il
regista Ricky Tognazzi e la sceneggiatrice Simona Izzo
10 IL FIERAMOSCA
Scadono il 16 marzo i termini per la presentazione del bando di concorso di idee deliberato dal Comune di Barletta per la realizzazione di un
monumento che ricordi il nostro grande atleta. L’esame e la valutazione
delle proposte sarà rimessa a una apposita Commissione giudicatrice. Al
vincitore del concorso sarà corrisposto un premio di 3mila euro a titolo
di rimborso spese.
MARZO
2015
Disfida di Barletta
LA DISFIDA RIDOTTA A UNA “GIOSTRA”? ABBIAMO TOCCATO IL FONDO
Victor, una discutibile ricostruzione della sfida
Nulla di nuovo ma racconti banalizzati nella deludente rivisitazione dell’episodio più famoso della nostra storia, sfrondato dei
suoi elementi storici più esaltanti e coinvolgenti. Per Victor il certame non sarebbe una sfida, ma una “giostra”, cioè la gioiosa
partecipazione di cavalieri ad un torneo, uscendone così stravolto e svilito il significato stesso della “Disfida di Barletta”.
di Renato Russo
Deplorevole tentativo di delegittimare
tutta la storiografia del Novecento
Premetto subito che non sono prevenuto e che per anni sono stato discretamente appartato. Ma oggi per una esigenza di
chiarezza mi vedo costretto ad intervenire
soprattutto per due motivi: perché quelle che erano delle discutibili divagazioni
personali, stanno diventando la posizione
ufficiale della nostra amministrazione comunale e inoltre perché sono perplesso di
fronte al persistente atteggiamento di supponente degnazione del dott. Rivera Magos
verso tutti gli studiosi locali del Novecento
spazzati via dal suo furore iconoclasta. Va
bene, Victor, abbiamo capito, ti atteggi ad
essere il più grande storico della città dopo
Loffredo. Ma dove stanno i tuoi scritti?
E in ogni caso, c’è proprio bisogno di
ostentare le tue preclare qualità di studioso, in danno del lavoro compiuto dagli altri
storici locali, defunti e contemporanei? (fra
i primi ricorderò Francesco Saverio Vista,
Benedetto Paolillo, mons. Nicola Monterisi, Vito Antonio Lattanzio, Michele Cassandro, Salvatore Santeramo a cui è intestata
la locale Sezione della Società di Storia
Patria, Oronzo Pedico, don Peppuccio Damato, i fratelli Giovanni e Anna Cassandro,
don Franco Damato, Pietro Di Gaeta, Nicola Ugo Gallo, Raffaele Iorio, Duilio Maglio; e fra i secondi Michele Cristallo, Luigi
Di Cuonzo, Giuseppe e Pietro Doronzo,
Michelangelo Filannino, don Sabino Lattanzio, Esther Larosa, Ruggiero Mascolo e
Rita Ceci, Giuseppe Savasta, don Salvatore Spera, Maria Pia Villani ed altri) senza
dimenticare il contributo di associazioni
come l’Archeoclub di Barletta. Forse un
pizzico di modestia non guasterebbe.
Evviva la modestia
Qualche anno fa, al corrente che voi
del Centro Studi Normanno-Svevi stavate
dando vita nel Castello ad una biblioteca
di libri sulla storia di Barletta, vi mandai
MARZO
2015
undici miei volumi, fra i più significativi:
sulla battaglia di Canne, sulla Disfida di
Barletta, su Federico II, sui Templari, su De
Nittis, su Valdemaro Vecchi, etc. tutti prefati da illustri docenti dell’ateneo barese e
di altre università italiane. Me li rimandasti
indietro il giorno dopo, motivando il rifiuto
adducendo che non erano all’altezza dei vostri studi! Incredulo del deplorevole gesto,
sorrisi del rifiuto e della motivazione, ma
ci restai male più per te, che per me, perché
era certo un gesto sgradevole.
Per ventidue anni ho approfondito l’argomento sul quale ho compiuto studi molto
accurati e scritto diversi saggi. Praticamente almeno il 50% delle nostre università conoscono la disfida attraverso i miei studi,
(lo dico senza presunzione ma come pura
presa d’atto). Due studi in particolare mi
limiterò a menzionare, uno sulla vera storia
della Disfida alla sua quarta edizione e l’altro sulle fonti storiche e letterarie, quest’ultimo la sintesi di un lavoro - compiuto per
il Comune di Barletta e su commissione
del sindaco Salerno - nell’imminenza del
V Centenario della Disfida (nel 2003). Naturalmente non mi sono limitato alla mera
catalogazione del materiale raccolto: 22
faldoni di documenti dati al Comune più
sei di documenti cronologizzati a partire
dal 1503 e aggiornati fino ai giorni nostri.
E inoltre circa 130 volumi e 70 fra edizioni della Disfida e saggi monografici. Senza
contare gli articoli, oltre cento, pubblicati
in quarant’anni sul Fieramosca e (recentemente) anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno, come la recente ricerca sull’adolescenza di Ettore Fieramosca. Senza dire,
sul piano storiografico, dell’ultimo saggio
su Anonimo Autore di Veduta (e relativa
riproduzione anastatica), così come, sul
piano scolastico, mi piace ricordare la capillare diffusione in tutti questi anni presso le scuole elementari e medie, di cui la
recente affollata manifestazione nella Sala
Rossa con la FIDAPA rappresenta l’ultima
testimonianza (il 18 febbraio u.s).
Una “lectio magistralis” priva
di attestazioni documentali
Per questo, dovete comprendere le mie
perplessità quando non ho trovato traccia
della documentazione scritta del nostro storico: un articolo sul Fieramosca del settembre 2006 (dove la sfida viene appena sfiorata) ed un secondo articolo otto anni dopo
sulla Gazzetta del febbraio 2014. Quindi,
quest’anno, ho letto i resoconti della “lectio magistralis” tenuta alla libreria Cialuna
da Victor Rivera Magos.
Che delusione, la banalizzata ripetizione di luoghi comuni triti e ritriti nel corso
degli anni con una variante, cioè la chiave
di lettura degli stessi, tutti interpretati in
una prospettazione ostile alla città e alla
sua tradizione storico-folcloristica, l’unica
capace di attivare ritorni turistici (senza il
travisamento naturalmente dell’ordito storico principale!).
Così la cantina non è il luogo della reale sfida (bella scoperta, ma è il luogo più
richiesto da visitare da parte dei turisti); il
personaggio centrale della Disfida di Barletta, non è più Ettore Fieramosca, ma la
prima “lezione” tenuta da Rivera Magos,
del suo ciclo di conferenze, è stata incentrata su Consalvo da Cordova, dove il nostro
eroe passa in secondo piano!!! (e invece
la straordinarietà di Ettore è che non fu un
comune mercenario, ma nobile di casato e
di sentimenti, ideale modello di riferimento
dei nostri ragazzi!!!); l’iscrizione sul lato
della Cattedrale si riferirebbe alla battaglia
di Cerignola (eppure è detto con molta chiarezza “in Barletta”) come del resto hanno
Quando la cortesia, la comprensione, il riserbo, la prudenza non trovano riscontro
nell’arroganza dell’interlocutore, credo
sia un dovere civico quello di reagire con
la forza dei propri convincimenti.
Bernard Berenson,
“Polemiche in punta di penna”
IL FIERAMOSCA
11
Disfida di Barletta
3,00
2/2015
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Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003
(conv. in Legge n. 46 del 27/02/2004) Art. 1 Comma 1 - CNS BA
Mensile di cultura, informazione e attualità
Il Certame
E il Certame? Abbiamo sentito dalla
viva voce di Victor la precisazione che non
di una sfida si sarebbe trattato, ma di una
“giostra”!!! Di una giostra? Ma la giostra,
come recita il Devoto-Oli, “è una gara di
abilità e destrezza nel combattere a cavallo, talvolta sinonimo di torneo”!, cioè fatta
per puro divertimento perlopiù fra cavalieri
sotto la stessa bandiera, e comunque, anche
se fra compagini diverse, sempre in spirito
gioioso e cavalleresco!
Ma in questo modo verrebbe svilita tutta l’impostazione patriottica della sfida per
l’onore delle armi italiche e il romanzo non
avrebbe senso. E come se non bastasse, per
ridimensionare ancora di più la Disfida, Victor precisa che di simili giostre se ne facevano
tante a quel tempo sul nostro suolo. Ma allora, se il certame come dice Victor, fosse una
semplice, comune giostra, non esisterebbe più
alcun motivo di celebrare il combattimento!!!
E salterebbe così anche tutto l’impianto narrativo dell’Anonimo Autore di Veduta che esalta l’episodio, riportando la corrispondenza fra
Ettore Fieramosca e Guy de la Motte!!!
Insomma, provate a immaginare, a settembre, un certame privato di tutti gli ingredienti ammantati di una coinvolgente
esaltazione irredentistica quale determinò
il successo del romanzo di d’Azeglio nel
1833 e quale infiamma i nostri cuori ancora
oggi! Sfrondati di questi valori, che ci resterebbe? una arida ricostruzione che ci restituirebbe le ceneri di una leggenda.
Rivera Magos parla della Disfida come
del “noto avvenimento che ha reso Barletta
famosa nel mondo”… e crede veramente
che sia diventata famosa nel mondo con la
sua impostazione riduttiva e asettica?
Il che non esclude che uno studioso locale, con una discreta conoscenza delle carte
sulla Disfida, possa cercare di indagare puntigliosamente sui fatti così come si sarebbero
svolti, ma a quanto hanno riferito numerosi
ascoltatori dalla sua magistrale lezione, non
solo nulla di nuovo è emerso dal suo impianto narrativo rispetto a quanto già non si
conoscesse del passato sul celebrato scontro,
12 IL FIERAMOSCA
quanto quelle stesse cose sarebbero state interpretate in
maniera distorta.
Io credo che le due sfere,
entrambe del filone storiografico, possano coesistere: da
una parte la tradizionale ricostruzione della grande storia
della disfida, ammantata però
di racconti che senza alterarla, ne esaltino però il significato “anche” in chiave di
ritorno turistico. Dall’altra il
puro rigore ricostruttivo storiografico (ammesso che sia
tale e ne dubitiamo), che da una parte sfrondi
quella storia del suo retroterra leggendario, e
dall’altro ci avvicini a tematiche interessanti
anche se non di grande attrattiva, come può
essere lo studio dell’importanza dell’olio al
tempo della disfida o la interpretazione paleografica dei documenti del tempo, o l’uso
delle armi nel Cinquecento e così via, tutti
argomenti che però non centrano la festosa
ricostruzione della Disfida così come si è trasformata in leggenda conosciuta nel mondo.
Anno XLII - FEBBRAIO 2015 - Una copia
Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti
e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non
nascerà un nuovo senso del dovere. (Aldo Moro)
L’attacco scriteriato
al busto di Federico II
Due riflessioni conclusive. Prima. Ribadisco che non mi sarei
sognato di intervenire
sulle cose dette da Rivera
Magos, se non fosse stato
per la provocatoria affermazione che fin qui, dopo
Loffredo, non ci sarebbero
studi sulla città e sul territorio. Ma si rende conto
Rivera Magos, di demolire
in questo modo un secolo
di studiosi, l’intero Novecento? A cominciare da
quel Salvatore Santeramo
che dà il nome all’associazione di Storia Patria
di cui egli stesso è socio?
(gli suggerirei di consultare il poderoso
volume BARLETTA NEI LIBRI curato
dal prof. Ruggiero Mascolo per scoprire
quanti studiosi barlettani hanno scritto su
Barletta). A parte il fatto che da una nostra
indagine, su 90 personalità del mondo culturale cittadino, solo tre ci hanno confidato
di aver letto il Loffredo (uno dei tre è il
sottoscritto). Perché solo Sabino Loffredo? Perché credo che, riandando indietro
nel tempo, sia l’unico a non fare ombra al
nostro studioso, tanto non è letto da nessuno! Gli altri? Tutti spazzati via. Dunque la
storia di Barletta comincerebbe da Victor
Rivera Magos! Mi sembra una pretesa insostenibile.
Delio Cantimori credette molto nella editoria storica locale che deve servire di stimolo alla ricerca storiografica generale,
sostituendosi alla astrattezza degli accademici, quando questi si perdono nella
pura accademia.
Giulio Einaudi,
Frammenti di memoria, 1998
(ripubblicato nel 2009, pag. 178)
Seconda riflessione, Victor non è nuovo
a questo accanimento interpretativo contro
la storia della città, basti pensare alla convinzione che il busto di Federico sia “una cretaccia da gettare nella discarica degli inerti”.
Insomma nell’immondezzaio. E se fosse pure
plausibile il dubbio sulla sua autenticità, dal
momento che c’è l’unanime consenso degli
storici di tutto il mondo che quello sia il “probabile” busto di Federico II, perché proprio
noi barlettani dovremmo accanirci contro
questa attribuzione? (a conferma di questo
orientamento, basta consultare le cento e passa biografie di Federico II, compresa l’ultima
trilogia della Treccani curata da Cosimo Damiano Fonseca).
Ricordo l’intervento che fece il prof. Licinio nell’Aula Magna del Liceo Classico quando dissacrò il busto del sovrano, suscitando incredulità e sgomento fra ragazzi e professori.
Meno male che ci pensò a rimediare il prof.
Arcangelo Leone De Castris il
giorno dopo quando esordì al
convegno su Federico II a Palazzo della Marra: “Beati voi
che avete la fortuna di poter
vantare di avere l’unico busto
al mondo di Federico II!”.
Lo stesso dubbio, qualche
anno fa, per la ipotetica barba
di Federico in occasione dell’VIII Centenario della nascita:
se rappresentarlo con la barba,
enfatizzandolo alla maniera di
Walter Molino, oppure (come
sosteneva qualche inflessibile
studioso) riprodurlo com’era
ridotto negli ultimi tempi della sua vita? cioè
calvo e glabro, senza un dente e ingobbito? Ma
signori miei - esclamò il sindaco di Andria al
convegno dove sorse il dubbio - e voi vi aspettate 300mila turisti per siffatto personaggio?
Se il criterio di legittimazione storiografica
per tutti i personaggi e gli eventi storici fosse
questa, che disastro, povera Italia turistica! E
Barletta? Staremo a vedere.
E poiché mi piace essere propositivo, raccogliendo la proposta di un incontro conciliativo tra di noi, proporrei di estenderlo agli studiosi locali (sempre che Victor si ricreda sulla
nostra esistenza), per un confronto sereno, non
lesivo delle nostre prospettive di rilancio culturali e turistiche cittadine e territoriali.
(FOTORUDY)
recentemente
dimostrato
Michelangelo Filannino e
Giuseppe Doronzo; al ritorno vittorioso dalla Disfida
non ci sarebbero stati festeggiamenti (mentre tutte
le cronache del tempo - a
cominciare dal Guicciardini
- convergono sulla entusiastica euforia con la quale i
cavalieri vittoriosi furono
accolti in città).
MARZO
2015
Vita amministrativa
Premiato il Comune di Barletta
PER L’ALTA PERCENTUALE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
P
remiato il Comune di Barletta con menzione speciale
“Star-up” nella VII edizione di “Comuni ricicloni”
della Puglia promossa da Legambiente, Regione Puglia e
ANCI regionale. Barletta, con l’alta percentuale del 74,4%,
si è inserita tra i dieci comuni che hanno avuto questa menzione speciale “per aver avviato sistemi di raccolta differenziata innovativi, riuscendo ad ottenere, in almeno uno degli
ultimi quattro mesi del 2014, una percentuale pari o superiore al 65% di raccolta differenziata”.
È un risultato tanto più importante ha sottolineato il sindaco Pasquale Cascella - perché condiviso con Andria, Canosa e San Ferdinando nell’impegno per la valorizzazione
del prezioso patrimonio ambientale del nostro territorio. E
tutti sappiamo che questo salto di qualità ha un costo, che
peraltro la legge impone di suddividere tra i cittadini, e le
nostre comunità se ne stanno facendo carico, nonostante le
difficoltà, con coscienza e responsabilità. A cui è doveroso
offrire politiche sensibili, ai più diversi livelli.
C’è da riflettere, in particolare, sul meccanismo automatico della cosiddetta “ecotassa”, che colpisce
indifferentemente i Comuni rimasti immobili e i Comuni che invece sono impegnati con determinazione a incrementare la
raccolta differenziata. Per questo l’incontro dei “Comuni
ricicloni” è stato l’occasione per porre nuovamente al Presidente e all’Assessore all’Ambiente della Regione Puglia, ai
Consiglieri regionali e al rappresentante dell’ANCI l’esigenza che si provveda con una specifica
iniziativa legislativa a
compensare le penalità per le inerzie del passato con adeguate premialità per i comportamenti virtuosi del
presente.
Una norma gestita asetticamente diventerebbe ingiusta se,
come nel caso di Barletta e di altri Comuni, penalizzerebbe
e
disconoscesse gli sforzi di chi si adopera per consolidare
l’obiettivo.
Si tratta, insomma, di superare una contraddizione che
inevitabilmente esporrebbe la politica all’incomprensione,
incrinando ulteriormente il rapporto con i cittadini. BisoMARZO
2015
gna, invece, recuperare la partecipazione - ha concluso Cascella - e rendere credibile il principio in base al quale il rispetto dell’ambiente è un dovere a cui corrisponde il diritto
all’equità dei costi. E l’equità della tassazione è misurabile
con i risultati effettivamente conseguiti con la raccolta differenziata, come il nostro 74.4%.
Il sindaco Cascella incontra
la delegazione di esperti
in materia di gestione dei rifiuti
Si è svolto a Palazzo di Città un incontro tra il Sindaco
Pasquale Cascella e la delegazione della società Messinambiente, guidata dal Commissario Alessio Ciacci, che precedentemente aveva visitato la Bar.S.A. Al centro dell’incontro,
a cui ha partecipato anche l’esperto nazionale in materia di
gestione dei rifiuti Raphael Rossi, le metodologie che hanno
consentito alla “Città della sfida” di raggiungere importanti
risultati nella raccolta differenziata.
Nel corso dell’incontro - a cui hanno partecipato anche il
presidente di Bar.s.A. Luigi Pannarale, il direttore generale
Nunzio Scarpati, gli assessori Anna Rizzi Francabandiera,
Irene Pisicchio, Marcello Lanotte e la presidente della VII
Commissione Consiliare Permanente “Ambiente, verde pubblico, servizi pubblici”, Rosa Cascella - è stato sottolineato
il valore degli sforzi condivisi sul piano dell’organizzazione
e l’attenta partecipazione dei cittadini al vero e proprio cambiamento in atto per adeguare progressivamente il servizio a
obiettivi avanzati in tema di gestione dei rifiuti. Nell’occasione, il sindaco ha ribadito l’auspicio di decisioni eque in
materia di ecotassa che favoriscano realmente i Comuni che,
come il nostro, sono impegnati a consolidare i risultati della
raccolta differenziata per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale.
IL FIERAMOSCA
13
Urbanistica
SOLLECITATA DALLA SEGRETERIA DEL PD
LA RIPARTENZA DEL PUG DI BARLETTA
di Stefania Patella
S
u sollecitazione del Segretario politico del PD Franco
Ferrara, si è tenuto il tanto atteso incontro con i progettisti del Piano Urbanistico Generale (PUG) arch. Giovanni Fuzio e
ing. Renato Cervini. Presenti all’incontro i componenti della Segreteria PD Comastri, Lattanzio, Fergola, Lorusso, Seccia, i delegati del Gruppo Consiliare PD l’assessore all’urbanistica arch.
Azzurra Pelle, Carmela Peschechera Presidente del Consiglio,
e l’ing. Antonio Santeramo Presidente della V Commissione, i
tecnici ing. Gorgoglione, arch. Crescente, arch. Santoro, geom.
Dicorato, l’ass. Antonio Rizzi e il funzionario all’Urbanistica
ing. Ernesto Bernardini.
Introduttivamente in risposta a qualche dubbio avanzato, e
per tracciare a grandi linee il lavoro fin qui svolto sgombro da
possibili fruizioni utilitaristiche del piano, da parte di operatori spregiudicati, l’ing. Renato Cervini ha tenuto a precisare:
“di fronte a richieste di visione di retini sui territori costruiti e
da costruire, che vanno ad esclusivo vantaggio di tecnici senza
scrupoli, precisiamo subito che non consideriamo i territori, che
vanno fuori dai vincoli paesaggistici. Non si potrà più costruire
liberamente, tutto si gioca sulla valorizzazione ambientale esaltando di più quello che di bello la Città ha. Nel nostro studio
siamo partiti dalle risultanze degli incontri di copianificazione
sovraordinata, per i quali avevamo deciso che il PUG su cui tutti
convergono, delinea una città bella inserita in un ambiente che
riscopre i suoi gioielli. Ed è questo che abbiamo fatto!
Proviamo a ricordare l’iter per l’affidamento di incarico ai
fini della redazione dell’atto di indirizzo avviato dalla giunta
Maffei nel 2009. Nel 2010 venne convocata la conferenza di
copianificazione con cui l’Amministrazione coinvolgeva nella
prima bozza del DPP (cioè del Documento Programmatico Preliminare che trasforma gli indirizzi politici in strategie tecniche)
sia la Regione che gli Enti territorialmente competenti.
Nel 2011 fu predisposto un tavolo tecnico permanente per
raccogliere i pareri delle principali Autorità territoriali, come
quelli di Bacino, Paesaggio e Valutazione Tecnica Ambientale.
Nel 2012 avvenne l’adeguamento del vecchio PRG alle normative e piani regionali e provinciali (PUTT, Drag e PTCP) con vincoli di tipo paesaggistico, ma anche di riqualificazione urbana, di
rigenerazione costiera e di valorizzazione storico-architettonica.
Quindi, nel 2013, i primi adempimenti per la redazione del
DPP, cioè del Documento Preliminare Programmatico che avrebbe delineato le linee guida progettuali dell’Amministrazione Cascella da fornire ai due progettisti.
Che ci sia stata una pausa nell’iter procedurale, non c’è dubbio, che l’ing. Bernardini ha spiegato con il sottodimensionamento degli uffici di urbanistica. Registrando ancora un ulteriore
ritardo per via della recente introduzione sul territorio pugliese
del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, introdotto
14 IL FIERAMOSCA
I progettisti del Pug Giovanni Fuzio e Renato Cervini con Franco
Ferrara, segretario del PD
con delibera del 16 gennaio 2015). Uno strumento pianificatorio
che introduce nuovi vincoli per i nostri Comuni, a tutela del nostro paesaggio.
I progettisti, nel corso del loro intervento, hanno illustrato
i rilievi cartografici evidenziando i luoghi oggetto della tutela
paesaggistica, relativi sia alla città che alla campagna, con implicazioni storico-architettoniche.
Quella urbanistica è una materia di difficile decifrabilità per
cui non è semplice fissare tematica e tempistica a beneficio dei
comuni lettori, una domanda sorta spontanea, ai due tecnici, è
a che punto del percorso si trovi l’iter per la compilazione del
nostro PUG.
Al 70% della redazione del DPP, è stata la risposta dei tecnici; una bozza del lavoro fin qui svolto è nelle mani dei responsabili del Comune.
Secondo il segretario del PD, Franco Ferrara, che ha concluso
i lavori dell’incontro, il Partito Democratico attiverà subito una
propria Commissione sul Piano, che sarà trasversale alla politica,
pubblica e aperta al contributo di tutte le categorie di cittadini,
che vorranno partecipare con proprie osservazioni e questo per
avviare subito il processo di compartecipazione. E poiché il PD è
in sintonia con le linee di mandato del Sindaco Cascella, si impegna a spingere l’Amministrazione a inviare ai progettisti le linee
di mandato integrative, chiedendo al tempo stesso al Sindaco di
avviare una riorganizzazione strategica dei settori comunali con
uno snellimento dell’apparato burocratico, in particolar modo il
settore all’Urbanistica con l’Ufficio Piani e Programmi, che deve
essere messo in grado di lavorare per il completamento di questa
prima fase importante del PUG.
MARZO
2015
Urbanistica
Barletta: il punto sui lavori pubblici
Nei giorni scorsi l’assessore Francesco Dipalo ha rassegnato le dimissioni. Noi pubblichiamo egualmente il
consuntivo del suo lavoro perché riteniamo che sia estremamente interessante per i nostri lettori e concittadini
di Francesco Dipalo
I
n questi giorni sul sito del comune di Barletta è possibile leggere dell’imminente avvio dei lavori di adeguamento della
rete di illuminazione pubblica attraverso il passaggio a “tecnologie
sostenibili” del tipo a Led o dei lavori di rifacimento della pavimentazione in asfalto di molte strade cittadine, così come a breve
troveranno realizzazione i lavori di rifacimento dei tronchi di fogna
bianca e caditoie in via Trani e in via Padre di Bari (volti a risolvere
annosi problemi idraulici e di sicurezza sia presso le aree antistanti
la scuola elementare sita a ridosso della zona 167, sia presso le complanari che costeggiano la via Trani), nonché dei lavori per la nuova
sede della Capitaneria di Porto, e del completamento dell’area mercatale di via Leonardo da Vinci.
Analogamente altri lavori, come la riqualificazione dell’area
di Porta Marina, la riqualificazione dell’asse stradale tra via delle
Belle Arti e via Enrico Fermi e buona parte degli interventi su edifici scolastici esistenti avviati nel 2014 utilizzando quasi esclusivamente finanziamenti europei (PON-FESR) e Ministeriali (CIPE I e
CIPE II) quali ad esempio quelli eseguiti presso la Scuola Manzoni,
la Scuola De Nittis e la Scuola Moro, hanno già trovato conclusione avviando un nuovo percorso di efficientamento energetico degli
edifici in alcuni casi anche attraverso la realizzazione di impianti
fotovoltaici di ultima generazione. Come già esposto a mezzo stampa (era l’inizio dell’anno 2014) interventi manutentivi e di riqualificazione del patrimonio comunale sono possibili allorquando alla
base vi è un’attenta programmazione degli stessi, passando da una
buona “progettazione di base” capace di sintetizzare le esigenze
della collettività, dell’individuazione di finanziamenti ad hoc (pubblici o privati, su scala locale-regionale.nazionale ed europea), ma
soprattutto in un momento di forte crisi economica come quello
che stiamo vivendo, attraverso una buona capacità di spesa dell’ente, ovverosia capacità di gestire la spesa pubblica di modo da non
spiaggiare ogni possibile idea di sviluppo sui vincoli imposti dal
patto di stabilità. Interventi sul patrimonio pubblico cittadino, se
accompagnati da un’attenta programmazione finanziaria, possono
mettere in circolo economie in grado di agevolare la ripresa su scala locale. Una programmazione finanziaria indirizzata più verso la
spesa d’investimento che verso il pareggio di bilancio potrebbe in
questo momento fare la differenza, specie se bilanciata attraverso
la riduzione della spesa corrente e lo snellimento burocratico delle procedure, quella stessa burocrazia che oltre ad avere un costo,
spesso è causa di ricorsi e controricorsi che, di fatto, bloccando
l’avvio dell’opera, progettata e già finanziata, producono un impoverimento del territorio.
In un periodo di crisi economica prolungata, come quello attuale, è ancora più improcrastinabile l’attuazione del piano triennale
delle opere pubbliche per un ente statale, convinto che anche su
scala locale un incremento della spesa pubblica può essere volano
per la ripresa economica, in linea con quanto sostenuto dall’economista britannico John Maynard Keynes (1883-1946). Nella sua
“Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta”,
Keynes afferma che sono giustificabili le politiche destinate a stimolare la domanda in periodi di disoccupazione, ad esempio traMARZO
2015
(FOTO CALVARESI)
mite un incremento della spesa pubblica. Poiché Keynes non aveva piena fiducia nella capacità del mercato lasciato a se stesso di
esprimere una domanda di piena occupazione, riteneva necessario
che in talune circostanze fosse lo Stato a dover stimolare la domanda. Queste argomentazioni trovarono alcune conferme nei risultati
della politica del New Deal, varata negli stessi anni dal presidente
Roosevelt negli Stati Uniti.
È pur vero che l’idea di sviluppo economico keynesiana, in questo momento storico in Italia, va affiancata da un’accorta sburocratizzazione delle procedure, (bandi, verifica dei requisiti delle imprese
contraenti, ecc.) perseguendo in primis una chiarezza amministrativa
che porta conseguentemente ad una riduzione di rischio per la collettività da una parte e per il soggetto attuatore dell’altra. In tal senso
può risultare interessante regolamentare le procedure di affidamento
attraverso il varo di un regolamento e di un bando per la costituzione
di un elenco di imprese di fiducia, così come di recente è stato fatto
dal Comune di Barletta, che in ossequio al Codice dei Contratti, ha
ritenuto opportuno dotarsi di un elenco di operatori economici da cui
attingere a rotazione per l’affidamento di lavori di importo inferiori a
200.000 euro, al fine di snellire per i lavori di piccola entità, le procedure di gara e di affidamento, potenziando così le occasioni di lavoro
per la piccola e media impresa, cardine dell’economia nazionale e del
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IL FIERAMOSCA
15
Provincia BAT
La BAT alla BIT di Milano
Le iniziative di valorizzazione
e promozione del territorio
“N
onostante il momento delicato che le Province
stanno vivendo in questa fase di riordino, abbiamo fortemente voluto che il nostro territorio fosse presente
nel prestigioso scenario della Bit di Milano per promuovere le
proprie bellezze, le proprie peculiarità e per ampliare ulteriormente la propria offerta turistica”.
Lo dichiara il Presidente della Provincia di Barletta Andria
Trani, Francesco Spina, al rientro dalla Borsa Internazionale
del Turismo di Milano, che ha visto anche quest’anno protagonista la Provincia di Barletta Andria Trani.
Una presenza diversa dagli anni precedenti, che ha visto
lo stand della Provincia occupato dai Gruppi di Azione Locale del territorio: le Città di Castel del Monte, Ponte Lama e
Murgia Più.
“In occasione di un incontro di qualche settimana fa sulla
programmazione delle risorse del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 e nei diversi momenti di interlocuzione che ho avuto con i Gal
sin dal mio insediamento in Provincia, ho voluto subito ribadire il mio auspicio: che la Provincia potesse ricoprire quel fondamentale
ruolo di raccordo tra i Comuni, i Gal ed i Gac, per tutta una serie di attività a cominciare dalla promozione turistica - ha affermato il
Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani Francesco Spina -. D’altronde, il ruolo che il legislatore attribuisce alle Province è
proprio quello di supporto dei Comuni e di altri enti intermedi. In un settore trainante per la nostra economia quale il turismo, poi, è
fondamentale riuscire a fare sistema con gli altri principali attori, senza creare inutili sovrapposizioni. È per questo che abbiamo deciso
di ospitare, nel nostro stand alla Bit, i Gal del territorio, e tale mossa si è rivelata vincente”.
Visitatori, addetti ai lavori, media locali e nazionali hanno infatti mostrato un notevole interesse per il territorio della Provincia di
Barletta Andria Trani ed anche l’incontro con gli altri Gal d’Italia ha rappresentato un’interessante opportunità di confronto su iniziative
ed attività da poter realizzare per valorizzare ulteriormente il proprio marchio.
In occasione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, poi, il Presidente Francesco Spina ha anche annunciato la nascita di
“About Bat”, la prima app per smartphone e tablet interamente dedicata al turismo nella Bat, che sarà lanciata ufficialmente nei prossimi
giorni.
Anche il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che ha visitato lo stand della Provincia alla Bit di Milano, ha espresso il
suo plauso per le iniziative di valorizzazione e promozione del territorio intraprese dalla Provincia in collaborazione con i Gal. Ed il
Presidente Spina ha ringraziato il Governatore pugliese per l’attenzione riposta verso iniziative connesse alla ruralità ed alla promozione
del territorio.
16 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Provincia BAT
COMUNI RICICLONI, LA BAT PROVINCIA VIRTUOSA
Illustrati ad Andria, presso la Sala Consiliare della Provincia, i
risultati della settima edizione di Comuni Ricicloni, l’iniziativa
a cura di Legambiente Puglia con il contributo dell’Assessorato
alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia ed il patrocinio
di Anci Puglia.
Risultati che registrano un trend particolarmente positivo per il
territorio della Provincia di Barletta Andria Trani, con ben quattro
comuni su dieci che hanno ottenuto il riconoscimento da parte di
Legambiente.
Se per i capoluoghi pugliesi i numeri non sono parsi esaltanti,
un’eccezione l’ha rappresentata la Città di Andria, confermatosi
unico Capoluogo di Provincia Riciclone, con percentuali di Raccolta Differenziata pari al 67,2%. Tra i 12 Comuni che ricevono
il riconoscimento di Legambiente per aver avviato un modello di
gestione dei rifiuti orientato al recupero, con oltre il 65% di raccolta differenziata imposto dalla legge nazionale e raggiunto nel
2013, anche Canosa di Puglia, attestatasi al 69,7%.
Tra i comuni che hanno ricevuto la Menzione Speciale Start Up
per aver avviato sistemi di raccolta differenziata innovativi, riuscendo ad ottenere, in almeno uno degli ultimi quattro mesi del
2014, una percentuale pari o superiore al 65% di Raccolta Diffe-
Da sinistra il sindaco di Canosa di Puglia Ernesto La Salvia, l’assessore all’Ambiente del Comune di San Ferdinando di Puglia Gaetano
Todisco, il presidente della Provincia Francesco Spina, il sindaco di
Andria, Nicola Giorgino, l’assessore alle Politiche della Sostenibilità
Ambientale del Comune di Barletta Irene Pisicchio
renziata, spiccano invece Barletta con il 74,4% e San Ferdinando
di Puglia (66,3%).
«Sono orgoglioso di poter amministrare un territorio che continua
a distinguersi per buone prassi in materia di tutela ambientale - ha
affermato il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani,
Francesco Spina, intervenuto anche nelle vesti di Vicepresidente
di Anci Puglia -. Mi congratulo con i Comuni di Andria, Barletta,
Canosa di Puglia e San Ferdinando di Puglia per i risultati conseguiti, che oggi rendono questa Provincia tra le più virtuose in
Puglia e non solo. Incessante è la spinta propulsiva che stiamo
cercando di dare alle politiche ambientali del territorio, in piena
sintonia con la passata Amministrazione provinciale e con il Vicepresidente con delega all’Ambiente Luigi Antonucci: abbiamo
incentivato la lotta all’abbandono incontrollato di amianto, con la
campagna Eternit Free e con il bando che ha visto erogare contributi economici a soggetti privati che intendessero smaltire amianto dalle proprie abitazioni; abbiamo messo in atto provvedimenti
importanti per ridurre l’inquinamento nella discarica di Trani e,
grazie al Protocollo d’Intesa con Provincia e Corpo Forestale dello Stato, abbiamo effettuato una serie di operazioni salvaguardia
ambientale e protezione dall’inquinamento. Altro tassello imporMARZO
2015
tante è rappresentato dalla recente convenzione A.R.O. tra Barletta, Trani e Bisceglie, che metterà i tre Comuni che renderà unitario il servizio di raccolta rifiuti, consentendo di attuare il porta a
porta ed intensificando così le percentuali di differenziata. Questa
Provincia - ha poi concluso il Presidente Spina - diventa sempre
più punto di riferimento per la tutela dell’ambiente e la salute dei
cittadini».
Di «Provincia virtuosa» ha parlato anche il Presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, che ha comunque precisato
come «dal dossier si evince sì l’aumento nel numero dei comuni
ricicloni mentre si conferma il trend decisamente negativo dei Capoluoghi di Provincia, ad eccezione proprio di Andria e di Barletta. Per il resto i problemi rimangono gli stessi da anni: la media
percentuale regionale di raccolta differenziata è ancora troppo bassa, si attesta intorno al 27% nel 2014; il ritardo incredibilmente
lungo e totalmente inaccettabile nella realizzazione degli impianti
di trattamento e compostaggio che sta mettendo in crisi il ciclo dei
rifiuti nella nostra regione; la mancata penalizzazione economica
dello smaltimento in discarica a causa dei continui rinvii e rimodulazione dell’ecotassa. A tal proposito, nonostante i proclami e
le dichiarazioni ad effetto, in questi anni il quantitativo dei rifiuti
urbani smaltiti in discarica è aumentato dell’8% passando dal 59%
al 67%. È arrivato il momento di voltare pagina chiudendo il ciclo
dei rifiuti in Puglia, con le politiche coraggiose che hanno dato
risultati concreti anche in territori in emergenza come la Campania
che oggi può vantare una media regionale di differenziata del 50%
e ben 143 Comuni ricicloni».
LA PROVINCIA PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA TUTELA
DELL’AMBIENTE E LA SALUTE DEI CITTADINI
Trenta controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato e dalla
Polizia Provinciale nei confronti di aziende locali che operano nel
settore oleario segnalate dall’Acquedotto Pugliese; due violazioni
amministrative accertate per altrettante lievi trasgressioni ed un sequestro disposto dalla Capitaneria di Porto di Barletta per scarichi
illeciti. Sono i numeri illustrati in conferenza stampa presso la Prefettura di Barletta, in esito alle attività previste dal Protocollo d’Intesa stipulato nel luglio scorso tra la Provincia di Barletta - Andria
- Trani, la Prefettura ed il Corpo Forestale dello Stato, finalizzato
alla salvaguardia ambientale ed alla protezione dall’inquinamento.
Numeri che certificano una situazione complessivamente positiva,
a dimostrazione di come la task force per l’emergenza ambientale,
che ha riguardato, oltre a Provincia, Prefettura e Corpo Forestale
anche l’Acquedotto Pugliese e la Capitaneria di Porto di Barletta,
abbia dato i suoi risultati positivi.
«La sinergia istituzionale tra gli enti coinvolti e le numerose attività
di prevenzione condotte non possono che soddisfarci e dimostrare i
notevoli passi in avanti che questo territorio sta conducendo in materia ambientale - ha dichiarato il Presidente della Provincia di Barletta Andria Trani Francesco Spina -. Siamo riusciti a colmare il gap
rappresentato dalla carenza di risorse con il buonsenso e con quel
processo di cooperazione che evidentemente sta dando i suoi frutti.
Senza presunzione, sento di poter affermare che siamo la Provincia
in Puglia con maggior attitudine alla tutela ambientale; merito anche
dell’azione politico-istituzionale della precedente amministrazione e
dell’ottimo lavoro svolto dal Settore, diretto da Vito Bruno, che ci
rendono punto di riferimento in Puglia».
Alla conferenza stampa hanno partecipato il Prefetto di Barletta
Andria Trani Clara Minerva, il Comandante provinciale del Corpo
Forestale dello Stato Giovanni Misceo, l’Amministratore Unico
di Acquedotto Pugliese Nicola Costantino ed il Comandante della
Capitaneria di Porto di Barletta Pierpaolo Pallotti.
IL FIERAMOSCA
17
Ambiente
Valorizziamo “Borghi e terre d’Ofanto”
la prima rete dei borghi più belli di Puglia
di Ruggiero Mennea
T
utelare il patrimonio storico, artistico, paesaggistico
e culturale dei Borghi Antichi di Montegrosso (Andria), Montaltino (Barletta), Loconia (Canosa) e Minervino
Murge, nonché promuovere l’immagine del territorio regionale nell’ambito del segmento del turismo di qualità. Con
questi obiettivi è nata “Borghi e terre d’Ofanto”, la prima
rete dei borghi più belli di Puglia, operazione fortemente
voluta da me, che ho proposto, seguito e curato l’iniziativa
sino alla firma del protocollo d’intesa di questa mattina in
Regione, tra i comuni di Barletta, Andria, Canosa e Minervino, la Provincia di Barletta Andria Trani, Federcultura Puglia, Fedagri Puglia e, ovviamente, la Regione Puglia.
Sono
molto contento che l’iniziativa sia stata accolta con grande
entusiasmo dall’assessore Barbanente, che ha speso parole
d’elogio e ha detto di essere pronta a finanziare il progetto
con tutti gli strumenti a disposizione della Regione, a partire
da specifici finanziamenti inseriti nel programma 2014-2020.
Allo stesso modo i rappresentanti delle istituzioni pubbliche
del territorio e delle associazioni di categoria hanno mostrato grande apprezzamento per il protocollo d’intesa, che sarà
allargata all’Anci e a tutti quei soggetti pubblici e privati che
vorranno valorizzare le bellezze culturali e ambientali dei
nostri borghi più caratteristici.
Questi ultimi, attraverso un progetto di sviluppo e uno
studio di fattibilità, potranno tornare all’antico splendore,
puntando su capisaldi della nostra terra, come il settore
agroalimentare e l’enogastronomia. L’iniziativa, attraverso
una visione naturalistica e paesaggistica, farà riemergere gli
antichi mestieri e valorizzerà le eccellenze produttive locali, intervenendo anche sul recupero architettonico, l’arredo
urbano e l’innesto della tecnologia. Si tratta di un piano che,
attraverso il recupero dei borghi, trainerà il settore agroalimentare, cui il nostro territorio è vocato, ad alti livelli di
qualità, sviluppando attrattiva dei flussi turistici laddove è
custodito un patrimonio storico, culturale e rurale di ine-
18 IL FIERAMOSCA
stimabile valore, che per lunghi periodi ha determinato la
ricchezza della nostra terra. Presto sarà indetta una conferenza stampa per spiegare il percorso da mettere il pratica
per realizzare le finalità dell’accordo. Bisognerà realizzare
programmi organici di interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, alla
riqualificazione urbana, alla conservazione e al restauro del
patrimonio edilizio e degli spazi liberi.
I sottoscrittori del protocollo si sono già impegnati a sviluppare iniziative comuni tese a creare nuovi posti di lavoro
attraverso l’avvio di nuove attività produttive per valorizzare le risorse naturali, la cultura e le tradizioni espressione
dell’area in questione.
La nostra storia è un giacimento di cultura e sviluppo dal
valore incalcolabile. Da lì dobbiamo ripartire per uscire dalla stagnazione nella quale siamo ridotti. Tocca a noi saper
cogliere questa storica occasione.
MARZO
2015
Giustizia
Relazione del presidente del Tar Puglia dott. Corrado Allegretta
Nel suo intervento denunciate collusioni con organizzazioni malavitose anche
di stampo mafioso in urbanistica, edilizia e ciclo dei rifiuti. Settore sanitario a rischio
I
n occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario,
il presidente del TAR Puglia, dott. Corrado Allegretta,
ha svolto la sua relazione dalla quale riportiamo alcuni
passi significativi.
“Nell’apparato pubblico la corruzione ha ormai raggiunto un livello di diffusione epidemica. Né la nostra amministrazione locale può dirsi del tutto immune dal fenomeno. Quanto ai numeri dell’attività del 2014, il primato
certamente non invidiabile di amministrazione più contestata spetta alla Asl di Bari (88 ricorsi), seguita da quella
di Foggia (44), dalla Bat (24) e dal Policlinico di Bari (16).
Diminuiscono da 79 a 71 le cause nel settore dell’Ambiente
con una certa ripresa della litigiosità in tema di gestione
del ciclo dei rifiuti.
Edilizia e urbanistica risultano i settori quantitativamente più rilevanti con un aumento nei 12 mesi da 307 a
334. Seguono i ricorsi relativi ai contratti pubblici (con una
diminuzione da 189 a 176). Ancora il pubblico impiego con
un decremento da 136 a 71 che può trovare spiegazione
nel blocco del turn over e nella riduzione del fabbisogno di
personale dovuto all’informatizzazione delle strutture burocratiche. Nel settore sanità si registra un brusco aumento
del numero delle cause, dalle 98 del 2013 alle 172 del 2014
soprattutto in tema di appalti relativi alla prestazione di
servizi e forniture di medicinali.
Complessivamente nel 2014 il numero dei ricorsi al Tar
Puglia, sezione di Bari, è diminuito del 3,3 per cento, passando dai 1.727 del 2013 ai 1.670 del 2014, il minimo storico
degli ultimi 20 anni.
Il fenomeno non è espressione di un’improvvisamente corretta ed efficiente azione amministrativa, ma della
MARZO
2015
generale condizione di crisi
economica in cui versa il Paese
e del costo di accesso alla giustizia.
Nel periodo di riferimento i ricorsi decisi (1.723) hanno superato quelli depositati
(1.670) con una riduzione delle
cause in attesa di definizione
(da 5.019 a 4.966). I principali
procedimenti definiti dal Tar
Puglia hanno spaziato dalla
parità di genere nelle ex aziende municipalizzate baresi, alla
ripartizione dei seggi nelle ultime elezioni comunali a Bari, Il Presidente del Tar Puglia
dal conflitto d’interessi per Corrado Allegretta
i consiglieri comunali all’incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di deputato.
Il peggior debitore risulta essere lo Stato nel pagamento
dell’equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi e
dell’aggiornamento dell’indennità per lesioni da emotrasfusioni.
Quando ai ricorsi per ottemperanza (aumentati da 266
a 307, ndr) si sommano quelli contro il silenzio dell’amministrazione (68) e quelli per l’accesso ai documenti (37),
raggiungendo un totale di 412 che rappresenta il 24,7 per
cento dell’intero contenzioso, si ha l’immagine di un’amministrazione arroccata nel suo castello, nel quale solo coloro che hanno la chiave giusta possono entrare e contro
il quale nulla può ogni altro potere, che non sia quello del
giudice penale. Dubito che sia questa l’amministrazione
che vogliamo. Ma vive preoccupazioni non possono non
suscitare le infiltrazioni di criminalità nelle locali pubbliche amministrazioni. Nell’apparato pubblico la corruzione ha ormai raggiunto un livello di diffusione epidemica,
fino ad assumere forme di collusione con organizzazioni
malavitose anche di stampo mafioso in settori vitali per
l’economia del Paese, come quelli degli appalti e contratti pubblici, dell’urbanistica ed edilizia, del ciclo dei rifiuti,
che assumono, di conseguenza, la funzione di canale privilegiato di riciclaggio di ricchezza sporca. In siffatto contesto occorre che al giudice amministrativo, buon conoscitore dei meccanismi di gestione della cosa pubblica, siano
affidati idonei strumenti d’intervento e decisione”.
IL FIERAMOSCA
19
Regione
Piano Paesaggistico: un anno per l’adeguamento
2 MESI AI COMUNI PRIMA DELL’APPLICAZIONE DEI VINCOLI
di Stefania Patella
D
opo l’approvazione del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale (il PPTR approvato il 17 febbraio), i
Comuni avranno due mesi di tempo per individuare, con le vecchie regole di tutela, le lottizzazioni
ancora in itinere. E questo perché servivano dei tempi tecnici per abbandonare le vecchie procedure legate
al vecchio PUTT e introdurre l’applicazione della nuova normativa e quindi i nuovi vincoli. Ma quali sono i
contenuti normativi, spiegando che il piano non contiene solo vincoli, ma anche cinque progetti pilota per il
paesaggio. Una sfida culturale, prima ancora che urbanistica, che coinvolge non solo i tecnici o i costruttori,
ma anche gli operatori turistici.
Adesso tocca ai Comuni adeguarsi entro un anno e recepire i nuovi vincoli nell’ambito della
programmazione urbanistica. Bisogna distinguere però un duplice percorso: uno semplificato per i Comuni
che hanno già un piano adeguato al vecchio PUTT e l’altro per tutti quelli che non hanno mai realizzato
alcun adeguamento alle regole paesaggistiche.
A chi si chiede - puntualizza l’assessore Barbanente - se il PPTR bloccherà l’edilizia, rispondo che
piuttosto la riqualificherà: “il tempo della espansione è finito, bisogna riposizionare il settore verso l’edilizia
sociale, la demolizione e la ricostruzione, insomma l’uso sostenibile del territorio”.
ORDINANZA PER IL RILANCIO DEL TURISMO BALNEARE
Sul turismo balneare, un incontro si è tenuto nel capoluogo alla presenza dell’Assessore Regionale al Bilancio e al Demanio Leo Di Gioia e del
presidente della V Commissione Ambiente Filippo Caracciolo e degli
operatori degli stabilimenti balneari.
“Piena disponibilità della Regione Puglia ad accogliere le proposte
avanzate dagli operatori degli stabilimenti balneari e concertate con le
associazioni di categoria e di tutela dei diritti dei disabili e delle associazioni ambientaliste. La prima proposta - precisa Caracciolo - riguarda
la possibilità di prolungare la chiusura della stagione balneare sino a
fine ottobre anziché sino a fine settembre. Sarà possibile introdurre la
novità già dalla prossima stagione balneare a condizione di riuscire ad
ampliare il periodo di monitoraggio della qualità delle acque e quindi
consentire la balneazione sino a fine ottobre. Il via libera definitivo è subordinato al parere positivo dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione
e la Protezione dell’Ambiente. L’altra proposta riguarda la riduzione del
periodo di apertura obbligatoria degli stabilimenti. Al momento l’obbligo
di apertura riguarda il periodo compreso tra il quarto sabato di maggio
sino alla seconda domenica di settembre. C’è l’impegno della Regione
Puglia a rivisitare il calendario del periodo obbligatorio portandolo dal
primo sabato del mese di giugno alla prima domenica di settembre.
Dal confronto è stata condivisa l’idea di promuovere quattro seminari
con il fine di evitare il moltiplicarsi di contenziosi e fare chiarezza sul
quadro normativo comunitario, nazionale, regionale in materia di demanio marittimo entrando nel merito di tutti gli aspetti amministrativi che
riguardano la costa, l’ordinanza balneare e le attività connesse.
20 IL FIERAMOSCA
L’assessore Barbanente
ASL, ATTESA L’INTESA RAGGIUNTA STATO-REGIONI
Sullo schema di DPCM per la stabilizzazione dei medici precari, il consigliere Caracciolo ha rivolto un appello per l’assunzione di medici precari. Oltre alla conferma dei criteri di spesa, si possono programmare
assunzioni per LSU e LPU e la proroga dei contratti di lavoro a tempo
determinato. Per il personale medico (anche del Pronto Soccorso) viene
richiesto il requisito di almeno cinque anni di prestazione continuativa.
Vendola e Pentassuglia - dice Caracciolo - informino in tempi stretti i
direttori generali delle Asl pugliesi sull’intesa univoca perché vengano
immediatamente prorogati i contratti a termine così come, nel più breve
tempo possibile, vanno indette le procedure concorsuali riservate.
Interpreto con fiducia le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin
che ha dichiarato nei giorni scorsi l’obiettivo di voler azzerare le sacche
di precariato presenti nelle Aziende ospedaliere italiane. Come Regione
Puglia non ci resta che fare il massimo.
CANALONE CIAPPETTA CAMAGGI:
IN ATTESA DELLA VARIANTE E DEL VIA
Esito positivo dell’ultima Conferenza di Servizi. Si attendono ora la
Variante e la Valutazione di impatto ambientale per procedere al Progetto
Esecutivo e all’appalto dei lavori. Si è tenuta l’ultima Conferenza di Servizi
riguardante i lavori atti a fronteggiare la storica emergenza infrastrutturale
legata al canale Ciappetta-Camaggi. Alla Conferenza, tenutasi presso
la sede regionale dell’ANAS, soggetto attuatore del progetto, erano
presenti tutti gli Enti e le società di sottoservizi coinvolte dai lavori.
La
seduta ha concluso positivamente le proprie attività con l’acquisizione di
tutti i pareri, le autorizzazioni ed i nulla osta utili al Progetto. Con questo
incontro abbiamo di fatto chiuso la Conferenza di Servizi. Nel corso
dello stesso, difatti, dopo le prescrizioni richieste, è stata illustrata, da
parte del Compartimento ANAS per la Viabilità della Puglia, la versione
revisionata del “Progetto Definitivo” relativo all’intervento di manutenzione
straordinaria con oggetto i lavori di ricostruzione dell’opera d’arte sul
canale Ciappetta-Camaggi al km 26+670 della SS. 170 dir. A di Castel
del Monte.
2015
2015
MARZO
MARZO
Regione
Piano Paesaggistico Territoriale Regionale
Il PPTR favorisce la pianificazione e lo sviluppo del territorio
di Filippo Caracciolo
V
enerdì 27 febbraio 2015 si è tenuto a Barletta presso
la Sala Rossa del Castello un convegno sul Piano
Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) promosso
dall’Associazione BarlettaUp con la partecipazione del Presidente della V Commissione Ambiente, Tutela del Territorio e Urbanistica Filippo Caracciolo, della vicepresidente
della Regione Puglia e Assessore alla Qualità del Territorio
Angela Barbanente e dell’ingegner Francesca Pace Dirigente area Politiche per la mobilità e qualità urbana della
Regione Puglia.
Il commento sull’iniziativa del consigliere regionale
Filippo Caracciolo: “Ringrazio tutti i componenti dell’Associazione BarlettaUp ed il presidente Matteo Tabacco per
aver promosso l’evento sul Piano Paesaggistico Territoriale
Regionale. Quello di Barletta è stato il primo incontro sul
PPTR dopo l’approvazione da parte della Regione Puglia.
È stata un’occasione importante perché utile ad illustrare
obiettivi e finalità di un Piano innovativo sotto molti punti
di vista e con cui si antepone finalmente il paesaggio al territorio.
Il Piano intende dare certezze ad operatori e cittadini: è
stato redatto in ‘copianificazione’ con il Ministero dei Beni
Culturali e secondo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (L. 42/2004). La Puglia è la prima Regione in Italia
a dotarsi di un piano formulato secondo le disposizioni del
Codice e questo deve rappresentare per tutti noi un grande
motivo di orgoglio.
Capita molto raramente che una regione del Sud possa
vantare, come in questo caso, un primato nazionale. Il PPTR
ha visto, come ricordato dall’assessore Angela Barbanente,
un grande lavoro della Commissione Ambiente da me presieduta. Sono state ben 16 le riunioni di Commissioni utili
ad esaminare e ratificare l’iter che ha portato alla definitiva
approvazione il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.
Oggi tutti noi abbiamo il compito ed il dovere di trasformare il Piano in azioni concrete: le amministrazioni sono
chiamate ad avere un ruolo attivo per recepire le indicazioni
del Piano da tradurre nei vari strumenti urbanistici comunali. Passando dal Piano Urbanistico Territoriale Tematico
per il Paesaggio (PUTT) al PPTR si potrà avere un approccio
più partecipativo e dialogante tra i vari enti. Il nuovo Piano
ha il merito di fornire un’interpretazione identitaria, stabilisce vincoli in base a progetti e linee guida, è collaborativo
e flessibile, ha una connotazione ‘di progetto’ e si fonda su
‘grandi progetti di territorio’. Il PPTR risulta completo essendo dotato di una parte descrittiva, una interpretativa ed
una progettuale. Entro un anno i comuni devono adeguare i
propri strumenti di pianificazione al PPTR.
Barletta è chiamata alla sfida del Piano Urbanistico Generale che potrà essere il motore di un rilancio economico
e sociale della Città a cui collegare opportunità di sviluppo
sostenibile del territorio senza trascurare le grandi potenzialità date dalle risorse naturali. In tal senso ribadisco e rinnovo
il mio impegno su temi come la riqualificazione costiera che
nel pieno rispetto della tutela del paesaggio possono rappresentare elementi fondanti dello sviluppo di tutto il territorio
provinciale. Grazie alla presenza di numerosi sindaci e amministratori del territorio il convegno sul Piano Paesaggistico è
stata anche l’occasione per sviluppare e approfondire il tema
delle politiche di sviluppo del territorio.
Ringrazio l’assessore Barbanente e la dirigente Francesca
Pace per aver contribuito con la loro competenza e la loro
professionalità ad arricchire il dibattito sul PPTR. Continuerò nella mia doppia veste di consigliere regionale e Presidente della V Commissione
Ambiente a promuovere occasioni di dialogo e ascolto
dei territori. L’azione politica
promossa dalla Regione Puglia ha l’ambizione di essere
accompagnata costantemente
da momenti di partecipazione attiva alla vita amministrativa. Con il contributo dei
cittadini possiamo e dobbiamo migliorare l’efficacia degli
interventi da programmare e
sviluppare un più proficuo
Da sinistra l’ingegner Francesca Pace, l’assessore alla qualità del territorio Angela Barbanente, il
presidente della V Commissione Ambiente Filippo Caracciolo e il presidente dell’Associazione BarlettaUp rapporto tra pubblico e privato”.
Matteo Tabacco
MARZO
2015
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22 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Lettera aperta
Lettera aperta di Stefano Bianco a Mattarella
AUGURI A NOME DEI VECCHI AMICI DELLA DC PUGLIESE
C
aro Presidente,
to in Puglia dal gruppo
dopo i telegrammi
“Corsivo” quando, subito
augurali di papa Francesco,
dopo le elezioni del 1996,
di Obama e di Putin ti prego
da Presidente del gruppo
di accettare i miei cordiali e
dei Popolari facesti elegaffettuosi auguri, con l’antica
gere Giusi nell’Ufficio di
amicizia e stima. Devo inviaPresidenza della Camera
re prioritariamente gli augudei Deputati.
ri delle numerose amiche e
Caro Sergio,
amici pugliesi che, per teleanch’io non ho grafono e con messaggi festanti,
dito l’epiteto di “galanmi hanno fortemente sollecituomo” con il quale - in
tato e delegato a farti giungequeste ore - diversi ti
re - mio tramite - la loro gioia Il Presidente della Repubblica hanno etichettato. Termie la piena condivisione della Sergio Mattarella
ne che spesso viene usato
tua qualificata elezione.
quando si tratta di uomini senza titoli, storia
Sono gli auguri delle amiche e degli amici e qualità. Mi viene in mente la copiosa narrache hai incontrato nel corso delle tue venute tiva meridionale sui “circoli dei galantuomiin Puglia, alcuni allora “matricole del voto” ni”; spesso con uomini che non si sporcano
ma che ricordano ancora le tue analisi sulla le mani, che li trovi sempre dalla parte del
situazione politica e sulle alleanze. Illustravi vincitore e che considerano dei poveri “untoil ruolo attuale del popolarismo sturziano, il relli” quelli che si oppongono ai potenti.
pensiero di Moro e di Scoppola, la lezione di
Sei proprio il contrario del galantuomo
don Marzolari ai cattolici democratici.
meridionale perché pur senza fanfare, sei
La tua semina è stata fruttuosa. Da sta- deciso nel lottare soprusi, deviazioni costimattina abbiamo tutti la convinzione di esse- tuzionali, privilegi. Preoccupato ma pronto a
re stati eletti con te e con te stiamo per salire intervenire per dare speranza ai cittadini che
il Quirinale; ci rappresenti e ti siamo vicini. soffrono e si sentono esclusi e emarginati dalCon te il Paese è in buone e sicure mani. Sa- lo Stato democratico. Presentandoti come galantuomo mi è sembrato un modo per esaltare
rai il Presidente dei cittadini.
Ci unisce la tua stessa passione politica formalmente la figura del nuovo Presidente
e la scelta di non puntare sulle tessere e le per svuotarlo di fatto o fermare ogni futura
azione in favore dell’uguaglianza dei cittadiclientele per contare nei congressi.
Ricordo sempre le intense ma esaltanti ri- ni: “la sovranità popolare”.
Mattarella appartiene a una sinistra che non
unioni e le battaglie combattute insieme per la
si
è
limitata a contestare ma con coerenza ha
difesa e l’autonomia del Partito Popolare da
sempre
scelto e agito ma con la schiena dritta e
quanti avevano deciso di svuotare il partito di
tu
caro
Sergio - l’hai sempre dimostrato, non
Sturzo per farlo confluire nel berlusconismo.
solo
per
il
rifiuto alla legge Mammì.
Battaglie condotte con Andreatta, CastagnetSu
queste
comuni esperienze politiche si
ti, Rosy Bindi, Elia, Rosetta Iervolino, Guido
basa
la
nostra
sicurezza del tuo impegno, per
Botrato e Gerardo Bianco.
ridare
speranza
ai giovani, ai senza lavoro, a
Ricordiamo anche - e te ne siamo ancocombattere
la
crescente
povertà delle famira grati - la tua scelta, con Martinazzoli di
glie
a
respingere
ogni
rischio
di autoritalismo
chiamare l’amica Giusi Servodio e inserirla
ma
anche
per
esaltare
il
ruolo
dell’Italia in
nel listino regionale per partecipare alle eleEuropa
e
nel
Mondo
per
bloccare
il concreto
zioni della Camera del 1994. (Ricordo che
pericolo
del
rinato
terrorismo.
mi facesti presente che se non fossimo stati
Auguri di buon lavoro per l’Italia, Sergio
tempestivi nell’accettare la proposta sarebbe
Presidente.
stata preferita, al posto di Giusi - la sorella Un saluto caro e cordiale da noi tutti.
giornalista, del prof. Buttiglione).
Apprezzammo anche - ringraziandoti Stefano Bianco
direttore de “Corsivo” - Bari
per la riconoscenza del lavoro politico svolMARZO
2015
Dichiarazione dell’on.
Giusi Servodio
“Sergio Mattarella è il nuovo
Presidente della Repubblica, sarà il
Presidente di tutti gli italiani”, con
questa affermazione l’on. Giusi Servodio saluta l’elezione a Capo dello
Stato del suo amico dai tempi della
Sinistra di Base della Democrazia
Cristiana (Zaccagnini, Granelli,
Martinazzoli, Elia, De Mita, Galloni, Bindi…).
“La scelta di Mattarella non è una
nostalgia del passato, ma la valorizzazione di radici antiche che sanno
dare frutti nuovi, capaci di alimentare non la pratica dello scontro di tutti
contro tutti, ma la cultura della sintesi politica nell’interesse del Bene
Comune.
Il Parlamento ha inteso dare la
propria fiducia non solo all’uomo
sobrio e appassionato delle istituzioni democratiche, non solo al difensore dei principi e dei valori della Costituzione del 1948, ma anche
all’esponente della cultura politica
del cattolicesimo democratico, che
rappresenta ancora una garanzia per
la salvaguardia dell’unità del Paese.
La scuola del cattolicesimo democratico rappresenta ancora una
fucina di classe dirigente politica capace di unire il paese, di governare il
cambiamento e di proporre soluzioni
efficaci, come quella legge elettorale
che porta la firma di Mattarella e che
garantiva ai cittadini di eleggere i
propri rappresentanti in Parlamento
e avere un rapporto diretto con loro
nel territorio”.
L’on. Servodio, nel ricordare le
frequenti visite baresi dell’allora on.
Mattarella, in collaborazione con gli
amici di “Corsivo”, sottolinea l’impegno comune profuso per la fondazione del Partito Popolare prima,
della Margherita poi e infine del Partito Democratico.
IL
IL FIERAMOSCA
FIERAMOSCA
23
24 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Chiesa
PRIMO SINODO DIOCESANO
Il resoconto degli incontri della prima sessione
R
iprenderanno il 10 aprile gli
appuntamenti previsti dal calendario delle Assemblee Sinodali che
si stanno celebrando a Trani, presso la
Parrocchia Spirito Santo, per il Primo
Sinodo diocesano promosso dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie,
dopo i primi otto incontri celebrati
nei mesi di gennaio e febbraio e relativi alla prima sessione “Popolo di
Dio nella compagnia degli uomini”.
I sinodali si sono confrontati e hanno
discusso le prime 176 proposizioni
dell’Instrumentum Laboris. Presenze
stabili dei sinodali 330 unità, distribuite tra sacerdoti, diaconi, religiosi, consacrati e laici.
Ma, giustamente, l’uomo di strada,
che non ha partecipato agli incontri sinodali, si chiede: ma, in effetti, in quelle date di cosa si è parlato e, successivamente, su cosa si è votato?
Intanto, qualche precisazione. Nei
primi due incontri i sinodali si sono
divisi in dodici gruppi di studio, che
hanno discusso gli emendamenti presentati in ordine alle proposizioni dell’Instrumentum Laboris. Da questo lavoro è venuto fuori
che non poche di quelle proposizioni sono state riformulate in toto
o in alcune parti. La decisione finale, sempre su quelle proposizioni, è stata presa negli incontri successivi, nei quali i sinodali,
riuniti in assemblea plenaria, si sono espressi approvando o non
approvando le proposte emerse nei gruppi di lavoro. E, tanto per
dare un’idea dei contenuti passati al vaglio dei gruppi di lavoro
e successivamente delle assemblee, il sinodo: raccomanda una
maggiore attenzione ai giovani auspicando un più puntuale loro
coinvolgimento nelle scelte e nelle decisioni, una più proficua armonizzazione tra la dimensione diocesana e quella parrocchiale
evitando sbilanciamenti per l’una o per l’altra, con una più incisiva valorizzazione del laicato; ribadisce il ruolo imprescindibile
della parrocchia nell’azione pastorale, per cui le viene chiesta la
disponibilità a dilatare i tempi di apertura soprattutto al mattino
e, laddove si ritenga opportuno, a creare unità pastorali attraverso
una collaborazione più stretta tra più parrocchie; auspica il rafforzamento dello stile sinodale nel rapporto tra vescovo, presbiteri,
diaconi e laici; e questo stile dovrà essere assunto nel caso specifico dell’edilizia di culto, laddove la comunità parrocchiale, per il
tramite degli organismi di partecipazione, sarà chiamata a rivestiMARZO
2015
re un ruolo di responsabilità nell’iter
progettuale e nel reperimento delle
risorse economiche; invita la diocesi
a riformulare meglio la riorganizzazione delle commissioni e degli uffici
diocesani, a rivedere gli statuti degli
organismi di partecipazione, a ripensare in maniera sostenibile la organizzazione di scuole o percorsi formativi
degli operatori pastorali; raccomanda
la valorizzazione di tutto l’associazionismo cattolico e i diversi carismi di
cui ciascuna associazione, movimento
e gruppo è portatore; riconferma l’attenzione al grande e fondamentale capitolo della preparazione al matrimonio e della pastorale familiare, su cui
si dovrà tornare a riflettere per la condivisione di nuovi e più proficui percorsi formativi, nei quali i consultori
di ispirazione cristiana dovranno continuare a svolgere un prezioso compito formativo assieme ad altri servizi;
identica riflessione dovrà essere effettuata in altri campi della pastorale,
quale quello della iniziazione cristiana, delle persone ammalate e
degli anziani, della benedizione delle case, della cultura con una
particolare attenzione alle scienze.
Quella che precede è solo una sintesi giornalista, senza alcuna
pretesa di essere esaustiva di quanto vissuto nei primi appuntamenti, ma senza dubbio utile per avere un minimo di cognizione
dei materiali e di contenuti passati al vaglio del sinodo!
NUOVA SEDE
BARLETTA
VIA REGINA MARGHERITA 34
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IL FIERAMOSCA
25
In città
NOTIZIE IN BREVE
COMMEMORATO S. FRANCESCO DI SALES
PATRONO DEI GIORNALISTI
Con una duplice iniziativa,
commemorato S. Francesco
di Sales patrono dei giornalisti e dei comunicatori
in genere. Nella mattinata
del 24 gennaio promossa
dall’arciprete don Felice
Bacco, presso la Cattedrale
di S. Sabino a Canosa è stata
celebrata una Santa Messa.
Al termine della funzione
religiosa, visita presso il museo dei vescovi e in serata,
a Barletta nell’Auditorium
don Luigi Filannino della
parrocchia del SS. Crocifisso, si è tenuto il 4° meeting
delle testate giornalistiche
locali (ecclesiali e laiche)
sul tema: La professione giornalistica, istruzioni per l’uso.
Relatore Valentino Losito, presidente dell’ordine giornalisti di Puglia; moderatore il professor Riccardo Losappio, direttore della
Commissione Cultura e Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi
di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth. L’iniziativa, riconosciuta
dall’Ordine Giornalisti è stata promossa dalla testata “La Stadera”
della Parrocchia ospitante in collaborazione con la Commissione diocesana cultura e comunicazioni sociali. Papa Francesco, in
occasione di questa giornata, ha scritto un messaggio dal titolo:
“Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”.
cettare l’adempimento del primo per poter godere della seconda
per esercitare i diritti ad essa connessi. Senza doveri, infatti, secondo Violante, non esiste il concetto di nazione, perché i doveri
specificano il senso complessivo della cittadinanza come obbligo
politico.
La continua rivendicazione di diritti senza doveri aumenta l’egoismo sociale allenta i legami di appartenenza alla comunità civile.
I diritti senza doveri trasformano i desideri in pretese, sacrificano
il merito e finiscono per legittimare gli egoismi individuali.
Promettendo diritti senza richiedere l’adempimento di doveri accresce il rancore sociale - perché si promette quello che non si può
mantenere - e, in ambito pubblico, si conferiscono poteri di veto,
lasciando campo libero alla demagogia e al populismo. Una tesi
coraggiosa e attuale, per una nuova etica della cittadinanza.
Violante ha pubblicato diversi libri di successo, tra cui “Politica
e menzogna” e “Magistrati”, entrambi per Einaudi. È stato anche
presidente della Camera dei Deputati.
UGO VILLANI PRESENTA
UN LIBRO DI LUCIANO VIOLANTE
Nei giorni in cui a Roma già ferveva la battaglia per l’elezione
del Presidente della Repubblica,
a Barletta il prof. Ugo Villani,
ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università degli
Studi di Bari, presentava un saggio di Luciano Violante, intitolato Il dovere di avere doveri per i
tipi della Einaudi.
L’incontro, tenutosi presso il
punto Einaudi di Barletta e organizzato
dall’associazione
“Barletta insieme” nel quadro di
una serie di incontri di carattere
culturale e sociale è stato incentrato proprio su questa tematica,
cioè sui principi di dovere e democrazia, sulla necessità di ac-
RICORDO DI MONS. REGINALDO ADDAZI
Nella parrocchia Sacra
Famiglia, commemorato
mons. Reginaldo Addazi, dal 1947 al 1971 arcivescovo metropolita di
Trani, titolare di Nazareth
e Barletta, amministratore
perpetuo di Bisceglie. Celebrata una santa messa in
suo suffragio, cui ha seguito lo scoprimento di un suo
ritratto e una testimonianza sull’Arcivescovo ad opera del diacono
Paolo Dargenio. L’iniziativa si svolge nel 50° anniversario della sua
morte avvenuta il 7 febbraio 1975.
Fu mons. Addazi a donare il suolo su cui successivamente sorse l’attuale parrocchia Sacra Famiglia. L’Arcivescovo lo ebbe in eredità,
per testamento, dal canonico don Domenico Rizzi. Mons. Addazi,
su invito di don Tobia Mascolo e don Donato Lionetti, rispettivamente parroco della Sacra Famiglia e viceparroco della medesima,
lo mise a disposizione per la costruzione della nuova chiesa.
26 IL FIERAMOSCA
BARRACCHIA ESPONE A LONDRA
Angiolo Barracchia socio della Cesacoop Arte, espone a Londra in
una mostra organizzata negli spazi della Art Gallery “The tabernacle” intitolata “Madre Italy - artisti italiani a Londra”.
“Nella tela 40x40 - ci spiega Angiolo - trattata con colori acricili,
sono intervenuto con la tecnica del collage, per rappresentare l’Italia come un manichino da sartoria sul quale è appoggiato un abito
bianco e leggero con la fascia tricolore simbolo del nostro paese.
Fascia tricolore che man mano va dissolvendosi, e non frantumandosi, con il tessuto dell’abito diventando petali di fiore al vento di
primavera. Il manichino è racchiuso in tanti cerchi in metallo che
rappresentano le sagome dei maggiori monumenti italiani. Questo
è il mio Made in Italy, leggero come un sogno pronto ad avverarsi
nella prossima mostra”.
MARZO
2015
In città
GIORNATA DELLA MEMORIA
CORTEO PER LE VIE DELLA CITTÀ
In occasione del 70° anniversario della liberazione di Auschwitz
- Birkenau, l’Amministrazione comunale di Barletta, d’intesa con
il Prefetto della Bat e in collaborazione con l’Archivio
della Resistenza e della Memoria e la sezione locale del
Sindacato Pensionati Italiani
della CGIL, ha celebrato la
“Giornata della Memoria”.
Afflusso a piazza Aldo Moro
di delegazioni scolastiche di
Barletta, Canosa e Trinitapoli e la formazione di un corteo che dalle 10.30 ha percorso le vie
cittadine fino al Castello dove alle 12.00 è stata accesa la Menorah. Inoltre nel cinema Paolillo lo spettacolo teatrale multimediale
“Shoah” rivolto agli studenti delle scuole secondarie e ancora una
iniziativa con il segretario nazionale Spi, Carla Cantone, dedicata
ai “Viaggi della memoria”.
“ORIZZONTE SUD”, TAPPA A BARLETTA
In occasione delle celebrazioni della Disfida, Palazzo San Domenico ha fatto da scenario alla sfida del Sud che vince con le sue
eccellenze. Protagonisti di “Orizzonte Sud”, le rappresentanze dei
diversi settori produttivi, sociali e istituzionali locali. L’evento,
organizzato dal Corriere del Mezzogiorno e moderato dal direttore Antonio Polito, ha fatto tappa a Barletta, seconda città del
Meridione dopo Palermo. Sono intervenuti esponenti del mondo
politico-amministrativo delle province Bat e Bari, nonché numerosi operatori economici e studiosi.
IL SINDACO DI CORATO MASSIMO MAZZILLI NUOVO
PRESIDENTE DEL PATTO TERRITORIALE NORD BARESE
Massimo Mazzilli, sindaco di Corato, è il nuovo presidente del
Patto Territoriale Nord Barese Ofantino. Vice presidente è stato
nominato Mario Gennaro Superbo sindaco di Minervino, mentre
terzo componente è stato nominato Nicola Di Tullio sindaco di
Spinazzola. Le nomine sono avvenute al termine del consiglio di
Amministrazione che si è tenuto nella sede dell’Agenzia per lo
Sviluppo e l’occupazione dell’area del Nord Barese.
Mazzilli succede al biscegliese Pasquale Musci che ha guidato il
RISTORANTE
RICEVIMENTI
CONGRESSI
MARZO
2015
patto per due anni, un periodo di transizione segnato dalla fusione delle
singole Agenzie, in un’unica Agenzia. Ha ancora un senso tenere in vita
questo Patto Territoriale? Ricordiamo quando - tanti anni fa - nacque
con grandi prospettive di operatività,
mentre negli anni purtroppo ha perso
per strada tanta della sua ottimistica volitività. Due i grandi limiti ad
un suo decollo: la carenza di risorse
economiche dei Comuni, e la scarsa
disponibilità di tempo che i Comuni possono dedicare alla realizzazione di progettualità condivise.
DIMINUIZIONE DELLE TASSE COMUNALI
Taglio e razionalizzazione delle spese del Comune per 4 milioni
di euro, riduzione delle tasse comunali come TASI (1,00x1000
per tutti), IMU (riduzione di un punto da 9,6x1000 a 8,6x1000),
IRPEF (unico scaglione con un massimo dello 0,6%/0,7%), TARI
(riduzione piano finanziario per 2,5 milioni di euro di abbattimento immediato della tariffa del 25%), predisposizione di un Piano
di recupero della Evasione Fiscale mai adottato mirante ad un recupero di 500mila euro per il 2015 e 750mila euro per il 2016;
e inoltre, adeguamento nuovo piano Commerciale per la zona di
via Trani al fine di convertire la destinazione di capannoni ormai
dismessi da industriali a commerciali per incentivare la nascita di
insediamenti produttivi.
Tra le proposte elaborate dai gruppi consiliari di opposizione per
il Bilancio di previsione dell’anno 2015 vi è la trasformazione del
titolo da diritto di superficie in pieno diritto di proprietà, una proposta che l’Amministrazione dovrebbe tenere in debita considerazione, poiché intercetta un’esigenza manifestata da tanti cittadini
assegnatari degli alloggi in cooperative edilizie risalenti ai primi
anni ‘70.
La normativa in materia, infatti, prevede che i comuni possano cedere in proprietà le aree comprese all’interno dei piani di Edilizia
Economica e Popolare (P.E.E.P.), assegnate all’epoca in diritto di
superficie, dietro il pagamento di un corrispettivo. Questo provvedimento porterebbe subito nelle casse comunali un introito stimato in circa 2 milioni di euro, ossigeno per altri interventi pubblici e
in particolare per la riduzione della pressione fiscale.
Viale R. Elena
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IL FIERAMOSCA
27
PEDICO
Via F. d’Aragona, 46 - angolo Via S. Antonio
Barletta
In libreria
RICORDO DI VITTORIO PALUMBIERI
Un esperto promotore
del nostro turismo culturale
di Renato Russo
Q
uando Vittorio è venuto
meno, mi ha preso come
un senso di smarrimento e di angoscia, come di un amico col quale
hai condiviso una vita di impegno
culturale e del quale ti senti ingiustamente privato. Un sentimento
che riaffiora prepotentemente in
questi giorni, in occasione della
presentazione della sua autobiografia nella quale ci ha voluto lasciare una sorta di testamento del
suo impegno per la città della qua- Vittorio Palumbieri
le diresse per molti anni l’Azienda
di Soggiorno e Turismo. Vittorio non resse quell’ufficio solo con
competenza tecnica, ma anche - e vorrei anzi dire, soprattutto con una visione culturale d’alto profilo.
La sua era una cultura classica, d’ampio respiro, più versata
nel settore turistico-storico, ma aperta anche a una molteplicità di
conoscenze umanistiche che sapeva esternare con gradevolezza
narrativa e che sapeva trasmettere con piacevolezza affabulatoria come quando, accogliendo l’invito della Rotas a presentare
il volume che sul teatro “Curci” aveva scritto l’ingegnere Duilio
Maglio, seppe intrattenere amabilmente l’attento uditorio in una
vivacissima ricostruzione delle peripezie che aveva vissuto quello
storico edificio. Con punte di amaro sarcasmo verso chi, la realizzazione di quell’opera, aveva anche osteggiato con calcolata
malevolenza.
In piena intesa con i presidenti dell’Azienda, ma specialmente con il dott. Ruggiero Dimiccoli, negli anni Settanta, Vittorio
portò a termine - insieme all’ordinaria attività di accoglienza e
assistenza ai turisti - qualificati progetti di decisiva importanza per
il futuro turistico del territorio.
L’allestimento del teatro estivo al castello, il restauro del teatro “Curci”, il risanamento dei litorali di ponente e di levante,
il convegno regionale sui centri storici, determinante per i primi
finanziamenti regionali nel settore, le giornate denittisiane per la
valorizzazione del grande artista barlettano, l’impegno alla valorizzazione turistico-culturale dell’area archeologica di Canne della
Battaglia, il Certame Cavalleresco della Disfida di Barletta e tanto
altro ancora: tutti impegni portati a termine con grande dedizione,
ma anche con pari appagamento, soprattutto per i rapporti umani
che seppe intrattenere con importanti protagonisti della nostra vita
civile e culturale.
Come l’on. Giuseppe Di Vagno e il soprintendente ai monumenti prof. Renato Chiurazzi, per il restauro del teatro “Curci”, o
il giornalista Enzo Lucchi che si spese per la causa dell’annibalicità del sito cannense, l’on. Titino Lenoci per la realizzazione del
Certame della Disfida nell’ultima edizione del ciclo del NovecenMARZO
2015
to, con Osvaldo Bevilacqua
amabile presentatore di programmi televisivi nazionali
nei quali ebbe l’abilità di insinuare alcune delle nostre più note
manifestazioni turistiche.
Nel 1985 venne chiamato dalla Regione alla reggenza della direzione dell’Azienda di Turismo di Bari. Esaltante esperienza nel
capoluogo di regione, della quale gli rimase indelebile il ricordo
del regista Luca Ronconi, chiamato a dirigere il Corteo Storico di
San Nicola del 1987, 900° anniversario della traslazione dei resti
del Santo da Myra a Bari. Nella primavera del 1994, fu chiamato dal neo eletto Sindaco di Barletta, Raffaele Fiore, a far parte
della Giunta municipale. Fu l’assunzione di un impegno forte per
la credibilità del Sindaco e della Giunta; ma l’esperimento della
“primavera barlettana” come qualcuno osò definire quella giunta,
durò solo venti mesi perché i risentimenti e gli interessi non soddisfatti determinarono la caduta di quella Amministrazione.
Nell’approssimarsi della scadenza del secondo mandato di
presidenza del dott. Pasquale Pedico alla Società di Storia Patria
per la Puglia, ne suggerii il nome come di un possibile presidente.
Ma non se ne fece nulla.
La sua vita professionale si concluse nel marzo 2006, dopo otto
anni di direzione dell’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Bari, che sostituiva le preesistenti Aziende di Soggiorno e
Turismo. Dopo quarant’anni di vita lavorativa, ancora nel pieno del
suo vigore fisico e intellettuale, era pronto da riservista a nuovi impegni, ma nessuno lo chiamò. Ancora una vittima del noto aforisma
barlettano che S. Ruggero sarebbe amico dei forestieri.
Il suo impegno più recente, al quale si era dedicato negli ultimi
tempi, con la pigrizia tipica degli intellettuali che non mettono
fretta alle loro giornate lavorative, era una sorta di autobiografia
tematica circoscritta agli anni passati nell’Azienda di Soggiorno e
Turismo. Non però con finalità auto-celebrative, come ci teneva
ad assicurarmi, come amico e come editore, ma per entrare nelle
pieghe della ricostruzione di alcuni fra i più significativi capitoli
del recupero di alcuni nostri monumenti (il Castello, la Cattedrale, Eraclio) o luoghi della cultura (palazzo S. Domenico, il teatro
Curci, Palazzo della Marra) o del turismo nostrano (Canne della
Battaglia, la Disfida di Barletta, le due litoranee) o personaggi illustri (Giuseppe De Nittis). Unico impedimento ad una più sollecita
consegna del dattiloscritto, le difficoltà all’uso del computer.
Alla chiusura definitiva del testo gli mancavano poche pagine
e il ritrovamento di alcune foto, come mi assicurò l’ultima volta
che mi venne a trovare alla Rotas. E in quella circostanza, sicuro
di farmi cosa gradita, mi portò un estratto del “Venerdì di Repubblica” che ricostruiva la vicenda di una storica tipografia torinese.
È stata l’ultima volta che ci siamo incontrati pochi giorni prima
della sua scomparsa.
IL FIERAMOSCA
29
Stato
La presidenza Mattarella
non tutto è perduto
di Gaetano Nanula
Q
uando si dice lo stellone dell’Italia: sembrava che tutto
fosse destinato ad una deriva irreversibile, ad una radicale perdita del senso della legalità, ad un consolidato esercizio
di prassi addomesticate per la conquista del potere, con le conseguenti distorsioni nel suo utilizzo, non sempre orientato al conseguimento del bene comune, quando all’orizzonte del Paese è
apparso - quale supremo regolatore della sua evoluzione giuridico-sociale - un campione del diritto pubblico, un professore della
Costituzione, della quale saprà garantire l’osservanza da parte di
tutti “come legge fondamentale della Repubblica”.
È tutt’altro che leggero il fardello dei lavori in corso e delle
riforme - annunciate ma ben lungi dall’essere attuate - ereditato
dal nuovo Capo dello Stato.
Volendo procedere con ordine nella prospettiva della soluzione dei gravi problemi oggigiorno sul tappeto - disoccupazione,
evasione fiscale, criminalità organizzata, corruzione, efficienza
della pubblica amministrazione - , un’attenzione particolare merita indubbiamente l’approvazione della nuova legge elettorale, per
la sua funzione di matrice ai fini della formazione dell’ulteriore
ordinamento giuridico; della formazione qualitativa del Parlamento, l’organo che deve porre le future regole per lo sviluppo democratico del Paese.
A pensarci bene, gran parte dei nostri problemi attuali trovano
la loro ineludibile radice nella vecchia legge elettorale - la 270
del 2005 - eufemisticamente chiamata il “Porcellum”, a suo tempo pensata, studiata ed introdotta non per consentire una gestione
democratica del potere, ma - prima ancora - per una conquista
oligarchica del potere stesso ed una sua successiva gestione - più
o meno arbitraria - a cura di poche persone.
La struttura fondamentale di tale legge consentiva infatti a
quattro o cinque capi-partito di “nominare” a proprio piacimento i
candidati da inviare al Parlamento, sottraendo agli elettori il diritto
MARZO
2015
di eleggere i propri preferiti, quelli che, per qualità morali, culturali o professionali fossero ritenuti i migliori a rappresentarli nello
svolgimento della funzione legislativa.
Quella legge elettorale - insomma - ha consentito ai capipartito di appropriarsi della sovranità del popolo per formare il
Parlamento; ha permesso a quei quattro o cinque capi-partito di
surrogarsi all’immensità del popolo - nel quale soltanto, per disposizione costituzionale (art.1 ), risiede la sovranità della Nazione
- nel formare l’organo legislativo “a propria immagine e somiglianza”, dopo di che avrebbero potuto fare di tutto.
Già, perché i nominati, gravati da un vincolo di profonda gratitudine e di esistenziale discendenza dalla volontà del capo-partito
erano - e sono tuttora - obbligati ad eseguirne gli ordini, spesso
stringenti e perentori.
Così si spiega la povertà del dibattito parlamentare, lontano
dalla dialettica ricca e tecnicamente approfondita di una volta,
anche su leggi di fondamentale importanza e così si spiegano le
frequenti votazioni per alzata di mano, non avendo i parlamentari
nulla da dire.
Tutto questo naturalmente contrastava - e tuttora contrasta platealmente con le precise ed inequivocabili norme della nostra
Costituzione.
Innanzitutto con la solennità della figura attribuita al parlamentare: l’art. 67 dice infatti che “Ogni membro del Parlamento
rappresenta la Nazione” ed allora tale prestigiosa rappresentanza non può essere evidentemente conferita dal capo-partito, ma
soltanto dalla Nazione stessa, cioè dal popolo, che trasferisce al
candidato il suo potere sovrano, investendolo della delicatissima
funzione legislativa, la più significativa ai fini della realizzazione
di una società democratica.
E poi contrastava - e tuttora contrasta - con l’art. 56, il quale
precisa che “La Camera dei Deputati è eletta a suffragio diretto”,
IL FIERAMOSCA
31
Stato
nonché con l’art. 58, il quale pure conferma che “I senatori sono
eletti a suffragio diretto dagli elettori”. Ora, comunque si vogliano
girare e rigirare queste norme, non si può fare a meno di riconoscere che la Costituzione ha voluto attribuire all’elettore il diritto
sovrano, non modificabile o condizionabile di scegliere direttamente, senza alcuna interferenza o intermediazione, il candidato
da inviare al Parlamento.
Ed ancora confliggeva - come tuttora confligge - con l’art. 48,
secondo cui “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto… il
diritto di voto non può essere limitato”. Il fatto che la Costituzione
escluda la possibilità di voti diseguali; che alcuni voti possono
valere di più ed altri di meno, impediva - come tuttora impedisce che determinati voti potessero o possano sostanziare un cosiddetto
“premio di maggioranza” od incorrere in un loro annullamento ai
fini della rappresentanza, per il fatto che non contribuiscano a superare un’eventuale “soglia di sbarramento” posta ai partiti.
Questi discorsi sul premio di maggioranza e sulla soglia di
sbarramento producono evidentemente distorsioni nella rappresentanza, alterano gli effetti delle votazioni e sono fatti solitamente nel nome della governabilità, per l’esercizio di un potere pieno,
possibilmente svincolato da condizionamenti critici, un potere
possibilmente sovrano, libero, decisionista.
Questi discorsi sono anche fatti da chi vuol sapere, la sera stessa in cui si conclude lo spoglio delle votazioni, chi “comanderà”.
Senonché, in democrazia, non comanda nessuno; comanda solo
la legge, il suo contenuto, che dev’essere chiaro e rivolto soltanto
alla realizzazione del bene comune. Quanto poi a disporre di un
potere forte, libero, decisionista, sovrano, l’Italia ha già sperimentato ampiamente l’esercizio di quel tipo di potere… dopo molti
anni scoprimmo però che si chiamava dittatura.
Com’è noto, il “Porcellum” è stato sottoposto al serrato giudizio della Corte Costituzionale - del cui collegio giudicante faceva
parte l’attuale Capo dello Stato - che, con sentenza n. 1 del 2014,
lo ha sfrondato di tutte le suddette contraddizioni ed illegittimità
costituzionali.
Sarebbe quindi logico e auspicabile che il progetto della nuova
legge elettorale non ripetesse gli stessi gravi errori.
E invece no! Sembra allucinante e assurdo, ma il cosiddetto
“Italicum”, in corso di approvazione al Parlamento, insiste, ripete,
conferma le stesse suddette devianze.
Magari un po’ attenuate, ma siamo pur sempre nello stesso
registro della conquista spregiudicata del potere.
Senonché dal 3 febbraio è apparso all’orizzonte un nuovo
splendido “Stellone”, dello stesso tipo di quelli che hanno illuminato il nostro Paese in altre felici occasioni, per cui ci permettiamo di consigliare agli autori del nuovo testo di legge elettorale di
rileggersi attentamente la Costituzione e la sentenza n. 1 del 2014
della Corte Costituzionale, togliendosi definitivamente dalla testa
che - nella formulazione attuale - un professore di diritto costituzionale lo possa promulgare come legge definitiva.
Il nostro facebook
A.S. 1946/47, Scuola Elementare “Massimo d’Azeglio”. Seconda fila (da destra, contrassegnata da una freccia) è Angela Dicorato Fucci
che ci ha affidato questa foto-ricordo della sua classe. Al centro l’insegnante Raffaella Fico Schinco e il direttore didattico dott. Gaetano
Chummo. Le alunne con grembiule bianco erano profughe istriane/friulane (in fuga per motivi politici)
32 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Porto
Il porto di Barletta: la musica non cambia
di Pasquale Pedico*
L
a stampa nell’agosto 2007 dava notizia che la III
Sezione del Consiglio Superiore dei lavori pubblici
aveva approvato nella adunanza del 19 marzo 1999 il progetto
di adeguamento tecnico funzionale del vigente piano regolatore
del Porto di Barletta (ATF PRP) che prevede l’allungamento della
diga foranea e la costruzione di due pennelli di metri 150 sia sul
molo di Levante che su quello di Ponente per vincere l’asimmetria
degli stessi, proteggere il Porto dai venti di traversia, ridurre il
costante fenomeno dell’insabbiamento dell’area portuale ed
interrimento della imboccatura del porto da dragare e prevede
altresì l’ampliamento di dragaggio di parte del bacino fino alla
profondità di metri 9,50 e permettere l’attracco di navi di maggior
stazza e facilità di manovra delle stesse.
L’ATF PRP è stato approvato durante il Consiglio Comunale
del 18 luglio 2007. Il Sindaco dell’epoca, nell’esaltare il notevole
valore del progetto, commentava “un altro passo avanti è stato
compiuto, il porto di Barletta ricoprirà nei prossimi tempi un
ruolo sempre più importante con questi lavori, e l’auspicato
pronunciamento di adesione all’Autorità portuale di Bari favorirà
il miglioramento strutturale del Porto” (!).
L’adesione osteggiata dall’opposizione, tuttavia approvata,
nonostante esperti portuali l’avessero definita una svendita di bene
pubblico che nulla di più avrebbe aggiunto a quanto già esistente.
Difatti il Porto di Barletta, con Decreto Ministeriale dell’8 febbraio
1966 veniva classificato come appartenente alla II Categoria I Classe, inserito fra i Porti definiti di “interesse generale dello
Stato” con il requisito di essere situato a capo di grandi itinerari
strategici-geografici, in cui la quantità di merci annualmente
manipolate non fosse inferiore alle 250.000 tonnellate.
Si comprende quindi chiaramente come il provvedimento
ministeriale del 1966 riconosce al Porto di Barletta vocazione
commerciale di materiali che, pur tra alterne vicende, aveva
mantenuto la quantità manipolata, costante nel tempo, anzi
aumentata e continua, passando dalle 582.697 tonnellate del 1986
alle 971.708 tonnellate del 1991 (semola, grano, sale fosfati,
prodotti petroliferi, cemento) oggi oltre 1.500.000 tonnellate.
La classe alla quale appartiene il Porto di Barletta registra la
presenza, a livello nazionale, di solo 23 porti e ciò sta a significare
la rilevanza già assunta dalla realtà portuale barlettana, già nota
nel passato come l’Odessa del Mediterraneo.
Per meglio chiarire le idee, della stessa categoria fanno parte
il porto di Genova, La Spezia, Livorno, Napoli, Cagliari, Trapani,
Palermo, Bari, tanto per citarne alcuni fra i 23.
In conclusione l’adesione alla marittima di Bari serviva ad
altro! Chi vuol intendere, intenda!!! Chi non sa, sappia che il
porto di Barletta è porto statale e pertanto è tutelato dallo Stato ed
aiutato nella sua funzione dalla competente - proponente Autorità.
L’adozione del progetto ATF PRP è dedicato esclusivamente al
Porto di Barletta, suggerisce maggior attenzione da parte della
competente autorità. Peraltro il reperimento dei necessari fondi per
l’attuazione del progetto è previsto dalla legge n. 413 del 10.11.1998
e regolata dal decreto del Ministero Trasporti e Navigazione del 2
maggio 2001 per la ripartizione tra i 23 anzidetti porti della notevole
somma di 100 miliardi di lire annue a decorrere dall’anno 2000 per
MARZO
2015
limiti di impegno quindicennale, con la inspiegabile esclusione
del Porto di Barletta dalla ripartizione delle risorse per motivi
e ragioni che nessuno ha saputo spiegare, che costò, oltretutto,
il disimpegno da presidente della Commissione Consiliare per
il porto del dott. Eligio Turi, noto imprenditore barlettano di
notevole spessore con lunga attività industriale-internazionale,
deluso dalla scarsissima importanza che le amministrazioni
comunali continuavano a dare alla stessa, troppo spesso inattiva
per le ricorrenti crisi delle giunte, commissione che per di più non
veniva informata neanche in materia di finanziamenti di lavori
predisposti dal citato D.M. del 2 maggio 2001. Nessun commento
proveniva da parte dell’Amministrazione dell’epoca, chiusa nel
tradizionale silenzio tombale, ancora oggi persistente.
Ricordo, con affetto, l’incontro presso il mio studio con il
dott. Turi, nella prima decade del mese di aprile 2000 per la
consegna di due lettere in fotocopia, che conservo, indirizzate
all’Amministrazione comunale dell’epoca per dichiarare il suo
disimpegno dalla carica di presidente della Commissione consiliare
per il porto ed il rammarico per l’inspiegabile esclusione del porto di
Barletta dalla ripartizione delle risorse economiche di adeguamento
dei porti statali, ma ricordo soprattutto il suo caloroso abbraccio ed
il suo pianto, testimonianza del grande amore per la sua città natale.
L’ATF PRP nasce dopo una gestazione di circa dieci lustri in cui
la ballata del dragaggio ritrova l’antica pista delle promesse mai
mantenute, tipo: “dal primo gennaio partiranno i lavori”.
La musica è sempre la stessa. Otto mesi fa, alla fine di giugno
2014 l’articolo “Barletta porto strategico” scatenava una serie di
interventi in stampa che ha portato ad una conferenza di servizio
annunciata per l’8 luglio 2014, rimandata per ragioni tecniche
al 24 luglio 2014 e si è conclusa con un laconico: “Non appena
saranno risolti i richiesti e necessari pareri di valutazione di
impatto ambientale, entro sette giorni i lavori avranno inizio”. La
musica non cambia ed una seconda conferenza di servizio del 12
dicembre 2014 si conclude: “tempo 15 giorni, risolti i richiesti
e necessari pareri di valutazione di impatto ambientale, i lavori
avranno inizio”. E così passa il tempo in attesa del fatidico 1°
gennaio che verrà. Meditiamo. “Pacta sunt servanda”, ossia le
promesse vanno mantenute, lo impone la legge.
* presidente emerito dell’Associazione
nazionale marinai d’Italia - Barletta
IL FIERAMOSCA
33
34 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Crollo di via Roma
TRIANGLE (UN POSSIBILE 8 MARZO)
NEW YORK 1911-BARLETTA 2011: STORIE DI DONNE, DI LAVORO NERO, DI MORTE
di Carmen Palmiotta
U
n punto di vista da cui partire,
quello del lavoro nero, con
condizioni irrispettose dell’umanità e
degli elementari diritti delle persone,
nella stragrande maggioranza donne, è
stato il punto di partenza e il filo rosso lungo il quale si snoda il docufilm
Triangle - diretto dalla regista Costanza Quadriglio, con la consulenza
del nostro Daniele Cascella - che mette a confronto la tragedia avvenuta il
25 marzo 1911 nella fabbrica tessile
newyorkese Triangle, in cui lavoravano quasi tutte donne, in maggioranza
emigrate italiane ed ebree, e il crollo
del palazzo di Barletta del 3 ottobre
2011, un secolo dopo, nel quale hanno perso la vita cinque donne,
quattro operaie e la giovanissima figlia del proprietario di una piccola azienda tessile a conduzione familiare, allocata nello stabile
crollato.
Costruito sul flashback, il film racconta i due avvenimenti attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, preziose dal punto di vista
documentario ed emotivo.
Drammatiche le immagini e le parole delle donne scampate
all’incendio del 1911, e dei familiari di quelle che non ce l’hanno
fatta: la fabbrica era dislocata fra l’ottavo e il nono piano di un palazzo fra Washington Square e Green Street, le porte erano chiuse
a chiave dall’esterno, non rimaneva che lanciarsi dalle finestre per
esperire una possibile, sebbene molto improbabile, via di salvezza, un’alternativa al morire carbonizzate. Commoventi i ricordi e
le storie personali, importante la progressiva consapevolezza delle
condizioni di lavoro inaccettabili e la susseguente coscienza sindacale.
È molto probabile che sia proprio l’episodio della Triangle ad
aver dato origine alla Giornata della Donna, essendo ormai acclarato che la leggendaria fabbrica tessile newyorkese Cotton non è mai
esistita, come non è mai esistito un incendio l’8 marzo ma, appunto,
il 25 marzo alla Triangle.
Altrettanto drammatiche, negli eterni ritorni del flashback, le
immagini delle macerie del crollo di Via Roma, la concitazione,
la disperazione, la corsa contro un tempo implacabile, la rabbia di
sapere che la tragedia si poteva, si doveva evitare.
Strazianti le testimonianze dei sopravvissuti, dei parenti delle
vittime. Centrale la testimonianza di Mariella Fasanella, l’unica
delle operaie scampata alla morte. Una voce che quasi interpreta
quella delle sue amiche e compagne inghiottite dai calcinacci, a
scagionare il proprietario della piccola fabbrica, colpito al cuore
dalla morte della sua bambina di soli quattordici anni.
E così per molte sequenze si vivono, si sfiorano, si intersecano
le due tragedie, in un intreccio sempre violento e crudele di lavoro
e morte, di storie di persone piegate dalla necessità di lavorare a
qualsiasi condizione, di epiloghi che nulla lasciano all’umano.
Si è detto, scritto, filmato tanto, della tragedia moderna di Barletta, così simile a quella di un secolo esatto prima; si è parlato di
MARZO
2015
lavoro nero, di zero garanzie legate alla
sicurezza dei luoghi di lavoro, di mancanza di coscienza e di diritti sindacali,
quasi di ‘sindrome di Stoccolma’ delle
dipendenti nei confronti del ‘padrone’,
ma il fulcro dei destini di quel maledetto 3 ottobre 2011 sta piuttosto nel non
essere riusciti ad evitare, semplicemente, banalmente, che il palazzo crollasse,
con la gente dentro, la stessa gente che
era andata decine di volte a chiedere
controlli, a protestare per lavori “inusuali”, per rumori inaccettabili, per crepe profonde nei muri.
Dal nostro punto di vista, che è poi
quello espresso da Mariella Fasanella
(“perché, se fossimo state ingaggiate, il palazzo non sarebbe crollato?”) se anche il lavoro di quelle operaie fosse stato dichiarato,
retribuito secondo paga sindacale e quant’altro, Matilde, Giovanna,
Tina, Antonella e la piccola Maria non sarebbero state risparmiate.
La tragedia si sarebbe compiuta ugualmente, senza nessun particolare diverso. Né sembra essere veritiera l’argomentazione che, in
condizioni di legalità, l’opificio non avrebbe avuto il permesso di
stare in quel luogo, poiché la Magistratura ha stabilito che il laboratorio era a norma [si veda La Gazzetta del Mezzogiorno del 14
febbraio 2012, articolo a firma di Antonello Norscia].
In questa tragedia c’è l’intreccio nell’intreccio, sul quale farà
piena luce la Giustizia, sul quale non tocca a noi assegnare colpe
e pene.
Ciò che abbiamo apprezzato in Triangle, oltre alla bravura della
regista nel farci vivere in presa diretta e sinottica le due sciagure, è
stata proprio la pulizia della narrazione, sempre intessuta di testimonianze dirette, mai faziosa, mai giudicante. Un documento prezioso
sul quale riflettere, dopo aver pianto queste morti di innocenti.
(FOTORUDY)
IL FIERAMOSCA
35
Ricordo
Aldo Ciccolini, il maestro
che suonava col pensiero
di Francesco Lotoro*
A
ldo Ciccolini non suonava con le mani;
cervello musicale inarrivabile, gli bastava
pensare una partitura per eseguirla. Ha letteralmente ridisegnato il modo stesso di pensare il pianoforte, la sua cura del fraseggio e della struttura
di un pezzo era a dir poco maniacale; nonostante
suonasse tutto con perfezione assoluta, era uso rimettersi continuamente in discussione cambiando
spesso diteggiature e ricostruendo interi passaggi
pianistici particolarmente complicati. Dominava un
repertorio oceanico ma aveva le sue predilezioni,
dal francese Debussy a Chopin e Schumann; non
amava particolarmente il repertorio bachiano eppure il suo primo disco dopo la strepitosa vittoria
al concorso M. Long-J. Thibaud fu l’integrale delle
Invenzioni a 2 e 3 voci di J.S. Bach.
Amava accompagnare al pianoforte strumentisti o cimentarsi in partiture complicate per
2 pianoforti; con il pianista portoghese Antonio
Rosado suonò la Fantasia contrappuntistica di
E. Busoni, accettò di suonare e registrare con
me la monumentale Deutsche Messe di J. S.
Bacj per 2 pianoforti che registrammo nel 1999
presso il Teatro Curci di Barletta. Marziano della
tastiera, era umanissimo nella sua quotidianità e
la sua generosità era pari al suo genio pianistico; non sopportava vedere la gente soffrire perché gli ricordava la sua giovinezza nella Napoli
di fine guerra, aiutava chiunque gli chiedesse
aiuto con infinita compassione.
Raramente perdeva la calma, conosceva le
proprie debolezze ma riusciva sempre a dare il
meglio di sé a chiunque; “iperfuturista” (così si
definì), in un cenacolo di pianisti e musicisti il
più giovane era sempre Lui con il suo pensiero
originale, quasi sempre provocante, raramente
conciliante come soltanto sanno essere Artisti
come Lui.
Mezza Italia pianistica ha studiato con Lui
eppure prediligeva la Puglia, a Trinitapoli c’era
persino un’Accademia intitolata a Suo nome,
ha sfornato un’intera leva di pianisti pugliesi; il
suo insegnamento era magistrale ma si imparava da Lui al solo vederlo sedere al pianoforte,
la sua tecnica era impareggiabile mentre il Suo
tocco… sì, probabilmente non ci sono parole
umane adatte a definire il Suo tocco.
La sua grandezza era tale da fargli dire ottimisticamente che chiunque, con tanto studio,
poteva fare il pianista; era il primo a darne il
buon esempio, l’ho sentito suonare alle 4 del
36 IL FIERAMOSCA
mattino o alle ore più tarde della notte e subito
dopo alzarsi dalla tastiera senza il benché minimo segno di stanchezza.
Non conoscerò mai un grande amico degli
ebrei quanto Lui, il Suo cuore era pieno di sincera
passione per il popolo ebraico, amava ricordare
i Suoi tanti amici ebrei e fu il primo ad aiutarmi
quando intrapresi nel 1989 le mie ricerche sulla
musica dei Lager pagandomi i biglietti aerei per
Praga e Tel Aviv; non era facile al pianto eppure
ricordava con forte commozione quando, insieme
a Sua madre, nascose in casa un’ebrea colonnello dell’esercito americano durante i giorni degli
ultimi rastrellamenti tedeschi a Napoli.
Anni dopo, arrivando su nave negli USA per
la sua prima tournèe oltreoceano, al funzionario
che gli chiese le generalità rispose “Aldo Ciccolini”; dopo qualche minuto passò dinanzi a tutta
la fila dei passeggeri con gli onori della polizia di
frontiera, il colonnello donna aveva segnalato il
Suo nome alle autorità americane.
Una volta al Conservatorio di Milano, mentre suonava in concerto il 2° movimento della
Aldo Ciccolini e Francesco Lotoro
Sonata op. 110 di Beethoven, ebbe un movimento brusco sullo sgabello, per un attimo una
piccolissima nota gli scivolò dalle Sue magiche
dita, mi accorsi che qualcosa non andava ma
continuò a suonare come se nulla fosse; al termine del concerto mi confessò di aver avuto una
fitta orribile ai reni. Chiunque avrebbe interrotto
l’esecuzione, Lui no; mai. Ci perdemmo di vista
alcuni anni fa.
I grandi Maestri sanno cosa significa soffrire
ma non conoscono la morte, unica partitura mai
studiata da Ciccolini; pare che ieri sera nel Suo
pavillon di Asnières (Francia) abbiano sentito
le note de La cathédrale en-gloutie di Debussy
gocciolare dal suo gran coda Fazioli e c’era Lui
nella penombra ricurvo sulla tastiera; suonava…
Un altro gigante dell’Arte pianista dopo di Lui?
Ne riparleremo alla fine della prossima Era Glaciale. Da oggi e sino ad allora, il più grande è
Ciccolini.
* pianista
Con la morte di Aldo Ciccolini, è scomparso
uno dei più grandi pianisti-concertisti del Novecento
L
o stargli a fianco era in qualche
modo come essere vicini ad una
luce immensa ed accecante che imponeva una capacità di trarre da lui l’influenza positiva senza essere schiacciati da
una personalità che, anche senza parole,
aveva la ieraticità e la statura che solo
i grandissimi hanno. Le sue sono state
lezioni di vita e non solo musicali. Confesso che i momenti in cui ho più imparato da lui sono stati quelli in cui lo ascoltavo e
lo vedevo suonare. La sua capacità di gestire una frase musicale mantenendo sempre
una tensione altissima al suo interno, senza lasciare che il discorso cadesse in nessun
momento, è qualcosa che è rarissimo da trovare e per me è stato un insegnamento straordinario che ancora porto con me gelosamente come qualcosa di prezioso e da cui non
mi separo mai (…).
Non posso che ringraziare il Maestro Ciccolini per aver fatto parte della mia vita
professionale e non solo e di avermi dato tanto in tutti gli anni in cui ci siamo frequentati. Grazie Maestro!
Pasquale Iannone, pianista
MARZO
2015
Ricordo
CARO AMICO TI SCRIVO
RICORDO E RICORDI DI MANRICO GAMMAROTA
di Carmen Palmiotta
R
osa era andata via da qualche
mese quando all’improvviso
mi sei sbucato davanti da una stradina laterale, Manrico, ed è stato abbraccio. Forte, intenso, lunghissimo.
E poi parole, tante, un fiume in piena
di parole, che però scorrevano apparentemente quiete. La bocca abbozzava un sorriso ma i tuoi occhi non
ridevano. Vidi in essi l’ombra velata
che spesso ci vedevo ma vestita di
una consapevolezza nuova, la consapevolezza dell’ineluttabile.
Non avevo provato a dirti nulla
nemmeno prima, e anche quel giorno ti ascoltai soltanto, fino alla fine.
Dopo le tue ultime parole provai a
dire che per Rosa il tempo compiuto
aveva avuto sicuramente un senso e
tu mi rispondesti, triste, “attendo di
conoscere il mio senso”.
Ma poi la vita, piano piano, ti aveva ripreso. Sembrava, perlomeno. Ma
no, era proprio così, com’era giusto
che fosse. E la vita ti aveva ridato gli
entusiasmi, e il senso era stato, prima
di tutto, l’amore per Luca&Mattia,
i tuoi figli, i gemelli che crescevano
bene, che studiavano e si stavano facendo il loro posto nel mondo. I tuoi
meravigliosi ragazzi che con amore,
compostezza e dignità ti hanno ricordato in una chiesa gremita e piangente ai piedi di quella bara. “Non ho mai
nascosto a mio padre che lo amo tantissimo” e “hai detto, papà, quella volta, che
ti sentivi come un’ochetta spiumata”,
sono state alcune delle parole che
Luca e Mattia ti hanno rivolto, con gli
occhi asciutti, chiedendo a tutti, implicitamente, di fare silenzio e di non
provare a pensare a una qualsiasi ragione per il percorso che ti sei scelto,
Manrico.
MARZO
2015
I giovani come i tuoi figli erano nei
tuoi pensieri, nei tuoi entusiasmi e
nel tuo senso della vita anche adesso,
poco prima che scegliessi di andartene. Me lo avevi detto con gioia, con
la tua solita gioia garbata, quando ti
avevo intervistato a proposito della
nuova stagione teatrale, la seconda
che avevi scelto per noi. Nuovi Sguardi è una rassegna di quattro spettacoli
serali, a prezzi contenuti, per permettere
ai ragazzi di andare a teatro… a fine stagione vi sarà la Prima nazionale del “Custode” di Harold Pinter, con la mia regìa,
dove i giovani potranno assistere alle
prove. (Perdonami, ma non posso fare
a meno di ricordarmi che proprio in
una pausa delle prove di quello spettacolo hai deciso di andartene senza
salutare, Manrico… il senso, il senso,
dov’è il senso?)
E poi c’era la tua città, quella Barletta qualche volta un po’ cialtrona,
che però ti amava e ti ha abbracciato forte forte, incredula e dolorante.
Farò seminari, lavoro con i gruppi locali, teatro a “km. 0” con le compagnie
del territorio… abbiamo inserito cinque
compagnie del territorio nel programma
dedicato alle scuole, in una visione di
cooperazione, anche affinché sviluppino temi importanti come, per esempio,
quello della pace. Sarebbe bellissimo che
la proverbiale litigiosità e conflittualità
dei barlettani diventasse cooperazione e
che Barletta, oltre che città della Disfida,
potesse essere città della pace… una direzione artistica non fine a se stessa, ma che
abbia ricadute sulla città… compagnie
locali che devono avere il “Curci” come
punto di riferimento, cuore pulsante di
un progetto culturale.
Del resto, il titolo della stagione
attuale del “Curci” la dice lunga sul-
la sua vision della città, della cultura,
della politica. Quel “teatro rende liberi” che, mi avevi spiegato, dà significato alla cultura, crea i presupposti
per una società libera e dà alla politica il compito di investire in cultura,
unico senso di una società evoluta e
civile.
Tutte queste cose me le hai dette
con la tua bellissima voce profonda e
col tuo tono sempre gentile, sempre
propositivo, sempre attento al futuro.
Sai, Manrico, cosa ho pensato
guardando tante e tante fotografie, dopo? Che pur conoscendoti da
molto tempo non mi ero mai accorta
della tua mimica facciale poliedrica,
della capacità di mutare non solo
espressione ma addirittura volto. Poi
ho capito. La parola chiave: volto. Il
Manrico privato e quello pubblico
erano speculari ma tu non eri bifronte, non eri la maschera e il volto. Eri
solo il volto.
Amico mio, tutto torna. Sul tuo sito
internet campeggia un pensiero di Roberto Gervaso “niente rende l’uomo
più ridicolo che l’ostinarsi a sembrare
quello che vorrebbe essere”.
E tu non hai voluto ostinarti, non
hai voluto essere ridicolo, non hai
voluto sembrare, hai voluto essere. Ti
accompagni questo coraggio, e il nostro infinito Amore.
IL FIERAMOSCA
37
Questo mese libri
Il piacere della lettura
IL VIAGGIO DI UNA VITA, OPERA PRIMA
DEL BARLETTANO
SALVATORE PATRONARIO
È stato presentato presso la libreria Luna di sabbia
(via Mario Pagano 193, Trani) il libro Il viaggio di
una vita del barlettano Salvatore Patronario (classe
1996, quindi appena
diciannovenne).
La
serata, coordinata da
Floriana Tolve, è stata
animata dalla presenza
della giornalista Lucia de Mari e del prof.
Luigi Di Cuonzo. Il libro racconta la vita di
Gianluca Esposito, un
eroe del nostro tempo,
ma forse sarebbe meglio presentarlo come
un “antieroe”, che vive
la sua vita in una successione di episodi ora
banali ora sconvolgenti, nell’ambito di una famiglia
particolare dove il padre viene ucciso da un killer e la
madre è alcolizzata.
Il ragazzo è un romanziere precoce, se a dodici anni
ha scritto il suo primo romanzo (Il ciclo dei ritorni) e
l’anno dopo un secondo romanzo (Lettera al paziente) anche questo inedito.
LA STORIA DEL TROFEO
ANTONIO PENNETTI
RACCONTATA IN UN LIBRO
La storia decennale del Trofeo Antonio Pennetti
raccontata in un libro curato da Ludovico Pennetti,
animatore della competizione velica che quest’anno
38 IL FIERAMOSCA
MI CHIAMO BEBA
DI PALMA LAVECCHIA
Palma Lavecchia al suo secondo romanzo intitolato Mi chiamo Beba, edizioni Youcanprint,
con una introduzione del noto psicologo, prof.
Alessandro Meluzzi.
Beba, diminuitivo di Benedetta, è vittima di
violenza da parte del compagno. La sua è una
storia di persecuzione, resistenza e rinascita
che rappresenta, il paradigma dei pericoli a
cui vanno incontro le donne. La storia di Beba
e della sua lotta per amore del figlio e della
vita insegna a resistere e a non darsi mai per
vinte. E spiega, una volta per tutte, che se un
uomo picchia una donna, non lo fa per amore,
ma per un senso distorto e malato di possesso.
Un terribile proverbio ispanoamericano recita: “Más te pago, más te quiero”. Più ti picchio, più ti amo. Una frase che rivela un inconscio fantasma
di violenza all’interno della coppia, basata sull’umiliazione. (Alessandro
Meluzzi)
Palma Lavecchia (Barletta 1974), Capitano dei Carabinieri, è laureata in
restauro Architettonico. Nel 2003 si è arruolata nell’Arma dei Carabinieri e
dopo incarichi a Roma, Cassino, Lanciano, Gaeta, attualmente vive e lavora
ad Alatri.
Sposata, madre di due figli, ha nella scrittura la sua grande passione. Per il
suo quotidiano lavoro, a contatto e contrasto dello stalking, dell’odiosa violenza sulle donne, il Telefono Rosa di Frosinone Ceccano, l’ha insignita, per
il 2015, quale “Ambasciatrice del Telefono Rosa”. Il romanzo di Palma Lavecchia, patrocinato dal Comune di Barletta, è stato presentato venerdì 13
marzo presso la Sala Rossa del Castello. Saranno presenti all’incontro Anna
Rizzi Francabandiera, assessore alle politiche sociali, Olga Mascolo presidente dell’Associazione Tuke, Antonella Labianca, presidente dell’ADGI,
(Associazione Donne Giuriste Italiane), letture di Michela Diviccaro, l’incontro sarà coordinato dal giornalista Gianpaolo Balsamo.
MARZO
2015
Questo mese libri
compie i dieci anni di vita. Il libro è soprattutto fotografico, com’è
facile intuire, e racconta proprio la storia di questa decima edizione. Il merito della bellezza delle fotografie è di Antonella Battista.
Il trofeo Challenger “Antonio Pennetti” è una regata internazionale che parte da Trani e arriva a Dubrovnik (Croazia), organizzata
dalla Lega Navale di Trani e dalla associazione velica “Antonio
Pennetti” in collaborazione con l’Orsan Club Dubrovnik.
PRESENTATO A ROMA “LA SIGNORA COL VENTAGLIO”
ROMANZO BREVE DI GIUSEPPE LAGRASTA
È stato presentato a Roma,
presso palazzo Firenze, sede
della Società Dante Alighieri,
il romanzo breve di Giuseppe
Lagrasta La signora col ventaglio edito da Rotas. Il romanzo
ricostruisce ambienti, personaggi, atmosfere dei primi anni
Sessanta del Novecento fra
Barletta e Napoli. Il racconto
fornisce all’autore il pretesto
per raccontare il vissuto di quel
tempo, seguaci di vita in dissolvenza emotiva, caratterizzazione di personaggi, delineati
attraverso la ricostruzione di
una trama che ha per sfondo il
porto di un quadro di De Nittis.
I protagonisti del romanzo di Lagrasta non sono adolescenti sconfitti; incompiuti sì, innamorati dell’amore e della vita, anche; ma
non sconfitti. La loro incompiutezza sarà sempre attraversata da
una vena profonda di riflessione sui valori della vita e della morte,
sul tempo che trascorre, sulle patologie che colpiscono le clessidre
infrante da granelli di sabbia ribelli che, a loro volta, vogliono essere liberi svincolandosi dallo scranno del mondo della clessidra
che a loro non più diverte. Anzi, se da un canto, il modello familiare di quegli anni sarà perennemente posto in crisi, dall’altro, questi
giovani saranno in grado, attraverso la loro riflessività, di stabilire,
tra tanta confusione e tante offese consumistiche e di seducenti mercanzie, i fondamenti del loro futuro. Lagrasta ha costruito
un micro universo ma non per questo limitato donando al lettore
l’euforia di un mondo passato e il riconoscimento che nella vita
il nulla che consola si combatte attraverso un mondo sempre più
a misura d’uomo nel rispetto della
natura e dell’umano respiro.
ANCHE IL SOLE TRAMONTA,
L’ULTIMO LIBRO DI MATTEO BONADIES, PRESENTATO ALLA LIBRERIA CIALUNA
Venerdì 20 febbraio, presso la libreria “Cialuna”, è stato presentato l’ultimo romanzo di Matteo
Bonadies Anche il sole tramonta,
edito da Bonfirraro. A tenere viva
la conversazione con l’autore, l’attrice e intrattenitrice Mariella Parlato che ha stimolato il romanziere
con una serie di domande riguardanti la sua vita, ma soprattutto su
quest’ultimo libro nato dalla sua fervida fantasia.
MARZO
2015
NEREO, PANE DA MUSEO
UNA FAVOLA
DI FRANCESCA BELLAFRONTE
ED ENZO RUSSO
Che cosa succederebbe in un futuro non troppo lontano, se il
pane, considerato il pericolo numero uno, fosse prima bandito
dall’alimentazione e poi espressamente vietato? Vietati la produzione e il consumo del pane, il pane fuorilegge diventerebbe
solo un pezzo da museo, da mostrare a visitatori incuriositi
dalle bizzarrie alimentari dei propri antenati. Che cosa mangerebbe la gente, nel 2050?
E che cosa succederebbe se Nereo, fuggito dal museo dell’alimentazione alla ricerca delle sue origini, s’imbattesse in Peppino, un fornaio clandestino?
Quanto c’è di vero e quanto di surreale in questa fiaba di pane
che fa sorridere per pensare, richiamando all’attenzione del
giovane lettore temi fondamentali quali la produzione e la distribuzione di cibo sul pianeta, lo squilibrio tra Nord e Sud del
mondo, ai quali è espressamente dedicato l’EXPO 2015, lo
lasciamo decidere a ciascuno di voi.
Ma la levità di questo racconto, delicatamente illustrato da
una ragazzina russa, rappresenta, anche, un’apologia del buon
pane pugliese che, come specificato nella prefazione, benché
prodotto in tante varietà e formati, da nord a sud della Puglia,
è sempre una gioia per il palato!
NEREO, PANE DA MUSEO
di Francesca Bellafronte ed Enzo Russo
illustrazioni di Sofiya Mikhaylovskaya
Editrice Rotas, Barletta 2015
pp. 32, illustrazioni a colori, E 5,00
IL FIERAMOSCA
39
Premio Cartolina Fieramosca d’Oro
La FIDAPA alla Sala Rossa
o
25 “Premio Cartolina Fieramosca d’Oro”
di Marilena Colucci*
18
febbraio, presso la Sala Rossa del Castello, la FIDAPA
ha festeggiato la 25a edizione del Concorso “Premio
Cartolina Fieramosca d’Oro”. Il tema di questa edizione è “Ettore
Fieramosca e i suoi cavalieri: come li vedreste all’opera oggi, in
questa società povera di idealità e di impegno per gli altri?”.
L’associazione, da ben cinque lustri, e quindi dalla edizione
del 1991 sotto la presidenza della docente Grazina Carpinelli Garribba (in seguito Isa Tarantini, Marisa De Napoli, Lilly Soricaro, Lucia Ciocia ed altre), bandisce un concorso presso le scuole
primarie. Il tema è diffuso presso tutti gli istituti (inizialmente le
scuole elementari, successivamente anche presso le scuole medie)
e i docenti illustrano il concorso per tutte le classi, cogliendo l’occasione per raccontare la storia della Disfida di Barletta, il significato simbolico dell’evento, il valore del suo eroe più rappresentativo e l’esito trionfante dell’impresa di tredici cavalieri vittoriosi
nel nome e per il prestigio italico.
In una città che notoriamente legge poco, e che quindi poco
conosce la propria storia attraverso i suoi appuntamenti più rilevanti, non c’è chi non veda in questa iniziativa una grande opportunità di conoscenza diffusa del suo fatto eroico più famoso in
Italia e nel mondo.
Basti riflettere al fatto che quegli alunni nel 1991 - anno della
prima edizione - avevano mediamente dieci anni, e oggi, che ne
hanno trentacinque, sono uomini e sono stati informati di quel lontano evento proprio dalla nostra iniziativa.
La mostra delle cartoline vincenti nelle 25 edizioni, curata dalla
Rotas
40 IL FIERAMOSCA
Relazione della prova Grafica
XXV Premio Cartolina d’Oro
E. Fieramosca sul tema:
“Ettore Fieramosca e i suoi cavalieri: come
li vedreste all’opera oggi, in questa società
povera di idealità e di impegno per gli altri?”
S
e si è giunti alla XXV edizione, il merito va all’Associazione FIDAPA che ha riproposto il concorso alle
scuole elementari e medie, dando così la possibilità ai ragazzi di soffermarsi a riflettere su un tema così importante.
L’argomento ha stimolato la fantasia dei ragazzi che,
come affacciati ad una finestra aperta sul mondo, si sono
ispirati ad eventi che scuotono le coscienze, mettendo in risalto valori come solidarietà, altruismo, accoglienza, diritti
civili e quant’altro di positivo, in un momento difficilissimo
a livello nazionale e mondiale.
1o classificato: Leonardo Ivano, 5a B Scuola Primaria 1° Circolo
Didattico “M. d’Azeglio”
MARZO
2015
Premio Cartolina Fieramosca d’Oro
1a classificata: Dalila Brognoli, 3a A Scuola Secondaria di I grado
“Mons. Dimiccoli”, Istituto Comprensivo “Musti-Dimiccoli”
Unanime è stato il giudizio della giuria nel segnalare alcuni elaborati, commentati dalla pittrice Veronica Lamacchia.
La medaglia d’oro di questa XXV Edizione, per la scuola
primaria è andata a Leonardo Ivano, 5a B Scuola Elementare
“M. d’Azeglio”, il cui disegno è stato descritto dalla prof.ssa
Marcella Sacino.
Per la scuola media, la medaglia d’oro per la prima classificata, è andata all’alunna Dalila Brognoli, della 3a A della Scuola Media “Musti-Dimiccoli”.
Descrizione dell’elaborato
L’alunna ha ben interpretato il tema, scegliendo uno
spazio aperto, in secondo piano collocando alcuni monumenti che simboleggiano la nostra nazione in un ideale di
patria, il Colosseo, il Duomo di Milano, la Torre di Pisa,
che ben si stagliano sull’azzurro del cielo, il tutto con una
colorazione piatta e scura, che però non appesantisce l’elaborato, disegnando in primo piano, un prato verde brillante che fa da contrappeso.
Al centro del foglio si erge Ettore Fieramosca in movimento, bardato di tutto punto, corazza, elmo, scudo e spada sguainata. L’allieva ha fermato l’attimo, come in uno
scatto fotografico, lo si evince dall’incedere del cavaliere e
dall’abbigliamento.
Sul lato destro, un figura femminile con vestiti etnici
rimanda al problema dell’immigrazione e al valore della
solidarietà. La figura porta uno scudo, identico a quello
del cavaliere, come se volesse indicare la sua piena integrazione nel Paese che la ospita.
Sul lato sinistro, l’alunna ha posizionato un barbone
accovacciato sotto un albero e accanto una spada conficcata nel terreno, quasi a voler indicare un senso di protezione
verso i meno abbienti.
I due personaggi sullo sfondo si tengono per mano
simboleggiando la conquista dei diritti civili. Dal punto di
vista tecnico e cromatico il lavoro è ben eseguito, ricca la
tavolozza, deciso il segno grafico, ben equilibrato lo spazio
a disposizione.
L’elaborato si presta a ulteriori interpretazioni.
Anche quest’anno, come negli anni passati i ragazzi delle scuole elementari e delle scuole medie hanno svolto il tema attraverso
la partecipazione di rappresentanti di classe particolarmente versati
per il disegno. E anche quest’anno, in occasione della premiazione,
è sviluppato il concetto dell’onor di patria, del valore irredentistico
dei nostri cavalieri, del significato di un certame cavalleresco che nato avendo per posta cento scudi - finì coll’assurgere a emblema
di una riscossa.
A 330 anni della famosa Sfida nella tradizionale Cantina, dell’episodio se ne approprierà Massimo d’Azeglio che nel 1833 pubblicherà il suo famoso romanzo, ed ecco come, partendo dalla rissa
in una taverna, fatto apparentemente secondario nelle retrovie di
una storia rinascimentale tinta di fantasia, narrerà l’avventura di uno
dei più grandi, gloriosi eventi della storia d’Italia risorgimentale.
Testimonieranno della sua notorietà nazionale, le pubblicazioni, in
quasi mezzo secolo, di circa cento edizioni del libro. Di quel famoso
episodio, col passare del tempo, s’era attenuato il ricordo e fu per
questo che a metà degli anni Sessanta un gruppo di appassionati
volenterosi, guidati da don Peppuccio Damato e dal cav. Damiano
Daddato (noto come “Scavott”) organizzarono la riedizione di una
festa e la realizzazione di un torneo scenografico. Ma mancava ancora una diffusa conoscenza del vasto pubblico intorno al famoso
Certame, di qui il nostro impegno, a partire dall’inizio degli anni
Novanta, di diffondere l’avvenimento presentandolo alla generalità
delle nostre scuole - fra storia e leggenda - attraverso un concorso in grado di coinvolgere ogni anno l’interesse e la conoscenza
di ben 10mila alunni! Circostanza della quale il nostro sodalizio è
orgoglioso, trovando nel tempo larga adesione e convinto apprezzamento da parte dell’Amministrazione comunale pro tempore. Un
tempo. Meno che in questa edizione, forse la più significativa da
questa pluriennale storia, nella quale si è limitata a concederci il
gratuito patrocinio e l’uso della Sala rossa, rifiutandosi di inserirci
nel programma della manifestazione, preferendo tematiche del tutto
marginali, a fronte della grande diffusione che questa nostra iniziativa determina sul territorio cittadino.
Delusione in parte attenuata dalla presenza, alla manifestazione, dell’assessore Giusy Caroppo alla quale siamo grati della sua
partecipazione, ma dalla quale ci aspettiamo una maggiore attenzione verso la valorizzazione di manifestazioni che - come la nostra
- accendono l’entusiasmo dei nostri ragazzi, perché questa - gentile
assessore - è la vera Disfida, non divagazioni storiografiche per gli
addetti ai lavori, ma (in una città che legge poco e poco sa della
sfida) la valorizzazione del nobile Capitano Ettore Fieramosca e
la conoscenza della nobile contesa simbolo della nostra città e del
nostro territorio, e se proprio vogliamo esaltare un secondo personaggio della sfida, Monsieur de Bayard, il cavaliere francese senza
macchia e senza paura.
*Presidente FIDAPA sezione di Barletta
prof.ssa A. Fioravante Esperti
MARZO
2015
IL FIERAMOSCA
41
Scuola
Il canto corale all’I.C. “P. Mennea”
All’I.C. “Musti-Dimiccoli”, durante l’open day
Ascolto… dunque canto,
canto… dunque amo
Presentato il Progetto “Aula 2.0”
C’
è una scuola, ora I.C. “Pietro Mennea”,
dove il canto corale non è un’opzione, ma
un elemento integrante del percorso formativo. È a
Barletta. Il risultato non è solo un buon livello musicale, esibito da un coro costituito da tutti gli allievi
della scuola, ma un entusiasmo che si attribuirebbe solo a chi sta realizzando un’aspirazione a lungo
coltivata.
La prima riflessione viene spontanea, guardando
i piccoli coristi: se gli educatori e gli adulti in genere non si sottraggono al loro dovere di proporre
modelli, i ragazzi seguono, si appassionano, si entusiasmano.
Tutti noi ci formiamo su quello che i percorsi di
vita ci mettono davanti. Qualche volta è il “caso” a
fare scoprire quella che poi diventa la passione di
una vita. Ma nel quotidiano bombardamento di mediocrità, di brutture, non si può affidare al caso l’incontro con la Musica e col Canto.
I processi educativi sono costruzione di percorsi
che non siano la semplice riproduzione dell’esistente, ma sappiano proporre modelli e valori.
Il coro rappresenta una di queste opportunità.
Ai piccoli coristi non si ha paura di proporre un
gioco impegnativo, ma non per questo meno divertente.
I ragazzi della “squadra” sentono questa responsabilità e danno il meglio di sé, non solo nel concerto
ma anche negli altri momenti.
Ne nasce una vera e propria “festa musicale”, con
qualche sorpresa, che semina entusiasmo e lascia in
tutti la voglia di tornare: una vera e propria miniera
di luce e di bellezza, di ordine e di armonia.
…Ascoltare è la prima condizione necessaria per
amare…
e se ascolto… dunque, canto… e se canto… dunque, amo..
G
rande fermento in questi giorni per l’Istituto Comprensivo “R.
Musti-R.Dimiccoli” di Barletta, che aprendo le sue porte per gli
appuntamenti di “open day”, con cadenza settimanale, ha avuto modo di
ospitare studenti, famiglie e cittadini in un clima accogliente e gioioso.
L’iniziativa ha visto la programmazione di tre momenti importanti,
rispettivamente domenica 18, lunedì 26 e giovedì 29 gennaio, per
esplicitare informazioni puntuali e dettagliate relative al Piano dell’Offerta
Formativa ed identificare l’Istituto, tra l’altro ad Indirizzo Musicale, quale
luogo di apprendimento e formazione, in verticale a partire dalla Scuola
dell’Infanzia fino alla Secondaria di Primo Grado. Per l’occasione, non
solo è stato possibile visitare gli spazi e quindi apprezzare le svariate
opportunità che le Scuole offrono, ma anche partecipare ai laboratori di
lettura animata, giornalismo, teatro, scienze ed informatica, organizzati
in loco dai docenti.
“Musica tra le stelle” il titolo del laboratorio scientifico che, grazie alla
presenza del famoso astronomo e formatore astronauta Antonio Pepe, ha
condotto grandi e piccini in un meraviglioso viaggio guidato, nello spazio
tra pianeti, galassie e costellazioni sconosciute. All’armonia dei corpi
celesti e al tempo infinito dell’Universo hanno fatto seguito la melodia e
il ritmo di uno straordinario concerto, eseguito dall’orchestra e dal Coro
stabile dell’Indirizzo Musicale, sapientemente diretto dal professore
Angelo Ciura, in collaborazione delle docenti Maria Maringelli, Teresa
Salvemini e Sara Calò.
L’organizzazione dei laboratori è stata affidata alle insegnanti Cinzia
Mura, Marianna Di Filippo, Michela Ventrella e Francesca Cavaliere per
la Scuola Primaria; invece ai docenti di Scuola Secondaria di I Grado:
Adriana Di Pace per il teatro, Elisabetta Pasquale per il giornalismo,
Francesca Stanchi e Annalisa Lanciano per le Scienze, Donatella Pestilli
per la lettura, Cosimo Rizzitelli per l’informatica e Teresa Trentadue
per l’arte. Enorme successo e stupore ha riscosso la presentazione, da
parte della docente Lucia Saracino, del Progetto “Aula Web 2.0”, che si
realizzerà , in via sperimentale, nel prossimo Anno Scolastico 2015/2016,
per una delle future Classi Prime di Scuola Secondaria di I Grado.
Pertanto, non più libri e zaini simili a zavorre per gli alunni, ma aule
completamente ristrutturate, dotate di LIM, arredamenti “ad hoc” e libri
digitali “touch screen”, con soluzioni tecnologiche funzionali ad una
didattica completamente nuova e volta al futuro. “Sono molto fiera dei
miei insegnanti, che credendo nell’unicità del proprio lavoro - ha concluso
il Dirigente Scolastico Maria Angela Petroni - senza scoraggiamenti,
ma con professionalità, ed entusiasmo si impegnano quotidianamente,
operando nel bene e per il bene della comunità scolastica, accrescendola
in qualità ed efficienza. Ringrazio per il lavoro di coordinamento e
continuità il professore nonché Vicario Vincenzo Spinazzola e la Funzione
Strumentale e docente Fausta Di Fidio Fortino”.
Maria Teresa Nesta
42 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
Scuola
Scuola primaria “S. Cuore”
La Shoah… con gli
occhi dei bambini
G
li alunni delle classi III e IV B della scuola primaria paritaria “Sacro
Cuore” di Barletta, in occasione del “Giorno
della Memoria”, con le loro insegnanti Anna
Maria Noemi Mauro e Giovanna Altomare,
sono stati coinvolti nell’esprimere attraverso
dei lavori e nella realizzazione dell’albero
della “Libertà e Memoria” le loro considerazioni su quanto è avvenuto in quel tragico
passato che rappresenta una terribile vergogna per la storia dell’umanità.
È un giorno di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai tanti deportati
militari, politici italiani nei campi nazisti, in
modo da conservare nel futuro dell’Italia, la
memoria di quel tragico periodo della Storia
del nostro paese, affinché simili eventi, non
possano più accadere e ripetersi.
Ogni uomo è simbolo di vita che è sacra
e inviolabile, infatti gli alunni nel realizzare
l’albero della “Libertà e Memoria” lo hanno
addobbato con simboli di pace, aggiungendo
ad ogni simbolo un messaggio di amore, fratellanza, uguaglianza, giustizia, ricordando
agli adulti che la vita di ognuno merita rispetto, e solo rispettando la dignità degli altri
si ha il rispetto di se stessi.
Tutti questi messaggi devono ricordare
all’umanità l’unione e l’amore che ci dovrebbe essere tra i popoli e ricordare un giorno così importante per la storia, un giorno da
“non dimenticare”.
Gli alunni della III e IV B
MARZO
2015
Terza edizione della Settimana di arte, cultura e Letteratura ebraica
Lech Lechà Purìm
Da lunedì 2 marzo a sabato 7 marzo, in un denso programma che ha visto l’alternarsi e susseguirsi di decine di
eventi fra Trani e Barletta, si
è tenuto il Lech Lechà Purìm,
terza edizione della Settimana
di arte, cultura e letteratura
ebraica. L’epicentro del Lech
Lechà sarà la Sinagoga Scolanova di Trani da cui si sono
proiettati sul territorio personalità dell’arte, della cultura e
della letteratura ebraica, nonché rabbini, studiosi, scrittori,
filosofi, giornalisti e artisti impegnati in conferenze, presentazioni librarie, concerti, danze, cucina kasher, studio dei
testi scritturali e lo Shabbath
nell’incantevole scenario di
Piazzetta Scolanova, dinanzi
alla Sinagoga tornata a nuovo La Sinagoga Scolanova di Trani
splendore dopo recenti lavori
di restauro. Tutti gli eventi hanno narrato il complesso universo della cultura ebraica
in una settimana quanto mai ricca di pensiero e vita ebraica che rendono Lech Lechà
uno dei più importanti eventi dell’ebraismo italiano.
Il titolo della Settimana (Lech Lechà ossia Va’a te stesso) richiama simbolicamente
la dimensione dell’interiorità, i valori del dialogo spirituale, le ragioni più profonde
della relazione con se stessi e con l’alterità. Quest’anno il Lech Lechà ha voluto
legarsi a una imminente ricorrenza ebraica, la festa di Purìm: essa cade il 14 del
mese di Adàr, secondo il calendario ebraico (4–5 marzo 2015 secondo il calendario
civile). È una festa gioiosa istituita successivamente a quelle stabilite dalla Toràh in
ricordo della salvezza del popolo ebraico ad opera della regina Ester.
La tradizione vuole che durante il Regno di Assuero, re di Persia e di Media,
avvenne che il più potente dei dignitari del re, Hamàn fu indispettito da Mordechài,
cugino e tutore della regina Ester, il quale non si inchinava al suo passaggio.
Hamàn istigò il re Assuero a emettere l’ordine di distruggere tutto il popolo ebraico
cui Mordechài apparteneva. Fu perciò estratto il pur (la sorte) del giorno in cui
la distruzione sarebbe avvenuta: il 13 di Adàr. La regina Ester riuscì tuttavia a
capovolgere le sorti ottenendo la distruzione di Hamàn e la salvezza degli ebrei di
Persia. Questi avvenimenti sono narrati nella Meghillàth Ester (Rotolo di Ester) che
viene letta in tale ricorrenza.
A partire da quest’anno il Lech Lechà ha coinvolto alcune scuole di Trani e
Barletta. La scelta è significativa perché questo viaggio verso le proprie radici
riguarda tutti in un territorio come quello pugliese nel quale i rapporti con la cultura
ebraica vantano un passato più che millenario. Il popolo ebraico è indissolubilmente
legato all’educazione culturale tramite i libri poiché esso possiede il Libro per
eccellenza: la Torà, Legge scritta da Dio e summa della storia dell’Umanità e
dell’Universo nonché thesaurus della Scienza e Tecnica che segna i meccanismi
dell’intelletto, scaffale di idee e valori utili a esercitare il gusto del progresso e della
libertà d’espressione.
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43
IL
ILFIERAMOSCA
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44 IL FIERAMOSCA
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MARZO
2015
Teatro
Stefania Fratepietro: cantante, attrice e ballerina
POCO NOTA A BARLETTA, COSPICUO IL SUO CURRICULUM NAZIONALE
C
hi è Stefania Fratepietro? Nata ad Albenga, ma di solide
ascendenze barlettane. Figlia infatti di Luigi, fratello di
Maria, Michele, Tonia, Riccardo e Sabino, nipote di nonno Michele, l’indimenticabile radiotecnico della ditta Faggella). Da Albenga, dove è cresciuta e ha studiato conseguendo la maturità scientifica, e di qui intraprendendo un lungo cammino di corsi teatrali: di
mimo, danza classica e contemporanea, ha quindi spiccato il volo
verso una straordinaria esperienza teatrale: prima come ballerina,
poi come cantante e attrice a seconda delle parti che i registi le
facevano interpretare. Un’artista eclettica che con tanta applicazione e incessante studio si è affermata nel mondo dello spettacolo
musicale ricevendo, per le sue interpretazioni, numerosi ambiti riconoscimenti italiani ed europei. Tra le date più importanti del suo
curriculum, il 2003 quando si affermò nel musical Saranno famosi
diretto da Johnny Dorelli, interpretazione per la quale fu candidata
al premio nazionale Award 2004. Nel 1999 fra le interpreti del
musical Grease con Lorella Cuccarini e Hello Dolly al fianco di
Loretta Goggi. Nel 2007 la Divina Commedia - nel Teatro Tenda
di Tor Vergata a Roma - nella quale interpretava la parte di Beatrice; nel 2013, Ciao amore Ciao, racconto in musica della tragica
storia d’amore fra Luigi Tenco e Dalida.
“Ho sempre amato il teatro sin dall’infanzia - racconta Stefania
-. Tutte le estati andavo al festival teatrale di Borgo Verezzi o al
teatro Cristallo di Albenga, quando ancora esisteva, ed osservavo,
rapita, gli attori che calcavano la scena. Quello che mi ha sempre
attirato era la magia e la possibilità che aveva l’attore di vivere
mille vite, dolci o malinconiche, travagliate o spensierate”. Come
per tutti i giovani, Stefania Fratepietro ha frequentato il liceo, ha
studiato all’università, ma, a differenza di altri coetanei, la vita
le ha sbattuto in faccia una occasione irripetibile che ha saputo
cogliere. “Mentre frequentavo l’Università, la facoltà di giurisprudenza a Genova, per guadagnarmi due soldi, il fato mi ha fatto
trovare un posto da mascherina al politeama genovese - ricorda
Stefania Fratepietro -. Come sono entrata in quel teatro, spento,
mi sono sentita a casa. Ho compreso immediatamente che quella
sarebbe stata la mia vita, che dovevo abbandonare le paure e pro-
MARZO
2015
vare a seguire quello che
sentivo. Ora svolgo con
soddisfazione
questa
splendida professione.
È stato meglio così, sarei sicuramente stata un
pessimo avvocato”.
Da allora sono passati diversi anni. Stefania
Fratepietro ha iniziato
calcando le scene con il
musical Say Way ma il
vero debutto è avvenuto nel 1999 in Grease
con Lorella Cuccarini e
Giampiero Ingrassia. In
quindici anni di attività
teatrale, l’eclettica professionista albenganese
è stata Ermenengarda in
Hello Dolly, con Loretta
Goggi, ed interpretando
la protagonista femminile, Serena Kats, del
musical Fame-Saranno
Famosi, ha conquistato
l’ambito premio IMTA
(Italia Musical Theatre
Awards) come migliore protagonista femminile.
Da quel momento, la carriera di Stefania Fratepietro è stata
una costante scalata: è stata Francesca in “Paolo e Francesca”,
Mercedes nel “Conte di Montecristo”, Beatrice ne “La Divina
Commedia”, Penelope in “Odysseus”, Rosetta in “Rugantino”,
Tosca in “Tosca”, Mimi in “Rent” tanto per citarne alcuni. Il 2014
è stato, per l’ormai affermata performer, l’anno della conferma: a
Stefania Fratepietro è stato assegnato il Premio Broadway World
Italian Awards come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Ciao Amore Ciao, spettacolo scritto e diretto da Pietro Diblasio, che la vede per la prima volta in veste anche di produttrice insieme a Luca Notari e che ha vinto altri 3 premi (miglior
spett off ai premi IMTA, miglior opera prima ai Gold Elephant
World Awards e miglior spettacolo con musiche non originali a
Broadway World Italian Awards).
Ed ora? “Sono in procinto di partire in tournèe con “Ti amo,
sei perfetto ora cambia”, un musical che ha ottenuto un grandissimo successo offbroadway e che ha registrato, lo scorso anno a
Roma, il tutto esaurito per ben tre settimane consecutive - spiega
Stefania -. Con questo spettacolo, di cui sono anche coproduttrice,
gireremo per tutta l’Italia. A seguire, sarò nuovamente in tournèe
con “Il cappello di paglia di Firenze” e poi con “Ciao amore ciao”
di cui sono co-produttrice”.
IL FIERAMOSCA
45
Maestro Dunnel
Conte Cagliostro
Esponete il vostro problema,
massima riservatezza e segretezza.
Il mago dell’amore, Maestro Dunnel,
Conte Cagliostro, Capurso Giuseppe
astrologo, parapsicologo, chiromante, erborista, ecc.
46 IL FIERAMOSCA
riceve a Molfetta (BA) in Via Madonna degli Angeli,
52
MARZO 2015
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Enigmistica
Cruciverba simmetrico con riferimento a Barletta
di Franco Lamonaca
A schema risolto, leggendo di seguito le orizzontali della terza e sesta riga, si conoscerà il barlettano in
fotografia, la cui poliedrica personalità spazia dall’imprenditoria all’attività diplomatica alla cultura,
facendosi apprezzare anche come scrittore.
1
2
3
4
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63
66
39
70
Le definizioni riguardanti Barletta, sono precedute da un asterisco (*)
Orizzontali
1. All’altro rigo, a capoverso. - 6. Breve pausa, intervallo. - 11.
Il territorio tirrenico di un noto cane da pastore. - 18. Ogni attore
svolge il suo. - 19. Si scontra spesso con la pratica. - 20. Energico, sportivo. - 21/22/23.* (non definiti). - 24. Periodi geologici.
- 25. La banca del Vaticano. - 26. Osso lungo del braccio. - 27. I
campi di Parigi. - 29. Aeronautica Italiana. - 30. Capannone per
aerei. - 33. La dea dell’aurora. - 34. Esercito Italiano. - 35/37/39.*
(non definiti). - 41. Sostengono le tegole del tetto. - 42. Appreso
il mestiere. - 44. Gli impegni che gravano. - 45. Vale dentro. 46. La Marisa di “Quelli della notte”. - 47. Gorizia. - 48. Uccello
da piumini. - 50. Sacrilego, irriverente. - 51. Latina. - 53. Cellula fungina. - 55. Il gioco con la primiera. - 59. Sono al centro
dell’antipatia. - 60. I giganti della strada. - 61. Diverse, fuori dal
normale. - 63. Il “Grande Spirito” dei pellirosse. - 65.* Le belle
d’un lungo viale. - 66.* Reggeva l’asciugapanni. - 67. Bisognosa
di cure. - 68. Piccola auto da città. - 69. La ricordevole “Ventre” de
Lo Zecchino d’Oro. - 70. Schernita, dileggiata. - 71. Ben s’addice
al professore.
2015
40
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57
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58
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25
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13
20
22
24
12
68
71
(Soluzione a pag. 49)
Verticali
1. Antico comune in provincia di Roma. - 2. Un gioiellino che sa
d’amore. - 3. La pietra per affilare. - 4. Un comando d’arresto. - 5.
Sfocia nell’Adriatico. - 6. Vi si gira il film. - 7. Il comico principe.
- 8. Ospita le odalische. - 9. È pronunciato spesso dai giovani. - 10.
Cagliari. - 11. Possono essere anche anticarro. - 12. La regione del
podice. - 13. Emittente religiosa di solo audio tra i canali TV. - 14.
Permette il deflusso lacustre. - 15. Né tuoi, né suoi. - 16. Il Movimento Cristiano Sociale. - 17. Aosta. - 19.* Ci sono pure quelli
dell’Immacolata. - 20. La prima nota. - 22. Il paroliere Giulio Rapetti. - 23. Bologna. - 25. Conforme a mezza dozzina dello stesso
esemplare. - 28. Un amichevole saluto. - 30. Relativi all’uomo.
- 31. La moglie del re. - 32. Il cantiere dei muratori. - 34. Misure
di cento litri. - 36. Molto spinto. - 38. Gli islamici iraniani. - 40.
Latitudine sulla carta. - 41. La grafica del marchio. - 43.* Ributtante: per i più piccoli. - 49. Il dodicesimo satellite di Urano. - 52.
Impasto per polpette. - 53. Brilla sullo schermo. - 54. Pungente
come il limone. - 55. Esprime condizione. - 56. Nome d’uomo arabo. - 57. Sostengono le viti. - 58. Ha pur le case cantoniere. - 60.
Va su rotaie in città. - 61. Altare pagano. - 62. Il simbolo dell’elio.
- 64. Andata. - 65. Uncini per esche. - 66. Bruno Maderna. - 67.
Messina. - 68. Sassari.
IL FIERAMOSCA
47
Sport
Cargraphik Half Marathon
Grande partecipazione di atleti alla seconda edizione
1442 arrivati, 158 società con diverse
regioni rappresentate, ecco i grandi numeri
della seconda edizione della “Cargraphik
Half Marathon 2015”; sicuramente la più
partecipata mezzamaratona pugliese e una
delle prime a livello nazionale.
L’organizzazione della “Cargraphik
Half Marathon” è stata realizzata dalla
“ASD BARLETTA SPORTIVA” che con
222 iscritti è la prima società Fidal pugliese; con il patrocino del Comune di Barletta,
il patrocinio sportivo del Coni, della Fidal e
della Uisp. Perfetto come sempre il meticoloso lavoro dei Giudici di gara della Fidal,
le iscrizioni e le relative classifiche sono
state stilate dal servizio Tempogara.it.
Alla partenza è stato ricordato con un
minuto di raccoglimento il nostro concittadino Manrico Gammarrota scomparso nei
giorni scorsi.
Il percorso gara ha coinvolto tutta la
Città di Barletta, abbiamo realizzato una
bellissima camminata per le vie della città
della disfida, facendola conoscere ai tantissimi atleti e potenziali futuri turisti.
Partendo dalla pista dello stadio Cosimo Puttilli dove nel lontano 1980 il nostro
Pietro Mennea ha realizzato l’allora migliore prestazione sui 200 metri a livello
del mare, si è poi snodato per la Nuova
zona 167, il centro storico, la litoranea di
Levante, la litoranea di Ponente, ripercorrere il bellissimo centro storico per poi
48 IL FIERAMOSCA
tornare nuovamente sulla pista
dello stadio Cosimo Puttilli.
Nella classifica maschile primo il barlettano Mimmo Ricatti
che ha chiuso in 1h 07’ 20”, secondo Francesco Minerva in 1h
07’ 38” terzo Alberico Di Cecco
1h 10’ 22”.
La classifica femminile prima la barlettana Mariella Dibenedetto che ha chiuso in 1h 30’
02”, seconda Silvana Iana in
1h 31’ 05” terza Alessandra De Premiazione del podio femminile alla Cargraphik Half
Luca 1h 32’ 03”.
Marathon 2015
La classifica femminile di
società: prima Andria Runs, seruolo ha reso perfetta la macchina organizconda Margherita Runners, terza Podistica zativa.
Lucera; mentre in campo maschile: prima
La cerimonia di premiazione è stata
Maratoneti Andriesi, seconda Disfida di presieduta dal Presidente del Consiglio
Barletta, terza Tommaso Assi Trani, quarta Comunale della Città di Barletta, CarmeBisceglie Running e quinta Free Runners la Peschechera; dal Presidente Nazionale
Molfetta.
EIPASS Domenico Pontrandolfo; da MiUn grosso grazie al Comune di Barletta, chele Bruno testimonial ASICS; da Carlo
alla Polizia Municipale, all’Ufficio Traffico, Fuccilli della Cargraphik,
all’Ufficio Ambiente, alla Barsa; alle assoA chiudere la mezzamaratona il grande
ciazioni del volontariato: l’Avser, la Prote- ottantenne Vincenzo Mirizzi, che appena
zione Civile, il Vespa Club, l’Associazione tagliato la linea di traguardo è stato prePolizia di Stato, la Croce Rossa, l’Unitalsi, miato immediatamente, sia come primo
l’Associazione Nodiss, ai Radioamatori, di categoria, ma soprattutto ricevendo il
l’Associazione Barletta sui Pedali.
premio speciale alla memoria del nostro
E soprattutto allo straordinario spirito amico Angelo Diterlizzi, recentemente
di abnegazione degli amici e tesserati del- scomparso.
la Barletta Sportiva, ciascuno nel proprio
MARZO
2015
Sport
Galà dello Sport
al Curci passerella per 100 campioni
P
resso il Teatro Curci si è celebrata
ancora una edizione del Galà dello Sport. In passerella un gran numero di
atleti, ma anche di allenatori, presidenti
di società sportive e operatori dello sport
in generale che si sono distinti nel corso
dell’anno 2014.
Enzo Ormas spiega il significato di
questa festa. Il Galà dello Sport è nato per
dare un riconoscimento da parte della città ad atleti e società che hanno raggiunto
nell’anno precedente risultati di valore
nazionale ed internazionale. Non potendo pretendere che tutte le società sportive
possano ottenere tali risultati si è deciso
con un turn over di premiare annualmente anche le società che comunque operano sul territorio e che non sono meno
meritevoli di chi ha più mezzi e risultati. Da sinistra l’atleta dell’anno Loredana Spera (tiro con l’arco), Paola Piazzolla
Con questo principio negli anni tutte le (canottaggio), e Francesco Disalvo (nuoto)
società sportive sono salite sul palco del
Curci e hanno ottenuto il loro giusto riconoscimento. Risulta chiaro che per una economia dello spettacolo, durata ra), Paola Piazzolla (canottaggio), Giuseppe Loiodice (tece premiati, chi è stato premiato l’anno prima a meno di nico dell’anno), Francesco Disalvo (nuoto), Alessia Sanrisultati nazionali o internazionali certificati per l’anno di teramo e Gaia Paolillo (scacchi), Davide Corcella, Fabio
competenza, verrà invitato comunque ma non ripremiato, Luce, Vincenzo Mafale e Maria Dicuonzo (arti marziali).
perché il Galà è prima di tutto la festa degli sportivi e delle
società barlettane. Il delegato del CONI della BAT Isidoro
Alvisi ha quindi introdotto la premiazione degli atleti che
Atletica
maggiormente si sono distinti nel corso dell’anno agoniRicatti vince la mezza maratona di Barletta
stico 2014. Ed ecco l’elenco: la campionessa mondiale LoMimmo Ricatti ha vinredana Spera (tiro con l’arco), l’etiope barlettana Veronica
to la seconda edizioInglese ed il keniota bianco Mimmo Ricatti (atletica leggene della Cargraphik
Half Marathon, comSoluzione di pag. 47
pletando così il successo organizzativo di
Barletta Sportiva del
presidente Vincenzo
Cascella.
Rispettando il pronostico, ha vinto Mimmo Ricatti portacolori
dell’Aeronautica MiliPremiazione del podio maschile
tare con il tempo di 1h
alla Cargraphik Half Marathon
07’20” su una distanza 2015
di 21, 097 chilometri.
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MARZO
2015
L’angolo della poesia
Memoria
8 marzo festa della donna
A te
A te che sei il centro di ogni pensiero.
A te che sei il sole.
A te che sei la stella.
A te che sorridi, quanto sei bella.
A te che regali amore.
A te che dai tutto il tuo calore.
A te che sei donna armoniosa,
[eccoti una rosa.
Rosa che parla d’amore
[per ogni donna.
Rosa vellutata, la donna
[va sempre amata.
Ogni giorno, ogni istante.
Come in un romanzo, buon 8 marzo.
Ada Roggio
Profumo di donna
Fragranza di donna
profumo di primavera.
Con lo sguardo perso
verso un futuro incerto
un destino avverso.
Lotti giorno dopo giorno,
ancora un giorno…
Così orgogliosa e fiera
tu vinci la partita
dispensatrice di vita.
E quando vien la sera
dimentichi di esser madre
amica, sorella
ma solo donna, una donna vera.
Profumo di vita, profumo di primavera.
A. Fioravante Esperti
MARZO
2015
Tutto d’un tratto il terso cielo
[si fece plumbeo,
opprimente ne era l’aria che si respirava,
lasciando una sensazione di sgomento
[e di terrore
in quegli occhi puri,
che prima di allora godevano
[di ogni cosa che rifioriva.
I loro giochi innocenti, le risa, le finte
[battaglie con quei soldatini
che divennero poi in realtà i loro aguzzini.
Chi potrà mai restituire la gioia
[nei sopravvissuti,
quell’allegria smarrita
[divenuta con il tempo
una grande eredità di vita bruciata,
[anziché vissuta.
Pesante è il fardello consegnato
[ad una storia ingiusta,
scolpito in maniera indelebile
[nella memoria di ognuno,
un crudele lascito consegnato
[all’umanità,
con il ricordo della ferocia di un fratello [che uccide un suo simile!
Antonio Dibenedetto
Gli anelli della catena
Rammarico e gioia sentirsi fluire la vita
(e immaginarla pure soggetta a declino),
ma è gioia sapersi decisionali,
sapersi anima irripetuta.
Riflusso di forze cognitive: nasce un’idea.
Sarà il palpito progetto d’arte,
sarà l’affermazione uno scorrere.
Pensiamo: nascita non è l’assoluto inizio,
un embrione prima di questo,
e c’è ancora prima una combinazione,
ed è quest’ultima effetto
in una sottile catena a ritroso.
Nella lunga, lontana, filosofia
[del pensiero
il nostro momento, il personale
[concettivare,
la grande, complessa, intima ragione
è figlia di una capacità,
figlia da sua volta senza vuoti
di una assoluta successione.
Emanuele Dicuonzo
All’olmo generoso
Adornato di cipressi e di variopinti roseti
profumati e prati rinverditi è il viale
che porta al casolare. Guardo esterrefatto
il pesco fiorito accanto alla pila
[e il maestoso
olmo dalle ampie e folte chiome in muto
silenzio. La metamorfosi del tempo non
ti ha cambiato, avvolto nella misteriosa
solitudine che sa di poesia e d’incanto.
Tu testimone di un passato senza parole,
di uomini e donne arrovellate per
vivere una vita di stenti.
Avevano nel cuore amore e speranza per i
figli, bambini, che inconsapevoli
[giocavano
sull’aia schiamazzando, gridando festosi.
Quei bimbi di allora sono padri e madri
di oggi, immemori di un passato opaco
che tornano a guardare l’olmo generoso
che dona ombra e frescura.
Albero maestoso! Non conosci tempo
né stagioni, vivrai molto ancora; che
mano d’uomo non ti ferisca mai!
Racconterai per sempre gioia di vivere
e inni alla vita.
Sabino Tupputi
IL FIERAMOSCA
51
Vernacolo
I pisce allanòute
di Carmelina Dimastromatteo
Via Ferdinando d’Aragona, 88 - BARLETTA
tel. 0883 331 566
barletta@otticalamusta
Ce kualk-i/oune m-avìss -addumannè:
“Ce t-arrekùrde di tièmbe belle’?”
De sikure akkumminzarìsse a déice:
“Tutte kudde ka stè iind- o kore meie”.
Ma, se sape, a na cert-étè,
rumenene i kose belle chiù di brutte,
e pote kapetè poure de penzè
ka kudde ka tènne te parave nérghe,
tènde nérghe, pò, non i/érre.
Na sare, ka non tenave ce ffé,
me venètte de recète ind-e tratoure,
truibbe na fotografeie biènghe e nérghe:
nnènze o trabbukke nu gruppe de famigghie,
papagnole, u vìggele, teise teise k-a devèise,
nannore ku ciuppille e i dò figghie,
i/oune, ka ‘mbonènze da maritate,
l-alte, poverèdde, angore vakandèie,
i nepoute: nu uagnone e na menènne
ke tutte l’ariatoure du mumènde.
U penzière scètte andrète:
a strate, da San Gèkume o vrezze de levènde,
ièrre longa longhe e drètta drètte,
aviva kamminè sènze pegghiè picce,
skurdènne l-addore da fekèzze sopafuoke
k-assave da sporte satt-o vrèzze de mammè;
ièrre n-obblighe passè da l-urtelane,
ce vulive na lattouke frescke e nghiuppate.
Kuanda gènte sop-e trabukke e sop-o muule
aspettave ka salave a rézze chiana chiane!
Olè, i sardulleine! Ccè stoke a dèice?
I pisci-allanoute! Sèime o non sèime de Varrètte?
Cce gudeminde a surchiérle kroute ddé!
A ciuffe a ciuffe, ke nu vuoffele de veine,
guardènne da lundane u kastiédde e u kambanàle.
Mo’ fà l-anne, nu trabbukke sparescette,
l-alte stanne a pikke a pikke ch- affunnè,
ma pe grèzzie d-a Madonne e Sende Reggiére,
i pètroune e u mère stanne angore ddè.
www.otticalamusta.it
Il trabucco (FOTORUDY)
52 IL FIERAMOSCA
MARZO
2015
INFORMAZIONI TURISTICHE E CULTURALI
Archeoclub di Barletta
348 3739839
Archivio di Stato (Via F. d’Aragona, 132)
0883 331002
[email protected]
Archivio della Memoria e della Resistenza
(c/o Castello)
0883 578644
Ass. Cultura e Turismo (Via d’Aragona, 95) 0883 578612 - 578614 - 578620
Aufidus - Ass. inform. turistica
329 8449777
Biblioteca Comunale (c/o Castello)
0883 578607
Biblioteca e Archivio Diocesani “Pio IX” (Via Nazareth, 68)
FOTORUDY
SERVIZI SOCIALI
A.I.A.S. - Assistenza Spastici (Via della Repubblica, 1)
0883 527859
ANT - Delegazione di Barletta (Via A. Bruni, 28) 0883 310230
A.V.I.S. - Donatori Sangue (c/o ospedale vecchio)
0883 521686
Casa di riposo “R. Margherita”
0883 522446
Centro Antiviolenza per le donne (P.zza Aldo Moro n. 16) 0883 310293
Centro Aperto Polivalente (via R. Margherita, 126) 0883.510181
Centro Accog. Immig. Caritas (Via Manfredi, 45)
0883 572557
Centro Intercult. per le migrazioni (via. A. Bruni, 13) 0883.310387
Consultorio familiare “Insieme…” 0883 520395
Curia Arcivescovile 0883 531274
Fratres - Donatori Sangue (P.za Principe Umberto, I)
0883 518002
GOS Laboratorio urbano
tel. 0883 310214 - fax 0883 576156
ODO-ANT (Via Fusco, n. 157 - Trani) 0883 584128
Sert
0883 577302
Settore Servizi sociali Comune di Barletta, piazza Moro, 16 0883.516460
TAXI - AUTOAMBULANZE
E TRASPORTO INFERMI
A.S.L. BT - centralino
0883 577111
AVSER (Via Magenta, 24)
368 3511354 - 0883 528443
Croce Rossa - Gruppo Pionieri e Volontari del Soccorso
0883 526924
Misericordia Barletta - Servizio ambulanza
347 0951836
O.E.R. - Operatori emergenza radio (Via M. del Carmine)
0883 535000
NO. di SS. Nuovi Orizzonti di Sostegno Sociale
329 0536112
U.N.I.T.A.L.S.I. (Via M. del Carmine)
0883 536788
Taxi (P.zza Conteduca)
0883 521469
MARZO
2015
0883 531274
Cantina della Sfida
0883 532204
Castello 0883 578620
Centro Culturale Zerouno
0883 333807
C. T. G. Gruppo “Leontine” 333 2453170
IAT (c/o Palazzo San Domenico) 0883 331331
Lega Navale
0883 533354
Pinacoteca (c/o Palazzo della Marra)0883 538313 - 0883 538312 - 0883 538374
Parco Archeologico di Canne
0883 510993
Pro Loco Barletta e Canne della Battaglia (Via Venezia, 42)
339 3869860
URP (Ufficio relazioni con il Pubblico)
0883 578488
Numero Verde 800761414
POSTI TELEFONICI PUBBLICI
Bar Haiti (Via Leontina De Nittis, 49) Orario: 7-22
0883 534305
SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO
Acquedotto (Servizio Guasti)
800 735735
Scoppio (Servizio Trasporto Urbano)
0883 518554
Capitaneria - Soccorso in mare
0883 531020 - 1530
Carabinieri - Pronto Intervento
112
- comando compagnia
0883 537400
Cimitero
0883 510675
Comune - centralino
0883 578111
Corpo Forestale dello Stato1515
Elettricità (Enel, Guasti, Contratti e info)
800 900800
Ferrovia (informazioni) numero verde (ore 7-21)
89 20 21
Gas (Servizio Guasti)
800 900999
Guardia di Finanza - servizio di pubblica utilità117
- Gruppo Barletta
0883 531081
Guardia Medica - notturno e festivo
0883 575130
Polizia di Stato - soccorso pubblico
113
Polizia Commissariato
0883 341611
Polizia Locale - Pronto intervento
0883 332370
Polizia Stradale
0883 341711
Polfer
0883 521502
Poste Italiane
0883 536097
Prefettura - centralino
0883 539111
Pronto Intervento
118
Pronto Soccorso A.S.L. BT
0883 577781
Protezione Civile
0883 578320
URP - A.S.L.
0883 577610 - 0883 577971 - 0883 577050
Soccorso ACI
116
Soccorso Pubblico
113
Vigili del Fuoco - Pronto Intervento
115
- locale stazione
0883 531222
IL FIERAMOSCA
53
ORARIO FERROVIARIO fino al 12 dicembre 2015
BARLETTA - BARI CENTRALE BARLETTA - FOGGIA
Da Barletta a Bari: 4.41 4.42 5.27* 5.48 5.54* 6.20* 6.42 6.43 6.48 7.00 7.12 7.30
7.52 8.30 8.40 8.50 10.42 10.59 11.36* 12.43 12.58 13.10 13.37* 13.48* 14.02 14.10*
14.22 14.44* 15.01 15.02 15.17 15.59 16.10* 16.49* 17.03 17.04 17.15 17.43* 17.46
18.13* 18.20* 18.39 18.46* 19.00 19.18 19.43* 19.55 20.04 20.16* 20.44* 21.02 21.03
21.36* 21.44* 22.16* 22.44 22.52 23.03*
Da Bari a Barletta: 0.01* 4.05 4.23 5.32* 6.00* 6.05 6.29 6.45 7.15* 7.38* 7.45 8.00
8.07* 8.15 8.38* 9.38* 10.04* 10.10 11.38* 11.48 11.53 12.04* 12.10 12.30 12.38*
13.05 13.17* 13.27 13.38* 13.50 14.04* 14.101* 14.16 14.27 14.38* 15.15 15.38*
16.05* 16.33 16.40 17.05 17.15 17.45 18.07 18.10 18.17* 18.34 19.00 19.34 20.05
20.15 20.30 21.10 21.15 21.33* 22.06 22.13 23.09*
Legenda: Espresso, Regionale, IC, ICN, F.Argento, F.Bianca, Festivo
*= il servizio si effettua anche la domenica
Da Barletta a Foggia: 0.34* 4.53 5.11 6.02* 6.43* 6.54 7.15 7.45* 8.08* 8.31 8.50* 8.56
9.03 9.08* 10.08* 10.48* 10.58 12.08* 12.30 12.39 12.48 13.08 13.20 13.45* 14.08*
14.21 14.48* 14.54 15.08* 15.09 15.21 16.02 16.08* 16.48* 17.28 17.37 18.02 18.22
18.45* 18.57* 19.50 20.51 21.02 21.13 21.21 21.58 22.03 22.21* 22.54 22.58 23.57*
Da Foggia a Barletta: 4.00* 4.10 4.53* 5.05 5.19* 5.39* 6.00 6.06 6.15 6.37 6.48 7.10
7.57 10.00 10.15 11.05* 12.00 12.15 13.05* 13.12 13.19* 13.38* 14.15* 14.20* 15.20
15.38* 16.17* 16.22* 16.34 17.14* 17.38* 17.50* 17.55 18.17* 18.35 19.14* 19.25
19.46* 20.14* 20.20* 21.05* 21.14* 21.45* 22.10 22.32*
Per informazioni sugli orari dei treni e per prenotazioni e
acquisto biglietti telefonare al numero verde FS INFORMA 89 20 21
(Raggiungibile solo da telefoni di rete fissa).
CHIESE: orari Ss. Messe
STAZIONI DI SERVIZIO
TURNI FESTIVI MESI MARZO e APRILE 2015
Antimeridiano dalle ore 7.00 alle ore 12,30
Pomeridiano dalle ore 15,30 alle ore 20,00
1Marzo
TURNO A 28-29 Marzo
18-19 Aprile
IP
ESSO
ESSO
TAMOIL
ESSO
via L. Da Vinci
via R. Margherita
p.za 13 febbr. 1503
via S. Samuele
via Trani
14-15 Marzo
6Aprile
TURNO B
7-8Marzo
4-5Aprile
25-26 Aprile
AGIP
IP
ERG
TOTALERG
TOTALERG
via Canosa
via Trani
via Parrilli
lit. di Ponente
via Barberini
21-22 Marzo
TURNO C TURNO D 11-12 Aprile
ERG
AGIP
IP
IP
Q8
ERG
ERG
TOTAL
AGIP
Q8
via Canosa, 84
via Foggia
via Andria
lit. di Ponente
via Trani
54 IL FIERAMOSCA
via R. Margherita
via Violante
via Andria
via Trani
via Foggia SS 16
sabato sera domenica
BUON PASTORE 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00
via Medaglie d’Oro, 29
CARMINE 17.00
via Mura del Carmine
CHIESA CIMITERO 9.00 CUORE IMM. DI MARIA 19.00
8.00 10.00 11.30 19.00
via Barberini
IMMACOLATA 19.00 8.00 10.00 11.30 19.00
via Firenze, 52
MARIA SS. STERPETO 18.30 20.00 8.30 10.00 11.30 18.30 20.00
viale del Santuario, 13 12.30
OSPEDALE CIVILE 9.00
PURGATORIO 19.309.00 19.30
corso Garibaldi
S. AGOSTINO 19.00 8.30 10.00 11.30 19.00
via Pozzo S. Agostino, 28
S. ANDREA 18.30
9.00 10.30 11.30 18.30
via M. Bruno
S. BENEDETTO 19.00
8.00 10.00 11.30 19.00
via R. Margherita
S. CATALDO 10.00
20.00
via Mura S. Cataldo
S. DOMENICO 19.30 19.30
corso Garibaldi, 198
S. FILIPPO NERI 19.00 7.30 9.30 11.30 19.00
via Mons. Dimiccoli, 116
S. GIACOMO 19.00 8.30 10.00 11.00 19.00
c.so Vitt. Emanuele, 147
S. GIOVANNI APOSTOLO 19.00 8.30 11.00 19.00
via delle Querce, 2
S. LUCIA 19.00 8.30 10.00 11.15 19.00
vicoletto Santa Lucia
S. MARIA DEGLI ANGELI 8.00 10.00 11.30 19.00
viale Marconi, 22
S. M. DELLA VITTORIA 18.00 20.00 18.00
via Cialdini, 70
S. MARIA DI NAZARETH via Nazareth
S. NICOLA
19.00 8.15 11.00 19.30
via Canne, 195 12.15
S. PAOLO 19.00 8.30 10.00 12.00 19.00
via Donizetti
S. RUGGERO 7.30
via Cialdini
SACRA FAMIGLIA 19.00 8.00 10.00 19.00
via Canosa, 143
SANTA M. MAGGIORE
11.00
via Duomo
SANTO SEPOLCRO
19.00 8.30 10.00 12.00 19.00
corso Vitt. Emanuele
SPIRITO SANTO 19.00 9.00 11.00 19.00
via Boggiano, 43
SS. CROCIFISSO 19.00
8.30 10.00 11.30 19.00
via Petrarca
SS. TRINITÀ 19.00
10.00 11.00 19.00
via Palmitessa, 38
MARZO
2015
Nuova
maffei
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Pietro Mennea - Editrice Rotas