Ufficio stampa
Rassegna stampa
venerdì 4 maggio 2012
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INDICE
Il Resto del Carlino
REGIONI E SPRECHI, SERVE PIÙ CORAGGIO
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Casta, Province e burocrazia Dal web boom di idee anti-spreco
04/05/12
Pubblica Amministrazione
4
5
Il Resto del Carlino Ravenna
prima pagina
04/05/12
6
Prima pagina
prima pagina faenza lugo
04/05/12
7
Prima pagina
Se le strade diventano un labirinto
04/05/12
8
Lugo
Nuovo stabilimento di Agrintesa
04/05/12
10
Bagnacavallo
Da Beethoven a Chopin, è di scena Viller Valbonesi
04/05/12
Fusignano
Liberi tutti’ inaugura al Granaio per ricordare i diritti dei bambini
04/05/12
Fusignano
Michele Francesconi al Sax Pub di Lugo Flavio Boltro al Cantinone di Cervia
04/05/12
Lugo
12
13
14
Corriere Romagna Ravenna
prima pagina
04/05/12
15
Prima pagina
Automobilisti trovati ubriachi al volante
04/05/12
16
Lugo
Super compleanni a Voltana e Sant’Agata
04/05/12
17
Lugo, Sant'Agata sul Santerno
Aperitivo in omaggio
04/05/12
18
Lugo
Trattamento delle scorie, ancora polemiche
04/05/12
19
Conselice
L’uomo e l’ambiente
04/05/12
20
Bagnacavallo
La Voce di Romagna Ravenna
prima pagina
04/05/12
21
Prima pagina
AnimaLugo L’aperitivo che scuote il centro
04/05/12
22
Lugo
Lampioni in tilt: buio pesto nel centro storico
04/05/12
23
Lugo
Tutti i segreti del fiume Lamone verranno svelati in sei conferenze
04/05/12
Bagnacavallo
BOCCE “ALLA ROMAGNOLA”
04/05/12
25
Fusignano, Massa Lombarda
Di notte ad ammirare lo spettacolo della natura nel Podere Pantaleone
04/05/12
Bagnacavallo
Tre esperte a tutto campo
04/05/12
24
26
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Cronaca
Il Sole 24 Ore
Certezze non complicazioni
04/05/12
28
Pubblica Amministrazione
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L'Imu diventerà più comunale
04/05/12
29
Pubblica Amministrazione
Pisapia guida il fronte dei sindaci: Incostituzionale
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Entra la riscossione degli enti locali
04/05/12
32
Pubblica Amministrazione
Le case fantasma trovano la rendita
04/05/12
33
Pubblica Amministrazione
Quasi due anni di ritardi accumulati
04/05/12
34
Pubblica Amministrazione
Dal Piemonte la strada del ricorso
04/05/12
35
Pubblica Amministrazione
La fidejussione non sblocca i fondi
04/05/12
36
Pubblica Amministrazione
Politica in pressing sui rimborsi Iva
04/05/12
37
Pubblica Amministrazione
Quattro strade per i rimborsi Iva ma tutte a ostacoli
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Pec su tutto il territorio entro i primi mesi del 2013
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Rivalutazione, rimborsi in scadenza
04/05/12
31
38
40
41
Pubblica Amministrazione
Italia Oggi
Giarda: rischio di tagli per i servizi pubblici
04/05/12
42
Pubblica Amministrazione
Nessuno dice di sfoltire le regioni
04/05/12
43
Pubblica Amministrazione
Statali, salta la riforma Brunetta
04/05/12
44
Pubblica Amministrazione
Fuoco ad alzo zero di Renzi
04/05/12
45
Pubblica Amministrazione
Il processo tributario con la Pec
04/05/12
46
Pubblica Amministrazione
Gli atti catastali aggiornati solo dopo sentenza definitiva
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Resuscitano le case fantasma
04/05/12
48
Pubblica Amministrazione
Enti locali con i nervi a fior di pelle
04/05/12
49
Pubblica Amministrazione
Acquisti online, niente più diritti di segreteria
04/05/12
50
Pubblica Amministrazione
Aree edificabili, caos Imu
04/05/12
51
Pubblica Amministrazione
L'imposta di soggiorno continua ad essere monca
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Imu, dubbi costituzionali
04/05/12
54
Pubblica Amministrazione
L'Anci insegna a fare il sindaco
04/05/12
55
Pubblica Amministrazione
Lombardia, fondi contro le truffe agli anziani
04/05/12
56
Pubblica Amministrazione
La Sicilia stanzia 44,8 milioni di euro per la metanizzazione
04/05/12
Pubblica Amministrazione
Agevolazioni in pillole
04/05/12
59
Pubblica Amministrazione
Le concessioni Ici vanno rinnovate
04/05/12
60
Pubblica Amministrazione
Niente incentivi agli uffici tributi
04/05/12
61
Pubblica Amministrazione
Immobili vincolati, bonus ridotti
04/05/12
62
Pubblica Amministrazione
Una società strumentale per risparmiare sulla bolletta
04/05/12
57
58
Pubblica Amministrazione
Riscossione locale con conto corrente dedicato
04/05/12
52
53
Pubblica Amministrazione
Imu, rebus bilanci
04/05/12
47
Pubblica Amministrazione
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il Resto del Carlino
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IL PUNTO
IL PUNTO
di SEPPE BONI
REGIONI E SPRECHI,
SERVE PIÙ CORAGGIO
-__`COSÌ dopo mugugni: proteste più o
silenziose e, perfino un'inchiesta che haffitto finire nei guai un consigliere del Pdl, l'assemblea regionale
doli ir:'7" filia Romagna ha preso coraggio
e ha ridotto da 0,81 a 0,50 euro, tabelle
_Sci alla mano, il rimborso chilometrico
dei consiglieri, Altra novità: le spese
verranno rimborsate solo se effettivamente provate e non aforfait,
REGIONI, SERVE
CORAGGIO
[SEG[E DALLA PRIMA]
VERREBBE da dire: do-
ve'(': la notizia? Infatti nella normalità si così,
ma fino a ieri in Regione
esageravano. Ora l'aria è
cambiata, come insegna
il preinier Monti «mani di
forbice». Gli enti pubblici,
soprattutto le Re ioni, devono mutare mentalità.
Romagna, certo,
è una delle più virtuose e
ne va dato atto ai presidente Vasco Errani. Anche il suo «vicino di casa», Matteo Richetti, presidente dell'assemblea regionale, contro gli sprechi ha,fatto molto: via i:vitalizi, riduzione delle dotazioni economiche
gruppi consiliari, tagli ai
rimborsi chilometrici.
SPESSO la Regione ha agi-
to su pressione dei giornali e dell'opinione pubblica. Qui però serve un piano almeno biennale serio
e ragionato che incida
concretamente nel tempo
su quelle voci meno evidenti all'opinione pubblica, irta che pesano come
macigni sul bilancio. lavoro da fare non manca,
serve un passo avanti. La
Regione. per esempio, deve rivedere la propria presenza nelle società partecipate. Se ne può fare a
meno. ií /lop ("pagà,to caro) dell'aeroporto di Forlì
dovrebbe in s egnare qualcosa. Altri casi? C'è la
consulta degli emiliani
all'estero. Erano stati
promessi tagli (compresi
i compensi del presidente) e meno spese. Si f`3 visto poco o nulla. Forse, infine, anche i super stipendi ai manager della sani
tà (arrivano a 200mila curo l'anno) meritano una
riflessione. ll mondo è
cambiato e ciò che si poteva fare ieri, oggi non è più
possibile. Serve un altro
po' di coraggio.
[email protected]
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il Resto del Carlino
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Casta Pro ce e burocr
Dal web boom di idee anti spreco
Oltre 40mila messaggi al Governo. Privacy, dubbi del Garanie
ROMA
DOMANDA facile facile: è davvero
indispensabile una statua da
186:mila C11370 per abbellire il palazzo di giustizia di Treviso? Il buon
senso consiglierebbe di no: ed è
quanto sostiene la lista civica 'Città mia' che, ieri, ha suggerito al governo di cassare la proposta. E'
questo uno degli oltre 40 mila consigli antisprechi arrivati in poco
più di una giornata a Palazzo Chigi: a renderlo noto gli autori. Complice il successo della trovata del
premier di coinvolgere gli italiani
nella `spending review', per conoscere a fondo la valanga di mail
che intasa i computer dei funzionari bisognerà aspettare un po'.
Forse oggi — fanno sapere i collaboratori — si cominceranno a divulgare le più interessanti.
MA PER AVERE un'idea basta farsi un giro sui siti che hanno rilanciato l'idea. Il bersaglio più colpito è la politica ed era facile prevederlo: nel giorno in cui i partiti
fanno slittare la riforma del finanziamento molti assicurano che «lo
spreco» sono loro. C'è chi dice di
dimezzare il numero di parlamentari, chi di mettere un tetto sulle
pensioni della pubblica amministrazione. E chi di tagliare le spese
militari, rinunciando ad acquistare i caccia F-35,
Sarà pure una mossa mediatica, come tuonano i detrattori, ma è piaciuta molto. L'opposto di quanto
accade nell'autunno '73: raccontano le cronache che l'ultimo eSfell.--
Up sul piede d guerra
Illigeho-i!potgodpokeie-e111
040n:$0710$010twjmptesem::
glovel,::aaveresd.dì,:tUttomm:
St.-003- 116Proxzhceson:
credtrci per quasi tre
tPidgitwNowvorremmomm::::::
essere cost retti a inviare
anche noi un decreto
éi§NifitNatdi.ffità:deb:00:HE
tivo Rumor, per combattere l'inflazione, lanciò l'iniziativa 'difendi
la tua spesa, telefona al governo'. I
tempi e gli strumenti erano diversi e l'esito fu disastroso, tanto che
l'operazione cadde nel dimenticatoio. Ciò che non accadrà ora, assicurano a Palazzo Chigi: i suggerimenti migliori finiranno sul tavolo del commissario Enrico Bondi.
Nell'attesa delle proposte di risparmio per l'amministrazione pubbli-
,
~MN
`‘.
ca, il premier va sul concreto:
«Perché ci siano forti prospettive
di crescita sono fondamentali investimenti pubblici, nazionali ed
europei».
Sulla validità dell'operazione si dividono gli addetti ai lavori; tra applausi (iVlarcegaglia) e critiche
(Renzi parla di «festival della demagogia») si fanno largo i dubbi
avanzati dal garante della privacy'
Pizzetti: «Vedo possibili criticità
rispetto all'informativa sul trattamento dei dati. Il modulo non dice cosa succede al cittadino che dà
informazioni scorrette nè chiarisce che tipo di informazioni il privato possa fornire».
STA DI FATTO che c'è chi partee
pa al gioco, sia pure per bocciarl o....:
:
Come l'ex ministro Brunetta:.
primo spreco è proprio quesro lg»
— scrive a Monti — ce ne son6::
meno altri quattro dai quali e •po
sibile inoltrare segnalazioni ari
burocrazia e ami-spreco alla Pr":
denza del Consiglio». E se Canag::::
so (Cgil) spiega che lei comit740
rebbe a tagliare «dalle coila bott
zioni, continuerei con qua
■
cumulano 32 mila incarichi e
quindi 32 mila stipendi senza che
si capiscano le funzioni e la ragionevolezza di quelle retribuzioni»,
La Russa è netto: «Lo spreco è il
supertecnico Bondi», Di Pietro,
sornione rimanda il governo a
Concetto, «mia sorella, da buona
contadina gli sa dire benissimo cosa bisogna fare». Da tempo nell'occhio del ciclone, le Province — tramite — chiedono un incontro al governo per definire la riforma che le riguarda e gli studenti
annunciano una mobilitazione il
16 maggio contro la spending review che riguarda la scuola.
An.Co.
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Ravenna
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[email protected]
Venerdì 4 maggio 2012
Redazne:
io via Salata 40, 48100 Ravenna Tel. 0544 249611 Fax 0544 39019
Milano Marittima e Cervia
Ecco Argo
Da lunedì
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Pubblicità: S.P.C. Ravenna L.E. A:berti, 60 TeL 0544 278065/ Fax 0544 270457
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Arriva la ztt in Riviera
Cosa ne pensi?
Maxi inchiesta
Riciclaggio
di denaro:
assolte
madre e figlia
e in Nazionale e alle pagine 20-21
Da maggio superbollette
o A pagna 7
Energia
carissima
Risparmiare
è possibile
In tre mesi, 45 violazioni
Abusi edilizi
in aumento
Anche tecnici
nei uai
e A pagina 5
Pesca a Foce Reno
La polemica continua
Iniziativa Pd e Pdl:
poligono
va s larizzato»
«Piazza Kennedy'?
Progetto scorretto»
Parola di architetto
Sano frequenti le esercitazioni
nnilitari a Foce Reno
o A pagina 6
e A pagina 9
SPETTACOLI
DAL 9 AL 13 MAGGIO
DARSENA, CULLA
DELL'ARTE,
A pagina 25
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Ravenna
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Venerdì 4 maggio 2012
Redazione, via XX settembre 15, 48018 Faenza - Tel. 0546 26589 - Fax 0546 664750
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E Pubblicità: S.P.E. via dalla Repubblica, 2 Fusignana Tel. 0545 506901 Fax 0545 50287
Lutto Fu eletto nella prima assemblea comunale del dopoguerra con la Dc
U,ra
consigliere del '46
L'addio a M es Cova
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Cova aveva appena compiuto cento anni
Servizio n A pagina 14
Riete Terme Stoccate e fair play nel dibattito fra i tre candidati
PELLICON I u. A pagina 15
L'iniziativa
Cene
itineranti
fra libri
e arte
Seprizie ni A pagina 25
Allarme a Faenza
Ladri.
in azione:
furti
e scippi
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Cartelli da rivedere
Segnaletica
da capogiro
intorno
a Lugo
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Sede: Via Manfredi, 24 - Lago
Succursale: Viale Dante 70,2 - Lago
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Ravenna
Se le strade diventano un lab' to
Cartelli contraddittori e indicazioni assurde o assenti intorno a Lugo
SEGNALETICA stradale vaga,
un paio di cartelli fuori posto e
una viabilità in corso di revisione
per l'imminente Piano del traffico: tanto basta a trasfbrinare Lugo in un piccolo labirinto urbano,
soprattutto per chi — non conoscendo bene le strade l'aturaversa per raggiungere altre destinazioni. E se è vero che sempre più
automobilisti evitano l'autostrada per risparmiarsi il pedaggio, giri a vuoto e arrabbiature non sono
un problema di pochi. L'avventura inizia da sud, dalla provinciale
Felisio. Il sottopasso che attraversa la ferrovia ha una struttura
complicata, ma la segnaletica è
chiara: si può fare dietrofront e
tornare verso sud, verso FaenzaForti, o proseguire verso Bologna, Ferrara e Ravenna. Fin qui,
tutto bene. Ma i grandi punti interrogativi si materializzano poco
più avanti. Alla rotonda fra via
de' Brozzi e via Foro Boario, le indicazioni sono due: a sinistra si
va verso Bologna, dritto verso 'altre direzioni'. Chi, ad esempio, deve proseguire verso Ferrara do-
so, per confondere ulteriormente
le idee, due cartelli sulla rotatoria,
a non più di dieci metri di distanza l'uno dall'altro, si contraddicono: da uno si deduce che una stessa strada porta verso Faenza e Ravenna, l'altro indica invece che i
percorsi verso la città delle cerami-
vrebbe svoltare proprio in direzione Bologna, per imboccare la San
Vitale: questo, però, non è indicato, e il viaggiatore poco pratico
del luogo è portato a optare per le
generiche 'altre direzioni'. Così,
imboccando erroneamente via Foro Boario, l'automobilista — già
che e verso quella dei mosaici sono ben distinti.
PER TAGLIARE la testa al toro,
optiamo per via di Giù, che — su
questo non ci sono dubbi — conduce verso Bologna. Cento metri
dopo scopriamo che in questa direzione si va anche a Ravenna
(ma non era esattamente dalla parte opposta?). Infine eccoci all'ennesima rotatoria, quella — nuova
di zecca che unisce via di Giù a
via Piratello, ovvero alla provinciale San Vitale. Per andare a Bologna (e anche a Ferrara, casomai
qualcuno conservasse ancora intatte le speranze) bisognerebbe
svoltare a sinistra, ma nulla lo indica: bisogna farsi guidare
dall'istinto. Se si indovina, è fatta: raggiunta la San Vitale è tutto
più facile, e alla rotonda successiva ricompaiono tutte le indicazioni, compresa quella per Ferrara.
Niente di grave, per carità: l'importante è non avere fretta.
Francesco Monti
sfiorato dal sospetto di aver sbagliato qualcosa — si trova ad attraversare la città da parte a parte
proseguendo su via Acquacalda,
per arrivare, infine, a un'altra rotonda, all'incrocio con via di Giù.
Anche qui, di indicazioni per Ferrara, neanche l'ombra. In compen-
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Ravenna
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UNO Alla rotonda fra via de' Brozzi e
via Foro Boario spariscono k
indicazioni per Ferrara. Non bisogna
DUE All'incrocio fra via Acquacalda e
via Di Giù due cartelli sulla rotatoria a
nemmeno dieci metri di distanza
indicano strade diverse per Faenza
seguire 'altre direzioni', ma 'Bologna'
L' assessore Baldi
ASSESSORE Fiorenzo Boldini,
per chi' viene da un'altra dita,
Lugg) è un miitir>ì<dpo stradale.
Non sono arrivate lamentele?
«Non abbiamo ricevuto segii
M,
, ma conferirlo che è in corso una
rtorganizziiziotie della segnaletica'
alcuni lavori in corso o appena completati, come la nuova rotonda di
via di .Giù e l'asfaltatura del sottopasso ferroviario possono aver crea- ,
to alcune incongruenze. In p tu c'e
un altro eleitietito ,-.
Quale?per varare il
Piano
«Stiamo
nuovo
TRE Alla rotonda fra via Di Giù e via
Piratello c'è una rotonda senza
lndlcazioni.PerBol gnabisogner b e
svoltare a sinistra
«E' in corso una revl si on e»
del traffico, che discuteremo pri ma
dell'estat-c con constilte e associazio 11ii
, c, tegorta. Alcune strade can
bteran no senso di marcia, e sarà ni
cessai ia una revisione».
•
Quali sono le linee generali del
Piano?
«Vogliamo valorizzare la piazza,
rendendola libera dal traffico e più
fruibile per pedoni e ciclisti, ma anche per i negozi, con la possibilità
di installare dehors, Nel circondario, i flussi di traffico vanno riorganizzati
in seguito a nuovi insediamenti conimerciali>>.
............
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QUATTRO Airincroclo fra via
Piratello e via Q
l'automobilista
b"1"Bsta vieneuarant°1a
premiato con
tutte le indicazioni, gnalenente corrette
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Ravenna
3.NACAVALLC: INAUGURATA STRUTTURA DA 24 MILIONI DI EURO
Nuovo stab
ento di A tesa
Impiegate alta tecnologia e una copertura di pannelli solari
NOVO STABILIMENTO ad
alta tecnologia da 24 milioni
inaugurato da Agrintesa a Bagriacavallo. La cooperativa, fra
le più importanti a livello nazionale nel campo dell'ortofrutticoltura e della vitivinicoltura,
ha celebrato il primo maggio il
taglio del nastro per un nuovo
impianto di lavorazione della
frutta che punta con decisione
sulle energie rinnovabili con
una copertura di pannelli fotovoltaici che consentiranno di
produrre energia dai raggi del
sole.
LA STRUTTURA di Agrintesa, costruita in via Boncellino
39 con un investimento di circa
24 milioni di curo, ha una superficie di quasi 55mila metri
quadrati, di cui 33.700 coperti,
12.500 di celle per la conservazione di prodotti ortofrutticoli
in atmosfera controllata. E' stata poi realizzata una sala di più
di 10mila metri quadrati attrezzata con le più innovative ed efficaci linee per la lavorazione e
il confezionamento e una capacità di stoccaggio di I mila tonnellate.
TAGLIO DEL NASTRO il sindaco di Bagnacavallo Laura Rossi
inaugura lo stabilimento della cooperativa
NUMERI
La superficie conta
55mita metri quadrati
di cui 33300 coperti
AGRINTESA è una realtà faentina nata nel 2007, è aderente
a Confcooperatíve e ad Apo Conerpo ed è frutto della fusione
di cooperative dell'Emilia-Ro-
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magna, come Intesa, Agrifrut
Romagna ed Emiliafrutta. La
cooperativa, inoltre, può contare su numeri di grande rilievo:
5mila soci, 400mila tonnellate
prodotte, di cui 250mila di orlofrutta e 150mila di uva da vino,
e un giro d'affari totale di 250
milioni di curo circa.
ALL'INTERNO del nuovo
stabilimento verrà concentrata
press LinE
il Resto del Carlino
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Ravenna
la lavorazione delle pere, mele,
pesche, nettarine e susine
dell'area romagnola attraverso
impianti molto moderni capaci
spiega l'azienda di raggiungere risultati di alto livello
qualitativo. «La realizzazione
di questo stabilimento rappresenta una sfida importante ed
impegnativa — ha affermato
nel corso dell'inaugurazione,
Raffaele Drei, presidente di
Agrin tesa — in particolare
nell'attuale congiuntura negativa, con l'obiettivo di aumentare sempre più il livello di
competitività, difendere il reddito dei produttori e, al tempo
stesso, offrire un'importante occasione di sviluppo e crescita
dell'occupazione all'entroterra
romagnolo».
ALL'INAUGURAZIONE
dello stabilimento di Bagnacavallo sono intervenuti fra gli altri il presidente della provincia
Claudio Casadio, il direttore di
Agrintesa Gianni Amidei, il
sindaco del paese Laura Rossi e
il vescovo Claudio Stagni.
Valerlo lazzi
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Ravenna
WG NANO
Da Beethoven a Chop n,
e d scena Vitier Va bonesi
\\-1 BEETHOVEN, Ravel,
in Aibenz e Liszt. Questi
íp'
compositori n repertorio
nel concerto che s terrà
questa sera alle 21 all'auditorium Arcangelo Corellì di Fusig nano, Sì esibirà il
giovane pianista Valer
honesi, R musicista Ha
un'attiva e brillante carriera concertistica come soli, sta e con orchestra sia in
•4\
Italia che all'estero e ha rinnu sìcA sta sarà
cevuto numerosi riconoscimenti nfo,: 0545 955672.
'Audìtoidum
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press LinE
a Resto del Carlino
04/05/2012
Ravenna
NOSTRA
'Liberi tutti' inaugura at Granaio
per ricordare i diritti dei bambini
QUESTA mattina atte
10,30 at centro cutturate 11 Granaio di Fusignano verrà inaugurata ta
mostra 'Liberi Tutti'.
L'esposizione celebra i
vent'anni detta Convenzione Onu sui diritti dei
bambini, raccontandola
attraverso dieci storie.
Tra gli scrittori che han
no
aderito
anche
Niccolò Ammaniti,
Avaltone, Atessandro Bergonzoni, Piero
Cotaprico, Luigi Ga•tando, Sandro Veronesi,
Tra gli itlustratori ci sono Francesca Bazzurro,
Mara Cerri, Giovanni Da
Re, Chiara Dattola, Deco, Dem, Massimo Giacon, Info.: 0545 955672.
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press LinE
il Resto del Carlino
04/05/2012
Ravenna
Michele Francesconi al Sax Pub di Lugo
Flavio Boltro al Cantinone di Cervia
DOPPIO appuntamento con la musica questa sera.
Alle 21.30 al Sax Pub di Lugo si esibirà il Michele
Francesconì Vocal Quartet. Gli arrangiamenti della
formazione si sviluppano come una sorta di moderna musica da camera dove si fondono momenti di
scrittura e di improvvisazione. Info.: 0545 900396,
Al cantìnone dì Cervia invece serata musicale con la
partecipazione dì uno dei più rinomati e famosi trombettisti a livello mondiale. Sul palcoscenico saliranno infatti Flavio Boltro and friends. Info.: 0544
977078.
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Corriere
press LinE
RAVENNA
04/05/2012
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Teatro , 'neon
e mostre. .
per 5 giorni.
Servizio
4
VENERDÌ
MAGGIO 2012
I Negtita all'autodromo
Ferrar' il 12 luglio
limi un vero "rebus", uffici fiscali nel caos
Superlavoro fra mille incognite
per commercialisti, Cafe associazioni
Incertezza è la parola
più ricorrente fra quanti si occupano di fiscalità e servizi alle imprese
davanti all'Imu. Una percezione
che colpisce cittadini preoccupati,
RAVENNA.
Lezione di legalità ieri a Imola
Centinaia di studenti all'incontro con il procuratoreIngroia
ma anche i professionisti, i Caf e le
amministrazioni comunali strette
fra necessità di far quadrare i conti
e obbligo di mantenere i servizi.
• SERVIZIO a pagina 3
Controlli anti abusi edilizi
RAVENNA. Nei primi tre
mesi dell'anno sono state
complessivamente 45 le ipotesi di reato per presunti abusi edilizi inoltrate alla Procura da parte dell'ufficio edilizia della polizia
municipale. Le irregolarità sono emerse sia in seguito a controlli di iniziativa o
su esposti di cittadini, sia
su delega dell'autorità giudiziaria che in collaborazione con il Comune.
• SERVIZIO a pagina 5
Arriva Argo a Cervia
Videosorveglianza
nelle Ztl cittadine
CERVIA. Da lunedì le telecamere vigileranno sul traffico e sulla sicurezza delle persone
che frequentano le
aree pedonali. I
varchi della video
sorveglianza sono L'occhio elettronico
collegati alla centrale di controllo della Municipale.
• SERVIZIO a pagina 19
Piazza Kennedy,
al popolo di Facebook
piace così com'è
RAVENNA. Al popolo di
Facebook non piace il
progetto di
riqualificazione di piazza
Kennedy
dell'Amministrazione. Gli
internauti preferiscono la
versione attuale.
• SERVIZIO a pagina 6
In tre mesi 45 ipotesi di reato segnalate alla Procura
Proseguono
le ispezioni
ai cantieri
della polizia
municipale
RAVENNA
MR5RINgigh,mff„
IMOLA
Schianto in moto
Grave al Maggiore
un 28enne
Tante le domande rivolte dai ragazzi (Foto Monti). PIRAZZOLI a pagina 13
RAVENNA. Due agriturismi finiti nel mirino della Direzione territoriale del lavoro
Lavoravano ma non erano assunti
IMOLA. Un 28enne
motociclista è ricoverato
in gravi condizioni
all'ospedale Maggiore di
Bologna, a causa di un
incidente che è avvenuto
ieri alle 18 a Linaro.
•SERVIZIO a pagina 15
WIREIREEINER
IMOLA
I titolari ora dovranno regolarizzare i dipendenti impiegati Ha realizzato
RAVENNA. Controlli
della Direzione territoriale del lavoro negli agriturismi del Ravennate. In
due strutture è stato accertato che il personale
impiegato era in nero. I
due locali sono stati chiusi; i titolari dovranno assumere i dipendenti impiegati.
• SERVIZIO a pagina 5
oltre duecento
orologi solari
Tappa a Faenza
per il camper
del Corriere
IMOLA. Adelmo
Eliogabili, 83 anni.
coltiva una passione che
coniuga scienza e arte.
Domenica esporrà i suoi
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astronomico.
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press LinE
04/05/2012
Caiiere
RAVENNA
Controlli dei carabinieri della compagnia di Lugo: denunce, multe e ritiro delle patenti
Automobilisti trovati ubriachi al volante
Donna nei guai per l'irregolare porto di un coltello poi sequestrato
LUGO. E' di sei denunce il bilancio di una serie di controlli
effettuati nei giorni scorsi dai
carabinieri della compagnia
di Lugo, nell'ambito di servizi
finalizzati al controllo del territorio. A Lugo e a Bagnacavallo i militari del Nucleo radiomobile e della stazione di
Traversara hanno denunciato
per guida in stato di ebbrezza
tre automobilisti (due neopatentati e un 45enne cui sono
stati rilevati tassi alcoolemici
tra 1,40 e 2,15 g/l) nonché sanzionato amministrativamente
altri due per la medesima violazione. Per tutti è scattato il
ritiro del documento di guida
per il successivo provvedimento di sospensione mentre
in un caso si è proceduto anche al sequestro del veicolo
per la successiva confisca. A
Bagnacavallo gli uomini
dell'Arma delle stazioni di Bagnacavallo e Villanova hanno
invece denunciato due persone, un uomo e una donna, controllate in diverse circostanze
in due bar cittadini. Il primo
per rifiuto di fornire le pro-
prie generalità, mancata esibizione di documenti e ubriachezza molesta. La seconda
per porto di armi o strumenti
atti all'offesa denuncia, connessa con l'irregolare porto di
un coltello poi sequestrato. A
Voltana, infine, i carabinieri
della locale stazione hanno denunciato per guida senza patente un 35enne, trovato alla
guida di una vettura privo di
patente che gli era stata in precedenza revocata con provvedimento della prefettura di
Ravenna.
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Trattamento delle scorie, anco
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press LIETE
04/05/2012
Caiiere
RAVENNA
Super compleanni a Voltana e Sant'Agata
Fatma Benghi compie 100 anni, Ersilia Tarozzi 102: doppia cerimonia e auguri
LUGO. Fatma Benghi ha
compiuto 100 anni: nella
propria abitazione di Voltana è stata festeggiata dal
sindaco Raffaele Cortesi e
dal presidente di Circoscrizione. Enrico Marangoni. Presenti amici, la nipote Fiorella con il marito
e due dei tre figli. S.Agata
sul Santerno omaggia invece Ersilia Tarozzi, nata
102 anni fa. Oggi alle 16.30
verrà festeggiata dal figlio
Mauro, dalla nuora Caterina, dal nipote Marco e
dal sindaco Luigi Antonio
Amadei.
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Trattamento delle scorie, ancora polemich
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press LIETE
04/05/2012
Caiiere
RAVENNA
LUGO
Aperitivo in omaggio
Nuovo appuntamento
con la promozione di un
aperitivo omaggio ogni
due acquistati in 10 caffé,
enoteche e street bar del
centro urbano. Per approfittarne è sufficiente fare
acquisti negli esercizi del
circuito di AnimaLugo
(80 esercizi adererenti)
nella giornata di oggi. Sarà sufficiente esibire un
coupon, rilasciato (e timbrato) da uno degli esercizi associati ad AnimaLugo a chi effettuerà acquisti nell'arco dell'intera giornata odierna. Il
coupon dà diritto a ritirare l'aperitivo omaggio
tutti i venerdì sera fino al
29 giugno.
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Trattamento delle scorie, ancora polemich
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Caiiere
press LIETE
RAVENNA
04/05/2012
Trattamento delle scorie, ancora polemiche
Ambientalisti preoccupati: «Sostanze pericolose»
Il vicesindaco: «Progetto modificato in meglio»
CONSELICE. Una folta cordata,
composta da Verdi, comitato "Casta", gruppo "Nuove energie ecologisti" e "Ecologisti e reti civiche Bassa
Romagna", ha inviato alla Regione
una serie di osservazioni al progetto
Progetto modificato. Si
tratta del secondo progetto (il primo, risalente a un
anno fa, è stato accantonato in quanto non in linea con le norme sul trattamento dei rifiuti pericolosi) che prevede una localizzazione nello spazio
vasto 7 ettari dell'ex colorificio, in via Selice, ristrutturando i capannoni
esistenti. In questo secondo progetto sono state apportate consistenti modifiche, molte suggerite dai
contestatori, ma comunque ad avviso di questo
ultimi «insufficienti e in
contrapposizione alla
normativa che classifica
come pericolose buona
parte delle ceneri oggetto
del trattamento nel futuro stabilimento di Conselice ed in quello già esistente a Lomello, a tutti
gli effetti e per legge rifiuti pericolosi».
venissero considerate pericolose. Anche l'amianto
presentava le stesse caratteristiche prima e dopo che ne venisse stabilita per legge la pericolosità, ma ha ugualmente
provocato vittime, sia
prima che dopo e continua a provocarle tuttora.
Oltre 5 tonnellate all'anno, valori dichiarati dalla
società presumibilmente
in difetto, di polveri cancerogene finiranno, oltre
che nei nostri polmoni,
anche nei campi limitrofi. Vi sarà anche un maggior carico di inquinanti
per le acque irrigue dello
Zaniolo, a cui deve aggiungersi il rischio a cui
verranno sottoposti i lavoratori del settore cementiero ed edile».
di un impianto ("Officina per l'ambiente") per il trattamento delle scorie degli inceneritori Hera, appena
ripresentato a Conselice. Il vicesindaco Andraghetti rassicura e smorza
i toni della discussione.
Assemblea pubblica rifiutata. E' stata sollecita-
ta un'assemblea pubblica
per informare la collettività, proposta mai accolta
dal sindaco Maurizio Filipucci, che «evidentemente cerca di far passare il progetto in sordina».
La posizione del Comune. «Le molteplici modifi-
che introdotte nel nuovo
progetto, ovviamente migliorative, hanno indotto
la proprietà a ripresentare gli elaborati, già esaminati da un prima conferenza dei servizi e da definire in una convocata a
breve - chiarisce il vicesindaco Stefano Andraghetti -. Due le verifiche
di fondo. Quello produttivo, a tutela delle maestranze e dell'ambiente, e
nel trasporto del prodotto
le cui caratteristiche devono rispondere a criteri
di sicurezza, prima di essere destinato, pur se in
minima parte (5%), alla
costruzione di mattoni e
vibrocemento. Appena la
Conferenza dei servizi si
sarà espressa sulla validità o meno del progetto, il
Comune convocherà un
incontro pubblico».
Amalio Ricci Garotti
Sostanze pericolose e
cancerogene. «Le scorie
contengono sostanze pericolose (metalli pesanti,
diossine, etc.), riconosciute dallo Iarc (Agenzia
internazionale ricerca
cancro) come cancerogene. E una volta frazionate
saranno smaltite in gran
parte in cementi e laterizi
per l'edilizia - lamenta
Luciano Lama a nome dei
firmatari-. L'azienda continua a sostenere che la
classificazione di rifiuto
pericoloso per queste scorie è solo di natura formale e giuridica in quanto le
scorie sono le stesse che si
producevano prima che
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Trattamento delle scorie, ancora polemiche
Tpleennia.Vol
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press LIETE
04/05/2012
Caiiere
RAVENNA
BAGNACAVALLO
L'uomo e l'ambiente
Parte oggi il ciclo di sei
conferenze dedicate ad aspetti naturali e culturali
legati al mondo fluviale e
organizzate nell'ambito
del progetto Infea Lamone Bene Comune, che ha
come capofila il Centro di
educazione ambientale
del Comune, Civiltà palustre e Podere Pantaleone. Alle 20.30, nella sala
didattica del Museo civico delle Cappuccine (via
Vittorio Veneto 1/a), il
docente di Geografia Stefano Piastra parlerà dei
"Rapporti uomo-ambiente lungo il Lamone". L'incontro, a carattere divulgativo, mira a ricostruire
in una prospettiva storica il rapporto tra il Lamone e le comunità locali
lungo l'intero corso del
fiume. Saranno quindi affrontati aspetti quali lo
sfruttamento delle acque,
alluvioni/piene storiche
e relative conseguenze.
Pagina 12
Trattamento delle scorie, ancora polemich
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TECI10•ALAR
FAENZA
IMPIANTI DI ALLARME E VIDEO SORVEGLIANZA
6546 622333 wvAr.TECNIMARMIT
VENERDÌ
4. MAGGIO 2012
E
LA V44
DI
ROMAGNA
RAVENNA
FAENZA LUGO
& IMOLA
ANNO Xv
NEL FAENTINO Per i Carabinieri dell'Ispettorato Lavoro
i dipendenti non erano assunti: meta-multe e stop attività
"Controlli anche per eliminare casi di concorrenza sleale"
Chiuso l'agriturismo
"Non un dipendente
lavorava in regola"
eccolo lui altro agriturismo non in regola.
5' il secondo in pochi
giorni. Dopo aver sospeso l'attività di un'azienda agricola di tugo - l'ispezione aveva rilevato che 4 dipendenti
su 5 lavoravano 'in nero'- stavolta il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, assieme
ai colleghi della Stazione di Brisighella, hanno ispezionato un
noto agriturismo del Montino.
anche in questo caso è emerso che tolto il personale occupato Fiori era stato preventivamente assunto. Così oltre al-
ITALIA MCINFI
FORZA DELIO BRAVO
MISTER ROSSI
L'assurdo
attacco dei
moralisti
perché si è
comportato
da vero padre
H ora rischia
il processo
Ghini e f. f. a pagina 38
l'applicazione della maxi-sanzione - da 1.500 a 12mila euro
per ciascun lavoratore - è stata
dispostala sospensione dell'attività imprenditoriale che terminerà con la regolarizzazione
del personale trovato occupato
hargolarmente. I carabinieri-ispettori al errnine degli accertamenti, "per tutelare la salute
dei lavoratori" hanno disposto
l'allontanamento degli 'irregolari'; al titolare dell'agriturismo
non e rimasto che chiudere
temporaneamente l'attività per
,mancanza di personale.
Ravenna I presepi del satanista
I presepi di Santarcangelo, allestiti nella grotta pubblica di via Ruggeri, sono stati un grande
successo sia nel periodo natalizio che in quello pasquale. Peccato che uno degli autori sia un
satanista. Infatti i presepi sono stati allestiti dal ravennate Davide Santandrea che, dopo aver
studiato teologia, è diventato un webmaster satanico.
A pagina 77
A pagina 20
La Clai si 'mangia' il crudo di Parma
Crisi cardiaca
Grave Andreotti
Imola La cooperativa acquista il 50% di Bizeta Spa
Prosciuttificio d'eccellenza di Langhirano, con un
giro d'affari di dieci milioni di euro
Il senatore a vita Giulio
Andreotti, 93 anni, è stato ricoverato al Policlinico Gemelli in seguito ad
un malore. I medici si sono riservati la prognosi
dopo il ricovero nel reparto di rianimazione. La
sua segretaria dopo una
visita: "Sta bene e fa
battute". In serata i primi
miglioramenti
sahuni imolesi conquistano il prosciutto di l'arma. Nel 50esimo
anniversario della sua fondazione, la Clai di Imola, "leader nella
produzione di carni e salumi - arunincia la coop - festeggia con
l'acquisizione del 50% di Pineta Spa, prosciuttificio d'eccellenza
per la produzione di prosciutti crudi di alta gamma" a tanghirano
(Parma). (.'azienda imolese "ha perfezionato da pochi giorni la collaborazione. con Nino Barazzoni, proprietari di un'azienda da tempo
stimata, affidabile e competente - continua la nota - che, al pari di
Clai, ha saputo coniugare cultura, tradizione artigiana e tecnologia
per valorizzare al meglio la qualità dei sahuni italiani". A Langhirano
il prosciuttificio Bizeta, che ha 16 dipendenti e un fatturato di 10 milioni di euro, ha una potenzialità di stagionatura di oltre 160mila pezzi.
Un 50enne in difficoltà
economiche è entrato
armato nella sede di Equitalia di Romano di
Lombardia, predetti° 15
persone in ostaggio.
Sparati dei colpi in aria,
Alla fine ha rilasciato gli
ostaggi, l'ultimo impiegato (portato in ospedale in stato di choc) poco
prima di consegnarsi ai
due mediatori dei carabinieri che da ore erano
entrati nell'edificio cercando di convincerlo a
desistere.
A pagina 7
Guasto I lampioni vanno in tilt
Buio pesto in centro storico
Illuminazione pubblica fuori servizio nelle ultime notti in alcune zone del centro storico nella parte
nordest. più precisamente in via
Matteotti, via Tellarini e vicoli limitrofi, solo per citarne alcune, ma
stessa sorte hanno avuto anche il
viale della Stazione e la zona di
fronte all'ospedale. Un buio pesto,
totale, inaspettato, dovuto a un
ma lfunzionamento dell'impianto
della zona, fino al guasto generale.
i
A pagina 6
Barricato nella
sede Equitalia
LUGO
A pagina 22
A pagina 27
ROMAGNA
i
Mazzuca "E' il
elt., adr ire/ ?
momento per la
provincia unica"
La Banca centrale europea
insiste: l'Italia deve abolire
le Province. Per il deputato
romagnolo del Pdl Giancarlo Mazzuca questo è il
momento adatto per costruire la Provincia unica di
Romagna che metta insieme Rimini, Ravenna e
Forlì-Cesena. "Si tratta di
un'occasione unica e avremmo solo vantaggi".
De Biase a pagina 3
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II
AnimaLugo
L'aperitivo che
scuote il centro
Un momento di relax, in compagnia, che vuole caratterizzare la
fine della settimana lavorativa e
l'inizio del weekend. E' questa in
particolare l'offerta di "AnimaLugo", il consorzio di promozione
del centro urbano, con la sua iniziativa "L'Aperitivo al Centro". Anche stasera in dieci locali sarà
possibile ricevere un aperitivo omaggio ogni due acquistati. Come? Semplicemente esibendo un
coupon, rilasciato (e timbrato) da
uno degli esercizi associati ad 'AnimaLugo" a chi effettuerà acquisti nell'arco dell'intera giornata.
La promozione però non termina
qui. Il coupon infatti dà diritto a
ritirare l'aperitivo omaggio tutti i
venerdì sera fino al 29 giugno nei
10 caffé, enoteche e street bar del
circuito "AnimaLugo" che aderiscono all'iniziativa, ovvero DiVino Café, Baraka, Caffetteria all'Angolo, Pasticceria Santina, Timiama Cafe, Smile Cafe, Enò, Bar
Commercio, Nonplusultra e Sax
Pub Café. AnimaLugo, fondato
dagli operatori economici lughesi
e promosso da Confcommercio
Ascom, Confartigianato, Confesercenti e Cna in sinergia con il
Comune, conta oggi circa 80 associati tra commercianti, artigiani e imprese di servizi. E proprio
la sinergia tra queste differenti tipologie di attività vuole costituire
una chiave per incentivare gli acquisti e la frequentazione del
centro urbano, come dimostra
l'iniziativa "L'Aperitivo al Centro".
Pagina 22
LUGO
•J Lampioni in tilt. buio
pesto nel centro storico
del filane Lamone
io svelali. sei conferenze
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Lampioni in tilt: buio
pesto nel centro storico
OSCURAMENTO In diverse strade e anche davanti all'ospedale, allo spegnimento
per risparmio energetico di un punto luce su tre si è aggiunto un guasto generale.
I residenti sono preoccupati per la sicurezza e per il rischio d'incidenti
l centro storico è rimasto al buio.
Questo è quanto è avvenuto nelle ultime notti in alcune zone del centro
storico nella parte nordest più precisamente in via Matteotti, via Tellarini e
vicoli limitrofi, solo per citarne alcune, ma
stessa sorte hanno avuto anche il viale
della Stazione o la zona di fronte all'ospedale. Un buio pesto, totale, inaspettato.
Strade non propriamente ampie che non
possono nemmeno usufruire dei classici
faretti da cortile, dato che i giardini, se ci
sono, sono interni e quindi non possono
portare luce sulla via. Si era partiti con la
sfasatura dei lampioni (uno acceso e tre
spenti di norma) fino ad arrivare, alle ultime nottate, al buio totale. Un ritorno agli
anni '50, quando andando in giro in bicicletta spesso si sfiorava qualcuno senza
sapere chi fosse, che non ha fatto particolarmente piacere agli abitanti delle strade coinvolte. Dagli scontati pericoli dovuti
alla circolazione quando non si vede ad
un palmo di naso, fino alla possibilità che
qualche malintenzionato possa farsi venire strani pensieri. La gente ha iniziato a
I
chiedersi: come mai questo avvento del mento dell'impianto della zona - assicura
buio? Risparmio energetico? Guasti? "Sin- -. Già dalla giornata di oggi tutto dovrebbe
ceramente sono alcune sere che in questa tornare nella normalità e i cittadini poparte del centro storico non c'è nemme- tranno tornare nuovamente a circolare
no un lampione acceso e
sotto la luce dei lampioni".
non si vede letteralmente Dopo giorni di
Ma quanti saranno, d'ora
nulla - racconta un abitanin poi, i lampioni effettivate di via Tellarini -. Alcuni crisi stasera si
mente accesi? "Nell'ambigiorni fa si era iniziato con dovrebbe torna- to del piano di risparmio
lo sfasamento dei lampioenergetico continueranno
ni, ma nelle ultime sere, re alla normalità a rimanere accesi due
siamo passati al buio comlampioni su tre - spiega
pleto. Ovviamente è superfluo sottolinea- Zauli -. Qualche giorno fa i primi sintomi
re i rischi che si corrono, anche perché del malfunzionamento si sono manifebasta anche solo una persona che passa stati con l'accensione di un solo lampione
in bicicletta per rischiare di essere travolti, ogni tre, e già questa proporzione sarebbe
o, come è capitato a me, di rischiare di risultata insufficiente per la normale illutrovarselo nella portiera della macchina minazione. Dopodiché è sopravvenuto
quando la si apre. Senza dimenticare le un guasto generale che ha portato allo
implicazioni sulla sicurezza". Pronta è ar- spegnimento totale. Cosa assolutamente
rivata la risposta dell'amministrazione co- non prevista, né tantomeno voluta ma
munale e dell'ufficio Lavori pubblici, nella che, garantiamo, si risolverà sin da subifigura del dottor Alberto Zauli, referente to". I cittadini lughesi, dunque, potranno
per gli impianti di illuminazione pubbli- dormire sonni più tranquilli o, quantoca. "Purtroppo questo inconveniente non meno, un po' più illuminati.
è altro che un imprevisto malfunzionaAlessandro Passanti
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LUGO
Lampio iin filt: buio
pesto nel centro storico
Pagina 23 di 63
2. ,
BAGNACAVALLO La serie di incontri inizierà questa sera con il professor Stefano Piastra che
ricostruirà in una prospettiva storica il rapporto tra il corso d'acqua e le comunità locali
Tutti i segreti del fiume Lamone
verranno svelati in sei conferenze
p
rende il via oggi da Bagnacavallo il
ciclo di sei conferenze dedicate ad
aspetti naturali e culturali legati al
mondo fluviale e organizzate nell'ambito del progetto Infea Lamone Bene
Comune, che ha come capofila il Centro di
educazione ambientale del Comune di Bagnacavallo Civiltà Palustre e Podere Pantaleone. Questa sera alle 20.30, nella sala didattica del Museo Civico delle Cappuccine,
in via Vittorio Veneto 1/a a Bagnacavallo, il
docente di Geografia Stefano Piastra parlerà
dei rapporti uomo-ambiente lungo il Lamone. L'incontro, a carattere divulgativo, mira
a ricostruire in una prospettiva storica il rapporto tra il Lamone e le comunità locali lungo l'intero corso del fiume. Saranno quindi
affrontati aspetti quali lo sfruttamento delle
acque (mulini, cartiere, centrali idroelettriche, idrovie), alluvioni/piene storiche e relative conseguenze, le bonifiche lungo il basso corso. Un ulteriore tema consisterà in
Quattro conferenze si
terranno a Brisighella,
Faenza, Marradi e Russi
coinvolte nel progetto Infea
un'analisi delle fonti iconografiche storiche
relative al Lamone: cartografia, disegni, immagini fotografiche storiche, cartoline. Stefano Piastra insegna Geografia umana alla
Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna ed è professore associato di Geografia storica all'Institute of Historical Geography, Fudan University, Shanghai.
Alla serata interverrà il vicesindaco Matteo
Giacomoni. A Bagnacavallo, sempre alle
Cappuccine, è inoltre in programma una seconda conferenza, venerdì 25 maggio, dedicata a "La fauna della valle del Lamone".
Massimiliano Costa, responsabile dell'Ufficio
Parchi, Forestazione e Zone umide della Provincia di Ravenna parlerà del patrimonio naturale e faunistico frutto dei diversi habitat
che si susseguono nella valle del Lamone. Le
restanti quattro conferenze si terranno negli
altri comuni coinvolti nel progetto: Brisighella (11 maggio), Faenza (17 maggio), Marradi
(18 maggio), Russi (1 giugno). Per avere
informazioni è possibile l'associazione culturale Civiltà Erbe Palustri, in Largo tre Giunchi 1, a Villanova, al telefono e fax 054547122, oppure sito www.erbepalustri.it.
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LUGO
Lampioni in tilt. buio
pesto nel centro storico
Pagina 24 di 63
2.,
BOCCE "ALLA. ROMAGNOLA"
I ravennati sanno
solo vincere
Continuano le finali dei tornei alla romagnola, mentre
a concludere i propri sono
state le bocciofile di Riolo
Terme, Boncellino, Fusignano e Massa lombarda. Nella
città d'acque e a Massa è
andata in scena la stessa
sfida tra le coppie Potenza
e Maliardi della bocciofila
Città di Ravenna e Tabanelli
e Fucci della Fornace Zarattini: in entrambe le sfide
successo per i portacolori
ravennati. Protagonisti sfor-
tunati gli atleti della Fornace che hanno raggiunto la
finale anche a Boncellino,
superati da Montefiori e Domiziani della Riolese e a Fusignano, sconfitti questa
volta da Angelo Cavina e
Pesci della bocciofila di Castel Bolognese.
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LUGO
Lampioni in tilt. buio
pesto nel centro storico
finuneLmone
-emulo svelati. con&renze
, .
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2.,
VISITE GUIDATE
Di notte ad ammirare lo spettacolo
della natura nel Podere Pantaleone
Tornano da domani alle 20.30 le visite guidate
notturne al Podere Pantaleone lungo la via omonima, laterale di via Stradello. "Natura nella
notte", questo il titolo dell'iniziativa, prevede per
l'edizione 2012 quattro appuntamenti in maggio
(oltre al 5, il 12, il 19 e i126) e tre in giugno (il 2,
il 9 e il 16). Dopo l'appuntamento di domani,
tutte le altre visite si terranno alle 21. Sarà possibile ancora una volta immergersi nell'Area di
Riequilibrio Ecologico alla scoperta di suoni, luci
e odori dell'oasi, che proprio nelle notti di primavera offre ai visitatori uno spettacolo naturale
unico. Grazie all'equilibrio che negli anni si è ricostruito, nel Podere Pantaleone è infatti possibile ammirare le lucciole, ormai scomparse dalle
nostre campagne, assieme ad assioli, gufi e pipistrelli che affinando i sensi possono essere
percepiti e scorti nell'oscurità. Le visite saranno
precedute da un rinfresco con vini tipici locali e
dolciumi. Per la visita, che ha una durata di circa
due ore, è consigliato un abbigliamento comodo, pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Il costo è
di 5 euro per gli adulti, 2 per i minori di 14 anni,
mentre la visita è gratuita per i bambini sotto i
5 anni. La prenotazione è obbligatoria presso
l'Ufficio Informazioni Turistiche (telefono 0545280898; e-mail: [email protected]), o presso lo stesso Podere Pantaleone al
347-4585280). Un tempo di proprietà della famiglia Pirazzoli, soprannominata "Pavlèna", il
Pantaleone è stato acquistato dal Comune nel
1988. Istituito come oasi naturalistica nel 1989,
è anche dal 2006 Sito di Importanza Comunitaria. Il podere è come negli anni '50, con vecchi
filari di vite sostenuti e dominati da grandi alberi
capitozzati e, tra un filare e l'altro, lunghe strisce
di terra coltivate a grano, orzo ed erba medica.
Il proprietario decise di non passare alle colture
intensive e di non utilizzare fitofarmaci e concimi chimici. Nel corso degli anni i filari alberati
si sono estesi senza impedimenti sui 7 ettari
creando un bosco interrotto solo da piccoli spazi
erbosi, dove la fauna ha ritrovato l'ambiente naturale ideale.
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14,30
una casa: visto
e arrestato
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COOPERAZIONE
Tre esperte
a tutto campo
Si chiama "Co. & Se." la nuova
cooperativa nata il 26 gennaio
scorso ha inaugurato ieri i suoi
uffici a Villa San Martino, in via
delle Ripe 20. "Siamo tre socie,
specializzate in campi diversi,
che hanno deciso di cooperare
insieme per costruire un'impresa
incentrata sull'ascolto dei bisogni
delle persone" - spiega Manuela
Graziani, presidente della cooperativa. Manuela Graziani, Claudia
Capucci e Valeria Ricci si occuperanno di fornire servizi e consulenze alle persone e alle aziende in materia fiscale, contabile,
tributaria, amministrativa ed anche nel campo della comunicazione e della grafica. "Siamo tre
professioniste che avrebbero potuto aprire un proprio studio
professionale senza il coinvolgimento di nessuno - continua
Graziani -, ma non avremmo rispettato il nostro spirito e la nostra vocazione che ci ha spinto
verso la cooperazione. La forma
cooperativa a nostro avviso incarna perfettamente l'idea di bene comune, l'idea cioè di mettere
le nostre competenze a disposizione degli altri". Le tre socie
hanno messo a punto alcuni
pacchetti nei quali sono compresi diversi servizi a costi accessibili. "L'idea - conclude la presidente - è quella di raggiungere
più gente possibile, soprattutto
quelle persone che non possono
permettersi la consulenza e il lavoro di un professionista. Vogliamo instaurare un clima di cooperazione non solo fra noi tre,
ma anche con le persone che richiederanno il nostro aiuto".
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una casa: visto
e arrestato
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press LinE
Il Sole12
04/05/2012
Certezze non complicazioni
di Salvatore Padula
u
a ragione il sottosegretario all'EconoI I mia, Vieri Ceriani. L'Imu non è affatto un'invenzione del Governo dei tecnici.
Il quale l'ha invece trovata bell'e pronta,
come eredità dello slancio federalista
dell'Esecutivo precedente. Il sottosegretario sottovaluta, però, il sentiment se pensa
che questo "disconoscimento di paterni-
tà" possa di per sé rendere l'imposta municipale, anzi, l'imposta statal-comunale sugli immobili, meno odiata dai cittadini e
dagli amministratori locali. L'Imu continua a essere percepito come un prelievo
iniquo, forse anche perché inutilmente
complicato e per niente trasparente.
Continua a pagjna 8
Perché si può giustamente
sostenere che l'anomalia del
basso prelievo immobiliare
nel nostro Paese doveva essere rapidamente corretta, tanto più in uno scenario di finanza pubblica aun passo dal collasso e con la speculazione
pronta a festeggiare. Oppure
si può ripetere che l'esenzione della prima casa creava
una peculiarità tutta italiana,
che persino il precedente Esecutivo - con l'introduzione
della service tax - si preparava in qualche modo a correggere, dopo l'avventata soppressione dell'Ici nel 2008.
Tutto vero: obiettivi certamente da perseguire, ma non
a tutti i costi. Non sacrificando il buonsenso e la trasparenza. Non costringendo contribuenti e Comuni al calvario
che devono ora sopportare.
Così, sono ovviamente da
apprezzare le aperture giunte ieri dal sottosegretario Ceriani. Quello che, però, occorre è trovare soluzioni nell'immediato, non il prossimo anno. Ci sarà tempo per intervenire e per correggere le storture più profonde (Ceriani
ne ha citate alcune, prospettando le eventuali soluzioni). E anche la possibilità di
un'applicazione "morbida"
delle sanzioni - vedremo se
l'indicazione di Ceriani troverà poi una reale definizione normativa - suona come
l'ammissione e il riconoscimento dei molti difetti che
l'imposta si porta dietro.
Ma è davvero impossibile
trovare oggi una soluzione ai
problemi più urgenti? È impensabile evitare che i contribuenti siano costretti a calcolare da sé, nel modello di versamento F24, la quota di imposta da imputare allo Stato e
quella da destinare al Comune? È un'eresia chiedere che il
cittadino possa conoscere già
oggi - e non solo a dicembre quale sarà il peso complessivo del tributo? C'è poco tempo, è vero, ma uno sforzo per
rendere questa imposta un
po' meno opaca va fatto.
Salvatore Padula
RIPRODII/IONI RISE RV5I5
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press LinE
Il Sole12
04/05/2012
L'Imu diventerà più «comunale»
Il Governo: cambieremo, non prima del 2013 - Forse graziato subito chi sbaglia
Marco Mobili
ROMA
La regola aurea del «chi sbaglia paga» potrebbe non applicarsi in questo primo anno di Imu. A
non chiudere del tutto la porta
all'ipotesi di non applicare sanzioni per chi commette errori nel pagare l'Imu 2012, avanzata proprio
su queste pagine, è stato il sottosegretario all'Economia che ieri ha
incontrato la stampa. Vieri Ceriani ha precisato che l'ipotesi potrebbe essere valutata quando il
Governo incontrerà i Comuni per
fare il punto sul debutto dell'Imu
e su eventuali correttivi. Magari
in occasione di verifica del gettito
e della possibilità con Dpcm di aumentare o ridurre il prelievo come prevede il decreto fiscale.
E non è la sola apertura dell'Economia. Sul tavolo ce ne potrebbe
essere anche una per i sindaci. Secondo Ceriani, infatti, non sono
escluse, «ma non prima dell'anno
prossimo», modifiche all'Imu e soprattutto alla destinazione
dell'Imu erariale. Si può ragionare
su diverse opzioni, ha precisato
Ceriani, a.1 esempio destinare la
quota che oggi lo Stato incassa
sull'I mu secondaria al Fondo spe-
UN uno Dl ESENTI
Secondo il dipartimento
delle Finanze pagherà
la tassa 70% dei proprietari
per un importo che non
supererà in media i 200 euro
rimentale di riequilibrio con cui
vengono finanziati circa 7 miliardi di trasferimenti agli enti locali:
«Oggi quel fondo dovrà essere alimentato dall'Iva e da un'altra miriade di imposte. Riportare l'Imu
erariale in quel fondo potrebbe anche voler dire riportare a normalità il sistema di finaziamento».
Altra ipotesi, anche questa
frutto di un lungo dibattito svoltosi all'interno della Commissione bicamerale sul federalismo,
potrebbe essere quella «di sdoppiare l'Imu creando però una
nuova imposta prevedendo
un'Ima comunale e un'Imu erariale ben distinta». •
Sul peso che l'imposta avrà nelle tasche degli italiani, Vieri Ceriani si affida alle simulazioni del
Dipartimento delle Finanze. E
che a suo avviso dimostrano come «il gettito complessivo stimato è circa 3,4 miliardi di euro, sostanzialmente equivalente a
quello dell'Ici sull'abitazione
principale» (circa 3 miliardi).
Dal punto di vista redistributivo,
ha spiegato Ceriani, su 19,2 milioni di immobili,14,6 milioni verseranno l'Imu e 4,6 milioni saranno
esenti in virtù delle detrazioni.
La media del prelievo è circa 235
curo per immobile. Su 24,3 milioni di proprietari di immobili, 17,5
milioni verseranno l'Imu (il
70%) e 6,8 milioni (30%) saranno
esenti da imposizione. La media
pro-capite è di circa 194 euro.
L'incontro di ieri è stato l'occasione anche per precisare la genesi dell'Imu e alcune letture «del
tutto false» secondo Ceriani. A
partire dall'esenzione Imu per le
fondazioni bancarie. Questi soggetti, infatti, seguiranno le regole
riviste e corrette con il Dl Liberalizzazioni sull'Ici della chiesa. In
sostanza le fondazioni bancarie
pagheranno come le onlus e le attività non comerciali. L'esenzione, come prevede il Dl Liberalizzazioni, sarà proporzionale all'utilizzo non commerciale dell'immobile. Sulla possibilità che saranno tassati anche i "ricoverati"
o i soggetti emigrati, Ceriani ricorda che saranno i comuni a decidere la misura delle agevolazioni.
La ragioneria, nel corso dell'esame del decreto fiscale, aveva sottolineato come lo Stato in questi
casi non possa rinunciare alla propria riserva e che le eventuali agevolazioni dovranno essere a carico dei comuni per «evitare riduzioni di gettito non quantificate».
Chiarito anche l'equivoco
dell'Imu-bis: «non c'è nessuna
nuova imposta o maggiorazione
dell'Imu, si tratta - ha precisato
Ceriani- dell'imposta di scopo vigente dal 2007 e applicata in Italia
da non più di 20 comuni».
Sull'anticipazione dell'Imu, il
sottosegretario ha voluto ricordare come il Governo con il Salva-
Italia è arrivato a questa scelta e alla sua applicazione sulla prima casa. Con precisi distinguo. In primo luogo ha precisato che «l'Imu
non è un'imposta nuova: è stata definita dal precedente Governo e
quello attuale l'ha solo anticipata
di due anni, estendendola sì alle
prime case». E ha poi ricordato
che il precedente Governo in uno
degli ultimi consigli dei ministri
aveva varato un correttivo al federalismo municipale con cui, in modo surrettizio, sarebbe stata reintrodotta la tassa sulla prima casa:
l'imposta sui servizi, applicata a
tutti gli immobili sulla base delle
rendite catastali, sarebbe stata a
carico dei conduttori. E «se il conduttore coincideva con il proprietario altro non voleva dire che far
rientrare dalla finestra il prelievo
sulla prima casa».
Il Governo Monti, invece, ha
scelto di anticipare PImu e di eliminare l'anomalia tutta italiana
dell'esenzione dal prelievo fiscale
della prima casa. E un messaggio
diretto Ceriani lo indirizza anche
a chi oggi invoca la disobbedienza
fiscale sull'Imu: sfogliando una copiosa rassegna stampa del 2008, il
sottosegretario ha ricordato come l'ex leader della Lega, Umberto Bossi, invocava allora la reintroduzione dell'Imu così come sottolineava l'errore commesso dal Governo di cui faceva parte nell'eliminare l'Ici sulla prima casa.
Ai HIPROPLI/IONE RISI-AVA I A
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Llinu diventerà più «comunale»
.incan,fuid.,iancaL om
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la riscossione degli end 1, ali
press LinE
Il Sole
04/05/2012
Il test di convenienza
IL CONFRONTO ICI-IMU SULLA PRIMA CASA
Confronto tra vecchio e nuovo prelievo sulla casa a parità di aliquota (4 per mille) in base alla composizione del nucleo familiare
Aliquota Ici= 4 per mille - Aliquota Imu= 4 per mille
100
300
Contribuente senza figli detrazione 1(1=103,29 - detrazione
Ici
22,7
Imu
1,6
r21
400
IMUr. 200)
64,7
Rendita tipo
500
68,8
106,7
190,7
316,7
136,0
270,4
472,0
736,7
1.144,0
29,3
79,7
155,3
407,3
106,7
190,7
316,7
736,7
86,0
20,7
220,4
422,0
1.094,0
29,7
105,3
357,3
106,7
190,7
170,4
316,7
736,7
372,0
1.044,0
-20,3
55,3
307,3
I
Scostamento
-21,1
4,1
Contribuente con 1 figlio (detrazione Ici=103 P 29 • detrazione Imu= 250)
Ici
o
22,7
64,7
nn
Imu
18,8
I
-
- 22,7
-45,9
rione Ici=103,29 - detrazione Imu= 300)
22,7
64,7
-
Scostamento
I ilÌ
Contribuente con 2 figli (de
Ici
o òò
_
Imu
36,0
ilÌIÌ
Scostamento
- 22,7
- 64,7
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Contribuente con più di 4 figli (detrazione Ici=103,29 • detrazione Imu= 400)
Ici
22,7
64,7
106,7
119 /\ f\ ;\ ick /9\ Imu
i 11111111111 Scostamento
190,7
316,7
736,7
70,4
272,0
44,7
944,0
-
-
- 64„7
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106,7
-
- 120,3
207,3
IL «PESO» DELLA RENDITA (CON ALIQUOTA AL 4 PER MILLE)
Confronto delle progressioni di Ici e Imu in base alla rendita catastale
IL «PESO» DELLA RENDITA (CON ALIQUOTA AL 5 PER MILLE)
Confronto delle progressioni di Ici e Imu in base alla rendita catastale
Ici-Imu
0
500
Ici-Imu
0
500
Rendita Catastale
100
200 300
400
400
500 600
700
800 900 1.000
100
400
0,4%
(aliquota Imu sperimentale)
300
Rendita Catastale
300
200
200
300
400
500
600
700
0,5%
(aliquotalMu sperimentale)
200
Rendita .383,66
100
0
lei
1 03,29
-300
100
0
Rendita = 30740
- 103,29
100 -
-200
0,4%
(aliquota media lei)
- 100 •
Imu
-200
-300
Fonte; elaborazione del Sole 24 Ore su dati del ministero dell'Economia - Dipartimento delle Finanze
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Llinu diventerà più «comunale»
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la riscossione degli end 1, ali
press LinE
Il soler /,1
04/05/2012
Pisapia guida
il fronte dei sindaci:
«Incostituzionale»
Gianni Trovati
MILANO
«Così com'è, l'Imu è ingiusta e incostituzionale». Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia
entra a piedi pari nel braccio di
ferro fra Comuni e Governo sulla nuova imposta municipale, e
chiede a Roma di «metterci la
faccia». «Se ne ha bisogno per
sanare il Paese - spiega Pisapia
a Radio 24 - metta una tassa autonoma e non trasformi i sindaci in esattori del Governo».
L'intervento di Pisapia, che
comunque chiude alla "rivolta
fiscale" in salsa leghista perché
«propagandistica e illegittima», entra in quello che ormai è
un coro di tutti i sindaci. Il fiorentino Matteo Renzi chiede al
Governo di ribattezzare l'Imu
in «Ista», acronimo di imposta
statale, mentre dal Campidoglio Gianni Alemanno rilancia
l'allarme sull'ipotesi che «molti
non potranno pagare e molti altri cercheranno di disfarsi delle
case», fermando il gettito a livelli più bassi del previsto. Per controllare i frutti reali dell'imposta, rimodulando i tagli ai Comuni, il presidente dell'Anci Graziano Delrio torna a chiedere di
«convocare un tavolo con i sindaci dopo la prima rata dell'Imu
e ridiscutere questa tassa».
L'impatto dell'Imu è tornato
a scaldare anche un altro versante problematico del rapporto
fra Governo centrale e municipi, quello della riscossione.
Mentre la delega fiscale prova a
riordinare un'architettura che
vari interventi normativi hanno
stravolto, ieri si è acceso un botta e risposta fra Equitalia e Comuni. «Per abbandonare Equitalia i sindaci non devono disdire alcun contratte- ha ricordato una nota dell'agente nazionale della riscossione - perché è
la legge a prevedere che i Comuni gestiscano da soli la riscossione dal i ° gennaio 2013. I
Comuni dal1997 possono disciplinare autonomamente forme
e modalità della riscossione; se
fino a oggi non l'hanno fatto un
motivo ci sarà».
L'uscita di Equitalia dalla scena comunale anzi, secondo la
formula originaria del decreto
sviluppo del maggio 2011, era in
calendario da inizio 2012, ma i
sindaci hanno chiesto e ottenuto la proroga di un anno per evitare buchi nel passaggio di consegne. «Lo abbiamo fatto nell'interesse dei Comuni», ha ricordato sempre ieri l'Anci, che ora sta
lavorando sull'idea di creare
«una struttura operativa» da affiancare ai Comuni per migliorare la riscossione. Il panorama,
comunque, è più complesso ri-
spetto a un semplice passaggio
di consegne da Equitalia all'Anci, perché il ventaglio delle opzioni prevede anche le aziende
private iscritte all'albo delle società di riscossione o la gestione
diretta, la via battuta soprattutto
da alcuni piccoli Comuni su cui
in questa fase di tensione è fiorio to il dibattito sulla "rivolta contro Equitalia".
Più di un'estemporanea rivolta dei sindaci, in realtà, a caratterizzare il settore è il caos normativo, avviato a maggio ton con il
decreto «Sviluppo». Oltre aprevedere la repentina uscita di scena di Equitalia, il decreto aveva
tolto alle società private l'ingiunzione fiscale con la procedura esattoriale (più rapida di
quella "tradizionale", disegnata
nel 1910) e aveva chiuso loro le
porte dell'anagrafe tributaria.
A sciogliere un po' la matassa
è intervenuta la legge di conversione del decreto fiscale, che ha
ridato alle società private iscrit-
GLI ALTRI
Matteo Renzi (Firenze):
questa è un'imposta statale
Gianni Alemanno (Roma):
molti non pagheranno,
gettito a rischio
IL FRONTE ESATTORIALE
L'Anci sta lavorando all'idea
di creare una struttura
operativa da affiancare
ai Comuni per migliorare
la riscossione
te all'albo e a quelle partecipate
la possibilità di utilizzare l'ingiunzione con procedura esattoriale e di accedere all'anagrafe
tributaria. Le aziende dovranno
però far confluire i tributi locali
in conti correnti dedicati, per tutelare i bilanci pubblici. Tutto
chiaro? Ovviamente no.
Il primo aspetto da risolvere
è la fase transitoria, perché la
norma indica che dal i° gennaio
2013 Equitalia «cessa le attività»
di riscossione locale, una formula tranchantche non lascia capire il destino delle cartelle non
ancora giunta a riscossione. Un
passaggio di consegne brusco rischia di ingigantire la montagna
dei crediti incerti che già oggi
pendono sui conti locali: si tratta delle «quote inesigibili» che,
quando verranno scaricate da
Equitalia, costringeranno i sindaci a cancellare miliardi di residui attivi dai loro conti.
[email protected]
CRIPROMIONIF RIStRVMA
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t più «comunale
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gli enti
press LinE
Il Sole12
04/05/2012
Delega lise e. Via libera della Ragioneria, ora il testo è nelle mani del capo dello Stato per l'invio alle Camere
Entra la riscossione degli enti locali
ROMA
La delega fiscale apre al riordino della disciplina della riscossione delle entrate degli enti locali. Non solo. Nella revisione del sistema san zionatorio si dovrà tener conto di soglie mirate di punibilità. E oltre all'annunciato stralcio del fondo taglia tasse, scompare dai capitolo sui controlli l'ipotesi di un redditometro per le imprese. Sulla tassazione verde, poi, trovano posto le richieste avanzate
dall'Ambiente, mentre si amplia
la delega sui giochi pubblici soprattutto per la pubblicità sul gaming. Questi i principali ritocchi
apportati alla delega fiscale rispetto al testo licenziato dal Governo
il 16 aprile e bollinato la scorsa settimana dalla Ragioneria generale
dello Stato.
Il disegno di legge, ora nelle mani di Giorgio Napolitano per l'autorizzazione al suo invio alle Camere, approderà la prossima settimana a Montecitorio dove inizierà l'iter parlamentare. Obiettivo
del Governo è ottenere la delega
per la pausa estiva o subito dopo,
così da avviare già da settembre
prossimo all'emanazione dei primi decreti delegati. A partire da
quelli che vorrebbero restituire
certezza del diritto come i principi fissati nell'articolo 5 sull'abuso
del diritto e l'elusione fiscale. Ma
vediamo in sintesi le principali novità del testo che arriverà, salvo
ulteriori osservazioni della presidenza, all'esame di Montecitorio.
Quella più rilevante e che sembra dettata dall'attualità è contenuta nell'articolo io del Ddl. Oltre a rivedere il contenzioso ora
si prevede la revisione della riscossione dei Comuni. Con l'agNUOVE SANZIONI
Sarà garantito il criterio
di proporzionalità
rispetto al grado della
violazione con adeguati tetti
di punibilità
giunta della lettera d) viene previsto che coni decreti delegati il Governo dovrà procedere al riordino della disciplina della riscossione delle entrate degli enti locali,
al fine di assicurare certezza, effiht
cienza ed efficacia dei loro poteri
di riscossione. Non solo. Il Governo dovrà assicurare competitività, certezza e trasparenza nei casi
di esternalizzazione della riscossione, nonché forme di garanzia
per la trasparenza, l'effettività e
la tempestività dell'acquisizione
da parte degli enti locali delle entrate riscosse.
Di particolare rilievo anche
le due righe inserite nell'articolo 8 sulla revisione delle sanzioni. Oltre a seguire criteri di proporzionalità rispetto alla gravità delle violaZioni, si dovranno
prevedere anche adeguate soglie di punibilità. In sostanza,
un conto sarà punire chi commette frodi per evadere e un
conto sarà sanzionare chi non
paga le tasse magari perché in
oggettiva difficoltà economica.
Confermata in toto la rivoluzione sul catasto a cui è stata aggiunta un'ulteriore clausola di
salvaguardia in base alla quale oltre a non dover prevedere ulteriori oneri per la finanza pubblica, l'attività di revisione dovrà essere svolta da strutture e professionalità già esistenti all'interno
delle amministrazioni. All'insegna dei risparmi di spesa anche
la Commissione chiamata a monitorare l'erosione fiscale: sarà
composta da 15 membri nominati dall'Economia per i quali viene
espressamente prevista l'assenza di qualsiasi gettone, rimborso
o compenso.
Dal testo giunto alla presidenza scompare il cosiddetto «redditometro per le imprese». Dall'articolo 9 dedicato al potenziamento
dell'attività conoscitiva e di controllo scompare la lettera e) che
prevedeva il potenziamento degli effetti dell'accertamento sintetico oltre che per l'Irpef, anche
per i contributi e le imposte dovute nell'esercizio dell' attività.
Sul fronte della fiscalità ambientale (articolo 14) viene espressamente introdotta nel principio
di delega l'esenzione dalla nuova
carbon tax per i settori che operano nell'ambito della direttiva Cee
sullo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra.
Si arricchisce, infine, la delega
sui giochi (articolo 15). Oltre al
riordino del prelievo, sul coordinamento e sull'adeguamento delle disposiziobni ai principi stabiliti a livello comunitario, nel nuovo
comma 2 viene prevista l'introduzone di specifiche norme per prevenire, curare e recuperare i fenomeni di ludopatia. Le linee di indirizzo saranno dettate da specifici
progetti finanziati «con il gettito
di idonee sanzioni», nonché vincolando a questo scopo anche
una quota del fondo sanitario nazionale. Contrasto, poi, a tutto
campo a forme di pubblicità sul
gioco illegale e a forme di pubblicità ingannevole. Ampia tutela
per i minori dalla pubblicità dei
giochi e maggiori garanzie al rispetto del divieto di gioco con vincite in denaro per i minori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 2
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ne deglierslillssali
press LinE
Il Sole12
04/05/2012
Catasto. Gli elenchi affissi agli albi comunali
Le case fantasma
trovano la rendita.
E adesso si paga pure l'Imu.
Con la tempestiva comunicazione dell'elenco 510 Comuni nei
quali sono state affisse le distinte delle «case fantasma» scoperte dal Catasto, l'agenzia del Territorio è arrivata quasi alla fine
del suo non facile compito. Dopo anni di lavoro sono state individuate 1,2 milioni di unità immobiliari che non risultavano al Catasto e quindi non tassabili. Ora,
invece, hanno anche una rendita catastale presunta, che è stata
notificata al proprietario del terreno sui sorgono con il sistema
dell'affissione all'albo pretorio
(comunicato del Territorio sulla Gazzetta ufficiale di ieri). Fino al 2 luglio 2012 resteranno
esposte. Ma sono anche visibili
sul sito internet dell'Agenzia.
Si attendono 472 milioni di
gettito aggiuntivo: per l'Imu
(quota erariale e comunale) sono attesi 356 milioni di euro, a
cui si aggiungono no milioni
di imposta sui redditi (Irpef o
cedolare secca), mentre 6 milioni dovrebbero arrivare
dall'Imposta di registro sui canoni di locazione.
Ancora più importante è la
partita degli arretrati di 5 anni.
L'Ici potrebbe fruttare 1,44 miliardi di euro (più 18o milioni di
sanzioni, se tutti aderiscono e pagano il minimo, e 21 di interessi).
Per lo Stato c'è l'Irpef sui redditi
fondiari (317 milioni più 39,6 di
sanzioni e 4,6 di interessi).
Di fatto, la rendita presunta,
se non si ricorre entro il 2 luglio
2012, diventa definitiva e in ogni
caso obbliga a pagare le imposte già da quest'anno. Inoltre,
per queste unità immobiliari, i
soggetti obbligati (cioè i proprietari o titolari di diritti reali)
devono provvedere alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale.
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Sa. Fo.
RISFRVAR
press LinE
Il Sole12
04/05/2012
Quasi due anni
di ritardi accumulati
Filomena Greco
OLEGGIO (NO)
Un'azienda in crescita,
con fatturato a 15 milioni di
euro nel 2011, in cantiere investimenti per un milione e
mezzo e un problema di liquidità generato dai crediti
Iva vantati nei confronti
dello Stato, a quota 9oomila euro. Giordano è un caseifico storico del Novarese, nato negli anni Cinquanta e oggi gestito dalla seconda generazione della famiglia Giordano.
Gli investimenti
Per rafforzare la produzione
di mozzarella di bufala
«La nostra materia prima
per 1'85% è il latte - spiega
l'amministratore delegato
Antonietta Giordano che insieme ai fratelli Marco e Luigi gestisce la società -. Lo acquistiamo con Iva al io%
mentre mozzarelle e formaggi vengono poi venduti
sul mercato con Iva al 4 per
cento. Così finisce che maturiamo, in media, crediti
Iva per circa 15omila euro a
trimestre».
Quello che si riesce, fino a
5oomila euro all'anno, si porta in compensazione, per il
resto «tocca aspettare». Ad
oggi il caseificio Giordano è
in attesa di incassare tutta
l'Iva del 2010 più due trimestri del 2011. In sostanza, ritardi accumulati che superano
l'anno e mezzo. «In un periodo in cui il sistema bancario
tende a contenere le linee di
credito, con questi tempi così allungati davvero si presenta un forte problema di liquidità» aggiunge l'amministratore delegato dell'azienda che conta oltre 4o addetti
e che ha la sua sede produtti-
va nel Novarese, a ridosso
del Parco del Ticino, area di
riferimento per la produzione di gorgonzola. «Noi siamo un po' una mosca bianca
- sottolinea Antonietta Giordano - perché lavoriamo la
pasta filata e produciamo
mozzarelle e altri tipi di formaggio, sia da latte vaccino
che di bufala».
L'investimento avviato
dalla società punta ad allargare l'attuale stabilimento tomila metri quadri, di cui
circa 4mila coperti - proprio
per rafforzare la produzione
di mozzarelle di bufala creando una linea dedicata, un
nuovo magazzino e ampliando la zona logistica. La produzione di mozzarelle con
latte di bufala è iniziata nel
2009: «Siamo partiti un po'
in punta di piedi, poi è arrivata una risposta molto soddisfacente da parte del mercato e così abbiamo deciso di
scommettere su questo filone», racconta l'ad.
«Lavoriamo soltanto latte
italiano, proveniente dal Piemonte e dalla Lombardia.
Questo richiede il mercato aggiunge Antonietta Giordano - e crediamo molto in questo investimento che punta a
valorizzare il progetto di
"mozzarella a chilometro zero". Per la produzione di
mozzarelle di bufala acquistiamo infatti il latte da due
produttori nel Cuneese e lo
lavoriamo a Oleggio. In un
momento così importante
per l'azienda, impegnata in
investimenti sul territorio,
la mancanza di liquidità rappresenta davvero un problema pesante». È per questo
che si finisce per fare i salti
mortali per rispettare i tempi di pagamento dei fornitori: «Riusciamo a stento a saldare entro i sessanta giorni,
ma la tendenza è di arrivare
ai novanta giorni viste le difficoltà del momento», conclude Giordano.
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Il Sole12
04/05/2012
Dal Piemonte
la strada del ricorso
Ilaria Vesentini
CUNEO
Parte dal Piemonte con
l'obiettivo di coinvolgere tutto
il territorio nazionale, il ricorso
contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero
dello Sviluppo economico per
chiedere il risarcimento dei
danni subiti a causa dei ritardi
nel rimborso dei crediti Iva.
Una class action all'italiana
(tecnicamente un liticonsorzio
facoltativo attivo), che oggi
prenderà forma con il deposito
al Tribunale di Roma di un atto
di citazione - prima firmataria
l'azienda leader in regione nel
lattiero-caseario, la Inalpi di
Moretta di Cuneo, promotrice
l'Associazione Nord-Ovest
2020 assistita dallo studio legale Pavia e Ansaldo - che chiama
in causa lo Stato per la violazione della normativa comunitaria sull'Iva e i conseguenti danni che i ritardati rimborsi fiscali
provocano alle imprese, tra
oneri finanziari per far fronte al
circolante, fidejussioni e mancati investimenti.
«Il punto di partenza, più volte ribadito dalla Corte di giustizia europea, è che l'Iva è un istituto neutro, per cui essa non deve in alcun modo gravare sulle
imprese, esponendole a indebiti rischi finanziari», precisa Stefano Grassani, presidente
dell'Associazione Nord Ovest
2020 (che curalo sviluppo delle
Pmi nella macroregione) nonché avvocato specializzato in
diritto Ue e antitrust dello studio Pavia e Ansaldo. «Per questo - aggiunge - abbiamo cercato di costruire un'azione di tutela collettiva che salvaguardi
non tanto il cittadino quanto
l'impresa lesa dal comportamento statale. Alla causa instaurata da Inalpi potranno aderire
tutte le altre imprese, e sono
molti i contatti ricevuti, con
un'analoga pretesa. Sul sito
dell'Associazione è stata aperta
una pagina apposita per la class
action e confidiamo in una vera
e propria mobilitazione di massa, trasversale ai settori».
Dopo settimane di denunce
delle Pmi italiane peri 5 miliardi di crediti Iva che si stima siano bloccati nella macchina statale e ritardi nei rimborsi che
toccano i due anni per le dichiarazioni annuali e 12 mesi per
quelle trimestrali, si passa dunque alla formale citazione in
giudizio. Anche perché l'inadempienza dello Stato italiano
è lampante di fronte a tempimedi dei rimborsi che tra Germania, Francia o Belgio non superano i 6o giorni. Tre mesi è invece il "termine ragionevole" pre-
miliardi
La stima del blocco
I crediti Iva vantati dalle imprese
bloccati dalla macchina statale
visto dalle disposizioni italiane
in virtù della neutralità dell'Iva,
ma mai rispettato. Con l'aggravante, nota Grassani, della precisa volontà del Governo di prelevare fondi dalla contabilità
dell'agenzia delle Entrate destinata a rimborsi e compensazioni Iva, per finanziare le riforme
promesse.
«L'avvio dell'azione legale è
il segnale di un'esasperazione
di noi piccole e medie imprese
- spiega Ambrogio Invernizzi,
presidente di Inalpi, 8 milioni
di crediti Iva bloccati, altri
7oomila euro solo ad aprile - di
fronte a uno Stato che ci costringe a prestiti forzosi aggiungendo un ulteriore elemento di disparità concorrenziale rispetto
ai competitor europei, in un sistema-Paese che già ci penalizza tra fisco e burocrazia. Anche
perché dopo tante proteste non
abbiamo avuto alcun riscontro
da Governo ed Equitalia».
La class action sarà presentata 1'8 maggio a Parma in occasione della fiera Cibus.
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Il Sole12
04/05/2012
La fidejussione
non sblocca i fondi
Emanuele Scarci
MILANO
Oltre u milioni di crediti
Iva che non riescono a rientrare nelle casse della Zanetti formaggi, dall'ultimo trimestre
del 2010. «Esportiamo oltre il
5o% del fatturato - osserva Attilio Zanetti, ad di Zanetti Spa
- e ciò comporta che su oltre
zoo milioni non incassiamo
Iva mentre la paghiamo sulle
forniture di latte, i14%, e su tutto il resto, il 21%. Fino al 2009
si rientrava dal credito entro
3-6 mesi oggi non è più così».
Dodici milioni di crediti Iva
pesano anche su un gigante come Zanetti che l'anno scorso
ha realizzato ricavi per 400 milioni (+25% a valore e +3% in
quantità); la società bergamasca ha 8 stabilimenti ed è uno
dei principali esportatori italiani di grana padano e parmigiano reggiano (la quota
export è del 55%), con una forte presenza nella Ue e
nell'Est. «Dovremmo essere
premiati - aggiunge Paolo Zanetti, contitolare dell'azienda
- perché trasformiamo solo
latte italiano (quello d'importazione non è gravato da Iva
ndr) invece vige un regime fiscale che disincentiva il prodotto nazionale e l'export».
Oltre tutto «quando chiediamo i rimborsi trimestrali precisa Attilio - dobbiamo
munirci di una fidejussione
bancaria di 28 mesi a garanzia
del rimborso Iva richiesto».
In realtà le aziende pagano
l'Iva anche sugli investimenti e questo scoraggia lo sviluppo, ma non Zanetti. «In
giugno - anuncia Paolo inaugureremo lo stabilimento di Panocchia a Parma grazie a un investimento di 18 milioni. Al preesistente centro
di stoccaggio abbiamo annesso un centro di confezionamento del parmigiano reggiano porzionato e grattugiato.
Il disciplinare del consorzio
impone che dal prossimo agosto il confezionamento venga realizzato esclusivamente
milioni
Credito Iva maturato
La Zanetti attende rimborsi
risalenti al IV trimestre del 2010
nella zona tipica».
«Abbiamo realizzato - interviene Attilio - una stabilimento superiore alle necessità attuali ma la nostra storia
insegna che poi abbiamo sempre dovuto ampliare. È vero
che il disciplinare ha imposto
nuovi investimenti ma sono
convinto che quella della tutela del prodotto sia la migliore stategia».
Anche ora che il prezzo del
parmigiano reggiano è calato
del 10% rispetto al picco?
«Certo - conclude Paolo puntiamo alla crescita dei volumi anche nel 2012: i dati del
primo quadrimestre rivelano che il mercato italiano tiene mentre quello estero è in
lieve progresso».
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Politica in pressing bui rimborsi lo
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Il Sole12
04/05/2012
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Politica m pressing sui rimborsi Iva
i Proposte di Pd e Pdl per la compensazione e l ' esenzione delle spese per interessi
Laura Di Pillo
ROMA
La partita è delicata e ineludibile e si gioca intorno allo stretto
crinale delle risorse disponibili.
La politica fa pressing sul Governo: Pdl, Pd e Udc cercano soluzioni urgenti per restituire ossigeno
alle aziende a corto di liquidità.
Accelerare sui mancati rimborsi
Iva (sono migliaia le imprese
strozzate dai ritardi o che rischiano di chiudere) o ipotizzare, come fa Angelino Alfano, una compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali. Questa mattina il segretario del Pdl presenta i
dettagli della proposta di legge
che «sarà offerta a tutte le forze
parlamentari, la riteniamo di
buon senso e in linea con i principi dello statuto del contribuente» ha detto ieri Alfano. «Se l'imprenditore ha un debito fiscale
con lo Stato e al contempo un credito per prestazioni erogate allo
Stato - ha osservato Alfano - lo
può compensare. Questo sarà
scritto nella nostra proposta e
poi noi proporremo un rapido recepimento della direttiva europea che prevede il dovere per la
Pa di fare i pagamenti entro sessanta giorni». Crediti Iva e crediti vantati verso la Pa, capitoli diversi come varie sono le ipotesi
in campo su cui la maggioranza è
al lavoro. Dall'introduzione di
un emendamento alla delega fiscale (si veda Il Sole-24 Ore del 25
aprile), alla mozione che presenterà in Senato il Pdl proprio
sull'accelerazione dei rimborsi
dei crediti Iva, all'interrogazione
parlamentare annunciata dal presidente della commissione per
l'Anagrafe tributaria Maurizio
Leo (Pdl), fino alla proposta del
Pd che in presenza di crediti vantati da un'azienda verso la Pa, il
debito tributario non pagato non
sia gravato da sanzioni e interessi. Prioritario accelerare sui crediti Iva, sottolinea il presidente
della Commissione Finanze della Camera Gianfranco Conte:
«Anche se in passato abbiamo visto che di questo strumento è stato fatto a volte un uso improprio,
quello del rimborso dei crediti
LETTERA DI TAJANI
«Basta rinvii
nei pagamenti
della Pa»
Le pubbliche amministrazioni dei 27 Paesi membri della
Ue devono alle imprese fornitrici circa 18o miliardi di euro e
quasi la metà della cifra è dovuta dallo Stato italiado: è ora di
dire basta ai ritardi dei pagamenti e attuare «immediatamente» le norme europee. È il
nuovo appello del vicepresidente della Commissione Ue,
Antonio Tajani, in una lettera
ai ministri competenti
dell'Unione. «Se gli Stati esigono rigore sul fronte fiscale - dice il commissario per l'Industria e imprenditoria dev'essere doveroso per la Pa anche
onorare gli impegni di pagare
tempestivamente, altrimenti
si contribuisce a una maggiore
mortalità delle Pmi».
Iva, avendo a disposizione poche
risorse, va considerato come il
percorso da privilegiare». Il nodo restano le risorse, aggiunge
Conte. Sulla proposta Alfano
non si sbottona: «E sostanzialmente quella già presentata a inizio legislatura, depositata, e che
porta come prima la mia firma».
Proposta poi dimenticata, che
conferiva delega al Governo ad
intervenire proprio sul tema della compensazione: Ma insiste
Conte: «Il Governo deve individuare le priorità e mettere a disposizione le risorse, se si va
avanti con la spending review, lo
spazio di manovra potrebbe esserci». Sullo stesso fronte Maurizio Leo (Pdl) che firma un'interrogazione al Governo in cui si
chiedono tempi certi e procedure semplificate sui mancati rimborsi dei crediti Iva. Tre le questioni aperte: le garanzie prestate per i rimborsi Iva, l'accesso al
rimborso, il limite alle compensazioni insieme al decreto che consentirebbe la compensazione dei
crediti vantati nei confronti della Pa con i debiti iscritti a ruolo.
La prima questione da risolvere, secondo Leo è il disallineamento tra la durata della garanzia prestata per ottenere il rimborso e i periodi di decadenza
dell'accertamento. Si chiede dunque l'introduzione di un periodo
di accertamento fisso uguale per
tutti e parametrato al periodo di
durata della garanzia. In campo
anche l'Udc. La proposta che il
Pdl presenterà sulla compensazione fra crediti e debiti verso lo
Stato riguarda un problema reale
che sta a cuore anche all'Udc ha
ribadito lo stesso Pierferdinando
Casini. «È un atto simbolico», ha
detto, ricordando anche come
«già qualche tempo fa era stato
previsto in una disposizione legislativa questo principio, ma il ministro Tremonti non gli diede attuazione». «Se fosse cosi semplice risolvere il problema ci avrebbero già pensato tutti», ha rincarato Casini, sottolineando che
«se il governo Berlusconi, di cui
Alfano era un autorevole esponente, non ha poi provveduto
praticamente all'attuazione della norma legislativa è per la complessità della questione». Sui crediti Iva, Gian Luca Galletti, capogruppo alla Camera aggiunge:
«Con Tremonti noi abbiamo fatto una battaglia epocale, i ritardi
dei pagamenti e dei rimborsi sono un'enorme ingiustizia. Stiamo lavorando all'ipotesi - continua Galletti - di ampliare il tetto
dei rimborsi, compatibilmente
però con le finanze pubbliche».
Più in generale «stiamo lavorando anche all'ipotesi, non valida
per il passato, che un'azienda paghi le imposte allo Stato solo
quando lo Stato paga, cioè quando l'azienda ha effettivamente incassato quello che le era dovuto». Cautela dal Partito democratico: «Durante uno dei decreti
estivi - spiega Marco Causi - il
Pd aveva proposto, con suo
emendamento, che in presenza
di crediti dalla Pa, il debito tributario non pagato non venisse gravato da sanzioni e interessi. Il governo di allora disse di no per motivi di copertura. Fermo restando che aspettiamo di leggere la
proposta del Pdl, è chiaro che il
punto cruciale è la copertura».
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Il Sole12
04/05/2012
Quattro strade
per i rimborsi Iva
ma tutte a ostacoli
La modalità più veloce per il recupero
resta la compensazione con i debiti fiscali
Luca De Stefani
Sono quattro le strade possibili per ottenere il riimborso dei
crediti Iva: l'istanza di rimborso,
la compensazione, la cessione a
terzi e l'attestazione bancaria.
Ogni strada, però, è piena di ostacoli rappresentati da limiti quantitativi o da inerzie degli uffici.
Come si forma il credito
Il credito Iva annuale si forma
perché l'Iva pagata ai fornitori
(imposta detraibile e potenzialmente rimborsabile dallo Stato)
è superiore a quella incassata (e
da pagare allo Stato). Ciò può accadere perché sono stati acquistati importanti beni strumentali, perché il tipo di attività esercitata comporta un'aliquota media delle fatture emesse o corrispettivi inferiore a quella degli
acquisti ovvero perché prevalgono le operazioni attive non soggette a Iva. In quest'ultimo caso,
gli esportatori abituali possono
ridurre l'importo del credito Iva
anche durante l'anno, inviando
ai fornitori le lettere d'intento e
chiedendo loro di emettere fatture senza applicazione dell'imposta, entro certi limiti. In questo
caso, anche se l'esportazione è
senza Iva, non si paga l'imposta
al proprio fornitore; quindi, si riduce il credito.
La compensazione
Se si chiude l'anno con un credito Iva, la strada più veloce per recuperarlo consiste nell'utilizzarlo per compensare l'Iva a debito
dei successivi mesi e se si è perennemente in positivo è possi-
bile utilizzarlo per compensare
il pagamento di debiti tributari o
contributivi, diversi dall'Iva,
con il modello F24. In quest'ultimo caso, però, per importi superiori a 15mila euro annui, la dichiarazione Iva deve essere certificata, con il visto di conformità, da un dottore commercialista, esperto contabile o consulente del lavoro. Inoltre, l'importo massimo compensabile è pari
a 516.456,90 euro per anno solare; quindi, per importi superiori
a questa cifra, l'unica strada è la
richiesta di rimborso.
L'istanza di rimbor'o
Il credito Iva annuale può essere
chiesto a rimborso da chi, alternativamente, nell'anno precedente ha acquistato beni ammortizzabili o spese per studi e ricerche, ha avuto una prevalenza di
operazioni non soggette a Iva rispetto alle altre, ha avuto un'aliquota media delle operazioni attive (fatture emesse e corrispettivi) inferiore a quella degli acquisti, ha effettuato operazioni
non imponibili superiori al 25%
del totale delle operazioni effettuate ovvero è non residente. In
questi casi, è di 2.582,28 euro l'importo minino del credito annuale che consente di chiedere il
rimborso, anche per una parte inferiore al suddetto importo. Si
può sempre richiedere il rimborso, invece, se nelle ultime tre dichiarazioni annuali si è risultati
a credito ovvero nei casi di cessazione dell'attività.
La richiesta annuale del rimborso va fatta all'interno della di-
chiarazione Iva, che va presentata in via telematica a partire dal
i° febbraio dell'anno successivo
a quello dichiarato e sino a fine
settembre. L'amministrazione
finanziaria dovrebbe pagare il
credito entro 6o giorni dalla richiesta, tramite il concessionario della riscossione, nel limite
massimo di 516.456,90 euro o un
milione di euro per i subappaltori edili. Per i rimborsi chiesti
all'agente della riscossione il
rimborso dovrebbe essere pagato entro 3 mesi dalla richiesta.
Per il ritardato pagamento sono
riconosciuti gli interessi del 2%
annuo, ma non sono previste
sanzioni per l'amministrazione
finanziaria. Al limite potrebbe
essere deciso dal giudice il risarcimento dei danni, causato dal ritardo nel pagamento dei rimborsi Iva, per i maggiori interessi pagati sui finanziamenti bancari,
per le fideiussioni richieste dagli istituti e peri mancati investimenti effettuati.
L'attestazione e la cessione
I contribuenti in attesa dei rimborsi, infine, potrebbero richiedere all'agenzia delle Entrate
l'emissione di un documento
che attesti la certezza e la liquidità degli stessi, nonché la data indicativa della loro erogazione.
Questa procedura non accelera i
rimborsi, ma il documento può
essere presentato agli istituti
bancari per aiutare le richieste
di finanziamenti o può documentare il credito anche ai fini
di una sua cessione a terzi.
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II Sole /2
04/05/2012
C
A
I crediti Iva annuali possono essere
chiesti a rimborso compilando il
quadro VR della dichiarazione Iva,
che va presentata in via telematica
dall 'febbraio dell'anno successivo
a quello dichiarato e fi no atta fine di
settembre. L'istanza di rimborso del
credito Iva dei primi tre trimestri
dell'anno viene presentata in via
telematica (modello Iva TR) entro
l'ultimo giorno del mese successivo
altrimestre (per il primo trimestre
entro 1130 aprile, perii secondo
e ntro il31 luglio e per il terzo entro il
31 ottobre). Se viene scelta la
procedura semplificata per il
pagamento del credito Iva da parte
delfisco, questo dovrebbe essere
pagato entro 60 giorni dalla
richiesta direttamente dal
concessionario della riscossione sul
c/c bancario o postale comunicato
dall'intestata do del conto fiscale.
Se si sceglie il metodo ordinario
rimborso dovrebbe essere
effettuato entro tre mesi
Non tutti i contribuenti possono
chiedere il rimborso annuale o
trimestrale, che sono concessi solo
a determinate condizioni.
L'istanza di rimborso del credito Iva
infrannuale, poi, può essere
presentata solo per i crediti maturati
nei primi tre trimestri dell'anno;
il credito dell'ultimo trimestre
va in dichiarazione annuale Iva
Il credito Iva dovrebbe essere
pagato dal 90esimo giorno
successivo a quello di
presentazione della
dichiarazione (dal 6oesimo per
i rimborsi chiesti all'agente
della riscossione). Sul ritardato
pagamento sono riconosciuti gli
interessi del 2% annuo, senza
sanzioni a carico del fisco
Anche senza la presentazione della
richiesta di rimborso annuale, il
credito Iva dell'anno può essere
utilizzato per compensare i debiti
Iva dei periodi successivi, in
liquidazione, perqualunque
importo (anche superiore a
516.456,90 euro). Può essere
compensato in F24 per pagare l'Iva
dovuta a titolo di acconto, di saldo
odi versamento periodico. Può
essere compensato in F24 anche
per pagare imposte o contributi di
natura diversa e/o nei confronti di
diversi enti impositori, per un
importo complessivo inferiore a
Smila euro annui, già dal primo
giorno del periodo d'imposta
successivo a quello in cui il credito
stesso è maturato. Per i crediti
trimestrali, la compensazione dei
primi 5mila euro, invece, può
essere effettuata dalla data di
presentazione dell'istanza senza
attendere il giornol6 del mese
successivo a quello di invio (data
rilevante, invece, per gli importi
superiori a 5mila euro)
La compensazione del credito
annuale in F24 con altri tributi per
importi superiori a 5mila curo e
fino a 15mila può essere effettuata
dal giorno 16 del mese successivo
a quello di presentazione della
dichiarazione annuale e per
importi superiori solo se c'è il
visto di conformità di un dottore
commercialista, esperto contabile
o consutente del lavoro
Senza chiedere il rimborso, si
recupera velocemente il credito
Iva vantato, ma illimite
massimo dei crediti di imposta
e dei contributi compensabili in
F24 è di 516.456,90 euro per
ciascun anno solare.
L'eccedenza può essere chiesta
a rimborso nei modi ordinari o
portata in compensazione
nell'anno solare successivo
La cessione a terzi del credito Iva
annuale, preventivamente chiesto a
rimborso nel quadro VR della
dichiarazione Iva, deve risu ltare da
atto pubblico o da scrittura privata
autenticata da notaio. Questo atto
deve tra l'altro contenere l'esatta
individuazione delle partii
dell'importo del credito ceduto
(risoluzione 6 settembre 2006, n.
103).
Il creditore, cedente dell'eccedenza
di Iva, poi, ha l'obbligo di notificare
formalmente all'ufficio dell'agenzia
delle Entrate competente
l'avvenuta cessione— che può
essere anche parziale—del credito.
Lo prevede l'articolo 69 del Regio
decreto 18 novembre1923, n.
2440. Non solo. Colui che cede il
credito Iva annuale deve inviare la
copia autentica dell'atto pubblico o
della scrittura privata autenticata
dal notaio all'ufficio Iva competente
territorialmente nei suoi confronti
(circo lare 8 luglio 1997, n.192/E)
Possono essere ceduti solo i crediti
risultanti daRa dichiarazione Iva
annuale peri quali sia stato chiesto
il rimborso nel quadro VR del
modello Iva. Il credito Iva dei primi
tre trimestri, per il quale è stato
effettuato il rimborso infrannuale,
non può formare oggetto di cessione
a meno che non confermato in
dichiarazione annuale
Il cessionario paga al cedente del
credito Iva annuale il prezzo della
cessione e le Entrate rimborsano il
credito del cedente al cessionario.
Quando viene notificata una
cessione di credito all'ufficio Iva,
questo, se ha perplessità sui
documenti prodotti, deve
informare il cedente prima
dell'ordine di pagamento
I contribuenti creditori d'imposta,
intestatari del conto fiscale,
possono richiedere all'agenzia
delle Entrate di attestare la
certezza e la liquidità del credito,
nonché la data indicativa di
erogazione del rimborso (articolo
10, comma 1 del decreto legge 30
settembre 2003, n. 269). Anche in
questo caso, quindi, è necessario
averchiesto prima il rimborso del
credito alle Entrate. L'Agenzia può
rilasciare l'attestazione anche peri
crediti Iva infrannua li (risoluzione
4 aprile 2006, n. 49/E; allegato I
circolare 3 marzo 2004, n. 9/E).
Oltre all'Iva, la certificazione può
riguardare i crediti per l'I rpef,
l'Ires, l'Irap, le imposte
sostitutive, le ritenute alla fonte,
l'imposta di registro, l'imposta
sulle successioni e donazioni, le
imposte ipotecarie e catasta li,
l'imposta sulle assicurazioni e
l'imposta di bollo (circolare 3
marzo 2004, n. 9/E)
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ILIMITI
i LIMITI
Il rilascio di questa attestazione
non è presupposto per
l'immediata liquidazione del
rimborso, in quanto l'ufficio deve
prima effettuare tutti i necessari
controlli. L'amministrazione
finanziaria, infatti, attesta la
certezza e la liquidità del credito
e non anche la sua esigibilità
(circolare 3 marzo 2004, n. 9/E)
IL RISULTATO
IL RISULTATO
L'attestazione consente agli
istituti di credito (che hanno
sottoscritto convenzioni con
l'Agenzia) di anticipare ai
creditori il 90% del credito. Cosi
si facilita l'accesso al credito a
tutte le imprese in attesa di
rimborsi periodici Iva in conto
fiscale, senza la necessità di una
vera e propria cessione
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Il Sole12
04/05/2012
«Pec su tutto il territorio entro i primi mesi del 2013»
ROMA
Arriva la posta certificata
per snellire e rendere più efficiente la macchina della giustizia tributaria. Semplificazione degli adempimenti dei
professionisti e riduzione dei
costi di gestione da parte
dell'amministrazione sono i
due obiettivi che il dipartimento delle Finanze vuole
raggiungere con l'avvio in
Umbria e Friuli Venezia Giulia dell'obbligo di utilizzo della posta certificata nel contenzioso. A tracci are la road
map dell'informatizzazione
del processo tributario è Fiorenzo Sirianni, direttore della Direzione della giustizia
tributaria del dipartimento
delle Finanze.
Con l'arrivo della Pec il contenzioso telematico inizia realmente a prendere forma?
Sì, quella tributarla è l'unica
giurisdizione che utilizzerà in
modo esclusivo la Pec nelle comunicazioni alle parti senza dover ricorrere al "doppio binario" con contestuale invio del
SPENDING REVIEW
L'uso della telematica
consente di realizzare
risparmi di spesa:
le raccomandate costano
sei milioni all'anno
supporto cartaceo. Con il decreto direttoriale le Commissioni
tributarie potranno effettuare
le comunicazioni alle parti processuali relative ai dispositivi
delle sentenze e agli avvisi di
trattazione delle udienze inviandole alle caselle di posta
elettronica delle parti stesse. Si
tratta di un'anticipazione di
una fase del futuro processo telematico che si completerà con
il regolamento attuativo in arrivo entro fine anno.
Chi sarà obbligato alla posta certificata?
Il Dl 98/2011 ha previsto l'obbligatorietà dell'indicazione
delle caselle Pec nel ricorso e
nella nota di iscrizione a ruolo
da parte degli uffici impositori
e dei difensori abilitati. Il decreto stabilisce che per i professionisti iscritti agli albi la Pec deve coincidere con quella comunicata ai rispettivi ordini, mentre per le società iscritte nel registro delle imprese la Pec coincide con quella comunicata al
registro stesso. Gli altri soggetti abilitati alla difesa presso le
Commissioni tributarie dovranno fornirsi di Pec secondo
le regole del Codice dell'amministrazione digitale (Cad).
Si parte dall'Umbria e dal
Friuli Venezia Giulia. Quali saranno le prossime tappe?
Si partirà dal 15 maggio con
due regioni di piccole dimensioni per testare le nuove modalità di invio delle comunicazioni. Confidiamo di poter
estendere l'uso della Pec a tutto il territorio nazionale tra fine anno 2012 e primi mesi del
2013. È nostro interesse anticipare laddove possibile l'estensione, tenuto conto dei benefici immediati sul lato della spesa che è possibile trarre
dall'utilizzo della Pec nelle comunicazioni.
E in un momento di spending review e di tagli di spesa
non c'è di meglio...
Il lavoro svolto dal Dipartimento delle Finanze in questa
direzione è in linea con gli
obiettivi di efficienza e di effi-
cacia di una moderna pubblica
amministrazione indicati nell'"agenda digitale italiana" prevista dal Dl 5/2012 (il semplifica-Italia) e nell'"agenda per la
crescita" prevista dal Def 2012.
D'altronde, a oggi le comunicazioni da parte delle Commissioni tributarie vengono effettuate ricorrendo al servizio postale tramite la spedizione alle
parti di una raccomandata con
ricevuta di ritorno, con costi
che annualmente toccano i 6
milioni di euro. L'uso della telematica nel processo tributario
è un obiettivo strategico da perseguire nel settore della giustizia tributaria anche perché consente di realizzare significativi
risparmi di spesa.
M. Mo.
G. Par.
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Pagina 21
enzioso, cresce il «carico»
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Il Sole12
04/05/2012
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Partecipazioni e aree edificabili. Istanze da presentare entro il 14 maggio
Rivalutazione, rimborsi in scadenza
Paolo Meneghetti
114 maggio prossimo scade il termine per presentare
istanza di rimborso dell'imposta sostitutiva versata per rivalutare partecipazioni o terreni, qualora ad una prima rivalutazione sia seguita una seconda con riversamento integrale
dell'imposta già versata nella
prima rivalutazione.
Il disposto normativo è contenuto nell'articolo 7, lettera
gg) del Dl 70/2011, secondo il
quale il termine per la richiesta
del rimborso della precedente
imposta sostitutiva, cioè 48 mesi dal versamento della seconda imposta sostitutiva duplicata qualora fosse già scaduto alla data di entrata in vigore del
D170/2011(14 maggio 2011), beneficia di un ulteriore lasso
temporale, appunto 12 mesi a
decorrere dal 14 maggio 2011.
Quindi la nuova scadenza per
inoltrare l'istanza di rimborso
è fissata al 14 maggio 2012.
Nel commentare questa disposizione la Circolare 47/11 cita l'istituto della «rimessione
in termini» a significare che la
disposizione del Dl 70 vale anche per i giudizi in corso, sicchè qualora vi sia un'istanza di
rimborso inviata entro 48 mesi dal versamento della seconda rivalutazione e sia oggetto
di contenzioso, l'Ufficio dovrà
abbandonare la controversia
g
per cessazione della materia
del contendere, così come il
contribuente con una nuova
istanza di rimborso da inviare
entro il 14 maggio 2012 potrà
riaprire i termini di un versamento eseguito anche in relazione alla prima rivalutazione
eseguita, ormai risalente alla
legge 448/2001.
Al riguardo va segnalato il caso problematico del possibile
rimborso dell'imposta sostitutiva quando essa sia stata corrisposta non con la procedura di
rivalutazione, ma con la procedura dell'affrancamento ex articolo 14 del Dlgs 461/1997. Si
tratta dell'imposta sostitutiva
versata sul valore delle partecipazioni alla data dell'i luglio
1998, su un imponibile pari alla
differenza tra costo fiscalmente riconosciuto in allora e valore alla data, appunto, dell'i luglio 1998. Il D170/2011 cita genericamente la procedura di «rideterminazione del valore della partecipazione» tramite imposta sostitutiva, per cui sembrerebbe non potersi escludere a priori che il rimborso possa avvenire anche in relazione
a questa ipotesi. In pratica, chi
avesse rivalutato la partecipazione con imposta sostitutiva
del 2% o del 4% successivamente a una procedura di affrancamento ex articolo 14 del Dlgs
461/97 si sarebbe trovato a du-
plicare il versamento di una
parte dell'imposta sostitutiva,
anche se determinata con modalità diverse nelle due procedure. Un intervento dell'agenzia delle Entrate, sul punto, sarebbe auspicabile.
Non c'è dubbio che esiste
una procedura più efficace per
ottenere il rimborso della precedente imposta sostitutiva,
qualora si voglia eseguire una
nuova rivalutazione. Si tratta
dello scomputo diretto nel modello F24 della prima imposta
La decisione
La rivalutazione
riapre con sconto
sull'imposta
Sul Sole 24 Ore del 6 maggio
2011 l'articolo in cui si dà
conto del provvedimento più
volte richiesto dagli esperti
del quotidiano di riapertura
dei termini per il recupero
dell'imposta sostitutiva in
caso di rivalutazione
sostitutiva da quella attuale.
Tale procedura si manifesta
nel modello Unico 2012, segnalando il versamento già eseguito nella colonna 4 del rigo RT
47 e procedendo a liquidare
quale imposta da versare solo
la differenza tra la nuova imposta e quella già versata.
La procedura di compensazione diretta sarebbe particolarmente efficace se potesse
essere attivata anche nei casi
in cui chi ha eseguito la precedente rivalutazione è altri rispetto all'attuale detentore
per passaggi a titolo gratuito
derivanti da successione o donazione. Mentre nel caso della successione non si ha continuità fiscale dei valori della
partecipazione tra de cuius ed
erede, visto il disposto dell'articolo 68 comma 6 del Tuir, tale continuità è espressamente
sancita per la donazione. Non
sembra pertanto irragionevole ritenere che il donatario
possa imputare nel citato rigo
RT 47, colonna 4, anche l'imposta sostitutiva già versata
dal donante, mentre una simile conclusione, nell'ipotesi
della successione ereditaria,
potrebbe essere applicabile
solo se esplicitamente avvalorata da una, peraltro non probabile, conferma da parte
dell'agenzia delle Entrate.
(O RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 22
Frodi fiscali, la Gdf
scopre più di 4 miliardi
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Pagina 41 di 63
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ItaliaOggi
04/05/2012
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altri paesi». Ipotesi che Giarda ammette essere stata «raramente
utilizzata in Italia» e che lui stesso non vorrebbe fo
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però, dice Giarda «merita un altro rapporto». Ieri, al convegno
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più in là; «Se i vincoli sono quelli europei non credo che sia eludibile ridisegnare la mappa dell'intervento pubblico... Si tratta
riva utare proposizioni, regole di vita e approcci estranei per
uno di formazione keynesiana come me, ma oggi come oggi e
non credo abbiamo moltissime alternative»,
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se ci sono chance per
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dnlla domanda pillblica», ha concluso il ministro.
La massa critica della spesa pubblica da aggredire
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ItaliaOggi
04/05/2012
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Nessuno dice di sfoltire le regioni
E il 10% dei comuni ha meno abitanti di un condominio
DI MARCO BERTONCINI
ualche accenno ai troppi enti locali, segnatamente all'aumento «dei costi per quelli
con un numero inferiore di abitanti», si
rova nella documentazione presentata
dal governo. La segnalazione è inserita fra le
«anomalie della spesa pubblica». Benissimo. Se
per le province sembra ormai essere consolidata
l'ipotesi di una riduzione, se non altro come «organi di decentramento», secondo l'originario art.
129 della Costituzione, per le regioni non si sente
verbo, anche se sarebbe da capire quale ragione
oggi (non sul piano storico, come avvenne subito
dopo la seconda guerra mondiale) giustifichi l'esistenza di una micro regione autonoma come la
Valle d'Aosta, la cui medesima permanenza come
semplice provincia sarebbe messa in discussione
dai criteri suggeriti dal governo. Lo stesso andrebbe detto per il Molise, regione creata artatamente
con conseguente necessità di istituire perfino una
mini provincia, come quella d'Isernia. Tacciamo
che la soppressione netta delle regioni, di tutte le
regioni (come per vent'anni predicato dalla destra
e in parte dal centro) sarebbe la soluzione migliore
per tanti problemi.
Quanto ai comuni, i dati provvisori del censimento 2011, resi noti dall'Istat pochi giorni fa,
parlano da soli. Su 8.092 comuni, ben 846 hanno
meno di 500 abitanti. Dunque, oltre un decimo
Qt
dei comuni italiani ha popolazione inferiore a
un grande condominio di una città. Vediamo le
successive classi: 1.096 comuni contano da 501
a 1.000 abitanti; 1.615, da 1.001 a 2.000; 993, da
2.001 a 3.000; 678, da 3.001 a 4.000; 471, da 4.001
a 5.000; e, ancora, 1.187 enti vanno da 5.001 a
10.000 abitanti. Per agire con razionalità, occorrerebbe un impeto giacobino, al fine di accorpare
migliaia di piccoli enti locali. Ovviamente le resistenze degli amministratori interessati e delle
popolazioni dipendenti sarebbero formidabili.
Si avvertono, tuttavia, già inviti in tal senso provenienti sia dalla stampa, sia dal mondo politico.
Per esempio, Emma Buondonno, docente di progettazione urbana a Napoli, rilevava su II Mattino
(«Comuni al voto e territorio da riorganizzare», 16
aprile) l'assurdità dei troppi enti locali sull'isola
d'Ischia e sulla penisola Sorrentina. A proposito di
isole, Antonio Martino usa frequentemente l'esempio dell'Elba, ove l'ex ministro trascorre le vacanze, come modello negativo dell'esistenza di troppi
comuni, bastandone (come nell'isolà d'Ischia) uno
solo. Anche l'Udc si è espressa ripetutamente per
accorpare i piccoli comuni. Passando dalla politica
all'antipolitica, pure Beppe Grillo, in un recente
comizio tenuto ad Asti, si è dichiarato contrario
ai troppi comuni. Il governo avrà mai il coraggio
di inserire in qualche provvedimento concrete
proposte per accorpare gli enti locali?
—© Riproduzione riservata
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Slalali. w a ha la riforma Brunet M
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Verso una nuova legge sul pubblico impiego: più flessibilità in uscita tua si decide con i sindacati
Statali, salta la riforma Brunetta
Patroni Griffi cancella le tre fasce di merito, più peso ai contratti
DI ALESSANDRA RICCIARDI
iù flessibilità in uscita
anche per gli statali, ma
il come lo si deciderà al
tavolo contrattuale, licenziamenti disciplinari tipizzati,
per sottrarli alla discrezionalità
del giudice, meno forme atipiche
di lavoro in ingresso, tavoli di confronto tra amministrazione e sindacati per realizzare la spending
review. E poi la riforma Brunetta:
si ripristinano relazioni sindacali
piene sul luogo di lavoro e soprattutto si cancellano di fatto le tre
fasce di merito per gli aumenti
di produttività, uno dei cavalli di
battaglia dell'ex ministro della
funzione pubblica, Renato Brunetta. Sono i punti chiave della
bozza di riforma che ieri è stata
presentata a Palazzo Vidoni dal
ministro della funzione pubblica,
Filippo Patroni Griffi, ai sindacati. Alla fine, le sigle hanno dato
un via libera politico ad andare
avanti, riservandosi un giudizio
definitivo. Ma è evidente che la
cautela con cui vuole muoversi
Patroni Griffi, dopo il decisionismo di Brunetta, non può che
essere apprezzata. Tra i sì, la garibaldina Cgil come la riformista
Cisl. L'obiettivo di Patroni Griffi,
una volta avuto l'assenso anche
di regioni e autonomie locali, è di
portare al consiglio dei ministri
della prossima settimana un disegno di legge delega di riforma
complessiva del settore pubblico.
Un ddl che, partendo dalla camera, completi la riforma del lavoro
privato di Elsa Fornero, incardina-
ta al senato. Per centrare l'obiettivo, Patroni Griffi deve muoversi
con grande attenzione: da un lato
ci sono le spinte tendenzialmente
liberiste del parlamento, dall'altro
quelle tendenzialmente conservatrici della piazza. E così la proposta spinge per realizzare una vera
mobilità dei dipendenti in esubero e il licenziamento di quelli
infedeli e improduttivi, dall'altro
però elimina le parti più invise ai
sindacati: l'indebolimento delle
relazioni sindacali sui posti di lavoro, a favore di un maggior decisionismo del dirigente, e le fasce
di merito con le quali classificare
i singoli dipendenti, rafforzando
invece il ruolo del contratto. Il merito, che nello stile Brunetta non è
mai decollato, causa mancanza di
fondi, dovrà essere commisurato
all'efficienza del servizio e non più
del singolo lavoratore e pagato attraverso i risparmi del sistema.
Prevista anche una revisione
della formazione del personale,
delle assunzioni, da farsi con un
concorso unico a livello nazionale,
e della dirigenza perché sia meno
dipendente dal potere politico.
Sullo sfondo dell'intero impianto,
da completare con una serie di
decreti delegati, c'è la spending
review. Per tagliare il grasso senza far saltare il servizio, serve un
processo di razionalizzazione delle funzioni e dell'organizzazione e
i sindacati devono assumersene la
responsabilità, è stato l'invito di
Patroni Griffi. Già, perché il ministro spera di condurre in porto la riforma in collaborazione
con i sindacati e non, come fatto
dal suo predecessore, avendoli
contro. Se il nuovo metodo funzionerà, sempre che venga confermato dal parlamento, lo si
capirà non prima di un anno.
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salsa la riforma Brimetta
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Contro il ministro degli interni Anna Maria Cancellieri che intende strigliare gli enti locali
Fuoco ad alzo zero di Renzi
Parli solo quando il suo ministero avrà tagliato come noi
DI GOFFREDO PISTELLI
uando il ministero
degli Interni avrà
«
tagliato quanto hanno fatto i comuni, accetterò lezioni da Anna Maria
Cancellieri». Parole (pesanti) di
Matteo Renzi, sindaco piddino
di Firenze, che gira l'Italia come
una trottola mixando campagna
elettorale per le imminenti amministrative e presentazioni del
suo libro. Ed è stato da un suo
tour pugliese che il Rottamatore s'è scagliato contro la titolare
del Viminale, fresca di una mega
rampogna contro i sindaci obiettori all'Imu e resistenti all'istituzione della Tesoreria unica a
Roma. All'ex-commissario del
comune di Bologna, che aveva ricordato ai primi cittadini
sediziosi la fascia tricolore con
cui si cingono la vita, Renzi ha
replicato che proprio quell'ornamento simboleggia il mandato
ricevuto dai cittadini mentre lei,
la Cancellieri, non è stata eletta
da nessuno.
Anche se il sindaco non aveva mai %scosto la propria antipatia per il governo tecnico «manca l'anima» aveva detto a
Milano, presentando il suo libro
una settimana fa - la sventagliata che è partita dalla Puglia
rappresenta forse la fase più
acuta del contrasto con Mario
Monti, del quale aveva detto,
ancora nella stessa occasione,
che era sordo alle sue richieste
di incontro per discutere delle
necessità di Firenze.
Aldilà della sua profonda idiosincrasia, da politico di razza,
per i tecnici al governo, l'attacco
all'esecutivo e la difesa d'ufficio
dei colleghi sindaci (peraltro
su temi che non gli sono propri
avendo al massimo propugnato
lo sfondamento dei patti di stabilità), segna un ennesimo passo
nel riposizionamento di Renzi,
iniziato dopo l'avvento di Monti
e il rivoluzionamento di un quadro che, sin lì, pareva avviato
verso elezioni anticipate. Il quel
contesto, come anche il raduno
della Leopolda 2.0 in ottobre a
Firenze aveva mostrato, il Rottamatore aveva immaginato una
discesa in campo personale (peraltro mai ammessa) nel quadro
delle primarie di coalizione.
La nascita di un governo di
legislatura, ma soprattutto l'accordo fra le forze politiche che
lo sostengono per riformare la
legge elettorale riducendo il bipolarismo e lasciando il pallino
ai partiti, ha indotto Renzi a rivedere la strategia per arrivare
a Roma.
Dopo un prolungato silenzio
a cavallo dell'anno, il Rottamatore è tornato con una ripresa dell'azione sulla sua città,
per poi cominciare a tessere la
tela degli amministratori locali, quelli di centrosinistra ma
non solo.
Formalmente per fare massa
critica (s'è parlato di un raduno
nazionale da realizzare a giugno) sulla gravissima situazione
in cui gli enti locali si trovano
per i crescenti tagli ai trasferimenti ma realisticamente
per creare un soggetto politico
nuovo, reso omogeneo da divesi
fattori. Oltre al già citato dissesto delle casse locali, l'Italia dei
municipi, in una fase di caduta
delle ideologie e crisi dei partiti, è infatti unificata anche
dalla vicinanza istituzionale ai
cittadini, sulla quale non possono contare le regioni, percepite
come ministeri. Idem per i temi
dell'antipolitica: sindaci e assessori possono opporre alle sirene
dell'anticasta la normalità delle
remunerazioni e l'assenza di vitalizi o altri benefici odiosi. Dettaglio quest'ultimo cui il sindaco
di Firenze s'è richiamato quasi
ossessivamente nelle sue ultime
e numerose uscite pubbliche.
Insomma si tratterebbe dare
un ruolo nazionale alla politica
locale, la sola che abbia le caratteristiche per resistere all'ondata neoqualunquista alimentata
dalla crisi.
Alla fine un'idea che è nel dna
stesso del mondo ex-margheritino: di quei Democratici alla cui
fondazione parteciparono, nel
1999, anche quelli di Centocittà
che raccoglievano le suggestioni
di Ermete Realacci e Legambiente. Un pensiero cui anche la
Fondazione Symbola, presieduta
dal leader ecologista, ma nata
nel 2005 anche per iniziativa di
Renzi, ha dato negli ultimi anni
molti contenuti culturali sulla
valorizzazione del territorio e
la cosiddetta soft economy.
Mettersi alla testa del partito
dei sindaci come Sergio Chiamparino, allora amministratore a
Torino, non ebbe il coraggio di
fare. Operazione verso la quale non è insensibile Virginio
Merola, sindaco democrat di
Bologna, il più contestatario, a
sinistra, sul fronte dell'Imu.
Merola e Renzi si sono visti
anche di recente a pranzo a Firenze, ufficialmente per la Fondazione Soros e per parlare di alleanze fra le due città avvicinate
anche dai treni supervoloci.
A tavola, però, secondo alcuni
osservatori, l'acronimo Pds è risuonato più volte e non in omaggio alla storia post-comunista
del bolognese, quanto per quelle
che potrebbe diventare una prospettiva comune: il Partito dei
sindaci, appunto.
Riproduzume riservatami
Pagina 9
II bruciore di stomaco
controllo.
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
In Gazzetta Ufficiale un dm dell'Economia che dà attuazione al decreto legge 98 del 2011
processo tributario con la Pec
Dal 15 maggio posta certificata per comunicazioni alle parti
DI SERGIO TROVATO
arte l'informatizzazione
del processo tributario.
Per le comunicazioni e
notificazioni è possibile
utilizzare la posta elettronica
certificata. In attuazione delle disposizioni contenute nel
Codice dell'amministrazione
digitale viene anticipata l'attuazione dell'informatizzazione
del processo tributario, limitatamente alle comunicazioni inviate dalle segreterie delle commissioni tributarie, con evidenti
vantaggi sia per gli uffici che per
le parti. Le comunicazioni degli
atti processuali, infatti, devono essere spedite all'indirizzo
Pec dichiarato dalle parti nel
ricorso o nel primo atto difensivo. Queste disposizioni sono
contenute nel decreto 7425 del
26 aprile 2012 pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3
maggio, emanato dal direttore
del dipartimento delle finanze
del Ministero dell'economia, che
entrerà in vigore il prossimo 15
maggio.
La finalità del provvedimento
ministeriRle è quella di potenziare l'utilizzo della posta elettronica certificata nel processo che si
svolge innanzi alle commissioni
tributarie, per velocizzare le
comunicazioni e anche per contenere i costi per la spedizione
degli atti a mezzo del servizio
postale.
Per assicurare l'efficienza e la
p
celerità del processo, l'articolo 39
del dl 98/2011, convertito dalla
legge 11112011, ha previsto che
le comunicazioni degli atti del
processo possano essere effettuate all'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o
delle parti, che deve essere indicato nel ricorso o nel primo atto
difensivo. Nel provvedimento è
espressamente disposto che per
i professionisti l'indirizzo deve
coincidere con quello comunicato ai rispettivi albi o collegi.
L'articolo 39 ha demandato a
un decreto ministeriale il compito di fissare le regole per consentire l'utilizzo delle nuove tecnologie e individuare le commissioni
tributarie nelle quali possono
essere gradualmente applicate
le procedure informatiche. Le
disposizioni del decreto, infatti,
si applicano alle comunicazioni
che devono essere inviate dal
16 maggio da parte degli uffici
di segreteria delle commissioni
tributarie provinciali e regionali
dell'Umbria e del Friuli-Venezia
Giulia, relativamente ai ricorsi
notificati dal 7 luglio 2011. Tuttavia le parti interessate, con
apposita istanza, possono richiedere che le nuove modalità
di comunicazione siano applicate anche ai ricorsi pendenti
alla stessa data. Con successivi
decreti verranno poi individuate
le segreterie delle commissioni
tributarie presso le quali in futuro potranno essere utilizzate
le notifiche telematiche.
In base all'articolo 16 del
decreto legislativo
546/1992, richiamato nel giorno successivo a quello in cui
decreto direttoriale, le sia stata notificata la denuncia
comunicazioni sono fat- di variazione alla segreteria
te mediante avviso della della commissione tributaria
segreteria della commis- e alle parti costituite. Quando
sione tributaria, il qua- mancano o sono assolutamente
le viene consegnato alle incerti questi dati oppure non
parti che ne rilasciano è indicata la sede nel territorio
ricevuta. La norma pre- dello Stato, le comunicazioni
vede che le comunicazio- vanno fatte presso la segreteria
ni possano essere fatte della commissione tributaria. La
anche tramite l'utilizzo variazione dell'indirizzo Pec, indel servizio postale in vece, produce effetti dal decimo
plico senza busta rac- giorno successivo a quello in cui
comandato con avviso sia stata notificata alla segretedi ricevimento. Mentre ria del giudice tributario.
Riproduzione riservata—a
con la notificazione si
procede alla consegna
di un atto del processo
(per esempio, una copia
del ricorso oppure un
atto di intervento nella
causa), con la comunicazione si provvede a dare
la notizia di un atto o di
un fatto.
La segreteria comunica l'avviso di trattazione
della causa, il rinvio nei
casi previsti dalla legge
o il dispositivo della
sentenza. Le comunicazioni devono essere
effettuate nel domicilio eletto. In mancanza
dell'elezione di domicilio vanno fatte nella
residenza dichiarata
dalla parte nell'atto di
costituzione in giudizio.
Le eventuali variazioni
riguardanti elezione
di domicilio, residenza
dichiarata o sede hanno effetto dal decimo
Pagina 23
Il processo trillmaiat•io con la l'e•
Pagina 46 di 63
press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Gli atti catastali aggiornati
solo dopo sentenza definitiva
L'Agenzia del territorio è tenuta all'aggiornamento degli atti
catastali in seguito a contenzioso con il contribuente solo dopo che
sia stata emanata una sentenza definitiva. Lo prevede l'articolo 12
del dl sulle semplificazioni fiscali (16/2012) in sede conversione in
legge. Questa nonna, infatti, introduce nell'ambito della disciplina
processuale tributaria (decreto legislativo 546 11992) l'articolo 69
bis. La nuova disposizione prevede che se la commissione tributaria accoglie totalmente o parzialmente il ricorso proposto contro
gli atti relativi alle operazioni catastali e la sentenza diventa
definitiva, l'Agenzia del territorio è tenuta a rettificare la rendita
e a far emergere la variazione catastale in seguito al passaggio in
giudicato certificato dalla segreteria del giudice. Il contribuente,
dunque, è tenuto a pagare i tributi che si fondano sulla rendita
catastale (Ici, Imu, tributi erariali) anche nel caso in cui ottenga
una sentenza favorevole nel corso del processo, fino a quando la
pronuncia non diventi definitiva. Solo da questo momento può
chiedere al Catasto di procedere all'aggiornamento degli atti. Le
Agenzie del territorio locali hanno il compito di rendere esplicita
negli atti catastali anche l'efficacia della rettifica. Nelle annotazioni, infatti, deve essere evidenziata anche la decorrenza. Il
giudice tributario può rettificare la classe di merito attribuita
a un immobile. Del resto, il classamento operato dall'Agenzia
pur se assistito, in linea di principio, da un notevole grado di
attendibilità, può anche essere rettificato sulla scorta di valida
documentazione quale può essere una perizia tecnica disposta
dall'Autorità giudiziaria. È possibile, inoltre, contestare la correttezzc?dei conteggi eseguiti sulla planimetria catastale, ai fini del
classamento, così come può essere ridotta la consistenza dei vani.
Con la nonna del dl fiscale il legislatore si allinea al principio
già da tempo affermato dalla Cassazione (sentenza 1306912006),
in base al quale la determinazione del giudice passata in cosa
giudicata costituisce l'unica rendita valida e efficace a partire
dall'attribuzione e, quindi, la sola sulla quale deve essere calcolata
l'imposta effettiva. La rendita rettificata deve essere considerata
come quella «messa in atti» sin dal momento di attribuzione da
parte del Catasto. Il contribuente può chiedere, in sede giudiziale,
la rettifica del provvedimento catastale. Se ottiene l'annullamento,
anche parziale, deve continuare a pagare i tributi sulla base della
rendita contestata, che risulta iscritta in Catasto, fino a quando
non viene emanata una sentenza definitiva. La pronuncia, anche
se favorevole al contribuente, non è esecutiva fino al momento in
cui diventa incontestabile. Se la rendita, però, è rettificata con
sentenza passata in giudicato, l'amministrazione è obbligata a
rimborsare, per gli anni d'imposta pregressi, il tributo pagato in
misura maggiore rispetto al dovuto.
Sergio Trovato
--O Riproduzione riservata-Ha
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Il ravvedimento veloce si estende
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Agenzia del territorio: gli atti di attribuzione pubblicati sugli albi pretori dei comuni
Resuscitano le case fantasma
Fino al 2 luglio i ricorsi contro la rendita presunta
DI FABRIZIO G. POGGIANI
a oggi e fino al 2 luglio
prossimo sono pubblicati sull'Albo pretorio
dei Comuni gli atti
relativi all'attribuzione della
rendita presunta a tutti gli immobili cosiddetti «fantasma»,
cioè quelli che non sono stati
dichiarati spontaneamente
dai soggetti interessati. Lo ha
reso noto l'Agenzia del territorio, spiegando che i proprietari
possono chiedere all'Agenzia,
prima di fare ricorso, il riesame
in autotutela dell'attribuzione
della rendita in alcuni casi particolari, quali l'errata intestazione della particella di catasto
terreni su cui è stato edificato
il fabbricato non dichiarato o la
non accatastabilità dello stesso fabbricato. Sono circa 2,2
milioni le paerticelle catastali
interessate dall'operazione. In
particolare, c'è tempo fino al 2
luglio per presentare l'istanza
di autotutela o il ricorso giurisdizionale avverso l'attribuzione della rendita presunta
dei fabbricati non dichiarati e
censiti in surroga dal Territorio.
D
A partire dal mese di maggio
dello scorso anno (2011), gli uffici territoriali hanno attribuito
d'ufficio la rendita presunta, ai
sensi del comma 10, dell'art. 19,
dl n. 78/2010, dopo aver atteso
la scadenza del 30 aprile
per la dichiarazione spontanea in catasto, a cura
dei proprietari e/o titolari
dei diritti reali.
Il comunicato di ieri
(www.agenziaterritorio.
gov.it), di conseguenza, si
rende necessario per avvisare l'avvenuto adempimento a cura degli uffici
che hanno provveduto
ad attribuire la rendita
presunta e ad accatastare l'immobile, in sostituzione
del soggetto obbligato inadempiente, con oneri a totale carico
di quest'ultimo, come indicato
da una specifica tabella allegata alla determinazione del
29/09/2009, in ossequio alle
disposizioni contenute nel dm
701/1994, che ha sostituito la
precedente del 13/8/2007.
Nel comunicato, il Territorio
avvisa che nei 60 giorni successivi alla pubblicazione degli atti
in commento, che vale notifica,
gli interessati potranno presentare esclusivamente un'istanza
di autotutela, in carta semplice, ma solo ai fini di rettificare l'errata intestazione della
particella, la non accatastabilità dell'immobile e l'avvenuta
presentazione della procedura
(Docfa) dal soggetto interessato; qualsiasi altro caso, non sarà
preso in considerazione dall'ufficio destinatario dell'istanza.
È lo stesso Territorio, infatti,
che ricorda alcuni casi di fabbricati che potrebbero essere stati
erroneamente accatastati, annoverando tra questi i casi di un
fabbricato o di un ampliamento
attribuita in via transitoria con
la procedura ordinaria (Docfa).
Peraltro, l'atto di attribuzione
della medesima rendita contiene la quantificazione degli oneri posti a carico degli inadempienti, che la determinazione
richiamata (art. 1) obbliga a
versare entro il medesimo termine di proposizione del ricorso
(2/07/2012), tenendo conto che,
per quanto riguarda le sanzioni
applicabili, in caso d'inerzia da
parte dell'interessato si rendono applicabili quelle indicate
da dall'art. 2, comma 12, del
decreto legislativo 14 marzo
2011, n. 23.
Infine, ancorché l'accatastamento sia avvenuto in surroga a
cura del Territorio, i proprietari
e i titolari di diritti reali sugli
immobili, cui è stata attribuita la rendita presunta, devono
presentare gli atti di aggiornamento catastale entro 120 giorni dalla data di pubblicazione
del comunicato (31/8/2012), per
non incorrere nella quadruplicazione delle sanzioni, di cui al
comma 12, dell'art. 2, del dlgs
n. 23/2011.
—e Riproduzione riservata--$
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di un immobile già dichiarato
al catasto, di accatastamento
dell'immobile avvenuto dopo
la pubblicazione del comunicato, di un fabbricato demolito,
di una tipologia di immobile
esente da accatastamento e
di un fabbricato non esistente sulla particella di terreno
indicato.
In caso di diniego dell'autotutela, e in presenza di casi di
esclusione dall'accatastamento o di errata determinazione
della rendita, l'unica via di
uscita per l'interessato è la
proposizione di un ricorso,
ai sensi del dlgs n. 546/1992,
sempre nel termine dei 60
giorni (2/07/2012), dovendo
considerare il medesimo termine anche per la necessaria
costituzione presso la commissione tributaria adita.
Sul punto è lo stesso comunicato che mette in allerta il proprietario e/o il titolare di diritti
reali avvisando che l'istanza
di autotutela non genera una
sospensione del termine per la
proposizione del ricorso e che la
rendita attribuita con gli atti in
commento è presunta e quindi
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Resuscitano le case fantasma
press LinE
ItaliaOggi
04/05/2012
Thgente unico: nessun contratto da disdire, dal 2013 i comuni faranno da sé. Polemica sulla proroga
Enti locali con i nervi a fior di pelle
Botta e risposta Anci-Equitalia. L'Upi mette in mora il governo
DI FRANCESCO CERISANO
E
nti locali con i nervi a fior
di pelle. Dopo l'iniziativa
dell'Anci di mercoledì in
cui l'Associazione dei
comuni è tornata a ribadire la
propria contrarietà verso l'Imu
(«una patrimoniale occulta che
il governo ha introdotto nascondendosi dietro la faccia dei sindaci») e ha annunciato l'avvio di
una mobilitazione che culminerà il 24 maggio a Venezia, ieri
nell'agone è scesa anche Equitalia. Il concessionario nazionale della riscossione ha risposto
agli inviti alla disobbedienza
fiscale dalla disdetta dei contratti, che da più parti (Lega
in testa) vengono recapitati ai
primi cittadini in questi giorni,
ricordando che «i sindaci non
devono disdire alcun contratto
con Equitalia perché è la legge
(il dl Salva-Italia ndr) a prevedere che i comuni gestiscano da
soli l'attività di riscossione dal
1° gennaio 2013». «Gli annunci
di alcuni sindaci di voler disdire il contratto con Equitalia»,
ha chiosato la società guidata
da Attilio Befera «appaiono
quindi pretestuosi».
Ma la polemica è scoppiata
allorquando Equitalia ha ricordato che lo slittamento dell'avvio della riscossione in proprio
da parte dei comuni (previsto
per il 1° gennaio 2012) è stato
deciso dal parlamento per accogliere le richieste più volte formalizzate dell'Anci nelle sedi
parlamentari. A stretto giro è
arrivata la risposta del segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti, che ha ricordato
come la richiesta di proroga sia
«quasi sempre per complicare
la vita ai comuni, come quelle relative alla riscossione dei
ruoli sotto i 2.000 euro». Ma
anche le modalità con cui verrà
incassata l'Imu (tramite F24 e
solo a partire dal saldo di dicembre tramite bollettino postale) non convincono i sindaci
perché questo comporterà una
«diminuzione dei flussi visto che
l'Imu la riscuoterà direttamente
lo stato».
Le province mettono in
mora il governo. Rincuorate
dal richiamo della Bce (che ha
invitato il governo Monti a «razionalizzare» gli enti intermedi
senza però parlare di una loro
eliminazione), le province ieri
hanno alzato la voce contro il
governo rispolverando un vecchio cavallo di battaglia su cui
da anni tutti gli inquilini di via
XX settembre non hanno mai offerto risposte nonostante anche
un duro richiamo da parte della
Corte dei conti (si veda ItaliaOggi del 31/12/2010) e le denunce di questo giornale (si vedano
gli articoli del 10/12/2009, del
20/10/2010 e del 23/10/2010): il
pagamento dei trasferimenti a
rischio perenzione. Stiamo parlando dei contributi erariali che
stata fatta «nell'interesse degli
stessi comuni» perché si correva
il rischio di «dover sospendere
la riscossione in quanto i tempi
con cui era prevista l'uscita di
Equitalia non consentivano di
fare una gara per scegliere un
nuovo riscossore oppure organizzare una riscossione interna».
Rughetti ha ricordato come
da anni le norme in materia di
riscossione vengano modificate
dal 2002 al 2007 non sono stati
versati alle province e ai comuni
con più di 50.000 abitanti per il
sol fatto che le loro disponibilità liquide non scendevano sotto
determinati limiti di giacenza di
tesoreria. Ragion per cui le risorse, di spettanza degli enti, le
ha tenute lo stato. Per le province si tratta di 2,864 miliardi di
euro che di questi tempi farebbero molto comodo per pagare
le imprese in difficoltà. E l'Upi
è pronta a battere cassa.
«Se il governo non provvede
al pagamento siamo pronti a
mandare i decreti ingiuntivi»,
ha minacciato il vicepresidente Antonio Saitta. «Si tratta
di vecchi trasferimenti erariali
che spettavano alle province e
che non sono mai stati erogati,
con cui noi abbiamo costruito
i bilanci ma che, di fatto, sono
rimasti fermi nelle casse dello
stato. Sono soldi che vogliamo
usare per pagare le imprese e i
fornitori, per sostenere l'economia locale, per fare ripartire gli
investimenti». Anche per questo
l'Upi ha annunciato che aderirà al «D Day», la manifestazione
indetta dall'Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance)
per il 15 maggio prossimo.
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press LinE
04/05/2012
LA
ItaliaOggi
NoynA é CONTEN TA NEL DECRETO .
P NDINO EVIE
Acquisti online, niente più diritti di segreteria
I comuni e le province non potranno
più chiedere il pagamento dei diritti
di segreteria (comunemente conosciuti
come diritti di rogito) per i contratti
che regolino gli acquisti di beni e servizi scaturenti da modalità elettroniche.
Lo schema di decreto-legge pensato
per determinare i poteri e le funzioni
di Enrico Bondi ai fini della spending
review sottrae alle amministrazioni
locali il potere impositivo di acquisire
i diritti di segreteria, previsti per la
stipulazione dei contratti, nei quali intervenga il segretario comunale e provinciale, disapplicando le disposizioni
dell'articolo 40 della legge 604/1962
ai casi di acquisti effettuati mediante
sistemi informatici.
L'ipotesi è riferita alle forme di individuazione del contraente definite dal
dlgs 163/2006 e riferibili al mercato
elettronico della Consip (sia mediante
confronto concorrenziale tra i beni e
servizi presenti nel catalogo, sia mediante la procedura concorrenziale
denominata "richiesta d'offerta), alle
aste elettroniche ed infine ai sistemi
dinamici di acquisizione, e ad
ogni altro sistema di selezione
del contraente realizzato da
centrali di committenza o da
stazioni appaltanti con modalità informatiche.
La disapplicazione dell'esigibilità dei diritti di segreteria riguarda esclusivamente lo strumento selettivo, cioè la modalità
di gara su basi informatiche e
non è connessa al valore del contratto. Dunque, qualunque sia
l'importo del contratto, i diritti
di segreteria non saranno esigibili, anche laddove la stipulazione avvenga mediante atto pubblico in forma amministrativa,
redatto dal segretario comunale
e provinciale.
Nel caso degli acquisti da
mercato elettronico Consip, in
effetti, i diritti di segreteria non
potrebbero comunque essere esatti,
perché la stipulazione del contratto
avviene attraverso la sottoscrizione
con firma digitale dell'ordine di acquisto informatico, prodotto al siste-
ma. Da notare che il decreto estende
agli acquisti da mercato elettronico il
beneficio della possibilità di non attendere il termine dilatorio di 35 giorni
appunto per la stipulazione del contratto. Il che consentirà di abbreviare
i tempi di approvvigionamento e
di pagamento.
Si tratta indubbiamente di
disposizioni miranti alla semplificazione, che probabilmente
avrebbero dovuto trovare il loro
posto nel d.l. 5/2012, più che nella
disciplina della spending review.
A ben guardare, infatti, la previsione non comporta alcun taglio
della spesa per le amministrazioni
locali, ma anzi implica una mancata entrata, dal momento che i
diritti di segreteria costituiscono
una fonte di acquisizione di risorse per comuni e province. Un po'
un controsenso, controbilanciato
da una maggiore speditezza delle
procedure e, soprattutto, dalla riduzione degli oneri a carico delle
imprese appaltatrici.
Luigi Oliveri
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Enti locali con i nervi
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Se il comune ravvisa che il valore venale è superiore scatta l'azione di recupero
Aree edificabili, caos Imu
Il pagamento non esclude l'accertamento dell'ente
DI MAURIZIO BONAZZI
/tra tegola sui contribuenti: anche se pagheranno l'Imu sui valori
delle aree edificabili indicati dall'amministrazione comunale, non saranno comunque
al riparo da possibili accertamenti. È l'effetto dell'abrogazione, disposta dalla legge di conversione
del decreto fiscale, dell'art. 59 del
dlgs 446/1997. Che consentiva
ai comuni di individuare i valori delle aree fabbricabili «al
fine della limitazione del potere di accertamento» qualora
l'imposta fosse stata versata
sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato
dal comune. Ciò non significa
che ai municipi sia ora preclusa la possibilità di fornire dei
parametri di riferimento utili
a indirizzare i contribuenti nella quantificazione della base
imponibile, ma qualora l'ufficio
tributi reperisse elementi atti a
dimostrare che il valore venale
è superiore a quello a suo tempo indicato dallo stesso comune,
l'azione accertatrice diventerebbe necessaria, stante il principio
di irrinunciabilità del prelievo
tributario di cui una parte (pari
al 3,8 per mille del valore) è dovuta allo stato.
La norma abrogata. L'art. 59,
c. 1 lett. g), del dlgs 446/1997, con
l'intento di ridurre l'insorgenza
del contenzioso in materia di Ici,
riconosceva ai comuni la possibilità di predeterminare i valori
presunti dei terreni edificabili.
Con la conseguenza che, laddo-
ve tale potere veniva esercitato, il
contribuente che versava l'imposta sulla base degli elementi forniti dall'ente non poteva essere
accertato: neppure nell'ipotesi in
cui l'ufficio tributi fosse entrato
in possesso di riscontri oggetti-
vi (per esempio perizie di stima
o atti di compravendita) idonei
confutare l'inattendibilità del
parametro di riferimento.
Lo scenario attuale. Dall'art.
14, c. 6, del dlgs n. 23/2011, che
in materia di Imu riconosceva
ai comuni la stessa potestà regolamentare Ici di cui agli art.
52 e 59 del dlgs 446/1997, la
legge (n. 44/2012) di conversione del dl 16/2012 ha espunto
il richiamo all'art. 59. Cosicché l'unico riferimento
normativo resta ora l'art.
52, il quale, riconoscendo
ai comuni la possibilità di
disciplinare le proprie entrate tributarie (salvo per
quanto attiene all'individuazione e alla definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi
e dell'aliquota massima),
potrebbe indurre a ritenere che quanto prima
previsto dall'art. 59, c. 1, lett.
g) sia, comunque, ricompreso nella più ampia portata
dell'art. 52.
In realtà, oltre al rispetto del
principio di riserva di legge di
cui all'art. 23 della Costituzio-
ne, occorre evidenziare che la
potestà regolamentare dei comuni non può neppure travalicare i principi generali dell'ordinamento tributario, tra cui, ai
fini che qui interessano, vanno
ricordati quello di indisponibilità dell'obbligazione tributaria
e quello di irrinunciabilità del
prelievo tributario.
Il che sta a significare che i
comuni potranno ancora fissare
i valori presunti delle aree edificabili ai fini Imu, ma, in assenza
di una specifica norma di legge,
sarà precluso ai regolamenti limitare l'attività di accertamento dell'ufficio nei casi in cui la
base imponibile dichiarata dal
contribuente, ancorché in linea
con i parametri comunali, risulti inferiore a quella effettiva di
mercato determinata in ossequio all'art. 5, c. 5, del dlgs n.
504/1992.
Circolare esplicativa del
Mef. Intanto, l'attesa circolare
esplicativa del Mef sulla disciplina Imu prende tempo. Attesa
per oggi, la nota molto probabilmente arriverà la prossima set•
timana
O Riproduzione riservata
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Aree edificala li. caos lino
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04/05/2012
ItaliaOggi
L'imposta di soggiorno continua a essere un'imposta a metà, mentre l'imposta di sbarco alle
t
completa. È questa una palese una
enza delle modifiche
apportate al decreto fiscale che nell'art. 2, comma 2-bis ha introdotto l'imposta di sbarco che
i comuni che hanno sede gi
t erri
dica nelle isole
minori e i comuni nel cui territorio insistono
isole minori possono istituire in alternativa
all'imposta di soggiorno.aradosso consiste
nel fatto che la nuova im postaha una disciplina
i
più esauriente rispetto
di cui è alternativa e che continuadl ea
priva di una specifica regolamentazione di aliinf
aspetti fondamentali.
en]2
atti, nell'art 4 del diga n. 23 del 2011
che ha introdotto l'imposta di soggiorno, con:
tinua a non venir precisato in che modo deve
essere assicurato l'adempimento dell'obbligazione tributaria da parte dei soggetti passivi
del tributo, cioè di «coloro che alloggiano nelle
strutture ricettive situate sul proprio territorio». E poiché è assurdo ipotizzare che ogni
cliente dell'albergo vada a versare con bollettino di conto corrente postale l'importo dovuto
al comune, sarebbe stato preferibile che la legge imponesse tale obbligo a carico del gestore
della struttura ricettiva con obbligo di rivalsa
sui soggetti passivi del tributo.
Detta soluzione è stata invece, e per fortuna,
adottata per l'imposta di sbarco, in quanto il
comma 3-bis del citato art. 4 del dlgs n. 23 del
2011, introdotto dall'art. 2, comma 2-bis del
decreto fiscale, che stabilisce che:
• sono le compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea a riscuotere l'imposta unitamente al prezzo del
biglietto;
• la compagnia di navigazione è responsabile
del pagamento dell'imposta, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, della presentazione
della dichiarazione e degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento
comunale;
Manca, inoltre, nella disciplina dell'imposta
di soggiorno tutto il sistema sanzionatorio che
'
invece è stato ben ar
sbarco, giacché:
• per l'omessa o infedele presentazione della
dichiarazione da parte del
re sponsabile dposta si applica la sanzione amministrativa dal
100 al 200% dell'importo dovuto;
• per l'omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta si applica la sanzione amministrativa dell'art. 13 del dlgs n. 471 del 1997,
pari al 30%.
Tutto questo comporta che, essendo la san
zione una prestazione imposta che deve essere
stabilita dalla legge, dette misure non siano
automaticamente applicabili all'imposta di
soggiorno. L'unica norma applicabile potrebbe
essere l'art. 13 del diga n. 471, che detta una
disciplina generale per l'omesso o parziale versamento dei tributi. Per
•er agli
•
obblighi e arativi, invoco l' co
t7o potrehhe
i
essere la sanzione
ata
fiss
7-bis del dlgs n. 267 del 2000 (Tad.)e
n lla mi
euro per le violazioni
delle
disposizioni
exregolamenti
regolamenti
sura da
25 euro dei
niciali ma che non è certo una sanzionee
Provin
N
amministrativa
tributaria.
on si comprende, infine, perché:
sia estesa a tutti i comuni i
s
k
In f a t t i tale
(ai 1 eap
p pt
o i er ae r è riconosciuto
ns
P s tc iau dt ss al
o gtgaaetrpoao ai
comuni capoluogo di provincia, alle unioni di
comuni, nonché ai comuni• inelusi negli elenchi
regili
ona .delle località turistiche o città d'arte,
men e ci sono alcuni comuni che non hanno
tali caratteristiche eche pure possono di fatto
considerarsi turistici;
eitnon si sia pensato a unifica
con true discip
lina
imposta
di soggiorno
ega del
tributo di soggiorno a carico di coloroc
el h<ecoa
al-ricettive della città>›, logianerRm
p
previsto
a Capitale.
i vari emendamenti ce ne
E pensare eh
erano al
cuni
che
tra in questa direzi o ne, ma
rivolti
sono stati
messi da parte creando alla fine, l'ennesirna imposta «zoppa» che non mancherà di
creare problemi applicativi.
Ilaria Accarcli)
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04/05/2012
ItaliaOggi
Imu, dubbi costituzionali
Con il decreto legge sulle semplificazioni fiscali n. 16/2012,
convertito in legge dal parlamento (legge 26 aprile 2012, n.
44), è stato introdotto un meccanismo di correzione delle
aliquote Imu da parte del governo che, come rilevato anche
dal servizio studi della camera dei deputati (si veda ItaliaOggi dell'11/4/2012), pone qualche problema di costituzionalità con la norma dell'art. 23 Cost. in base alla quale
«nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere
imposta se non in base alla legge». L'esecutivo, dispone l'art.
4, comma 5, del decreto fiscale, può, con apposito dpcm da
adottarsi entro il 10 dicembre 2012 su proposta del ministro
dell'economia e delle finanze, variare l'aliquota (relativamente all'abitazione principale) sulla base del gettito della
prima rata al fine di assicurare l'ammontare complessivo
dello stesso previsto per l'anno 2012.
Ci si chiede, quindi, se l'utilizzo di una fonte sub-secondaria
di produzione del diritto, qual è il dpcm, si ponga o meno
in contrasto con la riserva di legge relativa prevista dalla
norma costituzionale. Sul punto, tanto la dottrina quanto
parte della giurisprudenza costituzionale (sent. 36/1959
Corte cost, sent. n. 341/2000 Corte cost.) sono del parere
che, pur disponendo l'amministrazione di poteri piuttosto
ampi per la determinazione del quantum dell'imposta,
la legge debba comunque contenere, oltre all'indicazione
dell'oggetto e dei soggetti passivi, anche direttive precise,
indispensabili per la successiva parametrazione dei profili quantitativi della prestazione, evitando così arbitri e
discriminazioni. Ora, con riguardo all'Imu, risulta assente
qualunque riferimento all'aliquota massima consentita
la quale, proprio in ragione della ratio garantista sottesa
all'art. 23 della Costituzione, deve necessariamente essere contemplata all'interno del provvedimento legislativo,
affinché la discrezionalità governativa non si trasformi in
pura arbitrarietà (sent. n. 15/1964 Corte cost.). Qualora si
volesse obiettare che il tetto massimo dell'aliquota è già
contenuto nel decreto legge n. 201/2011 (c.d. salva Italia)
all'art. 13, va precisato che la norma riguarda i comuni e
non si riferisce al potere/facoltà del governo di incidere
sul meccanismo di modificazione dell'aliquota. Questo è
normato solo dal decreto fiscale, ma in totale mancanza di
indicazioni sul limite massimo di prelievo.
Daniele Trabucco
Università degli
studi di Padova
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ItaliaOggi
04/05/2012
L'accertamento convenzionale mette a rischio i conti
Imu, rebus bilanci
Incertezze su cassa e competenza
DI MATTEO BARBERO
e incertezze sull'Imu e sul
fondo sperimentale di riequilibrio continuano ad
ssillare amministratori e
tecnici dei comuni in vista dell'approvazione (o della variazione)
del bilancio 2012 e minacciano
seriamente la programmazione
dell'esercizio finanziario in corso. Kart. 4, comma 12-bis, del dl
16/2012 (introdotto dalla legge di
conversione n. 44/2012) prevede
che nel preventivo di quest'anno
i comuni iscrivano convenzionalmente l'entrata da Imu in base
agli importi stimati dal Dipartimento delle Finanze del Mef.
Tale stima ha un impatto diretto sulla quota del Fsr spettante
a ciascun comune. In base all'art.
13, comma 17, del dl 201/2011,
infatti, le assegnazioni a valere
sul Fsr 2012 variano in ragione delle differenze fra il gettito
Imu stimato ad aliquota di base
ed il gettito della vecchia Ici: se
il primo dato è maggiore del secondo, il segno della variazione
del Fsr sarà negativo (riduzione),
nel caio contrario sarà positivo
(incremento).
L'accertamento convenzionale sarà rivisto, unitamente agli
accertamenti relativi al Fsr in
esito a dati aggiornati da parte
del medesimo Dipartimento delle
finanze con le modalità previste
dall'accordo sancito dalla Conferenza Stato-città e autonomie
locali del 1° marzo 2012.
Come districarsi in questo
rebus? Il problema principale si
pone sul lato della cassa. I proventi dell'Imu (anche al netto
delle eventuali scelte di «obiezione fiscale» dei contribuenti)
arriveranno con il contagocce,
considerato il meccanismo degli
acconti, che per la prima casa potranno essere due e che in ogni
caso si pagheranno applicando
la disciplina base dell'iniposta
(senza tenere conto, quindi,
dell'ulteriore sforzo fiscale imposto autonomamente dai comuni). Da questo punto di vista,
le difficoltà maggiori riguardano
non i comuni per i quali il gettito
Imu risulta sovrastimato, quanto soprattutto quelli per i quali il
gettito Ici assunto come termine
di confronto per quantificare le
variazioni del Fsr risulta anormalmente basso: mentre i primi,
infatti, si vedranno conguagliata
la differenza, i secondi rischiano
di subire un taglio più pesante
sui trasferimenti fiscalizzati.
Ma anche sul lato della competenza non mancano i grattacapi.
Infatti, gli accertamenti tributari
rilevano ai fini del Patto di stabilità interno, come tutti gli accertamenti di entrate correnti.
Da questo punto di vista, il
nesso fra gettito Imu e assegnazioni del Fsr aiuta, perché
l'eventuale sovrastima o sottostima del primo dato dovrebbe
essere automaticamente compensata dal secondo.
Il problema riguarda soprattutto le oscillazioni del gettito
Imu accertato che deriveranno
dai provvedimenti che i comuni
possono approvare e modificare
entro il 30 settembre. I comuni
avranno poco tempo (in pratica un paio di mesi, visto che
il termine per l'assestamento
è fissato al 30 novembre) per
adeguare la propria programmazione ai vincoli di finanza
pubblica, per evitare di trovarsi a fine anno con il rischio di
sforare il Patto.
©Riproduzione riservata—E
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04/05/2012
ItaliaOggi
Il progetto è finanziato col fondo per le politiche giovanili. Previste 208 ore di lezione
L'Anci insegna a fare il sindaco
Corso di nove mesi per gli under 35. Selezione a giugno
Pagina a cura
DI ROBERTO LENZI
iovani amministratori a
scuola di sindaco grazie
all'Anci. Uiniziativa, denominata «Scuola Anci
per giovani amministratori», è
rivolta agli under 35 impegnati, o che intendono impegnarsi, nell'amministrazione delle
città e dei comuni italiani ed
è finalizzata all'acquisizione
di valori, obiettivi e strumenti
idonei a governare al meglio il
proprio territorio. L'iniziativa
nasce nell'ambito dell'Accordo
per disciplinare le modalità di
programmazione, realizzazione,
monitoraggio e valutazione delle
iniziative da realizzare in favore
dei comuni, stipulato a dicembre
2010 tra presidenza del consiglio
dei ministri—dipartimento della
gioventù e Anci. Il finanziamento proviene dal «Fondo per le Politiche Giovanili» — istituito con
legge n. 248 del 4 agosto 2006 — a
valere sull'esercizio finanziario
2010. I giovani amministratori
interessati possono presentare
domanda di partecipazione ad
un corso di formazione speciali-
G
stica in amministrazione comunale, entro il 1° giugno 2012.
Corso rivolto ad amministratori under 35. Il progetto
formativo si rivolge alla nuova
leva di giovani amministratori locali, di età fino a 35 anni,
che intendono investire in un
percorso di miglioramento delle
loro competenze. L'obiettivo è di
dare ai giovani amministratori
gli appropriati strumenti tecnici e concettuali per affrontare
la missione amministrativa e
per sviluppare una visione del
futuro e delle scelte politiche di
medio periodo.
Nove mesi di formazione.
Il progetto formativo è articolato in un percorso integrato
di formazione lungo un periodo
di nove mesi, in particolare da
luglio 2012 ad aprile 2013. Le
attività didattiche sono incentrate su un corso di formazione
specialistica di 208 ore, preceduto da un corso di inserimento
residenziale, finalizzato all'omogeneizzazione delle conoscenze
e alla costruzione del clima di
apprendimento. Il corso di inserimento residenziale sarà tenuto
nel mese di luglio 2012 per sei
giorni consecutivi, in concomitanza con l'Assemblea annuale
dei piccoli comuni. Il corso di formazione specialistica si terrà nel
periodo luglio 2012—aprile 2013
con sessioni, di norma bimensili,
che impegneranno interamente
le giornate di venerdì e sabato.
La sede del corso è a Roma, presso il centro documentazione dei
comuni italiani, via dei Prefetti
46.
Richiesto solo un deposito
candidatura per la partecipazione alla scuola tutti i soggetti in
possesso di un diploma di laurea almeno di primo livello che
compiano i 36 anni di età entro
il 31 dicembre 2012. Gli amministratori devono appartenere a
comuni iscritti all'Anci che siano
in regola con il pagamento delle
quote associative.
Prove di selezione il 12 e
13 giugno. Coloro che presenteranno domanda saranno invitati
alle prove di selezione che si terranno il 12 e il 13 giugno 2012
a Roma alle ore 9,30, presso la
sede dell'Anci. Gli esiti della selezione verranno comunicati ai
partecipanti entro il 18 giugno
2012. I criteri di selezione sono
costituiti dalla valutazione di
titoli e dalla prova di esame.
Riproduziww riservata--
R
a garanzia. La partecipazione
al corso di formazione è gratuita. Ai partecipanti si richiede
un impegno di frequenza nonché la cura e la custodia delle
attrezzature didattiche che saranno messe a disposizione da
parte della scuola. A tal fine è
richiesto ai partecipanti un deposito dell'importo di mille euro
a garanzia della buona conservazione delle attrezzature concesse in comodato d'uso e della
serietà dell'impegno didattico; il
deposito verrà restituito ai partecipanti ammessi alla prova
finale al momento delle riconsegna delle attrezzature una
volta constatatane l'integrità. I
partecipanti potranno inoltre richiedere apposite borse di studio
a titolo di rimborso per le spese
sostenute.
Necessario il diploma di
laurea. Il corso è a numero
chiuso e il numero massimo di
partecipanti è di 30 cittadini
dell'Unione europea, di cui 25
amministratori. In base ai risultati della selezione il numero
finale dei partecipanti potrà essere portato fine fa un massimo
di 35. Possono presentare la loro
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L'Atiel insegna a fare il sindaco
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
LA SCADENZA È IL 22/6
Lombardia, fondi
contro le truffe
agli anziani
Possono essere finanziate iniziative formative, informative e culturali rivolte alla cittadinanza e utili a prevenire e contrastare i reati
in danno agli anziani. I beneficiari dei contributi previsti dalla legge regionale 9/2011 sono
comuni, province, università nonché le Associazioni, le organizzazioni di volontariato e le
cooperative sociali, iscritte nei registri di cui
alla legge regionale n. 1/2008; i soggetti possono scegliere se partecipare al bando in forma
singola o aggregata. Il finanziamento regionale
potrà avere un importo massimo pari a 15 mila
euro e minimo pari a 2 mila euro, a copertura dell'80% delle spese ammissibili. I progetti
devono essere sviluppati ed attuati nel territorio regionale e possono comprendere iniziative
formative, informative e culturali rivolte alla
cittadinanza e utili a prevenire e contrastare
i reati che colpiscono la popolazione anziana,
con particolare riferimento ai delitti contro il
patrimonio mediante frode; assistenza di tipo
materiale, con particolare riferimento all'accesso ai servizi sociali e territoriali, in favore
della popolazione anziana vittima di reati; assistenza psicologica, cura e aiuto in favore della
popolazione anziana vittima di reati. Le attività
progettuali finanziabili hanno come destinatari
finali la cittadinanza in generale ed in particolare la popolazione anziana. Le domande di
finanziamento devono essere presentate entro
il 22 giugno 2012; il bando è stato pubblicato
sul Bur del 23 aprile 2012. Il bando può contare
su una dotazione finanziaria di 100 mila euro.
Il progetto cofinanziato deve essere realizzato
entro la fine dell'anno solare di ammissione al
cofinanziamento; è ammessa una proroga per
un periodo massimo non rinnovabile di sei mesi
su istanza motivata del beneficiario.
Riproduzione riservata—M
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
ENTRO 24 AGOSTO
LDOMANDE
.
stanz
a
44,8 milioni di euro
per la netanizzaziolie
a
de e
orme e
ti al
completamento di reti urbane
e"
in aree Industriali, o di consolidato insediamento di sistemi produttivi, per la
one del gas. Possono presentare domanda
di contributo gli enti locali della regione, i
itsord per le Aree di sviluppo industriale,
ovvero l'Irsap-Istitztto regionale per lo svalupPo delle attbdt* produttive che ne assumerà
le funzioni. Il bando, pubblicato sulla G
del 27 aprile 2012 attua l'obiettivo
lira
v° 2.1.3 - linea di Intervento 2.1.3.1, del Po
Fesr Sicilia 2047-2413, pE uno snenfiu
di 44,8 ndlioni di euro. Sono finanziabilz gli
interventi per reti di distribuzi one
comuni, o in aree di sviluppo industriale o in
aree destinate ad insediamenti produttivi, eh
ne sono comPletnntente privi; completamento
delle reti di distribuzione interne; realizzazione della condotta di coli *me to alla rete di
distribuzione interna. 11 costo globale massimo ammissibile a contributo non può essere
superiore a5 milioni di curo. Ogni beneficiado
può presentare non piet di aistanza perrete
ovvero per Insediamento halustriale,
ovvero per insediamento produttivo ìrt
mental'ifrsudotapgeci».
ne almeno definitiva munita di tatti i pareri,
nulla osta ed autorizzazioni cimen to a
+detta stato di elaborazione dei progetto Sono
ammesse spese di progettaci° direzio ne
lavori, coordinamento per la sicurezza e coi,
s pese Per indagini, geologiche,
miche idrogeologiche
nonché acquisizione dei terreni necessari. alla
realizzazione delle opere edili e degli implanti, Le domande dovranno essere presentate
entro il 34 agosto 2013.
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
AGEVOLAZIONI IN PILLOLE
Nazionale, stop alla scadenza del 15 agostoper le
pari opportunità. E stata
revocata la scadenza del 15
agosto 2012 per richiedere
il contributo a fondo perduto per la realizzazione di
iniziative che promuovono
le pari opportunità. Con un
proprio decreto del 24 aprile
2012 il dipartimento per le
pari opportunità presso la
presidenza del consiglio dei
ministri ha infatti deciso di
annullare la scadenza; resta
comunque confermata l'ultima finestra con scadenza al
15 maggio 2012.
Marche, contributi fino a
60 mila euro per la conservazione di parchi e
giardini. Scade il 12 luglio
2012 il termine entro il quale
i comuni fino a 10 mila abitanti possono richiedere un
contributo a fondo perduto
per la manutenzione di parchi e giardini vincolati, boschi di proprietà comunale e
patrimonio arboreo in genere.
Il contributo può coprire fino
al 40% della spesa con un
massimo di 60 mila euro. Lo
stanziamento per i contributi
_previsti dalla legge regionale
6/2005 ammonta a circa 160
mila euro.
Lazio, un bando per il
sostegno allo spettacolo
dal vivo. Anche gli enti locali
possono presentare domanda
per finanziare attività di
spettacolo dal vivo di teatro,
musica e danza, entro il 28
maggio 2012. Ricorrenza
superiore a cinque anni di
svolgimento radicamento
sul territorio. Il sostegno
regionale non può essere superiore a €200.000,00 e non
può superare il 50% dei costi
ammissibili. Le attività ammesse a contributo dovranno
svolgersi entro e non oltre il
30 aprile 2013.
Puglia, entro il 15 maggio
le domande per i boschi.
Scadono il 15 maggio 2012 i
bandi per accedere ai contributi a fondo perduto del Psr
Puglia 2007 -2013 Misura
221 - Azioni 1 - 2 - 3 - 4 «Primo imboschimento di terreni
agricoli»e Misura 223 -Azioni
1 e 2 - «Primo imboschimento
di superfici non agricole». I
bandi, che si rivolgono anche
agli enti locali, prevedono un
contributo fino al 100% della
spesa ammissibile.
Liguria, contributi per
rimuovere rifiuti dal litorale. Gli enti locali possono
richiedere un contributo del
50% del costo totale dell'intervento fino a un massimo
di 2.500 euro per km di
costa. Il sostegno è rivolto a
finanziare interventi di disinquinamento degli specchi
acquei da rifiuti galleggianti
e idrocarburi mediante imbarcazioni appositamente
attrezzate, nonché l'acquisto
di attrezzature e accessori
connessi. La scadenza del
bando è fissata al 21 maggio
2012.
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Riscossione locale con conto corrente dedicato
Tra le modifiche introdotte nel dl 16/2012
trova spazio un intervento normativo per
la riscossione delle entrate dei comuni. Il
comma 8 bis dell'articolo 5 interviene sul
dl 70/2011, art. 7 comma 2, incidendo sulla
lettera gg septies, norma che dispone l'abrogazione, dal 2013, dell'attuale impianto normativo sul quale si fonda la riscossione coattiva dei comuni con il ricorso all'ingiunzione
fiscale rafforzata per tutti gli attori previsti
dal comma 5 dell'art. 52 del dlgs 446/97.
La nuova disposizione del dl 16/2012 sostituisce interamente il contenuto della lettera gg septies neutralizzando le abrogazioni
normative in gran parte efficaci dal 2013,
e stabilisce che, nel caso di affidamento ai
soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b), del dlgs 446/97, la riscossione delle
entrate viene effettuata mediante l'apertura
di uno o più conti correnti di riscossione, postali o bancari, intestati al soggetto affidatario e dedicati alla riscossione delle entrate
dell'ente affidante, sui quali devono affluire
tutte le somme riscosse. La conseguenza indiretta più importante è sulla portata della
lettera gg quater dello stesso art. 7 comma
2 che, nel disporre il ricorso all'ingiunzione fiscale rafforzata per la riscossione delle
entrate dei comuni, sembrava circoscrivere
in capo agli stessi la riscossione coattiva in
forma diretta. Benché la vigenza della lettera b) del comma 5 dell'art. 52 sembrasse
confermare la possibilità di ricorrere agli
iscritti all'albo, l'interpretazione letterale della lettera gg quater poteva indurre
a diverse conclusioni. Anche ammettendo
la possibilità di ricorrere a terzi, restava
comunque il problema dello strumento ingiunzionale che sembrava applicabile nella
forma rinforzata del Titolo II dpr 602/73 solamente dai comuni, per effetto dell'abrogazione dell'art. 36 comma 2 del dl 248/2007.
Il comma 8-bis agisce cancellando tutte le
abrogazioni disposte dalla lettera gg septies
riconoscendo l'affidamento ai soggetti della
lettera b) del comma 5 art. 52. In tal modo
prende corpo la reale portata della lettera
gg quater, secondo cui la norma mira a unificare gli strumenti di riscossione coattiva
indipendentemente dalle modalità con le
quali l'ente deciderà di gestire il servizio.
Conseguentemente, i comuni potranno riscuotere sia in forma diretta che ricorrendo
agli iscritti all'albo e alle società pubbliche
applicando lo strumento dell'ingiunzione
fiscale con i privilegi del Titolo II del dpr
602/73. Resta ferma l'uscita di Equitalia dal
mondo degli enti locali a decorrere dal 2013
per effetto della lex specialis contenuta nella lettera gg ter) nonché tutte le disposizioni che vengono scritte in deroga all'art. 52
(Imu e Tares).
La lettera gg septies nella nuova formulazione dà indicazioni sull'incasso delle somme che dovrà avvenire sul conto, bancario
o postale, dell'affidatario del servizio (concessionario) purché dedicato alle entrate
dell'ente affidante. La norma aggiunge che il
riversamento dai conti correnti di riscossione sul conto corrente di tesoreria dell'ente
dovrà avvenire entro la prima decade di ogni
mese con riferimento alle somme accreditate sui c.c. di riscossione nel mese precedente
e al netto dell'aggio e delle spese anticipate.
Una norma che dà la possibilità di trattenere immediatamente le spese anticipate,
aspetto fino ad oggi condizionato dagli esiti
della riscossione e che non risolve una lacuna normativa grave costituita dall'entità
di aggio e spese da porre in capo al debitore. L'uscita dal sistema Equitalia fa saltare
il meccanismo di applicazione delle stesse
regole previste per il riparto dell'aggiO tra
comune e debitore. La vigenza della norma
del dl 248/2007 regala certezze anche alle
province che potranno continuare ad applicare l'ingiunzione fiscale rafforzata.
Cristina Carpenedo
Funzionario responsabile
delle entrate tributarie e patrimoniali
del comune di Jesolo
presidente Anutel Veneto
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,
I ,e concessioni li-i ,anno
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press LITE
04/05/2012
ItaliaOggi
L'imposta munic ip ale è un nuovo tributo e non un trstyling Lo stesso accadrà nel 2013 con la Tares
Le concessioni Ici vanno rinnovate
Gli affidamenti non si estendono all'Imu. Servono nuovi bandi
DI IVANA RASI *
1 comune che abbia affidato
a un concessionario iscritto all'albo regolato dal dm
11/9/2000 n. 289, le attività
di riscossione volontaria, di accertamento e liquidazione dell'Ici,
attraverso una procedura a evidenza pubblica, deve bandire una
nuova gara se intende affidare
all'esterno le attività di liquidazione e accertamento dell'Imu. È
questo l'effetto dell'introduzione
dell'Imposta municipale propria
che, in quanto nuovo tributo, non
può essere considerato una rivisitazione dell'Ici. Ne deriva che,
per tutti quei comuni che non riscuotono in proprio, le attuali concessioni di riscossione volontaria
dell'Ici sono destinate a cessare,
in quanto l'oggetto dell'originario affidamento è venuto meno.
Due ordini di ragioni convalidano quanto appena evidenziato: la
prima è strettamente giuridico/
normativa e si rinviene nello stesso decreto Monti che all'art. 13, co.
14, lett. a), ha abrogato le disposizioni dell'art. 1 del dl 93/2008,
ad eccezione del co. 4. Dalla quasi
totale abrelgazione di tale articolo,
che ha introdotto l'esclusione Ici
per l'abitazione principale, ne discende anche il venir meno, per
i comuni che abbiano in corso di
esecuzione rapporti di concessione del servizio di accertamento
e riscossione dell'Ici, la possibilità di rinegoziare i contratti in
essere (co. 7-bis dell'art. 1 del dl
93/2008). Il legislatore del 2008
aveva specificatamente previsto,
con una disposizione normativa
ad hoc la facoltà di rivedere i
contratti di concessione in corso
a seguito del mutamento delle
condizioni economiche contrattuali per il mancato versamento
dell'Ici sull'abitazione principale.
Con riferimento all'Imu non è
stata proposta analoga previsione
legislativa e l'intento dell'attuale legislatore risulta rafforzato
dall'espressa abrogazione, tra
l'altro, anche del comma 7-bis che
dava la facoltà di rinegoziare le
concessioni in essere. Conseguenza immediata e diretta è l'impossibilità di estendere eventuali
affidamenti in corso, in quanto è
necessaria una gara a evidenza
pubblica. Orientamenti giurisprudenziali formatisi in vigenza
del co. 7-bis convalidano quanto
appena espresso: nella sentenza
252/2012 del Tar Lazio, sezione
distaccata di Latina, il giudice ha
ravvisato il carattere derogatorio
del co. 7-bis rispetto alla regola
generale della necessità di una
pubblica gara e tale caratteristica
consentiva l'assegnazione diretta
«di altre entrate» rispetto a quelle affidate al concessionario il cui
rapporto sia in corso di esecuzione.
L'altra ragione che fa propendere
per evitare un'estensione Imu del
contratto di concessione è di ordine amministrativo/contabile: la
previsione normativa dettata dal
co. 12 dell'art. 13 del dl 201/2011
stabilisce che per l'acconto il ver-
samento dell'Imu sia effettuato
esclusivamente con il modello
F24. In tal modo il comune ha
immediatamente disponibile il
flusso completo dei versamenti
secondo il tracciato ministeriale,
pronto per essere importato nel
software gestionale.
D'altro canto l'attività di rendicontazione può essere affidata
all'esterno come prestazione di
servizi, e quindi non può essere
trattata nell'ambito della concessione di riscossione volontaria che
era vigente per l'Ici. Anche perché
in quest'ultimo caso difficilmente potrebbe essere giustificabile
il versamento della nuova imposta nelle casse del concessionario,
solo perché questo pone in essere
un'attività di rendicontazione.
Discorso analogo interesserà, a
partire dal 2013, il nuovo tributo
comunale sui rifiuti e sui servizi
in sostituzione degli attuali prelievi sui rifiuti (Tarsu e Tia), che
prevede anche una maggiorazione per i servizi indivisibili. Il c. 35
dell'art. 14 del dl 201/2011 non lascia, a tal proposito, alcun dubbio:
«Il tributo comunale sui rifiuti e
sui servizi, in deroga all'art. 52 del
decreto legislativo 15/12/1997, n.
446, è versato esclusivamente al
comune». Ici e Tarsu/Tia, quindi,
sono destinate a cessare. L'Iei
già a partire da quest'anno. Per
tutti quei comuni che hanno
esternalizzato anche le funzioni
di accertamento e liquidazione,
queste rimangono in piedi limi-'
tatamente ai tributi oggetto della
concessione, Ici e Tarsu/Tia, non
estendendosi automaticamente
all'Imu e alla Tares.
*componente consiglio
generale Anutel responsabile
servizio finanziario
e servizio entrate
del comune
di Grottaferrata (Rm)
Pagina 37
enlieessioni lei .anno rinnovale
■ 99
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press LinE
ItaliaOggi
04/05/2012
L'Anutel non condivide la scelta del governo
Niente incentivi
agli uffici tributi
DI FRANCESCO TUCCIO*
ra gli effetti prodotti
dall'abrogazione dell'art.
59 rientra l'inapplicabilità della disposizione
che consentiva ai comuni di riconoscere compensi incentivanti
nell'ambito della lotta all'evasione Ici, applicabile in ambito
Imu grazie al richiamo dell'art.
59 a opera del dlgs 23/2011. È
una scelta che non mancherà di
produrre conseguenze negative
tra gli addetti agli uffici tributi e
che contraddice lo spirito iniziale
che aveva portato all'istituzione
di quell'incentivo, in un paese ove
il fenomeno dell'evasione fiscale
sembra aver raggiunto livelli altissimi. Secondo il legislatore, il
contributo che i comuni possono
dare nella gestione della fiscalità
locale è di fondamentale importanza. Anche la stessa Agenzia
delle entrate, al fine di una maggiore lotta all'evasione, riconosce
un incentivo ai comuni per le
segnalazioni qualificate, quindi
implicitamente viene riconosciuto un maggiore ruolo degli enti
locali che sono conoscitori dei territori, ma che non hanno gli strumenti propri dell'Agenzia. Allora
perché sminuire il ruolo di funzionari e operatori che s'ingegnano
a costruire sistemi di controllo e
incrocio di banche dati per il solo
fine di conseguire l'equità fiscale?
T
Rincorrere un contribuente che
si diletta nell'evasione o elusione fiscale non è uno sport così
gratificante. La gratifica economica serviva per dare anche un
briciolo di dignità professionale.
Sarebbe stato più saggio regolare
l'incentivo piuttosto che falciarlo
Ma, caso molto strano, l'incentivo a determinate figure operanti
nella p.a. viene salvaguardato,
operando così una evidente discriminazione tra i diversi settori.
Se oggi, attraverso l'eliminazione degli incentivi al personale, il
governo ritiene di ridurre i costi
deve farlo per tutti gli appartenenti alla p a iniziando proprio
dai ministeri, dalle Agenzie, e da
tutte le figure che oggi possono
usufruire di norme specifiche di
tutela, in poche parole i sacrifici li fanno tutti. Non bastavano
alcuni provvedimenti dell'ex ministro Brunetta, relativamente
all'uso dei mezzi propri da parte
dei dipendenti della p.a. per partecipare alle attività formative?
L'Anutel non può tacere davanti
alla dispersione di un patrimonio
accumulato dai dipendenti negli
anni e dimostrerà come moltissimi comuni saranno costretti a
esternalizzare le attività accertative, con rimunerazioni che a
oggi raggiungono anche cifre del
40% sulle somme riscosse, con
evidente danno economico.
*presidente Anutel
Pagina 37
,
I ,e concessioni lei ,anno
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press LinE
04/05/2012
ItaliaOggi
Come cambia il sistema delle agevolazioni dopO la conversione in legge del decreto fiscale
Immobili vincolati, bonus ridotti
Prima un regime di (quasi) esenzione, ora sconti solo parziali
DI Duccio Cuccai*
olto ridotte le agevolazioni fiscali per gli
immobili vincolati.
Questa è la conseguenza della legge 26 aprile
2012 n. 44, di conversione del dl
16/2012. La norma è in vigore dal
29 aprile 2012
Con tale decreto legge si è
prevista una diversa disciplina
normativa recante il trattamento fiscale di tutti quegli immobili
soggetti al vincolo ex T.u. 490/99
(e prima ancora dall'art. 3 della
legge 1/6/1939, n. 1089), poi modificato con dlgs 22/1/2004 n.42;
quest'ultimo meglio noto come
codice dei beni culturali.
Ai sensi dell'art. 37, commi
da 1 a 4 del Tuir, come è noto, la
rendita catastale, utilizzata per
il calcolo dei redditi dei fabbricati ai fini Irpef, si determina con
differenti criteri: per gli immobili
a destinazione ordinaria (gruppi
A, B e C), mediante l'applicazione delle tariffe d'estimo stabilite
dalla legge catastale, moltiplicata per la consistenza dell'unità
immobiliare; per i fabbricati a
destitazione speciale o partico-
M
lare (gruppi D ed E), mediante
stima diretta del valore da parte
dell'Agenzia del territorio; per i
fabbricati non ancora iscritti in
catasto o iscritti con rendita non
più adeguata, si applica una rendita provvisoria.
Nel caso, però, in cui i fabbricati siano concessi in locazione,
il loro reddito, ai sensi del successivo comma 4-bis dello stesso
art. 37, è determinato assumendo
il maggiore ammontare fra il canone risultante dal contratto di
locazione, ridotto forfettariamente del 15% (25% per i fabbricati
situati in Venezia centro, isole
della Giudecca, Murano e Barano) e la rendita catastale iscritta
in catasto.
Ad oggi il decreto legge n°
16/2012 convertito interviene in
tal senso, aggiungendo all'anzidetto comma 4-bis dell'art. 37
un'ulteriore misura di riduzione
forfettaria della base imponibile
pari al 35% del canone di locazione, specifica per tali immobili
di interesse storico o artistico,
vincolati ai sensi della norma
citata.
Pertanto il reddito ricavabile da tali immobili è soggetto a
tassazione nella misura del 65%
dei relativi canoni percepiti dai
proprietari.
Ricordiamo che saranno previste misure molto più severe per
la riduzione della percentuale di
abbattimento del canone degli
immobili «comuni» (si parla del
5% contro il 15% attuale), che
sono destinate quindi a tassare
ancora più pesantemente il settore immobiliare e quindi il reddito ricavabile dalle locazioni degli
immobili.
Non appare inutile rammentare che finora il reddito ai fini
delle imposte sui redditi, degli
immobili in argomento, e cioè
quelli vincolati ai sensi delle norme sul codice dei beni culturali
(dlgs 22/1/2004 n. 42), era disciplinato in particolare, dall'art. 11,
comma 2, della legge 30/12/1991
n.413, che stabiliva che «in ogni
caso, il reddito degli immobili
riconosciuti di interesse storico
o artistico, ai sensi dell'articolo
3 della legge 1/6/1939, n. 1089, e
successive modificazioni e integrazioni, è determinato mediante l'applicazione della minore tra
le tariffe d'estimo previste per le
abitazioni della zona censuaria
ti vincolati è pari alla metà di
quella che si sarebbe pagata se
l'immobile non fosse soggetto al
vincolo di legge.
Ricordiamo che ai fini Ici la
tassazione era fissata con le
stesse modalità di cui alla legge
413 del 30 dicembre 1991, cioè
con l'applicazione della minore
tra le tariffe d'estimo previste
per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il
fabbricato.
Traendo le conclusioni, anche
nel caso della Imu, come abbiamo visto per l'Irpef, l'introduzione della nuova norma appesantisce non poco la tassazione in
capo ai possessori di reddito da
fabbricati, che passano da un regime di (quasi) esenzione a una
agevolazione soltanto parziale
dei propri redditi fondiari.
*dottore commercialista
in Firenze
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nella quale è collocato il fabbricato».
Ciò costituiva una riduzione
consistente della tassazione del
reddito immobiliare ai fini Irpef
dato che veniva di fatto tassato
il reddito sulla rendita catastale, anziché sui canoni di affitto
percepiti dal proprietario dell'immobile vincolato. Tale tassazione
non si rende più applicabile, dopo
il periodo di imposta successivo
al 31 dicembre 2011 e pertanto
di fatto, nella maggior parte dei
casi, dal 1°gennaio 2012.
Nella determinazione degli
acconti dell'anno in corso, la
novella norma ha fatto obbligo
di tenere conto di tale modifica
legislativa.
Ai fini Imu, invece, la citata
legge 26 aprile 2012 n. 44, introducendo all'art. 5 del decreto legge n. 16/2012, un nuovo
comma 3°, sancisce che «la base
imponibile è ridotta del 50 per
cento: a) per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui
all'articolo 10 del codice di cui
al decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42».
Con tale agevalazione quindi,
l'imposta Imu per i fabbrica-
Pagina 38
Immobili vincolati. I - q rido« i
press LinE
ItaliaOggi
04/05/2012
tCI A
E EL AMOR A P
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Ut CONTRAITI PUBIELIICI I
ATERIA DI PPP
Una società strumentale per risparmiare sulla bolletta
U
na società mista pubblico-privata costituita al fine di contenere i consumi energetici di
una pubblica amministrazione può rientrare nell'ambito delle società strumentali che forniscono servizi
necessari al perseguimento delle finalità
istituzionali delle amministrazioni nel
rispetto dell'articolo 3, comma 27, della
legge n. 24 dicembre 2007 n. 244.
L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
con la deliberazione n. 37 del 4 aprile
2012 è intervenuta sul tema analizzando il caso della costituzione di un partenariato pubblico-privato promosso dalla
provincia di Milano per la promozione
del risparmio energetico e dell'uso razionale dell'energia' sul suo patrimonio
immobiliare
La procedura in questione bandita
nel giugno 2011 è relativa alla selezione di un socio privato di minoranza per
la costituzione, nella forma di società
per azioni, di una Esco (Energy Service
Company) ai sensi del dlgs. 30 maggio
2008 n. 115. Il primo tema sviluppato
dall'Authority concerne la natura giuridica dell'affidamento dei servizi alla
Esco se definibile come «appalto» o come
«concessione».
Come rilevato dall'Autorità, anche
in una precedente determinazione (n.
6/2011), sebbene l'art. 15, comma 3, del
dlgs 115/2008 qualifichi come «appalti
pubblici» l'affidamento dei contratti di
servizi energetici, l'operazione presenta
delle caratteristiche tipiche della concessione come l'attribuzione alla Esco
del rischio del mancato conseguimento
del risparmio energetico e la durata del
rapporto contrattuale. Con riferimento
al tema del trasferimento del rischio,
l'organismo di vigilanza ricorda come
nell'ambito di una concessione di lavori
o di servizi il concessionario sia remunerato attraverso la gestione stessa
dell'opera realizzata o del servizio con
i proventi riscossi direttamente dagli
utenti assumendo così direttamente il
rischio di mercato; analogamente anche
nel caso di opere «fredde», vale a dire che
non producono adeguati redditi per la
copertura dei costi di investimento e di
gestione da sostenere, il concessionario
assume, comunque, il rischio di «disponibilità», inteso come capacità di erogare
le prestazioni contrattuali pattuite.
Il rapporto contrattuale alla base
dell'affidamento dei servizi energetici
prevede che la Esco debba sostenere gli
interventi necessari per il conseguimento del risparmio energetico e che questa
sia remunerata dall'amministrazione
attraverso il riconoscimento di quota
del risparmio energetico conseguito.
A giudizio dell'Autorità il rischio del
mancato ottenimento del risparmio
energetico «non si qualifica propriamente come un rischio di gestione giacché il
profitto che si realizza non dipende dalla
fruizione del servizio da parte dell'utenza o del committente, ma dalla capacità
della stessa Esco di conseguire un maggiore o minore risparmio energetico». La
realizzazione degli interventi di efficientamento energetico per il conseguimento del risparmio, pertanto, costituirebbe
l'elemento centrale del contratto mentre
la gestione assumerebbe un «aspetto
quasi accessorio».
Per tali considerazioni l'organismo di
efficientamento energetico possa essere annoverato nell'ambito dei «servizi
pubblici locali» in quanto, sempre con
riferimento all'orientamento giurisprudenziale nazionale in materia di servizi
pubblici locali, il servizio in esame sarebbe rivolto all'amministrazione e non
al «soddisfacimento diretto ed immediato delle esigenze della collettività».
Riportando il principio contenuto in
alcune recenti sentenze amministrative in base alle quali il requisito delle
«strumentalità» sussiste «allorquando l'attività che le società sono chiamate a svolgere sia rivolta agli stessi
enti promotori o, comunque, azionisti
della società per svolgere le funzioni
di supporto di tali amministrazioni pubbliche, secondo l'ordinamento
amministrativo e per il perseguimen-
vigilanza ritiene che l'affidamento a una
Esco di servizi e lavori possa, quindi,
qualificarsi come un «appalto misto».
Una volta definito l'inquadramento
giuridico della natura dell'affidamento,
nella deliberazione è affrontato il tema
dell'ammissibilità della costituzione
di società strumentale alla luce del divieto introdotto dall'articolo 3, comma
27, della legge n. 24/12/2007 n. 244, in
base al quale le amministrazioni «non
possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di
servizi non strettamente necessarie per
il perseguimento delle proprie finalità
istituzionali, né assumere o mantenere
direttamente partecipazioni, anche di
minoranza, in tali società». E, invece,
sempre ammessa, come previsto dallo
stesso comma 27, «la costituzione di società che producono servizi di interesse
generale e che forniscono servizi di committenza o di centrali di committenza a
livello regionale a supporto di enti senza
scopo di lucro e di amministrazioni aggiudicatrici».
L'Authority, quindi, procede nel valutare se il servizio oggetto della procedura avviata dalla provincia di Milano
possa essere inquadrato come servizio
di «interesse generale» o «strumentale
e necessario per il perseguimento delle
proprie finalità istitiiiionali».
Riguardo alla qualificazione come servizio di «interesse generale», dopo aver
richiamato la giurisprudenza nazionale
e comunitaria in base della quale la nozione di «servizio di interesse generale»
troverebbe corrispondenza in quella
di «servizio pubblico locale», sarebbe,
dunque, da escludere che il servizio di
to dei loro fini istituzionali», l'Autorità ritiene come le attività in esame
finalizzate alla maggiore efficienza
nell'uso energetico possano rientrare
nell'ambito dei servizi «strumentali»
rappresentando «un sostegno ai processi produttivi dei fini istituzionali
che la provincia persegue gestendo
gli edifici e le strutture dove l'energia
è utilizzata». Si sofferma, poi, sul dlgs
115/2008 che ha introdotto all'articolo
12, rispettivamente ai comma 1 e 2,
l'obbligo di applicare le disposizioni
in materia di efficienza energetica
e la responsabilità amministrativa,
gestionale ed esecutiva dell'adozione
degli obblighi di miglioramento dell'efficienza energetica nel settore pubblico
per le amministrazioni proprietarie o
utilizzatrici del bene o del servizio.
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Dario Capobianco
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4 maggio 2012 - Unione dei Comuni della Bassa Romagna