SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti FONDATO NEL 1988 N° 5/2011 Domenica 13 febbraio 2011 Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl L’ultimo schiaffo dell’Erg Dopo aver deturpato Siracusa per 40 anni vende tutto ai russi senza informare nessuno. Politici fantoccio e la presa in giro del solito Lombardo Riceviamo e pubblichiamo: La cessione dell’ulteriore 11% da parte di ERG della raffineria ISAB di Priolo alla Russa Lukoil cambia di fatto la proprietà. Infatti la ERG passa al 40% e la LUKOIL al 60%. E’ vero che questo passaggio era nell’aria da tempo, ma non c’è dubbio che per la ERG, prendere questa decisione non è stato semplice, perché non è tanto lontana la riunione fatta a Mazara del Vallo dai Garrone dove non solo dichiaravano amore per questo territorio, che gli ha permesso di raggiungere traguardi prestigiosi, ma addirittura lanciavano da quel consesso, ulteriori investimenti nelle raffinerie e in particolare sulle rinnovabili. Tutto questo avveniva agli inizi di questa crisi internazionale, quindi se ne conoscevano benissimo gli scenari che questa avrebbe prodotto, pertanto non può essere stata la crisi, a far propendere per la decisione di cedere l’ulteriore pacchetto, o quantomeno non solo questa. Io penso che nella decisione ha pesato principalmente il rapporto con il territorio che non è più lo stesso di qualche anno fa; penso per esempio che le diatribe politico-amministrative per le autorizzazioni alla costruzione del rigassificatore abbiamo avuto un peso non indifferente; come non mi stupirebbe più di tanto se su questa decisione abbia pesato anche il convincimento di LUKOIL di inserire nel pacchetto l’impianto di cogenerazione di Isab Energy, perché questo è strettamente legato alla raffineria. Io credo che tutte queste considerazioni abbiano definitivamente convinto alla fine ERG a perseguire una nuova programmazione della strategia aziendale, che li vede inseriti con quote azionarie in più partenariati, ma nello stesso tempo rilanciando la loro presenza di gruppo nelle rinnovabili, che destano meno problematiche con i territori, ma consentono ugualmente di presenziare una fetta importante della produzione energetica nazionale. Quindi ci si presenta l’occasione di avere la presenza di una grande compagnia petrolifera mondiale, come la russa LUKOIL, che annovera tutto il ciclo del petrolio, dall’estrazione alla raffinazione e alla commercializzazione, infatti un altro segnale di questo possibile passaggio azionario, si è avuto quando è stata costituita la joint-venture TOTAL -ERG di qualche mese fa, dove sono entrati tutti gli impianti per la commercializzazione dei prodotti petroliferi dei due gruppi presenti nel territorio nazionale, la ERG non ha inserito gli impianti presenti nel territorio siciliano. Se dovessimo giudicare ricorrendo alla storia, non Attacco personale a tutto campo del Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, contro il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Nei giorni precedenti la Prestigiacomo aveva polemizzato duramente con Lombardo ed il Governo Regionale ma sempre su di un piano strettamente politico ed amministrativo. ” «Non si riesce a trovare, aveva scritto la Ministra, nemmeno cercandolo con pazienza e con serenità oggettiva, uno spunto positivo, qualcosa che faccia pensare che il Governo Siciliano stia cercando di uscire dalla situazione di totale stagnazione in cui si trova l'isola… l'immobilismo e l'incapacità di assumere decisioni da parte del governo regionale rischiano di isolare la Sicilia allontanandola dalla ripresa economica possibile. Non una sola via d'uscita è stata sinora prospettata, non un solo provvedimento che aiuti un'economia in grande disagio, non un progetto che aiuti le imprese, i lavoratori.. L’impegno principale di Lombardo per la Prestigiacomo è“la collocazione di uomini suoi in tutti i posti possibili in barba alla meritocrazia e per continuare ad occupare i posti chiave. Mentre la Sicilia rischia il tracollo definitivo. L'unico grande annuncio che ha saputo dare è stato quello della concessione ventennale per Gela all'Eni. Ne sono felice … peccato che basta rileggere la Sicilia di un anno fa per trovare l'annuncio degli stessi investimenti che l'E- tutte le presenze straniere sono state positive nella nostra area industriale, in quanto la globalizzazione dei mercati spesso ha prodotto la chiusura di produzioni dopo l’acquisizione, mi riferisco alla presenza della DOW che acquisendo la produzione dei polioli di ENICHEM, dopo pochissimi anni ha chiuso tutti gli impianti, ma abbiamo anche esperienze positive consolidate come la ESSO della EXONN MOBIL. Sono del parere che con LUKOIL , al territorio si presenta un’altra possibilità di rilancio dell’area industriale nel settore della raffinazione, infatti la raffineria legata al’estrazione, può assorbire meglio i contraccolpi delle variazioni di mercato. Inoltre LUKOIL dove insiste con i suoi impianti, ha mostrato attenzione al territorio intervenendo in modo tangibile. Quindi l’esperienza fatta con ERG dovrà essere da esempio per evitare di perdere una ulteriore opportunità di sviluppo. Mi riferisco alla vicenda del rigassificatore , che è diventata una vera telenovela, la Regione deve decidersi ha dare le autorizzazioni, con le prescrizioni che ritiene opportune, ma deve decidersi, perché è una indecenza politica non consentire ad un territorio di cogliere i risvolti positivi di un investimento privato di questa portata. Come tutta la vicenda che riguarda l’accordo di programma, bisogna incalzare il Governo nazionale che convinca l’ENI a prendere l’impegno a chiudere il bilanciamento dell’etilene nel sito, con la costruzione di un impianto, considerando che c’è l’impegno finanziario del Governo nazionale di 160 mil. e di quello regionale di altri 60 mil. di €. A questo proposito credo che il sindacato siracusano deve riprendere quel percorso unitario che con la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini insieme a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa provincia, in passato ha consentito il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Mario Rizzuti Segretario Filctem Cgil L’ottimismo di chi ha redatto questa nota mi lascia perplesso. Il nostro territorio, dopo una deturpazione durata 40 anni da parte di ERG, viene venduto alla russa LUKOIL come un sacco di patate, senza che il Governo nazionale e regionale ne sappiano niente,senza che i nostri enti locali ne sappiano niente. E’ la logica del mercato globale?. No, è il solito atteggiamento della ERG e del padre padrone Garrone (nella foto), trasmesso anche agli acquirenti russi. Penso che nessuno delle autorità politiche indicate ne sappiano qualcosa di approfondito, perché sarebbe una scorrettezza senza limite che ne abbiano saputo qualcosa e non abbiano avuto l’educazione e la sensibilità di avvertire il territorio con una conferenza stampa, dove era possibile formulare domande e aspettarsi risposte.Erg mantiene ancora un 40% dell’azionariato ma è prevedibile che anche questa quota sia, nel tempo, assorbita dalla LUKOIL. Per noi è un bene o un male? Chi ha scritto propende per il bene con argomenti, a mio avviso, molto deboli : “la raffineria è legata all’estrazione e può assorbire meglio i contraccolpi delle variazioni di mercato. Inoltre LUKOIL dove insiste con i suoi impianti, ha mostrato attenzione al territorio intervenendo in modo tangibile”.Certo, peggio di ERG non è possibile fare: ha trattato per anni Siracusa come una colonia da sfruttare selvaggiamente, senza rispetto per niente: l’ambiente, la città, il lavoro, lo sviluppo... Ha soltanto assoldato alcuni politici (ne risparmio i nomi per decenza ,tanto li conoscono tutti), comprato i sindacati con poche assunzioni come tanti altri politici. Con LUKOIL andrà meglio ? E perché dovrebbe andare meglio? La verità drammatica che nessuno dice è che non siamo più padroni a casa nostra, del nostro territorio, e nessuno farà qualcosa perché lo si possa ridiventare. Lombardo viene a Siracusa a parlare giustamente contro i ladroni che hanno approvato nel 2004 il PRG e diversi Porti Turistici. Ma dell’ISAB-ERG, di Lukoil, neanche una parola. Questo passaggio di proprietà non lo disturba, il suo autonomismo siciliano (che è tutto da ridere) non gli provoca fremiti di indignazione, ammesso che qualcuno possa per un istante credergli.Nel 1970/1971 fu consentito ad ISAB di istallarsi a Siracusa, nella stupenda Targia, di costruire un pontile dove fare approdare migliaia di petroliere, di fare diventare questo lembo di terra meravigliosa, un’area da raffinazione, di quelle che oggi vengono rifiutate in tutte le parti del mondo, anche nella Russia di LUKOIL. Ecco a cosa comporta la svendita del territorio!! Ai mascalzoni che cercano di vendersi il Porto Grande per lo “sviluppo” (lo si diceva anche per l’ISAB), andrebbe richiesto un parere su questa vendita, o meglio, andrebbero cacciati dalla città con ignominia, come gli egiziani cercano di fare con Mubarack. Gentaglia da postribolo quelli del 1970/1971, gentaglia da postribolo quelli di oggi.!! (sb) Brava Stefy, Lombardo disgustoso ni aveva concordato con il Ministero dell'Ambiente. Poi è arrivata la Regione e l'Eni ha rivenduto le stesse condizioni per l'accordo in pratica per la seconda volta. Un po' alla Totò, in fondo. E con la Sicilia a far la parte di chi paga due volte quel che aveva già comprato». Ed ancora “«..anziché avere un Governatore che difende la Sicilia sana, ne abbiamo uno che promuove lo stereotipo della terra mafiosa per giustificare il proprio immobilismo: termovalorizzatori no perché c'è la mafia, quindi soffochiamo con la spazzatura sopra la testa; rinnovabili no perché c'è la mafia, e quindi continuiamo ad inquinare. E così la Sicilia che primeggia, come quella del pomodorino di Pachino viene bollata anch'essa di mafiosità». Infine il dato politico : “Quando ci saremo liberati di questo governo dove tutto è concentrato nelle mani di Lombardo, candidato ideale per la presidenza potrebbe essere Gianfranco Miccichè. ” ** La replica di Lombardo è stata furente, scomposta, ai limiti (?) dell’offesa personale. La Prestigiacomo, scrive Lombardo, è nervosa perché sente che il tempo delle “veline” promosse Ministro sta per finire (allusione pesantissima al bunga. bunga); che non ha fatto niente per la Sicilia se non promuovere la presenza di gruppi industriali venuti per distribuire mazzette; la Prestigiacomo, come il “suo”deputato Miccichè, sul piano elettorale non valgono niente senza avere alle spalle la forza mediatica e finanziaria di Berlusconi che sta per esaurirsi. Evidentemente Lombardo ha ritenuto che le vicende di Berlusconi e di Arcore ponessero la Prestigiacomo in una posizione di debolezza e si è scatenato come se avesse di fronte Nicole Minetti o la Carfagna o Sara Tommasi. Un attacco disgustoso, ma- Comunale a +2052 TeatroVerga +2159 Il cantiere c’è, i litigi anche: meno male che c’è Visentin In arrivo altri ritardi, va male insomma per l’ex Verga schilista, da un personaggio rozzo, arrogante, che dovrebbe spiegare ai siciliani tantissime cose, a cominciare dalla corposa indagine giudiziaria che la Procura di Catania ha predisposto su di lui. Una polemica politica scaduta in pesanti accuse personali, allusioni infamanti ed offensive, indimostrate ed indimostrabili (..le mazzette). Mi auguro che le donne del 13 Febbraio a Siracusa, in occasione della loro manifestazione, diano alla Prestigiacomo la dovuta solidarietà di fonte ad invettive generiche, confuse, dette soltanto perché la Prestigiacomo è una donna. Personalmente lo faccio a nome di questo modesto settimanale: dalla Prestigiacomo ci dividono moltissime cose, non ultima la sua indicazione di Miccichè come presidente della Regione (cadremmo dalla padella alla brace…), ma il dissenso anche radicale e netto tra noi non può autorizzare la denigrazione di un personaggio politico di rilievo, che è stata ed è, alla faccia dei suoi detrattori e dell’ imbelle che ci ritroviamo a capo del governo regionale, una donna di grande capacità ed intelligenza. Lombardo,fino ad oggi,ha soltanto dimostrato di essere un clientelare, con pesanti indizi di contiguità con la mafia,, una vera catastrofe per la Sicilia, come scriviamo ininterrottamente da 3 anni, anche quando la Prestigiacomo e Miccichè (con Gianni e Bufardeci) erano parte integrante della sua maggioranza. Via Crispi +1618 Vista la doppia buca anche una “toppa” andrebbe bene 2 Domenica 13 febbraio 2011 “Una classe dirigente marcia” E’ l’analisi di Danilo Lenzo, scrittore siracusano oggi a Milano. Siracusa è una Ferrari che chi ha il potere fa camminare piano per fare i suoi comodi Danilo Lenzo, nel tuo libro Racconti al buio, fai molti riferimenti a Siracusa, la tua città natale.... È stato inevitabile. Sono molto legato alla mia terra, alla mia città dove mi sono formato umanamente e professionalmente prima di trasferirmi a Milano nel 1995. In quasi tutte le storie mi sono ispirato a vecchie esperienze siracusane, dirette e indirette, positive e negative. Uno dei personaggi parlando di Siracusa dice che è una città patinata ma che sotto sotto è una città corrotta, diabolica, dove può succedere tutto. Spiegaci meglio. Nel libro ho cercato di mettere in evidenza le contraddizioni, le mille ipocrisie che pervadono l’uomo, la società, un centro urbano. Siracusa è una città ricca di vizi e virtù. I vizi sono ben nascosti perché in molti sono convinti che l’importante sia “apparire” pubblicamente come persone rispettabili, integerrime e anche ben vestite. Dietro le quinte, poi ognuno fa quello che vuole anche cose molto cattive. Sempre un personaggio sostiene che i siracusani sono apatici e rassegnati. Un luogo comune o cosa? È l’esasperazione del noto “mi siddia”, dell’immobilismo cronico, del non sprecare energia perché tanto non serve, perché tanto non cambia nulla. Siracusa, analogamente ad altre città siciliane, potrebbe essere ricchissima. Tutti i cittadini potrebbero vivere nel benessere. Invece, ogni volta che vengo, mi piange il cuore rilevare come continua ad allargarsi la forbice tra chi sta troppo bene (pochissimi) e chi sta troppo male (la maggioranza dei siracusani). Il problema è che spesso parte della classe dirigente locale impedisce lo sviluppo, per diversi e complessi motivi e interessi che si Tutti i cittadini potrebbero vivere nel benessere. Invece, ogni volta che vengo, mi piange il cuore rilevare come continua ad allargarsi la forbice tra chi sta troppo bene (pochissimi) e chi sta troppo male(la maggioranza dei siracusani) Dall’alto Danilo Lenzo oggi e in una vecchia foto con la moglie Alice Politi a piazza Adda allontanano dal perseguimento del bene comune. Ci sono persone che tirano il freno. Questo va bene alla criminalità organizzata e anche alle Regioni del Nord che, pur non disponendo delle stesse ricchezze, “sono state lasciate” libere di svilupparsi, di fare impresa e di creare un benessere diffuso a vantaggio dei propri cittadini ma sulla pelle dei siciliani. Come mai non fai riferimento alla "babbitudine" dei siracusani, sostenuta a spada tratta da catanesi, palermitani.. Non condivido la versione di Siracusa come provincia babba. Al contrario ritengo che sia tutto tranne che babba. L’apparente bonarietà, l’immagine di cittadina tranquilla, è solo frutto dell’esercizio di un grande potere di controllo su tutto. Sarebbe molto interessante scoprire chi poi di fatto esercita questo potere, chi decide come e quando una cosa deve muoversi. Fuori dai vincoli letterari, cosa manca a Siracusa per essere una città moderna, civile, in crescita? Ha tutte le carte in regola per essere una città moderna ed europea. Serve soltanto una cosa: un cambio radicale della classe dirigente che consenta un rinnovamento culturale sia nella gestione della cosa pubblica perseguendo davvero il bene comune, sia nel modo di fare impresa. Non mi interessano gli schieramenti politici, servono ovunque persone nuove (non necessariamente giovani) e capaci di creare benessere per tutti, valide occasioni di sviluppo. Cambiare è possibile ma è una strada in salita e molte teste siracusane o si arrendono o fuggono altrove mettendo al servizio di altri le proprie capacità, fuggono con la morte nel cuore per non essere riusciti a fare qualcosa per la propria città. Quando nel libro sostieni che è inutile la protesta degli studenti del Classico visto che i fondi che cercano per avere una scuola migliore se li sono pappati i loro padri, che sono poi la classe dirigente della città, non ti sembra di andare giù in maniera dura o non fai altro che esplicitare una verità che conoscono tutti? Le situazioni sono state appositamente esasperate. I toni usati sono provocatori. Non tutta la classe dirigente è marcia, ci mancherebbe. Tutti, però, sanno cosa accade dietro le quinte, dei rapporti clientelari, della strenua difesa degli interessi di pochi a danni della collettività, insomma dei soliti furbetti del quartierino. Cambiare è possibile, innescando dei meccanismi virtuosi che garantiscano più rispetto delle regole e meno approssimazione, più meritocrazia e meno clientelarismo. Insomma, per te Siracusa cos'è oggi, nel 2011? È una città molto bella e ricca di potenzialità. Usando una metafora: è una Ferrari costretta ad andare pianissimo perché ai soliti noti va bene così, basta che magnano loro tutto il resto può andare a rotoli. Non sono voltagabbana, resto a destra L’ex assessore Speranza spiga ikl suo distinguo con Granata e parla di una scelta ideale e ideologica. No quindi al Terzo Polo che vacilla e non sceglie Riceviamo e pubblichiamo: Dopo la costituzione di Fli, seppur con evidente e assoluto poco entusiasmo, pur manifestando i miei dubbi e le mie critiche all’interno del gruppo Siracusano, ho continuato a seguirne l’evoluzione con l’auspicio che le contrapposizioni nazionali rientrassero e che si ritornasse nell’alveo naturale del centrodestra. Non è stato facile per me giungere a questa decisione. È stato un percorso intenso, molto profondo e doloroso. Lasciarmi dietro le spalle tanti anni di politica “condivisa” non è stata una scelta semplice. Il rapporto personale e l’amicizia con Fabio Granata per me restano immutati, le nostre strade si dividono per una visione diversa della politica. Il terzo polo e la deriva di fli sempre più a sinistra non potevano più essere percorsi condivisibili. Non condividendo le posizioni di Fini e di Fli, e quindi anche le posizioni ancor più estreme di Fabio Granata nelle vicende locali e regionali, non posso per mia cultura, storia personale e politica fare parte di questo gruppo politico. Ho deciso di aderire a La Destra – Alleanza Siciliana con Alessandro Spadaro (Spadaro e Speranza nella foto) con il quale ho sempre condiviso le posizioni e la voglia di “fare politica” attiva e libera da qualsivoglia condizionamento. Ritengo che essa sia l’unica realtà che rappresenti chi come me voglia far emergere le istanze della “destra” nella le della coalizione del centrodestra di oggi e di domani. Certamente la mia non può essere considerata una scelta di comodo. Non è una scelta che mi “offre” alcun incarico. È una sfida che insieme a tanti amici vogliamo raccogliere. Non è un cambio di “casacca”: io sono sempre stato di destra ed oggi non faccio altro che ribadirlo. Cesare Alessandro Speranza politica del nostro paese. La Destra si colloca naturalmente nella posizione ferma e lea- Le “perplessità” manifestate da Speranza, Granata se le sentirà ripetere da altri amici suoi e di Fini. Una cosa è avere condiviso e pensato ad una terza gamba (dopo PDL e Lega) della maggioranza di centrodestra, altro è partecipare ad un progetto di Terzo Polo che non sa dove collocarsi (a destra o a sinistra ?), altro ancora è ipotizzare una “grande” alleanza anti Berlusconi con il Centrosinistra, con il PD, Vendola, Di Pietro, Sinistra Unita, Saviano, Santoro, Fazio, Floris, Litizzetto …. Tutta roba indigesta per chi ha militato o è nato a destra ed è rimasto con Fini pensando di essere a “destra” non in compagnia di Vendola. Anche l’antiberlusconismo militante, per certi versi condivisibile (Ruby gate), non può sfociare in una guerra al PDL in nome di un moralismo che a sinistra non è mai esistito (sono per i matrimoni omosessuali, per la droga libera, per il sesso libero, mostrano segni di tolleranza anche per i pedofili…). 3 Domenica 13 febbraio 2011 Granata sfida Visentin Il teatro oggetto della disputa. “Mutuo inutile” dice il deputato. “Una balla” replica il sindaco Fabio Granata in questa fase non è sereno. Diciamo questo perché difficilmente in passato il deputato siracusano avrebbe fatto la gaffe che invece ha fatto sul teatro comunale. Il nervosismo porta a questi inciampi e Granata è senz’altro nervoso, per tutta una serie di fatti, non ultimo l’attacco mediatico a cui è sottoposto da qualche settimana a questa parte. Nel merito Granata dice diverse inesattezze. La prima riguarda la prodigiosa e gratuita opera dell’Istituto regionale del restauro sul nostro teatro. L’opera non è prodigiosa visto che, visitando la struttura, e come in parte evidenziano le foto riprodotte, ci sono tutta una serie di brutture che l’Istituto ha lasciato a duratura traccia del suo lavoro. E poi l’opera in questione non è nemmeno gratuita, anzi è costata al Comune 216 mila euro, che non sono bruscolini. Certo, l’Istituto ha chiesto di servirsi di alcuni tecnici che sono costati anche più di 70 mila euro cadauno. Il Comune al contrario oggi sta svolgendo questi stessi compiti a costo zero, e cioè utilizzando le risorse umane di cui l’ufficio Ortigia dispone. Si poteva fare lo stesso anche prima. La seconda inesattezza riguarda la possibilità che bastavano solo gli arrendi scenici per inaugurare il teatro, come a dire che il mutuo voluto dal sindaco Visentin era inutile. Non è affatto così e questo meglio di noi lo spiega il sindaco nell’articolo a lato. Per non dire dell’affermazione relativa al rilancio di Ortigia, dovuta per il 90 per cento alla politica di Granata nei beni culturali. Granata ha certamente portato fondi, ma allo stesso modo si sono impegnati in tanto, lo stesso Visentin quando era assessore e Vinciullo quando si è occupato del teatro. E 100 altri ancora. In ogni caso la battuta è alla Pippo Baudo, ho fatto tutto io… Diciamo un infortunio e mettiamoci una pietra sopra. Oggi è importante che il teatro comunale sia completato, queste baruffe hanno rotto le scatole, e hanno anche portato danni immensi, basta leggere il nostro tormentone in prima pagina che parla apertamente di cinque anni di ritardi e di ignominie varie. Oggi Visentin dice che a costo di andare tutti i giorni nel cantiere del teatro comunale questa opera va completata a qualunque costo. Noi gli crediamo, Granata non sappiamo, molti altri invece, ne siamo certi, cercheranno di mettergli i bastoni fra le ruote. Siracusa questa è! Riceviamo e pubblichiamo: Il grande calderone della politica italiana è nuovamente in ebollizione, a Roma come a Palermo come a Siracusa. Ad oggi è impossibile determinare cosa accadrà a Roma come a Palermo come a Siracusa. Per fatti interni alla politica, per circostanze esterne(leggi magistratura) tutto potrebbe precipitare e gli italiani saranno di nuovo chiamati alle urne, così a Roma come a Palermo, e vi è chi giura anche a Siracusa. L’anomalia italiana, se di anomalia si può parlare, consiste in uno scenario di possibili alleanze, che vede i politici accantonare i Valori cosiddetti irrinunciabili, che per brevità chiameremo la “Visione della Vita” e di conseguenza la società che si vuole costruire, accantonare la visione del futuro, di quello che dovrebbe essere patrimonio della Politica del grande sogno, per calarsi semplicemente ed esclu- Granata attacca il sindaco Visentin sul teatro comunale e il primo cittadino replica duramente a un attacco che ritiene fuori luogo e gratuito. “Mi sorprende amaramente la totale mancanza di memoria storica del sindaco Visentin sull’iter di recupero del teatro comunale – afferma Fabio Granata - . Se qualche anno fa non avessi rivoluzionato il progetto d’intervento, fermo da quaranta anni su un progetto privato ultra miliardario, affidando all’istituto regionale per il restauro una progettazione gratuita e lavori complessi e velocissimi che hanno di fatto reso possibile la riapertura, oggi non si parlerebbe di riapertura . La decisione del mutuo ha allungato i termini poichè l’istituto ha completato del teatro e bastava finanziare arredi e movimenti scenici per riaprire”. “Avevo anche trovato i fondi con il ministero ma prima di diventare antipatico a Bondi – dice ancora Granata - . Ora si riparte con un recupero anche degli uffici e ne sono felice ma la “rimozione” dell’intervento che rende possibile la fase finale dei lavori e’ significativa e grave. Ortigia e’ stata recuperata al novanta per cento attraverso la mia azione di governo sui beni culturali: non permettero’ piu’ a nessuno, a iniziare dal teatro, di far finta di dimenticare e di tentare di acquisire meriti nella realta’ molti limitati, da parte di questa e della precedente amministrazione comunale”. Sin qui Fabio Granata. Il sindaco Visentin è palesemente contrariato di una polemica che ritiene immotivata. “Abbiamo solo fatto un verbale di consegna dei lavori – dice -. Non abbiamo invitato nessun giornalista e nessun politico. Da giovedì della scorsa settimana sono quindi scattati i 20 mesi necessari per il completamento. Non c’è stata nessuna manifestazione e nessuna conferenza stampa se è questo che innervosisce l’on. Granata, oggi è invece diventato necessario informare la città e quindi convocare televisioni e giornalisti. Prima, correttamente, avevamo solo fatto uno scarno comunicato anche perché Siracusa non ha bisogno di annunci ma di vedere finalmente il teatro completato e ho quindi deciso, insieme all’assessore Messina, di portare avanti questa linea.. Non ho parlato di nessuno, non ho dato nessun merito e non capisco davvero perchè questo signore (Granata ndr) se la sia presa, tanto da fare un comunicato incomprensibile. Si poteva finire senza il mutuo? Forse si poteva completare una sala, ma sarebbe mancato il completamento di tutto il teatro, mancano gli infissi, mancano una quantità industriale di cose da fare, insomma Granata ha perso una buona occasione per stare zitto. E’ chiaro, basta visitarlo il teatro per rendersi conto la consegna immediata è una balla, lo dimostrano le condizioni di fatto che tutti possono constatare. Io sono un pragmatico. Con la precedente amministrazione sono stati spesi 4,9 milioni per lavori necessari. Per finirlo oltre ai 5,5 milioni che abbiamo disponibili occorre un milione e 500 mila euro per gli impianti scenici”. Claudio Benanti Fileti (Pid): Il Fli racconta le favole sivamente nel triste presente. Ecco possibile l’alleanza tra FLI-UDC-API e contorni vari, e tra questi ed il PD e chissà, forse, anche con ciò che si colloca alla sinistra del PD, con la sola esclusione dell’Italia dei Valori, troppo rozza … non fa chic, disturberebbe i moderati. Gli uomini del FLI si affannano a spiegare che non si tratterebbe di una alleanza politica, ma di una necessità provocata dall’emergenzialità del momento politico.(!?) Vale a dire l’Italia per costoro è paragonabile alla Tunisia, all’Egitto ecc., vi è un tiranno da abbattere, tutto il resto conta poco e niente. Ciò è palesemente falso e fuorviante, anche per coloro che non hanno in simpatia l’on. Berlusconi. E poi perché gli italiani si dovrebbero fidare di coloro che fino ad ieri sono stati attori cooprotagonisti dell’azione di governo? A Roma, a Palermo la stessa logica ed a Siracusa? A Siracusa ci propongono “il governo dei migliori”, ottime le personalità che sono state citate, ci chiediamo non vi sono altri “migliori”? Chi è che stila una simile la graduatoria? I signori del FLI, dell’UDC o dell’API? Quando la politica cede il passo a parole d’ordine quali “il governo dei migliori” tende a creare suggestioni che coprano il proprio vuoto e l’incapacità ad assumersi responsabilità. La Politica si esercita con assunzione di responsabilità, non con la fuga delegando la cosiddetta società civile; la Politica deve avere Valori di riferimento da cui fare scaturire il proprio progetto di società, che abbia la capacità di attrarre chiunque, in tutti i ceti sociali, lo trovi affine al proprio sentire. Siracusa è una piccola provincia ed ogni dirigente politico è per lo più conosciuto dalla nostra gente, con la sua piccola o grande storia personale, con il grado di credibilità e di concretezza che ognuno si porta dietro. Ai siracusani ci permettiamo di fare osservare quanto segue: i rappresentanti di quelle forze politiche che oggi fuggono dall’assunzione di responsabilità, erano, fino ad ieri, presenti in forza all’interno dell’amministrazione della città di Siracusa e della Provincia Regionale. Punto di domanda: per fare dispetto ai siracusani avevano indicato i loro peggiori rappresentanti? Si asserisce, da parte di costoro, che al comune capoluogo ed alla Provincia Regionale i vertici non hanno maggioranza in Consiglio? le opposizioni, vecchie e nuove, promuovano la “sfiducia”, se l’otterranno si andrà al voto. I nostri concittadini diranno da chi vorranno essere governati e quelli saranno i migliori! Un ultima osservazione il rappresentante dell’API, che come è noto proviene dal PD siracusano, ha dichiarato che la nuova alleanza indicherà i propri candidati a Sindaco nelle città dove si vota, il PD se vorrà li potrà votare altrimenti………………. , è già finita “la emergenzialità”? Carmelo Fileti Segr. Provinciale PID 4 Domenica 13 febbraio 2011 Titti, o Titti Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. Riceviamo e pubblichiamo: Ho appreso che il cementificatore 1° in Classifica si sta lamentando. Sostiene che senza cemento Siracusa sarà economicamente distrutta. Perchè? C'è altro da distruggere? Avendo amministrato la rubrica regionale del Turismo si sarebbe potuto impegnare meglio per l'incremento turistico del territorio, evitando di mangiarsi gli ultimi lembi di natura miracolosamente intatti. Paolo Giansiracusa Questi vigili sanno fare solo le multe? Uscire da lavoro alle 13,40 e raggiungere casa dovrebbe essere ovvio per qualsiasi lavoratore, purtroppo non è così, grazie ai numerosi cantieri che costellano la città ed alla sorveglianza inesistente di chi a ciò è preposto. Ore 13,42, piazza della Repubblica, cerco invano di entrare in Largo II giugno, ma è impossibile, automobilisti da me definiti deficienti, sono parcheggiati controsenso a fianco delle impalcature elevate per la ristrutturazione di un palazzo, incuranti che chi viene dal senso contrario non possa passare. Il mio tentativo dura per ben un quarto d'ora, perchè chi viene dall'altra parte non vuole sentirne di far passare i malcapitati che vogliano accedere al largo suddetto. Telefono ai vigili urbani, chiedo se vi sia qualche macchina in zona, ma mi viene risposto che devo aspettare più di 10 minuti. Quando si conclude l'uscita dei ragazzi della vicina scuola, " i deficienti" parcheggiati a ridosso dell'impalcatura cominciano a muoversi e mi consentono di immettermi in Largo II giugno. Purtroppo non è finita, giunta a piazza della Vittoria mi immetto nella stradina che mi condurrà nei pressi dell'hotel del Santuario, ma ecco anche qui un intoppo, vengo dirottata su via Giuseppe Di Natale, trovando un traffico assurdo, del genere di quello che si verificò qualche anno fa per la chiusura di via Elorina. Vengo al dunque, non sarebbe più facile porre un divieto di parcheggio per gli automobilisti deficienti, divieto da far rispettare a suon di multe? non sarebbe più facile porre un cartello con su scritto "Strada aperta solo ai residenti" in prossimità di un cantiere, onde evitare agli automobilisti degli inutili girotondi? I vigili sono allertati solo a prendere contravvenzioni ai poveri automobilisti che a mezzanotte parcheggiano al Molo Sant'Antonio nel posto dei pullman turistici, che "ovviamente" potrebbero piombare a Siracusa in piena notte, o a prendere contravvenzioni agli automobilisti che in via Roma, poco più avanti dell'ufficio tecnico hanno l'ardire di parcheggiare anzichè ad un metro dal palazzo a 90 cm? (i vigili come fanno senza metro a calcolare la distanza di un metro? dove è scritto che in quel luogo gli automobilisti debbano attenersi a questa distanza?) Gabriella Dotto Grandi donne crescono Oltre sessanta recensioni per Sangue di cane della talentuosa scrittrice/giornalista Veronica Tomassini A Siracusa grandi donne crescono. Questa seconda puntata sull’universo delle eccellenze femminili siracusane è dedicato alla giornalista e scrittrice Veronica Tomassini. Detentrice del successo letterario italiano dell’anno, il suo Sangue di cane, un romanzo d’amore impossibile e doloroso vissuto in una Siracusa metafora dell’ipocrisia del mondo, primatista di recensioni (oltre 60) su blog, web, carta stampata, radio. Segnalata su Tutto libri della Stampa, Il Giornale, D di Repubblica, Stilos, Rolling Stones, interviste a Fahrenhait 454 di Radio Rai ed infinite segnalazioni dei maggiori critici italiani. Un caso letterario fra i più sconvolgenti della narrativa italiana, frutto della sua esperienza giornalistica (ha iniziato nel ’94 con questo giornale prima e poi con La Sicilia), ha già pubblicato altri racconti: l’Aquilone (al debutto con Emanuele Romeo Editore), Outsider, raccolta di racconti (Bonanni Editore), la Città racconta, raccolta di microstorie ambientate a Siracusa (Emanuele Romeo). Fino a Sangue di cane (Laurani editore). Il destino mi ha portato verso la scrittura, ormai divenuta il mio lavoro. Ma non è stato mai facile né lo è ancora adesso: sempre risultati a metà strada, illusioni, probabilmente causati dalla marginalità geografica, dal provincialismo di una città che non ti aiuta mai frenando ogni velleità; probabilmente per colpe mie, ragioni personali, perfino mancanza di coraggio, che mi han- no frenato nella convinzione che, lo confesso, è stata sempre quella di andare altrove. Cercavo continuamente le condizioni giuste, l’età giusta, che non arrivavano mai. Tuttavia, anche se sono rimasta e, forse, resterò ancora a Siracusa chissà per quanto, con questo romanzo con la testa ho già superato lo Stretto da un pezzo, proiettata, anche solo nel pensiero, in un altro luogo capace di darmi opportunità più concrete di quelle offertemi dalla mia terra. Come mai sei sempre attratta da tematiche dolorose, di emarginazione, e non ti sei rivolta ad altri filoni narrativi? Una volta ho letto una frase di Herta Muller (scrittrice di origini rumene, perseguitata) che diceva: per fortuna è la vita che ti da il soggetto della tua poetica. Insomma una può scrivere sempre la stessa cosa, un regista fare sempre lo stesso film per una vita, perché sono le tue esperienze a dettarti le cose, a determinare una propensione rispetto ad altre. Ed io sono sempre stata colpita dalle marginalità, probabilmente condizionata dalle lettura di un libro, Chrisitane F, noi ragazzi dello zoo di Berlino, quando avevo soltanto nove anni. Testo estremo, duro, atroce. Che mi ha indotto ad osservare le cose con occhio diverso per tutta la mia vita. Ma credo che niente sia stato buttato lì per caso. Evidentemente la mia scrittura doveva assurgere ad un valore testimoniale. Per raccontare uno spaccato di questi anni, le grandi migrazioni di uomini, del loro dolore storico approdato nelle nostre coste, venuto quasi a scaglionarsi; questa sorta di debito dell’Occidente con la pancia piena che pensava di lavarsi le mani su ciò che accadeva al di là della cortina di ferro. Non potevamo pensare di rimanere nelle nostre case calde e confortevoli senza pagare mai questa miseria del mondo, il prezzo del nostro disinteresse se non peggio. Non ho mai voluto fare un esercizio di morale. Mi sembra incredibile lo sia diventato, però, nell’abiezione, nutrendosi di miseria umana, di defettibilità. Forse la morale che preferisco, più autentica è quella dei vinti, fuor di retorica perché parla di cose vere, di realtà,ripulita dall’ipocrisia che impregna la nostra cultura. Il tuo futuro? Credo d’avere la scrittura nel mio destino anche se non so come si evolverà perché non ho mai raccontato delle cose ragionandoci prima, l’ho fatto d’istinto. È stata la vita a suggerirmi le cose. Vivo senza la paura che mi raccontano gli altri; se penso, cioè, di rinnovare con il prossimo libro il successo di questo. Se così fosse avrei finito di scrivere. Sangue di Cane è una grandissima storia d’amore i cui picchi drammatici, secondo me, è ridicolo tentare di superarli. Non mi precludo nulla tuttavia. Ho già scritto un nuovo romanzo del quale si occupa un agente per collocarlo. Titolo top secret. Comunque ho scritto un’antologia di racconti d’amore per Transeuropa insieme a scrittori importanti. Resta da chiedersi come guarderà Siracusa a questi figli preziosi. Nuccio Gemma Non è tempo di chiacchiere La coesione di azioni condivise tra imprese e istituzioni andrebbe estesa anche alle varie associazioni dei cittadini che a vario titolo intervengono nelle questioni di interesse pubblico. Spesso il loro parere, le loro proposte non vengono prese in considerazione perche' mettono al primo posto la salvaguardia della salute di tutti i cittadini oltre al rispetto dell'ambiente e del territorio, non per porre ostacoli al sistema burocratico già di per suo ingarbugliato, in quanto le imprese e le istituzioni valutano le prime gli utili, le seconde o per meglio dire i politici ai meriti da prendersi per poi poterli sfoderare in campagna elettorale. Specifichiamo meglio che oggi gli imprenditori che sembrano infettati da un contagio virulento che possono investire i propri capitali all'estero e delocalizzare la propria azienda lo fanno per risparmiare sui costi del personale e per trarre da tutto cio' maggior guadagno a scapito dei lavoratori italiani che possibilmente hanno contribuito a far crescere l'azienda. Per questo tutti i consumatori dovrebbero preferire il made in Italy ai prodotti stranieri. Tornando ai politici, oggi litigano sul rigassificatore, cosi' come alla realizzazione di altre strutture per non perdere i soldi dei finanziamenti pubblici e privati. Non si puo' dire che per combattere la crisi economica e la disoccupazione bisogna investire in progetti che non sono sicuri al 100% per la salute dei cittadini nel breve o lungo periodo e per l'integrità del territorio (+ cemento - verde). Abbiamo gia' il polo petrolchimico piu' grande del territorio nazionale e le centraline che monitorizzano gli inquinamenti di tali impianti (installate dalle stesse aziende) non registrano mai valori fuori dalla soglia, mentre abbiamo il piu' alto tasso di mortalità per i tumori e malformazioni proprio in quelle zone. Mentre le centraline collocate in città danno altri risultati e l'aria che si respira nella zona alta di Siracusa cosi come a Priolo satura di uno sgradevolissimo "odore" spesso la sera e nelle giornate di pioggia. Non si puo' non considerare l'altissimo valore che si registra sempre in città del PM 10 come un dato normale in quanto causa di tante malattie respiratorie che affliggono tanti cittadini.. Chiamando in causa i Ministri (nostra concittadina), ai politici regionali e locali oltre che la Procura nessuno si e' preoccupato di dare un risposta in merito a chi ha chiesto delucidazioni e soluzioni. Questo mi preoccupa, il silenzio per l'aria della morte, l'assenteismo delle istituzioni. L'Italia e' fatta da tutti noi, oggi ci sono troppi squilibri sociali, economici, continuando su questa strada finiremo come in quei paesi in cui gli abitanti vogliono avere gli stessi diritti e le stesse possibilità che oggi hanno in pochi che spesso sono al potere. Fabio Bruno 5 Domenica 13 febbraio 2011 De Benedictis e Granata? Esilaranti I due deputati siracusani di Pdi e Fli si accorgono improvvisamente che il governatore Lombardo è un signor pigliatutto. Tutto da ridere, anzi da piangere «Abbiamo dato vita ad un Governo tecnico – scrive Granata in un comunicato - sacrificando 2 ottimi assessori come Nino Strano e Luigi Gentile alla volontà del presidente, e se lo abbiamo sempre sostenuto ciò non significa che Futuro e Libertà si accontenta di vivacchiare senza voce in capitolo. Dobbiamo accelerare l'azione di Governo, concordare le nomine regionali solo in base alla qualità e al merito e sopratutto costruire alleanze coerenti con la strategia del Nuovo Polo e del Governo». Come dire, riscriviamo subito le regole della nostra convivenza per evitare, pare di capire, che si proceda in ordine sparso. E su questo il parlamentare siracusano sembra alquanto chiaro nel ribadire che Fli non farà la parte di chi “tiene la candela”, come si direbbe in questi casi, ma vuole essere protagonista al pari degli altri, ad iniziare proprio dal gruppo del presidente, Mpa. «Io non posso richiamare i miei dirigenti di Ragusa – continua Granata - alla coerenza sulle alleanze quando ad Agrigento avviene ciò che avviene. O quando l'Mpa a Catania indica due assessori a Stancanelli. Fermiamoci ora e assumiamo le decisioni opportune, prima che si innesti un processo di sfaldamento della maggioranza e del Governo della Regione. Futuro e Libertà è leale alla alleanza ma pretende rispetto». ** "L'uso personale che il Presidente Raffaele Lombardo fa sempre più spesso delle nomine nell'amministrazione e nel sottogoverno, al di là di ogni criterio di merito e di equilibrio, è frutto di un atteggiamento inconcepibile del quale Lombardo si assume da solo la responsabilità. Un atteggiamento buono forse per 'passare la nottata', ma che certamente non guarda lontano". Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all'Ars. "La disponibilità del PD nei confronti del governo regionale - aggiunge - è finalizzata ad iniziative utili per la Sicilia, niente a che vedere con tutto questo". "Le nomine recentemente disposte non hanno nulla di partitico ma si tratta solo di scelte di natura tecnica, in quanto si tratta di dirigenti della Regione Siciliana". Il vicecapogruppo del Mpa all'Ars Nicola D'Agostino ribatte così a Roberto De Benedictis (Pd). "Sono dunque scelte che si muo- vono in direzione del rafforzamento dell' amministrazione regionale - aggiunge - in tutte le controllate e partecipate e non presentano sicuramente alcun accenno di partigianeria ". ** Granata e De Benedictis in queste note sono esilaranti. Sembrano non conoscere Lombardo, mentre lo conoscono benissimo. Lombardo, in materia di nomine, regole non ne ha mai avute, o meglio, ne ha avuta una soltanto: “arraffare” (da qui il nome “Arraffaele” Lombardo) tutto, infischiandosene delle regole, dei patti, delle convenienze … niente di niente. Tutto mio !. Così ha fatto con l’ex UDC (oggi PID), così ha fatto con Miccichè, così fa con il PD. Anzi con il PD è ancora più feroce: fuori della Giunta, fuori dal sottogoverno, fuori dall’alta dirigenza, fuori da tutto … qualche favore e questo, per Lombardo è più che sufficiente perché il PD lo debba sostenere in aula, svenarsi per il suo Governo, pagando un prezzo politico altissimo sia all’interno del PD (dove gli anti Lombardo sono cresciuti) sia nella società e nei rapporti con gli altri partiti. A FLI (Fini) è andata meglio, ha avuto assessori, nomine, dirigenti, pochi ma li ha avuto. Centellinati ..ma è bastato a Fini a farsi il partito in Sicilia. Di più per Lombardo non è possibile, checché ne pensi Granata. Perché Lombardo si comporta così? Perché “tutto mio” a costo di creare grosse incomprensioni tra alleati? Sicuramente la ingordigia di potere, il tentativo massiccio di clientelizzare “tutta” la Sicilia, come ha fatto con Catania (e questa storia il PD la conosce benissimo). Ma potrebbe esserci anche una seconda spiegazione: Lombardo ancora non sa con chi allearsi alle elezioni, se a sinistra, come sembra, o tornare a destra, con Berlusconi, come finalmente temono alcuni ambienti del PD prima lombardiani sfegatati. Da qui la scelta di non dare potere a nessuno, di tenere tutto per se, per non trovarsi domani ex alleati divenuti elettoralmente più forti. Insomma deve essere lui a decidere chi vince la partita regionale, raccattando tutti i voti clientelari possibili. E fino ad oggi la stupidità di Cuffaro, Miccichè e del PD di Lumia e Cracolici glielo ha consentito. Lumini a Siracusa In quel di Siracusa si vocifera di una vantaggiosa offerta fatta ad un onorevole del Pd. Si tratterebbe di una villetta ad un prezzo scontato in una zona oggetto del contendere in questi mesi. Quando una notizia del genere diviene nota ai più è perchè il beneficiario vuol rendere visibile la propria integrità morale, magari per spenderla in campagna elettorale. Immagino cosa abbia detto ai suoi : "Mi avevano offerto una villetta nella quale non avrei mai potuto mettere piede, gli pare che siamo fessi" ; "neanche un minimo di eleganza, qualcosa di più discreto " e subito a fargli da eco: " sì, un incarico più prestigioso, più discreto, una direzione lavori per esempio chesso per una cupola oppure una direzione generale a Palermo”. Già perchè il Pd, per quei pochi che non lo sapessero, è al governo della Regione. L'occasione era troppo ghiotta dopo anni di austera opposizione, soprattutto in vista delle stabilizzazioni dei precari regionali; sappiamo tutti quanto siano attenti alle tematiche del lavoro. Anche in queste occasioni pero il Pd dimostra la propria superiorità politico culturale. Anzicchè dire che l'alleanza era necessaria perchè la Finocchiaro ha un debole per il presidente, sono state utilizzate le scuse migliori degli ultimi decenni ( roba da fare cadere nel dimenticatoio star come Pierino ): "Lombardo sta attaccando quel sistema di potere politico mafioso che si è cristallizzato in questi anni di mala gestione ". Mah, che dire; meno male che una nuova destra ha portato le proprie Luci a Siracusa . Decine di spettacoli, associazioni culturali in fibrillazione, danzatrici del ventre in sovrappeso pronte ad esibirsi; qualsiasi cosa pur di farsi un amico ed affittare qualche proiettore. Scusate ho scritto luci, volevo dire lumini. Andrea Genovese Pippo Gianni smaschera Maniscalco Secondo il deputato e leader del Pid c’’è il tentativo palese di depotenziare l’ospedale di Augusta. Imbarazzante il totale silenzio del sindaco Carrubba Sarà la Sanità ospedaliera a far saltare il governo Lombardo e a portarci alle elezioni anticipate? Il rischio va facendosi sempre più probabile al punto che i partiti stanno cominciando a mettere su le organizzazioni necessarie. E anche gli aspiranti candidati, come abbiamo letto negli ultimi quindici giorni, si stanno dando da fare. Ma è proprio quest'intreccio a far diventare ancor più radicale lo scontro su gli ospedali tra i sindaci e il presidente della Regione. Lombardo, dopo la brutta esperienza Cuffaro finita come tutti conosciamo, ha consegnato la sanità regionale ad un assessore che proviene dalla Magistratura. Come a dire: "sfido chiunque, mafia compresa, ad andare a proporre il malaffare a un assessore regionale sì fatto". Ma la sanità non è soltanto spesa farmaceutica, specialistica e presidi privati convenzionati. La sanità è anche e principalmente ospedali con i loro pronti soccorso e sale operatorie. Considerato che il bisogno di salute è uno di quelli che la gente sente maggiormente, arriviamo alla esasperazione di quei sindaci che temono la volatizzazione dell'ospedale della propria città. Nella nostra provincia, oltre all'Umberto I° nel capoluogo, abbiamo quattro ospedali: uno a Noto, uno ad Avola, uno ad Augusta e uno a Lentini. " La questione dell'ospedale mi sta molto a cuore per cui le scelte politiche ( se aderire al PDL o a Forza del Sud n.d.r.) sono rimandate a dopo, quando la problematica verrà risolta. Sull'ospedale so- no pronto anche ad andare a casa". E' il sindaco di Avola, Antonino Barbagallo, a fare questa dichiarazione e lo fa con coraggio, correndo anche il rischio di rompere la maggioranza con cui governa il comune e che comprende l'MpA di Lombardo. Anche il sindaco di Noto ha i suoi problemi nel difendere il mantenimento dell'attuale assetto dell'ospedale della sua città. I problemi sono quelli relativi alla razionalizzazione della spesa per ridurre i costi dei servizi. Razionalizzare per l'ass. Russo significa anche accorpare le strutture presenti nel territorio in un'unico servizio che diverrà comune per una determinata area, in presenza di presidi ospedalieri viciniori. Ma dove la vicenda si accende nei toni è ad Augusta. Qui non è il sindaco Carrubba, forse distratto da altri problemi da lui ritenuti più importanti, a condurre la battaglia dell'ospedale della città messo in discussione dal governo Lombardo. E' in- vece Pippo Gianni a farlo e lo fa mettendoci su tutto il suo attuale peso politico di deputato nazionale. Nel corso di un convegno dei Popolari per l'Italia di Domani, tenutosi a Melilli, l'on. Gianni ha voluto smascherare l'ulteriore tentativo del presidente Lombardo di danneggiare la provincia di Siracusa, malgrado la presenza dell'on. Gennuso nell'MpA. Dopo lo scippo dell'impianto di rigassificazione di Priolo, si cerca di depotenziare l'Ospedale di Augusta. L'on. Gianni ha minacciato di passare alle maniere forti denunciando come violazione di legge i provvedimenti del dr. Franco Maniscalco, attuale manager della sanità siracusana. Un tempo si affermava "sinnucu picciriddu paisi persu". Qui il sindaco della città in effetti non c'entra ma quello della sanità, si. Ma può anche essere il risultato di scelte fatte troppo bene: incrementiamo gli ospedali delle città che amministriamo noi e riduciamo gli altri? In barba al comma 6 della legge invocato dall'on. Gianni. Senza alcun criterio di efficienza organizzativa nè di efficacia del servizio nel territorio, cioè senza considerare dove si è lavorato meglio e con miglior risultati. I fatti e le vicende umane però spesso si realizzano diversamente da come l' uomo li ha organizzati: ricordo, per averne avuto il racconto, di un personaggio della città morto in attesa prolungata di un'ambulanza, ed era amministratore o socio di parecchie cliniche private. Come dire che la sanità è veramente uguale per tutti. Pepè Genovese 6 Domenica 13 febbraio 2011 Siracusane contro il bunga bunga Domani la protesta contro Berlusconi sporcaccione davanti al tempio d’Apollo. Ma c’è il sapore di qualcosa di strumentale e quindi di poco credibile Riceviamo e pubblichiamo: E’ in corso in tutto il paese una straordinaria mobilitazione delle donne che “..non vogliono tacere o far finta che nulla sta accadendo “ in merito all’arrogante e indecente spettacolo offerto dal Presidente del Consiglio che offende tutte le donne italiane. Il modello di relazione tra donne e uomini , ostentato da una delle massime cariche dello stato , incide purtroppo profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni . Il silenzio, di fronte alla sequela quotidiana di scandali e di immoralismo pubblico, potrebbe renderci complici. Noi non ci stiamo, non vogliamo tacere. Diciamo con forza : ORA BASTA . Se non ora quando ? su queste parole d’ordine decine di migliaia di donne stanno sottoscrivendo l’appello alla mobilitazione straordinaria di domenica 13 febbraio che vedrà centinaia di manifestazioni in tutta Italia. Anche a Siracusa domenica 13 alle 10,00 presso largo XXV Luglio ( tempio di Apollo) si potrà testimoniare il proprio impegno per la dignità delle donne rispondendo all’invito di oltre 200 donne di diversa estrazione politica e culturale che hanno promosso l’appuntamento . Adragna Simona, Agnello Anna Maria, Alicata Sabrina, Aliotta Noemi, Allegrezza Elisa, Ambrogio Arianna, Amenta Cetty,Amodio Sofia, Aprile Giusy, Arancio Giuseppina, Aripoli Cristina, Arnone Simonetta, Attardo Lucia, Baio Silvia, Barbarino Ilenia, Basile Graziella, BasileNella, Bedogni Marika, Bellino Carmela, Bellone Carmen, Biondi Tiziana, Blandini Carmela, Boscarino Silvana, Bramante Pina, Brenna Marina, Buttà Simona, Cafeo Caterina, Calafiore Cettina, Caldarella Tania, Caligiore Elena, Campisi Cetty, Canclini Adriana, Cannata Margherita, Capodicasa Marcella, Carani Claudia, Caramagno Milena, Carbonaro Carmela, Carbone Linda, Carbonetti Antonietta, Carpinteri Elisa, Carpinteri Graziella, Caruso Nella, Caruso Roberta, Caschetto Graziella, Cascio Simona, Castagna Maria Concetta , Castelluccio Carla, Castelluccio Carmen, Castelluccio Cetty, Castelluccio Lucia, Castro Gabriella, Cassia Daniela, Cavarra Maria Grazia, Chiarenza Giulia, Cirone Marika Di Marco, Conte Pina,Coppa Maria, Contento Adriana, Corso Gabriella , Crucitti Donatella, D’Agata Aurelia, D’Angelo Rosalba, D’Angelo Stella, D’Antoni Enza, Degeronimo Rosalba, Demelio Enrica, De Michele Marina, Desini Bianca, Di Paola Rossella, Di Pasquale Giorgia, Di Pasquale Patrizia, Di Giovanni Marilia, Disco Rita, Di Stefano Rosa, D’Izzia Giannella, Dotto Gabriella, Drago Adriana, Fagotto Matilde, Falletta Angela, Fascetta Chicca, Fascetta Lina, Fatuzzo Pina, Fera Ornella, Ferla Lucia, Ferla Marilena, Ferrara Anna, Ficara Maria Grazia, Fichera Meluccia, Francicanava Maria Concetta, , Franzò Lucilla, Fucile Antonella, Gagliano Rita, Gatto Alessandra, Gatto Caterina, Garrasi Giusy, Genovese Eleonora, Genovese Maria Rosa, Gentile Rita, Germano Nadia, Giardinelli Rosy, Giudice Rita, Giuffrida Pinella, Grasso Salvatrice, Grienti Corrada, Griso Susi, Imprescia Anna, Intagliata Marinella, La Leggia Concetta, La Mesa Pamela, La Mesa Rosalba, Lampo Viviana, La Rosa Marina, La Spada Francesca, Leone Irene, Lombardo Lina, Lombardo Lucia, Lombardo Nuccia, Lo Giudice Donatella, Luca Maria, Magnani Marina, MahWaduge Daiana, Mangano Natalia, Mantello Maria, Marciante Adriana, Martano Anna, Marino Anna Maria, Mauceri Pina, Mauceri Raffaella, Messina Irene, Messina Maricetta, Minardi Donatella , Minutoli Caterina, Mirabella Anna, Mollica Lucia, Monaco Cettina, Monte Anna, Motta Elisabetta, Motta Yvon, Moscatt Paola, Nicastro Mirella, Pantano Doretta, Pantano Marcella, Petrolito Lucia, Pistritto Rita, Prazio Adriana, Prezzemolo Giovanna, Proietto Pucci, Quattrocchi Rosa, Raia Marianna, Rabbito Clara, Rametta Alba, Rametta Rita, Reale Anna Maria, Rinaldi Nancy, Risino Corrada, Rizza Antonella, Romeo Fiorangela, Rossitto Gabriella, Rubino Adriana, Ruggeri Loredana, Russo Caterina, Salemi Claudia, Saraceno Lucia, Sardo Giovanna, Sicuso Enza, Sindona Sil- vana, Scerra Quadarella Lory, Schembri Lydia, Sgarlata Maria Rita, Soares Lea, Spada Giuliana, Spicuglia Nadia, Spina Concettina, Spina Rita, Storaci Lucia Rita, Sturiale Lucia,Tamburella Francesca, TranchinaValeria, Trigilia Alessandra,Trigilio Rita, Trobbia Adriana, Tronco Nuccia, Troncon Maria Grazia, Tuttoilmomdo Danila, Uccello Vera, Uccello Pina, Urso Giuliana, Van Riett Carolina, Valvo Laura, Veneziano Maria, Zanti Letizia, Zappulla Marina, Zuccaro Sabina Grande mobilitazione delle donne siracusane. Il documento che pubblichiamo è stato sottoscritto da centinaia di siracusane di tutte le età e di tutte le provenienze. E non si tratta soltanto di un documento, ma anche, di una mobilitazione in piazza per manifestare la propria indignazione. Mi auguro che abbia una grande successo. ORA BASTA . Se non ora quando ? Questo è lo slogan dell’adunanza, chiaramente rivolta contro Berlusconi, le notti di Arcore, il bunga bunga, l’Olgiatina, l’esercito di ragazze reclutate tra Milano, Roma ed ora … anche Napoli. La politica italiana da qualche mese sembra essersi fermata come ipnotizzata dalla scoperta di queste notti hard, inorridita dal linguaggio delle ragazze che vi hanno partecipato e dai due “vecchioni” goderecci che li organizzavano, il Sultano Silvio ed il ruffiano (come definirlo?) preferito, Emilio Fede. Ovviamente concordo con lo sdegno. Vedo anche che quello che più indigna è la promozione delle mignotte (o giù di lì) ad incarichi pubblici rilevantissimi come deputato, sottosegretario, ministro, deputato europeo; la generosa elargizione di denaro a serata, de- nari impensabili per giovani disoccupati; posti di lavoro, regali vari di tutti i tipi (“fatti sotto, non ti fare escludere” due tra i tanti consigli che i fratelli e le madri davano alle aspiranti mignotte di Villa Arcore). Eppure questa mobilitazione delle donne siracusane mi lascia l’amaro in bocca. Ma dove erano tutte queste donne siracusane indignate e sensibili quando altri politici locali – della stessa razza - hanno provato (e provano) a devastare e svendere il nostro territorio? Perché questa indignazione non è avvenuta anche allora, con documenti, manifestazioni di piazza o altro? Perché ci si indigna davanti ad un Presidente del Consiglio che organizza serate goderecce, che mortifica la politica e le istituzioni inserendo in posti di responsabilità fanciulle di facili costumi e non ci si indigna anche davanti al tentativo di speculare selvaggiamente su parti importanti del nostro territorio come il Porto Grande o le Mura Dionigiane? Perché questa battaglia di civiltà, forse ancora più importante del bunga bunga, almeno per il nostro territorio, non interessa a nessuno o a poche donne e non scatta nessuna indignazione … lasciando che a protestare siano soltanto giovanissimi, una vecchia gloria dell’immersione sub-acquea(Maiorca), pochissimi politici (Di Giovanni,Garozzo..), un prete (P.Rosario Lo Bello) ed un settimanale (il nostro)? Perché davanti allo spettacolo di una disoccupazione giovanile di massa non ci si indigna, così come davanti a gesti come la vendita di ISAB alla russa LIKOIL o l’umiliante immobilismo dei nostri maggiori enti locali (camera di commercio, comune, provincia etc) ?. Dov’erano le tante donne indignate di oggi nel 2008, quando si sono rinnovati i nostri maggiori enti locali, il parlamento regionale, il parlamento nazionale, con una straripante vittoria del centrodestra, di Berlusconi e dei supporter più simili a lui, come Bufardeci, Prestigiacomo, Centaro etc? Evidentemente erano tra le elettrici di Berlusconi. E chi non lo è stata, ha preferito non esporsi in questi anni, stare alla larga dalla politica. Sul bunga-bunga ci si ritrova facilmente, la mobilitazione moralista ha successo, del resto, è un affare di donne. Beninteso: è già qualcosa di molto positivo purché si tratti una presa di coscienza più ampia, un atto di maturità che sappia anche guardare e giudicare quanto avviene sotto i nostri occhi, a casa nostra, non necessariamente attraverso il filtro delle mobilitazioni nazionali e di un moralismo strumentalizzato politicamente e quindi per certi versi anche non credibile. (sb) La supergaffe di Bruno Marziano Inopinatamente il deputato del Pd difende il porto turistico di Caltagirone e l’albergo da costruire sul mare, in spregio di tutte le norme urbanistiche “Nessun accenno a profili di irregolarità amministrativi in relazione al porto turistico Marina di Archimede che in interrogazione di Cracolici, De Benedictis e mia, fu citato, anzi, come definitivamente approvato, senza che da noi fosse messo in discussione. Per questo non si comprende la correlazione tra le dichiarazioni dell’architetto Gesualdo Campo e il contenuto della interrogazione che cita. Collegamento dunque inaccettabile, ma mi sembra anche il frutto di logiche di scontro politico che nulla hanno a che vedere con l’obiettivo reale della interrogazione parlamentare”. Lo ha detto il deputato regionale del Partito Democratico Bruno Marziano che con i colleghi Cracolici (primo firmatario) e De Benedictis ha presentato il 20 luglio del 2010 una interrogazione per uniformare i criteri e le azione di tutela dei porti nel territorio della Regione siciliana. “Nella interrogazione – ha spiegato Marziano - il porto turistico Marina di Archimede veniva citato come definitivamente approvato nel gennaio del 2007 e veniva citato unicamente per descriverne le caratteristiche senza alcun accenno a profili di irregolarità amministrativa, tanto più che io che nella mia veste di amministratore sono stato coinvolto nel percorso di autorizzazione e parto dal presupposto che l’assenza di un porto turistico condiziona il processo di sviluppo economico di una città come Siracusa, mentre il senso della interrogazione, come è facile comprenderne dalla sua lettura, riguardava la realizzazione di un secondo porto turistico adiacente al primo. Nella richiesta di informazioni e di intervento dell’Assessore ai beni culturali e all’identità siciliana e all’Assessore all’ambiente si faceva riferimento “al procedimento in corso” e dunque al progetto relativo al secondo porto turistico. Nessuna richiesta di messa in discussione delle autorizzazioni pregresse, nessun riferimento al porto turistico marina di Archimede, se non nella prima parte e in relazione alla caratteristiche della struttura ma senza che ciò possa essere considerata se non come elemento meramente descrittivo di un procedimento concluso e definitivamente approvato. Mi sembra un’operazione politicamente scorretta e mi risultano oscure le ragioni di un intervento pubblico che partendo da presupposti inesistenti voglia a tutti i costi collegarla ad una richiesta di atto ispettivo che aveva ed ha tutt’altro obiettivo”. Bruno Marziano Che commento fare? Marziano butta la maschera di ambientalista-usa e getta che aveva indossato controvoglia negli ultimi mesi e scende in campo a difendere il Porto Turistico di Caltagirone dalle insidie che le dichiarazioni di Raffaele Lombardo e Campo (dirigente generale ai Beni Culturali) hanno potuto causare. Insomma, per dirla in soldoni: la premiata e rinomatissima Ditta Marziano (&Bufardeci ?) non teme la vergogna e l’imbarazzo di certe posizioni. Ecco dunque il Marziano partecipe del progetto del Porto Turistico “Caltagirone”, che attacca come un ariete Raffaele Lombardo, presidente della Regione e Gesualdo Campo, Dirigente Generale ai Beni Culturali, che hanno osato rimettere in discussione il 1° Porto Turistico. Alt! dice Marziano, questo Porto Turistico a me va bene, il procedimento è andato avanti con il mio consenso (come dire: una garanzia di rispetto dell’ambiente). Chi osa discuterlo? Ma come sempre succede Marziano è così preso dalla difesa della causa che difende (Caltagirone) che dimentica l’oggetto della discussione. Campo ha parlato negativamente dell’albergo previsto nel 1° Porto Turistico, che sarebbe costruito sulla piattaforma ricavata dal mare (prima infamia) e a pochi metri dal mare (seconda grandissima infamia). Campo non mette in discussione il primo porto turistico ma l’albergo previsto contro ogni regola, approvato dalla conferenza dei servizi e dalla Soprintendenza locale in dispregio a tutte le norme urbanistiche. Ma questi aspetti per Marziano sono secondari. Lui ha dato il suo assenso sul 1° Porto Turistico e non sul 2°. Scusi Marziano, a parte il valore del suo assenso che è pari a zero, o meno, a seconda dei casi, vuole spiegare a noi incolti con quali motivazioni ha condiviso la costruzione di un nuovo albergo costruito davanti al mare e su di una piattaforma ricavata dal mare? Oppure abbia almeno la decenza di non parlare; spieghi a Bufardeci che non può farlo, perderebbe la faccia nei confronti del suo elettorato “di sinistra” (ammesso che ancora la votino).. 7 Domenica 13 febbraio 2011 Teatro Greco: Un milione per Bocelli Il biglietto di ingresso costerebbe appena 120 euro. Iniziativa di beneficenza? Va bene, ma non certo nella splendida cavea. Il regolamento che fine ha fatto? Eccoci di nuovo, il Teatro Greco utilizzato come palcoscenico per un grande concerto! Festeggiamo la GUARDIA DI FINANZA, raccogliamo fondi, ma l’operazione concerto (cachet e allestimento) pare sia da un MILIONE di euro, si scomodano ben CINQUE assessorati regionali, PRESIDENZA, TURISMO, BENI CULTURALI, AGRICOLTURA e TERRITORIO E AMBIENTE. Parafrasando Crozza che imita Bersani verrebbe da dire: RAGASSI MA SIAMO MATTI! Quindi dopo le Rappresentazioni Classiche, che secondo le stime degli ultimi anni dovrebbero portare più di 150.000 persone sulle sacre pietre del Temenite, abbiamo ancora la necessità di “far diventare uno dei monumenti simbolo di Siracusa, e non solo, il faro di una stagione di cultura e turismo” (on.le Mario Bonomo) con un concerto di Andrea Bocelli. Dopo il concerto di Baglioni, che è servito a distribuire prebende ai vari signorotti dell’organizzazione della cultura nostrana, in molti si erano indignati per un uso improprio del Teatro Greco, e che un attento e oculato protocollo di utilizzo sarebbe stato opportuno! Se ne ha traccia? Lo strano concetto di promo- zione culturale a sfondo turistico che hanno i nostri politici è fuori dalle potenzialità della nostra città, si battono tutti il petto per il rilancio turistico, ma tutti pensano di propagandare le loro idee come eventi di livello mondiale, con cartelloni e palinsesti, che se proposti come eventi collaterali ad una qualsiasi festa patronale di un qualsiasi paese della provincia, l’unico spettacolo degno di nota al quale si assisterebbe sarebbe lo sputazzamento del locale assessore alla cultura. Con un MILIONE di euro potremmo istallare a Siracusa una mostra di livello internazionale che per 4 mesi attrarrebbe un numero maggiore degli ipotetici 6.000 fans di Bocelli, che dovrebbero pagare 120 euro caduno, e porterebbe dei turisti che dormendo e cenando in città farebbero muovere l’economia stantia della nostra città. Oppure dobbiamo continuare a raccontarcela da soli questa BELLA SIRACUSA? E poi l’uso del Teatro Greco: Ma non doveva essere disciplinato con un regolamento dopo lo scandalo del concerto di Baglioni voluto da Lombardo e assessore competente, amici e sostenitori manifesti del produttore catanese dell’evento? C’è il regolamento? O il Teatro Greco è nuovamente in mano ai barbari? Domus archimedea: Tutto regolare? Qualche perplessità dei funzionari su 3/4 vani di proprietà comunale. Secondo il Ppo palazzo Pupillo pùo essere destinato solo a uffici o spazi museali. L’immobile sarà dato in affitto alla società che ha proposto il tutto? Ha scritto Isabella Di Bartolo su La Sicilia: “È ufficiale: il museo di Archimede nascerà a palazzo Pupillo. Dopo decenni di attesa, e 5 milioni di euro andati perduti, la «Domus archimedea» sarà allestita nei meravigliosi locali del palazzo nobiliare che troneggia in piazza Archimede. E sarà inaugurata il prossimo marzo. È dunque la famiglia Pupillo-Di Luciano quella a cui faceva cenno il parlamentare nazionale Fabio Granata che, nonostante gli insuccessi del passato, non si è mai arreso. Promuovendo l'incontro tra la famiglia siracusana, proprietaria del palazzo di Ortigia in fase di restauro, e il Cnr che ha realizzato le macchine ispirate al genio archimedeo. Lo conferma Enrico Di Luciano, marito di Lela Pupillo che nel palazzo che prende il nome dalla sua nobile famiglia è nata. «L'impegno del quotidiano La Sicilia e la grande attenzione che in questi anni ha costantemente manifestato nella realizzazione del museo di Archimede - commenta l'avvocato Di Luciano -, mi impone di uscire da quella opportuna riservatezza che connota la fase preliminare dei grandi progetti». Di Luciano annuncia che l'opera è in via di definizione, e che il museo potrà essere aperto al pubblico tra cinque mesi. «Dopo una lunga stasi - prosegue - in cui sembrava che il Museo archimedeo fosse definitivamente morto e sepolto si deve la sua realizzazione, bisogna riconoscerlo, alla tenacia di Granata. Egli stesso, infatti, sapendo che la mia famiglia stava restaurando il palazzo Pupillo mi sollecitò per un contatto con il professore Luciano Maiani, presidente del Cnr, al quale manifestammo la nostra disponibilità e che, attraverso la dott.ssa Manuela Arata, avviò un entusiastico rapporto di collaborazione». Dopo l'adesione del Cnr, Di Luciano ha informato il sinda- co Visentin e l'allora soprintendente Mariella Muti, che diedero parere positivo all'opera. Il progetto è stato quindi portato avanti con i contatti che pochi mesi fa si sono conclusi attraverso una società partecipata del Cnr: l'Agorasofia, che allestirà e gestirà la Domus archimedea. «Tengo a sottolineare l'ottimo sostegno ricevuto dalla soprintendenza e dal Comune - prosegue l'avvocato Di Luciano -, in particolare dall'ufficio Ortigia coordinato dall'assessore Messina e dall'ingegnere Fazio. Abbiamo ricevuto in questi mesi assoluta e totale collaborazione per risolvere quella miriade problemi che un palazzo storico impone». La scelta di destinare il palazzo Pupillo a un museo è fortemente simbolica per la famiglia: tantissime le proposte ricevute in questi ultimi decenni per l'acquisto o l'affitto dell'immobile di piazza Archimede. Tra queste quelle di realizzarvi hotel deluxe, catene di negozi et similia. Ma anche offerte di ricchi stranieri appassionati di storia che avrebbero voluto risiedere in questo pezzo dell'anima cittadina”. Diciamo che in quanto sin qui scritto c’è qualche inesattezza e qualche cosa da chiarire nell’interesse della città. Intanto il piano particolareggiato di Ortigia destina palazzo Pupillo ad uffici o a spazi museali. Non si possono quindi fare alberghi o altre strutture ricettive, giusto per essere chiari. Al limite si potrebbe anche avviare un bar, ma solo se il bar è a servizio del museo, come avviene anche in altre parti del mondo. Sarà poi che Comune e Soprintendenza hanno dato il loro nulla osta, ma per quello che ricordiamo avendo seguito palazzo Montalto in anni trascorsi, all’interno dello spazio che oggi Di LucianoPupillo vogliono che diventi la casa di Archimede ci sono 3 o quattro vani di proprietà comunale che insistono all’interno dello stabile. Come è stato risolto il caso viste le perplessità di qualche funzionario? Leggiamo ancora sull’argomento: “Archimede ha finalmente trovato casa nella sua patria. In questa Siracusa che fu la sua culla e la sua bara. E che per tanti secoli lo aveva dimenticato. E ha trovato casa, dopo tante ricerche e abbandoni e rinvii e polemiche, in un palazzo avito (di casa Pupillo) sulla piazza a lui dedicata: piazza Archimede. La Domus archimedea in piazza Archimede è certamente il meglio per un'attrattiva mondiale. E lo sarà. Un sopralluogo «eccellente» ha sancito l'eccellenza della Domus archimedea.Lo ha compiuto il direttore del Museo delle scienze di Barcellona, Wagen Sberg. Ed è rimasto entusiasta. Della struttura e della città. È proprio un buon auspicio. I lavori di ristrutturazione sono giunti alla fase impiantistica. Ed è previsto che entro quest'anno la Domus archimedea sia ormai visitabile. I lavori, nello stabile di piazza Archimede, all'angolo con via dei Montalto, sono in stato avanzato. E procedono alacremente. Le macchine di Archimede sono pronte da anni ormai. Sono a Genova, nella sede di «Nuova musa», la società che insieme con «Agorà Sophia» ha inventato questo progetto. Sono state anche esposte in una mostra internazionale (non a Siracusa purtroppo). E sono pronte ad esser trasferite nella Domus di piazza Archimede. Naturalmente con gran successo. Ora non manca che accendere le fiaccole del successo nella sede definitiva di piazza Archimede”. Tutto benissimo. Manca qualche informazione ancora. Il palazzo sarà dato in affitto alla società che da anni segue il progetto? E’ tutto definito e ufficializzato? Ci sono finanziamenti regionali? O fra qualche anno magari un media nazionale ci spiegherà meglio il tutto? Bono: Sì all’Ostello Mercoledì scorso la giunta provinciale ha approvato trenta atti deliberativi. “Dopo le ultime due riunioni di giunta dello scorso anno – dice il presidente Nicola Bono - , nel corso delle quali erano stati varati tutti gli atti amministrativi programmati, non solo a conclusione dell’anno ma anche relativi all’inizio del nuovo esercizio, la giunta e funzionari hanno utilizzato il mese di gennaio e i primi giorni di febbraio per porre in essere le attività che hanno poi prodotto l’odierna cospicua produzione di atti amministrativi. Tra le varie delibere assunte spicca fra tutte l’intervento per la pulizia delle spiagge per la quale è stato approvato il bando di gara per un importo di 515 mila euro, con eccezionale anticipo rispetto agli anni precedenti a garanzia del buon andamento della attività di pulizia delle spiagge che, come per altro l’anno scorso, non subirà ritardi rispetto al’inizio della stagione .” C’è stato anche un intervento che riguarda direttamente la salute della nostra comunità. “E’ vero – dice ancora Bono – abbiamo approvato il bando di gara per la manutenzione delle appa- recchiature della rete di monitoraggio della qualità dell’aria per 703 mila euro quale iniziativa che riguarda una dei settori più delicati di competenza dell’ente relativa alla lotta contro l’inquinamento atmosferico”. E l’Ostello della Gioventù ormai da tempo prigioniero del degrado? “Abbiamo sbloccato l’impasse – dice Bono – e con una delibera abbiano definito un accordo con i progettisti dell’Ostello della Gioventù di fissazione definitiva del costo della progettazione che però comprenderà anche l’onere di elaborazione del piano particolareggiato richiesto dal comune di Siracusa nell’ambito delle procedure di autorizzazione dei lavori di questo importante struttura della ricettività giovanile a Siracusa.” Isabella Benanti 8 Domenica 13 gennaio 2011 contromano Lombardo e Gennuso Laqualunque dicono no a Caltagirone, ex spero etc Compagni, faccio una cosa nuova. Parlo di porti turistici. E quindi cominciamo dal sommo Jorge Amado e da uno dei suoi libri meno celebri: “Alte uniformi e camicie da notte”. Io so che voi, miei incliti lettori, date del tu a Teresa Batista, a Gabriela dal profumo di garofano e dal colore di cannella, alla miracolosa Tieta d’Agreste e soprattutto a Donna Flor di cui ambireste essere uno dei mariti (se uomini) o un clone (se donna). Ma può darsi vi sia sfuggito “Alte uniformi” che è un romanzo piccolo che dipana la grande metafora di una battaglia culturale e politica fra deboli e disarmati contro i forti e armati. Ovviamente, essendo io politicamente scorretto per vocazione e per passione, non mi riferisco alla stoica difesa del territorio e dell’ambiente siracusano operato dalle eroiche associazioni ambientaliste (assieme a pochi trasgressivi politici dai trascorsi limpidamente ecologici) contro lo Stato Imperialista delle Multinazionali plasticamente impersonato da Robertino Visentino e da Tittimio. Parliamo della deliziosa uscita del Gran Lombardo che è arrivato lillo lillo a Siracusa ad annunciare la sua fiera contrarietà non solo al piccolo progetto ex spero, non solo al metafisico villaggio della Pillirina, non solo alla proditoria colata di cemento che con certosina pazienza s’infilerà fra le colate preesistenti attorno alle mura dionigiane. Non solo. Troppo semplice, troppo facile. Come dicono quelli che ricordano con nostalgia il Belushi di Animal House e la song di Billy Ocean: When the going gets tough, the toughs get going. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Il sindaco di Siracusa da qualche tempo ha scelto di guidare se stesso, rompendo con il passato che lo ha visto in balia ora di questo oppure di quel capo partito. Roberto Visentin si è reso conto che, fino ad oggi, nessuno è mai riuscito a dargli una maggioranza vera, capace di metterlo al sicuro d'attacchi in aula. Avrà pensato che più rischi di quelli affrontati in quasi tre anni di sindacatura, non potrebbe correrne, perciò ha cominciato a manovrare, personalmente, la sua vita politica alla ricerca di una maggioranza in conto proprio e non in conto terzi. L’apporto che gli viene da Pippo Gianni o da Stefania Prestigiacomo, dovrebbe essere un elemento aggiuntivo e non una dipendenza assoluta che si porta dietro anche le fibrillazioni collegate ai leader del centrodestra. Incontrarsi e magari scontrasi seppur discutendo con i consiglieri di maggioranza, prima di ogni seduta d’aula, potrebbe rivelarsi l’elemento che mancava al vicentino di Siracusa per dare un assetto più sicuro alla maggioranza. Sola questione di settimane e gli effetti del nuovo corso si potranno cogliere guardando dentro quel centro destra che rischia di sfaldarsi. Anche il presidente della Provincia, Nicola Bono, vive momenti di tribolazione, scaturenti da una maggioranza litigiosa com’è ormai uso del centrodestra. L’agitarsi dei consiglieri del Pdl, quelli di casa sua, lo sta sfibrando. Dall’esterno si traguarda come lotta per la poltrona di assessore, in realtà è quasi un problema di campanile. Chi dovrà fare l’assessore al posto di Paolo Caruso? Per molti spetterebbe sempre allo stesso primario di oculistica di Avola rientrare in Giunta: “si è guadagnato sul campo con i suoi voti riportati ( oltre 4000)”. Altri vorrebbero Roberto Rametta in giunta. Il problema però, dicevamo, è di campanile considerato che oltre al presidente Bono, almeno 6 assessori della giunta provinciale proverrebbero dalla “zona sud”. I restanti due, avrebbero riferimento nella zona nord in chiaro squilibrio di forze. Ma, “la cosa più incredibile – afferma un consigliere provinciale del Pdl che preferisce l’anonimato – è che Siracusa centro non esprime nessun componente nella giunta provinciale”. Aggiungendo che Caruso e Rametta, abitano entrambi a sud di Siracusa si E infatti il Gran Lombardo è venuto a dire che, a parte le minchiate della pillirina e dell’ex spero lui, dice di no al porto turistico della Pia Acqua Marcia, quello di Caltagirone, quello che era stato miracolosamente risparmiato dalle accuse di questi mesi ancorchè fosse enormemente più ingombrante di tutti gli altri. Ma il Gran Lombardo, con Gennuso Laqualunque a fargli da spalla, non si spreca a sparare ai passerotti, lui spara al bersaglio grosso, dove c’è, come diceva il mio amico Salvo Fruciano, “dollaro pesante”. E così una mattina scopriamo che nel progetto della Marina di Archimede c’è, ohibò, un albergo con un waterfront (mischia, ormai uso termini che non capisco nemmeno io) di 140 metri che lì non ci potrebbe stare perché troppo vicino al mare perché è contro la legge, cazzu iu, e non se ne era accorto nessuno, non vagonate di avvocati del Caltagirone, non treni di consiglieri comunali, di commissioni urbanistiche di soprintendenze: niente, nulla. Ma poi è arrivato il Gran Lombardo è ha detto: Addio, kaput, basta, addio Caltagirone, stuppati una gazzusa. When the going gets toughs, Raffaele get going. E ora me la voglio vedere tutta. Perché Acqua Marcia non è esattamente la piccola società di quattro amici che ci ha provato. Sono pesanti e potenti. E fino a quando le anime belle, i movimenti, gli ambientalisti, patapin patapan, cazzuliano, lasciano fare, anche perché, specie se nel caso specifico, non è che se la prendessero poi tanto con il Caltagirono: davano il primo porto turistico per cosa fatta e Amen. Pensavano al resto. Mischia, ma il Gran Lombardo no. O uno difende l’ambiente a 360 gradi o niente. E lui è per “più ambiente per tutti”. C’è Caltagirone in mezzo? dollaro pesante? ambiente minacciato? Piatto ricco (politicamente parlando), mi ci ficco. E così raffiele e laqualunque diventano icone del popolo della rete, di quelle migliaia di persone per bene che combattono in buona fede (magari ce l’hanno pure con Berlusconi ma questo va da sé) contro le minacce al territorio. A me, che ormai ho una certa età, mi si agita tutto il centopelli a vedere certe cose. Ma la colpa non è delle anime belle, semmai delle anime nere. Però ora mi metto in poltrona e mi guardo lo spettacolo perché sono sicuro che ne vedremo delle belle. Oppure che non ne vedremo per niente e la vicenda si inabisserà come tante nel sottopelle della politica per riemergere poi con una soluzione che trova tutti d’accordo. Agli amici, compagni e camerati di SOS Siracusa consiglio solo di stare con gli occhi aperti e non farsi scippare il potere di interlocuzione che hanno conquistato sul campo, e non delegare opinioni e pareri. Ve lo dice uno che da alcune vostre posizioni dissente, come sapete, ma vi riconosce l’onestà intellettuale e la passione. Ora vedremo come risponderà chi è riuscito a muovere le paginate del Corriere della Sera e di Repubblica per difendere il primo e condannare il secondo porto turistico. Sono curioso ancorchè molto raffreddato. Hasta la qualunque siempre Joe Strummer Ps. Mi sono preso una cotta per gli “Arcade Fire”, una band canadese di cui passa di „sti tempi un singolo trascinante “Ready to start”. Da non perdere anche il vecchio Rebellion (Lies). Hanno un‟energia, un ritmo che ricorda gli Stroke di “Lastnite” Visentin corre da solo, vicino al buon governo capisce meglio il motivo delle fibrillazioni incessanti che danneggiano l’intero centrodestra. Contribuire al chiarimento diretto a bilanciare le grandi forze in campo berlusconiane dovrebbe o potrebbe spettare – pensate un po’ – al senatore Marcello dell’Utri creatore dei “circoli del buon governo” che, proprio domenica dovrebbe ufficializzarne anche a Siracusa. Una novità, quella di domenica mattina all’Open Land, da tenere sotto osservazione, per il significato che si porta dietro. Riduttivo parlare di “nuova corrente del Pdl”, come forse diventa eccessivo definire l’evento politico l’anticipazione della rinascita di Forza Italia, prima ancora che diventi ufficiale per annuncio di Silvio Berlusconi di una nuova versione di partito Forza Italia, magari, con regole più visibili di strutture interne funzionali alla democrazia. La “novità” testimoniata dal senatore Marcello Dell’Utri, giunge come messaggio telefonico che riferisce di “Assemblea provinciale del Buon Governo”, a firma di tanti nomi di personaggi conosciuti: Tino Di Rosolini, Paolo Amato, Francesco Costanzo, Rosario Di Lorenzo, Roberto Visentin, Francesco Saggio, Salvo Sorbello e Giuseppe Bastante. Se non è una componente di tutto riguardo, poco ci manca. Si pensi che dentro ai “soci fondatori” del buon governo siracusano dovrebbero esserci anche il sindaco di Siracusa e il capogruppo del Pdl al Vermexio, Salvo Sorbello, conosciuto come uomo politico in grado di mettere le scarpe al diavolo. Si pensi che i restanti della truppa hanno nomi altisonanti come Di Rosolini, Paolo Amato, Di Lorenzo e Bastante per capire che la gita non parte con la colazione a sacco. Già per l’immaginario collettivo sarebbe come la nascita di una corrente interna al Pdl, capace di andare oltre la “solita gestione monocratica del partito” che oggi non viene più considerata sufficiente. “Non è una contestazione diretta al coordinamento provinciale del partito – dicono quelli della nuova Forza Italia siracusana – ma un considerare che ormai le cose sono radicalmente cambiate dai giorni in cui si poteva contare anche sull’area finiana.”. In effetti, il tempo del procedere tranquillo è finito non solo in Parlamento, bensì ovunque occorre fare maggioranze e strategie innovative capace di competere con la forza devastante e demolitrice che “ il traditore” ha fatto esplodere dentro il centrodestra berlusconiano. Per ricordare qualcosa del passato a beneficio dei più giovani possiamo, sinteticamente, riferire che dalla nascita di Forza Italia fino a giungere alla “guerra atomica” finiana, ogni strategia, scelta o decisone, occorrente sul territorio www.ifattidelladomenica.it siracusano, veniva elaborata e attuata dal carismatico coordinatore Angelo Bellucci, grazie all’apporto politico di coloro che avevano appartenenza ad una virtuale famiglia che si stringeva alla bandiera di Forza Italia. Nel 2010 la rottura d'ogni argine preordinato dalle tradizioni ha costretto alla messa in liquidazione della cosiddetta “famiglia” Forza Italia, anche a Siracusa e non solo. Lo sfaldamento ufficiale della vecchia Forza Italia si registra quando Titti Bufardeci e Roberto Centaro aderiscono all’idea del partito del sud tanto agognato da Gianfranco Miccichè. Ancora prima della nascita di Forza del Sud c’erano segnali che lasciavano intravedere nuovi scenari e nuove composizioni interne al partito di Berlusconi, dal nome ormai sbiadito di Popolo delle Libertà. Enzo Vinciullo era stato il primo a mostrare intolleranza alla conduzione famigliare del partito. Quando Fabio Granata era coperto e allineato ai valori della “famiglia” siracusana dei forzisti, agendo all’unisono con Angelo Bellucci, Titti Bufardeci e Stefania Prestigiacomo, l’infaticabile professore Vinciullo aveva scelto di allearsi con il ministro palermitano Angelino Alfano e la famiglia catanese Firrarello-Castiglione. Era diventato straniero in casa pur continuando la sua azione politica a Siracusa. Avrebbe potuto essere il capo dell’Udc per investitura diretta di Casini, ma Vinciullo (ex Dc passato in An), ha scelto però di restare tra i suoi “nemici” forzisti, affiancandosi nella conduzione del partito addirittura il mostro sacro Bellucci magari per governare insieme il nuovo corso post Pdl. La nascita del “buon governo” a Siracusa potrebbe essere una novità da salutare o l’inizio di una frammentazione senza obiettivo finale. Ad accogliere il senatore dell’Utri, ormai senza il fedele Miccichè accanto, saranno in tanti, e non mancheranno la Prestigiacomo, Vinciullo, forse non più vicino ai catanese, e il notaio Bellucci. Assicurano che il senatore Dell’Utri sia oggi più vicino a Firrarello che alla Prestigiacomo, quindi le parole non basteranno, domenica, a far capire dov’è diretto il Pdl siracusano. I sorrisi avranno un senso solo se espressi con gli occhi e non con le labbra.