CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA
VIII LEGISLATURA
a
57 SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
giovedì 18 ottobre 2007
Presidenza del Presidente PEPE
indi del Vicepresidente MINEO
INDICE
Presidente
Processo verbale
Congedi
Assegnazioni alle Commissioni
Ordine del giorno
Pdl di iniziativa popolare e dei
Consigli comunali di Stornarella,
Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti
pag.
»
»
»
»
5
5
6,10
6
6
speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della
regione Puglia, che transitano
nel territorio regionale e sono
destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia”
Presidente
Mita, relatore
Mineo
Saccomanno
pag.
»
»
»
9,10,20
9
10
12
Atti consiliari della Regione Puglia
– 2 –
SEDUTA N° 57
RESOCONTO STENOGRAFICO
Zullo
pag.
Palese
»
Borraccino
»
Marmo Giuseppina
»
Stefàno
»
Manni
»
Ventricelli
»
Maniglio
»
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo
smaltimento dei rifiuti e alle aree
protette
»
13
14
15
16
17
18
19
19
del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002,
n. 221 (Integrazioni alla legge 11
febbraio 1992, n. 157) e
dell’articolo 9 della direttiva
comunitaria n. 79/409/CEE”
20
Esame articolato
Esame articolato
Presidente
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo
smaltimento dei rifiuti e alle aree
protette
VIII Legislatura
»
»
21,23
23
Presidente
Ventricelli, relatore
Borraccino
Marmo Giuseppina
18 OTTOBRE 2007
pag.
»
»
»
Presidente
Lomelo, assessore alla pubblica
istruzione, all’università, ai beni
culturali, ai musei, agli archivi,
alle biblioteche e alla ricerca
scientifica
Borraccino
Pentassuglia
31,32,34
32
33
33
»
34,35,36,37
»
»
»
35
36
36
»
37
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a
firma dei consiglieri Loperfido e
Brizio “Istituzione del Comune
di Carbonara”
Brizio
Presidente
»
Loperfido
Chiarelli, relatore
Olivieri
De Santis
Tagliente
Manni
Costantino
Visaggio
Canonico
»
»
»
»
»
»
»
»
»
24,25,26,27,
28,30
24,25
24,27
25
25,26
27
28
29
29
29
Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a
firma dei consiglieri Loperfido e
Brizio “Istituzione del Comune
di Palese – S. Spirito”
DDL n. 23/2007 del 02/10/2007
“Terza variazione al bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2007”
Presidente
Potì, relatore
Palese
» 37,38,41,44,46
»
37
»
38,41
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
Saccomanno
Saponaro, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi
strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio
»
44
»
46
Esame articolato
Presidente
Chiarelli, relatore
Borraccino
»
»
»
30,31
30
31
Presidente
Palese
Proposta di legge Borraccino,
Ventricelli, Attanasio, Canonico,
Damone, Lonigro, Pentassuglia,
Romano e Cassano “Disciplina
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e alla pesca
» 51,53,54,56,58,
59,60,61,62,64,65
»
51,53,54,57,
58,60,61,62,63
»
52
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
Marmo Nicola
pag.
Bonasora, segretario
»
Saponaro, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi
strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio
»
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
»
– 3 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
53
53
58,61
60
18 OTTOBRE 2007
Potì, relatore
pag.
Tedesco, assessore alle politiche
della salute
»
Frisullo, Vicepresidente della
Giunta regionale e assessore alle
attività produttive, all'industria,
all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai
mercati
»
61
63,64
64
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 5 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore
11,10).
Processo verbale
PRESIDENTE. Do lettura del processo
verbale della seduta n. 56 del 16 ottobre 2007:
Presidenza del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Mineo
indi del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Mineo
indi del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Tarquinio
La seduta ha inizio alle ore 11.03 con la lettura e l’approvazione del processo verbale della seduta del 26 settembre 2007.
Ha chiesto congedo il consigliere Loizzo.
Viene data lettura delle interrogazioni cui è
pervenuta risposta scritta, delle assegnazioni
alle Commissioni e delle interrogazioni e mozioni presentate.
Primo argomento in discussione è il prosieguo esame della proposta di legge Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo
N., Ruocco, Silvestris “Istituzione della Commissione di indagine e di inchiesta sull’attuazione
del programma operativo regionale (POR)
2000/2006, nonché sui fabbisogni, sulla programmazione degli interventi comunitari e
sull’attuazione dei programmi per il periodo
2007/2013 nella Regione Puglia”. Il Presidente
ricorda che nella scorsa seduta si è conclusa la
discussione generale e che la seduta è stata
tolta per mancanza del numero legale, la cui
richiesta era stata avanzata in sede di votazione della proposta del consigliere Ruocco di inversione dell’ordine del giorno. Interviene il
consigliere Saccomanno.
Il consigliere Ruocco ribadisce la richiesta
di sospensione dell’argomento in oggetto per
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
18 OTTOBRE 2007
procedere all’esame del punto 13) all’o.d.g.
(punto 7 dell’o.d.g. della scorsa seduta). Il
Presidente pone ai voti tale richiesta, che è respinta a maggioranza con il voto favorevole
dei Gruppi FI, AN, UDC, La Puglia prima di
tutto, L’Italia di Mezzo e del consigliere Surico (risultano assenti i Gruppi GpA, DC – Ind.
Movimento per l’Autonomia, Verdi e il consigliere Canonico). Si passa, quindi, all’esame
dell’articolato. Essendo stato respinto a maggioranza l’articolo 1 (votano a favore i Gruppi
AN, FI, La Puglia prima di tutto, L’Italia di
Mezzo, UDC, GpA, DC – Ind. Movimento
per l’Autonomia e il consigliere Surico. Si astiene il Gruppo SD. Risulta assente il Gruppo
Verde), si intende respinta l’intera proposta di
legge.
Il Presidente comunica che la Conferenza
dei Capigruppo ha accolto, ai sensi dell’art. 29
del
Regolamento
interno,
l’iscrizione
all’ordine del giorno del disegno di legge
“Terza variazione al Bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007”, che sarà esaminato nella seduta del giorno 18 p.v..
Secondo argomento in discussione è la mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera,
Surico, Zullo del 02/10/2007 “Conflitto
d’interessi dell’Assessore alla sanità, Tedesco”
e l’interrogazione urgente Palese, Saccomanno. Cera, Damone, Surico, Zullo e Baldassarre
“Rapporti commerciali tra Eurohospital, aziende multinazionali e strutture sanitarie pugliesi pubbliche e private”. Illustrano la mozione i consiglieri Palese, Saccomanno, Damone, Cera (sostituzione alla Presidenza del
Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo),
Surico e Zullo. L’assessore Tedesco relaziona
e chiede che, nel momento in cui la mozione
sarà posta ai voti, la votazione avvenga a scrutinio segreto (sostituzione alla Presidenza del
Vicepresidente Mineo con il Presidente Pepe).
Nella discussione intervengono i consiglieri
Baldassarre, Bonasora - (si registra la sospensione dei lavori dalle ore 14.12 alle ore 15.32)
- Sannicandro, Attanasio, Silvestris, il quale
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 6 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
anticipa la richiesta di votazione per appello
nominale della mozione in oggetto, Surico,
Potì, Damone (sostituzione alla Presidenza del
Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo),
Zullo, Saccomanno (sostituzione alla Presidenza del Vicepresidente Mineo con il Presidente Pepe), Palese e Maniglio. Segue la replica dell’assessore Tedesco. Conclude il dibattito il Presidente della Giunta, Vendola. Stante
la richiesta di due tipi di votazione, il Presidente, a norma di Regolamento, indice la votazione a scrutinio segreto, precisando che l’assenso
si esprime con il “si” il diniego con il “no”.
Il segretario Attanasio procede all’appello.
Al termine, lo spoglio delle schede dà il seguente risultato:
Presenti 59
Votanti 57
Astenuti 2 (Pres.te Pepe, Ass.re Tedesco)
Schede bianche 4
Hanno risposto “si” 18
Hanno risposto “no” 35
Risultano assenti i consiglieri Brizio, Cassano, Laurora, Olivieri, Pelillo, Rollo, Ruocco,
Russo, Scalera e Vadrucci.
Il Presidente dichiara la mozione respinta.
Terzo argomento in discussione è la mozione Potì del 04/09/2007 “Corsi di Laurea
Specialistica Professioni Sanitarie”. Il consigliere Potì la illustra. Nella discussione intervengono i consiglieri Surico, Palese, Damone
(sostituzione alla Presidenza del Presidente
Pepe con il Vicepresidente Tarquinio), Zullo e
Saccomanno. Seguono gli interventi degli assessori Lomelo e Tedesco. Il Presidente pone
in votazione la mozione, che è approvata
all’unanimità (risultano assenti i Gruppi GpA,
UDC, DC – Ind. Movimento per l’Autonomia,
SD e il consigliere Surico).
Quarto argomento in discussione è l’ordine
del giorno Maniglio “Brogli per l’accesso alla
Facoltà di medicina dell’Università di Bari”. Il
Presidente, dopo averne dato lettura, pone ai
voti l’o.d.g. che è approvato all’unanimità (risultano assenti i Gruppi GpA, UDC, DC –
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Ind. Movimento per l’Autonomia, SD e il consigliere Surico).
Il Presidente dichiara tolta la seduta.
Il Consiglio è stato convocato per il giorno
18 p.v.
La seduta termina alla ore 18.47.
Non essendovi osservazioni, il processo
verbale s’intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i
consiglieri Cassano, Cioce, Introna, Silvestris,
Tarquinio, Vadrucci e il Presidente della Giunta regionale, Vendola.
Non essendovi osservazioni, i congedi
s’intendono concessi.
Assegnazioni alle Commissioni
PRESIDENTE. È stata effettuata la seguente assegnazione:
Commissione VI
Disegno di legge n. 25 del 15/10/2007 “Disciplina in materia di autorizzazioni
all’insediamento dell’esercizio cinematografico”.
Ordine del giorno
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca i
seguenti argomenti:
1) Proposta di legge Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco,
Silvestris “Istituzione della Commissione
d’indagine e di inchiesta sull’attuazione del
programma operativo regionale (POR)
2000/2006, nonché sui fabbisogni, sulla programmazione degli interventi comunitari e
sull’attuazione dei programmi per il periodo
2007/2013 nella Regione Puglia” (rel. cons.
Ventricelli);
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 7 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
2) Mozione Palese, Saccomanno, Damone,
Cera, Surico, Zullo del 02/10/2007 “Conflitto
d'interessi dell'Assessore alla sanità Tedesco” e
interrogazione urgente Palese, Saccomanno,
Cera, Damone, Surico, Zullo e Baldassarre
“Rapporti commerciali tra Eurohospital, aziende multinazionali e strutture sanitarie pugliesi pubbliche e private”;
3) Mozione Potì del 04/09/2007 “Corsi di
Laurea Specialistica Professioni Sanitarie”;
4) Ordine del giorno Maniglio del
13/09/2007 “Brogli per l'accesso alla Facoltà
di medicina dell'Università di Bari”;
5) Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli
comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie
“Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di
fuori della regione Puglia, che transitano nel
territorio regionale e sono destinati a impianti
di smaltimento siti nella regione Puglia” (rel.
cons. Mita);
6) Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di
legge a firma dei Consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara”
(rel. cons. Chiarelli);
7) Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di
legge a firma dei Consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese S. Spirito” (rel. cons. Chiarelli);
8) Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro,
Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina
del regime di deroga in attuazione della legge
3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge
11 febbraio 1992, n. 157) e dell'articolo 9 della
direttiva comunitaria n. 79/409/CEE” (rel.
cons. Ventricelli);
9) Proposta di legge Ufficio di presidenza
“Modifica della legge regionale n. 8 dell'11
maggio 1993, recante per oggetto ‘Patrocinio
del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di particolare interesse e di notevole
rilevanza istituzionale’” (rel. cons. Ventricelli);
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
10) DDL n. 11/2007 del 20/03/2007
“Norme per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo” (rel. cons. Mita);
11) DDL n. 21 del 23/05/2006 “Trasferimento alle Province della competenza amministrativa in materia di esercizio dell'attività di agenzie di viaggio e turismo” (rel. cons. Stefàno);
12) Ufficio di Presidenza – Proposta di
modifica dell'art. 57 del regolamento interno
del Consiglio (rel. cons. Chiarelli);
13) Proposta di legge statutaria Mineo,
Maniglio, Costantino, Dicorato, Marino, Montanaro, Povia, Riccardi, Romano, Taurino,
Ventricelli “Modifica degli articoli 22 e 44 dello Statuto della Regione Puglia” (rel. cons.
Mineo);
14) Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale – Designazione di tre Consiglieri regionali, di cui due in rappresentanza della maggioranza e uno della minoranza (L.r. 3 agosto
2006, n. 25 - art. 3, comma 1);
15) Ordine del giorno Marmo N., Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso,
Ruocco, Silvestris del 20/07/2006 “Utilizzo di
trucioli di legno di rovere per l'invecchiamento
del vino”;
16) Ordine del giorno Stefàno, Maniglio,
Pellegrino, Taurino, Caroppo, Vadrucci, Manni, Congedo del 17/07/2007 “Frazionamento
delle opere di ammodernamento della S.S. 275
Maglie-Santa Maria di Leuca e della S.S. 16
Maglie-Otranto in lotti funzionali”;
17) Ordine del giorno Congedo, Caroppo,
Baldassarre, Vadrucci del 17/07/2007 “Problematiche connesse agli stabilimenti balneari”;
18) Ordine del giorno Chiarelli, Franzoso,
Laurora, Baldassarre, Cassano, Damone, Loperfido, Brizio del 27/12/2005 “Adesione alle
proposte di amnistia e indulto”;
19) Ordine del giorno Franzoso, Palese,
Fitto, Cassano, Chiarelli, Damone del
02/02/2006 “Piano regionale di riordino della
rete scolastica - anno 2006-2007”;
20) Ordine del giorno Palese del
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 8 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
28/02/2006 “Nomina dei Direttori generali
delle Aziende sanitarie locali, ai sensi dell1art.
2, comma 5, della legge 1° febbraio 2006, n. 43”;
21) Mozione Lomelo del 21/03/2006 “Tutela degli animali per la produzione di pellicce”;
22) Ordine del giorno Marmo N., Silvestris
del 22/05/2006 “Istituzione di sedi decentrate
dell’Università di Bari e Foggia nella provincia
di Barletta-Andria-Trani”;
23) Ordine del giorno Palese, Baldassarre,
Caroppo, Copertino, Cera, Chiarelli, Damone,
Loperfido, Rollo, Surico, Tagliente, Tarquinio,
Vadrucci, Zullo del 03/07/2006 “AQP: licenziamento 36 lavoratori a tempo determinato”;
24) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Loperfido del 16/11/2006
“Legge Finanziaria 2007”;
25) Ordine del giorno Borraccino, Sannicandro, Mita, Manni, Bonasora, De Santis,
Marmo G., Costantino, Gentile, Giampaolo del
31/07/2006 “Processo di pace in MedioOriente”;
26) Ordine del giorno Borraccino, De Santis del 25/09/2006 “Rigassificatori in Puglia”;
27) Ordine del giorno Saccomanno, Palese,
Santaniello,
Damone,
Loperfido
del
09/10/2006 “Dimissioni Ministro Lanzillotta”;
28) Mozione Cioce del 11/10/2006 “Tagli
ai fondi previsti in finanziaria ai danni delle costituende province”;
29) Ordine del giorno Palese del
29/08/2006 “Assunzioni Acquedotto Pugliese”;
30) Ordine del giorno Costantino, Povia,
De Santis del 29/11/2006 “Interventi per il sistema scolastico”;
31) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 09/01/2007 “Acquedotto
pugliese s.p.a.”;
32) Mozione De Leonardis, Buccoliero,
Canonico del 24/01/2007 “Interventi a tutela
degli agricoltori pugliesi”;
33) Ordine del giorno Borraccino, De Santis del 22/01/2007 “Riduzione corsi di formazione per il personale della scuola Sottufficiali
della Marina militare di Taranto”;
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
34) Ordine del giorno IV Commissione
consiliare del 22/02/2007 “Disposizioni relative al Settore della distribuzione dei carburanti
di cui al decreto- legge 31 gennaio 2007, n. 7”;
35) Mozione Canonico, Buccoliero, De
Leonardis del 02/03/2007 “Piano regionale di
sicurezza stradale”;
36) Ordine del giorno Marmo N. del
15/03/2007 “Problematiche derivanti dai nuovi
adempimenti connessi all’instaurazione di rapporti di lavoro nel settore agricolo”;
37) Mozione Congedo, Saccomanno, Surico, Cera, Marmo N., Ruocco, Lospinuso, Palese, Zullo del 28/03/2007 “Distribuzione del
‘Norlevo’”;
38) Mozione Borraccino, De Santis del
13/04/2007 “Aeroporto Gino Lisa”;
39) Ordine del giorno Maniglio del
17/04/2007 “Emergenza mucillagine in Puglia”;
40) Mozione Borraccino, De Santis del
26/04/2007 “Pozzi irrigui nel territorio di Adelfia”;
41) Ordine del giorno Palese, Surico del
26/04/2007 “Emergenza mucillagine”;
42) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 30/04/2007 “Raddoppio
S.S. 275 Maglie-Santa Maria di Leuca”;
43) Ordine del giorno Maniglio del
02/05/2007 “Solidarietà a Monsignor Bagnasco”;
44) Mozione Giampaolo, Borraccino, Lomelo, Sannicandro, Lonigro, Manni, Potì, Mita, Ventricelli, Bonasora del 17/05/2007 “Servizi di salute riproduttiva”;
45) Ordine del giorno Saccomanno, Marmo
N., Ruocco, Lospinuso, Congedo, Attanasio
del 17/07/2007 “Valorizzazione dei prodotti
agricoli pugliesi”;
46) Ordine del giorno Palese, Baldassarre,
Laurora, Cassano, Tagliente, Rollo del
24/07/2005 “Problematiche del comparto agricolo”;
47) Ordine del giorno Maniglio, Stefàno,
Pelillo del 24/07/2007 “Problematiche del
comparto agricolo”;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 9 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
48) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Zullo del 06/09/2007 “Richiesta dimissioni dell'Assessore alla formazione professionale”;
49) Mozione Saccomanno, Zullo, Cera, Palese, Surico, Damone del 20/09/2007 “Costi
della politica”;
50) Mozione Palese, Attanasio, Damone,
Cera, Surico, Zullo del 03/09/2007 “Stanziamento fondi per emergenza rifiuti nella Regione Puglia”;
51) Ordine del giorno Palese, Saccomanno,
Cera, Damone, Surico, Zullo, Loperfido del
20/09/2007 “Spese per incarichi affidati ad esterni da Regione Puglia, Enti Strumentali,
Società Partecipate”;
52) Mozione Potì, De Santis, Lomelo, Sannicandro, Ventricelli del 01/10/2007 “Applicazione nella Regione Puglia della legge n.
40/2004 ‘Norme in materia di procreazione
medicalmente assistita’”;
53) Elezione della rappresentante della
Confartigianato URAP, in seno alla Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna in materia di lavoro, in sostituzione della sig.ra Francesca Amoruso, dimessasi
dalla carica (rel. cons. Ventricelli);
54) DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza
variazione al bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007” (rel. cons. Potì).
Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli
comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi,
prodotti al di fuori della regione Puglia, che
transitano nel territorio regionale e sono
destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 5), reca: «Pdl di iniziativa popolare e
dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino
e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei
rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, pro-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
dotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, il presente disegno di legge, che si
sottopone all’attenzione del Consiglio regionale, regola la materia dello smaltimento in Puglia dei rifiuti speciali provenienti da altre
regioni.
La proliferazione di nuove discariche per rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è da
imputare all’assenza di disciplina e programmazione in questa materia. In passato, il settore dei rifiuti speciali non ha avuto la dovuta
attenzione.
Il presente provvedimento, proposta di legge di iniziativa popolare che ha coinvolto 15
mila cittadini e alcuni Enti locali – il primo atto
di questa natura nella Regione Puglia – colma i
ritardi e il vuoto normativo in materia.
Con l’Atto unico europeo del 1986, sottoscritto a Bruxelles il 28 febbraio 1986, sono
state introdotte per la prima volta norme quadro istituzionali in materia ambientale.
Successivamente, il Trattato firmato a Maastricht il 7 febbraio del 1992 ha ulteriormente
precisato contenuti e finalità per la salvaguardia dell’ambiente.
In questo contesto si collocano, ad esempio, i regolamenti CEE n. 259/93 del Consiglio del primo febbraio 1993, la direttiva n.
91/156/CEE relativa ai rifiuti, il decreto legislativo nazionale n. 22/97 (il cosiddetto “decreto Ronchi”).
Da questi atti normativi si evince come sia
doveroso disciplinare la circolazione dei rifiuti,
siano essi speciali che urbani. È necessario,
quindi, attuare questi principi a livello regionale.
La legge in esame consta di sei articoli.
L’articolo 1 disciplina lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti al di fuori della regione Puglia, in con-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 10 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
formità al Regolamento C.E. n. 1013/2006,
del Parlamento europeo e del Consiglio del 14
giugno 2006, alla direttiva n. 75/442/CEE del
15 luglio 1975 e successive modificazioni e integrazioni e al decreto legislativo n. 152 del 3
aprile 2006.
Lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti
al di fuori della regione può avvenire solo nel
rispetto del principio “della prossimità e
dell’appropriatezza” (art. 2).
Il produttore e/o il trasportatore di rifiuti
speciali, per smaltirli in impianti siti nel territorio regionale pugliese, deve munirsi di uno o
più certificati delle autorità extraregionali
competenti, di data non anteriore a sei mesi,
attestanti l’inesistenza o l’inoperatività, nei rispettivi territori, di impianti appropriati per lo
smaltimento dei medesimi rifiuti speciali (art. 3).
Qualora nei territori extraregionali esistano,
o siano operativi impianti appropriati per lo
smaltimento dei rifiuti speciali e siano meno
vicini rispetto al luogo in cui si trova
l’impianto appropriato sito nel territorio pugliese destinatario dei rifiuti speciali, lo smaltimento può effettuarsi nell’impianto più prossimo sito sempre nella Regione Puglia (art. 4).
I certificati rilasciati dalle autorità extraregionali competenti e le dichiarazioni previste
dalla presente legge devono essere conservati
dal produttore, dal trasportatore e dal destinatario dei rifiuti speciali. (art. 5).
Nuovi impianti di gestione dei rifiuti speciali devono essere autorizzati prescrivendo
l’obbligo del soggetto autorizzato a osservare
la presente legge, pena sanzioni previste
dall’ordinamento di settore. (art. 6).
Voglio richiamare l’attenzione di tutti i colleghi sul fatto che questo provvedimento ha
visto la Commissione lavorare con un impegno
notevole, perché per la prima volta in Puglia si
è esaminato un provvedimento di iniziativa
popolare. Ciò ha significato un rapporto molto
stretto con il comitato medesimo, una sinergia
tra Commissione e Governo, nonché tempi
non brevi.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Finalmente giungiamo in Aula per varare questo provvedimento. Ritengo che l’accoglienza
dello stesso non possa che essere favorevole.
Pertanto, invito i signori consiglieri a votare a
favore della presente legge.
PRESIDENTE. Informo il Consiglio che si
è aggiunta la richiesta di congedo da parte
dell’assessore Gentile.
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Mineo. Ne
ha facoltà.
MINEO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, penso che non debba passare
nell’indifferenza e nella disattenzione questo
punto dell’ordine del giorno che costituisce un
evento di carattere storico – senza con questo
voler scadere nell’enfasi – per questa regione.
Per la prima volta, infatti, nella storia della
nostra regione una proposta di legge di iniziativa popolare arriva in Consiglio per
l’approvazione e, mi auguro, sarà approvata
dal Consiglio stesso, avendo ottenuto già un
parere unanime da parte della Commissione.
A sostegno di questa proposta di legge di
iniziativa popolare sono state raccolte circa 20
mila firme. Mi preme ricordare che detta proposta ha il sostegno di numerosi Comuni e di
una parte dei Consigli provinciali della nostra
regione, e che la raccolta delle firme è stata
organizzata dal Comitato “Vigiliamo per la discarica” di Grottaglie e da numerosi altri
comitati dei diversi territori regionali.
Si tratta, dunque, di un evento di portata
straordinaria, che credo meriti l’attenzione di
tutti noi, dell’opinione pubblica e degli organi
di informazione. Ricordo che in Puglia questa
è la prima legge di iniziativa popolare che arriva all’esame dell’Aula e in tutta Italia, se non
erro, siamo al secondo caso, poiché solo in
un’altra Regione una legge di iniziativa popolare è stata approvata dal Consiglio regionale.
Credo che questo sia il primo dato essenziale da mettere in rilievo, considerato che, in
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 11 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
una fase come quella che stiamo vivendo – su
di essa non è opportuno soffermarsi adesso –
quello che sta avvenendo questa mattina segna
un punto di incontro tra le Istituzioni e la società (a differenza di quello che troppo spesso
viene detto) e segna un momento di partecipazione, di cultura democratica, di cultura di governo da parte della società nella società, una
capacità di proposta.
Siamo di fronte a una proposta di legge che
non è di secondaria importanza, ma affronta,
al contrario, un problema di enorme importanza. Vorrei che tutti fossimo consapevoli di
quello che sta accadendo. In Puglia, come
sappiamo, si vanno realizzando progetti di discarica, di impianti di smaltimento per rifiuti
speciali, pericolosi e non pericolosi, in una
condizione di totale deregulation. In sostanza,
chiunque voglia può presentare un progetto di
questa natura e, se non ci sono vincoli di carattere paesaggistico e urbanistico, può
realizzarlo.
Il rischio che stiamo correndo in Puglia –
soprattutto in alcuni territori, in primo luogo
quello della provincia di Taranto – è sostanzialmente quello di vedere trasformata la nostra regione in una enorme discarica di rifiuti
speciali, pericolosi e non pericolosi, che in
questa situazione di sostanziale deregulation
rischiano di arrivare da tutta l’Italia, se non
addirittura dall’esterno del nostro Paese, cosa
che peraltro è già avvenuta. Come sappiamo,
infatti, una parte rilevante dei rifiuti della
Campania, per la situazione contingente che
vive quella regione, è stata smaltita in Puglia,
in modo particolare nel territorio jonico.
Questa legge non vieta in assoluto lo smaltimento dei rifiuti speciali nel territorio della
nostra regione, ma pone un limite assolutamente fondamentale: chi produce e trasporta
questi rifiuti deve dimostrare che lungo il territorio che tali rifiuti dovrebbero attraversare
per essere smaltiti in Puglia non vi siano centri
idonei al loro stesso smaltimento. Questo al
fine del raggiungimento dell’obiettivo fonda-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
mentale di impedire che questi rifiuti circolino
lungo tutto il territorio nazionale, con i problemi di carattere ambientale che possiamo
immaginare, per essere infine smaltiti nella nostra regione.
Dunque, non c’è un divieto in assoluto, ma
si introduce una norma che pone un limite preciso, che si fonda sul principio di prossimità: i
rifiuti vanno smaltiti nel centro di smaltimento
più vicino al territorio di produzione degli
stessi.
A mio avviso, questa normativa è fondamentale, di grande rilievo, perché può fungere
da esempio per altre regioni e può costituire
una base di discussione fondamentale anche
per il Parlamento nazionale, il quale sarebbe
utile che legiferasse, su questa materia, nel più
breve tempo possibile, per non consentire che
alcune regioni siano appesantite da un eccesso
di smaltimento di questi rifiuti.
Detto questo, ritengo che il parere favorevole unanime della V Commissione sia quanto
mai opportuno. Credo che a noi consiglieri regionali non resti che ringraziare sinceramente i
promotori di questa iniziativa per il ruolo che
hanno svolto.
Sappiamo che in altre regioni i problemi dei
rifiuti si affrontano in maniera diversa, spesso
in maniera tale da impedire ogni soluzione.
Qui, invece, siamo di fronte a un’espressione
di cultura di governo che va fortemente valorizzata, a una proposta positiva e non semplicemente a un movimento che si esprime in
termini di negazione di ogni soluzione.
Pertanto, ringrazio innanzitutto i soggetti
che hanno proposto questa iniziativa, ma mi
corre l’obbligo di ringraziare anche l’assessore
Losappio che ha svolto un ruolo fondamentale
nel determinare una condizione tale da portare
questa proposta nella sede del Consiglio regionale, modificandola e ritoccandola, con il
consenso dei comitati.
Vorrei ricordare che, insieme all’assessore
Losappio, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’ingegnere Antonicelli, con cui abbiamo
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 12 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
lavorato d’intesa nel corso di questi mesi.
Credo di dover ringraziare anche il Presidente
e tutti i componenti della V Commissione, che
hanno consentito al Consiglio regionale di vivere un momento che io considero significativo e importante, non solo per l’argomento che
affronta, ma anche per il fatto che segna una
pagina obiettivamente nuova nel rapporto tra
la nostra Istituzione e la società pugliese.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sottolineo l’opportunità di un
evento importante per l’Aula, che tante volte
abbiamo detto non distinguersi per la levatura
degli argomenti. Questa volta l’argomento è
realmente alto, come hanno notato il Presidente Mita e il collega Mineo. Certamente è un
argomento importante per il percorso che ha
conosciuto e per la sua caratteristica di iniziativa popolare.
Avrei quasi difficoltà a dichiarare il voto
favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale,
perché di fronte a una sottoscrizione popolare
di questa portata i simboli dei partiti sfumano
e si realizza, invece, un impegno sociale di assoluto rilievo.
Questa circostanza mi dà l’occasione di offrire al Consiglio regionale e all’opinione pubblica un ricordo del dibattito – e della sua gravità – che abbiamo svolto in quest’Aula quando il Presidente Vendola è venuto ad annunciarci la fine dell’emergenza. Io stesso, in questi giorni, con i colleghi di Alleanza Nazionale
ho avuto modo di firmare una mozione per richiedere un dibattito sui rifiuti in quest’Aula. Il
Presidente Pepe ha già accennato alla disponibilità acché ciò possa avvenire nei modi e nei
tempi concordati, ritengo con il Governo regionale. Non vi saranno certamente difficoltà
da questo punto di vista.
Questo dibattito ben si collega a
quell’evento. In quella circostanza, forse an-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
che in dissonanza con molte delle parti politiche a me vicine, ebbi a dire che ritenevo importante che non vi fosse più un rappresentante unico a gestire l’emergenza, ma che si ritornasse nei Comuni, alla base, ai cittadini. Ebbene,
questa è la dimostrazione dell’appropriatezza di
un percorso che parte dal basso.
Molto spesso i conflitti nascono perché chi
gestisce in proprio non incontra la volontà popolare, la volontà di chi amministra sul territorio, non incontra chi ha un conflitto di gestione, tra Province, Comuni e quant’altro, per
poter affrontare problematiche così delicate.
Premesso tutto questo e ritenendo un grande passo in avanti il fatto che questo Consiglio
regionale rapidamente si impegni ad approvare, ritengo all’unanimità, questo provvedimento, voglio ricordare la coerenza della Puglia su
questi argomenti, anche dopo il passaggio di
gestione e di Governo.
Io ebbi modo di incontrare il Presidente
Vendola – allora non ancora Presidente, ma
componente della Camera dei deputati,
all’epoca all’opposizione – quando in Commissione ebbi a difendere le posizioni della Basilicata contro il sito di scorie nucleari previsto
in quella regione. Il nostro comportamento sarà pure consequenziale con quello che in questi giorni il Governo nazionale ha deciso su
quella sede, ma certamente questa regione si
rende forte promotrice del discorso “chi inquina paga”: chi inquina ha la responsabilità, come dice la Comunità europea, di portare a soluzione il problema, pur non scavalcando il
momento di solidarietà, che tra l’altro era
l’unico aspetto trascurato.
Fino all’altro ieri abbiamo ascoltato le proposte di portare i rifiuti italiani in Kenya o in
altre sedi. Siamo moralmente contrari a queste
soluzioni e dobbiamo organizzarci affinché
non vengano praticate. Noi riteniamo che chi
produce sviluppo debba pagare in proprio anche i costi dello sviluppo e del progresso. Non
potrà accadere – lo dico per l’Africa, ma anche per i territori della nostra regione – che
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 13 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
qualcuno goda dei benefici e qualcun altro, in
un’altra parte del territorio, ne paghi le conseguenze. Siamo contrari, dunque, alla migrazione dei rifiuti in ambito nazionale ed internazionale e sottolineiamo il rispetto delle tutele
richiamate dal principio di vicinanza e di indisponibilità nelle zone vicine.
Quello odierno è un fatto estremamente positivo, per il quale dobbiamo rivolgere un ringraziamento particolare alle popolazioni che si
sono impegnate e alle associazioni che hanno
raccolto queste firme, realizzando questa proposta con il Governo, con le Commissioni, con
i consiglieri e con quanti altri hanno dato il
proprio contributo. Certamente si tratta di un
evento importante per questa regione.
Non abbiamo la necessità di grandi commissariamenti, ma quella di partecipare alla vita democratica con decisioni concrete, in modo da produrre non un chiacchiericcio senza
frutto, ma risultati. Richiamo nuovamente
l’attenzione sulla coerenza dell’impegno che
quest’oggi portiamo a termine.
È argomento di questi giorni il Piano energetico. Certo, è un argomento estremamente
positivo, ma forse, pur non dovendo intervenire nel merito, perché lo Statuto prevede i corretti percorsi che sono stati attuati, ritengo che
si debba trovare una formula che vada al di là
del percorso che si è svolto in Commissione e
in Giunta, per affrontare unitariamente un dibattito. Se non vogliamo chiamare “Consiglio”
il momento nel quale l’Assemblea si incontrerà
per svolgere questo dibattito, chiamiamolo in
qualsiasi modo, ma creiamo l’occasione per un
incontro su questo argomento.
Un Consiglio regionale che si spenda per
un’ulteriore giornata su un fatto di questa portata ritengo che non infici la validità del percorso attuato, ma che possa costituire la sede
per rappresentare le esigenze del territorio.
Chiedo che l’assessore Losappio, il Presidente del Consiglio, il Presidente Mita trovino il modo per organizzare un dibattito di
ordine generale, sia pure senza la conclusio-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
ne del voto, che però chiarisca a tutti i
percorsi attuati.
Preannuncio il voto entusiasticamente positivo di Alleanza Nazionale nei confronti di
questo disegno di legge di iniziativa popolare,
ritenendo che esso consolidi un rapporto più
leale tra la Regione – che deve essere più vicina dello Stato lontano e romano – e gli Enti
locali e il territorio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, non dico che sosterrò questo disegno di
legge, ma lo accompagnerò al voto favorevole, che credo riscuoterà il consenso
dell’unanimità dei presenti in Consiglio. Accompagnerò questo disegno di legge al voto
favorevole, così come l’ho accompagnato nella Commissione consiliare competente, dove
abbiamo potuto verificare come la politica
s’intrecci con la gente, con la società civile.
Quella parte della società civile che ha sottoposto alla nostra attenzione questa proposta
di legge non l’ha solo costruita, ma ha interagito con noi in Commissione, dove si è realizzata un’interazione diretta, viva, vivace, che
ha portato alla definizione di un testo condiviso anche dal Governo e da tutti i componenti
della Commissione. Questo è un episodio che,
a mio avviso, deve essere enfatizzato e citato
come esempio della possibilità di interagire tra
politica e società civile.
La proposta di legge al nostro esame è un
testo equilibrato, che da una parte mostra
l’attaccamento ai valori ambientali della nostra
regione, dall’altra un alto senso di solidarietà.
Non c’è un divieto assoluto per i rifiuti che
provengono da altre regioni. La Puglia è solidale con le regioni in difficoltà; tuttavia, le regioni che hanno possibilità di smaltire i rifiuti
nei siti loro più prossimi devono farlo. Richiamo al riguardo le parole del collega Saccomanno: chi produce all’interno della propria
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 14 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
regione rifiuti di questo tipo ha anche il dovere
di trovare il sito di smaltimento nella propria
prossimità.
Questo è un progetto di legge che, a mio
parere, va condiviso. Non ho bisogno di sostenerlo, ma solo di accompagnarlo al voto. Il
mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, quando il Consiglio regionale affrontò
la discussione per l’emergenza incendi il Presidente della Regione convenne che il Consiglio
avrebbe dovuto svolgere a breve una riunione
monotematica per una riflessione complessiva
sul problema dell’ambiente, dei rifiuti e
dell’energia.
Ritengo che questa seduta monotematica,
signor Presidente del Consiglio, abbia
l’urgenza massima di essere svolta. I colleghi
di Alleanza Nazionale hanno sollecitato che il
Consiglio fosse nuovamente informato e
discutesse sul problema dell’emergenza rifiuti.
Ricordo che all’epoca fu fortemente contestata
la decisione del Presidente Vendola che, in
maniera inspiegabile, o forse per togliersi la
patata bollente dalle mani, dispose la fine di
un’emergenza che, invece, è ancora sotto gli
occhi di tutti. Quella decisione provocò un
danno di dimensioni per nulla trascurabili in
alcune zone del territorio pugliese.
Non è mia intenzione sollevare alcuna polemica rispetto alla modifica del Piano e alle
situazioni che sono state delineate. La verità è
che si è voluta bloccare una parte del piano
predisposto dal precedente Commissario per
l’emergenza ambientale senza disporre di un
piano alternativo.
Possiamo dire di essere al disastro totale,
tanto che il Presidente della Provincia di Lecce
ha parlato, perlomeno all’interno del suo territorio, di una situazione simile a quella campana – l’ha fatto con note ufficiali – e persino di
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
allarme sociale rispetto a questa situazione.
Questa è l’imprudenza di aver fatto cessare
l’emergenza ambientale.
Inoltre,
la
responsabilità
politicaamministrativa di Vendola e di nessun altro ha
determinato questi ritardi che, nel frattempo,
hanno provocato una situazione di grave disagio, ma soprattutto un aumento dei costi. Alcuni Comuni e alcuni ATO hanno dovuto triplicare, se non quadruplicare i costi. I cittadini,
a fronte di un servizio inesistente, subiscono il
danno di costi che, ad aprile, diventeranno
stratosferici. In quel caso avremo un altro allarme sociale, perché non so se la gente avrà la
disponibilità per pagare aumenti spaventosi del
300-400%.
Sempre a causa di quella che io definisco
un’imprudenza del Presidente Vendola, non è
più possibile ottenere un euro dalla Protezione
Civile nazionale perché, una volta cessata
l’emergenza, i soldi li dobbiamo trovare nella
nostra regione.
Invito l’assessore Losappio e l’assessore
Saponaro (quest’ultimo ancora non presente in
Aula) a riflettere sulla possibilità – del resto, i
cittadini non hanno nessuna colpa delle scelte
fatte dalla politica o dal precedente Commissario – di trovare, nell’ambito delle risorse autonome del bilancio regionale, una cifra congrua
per attenuare il forte aumento dei costi che le
popolazioni devono sostenere.
Naturalmente voterò a favore di questa
proposta di legge di iniziativa popolare, ma
fissiamo subito questa riunione, d’intesa con il
Presidente Vendola. Avremo molto da discutere, anche rileggendo le dichiarazioni che furono rese dal Presidente in occasione di quella
informativa, quando noi ritenevamo che non
fosse opportuno far cessare l’emergenza, essendo ancora gravi i disagi di alcune zone del
territorio regionale rispetto alla situazione dei
rifiuti.
Purtroppo, quelle dichiarazioni sono attuali
e pesanti come macigni: l’emergenza in alcuni
territori esiste e va affrontata nei modi dovuti.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 15 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Borraccino. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, questa proposta di legge è stata
approvata in Commissione con il contributo di
tutte le forze presenti, ma soprattutto con la
spinta dal basso di 15 mila cittadini che hanno
sottoscritto una petizione poi trasformata in
legge. Soprattutto la presa di posizione di interi Consigli comunali e di intere popolazioni
che si sono mobilitate su questo problema fa sì
che finalmente oggi giunga in quest’Aula la
cosiddetta politica dal basso.
Le esigenze del popolo, avvertite dal basso
dei territori duramente colpiti dalla presenza di
discariche e dal rischio che altre discariche e
ampliamenti possano rovinare ancora di più
quei territori, finalmente si sposano con
l’attività legislativa del Consiglio regionale.
Questa proposta di legge è buona e, come
dice il collega Zullo, è una legge da accompagnare all’approvazione, trattandosi di una legge che nasce dal basso ma viene fatta propria,
partendo dal suo primo proponente, il collega
Mineo, dall’intera Commissione.
Questa legge importante, innovativa, che
farà scuola a livello nazionale – o, forse, come
qualche collega sostiene, corre il rischio di essere bocciata per incostituzionalità – a mio avviso è una buona legge, che questo Consiglio
regionale deve tentare di approvare e di difendere anche in sede nazionale.
Cari colleghi, diciamoci la verità, questo
problema apre uno squarcio importante sulla
problematica dei rifiuti. Sappiamo che, in materia di discariche, di permessi e concessioni
per l’apertura di nuove discariche, la normativa a livello nazionale è abbastanza lacunosa,
carente, priva di principi forti per fissare dei
paletti rispetto ad un business che, giorno dopo giorno, diventa sempre più grande.
Da questo punto di vista, pur approvando
questa proposta di legge, noi sappiamo che essa è soltanto un palliativo rispetto a quello che
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
sta avvenendo e avverrà in futuro. Sappiamo
bene che una qualsiasi azienda, domani mattina, potrebbe recarsi presso qualsiasi Amministrazione provinciale e chiedere il permesso
per l’apertura di nuove discariche.
Sappiamo molto bene che le azioni che gli
Enti pubblici, a partire dalle Amministrazioni
provinciali, possono avviare per frenare
l’apertura scriteriata di nuove discariche per
rifiuti speciali – sono oltre 150 quelle che abbiamo oggi in Italia – sono purtroppo poche.
Allora, il compito della politica dovrebbe essere quello di tentare di dare una risposta più
organica, di incidere su normative a livello nazionale che possano porre un freno
all’apertura indiscriminata di nuovi siti per
discarica.
Contemporaneamente, collega Palese, non
dobbiamo buttare nel fango il Piano dei rifiuti
che viene portato avanti da questo Governo di
centrosinistra.
Permettetemi di citare alcune situazioni che
non riguardano la Puglia – la nostra regione è
solo pulviscolo atmosferico rispetto al mondo
– ma sono significative per chiarire qual è la
direzione in cui oggi si muove la politica dei
rifiuti.
In primo luogo, ricordo che 854 milioni di
cittadini hanno difficoltà a sfamarsi, l’atto più
elementare dell’uomo. Lo ripeto, 854 milioni
di cittadini sono privi di un pasto quotidiano,
rischiano tutti i giorni di non poter mangiare
neanche un tozzo di pane. Nello stesso tempo,
il clima anno dopo anno si surriscalda e rischia di
provocare effetti catastrofici sull’ecosistema, nonostante il protocollo di Kyoto e tutto quello
che si sta facendo in questo ambito. A fronte
di 854 milioni di cittadini che non mangiano,
non consumano e non producono rifiuti, una
minoranza della popolazione ne produce a
dismisura.
Manca l’atto fondamentale, di cui invece
bisogna dare atto all’assessorato all’ambiente,
a questa maggioranza e all’intero Consiglio
regionale, di praticare nuove forme di politica
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 16 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
per i rifiuti, anche approvando provvedimenti
impopolari, come quello dell’innalzamento
dell’ecotassa per i Comuni non virtuosi.
Noi ci stiamo incanalando verso una nuova
politica dei rifiuti, quella della raccolta differenziata. Se non capiamo che la raccolta differenziata dev’essere il futuro, la stella polare
che deve indicarci la strada alternativa rispetto
al sistema che abbiamo adottato fino ad ora e
che è risultato fallimentare.
Tutti sappiamo quello che il sistema attuale
ha prodotto nella Regione Campania e quello
che sta producendo. Dovremmo evitare che
nella Regione Puglia e in tanti altri posti
d’Italia si giunga a medesime soluzioni. Non
dico che dobbiamo elogiare quello che sta facendo questo Governo regionale, ma quantomeno dovremmo guardare a questo operato
con attenzione.
Si tratta di una politica nuova, non soltanto
per le energie rinnovabili. A questo punto si
potrebbe aprire una nuova discussione che non
è all’ordine del giorno, ma che sicuramente è
collegata all’argomento di cui stiamo dibattendo. Sulla politica dei rifiuti, sulla raccolta differenziata, alcuni obiettivi che si è dato questo
Governo regionale ritengo che siano appuntamenti importanti. A mio avviso, credo che siano
obiettivi seri che prevedono criteri innovativi.
Soltanto perseguendo questa strada si potrà
evitare l’apertura di nuove discariche, il proliferare di nuovi comitati che bloccano le strade
giustamente.
La politica dovrebbe essere vicina a questi
comitati per difendere gli interessi di questi ultimi e per evitare che ci siano nuove forme di
smaltimento dei rifiuti pericolose per la salute e
la salubrità dell’aria, come i termovalorizzatori.
Puntando sulla raccolta differenziata questa
Regione potrà rendere un buon servigio ai
propri abitanti.
So bene che questa è una legge palliativo
che riduce solo in parte il problema dato che,
se la leggiamo con attenzione, solo due articoli
entrano nello specifico del problema, ma è
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
comunque una risposta politica che dimostra
l’attenzione del Consiglio regionale rispetto
alle esigenze di 15 mila cittadini.
Nello stesso tempo, essa rappresenta il tentativo di invertire una rotta di deregulation più
assoluta rispetto alla politica dei rifiuti che,
tanto a livello nazionale, quanto a livello regionale, ha prodotto soltanto disastri.
Noi da questi disastri vogliamo uscire senza
polemica, con la collaborazione dell’intero
Consiglio regionale. Concordo, quindi, con chi
richiede un Consiglio regionale monotematico
sull’emergenza rifiuti. Dobbiamo riunirci e discuterne in forma scevra da pregiudizi ideologici, come diceva, se non ricordo male, anche
il collega Saccomanno. I simboli di partito, infatti, devono scolorirsi per aprirsi ad un dialogo e ad un confronto serio su problematiche
che oggi interessano il centrosinistra, che ieri
hanno interessato il centrodestra, e che domani
interesseranno la futura classe dirigente di
questa Regione, ma che soprattutto si incrociano con il futuro dei nostri figli e con il futuro di 4 milioni di cittadini pugliesi.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Giuseppina Marmo. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, assessori, la proposta di
legge che regola la complessa materia dello
smaltimento dei rifiuti speciali in Puglia, provenienti da altre Regioni, merita particolare
attenzione per una serie di ragioni, senza enfasi, perché la politica non ha bisogno di enfasi.
Innanzitutto, si tratta di una proposta di iniziativa popolare, dato che proviene direttamente dai cittadini, che avvertono il problema
come un problema di urgente ed emergente
necessità.
Sono stati 15 mila i cittadini pugliesi che
hanno sottoscritto il disegno di legge, suffragati dai Consigli regionali di Stornarella, Carosino e Grottaglie. Indubbiamente, si registra
un vuoto legislativo che disciplini e programmi
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 17 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
lo smaltimento dei rifiuti pericolosi in Puglia e
in tutta Italia.
Quindi, l’assenza di una specifica legge in
materia ha visto il proliferare di nuove discariche che possono determinare un impatto ambientale pernicioso con effetti deleteri, sia
sull’ecosistema pugliese, che sulla salute
pubblica.
Il disegno di legge che discutiamo intende
dunque regolamentare un aspetto delicato dello smaltimento dei rifiuti nel rispetto delle
normative comunitarie e nazionali. Non intendo dire che la presente proposta esaurisce e
colma definitivamente la mancanza di precise
disposizioni, ma certo è un passo fondamentale, determinante e foriero di ulteriori
provvedimenti.
Si tratta di disciplinare lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti
al di fuori della nostra Regione; rifiuti che transitano per la Puglia e che sono destinati a impianti
regionali regolarmente autorizzati.
È interessante notare come tutta la legge
indichi i criteri di prossimità e appropriatezza
nello smaltimento dei rifiuti e dedichi ampio
spazio alle necessarie certificazioni per poter
trasferire tali rifiuti nella nostra Regione.
Prossimità e appropriatezza: questo è il
leit-motiv di tutti i regolamenti europei e di
tutta la politica europea. Tutto ciò che è prossimità va salvaguardato. In sostanza, ciò significa che i rifiuti prodotti altrove potranno essere smaltiti soltanto nelle discariche pugliesi più
vicine al luogo di produzione extraregionale
ed esclusivamente in assenza di discariche idonee nelle zone nelle quali effettivamente sono
generati detti rifiuti.
In tal senso, il disegno di legge è perentorio. Gli effetti saranno quelli di ridurre drasticamente l’ingresso di sostanze pericolose nella
nostra Regione e di non farle transitare per
lunghi percorsi attraverso un territorio esteso.
Si tratta di un transito che, se prolungato,
aumenterà i rischi di contaminazione e di inquinamento.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
L’inosservanza della legge prevede la
comminatoria
delle
sanzioni
previste
dall’ordinamento del settore, sia per i produttori dei rifiuti, che per i trasportatori e i gestori
degli impianti di smaltimento, oltre alle implicazioni di carattere penale.
Insomma, il disegno di legge si inquadra
nell’unanime sforzo dell’Amministrazione regionale di tutelare l’ambiente e la salute pubblica e di rendere “pulita” la Puglia. Non so se
esistano – saranno i giuristi a dirlo – elementi
di incostituzionalità. Questo dubbio, però, sicuramente non inficerà la positività di questa
legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefàno. Ne ha facoltà.
STEFANO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, confesso di aver pensato a lungo se
fosse il caso o meno di intervenire. Credo, però, che nell’impegno politico-istituzionale ognuno di noi abbia il dovere, soprattutto in
un’Assemblea legislativa, di portare sempre
all’attenzione degli altri il proprio pensiero.
Così ho ceduto alla mia voglia di trattenermi e
mi limiterò a dire solo poche parole, anche per
rispondere all’invito di brevità del Presidente.
Credo che l’approccio a questo disegno di
legge non debba essere squisitamente ideologico, né tantomeno debba essere un approccio
improntato essenzialmente a non contrastare
una legittima aspettativa dei cittadini della
Provincia jonica a vedere la materia dei rifiuti
e la materia dell’impiantistica per lo smaltimento dei rifiuti regolamentate e controllate
nel miglior modo possibile.
A prescindere dalla positiva e incoraggiante
azione popolare – questo è un disegno di legge che nasce da un’iniziativa popolare, quindi
prende corpo dalla volontà dei cittadini che va
certamente tenuta in considerazione e valutata
– in questo disegno di legge, per quelle che
sono le mie conoscenze, esistono degli elementi di dubbia legittimità costituzionale.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 18 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
I rifiuti speciali, infatti, al pari delle altre
merci, al pari di ogni scarto di produzione, sono merci alle quali i Regolamenti europei e nazionali assegnano libertà di circolazione su tutto il territorio.
Spero che la Commissione abbia avuto modo di valutare fino in fondo l’argomento della
legittimità
costituzionale.
Credo
che,
nell’eventualità in cui noi dovessimo avere torto in quella sede, la demotivazione e la delusione dei cittadini – ai quali va tutta la mia solidarietà dal punto di vista umano nella loro
voglia di difendere il territorio nel migliore dei
modi – sarebbe tanta.
Per questo motivo – parlo a titolo personale e non del Gruppo che presiedo e al quale
appartengo – e per i dubbi di incostituzionalità
che intravedo nel disegno di legge, anticipo la
mia volontà di astenermi dalle operazioni di
voto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Manni. Ne ha facoltà.
MANNI. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la prima considerazione riguarda il merito della proposta di legge di iniziativa popolare. Tale proposta ben si inquadra nel quadro
generale delle politiche della Giunta Vendola
di difesa e valorizzazione del territorio.
Queste politiche ambientali hanno teso e
tendono alla protezione dell’ambiente. Ricordo a tal proposito il Piano di difesa idrogeologica del territorio pugliese, l’istituzione di numerosi parchi e il Piano di politica energetica.
Tutto questo ci permette di guardare
all’ambiente, come ricorda il grande poeta turco Nazim Hikmet, come se fosse la nostra casa; la casa ereditata da nostro padre che trasmetteremo ai nostri figli e non come ad una
casa presa in affitto della quale fruire per pochi
anni per poi disinteressarci.
In particolare, la proposta di legge di iniziativa popolare si inquadra nelle politiche dei rifiuti, in merito alle quali ricordo che questa
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Amministrazione ha ereditato una situazione di
provvisorietà e di assenza di qualunque
prospettiva.
Oggi, invece, ci si muove lungo una linea
che ha dei punti fermi.
Per quel che riguarda la preoccupazione di
una bocciatura di questa legge da parte degli
organismi a ciò delegati, credo che questo non
debba minimamente influenzare il nostro voto
se non in maniera strumentale, in quanto, come ricordava don Lorenzo Milani, il legislatore deve essere strabico, deve avere un occhio
attento al presente e un occhio attento al futuro, operando anche delle forzature rispetto al
presente.
In secondo luogo, sono soddisfatto di questo progetto di legge perché è la prima volta
che in Consiglio regionale viene affrontata, e
probabilmente approvata, una proposta di legge di iniziativa popolare. Questa è una circostanza molto importante e sono veramente orgoglioso di sedere in un Consiglio regionale
che approverà, forse, una proposta di legge di
iniziativa popolare.
Badate, non è un caso che ciò avvenga in
questo preciso momento. Questa proposta si
inserisce in un quadro della politica di partecipazione, di coinvolgimento, di cittadinanza attiva che questa Amministrazione porta avanti.
Gli esempi sono numerosi: è sufficiente ricordare le numerosissime assemblee di questi
giorni sul Piano sanitario svolte in tutta la Regione a cui hanno partecipato sia gli addetti ai
lavori (medici e amministratori), che la cittadinanza. Si tratta di assemblee, partecipazioni e
consultazioni dalle quali il Piano sanitario risulterà molto arricchito.
Per noi di Rifondazione Comunista questa è
la maniera normale di procedere, il modo naturale di vedere il rapporto tra le Istituzioni e i
cittadini. Noi siamo parte di questo processo
di partecipazione e di iniziativa dei cittadini.
La Commissione e il suo Presidente Mita,
al quale rivolgo un sentito ringraziamento,
hanno saputo essere egregiamente sponda isti-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 19 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
tuzionale della partecipazione dei pugliesi alla
gestione e alla regolamentazione della propria
vita sociale.
Per questi motivi noi di Rifondazione Comunista votiamo convintamente a favore della
proposta di legge di iniziativa popolare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ventricelli. Ne ha facoltà.
VENTRICELLI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Sinistra Democratica
a questo provvedimento. Permettetemi solo un
paio di considerazioni perché anche io intendo
sottolineare l’importanza di questo provvedimento. È la prima volta, infatti, che in Consiglio regionale arriva un disegno di legge di iniziativa popolare. Rispetto a questa iniziativa
noi dovremmo avere una grande attenzione
soprattutto in questo momento storico come
questo che stiamo vivendo in cui il divario tra
la politica e le Istituzioni è ancora più acuito.
Dopodiché, non concordo assolutamente
con le perplessità manifestate dal collega Stefàno. Probabilmente, non si è approfondito
l’aspetto più importante: con questa legge non
si vuole assolutamente vietare il transito dei
rifiuti speciali, ma in realtà si vuole dare un
criterio di orientamento al loro transito ancorandolo al principio di prossimità che, a mio
avviso, è un principio assolutamente giusto ed
importante.
Tra l’altro, detto principio non solo mette
al riparo la nostra Regione dalle difficoltà che
un transito di rifiuti speciali potrebbe comportare, ma evita al contempo un transito sproporzionato di questi rifiuti.
D’altronde lo stesso disegno di legge,
quando impone la necessità della presentazione della documentazione, compie una scelta
che mi sembra cauta e giusta nei confronti anche dell’imprenditoria che gestisce i rifiuti
speciali.
Si attribuisce, infatti, la possibilità, in sostituzione dei certificati necessari per dimostrare
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
la presenza di una discarica in prossimità, di
presentare un’autocertificazione.
Mi sembra che questa sia una scelta giusta
e credo che sia altrettanto giusto che il Consiglio regionale dedichi la necessaria attenzione
a questo aspetto.
Al di là delle perplessità introdotte giustamente all’interno della discussione della
Commissione, credo che il Consiglio dovrebbe
valutare con grande attenzione questo provvedimento presentato direttamente dai cittadini
pugliesi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Maniglio. Ne ha facoltà.
MANIGLIO. Signor Presidente, la mia è
anche una dichiarazione di voto. La proposta
di legge è condivisibile, non tanto e non solo
perché presentata dal collega Mineo, ma perché è firmata da migliaia di cittadini e soprattutto perché interviene su un tema molto delicato. Non vi nascondo che su questo tema sono possibili opzioni diverse.
I rilievi che qui ha sollevato in maniera molto garbata il collega Stefàno, penso debbano
essere approfonditi, nel senso che è interesse di
tutti fare leggi che siano effettivamente efficaci.
Ciò, però, non può cancellare la portata innovativa di questa norma che interviene in un
campo, soprattutto nella nostra Regione, dove
quotidianamente siamo a rischio emergenza.
Dobbiamo, quindi, evitare che la nostra Regione possa diventare il punto finale di una serie di smaltimenti di rifiuti che magari potrebbero essere smaltiti altrove. Questo mi pare
l’elemento qualificante e liberale della legge.
In sostanza, con essa non si impedisce alle
imprese di smaltire i rifiuti speciali negli impianti a ciò deputati, ma si specifica che questo può accadere solo se nelle Regioni e nei
territori in cui si producono questi rifiuti non
ci sono analoghi impianti.
Approfondiamo pure la legge, ma io credo
che questa sia una proposta di legge di civiltà
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 20 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
che raccoglie le spinte del territorio, la giusta
sensibilità dei cittadini e, per alcuni versi, tutela anche quel bene collettivo che è la salute di
tutti noi. Il voto del nostro Gruppo sarà, dunque, favorevole.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante
del Governo regionale, assessore Losappio.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Signor Presidente, si tratta della ventesima legge in materia ambientale
che il Consiglio regionale licenzia in meno di
due anni e mezzo di attività. In questo caso,
l’elemento propulsivo non è stato il Governo,
non sono stati i consiglieri regionali, ma sono
stati i cittadini e i loro comitati di rappresentanza.
Il risultato è il medesimo. Un’attenzione,
richiamata anche negli interventi dei Capigruppo di maggioranza e di opposizione, ed
una sensibilità del Consiglio regionale alle tematiche ambientali hanno fatto sì che la Puglia, per la verità nei decenni precedenti meno
attenta ed impegnata, negli ultimi due anni e
mezzo abbia raggiunto una sorta di guinness
dei primati nella produzione legislativa in materia ambientale.
Desidero sottolineare che la parte più interessante dell’iniziativa dei cittadini e del comitato sta nell’aver cercato di affrontare il problema dalla testa, piuttosto che dalla coda,
cioè non tanto fronteggiando i tir con i rifiuti
che provengono dalla Campania o dal Piemonte, ma cercando una soluzione all’origine, in
questo caso di fonte legislativa, capace di ridimensionare il problema.
Se tutte le volte che c’è una tensione emergenziale-ambientale, a volte vera, a volte inverosimile come quella che si vorrebbe far determinare in alcune parti del territorio pugliese
dove si vogliono inserire fonti di energia alter-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
native e rinnovabili, si utilizzasse questa impostazione mirata non al contrasto, ma intenta a
cercare l’opzione di programma o di legge, sicuramente la società pugliese darebbe al mondo della politica un contributo più importante.
Come Governo abbiamo verificato nel merito e nella forma la proposta di legge.
L’abbiamo verificata nel merito, perché abbiamo il massimo rispetto nei confronti dei cittadini, e non accettiamo il principio secondo il
quale ogni sottoscrizione popolare sia di per
sé giusta. Infatti, se in questo Consiglio regionale arrivasse una proposta di legge per introdurre la pena di morte, il Governo Vendola
ovviamente si opporrebbe. Abbiamo quindi affrontato nel merito il contenuto della proposta
di legge, e poi la abbiamo verificata dal punto
di vista formale nei suoi aspetti di possibile incostituzionalità.
Nel merito, dunque, ci riconosciamo. Per
quel che riguarda gli aspetti formali, invece,
abbiamo svolto il massimo dello sforzo possibile per ridurre il rischio di un ricorso o di una
procedura di incostituzionalità. Abbiamo,
quindi una ragionevole fiducia, ma non la certezza. Del resto, la Confindustria Puglia ci ha
formalmente informato che intende adire, a difesa del principio “libero rifiuto in circolazione
= libera merce = libero profitto”, le vie amministrative e legali contro questa legge.
Pertanto, nella ragionevole certezza di aver
fatto il massimo per evitare l’incostituzionalità
ogni consigliere è chiamato liberamente ad esercitare la propria valutazione e la propria
decisione. Per quel che mi riguarda, in qualità
di consigliere regionale, voterò a favore.
Infine, abbiamo ascoltato dagli amici
dell’opposizione proposte ed argomentazioni.
Raccolgo le proposte del collega Saccomanno
e del collega Palese, nel senso che non solo
non ho alcun problema, ma sono assolutamente disponibile ad una seduta monotematica sulle questioni ambientali, siano esse quelle energetiche, quelle dei rifiuti, quelle dell’inquinamento
dell’aria.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 21 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Ritengo che un incontro di questo genere
sarebbe, non solo un consolidamento di quella
sensibilità ambientale a cui accennavo prima, ma
sarebbe un lavoro che, fatto a “cantiere aperto” –
intendendo per cantiere l’attività della Regione
dato che abbiamo ancora due anni e mezzo di
Legislatura davanti a noi –, sarebbe produttivo
di stimoli e di impulsi per tutti, Consiglio e
Governo.
Continuo a non comprendere alcuni accenti
leggermente dialettici, se non polemici, sul problema dell’emergenza rifiuti. Come sapete tutti,
c’è un nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti.
Tuttavia se non decolla la raccolta differenziata, che rappresenta l’unica possibilità di ridurre i costi, è naturale che ci sia un incremento dei costi sulle Amministrazioni comunali e
sui cittadini in Puglia e in tutta Italia.
Proposte tendenti a ridurre, almeno in fase iniziale, questo impatto sulle Amministrazioni
siamo pronti a discuterle. Ovviamente bisognerà
sentire poi il parere dell’assessore al bilancio.
Tuttavia, in assenza di raccolta differenziata
e passando dalle discariche a procedimenti più
complessi come la differenziazione, la biostabilizzazione, la selezione e persino gli inceneritori, è naturale, lo ripeto, che i costi debbano aumentare. Se poi intorno a questa vicenda si vuole
ancora costruire l’immagine di una Puglia con i
rifiuti per le strade, è un altro discorso.
Una Puglia con i rifiuti per le strade non la
vedo oggi che siamo ad ottobre, non l’ho vista nei mesi precedenti e non l’ho vista neanche a gennaio quando abbiamo cessato il
commissariamento e siamo stati l’unica Regione del Mezzogiorno a farlo.
Ebbene, sono passati dieci mesi e questi rifiuti di cui parlate, per strada, non ci sono. A
dire la verità, c’è stato un episodio di abbandono dei rifiuti a Lecce quando, per una
dialettica tra il Sindaco Poli Bortone, la
Municipalizzata e i lavoratori, questi ultimi
sono entrati in sciopero e per tre giorni di seguito
abbiamo dovuto fronteggiare l’emergenza
rifiuti perché i cassonetti erano stracolmi.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Naturalmente questa vicenda non mi ha
reso contento.
Badate, io non sono il corvo nero che fa il
tifo affinché la Puglia crepi sotto i rifiuti.
Quello di Lecce, però, è l’unico caso in cui
nel corso di questi dieci mesi abbiamo visto i
rifiuti per strada.
Questo problema nei precedenti dieci anni è
stato risolto con l’ampliamento delle discariche di Nardò, di Conversano e di Altamura;
dopodiché, abbiamo recuperato la vostra
eredità sull’impiantistica ed è evidente che se
non si procede più sull’ampliamento, ma si
procede alla chiusura degli impianti, si possono creare disguidi.
Credo, quindi, che il buonsenso di tutti
debba portarci, ferme restando le posizioni
dialettiche, a ridurre al massimo i disguidi e
ad operare affinché la distanza tra la Puglia
e la Campania rimanga quella esistente ad
oggi.
Esame articolato
PRESIDENTE. Passiamo, pertanto, all’esame
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
art. 1
1. La presente legge regionale, conformemente al regolamento CE. n. 1013/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 14
giugno 2006, alla direttiva 75/442/CEE del 15
luglio 1975 e successive modificazioni e integrazioni, al Decreto legislativo n. 152 del 3
aprile 2006 disciplina lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi,
prodotti al di fuori della regione Puglia, che
transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella
regione Puglia.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 22 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 2
1. Lo smaltimento dei rifiuti speciali di cui
all’articolo 1, al fine di ridurre la movimentazione dei rifiuti allo stretto necessario e salvaguardare la salute e l’ambiente, può avvenire
solo nel rispetto dei principi di prossimità e
appropriatezza nello smaltimento dei rifiuti
speciali sanciti dalla normativa dell’Unione Europea e dall’ordinamento giuridico nazionale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
1. Lo smaltimento di rifiuti speciali di cui
all’articolo 1 può avvenire in impianti per rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ubicati
nel territorio regionale pugliese, a condizione
che quelli siti nella regione Puglia siano gli impianti di smaltimento appropriati più vicini al
luogo di produzione dei medesimi rifiuti speciali.
2. Pertanto, il produttore e/o il trasportatore di rifiuti speciali di cui all’ articolo 1, per
smaltirli in impianti siti nel territorio regionale
pugliese, deve previamente munirsi di uno o
più certificati delle autorità extraregionali
competenti, di data non anteriore a sei mesi,
attestanti l’inesistenza o l’inoperatività, nei rispettivi territori, di impianti appropriati per lo
smaltimento dei medesimi rifiuti speciali, individuati secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER).
3. Le autorità extraregionali cui il produttore e/o trasportatore dovrà chiedere i certificati
di cui al precedente comma, sono:
a) quelle competenti per il territorio in cui
sono stati prodotti i rifiuti speciali destinati agli impianti di smaltimento siti nel territorio
regionale pugliese;
b) quelle che, diverse dalle precedenti, sono
competenti per il territorio che, rispetto al
luogo di produzione dei rifiuti speciali, sia comunque più vicino al luogo in cui è ubicato nel
territorio pugliese l’impianto individuato come
destinatario delle stesse operazioni di
smaltimento.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
4. La maggiore o minore vicinanza o prossimità di un impianto appropriato per lo smaltimento di rifiuti speciali sito in un territorio
extraregionale rispetto all’impianto appropriato sito nella regione Puglia, si determina sulla
base dei chilometri da percorrere con il mezzo
di trasporto prescelto, secondo il percorso più
breve, dal luogo di produzione dei rifiuti speciali sino ai rispettivi impianti volta per volta
presi in considerazione.
5. I certificati delle autorità extraregionali
competenti di cui al presente articolo possono
essere sostituiti dalla presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di
data non anteriore a sei mesi, formulata ai sensi del DPR n. 445/2000 e sottoscritta dal produttore e/o trasportatore di rifiuti speciali, che
attesti l’inesistenza o l’inoperatività di impianti
appropriati più prossimi al luogo di produzione dei rifiuti rispetto all’impianto insistente nel
territorio regionale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 4
1. Qualora nei territori extraregionali esistano o siano operativi impianti appropriati per
lo smaltimento dei rifiuti speciali, ma essi, secondo il criterio di cui al quarto comma del
precedente articolo 3, siano meno vicini rispetto al luogo in cui si trovi l’impianto appropriato sito nel territorio regionale pugliese destinatario dei rifiuti speciali, lo smaltimento può essere effettuato nell’impianto più prossimo sito
nella regione Puglia.
In questo caso, il produttore e/o il trasportatore dei rifiuti speciali dovrà:
a) munirsi dei certificati delle autorità extraregionali competenti di cui al terzo comma
dello articolo 3, ovvero delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ex DPR n.
445/2000 del medesimo produttore e/o trasportatore di rifiuti speciali attestanti
l’esistenza e 1’operatività, nei rispettivi territori, di impianti di smaltimento appropriati allo
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 23 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
smaltimento dei rifiuti speciali, con indicazione
del luogo in cui gli impianti si trovano;
b) dichiarare, con dichiarazione sostitutiva
di atto di notorietà ex articolo 47 del D.P.R 28
dicembre 2000 n. 445, che è più breve, secondo il criterio di cui al 4° comma del precedente
articolo 3, il percorso per raggiungere
l’impianto di smaltimento appropriato più vicino sito nella regione Puglia, rispetto
all’impianto di smaltimento appropriato sito
nel territorio extraregionale. Nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, il produttore
e/o il trasportatore di rifiuti speciali dovrà altresì dichiarare di essere consapevole che, in
caso di dichiarazioni mendaci, sarà punito ai
sensi del codice penale e delle leggi penali in
materia.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
18 OTTOBRE 2007
prescrivere espressamente l’obbligo del soggetto autorizzato di osservare le previsioni
della presente legge, facendo esplicito riferimento, in ipotesi di inosservanza delle previsioni della presente legge, alla comminatoria
delle sanzioni previste dall’ordinamento di settore in ipotesi di violazione delle prescrizioni
di gestione.
In ogni caso, a far data dall’entrata in vigore della presente legge, lo smaltimento di rifiuti speciali presso impianti ubicati nel territorio
regionale, in violazione delle disposizioni della
presente legge, equivale all’inosservanza delle
prescrizioni di gestione contenute nei provvedimenti autorizzatori.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti la pdl di iniziativa popolare e
dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino
e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei
rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati
a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia” nel suo complesso.
È approvata.
art. 5
1. I certificati rilasciati dalle autorità extraregionali competenti e le dichiarazioni previste
dalla presente legge sono redatti in triplice copia: una dovrà essere conservata dal produttore; l’altra dal trasportatore; la terza dal destinatario dei rifiuti speciali.
2. I certificati e le dichiarazioni sostitutive
di atto di notorietà dovranno essere conservati
per cinque anni dal produttore e dal trasportatore. Il destinatario dei rifiuti speciali dovrà
conservarli per tutta la durata della vita utile
dell’impianto.
3. Il gestore dell’impianto di smaltimento,
destinatario dei rifiuti speciali, dovrà inviare
semestralmente alla Provincia territorialmente
competente, copia dei certificati delle autorità
extraregionali e delle dichiarazioni previste
dalla presente legge.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Chiedo che il provvedimento sia dichiarato urgente.
art. 6
1. Le autorizzazioni relative a nuovi impianti di gestione dei rifiuti speciali dovranno
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
d’urgenza.
È approvata.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
LOSAPPIO, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche,
alle attività estrattive, allo smaltimento dei
rifiuti e alle aree protette. Domando di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 24 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di
legge a firma dei consiglieri Loperfido e
Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 6) reca: «Effettuazione referendum
consultivo delle popolazioni interessate sulla
proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di
Carbonara”».
LOPERFIDO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOPERFIDO. Signor Presidente, prima di
procedere alla lettura della relazione, vorrei
presentare un emendamento, tendente ad aggiungere “Ceglie e Loseto” a Carbonara.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore.
CHIARELLI, relatore. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, nella seduta del 25 luglio il
Consiglio regionale ha deciso un ulteriore rinvio alla VII Commissione del provvedimento
avente ad oggetto “Indizione del referendum
consultivo della popolazione interessata sulla
proposta di legge dei consiglieri Brizio e Loperfido ‘Istituzione del Comune di Carbonara’” che con l’emendamento testé riproposto
dal consigliere Loperfido dovrebbe riguardare
anche Ceglie e Loseto.
La VII Commissione, in data 21 settembre
2007, ha ripreso in esame il provvedimento
sopracitato e, in particolare, ha constatato che
tale autonomia viene rivendicata dalla storia
plurisecolare, dalle tradizioni, dai dialetti e dai
Santi patroni diversi, oltre che da stemmi e
vessilli tutti storicamente definiti.
La valutazione della Commissione si è concentrata soprattutto sui parametri stabiliti dalla
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
normativa vigente e, in particolare, ha verificato che la popolazione residente nel Comune
oggetto del provvedimento è pari a 39.707 alla
data del 31/12/2005.
Tale popolazione è riferita alle tre frazioni
interessate. La forza elettorale è quindi pari a
34.460 alla data del 13/2/2006.
La delimitazione urbana corrisponde
all’attuale IV circoscrizione del Comune di
Bari e comprende le frazioni di Carbonara,
Ceglie del Campo e Loseto. I vari servizi comunali primari e non primari esistenti (trasporti, servizi idrici e fognari, rete di distribuzione del gas, illuminazione e rete telefonica)
risultano del tutto sufficienti.
È stata valutata l’analisi socio-economica
prodotta dalla città di Bari relativa alla IV circoscrizione. Attualmente, non è stato ancora
acquisito il parere del Comune di Bari che,
con propria nota del 16/2/2007, rinvia
l’espressione del parere al termine della consultazione referendaria indetta dalla Regione
Puglia, ritenendo non necessaria la propedeuticità del parere del Consiglio comunale rispetto al referendum.
Considerando altresì che l’istituendo Comune comprende una popolazione di circa 40
mila abitanti, si andrebbe a realizzare una realtà di gran lunga superiore a tante altre già esistenti che costellano il territorio regionale. È
lecito anche ritenere che il nuovo Comune che
si andrebbe ad istituire potrebbe trarre benefici
in termini di sviluppo soprattutto economico e
sociale che non recherebbero danno alcuno agli interessi della città di Bari, ma al contrario
quest’ultima ne trarrebbe grande giovamento
anche in un’ottica futura di area metropolitana.
La VII Commissione è stata invitata sempre
dal Consiglio regionale ad esprimere il proprio
parere sull’individuazione della popolazione
interessata dal referendum consultivo. Per tale
motivo, la stessa, in data 6 luglio 2007, ha individuato nelle popolazioni di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto le relative popolazioni interessate, anche con il conforto del parere
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 25 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
espresso dall’Avvocatura dello Stato in data
06/08/2007 all’uopo interpellata per alcune
sentenze emesse dalla Suprema Corte per casi
analoghi.
La VII Commissione, inoltre, per quanto
innanzi, ha determinato positivamente la possibilità di elevare a Comune autonomo il nucleo urbano interessato e ne conferma la decisione di procedere con le iniziative previste
dalla normativa vigente.
Pertanto, all’unanimità ha espresso il parere
favorevole all’indizione del referendum consultivo della popolazione interessata ai sensi
del decreto-legge n. 27/73, articolo 21, con il
seguente quesito da sottoporre: «Vuoi tu che
le frazioni di Carbonara, Loseto e Ceglie del
Campo siano distaccate dal Comune di Bari e
siano erette in Comune autonomo?».
LOPERFIDO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOPERFIDO. Signor Presidente, mi permetta una piccola integrazione. Quanto ho
detto prima dell’intervento del collega Chiarelli
si estende naturalmente anche a tutto il corpo
della relazione.
PRESIDENTE. Voglio precisare all’intero
Consiglio che non stiamo approvando la legge,
ma stiamo autorizzando l’effettuazione del referendum.
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Olivieri.
Ne ha facoltà.
OLIVIERI. Signor Presidente, con questo
intervento intendo annunziare il mio voto favorevole anche all’emendamento del consigliere Loperfido e per brevità anticipo il mio stesso intendimento circa la successiva proposta di
referendum in merito all’istituzione del Comune di Palese-Santo Spirito. Per evitare cattive
interpretazioni, vorrei precisare che le frazioni
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto diventerebbero un solo Comune.
Sottolineo, inoltre, che si tratta
dell’approvazione di un referendum, non
stiamo istituendo un nuovo Comune in questo momento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere De Santis. Ne ha facoltà.
DE SANTIS. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, vi prego di ascoltare le cose che vi
dirò, non perché siano particolarmente importanti, ma perché, tra gli altri argomenti, scorgo
un profilo di illegittimità che potrebbe portare
ad un eventuale ricorso presso la Corte dei
Conti.
L’attuale legge regionale del 20 dicembre
1973, n. 26, regolamenta, all’articolo 2, il caso
di una o più frazioni che siano separate dal capoluogo del Comune a cui appartengono.
La Regione può quindi indire un referendum se si trova davanti a frazioni che ne fanno
richiesta, a patto che siano separate.
Invece, sin dal 1970, Carbonara, Ceglie del
Campo e Loseto non sono più frazioni, ma
quartieri di Bari ai sensi della delibera del 26
gennaio 1970 del Comune di Bari, peraltro
mai revocata.
In secondo luogo, Carbonara, Ceglie del
Campo e Loseto non sono separate da Bari
essendo il tessuto urbanistico del tutto integrato, come anche il più distratto degli osservatori sa, tant’è vero che corso Alcide De Gasperi,
ex corso Sicilia, oltrepassa la circonvallazione
di Bari e arriva alle porte del centro abitato di
Carbonara.
Pertanto, senza modificare la legge n. 26,
noi non possiamo procedere a questo
referendum.
Peraltro, io giudico risibile l’eventuale modifica della legge n. 26/73 in quanto al posto di
“frazioni” dovremmo scrivere “quartieri”. Insomma, se un quartiere di una città chiede un
referendum per separarsi, questo è legittimo;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 26 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
se domani, tanto per fare un esempio, il quartiere Borgo di Taranto, o il quartiere Murat di
Bari chiedessero il referendum per separarsi,
sarebbe legittimo.
Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto, lo
ripeto, non sono più frazioni, ma quartieri del
Comune di Bari.
La relazione, esposta dal collega Chiarelli a
nome della Commissione, fa riferimento alla
identità di questi centri abitati che sarebbe unitaria e diversa dall’identità del capoluogo di
Provincia e di Regione, Bari, tant’è vero che a
un certo punto si afferma che «tale autonomia
viene rivendicata dalla storia plurisecolare,
dalle tradizioni, dai dialetti e dai Santi patroni,
oltre che da stemmi e vessilli tutti storicamente
definiti».
Tuttavia, cari colleghi, la storia, le tradizioni, i dialetti, i Santi patroni, gli stemmi e i vessilli di questi centri abitati sono certo diversi
da quelli di Bari, ma sono diversi anche tra di
loro, perché, come è noto, a Carbonara il patrono è San Michele Arcangelo, a Ceglie del
Campo è la Madonna di Buterrito, così come
sono diversi gli stemmi e i vessilli, nonché la
storia e le tradizioni. Com’è noto Ceglie del
Campo ha origini pre-romane, mentre Carbonara no.
Queste frazioni quindi sono diverse da Bari
e sono diverse tra di loro, per cui non possiamo affermare che tra Carbonara, Ceglie del
Campo e Loseto ci sia un’identità unitaria e
distinta rispetto a quella di Bari. Anzi, la
popolazione residente – la popolazione di Carbonara 2 e di Loseto nuova – è costituita in
larga parte da baresi, i quali si sono trasferiti
perché le case avevano un prezzo inferiore.
La Corte Costituzionale, nel 1989 ha adottato una linea restrittiva, giudicando la popolazione interessata delle frazioni interessate,
mentre nel 1995, sentenza a noi più recente,
ha deliberato che in caso di referendum dovrebbe votare tutta la popolazione del Comune, quindi l’intero Comune di Bari.
A mio avviso, il referendum è in violazione
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
della legge regionale n. 26, la quale condiziona
l’eventuale referendum al fatto che le frazioni
siano separate e che siano frazioni e non quartieri. Come ho detto prima, quelle in oggetto
non sono frazioni, e non sono neanche separate.
Non vedo agli atti nemmeno oggi un articolato, quindi non so neanche che cosa dovremmo votare. Manca, inoltre, anche il referto della Ragioneria.
PRESIDENTE. Ho precisato un momento
fa che stiamo votando solo l’autorizzazione al
referendum.
DE SANTIS. Infine, a proposito di diminuzione dei costi della politica, a mio avviso, andremmo ad instaurare due Consigli comunali
(Carbonara e Santo Spirito), due Giunte, due
Sindaci in più con un aggravio dei suddetti costi.
Tra l’altro, l’efficacia di questa operazione
non è garantita: potrebbero anche nascere due
Comuni in più, ma nessuno ci garantisce a
priori che questo migliorerebbe la macchina
amministrativa. L’unica cosa certa è l’aumento
delle spese per la collettività.
In conclusione, è del tutto stigmatizzabile
l’atteggiamento del Comune di Bari il quale,
anziché esprimere il parere preventivamente
alla spesa che stiamo per compiere, dichiara
che esprimerà il proprio parere dopo il
referendum.
È molto grave che il Comune di Bari prima
faccia spendere soldi alla collettività – mi pare
che abbiamo stanziato circa 400 mila euro per
questa operazione, che avremmo potuto spendere meglio – per poi esprimere il proprio parere.
A mio avviso, stiamo facendo cattiva politica.
PRESIDENTE. Vi chiedo la cortesia di fare dichiarazioni brevissime, perché l’intesa era
ben altra. È la quarta volta che discutiamo in
Consiglio dell’argomento.
Prego il Presidente della Commissione
Chiarelli di chiarire la questione.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 27 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
CHIARELLI, relatore. Signor Presidente,
dispiace anche a me che la questione sia portata all’attenzione del Consiglio per la quarta
volta.
Se vi è l’unanimità della Commissione in
ordine ad un determinato provvedimento e poi
arriviamo in Consiglio e si sollevano questioni
che, a mio parere, non possono trovare accoglimento per una serie di motivazioni, sia di
natura giuridica, sia per ciò che attiene a quello che il collega De Santis diceva poc’anzi,
purtroppo non è colpa mia.
È noto che si tratta di circoscrizioni, o frazioni diverse, che hanno dei Santi patroni,
stemmi e vessilli diversi, però non si può sottacere che questa Commissione ha ricevuto, in
più di una occasione, varie delegazioni di queste frazioni che insistevano affinché si desse
vita a questa proposta di legge.
Ripeto una volta per tutte che non si tratta
di una legge, ma è una proposta di indizione
di un referendum per dar voce alla volontà
popolare.
Solo dopo l’esito del referendum si potrà
procedere all’istituzione o meno dei Comuni,
così come sono stati richiamati.
Dopodiché, per quanto riguarda l’eccezione
sollevata dal collega che mi ha preceduto, rimarco che ci siamo premurati di ricevere delle
note dell’avvocato amministrativista Lo russo,
il quale sconfessa tassativamente l’eccezione
del collega.
Le disposizioni della legge regionale n. 26,
che detta “Norme in materia di circoscrizione
comunale”, nella parte in cui fanno riferimento
alle frazioni del Comune che possono essere
costituite in Comune autonomo, sono state
superate dall’articolo 15 del Testo Unico delle
leggi sull’ordinamento degli Enti locali (18
agosto 2000) che disciplina il potere regionale
di modificare le circoscrizioni territoriali dei
Comuni nelle forme previste nella legge regionale. Detta legge regionale recita: «A norma
degli artt. nn. 117 e 133 della Costituzione, le
Regioni possono modificare le circoscrizioni
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
territoriali dei Comuni, sentite le popolazioni
interessate nelle forme previste dalla legge regionale. Salvo il caso di fusione tra più Comuni, non possono comunque essere istituiti nuovi Comuni con popolazione inferiore ai diecimila abitanti o la cui costituzione comporti,
come conseguenza, che altri Comuni scendano
sotto tale limite». Questo non è il nostro caso.
La legge dello Stato – non voglio dilungarmi – non fa più riferimento alle frazioni.
Nell’ordinamento comunale vigente, infatti, le
frazioni non sono più previste, in quanto gli
organismi di decentramento comunale sono
esclusivamente le circoscrizioni a norma
dell’articolo 17 del Testo Unico degli Enti locali. Concludo ricordando che, qualora qualcuno volesse prendere visione delle sentenze
di cui disponiamo, non ho problemi a
distribuirle.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Passiamo alla votazione del punto n. 6)
all’ordine del giorno.
TAGLIENTE. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAGLIENTE. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, noi abbiamo già vissuto
un’esperienza in quest’Aula simile a quella di
cui stiamo dibattendo questa mattina.
Era l’anno 1991 e il Consiglio regionale
della Puglia autorizzò il referendum per
l’autonomia della frazione di Statte, allora frazione del Comune di Taranto.
Le previsioni della legge n. 26, caro collega
De Santis, sono già state superate da
quell’esperienza che ha portato ad un’autonomia
molto sofferta del Comune di Statte negli anni
successivi.
Rispetto alla richiesta delle popolazioni interessate, bisognerebbe capire quali sono effet-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 28 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
tivamente le popolazioni interessate: la popolazione è soltanto quella del Comune il cui
comitato rivendica l’autonomia, o, come io
credo, riguarda le popolazioni dell’intero Comune? Faccio notare che se si deve sottrarre
qualcosa ad una entità, non vota solo l’entità
che, in qualche modo chiede, ma vota anche
l’entità che, in qualche modo, perde qualcosa.
Secondo il mio giudizio le popolazioni interessate dovrebbero essere quelle dell’intero
Comune. Ripeto, la popolazione interessata
non è soltanto quella che chiede, ma è anche
quella che perde.
Dobbiamo dirci la verità, perché ho
l’impressione che in questi Consigli regionali
regni sovrana l’ipocrisia. È vero che noi oggi
autorizziamo soltanto il referendum, ma è altrettanto vero che se al referendum prendono
parte soltanto le popolazioni interessate, così
come si evince dalle opinioni di alcuni colleghi, o della Commissione – non ho problemi in
merito, la Corte Costituzionale parla di popolazioni interessate, senza specificare –, allora il risultato del referendum è sin da oggi
ipotizzabile.
Vi ricordo che a Statte votarono le popolazioni interessate, tanto che la richiesta di autonomia raccolse il 90% delle adesioni, salvo poi
i problemi che si sono verificati in seguito e
che continuano a verificarsi, oltre all’aggravio
di costi.
Nel momento in cui voterà per l’autonomia
il 90% della popolazione, voglio proprio vedere se – a seguito di un’analisi più attenta e approfondita, con riflessioni di carattere socioeconomico, di sviluppo e quant’altro – il Consiglio regionale non voterà a favore della legge
per l’autonomia del Comune interessato.
Per tutte queste ragioni, dichiaro la volontà
di astenermi rispetto alla votazione di questo
provvedimento.
PRESIDENTE. Con molto rispetto verso
tutti, intendo precisare che questo argomento
era stato rinviato in Commissione per appro-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
fondire le questioni che ancora questa mattina
emergono degli interventi dei colleghi. Ricordo che la VII Commissione è rappresentata da
tutti i Gruppi politici.
A mio avviso, quindi, le questioni sono state già approfondite.
MANNI. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANNI. Signor Presidente, con tutto il rispetto che le porto, non sono d’accordo con la
sua considerazione. A parte le possibili assenze, o istituzionali o di fatto, nelle Commissioni, l’iter di qualunque legge prevede il momento finale del dibattito in Consiglio.
Comprendo tuttavia l’esigenza di efficienza
e la velocizzazione dei procedimenti che lei
deve garantire.
Annuncio subito il mio voto contrario alla
proposta di indizione del referendum, richiamandomi per brevità alle stesse ragioni espresse dal collega De Santis.
Sottolineo, in particolare, che siamo in una
fase nella quale siamo tutti proiettati e tutti
d’accordo nel sostenere che i costi della politica vanno ridimensionati e ridotti, men che mai
moltiplicati se non in caso di necessità reali ed
effettive. Onestamente, non mi sembra questo
il caso.
Dopodiché, signor Presidente e signori
consiglieri, faccio presente che se noi creiamo
il precedente di indire un referendum di autonomia in una situazione di non necessità, ogni
frazione che riterrà di essere trascurata dal capoluogo si sentirà autorizzata a chiedere
l’indizione di un referendum. Rischiamo, quindi, di innescare una reazione a catena che ci
porterà ad un altissimo numero di richieste di
questo tipo.
COSTANTINO. Domando di parlare per
dichiarazione di voto.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 29 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTANTINO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto contrario a
questa proposta sulla base di quanto detto
precedentemente dai consiglieri di maggioranza e dal consigliere Tagliente.
Voterò contro perché, obiettivamente,
stiamo parlando di un quartiere di Bari.
La settimana scorsa ho parlato direttamente
con il Sindaco di Bari al quale ho chiesto che
cosa ne pensasse di queste proposte. Logicamente egli mi ha risposto che se il Consiglio
regionale intende smembrare il Comune di Bari, può procedere tranquillamente, perché subito dopo ci saranno altri quartieri che chiederanno l’autonomia. Mi ha comunque annunciato che avrebbe fatto arrivare in Consiglio regionale – noto che, però, non è arrivato nulla
– il punto di vista del Comune di Bari in merito all’indizione del referendum che, a mio avviso, deve interessare tutta la città, come diceva prima il consigliere Tagliente, e non solo
chi abita in quella zona.
Non sto ad approfondire quanto è stato già
detto sui costi della politica.
Ribadisco soltanto che andremmo in senso
contrario a tutto quello che ci siamo detti e
che stiamo facendo in Consiglio regionale a tal
riguardo. Non è pensabile, quindi, far passare
una proposta di questo tipo.
Per queste motivazioni, voterò contro questa proposta.
VISAGGIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VISAGGIO. Signor Presidente, avevo deciso di non intervenire per non creare problemi
nell’ambito della maggioranza, soprattutto alla
luce dell’intervento del collega De Santis.
Tuttavia, credo che sia più importante la
mia coerenza, rispetto alle motivazioni, pur
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
valide, del collega De Santis. Ho partecipato
ai lavori della VII Commissione in merito a
questa proposta referendaria e, dopo mesi di
lavoro, è stato espresso un voto favorevole da
parte di tutti i componenti. Oggi mi trovo di
fronte ad un dilemma: riconfermare il mio voto
favorevole, oppure, alla luce dei nuovi fenomeni, quali quelli dell’antipolitica, rivedere la
mia posizione.
Chiedo scusa agli amici della maggioranza
e del Governo, ma credo di dover sostenere
ulteriormente questa proposta referendaria,
proprio perché credo che il discorso
dell’antipolitica, che è partito dai cittadini, non
debba rimanere prerogativa solo di questi ultimi, o della classe politica. Sembra che i cittadini oggi abbiano affermato e denunciato tante
situazioni, molte delle quali giustissime, cavalcando quest’onda di antipolitica viscerale che
ha colpito tutti.
Questa è la circostanza in cui abbiamo la
possibilità di far decidere ai cittadini. Non
dobbiamo essere gli unici, infatti, a farci carico
di un contrasto all’antipolitica, ma dobbiamo,
qualche volta, affidare ai cittadini la responsabilità di determinare fenomeni di politica o di
antipolitica. Credo, quindi, che questa sia
l’occasione giusta.
È vero che ci sarà un aumento di spesa, che
credo tutti i cittadini conoscono benissimo,
anche se non nel suo reale importo, però in
questo modo si assumeranno la responsabilità
di far parte dell’antipolitica o meno.
Confermo, quindi, il mio voto favorevole a
questo provvedimento.
CANONICO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANONICO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, in qualità di Consigliere regionale e
Consigliere comunale di Bari rappresento alcune perplessità nel provvedimento in oggetto,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 30 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
che non tiene conto di una situazione per me
molto grave e delicata. Innanzitutto vorrei ricordare che Bari città ha nove circoscrizioni.
Pertanto, se emerge il problema per la circoscrizione Carbonara, di qui a poco, emergeranno problemi anche per altre otto circoscrizioni. L’opinione pubblica della città di Bari,
infatti, si lamenterà chiedendosi come mai per
Carbonara si è istituito il Comune e, per esempio, per Torre a Mare, per il quartiere San Paolo o per Borgo Libertà, no.
In questo modo, andremmo a creare qualcosa di devastante e indescrivibile per la cittadinanza barese.
Proporre il referendum solo per Carbonara,
è un atto che ritengo innanzitutto anticostituzionale, improponibile perché, di fatto, si andrebbe a smembrerà la Città capoluogo.
Questa proposta, secondo me, non ha ragione di esistere, pertanto il mio voto sarà
contrario.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta
di effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di
legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio
“Istituzione del Comune di Carbonara”, nei
termini indicati dalla Commissione, con
l’integrazione apportata dallo stesso Presidente della Commissione e dal consigliere
Loperfido.
È approvata.
Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di
legge a firma dei consiglieri Loperfido e
Brizio “Istituzione del Comune di Palese –
S. Spirito”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 7), reca: «Effettuazione referendum
consultivo delle popolazioni interessate sulla
proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di
Palese – S. Spirito”».
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta)
CHIARELLI, relatore. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, nella seduta del 25 luglio
2007, il Consiglio regionale ha deciso un ulteriore rinvio alla Commissione VII del provvedimento avente ad oggetto: Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla P.d.L. a firma dei consiglieri Loperfido
e Brizio “Istituzione del Comune di Palese –
S. Spirito”, per un ulteriore approfondimento
dell’argomento.
La Commissione VII, in data 21.09.07, ha
ripreso in esame il provvedimento succitato,
ed in particolare ha constatato che tale autonomia viene rivendicata dalla storia plurisecolare, dalle tradizioni e dai dialetti.
La valutazione della Commissione si è concentrata soprattutto sui parametri stabiliti dalla
normativa vigente, ed in particolare ha verificato:
1) la popolazione residente nel Comune
oggetto del provvedimento è pari a 29.208 alla
data del 31.12.2005;
2) la forza elettorale è pari a 24.205 alla data del 13.02.2006;
3) la delimitazione urbana corrisponde
all’attuale I Circoscrizione del Comune di Bari
e comprende le frazioni di Palese - S. Spirito;
4) i vari servizi comunali, primari e non, esistenti quali trasporti, servizi idrici e fognari,
rete di distribuzione del gas, illuminazione, rete telefonica, etc., risultano essere sufficienti;
5) è stata valutata l’analisi socio-economica
prodotta dalla città di Bari relativa alla I Circoscrizione.
Attualmente non è stato ancora acquisito il
parere del Comune di Bari che, con propria
nota n. 47267/II/15 del 16.02.2007, rinvia
l’espressione del parere ex art. 2 della L.R.
26/73 e successive modificazioni ed integrazioni al termine della consultazione referendaria indetta dalla Regione Puglia ritenendo non
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 31 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
necessaria la propedeuticità del parere del
Consiglio comunale rispetto al referendum.
Considerando, altresì, che l’istituendo Comune comprende una popolazione di circa
30.000 abitanti, si andrebbe a realizzare una
realtà di gran lunga superiore a tante altre già
esistenti che costellano il territorio regionale.
È lecito, anche, ritenere che il nuovo Comune, che si andrebbe ad istituire potrebbe
trarre benefici in termini di sviluppo soprattutto economico e sociale che non recherebbero
danno alcuno agli interessi della Città di Bari
ma, al contrario, quest’ultimo ne trarrebbe
grande giovamento anche in un’ottica di futura
Area metropolitana.
Inoltre, la VII Commissione è stata invitata,
sempre dal Consiglio regionale, ad esprimere il
proprio parere sull’individuazione delle popolazioni interessate al referendum consultivo e,
per tale motivo, la stessa si è riunita in data
06.07.07, individuando nelle popolazioni di
Palese – S. Spirito le relative popolazioni interessate, anche con il conforto del parere espresso dall’Avvocatura dello Stato in data
06.08.07 all’uopo interpellata, per via di alcune sentenze emesse dalla Suprema Corte per
casi analoghi.
La VII Commissione consiliare, per quanto
innanzi detto, ha determinato positivamente la
possibilità di elevare a Comune autonomo il
nucleo urbano interessato e ne conferma la decisione di procedere con le iniziative previste
dalla normativa vigente.
La Commissione, pertanto, all’unanimità,
ha espresso il parere favorevole alla indizione
del referendum consultivo della popolazione
interessata, ai sensi della L. R. 27/73 - art. 21,
con il seguente quesito da sottoporre: «Vuoi
tu che la frazione di Palese – S. Spirito sia distaccata dal Comune di Bari e sia eretta in
Comune autonomo?».
PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a
parlare e non intervenendo il rappresentante
del Governo regionale, pongo in votazione la
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
proposta di effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido
e Brizio “Istituzione del Comune di Palese –
S. Spirito”».
È approvata.
Dovremmo ora procedere all’esame del
punto n. 54) relativo alla variazione di bilancio.
BORRACCINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Signor Presidente, considerato il parere unanime della Commissione,
credo che sia opportuno passare alla discussione e all’eventuale approvazione della proposta di legge “Disciplina del regime di deroga
in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n.
221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992,
n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”, di cui al punto n. 8)
all’ordine del giorno. Peraltro, lo slittamento
di tale punto non è stato concordato con
nessuno.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni contrarie, così rimane stabilito.
Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro,
Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina del regime di deroga in attuazione della
legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni
alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e
dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n.
79/409/CEE”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 8), reca: «Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro, Pentassuglia, Romano e Cassano
“Disciplina del regime di deroga in attuazione
della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazio-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 32 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
ni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e
dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n.
79/409/CEE”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta)
VENTRICELLI, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la II Commissione, da
me presieduta, nella seduta del 01.10.2007 ha
avviato l’esame della proposta di legge presentata dal Consigliere Borraccino avente per oggetto “Disciplina del regime di proroga - in attuazione della legge 3 Ottobre 2002, n 221
‘Integrazione alla legge 11 Febbraio 1992, n.
157 e dell’art. 9 della Direttiva Comunitaria n.
79/409/CEE’”.
Con la proposta di legge si vuol demandare
alla Giunta Regionale la facoltà di esercitare
una deroga in conformità al comma 1 dell’art.
9 della Direttiva 79/409/CEE e recepita dalla
legge n. 221/2002 che prevede: “Sempre che
non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli
Stati membri possono derogare agli artt. 5, 6,
7 e 8 per le seguenti ragioni
a) nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, nell’interesse della sicurezza aerea, per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque, per la
protezione della flora e della fauna;
b) ai fini della ricerca e dell’insegnamento,
del ripopolamento e della reintroduzione nonché per allevamento connesso a tali operazioni;
c) per consentire in condizioni rigidamente
controllate e in modo selettivo la cattura, la
detenzione o altri impieghi misurati a determinati uccelli in piccole quantità.”
In tal modo si vuole dare soluzione alle annose problematiche connesse al divieto di cacciare stormi di storni: infatti questa specie di
uccelli, in particolare nelle aree ricadenti nella
penisola salentina, danneggia costantemente le
coltivazioni di olivo, tanto che gli agricoltori
colpiti e le associazioni di categoria hanno
chiesto di intervenire, anche al fine di evitare
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
richieste di contributi all’assessorato al ramo a
tacitazione dei danni subiti.
Si tenga conto che già in precedenza, con
interrogazione rivolta a questo Consiglio, furono richiesti interventi precisi, finalizzati
all’applicazione dell’art. 9 della direttiva
79/409/CEE.
Nel corso della discussione, dopo aver ascoltato i funzionari del Settore caccia e pesca
e dell’Ufficio Parchi, i commissari presenti,
all’unanimità, hanno determinato di rinviare
alla seduta successiva, fissata per il
05.10.2007, l’esame della proposta, affinché i
funzionari stessi collaborassero con il consigliere Borraccino alla integrazione del testo al
fine di evitare sanzioni da parte della Commissione europea.
Nella seduta del 5 ottobre 2007, il consigliere proponente, ha presentato la propria
P.D.L. già integrata degli emendamenti ed ha
invitato i componenti presenti della Commissione alla sottoscrizione del provvedimento
stesso, che, sensibilizzati dallo stato di disagio
della categoria, hanno accolto l’invito, perché
la P.D.L., integrata nel rispetto delle norme
europee e, come già adottato e sperimentato
da altre Regioni, tende a prevenire e/o a contenere i danni che lo storno infligge alla nostra
agricoltura specializzata, che già risente
dell’andamento del mercato.
Quindi è seguita la discussione sul testo e,
avendo i Componenti della Commissione accolto gli emendamenti, la P.D.L. è stata approvata, all’unanimità dai Commissari presenti.
Nel confidare che la Giunta Regionale adotti i provvedimenti di propria competenza, si
ringraziano i Colleghi per il contributo fornito
e, quindi, si sottopone il provvedimento
all’esame del Consiglio Regionale, per la sua
approvazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Borraccino. Ne ha facoltà.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 33 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
BORRACCINO. Signor Presidente, non
voglio entrare nello specifico della materia,
perché c’è il voto favorevole in Commissione
e dobbiamo procedere alla variazione di bilancio. Permettetemi, però, di segnalare soltanto
come questa sia una problematica importante
avvertita dalla stragrande maggioranza degli
agricoltori pugliesi. La settimana scorsa, del
resto, abbiamo registrato un primo attacco agli
olivicoltori della Provincia di Brindisi che hanno avvertito molto il danno sulla coltura principale del loro raccolto.
Da questo punto di vista si chiede un voto
unanime, come c’è stato in Commissione grazie anche al lavoro di squadra che è stato fatto
– fino a poco tempo impensabile – tra gli uffici
dell’assessorato all’ambiente, nella fattispecie
l’Ufficio parchi, e l’assessorato all’agricoltura,
nella fattispecie l’Ufficio caccia e pesca.
Questi due uffici finalmente hanno trovato
una soluzione anche per evitare, come accade
in altre Regioni, l’incostituzionalità o addirittura il provvedimento sanzionatorio di infrazione da parte della Comunità europea. È stato, quindi, portato avanti un lavoro tecnico
molto utile, approvato all’unanimità in Commissione. Pertanto, su questo aspetto, utile a
tutti gli agricoltori della Regione Puglia, si
chiede un’approvazione unanime in Consiglio
regionale.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Giuseppina Marmo. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, la proposta di legge che
discutiamo prospetta, all’articolo 2, le deroghe
per le seguenti ragioni: nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, nell’interesse
della sicurezza aerea, per prevenire gravi danni
alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e
alle acque, per la protezione della flora e della
fauna; ai fini della ricerca e dell’insegnamento,
del ripopolamento e della reintroduzione nonché
per l’allevamento connesso a tali operazioni.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Mi sembrano queste ragioni più che sufficienti per attuare le deroghe.
Qui non si tratta di specie in pericolo di estinzione, ma si tratta di uccelli (storni o altre
specie) che negli ultimi tempi hanno avuto
un’incontrollata proliferazione, tanto da danneggiare e mettere in pericolo le colture
dell’olivo, soprattutto nel Salento, con grave
ricaduta sull’economia regionale e con una
massiccia richiesta risarcitoria da parte di agricoltori e di associazioni di categoria nei confronti della Regione.
Il Comitato tecnico faunistico venatorio regionale, sulla scorta del parere espresso
dall’Osservatorio faunistico regionale di Bitetto e dall’INFS, indicherà le specie oggetto delle deroghe, i mezzi, gli impianti, i metodi di
cattura o di uccisione autorizzati, le condizioni
di rischio, le circostanze di tempo e di luogo di
applicazione delle deroghe, il numero dei capi
prelevabili complessivamente nell’intero periodo, i controlli e le forme di vigilanza,
l’autorità dei controlli e i soggetti abilitati ad
effettuare il prelievo in deroga.
La Regione, da parte sua, promuoverà tutte
le attività di monitoraggio e di ricerca sulle
specie oggetto delle deroghe trasmettendo le
relazioni agli organi competenti e agli organi
governativi.
Anche questa proposta di legge si inquadra,
quindi, all’interno degli interventi a tutela
dell’ambiente e al ristabilimento dell’equilibrio
ecologico della nostra Regione.
Sottolineo ancora una volta i benefici
dell’economia agricola, altrimenti gravemente compromessa dalla non attuazione delle
deroghe.
Il presente disegno di legge intende inoltre scoraggiare iniziative incontrollate e indiscriminate, dettate dall’esasperazione delle
situazioni che possono mettere a repentaglio
anche le specie protette e l’ecosistema della
Puglia.
Credo, dunque, che sia una giusta deroga
per le motivazioni sopra indicate.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 34 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Esame articolato
PRESIDENTE. Passiamo, dunque, all’esame
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
art. 1
(Disciplina del regine di deroga
previsto dall’articolo 9, comma 1
della direttiva n. 79/409/CEE)
1. I prelievi in deroga di cui all’articolo
9, comma 1, lettere a) e b) della direttiva n.
79/409/CEE, concernente la conservazione
degli uccelli selvatici, da attuarsi nell’ambito
di applicazione delle disposizioni contenute
nell’articolo 1, commi 3 e 4, e nell’articolo
9 della legge 11 febbraio 1992, n. 157
“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”,
nonché nell’articolo 16 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo
dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari” e
nell’articolo 9 della Convenzione di Berna
del 19 settembre 1979, resa esecutiva con
legge 5 agosto 1981, n. 503 “Ratifica ed esecuzione della convenzione relativa alla
conservazione della vita selvatica e
dell’ambiente naturale in Europa”, vengono
disciplinati dalla Regione Puglia con la presente legge in conformità alla legge 3 ottobre 2002, n. 221 “Integrazioni alla legge
11 febbraio 1992, n. 157, in materia di
protezione della fauna selvatica e di
prelievo venatorio, in attuazione dell’articolo
9
della
direttiva
comunitaria
n.
79/409/CEE”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
art. 2
(Deroghe)
1. La Giunta Regionale adotta le deroghe di
cui all’articolo 1, di durata non superiore ad
un anno, sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, per le seguenti ragioni:
a) nell’ interesse della salute, della sicurezza pubblica;
b) nell’interesse della sicurezza aerea;
c) per prevenire gravi danni alle colture, al
bestiame, ai boschi, alla pesca, alle acque;
d) per la protezione della flora e della fauna;
e) ai fini della ricerca, dell’insegnamento, del
ripopolamento e della reintroduzione, nonché per
l’allevamento connesso a tali operazioni;
2. Le deroghe di cui al comma 1 devono
essere adeguatamente motivate come previsto
dall’articolo 19 bis della legge n. 157/1992.
3. Le deroghe dì cui alla presente legge non
sono attivate per le specie per le quali sia stata
accertata una significativa diminuzione della
consistenza numerica.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
(Contenuto e procedure delle deroghe)
1. La Giunta Regionale, sentito il Comitato
Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, sulla
scorta del parere espresso dall’Osservatorio
Faunistico Regionale di Bitetto, struttura tecnica riconosciuta a livello regionale, ovvero
l’INFS a cui viene trasmesso, adotta le deroghe di cui all’articolo 2 indicando:
a) le specie che formano oggetto delle deroghe medesime;
b) i mezzi, gli impianti ed i metodi di cattura o di uccisione autorizzati;
c) le condizioni di rischio e le circostanze di
tempo e di luogo di applicazione delle deroghe;
d) il numero dei capi prelevabili complessivamente nell’intero periodo, in relazione alla
consistenza delle popolazioni di ogni singola
specie, in sede di applicazione delle deroghe di
cui all’art. 2 comma;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 35 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
e) i controlli e le forme di vigilanza cui il
prelievo è assoggettato;
f) l’autorità abilitata a dichiarare che le
condizioni stabilite sono realizzate;
g) i soggetti abilitati ad effettuare il prelievo
in deroga.
2. Per l’esercizio dell’attività del prelievo in
deroga potrà essere consentito anche l’utilizzo
dei mezzi di cui all’art. 32 della legge regionale n. 27/98.
3. I prelievi in deroga dovranno essere riportati su un apposito tesserino predisposto
dalla Regione e rilasciato ai soggetti autorizzati per il tramite dei Comuni di residenza. I capi
prelevati dovranno essere annotati sul tesserino al momento della loro raccolta. Detto tesserino deve essere riconsegnato ai Comuni di
residenza entro e non oltre il 20 marzo di ogni
anno. I Comuni, a loro volta, trasmetteranno
gli stessi all’Osservatorio Faunistico Regionale
di Bitetto entro il 31 marzo.
Ha facoltà di parlare l’assessore Lomelo.
LOMELO, assessore alla pubblica istruzione, all’università, ai beni culturali, ai musei, agli archivi, alle biblioteche e alla ricerca scientifica. Signor Presidente, per quanto
riguarda l’articolo 3, la procedura è accolta da
tutte le associazioni ambientaliste che chiedono solamente una sanzione per chi non rispetta
la procedura in deroga. A mio avviso,
l’articolo 3 è ben strutturato, ma vorrei che
fosse prevista, per chi viola la procedura in deroga, una sanzione amministrativa. Queste associazioni chiedono, lo ribadisco, per chi non
rispetta ciò che noi abbiamo deciso,
l’applicazione di un’ulteriore sanzione.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 3.
È approvato.
art. 4
(Condizioni)
1. L’Osservatorio Faunistico Regionale ovvero l’INFS, è individuato quale autorità abili-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
tata a dichiarare che le condizioni previste
dall’articolo 9, comma 2, della direttiva n.
79/409/CEE sono realizzate.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 5
(Modifica dei prelievi)
1. Il Presidente della Giunta Regionale, su
proposta dell’Assessore competente, in considerazione di eventuale richiesta motivata
dell’Osservatorio Faunistico Regionale o
dell’INFS, adotta provvedimenti di modifica o
di sospensione dei prelievi in deroga
autorizzati ai sensi dell’articolo 2, in relazione
all’insorgenza di variazioni negative dello stato
delle popolazioni oggetto dei prelievi ed in relazione all’entità dei prelievi complessivi monitorati rispetto alla piccola quantità prevista
dalla Direttiva 79/409/CEE e relativa guida interpretativa della Commissione europea.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 6
(Azioni di promozione)
1. La Giunta regionale promuove attività di
monitoraggio, ricerca e divulgazione aventi
per oggetto le specie a cui si applicano i regimi
di deroga di cui alla presente legge.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 7
(Adempimenti di competenza
della Giunta regionale)
1. Entro il 30 giugno di ogni anno il Presidente della Giunta regionale trasmette una relazione sull’attuazione delle deroghe di cui alla
presente legge al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ovvero al Ministro per gli affari regionali
ove
nominato,
al
Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro per le politiche
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 36 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
europee, al Presidente del Consiglio regionale,
nonché all’INFS.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 8
(Controlli e Sanzioni)
1. La vigilanza sull’applicazione della presente legge è affidata ai soggetti di cui all’art.
27 della legge 11febbraio 1992 n. 157 ed art.
44 della legge regionale n. 27 del 13 agosto
1998.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 9
(Abrogazioni)
1. È abrogata la legge regionale 25 agosto
2003, n. 16 “Applicazione del regime di deroga ai sensi della Legge 3 ottobre 2002 n. 221”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 10
(Norma finanziaria)
1. La presente legge non comporta alcun
onere finanziario a carico del bilancio regionale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti la proposta di legge “Disciplina del regime di deroga in attuazione della
legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla
legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo
9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”
nel suo complesso.
È approvata.
BORRACCINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Chiedo che il provvedimento venga dichiarato urgente.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
PENTASSUGLIA. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PENTASSUGLIA. Signor Presidente, avrei
avuto bisogno di intervenire prima del voto…
PRESIDENTE. Può intervenire per dichiarazione di voto sulla richiesta d’urgenza. Non
si può andare avanti in questo clima elettrico,
per cui qualcuno ha fretta e vuole sbrigarsi,
qualcun altro invece non ne ha e chiede di fare
con calma.
PENTASSUGLIA. Il problema nasce proprio dall’elettricità che in quest’Aula, oggi, si
sta generando.
Noi veniamo qui per fare il nostro lavoro e
chi vi parla, ovviamente con l’aiuto dei colleghi, sta lavorando per cercare di portare pace
nella comunità pugliese, visti i danni che hanno
ricevuto gli agricoltori, il mondo ambientalista
e le comunità.
Questo provvedimento è stata una sintesi
perfetta e una manifestazione dell’unità di intenti. Intervengo solo per lasciare agli atti di
questo Consiglio regionale un plauso al collega Borraccino che ha lavorato in estate e alle
due strutture – specificatamente l’Ufficio caccia e l’Ufficio parchi –che hanno messo insieme tutte le misure necessarie, offrendo un
supporto alla Commissione che ha consentito
di portare questo provvedimento in Aula.
Con l’immediata esecutività dell’atto, la
Giunta, già da domani mattina, potrà pensare
ad un provvedimento che metta nelle condizioni gli agricoltori di non stare a piangere davanti alle televisioni e ai giornalisti per lamentarsi dei danni subiti senza ricevere alcun ristoro.
Continuiamo a parlare dello scibile umano,
ma dei problemi veri della gente ci sfugge tutto il lavoro.
Io e i miei sei colleghi, all’inizio della Legislatura, riportammo in Consiglio i problemi
sollevati dai cacciatori e dagli agricoltori.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 37 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Qualcuno ci accusò di essere pazzi perché
riportavamo le lamentele di chi voleva chissà
che cosa.
Concludo perché ci sono altri argomenti
all’ordine del giorno, forse più importanti di
questo. Il nostro lavoro, però, non può essere
vanificato da una velocità che non permette di
lasciare il segno. Ribadisco il plauso al collega
che ha fatto un’operazione in Commissione,
non di paternità assoluta, ma di condivisione di
un lavoro con le strutture e con i componenti
della Commissione.
Tutto ciò sta a significare che nessuno di
noi vuole attribuirsi una paternità assoluta
quando si risolve un problema. Sono problemi,
quindi, di cui l’intero Consiglio regionale deve
sempre farsi carico.
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
BRIZIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
18 OTTOBRE 2007
borazione che dovremmo estendere anche su
altri problemi, tra cui quelli citati
dall’assessore all’ambiente.
Occorre affrontare i problemi senza portarsi
dietro dei pregiudizi derivanti dalle posizioni
di carattere politico. Questa è una prima legge
e mi auguro ce ne siano tante altre che vedano
la compartecipazione alla stesura in futuro, al
di là della sensibilità che ha avuto il collega
Borraccino, di presentarla e portarla avanti
anche nel periodo estivo.
Da parte nostra, a dimostrazione della bontà nel ruolo che assumiamo e nel rispetto delle
Istituzioni, esprimiamo il voto favorevole, sia
alla legge, che all’immediata esecutività
dell’atto.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
di urgenza.
È approvata.
DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza
variazione al bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007”
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, sarò veramente
telegrafico anche per dare un po’ di conforto
di carattere politico al collega che mi ha preceduto nell’intervento. Ciò sta a dimostrare
non solo che la maggioranza, quando vuole,
riesce a dialogare bene con l’opposizione, ma
anche che l’opposizione è sempre aperta a
qualsiasi tipo di confronto.
Votare un provvedimento di tal genere, che
non è sicuramente risolutivo di tutti i problemi
dei pugliesi e della Puglia, ma che offre quel
segnale giusto a delle esigenze di alcune categorie, soprattutto di chi vuol far sì che i propri
diritti vengano affrontati e trovino una giusta
collocazione anche in quest’Aula, è un ottimo
segno.
Quindi, da parte del centrodestra – credo di
poter interpretare il pensiero di tutti i colleghi
dell’opposizione – c’è questa forma di colla-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 54), reca: «DDL n. 23/2007 del
02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2007”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta)
POTI’, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, L’estate scorsa, come a tutti
tristemente noto, anche nella nostra Regione
abbiamo avuto temperature elevatissime e assenza di precipitazioni piovose, è stata una
stagione particolarmente negativa per gli incendi boschivi, con centinaia di focolai di vaste
proporzioni, che hanno messo a dura prova la
macchina organizzativa regionale insieme a
tutti gli operatori preposti a tale servizio.
Per tali emergenze, lo stanziamento sul capitolo 531045 del bilancio di previsione per
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 38 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
l’esercizio finanziario 2007, riguardante la
“lotta attiva agli incendi boschivi”, risulta insufficiente.
Visto che, a tutt’oggi permane lo stato di
allertamento, si rende necessaria la prosecuzione del servizio di prevenzione, controllo e
monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese per la prevenzione del rischio di incendi e
per il mantenimento occupazionale di 304 lavoratori, per un periodo non superiore a due
mesi, con termine 30 novembre 2007.
Pertanto, il disegno di legge che si propone,
così come emendato dalla Commissione, si
compone di quattro articoli dei quali meritano
particolare attenzione gli articoli 1, 2 e 4.
In particolare:
- l’articolo 1, prevede l’incremento di euro
1.770.000,00 del capitolo 531045 - Settore
Foreste, del bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007, con la riduzione di
pari importo del capitolo 3022 – Settore Personale e Organizzazione.
- l’articolo 2, emendamento approvato a
maggioranza prevede delle integrazioni
all’articolo 1 della l.r. 5 giugno 2007, n. 16
(prima variazione al bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007), in materia del
servizio sanitario regionale.
- l’articolo 3, emendamento approvato a
maggioranza, riporta delle correzioni di errori
di stampa presenti nell’allegato “A” nella parte
spese, della legge regionale 3 agosto 2007, n. 25
“Assestamento e seconda variazione al bilancio
di previsione per l’esercizio finanziario 2007”.
- infine l’articolo 4, emendamento approvato a maggioranza, sposta quasi 3.700.000 euro
in un capitolo di nuova istituzione per coofinanziare i contributi nazionali destinati
all’edilizia scolastica.
Signor Presidente, colleghi consiglieri, sul
disegno di legge proposto dalla Giunta regionale, si è sviluppato un approfondito dibattito,
a conclusione del quale la Commissione ha espresso, a maggioranza dei voti dei commissari presenti, parere favorevole.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Per quanto ho innanzi espresso, invito, questa
Assemblea ad approvare il disegno di legge, nel
testo così come proposto dalla Commissione.
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione, do lettura di una nota pervenuta alla
Commissione competente: «Si comunica che
per mero errore materiale la declaratoria del
sottotitolo dell’articolo specificato in oggetto
è da intendersi nel modo seguente: “Piano
triennale edilizia scolastica 2007-2009”».
Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne
ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, le chiedo di
far entrare in Aula l’assessore al bilancio.
In attesa del suo arrivo, guadagno tempo
affrontando un altro problema che non inerisce
al merito della discussione in oggetto.
Quello a cui ho assistito questa mattina e
quello a cui si assiste continuamente è lo specchio del degrado, con responsabilità vostre
nettamente superiori, visto che siete la maggioranza, a cui si sta riducendo il Consiglio regionale e la Regione nel suo complesso.
Sono curioso di vedere quante persone
prenderanno la parola su uno dei provvedimenti più importanti della Regione, ovvero la
variazione di bilancio, rispetto a quello che si è
detto questa mattina e al tempo che si è perso.
Siccome l’assessore Tedesco e il Presidente
Vendola hanno fatto riferimento, lo scorso
Consiglio, al comportamento dell’opposizione,
volutamente noi non ci siamo inseriti nei mille
problemi, come anche avremmo potuto fare,
perché abbiamo una responsabilità istituzionale.
C’è davvero un degrado rispetto a questo
tipo di situazione. Noi abbiamo una responsabilità istituzionale.
Si è parlato per ore, ignorando l’esistenza
di un provvedimento in coda che deve essere
approvato necessariamente entro il 23 di questo mese altrimenti rischiamo di perdere i finanziamenti nazionali per l’edilizia scolastica.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 39 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Invece, da parte vostra, c’è stata la lotta a
chi doveva parlare e a chi doveva perdere
tempo.
Queste sono cose che vanno stigmatizzate
totalmente, al di là del fatto che non ho capito
se ognuno di noi si rende conto o meno di
quello che accade quando si discute in Consiglio regionale. Ci sono stati dei momenti, infatti, in cui non si capiva assolutamente niente.
Detto questo, considerato che è arrivato
l’assessore Saponaro, passo alla discussione
generale sul disegno di legge in questione.
A mio avviso, già di per sé, il dato di trovarci alla terza variazione nel corso
dell’esercizio finanziario è un dato che deve
far riflettere.
Non so quanti dei colleghi sono oggi informati che non stiamo solo approvando la
terza variazione al bilancio, ma stiamo riapprovando l’assestamento del 2007, ovvero altre 586 pagine.
Aggiungo che forse andrebbe cambiato anche il titolo del DDL, perché sarebbe più opportuno parlare di “DDL ‘Terza variazione al
bilancio di previsione 2007 – Riapprovazione
del provvedimento di assestamento 2007’”.
Questo è già un primo problema, ma il dato
che ha portato all’esigenza di effettuare una
terza variazione è ancora più pressante.
Le variazioni rispetto al normale andamento possono verificarsi o perché sono sbagliate
le previsioni, o perché si sono verificati fatti
nuovi, imprevedibili – un contributo straordinario, un intervento da attuare – oppure perché la maggioranza e di chi governa attua una
scelta legittima che potrebbe comportare ulteriori spese.
Noi, però, non ci troviamo di fronte a questi casi. Piuttosto, siamo di fronte ad
un’azione scoordinata del Governo regionale
che provoca effetti negativi sugli strumenti
contabili; un’azione scoordinata che riguarda i
singoli punti che voi stessi avete fissato nella
variazione.
Intanto, sarà pure tecnico, ma il problema
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
dell’assestamento consiste nel fatto che c’è un
sistema che ha determinato il blocco di alcune
situazioni alle quali non si è proceduto per evitare che potessero esserci ulteriori impegni su
alcuni capitoli.
Questo è un altro elemento da analizzare.
Infatti, mentre si approvava il bilancio di previsione o l’assestamento, determinate cifre sono state impegnate in altri settori di spesa.
Rispetto alla proposta, noi ci troviamo di
fronte al terzo caso che ho su elencato. Siamo,
infatti, in presenza di uno scoordinamento.
In merito al primo articolo, relativo alla
SMA – mi dispiace che non sia presente il Presidente Vendola, ma comunque è presente il
Vicepresidente della Giunta – vorremmo capire le motivazioni che hanno portato alla sostituzione della Commissione nella gara che ha
riguardato i forestali della SMA; quali sono le
motivazioni vere della diatriba estiva che c’è
stata tra la Regione e i titolari della SMA, e
vorremmo sapere a che punto è, e se è andata
deserta, la gara che più volte è stata fatta slittare.
Manca, infatti, un completamento di queste
misure e una soluzione rispetto a questo dato.
Dalla Giunta apprendiamo che prima si fa la
proroga e poi, non sapendo come è andata la
gara, rispetto a questo dato e rispetto a questo
problema si è determinata la necessità di stanziare 1 milione e 700 mila euro.
Al consigliere Potì – il quale dice che siamo
invidiosi dell’efficienza dell’Amministrazione
Vendola – faccio notare che io non sono invidioso, al contrario sono spaventato, perché
questo è un classico esempio di cattiva amministrazione da denunciare in toto.
Il secondo elemento è il ripiano della sanità
sul 2006. Anche in questo caso, non si comprende il perché, a monte dei provvedimenti
che erano stati fatti dal Commissario ad acta,
non sono seguite le scritture contabili.
Prego i giornalisti di fare attenzione: dopo
28 mesi dalla campagna elettorale, ascoltiamo
ancora bugie continue in merito a chissà quale
disavanzo abbiamo lasciato noi dell’opposizione
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 40 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
per l’esercizio finanziario 2005 o al
31.12.2005. Ripetutamente abbiamo prodotto
documenti, dati inerenti una serie di situazioni
che dimostrano, anche a livello parlamentare –
si evince dai dati della Conferenza StatoRegioni, della Corte dei conti, dal decreto del
ripiano dei disavanzi che il Governo Prodi
stesso aveva prodotto – che la situazione della
nostra Regione al 31.12.2005 era ben diversa
da quello che dichiarate.
Avete semplicemente detto una serie di bugie in quest’Aula e ai pugliesi! Oggi,
all’articolo 2, stabilite che per una vostra legge
i 210 milioni 811 mila euro sono coperti solo 9
milioni 34 mila euro da residuo risultato positivo del Servizio sanitario regionale del 2005.
Insomma, c’è un limite a tutto! È su queste
cose che non ci troviamo, è sulle verità che
siamo distanti, non sul problema che riguarda
l’aspetto dell’analisi del voto.
Fino a quando non ristabilirete un atteggiamento di verità oggettiva sulle cose, da parte di Forza Italia non avrete mai un atteggiamento diverso rispetto all’attuale impostazione
delle discussioni. Solo quando la verità sarà
alla base del nostro lavoro, non avremo più
problemi. Fin a quando continuerete a comportarvi in questa materia, non sarà possibile
agire diversamente.
Colgo l’occasione, in merito al problema
della sanità, per dire che sono allarmato circa
la situazione del 2007. Non abbiamo ancora i
dati sui preconsuntivi, ma solo voci; non sappiamo nulla sull’andamento della spesa al 30
giugno; non abbiamo i preconsuntivi al 30 settembre; sappiamo che la farmaceutica convenzionata va meglio, anche se bisogna aggiungere tutti i costi del PHT. Dovremo, quindi, valutare di che tipo è effettivamente la riduzione
rispetto a questo dato.
Terzo elemento: il diritto allo studio. Giustamente l’assessore Lomelo ha proposto un
emendamento e ha specificato che deve esserci
un cofinanziamento, necessario per accedere ai
fondi. Secondo quanto disposto, questo cofi-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
nanziamento si preleva dalle spese per il
personale.
In sede di Commissione noi abbiamo chiesto se esiste una sovrastima, oppure se ci sono
strumenti e adempimenti contrattuali che, data
la contrattazione decentrata, non sono stati attuati comportando la mancanza di un costo
che, giustamente, era stato previsto in un primo tempo. Pertanto, si è determinato tutto
questo.
Badate, il discorso non è ininfluente: se noi
attingiamo a risorse sovrastimate è un conto,
se invece la sovrastima è dovuta al fatto che la
Regione non ha ancora adempiuto a costi che
comunque dovrà sopportare successivamente,
la questione è un’altra.
Lo stesso discorso vale per il dato che viene proposto successivamente, cioè il fondo
utilizzato dagli EDISU. Mi riferisco alle risorse che vengono spostate dal prepensionamento
degli APT o degli EDISU. Anche qui si pone
lo stesso problema: si dice che ciò avviene
perché il personale in oggetto non ha esercitato la proroga. Esiste, però, un costo che successivamente dovremo sicuramente affrontare.
Dopodiché, nulla è stato previsto per il debito fuori bilancio che riguarda il finanziamento della legge regionale n. 16/1987 (legge
dell’integrazione scolastica). Il fondo 2006,
infatti, non è stato trasferito alle AASSLL. Si
tratta di un debito fuori bilancio di 12,5 milioni
di euro che non vedo inserito nella proposta di
variazione. Questo è un debito da controllare.
Già questo è un motivo sufficiente per avere un atteggiamento fortemente negativo rispetto al provvedimento che stiamo affrontando. Noi motiviamo le nostre perplessità e motiviamo i nostri atteggiamenti negativi.
L’anno scorso non siamo rientrati in alcuni
parametri per una serie di motivi nel rispetto
del Patto di stabilità interno. L’andamento dei
flussi finanziari, rispetto a questo dato, non è
assolutamente ininfluente. Siccome ci avviciniamo alla fine dell’esercizio finanziario e siccome sta per essere approvato il DDL della
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 41 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Legge finanziaria nazionale, le determinazioni
devono essere assunte.
Ho avuto notizia dalla stampa, e non solo,
che ieri l’assessore ha partecipato ai lavori della pre-Conferenza del bilancio. Mi auguro che
il Presidente, o chi per lui, sia presente alla
Conferenza Stato-Regioni, perché si tratta di
un momento estremamente decisivo nel rapporto fra Regioni, Stato e Governo in merito
alla Legge finanziaria. Tutto ciò atteso che, il
Governo, delle preoccupazioni vere che hanno
le Regioni dal punto di vista finanziario, non
ha accolto niente nelle riunioni.
Non ha accolto le proposte che riguardano
il Patto di stabilità interno per togliere la parte
di investimenti, non ha accolto la parte che riguarda i trasporti locali, né tutta la parte del
Patto sulla salute dove si chiedono risorse aggiuntive per il ticket. Insomma, ci sono una serie di richieste inevase.
Vorrei, però, soffermarmi su una delle vergogne nazionali. Signor Presidente, mi rifiuto
di continuare. Non si può parlare con tutta questa confusione.
PRESIDENTE. È una situazione veramente incredibile. Mi sembra di stare in una classe
di scuola elementare. Il vostro comportamento
è indecente. Chi non volesse ascoltare può accomodarsi fuori dall’Aula.
PALESE. Potremmo tranquillamente continuare i nostri lavori con trenta consiglieri e
con una Giunta di quattro o cinque persone.
Come dicevo, si tratta di una vergogna nazionale che anche quest’anno viene proposta
nella Finanziaria. Non è possibile, infatti, destinare risorse dei cittadini – 4 miliardi di euro
nell’anno 2007, 9 miliardi addirittura nel 2008
– a favore di Regioni che presentano disavanzi
molto forti all’interno della spesa sanitaria.
Questo problema va necessariamente affrontato. Se i parlamentari del Mezzogiorno
continuano a prendere caffè e a fumare
all’interno del Parlamento – mi riferisco ai par-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
lamentari di entrambi gli schieramenti – faremmo bene a manifestare sotto il Parlamento.
Non è possibile che Regioni che hanno sfasciato la finanza siano premiate in quella maniera,
senza che ci sia nessuna misura.
Se ci fosse stata questa misura, noi oggi
non avremmo bisogno dell’articolo 2: avremmo avuto 211 milioni di euro con lo stesso
minimo trattamento.
Si sarebbe potuto dire che l’80% dei 4 miliardi di euro deve essere destinato alle Regioni che hanno disastrato tutto, ma il 20% deve
andare anche a quelle Regioni che presentano
una situazione meno efficiente. Ebbene, oggi
noi potremmo investire, in altre situazioni,
quei 211 milioni.
Allo stesso modo, il 10-20% dei 9 miliardi
di euro che sono disponibili, cifra enormemente superiore, mi auguro che venga assegnato.
È su questo che i parlamentari dei due schieramenti delle Regioni del Mezzogiorno, il
Consiglio regionale, il Presidente Vendola devono farsi valere e farsi rispettare.
Badate, qui sono in gioco quattro milioni di
persone, per cui è giusto che una parte venga
staccata. Le altre Regioni sono d’accordo ad
andare in questa direzione per fare in modo
che queste risorse siano attribuite.
Se così non fosse, si deve creare
un’alternativa – mi dispiace che non sia presente l’assessore Tedesco – considerato che
noi continuiamo ad essere una Regione che ha
il trasferimento sotto la media. Vi chiedo di
battervi affinché ci diano le risorse per raggiungere la media nazionale. È un problema di
dignità istituzionale, è un problema di responsabilità: bisogna chiederle queste cose.
Saranno pure importanti tutte le manifestazioni che fate, ma sarebbe ancora più utile per
i cittadini pugliesi, andare insieme ai parlamentari a fare le lotte che forse, in altre tempi, sono state fatte.
Detto questo, vengo al problema dei problemi. L’assessore Tedesco l’altro giorno ricordava che io gli ho detto di essere il respon-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 42 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
sabile della gestione sanitaria. Ci mancherebbe
altro: non ho detto che egli ha i poteri della
gestione, ma solo che egli è, di fatto, il responsabile per la parte finanziaria, così come lo è
l’assessore al bilancio.
Se analizziamo i dati analitici della spesa
delle AASSLL – ne ho preso visione presso
l’Agenzia sanitaria nazionale – nel 2006 assistiamo ad un’impennata netta della spesa discrezionale su beni e servizi durevoli e su beni
e servizi di consumo. Si tratta dell’impennata
più forte dell’intera Nazione.
Noi vorremmo comprendere il perché si registra quest’impennata di spesa discrezionale e
a che cosa è dovuta. Assessore al bilancio, noi
vogliamo sapere perché ciò avviene.
L’unico dato che abbiamo a disposizione
riguarda il fatto che avevamo ridotto la media
nel tempo di pagamento. Eravamo, infatti, alla
fine 2004, inizi del 2005, la prima Regione a
Statuto ordinario – quelle a Statuto speciale
andavano meglio – che disponeva i pagamenti
in media a 160 giorni. Oggi siamo a 280 giorni; siamo ritornati, quindi, ai vecchi tempi. È
un andamento catastrofico.
C’è da dare anche qualche risposta sul problema dei precari. Io inviterei gli amici della
stampa a prestare un attimo di attenzione. Di
tanto in tanto, infatti, emergono notizie sui
giornali sul fatto che mancano 20 mila infermieri. Noi siamo disponibili ad assumerci tutte
le responsabilità quando dobbiamo farlo; occorre, però, ripristinare la verità, non per noi,
ma per i cittadini pugliesi in modo da capire
quello che dobbiamo chiedere.
Sento parlare di un interessamento da parte
del Ministro D’Alema. Ben venga, non solo
D’Alema, ma chiunque. Cosa dovremmo dirgli, però, che mancano 20 mila infermieri?
Non possiamo raccontare le solite barzellette
in merito al fatto che si sono bloccate le assunzioni. Non è così, diremmo una cosa sbagliata. È vero che in Puglia rispetto all’EmiliaRomagna, a parità di abitanti, ci sono oggi 15
mila persone nel servizio sanitario in meno, ma
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
vanno riportati anche i dati del personale esistente nei ruoli dell’Emilia-Romagna nel 1997
e in Puglia nello stesso anno. Ebbene, c’erano
1.404 persone di differenza.
Nel maggio del 1997, infatti, l’EmiliaRomagna aveva 1.404 persone in più. Al Ministro D’Alema bisogna dire che dopo che sono stati cambiati i criteri di riparto, dopo che
dal primo gennaio 1997 a questa Regione sono arrivati 986 miliardi di vecchie lire in meno,
che equivalgono al costo di 11 mila dipendenti, si è creato inevitabilmente il divario.
Se al Ministro D’Alema non farete comprendere questa cosa è completamente inutile
andare avanti.
Se continuate a dire le sciocchezze che diceva
il consigliere Maniglio, non andremo avanti.
Oggi, il consigliere Maniglio ha dichiarato
ai giornalisti che gli attuali precari sono il frutto del blocco delle assunzioni disposte in Puglia dalla Giunta Fitto.
Questo non è vero, perché con la legge n.
28, noi abbiamo bloccato le assunzioni a tempo indeterminato, non quelle a tempo determinato. Non scherzate su questo punto. Sono sicuro che voi agite in buona fede e questa è la
cosa più grave, perché, se agiste in mala fede
certe cose non le direste.
Nel nostro Paese il problema del precariato
nel Servizio sanitario nazionale, è stato affrontato a livello nazionale perché deriva dalla
Legge finanziaria dell’anno scorso. Ci sono
310 mila persone precarie senza contare quelle
che prestano il loro lavoro presso servizi o agenzie terze. Insomma, ci sono circa 310 mila
precari, 16 mila dei quali sono medici, oltre a
tutta la parte della dirigenza.
Siccome grazie a Dio ho buona memoria,
mi sono chiesto, guardando con attenzione la
delibera, quante persone erano assunte a tempo determinato al tempo della mobilità. Ebbene, al 31.12.2004 erano assunte a tempo determinato 1.206 persone. Siamo arrivati, oggi,
a 4.024.
Consigliere Maniglio, il 73% del precariato
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 43 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
è stato creato da voi. Apprestatevi, quindi, a
manifestare i dati che ci sono in delibera e a
renderli pubblici ai pugliesi. Noi vogliamo sapere qual è la percentuale del personale non
destinato all’assistenza sanitaria (commessi,
coordinatori amministrativi, assistenti amministrativi, scansafatiche, fannulloni).
Dopodiché, vogliamo sapere anche quanti
sono i co.co.co. e le convenzioni.
Se vengono, poi, destinate delle risorse con
l’aggravante che non tutte sono fornite per
l’assistenza sanitaria (medici, infermieri e
quant’altro) e che a causa di questa situazione
i fornitori vengono pagati chissà quando e
come, allora questo è un motivo di preoccupazione per tutti.
Leggiamo cose stranissime. Altro che invidia, consigliere Potì!
Ad esempio, non abbiamo mai parlato del
problema di Urago, eppure leggiamo cose
molto strane e molto delicate. Certo è stato
rimosso – era nei poteri della Giunta regionale
–, ma dopo la sua rimozione il Direttore generale si è difeso e questo capita in tutta Italia. È
molto strano, però, quello che è accaduto.
Come riferisce oggi la stampa, il dottor Urago
vince un concorso e la nomina viene effettuata. Contestualmente, il ricorso al TAR viene
ritirato nella mattinata, mentre nel pomeriggio
viene revocata la lettera di nomina, con la motivazione che occorre rivedere alcune cose.
Qui c’è qualcosa che non funziona.
Caro consigliere Potì, di queste cose, glielo
garantisco, non sono invidioso.
Con questa variazione, rispondete da soli
alle vostre perplessità. Con questa variazione,
con il 73% dei precari che è stato assunto da
voi, la risposta ve la date da soli. Preparatevi,
inoltre, ad andare in Parlamento per chiedere
la modifica della legge sulla Pubblica Amministrazione che riguarda le assunzioni del personale. La legge in discussione al Parlamento,
infatti, prevede per il personale del Servizio
sanitario nazionale, e quindi regionale,
l’assunzione solo a tempo determinato e solo
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
per il personale sanitario. Guarda caso, dice le
stesse cose che prevedeva la legge n. 28.
Penso che la determinazione non possa che
essere quella di un giudizio altamente negativo. Come al solito, presenteremo degli emendamenti.
In
particolare,
presenteremo
l’emendamento – già preannunciato – sulla
stabilizzazione dei precari. Non è, infatti, possibile che la stabilizzazione della dirigenza non
sia prevista dato che in altre Regioni hanno già
provveduto in tal senso.
Qui la presentate come una novità, ma altre
Regioni hanno già sanato la situazione lavorativa dei medici e di tutta la dirigenza.
Non solo, ripeto quanto dissi al consigliere
Potì nell’agosto del 2005, quando la norma
proposta cambiò il sistema che era stato previsto rispetto alle mobilità, al personale a tempo
determinato e ai concorsi da bandire. In quella
circostanza dissi che, se aveste approvato
quella norma, si sarebbero presentate determinate circostanze, previsione che, puntualmente, si è verificata. In ventotto mesi, quanti
concorsi per infermieri e direttori generali ha
bandito la Giunta Vendola? Zero.
Badate, occorre riflettere attentamente su
questa delibera, perché è inapplicabile. Si tratta di una delibera pensata per gli avvocati e
per i giudici del lavoro, non per stabilizzare il
personale precario. Sicuramente, tale delibera
darà vita ad un caos senza limiti.
Un altro aspetto che bisogna determinare
riguarda il personale della dirigenza. Presenteremo un emendamento che estende in maniera
perentoria l’articolo 30 – a cui ha fatto riferimento il consigliere Maniglio – in maniera tale
che sia previsto anche il personale della legge
regionale n. 16/1987.
Difatti, caro consigliere Potì, ammetto le
responsabilità politiche dei nostri rispettivi ex
partiti, in relazione a quanto un semplice elettore allora poteva fare (lei forse in maniera diversa, dal momento che all’epoca era consigliere regionale). Nella nostra regione il problema del precariato è presente da ben venti
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 44 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
anni. Dalla legge regionale n. 16/1987 al 2007
sono passati venti anni.
Dobbiamo lavorare per stabilizzare quella
gente. Non è certo nostra intenzione celebrare
processi a chicchessia. Ebbene, anche questo
personale va inserito nella norma, così come
quello dell’Istituto zooprofilattico, in quanto
facente parte del Sistema sanitario regionale.
L’avete cancellato, l’avete tralasciato per la
fretta, o forse il provvedimento è stato predisposto da chi non sa nulla del Servizio sanitario regionale? Non so che cosa sia successo,
ma resta il fatto che nel 2005 vi preannunciai
che non sarebbe stato indetto nessun concorso, e in quella stessa occasione comunicai al
consigliere Potì che quella norma non avrebbe
prodotto alcun risultato. La mia previsione si è
concretizzata, dal momento che il 73% dei
precari è stato generato dalle vostre politiche.
Inoltre, aggiungo che questa delibera è insufficiente e sicuramente non risolverà il problema
relativo alla condizione dei precari, ma diventerà un aiuto per gli avvocati e quanti altri. Mi
riservo, in sede di dichiarazione di voto, di esprimere altre considerazioni.
Inoltre, consigliere Potì, preannuncio un
emendamento che stanzia 10 milioni di euro a
favore dei Comuni, per tamponare le perdite
che i cittadini hanno subito per sostenere i costi della raccolta dei rifiuti solidi urbani, come
contributo straordinario per il 2006, e per il
biennio 2006-2007 (nel corso del quale, tali
costi hanno inciso in maniera gravissima), con
la speranza che lei possa fungere da tramite,
come Presidente della Commissione, per farlo
accogliere dalla maggioranza.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. Prego i Gruppi di accelerare la presentazione degli emendamenti, in modo da consentirne la riproduzione.
È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, mi unisco alle molte preoccupazioni espresse dal collega Palese, ricordando che stiamo parlando di una terza variazione di bilancio, di un suo nuovo assestamento, e che potremmo ripetere questi discorsi
all’infinito.
La realtà è che spesso vogliamo nascondere
un dato politico dietro un dato tecnico. Questo è l’unico aspetto su cui vorrei focalizzare
la nostra attenzione. Stiamo vivendo realmente
un momento di confusione, al di là dell’enfasi
con cui il consigliere Potì o altri colleghi annunciano i successi di un Governo, che – ripeto – arriva con una terza variazione di bilancio, con un assesto dello stesso, che
l’assessore ha presentato a noi e ai tecnici come un momento di mero errore tecnico. Tuttavia, la realtà è che dietro tutti questi dati vi è
un Governo non coordinato nel predisporre
con chiarezza, neanche per l’Aula, tutto ciò
che sta accadendo. Inoltre, vi sono le dimenticanze che ha precedentemente richiamato il
collega Palese. Ebbene, se le previsioni sono
sbagliate – e abbiamo la necessità di rivederle
costantemente – vuol dire che qualcosa non
funziona in ambito di programmazione del
Governo regionale.
A nome del Gruppo di Alleanza Nazionale,
e lo chiarisco subito perché non ho nessuna
intenzione di ripetermi nelle affermazioni, dichiaro che voteremo contro questa variazione
di bilancio, perché sancisce un percorso politico negativo dell’intero Governo.
Di fronte allo sforzo che ci si annuncia, né
sul piano sanitario né tantomeno nei riguardi
del primo intervento che il collega Potì ha richiamato, notiamo le necessarie attenzioni
verso il Gargano, il ricordo verso questa stagione negativa, che ha coinvolto quel territorio. Sarebbe stato sufficiente accendere la televisione negli ultimi giorni o leggere i giornali
per comprendere quali siano le preoccupazioni
manifestate dal territorio per l’assenza, anche
da parte della Regione, degli aiuti reali e con-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 45 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
creti. Al di là dell’intervento per la gara dello
SMA, non mi sembra che se ne stiano concretizzando altri importanti, insieme a questa previsione di bilancio, sempre che l’assessore non
mi smentisca, illustrandoli nella sua replica.
Certamente, si sta trascurando la questione
del Gargano, non la si sta trattando in modo
positivo. Probabilmente, noi affronteremo la
prossima stagione turistica piangendoci addosso, nonostante una serie di processioni organizzate per incontrare cittadini e amministratori, per promettere loro un concreto sostegno.
Continuano ad essere operati interventi, da
parte della Pubblica Amministrazione e del
Governo regionale, che non determinano alcun
riflesso positivo per quel territorio.
Per quanto riguarda la questione del settore
sanitario, un attimo fa ho parlato con un giornalista per chiedergli come procedeva il discorso relativo alle liste d’attesa. Ebbene, nonostante l’enfasi e il preannuncio del piano sanitario, emergono tutte le incongruenze che ha
denunciato il consigliere Palese. Ribadisco che
il dato percepito dal cittadino, oltre a quello
reale, è soprattutto quello relativo alle liste
d’attesa. Nel momento del bisogno, in cui si
arriva a chiedere un aiuto per far fronte ad uno
stato di necessità, le liste d’attesa per le risonanze magnetiche – proprio l’altro giorno il
consigliere Marmo mi ha fatto leggere un appunto a tal riguardo – si aggirano intorno ai
sette-otto mesi. Delle due, l’una: o le AA.SS.LL. non hanno fornito al professor Carella i documenti adeguati – voglio precisare
che il professor Carella è persona che stimo in
modo assoluto – oppure c’è qualcosa che realmente non funziona nel sistema. Personalmente, ritengo che qualcuno non abbia fornito
al professor Carella e alla Commissione competente i dati opportuni.
Il Presidente Vendola, nel corso della scorsa seduta, in occasione della chiusura
dell’intervento sul conflitto di interessi, riguardante l’assessore Tedesco, ha ricordato
che avevamo raggiunto un accordo in Com-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
missione sulla riduzione della spesa, per formare un comitato misto tra politica e tecnici. Il
Presidente Vendola l’ha presentato quasi con
la velata minaccia che, poiché stavamo sollevando gli scudi contro questo rapporto strano
– e che permane tuttora tale – tra la ditta Tedesco e l’Assessorato alle politiche della salute, questo comitato avrebbe rischiato di sparire
nel nulla. Non abbiamo compreso il discorso:
in definitiva, sulla dinamica della spesa, sulla
dinamica sanitaria, questo comitato si realizzerà o meno? Assessore Saponaro, lei si stringe
nelle spalle, ma la pregherei di rileggersi
l’intero intervento del Presidente Vendola, il
quale, in conclusione, ci garantì che avrebbe
dato riscontro alle proposte, se ci fossimo
comportati diversamente.
Noi non vogliamo zuccherini o caramelle.
Se volete il comitato, provvedete alla relativa
istituzione, in caso contrario, non intervenite.
Certamente, è umiliante che si torni continuamente a inseguire uno stato di conoscenza sanitario che il Governo regionale non ha.
Quando il consigliere Palese comunica le relative cifre, io mi soffermo a guardare le espressioni dei presenti e mi rendo conto che tutti
avvertono il bisogno di verificarle.
Questo accade perché noi non abbiamo a
disposizione i dati, i consuntivi e non abbiamo
la conoscenza di ciò che accade sul territorio.
Il discorso relativo alle spese discrezionali riguarda ciò che realmente avviene sul territorio, l’impatto immediato che incita i cittadini a
lamentarsi di noi, quando ci incontrano. Difatti, per costoro, noi rappresentiamo l’oggetto
della spesa, e di contro in sanità devono aspettare sette-otto mesi anche per poter fare le visite senologiche.
In questa Aula gridiamo veramente a vuoto, e qualcuno – torno a ripetere – ci minaccia
dicendoci che se non ci comportiamo bene non
sarà istituito alcun comitato. Fate quello che
volete! Ognuno di noi si attrezzerà per procedere a delle verifiche, ma ritengo che non si
possa produrre un risultato positivo per la co-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 46 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
munità se non si lavora insieme su questi temi.
Noi abbiamo la necessità di ricontrollare la
spesa. Mi esprimo in questi termini, non per
sostituire il collega Palese, anche perché non
ne sarei capace, ma perché non conosciamo la
destinazione di questi soldi.
Non occorrono solo le variazioni di bilancio
per comunicare come abbiamo previsto di destinare queste ulteriori somme. Non è sufficiente muoversi in questa direzione: manca il
quadro programmatico generale, così come la
cognizione della percezione. Gli audit prodotti
dalle aziende, per dichiarare il loro grado di
soddisfazione, non devono corrispondere a
quelli appresi dalle telefonate e diffusi con i
manifesti, ma vanno rilevati in altro modo. Difatti, la situazione è grave e genera lamentele.
Raccontatemi pure che i disagi erano presenti
anche prima di tutto questo, ma resta il fatto
che la situazione oggi non è positiva: i soldi si
sprecano, i controlli mancano e noi paghiamo
ciò che non dovremmo.
Vi prego di ricontrollare i codici di ciò che
le Aziende sanitarie pagano. Ricontrollate le
alte specializzazioni che vengono retribuite sul
territorio e verificate se sono tali o se si tratta
di regali, che certamente non vanno a beneficio del cittadino. Se paghiamo un’alta specializzazione di cui il cittadino non usufruisce,
possiamo parlare di regali a favore di privati?
Come possono ritornare alla politica? Difatti,
quando la politica fa regali è sempre previsto
un ritorno. Vi prego di verificare quanto vi ho
appena riferito.
L’assessore al bilancio non deve solo mantenere i conti in ordine (tra l’altro, non adempie neanche a questo compito, visto che dobbiamo correggerli). Qualcuno deve essere in
grado di leggere e motivare tali cifre, se persiste questo disagio. Pertanto, non è sufficiente
comprare apparecchiature e comunicare che
stiamo realizzando chissà quale progetto, oltre
a fare promesse, già contestate dal consigliere
Palese, e sulle quali non voglio ripetermi. Tuttavia, ribadisco che nelle AA.SS.LL. le spese
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
non sono motivate e che i soldi vengono spesi
in regalie destinate alle aziende, agli uomini, e
non a beneficio della salute. Su questo punto,
sfido il Consiglio regionale a interessarsi, a indagare e a valutare la situazione.
L’altro giorno ho comunicato – e l’ha precisato anche il consigliere Maniglio – che non
sono abituato a rivolgermi alla Procura della
Repubblica. La mia opinione l’ho esposta ad
alta voce in Aula, anche se sarebbe da riferire
alla Procura della Repubblica. Noto che in Aula qualcuno ride, ascoltando le mie parole: fatelo pure. Bisogna assolutamente prendere in
considerazione questi aspetti, perché sono di
una gravità unica. Prendendo in considerazione il concorso di Urago, sono state utilizzate
belle parole, ma è stato prodotto un atto in cui
si stabilisce che l’attività privata è diventata
uguale a quella pubblica per riconoscere quei
titoli, o era soltanto uno scambio di altro tipo
di discorso?
Badate, stiamo affrontando discorsi serissimi oggi in Aula. Se domani mattina il Procuratore Marzano leggesse e parlasse in conseguenza di quanto stiamo dicendo, non so se
dormiremmo tranquilli.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante
del Governo regionale, assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio, alla
programmazione, ai fondi strutturali e alle
politiche
comunitarie,
alle
finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo
interno di gestione e al patrimonio. Signor
Presidente, colleghi consiglieri, vorrei innanzitutto evitare di andare fuori tema, anche alla
luce del giusto monito pervenuto poc’anzi dal
vicepresidente Mineo, in merito alla scuola elementare. Pertanto, intendo attenermi al punto all’ordine del giorno, riguardante la terza
variazione al bilancio di previsione.
Sinceramente, mi sembrano molto spropor-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 47 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
zionate, e anche un po’ contraddittorie in tema
di variazione di bilancio, le considerazioni espresse dal consigliere Palese. Ho usato il termine «contraddittorie» perché nel corso
dell’intervento del consigliere Palese è stato
espresso un assunto giusto, secondo cui si
procede alle variazioni di bilancio a fronte di
eventi non previsti all’inizio dell’anno. Ebbene,
se i colleghi avranno la pazienza, o la bontà, di
rileggere il testo, oggi all’ordine del giorno, si
renderanno conto che il giusto assunto di partenza del consigliere Palese è totalmente rispecchiato nel testo stesso.
In realtà, si tratta di un evento imprevisto,
per quanto riguarda la variazione di bilancio,
in merito al servizio di controllo e di monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese, costituito dall’allungamento dei tempi della procedura concorsuale, relativa alla gara d’appalto
per l’affidamento del nuovo servizio. Di questo aspetto non si può che tener conto, in
quanto il bilancio di previsione del 2007 aveva
ipotizzato un arco temporale con scadenza nel
mese di settembre dello stesso anno. Ovviamente, si creerebbero dei gravi problemi sul
piano sociale, oltre che amministrativo, del
medesimo servizio, non prendendo atto di
questo imprevisto. Pertanto, l’assunto del consigliere Palese, in questo caso, è rispettato al
cento per cento.
Lo stesso discorso vale per quanto riguarda
la variazione di bilancio finalizzata a cofinanziare i programmi statali, in materia di edilizia
scolastica. Difatti, si tratta di una grande opportunità. A questo punto, non cavillerei sulle
fonti di entrata, ovverosia su quali siano i capitoli da cui vengono sottratte risorse per cofinanziare il programma di edilizia scolastica, in
quanto come Ragioneria abbiamo ottenuto, in
tutti i casi riguardanti i capitoli interessati, una
certificazione di disponibilità delle suddette risorse. Piuttosto, sottolineerei maggiormente il
dato positivo, ossia che a fronte di centinaia di
edifici scolastici in Puglia – precisamente 211
– che da anni richiedono interventi urgentissi-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
mi, oggi, finalmente, anche grazie all’iniziativa
del Governo nazionale, e a questa possibilità
di cofinanziamento offerta dalla Regione Puglia, si potranno operare interventi in ben 211
edifici scolastici. Credo che l’intero Consiglio
regionale dovrebbe ritenersi soddisfatto, dal
momento che si tratta di un evento che, come
Regione Puglia, non riuscivamo a costruire da
diversi anni. Ebbene, quest’oggi abbiamo
l’opportunità di dare una svolta nell’ambito di
una politica pubblica di base, ad esempio intervenendo nel settore della sicurezza degli edifici scolastici. L’oggetto della nostra attenzione, oggi, è rappresentato da questa variazione di bilancio. Probabilmente, alcuni colleghi dell’opposizione, e non solo il consigliere
Palese, hanno un approccio più preciso del
mio – lo riconosco – ma non riesco a capire
per quale motivo, sin dall’inizio della Legislatura, continuino a mantenere determinate
posizioni.
Voglio precisare che si tratta della terza variazione di bilancio, in sintonia con i numeri
delle variazioni degli anni passati. È una banalità, ma ho voluto fare questa precisazione per
evitare che si facciano discorsi un po’ vuoti,
che lasciano insoddisfatti, a mio giudizio, anche chi li fa.
Voglio precisare al consigliere Saccomanno
che procedere per variazioni di bilancio è il
modo più saggio per poterlo gestire. Molte
volte – ed è una mia considerazione personale
– scorgo, in alcuni argomenti, una lotta contro
il buonsenso, contesto dal quale vorrei allontanare il portatore dei suddetti argomenti. La
letteratura relativa alla contabilità pubblica è
piena di considerazioni secondo cui i bilanci
pubblici, a differenza di quelli delle aziende
private, sono oltremodo rigidi, dal momento
che la nostra contabilità è più giuridica, o relativa alle autorizzazioni, che non economica e
operativa. Prendendo in considerazione
l’argomento all’ordine del giorno, tutto questo
significa ritenere che i bilanci di previsione siano, in una certa misura, probabilistici e che,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 48 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
invece, solo le variazioni di bilancio possano
cogliere la realtà degli eventi – teoricamente,
anche ogni mese – e offrire delle giuste risposte ai fenomeni, così come si manifestano nel
corso dell’anno.
Negli ultimi venti anni ho registrato solo
prese di posizione di questo tipo, in merito alla
rigidità. Pertanto, affermare che ci troviamo
addirittura alla terza variazione di bilancio –
aggiungo, per finanziare 211 edifici scolastici
– mi sembra un argomento oltremodo bizantino e, comunque, in controtendenza internazionale. Difatti, credo che tutti auspichino una
gestione del bilancio più dinamica e operativa.
Risparmio al Consiglio i commenti inerenti
al fatto che nel precedente assestamento sia
stato commesso un errore di stampa. Non ho
intenzione di sottrarre del tempo al Consiglio
per commentare questo aspetto, nonostante in
Italia sia possibile fare politica su tutto, compresa l’errata corrige. Il Consiglio è chiamato
a deliberare in merito a queste esigue variazioni, che prendono atto delle novità, anche molto positive, intervenute nell’ultimo periodo
temporale che ci separa dai precedenti provvedimenti.
Inoltre, vorrei esprimere alcune considerazioni sulle richieste di chiarimento e di approfondimento, guardandomi bene dal riprendere
un dibattito complessivo come quello relativo
alla sanità. Difatti, ogni volta, qualunque sia il
tema trattato, tale argomento viene riproposto. Ritengo che muoversi in tal senso non favorisca un vero approfondimento di temi importanti come quello della sanità, risultando,
peraltro, contraddittorio con l’impegno ribadito – caro consigliere Saccomanno, questo è
ciò che ho compreso ascoltando il Presidente
Vendola, comunque rileggerò il verbale – di
utilizzare al meglio l’opportunità di istituire
una commissione tecnico-politica, che periodicamente approfondisca i dati e, naturalmente,
operi le valutazioni ad essi inerenti.
Sono stati sollevati altri argomenti che non
solo non appartengono al discorso relativo alla
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
variazione di bilancio, ma sui quali non ho alcuna informazione. Si è parlato anche del dottor Urago – lo apprendo dalla stampa – ma
non credo che si possa utilizzare questa occasione per parlare di tali argomenti. Pertanto,
mi limito solo a fornire veloci risposte su alcune questioni che, invece, è bene che il Consiglio conosca.
Per quanto riguarda la questione relativa al
Gargano, il consigliere Saccomanno chiedeva
informazioni in merito all’utilizzo del milione
di euro stanziato dal Consiglio regionale per i
relativi interventi. Ebbene, come Giunta regionale da tempo siamo pronti ad attuare la legge
di bilancio mediante una delibera relativa ai
criteri. Tuttavia, onde evitare di adottare atti e
provvedimenti non del tutto rispondenti al
fabbisogno del territorio, abbiamo preso contatto con la protezione civile e con la Prefettura di Foggia, richiedendo di poter prendere visione della stima complessiva del fabbisogno
di interventi, anche alla luce delle richieste avanzate, nel frattempo, da parte di privati e di
enti pubblici. Il Prefetto di Foggia – è stato rilevato in questi giorni, pertanto colgo
l’occasione per trasmettere questa informazione – ha comunicato che, entro le prossime ore,
sarà pronto il quadro complessivo del fabbisogno e degli interventi richiesti, in modo che la
Giunta regionale possa deliberare sui criteri,
avendo visione dell’insieme dei fabbisogni e,
quindi, selezionando le priorità di intervento,
che potranno riguardare vuoi imprese turistiche, vuoi altro tipo di aziende, come quelle
zootecniche o altre che operano, ad esempio,
in campo idrogeologico. Bisognerà, pertanto,
studiare il rapporto che sta predisponendo la
Prefettura di Foggia a tal riguardo.
Per quanto riguarda altre questioni, un po’
più generiche, poste dal consigliere Palese,
rinvierei il tutto ad un approfondimento dinanzi alle competenti Commissioni consiliari, così
come prima proponevo. Tuttavia, vorrei richiamare l’attenzione del collega Palese su alcuni aspetti.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 49 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Innanzitutto, mi preme sottolineare che lo
stanziamento di nove miliardi di euro, previsto
nella legge finanziaria, per il supporto ai piani
di rientro delle Regioni che hanno sfondato,
negli anni passati, i tetti della spesa sanitaria, si
articola in una specie di prestito per trenta anni
in favore delle Regioni che hanno già attivato
questa modalità di intervento, e il consigliere
Palese ne è a conoscenza. Ebbene, tale modalità di intervento è relativa solo alle Regioni che
abbiano, nel frattempo, portato al massimo la
fiscalità regionale – non so se lei surrettiziamente auspichi questa situazione – e che abbiano adottato, d’intesa con il Ministero
dell’economia e delle finanze, dei piani di riorganizzazione della rete dei servizi che, come
dimostra la rassegna stampa, per quanto riguarda la Regione Lazio, sono molto drastici.
In secondo luogo, non so se sia sfuggito al
consigliere Palese che non per tutte e sei le
Regioni che si trovano in questa condizione è
previsto l’accesso al fondo dei 9 miliardi; difatti, sono state escluse le Regioni Liguria e
Abruzzo, probabilmente perché, secondo i calcoli del Ministero dell’economia e delle finanze, solo le altre quattro Regioni, ovvero Sicilia, Molise, Lazio e Campania, avendo attivato
operazioni di cartolarizzazione o altre operazioni finanziarie sui deficit della sanità, avvertono l’assoluta necessità di tale supporto, da
parte dello Stato, per attuare i medesimi piani
di rientro, che – permettetemi di insistere –
hanno come presupposto, già verificatosi,
l’aumento al massimo livello della fiscalità regionale e l’adozione di drastici piani di riordino della rete dei servizi.
Proprio nella giornata di ieri, dinanzi alla
Commissione affari finanziari delle Regioni, si
è discusso di questo argomento. La Regione
Puglia propone, più che altro, una compensazione sul fondo sanitario del 2007, anche alla
luce degli oggettivi incrementi determinati, ad
esempio, da contratti o da lacune (chiamiamole così) come quelle relative alla copertura della rete farmaceutica del 2004, ritenendo che la
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
questione relativa al prestito dei nove miliardi
non possa, oggettivamente, riguardare una
Regione come la nostra che, al momento, non
si trova nelle condizioni da me descritte in precedenza.
Volendo ritornare su questa polemica, anche un po’ stucchevole, in merito alla dotazione, passata e presente, del fondo sanitario nazionale, relativo alla Regione Puglia, desidero
ricordare al combattivo consigliere Palese e al
collega Saccomanno che l’oggettiva sottodotazione del fondo sanitario regionale della Puglia sta nei seguenti termini. Negli anni passati
abbiamo occupato il penultimo posto in Italia,
nel riparto tra le Regioni italiane. Valutandola
dall’esterno, ricordo – anche a seguito di letture quotidiane di giornali – l’impostazione di
molti anni fa assunta dal consigliere Saccomanno, relativamente al peso della popolazione anziana nel riparto nazionale. Si tratta di un
problema ancora all’ordine del giorno, in merito al quale, a fatica, siamo riusciti a raggiungere il terzultimo posto. Successivamente, nel
riparto 2007 – come Giunta regionale
l’abbiamo considerato un parziale, ma oggettivo piccolo successo – siamo passati al quartultimo posto tra le Regioni italiane, sulla base di
quei parametri e algoritmi che tengono conto,
ancora in parte, della popolazione anziana.
I precedenti Governi non sono riusciti a
schiodare la Puglia da questa sottodotazione,
ma non ritengo che sia soltanto loro la responsabilità, dal momento che il riparto del fondo
sanitario è un meccanismo molto complicato.
Quantomeno, dovete riconoscere che questo
Governo regionale è riuscito ad ottenere un
risultato un po’ più significativo, innanzitutto
per quel che riguarda l’anno 2007. Difatti, ad
oggi – lo ripeto – occupiamo il quartultimo
posto.
Volendo sottilizzare, dal momento che la
Puglia occupa il quintultimo posto, in merito
alla contribuenza fiscale – potrebbe trattarsi
anche del quindicesimo, ma sarebbe la stessa
cosa – anche riferendoci solo a questo aspetto,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 50 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
visto che gli altri parametri sono molto più
complicati (penso, ad esempio, alla ponderazione della popolazione anziana), riteniamo
che si debba legittimamente pretendere da parte nostra il compimento di un ulteriore passo
in avanti, quantomeno per allineare la posizione della Regione Puglia, nella graduatoria del
riparto, con quella da noi occupata in merito
all’alimentazione fiscale.
A tal riguardo, mi corre l’obbligo di rilevare che i dati riguardanti le entrate, che purtroppo non sono destinate, se non in misura
infinitesimale, alla Regione, anche in seguito
alla positiva ripresa economica della nostra
Regione, avutasi nel corso degli ultimi due anni, segnano degli incrementi molto significativi, tali – chiedo scusa se ripeto nuovamente
questo concetto – da far considerare demagogica e totalmente superficiale l’iniziativa assunta dal Presidente Fitto, nel corso della precedente Legislatura, che invece di migliorare i
parametri di attuazione del decreto n. 56/2000
– ora riferirò un piccolo scoop su questo aspetto, caro consigliere Palese – puntava ad
impugnare la clava non contro il Presidente
Berlusconi, che aveva approvato il DPCM del
2004, penalizzante per la Puglia, bensì nei riguardi della legge stessa del 2000.
La demagogia, cari consiglieri, è sempre
sbagliata e la superficialità comporta sempre
risultati negativi e non previsti. Pertanto, ci
troviamo paradossalmente in una situazione in
cui, a seguito della modifica introdotta a Santa
Trada (Reggio Calabria), otterremo sempre di
più di quanto previsto – per il 2005 è già accaduto e succederà anche per il 2006 – nella
misura di due milioni di euro, vale a dire che si
verificherà uno scostamento positivo per la
Puglia, in merito al riparto del fondo sanitario.
Con il calcolo della capacità fiscale, in presenza dei dati positivi riscontrabili nella nostra
Regione, avremmo potuto ottenere anche 1820 milioni di euro.
Nell’ambito di questa materia, consiglierei
di muoverci dedicando sempre più studio e ri-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
flessione, piuttosto che avanzando iniziative
propagandistiche, che ancora oggi vengono
riproposte in termini generici. Ho riportato un
esempio che, forse, avrebbe meritato un atteggiamento di maggiore moderazione.
Non sono certo un nostalgico del decreto n.
56/2000, perché per fortuna il testo portato
dinanzi al Consiglio dei Ministri, dal Ministro
Padoa-Schioppa, compie un’operazione importantissima e positiva per la Regione Puglia,
quale quella di sottrarre il trasporto pubblico
locale, la sanità e l’assistenza sociale da qualsivoglia parametro di capacità fiscale, ancorandoli a livelli uniformi di assistenza, eguali in
tutto il territorio nazionale.
In considerazione di tutto questo, bisogna
ringraziare l’equilibrio del Ministro proponente, ma anche il senso di responsabilità dimostrato dalle Regioni settentrionali che, in sede
di Conferenza dei Presidenti, hanno espresso
un parere positivo a questo disegno di legge
presentato dal Governo.
Scusate la mia crociata contro la demagogia, ma ho appreso che il Presidente Galan sostiene la loro posizione di creditori, a seguito
del parere positivo espresso dalla Regione Veneto, in merito al testo predisposto dal Ministro Padoa-Schioppa e approvato, nei giorni
successivi, dal Consiglio dei Ministri. Dopo
qualche settimana – nel momento successivo a
quello in cui la Regione Lombardia, per fortuna e con senso di responsabilità, nell’apposita
sede, ha espresso un parere positivo – mi sono
reso conto che erano tornati ad imperare la
demagogia e il populismo, a seguito della lettura di dichiarazioni secondo cui, ad esempio,
le tasse devono essere trattenute. Tale approccio suscita, in me, preoccupazioni.
Un’ultima informazione, senza privare la
Commissione tecnica del compito di affrontare
il vero approfondimento – perché non credo
che sia questa la sede adatta – riguarda il fatto
che, questa mattina, mi sono pervenute in copia le relazioni di approfondimento realizzate
dall’ARES, in merito alla dinamica della spesa
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 51 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
dell’anno 2007. Credo che tali relazioni debbano essere oggetto di un approfondimento,
innanzitutto da parte nostra, ma anche da parte della competente Commissione.
Dal momento che è stato riportato poc’anzi
un esempio, ne approfitto per informare che è
stata confermata la dinamica molto positiva
della spesa farmaceutica, in termini di contenimento, mentre la voce – che andrebbe studiata e disaggregata non solo per ciascuna
ASL, ma nei suoi elementi – relativa
all’acquisto di beni, risulta caratterizzata da
una dinamica superiore, al momento pari a
trenta milioni di euro complessivi in più, in tutta la Regione, rispetto al 2006. Considerato
che il collega Palese ha citato i dati
dell’Agenzia sanitaria nazionale, a seguito dei
necessari approfondimenti, in termini sia di
composizione delle tipologie di acquisti, che di
disaggregazione nelle diverse AA.SS.LL., si
potrà opportunamente formulare una valutazione molto più approfondita dinanzi alla
competente Commissione consiliare.
Esame articolato
PRESIDENTE. Passiamo, quindi, all’esame
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
art. 1
(Intervento finanziario per prosecuzione
servizio controllo e monitoraggio
patrimonio boschivo)
1. Al fine di garantire, per ulteriori due mesi e nelle more della definizione delle procedure di gara, la prosecuzione del servizio di controllo e di monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese per la prevenzione del rischio
incendi, lo stanziamento del capitolo 531045 –
U.P.B. 08.03.01 – del bilancio di previsione
per l’esercizio finanziario 2007 viene incrementato di Euro 1.770.000,00 mediante riduzione di pari importo del capitolo 3022 –
U.P.B. 04.02.01.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, in sede di dichiarazione di voto affronteremo gli argomenti
presi in considerazione dall’assessore Saponaro. Innanzitutto, desidero ribadire che abbiamo
sempre proceduto ad una sola variazione e solo eccezionalmente, per un solo anno, ne sono
state attuate due. Pertanto, non si tratta di un
dato storico attinente.
L’articolo 1 riguarda – come avevo già
precisato in fase di discussione generale –
l’allungamento dei tempi in relazione alla gara
della SMA. Ebbene, ho deciso di studiare la
situazione, proprio in virtù di questo articolo e
degli allungamenti temporali previsti. Da tali
studi emerge che, invece della cessazione del
rapporto, nel mese di aprile del 2007, è stata
concessa una prima proroga, e in seguito anche una seconda e una terza, ragion per cui,
tutto questo, non può più essere considerato
un evento eccezionale. Su tale questione, non
abbiamo ricevuto alcuna risposta. Siamo consapevoli del fatto che l’allungamento dei tempi
si è verificato – dal momento che lo apprendiamo dagli atti a nostra disposizione – ma
vogliamo conoscerne le ragioni e capire quali
siano gli impedimenti.
Vogliamo comprendere i motivi che hanno
portato alcuni componenti della Commissione
a dimettersi e le ragioni della diatriba scoppiata questa estate – segnalata da parte dei servizi
televisivi – tra i titolari della SMA e la Regione Puglia. Altresì, vogliamo conoscere i motivi
che hanno comportato la stabilizzazione definitiva degli LSU all’interno del personale. In
altre parole, noi vogliamo avere risposte in
merito all’intera situazione.
Durante l’approvazione del bilancio era stata avanzata la proposta di aumentare le risorse, in virtù di una prima proroga. In seguito,
ce n’è stata una seconda. Inoltre, anche
l’ulteriore apertura dei termini della gara non
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 52 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
ha comportato i risultati sperati, dal momento
che è andata a vuoto.
Vogliamo delle informazioni specifiche a tal
riguardo, perché penso che il Consiglio abbia
la necessità di sapere come stanno realmente le
cose. Esistono molte delibere, molti atti, molte
lettere e molte determinazioni dirigenziali che
comportano, nei fatti, senza dubbio un allungamento dei tempi e la necessità di procedere
ad una variazione per mettere a disposizione
circa 1,7 milioni di euro, oltre ai 4-5 milioni di
euro, in virtù delle proroghe passate, e quelli
stanziati dal bilancio di previsione. Altresì, vi è
la necessità di sapere se quest’ultima proroga
sarà effettivamente tale, o se ce ne saranno
delle altre.
Signor Presidente, chiedo che l’assessore
Saponaro fornisca delle risposte e che lo faccia
in Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Russo.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e alla pesca. Signor Presidente, pensavo che la replica dell’assessore Saponaro fosse stata esaustiva. Le domande poste
dal consigliere Palese, se fossero appartenute
ad un’interrogazione, ci avrebbero messo nelle
condizioni di essere più puntuali nelle relative
risposte.
Ad ogni modo, alle domande poste oralmente dal consigliere Palese, da questa parte
dei banchi, rispondiamo chiarendo innanzitutto
un aspetto importante. Non voglio sollevare
polemiche, perché ritengo che non potrebbero
rilevare ostacoli o impedimenti, rispetto ad
una procedura che ha seguito il suo corso. In
occasione degli incendi, vi è stata una presa di
posizione, alla quale abbiamo risposto adeguatamente, ma con molta pacatezza, in quanto
riteniamo il servizio utile e produttivo, anche
alla luce degli eventi che hanno caratterizzato
l’estate pugliese. In virtù di quanto ho appena
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
detto, riteniamo che uno degli aspetti importanti da affidare al servizio oggetto del progetto, riformulato per la riutilizzazione degli operai, oggi in capo alla SMA, sia soprattutto la
difesa del suolo.
Noi abbiamo seguito le procedure. Nel mese di ottobre del 2006, la procedura era rappresentata da una gara europea e vi abbiamo
dato avvio con l’insediamento di una Commissione che, nel corso della sua prima riunione,
ha voluto creare i presupposti di un confronto
sull’impianto stesso della procedura negoziale,
inserita all’interno del bando di gara.
Ebbene, nel corso dei lavori della Commissione, a causa dell’assenza di qualche componente per tre riunioni consecutive, la normale
procedura è stata interrotta. Di conseguenza, i
commissari, giunti quasi alla scadenza dei termini – in quanto eravamo alle porte del mese
di aprile – si sono trovati di fronte alla ricostituzione della stessa Commissione, che ci ha
permesso, in seguito, di seguire la normale
procedura.
In data 29 agosto, la Commissione, valutando i requisiti delle due imprese che si erano
presentate, ha dichiarato una di esse non più
valida, perché non in possesso dei requisiti richiesti dal bando. L’unica impresa rimasta in
gara, in data 29 agosto, ci ha comunicato per
iscritto che non vi erano i presupposti economici per poter aderire al progetto. In pratica la
gara è andata deserta, dal momento che
l’unica impresa rimasta non ha ritenuto di poter partecipare a quel progetto. Poiché lo stesso procedimento ci permetteva di attivare la
procedura negoziale, siamo intervenuti affinché ciò avvenisse.
Da parte dell’impresa che ha aderito a questo percorso è stata dichiarata la disponibilità,
e insieme stiamo valutando l’aspetto finanziario e quello progettuale, per verificare che il
progetto, così come formulato, guardi nella
sua interezza all’intervento sul territorio, sia
come difesa del suolo, sia come manutenzione,
sia come salvaguardia della zona forestale.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 53 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Abbiamo, quindi, invitato l’impresa a presentarci il progetto economico, in virtù di quanto
l’impegno di spesa recita. Nell’attesa, mediante le procedure negoziali, abbiamo concesso la
proroga di un servizio che riteniamo utile e indispensabile.
Ovviamente, avendo impegnato le risorse
della delibera CIPE, stiamo aspettando di ottenere il via libera da parte del Ministero competente: senza quell’accordo di programma
non è possibile procedere ad alcun impegno e
ad alcuna delibera. Abbiamo impegnato quelle
risorse e, una volta liberate, daremo corso al
procedimento, chiudendo il tutto attraverso un
progetto di impegno tra il settore e, soprattutto, l’impresa che si aggiudicherà questo servizio.
Allo stato attuale, dunque, abbiamo attivato
le procedure necessarie per poter ottenere la
proroga di un servizio che, comunque, non
può interrompersi, in quanto utile e importante
per il territorio.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione
dell’articolo 1.
PALESE. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, la risposta
dell’assessore Russo è stata utile, in quanto ci
ha permesso di comprendere il contesto del
procedimento, che in effetti è particolarmente
complicato. Tuttavia, noto che in merito a
questo aspetto persistono dei problemi.
Nessuno ha messo in discussione la necessità della proroga; difatti, il servizio va necessariamente mantenuto. Ritengo, però, che dal
punto di vista procedimentale occorra prestare
maggiore attenzione, in quanto le circostanze
– così come sono state esposte, in merito al procedimento, dall’assessore – determinano preoccupazioni per la Pubblica Amministrazione.
Dichiaro, pertanto, la nostra astensione.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, chiedo
la votazione per appello nominale dell’articolo 1.
PRESIDENTE. Indìco la votazione per appello nominale dell’articolo 1.
I consiglieri favorevoli risponderanno «sì»,
i consiglieri contrari risponderanno «no», gli
astenuti si comporteranno di conseguenza.
Invito il segretario a procedere all’appello
nominale, iniziando dall’assessore Russo, nominativo estratto a sorte a norma di Regolamento.
BONASORA, segretario, fa la chiama.
Hanno votato «sì» i consiglieri:
Bonasora, Borraccino, Buccoliero,
Cappellini, Costantino,
De Leonardis, De Santis, Dicorato,
Frisullo,
Giampaolo,
Loizzo, Lomelo, Lonigro, Losappio,
Maniglio, Manni, Marino, Marmo G., Mineo, Mita, Montanaro,
Ognissanti, Olivieri,
Pelillo, Pellegrino, Pentassuglia, Potì, Povia,
Romano, Russo,
Sannicandro, Stefàno,
Taurino, Tedesco,
Ventricelli, Visaggio.
Si sono astenuti i consiglieri:
Attanasio,
Baldassarre,
Chiarelli,
Damone,
Lospinuso,
Marmo N.,
Palese, Pepe,
Saccomanno,
Tagliente.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 54 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Sono in congedo i consiglieri:
Cassano, Cioce,
Gentile,
Introna,
Silvestris,
Tarquinio,
Vadrucci, Vendola.
Risultano assenti i consiglieri:
Brizio,
Canonico, Caroppo, Cera, Congedo, Copertino,
Laurora, Loperfido,
Minervini,
Riccardi, Rollo, Ruocco,
Santaniello, Scalera, Surico,
Zullo.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della
votazione:
18 OTTOBRE 2007
b) quanto ad €. 17.795.000,00 dalla quota
spettante alla Regione Puglia ex art. 2 del Decreto Interministeriale 16 novembre 2005;
c) quanto ad €. 2.000.000,00 dagli utili di
gestione dell’ARES;
vengono introitate, con atto dì Giunta regionale, sul capitolo di entrata di nuova istituzione 2035776 denominato “Entrate provenienti dal residuo risultato positivo servizio
sanitario regionale 2005, dalla quota regionale
ex art. 2 D.I./2005 e dagli utili di gestione
dell’ARES” per essere destinate al correlato
capitolo di spesa di nuova istituzione 771094
denominato “Spese per l’integrale copertura
del disavanzo del servizio sanitario regionale
2006 mediante utilizzo risorse capitolo di entrata correlato 2035776”.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Consiglieri presenti
Consiglieri votanti
Hanno votato «sì»
Astenuti
46
36
36
10
L’articolo 1 è approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
(Integrazione l.r. n. 16/2007)
1. All’articolo 1 della legge regionale del 5
giugno 2007, n. 16 (“Prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario
2007”) dopo il terzo comma viene aggiunto il
seguente quarto comma:
“4. Le ulteriori risorse finanziarie necessarie
per l’integrale copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale anno 2006, complessivamente quantificato in €. 210.811.000,00,
rivenienti:
a) quanto ad €. 9.034.000,00 dal residuo risultato positivo del servizio sanitario regionale
2005;
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
PALESE. Signor Presidente, l’articolo in
questione tratta della messa a punto, dal punto
di vista contabile, dei 210 milioni 811 mila euro previsti dall’articolo 2 del disegno di legge
in esame. L’assessore Saponaro, nel corso della sua replica, ha evidenziato che le risorse relative all’anno scorso ammontavano a 4 miliardi di euro, mentre per l’anno in corso a 9
miliardi di euro. Conosco bene questi aspetti,
ma ritengo che sia proprio l’impostazione data
dal Governo ad essere sbagliata e penalizzante, rispetto alle altre Regioni e ai loro cittadini,
anche ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione. Difatti, rammento che alcune Regioni,
proprio per questi motivi, si sono rivolte alla
Corte costituzionale. Anche in presenza di un
Governo regionale del mio stesso colore politico – così come è accaduto per il decreto n.
56 – mi sarei rivolto alla Corte costituzionale.
Il discorso in questione è un po’ diverso. Il
problema non è relativo al meccanismo messo
in atto – perché lo conosco bene – ma è rappresentato dalle risorse pubbliche che incre-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 55 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
mentano il fondo sanitario nazionale, per le
Regioni a cui viene attribuito, indipendentemente dalla presenza di eventuali debiti. Di
contro, ad altre Regioni, pur assumendo le
stesse un comportamento nettamente più virtuoso, non viene attribuito alcun incremento.
Ebbene, se lo Stato mette a disposizione 9
miliardi di euro per l’anno in corso, una parte
di queste risorse (il 10, il 15 o anche il 20%)
deve essere staccata e trasferita alle Regioni
che prevedono una gestione completamente
diversa da quella indicata per i disavanzi. Questa battaglia bisogna condurla anche stimolando i parlamentari.
Occorre ribadire chiaramente che, dei 9 miliardi di euro stanziati dalla Finanziaria, una
cifra pari al 10, al 15 o al 20% deve essere
staccata e trasferita. In seguito, si metteranno
d’accordo tra loro per definire i relativi meccanismi di trasferimento.
Inoltre, ove la Puglia – e potrebbe trattarsi
del caso verificatosi per l’anno 2006 – avesse
creato un disavanzo, che tra l’altro è stato accertato, ed è pari a 211 milioni di euro (anche
se a nostro parere è decisamente maggiore)
perché mai alcune Regioni hanno avuto la possibilità di ottenere un prestito trentennale,
mentre noi abbiamo dovuto agire nel modo
che conosciamo? Bisognava assicurare lo stesso meccanismo in capo a tutte le Regioni. Ove
non sia previsto neanche questo, chiediamo
che almeno la parte staccata venga trasferita a
quelle Regioni che si attestano al di sotto della
media, come la Regione Puglia, sia per
l’esercizio in corso, sia per quello relativo
all’anno prossimo.
A questo punto, dobbiamo affrontare la
questione relativa al fondo sanitario. La situazione non è quella descritta. Difatti, quando
l’allora Ministro Bindi approvò quella legge
vessatoria nei confronti delle Regioni del
Mezzogiorno, non solo occupavamo l’ultima
posizione, ma tra noi e la Regione che si trovava al penultimo posto esisteva una differenza incredibile. Pertanto, recuperare le quattro
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
posizioni, così come è avvenuto – tre da parte
nostra e una da parte dell’attuale Governo regionale – è stata una fatica incredibile, dal
momento che la disposizione dell’allora Ministro Bindi, nel 1999, sotterrò completamente
la nostra Regione.
Il recupero progressivo e continuo, che è
stato registrato da parte di tutti, ha rappresentato una grande fatica. Vorrei che questo aspetto fosse molto chiaro. La differenza con la
Regione Emilia-Romagna, che all’epoca era di
circa mille miliardi, si è ridotta – sì – ma non
dimentichiamo che siamo partiti da un livello
bassissimo.
Venendo al miglioramento di quest’anno,
qui cominciano le dolenti note. Quando la nostra popolazione – così come quelle delle altre
regioni del Mezzogiorno – era giovane, si sottolineava il peso rappresentato dagli anziani.
Ora che, invece, la popolazione anziana
comincia ad aumentare anche da noi, si comincia a sottolineare la necessità di mantenere
gli standard e si sposta l’attenzione ad altri
aspetti.
Mi rivolgo all’assessore Tedesco – che partecipa, insieme all’assessore Saponaro e al
Presidente Vendola, alle riunioni nel corso delle quali si assumono le decisioni del caso –
comunicando che è arrivato il momento di
cambiare la norma nazionale, perché le Regioni del Mezzogiorno non riescono ad affrontare
questo problema.
Assessore Saponaro, la nostra Regione –
così come le altre del Mezzogiorno – al documento di Santa Trada, nel luglio del 2005, è
arrivata solamente grazie alla nostra azione
sviluppata in merito al federalismo fiscale e al
decreto n. 56/2000. Non voglio ripetere che
cosa avrebbe implicato l’applicazione di quel
decreto all’interno della nostra Regione, nel
corso dei dodici anni di penalizzazione, che
hanno comportato 618 milioni di euro in meno, in merito al trasferimento ordinario, ma resta il fatto che con la nostra azione siamo arrivati a Santa Trada.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 56 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
In quell’occasione, all’accordo che avete
stipulato, personalmente non avrei aderito, in
quanto non rispecchiava pienamente quelle che
erano le nostre rivendicazioni.
È corretto quello che lei ha detto, ma resta
il fatto che l’accordo è partito da lei; noi avremmo potuto sperare di recuperare maggiori
risorse.
Ad ogni modo, il provvedimento è stato
corretto rispetto a questo dato. Concludo
il mio intervento annotando un altro
aspetto.
In fase di dibattito generale, non ho messo
in discussione il disegno di legge relativo al
federalismo fiscale, laddove c’è stato il recupero della sanità, dei servizi essenziali, dei trasporti e via elencando.
Io mi riferivo all’attuale legge finanziaria, in
merito alla quale le Regioni hanno avanzato la
richiesta di quattro interventi irrinunciabili, vale a dire la modifica del patto di stabilità, la
rassicurazione in ordine ai trasferimenti, secondo la legge Bassanini e il decreto n.
112/1999, relativamente ai trasporti, il rimborso dell’IVA rispetto al servizio trasporto pubblico locale, e il patto della salute, relativamente ai ticket e a quella situazione che ancora
persiste.
A queste richieste avanzate dalle Regioni,
ancor prima dell’approvazione della Finanziaria, il Governo non ha dato risposta. Inoltre,
mi auguro che siano apportate le dovute correzioni, altrimenti avremo seri problemi a predisporre il bilancio di previsione per l’anno
2008.
Vorrei che questo importante aspetto fosse
assolutamente chiaro.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 2.
È approvato.
art. 3
(Errata corrige alla l.r. n.25/2007)
1. Al fine di provvedere alla correzione di
errori di stampa presenti nell’Allegato “A” –
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Parte Spesa – della legge regionale 3 agosto
2007, n. 25 (“Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l’esercizio
finanziario 2007”), il volume secondo della
medesima legge viene sostituito dal tabulato
allegato.
È stato presentato un emendamento sostitutivo dell’intero articolo (n. 1) a firma
dell’assessore Saponaro, del quale do lettura: «L’articolo 3 del DDL “Terza variazione al bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007” è sostituito
dal seguente:
ART. (Modifica alla legge regionale 3 agosto 2007, n. 25)
1. Il volume secondo – Parte Spesa –
dell’Allegato “A” della legge regionale 3 agosto 2007, n. 25 (“Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l’esercizio
finanziario 2007”), è sostituito dal tabulato allegato alla presente legge”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 4
(Modifica legge regionale del 3 agosto
2007, n. 23 “Promozione e riconoscimento
dei distretti produttivi”)
1. Al fine di fronteggiare l’urgenza di individuare le risorse necessarie a garantire la propria quota obbligatoria di compartecipazione
alla spesa per l’attuazione del piano triennale
di edilizia scolastica 2007-2009 – “patto per la
sicurezza”, ai sensi dell’art. 1, comma 625,
della legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”), è autorizzata l’istituzione del nuovo capitolo, da denominarsi “interventi per
l’edilizia scolastica” sull’U.P.B. 11.1.1. “Interventi in materia di pubblica istruzione e diritto allo studio”, con uno stanziamento di Euro 3.669.547,00, mediante prelievo dei seguenti capitoli:
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
UPB
11.2.1
Cap.
915010
11.2.1
916015
4.2.1
3022
– 57 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Descrizione
Spese
Spese per interventi € 782.405, 84
in attuazione delle
l.r. n. 17/2005 e l.r.
n. 20/2005
Trasferimento agli € 1.987.141, 16
EDISU delle spese
connesse all’esodo
volontario del personale l.r. n. 14/2004
Spese per maggiori € 900.000, 00
oneri
contrattuali
derivanti dalla applicazione del nuovo
contratto di lavoro a
favore dei dipendenti
S.O.
È stato presentato un emendamento (n. 2) a
firma degli assessori Saponaro e Lomelo, del
quale do lettura: «Al DDL “Terza variazione
al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” è aggiunto il seguente articolo:
ART. (Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2006, n. 39)
1. I commi 1 e 2 dell’articolo 7 della legge
regionale 28 dicembre 2006, n. 39 (Norme in
materia di razionalizzazione della spesa sanitaria) sono abrogati.
L’articolo 4 del DDL “Terza variazione al
bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” è sostituito dal seguente:
ART. (Interventi in materia di edilizia scolastica. Legge n. 296/2006)
1. Al fine di fronteggiare l’urgenza di individuare le risorse necessarie a garantire la propria quota obbligatoria di compartecipazione
alla spesa per l’attuazione del piano triennale
di edilizia scolastica 2007-2009 – “patto per la
sicurezza” –, ai sensi dell’articolo 1, comma
625, della legge del 27 dicembre 2006, n. 296
(“Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”), è disposta l’istituzione nel bilancio regionale 2007 del nuovo capitolo di
entrata 916055 “Compartecipazione regionale
per gli interventi di edilizia scolastica ai sensi
del comma 625, art. 1, L. n. 296/2006” –
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
18 OTTOBRE 2007
U.P.B. 11.1.1 – con uno stanziamento di
Euro 3.669.547,00, mediante riduzione degli stanziamenti dei seguenti capitoli di
spesa:
a) per Euro 900.000,00 dal capitolo 3022
“Spese per maggiori oneri contrattuali derivanti dall’applicazione del nuovo contratto di
lavoro a favore dei dipendenti”;
b) per Euro 901.551,85 dal capitolo
915010 “Spese per interventi in attuazione
della l.r. n. 17/2005 e l.r. n. 20/2005”;
c) per Euro 1.867.995,15 dal capitolo
916015 “Trasferimento agli Edisu delle spese
connesse all’esodo volontario del personale
1.r. n. 14/2004”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, sempre in risposta all’assessore Saponaro, desidero rilevare che, durante il suo intervento conclusivo, in
merito a questo aspetto egli ha espresso due
dichiarazioni.
In primo luogo, ha comunicato che esiste una
certificazione rispetto al problema relativo al capitolo da cui si prelevano i fondi. Ci mancherebbe altro! Tra l’altro, questo aspetto l’abbiamo
valutato in Commissione. Deve esserci certezza
in merito all’esistenza dei fondi.
In secondo luogo, l’assessore ha affrontato
il problema della previsione. L’assessore Lomelo, in sede di predisposizione del bilancio di
previsione, aveva già avanzato richiesta di cofinanziamento.
Ricordo bene che le richieste pervenute riguardavano, da un lato, risorse per il cofinanziamento, in merito all’edilizia scolastica – che
noi auspichiamo – e dall’altro, risorse per il
debito fuori bilancio di 12,5 milioni di euro di
cui siamo debitori nei confronti delle AASSLL, che hanno anticipato queste risorse
per il servizio di integrazione scolastica.
Pertanto, questa situazione si conosceva
già, non è una novità.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 58 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Inoltre, se è vero che esiste la certificazione, e che è stata riscontrata in I Commissione,
noi contestiamo il fatto che vengono tolte risorse che, comunque, la Regione ha messo in
previsione e deve erogare, anche se spostate di
un anno. Difatti, la contrattazione decentrata
influenza l’anno successivo. Si tratta di risorse
che, per il personale degli EDISU e degli APT
che va in esodo, debbono essere previste. Sarebbe stato utile prelevare quelle risorse da altra spesa discrezionale.
Il vero problema riguarda il debito di previsione, rispetto al 2008. L’assessore Loizzo sostiene di non avere dubbi sul fatto che siano
stati tutti spesi. Ebbene, su questo non c’è alcun dubbio. Il vero problema è capire quanti
debiti esistono, non quante risorse avete speso.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento a
firma degli assessori Saponaro e Lomelo.
È approvato.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, ero convinto
che fossimo ancora all’esame dell’emendamento
n. 1.
Vorrei intervenire sull’emendamento n. 2.
PRESIDENTE. L’abbiamo già votato.
Se vuole, può mettere a verbale una dichiarazione.
PALESE. La mia dichiarazione è la seguente. Il primo comma dell’emendamento che si
trova a pagina 2 va ad abrogare uno strumento
di controllo che la Giunta regionale, comunque, si era attribuito nell’ambito del settore
della sanità. Difatti, il discorso ruota sempre
intorno a questo settore; in seguito è stato
portato innanzi alla Commissione e, successivamente, in Aula.
Si era detto – così come è stato fatto in
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
passato – che al fine dell’acquisizione di beni
durevoli, da parte delle Aziende sanitarie locali, per un valore pari o superiore a 500 mila
euro (circa un miliardo delle vecchie lire) occorreva l’autorizzazione da parte della Giunta
regionale. Anche se non si trattava del migliore possibile, a me sembrava un sistema tale da
poter decidere se concedere o meno
l’autorizzazione.
A suo tempo, avevamo adottato un meccanismo molto più forte, basato su un gruppo di
lavoro. Siamo intervenuti nello stesso modo
nel 2000 (in merito a beni durevoli o non durevoli, convenzioni e quant’altro). Il comitato
si riuniva e assumeva le decisioni, in base alle
richieste che, all’epoca, erano superiori a 120
o 140 mila euro, non ricordo esattamente la
cifra esatta.
Non ho compreso la ratio: noi tutti sosteniamo che le AASSLL necessitano di controlli,
e nonostante questo, abrogate completamente
quel poco che è stato messo a disposizione?
Signor Presidente, mi sembra si tratti di una
imprudenza abbastanza forte.
L’autonomia è un discorso diverso, e nessuno vuole metterla in discussione. La Regione ha potere di programmazione, di vigilanza e
di controllo sulle AASSLL e sulla spesa sanitaria. Trovo davvero allucinante una tale situazione. Sarebbe stato più logico – se siete di
questa idea – non intervenire in questo modo.
Non si tratta, però, della mancata voglia di assumersi questo tipo di responsabilità o di organizzare lo stesso gruppo di lavoro. Per
quanto riguarda la delibera di Giunta regionale
n. 210/2001, è stata già predisposta la procedura da seguire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio, alla
programmazione, ai fondi strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestio-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 59 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
ne e al patrimonio. Signor Presidente, non è in
discussione la tematica generale dei controlli,
ma l’applicabilità dell’articolo, approvato a
suo tempo, sugli acquisti di beni e servizi, superiori ai 500 mila euro. In sede applicativa si
è verificato questo dilemma, di non poco conto: se il controllo è solo di corrispondenza tra
una spesa deliberata da un’Azienda sanitaria e
il budget della stessa, ebbene, risulta essere totalmente costitutivo del concetto di azienda
sanitaria. Pertanto, è assurdo immaginare
che questo controllo, semplicemente di corrispondenza tra una spesa e la medesima
previsione del budget, sia affidato alla Giunta regionale.
Gli uffici ci hanno segnalato – questo è il
vero motivo, non certo quello di realizzare a
tutti costi delle cose diverse rispetto al 2001 –
anche un’altra aporia. In costanza di previsione di budget, ossia di corrispondenza di una
determinata spesa al budget previsionale della
ASL, la tipologia di controllo – credo che su
questo concetto siano d’accordo anche gli organi di vigilanza, sull’attività amministrativa –
ad un approfondimento più ponderato, rischia
di eccedere i poteri della Giunta regionale, che
sono per l’appunto quelli di indirizzo e di controllo ex post, e non quelli di ingerenza nella
gestione.
Difatti, il rischio è che vi sia un’attività discrezionale, nella valutazione del singolo acquisto di beni e servizi, da parte della Giunta
regionale. Personalmente, non so come voi
abbiate applicato questo concetto, ma nutro
delle forti perplessità. A questo punto, ho delle
perplessità anche retrospettive, relative agli
anni 2001, 2002, 2003 e 2004, in merito al fatto che l’organo politico-amministrativo della
Giunta sia investito di compiti gestionali per
sostituirsi, in qualche modo, ad una valutazione. Questo rischio è abbastanza concreto.
Se, invece, caro consigliere Palese, si tratta
semplicemente della verifica di corrispondenza
di una determinata spesa alla previsione del
budget, allora sarebbe incongruo mettere in
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
piedi un tal meccanismo. Si tratta di un problema di applicabilità; per tale motivo è stato
presentato questo emendamento.
Ciò non toglie che vanno rafforzati i controlli sostanziali, in termini di auditing, anche
da parte degli organi tecnici della Regione, che
è cosa diversa dall’attribuire la competenza in
questa materia in capo alla Giunta regionale.
Abbiamo discusso la questione per diversi
giorni, anche in ambito di sanità, sulla separazione di politiche e gestione, ragion per cui
credo che debba essere mantenuta, perché da
molti anni rappresenta un caposaldo
dell’organizzazione pubblica italiana.
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 3) a
firma del consigliere Potì, del quale do lettura:
«Il capitolo 1110097 “Oneri rivenienti dalla
regolarizzazione delle carte contabili (1.r. n.
17/2005 art. 4 – 1.r. n. 28/2001 art. 82/bis)” –
Unità Previsionale di Base 10.04.02 del Settore Ragioneria, è impinguato della somma di
euro 11.000.000,00, con prelievo di pari importo, dal capitolo 1110045 (Fondo di riserva
per la reiscrizione dei residui passivi perenti).
– dall’U.P.B. 10.04.01 – Settore Ragioneria».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 4) a firma del consigliere Montanaro, del quale do lettura: «Modificare il titolo del capitolo di spesa del Comitato regionale di Protezione civile da “spese per
il funzionamento del Comitato” in “spese per
l’attività del Comitato”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 5) a firma dei consiglieri De Leonardis, Stefàno, Olivieri, Lonigro, Maniglio, Ventricelli, Giampaolo, Visaggio, Potì, Borraccino ed altri, del quale do let-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 60 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
tura: «La frase “sino al 30 settembre 2007”
contenuta nell’ultimo rigo del 1° comma
dell’art. 18 della L.R. 28 dicembre 2006, n.
39, viene così modificato: “sino all’entrata in
vigore della legge di riforma complessiva del
settore turistico”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, l’emendamento
in esame, avente come primo firmatario il consigliere De Leonardis – e che comunque
l’assessore Ostillio avrebbe voluto ugualmente
presentare – comporta la proroga del commissariamento delle Aziende di promozione turistica, che a mio giudizio andrebbero cancellate
dalla storia, fino all’attuazione della legge di
riforma complessiva del settore turistico. Ma
se lei non dovesse mai adottarla, che cosa
accadrebbe?
Accolgo, dunque, l’invito del consigliere
Sannicandro: impostiamo un termine temporale, rispetto a questo dato. Attendo una proposta da parte dell’assessore Ostillio, il quale conosce la situazione, in merito alla predisposizione della legge di riforma del settore, anche
se potrei aprire un’ampia discussione a tal riguardo, dal momento che già esiste una legge
in quest’ambito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Ostillio.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
considerato l’intervento del consigliere Palese,
l’occasione mi è utile per precisare che la
Giunta regionale è in attesa che si concludano
le attività della società Sviluppo Italia, incaricata di redigere il Piano strategico del turismo,
e della società Mercury del professor Becheri
(quella dell’Annuario del turismo italiano) in
merito al regolamento di attuazione dei sistemi
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
turistici locali. Senza questi due studi, non
possiamo operare scelte di riforma del settore
turistico che siano adeguate rispetto alla visione d’insieme.
Nella giornata di ieri le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, incontrate da me e
dal collega Minervini, hanno richiesto formalmente che, nelle more delle procedure di riforma, al fine di assicurare continuità
nell’erogazione dei servizi, da parte delle Aziende di promozione turistica, siano prorogati
i commissariamenti delle stesse.
Si tratta di un documento sottoscritto dalle
organizzazioni sindacali, da cui ci perviene
questa richiesta.
Considerato che nel frattempo era stato
presentato un disegno di legge, che dava attuazione ad una prescrizione normativa del
2002, in ordine alla soppressione, visto che è
intervenuta questa richiesta e che siamo ancora in attesa di avviare questi studi, preciso che
abbiamo bisogno di un ulteriore ragionevole
lasso di tempo per poter produrre e sottoporre
alla valutazione del Consiglio regionale il disegno complessivo di riforma. L’A.RE.T non è
mai entrata in funzione, ma si configura come
una struttura forse eccessivamente pesante e
gravosa, rispetto alle necessità, a discapito di
strutture più leggere.
Nell’attesa di questo disegno complessivo,
su richiesta dei sindacati, i consiglieri hanno
richiesto autonomamente che si possa ottenere
la proroga. Mi permetto di suggerire ai presentatori dell’emendamento, sempre che siano
d’accordo, di inserire una previsione in ordine
ai tempi corrispondente al 30 giugno 2008, tenendo comunque presente che, per quanto attiene alla votazione, il Governo si rimette all’Aula.
PRESIDENTE. L’emendamento in esame,
dunque, viene integrato dall’assessore Ostillio
nel modo seguente: «comunque non oltre il 30
giugno 2008».
PALESE. Domando di parlare.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 61 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE.
Signor
Presidente,
sono
d’accordo con l’integrazione poc’anzi proposta dall’assessore Ostillio, che fissa il termine
non oltre il 30 giugno 2008. Ad ogni modo,
continuo a mantenere la mia posizione contraria in merito all’emendamento in esame.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento,
nel testo integrato dall’assessore Ostillio.
È approvato.
È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 6) a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Lospinuso,
Marmo N. ed altri, del quale do lettura: «Art.
_____ (Contributo straordinario per i Comuni). La Giunta Regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di €
10.000.000,00 a favore dei Comuni, finalizzato a concorrere alla copertura dei costi eccedenti sostenuti per gli anni 2006 e 2007 per
la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani.
CAP. 1110045 € 10.000.000,00;
C.N.I. (Contributo straordinario a favore
dei Comuni per costi eccedenti anni 2006 e
2007 raccolta rifiuti solidi urbani)».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, l’emendamento in
esame recita: «la Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di €
10.000.000,00 a favore dei Comuni, finalizzato a concorrere alla copertura dei costi eccedenti sostenuti per gli anni 2006 e 2007 per la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani». Abbiamo già provveduto ad esporre le
relative spiegazioni, e non voglio aggiungere
neanche una parola in merito a quanto è accaduto.
Gli effetti sono rappresentati da un aumento spaventoso dei costi, che andrà a gravare
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
sui cittadini. La Provincia di Lecce, con dichiarazione del Presidente, ha dato la sua disponibilità a stanziare quantomeno 2 milioni di
euro, proprio per cercare di attenuare questo
colpo che si ripercuoterà in capo ai cittadini.
Mi auguro che anche la Regione intervenga,
dal momento che è investita della relativa responsabilità.
POTI’, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POTI’, relatore. Signor Presidente, il consigliere Palese sa benissimo che abbiamo svolto delle assemblee nell’ATO Lecce/2, dove, a
causa di alcuni contrattempi tecnici, non si è
provveduto all’apertura di una discarica, il che,
naturalmente, ha comportato un aumento delle
tariffe per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Tuttavia, nel corso di queste assemblee ci
siamo impegnati a discutere della questione,
tant’è vero che non un mese fa, ma appena
martedì scorso, è stata recapitata una lettera, a
firma di tutti i consiglieri di maggioranza del
Salento, primo firmatario il consigliere Maniglio, per richiamare l’attenzione del Presidente
Vendola sull’argomento, che tra l’altro sarà
oggetto di valutazione in sede di formazione
del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio, alla
programmazione, ai fondi strutturali e politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio. Signor Presidente, sul
piano sostanziale mi associo agli argomenti
sollevati dal consigliere Potì. Sul piano formale, però, credo che l’emendamento sia improponibile, perché l’alimentazione finanziaria graverebbe, se non ho capito male, sui residui perenti.
Francamente, mi meraviglio del consigliere
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 62 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Palese, perché presentare emendamenti sui residui perenti rappresenta un metodo pericolosissimo, un piccolo attentato, per l’equilibrio
di bilancio.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione
dell’emendamento.
PALESE. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, il problema
esiste, e mi auguro che venga affrontato anche
in sede di bilancio di previsione.
Vorrei dirle, comunque, assessore Saponaro, che non abbiamo bisogno di assemblee, anzi ne facciamo anche troppe. Sono convinto
che la Regione si sia trasformata in
un’assemblea permanente del ’68, con tutto il
rispetto per quel particolare periodo.
Ritengo che si debba procedere alla approvazione, in quanto la questione riguarda anche
l’esercizio finanziario dei Comuni, del 2006 e
del 2007, e le cartelle cominceranno ad arrivare subito ai cittadini.
Inoltre, per quanto riguarda il problema dei
residui perenti, mi sono avventurato a tirar
fuori somme dagli stessi, innanzitutto perché,
dall’inizio dell’anno, di circa 50 milioni di euro
ne sono stati utilizzati appena 5, e in secondo
luogo, perché nella stessa variazione avete
spostato altri 11 milioni di euro prendendoli
dal fondo dei residui perenti. Pertanto, ho pensato che su questa scia avremmo potuto ragionevolmente, anche dal punto di vista
formale, avanzare una proposta di tale natura.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 7) a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Lospinuso,
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
Marmo N., Tagliente ed altri, del quale do lettura: «Art. _____ (Stabilizzazione precari servizio sanitario regionale). Le disposizioni previste dall’art. 30 della L.R. n. 10 del 2007 sono estese a tutto il personale del ruolo dirigenziale del servizio sanitario regionale, nonché al
personale di cui alla L.R. n. 16 del 1987 e
dell’Istituto zooprofilattico».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, nella legge n.
10/2007 era stato varato l’articolo 30 che fissava tempi perentori alla Giunta regionale per
varare il programma per la stabilizzazione dei
precari, in ottemperanza alla legge finanziaria
di quest’anno. Tuttavia, nel valutare la delibera predisposta, anche dal punto di vista formale, al di là della discussione affrontata questa
mattina, poiché la deliberazione della Giunta
regionale prende come fonte la legge finanziaria, ma anche l’articolo 30, si propone il provvedimento di stabilizzazione. Certo, la legge
finanziaria si utilizza maggiormente per le modalità di attuazione, ma come fonte viene preso in considerazione quasi esclusivamente
l’articolo 30.
Considerato che deve essere affrontato anche il problema del personale dirigenziale, del
personale che riguarda l’altro precariato ventennale, della legge regionale n. 16/1987, e
quello dell’Istituto zooprofilattico, penso che
gli stessi termini perentori e la stessa fonte
normativa, utilizzata al fine di varare la delibera, debbano essere estesi a queste fattispecie.
Il fatto che la Giunta vi provveda o meno, è un
altro discorso.
Come ha dichiarato proprio l’altro giorno
lo stesso Presidente Vendola, penso sia prudente, e forse necessario, confrontarci per valutare come intervenire, rispetto a quanto è
stato preannunciato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 63 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, il consigliere Palese
ha fatto giustamente riferimento – sia l’altro
ieri, che oggi – ai precedenti verificatisi in altre
Regioni, in particolare in Emilia-Romagna, che
hanno comportato l’allargamento del processo
di stabilizzazione anche al personale medico,
veterinario e farmaceutico.
Ebbene, io ho letto il provvedimento della
Regione Emilia-Romagna. Si tratta di un
provvedimento di natura amministrativa che
modifica esclusivamente le procedure di stabilizzazione: approva anche per questa categoria, ovverosia il personale dirigenziale, il processo di stabilizzazione, però ne modifica il
procedimento, ponendo al termine della ricognizione, e quindi della stabilizzazione,
l’obbligo del concorso, senza il quale – come
lei sa – nessun soggetto può accedere alla
dirigenza.
Pertanto, confermo all’Aula che il Governo
regionale è intenzionato a procedere lungo
questa direzione. Di questo ne abbiamo parlato in sede di Commissione salute, con i colleghi assessori, e sostanzialmente si è convenuto
sul fatto che ciascuna Regione, sulla base delle
proprie situazioni specifiche, le proprie condizioni finanziarie e via elencando, può decidere,
senza bisogno di alcun provvedimento legislativo, di allargare la stabilizzazione sia alla dirigenza – ricomprendendovi medici, veterinari e
farmacisti – sia agli enti direttamente riferibili
al servizio sanitario, in questo caso gli Istituti
zooprofilattici e l’Agenzia regionale per la
protezione ambientale. Si tratta di un altro
problema sul quale ci dovremmo soffermare.
Il Governo regionale, dunque, intende seguire il seguente percorso: chiudere il processo di stabilizzazione del personale del comparto, a cui si è già provveduto con la deliberazione adottata lunedì scorso; aprire la verifica
della consistenza del personale della dirigenza
e, quindi, procedere successivamente alla stabilizzazione dello stesso, sempre che ne ricorrano le condizioni (ma credo di poter anticipa-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
re che le condizioni, allo stato, ricorrono);
procedere, parallelamente alla stabilizzazione
della dirigenza, alla verifica del personale stabilizzabile delle agenzie, come l’ARPA, riconducibili, in tutto o in parte, al servizio sanitario, o degli istituti, come quello zooprofilattico, di fatto già inglobati nell’organizzazione
del servizio sanitario. In questo modo potremmo creare tre provvedimenti distinti riguardanti tre categorie, altrettanto distinte:
comparto, dirigenza, personale delle agenzie o
enti collegati al servizio sanitario.
Pur prendendo come sollecitazione, da parte dei firmatari, l’emendamento proposto, ritengo che non sia necessario un provvedimento legislativo, che invece dovrà intervenire per
consentirci la sanatoria del personale della
legge n. 16 e di altre situazioni in essere. Anche su questo punto stiamo già lavorando, con
l’auspicio di portare in Aula, al più presto possibile, il suddetto provvedimento.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, forse nella parte
iniziale della presentazione dell’emendamento
non sono stato particolarmente chiaro.
Ho compreso il programma, così come la
delibera varata proprio l’altro giorno da parte
della Giunta regionale.
Si tratta di un programma che prevede procedure, discipline e quant’altro, e su questo
non c’è dubbio. Altre Regioni, addirittura, non
hanno fatto riferimento all’articolo 30 della
legge n. 10. In effetti, non mi risulta che le
Regioni Lombardia e Emilia-Romagna abbiano
predisposto un provvedimento amministrativo.
Non hanno fatto assolutamente niente.
Ebbene, abbiamo deciso di presentare
questo emendamento, oltre che per completezza rispetto a questo dato, per un altro
motivo.
La vostra delibera di programmazione, pre-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 64 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
cisamente quella approvata proprio l’altro
giorno, utilizza come fonte la legge finanziaria,
per la disciplina in fattispecie, ma la perentorietà e l’obbligatorietà richiamate all’interno
della delibera derivano dall’articolo 30 della
legge n. 10, le cui disposizioni sono estese a
queste fattispecie.
Se per una delibera per il comparto è stata
utilizzata quella fonte normativa, l’intero programma da seguire lo dovrà scegliere la Giunta regionale, come è accaduto per la delibera
approvata, ma se è previsto l’utilizzo e
l’avviamento primario dell’articolo 30, adoperato per il comparto, cerchiamo di estendere lo
stesso articolo aggiungendovi anche quanto
l’assessore Tedesco ha confermato rispetto
all’ARES, e per quello che riguarda la componente sanitaria rispetto all’ARPA.
Vi ho esposto il vero motivo, che non era
certo quello di stimolare alcunché, anche
perché il Presidente Vendola aveva già risposto positivamente a questa sollecitazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, mi preme sottolineare che l’articolo 30 della legge n. 10 fu proposto ed approvato per imporre al Governo regionale un limite temporale rispetto ad una situazione obbligatoria: la stabilizzazione del
personale del comparto era prevista dalla legge finanziaria, ragion per cui i soggetti che si
trovavano in quella condizione avevano titolo
alla stabilizzazione stessa.
Il Consiglio regionale ritenne, con quella
norma, di concedere alla Giunta regionale un
lasso di tempo vincolante – che è stato corrispondente a un paio di mesi in più del previsto
– per attivare quel processo.
In questo caso, stiamo valutando
l’opportunità di una stabilizzazione, assolutamente non obbligatoria, alla quale altre Regioni hanno provveduto.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
In altre parole, ci stiamo prendendo il tempo necessario per operare le relative valutazioni.
Dovendo fare, oggi, una valutazione strettamente personale sulla proponibilità, anche
alla luce di quanto è stato realizzato dalle altre
Regioni, per quanto mi riguarda ritengo che si
potrà intervenire.
Tuttavia, il Governo regionale non ha ancora avuto la possibilità di apprezzare compiutamente un elemento di carattere discrezionale.
Difatti, la stabilizzazione del personale dirigenziale e delle agenzie, se sarà assunto, rappresenterà un provvedimento discrezionale,
dal momento che non esiste una norma che
ci obbliga a stabilizzare anche il suddetto
personale.
Sono queste le ragioni che mi portano, purtroppo, ad insistere sull’impossibilità di accogliere l’emendamento in esame.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
Pongo ai voti il disegno di legge n. 23/2007
del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2007” nel
suo complesso.
È approvato.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Domando di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica,
all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 57
– 65 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Chiedo che il provvedimento sia dichiarato
urgente.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
d’urgenza.
È approvata.
Informo l’Assemblea che il 23 ottobre, data
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
18 OTTOBRE 2007
che era stata individuata per la convocazione
del prossimo Consiglio regionale, non si terrà
la seduta consiliare a causa di un sopravvenuto
impegno istituzionale.
Pertanto, il Consiglio tornerà a riunirsi i
giorni 6 e 7 novembre 2007.
La seduta è tolta (ore 15,35).
Scarica

Resoconto stenografico - INTRANET