2007]
FARFALLE NELL’EGEO
5
Le brocchette askoidi nel periodo Protopalaziale a Creta:
distribuzione e funzionalità *
Ilaria Caloi
Abstract
The aim of this paper is to make a new revision of the askoid jugs attested in Crete in the Protopalatial period (MM
IB-MM IIB: 1900-1700 BC). These peculiar jugs, characterised by an asymmetric profile and a large handle, are commonly used as pouring vessel. Between the end of the Prepalatial and the beginning of the Protopalatial period they
are attested only in funerary contexts, such as Haghia Triada, Koumasa and Kamilari, where they were probably used
in libation rituals. From the Protopalatial period they are present in settlements too. They are widespread in the Mesara plain, mostly at Phaistos.
In this paper a peculiar type of askoid jug will be also analysed. It is characterized by a recurring dark on light decoration, consisting of two opposite series of curving stripes, which start from beneath the spout and meet at the handle.
At Phaistos, where it is probably produced, this type of askoid jug is often associated with amphoras and containing
vases (i.e. pitharakia); it is, therefore, supposed to be used not only as a pouring vessel, but also as a vase containing
a specific liquid. This hypothesis is supported by the fact that this type of askoid jug is the only one which is found
outside Phaistos in the Protopalatial Crete: it is attested at Kommos, Monastiraki and Mallia. In particular, in the
Quartier Mu at Mallia, the askoid jug was found in a store, in association with an amphora imported from Phaistos.
These findings make it likely the askoid jug with semicircular bands was attested or exported outside Phaistos for its
specific liquid, which was probably typical of the Mesara plain (aromatic oil?).
Introduzione
A Creta alla fine del periodo Prepalaziale (AM
I-MM IA: 3000-1900 a.C. ca.1), corrispondente al
MM IA, si afferma un vaso peculiare, che deriva
verosimilmente dagli askoi di origine egeo-anatolica 2; infatti, pur non avendo una configurazione
plastica in forma animale, presenta un profilo che,
in modo assai schematico, ricorda la sagoma di
un uccello. Si tratta di una brocchetta monoansata
che si caratterizza per una marcata asimmetria del
corpo, dovuta ad un forte spostamento in avanti dell’imboccatura, che termina con uno sgrondo.
Per la sua derivazione dalla forma degli askoi viene definita brocchetta askoide o askoid jug. Questa
peculiare brocchetta si riscontra in ambiti funerari
alla fine delle fasi Prepalaziali, ma comincia a diffondersi anche in contesti insediativi a partire dal
periodo Protopalaziale, corrispondente alle fasi del
MM IB-MM IIB (1900-1700 a.C. ca.), ossia con l’affermarsi dei centri palaziali.
Nel presente articolo si effettua un esame attento delle aree di rinvenimento delle brocchette
askoidi nel periodo Protopalaziale a Creta, al fine di
individuare la cronologia precisa del tipo, l’evoluzione della forma, ma soprattutto la sua funzionalità. In questa sede si intende, inoltre, analizzare la
comparsa tra la fine del Prepalaziale e gli inizi del
Protopalaziale (MM IA-MM IB) di una particolare
brocchetta askoide che si diffonde più facilmente in
alcune aree dell’isola. Si tratta di un tipo realizzato
in fabbrica semifine, ingubbiato e che presenta sempre la medesima decorazione, costituita da due serie di lunule dipinte in dark on light, che si dipartono da sotto il becco e si incontrano presso l’ansa. Da
recenti pubblicazioni si è, infatti, appreso che nel
* Desidero ringraziare il Prof. Filippo Carinci per i preziosi suggerimenti.
1
Per la cronologia assoluta di Creta minoica v. da ultimo Warren 2000.
2
La tipologia degli askoi è attestata a Creta sin dal periodo Prepalaziale con la presenza di esemplari figurati, solitamente caratterizzati da una forma animale, rappresentante per lo più uccelli. Sull’origine e la tipologia degli askoi v. Misch 1992.
6
ILARIA CALOI
periodo Protopalaziale, questo tipo, particolarmente attestato a Festòs e nella circostante piana della
Messarà, è presente anche in altri centri dell’isola,
ossia a Monastiraki, nella Valle di Amari, e addirittura a Mallia, nella Creta nord-orientale. Mediante
uno studio dei contesti di rinvenimento di questa
singolare brocchetta, ci si propone di identificare
la funzionalità del tipo e l’eventuale significato che
gli si può attribuire. Ci si chiede, infatti, se questa
brocchetta, presente sia in contesti funerari che insediativi, fosse un vaso specializzato, ossia se fosse
destinata a contenere liquidi specifici, e se, infine,
circolasse anche al di fuori della Messarà proprio
per il suo contenuto.
Origine e descrizione del tipo
La prima analisi approfondita della tipologia
delle brocchette askoidi nel periodo Protopalaziale è stata elaborata da F. Carinci nel volume che
egli ha pubblicato insieme a D. Levi (Levi-Carinci 1988), sulla ceramica minoica proveniente dagli
scavi svolti a Festòs tra il 1950 e il 1966 (Levi 1976).
Nel paragrafo dedicato a queste brocchette Carinci
definisce la forma del vaso e descrive i tipi diffusi
a Festòs nel periodo Protopalaziale, comparandoli con altri esemplari provenienti per lo più dalla
Messarà 3.
Sulla nascita del tipo è riconosciuta una generica derivazione dagli askoi di origine egeo-anatolica, già presenti nell’Egeo nel periodo Neolitico: la forma della brocchetta avrebbe mantenuto
l’asimmetria dell’askos, sostituendo al becco tubolare un’apertura a sgrondo. In particolare, la studiosa G. Walberg, nei suoi lavori dedicati alla ceramica Kamares, definisce la brocchetta askoide una
forma ibrida tra un askos e una brocchetta a becco 4.
All’ipotesi di un’elaborazione locale del tipo askoide si affianca la possibilità che questa brocchetta
derivi da prototipi askoidi della Grecia continentale, dove sono attestati sin dall’AE II e III. In effet-
ti, in un interessante articolo di J. Rutter (Rutter
1985), dedicato ai duck vases, l’autore esamina la tipologia di tre brocchette askoidi presenti nell’AE II
nella Grecia continentale 5, e ne delinea le differenti evoluzioni nel corso dell’AE III e del ME. Tra le
forme più attestate nell’AE III si ha una brocchetta
askoide, discendente da una sorta di attingitoio diffuso nell’AE II (da Rutter denominato “scoop”), la
quale presenta una larga imboccatura e lo sgrondo
tagliato 6. Questo esemplare, comune anche a Lerna
IV 7 e a Kolonna di Egina 8, non differisce molto dalle brocchette askoidi che si diffondono a Creta alla
fine del periodo Prepalaziale. È difficile, tuttavia,
sostenere che queste ultime possano essere derivate
dall’evoluzione della brocchetta askoide affermatasi
nell’AE III in area continentale, dal momento che
in questa fase la Creta meridionale, dove il tipo è
più diffuso, non sembra avere contatti col continente. Lo stesso P. Misch, nel suo lavoro dedicato agli
askoi e alle forme da essi derivate, sostiene che sia
improbabile l’esistenza di un flusso di imitazione
di forme vascolari dalla Grecia continentale a Creta nell’AE 9.
Se la comparsa della brocchetta askoide a Creta
sembra più verosimilmente un’evoluzione locale, allora il prototipo più vicino a quello che si sviluppa
nel periodo Protopalaziale, si riconosce negli esemplari più antichi di Haghia Triada 10 (v. infra), databili tra la fine del periodo Prepalaziale e gli inizi
del Protopalaziale (MM IA-MM IB). Rimane, tuttavia, arduo individuare archetipi della brocchetta
askoide nelle fasi precedenti, ossia nell’Antico Minoico, quando a Creta sono diffusi solo i due seguenti
tipi askoidi: l’uno con ampia imboccatura circolare
senza sgrondo, come l’esemplare dell’AM IIB rinvenuto nella necropoli di Haghia Kyriaki, nella valle
dell’Haghiopharango 11; l’altro, già munito di sgrondo che, tuttavia, mostra una forma animale, come
l’askos dell’AM II, rinvenuto nella necropoli messariota di Lebena, e precisamente nei pressi della tholos II di Yerokambos 12. Quest’ultimo sembra ancora
Levi-Carinci 1988, pp. 85-87, tavv. 40-41.
Walberg 1987, p. 16.
5
Rutter 1985, p. 38, fig. 3.
6
Rutter 1985, p. 41, fig. 2, 1.
7
Rutter 1995, pp. 437-439, shape XX.1: in particolare P636, fig. 39.
8
Walter-Felten 1981, p. 60, n. 204, tav. 94.
9
Misch 1992, p. 105.
10
Banti 1931, pp. 222-223.
11
Blackman-Branigan 1982, p. 22, fig. 7, E25.
12
Alexiou-Warren 2004, pp. 113-114, n. 509, tav. 107C.
3
4
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2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
legato agli askoi di forma animale, che, in ogni caso,
hanno un seguito nella ceramica minoica.
Nel suo studio sugli esemplari Protopalaziali di
Festòs, Carinci distingue profili diversi sulla base di
almeno quattro fattori: il grado di asimmetria del
vaso, la curvatura del lato posteriore, la misura e la
posizione del diametro massimo 13. Il profilo più regolare è presente già nelle fasi più antiche del Protopalaziale (MM IB), mentre i tipi asimmetrici con
curvatura posteriore più accentuata si rinvengono
dal MM IB al MM IIB finale; più caratteristiche della fine del periodo Protopalaziale sono, tuttavia, le
brocche askoidi con la curvatura posteriore marcata e il diametro massimo rialzato. È questo un elemento che contraddistingue anche gli esemplari festii del MM III, ugualmente presi in considerazione
dall’autore. Tutti i tipi sono attestati in formati diversi, che vanno da quelli di più piccole (h. 15 cm)
a quelli di più grandi dimensioni (h. 30 cm).
Come già indicato da Carinci, fra le brocchette
askoidi sino ad ora attestate a Creta nel periodo Protopalaziale, le più comuni sono quelle fabbricate in
argilla semifine, ingubbiata e talora sovradipinta in
dark on light con motivi lineari, che variano dal rosso al bruno fino al nero. Dalla fine del Protopalaziale (MM IIB) diventano molto comuni esemplari
decorati con aree verniciate di nero e marginate di
bianco, sovradipinte in policromia con elementi floreali. Nel caso di Festòs, dove la brocchetta askoide
è ben attestata, è interessante notare che gli esemplari rinvenuti all’interno del Palazzo, e precedenti al MM IIB finale, ossia al momento dell’ultima
distruzione del Primo Palazzo, sono tutti decorati
in dark on light, e la maggior parte di loro, come
si vedrà in dettaglio nei paragrafi successivi, presenta la consueta decorazione a lunule. Come già
osservato da Carinci 14, nel MM IIB finale si assiste
alla persistenza dei tipi dipinti in dark on light, ma
soprattutto si osserva un aumento delle brocchette askoidi decorate con zone verniciate di nero, che
recano sovradipinti motivi policromi. Queste ultime si caratterizzano per una curvatura posteriore
talmente marcata da rendere minima l’inclinazione
della spalla, su cui si imposta un’ansa larga, che,
talora, risulta smisurata rispetto alle dimensioni del
vaso 15. Le brocche del MM IIB finale si presentano
sovente di grande formato, con un’altezza che può
Levi-Carinci 1988, pp. 85-87, tavv. 40-41.
Levi-Carinci 1988, pp. 86-87.
15
Cfr. Levi-Carinci 1988, tav. 41.
13
14
7
superare i 30 cm. Tali brocche sono rappresentate
da numerosi esemplari provenienti dai livelli di distruzione degli ambienti situati all’interno dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo (v. infra).
Contesti di rinvenimento e cronologia
Una recente ed accurata revisione degli scavi
Levi (1950-1966), associata ad alcuni saggi di verifica e soprattutto a nuovi studi sulle produzioni ceramiche sia di Festòs, sia di altri centri della
Messarà, in primis Haghia Triada, ha permesso di
rivedere la cronologia dei contesti di rinvenimento
delle brocchette askoidi e, quindi, di inserire questa
tipologia di brocchetta all’interno di un sistema cronologico più preciso. Le recenti campagne di scavo svolte sia nella Messarà, in centri quali Festòs
(La Rosa 1998-2000; La Rosa 2002; La Rosa 2004),
Haghia Triada (cfr. la pubblicazione di Creta Antica 4) e Kommòs (Van de Moortel 2006), sia in altre aree di Creta, come Mallia (Poursat, Knappett
2005), unite alle revisioni di vecchi scavi (CarinciLa Rosa 2007), hanno, inoltre, arricchito le nostre
conoscenze in merito alla diffusione e alla funzione
di questo tipo di brocchetta.
Gli esemplari del periodo Protopalaziale si sono
rinvenuti in contesti sia funerari, sia insediativi. La
maggior parte delle necropoli da cui si sono recuperate brocchette askoidi sono tombe a tholos collettive, in uso per la maggior parte dall’AM II fino
al MM IB. Non risulta, quindi, sempre facile datare la cronologia di ritrovamenti provenienti da simili contesti di rinvenimento; tuttavia, per quanto
riguarda sia le necropoli, sia gli insediamenti della Messarà, essendo oramai consolidata la condivisione delle produzioni ceramiche di Festòs, Haghia
Triada, Kommòs e in parte anche delle tombe della
medesima Messarà, si tenta di datare i pezzi rinvenuti in contesti cronologicamente poco affidabili
sulla base di confronti con esemplari festii provenienti da contesti stratificati e/o omogenei.
Nelle successive pagine si presenta una rassegna delle brocchette askoidi attestate a Creta, con
particolare attenzione ai contesti di rinvenimento,
distinti in necropoli ed insediamenti, e alla datazione dei pezzi. Poco spazio viene dedicato alle brocchette askoidi decorate con le caratteristiche lunule,
8
ILARIA CALOI
in quanto trattate più approfonditamente negli ultimi paragrafi dell’articolo.
Necropoli
Le più antiche attestazioni di brocchette askoidi a Creta provengono dalle necropoli della Messarà, caratterizzate da tombe a tholos collettive, e
in particolare da Haghia Triada e Koumasa, utilizzate dall’AM II fino al MM IB-MM II, e dal complesso funerario di Kamilari, in uso dal MM IB al
TM IIIA2.
Haghia Triada
Nell’area della tholos A della necropoli di Haghia
Triada, pubblicata da E. Stefani e L. Banti nel 1931
(Stefani 1931; Banti 1931), e di recente ristudiata da
F. Carinci (Carinci 2003; Carinci 2004) e M. Cultraro (Cultraro 2000; Cultraro 2003), sono attestati
almeno quattro esemplari. La Banti parla di “boccali
a corpo obliquo” 16 in riferimento a brocchette askoidi provenienti dalle Camerette a Sud della tholos A,
ossia da un gruppo di annessi, contenente materiale
databile tra la fine del MM IA e il MM IIA 17. La provenienza dei pezzi non è sempre indicata, pertanto risulta piuttosto difficile ricostruire le associazioni di questi ultimi con altri vasi; lo stesso contesto
di rinvenimento impedisce di fornire una datazione appropriata dei medesimi. Di queste brocchette,
solo la n. 288 presenta la consueta decorazione a lunule (v. infra) 18; la brocchetta n. 289 19, ugualmente
dotata di un profilo poco asimmetrico, risulta tornita e decorata con semplici bande oblique parallele,
dipinte in rosso. La terza brocchetta, la n. 290 20, è
verniciata di bruno-rossiccio e sovradipinta in rosso
con una decorazione simile a quella della precedente; infine, il quarto esemplare, che presenta il corpo
impostato in modo meno obliquo rispetto alle precedenti, è semplicemente verniciato 21.
Koumasa
La brocchetta askoide della necropoli di Kouma-
sa (Xanthoudides 1924) si è rinvenuta nell’area AB,
situata fra le tholoi B ed E 22. Si tratta di un pezzo
frammentario, decorato con larghe bande marroni
oblique che salgono dal fondo. Non viene fornita una buona descrizione della brocchetta e risulta, pertanto, difficile attribuirle una datazione, che,
tuttavia, potrebbe porsi agli inizi del periodo Protopalaziale (v. infra).
Kamilari
Il complesso funerario di Kamilari (Levi 19611962), situato nei pressi di Festòs, ha restituito due
brocchette askoidi di formato diverso (F. 2766 e F.
2754: tav. I, a) 23, che presentano la ricorrente decorazione a lunule contrapposte. I due esemplari non
sono torniti e, dalla forma e la manifattura, sono
facilmente accostabili ai tipi festii recuperati in contesti del MM IB.
È interessante notare che quasi tutte le brocchette askoidi rinvenute in necropoli, e quindi chiaramente legate allo svolgimento di riti funerari, presentano la medesima decorazione a bande o lunule
che ornano la spalla o l’intero corpo del vaso (v.
infra).
Insediamenti
L’insediamento cretese che ha restituito il maggior numero di brocchette askoidi è Festòs ( fig. 1),
che sembra fosse il centro di produzione non solo
degli esemplari in ceramica fine, decorati con gli
schemi decorativi dello stile di Kamares 24, ma anche dei pezzi realizzati in argilla semifine e decorati in dark on light. Alcuni esemplari frammentari
si sono rinvenuti nella vicina Kommòs, e qualche
pezzo isolato, ma significativo, si è identificato a
Monastiraki, a Mallia e a Knossòs (v. infra).
Festòs
Una panoramica di tutti gli esemplari di Festòs è
stata già realizzata da Carinci (Levi-Carinci 1988) e
Banti 1931, p. 222.
Da ultimo Cultraro 2000, p. 316.
18
Banti 1931, p. 222, n. 288, fig. 130.
19
Banti 1931, p. 222, n. 289, fig. 131. V. anche Borda 1946, p. 47, n. 8, tav. VII, 1.
20
Banti 1931, p. 222, n. 290.
21
Banti 1931, p. 223, n. 291, fig. 132.
22
Xanthoudides 1924, p. 41, n. 4152, tav. V.
23
Levi 1961-1962, p. 86, fig. 114 a-b.
24
Sulla produzione della ceramica in stile Kamares a Festòs, cfr. Day-Wilson 1998.
16
17
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2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
in questa sede mi limito, pertanto, a rivedere la datazione degli esemplari rinvenuti negli scavi Levi,
alla luce degli ultimi studi sulla cronologia del periodo Protopalaziale di Festòs 25, e ad aggiornare
il quadro generale con nuovi pezzi. Questi ultimi
sono esemplari interi o incompleti recuperati sia nei
recenti scavi effettuati a Festòs da V. La Rosa (La
Rosa 2002; La Rosa 2004), sia fra il materiale non
pubblicato degli scavi Levi.
Festòs: quartiere di Haghia Fotinì
Fra gli esemplari più antichi di Festòs, si menziona la brocchetta askoide rinvenuta nel vano b del
quartiere di Haghia Fotinì ( fig. 1), che si estende
lungo le pendici nord-orientali della collina del palazzo. La brocchetta (F. 870) 26, decorata con due
serie di lunule nere contrapposte, si è ritrovata
nella banchina, situata lungo la parete occidentale
del vano e contenente ceramica del MM IB (Caloi
2005). Un altro esemplare, più panciuto del precedente e semplicemente decorato con un rivestimento d’argilla chiaro, si è trovato nel deposito pavimentale della medesima stanza (F. 859) 27, il quale si
data al MM IIA e presenta vasi simili per funzione
a quelli rinvenuti nella banchina (Caloi 2007). Altre due brocchette affini per forma e decorate con
il consueto motivo a lunule si sono recuperate nel
settore Sud dello stesso quartiere, nel deposito ritrovato all’interno del vano k2 (F. 2502 e F. 2503:
tav. I, b, c) 28. La manifattura e la decorazione dei
pezzi potrebbero collocarli cronologicamente nel
MM IB (v. infra).
Festòs: quartiere ad Ovest del Piazzale I
Un’altra brocchetta askoide con una decorazione
in dark on light, caratterizzata da tre cespi penduli
(F. 5611) 29, si è, invece, rinvenuta nel riempimento
del vano CIII, situato nel quartiere ad Ovest della
9
corte occidentale (Piazzale I) del Palazzo. La brocchetta, così come tutto il materiale ceramico recuperato nel riempimento dell’ambiente, si data al MM
IB (Caloi 2006; Caloi 2009).
Festòs Palazzo: Bastione II
Ai margini del Piazzale inferiore (Piazzale LXX)
del Palazzo, dal riempimento tra il Bastione I e il
Bastione II, si è recuperata una brocca askoide (F.
1950: tav. II, c) 30 decorata con due serie opposte di
lunule che salgono dal fondo.
Festòs Palazzo: vano IL ( fig. 1)
Il vano IL è l’ambiente festio che ha restituito il
maggior numero di brocchette askoidi (in tutto sette), recuperate a livelli diversi, sfortunatamente non
ben stratificati e quindi non facilmente databili. A
parte le brocchette F. 718 e F. 240 (tavv. I, b; III, c) 31,
rinvenute presumibilmente nel riempimento del
vano, solo gli esemplari F. 182 e F. 473 32 si sono
recuperati al di sopra del bancone trovato nell’ambiente, come parte del livello di distruzione finale
del vano, e si datano quindi alla fine del MM IIB.
Al contrario, le altre tre brocchette askoidi (F. 31, F.
244, F. 230: tavv. I, e; II, a, b) si sono individuate al
di sotto del piano del bancone e potrebbero quindi
datarsi ad un momento precedente, tra il MM IIA
e il MM IIB 33. Le suppellettili del bancone, infatti, sembrano far parte di un accumulo di materiale
di risulta da pulizie dell’edificio, a seguito di una
sua parziale ristrutturazione 34. Le brocchette trovate sopra al bancone del vano, e quindi le più tarde,
sono l’una acroma (F. 182) e l’altra (F. 473) decorata
con una grande margherita stilizzata sovradipinta
sul cerchio nero sotto al becco, secondo uno schema
decorativo assai diffuso nelle fasi finali del MM IIB;
le tre brocchette rinvenute al di sotto del bancone,
così come gli esemplari F. 718 e F. 240, mostrano,
La Rosa 2004; Carinci-La Rosa 2007; Caloi 2009, pp. 373-440.
Levi 1976, F. 870, tav. 25 c; Levi-Carinci 1988, tav. 41 a.
27
Levi 1976, F. 859, tav. 90 d; Levi-Carinci 1988, tav. 41 b.
28
Levi 1961-1962, pp. 472-475, F. 2502-F. 2503, fig. 150. Nella didascalia della figura pubblicata da Levi, i due numeri d’inventario delle brocchette raffigurate, sono invertiti.
29
Levi 1976, F. 5611, tav. 25 a; per la datazione del deposito v. Caloi 2009, pp. 381-384.
30
Levi 1976, F. 1950, tav. 90 l.
31
Levi 1976, pp. 43-58, F. 718, tav. 90 a.
32
Levi 1976, F. 473, tav. 89 h; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 182, tav. 40 c.
33
Caloi 2007, p. 307.
34
È attualmente in corso una revisione della funzione dell’ambiente IL del Palazzo da parte di F. Carinci.
25
26
10
ILARIA CALOI
invece, una decorazione in scuro sul fondo chiaro
dell’argilla. Fra queste, quattro sono decorate con
il solito schema delle lunule (F. 718, F. 31, F. 230, F.
240: tavv. I, b, e; II, b; III, c) 35, e si presentano con
differenti variazioni morfologiche e stilistiche, che
si analizzeranno in dettaglio nei prossimi paragrafi. Il quinto (F. 244: tav. II, a), di grandi dimensioni
(h. 27 cm), mostra, invece, il collo e l’ansa completamente verniciate di nero, e il ventre decorato con
una larga banda nera che sale diagonale dal fondo,
dipinto con una banda orizzontale 36.
Festòs Palazzo: Cortile centrale (Cortile 40)
Un’altra brocca di grande formato (F. 1392, h. 29
cm) 37, che esibisce forma e decorazione simili alla
precedente, proviene da contesti Protoapalaziali situati lungo il lato occidentale del cortile centrale
(Cortile 40) del Palazzo.
Festòs Palazzo: vani LI, LIII e LV ( fig. 1)
Dai livelli del primo piano del vano LV (II fase
Levi = MM IIB finale) si sono recuperate due brocche, l’una di grande formato (h. 33 cm) e poco
asimmetrica, decorata con il consueto motivo a lunule (F. 1060) 38, e l’altra, di medie dimensioni, che
reca un’ampia spirale bianca sovradipinta sul cerchio nero sotto il becco (F. 1044) 39. Dal primo piano
dei vicini ambienti LI e LIII provengono rispettivamente due brocche askoidi, la prima (F. 640) 40 con
decorazione a lunule, e la seconda (F. 1361) 41, molto asimmetrica, decorata con un cerchio bianco sul
disco verniciato di nero sotto il becco. Il sottoscala
tra i vani LIII e LV, al pianterreno dell’edificio, ha,
invece, restituito una brocchetta askoide (F. 1432) 42
decorata con lunule sovradipinte con elementi lineari in bianco.
Festòs Palazzo: vani LIX-LX
Negli ambienti LIX e LX dell’edificio Sud-Ovest
del Palazzo sono venute alla luce tre brocche askoidi, caratterizzate da un profilo molto simile, che segue la forma più comune degli esemplari del MM
IIB finale; il pezzo del vano LIX (F. 940) 43 è decorato con archi pendenti, mentre delle due brocche
dell’ambiente LX, la F. 1492 44 ha una decorazione
poco leggibile e la F. 1496 45 mostra una variante
del solito motivo a lunule; quest’ultime, in effetti,
sono molto rade e ciascuna reca sovradipinta un
trattino bianco.
Festòs Palazzo: magazzini XXI e XVII-XXVIII ( fig. 1)
Altri esemplari di brocche askoidi si sono recuperati nei magazzini del Primo Palazzo, e in particolare nel vano XXI dell’ala Nord del Palazzo, a
Sud-Est dei magazzini affacciati sul cortile occidentale (Piazzale I), e negli ambienti XXVII-XXVIII, siti
nell’edificio Sud-Ovest del Palazzo, a ridosso del
dislivello tra la corte occidentale e quella inferiore
(Piazzale LXX). Nel corso degli scavi del Secondo
Palazzo di Festòs, L. Pernier rinvenne nel magazzino XXI due brocchette askoidi 46 di diverso formato,
ma entrambe dipinte con la solita decorazione a lunule. Dei due pezzi trovati al piano terreno dei magazzini XXVII-XXVIII, il primo (F. 641) 47, rinvenuto
sul pavimento del vano XXVII, è completamente
verniciato di nero e decorato con festoni bianchi
al collo; mentre il secondo (F. 961: tav. II, d) 48, proveniente dal vano XXVIII, mostra un motivo simi-
Levi 1976, p. 52, F. 718, F. 31, tav. 90 a, b; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 31, tav. 41 c.
Levi 1976, p. 52, F. 244, tav. 90 i; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 b.
37
Levi 1976, p. 273, F. 1392, tav. 90 k.
38
Levi 1976, p. 221, F. 1060, tav. 174 b; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 g.
39
Levi 1976, p. 101, F. 1044, tav. 89 d.
40
Levi 1976, p. 211, F. 640, fig. 325; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 f.
41
Levi 1976, p. 78, F. 1361, tav. 89 b, e; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 d.
42
Levi 1976, p. 95, F. 1432, tav. 98 e.
43
Levi 1976, p. 126, F. 940, tav. 90 g.
44
Levi 1976, p. 130, F. 1492, fig. 181; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 f.
45
Levi 1976, p. 132-133, F. 1496, fig. 188.
46
Pernier 1935, p. 281, figg. 163-164.
47
Levi 1976, p. 66, F. 641, tav. 89 g; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 41 e.
48
Levi 1976, p. 68, F. 961, tav. 90 m; Levi-Carinci 1988, p. 86, tav. 40 d.
35
36
[RdA 32-33
2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
le a quello delle lunule, ma costituito da una serie
di fasce rade oblique che gira attorno alla spalla
del vaso.
11
Festòs: brocchette askoidi frammentarie
La casa situata nella terrazza inferiore (vani
LXXXI, LXXXIII-LXXXV, XCIV-XCV) del quartiere ad Ovest del cortile occidentale (Piazzale I) ha
restituito numerose brocchette askoidi, sia decorate
con le lunule, sia dipinte secondo la tecnica mista
delle zone verniciate di nero, marginate di bianco
e sovradipinte. Gli esemplari dipinti con le lunule,
analizzati nel dettaglio nei prossimi paragrafi, si
sono rinvenuti negli ambienti LXXXV (F. 4939: tav.
III, a) e XCIV (F. 5591: tav. III, b) 49, mentre delle tre
brocche policrome, due provengono dal vano LXXXIV (F. 4692b e F. 4710 50), e una dal vano XCIV (F.
5164). Sono tutte di grande formato (h. 27-28 cm)
e presentano una decorazione affine, caratterizzata da un fiore realizzato con petali bianchi, sovradipinto sui dischi neri, rispettivamente anteriori e
posteriori.
Altri esemplari frammentari, sia verniciati sia
decorati in dark on light, si sono identificati nel corso di una revisione, effettuata da A. Speziale (Speziale 1995), di tutto il materiale ceramico rinvenuto nella suddetta casa ad Ovest del Piazzale I; in
particolare le brocchette frammentarie si sono individuate negli ambienti LXXXI, LXXXIV, LXXXV
e XCIV del complesso 52. A questi si aggiungono
diversi frammenti di brocchette decorate con lunule, che provengono da contesti festii recentemente
scavati o rivisti, e precisamente da alcuni strati di
preparazione (AM-MM II) di uno dei battuti della
cosiddetta Strada dal Nord 53, situata ad Ovest del
cortile occidentale (Piazzale I) del Palazzo, e dal
saggio 1 del settore Sud-Ovest del medesimo cortile, con materiale del MM IB 54. Infine, un frammento di brocca askoide, verosimilmente del MM IIB, si
è individuato in un saggio effettuato nel 2002 nel
settore Nord-Ovest del vano LXXX, nei pressi della rampa ascendente dal cortile inferiore (Piazzale
LXX) a quello occidentale (Piazzale I) del Primo
Palazzo 55.
Festòs: provenienza sconosciuta
Kommòs, Monastiraki, Mallia
Da Festòs proviene un’altra brocchetta askoide di
cui non si conosce l’esatto contesto di rinvenimento,
ma che è stata di recente pubblicata 51 come parte
del materiale cretese conservato al Museo Archeologico di Firenze. È una brocca di medio formato
(h. 20,5 cm), che presenta una lievissima asimmetria del corpo, ma che mostra la solita decorazione
a lunule nere. Dalla manifattura del vaso, realizzato ancora a mano, e dalla fattura dell’attaccatura dell’ansa, ben inserita sul corpo del vaso, e non
applicata, la brocchetta potrebbe ancora datarsi al
MM IB. La forma e la decorazione, infatti, non sono
dissimili da quelle del già citato esemplare F. 870
recuperato nella banchina del vano b.
Le brocchette askoidi del periodo Protopalaziale
recuperate in contesti insediativi esterni a Festòs,
e precisamente a Kommòs, Monastiraki e Mallia,
sono tutti esemplari decorati in dark on light, con
il consueto motivo a lunule, e vengono pertanto
trattati direttamente nel paragrafo dedicato a queste brocchette askoidi con schema decorativo ricorrente.
Festòs: quartiere ad Ovest del cortile occidentale (Piazzale I), terrazza inferiore
Knossòs
A Knossòs si è identificata una brocca askoide
frammentaria, descritta come askos 56, e decorata sul
collo e la spalla con bande nere marginate di bian-
Levi 1976, pp. 521, 539, F. 4939 e F. 5591, tav. 90 h, e.
Levi 1976, pp. 516-517, F. 4692b e F. 4710, tav. 89 a, c, f; Levi-Carinci 1988, p. 86, F. 4692b, tav. 40 e.
51
Carinci-Fratini 2007, pp. 78-79, fig. 56.
52
Cfr. Speziale 1995, catalogo: vano LXXXI: n. 53; vano LXXXIV: nn. 75-76; vano LXXXV: n. 25; vano XCIV: n. 121 (inventariata F. 7176).
53
La Rosa 2002, p. 726, fig. 849.
54
Carinci-La Rosa 2007, p. 72, fig. 72.
55
La Rosa 2002, p. 737, fig. 999.
56
MacGillivray 1998, p. 148, n. 560, tav. 93. Nella tavola 93 la brocca askoide è indicata come n. 561, mentre l’illustrazione
corrisponde alla descrizione dell’esemplare n. 560.
49
50
12
ILARIA CALOI
[RdA 32-33
fig. 1 - Pianta dell’insediamento di Festòs, con indicazione di alcuni fra i più significativi contesti di
rinvenimento delle brocchette askoidi decorate con lunule.
2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
co. È un esemplare realizzato a mano, recuperato
nei cosiddetti West Polychrome Deposits, che contengono per lo più materiale databile tra il MM IIB e
il MM IIIA 57.
Il caso delle brocchette askoidi decorate con serie di lunule in dark on light
Varianti morfologiche e stilistiche
Si è avuto modo di notare che il tipo di brocchetta askoide più diffuso a Festòs, nonché in altre
aree di Creta, si caratterizza per una decorazione
in vernice scura su fondo chiaro, costituita da due
serie di lunule che si dipartono da sotto il becco e
si incontrano sotto l’ansa, talora a formare un cerchio attorno all’attacco della medesima. Le brocchette askoidi così decorate sono attestate in diverse
varianti sia morfologiche che decorative; le varianti
morfologiche si possono distinguere in tre tipi principali (v. infra, Appendice, p. 21):
‒ Tipo 1: formato medio-piccolo (h. 10-15 cm),
caratterizzato da un profilo ovoide con diametro massimo ridotto; si distingue per una scarsa asimmetria del corpo; il collo è largo e corto,
e il becco poco rialzato.
‒ Tipo 2: formato medio (h. 15-22 cm), caratterizzato da un profilo ovoide panciuto, con parte
posteriore sporgente, diametro massimo elevato
e situato sotto l’attacco inferiore dell’ansa.
‒ Tipo 3: formato medio-grande (h. 20-27 cm),
profilo panciuto con un diametro massimo elevato e basso, su largo fondo piatto.
Per quanto concerne le variazioni stilistiche,
queste riguardano il tipo di banda obliqua, la frequenza e l’ordine in cui compaiono sul vaso, ed
infine il numero e la posizione delle fasce orizzontali, solitamente dipinte sul collo e/o al limite del
fondo.
Il tipo 1 si associa spesso ad una decorazione
che consiste in una serie di fascette del medesimo
spessore, che salgono dal fondo sino al collo, e più
specificamente fino ad una fascia orizzontale disposta su quest’ultimo, con la quale si fondono. È questa la variante morfologica e stilistica che sembra
57
MacGillivray 1998, p. 33.
13
diffondersi per prima, ovvero tra la fine del periodo
Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale in contesti
funerari (cfr. Haghia Triada).
Il tipo 2 che sembra il più comune si caratterizza invece, per una serie di varianti stilistiche. Per
quanto riguarda le lunule, queste possono essere
vere e proprie fascette, di uguale spessore oppure
possono avere la forma di foglie lanceolate. Si ritrovano disposte solamente sulla spalla, oppure salgono dalla base al collo. Quando occupano solo la
parte superiore del vaso si dipartono da una fascia
orizzontale disposta all’incirca a metà vaso, mentre
quando partono dal fondo salgono da una fascia
disposta alla base.
A seconda della disposizione delle lunule sulla brocchetta, il tipo 2 si presenta nelle tre seguenti varianti:
‒ decorato con lunule che vanno dal collo alla
base, e precisamente dalla fascetta dipinta sul
collo a quella al limite del fondo (tavv. I, d;
III, a);
‒ decorato con lunule lanceolate, che vanno dalla fascetta dipinta sul collo fino a quella disposta sotto al diametro massimo; al di sotto di
quest’ultima si ha una sola fascetta al limite del
fondo, oppure due o tre parallele (tav. I, a, b);
‒ decorato con lunule lanceolate che salgono dalla fascetta al limite del fondo fino al collo, non
dipinto (tavv. I, c; III, b).
Il tipo 2 è il più diffuso a Festòs, dove si rinviene
in numerosi contesti databili dal MM IB al MM IIB
finale, ed è il solo tipo attestato negli insediamenti
cretesi che hanno restituito brocchette askoidi, ossia
Kommòs, Monastiraki e Mallia (cfr. Appendice, p.
21). La decorazione più comune sugli esemplari di
questi centri è quella caratterizzata da lunule limitate alla parte superiore del vaso.
Il tipo 3 si presenta spesso decorato con lunule lanceolate che salgono da una fascia al limite
del fondo, fino al collo, decorato con una fascetta
o non dipinto. Si ritrova in contesti misti del MM
IIA-MM IIB, come il riempimento del Bastione II
(F. 1950: tav. II, c) e quello del bancone del vano IL
(es. F. 230 e F. 240: tavv. II, b; III, c), oppure in depositi del MM IIB finale.
14
ILARIA CALOI
Distribuzione e funzionalità
Necropoli
Gli esemplari più antichi di brocchette decorate con lunule si ascrivono a contesti funerari. Della già citata brocchetta n. 288 58, recuperata nelle
Camerette a Sud della tholos A di Haghia Triada,
non si conosce l’esatto contesto di rinvenimento, e
pertanto non si possono fornire dati riguardanti le
associazioni di quest’ultima con altri vasi. La brocchetta mostra dimensioni molto ridotte, ossia un’altezza di 9,5 cm e un diametro massimo di 7,8 cm,
e si può inquadrare nel tipo 1 per la scarsa asimmetria del corpo. È prodotta a mano e si caratterizza per una decorazione poco curata, rappresentata
da bande che salgono dal fondo fino alla fascetta
orizzontale dipinta sul collo. La forma e la manifattura potrebbero collocarla alla fine del periodo
Prepalaziale (MM IA finale) oppure all’inizio del
Protopalaziale (MM IB).
La brocchetta n. 289 59, recuperata nella cameretta 6 del complesso, è dipinta con rade bande diagonali che vanno dal fondo al collo, secondo una
decorazione che non si discosta molto dallo schema
delle lunule. È una brocchetta di piccolo formato,
che come forma appartiene ancora al tipo 1, ma che,
diversamente dalla precedente, risulta tornita; per
questo la si può collocare nel MM IIA.
La già menzionata brocchetta della necropoli di
Koumasa è lavorata a mano e mostra dimensioni
ridotte (h. 13 cm) 60; l’accentuata asimmetria del corpo e l’ampio arco creato dall’ansa la inseriscono nel
tipo 2 e la accomunano agli esemplari del MM IB di
Festòs (v. infra). L’area di ritrovamento AB, situata
fra le tholoi B ed E, fu verosimilmente utilizzata per
qualche seppellimento nelle fasi AM II-MM IA 61,
tuttavia, dal periodo Protopalaziale potrebbe, invece, aver funto da area di accumulo di vasi destinati
al versamento di liquidi come l’adiacente area D,
[RdA 32-33
sita fra le tholoi A ed E. Xanthoudides, infatti, riferisce della presenza di molti vasi, da lui datati tra
il MM I e il MM II, rinvenuti nei pressi delle tholoi
B ed E, ma soprattutto nell’area che intercorre tra
le due costruzioni. Si tratta, in effetti, di una buona
concentrazione di brocchette 62, sia monoansate che
triansate, decorate per lo più à la barbotine, e databili tra il MM IB e il MM IIA sulla base dei raffronti
con gli esemplari di Festòs 63.
Le due brocchette askoidi rinvenute nel complesso funerario di Kamilari sono di diverso formato
e appartengono a due tipi differenti. La prima (F.
2766), alta 14,5 cm e appartenente al tipo 1 per la
scarsa asimmetria, è ornata con fascette che salgono
dal fondo, non decorato, fino alla fascetta dipinta
sul collo. La seconda (F. 2754: tav. I, a), di 21,2 cm
di altezza, appartiene al tipo 2 e presenta lunule
lanceolate che, da una fascia disposta a metà corpo, salgono fino alla fascia dipinta sul collo. Sono
entrambe lavorate a mano, simili per manifattura
agli esemplari festii del MM IB e, in effetti, si sono
recuperate in associazione con altri vasi databili al
MM IB. L’interesse per le due brocchette risiede nel
fatto che si sono trovate nel cortile situato a Nord
della tholos, addossate al muretto di delimitazione
del medesimo, dove si è recuperato un accumulo
di vasi interi destinati tutti al versamento di sostanze liquide 64. Si tratta, verosimilmente, di vasi per
offerte rimossi dalla camera principale della necropoli, dopo una delle tante pulizie cui era soggetta
la tholos per fare posto a nuovi defunti.
È significativo che tutte le brocchette askoidi rinvenute in complessi sepolcrali sono associate a vasi
destinati al versamento di liquidi, e quindi connessi
allo svolgimento di riti, verosimilmente di libagione. Si è già constatato che all’inizio del Protopalaziale (MM IB), nella necropoli di Haghia Triada,
sono attestati riti di libagione, che non sembrerebbero prevedere il consumo di bevande (Cultraro
2000). Per questa fase, infatti, le camerette a Sud
Banti 1931, p. 222, fig. 130.
Banti 1931, p. 222, fig. 131.
60
Xanthoudides 1924, p. 41, n. 4152, tav. V.
61
Xanthoudides 1924, pp. 4, 21 ; per la pianta di Koumasa v. tav. LXI.
62
Xanthoudides 1924, pp. 42-43, tav. V.
63
Caloi 2009, pp. 414, 431.
64
È attualmente in corso una revisione delle strutture e del materiale della necropoli di Kamilari, svolto dalla Dott. ssa D.
Novaro, dal Dott. Girella e da me medesima. In particolare, il mio studio, oggetto della tesi di dottorato presso l’Università di Firenze (“I depositi ceramici del MM IB-MM IIB della necropoli di Kamilari, Creta”), riguarda le fasi Protopalaziali del
complesso sepolcrale (MM IB-MM IIB).
58
59
2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
della tholos A hanno restituito numerose brocchette,
ma non vasi potori (Cultraro 2000). Anche a Koumasa la brocchetta askoide si è rinvenuta in un’area
destinata all’accumulo di vasi per versare, per lo
più brocchette. La situazione non differisce nel caso
di Kamilari, dove le due brocchette askoidi del cortile si sono recuperate insieme ad altri vasi dalla
funzione affine. È interessante rilevare che la ceramica del MM IB rinvenuta sia nel cortile, sia nel
resto della necropoli, ossia all’interno della tholos e
nell’anticamera a, comprende solo piatti e vasi destinati al versamento di sostanze liquide, mentre i
vasi potori risultano assenti. È questo un dato importante perché ci permette di ipotizzare che anche
a Kamilari nel MM IB i rituali che si svolgevano
presso la tomba prevedevano solo atti di libagione
e di offerte (piatti), senza il consumo di bevande.
L’associazione della brocchetta askoide con altri
vasi per versare lascia pensare che questo tipo di
brocchetta, così singolare nella forma e nella ricorrente decorazione, svolgesse una funzione peculiare. Si può ipotizzare che fosse destinata a contenere
un liquido specifico, che in un contesto funerario
potrebbe essere stato un particolare tipo di olio,
magari profumato.
Insediamenti
È nel MM IB che si vede la comparsa delle prime
brocchette askoidi decorate con lunule in contesti
insediativi, e principalmente a Festòs. Si è già detto che l’esemplare più antico si rinviene nel vano b
del quartiere festio di Haghia Fotinì, e in particolare
in un contesto chiuso del MM IB, ovvero nel riempimento della banchina posta lungo la parete occidentale dell’ambiente, interpretato come working
place (Caloi 2005). Questa brocchetta (F. 870) 65 appartiene al tipo 2 ed è decorata in vernice rossa
con foglie lanceolate che si dipartono da una fascetta orizzontale posta sotto il diametro massimo
e che salgono fino al collo, non decorato; un’altra
fascetta orizzontale è dipinta presso la base. L’elemento interessante è che la brocchetta è associata
a vasi destinati al versamento di liquidi, ma anche
a contenitori di sostanze, sia solide che liquide; nel
15
riempimento della banchina si rinvennero, infatti,
pitharakia, stamnoi e brocchette di vario tipo 66. Il ritrovamento di una brocchetta askoide in un ambiente legato alla lavorazione e alla preparazione di cibi
rende verosimile l’ipotesi che anche in questi casi la
brocchetta contenesse un liquido specifico.
Di forma affine alla precedente sono le due brocchette, già menzionate, provenienti dal vano k2 del
medesimo quartiere di Haghia Fotinì (F. 2502 e F.
2503: tav. I, b, c), entrambe di medio formato (h.
17-19 cm) ed attribuibili al tipo 2. L’esemplare F.
2503 è dipinto con lunule terminanti sul collo, non
decorato, molto simili a quelle della brocchetta trovata nel vano b di H. Fotinì. La brocchetta F. 2502
mostra, invece, le lunule racchiuse tra una fascia al
limite del fondo e una sul collo, secondo uno schema già visto per le brocchette rinvenute nella necropoli di Kamilari. Pur provenendo da un contesto
non stratificato, con materiale databile tra il MM IB
e le fasi non finali del MM IIB, dai raffronti con
esemplari del MM IB, le due brocchette del vano
k2 potrebbero ancora datarsi al MM IB. All’interno del vano k2, le due brocchette erano associate a
vasi di medie dimensioni, destinati al contenimento (pitharakia) 67 o al versamento di sostanze liquide
(olle/bricchi stamnoidi e brocchette) 68; l’associazione delle brocchette askoidi con contenitori per liquidi lascia presupporre che quest’ultime venissero
utilizzate per il prelievo di sostanze dai recipienti,
e forse anche per il trasporto al di fuori degli ambienti, considerata la praticità di un’ansa grossa, rialzata e molto sviluppata in senso orizzontale, che
tanto ricorda le anse delle anfore festie a bocca rotonda 69.
Gli esemplari del tipo 2 attribuibili al MM IB
presentano una decorazione piuttosto corrente (tav.
I, a-d), che, nelle fasi successive, pur presentandosi
secondo lo stesso schema si rivela più curata nella resa, ma soprattutto più attenta al rispetto della simmetria (es. F. 5591: tav. III, b). Il tipo 2 è, infatti, attestato, in diverse varianti stilistiche, sia in
contesti festii del MM IIA-MM IIB (vano IL) e del
MM IIB finale (vani LI, LIII e LV; vani della casa ad
Ovest del Piazzale I), sia in depositi del MM IIB di
altri centri di Creta.
Levi 1976, F. 870, tav. 25 c.
Caloi 2005, pp. 28-30.
67
Levi 1976, p. 651, F. 2505 e F. 2506 (h. 19-20 cm).
68
Levi 1976, p. 651, F. 2497 (bricco stamnoide, h. 24 cm), F. 2498 (olla, h. 15 cm), F. 2530 (brocchetta a tre anse, h. 14,7 cm).
69
Cfr. Levi-Carinci 1988, tav. 18 a-d.
65
66
16
ILARIA CALOI
Il vano IL ha restituito brocchette askoidi provenienti da contesti precedenti a quelli della distruzione finale del Palazzo festio, e quindi databili ad
un momento anteriore alla fine del MM IIB. Si tratta
del già menzionato accumulo rinvenuto al di sotto
del piano del bancone, e verosimilmente all’interno di esso, che comprende vasi di funzione diversa, fra cui numerosi skutelia e tazze, parecchi piatti, brocchette e ollette, ma anche vasi specializzati
quali rhyta, lampade e bracieri 70. Fra questi si cita
la brocchetta F. 31 (tav. I, e), del tipo 2, che mostra
rade fasce, piuttosto larghe, che girano attorno alla
spalla del vaso, salendo da una fascia orizzontale
disposta sotto l’ansa; al di sotto sono dipinte altre
due fasce orizzontali parallele.
Le altre due brocchette, F. 230 e F. 240, del medesimo ambiente, appartengono al tipo 3. La brocchetta F. 230 (tav. II, b) riprende il più comune schema decorativo delle lunule che salgono dal fondo
fino ai pressi della fascetta dipinta sul collo. La
brocchetta frammentaria F. 240 (tav. III, c), di cui
non si conosce con esattezza il punto di rinvenimento, mostra, invece, una singolare accuratezza
nella realizzazione assolutamente simmetrica dello schema decorativo, costituito da foglie lanceolate che salgono fino al collo, non decorato. Questa
medesima cura nella decorazione si riscontra nella brocca del Bastione II (F. 1950, tav. II, c), ugualmente appartenente al tipo 3 per il basso rapporto
tra l’altezza (h. 21,3 cm) e il diametro massimo (19
cm), la quale mostra un’ulteriore accortezza decorativa, ossia la presenza di un triangolo nero che
sale dalla base con la punta verso l’alto, in corrispondenza del becco 71.
Un’altra brocca festia del tipo 3, di grandi dimensioni (h. 27 cm), che si caratterizza per l’altezza pari al diametro massimo del vaso, proviene dai
magazzini XXVII-XXVIII (F. 961: tav. II, d), e, con
ogni probabilità dal vano XXVIII. È decorata con lunule rade che salgono da una fascetta situata presso
la circonferenza massima, e poi da altre due fascet-
[RdA 32-33
te orizzontali più sotto, secondo uno schema decorativo già visto nella brocchetta F. 31 del vano IL
(tav. I, e). Sebbene si conosca poco dell’esatto punto di ritrovamento della brocchetta 72, l’interesse di
questo esemplare risiede nell’ambiente da cui proviene, così definito da Carinci “… uno spazio genericamente destinato alla conservazione – un magazzino annesso al vano IL – di modesti quantitativi
di beni liquidi o solidi, con qualche vaso adibito al
prelievo o al travaso dei liquidi stessi …” 73. È proprio a queste ultime funzioni che potrebbe essere
servita la brocchetta askoide rinvenuta nel magazzino. A questo punto non stupisce la presenza di
due brocchette askoidi in un altro magazzino del
Primo Palazzo, ossia nel vano XXI, che ha restitui­
to tre enormi pithoi Protopalaziali 74. Le già citate
brocchette (v. supra) 75 sono entrambe appartenenti
al tipo 3, ma assai diverse per formato e per decorazione. L’una, di medie dimensioni (h. ca. 18 cm),
è decorata con lunule di grande spessore, mentre
l’altra presenta un’altezza elevata (h. ca. 30 cm) con
diametro massimo al limite del fondo, ed è dipinta
con lunule sottili e fitte.
Ugualmente interessanti risultano le associazioni delle brocchette askoidi rinvenute negli strati di
distruzione dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo, e
in particolare nei livelli del primo piano dei vani
LI, LIII, LV, che sono ambienti con valenza rituale,
destinati a particolari preparazioni.
Il primo piano dell’ambiente LI, dove la brocchetta F. 640 si è rinvenuta insieme a pitharakia e
bricchi stamnoidi 76, potrebbe essere un piccolo magazzino specializzato, destinato alla preparazione di liquidi connessi al contenuto dei pitharakia
lì conservati, come già proposto da Carinci (Carinci 2001).
Al primo piano del vano LV 77, associate alla
brocca askoide (F. 1060) si sono rinvenute diverse
anfore, ossia contenitori adatti al trasporto, cui la
brocchetta potrebbe essere servita per il prelievo
o il travaso dei liquidi in esse conservati. Per en-
Levi 1976, pp. 44-58.
Levi 1976, F. 1950, tav. 90 l.
72
La scheda di inventario, conservata nell’archivio della Scuola Archeologica di Atene, non riporta con precisione il luogo di
rinvenimento del pezzo.
73
Carinci 2001, p. 486.
74
Pernier 1935, pp. 277-282.
75
Pernier 1935, figg. 162-163.
76
Per un esame della ceramica rinvenuta nel vano LI cfr. Carinci 2001, pp. 486-490.
77
Per un esame della ceramica rinvenuta nel vano LV cfr. Carinci 2001, p. 491.
70
71
2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
trambi gli ambienti, connessi alla preparazione e
manipolazione di liquidi, non si può escludere la
possibilità che le brocchette askoidi venissero utilizzate per il liquido che contenevano, verosimilmente
olio, forse aromatizzato.
Infine, dal piano terreno del sottoscala tra i vani
LIII e LV, interpretato come un ripostiglio, si è rinvenuta una brocchetta askoide singolare (F. 1432) 78,
che ricorda esemplari del MM IIB finale della casa
ad Ovest del Piazzale I per la decorazione in bianco sovradipinta sulla vernice scura (cfr. F. 7176, tav.
III, d). La brocchetta è, infatti, decorata con tre trattini bianchi verticali su ciascuna delle lunule che
salgono dal fondo, e con altri tre sulla fascia nera
del collo.
Tra i contesti festii più interessanti in cui si sono
recuperate brocchette askoidi, si ha la casa situata
nella terrazza inferiore del quartiere sito ad Ovest
del Piazzale I del palazzo. Nei vani LXXXV e XCIV
della casa, si è rinvenuto un buon numero di brocchette che si possono genericamente attribuire al
tipo 2, ma che presentano particolarità stilistiche.
La brocchetta F. 4939 (tav. III, a) 79, proveniente dal
vano LXXXV, presenta un’asimmetria accentuata e
delle larghe fasce che salgono da una banda situata presso il fondo e terminano su una fascetta disposta sul collo. La brocchetta F. 5991 (tav. III, b) 80,
rinvenuta nel deposito pavimentale del vano XCIV,
risulta invece decorata con lunule lanceolate che
salgono da una fascia disposta sotto l’ansa e che
creano una decorazione assolutamente simmetrica.
Le lunule formano un cerchio attorno l’ansa, e da lì
si dipartono fino ad incontrarsi sotto al becco con
un motivo ad ali di farfalla stilizzate. Questa stessa
decorazione si vede nella brocchetta frammentaria
F. 7176 (tav. III, d), recuperata nello stesso deposito pavimentale del vano XCIV 81, la quale mostra il
collo completamente verniciato, secondo uno schema decorativo già incontrato sui due esemplari rinvenuti rispettivamente nel Cortile 40 e nel vano IL
(v. supra F. 1392 e F. 244: tav. II, a), nonché sulle coe­
ve brocche askoidi decorate con la tecnica mista. Lo
17
sgrondo della brocchetta F. 7176 (tav. III, d) è inoltre
sovradipinto con tre trattini orizzontali bianchi, che
richiamano il già menzionato esemplare del sottoscala tra i vani LIII e LV (F. 1432). Entrambe le brocchette del vano XCIV (F. 5591 e F. 7176: tav. III, b,
d) mostrano, inoltre, una nuova particolarità decorativa, ossia l’ansa decorata con crocette dipinte;
questa variante stilistica sostituisce i più semplici trattini attestati sulle anse delle brocchette delle
fasi precedenti.
L’interesse della casa ad Ovest del Piazzale I è
dato anche dal contesto in cui si sono trovate le
brocchette, che è un deposito pavimentale databile al MM IIB finale, ossia al momento della distruzione del palazzo. A. Speziale ha già sottolineato
la contemporaneità del materiale rinvenuto nei livelli di questa casa, e in particolare dei vani comunicanti LXXXV e XCIV, con quello degli strati di
distruzione dei vani del quartiere Sud-occidentale
del palazzo 82. Le brocchette recuperate in questi
vani sono pertanto databili con sicurezza al MM IIB
finale. La complessità dei ritrovamenti dei singoli
ambienti lascia pensare che questi fossero destinati
ad attività varie, connesse con la conservazione e la
preparazione di cibi, ma anche con la lavorazione
artigianale (Speziale 2001).
Le brocche askoidi decorate con lunule che si rinvengono in contesti insediativi al di fuori di Festòs
sono tutte attribuibili al tipo 2. Nel vicino centro di
Kommòs, pur essendo i ritrovamenti più numerosi, sono attestati solo esemplari frammentari, mentre rispettivamente dal centro di Monastiraki e dal
Quartier Mu di Mallia provengono due brocchette
askoidi integre.
Da Kommòs si sono recuperati un esemplare incompleto e diversi frammenti di brocchetta askoide,
la maggior parte dei quali provengono da un’area
abitativa situata al centro dell’insediamento e denominata Central Hillside. Il primo esemplare, privo di collo (h. max. 16,8 cm), si è rinvenuto in un
contesto datato da Betancourt al MM IIA 83. È decorato con lunule che, da una fascetta disposta a tre
Levi 1976, tav. 89 i.
Levi 1976, p. 521, F. 4939, tav. 90 h.
80
Levi 1976, p. 539, F. 5591, tav. 90 e.
81
La brocchetta F. 7176 è stata ricostruita da A. Speziale, nel corso della revisione del materiale rinvenuto nella casa ad Ovest
del Piazzale I, da lei effettuata per la tesi di specializzazione svolta presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene: cfr. Speziale 1995, catalogo vano XCIV, n. 21.
82
Speziale 2001, pp. 163-164.
83
Betancourt 1990, n. 1019, fig. 44, tav. 56.
78
79
18
ILARIA CALOI
quarti del vaso, salgono fino al collo, che non sembra decorato. Un’altra brocchetta molto più frammentaria 84 si è identificata nella medesima zona,
ma in un contesto misto del MM IIA-MM IIB. La
decorazione è costituta da fascette che, limitandosi
alla sola spalla, salgono da una banda orizzontale
sotto il diametro massimo fino alla fascetta dipinta
sul collo. Dalla medesima Central Hillside, e in particolare da un riempimento omogeneo del MM IIB,
sito nei vani 35-36, si è individuato un altro pezzo
di brocchetta askoide 85. Di recente, si è poi rinvenuto un ulteriore frammento, che è stato pubblicato come un’importazione della Creta orientale, pur
presentando la solita decorazione festia delle lunule 86. Il frammento proviene dalle fondazioni del
Building AA di Kommòs ed è stato genericamente datato al MM II sulla base dei confronti con le
brocche di Festòs, dal momento che il riempimento delle trincee di fondazione del Building AA presenta ceramica dal MM IB al MM IIB. Purtroppo,
poco si può dire sui molti frammenti di brocchette askoidi recuperati a Kommòs, poiché provengono da contesti misti, e risultano quindi poco utili ai fini della cronologia e della funzionalità dei
pezzi.
La brocca askoide di Monastiraki è un esemplare
di medio formato e mostra una decorazione a lunule che salgono da una fascetta disposta sotto al
diametro massimo del vaso e si fermano alla fascetta dipinta sul collo, limitandosi a decorare la spalla
del vaso 87. Della brocca non si conosce il contesto
di rinvenimento, e pertanto risulta difficile discuterne le possibili associazioni e quindi la funzionalità. Si ritiene, tuttavia, importante sottolineare che
per il centro di Monastiraki, particolarmente legato al palazzo di Festòs (Kanta 1999; Kanta 2006),
è pienamente giustificabile una forte affinità nelle
produzioni ceramiche, come appare chiaro dai materiali noti, fra i quali sono attestate anche anfore.
Alla luce delle associazioni riscontrate a Festòs tra
Betancourt 1990, n. 660, fig. 32, tav. 40.
Van de Moortel 1997, n. 4183, pp. 149-150, fig. 44.
86
Van de Moortel 2006, n. je/34, pp. 308, 638, tav. 3.18.
87
Kanta 1999, tav. LXXXIII a.
88
Poursat-Knappett 2005, n. 374, tav. 18.
89
Poursat-Knappett 2005, pp. 159-160, 250, fig. 40, tav. 62 b.
90
A questo proposito cfr. Poursat-Knappett 2006.
84
85
[RdA 32-33
brocchette askoidi e anfore, non sembra inverosimile
pensare che entrambi i tipi di vasi fossero particolarmente legati alle produzioni festie o eventualmente importati dalla medesima Festòs.
L’esemplare di Mallia, proveniente dagli strati
di distruzione del MM IIB finale del Quartier Mu, è
caratterizzato da una serie di lunule che si limitano
alla sola spalla del vaso, mentre la parte inferiore
è decorata con tre larghe bande orizzontali 88. La
brocchetta askoide si è trovata nel magazzino I7 del
Bâtiment A, ossia in un ambiente quadrato, dotato
di banchine su tre lati, sulle quali si sono recuperati 15 vasi da stoccaggio di piccola portata 89. Risultano, infatti, assenti i pithoi e scarse le anfore, che
sono solo due; sono, invece, numerose le jarres (13),
corrispondenti agli stamnoi, e le brocche. Poursat e
Knappett hanno già sottolineato la preponderanza di pithoi e di anfore all’interno del Bâtiment A,
ma soprattutto l’elevato numero di importazioni,
costituite per lo più da anfore e da jarres (Poursat-Knappett 2005). In particolare, il magazzino I7
del Bâtiment A risulta di particolare interesse per la
presenza al suo interno di importazioni della Messara, ossia di un’anfora, dalla forma molto caratteristica e standardizzata, e della suddetta brocchetta askoide. Si constata, pertanto, ancora una volta,
l’associazione tra anfore e brocchette askoidi. Non
sembra, quindi, inverosimile ipotizzare che questo
tipo di brocchetta, così standardizzata nella forma
e soprattutto nella decorazione, venisse esportata
per il suo contenuto, in associazione con le anfore
messariote 90.
È interessante notare che gli esemplari rinvenuti negli insediamenti al di fuori di Festòs sono tutti
di formato medio-grande, appartengono al tipo 2
e presentano una decorazione limitata alla spalla;
richiamano, quindi, esemplari più comuni in contesti del MM IB, quali Kamilari (F. 2754: tav. I, a)
e il vano b di Haghia Fotinì (F. 870), pur essendo
stati trovati in contesti del MM IIB.
2008-2009]
SITO
Haghia Triada,
necropoli
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
AREA
camerette a Sud
tholos A
Koumasa,
necropoli
Kamilari,
necropoli
CONTESTO DI
RITROVAMENTO
MM IB
MM IIA
Palazzo
presso il muretto NO
XX
XXXX
vano LV
X
vano LI
X
sottoscala tra vani
LIII e LV
X
vano LX
X
magazzino XXI
XX
magazzini XXVIIXXVIII
X
Bastione II
Haghia Fotinì
Festòs,
quartieri abitativi
Kommòs
vano b
X
vano k2
XX
X
vano XCIV
Central Hillside
contesto misto
Central Hillside
context 17
Central Hillside
vani 35-36
Building AA
trincee di fondazione
Monastiraki
Mallia,
Quartier Mu
X
vano LXXXV
ad Ovest Piazzale I
MM IIB
finale
X
vano IL
Festòs
MM IIA/
MM IIB
X
area AB
cortile esterno
MMIA/
MMIB
19
XX
X
X
X
X
X
Bâtiment A
magazzino I 7
X
tab. n. 1 ‒ Tabella riassuntiva dei contesti di rinvenimento delle brocchette askoidi decorate con lunule, con indicazione
della cronologia dei contesti medesimi.
Considerazioni conclusive
La presente analisi delle brocchette askoidi dipinte con il motivo delle lunule è nata dalla convinzione che questa ricorrenza della decorazione fosse
un elemento identificativo di un determinato liquido, contenuto nelle medesime. Quest’idea è corroborata dal fatto che, sebbene a Festòs la brocchetta
askoide sia presente in diverse varianti decorative,
l’unico tipo askoide che si rinviene al di fuori di
Festòs si caratterizza per il ricorrente motivo a lunule.
Tra la fine del Prepalaziale e gli inizi del Protopalaziale le brocchette askoidi sono diffuse solo in
contesti funerari, ossia ad Haghia Triada, e successivamente, nel MM IB, anche a Koumasa e Kamilari. Gli esemplari provenienti da complessi sepolcrali sembrano per lo più legati allo svolgimento di riti
funerari, connessi col versamento di sostanze liquide, e quindi verosimilmente con riti di libagione.
20
ILARIA CALOI
È quindi probabile che le brocchette askoidi decorate con lunule venissero utilizzate in questi contesti
proprio per il liquido che contenevano.
Nel MM IB la brocchetta askoide compare nell’insediamento di Festòs in aree ugualmente connesse
all’uso di liquidi, e, specificamente, in contesti legati alla lavorazione/preparazione o comunque al
trasporto di sostanze liquide. Sembra, pertanto, verosimile che l’impiego della brocchetta askoide fosse, ancora una volta, collegata al suo contenuto. È
significativo, infatti, che sia nei quartieri abitativi
del MM IB (i vani b e k2 di Haghia Fotinì), sia
negli ambienti dell’edificio Sud-Ovest del Palazzo,
databili al MM IIB finale, le brocchette askoidi sono
sempre associate a contenitori di medie dimensioni,
come i pitharakia, ad anfore, destinate al trasporto,
o ad altri vasi specializzati per i liquidi, quali olle o
bricchi stamnoidi. Sembra quindi ipotizzabile che la
brocchetta askoide potesse rivestire due funzioni: la
prima, come vaso adatto al travaso o prelievo di liquidi, la seconda, come vaso per versare, contenente uno specifico liquido. Nei magazzini del Palazzo
(XXI e XXVII-XXVIII), invece, le brocche askoidi, di
formato (h. 27-30 cm) e quindi di capienza maggiore, sono associate a vasi di grosse dimensioni,
per lo più pithoi.
Nel MM IIB si assiste ad una maggiore attestazione della brocchetta askoide in aree diverse da Festòs, ma anche ad una diffusione in altri centri insediativi non solo della Messarà, quali Kommòs, ma
anche esterni ad essa; si sono rinvenute brocchette
askoidi a Monastiraki, nella Valle di Amari e a Mallia, nella Creta nord-orientale.
L’attestazione di parecchie brocchette askoidi
frammentarie a Kommòs si limita a confermare la
condivisione delle produzioni vascolari dei centri
[RdA 32-33
messarioti di Festòs e Kommòs. Lo stesso si potrebbe dire per la presenza di una brocca askoide a
Monastiraki, riconosciuto come centro ricettivo dei
prodotti di Festòs, tuttavia, il rinvenimento sia di
anfore sia di una brocca askoide di produzione festia
riconduce alla ricorrente associazione dei tipi askoidi con i vasi specializzati per i liquidi. Ci si chiede,
quindi, se anche la brocca askoide, proprio come le
anfore, viaggiasse insieme ad esse, quale vaso da
trasporto di un liquido specifico o quale accessorio asservito alle medesime anfore. In tal senso, la
conformazione dell’ansa delle brocche askoidi, ossia
rialzata, ad ampio arco e con un notevole sviluppo in senso orizzontale, si rivela interessante per
la sua somiglianza con quelle delle anfore a bocca rotonda.
A proposito di associazioni tra anfore e brocche
askoidi, risulta particolarmente rilevante l’esemplare
askoide proveniente dal magazzino I7 del Bâtiment A
del Quartier Mu, in quanto si tratta di un’importazione di Festòs trovata in associazione con un’anfora, ugualmente importata dal centro festio. Il fatto
che la brocchetta askoide decorata con il motivo a
lunule si identifichi facilmente come importazione,
è coerente con la possibilità che venisse usata proprio come vaso da trasporto. La sua inconfondibile
decorazione potrebbe, inoltre, essere connessa con
la sua ipotetica funzione di vaso destinato all’esportazione di uno specifico liquido, verosimilmente di
produzione messariota. L’analisi dei residui presenti all’interno degli esemplari rinvenuti permetterebbe il riconoscimento delle sostanze che questi tipi di
brocchette contenevano. È pertanto auspicabile che,
in futuro, nuovi scavi e ricerche possano contribuire ad una maggiore comprensione della funzione di
questa peculiare e multi-funzionale brocchetta.
2008-2009]
LE BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE A CRETA
21
Appendice
Elenco delle brocchette askoidi con decorazione a lunule attestate a Creta, con
indicazione della provenienza, del tipo e della datazione
Necropoli
‒ n. 288 (C. 4013) (Banti 1931) Haghia Triada, Camerette a Sud Tholos A ‒ n. 4152 (Xanthoudides 1924)
Koumasa, Area A ‒ F. 2766 (Levi 1976) Kamilari, Cortile esterno ‒ F. 2754 (Levi 1976) Kamilari, Cortile esterno
tipo
tipo
tipo
tipo
1
2
1
2
(MM
(MM
(MM
(MM
IA/MM IB)
IB)
IB)
IB)
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
tipo
2
2
2
2
2
3
3
2
3
2
3
2
3
3
3
2
2
2
2
2
2
2
2
2
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
(MM
IB)
IB?)
IB?)
IB?)
II)
II)
II)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
IIB)
II)
II)
II)
II)
IIB)
IIB)
Insediamenti
‒ F. 870 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano b
‒ F. 2502 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano k2
‒ F. 2503 (Levi 1976) Festòs, Haghia Fotinì, vano k2
‒ F. 718 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano IL
‒ F. 31 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano IL
‒ F. 230 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano IL
‒ F. 240 (Archivio SAIA)Festòs, Palazzo, vano IL
‒ F. 1060 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano LV
‒ F. 640 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano LI
‒ F. 1432 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, sottoscala LIII-LV
‒ F. 1496 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, vano LX
‒ C. 3916 (Pernier 1935)
Festòs, Palazzo, magazzino XXI
‒ C. 1643 (Pernier 1935)
Festòs, Palazzo, magazzino XXI
‒ F. 961 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, magazzini XXVII-XXVIII
‒ F. 1950 (Levi 1976)
Festòs, Palazzo, Bastione II
‒ F. 4939 (Levi 1976)
Festòs, Ovest del Piazzale I, vano LXXXV
‒ F. 5591 (Levi 1976)
Festòs, Ovest del Piazzale I, vano XCIV
‒ F. 7176 (Speziale 1995)
Festòs, Ovest del Piazzale I, vano XCIV
‒ n. 1019 (Betancourt 1990)
Kommòs, Central Hillside
‒ n. 660 (Betancourt 1990)
Kommòs, Central Hillside, context 17
‒ n. 4183 (Van de Moortel 1997)
Kommòs, Central Hillside, vani 35-36
‒ n. je/34 (Van de Moortel 2006)
Kommòs, Building AA
‒ Mus. Reth. 4749 (Kanta 1999)
Monastiraki
‒ n. 374 (Poursat-Knappett 2005)
Mallia, Quartier Mu, Bâtiment A, mag. I7 22
ILARIA CALOI
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Stefani E. 1931, La grande tomba a tholos di Haghia Triada, in
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Xanthoudides S. 1924, The Vaulted Tombs of Messara, London.
CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE
[RdA 32-33, 2008-2009]
TAV. I
a)
b)
d)
c)
e)
a) F. 2754 (foto autore) dalla necropoli di Kamilari; b) F. 2502 (foto Archivio SAIA: B/7398) dal vano k2
del quartiere di Haghia Fotinì, Festòs; c) F. 2503 (foto Archivio SAIA: B/7399) dal vano k2 del quartiere
di Haghia Fotinì, Festòs; d) F. 718 (foto Archivio SAIA: B/16724 e C/6192) dal vano IL del quartiere SudOvest del Palazzo di Festòs; e) F. 31 (foto Archivio SAIA: C/6439) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest
del Palazzo di Festòs
TAV. II [RdA 32-33, 2008-2009]
CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE
a)
b)
c)
d)
a) F. 244 (foto Archivio SAIA: C/6445-C/6444) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs; b) F.
230 (foto Archivio SAIA: B/3929) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs; c) F. 1950 (foto Archivio SAIA: B /6072) dal riempimento del Bastione II, Festòs; d) F. 961 (foto archivio SAIA:
B/16688) dai magazzini XXVII-XXVIII, Festòs
CALOI - BROCCHETTE ASKOIDI NEL PERIODO PROTOPALAZIALE
a)
[RdA 32-33, 2008-2009]
b)
c)
d)
a) F. 4939 (foto Archivio SAIA: B/11456) dal vano LXXXV della casa ad Ovest del Piazzale I, Festòs; b) F. 5591 (foto Archivio SAIA: B/16412) dal vano XCIV della casa ad Ovest del Piazzale I,
Festòs; c) F. 240 (foto Archivio SAIA: B/16655) dal vano IL del quartiere Sud-Ovest di Festòs;
d) F. 7176 (foto autore) dal vano XCIV della casa ad Ovest del Piazzale I, Festòs
TAV. III
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