SCHEDA
L’AREA COLPITA
Circa 960 chilometri quadrati pari al 36% dell’intera provincia di Modena. Questa l’estensione
del territorio colpito dai terremoti del 20 e del 29 maggio scorso, abitato da oltre 227 mila persone.
Sotto il profilo sanitario il territorio interessato è suddiviso nei tre distretti di Carpi, Mirandola e
Castelfranco Emilia, che comprendono in totale 18 comuni. Le conseguenze più pesanti sia per gli
ospedali che per i servizi territoriali, si sono registrate nei distretti di Carpi e Mirandola, soprattutto
dopo la seconda scossa. Con riferimento specifico agli ospedali dell’Azienda Usl di Modena i danni
più rilevanti, in ordine decrescente di gravità, sono stati registrati nell'ospedale di Finale Emilia (30
posti letto), in quello di Mirandola (170 posti letto) e, infine, in quello di Carpi (250 posti). In tutti e
tre i casi sì è dovuto procedere all’evacuazione, con conseguente chiusura di circa 450 letti.
Subito dopo il terremoto sono state attivate diverse aree di accoglienza sul territorio colpito dal
sisma. Ad oggi a Mirandola sono ancora attivi 15 campi, a Carpi 3 e a Castelfranco 1, per tutti i
cittadini impossibilitati a rientrare presso le proprie abitazioni. Assieme agli alberghi, queste aree
garantiscono ospitalità a poco meno di 4mila cittadini.
Gli obiettivi prioritari subito dopo il terremoto sono stati garantire la risposta a tutte le emergenze e
le urgenze, evitare al maggior numero possibile di cittadini (e in particolare ai portatori di patologie
croniche) di doversi spostare per ottenere una risposta ai loro bisogni di salute. Le modalità
organizzative adottate per rispondere a queste richieste sono state: l'allestimento di Punti Medici
Avanzati (PMA) e la messa a disposizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di spazi
dove continuare la loro attività ambulatoriale, spesso ricavandoli nelle adiacenze dei PMA,
dapprima all’interno di tende attrezzate e quindi in moduli prefabbricati (ad oggi circa 70).
Dopo una rigorosa valutazione dello stato delle strutture ospedaliere fatta da squadre composte da
vigili del fuoco, tecnici della protezione civile e personale del Servizio tecnico dell’Azienda USL si
sono avviati i lavori di ripristino degli Ospedali di Carpi e Mirandola. Con riferimento all’Ospedale di
Finale Emilia è necessario ricordare che soltanto da alcune settimane non è più inserito nella
‘zona rossa’. Dopo accurate verifiche strutturali, è emerso che le parti più antiche della struttura
hanno subito danni severi, mentre quelle di più recente costruzione sono in discrete condizioni.
L’impegno primario dell’Azienda USL è quindi la messa in sicurezza del complesso ospedaliero
che, già entro la fine dell’anno, dovrebbe riuscire ad attivare alcune attività di quella che sarà la
futura ‘Casa della salute’.
I tempi necessari per la ristrutturazione delle diverse parti degli edifici ospedalieri di Carpi e
Mirandola sono differenziati in relazione alla gravità delle lesioni e alla complessità degli interventi
necessari per il ripristino, quindi è stato necessario, per rispettare l'ordine di priorità delle diverse
funzioni sanitarie, trasferire tale funzioni dalle loro sedi abituali agli edifici che via si rendevano
disponibili per ospitarle.
OSPEDALE ‘RAMAZZINI’ DI CARPI
L’Ospedale carpigiano è stato evacuato
dopo la seconda scossa di terremoto del
29 maggio. Effettuati in poche ore i
trasferimenti necessari, nella fase di
emergenza
acuta,
in
prossimità
dell’Ospedale è stato allestito un Punto
Medico Avanzato (PMA) che, grazie
anche al supporto degli altri punti della
rete provinciale, ha garantito continuità
nell’assistenza sanitaria urgente a tutta la
zona. La struttura ospedaliera è quindi
stata sottoposta ad accurate verifiche di
sicurezza e sono stati sollecitamente
avviati i lavori necessari per consentire la
ripresa della attività nel più breve tempo
possibile.
La prima area a ripartire, sia pure non ancora nella sua sede originaria, è stata quella del Pronto
soccorso, a fine giugno. Attualmente registra una media di 100 accessi al giorno. Sono quindi
tornati nelle loro sedi la Dialisi, per la quale sono stati messi in funzione 11 letti su 3 turni e quindi
la Radiologia, la diagnostica ecografica e gli ambulatori di ostetricia oltre a quelli della pediatria.
Sempre a giugno ha progressivamente recuperato la sua normale funzionalità tutta l’area
amministrativa di supporto alle attività sanitarie. Nei primi giorni di agosto è quindi ripresa
l’assistenza in ospedale ai pazienti oncologici, con la riapertura del day hospital. Anche le
funzioni ambulatoriali e di degenza presso la palazzina del Dipartimento di salute mentale sono
tornate in modo graduale ai consueti ritmi di lavoro. All’interno del corpo 4 del Ramazzini tra la fine
di agosto ed i primi di settembre sono stati riattivati i reparti e le degenze di Pediatria, Ostetricia,
Cardiologia, Medicina interna e Neurologia, per un totale di 105 letti. La Tac e la Risonanza
magnetica sono invece attive dai primi giorni di settembre. Sempre nel corso di settembre
riprenderà l’attività della Radioterapia.
A partire da ottobre, nel corpo 6, messo in sicurezza e ristrutturato con il contributo sostanziale
degli organizzatori del “Concerto per l’Emilia” del 25 giugno scorso, saranno nuovamente in
funzione le degenze di area chirurgica (chirurgia generale, urologia, ortopedia, otorino, oculistica,
ostetricia e ginecologia) e la Rianimazione, oltre a quattro sale operatorie. Il nuovo ‘blocco’ di
sale operatorie sarà pronto a dicembre. Ad oggi si può stimare che oltre il 40% delle attività del
Ramazzini siano riprese a pieno regime. Con la fine dell’anno si prevede la pressoché totale
ripresa delle attività.
L’OSPEDALE ‘SANTA MARIA BIANCA’ DI MIRANDOLA
Sono stati 100 i pazienti ricoverati presso
l’Ospedale Santa Maria Bianca trasferiti o
dimessi quando ciò era possibile dopo la
prima scossa sismica del 20 maggio. Da
subito si è operato per ripristinare una serie
di servizi essenziali per la gestione delle
emergenze. In particolare è stato allestito il
Punto Medico Avanzato (PMA) più
complesso tra quelli di tutta l’area nord, che
è rimasto in funzione fino ai primi di luglio,
quando è stata ripristinata una prima parte
della struttura ospedaliera ed è quindi stato
possibile trasferire le attività di assistenza
in emergenza al piano terra del corpo 1.
Hanno gradualmente ripreso la propria normale funzionalità
giugno, gli ambulatori di odontoiatria, oculistica, pediatria,
pneumologia, chirurgia e ortopedia oltre a diabetologia. È
Risonanza magnetica riprenderà da novembre) e il Day
servizio di Fisiatria e la Dialisi.
all’interno dell’ospedale, dalla fine di
ginecologia e ostetricia, cardiologia,
quindi tornata in attività la Tac (la
hospital oncologico, così come il
Per quanto riguarda il corpo 8 dell’Ospedale, ovvero il Padiglione Scarlini, nel lato nord della
struttura, grazie al contributo del “Concerto per l’Emilia”, è stato possibile far rientrare in attività la
Radiologia e, nelle prossime settimane, saranno nuovamente operative due sale operatorie, la
centrale di sub-sterilizzazione, diversi ambulatori (cardiologia, ortopedia, riabilitazione) e circa 40
degenze internistiche. Nel lato sud del padiglione, invece, sono state concluse da pochi giorni le
verifiche tecniche necessarie per poter iniziare a programmare il rientro di tutte le attività,
comprese le degenze ospitate prima del sisma.
Entro la prima metà di ottobre è previsto che torni ad essere operativo anche il reparto di
Ostetricia di Mirandola. Una porzione di degenze (25 letti di area internistica e di lungodegenza)
sarà nuovamente attivabile nelle prime settimane di ottobre nel corpo 2 dell’Ospedale. Alla fine
del mese di ottobre saranno riattivati circa il 50% dei letti di degenza ospitati al Santa Maria
Bianca prima del sisma.
Scarica

La scheda degli ospedali di Carpi e Mirandola ()