SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
diretto da Salvo Benanti
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FONDATO NEL 1988
N° 19/2011
Domenica 22 maggio 2011
Inda? Spettacolini di quartiere
Giansiracusa: Nessuno parla dell‟evento al Teatro Greco. E‟ vero, manca
l‟atmosfera che coinvolgeva tutti e chi guida è spompato, privo di stimoli
Riceviamo e pubblichiamo:
Che sbadato, non mi sono accorto che
a Siracusa hanno avuto inizio le tragedie classiche! Con tutti quei monumenti pieni di sterpaglie, con la città
più sporca che mai pensavo che in
questo periodo non aspettassimo nessuno. Dell'evento poi in giro non si è
vista alcuna anticipazione, nessuna
sfilata, nemmeno una maschera, neanche un costume. Sembra uno spettacolino di quartiere, boh.
Paolo Giansiracusa
E‟ proprio così : Paolo Giansiracusa,
come sempre, centra il bersaglio con
una osservazione semplice che illumina e ti spinge a considerare che è vera. E‟ cessata ”l‟atmosfera” delle rappresentazioni classiche e con essa le piccole cose con cui
la città curava la sua immagine in attesa di maggio, la
cartellonistica che annunciava gli spettacoli in tutta la
Sicilia ed anche oltre, gli eventi collaterali, la presenza rumorosa e contagiosa degli artisti impegnati nel Teatro in
diverse manifestazioni.
Sembra che le rappresentazioni classiche siano diventate
uno spettacolino di quartiere che suscita un interesse limitato. Che è successo? E‟ uno dei peggiori lasciti
dell‟amministrazione Bufardeci: lo
scadimento delle rappresentazioni
classiche come spettacoli di qualità
in sé ma anche come eventi che preparano e provocano tanti altri eventi. Sarà sicuramente la mancanza di
risorse, ma parlerei più di stanchezza, di assenza di stimoli.. di chi guida
l‟INDA. Ci vorrà tempo, altra gente
ed altri uomini, perché quelle atmosfere che coinvolgevano l‟intera città
e provincia possano essere riprese e
con esse la doverosa cura della Città, dalla pulizia, al traffico, alle mostre, ai recitals etc. Vediamo se funziona il “richiamo” turistico non in
base alle panzane che ogni anno ha diffuso la ex azienda
del turismo, ma dalla viva voce degli albergatori, dei gestori di B&B, dai mille ristoranti e negozi disseminati in Ortigia e nella città.(sb)
Bellucci-Bufardeci: è guerra
Esplode con la nota di Alicata anche l’insofferenza di Prestigiacomo e
staff verso la politica urbanistica condotta per anni dall’ex sindaco
L‟attacco politico e personale di Titti Bufardeci al sindaco
Roberto Visentin (a pagina 7 la sua dichiarazione), le pesanti espressioni usate (“viene spontaneo chiedersi quale
tipo di politica voglia perseguire il centrodestra siracusano, e se la palese caotica situazione in atto possa realmente
giovare alla Città di Siracusa. All'interno di un simile guazzabuglio come non interrogarsi su quale possa
essere l'obiettivo del sindaco Roberto Visentin e
se lo stesso non conduca a un baratro politico?”)
possono avere sorpreso alcuni sepolcri imbiancati
non certi i Fatti che avevano scritto per settimane
dell‟obbiettivo di Bufardeci di provocare financo
le dimissioni del sindaco o la sua sfiducia per salvare il PRG del 2004, pur di impedire al Consiglio
Comunale di approvare le varianti a quel PRG,
salvare i Porti Turistici,qualificando le dichiarazioni e le iniziative assunte dal Dr. Campo, dirigente generale ai beni culturali, come il peggio
che potesse accadere alla città, anzi il frutto di una
“strategia catanese” volta a bloccare la crescita
della città. Ma l‟intervento stampa contro Visentin
ha provocato una risposta che per contenuti e toni
sicuramente avrà sorpreso non poco Bufardeci. Mi riferisco
all‟intervento del sen. Alicata che, - non è un mistero,- è il
politico più vicino ad Angelo Bellucci e a Stefania Prestigiacomo. La replica di Alicata è stata durissima, chiaramente il frutto di una precisa scelta comunicativa:
“Galeotto fu il matrimonio tra William e Kate, ha dettoAlicata. Forse l'onorevole Bufardeci sarà rimasto impressionato dai numerosi sudditi di sua maestà al punto da trasferire tale categoria al Consiglio comunale dove non vi sono
mai stati nè re nè tantomeno sudditi. Pertanto non si comprende il motivo di un attacco così virulento dopo un risultato positivo per il centrodestra qual è il ritiro della censura da parte dell'opposizione”. “Stridono le dichiarazioni di
Bufardeci - prosegue -, dal momento che l'obiettivo del
ritiro della mozione era stato concordato anche alla sua
presenza, non sappiamo a questo punto con quanto entusiasmo. Evidentemente perché mal informato, non vi è stata da parte dell'amministrazione comunale nessun
“calamento di braghe” come elegantemente asserito. Se ne
faccia una ragione Bufardeci: il sindaco e
la Giunta non possono fare altro che rispettare la legge e la volontà del Consiglio comunale. Quanto alla debolezza politica di
quest'amministrazione si interroghi Bufardeci quanto abbia giovato la nuova geografia perseguita con forza condizionante nei
due Enti. Probabile vittima del pregiudizio
che rende ciechi, Bufardeci si è lasciato
andare a valutazioni che non corrispondono alla realtà. Restiamo comunque convinti
che il confronto su temi rilevanti, oltre che
necessario a questo punto, costituisca un
momento di crescita politica per tutti. Con
l'auspicio che anche Bufardeci voglia percorrere tale strada insieme a noi, con stile».
Dalla nota di Alicata traspare con Bufardeci un dissenso
più profondo e radicale anche rispetto alla dichiarazione
fatta dall‟esponente di Forza del Sud. Proverò a declinarne
i motivi che ritengo ne siano alla base:
La conduzione di Forza del Sud da parte di Bufardeci.
Prestigiacomo-Bellucci hanno capito benissimo che il tentativo di Bufardeci e Centaro è stato ed è quello di svuotare il PDL reclutando i suoi dirigenti sempre ripetendo la
stessa litania “non è un tradimento, tanto siamo la stessa cosa, siamo tutti con Berlusconi”. Non è affatto così.
Prestigiacomo comprende bene che – da Ministro – non
può consentire che il PDL della provincia di Siracusa si
riduca all‟osso e che Bufardeci possa vantare di averli tutti
Comunale a +2150 TeatroVerga +2257
Fioccano le fatture di pagamento. Un buon segno? Forse
Le accuse di Marziano si ripetono, lui non lo voleva...
con lui. Cambierebbero gli equilibri della provincia anche
a livello nazionale e regionale. Dunque la ruvidezza inusitata di Alicata è – prima di ogni cosa – un messaggio ai
dirigenti del PDL: nessuno si permetta di “saltare il fosso”, chi lo farà sarà trattato da nemico (tipo il sindaco di
Noto, CorradoValvo). Prestigiacomo e Bellucci sanno anche bene che Bufardeci e Centaro hanno esercitato su Visentin pressioni fortissime perché lasciasse il PDL e aderisse a FDS. E la violenza di Bufardeci contro Visentin
sembra discendere, ai loro occhi, anche dal rifiuto opposto dal sindaco ad aderire a Forza del Sud, restando leale
al PDL.
Esplode con la nota di Alicata anche l’insofferenza di
Bellucci e Prestigiacomo verso la politica urbanistica
condotta da Bufardeci per anni. Sono stati trascinati nel
fango, nella polemica, per “azzardi” urbanistici che dovevano essere evitati, per l‟ingordigia, per la politica perseguita di “acchiappare tutto e tutti”, senza alcuna prudenza,
equilibrio, senza avere valutato le reazioni che ne potevano scaturite anche a livello nazionale ed internazionale,
che avrebbero messo in difficoltà non tanto Bufardeci
(che non ha problemi di immagine) ma il Ministro
dell‟Ambiente proprio nella sua città, consentendo ad altri
di scendere in campo nella difesa del patrimonio ambientale e storico della città.
Ma anche l’asse Bufardeci-Gianni è nel mirino di Bellucci-Prestigiacomo. Il PID di Gianni deve capire chi è il vero
interlocutore del centrodestra. La cordialità è finita se si
vuole continuare a restare alleati. E Pippo Gianni sembra
che ne abbia preso prontamente atto, adeguandosi.
Ma anche a sinistra alcune interlocuzioni privilegiate tra
Bufardeci e Marziano, tra Bufardeci e Foti, devono volgere al termine. Avviso ai naviganti: Alicata fa sapere che
chi parla con Bufardeci non ha parlato né con Bellucci, né
con Prestigiacomo, né con Alicata. Punto. (sb)
Via Crispi +1716
Quella basola si aggiusta, l’altra no. Chissà chi decide...
2
Domenica 15 maggio 2011
Ma chi l’ha pensata?
Ina una città con mille problemi una fiera del
tarpame al parcheggio Talete è solo una beffa
Cosa significano per Siracusa le elezioni amministrative
della settimana scorsa? Pur paziente e conservatore, anche
l‟elettore siracusano guarderà meno alle chiacchiere, di più
ai risultati. Negli ultimi 20 anni, devastanti per città e territorio. Siracusa era dogana per le tratte marittime di linea nel
Mediterraneo (con Malta, l‟Egitto, Libia, Tunisia, Marocco,
Grecia), nodo terminale nazionale delle Ferrovie, paradiso
archeologico. Cos‟ha fatto questa classe politica? Semplicemente dilapidato questo patrimonio bensì prefigurato, insistendo pure, modelli di sviluppo inversamente compatibili
con la vocazione di questa terra. Piano regolatore generale? Secondo Bufardeci, con il silenzio/assenso della Prestigiacomo, il sourplace di Pippo Gianni e la condivisione di
Bruno Marziano, il solo a garantire crescita e occupazione, nei fatti strumento d‟arricchimento per palazzinari rozzi
e belluini, incapaci di percepire un ambiente sociale, morfologico, ambientale speciale come il nostro quale vero elemento di ricchezza. Ci meritiamo tutto questo? Certo che
no! Le elezioni dello scorso 15 maggio possono dimostrarlo. A patto di un serio risveglio delle coscienze. Su questo
giornale non scrivono solo giornalisti ma cittadini, gente
comune, quella società di frontiera che non ha santi in paradiso, lavora, è in pensione, più spesso disoccupata, e lotta
col portafoglio ogni giorno. Su I Fatti parla la pancia della
società, che non usa giri di parole per gridare bisogni, malesseri, speranze. Li grida alla politica, da cui si aspetta soluzioni. Che oggi sono il governo e la gestione di
un‟emergenza economica e occupazionale senza precedenti.
Le risposte? Una perenne, forsennata, affannosa ricerca di
posti e privilegi per le oligarchie da operetta ma dominanti,
a dimostrazione dell‟assenza di un progetto politico e sociale. E del fottersene nel non averlo. Non si spiega altrimenti
la vorticosa girandola di Assessori che, solo nell‟ultimo anno, cambiano ogni mese, nei fatti, elemento di paralisi totale delle Giunte di Comune e Provincia. Le recenti elezioni
quindi dicono che la gente è stanca di personaggi politici in
cerca d‟autore e assenza di pudore. Invece il Sindaco Visentin (comunque la si pensi sul suo operato), anziché governare è per esempio costretto a difendersi dalle trame di
alleati e opposizione. Risultati? Piano di mobilità
(parcheggi, trasporti, ZTL), raccolta rifiuti, polveri sottili o
risanamento ambientale restano chiacchiere o goffi tentativi
d‟inesperti assessori e burocrati di mostrare soluzioni invocate da anni e mai realizzate. Ancora: area doganale antistante il ponte Santa Lucia: senza la sua fruizione a parcheggio il Piano di mobilità non vedrà mai la luce. Lo deve
capire a affermare il Sindaco (non c‟è più spazio in Ortigia), se ne deve fare una ragione il Comandante della Capitaneria, come i suoi predecessori, indisponibile alla concessione di quest‟area quasi fosse proprietà inviolabile della
Guardia costiera e non territorio di una città. Trasporto
pubblico urbano. Indecente in città, inconsistente in centro
storico. Dove sono i sei bus elettrici, le city bike, i mezzi
eco per i Vigili? E lo stato delle strade: ne vogliamo parlare? Di questo bisognerebbe che la politica ragionasse anziché di rotazioni incessanti e tornaconti personali. A chi è
venuta l‟idea, a chi serve la Fiera campionaria (?) sopra al
parcheggio Talete? Tendopoli dell‟orrido, Mercato del torpame, che non nulla c’entra con una città d’arte, culla della
drammaturgia classica, luogo di turismo d‟èlite. Una
convention del kitch più stomachevole, con salami, prosciutti e formaggi al sole per tutta la giornata accanto a vestiti e chincaglierie di pessimo gusto, motoscafi e lampade
pseudo artistiche, gelati e paninerie, palchetti di musicaccia,
letti e materassi, imbonitori d‟asta e pentole mirabolanti.
Mancano solo nani e ballerine a chiudere il cerchio. Sono
queste le idee della politica? Stando così le cose è davvero
dura solo immaginarlo questo sviluppo. Impegni, promesse? Da marinaio, annegato in oceani di bugie. Bono doveva
consegnare il Verga entro l‟estate del 2011. Chiunque può
Workshop di Oncologia dal
titolo “Contenimento economico e umanizzazione
dell‟assistenza” organizzato
dall‟Unità operativa complessa di Oncologia Medica
dell‟Asp di Siracusa diretta
dal dott. Paolo Tralongo in
collaborazione
con
l‟Università Bocconi di Milano per domani, 23 maggio
2011, nella sala conferenze
vedere a che punto siamo. Dal suo insediamento Visentin
promette soluzione al Piano urbano del traffico, a ZTL, parcheggi e trasporti urbani. Basta aver bisogno di un bus o venire in Ortigia per capire che siamo nella foresta! Spazzatura? Più facile trovarne a mucchi che individuare un parcheggio. Meno male che c‟è il sole (almeno questo non dipende
dalla politica: difatti funziona).
Nuccio Gemma
Workshop Oncologia
dell‟Ordine dei medici di
Siracusa. La giornata di
studi, che si svolgerà dalle
ore 9 alle ore 13, è destinata a clinici, amministratori
di Aziende sanitarie ed economisti e vedrà tra i relatori il dirigente generale
dell‟Assessorato regionale
della Salute dott. Maurizio Guizzardi con le conclusioni
affidate
all‟assessore regionale della Salute dott. Massimo
Russo. Si tratta di un appuntamento, che vede la
partecipazione di illustri
relatori a confronto tra le
varie esperienze italiane,
per un momento di riflessione critica sulle modalità
più congrue dell‟assistenza
oncologica moderna e di
impulso a concretizzare
quelle ritenute più idonee
al rispetto dell‟individuo e
della collettività nel suo
sforzo economico.
Codici bianchi
Nel rispetto degli impegni e delle azioni previste dalla riforma sanitaria siciliana, la Direzione aziendale dell‟Asp di
Siracusa ha attivato l‟”Ambulatorio per i codici bianchi” nel
pronto soccorso del presidio ospedaliero Umberto I “il cui
obiettivo primario – sottolinea il direttore generale Franco
Maniscalco - è quello di assicurare una più ampia copertura
dell‟assistenza sanitaria nell‟ottica dell‟integrazione ospedale-territorio, decongestionando il Pronto soccorso dalle cosiddette urgenze lievi”. Un nuovo sistema in rodaggio, reso
possibile dalla fattiva collaborazione del Coordinamento
territoriale e del Pronto soccorso diretto da Emanuele Attardi, che a due settimane dalla sua istituzione sta già dando
buoni risultati in termini di abbattimento dei tempi di attesa
da parte dei pazienti tra i quali il Pronto soccorso
dell‟Umberto I registra solitamente una media di codici
bianchi pari al 30 per cento. L‟ambulatorio è situato di fronte all‟ingresso del pronto soccorso ed è aperto tutti i giorni
dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 10, con eccezione delle
ore notturne e festive durante le quali ci si può rivolgere alla
guardia medica di contrada Pizzuta. I pazienti che si recano
al Pronto soccorso vengono registrati e selezionati secondo
il sistema del triage. Nel caso in cui ci si trova di fronte ad
un codice bianco, cioè ad una urgenza lieve, il paziente viene inviato al nuovo ambulatorio dove svolgono servizio in
turno dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20 due medici di medicina generale previsti per i Punti di Primo Intervento. Tempi
di attesa abbattuti al Pronto soccorso ma anche nel sistema
di prenotazioni delle prestazioni e delle visite ambulatoriali.
La direzione aziendale, infatti, ha reso operative le nuove
modalità di accesso alle prestazioni ambulatoriali con un
nuovo metodo di prenotazione che consentirà una netta riduzione dei tempi di attesa. Il nuovo sistema prevede l‟accesso
alle prestazioni per esigenza clinica e non più per ordine
cronologico di arrivo. Questa nuova metodologia di prenotazione, resa operativa dall‟attività svolta dal Cup provinciale di cui è responsabile Salva Canzonieri in sinergia con il
Coordinamento territoriale e i Sistemi Informatici
dell‟Azienda, viene applicata nella prima fase per gli ambulatori dei Distretti e dei presidi ospedalieri di Augusta e
Lentini. Seguiranno a breve il Distretto di Siracusa, Noto, i
presidi ospedalieri di Avola e Noto e il presidio ospedaliero
Umberto primo del capoluogo. Con i medici di medicina
generale e gli specialisti è stato avviato un percorso comune
per definire, per alcune prestazioni “critiche”, una modalità
di accesso che rispetti l'esigenza del paziente di ottenere il
trattamento appropriato in tempo utile e individui un diritto
di precedenza su basi cliniche e non su parametri temporali.
L'accesso alle prestazioni specialistiche prevede una distinzione tra prima visita e continuità diagnostica terapeutica. A
loro volta le prime visite sono suddivise, in base alle caratteristiche cliniche, in tre classi di priorità per le quali sono stati fissati tempi di attesa differenti. Al momento della prenotazione il paziente che si presenta allo sportello dovrà esibire una ricetta nella quale il medico avrà indicato le classi di
priorità clinica che si distinguono in Urgente, entro le 24-48
ore, Breve, entro 10 giorni, Differibile, entro 30 giorni la
visita ed entro 60 giorni le prestazioni strumentali, Programmabile, entro 180 giorni. “Questo nuovo modello organizzativo rappresenta uno strumento avanzato di modalità erogative – sottolinea il direttore generale Franco Maniscalco e la sua efficacia dipende essenzialmente dalla partecipazione di tutti i Medici e degli utenti stessi, che vanno resi consapevoli della necessità di un uso appropriato delle risorse
messe a disposizione della collettività per i bisogni sanitari
prioritari. E' essenziale che tutti i medici rafforzino nei loro
assistiti la consapevolezza che solo il rispetto delle regole
può assicurare a tutti la garanzia di poter usufruire tempestivamente delle prestazioni necessarie al momento giusto. E‟
necessario che tutti gli utenti che non intendano rispettare
una prenotazione già effettuata, disdicano la stessa entro 24
ore dall'appuntamento fissato. Si tratta di un gesto di rispetto
nei confronti degli altri, che consente di migliorare l'efficienza del sistema a vantaggio di tutti: in questo caso si dà
la possibilità di rendere disponibile la prestazione per un
altro utente, contribuendo al contenimento dei tempi di attesa”. Le prestazioni che rientrano nell'accesso differenziato
per priorità clinica sono quelle previste nel decreto assessoriale del 12 agosto 2010. Per le prestazioni diagnostiche ambulatoriali: mammografie, Tac addome, capo, rachide e bacino, risonanza magnetica al cervello, tronco encefalico, pelvi, prostata e vescica, ecografie addome e mammella, ecocolordoppler cardiaco, dei tronchi sovra aortici e dei vasi
periferici, ostetrica-ginecologica. Per gli esami specialistici:
col ons copi a, si gmoi dos copi a, esofago -gas t ro duodenoscopia, elettrocardiogramma, holter, audiometria,
spirometria, fondo oculare. Infine, per le visite specialistiche: oncologica, cardiologica, chirurgia vascolare, neurologica, ginecologica, dermatologica, oculistica, otorinolaringoiatrica, ortopedica e urologica.
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Domenica 22 maggio 2011
L’intervista del Procuratore
La città si riconosce nelle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale dal
dottor Ugo Rossi. Riprendiamo e rilanciamo alcune battute salienti
La bella intervista che il Procuratore della
Repubblica di Siracusa, Ugo Rossi, ha rilasciato ai Fatti la scorsa settimana merita di
essere approfondita e discussa. Il Dr. Rossi,
intanto, è un magistrato molto autorevole,
destinato nel prosieguo della sua carriera,
si dice, ad incarichi di grande prestigio.
Parla con una semplicità disarmante di alcuni problemi cittadini, del “Servizio” Giustizia da garantire, si accalora, ovviamente,
sui temi dello “scontro” Politica-Giustizia e
del corretto funzionamento della macchina
Giustizia, dell‟equilibrio dei Poteri disegnato dalla nostra Carta Costituzionali, delle roventi polemiche di queste settimane e
delle accuse che il Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi rivolge alla Magistratura
un giorno si e l‟altro pure… Ma riprendiamo alcuni punti dell‟intervista che è stata
assai apprezzata in città, e ne sono prova le
svariate decine di email ricevute in redazione:
Porti Turistici e Balza Acradina
Cominciamo dai Porti Turistici, il dr.
Rossi dice “..se fatto bene porta ricchezza
a tutta la città. Lo vediamo in tutto il mondo, basti pensare alla Costa azzurra. I porti turistici vanno fatti con criterio, adeguandoli al posto dove debbono sorgere.
Guardiamo Portopalo, con il problema
della balata: bastava farlo poco più in là e
si sarebbe salvata quella zona preziosa.
Bisogna fare le cose nel rispetto delle logiche ambientali, di storia, cultura, paesaggio, cercando di bilanciare le esigenze
contrastanti. Ma è sbagliata l‟idea che il
porto non si deve fare comunque. Anzi, può
essere addirittura una cosa bella da vedere. Piuttosto sono le coste che non vanno
cementificate, è una cosa terribile perché
tolgono veramente l‟identità paesaggistica
a una zona, a un territorio. In assoluto nulla è buono o cattivo, bello o brutto. È il
modo di fare le cose che fa la differenza”.
Ed ancora : “Per esempio il Porto, la Balza
Akradina..sono cose che hanno una rilevanza assoluta. A questi diamo una corsia
preferenziale, che scegliamo noi è vero, ma
per rispetto di valori generali. Per gli altri
procedimenti facciamo quel che possiamo”.
A questa dichiarazione di buon senso (chi
non vuole i Porti Turistici ?) assocerei le
dichiarazioni rese dal dr. Gesualdo Campo, Dirigente Generale dell’Assessorato
Regionale ai Beni Culturali Beni, che si è
retoricamente chiesto in un convegno svoltosi a Siracusa “come si possa parlare di
tutela del paesaggio quando si consente di
interrare il mare anche per servizi accessori alla nautica da diporto come alberghi
e centri commerciali”.
E a queste due dichiarazioni aggiungerei
anche il commento del prof. Salvatore Settis (archeologo di fama mondiale) sulla
situazione in cui si trova Siracusa, :“La costa di Siracusa è storica e tra le prime al
mondo a essere state civilizzate e urbanizzate: l'idea di costruire a ridosso delle mura mi sembra un'idea da abbandonare. Il
paesaggio è essenziale rispetto al castello
Eurialo e viceversa, e non bisogna apportarvi ferite mortali”.
Tre dichiarazioni diverse, ma stesso spirito,
stesso buon senso… che si intende trasmettere alla classe politica e dirigente di questa
città. Troveranno orecchie sensibili? C‟è da
dubitarne. Un dato, infatti, dovrebbe profondamente allarmare: sul mare del Porto
Grande l‟interramento “osceno” (centomila
metri quadri per alberghi e centri commerciali) è stato avallato da un Soprintendente
non da un politico. Anche se oggi il Dr.
Campo parla nei termini prima riferiti.
A Siracusa non c’è un caso “sanità”
D: Sono molte le denunce di cittadini che
ritengono d‟aver subito danni presso strutture sanitarie pubbliche?
“Entro limiti modesti. Generalmente legate
a omicidi colposi o lesioni verificatesi in
strutture sanitarie. Spesso le denunce sono
strumentali, mirate al risarcimento dei danni oppure chi ha perso un congiunto desidera a tutti i costi trovare un colpevole. Insomma una voglia di rivalsa, magari nei
confronti della persona sbagliata. Non si
tratta d‟assolvere o condannare ma direi
che a Siracusa non c‟è un caso sanità”.
I processi ai potenti
D: C‟è una vox populi secondo la quale a
Siracusa ci sono processi di qualche potente
o parente di potente
bloccati da anni nonostante un rinvio a giudizio.
R:“In questa Procura
credo sia solo una
voce. D‟altra parte i
potenti che hanno
dalla loro parte collegi difensivi agguerriti
si difendono meglio
degli altri”.
La disoccupazione
giovanile
D: A Siracusa è altissimo il livello della
disoccupazione giovanile. Questo dato ha
conseguenze forti
nell‟assetto della società civile? Acuisce
il clientelismo anche
per le assunzioni a
termine? Può far levitare la delinquenza
giovanile?
R:“La disoccupazione è un dato che ha una
influenza determinante in una società. Sicuramente i giovani, cominciando dal lievitare
della delinquenza giovanile, hanno perso
fiducia nelle loro forze, non provano neanche ad andarsi a cercare un lavoro. Lo sento dire anche in ambiti estranei alla mia attività lavorativa. Tanto, pensano, se non hai
la raccomandazione del politico non vai da
nessuna parte. Questo ha corrotto il modo
di pensare dei giovani. Che oggi sono rassegnati o dei pescecani terrificanti che devono
superare tutti gli ostacoli costi quel che costi. Certo, in una società come la nostra,
con poca democrazia, la disoccupazione,
specie quella giovanile, produce tragici effetti. Poi se aumenta la criminalità non lo
so; non ho statistiche alla mano per affer-
marlo con certezza. Ma sicuramente la gente che lavora non delinque o ha poche possibilità di farlo”.
I deputati “nominati” dai capi partito :
un fatto di gravità estrema
D: Sul nostro giornale adottiamo un calendario in prima pagina dove elenchiamo ogni
settimana i ritardi accumulati per le opere
pubbliche più importanti. Per alcune di queste abbiamo superato i 6 anni dall‟annuncio
di completamento.
Le responsabilità
sono solo di un
gruppo dirigente inadeguato
o
c‟è
dell‟altro?
R: “C‟è un fatto di
gravità estrema da
considerare: le persone che fanno politica sono scelte dal
capo di un partito,
non c‟è più un rapporto diretto fra elettore ed eletto. Ne
consegue che sicuramente il gruppo dirigente non è adeguato, non solo a Siracusa ma in tutto il
Paese. Poi, inutile
negarcelo, ci sono
dietro tantissimi interessi”.
I tempi lunghi della
giustizia italiana
D: Ritiene appropriati i tempi d‟intervento
della magistratura in risposta a denunce di
cittadini?
R: “I tempi lunghi della giustizia italiana
non si risolvono certo con il processo breve,
che è una truffa ai danni del cittadino. Magari lei ha fatto una causa, è arrivato alle
soglie della sentenza, scadono i termini e da
quel momento in poi non si può fare più
niente. In 40 anni che mi occupo di giustizia
non ho mai visto uno sforzo da parte della
politica, del Parlamento per introdurre rimedi, velocizzare, snellire. Anzi, notiamo
esattamente la cosa contraria. Cioè a fronte
del giudizio breve, secondo cui a fronte di
un certo numero di anni stabilisce che il
processo deve finire, e se non finisce è come
se avessimo giocato, in quest‟ultima riforma
è invece previsto che il giudice del dibattimento non può rinunciare a nessun testimone. Quindi la parte potente indica 300 testimoni per dire che lei ha i capelli bianchi. Il
giudice non potrà più dire che lui stesso
vede i capelli bianchi e quindi non c‟è bisogno di testimoni. Dovrà ascoltarli tutti. È
chiaro che tutto questo è finalizzato a non
far fare i processi ai potenti”.
Separazione delle carriere e parità di diritti tra accusa e difesa
D: Cosa pensa della separazione delle carriere, della parità di diritti fra accusa e difesa?
“È un fatto politico. Il Pubblico Ministero è
una parte diversa dalle altre. Perché il PM
può chiedere, e accade spessissimo,
l‟assoluzione degli indagati (non solo la
condanna n.d.r.). Sostanzialmente è super
partes. Al contrario, ha mai visto un avvocato che si alza e chiede una condanna del
suo assistito? Non lo potrebbe neanche fare
tecnicamente. Quindi il PM si fa carico della situazione generale dell‟indagato. In fase
istruttoria, d‟indagini, il numero di processi
archiviati è elevatissimo. In quel caso noi
facciamo i Giudici prima ancora che i Pubblici Ministeri. Non dobbiamo accusare per
forza. Non sono parti uguali avvocati e PM.
Comunque ci sta bene anche l‟assoluta parità che mi pare già realizzata visto che la
difesa può fare le indagini come le facciamo noi. Se poi non le fa peggio per lei. Per
la mia esperienza personale, ed è una voce
che circola negli ambienti giudiziari, il PM
che diventa Giudice è il più scrupoloso.
Proprio perché si fa carico del peso della
sua precedente carriera e quindi vuole evitare che altri possano pensare un suo sbilanciamento verso una delle parti”.
La responsabilità civile del Giudice?
R: “Per la mia esperienza di studioso e curioso del Diritto d‟altre nazioni, non esiste
in nessun Paese del mondo la responsabilità civile del Giudice. Giudice e medico non
svolgono funzioni simili. Perché il Giudice
si trova di fronte a due parti fra le quali
deve fare una scelta. E la parte che perde
non sarà contenta. E farà un ricorso. Che
toglie obiettività al Giudice nel caso di responsabilità civile, di risarcimenti a suo
carico. Di fronte a un potente con quale
serenità di giudizio potrà lavorare? Si fermerebbe”.
Se Berlusconi vince..
“Anni di lodo Alfano, di legittimo impedimento, di blocca-processi, di processo breve, di prescrizione breve, di conflitti alla
Consulta per bloccare i processi, di legge
bavaglio sulle intercettazioni. Anni di leggivendetta minacciate e alla fine anche arrivate. Come la riforma costituzionale della
giustizia, che taglia in due le carriere dei
magistrati separando i giudici dai pm, spinge il pm verso l‟esecutivo, lo priva della
polizia giudiziaria che obbedirà al governo,
divide in due il Csm e toglie ai magistrati
anche questa tutela istituzionale, impone
loro di pagare di tasca propria per gli eventuali errori commessi. Se Berlusconi
vince al ballottaggio il rush sulla giustizia
camminerà spedito, contro i giudici e a favore di se stesso. Per togliere potere alle
toghe, riempire di ostacoli il cammino per
scoprire le illegalità, fare leggi che danno
più potere agli imputati. Con le regole contenute nel cosiddetto “processo lungo” (giudice obbligato ad accettare gli elenchi dei testi della difesa, divieto di usare
le sentenze definitive) la prescrizione arriverà più velocemente. O come
l‟inappellabilità delle sentenze, per cui se
l‟imputato vince il pm non può presentare
appello”.
Vedi di non chiamare
intelligenti solo quelli
che la pensano come
te. (Ugo Ojetti)
4
Domenica 15 maggio 2011
Stazione out
Riceviamo e pubblichiamo:
Alla stazione centrale di Siracusa, guasti i
carrelli di manovra di ultima generazione,
gli addetti sono costretti ad utilizzare vecchie locomotive elettriche destinate alla lunga percorrenza e oggi relegate allo spostamento delle carrozze. Manovre più difficili
ma soprattutto a rischio sicurezza. I carrelli
di ultima generazione, infatti, garantiscono
una visuale completa della manovra, cosa
impossibile utilizzando una locomotiva tradizionale. Ma il taglio più evidente, sicuramente grave per i collegamenti con il resto
d‟Italia, riguarda il treno 1938 delle ore 19;
l‟ultimo per la Capitale. Le cesoie di Trenitalia hanno eliminato, tout court, ben nove
delle tredici carrozze presenti originariamente. Dei treni in partenza dalla Sicilia per
Roma, è stato formato un solo convoglio.
Quattro le carrozze in partenza da Siracusa,
altrettante da Palermo e Catania. Dodici vagoni in tutto che, riuniti a Messina, non garantiscono più un‟offerta adeguata. La Cisl
sta ultimando un corposo libro bianco sulle
ferrovie che, nei prossimi giorni, sarà presentato e successivamente inviato al Ministro, al Presidente della Regione,
all‟assessore ai Trasporti, alle deputazioni
Nazionale e Regionale. Da pochi giorni anche il treno 8691, in partenza alle 6.23 da
Modica e con fermate a Noto, Avola, Santa
Teresa Longarini, è stato soppresso. Operai
e studenti sono stati dirottati su un pullman.
Questo ha, inevitabilmente, allungato i tempi di percorrenza visto che l‟automezzo è
costretto ad entrare in ogni paese per raggiungere le singole stazione ferroviarie.
Paolo Sanzaro
Franco Di Stefano
Disabili in città
“Vivere serenamente la città anche per i
disabili”, questo il tema del corteo di sensibilizzazione organizzato per il terzo anno
consecutivo dall‟Associazione Volontari
per i Diritti dei Disabili presieduta dal giornalista Salvatore Cimino. Al corteo hanno
partecipato oltre alle Volontarie del
AVDD ,rappresentanti di alcune Associazioni di Disabili fra i quali il Presidente
dell‟Ente Nazionale sordi Salvatore Risuglia e dirigenti della Sezione, rappresentanti dell‟AMNL, dell‟UNMS,
dell‟Associazione nazionale CCSVI, ed un
folto numero di studenti di alcuni Istituti
Scolastici di Siracusa.
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
Bruno delude, Nino anche
Troppi galli sterili cantano nel Pd, ma quello che manca,
in maniera evidente, è uno straccio di progetto politico
Elezioni amministrative: se il centro destra s’interroga sulle ragioni
della sconfitta di domenica scorsa, il centro sinistra saprà cogliere il
segnale degli elettori? I suoi leader saranno in grado di capire le ragioni di unità e coesione? Seppur in apparenza lontani da competizioni
elettorali (si fa per dire viste le continue tensioni di
maggioranza e opposizione anche al loro interno) per
Siracusa abbiamo seri dubbi! Troppi galli a cantare nel
PD, flagellato da tensioni memorabili fra le tre anime e i
leader del partito; diversi, opposti, inconciliabili in tutto:
nel carattere, nelle idee, perfino nel comunicare. Come
vedono gli elettori tutto questo? azzardiamo alcune ipotesi tracciando un breve profilo dei quattro leader che
animano la vita politica della sinistra siracusana. Roberto De Benedictis (area Franceschini), inarrestabile comunicatore (interviste, web, comunicati, interrogazioni),
in apparenza più mite, intellettuale pervicace, appare
freddo e distante, più orientato a concedere diritto d‟idea
ad alleati e amici che a idee altrui, cui risponde solo per
innata cortesia. Ragione questa, pur riconoscendogli lucidità politica e qualità del programma, della sua sconfitta a Sindaco (dove conta parecchio la percezione fisica fra elettori e candidato), non del successo alle Regionali (dove il rapporto è più di programma che umano).
Nell‟area Bersani di leaders ce ne sono due: Bruno
Marziano e Nino Consiglio (nella foto). Il primo, anonimo, ambiguo, rancoroso, deludente per le aspettative
che aveva suscitato all‟inizio, lascerà sbiaditi ricordi
della sua presidenza alla Provincia, se non per il legame suicida con
Bufardeci, la scarsa chiarezza progettuale, l’incapacità di programmare. Sinceramente, regala la sgradevole sensazione d‟inseguire incarichi
per sé stesso, a prescindere, al netto di obiettivi collettivi. Consiglio è
l‟opposto dei due precedenti: sanguigno, aggressivo, anima storica
della sinistra siracusana, perennemente votato alla sconfitta grazie a
un‟arroganza tutta cuore e niente sostanza. Principale responsabile,
spiace dirlo, del ventennale declino della sinistra a Siracusa. Anche
lui, come De Benedictis, non ascolta. Solo che lo fa nel modo opposto.
Niente gentilezza ma rude aggressività, perseguimento affannoso e
forsennato dell‟obiettivo (che in politica paga poco) pur di affermare la sua autorità (un must la sua guerra a Fatuzzo, forse il miglior Sindaco della storia moderna di Siracusa, colpevole di non
ubbidire alle sue volontà e per questo defenestrato). Immemore di
cotanti errori, ripete lo stesso copione a Sortino:
quattro consiglieri del PD locale capitanati da Mario
Blancato, suo alleato e Presidente del Consiglio comunale, insieme all‟opposizione votano la sfiducia al
Sindaco PD De Luca (che si sta ripresentando), determinandone di fatto la caduta. Motivo? Mai spiegato. Azzardiamo. De Luca è un farabutto, ruba, è incapace? No di certo; più probabili incompatibilità caratteriali e scarsa omologazione ai voleri del trio bellezza Consiglio/Marziano/Blancato. Di certo c‟è che
un Sindaco, eccellente e PD, è stato defenestrato dai
suoi alleati. La gente non ama incoerenze e tradimenti, tantomeno alleanze a ogni costo, men che meno
con l‟avversario o perfino con i personaggi più inconciliabili con la storia della sinistra italiana. Democristiani d‟antan come Fausto Spagna o l’ex fiamma
tricolore, oggi addirittura il terzo leader del centro
sinistra siracusano, Gino Foti. Che comunica poco
ma agisce molto, come suo costume, per trame sotterranee, compromesso diplomatico e sotterfugio politico. Progetti? Anche qui manco a parlarne. È normale dialettica politica tutto questo? Per la sinistra
piuttosto un modo suicida di farla, che crea confusione, diffidenza, sconcerto nell‟elettorato anche più fedele, soprattutto nel cittadino indeciso che vuol capire a chi dare il suo voto. Il
futuro chiarirà cosa vuol fare di sé la sinistra siracusana. E, a proposito di minchiunate, chiudiamo con una notizia extra siracusana
però gustosa: lo sapevate che Mastella aveva promesso di togliersi
la vita nel caso - avveratosi - in cui De Magistris fosse arrivato al
ballottaggio? Possiamo sperare nel taglio, se non di una vena, almeno della sua lingua? Possiamo augurarci accada altrettanto a
Siracusa? Possiamo, certo che possiamo!!
Nuccio Gemma
Metti una sera al teatro greco, in cavea
La spettacolarità del minimalismo, questa la prima impressione di scenografia e costumi. Pavimentazione grigia, lucida
riflettente … il mare … l‟isola nera.. i tre alberi bianchi svettanti …
E bianche sono pure le tuniche dei soldati … Stiamo assistendo alla rappresentazione di Filottete, una
delle opere meno rappresentate di Sofocle,
certo più conosciuto nel nostro teatro per Edipo Re o Antigone. Scegliere una tragedia conosciuta solo da chi la letteratura classica l‟ha
studiata a scuola (liceo o università che sia) è
certo una scelta che comporta un duplice valenza, positiva perchè non deve confrontarsi
con edizioni precedenti, e negativa perché
deve essere capace di attirare il plauso di un
pubblico che non sa cosa aspettarsi, che non
sa come si svolgerà la storia e quando questa
raggiungerà il massimo del climax.
Ma i quasi quattromila spettatori che gremivamo la cavea siamo stati rapiti da una regia
pulita, senza orpelli e sovrastrutture, la recitazione orientata alla semplicità, forse per renderla di più facile comprensione e quindi avvicinarla a un
pubblico eterogeneo come quello che finalmente si avvicenda nella cavea. Ho apprezzato il coro, utilizzato davvero come strumento musicale, come un‟orchestra polifonica, considerando soprattutto la varietà ristretta di possibilità data dalla
natura esclusivamente maschile dei coreuti, e infatti i motivi
sono sviluppati in tre voci, talvolta quattro.
È stato utilizzato il greco antico originale del testo di Sofocle
fortemente musicale, cantato in metrica. Fra i già conosciuti
mattatori spicca il giovane Neottolemo, un Massimo Nicolini che ha saputo ben rendere il dolore, la confusione
interiore fra il ben fare per onestà e il ben fare per convenienza, contrapposto a Odisseo (Antonio Zanoletti) realista nel suo modo di vedere la vita, secondo cui il fine giustifica i mezzi. Lo stesso Nicolini lo ritroviamo in Andromaca, in un cammeo, il
messaggero che narra a Peleo la morte del
figlio presso il tempio di Delfi. Anche questa seconda tragedia è fra quelle minori di
Euripide, riprende in un certo qual modo il
tema di Medea, della condizione della donna e dello straniero; con toni meno tragici,
per certi versi, ma forse più umani, più legati al nostro quotidiano. E così la scena di
dipana fra le liti di due donne assolutamente diverse, Andromaca (una dolente Laura
Marinoni) regina di Troia, ormai schiava,
ma non per questo meno forte e nobile
d‟animo, donata come premio di guerra a
Neottolemo, figlio di Achille, contrapposta
a Ermione (poco convincente Roberta Caronia) ricca potente viziata, convinta di tutto potere perché tutto le spetta. Su di loro il coro, che cerca di riappacificare gli animi, donne del popolo, donne sagge. Fra esse
una, strana diversa, estranea al gruppo e intanto collante
del gruppo stesso, la dea Teti (Gaia Aprea sensibile e passionale), presente nella vita quotidiana del suo popolo, che
dispensa saggi consigli.
Mi è piaciuta molto questa scelta di far partecipare fin
dall‟inizio la Dea alla vita dei suoi fedeli, sotto sembianze
di popolana, per poi rivelarla nella sua magnificenza.
Ho amato meno il coro, poco possente per quello che è il suo
ruolo, vero è che in Andromaca cerca di placare gli animi,
ma mi è sembrato comunque sotto tono. Già scrissi, non amo
i critici, di nessun genere, e questo mio scritto critica non
vuol essere; ho letto ciò che i veri critici hanno scritto, con
qualcosa mi trovo d‟accordo, con altro no, in alcuni casi…
mi è sorto il dubbio che stessero facendo o pensando altro
mentre gli attori sulla scena cercavano di farci rivivere emozioni mai tramontate. Questa vuol essere una chiacchierata
fra amici, così come l‟ho fatta il giorno dopo gli spettacoli, al
bar con un caldo caffè davanti, e per questo non parlo né di
Sebastiano Lo Monaco (nella foto) né di Mariano Rigillo,
perché sono entrambi da vedere, da ascoltare, in alcuni momenti anche ad occhi chiusi, per cogliere l‟intensità della parola, che comunque rimane immortale. Perché le Rappresentazioni Classiche sono come l‟Opera, o ti colpisce allo stomaco per l‟intensità, o ti annoia mortalmente. E lo stesso vale per i suoi interpreti, o si amano o no …
Ma comunque sia, l‟atmosfera, il vociare di 4mila persone
che cala all‟unisono appena la scena ha inizio… il dolore, la
vita l‟amore, la morte, che dal quinto secolo avanti Cristo a
oggi si perpetua con la stessa intensità, tutto questo merita di
essere partecipato, di essere visto, ancora una volta vissuto
… Avevano anche funzione catartica, le tragedie, e ho visto
attorno a me persone ridere e piangere e annuire o scuotere
la testa. E allora andiamo a teatro, andiamoci con gli amici,
portiamoci i nostri bambini .. e poi parliamone … raccontiamo cosa abbiamo visto .. cosa abbiamo provato .. era cultura
popolare, facciamo che torni ad esserlo …
Tiziana Urso
5
Domenica 22 maggio 2011
Non fermiamo il porto turistico
Bruno Marziano interviene sulle vicende urbanistiche. Il Prg l‟ha approvato
tutto il centro destra, non solo Bufardeci. Non sono più imbattibili, anzi
Bruno Marziano qual è la tua posizione sul Piano regolatore di Siracusa del 2004 che è al centro delle contestazioni di buona parte dell’opinione pubblica siracusana e
degli ambientalisti?
Premesso che sono uno dei pochi uomini politici che non
hanno alcun interesse personale sulle questioni che riguardano il PRG (non possiedo un solo metro quadrato di terreno, non faccio parte di alcuna società e non ho alcun rapporto di affari col mondo dei costruttori), la mia posizione
sul PRG è identica a quella assunta finora in tutte le sedi, ed
in particolare nel Consiglio Comunale dal PD siracusano.
Posizione che ho supportato sia con la partecipazione alle
iniziative esterne, sia con atti parlamentari chiari ed inequivocabili come la richiesta di invio del Commissario ad acta
sia per la revisione del PRG che per impedire la nascita di
un secondo e di un terzo porto turistico che avrebbero carattere meramente speculativo.
Hai dichiarato che il porto turistico dei Caltagirone andava bene com’era, ma poi l’interramento del mare è
stato contestato dal dirigente regionale Gesualdo Campo e dallo stesso presidente Lombardo
Il Porto turistico Marina di Archimede (Caltagirone) ottenne il parere favorevole della Provincia Regionale di Siracusa, di cui ero Presidente, perchè aveva ottenuto tutte le autorizzazioni di carattere territoriale ed ambientale
(sovrintendenza compresa) ed anche perchè, continuo ad
esserne convinto, la città di Siracusa necessita per il suo
sviluppo turistico di una infrastruttura come questa senza la
quale continua ad essere una città di mare che non punta sul
mare per il suo sviluppo. Il direttore Campo ha contestato
la realizzazione di un albergo che non ritiene essere, come
prevede la legge Burlando, pertinenza indispensabile del
Porto. A questo proposito la mia posizione è chiara ed inequivocabile:ritengo che vada trovata una soluzione di compromesso che, senza bloccarne o ritardarne la realizzazione,
la riporti alle caratteristiche che devono avere tali strutture,
come sta avvenendo in altre realtà della Sicilia, poichè il
diniego interviene a ben quattro anni dalla autorizzazione e
potrebbe comportare un contenzioso infinito in grado di
bloccare tutto per anni e perchè tale procedura mette in
qualche nodo in discussione la certezza del diritto di fare
impresa nella nostra regione.
L’ex cinema Verga è una grande incompiuta ed è sulle
tracce del teatro comunale. Cos’hai da dire al riguardo?
Pur essendo contrario, come cittadino, al suo acquisto e alla
sua ristrutturazione, da Presidente della Provincia ho fatto
tutto quello che era necessario per renderlo fruibile: appalto
dei lavori, presa d'atto della difformità tra progetto e stato
dell'arte, ricerca ed ottenimento dei fondi per il completamento (votati all'unanimità dal Consiglio Provinciale), approvazione delle perizie di variante. Al momento di lasciare
la provincia il cronogramma prevedeva la consegna parziale
(senza impianti di scena) per ottobre 2008. Cosa è successo
dopo bisogna chiederlo ad altri, anche se personalmente so
già quale sarà la risposta: il disco rotto sulle incompiute.
L’ex sindaco Bufardeci dice di essersi mosso e di continuare a smuovere per lo sviluppo di Siracusa. Molti gli
danno del cementificatore, il Consiglio comunale non la
pensa come lui, tu invece
Il PRG approvato nel 2007, con una battaglia campale in
consiglio comunale, in una notte in cui non furono neanche
prese in considerazione le proposte di modifica, fu condiviso appieno e senza riserve da tutte le componenti del centrodestra di allora: il PDL della Prestigiacomo, di Bellucci,
di Vinciullo, di Bufardeci e Visentin e l'UDC di Pippo
Gianni che ne fu protagonista e se ne assunse il merito. Le
opposizioni votarono no in modo compatto. Il cementificatore Bufardeci era in ottima compagnia. Ora non possiamo
che prendere atto positivamente del ripensamento di alcuni
di quegli esponenti (Granata, Alicata), della volontà di
fare rispettare gli orientamenti del Consiglio Comunale da
parte di autorevoli esponenti del centro destra, anche se sono ancora molte le nuove vestali dell'ambientalismo di maniera e di facciata.
C’è il Pd di Marziano e Consiglio, quello di Foti, quello
di De Benedictis, insomma c’è un caos o che altro?
Come a Roma e a Palermo, anche a Siracusa c'è il PD in cui
convivono percorsi e maggioranze diverse. La maggioranza
congressuale tra l'area Bersani (Marziano, Consiglio, Zappulla ed altri) e una componente dell'area Franceschini
(Foti, Nicita Cafeo) che aveva però deciso la gestione unitaria del partito, si è rotta su questioni di rilievo politico: le
vicende di Sortino, il rapporto tra gruppo PD e il Presidente
della provincia in relazione alla vicenda di SAI8, la gestione del partito in alcune realtà territoriali, etc. La nuova
maggioranza tra le due componenti che si richiamano all'area Franceschini (Foti, Nicita, De Benedictis) deve ora
decidere se proseguire la gestione unitaria o imporre una
logica ferrea di maggioranza, come alcune delle ultime
scelte farebbero pensare. Se dovessero decidere in questo
senso se ne dovranno assumere la responsabilità. Per quanto
ci riguarda non siamo nè timorosi nè preoccupati.
La Sicilia non spende fondi europei per miliardi, ogni
giorno leggiamo disavventure giudiziarie di Lombardo
ma anche di altri deputati di maggioranza. Tu difendi
questo governo? Pippo Zappulla, ex deputato Pd, dice
che questo accordo è una porcheria
L'eredità di Cuffaro e Miccichè nella elaborazione del POR
Sicilia 2007/2013 (i fondi europei) pesa ancora: erano state
decise più di 220 tra assi e misure, una frammentazione impressionante. in questi tre anni si è rimodulata la spesa portandola a meno di 70 tra assi e misure e puntando sui grandi
progetti e sul regime di aiuti alle imprese(Banda larga, credito d'imposta per gli investimenti e l'occupazione etc) ma
certo quella della spesa dei fondi europei e dei FAS è una
vera e propria sfida non ancora vinta e dove il Governo regionale si gioca la faccia. Voglio solo ricordare che i Governi Cuffaro (sostenuti dall'UDC e dal PDL) non sono
riusciti a spendere più della metà dei fondi FAS 2000/2006.
Io personalmente sostengo l'attuale governo tecnico e ho
sostenuto il percorso che lo ha preceduto, sulla base delle
decisioni assunte dalla Direzione regionale del Partito a
stragrande maggioranza e lo farò fino a quando lo decideranno gli organismi dirigenti del PD.
La politica. Cosa succederà secondo te da qui alle prossime elezioni regionali e amministrative? Ci sarà una
scrematura generale, cambieranno molti soggetti politici?
Una certezza c'è sicuramente: il centrodestra siracusano non
è più l'invincibile armata di tre anni fa. L'MPA ne è uscito,
l'UDC si è diviso in due, il PDL ha perso la costola di FLI e
di FdS e nei rapporti fra di loro volano gli stracci. Molto
dipenderà da ciò che saprà fare il PD soprattutto in direzione della costruzione di una coalizione credibile sia per la
Regione che per Provincia e Comune.
L‟ambientalismo non ha colore politico
L‟opinione pubblica progressivamente in questi anni ha cominciato ad interessarsi di patrimonio ed ad aprire gli occhi davanti alla realtà di una coalizione
dedita soltanto agli affari personali ed alla devastazione del territorio
La segreteria cittadina del PD getta il cuore
oltre gli ostacoli (che sono le indicibili, attuali miserie del PD, dilaniato dai contrasti,
con parlamentari un po‟ qui ed un po‟ lì, e
che, con tutta la buona volontà, non ne fanno un partito ma una associazione momentanea …di alcuni politici) e parla già di coalizione per la prossima (2013) campagna elettorale amministrativa, ipotizzando già, fin
da ora, “primarie di coalizione” per indicare
il primo cittadino.
La voglia di fare di Paolo Gulino va sicuramente apprezzata come il tentativo di dare
del PD le sembianze di un Partito nonostante il massacro avvenuto in questi mesi tra le
diverse componenti che ne hanno distrutto
credibilità e capacità operativa. Ma se fossi
in Gulino andrei cauto sulle amministrative
del 2013 al Comune Capoluogo come alla
Provincia regionale.
Mi occuperei di più di politiche cittadine
cercando di capire realmente le diatribe che
dilaniano il centro destra ed i motivi che
hanno portato all‟isolamento del Sindaco
Visentin ed alla ventilata raccolta di firme
per provocarne le dimissioni o, addirittura,
per sfiduciarlo. (Possibile che questa storia
non
interessi
l‟opposizione
(PD,FLI,SEL,UDC,Franco Greco etc)?
Se, infatti, in questi anni il PD appare sempre più a tutti un partito non riuscito, prossi-
mo peraltro, come si legge da più parti, ad
ulteriori dolorose scissioni, altra storia
sono le amministrative di questa città che
in questi stessi
anni hanno visto il
formarsi di forze
nuove di stampo
ambientalista, che
faticosamente,
proprio nel luogo
di maggiore forza
del centro destra l‟amministrazione
comunale di Siracusa,
coagulo
sconcio e potente
di clientele, di interessi, ladrocini etc – sono riuscite a coagulare giovani, cittadini,non organizzati
ma motivati nei contenuti : la salvaguardia del patrimonio storico, artistico ed archeologico della Città ! E tutto ciò è avvenuto senza la promessa di posti di lavoro,
senza mance,affari, senza promesse di un
futuro che…non verrà mai.
Un piccolo, strabiliante miracolo che, infatti, il centrodestra tenta disperatamente
di annientare alla radice !.
Ma l‟ambientalismo organizzato nella città e quella fascia di opinione pubblica che
progressivamente in questi anni ha comin-
ciato ad interessarsi di patrimonio ed ad
aprire gli occhi davanti alla realtà di una
coalizione di destra dedita soltanto agli
affari personali ed
alla devastazione
del territorio, è un
risultato così strabiliante che richiede un minimo
di responsabilità e
di intelligenza politica per consolidarlo ed ampliarlo. Niente, in altre
parola, che riguardi il PD o di cui
possa discutere il
PD o, peggio, sentirsi la forza “egemone”
di questo potenziale schieramento, parlando a vanvera di coalizione, di sindaci, di
primarie.
L‟ambientalismo in città non ha colore
politico, è potenzialmente traversale a tutti gli schieramenti politici, sempre che
uno di questi schieramenti (nella città il
centrodestra) non attui in modo irreversibile politiche di aggressione scomposta al
territorio, di affarismo ai danni della città,
di devastazione delle coste, neghi
all‟ambientalismo (come è avvenuto) il
diritto a manifestarsi, alla parola, al rispet-
to etc etc.
Il Dr.Gesualdo Campo, Dirigente Generale all‟Assessorato ai Beni Culturali, partecipando recentemente ad un convegno nella nostra Città, si è retoricamente chiesto “
come si possa parlare di tutela del paesaggio (in questa città ndr) quando si consente
di interrare il mare anche per servizi accessori alla nautica da diporto come alberghi e
centri commerciali”.
Il Prof. Settis ha commentato la situazione
in cui si trova Siracusa : “ I cittadini devono accorgersi di quello che succede, non
delegare ai politici ma fare il massimo sforzo per stimolare i professionisti della politica. Invece, destra o sinistra, non pensa
nessuno a valorizzare il paesaggio».
I contenuti di una coalizione di opposizione capace di vincere le prossime amministrative del 2013 (o prima) ci sono tutti,
anche il consenso popolare che si respira
diffusamente giro. Manca una nuova classe
dirigente che non sia ambigua e compromessa con il centrodestra e con gli affari
del centrodestra, che sia capace di azzerare
vecchi riti, procedure, furbizie, tessere e …
portare la politica, i bisogni della città per i
prossimi anni, il modo con cui affrontarli e
(possibilmente) risolverli alla comprensione di tutti.
6
Domenica 22 maggio 2011
La politica “stupra” la sanità
Ricordate la denuncia del Corriere? Non sarebbe opportuno rendere i medici
ineleggibili nei distretti in cui operano per qualsiasi competizione elettorale?
Siracusa ha un grave problema, si
chiama sanità. Dire sanità a Siracusa significa dire politica. Voi mi
direte, non è vero anche al nord
sanità vuol dire politica. Eppure
già in tempi non sospetti i bravi
Rizzo e Stella scrissero un articolo
che metteva in luce lo strano caso
Siracusa. Un motivo deve esserci
se i due giornalisti del Corriere la
ritennero degna di nota. Ebbene i
due facevano notare come tutte le
cliniche convenzionate avessero
nel proprio azionariato dei politici.
Tra questi era messa in risalto la
figura di Nuccio Cappadona, fedele cuffariano, di recente coinvolto in un indagine ex 416 ter.
Nell‟articolo sono citati anche
l„attuale assessore Antonello
Liuzzo, il senatore Centaro per
via della compagna, l’onorevole
Confalone, l’onorevole Bufardeci, l’onorevole Galatioto ( di recente scomparso ), l’ex consigliere
comunale Musumeci (anche lui
scomparso ).
Causalità o casualità?
L‟accreditamento regionale è un
business economico, in più le cliniche accorciando le liste d‟attesa
sono un ottimo sistema per fare
soldi e voti. Anche in ospedale,
dove le cose dovrebbero essere diverse per
via dei concorsi e per la proprietà pubblica
delle strutture, si respira una aria simile.
Quasi tutti i primari e molti medici sono
stati ricondotti a gruppi di potere politico.
Ne cito alcuni: Maltese ( ex ass ), Genovese , Vaccarisi, Romeo, Stornello, Di
Stefano, Rotondo, etc. Gli esempi dimo-
strano come la percentuale sia la più alta
tra le varie categorie lavorative. Tutto ciò
non mi sembra normale tenuto conto del
fatto che il bilancio regionale per più della
metà è speso in sanità.
Non stiamo parlando di piazzare qualche
ragioniere qua e la nei collegi revisori,
nemmeno di porta borse o finti giornalisti
come segretari, parliamo di chi dovrebbe occuparsi della nostra salute.
Mi rivolgo ai siracusani, come siete
arrivati a questo punto? Come mai
i medici seri non dicono nulla? E’
forse tutto normale ? C’è una relazione tra il pessimo servizio e
quanto scritto sopra? E’ opportuno che a scrivere le leggi sull’ accreditamento siano gli stessi che
gestiscono le cliniche beneficiate?
Andate al seggio imbottiti di tranquillanti? Come fate a votarli?.
Certo il medico politico ti risolve un
sacco di problemi, ti serve un certificato, una ricetta ;
ti da
l‟appuntamento in segreteria o al
comitato ; si sa il tempo è prezioso,
a Siracusa deve esserlo tantissimo.
Vi chiedo se non sarebbe più giusto
smettere di pagare le tasse e vivere
senza l assistenza sanitaria. Pagare,
come dal dentista, solo quando serve. Certo le tasse garantiscono il
servizio sanitario ai non abbienti,
garantiscono il pronto soccorso.
Oggi come oggi però mi sembrano
tutte cazzate ; il servizio è come se
non ci fosse e i non abbienti malati
sono vittime del ricatto politico mafioso. Perché alimentare tutto questo
con le tasse? Chi ne trae beneficio?
Le strutturali lacune del sistema sanitario sono la causa di questo contro sistema
sanitario o è il contro sistema a rendere
inefficiente la sanità pubblica? . Proposta :
non sarebbe opportuno rendere i medici
ineleggibili nei distretti in cui operano per
qualsiasi competizione elettorale.
Per
quanto attiene alle cliniche nessuna legge
sul conflitto d‟interessi può essere efficace
se la società non lo avverte in primo luogo
come problema etico .
Andrea Genovese
L’analisi è giusta e stimolante ed andrebbe
estesa a livello regionale : quanti deputati
regionali gestiscono cliniche private?
Quanti deputati regionali sono espressione
elettorale di cliniche private?. Me ne vengono in mente tantissimi, dalla clinica Cittadini, a Palermo, che contribuisce alla elezione di 2 deputati regionali (oltre che di
consiglieri comunali, provinciali, deputati
nazionali), a Scammacca della Bruca, a
Nicotra, a tanti altri. I moralisti del Lombardo-quater non fiatano come l’assessore
Russo, anche perché a pompare in modo
irresponsabile la sanità privata non fu il
solo Cuffaro ma tutti insieme appassionatamente, a cominciare dal sen Pistorio, assessore alla sanità di pochi anni fa, amico
politico indissolubile di Raffaele Lombardo. Di che parliamo? Hai ragione Andrea.
Si riempiono la bocca (Lombardo e Russo)
di lotta agli sprechi, alle clientele, parlano
di dovere restituire efficienza alla sanità
siciliana, mentre la prima e più potente
clientela – costosissima - è quella organizzata nelle cliniche private a danno della
sanità pubblica alla quale sottrae risorse
importanti. C’è un rimedio ? Non c’è perché intaccherebbero lo zoccolo duro della
raccolta di consenso clientelare, unitamente ,alla sanità pubblica, allo sconcio della
politica che nomina primari, moltiplica i
primariati, definisce le strutture sanitarie
secondo la sua convenienza elettorale, non
certo di quella della gente che – se ha qualche soldo in tasca – è costretta ad emigrare
altrove per farsi curare (sb).
L‟Ars
“racconta”
Rino
Nicolosi
Prima di diventare presidente della Regione lavorò alla Geco che aveva la
sede al Serpentone di Frontino. Nel „97 quel memoriale che fece tremare tutti
Con il titolo " Rino Nicolosi: umanesimo e modernizzazione" sono stati pubblicati, a cura del Servizio
Studi e Affari Europei della Assemblea Regionale
Siciliana, gli scritti e i discorsi un presidente della Regione che ha usufruito di uno dei mandati più lunghi,
nonostante il suo non sia stato il tempo della legge
elettorale di tipo presidenziale, qual è l'attuale. Rosario Nicolosi governò la Regione con continuità dal 1° Febbraio 1985, essendo
risultato eletto in Assemblea il 23
gennaio precedente, e fino al 12 Agosto 1991, data in cui con l'inizio
della XI^ legislatura si insediò, come
suo successore, l'on. Leanza. Sei
anni sempre in sella, anche se attivò
cinque compagini governative, di cui
una per scadenza e rinnovo dell' Assemblea. Rino Nicolosi può essere
ritenuto, per certi aspetti, un presidente quasi siracusano. Il fatto di aver lavorato, da giovane appena laur e a t o ,
p r e s s o
la GECOMECCANICA di Graziano
Verzotto con sede di lavoro al Serpentone di Frontino, in fondo a viale
Scala Greca, lo segnò per il resto
della sua attività, successivamente
divenuta politica. Rimase sempre attaccato alla nostra realtà industriale
sia quando per tanti anni rivestì l'incarico di assessore regionale all'Industria e sia quando divenne presidente della Regione. Da Presidente, acese lui e acese l'Arcivescovo di allora mons. Giuseppe Costanzo, si mostrò sensibilissimo alle sorti del Santuario
della Madonna delle Lacrime. Ma ciò che la lettura
del libro riporta alla memoria e quindi alla ulteriore
riflessione di oggi è l'intera esperienza politica regionale degli anni '80 dello scorso secolo. Un decennio
che si aprì con l'assassinio di un altro presidente della Regione Siciliana, il democristiano Piersanti Mattarella, fatto uccidere dalla Mafia il giorno della Epifania di Nostro Signore, come manifestazione di forza da parte di una nuova fazione criminale emergente. Seguirono anni bui e terribili con tanti morti am-
mazzati di Mafia. Il 23 Aprile del 1981 viene assassinato Stefano Bontade e l'11 Maggio è la volta
di Salvatore Inserillo. A seguito di queste due morti
eccellenti John Gambino viene mandato a Palermo
da Paul Castellano, che governa la mafia americana, per sancire la vittoria dei corleonesi. Il 1984 fu
l'anno cruciale: si apre con l'omicidio del giornalista Giuseppe Fava, freddato a Catania di fronte al
Teatro Stabile il 5 di Gennaio, ma negli ultimi mesi di quell'anno si registra la svolta,
come se oramai si fosse giudicato il massimo che la malavita avrebbe mai potuto e
dovuto raggiungere. Il 29 Settembre 1984
avviene il Blitz di San Michele, in seguito
alle dichiarazioni di Totuccio Contorno e
di Masino Buscetta, con 475 mandati di
cattura fra cui per Vito Ciancimino e i cugini Nino e Ignazio Salvo, potentissimi esattori della Sicilia. Ciancimino viene arrestato
il 4 Novembre. Il 17 Novembre
1984 Rosario Nicoletti, che è stato segretario regionale della DC e varie volte assessore regionale, si lascia cadere dal 4° piano
della sua casa di via Lincoln, condominio in
buona parte di proprietà di deputati regionali. Il segretario della DC di allora fù Sergio
Mattarella, fratello del presidente della Regione ucciso quattro anni prima, il giorno
della Befana. Le istituzioni nella loro complessità hanno detto basta! Con il 1985 vita nuova: si
inizia infatti a preparare l'istruttoria del Maxiprocesso
che porterà prima all'arresto e poi alla condanna
di Michele Greco e di altri 18 capifamiglia. In questo
nuovo clima va inquadrata la elezione a presidente
della Regione dell'on. Rosario Nicolosi, eletto nella
parte orientale dell'Isola e non in quella occidentale,
avvenuta il 1°Febbraio 1985. "Siamo infatti ad un tornante della nostra storia comune nel quale ogni sforzo va fatto per illuminare il cammino stretto che dobbiamo percorrere per allontanare definitivamente gli
anni orrendi della violenza e dell'angoscia che proiettano ancora la loro ombra sulle coscienze e sulle istituzioni. In questi anni è stata messa in discussione la
ragione prima dell convivenza, la legalità come rego-
la condivisa e rispettata, l'autorevolezza stessa dell'istituzione pubblica come garante della pace sociale,
presupposto per la crescita e lo sviluppo verso una
maggiore giustizia." Recuperare la bussola della legalità che negli ultimi anni si è particolarmente smarrita,
perdendo non solo il controllo della vita civile dell'Isola
ma rischiando di vedere la politica e la cosa pubblica
subordinate a poteri oscuri e malavitosi. Il rischio di
non capire più chi comandasse in Sicilia. Un rischio
che periodicamente si ha la sensazione di correre ancora oggi. Di questo Rino Nicolosi era ben convinto e
lo fu fino alla sua fine. L'8 ottobre del 1986, in occasione dell'assassinio del piccolo Claudio Domino nella provincia di Agrigento, il presidente Nicolosi,
nel suo intervento in aula, tra l'altro ebbe a dichiarare:" La notizia dell'orrenda uccisione di un bambino di
undici anni ci lascia profondamente sgomenti e ci fa
comprendere come sia oggi più che mai necessaria
una forte presa di coscienza , a livello individuale e
collettivo, che ci faccia superare forse la stanchezza
psicologica, che ognuno di noi avverte, a dovere giorno per giorno parametrare i propri comportamenti con
la permanenza, la vitalità di un terribile fenomeno come quello della mafia. Probabilmente si sente , a
volte, il bisogno, quasi la speranza, che si sia aperta una fase nuova, di più serena convivenza ;
da questa speranza, forse avvolta anche da uno
strato di torpore, ci sveglia bruscamente la evidenza di terribili avvenimenti come quello di cui
parliamo oggi." Un essere o non essere quello derivante dal compito e dal mestiere di Presidente
della Regione Siciliana. Sempre tra la scelta di
morire ammazzati o di venire incriminati per vicinanza o comunanza mafiosa. Rino Nicolosi, finito
poi anche lui negli ingranaggi di Tangentopoli per l'affaire del Centro Le Ciminiere di Catania, il suo nodo
gordoniano non riusci a scioglierlo a causa della morte, sopraggiunta per cancro. Un suo memoriale che
consegnò nel 1997 ai magistrati della Procura di Catania gettò scompiglio nella classe politica siciliana, facendo nomi di democristiani,comunisti, socialisti e repubblicani. Morì nel 1998. Dopo di lui la storia continua, si ripete, si rinnova e non è tutta siciliana.
Pepè Genovese
7
Domenica 22 maggio 2011
Visentin: Superiamo le polemiche
Il sindaco interviene sulle vicende urbanistiche facendo il pompiere: sul
Prg basta allo scontro, è pregiudiziale l‟interesse della città e dei cittadini
Riceviamo e pubblichiamo:
Nella riunione del consiglio comunale del 10 maggio scorso è stato definito, di comune intesa, il percorso amministrativo e tecnico delle proposte di
varianti al PRG, deliberate nella seduta del 21 dicembre 2010, superando momenti di ingiustificata
tensione che si erano determinati con i gruppi consiliari di opposizione e tra questi e lo stesso Ufficio
Urbanistico del Comune. Nessuna debolezza o baratto o altro. Una semplice prova di buon senso alla
quale hanno aderito i gruppi consiliari che sostengono l‟amministrazione e quelli di opposizione.
Se, viceversa, è il deliberato consiliare del 21 dicembre del 2010 che si vuole ripensare, voglio sottolineare che l‟atto di indirizzo allora adottato dovrà essere esaminato concretamente in sede consiliare e in quella occasione sarà possibile approfondire le tematiche relative a quei luoghi anche alla
luce di quanto sarà disposto nel Piano Paesistico,
oggi all‟esame dell‟Assessorato regionale ai Beni
Culturali.In materia urbanistica ho sempre pensato
che il territorio della nostra città, la sua difesa e valorizzazione, non sono né di destra né di sinistra,
ma appartengono a tutti gli schieramenti, trasversalmente, come, naturalmente, a tutti i siracusani.
Avere raccolto in questi mesi tantissimi appelli anche
di personalità internazionali e nazionali a difesa del
patrimonio storico, ambientale ed archeologico della
città, ha ovviamente impegnato l‟amministrazione e
la sua maggioranza ad una ulteriore riflessione sulle
scelte urbanistiche adottate, senzaresistenze preconcette o, peggio, la voglia di opporre a ragionamenti
urbanistici soltanto la forza dei numeri. Del resto anche all‟interno della maggioranza di centrodestra mi
sono stati rivolti analoghi inviti alla riflessione e al
confronto costruttivo, come quelli dell‟On.le Pippo
Gianni, dell’On.le Vinciullo,del sen Alicata, oltre
che di consiglieri dei Gruppi del PDL e del PID.
Superare le polemiche in materia urbanistica, spesso
coltivate in modo puramente strumentale, credo che
debba definirsi un obbiettivo condiviso che consentirà
all‟amministrazione comunale, nei 2 anni di legislatura che ancora restano, di proseguire alacremente nella
sua attività al servizio della città e sperando sempre di
accedere a risorse finanziarie significative per realizzare importanti infrastrutture cittadine ormai indispensabili per adeguare la Città alle sue esigenze di
mobilità oltre che a valorizzarla ulteriormente a fini
turistici.
Roberto Visentin
Sindaco di Siracusa
Raf Lombardo penalizza Siracusa
Sulla città si riversa lo scontro del presidente con Bufardeci e Gianni, non ci
sono dubbi. Ma l‟analisi va approfondita ed è quello che abbiamo fatto
grazie anche all‟intervento di un sindacalista di spicco come Enrico Caruso
E‟ comprensibile che con l‟arrivo della stagione estiva l‟attenzione dei media sia rivolta
alle attività turistiche, al Teatro Greco e alle
Rappresentazioni Classiche e a ogni altro evento prossimo futuro, come ad esempio, il
concerto di Bocelli in Luglio, credo però che,
non debba essere abbassata la guardia sulle
critiche questioni del lavoro che attanagliano
la provincia di Siracusa che interessano in
modo particolare, il lavoro per i giovani. Ci
sono due questioni che mi sembrano abbiano
bisogno di un‟evidenza pubblica che, a mio
parere, non c‟è e mi riferisco al Rigassificatore e al Termovalorizzatore, ambedue ipotizzati nell‟area industriale o più precisamente
nel territorio di Augusta. L‟uno e l‟altro dei
due impianti industriali, sono attività che produrrebbero lavoro e occupazione e ritengo che
da più di due anni, del valore economico dei
progetti nonché delle ricadute produttive che
da essi deriverebbero, se n‟è discusso con abbondanza di argomentazioni. Svariate prese di
posizione, si sono registrate sia a favore della
loro realizzazione sia in modo contrario per
ragioni di sicurezza e ambientali e come sempre accade in questi casi, le ragioni dell‟uno si
sono scontrate con le certezze dell‟altro ma,
sostanzialmente, gli impianti si sarebbero potuti realizzare perché appare diffuso un assenso politico e sociale per la loro costruzione.
Vari Sindaci e varie Amministrazioni Comunali hanno più volte espresso opinione favorevole, compreso il parere positivo del Ministro
dell‟Ambiente e qualche Associazione Ambientalista, pur con una serie di distinguo che
comunque, non impedivano la realizzazione
del Rigassificatore e tanto meno del Termovalorizzatore condizionando la loro realizzazione a precisi vincoli di sicurezza e di rispetto
per l‟ambiente.
Lo stop al tutto è venuto puntualmente da
Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia, prima sul Termovalorizzatore e poi
sul Rigassificatore ma, tanto per dare l‟idea
dello stato dell‟arte, altri stop Lombardiani
sono arrivati anche per i progetti di porti turistici da realizzarsi nel Porto Grande di
Siracusa. L’alone ambientalista che ammanta
il nostro prode Presidente, da più parti è ritenuto poco credibile e ai più sembra un atteggiamento di ritorsione politica nei riguardi di
una provincia che manifestamente lo ama poco anzi, da Siracusa provengono alcuni dei
suoi avversari più accaniti, penso ovviamente
all‟On. Bufardeci e all’On. Gianni, ex Assessori della prima Giunta Lombardo (nella foto)
e ora fieri oppositori del suo Governo. Le prese di posizione di Lombardo sono dunque una
ritorsione politica? Probabilmente sì, anche se
sui progetti d‟insediamento dei porticcioli turistici qualche ragione a favore di Lombardo
sicuramente c‟è, visto che qualche speculazione era andata troppo avanti e considerando che, dalle costruende Marine come anche
da quelle progettate, gli unici ritorni economici certi, conditi da qualche piccolo beneficio occupazionale, sarebbero stati destinati
solo ai costruttori delle opere, bene ha fatto
il Presidente a prendere posizione per lo
stop alla speculazione. Cosa molto diversa è
invece il NO agli impianti industriali. Il Rigassificatore è un impegno economico di
oltre 800milioni di euro, che al di fuori delle
metafore, ricadrebbe sul territorio a beneficio d‟imprese e lavoratori e le rifluenze derivanti dalla messa in esercizio dell‟impianto
( movimento navi, autobotti ecc.) darebbero
una boccata di ossigeno (non di gas!) per
svariati anni, all‟asfittica economia del Siracusano. Non sono la più bella delle attività
industriali che si vorrebbe fosse impiantata
nel territorio, ma in uno dei più grossi poli
petrolchimici d‟Europa, per fare progettazione e sviluppo è difficile ipotizzare che le
nuove attività arrivino da impianti florovivaistici o da insediamenti residenziali turistici. Perdere quest‟occasione
d‟investimento, ripeto, non la più bella, costituirebbe un grosso danno dagli esiti non
preventivabili, per Siracusa e il suo futuro
industriale. Il blocco dei Termovalorizzatori
non è riferito solo su Siracusa, giacché Il
Presidente Lombardo l‟ha assunto per
l‟intera regione, indirizzando le politiche per
i rifiuti verso la raccolta differenziata e il
riciclaggio degli stessi, azione politicamente
corretta ma che fino ad oggi e negli ultimi
due anni, non ha prodotto nulla di efficace,
rimanendo inalterate le situazioni di degrado
ambientale in quasi tutte le città della Sicilia, facendo rinascere le discariche (luoghi
storicamente deputati alla speculazione malavitosa sui rifiuti urbani e industriali), as-
senza totale di fattori d‟incremento della
percentuale di raccolta differenziata, mancanza generalizzata d‟ impianti per trattamento e riciclaggio rifiuti. Non ultimo,
l‟indebitamento dei Comuni verso gli ATO
Rifiuti, che con la nuova riforma (da 27
esistenti a 9+2), ha riconosciuto la loro utilità solo ai fini politici. I tre o due Termovalorizzatori o similari previsti a suo tempo
in Sicilia, quando ci sarà un dopo Lombardo, probabilmente si rimetteranno in marcia da soli, perché possiamo inventarcele
tutte, avere la migliore raccolta differenziata del mondo, ma i numeri della raccolta e
smaltimento di rifiuti solidi urbani se vogliamo vivere in città senza sacchi
d‟immondizia per le strade, ci porta inesorabilmente a considerare insufficiente la
politica delle discariche.
Il Rigassificatore e il Termovalorizzatore
non mi piacciono, ma se guardo al lavoro,
allo sviluppo del territorio, alle generazioni
che verranno, li trovo compatibili con la
realtà che ci circonda, senza che questo
significhi peggiorare le cose anzi, per molti
aspetti, li trovo un‟occasione da non perdere.
Considero inoltre, stupido e banale che
qualche politico, al fine di coltivare il consenso, stia con il piede in due scarpe e si
dichiari, secondo l‟occasione e la convenienza clientelare, una volta a favore degli
impianti industriali e l‟altro contro, come
sempre, lo scherzo è bello finché dura poco
e non è detto che alla fine del gioco il furbetto del quartierino di turno vinca tutte le
partite.
Enrico Caruso
Caro Enrico,
parliamo con chiarezza: se la coppia
Lombardo-Gesualdo Campo blocca le
manovre speculative promosse dal centro-
destra nel nostro territorio (PRG, Porti, Balza Acradina, Eurialo, coste, etc) si è guadagnata una riconoscenza imperitura dai siracusani di tutte le età e di tutti i tempi. Passerebbero alla Storia!
Lo fa per ritorsione politica contro Bufardeci
e compagni e non perché abbia uno spirito
sensibile all‟ambiente, alla storia di questi
luoghi e al loro immenso valore archeologico ? E chi se ne frega!!!. I ladroni, gli stupratori osceni del nostro territorio, sarebbero
stati comunque miracolosamente fermati!
Senza Lombardo staremmo ancora dietro alle
arroganze dei vari Bufardeci e compagni, ad
una chiusura mentale, affaristica, che non
dava spazio a niente, alla luce del nobile principio scritto ed affermato – degno della loro
infima cultura,- che costruire, cementificare…significa sviluppo anche perché poi si traduce in grandi affari .
Del termovalorizzatore non sono affatto competente: non saprei, da perfetto ignorante,
trovare una alternativa valida allo smaltimento dei rifiuti che non siano le odiatissime discariche ricettacoli di infezioni, malattie, che
hanno una vita molto breve e provocano contrasti violenti nelle zone dove vengono localizzate. I termovalorizzatori funzionano in tutta l‟Europa e nel nord America: Lombardo ne
parla malissimo sia sotto il profilo tecnico che
in quello affaristico, in quanto dice che ogni
termovalorizzatore nasconderebbe fortissime
tangenti ed l‟infiltrazione di cosche mafiose.
Lo dice ormai da anni.
Ma le alternative che propone (raccolta differenziata e discariche) sono quelle di Pecorario Scanio, quelle che hanno portato Napoli
con l‟immondizia sulle strade ed al primo
piano dei palazzi , per l‟incapacità di smaltire la spazzatura che si produce.. Finiremo
come a Napoli? Con Lombardo può succedere: se l‟operazione termovalorizzatori non è
di suo gradimento non ci sono alternative,
l‟uomo non si commuove davanti ai disastri e
lo ha dimostrato nella ferocia con cui ha
bloccato i finanziamenti sui fondi comunitari
che la Sicilia ha, infatti, irresponsabilmente
cominciato a perdere.
Sul Rigassificatore l‟atteggiamento di Lombardo è identico. No e basta.
Ma la colpa di avere Lombardo presidente
della regione è in gran parte dei suoi oppositori di oggi. Se 3 anni fa Miccichè, Prestigiacomo, Bufardeci non lo avessero appoggiato
alla Regione molte delle sue assurde pretese
si sarebbero ridimensionate. “Chi è causa del
suo mal pianga se stesso” mi verrebbe da dire, anche da quel male questa provincia ha
trovato l‟imprevisto sostegno alla salvaguardia del suo territorio!!. (sb)
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Domenica 22 maggio 2011
contromano
Hasta los masculunos siempre
Paliamo di “masculuni” (maschioni per
quelli di Bergamo Alta che non parlano le
lingue).
Masculune 1: Alessandro Sallusti.
Il direttore del Giornale è il vero trionfatore
di queste elezioni amministrative. Non ha
sbagliato un colpo. Prima in comproprietà
con Feltri, poi in concubinato con la Santanchè (da lei veementemente negato) ha
dedicato 365 delle ultime 365 prime pagine
a insultare gli (ora ex) alleati (e, di risulta,
anche i giudici che insultare loro è come il
jeans, non passa mai di moda). Ed ha vinto.
Fini è praticamente defunto a queste elezioni. Quando si dice un mastino che azzanna il nemico e non lo molla fino a che
non soccombe!!! Spettacolare, bellissimo.
Complimenti!
Ora, c‟è il dettaglio che il Pdl ha perso le
elezioni a Milano, città del Giornale, di
Nosferatu Sallusti e di Santa Santanchè.
Ma questo è un dettaglio. C‟è che Berlusconi ha dimezzato le preferenze rispetto a
5 anni fa. Ma questo è un dettaglio. La strategia è vincente. Il Milan ha vinto lo scudetto, primo tangibile segno dello sdegno
popolare per la casa di Montecarlo del cognato di Fini. Migliaia e migliaia di milanesi che altrimenti avrebbero votato Fini
sono andati a votare e non hanno votato per
Fini. C‟è il dettaglio che hanno votato per
Pisapia. Ma non ci si può attaccare ai dettagli, anche a quelli più insignificanti. La
strategia era quella giusta e alla fine l‟ha
capito anche quella snob della Moratti
(che è interista e quest’anno non è la sua
annata) e ha tirato fuori le unghie e i denti
ed ha detto che quel bolscevico, brigatista
(come la Boccassini) di Pisapia aveva rubato una macchina 30 anni fa. Brava Lety,
così si fa. Non era vero? Chi se ne frega.
La strategia è vincente! Guarda la Santa,
guarda Stracquadan, quarda Scilipot, guarda Paniz che figuroni che hanno fatto in tv
ogni dove sono stati invitati. I soliti comunisti dicono che sparare quella cazzata in tv
ha fatto perdere a Lety 2 punti percentuali
(che rispetto agli 8 punti di distacco fra Mi-
lan e Inter sono ancora un buon risultato)
ma questi sono dettagli. La Mora (intesa
come Moratti non come Lele) ha replicato
efficacemente, sostenuta da Nosferatu e
dalla Santa, che non smentiva niente perché Pisapio frequentava cattive compagnie.
Che è come dire: ho detto che sei un assassino non è vero, ma mi risulta che da ragazzino fregavi le macchinette alla Upim,
quindi non ho niente da smentire. Ma questi sono dettagli e non ci si può attaccare ai
dettagli marginali.
Si dice che lo stesso Silvio, fratello germano di Paolo editore del Giornale, sia incozzato come una anaconda perche forse intuisce che tutti questi tarantolati inviperiti lo
hanno portato a sfracellarsi a Milano. Ma
sono malelingue e in ogni caso dettagli.
Da qualche tempo il cavaliere non ne azzecca una. Tutte le
scelte che ha fatto in materia ambientale sono risultate un
boomerang letale. Pensare di potere imporre il proprio
pensiero (ritenuto il più giusto) nell‟amministrare il Paese,
ha regalato a Berlusconi forte delusione a Milano e in altri
posti dove gli elettori, pur di non votare uno del PD hanno
preferito elevare al rango di possibile sindaco un
“estremista” di turno (Pisapia e De Magistris) . I soliti soloni dello staff del premier avranno detto che, come al
solito, lui non può sbagliare e che gli imbecilli sono coloro
che non capiscono che le centrali nucleari sono una necessità, anche se, ogni tanto, qualcuna esplode. Gli hanno
suggerito di tentare di bloccare il referendum sul tema,
con un decreto di sospensione, come se rientrasse perfettamente nelle regole della democrazia. Ancora illuminati
ministri hanno deciso che rilasciare concessioni demaniali
per 90 anni è cosa normalissima. Non parliamo delle incomprensibili scelte guerrafondaie che hanno portato a
bombardare l‟amico Gheddafi. Presuntuosamente, Silvio,
per tutte queste minchiate non ha voluto attendere che passasse la tornata elettorale. E i risultati li ha toccati con mano dimezzando i suoi personali consensi come capolista.
Uno che ha imparato bene la lezione è invece l‟on Piero
Fassino, è divenuto sindaco di Torino, anche se del Pd,
usando lo slogan che nel 2008 aveva utilizzato Roberto
Visentin candidato sindaco di Siracusa: “Nel segno della
continuità”. Nella fattispecie odierna, però, la continuità si
richiamava però al sindaco uscente di Torino, Chiamparino, non a Bufardeci versione 2008. Lo slogan, pare sia
stato suggerito a Fassino dal suo vecchio e buon amicocompagno Bruno Marziano che vivendo in corso Gelone
a Siracusa prende e porta fuori le idee …migliori (?) del
territorio. Come tutte le idee, anche questa è destinata a
tramontare. Forse ci vorranno tre anni anche per il più
magro dei sindaci italiani. A Siracusa invece è venuta meno solo da qualche giorno, infatti, quella trascorsa è stata
una settimana con temperatura 41 gradi, rilevata all‟ascella
del sindaco Roberto Visentin, dagli amici che lo tengono
in cura. “Febbricitante” per astinenza di maggioranza la
diagnosi. Assumere idee di sinistra sarebbe stata la prognosi e far ricorso al centrosinistra del Vermexio che il
predecessore di Visentin definisce “inconsistente in aula e
sul territorio”. Ecco la storia di una settimana mediatica
locale. A Titti Bufardeci non era andata giù la solita
“ipocrisia” che viene fuori in aula, il 21 dicembre del
2010, quando si trattava di approvare in Consiglio documenti proposti dalla minoranza abituata, oramai, a fare la
voce grossa e ad averla vinta. Il capogruppo all‟Ars di
Forza del Sud è andato in escandescenza dopo un recente
Consiglio comunale, convocato per discutere un “atto di
censura” nei confronti dell‟Amministrazione accusata di
non aver, voluto, saputo o potuto, far rispettare la tempistica approvata dal Consesso civico (90 giorni) sul procedere
della modifica del Prg e la salvaguardia di alcune parti del
Fini è ko. Cosa importa se Pisapia a Milano
e De Magistris a Napoli ci hanno fatto un
colo così? Sono dettagli, dettagli insignificanti per noi i vampiri.
Masculune 2: Dominique Strauss Kahn
(nella foto)
Cioè, facciamo a capirci. Il Presidente del
Fondo Monetario Internazionale, compagno socialista, prossimo candidato alla Presidenza della Repubblica di Francia, Nizza,
Savoia, Corsica e territori d‟oltremare, può
essere arrestato e minacciato di 70 anni di
galera a San Quintino o a Guantanamo per
avere gentilmente indotto ad una fellatio
una CAMERIERA NEGRA?
Non è che perché adesso c‟è un NEGRO
alla presidenza degli Stati Uniti d‟America
Anche qui
un Pisapia?
territorio. Sulla presentazione della censura (poi trasformata
dalla segreteria generale dell‟ente in “ammonimento”) pendeva
già una minaccia del sindaco e dell‟assessore all‟urbanistica di
querelarsi nei confronti dei 14 consiglieri firmatari; querela che
nella sostanza veniva derubricata in tarallucci e vino a seguito
di una trattativa intercorsa tra i rappresentanti delle parti in causa. In un primo momento il centrodestra dalla parte del sindaco
Visentin concordava un documento di sostegno agli amministratori sottoposti a “censura” e di respingimento delle accuse
contenute nella stessa. In aula questo documento avrebbe battuto quello di censura per 19 a 17. Almeno questi erano i conti
venuti fuori da un‟apposita riunione. Però, a sorpresa scoppiava la pace, quindi in aula di documenti non si faceva cenno alcuno. In compenso il sindaco, al cospetto dei consiglieri e in
diretta tv, si scusava per i ritardi accumulati nella tempistica
“dovuti al fatto che durante le feste natalizie al Comune si lavora poco”. Inoltre Visentin s‟impegnava, tra maggio e giugno al
massimo, a portare a buon fine le prescrizioni approvate con il
solo voto contrario del gruppo di Forza del Sud tre giorni prima
del Natale 2010. Giusto a pagamento degli “interessi” la maggioranza avrebbe concordato di procedere al prelievo e il voto
unanime in Consiglio della “famigerata” commissione
d‟inchiesta sull‟operato del corpo di Polizia Urbana. A fine seduta oltre ai tarallucci, tra opposizione e maggioranza, si gustavano anche pizze e spaghetti. Appreso l‟accaduto Titti Bufardeci si trasformava in Orlando Furioso e a colpi di durlindana
“affettava” il sindaco e il Pdl che lo aveva sostenuto in quella
“plateale calata di braghe e nella sudditanza mostrata verso il
centrosinistra inconsistente ma che riesce a manovrare a suo
vantaggio in Consiglio comunale.” Due autorevoli assessori del
sindaco Visentin (il co-coordinatore provinciale on Enzo Vinciullo, e il senatore Bruno Alicata ) replicavano alle accuse a
mezzo stampa di Bufardeci sostenendo che il sindaco non si era
affatto calato le braghe ma “aveva trovato giusto prendere in
considerazione le richieste delle nuove sensibilità emerse in
Consiglio”. All‟accusa del deputato di FdS di essere piegati al
volere del centrosinistra “per mancanza di una vera maggioran-
www.ifattidelladomenica.it
non si può più prendere una CAMERIERA
NEGRA e dirle in francese “ah cosa, famme
na pompa”? Ma dove mischia siamo arrivati? E‟ evidente che si tratta di un complotto
della CIA, o forse di Gheddafi incozzato
perché la Francia lo sta bombardando tutto.
Forse la NEGRA altro non è che una mercenaria, una amazzone, una prezzolata del governo libico che s‟è introdotta proditoriamente nella cameretta di Dominique in
quell‟alberghetto di periferia, mentre il compagno faceva la doccia (e intirizziva perché
l‟acqua era fredda), poi quando lo ha visto
uscire con il poparuolo all‟aria aperta, s‟è
avventata famelica su di lui e lo ha stordito
con i suoi malefici erotici, ergo ha simulato
una aggressione conservando però (la vecchia Monica Lewinsky docet, bisogna sempre prendere esempio dai professionisti) le
prove della copula orale. Orrore! Scandalo!
Vergogna!
Ma l‟avete visto il piccolo Dominique, oltraggiato dall‟arresto come un delinquente,
dopo che aveva faticosamente preso posto
nel suo vagone di terza classe, e aveva messo la valigia di cartone sul predellino e voleva solo tornare a casuccia sua? L‟avete visto, scuro in volto mentre, circondato da
quattro energumeni che gli ciancicavano il
soprabitino di cachemere, comprato con i
risparmi di una vita, lo portavano fuori dal
posto di polizia?
Ma io dico, si può credere ad una CAMERIERA NEGRA mentre un compagno rispettabile e benvoluto nega tutto? Si può
credere che, solo perché in passato ha fatto
qualche casta avanche ad alcune signorine,
ora il capo del Fondo Monetario Internazionale debba passare per un porco assatanato
disposto a violentare le donne, specie se la
violentata è soltanto una CAMERIERA NEGRA?
E anche se fosse, si può condannare un uomo, un compagno, un francese, un famoso
economista, per una colpa così veniale?
Si può?
Secondo me sì.
Hasta los masculunos siempre
Joe Strummer
za”, il co-coordinatore Vinciullo arrivava addirittura a fare
incazzare tutti coloro che si trovavano a leggere i giornali
locali di lunedì 16, dove sosteneva che praticamente era il
centrosinistra che votava le cose proposte dal Pdl e non viceversa come sosteneva Bufardeci. In sostanza non era
Giancarlo Garozzo (capogruppo del Pd ) a schiacciare il
piede del Sindaco del Pdl per la sua forza e prepotenza,
bensì Pdl e i suoi ad avere la forza di infilare il piede sotto e
a costringere il centrosinistra a schiacciarlo. Sembrava una
bella trovata, però, la singolare prospettiva non veniva accettata da nessuno proprio da nessuno dei tanti del PD,
Giancarlo Garozzo e il deputato regionale Bruno Marziano
che arrivavano a dire chiaramente dal quotidiano La Sicilia
“Siamo noi del Pd a comandare in Consiglio comunale”. Il
capogruppo del Pd al Vermexio, Garozzo, in un suo intervento diffuso alla stampa parlava di “elogio alla menzogna”
dopo l‟incipit “Vinciullo mente sapendo di mentire”. Garozzo svelava, infine, i retroscena della trattativa che aveva portato alla “calata di braghe” e invitava l‟on Bufardeci e il suo
partito a stringere un patto per “tornare al voto per il bene
della città ormai sofferente”.
Forza del Sud, attraverso il suo consigliere provinciale,
Gianni Briante, rinforzava la dose, parlando di arrampicate
sugli specchi nel tentativo di trovare giustificazioni che non
esistono e che dire menzogne e nascondersi dietro un dito
non fa bene a nessuno”. Incredibilmente, forse per la prima
volta, Vinciullo nel tentativo di difendere il suo sindaco e il
suo partito si era esposto a recitare la parte di quello che racconta balle spaziali impossibili da far credere a qualunque
abitante della terra. Leggendo il ritorno che gli veniva dalla
sua “difesa d‟ufficio” avrà pensato di essere stato poco accorto e di avere “preso alla leggera” lo sfogo di Bufardeci
che tende a mettere un punto fermo nei suoi rapporti dentro
il centrodestra, perché si infervora quando si richiama allo
slogan “ nel segno della continuità” usato dal sindaco Visentin in campagna elettorale. “Qualcuno dica se quello slogan
non è più valido, perché noi che stiamo dentro il centrodestra – sottolinea Bufardeci – pretendiamo che ciò che si è
deciso insieme si può cambiare , non stravolgere, solamente
se lo decidiamo insieme, altrimenti non vale stare nella
stessa coalizione”. Parole dure che dovrebbero avere valore
di una forte scrollata al sindaco che qualche volta ha minacciato di dimettersi. Il senatore Alicata intervenendo sulla
vicenda ha registrato di dover tenere conto di “un nuovo
corso e nuovi assetti politici”. Ma Bufardeci si è trovato a
ribattere che contro la “Censura” voluta dal centrosinistra:
“In aula eravamo in maggioranza, quindi di cosa parliamo?”. In tutta questa storia emerge una verità che il sindaco
Visentin ha scelto di porre fine alla cosiddetta “continuità”
per cominciare a operare secondo nuovi criteri ( specialmente urbanistici) “concordati” con chiunque gli possa permettere di restare in sella. Nel centrodestra litigioso alzi la mano
chi non ha valutato che a Siracusa possa finir male come a
Milano se anche qui, saltasse fuori un Pisapia qualunque?
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