Agenzia di informazione su agricoltura, alimentazione e ambiente
Anno XXXV – n. 30
Venerdì 13 novembre 2015
Sommario
Negoziato latte: nulla di fatto al tavolo della trattativa, riprendono i presidi agli impianti
Chiusa l’annata agraria in Piemonte con produzioni nella media ma prezzi ancora in calo
Dal convegno di Asti la conferma che la carne è alimento essenziale in ogni dieta equilibrata
Tracciabilità, prezzo, produttività, educazione alimentare per combattere le frodi dell’olio
Torna a Torino “Portici di terra”: le eccellenze agricole dei produttori di Confagricoltura
Alla Fiera del Tartufo di Asti il Villaggio Verde di Confagricoltura in piazza San Secondo
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Negoziato latte: nulla di fatto al tavolo della trattativa, riprendono i presidi agli impianti
E’ durata solo un giorno la tregua tra allevatori e industria. La battaglia, infatti, riprende dopo che il “Tavolo latte”, convocato ieri
nella sede del Ministero delle Politiche agricole, si è chiuso con il no degli allevatori alle proposte di Assolatte, che ha è portato a 35
centesimi l’offerta di acquisto del latte alla stalla. “A queste condizioni – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi,
che ha partecipato all’incontro – l’accordo è impossibile. Le proposte degli industriali sono lontane dalle nostre richieste”. Positiva, a
giudizio di Guidi, la decisione di Lactalis di abbandonare il riferimento alle quotazioni della Germania, che non sono pertinenti con
quelle delle realtà italiane. “La questione però non riguarda solo Lactalis – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura – ma tutto il
comparto industriale rappresentato da Assolatte, che è rimasto fermo su condizioni di prezzo non remunerative”. Per questo, in
attesa di capire anche l’atteggiamento della grande distribuzione organizzata, che non siede al “Tavolo latte”, ma che ha un peso
importante per l’equilibrio della filiera, Confagricoltura riprenderà lo stato di agitazione con presidi all’impianto di Corteolona, in
provincia di Pavia, della Lactalis, la prima industria italiana di trasformazione, ed anche ad altre realtà industriali, “perché tutto il
mondo della trasformazione – ha precisato Guidi – deve assumersi le proprie responsabilità”. Confagricoltura Piemonte si unirà alla
manifestazione di protesta a Corteolona il 17 novembre, organizzando pullman di allevatori dalle diverse sedi provinciali.
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Chiusa l’annata agraria in Piemonte con produzioni nella media ma prezzi ancora in calo
Confagricoltura traccia il bilancio dell’agricoltura piemontese nell’annata chiusa il 10 novembre. Una primavera fresca e piovosa,
seguita da un’estate calda e secca, ha favorito produzioni di buona qualità fitosanitaria, ma quantitativamente scarse. Per quanto
riguarda gli investimenti, diminuisce la superficie vitata (-639 ettari), aumenta nel complesso quella destinata ai frutteti, con un calo
dei pescheti (-150 ettari), un aumento dei meleti (+330 ettari) e dei pereti (+67 ettari), mentre continua a crescere, spinta dalle
buone prospettive di mercato, la coltura del nocciolo (+1.485 ettari), che ha raggiunto i 18.123 ettari. Aumenta in modo sensibile la
superficie destinata alle orticole, che passa da circa 8 mila ad oltre 11 mila ettari. Diminuiscono i seminativi da 325 mila a 306 mila
ettari e aumentano in modo sensibile le foraggere da 39 mila a 116 mila ettari. Aumenta anche il numero delle aziende biologiche,
che passano da 1.315 a 1.577, con un incremento di superficie di 2.823 ettari (24.080 ettari in totale). Sul fronte dei prezzi si
segnalano variazioni positive per i prodotti orticoli (+5%) e per la frutta estiva. Buone, anche se in calo rispetto allo scorso anno, le
quotazioni dei kiwi. I prezzi dei cereali sono in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei risoni in avvio di
campagna risulta in aumento, anche se occorre ancora attendere per verificare l’assestamento dei mercati. Per quanto riguarda la
zootecnia, si segnala un forte calo del prezzo del latte alla stalla (da 10 a 12 centesimi il litro, con una perdita di valore del 25%
rispetto al 2014). Stabili i prezzi del pollame, risultano invece in flessione quelli delle uova (-10%) e dei conigli (-10%). Fino a
settembre sono rimasti stabili i prezzi dei vitelloni di razza Piemontese, mentre hanno fatto segnare una leggera flessione le
quotazioni delle altre razze. In calo del 9% il prezzo dei suini. I prezzi di bovini e suini sono però in ulteriore caduta nelle ultime
settimane, dopo la diffusione delle notizie scandalistiche sui danni dal consumo di carne rossa. Nel complesso, l’agricoltura
subalpina continua a manifestare segnali di sofferenza. Il numero delle imprese agricole è costantemente in diminuzione: oggi in
Piemonte sono circa 55 mila (erano 67 mila nel 2010), il 12,4% del totale delle imprese di tutti i settori produttivi.
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Dal convegno di Asti la conferma che la carne è alimento essenziale in ogni dieta equilibrata
Una “picconata” al muro di menzogne eretto in questi giorni sul consumo della carne è stata data con il convegno “Alleviamo salute:
la carne tra timori e verità”, organizzato la scorsa settimana da Confagricoltura Asti. “La carne non ha colpe – ha puntualizzato il
direttore di Confagricoltura Asti Francesco Giaquinta – e questo processo mediatico servirà ad offrire un nuovo slancio al comparto,
facendo emergere la qualità nostrana”. Tutta colpa dell’Oms e dell’Airc? No affatto, il mondo scientifico si è limitato ad indicare i
possibili fattori di rischio. “Il messaggio è stato chiaramente travisato – ha precisato Massimo Forno, presidente di Confagricoltura
Asti – e dobbiamo prendere le distanze dalle troppe inesattezze per difendere la filiera della carne, che è motore dell’economia
nazionale e locale”, dove nella sola provincia di Asti conta circa 3 mila addetti. Concetto ribadito da Renato Erminio Goria,
presidente della Camera di Commercio di Asti: “Questi attacchi non fanno bene all’economia locale, sono necessarie stabilità e
certezza nel mondo del lavoro”. Nessuna difesa d’ufficio per la carne, l’ultima parola resta alla scienza: “Negli allevamenti
piemontesi – ha dichiarato il veterinario Fulvio Brusa – la qualità ha raggiunto i massimi livelli, al punto che possiamo definire la
carne piemontese la più sicura del mondo”. E’ tempo quindi di lavorare sulla comunicazione anche in campo agroalimentare “senza
eccessi di superficialità e di contrasto alle grandi lobby”, ha ammonito l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero. Certezze
sono giunte anche dalla nutrizionista Sara Cordara: “L’Airc ha preso a campione studi elaborati principalmente negli Usa, la nostra
realtà è ben diversa, sia in termini di consumo sia di salubrità delle carni. La carne è un alimento necessario, l’importante è
consumarne la giusta quantità, puntare su metodi di cottura non aggressivi e controllare la provenienza d’origine”. E’ evidente che il
castello di carte è già crollato, ma non è tempo di rimuginare. “Non serve attendere delle scuse – ha osservato Paolo Massobrio,
giornalista enogastronomico e moderatore dell’incontro – puntiamo invece a valorizzare la biodiversità italiana, un aspetto che ci
viene invidiato in tutto il mondo, ma che abbiamo difficoltà a presentare con la giusta efficacia”. Ad avviso di Mario Guidi,
presidente di Confagricoltura, la responsabilità di questo attacco alla carne è da imputare ai media. “Hanno bisogno di
spettacolarizzare quello che succede – ha sottolineato – non curandosi dell’influenza negativa che possono avere sui consumatori.
La comunicazione deve essere un aspetto fondamentale anche per il settore zootecnico italiano. Dobbiamo affermare i valori della
nostra agricoltura in modo più efficace, cosa che non è accaduta ad Expo, grande vetrina mondiale, ma che non ha affrontato il tema
fondante, ossia come ‘nutrire il pianeta’ ponendo al centro il settore agricolo. Impariamo a comunicare al mondo la nostra unicità”.
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Tracciabilità, prezzo, produttività, educazione alimentare per combattere le frodi dell’olio
“Un danno di immagine per uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano e un danno economico per i produttori onesti che
operano nel rispetto della legge”. E’ questo il commento di Confagricoltura e Assofrantoi in merito al dibattito conseguente
all’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, che ha coinvolto sette grandi marchi italiani
per il reato di frode in commercio, avendo etichettato come extra vergine olio d’oliva semplicemente vergine. Prezzo adeguato,
tracciabilità garantita, aumento della produttività ed educazione dei consumatori sono, a parere di Confagricoltura e Assofrantoi, gli
elementi che possono difendere dalle frodi i consumatori e gli stessi imbottigliatori. Importante è anche il sistema di tracciabilità. A
questo riguardo Confagricoltura, insieme ad Assofrantoi e all’organizzazione di produttori Confoliva, ha promosso dal 2011 il sistema
CDI OEVO, una sorta di carta di identità dell’olio extra vergine di oliva italiano di qualità. Uno strumento efficace per la lotta alle
frodi dell’olio, che ha ottenuto la fiducia dei consumatori grazie alla possibilità di visualizzare l’intero percorso del prodotto nella
filiera, dalle informazioni fisico-chimiche a quelle sull’azienda produttrice e sul territorio in cui l’oliva è stata coltivata, andando sul
sito dedicato e inserendo il codice alfanumerico presente sulla carta. Secondo Confagricoltura e Assofrantoi, le frodi si fronteggiano
anche aumentando la produzione e la produttività di olive e di olio d’oliva. Il nostro tasso di autoapprovvigionamento è troppo
basso e per questo occorre investire in un’olivicoltura di qualità che ci permetta di raggiungere l’autosufficienza.
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Torna a Torino “Portici di terra”: le eccellenze agricole dei produttori di Confagricoltura
Dopo il felice esordio di ottobre, torna domenica 15 novembre “Portici di terra”, il mercato riservato alle aziende di Confagricoltura
sotto i portici di piazza Carlo Felice a Torino, che per l’occasione si estende anche al giardino Sambuy, nel centro della piazza, grazie
alla collaborazione con l’associazione Giardino Forbito. Agricoltura e cultura si incontrano nel salotto del capoluogo piemontese
abbinando le eccellenze del territorio a quelle letterarie, colture e culture del sapere locale. Il programma prevede alle ore 11, nel
gazebo dello storico giardino, la presentazione della “Ricetta forbita” con Bruno Gambarotta intervistato da Antonella Giani. Il
giornalista-scrittore presenterà la sua ricetta forbita con i prodotti di stagione che si potranno acquistare sulle bancarelle dei
produttori presenti a “Portici di terra”. Alle postazioni dei produttori saranno alternate alcune isole informative sulle materie prime
e sulle relative filiere: dal latte ai formaggi, dall’uva al vino, dal pollame alle uova e poi ancora frutta, verdura, carne e salumi.
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Alla Fiera del Tartufo di Asti il Villaggio Verde di Confagricoltura in piazza San Secondo
Come ogni anno, il terzo week-end di novembre la città di Asti ospiterà la Fiera Regionale del Tartufo. Sabato 14 e domenica 15
novembre, dalle ore 9 alle 19, sarà allestito in piazza San Secondo il Villaggio Verde di Confagricoltura, realizzato in collaborazione
con Anga e Agriturist Asti. Saranno dodici le aziende agricole provenienti da Asti, Alessandria e Vercelli che animeranno il Villaggio,
offrendo la degustazione di menu tipici a base di carne cruda, agnolotti del plin e brasato al Barbera, il tutto accompagnato dagli
inconfondibili sapori del tartufo e dei vini piemontesi. Le aziende agrituristiche associate al circuito di Agriturist proporranno ai
visitatori esclusivi menu a prezzo fisso (18 euro) con antipasto, primo, secondo e dolce (tartufo a parte).
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Redazione: Corso Vittorio Emanuele II, 58 – 10121 Torino – Tel.: 0115623297 – Fax: 0115635337 – E-mail: [email protected]
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Il Triangolo n. 30 - Confagricoltura Piemonte