UN PONTE AI DIRITTI “Un Ponte ai Diritti” è un progetto co-finanziato dall’Unione europea attraverso il Programma “Youth in Action” azione 1.3 - Giovani e Democrazia e dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Roma. Tale intervento educativo è stato concepito in continuità con la ricerca-azione commissionata dal Municipio VIII di Roma, svolta nel corso del 2007 con i giovani di Ponte di Nona. “Un Ponte ai Diritti” est un projet co-financé par l’U E à travers le programme “youth in action”, action 1.3 - Jeunes et Démocratie- et par la Direction des Politiques de la Jeunesse de la Mairie de Rome. Cette action éducative a été concue en continuité avec la recherche-action soutenue par la Mairie du VIIIe arrondissement de Rome qui s’est déroulée en 2007 avec les jeunes de Ponte di Nona. Un Ponte ai Diritti culture giovanili e cittadinanza attiva a Ponte di Nona “Un Ponte ai Diritti”: citoyenneté active et culture des jeunes à Ponte di Nona Quaderno 2 Il progetto è stato realizzato dai ragazzi di Ponte di Nona A cura di: Daniela Venezia Equipe: Daniela Venezia, Lara Jannone Tonino Luciani, Gianluca Marroccia, Gaia Brunetti, Giovanni De Domenico, Manuel Cherubini. Si ringraziano per la collaborazione: Associazione Ponte di Nona Enaip - Centro di aggregazione “2You” Centro di aggregazione “Il Muretto” Centro di aggregazione “Godzilla” Coop. Cospexa Associazione Papillon - Biblioteca Casale Ponte di Nona Un grazie particolare a: Mario, Giulio e Rosaria Roma, Settembre 2008 Progetto grafico a cura di: Factory Design - MT “Un Ponte ai Diritti: cittadinanza attiva e culture giovanili a Ponte di Nona” Roma-Marsiglia settembre 2007 giugno 2008 “Un Ponte ai Diritti” cittadinanza attiva e culture giovanili a Ponte di Nona Roma-Marsiglia settembre 2007 giugno 2008 Quadro teorico 05 06 10 1.0 Un pont à la citoyenneté européenne 10 14 1.1 Un nouveau rapport entre scolaire et extra-scolaire: contribution de la dimension transactionnelle 14 1.2 Genèse 18 06 1.0 Un ponte alla cittadinanza europea 1.2 Genesi Le Cadre Théorique Préambule 05 Introduction Premessa Introduzione 1.1 Un nuovo rapporto tra scuola ed extra-scuola: il contributo della dimensione transazionale "Un Pont vers les droits” citoyenneté active et culture des jeunes à Ponte di Nona 18 Rome- Marseille. Septembre 2007-juin 2008. Il Piano delle Attività Plan des activités Struttura e obiettivi 24 Structure et objectifs 24 2.0 26 2.0 26 La Preparazione Analisi critica del contesto territoriale Da un concreto vissuto come empirico ad un concreto pensato e rielaborato Préparation Analyse critique du contexte territorial D’un concret vécu comme empirique à un concret pensé et réélaboré 2.1 I contesti di riferimento: 27 Ponte di Nona e La Castellane a Marsiglia 2.1 Les contextes d’intérêt: Ponte di Nona et La Castellane à Marseille 27 2.2 Il corso di lingua e cultura francese 32 2.2 Le cours de langue et de culture française 32 2.3 La formazione dei peer educators alle metodologie partecipative dell’Université du Citoyen. 34 2.3 La formation des peer educators aux méthodologies participatives de l’Université du Citoyen 34 3.0 La Realizzazione 40 3.1 Le visite ai quartieri 3.2 La plenaria italiana 41 3.3 La plenaria francese 4.0 La Valutazione 3.0 Réalisation 40 41 44 3.1 Les visites des quartiers 3.2 L’assemblée plénière italienne 50 3.3 L’assemblée plénière française 50 56 4.0 L’évaluation 44 56 UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 4 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 5 Premessa “Un Ponte ai Diritti” è un progetto co-finanziato dall’Unione europea attraverso il Programma “Youth in Action” azione 1.3 - Giovani e Democrazia e dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Roma. Tale intervento educativo è stato concepito in continuità con la ricerca-azione commissionata dal Municipio VIII di Roma, svolta nel corso del 2007 con i giovani di Ponte di Nona. Il senso di isolamento dalla città e di abbandono da parte delle istituzioni emersi come vissuti prevalenti e condivisi tra i giovani di Ponte di Nona, hanno indicato una linea precisa di lavoro per avviare percorsi di inclusione sociale a partire dalla costruzione di un senso di appartenenza. “Un ponte ai Diritti”, in quanto opportunità di protagonismo dei giovani finalizzata allo scambio e al confronto con gli amministratori, ha rappresentato il primo importante momento concreto di partecipazione attiva e di condivisione che dovrà trovare sviluppo in ulteriori azioni e sperimentazioni. Préambule “Un Ponte ai Diritti” est un projet co-financé par l’U E à travers le programme “youth in action”, action 1.3 - Jeunes et Démocratie- et par la Direction des Politiques de la Jeunesse de la Mairie de Rome. Cette action éducative a été concue en continuité avec la recherche-action soutenue par la Mairie du VIIIe arrondissement de Rome qui s’est déroulée en 2007 avec les jeunes de Ponte di Nona. L’impression d’isolement par rapport à la ville et d’abandon de la part des institutions qui émerge comme principal vécu partagé par les jeunes de Ponte di Nona, a orienté notre travail vers des parcours d’inclusion sociale basés sur la construction d’un sentiment d’appartenance. “Un Ponte ai Diritti”, rendant les jeunes protagonistes dans l’échange et la confrontation avec les institutions a représenté une première occasion concrète de participation active et de partage qui demande à être développée dans d’ultérieures actions et expérimentations. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 6 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 7 Introduzione Le questioni relative all’impegno e alla partecipazione dei giovani alla vita sociale e civile sono state, negli ultimi anni, poste al centro delle politiche giovanili a livello nazionale anche grazie alla spinta delle direttive europee finalizzate a rafforzare i processi di integrazione comunitaria. La costruzione della società europea come prodotto di due processi, l’uno al livello della società civile, in cui l’Europa rappresenta l’orizzonte simbolico nel quale collocare la costruzione della propria identità e, l’altro, a livello delle istituzioni, che propongono l’Europa come orizzonte di riferimento per gli attori sociali, per le reti, per le associazioni e per altre istituzioni, richiede un forte investimento in campo educativo con particolare attenzione alle nuove generazioni. La condizione dei minori può essere assunta come emblematica di una crisi della cittadinanza che si mostra in maniera diffusa nella nostra società. Assumere il tema delle giovani generazioni come caposaldo della programmazione in campo sociale significa assumere un punto di vista avanzato dell’intervento territoriale, poiché è proprio a partire da questa prospettiva, quando, cioè, l’analisi è costretta a confrontarsi con le diverse determinazioni del disagio giovanile, che la proposta pubblica può farsi complessivamente più adeguata ed efficace. D’altra parte perché l’intervento educativo possa essere realmente efficace dovrà basarsi su una lettura più attenta della condizione sociale dei giovani nei diversi contesti nazionali e locali e delle loro relazioni con la dimensione politica. Sotto questo riguardo non si potrà evitare di fare luce su un aspetto dominante e contraddittorio della politica che nello stesso momento in cui auspica una maggiore partecipazione dei singoli e delle organizzazioni informali tende sempre più a estromettere e allontanare da sé ogni “interferenza attiva” della società: un processo di separazione della politica che si riduce sempre più a controllo amministrativo della sfera sociale. Sono proprio i giovani che, in maniera più accentuata rispetto ad altri settori sociali, risentono di questo scarto prodottosi tra istituzioni e società civile al quale reagiscono spesso con gesti di rottura individuale e comportamenti a rischio. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 8 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 9 Introduction Chiedersi quali azioni educative sia opportuno mettere in campo nel tentativo di ridurre questa distanza tra i giovani e le istituzioni a livello locale ed europeo, vuol dire indagare i processi che hanno prodotto questo scollamento, riflettere sui linguaggi che la politica ha utilizzato e sugli universi valoriali ai quali ha fatto riferimento. Per anni ci si è rifugiati in una banale rappresentazione dei giovani come “apatici, passivi e senza interessi”, indifferenti civicamente ed emotivamente, evitando così di far fronte a domande più impegnative sul rapporto tra società e politica. Questa lettura deformante della condizione di tanta parte delle giovani generazioni non è stata altro che una paradossale traslazione di responsabilità, che ha ritardato un sostanziale rinnovamento delle forme della politica. E’ necessario dotarsi di strumenti teorici più adeguati per affrontare i profondi e multiformi cambiamenti che attraversano i contesti sociali e che incidono sui modi e le prospettive della partecipazione. I temi classici dell’inclusione e dell’esclusione sociale, del disagio, della legalità, della marginalità assumono oggi un aspetto meno definito perché sono connessi a quelli della cittadinanza, delle appartenenze culturali, della molteplicità delle lingue parlate, della differenziazione dei valori di riferimento. Nelle periferie estreme gli adolescenti italiani si mescolano ai loro coetanei immigrati, ai giovani rom dei campi nomadi, spesso purtroppo per testimoniare, con la fuoriuscita precoce dal sistema scolastico e con la loro indifferenza verso ciò che appare un generico richiamo alla partecipazione, l’inadeguatezza da parte delle istituzioni e del privato sociale ad assolvere al difficile compito di educare in una società globalizzata. L’educazione interculturale, come orizzonte dell’offerta formativa, fornisce utili indicazioni a questo riguardo sottolineando come dalla reciproca conoscenza, dal lavorare assieme a progetti comuni, dalla concreta relazione tra differenti culture e mondi di vita possa nascere un cittadino europeo consapevole, responsabile, democratico. Les questions relatives à l’engagement des jeunes dans la vie sociale et civile et à leur participation ont été, ces dernières années, surtout grâce à l’impulsion des directives européennes visant à renforcer les processus d’intégration communautaire, placées au centre des politiques de la jeunesse au niveau national. La construction de la société européenne comme produit de deux processus, l’un au niveau de la société civile, pour laquelle l’Europe représente l’horizon symbolique fondant la construction d’une identité propre et l’autre, au niveau des Institutions qui proposent l’Europe comme un horizon de référence pour les acteurs sociaux, pour les associations et pour toutes les autres institutions, requiert un important investissement dans le domaine éducatif et une attention particulière aux nouvelles générations. La condition des mineurs peut être considérée comme emblématique d’une crise de la citoyenneté qui se manifeste de façon diffuse dans notre société. Faire du thème des jeunes générations le noyau d’une programmation dans le domaine social, c’est adopter un point de vue avancé dans l’intervention territoriale, puisque c’est justement à partir de cette perspective, quand l’analyse est obligée de se confronter avec les différentes déterminations du malaise des jeunes que l’action publique peut s’accomplir de la manière la plus adéquate et efficace. Par ailleurs, afin que l’intervention éducative puisse être efficace, elle devra être fondée sur une lecture attentive de la condition sociale des jeunes dans les différents contextes nationaux et locaux et de leurs relations avec la dimension politique. De ce point de vue, on ne pourra manquer de souligner un aspect dominant et contradictoire de la vie politique qui, au moment même où elle souhaite une plus grande participation des particuliers et des organisations informelles, tend de plus en plus à les évincer et à éloigner toute “interférence active” de la part de la société: un processus de séparation de la politique qui se réduit de plus en plus à un contrôle administratif de la sphère sociale. Ce sont surtout les jeunes, davantage que les autres catégories sociales, qui pâtissent de cette fracture qui s’est produite entre institutions et société civile, à laquelle ils réagissent par des gestes de rupture individuelle et des comportements à risque. Se demander quelles actions éducatives il est nécessaire de mettre en oeuvre pour tenter de réduire cette distance entre jeunes et institutions au niveau local et européen, c’est se demander quels processus ont produit cet éloignement, réfléchir sur les langages que la politique a employés et sur ses univers de valeurs de référence. Longtemps, on s’est caché derrière une banale représentation des jeunes comme “apathiques, passifs et dépourvus d’intérêts”, indifférents d’un point de vue civique et émotif, évitant ainsi d’affronter les questions les plus difficiles concernant le rapport entre société et politique. Cette lecture déformante d’une grande partie des jeunes générations n’est rien d’autre qu’un déplacement paradoxal de la responsabilité qui a retardé un renouvellement substantiel des formes de la politique. Il est nécessaire de se doter d’outils théoriques mieux adaptés pour faire face aux changements profonds et multiformes qui traversent les contextes sociaux et qui pèsent sur les modalités et les perspectives de la participation. Les thèmes classiques de l’inclusion et de l’exclusion sociale, du malaise, de la légalité, de la marginalisation ont aujourd’hui des contours moins définis parce qu’ils sont liés à ceux de la citoyenneté, des appartenances culturelles, de la multiplicité des langues parlées, de la différenciation des valeurs de référence. Dans les grandes banlieues, les adolescents italiens, aussi bien que les immigrés de leur âge et que les jeunes gitans des camps nomades révèlent souvent, à travers leur éviction scolaire précoce et à travers leur indifférence à tout appel à une participation ressentie comme générique, l’incapacité des institutions et du secteur social privé à assumer la tâche difficile d’éduquer dans une société mondialisée. L’éducation interculturelle, comme horizon de l’offre de formation, fournit des indications utiles à cet égard, en ce qu’elle met en évidence que la connaissance réciproque, que le travail en commun sur des projets, que la relation concrète entre différentes cultures et modes de vie peut faire naître un citoyen européen conscient, responsable, démocratique. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 10 1.0 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 11 Un ponte alla cittadinanza europea Il progetto “Un Ponte ai diritti: culture giovanili e cittadinanza attiva a Ponte di Nona” realizzato dalla Data Coop nel corso dell’anno 2007-2008 in partenariato con l’Associazione francese Université du Citoyen e con il Municipio VIII del Comune di Roma, si colloca nell’ambito della ricerca empirica di strumenti e metodi attraverso i quali promuovere e sostenere la cittadinanza presso le comunità giovanili. Questo progetto, che ha coinvolto i giovani di due contesti problematici della periferia europea, Ponte di Nona a Roma e La Castellane a Marsiglia, può infatti essere identificato come l’evoluzione naturale di una riflessione sul contesto di vita, portata avanti già nell’anno precedente con i giovani del territorio attraverso un lavoro di ricerca, che è successivamente diventata azione volta al cambiamento e alla cittadinanza attiva. “Un Ponte ai Diritti” è stato concepito come momento in cui l’empowerment sviluppato con la ricerca-azione potesse dunque trasformarsi in concreto protagonismo della comunità giovanile che diviene comunità agente, assume la responsabilità di prendere la parola e si confronta con l’istituzione locale e il mondo della politica. La prospettiva all’interno della quale si è articolato il progetto è quella di una comunità consapevole delle proprie risorse, che sa valorizzarle e che è in grado di liberarsi dagli stereotipi dentro cui viene imbrigliata la capacità di auto-promozione dei contesti marginali. L’obiettivo a lungo termine è quello di contribuire allo sviluppo di “comunità” competenti sia da un punto di vista politico (cioè informate e interessate alla gestione della cosa pubblica), sia da un punto di vista sociale e relazionale. Certamente questo processo, se riferito all’area di Ponte di Nona, quartiere della estrema periferia romana di recente insediamento abitativo, è solo ad uno stadio iniziale; più avanzata appare, nel quadro delle attività progettuali, la realtà di Marsiglia, dove il processo di formazione di comunità locali attive e consapevoli si è articolato e sviluppato nel tempo e mostra oggi una tradizione più consolidata. In ogni caso si è voluto avviare questo percorso scommettendo sulla parte giovane della popolazione locale che, come in tutti i contesti metropolitani marginali, è insieme e paradossalmente, la parte di società più isolata ed emarginata e quella che più di altre manifesta il bisogno di esercitare concretamente la cittadinanza, attraverso la quale costruire la propria appartenenza e identità. Tra le diverse fasi di vita, nel periodo dell’adolescenza il rapporto con una dimensione collettiva e con la comunità territoriale rappresenta un momento fondante lo sviluppo dell’identità individuale. In questa prospettiva è essenziale che il territorio dimostri una sua capacità di accogliere il minore e che da fattore diseducante si trasformi in luogo delle esperienze e delle opportunità educative e formative. Una recente ricerca della Fondazione Censis su Il Disagio adolescenziale nel Lazio (2007), conferma la validità degli strumenti metodologici utilizzati nel corso del lavoro da cui si è sviluppato il progetto “Un Ponte ai Diritti”. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 12 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 13 Un Pont vers la citoyenneté européenne In queste analisi viene rilevato un ritardo delle istituzioni “nell’elaborare strategie adeguate di natura preventiva” e si sottolinea la necessità di “ripensare la filiera dei servizi e degli interventi di supporto […] investendo risorse, professionalità e competenze in progetti innovativi che sperimentino nuove modalità di azione preventiva”. Sul piano più strettamente pratico, i ricercatori suggeriscono modalità di intervento direttamente nei luoghi della socializzazione informale dei ragazzi, “azioni di promozione della socialità degli adolescenti, innovazione comunicativa e di linguaggi, co-progettazione e coinvolgimento attivo dei giovani nei servizi, sono queste le indicazioni emerse per innalzare l’efficacia di un filone di azione che viene considerato strategico”(ivi). Quanto al tema della dispersione scolastica e dell’insuccesso formativo, decisiva sarebbe la capacità di individuare precocemente e analizzare i diversi fattori che generano la dispersione e intervenire “nella formazione, dei giovani, degli operatori, dei docenti, in una dialettica innovativa tra scuola ed extra-scuola”. Dunque la sperimentazione di nuove forme di azione preventiva, il coinvolgimento dei ragazzi, l’intervento nei luoghi informali che i giovani più sentono come propri e l’innovazione dei linguaggi, rappresentano un filone strategico dell’intervento educativo e del lavoro con i giovani. In questo senso il Progetto “Un Ponte ai Diritti”, nei limiti delle proprie risorse e possibilità, ha raggiunto pienamente gli obiettivi che si era prefissato, lasciando una eredità significativa ai giovani di Ponte di Nona dalla quale si dovrà ripartire. Le projet “Un Ponte ai Diritti: culture et citoyenneté active à Ponte di Nona” réalisé par Data Coop au cours de l’année 2007-2008, en partenariat avec l’association française Université du Citoyen et avec la Mairie di VIIIe arrondissement de Rome, se situe dans le domaine de la recherche empirique d’outils et de méthodes à travers lesquels promouvoir et soutenir la citoyenneté auprès des jeunes. Ce projet, qui s’est adressé aux jeunes de deux réalités problématiques des banlieues européennes, Ponte di Nona à Rome et La Castellane à Marseille, peut, en effet, être défini comme l’évolution naturelle d’une réflexion sur le contexte de vie, menée l’an dernier déjà avec les jeunes du territoire dans un travail de recherche qui est devenu ensuite une action ayant pour objectif le changement et la citoyenneté active. “Un Ponte ai Diritti” a été conçu comme le stade où l’empowerment développé avec cette recherche-action aurait pu se transformer en protagonisme concret des jeunes qui deviennent une “communauté agissante”, qui assument la responsabilité de prendre la parole et se confrontent avec l’institution locale et le monde politique. La perspective selon laquelle le projet s’est articulé est celle d’une communauté consciente de ses ressources, qui sache les mettre en valeur et qui soit capable de se débarrasser des préjugés qui brident la capacité d’auto-promotion des contextes marginalisés. L’objectif à long terme est de contribuer au développement des “communautés” compétentes aussi bien politiquement (c’est-à-dire informées et intéressées à la chose publique), que d’un point de vue social et relationnel. Certes, ce processus concernant Ponte di Nona, quartier de la grande banlieue de Rome de récente création n’en est qu’à un stade initial. La réalité marseillaise, où le processus de formation des communautés locales actives et conscientes s’est articulé et développé au cours du temps et manifeste aujourd’hui une tradition consolidée, semble plus avancée dans le cadre des activités de projet. Dans les deux cas, on a voulu amorcer ce parcours en pariant sur la partie jeune de la population locale qui, comme dans tous les contextes métropolitains de marginalisation est à la fois et paradoxalement, la catégorie de la population la plus isolée et marginalisée et celle qui, plus que les autres, manifeste le besoin d’exercer concrètement une citoyenneté à travers laquelle construire sa propre appartenance et identité. A l’adolescence, le rapport à la dimension collective et à la communauté territoriale représente le moment fondateur du développement de l’identité individuelle. Il est donc essentiel que le territoire démontre sa capacité d’accueil du jeune et qu’au lieu d’être un facteur de “déséducation”, il devienne le lieu des expériences et des opportunités éducatives et formatives. Une récente recherche de la fondation Censis sur Il disagio adolescenziale nel Lazio, 2007 (le malaise adolescent dans le Latium) confirme la validité des outils employés au cours du travail à partir duquel on a élaboré le projet “Un Ponte ai Diritti”. Dans ces analyses est souligné le retard des institutions “à mettre en oeuvre des stratégies de nature préventive” et est pointée la nécessité de “ repenser la filière des services et des interventions d’aide (…) en investissant des ressources financières et professionnelles et des compétences dans des projets innovateurs qui expérimentent de nouvelles modalités d’action préventive”. Sur un plan plus strictement pratique, les chercheurs suggèrent des modalités d’intervention directement dans les lieux de socialisation informelle des jeunes: “actions de promotion de la socialité des jeunes adolescents, stratégies de communication et de langages innovateurs, co-projet et implications actives des jeunes dans les services, telles sont les indications qui émergent pour relever l’efficacité d’un filon d’action qui est considéré comme stratégique”. (id.) Quant au thème de la dispersion scolaire et de l’échec de la formation, la capacité de déterminer de façon précoce et d’analyser les différents facteurs qui engendrent la dispersion et d’intervenir “dans la formation des jeunes, des animateurs, des enseignants dans une dialectique innovante entre scolaire et extra-scolaire” serait décisive. Donc l’expérimentation de nouvelles formes d’action préventive, la participation des jeunes , l’intervention dans les lieux informels que les jeunes considèrent le plus comme leur appartenant et l’innovation des langages représente un filon stratégique de l’intervention éducative et du travail avec les jeunes. En ce sens, le projet “Un Ponte ai Diritti”, dans les limites de ses ressources et de ses possibilités a atteint pleinement les objectifs qu’il s’était fixés laissant un héritage significatif aux jeunes de Ponte di Nona à partir duquel il faudra repartir. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 14 1.1 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 15 Un nuovo rapporto tra scuola ed extra-scuola: il contributo della dimensione transazionale In una rinnovata dialettica tra scuola ed extra-scuola l’Europa può davvero fare da ponte. L’Europa offre uno spazio transnazionale per la comunicazione e l’azione. I giovani percepiscono che esiste un mondo al di fuori del proprio orizzonte e che questa dimensione fornisce loro l’opportunità di esplorare, apprendere e partecipare. La cittadinanza europea può essere vista come processo per divenire responsabili del proprio contesto, in una prospettiva più ampia e più inclusiva, che va oltre i confini ristretti della propria esperienza quotidiana. Il progetto “Un Ponte ai Diritti” ha evidenziato questa valenza positiva della dimensione europea. I ragazzi hanno potuto sperimentare una importante inversione di tendenza rispetto alla serie dei fallimenti registrati nei loro percorsi scolastici e hanno maturato verso se stessi un’altra opinione rispetto al pregiudizio consolidato. Si sono sentiti portatori di una capacità di espressione e di verità importanti da testimoniare, all’interno del gruppo dei giovani italiani e francesi, nel loro territorio, nel mondo degli adulti. Hanno dimostrato un impegno nelle attività formative preparatorie, compreso lo studio elementare della lingua francese, che nessuno avrebbe potuto dare per scontato. L’inserimento di una prospettiva e di una dimensione europea del lavoro ha giocato un ruolo determinante nella motivazione dei giovani permettendo un positivo scardinamento di logiche e dinamiche entro le quali chi vive in territori altamente problematici é spesso obbligato, anche quando queste logiche appaiono “naturali”: relazioni improntate all’esercizio della forza nel gruppo dei pari; ripetizione degli stereotipi attraverso i quali ci si sente identificati e riconosciuti nel proprio quartiere; comportamenti e linguaggi assunti acriticamente dal contesto e da una dimensione comunicativa che condiziona e confonde. La richiesta che è stata loro rivolta di assumere responsabilità in un lavoro concreto, interrogarsi sulla loro condizione per conoscersi meglio e giungere a fare proposte, nonostante si collocasse molto in là rispetto UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 16 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 17 Un nouveau rapport entre scolaire et extra-scolaire: contribution de la dimension transactionnelle alla partecipazione richiesta da proposte educative più ordinarie, li ha trovati pronti a riconoscersi nella prospettiva di divenire attori consapevoli di percorsi progettati assieme. Se il rapporto con una dimensione così ampia come quella rappresentata da un progetto che prevede il confronto con le istituzioni e i giovani di un altro paese ha mostrato a ciascuno i propri limiti, non ha tuttavia costituito, se non in rare occasioni, un motivo per abbandonare le attività e sottrarsi all’impegno.Il sentirsi proiettati ad un livello più avanzato della propria esperienza quotidiana, è aspetto essenziale, simbolico ma non solo, del valore che la dimensione europea può assumere. Il filone europeo di intervento è un apporto di particolare importanza che l’extra-scuola, con interventi di tipo informale, può dare al processo di educazione e formazione dei giovani, soprattutto in quei territori in cui il disagio appare diffuso. Questo filone di intervento, che restituisce dignità a ciò che la scuola spesso esclude e allontana da sé, rappresenta una linea di lavoro che può raggiungere notevoli traguardi e può contribuire a ricomporre l’unità del progetto educativo. Dans une dialectique renouvelée entre scolaire et extra-scolaire, l’Europe peut vraiment constituer un pont. L’Europe fournit un espace transnational pour la communication et l’action. Les jeunes perçoivent qu’il existe un monde au-delà de leurs horizons et que cette dimension leur offre l’occasion d’explorer, d’apprendre et de participer. La citoyenneté européenne peut être vue comme un processus pour devenir responsable de son propre contexte, dans une perspective plus vaste et plus inclusive qui va au-delà des limites restreintes de l’existence quotidienne. Le Projet “Un Ponte ai Diritti” a souligné cette valence positive de la dimension européenne. Les jeunes ont pu opérer une inversion de tendance importante par rapport à la série d’échecs de leur parcours scolaire et se sont formé d’eux-même une opinion qui diffère du préjugé ancré. Ils se sont sentis porteurs d’une capacité d’expression et témoins de vérités importantes à exprimer au sein du groupe de jeunes italiens et français, dans leur territoire et dans le monde des adultes. Ils ont démontré qu’ils étaient capables de s’impliquer dans les activités de formation préparatoires, y compris dans l’apprentissage élémentaire de la langue française, chose sur laquelle personne n’aurait parié. Le fait de se placer dans une perspective et une dimension de travail européennes a joué un rôle déterminant dans la motivation des jeunes, faisant éclater les carcans de logiques et de dynamiques dont sont prisonniers ceux qui vivent dans des zones hautement problématiques, même quand ces logiques paraissent “naturelles”: relations fondées sur l’exercice de la force dans le groupe des semblables; répétition des stéréotypes à travers lesquels on se sent identifiés et reconnus dans son quartier; assimilation sans esprit critique de comportements et de langages imposés par un milieu et une dimension communicative qui conditionne et confond. La demande qui leur a été faite d’assumer une responsabilité dans un travail concret, le fait de s’interroger sur leur condition pour mieux se connaître et formuler des propositions, requerrant une plus grande participation que celle des actions éducatives ordinaires, les a trouvés prêts à s’identifier aux acteurs conscients de parcours élaborés ensemble. Si le rapport avec une dimension aussi vaste que celle d’un projet qui prévoit la confrontation avec des institutions et des jeunes d’un autre pays, a montré des limites, cela n’a pas toutefois constitué, sinon en de rares occasions, un motif pour abandonner les activités et se soustraire à l’engagement. Se sentir projeté à un niveau plus avancé que sa propre expérience quotidienne est un aspect essentiel, symbolique, mais pas seulement, de la valeur que la dimension européenne peut avoir. Le filon d’intervention européen peut conférer une importance particulière à des activités extra-scolaires, fondées sur des actions de type informel, et enrichir le processus d’éducation et de formation des jeunes, surtout dans les zones où le malaise est diffus. Ce filon d’intervention, qui redonne de la dignité à ceux que l’école souvent exclut et écarte, représente une direction de travail qui peut permettre d’atteindre des objectifs considérables et peut contribuer à recomposer l’unité du projet éducatif. UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 18 1.2 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 19 Genesi | Genèse 1.LAVORO DI RETE: 1. TRAVAIL DE RÉSEAU: Activation ressources territoriales 2.FORMAZIONE: IL DISEGNO DELLA RICERCA-AZIONE PARTECIPATA Formazione operatori Formazione ragazzi 2. FORMATIONS: Formation opérateurs Formation jeunes 3.ANALISI DI COMUNITÀ: DIAGNOSI PRELIMINARE INTERVENTO Laboratori di strada Laboratori scolastici Risultati: METODOLOGIE Apprendimento cooperativo e di autodiagnosi dei bisogni di formazione Osservazione partecipata apprendimento attivo STRUMENTI Interventi d’aula Supervisione Linguaggi creativi Brainstorming Focus group Circle time Interviste Questionario legalità LAVORO DI RETE LAVORO DI STRADA | TRAVAIL DE RUE Attivita sportive e musicali estemporanee Activités sportives et musicales improvisées DIAGNOSTIC - INTERVENTION: Ateliers de rue Ateliers scolaires 4.ELABORAZIONE E ANALISI DATI: Diagnosi finale 4. ÉLABORATION ET ANALYSE DES DONNÉES: Diagnostic final 5.RESTITUZIONE RISULTATI: Dossier ricerca Pubblicizzazione 5. RESTITUTION DES RÉSULTATS: Dossier recherche Publication Mappatura | Cartographie Contatto | Contact Torneo di calcetto Tournoi de football à 8 Creazione di gruppi stabili di socializzazione Valorizzazione degli spazi territoriali Coinvolgimento significativo delle famiglie Collaborazione attiva con la rete territoriale QUESTIONARIO LEGALITÁ Sviluppo della autonomia individuale e della capacità di iniziativa collettiva QUESTIONNAIRE SUR LA LÉGALITÉ Acquisizione di capacità critica e di rafforzamento delle identità individuali Aumento del senso di appartenenza al contesto Accrescimento dell’autostima e consapevolezza delle proprie capacità Attivazione delle risorse comunicative e creative Alfabetizzazione ai linguaggi creativi e acquisizione di nuove competenze e conoscenze tecniche TRAVAIL DE RÉSEAU Aggancio | Accrochage Acquisizione di nuove capacità relazionali LABORATORI | ATELIERS 3. ANALYSE DE LA COMMUNAUTÉ: | Schéma de la recherche-action participative Attivazione risorse territoriali INSTRUMENTS Interventions en classe Supervision Langages créatifs Brainstorming Focus Group Interviews Circle time Questionnaire sur la légalité ATELIERS SCOLAIRES VIDEO AEROGRAFIA FOTOGRAFIA TRAMPOLI E GIOCOLERIA Vidéo Aérographie Photographie Echasses et jonglerie Résultats: LABORATORIO “TRACCE” ATELIER “TRACES” Cortometraggio court-métrage Murales su pannelli Murales sur panneaux PROJET EUROPÉEN JEUNESSE “Un Ponte ai Diritti”: citoyenneté active et culture des jeunes à Ponte di Nona LABORATORI SCOLASTICI MÉTHODOLOGIES Apprentissage coopératif et d’autodiagnostic des besoins de formation Observation participative apprentissage actif PROGETTO EUROPEO-GIOVENTU’ “UN PONTE AI DIRITTI: CULTURE GIOVANILI E CITTADINANZA ATTIVA A PONTE DI NONA” Mostra Costruzione trampoli cd-rom Exposition Construction d’échasses cd-rom Plastico sito archeologico Gabii Plastico dell’Istituto scolastico Maquette du site archéologique Maquette de l’établissement Gabii scolaire Création de groupes de socialisation stable Valorisation des espaces territoriaux Participation significative de la famille Collaboration active avec le réseau territorial Développement de l’autonomie individuelle et de la capacité d’initiative collective Acquisition de capacité critique et renforcement des identités individuelles Augmentation du sentiment d’appartenance au contexte Accroissement de l’estime de soi et conscience de ses capacités Activation des ressources communicatives et créatrices dossier di ricerca dossier de recherche diffusione: convegno finale diffusion: congrès final Initiation aux langages créatifs et acquisition de nouvelles compétences et connaissances techniques Acquisition de nouvelles capacités relationnelles PROGETTO “LE PERIFERIE DI ROMA: SICUREZZA, LEGALITA’ E SVILUPPO” Comune di Roma Dipartimento XVIII PROJET “Les banlieues de Rome: sécurité, légalité et développement” Mairie de Rome Département XVIII UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 20 “Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 21 Genèse Un Ponte ai Diritti, come detto in premessa, è il risultato, aperto ad ulteriori sviluppi, della ricerca-azione svolta con i giovani di Ponte di Nona nell’ambito dell’intervento di Educativa di Strada, finanziato nel 2007 dal Municipio delle Torri all’interno della L. 285/97. Lo schema grafico che precede, evidenzia come il progetto sia stato il punto di arrivo di un lavoro sui temi del diritto e della legalità sui quali si è orientato l’interesse dei ragazzi, tanto da poter consentire il successivo coinvolgimento di alcuni di loro in qualità di facilitatori. Altro esito concreto del lavoro di coinvolgimento dei giovani di Ponte di Nona è stato il progetto “Le periferie di Roma: sicurezza, legalità e sviluppo” sostenuto dall’Assessorato alle periferie e rivolto alle scuole del territorio. Già con il questionario sulla legalità e la discussione sul diritto e i diversi profili della interazione sociale, proposti a giovani che in molti casi hanno carichi penali, era venuta in luce la necessità di programmare, nel territorio, interventi educativi che facessero riferimento diretto all’esperienza, che si confrontassero con la vita quotidiana degli interlocutori. Si trattava di analizzare la capacità dei ragazzi di concepire il proprio comportamento come social- mente rilevante e contemporaneamente favorire il processo di formazione di una consapevolezza giuridica che potesse permettere al ragazzo di ricollocare, superato l’ambito strettamente familiare, le proprie esperienze nel quadro di più estese relazioni sociali. Dalle discussioni avviate con i ragazzi e dalla rilevazione dei loro sentimenti e dei loro atteggiamenti verso l’istituzione, restituiti come insieme di domande e problemi da affrontare collettivamente, si è sviluppata una prospettiva progettuale che ha messo al centro il confronto: all’interno del gruppo di pari, ovviamente, ma anche e soprattutto il confronto con altri partner, di altri paesi. Una dimensione che implicitamente ricollocava su scala diversa e su un piano di insospettata ampiezza quelle stesse questioni e problematiche. Questa traslazione di piano, mediata dai responsabili del progetto attraverso la proposta di elaborare un intervento nell’ambito del programma Gioventù in Azione, si è dimostrata estremamente produttiva. La possibilità per i ragazzi di collocare su una dimensione transnazionale le loro istanze e bisogni, prima quasi inimmaginabile, ha rappresentato una vera chiave di volta per la loro motivazione e il loro coinvolgimento. “Un Ponte ai Diritti”, comme nous l’avons dit dans le préambule, est le résultat, ouvert à d’ultérieurs développements, de la rechercheaction conduite auprès des jeunes de Ponte di Nona dans le cadre de l’intervention de l’association Educativa di Strada, financée en 2007 par la Mairie delle Torri dans le cadre de la loi L.285/97. Le graphique montre que le projet a été le point d’arrivée d’un travail sur les thèmes du droit et de la légalité soumis à l’intérêt des jeunes, qui a débouché sur la participation successive de certains d’entre eux comme facilitateurs. Le projet “Les banlieues de Rome: sécurité, légalité et développement” soutenu par l’adjoint aux banlieues et adressé aux écoles de la zone a été un autre résultat concret du travail d’implication des jeunes de Ponte di Nona. Déjà avec le questionnaire sur la légalité et la discussion sur le droit et les différents types d’interaction sociale, proposés à des jeunes qui, dans de nombreux cas, n’avaient pas un casier judiciaire vierge, s’était imposée la nécessité de programmer, sur le territoire, des interventions éducatives en rapport direct avec l’expérience, la vie quotidienne des interlocuteurs. Il s’agissait d’analyser la capacité des jeunes à envisager leur propre comportement comme socialement important, ce qui constitue le stade initial de la formation de la conscience juridique, c’est-à-dire que le jeune, dépassant son milieu strictement familial, replace ses expériences dans le cadre plus large des relations sociales. A partir des discussions engagées avec les jeunes et de l’enregistrement de leurs sentiments et de leurs attitudes envers les institutions, élaborés comme un ensemble de questions et de problèmes à affronter collectivement, on a développé une direction de projet qui a placé en son centre la confrontation: à l’intérieur du groupe, naturellement, mais aussi et surtout par rapport à d’autres interlocuteurs, d’autres pays. C’est une dimension qui, implicitement, replaçait à un échelon différent et d’une telle ampleur, ces mêmes questions et ces mêmes problématiques. Ce changement d’échelle, favorisé par les responsables du projet à travers la proposition d’élaborer une action dans le cadre du programme Gioventù in azione ( Jeunesse en action), s’est révélé extrêmement fécond. La possibilité données aux jeunes de situer sur une échelle transnationale leurs instances et leur besoins, auparavant presque inimaginable, a constitué la véritable clef de voûte de leur motivation et de leur participation. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 22 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 23 IL PIANO DELLE ATTIVITÀ Le plan des activités UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 24 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 25 Struttura e obiettivi | Structure et objectifs Avvio partenariato internazionale Focalizzazione dell’attenzione dei giovani sui temi della partecipazione Formazione di un gruppo di 11 giovani Visite ai quartieri Formation d’un groupe de 11 jeunes Visites dans les quartiers Progettazione dell’intervento Analisi critica del contesto territoriale Mise en place du partenariat international Analyse critique du contexte territorial Diffusion des informations sur le projet Individuazione 3 facilitatori Choix des 3 facilitateurs Corso di lingua e cultura francese Cours de langue et de culture française obiettivo: aumentare la percezione della dimensione europea; promuovere l’interesse nei confronti di percorsi di apprendimento objectifs: augmenter la perception de la dimension européenne, stimuler l’intérêt pour des parcours d’apprentissage Formazione dei peer educator alle metodologie partecipative dell’Université du Citoyen Plenaria Italiana | Plenaria Francese Assemblée italienne | Assemblée française obiettivo: aumentare la percezione della dimensione europea objectif: accroître la perception de la dimension européenne Dialogo con i referenti politici del territorio Dialogue avec les contacts politiques du territoire La formation des peer educator aux méthodes participatives de l’Université du Citoyen obiettivo: promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani nei contesti collettivi obiettivo: promuovere l’interesse nei confronti di percorsi di apprendimento; promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani nei contesti collettivi objectifs: stimuler l’intérêt pour des parcours d’apprentissage; promouvoir la leadership et la participation active des jeunes dans des contextes collectifs. objectif: promouvoir le protagonisme et la participation active des jeunes dans des contextes collectifs VALUTAZIONE | Evaluation Diffusione delle informazioni sul progetto objectif: renforcer la capacité de réflexion sur les différents contextes de la vie et les questions connexes REALIZZAZIONE | Réalisation Programmation des actions objectif: accroître la cohésion sociale obiettivo: potenziare la capacità di riflessione sui differenti contesti di vita e relative problematiche PREPARAZIONE | Préparation AZIONI PRELIMINARI | Actions préliminaires Composition de l’équipe obiettivo: aumentare la coesione sociale objectif: renforcer la capacité de dialogue et de confrontation Elaboration du projet d’intervention Programmazione delle azioni Phase d’évaluation: discussione de groupe sur l’expérience obiettivo: potenziare la capacità di dialogo e confronto Focalisation de l’attention des jeunes sur les thèmes de la participation Composizione dell’equipe Fase di VALUTAZIONE: discussione di gruppo sull’esperienza Riflessione individuale guidata Réflexion individuelle guidée obiettivo: potenziare la capacità di riflessione sui differenti contesti di vita e relative problematiche objectif: développer la capacité de réflexion sur les différents contextes de vie et ses problématiques UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 26 2.0 La Preparazione | La préparation Analisi critica del contesto territoriale Da un concreto vissuto come empirico ad un concreto pensato e rielaborato “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 27 2.1 I contesti di riferimento: Ponte di Nona e La Castellane a Marsiglia. Analyse critique du contexte territorial D’un concret vécu comme empirique à un concret pensé et réélaboré. L’idea di sviluppare un’idea progettuale finalizzata alla partecipazione attiva dei giovani è stata dettata anche dalla specificità di contesto presentata dal quartiere Ponte di Nona. Collocato nel territorio dell’VIII Municipio di Roma, il più giovane della città, con circa 40.000 abitanti sotto i 18 anni e 60.000 sotto i 25, il quartiere di Ponte di Nona rappresenta l’insediamento abitativo più recente. Costruito negli ultimi dieci anni é attualmente in piena espansione con 580 nuovi nuclei familiari che si sono collocati nei lotti abitativi edificati nel corso del 2007. E’ un quartiere molto problematico, che, come spesso avviene nelle zone dell’estrema periferia metropolitana, stenta a trovare una identità condivisa e mostra un’alta conflittualità sociale, un fiorire di attività illegali, favorito anche dalla morfologia territoriale con una sola strada di accesso e di uscita, un alto tasso di dispersione scolastica e carriere giovanili devianti. Per potenziare la capacità di lettura e comprensione del proprio contesto di vita dei giovani coinvolti, si è ritenuto opportuno offrire loro un’occasione di confronto con giovani provenienti da una realtà analoga UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 28 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 29 In una prima fase dell’attività alla domanda: “Com’è il tuo quartiere”? molti rispondevano “Una merda” e all’ulteriore input: “Perché”? la risposta era: “Perché sì”. Le discussioni informali attorno ai materiali raccolti nelle videointerviste e ai comportamenti agiti all’interno del gruppo, hanno guidato i ragazzi alla problematizzazione della realtà e quindi nello sviluppo di una capacità critica e di argomentazione che si sono mostrate chiaramente durante le plenarie realizzate a Roma e a Marsiglia. Risultati focus group e interviste Domanda: Dite qualcosa sul quaratiere in cui abitate? Cosa vi piace e cosa non vi piace? Aspetti Positivi di un’altra città europea. Quanto mai opportuno è stato il coinvolgimento, ad opera dell’Université du Citoyen, di un centro sociale che opera con i giovani all’interno del quartiere La Castellane di Marsiglia. Collocato nell’estrema periferia nord della città di Marsiglia, La Castellane è un quartiere tristemente famoso in Francia per il disagio sociale. Con i suoi 7000 abitanti collocati in 1290 alloggi architettonicamente disposti in modo da formare una figura chiusa, La Castellane mostra un’alta percentuale di disoccupazione che si attesta attorno al 45% e di conseguenza un altissimo numero di nuclei familiari che necessitano di assistenza economica. La composizione sociale è molto variegata, sono infatti rappresentate circa 16 comunità, gitani, pakistani, algerini, tunisini, marocchini etc. e il 37,5% è sotto i 25 anni. E’ in questi contesti che si rivela quanto mai necessario puntare l’attenzione sui bisogni dei giovani e potenziare con essi il dialogo perché possano avere una opportunità reale di diventare agenti del cambiamento. Il lavoro di riflessione sul proprio contesto di vita già portato avanti nel corso della ricerca-azione attraverso focus group e interviste ai giovani di Ponte di Nona sugli aspetti positivi e negativi del quartiere, è stato, con il progetto “Un Ponte ai Diritti”, approfondito e arricchito da una dimensione di analisi critica. La evidente omogeneità di risposte fornite dai ragazzi durante le attività della ricerca-azione, sintetizzate nella griglia di seguito riportata, mostrava chiaramente una difficoltà ad uscire da una visione stereotipata del quartiere e a far riferimento, nella descrizione della realtà territoriale, a categorie astratte, quali ad esempio la solidarietà o l’illegalità, piuttosto che a fatti concreti quotidianamente vissuti. Le videointerviste realizzate dai ragazzi nel quartiere durante la preparazione che alcuni degli stessi partecipanti al progetto hanno voluto rilasciare, sono state finalizzate proprio a facilitare il passaggio da un concreto vissuto come empirico ad un concreto che, pensato e rielaborato, appare già diverso. Aspetti Negativi • Ci sono i bar e pizzerie • Ci sono le giostre da qualche mese • Droga e mafia • Non si fanno feste, mentre negli altri quartieri sì • Mi fa schifo • Ci sono vandali • Piena di “scritte” sui muri • C’è gente che bestemmia • …non mi piace per la gente • Non molti negozi • Lago “sportivo” pericoloso • Bulletti • Qualcuno appicca incendi nei prati vicino palazzi • Qui non c’è neanche un supermercato • Ci sono le macchine da scontro • Campetti • Piazzetta dove ci giocano i ragazzi • Parchi • C’è il Centro per la Famiglia e il doposcuola • Sono contenta di stare qui • Se ci fossero più servizi sarebbe meglio • Gli anziani si lamentano per le giostre • Sotto casa c’è qualcuno che mette la musica “a palla” • È pericoloso girare di notte • Costruiscono troppi palazzi • Ci sono molti furti • Ci sono molte scritte sui muri • Tutti si conoscono • Troppe macchine • Mancanza bar al comparto 5 • Drogati e siringhe per strada • Poca polizia • Poche discoteche UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 30 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 31 Les contextes de référence: Ponte di Nona et La Castellane à Marseille. Résultat Focus Group et interviews Question: - Dites quelque chose sur le quartier dans lequel vous habitez - ce qui vous plaît et ce qui ne vous plaît pas Aspects Positifs L’idée de développer un projet visant à la participation active des jeunes a aussi été dictée par la spécificité du contexte présenté par le quartier de Ponte di Nona. Situé dans le territoire du VIIIe arrondissement de la commune de Rome, le plus récent de la capitale, où environ 40 000 habitants a moins de 18 ans et 60 000 moins de 25, le quartier de Ponte di Nona est le plus jeune. Construit ces dix dernières années, il est actuellement en pleine expansion: 580 nouveaux foyers se sont installés dans les blocs bâtis en 2007. C’est un quartier très problématique qui, comme il arrive souvent dans la grande banlieue métropolitaine peine à trouver une identité fédératrice et présente une forte conflictualité sociale, une prolifération d’activités illégales, favorisée par la morphologie territoriale avec son unique route d’accès et de sortie, un fort taux de dispersion scolaire et de délinquence juvénile. Afin d’accroître chez les jeunes faisant partie du projet la capacité de lecture et de compréhension de leur contexte de vie, on a jugé utile de leur offrir une occasion de confrontation avec des jeunes provenant d’une réalité analogue dans une autre ville européenne. C’est l’Université du Citoyen qui a opportunément contacté un centre social qui travaille avec des jeunes dans le quartier de La Castellane de Marseille. Situé dans la grande banlieue nord, La Castellane est un quartier tristement célèbre en France pour son malaise social. Avec ses 7000 habitants qui se pressent dans 1290 logements dont l’architecture dessine une figure close, La Castellane exhibe un taux de chomâge autour de 45% et un très grand nombre de foyers qui nécessitent une aide sociale. La composition de la population est très variée, il y a en effet environ 16 communautés: gitans, pakistanais, algériens, tunisiens, etc. et 37,5% de moins de 25 ans. C’est dans un tel contexte qu’il faut surtout s’attacher à déterminer les besoins des jeunes et établir avec eux un dialogue afin qu’ils puissent saisir une occasion réelle de devenir des agents du changement. Le travail de réflexion sur le contexte de vie, déjà commencé au cours de la recherche-action à travers des “focus groups” et des interviews auprès des jeunes de Ponte di Nona a été, avec le projet “un Pont vers les Droits” appronfondi et enrichi par la dimension de l’analyse critique. L’évidente homogénéité des réponses fournies par les jeunes gens durant les activités de la recherche-action, synthétisées dans la grille ci-dessous, montre clairement une difficulté à s’extraire d’une vision stéréotypée du quartier et se réfère, dans la description de la réalité territoriale, à des catégories abstraites, par exemple la solidarité ou l’illégalité, plutôt qu’à des faits concrets vécus quotidiennement. Les vidéo-interviews réalisées par les jeunes du quartier durant la préparation, auxquelles certains des participants du projet ont voulu répondre, ont justement eu pour but de faciliter le passage d’un concret vécu comme empirique à un concret qui, pensé et élaboré, apparaît déjà différent. A un premier stade de l’activité, à la question “comment est ton quartier”, beaucoup répondaient: “c’est de la merde” et à la question: “pourquoi?”, ils répondaient: “parce que.”. Les discussions informelles autour du matériel rassemblé dans les vidéo-interviews et sur les comportements tenus à l’intérieur du groupe, ont guidé les jeunes gens vers une problématisation de la réalité et donc à développer la capacité critique et d’argumentation qu’ils ont clairement manifestée au cours des assemblées plénières qui ont eu lieu à Rome et à Marseille. Aspects Négatifs • Il y a des bars et des pizzerias • Il y a des manèges depuis quelque mois • Drogue ou maffia • Il n’y a pas de fêtes, les autres quartiers il y en a • Il me dégoûte • Il y a du vandalisme • Les murs sont “pleins” d’inscriptions • Il y a des gens qui jurent • Les gens ne me plaisent pas • Il n’y a pas beaucoup de magasins • Il y a un lac sportif dangereux • Loubards • Certains allument des incendies près des immeubles • Il y a beaucoup de vols • Il y n’a pas de supermarché • Il y a des autos-tamponeuses • Terrain d’entraînement • Place où les jeunes jouent • Parcs • Il y a le centre pour la famille et les activités extrascolaires • Je suis contente d’être ici • Ce serait encore mieux s’il y avait plus de services • Les vieux se plaignent des manèges • En dessous de chez moi, il y a quelqu’un qui met sa musique au maximum • Il est dangereux de sortir la nuit • Ils construisent trop d’immeubles • Il y a beaucoup de vols • Il y a beaucoup d’inscriptions sur les murs • Tous se connaissent • Trop de voitures • Manque de bar au secteur 5 • Drogués et seringues dans les rues • Peu de police • Peu de discothèques UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 32 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 33 2.2 Le cours de langue et de culture française Il corso di lingua e cultura francese Molti giovani provenienti da territori svantaggiati hanno, per una serie di motivi complessi, pessime esperienze scolastiche. Spesso si radica in loro la convinzione di non essere idonei a nessun tipo di apprendimento. E’ frequentissima l’espressione “non sono buono” con cui si dichiarano incapaci anche a svolgere compiti di estrema semplicità. Tra i giovani che hanno partecipato al progetto solo 3 hanno proseguito il percorso scolastico dopo il conseguimento della Terza Media, e alcuni non hanno neanche conseguito il diploma di scuola primaria di secondo grado. Offrire opportunità di formazione informale nelle quali i giovani possano sentirsi valorizzati equivale spesso ad una vera e propria “riabilitazione” delle capacità di apprendimento e ad una rilettura, da parte dei giovani stessi, delle proprie capacità e possibilità. E’ in questa ottica che è stato programmato il corso di lingua e cultura francese. Tale percorso di apprendimento, condotto dall’educatrice di madre lingua francese che ha seguito l’intero progetto, è stato strutturato in maniera quanto più informale e interattiva possibile per evitare che i ragazzi giudicassero pregiudizialmente noiosa l’attività o potessero sentirsi inadeguati. Sono stati creati dei materiali ad hoc per supportare i ragazzi nell’apprendimento di nozioni base di lingua francese. Fornire loro gli strumenti linguistici elementari per potersi presentare ai coetanei francesi e alimentare il loro immaginario rispetto alla cultura francese, ha perseguito inoltre l’obiettivo di dare concretezza, all’interno del quartiere, alla dimensione europea del progetto. Gli incontri si sono tenuti all’interno della Biblioteca di Ponte di Nona gestita dall’Associazione Papillon. Beaucoup de jeunes provenant de zones défavorisées ont, pour des raisons complexes, d’exécrables expériences scolaires. Souvent la conviction de n’être bon à aucun type d’apprentissage est ancrée en eux. La réponse “je suis nul” est très fréquente pour se déclarer incapable d’effectuer même les tâches les plus simples. Des jeunes qui ont participé au projet, seulement trois ont continué leur parcours scolaire au delà du collège. Et certains ne possède même pas le brevet des collèges. Offrir une occasion de formation non formelle dans laquelle les jeunes puissent se sentir valorisés entraîne souvent une véritable “restauration” de leurs capacités d’apprentissage et leur permet une relecture de leurs propres capacités et possibilités. C’est dans cette optique qu’a été programmé un cours de langue et de culture française. Ce parcours d’apprentissage, conduit par une éducatrice de langue maternelle française qui a suivi tout le projet, a été structuré de la façon la plus informelle et interactive possible, afin d’éviter que les adolescents ne juge a priori ennuyeuse l’activité et ne se sentent pas à la hauteur. C’est ainsi qu’on a créé un matériel adéquat pour aider les jeunes dans l’apprentissage des notions de base de la langue française. Leur fournir les outils linguistiques élémentaires pour leur permettre de se présenter devant leurs homologues français et enrichir leur imaginaire par rapport à la culture française a également servi à donner corps, dans le quartier, à la dimension européenne du projet. Les rencontres ont eu lieu à la bibliothèque de Ponte di Nona gérée par l’Association Papillon. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 34 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 35 2.3 La formazione dei peer educators alle metodologie partecipative dell’Université du Citoyen. La necessità di creare un piccolo nucleo di ragazzi sui quali poter lavorare in maniera più intensiva nella fase iniziale del progetto, è stata dettata dalla consapevolezza della complessità delle azioni previste dal progetto, in un territorio altamente problematico e assolutamente impreparato a tale tipo di attività. Coinvolgere 3 giovani di Ponte di Nona in qualità di peer educators, è stata la scelta più efficace per ridurre il rischio di non riuscire ad illustrare il progetto in modo tale da motivare un gruppo di 11 ragazzi alla partecipazione. Si è pertanto deciso, in fase di progettazione, di puntare su un “effetto contagio” ossia sul fatto che il coinvolgimento attivo e la responsabilizzazione di alcuni di loro si sarebbero facilmente trasmessi ad un gruppo più largo. Dopo una prima azione di sensibilizzazione diffusa, individuati i possibili facilitatori, è stata consegnata loro una scheda riassuntiva dei contenuti e dei tempi di realizzazione del progetto. Da questo momento si è proceduto secondo una programmazione che prevedeva il coinvolgimento costante dei ragazzi e la loro responsabilizzazione. La necessità di interloquire con i genitori per le autorizzazioni indispensabili per affrontare il viaggio in Francia, ha, in questa fase del lavoro, esteso agli adulti il processo di riflessione sul disagio derivante dal UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 36 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 37 L’albero delle emozioni L’arbre des émotions Djamel contesto di vita. Nel mese di Febbraio 2008 i facilitatori si sono recati a Marsiglia per seguire una formazione sulle metodologie partecipative dell’Université du Citoyen. Tale incontro è stato programmato per permettere loro di vedere nei laboratori di cittadinanza e nelle assemblee plenarie di Roma e Marsiglia il punto di arrivo delle attività portate avanti nel quartiere. Ciò ha costituito anche una prima opportunità di presa di parola e di protagonismo in un contesto internazionale. Con il contributo dei facilitatori italiani e francesi, si sono definiti i fili conduttori delle due plenarie, si è stabilito il numero dei partecipanti e, si è discusso, in linea con il carattere sperimentale del progetto, degli adattamenti ad un target giovane della metodologia dell’Université du Citoyen utilizzata prevalentemente con gli adulti. L’esperienza è risultata molto valida, soprattutto per i due ragazzi, che hanno mostrato interesse e motivazione crescenti nonostante la situazione di impegno mentale fosse per loro del tutto inusuale. L’incontro con i coetanei francesi ha motivato ulteriormente i ragazzi all’apprendimento e all’utilizzo della lingua francese e al proseguimento delle attività sul territorio. La valutazione dell’esperienza, fatta attraverso l’albero delle emozioni, ha rivelato un grosso entusiasmo da parte dei partecipanti. La mattina della partenza per il rientro a Roma, nel corso di un breve incontro per fare il punto della situazione, i facilitatori hanno mostrato maggiore capacità di finalizzare le attività di preparazione ad un proficuo svolgimento delle plenarie. peer educator Al rientro da Marsiglia, infatti, i peer educators hanno avanzato la proposta di coinvolgere nel progetto anche i Centri di Aggregazione Giovanile presenti sul territorio, in quartieri limitrofi a Ponte di Nona (“Il Muretto” di Borghesiana-Finocchio e Godzilla di Torre Maura) per poter integrare nel gruppo dei partecipanti 4 ragazzi frequentanti le scuole superiori in modo da “alzare un po’ il livello della discussione”. Simone peer educator Lara Gianluca Sharon peer educator Daniela UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 38 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 39 La formation des peer educators aux méthodologies participatives de l’Université du Citoyen La nécessité de créer un noyau de jeunes avec lesquels travailler de manière plus intensive dans la phase initiale du projet, a été dictée par la conscience de la complexité des actions prévues par le projet, dans une zone hautement problématique et absolûment dépourvue de préparation pour ce type d’activité. Sélectionner trois jeunes de Ponte di Nona en qualité de peer educators a été l’option la plus efficace afin de réduire le risque d’échec et d’illustrer le projet de façon à motiver un groupe de 11 jeunes à participer. On a donc décidé, au stade de l’élaboration, de pointer sur un “effet de contagion”, c’est-à-dire de compter sur le fait que la participation active et responsabilisation de certains d’entr’eux se seraient facilement transmises à un groupe plus large. Après une première action diffuse, une fois repérés les possibles facilitateurs, on leur a distribué une fiche qui résumait les contenus et les délais de réalisation du projet. A partir de ce moment-là tout s’est déroulé selon une programmation qui prévoyait la participation constante des jeunes et leur responsabilisation. La nécessité de dialoguer avec les parents pour les autorisations indispensables au voyage en France a, dans cette phase du travail, élargi aux adultes le processus de réflexion sur le malaise dérivant du contexte social. En février 2008, les facilitateurs sont allés à Marseille pour suivre une formation sur les méthodologies participatives de l’Université du Citoyen. Cette rencontre a été programmée pour leur permettre de voir dans les ateliers de la citoyenneté et dans les assemblées plénières de Rome et de Marseille l’aboutissement des activités conduites dans le quartier. Cela a aussi été une occasion de prise de parole et de protagonisme dans un contexte international. Avec la contribution des facilitateurs italiens et français, on a défini les orientations des deux assemblées plénières, on a établi le nombre des participants et on a discuté, conformément au caractère expérimental du projet, des adaptations à un public jeune de la méthodologie de l’Université utilisée surtout avec des adultes. L’expérience s’est révélée extrêment valable, surtout pour les deux jeunes qui ont montré un intérêt et une motivation croissants, bien que cette situation de forte mobilisation mentale ne soit pas habituelle pour eux. La rencontre avec leurs homologues français les a motivés ultérieurement à l’apprentissage et à l’emploi de la langue française et à la poursuite des activités sur le territoire. L’évaluation de l’expérience, faite à travers l’arbre des émotions, a révélé un énorme enthousiame de la part des participants. Le matin du départ pour Rome, au cours d’une brève rencontre pour faire le point de la situation, les facilitateurs ont prouvé qu’ils étaient capables d’effectuer les activités préparatoires afin que les assemblées plénières se déroulent de façon enrichissante. Au retour de Marseille, les peer educators ont en effet proposé d’impliquer aussi dans le projet les Centres d’Agrégation de la Jeunesse présents sur le territoire dans les quartiers limitrophes de Ponte di Nona (il Muretto de Borghesiana-Finocchio et Godzilla de Torre Maura) afin d’inclure dans le groupe des participants quatre jeunes lycéens afin d’ “élever un peu le niveau de la discussion”. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 40 3.0 La Realizzazione La phase de réalisation “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 41 3.1 Le visite ai quartieri La fase di realizzazione ha rappresentato il punto di arrivo delle attività svolte nei mesi precedenti e il momento più denso dell’intero progetto perché sintesi delle varie dimensioni in esso contenute: la dimensione territoriale, quella internazionale, quella dell’esercizio attivo della cittadinanza attraverso la presa di parola in pubblico. L’incontro tra i 2 gruppi, prima a Roma e poi a Marsiglia si è rivelato molto impegnativo per i ragazzi anche dal punto di vista emotivo. Importante l’attività di visita ai quartieri che ha preceduto le plenarie, nella quale i gruppi sono stati vicendevolmente guidati. I giovani francesi e italiani si sono mostrati molto interessati al confronto tra le due realtà. Molte le considerazioni sulle similitudini tra i due contesti di vita: la lontananza e l’isolamento dalla città, la paura di chi è esterno al quartiere, la forte presenza di giovani; ma sono state evidenziate anche le differenze: la povertà infrastrutturale della realtà italiana rispetto a quella francese vistosamente più evoluta. Emblematico l’atteggiamento del gruppo italiano preoccupato dai possibili atteggiamenti razzisti degli abitanti di Ponte di Nona nei confronti di giovani stranieri e di colore. Le visite ai quartieri si sono rivelate un ottimo modo per sperimentare nel vivo degli argomenti poi trattati in plenaria. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 42 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 43 Les visites des quartiers La phase de mise en oeuvre a représenté l’aboutissement des activités des mois précédents et le moment le plus dense de tout le projet parce qu’elle réalisait une synthèse de ses différents aspects: la dimension territoriale, la dimension internationale, l’exercice actif de la citoyenneté à travers la prise de parole en public. La rencontre entre les deux groupes, d’abord à Rome, puis à Marseille, s’est également révélée très intense d’un point de vue émotionnel. Avant les assemblées plénières, c’est l’activité de visite des quartiers, au cours de laquelle les groupes se sont tour à tour guidés a eu une place fondamentale. Les jeunes français et italiens ont montré un grand intérêt à la comparaison entre les deux réalités. Les considérations sur la similitude entre les deux contextes n’ont pas manqué: l’éloignement et l’isolement du quartier par rapport à la ville, la peur qu’il inspire à ceux qui n’y vivent pas, la forte présence de jeunes. Mais les différences également ont été soulignées: notamment la carence des infrastructures italiennes, très nettement en retard sur la réalité française. L’inquiétude des jeunes italiens quant aux réactions racistes possibles des habitants de Ponte di Nona envers les jeunes noirs français a été emblématique. Les visites des quartiers se sont révélées un excellent tremplin d’expérimentation pour les thèmes qui devaient être ensuite traités au cours de l’assemblée plénière. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 44 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 45 3.2 La plenaria italiana Rispetto alla previsione fatta in fase di progettazione, la realizzazione delle assemblee plenarie ha mostrato qualche difficoltà in più a causa delle Elezioni politiche italiane indette nel mese di Marzo. Da questo momento il dialogo con le istituzioni politiche territoriali è diventato meno agile per via della campagna elettorale e gli esponenti politici si sono mostrati meno propensi a prendere impegni relativamente agli incontri previsti dal progetto. Con il partner francese Université du Citoyen si è ritenuto opportuno, dopo varie ipotesi, anche in considerazione degli impegni scolastici dei giovani francesi, di invertire l’ordine delle plenarie, realizzando prima la plenaria italiana e in seguito quella francese. In questo modo ci si è garantiti, inoltre, la presenza del Presidente del Municipio VIII alla plenaria di Roma. La plenaria italiana è risultata molto articolata e ricca di spunti critici e considerazioni. Il gruppo è stato organizzato in sottogruppi di lavoro ai quali è stata consegnata una scheda con 4 domande/input sulla vita di quartiere e sulla partecipazione attiva: 1. Descrivete il quartiere nel quale vivete 2. Secondo voi come è percepito il quartiere da chi vive al di fuori? 3. Tre punti positivi del vostro quartiere 4. Cosa proponete per migliorare la vita dei giovani nel quartiere? La restituzione del lavoro fatto nei workshops ha rappresentato un momento di protagonismo da parte dei giovani che si sono offerti per relazionare. La partecipazione del Presidente del Municipio al dibattito ha motivato ulteriormente i ragazzi che durante la preparazione avevano più volte detto “di queste cose che ci diciamo qui ai politici non gliene frega niente”. I toni inizialmente aggressivi dei ragazzi nei confronti del rappresentante istituzionale, grazie anche all’animazione dell’operatore dell’Universitè du Citoyen, si sono via via stemperati nell’espressione dei disagi vissuti a Ponte di Nona e, più in generale, dai giovani che vivono in contesti metropolitani marginali. In questa fase i giovani francesi evidentemente più abituati degli italiani a contesti di confronto e UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 46 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 47 discussione, hanno rappresentato un modello di comportamento velocemente imitato dagli italiani. La presenza istituzionale, così come previsto dalle metodologie partecipative che hanno orientato l’intero progetto, ha rappresentato un valore aggiunto che ha consentito ai ragazzi di misurarsi con la presa di parola in ambito pubblico e di valorizzare il percorso di analisi critica sul loro contesto di vita svolto in fase di preparazione. Le domande dei giovani sono state pertinenti e il momento del rapporto, anche formale, con le istituzioni è diventato una vera opportunità di confronto e di espressione dei bisogni sociali dei giovani italiani e francesi che sono stati portati da un andamento incalzante della discussione ad abbandonare le immagini stereotipate della periferia e a mettere a fuoco bisogni reali. In maniera quanto mai chiara durante la plenaria svolta a Roma, i ragazzi hanno mostrato una capacità di argomentazione sulla situazione di Ponte di Nona tutta nuova dicendo che: “Il quartiere è problematico perché ci sono troppe faide tra bande”, “Perché è troppo sporco e abbandonato dal punto di vista della manutenzione”, “Perché gli abitanti sono troppo passivi”, “Perché non c’è interesse da parte delle istituzioni, essendo una zona troppo periferica”. Il confronto con i giovani francesi ha fatto emergere una prossimità di situazioni e contesti di vita, nonostante la lontananza geografica, e ha aumentato negli italiani la voglia di visitare il quartiere de La Castellane. “Ponte di Nona ou La Castellane, c’est la même galère” si è espresso così uno dei partecipanti francesi. Significativi anche i momenti di svago previsti, la lunga passeggiata alla scoperta di Roma, la partita di calcio nel campo sportivo di Ponte di Nona, il sabato sera nel quartiere romano di San Lorenzo, che si sono rivelati necessari per l’integrazione tra i gruppi e la fluidificazione del dialogo interpersonale. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 48 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 49 L’assemblée plénière Italienne Par rapport au calendrier prévu par le projet, la mise en oeuvre des assemblées plénières a présenté quelques difficultés supplémentaires en raison des élections législatives italiennes qui se tenaient au mois de mars. Dans ce cadre, le dialogue avec les institutions politiques territoriales est devenu moins aisé en raison de la campagne électorale et il a été moins faciles d’obtenir des hommes politiques qu’ils assurent leur présence aux rencontres prévues par le projet. Avec le partenaire français, l’Université du Citoyen, nous avons jugé opportun, après avoir envisagé différentes hypothèses et en considération du calendrier scolaire des jeunes français, d’inverser l’ordre des assemblées plénières en convoquant d’abord l’assemblée italienne, puis la française. De cette façon, on s’est assuré la présence du Président de la Mairie du VIIIème arrondissement de Rome à l’assemblée italienne. L’assemblée plénière italienne a étè très articulée et riche en observations critiques et en observations. Le groupe a été organisé en sous-groupes de travail auxquels on a distribué une fiche avec 4 questions/input sur la vie du quartier et sur la participation active: Décrivez le quartier où vous habitez Selon vous, comment est perçu le quartier par ceux qui n’y vivent pas? Trois points positifs de votre quartier Que proposez-vous pour améliorer la vie des jeunes dans le quartier? La participation du Président du VIIIème arrondissement a ultérieurement motivé les jeunes qui, pendant la préparation avaient plus d’une fois soutenu que “les politiques se fichent des choses qu’on dit là”. Les tons initialement agressifs des jeunes envers le représentant des institutions, grâce aussi à la médiation de l’envoyé de l’Université du Citoyen, se sont peu à peu adoucis dans l’expression des malaises vécus à Ponte di Nova et, plus généralement, par les jeunes qui vivent dans des contextes métropolitains marginalisés. A ce stade, les jeunes français, plus habitués que les italiens à une situation de confrontation et de discussion, ont représenté un modèle de comportement rapidement imité par les italiens. La présence institutionnelle, comme il est prévu par les méthodologies participatives qui ont orienté tout le projet, a représenté une valeur ajoutée qui a permis aux jeunes de se mesurer à la prise de parole en public et de valoriser leur argumentation critique sur leur contexte de vie qu’ils avaient préparée. Les questions des jeunes ont été pertinentes et même dans ce moment formel de relation avec les institutions, ils ont su saisir cette occasion de confrontation et d’expression de leurs besoins sociaux et ont été conduits par le développement serré de la discussion à abandonner les images stéréotypées de la banlieue pour se concentrer sur les besoins réels. De façon éclatante, au cours de cette assemblée plénière, les jeunes ont démontré leur capacité toute neuve à argumenter sur la situation de Ponte di Nona en disant que “Le quartier est problématique parce qu’il y a trop de règlements de compte entre les bandes”, “parce qu’il est trop sale et n’est pas l’objet d’un nettoyage régulier”, “Parce que les habitants sont trop passifs”, “Parce que les institutions ne s’intéressent pas à un quartier trop éloigné du centre”. La comparaison avec les jeunes français ont fait émerger une grande proximité de situations et de contextes de vie malgré la distance géographique et a accru chez les italiens l’envie de visiter le quartier La Castellane. “Ponte di Nona ou La Castellane, c’est la même galère”: ainsi s’est exprimé un des participants français. Des moments de divertissements: la longue promenade à la découverte de Rome, le match de football au stade de Ponte di Nona, la soirée de samedi passée dans le quartier romain de San Lorenzo, ont été prévus pour favoriser l’intégration entre les groupes et l’assouplissement du dialogue et ont eu une grande importance pour les jeunes. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 50 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 51 3.3 La plenaria francese La plenaria di Marsiglia ha rappresentato il momento conclusivo dell’intero percorso di riflessione sui contesti di vita. L’attività è consistita in una discussione guidata in modo da dare l’opportunità a tutti i partecipanti di prendere la parola per formulare proposte concrete atte a migliorare i quartieri. In chiusura si è poi lanciato ai ragazzi un input per innescare un processo di co-progettazione di nuove azioni congiunte Ponte di Nona – La Castellane. Molti dei partecipanti italiani hanno mostrato maggiore facilità nel parlare in pubblico e buona capacità di formulare ipotesi migliorative per il quartiere sulla base dei bisogni rilevati. Ai ragazzi sono stato dati i seguenti input: 1. Alla luce della riflessione condotta in questi mesi dai singoli gruppi e insieme durante la plenaria di Roma, ognuno di voi faccia una proposta concreta per migliorare il quartiere. 2. Secondo voi quale può essere il proseguimento del lavoro finora svolto insieme? Molti gli interventi interessanti, tra cui quello di una ragazza francese che dicendo: “Questo progetto ha dimostrato che quartieri come i nostri esistono in tutto il mondo e che il confronto e le nuove idee possono migliorarli”, ha attribuito al lavoro svolto durante il progetto una valenza conoscitiva importante per progettare cambiamenti e migliorare i contesti coinvolti. Le attività di svago previste in questo secondo incontro, il bagno al mare e la cena in un bistrot sulla spiaggia, hanno consolidato i rapporti tra i ragazzi e potenziato le loro capacità comunicative. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 52 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 53 Purtroppo, a causa del cambio politico avvenuto al Municipio VIII, la fase conclusiva del progetto è stata penalizzata. Non si è ancora data la possibilità di far partecipare i ragazzi ad una seduta del Consiglio Municipale, così come previsto dal progetto, nonostante i contatti con la nuova Giunta e con il nuovo Presidente siano stati avviati immediatamente dopo l’esito delle elezioni. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 54 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 55 L’assemblée plénière française L’assemblée plénière de Marseille a constitué la conclusion de tout le parcours de réflexion sur les contextes de vie. Il s’est agi d’une discussion guidée de façon à donner à tous la possibilité de prendre la parole afin de formuler des propositions concrètes pour apporter des améliorations aux quartiers. En clôture, l’idée d’amorcer un processus de co-projet de nouvelles actions communes Ponte di Nona- La Castellane a été suggérée. La plupart des participants italiens ont manifesté une plus grande facilité à parler en public et une bonne capacité à formuler des hypothèses d’amélioration pour leur quartier en se fondant sur les besoins constatés. Les thèmes de réflexions suivants ont donc été dégagés: 1. A la lumière de la réflexion conduite ces derniers mois par chaque groupe et ensemble au cours de l’assemblée plénière de Rome, que chacun de vous élabore une proposition concrète pour améliorer le quartier. 2. Selon vous, quelle pourrait être la suite du travail effectué jusqu’à présent ensemble? Les interventions étaient souvent intéressantes mais celle d’une jeune fille française qui disait: “ce projet a démontré que des quartiers comme les nôtres existent dans le monde entier et que la confrontation et les idées neuves peuvent les améliorer” a montré que le travail effectué pendant le projet avait une valeur cognitive importante pour établir des projets de changement et d’amélioration des contextes concernés. Les activités de détente prévues lors de cette deuxième rencontre, le bain de mer et le dîner dans un bistrot sur la plage, ont consolidé les relations entre les jeunes et renforcé leur capacité de communication. Malheureusement, en raison du changement de majorité politique au sein du Conseil du VIIIème arrondissement, la phase conclusive du projet a été pénalisée. La possibilité pour ces jeunes de participer à une séance du Conseil Municipal, prévue par le projet a été bloquée, bien que des contacts avec le nouveau gouvernement de la ville et avec le nouveau Président du VIIIème arrondissement ait été pris immédiatement après le résultat des élections. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 56 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 57 4.0 La valutazione La valutazione, per via degli spostamenti di date delle plenarie, è risultata più breve di quanto previsto dal progetto. E’ stata la fase più pesante per gli operatori e per i ragazzi. Dopo la plenaria di Marsiglia c’è stato un evidente “allentamento della tensione” e una voglia di stare insieme senza troppo impegno. Attività specifiche sono comunque state realizzate per favorire un processo di rielaborazione dell’esperienza a livello individuale e collettivo, e la creazione di una visione d’insieme del lavoro svolto: la somministrazione di un questionario sull’esperienza le cui domande sono state formulate nel corso di diversi incontri dagli stessi ragazzi; due incontri di proiezione di tutte le riprese video e la selezione del materiale fotografico presso il centro di aggregazione “Il Muretto” da utilizzare per la pubblicazione. Tale attività è servita anche a stimolare una discussione di gruppo sui momenti più significativi del progetto. Videointerviste di valutazione sono state realizzate con i peer educators. Per i giovani italiani coinvolti nel progetto la valutazione è stata certamente un occasione per riesaminare il percorso logico e i momenti operativi di una esperienza che li ha impegnati per oltre 10 mesi, ma è stata anche, e forse principalmente, una autovalutazione, una occasione di riflessione sul proprio modo di essere e di porsi verso le cose e nei confronti degli altri. I due animatori locali della proposta, i nostri facilitatori, si sono espressi quasi univocamente in un passaggio autocritico che è anche un punto chiave della proposta lanciata ai ragazzi attraverso il progetto Un Ponte ai Diritti: Djamel - “ora quando prendo un impegno lo porto a termine, prima no”, del resto “se ai ragazzi non si fanno proposte non sviluppano interessi e se non hanno interessi non gli va di fare niente…” Simone - “mi sento più responsabile, pronto a prendere un impegno e portare avanti un lavoro…” Simone si è inserito in un tirocinio presso una azienda agrituristica ed è ottimista sulla possibilità di stabilizzare nel breve periodo la sua posizione lavorativa. Djamel, accompagna ancora oggi il lavoro degli operatori di Educativa di strada nel proprio quartiere, quasi invitandoci a non dimenticare il suo insostituibile ruolo di… mediatore culturale. Tra i risultati dell’intero processo possono essere sottolineati la ripresa, da parte di alcuni ragazzi, del percorso scolastico finalizzato all’ottenimento del diploma di scuola secondaria di primo grado, l’attivazione di un tirocinio lavorativo, l’interesse manifestato da tutti i partecipanti affinché il progetto Un Ponte ai Diritti non si concludesse senza lasciare una eredità positiva da cui ripartire con nuove e più avanzate sperimentazioni. In fase di valutazione nessuno degli italiani riporterà la differenza linguistica come una barriera comunicativa. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 58 “Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 59 L’évaluation L’évaluation, en raison de la modification du calendrier des assemblées plénières s’est révélée plus rapide que ce qui avait été prévu par le projet. Cela a été la phase la plus lourde pour les animateurs du projet et pour les jeunes. Après l’assemblée plénière, s’est produit un évident “relâchement de la tension” et ce qui a primé c’est l’envie de rester ensemble sans trop se fatiguer. Des activités spécifiques se sont toutefois déroulées afin de favoriser un processus de réélaboration de l’expérience au niveau individuel et collectif et la création d’une vision d’ensemble du travail effectué. On a distribué un questionnaire sur l’expérience dont les questions ont été formulées au long de plusieurs rencontres par les jeunes eux-mêmes: deux rencontres au centre d’agrégation “il Muretto”pour visionner tous les films-vidéo et sélectionner les documents photographiques à insérer dans la publication et pour provoquer une discussion de groupe sur les moments les plus significatifs du projet. Avec les peer educators, on a réalisé des vidéointerviews d’évaluation. Pour les jeunes italiens concernés par le projets, l’évaluation a certainement été l’occasion pour réexaminer le parcours logique et les moments opérationnels d’une expérience qui les a occupés pendant plus de 10 mois, mais cela a aussi été, peut-être principalement, une auto-évaluation, une occasion de réflexion sur leur façon d’être et de se poser par rapport aux choses et aux autres. Les deux animateurs locaux, nos facilitateurs, se sont lancés presque d’une seule voix dans une sorte d’auto-critique qui est aussi un moment-clef de la proposition lancée aux jeunes à travers le projet “Un Ponte ai Diritti”: Djamel: “maintenant, quand je m’engage dans quelque chose je le fais jusqu’au bout, avant non”, du reste “Si on ne propose rien aux jeunes, ils ne développent d’intérêts pour rien et s’il n’ont pas d’intérêts, ils n’ont rien envie de faire…” Simone: “Je me sens plus responsable, prêt à assumer un engagement et à mener à bien un travail…” Simone est entré en stage dans une entreprise agri-touristique et est optimiste quant ses chances de stabiliser rapidement sa situation de travail. Djamel accompagne encore aujourd’hui le travail des animateurs de l’association Educativa di strada dans son quartier, nous invitant presque à ne pas oublier son rôle irremplaçable de …médiateur culturel. Parmi les résultats de tous le processus, il est important de signaler la reprise par plusieurs jeunes d’un parcours scolaire visant à obtenir le brevet des collèges et l’activation d’un stage de travail pour un des jeunes protagonistes ayant déjà atteint la majorité. Il ne faut pas non plus oublier le souhait, formulé par tous les participants, que le projet “Un Pont pour les Droits” ne se termine pas sans avoir une postérité positive à partir de laquelle effectuer de nouvelles expérimentations plus avancées. Au cours de l’évaluation, aucun italien n’a signalé la diversité linguistique comme un obstacle à la communication. UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 60