SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
Spedizione in
abbonamento postale
Pubblicità inferiore al 70 %
€ 0,50
diretto da Salvo Benanti
FONDATO NEL 1988
N° 5/2011
Domenica 13 febbraio 2011
Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl
L’ultimo schiaffo dell’Erg
Dopo aver deturpato Siracusa per 40 anni vende tutto ai russi senza informare
nessuno. Politici fantoccio e la presa in giro del solito Lombardo
Riceviamo e pubblichiamo:
La cessione dell’ulteriore 11% da parte di ERG della raffineria ISAB di Priolo alla Russa Lukoil cambia di fatto la proprietà. Infatti la ERG passa al 40% e la LUKOIL al 60%. E’ vero
che questo passaggio era nell’aria da tempo, ma non c’è dubbio che per la ERG, prendere questa decisione non è stato
semplice, perché non è tanto lontana la riunione
fatta a Mazara del Vallo dai Garrone dove non solo
dichiaravano amore per questo territorio, che gli
ha permesso di raggiungere traguardi prestigiosi,
ma addirittura lanciavano da quel consesso, ulteriori investimenti nelle raffinerie e in particolare sulle
rinnovabili. Tutto questo avveniva agli inizi di questa crisi internazionale, quindi se ne conoscevano
benissimo gli scenari che questa avrebbe prodotto,
pertanto non può essere stata la crisi, a far propendere per la decisione di cedere l’ulteriore pacchetto, o quantomeno non solo questa. Io penso che
nella decisione ha pesato principalmente il rapporto
con il territorio che non è più lo stesso di qualche anno fa;
penso per esempio che le diatribe politico-amministrative per
le autorizzazioni alla costruzione del rigassificatore abbiamo
avuto un peso non indifferente; come non mi stupirebbe più di
tanto se su questa decisione abbia pesato anche il convincimento di LUKOIL di inserire nel pacchetto l’impianto di cogenerazione di Isab Energy, perché questo è strettamente legato alla raffineria. Io credo che tutte queste considerazioni abbiano definitivamente convinto alla fine ERG a perseguire
una nuova programmazione della strategia aziendale, che li
vede inseriti con quote azionarie in più partenariati, ma nello
stesso tempo rilanciando la loro presenza di gruppo nelle rinnovabili, che destano meno problematiche con i territori, ma
consentono ugualmente di presenziare una fetta importante
della produzione energetica nazionale. Quindi ci si presenta
l’occasione di avere la presenza di una grande compagnia petrolifera mondiale, come la russa LUKOIL, che annovera tutto il ciclo del petrolio, dall’estrazione alla raffinazione e alla
commercializzazione, infatti un altro segnale di questo possibile passaggio azionario, si è avuto quando è stata costituita la
joint-venture TOTAL -ERG di qualche mese fa, dove sono
entrati tutti gli impianti per la commercializzazione dei prodotti petroliferi dei due gruppi presenti nel territorio nazionale, la ERG non ha inserito gli impianti presenti nel territorio
siciliano. Se dovessimo giudicare ricorrendo alla storia, non
Attacco personale a tutto campo del Presidente della Regione, Raffaele Lombardo,
contro il Ministro dell’Ambiente, Stefania
Prestigiacomo. Nei giorni precedenti la
Prestigiacomo aveva polemizzato duramente con Lombardo ed il Governo Regionale ma sempre su di un piano strettamente
politico ed amministrativo.
” «Non si riesce a trovare, aveva scritto la
Ministra, nemmeno cercandolo con pazienza e con serenità oggettiva, uno spunto positivo, qualcosa che faccia pensare che il
Governo Siciliano stia cercando di uscire
dalla situazione di totale stagnazione in cui
si trova l'isola… l'immobilismo e l'incapacità di assumere decisioni da parte del governo regionale rischiano di isolare la Sicilia allontanandola dalla ripresa economica possibile. Non una sola via d'uscita è
stata sinora prospettata, non un solo provvedimento che aiuti un'economia in grande
disagio, non un progetto che aiuti le imprese, i lavoratori..
L’impegno principale di Lombardo per la
Prestigiacomo è“la collocazione di uomini
suoi in tutti i posti possibili in barba alla
meritocrazia e per continuare ad occupare
i posti chiave. Mentre la Sicilia rischia il
tracollo definitivo. L'unico grande annuncio che ha saputo dare è stato quello della
concessione ventennale per Gela all'Eni.
Ne sono felice … peccato che basta rileggere la Sicilia di un anno fa per trovare
l'annuncio degli stessi investimenti che l'E-
tutte le presenze straniere sono state positive nella nostra
area industriale, in quanto la globalizzazione dei mercati
spesso ha prodotto la chiusura di produzioni dopo
l’acquisizione, mi riferisco alla presenza della DOW che
acquisendo la produzione dei polioli di ENICHEM, dopo
pochissimi anni ha chiuso tutti gli impianti, ma abbiamo
anche esperienze positive consolidate come la
ESSO della EXONN MOBIL. Sono del parere che con LUKOIL , al territorio si presenta
un’altra possibilità di rilancio dell’area industriale nel settore della raffinazione, infatti la
raffineria legata al’estrazione, può assorbire
meglio i contraccolpi delle variazioni di mercato. Inoltre LUKOIL dove insiste con i suoi impianti, ha mostrato attenzione al territorio intervenendo in modo tangibile. Quindi
l’esperienza fatta con ERG dovrà essere da
esempio per evitare di perdere una ulteriore
opportunità di sviluppo. Mi riferisco alla vicenda del rigassificatore , che è diventata una vera telenovela,
la Regione deve decidersi ha dare le autorizzazioni, con le
prescrizioni che ritiene opportune, ma deve decidersi, perché è una indecenza politica non consentire ad un territorio
di cogliere i risvolti positivi di un investimento privato di
questa portata. Come tutta la vicenda che riguarda l’accordo
di programma, bisogna incalzare il Governo nazionale che
convinca l’ENI a prendere l’impegno a chiudere il bilanciamento dell’etilene nel sito, con la costruzione di un impianto, considerando che c’è l’impegno finanziario del Governo
nazionale di 160 mil. e di quello regionale di altri 60 mil. di
€. A questo proposito credo che il sindacato siracusano
deve riprendere quel percorso unitario che con la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini insieme a tutti coloro che
hanno a cuore le sorti di questa provincia, in passato ha
consentito il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Mario Rizzuti
Segretario Filctem Cgil
L’ottimismo di chi ha redatto questa nota mi lascia perplesso. Il nostro territorio, dopo una deturpazione durata 40
anni da parte di ERG, viene venduto alla russa LUKOIL
come un sacco di patate, senza che il Governo nazionale e
regionale ne sappiano niente,senza che i nostri enti locali
ne sappiano niente. E’ la logica del mercato globale?. No,
è il solito atteggiamento della ERG e del padre padrone Garrone (nella foto), trasmesso anche agli acquirenti russi. Penso
che nessuno delle autorità politiche indicate ne sappiano
qualcosa di approfondito, perché sarebbe una scorrettezza
senza limite che ne abbiano saputo qualcosa e non abbiano
avuto l’educazione e la sensibilità di avvertire il territorio con
una conferenza stampa, dove era possibile formulare domande e aspettarsi risposte.Erg mantiene ancora un 40%
dell’azionariato ma è prevedibile che anche questa quota sia,
nel tempo, assorbita dalla LUKOIL. Per noi è un bene o un
male? Chi ha scritto propende per il bene con argomenti, a
mio avviso, molto deboli : “la raffineria è legata
all’estrazione e può assorbire meglio i contraccolpi delle variazioni di mercato. Inoltre LUKOIL dove insiste con i suoi
impianti, ha mostrato attenzione al territorio intervenendo in
modo tangibile”.Certo, peggio di ERG non è possibile fare:
ha trattato per anni Siracusa come una colonia da sfruttare
selvaggiamente, senza rispetto per niente: l’ambiente, la città,
il lavoro, lo sviluppo... Ha soltanto assoldato alcuni politici
(ne risparmio i nomi per decenza ,tanto li conoscono tutti),
comprato i sindacati con poche assunzioni come tanti altri
politici. Con LUKOIL andrà meglio ? E perché dovrebbe andare meglio? La verità drammatica che nessuno dice è che
non siamo più padroni a casa nostra, del nostro territorio, e
nessuno farà qualcosa perché lo si possa ridiventare. Lombardo viene a Siracusa a parlare giustamente contro i ladroni
che hanno approvato nel 2004 il PRG e diversi Porti Turistici.
Ma dell’ISAB-ERG, di Lukoil, neanche una parola. Questo
passaggio di proprietà non lo disturba, il suo autonomismo
siciliano (che è tutto da ridere) non gli provoca fremiti di indignazione, ammesso che qualcuno possa per un istante credergli.Nel 1970/1971 fu consentito ad ISAB di istallarsi a Siracusa, nella stupenda Targia, di costruire un pontile dove
fare approdare migliaia di petroliere, di fare diventare questo
lembo di terra meravigliosa, un’area da raffinazione, di quelle che oggi vengono rifiutate in tutte le parti del mondo, anche
nella Russia di LUKOIL. Ecco a cosa comporta la svendita
del territorio!! Ai mascalzoni che cercano di vendersi il Porto
Grande per lo “sviluppo” (lo si diceva anche per l’ISAB), andrebbe richiesto un parere su questa vendita, o meglio, andrebbero cacciati dalla città con ignominia, come gli egiziani
cercano di fare con Mubarack. Gentaglia da postribolo quelli
del 1970/1971, gentaglia da postribolo quelli di oggi.!! (sb)
Brava Stefy, Lombardo disgustoso
ni aveva concordato con il Ministero
dell'Ambiente. Poi è arrivata la Regione e
l'Eni ha rivenduto le stesse condizioni per
l'accordo in pratica per la
seconda volta. Un po' alla
Totò, in fondo. E con la Sicilia a far la parte di chi
paga due volte quel che aveva già comprato».
Ed ancora “«..anziché avere un Governatore che difende la Sicilia sana, ne
abbiamo uno che promuove
lo stereotipo della terra
mafiosa per giustificare il
proprio immobilismo: termovalorizzatori no perché
c'è la mafia, quindi soffochiamo con la spazzatura
sopra la testa; rinnovabili
no perché c'è la mafia, e
quindi continuiamo ad inquinare. E così la Sicilia che primeggia, come quella del pomodorino di Pachino viene
bollata anch'essa di mafiosità».
Infine il dato politico : “Quando ci saremo
liberati di questo governo dove tutto è concentrato nelle mani di Lombardo, candidato
ideale per la presidenza potrebbe essere
Gianfranco Miccichè. ”
**
La replica di Lombardo è stata furente,
scomposta, ai limiti (?)
dell’offesa personale. La
Prestigiacomo, scrive
Lombardo, è nervosa perché sente che il tempo delle
“veline” promosse Ministro sta per finire
(allusione pesantissima al
bunga. bunga); che non ha
fatto niente per la Sicilia se
non promuovere la presenza di gruppi industriali venuti per distribuire mazzette; la Prestigiacomo, come
il “suo”deputato Miccichè,
sul piano elettorale non
valgono niente senza avere
alle spalle la forza mediatica e finanziaria di Berlusconi che sta per esaurirsi.
Evidentemente Lombardo ha ritenuto che le
vicende di Berlusconi e di Arcore ponessero
la Prestigiacomo in una posizione di debolezza e si è scatenato come se avesse di
fronte Nicole Minetti o la Carfagna o Sara Tommasi. Un attacco disgustoso, ma-
Comunale a +2052 TeatroVerga +2159
Il cantiere c’è, i litigi anche: meno male che c’è Visentin
In arrivo altri ritardi, va male insomma per l’ex Verga
schilista, da un personaggio rozzo, arrogante, che dovrebbe spiegare ai siciliani tantissime cose, a cominciare dalla corposa indagine giudiziaria che la Procura di Catania
ha predisposto su di lui. Una polemica politica scaduta in pesanti accuse personali,
allusioni infamanti ed offensive, indimostrate ed indimostrabili (..le mazzette).
Mi auguro che le donne del 13 Febbraio a
Siracusa, in occasione della loro manifestazione, diano alla Prestigiacomo la dovuta
solidarietà di fonte ad invettive generiche,
confuse, dette soltanto perché la Prestigiacomo è una donna.
Personalmente lo faccio a nome di questo
modesto settimanale: dalla Prestigiacomo ci
dividono moltissime cose, non ultima la sua
indicazione di Miccichè come presidente
della Regione (cadremmo dalla padella alla
brace…), ma il dissenso anche radicale e
netto tra noi non può autorizzare la denigrazione di un personaggio politico di rilievo, che è stata ed è, alla faccia dei suoi detrattori e dell’ imbelle che ci ritroviamo a
capo del governo regionale, una donna di
grande capacità ed intelligenza.
Lombardo,fino ad oggi,ha soltanto dimostrato di essere un clientelare, con pesanti
indizi di contiguità con la mafia,, una vera
catastrofe per la Sicilia, come scriviamo
ininterrottamente da 3 anni, anche quando
la Prestigiacomo e Miccichè (con Gianni e
Bufardeci) erano parte integrante della sua
maggioranza.
Via Crispi +1618
Vista la doppia buca anche una “toppa” andrebbe bene
2
Domenica 13 febbraio 2011
“Una classe dirigente marcia”
E’ l’analisi di Danilo Lenzo, scrittore siracusano oggi a Milano. Siracusa è
una Ferrari che chi ha il potere fa camminare piano per fare i suoi comodi
Danilo Lenzo, nel tuo libro Racconti al
buio, fai molti riferimenti a Siracusa, la
tua città natale....
È stato inevitabile. Sono molto legato alla
mia terra, alla mia città dove mi sono formato umanamente e professionalmente prima di trasferirmi a Milano nel 1995. In
quasi tutte le storie mi sono ispirato a vecchie esperienze siracusane, dirette e indirette, positive e negative.
Uno dei personaggi parlando di Siracusa
dice che è una città patinata ma che sotto sotto è una città corrotta, diabolica,
dove può succedere tutto. Spiegaci meglio.
Nel libro ho cercato di mettere in evidenza
le contraddizioni, le mille ipocrisie che
pervadono l’uomo, la società, un centro
urbano. Siracusa è una città ricca di vizi e
virtù. I vizi sono ben nascosti perché in
molti sono convinti che l’importante sia
“apparire” pubblicamente come persone
rispettabili, integerrime e anche ben vestite. Dietro le quinte, poi ognuno fa quello
che vuole anche cose molto cattive.
Sempre un personaggio sostiene che i
siracusani sono apatici e rassegnati. Un
luogo comune o cosa?
È l’esasperazione del noto “mi siddia”,
dell’immobilismo cronico, del non sprecare energia perché tanto non serve, perché
tanto non cambia nulla. Siracusa, analogamente ad altre città siciliane, potrebbe essere ricchissima. Tutti i cittadini potrebbero vivere nel benessere. Invece, ogni volta
che vengo, mi piange il cuore rilevare come continua ad allargarsi la forbice tra chi
sta troppo bene (pochissimi) e chi sta troppo male (la maggioranza dei siracusani). Il
problema è che spesso parte della classe
dirigente locale impedisce lo sviluppo, per
diversi e complessi motivi e interessi che si
Tutti i cittadini
potrebbero vivere nel
benessere. Invece, ogni volta che vengo,
mi piange il cuore rilevare come continua
ad allargarsi la forbice tra chi sta troppo
bene (pochissimi) e
chi sta troppo male(la
maggioranza dei
siracusani)
Dall’alto Danilo Lenzo oggi e in una vecchia
foto con la moglie Alice Politi a piazza Adda
allontanano dal perseguimento del bene
comune. Ci sono persone che tirano il freno. Questo va bene alla criminalità organizzata e anche alle Regioni del Nord che,
pur non disponendo delle stesse ricchezze,
“sono state lasciate” libere di svilupparsi,
di fare impresa e di creare un benessere
diffuso a vantaggio dei propri cittadini ma
sulla pelle dei siciliani.
Come mai non fai riferimento alla
"babbitudine" dei siracusani, sostenuta
a spada tratta da catanesi, palermitani..
Non condivido la versione di Siracusa come provincia babba. Al contrario ritengo
che sia tutto tranne che babba.
L’apparente bonarietà, l’immagine di cittadina tranquilla, è solo frutto
dell’esercizio di un grande potere di controllo su tutto. Sarebbe molto interessante
scoprire chi poi di fatto esercita questo potere, chi decide come e quando una cosa
deve muoversi.
Fuori dai vincoli letterari, cosa manca a
Siracusa per essere una città moderna,
civile, in crescita?
Ha tutte le carte in regola per essere una
città moderna ed europea. Serve soltanto
una cosa: un cambio radicale della classe
dirigente che consenta un rinnovamento
culturale sia nella gestione della cosa pubblica perseguendo davvero il bene comune,
sia nel modo di fare impresa.
Non mi interessano gli schieramenti politici,
servono ovunque persone nuove (non necessariamente giovani) e capaci di creare benessere per tutti, valide occasioni di sviluppo.
Cambiare è possibile ma è una strada in
salita e molte teste siracusane o si arrendono o fuggono altrove mettendo al servizio di
altri le proprie capacità, fuggono con la
morte nel cuore per non essere riusciti a
fare qualcosa per la propria città.
Quando nel libro sostieni che è inutile la
protesta degli studenti del Classico visto
che i fondi che cercano per avere una
scuola migliore se li sono pappati i loro
padri, che sono poi la classe dirigente della città, non ti sembra di andare giù in
maniera dura o non fai altro che esplicitare una verità che conoscono tutti?
Le situazioni sono state appositamente esasperate. I toni usati sono provocatori. Non
tutta la classe dirigente è marcia, ci mancherebbe.
Tutti, però, sanno cosa accade dietro le
quinte, dei rapporti clientelari, della strenua
difesa degli interessi di pochi a danni della
collettività, insomma dei soliti furbetti del
quartierino. Cambiare è possibile, innescando dei meccanismi virtuosi che garantiscano
più rispetto delle regole e meno approssimazione, più meritocrazia e meno clientelarismo.
Insomma, per te Siracusa cos'è oggi, nel
2011?
È una città molto bella e ricca di potenzialità. Usando una metafora: è una Ferrari costretta ad andare pianissimo perché ai soliti
noti va bene così, basta che magnano loro
tutto il resto può andare a rotoli.
Non sono voltagabbana, resto a destra
L’ex assessore Speranza spiga ikl suo distinguo con Granata e parla di una
scelta ideale e ideologica. No quindi al Terzo Polo che vacilla e non sceglie
Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo la costituzione di Fli, seppur con evidente e assoluto
poco entusiasmo, pur manifestando i miei dubbi e le mie
critiche all’interno del gruppo Siracusano, ho continuato a
seguirne l’evoluzione con l’auspicio che le contrapposizioni nazionali rientrassero e che si ritornasse nell’alveo naturale del centrodestra.
Non è stato facile per me giungere a questa decisione. È
stato un percorso intenso, molto profondo e doloroso. Lasciarmi dietro le spalle tanti anni di politica “condivisa”
non è stata una scelta semplice.
Il rapporto personale e l’amicizia con Fabio Granata per
me restano immutati, le nostre strade si dividono per una
visione diversa della politica.
Il terzo polo e la deriva di fli sempre più a sinistra non potevano più essere percorsi condivisibili.
Non condividendo le posizioni di Fini e di Fli, e quindi
anche le posizioni ancor più estreme di Fabio Granata nelle vicende locali e regionali, non posso per mia cultura,
storia personale e politica fare parte di questo gruppo politico.
Ho deciso di aderire a La Destra – Alleanza Siciliana con
Alessandro Spadaro (Spadaro e Speranza nella foto) con
il quale ho sempre condiviso le posizioni e la voglia di
“fare politica” attiva e libera da qualsivoglia condizionamento.
Ritengo che essa sia l’unica realtà che rappresenti chi come me voglia far emergere le istanze della “destra” nella
le della coalizione del centrodestra di oggi e di domani.
Certamente la mia non può essere considerata una scelta di
comodo.
Non è una scelta che mi “offre” alcun incarico. È una sfida
che insieme a tanti amici vogliamo raccogliere. Non è un
cambio di “casacca”: io sono sempre stato di destra ed oggi
non faccio altro che ribadirlo.
Cesare Alessandro Speranza
politica del nostro paese.
La Destra si colloca naturalmente nella posizione ferma e lea-
Le “perplessità” manifestate da Speranza, Granata se le
sentirà ripetere da altri amici suoi e di Fini. Una cosa è
avere condiviso e pensato ad una terza gamba (dopo PDL
e Lega) della maggioranza di centrodestra, altro è partecipare ad un progetto di Terzo Polo che non sa dove collocarsi (a destra o a sinistra ?), altro ancora è ipotizzare
una “grande” alleanza anti Berlusconi con il Centrosinistra, con il PD, Vendola, Di Pietro, Sinistra Unita, Saviano,
Santoro, Fazio, Floris, Litizzetto ….
Tutta roba indigesta per chi ha militato o è nato a destra
ed è rimasto con Fini pensando di essere a “destra” non
in compagnia di Vendola.
Anche l’antiberlusconismo militante, per certi versi condivisibile (Ruby gate), non può sfociare in una guerra al
PDL in nome di un moralismo che a sinistra non è mai
esistito (sono per i matrimoni omosessuali, per la droga
libera, per il sesso libero, mostrano segni di tolleranza anche per i pedofili…).
3
Domenica 13 febbraio 2011
Granata sfida Visentin
Il teatro oggetto della disputa. “Mutuo inutile”
dice il deputato. “Una balla” replica il sindaco
Fabio Granata in questa fase non è sereno. Diciamo questo perché difficilmente in
passato il deputato siracusano avrebbe fatto la gaffe che invece ha fatto sul teatro
comunale. Il nervosismo porta a questi inciampi e Granata è senz’altro nervoso, per
tutta una serie di fatti, non ultimo l’attacco
mediatico a cui è sottoposto da qualche
settimana a questa parte.
Nel merito Granata dice diverse inesattezze. La prima riguarda la prodigiosa e gratuita opera dell’Istituto regionale del restauro sul nostro teatro. L’opera non è
prodigiosa visto che, visitando la struttura,
e come in parte evidenziano le foto riprodotte, ci sono tutta una serie di brutture
che l’Istituto ha lasciato a duratura traccia
del suo lavoro. E poi l’opera in questione
non è nemmeno gratuita, anzi è costata al
Comune 216 mila euro, che non sono bruscolini. Certo, l’Istituto ha chiesto di servirsi di alcuni tecnici che sono costati anche più di 70 mila euro cadauno. Il Comune al contrario oggi sta svolgendo questi
stessi compiti a costo zero, e cioè utilizzando le risorse umane di cui l’ufficio Ortigia
dispone. Si poteva fare lo stesso anche prima.
La seconda inesattezza riguarda la possibilità che bastavano solo gli arrendi scenici
per inaugurare il teatro, come a dire che il
mutuo voluto dal sindaco Visentin era inutile. Non è affatto così e questo meglio di
noi lo spiega il sindaco nell’articolo a lato.
Per non dire dell’affermazione relativa al
rilancio di Ortigia, dovuta per il 90 per
cento alla politica di Granata nei beni culturali. Granata ha certamente portato fondi, ma allo stesso modo si sono impegnati
in tanto, lo stesso Visentin quando era assessore e Vinciullo quando si è occupato
del teatro. E 100 altri ancora. In ogni caso
la battuta è alla Pippo Baudo, ho fatto tutto io…
Diciamo un infortunio e mettiamoci una
pietra sopra. Oggi è importante che il teatro comunale sia completato, queste baruffe hanno rotto le scatole, e hanno anche
portato danni immensi, basta leggere il
nostro tormentone in prima pagina che
parla apertamente di cinque anni di ritardi
e di ignominie varie. Oggi Visentin dice
che a costo di andare tutti i giorni nel cantiere del teatro comunale questa opera va
completata a qualunque costo. Noi gli crediamo, Granata non sappiamo, molti altri
invece, ne siamo certi, cercheranno di mettergli i bastoni fra le ruote. Siracusa questa è!
Riceviamo e pubblichiamo:
Il grande calderone
della politica italiana
è nuovamente in ebollizione, a Roma
come a Palermo come a Siracusa. Ad
oggi è impossibile
determinare cosa accadrà a Roma come a
Palermo come a Siracusa.
Per fatti interni alla
politica, per circostanze esterne(leggi
magistratura)
tutto
potrebbe precipitare
e gli italiani saranno
di nuovo chiamati
alle urne, così a Roma come a Palermo, e vi è chi giura anche a Siracusa.
L’anomalia italiana, se di anomalia si può parlare, consiste
in uno scenario di possibili alleanze, che vede i politici accantonare i Valori cosiddetti irrinunciabili, che per brevità
chiameremo la “Visione della Vita” e di conseguenza la
società che si vuole costruire, accantonare la visione del
futuro, di quello che dovrebbe essere patrimonio della Politica del grande sogno, per calarsi semplicemente ed esclu-
Granata attacca il sindaco Visentin sul teatro comunale e
il primo cittadino replica duramente a un attacco che ritiene
fuori luogo e gratuito.
“Mi sorprende amaramente la totale mancanza di memoria
storica del sindaco Visentin sull’iter di recupero del teatro
comunale – afferma Fabio Granata - . Se qualche anno fa
non avessi rivoluzionato il progetto d’intervento, fermo da
quaranta anni su un progetto privato ultra miliardario, affidando all’istituto regionale per il restauro una progettazione
gratuita e lavori complessi e velocissimi che hanno di fatto
reso possibile la riapertura, oggi non si parlerebbe di riapertura . La decisione del mutuo ha allungato i termini poichè
l’istituto ha completato del teatro e bastava finanziare arredi
e movimenti scenici per riaprire”.
“Avevo anche trovato i fondi con il ministero ma prima di
diventare antipatico a Bondi – dice ancora Granata - . Ora si
riparte con un recupero anche degli uffici e ne sono felice
ma la “rimozione” dell’intervento che rende possibile la
fase finale dei lavori e’ significativa e grave. Ortigia e’ stata
recuperata al novanta per cento attraverso la mia azione di
governo sui beni culturali: non permettero’ piu’ a nessuno,
a iniziare dal teatro, di far finta di dimenticare e di tentare
di acquisire meriti nella realta’ molti limitati, da parte di
questa e della precedente amministrazione comunale”.
Sin qui Fabio Granata. Il sindaco Visentin è palesemente
contrariato di una polemica che ritiene immotivata.
“Abbiamo solo fatto un verbale di consegna dei lavori –
dice -. Non abbiamo invitato nessun giornalista e nessun
politico. Da giovedì della scorsa settimana sono quindi scattati i 20 mesi necessari per il completamento. Non c’è stata
nessuna manifestazione e nessuna conferenza stampa se è
questo che innervosisce l’on. Granata, oggi è invece diventato necessario informare la città e quindi convocare televisioni e giornalisti. Prima, correttamente, avevamo solo fatto
uno scarno comunicato anche perché Siracusa non ha bisogno di annunci ma di vedere finalmente il teatro completato
e ho quindi deciso, insieme all’assessore Messina, di portare avanti questa linea.. Non ho parlato di nessuno, non ho
dato nessun merito e non capisco davvero perchè questo
signore (Granata ndr) se la sia presa, tanto da fare un comunicato incomprensibile. Si poteva finire senza il mutuo?
Forse si poteva completare una sala, ma sarebbe mancato il
completamento di tutto il teatro, mancano gli infissi, mancano una quantità industriale di cose da fare, insomma Granata ha perso una buona occasione per stare zitto. E’ chiaro,
basta visitarlo il teatro per rendersi conto la consegna immediata è una balla, lo dimostrano le condizioni di fatto che
tutti possono constatare. Io sono un pragmatico. Con la precedente amministrazione sono stati spesi 4,9 milioni per
lavori necessari. Per finirlo oltre ai 5,5 milioni che abbiamo disponibili occorre un milione e 500 mila euro per gli
impianti scenici”.
Claudio Benanti
Fileti (Pid): Il Fli
racconta le favole
sivamente nel triste presente. Ecco possibile l’alleanza tra
FLI-UDC-API e contorni vari, e tra questi ed il PD e chissà,
forse, anche con ciò che si colloca alla sinistra del PD, con la
sola esclusione dell’Italia dei Valori, troppo rozza … non fa
chic, disturberebbe i moderati. Gli uomini del FLI si affannano a spiegare che non si tratterebbe di una alleanza politica,
ma di una necessità provocata dall’emergenzialità del momento politico.(!?)
Vale a dire l’Italia per costoro è paragonabile alla Tunisia,
all’Egitto ecc., vi è un tiranno da abbattere, tutto il resto conta poco e niente. Ciò è palesemente falso e fuorviante, anche
per coloro che non hanno in simpatia l’on. Berlusconi. E poi
perché gli italiani si dovrebbero fidare di coloro che fino ad
ieri sono stati attori cooprotagonisti dell’azione di governo?
A Roma, a Palermo la stessa logica ed a Siracusa?
A Siracusa ci propongono “il governo dei migliori”, ottime
le personalità che sono state citate, ci chiediamo non vi sono
altri “migliori”? Chi è che stila una simile la graduatoria? I
signori del FLI, dell’UDC o dell’API?
Quando la politica cede il passo a parole d’ordine quali “il
governo dei migliori” tende a creare suggestioni che coprano
il proprio vuoto e l’incapacità ad assumersi responsabilità.
La Politica si esercita con assunzione di responsabilità, non
con la fuga delegando la cosiddetta società civile; la Politica deve avere Valori di riferimento da cui fare scaturire il
proprio progetto di società, che abbia la capacità di attrarre
chiunque, in tutti i ceti sociali, lo trovi affine al proprio
sentire.
Siracusa è una piccola provincia ed ogni dirigente politico è
per lo più conosciuto dalla nostra gente, con la sua piccola
o grande storia personale, con il grado di credibilità e di
concretezza che ognuno si porta dietro.
Ai siracusani ci permettiamo di fare osservare quanto segue: i rappresentanti di quelle forze politiche che oggi fuggono dall’assunzione di responsabilità, erano, fino ad ieri,
presenti in forza all’interno dell’amministrazione della città
di Siracusa e della Provincia Regionale.
Punto di domanda: per fare dispetto ai siracusani avevano
indicato i loro peggiori rappresentanti?
Si asserisce, da parte di costoro, che al comune capoluogo
ed alla Provincia Regionale i vertici non hanno maggioranza in Consiglio? le opposizioni, vecchie e nuove, promuovano la “sfiducia”, se l’otterranno si andrà al voto.
I nostri concittadini diranno da chi vorranno essere governati e quelli saranno i migliori!
Un ultima osservazione il rappresentante dell’API, che come è noto proviene dal PD siracusano, ha dichiarato che la
nuova alleanza indicherà i propri candidati a Sindaco nelle
città dove si vota, il PD se vorrà li potrà votare altrimenti………………. , è già finita “la emergenzialità”?
Carmelo Fileti
Segr. Provinciale PID
4
Domenica 13 febbraio 2011
Titti, o Titti
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
Riceviamo e pubblichiamo:
Ho appreso che il cementificatore 1° in
Classifica si sta lamentando. Sostiene che
senza cemento Siracusa sarà economicamente distrutta. Perchè? C'è altro da distruggere? Avendo amministrato la rubrica
regionale del Turismo si sarebbe potuto
impegnare meglio per l'incremento turistico del territorio, evitando di mangiarsi gli
ultimi lembi di natura miracolosamente
intatti.
Paolo Giansiracusa
Questi vigili
sanno fare
solo le multe?
Uscire da lavoro alle 13,40 e raggiungere
casa dovrebbe essere ovvio per qualsiasi
lavoratore, purtroppo non è così, grazie ai
numerosi cantieri che costellano la città ed
alla sorveglianza inesistente di chi a ciò è
preposto.
Ore 13,42, piazza della Repubblica, cerco
invano di entrare in Largo II giugno, ma è
impossibile, automobilisti da me definiti
deficienti, sono parcheggiati controsenso a
fianco delle impalcature elevate per la ristrutturazione di un palazzo, incuranti che
chi viene dal senso contrario non possa
passare. Il mio tentativo dura per ben un
quarto d'ora, perchè chi viene dall'altra parte non vuole sentirne di far passare i malcapitati che vogliano accedere al largo suddetto. Telefono ai vigili urbani, chiedo se
vi sia qualche macchina in zona, ma mi
viene risposto che devo aspettare più di 10
minuti.
Quando si conclude l'uscita dei ragazzi della vicina scuola, " i deficienti" parcheggiati
a ridosso dell'impalcatura cominciano a
muoversi e mi consentono di immettermi
in Largo II giugno. Purtroppo non è finita,
giunta a piazza della Vittoria mi immetto
nella stradina che mi condurrà nei pressi
dell'hotel del Santuario, ma ecco anche qui
un intoppo, vengo dirottata su via Giuseppe
Di Natale, trovando un traffico assurdo, del
genere di quello che si verificò qualche anno fa per la chiusura di via Elorina. Vengo
al dunque, non sarebbe più facile porre un
divieto di parcheggio per gli automobilisti
deficienti, divieto da far rispettare a suon di
multe? non sarebbe più facile porre un cartello con su scritto "Strada aperta solo ai
residenti" in prossimità di un cantiere, onde
evitare agli automobilisti degli inutili girotondi?
I vigili sono allertati solo a prendere contravvenzioni ai poveri automobilisti che a
mezzanotte parcheggiano al Molo Sant'Antonio nel posto dei pullman turistici, che
"ovviamente" potrebbero piombare a Siracusa in piena notte, o a prendere contravvenzioni agli automobilisti che in via Roma, poco più avanti dell'ufficio tecnico
hanno l'ardire di parcheggiare anzichè ad
un metro dal palazzo a 90 cm? (i vigili come fanno senza metro a calcolare la distanza di un metro? dove è scritto che in quel
luogo gli automobilisti debbano attenersi a
questa distanza?)
Gabriella Dotto
Grandi donne crescono
Oltre sessanta recensioni per Sangue di cane della
talentuosa scrittrice/giornalista Veronica Tomassini
A Siracusa grandi donne crescono. Questa
seconda puntata sull’universo delle eccellenze femminili siracusane è dedicato alla giornalista e scrittrice Veronica Tomassini. Detentrice del successo letterario italiano
dell’anno, il suo Sangue di cane, un romanzo d’amore impossibile e doloroso vissuto in
una Siracusa metafora dell’ipocrisia del
mondo, primatista di recensioni (oltre 60) su
blog, web, carta stampata, radio. Segnalata
su Tutto libri della Stampa, Il
Giornale, D di Repubblica,
Stilos, Rolling Stones, interviste a Fahrenhait 454 di Radio
Rai ed infinite segnalazioni
dei maggiori critici italiani.
Un caso letterario fra i più
sconvolgenti della narrativa
italiana, frutto della sua esperienza giornalistica (ha iniziato nel ’94 con questo giornale
prima e poi con La Sicilia), ha
già pubblicato altri racconti:
l’Aquilone (al debutto con
Emanuele Romeo Editore),
Outsider, raccolta di racconti
(Bonanni Editore), la Città
racconta, raccolta di microstorie ambientate a Siracusa (Emanuele Romeo). Fino a Sangue di cane (Laurani editore). Il destino mi ha portato verso la scrittura, ormai divenuta il mio lavoro. Ma non è
stato mai facile né lo è ancora adesso: sempre risultati a metà strada, illusioni, probabilmente causati dalla marginalità geografica, dal provincialismo di una città che non
ti aiuta mai frenando ogni velleità; probabilmente per colpe mie, ragioni personali,
perfino mancanza di coraggio, che mi han-
no frenato nella convinzione che, lo confesso, è stata sempre quella di andare altrove.
Cercavo continuamente le condizioni giuste, l’età giusta, che non arrivavano mai.
Tuttavia, anche se sono rimasta e, forse,
resterò ancora a Siracusa chissà per quanto, con questo romanzo con la testa ho già
superato lo Stretto da un pezzo, proiettata,
anche solo nel pensiero, in un altro luogo
capace di darmi opportunità più concrete
di quelle offertemi
dalla mia terra.
Come mai sei sempre
attratta da tematiche
dolorose, di emarginazione, e non ti sei rivolta ad altri filoni
narrativi?
Una volta ho letto una
frase di Herta Muller
(scrittrice di origini
rumene, perseguitata)
che diceva: per fortuna è la vita che ti da
il soggetto della tua
poetica. Insomma una
può scrivere sempre
la stessa cosa, un regista fare sempre lo stesso film per una
vita, perché sono le tue esperienze a dettarti le cose, a determinare una propensione rispetto ad altre. Ed io sono sempre stata colpita dalle marginalità, probabilmente
condizionata dalle lettura di un libro,
Chrisitane F, noi ragazzi dello zoo di Berlino, quando avevo soltanto nove anni. Testo estremo, duro, atroce. Che mi ha indotto ad osservare le cose con occhio diverso
per tutta la mia vita. Ma credo che niente
sia stato buttato lì per caso. Evidentemente la
mia scrittura doveva assurgere ad un valore
testimoniale. Per raccontare uno spaccato di
questi anni, le grandi migrazioni di uomini,
del loro dolore storico approdato nelle nostre
coste, venuto quasi a scaglionarsi; questa
sorta di debito dell’Occidente con la pancia
piena che pensava di lavarsi le mani su ciò
che accadeva al di là della cortina di ferro.
Non potevamo pensare di rimanere nelle nostre case calde e confortevoli senza pagare
mai questa miseria del mondo, il prezzo del
nostro disinteresse se non peggio. Non ho
mai voluto fare un esercizio di morale. Mi
sembra incredibile lo sia diventato, però,
nell’abiezione, nutrendosi di miseria umana,
di defettibilità. Forse la morale che preferisco, più autentica è quella dei vinti, fuor di
retorica perché parla di cose vere, di realtà,ripulita dall’ipocrisia che impregna la nostra cultura. Il tuo futuro? Credo d’avere la
scrittura nel mio destino anche se non so come si evolverà perché non ho mai raccontato
delle cose ragionandoci prima, l’ho fatto
d’istinto. È stata la vita a suggerirmi le cose.
Vivo senza la paura che mi raccontano gli
altri; se penso, cioè, di rinnovare con il prossimo libro il successo di questo. Se così fosse
avrei finito di scrivere. Sangue di Cane è una
grandissima storia d’amore i cui picchi
drammatici, secondo me, è ridicolo tentare di
superarli. Non mi precludo nulla tuttavia. Ho
già scritto un nuovo romanzo del quale si occupa un agente per collocarlo. Titolo top
secret. Comunque ho scritto un’antologia di
racconti d’amore per Transeuropa insieme a
scrittori importanti. Resta da chiedersi come
guarderà Siracusa a questi figli preziosi.
Nuccio Gemma
Non è tempo di chiacchiere
La coesione di azioni condivise tra imprese e istituzioni andrebbe
estesa anche alle varie associazioni dei cittadini che a vario titolo
intervengono nelle questioni di interesse pubblico.
Spesso il loro parere, le loro proposte non vengono prese in considerazione perche' mettono al primo posto la
salvaguardia della salute di tutti i cittadini
oltre al rispetto dell'ambiente e del territorio,
non per porre ostacoli al sistema burocratico
già di per suo ingarbugliato, in quanto le imprese e le istituzioni valutano le prime gli utili, le seconde o per meglio dire i politici ai
meriti da prendersi per poi poterli sfoderare
in campagna elettorale.
Specifichiamo meglio che oggi gli imprenditori che sembrano infettati da un contagio
virulento che possono investire i propri capitali all'estero e delocalizzare la propria azienda lo fanno per risparmiare sui costi del
personale e per trarre da tutto cio' maggior
guadagno a scapito dei lavoratori italiani
che possibilmente hanno contribuito a far
crescere l'azienda.
Per questo tutti i consumatori dovrebbero preferire il made in Italy
ai prodotti stranieri.
Tornando ai politici, oggi litigano sul rigassificatore, cosi' come
alla realizzazione di altre strutture per non perdere i soldi dei finanziamenti pubblici e privati.
Non si puo' dire che per combattere la crisi economica e la disoccupazione bisogna investire in progetti che non sono sicuri al 100%
per la salute dei cittadini nel breve o lungo periodo e per l'integrità
del territorio (+ cemento - verde). Abbiamo gia' il polo petrolchimico piu' grande del territorio nazionale e le centraline che monitorizzano gli inquinamenti di tali impianti (installate dalle stesse aziende)
non registrano mai valori fuori dalla soglia, mentre abbiamo il piu' alto tasso di
mortalità per i tumori e malformazioni
proprio in quelle zone.
Mentre le centraline collocate in città danno altri risultati e l'aria che si respira nella
zona alta di Siracusa cosi come a Priolo
satura di uno sgradevolissimo "odore"
spesso la sera e nelle giornate di pioggia.
Non si puo' non considerare l'altissimo valore che si registra sempre in città del PM
10 come un dato normale in quanto causa
di tante malattie respiratorie che affliggono tanti cittadini.. Chiamando in causa i
Ministri (nostra concittadina), ai politici
regionali e locali oltre che la Procura nessuno si e' preoccupato di dare un risposta
in merito a chi ha chiesto delucidazioni e soluzioni.
Questo mi preoccupa, il silenzio per l'aria della morte, l'assenteismo
delle istituzioni.
L'Italia e' fatta da tutti noi, oggi ci sono troppi squilibri sociali, economici, continuando su questa strada finiremo come in quei paesi in
cui gli abitanti vogliono avere gli stessi diritti e le stesse possibilità
che oggi hanno in pochi che spesso sono al potere.
Fabio Bruno
5
Domenica 13 febbraio 2011
De Benedictis e Granata? Esilaranti
I due deputati siracusani di Pdi e Fli si accorgono improvvisamente che il governatore Lombardo è un signor pigliatutto. Tutto da ridere, anzi da piangere
«Abbiamo dato vita ad un Governo tecnico
– scrive Granata in un comunicato - sacrificando 2 ottimi assessori come Nino Strano e Luigi Gentile alla volontà del presidente, e se lo abbiamo sempre sostenuto
ciò non significa che Futuro e Libertà si
accontenta di vivacchiare senza voce in
capitolo. Dobbiamo accelerare l'azione di
Governo, concordare le
nomine regionali solo in
base alla qualità e al merito e sopratutto costruire
alleanze coerenti con la
strategia del Nuovo Polo e
del Governo». Come dire,
riscriviamo subito le regole della nostra convivenza
per evitare, pare di capire,
che si proceda in ordine
sparso. E su questo il parlamentare siracusano sembra alquanto chiaro nel
ribadire che Fli non farà la
parte di chi “tiene la candela”, come si direbbe in
questi casi, ma vuole essere protagonista al
pari degli altri, ad iniziare proprio dal gruppo del presidente, Mpa.
«Io non posso richiamare i miei dirigenti di
Ragusa – continua Granata - alla coerenza
sulle alleanze quando ad Agrigento avviene
ciò che avviene. O quando l'Mpa a Catania
indica due assessori a Stancanelli. Fermiamoci ora e assumiamo le decisioni opportune, prima che si innesti un processo di
sfaldamento della maggioranza e del Governo della Regione. Futuro e Libertà è
leale alla alleanza ma pretende rispetto».
**
"L'uso personale che il Presidente Raffaele
Lombardo fa sempre più spesso delle nomine nell'amministrazione e
nel sottogoverno, al di là di
ogni criterio di
merito e di equilibrio, è frutto di
un atteggiamento
inconcepibile del
quale Lombardo
si assume da solo
la responsabilità.
Un atteggiamento buono forse
per 'passare la
nottata', ma che
certamente non
guarda lontano". Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all'Ars.
"La disponibilità del PD nei confronti del
governo regionale - aggiunge - è finalizzata
ad iniziative utili per la Sicilia, niente a che
vedere con tutto questo".
"Le nomine recentemente disposte non
hanno nulla di partitico ma si tratta solo di
scelte di natura tecnica, in quanto si tratta
di dirigenti della Regione Siciliana". Il vicecapogruppo del Mpa all'Ars Nicola D'Agostino ribatte così a Roberto De Benedictis (Pd). "Sono dunque scelte che si muo-
vono in direzione del rafforzamento dell'
amministrazione regionale - aggiunge - in
tutte le controllate e partecipate e non presentano sicuramente alcun accenno di partigianeria ".
**
Granata e De Benedictis in queste note
sono esilaranti. Sembrano non conoscere
Lombardo, mentre lo
conoscono benissimo. Lombardo, in
materia di nomine,
regole non ne ha mai
avute, o meglio, ne
ha avuta una soltanto: “arraffare” (da
qui il nome “Arraffaele” Lombardo) tutto, infischiandosene
delle regole, dei patti, delle convenienze
… niente di niente. Tutto mio !. Così ha
fatto con l’ex UDC (oggi PID), così ha
fatto con Miccichè, così fa con il PD.
Anzi con il PD è ancora più feroce: fuori
della Giunta, fuori dal sottogoverno, fuori dall’alta dirigenza, fuori da tutto …
qualche favore e questo, per Lombardo è
più che sufficiente perché il PD lo debba
sostenere in aula, svenarsi per il suo Governo, pagando un prezzo politico altissimo sia all’interno del PD (dove gli anti
Lombardo sono cresciuti) sia nella società e nei rapporti con gli altri partiti.
A FLI (Fini) è andata meglio, ha avuto assessori, nomine, dirigenti, pochi ma li ha
avuto. Centellinati ..ma è bastato a Fini a
farsi il partito in Sicilia. Di più per Lombardo non è possibile, checché ne pensi
Granata.
Perché Lombardo
si comporta così?
Perché “tutto mio” a costo di creare grosse incomprensioni tra alleati? Sicuramente
la ingordigia di
potere, il tentativo
massiccio
di
clientelizzare
“tutta” la Sicilia,
come ha fatto con
Catania (e questa storia il PD la conosce
benissimo). Ma potrebbe esserci anche una
seconda spiegazione: Lombardo ancora
non sa con chi allearsi alle elezioni, se a
sinistra, come sembra, o tornare a destra,
con Berlusconi, come finalmente temono
alcuni ambienti del PD prima lombardiani
sfegatati. Da qui la scelta di non dare potere a nessuno, di tenere tutto per se, per non
trovarsi domani ex alleati divenuti elettoralmente più forti. Insomma deve essere lui
a decidere chi vince la partita regionale,
raccattando tutti i voti clientelari possibili.
E fino ad oggi la stupidità di Cuffaro, Miccichè e del PD di Lumia e Cracolici glielo
ha consentito.
Lumini a Siracusa
In quel di Siracusa si vocifera di una vantaggiosa offerta fatta ad un onorevole del Pd. Si tratterebbe di una villetta ad un prezzo scontato in
una zona oggetto del contendere in questi mesi.
Quando una notizia del genere diviene nota ai
più è perchè il beneficiario vuol rendere visibile la propria integrità morale, magari per spenderla in campagna
elettorale. Immagino cosa abbia detto ai suoi : "Mi avevano offerto una villetta nella quale non avrei mai potuto
mettere piede, gli pare che siamo fessi" ; "neanche un minimo di eleganza, qualcosa di più discreto " e subito a fargli da eco: " sì, un incarico più prestigioso, più discreto,
una direzione lavori per esempio chesso per una cupola
oppure una direzione generale a Palermo”. Già perchè il
Pd, per quei pochi che non lo sapessero, è al governo della Regione. L'occasione era troppo ghiotta dopo anni di
austera opposizione, soprattutto in vista delle stabilizzazioni dei precari regionali; sappiamo tutti quanto siano
attenti alle tematiche del lavoro. Anche in queste occasioni pero il Pd dimostra la propria superiorità politico culturale. Anzicchè dire che l'alleanza era necessaria perchè
la Finocchiaro ha un debole per il presidente, sono state utilizzate le scuse migliori degli ultimi
decenni ( roba da fare cadere nel dimenticatoio
star come Pierino ): "Lombardo sta attaccando
quel sistema di potere politico mafioso che si è
cristallizzato in questi anni di mala gestione ". Mah, che
dire; meno male che una nuova destra ha portato le proprie
Luci a Siracusa . Decine di spettacoli, associazioni culturali in fibrillazione, danzatrici del ventre in sovrappeso pronte ad esibirsi; qualsiasi cosa pur di farsi un amico ed affittare qualche proiettore. Scusate ho scritto luci, volevo dire
lumini.
Andrea Genovese
Pippo Gianni smaschera Maniscalco
Secondo il deputato e leader del Pid c’’è il tentativo palese di depotenziare
l’ospedale di Augusta. Imbarazzante il totale silenzio del sindaco Carrubba
Sarà la Sanità ospedaliera a far saltare il governo Lombardo e a portarci alle elezioni anticipate? Il rischio va facendosi sempre più probabile al punto che i partiti
stanno cominciando a
mettere su le organizzazioni necessarie. E anche gli aspiranti candidati, come abbiamo letto
negli ultimi quindici
giorni, si stanno dando
da fare. Ma è proprio
quest'intreccio a far diventare ancor più radicale lo scontro su gli
ospedali tra i sindaci e il
presidente della Regione. Lombardo, dopo la
brutta esperienza Cuffaro finita come tutti conosciamo, ha consegnato la sanità regionale ad
un assessore che proviene dalla Magistratura.
Come a dire: "sfido chiunque, mafia compresa, ad andare a proporre il malaffare a
un assessore regionale sì fatto". Ma la sanità non è soltanto spesa farmaceutica, specialistica e presidi privati convenzionati.
La sanità è anche e principalmente ospedali
con i loro pronti soccorso e sale operatorie.
Considerato che il bisogno di salute è uno
di quelli che la gente sente maggiormente,
arriviamo alla esasperazione di quei sindaci
che temono la volatizzazione dell'ospedale
della propria città.
Nella nostra provincia, oltre all'Umberto I°
nel capoluogo, abbiamo quattro ospedali:
uno a Noto, uno ad Avola, uno ad Augusta e
uno a Lentini. " La questione dell'ospedale
mi sta molto a cuore per cui le scelte politiche ( se aderire al PDL o a Forza del Sud
n.d.r.) sono rimandate a dopo, quando la
problematica verrà risolta. Sull'ospedale so-
no pronto anche ad
andare a casa". E' il
sindaco di Avola, Antonino Barbagallo, a fare questa dichiarazione e
lo fa con coraggio,
correndo anche il
rischio di rompere
la maggioranza con
cui governa il comune e che comprende
l'MpA
di Lombardo. Anche il sindaco di
Noto ha i suoi problemi nel difendere
il mantenimento
dell'attuale assetto
dell'ospedale della
sua città. I problemi
sono quelli relativi
alla razionalizzazione della spesa
per ridurre i costi
dei servizi. Razionalizzare per l'ass.
Russo significa anche accorpare le strutture
presenti nel territorio in un'unico servizio
che diverrà comune per una determinata
area, in presenza di presidi ospedalieri viciniori. Ma dove la vicenda si accende nei
toni è ad Augusta. Qui non è il sindaco
Carrubba, forse distratto da altri problemi
da lui ritenuti più importanti, a condurre la
battaglia dell'ospedale della città messo in
discussione dal governo Lombardo. E' in-
vece Pippo Gianni a farlo e lo fa mettendoci su tutto il suo attuale peso politico di
deputato nazionale. Nel corso di un convegno dei Popolari per l'Italia di Domani, tenutosi a Melilli, l'on. Gianni ha voluto
smascherare l'ulteriore tentativo del presidente Lombardo di danneggiare la provincia di Siracusa, malgrado la presenza
dell'on. Gennuso nell'MpA. Dopo lo scippo dell'impianto di rigassificazione di Priolo, si cerca di depotenziare l'Ospedale di
Augusta. L'on. Gianni ha minacciato di
passare alle maniere forti denunciando come violazione di legge i provvedimenti del
dr. Franco Maniscalco, attuale manager
della sanità siracusana.
Un tempo si affermava "sinnucu picciriddu
paisi persu". Qui il sindaco della città in
effetti non c'entra ma quello della sanità, si.
Ma può anche essere il risultato di scelte
fatte troppo bene: incrementiamo gli ospedali delle città che amministriamo noi e
riduciamo gli altri? In barba al comma 6
della legge invocato dall'on. Gianni. Senza
alcun criterio di efficienza organizzativa nè
di efficacia del servizio nel territorio, cioè
senza considerare dove si è lavorato meglio
e con miglior risultati. I fatti e le vicende
umane però spesso si realizzano diversamente da come l' uomo li ha organizzati:
ricordo, per averne avuto il racconto, di un
personaggio della città morto in attesa prolungata di un'ambulanza, ed era amministratore o socio di parecchie cliniche private. Come dire che la sanità è veramente uguale per tutti.
Pepè Genovese
6
Domenica 13 febbraio 2011
Siracusane contro il bunga bunga
Domani la protesta contro Berlusconi sporcaccione davanti al tempio d’Apollo.
Ma c’è il sapore di qualcosa di strumentale e quindi di poco credibile
Riceviamo e pubblichiamo:
E’ in corso in tutto il paese una straordinaria
mobilitazione delle donne che “..non vogliono tacere o far finta che nulla sta accadendo
“ in merito all’arrogante e indecente spettacolo offerto dal Presidente del Consiglio che
offende tutte le donne italiane. Il modello di
relazione tra donne e uomini , ostentato da
una delle massime cariche dello stato , incide
purtroppo profondamente negli stili di vita e
nella cultura nazionale legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni . Il silenzio, di fronte alla sequela quotidiana di scandali e di immoralismo
pubblico, potrebbe renderci complici. Noi
non ci stiamo, non vogliamo tacere. Diciamo
con forza : ORA BASTA . Se non ora quando ? su queste parole d’ordine decine di migliaia di donne stanno sottoscrivendo
l’appello alla mobilitazione straordinaria di
domenica 13 febbraio che vedrà centinaia di
manifestazioni in tutta Italia. Anche a Siracusa domenica 13 alle 10,00 presso largo
XXV Luglio ( tempio di Apollo) si potrà testimoniare il proprio impegno per la dignità
delle donne rispondendo all’invito di oltre
200 donne di diversa estrazione politica e
culturale che hanno promosso
l’appuntamento .
Adragna Simona, Agnello Anna Maria,
Alicata Sabrina, Aliotta Noemi, Allegrezza
Elisa, Ambrogio Arianna, Amenta
Cetty,Amodio Sofia, Aprile Giusy, Arancio Giuseppina, Aripoli Cristina, Arnone
Simonetta, Attardo Lucia, Baio Silvia,
Barbarino Ilenia, Basile Graziella, BasileNella, Bedogni Marika, Bellino Carmela,
Bellone Carmen, Biondi Tiziana, Blandini
Carmela, Boscarino Silvana, Bramante
Pina, Brenna Marina, Buttà Simona, Cafeo Caterina, Calafiore Cettina, Caldarella Tania, Caligiore Elena, Campisi Cetty,
Canclini Adriana, Cannata Margherita,
Capodicasa Marcella, Carani Claudia,
Caramagno Milena, Carbonaro Carmela,
Carbone Linda, Carbonetti Antonietta,
Carpinteri Elisa, Carpinteri Graziella,
Caruso Nella, Caruso Roberta, Caschetto
Graziella, Cascio Simona, Castagna Maria
Concetta , Castelluccio Carla, Castelluccio
Carmen, Castelluccio Cetty, Castelluccio
Lucia, Castro Gabriella, Cassia Daniela,
Cavarra Maria Grazia, Chiarenza Giulia,
Cirone Marika Di Marco, Conte Pina,Coppa Maria, Contento Adriana, Corso Gabriella , Crucitti Donatella, D’Agata
Aurelia, D’Angelo Rosalba, D’Angelo
Stella, D’Antoni Enza, Degeronimo Rosalba, Demelio Enrica, De Michele Marina,
Desini Bianca, Di Paola Rossella, Di Pasquale Giorgia, Di Pasquale Patrizia, Di
Giovanni Marilia, Disco Rita, Di Stefano
Rosa, D’Izzia Giannella, Dotto Gabriella,
Drago Adriana, Fagotto Matilde, Falletta
Angela, Fascetta Chicca, Fascetta Lina,
Fatuzzo Pina, Fera Ornella, Ferla Lucia,
Ferla Marilena, Ferrara Anna, Ficara
Maria Grazia, Fichera Meluccia, Francicanava Maria Concetta, , Franzò Lucilla, Fucile Antonella, Gagliano Rita, Gatto Alessandra, Gatto Caterina, Garrasi Giusy,
Genovese Eleonora, Genovese Maria Rosa,
Gentile Rita, Germano Nadia, Giardinelli
Rosy, Giudice Rita, Giuffrida Pinella,
Grasso Salvatrice, Grienti Corrada, Griso
Susi, Imprescia Anna, Intagliata Marinella, La Leggia Concetta, La Mesa Pamela,
La Mesa Rosalba, Lampo Viviana, La Rosa Marina, La Spada Francesca, Leone Irene, Lombardo Lina, Lombardo Lucia,
Lombardo Nuccia, Lo Giudice Donatella,
Luca Maria, Magnani Marina, MahWaduge Daiana, Mangano Natalia, Mantello
Maria, Marciante Adriana, Martano Anna, Marino Anna Maria, Mauceri Pina,
Mauceri Raffaella, Messina Irene, Messina
Maricetta, Minardi Donatella , Minutoli
Caterina, Mirabella Anna, Mollica Lucia,
Monaco Cettina, Monte Anna, Motta Elisabetta, Motta Yvon, Moscatt Paola, Nicastro Mirella, Pantano Doretta, Pantano
Marcella, Petrolito Lucia, Pistritto Rita,
Prazio Adriana, Prezzemolo Giovanna,
Proietto Pucci, Quattrocchi Rosa, Raia
Marianna, Rabbito Clara, Rametta Alba,
Rametta Rita, Reale Anna Maria, Rinaldi
Nancy, Risino Corrada, Rizza Antonella,
Romeo Fiorangela, Rossitto Gabriella, Rubino Adriana, Ruggeri Loredana, Russo
Caterina, Salemi Claudia, Saraceno Lucia,
Sardo Giovanna, Sicuso Enza, Sindona Sil-
vana, Scerra Quadarella Lory, Schembri
Lydia, Sgarlata Maria Rita, Soares Lea,
Spada Giuliana, Spicuglia Nadia, Spina
Concettina, Spina Rita, Storaci Lucia Rita,
Sturiale Lucia,Tamburella Francesca,
TranchinaValeria, Trigilia Alessandra,Trigilio Rita, Trobbia Adriana, Tronco Nuccia, Troncon Maria Grazia, Tuttoilmomdo Danila, Uccello Vera, Uccello Pina, Urso Giuliana, Van Riett Carolina,
Valvo Laura, Veneziano Maria, Zanti Letizia, Zappulla Marina, Zuccaro Sabina
Grande mobilitazione delle donne siracusane. Il documento che pubblichiamo è stato
sottoscritto da centinaia di siracusane di tutte
le età e di tutte le provenienze. E non si tratta
soltanto di un documento, ma anche, di una
mobilitazione in piazza per manifestare la
propria indignazione. Mi auguro che abbia
una grande successo.
ORA BASTA . Se non ora quando ?
Questo è lo slogan dell’adunanza, chiaramente rivolta contro Berlusconi, le notti di
Arcore, il bunga bunga, l’Olgiatina,
l’esercito di ragazze reclutate tra Milano,
Roma ed ora … anche Napoli.
La politica italiana da qualche mese sembra
essersi fermata come ipnotizzata dalla scoperta di queste notti hard, inorridita dal linguaggio delle ragazze che vi hanno partecipato e dai due “vecchioni” goderecci che li
organizzavano, il Sultano Silvio ed il ruffiano
(come definirlo?) preferito, Emilio Fede.
Ovviamente concordo con lo sdegno. Vedo
anche che quello che più indigna è la promozione delle mignotte (o giù di lì) ad incarichi
pubblici rilevantissimi come deputato, sottosegretario, ministro, deputato europeo; la
generosa elargizione di denaro a serata, de-
nari impensabili per giovani disoccupati;
posti di lavoro, regali vari di tutti i tipi
(“fatti sotto, non ti fare escludere” due tra i
tanti consigli che i fratelli e le madri davano
alle aspiranti mignotte di Villa Arcore).
Eppure questa mobilitazione delle donne siracusane mi lascia l’amaro in bocca. Ma
dove erano tutte queste donne siracusane
indignate e sensibili quando altri politici locali – della stessa razza - hanno provato (e
provano) a devastare e svendere il nostro
territorio? Perché questa indignazione non
è avvenuta anche allora, con documenti, manifestazioni di piazza o altro? Perché ci si
indigna davanti ad un Presidente del Consiglio che organizza serate goderecce, che
mortifica la politica e le istituzioni inserendo
in posti di responsabilità fanciulle di facili
costumi e non ci si indigna anche davanti al
tentativo di speculare selvaggiamente su
parti importanti del nostro territorio come il
Porto Grande o le Mura Dionigiane? Perché questa battaglia di civiltà, forse ancora
più importante del bunga bunga, almeno per
il nostro territorio, non interessa a nessuno o
a poche donne e non scatta nessuna indignazione … lasciando che a protestare siano
soltanto giovanissimi, una vecchia gloria
dell’immersione sub-acquea(Maiorca), pochissimi politici (Di Giovanni,Garozzo..),
un prete (P.Rosario Lo Bello) ed un settimanale (il nostro)? Perché davanti allo spettacolo di una disoccupazione giovanile di massa non ci si indigna, così come davanti a gesti come la vendita di ISAB alla russa LIKOIL o l’umiliante immobilismo dei nostri
maggiori enti locali (camera di commercio,
comune, provincia etc) ?. Dov’erano le tante
donne indignate di oggi nel 2008, quando si
sono rinnovati i nostri maggiori enti locali, il
parlamento regionale, il parlamento nazionale, con una straripante vittoria del centrodestra, di Berlusconi e dei supporter più simili a lui, come Bufardeci, Prestigiacomo,
Centaro etc? Evidentemente erano tra le
elettrici di Berlusconi. E chi non lo è stata,
ha preferito non esporsi in questi anni, stare
alla larga dalla politica. Sul bunga-bunga ci
si ritrova facilmente, la mobilitazione moralista ha successo, del resto, è un affare di
donne. Beninteso: è già qualcosa di molto
positivo purché si tratti una presa di coscienza più ampia, un atto di maturità che
sappia anche guardare e giudicare quanto
avviene sotto i nostri occhi, a casa nostra,
non necessariamente attraverso il filtro delle
mobilitazioni nazionali e di un moralismo
strumentalizzato politicamente e quindi per
certi versi anche non credibile. (sb)
La supergaffe di Bruno Marziano
Inopinatamente il deputato del Pd difende il porto turistico di Caltagirone
e l’albergo da costruire sul mare, in spregio di tutte le norme urbanistiche
“Nessun accenno a profili di irregolarità amministrativi
in relazione al porto turistico Marina di Archimede che in
interrogazione di Cracolici, De Benedictis e mia, fu citato,
anzi, come definitivamente approvato, senza che da noi
fosse messo in discussione. Per questo non si comprende
la correlazione tra le dichiarazioni dell’architetto Gesualdo Campo e il contenuto della interrogazione che cita.
Collegamento dunque inaccettabile, ma mi sembra anche
il frutto di logiche di scontro politico che nulla hanno a
che vedere con l’obiettivo reale della interrogazione parlamentare”.
Lo ha detto il deputato regionale del Partito Democratico
Bruno Marziano che con i colleghi Cracolici (primo firmatario) e De Benedictis ha presentato il 20 luglio del 2010
una interrogazione per uniformare i criteri e le azione di
tutela dei porti nel territorio della Regione siciliana. “Nella
interrogazione – ha spiegato Marziano - il porto turistico
Marina di Archimede veniva citato come definitivamente
approvato nel gennaio del 2007 e veniva citato unicamente per descriverne le caratteristiche senza alcun accenno a
profili di irregolarità amministrativa, tanto più che io che
nella mia veste di amministratore sono stato coinvolto nel
percorso di autorizzazione e parto dal presupposto che
l’assenza di un porto turistico condiziona il processo di
sviluppo economico di una città come Siracusa, mentre il
senso della interrogazione, come è facile comprenderne
dalla sua lettura, riguardava la realizzazione di un secondo porto turistico adiacente al primo. Nella richiesta di
informazioni e di intervento dell’Assessore ai beni culturali e all’identità siciliana e all’Assessore all’ambiente si
faceva riferimento “al procedimento in corso” e dunque
al progetto relativo al secondo porto turistico. Nessuna
richiesta di messa in discussione delle autorizzazioni pregresse, nessun riferimento al porto turistico marina di Archimede, se non nella prima parte e in relazione alla caratteristiche della struttura ma senza che ciò possa essere
considerata se non come elemento meramente descrittivo di
un procedimento concluso e definitivamente approvato. Mi
sembra un’operazione politicamente scorretta e mi risultano oscure le ragioni di un intervento pubblico che partendo
da presupposti inesistenti voglia a tutti i costi collegarla ad
una richiesta di atto ispettivo che aveva ed ha tutt’altro obiettivo”.
Bruno Marziano
Che commento fare? Marziano butta la maschera di ambientalista-usa e getta che aveva indossato controvoglia negli
ultimi mesi e scende in campo a difendere il Porto Turistico
di Caltagirone dalle insidie che le dichiarazioni di Raffaele
Lombardo e Campo (dirigente generale ai Beni Culturali)
hanno potuto causare. Insomma, per dirla in soldoni: la
premiata e rinomatissima Ditta Marziano (&Bufardeci ?)
non teme la vergogna e l’imbarazzo di certe posizioni. Ecco dunque il Marziano partecipe del progetto del Porto Turistico “Caltagirone”, che attacca come un ariete Raffaele
Lombardo, presidente della Regione e Gesualdo Campo,
Dirigente Generale ai Beni Culturali, che hanno osato rimettere in discussione il 1° Porto Turistico. Alt! dice Marziano, questo Porto Turistico a me va bene, il procedimento
è andato avanti con il mio consenso (come dire: una garanzia di rispetto dell’ambiente). Chi osa discuterlo?
Ma come sempre succede Marziano è così preso dalla difesa della causa che difende (Caltagirone) che dimentica
l’oggetto della discussione. Campo ha parlato negativamente dell’albergo previsto nel 1° Porto Turistico, che sarebbe costruito sulla piattaforma ricavata dal mare (prima
infamia) e a pochi metri dal mare (seconda grandissima
infamia). Campo non mette in discussione il primo porto
turistico ma l’albergo previsto contro ogni regola, approvato dalla conferenza dei servizi e dalla Soprintendenza
locale in dispregio a tutte le norme urbanistiche. Ma questi
aspetti per Marziano sono secondari. Lui ha dato il suo assenso sul 1° Porto Turistico e non sul 2°.
Scusi Marziano, a parte il valore del suo assenso che è pari
a zero, o meno, a seconda dei casi, vuole spiegare a noi
incolti con quali motivazioni ha condiviso la costruzione di
un nuovo albergo costruito davanti al mare e su di una
piattaforma ricavata dal mare? Oppure abbia almeno la
decenza di non parlare; spieghi a Bufardeci che non può
farlo, perderebbe la faccia nei confronti del suo elettorato
“di sinistra” (ammesso che ancora la votino)..
7
Domenica 13 febbraio 2011
Teatro Greco: Un milione per Bocelli
Il biglietto di ingresso costerebbe appena 120 euro. Iniziativa di beneficenza?
Va bene, ma non certo nella splendida cavea. Il regolamento che fine ha fatto?
Eccoci di nuovo, il Teatro Greco utilizzato
come palcoscenico per un grande concerto! Festeggiamo la GUARDIA DI FINANZA, raccogliamo fondi, ma l’operazione
concerto (cachet e allestimento) pare sia da
un MILIONE di euro, si scomodano ben
CINQUE assessorati regionali, PRESIDENZA, TURISMO, BENI CULTURALI,
AGRICOLTURA e TERRITORIO E AMBIENTE. Parafrasando Crozza che imita
Bersani verrebbe da dire: RAGASSI MA
SIAMO MATTI!
Quindi dopo le Rappresentazioni Classiche, che secondo le stime degli ultimi anni
dovrebbero portare più di 150.000 persone
sulle sacre pietre del Temenite, abbiamo
ancora la necessità di “far diventare uno
dei monumenti simbolo di Siracusa, e non
solo, il faro di una stagione di cultura e turismo” (on.le Mario Bonomo) con un concerto di Andrea Bocelli. Dopo il concerto
di Baglioni, che è servito a distribuire prebende ai vari signorotti dell’organizzazione
della cultura nostrana, in molti si erano indignati per un uso improprio del Teatro
Greco, e che un attento e oculato protocollo di utilizzo sarebbe stato opportuno! Se
ne ha traccia? Lo strano concetto di promo-
zione culturale a sfondo turistico che hanno
i nostri politici è fuori dalle potenzialità
della nostra città, si battono tutti il petto per
il rilancio turistico, ma tutti pensano di propagandare le loro idee come eventi di livello
mondiale, con cartelloni e palinsesti, che se
proposti come eventi collaterali ad una qualsiasi festa patronale di un qualsiasi paese
della provincia, l’unico spettacolo degno di
nota al quale si assisterebbe sarebbe lo sputazzamento del locale assessore alla cultura.
Con un MILIONE di euro potremmo istallare a Siracusa una mostra di livello internazionale che per 4 mesi attrarrebbe un numero maggiore degli ipotetici 6.000 fans di Bocelli, che dovrebbero pagare 120 euro caduno, e porterebbe dei turisti che dormendo e
cenando in città farebbero muovere
l’economia stantia della nostra città. Oppure
dobbiamo continuare a raccontarcela da soli
questa BELLA SIRACUSA? E poi l’uso del
Teatro Greco: Ma non doveva essere disciplinato con un regolamento dopo lo scandalo del concerto di Baglioni voluto da Lombardo e assessore competente, amici e sostenitori manifesti del produttore catanese
dell’evento? C’è il regolamento? O il Teatro
Greco è nuovamente in mano ai barbari?
Domus
archimedea:
Tutto
regolare?
Qualche perplessità dei funzionari su 3/4 vani di proprietà comunale. Secondo
il Ppo palazzo Pupillo pùo essere destinato solo a uffici o spazi
museali. L’immobile sarà dato in affitto alla società che ha proposto il tutto?
Ha scritto Isabella Di Bartolo su La Sicilia: “È ufficiale: il
museo di Archimede nascerà a palazzo Pupillo. Dopo decenni di attesa, e 5 milioni di euro andati perduti, la
«Domus archimedea» sarà allestita nei meravigliosi locali
del palazzo nobiliare che troneggia in piazza Archimede. E
sarà inaugurata il prossimo marzo. È dunque la famiglia
Pupillo-Di Luciano quella a cui faceva cenno il parlamentare nazionale Fabio Granata che, nonostante gli insuccessi del passato, non si è
mai arreso. Promuovendo l'incontro tra la
famiglia siracusana, proprietaria del palazzo di Ortigia in fase di restauro, e il Cnr
che ha realizzato le macchine ispirate al
genio archimedeo. Lo conferma Enrico Di
Luciano, marito di Lela Pupillo che nel
palazzo che prende il nome dalla sua nobile famiglia è nata. «L'impegno del quotidiano La Sicilia e la grande attenzione che
in questi anni ha costantemente manifestato nella realizzazione del museo di Archimede - commenta l'avvocato Di Luciano -,
mi impone di uscire da quella opportuna
riservatezza che connota la fase preliminare dei grandi progetti». Di Luciano annuncia che l'opera è
in via di definizione, e che il museo potrà essere aperto al
pubblico tra cinque mesi. «Dopo una lunga stasi - prosegue
- in cui sembrava che il Museo archimedeo fosse definitivamente morto e sepolto si deve la sua realizzazione, bisogna
riconoscerlo, alla tenacia di Granata. Egli stesso, infatti,
sapendo che la mia famiglia stava restaurando il palazzo
Pupillo mi sollecitò per un contatto con il professore Luciano Maiani, presidente del Cnr, al quale manifestammo la
nostra disponibilità e che, attraverso la dott.ssa Manuela
Arata, avviò un entusiastico rapporto di collaborazione».
Dopo l'adesione del Cnr, Di Luciano ha informato il sinda-
co Visentin e l'allora soprintendente Mariella Muti, che
diedero parere positivo all'opera. Il progetto è stato quindi portato avanti con i contatti che pochi mesi fa si sono
conclusi attraverso una società partecipata del Cnr: l'Agorasofia, che allestirà e gestirà la Domus archimedea.
«Tengo a sottolineare l'ottimo sostegno ricevuto dalla soprintendenza e dal Comune - prosegue l'avvocato Di Luciano -, in particolare dall'ufficio
Ortigia coordinato dall'assessore
Messina e dall'ingegnere Fazio. Abbiamo ricevuto in questi mesi assoluta e totale collaborazione per risolvere quella miriade problemi che un
palazzo storico impone». La scelta di
destinare il palazzo Pupillo a un museo è fortemente simbolica per la famiglia: tantissime le proposte ricevute in questi ultimi decenni per l'acquisto o l'affitto dell'immobile di
piazza Archimede. Tra queste quelle
di realizzarvi hotel deluxe, catene di
negozi et similia. Ma anche offerte di
ricchi stranieri appassionati di storia
che avrebbero voluto risiedere in questo pezzo dell'anima
cittadina”.
Diciamo che in quanto sin qui scritto c’è qualche inesattezza e qualche cosa da chiarire nell’interesse della città.
Intanto il piano particolareggiato di Ortigia destina palazzo Pupillo ad uffici o a spazi museali. Non si possono
quindi fare alberghi o altre strutture ricettive, giusto per
essere chiari. Al limite si potrebbe anche avviare un bar,
ma solo se il bar è a servizio del museo, come avviene anche in altre parti del mondo. Sarà poi che Comune e Soprintendenza hanno dato il loro nulla osta, ma per quello
che ricordiamo avendo seguito palazzo Montalto in anni
trascorsi, all’interno dello spazio che oggi Di LucianoPupillo vogliono che diventi la casa di Archimede ci sono 3
o quattro vani di proprietà comunale che insistono
all’interno dello stabile. Come è stato risolto il caso viste le
perplessità di qualche funzionario? Leggiamo ancora
sull’argomento: “Archimede ha finalmente trovato casa
nella sua patria. In questa Siracusa che fu la sua culla e la
sua bara. E che per tanti secoli lo aveva dimenticato. E ha
trovato casa, dopo tante ricerche e abbandoni e rinvii e polemiche, in un palazzo avito (di casa Pupillo) sulla piazza a
lui dedicata: piazza Archimede. La Domus archimedea in
piazza Archimede è certamente il meglio per un'attrattiva
mondiale. E lo sarà. Un sopralluogo «eccellente» ha sancito l'eccellenza della Domus archimedea.Lo ha compiuto il
direttore del Museo delle scienze di Barcellona, Wagen
Sberg. Ed è rimasto entusiasta. Della struttura e della città.
È proprio un buon auspicio. I lavori di ristrutturazione sono giunti alla fase impiantistica. Ed è previsto che entro
quest'anno la Domus archimedea sia ormai visitabile. I lavori, nello stabile di piazza Archimede, all'angolo con via
dei Montalto, sono in stato avanzato. E procedono alacremente. Le macchine di Archimede sono pronte da anni ormai. Sono a Genova, nella sede di «Nuova musa», la società che insieme con «Agorà Sophia» ha inventato questo
progetto. Sono state anche esposte in una mostra internazionale (non a Siracusa purtroppo). E sono pronte ad esser
trasferite nella Domus di piazza Archimede. Naturalmente
con gran successo. Ora non manca che accendere le fiaccole del successo nella sede definitiva di piazza Archimede”.
Tutto benissimo. Manca qualche informazione ancora. Il
palazzo sarà dato in affitto alla società che da anni segue il
progetto? E’ tutto definito e ufficializzato? Ci sono finanziamenti regionali? O fra qualche anno magari un media
nazionale ci spiegherà meglio il tutto?
Bono: Sì all’Ostello
Mercoledì scorso la giunta provinciale ha
approvato trenta atti deliberativi. “Dopo le
ultime due riunioni di giunta dello scorso
anno – dice il presidente Nicola Bono - , nel
corso delle quali erano stati varati tutti gli
atti amministrativi programmati, non solo a
conclusione dell’anno ma anche relativi
all’inizio del nuovo esercizio, la giunta e
funzionari hanno utilizzato il mese di gennaio e i primi giorni di febbraio per porre in
essere le attività che hanno poi prodotto
l’odierna cospicua produzione di atti amministrativi. Tra le varie delibere assunte
spicca fra tutte l’intervento per la pulizia
delle spiagge per la quale è stato approvato il bando di gara per un importo di 515
mila euro, con eccezionale anticipo rispetto agli anni precedenti a garanzia del
buon andamento della attività di pulizia
delle spiagge che, come per altro l’anno
scorso, non subirà ritardi rispetto al’inizio
della stagione .” C’è stato anche un intervento che riguarda direttamente la salute
della nostra comunità. “E’ vero – dice ancora Bono – abbiamo approvato il bando
di gara per la manutenzione delle appa-
recchiature della rete di monitoraggio della
qualità dell’aria per 703 mila euro quale
iniziativa che riguarda una dei settori più
delicati di competenza dell’ente relativa
alla lotta contro l’inquinamento atmosferico”.
E l’Ostello della Gioventù ormai da tempo
prigioniero del degrado?
“Abbiamo sbloccato l’impasse – dice Bono
– e con una delibera abbiano definito un
accordo con i progettisti dell’Ostello della
Gioventù di fissazione definitiva del costo
della progettazione che però comprenderà
anche l’onere di elaborazione del piano
particolareggiato richiesto dal comune di
Siracusa nell’ambito delle procedure di autorizzazione dei lavori di questo importante struttura della ricettività giovanile a Siracusa.”
Isabella Benanti
8
Domenica 13 gennaio 2011
contromano
Lombardo e Gennuso Laqualunque
dicono no a Caltagirone, ex spero etc
Compagni, faccio una cosa nuova. Parlo di porti turistici.
E quindi cominciamo dal sommo Jorge Amado e da
uno dei suoi libri meno celebri: “Alte uniformi e camicie da notte”.
Io so che voi, miei incliti lettori, date del tu a Teresa Batista, a Gabriela dal profumo di garofano e dal
colore di cannella, alla miracolosa
Tieta d’Agreste e soprattutto a
Donna Flor di cui ambireste essere
uno dei mariti (se uomini) o un
clone (se donna). Ma può darsi vi
sia sfuggito “Alte uniformi” che è
un romanzo piccolo che dipana la
grande metafora di una battaglia
culturale e politica fra deboli e disarmati contro i forti e armati.
Ovviamente, essendo io politicamente scorretto per vocazione e
per passione, non mi riferisco alla
stoica difesa del territorio e
dell’ambiente siracusano operato
dalle eroiche associazioni ambientaliste (assieme a pochi trasgressivi politici dai trascorsi limpidamente ecologici) contro lo Stato
Imperialista delle Multinazionali
plasticamente impersonato da Robertino Visentino e da Tittimio.
Parliamo della deliziosa uscita del Gran Lombardo
che è arrivato lillo lillo a Siracusa ad annunciare la
sua fiera contrarietà non solo al piccolo progetto ex
spero, non solo al metafisico villaggio della Pillirina,
non solo alla proditoria colata di cemento che con
certosina pazienza s’infilerà fra le colate preesistenti attorno alle mura dionigiane. Non solo. Troppo
semplice, troppo facile.
Come dicono quelli che ricordano con nostalgia il
Belushi di Animal House e la song di Billy Ocean:
When the going gets tough, the toughs get going.
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
Il sindaco di Siracusa da qualche tempo ha
scelto di guidare se stesso, rompendo con il
passato che lo ha visto in balia ora di questo
oppure di quel capo partito. Roberto Visentin
si è reso conto che, fino ad oggi, nessuno è
mai riuscito a dargli una maggioranza vera,
capace di metterlo al sicuro d'attacchi in aula.
Avrà pensato che più rischi di quelli affrontati
in quasi tre anni di sindacatura, non potrebbe
correrne, perciò ha cominciato a manovrare,
personalmente, la sua vita politica alla ricerca
di una maggioranza in conto proprio e non in
conto terzi. L’apporto che gli viene da Pippo
Gianni o da Stefania Prestigiacomo, dovrebbe essere un elemento aggiuntivo e non una
dipendenza assoluta che si porta dietro anche
le fibrillazioni collegate ai leader del centrodestra. Incontrarsi e magari scontrasi seppur
discutendo con i consiglieri di maggioranza,
prima di ogni seduta d’aula, potrebbe rivelarsi
l’elemento che mancava al vicentino di Siracusa per dare un assetto più sicuro alla maggioranza. Sola questione di settimane e gli
effetti del nuovo corso si potranno cogliere
guardando dentro quel centro destra che rischia di sfaldarsi. Anche il presidente della
Provincia, Nicola Bono, vive momenti di tribolazione, scaturenti da una maggioranza litigiosa com’è ormai uso del centrodestra.
L’agitarsi dei consiglieri del Pdl, quelli di casa sua, lo sta sfibrando. Dall’esterno si traguarda come lotta per la poltrona di assessore,
in realtà è quasi un problema di campanile.
Chi dovrà fare l’assessore al posto di Paolo
Caruso? Per molti spetterebbe sempre allo
stesso primario di oculistica di Avola rientrare
in Giunta: “si è guadagnato sul campo con i
suoi voti riportati ( oltre 4000)”. Altri vorrebbero Roberto Rametta in giunta. Il problema
però, dicevamo, è di campanile considerato
che oltre al presidente Bono, almeno 6 assessori della giunta provinciale proverrebbero
dalla “zona sud”. I restanti due, avrebbero riferimento nella zona nord in chiaro squilibrio
di forze. Ma, “la cosa più incredibile – afferma un consigliere provinciale del Pdl che
preferisce l’anonimato – è che Siracusa centro
non esprime nessun componente nella giunta
provinciale”. Aggiungendo che Caruso e Rametta, abitano entrambi a sud di Siracusa si
E infatti il Gran Lombardo è venuto a dire che, a
parte le minchiate della pillirina e dell’ex spero lui,
dice di no al porto turistico della Pia Acqua Marcia,
quello di Caltagirone, quello che era stato miracolosamente risparmiato dalle accuse di questi
mesi ancorchè fosse enormemente più ingombrante di tutti gli altri. Ma il Gran Lombardo, con Gennuso Laqualunque a fargli
da spalla, non si spreca a
sparare ai passerotti, lui
spara al bersaglio grosso,
dove c’è, come diceva il
mio amico Salvo Fruciano, “dollaro pesante”.
E così una mattina scopriamo che nel progetto della
Marina di Archimede c’è,
ohibò, un albergo con un
waterfront (mischia, ormai
uso termini che non capisco nemmeno io) di 140
metri che lì non ci potrebbe
stare perché troppo vicino
al mare perché è contro la
legge, cazzu iu, e non se
ne era accorto nessuno,
non vagonate di avvocati
del Caltagirone, non treni
di consiglieri comunali, di commissioni urbanistiche di soprintendenze: niente, nulla.
Ma poi è arrivato il Gran Lombardo è ha detto:
Addio, kaput, basta, addio Caltagirone, stuppati
una gazzusa.
When the going gets toughs, Raffaele get going.
E ora me la voglio vedere tutta.
Perché Acqua Marcia non è esattamente la piccola
società di quattro amici che ci ha provato. Sono
pesanti e potenti. E fino a quando le anime belle, i
movimenti, gli ambientalisti, patapin patapan, cazzuliano, lasciano fare, anche perché, specie se nel
caso specifico, non è che se la prendessero poi
tanto con il Caltagirono: davano il primo porto turistico per cosa fatta e Amen. Pensavano al resto.
Mischia, ma il Gran Lombardo no. O uno difende
l’ambiente a 360 gradi o niente. E lui è per “più
ambiente per tutti”. C’è Caltagirone in mezzo? dollaro pesante? ambiente minacciato? Piatto ricco
(politicamente parlando), mi ci ficco.
E così raffiele e laqualunque diventano icone del
popolo della rete, di quelle migliaia di persone per
bene che combattono in buona fede (magari ce
l’hanno pure con Berlusconi ma questo va da sé)
contro le minacce al territorio.
A me, che ormai ho una certa età, mi si agita tutto
il centopelli a vedere certe cose. Ma la colpa non è
delle anime belle, semmai delle anime nere.
Però ora mi metto in poltrona e mi guardo lo spettacolo perché sono sicuro che ne vedremo delle belle. Oppure che non ne vedremo per niente e la vicenda si inabisserà come tante nel sottopelle della
politica per riemergere poi con una soluzione che
trova tutti d’accordo.
Agli amici, compagni e camerati di SOS Siracusa
consiglio solo di stare con gli occhi aperti e non farsi scippare il potere di interlocuzione che hanno
conquistato sul campo, e non delegare opinioni e
pareri. Ve lo dice uno che da alcune vostre posizioni
dissente, come sapete, ma vi riconosce l’onestà intellettuale e la passione.
Ora vedremo come risponderà chi è riuscito a muovere le paginate del Corriere della Sera e di Repubblica per difendere il primo e condannare il secondo
porto turistico. Sono curioso ancorchè molto raffreddato.
Hasta la qualunque siempre
Joe Strummer
Ps. Mi sono preso una cotta per gli “Arcade Fire”,
una band canadese di cui passa di „sti tempi un singolo trascinante “Ready to start”. Da non perdere
anche il vecchio Rebellion (Lies). Hanno un‟energia,
un ritmo che ricorda gli Stroke di “Lastnite”
Visentin corre da solo,
vicino al buon governo
capisce meglio il motivo delle fibrillazioni
incessanti che danneggiano l’intero centrodestra. Contribuire al chiarimento diretto a
bilanciare le grandi forze in campo berlusconiane dovrebbe o potrebbe
spettare – pensate un po’ – al
senatore Marcello dell’Utri
creatore dei “circoli del buon
governo” che, proprio domenica dovrebbe ufficializzarne
anche a Siracusa. Una novità,
quella di domenica mattina
all’Open Land, da tenere sotto
osservazione, per il significato
che si porta dietro. Riduttivo
parlare di “nuova corrente del
Pdl”, come forse diventa eccessivo definire l’evento politico l’anticipazione della rinascita di Forza Italia, prima ancora che diventi ufficiale per annuncio di
Silvio Berlusconi di una nuova versione di
partito Forza Italia, magari, con regole più
visibili di strutture interne funzionali alla
democrazia. La “novità” testimoniata dal
senatore Marcello Dell’Utri, giunge come
messaggio telefonico che riferisce di
“Assemblea provinciale del Buon Governo”,
a firma di tanti nomi di personaggi conosciuti: Tino Di Rosolini, Paolo Amato,
Francesco Costanzo, Rosario Di Lorenzo,
Roberto Visentin, Francesco Saggio, Salvo Sorbello e Giuseppe Bastante. Se non è
una componente di tutto riguardo, poco ci
manca. Si pensi che dentro ai “soci fondatori” del buon governo siracusano dovrebbero
esserci anche il sindaco di Siracusa e il capogruppo del Pdl al Vermexio, Salvo Sorbello,
conosciuto come uomo politico in grado di
mettere le scarpe al diavolo. Si pensi che i
restanti della truppa hanno
nomi altisonanti come Di
Rosolini, Paolo Amato, Di
Lorenzo e Bastante per
capire che la gita non parte con la colazione a sacco. Già per l’immaginario
collettivo sarebbe come la
nascita di una corrente interna al Pdl, capace di andare oltre la “solita gestione monocratica del partito” che oggi non viene più
considerata sufficiente.
“Non è una contestazione
diretta al coordinamento
provinciale del partito – dicono quelli della
nuova Forza Italia siracusana – ma un considerare che ormai le cose sono radicalmente
cambiate dai giorni in cui si poteva contare
anche sull’area finiana.”. In effetti, il tempo
del procedere tranquillo è finito non solo in
Parlamento, bensì ovunque occorre fare maggioranze e strategie innovative capace di
competere con la forza devastante e demolitrice che “ il traditore” ha fatto esplodere
dentro il centrodestra berlusconiano. Per ricordare qualcosa del passato a beneficio dei
più giovani possiamo, sinteticamente, riferire
che dalla nascita di Forza Italia fino a giungere alla “guerra atomica” finiana, ogni strategia, scelta o decisone, occorrente sul territorio
www.ifattidelladomenica.it
siracusano, veniva elaborata e attuata dal
carismatico coordinatore Angelo Bellucci,
grazie all’apporto politico di coloro che avevano appartenenza ad una virtuale famiglia
che si stringeva alla bandiera di Forza Italia.
Nel 2010 la rottura d'ogni argine preordinato
dalle tradizioni ha costretto alla messa in liquidazione della cosiddetta “famiglia” Forza
Italia, anche a Siracusa e non solo. Lo sfaldamento ufficiale della vecchia Forza Italia si
registra quando Titti Bufardeci e Roberto
Centaro aderiscono all’idea del partito del
sud tanto agognato da Gianfranco Miccichè. Ancora prima della nascita di Forza del
Sud c’erano segnali che lasciavano intravedere nuovi scenari e nuove composizioni interne al partito di Berlusconi, dal nome ormai sbiadito di Popolo delle Libertà. Enzo
Vinciullo era stato il primo a mostrare intolleranza alla conduzione famigliare del partito. Quando Fabio Granata era coperto e allineato ai valori della “famiglia” siracusana
dei forzisti, agendo all’unisono con Angelo
Bellucci, Titti Bufardeci e Stefania Prestigiacomo, l’infaticabile professore Vinciullo aveva scelto di allearsi con il ministro palermitano Angelino Alfano e la famiglia catanese Firrarello-Castiglione. Era diventato
straniero in casa pur continuando la sua azione politica a Siracusa. Avrebbe potuto essere
il capo dell’Udc per investitura diretta di Casini, ma Vinciullo (ex Dc passato in An), ha
scelto però di restare tra i suoi “nemici” forzisti, affiancandosi nella conduzione del
partito addirittura il mostro sacro Bellucci
magari per governare insieme il nuovo corso
post Pdl. La nascita del “buon governo” a
Siracusa potrebbe essere una novità da salutare o l’inizio di una frammentazione senza
obiettivo finale. Ad accogliere il senatore
dell’Utri, ormai senza il fedele Miccichè accanto, saranno in tanti, e non mancheranno la
Prestigiacomo, Vinciullo, forse non più vicino ai catanese, e il notaio Bellucci. Assicurano che il senatore Dell’Utri sia oggi più vicino a Firrarello che alla Prestigiacomo,
quindi le parole non basteranno, domenica, a
far capire dov’è diretto il Pdl siracusano. I
sorrisi avranno un senso solo se espressi con
gli occhi e non con le labbra.
Scarica

Comunale a +2052 Via Crispi +1618 TeatroVerga +2159