SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 diretto da Salvo Benanti Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl FONDATO NEL 1988 N° 19/2011 Domenica 22 maggio 2011 Inda? Spettacolini di quartiere Giansiracusa: Nessuno parla dell‟evento al Teatro Greco. E‟ vero, manca l‟atmosfera che coinvolgeva tutti e chi guida è spompato, privo di stimoli Riceviamo e pubblichiamo: Che sbadato, non mi sono accorto che a Siracusa hanno avuto inizio le tragedie classiche! Con tutti quei monumenti pieni di sterpaglie, con la città più sporca che mai pensavo che in questo periodo non aspettassimo nessuno. Dell'evento poi in giro non si è vista alcuna anticipazione, nessuna sfilata, nemmeno una maschera, neanche un costume. Sembra uno spettacolino di quartiere, boh. Paolo Giansiracusa E‟ proprio così : Paolo Giansiracusa, come sempre, centra il bersaglio con una osservazione semplice che illumina e ti spinge a considerare che è vera. E‟ cessata ”l‟atmosfera” delle rappresentazioni classiche e con essa le piccole cose con cui la città curava la sua immagine in attesa di maggio, la cartellonistica che annunciava gli spettacoli in tutta la Sicilia ed anche oltre, gli eventi collaterali, la presenza rumorosa e contagiosa degli artisti impegnati nel Teatro in diverse manifestazioni. Sembra che le rappresentazioni classiche siano diventate uno spettacolino di quartiere che suscita un interesse limitato. Che è successo? E‟ uno dei peggiori lasciti dell‟amministrazione Bufardeci: lo scadimento delle rappresentazioni classiche come spettacoli di qualità in sé ma anche come eventi che preparano e provocano tanti altri eventi. Sarà sicuramente la mancanza di risorse, ma parlerei più di stanchezza, di assenza di stimoli.. di chi guida l‟INDA. Ci vorrà tempo, altra gente ed altri uomini, perché quelle atmosfere che coinvolgevano l‟intera città e provincia possano essere riprese e con esse la doverosa cura della Città, dalla pulizia, al traffico, alle mostre, ai recitals etc. Vediamo se funziona il “richiamo” turistico non in base alle panzane che ogni anno ha diffuso la ex azienda del turismo, ma dalla viva voce degli albergatori, dei gestori di B&B, dai mille ristoranti e negozi disseminati in Ortigia e nella città.(sb) Bellucci-Bufardeci: è guerra Esplode con la nota di Alicata anche l’insofferenza di Prestigiacomo e staff verso la politica urbanistica condotta per anni dall’ex sindaco L‟attacco politico e personale di Titti Bufardeci al sindaco Roberto Visentin (a pagina 7 la sua dichiarazione), le pesanti espressioni usate (“viene spontaneo chiedersi quale tipo di politica voglia perseguire il centrodestra siracusano, e se la palese caotica situazione in atto possa realmente giovare alla Città di Siracusa. All'interno di un simile guazzabuglio come non interrogarsi su quale possa essere l'obiettivo del sindaco Roberto Visentin e se lo stesso non conduca a un baratro politico?”) possono avere sorpreso alcuni sepolcri imbiancati non certi i Fatti che avevano scritto per settimane dell‟obbiettivo di Bufardeci di provocare financo le dimissioni del sindaco o la sua sfiducia per salvare il PRG del 2004, pur di impedire al Consiglio Comunale di approvare le varianti a quel PRG, salvare i Porti Turistici,qualificando le dichiarazioni e le iniziative assunte dal Dr. Campo, dirigente generale ai beni culturali, come il peggio che potesse accadere alla città, anzi il frutto di una “strategia catanese” volta a bloccare la crescita della città. Ma l‟intervento stampa contro Visentin ha provocato una risposta che per contenuti e toni sicuramente avrà sorpreso non poco Bufardeci. Mi riferisco all‟intervento del sen. Alicata che, - non è un mistero,- è il politico più vicino ad Angelo Bellucci e a Stefania Prestigiacomo. La replica di Alicata è stata durissima, chiaramente il frutto di una precisa scelta comunicativa: “Galeotto fu il matrimonio tra William e Kate, ha dettoAlicata. Forse l'onorevole Bufardeci sarà rimasto impressionato dai numerosi sudditi di sua maestà al punto da trasferire tale categoria al Consiglio comunale dove non vi sono mai stati nè re nè tantomeno sudditi. Pertanto non si comprende il motivo di un attacco così virulento dopo un risultato positivo per il centrodestra qual è il ritiro della censura da parte dell'opposizione”. “Stridono le dichiarazioni di Bufardeci - prosegue -, dal momento che l'obiettivo del ritiro della mozione era stato concordato anche alla sua presenza, non sappiamo a questo punto con quanto entusiasmo. Evidentemente perché mal informato, non vi è stata da parte dell'amministrazione comunale nessun “calamento di braghe” come elegantemente asserito. Se ne faccia una ragione Bufardeci: il sindaco e la Giunta non possono fare altro che rispettare la legge e la volontà del Consiglio comunale. Quanto alla debolezza politica di quest'amministrazione si interroghi Bufardeci quanto abbia giovato la nuova geografia perseguita con forza condizionante nei due Enti. Probabile vittima del pregiudizio che rende ciechi, Bufardeci si è lasciato andare a valutazioni che non corrispondono alla realtà. Restiamo comunque convinti che il confronto su temi rilevanti, oltre che necessario a questo punto, costituisca un momento di crescita politica per tutti. Con l'auspicio che anche Bufardeci voglia percorrere tale strada insieme a noi, con stile». Dalla nota di Alicata traspare con Bufardeci un dissenso più profondo e radicale anche rispetto alla dichiarazione fatta dall‟esponente di Forza del Sud. Proverò a declinarne i motivi che ritengo ne siano alla base: La conduzione di Forza del Sud da parte di Bufardeci. Prestigiacomo-Bellucci hanno capito benissimo che il tentativo di Bufardeci e Centaro è stato ed è quello di svuotare il PDL reclutando i suoi dirigenti sempre ripetendo la stessa litania “non è un tradimento, tanto siamo la stessa cosa, siamo tutti con Berlusconi”. Non è affatto così. Prestigiacomo comprende bene che – da Ministro – non può consentire che il PDL della provincia di Siracusa si riduca all‟osso e che Bufardeci possa vantare di averli tutti Comunale a +2150 TeatroVerga +2257 Fioccano le fatture di pagamento. Un buon segno? Forse Le accuse di Marziano si ripetono, lui non lo voleva... con lui. Cambierebbero gli equilibri della provincia anche a livello nazionale e regionale. Dunque la ruvidezza inusitata di Alicata è – prima di ogni cosa – un messaggio ai dirigenti del PDL: nessuno si permetta di “saltare il fosso”, chi lo farà sarà trattato da nemico (tipo il sindaco di Noto, CorradoValvo). Prestigiacomo e Bellucci sanno anche bene che Bufardeci e Centaro hanno esercitato su Visentin pressioni fortissime perché lasciasse il PDL e aderisse a FDS. E la violenza di Bufardeci contro Visentin sembra discendere, ai loro occhi, anche dal rifiuto opposto dal sindaco ad aderire a Forza del Sud, restando leale al PDL. Esplode con la nota di Alicata anche l’insofferenza di Bellucci e Prestigiacomo verso la politica urbanistica condotta da Bufardeci per anni. Sono stati trascinati nel fango, nella polemica, per “azzardi” urbanistici che dovevano essere evitati, per l‟ingordigia, per la politica perseguita di “acchiappare tutto e tutti”, senza alcuna prudenza, equilibrio, senza avere valutato le reazioni che ne potevano scaturite anche a livello nazionale ed internazionale, che avrebbero messo in difficoltà non tanto Bufardeci (che non ha problemi di immagine) ma il Ministro dell‟Ambiente proprio nella sua città, consentendo ad altri di scendere in campo nella difesa del patrimonio ambientale e storico della città. Ma anche l’asse Bufardeci-Gianni è nel mirino di Bellucci-Prestigiacomo. Il PID di Gianni deve capire chi è il vero interlocutore del centrodestra. La cordialità è finita se si vuole continuare a restare alleati. E Pippo Gianni sembra che ne abbia preso prontamente atto, adeguandosi. Ma anche a sinistra alcune interlocuzioni privilegiate tra Bufardeci e Marziano, tra Bufardeci e Foti, devono volgere al termine. Avviso ai naviganti: Alicata fa sapere che chi parla con Bufardeci non ha parlato né con Bellucci, né con Prestigiacomo, né con Alicata. Punto. (sb) Via Crispi +1716 Quella basola si aggiusta, l’altra no. Chissà chi decide... 2 Domenica 15 maggio 2011 Ma chi l’ha pensata? Ina una città con mille problemi una fiera del tarpame al parcheggio Talete è solo una beffa Cosa significano per Siracusa le elezioni amministrative della settimana scorsa? Pur paziente e conservatore, anche l‟elettore siracusano guarderà meno alle chiacchiere, di più ai risultati. Negli ultimi 20 anni, devastanti per città e territorio. Siracusa era dogana per le tratte marittime di linea nel Mediterraneo (con Malta, l‟Egitto, Libia, Tunisia, Marocco, Grecia), nodo terminale nazionale delle Ferrovie, paradiso archeologico. Cos‟ha fatto questa classe politica? Semplicemente dilapidato questo patrimonio bensì prefigurato, insistendo pure, modelli di sviluppo inversamente compatibili con la vocazione di questa terra. Piano regolatore generale? Secondo Bufardeci, con il silenzio/assenso della Prestigiacomo, il sourplace di Pippo Gianni e la condivisione di Bruno Marziano, il solo a garantire crescita e occupazione, nei fatti strumento d‟arricchimento per palazzinari rozzi e belluini, incapaci di percepire un ambiente sociale, morfologico, ambientale speciale come il nostro quale vero elemento di ricchezza. Ci meritiamo tutto questo? Certo che no! Le elezioni dello scorso 15 maggio possono dimostrarlo. A patto di un serio risveglio delle coscienze. Su questo giornale non scrivono solo giornalisti ma cittadini, gente comune, quella società di frontiera che non ha santi in paradiso, lavora, è in pensione, più spesso disoccupata, e lotta col portafoglio ogni giorno. Su I Fatti parla la pancia della società, che non usa giri di parole per gridare bisogni, malesseri, speranze. Li grida alla politica, da cui si aspetta soluzioni. Che oggi sono il governo e la gestione di un‟emergenza economica e occupazionale senza precedenti. Le risposte? Una perenne, forsennata, affannosa ricerca di posti e privilegi per le oligarchie da operetta ma dominanti, a dimostrazione dell‟assenza di un progetto politico e sociale. E del fottersene nel non averlo. Non si spiega altrimenti la vorticosa girandola di Assessori che, solo nell‟ultimo anno, cambiano ogni mese, nei fatti, elemento di paralisi totale delle Giunte di Comune e Provincia. Le recenti elezioni quindi dicono che la gente è stanca di personaggi politici in cerca d‟autore e assenza di pudore. Invece il Sindaco Visentin (comunque la si pensi sul suo operato), anziché governare è per esempio costretto a difendersi dalle trame di alleati e opposizione. Risultati? Piano di mobilità (parcheggi, trasporti, ZTL), raccolta rifiuti, polveri sottili o risanamento ambientale restano chiacchiere o goffi tentativi d‟inesperti assessori e burocrati di mostrare soluzioni invocate da anni e mai realizzate. Ancora: area doganale antistante il ponte Santa Lucia: senza la sua fruizione a parcheggio il Piano di mobilità non vedrà mai la luce. Lo deve capire a affermare il Sindaco (non c‟è più spazio in Ortigia), se ne deve fare una ragione il Comandante della Capitaneria, come i suoi predecessori, indisponibile alla concessione di quest‟area quasi fosse proprietà inviolabile della Guardia costiera e non territorio di una città. Trasporto pubblico urbano. Indecente in città, inconsistente in centro storico. Dove sono i sei bus elettrici, le city bike, i mezzi eco per i Vigili? E lo stato delle strade: ne vogliamo parlare? Di questo bisognerebbe che la politica ragionasse anziché di rotazioni incessanti e tornaconti personali. A chi è venuta l‟idea, a chi serve la Fiera campionaria (?) sopra al parcheggio Talete? Tendopoli dell‟orrido, Mercato del torpame, che non nulla c’entra con una città d’arte, culla della drammaturgia classica, luogo di turismo d‟èlite. Una convention del kitch più stomachevole, con salami, prosciutti e formaggi al sole per tutta la giornata accanto a vestiti e chincaglierie di pessimo gusto, motoscafi e lampade pseudo artistiche, gelati e paninerie, palchetti di musicaccia, letti e materassi, imbonitori d‟asta e pentole mirabolanti. Mancano solo nani e ballerine a chiudere il cerchio. Sono queste le idee della politica? Stando così le cose è davvero dura solo immaginarlo questo sviluppo. Impegni, promesse? Da marinaio, annegato in oceani di bugie. Bono doveva consegnare il Verga entro l‟estate del 2011. Chiunque può Workshop di Oncologia dal titolo “Contenimento economico e umanizzazione dell‟assistenza” organizzato dall‟Unità operativa complessa di Oncologia Medica dell‟Asp di Siracusa diretta dal dott. Paolo Tralongo in collaborazione con l‟Università Bocconi di Milano per domani, 23 maggio 2011, nella sala conferenze vedere a che punto siamo. Dal suo insediamento Visentin promette soluzione al Piano urbano del traffico, a ZTL, parcheggi e trasporti urbani. Basta aver bisogno di un bus o venire in Ortigia per capire che siamo nella foresta! Spazzatura? Più facile trovarne a mucchi che individuare un parcheggio. Meno male che c‟è il sole (almeno questo non dipende dalla politica: difatti funziona). Nuccio Gemma Workshop Oncologia dell‟Ordine dei medici di Siracusa. La giornata di studi, che si svolgerà dalle ore 9 alle ore 13, è destinata a clinici, amministratori di Aziende sanitarie ed economisti e vedrà tra i relatori il dirigente generale dell‟Assessorato regionale della Salute dott. Maurizio Guizzardi con le conclusioni affidate all‟assessore regionale della Salute dott. Massimo Russo. Si tratta di un appuntamento, che vede la partecipazione di illustri relatori a confronto tra le varie esperienze italiane, per un momento di riflessione critica sulle modalità più congrue dell‟assistenza oncologica moderna e di impulso a concretizzare quelle ritenute più idonee al rispetto dell‟individuo e della collettività nel suo sforzo economico. Codici bianchi Nel rispetto degli impegni e delle azioni previste dalla riforma sanitaria siciliana, la Direzione aziendale dell‟Asp di Siracusa ha attivato l‟”Ambulatorio per i codici bianchi” nel pronto soccorso del presidio ospedaliero Umberto I “il cui obiettivo primario – sottolinea il direttore generale Franco Maniscalco - è quello di assicurare una più ampia copertura dell‟assistenza sanitaria nell‟ottica dell‟integrazione ospedale-territorio, decongestionando il Pronto soccorso dalle cosiddette urgenze lievi”. Un nuovo sistema in rodaggio, reso possibile dalla fattiva collaborazione del Coordinamento territoriale e del Pronto soccorso diretto da Emanuele Attardi, che a due settimane dalla sua istituzione sta già dando buoni risultati in termini di abbattimento dei tempi di attesa da parte dei pazienti tra i quali il Pronto soccorso dell‟Umberto I registra solitamente una media di codici bianchi pari al 30 per cento. L‟ambulatorio è situato di fronte all‟ingresso del pronto soccorso ed è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 10, con eccezione delle ore notturne e festive durante le quali ci si può rivolgere alla guardia medica di contrada Pizzuta. I pazienti che si recano al Pronto soccorso vengono registrati e selezionati secondo il sistema del triage. Nel caso in cui ci si trova di fronte ad un codice bianco, cioè ad una urgenza lieve, il paziente viene inviato al nuovo ambulatorio dove svolgono servizio in turno dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20 due medici di medicina generale previsti per i Punti di Primo Intervento. Tempi di attesa abbattuti al Pronto soccorso ma anche nel sistema di prenotazioni delle prestazioni e delle visite ambulatoriali. La direzione aziendale, infatti, ha reso operative le nuove modalità di accesso alle prestazioni ambulatoriali con un nuovo metodo di prenotazione che consentirà una netta riduzione dei tempi di attesa. Il nuovo sistema prevede l‟accesso alle prestazioni per esigenza clinica e non più per ordine cronologico di arrivo. Questa nuova metodologia di prenotazione, resa operativa dall‟attività svolta dal Cup provinciale di cui è responsabile Salva Canzonieri in sinergia con il Coordinamento territoriale e i Sistemi Informatici dell‟Azienda, viene applicata nella prima fase per gli ambulatori dei Distretti e dei presidi ospedalieri di Augusta e Lentini. Seguiranno a breve il Distretto di Siracusa, Noto, i presidi ospedalieri di Avola e Noto e il presidio ospedaliero Umberto primo del capoluogo. Con i medici di medicina generale e gli specialisti è stato avviato un percorso comune per definire, per alcune prestazioni “critiche”, una modalità di accesso che rispetti l'esigenza del paziente di ottenere il trattamento appropriato in tempo utile e individui un diritto di precedenza su basi cliniche e non su parametri temporali. L'accesso alle prestazioni specialistiche prevede una distinzione tra prima visita e continuità diagnostica terapeutica. A loro volta le prime visite sono suddivise, in base alle caratteristiche cliniche, in tre classi di priorità per le quali sono stati fissati tempi di attesa differenti. Al momento della prenotazione il paziente che si presenta allo sportello dovrà esibire una ricetta nella quale il medico avrà indicato le classi di priorità clinica che si distinguono in Urgente, entro le 24-48 ore, Breve, entro 10 giorni, Differibile, entro 30 giorni la visita ed entro 60 giorni le prestazioni strumentali, Programmabile, entro 180 giorni. “Questo nuovo modello organizzativo rappresenta uno strumento avanzato di modalità erogative – sottolinea il direttore generale Franco Maniscalco e la sua efficacia dipende essenzialmente dalla partecipazione di tutti i Medici e degli utenti stessi, che vanno resi consapevoli della necessità di un uso appropriato delle risorse messe a disposizione della collettività per i bisogni sanitari prioritari. E' essenziale che tutti i medici rafforzino nei loro assistiti la consapevolezza che solo il rispetto delle regole può assicurare a tutti la garanzia di poter usufruire tempestivamente delle prestazioni necessarie al momento giusto. E‟ necessario che tutti gli utenti che non intendano rispettare una prenotazione già effettuata, disdicano la stessa entro 24 ore dall'appuntamento fissato. Si tratta di un gesto di rispetto nei confronti degli altri, che consente di migliorare l'efficienza del sistema a vantaggio di tutti: in questo caso si dà la possibilità di rendere disponibile la prestazione per un altro utente, contribuendo al contenimento dei tempi di attesa”. Le prestazioni che rientrano nell'accesso differenziato per priorità clinica sono quelle previste nel decreto assessoriale del 12 agosto 2010. Per le prestazioni diagnostiche ambulatoriali: mammografie, Tac addome, capo, rachide e bacino, risonanza magnetica al cervello, tronco encefalico, pelvi, prostata e vescica, ecografie addome e mammella, ecocolordoppler cardiaco, dei tronchi sovra aortici e dei vasi periferici, ostetrica-ginecologica. Per gli esami specialistici: col ons copi a, si gmoi dos copi a, esofago -gas t ro duodenoscopia, elettrocardiogramma, holter, audiometria, spirometria, fondo oculare. Infine, per le visite specialistiche: oncologica, cardiologica, chirurgia vascolare, neurologica, ginecologica, dermatologica, oculistica, otorinolaringoiatrica, ortopedica e urologica. 3 Domenica 22 maggio 2011 L’intervista del Procuratore La città si riconosce nelle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dal dottor Ugo Rossi. Riprendiamo e rilanciamo alcune battute salienti La bella intervista che il Procuratore della Repubblica di Siracusa, Ugo Rossi, ha rilasciato ai Fatti la scorsa settimana merita di essere approfondita e discussa. Il Dr. Rossi, intanto, è un magistrato molto autorevole, destinato nel prosieguo della sua carriera, si dice, ad incarichi di grande prestigio. Parla con una semplicità disarmante di alcuni problemi cittadini, del “Servizio” Giustizia da garantire, si accalora, ovviamente, sui temi dello “scontro” Politica-Giustizia e del corretto funzionamento della macchina Giustizia, dell‟equilibrio dei Poteri disegnato dalla nostra Carta Costituzionali, delle roventi polemiche di queste settimane e delle accuse che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rivolge alla Magistratura un giorno si e l‟altro pure… Ma riprendiamo alcuni punti dell‟intervista che è stata assai apprezzata in città, e ne sono prova le svariate decine di email ricevute in redazione: Porti Turistici e Balza Acradina Cominciamo dai Porti Turistici, il dr. Rossi dice “..se fatto bene porta ricchezza a tutta la città. Lo vediamo in tutto il mondo, basti pensare alla Costa azzurra. I porti turistici vanno fatti con criterio, adeguandoli al posto dove debbono sorgere. Guardiamo Portopalo, con il problema della balata: bastava farlo poco più in là e si sarebbe salvata quella zona preziosa. Bisogna fare le cose nel rispetto delle logiche ambientali, di storia, cultura, paesaggio, cercando di bilanciare le esigenze contrastanti. Ma è sbagliata l‟idea che il porto non si deve fare comunque. Anzi, può essere addirittura una cosa bella da vedere. Piuttosto sono le coste che non vanno cementificate, è una cosa terribile perché tolgono veramente l‟identità paesaggistica a una zona, a un territorio. In assoluto nulla è buono o cattivo, bello o brutto. È il modo di fare le cose che fa la differenza”. Ed ancora : “Per esempio il Porto, la Balza Akradina..sono cose che hanno una rilevanza assoluta. A questi diamo una corsia preferenziale, che scegliamo noi è vero, ma per rispetto di valori generali. Per gli altri procedimenti facciamo quel che possiamo”. A questa dichiarazione di buon senso (chi non vuole i Porti Turistici ?) assocerei le dichiarazioni rese dal dr. Gesualdo Campo, Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali Beni, che si è retoricamente chiesto in un convegno svoltosi a Siracusa “come si possa parlare di tutela del paesaggio quando si consente di interrare il mare anche per servizi accessori alla nautica da diporto come alberghi e centri commerciali”. E a queste due dichiarazioni aggiungerei anche il commento del prof. Salvatore Settis (archeologo di fama mondiale) sulla situazione in cui si trova Siracusa, :“La costa di Siracusa è storica e tra le prime al mondo a essere state civilizzate e urbanizzate: l'idea di costruire a ridosso delle mura mi sembra un'idea da abbandonare. Il paesaggio è essenziale rispetto al castello Eurialo e viceversa, e non bisogna apportarvi ferite mortali”. Tre dichiarazioni diverse, ma stesso spirito, stesso buon senso… che si intende trasmettere alla classe politica e dirigente di questa città. Troveranno orecchie sensibili? C‟è da dubitarne. Un dato, infatti, dovrebbe profondamente allarmare: sul mare del Porto Grande l‟interramento “osceno” (centomila metri quadri per alberghi e centri commerciali) è stato avallato da un Soprintendente non da un politico. Anche se oggi il Dr. Campo parla nei termini prima riferiti. A Siracusa non c’è un caso “sanità” D: Sono molte le denunce di cittadini che ritengono d‟aver subito danni presso strutture sanitarie pubbliche? “Entro limiti modesti. Generalmente legate a omicidi colposi o lesioni verificatesi in strutture sanitarie. Spesso le denunce sono strumentali, mirate al risarcimento dei danni oppure chi ha perso un congiunto desidera a tutti i costi trovare un colpevole. Insomma una voglia di rivalsa, magari nei confronti della persona sbagliata. Non si tratta d‟assolvere o condannare ma direi che a Siracusa non c‟è un caso sanità”. I processi ai potenti D: C‟è una vox populi secondo la quale a Siracusa ci sono processi di qualche potente o parente di potente bloccati da anni nonostante un rinvio a giudizio. R:“In questa Procura credo sia solo una voce. D‟altra parte i potenti che hanno dalla loro parte collegi difensivi agguerriti si difendono meglio degli altri”. La disoccupazione giovanile D: A Siracusa è altissimo il livello della disoccupazione giovanile. Questo dato ha conseguenze forti nell‟assetto della società civile? Acuisce il clientelismo anche per le assunzioni a termine? Può far levitare la delinquenza giovanile? R:“La disoccupazione è un dato che ha una influenza determinante in una società. Sicuramente i giovani, cominciando dal lievitare della delinquenza giovanile, hanno perso fiducia nelle loro forze, non provano neanche ad andarsi a cercare un lavoro. Lo sento dire anche in ambiti estranei alla mia attività lavorativa. Tanto, pensano, se non hai la raccomandazione del politico non vai da nessuna parte. Questo ha corrotto il modo di pensare dei giovani. Che oggi sono rassegnati o dei pescecani terrificanti che devono superare tutti gli ostacoli costi quel che costi. Certo, in una società come la nostra, con poca democrazia, la disoccupazione, specie quella giovanile, produce tragici effetti. Poi se aumenta la criminalità non lo so; non ho statistiche alla mano per affer- marlo con certezza. Ma sicuramente la gente che lavora non delinque o ha poche possibilità di farlo”. I deputati “nominati” dai capi partito : un fatto di gravità estrema D: Sul nostro giornale adottiamo un calendario in prima pagina dove elenchiamo ogni settimana i ritardi accumulati per le opere pubbliche più importanti. Per alcune di queste abbiamo superato i 6 anni dall‟annuncio di completamento. Le responsabilità sono solo di un gruppo dirigente inadeguato o c‟è dell‟altro? R: “C‟è un fatto di gravità estrema da considerare: le persone che fanno politica sono scelte dal capo di un partito, non c‟è più un rapporto diretto fra elettore ed eletto. Ne consegue che sicuramente il gruppo dirigente non è adeguato, non solo a Siracusa ma in tutto il Paese. Poi, inutile negarcelo, ci sono dietro tantissimi interessi”. I tempi lunghi della giustizia italiana D: Ritiene appropriati i tempi d‟intervento della magistratura in risposta a denunce di cittadini? R: “I tempi lunghi della giustizia italiana non si risolvono certo con il processo breve, che è una truffa ai danni del cittadino. Magari lei ha fatto una causa, è arrivato alle soglie della sentenza, scadono i termini e da quel momento in poi non si può fare più niente. In 40 anni che mi occupo di giustizia non ho mai visto uno sforzo da parte della politica, del Parlamento per introdurre rimedi, velocizzare, snellire. Anzi, notiamo esattamente la cosa contraria. Cioè a fronte del giudizio breve, secondo cui a fronte di un certo numero di anni stabilisce che il processo deve finire, e se non finisce è come se avessimo giocato, in quest‟ultima riforma è invece previsto che il giudice del dibattimento non può rinunciare a nessun testimone. Quindi la parte potente indica 300 testimoni per dire che lei ha i capelli bianchi. Il giudice non potrà più dire che lui stesso vede i capelli bianchi e quindi non c‟è bisogno di testimoni. Dovrà ascoltarli tutti. È chiaro che tutto questo è finalizzato a non far fare i processi ai potenti”. Separazione delle carriere e parità di diritti tra accusa e difesa D: Cosa pensa della separazione delle carriere, della parità di diritti fra accusa e difesa? “È un fatto politico. Il Pubblico Ministero è una parte diversa dalle altre. Perché il PM può chiedere, e accade spessissimo, l‟assoluzione degli indagati (non solo la condanna n.d.r.). Sostanzialmente è super partes. Al contrario, ha mai visto un avvocato che si alza e chiede una condanna del suo assistito? Non lo potrebbe neanche fare tecnicamente. Quindi il PM si fa carico della situazione generale dell‟indagato. In fase istruttoria, d‟indagini, il numero di processi archiviati è elevatissimo. In quel caso noi facciamo i Giudici prima ancora che i Pubblici Ministeri. Non dobbiamo accusare per forza. Non sono parti uguali avvocati e PM. Comunque ci sta bene anche l‟assoluta parità che mi pare già realizzata visto che la difesa può fare le indagini come le facciamo noi. Se poi non le fa peggio per lei. Per la mia esperienza personale, ed è una voce che circola negli ambienti giudiziari, il PM che diventa Giudice è il più scrupoloso. Proprio perché si fa carico del peso della sua precedente carriera e quindi vuole evitare che altri possano pensare un suo sbilanciamento verso una delle parti”. La responsabilità civile del Giudice? R: “Per la mia esperienza di studioso e curioso del Diritto d‟altre nazioni, non esiste in nessun Paese del mondo la responsabilità civile del Giudice. Giudice e medico non svolgono funzioni simili. Perché il Giudice si trova di fronte a due parti fra le quali deve fare una scelta. E la parte che perde non sarà contenta. E farà un ricorso. Che toglie obiettività al Giudice nel caso di responsabilità civile, di risarcimenti a suo carico. Di fronte a un potente con quale serenità di giudizio potrà lavorare? Si fermerebbe”. Se Berlusconi vince.. “Anni di lodo Alfano, di legittimo impedimento, di blocca-processi, di processo breve, di prescrizione breve, di conflitti alla Consulta per bloccare i processi, di legge bavaglio sulle intercettazioni. Anni di leggivendetta minacciate e alla fine anche arrivate. Come la riforma costituzionale della giustizia, che taglia in due le carriere dei magistrati separando i giudici dai pm, spinge il pm verso l‟esecutivo, lo priva della polizia giudiziaria che obbedirà al governo, divide in due il Csm e toglie ai magistrati anche questa tutela istituzionale, impone loro di pagare di tasca propria per gli eventuali errori commessi. Se Berlusconi vince al ballottaggio il rush sulla giustizia camminerà spedito, contro i giudici e a favore di se stesso. Per togliere potere alle toghe, riempire di ostacoli il cammino per scoprire le illegalità, fare leggi che danno più potere agli imputati. Con le regole contenute nel cosiddetto “processo lungo” (giudice obbligato ad accettare gli elenchi dei testi della difesa, divieto di usare le sentenze definitive) la prescrizione arriverà più velocemente. O come l‟inappellabilità delle sentenze, per cui se l‟imputato vince il pm non può presentare appello”. Vedi di non chiamare intelligenti solo quelli che la pensano come te. (Ugo Ojetti) 4 Domenica 15 maggio 2011 Stazione out Riceviamo e pubblichiamo: Alla stazione centrale di Siracusa, guasti i carrelli di manovra di ultima generazione, gli addetti sono costretti ad utilizzare vecchie locomotive elettriche destinate alla lunga percorrenza e oggi relegate allo spostamento delle carrozze. Manovre più difficili ma soprattutto a rischio sicurezza. I carrelli di ultima generazione, infatti, garantiscono una visuale completa della manovra, cosa impossibile utilizzando una locomotiva tradizionale. Ma il taglio più evidente, sicuramente grave per i collegamenti con il resto d‟Italia, riguarda il treno 1938 delle ore 19; l‟ultimo per la Capitale. Le cesoie di Trenitalia hanno eliminato, tout court, ben nove delle tredici carrozze presenti originariamente. Dei treni in partenza dalla Sicilia per Roma, è stato formato un solo convoglio. Quattro le carrozze in partenza da Siracusa, altrettante da Palermo e Catania. Dodici vagoni in tutto che, riuniti a Messina, non garantiscono più un‟offerta adeguata. La Cisl sta ultimando un corposo libro bianco sulle ferrovie che, nei prossimi giorni, sarà presentato e successivamente inviato al Ministro, al Presidente della Regione, all‟assessore ai Trasporti, alle deputazioni Nazionale e Regionale. Da pochi giorni anche il treno 8691, in partenza alle 6.23 da Modica e con fermate a Noto, Avola, Santa Teresa Longarini, è stato soppresso. Operai e studenti sono stati dirottati su un pullman. Questo ha, inevitabilmente, allungato i tempi di percorrenza visto che l‟automezzo è costretto ad entrare in ogni paese per raggiungere le singole stazione ferroviarie. Paolo Sanzaro Franco Di Stefano Disabili in città “Vivere serenamente la città anche per i disabili”, questo il tema del corteo di sensibilizzazione organizzato per il terzo anno consecutivo dall‟Associazione Volontari per i Diritti dei Disabili presieduta dal giornalista Salvatore Cimino. Al corteo hanno partecipato oltre alle Volontarie del AVDD ,rappresentanti di alcune Associazioni di Disabili fra i quali il Presidente dell‟Ente Nazionale sordi Salvatore Risuglia e dirigenti della Sezione, rappresentanti dell‟AMNL, dell‟UNMS, dell‟Associazione nazionale CCSVI, ed un folto numero di studenti di alcuni Istituti Scolastici di Siracusa. Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. Bruno delude, Nino anche Troppi galli sterili cantano nel Pd, ma quello che manca, in maniera evidente, è uno straccio di progetto politico Elezioni amministrative: se il centro destra s’interroga sulle ragioni della sconfitta di domenica scorsa, il centro sinistra saprà cogliere il segnale degli elettori? I suoi leader saranno in grado di capire le ragioni di unità e coesione? Seppur in apparenza lontani da competizioni elettorali (si fa per dire viste le continue tensioni di maggioranza e opposizione anche al loro interno) per Siracusa abbiamo seri dubbi! Troppi galli a cantare nel PD, flagellato da tensioni memorabili fra le tre anime e i leader del partito; diversi, opposti, inconciliabili in tutto: nel carattere, nelle idee, perfino nel comunicare. Come vedono gli elettori tutto questo? azzardiamo alcune ipotesi tracciando un breve profilo dei quattro leader che animano la vita politica della sinistra siracusana. Roberto De Benedictis (area Franceschini), inarrestabile comunicatore (interviste, web, comunicati, interrogazioni), in apparenza più mite, intellettuale pervicace, appare freddo e distante, più orientato a concedere diritto d‟idea ad alleati e amici che a idee altrui, cui risponde solo per innata cortesia. Ragione questa, pur riconoscendogli lucidità politica e qualità del programma, della sua sconfitta a Sindaco (dove conta parecchio la percezione fisica fra elettori e candidato), non del successo alle Regionali (dove il rapporto è più di programma che umano). Nell‟area Bersani di leaders ce ne sono due: Bruno Marziano e Nino Consiglio (nella foto). Il primo, anonimo, ambiguo, rancoroso, deludente per le aspettative che aveva suscitato all‟inizio, lascerà sbiaditi ricordi della sua presidenza alla Provincia, se non per il legame suicida con Bufardeci, la scarsa chiarezza progettuale, l’incapacità di programmare. Sinceramente, regala la sgradevole sensazione d‟inseguire incarichi per sé stesso, a prescindere, al netto di obiettivi collettivi. Consiglio è l‟opposto dei due precedenti: sanguigno, aggressivo, anima storica della sinistra siracusana, perennemente votato alla sconfitta grazie a un‟arroganza tutta cuore e niente sostanza. Principale responsabile, spiace dirlo, del ventennale declino della sinistra a Siracusa. Anche lui, come De Benedictis, non ascolta. Solo che lo fa nel modo opposto. Niente gentilezza ma rude aggressività, perseguimento affannoso e forsennato dell‟obiettivo (che in politica paga poco) pur di affermare la sua autorità (un must la sua guerra a Fatuzzo, forse il miglior Sindaco della storia moderna di Siracusa, colpevole di non ubbidire alle sue volontà e per questo defenestrato). Immemore di cotanti errori, ripete lo stesso copione a Sortino: quattro consiglieri del PD locale capitanati da Mario Blancato, suo alleato e Presidente del Consiglio comunale, insieme all‟opposizione votano la sfiducia al Sindaco PD De Luca (che si sta ripresentando), determinandone di fatto la caduta. Motivo? Mai spiegato. Azzardiamo. De Luca è un farabutto, ruba, è incapace? No di certo; più probabili incompatibilità caratteriali e scarsa omologazione ai voleri del trio bellezza Consiglio/Marziano/Blancato. Di certo c‟è che un Sindaco, eccellente e PD, è stato defenestrato dai suoi alleati. La gente non ama incoerenze e tradimenti, tantomeno alleanze a ogni costo, men che meno con l‟avversario o perfino con i personaggi più inconciliabili con la storia della sinistra italiana. Democristiani d‟antan come Fausto Spagna o l’ex fiamma tricolore, oggi addirittura il terzo leader del centro sinistra siracusano, Gino Foti. Che comunica poco ma agisce molto, come suo costume, per trame sotterranee, compromesso diplomatico e sotterfugio politico. Progetti? Anche qui manco a parlarne. È normale dialettica politica tutto questo? Per la sinistra piuttosto un modo suicida di farla, che crea confusione, diffidenza, sconcerto nell‟elettorato anche più fedele, soprattutto nel cittadino indeciso che vuol capire a chi dare il suo voto. Il futuro chiarirà cosa vuol fare di sé la sinistra siracusana. E, a proposito di minchiunate, chiudiamo con una notizia extra siracusana però gustosa: lo sapevate che Mastella aveva promesso di togliersi la vita nel caso - avveratosi - in cui De Magistris fosse arrivato al ballottaggio? Possiamo sperare nel taglio, se non di una vena, almeno della sua lingua? Possiamo augurarci accada altrettanto a Siracusa? Possiamo, certo che possiamo!! Nuccio Gemma Metti una sera al teatro greco, in cavea La spettacolarità del minimalismo, questa la prima impressione di scenografia e costumi. Pavimentazione grigia, lucida riflettente … il mare … l‟isola nera.. i tre alberi bianchi svettanti … E bianche sono pure le tuniche dei soldati … Stiamo assistendo alla rappresentazione di Filottete, una delle opere meno rappresentate di Sofocle, certo più conosciuto nel nostro teatro per Edipo Re o Antigone. Scegliere una tragedia conosciuta solo da chi la letteratura classica l‟ha studiata a scuola (liceo o università che sia) è certo una scelta che comporta un duplice valenza, positiva perchè non deve confrontarsi con edizioni precedenti, e negativa perché deve essere capace di attirare il plauso di un pubblico che non sa cosa aspettarsi, che non sa come si svolgerà la storia e quando questa raggiungerà il massimo del climax. Ma i quasi quattromila spettatori che gremivamo la cavea siamo stati rapiti da una regia pulita, senza orpelli e sovrastrutture, la recitazione orientata alla semplicità, forse per renderla di più facile comprensione e quindi avvicinarla a un pubblico eterogeneo come quello che finalmente si avvicenda nella cavea. Ho apprezzato il coro, utilizzato davvero come strumento musicale, come un‟orchestra polifonica, considerando soprattutto la varietà ristretta di possibilità data dalla natura esclusivamente maschile dei coreuti, e infatti i motivi sono sviluppati in tre voci, talvolta quattro. È stato utilizzato il greco antico originale del testo di Sofocle fortemente musicale, cantato in metrica. Fra i già conosciuti mattatori spicca il giovane Neottolemo, un Massimo Nicolini che ha saputo ben rendere il dolore, la confusione interiore fra il ben fare per onestà e il ben fare per convenienza, contrapposto a Odisseo (Antonio Zanoletti) realista nel suo modo di vedere la vita, secondo cui il fine giustifica i mezzi. Lo stesso Nicolini lo ritroviamo in Andromaca, in un cammeo, il messaggero che narra a Peleo la morte del figlio presso il tempio di Delfi. Anche questa seconda tragedia è fra quelle minori di Euripide, riprende in un certo qual modo il tema di Medea, della condizione della donna e dello straniero; con toni meno tragici, per certi versi, ma forse più umani, più legati al nostro quotidiano. E così la scena di dipana fra le liti di due donne assolutamente diverse, Andromaca (una dolente Laura Marinoni) regina di Troia, ormai schiava, ma non per questo meno forte e nobile d‟animo, donata come premio di guerra a Neottolemo, figlio di Achille, contrapposta a Ermione (poco convincente Roberta Caronia) ricca potente viziata, convinta di tutto potere perché tutto le spetta. Su di loro il coro, che cerca di riappacificare gli animi, donne del popolo, donne sagge. Fra esse una, strana diversa, estranea al gruppo e intanto collante del gruppo stesso, la dea Teti (Gaia Aprea sensibile e passionale), presente nella vita quotidiana del suo popolo, che dispensa saggi consigli. Mi è piaciuta molto questa scelta di far partecipare fin dall‟inizio la Dea alla vita dei suoi fedeli, sotto sembianze di popolana, per poi rivelarla nella sua magnificenza. Ho amato meno il coro, poco possente per quello che è il suo ruolo, vero è che in Andromaca cerca di placare gli animi, ma mi è sembrato comunque sotto tono. Già scrissi, non amo i critici, di nessun genere, e questo mio scritto critica non vuol essere; ho letto ciò che i veri critici hanno scritto, con qualcosa mi trovo d‟accordo, con altro no, in alcuni casi… mi è sorto il dubbio che stessero facendo o pensando altro mentre gli attori sulla scena cercavano di farci rivivere emozioni mai tramontate. Questa vuol essere una chiacchierata fra amici, così come l‟ho fatta il giorno dopo gli spettacoli, al bar con un caldo caffè davanti, e per questo non parlo né di Sebastiano Lo Monaco (nella foto) né di Mariano Rigillo, perché sono entrambi da vedere, da ascoltare, in alcuni momenti anche ad occhi chiusi, per cogliere l‟intensità della parola, che comunque rimane immortale. Perché le Rappresentazioni Classiche sono come l‟Opera, o ti colpisce allo stomaco per l‟intensità, o ti annoia mortalmente. E lo stesso vale per i suoi interpreti, o si amano o no … Ma comunque sia, l‟atmosfera, il vociare di 4mila persone che cala all‟unisono appena la scena ha inizio… il dolore, la vita l‟amore, la morte, che dal quinto secolo avanti Cristo a oggi si perpetua con la stessa intensità, tutto questo merita di essere partecipato, di essere visto, ancora una volta vissuto … Avevano anche funzione catartica, le tragedie, e ho visto attorno a me persone ridere e piangere e annuire o scuotere la testa. E allora andiamo a teatro, andiamoci con gli amici, portiamoci i nostri bambini .. e poi parliamone … raccontiamo cosa abbiamo visto .. cosa abbiamo provato .. era cultura popolare, facciamo che torni ad esserlo … Tiziana Urso 5 Domenica 22 maggio 2011 Non fermiamo il porto turistico Bruno Marziano interviene sulle vicende urbanistiche. Il Prg l‟ha approvato tutto il centro destra, non solo Bufardeci. Non sono più imbattibili, anzi Bruno Marziano qual è la tua posizione sul Piano regolatore di Siracusa del 2004 che è al centro delle contestazioni di buona parte dell’opinione pubblica siracusana e degli ambientalisti? Premesso che sono uno dei pochi uomini politici che non hanno alcun interesse personale sulle questioni che riguardano il PRG (non possiedo un solo metro quadrato di terreno, non faccio parte di alcuna società e non ho alcun rapporto di affari col mondo dei costruttori), la mia posizione sul PRG è identica a quella assunta finora in tutte le sedi, ed in particolare nel Consiglio Comunale dal PD siracusano. Posizione che ho supportato sia con la partecipazione alle iniziative esterne, sia con atti parlamentari chiari ed inequivocabili come la richiesta di invio del Commissario ad acta sia per la revisione del PRG che per impedire la nascita di un secondo e di un terzo porto turistico che avrebbero carattere meramente speculativo. Hai dichiarato che il porto turistico dei Caltagirone andava bene com’era, ma poi l’interramento del mare è stato contestato dal dirigente regionale Gesualdo Campo e dallo stesso presidente Lombardo Il Porto turistico Marina di Archimede (Caltagirone) ottenne il parere favorevole della Provincia Regionale di Siracusa, di cui ero Presidente, perchè aveva ottenuto tutte le autorizzazioni di carattere territoriale ed ambientale (sovrintendenza compresa) ed anche perchè, continuo ad esserne convinto, la città di Siracusa necessita per il suo sviluppo turistico di una infrastruttura come questa senza la quale continua ad essere una città di mare che non punta sul mare per il suo sviluppo. Il direttore Campo ha contestato la realizzazione di un albergo che non ritiene essere, come prevede la legge Burlando, pertinenza indispensabile del Porto. A questo proposito la mia posizione è chiara ed inequivocabile:ritengo che vada trovata una soluzione di compromesso che, senza bloccarne o ritardarne la realizzazione, la riporti alle caratteristiche che devono avere tali strutture, come sta avvenendo in altre realtà della Sicilia, poichè il diniego interviene a ben quattro anni dalla autorizzazione e potrebbe comportare un contenzioso infinito in grado di bloccare tutto per anni e perchè tale procedura mette in qualche nodo in discussione la certezza del diritto di fare impresa nella nostra regione. L’ex cinema Verga è una grande incompiuta ed è sulle tracce del teatro comunale. Cos’hai da dire al riguardo? Pur essendo contrario, come cittadino, al suo acquisto e alla sua ristrutturazione, da Presidente della Provincia ho fatto tutto quello che era necessario per renderlo fruibile: appalto dei lavori, presa d'atto della difformità tra progetto e stato dell'arte, ricerca ed ottenimento dei fondi per il completamento (votati all'unanimità dal Consiglio Provinciale), approvazione delle perizie di variante. Al momento di lasciare la provincia il cronogramma prevedeva la consegna parziale (senza impianti di scena) per ottobre 2008. Cosa è successo dopo bisogna chiederlo ad altri, anche se personalmente so già quale sarà la risposta: il disco rotto sulle incompiute. L’ex sindaco Bufardeci dice di essersi mosso e di continuare a smuovere per lo sviluppo di Siracusa. Molti gli danno del cementificatore, il Consiglio comunale non la pensa come lui, tu invece Il PRG approvato nel 2007, con una battaglia campale in consiglio comunale, in una notte in cui non furono neanche prese in considerazione le proposte di modifica, fu condiviso appieno e senza riserve da tutte le componenti del centrodestra di allora: il PDL della Prestigiacomo, di Bellucci, di Vinciullo, di Bufardeci e Visentin e l'UDC di Pippo Gianni che ne fu protagonista e se ne assunse il merito. Le opposizioni votarono no in modo compatto. Il cementificatore Bufardeci era in ottima compagnia. Ora non possiamo che prendere atto positivamente del ripensamento di alcuni di quegli esponenti (Granata, Alicata), della volontà di fare rispettare gli orientamenti del Consiglio Comunale da parte di autorevoli esponenti del centro destra, anche se sono ancora molte le nuove vestali dell'ambientalismo di maniera e di facciata. C’è il Pd di Marziano e Consiglio, quello di Foti, quello di De Benedictis, insomma c’è un caos o che altro? Come a Roma e a Palermo, anche a Siracusa c'è il PD in cui convivono percorsi e maggioranze diverse. La maggioranza congressuale tra l'area Bersani (Marziano, Consiglio, Zappulla ed altri) e una componente dell'area Franceschini (Foti, Nicita Cafeo) che aveva però deciso la gestione unitaria del partito, si è rotta su questioni di rilievo politico: le vicende di Sortino, il rapporto tra gruppo PD e il Presidente della provincia in relazione alla vicenda di SAI8, la gestione del partito in alcune realtà territoriali, etc. La nuova maggioranza tra le due componenti che si richiamano all'area Franceschini (Foti, Nicita, De Benedictis) deve ora decidere se proseguire la gestione unitaria o imporre una logica ferrea di maggioranza, come alcune delle ultime scelte farebbero pensare. Se dovessero decidere in questo senso se ne dovranno assumere la responsabilità. Per quanto ci riguarda non siamo nè timorosi nè preoccupati. La Sicilia non spende fondi europei per miliardi, ogni giorno leggiamo disavventure giudiziarie di Lombardo ma anche di altri deputati di maggioranza. Tu difendi questo governo? Pippo Zappulla, ex deputato Pd, dice che questo accordo è una porcheria L'eredità di Cuffaro e Miccichè nella elaborazione del POR Sicilia 2007/2013 (i fondi europei) pesa ancora: erano state decise più di 220 tra assi e misure, una frammentazione impressionante. in questi tre anni si è rimodulata la spesa portandola a meno di 70 tra assi e misure e puntando sui grandi progetti e sul regime di aiuti alle imprese(Banda larga, credito d'imposta per gli investimenti e l'occupazione etc) ma certo quella della spesa dei fondi europei e dei FAS è una vera e propria sfida non ancora vinta e dove il Governo regionale si gioca la faccia. Voglio solo ricordare che i Governi Cuffaro (sostenuti dall'UDC e dal PDL) non sono riusciti a spendere più della metà dei fondi FAS 2000/2006. Io personalmente sostengo l'attuale governo tecnico e ho sostenuto il percorso che lo ha preceduto, sulla base delle decisioni assunte dalla Direzione regionale del Partito a stragrande maggioranza e lo farò fino a quando lo decideranno gli organismi dirigenti del PD. La politica. Cosa succederà secondo te da qui alle prossime elezioni regionali e amministrative? Ci sarà una scrematura generale, cambieranno molti soggetti politici? Una certezza c'è sicuramente: il centrodestra siracusano non è più l'invincibile armata di tre anni fa. L'MPA ne è uscito, l'UDC si è diviso in due, il PDL ha perso la costola di FLI e di FdS e nei rapporti fra di loro volano gli stracci. Molto dipenderà da ciò che saprà fare il PD soprattutto in direzione della costruzione di una coalizione credibile sia per la Regione che per Provincia e Comune. L‟ambientalismo non ha colore politico L‟opinione pubblica progressivamente in questi anni ha cominciato ad interessarsi di patrimonio ed ad aprire gli occhi davanti alla realtà di una coalizione dedita soltanto agli affari personali ed alla devastazione del territorio La segreteria cittadina del PD getta il cuore oltre gli ostacoli (che sono le indicibili, attuali miserie del PD, dilaniato dai contrasti, con parlamentari un po‟ qui ed un po‟ lì, e che, con tutta la buona volontà, non ne fanno un partito ma una associazione momentanea …di alcuni politici) e parla già di coalizione per la prossima (2013) campagna elettorale amministrativa, ipotizzando già, fin da ora, “primarie di coalizione” per indicare il primo cittadino. La voglia di fare di Paolo Gulino va sicuramente apprezzata come il tentativo di dare del PD le sembianze di un Partito nonostante il massacro avvenuto in questi mesi tra le diverse componenti che ne hanno distrutto credibilità e capacità operativa. Ma se fossi in Gulino andrei cauto sulle amministrative del 2013 al Comune Capoluogo come alla Provincia regionale. Mi occuperei di più di politiche cittadine cercando di capire realmente le diatribe che dilaniano il centro destra ed i motivi che hanno portato all‟isolamento del Sindaco Visentin ed alla ventilata raccolta di firme per provocarne le dimissioni o, addirittura, per sfiduciarlo. (Possibile che questa storia non interessi l‟opposizione (PD,FLI,SEL,UDC,Franco Greco etc)? Se, infatti, in questi anni il PD appare sempre più a tutti un partito non riuscito, prossi- mo peraltro, come si legge da più parti, ad ulteriori dolorose scissioni, altra storia sono le amministrative di questa città che in questi stessi anni hanno visto il formarsi di forze nuove di stampo ambientalista, che faticosamente, proprio nel luogo di maggiore forza del centro destra l‟amministrazione comunale di Siracusa, coagulo sconcio e potente di clientele, di interessi, ladrocini etc – sono riuscite a coagulare giovani, cittadini,non organizzati ma motivati nei contenuti : la salvaguardia del patrimonio storico, artistico ed archeologico della Città ! E tutto ciò è avvenuto senza la promessa di posti di lavoro, senza mance,affari, senza promesse di un futuro che…non verrà mai. Un piccolo, strabiliante miracolo che, infatti, il centrodestra tenta disperatamente di annientare alla radice !. Ma l‟ambientalismo organizzato nella città e quella fascia di opinione pubblica che progressivamente in questi anni ha comin- ciato ad interessarsi di patrimonio ed ad aprire gli occhi davanti alla realtà di una coalizione di destra dedita soltanto agli affari personali ed alla devastazione del territorio, è un risultato così strabiliante che richiede un minimo di responsabilità e di intelligenza politica per consolidarlo ed ampliarlo. Niente, in altre parola, che riguardi il PD o di cui possa discutere il PD o, peggio, sentirsi la forza “egemone” di questo potenziale schieramento, parlando a vanvera di coalizione, di sindaci, di primarie. L‟ambientalismo in città non ha colore politico, è potenzialmente traversale a tutti gli schieramenti politici, sempre che uno di questi schieramenti (nella città il centrodestra) non attui in modo irreversibile politiche di aggressione scomposta al territorio, di affarismo ai danni della città, di devastazione delle coste, neghi all‟ambientalismo (come è avvenuto) il diritto a manifestarsi, alla parola, al rispet- to etc etc. Il Dr.Gesualdo Campo, Dirigente Generale all‟Assessorato ai Beni Culturali, partecipando recentemente ad un convegno nella nostra Città, si è retoricamente chiesto “ come si possa parlare di tutela del paesaggio (in questa città ndr) quando si consente di interrare il mare anche per servizi accessori alla nautica da diporto come alberghi e centri commerciali”. Il Prof. Settis ha commentato la situazione in cui si trova Siracusa : “ I cittadini devono accorgersi di quello che succede, non delegare ai politici ma fare il massimo sforzo per stimolare i professionisti della politica. Invece, destra o sinistra, non pensa nessuno a valorizzare il paesaggio». I contenuti di una coalizione di opposizione capace di vincere le prossime amministrative del 2013 (o prima) ci sono tutti, anche il consenso popolare che si respira diffusamente giro. Manca una nuova classe dirigente che non sia ambigua e compromessa con il centrodestra e con gli affari del centrodestra, che sia capace di azzerare vecchi riti, procedure, furbizie, tessere e … portare la politica, i bisogni della città per i prossimi anni, il modo con cui affrontarli e (possibilmente) risolverli alla comprensione di tutti. 6 Domenica 22 maggio 2011 La politica “stupra” la sanità Ricordate la denuncia del Corriere? Non sarebbe opportuno rendere i medici ineleggibili nei distretti in cui operano per qualsiasi competizione elettorale? Siracusa ha un grave problema, si chiama sanità. Dire sanità a Siracusa significa dire politica. Voi mi direte, non è vero anche al nord sanità vuol dire politica. Eppure già in tempi non sospetti i bravi Rizzo e Stella scrissero un articolo che metteva in luce lo strano caso Siracusa. Un motivo deve esserci se i due giornalisti del Corriere la ritennero degna di nota. Ebbene i due facevano notare come tutte le cliniche convenzionate avessero nel proprio azionariato dei politici. Tra questi era messa in risalto la figura di Nuccio Cappadona, fedele cuffariano, di recente coinvolto in un indagine ex 416 ter. Nell‟articolo sono citati anche l„attuale assessore Antonello Liuzzo, il senatore Centaro per via della compagna, l’onorevole Confalone, l’onorevole Bufardeci, l’onorevole Galatioto ( di recente scomparso ), l’ex consigliere comunale Musumeci (anche lui scomparso ). Causalità o casualità? L‟accreditamento regionale è un business economico, in più le cliniche accorciando le liste d‟attesa sono un ottimo sistema per fare soldi e voti. Anche in ospedale, dove le cose dovrebbero essere diverse per via dei concorsi e per la proprietà pubblica delle strutture, si respira una aria simile. Quasi tutti i primari e molti medici sono stati ricondotti a gruppi di potere politico. Ne cito alcuni: Maltese ( ex ass ), Genovese , Vaccarisi, Romeo, Stornello, Di Stefano, Rotondo, etc. Gli esempi dimo- strano come la percentuale sia la più alta tra le varie categorie lavorative. Tutto ciò non mi sembra normale tenuto conto del fatto che il bilancio regionale per più della metà è speso in sanità. Non stiamo parlando di piazzare qualche ragioniere qua e la nei collegi revisori, nemmeno di porta borse o finti giornalisti come segretari, parliamo di chi dovrebbe occuparsi della nostra salute. Mi rivolgo ai siracusani, come siete arrivati a questo punto? Come mai i medici seri non dicono nulla? E’ forse tutto normale ? C’è una relazione tra il pessimo servizio e quanto scritto sopra? E’ opportuno che a scrivere le leggi sull’ accreditamento siano gli stessi che gestiscono le cliniche beneficiate? Andate al seggio imbottiti di tranquillanti? Come fate a votarli?. Certo il medico politico ti risolve un sacco di problemi, ti serve un certificato, una ricetta ; ti da l‟appuntamento in segreteria o al comitato ; si sa il tempo è prezioso, a Siracusa deve esserlo tantissimo. Vi chiedo se non sarebbe più giusto smettere di pagare le tasse e vivere senza l assistenza sanitaria. Pagare, come dal dentista, solo quando serve. Certo le tasse garantiscono il servizio sanitario ai non abbienti, garantiscono il pronto soccorso. Oggi come oggi però mi sembrano tutte cazzate ; il servizio è come se non ci fosse e i non abbienti malati sono vittime del ricatto politico mafioso. Perché alimentare tutto questo con le tasse? Chi ne trae beneficio? Le strutturali lacune del sistema sanitario sono la causa di questo contro sistema sanitario o è il contro sistema a rendere inefficiente la sanità pubblica? . Proposta : non sarebbe opportuno rendere i medici ineleggibili nei distretti in cui operano per qualsiasi competizione elettorale. Per quanto attiene alle cliniche nessuna legge sul conflitto d‟interessi può essere efficace se la società non lo avverte in primo luogo come problema etico . Andrea Genovese L’analisi è giusta e stimolante ed andrebbe estesa a livello regionale : quanti deputati regionali gestiscono cliniche private? Quanti deputati regionali sono espressione elettorale di cliniche private?. Me ne vengono in mente tantissimi, dalla clinica Cittadini, a Palermo, che contribuisce alla elezione di 2 deputati regionali (oltre che di consiglieri comunali, provinciali, deputati nazionali), a Scammacca della Bruca, a Nicotra, a tanti altri. I moralisti del Lombardo-quater non fiatano come l’assessore Russo, anche perché a pompare in modo irresponsabile la sanità privata non fu il solo Cuffaro ma tutti insieme appassionatamente, a cominciare dal sen Pistorio, assessore alla sanità di pochi anni fa, amico politico indissolubile di Raffaele Lombardo. Di che parliamo? Hai ragione Andrea. Si riempiono la bocca (Lombardo e Russo) di lotta agli sprechi, alle clientele, parlano di dovere restituire efficienza alla sanità siciliana, mentre la prima e più potente clientela – costosissima - è quella organizzata nelle cliniche private a danno della sanità pubblica alla quale sottrae risorse importanti. C’è un rimedio ? Non c’è perché intaccherebbero lo zoccolo duro della raccolta di consenso clientelare, unitamente ,alla sanità pubblica, allo sconcio della politica che nomina primari, moltiplica i primariati, definisce le strutture sanitarie secondo la sua convenienza elettorale, non certo di quella della gente che – se ha qualche soldo in tasca – è costretta ad emigrare altrove per farsi curare (sb). L‟Ars “racconta” Rino Nicolosi Prima di diventare presidente della Regione lavorò alla Geco che aveva la sede al Serpentone di Frontino. Nel „97 quel memoriale che fece tremare tutti Con il titolo " Rino Nicolosi: umanesimo e modernizzazione" sono stati pubblicati, a cura del Servizio Studi e Affari Europei della Assemblea Regionale Siciliana, gli scritti e i discorsi un presidente della Regione che ha usufruito di uno dei mandati più lunghi, nonostante il suo non sia stato il tempo della legge elettorale di tipo presidenziale, qual è l'attuale. Rosario Nicolosi governò la Regione con continuità dal 1° Febbraio 1985, essendo risultato eletto in Assemblea il 23 gennaio precedente, e fino al 12 Agosto 1991, data in cui con l'inizio della XI^ legislatura si insediò, come suo successore, l'on. Leanza. Sei anni sempre in sella, anche se attivò cinque compagini governative, di cui una per scadenza e rinnovo dell' Assemblea. Rino Nicolosi può essere ritenuto, per certi aspetti, un presidente quasi siracusano. Il fatto di aver lavorato, da giovane appena laur e a t o , p r e s s o la GECOMECCANICA di Graziano Verzotto con sede di lavoro al Serpentone di Frontino, in fondo a viale Scala Greca, lo segnò per il resto della sua attività, successivamente divenuta politica. Rimase sempre attaccato alla nostra realtà industriale sia quando per tanti anni rivestì l'incarico di assessore regionale all'Industria e sia quando divenne presidente della Regione. Da Presidente, acese lui e acese l'Arcivescovo di allora mons. Giuseppe Costanzo, si mostrò sensibilissimo alle sorti del Santuario della Madonna delle Lacrime. Ma ciò che la lettura del libro riporta alla memoria e quindi alla ulteriore riflessione di oggi è l'intera esperienza politica regionale degli anni '80 dello scorso secolo. Un decennio che si aprì con l'assassinio di un altro presidente della Regione Siciliana, il democristiano Piersanti Mattarella, fatto uccidere dalla Mafia il giorno della Epifania di Nostro Signore, come manifestazione di forza da parte di una nuova fazione criminale emergente. Seguirono anni bui e terribili con tanti morti am- mazzati di Mafia. Il 23 Aprile del 1981 viene assassinato Stefano Bontade e l'11 Maggio è la volta di Salvatore Inserillo. A seguito di queste due morti eccellenti John Gambino viene mandato a Palermo da Paul Castellano, che governa la mafia americana, per sancire la vittoria dei corleonesi. Il 1984 fu l'anno cruciale: si apre con l'omicidio del giornalista Giuseppe Fava, freddato a Catania di fronte al Teatro Stabile il 5 di Gennaio, ma negli ultimi mesi di quell'anno si registra la svolta, come se oramai si fosse giudicato il massimo che la malavita avrebbe mai potuto e dovuto raggiungere. Il 29 Settembre 1984 avviene il Blitz di San Michele, in seguito alle dichiarazioni di Totuccio Contorno e di Masino Buscetta, con 475 mandati di cattura fra cui per Vito Ciancimino e i cugini Nino e Ignazio Salvo, potentissimi esattori della Sicilia. Ciancimino viene arrestato il 4 Novembre. Il 17 Novembre 1984 Rosario Nicoletti, che è stato segretario regionale della DC e varie volte assessore regionale, si lascia cadere dal 4° piano della sua casa di via Lincoln, condominio in buona parte di proprietà di deputati regionali. Il segretario della DC di allora fù Sergio Mattarella, fratello del presidente della Regione ucciso quattro anni prima, il giorno della Befana. Le istituzioni nella loro complessità hanno detto basta! Con il 1985 vita nuova: si inizia infatti a preparare l'istruttoria del Maxiprocesso che porterà prima all'arresto e poi alla condanna di Michele Greco e di altri 18 capifamiglia. In questo nuovo clima va inquadrata la elezione a presidente della Regione dell'on. Rosario Nicolosi, eletto nella parte orientale dell'Isola e non in quella occidentale, avvenuta il 1°Febbraio 1985. "Siamo infatti ad un tornante della nostra storia comune nel quale ogni sforzo va fatto per illuminare il cammino stretto che dobbiamo percorrere per allontanare definitivamente gli anni orrendi della violenza e dell'angoscia che proiettano ancora la loro ombra sulle coscienze e sulle istituzioni. In questi anni è stata messa in discussione la ragione prima dell convivenza, la legalità come rego- la condivisa e rispettata, l'autorevolezza stessa dell'istituzione pubblica come garante della pace sociale, presupposto per la crescita e lo sviluppo verso una maggiore giustizia." Recuperare la bussola della legalità che negli ultimi anni si è particolarmente smarrita, perdendo non solo il controllo della vita civile dell'Isola ma rischiando di vedere la politica e la cosa pubblica subordinate a poteri oscuri e malavitosi. Il rischio di non capire più chi comandasse in Sicilia. Un rischio che periodicamente si ha la sensazione di correre ancora oggi. Di questo Rino Nicolosi era ben convinto e lo fu fino alla sua fine. L'8 ottobre del 1986, in occasione dell'assassinio del piccolo Claudio Domino nella provincia di Agrigento, il presidente Nicolosi, nel suo intervento in aula, tra l'altro ebbe a dichiarare:" La notizia dell'orrenda uccisione di un bambino di undici anni ci lascia profondamente sgomenti e ci fa comprendere come sia oggi più che mai necessaria una forte presa di coscienza , a livello individuale e collettivo, che ci faccia superare forse la stanchezza psicologica, che ognuno di noi avverte, a dovere giorno per giorno parametrare i propri comportamenti con la permanenza, la vitalità di un terribile fenomeno come quello della mafia. Probabilmente si sente , a volte, il bisogno, quasi la speranza, che si sia aperta una fase nuova, di più serena convivenza ; da questa speranza, forse avvolta anche da uno strato di torpore, ci sveglia bruscamente la evidenza di terribili avvenimenti come quello di cui parliamo oggi." Un essere o non essere quello derivante dal compito e dal mestiere di Presidente della Regione Siciliana. Sempre tra la scelta di morire ammazzati o di venire incriminati per vicinanza o comunanza mafiosa. Rino Nicolosi, finito poi anche lui negli ingranaggi di Tangentopoli per l'affaire del Centro Le Ciminiere di Catania, il suo nodo gordoniano non riusci a scioglierlo a causa della morte, sopraggiunta per cancro. Un suo memoriale che consegnò nel 1997 ai magistrati della Procura di Catania gettò scompiglio nella classe politica siciliana, facendo nomi di democristiani,comunisti, socialisti e repubblicani. Morì nel 1998. Dopo di lui la storia continua, si ripete, si rinnova e non è tutta siciliana. Pepè Genovese 7 Domenica 22 maggio 2011 Visentin: Superiamo le polemiche Il sindaco interviene sulle vicende urbanistiche facendo il pompiere: sul Prg basta allo scontro, è pregiudiziale l‟interesse della città e dei cittadini Riceviamo e pubblichiamo: Nella riunione del consiglio comunale del 10 maggio scorso è stato definito, di comune intesa, il percorso amministrativo e tecnico delle proposte di varianti al PRG, deliberate nella seduta del 21 dicembre 2010, superando momenti di ingiustificata tensione che si erano determinati con i gruppi consiliari di opposizione e tra questi e lo stesso Ufficio Urbanistico del Comune. Nessuna debolezza o baratto o altro. Una semplice prova di buon senso alla quale hanno aderito i gruppi consiliari che sostengono l‟amministrazione e quelli di opposizione. Se, viceversa, è il deliberato consiliare del 21 dicembre del 2010 che si vuole ripensare, voglio sottolineare che l‟atto di indirizzo allora adottato dovrà essere esaminato concretamente in sede consiliare e in quella occasione sarà possibile approfondire le tematiche relative a quei luoghi anche alla luce di quanto sarà disposto nel Piano Paesistico, oggi all‟esame dell‟Assessorato regionale ai Beni Culturali.In materia urbanistica ho sempre pensato che il territorio della nostra città, la sua difesa e valorizzazione, non sono né di destra né di sinistra, ma appartengono a tutti gli schieramenti, trasversalmente, come, naturalmente, a tutti i siracusani. Avere raccolto in questi mesi tantissimi appelli anche di personalità internazionali e nazionali a difesa del patrimonio storico, ambientale ed archeologico della città, ha ovviamente impegnato l‟amministrazione e la sua maggioranza ad una ulteriore riflessione sulle scelte urbanistiche adottate, senzaresistenze preconcette o, peggio, la voglia di opporre a ragionamenti urbanistici soltanto la forza dei numeri. Del resto anche all‟interno della maggioranza di centrodestra mi sono stati rivolti analoghi inviti alla riflessione e al confronto costruttivo, come quelli dell‟On.le Pippo Gianni, dell’On.le Vinciullo,del sen Alicata, oltre che di consiglieri dei Gruppi del PDL e del PID. Superare le polemiche in materia urbanistica, spesso coltivate in modo puramente strumentale, credo che debba definirsi un obbiettivo condiviso che consentirà all‟amministrazione comunale, nei 2 anni di legislatura che ancora restano, di proseguire alacremente nella sua attività al servizio della città e sperando sempre di accedere a risorse finanziarie significative per realizzare importanti infrastrutture cittadine ormai indispensabili per adeguare la Città alle sue esigenze di mobilità oltre che a valorizzarla ulteriormente a fini turistici. Roberto Visentin Sindaco di Siracusa Raf Lombardo penalizza Siracusa Sulla città si riversa lo scontro del presidente con Bufardeci e Gianni, non ci sono dubbi. Ma l‟analisi va approfondita ed è quello che abbiamo fatto grazie anche all‟intervento di un sindacalista di spicco come Enrico Caruso E‟ comprensibile che con l‟arrivo della stagione estiva l‟attenzione dei media sia rivolta alle attività turistiche, al Teatro Greco e alle Rappresentazioni Classiche e a ogni altro evento prossimo futuro, come ad esempio, il concerto di Bocelli in Luglio, credo però che, non debba essere abbassata la guardia sulle critiche questioni del lavoro che attanagliano la provincia di Siracusa che interessano in modo particolare, il lavoro per i giovani. Ci sono due questioni che mi sembrano abbiano bisogno di un‟evidenza pubblica che, a mio parere, non c‟è e mi riferisco al Rigassificatore e al Termovalorizzatore, ambedue ipotizzati nell‟area industriale o più precisamente nel territorio di Augusta. L‟uno e l‟altro dei due impianti industriali, sono attività che produrrebbero lavoro e occupazione e ritengo che da più di due anni, del valore economico dei progetti nonché delle ricadute produttive che da essi deriverebbero, se n‟è discusso con abbondanza di argomentazioni. Svariate prese di posizione, si sono registrate sia a favore della loro realizzazione sia in modo contrario per ragioni di sicurezza e ambientali e come sempre accade in questi casi, le ragioni dell‟uno si sono scontrate con le certezze dell‟altro ma, sostanzialmente, gli impianti si sarebbero potuti realizzare perché appare diffuso un assenso politico e sociale per la loro costruzione. Vari Sindaci e varie Amministrazioni Comunali hanno più volte espresso opinione favorevole, compreso il parere positivo del Ministro dell‟Ambiente e qualche Associazione Ambientalista, pur con una serie di distinguo che comunque, non impedivano la realizzazione del Rigassificatore e tanto meno del Termovalorizzatore condizionando la loro realizzazione a precisi vincoli di sicurezza e di rispetto per l‟ambiente. Lo stop al tutto è venuto puntualmente da Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia, prima sul Termovalorizzatore e poi sul Rigassificatore ma, tanto per dare l‟idea dello stato dell‟arte, altri stop Lombardiani sono arrivati anche per i progetti di porti turistici da realizzarsi nel Porto Grande di Siracusa. L’alone ambientalista che ammanta il nostro prode Presidente, da più parti è ritenuto poco credibile e ai più sembra un atteggiamento di ritorsione politica nei riguardi di una provincia che manifestamente lo ama poco anzi, da Siracusa provengono alcuni dei suoi avversari più accaniti, penso ovviamente all‟On. Bufardeci e all’On. Gianni, ex Assessori della prima Giunta Lombardo (nella foto) e ora fieri oppositori del suo Governo. Le prese di posizione di Lombardo sono dunque una ritorsione politica? Probabilmente sì, anche se sui progetti d‟insediamento dei porticcioli turistici qualche ragione a favore di Lombardo sicuramente c‟è, visto che qualche speculazione era andata troppo avanti e considerando che, dalle costruende Marine come anche da quelle progettate, gli unici ritorni economici certi, conditi da qualche piccolo beneficio occupazionale, sarebbero stati destinati solo ai costruttori delle opere, bene ha fatto il Presidente a prendere posizione per lo stop alla speculazione. Cosa molto diversa è invece il NO agli impianti industriali. Il Rigassificatore è un impegno economico di oltre 800milioni di euro, che al di fuori delle metafore, ricadrebbe sul territorio a beneficio d‟imprese e lavoratori e le rifluenze derivanti dalla messa in esercizio dell‟impianto ( movimento navi, autobotti ecc.) darebbero una boccata di ossigeno (non di gas!) per svariati anni, all‟asfittica economia del Siracusano. Non sono la più bella delle attività industriali che si vorrebbe fosse impiantata nel territorio, ma in uno dei più grossi poli petrolchimici d‟Europa, per fare progettazione e sviluppo è difficile ipotizzare che le nuove attività arrivino da impianti florovivaistici o da insediamenti residenziali turistici. Perdere quest‟occasione d‟investimento, ripeto, non la più bella, costituirebbe un grosso danno dagli esiti non preventivabili, per Siracusa e il suo futuro industriale. Il blocco dei Termovalorizzatori non è riferito solo su Siracusa, giacché Il Presidente Lombardo l‟ha assunto per l‟intera regione, indirizzando le politiche per i rifiuti verso la raccolta differenziata e il riciclaggio degli stessi, azione politicamente corretta ma che fino ad oggi e negli ultimi due anni, non ha prodotto nulla di efficace, rimanendo inalterate le situazioni di degrado ambientale in quasi tutte le città della Sicilia, facendo rinascere le discariche (luoghi storicamente deputati alla speculazione malavitosa sui rifiuti urbani e industriali), as- senza totale di fattori d‟incremento della percentuale di raccolta differenziata, mancanza generalizzata d‟ impianti per trattamento e riciclaggio rifiuti. Non ultimo, l‟indebitamento dei Comuni verso gli ATO Rifiuti, che con la nuova riforma (da 27 esistenti a 9+2), ha riconosciuto la loro utilità solo ai fini politici. I tre o due Termovalorizzatori o similari previsti a suo tempo in Sicilia, quando ci sarà un dopo Lombardo, probabilmente si rimetteranno in marcia da soli, perché possiamo inventarcele tutte, avere la migliore raccolta differenziata del mondo, ma i numeri della raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani se vogliamo vivere in città senza sacchi d‟immondizia per le strade, ci porta inesorabilmente a considerare insufficiente la politica delle discariche. Il Rigassificatore e il Termovalorizzatore non mi piacciono, ma se guardo al lavoro, allo sviluppo del territorio, alle generazioni che verranno, li trovo compatibili con la realtà che ci circonda, senza che questo significhi peggiorare le cose anzi, per molti aspetti, li trovo un‟occasione da non perdere. Considero inoltre, stupido e banale che qualche politico, al fine di coltivare il consenso, stia con il piede in due scarpe e si dichiari, secondo l‟occasione e la convenienza clientelare, una volta a favore degli impianti industriali e l‟altro contro, come sempre, lo scherzo è bello finché dura poco e non è detto che alla fine del gioco il furbetto del quartierino di turno vinca tutte le partite. Enrico Caruso Caro Enrico, parliamo con chiarezza: se la coppia Lombardo-Gesualdo Campo blocca le manovre speculative promosse dal centro- destra nel nostro territorio (PRG, Porti, Balza Acradina, Eurialo, coste, etc) si è guadagnata una riconoscenza imperitura dai siracusani di tutte le età e di tutti i tempi. Passerebbero alla Storia! Lo fa per ritorsione politica contro Bufardeci e compagni e non perché abbia uno spirito sensibile all‟ambiente, alla storia di questi luoghi e al loro immenso valore archeologico ? E chi se ne frega!!!. I ladroni, gli stupratori osceni del nostro territorio, sarebbero stati comunque miracolosamente fermati! Senza Lombardo staremmo ancora dietro alle arroganze dei vari Bufardeci e compagni, ad una chiusura mentale, affaristica, che non dava spazio a niente, alla luce del nobile principio scritto ed affermato – degno della loro infima cultura,- che costruire, cementificare…significa sviluppo anche perché poi si traduce in grandi affari . Del termovalorizzatore non sono affatto competente: non saprei, da perfetto ignorante, trovare una alternativa valida allo smaltimento dei rifiuti che non siano le odiatissime discariche ricettacoli di infezioni, malattie, che hanno una vita molto breve e provocano contrasti violenti nelle zone dove vengono localizzate. I termovalorizzatori funzionano in tutta l‟Europa e nel nord America: Lombardo ne parla malissimo sia sotto il profilo tecnico che in quello affaristico, in quanto dice che ogni termovalorizzatore nasconderebbe fortissime tangenti ed l‟infiltrazione di cosche mafiose. Lo dice ormai da anni. Ma le alternative che propone (raccolta differenziata e discariche) sono quelle di Pecorario Scanio, quelle che hanno portato Napoli con l‟immondizia sulle strade ed al primo piano dei palazzi , per l‟incapacità di smaltire la spazzatura che si produce.. Finiremo come a Napoli? Con Lombardo può succedere: se l‟operazione termovalorizzatori non è di suo gradimento non ci sono alternative, l‟uomo non si commuove davanti ai disastri e lo ha dimostrato nella ferocia con cui ha bloccato i finanziamenti sui fondi comunitari che la Sicilia ha, infatti, irresponsabilmente cominciato a perdere. Sul Rigassificatore l‟atteggiamento di Lombardo è identico. No e basta. Ma la colpa di avere Lombardo presidente della regione è in gran parte dei suoi oppositori di oggi. Se 3 anni fa Miccichè, Prestigiacomo, Bufardeci non lo avessero appoggiato alla Regione molte delle sue assurde pretese si sarebbero ridimensionate. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” mi verrebbe da dire, anche da quel male questa provincia ha trovato l‟imprevisto sostegno alla salvaguardia del suo territorio!!. (sb) 8 Domenica 22 maggio 2011 contromano Hasta los masculunos siempre Paliamo di “masculuni” (maschioni per quelli di Bergamo Alta che non parlano le lingue). Masculune 1: Alessandro Sallusti. Il direttore del Giornale è il vero trionfatore di queste elezioni amministrative. Non ha sbagliato un colpo. Prima in comproprietà con Feltri, poi in concubinato con la Santanchè (da lei veementemente negato) ha dedicato 365 delle ultime 365 prime pagine a insultare gli (ora ex) alleati (e, di risulta, anche i giudici che insultare loro è come il jeans, non passa mai di moda). Ed ha vinto. Fini è praticamente defunto a queste elezioni. Quando si dice un mastino che azzanna il nemico e non lo molla fino a che non soccombe!!! Spettacolare, bellissimo. Complimenti! Ora, c‟è il dettaglio che il Pdl ha perso le elezioni a Milano, città del Giornale, di Nosferatu Sallusti e di Santa Santanchè. Ma questo è un dettaglio. C‟è che Berlusconi ha dimezzato le preferenze rispetto a 5 anni fa. Ma questo è un dettaglio. La strategia è vincente. Il Milan ha vinto lo scudetto, primo tangibile segno dello sdegno popolare per la casa di Montecarlo del cognato di Fini. Migliaia e migliaia di milanesi che altrimenti avrebbero votato Fini sono andati a votare e non hanno votato per Fini. C‟è il dettaglio che hanno votato per Pisapia. Ma non ci si può attaccare ai dettagli, anche a quelli più insignificanti. La strategia era quella giusta e alla fine l‟ha capito anche quella snob della Moratti (che è interista e quest’anno non è la sua annata) e ha tirato fuori le unghie e i denti ed ha detto che quel bolscevico, brigatista (come la Boccassini) di Pisapia aveva rubato una macchina 30 anni fa. Brava Lety, così si fa. Non era vero? Chi se ne frega. La strategia è vincente! Guarda la Santa, guarda Stracquadan, quarda Scilipot, guarda Paniz che figuroni che hanno fatto in tv ogni dove sono stati invitati. I soliti comunisti dicono che sparare quella cazzata in tv ha fatto perdere a Lety 2 punti percentuali (che rispetto agli 8 punti di distacco fra Mi- lan e Inter sono ancora un buon risultato) ma questi sono dettagli. La Mora (intesa come Moratti non come Lele) ha replicato efficacemente, sostenuta da Nosferatu e dalla Santa, che non smentiva niente perché Pisapio frequentava cattive compagnie. Che è come dire: ho detto che sei un assassino non è vero, ma mi risulta che da ragazzino fregavi le macchinette alla Upim, quindi non ho niente da smentire. Ma questi sono dettagli e non ci si può attaccare ai dettagli marginali. Si dice che lo stesso Silvio, fratello germano di Paolo editore del Giornale, sia incozzato come una anaconda perche forse intuisce che tutti questi tarantolati inviperiti lo hanno portato a sfracellarsi a Milano. Ma sono malelingue e in ogni caso dettagli. Da qualche tempo il cavaliere non ne azzecca una. Tutte le scelte che ha fatto in materia ambientale sono risultate un boomerang letale. Pensare di potere imporre il proprio pensiero (ritenuto il più giusto) nell‟amministrare il Paese, ha regalato a Berlusconi forte delusione a Milano e in altri posti dove gli elettori, pur di non votare uno del PD hanno preferito elevare al rango di possibile sindaco un “estremista” di turno (Pisapia e De Magistris) . I soliti soloni dello staff del premier avranno detto che, come al solito, lui non può sbagliare e che gli imbecilli sono coloro che non capiscono che le centrali nucleari sono una necessità, anche se, ogni tanto, qualcuna esplode. Gli hanno suggerito di tentare di bloccare il referendum sul tema, con un decreto di sospensione, come se rientrasse perfettamente nelle regole della democrazia. Ancora illuminati ministri hanno deciso che rilasciare concessioni demaniali per 90 anni è cosa normalissima. Non parliamo delle incomprensibili scelte guerrafondaie che hanno portato a bombardare l‟amico Gheddafi. Presuntuosamente, Silvio, per tutte queste minchiate non ha voluto attendere che passasse la tornata elettorale. E i risultati li ha toccati con mano dimezzando i suoi personali consensi come capolista. Uno che ha imparato bene la lezione è invece l‟on Piero Fassino, è divenuto sindaco di Torino, anche se del Pd, usando lo slogan che nel 2008 aveva utilizzato Roberto Visentin candidato sindaco di Siracusa: “Nel segno della continuità”. Nella fattispecie odierna, però, la continuità si richiamava però al sindaco uscente di Torino, Chiamparino, non a Bufardeci versione 2008. Lo slogan, pare sia stato suggerito a Fassino dal suo vecchio e buon amicocompagno Bruno Marziano che vivendo in corso Gelone a Siracusa prende e porta fuori le idee …migliori (?) del territorio. Come tutte le idee, anche questa è destinata a tramontare. Forse ci vorranno tre anni anche per il più magro dei sindaci italiani. A Siracusa invece è venuta meno solo da qualche giorno, infatti, quella trascorsa è stata una settimana con temperatura 41 gradi, rilevata all‟ascella del sindaco Roberto Visentin, dagli amici che lo tengono in cura. “Febbricitante” per astinenza di maggioranza la diagnosi. Assumere idee di sinistra sarebbe stata la prognosi e far ricorso al centrosinistra del Vermexio che il predecessore di Visentin definisce “inconsistente in aula e sul territorio”. Ecco la storia di una settimana mediatica locale. A Titti Bufardeci non era andata giù la solita “ipocrisia” che viene fuori in aula, il 21 dicembre del 2010, quando si trattava di approvare in Consiglio documenti proposti dalla minoranza abituata, oramai, a fare la voce grossa e ad averla vinta. Il capogruppo all‟Ars di Forza del Sud è andato in escandescenza dopo un recente Consiglio comunale, convocato per discutere un “atto di censura” nei confronti dell‟Amministrazione accusata di non aver, voluto, saputo o potuto, far rispettare la tempistica approvata dal Consesso civico (90 giorni) sul procedere della modifica del Prg e la salvaguardia di alcune parti del Fini è ko. Cosa importa se Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli ci hanno fatto un colo così? Sono dettagli, dettagli insignificanti per noi i vampiri. Masculune 2: Dominique Strauss Kahn (nella foto) Cioè, facciamo a capirci. Il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, compagno socialista, prossimo candidato alla Presidenza della Repubblica di Francia, Nizza, Savoia, Corsica e territori d‟oltremare, può essere arrestato e minacciato di 70 anni di galera a San Quintino o a Guantanamo per avere gentilmente indotto ad una fellatio una CAMERIERA NEGRA? Non è che perché adesso c‟è un NEGRO alla presidenza degli Stati Uniti d‟America Anche qui un Pisapia? territorio. Sulla presentazione della censura (poi trasformata dalla segreteria generale dell‟ente in “ammonimento”) pendeva già una minaccia del sindaco e dell‟assessore all‟urbanistica di querelarsi nei confronti dei 14 consiglieri firmatari; querela che nella sostanza veniva derubricata in tarallucci e vino a seguito di una trattativa intercorsa tra i rappresentanti delle parti in causa. In un primo momento il centrodestra dalla parte del sindaco Visentin concordava un documento di sostegno agli amministratori sottoposti a “censura” e di respingimento delle accuse contenute nella stessa. In aula questo documento avrebbe battuto quello di censura per 19 a 17. Almeno questi erano i conti venuti fuori da un‟apposita riunione. Però, a sorpresa scoppiava la pace, quindi in aula di documenti non si faceva cenno alcuno. In compenso il sindaco, al cospetto dei consiglieri e in diretta tv, si scusava per i ritardi accumulati nella tempistica “dovuti al fatto che durante le feste natalizie al Comune si lavora poco”. Inoltre Visentin s‟impegnava, tra maggio e giugno al massimo, a portare a buon fine le prescrizioni approvate con il solo voto contrario del gruppo di Forza del Sud tre giorni prima del Natale 2010. Giusto a pagamento degli “interessi” la maggioranza avrebbe concordato di procedere al prelievo e il voto unanime in Consiglio della “famigerata” commissione d‟inchiesta sull‟operato del corpo di Polizia Urbana. A fine seduta oltre ai tarallucci, tra opposizione e maggioranza, si gustavano anche pizze e spaghetti. Appreso l‟accaduto Titti Bufardeci si trasformava in Orlando Furioso e a colpi di durlindana “affettava” il sindaco e il Pdl che lo aveva sostenuto in quella “plateale calata di braghe e nella sudditanza mostrata verso il centrosinistra inconsistente ma che riesce a manovrare a suo vantaggio in Consiglio comunale.” Due autorevoli assessori del sindaco Visentin (il co-coordinatore provinciale on Enzo Vinciullo, e il senatore Bruno Alicata ) replicavano alle accuse a mezzo stampa di Bufardeci sostenendo che il sindaco non si era affatto calato le braghe ma “aveva trovato giusto prendere in considerazione le richieste delle nuove sensibilità emerse in Consiglio”. All‟accusa del deputato di FdS di essere piegati al volere del centrosinistra “per mancanza di una vera maggioran- www.ifattidelladomenica.it non si può più prendere una CAMERIERA NEGRA e dirle in francese “ah cosa, famme na pompa”? Ma dove mischia siamo arrivati? E‟ evidente che si tratta di un complotto della CIA, o forse di Gheddafi incozzato perché la Francia lo sta bombardando tutto. Forse la NEGRA altro non è che una mercenaria, una amazzone, una prezzolata del governo libico che s‟è introdotta proditoriamente nella cameretta di Dominique in quell‟alberghetto di periferia, mentre il compagno faceva la doccia (e intirizziva perché l‟acqua era fredda), poi quando lo ha visto uscire con il poparuolo all‟aria aperta, s‟è avventata famelica su di lui e lo ha stordito con i suoi malefici erotici, ergo ha simulato una aggressione conservando però (la vecchia Monica Lewinsky docet, bisogna sempre prendere esempio dai professionisti) le prove della copula orale. Orrore! Scandalo! Vergogna! Ma l‟avete visto il piccolo Dominique, oltraggiato dall‟arresto come un delinquente, dopo che aveva faticosamente preso posto nel suo vagone di terza classe, e aveva messo la valigia di cartone sul predellino e voleva solo tornare a casuccia sua? L‟avete visto, scuro in volto mentre, circondato da quattro energumeni che gli ciancicavano il soprabitino di cachemere, comprato con i risparmi di una vita, lo portavano fuori dal posto di polizia? Ma io dico, si può credere ad una CAMERIERA NEGRA mentre un compagno rispettabile e benvoluto nega tutto? Si può credere che, solo perché in passato ha fatto qualche casta avanche ad alcune signorine, ora il capo del Fondo Monetario Internazionale debba passare per un porco assatanato disposto a violentare le donne, specie se la violentata è soltanto una CAMERIERA NEGRA? E anche se fosse, si può condannare un uomo, un compagno, un francese, un famoso economista, per una colpa così veniale? Si può? Secondo me sì. Hasta los masculunos siempre Joe Strummer za”, il co-coordinatore Vinciullo arrivava addirittura a fare incazzare tutti coloro che si trovavano a leggere i giornali locali di lunedì 16, dove sosteneva che praticamente era il centrosinistra che votava le cose proposte dal Pdl e non viceversa come sosteneva Bufardeci. In sostanza non era Giancarlo Garozzo (capogruppo del Pd ) a schiacciare il piede del Sindaco del Pdl per la sua forza e prepotenza, bensì Pdl e i suoi ad avere la forza di infilare il piede sotto e a costringere il centrosinistra a schiacciarlo. Sembrava una bella trovata, però, la singolare prospettiva non veniva accettata da nessuno proprio da nessuno dei tanti del PD, Giancarlo Garozzo e il deputato regionale Bruno Marziano che arrivavano a dire chiaramente dal quotidiano La Sicilia “Siamo noi del Pd a comandare in Consiglio comunale”. Il capogruppo del Pd al Vermexio, Garozzo, in un suo intervento diffuso alla stampa parlava di “elogio alla menzogna” dopo l‟incipit “Vinciullo mente sapendo di mentire”. Garozzo svelava, infine, i retroscena della trattativa che aveva portato alla “calata di braghe” e invitava l‟on Bufardeci e il suo partito a stringere un patto per “tornare al voto per il bene della città ormai sofferente”. Forza del Sud, attraverso il suo consigliere provinciale, Gianni Briante, rinforzava la dose, parlando di arrampicate sugli specchi nel tentativo di trovare giustificazioni che non esistono e che dire menzogne e nascondersi dietro un dito non fa bene a nessuno”. Incredibilmente, forse per la prima volta, Vinciullo nel tentativo di difendere il suo sindaco e il suo partito si era esposto a recitare la parte di quello che racconta balle spaziali impossibili da far credere a qualunque abitante della terra. Leggendo il ritorno che gli veniva dalla sua “difesa d‟ufficio” avrà pensato di essere stato poco accorto e di avere “preso alla leggera” lo sfogo di Bufardeci che tende a mettere un punto fermo nei suoi rapporti dentro il centrodestra, perché si infervora quando si richiama allo slogan “ nel segno della continuità” usato dal sindaco Visentin in campagna elettorale. “Qualcuno dica se quello slogan non è più valido, perché noi che stiamo dentro il centrodestra – sottolinea Bufardeci – pretendiamo che ciò che si è deciso insieme si può cambiare , non stravolgere, solamente se lo decidiamo insieme, altrimenti non vale stare nella stessa coalizione”. Parole dure che dovrebbero avere valore di una forte scrollata al sindaco che qualche volta ha minacciato di dimettersi. Il senatore Alicata intervenendo sulla vicenda ha registrato di dover tenere conto di “un nuovo corso e nuovi assetti politici”. Ma Bufardeci si è trovato a ribattere che contro la “Censura” voluta dal centrosinistra: “In aula eravamo in maggioranza, quindi di cosa parliamo?”. In tutta questa storia emerge una verità che il sindaco Visentin ha scelto di porre fine alla cosiddetta “continuità” per cominciare a operare secondo nuovi criteri ( specialmente urbanistici) “concordati” con chiunque gli possa permettere di restare in sella. Nel centrodestra litigioso alzi la mano chi non ha valutato che a Siracusa possa finir male come a Milano se anche qui, saltasse fuori un Pisapia qualunque?