Lezione Progetto di Strutture PROGETTO DEGLI ELEMENTI RESISTENTI DI STRUTTURE INTELAIATE IN C.A. TRAVI Strutture intelaiate Limitazioni per travi Geometria Definizione: Il rapporto tra larghezza e altezza della trave deve essere ≥ 0.25 La larghezza della trave deve essere ≥ 20 cm Inoltre, per le travi “a spessore”, la larghezza deve essere - non maggiore della larghezza del pilastro, aumentata da ogni lato di metà dell’altezza della sezione trasversale della trave stessa, - non maggiore di due volte bc, essendo bc la larghezza del pilastro ortogonale all’asse della trave. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Eccentricità Sono da evitare, per quanto possibile, eccentricità tra l’asse della trave e l’asse del pilastro concorrenti in un nodo. Non deve esserci eccentricità tra l’asse delle travi che sostengono pilastri in falso e l’asse dei pilastri che le sostengono. Esse devono avere almeno due supporti, costituiti da pilastri o pareti. Le pareti non possono appoggiarsi in falso su travi o solette. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Estensione zone critiche Le zone critiche sono quelle all’interno delle quali si prevede un comportamento inelastico e si estendono CD”B” per una lunghezza pari rispettivamente a 1.0 CD”A” per una lunghezza pari rispettivamente a 1.5 volte l’altezza della sezione della trave, misurata a partire dalla faccia del nodo trave-pilastro o da entrambi i lati a partire dalla sezione di prima plasticizzazione. Per travi che sostengono un pilastro in falso, si assume una lunghezza pari a 2 volte l’altezza della sezione misurata da entrambe le facce del pilastro. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Verifiche per travi Taglio CD “B” il taglio resistente deve risultare superiore o uguale alla sollecitazione di taglio CD “A” nelle zone critiche il taglio resistente si calcola assumendo ctgθ =1; Continua .............. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Verifiche per travi Taglio CD “A” Se nelle zone critiche il rapporto tra il taglio minimo e quello massimo risulta inferiore a -0,5, e se il maggiore tra i valori assoluti dei due tagli supera il valore: VEd ,min VR= 2 − 1 VEd ,max f ctd bw d allora nel piano verticale di inflessione della trave devono essere disposti due ordini di armature diagonali, l’uno inclinato di +45° e l’altro di -45° rispetto all’asse della trave. La resistenza deve essere affidata per metà alle staffe e per metà ai due ordini di armature inclinate, per le quali deve risultare VEd ,max ≤ As f yd 2 dove As è l’area di ciascuno dei due ordini di armature inclinate. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Duttilità rotazionale Definizione Al fine di rendere elevata la duttilità rotazionale delle travi occorre rendere elevata la duttilità delle sezioni soggette a comportamento inelastico Con riferimento ad un elemento la cui risposta alle azioni esterne sia governata dalla flessione, la duttilità della generica sezione può essere valutata a partire dall’analisi del legame momento-curvatura della sezione stessa mediante la relazione µ= χu χy dove sono indicate con χu e χy rispettivamente le curvature ultime e di primo snervamento della sezione. A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo Una corretta valutazione della duttilità di una sezione in cemento armato richiede un’accurata descrizione della relazione tra tensioni e deformazioni con riferimento ad entrambi i materiali, calcestruzzo e acciaio. Come mostrato da indagini numeriche e di laboratorio, un ruolo fondamentale a tal riguardo è svolto dall’azione di confinamento esercitata dalle staffe sul calcestruzzo. Questa azione risulta pressoché trascurabile in presenza di tensioni normali di moderata intensità (approssimativamente fino a circa il 70% della resistenza del calcestruzzo non confinato), cioè finché le deformazioni trasversali rimangono modeste. A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo La stessa azione cresce invece in modo molto più marcato quando la tensione normale assume valori maggiori, poiché i lembi delle fessure cominciano a distanziarsi significativamente e le deformazioni trasversali tendono ad assumere valori elevati. La reazione offerta dalle staffe in tale ultima fase determina un incremento della capacità resistente e, in misura ancora più rilevante, un aumento della capacità deformativa del calcestruzzo rispetto ai valori propri dello stesso materiale non confinato. Il confinamento interessa però solo il calcestruzzo posto nella parte interna della sezione, mentre risulta nullo per il calcestruzzo di ricoprimento. A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo In conseguenza del comportamento sopra descritto, nel valutare la duttilità di una sezione non è opportuno considerare per il calcestruzzo il legame parabola-rettangolo solitamente adottato per la valutazione della resistenza ultima. Tale legame risulta, infatti, poco accurato sia nella valutazione della massima resistenza, sia nella modellazione del comportamento che segue l’attingimento di tale resistenza, inclusa la scelta del valore ultimo della deformazione. L’azione delle tensioni normali ortogonali all’asse longitudinale dell’elemento è generalmente presa in conto con modelli semplificati, basati su considerazioni teoriche e dati sperimentali. Essi devono distinguere gli effetti dell’azione di confinamento sul calcestruzzo in funzione della sua posizione nella sezione. In particolare, spesso, è definito un primo legame costitutivo per il calcestruzzo racchiuso dalle staffe, ovvero interno al nucleo della sezione, ed un secondo per il calcestruzzo di ricoprimento. A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo Sezione circolare Con riferimento a pilastri di sezione circolare sollecitati da sforzo normale, la presenza di staffe snervate induce nel calcestruzzo una tensione di compressione trasversale pari a σc ,trasv ro f y Ast = s ro s dove: è la spaziatura delle staffe è il raggio delle staffe è l’area della sezione trasversale delle staffe disposte nell’unità di lunghezza del pilastro A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore 2 ro s σc ,trasv \ s ro Ast Ast fy s r O σc ,trasv Ast fy s Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo s Se si indica il rapporto volumetrico delle staffe con la relazione 2π ro Ast 2 Ast = π ro2 s s r0 \ = ρst Ast fy s e il rapporto meccanico delle staffe con la relazione ωst =ρst fy fc Ast fy s 2A fy = st s r0 f c σc ,trasv = 0.5 ρ st f y = 0.5 ωst f c A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore \ La tensione di compressione trasversale può esprimersi come 2 ro s σc ,trasv r O σc ,trasv Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo Analogamente, in pilastri di sezione rettangolare la tensione di compressione trasversale vale: σc ,trasv , x A )f ( ∑ = σc ,trasv , y A )f ( ∑ = st , x y s ho st , y s bo A )b ( ∑ = o fy A )h ( ∑ = fy st , x s hobo y st , y o h ho bo b = ρst , x f y s bo ho s = ρ st , y f y Ast fy s dove: è la spaziatura delle staffe è l’area della sezione trasversale delle staffe disposte nell’unità di lunghezza del pilastro nella direzione x o y A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore 2 ho s σc ,trasv \ s Ast σc ,trasv Ast fy s Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo σc ,trasv A l )f ( ∑ = 0.5 st st s bo ho y Ast fy s = 0.5 ρst f y = 0.5 ωst f c s dove: lst è il rapporto A l f meccanico ωst = st st y delle staffe sbo ho f c ∑ A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore Ast fy s 2 ho s σc ,trasv \ ωst è la lunghezza (esclusi i ganci di ancoraggio) di ciascuna staffa o tirantino presenti nella sezione Ast fy s \ La compressione trasversale potrebbe essere diversa nelle due direzioni. Si potrebbe tener conto di ciò nelle analisi ma è in genere sufficiente far riferimento al valore medio s σc ,trasv Ast fy s Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo L’azione di confinamento • non è costante lungo lo sviluppo dell’elemento h ho ma • è concentrata in corrispondenza delle sezioni in cui sono disposte le staffe • bo b perde efficacia man mano che ci si allontana da queste sezioni La porzione di elemento ben confinata, compresa tra due staffe, è usualmente individuata da una parabola con pendenza a 45° in corrispondenza delle staffe. A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore 45° Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo La sezione con minimo confinamento è quella equidistante da due staffe consecutive. ro Per tale sezione, l’area effettivamente confinata è π d 02 π s' s' c 1 Ac = d − = − 0 4 2 4 2 d0 2 2 La tensione trasversale media può essere ottenuta introducendo il coefficiente di efficacia pari al rapporto tra volume confinato e volume racchiuso tra le staffe σc ,trasv = 0.5 α ωst f c A. Ghersi. Il cemento armato. Flaccovio editore s’ s’/4 do Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo Se la sezione ha una forma diversa dalla circolare, un analogo problema di efficacia si presenta nell’ambito della sezione in cui è disposta la staffa. In una sezione rettangolare l’effetto del confinamento è concentrato in corrispondenza degli spigoli delle staffe o dei punti in cui le barre longitudinali sono vincolate da tirantini. Il coeff. di efficacia complessivo considera l’efficacia delle staffe lungo lo sviluppo dell’elemento (αs) nel piano della sezione trasversale (αn) essendo α = αn αs (α) h ho bo b αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo bi Indicando con bi la distanza tra due barre adiacenti bloccate da staffe o tirantini, l’altezza di ciascun segmento parabolico è pari a bi / 4. Ricordando che l’altezza media di un segmento parabolico è i 2/3 dell’altezza massima, l’area della sezione trasversale confinata è A = b0 h0 − ∑ c c n bi2 2 bi bi = b0 h0 1 − ∑ 3 4 6 b h n 0 0 Il coefficiente di efficacia nel piano della sezione trasversale vale A cc bi2 αn = = 1− ∑ b0 h0 n 6 b0 h0 h ho bo b αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo bi L’efficacia del confinamento lungo lo sviluppo longitudinale dell’elemento può essere valutata in maniera analoga a quanto visto per la sezione circolare. h ho Nella sezione con minimo confinamento, cioè quella equidistante da due staffe consecutive, l’area confinata vale bo b s' s' Acc =− b h − 0 0 2 2 ovvero s' Acc = b0 h0 1 − 2 b 0 s' 1 − 2 h 0 s’ αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo Tra tutte le proposte si richiama innanzitutto quella contenuta nell’Eurocodice 2. La resistenza del calcestruzzo confinato è espressa in funzione di quella del calcestruzzo non confinato mediante la relazione per σ c ,trasv ≤ 0.05 f ck c f c= f c + 5.0 σ c ,trasv f ckc = 1.25 f ck + 2.5 (σ c ,trasv − 0.05 f ck ) per σ c ,trasv > 0.05 f ck Modifica delle deformazioni del modello parabola rettangolo per tenere conto del confinamento ε cc2 f ckc = ε c2 f ck ε= ε cu + 0.2 c cu 2 σ c ,trasv f ck αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Confinamento del calcestruzzo αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Calcolo analitico Al fine di ottenere la curva momento flettente-curvatura delle generica sezione in conglomerato cementizio armato, la sezione in esame è inizialmente suddivisa in strisce. Successivamente, si ipotizzano curvature crescenti per la sezione e si valutano le caratteristiche della sollecitazione corrispondenti a tali curvature. Nel fare ciò si considerano valide le ipotesi di conservazione delle sezioni piane e di perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo fino al collasso della sezione. αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale Calcolo analitico Sono generalmente considerati due differenti legami costitutivi del calcestruzzo: uno per il calcestruzzo non confinato del ricoprimento e uno per il calcestruzzo confinato del nucleo dell’elemento. In particolare, il calcestruzzo non confinato perverrà a rottura prima di quello confinato e sarà pertanto eliminato dal calcolo una volta attinta la deformazione di rottura. αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale delle travi Esempi di calcolo Trave 30X50 5φ20 in trazione e 2φ14 in compressione staffe φ6/20 (ovvero trave con poca armatura compressa e poche staffe) α=0.20 ωst=0.06 Cls C20/25 ; acciaio FeB38k Trave 30X60 5φ20 in trazione e 3φ20 in compressione staffe φ8/10 (ovvero trave con molta armatura compressa e buona staffatura) α=0.30 ωst=0.20 Cls C25/30 ; acciaio B450C Duttilità rotazionale Armature longitudinali Se il carico è di natura ciclica alternata, con deformazioni εy < εmax < εh 1. La rottura della barra richiede un numero di cicli da qualche decina a qualche centinaio in funzione della deformazione raggiunta 2. La rottura non manifesta strizione 3. Il numero di cicli è superiore a quello prodotto da una scossa sismica 4. La barra assorbe comunque una elevata quantità di energia meccanica. La rottura può definirsi duttile A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Duttilità rotazionale Armature longitudinali Se il carico è di natura ciclica alternata, con deformazioni εmax > εh 1. La rottura della barra richiede pochi cicli di carico 2. La rottura non manifesta strizione 3. La barra assorbe una ridotta quantità di energia meccanica. La rottura può definirsi fragile E’ opportuno fissare, in fase di progetto, che la deformazione massima dell’armatura longitudinale sia inferiore o uguale a εh A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Curvatura ultima delle travi Limitazione della deformazione delle armature longitudinali εcu Dalla conservazione delle sezioni piane xu d εs Al fine di evitare rotture fragile dell’armatura deve essere risulta xu ε cu ξu = = d ε cu + ε s Al fine di avere rotture duttili dell’armatura deve essere εcu εcu εcu < < εcu + ε sh εcu + ε s εcu + ε sy A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Curvatura di primo snervamento Travi con semplice armatura σcmax xy 1 N c =ξ y b d σcmax 2 d fy Conservazione sezioni piane 2 3 + Perfetta aderenza acciaio-cls Legame tensione-deform. εy ε max c = 1− ξy ξy f= Es ε y y σc = Ec εc A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli N s = As f y 1 Eq. traslazione orizzontale Nc = Ns Sostituendo le eq. (2) e (3) nella (1) risulta : ξ= y ( n ρ ) + 2n ρ − n ρ 2 Inoltre, si ha : εy χy = d (1 − ξ y ) Curvatura ultima Travi con semplice armatura bo fc Nc = βc k ξu f c bo d xu d fy Dall’equazione di equilibrio alla traslazione longitudinale si ha : As f y ξu = c β k f c bo d dove fc è il valore della resistenza a compressione del cls non confinato A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli N s = As f y Curvatura ultima Travi con semplice armatura Stante la planarità della sezione deformata, risulta : c εccu bo βc k f c εccu ε ε f b χu ,1 = = = βc k cu cu c o ξu d As f y εcu f y As Quando l’armatura compressa è uguale o maggiore di quella tesa (u≥1) oppure l’armatura tesa è molto bassa il valore di ξu diventa molto piccolo ed in questi casi la curvatura ultima corrisponde al contemporaneo raggiungimento di εcuc al bordo compresso del nucleo e di εsu nell’armatura tesa e sarà quindi pari a χu ,2 εccu + ε su = d − c′ …….e quindi: c εccu εcu f c b0 εccu + ε su ; = χu MIN β k εcu f y As d − c′ A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Duttilità rotazionale Travi con semplice armatura Dal rapporto tra la curvatura ultima e quella corrispondente alla prima plasticizzazione si ha : c εccu εcu f c b0 d (1 − ξ y ) εccu + ε su (1 − ξ y ) = µ M IN β k ; ′ εcu ε y f y εy 1− c d As RISULTATO : La duttilità rotazionale é direttamente proporzionale alle caratteristiche meccaniche del cls (εcu , fc) La duttilità rotazionale é inversamente proporzionale alle caratteristiche meccaniche dell’acciaio (ρ, εy , fy) A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Curvatura di prima plasticizzazione Travi con doppia armatura ' σcmax N= As σ's s xy d N s = As f y fy Conservazione sezioni piane 2 3 + Perfetta aderenza acciaio-cls Legame tensione-deform. 1 1 N c =ξ y d b σcmax 2 εy 1− ξy = εcmax ξy ξy − γ ε's = εcmax ξy Eq. traslazione orizzontale N c + N s' + N s = 0 Sostituendo le eq. (2) e (3) nella (1) risulta : = ξy f= Es ε y y σc = Ec εc σ's = Es ε's A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli n (ρ + ρ ) + 2n ( ρ + ρ' γ ) − n ( ρ + ρ' ) 2 ' 2 Inoltre, si ha : εy χy = d (1 − ξ y ) Curvatura ultima Travi con doppia armatura fc N s' = As f y xu Nc = βc k ξu f c bo d d fy Dall’equazione di equilibrio alla traslazione longitudinale si ha : ξu A −A)f ( = s ' s y βc k f c bo d dove fc è il valore della resistenza a compressione del cls non confinato A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli N s = As f y Curvatura ultima Travi con doppia armatura Stante la planarità della sezione deformata, risulta : c εccu bo βc k f c εcu εccu εcu f c bo c χu ,1 = = = β k ' ξu d ( As − As ) f y εcu f y As (1 − u ) Quando l’armatura compressa è uguale o maggiore di quella tesa (u≥1) oppure l’armatura tesa è molto bassa il valore di ξu diventa molto piccolo ed in questi casi la curvatura ultima corrisponde al contemporaneo raggiungimento di εcuc al bordo compresso del nucleo e di εsu nell’armatura tesa e sarà quindi pari a χu ,2 εccu + ε su = d − c′ …….e quindi: c εccu εcu f c b0 εccu + ε su ; = χu MIN β k εcu f y As (1 − u ) d − c′ A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Duttilità rotazionale Travi con doppia armatura Dal rapporto tra la curvatura ultima e quella corrispondente alla prima plasticizzazione si ha : c εccu εcu f c b0 d (1 − ξ y ) εccu + ε su (1 − ξ y ) = µ M IN β k ; ′ εcu ε y f y As (1 − u ) εy 1− c d DUTTILITA’ ROTAZIONALE VINCOLO DI NORMATIVA Min percentuale di staffe cresce con εcu cresce con fcu Min resistenza del cls cresce al diminuire di ρ Max percentuale di armatura tesa cresce al diminuire di ρ−ρ’ Min percentuale di arm. compressa A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Duttilità rotazionale Travi con doppia armatura Se si trascurasse l’effetto di confinamento del calcestruzzo nelle travi si perverrebbe alle seguenti relazioni: εy χy = d (1 − ξ y ) εcu f c 1 b c ε cu f c = χu β =β e f y As (1 − u ) d f y (ρ − ρ' ) c Da queste si otterrebbe la duttilità rotazione della sezione εcu f c b d (1 − ξ y ) ε f b d ⋅ 0.65 ε f bd µ =β = 0.8 cu c = 0.52 cu c ε y f y (ρ − ρ ') ε y f y (ρ − ρ ') ε y f y (ρ − ρ ') e quindi la quantità di armatura longitudinale necessaria a garantire valori prestabiliti di duttilità ρ − ρ ' = 0.52 0.0035 f c b d 0.0018 f c b d = εy fy µ εy fy µ A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli Verifiche di duttilità per travi Elementi principali in elevazione Qualora non si proceda ad un’analisi non lineare, le verifiche di duttilità si possono effettuare controllando che la duttilità di curvatura nelle zone critiche risulti 2qo − 1 µϕ ≥ 1 + 2 ( qo − 1) TC T1 se T1≥TC se T1<TC dove T1 è il periodo proprio fondamentale della struttura. La duttilità di curvatura può essere calcolata come rapporto tra la curvatura cui corrisponde una riduzione del 15% della massima resistenza a flessione ovvero il raggiungimento delle deformazioni ultime del calcestruzzo εcu o dell’acciaio εuk e la curvatura al limite di snervamento. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali Almeno due barre di diametro non inferiore a 14 mm devono essere presenti superiorm. e inferiorm. per tutta la lunghezza della trave. In ogni sezione della trave, il rapporto geometrico ρ relativo all’armatura tesa deve essere compreso entro i seguenti limiti: dove: ρ ρcomp fyk 1.4 3.5 < ρ < ρcomp + f yk f yk è il rapporto geometrico relativo all’armatura tesa As/(b·h); è il rapporto geometrico relativo all’armatura compressa; è la tensione caratteristica di snervamento dell’acciaio (in MPa). Nelle zone critiche della trave deve essere ρcomp ≥ 0.50 ρ e ovunque nella trave deve essere ρcomp ≥ 0,25 ρ D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali L’armatura superiore, disposta per il momento negativo alle estremità delle travi, deve essere contenuta, - per almeno il 75% entro la larghezza dell’anima - per le sezioni a T o ad L, entro una fascia di soletta pari rispettivamente alla larghezza del pilastro, od alla larghezza del pilastro aumentata di 2 volte lo spessore della soletta da ciascun lato del pilastro, a seconda che nel nodo manchi o sia presente una trave ortogonale. Almeno ¼ dell’armatura disposta per momento negativo deve essere mantenuta per tutta la lunghezza della trave. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali Le armature longitudinali delle travi, sia superiori che inferiori, devono attraversare, di regola, i nodi senza ancorarsi o giuntarsi per sovrapposizione in essi. Quando ciò non risulti possibile, sono da rispettare le seguenti prescrizioni: - le barre vanno ancorate oltre la faccia opposta a quella di intersezione con il nodo, oppure rivoltate verticalmente in corrispondenza di tale faccia, a contenimento del nodo; - la lunghezza di ancoraggio delle armature tese va calcolata in modo da sviluppare una tensione nelle barre pari a 1.25 fyk, e misurata a partire da una distanza pari a 6 diametri dalla faccia del pilastro verso l’interno. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali La parte dell’armatura longitudinale della trave che si ancora oltre il nodo non può terminare all’interno di una zona critica, ma deve ancorarsi oltre di essa. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali La parte dell’armatura longitudinale della trave che si ancora nel nodo, deve essere collocata all’interno delle staffe del pilastro. Per prevenire lo sfilamento di queste armature il diametro delle barre longitudinali della trave deve essere ≤ αbL volte l’altezza della sezione del pilastro, essendo : 1 + 0.8ν d 7.5 f ctm γ f 1 + 0.75k ρ D comp ρ Rd yd α bL = 7.5 f ctm (1 + 0.8ν d ) γ Rd f yd per nodi interni per nodi esterni dove: νd kD γRd è la forza assiale di progetto normalizzata ; vale 1 o 2/3, rispettivamente per CD”A” e per CD”B” ; vale 1.2 o 1, rispettivamente per CD”A” e per CD”B” . D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Armature longitudinali Se per nodi esterni non è possibile soddisfare tale limitazione, si possono : • prolungare le travi oltre il pilastro, • usare piastre saldate alla fine delle barre, • piegare le barre per una lunghezza minima pari a 10 volte il loro diametro disponendo un’apposita armatura trasversale dietro la piegatura. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per travi Staffe di contenimento Definizione: staffa rettangolare, circolare o a spirale, di diametro minimo 6 mm, con ganci a 135° prolungati per almeno 10 diametri alle due estremità. I ganci devono essere assicurati alle barre longitudinali. Le staffe di contenimento devono essere disposte ad un passo non superiore alla minore tra le grandezze seguenti: - un quarto dell’altezza utile della sezione trasversale; - 175 mm 225 mm - 6 volte il diametro minimo delle barre long. di verifica per CD”A” 8 volte “ “ per CD “B” - 24 volte il diametro delle armature trasversali. per CD”A” per CD “B” La prima staffa di contenimento deve distare non più di 5 cm dalla sezione a filo pilastro. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni PILASTRI Strutture intelaiate Limitazioni per pilastri Geometria Definizione: Il rapporto tra larghezza e altezza della sezione trasversale deve essere ≥ 0.25 La larghezza del pilastro deve essere ≥ 25 cm D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Estensione zone critiche Eurocodice 8: le regioni fino ad una distanza lcr da entrambe le sezioni di estremità di una colonna (elemento primario) devono essere considerate come zone critiche. In assenza di analisi più accurate si può assumere che la lunghezza della zona critica sia la maggiore tra: • l’altezza della sezione • 1/6 dell’altezza libera del pilastro • 45 cm • l’altezza libera del pilastro se questa è inferiore a 3 volte l’altezza della sezione D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale dei pilastri Esempi di calcolo Pilastro 30X70 8φ14 e staffe φ6/20 (ovvero trave con poca armatura compressa e poche staffe) α=0.44 ; ωst=0.013 Cls C20/25 ; acciaio FeB38k N=1000 kN Pilastro 30X70 8φ20+4φ14 e staffe doppie φ8/10 staffe (ovvero trave con molta armatura compressa e buona staffatura) α=0.58 ; ωst=0.075 Cls C25/30 ; acciaio B450C N=1000 kN αn = Acc b2 =1− ∑ i b0 h0 n 6 b0 h0 Duttilità rotazionale dei pilastri Esempi di calcolo Pilastro 30X70 8φ14 e staffe φ6/20 (ovvero trave con poca armatura compressa e poche staffe) α=0.44 ; ωst=0.013 Cls C20/25 ; acciaio FeB38k Pilastro 30X70 8φ20+4φ14 e staffe doppie φ8/10 staffe (ovvero trave con molta armatura compressa e buona staffatura) α=0.58 ; ωst=0.075 Cls C25/30 ; acciaio B450C Duttilità rotazionale dei pilastri Elementi con doppia armatura in presenza di sforzo normale Il parametro ξy viene determinato imponendo la deformazione di prima plasticizzazione nell’acciaio e l’eq. alla traslazione longitudinale in presenza di Nsd Avremo pertanto : 2 N sd + ( ρ − ρ' ) f y b d ξy = b d σcmax e εy χy = d (1 − ξ y ) Il parametro ξu viene determinato imponendo la deformazione di rottura nel cls e l’equilibrio alla traslazione longitudinale in presenza di Nsd. Avremo pertanto : N + ( ρ − ρ ') f y b d ξu = sd bo d βc k f c DUTTILITA’ ROTAZIONALE A. Castellani, E. Faccioli. Costruzioni in zona sismica. Hoepli µ= e εccu χu = ξu d εccu βc k f c (1 − ξ y ) N sd ' b d + (ρ − ρ ) f y ε y bo b Verifiche per pilastri Limitazione dello sforzo normale La sollecitazione di compressione non deve eccedere il CD “B” 65% CD “A” 55% della resistenza massima a compressione della sezione di solo calcestruzzo. Di ciò bisognerà tenere conto in fase di progetto !! D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Armatura longitudinale L’interasse tra le barre non deve essere superiore a 25 cm. La percentuale geometrica ρ deve essere compresa entro i seguenti limiti: 1% ≤ ρ ≤ 4% Nota: ρ é il rapporto tra l’area dell’armatura longitudinale e l’area della sezione del pilastro La lunghezza di ancoraggio delle barre longitudinali deve essere incrementata del 50% se la forza assiale su un pilastro è di trazione. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Staffe di contenimento e legature Nelle zone critiche devono essere rispettate le condizioni per l’armatura longitudinale : le barre disposte sugli angoli della sezione devono essere contenute dalle staffe; almeno una barra ogni due, di quelle disposte sui lati, deve essere trattenuta da staffe interne o da legature; le barre non fissate devono trovarsi ad una distanza da una barra fissata minore di : - 15 cm per CD “A” - 20 cm per CD ”B” D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Staffe di contenimento e legature Nelle zone critiche devono essere rispettate le condizioni per l’armatura trasversale : Diametro non inferiore a 6 mm Passo non superiore alla più piccola delle quantità seguenti: • 1/3 del lato minore della sezione trasversale 1/2 “ “ per CD”A” per CD”B” • 125 mm 175 mm per CD”A” per CD”B” • 6 volte il diametro delle barre longitudinali 8 “ “ per CD”A” per CD”B” D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Armatura trasversale Con riferimento ad ognuna delle direzioni di azione del sisma deve risultare soddisfatta la seguente relazione: dove f cd bst 0.08 f yd Ast ≥ f cd bst s 0.12 f yd Ast è l’area complessiva dei bracci delle staffe, s è il passo delle staffe. bst è la distanza tra i bracci più esterni delle staffe D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni per CD"A" al di fuori della zona critica e per CD "B" per CD "A“ in zona critica Limitazioni per pilastri Armatura trasversale essendo : e quindi : dove: lst A ∑ = ωst s bo ho ∑A st s l fy st st = ωst fc bo ho f c lst f y è la lunghezza (esclusi i ganci di ancoraggio) di ciascuna staffa o tirantino presenti nella sezione nella direzione esaminata f cd bst 0.08 f Ast yd ≥ f b s 0.12 cd st f yd ωst , x = ωst , y = 0.08 ωst , x = ωst , y = 0.12 Limitazioni per pilastri Armatura trasversale Aver fissato un valore del rapporto meccanico delle staffe vuole dire, a meno del coefficiente di confinamento, aver fissato un valore della tensione media di confinamento nel calcestruzzo: σc ,trasv = 0.5 α ωst f c e quindi una deformazione ultima del calcestruzzo confinato: εccu = εcu + 0.1α ωst Eurocodice 2 (2005) Ad esempio, se α=0.5 : = ε ccu 0.0035 + 0.1⋅ 0.5 ⋅ 0.16 = 0.0115 = ε ccu 0.0035 + 0.1⋅ 0.5 ⋅ 0.24 = 0.0155 CD"A" al di fuori della zona critica e per CD "B" CD "A“ in zona critica Verifiche per pilastri Presso-flessione deviata La verifica a presso-flessione deviata può essere condotta in maniera semplificata effettuando, per ciascuna direzione di applicazione del sisma, una verifica a presso-flessione retta nella quale la resistenza viene ridotta del 30%. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per pilastri Presenza di tompanamenti Nel caso in cui i tamponamenti non si estendano per l’intera altezza dei pilastri adiacenti, • l’armatura (long. e trasv.) risultante deve essere estesa per una distanza pari alla profondità del pilastro oltre la zona priva di tamponamento. • nel caso in cui l’altezza della zona priva di tamponamento fosse inferiore a 1.5 volte la profondità del pilastro, debbono essere utilizzate armature bi-diagonali. Qualora il tamponamento (seppur esteso a tutta altezza) sia presente su un solo lato di un pilastro, l’armatura trasversale da disporre alle estremità del pilastro deve essere estesa all’intera altezza del pilastro (ovvero l’intera lunghezza va considerata come zona critica). D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni NODI Strutture intelaiate Rottura dei nodi Rottura dei nodi Irpinia 1980, S.Angelo dei Lombardi Foto A. Ghersi Rottura dei nodi Nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Si distinguono due tipi di nodi: • Nodi interamente confinati, così definiti quando in ognuna delle quattro facce verticali si innesta una trave. In ognuna delle 4 facce si innestano travi Le travi sono sovrapposte ai pilastri per almeno i ¾ della larghezza del pilastro (e tra loro per i ¾ dell’altezza) Per i nodi interamente confinati non occorrono verifiche Nodo interno, interamente confinato D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Si distinguono due tipi di nodi: • Nodi non interamente confinati : tutti i nodi non appartenenti alla categoria precedente. Esempi di nodi non interamente confinati Nodo laterale D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Nodo d’angolo Nodi trave-pilastro Caratteristiche delle sollecitazioni Vc lc hb Cb Tb Tb Cb V = Vc zb V jh = Cb + Tb − Vc V = Vc Vc Nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Il taglio agente in direzione orizzontale in un nodo deve essere calcolato tenendo conto delle sollecitazioni più gravose che si possono verificare negli elementi che vi confluiscono (ovvero in accordo al criterio di gerarchia delle resistenze). In assenza di più accurate valutazioni, la forza di taglio agente nel nucleo di calcestruzzo del nodo può essere calcolata, per ciascuna direzione dell’azione sismica, come: in cui γRd As1, As2 VC V jbd = γ Rd ( As1 + As 2 ) f yd − VC per nodi interni V jbd = γ Rd As1 f yd − VC per nodi esterni e` uguale a 1.20 ; sono rispettivamente l’area dell’armatura superiore ed inferiore della trave ; è la forza di taglio nel pilastro al di sopra del nodo, derivante dall’analisi in condizioni sismiche. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Per la verifica del nodo si considera lo stesso soggetto a tensioni uniformemente ripartite sulle facce superiori ed inferiori e a tensioni tangenziali ripartite sulle quattro facce σξ σ x + σ y σ x − σ y 2 τ = ± + σ η 2 2 2 τ=Vjh/(bjhj) ovvero σ σ σ η (compr.) = − − +τ 2 2 2 σ=N/(bjhj) σ 2 σ σ ξ (traz.) = − + +τ 2 2 2 2 Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Se si vuole limitare la rottura per schiacciamento del calcestruzzo occorre limitare il valore della tensione principale di compressione −σ η (compr.) = + σ σ 2 + + τ 2 ≤ η f cd 2 2 Elevando al quadrato i due membri si ha: 2 σ σ 2 τ η f + ≤ + ( ) cd − ση f cd 2 2 2 2 e quindi moltiplicando entrambi i membri per l’area della sezione trasversale del nodo: τ bjhj = V jh ≤ b j h j η f cd 1 − σ η f cd Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate CD “A” La compressione diagonale indotta dal meccanismo a traliccio non deve eccedere la resistenza a compressione del calcestruzzo. Ciò può ritenersi soddisfatto se: V jbd ≤ η f cd b j h jc 1 − dove f η = α j 1 − ck 250 νd η f ck in MPa αj è un coefficiente che vale 0,6 per nodi interni e 0,48 per nodi esterni, νd è la forza assiale nel pilastro al di sopra del nodo normalizzata rispetto alla resistenza a compressione della sezione di solo calcestruzzo, hjc è la distanza tra le giaciture più esterne di armature del pilastro, bj è la larghezza effettiva del nodo, pari alla minore tra: - la maggiore tra le larghezze della sezione del pilastro e della trave; - la minore tra le larghezze della sezione del pilastro e della trave, ambedue aumentate di metà altezza della sezione del pilastro. Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Se si vuole evitare la fessurazione per trazione del calcestruzzo occorre limitare il valore della tensione principale di trazione σ σ 2 σ ξ (traz.) = − + + τ 2 ≤ f ctd 2 2 Elevando al quadrato i due membri si ha: 2 σ σ 2 τ f + ≤ + ( ) ctd + σ f ctd 2 2 2 2 e quindi moltiplicando entrambi i membri per l’area della sezione trasversale del nodo: τ bjhj = V jh ≤ b j h j f ctd 1 + σ f ctd Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate Se si prevede una staffatura e quindi il confinamento del nodo σ + σ c ,trasv σ ξ (traz.) = − 2 σ − σ c ,trasv 2 + + τ ≤ f ctd 2 2 Elevando al quadrato i due membri si ha: σ − σ c ,trasv σ + σ c ,trasv 2 2 + τ ≤ ( f ctd ) + + (σ + σ c ,trasv ) f ctd 2 2 2 2 e semplificando: τ ≤ σ σ c ,trasv + σ c ,trasv f ctd + σ f ctd + f 2 2 ctd ovvero σ c ,trasv τ 2 − f ctd ( f ctd + σ ) ≥ f ctd + σ Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate CD “A” Per evitare che la massima trazione diagonale del calcestruzzo ecceda la fctd deve essere previsto un adeguato confinamento. In assenza di modelli più accurati, si possono disporre nel nodo staffe orizzontali di diametro non inferiore a 6 mm, in modo che: V jbd ( b j h jc ) −f ≥ ctd f ctd + ν d f cd 2 Ash f ywd b j h jw dove Ash hjw è l’area totale della sezione delle staffe è la distanza tra le giaciture di armature superiori e inferiori della trave. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Verifiche dei nodi trave-pilastro Strutture intelaiate CD “A” In alternativa, l’integrità del nodo a seguito della fessurazione diagonale può essere garantita integralmente dalle staffe orizzontali se Ash f ywd ≥ γ Rd ( As1 + As 2 ) f yd (1 − 0.8ν d ) per nodi interni Ash f ywd ≥ γ Rd As 2 f yd (1 − 0.8ν d ) per nodi esterni dove As1, As2 sono rispettivamente l’area dell’armatura superiore ed inferiore della trave, γRd vale 1.20 νd è la forza assiale normalizzata agente al di sopra del nodo, per i nodi interni, al di sotto del nodo, per i nodi esterni. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per nodi Armatura trasversale Nei nodi non confinati devono essere disposte staffe di contenimento in quantità almeno pari alla maggiore prevista nelle zone del pilastro inferiore e superiore adiacenti al nodo. Questa regola può non essere osservata nel caso di nodi interamente confinati. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni Limitazioni per nodi Armatura trasversale Per i nodi non confinati, appartenenti a strutture sia in CD”A” che in CD”B”, le staffe orizzontali presenti lungo l’altezza del nodo devono verificare la seguente condizione: nst Ast f ≥ 0.05 ck i bj f yk nella quale nst ed Ast sono rispettivamente il numero di bracci e l’area della sezione trasversale della barra della singola staffa orizzontale, i è l’interasse delle staffe, b è la larghezza utile del nodo determinata come segue: - se la trave ha una larghezza bw superiore a quella del pilastro bc, allora b è il valore minimo fra bw e bc + hc/2, essendo hc la dimensione della sezione della colonna parallela alla trave; se la trave ha una larghezza bw inferiore a quella del pilastro bc , allora b è il valore minimo fra bc e bw + hc/2. D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni SCORRIMENTO TRA TESTA PILASTRO E NODO Scorrimento pilastro-nodo Sicilia 1990, terremoto di Santa Lucia, Augusta Scorrimento tra la sommità del pilastro e la trave in corrispondenza della ripresa di getto Scorrimento pilastro-nodo Irpinia 1980, Lioni, Edificio del Banco di Napoli Foto A. Ghersi Scorrimento tra la sommità del pilastro e la trave in corrispondenza della ripresa di getto Scorrimento pilastro-nodo Irpinia 1980, Lioni, Edificio del Banco di Napoli Foto A. Ghersi Scorrimento tra la sommità del pilastro e la trave in corrispondenza della ripresa di getto Verifica di scorrimento pilastro-nodo Non esistono molte indicazioni a riguardo Solo l’Eurocodice 8, parte 1 (punto 5.5.3.4.4) parla di verifica di scorrimento tra parete e impalcato; le formule proposte possono estendersi, con opportune modifiche, anche al caso in esame VRd,S = Vdd + Vid + Vfd Resistenza delle barre verticali Resistenza di eventuali barre inclinate Resistenza per attrito Verifica di scorrimento pilastro-nodo VRd,S = Vdd + Vid + Vfd Resistenza delle barre verticali Resistenza di eventuali barre inclinate Resistenza per attrito FINE