2007] FARFALLE NELL’EGEO 5 Le brocchette askoidi nel periodo Protopalaziale a Creta: distribuzione e funzionalità * Ilaria Caloi Abstract The aim of this paper is to make a new revision of the askoid jugs attested in Crete in the Protopalatial period (MM IB-MM IIB: 1900-1700 BC). These peculiar jugs, characterised by an asymmetric profile and a large handle, are commonly used as pouring vessel. Between the end of the Prepalatial and the beginning of the Protopalatial period they are attested only in funerary contexts, such as Haghia Triada, Koumasa and Kamilari, where they were probably used in libation rituals. From the Protopalatial period they are present in settlements too. They are widespread in the Mesara plain, mostly at Phaistos. In this paper a peculiar type of askoid jug will be also analysed. It is characterized by a recurring dark on light decoration, consisting of two opposite series of curving stripes, which start from beneath the spout and meet at the handle. At Phaistos, where it is probably produced, this type of askoid jug is often associated with amphoras and containing vases (i.e. pitharakia); it is, therefore, supposed to be used not only as a pouring vessel, but also as a vase containing a specific liquid. This hypothesis is supported by the fact that this type of askoid jug is the only one which is found outside Phaistos in the Protopalatial Crete: it is attested at Kommos, Monastiraki and Mallia. In particular, in the Quartier Mu at Mallia, the askoid jug was found in a store, in association with an amphora imported from Phaistos. These findings make it likely the askoid jug with semicircular bands was attested or exported outside Phaistos for its specific liquid, which was probably typical of the Mesara plain (aromatic oil?). Introduzione A Creta alla fine del periodo Prepalaziale (AM I-MM IA: 3000-1900 a.C. ca.1), corrispondente al MM IA, si afferma un vaso peculiare, che deriva verosimilmente dagli askoi di origine egeo-anatolica 2; infatti, pur non avendo una configurazione plastica in forma animale, presenta un profilo che, in modo assai schematico, ricorda la sagoma di un uccello. Si tratta di una brocchetta monoansata che si caratterizza per una marcata asimmetria del corpo, dovuta ad un forte spostamento in avanti dell’imboccatura, che termina con uno sgrondo. Per la sua derivazione dalla forma degli askoi viene definita brocchetta askoide o askoid jug. Questa peculiare brocchetta si riscontra in ambiti funerari alla fine delle fasi Prepalaziali, ma comincia a diffondersi anche in contesti insediativi a partire dal periodo Protopalaziale, corrispondente alle fasi del MM IB-MM IIB (1900-1700 a.C. ca.), ossia con l’affermarsi dei centri palaziali. Nel presente articolo si effettua un esame attento delle aree di rinvenimento delle brocchette askoidi nel periodo Protopalaziale a Creta, al fine di individuare la cronologia precisa del tipo, l’evoluzione della forma, ma soprattutto la sua funzionalità. In questa sede si intende, inoltre, analizzare la comparsa tra la fine del Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale (MM IA-MM IB) di una particolare brocchetta askoide che si diffonde più facilmente in alcune aree dell’isola. Si tratta di un tipo realizzato in fabbrica semifine, ingubbiato e che presenta sempre la medesima decorazione, costituita da due serie di lunule dipinte in dark on light, che si dipartono da sotto il becco e si incontrano presso l’ansa. Da recenti pubblicazioni si è, infatti, appreso che nel * Desidero ringraziare il Prof. Filippo Carinci per i preziosi suggerimenti. 1 Per la cronologia assoluta di Creta minoica v. da ultimo Warren 2000. 2 La tipologia degli askoi è attestata a Creta sin dal periodo Prepalaziale con la presenza di esemplari figurati, solitamente caratterizzati da una forma animale, rappresentante per lo più uccelli. Sull’origine e la tipologia degli askoi v. Misch 1992. 6 ILARIA CALOI periodo Protopalaziale, questo tipo, particolarmente attestato a Festòs e nella circostante piana della Messarà, è presente anche in altri centri dell’isola, ossia a Monastiraki, nella Valle di Amari, e addirittura a Mallia, nella Creta nord-orientale. Mediante uno studio dei contesti di rinvenimento di questa singolare brocchetta, ci si propone di identificare la funzionalità del tipo e l’eventuale significato che gli si può attribuire. Ci si chiede, infatti, se questa brocchetta, presente sia in contesti funerari che insediativi, fosse un vaso specializzato, ossia se fosse destinata a contenere liquidi specifici, e se, infine, circolasse anche al di fuori della Messarà proprio per il suo contenuto. Origine e descrizione del tipo La prima analisi approfondita della tipologia delle brocchette askoidi nel periodo Protopalaziale è stata elaborata da F. Carinci nel volume che egli ha pubblicato insieme a D. Levi (Levi-Carinci 1988), sulla ceramica minoica proveniente dagli scavi svolti a Festòs tra il 1950 e il 1966 (Levi 1976). Nel paragrafo dedicato a queste brocchette Carinci definisce la forma del vaso e descrive i tipi diffusi a Festòs nel periodo Protopalaziale, comparandoli con altri esemplari provenienti per lo più dalla Messarà 3. Sulla nascita del tipo è riconosciuta una generica derivazione dagli askoi di origine egeo-anatolica, già presenti nell’Egeo nel periodo Neolitico: la forma della brocchetta avrebbe mantenuto l’asimmetria dell’askos, sostituendo al becco tubolare un’apertura a sgrondo. In particolare, la studiosa G. Walberg, nei suoi lavori dedicati alla ceramica Kamares, definisce la brocchetta askoide una forma ibrida tra un askos e una brocchetta a becco 4. All’ipotesi di un’elaborazione locale del tipo askoide si affianca la possibilità che questa brocchetta derivi da prototipi askoidi della Grecia continentale, dove sono attestati sin dall’AE II e III. In effet- ti, in un interessante articolo di J. Rutter (Rutter 1985), dedicato ai duck vases, l’autore esamina la tipologia di tre brocchette askoidi presenti nell’AE II nella Grecia continentale 5, e ne delinea le differenti evoluzioni nel corso dell’AE III e del ME. Tra le forme più attestate nell’AE III si ha una brocchetta askoide, discendente da una sorta di attingitoio diffuso nell’AE II (da Rutter denominato “scoop”), la quale presenta una larga imboccatura e lo sgrondo tagliato 6. Questo esemplare, comune anche a Lerna IV 7 e a Kolonna di Egina 8, non differisce molto dalle brocchette askoidi che si diffondono a Creta alla fine del periodo Prepalaziale. È difficile, tuttavia, sostenere che queste ultime possano essere derivate dall’evoluzione della brocchetta askoide affermatasi nell’AE III in area continentale, dal momento che in questa fase la Creta meridionale, dove il tipo è più diffuso, non sembra avere contatti col continente. Lo stesso P. Misch, nel suo lavoro dedicato agli askoi e alle forme da essi derivate, sostiene che sia improbabile l’esistenza di un flusso di imitazione di forme vascolari dalla Grecia continentale a Creta nell’AE 9. Se la comparsa della brocchetta askoide a Creta sembra più verosimilmente un’evoluzione locale, allora il prototipo più vicino a quello che si sviluppa nel periodo Protopalaziale, si riconosce negli esemplari più antichi di Haghia Triada 10 (v. infra), databili tra la fine del periodo Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale (MM IA-MM IB). Rimane, tuttavia, arduo individuare archetipi della brocchetta askoide nelle fasi precedenti, ossia nell’Antico Minoico, quando a Creta sono diffusi solo i due seguenti tipi askoidi: l’uno con ampia imboccatura circolare senza sgrondo, come l’esemplare dell’AM IIB rinvenuto nella necropoli di Haghia Kyriaki, nella valle dell’Haghiopharango 11; l’altro, già munito di sgrondo che, tuttavia, mostra una forma animale, come l’askos dell’AM II, rinvenuto nella necropoli messariota di Lebena, e precisamente nei pressi della tholos II di Yerokambos 12. Quest’ultimo sembra ancora Levi-Carinci 1988, pp. 85-87, tavv. 40-41. Walberg 1987, p. 16. 5 Rutter 1985, p. 38, fig. 3. 6 Rutter 1985, p. 41, fig. 2, 1. 7 Rutter 1995, pp. 437-439, shape XX.1: in particolare P636, fig. 39. 8 Walter-Felten 1981, p. 60, n. 204, tav. 94. 9 Misch 1992, p. 105. 10 Banti 1931, pp. 222-223. 11 Blackman-Branigan 1982, p. 22, fig. 7, E25. 12 Alexiou-Warren 2004, pp. 113-114, n. 509, tav. 107C. 3 4 [RdA 32-33 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA legato agli askoi di forma animale, che, in ogni caso, hanno un seguito nella ceramica minoica. Nel suo studio sugli esemplari Protopalaziali di Festòs, Carinci distingue profili diversi sulla base di almeno quattro fattori: il grado di asimmetria del vaso, la curvatura del lato posteriore, la misura e la posizione del diametro massimo 13. Il profilo più regolare è presente già nelle fasi più antiche del Protopalaziale (MM IB), mentre i tipi asimmetrici con curvatura posteriore più accentuata si rinvengono dal MM IB al MM IIB finale; più caratteristiche della fine del periodo Protopalaziale sono, tuttavia, le brocche askoidi con la curvatura posteriore marcata e il diametro massimo rialzato. È questo un elemento che contraddistingue anche gli esemplari festii del MM III, ugualmente presi in considerazione dall’autore. Tutti i tipi sono attestati in formati diversi, che vanno da quelli di più piccole (h. 15 cm) a quelli di più grandi dimensioni (h. 30 cm). Come già indicato da Carinci, fra le brocchette askoidi sino ad ora attestate a Creta nel periodo Protopalaziale, le più comuni sono quelle fabbricate in argilla semifine, ingubbiata e talora sovradipinta in dark on light con motivi lineari, che variano dal rosso al bruno fino al nero. Dalla fine del Protopalaziale (MM IIB) diventano molto comuni esemplari decorati con aree verniciate di nero e marginate di bianco, sovradipinte in policromia con elementi floreali. Nel caso di Festòs, dove la brocchetta askoide è ben attestata, è interessante notare che gli esemplari rinvenuti all’interno del Palazzo, e precedenti al MM IIB finale, ossia al momento dell’ultima distruzione del Primo Palazzo, sono tutti decorati in dark on light, e la maggior parte di loro, come si vedrà in dettaglio nei paragrafi successivi, presenta la consueta decorazione a lunule. Come già osservato da Carinci 14, nel MM IIB finale si assiste alla persistenza dei tipi dipinti in dark on light, ma soprattutto si osserva un aumento delle brocchette askoidi decorate con zone verniciate di nero, che recano sovradipinti motivi policromi. Queste ultime si caratterizzano per una curvatura posteriore talmente marcata da rendere minima l’inclinazione della spalla, su cui si imposta un’ansa larga, che, talora, risulta smisurata rispetto alle dimensioni del vaso 15. Le brocche del MM IIB finale si presentano sovente di grande formato, con un’altezza che può Levi-Carinci 1988, pp. 85-87, tavv. 40-41. Levi-Carinci 1988, pp. 86-87. 15 Cfr. Levi-Carinci 1988, tav. 41. 13 14 7 superare i 30 cm. Tali brocche sono rappresentate da numerosi esemplari provenienti dai livelli di distruzione degli ambienti situati all’interno dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo (v. infra). Contesti di rinvenimento e cronologia Una recente ed accurata revisione degli scavi Levi (1950-1966), associata ad alcuni saggi di verifica e soprattutto a nuovi studi sulle produzioni ceramiche sia di Festòs, sia di altri centri della Messarà, in primis Haghia Triada, ha permesso di rivedere la cronologia dei contesti di rinvenimento delle brocchette askoidi e, quindi, di inserire questa tipologia di brocchetta all’interno di un sistema cronologico più preciso. Le recenti campagne di scavo svolte sia nella Messarà, in centri quali Festòs (La Rosa 1998-2000; La Rosa 2002; La Rosa 2004), Haghia Triada (cfr. la pubblicazione di Creta Antica 4) e Kommòs (Van de Moortel 2006), sia in altre aree di Creta, come Mallia (Poursat, Knappett 2005), unite alle revisioni di vecchi scavi (CarinciLa Rosa 2007), hanno, inoltre, arricchito le nostre conoscenze in merito alla diffusione e alla funzione di questo tipo di brocchetta. Gli esemplari del periodo Protopalaziale si sono rinvenuti in contesti sia funerari, sia insediativi. La maggior parte delle necropoli da cui si sono recuperate brocchette askoidi sono tombe a tholos collettive, in uso per la maggior parte dall’AM II fino al MM IB. Non risulta, quindi, sempre facile datare la cronologia di ritrovamenti provenienti da simili contesti di rinvenimento; tuttavia, per quanto riguarda sia le necropoli, sia gli insediamenti della Messarà, essendo oramai consolidata la condivisione delle produzioni ceramiche di Festòs, Haghia Triada, Kommòs e in parte anche delle tombe della medesima Messarà, si tenta di datare i pezzi rinvenuti in contesti cronologicamente poco affidabili sulla base di confronti con esemplari festii provenienti da contesti stratificati e/o omogenei. Nelle successive pagine si presenta una rassegna delle brocchette askoidi attestate a Creta, con particolare attenzione ai contesti di rinvenimento, distinti in necropoli ed insediamenti, e alla datazione dei pezzi. Poco spazio viene dedicato alle brocchette askoidi decorate con le caratteristiche lunule, 8 ILARIA CALOI in quanto trattate più approfonditamente negli ultimi paragrafi dell’articolo. Necropoli Le più antiche attestazioni di brocchette askoidi a Creta provengono dalle necropoli della Messarà, caratterizzate da tombe a tholos collettive, e in particolare da Haghia Triada e Koumasa, utilizzate dall’AM II fino al MM IB-MM II, e dal complesso funerario di Kamilari, in uso dal MM IB al TM IIIA2. Haghia Triada Nell’area della tholos A della necropoli di Haghia Triada, pubblicata da E. Stefani e L. Banti nel 1931 (Stefani 1931; Banti 1931), e di recente ristudiata da F. Carinci (Carinci 2003; Carinci 2004) e M. Cultraro (Cultraro 2000; Cultraro 2003), sono attestati almeno quattro esemplari. La Banti parla di “boccali a corpo obliquo” 16 in riferimento a brocchette askoidi provenienti dalle Camerette a Sud della tholos A, ossia da un gruppo di annessi, contenente materiale databile tra la fine del MM IA e il MM IIA 17. La provenienza dei pezzi non è sempre indicata, pertanto risulta piuttosto difficile ricostruire le associazioni di questi ultimi con altri vasi; lo stesso contesto di rinvenimento impedisce di fornire una datazione appropriata dei medesimi. Di queste brocchette, solo la n. 288 presenta la consueta decorazione a lunule (v. infra) 18; la brocchetta n. 289 19, ugualmente dotata di un profilo poco asimmetrico, risulta tornita e decorata con semplici bande oblique parallele, dipinte in rosso. La terza brocchetta, la n. 290 20, è verniciata di bruno-rossiccio e sovradipinta in rosso con una decorazione simile a quella della precedente; infine, il quarto esemplare, che presenta il corpo impostato in modo meno obliquo rispetto alle precedenti, è semplicemente verniciato 21. Koumasa La brocchetta askoide della necropoli di Kouma- sa (Xanthoudides 1924) si è rinvenuta nell’area AB, situata fra le tholoi B ed E 22. Si tratta di un pezzo frammentario, decorato con larghe bande marroni oblique che salgono dal fondo. Non viene fornita una buona descrizione della brocchetta e risulta, pertanto, difficile attribuirle una datazione, che, tuttavia, potrebbe porsi agli inizi del periodo Protopalaziale (v. infra). Kamilari Il complesso funerario di Kamilari (Levi 19611962), situato nei pressi di Festòs, ha restituito due brocchette askoidi di formato diverso (F. 2766 e F. 2754: tav. I, a) 23, che presentano la ricorrente decorazione a lunule contrapposte. I due esemplari non sono torniti e, dalla forma e la manifattura, sono facilmente accostabili ai tipi festii recuperati in contesti del MM IB. È interessante notare che quasi tutte le brocchette askoidi rinvenute in necropoli, e quindi chiaramente legate allo svolgimento di riti funerari, presentano la medesima decorazione a bande o lunule che ornano la spalla o l’intero corpo del vaso (v. infra). Insediamenti L’insediamento cretese che ha restituito il maggior numero di brocchette askoidi è Festòs ( fig. 1), che sembra fosse il centro di produzione non solo degli esemplari in ceramica fine, decorati con gli schemi decorativi dello stile di Kamares 24, ma anche dei pezzi realizzati in argilla semifine e decorati in dark on light. Alcuni esemplari frammentari si sono rinvenuti nella vicina Kommòs, e qualche pezzo isolato, ma significativo, si è identificato a Monastiraki, a Mallia e a Knossòs (v. infra). Festòs Una panoramica di tutti gli esemplari di Festòs è stata già realizzata da Carinci (Levi-Carinci 1988) e Banti 1931, p. 222. Da ultimo Cultraro 2000, p. 316. 18 Banti 1931, p. 222, n. 288, fig. 130. 19 Banti 1931, p. 222, n. 289, fig. 131. V. anche Borda 1946, p. 47, n. 8, tav. VII, 1. 20 Banti 1931, p. 222, n. 290. 21 Banti 1931, p. 223, n. 291, fig. 132. 22 Xanthoudides 1924, p. 41, n. 4152, tav. V. 23 Levi 1961-1962, p. 86, fig. 114 a-b. 24 Sulla produzione della ceramica in stile Kamares a Festòs, cfr. Day-Wilson 1998. 16 17 [RdA 32-33 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA in questa sede mi limito, pertanto, a rivedere la datazione degli esemplari rinvenuti negli scavi Levi, alla luce degli ultimi studi sulla cronologia del periodo Protopalaziale di Festòs 25, e ad aggiornare il quadro generale con nuovi pezzi. Questi ultimi sono esemplari interi o incompleti recuperati sia nei recenti scavi effettuati a Festòs da V. La Rosa (La Rosa 2002; La Rosa 2004), sia fra il materiale non pubblicato degli scavi Levi. Festòs: quartiere di Haghia Fotinì Fra gli esemplari più antichi di Festòs, si menziona la brocchetta askoide rinvenuta nel vano b del quartiere di Haghia Fotinì ( fig. 1), che si estende lungo le pendici nord-orientali della collina del palazzo. La brocchetta (F. 870) 26, decorata con due serie di lunule nere contrapposte, si è ritrovata nella banchina, situata lungo la parete occidentale del vano e contenente ceramica del MM IB (Caloi 2005). Un altro esemplare, più panciuto del precedente e semplicemente decorato con un rivestimento d’argilla chiaro, si è trovato nel deposito pavimentale della medesima stanza (F. 859) 27, il quale si data al MM IIA e presenta vasi simili per funzione a quelli rinvenuti nella banchina (Caloi 2007). Altre due brocchette affini per forma e decorate con il consueto motivo a lunule si sono recuperate nel settore Sud dello stesso quartiere, nel deposito ritrovato all’interno del vano k2 (F. 2502 e F. 2503: tav. I, b, c) 28. La manifattura e la decorazione dei pezzi potrebbero collocarli cronologicamente nel MM IB (v. infra). Festòs: quartiere ad Ovest del Piazzale I Un’altra brocchetta askoide con una decorazione in dark on light, caratterizzata da tre cespi penduli (F. 5611) 29, si è, invece, rinvenuta nel riempimento del vano CIII, situato nel quartiere ad Ovest della 9 corte occidentale (Piazzale I) del Palazzo. La brocchetta, così come tutto il materiale ceramico recuperato nel riempimento dell’ambiente, si data al MM IB (Caloi 2006; Caloi 2009). Festòs Palazzo: Bastione II Ai margini del Piazzale inferiore (Piazzale LXX) del Palazzo, dal riempimento tra il Bastione I e il Bastione II, si è recuperata una brocca askoide (F. 1950: tav. II, c) 30 decorata con due serie opposte di lunule che salgono dal fondo. Festòs Palazzo: vano IL ( fig. 1) Il vano IL è l’ambiente festio che ha restituito il maggior numero di brocchette askoidi (in tutto sette), recuperate a livelli diversi, sfortunatamente non ben stratificati e quindi non facilmente databili. A parte le brocchette F. 718 e F. 240 (tavv. I, b; III, c) 31, rinvenute presumibilmente nel riempimento del vano, solo gli esemplari F. 182 e F. 473 32 si sono recuperati al di sopra del bancone trovato nell’ambiente, come parte del livello di distruzione finale del vano, e si datano quindi alla fine del MM IIB. Al contrario, le altre tre brocchette askoidi (F. 31, F. 244, F. 230: tavv. I, e; II, a, b) si sono individuate al di sotto del piano del bancone e potrebbero quindi datarsi ad un momento precedente, tra il MM IIA e il MM IIB 33. Le suppellettili del bancone, infatti, sembrano far parte di un accumulo di materiale di risulta da pulizie dell’edificio, a seguito di una sua parziale ristrutturazione 34. Le brocchette trovate sopra al bancone del vano, e quindi le più tarde, sono l’una acroma (F. 182) e l’altra (F. 473) decorata con una grande margherita stilizzata sovradipinta sul cerchio nero sotto al becco, secondo uno schema decorativo assai diffuso nelle fasi finali del MM IIB; le tre brocchette rinvenute al di sotto del bancone, così come gli esemplari F. 718 e F. 240, mostrano, La Rosa 2004; Carinci-La Rosa 2007; Caloi 2009, pp. 373-440. Levi 1976, F. 870, tav. 25 c; Levi-Carinci 1988, tav. 41 a. 27 Levi 1976, F. 859, tav. 90 d; Levi-Carinci 1988, tav. 41 b. 28 Levi 1961-1962, pp. 472-475, F. 2502-F. 2503, fig. 150. Nella didascalia della figura pubblicata da Levi, i due numeri d’inventario delle brocchette raffigurate, sono invertiti. 29 Levi 1976, F. 5611, tav. 25 a; per la datazione del deposito v. Caloi 2009, pp. 381-384. 30 Levi 1976, F. 1950, tav. 90 l. 31 Levi 1976, pp. 43-58, F. 718, tav. 90 a. 32 Levi 1976, F. 473, tav. 89 h; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 182, tav. 40 c. 33 Caloi 2007, p. 307. 34 È attualmente in corso una revisione della funzione dell’ambiente IL del Palazzo da parte di F. Carinci. 25 26 10 ILARIA CALOI invece, una decorazione in scuro sul fondo chiaro dell’argilla. Fra queste, quattro sono decorate con il solito schema delle lunule (F. 718, F. 31, F. 230, F. 240: tavv. I, b, e; II, b; III, c) 35, e si presentano con differenti variazioni morfologiche e stilistiche, che si analizzeranno in dettaglio nei prossimi paragrafi. Il quinto (F. 244: tav. II, a), di grandi dimensioni (h. 27 cm), mostra, invece, il collo e l’ansa completamente verniciate di nero, e il ventre decorato con una larga banda nera che sale diagonale dal fondo, dipinto con una banda orizzontale 36. Festòs Palazzo: Cortile centrale (Cortile 40) Un’altra brocca di grande formato (F. 1392, h. 29 cm) 37, che esibisce forma e decorazione simili alla precedente, proviene da contesti Protoapalaziali situati lungo il lato occidentale del cortile centrale (Cortile 40) del Palazzo. Festòs Palazzo: vani LI, LIII e LV ( fig. 1) Dai livelli del primo piano del vano LV (II fase Levi = MM IIB finale) si sono recuperate due brocche, l’una di grande formato (h. 33 cm) e poco asimmetrica, decorata con il consueto motivo a lunule (F. 1060) 38, e l’altra, di medie dimensioni, che reca un’ampia spirale bianca sovradipinta sul cerchio nero sotto il becco (F. 1044) 39. Dal primo piano dei vicini ambienti LI e LIII provengono rispettivamente due brocche askoidi, la prima (F. 640) 40 con decorazione a lunule, e la seconda (F. 1361) 41, molto asimmetrica, decorata con un cerchio bianco sul disco verniciato di nero sotto il becco. Il sottoscala tra i vani LIII e LV, al pianterreno dell’edificio, ha, invece, restituito una brocchetta askoide (F. 1432) 42 decorata con lunule sovradipinte con elementi lineari in bianco. Festòs Palazzo: vani LIX-LX Negli ambienti LIX e LX dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo sono venute alla luce tre brocche askoidi, caratterizzate da un profilo molto simile, che segue la forma più comune degli esemplari del MM IIB finale; il pezzo del vano LIX (F. 940) 43 è decorato con archi pendenti, mentre delle due brocche dell’ambiente LX, la F. 1492 44 ha una decorazione poco leggibile e la F. 1496 45 mostra una variante del solito motivo a lunule; quest’ultime, in effetti, sono molto rade e ciascuna reca sovradipinta un trattino bianco. Festòs Palazzo: magazzini XXI e XVII-XXVIII ( fig. 1) Altri esemplari di brocche askoidi si sono recuperati nei magazzini del Primo Palazzo, e in particolare nel vano XXI dell’ala Nord del Palazzo, a Sud-Est dei magazzini affacciati sul cortile occidentale (Piazzale I), e negli ambienti XXVII-XXVIII, siti nell’edificio Sud-Ovest del Palazzo, a ridosso del dislivello tra la corte occidentale e quella inferiore (Piazzale LXX). Nel corso degli scavi del Secondo Palazzo di Festòs, L. Pernier rinvenne nel magazzino XXI due brocchette askoidi 46 di diverso formato, ma entrambe dipinte con la solita decorazione a lunule. Dei due pezzi trovati al piano terreno dei magazzini XXVII-XXVIII, il primo (F. 641) 47, rinvenuto sul pavimento del vano XXVII, è completamente verniciato di nero e decorato con festoni bianchi al collo; mentre il secondo (F. 961: tav. II, d) 48, proveniente dal vano XXVIII, mostra un motivo simi- Levi 1976, p. 52, F. 718, F. 31, tav. 90 a, b; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 31, tav. 41 c. Levi 1976, p. 52, F. 244, tav. 90 i; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 b. 37 Levi 1976, p. 273, F. 1392, tav. 90 k. 38 Levi 1976, p. 221, F. 1060, tav. 174 b; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 g. 39 Levi 1976, p. 101, F. 1044, tav. 89 d. 40 Levi 1976, p. 211, F. 640, fig. 325; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 f. 41 Levi 1976, p. 78, F. 1361, tav. 89 b, e; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 d. 42 Levi 1976, p. 95, F. 1432, tav. 98 e. 43 Levi 1976, p. 126, F. 940, tav. 90 g. 44 Levi 1976, p. 130, F. 1492, fig. 181; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 f. 45 Levi 1976, p. 132-133, F. 1496, fig. 188. 46 Pernier 1935, p. 281, figg. 163-164. 47 Levi 1976, p. 66, F. 641, tav. 89 g; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 e. 48 Levi 1976, p. 68, F. 961, tav. 90 m; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 d. 35 36 [RdA 32-33 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA le a quello delle lunule, ma costituito da una serie di fasce rade oblique che gira attorno alla spalla del vaso. 11 Festòs: brocchette askoidi frammentarie La casa situata nella terrazza inferiore (vani LXXXI, LXXXIII-LXXXV, XCIV-XCV) del quartiere ad Ovest del cortile occidentale (Piazzale I) ha restituito numerose brocchette askoidi, sia decorate con le lunule, sia dipinte secondo la tecnica mista delle zone verniciate di nero, marginate di bianco e sovradipinte. Gli esemplari dipinti con le lunule, analizzati nel dettaglio nei prossimi paragrafi, si sono rinvenuti negli ambienti LXXXV (F. 4939: tav. III, a) e XCIV (F. 5591: tav. III, b) 49, mentre delle tre brocche policrome, due provengono dal vano LXXXIV (F. 4692b e F. 4710 50), e una dal vano XCIV (F. 5164). Sono tutte di grande formato (h. 27-28 cm) e presentano una decorazione affine, caratterizzata da un fiore realizzato con petali bianchi, sovradipinto sui dischi neri, rispettivamente anteriori e posteriori. Altri esemplari frammentari, sia verniciati sia decorati in dark on light, si sono identificati nel corso di una revisione, effettuata da A. Speziale (Speziale 1995), di tutto il materiale ceramico rinvenuto nella suddetta casa ad Ovest del Piazzale I; in particolare le brocchette frammentarie si sono individuate negli ambienti LXXXI, LXXXIV, LXXXV e XCIV del complesso 52. A questi si aggiungono diversi frammenti di brocchette decorate con lunule, che provengono da contesti festii recentemente scavati o rivisti, e precisamente da alcuni strati di preparazione (AM-MM II) di uno dei battuti della cosiddetta Strada dal Nord 53, situata ad Ovest del cortile occidentale (Piazzale I) del Palazzo, e dal saggio 1 del settore Sud-Ovest del medesimo cortile, con materiale del MM IB 54. Infine, un frammento di brocca askoide, verosimilmente del MM IIB, si è individuato in un saggio effettuato nel 2002 nel settore Nord-Ovest del vano LXXX, nei pressi della rampa ascendente dal cortile inferiore (Piazzale LXX) a quello occidentale (Piazzale I) del Primo Palazzo 55. Festòs: provenienza sconosciuta Kommòs, Monastiraki, Mallia Da Festòs proviene un’altra brocchetta askoide di cui non si conosce l’esatto contesto di rinvenimento, ma che è stata di recente pubblicata 51 come parte del materiale cretese conservato al Museo Archeologico di Firenze. È una brocca di medio formato (h. 20,5 cm), che presenta una lievissima asimmetria del corpo, ma che mostra la solita decorazione a lunule nere. Dalla manifattura del vaso, realizzato ancora a mano, e dalla fattura dell’attaccatura dell’ansa, ben inserita sul corpo del vaso, e non applicata, la brocchetta potrebbe ancora datarsi al MM IB. La forma e la decorazione, infatti, non sono dissimili da quelle del già citato esemplare F. 870 recuperato nella banchina del vano b. Le brocchette askoidi del periodo Protopalaziale recuperate in contesti insediativi esterni a Festòs, e precisamente a Kommòs, Monastiraki e Mallia, sono tutti esemplari decorati in dark on light, con il consueto motivo a lunule, e vengono pertanto trattati direttamente nel paragrafo dedicato a queste brocchette askoidi con schema decorativo ricorrente. Festòs: quartiere ad Ovest del cortile occidentale (Piazzale I), terrazza inferiore Knossòs A Knossòs si è identificata una brocca askoide frammentaria, descritta come askos 56, e decorata sul collo e la spalla con bande nere marginate di bian- Levi 1976, pp. 521, 539, F. 4939 e F. 5591, tav. 90 h, e. Levi 1976, pp. 516-517, F. 4692b e F. 4710, tav. 89 a, c, f; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 4692b, tav. 40 e. 51 Carinci-Fratini 2007, pp. 78-79, fig. 56. 52 Cfr. Speziale 1995, catalogo: vano LXXXI: n. 53; vano LXXXIV: nn. 75-76; vano LXXXV: n. 25; vano XCIV: n. 121 (inventariata F. 7176). 53 La Rosa 2002, p. 726, fig. 849. 54 Carinci-La Rosa 2007, p. 72, fig. 72. 55 La Rosa 2002, p. 737, fig. 999. 56 MacGillivray 1998, p. 148, n. 560, tav. 93. Nella tavola 93 la brocca askoide è indicata come n. 561, mentre l’illustrazione corrisponde alla descrizione dell’esemplare n. 560. 49 50 12 ILARIA CALOI [RdA 32-33 fig. 1 - Pianta dell’insediamento di Festòs, con indicazione di alcuni fra i più significativi contesti di rinvenimento delle brocchette askoidi decorate con lunule. 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA co. È un esemplare realizzato a mano, recuperato nei cosiddetti West Polychrome Deposits, che contengono per lo più materiale databile tra il MM IIB e il MM IIIA 57. Il caso delle brocchette askoidi decorate con serie di lunule in dark on light Varianti morfologiche e stilistiche Si è avuto modo di notare che il tipo di brocchetta askoide più diffuso a Festòs, nonché in altre aree di Creta, si caratterizza per una decorazione in vernice scura su fondo chiaro, costituita da due serie di lunule che si dipartono da sotto il becco e si incontrano sotto l’ansa, talora a formare un cerchio attorno all’attacco della medesima. Le brocchette askoidi così decorate sono attestate in diverse varianti sia morfologiche che decorative; le varianti morfologiche si possono distinguere in tre tipi principali (v. infra, Appendice, p. 21): ‒ Tipo 1: formato medio-piccolo (h. 10-15 cm), caratterizzato da un profilo ovoide con diametro massimo ridotto; si distingue per una scarsa asimmetria del corpo; il collo è largo e corto, e il becco poco rialzato. ‒ Tipo 2: formato medio (h. 15-22 cm), caratterizzato da un profilo ovoide panciuto, con parte posteriore sporgente, diametro massimo elevato e situato sotto l’attacco inferiore dell’ansa. ‒ Tipo 3: formato medio-grande (h. 20-27 cm), profilo panciuto con un diametro massimo elevato e basso, su largo fondo piatto. Per quanto concerne le variazioni stilistiche, queste riguardano il tipo di banda obliqua, la frequenza e l’ordine in cui compaiono sul vaso, ed infine il numero e la posizione delle fasce orizzontali, solitamente dipinte sul collo e/o al limite del fondo. Il tipo 1 si associa spesso ad una decorazione che consiste in una serie di fascette del medesimo spessore, che salgono dal fondo sino al collo, e più specificamente fino ad una fascia orizzontale disposta su quest’ultimo, con la quale si fondono. È questa la variante morfologica e stilistica che sembra 57 MacGillivray 1998, p. 33. 13 diffondersi per prima, ovvero tra la fine del periodo Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale in contesti funerari (cfr. Haghia Triada). Il tipo 2 che sembra il più comune si caratterizza invece, per una serie di varianti stilistiche. Per quanto riguarda le lunule, queste possono essere vere e proprie fascette, di uguale spessore oppure possono avere la forma di foglie lanceolate. Si ritrovano disposte solamente sulla spalla, oppure salgono dalla base al collo. Quando occupano solo la parte superiore del vaso si dipartono da una fascia orizzontale disposta all’incirca a metà vaso, mentre quando partono dal fondo salgono da una fascia disposta alla base. A seconda della disposizione delle lunule sulla brocchetta, il tipo 2 si presenta nelle tre seguenti varianti: ‒ decorato con lunule che vanno dal collo alla base, e precisamente dalla fascetta dipinta sul collo a quella al limite del fondo (tavv. I, d; III, a); ‒ decorato con lunule lanceolate, che vanno dalla fascetta dipinta sul collo fino a quella disposta sotto al diametro massimo; al di sotto di quest’ultima si ha una sola fascetta al limite del fondo, oppure due o tre parallele (tav. I, a, b); ‒ decorato con lunule lanceolate che salgono dalla fascetta al limite del fondo fino al collo, non dipinto (tavv. I, c; III, b). Il tipo 2 è il più diffuso a Festòs, dove si rinviene in numerosi contesti databili dal MM IB al MM IIB finale, ed è il solo tipo attestato negli insediamenti cretesi che hanno restituito brocchette askoidi, ossia Kommòs, Monastiraki e Mallia (cfr. Appendice, p. 21). La decorazione più comune sugli esemplari di questi centri è quella caratterizzata da lunule limitate alla parte superiore del vaso. Il tipo 3 si presenta spesso decorato con lunule lanceolate che salgono da una fascia al limite del fondo, fino al collo, decorato con una fascetta o non dipinto. Si ritrova in contesti misti del MM IIA-MM IIB, come il riempimento del Bastione II (F. 1950: tav. II, c) e quello del bancone del vano IL (es. F. 230 e F. 240: tavv. II, b; III, c), oppure in depositi del MM IIB finale. 14 ILARIA CALOI Distribuzione e funzionalità Necropoli Gli esemplari più antichi di brocchette decorate con lunule si ascrivono a contesti funerari. Della già citata brocchetta n. 288 58, recuperata nelle Camerette a Sud della tholos A di Haghia Triada, non si conosce l’esatto contesto di rinvenimento, e pertanto non si possono fornire dati riguardanti le associazioni di quest’ultima con altri vasi. La brocchetta mostra dimensioni molto ridotte, ossia un’altezza di 9,5 cm e un diametro massimo di 7,8 cm, e si può inquadrare nel tipo 1 per la scarsa asimmetria del corpo. È prodotta a mano e si caratterizza per una decorazione poco curata, rappresentata da bande che salgono dal fondo fino alla fascetta orizzontale dipinta sul collo. La forma e la manifattura potrebbero collocarla alla fine del periodo Prepalaziale (MM IA finale) oppure all’inizio del Protopalaziale (MM IB). La brocchetta n. 289 59, recuperata nella cameretta 6 del complesso, è dipinta con rade bande diagonali che vanno dal fondo al collo, secondo una decorazione che non si discosta molto dallo schema delle lunule. È una brocchetta di piccolo formato, che come forma appartiene ancora al tipo 1, ma che, diversamente dalla precedente, risulta tornita; per questo la si può collocare nel MM IIA. La già menzionata brocchetta della necropoli di Koumasa è lavorata a mano e mostra dimensioni ridotte (h. 13 cm) 60; l’accentuata asimmetria del corpo e l’ampio arco creato dall’ansa la inseriscono nel tipo 2 e la accomunano agli esemplari del MM IB di Festòs (v. infra). L’area di ritrovamento AB, situata fra le tholoi B ed E, fu verosimilmente utilizzata per qualche seppellimento nelle fasi AM II-MM IA 61, tuttavia, dal periodo Protopalaziale potrebbe, invece, aver funto da area di accumulo di vasi destinati al versamento di liquidi come l’adiacente area D, [RdA 32-33 sita fra le tholoi A ed E. Xanthoudides, infatti, riferisce della presenza di molti vasi, da lui datati tra il MM I e il MM II, rinvenuti nei pressi delle tholoi B ed E, ma soprattutto nell’area che intercorre tra le due costruzioni. Si tratta, in effetti, di una buona concentrazione di brocchette 62, sia monoansate che triansate, decorate per lo più à la barbotine, e databili tra il MM IB e il MM IIA sulla base dei raffronti con gli esemplari di Festòs 63. Le due brocchette askoidi rinvenute nel complesso funerario di Kamilari sono di diverso formato e appartengono a due tipi differenti. La prima (F. 2766), alta 14,5 cm e appartenente al tipo 1 per la scarsa asimmetria, è ornata con fascette che salgono dal fondo, non decorato, fino alla fascetta dipinta sul collo. La seconda (F. 2754: tav. I, a), di 21,2 cm di altezza, appartiene al tipo 2 e presenta lunule lanceolate che, da una fascia disposta a metà corpo, salgono fino alla fascia dipinta sul collo. Sono entrambe lavorate a mano, simili per manifattura agli esemplari festii del MM IB e, in effetti, si sono recuperate in associazione con altri vasi databili al MM IB. L’interesse per le due brocchette risiede nel fatto che si sono trovate nel cortile situato a Nord della tholos, addossate al muretto di delimitazione del medesimo, dove si è recuperato un accumulo di vasi interi destinati tutti al versamento di sostanze liquide 64. Si tratta, verosimilmente, di vasi per offerte rimossi dalla camera principale della necropoli, dopo una delle tante pulizie cui era soggetta la tholos per fare posto a nuovi defunti. È significativo che tutte le brocchette askoidi rinvenute in complessi sepolcrali sono associate a vasi destinati al versamento di liquidi, e quindi connessi allo svolgimento di riti, verosimilmente di libagione. Si è già constatato che all’inizio del Protopalaziale (MM IB), nella necropoli di Haghia Triada, sono attestati riti di libagione, che non sembrerebbero prevedere il consumo di bevande (Cultraro 2000). Per questa fase, infatti, le camerette a Sud Banti 1931, p. 222, fig. 130. Banti 1931, p. 222, fig. 131. 60 Xanthoudides 1924, p. 41, n. 4152, tav. V. 61 Xanthoudides 1924, pp. 4, 21 ; per la pianta di Koumasa v. tav. LXI. 62 Xanthoudides 1924, pp. 42-43, tav. V. 63 Caloi 2009, pp. 414, 431. 64 È attualmente in corso una revisione delle strutture e del materiale della necropoli di Kamilari, svolto dalla Dott. ssa D. Novaro, dal Dott. Girella e da me medesima. In particolare, il mio studio, oggetto della tesi di dottorato presso l’Università di Firenze (“I depositi ceramici del MM IB-MM IIB della necropoli di Kamilari, Creta”), riguarda le fasi Protopalaziali del complesso sepolcrale (MM IB-MM IIB). 58 59 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA della tholos A hanno restituito numerose brocchette, ma non vasi potori (Cultraro 2000). Anche a Koumasa la brocchetta askoide si è rinvenuta in un’area destinata all’accumulo di vasi per versare, per lo più brocchette. La situazione non differisce nel caso di Kamilari, dove le due brocchette askoidi del cortile si sono recuperate insieme ad altri vasi dalla funzione affine. È interessante rilevare che la ceramica del MM IB rinvenuta sia nel cortile, sia nel resto della necropoli, ossia all’interno della tholos e nell’anticamera a, comprende solo piatti e vasi destinati al versamento di sostanze liquide, mentre i vasi potori risultano assenti. È questo un dato importante perché ci permette di ipotizzare che anche a Kamilari nel MM IB i rituali che si svolgevano presso la tomba prevedevano solo atti di libagione e di offerte (piatti), senza il consumo di bevande. L’associazione della brocchetta askoide con altri vasi per versare lascia pensare che questo tipo di brocchetta, così singolare nella forma e nella ricorrente decorazione, svolgesse una funzione peculiare. Si può ipotizzare che fosse destinata a contenere un liquido specifico, che in un contesto funerario potrebbe essere stato un particolare tipo di olio, magari profumato. Insediamenti È nel MM IB che si vede la comparsa delle prime brocchette askoidi decorate con lunule in contesti insediativi, e principalmente a Festòs. Si è già detto che l’esemplare più antico si rinviene nel vano b del quartiere festio di Haghia Fotinì, e in particolare in un contesto chiuso del MM IB, ovvero nel riempimento della banchina posta lungo la parete occidentale dell’ambiente, interpretato come working place (Caloi 2005). Questa brocchetta (F. 870) 65 appartiene al tipo 2 ed è decorata in vernice rossa con foglie lanceolate che si dipartono da una fascetta orizzontale posta sotto il diametro massimo e che salgono fino al collo, non decorato; un’altra fascetta orizzontale è dipinta presso la base. L’elemento interessante è che la brocchetta è associata a vasi destinati al versamento di liquidi, ma anche a contenitori di sostanze, sia solide che liquide; nel 15 riempimento della banchina si rinvennero, infatti, pitharakia, stamnoi e brocchette di vario tipo 66. Il ritrovamento di una brocchetta askoide in un ambiente legato alla lavorazione e alla preparazione di cibi rende verosimile l’ipotesi che anche in questi casi la brocchetta contenesse un liquido specifico. Di forma affine alla precedente sono le due brocchette, già menzionate, provenienti dal vano k2 del medesimo quartiere di Haghia Fotinì (F. 2502 e F. 2503: tav. I, b, c), entrambe di medio formato (h. 17-19 cm) ed attribuibili al tipo 2. L’esemplare F. 2503 è dipinto con lunule terminanti sul collo, non decorato, molto simili a quelle della brocchetta trovata nel vano b di H. Fotinì. La brocchetta F. 2502 mostra, invece, le lunule racchiuse tra una fascia al limite del fondo e una sul collo, secondo uno schema già visto per le brocchette rinvenute nella necropoli di Kamilari. Pur provenendo da un contesto non stratificato, con materiale databile tra il MM IB e le fasi non finali del MM IIB, dai raffronti con esemplari del MM IB, le due brocchette del vano k2 potrebbero ancora datarsi al MM IB. All’interno del vano k2, le due brocchette erano associate a vasi di medie dimensioni, destinati al contenimento (pitharakia) 67 o al versamento di sostanze liquide (olle/bricchi stamnoidi e brocchette) 68; l’associazione delle brocchette askoidi con contenitori per liquidi lascia presupporre che quest’ultime venissero utilizzate per il prelievo di sostanze dai recipienti, e forse anche per il trasporto al di fuori degli ambienti, considerata la praticità di un’ansa grossa, rialzata e molto sviluppata in senso orizzontale, che tanto ricorda le anse delle anfore festie a bocca rotonda 69. Gli esemplari del tipo 2 attribuibili al MM IB presentano una decorazione piuttosto corrente (tav. I, a-d), che, nelle fasi successive, pur presentandosi secondo lo stesso schema si rivela più curata nella resa, ma soprattutto più attenta al rispetto della simmetria (es. F. 5591: tav. III, b). Il tipo 2 è, infatti, attestato, in diverse varianti stilistiche, sia in contesti festii del MM IIA-MM IIB (vano IL) e del MM IIB finale (vani LI, LIII e LV; vani della casa ad Ovest del Piazzale I), sia in depositi del MM IIB di altri centri di Creta. Levi 1976, F. 870, tav. 25 c. Caloi 2005, pp. 28-30. 67 Levi 1976, p. 651, F. 2505 e F. 2506 (h. 19-20 cm). 68 Levi 1976, p. 651, F. 2497 (bricco stamnoide, h. 24 cm), F. 2498 (olla, h. 15 cm), F. 2530 (brocchetta a tre anse, h. 14,7 cm). 69 Cfr. Levi-Carinci 1988, tav. 18 a-d. 65 66 16 ILARIA CALOI Il vano IL ha restituito brocchette askoidi provenienti da contesti precedenti a quelli della distruzione finale del Palazzo festio, e quindi databili ad un momento anteriore alla fine del MM IIB. Si tratta del già menzionato accumulo rinvenuto al di sotto del piano del bancone, e verosimilmente all’interno di esso, che comprende vasi di funzione diversa, fra cui numerosi skutelia e tazze, parecchi piatti, brocchette e ollette, ma anche vasi specializzati quali rhyta, lampade e bracieri 70. Fra questi si cita la brocchetta F. 31 (tav. I, e), del tipo 2, che mostra rade fasce, piuttosto larghe, che girano attorno alla spalla del vaso, salendo da una fascia orizzontale disposta sotto l’ansa; al di sotto sono dipinte altre due fasce orizzontali parallele. Le altre due brocchette, F. 230 e F. 240, del medesimo ambiente, appartengono al tipo 3. La brocchetta F. 230 (tav. II, b) riprende il più comune schema decorativo delle lunule che salgono dal fondo fino ai pressi della fascetta dipinta sul collo. La brocchetta frammentaria F. 240 (tav. III, c), di cui non si conosce con esattezza il punto di rinvenimento, mostra, invece, una singolare accuratezza nella realizzazione assolutamente simmetrica dello schema decorativo, costituito da foglie lanceolate che salgono fino al collo, non decorato. Questa medesima cura nella decorazione si riscontra nella brocca del Bastione II (F. 1950, tav. II, c), ugualmente appartenente al tipo 3 per il basso rapporto tra l’altezza (h. 21,3 cm) e il diametro massimo (19 cm), la quale mostra un’ulteriore accortezza decorativa, ossia la presenza di un triangolo nero che sale dalla base con la punta verso l’alto, in corrispondenza del becco 71. Un’altra brocca festia del tipo 3, di grandi dimensioni (h. 27 cm), che si caratterizza per l’altezza pari al diametro massimo del vaso, proviene dai magazzini XXVII-XXVIII (F. 961: tav. II, d), e, con ogni probabilità dal vano XXVIII. È decorata con lunule rade che salgono da una fascetta situata presso la circonferenza massima, e poi da altre due fascet- [RdA 32-33 te orizzontali più sotto, secondo uno schema decorativo già visto nella brocchetta F. 31 del vano IL (tav. I, e). Sebbene si conosca poco dell’esatto punto di ritrovamento della brocchetta 72, l’interesse di questo esemplare risiede nell’ambiente da cui proviene, così definito da Carinci “… uno spazio genericamente destinato alla conservazione – un magazzino annesso al vano IL – di modesti quantitativi di beni liquidi o solidi, con qualche vaso adibito al prelievo o al travaso dei liquidi stessi …” 73. È proprio a queste ultime funzioni che potrebbe essere servita la brocchetta askoide rinvenuta nel magazzino. A questo punto non stupisce la presenza di due brocchette askoidi in un altro magazzino del Primo Palazzo, ossia nel vano XXI, che ha restitui to tre enormi pithoi Protopalaziali 74. Le già citate brocchette (v. supra) 75 sono entrambe appartenenti al tipo 3, ma assai diverse per formato e per decorazione. L’una, di medie dimensioni (h. ca. 18 cm), è decorata con lunule di grande spessore, mentre l’altra presenta un’altezza elevata (h. ca. 30 cm) con diametro massimo al limite del fondo, ed è dipinta con lunule sottili e fitte. Ugualmente interessanti risultano le associazioni delle brocchette askoidi rinvenute negli strati di distruzione dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo, e in particolare nei livelli del primo piano dei vani LI, LIII, LV, che sono ambienti con valenza rituale, destinati a particolari preparazioni. Il primo piano dell’ambiente LI, dove la brocchetta F. 640 si è rinvenuta insieme a pitharakia e bricchi stamnoidi 76, potrebbe essere un piccolo magazzino specializzato, destinato alla preparazione di liquidi connessi al contenuto dei pitharakia lì conservati, come già proposto da Carinci (Carinci 2001). Al primo piano del vano LV 77, associate alla brocca askoide (F. 1060) si sono rinvenute diverse anfore, ossia contenitori adatti al trasporto, cui la brocchetta potrebbe essere servita per il prelievo o il travaso dei liquidi in esse conservati. Per en- Levi 1976, pp. 44-58. Levi 1976, F. 1950, tav. 90 l. 72 La scheda di inventario, conservata nell’archivio della Scuola Archeologica di Atene, non riporta con precisione il luogo di rinvenimento del pezzo. 73 Carinci 2001, p. 486. 74 Pernier 1935, pp. 277-282. 75 Pernier 1935, figg. 162-163. 76 Per un esame della ceramica rinvenuta nel vano LI cfr. Carinci 2001, pp. 486-490. 77 Per un esame della ceramica rinvenuta nel vano LV cfr. Carinci 2001, p. 491. 70 71 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA trambi gli ambienti, connessi alla preparazione e manipolazione di liquidi, non si può escludere la possibilità che le brocchette askoidi venissero utilizzate per il liquido che contenevano, verosimilmente olio, forse aromatizzato. Infine, dal piano terreno del sottoscala tra i vani LIII e LV, interpretato come un ripostiglio, si è rinvenuta una brocchetta askoide singolare (F. 1432) 78, che ricorda esemplari del MM IIB finale della casa ad Ovest del Piazzale I per la decorazione in bianco sovradipinta sulla vernice scura (cfr. F. 7176, tav. III, d). La brocchetta è, infatti, decorata con tre trattini bianchi verticali su ciascuna delle lunule che salgono dal fondo, e con altri tre sulla fascia nera del collo. Tra i contesti festii più interessanti in cui si sono recuperate brocchette askoidi, si ha la casa situata nella terrazza inferiore del quartiere sito ad Ovest del Piazzale I del palazzo. Nei vani LXXXV e XCIV della casa, si è rinvenuto un buon numero di brocchette che si possono genericamente attribuire al tipo 2, ma che presentano particolarità stilistiche. La brocchetta F. 4939 (tav. III, a) 79, proveniente dal vano LXXXV, presenta un’asimmetria accentuata e delle larghe fasce che salgono da una banda situata presso il fondo e terminano su una fascetta disposta sul collo. La brocchetta F. 5991 (tav. III, b) 80, rinvenuta nel deposito pavimentale del vano XCIV, risulta invece decorata con lunule lanceolate che salgono da una fascia disposta sotto l’ansa e che creano una decorazione assolutamente simmetrica. Le lunule formano un cerchio attorno l’ansa, e da lì si dipartono fino ad incontrarsi sotto al becco con un motivo ad ali di farfalla stilizzate. Questa stessa decorazione si vede nella brocchetta frammentaria F. 7176 (tav. III, d), recuperata nello stesso deposito pavimentale del vano XCIV 81, la quale mostra il collo completamente verniciato, secondo uno schema decorativo già incontrato sui due esemplari rinvenuti rispettivamente nel Cortile 40 e nel vano IL (v. supra F. 1392 e F. 244: tav. II, a), nonché sulle coe ve brocche askoidi decorate con la tecnica mista. Lo 17 sgrondo della brocchetta F. 7176 (tav. III, d) è inoltre sovradipinto con tre trattini orizzontali bianchi, che richiamano il già menzionato esemplare del sottoscala tra i vani LIII e LV (F. 1432). Entrambe le brocchette del vano XCIV (F. 5591 e F. 7176: tav. III, b, d) mostrano, inoltre, una nuova particolarità decorativa, ossia l’ansa decorata con crocette dipinte; questa variante stilistica sostituisce i più semplici trattini attestati sulle anse delle brocchette delle fasi precedenti. L’interesse della casa ad Ovest del Piazzale I è dato anche dal contesto in cui si sono trovate le brocchette, che è un deposito pavimentale databile al MM IIB finale, ossia al momento della distruzione del palazzo. A. Speziale ha già sottolineato la contemporaneità del materiale rinvenuto nei livelli di questa casa, e in particolare dei vani comunicanti LXXXV e XCIV, con quello degli strati di distruzione dei vani del quartiere Sud-occidentale del palazzo 82. Le brocchette recuperate in questi vani sono pertanto databili con sicurezza al MM IIB finale. La complessità dei ritrovamenti dei singoli ambienti lascia pensare che questi fossero destinati ad attività varie, connesse con la conservazione e la preparazione di cibi, ma anche con la lavorazione artigianale (Speziale 2001). Le brocche askoidi decorate con lunule che si rinvengono in contesti insediativi al di fuori di Festòs sono tutte attribuibili al tipo 2. Nel vicino centro di Kommòs, pur essendo i ritrovamenti più numerosi, sono attestati solo esemplari frammentari, mentre rispettivamente dal centro di Monastiraki e dal Quartier Mu di Mallia provengono due brocchette askoidi integre. Da Kommòs si sono recuperati un esemplare incompleto e diversi frammenti di brocchetta askoide, la maggior parte dei quali provengono da un’area abitativa situata al centro dell’insediamento e denominata Central Hillside. Il primo esemplare, privo di collo (h. max. 16,8 cm), si è rinvenuto in un contesto datato da Betancourt al MM IIA 83. È decorato con lunule che, da una fascetta disposta a tre Levi 1976, tav. 89 i. Levi 1976, p. 521, F. 4939, tav. 90 h. 80 Levi 1976, p. 539, F. 5591, tav. 90 e. 81 La brocchetta F. 7176 è stata ricostruita da A. Speziale, nel corso della revisione del materiale rinvenuto nella casa ad Ovest del Piazzale I, da lei effettuata per la tesi di specializzazione svolta presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene: cfr. Speziale 1995, catalogo vano XCIV, n. 21. 82 Speziale 2001, pp. 163-164. 83 Betancourt 1990, n. 1019, fig. 44, tav. 56. 78 79 18 ILARIA CALOI quarti del vaso, salgono fino al collo, che non sembra decorato. Un’altra brocchetta molto più frammentaria 84 si è identificata nella medesima zona, ma in un contesto misto del MM IIA-MM IIB. La decorazione è costituta da fascette che, limitandosi alla sola spalla, salgono da una banda orizzontale sotto il diametro massimo fino alla fascetta dipinta sul collo. Dalla medesima Central Hillside, e in particolare da un riempimento omogeneo del MM IIB, sito nei vani 35-36, si è individuato un altro pezzo di brocchetta askoide 85. Di recente, si è poi rinvenuto un ulteriore frammento, che è stato pubblicato come un’importazione della Creta orientale, pur presentando la solita decorazione festia delle lunule 86. Il frammento proviene dalle fondazioni del Building AA di Kommòs ed è stato genericamente datato al MM II sulla base dei confronti con le brocche di Festòs, dal momento che il riempimento delle trincee di fondazione del Building AA presenta ceramica dal MM IB al MM IIB. Purtroppo, poco si può dire sui molti frammenti di brocchette askoidi recuperati a Kommòs, poiché provengono da contesti misti, e risultano quindi poco utili ai fini della cronologia e della funzionalità dei pezzi. La brocca askoide di Monastiraki è un esemplare di medio formato e mostra una decorazione a lunule che salgono da una fascetta disposta sotto al diametro massimo del vaso e si fermano alla fascetta dipinta sul collo, limitandosi a decorare la spalla del vaso 87. Della brocca non si conosce il contesto di rinvenimento, e pertanto risulta difficile discuterne le possibili associazioni e quindi la funzionalità. Si ritiene, tuttavia, importante sottolineare che per il centro di Monastiraki, particolarmente legato al palazzo di Festòs (Kanta 1999; Kanta 2006), è pienamente giustificabile una forte affinità nelle produzioni ceramiche, come appare chiaro dai materiali noti, fra i quali sono attestate anche anfore. Alla luce delle associazioni riscontrate a Festòs tra Betancourt 1990, n. 660, fig. 32, tav. 40. Van de Moortel 1997, n. 4183, pp. 149-150, fig. 44. 86 Van de Moortel 2006, n. je/34, pp. 308, 638, tav. 3.18. 87 Kanta 1999, tav. LXXXIII a. 88 Poursat-Knappett 2005, n. 374, tav. 18. 89 Poursat-Knappett 2005, pp. 159-160, 250, fig. 40, tav. 62 b. 90 A questo proposito cfr. Poursat-Knappett 2006. 84 85 [RdA 32-33 brocchette askoidi e anfore, non sembra inverosimile pensare che entrambi i tipi di vasi fossero particolarmente legati alle produzioni festie o eventualmente importati dalla medesima Festòs. L’esemplare di Mallia, proveniente dagli strati di distruzione del MM IIB finale del Quartier Mu, è caratterizzato da una serie di lunule che si limitano alla sola spalla del vaso, mentre la parte inferiore è decorata con tre larghe bande orizzontali 88. La brocchetta askoide si è trovata nel magazzino I7 del Bâtiment A, ossia in un ambiente quadrato, dotato di banchine su tre lati, sulle quali si sono recuperati 15 vasi da stoccaggio di piccola portata 89. Risultano, infatti, assenti i pithoi e scarse le anfore, che sono solo due; sono, invece, numerose le jarres (13), corrispondenti agli stamnoi, e le brocche. Poursat e Knappett hanno già sottolineato la preponderanza di pithoi e di anfore all’interno del Bâtiment A, ma soprattutto l’elevato numero di importazioni, costituite per lo più da anfore e da jarres (Poursat-Knappett 2005). In particolare, il magazzino I7 del Bâtiment A risulta di particolare interesse per la presenza al suo interno di importazioni della Messara, ossia di un’anfora, dalla forma molto caratteristica e standardizzata, e della suddetta brocchetta askoide. Si constata, pertanto, ancora una volta, l’associazione tra anfore e brocchette askoidi. Non sembra, quindi, inverosimile ipotizzare che questo tipo di brocchetta, così standardizzata nella forma e soprattutto nella decorazione, venisse esportata per il suo contenuto, in associazione con le anfore messariote 90. È interessante notare che gli esemplari rinvenuti negli insediamenti al di fuori di Festòs sono tutti di formato medio-grande, appartengono al tipo 2 e presentano una decorazione limitata alla spalla; richiamano, quindi, esemplari più comuni in contesti del MM IB, quali Kamilari (F. 2754: tav. I, a) e il vano b di Haghia Fotinì (F. 870), pur essendo stati trovati in contesti del MM IIB. 2008-2009] SITO Haghia Triada, necropoli LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA AREA camerette a Sud tholos A Koumasa, necropoli Kamilari, necropoli CONTESTO DI RITROVAMENTO MM IB MM IIA Palazzo presso il muretto NO XX XXXX vano LV X vano LI X sottoscala tra vani LIII e LV X vano LX X magazzino XXI XX magazzini XXVIIXXVIII X Bastione II Haghia Fotinì Festòs, quartieri abitativi Kommòs vano b X vano k2 XX X vano XCIV Central Hillside contesto misto Central Hillside context 17 Central Hillside vani 35-36 Building AA trincee di fondazione Monastiraki Mallia, Quartier Mu X vano LXXXV ad Ovest Piazzale I MM IIB finale X vano IL Festòs MM IIA/ MM IIB X area AB cortile esterno MMIA/ MMIB 19 XX X X X X X Bâtiment A magazzino I 7 X tab. n. 1 ‒ Tabella riassuntiva dei contesti di rinvenimento delle brocchette askoidi decorate con lunule, con indicazione della cronologia dei contesti medesimi. Considerazioni conclusive La presente analisi delle brocchette askoidi dipinte con il motivo delle lunule è nata dalla convinzione che questa ricorrenza della decorazione fosse un elemento identificativo di un determinato liquido, contenuto nelle medesime. Quest’idea è corroborata dal fatto che, sebbene a Festòs la brocchetta askoide sia presente in diverse varianti decorative, l’unico tipo askoide che si rinviene al di fuori di Festòs si caratterizza per il ricorrente motivo a lunule. Tra la fine del Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale le brocchette askoidi sono diffuse solo in contesti funerari, ossia ad Haghia Triada, e successivamente, nel MM IB, anche a Koumasa e Kamilari. Gli esemplari provenienti da complessi sepolcrali sembrano per lo più legati allo svolgimento di riti funerari, connessi col versamento di sostanze liquide, e quindi verosimilmente con riti di libagione. 20 ILARIA CALOI È quindi probabile che le brocchette askoidi decorate con lunule venissero utilizzate in questi contesti proprio per il liquido che contenevano. Nel MM IB la brocchetta askoide compare nell’insediamento di Festòs in aree ugualmente connesse all’uso di liquidi, e, specificamente, in contesti legati alla lavorazione/preparazione o comunque al trasporto di sostanze liquide. Sembra, pertanto, verosimile che l’impiego della brocchetta askoide fosse, ancora una volta, collegata al suo contenuto. È significativo, infatti, che sia nei quartieri abitativi del MM IB (i vani b e k2 di Haghia Fotinì), sia negli ambienti dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo, databili al MM IIB finale, le brocchette askoidi sono sempre associate a contenitori di medie dimensioni, come i pitharakia, ad anfore, destinate al trasporto, o ad altri vasi specializzati per i liquidi, quali olle o bricchi stamnoidi. Sembra quindi ipotizzabile che la brocchetta askoide potesse rivestire due funzioni: la prima, come vaso adatto al travaso o prelievo di liquidi, la seconda, come vaso per versare, contenente uno specifico liquido. Nei magazzini del Palazzo (XXI e XXVII-XXVIII), invece, le brocche askoidi, di formato (h. 27-30 cm) e quindi di capienza maggiore, sono associate a vasi di grosse dimensioni, per lo più pithoi. Nel MM IIB si assiste ad una maggiore attestazione della brocchetta askoide in aree diverse da Festòs, ma anche ad una diffusione in altri centri insediativi non solo della Messarà, quali Kommòs, ma anche esterni ad essa; si sono rinvenute brocchette askoidi a Monastiraki, nella Valle di Amari e a Mallia, nella Creta nord-orientale. L’attestazione di parecchie brocchette askoidi frammentarie a Kommòs si limita a confermare la condivisione delle produzioni vascolari dei centri [RdA 32-33 messarioti di Festòs e Kommòs. Lo stesso si potrebbe dire per la presenza di una brocca askoide a Monastiraki, riconosciuto come centro ricettivo dei prodotti di Festòs, tuttavia, il rinvenimento sia di anfore sia di una brocca askoide di produzione festia riconduce alla ricorrente associazione dei tipi askoidi con i vasi specializzati per i liquidi. Ci si chiede, quindi, se anche la brocca askoide, proprio come le anfore, viaggiasse insieme ad esse, quale vaso da trasporto di un liquido specifico o quale accessorio asservito alle medesime anfore. In tal senso, la conformazione dell’ansa delle brocche askoidi, ossia rialzata, ad ampio arco e con un notevole sviluppo in senso orizzontale, si rivela interessante per la sua somiglianza con quelle delle anfore a bocca rotonda. A proposito di associazioni tra anfore e brocche askoidi, risulta particolarmente rilevante l’esemplare askoide proveniente dal magazzino I7 del Bâtiment A del Quartier Mu, in quanto si tratta di un’importazione di Festòs trovata in associazione con un’anfora, ugualmente importata dal centro festio. Il fatto che la brocchetta askoide decorata con il motivo a lunule si identifichi facilmente come importazione, è coerente con la possibilità che venisse usata proprio come vaso da trasporto. La sua inconfondibile decorazione potrebbe, inoltre, essere connessa con la sua ipotetica funzione di vaso destinato all’esportazione di uno specifico liquido, verosimilmente di produzione messariota. L’analisi dei residui presenti all’interno degli esemplari rinvenuti permetterebbe il riconoscimento delle sostanze che questi tipi di brocchette contenevano. È pertanto auspicabile che, in futuro, nuovi scavi e ricerche possano contribuire ad una maggiore comprensione della funzione di questa peculiare e multi-funzionale brocchetta. 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA 21 Appendice Elenco delle brocchette askoidi con decorazione a lunule attestate a Creta, con indicazione della provenienza, del tipo e della datazione Necropoli ‒ n. 288 (C. 4013) (Banti 1931) Haghia Triada, Camerette a Sud Tholos A ‒ n. 4152 (Xanthoudides 1924) Koumasa, Area A ‒ F. 2766 (Levi 1976) Kamilari, Cortile esterno ‒ F. 2754 (Levi 1976) Kamilari, Cortile esterno tipo tipo tipo tipo 1 2 1 2 (MM (MM (MM (MM IA/MM IB) IB) IB) IB) tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo tipo 2 2 2 2 2 3 3 2 3 2 3 2 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM (MM IB) IB?) IB?) IB?) II) II) II) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) IIB) II) II) II) II) IIB) IIB) Insediamenti ‒ F. 870 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano b ‒ F. 2502 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano k2 ‒ F. 2503 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano k2 ‒ F. 718 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano IL ‒ F. 31 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano IL ‒ F. 230 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano IL ‒ F. 240 (Archivio SAIA)Festòs, Palazzo, vano IL ‒ F. 1060 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano LV ‒ F. 640 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano LI ‒ F. 1432 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, sottoscala LIII-LV ‒ F. 1496 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, vano LX ‒ C. 3916 (Pernier 1935) Festòs, Palazzo, magazzino XXI ‒ C. 1643 (Pernier 1935) Festòs, Palazzo, magazzino XXI ‒ F. 961 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, magazzini XXVII-XXVIII ‒ F. 1950 (Levi 1976) Festòs, Palazzo, Bastione II ‒ F. 4939 (Levi 1976) Festòs, Ovest del Piazzale I, vano LXXXV ‒ F. 5591 (Levi 1976) Festòs, Ovest del Piazzale I, vano XCIV ‒ F. 7176 (Speziale 1995) Festòs, Ovest del Piazzale I, vano XCIV ‒ n. 1019 (Betancourt 1990) Kommòs, Central Hillside ‒ n. 660 (Betancourt 1990) Kommòs, Central Hillside, context 17 ‒ n. 4183 (Van de Moortel 1997) Kommòs, Central Hillside, vani 35-36 ‒ n. je/34 (Van de Moortel 2006) Kommòs, Building AA ‒ Mus. Reth. 4749 (Kanta 1999) Monastiraki ‒ n. 374 (Poursat-Knappett 2005) Mallia, Quartier Mu, Bâtiment A, mag. I7 22 ILARIA CALOI [RdA 32-33 Bibliografia Alexiou S., Warren P. 2004, The Early Minoan Tombs of Lebena, Southern Crete (SIMA 30), Sävedalen. Cultraro M. 2003, La grande tholos di Haghia Triada: nuovi dati per un vecchio complesso, in Creta Antica, 4, pp. 301-328. Banti L. 1931, La grande tomba a tholos di Haghia Triada, in ASAtene, 13-14, pp. 155-251. Day P. P., Wilson D. E. 1998, Consuming Power: Kamares Ware of Protopalatial Knossos, in Antiquity, 72, pp. 350-358. Betancourt P. Ph. 1990, Kommos II. The Final Neolithic through Middle Minoan Pottery, Princeton. Evans A. J. 1921-1935, The Palace of Minos, voll. I-IV, London. Blackman D., Branigan K. 1975, An archaeological Survey on the South coast of Crete, in BSA, 70, pp. 17-36. Festòs 2001, L. Beschi - A. Di Vita - V. La Rosa - G. Pugliese Caratelli - G. Rizza (edd.), I Cento anni dello Scavo di Festòs (Atti del Convegno, Roma 2000) (Atti dei Convegni Lincei 173), Roma 2001. Blackman D., Branigan K. 1977, An archaeological Survey of the lower catchment of the Ayiopharango Valley, in BSA, 72, pp. 13-84. Blackman D., Branigan K. 1982, The Excavation of an Early Minoan Tholos Tomb at Ayia Kyriaky, Ayiofarango, Southern Crete, BSA, 77, pp. 1-57. Borda M. 1946, Arte cretese-micenea nel Museo Pigorini di Roma, Roma. Branigan K. 1970, The tombs of Mesara. A study of Funerary Architecture and Ritual in Southern Crete, 2800-1700 B.C., London. Branigan K. 1993, Dancing with Death. Life and Death in Southern Crete, 3000-2000 B.C., Amsterdam. Branigan K. 1998 (ed.), Cemetery and society in the Aegean Bronze Age, Sheffield. Caloi I. 2005, Il vano b e il MM IB ad Haghia Fotinì di Festòs, in ASAtene, 83, I (2006), pp. 19-45. Caloi I. 2006, The quarter to the West of the West Court at Phaistos: a revision of Levi’s excavations, in RdA, 30, pp. 15-25. Caloi I. 2007, La ceramica fine del MM IIA di Festòs, in ASAtene, 85, pp. 303-330. Caloi I. 2009, For a new ceramic sequence of Protopalatial Phaistos (MM IB-MM IIA) and some observations on Barbotine Ware, in Creta Antica, 10 (2009), II, pp. 373-440. Carinci F. M. 2001, Le ceramiche e i nuovi dati, in Festòs 2001, pp. 477-515. Carinci F. M. 2003, Haghia Triada nel periodo Medio Minoico, in Creta Antica, 4, pp. 97-143. Carinci F. M. 2004, Priests in Action: considerazioni sulla fine dell’età prepalaziale ad Haghia Triada, in Creta Antica, 5, pp. 25-41. Carinci F. M. - Fratini T. 2007, I materiali da Festòs e da Haghia Triada nel Museo Archeologico di Firenze, in Egeo Cipro Siria e Mesopotamia. Dal collezionismo allo scavo archeologico, Guidotti M. C., Lo Schiavo F., Pierobon Benoit R. (edd.), Firenze, pp. 62-85. Carinci F. M., La Rosa V. 2001, Le ceramiche e i nuovi dati di scavo, in Festòs 2001, pp. 477-524. Carinci F. M., La Rosa V. 2007, Revisioni festie, in Creta Antica, 8, pp. 11-113. Cultraro M. 2000, La brocchetta dei vivi per la sete dei morti: riconsiderazione delle Camerette a Sud della Grande Tholos di Haghia Triada, in Pepragmena tou H’ Diethnous Kritologikou Synedriou (Iraklio 1996), A1, Iraklio, pp. 309-326. Kanta A. 1992, Monastiraki, in The Aerial Atlas of Ancient Crete, W. Myers - E. E. Myers - G. Cadogan (edd.), Berkeley-Los Angeles, pp. 194-196. Kanta A. 1999, Monastiraki and Phaistos, elements of protopalatial history, in MELETEMATA (Studies in Aegean Archaeology), P. Ph. Betancourt, V. Karagheorghis - R. Laffineur - W. D. Niemeier (edd.) (Aegaeum 20), Liège, pp. 387-393. Kanta A. 2006, Monastiraki, a Minoan palatial centre in the valley of Amari, Crete, in Monastiraki I, A. Kanta, M. Marazzi (edd.) (Quaderni della Ricerca Scientifica), pp. 13-34. La Rosa V. 1998-2000, Festòs 1994: saggi di scavo e nuove acqui sizioni, in ASAtene, 76-78, pp. 27-137. La Rosa V. 2002, Le campagne di scavo 2000-2002 a Festòs, in ASAtene, 80, pp. 635-745. La Rosa V. 2004, I saggi della campagna 2004 a Festòs, in ASAtene, 82, II (2006), pp. 611-670. Levi D. 1961-1962, La tomba a tholos di Kamilari presso a Festòs, in ASAtene, 39-40, pp. 7-148. Levi D. 1976, Festòs e la Civiltà Minoica I (Incunabula Graeca 60), Roma. Levi D., Carinci F. M. 1988, Festòs e la Civiltà Minoica II, 2 (Incunabula Graeca 77), Roma. MacGillivray J. A. 1998, Knossòs: pottery groups of the Old palace period (BSA Studies 5), London. Matz F. 1951, Forschungen auf Kreta 1942, Berlin. Misch P. 1992, Die askoi in der Bronzezeit. Eine typologische Studie zur Entwicklung askoider Gefässformen in der Bronze- und Eisenzeit Griechenlands und angrenzender Gebiete, Jonsered. Pernier L. 1935, Il Palazzo minoico di Festòs, I, Roma. Pernier L., Banti L. 1951, Il Palazzo minoico di Festòs, II, Roma. Poursat J. C. 1996, Artisans Minoens: Les Maisons-Ateliers du Quartier Mu (Études Crétoises 32), Athènes. Poursat J. C., Knappett C. 2005, La poterie du Minoen Moyen II: production et utilisation (Études Crétoises 33), Athènes. Poursat J. C., Knappet C. 2006, Minoan amphoras and interregional exchange: evidence from Mallia, in Pepragmena tou ’ Diethnous Kritologikou Synedriou (Elounda 2001), A1, Iraklio, pp. 153-163. Rutter J. 1985, An exercise in form vs. function: the significance of the duck vase, in Temple University Aegean Symposium 10, P. Ph. Betancourt (ed.), Philadelphia, pp. 16-41. 2008-2009] LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA 23 Rutter J. 1995, Lerna: A Preclassical Site in the Argolid, Volume III. The Pottery of Lerna IV, Princeton. perspective, PhD Department of Classical and Near Eastern Archaeology, Bryn Mawr College. Speziale A. 1995, Materiali ceramici dalla casa LXXXI-LXXXV, XCIV-XCV dell’abitato di Festòs, a.a. 1994-1995, Tesi di specializzazione, Scuola Archeologica Italiana di Atene, Atene. Van de Moortel A. 2006, Middle Minoan IA and Protopalatial Pottery, in Kommos V. The Monumental Buildings at Kommos, J. Shaw - M. C. Shaw (edd.), Princeton, pp. 264-377. Speziale A. 2001, Il MM II: la casa LXXXI-LXXXV, XCIV-XCV, in Festòs 2001, pp. 157-167. Stefani E. 1931, La grande tomba a tholos di Haghia Triada, in ASAtene, 13-14, pp. 147-154. Todaro S. 2005, EM I-MM IA ceramic groups at Phaistos: toward the definition of a Prepalatial ceramic sequence in South Central Crete, in Creta Antica, 6, pp. 11-46. Van de Moortel A. 1997, The transition from the Protopalatial to the Neopalatial society in South-Central Crete: a ceramic Walberg G. 1987, Kamares, A Study of the Character of Palatial Middle Minoan Pottery, 2a ed. Göteborg. Walter H., Felten F. 1981, Alt-Ägina III: 1. Die vorgeschichtliche Stadt: Befestigungen, Häuser, Funde, Mainz. Warren P. 2000, Crete (Regional Project), in The Synchronisation of Civilisations in the Eastern Mediterranean in the Second Millenium B.C. (Proceedings of an International Symposium, Schloß Haindorf 1996 - Wien 1998), Bietak M. (ed.), I, Wien, pp. 154-161. Xanthoudides S. 1924, The Vaulted Tombs of Messara, London. CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE [RdA 32-33, 2008-2009] TAV. I a) b) d) c) e) a) F. 2754 (foto autore) dalla necropoli di Kamilari; b) F. 2502 (foto Archivio SAIA: B/7398) dal vano k2 del quartiere di Haghia Fotinì, Festòs; c) F. 2503 (foto Archivio SAIA: B/7399) dal vano k2 del quartiere di Haghia Fotinì, Festòs; d) F. 718 (foto Archivio SAIA: B/16724 e C/6192) dal vano IL del quartiere SudOvest del Palazzo di Festòs; e) F. 31 (foto Archivio SAIA: C/6439) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest del Palazzo di Festòs TAV. II [RdA 32-33, 2008-2009] CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE a) b) c) d) a) F. 244 (foto Archivio SAIA: C/6445-C/6444) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs; b) F. 230 (foto Archivio SAIA: B/3929) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs; c) F. 1950 (foto Archivio SAIA: B /6072) dal riempimento del Bastione II, Festòs; d) F. 961 (foto archivio SAIA: B/16688) dai magazzini XXVII-XXVIII, Festòs CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE a) [RdA 32-33, 2008-2009] b) c) d) a) F. 4939 (foto Archivio SAIA: B/11456) dal vano LXXXV della casa ad Ovest del Piazzale I, Festòs; b) F. 5591 (foto Archivio SAIA: B/16412) dal vano XCIV della casa ad Ovest del Piazzale I, Festòs; c) F. 240 (foto Archivio SAIA: B/16655) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs; d) F. 7176 (foto autore) dal vano XCIV della casa ad Ovest del Piazzale I, Festòs TAV. III