UN PONTE AI DIRITTI
“Un Ponte ai Diritti” è un progetto co-finanziato dall’Unione europea attraverso il Programma “Youth in Action”
azione 1.3 - Giovani e Democrazia e dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Roma. Tale intervento
educativo è stato concepito in continuità con la ricerca-azione commissionata dal Municipio VIII di Roma, svolta
nel corso del 2007 con i giovani di Ponte di Nona.
“Un Ponte ai Diritti” est un projet co-financé par l’U E à travers le programme “youth in action”, action 1.3 - Jeunes et Démocratie- et par la Direction des Politiques de la Jeunesse de la Mairie de Rome. Cette action éducative a été concue en
continuité avec la recherche-action soutenue par la Mairie du VIIIe arrondissement de Rome qui s’est déroulée en 2007 avec
les jeunes de Ponte di Nona.
Un Ponte ai Diritti
culture giovanili e cittadinanza attiva a Ponte di Nona
“Un Ponte ai Diritti”: citoyenneté active et culture des jeunes à Ponte di Nona
Quaderno
2
Il progetto è stato realizzato dai ragazzi di Ponte di Nona
A cura di:
Daniela Venezia
Equipe:
Daniela Venezia, Lara Jannone
Tonino Luciani, Gianluca Marroccia,
Gaia Brunetti, Giovanni De Domenico,
Manuel Cherubini.
Si ringraziano per la collaborazione:
Associazione Ponte di Nona
Enaip - Centro di aggregazione “2You”
Centro di aggregazione “Il Muretto”
Centro di aggregazione “Godzilla”
Coop. Cospexa
Associazione Papillon - Biblioteca Casale Ponte di Nona
Un grazie particolare a:
Mario, Giulio e Rosaria
Roma, Settembre 2008
Progetto grafico a cura di: Factory Design - MT
“Un Ponte ai Diritti: cittadinanza attiva e culture giovanili a Ponte di Nona”
Roma-Marsiglia settembre 2007 giugno 2008
“Un Ponte ai Diritti”
cittadinanza attiva e culture giovanili
a Ponte di Nona
Roma-Marsiglia settembre 2007 giugno 2008
Quadro teorico
05
06
10
1.0 Un pont à la citoyenneté européenne
10
14
1.1 Un nouveau rapport entre scolaire et extra-scolaire: contribution de la
dimension transactionnelle
14
1.2 Genèse
18
06
1.0 Un ponte alla cittadinanza europea
1.2 Genesi
Le Cadre Théorique
Préambule
05
Introduction
Premessa
Introduzione
1.1 Un nuovo rapporto tra scuola
ed extra-scuola: il contributo
della dimensione transazionale
"Un Pont vers les droits”
citoyenneté active et culture des jeunes
à Ponte di Nona
18
Rome- Marseille. Septembre 2007-juin 2008.
Il Piano delle Attività
Plan des activités
Struttura e obiettivi 24
Structure et objectifs 24
2.0
26
2.0
26
La Preparazione
Analisi critica del contesto territoriale
Da un concreto vissuto come empirico
ad un concreto pensato e rielaborato
Préparation
Analyse critique du contexte territorial
D’un concret vécu comme empirique
à un concret pensé et réélaboré
2.1 I contesti di riferimento: 27
Ponte di Nona e La Castellane a Marsiglia
2.1 Les contextes d’intérêt: Ponte di Nona et
La Castellane à Marseille
27
2.2 Il corso di lingua e cultura francese
32
2.2 Le cours de langue et de culture française
32
2.3 La formazione dei peer educators alle metodologie partecipative
dell’Université du Citoyen.
34
2.3 La formation des peer educators aux méthodologies participatives
de l’Université du Citoyen
34
3.0 La Realizzazione
40
3.1 Le visite ai quartieri
3.2 La plenaria italiana
41
3.3 La plenaria francese
4.0 La Valutazione
3.0 Réalisation
40
41
44
3.1 Les visites des quartiers
3.2 L’assemblée plénière italienne
50
3.3 L’assemblée plénière française
50
56
4.0 L’évaluation
44
56
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 4
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 5
Premessa
“Un Ponte ai Diritti” è un progetto co-finanziato dall’Unione europea attraverso il Programma “Youth in Action”
azione 1.3 - Giovani e Democrazia e dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Roma. Tale intervento
educativo è stato concepito in continuità con la ricerca-azione commissionata dal Municipio VIII di Roma, svolta nel
corso del 2007 con i giovani di Ponte di Nona.
Il senso di isolamento dalla città e di abbandono da parte delle istituzioni emersi come vissuti prevalenti e condivisi
tra i giovani di Ponte di Nona, hanno indicato una linea precisa di lavoro per avviare percorsi di inclusione sociale a
partire dalla costruzione di un senso di appartenenza. “Un ponte ai Diritti”, in quanto opportunità di protagonismo dei
giovani finalizzata allo scambio e al confronto con gli amministratori, ha rappresentato il primo importante momento
concreto di partecipazione attiva e di condivisione che dovrà trovare sviluppo in ulteriori azioni e sperimentazioni.
Préambule
“Un Ponte ai Diritti” est un projet co-financé par l’U E à travers le programme “youth in action”, action 1.3 - Jeunes et Démocratie- et par la Direction des
Politiques de la Jeunesse de la Mairie de Rome. Cette action éducative a été concue en continuité avec la recherche-action soutenue par la Mairie du VIIIe
arrondissement de Rome qui s’est déroulée en 2007 avec les jeunes de Ponte di Nona.
L’impression d’isolement par rapport à la ville et d’abandon de la part des institutions qui émerge comme principal vécu partagé par les jeunes de Ponte di
Nona, a orienté notre travail vers des parcours d’inclusion sociale basés sur la construction d’un sentiment d’appartenance. “Un Ponte ai Diritti”, rendant les
jeunes protagonistes dans l’échange et la confrontation avec les institutions a représenté une première occasion concrète de participation active et de partage
qui demande à être développée dans d’ultérieures actions et expérimentations.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 6
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 7
Introduzione
Le questioni relative all’impegno e alla partecipazione
dei giovani alla vita sociale e civile sono state, negli
ultimi anni, poste al centro delle politiche giovanili a
livello nazionale anche grazie alla spinta delle direttive
europee finalizzate a rafforzare i processi di integrazione
comunitaria.
La costruzione della società europea come prodotto di
due processi, l’uno al livello della società civile, in cui
l’Europa rappresenta l’orizzonte simbolico nel quale
collocare la costruzione della propria identità e, l’altro, a
livello delle istituzioni, che propongono l’Europa come
orizzonte di riferimento per gli attori sociali, per le reti,
per le associazioni e per altre istituzioni, richiede un
forte investimento in campo educativo con particolare
attenzione alle nuove generazioni.
La condizione dei minori può essere assunta come
emblematica di una crisi della cittadinanza che si mostra
in maniera diffusa nella nostra società. Assumere il
tema delle giovani generazioni come caposaldo della
programmazione in campo sociale significa assumere
un punto di vista avanzato dell’intervento territoriale,
poiché è proprio a partire da questa prospettiva,
quando, cioè, l’analisi è costretta a confrontarsi con
le diverse determinazioni del disagio giovanile, che
la proposta pubblica può farsi complessivamente più
adeguata ed efficace.
D’altra parte perché l’intervento educativo possa
essere realmente efficace dovrà basarsi su una lettura
più attenta della condizione sociale dei giovani nei
diversi contesti nazionali e locali e delle loro relazioni
con la dimensione politica. Sotto questo riguardo non
si potrà evitare di fare luce su un aspetto dominante e
contraddittorio della politica che nello stesso momento
in cui auspica una maggiore partecipazione dei singoli
e delle organizzazioni informali tende sempre più a
estromettere e allontanare da sé ogni “interferenza
attiva” della società: un processo di separazione
della politica che si riduce sempre più a controllo
amministrativo della sfera sociale.
Sono proprio i giovani che, in maniera più accentuata
rispetto ad altri settori sociali, risentono di questo
scarto prodottosi tra istituzioni e società civile al quale
reagiscono spesso con gesti di rottura individuale e
comportamenti a rischio.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 8
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 9
Introduction
Chiedersi quali azioni educative sia opportuno mettere
in campo nel tentativo di ridurre questa distanza tra i giovani e le istituzioni a livello locale ed europeo, vuol dire
indagare i processi che hanno prodotto questo scollamento, riflettere sui linguaggi che la politica ha utilizzato
e sugli universi valoriali ai quali ha fatto riferimento.
Per anni ci si è rifugiati in una banale rappresentazione
dei giovani come “apatici, passivi e senza interessi”, indifferenti civicamente ed emotivamente, evitando così
di far fronte a domande più impegnative sul rapporto
tra società e politica. Questa lettura deformante della
condizione di tanta parte delle giovani generazioni non
è stata altro che una paradossale traslazione di responsabilità, che ha ritardato un sostanziale rinnovamento
delle forme della politica. E’ necessario dotarsi di strumenti teorici più adeguati per affrontare i profondi e
multiformi cambiamenti che attraversano i contesti sociali e che incidono sui modi e le prospettive della partecipazione.
I temi classici dell’inclusione e dell’esclusione sociale,
del disagio, della legalità, della marginalità assumono
oggi un aspetto meno definito perché sono connessi a
quelli della cittadinanza, delle appartenenze culturali,
della molteplicità delle lingue parlate, della differenziazione dei valori di riferimento.
Nelle periferie estreme gli adolescenti italiani si mescolano ai loro coetanei immigrati, ai giovani rom dei campi
nomadi, spesso purtroppo per testimoniare, con la fuoriuscita precoce dal sistema scolastico e con la loro indifferenza verso ciò che appare un generico richiamo alla
partecipazione, l’inadeguatezza da parte delle istituzioni e del privato sociale ad assolvere al difficile compito
di educare in una società globalizzata.
L’educazione interculturale, come orizzonte dell’offerta
formativa, fornisce utili indicazioni a questo riguardo
sottolineando come dalla reciproca conoscenza, dal
lavorare assieme a progetti comuni, dalla concreta relazione tra differenti culture e mondi di vita possa nascere un cittadino europeo consapevole, responsabile,
democratico.
Les questions relatives à l’engagement des jeunes dans la vie sociale et civile et
à leur participation ont été, ces dernières années, surtout grâce à l’impulsion
des directives européennes visant à renforcer les processus d’intégration
communautaire, placées au centre des politiques de la jeunesse au niveau
national.
La construction de la société européenne comme produit de deux processus,
l’un au niveau de la société civile, pour laquelle l’Europe représente l’horizon
symbolique fondant la construction d’une identité propre et l’autre, au niveau
des Institutions qui proposent l’Europe comme un horizon de référence pour
les acteurs sociaux, pour les associations et pour toutes les autres institutions,
requiert un important investissement dans le domaine éducatif et une attention
particulière aux nouvelles générations.
La condition des mineurs peut être considérée comme emblématique d’une crise
de la citoyenneté qui se manifeste de façon diffuse dans notre société. Faire du
thème des jeunes générations le noyau d’une programmation dans le domaine
social, c’est adopter un point de vue avancé dans l’intervention territoriale,
puisque c’est justement à partir de cette perspective, quand l’analyse est obligée
de se confronter avec les différentes déterminations du malaise des jeunes que
l’action publique peut s’accomplir de la manière la plus adéquate et efficace.
Par ailleurs, afin que l’intervention éducative puisse être efficace, elle devra
être fondée sur une lecture attentive de la condition sociale des jeunes dans les
différents contextes nationaux et locaux et de leurs relations avec la dimension
politique. De ce point de vue, on ne pourra manquer de souligner un aspect
dominant et contradictoire de la vie politique qui, au moment même où elle
souhaite une plus grande participation des particuliers et des organisations
informelles, tend de plus en plus à les évincer et à éloigner toute “interférence
active” de la part de la société: un processus de séparation de la politique qui se
réduit de plus en plus à un contrôle administratif de la sphère sociale. Ce sont
surtout les jeunes, davantage que les autres catégories sociales, qui pâtissent de
cette fracture qui s’est produite entre institutions et société civile, à laquelle ils
réagissent par des gestes de rupture individuelle et des comportements à risque.
Se demander quelles actions éducatives il est nécessaire de mettre en oeuvre
pour tenter de réduire cette distance entre jeunes et institutions au niveau local
et européen, c’est se demander quels processus ont produit cet éloignement,
réfléchir sur les langages que la politique a employés et sur ses univers de
valeurs de référence.
Longtemps, on s’est caché derrière une banale représentation des jeunes
comme “apathiques, passifs et dépourvus d’intérêts”, indifférents d’un point de
vue civique et émotif, évitant ainsi d’affronter les questions les plus difficiles
concernant le rapport entre société et politique. Cette lecture déformante
d’une grande partie des jeunes générations n’est rien d’autre qu’un déplacement
paradoxal de la responsabilité qui a retardé un renouvellement substantiel des
formes de la politique. Il est nécessaire de se doter d’outils théoriques mieux
adaptés pour faire face aux changements profonds et multiformes qui traversent
les contextes sociaux et qui pèsent sur les modalités et les perspectives de la
participation.
Les thèmes classiques de l’inclusion et de l’exclusion sociale, du malaise, de la
légalité, de la marginalisation ont aujourd’hui des contours moins définis parce
qu’ils sont liés à ceux de la citoyenneté, des appartenances culturelles, de la
multiplicité des langues parlées, de la différenciation des valeurs de référence.
Dans les grandes banlieues, les adolescents italiens, aussi bien que les immigrés
de leur âge et que les jeunes gitans des camps nomades révèlent souvent, à
travers leur éviction scolaire précoce et à travers leur indifférence à tout appel
à une participation ressentie comme générique, l’incapacité des institutions et
du secteur social privé à assumer la tâche difficile d’éduquer dans une société
mondialisée.
L’éducation interculturelle, comme horizon de l’offre de formation, fournit des
indications utiles à cet égard, en ce qu’elle met en évidence que la connaissance
réciproque, que le travail en commun sur des projets, que la relation concrète
entre différentes cultures et modes de vie peut faire naître un citoyen européen
conscient, responsable, démocratique.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 10
1.0
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 11
Un ponte alla cittadinanza europea
Il progetto “Un Ponte ai diritti: culture giovanili e
cittadinanza attiva a Ponte di Nona” realizzato dalla Data
Coop nel corso dell’anno 2007-2008 in partenariato con
l’Associazione francese Université du Citoyen e con il
Municipio VIII del Comune di Roma, si colloca nell’ambito
della ricerca empirica di strumenti e metodi attraverso
i quali promuovere e sostenere la cittadinanza presso le
comunità giovanili. Questo progetto, che ha coinvolto i
giovani di due contesti problematici della periferia europea,
Ponte di Nona a Roma e La Castellane a Marsiglia, può
infatti essere identificato come l’evoluzione naturale di una
riflessione sul contesto di vita, portata avanti già nell’anno
precedente con i giovani del territorio attraverso un lavoro
di ricerca, che è successivamente diventata azione volta al
cambiamento e alla cittadinanza attiva.
“Un Ponte ai Diritti” è stato concepito come momento
in cui l’empowerment sviluppato con la ricerca-azione
potesse dunque trasformarsi in concreto protagonismo
della comunità giovanile che diviene comunità agente,
assume la responsabilità di prendere la parola e si confronta
con l’istituzione locale e il mondo della politica.
La prospettiva all’interno della quale si è articolato il
progetto è quella di una comunità consapevole delle
proprie risorse, che sa valorizzarle e che è in grado di liberarsi
dagli stereotipi dentro cui viene imbrigliata la capacità di
auto-promozione dei contesti marginali. L’obiettivo a lungo
termine è quello di contribuire allo sviluppo di “comunità”
competenti sia da un punto di vista politico (cioè informate
e interessate alla gestione della cosa pubblica), sia da un
punto di vista sociale e relazionale.
Certamente questo processo, se riferito all’area di Ponte di
Nona, quartiere della estrema periferia romana di recente
insediamento abitativo, è solo ad uno stadio iniziale; più
avanzata appare, nel quadro delle attività progettuali,
la realtà di Marsiglia, dove il processo di formazione
di comunità locali attive e consapevoli si è articolato e
sviluppato nel tempo e mostra oggi una tradizione più
consolidata.
In ogni caso si è voluto avviare questo percorso
scommettendo sulla parte giovane della popolazione
locale che, come in tutti i contesti metropolitani marginali,
è insieme e paradossalmente, la parte di società più isolata
ed emarginata e quella che più di altre manifesta il bisogno
di esercitare concretamente la cittadinanza, attraverso la
quale costruire la propria appartenenza e identità.
Tra le diverse fasi di vita, nel periodo dell’adolescenza il
rapporto con una dimensione collettiva e con la comunità
territoriale rappresenta un momento fondante lo sviluppo
dell’identità individuale. In questa prospettiva è essenziale
che il territorio dimostri una sua capacità di accogliere
il minore e che da fattore diseducante si trasformi in
luogo delle esperienze e delle opportunità educative e
formative.
Una recente ricerca della Fondazione Censis su Il Disagio
adolescenziale nel Lazio (2007), conferma la validità degli
strumenti metodologici utilizzati nel corso del lavoro da cui
si è sviluppato il progetto “Un Ponte ai Diritti”.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 12
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 13
Un Pont vers la citoyenneté européenne
In queste analisi viene rilevato un ritardo delle istituzioni
“nell’elaborare strategie adeguate di natura preventiva”
e si sottolinea la necessità di “ripensare la filiera dei servizi
e degli interventi di supporto […] investendo risorse,
professionalità e competenze in progetti innovativi che
sperimentino nuove modalità di azione preventiva”.
Sul piano più strettamente pratico, i ricercatori suggeriscono
modalità di intervento direttamente nei luoghi della
socializzazione informale dei ragazzi, “azioni di promozione
della socialità degli adolescenti, innovazione comunicativa
e di linguaggi, co-progettazione e coinvolgimento attivo
dei giovani nei servizi, sono queste le indicazioni emerse
per innalzare l’efficacia di un filone di azione che viene
considerato strategico”(ivi).
Quanto al tema della dispersione scolastica e
dell’insuccesso formativo, decisiva sarebbe la capacità di
individuare precocemente e analizzare i diversi fattori che
generano la dispersione e intervenire “nella formazione,
dei giovani, degli operatori, dei docenti, in una dialettica
innovativa tra scuola ed extra-scuola”.
Dunque la sperimentazione di nuove forme di azione
preventiva, il coinvolgimento dei ragazzi, l’intervento nei
luoghi informali che i giovani più sentono come propri
e l’innovazione dei linguaggi, rappresentano un filone
strategico dell’intervento educativo e del lavoro con i
giovani.
In questo senso il Progetto “Un Ponte ai Diritti”, nei limiti
delle proprie risorse e possibilità, ha raggiunto pienamente
gli obiettivi che si era prefissato, lasciando una eredità
significativa ai giovani di Ponte di Nona dalla quale si
dovrà ripartire.
Le projet “Un Ponte ai Diritti: culture et citoyenneté active à Ponte di
Nona” réalisé par Data Coop au cours de l’année 2007-2008, en
partenariat avec l’association française Université du Citoyen et avec
la Mairie di VIIIe arrondissement de Rome, se situe dans le domaine
de la recherche empirique d’outils et de méthodes à travers lesquels
promouvoir et soutenir la citoyenneté auprès des jeunes. Ce projet, qui
s’est adressé aux jeunes de deux réalités problématiques des banlieues
européennes, Ponte di Nona à Rome et La Castellane à Marseille, peut,
en effet, être défini comme l’évolution naturelle d’une réflexion sur le
contexte de vie, menée l’an dernier déjà avec les jeunes du territoire dans
un travail de recherche qui est devenu ensuite une action ayant pour
objectif le changement et la citoyenneté active.
“Un Ponte ai Diritti” a été conçu comme le stade où l’empowerment
développé avec cette recherche-action aurait pu se transformer en
protagonisme concret des jeunes qui deviennent une “communauté
agissante”, qui assument la responsabilité de prendre la parole et se
confrontent avec l’institution locale et le monde politique.
La perspective selon laquelle le projet s’est articulé est celle d’une
communauté consciente de ses ressources, qui sache les mettre en valeur
et qui soit capable de se débarrasser des préjugés qui brident la capacité
d’auto-promotion des contextes marginalisés. L’objectif à long terme
est de contribuer au développement des “communautés” compétentes
aussi bien politiquement (c’est-à-dire informées et intéressées à la chose
publique), que d’un point de vue social et relationnel.
Certes, ce processus concernant Ponte di Nona, quartier de la grande
banlieue de Rome de récente création n’en est qu’à un stade initial. La
réalité marseillaise, où le processus de formation des communautés
locales actives et conscientes s’est articulé et développé au cours du
temps et manifeste aujourd’hui une tradition consolidée, semble plus
avancée dans le cadre des activités de projet.
Dans les deux cas, on a voulu amorcer ce parcours en pariant sur la
partie jeune de la population locale qui, comme dans tous les contextes
métropolitains de marginalisation est à la fois et paradoxalement, la
catégorie de la population la plus isolée et marginalisée et celle qui, plus
que les autres, manifeste le besoin d’exercer concrètement une citoyenneté
à travers laquelle construire sa propre appartenance et identité.
A l’adolescence, le rapport à la dimension collective et à la communauté
territoriale représente le moment fondateur du développement de
l’identité individuelle. Il est donc essentiel que le territoire démontre
sa capacité d’accueil du jeune et qu’au lieu d’être un facteur de
“déséducation”, il devienne le lieu des expériences et des opportunités
éducatives et formatives. Une récente recherche de la fondation Censis
sur Il disagio adolescenziale nel Lazio, 2007 (le malaise adolescent dans
le Latium) confirme la validité des outils employés au cours du travail
à partir duquel on a élaboré le projet “Un Ponte ai Diritti”. Dans ces
analyses est souligné le retard des institutions “à mettre en oeuvre des
stratégies de nature préventive” et est pointée la nécessité de “ repenser
la filière des services et des interventions d’aide (…) en investissant des
ressources financières et professionnelles et des compétences dans des
projets innovateurs qui expérimentent de nouvelles modalités d’action
préventive”.
Sur un plan plus strictement pratique, les chercheurs suggèrent des
modalités d’intervention directement dans les lieux de socialisation
informelle des jeunes: “actions de promotion de la socialité des jeunes
adolescents, stratégies de communication et de langages innovateurs,
co-projet et implications actives des jeunes dans les services, telles sont
les indications qui émergent pour relever l’efficacité d’un filon d’action
qui est considéré comme stratégique”. (id.)
Quant au thème de la dispersion scolaire et de l’échec de la formation,
la capacité de déterminer de façon précoce et d’analyser les différents
facteurs qui engendrent la dispersion et d’intervenir “dans la formation
des jeunes, des animateurs, des enseignants dans une dialectique
innovante entre scolaire et extra-scolaire” serait décisive.
Donc l’expérimentation de nouvelles formes d’action préventive, la
participation des jeunes , l’intervention dans les lieux informels que les
jeunes considèrent le plus comme leur appartenant et l’innovation des
langages représente un filon stratégique de l’intervention éducative et du
travail avec les jeunes.
En ce sens, le projet “Un Ponte ai Diritti”, dans les limites de ses
ressources et de ses possibilités a atteint pleinement les objectifs qu’il
s’était fixés laissant un héritage significatif aux jeunes de Ponte di Nona
à partir duquel il faudra repartir.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 14
1.1
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 15
Un nuovo rapporto tra scuola ed extra-scuola:
il contributo della dimensione transazionale
In una rinnovata dialettica tra scuola ed extra-scuola
l’Europa può davvero fare da ponte. L’Europa offre
uno spazio transnazionale per la comunicazione e
l’azione. I giovani percepiscono che esiste un mondo al
di fuori del proprio orizzonte e che questa dimensione
fornisce loro l’opportunità di esplorare, apprendere e
partecipare. La cittadinanza europea può essere vista
come processo per divenire responsabili del proprio
contesto, in una prospettiva più ampia e più inclusiva,
che va oltre i confini ristretti della propria esperienza
quotidiana.
Il progetto “Un Ponte ai Diritti” ha evidenziato questa
valenza positiva della dimensione europea. I ragazzi
hanno potuto sperimentare una importante inversione
di tendenza rispetto alla serie dei fallimenti registrati nei
loro percorsi scolastici e hanno maturato verso se stessi
un’altra opinione rispetto al pregiudizio consolidato.
Si sono sentiti portatori di una capacità di espressione
e di verità importanti da testimoniare, all’interno del
gruppo dei giovani italiani e francesi, nel loro territorio,
nel mondo degli adulti. Hanno dimostrato un impegno
nelle attività formative preparatorie, compreso lo
studio elementare della lingua francese, che nessuno
avrebbe potuto dare per scontato.
L’inserimento di una prospettiva e di una dimensione
europea del lavoro ha giocato un ruolo determinante
nella motivazione dei giovani permettendo un positivo
scardinamento di logiche e dinamiche entro le quali
chi vive in territori altamente problematici é spesso
obbligato, anche quando queste logiche appaiono
“naturali”: relazioni improntate all’esercizio della
forza nel gruppo dei pari; ripetizione degli stereotipi
attraverso i quali ci si sente identificati e riconosciuti
nel proprio quartiere; comportamenti e linguaggi
assunti acriticamente dal contesto e da una dimensione
comunicativa che condiziona e confonde.
La richiesta che è stata loro rivolta di assumere
responsabilità in un lavoro concreto, interrogarsi sulla
loro condizione per conoscersi meglio e giungere a fare
proposte, nonostante si collocasse molto in là rispetto
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 16
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 17
Un nouveau rapport entre scolaire et extra-scolaire: contribution de la dimension transactionnelle
alla partecipazione richiesta da proposte educative
più ordinarie, li ha trovati pronti a riconoscersi nella
prospettiva di divenire attori consapevoli di percorsi
progettati assieme. Se il rapporto con una dimensione
così ampia come quella rappresentata da un progetto
che prevede il confronto con le istituzioni e i giovani di
un altro paese ha mostrato a ciascuno i propri limiti, non
ha tuttavia costituito, se non in rare occasioni, un motivo
per abbandonare le attività e sottrarsi all’impegno.Il
sentirsi proiettati ad un livello più avanzato della propria
esperienza quotidiana, è aspetto essenziale, simbolico
ma non solo, del valore che la dimensione europea
può assumere. Il filone europeo di intervento è un
apporto di particolare importanza che l’extra-scuola,
con interventi di tipo informale, può dare al processo
di educazione e formazione dei giovani, soprattutto in
quei territori in cui il disagio appare diffuso.
Questo filone di intervento, che restituisce dignità
a ciò che la scuola spesso esclude e allontana da sé,
rappresenta una linea di lavoro che può raggiungere
notevoli traguardi e può contribuire a ricomporre
l’unità del progetto educativo.
Dans une dialectique renouvelée entre scolaire et extra-scolaire,
l’Europe peut vraiment constituer un pont. L’Europe fournit un
espace transnational pour la communication et l’action. Les jeunes
perçoivent qu’il existe un monde au-delà de leurs horizons et que cette
dimension leur offre l’occasion d’explorer, d’apprendre et de participer.
La citoyenneté européenne peut être vue comme un processus pour
devenir responsable de son propre contexte, dans une perspective plus
vaste et plus inclusive qui va au-delà des limites restreintes de l’existence
quotidienne.
Le Projet “Un Ponte ai Diritti” a souligné cette valence positive de la
dimension européenne. Les jeunes ont pu opérer une inversion de
tendance importante par rapport à la série d’échecs de leur parcours
scolaire et se sont formé d’eux-même une opinion qui diffère du préjugé
ancré.
Ils se sont sentis porteurs d’une capacité d’expression et témoins de
vérités importantes à exprimer au sein du groupe de jeunes italiens
et français, dans leur territoire et dans le monde des adultes. Ils ont
démontré qu’ils étaient capables de s’impliquer dans les activités de
formation préparatoires, y compris dans l’apprentissage élémentaire de
la langue française, chose sur laquelle personne n’aurait parié.
Le fait de se placer dans une perspective et une dimension de travail
européennes a joué un rôle déterminant dans la motivation des jeunes,
faisant éclater les carcans de logiques et de dynamiques dont sont
prisonniers ceux qui vivent dans des zones hautement problématiques,
même quand ces logiques paraissent “naturelles”: relations fondées sur
l’exercice de la force dans le groupe des semblables; répétition des
stéréotypes à travers lesquels on se sent identifiés et reconnus dans
son quartier; assimilation sans esprit critique de comportements et de
langages imposés par un milieu et une dimension communicative qui
conditionne et confond.
La demande qui leur a été faite d’assumer une responsabilité dans
un travail concret, le fait de s’interroger sur leur condition pour
mieux se connaître et formuler des propositions, requerrant une plus
grande participation que celle des actions éducatives ordinaires, les a
trouvés prêts à s’identifier aux acteurs conscients de parcours élaborés
ensemble. Si le rapport avec une dimension aussi vaste que celle d’un
projet qui prévoit la confrontation avec des institutions et des jeunes
d’un autre pays, a montré des limites, cela n’a pas toutefois constitué,
sinon en de rares occasions, un motif pour abandonner les activités et se
soustraire à l’engagement. Se sentir projeté à un niveau plus avancé que
sa propre expérience quotidienne est un aspect essentiel, symbolique,
mais pas seulement, de la valeur que la dimension européenne peut
avoir. Le filon d’intervention européen peut conférer une importance
particulière à des activités extra-scolaires, fondées sur des actions de
type informel, et enrichir le processus d’éducation et de formation des
jeunes, surtout dans les zones où le malaise est diffus.
Ce filon d’intervention, qui redonne de la dignité à ceux que l’école
souvent exclut et écarte, représente une direction de travail qui peut
permettre d’atteindre des objectifs considérables et peut contribuer à
recomposer l’unité du projet éducatif.
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 18
1.2
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 19
Genesi | Genèse
1.LAVORO DI RETE:
1. TRAVAIL DE RÉSEAU:
Activation ressources territoriales
2.FORMAZIONE:
IL DISEGNO DELLA RICERCA-AZIONE PARTECIPATA
Formazione operatori
Formazione ragazzi
2. FORMATIONS:
Formation opérateurs
Formation jeunes
3.ANALISI DI COMUNITÀ:
DIAGNOSI PRELIMINARE
INTERVENTO
Laboratori di strada
Laboratori scolastici
Risultati:
METODOLOGIE
Apprendimento
cooperativo e di
autodiagnosi dei
bisogni di
formazione
Osservazione
partecipata
apprendimento
attivo
STRUMENTI
Interventi d’aula
Supervisione
Linguaggi creativi
Brainstorming
Focus group
Circle time
Interviste
Questionario legalità
LAVORO DI RETE
LAVORO DI STRADA | TRAVAIL DE RUE
Attivita sportive e musicali
estemporanee
Activités sportives et
musicales improvisées
DIAGNOSTIC - INTERVENTION:
Ateliers de rue
Ateliers scolaires
4.ELABORAZIONE E ANALISI DATI:
Diagnosi finale
4. ÉLABORATION ET ANALYSE DES
DONNÉES:
Diagnostic final
5.RESTITUZIONE RISULTATI:
Dossier ricerca
Pubblicizzazione
5. RESTITUTION DES RÉSULTATS:
Dossier recherche
Publication
Mappatura | Cartographie
Contatto | Contact
Torneo di calcetto
Tournoi de football à 8
Creazione di gruppi stabili di socializzazione
Valorizzazione degli spazi territoriali
Coinvolgimento significativo delle famiglie
Collaborazione attiva con la rete territoriale
QUESTIONARIO
LEGALITÁ
Sviluppo della autonomia individuale e della capacità di iniziativa collettiva
QUESTIONNAIRE SUR
LA LÉGALITÉ
Acquisizione di capacità critica e di
rafforzamento delle identità individuali
Aumento del senso di appartenenza al
contesto
Accrescimento dell’autostima e
consapevolezza delle proprie capacità
Attivazione delle risorse comunicative
e creative
Alfabetizzazione ai linguaggi creativi
e acquisizione di nuove competenze
e conoscenze tecniche
TRAVAIL DE RÉSEAU
Aggancio | Accrochage
Acquisizione di nuove capacità relazionali
LABORATORI | ATELIERS
3. ANALYSE DE LA COMMUNAUTÉ:
|
Schéma de la recherche-action participative
Attivazione risorse territoriali
INSTRUMENTS
Interventions en classe
Supervision
Langages créatifs
Brainstorming
Focus Group
Interviews
Circle time
Questionnaire sur la légalité
ATELIERS SCOLAIRES
VIDEO
AEROGRAFIA
FOTOGRAFIA
TRAMPOLI E GIOCOLERIA
Vidéo
Aérographie
Photographie
Echasses et jonglerie
Résultats:
LABORATORIO “TRACCE”
ATELIER “TRACES”
Cortometraggio
court-métrage
Murales
su pannelli
Murales
sur panneaux
PROJET
EUROPÉEN JEUNESSE
“Un Ponte ai Diritti”:
citoyenneté active et culture
des jeunes à Ponte di Nona
LABORATORI SCOLASTICI
MÉTHODOLOGIES
Apprentissage
coopératif et
d’autodiagnostic
des besoins de
formation
Observation
participative
apprentissage actif
PROGETTO
EUROPEO-GIOVENTU’
“UN PONTE AI DIRITTI:
CULTURE GIOVANILI E
CITTADINANZA ATTIVA
A PONTE DI NONA”
Mostra
Costruzione trampoli
cd-rom
Exposition
Construction d’échasses
cd-rom
Plastico sito archeologico Gabii
Plastico dell’Istituto scolastico
Maquette du site archéologique Maquette de l’établissement
Gabii
scolaire
Création de groupes de socialisation stable Valorisation des espaces territoriaux
Participation significative de la famille
Collaboration active avec le réseau territorial
Développement de l’autonomie individuelle et de la capacité d’initiative collective
Acquisition de capacité critique et renforcement des identités individuelles
Augmentation du sentiment d’appartenance au contexte
Accroissement de l’estime de soi et conscience de ses capacités
Activation des ressources communicatives et créatrices
dossier di ricerca
dossier de recherche
diffusione: convegno finale
diffusion: congrès final
Initiation aux langages créatifs et acquisition de
nouvelles compétences et connaissances techniques
Acquisition de nouvelles capacités relationnelles
PROGETTO
“LE PERIFERIE DI ROMA:
SICUREZZA, LEGALITA’
E SVILUPPO”
Comune di Roma
Dipartimento XVIII
PROJET
“Les banlieues de Rome:
sécurité, légalité et
développement”
Mairie de Rome
Département XVIII
UN PONTE AI DIRITTI | Quadro teorico 20
“Un Ponte ai Diritti” | Le Cadre Théorique 21
Genèse
Un Ponte ai Diritti, come detto in premessa, è il risultato,
aperto ad ulteriori sviluppi, della ricerca-azione svolta
con i giovani di Ponte di Nona nell’ambito dell’intervento
di Educativa di Strada, finanziato nel 2007 dal Municipio
delle Torri all’interno della L. 285/97. Lo schema grafico
che precede, evidenzia come il progetto sia stato il
punto di arrivo di un lavoro sui temi del diritto e della
legalità sui quali si è orientato l’interesse dei ragazzi,
tanto da poter consentire il successivo coinvolgimento
di alcuni di loro in qualità di facilitatori.
Altro esito concreto del lavoro di coinvolgimento
dei giovani di Ponte di Nona è stato il progetto “Le
periferie di Roma: sicurezza, legalità e sviluppo”
sostenuto dall’Assessorato alle periferie e rivolto alle
scuole del territorio.
Già con il questionario sulla legalità e la discussione
sul diritto e i diversi profili della interazione sociale,
proposti a giovani che in molti casi hanno carichi penali,
era venuta in luce la necessità di programmare, nel
territorio, interventi educativi che facessero riferimento
diretto all’esperienza, che si confrontassero con la vita
quotidiana degli interlocutori.
Si trattava di analizzare la capacità dei ragazzi di
concepire il proprio comportamento come social-
mente rilevante e contemporaneamente favorire il
processo di formazione di una consapevolezza giuridica
che potesse permettere al ragazzo di ricollocare,
superato l’ambito strettamente familiare, le proprie
esperienze nel quadro di più estese relazioni sociali.
Dalle discussioni avviate con i ragazzi e dalla rilevazione
dei loro sentimenti e dei loro atteggiamenti verso
l’istituzione, restituiti come insieme di domande e
problemi da affrontare collettivamente, si è sviluppata
una prospettiva progettuale che ha messo al centro il
confronto: all’interno del gruppo di pari, ovviamente,
ma anche e soprattutto il confronto con altri partner,
di altri paesi. Una dimensione che implicitamente
ricollocava su scala diversa e su un piano di insospettata
ampiezza quelle stesse questioni e problematiche.
Questa traslazione di piano, mediata dai responsabili
del progetto attraverso la proposta di elaborare un
intervento nell’ambito del programma Gioventù in
Azione, si è dimostrata estremamente produttiva. La
possibilità per i ragazzi di collocare su una dimensione
transnazionale le loro istanze e bisogni, prima quasi
inimmaginabile, ha rappresentato una vera chiave di
volta per la loro motivazione e il loro coinvolgimento.
“Un Ponte ai Diritti”, comme nous l’avons dit dans le préambule, est
le résultat, ouvert à d’ultérieurs développements, de la rechercheaction conduite auprès des jeunes de Ponte di Nona dans le cadre de
l’intervention de l’association Educativa di Strada, financée en 2007 par
la Mairie delle Torri dans le cadre de la loi L.285/97. Le graphique
montre que le projet a été le point d’arrivée d’un travail sur les thèmes
du droit et de la légalité soumis à l’intérêt des jeunes, qui a débouché sur
la participation successive de certains d’entre eux comme facilitateurs.
Le projet “Les banlieues de Rome: sécurité, légalité et développement”
soutenu par l’adjoint aux banlieues et adressé aux écoles de la zone a été
un autre résultat concret du travail d’implication des jeunes de Ponte
di Nona.
Déjà avec le questionnaire sur la légalité et la discussion sur le droit
et les différents types d’interaction sociale, proposés à des jeunes qui,
dans de nombreux cas, n’avaient pas un casier judiciaire vierge, s’était
imposée la nécessité de programmer, sur le territoire, des interventions
éducatives en rapport direct avec l’expérience, la vie quotidienne des
interlocuteurs.
Il s’agissait d’analyser la capacité des jeunes à envisager leur propre
comportement comme socialement important, ce qui constitue le stade
initial de la formation de la conscience juridique, c’est-à-dire que le
jeune, dépassant son milieu strictement familial, replace ses expériences
dans le cadre plus large des relations sociales.
A partir des discussions engagées avec les jeunes et de l’enregistrement
de leurs sentiments et de leurs attitudes envers les institutions,
élaborés comme un ensemble de questions et de problèmes à affronter
collectivement, on a développé une direction de projet qui a placé en
son centre la confrontation: à l’intérieur du groupe, naturellement,
mais aussi et surtout par rapport à d’autres interlocuteurs, d’autres
pays. C’est une dimension qui, implicitement, replaçait à un échelon
différent et d’une telle ampleur, ces mêmes questions et ces mêmes
problématiques.
Ce changement d’échelle, favorisé par les responsables du projet à
travers la proposition d’élaborer une action dans le cadre du programme
Gioventù in azione ( Jeunesse en action), s’est révélé extrêmement
fécond.
La possibilité données aux jeunes de situer sur une échelle transnationale
leurs instances et leur besoins, auparavant presque inimaginable,
a constitué la véritable clef de voûte de leur motivation et de leur
participation.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 22
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 23
IL PIANO DELLE ATTIVITÀ
Le plan des activités
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 24
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 25
Struttura e obiettivi | Structure et objectifs
Avvio partenariato internazionale
Focalizzazione dell’attenzione dei giovani sui temi della partecipazione
Formazione di un gruppo di 11 giovani
Visite ai quartieri
Formation d’un groupe de 11 jeunes
Visites dans les quartiers
Progettazione dell’intervento
Analisi critica del contesto territoriale
Mise en place du partenariat international
Analyse critique du contexte territorial
Diffusion des informations sur le projet
Individuazione 3 facilitatori
Choix des 3 facilitateurs
Corso di lingua e cultura francese
Cours de langue et de culture française
obiettivo: aumentare la percezione della dimensione
europea; promuovere l’interesse nei confronti di
percorsi di apprendimento
objectifs: augmenter la perception de la dimension
européenne, stimuler l’intérêt pour des parcours d’apprentissage
Formazione dei peer educator alle metodologie
partecipative dell’Université du Citoyen
Plenaria Italiana | Plenaria Francese
Assemblée italienne | Assemblée française
obiettivo: aumentare la percezione della dimensione europea
objectif: accroître la perception de la dimension européenne
Dialogo con i referenti politici del territorio
Dialogue avec les contacts politiques du territoire
La formation des peer educator aux méthodes participatives de
l’Université du Citoyen
obiettivo: promuovere il protagonismo e la partecipazione
attiva dei giovani nei contesti collettivi
obiettivo: promuovere l’interesse nei confronti di
percorsi di apprendimento; promuovere il
protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani
nei contesti collettivi
objectifs: stimuler l’intérêt pour des parcours d’apprentissage; promouvoir la leadership et la participation active
des jeunes dans des contextes collectifs.
objectif: promouvoir le protagonisme et la participation active des
jeunes dans des contextes collectifs
VALUTAZIONE | Evaluation
Diffusione delle informazioni sul progetto
objectif: renforcer la capacité de réflexion sur les différents
contextes de la vie et les questions connexes
REALIZZAZIONE | Réalisation
Programmation des actions
objectif: accroître la cohésion sociale
obiettivo: potenziare la capacità di riflessione sui
differenti contesti di vita e relative problematiche
PREPARAZIONE | Préparation
AZIONI PRELIMINARI | Actions préliminaires
Composition de l’équipe
obiettivo: aumentare la coesione sociale
objectif: renforcer la capacité de dialogue et de confrontation
Elaboration du projet d’intervention
Programmazione delle azioni
Phase d’évaluation: discussione de groupe sur l’expérience
obiettivo: potenziare la capacità di dialogo e confronto
Focalisation de l’attention des jeunes sur les thèmes de la participation
Composizione dell’equipe
Fase di VALUTAZIONE: discussione di gruppo sull’esperienza
Riflessione individuale guidata
Réflexion individuelle guidée
obiettivo: potenziare la capacità di riflessione sui differenti
contesti di vita e relative problematiche
objectif: développer la capacité de réflexion sur les différents
contextes de vie et ses problématiques
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 26
2.0
La Preparazione | La préparation
Analisi critica
del contesto territoriale
Da un concreto vissuto come empirico ad un concreto pensato e rielaborato
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 27
2.1
I contesti di riferimento:
Ponte di Nona e
La Castellane a Marsiglia.
Analyse critique du contexte territorial
D’un concret vécu comme empirique à un concret pensé et réélaboré.
L’idea di sviluppare un’idea progettuale finalizzata alla
partecipazione attiva dei giovani è stata dettata anche
dalla specificità di contesto presentata dal quartiere
Ponte di Nona.
Collocato nel territorio dell’VIII Municipio di Roma, il
più giovane della città, con circa 40.000 abitanti sotto
i 18 anni e 60.000 sotto i 25, il quartiere di Ponte di
Nona rappresenta l’insediamento abitativo più
recente. Costruito negli ultimi dieci anni é attualmente
in piena espansione con 580 nuovi nuclei familiari che
si sono collocati nei lotti abitativi edificati nel corso
del 2007. E’ un quartiere molto problematico, che,
come spesso avviene nelle zone dell’estrema periferia
metropolitana, stenta a trovare una identità condivisa e
mostra un’alta conflittualità sociale, un fiorire di attività
illegali, favorito anche dalla morfologia territoriale con
una sola strada di accesso e di uscita, un alto tasso di
dispersione scolastica e carriere giovanili devianti.
Per potenziare la capacità di lettura e comprensione
del proprio contesto di vita dei giovani coinvolti, si
è ritenuto opportuno offrire loro un’occasione di
confronto con giovani provenienti da una realtà analoga
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 28
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 29
In una prima fase dell’attività alla domanda: “Com’è
il tuo quartiere”? molti rispondevano “Una merda” e
all’ulteriore input: “Perché”? la risposta era: “Perché
sì”. Le discussioni informali attorno ai materiali
raccolti nelle videointerviste e ai comportamenti agiti
all’interno del gruppo, hanno guidato i ragazzi alla
problematizzazione della realtà e quindi nello sviluppo
di una capacità critica e di argomentazione che si sono
mostrate chiaramente durante le plenarie realizzate a
Roma e a Marsiglia.
Risultati focus group e interviste
Domanda: Dite qualcosa sul quaratiere in cui abitate? Cosa vi piace e cosa non vi piace?
Aspetti Positivi
di un’altra città europea. Quanto mai opportuno è stato
il coinvolgimento, ad opera dell’Université du Citoyen,
di un centro sociale che opera con i giovani all’interno
del quartiere La Castellane di Marsiglia. Collocato
nell’estrema periferia nord della città di Marsiglia,
La Castellane è un quartiere tristemente famoso in
Francia per il disagio sociale. Con i suoi 7000 abitanti
collocati in 1290 alloggi architettonicamente disposti
in modo da formare una figura chiusa, La Castellane
mostra un’alta percentuale di disoccupazione che si
attesta attorno al 45% e di conseguenza un altissimo
numero di nuclei familiari che necessitano di assistenza
economica. La composizione sociale è molto variegata,
sono infatti rappresentate circa 16 comunità, gitani,
pakistani, algerini, tunisini, marocchini etc. e il 37,5% è
sotto i 25 anni.
E’ in questi contesti che si rivela quanto mai necessario
puntare l’attenzione sui bisogni dei giovani e potenziare
con essi il dialogo perché possano avere una opportunità
reale di diventare agenti del cambiamento.
Il lavoro di riflessione sul proprio contesto di vita già
portato avanti nel corso della ricerca-azione attraverso
focus group e interviste ai giovani di Ponte di Nona
sugli aspetti positivi e negativi del quartiere, è stato,
con il progetto “Un Ponte ai Diritti”, approfondito
e arricchito da una dimensione di analisi critica. La
evidente omogeneità di risposte fornite dai ragazzi
durante le attività della ricerca-azione, sintetizzate
nella griglia di seguito riportata, mostrava chiaramente
una difficoltà ad uscire da una visione stereotipata del
quartiere e a far riferimento, nella descrizione della
realtà territoriale, a categorie astratte, quali ad esempio
la solidarietà o l’illegalità, piuttosto che a fatti concreti
quotidianamente vissuti.
Le videointerviste realizzate dai ragazzi nel quartiere
durante la preparazione che alcuni degli stessi
partecipanti al progetto hanno voluto rilasciare, sono
state finalizzate proprio a facilitare il passaggio da un
concreto vissuto come empirico ad un concreto che,
pensato e rielaborato, appare già diverso.
Aspetti Negativi
• Ci sono i bar e pizzerie
• Ci sono le giostre da qualche mese
• Droga e mafia
• Non si fanno feste, mentre negli altri quartieri sì
• Mi fa schifo
• Ci sono vandali
• Piena di “scritte” sui muri
• C’è gente che bestemmia
• …non mi piace per la gente
• Non molti negozi
• Lago “sportivo” pericoloso
• Bulletti
• Qualcuno appicca incendi nei prati vicino palazzi
• Qui non c’è neanche un supermercato
• Ci sono le macchine da scontro
• Campetti
• Piazzetta dove ci giocano i ragazzi
• Parchi
• C’è il Centro per la Famiglia e il doposcuola
• Sono contenta di stare qui
• Se ci fossero più servizi sarebbe meglio
• Gli anziani si lamentano per le giostre
• Sotto casa c’è qualcuno che mette la musica “a palla”
• È pericoloso girare di notte
• Costruiscono troppi palazzi
• Ci sono molti furti
• Ci sono molte scritte sui muri
• Tutti si conoscono
• Troppe macchine
• Mancanza bar al comparto 5
• Drogati e siringhe per strada
• Poca polizia
• Poche discoteche
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 30
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 31
Les contextes de référence: Ponte di Nona et La Castellane à Marseille.
Résultat Focus Group et interviews
Question:
- Dites quelque chose sur le quartier dans lequel vous habitez
- ce qui vous plaît et ce qui ne vous plaît pas
Aspects Positifs
L’idée de développer un projet visant à la participation active des jeunes
a aussi été dictée par la spécificité du contexte présenté par le quartier
de Ponte di Nona.
Situé dans le territoire du VIIIe arrondissement de la commune de
Rome, le plus récent de la capitale, où environ 40 000 habitants a moins
de 18 ans et 60 000 moins de 25, le quartier de Ponte di Nona est le plus
jeune. Construit ces dix dernières années, il est actuellement en pleine
expansion: 580 nouveaux foyers se sont installés dans les blocs bâtis en
2007. C’est un quartier très problématique qui, comme il arrive souvent
dans la grande banlieue métropolitaine peine à trouver une identité
fédératrice et présente une forte conflictualité sociale, une prolifération
d’activités illégales, favorisée par la morphologie territoriale avec son
unique route d’accès et de sortie, un fort taux de dispersion scolaire et
de délinquence juvénile.
Afin d’accroître chez les jeunes faisant partie du projet la capacité de
lecture et de compréhension de leur contexte de vie, on a jugé utile de
leur offrir une occasion de confrontation avec des jeunes provenant
d’une réalité analogue dans une autre ville européenne. C’est l’Université
du Citoyen qui a opportunément contacté un centre social qui travaille
avec des jeunes dans le quartier de La Castellane de Marseille. Situé
dans la grande banlieue nord, La Castellane est un quartier tristement
célèbre en France pour son malaise social.
Avec ses 7000 habitants qui se pressent dans 1290 logements dont
l’architecture dessine une figure close, La Castellane exhibe un taux
de chomâge autour de 45% et un très grand nombre de foyers qui
nécessitent une aide sociale. La composition de la population est très
variée, il y a en effet environ 16 communautés: gitans, pakistanais,
algériens, tunisiens, etc. et 37,5% de moins de 25 ans.
C’est dans un tel contexte qu’il faut surtout s’attacher à déterminer les
besoins des jeunes et établir avec eux un dialogue afin qu’ils puissent
saisir une occasion réelle de devenir des agents du changement.
Le travail de réflexion sur le contexte de vie, déjà commencé au cours de
la recherche-action à travers des “focus groups” et des interviews auprès
des jeunes de Ponte di Nona a été, avec le projet “un Pont vers les Droits”
appronfondi et enrichi par la dimension de l’analyse critique. L’évidente
homogénéité des réponses fournies par les jeunes gens durant les
activités de la recherche-action, synthétisées dans la grille ci-dessous,
montre clairement une difficulté à s’extraire d’une vision stéréotypée du
quartier et se réfère, dans la description de la réalité territoriale, à des
catégories abstraites, par exemple la solidarité ou l’illégalité, plutôt qu’à
des faits concrets vécus quotidiennement.
Les vidéo-interviews réalisées par les jeunes du quartier durant la
préparation, auxquelles certains des participants du projet ont voulu
répondre, ont justement eu pour but de faciliter le passage d’un concret
vécu comme empirique à un concret qui, pensé et élaboré, apparaît déjà
différent.
A un premier stade de l’activité, à la question “comment est ton quartier”,
beaucoup répondaient: “c’est de la merde” et à la question: “pourquoi?”, ils
répondaient: “parce que.”. Les discussions informelles autour du matériel
rassemblé dans les vidéo-interviews et sur les comportements tenus à
l’intérieur du groupe, ont guidé les jeunes gens vers une problématisation
de la réalité et donc à développer la capacité critique et d’argumentation
qu’ils ont clairement manifestée au cours des assemblées plénières qui
ont eu lieu à Rome et à Marseille.
Aspects Négatifs
• Il y a des bars et des pizzerias
• Il y a des manèges depuis quelque mois
• Drogue ou maffia
• Il n’y a pas de fêtes, les autres quartiers il y en a
• Il me dégoûte
• Il y a du vandalisme • Les murs sont “pleins” d’inscriptions • Il y a des gens qui jurent
• Les gens ne me plaisent pas • Il n’y a pas beaucoup de magasins • Il y a un lac sportif dangereux • Loubards
• Certains allument des incendies près des immeubles • Il y a beaucoup de vols • Il y n’a pas de supermarché
• Il y a des autos-tamponeuses
• Terrain d’entraînement
• Place où les jeunes jouent • Parcs • Il y a le centre pour la famille et les activités
extrascolaires
• Je suis contente d’être ici
• Ce serait encore mieux s’il y avait plus de services
• Les vieux se plaignent des manèges • En dessous de chez moi, il y a quelqu’un qui met sa musique
au maximum
• Il est dangereux de sortir la nuit
• Ils construisent trop d’immeubles • Il y a beaucoup de vols • Il y a beaucoup d’inscriptions sur les murs
• Tous se connaissent • Trop de voitures • Manque de bar au secteur 5 • Drogués et seringues dans les rues • Peu de police • Peu de discothèques
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 32
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 33
2.2
Le cours de langue et de culture française
Il corso di lingua
e cultura francese
Molti giovani provenienti da territori svantaggiati hanno,
per una serie di motivi complessi, pessime esperienze
scolastiche. Spesso si radica in loro la convinzione di
non essere idonei a nessun tipo di apprendimento. E’
frequentissima l’espressione “non sono buono” con
cui si dichiarano incapaci anche a svolgere compiti di
estrema semplicità. Tra i giovani che hanno partecipato
al progetto solo 3 hanno proseguito il percorso
scolastico dopo il conseguimento della Terza Media,
e alcuni non hanno neanche conseguito il diploma di
scuola primaria di secondo grado. Offrire opportunità
di formazione informale nelle quali i giovani possano
sentirsi valorizzati equivale spesso ad una vera e propria
“riabilitazione” delle capacità di apprendimento e ad
una rilettura, da parte dei giovani stessi, delle proprie
capacità e possibilità.
E’ in questa ottica che è stato programmato il
corso di lingua e cultura francese. Tale percorso di
apprendimento, condotto dall’educatrice di madre
lingua francese che ha seguito l’intero progetto, è stato
strutturato in maniera quanto più informale e interattiva
possibile per evitare che i ragazzi giudicassero
pregiudizialmente noiosa l’attività o potessero sentirsi
inadeguati. Sono stati creati dei materiali ad hoc per
supportare i ragazzi nell’apprendimento di nozioni
base di lingua francese.
Fornire loro gli strumenti linguistici elementari per
potersi presentare ai coetanei francesi e alimentare
il loro immaginario rispetto alla cultura francese, ha
perseguito inoltre l’obiettivo di dare concretezza,
all’interno del quartiere, alla dimensione europea del
progetto. Gli incontri si sono tenuti all’interno della
Biblioteca di Ponte di Nona gestita dall’Associazione
Papillon.
Beaucoup de jeunes provenant de zones défavorisées ont, pour des
raisons complexes, d’exécrables expériences scolaires. Souvent la
conviction de n’être bon à aucun type d’apprentissage est ancrée en eux.
La réponse “je suis nul” est très fréquente pour se déclarer incapable
d’effectuer même les tâches les plus simples.
Des jeunes qui ont participé au projet, seulement trois ont continué
leur parcours scolaire au delà du collège. Et certains ne possède même
pas le brevet des collèges.
Offrir une occasion de formation non formelle dans laquelle les jeunes
puissent se sentir valorisés entraîne souvent une véritable “restauration”
de leurs capacités d’apprentissage et leur permet une relecture de leurs
propres capacités et possibilités.
C’est dans cette optique qu’a été programmé un cours de langue et
de culture française. Ce parcours d’apprentissage, conduit par une
éducatrice de langue maternelle française qui a suivi tout le projet, a
été structuré de la façon la plus informelle et interactive possible, afin
d’éviter que les adolescents ne juge a priori ennuyeuse l’activité et ne se
sentent pas à la hauteur. C’est ainsi qu’on a créé un matériel adéquat
pour aider les jeunes dans l’apprentissage des notions de base de la
langue française.
Leur fournir les outils linguistiques élémentaires pour leur permettre de
se présenter devant leurs homologues français et enrichir leur imaginaire
par rapport à la culture française a également servi à donner corps,
dans le quartier, à la dimension européenne du projet. Les rencontres
ont eu lieu à la bibliothèque de Ponte di Nona gérée par l’Association
Papillon.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 34
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 35
2.3
La formazione dei peer educators
alle metodologie partecipative
dell’Université du Citoyen.
La necessità di creare un piccolo nucleo di ragazzi
sui quali poter lavorare in maniera più intensiva
nella fase iniziale del progetto, è stata dettata dalla
consapevolezza della complessità delle azioni previste
dal progetto, in un territorio altamente problematico
e assolutamente impreparato a tale tipo di attività.
Coinvolgere 3 giovani di Ponte di Nona in qualità
di peer educators, è stata la scelta più efficace
per ridurre il rischio di non riuscire ad illustrare il
progetto in modo tale da motivare un gruppo di 11
ragazzi alla partecipazione. Si è pertanto deciso,
in fase di progettazione, di puntare su un “effetto
contagio” ossia sul fatto che il coinvolgimento attivo
e la responsabilizzazione di alcuni di loro si sarebbero
facilmente trasmessi ad un gruppo più largo.
Dopo una prima azione di sensibilizzazione diffusa,
individuati i possibili facilitatori, è stata consegnata
loro una scheda riassuntiva dei contenuti e dei tempi
di realizzazione del progetto. Da questo momento
si è proceduto secondo una programmazione che
prevedeva il coinvolgimento costante dei ragazzi e la
loro responsabilizzazione.
La necessità di interloquire con i genitori per le
autorizzazioni indispensabili per affrontare il viaggio in
Francia, ha, in questa fase del lavoro, esteso agli adulti
il processo di riflessione sul disagio derivante dal
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 36
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 37
L’albero delle emozioni
L’arbre des émotions
Djamel
contesto di vita. Nel mese di Febbraio 2008 i facilitatori
si sono recati a Marsiglia per seguire una formazione
sulle metodologie partecipative dell’Université du
Citoyen. Tale incontro è stato programmato per
permettere loro di vedere nei laboratori di cittadinanza
e nelle assemblee plenarie di Roma e Marsiglia il punto
di arrivo delle attività portate avanti nel quartiere. Ciò
ha costituito anche una prima opportunità di presa di
parola e di protagonismo in un contesto internazionale.
Con il contributo dei facilitatori italiani e francesi, si
sono definiti i fili conduttori delle due plenarie, si è
stabilito il numero dei partecipanti e, si è discusso, in
linea con il carattere sperimentale del progetto, degli
adattamenti ad un target giovane della metodologia
dell’Université du Citoyen utilizzata prevalentemente
con gli adulti. L’esperienza è risultata molto valida,
soprattutto per i due ragazzi, che hanno mostrato
interesse e motivazione crescenti nonostante la
situazione di impegno mentale fosse per loro del tutto
inusuale. L’incontro con i coetanei francesi ha motivato
ulteriormente i ragazzi all’apprendimento e all’utilizzo
della lingua francese e al proseguimento delle attività
sul territorio. La valutazione dell’esperienza, fatta
attraverso l’albero delle emozioni, ha rivelato un grosso
entusiasmo da parte dei partecipanti. La mattina della
partenza per il rientro a Roma, nel corso di un breve
incontro per fare il punto della situazione, i facilitatori
hanno mostrato maggiore capacità di finalizzare le
attività di preparazione ad un proficuo svolgimento
delle plenarie.
peer educator
Al rientro da Marsiglia, infatti, i peer educators hanno
avanzato la proposta di coinvolgere nel progetto
anche i Centri di Aggregazione Giovanile presenti
sul territorio, in quartieri limitrofi a Ponte di Nona (“Il
Muretto” di Borghesiana-Finocchio e Godzilla di Torre
Maura) per poter integrare nel gruppo dei partecipanti
4 ragazzi frequentanti le scuole superiori in modo da
“alzare un po’ il livello della discussione”.
Simone
peer educator
Lara
Gianluca
Sharon
peer educator
Daniela
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 38
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 39
La formation des peer educators aux méthodologies participatives de l’Université du Citoyen
La nécessité de créer un noyau de jeunes avec lesquels travailler de
manière plus intensive dans la phase initiale du projet, a été dictée
par la conscience de la complexité des actions prévues par le projet,
dans une zone hautement problématique et absolûment dépourvue de
préparation pour ce type d’activité. Sélectionner trois jeunes de Ponte
di Nona en qualité de peer educators a été l’option la plus efficace afin
de réduire le risque d’échec et d’illustrer le projet de façon à motiver
un groupe de 11 jeunes à participer. On a donc décidé, au stade de
l’élaboration, de pointer sur un “effet de contagion”, c’est-à-dire de
compter sur le fait que la participation active et responsabilisation de
certains d’entr’eux se seraient facilement transmises à un groupe plus
large. Après une première action diffuse, une fois repérés les possibles
facilitateurs, on leur a distribué une fiche qui résumait les contenus
et les délais de réalisation du projet. A partir de ce moment-là tout
s’est déroulé selon une programmation qui prévoyait la participation
constante des jeunes et leur responsabilisation.
La nécessité de dialoguer avec les parents pour les autorisations
indispensables au voyage en France a, dans cette phase du travail,
élargi aux adultes le processus de réflexion sur le malaise dérivant du
contexte social. En février 2008, les facilitateurs sont allés à Marseille
pour suivre une formation sur les méthodologies participatives de
l’Université du Citoyen. Cette rencontre a été programmée pour
leur permettre de voir dans les ateliers de la citoyenneté et dans les
assemblées plénières de Rome et de Marseille l’aboutissement des
activités conduites dans le quartier. Cela a aussi été une occasion de
prise de parole et de protagonisme dans un contexte international.
Avec la contribution des facilitateurs italiens et français, on a défini les
orientations des deux assemblées plénières, on a établi le nombre des
participants et on a discuté, conformément au caractère expérimental
du projet, des adaptations à un public jeune de la méthodologie de
l’Université utilisée surtout avec des adultes. L’expérience s’est révélée
extrêment valable, surtout pour les deux jeunes qui ont montré un
intérêt et une motivation croissants, bien que cette situation de forte
mobilisation mentale ne soit pas habituelle pour eux. La rencontre avec
leurs homologues français les a motivés ultérieurement à l’apprentissage
et à l’emploi de la langue française et à la poursuite des activités sur le
territoire. L’évaluation de l’expérience, faite à travers l’arbre des émotions,
a révélé un énorme enthousiame de la part des participants.
Le matin du départ pour Rome, au cours d’une brève rencontre pour
faire le point de la situation, les facilitateurs ont prouvé qu’ils étaient
capables d’effectuer les activités préparatoires afin que les assemblées
plénières se déroulent de façon enrichissante.
Au retour de Marseille, les peer educators ont en effet proposé d’impliquer
aussi dans le projet les Centres d’Agrégation de la Jeunesse présents sur
le territoire dans les quartiers limitrophes de Ponte di Nona (il Muretto
de Borghesiana-Finocchio et Godzilla de Torre Maura) afin d’inclure
dans le groupe des participants quatre jeunes lycéens afin d’ “élever un
peu le niveau de la discussion”.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 40
3.0
La Realizzazione
La phase de réalisation
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 41
3.1
Le visite ai quartieri
La fase di realizzazione ha rappresentato il punto
di arrivo delle attività svolte nei mesi precedenti e
il momento più denso dell’intero progetto perché
sintesi delle varie dimensioni in esso contenute: la
dimensione territoriale, quella internazionale, quella
dell’esercizio attivo della cittadinanza attraverso la
presa di parola in pubblico. L’incontro tra i 2 gruppi,
prima a Roma e poi a Marsiglia si è rivelato molto
impegnativo per i ragazzi anche dal punto di vista
emotivo. Importante l’attività di visita ai quartieri che
ha preceduto le plenarie, nella quale i gruppi sono stati
vicendevolmente guidati. I giovani francesi e italiani si
sono mostrati molto interessati al confronto tra le due
realtà. Molte le considerazioni sulle similitudini tra i due
contesti di vita: la lontananza e l’isolamento dalla città,
la paura di chi è esterno al quartiere, la forte presenza di
giovani; ma sono state evidenziate anche le differenze:
la povertà infrastrutturale della realtà italiana rispetto a
quella francese vistosamente più evoluta. Emblematico
l’atteggiamento del gruppo italiano preoccupato dai
possibili atteggiamenti razzisti degli abitanti di Ponte
di Nona nei confronti di giovani stranieri e di colore.
Le visite ai quartieri si sono rivelate un ottimo modo
per sperimentare nel vivo degli argomenti poi trattati
in plenaria.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 42
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 43
Les visites des quartiers
La phase de mise en oeuvre a représenté l’aboutissement des activités
des mois précédents et le moment le plus dense de tout le projet parce
qu’elle réalisait une synthèse de ses différents aspects: la dimension
territoriale, la dimension internationale, l’exercice actif de la citoyenneté à
travers la prise de parole en public. La rencontre entre les deux groupes,
d’abord à Rome, puis à Marseille, s’est également révélée très intense d’un
point de vue émotionnel. Avant les assemblées plénières, c’est l’activité
de visite des quartiers, au cours de laquelle les groupes se sont tour à
tour guidés a eu une place fondamentale. Les jeunes français et italiens
ont montré un grand intérêt à la comparaison entre les deux réalités.
Les considérations sur la similitude entre les deux contextes n’ont pas
manqué: l’éloignement et l’isolement du quartier par rapport à la ville,
la peur qu’il inspire à ceux qui n’y vivent pas, la forte présence de jeunes.
Mais les différences également ont été soulignées: notamment la carence
des infrastructures italiennes, très nettement en retard sur la réalité
française. L’inquiétude des jeunes italiens quant aux réactions racistes
possibles des habitants de Ponte di Nona envers les jeunes noirs français
a été emblématique. Les visites des quartiers se sont révélées un excellent
tremplin d’expérimentation pour les thèmes qui devaient être ensuite
traités au cours de l’assemblée plénière.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 44
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 45
3.2
La plenaria italiana
Rispetto alla previsione fatta in fase di progettazione,
la realizzazione delle assemblee plenarie ha mostrato
qualche difficoltà in più a causa delle Elezioni politiche
italiane indette nel mese di Marzo. Da questo momento
il dialogo con le istituzioni politiche territoriali è
diventato meno agile per via della campagna elettorale
e gli esponenti politici si sono mostrati meno propensi
a prendere impegni relativamente agli incontri previsti
dal progetto.
Con il partner francese Université du Citoyen si è
ritenuto opportuno, dopo varie ipotesi, anche in
considerazione degli impegni scolastici dei giovani
francesi, di invertire l’ordine delle plenarie, realizzando
prima la plenaria italiana e in seguito quella francese.
In questo modo ci si è garantiti, inoltre, la presenza del
Presidente del Municipio VIII alla plenaria di Roma.
La plenaria italiana è risultata molto articolata e ricca
di spunti critici e considerazioni. Il gruppo è stato
organizzato in sottogruppi di lavoro ai quali è stata
consegnata una scheda con 4 domande/input sulla
vita di quartiere e sulla partecipazione attiva:
1. Descrivete il quartiere nel quale vivete
2. Secondo voi come è percepito il quartiere da chi
vive al di fuori?
3. Tre punti positivi del vostro quartiere
4. Cosa proponete per migliorare la vita dei giovani
nel quartiere?
La restituzione del lavoro fatto nei workshops ha
rappresentato un momento di protagonismo da parte
dei giovani che si sono offerti per relazionare.
La partecipazione del Presidente del Municipio al
dibattito ha motivato ulteriormente i ragazzi che
durante la preparazione avevano più volte detto “di
queste cose che ci diciamo qui ai politici non gliene
frega niente”. I toni inizialmente aggressivi dei ragazzi
nei confronti del rappresentante istituzionale, grazie
anche all’animazione dell’operatore dell’Universitè du
Citoyen, si sono via via stemperati nell’espressione dei
disagi vissuti a Ponte di Nona e, più in generale, dai
giovani che vivono in contesti metropolitani marginali.
In questa fase i giovani francesi evidentemente
più abituati degli italiani a contesti di confronto e
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 46
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 47
discussione, hanno rappresentato un modello di
comportamento velocemente imitato dagli italiani.
La presenza istituzionale, così come previsto dalle
metodologie partecipative che hanno orientato
l’intero progetto, ha rappresentato un valore aggiunto
che ha consentito ai ragazzi di misurarsi con la presa di
parola in ambito pubblico e di valorizzare il percorso
di analisi critica sul loro contesto di vita svolto in fase
di preparazione. Le domande dei giovani sono state
pertinenti e il momento del rapporto, anche formale,
con le istituzioni è diventato una vera opportunità
di confronto e di espressione dei bisogni sociali
dei giovani italiani e francesi che sono stati portati
da un andamento incalzante della discussione ad
abbandonare le immagini stereotipate della periferia
e a mettere a fuoco bisogni reali. In maniera quanto
mai chiara durante la plenaria svolta a Roma, i ragazzi
hanno mostrato una capacità di argomentazione
sulla situazione di Ponte di Nona tutta nuova dicendo
che: “Il quartiere è problematico perché ci sono
troppe faide tra bande”, “Perché è troppo sporco e
abbandonato dal punto di vista della manutenzione”,
“Perché gli abitanti sono troppo passivi”, “Perché non
c’è interesse da parte delle istituzioni, essendo una
zona troppo periferica”.
Il confronto con i giovani francesi ha fatto emergere una
prossimità di situazioni e contesti di vita, nonostante la
lontananza geografica, e ha aumentato negli italiani la
voglia di visitare il quartiere de La Castellane. “Ponte
di Nona ou La Castellane, c’est la même galère” si è
espresso così uno dei partecipanti francesi.
Significativi anche i momenti di svago previsti, la lunga
passeggiata alla scoperta di Roma, la partita di calcio
nel campo sportivo di Ponte di Nona, il sabato sera
nel quartiere romano di San Lorenzo, che si sono
rivelati necessari per l’integrazione tra i gruppi e la
fluidificazione del dialogo interpersonale.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 48
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 49
L’assemblée plénière Italienne
Par rapport au calendrier prévu par le projet, la mise en oeuvre des
assemblées plénières a présenté quelques difficultés supplémentaires
en raison des élections législatives italiennes qui se tenaient au mois
de mars. Dans ce cadre, le dialogue avec les institutions politiques
territoriales est devenu moins aisé en raison de la campagne électorale
et il a été moins faciles d’obtenir des hommes politiques qu’ils assurent
leur présence aux rencontres prévues par le projet.
Avec le partenaire français, l’Université du Citoyen, nous avons
jugé opportun, après avoir envisagé différentes hypothèses et en
considération du calendrier scolaire des jeunes français, d’inverser
l’ordre des assemblées plénières en convoquant d’abord l’assemblée
italienne, puis la française. De cette façon, on s’est assuré la présence
du Président de la Mairie du VIIIème arrondissement de Rome à
l’assemblée italienne.
L’assemblée plénière italienne a étè très articulée et riche en observations
critiques et en observations. Le groupe a été organisé en sous-groupes
de travail auxquels on a distribué une fiche avec 4 questions/input sur
la vie du quartier et sur la participation active:
Décrivez le quartier où vous habitez
Selon vous, comment est perçu le quartier par ceux qui n’y vivent pas?
Trois points positifs de votre quartier
Que proposez-vous pour améliorer la vie des jeunes dans le quartier?
La participation du Président du VIIIème arrondissement a
ultérieurement motivé les jeunes qui, pendant la préparation avaient
plus d’une fois soutenu que “les politiques se fichent des choses qu’on dit
là”. Les tons initialement agressifs des jeunes envers le représentant
des institutions, grâce aussi à la médiation de l’envoyé de l’Université
du Citoyen, se sont peu à peu adoucis dans l’expression des malaises
vécus à Ponte di Nova et, plus généralement, par les jeunes qui vivent
dans des contextes métropolitains marginalisés. A ce stade, les jeunes
français, plus habitués que les italiens à une situation de confrontation et
de discussion, ont représenté un modèle de comportement rapidement
imité par les italiens.
La présence institutionnelle, comme il est prévu par les méthodologies
participatives qui ont orienté tout le projet, a représenté une valeur
ajoutée qui a permis aux jeunes de se mesurer à la prise de parole en
public et de valoriser leur argumentation critique sur leur contexte de
vie qu’ils avaient préparée. Les questions des jeunes ont été pertinentes
et même dans ce moment formel de relation avec les institutions, ils
ont su saisir cette occasion de confrontation et d’expression de leurs
besoins sociaux et ont été conduits par le développement serré de la
discussion à abandonner les images stéréotypées de la banlieue pour
se concentrer sur les besoins réels. De façon éclatante, au cours de cette
assemblée plénière, les jeunes ont démontré leur capacité toute neuve à
argumenter sur la situation de Ponte di Nona en disant que “Le quartier
est problématique parce qu’il y a trop de règlements de compte entre les
bandes”, “parce qu’il est trop sale et n’est pas l’objet d’un nettoyage régulier”,
“Parce que les habitants sont trop passifs”, “Parce que les institutions ne
s’intéressent pas à un quartier trop éloigné du centre”.
La comparaison avec les jeunes français ont fait émerger une grande
proximité de situations et de contextes de vie malgré la distance
géographique et a accru chez les italiens l’envie de visiter le quartier La
Castellane. “Ponte di Nona ou La Castellane, c’est la même galère”: ainsi
s’est exprimé un des participants français.
Des moments de divertissements: la longue promenade à la découverte
de Rome, le match de football au stade de Ponte di Nona, la soirée de
samedi passée dans le quartier romain de San Lorenzo, ont été prévus
pour favoriser l’intégration entre les groupes et l’assouplissement du
dialogue et ont eu une grande importance pour les jeunes.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 50
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 51
3.3
La plenaria francese
La plenaria di Marsiglia ha rappresentato il momento
conclusivo dell’intero percorso di riflessione
sui contesti di vita. L’attività è consistita in una
discussione guidata in modo da dare l’opportunità a
tutti i partecipanti di prendere la parola per formulare
proposte concrete atte a migliorare i quartieri.
In chiusura si è poi lanciato ai ragazzi un input per
innescare un processo di co-progettazione di nuove
azioni congiunte Ponte di Nona – La Castellane. Molti
dei partecipanti italiani hanno mostrato maggiore
facilità nel parlare in pubblico e buona capacità di
formulare ipotesi migliorative per il quartiere sulla
base dei bisogni rilevati.
Ai ragazzi sono stato dati i seguenti input:
1. Alla luce della riflessione condotta in questi mesi
dai singoli gruppi e insieme durante la plenaria di
Roma, ognuno di voi faccia una proposta concreta
per migliorare il quartiere.
2. Secondo voi quale può essere il proseguimento del
lavoro finora svolto insieme?
Molti gli interventi interessanti, tra cui quello di una
ragazza francese che dicendo: “Questo progetto ha
dimostrato che quartieri come i nostri esistono in tutto
il mondo e che il confronto e le nuove idee possono
migliorarli”, ha attribuito al lavoro svolto durante
il progetto una valenza conoscitiva importante per
progettare cambiamenti e migliorare i contesti
coinvolti.
Le attività di svago previste in questo secondo
incontro, il bagno al mare e la cena in un bistrot sulla
spiaggia, hanno consolidato i rapporti tra i ragazzi e
potenziato le loro capacità comunicative.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 52
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 53
Purtroppo, a causa del cambio politico avvenuto al
Municipio VIII, la fase conclusiva del progetto è stata
penalizzata. Non si è ancora data la possibilità di far
partecipare i ragazzi ad una seduta del Consiglio
Municipale, così come previsto dal progetto,
nonostante i contatti con la nuova Giunta e con il
nuovo Presidente siano stati avviati immediatamente
dopo l’esito delle elezioni.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 54
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 55
L’assemblée plénière française
L’assemblée plénière de Marseille a constitué la conclusion de tout
le parcours de réflexion sur les contextes de vie. Il s’est agi d’une
discussion guidée de façon à donner à tous la possibilité de prendre la
parole afin de formuler des propositions concrètes pour apporter des
améliorations aux quartiers.
En clôture, l’idée d’amorcer un processus de co-projet de nouvelles
actions communes Ponte di Nona- La Castellane a été suggérée.
La plupart des participants italiens ont manifesté une plus grande
facilité à parler en public et une bonne capacité à formuler des
hypothèses d’amélioration pour leur quartier en se fondant sur les
besoins constatés.
Les thèmes de réflexions suivants ont donc été dégagés:
1. A la lumière de la réflexion conduite ces derniers mois par
chaque groupe et ensemble au cours de l’assemblée plénière de
Rome, que chacun de vous élabore une proposition concrète
pour améliorer le quartier.
2. Selon vous, quelle pourrait être la suite du travail effectué jusqu’à
présent ensemble?
Les interventions étaient souvent intéressantes mais celle d’une jeune
fille française qui disait: “ce projet a démontré que des quartiers comme
les nôtres existent dans le monde entier et que la confrontation et les idées
neuves peuvent les améliorer” a montré que le travail effectué pendant
le projet avait une valeur cognitive importante pour établir des projets
de changement et d’amélioration des contextes concernés.
Les activités de détente prévues lors de cette deuxième rencontre, le
bain de mer et le dîner dans un bistrot sur la plage, ont consolidé les
relations entre les jeunes et renforcé leur capacité de communication.
Malheureusement, en raison du changement de majorité politique au
sein du Conseil du VIIIème arrondissement, la phase conclusive du
projet a été pénalisée.
La possibilité pour ces jeunes de participer à une séance du Conseil
Municipal, prévue par le projet a été bloquée, bien que des contacts
avec le nouveau gouvernement de la ville et avec le nouveau Président
du VIIIème arrondissement ait été pris immédiatement après le
résultat des élections.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 56
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 57
4.0
La valutazione
La valutazione, per via degli spostamenti di date delle
plenarie, è risultata più breve di quanto previsto dal
progetto. E’ stata la fase più pesante per gli operatori
e per i ragazzi. Dopo la plenaria di Marsiglia c’è stato
un evidente “allentamento della tensione” e una
voglia di stare insieme senza troppo impegno. Attività
specifiche sono comunque state realizzate per favorire
un processo di rielaborazione dell’esperienza a livello
individuale e collettivo, e la creazione di una visione
d’insieme del lavoro svolto: la somministrazione di
un questionario sull’esperienza le cui domande sono
state formulate nel corso di diversi incontri dagli stessi
ragazzi; due incontri di proiezione di tutte le riprese
video e la selezione del materiale fotografico presso
il centro di aggregazione “Il Muretto” da utilizzare
per la pubblicazione. Tale attività è servita anche a
stimolare una discussione di gruppo sui momenti più
significativi del progetto.
Videointerviste di valutazione sono state realizzate
con i peer educators.
Per i giovani italiani coinvolti nel progetto la
valutazione è stata certamente un occasione per
riesaminare il percorso logico e i momenti operativi
di una esperienza che li ha impegnati per oltre 10
mesi, ma è stata anche, e forse principalmente, una
autovalutazione, una occasione di riflessione sul
proprio modo di essere e di porsi verso le cose e nei
confronti degli altri.
I due animatori locali della proposta, i nostri facilitatori,
si sono espressi quasi univocamente in un passaggio
autocritico che è anche un punto chiave della proposta
lanciata ai ragazzi attraverso il progetto Un Ponte ai
Diritti:
Djamel - “ora quando prendo un impegno lo porto
a termine, prima no”, del resto “se ai ragazzi non si
fanno proposte non sviluppano interessi e se non
hanno interessi non gli va di fare niente…”
Simone - “mi sento più responsabile, pronto a prendere
un impegno e portare avanti un lavoro…”
Simone si è inserito in un tirocinio presso una
azienda agrituristica ed è ottimista sulla possibilità
di stabilizzare nel breve periodo la sua posizione
lavorativa.
Djamel, accompagna ancora oggi il lavoro degli
operatori di Educativa di strada nel proprio quartiere,
quasi invitandoci a non dimenticare il suo insostituibile
ruolo di… mediatore culturale.
Tra i risultati dell’intero processo possono essere
sottolineati la ripresa, da parte di alcuni ragazzi,
del percorso scolastico finalizzato all’ottenimento
del diploma di scuola secondaria di primo grado,
l’attivazione di un tirocinio lavorativo, l’interesse
manifestato da tutti i partecipanti affinché il progetto
Un Ponte ai Diritti non si concludesse senza lasciare
una eredità positiva da cui ripartire con nuove e più
avanzate sperimentazioni.
In fase di valutazione nessuno degli italiani
riporterà la differenza linguistica come una barriera
comunicativa.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 58
“Un Ponte ai Diritti” | Plan des activités 59
L’évaluation
L’évaluation, en raison de la modification du calendrier des assemblées
plénières s’est révélée plus rapide que ce qui avait été prévu par le
projet. Cela a été la phase la plus lourde pour les animateurs du projet
et pour les jeunes.
Après l’assemblée plénière, s’est produit un évident “relâchement
de la tension” et ce qui a primé c’est l’envie de rester ensemble sans
trop se fatiguer. Des activités spécifiques se sont toutefois déroulées
afin de favoriser un processus de réélaboration de l’expérience au
niveau individuel et collectif et la création d’une vision d’ensemble
du travail effectué. On a distribué un questionnaire sur l’expérience
dont les questions ont été formulées au long de plusieurs rencontres
par les jeunes eux-mêmes: deux rencontres au centre d’agrégation
“il Muretto”pour visionner tous les films-vidéo et sélectionner les
documents photographiques à insérer dans la publication et pour
provoquer une discussion de groupe sur les moments les plus
significatifs du projet. Avec les peer educators, on a réalisé des vidéointerviews d’évaluation.
Pour les jeunes italiens concernés par le projets, l’évaluation a
certainement été l’occasion pour réexaminer le parcours logique et les
moments opérationnels d’une expérience qui les a occupés pendant
plus de 10 mois, mais cela a aussi été, peut-être principalement, une
auto-évaluation, une occasion de réflexion sur leur façon d’être et de
se poser par rapport aux choses et aux autres.
Les deux animateurs locaux, nos facilitateurs, se sont lancés presque
d’une seule voix dans une sorte d’auto-critique qui est aussi un
moment-clef de la proposition lancée aux jeunes à travers le projet
“Un Ponte ai Diritti”:
Djamel: “maintenant, quand je m’engage dans quelque chose je le fais
jusqu’au bout, avant non”, du reste “Si on ne propose rien aux jeunes, ils
ne développent d’intérêts pour rien et s’il n’ont pas d’intérêts, ils n’ont rien
envie de faire…”
Simone: “Je me sens plus responsable, prêt à assumer un engagement et à
mener à bien un travail…”
Simone est entré en stage dans une entreprise agri-touristique et est
optimiste quant ses chances de stabiliser rapidement sa situation de
travail.
Djamel accompagne encore aujourd’hui le travail des animateurs
de l’association Educativa di strada dans son quartier, nous invitant
presque à ne pas oublier son rôle irremplaçable de …médiateur
culturel.
Parmi les résultats de tous le processus, il est important de signaler
la reprise par plusieurs jeunes d’un parcours scolaire visant à obtenir
le brevet des collèges et l’activation d’un stage de travail pour un des
jeunes protagonistes ayant déjà atteint la majorité. Il ne faut pas non
plus oublier le souhait, formulé par tous les participants, que le projet
“Un Pont pour les Droits” ne se termine pas sans avoir une postérité
positive à partir de laquelle effectuer de nouvelles expérimentations
plus avancées.
Au cours de l’évaluation, aucun italien n’a signalé la diversité
linguistique comme un obstacle à la communication.
UN PONTE AI DIRITTI | Il Piano delle Attività 60
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