PLATELIA™ Aspergillus IgG 96 TESTS 62783 DETERMINAZIONE DEGLI ANTICORPI IgG ANTIASPERGILLUS NEL SIERO O NEL PLASMA UMANO MEDIANTE METODO IMMUNOENZIMATICO 1- SCOPO DEL TEST Platelia™ Aspergillus IgG è test immunoenzimatico indiretto in micropiastra per l'individuazione degli anticorpi IgG anti-Aspergillus nel siero o nel plasma umano. 2- INDICAZIONI PER L'USO Platelia™Aspergillus IgG è un test che, interpretato congiuntamente ai dati clinici e terapeutici del paziente ed eseguito in abbinamento ad altre tecniche diagnostiche come esami radiologici, citologici, immunologici e micologici diretti, può essere utilizzato come supporto alla diagnosi delle patologie aspergillari. 3- INTERESSE CLINICO Nei soggetti immunocompetenti è possibile riscontrare diverse patologie aspergillari croniche, la cui diagnosi risulta spesso difficile. Un processo di sensibilizzazione alle muffe è all'origine di manifestazioni allergiche quali asma e aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) che rappresenta la forma clinica più grave 4, 8. I pazienti affetti da mucoviscidosi rappresentano una popolazione a rischio di ABPA e vengono tenuti regolarmente sotto controllo ai fini diagnostici 1, 2. Nei soggetti esposti a un'inalazione massiva di spore, è possibile riscontrare un'alveolite estrinseca, le cui forme più note sono la malattia degli allevatori di uccelli e la malattia del polmone del contadino. L'aspergilloma rappresenta la patologia cronica non allergica più tipica derivante dalla colonizzazione di una cavità polmonare preesistente (tubercolosi, enfisema, sarcoidosi, carcinoma polmonare) da parte del micelio fungino che forma un vero e proprio "tartufo aspergillare" 4, 6, 10. Tra le altre patologie non allergiche, l'aspergillosi cronica necrotizzante rappresenta una forma molto grave, progressivamente mortale. Nell'ambito di queste differenti manifestazioni cliniche, allergiche o non allergiche, la formulazione della diagnosi dell'aspergillosi risulta spesso difficile. I segni clinici, infatti, possono essere associati ad altre affezioni micotiche, batteriche, virali e persino neoplastiche. L'efficacia dell'esame radiologico, comunemente impiegato per l'aspergilloma, risulta di gran lunga inferiore per il rilevamento di altre forme di aspergillosi in cui quadro clinico ed esami radiologici costituiscono solo elementi di orientamento diagnostico. I parametri biologici, in particolare i test sierologici, sono indispensabili per sostenere la diagnosi 5. Per tale ragione, è opportuno il monitoraggio sierologico dei pazienti a rischio di aspergilloma, infezione grave spesso clinicamente silenziosa. La diagnosi positiva dell'ABPA si basa su cinque criteri, tra cui la determinazione serica di anticorpi anti-Aspergillus 13. 82 Il test Platelia™Aspergillus IgG, che consente l'identificazione delle immunoglobuline di classe G dirette contro un antigene ricombinante purificato di Aspergillus, rappresenta uno strumento utile ai fini della diagnosi delle forme croniche di aspergillosi osservate nei soggetti immunocompetenti 3. Recentemente nei pazienti oncoematologici è stata inoltre osservata la presenza di anticorpi anti-aspergillo antecedente la somministrazione della terapia immunosoppressiva per il trapianto di midollo osseo. Questi studi suggeriscono il rilevamento di una colonizzazione da Aspergillus durante gli esami per il ricovero in ospedale o precedenti al trapianto nei pazienti che, dopo aver iniziato le terapie immunosoppressive, saranno a rischio di aspergillosi invasiva. 4- PRINCIPIO DELLA PROCEDURA Platelia™ Aspergillus IgG è un test immunoenzimatico indiretto a 2 fasi eseguita in micropiastra per l'individuazione degli anticorpi IgG antiAspergillus nel siero o nel plasma umano. I campioni di sangue o di plasma diluiti vengono distribuiti nei pozzetti della micropiastra sensibilizzati con antigene ricombinante purificato di Aspergillus 7. Al termine dell'incubazione a 37°C, le strip vengono lavate per rimuovere eventuale materiale non fissato. Il coniugato (anticorpo monoclonale di topo anti-IgG umane marcato con perossidasi) viene aggiunto in ogni pozzetto della micropiastra e incubato a 37°C. In presenza di IgG anti-Aspergillus nel campione umano, si forma un complesso Ag Aspergillus - IgG umane anti Aspergillus - Ab di topo anti IgG umane/ perossidasi. Le strip vengono lavate per rimuovere eventuale materiale non fissato. L'aggiunta del cromogeno contenente il substrato della perossidasi incubato a temperatura ambiente consente di rilevare l'eventuale presenza dei complessi di nuova formazione. La reazione enzimatica viene bloccata mediante l'aggiunta di acido solforico 1N. La lettura della densità ottica si ottiene con uno spettrofotometro impostato su 450/620 nm. 83 5- REAGENTI I reagenti sono forniti in quantità sufficiente per realizzare 96 determinazioni in un massimo di 9 serie analitiche. Per informazioni sulle condizioni di conservazione e sulla data di scadenza dei reagenti, consultare le indicazioni riportate sulla confezione. Prima dell'uso, i reagenti devono raggiungere la temperatura ambiente (18-30°C). Dopo l'uso, riportare immediatamente tutti i reagenti a 2-8°C. Riporre le strip inutilizzate nell'involucro protettivo e richiudere accuratamente. Non rimuovere l'essiccante. Etichettatura R1 R2 Natura dei reagenti Micropiastra: - 96 pozzetti (12 strip da 8 pozzetti ciascuna) Microplate sensibilizzati con antigene Aspergillus ricombinante purificato. Soluzione di lavaggio concentrata (20x): Concentrated - tampone TRIS-NaCl (pH 7,4); Washing - 2% Tween® 20; Solution (20x) - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. Calibratore 0 UA/ml (pronto all'uso): - tampone Tris-NaCl non contenente IgG anti-Aspergillus; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. R3 Calibrator 0 R4a Calibratore 10 UA/ml (pronto all'uso): Calibrator 10 - siero umano contenente IgG anti-Aspergillus; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. R4b R4c R4d R6 84 Calibratore 20 UA/ml (pronto all'uso): - siero umano contenente anticorpi Calibrator 20 anti-Aspergillus; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. Calibratore 40 UA/ml (pronto all'uso): - siero umano contenente anticorpi Calibrator 40 anti-Aspergillus; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. Calibratore 80 UA/ml (pronto all'uso): - siero umano contenente anticorpi Calibrator 80 anti-Aspergillus; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. Conjugate Coniugato (pronto all'uso): - anticorpo monoclonale di topo anti-IgG umane, marcato con perossidasi; - rosso fenolo; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. Presentazione 1 1 x 70 ml 1 x 2,5 ml 1 x 2,5 ml 1 x 2,5 ml 1 x 2,5 ml 1 x 2,5 ml 1 x 26 ml Etichettatura Natura dei reagenti Presentazione R7a Sample Diluent 1 Diluente campione 1 (pronto all'uso): - tampone Tris-NaCl; - 0,1% Tween® 20; - rosso fenolo; - conservante: 1,5% ProClin™ 300. R7b Sample Diluent 2 Diluente campione 2 (pronto all'uso): - tampone Tris-NaCl; - 0,1% Tween® 20; - porpora di bromocresolo; - conservante: < 1,5% ProClin™ 300. 1 x 26 ml R9 Chromogen TMB Soluzione del cromogeno TMB (pronta all'uso): - soluzione di 3,3’,5,5’ -tetrametilbenzidina (<0,1%), H2O2 (<1,0%) 1 x 28 ml R10 Stopping Solution Soluzione bloccante (pronta all'uso): - soluzione di acido solforico 1N. 1 x 28 ml Pellicole adesive 1 x 28 ml 4 6- ISTRUZIONI PER LA SICUREZZA E IGIENE 1. Solo per uso diagnostico in vitro. 2. Solo per uso professionale. 3. Si sconsiglia l'uso di questo test con campioni diversi dal siero o dal plasma umano. 4. I calibratori R4a, R4b, R4c e R4d vengono preparati a partire da siero umano analizzato e risultato negativo per gli anticorpi anti-HIV-1, antiHIV-2, anti-HCV e per l'antigene HBs mediante test con marchio CE. Tuttavia, tutti i reagenti devono essere manipolati come potenzialmente infetti. Tutti i test devono essere realizzati conformemente alla norma OSHA relativa agli agenti patogeni trasmessi per via ematica, livello di biosicurezza 2 o conformemente ad altre pratiche di biosicurezza appropriate. 5. Indossare indumenti protettivi, compreso il camice da laboratorio, protezioni per gli occhi e il viso e guanti monouso (si raccomanda l'uso di guanti in materiale sintetico senza lattice), e manipolare i reagenti del kit, nonché i campioni dei pazienti, rispettando le buone pratiche di laboratorio (BPL) necessarie. Al termine del test, lavarsi accuratamente le mani. 6. Non pipettare con la bocca. 7. Non fumare, bere né mangiare nelle aree di manipolazione dei campioni o dei reagenti del kit. 8. Evitare di schizzare campioni o soluzioni. 85 9. Asciugare accuratamente eventuali fuoriuscite di liquido contaminante non contenente acido con un disinfettante efficace. I disinfettanti che possono essere utilizzati comprendono (in via non limitativa) una soluzione di candeggina diluita al 10% (soluzione di ipoclorito di sodio allo 0,5%), etanolo al 70% o Wescodyne Plus™ allo 0,5%. Il materiale utilizzato per la pulizia dovrà essere gettato in un contenitore speciale per i rifiuti contaminati. ATTENZIONE: non introdurre mai soluzioni contenenti candeggina nell'autoclave. 10. Se il liquido contaminante è un acido, assorbire o neutralizzare le superfici con bicarbonato di sodio, quindi risciacquare e asciugare; in presenza di materiale a rischio biologico, pulire l'area con un disinfettante chimico. 11. Smaltire tutti i campioni e i reagenti utilizzati per il test come potenzialmente infettivi. Per lo smaltimento dei rifiuti chimici e biologici pericolosi attenersi alle direttive vigenti. 12. ATTENZIONE: di seguito viene fornito un elenco dei potenziali rischi chimici associati ad alcuni componenti del kit (consultare il capitolo 5 REAGENTI). Alcuni reagenti contengono ProClin™ 300 < 1,5% R43: Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle. S23-24-37-60: Non respirare i vapori/aerosoli. Evitare il contatto con la pelle. Usare guanti adatti. Questo materiale e il suo Xi - Irritante contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi. 13. La scheda dei dati di sicurezza (SDS) è disponibile su richiesta. 7- PRECAUZIONI D'USO 1. I CAMPIONI CONGELATI, CONSERVATI IN CONDIZIONI NON SPECIFICHE, POSSONO PRODURRE RISULTATI FALSI POSITIVI A CAUSA DELLA CONTAMINAZIONE CON FUNGHI E/O BATTERI. 2. Non utilizzare il kit o qualsiasi reagente del kit dopo la data di scadenza. 3. Non mischiare, né combinare reagenti provenienti da lotti diversi in uno stesso ciclo. NOTA: oltre ai lotti forniti con il kit, è possibile utilizzare la soluzione di lavaggio (R2, identificata* con 20x in verde), la soluzione del cromogeno (R9, identificata* con TMB in azzurro) e la soluzione bloccante (R10, identificata* con 1N in rosso), a condizione che vengano utilizzati reagenti strettamente equivalenti di un solo e unico lotto nel corso di uno stesso ciclo. 86 NOTA: la soluzione di lavaggio (R2, identificata* con 20x in verde) non può essere miscelata con la soluzione di lavaggio (R2, identificata* con 10x in blu) fornita nei kit dei reagenti Bio-Rad. * sull'etichetta del flacone 4. Prima dell'uso, attendere 30 minuti per consentire al reagente di raggiungere la temperatura ambiente (da 18 a 30°C). 5. Utilizzare preferibilmente materiale monouso. Qualora non fosse disponibile, utilizzare elementi in vetro perfettamente lavati e sciacquati con acqua distillata. 6. Verificare l'accuratezza delle pipette e il buon funzionamento degli strumenti utilizzati. 7. Ricostituire accuratamente il reagente R2, evitando contaminazioni. 8. La reazione enzimatica è particolarmente sensibile al metallo o agli ioni metallici. Di conseguenza, evitare che gli elementi di metallo entrino in contatto con le varie soluzioni contenenti il coniugato o la soluzione di substrato. 9. Durante il pipettaggio dei calibratori e dei campioni, utilizzare un nuovo puntale per ogni siero in modo da evitare qualsiasi contaminazione. 10. Per un lavaggio adeguato dei pozzetti, eseguire il numero di cicli di lavaggio raccomandato e assicurarsi che i pozzetti, una volta riempiti, vengano completamente svuotati. Il lavaggio deve essere effettuato con un lavatore per micropiastre. 11. Non far asciugare la micropiastra nell'intervallo di tempo compreso fra la fine dell'operazione di lavaggio e l'aggiunta dei reagenti. 12. Non utilizzare mai lo stesso contenitore per il coniugato e la soluzione di rivelazione. 13. Evitare l'esposizione della soluzione di cromogeno o della soluzione di rivelazione alla luce intensa durante la conservazione o l'incubazione. Evitare che le soluzioni contenenti il cromogeno entrino in contatto con agenti ossidanti. 14. Il Cromogeno (R9) deve essere incolore. La colorazione blu indica che il reagente non può essere utilizzato, pertanto dovrà essere sostituito. 15. Evitare che la soluzione bloccante entri in contatto con agenti ossidanti, metallo o ioni metallici. 16. Non riversare eventuali quantità di coniugato non distribuite nel flacone originale. 87 8- PREPARAZIONE E CONSERVAZIONE DEI REAGENTI Micropiastra (R1) Ogni vassoio contenente 12 strip è confezionato in bustine. Tagliare la bustina con le forbici, immediatamente sotto la chiusura. Aprire la bustina ed estrarre il vassoio. Riporre il vassoio contenente le strip non utilizzate nella bustina originale. Richiudere accuratamente la bustina e conservarla a una temperatura compresa tra 2 e 8°C. Dopo l'apertura della bustina sottovuoto, le strip conservate a +2-8°C nel loro involucro originale e richiuse accuratamente mantengono la stabilità per 8 settimane. Verificare la presenza di essiccante. Soluzione di lavaggio (R2) Preparare la soluzione di lavaggio diluendo 20 volte la soluzione di lavaggio concentrata in acqua distillata: 50 ml di R2 in 950 ml di acqua distillata (prevedere 650 ml di soluzione di lavaggio diluita per una piastra intera da 12 strip, escluso il volume morto del lavatore utilizzato). Dopo la diluizione, la soluzione di lavaggio può essere conservata per 14 giorni a una temperatura compresa tra 2 e 30°C. Dopo l'apertura, la soluzione di lavaggio concentrata conservata a 2-30°C, in assenza di contaminazione, mantiene la stabilità fino alla data di scadenza indicata sull'etichetta. Calibratore 0 (R3), calibratore 10 (R4a), calibratore 20 (R4b), calibratore 40 (R4c), calibratore 80 (R4d) I calibratori sono pronti all'uso. Dopo l'apertura e in assenza di contaminazione, i reagenti conservati a 2-8°C mantengono la stabilità per 8 settimane. Coniugato (R6), Diluente campione 1 (R7a), Diluente campione 2 (R7b), Soluzione del cromogeno TMB (R9) Questi reagenti sono pronti all'uso. Dopo l'apertura e in assenza di contaminazione, i reagenti conservati a 2-8°C mantengono la stabilità per 8 settimane. Soluzione bloccante (R10) Questo reagente è pronto all'uso. Dopo l'apertura e in assenza di contaminazione, il reagente conservato a 2-8°C mantiene la stabilità fino alla data di scadenza indicata sull'etichetta. 88 9- CAMPIONI 1. I test sono effettuati su campioni di siero o di plasma raccolti in provette contenenti anticoagulante di tipo EDTA, eparina o citrato. 2. Per il prelievo, il trattamento e la conservazione di questi campioni ematici, attenersi alle seguenti raccomandazioni: • prelevare i campioni ematici secondo le procedure standard; • per il siero, consentire la completa coagulazione dei campioni prima di procedere alla centrifugazione; • conservare le provette ben chiuse; • dopo la centrifugazione, estrarre il siero o il plasma e conservarlo in una provetta ben chiusa; • è possibile conservare i campioni a una temperatura compresa tra 2 e 8°C, a condizione che il test venga eseguito entro 4 giorni; • se il test non viene eseguito entro 4 giorni, congelare i campioni a una temperatura di -20°C (o -80°C); • non utilizzare campioni scongelati più di cinque volte; i campioni dovranno essere accuratamente omogeneizzati (Vortex) dopo lo scongelamento e prima del test. 3. I campioni contenenti 90 g/l di albumina o 100 mg/l di bilirubina non coniugata, i campioni lipemici contenenti l'equivalente di 36 g/l di trioleina (trigliceride) o i campioni sottoposti ad emolisi contenenti 10 g/l di emoglobina non influenzano i risultati. 4. Non riscaldare i campioni. 10- PROCEDURA Materiale fornito Consultare il capitolo REAGENTI. Materiale necessario, ma non fornito 1. Acqua distillata o demineralizzata sterile per la diluizione della soluzione di lavaggio concentrata. 2. Carta assorbente. 3. Guanti monouso. 4. Occhiali di protezione. 5. Ipoclorito di sodio (candeggina) e bicarbonato di sodio. 6. Pipette o multipipette, automatiche o semi-automatiche, regolabili o fisse, per misurare e dispensare da 10 µl a 1.000 µl, 1 ml, 2 ml e 10 ml. 7. Provette graduate da 25 ml, 50 ml, 100 ml e 1.000 ml. 8. Provette monouso. 9. Contenitore per rifiuti contaminati. 89 10. Agitatore tipo "Vortex". 11. Incubatore di micropiastre con regolazione termostatica impostata su 37 ± 1°C (*). 12. Sistema di lavaggio automatico o semi-automatico per micropiastre (*). 13. Lettore di micropiastre dotato di filtri 450 e 620 nm (*). (*) Per ulteriori informazioni sugli strumenti convalidati dai nostri servizi tecnici, contattare Bio-Rad. Procedura EIA Conformarsi strettamente al protocollo fornito. Conformarsi alle buone pratiche di laboratorio: - prima dell'uso, attendere circa 30 minuti per consentire ai reagenti di raggiungere la temperatura ambiente (18-30°C); - utilizzare tutti i calibratori a ogni esecuzione del dosaggio per convalidare la qualità del test. Procedere nel seguente modo: 1. Definire accuratamente il piano di distribuzione e di identificazione dei calibratori e dei campioni. 2. Prediluire estemporaneamente i campioni da analizzare: 1/20, ossia 10 µl di siero o di plasma + 190 µl di diluente campione 1 (R7a). La prediluizione del campione assume una colorazione rossastra. 3. Estrarre il vassoio e le strip (R1) dall'involucro protettivo. Riporre le strip inutilizzate nell'involucro e richiudere. 4. Distribuire 190 µl di diluente campione 2 (R7b) nei pozzetti destinati a ricevere i campioni da analizzare e aggiungere 10 µl dei campioni prediluiti 1/20, mescolando delicatamente con riaspirazione per 2 o 3 volte. N.B.: la distribuzione dei campioni può essere controllata in questa fase della manipolazione. Dopo l'aggiunta di 10 µl dei campioni prediluiti, infatti, i pozzetti contenenti i campioni assumono una colorazione grigia. I pozzetti che non contengono campioni, invece, assumono una colorazione blu-viola. 5. Distribuire i calibratori pronti all'uso nella misura di 200 µl per pozzetto, secondo il piano seguente: - A1: Calibratore 0 - B1: Calibratore 10 UA/ml - C1: Calibratore 20 UA/ml - D1: Calibratore 40 UA/ml - E1: Calibratore 80 UA/ml 90 1 2 3 A R3 S4 S12 B R4a S5 C R4b S6 D R4c S7 E R4d S8 F S1 S9 G S2 S10 H S3 S11 4 5 6 7 8 9 10 11 12 6. Ricoprire la micropiastra con pellicola adesiva ed esercitare pressione su tutta la superficie per assicurarne la tenuta. 7. Incubare immediatamente la micropiastra in un incubatore di micropiastre a secco per 60 ± 5 minuti a 37°C (± 1°C). 8. Preparare la soluzione di lavaggio diluita (fare riferimento al capitolo 8). 9. Rimuovere la pellicola adesiva. Aspirare il contenuto di tutti i pozzetti in un contenitore per rifiuti contaminati (contenente ipoclorito di sodio). 10. Lavare la micropiastra 4 volte con un lavatore per micropiastre (con 800 µl di soluzione di lavaggio diluita). Dopo l'ultimo lavaggio, capovolgere la micropiastra e picchiettare delicatamente sulla carta assorbente per rimuovere il liquido in eccesso. 11. Prima dell'uso, mescolare il contenuto agitando il flacone R6. Se si prevede di utilizzare una pipetta multicanale, prelevare solo il volume necessario alla realizzazione del ciclo di analisi: prevedere 3,5 ml per due strip da 8 pozzetti. 12. Distribuire 200 µl di coniugato R6 in ogni pozzetto. 13. Ricoprire la micropiastra con pellicola adesiva esercitando pressione su tutta la superficie per assicurarne la tenuta. 14. Incubare la micropiastra in un incubatore di micropiastre a secco per 60 ± 5 minuti a 37°C (± 1°C). 15. Rimuovere la pellicola adesiva. Aspirare il contenuto di tutti i pozzetti in un contenitore per rifiuti contaminati (contenente ipoclorito di sodio). 16. Lavare la micropiastra 4 volte con un lavatore per micropiastre (con 800 µl di soluzione di lavaggio diluita). Dopo l'ultimo lavaggio, capovolgere la micropiastra e picchiettare delicatamente sulla carta assorbente per rimuovere il liquido in eccesso. 17. Distribuire rapidamente e al riparo dalla luce diretta 200 µl di cromogeno TMB (R9) in ogni pozzetto. 91 18. Incubare la micropiastra al buio per 30 ± 5 minuti a temperatura ambiente (+18-30°C). Non utilizzare la pellicola adesiva durante questa fase di incubazione. 19. Aggiungere 100 µl di soluzione bloccante (R10) in ogni pozzetto, utilizzando la stessa sequenza e lo stesso ritmo utilizzati per l'aggiunta della soluzione di rivelazione. Miscelare bene. 20. Asciugare accuratamente il fondo di ogni micropiastra. 21. Leggere la densità ottica di ogni pozzetto a 450 nm (filtro di riferimento di 620 nm) nei 30 minuti successivi all'aggiunta della soluzione bloccante (non esporre le strip alla luce prima della lettura). 22. Prima della trascrizione dei risultati, verificare la corrispondenza fra la lettura e il piano di distribuzione delle micropiastre. 11- CONTROLLO DI QUALITÀ (CRITERI DI VALIDITÀ) Utilizzare i calibratori su ogni micropiastra per tutti i test. Per la convalida del test, è necessario soddisfare i seguenti criteri: • Valore di densità ottica: DO R4a > 0,200 • Rapporti: DO R4a / DO R3 > 3,00 DO R4b / DO R4a > 1,20 DO R4c / DO R4b > 1,20 DO R4d / DO R4c > 1,00 12- INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI Tracciato della curva di calibrazione La curva di calibrazione è realizzata con i 5 punti del range (calibratori) 0, 10, 20, 40 e 80 UA/ml. Tracciare la curva di calibrazione [DO = funzione (UA/ml)] riportando sull'asse verticale (asse delle Y) le DO dei calibratori R3, R4a, R4b, R4c e R4d e sull'asse orizzontale (asse delle X) la rispettiva concentrazione in UA/ml. Optare per un tracciato punto per punto per collegare i diversi punti del range. Determinazione della concentrazione di anticorpi IgG anti-Aspergillus (UA/ml) dei campioni analizzati A partire dalla curva precedentemente tracciata, è possibile determinare, per ogni campione analizzato, la concentrazione di anticorpi IgG antiAspergillus espressa in UA/ml. 92 Interpretazione dei risultati • I campioni con una concentrazione inferiore a 5 UA/ml (C < 5) sono considerati "negativi" per la presenza dell'anticorpo IgG antiAspergillus. • I campioni con una concentrazione compresa tra 5 e 10 UA/ml (5 ≤ C < 10) sono considerati "intermedi" per la presenza dell'anticorpo IgG anti-Aspergillus. • I campioni con una concentrazione pari o superiore a 10 UA/ml (C ≥ 10) sono considerati "positivi" per la presenza dell'anticorpo IgG antiAspergillus. I punti del range utilizzati per tracciare la curva di calibrazione non consentono la determinazione precisa della titolazione per concentrazioni superiori a 80 UA/ml. Per una più precisa determinazione del titolo dei campioni fortemente positivi, ripetere il test effettuando un'ulteriore prediluizione del siero nel diluente R7a - per i campioni che presentano un titolo > 80 UA/ml con una DO < 3,000: effettuare una prima prediluizione a 1/5 del siero in R7a; - per i campioni che presentano un titolo > 80 UA/ml con una DO ≥ 3,000: effettuare una prima prediluizione a 1/60 del siero in R7a. Dopo questa prima prediluizione, seguire la procedura descritta nel capitolo 10 (prediluizione a 1/20 in R7a seguita da una diluizione a 1/20 in R7b). Il titolo del campione fortemente positivo verrà calcolato moltiplicando il titolo ottenuto per il fattore della prima prediluizione (5 o 60 a seconda della prediluizione realizzata). Un risultato "intermedio" potrà essere confermato analizzando un nuovo campione prelevato dal paziente nel corso delle settimane successive alla data del prelievo che ha dato come esito un titolo intermedio. Durante un monitoraggio sierologico del paziente, si raccomanda di analizzare tutti i campioni del paziente nel corso di uno stesso ciclo per consentire il rilevamento di variazioni significative dei titoli anticorpali IgG anti-Aspergillus. 13- LIMITI DI UTILIZZO 1. Un risultato negativo non può escludere la diagnosi dell'aspergillosi. È possibile stabilire una diagnosi dell'aspergillosi solo dopo un confronto dei risultati clinici, terapeutici, radiologici, citologici, micologici diretti e sierologici interpretando ogni singolo elemento con circospezione. 93 2. In un paziente immunocompetente sospetto di aspergillosi, un siero prelevato precocemente durante il decorso dell'infezione aspergillare può presentare un risultato negativo ai fini dell'identificazione dell'IgG anti-Aspergillus. Pertanto, si raccomanda di eseguire un nuovo test su un campione prelevato a distanza di due o tre settimane. 3. In caso di campioni analizzati per la presenza degli anticorpi IgG antiAspergillus, è necessario seguire attentamente la procedura e l'interpretazione dei risultati descritte per il test Platelia™ Aspergillus IgG. Si consiglia agli utilizzatori del kit di leggere attentamente l'inserto all'interno della confezione prima di eseguire il test. In particolare, il protocollo deve essere seguito con attenzione per il pipettaggio dei campioni e dei reagenti, il lavaggio della micropiastra e la scelta dei tempi delle fasi di incubazione. 4. Nel caso in cui il campione o il reagente non sia stato aggiunto conformemente alle istruzioni, il test può produrre un risultato falso negativo. In caso di errore procedurale, sarà necessario ripetere il test su altri campioni dello stesso paziente. 5. La contaminazione di pozzetti contenenti campioni di pazienti negativi con pozzetti contenenti controlli o campioni di pazienti positivi può verificarsi nel caso in cui venga versato il contenuto di un pozzetto in un altro pozzetto a causa di una manipolazione non accurata della micropiastra o di una tecnica di pipettaggio non corretta durante la fase di aggiunta dei reagenti. 6. L'efficacia del test Platelia™ Aspergillus IgG non è stata valutata su campioni di siero o di plasma provenienti da neonati o pazienti pediatrici. 7. L'efficacia del test Platelia™ Aspergillus IgG non è stata stabilita per una lettura manuale e/o una determinazione visiva dei risultati. 14- VALORI ATTESI La prevalenza di IgG anti-Aspergillus determinata per mezzo del test Platelia™ Aspergillus IgG è stata valutata su un pannello di 129 campioni prelevati da 64 pazienti francesi affetti da mucoviscidosi, a rischio di infezione aspergillare. Dei 129 campioni, 53 sono risultati positivi e 12 intermedi, con una prevalenza di 53/129 = 41,1 % [IC 95%: 32,5-50,1%], considerando i risultati intermedi come negativi e di 65/129 = 50,4 % [IC 95%: 41,4-59,3%], considerando i risultati intermedi come positivi. In termini di pazienti, su 64 analizzati, 29 hanno presentato almeno un campione positivo e 5 almeno uno intermedio e nessuno positivo, con una prevalenza di 29/64 = 45,3 % [IC 95%: 32,8-58,3%], considerando i risultati intermedi come negativi e di 34/64 = 53,1 % [IC 95%: 40,2-65,7%], considerando i risultati intermedi come positivi. 94 15- EFFICACIA A. Studi di riproducibilità • Precisione intra-saggio (ripetibilità): Al fine di valutare la ripetibilità intra-saggio, sono stati analizzati in una stessa serie, a 32 riprese, un campione negativo e cinque positivi. Il titolo in UA/ml è stato determinato per ciascun campione. La tabella riportata di seguito fornisce la media dei titoli, la deviazione standard (DS) e il coefficiente di variazione (%CV) per ogni campione: Precisione intra-saggio (ripetibilità) N=32 Campione Campione Campione Campione Campione Campione debolmente debolmente debolmente mediamente fortemente positivo positivo positivo negativo positivo positivo N. 1 N. 2 N. 3 Media (UA/ml) 2,44 9,31 10,31 13,64 31,69 43,10 DS 0,067 0,320 0,218 0,387 0,939 1,546 CV% 2,7% 3,4% 2,1% 2,8% 3,0% 3,6% • Precisione inter-saggio (riproducibilità): Al fine di valutare la riproducibilità inter-saggio, i sei campioni (uno negativo e cinque positivi) sono stati analizzati in duplicato in due cicli al giorno per un periodo di 20 giorni. Il titolo in UA/ml è stato determinato per ciascun campione positivo. Il campione negativo è espresso sotto forma di rapporto. La tabella riportata di seguito fornisce la media delle concentrazioni o dei rapporti, la deviazione standard (DS) e il coefficiente di variazione (%CV) per ciascun campione: Precisione inter-saggio (riproducibilità) N=80 Campione Campione Campione Campione Campione Campione debolmente debolmente debolmente mediamente fortemente positivo positivo positivo negativo positivo positivo N. 1 N. 2 N. 3 Media (UA/ml) 1,88 3,60 6,99 12,34 32,49 51,65 DS 0,26 0,46 0,92 1,49 5,25 7,65 CV% 13,8% 12,8% 13,1% 12,1% 16,2% 14,8% 95 B. Reazioni crociate Numero di campioni analizzati Numero di positivi Anticorpi anti-Candida 54 2* Anticorpi anti-ds-DNA 10 0 ANA positivi 10 0 Mieloma IgG 10 0 Toxoplasmosi IgG 10 0 Anticorpi umani anti-topo 12 0 HIV 10 0 Fattore reumatoide 10 0 Patologia * I due sieri risultati positivi sono stati confermati con un kit commerciale per la rivelazione di anticorpi IgG anti-Aspergillus. C. Linearità Il range di linearità del test Platelia™ Aspergillus IgG è stato stabilito tra 2 e 80 UA/ml, a partire da studi di diluizione realizzati su 5 campioni positivi. D. Studi clinici L'efficacia del test Platelia™ Aspergillus IgG è stata esaminata su 2 siti, su un totale di 499 campioni provenienti da 329 pazienti. SENSIBILITÀ La sensibilità è stata determinata su un pannello di 277 campioni provenienti da due siti francesi e ripartiti come specificato di seguito: • 129 sieri derivati da 64 pazienti affetti da mucoviscidosi e con un elevato rischio di aspergillosi broncopolmonare allergica (ABPA) sono stati analizzati nel sito 1. • 148 sieri derivati da 43 pazienti affetti da aspergillosi cronica grave sono stati analizzati nel sito 2. Risultati Sito 1 La tabella riportata di seguito riassume i risultati ottenuti nel sito 1 su una popolazione di pazienti affetti da mucoviscidosi e la cui diagnosi di ABPA è stata effettuata sulla base di: dati clinici, risultati ottenuti tramite IgE totali, elettrosineresi aspergillare, individuazione di anticorpi aspergillari e individuazione di anticorpi IgG anti-Aspergillus con un test EIA commerciale diverso da Platelia™ Aspergillus IgG. I pazienti sono stati classificati in 4 categorie: ABPA assente, ABPA anamnestica, ABPA sospetta e ABPA confermata 9, 11. L'assenza di ABPA non esclude ad ogni modo la presenza di un'altra patologia aspergillare 12. 96 Lo stato del paziente analizzato mediante elettrosineresi aspergillare o PlateliaTM Aspergillus IgG è stato considerato positivo quando almeno uno dei campioni del paziente è risultato positivo nel metodo corrispondente. Lo stesso stato, altrimenti, è stato considerato intermedio se almeno uno dei campioni del paziente è risultato intermedio e negativo quando tutti i campioni del paziente sono risultati negativi. Risultati elettrosineresi Categoria di pazienti Risultati PlateliaTM Aspergillus IgG Stato del paziente Positivi (%) (Intermedi considerati negativi) Positivi (%) (Intermedi considerati positivi) Numero di pazienti Positivo Intermedio Negativo Negativo 40 7 (1) 4 (2) 29 Positivo 9 8 1 0 8/9 (88,9%)* 9/9 (100,0%)* 5 5 (3) 0 0 5/5 (100,0%)* 5/5 (100,0%)* 0 - - - - - 4 Negativo pazienti con ABPA Positivo sospetta 2 2 (4) 0 0 2/2 (100,0%)* 2/2 (100,0%)* 2 2 0 0 2/2 (100,0%)* 2/2 (100,0%)* 6 Negativo pazienti con ABPA confermata Positivo 3 2 (5) 0 1 2/3 (66,7%)* 2/3 (66,7%)* 3 3 0 0 3/3 (100,0%)* 3/3 (100,0%)* Stato 49 pazienti senza ABPA 5 Negativo pazienti con ABPA anamPositivo nestica 7/40 (17,5%) 11/40 (27,5%) 95% IC [7,3-32,8%] 95% IC [14,6-43,9%] : 57% (4/7) dei risultati positivi al test Platelia™ Aspergillus IgG sono risultati tali con un altro kit EIA in commercio per l'individuazione degli IgG anti-Aspergillus. (2) : 100% (4/4) dei risultati intermedi al test Platelia™ Aspergillus IgG sono risultati negativi con un altro kit EIA in commercio per l'individuazione degli IgG anti-Aspergillus. (3) : 100% (5/5) dei risultati positivi al test Platelia™ Aspergillus IgG sono risultati tali con un altro kit EIA in commercio per l'individuazione degli IgG anti-Aspergillus. (4) : 100% (2/2) dei risultati positivi al test Platelia™ Aspergillus IgG sono risultati tali con un altro kit EIA in commercio per l'individuazione degli IgG anti-Aspergillus. (5) : 100% (2/2) dei risultati positivi al test Platelia™ Aspergillus IgG sono risultati tali con un altro kit EIA in commercio per l'individuazione degli IgG anti-Aspergillus. * : non è stato possibile calcolare l’intervallo di confidenza del 95% a causa delle dimensioni insufficienti del campione. (1) 97 Risultati Sito 2 La tabella riportata di seguito riassume i risultati ottenuti su una popolazione di campioni di pazienti affetti da aspergillosi cronica grave, scelti sulla base di una diagnostica per immagini dell'area polmonare compatibile, di colture di espettorazioni positive all'Aspergillus e di test sierologici positivi ottenuti da immunoelettroforesi (IEP) aspergillare. • Risultati per campione Risultati IEP Categoria di pazienti Stato Positivo aspergillosi Intermedio cronica grave Negativo Risultati Platelia™ Aspergillus IgG Numero di campioni Positivo Intermedio Negativo 109 105 3 1 22 15 4 3 17 6 5 6 Sensibilità (intermedi considerati negativi) Sensibilità (intermedi considerati positivi) 96,3% 99,1 % 95% IC [90,8-99,0] 95% IC [95,0-100] 68,2 % 86,4 % 95% IC [45,1-86,1] 95% IC [65,1-97,1] 35,3 % 64,7 % 95% IC [14,2-61,7] 95% IC [38,3-85,8] • Risultati per paziente Lo stato del paziente analizzato mediante immunoelettroforesi aspergillare o Platelia™ Aspergillus IgG è stato considerato positivo quando almeno uno dei campioni del paziente è risultato positivo nel metodo corrispondente. Lo stesso stato, altrimenti, è stato considerato intermedio se almeno uno dei campioni del paziente è risultato intermedio e negativo quando tutti i campioni del paziente sono risultati negativi. Risultati IEP Categoria di pazienti aspergillosi cronica grave Risultati Platelia™ Aspergillus IgG Stato Numero di paziente Positivo Intermedio Negativo Positivo 40 38 1 1 Negativo 3 1 1 1 Sensibilità (intermedi considerati negativi) Sensibilità (intermedi considerati positivi) 95,0% 97,5 % 95% IC [83,1-99,4] 95% IC [86,8-99,9] 33,3 % * 66,7 % * * : non è stato possibile calcolare l’intervallo di confidenza del 95% a causa delle dimensioni insufficienti del campione. 98 SPECIFICITÀ La specificità è stata determinata su un pannello di 222 campioni provenienti da 222 pazienti ospedalieri del sito 1 (200 campioni) e del sito 2 (22 campioni) che non presentavano alcun sintomo di infezione aspergillare. Popolazione analizzata /sito Numero di campioni Negativo Intermedio Positivo Sito 1 200 199 1 0 Sito 2 22 22 0 0 Totale 222 221 1 0 Specificità (intermedi considerati positivi) Specificità (intermedi considerati negativi) 99.5% 100% IC 95% [97,2%-100,0%] IC 95% [98,2-100,0%] 100% 100% IC 95% [84,6%-100,0%] IC 95% [84,6%-100,0%] 99.6% 100% IC 95% [97,5-100,0%] IC 95% [98,3-100,0%] 16. CONTROLLO DI QUALITÀ DEL PRODUTTORE Tutti i reagenti prodotti sono preparati conformemente al nostro Sistema di qualità dal ricevimento delle materie prime fino alla commercializzazione del prodotto finale. Ogni lotto è sottoposto a un controllo di qualità e può essere commercializzato solo se conforme ai criteri di accettazione prestabiliti. La documentazione relativa alla produzione e ai controlli di ogni singolo lotto è conservata presso Bio-Rad. 17. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Vedere la versione Inglese. 99 17. BIBLIOGRAPHY 1. Agarwal, R. 2009. Allergic bronchopulmonary aspergillosis. Chest 135 (3): p 805-826. 2. Agarwal, R., Nath, A., Aggarwal, A. N., Gupta, D., Chakrabarti, A. 2009. Aspergillus hypersensitivity and allergic bronchopulmonary aspergillosis in patients with acute severe asthma in a respiratory intensive care unit in North India. Mycoses 24. 3. Centeno-Lima, S., de Lacerda, J. M., do Carmo, J. A., Abecasis, M., Casimiro, C., Exposto, F. 2002. Follow-up of anti-Aspergillus IgG and IgA antibodies in bone marrow transplated patients with invasive aspergillosis. Journal of clinical laboratory analysis 16: p156-162. 4. Denning, D. W. 2001. Chronic forms of pulmonary aspergillosis. Clinical microbiology and infection 7 (Suppl 2): p25-31. 5. Latzin, P., Hartl, D., Regamey, N., Frey, U., Schoeni, M. H., Casaulta, C. 2008. Comparison of serum markers for allergic bronchopulmonary aspergillosis in cystic fibrosis. Eur. Respiratory Journal 31: p36-42. 6. Pagella, F., Matti, E., De Bernardi, F., Semino, L., Cavanna, C., Marone, P., Farina, C., Castelnuovo, P. 2007. Paranasal sinus fungus ball: diagnosis and management. Mycoses 50: p451-456. 7. Sarfati, J., Monod, M., Recco, P., Sulahian, A., Pinel, C., Candolfi, E., Fontaine, T., Debeaupuis, J.P., Tabouret, M., Latgé, J.P. 2006. Recombinant antigens as diagnostic markers for aspergillosis. Diagnostic microbiology and infectious disease 55: p. 279-291. 8. Schubert, M. S. 2009. Allergic fungal sinusitis: pathophysiology, diagnosis and management. Medical Mycology p1-7. 9. Shah, A. 2008. Aspergillus-associated hypersensitivity respiratory disorders. Indian journal of Chest disease and allied sciences 50: p117-128 10. Shah, R., Vaideeswar, P., Pandit, S. P. 2008. Pathology of pulmonary aspergillomas. Indian journal of pathology and microbiology 51 (3): p342345. 11. Thia, L. P., Balfour Lynn, I. M. 2009. 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