Trad esterna
ASSEMBLEA PARLAMENTARE PARITETICA ACP-UE
Commissione per lo sviluppo economico, le finanze e il commercio
5 aprile 2005
PROGETTO DI RELAZIONE
sui prodotti di base agricoli e minerari
Correlatori: Louis Claude Nyassa (Camerun) e Nirj Deva
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SOMMARIO
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE....................................................................................................... 4
MOTIVAZIONE .............................................................................................................................. 10
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
L'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE,
-
riunita a Bamako (Mali) dal 18 al 22 aprile 2005,
-
visto l'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, in
particolare il suo articolo 68 che riconosce il ruolo fondamentale dei prodotti di base
agricoli e minerari per la stabilità economica dei paesi ACP, nonché il compendio
contenente gli orientamenti operativi per i campi o i settori di cooperazione specifici,
concordato fra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico,
da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra,
-
vista la dichiarazione del quarto vertice dei capi di Stato e di Governo degli Stati
dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico riuniti il 23 e 24 giugno 2004 a Maputo,
-
viste le riforme attualmente in corso e i progetti di riforma della politica agricola
comune dell'Unione europea,
-
viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea del 27 aprile 2004 relative al
Piano d'azione sui prodotti di base e al Partenariato UE-Africa a sostegno dello
sviluppo del settore del cotone,
-
vista la risoluzione su "Aiuto e sicurezza alimentare" adottata dall'Assemblea
parlamentare paritetica ACP-UE riunita all'Aia dal 22 al 25 novembre 2004,
-
vista la risoluzione su "Cotone ed altri prodotti di base: i problemi incontrati dagli
ACP" adottata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE riunita a Addis Abeba
dal 16 al 19 febbraio 2004,
-
vista la risoluzione sulla promozione del settore privato nel quadro dell'accordo di
partenariato di Cotonou, adottata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE
riunita a Brazzaville dal 31 marzo al 3 aprile 2003,
-
visto il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla
normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul
benessere degli animali,
-
vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente
la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze
chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea delle sostanze chimiche e
modifica la direttiva 1999/45/CE e il regolamento (CE) {sugli inquinanti organici
persistenti} e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che
modifica la direttiva 67/548/CEE del Consiglio per adattarla al regolamento (CE) del
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Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione,
l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche,
-
vista la decisione del Consiglio generale dell'Organizzazione mondiale del
Commercio (OMC) del 1° agosto 2004, mediante la quale gli Stati membri hanno
adottato una serie di quadri e altri accordi finalizzati ai negoziati e alla
determinazione di un nuovo livello degli stessi nel processo che definisce il
programma di lavoro di Doha,
-
visti i negoziati per gli accordi di partenariato economico in corso fra l'Unione
europea e gli Stati del gruppo ACP,
-
vista la comunicazione della Commissione europea relativa alla "Responsabilità
sociale delle imprese: un contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile", del 2
luglio 2002,
-
vista la relazione della commissione per lo sviluppo economico, le finanze e il
commercio,
A.
riaffermando l'obiettivo principale dell'accordo di partenariato ACP-CE stabilito al suo
articolo 1, ovvero "... la riduzione e infine l'eliminazione della povertà, in linea con gli
obiettivi di uno sviluppo durevole e della progressiva integrazione dei paesi ACP
nell'economia mondiale",
B.
considerando il ruolo preminente svolto dai prodotti di base agricoli e minerari
nell'economia dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, e il loro contributo
all'occupazione e al reddito degli strati meno favoriti della società,
C.
ricordando che questi prodotti di base vengono per lo più scambiati sui mercati
internazionali, soprattutto nella loro forma primaria, e che contribuiscono in modo
significativo al finanziamento del bilancio della maggior parte dei paesi ACP,
D.
considerando il ruolo multifunzionale svolto dallo sfruttamento dei prodotti di base
nelle economie degli Stati ACP, in termini di fonte di reddito, stabilità politica,
coesione sociale, mantenimento delle tradizioni culturali, ecoturismo e lotta contro
l'emigrazione,
E.
consapevole dell'interesse e dell'impegno dell'Unione europea a favore della
disponibilità e facilità di approvvigionamento di determinati prodotti di base importati
principalmente dagli Stati del gruppo ACP e indispensabili al buon funzionamento del
settore industriale europeo,
F.
considerando che l'evoluzione interna dell'Unione europea, nonché la pressione dei
negoziati commerciali multilaterali rendono indispensabile una riforma della politica
agricola comune europea,
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G.
considerando che alcune attuali politiche dell'Unione europea in materia di aiuti interni
all'agricoltura producono conseguenze nefaste per la produzione e l'esportazione di
determinati prodotti di base dei paesi ACP,
H.
preoccupata di garantire che le riforme della politica agricola comune europea non
contengano delle condizioni sfavorevoli per l'esportazione dei prodotti di base dei paesi
ACP o ne determinino il peggioramento, generando un ulteriore impoverimento delle
popolazioni e una destabilizzazione degli Stati,
I.
ricordando che il crollo dei prezzi sui mercati internazionali è la manifestazione più
perniciosa del peggioramento delle condizioni di esportazione dei prodotti di base e che
tale crollo si percuote direttamente sulla povertà delle popolazioni dell'Africa, dei
Caraibi e del Pacifico,
J.
ricordando altresì la necessità di garantire il rispetto degli impegni assunti dall'Unione
europea e dai paesi ACP nel quadro dell'accordo di Cotonou, segnatamente al suo
articolo 36, paragrafo 4, che prevede la necessità di riesaminare i protocolli sui prodotti
di base al fine di salvaguardare i vantaggi che ne derivano per i paesi ACP,
K.
considerando che una cooperazione in seno all'Organizzazione mondiale del
commercio (OMC) fra l'Unione europea e gli Stati del gruppo ACP può consentire di
prendere atto degli interessi delle due parti e di proteggere i settori e le filiere dei
prodotti di base a rischio,
L.
considerando che, nel quadro dei negoziati in seno all'OMC, le discussioni devono
mirare ad un risanamento dei mercati dei prodotti di base e alla rapida eliminazione
degli aiuti interni e delle sovvenzioni all'esportazione, individuando, nel contempo, i
prodotti sensibili per i quali occorre elaborare delle clausole speciali,
M.
preoccupata per le continue ed incessanti concessioni commerciali accordate
dall'Unione europea in vari ambiti, le quali riducono in modo significativo le
preferenze accordate alle esportazioni provenienti dai paesi ACP,
N.
ricordando l'impegno dell'Unione europea e degli Stati del gruppo ACP a concludere
nuovi accordi commerciali, in forza dei quali nessuno Stato ACP dovrà trovarsi in una
situazione meno favorevole di quella attuale,
O.
prendendo atto delle discussioni attualmente in corso nelle regioni ACP per la
definizione di un nuovo quadro di cooperazione commerciale sotto forma di accordi di
partenariato economico (APE),
P.
considerando che l'imposizione di norme sanitarie, fitosanitarie e relative all'utilizzo di
sostanze chimiche ha per obiettivo la protezione dei consumatori e la salvaguardia
dell'ambiente e che, nel caso in cui le conseguenti restrizioni risultassero
sproporzionate rispetto alla minaccia che grava sulla salute dei consumatori e
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sull'ambiente, tali norme diventerebbero unicamente delle barriere all'esportazione dei
prodotti di base dei paesi ACP verso l'Unione europea,
Q.
preoccupata per la diversità e la molteplicità delle norme e dei meccanismi di controllo
applicati agli stessi prodotti, che riducono la possibilità per gli esportatori dei paesi
ACP di conformarsi a tali regole e procedure, tenuto conto dei mezzi già di per sé
limitati di cui essi dispongono,
R.
sottolineando la necessità di mettere a disposizione degli Stati ACP le capacità
necessarie per soddisfare i requisiti imposti da tali norme sanitarie, fitosanitarie e
relative all'utilizzo dei prodotti chimici,
S.
considerando che la fluttuazione a breve termine dei prezzi dei prodotti di base
ostacola l'attuazione di politiche economiche valide e durevoli nei paesi ACP,
T.
prendendo atto dell'esistenza, nel quadro della cooperazione ACP-CE, di un
meccanismo di finanziamento utilizzabile in caso di fluttuazioni a breve termine dei
proventi da esportazioni (FLEX), e delle lacune emerse durante l'applicazione di tale
meccanismo,
U.
considerando che l'impatto di tale fluttuazione può essere ugualmente ridotto mediante
un processo di trasformazione locale dei prodotti di base prima della loro esportazione,
V.
considerando che per consentire il buon svolgimento delle attività d'industrializzazione
e di commercializzazione occorre mobilitare gli strumenti e le strutture di sostegno al
settore privato, al fine di favorire le attività di trasformazione, commercializzazione,
distribuzione e trasporto (TCDT),
W.
sottolineando la necessità di disporre di informazioni chiare e concise sui giacimenti
minerari nei paesi ACP, nonché sulle opportunità d'investimento offerte in termini di
esplorazione, sfruttamento e trasformazione in questo settore,
X.
sottolineando altresì l'importanza dell'accesso ad informazioni pertinenti e aggiornate
sull'evoluzione delle attività agricole e rurali, nonché sulle politiche agricole nei paesi
ACP o che esercitano un impatto su questi ultimi,
Y.
rallegrandosi per la recente creazione di una banca dati nel settore minerario dei paesi
ACP ad opera del segretariato del gruppo ACP,
Z.
sottolineando l'importante lavoro che il Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e il
Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale ACP-CE (CTA) svolgono da oltre 20
anni a favore dei prodotti di base agricoli e minerari dei paesi ACP,
AA. ribadendo l'importanza del benessere e della sicurezza dei lavoratori e delle loro
famiglie, nonché la necessità di preservare l'ambiente nel quale si svolgono le attività
agricole e minerarie,
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1. riafferma il ruolo del settore privato nell'accelerazione della crescita e dello sviluppo e, in
particolare, nella produzione dei prodotti di base,
2. riafferma la volontà di perseguire i propri sforzi volti a promuovere la competitività
globale del settore privato dei paesi ACP quale mezzo per ridurre la povertà e facilitare la
progressiva integrazione di questi paesi nell'economia mondiale,
3. sottolinea l'importanza di fornire mezzi sufficienti al Centro per lo sviluppo delle imprese
e al Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale, in quanto istituzioni congiunte
ACP-UE, per consentire loro d'intervenire efficacemente a sostegno della
riorganizzazione dell'industria estrattiva e del settore agricolo negli Stati ACP,
4. sottolinea l'urgenza di sviluppare delle strategie nazionali e/o regionali per lo sviluppo dei
settori dei prodotti di base, al fine di ridurre l'eccessiva dipendenza degli Stati ACP da tali
settori, nonché la conseguente vulnerabilità delle economie,
5. invita i paesi ACP e l'Unione europea ad affrettare l'esecuzione di piani d'azione sui
prodotti di base e il cotone, in linea con le conclusioni del Consiglio della UE del 27
aprile 2004,
6. prende atto della creazione di programmi di sostegno per i settori delle banane e del riso e
raccomanda la loro efficace esecuzione, nonché l'elaborazione di un programma valido e
appropriato per lo zucchero,
7. ribadisce l'urgenza di trovare, nel quadro dei negoziati multilaterali in seno all'OMC e dei
negoziati per gli accordi di partenariato economico, delle soluzioni per mantenere la
vitalità del settore dei prodotti di base agricoli, nel rispetto dello spirito dell'accordo di
Cotonou,
8. esorta il segretariato ACP e la Commissione europea ad affrettare l'esecuzione dei
programmi di sostegno in campo sanitario e fitosanitario e ad avviarne di nuovi per
rispondere alle esigenze evolutive della regolamentazione internazionale in materia,
9. sollecita, nel quadro della cooperazione ACP-CE, il rafforzamento delle capacità delle
autorità e dei diversi attori dei paesi ACP, per consentire loro di partecipare alla stesura
delle norme internazionali che dovrebbero fungere da riferimento per la
regolamentazione in ambito sanitario e fitosanitario,
10. plaude all'iniziativa del Parlamento europeo e della Commissione europea finalizzata alla
promozione della Responsabilità sociale delle imprese (RSI), nonché all'iniziativa
concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle
sostanze chimiche (REACH), quale strumento per favorire il benessere dei lavoratori e
dei consumatori, e prega il segretariato ACP e la Commissione europea di seguire
attentamente l'evoluzione di tali fascicoli, al fine di evitare che le suddette iniziative si
trasformino in barriere non tariffarie al commercio,
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11. chiede al gruppo ACP e all'Unione europea di cooperare con le organizzazioni della
società civile riconosciute e le organizzazioni del settore privato, al fine di promuovere
delle iniziative per gli scambi equi a favore dei produttori dei paesi ACP e di valorizzare i
prodotti naturali di tali paesi,
12. invita a garantire che la riforma in corso del meccanismo FLEX, nonché l'allocazione
delle risorse del Fondo europeo di sviluppo (FES) necessaria al suo sviluppo, permettano
a quest'importante strumento dell'accordo di Cotonou di contribuire a rimediare, in tempo
utile, agli effetti negativi dovuti all'instabilità dei proventi da esportazioni e a
salvaguardare così le riforme e le politiche socioeconomiche avviate dai paesi ACP,
13. chiede alla Commissione europea e al segretariato ACP di valutare la possibilità di
istituire un'agenzia di garanzia al fine di rispondere alle esigenze specifiche delle piccole
e medie imprese in materia di garanzia dei loro investimenti nei paesi ACP, come
previsto dal capitolo 5 dell'Allegato II dell'accordo di Cotonou,
14. invita a creare e utilizzare opportunamente dei sistemi d'informazione come la banca dati
nel settore minerario,
15. prega il segretariato ACP e la Commissione europea di rafforzare gli attuali strumenti di
sostegno al settore privato e di crearne di nuovi al fine di migliorare la competitività
globale di tale settore nei paesi ACP, segnatamente nei settori dei prodotti di base, della
trasformazione, dell'acceso al mercato, dei sistemi di distribuzione e delle reti di trasporto
(TCDT);
16. incarica i suoi copresidenti di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio ACP-UE e
alla Commissione europea.
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EXPOSÉ DES MOTIFS
Introduction
Les pays ACP1 sont riches en ressources naturelles et disposent dans ces domaines de
potentialités qui, si exploitées de façon rationnelle, contribueront à leur développement
économique et social.
L’Accord de Partenariat ACP-UE2, signé à Cotonou le 23 juin 2000, reconnaît en son article 68,
le rôle capital que les produits de base jouent dans la stabilité économique des Etats ACP:
« 1. Les parties reconnaissent que l’instabilité des recettes d’exportation, particulièrement
dans les secteurs agricole et minier, peut être préjudiciable au développement des Etats
ACP et compromettre la réalisation de leurs objectifs de développement (...) »
En outre, Le « Compendium ACP-UE des stratégies de coopération » détaille les contributions
capitales des produits de base agricoles et miniers :
« 2.1.3. Agriculture
13. Le développement de l’agriculture demeure l’une des clés de voûte du développement
économique étant donné que l’agriculture favorise la croissance dans d’autres secteurs et
contribue dans une large mesure à la réduction de la pauvreté, tant dans les zones urbaines
que rurales. L’agriculture demeurera au cœur des stratégies visant à améliorer la prospérité
des zones rurales pour autant que sa pérennité soit assurée à long terme par l’adoption de
pratiques de gestion durable des ressources naturelles. »
«2.4 Développement des ressources minérales.
35. Le secteur dispose du potentiel pour apporter une contribution encore plus importante
à la croissance, grâce au développement du secteur privé, étant donné que les minéraux
constituent une ressource productive clé pour de nombreux pays ACP. Son développement
figure parmi les objectifs de l’accord de partenariat. L’importance de l’accès aux
ressources productives est un élément du développement durable et équitable et, par
ailleurs, un facteur susceptible de contribuer à un environnement politique stable et
démocratique. Le développement d’un secteur minier compétitif, allié à la promotion de la
participation et au développement du secteur privé, est un élément des ressources
productives couvert par l’accord. L’objectif des parties consiste à développer l’accès à ces
ressources et à en faciliter l’exploitation durable. »
Dans ce sens, ce rapport cherche à donner des orientations afin de garantir que les efforts
consentis par la coopération ACP-UE soutiennent le développement durable des pays
1
2
Pays d’Afrique, des Caraïbes et du Pacifique parties prenantes à l’Accord de Georgetown
Union européenne
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ACP à travers une production, une exploitation et une commercialisation rationnelles et
efficaces de ces richesses naturelles contribuant ainsi à la réalisation de l’objectif central
du Partenariat ACP-UE :
Article 1 – (…) Le partenariat est centré sur l'objectif de réduction et, à terme,
d'éradication de la pauvreté, en cohérence avec les objectifs du développement
durable et d'une intégration progressive des pays ACP dans l'économie mondiale
(…)
I - Importance des produits de base agricoles et miniers dans les économies ACP
L'économie des pays ACP reste largement structurée autour des secteurs des produits de
base. Ces produits de base, agricoles et miniers, constituent un apport essentiel à
l’économie des pays en satisfaisant aux besoins en matières premières du tissu industriel
local et en fournissant un grand nombre d'emplois, assurant par la même des revenus de
subsistance pour une partie considérable des couches les moins favorisées de la société.
Sur le marché international, ces produits sont essentiellement échangés sous leur forme
primaire. Ils représentent dans ce cadre les sources principales de rentrées budgétaires
pour une majorité de pays ACP, contribuant par la même à la stabilité macro-économique
à travers la balance des paiements.
Ainsi, près de 40 pays ACP dépendent pour plus de 20 % de leur économie d'un seul
produit de base agricole et pour une quinzaine d'entre eux, cette dépendance atteint 40%.
De même, près des deux tiers des Etats ACP sont des pays miniers ou disposent de
potentialités minières qui, si elles étaient exploitées de façon rationnelle, pourraient
contribuer à leur développement économique et social. 20 pays ACP, de toutes les
régions composant le Groupe, dépendent des exportations minières pour plus de 10% de
leurs recettes totales et pour 16 d’entre eux, ce secteur représente plus de 30% des
exportations.
L'accord de Cotonou ainsi que la stratégie économique des pays ACP, ont été définis
principalement autour de l'objectif de réduction de la pauvreté. La politique vis-à-vis des
secteurs des produits de base agricoles et miniers doit donc être envisagée comme un
élément fondamental de cette stratégie de réduction de la pauvreté, compte tenu de
l'apport de ces secteurs dans les économies concernées.
Les évolutions récentes sur le marché international, la réorganisation de la politique
agricole commune de la Communauté européenne et les discussions en cours au niveau
de l'Organisation mondiale du commerce (OMC), ont ravivé l'intérêt des Etats ACP et de
leurs partenaires au développement de replacer l'agriculture au centre des politiques de
développement en définissant de meilleures stratégies pour la gestion à long terme du
secteur des produits de base agricole.
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La gestion des produits de bases miniers tombe quant à elle principalement dans le cadre
des soutiens apportés au développement du secteur privé. Dans ce contexte, la stratégie
commune de l'Union européenne et du Groupe ACP d'appui au secteur privé a défini des
orientations et développé tout un ensemble d'instruments qui offrent un cadre d'appui au
développement du secteur minier dans les pays ACP.
En outre la croissance industrielle de l’Union européenne est tributaire de la production
des matières premières provenant des pays en développement, plus particulièrement des
pays ACP. De manière réciproque, l’exploitation minière et agricole dans les pays ACP
est largement dépendant de la demande européenne.
Dépendance de l’UE3
dans l’importation du
minerai (1997) 4
Minerais
Minerai
et
concentré
d’aluminium
Bauxite
Cobalt
Minerai de plomb
Minerai de tungstène
Diamants
Minerai de zinc
Minerai de cuivre
Phosphate de fer
Or et or plaqué platiné
-
Pourcentage des importations
provenant des pays ACP / total des
importations de l’UE,
(2003)5
59 %
82 %
100 %
56 %
48 %
100 %
82 %
78%
82 %
-
58 %
27 %
25 %
23 %
22 %
19 %
11 %
8%
6%
Les partenaires de l’Accord de Cotonou ont donc un intérêt partagé à garantir des flux
constants de matières premières de bonne qualité et, dans cette perspective, des
investissements et des transferts de technologies capables de garantir l’exploitation
durable des richesses des pays ACP.
Pourcentage des importations
provenant des pays ACP6 / total
des importations de l’UE,
(2003)7
96 %
74 %
59 %
54 %
35 %
Produits Agricoles
Grains de cacao
Sucre
Petit pois
Ananas8
Thé
3
Toutes les données sont relatives à l’Europe à 15
Source : Annuaire Minier Européen, publié par BRGM, 1997
5
Source: Eurostat
6
Afrique du Sud exclue
7
Source: Coleacp
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2002
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IT
34 %
33 %
23 %
20 %
18 %
13 %
Haricots verts
Coton brut
Bananes9
Caoutchouc naturel
Café
Huile de palme
Au regard de ce qui précède, il convient de bien isoler les problèmes et les défis qui se
posent au secteur des produits de base dans les pays ACP, d'informer sur les politiques,
les instruments et les mécanismes mis à disposition par la coopération ACP-UE pour y
faire face, d'identifier ensuite les actions supplémentaires et les nouvelles initiatives
requises, afin d'en sortir des recommandations pour le développement du secteur des
produits de base agricoles et miniers dans les pays ACP.
II- Défis posés à la Coopération ACP-CE
La forte dépendance des économies ACP vis-à-vis des produits de base a été mise en
exergue.
Dans le domaine agricole, ce sont des exploitations familiales qui sont en général
directement concernées par les revenus tirés de l'exportation des produits de base. Par
conséquent, tout problème qui se pose à ce secteur touche explicitement aux moyens de
subsistance des populations les plus pauvres.
Dans beaucoup de pays ACP, l'exploitation des produits de base agricole revêt un aspect
multifonctionnel. Cette multifonctionnalité couvre des aspects les plus divers allant de la
source de revenu, à l'élément de stabilité politique, en passant la cohésion sociale et le
maintien des traditions culturelles, l'écotourisme et la lutte contre l'émigration.
La situation apparaît différente au niveau des produits miniers. En général, l'exploitation
des ressources minières requiert des moyens importants qui forcent à l'intervention de
structures déjà formalisées et bien organisées. Les problèmes et défis qui se posent dans
ce secteur sont proches de ceux qui s'appliquent à la gestion des entreprises de manière
générale.
Mais, l'exploitation artisanale des mines est également très répandue dans les Etats ACP.
Les défis touchants à cette exploitation s’assimilent à ceux rencontrés dans le cas des
produits de base agricoles, même si ce type d’activité a des risques environnementaux et
de sécurité qui lui sont propres.
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A- Le secteur agricole
Les problèmes qui se posent de manière générale aux produits de base agricoles produits
par les pays ACP résident dans la nécessité d'accéder, dans les meilleures conditions de
compétitivité, aux marchés internationaux et également dans la préoccupation d'obtenir
un revenu, à la fois, suffisamment rémunérateur et prévisible pour l'ensemble des
productions concernées.
(i)
L'accès au marché
Les considérations sur ce point touchent la part de la production faisant l'objet
d'exportation. Deux éléments sont à considérer : les préférences tarifaires octroyées aux
exportations ACP et les barrières non tarifaires à l'accès de ces exportations sur le marché
de la CE.
Sur le plan des préférences, l'Accord de Cotonou prévoit un régime général d'exemption
de droits de douanes et de taxes d'effet équivalent pour l'exportation des produits
agricoles ACP vers le marché européen. Dans certains cas, comme celui du sucre,
l'Accord de Cotonou a prévu des conditions particulières, sur la base d'un protocole, pour
régir ces exportations. L'initiative "Tout sauf les armes" vient compléter le dispositif des
préférences en offrant un cadre d'exemption plus large aux pays les moins avancés.
Les pays ACP, de même que les PMA, font face cependant à une restriction qui concerne
les domaines ou produits faisant l'objet d'une organisation commune de marché ou
soumis à une réglementation particulière dans le care de la politique agricole commune.
De cette restriction naît aussi une menace pour l'accès des produits de base agricoles ACP
au marché de la CE, puisque l'organisation commune des marchés ainsi que la Politique
agricole commune sont susceptibles d'évolution en fonction des réformes politiques
initiées par l'UE de manière volontaire ou sous la pression des négociations commerciales
multilatérales.
Un autre type de problème se pose aux exportateurs de produits de base agricole en
matière de préférence et est relatif à l'érosion des préférences octroyées. Ceci découle du
fait que la CE développe de plus en plus des partenariats avec des pays tiers à qui un
accès préférentiel est aussi accordé réduisant les avantages relatifs des pays ACP.
Enfin, l'accès au marché européen pour les produits de base agricoles ACP doit faire face
à des mesures sanitaires et phytosanitaires ainsi qu'au respect de plusieurs normes
imposées par la réglementation européenne ce qui pour de nombreux pays constitue une
véritable barrière à l'exportation, compte tenu des moyens limités dont ils disposent pour
satisfaire à ses obligations.
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Une des manifestations de cette menace, est l'interdiction sur les importations de kava10
imposée par plusieurs Etats Membres de l’UE, sur la base d'allégations de nocivité de
cette essence végétale.
(ii)
Les influences sur la détermination des prix des produits
Les risques de prix sont surtout liés au fait que les produits de base font l'objet d'échanges
internationaux principalement sous leur forme primaire. Les situations sont à différencier
selon que la commercialisation des produits est régie par un protocole ou pas.
Dans le cas des protocoles, les prix offerts aux exportations provenant de pays ACP sont
indexés sur ceux garantis aux productions internes du marché européen. Dès lors toutes
les initiatives européennes visant, pour des raisons de conformité aux règles
multilatérales, à baisser le niveau de soutien aux prix internes, ou à abandonner le régime
des quotas tarifaires influent directement sur le niveau de revenu des exportations ACP.
Dans certains cas comme celui du sucre, les options favorisées dans les discussions en
cours pour la réorganisation du régime sucrier européen laissent présager la perte de la
garantie d'un prix rémunérateur pour les exportations ACP.
Dans d'autres cas comme la banane où l'organisation commune du marché ne prévoit pas
de mécanisme de garantie de prix, le passage envisagé à un régime uniquement fondé sur
les droits de douane risque de faire encore chuter le prix payé aux exportateurs ACP, prix
qui a déjà considérablement chuté, suite à l'augmentation des quotas attribués aux pays
tiers et à la réduction du nombre d’importateurs disposant d'une licence.
Pour les autres produits la situation est presque inversée puisque ce sont les politiques de
soutien interne ou de subvention à l'exportation qui contribuent à distordre le niveau des
prix payés aux exportations des pays ACP, comme c'est le cas pour le coton.
(iii)
La stabilisation des revenus issus de l'exportation
Ici également, les problèmes rencontrés sont surtout liés à l'exportation des produits sous
leur forme primaire. Bien plus que le niveau des prix des exportations, c'est leur caractère
fluctuant qui pose aussi problème aux économies ACP. Deux éléments sont à considérer
sur ce point par les Etats ACP : disposer de mécanismes sectoriel ou général, national ou
international de compensation en cas fluctuation des prix à court terme, et réduire
l'exposition des économies aux effets de telles fluctuation notamment par la recherche
d'une première transformation locale des produits échangés.
B - Le secteur minier
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Le kava est une plante traditionnelle utilisée dans la préparation de boissons énergétique dans les îles du
Pacifique depuis les temps ancestraux.
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Afin de fleurir, l’industrie minière ACP a besoin, entre autres, de flux importants de
capitaux et de nouvelles technologies ainsi que d’un cadre réglementaire propice pour
faciliter de tels flux.
Indépendamment de leur importance, l’information concernant les richesses minières
considérables des pays ACP n’est pas accessible, sous une forme claire et concise, aux
investisseurs éventuels voire aux gouvernements eux-mêmes d’où le besoin de mettre en
place des mécanismes efficaces de diffusion d’opportunités d’investissement dans les
pays ACP.
Les minerais ACP sont en général exportés tels qu’extraits ou après une simple
transformation. Afin de permettre à ces pays d’obtenir de plus grands bénéfices et
d’intégrer cette activité dans le tissu industriel national et régional, il faudrait augmenter
la valeur ajoutée nationale, à travers par exemple le découpage et polissage en ce qui
concerne les pierres précieuses et ornementales et la purification et les alliages pour des
minerais métalliques.
Dans cette perspective, la promotion des actions de TCDT (transformation,
commercialisation, distribution et transport) reste une priorité pour les pays ACP dans
leur quête vers un développement soutenable basé sur leur avantage comparatif, tel que
l'impose le nouvel ordre commercial mondial.
Il faut par ailleurs noter que les produits miniers ont des problèmes d’accès au marché
semblables à ceux exposés pour les produits agricoles.
La sécurité et le bien être des travailleurs et de leurs familles restent aussi des domaines
importants dans l’exploitation minière et devraient également recevoir une attention toute
particulière. Au-delà des travailleurs miniers, les "creuseurs", mineurs artisans,
interviennent en nombre dans la chaîne de l'exploitation minière dans les pays ACP. Ils
n'obtiennent généralement qu'une faible rétribution en contrepartie de la cessions des
minerais extraits, mais arrivent à produire un impact social sur leur environnement direct.
Il est nécessaire de mettre en œuvre des actions capables d'aider ces artisans mineurs à
améliorer de manière significative le bien être social de leur communauté.
Par ailleurs compte tenu du fait que l’exploitation minière, si elle n’est pas réalisée dans
un cadre pertinent, peut avoir des conséquences néfastes sur l’environnement et à terme
compromettre le futur des populations entières, les pays ACP doivent mettre en place des
systèmes qui garantissent le développement durable de cette importante activité
économique.
Ces reformes doivent prendre en compte la capacité des pays et des entreprises ACP à
s’adapter aux nouveaux règlements internationaux. Elles devraient donc être introduites
graduellement et dans le cadre d’une politique nationale et régionale, avec l’appui des
différents bailleurs des fonds.
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Dans cette perspective les initiatives prises par l’Union européenne en vue de promouvoir
la responsabilité sociale des entreprises ainsi que « Le Règlement de la CE concernant
l'Enregistrement, l'Evaluation, l'Autorisation et la Restriction de Produits
chimiques (REACH)» doivent recevoir une attention particulière des partenaires afin
d’éviter qu'elles se transforment en barrières non-tarifaires au commerce tout en
s’assurant que populations ACP et européennes soient les vrais bénéficiaires sociaux de
ces initiatives.
III - Politiques, instruments et mécanismes actuels de soutien aux secteurs
En dehors du mécanisme du FLEX destiné au financement en cas de fluctuations à court
terme des recettes d'exportations, les politiques et instruments spécifiques prévus par
l'Accord de Cotonou pour appuyer les secteurs des produits de base concernent
exclusivement le secteur agricole. Il s'agit essentiellement des protocoles et des
arrangements commerciaux qui établissent pour certains produits le cadre de leurs
exportations vers le marché européen, dans des conditions préférentielles.
L'existence de ces protocoles et arrangements est remise en cause par la réforme de la
PAC et les négociations commerciales multilatérales. Des programmes d'assistance ont
alors été mis en place pour appuyer le développement de la filière concernée, améliorer sa
compétitivité et permettre ainsi aux pays ACP de maintenir leur exportations.
Pour tenir compte de l'existence des barrières non tarifaires, des programmes ont
également été mis en place pour le compte des Etats ACP en vue du renforcement des
capacités de leurs acteurs publics et privés dans les domaines liés au contrôle sanitaire et
phytosanitaire.
S'agissant du FLEX qui couvre les deux types de produits, agricoles et miniers, très peu
de pays ACP ont pu accéder aux ressources qui y sont prévues à cause de la mauvaise
définition des conditions d'éligibilité. Ces conditions ont été partiellement assouplies en
2004 pour mieux prendre en considération les caractéristiques des économies ACP. Par
ailleurs lors de la révision de l’Accord de Cotonou le Groupe ACP et l’UE se sont mis
d'accord pour revoir le mécanisme afin d’y apporter des assouplissements
supplémentaires.
Concernant le secteur minier de manière spécifique, et donc le soutien aux entreprises et
au secteur privé, l'Accord de Cotonou souligne le rôle joué par le secteur privé dans le
développement durable des pays ACP. Dans le même accord, les Etats ACP et l'Union
européenne fixent les objectifs spécifiques pour le développement du secteur privé et
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envisagent des institutions, instruments et structures liant les principes à la mise en
œuvre. Une stratégie a été convenue basée sur quatre volets :11
Création d'un environnement favorable aux affaires ;
Création et modernisation de l'infrastructure économique ;
Renforcement des institutions intermédiaires ; et
Octroi d'une assistance directe aux entreprises sélectionnées.
Toujours dans le secteur minier des initiatives, telles que le processus de Kimberley, sont
menées pour améliorer la transparence dans l'exploitation et la commercialisation des
ressources. Ces initiatives sont destinées à réduire la convoitise sur les ressources
minières ACP, cause lointaine de plusieurs conflits et d'instabilité dans les pays ACP.
Il faut enfin noter que le Centre pour le Développement de l’Entreprise (CDE) et le
Centre Technique de Coopération Agricole et Rurale (CTA) jouent un rôle essentiel dans
la promotion de la compétitivité des produits de base agricoles et miniers des pays ACP.
IV - Nouvelles initiatives d'appui au développement du secteur.
Compte tenu des contraintes identifiées dans le développement des secteurs des produits
de base agricole et miniers, et de la faiblesse relative de l'intérêt porté à ces secteur dans
le cadre des politiques de développement, plusieurs orientations nouvelles ont été adoptés
et des changements introduits dans le cadre de la coopération ACP - CE.
Ainsi, en concertation avec le Groupe ACP, la Commission Européenne a publié une
communication en février 2004 proposant un plan d'action spécifique pour réduire la
dépendance des économies ACP des produits de base agricoles, appuyer le
développement de ce secteur et réduire la pauvreté des acteurs des populations qui y
interviennent.
Un cas d'application de ce plan d'action retenu pour la filière coton a fait l'objet d'une
communication complémentaire et spécifique. Le Conseil de l'UE a adopté en avril 2004
des conclusions relatives à ce thème autorisant ainsi la réalisation des propositions
contenues dans la communication de la Commission Européenne.
La formalisation de la mise en œuvre du plan d'action est en cours et devrait s'achever
durant le premier semestre 2005. Le cas d'application qui concerne le coton connaît un
début de mise en œuvre, un plan d'action ayant été adopté en juillet 2004 et un Comité
d'orientation et de suivi du plan d'action a été créé.
11
Dans le même ordre d'idées, le Compendium sur les stratégies de coopération stipule: « les deux parties
reconnaissent la nécessité de soutenir, par des initiatives cohérentes et intégrées, le développement
économique dans les pays ACP, en vue d'améliorer de façon substantielle les bases macro et microéconomiques de la compétitivité ».
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En accompagnement de la réforme de l'Organisation Commune du Marché européen du
sucre, un plan d'action comportant des mesures d'appui est également en cours d'examen.
Dans le domaine de l'accès au marché, la perspective d'un nouveau programme d'appui au
renforcement des capacités dans le domaine des contrôles sanitaires et phytosanitaire en
envisagée, en conséquence du nouveau règlement "Food and Feed" de la Communauté
européenne.
Pour les initiatives touchant au secteur minier, la Commission a également publié en
2003 une communication portant sur la "Coopération de la Communauté européenne
avec les pays tiers : comment la commission envisage de soutenir, à l'avenir, le
développement des entreprises".
Avec l’objectif de permettre un développement accru de l’industrie minière ACP en
attirant, entre autres, les investissements, le Secrétariat ACP a lancé en 200412 à travers
son site Internet, une banque de données regroupant toutes les informations disponibles
sur cet important secteur des économies ACP. La banque de données minières ACP,
financée sur les ressources du fonds FED, vise à aider les Etats ACP, en renforçant leur
capacité à attirer les investissements étrangers, et apporte une information aux
entrepreneurs qui souhaiteraient s’engager dans l’exploitation et la commercialisation des
ressources minières dans ces ACP.
V – Recommandations
Une des premières démarches à envisager est d'apporter un soutien aux Etats ACP pour
définir une stratégie nationale ou régionale sur les produits de base. Cette stratégie,
permettant une approche globale des problèmes, constituera le cadre idéale pour canaliser
non seulement l'intervention des Etats et les appuis de la Communauté européenne, mais
aussi tous les soutiens pouvant être obtenus ans la perspective du développent du secteur.
L'essentiel des difficultés du secteur des produits de base provenant de leur exportation à
l'état primaire, une des activités centrales des stratégies devra concerner la première
transformation des produits, en vue d'une commercialisation au niveau local ou de
l'exportation. Dans cette perspective l’appui à la création des industries basées sur la
pharmacologie traditionnelle ACP peut jouer un rôle important.
Pour l'essentiel, les pays ACP ont sollicité une assistance afin d'améliorer leur
compétitivité et pour renforcer leur filière. Dans ce cas, il faudra amener la Commission
Européenne à mettre en œuvre, avec souplesse et efficacité, et à élargir, par exemple, les
programmes d'assistance existant, d'une part, pour la banane et pour le riz et en
préparation, d'autre part, pour ce qui concerne le sucre, le coton et d'autres produits
12
http://mines.acp.int/
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d'importance pour les pays ACP. Dans cette recherche de compétitivité, la problématique
des organismes génétiquement modifiés promettant un meilleur rendement devra être
valablement envisagée mais avec tous les principes de précaution requis.
Le souci des pays ACP, en attendant une réorganisation des secteurs touchés, est aussi
d'obtenir, de façon transitoire, des compensations financières, comparables aux aides
directes fournies aux producteurs européens comme élément de politiques de
développement sociale et environnementale.
S'agissant des discussions en cours pour les modifications à venir des régimes appliqués
aux différents produits de base, le Groupe ACP, se référant aux articles pertinents de
l'Accord de Cotonou, a invité la Communauté européenne à prendre en compte les
préoccupations qu'il a exprimées et garantir pour ses exportations un niveau de prix
suffisamment rémunérateur.
Dans les cas où les interventions publiques de la CE causent des préjudices aux
exportations ACP, comme sur le marché du coton, la demande des Etats ACP est tout
simplement d'élimer les distorsions sur le marché du coton et rendre justice aux efforts
qu'ils ont entrepris.
Pour l'accès au marché, il convient de travailler à l'acceptation et à l'utilisation par tous
les pays, des normes sanitaires et phytosanitaires les plus largement reconnues au plan
international et au renforcement des capacités des pays ACP. Ces capacités nouvelles
doivent permettre aux pays ACP, d'une part de participer activement à l'élaboration de
ces normes au niveau international et, d'autre part, de proposer des produits répondant
aux standards retenus. Sur un plan connexe, les producteurs ACP doivent, le cas échéant,
valoriser le caractère "bio" ou "chemical free" de leurs produits.
Concernant le FLEX, il s'agissait, de façon pratique, d'adapter dans un premier temps et
de rendre facilement accessible au plus grand nombre de pays ACP, le mécanisme de
compensation prévu par l'Accord de Cotonou en cas de fluctuations à court terme des
recettes d'exportation. Maintenant, il faut envisager d'autres dispositions de prévoyance,
dans le cadre de la coopération ACP-CE et dans le cadre multilatéral, et à mettre en
œuvre soit au niveau national, soit au niveau régional. Ce faisant, on garantira à l'Etat une
visibilité dans ses prévisions de recettes, visibilité nécessaire pour planifier et mener des
actions de développement à long terme.
Il convient alors d'identifier et de mettre en place des mécanismes d'assurance qui
permettent, pour l'Etat et pour les producteurs, de toujours maintenir un niveau de revenu
suffisamment élevé. A cet effet, la création d'une agence de garantie ACP-CE pour
assurer et gérer les programmes de garantie des investissements, comme indiqué à
l’article 77 de l'Accord de Cotonou, devrait aussi apporter une contribution significative.
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Les questions relatives à la responsabilité sociale des entreprises (RSE), fondée sur le
Pacte mondial des Nations Unies, sont en passe de devenir la condition de toute opération
sur le "marché mondial". Par conséquent, tenant compte des conditions et des réalités
locales, les Etats ACP devraient étudier la possibilité de promouvoir les initiatives liées à
la responsabilité sociale des entreprises (RSE), dans le cadre des différents instruments
ACP-CE actuels d'appui au secteur privé et/ou de la création d'instruments spécifiques
pour promouvoir cet objectif.
Les initiatives comme le Processus de Kimberley, qui introduisent plus de transparence
dans l'exploitation des mines et la gestion des contrats miniers devraient être renforcées
pour favoriser une meilleure stabilité dans les Etats ACP.
Par ailleurs compte tenu l’impact de certains produits de base sur l’environnement,
spécialement les produits miniers, des actions précises sont nécessaires afin de garantir
que la promotion de ses activités dans les pays ACP soit faite de manière soutenable et en
respectant l’avenir des populations.
Finalement, le Groupe ACP devrait également faire une contribution à l’élaboration, mise
en œuvre, coordination et l’évaluation des instruments ACP-la CE d’appui au secteur
privé, à la lumière de ses besoins spécifiques en matière de transformation de produits,
d’accès au marché, de systèmes de distribution et de réseaux de transport (TCDT).
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