Workshop Caserta, 24 Febbraio 2006 IL BILANCIO SOCIALE SI E’ FERMATO AD EBOLI: “SFIDE ED OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO NEGLI ENTI LOCALI DEL MEZZOGIORNO” Dott. Paolo Esposito (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) Indice 1. Il Bilancio Sociale 2. Il Bilancio Sociale nella P.A. 3. Le caratteristiche degli innovatori 4. l’analisi di benchmarking 5. Il Bilancio Sociale: limiti e prospettive Il Bilancio Sociale: che cos’è? Il Bilancio Sociale è uno strumento di: Comunicazione sociale Programmazione Controllo Rendicontazione È una sorta di “diario di bordo” dell’Ente che lo redige. Il Bilancio Sociale: a chi serve? alla collettività intesa come soggetto economico, che esercitando il proprio diritto di voto e scegliendo i suoi rappresentanti, indica le linee generali di gestione dell’ente (P.A.) a coloro che gestiscono l’ente/azienda e che hanno bisogno di un report globale ed esaustivo sulla gestione ai soggetti interni che legati all’ente da rapporti di lavoro, desiderano comprenderne la struttura e la dinamica accrescendo anche la consapevolezza del proprio ruolo a banche e altri finanziatori che hanno interesse a conoscere le condizioni di equilibrio finanziario dell’ente Il Bilancio Sociale il Bilancio Sociale risponde sempre agli stessi obiettivi: trasparenza equità efficienza efficacia economicità coerenza Il Bilancio Sociale nella P.A. La legge n. 150/2000 indica tra le finalità dell’informazione e della comunicazione, quella di “illustrare le attività delle istituzioni e del loro funzionamento”. La gradualità di introduzione trova giustificazione nella complessità di redazione del bilancio sociale, il quale però non deve essere la traduzione in linguaggio accessibile del tradizionale bilancio, come si legge sulla stampa. In genere, per illustrare sinteticamente il contenuto del bilancio sociale nel pubblico, si dice che esso deve esprimere il senso dell’azione svolta, la coerenza rispetto alla mission dell’ente e agli obiettivi dichiarati. Il Bilancio Sociale nella P.A. I cittadini e la rendicontazione 9% La conoscenza e la diffusione del bilancio di un Ente Locale 12% 3% 35% 91% 50% Mai sentito parlare del bilancio di un Ente Locale Sentito parlare ma mai visto Cittadini che chiedono di essere informati sull'attività dell'Ente Cittadini che non sono interessati ad avere informazioni Hanno visto un bilancio ma lo reputano incomprensibile Apprezzano il bilancio di un Ente Locale Indagine svolta dalla società Indagine svolta dalla società Unicab per il Sole 24 Ore, Unicab per il Sole 24 Ore. Il Bilancio Sociale nella P.A. I soggetti tenuti alla responsabile rendicontazione ai cittadini dell’azione di governo e delle linee di indirizzo generale dell’azione politica sono: i rappresentanti legali degli Enti ( Sindaco/Presidente) È la massima carica istituzionale eletta dai cittadini a dover render conto del proprio operato; il soggetto che definendone l’orientamento strategico, la programmazione e gli obiettivi gestionali, la visione politica, ha il dovere di costruire e rendicontare la catena di senso dell’attività amministrativa ai cittadini. L’indagine svolta L’analisi è stata condotta sulle caratteristiche, sui profili professionali, sulle competenze dei soggetti responsabili dell’azione di governo, Sindaci e Presidenti che hanno intrapreso il percorso del processo di rendicontazione. Gli aspetti analizzati: sesso età scolarizzazione Gli innovatori: le caratteristicche Età e Sesso Livello di scolarizzazione Amministrazione < 50 anni; Donna Laurea, Master, Docenza Univ. Provincia di Trapani Provincia di Catania Comune di Giarre Comune di Lecce < 50 anni; Uomo Laurea, Master Comune di Messina (Commissario Straordinario) < 45 anni; Uomo Laurea, Master, Esperienza di Studio all’estero Comune di Maglie Comune di Mola di Bari Comune di Alcamo Comune di Siracusa Comune di Palermo Comune di Eboli Provincia di Catania (in fase di redazione) < 35 anni; Uomo Laurea, Master Comune di Capo D’Orlando ANNO 2005 – Amministratori del Sud che adottano il Bilancio Sociale - L’analisi di benchmarking Solo nel 2005 alcune Amministrazioni del Mezzogiorno hanno iniziato a muovere i primi passi sui temi della rendicontazione sociale; Il Comune di Eboli risulta essere l’unica amministrazione del Mezzogiorno ad estendere il processo di rendicontazione dell’attività amministrativa a ben due mandati di governo: parafrasando un famoso romanzo di Levi è possibile affermare che il Bilancio Sociale si sia fermato ad Eboli, unica amministrazione del Sud a cimentarsi con forme di rendicontazione sociale. Prima del 2005 la rendicontazione sociale nella parte sud del Paese era praticamente inesistente. La Metodologia L’analisi è stata ristretta ad un intorno limitato di indagine: i primi cento comuni d’Italia e gli ultimi cento comuni d’Italia, un campione statistico significativo secondo il criterio di densità demografica, attraverso la riclassificazione dei comuni in base al numero di abitanti. I primi cento Comuni Osservando i primi cento comuni, viene in evidenza che le uniche Amministrazioni a non avere mai sperimentato tappe, percorsi ed esperienze di rendicontazione sociale e di bilancio sociale in particolare, sono due comuni del Sud: • Napoli • Bari Tra le prime cento Amministrazioni, solo il 20% di queste ha predisposto un bilancio sociale, rendendo conto a tre milioni di cittadini italiani; soltanto quattro Amministrazione sono del Sud: • il Comune di Palermo • il Comune di Messina • il Comune di Siracusa • il Comune di Lecce per un totale di 1.145.708 di cittadini informati sulle azioni e sulle policies messe in campo dalle proprie amministrazioni Gli ultimi cento Comuni Dall’analisi degli ultimi cento comuni d’Italia, si evidenzia il fatto che sebbene precisi disposti normativi come la L. 150/2000, impongano l’obbligo per le Amministrazioni di comunicare il proprio operato ai cittadini, nessuno di questi comuni ha predisposto forme e avviato fasi di sperimentazione o di realizzazione neanche parziale sociale o di bilancio sociale. di rendicontazione Nessuno di questi Enti ha infatti nè predisposto Bilanci Sociali, ne tanto meno implementato il controllo di gestione o impiantato la contabilità economicopatrimoniale. Gli ultimi cento Comuni - DALL’IMITAZIONE ALL’INNOVAZIONE • William Ouchi – “Theory Z” • Les Metcalfe, “Public Management: From Imitation to Innovation”, European Institute of Public Administration, Maastricht, 1993 Conclusioni Sembra pertanto che il fine democratico della rendicontazione sociale, deve tenere conto anche dei costi da sostenere per la realizzazione dei processi e delle fasi della social accountability. Notevoli sono gli ispessimenti e le callosità gestionali introdotte dai più recenti limiti al contenimento della spesa pubblica, che rendono più difficile per gli enti più piccoli l’individuazione di un panel di soluzioni possibili per sperimentare e promuovere forme di rendicontazione sociale. Sebbene gli abitanti di piccolissimi comuni paghino le tasse, contribuendo alla copertura e alla compartecipazione del gettito dei tributi, partecipando e sostenendo anche il welfare regionale e territoriale al pari degli abitanti di comuni di grandi dimensioni, non sono messi nelle condizioni di conoscere in che modo la loro compartecipazione al gettito tributario del Comune sia stato utilizzato, per la copertura di quali servizi, a fronte di quali spese, per quali scelte dell’Amministrazione. Il bilancio sociale: Limiti e Prospettive L’innovazione passa per la sensibilità degli amm.ri oltre che dei dirigenti Limiti: Prospettive: •Rischio che il bilancio sociale venga utilizzato come mero strumento di marketing e di comunicazione sociale per accrescere l’effetto annuncio •Il bilancio sociale per sviluppare la cultura del controllo di gestione, la cultura dell’orientamento ai risultati e il coinvolgimento delle tecnostrutture verso gli obiettivi •Migliorare la programmazione •Rischio che diventi uno slogan o una moda o un inutile optional per raffinati se non si struttura su un buon controllo di gestione •Diffidenza e sospetto dei diversi soggetti coinvolti •Realizzare uno strumento di guida dell’Ente •Accrescere la trasparenza, la conoscenza e la comprensione dei documenti contabile da parte dei cittadini e gli altri stakeholders •Dalle 3 e’s alle 4 e’s