CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA VIII LEGISLATURA a 57 SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO STENOGRAFICO giovedì 18 ottobre 2007 Presidenza del Presidente PEPE indi del Vicepresidente MINEO INDICE Presidente Processo verbale Congedi Assegnazioni alle Commissioni Ordine del giorno Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti pag. » » » » 5 5 6,10 6 6 speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia” Presidente Mita, relatore Mineo Saccomanno pag. » » » 9,10,20 9 10 12 Atti consiliari della Regione Puglia – 2 – SEDUTA N° 57 RESOCONTO STENOGRAFICO Zullo pag. Palese » Borraccino » Marmo Giuseppina » Stefàno » Manni » Ventricelli » Maniglio » Losappio, assessore alla tutela dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle aree protette » 13 14 15 16 17 18 19 19 del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE” 20 Esame articolato Esame articolato Presidente Losappio, assessore alla tutela dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle aree protette VIII Legislatura » » 21,23 23 Presidente Ventricelli, relatore Borraccino Marmo Giuseppina 18 OTTOBRE 2007 pag. » » » Presidente Lomelo, assessore alla pubblica istruzione, all’università, ai beni culturali, ai musei, agli archivi, alle biblioteche e alla ricerca scientifica Borraccino Pentassuglia 31,32,34 32 33 33 » 34,35,36,37 » » » 35 36 36 » 37 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MINEO Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara” Brizio Presidente » Loperfido Chiarelli, relatore Olivieri De Santis Tagliente Manni Costantino Visaggio Canonico » » » » » » » » » 24,25,26,27, 28,30 24,25 24,27 25 25,26 27 28 29 29 29 Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese – S. Spirito” DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” Presidente Potì, relatore Palese » 37,38,41,44,46 » 37 » 38,41 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PEPE Saccomanno Saponaro, assessore al bilancio, alla programmazione, ai fondi strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio » 44 » 46 Esame articolato Presidente Chiarelli, relatore Borraccino » » » 30,31 30 31 Presidente Palese Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro, Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina Russo, assessore all’agricoltura, all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e alla pesca » 51,53,54,56,58, 59,60,61,62,64,65 » 51,53,54,57, 58,60,61,62,63 » 52 Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 Marmo Nicola pag. Bonasora, segretario » Saponaro, assessore al bilancio, alla programmazione, ai fondi strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio » Ostillio, assessore al turismo e all’industria alberghiera » – 3 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO 53 53 58,61 60 18 OTTOBRE 2007 Potì, relatore pag. Tedesco, assessore alle politiche della salute » Frisullo, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati » 61 63,64 64 Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 5 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PEPE PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 11,10). Processo verbale PRESIDENTE. Do lettura del processo verbale della seduta n. 56 del 16 ottobre 2007: Presidenza del Presidente Pepe indi del Vicepresidente Mineo indi del Presidente Pepe indi del Vicepresidente Mineo indi del Presidente Pepe indi del Vicepresidente Tarquinio La seduta ha inizio alle ore 11.03 con la lettura e l’approvazione del processo verbale della seduta del 26 settembre 2007. Ha chiesto congedo il consigliere Loizzo. Viene data lettura delle interrogazioni cui è pervenuta risposta scritta, delle assegnazioni alle Commissioni e delle interrogazioni e mozioni presentate. Primo argomento in discussione è il prosieguo esame della proposta di legge Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco, Silvestris “Istituzione della Commissione di indagine e di inchiesta sull’attuazione del programma operativo regionale (POR) 2000/2006, nonché sui fabbisogni, sulla programmazione degli interventi comunitari e sull’attuazione dei programmi per il periodo 2007/2013 nella Regione Puglia”. Il Presidente ricorda che nella scorsa seduta si è conclusa la discussione generale e che la seduta è stata tolta per mancanza del numero legale, la cui richiesta era stata avanzata in sede di votazione della proposta del consigliere Ruocco di inversione dell’ordine del giorno. Interviene il consigliere Saccomanno. Il consigliere Ruocco ribadisce la richiesta di sospensione dell’argomento in oggetto per Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare 18 OTTOBRE 2007 procedere all’esame del punto 13) all’o.d.g. (punto 7 dell’o.d.g. della scorsa seduta). Il Presidente pone ai voti tale richiesta, che è respinta a maggioranza con il voto favorevole dei Gruppi FI, AN, UDC, La Puglia prima di tutto, L’Italia di Mezzo e del consigliere Surico (risultano assenti i Gruppi GpA, DC – Ind. Movimento per l’Autonomia, Verdi e il consigliere Canonico). Si passa, quindi, all’esame dell’articolato. Essendo stato respinto a maggioranza l’articolo 1 (votano a favore i Gruppi AN, FI, La Puglia prima di tutto, L’Italia di Mezzo, UDC, GpA, DC – Ind. Movimento per l’Autonomia e il consigliere Surico. Si astiene il Gruppo SD. Risulta assente il Gruppo Verde), si intende respinta l’intera proposta di legge. Il Presidente comunica che la Conferenza dei Capigruppo ha accolto, ai sensi dell’art. 29 del Regolamento interno, l’iscrizione all’ordine del giorno del disegno di legge “Terza variazione al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”, che sarà esaminato nella seduta del giorno 18 p.v.. Secondo argomento in discussione è la mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Zullo del 02/10/2007 “Conflitto d’interessi dell’Assessore alla sanità, Tedesco” e l’interrogazione urgente Palese, Saccomanno. Cera, Damone, Surico, Zullo e Baldassarre “Rapporti commerciali tra Eurohospital, aziende multinazionali e strutture sanitarie pugliesi pubbliche e private”. Illustrano la mozione i consiglieri Palese, Saccomanno, Damone, Cera (sostituzione alla Presidenza del Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo), Surico e Zullo. L’assessore Tedesco relaziona e chiede che, nel momento in cui la mozione sarà posta ai voti, la votazione avvenga a scrutinio segreto (sostituzione alla Presidenza del Vicepresidente Mineo con il Presidente Pepe). Nella discussione intervengono i consiglieri Baldassarre, Bonasora - (si registra la sospensione dei lavori dalle ore 14.12 alle ore 15.32) - Sannicandro, Attanasio, Silvestris, il quale Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 6 – RESOCONTO STENOGRAFICO anticipa la richiesta di votazione per appello nominale della mozione in oggetto, Surico, Potì, Damone (sostituzione alla Presidenza del Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo), Zullo, Saccomanno (sostituzione alla Presidenza del Vicepresidente Mineo con il Presidente Pepe), Palese e Maniglio. Segue la replica dell’assessore Tedesco. Conclude il dibattito il Presidente della Giunta, Vendola. Stante la richiesta di due tipi di votazione, il Presidente, a norma di Regolamento, indice la votazione a scrutinio segreto, precisando che l’assenso si esprime con il “si” il diniego con il “no”. Il segretario Attanasio procede all’appello. Al termine, lo spoglio delle schede dà il seguente risultato: Presenti 59 Votanti 57 Astenuti 2 (Pres.te Pepe, Ass.re Tedesco) Schede bianche 4 Hanno risposto “si” 18 Hanno risposto “no” 35 Risultano assenti i consiglieri Brizio, Cassano, Laurora, Olivieri, Pelillo, Rollo, Ruocco, Russo, Scalera e Vadrucci. Il Presidente dichiara la mozione respinta. Terzo argomento in discussione è la mozione Potì del 04/09/2007 “Corsi di Laurea Specialistica Professioni Sanitarie”. Il consigliere Potì la illustra. Nella discussione intervengono i consiglieri Surico, Palese, Damone (sostituzione alla Presidenza del Presidente Pepe con il Vicepresidente Tarquinio), Zullo e Saccomanno. Seguono gli interventi degli assessori Lomelo e Tedesco. Il Presidente pone in votazione la mozione, che è approvata all’unanimità (risultano assenti i Gruppi GpA, UDC, DC – Ind. Movimento per l’Autonomia, SD e il consigliere Surico). Quarto argomento in discussione è l’ordine del giorno Maniglio “Brogli per l’accesso alla Facoltà di medicina dell’Università di Bari”. Il Presidente, dopo averne dato lettura, pone ai voti l’o.d.g. che è approvato all’unanimità (risultano assenti i Gruppi GpA, UDC, DC – Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Ind. Movimento per l’Autonomia, SD e il consigliere Surico). Il Presidente dichiara tolta la seduta. Il Consiglio è stato convocato per il giorno 18 p.v. La seduta termina alla ore 18.47. Non essendovi osservazioni, il processo verbale s’intende approvato. Congedi PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i consiglieri Cassano, Cioce, Introna, Silvestris, Tarquinio, Vadrucci e il Presidente della Giunta regionale, Vendola. Non essendovi osservazioni, i congedi s’intendono concessi. Assegnazioni alle Commissioni PRESIDENTE. È stata effettuata la seguente assegnazione: Commissione VI Disegno di legge n. 25 del 15/10/2007 “Disciplina in materia di autorizzazioni all’insediamento dell’esercizio cinematografico”. Ordine del giorno PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca i seguenti argomenti: 1) Proposta di legge Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco, Silvestris “Istituzione della Commissione d’indagine e di inchiesta sull’attuazione del programma operativo regionale (POR) 2000/2006, nonché sui fabbisogni, sulla programmazione degli interventi comunitari e sull’attuazione dei programmi per il periodo 2007/2013 nella Regione Puglia” (rel. cons. Ventricelli); Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 7 – RESOCONTO STENOGRAFICO 2) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Zullo del 02/10/2007 “Conflitto d'interessi dell'Assessore alla sanità Tedesco” e interrogazione urgente Palese, Saccomanno, Cera, Damone, Surico, Zullo e Baldassarre “Rapporti commerciali tra Eurohospital, aziende multinazionali e strutture sanitarie pugliesi pubbliche e private”; 3) Mozione Potì del 04/09/2007 “Corsi di Laurea Specialistica Professioni Sanitarie”; 4) Ordine del giorno Maniglio del 13/09/2007 “Brogli per l'accesso alla Facoltà di medicina dell'Università di Bari”; 5) Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia” (rel. cons. Mita); 6) Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei Consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara” (rel. cons. Chiarelli); 7) Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei Consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese S. Spirito” (rel. cons. Chiarelli); 8) Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro, Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell'articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE” (rel. cons. Ventricelli); 9) Proposta di legge Ufficio di presidenza “Modifica della legge regionale n. 8 dell'11 maggio 1993, recante per oggetto ‘Patrocinio del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di particolare interesse e di notevole rilevanza istituzionale’” (rel. cons. Ventricelli); Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 10) DDL n. 11/2007 del 20/03/2007 “Norme per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo” (rel. cons. Mita); 11) DDL n. 21 del 23/05/2006 “Trasferimento alle Province della competenza amministrativa in materia di esercizio dell'attività di agenzie di viaggio e turismo” (rel. cons. Stefàno); 12) Ufficio di Presidenza – Proposta di modifica dell'art. 57 del regolamento interno del Consiglio (rel. cons. Chiarelli); 13) Proposta di legge statutaria Mineo, Maniglio, Costantino, Dicorato, Marino, Montanaro, Povia, Riccardi, Romano, Taurino, Ventricelli “Modifica degli articoli 22 e 44 dello Statuto della Regione Puglia” (rel. cons. Mineo); 14) Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale – Designazione di tre Consiglieri regionali, di cui due in rappresentanza della maggioranza e uno della minoranza (L.r. 3 agosto 2006, n. 25 - art. 3, comma 1); 15) Ordine del giorno Marmo N., Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Ruocco, Silvestris del 20/07/2006 “Utilizzo di trucioli di legno di rovere per l'invecchiamento del vino”; 16) Ordine del giorno Stefàno, Maniglio, Pellegrino, Taurino, Caroppo, Vadrucci, Manni, Congedo del 17/07/2007 “Frazionamento delle opere di ammodernamento della S.S. 275 Maglie-Santa Maria di Leuca e della S.S. 16 Maglie-Otranto in lotti funzionali”; 17) Ordine del giorno Congedo, Caroppo, Baldassarre, Vadrucci del 17/07/2007 “Problematiche connesse agli stabilimenti balneari”; 18) Ordine del giorno Chiarelli, Franzoso, Laurora, Baldassarre, Cassano, Damone, Loperfido, Brizio del 27/12/2005 “Adesione alle proposte di amnistia e indulto”; 19) Ordine del giorno Franzoso, Palese, Fitto, Cassano, Chiarelli, Damone del 02/02/2006 “Piano regionale di riordino della rete scolastica - anno 2006-2007”; 20) Ordine del giorno Palese del Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 8 – RESOCONTO STENOGRAFICO 28/02/2006 “Nomina dei Direttori generali delle Aziende sanitarie locali, ai sensi dell1art. 2, comma 5, della legge 1° febbraio 2006, n. 43”; 21) Mozione Lomelo del 21/03/2006 “Tutela degli animali per la produzione di pellicce”; 22) Ordine del giorno Marmo N., Silvestris del 22/05/2006 “Istituzione di sedi decentrate dell’Università di Bari e Foggia nella provincia di Barletta-Andria-Trani”; 23) Ordine del giorno Palese, Baldassarre, Caroppo, Copertino, Cera, Chiarelli, Damone, Loperfido, Rollo, Surico, Tagliente, Tarquinio, Vadrucci, Zullo del 03/07/2006 “AQP: licenziamento 36 lavoratori a tempo determinato”; 24) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Loperfido del 16/11/2006 “Legge Finanziaria 2007”; 25) Ordine del giorno Borraccino, Sannicandro, Mita, Manni, Bonasora, De Santis, Marmo G., Costantino, Gentile, Giampaolo del 31/07/2006 “Processo di pace in MedioOriente”; 26) Ordine del giorno Borraccino, De Santis del 25/09/2006 “Rigassificatori in Puglia”; 27) Ordine del giorno Saccomanno, Palese, Santaniello, Damone, Loperfido del 09/10/2006 “Dimissioni Ministro Lanzillotta”; 28) Mozione Cioce del 11/10/2006 “Tagli ai fondi previsti in finanziaria ai danni delle costituende province”; 29) Ordine del giorno Palese del 29/08/2006 “Assunzioni Acquedotto Pugliese”; 30) Ordine del giorno Costantino, Povia, De Santis del 29/11/2006 “Interventi per il sistema scolastico”; 31) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 09/01/2007 “Acquedotto pugliese s.p.a.”; 32) Mozione De Leonardis, Buccoliero, Canonico del 24/01/2007 “Interventi a tutela degli agricoltori pugliesi”; 33) Ordine del giorno Borraccino, De Santis del 22/01/2007 “Riduzione corsi di formazione per il personale della scuola Sottufficiali della Marina militare di Taranto”; Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 34) Ordine del giorno IV Commissione consiliare del 22/02/2007 “Disposizioni relative al Settore della distribuzione dei carburanti di cui al decreto- legge 31 gennaio 2007, n. 7”; 35) Mozione Canonico, Buccoliero, De Leonardis del 02/03/2007 “Piano regionale di sicurezza stradale”; 36) Ordine del giorno Marmo N. del 15/03/2007 “Problematiche derivanti dai nuovi adempimenti connessi all’instaurazione di rapporti di lavoro nel settore agricolo”; 37) Mozione Congedo, Saccomanno, Surico, Cera, Marmo N., Ruocco, Lospinuso, Palese, Zullo del 28/03/2007 “Distribuzione del ‘Norlevo’”; 38) Mozione Borraccino, De Santis del 13/04/2007 “Aeroporto Gino Lisa”; 39) Ordine del giorno Maniglio del 17/04/2007 “Emergenza mucillagine in Puglia”; 40) Mozione Borraccino, De Santis del 26/04/2007 “Pozzi irrigui nel territorio di Adelfia”; 41) Ordine del giorno Palese, Surico del 26/04/2007 “Emergenza mucillagine”; 42) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 30/04/2007 “Raddoppio S.S. 275 Maglie-Santa Maria di Leuca”; 43) Ordine del giorno Maniglio del 02/05/2007 “Solidarietà a Monsignor Bagnasco”; 44) Mozione Giampaolo, Borraccino, Lomelo, Sannicandro, Lonigro, Manni, Potì, Mita, Ventricelli, Bonasora del 17/05/2007 “Servizi di salute riproduttiva”; 45) Ordine del giorno Saccomanno, Marmo N., Ruocco, Lospinuso, Congedo, Attanasio del 17/07/2007 “Valorizzazione dei prodotti agricoli pugliesi”; 46) Ordine del giorno Palese, Baldassarre, Laurora, Cassano, Tagliente, Rollo del 24/07/2005 “Problematiche del comparto agricolo”; 47) Ordine del giorno Maniglio, Stefàno, Pelillo del 24/07/2007 “Problematiche del comparto agricolo”; Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 9 – RESOCONTO STENOGRAFICO 48) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Zullo del 06/09/2007 “Richiesta dimissioni dell'Assessore alla formazione professionale”; 49) Mozione Saccomanno, Zullo, Cera, Palese, Surico, Damone del 20/09/2007 “Costi della politica”; 50) Mozione Palese, Attanasio, Damone, Cera, Surico, Zullo del 03/09/2007 “Stanziamento fondi per emergenza rifiuti nella Regione Puglia”; 51) Ordine del giorno Palese, Saccomanno, Cera, Damone, Surico, Zullo, Loperfido del 20/09/2007 “Spese per incarichi affidati ad esterni da Regione Puglia, Enti Strumentali, Società Partecipate”; 52) Mozione Potì, De Santis, Lomelo, Sannicandro, Ventricelli del 01/10/2007 “Applicazione nella Regione Puglia della legge n. 40/2004 ‘Norme in materia di procreazione medicalmente assistita’”; 53) Elezione della rappresentante della Confartigianato URAP, in seno alla Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna in materia di lavoro, in sostituzione della sig.ra Francesca Amoruso, dimessasi dalla carica (rel. cons. Ventricelli); 54) DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” (rel. cons. Potì). Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia” PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 5), reca: «Pdl di iniziativa popolare e dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, pro- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 dotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia”». Ha facoltà di parlare il relatore. MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il presente disegno di legge, che si sottopone all’attenzione del Consiglio regionale, regola la materia dello smaltimento in Puglia dei rifiuti speciali provenienti da altre regioni. La proliferazione di nuove discariche per rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è da imputare all’assenza di disciplina e programmazione in questa materia. In passato, il settore dei rifiuti speciali non ha avuto la dovuta attenzione. Il presente provvedimento, proposta di legge di iniziativa popolare che ha coinvolto 15 mila cittadini e alcuni Enti locali – il primo atto di questa natura nella Regione Puglia – colma i ritardi e il vuoto normativo in materia. Con l’Atto unico europeo del 1986, sottoscritto a Bruxelles il 28 febbraio 1986, sono state introdotte per la prima volta norme quadro istituzionali in materia ambientale. Successivamente, il Trattato firmato a Maastricht il 7 febbraio del 1992 ha ulteriormente precisato contenuti e finalità per la salvaguardia dell’ambiente. In questo contesto si collocano, ad esempio, i regolamenti CEE n. 259/93 del Consiglio del primo febbraio 1993, la direttiva n. 91/156/CEE relativa ai rifiuti, il decreto legislativo nazionale n. 22/97 (il cosiddetto “decreto Ronchi”). Da questi atti normativi si evince come sia doveroso disciplinare la circolazione dei rifiuti, siano essi speciali che urbani. È necessario, quindi, attuare questi principi a livello regionale. La legge in esame consta di sei articoli. L’articolo 1 disciplina lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti al di fuori della regione Puglia, in con- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 10 – RESOCONTO STENOGRAFICO formità al Regolamento C.E. n. 1013/2006, del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006, alla direttiva n. 75/442/CEE del 15 luglio 1975 e successive modificazioni e integrazioni e al decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006. Lo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti al di fuori della regione può avvenire solo nel rispetto del principio “della prossimità e dell’appropriatezza” (art. 2). Il produttore e/o il trasportatore di rifiuti speciali, per smaltirli in impianti siti nel territorio regionale pugliese, deve munirsi di uno o più certificati delle autorità extraregionali competenti, di data non anteriore a sei mesi, attestanti l’inesistenza o l’inoperatività, nei rispettivi territori, di impianti appropriati per lo smaltimento dei medesimi rifiuti speciali (art. 3). Qualora nei territori extraregionali esistano, o siano operativi impianti appropriati per lo smaltimento dei rifiuti speciali e siano meno vicini rispetto al luogo in cui si trova l’impianto appropriato sito nel territorio pugliese destinatario dei rifiuti speciali, lo smaltimento può effettuarsi nell’impianto più prossimo sito sempre nella Regione Puglia (art. 4). I certificati rilasciati dalle autorità extraregionali competenti e le dichiarazioni previste dalla presente legge devono essere conservati dal produttore, dal trasportatore e dal destinatario dei rifiuti speciali. (art. 5). Nuovi impianti di gestione dei rifiuti speciali devono essere autorizzati prescrivendo l’obbligo del soggetto autorizzato a osservare la presente legge, pena sanzioni previste dall’ordinamento di settore. (art. 6). Voglio richiamare l’attenzione di tutti i colleghi sul fatto che questo provvedimento ha visto la Commissione lavorare con un impegno notevole, perché per la prima volta in Puglia si è esaminato un provvedimento di iniziativa popolare. Ciò ha significato un rapporto molto stretto con il comitato medesimo, una sinergia tra Commissione e Governo, nonché tempi non brevi. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Finalmente giungiamo in Aula per varare questo provvedimento. Ritengo che l’accoglienza dello stesso non possa che essere favorevole. Pertanto, invito i signori consiglieri a votare a favore della presente legge. PRESIDENTE. Informo il Consiglio che si è aggiunta la richiesta di congedo da parte dell’assessore Gentile. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Mineo. Ne ha facoltà. MINEO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, penso che non debba passare nell’indifferenza e nella disattenzione questo punto dell’ordine del giorno che costituisce un evento di carattere storico – senza con questo voler scadere nell’enfasi – per questa regione. Per la prima volta, infatti, nella storia della nostra regione una proposta di legge di iniziativa popolare arriva in Consiglio per l’approvazione e, mi auguro, sarà approvata dal Consiglio stesso, avendo ottenuto già un parere unanime da parte della Commissione. A sostegno di questa proposta di legge di iniziativa popolare sono state raccolte circa 20 mila firme. Mi preme ricordare che detta proposta ha il sostegno di numerosi Comuni e di una parte dei Consigli provinciali della nostra regione, e che la raccolta delle firme è stata organizzata dal Comitato “Vigiliamo per la discarica” di Grottaglie e da numerosi altri comitati dei diversi territori regionali. Si tratta, dunque, di un evento di portata straordinaria, che credo meriti l’attenzione di tutti noi, dell’opinione pubblica e degli organi di informazione. Ricordo che in Puglia questa è la prima legge di iniziativa popolare che arriva all’esame dell’Aula e in tutta Italia, se non erro, siamo al secondo caso, poiché solo in un’altra Regione una legge di iniziativa popolare è stata approvata dal Consiglio regionale. Credo che questo sia il primo dato essenziale da mettere in rilievo, considerato che, in Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 11 – RESOCONTO STENOGRAFICO una fase come quella che stiamo vivendo – su di essa non è opportuno soffermarsi adesso – quello che sta avvenendo questa mattina segna un punto di incontro tra le Istituzioni e la società (a differenza di quello che troppo spesso viene detto) e segna un momento di partecipazione, di cultura democratica, di cultura di governo da parte della società nella società, una capacità di proposta. Siamo di fronte a una proposta di legge che non è di secondaria importanza, ma affronta, al contrario, un problema di enorme importanza. Vorrei che tutti fossimo consapevoli di quello che sta accadendo. In Puglia, come sappiamo, si vanno realizzando progetti di discarica, di impianti di smaltimento per rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, in una condizione di totale deregulation. In sostanza, chiunque voglia può presentare un progetto di questa natura e, se non ci sono vincoli di carattere paesaggistico e urbanistico, può realizzarlo. Il rischio che stiamo correndo in Puglia – soprattutto in alcuni territori, in primo luogo quello della provincia di Taranto – è sostanzialmente quello di vedere trasformata la nostra regione in una enorme discarica di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, che in questa situazione di sostanziale deregulation rischiano di arrivare da tutta l’Italia, se non addirittura dall’esterno del nostro Paese, cosa che peraltro è già avvenuta. Come sappiamo, infatti, una parte rilevante dei rifiuti della Campania, per la situazione contingente che vive quella regione, è stata smaltita in Puglia, in modo particolare nel territorio jonico. Questa legge non vieta in assoluto lo smaltimento dei rifiuti speciali nel territorio della nostra regione, ma pone un limite assolutamente fondamentale: chi produce e trasporta questi rifiuti deve dimostrare che lungo il territorio che tali rifiuti dovrebbero attraversare per essere smaltiti in Puglia non vi siano centri idonei al loro stesso smaltimento. Questo al fine del raggiungimento dell’obiettivo fonda- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 mentale di impedire che questi rifiuti circolino lungo tutto il territorio nazionale, con i problemi di carattere ambientale che possiamo immaginare, per essere infine smaltiti nella nostra regione. Dunque, non c’è un divieto in assoluto, ma si introduce una norma che pone un limite preciso, che si fonda sul principio di prossimità: i rifiuti vanno smaltiti nel centro di smaltimento più vicino al territorio di produzione degli stessi. A mio avviso, questa normativa è fondamentale, di grande rilievo, perché può fungere da esempio per altre regioni e può costituire una base di discussione fondamentale anche per il Parlamento nazionale, il quale sarebbe utile che legiferasse, su questa materia, nel più breve tempo possibile, per non consentire che alcune regioni siano appesantite da un eccesso di smaltimento di questi rifiuti. Detto questo, ritengo che il parere favorevole unanime della V Commissione sia quanto mai opportuno. Credo che a noi consiglieri regionali non resti che ringraziare sinceramente i promotori di questa iniziativa per il ruolo che hanno svolto. Sappiamo che in altre regioni i problemi dei rifiuti si affrontano in maniera diversa, spesso in maniera tale da impedire ogni soluzione. Qui, invece, siamo di fronte a un’espressione di cultura di governo che va fortemente valorizzata, a una proposta positiva e non semplicemente a un movimento che si esprime in termini di negazione di ogni soluzione. Pertanto, ringrazio innanzitutto i soggetti che hanno proposto questa iniziativa, ma mi corre l’obbligo di ringraziare anche l’assessore Losappio che ha svolto un ruolo fondamentale nel determinare una condizione tale da portare questa proposta nella sede del Consiglio regionale, modificandola e ritoccandola, con il consenso dei comitati. Vorrei ricordare che, insieme all’assessore Losappio, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’ingegnere Antonicelli, con cui abbiamo Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 12 – RESOCONTO STENOGRAFICO lavorato d’intesa nel corso di questi mesi. Credo di dover ringraziare anche il Presidente e tutti i componenti della V Commissione, che hanno consentito al Consiglio regionale di vivere un momento che io considero significativo e importante, non solo per l’argomento che affronta, ma anche per il fatto che segna una pagina obiettivamente nuova nel rapporto tra la nostra Istituzione e la società pugliese. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà. SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sottolineo l’opportunità di un evento importante per l’Aula, che tante volte abbiamo detto non distinguersi per la levatura degli argomenti. Questa volta l’argomento è realmente alto, come hanno notato il Presidente Mita e il collega Mineo. Certamente è un argomento importante per il percorso che ha conosciuto e per la sua caratteristica di iniziativa popolare. Avrei quasi difficoltà a dichiarare il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale, perché di fronte a una sottoscrizione popolare di questa portata i simboli dei partiti sfumano e si realizza, invece, un impegno sociale di assoluto rilievo. Questa circostanza mi dà l’occasione di offrire al Consiglio regionale e all’opinione pubblica un ricordo del dibattito – e della sua gravità – che abbiamo svolto in quest’Aula quando il Presidente Vendola è venuto ad annunciarci la fine dell’emergenza. Io stesso, in questi giorni, con i colleghi di Alleanza Nazionale ho avuto modo di firmare una mozione per richiedere un dibattito sui rifiuti in quest’Aula. Il Presidente Pepe ha già accennato alla disponibilità acché ciò possa avvenire nei modi e nei tempi concordati, ritengo con il Governo regionale. Non vi saranno certamente difficoltà da questo punto di vista. Questo dibattito ben si collega a quell’evento. In quella circostanza, forse an- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 che in dissonanza con molte delle parti politiche a me vicine, ebbi a dire che ritenevo importante che non vi fosse più un rappresentante unico a gestire l’emergenza, ma che si ritornasse nei Comuni, alla base, ai cittadini. Ebbene, questa è la dimostrazione dell’appropriatezza di un percorso che parte dal basso. Molto spesso i conflitti nascono perché chi gestisce in proprio non incontra la volontà popolare, la volontà di chi amministra sul territorio, non incontra chi ha un conflitto di gestione, tra Province, Comuni e quant’altro, per poter affrontare problematiche così delicate. Premesso tutto questo e ritenendo un grande passo in avanti il fatto che questo Consiglio regionale rapidamente si impegni ad approvare, ritengo all’unanimità, questo provvedimento, voglio ricordare la coerenza della Puglia su questi argomenti, anche dopo il passaggio di gestione e di Governo. Io ebbi modo di incontrare il Presidente Vendola – allora non ancora Presidente, ma componente della Camera dei deputati, all’epoca all’opposizione – quando in Commissione ebbi a difendere le posizioni della Basilicata contro il sito di scorie nucleari previsto in quella regione. Il nostro comportamento sarà pure consequenziale con quello che in questi giorni il Governo nazionale ha deciso su quella sede, ma certamente questa regione si rende forte promotrice del discorso “chi inquina paga”: chi inquina ha la responsabilità, come dice la Comunità europea, di portare a soluzione il problema, pur non scavalcando il momento di solidarietà, che tra l’altro era l’unico aspetto trascurato. Fino all’altro ieri abbiamo ascoltato le proposte di portare i rifiuti italiani in Kenya o in altre sedi. Siamo moralmente contrari a queste soluzioni e dobbiamo organizzarci affinché non vengano praticate. Noi riteniamo che chi produce sviluppo debba pagare in proprio anche i costi dello sviluppo e del progresso. Non potrà accadere – lo dico per l’Africa, ma anche per i territori della nostra regione – che Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 13 – RESOCONTO STENOGRAFICO qualcuno goda dei benefici e qualcun altro, in un’altra parte del territorio, ne paghi le conseguenze. Siamo contrari, dunque, alla migrazione dei rifiuti in ambito nazionale ed internazionale e sottolineiamo il rispetto delle tutele richiamate dal principio di vicinanza e di indisponibilità nelle zone vicine. Quello odierno è un fatto estremamente positivo, per il quale dobbiamo rivolgere un ringraziamento particolare alle popolazioni che si sono impegnate e alle associazioni che hanno raccolto queste firme, realizzando questa proposta con il Governo, con le Commissioni, con i consiglieri e con quanti altri hanno dato il proprio contributo. Certamente si tratta di un evento importante per questa regione. Non abbiamo la necessità di grandi commissariamenti, ma quella di partecipare alla vita democratica con decisioni concrete, in modo da produrre non un chiacchiericcio senza frutto, ma risultati. Richiamo nuovamente l’attenzione sulla coerenza dell’impegno che quest’oggi portiamo a termine. È argomento di questi giorni il Piano energetico. Certo, è un argomento estremamente positivo, ma forse, pur non dovendo intervenire nel merito, perché lo Statuto prevede i corretti percorsi che sono stati attuati, ritengo che si debba trovare una formula che vada al di là del percorso che si è svolto in Commissione e in Giunta, per affrontare unitariamente un dibattito. Se non vogliamo chiamare “Consiglio” il momento nel quale l’Assemblea si incontrerà per svolgere questo dibattito, chiamiamolo in qualsiasi modo, ma creiamo l’occasione per un incontro su questo argomento. Un Consiglio regionale che si spenda per un’ulteriore giornata su un fatto di questa portata ritengo che non infici la validità del percorso attuato, ma che possa costituire la sede per rappresentare le esigenze del territorio. Chiedo che l’assessore Losappio, il Presidente del Consiglio, il Presidente Mita trovino il modo per organizzare un dibattito di ordine generale, sia pure senza la conclusio- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 ne del voto, che però chiarisca a tutti i percorsi attuati. Preannuncio il voto entusiasticamente positivo di Alleanza Nazionale nei confronti di questo disegno di legge di iniziativa popolare, ritenendo che esso consolidi un rapporto più leale tra la Regione – che deve essere più vicina dello Stato lontano e romano – e gli Enti locali e il territorio. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà. ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, non dico che sosterrò questo disegno di legge, ma lo accompagnerò al voto favorevole, che credo riscuoterà il consenso dell’unanimità dei presenti in Consiglio. Accompagnerò questo disegno di legge al voto favorevole, così come l’ho accompagnato nella Commissione consiliare competente, dove abbiamo potuto verificare come la politica s’intrecci con la gente, con la società civile. Quella parte della società civile che ha sottoposto alla nostra attenzione questa proposta di legge non l’ha solo costruita, ma ha interagito con noi in Commissione, dove si è realizzata un’interazione diretta, viva, vivace, che ha portato alla definizione di un testo condiviso anche dal Governo e da tutti i componenti della Commissione. Questo è un episodio che, a mio avviso, deve essere enfatizzato e citato come esempio della possibilità di interagire tra politica e società civile. La proposta di legge al nostro esame è un testo equilibrato, che da una parte mostra l’attaccamento ai valori ambientali della nostra regione, dall’altra un alto senso di solidarietà. Non c’è un divieto assoluto per i rifiuti che provengono da altre regioni. La Puglia è solidale con le regioni in difficoltà; tuttavia, le regioni che hanno possibilità di smaltire i rifiuti nei siti loro più prossimi devono farlo. Richiamo al riguardo le parole del collega Saccomanno: chi produce all’interno della propria Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 14 – RESOCONTO STENOGRAFICO regione rifiuti di questo tipo ha anche il dovere di trovare il sito di smaltimento nella propria prossimità. Questo è un progetto di legge che, a mio parere, va condiviso. Non ho bisogno di sostenerlo, ma solo di accompagnarlo al voto. Il mio voto sarà favorevole. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, quando il Consiglio regionale affrontò la discussione per l’emergenza incendi il Presidente della Regione convenne che il Consiglio avrebbe dovuto svolgere a breve una riunione monotematica per una riflessione complessiva sul problema dell’ambiente, dei rifiuti e dell’energia. Ritengo che questa seduta monotematica, signor Presidente del Consiglio, abbia l’urgenza massima di essere svolta. I colleghi di Alleanza Nazionale hanno sollecitato che il Consiglio fosse nuovamente informato e discutesse sul problema dell’emergenza rifiuti. Ricordo che all’epoca fu fortemente contestata la decisione del Presidente Vendola che, in maniera inspiegabile, o forse per togliersi la patata bollente dalle mani, dispose la fine di un’emergenza che, invece, è ancora sotto gli occhi di tutti. Quella decisione provocò un danno di dimensioni per nulla trascurabili in alcune zone del territorio pugliese. Non è mia intenzione sollevare alcuna polemica rispetto alla modifica del Piano e alle situazioni che sono state delineate. La verità è che si è voluta bloccare una parte del piano predisposto dal precedente Commissario per l’emergenza ambientale senza disporre di un piano alternativo. Possiamo dire di essere al disastro totale, tanto che il Presidente della Provincia di Lecce ha parlato, perlomeno all’interno del suo territorio, di una situazione simile a quella campana – l’ha fatto con note ufficiali – e persino di Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 allarme sociale rispetto a questa situazione. Questa è l’imprudenza di aver fatto cessare l’emergenza ambientale. Inoltre, la responsabilità politicaamministrativa di Vendola e di nessun altro ha determinato questi ritardi che, nel frattempo, hanno provocato una situazione di grave disagio, ma soprattutto un aumento dei costi. Alcuni Comuni e alcuni ATO hanno dovuto triplicare, se non quadruplicare i costi. I cittadini, a fronte di un servizio inesistente, subiscono il danno di costi che, ad aprile, diventeranno stratosferici. In quel caso avremo un altro allarme sociale, perché non so se la gente avrà la disponibilità per pagare aumenti spaventosi del 300-400%. Sempre a causa di quella che io definisco un’imprudenza del Presidente Vendola, non è più possibile ottenere un euro dalla Protezione Civile nazionale perché, una volta cessata l’emergenza, i soldi li dobbiamo trovare nella nostra regione. Invito l’assessore Losappio e l’assessore Saponaro (quest’ultimo ancora non presente in Aula) a riflettere sulla possibilità – del resto, i cittadini non hanno nessuna colpa delle scelte fatte dalla politica o dal precedente Commissario – di trovare, nell’ambito delle risorse autonome del bilancio regionale, una cifra congrua per attenuare il forte aumento dei costi che le popolazioni devono sostenere. Naturalmente voterò a favore di questa proposta di legge di iniziativa popolare, ma fissiamo subito questa riunione, d’intesa con il Presidente Vendola. Avremo molto da discutere, anche rileggendo le dichiarazioni che furono rese dal Presidente in occasione di quella informativa, quando noi ritenevamo che non fosse opportuno far cessare l’emergenza, essendo ancora gravi i disagi di alcune zone del territorio regionale rispetto alla situazione dei rifiuti. Purtroppo, quelle dichiarazioni sono attuali e pesanti come macigni: l’emergenza in alcuni territori esiste e va affrontata nei modi dovuti. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 15 – RESOCONTO STENOGRAFICO PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Borraccino. Ne ha facoltà. BORRACCINO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, questa proposta di legge è stata approvata in Commissione con il contributo di tutte le forze presenti, ma soprattutto con la spinta dal basso di 15 mila cittadini che hanno sottoscritto una petizione poi trasformata in legge. Soprattutto la presa di posizione di interi Consigli comunali e di intere popolazioni che si sono mobilitate su questo problema fa sì che finalmente oggi giunga in quest’Aula la cosiddetta politica dal basso. Le esigenze del popolo, avvertite dal basso dei territori duramente colpiti dalla presenza di discariche e dal rischio che altre discariche e ampliamenti possano rovinare ancora di più quei territori, finalmente si sposano con l’attività legislativa del Consiglio regionale. Questa proposta di legge è buona e, come dice il collega Zullo, è una legge da accompagnare all’approvazione, trattandosi di una legge che nasce dal basso ma viene fatta propria, partendo dal suo primo proponente, il collega Mineo, dall’intera Commissione. Questa legge importante, innovativa, che farà scuola a livello nazionale – o, forse, come qualche collega sostiene, corre il rischio di essere bocciata per incostituzionalità – a mio avviso è una buona legge, che questo Consiglio regionale deve tentare di approvare e di difendere anche in sede nazionale. Cari colleghi, diciamoci la verità, questo problema apre uno squarcio importante sulla problematica dei rifiuti. Sappiamo che, in materia di discariche, di permessi e concessioni per l’apertura di nuove discariche, la normativa a livello nazionale è abbastanza lacunosa, carente, priva di principi forti per fissare dei paletti rispetto ad un business che, giorno dopo giorno, diventa sempre più grande. Da questo punto di vista, pur approvando questa proposta di legge, noi sappiamo che essa è soltanto un palliativo rispetto a quello che Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 sta avvenendo e avverrà in futuro. Sappiamo bene che una qualsiasi azienda, domani mattina, potrebbe recarsi presso qualsiasi Amministrazione provinciale e chiedere il permesso per l’apertura di nuove discariche. Sappiamo molto bene che le azioni che gli Enti pubblici, a partire dalle Amministrazioni provinciali, possono avviare per frenare l’apertura scriteriata di nuove discariche per rifiuti speciali – sono oltre 150 quelle che abbiamo oggi in Italia – sono purtroppo poche. Allora, il compito della politica dovrebbe essere quello di tentare di dare una risposta più organica, di incidere su normative a livello nazionale che possano porre un freno all’apertura indiscriminata di nuovi siti per discarica. Contemporaneamente, collega Palese, non dobbiamo buttare nel fango il Piano dei rifiuti che viene portato avanti da questo Governo di centrosinistra. Permettetemi di citare alcune situazioni che non riguardano la Puglia – la nostra regione è solo pulviscolo atmosferico rispetto al mondo – ma sono significative per chiarire qual è la direzione in cui oggi si muove la politica dei rifiuti. In primo luogo, ricordo che 854 milioni di cittadini hanno difficoltà a sfamarsi, l’atto più elementare dell’uomo. Lo ripeto, 854 milioni di cittadini sono privi di un pasto quotidiano, rischiano tutti i giorni di non poter mangiare neanche un tozzo di pane. Nello stesso tempo, il clima anno dopo anno si surriscalda e rischia di provocare effetti catastrofici sull’ecosistema, nonostante il protocollo di Kyoto e tutto quello che si sta facendo in questo ambito. A fronte di 854 milioni di cittadini che non mangiano, non consumano e non producono rifiuti, una minoranza della popolazione ne produce a dismisura. Manca l’atto fondamentale, di cui invece bisogna dare atto all’assessorato all’ambiente, a questa maggioranza e all’intero Consiglio regionale, di praticare nuove forme di politica Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 16 – RESOCONTO STENOGRAFICO per i rifiuti, anche approvando provvedimenti impopolari, come quello dell’innalzamento dell’ecotassa per i Comuni non virtuosi. Noi ci stiamo incanalando verso una nuova politica dei rifiuti, quella della raccolta differenziata. Se non capiamo che la raccolta differenziata dev’essere il futuro, la stella polare che deve indicarci la strada alternativa rispetto al sistema che abbiamo adottato fino ad ora e che è risultato fallimentare. Tutti sappiamo quello che il sistema attuale ha prodotto nella Regione Campania e quello che sta producendo. Dovremmo evitare che nella Regione Puglia e in tanti altri posti d’Italia si giunga a medesime soluzioni. Non dico che dobbiamo elogiare quello che sta facendo questo Governo regionale, ma quantomeno dovremmo guardare a questo operato con attenzione. Si tratta di una politica nuova, non soltanto per le energie rinnovabili. A questo punto si potrebbe aprire una nuova discussione che non è all’ordine del giorno, ma che sicuramente è collegata all’argomento di cui stiamo dibattendo. Sulla politica dei rifiuti, sulla raccolta differenziata, alcuni obiettivi che si è dato questo Governo regionale ritengo che siano appuntamenti importanti. A mio avviso, credo che siano obiettivi seri che prevedono criteri innovativi. Soltanto perseguendo questa strada si potrà evitare l’apertura di nuove discariche, il proliferare di nuovi comitati che bloccano le strade giustamente. La politica dovrebbe essere vicina a questi comitati per difendere gli interessi di questi ultimi e per evitare che ci siano nuove forme di smaltimento dei rifiuti pericolose per la salute e la salubrità dell’aria, come i termovalorizzatori. Puntando sulla raccolta differenziata questa Regione potrà rendere un buon servigio ai propri abitanti. So bene che questa è una legge palliativo che riduce solo in parte il problema dato che, se la leggiamo con attenzione, solo due articoli entrano nello specifico del problema, ma è Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 comunque una risposta politica che dimostra l’attenzione del Consiglio regionale rispetto alle esigenze di 15 mila cittadini. Nello stesso tempo, essa rappresenta il tentativo di invertire una rotta di deregulation più assoluta rispetto alla politica dei rifiuti che, tanto a livello nazionale, quanto a livello regionale, ha prodotto soltanto disastri. Noi da questi disastri vogliamo uscire senza polemica, con la collaborazione dell’intero Consiglio regionale. Concordo, quindi, con chi richiede un Consiglio regionale monotematico sull’emergenza rifiuti. Dobbiamo riunirci e discuterne in forma scevra da pregiudizi ideologici, come diceva, se non ricordo male, anche il collega Saccomanno. I simboli di partito, infatti, devono scolorirsi per aprirsi ad un dialogo e ad un confronto serio su problematiche che oggi interessano il centrosinistra, che ieri hanno interessato il centrodestra, e che domani interesseranno la futura classe dirigente di questa Regione, ma che soprattutto si incrociano con il futuro dei nostri figli e con il futuro di 4 milioni di cittadini pugliesi. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Giuseppina Marmo. Ne ha facoltà. MARMO Giuseppina. Signor Presidente, colleghi consiglieri, assessori, la proposta di legge che regola la complessa materia dello smaltimento dei rifiuti speciali in Puglia, provenienti da altre Regioni, merita particolare attenzione per una serie di ragioni, senza enfasi, perché la politica non ha bisogno di enfasi. Innanzitutto, si tratta di una proposta di iniziativa popolare, dato che proviene direttamente dai cittadini, che avvertono il problema come un problema di urgente ed emergente necessità. Sono stati 15 mila i cittadini pugliesi che hanno sottoscritto il disegno di legge, suffragati dai Consigli regionali di Stornarella, Carosino e Grottaglie. Indubbiamente, si registra un vuoto legislativo che disciplini e programmi Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 17 – RESOCONTO STENOGRAFICO lo smaltimento dei rifiuti pericolosi in Puglia e in tutta Italia. Quindi, l’assenza di una specifica legge in materia ha visto il proliferare di nuove discariche che possono determinare un impatto ambientale pernicioso con effetti deleteri, sia sull’ecosistema pugliese, che sulla salute pubblica. Il disegno di legge che discutiamo intende dunque regolamentare un aspetto delicato dello smaltimento dei rifiuti nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali. Non intendo dire che la presente proposta esaurisce e colma definitivamente la mancanza di precise disposizioni, ma certo è un passo fondamentale, determinante e foriero di ulteriori provvedimenti. Si tratta di disciplinare lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti al di fuori della nostra Regione; rifiuti che transitano per la Puglia e che sono destinati a impianti regionali regolarmente autorizzati. È interessante notare come tutta la legge indichi i criteri di prossimità e appropriatezza nello smaltimento dei rifiuti e dedichi ampio spazio alle necessarie certificazioni per poter trasferire tali rifiuti nella nostra Regione. Prossimità e appropriatezza: questo è il leit-motiv di tutti i regolamenti europei e di tutta la politica europea. Tutto ciò che è prossimità va salvaguardato. In sostanza, ciò significa che i rifiuti prodotti altrove potranno essere smaltiti soltanto nelle discariche pugliesi più vicine al luogo di produzione extraregionale ed esclusivamente in assenza di discariche idonee nelle zone nelle quali effettivamente sono generati detti rifiuti. In tal senso, il disegno di legge è perentorio. Gli effetti saranno quelli di ridurre drasticamente l’ingresso di sostanze pericolose nella nostra Regione e di non farle transitare per lunghi percorsi attraverso un territorio esteso. Si tratta di un transito che, se prolungato, aumenterà i rischi di contaminazione e di inquinamento. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 L’inosservanza della legge prevede la comminatoria delle sanzioni previste dall’ordinamento del settore, sia per i produttori dei rifiuti, che per i trasportatori e i gestori degli impianti di smaltimento, oltre alle implicazioni di carattere penale. Insomma, il disegno di legge si inquadra nell’unanime sforzo dell’Amministrazione regionale di tutelare l’ambiente e la salute pubblica e di rendere “pulita” la Puglia. Non so se esistano – saranno i giuristi a dirlo – elementi di incostituzionalità. Questo dubbio, però, sicuramente non inficerà la positività di questa legge. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefàno. Ne ha facoltà. STEFANO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, confesso di aver pensato a lungo se fosse il caso o meno di intervenire. Credo, però, che nell’impegno politico-istituzionale ognuno di noi abbia il dovere, soprattutto in un’Assemblea legislativa, di portare sempre all’attenzione degli altri il proprio pensiero. Così ho ceduto alla mia voglia di trattenermi e mi limiterò a dire solo poche parole, anche per rispondere all’invito di brevità del Presidente. Credo che l’approccio a questo disegno di legge non debba essere squisitamente ideologico, né tantomeno debba essere un approccio improntato essenzialmente a non contrastare una legittima aspettativa dei cittadini della Provincia jonica a vedere la materia dei rifiuti e la materia dell’impiantistica per lo smaltimento dei rifiuti regolamentate e controllate nel miglior modo possibile. A prescindere dalla positiva e incoraggiante azione popolare – questo è un disegno di legge che nasce da un’iniziativa popolare, quindi prende corpo dalla volontà dei cittadini che va certamente tenuta in considerazione e valutata – in questo disegno di legge, per quelle che sono le mie conoscenze, esistono degli elementi di dubbia legittimità costituzionale. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 18 – RESOCONTO STENOGRAFICO I rifiuti speciali, infatti, al pari delle altre merci, al pari di ogni scarto di produzione, sono merci alle quali i Regolamenti europei e nazionali assegnano libertà di circolazione su tutto il territorio. Spero che la Commissione abbia avuto modo di valutare fino in fondo l’argomento della legittimità costituzionale. Credo che, nell’eventualità in cui noi dovessimo avere torto in quella sede, la demotivazione e la delusione dei cittadini – ai quali va tutta la mia solidarietà dal punto di vista umano nella loro voglia di difendere il territorio nel migliore dei modi – sarebbe tanta. Per questo motivo – parlo a titolo personale e non del Gruppo che presiedo e al quale appartengo – e per i dubbi di incostituzionalità che intravedo nel disegno di legge, anticipo la mia volontà di astenermi dalle operazioni di voto. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Manni. Ne ha facoltà. MANNI. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la prima considerazione riguarda il merito della proposta di legge di iniziativa popolare. Tale proposta ben si inquadra nel quadro generale delle politiche della Giunta Vendola di difesa e valorizzazione del territorio. Queste politiche ambientali hanno teso e tendono alla protezione dell’ambiente. Ricordo a tal proposito il Piano di difesa idrogeologica del territorio pugliese, l’istituzione di numerosi parchi e il Piano di politica energetica. Tutto questo ci permette di guardare all’ambiente, come ricorda il grande poeta turco Nazim Hikmet, come se fosse la nostra casa; la casa ereditata da nostro padre che trasmetteremo ai nostri figli e non come ad una casa presa in affitto della quale fruire per pochi anni per poi disinteressarci. In particolare, la proposta di legge di iniziativa popolare si inquadra nelle politiche dei rifiuti, in merito alle quali ricordo che questa Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Amministrazione ha ereditato una situazione di provvisorietà e di assenza di qualunque prospettiva. Oggi, invece, ci si muove lungo una linea che ha dei punti fermi. Per quel che riguarda la preoccupazione di una bocciatura di questa legge da parte degli organismi a ciò delegati, credo che questo non debba minimamente influenzare il nostro voto se non in maniera strumentale, in quanto, come ricordava don Lorenzo Milani, il legislatore deve essere strabico, deve avere un occhio attento al presente e un occhio attento al futuro, operando anche delle forzature rispetto al presente. In secondo luogo, sono soddisfatto di questo progetto di legge perché è la prima volta che in Consiglio regionale viene affrontata, e probabilmente approvata, una proposta di legge di iniziativa popolare. Questa è una circostanza molto importante e sono veramente orgoglioso di sedere in un Consiglio regionale che approverà, forse, una proposta di legge di iniziativa popolare. Badate, non è un caso che ciò avvenga in questo preciso momento. Questa proposta si inserisce in un quadro della politica di partecipazione, di coinvolgimento, di cittadinanza attiva che questa Amministrazione porta avanti. Gli esempi sono numerosi: è sufficiente ricordare le numerosissime assemblee di questi giorni sul Piano sanitario svolte in tutta la Regione a cui hanno partecipato sia gli addetti ai lavori (medici e amministratori), che la cittadinanza. Si tratta di assemblee, partecipazioni e consultazioni dalle quali il Piano sanitario risulterà molto arricchito. Per noi di Rifondazione Comunista questa è la maniera normale di procedere, il modo naturale di vedere il rapporto tra le Istituzioni e i cittadini. Noi siamo parte di questo processo di partecipazione e di iniziativa dei cittadini. La Commissione e il suo Presidente Mita, al quale rivolgo un sentito ringraziamento, hanno saputo essere egregiamente sponda isti- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 19 – RESOCONTO STENOGRAFICO tuzionale della partecipazione dei pugliesi alla gestione e alla regolamentazione della propria vita sociale. Per questi motivi noi di Rifondazione Comunista votiamo convintamente a favore della proposta di legge di iniziativa popolare. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ventricelli. Ne ha facoltà. VENTRICELLI. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Sinistra Democratica a questo provvedimento. Permettetemi solo un paio di considerazioni perché anche io intendo sottolineare l’importanza di questo provvedimento. È la prima volta, infatti, che in Consiglio regionale arriva un disegno di legge di iniziativa popolare. Rispetto a questa iniziativa noi dovremmo avere una grande attenzione soprattutto in questo momento storico come questo che stiamo vivendo in cui il divario tra la politica e le Istituzioni è ancora più acuito. Dopodiché, non concordo assolutamente con le perplessità manifestate dal collega Stefàno. Probabilmente, non si è approfondito l’aspetto più importante: con questa legge non si vuole assolutamente vietare il transito dei rifiuti speciali, ma in realtà si vuole dare un criterio di orientamento al loro transito ancorandolo al principio di prossimità che, a mio avviso, è un principio assolutamente giusto ed importante. Tra l’altro, detto principio non solo mette al riparo la nostra Regione dalle difficoltà che un transito di rifiuti speciali potrebbe comportare, ma evita al contempo un transito sproporzionato di questi rifiuti. D’altronde lo stesso disegno di legge, quando impone la necessità della presentazione della documentazione, compie una scelta che mi sembra cauta e giusta nei confronti anche dell’imprenditoria che gestisce i rifiuti speciali. Si attribuisce, infatti, la possibilità, in sostituzione dei certificati necessari per dimostrare Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 la presenza di una discarica in prossimità, di presentare un’autocertificazione. Mi sembra che questa sia una scelta giusta e credo che sia altrettanto giusto che il Consiglio regionale dedichi la necessaria attenzione a questo aspetto. Al di là delle perplessità introdotte giustamente all’interno della discussione della Commissione, credo che il Consiglio dovrebbe valutare con grande attenzione questo provvedimento presentato direttamente dai cittadini pugliesi. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Maniglio. Ne ha facoltà. MANIGLIO. Signor Presidente, la mia è anche una dichiarazione di voto. La proposta di legge è condivisibile, non tanto e non solo perché presentata dal collega Mineo, ma perché è firmata da migliaia di cittadini e soprattutto perché interviene su un tema molto delicato. Non vi nascondo che su questo tema sono possibili opzioni diverse. I rilievi che qui ha sollevato in maniera molto garbata il collega Stefàno, penso debbano essere approfonditi, nel senso che è interesse di tutti fare leggi che siano effettivamente efficaci. Ciò, però, non può cancellare la portata innovativa di questa norma che interviene in un campo, soprattutto nella nostra Regione, dove quotidianamente siamo a rischio emergenza. Dobbiamo, quindi, evitare che la nostra Regione possa diventare il punto finale di una serie di smaltimenti di rifiuti che magari potrebbero essere smaltiti altrove. Questo mi pare l’elemento qualificante e liberale della legge. In sostanza, con essa non si impedisce alle imprese di smaltire i rifiuti speciali negli impianti a ciò deputati, ma si specifica che questo può accadere solo se nelle Regioni e nei territori in cui si producono questi rifiuti non ci sono analoghi impianti. Approfondiamo pure la legge, ma io credo che questa sia una proposta di legge di civiltà Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 20 – RESOCONTO STENOGRAFICO che raccoglie le spinte del territorio, la giusta sensibilità dei cittadini e, per alcuni versi, tutela anche quel bene collettivo che è la salute di tutti noi. Il voto del nostro Gruppo sarà, dunque, favorevole. PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo regionale, assessore Losappio. LOSAPPIO, assessore alla tutela dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle aree protette. Signor Presidente, si tratta della ventesima legge in materia ambientale che il Consiglio regionale licenzia in meno di due anni e mezzo di attività. In questo caso, l’elemento propulsivo non è stato il Governo, non sono stati i consiglieri regionali, ma sono stati i cittadini e i loro comitati di rappresentanza. Il risultato è il medesimo. Un’attenzione, richiamata anche negli interventi dei Capigruppo di maggioranza e di opposizione, ed una sensibilità del Consiglio regionale alle tematiche ambientali hanno fatto sì che la Puglia, per la verità nei decenni precedenti meno attenta ed impegnata, negli ultimi due anni e mezzo abbia raggiunto una sorta di guinness dei primati nella produzione legislativa in materia ambientale. Desidero sottolineare che la parte più interessante dell’iniziativa dei cittadini e del comitato sta nell’aver cercato di affrontare il problema dalla testa, piuttosto che dalla coda, cioè non tanto fronteggiando i tir con i rifiuti che provengono dalla Campania o dal Piemonte, ma cercando una soluzione all’origine, in questo caso di fonte legislativa, capace di ridimensionare il problema. Se tutte le volte che c’è una tensione emergenziale-ambientale, a volte vera, a volte inverosimile come quella che si vorrebbe far determinare in alcune parti del territorio pugliese dove si vogliono inserire fonti di energia alter- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 native e rinnovabili, si utilizzasse questa impostazione mirata non al contrasto, ma intenta a cercare l’opzione di programma o di legge, sicuramente la società pugliese darebbe al mondo della politica un contributo più importante. Come Governo abbiamo verificato nel merito e nella forma la proposta di legge. L’abbiamo verificata nel merito, perché abbiamo il massimo rispetto nei confronti dei cittadini, e non accettiamo il principio secondo il quale ogni sottoscrizione popolare sia di per sé giusta. Infatti, se in questo Consiglio regionale arrivasse una proposta di legge per introdurre la pena di morte, il Governo Vendola ovviamente si opporrebbe. Abbiamo quindi affrontato nel merito il contenuto della proposta di legge, e poi la abbiamo verificata dal punto di vista formale nei suoi aspetti di possibile incostituzionalità. Nel merito, dunque, ci riconosciamo. Per quel che riguarda gli aspetti formali, invece, abbiamo svolto il massimo dello sforzo possibile per ridurre il rischio di un ricorso o di una procedura di incostituzionalità. Abbiamo, quindi una ragionevole fiducia, ma non la certezza. Del resto, la Confindustria Puglia ci ha formalmente informato che intende adire, a difesa del principio “libero rifiuto in circolazione = libera merce = libero profitto”, le vie amministrative e legali contro questa legge. Pertanto, nella ragionevole certezza di aver fatto il massimo per evitare l’incostituzionalità ogni consigliere è chiamato liberamente ad esercitare la propria valutazione e la propria decisione. Per quel che mi riguarda, in qualità di consigliere regionale, voterò a favore. Infine, abbiamo ascoltato dagli amici dell’opposizione proposte ed argomentazioni. Raccolgo le proposte del collega Saccomanno e del collega Palese, nel senso che non solo non ho alcun problema, ma sono assolutamente disponibile ad una seduta monotematica sulle questioni ambientali, siano esse quelle energetiche, quelle dei rifiuti, quelle dell’inquinamento dell’aria. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 21 – RESOCONTO STENOGRAFICO Ritengo che un incontro di questo genere sarebbe, non solo un consolidamento di quella sensibilità ambientale a cui accennavo prima, ma sarebbe un lavoro che, fatto a “cantiere aperto” – intendendo per cantiere l’attività della Regione dato che abbiamo ancora due anni e mezzo di Legislatura davanti a noi –, sarebbe produttivo di stimoli e di impulsi per tutti, Consiglio e Governo. Continuo a non comprendere alcuni accenti leggermente dialettici, se non polemici, sul problema dell’emergenza rifiuti. Come sapete tutti, c’è un nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti. Tuttavia se non decolla la raccolta differenziata, che rappresenta l’unica possibilità di ridurre i costi, è naturale che ci sia un incremento dei costi sulle Amministrazioni comunali e sui cittadini in Puglia e in tutta Italia. Proposte tendenti a ridurre, almeno in fase iniziale, questo impatto sulle Amministrazioni siamo pronti a discuterle. Ovviamente bisognerà sentire poi il parere dell’assessore al bilancio. Tuttavia, in assenza di raccolta differenziata e passando dalle discariche a procedimenti più complessi come la differenziazione, la biostabilizzazione, la selezione e persino gli inceneritori, è naturale, lo ripeto, che i costi debbano aumentare. Se poi intorno a questa vicenda si vuole ancora costruire l’immagine di una Puglia con i rifiuti per le strade, è un altro discorso. Una Puglia con i rifiuti per le strade non la vedo oggi che siamo ad ottobre, non l’ho vista nei mesi precedenti e non l’ho vista neanche a gennaio quando abbiamo cessato il commissariamento e siamo stati l’unica Regione del Mezzogiorno a farlo. Ebbene, sono passati dieci mesi e questi rifiuti di cui parlate, per strada, non ci sono. A dire la verità, c’è stato un episodio di abbandono dei rifiuti a Lecce quando, per una dialettica tra il Sindaco Poli Bortone, la Municipalizzata e i lavoratori, questi ultimi sono entrati in sciopero e per tre giorni di seguito abbiamo dovuto fronteggiare l’emergenza rifiuti perché i cassonetti erano stracolmi. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Naturalmente questa vicenda non mi ha reso contento. Badate, io non sono il corvo nero che fa il tifo affinché la Puglia crepi sotto i rifiuti. Quello di Lecce, però, è l’unico caso in cui nel corso di questi dieci mesi abbiamo visto i rifiuti per strada. Questo problema nei precedenti dieci anni è stato risolto con l’ampliamento delle discariche di Nardò, di Conversano e di Altamura; dopodiché, abbiamo recuperato la vostra eredità sull’impiantistica ed è evidente che se non si procede più sull’ampliamento, ma si procede alla chiusura degli impianti, si possono creare disguidi. Credo, quindi, che il buonsenso di tutti debba portarci, ferme restando le posizioni dialettiche, a ridurre al massimo i disguidi e ad operare affinché la distanza tra la Puglia e la Campania rimanga quella esistente ad oggi. Esame articolato PRESIDENTE. Passiamo, pertanto, all’esame dell’articolato. Do lettura dell’articolo 1: art. 1 1. La presente legge regionale, conformemente al regolamento CE. n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006, alla direttiva 75/442/CEE del 15 luglio 1975 e successive modificazioni e integrazioni, al Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 disciplina lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia. Lo pongo ai voti. È approvato. Do lettura degli articoli successivi: Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 22 – RESOCONTO STENOGRAFICO art. 2 1. Lo smaltimento dei rifiuti speciali di cui all’articolo 1, al fine di ridurre la movimentazione dei rifiuti allo stretto necessario e salvaguardare la salute e l’ambiente, può avvenire solo nel rispetto dei principi di prossimità e appropriatezza nello smaltimento dei rifiuti speciali sanciti dalla normativa dell’Unione Europea e dall’ordinamento giuridico nazionale. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 3 1. Lo smaltimento di rifiuti speciali di cui all’articolo 1 può avvenire in impianti per rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi ubicati nel territorio regionale pugliese, a condizione che quelli siti nella regione Puglia siano gli impianti di smaltimento appropriati più vicini al luogo di produzione dei medesimi rifiuti speciali. 2. Pertanto, il produttore e/o il trasportatore di rifiuti speciali di cui all’ articolo 1, per smaltirli in impianti siti nel territorio regionale pugliese, deve previamente munirsi di uno o più certificati delle autorità extraregionali competenti, di data non anteriore a sei mesi, attestanti l’inesistenza o l’inoperatività, nei rispettivi territori, di impianti appropriati per lo smaltimento dei medesimi rifiuti speciali, individuati secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER). 3. Le autorità extraregionali cui il produttore e/o trasportatore dovrà chiedere i certificati di cui al precedente comma, sono: a) quelle competenti per il territorio in cui sono stati prodotti i rifiuti speciali destinati agli impianti di smaltimento siti nel territorio regionale pugliese; b) quelle che, diverse dalle precedenti, sono competenti per il territorio che, rispetto al luogo di produzione dei rifiuti speciali, sia comunque più vicino al luogo in cui è ubicato nel territorio pugliese l’impianto individuato come destinatario delle stesse operazioni di smaltimento. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 4. La maggiore o minore vicinanza o prossimità di un impianto appropriato per lo smaltimento di rifiuti speciali sito in un territorio extraregionale rispetto all’impianto appropriato sito nella regione Puglia, si determina sulla base dei chilometri da percorrere con il mezzo di trasporto prescelto, secondo il percorso più breve, dal luogo di produzione dei rifiuti speciali sino ai rispettivi impianti volta per volta presi in considerazione. 5. I certificati delle autorità extraregionali competenti di cui al presente articolo possono essere sostituiti dalla presentazione di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di data non anteriore a sei mesi, formulata ai sensi del DPR n. 445/2000 e sottoscritta dal produttore e/o trasportatore di rifiuti speciali, che attesti l’inesistenza o l’inoperatività di impianti appropriati più prossimi al luogo di produzione dei rifiuti rispetto all’impianto insistente nel territorio regionale. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 4 1. Qualora nei territori extraregionali esistano o siano operativi impianti appropriati per lo smaltimento dei rifiuti speciali, ma essi, secondo il criterio di cui al quarto comma del precedente articolo 3, siano meno vicini rispetto al luogo in cui si trovi l’impianto appropriato sito nel territorio regionale pugliese destinatario dei rifiuti speciali, lo smaltimento può essere effettuato nell’impianto più prossimo sito nella regione Puglia. In questo caso, il produttore e/o il trasportatore dei rifiuti speciali dovrà: a) munirsi dei certificati delle autorità extraregionali competenti di cui al terzo comma dello articolo 3, ovvero delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ex DPR n. 445/2000 del medesimo produttore e/o trasportatore di rifiuti speciali attestanti l’esistenza e 1’operatività, nei rispettivi territori, di impianti di smaltimento appropriati allo Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 23 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO smaltimento dei rifiuti speciali, con indicazione del luogo in cui gli impianti si trovano; b) dichiarare, con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ex articolo 47 del D.P.R 28 dicembre 2000 n. 445, che è più breve, secondo il criterio di cui al 4° comma del precedente articolo 3, il percorso per raggiungere l’impianto di smaltimento appropriato più vicino sito nella regione Puglia, rispetto all’impianto di smaltimento appropriato sito nel territorio extraregionale. Nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, il produttore e/o il trasportatore di rifiuti speciali dovrà altresì dichiarare di essere consapevole che, in caso di dichiarazioni mendaci, sarà punito ai sensi del codice penale e delle leggi penali in materia. Lo pongo ai voti. È approvato. 18 OTTOBRE 2007 prescrivere espressamente l’obbligo del soggetto autorizzato di osservare le previsioni della presente legge, facendo esplicito riferimento, in ipotesi di inosservanza delle previsioni della presente legge, alla comminatoria delle sanzioni previste dall’ordinamento di settore in ipotesi di violazione delle prescrizioni di gestione. In ogni caso, a far data dall’entrata in vigore della presente legge, lo smaltimento di rifiuti speciali presso impianti ubicati nel territorio regionale, in violazione delle disposizioni della presente legge, equivale all’inosservanza delle prescrizioni di gestione contenute nei provvedimenti autorizzatori. Lo pongo ai voti. È approvato. Pongo ai voti la pdl di iniziativa popolare e dei Consigli comunali di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori della regione Puglia, che transitano nel territorio regionale e sono destinati a impianti di smaltimento siti nella regione Puglia” nel suo complesso. È approvata. art. 5 1. I certificati rilasciati dalle autorità extraregionali competenti e le dichiarazioni previste dalla presente legge sono redatti in triplice copia: una dovrà essere conservata dal produttore; l’altra dal trasportatore; la terza dal destinatario dei rifiuti speciali. 2. I certificati e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà dovranno essere conservati per cinque anni dal produttore e dal trasportatore. Il destinatario dei rifiuti speciali dovrà conservarli per tutta la durata della vita utile dell’impianto. 3. Il gestore dell’impianto di smaltimento, destinatario dei rifiuti speciali, dovrà inviare semestralmente alla Provincia territorialmente competente, copia dei certificati delle autorità extraregionali e delle dichiarazioni previste dalla presente legge. Lo pongo ai voti. È approvato. LOSAPPIO, assessore alla tutela dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle aree protette. Chiedo che il provvedimento sia dichiarato urgente. art. 6 1. Le autorizzazioni relative a nuovi impianti di gestione dei rifiuti speciali dovranno PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura d’urgenza. È approvata. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare LOSAPPIO, assessore alla tutela dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle aree protette. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 24 – RESOCONTO STENOGRAFICO Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara” PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 6) reca: «Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara”». LOPERFIDO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOPERFIDO. Signor Presidente, prima di procedere alla lettura della relazione, vorrei presentare un emendamento, tendente ad aggiungere “Ceglie e Loseto” a Carbonara. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore. CHIARELLI, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, nella seduta del 25 luglio il Consiglio regionale ha deciso un ulteriore rinvio alla VII Commissione del provvedimento avente ad oggetto “Indizione del referendum consultivo della popolazione interessata sulla proposta di legge dei consiglieri Brizio e Loperfido ‘Istituzione del Comune di Carbonara’” che con l’emendamento testé riproposto dal consigliere Loperfido dovrebbe riguardare anche Ceglie e Loseto. La VII Commissione, in data 21 settembre 2007, ha ripreso in esame il provvedimento sopracitato e, in particolare, ha constatato che tale autonomia viene rivendicata dalla storia plurisecolare, dalle tradizioni, dai dialetti e dai Santi patroni diversi, oltre che da stemmi e vessilli tutti storicamente definiti. La valutazione della Commissione si è concentrata soprattutto sui parametri stabiliti dalla Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 normativa vigente e, in particolare, ha verificato che la popolazione residente nel Comune oggetto del provvedimento è pari a 39.707 alla data del 31/12/2005. Tale popolazione è riferita alle tre frazioni interessate. La forza elettorale è quindi pari a 34.460 alla data del 13/2/2006. La delimitazione urbana corrisponde all’attuale IV circoscrizione del Comune di Bari e comprende le frazioni di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto. I vari servizi comunali primari e non primari esistenti (trasporti, servizi idrici e fognari, rete di distribuzione del gas, illuminazione e rete telefonica) risultano del tutto sufficienti. È stata valutata l’analisi socio-economica prodotta dalla città di Bari relativa alla IV circoscrizione. Attualmente, non è stato ancora acquisito il parere del Comune di Bari che, con propria nota del 16/2/2007, rinvia l’espressione del parere al termine della consultazione referendaria indetta dalla Regione Puglia, ritenendo non necessaria la propedeuticità del parere del Consiglio comunale rispetto al referendum. Considerando altresì che l’istituendo Comune comprende una popolazione di circa 40 mila abitanti, si andrebbe a realizzare una realtà di gran lunga superiore a tante altre già esistenti che costellano il territorio regionale. È lecito anche ritenere che il nuovo Comune che si andrebbe ad istituire potrebbe trarre benefici in termini di sviluppo soprattutto economico e sociale che non recherebbero danno alcuno agli interessi della città di Bari, ma al contrario quest’ultima ne trarrebbe grande giovamento anche in un’ottica futura di area metropolitana. La VII Commissione è stata invitata sempre dal Consiglio regionale ad esprimere il proprio parere sull’individuazione della popolazione interessata dal referendum consultivo. Per tale motivo, la stessa, in data 6 luglio 2007, ha individuato nelle popolazioni di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto le relative popolazioni interessate, anche con il conforto del parere Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 25 – RESOCONTO STENOGRAFICO espresso dall’Avvocatura dello Stato in data 06/08/2007 all’uopo interpellata per alcune sentenze emesse dalla Suprema Corte per casi analoghi. La VII Commissione, inoltre, per quanto innanzi, ha determinato positivamente la possibilità di elevare a Comune autonomo il nucleo urbano interessato e ne conferma la decisione di procedere con le iniziative previste dalla normativa vigente. Pertanto, all’unanimità ha espresso il parere favorevole all’indizione del referendum consultivo della popolazione interessata ai sensi del decreto-legge n. 27/73, articolo 21, con il seguente quesito da sottoporre: «Vuoi tu che le frazioni di Carbonara, Loseto e Ceglie del Campo siano distaccate dal Comune di Bari e siano erette in Comune autonomo?». LOPERFIDO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOPERFIDO. Signor Presidente, mi permetta una piccola integrazione. Quanto ho detto prima dell’intervento del collega Chiarelli si estende naturalmente anche a tutto il corpo della relazione. PRESIDENTE. Voglio precisare all’intero Consiglio che non stiamo approvando la legge, ma stiamo autorizzando l’effettuazione del referendum. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Olivieri. Ne ha facoltà. OLIVIERI. Signor Presidente, con questo intervento intendo annunziare il mio voto favorevole anche all’emendamento del consigliere Loperfido e per brevità anticipo il mio stesso intendimento circa la successiva proposta di referendum in merito all’istituzione del Comune di Palese-Santo Spirito. Per evitare cattive interpretazioni, vorrei precisare che le frazioni Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto diventerebbero un solo Comune. Sottolineo, inoltre, che si tratta dell’approvazione di un referendum, non stiamo istituendo un nuovo Comune in questo momento. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere De Santis. Ne ha facoltà. DE SANTIS. Signor Presidente, colleghi consiglieri, vi prego di ascoltare le cose che vi dirò, non perché siano particolarmente importanti, ma perché, tra gli altri argomenti, scorgo un profilo di illegittimità che potrebbe portare ad un eventuale ricorso presso la Corte dei Conti. L’attuale legge regionale del 20 dicembre 1973, n. 26, regolamenta, all’articolo 2, il caso di una o più frazioni che siano separate dal capoluogo del Comune a cui appartengono. La Regione può quindi indire un referendum se si trova davanti a frazioni che ne fanno richiesta, a patto che siano separate. Invece, sin dal 1970, Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto non sono più frazioni, ma quartieri di Bari ai sensi della delibera del 26 gennaio 1970 del Comune di Bari, peraltro mai revocata. In secondo luogo, Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto non sono separate da Bari essendo il tessuto urbanistico del tutto integrato, come anche il più distratto degli osservatori sa, tant’è vero che corso Alcide De Gasperi, ex corso Sicilia, oltrepassa la circonvallazione di Bari e arriva alle porte del centro abitato di Carbonara. Pertanto, senza modificare la legge n. 26, noi non possiamo procedere a questo referendum. Peraltro, io giudico risibile l’eventuale modifica della legge n. 26/73 in quanto al posto di “frazioni” dovremmo scrivere “quartieri”. Insomma, se un quartiere di una città chiede un referendum per separarsi, questo è legittimo; Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 26 – RESOCONTO STENOGRAFICO se domani, tanto per fare un esempio, il quartiere Borgo di Taranto, o il quartiere Murat di Bari chiedessero il referendum per separarsi, sarebbe legittimo. Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto, lo ripeto, non sono più frazioni, ma quartieri del Comune di Bari. La relazione, esposta dal collega Chiarelli a nome della Commissione, fa riferimento alla identità di questi centri abitati che sarebbe unitaria e diversa dall’identità del capoluogo di Provincia e di Regione, Bari, tant’è vero che a un certo punto si afferma che «tale autonomia viene rivendicata dalla storia plurisecolare, dalle tradizioni, dai dialetti e dai Santi patroni, oltre che da stemmi e vessilli tutti storicamente definiti». Tuttavia, cari colleghi, la storia, le tradizioni, i dialetti, i Santi patroni, gli stemmi e i vessilli di questi centri abitati sono certo diversi da quelli di Bari, ma sono diversi anche tra di loro, perché, come è noto, a Carbonara il patrono è San Michele Arcangelo, a Ceglie del Campo è la Madonna di Buterrito, così come sono diversi gli stemmi e i vessilli, nonché la storia e le tradizioni. Com’è noto Ceglie del Campo ha origini pre-romane, mentre Carbonara no. Queste frazioni quindi sono diverse da Bari e sono diverse tra di loro, per cui non possiamo affermare che tra Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto ci sia un’identità unitaria e distinta rispetto a quella di Bari. Anzi, la popolazione residente – la popolazione di Carbonara 2 e di Loseto nuova – è costituita in larga parte da baresi, i quali si sono trasferiti perché le case avevano un prezzo inferiore. La Corte Costituzionale, nel 1989 ha adottato una linea restrittiva, giudicando la popolazione interessata delle frazioni interessate, mentre nel 1995, sentenza a noi più recente, ha deliberato che in caso di referendum dovrebbe votare tutta la popolazione del Comune, quindi l’intero Comune di Bari. A mio avviso, il referendum è in violazione Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 della legge regionale n. 26, la quale condiziona l’eventuale referendum al fatto che le frazioni siano separate e che siano frazioni e non quartieri. Come ho detto prima, quelle in oggetto non sono frazioni, e non sono neanche separate. Non vedo agli atti nemmeno oggi un articolato, quindi non so neanche che cosa dovremmo votare. Manca, inoltre, anche il referto della Ragioneria. PRESIDENTE. Ho precisato un momento fa che stiamo votando solo l’autorizzazione al referendum. DE SANTIS. Infine, a proposito di diminuzione dei costi della politica, a mio avviso, andremmo ad instaurare due Consigli comunali (Carbonara e Santo Spirito), due Giunte, due Sindaci in più con un aggravio dei suddetti costi. Tra l’altro, l’efficacia di questa operazione non è garantita: potrebbero anche nascere due Comuni in più, ma nessuno ci garantisce a priori che questo migliorerebbe la macchina amministrativa. L’unica cosa certa è l’aumento delle spese per la collettività. In conclusione, è del tutto stigmatizzabile l’atteggiamento del Comune di Bari il quale, anziché esprimere il parere preventivamente alla spesa che stiamo per compiere, dichiara che esprimerà il proprio parere dopo il referendum. È molto grave che il Comune di Bari prima faccia spendere soldi alla collettività – mi pare che abbiamo stanziato circa 400 mila euro per questa operazione, che avremmo potuto spendere meglio – per poi esprimere il proprio parere. A mio avviso, stiamo facendo cattiva politica. PRESIDENTE. Vi chiedo la cortesia di fare dichiarazioni brevissime, perché l’intesa era ben altra. È la quarta volta che discutiamo in Consiglio dell’argomento. Prego il Presidente della Commissione Chiarelli di chiarire la questione. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 27 – RESOCONTO STENOGRAFICO CHIARELLI, relatore. Signor Presidente, dispiace anche a me che la questione sia portata all’attenzione del Consiglio per la quarta volta. Se vi è l’unanimità della Commissione in ordine ad un determinato provvedimento e poi arriviamo in Consiglio e si sollevano questioni che, a mio parere, non possono trovare accoglimento per una serie di motivazioni, sia di natura giuridica, sia per ciò che attiene a quello che il collega De Santis diceva poc’anzi, purtroppo non è colpa mia. È noto che si tratta di circoscrizioni, o frazioni diverse, che hanno dei Santi patroni, stemmi e vessilli diversi, però non si può sottacere che questa Commissione ha ricevuto, in più di una occasione, varie delegazioni di queste frazioni che insistevano affinché si desse vita a questa proposta di legge. Ripeto una volta per tutte che non si tratta di una legge, ma è una proposta di indizione di un referendum per dar voce alla volontà popolare. Solo dopo l’esito del referendum si potrà procedere all’istituzione o meno dei Comuni, così come sono stati richiamati. Dopodiché, per quanto riguarda l’eccezione sollevata dal collega che mi ha preceduto, rimarco che ci siamo premurati di ricevere delle note dell’avvocato amministrativista Lo russo, il quale sconfessa tassativamente l’eccezione del collega. Le disposizioni della legge regionale n. 26, che detta “Norme in materia di circoscrizione comunale”, nella parte in cui fanno riferimento alle frazioni del Comune che possono essere costituite in Comune autonomo, sono state superate dall’articolo 15 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali (18 agosto 2000) che disciplina il potere regionale di modificare le circoscrizioni territoriali dei Comuni nelle forme previste nella legge regionale. Detta legge regionale recita: «A norma degli artt. nn. 117 e 133 della Costituzione, le Regioni possono modificare le circoscrizioni Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 territoriali dei Comuni, sentite le popolazioni interessate nelle forme previste dalla legge regionale. Salvo il caso di fusione tra più Comuni, non possono comunque essere istituiti nuovi Comuni con popolazione inferiore ai diecimila abitanti o la cui costituzione comporti, come conseguenza, che altri Comuni scendano sotto tale limite». Questo non è il nostro caso. La legge dello Stato – non voglio dilungarmi – non fa più riferimento alle frazioni. Nell’ordinamento comunale vigente, infatti, le frazioni non sono più previste, in quanto gli organismi di decentramento comunale sono esclusivamente le circoscrizioni a norma dell’articolo 17 del Testo Unico degli Enti locali. Concludo ricordando che, qualora qualcuno volesse prendere visione delle sentenze di cui disponiamo, non ho problemi a distribuirle. PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale. Passiamo alla votazione del punto n. 6) all’ordine del giorno. TAGLIENTE. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAGLIENTE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi abbiamo già vissuto un’esperienza in quest’Aula simile a quella di cui stiamo dibattendo questa mattina. Era l’anno 1991 e il Consiglio regionale della Puglia autorizzò il referendum per l’autonomia della frazione di Statte, allora frazione del Comune di Taranto. Le previsioni della legge n. 26, caro collega De Santis, sono già state superate da quell’esperienza che ha portato ad un’autonomia molto sofferta del Comune di Statte negli anni successivi. Rispetto alla richiesta delle popolazioni interessate, bisognerebbe capire quali sono effet- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 28 – RESOCONTO STENOGRAFICO tivamente le popolazioni interessate: la popolazione è soltanto quella del Comune il cui comitato rivendica l’autonomia, o, come io credo, riguarda le popolazioni dell’intero Comune? Faccio notare che se si deve sottrarre qualcosa ad una entità, non vota solo l’entità che, in qualche modo chiede, ma vota anche l’entità che, in qualche modo, perde qualcosa. Secondo il mio giudizio le popolazioni interessate dovrebbero essere quelle dell’intero Comune. Ripeto, la popolazione interessata non è soltanto quella che chiede, ma è anche quella che perde. Dobbiamo dirci la verità, perché ho l’impressione che in questi Consigli regionali regni sovrana l’ipocrisia. È vero che noi oggi autorizziamo soltanto il referendum, ma è altrettanto vero che se al referendum prendono parte soltanto le popolazioni interessate, così come si evince dalle opinioni di alcuni colleghi, o della Commissione – non ho problemi in merito, la Corte Costituzionale parla di popolazioni interessate, senza specificare –, allora il risultato del referendum è sin da oggi ipotizzabile. Vi ricordo che a Statte votarono le popolazioni interessate, tanto che la richiesta di autonomia raccolse il 90% delle adesioni, salvo poi i problemi che si sono verificati in seguito e che continuano a verificarsi, oltre all’aggravio di costi. Nel momento in cui voterà per l’autonomia il 90% della popolazione, voglio proprio vedere se – a seguito di un’analisi più attenta e approfondita, con riflessioni di carattere socioeconomico, di sviluppo e quant’altro – il Consiglio regionale non voterà a favore della legge per l’autonomia del Comune interessato. Per tutte queste ragioni, dichiaro la volontà di astenermi rispetto alla votazione di questo provvedimento. PRESIDENTE. Con molto rispetto verso tutti, intendo precisare che questo argomento era stato rinviato in Commissione per appro- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 fondire le questioni che ancora questa mattina emergono degli interventi dei colleghi. Ricordo che la VII Commissione è rappresentata da tutti i Gruppi politici. A mio avviso, quindi, le questioni sono state già approfondite. MANNI. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANNI. Signor Presidente, con tutto il rispetto che le porto, non sono d’accordo con la sua considerazione. A parte le possibili assenze, o istituzionali o di fatto, nelle Commissioni, l’iter di qualunque legge prevede il momento finale del dibattito in Consiglio. Comprendo tuttavia l’esigenza di efficienza e la velocizzazione dei procedimenti che lei deve garantire. Annuncio subito il mio voto contrario alla proposta di indizione del referendum, richiamandomi per brevità alle stesse ragioni espresse dal collega De Santis. Sottolineo, in particolare, che siamo in una fase nella quale siamo tutti proiettati e tutti d’accordo nel sostenere che i costi della politica vanno ridimensionati e ridotti, men che mai moltiplicati se non in caso di necessità reali ed effettive. Onestamente, non mi sembra questo il caso. Dopodiché, signor Presidente e signori consiglieri, faccio presente che se noi creiamo il precedente di indire un referendum di autonomia in una situazione di non necessità, ogni frazione che riterrà di essere trascurata dal capoluogo si sentirà autorizzata a chiedere l’indizione di un referendum. Rischiamo, quindi, di innescare una reazione a catena che ci porterà ad un altissimo numero di richieste di questo tipo. COSTANTINO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 29 – RESOCONTO STENOGRAFICO PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COSTANTINO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto contrario a questa proposta sulla base di quanto detto precedentemente dai consiglieri di maggioranza e dal consigliere Tagliente. Voterò contro perché, obiettivamente, stiamo parlando di un quartiere di Bari. La settimana scorsa ho parlato direttamente con il Sindaco di Bari al quale ho chiesto che cosa ne pensasse di queste proposte. Logicamente egli mi ha risposto che se il Consiglio regionale intende smembrare il Comune di Bari, può procedere tranquillamente, perché subito dopo ci saranno altri quartieri che chiederanno l’autonomia. Mi ha comunque annunciato che avrebbe fatto arrivare in Consiglio regionale – noto che, però, non è arrivato nulla – il punto di vista del Comune di Bari in merito all’indizione del referendum che, a mio avviso, deve interessare tutta la città, come diceva prima il consigliere Tagliente, e non solo chi abita in quella zona. Non sto ad approfondire quanto è stato già detto sui costi della politica. Ribadisco soltanto che andremmo in senso contrario a tutto quello che ci siamo detti e che stiamo facendo in Consiglio regionale a tal riguardo. Non è pensabile, quindi, far passare una proposta di questo tipo. Per queste motivazioni, voterò contro questa proposta. VISAGGIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VISAGGIO. Signor Presidente, avevo deciso di non intervenire per non creare problemi nell’ambito della maggioranza, soprattutto alla luce dell’intervento del collega De Santis. Tuttavia, credo che sia più importante la mia coerenza, rispetto alle motivazioni, pur Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 valide, del collega De Santis. Ho partecipato ai lavori della VII Commissione in merito a questa proposta referendaria e, dopo mesi di lavoro, è stato espresso un voto favorevole da parte di tutti i componenti. Oggi mi trovo di fronte ad un dilemma: riconfermare il mio voto favorevole, oppure, alla luce dei nuovi fenomeni, quali quelli dell’antipolitica, rivedere la mia posizione. Chiedo scusa agli amici della maggioranza e del Governo, ma credo di dover sostenere ulteriormente questa proposta referendaria, proprio perché credo che il discorso dell’antipolitica, che è partito dai cittadini, non debba rimanere prerogativa solo di questi ultimi, o della classe politica. Sembra che i cittadini oggi abbiano affermato e denunciato tante situazioni, molte delle quali giustissime, cavalcando quest’onda di antipolitica viscerale che ha colpito tutti. Questa è la circostanza in cui abbiamo la possibilità di far decidere ai cittadini. Non dobbiamo essere gli unici, infatti, a farci carico di un contrasto all’antipolitica, ma dobbiamo, qualche volta, affidare ai cittadini la responsabilità di determinare fenomeni di politica o di antipolitica. Credo, quindi, che questa sia l’occasione giusta. È vero che ci sarà un aumento di spesa, che credo tutti i cittadini conoscono benissimo, anche se non nel suo reale importo, però in questo modo si assumeranno la responsabilità di far parte dell’antipolitica o meno. Confermo, quindi, il mio voto favorevole a questo provvedimento. CANONICO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANONICO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, in qualità di Consigliere regionale e Consigliere comunale di Bari rappresento alcune perplessità nel provvedimento in oggetto, Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 30 – RESOCONTO STENOGRAFICO che non tiene conto di una situazione per me molto grave e delicata. Innanzitutto vorrei ricordare che Bari città ha nove circoscrizioni. Pertanto, se emerge il problema per la circoscrizione Carbonara, di qui a poco, emergeranno problemi anche per altre otto circoscrizioni. L’opinione pubblica della città di Bari, infatti, si lamenterà chiedendosi come mai per Carbonara si è istituito il Comune e, per esempio, per Torre a Mare, per il quartiere San Paolo o per Borgo Libertà, no. In questo modo, andremmo a creare qualcosa di devastante e indescrivibile per la cittadinanza barese. Proporre il referendum solo per Carbonara, è un atto che ritengo innanzitutto anticostituzionale, improponibile perché, di fatto, si andrebbe a smembrerà la Città capoluogo. Questa proposta, secondo me, non ha ragione di esistere, pertanto il mio voto sarà contrario. PRESIDENTE. Pongo ai voti la proposta di effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Carbonara”, nei termini indicati dalla Commissione, con l’integrazione apportata dallo stesso Presidente della Commissione e dal consigliere Loperfido. È approvata. Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese – S. Spirito” PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 7), reca: «Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese – S. Spirito”». Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Ha facoltà di parlare il relatore. (La relazione che segue viene data per letta) CHIARELLI, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, nella seduta del 25 luglio 2007, il Consiglio regionale ha deciso un ulteriore rinvio alla Commissione VII del provvedimento avente ad oggetto: Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla P.d.L. a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese – S. Spirito”, per un ulteriore approfondimento dell’argomento. La Commissione VII, in data 21.09.07, ha ripreso in esame il provvedimento succitato, ed in particolare ha constatato che tale autonomia viene rivendicata dalla storia plurisecolare, dalle tradizioni e dai dialetti. La valutazione della Commissione si è concentrata soprattutto sui parametri stabiliti dalla normativa vigente, ed in particolare ha verificato: 1) la popolazione residente nel Comune oggetto del provvedimento è pari a 29.208 alla data del 31.12.2005; 2) la forza elettorale è pari a 24.205 alla data del 13.02.2006; 3) la delimitazione urbana corrisponde all’attuale I Circoscrizione del Comune di Bari e comprende le frazioni di Palese - S. Spirito; 4) i vari servizi comunali, primari e non, esistenti quali trasporti, servizi idrici e fognari, rete di distribuzione del gas, illuminazione, rete telefonica, etc., risultano essere sufficienti; 5) è stata valutata l’analisi socio-economica prodotta dalla città di Bari relativa alla I Circoscrizione. Attualmente non è stato ancora acquisito il parere del Comune di Bari che, con propria nota n. 47267/II/15 del 16.02.2007, rinvia l’espressione del parere ex art. 2 della L.R. 26/73 e successive modificazioni ed integrazioni al termine della consultazione referendaria indetta dalla Regione Puglia ritenendo non Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 31 – RESOCONTO STENOGRAFICO necessaria la propedeuticità del parere del Consiglio comunale rispetto al referendum. Considerando, altresì, che l’istituendo Comune comprende una popolazione di circa 30.000 abitanti, si andrebbe a realizzare una realtà di gran lunga superiore a tante altre già esistenti che costellano il territorio regionale. È lecito, anche, ritenere che il nuovo Comune, che si andrebbe ad istituire potrebbe trarre benefici in termini di sviluppo soprattutto economico e sociale che non recherebbero danno alcuno agli interessi della Città di Bari ma, al contrario, quest’ultimo ne trarrebbe grande giovamento anche in un’ottica di futura Area metropolitana. Inoltre, la VII Commissione è stata invitata, sempre dal Consiglio regionale, ad esprimere il proprio parere sull’individuazione delle popolazioni interessate al referendum consultivo e, per tale motivo, la stessa si è riunita in data 06.07.07, individuando nelle popolazioni di Palese – S. Spirito le relative popolazioni interessate, anche con il conforto del parere espresso dall’Avvocatura dello Stato in data 06.08.07 all’uopo interpellata, per via di alcune sentenze emesse dalla Suprema Corte per casi analoghi. La VII Commissione consiliare, per quanto innanzi detto, ha determinato positivamente la possibilità di elevare a Comune autonomo il nucleo urbano interessato e ne conferma la decisione di procedere con le iniziative previste dalla normativa vigente. La Commissione, pertanto, all’unanimità, ha espresso il parere favorevole alla indizione del referendum consultivo della popolazione interessata, ai sensi della L. R. 27/73 - art. 21, con il seguente quesito da sottoporre: «Vuoi tu che la frazione di Palese – S. Spirito sia distaccata dal Comune di Bari e sia eretta in Comune autonomo?». PRESIDENTE. Non essendovi iscritti a parlare e non intervenendo il rappresentante del Governo regionale, pongo in votazione la Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 proposta di effettuazione del referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese – S. Spirito”». È approvata. Dovremmo ora procedere all’esame del punto n. 54) relativo alla variazione di bilancio. BORRACCINO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORRACCINO. Signor Presidente, considerato il parere unanime della Commissione, credo che sia opportuno passare alla discussione e all’eventuale approvazione della proposta di legge “Disciplina del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”, di cui al punto n. 8) all’ordine del giorno. Peraltro, lo slittamento di tale punto non è stato concordato con nessuno. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni contrarie, così rimane stabilito. Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro, Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE” PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 8), reca: «Proposta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Damone, Lonigro, Pentassuglia, Romano e Cassano “Disciplina del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazio- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 32 – RESOCONTO STENOGRAFICO ni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”». Ha facoltà di parlare il relatore. (La relazione che segue viene data per letta) VENTRICELLI, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la II Commissione, da me presieduta, nella seduta del 01.10.2007 ha avviato l’esame della proposta di legge presentata dal Consigliere Borraccino avente per oggetto “Disciplina del regime di proroga - in attuazione della legge 3 Ottobre 2002, n 221 ‘Integrazione alla legge 11 Febbraio 1992, n. 157 e dell’art. 9 della Direttiva Comunitaria n. 79/409/CEE’”. Con la proposta di legge si vuol demandare alla Giunta Regionale la facoltà di esercitare una deroga in conformità al comma 1 dell’art. 9 della Direttiva 79/409/CEE e recepita dalla legge n. 221/2002 che prevede: “Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli Stati membri possono derogare agli artt. 5, 6, 7 e 8 per le seguenti ragioni a) nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, nell’interesse della sicurezza aerea, per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque, per la protezione della flora e della fauna; b) ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione nonché per allevamento connesso a tali operazioni; c) per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati a determinati uccelli in piccole quantità.” In tal modo si vuole dare soluzione alle annose problematiche connesse al divieto di cacciare stormi di storni: infatti questa specie di uccelli, in particolare nelle aree ricadenti nella penisola salentina, danneggia costantemente le coltivazioni di olivo, tanto che gli agricoltori colpiti e le associazioni di categoria hanno chiesto di intervenire, anche al fine di evitare Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 richieste di contributi all’assessorato al ramo a tacitazione dei danni subiti. Si tenga conto che già in precedenza, con interrogazione rivolta a questo Consiglio, furono richiesti interventi precisi, finalizzati all’applicazione dell’art. 9 della direttiva 79/409/CEE. Nel corso della discussione, dopo aver ascoltato i funzionari del Settore caccia e pesca e dell’Ufficio Parchi, i commissari presenti, all’unanimità, hanno determinato di rinviare alla seduta successiva, fissata per il 05.10.2007, l’esame della proposta, affinché i funzionari stessi collaborassero con il consigliere Borraccino alla integrazione del testo al fine di evitare sanzioni da parte della Commissione europea. Nella seduta del 5 ottobre 2007, il consigliere proponente, ha presentato la propria P.D.L. già integrata degli emendamenti ed ha invitato i componenti presenti della Commissione alla sottoscrizione del provvedimento stesso, che, sensibilizzati dallo stato di disagio della categoria, hanno accolto l’invito, perché la P.D.L., integrata nel rispetto delle norme europee e, come già adottato e sperimentato da altre Regioni, tende a prevenire e/o a contenere i danni che lo storno infligge alla nostra agricoltura specializzata, che già risente dell’andamento del mercato. Quindi è seguita la discussione sul testo e, avendo i Componenti della Commissione accolto gli emendamenti, la P.D.L. è stata approvata, all’unanimità dai Commissari presenti. Nel confidare che la Giunta Regionale adotti i provvedimenti di propria competenza, si ringraziano i Colleghi per il contributo fornito e, quindi, si sottopone il provvedimento all’esame del Consiglio Regionale, per la sua approvazione. PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Borraccino. Ne ha facoltà. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 33 – RESOCONTO STENOGRAFICO BORRACCINO. Signor Presidente, non voglio entrare nello specifico della materia, perché c’è il voto favorevole in Commissione e dobbiamo procedere alla variazione di bilancio. Permettetemi, però, di segnalare soltanto come questa sia una problematica importante avvertita dalla stragrande maggioranza degli agricoltori pugliesi. La settimana scorsa, del resto, abbiamo registrato un primo attacco agli olivicoltori della Provincia di Brindisi che hanno avvertito molto il danno sulla coltura principale del loro raccolto. Da questo punto di vista si chiede un voto unanime, come c’è stato in Commissione grazie anche al lavoro di squadra che è stato fatto – fino a poco tempo impensabile – tra gli uffici dell’assessorato all’ambiente, nella fattispecie l’Ufficio parchi, e l’assessorato all’agricoltura, nella fattispecie l’Ufficio caccia e pesca. Questi due uffici finalmente hanno trovato una soluzione anche per evitare, come accade in altre Regioni, l’incostituzionalità o addirittura il provvedimento sanzionatorio di infrazione da parte della Comunità europea. È stato, quindi, portato avanti un lavoro tecnico molto utile, approvato all’unanimità in Commissione. Pertanto, su questo aspetto, utile a tutti gli agricoltori della Regione Puglia, si chiede un’approvazione unanime in Consiglio regionale. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Giuseppina Marmo. Ne ha facoltà. MARMO Giuseppina. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la proposta di legge che discutiamo prospetta, all’articolo 2, le deroghe per le seguenti ragioni: nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, nell’interesse della sicurezza aerea, per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque, per la protezione della flora e della fauna; ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione nonché per l’allevamento connesso a tali operazioni. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Mi sembrano queste ragioni più che sufficienti per attuare le deroghe. Qui non si tratta di specie in pericolo di estinzione, ma si tratta di uccelli (storni o altre specie) che negli ultimi tempi hanno avuto un’incontrollata proliferazione, tanto da danneggiare e mettere in pericolo le colture dell’olivo, soprattutto nel Salento, con grave ricaduta sull’economia regionale e con una massiccia richiesta risarcitoria da parte di agricoltori e di associazioni di categoria nei confronti della Regione. Il Comitato tecnico faunistico venatorio regionale, sulla scorta del parere espresso dall’Osservatorio faunistico regionale di Bitetto e dall’INFS, indicherà le specie oggetto delle deroghe, i mezzi, gli impianti, i metodi di cattura o di uccisione autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo di applicazione delle deroghe, il numero dei capi prelevabili complessivamente nell’intero periodo, i controlli e le forme di vigilanza, l’autorità dei controlli e i soggetti abilitati ad effettuare il prelievo in deroga. La Regione, da parte sua, promuoverà tutte le attività di monitoraggio e di ricerca sulle specie oggetto delle deroghe trasmettendo le relazioni agli organi competenti e agli organi governativi. Anche questa proposta di legge si inquadra, quindi, all’interno degli interventi a tutela dell’ambiente e al ristabilimento dell’equilibrio ecologico della nostra Regione. Sottolineo ancora una volta i benefici dell’economia agricola, altrimenti gravemente compromessa dalla non attuazione delle deroghe. Il presente disegno di legge intende inoltre scoraggiare iniziative incontrollate e indiscriminate, dettate dall’esasperazione delle situazioni che possono mettere a repentaglio anche le specie protette e l’ecosistema della Puglia. Credo, dunque, che sia una giusta deroga per le motivazioni sopra indicate. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 34 – RESOCONTO STENOGRAFICO PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale. Esame articolato PRESIDENTE. Passiamo, dunque, all’esame dell’articolato. Do lettura dell’articolo 1: art. 1 (Disciplina del regine di deroga previsto dall’articolo 9, comma 1 della direttiva n. 79/409/CEE) 1. I prelievi in deroga di cui all’articolo 9, comma 1, lettere a) e b) della direttiva n. 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, da attuarsi nell’ambito di applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 1, commi 3 e 4, e nell’articolo 9 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, nonché nell’articolo 16 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 “Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari” e nell’articolo 9 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva con legge 5 agosto 1981, n. 503 “Ratifica ed esecuzione della convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa”, vengono disciplinati dalla Regione Puglia con la presente legge in conformità alla legge 3 ottobre 2002, n. 221 “Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”. Lo pongo ai voti. È approvato. Do lettura degli articoli successivi: Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 art. 2 (Deroghe) 1. La Giunta Regionale adotta le deroghe di cui all’articolo 1, di durata non superiore ad un anno, sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, per le seguenti ragioni: a) nell’ interesse della salute, della sicurezza pubblica; b) nell’interesse della sicurezza aerea; c) per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca, alle acque; d) per la protezione della flora e della fauna; e) ai fini della ricerca, dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione, nonché per l’allevamento connesso a tali operazioni; 2. Le deroghe di cui al comma 1 devono essere adeguatamente motivate come previsto dall’articolo 19 bis della legge n. 157/1992. 3. Le deroghe dì cui alla presente legge non sono attivate per le specie per le quali sia stata accertata una significativa diminuzione della consistenza numerica. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 3 (Contenuto e procedure delle deroghe) 1. La Giunta Regionale, sentito il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, sulla scorta del parere espresso dall’Osservatorio Faunistico Regionale di Bitetto, struttura tecnica riconosciuta a livello regionale, ovvero l’INFS a cui viene trasmesso, adotta le deroghe di cui all’articolo 2 indicando: a) le specie che formano oggetto delle deroghe medesime; b) i mezzi, gli impianti ed i metodi di cattura o di uccisione autorizzati; c) le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo di applicazione delle deroghe; d) il numero dei capi prelevabili complessivamente nell’intero periodo, in relazione alla consistenza delle popolazioni di ogni singola specie, in sede di applicazione delle deroghe di cui all’art. 2 comma; Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 35 – RESOCONTO STENOGRAFICO e) i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è assoggettato; f) l’autorità abilitata a dichiarare che le condizioni stabilite sono realizzate; g) i soggetti abilitati ad effettuare il prelievo in deroga. 2. Per l’esercizio dell’attività del prelievo in deroga potrà essere consentito anche l’utilizzo dei mezzi di cui all’art. 32 della legge regionale n. 27/98. 3. I prelievi in deroga dovranno essere riportati su un apposito tesserino predisposto dalla Regione e rilasciato ai soggetti autorizzati per il tramite dei Comuni di residenza. I capi prelevati dovranno essere annotati sul tesserino al momento della loro raccolta. Detto tesserino deve essere riconsegnato ai Comuni di residenza entro e non oltre il 20 marzo di ogni anno. I Comuni, a loro volta, trasmetteranno gli stessi all’Osservatorio Faunistico Regionale di Bitetto entro il 31 marzo. Ha facoltà di parlare l’assessore Lomelo. LOMELO, assessore alla pubblica istruzione, all’università, ai beni culturali, ai musei, agli archivi, alle biblioteche e alla ricerca scientifica. Signor Presidente, per quanto riguarda l’articolo 3, la procedura è accolta da tutte le associazioni ambientaliste che chiedono solamente una sanzione per chi non rispetta la procedura in deroga. A mio avviso, l’articolo 3 è ben strutturato, ma vorrei che fosse prevista, per chi viola la procedura in deroga, una sanzione amministrativa. Queste associazioni chiedono, lo ribadisco, per chi non rispetta ciò che noi abbiamo deciso, l’applicazione di un’ulteriore sanzione. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 3. È approvato. art. 4 (Condizioni) 1. L’Osservatorio Faunistico Regionale ovvero l’INFS, è individuato quale autorità abili- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 tata a dichiarare che le condizioni previste dall’articolo 9, comma 2, della direttiva n. 79/409/CEE sono realizzate. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 5 (Modifica dei prelievi) 1. Il Presidente della Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore competente, in considerazione di eventuale richiesta motivata dell’Osservatorio Faunistico Regionale o dell’INFS, adotta provvedimenti di modifica o di sospensione dei prelievi in deroga autorizzati ai sensi dell’articolo 2, in relazione all’insorgenza di variazioni negative dello stato delle popolazioni oggetto dei prelievi ed in relazione all’entità dei prelievi complessivi monitorati rispetto alla piccola quantità prevista dalla Direttiva 79/409/CEE e relativa guida interpretativa della Commissione europea. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 6 (Azioni di promozione) 1. La Giunta regionale promuove attività di monitoraggio, ricerca e divulgazione aventi per oggetto le specie a cui si applicano i regimi di deroga di cui alla presente legge. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 7 (Adempimenti di competenza della Giunta regionale) 1. Entro il 30 giugno di ogni anno il Presidente della Giunta regionale trasmette una relazione sull’attuazione delle deroghe di cui alla presente legge al Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero al Ministro per gli affari regionali ove nominato, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro per le politiche Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 36 – RESOCONTO STENOGRAFICO europee, al Presidente del Consiglio regionale, nonché all’INFS. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 8 (Controlli e Sanzioni) 1. La vigilanza sull’applicazione della presente legge è affidata ai soggetti di cui all’art. 27 della legge 11febbraio 1992 n. 157 ed art. 44 della legge regionale n. 27 del 13 agosto 1998. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 9 (Abrogazioni) 1. È abrogata la legge regionale 25 agosto 2003, n. 16 “Applicazione del regime di deroga ai sensi della Legge 3 ottobre 2002 n. 221”. Lo pongo ai voti. È approvato. art. 10 (Norma finanziaria) 1. La presente legge non comporta alcun onere finanziario a carico del bilancio regionale. Lo pongo ai voti. È approvato. Pongo ai voti la proposta di legge “Disciplina del regime di deroga in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE” nel suo complesso. È approvata. BORRACCINO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORRACCINO. Chiedo che il provvedimento venga dichiarato urgente. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 PENTASSUGLIA. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PENTASSUGLIA. Signor Presidente, avrei avuto bisogno di intervenire prima del voto… PRESIDENTE. Può intervenire per dichiarazione di voto sulla richiesta d’urgenza. Non si può andare avanti in questo clima elettrico, per cui qualcuno ha fretta e vuole sbrigarsi, qualcun altro invece non ne ha e chiede di fare con calma. PENTASSUGLIA. Il problema nasce proprio dall’elettricità che in quest’Aula, oggi, si sta generando. Noi veniamo qui per fare il nostro lavoro e chi vi parla, ovviamente con l’aiuto dei colleghi, sta lavorando per cercare di portare pace nella comunità pugliese, visti i danni che hanno ricevuto gli agricoltori, il mondo ambientalista e le comunità. Questo provvedimento è stata una sintesi perfetta e una manifestazione dell’unità di intenti. Intervengo solo per lasciare agli atti di questo Consiglio regionale un plauso al collega Borraccino che ha lavorato in estate e alle due strutture – specificatamente l’Ufficio caccia e l’Ufficio parchi –che hanno messo insieme tutte le misure necessarie, offrendo un supporto alla Commissione che ha consentito di portare questo provvedimento in Aula. Con l’immediata esecutività dell’atto, la Giunta, già da domani mattina, potrà pensare ad un provvedimento che metta nelle condizioni gli agricoltori di non stare a piangere davanti alle televisioni e ai giornalisti per lamentarsi dei danni subiti senza ricevere alcun ristoro. Continuiamo a parlare dello scibile umano, ma dei problemi veri della gente ci sfugge tutto il lavoro. Io e i miei sei colleghi, all’inizio della Legislatura, riportammo in Consiglio i problemi sollevati dai cacciatori e dagli agricoltori. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 37 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO Qualcuno ci accusò di essere pazzi perché riportavamo le lamentele di chi voleva chissà che cosa. Concludo perché ci sono altri argomenti all’ordine del giorno, forse più importanti di questo. Il nostro lavoro, però, non può essere vanificato da una velocità che non permette di lasciare il segno. Ribadisco il plauso al collega che ha fatto un’operazione in Commissione, non di paternità assoluta, ma di condivisione di un lavoro con le strutture e con i componenti della Commissione. Tutto ciò sta a significare che nessuno di noi vuole attribuirsi una paternità assoluta quando si risolve un problema. Sono problemi, quindi, di cui l’intero Consiglio regionale deve sempre farsi carico. PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MINEO BRIZIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto. 18 OTTOBRE 2007 borazione che dovremmo estendere anche su altri problemi, tra cui quelli citati dall’assessore all’ambiente. Occorre affrontare i problemi senza portarsi dietro dei pregiudizi derivanti dalle posizioni di carattere politico. Questa è una prima legge e mi auguro ce ne siano tante altre che vedano la compartecipazione alla stesura in futuro, al di là della sensibilità che ha avuto il collega Borraccino, di presentarla e portarla avanti anche nel periodo estivo. Da parte nostra, a dimostrazione della bontà nel ruolo che assumiamo e nel rispetto delle Istituzioni, esprimiamo il voto favorevole, sia alla legge, che all’immediata esecutività dell’atto. PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura di urgenza. È approvata. DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIO. Signor Presidente, sarò veramente telegrafico anche per dare un po’ di conforto di carattere politico al collega che mi ha preceduto nell’intervento. Ciò sta a dimostrare non solo che la maggioranza, quando vuole, riesce a dialogare bene con l’opposizione, ma anche che l’opposizione è sempre aperta a qualsiasi tipo di confronto. Votare un provvedimento di tal genere, che non è sicuramente risolutivo di tutti i problemi dei pugliesi e della Puglia, ma che offre quel segnale giusto a delle esigenze di alcune categorie, soprattutto di chi vuol far sì che i propri diritti vengano affrontati e trovino una giusta collocazione anche in quest’Aula, è un ottimo segno. Quindi, da parte del centrodestra – credo di poter interpretare il pensiero di tutti i colleghi dell’opposizione – c’è questa forma di colla- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 54), reca: «DDL n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”». Ha facoltà di parlare il relatore. (La relazione che segue viene data per letta) POTI’, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, L’estate scorsa, come a tutti tristemente noto, anche nella nostra Regione abbiamo avuto temperature elevatissime e assenza di precipitazioni piovose, è stata una stagione particolarmente negativa per gli incendi boschivi, con centinaia di focolai di vaste proporzioni, che hanno messo a dura prova la macchina organizzativa regionale insieme a tutti gli operatori preposti a tale servizio. Per tali emergenze, lo stanziamento sul capitolo 531045 del bilancio di previsione per Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 38 – RESOCONTO STENOGRAFICO l’esercizio finanziario 2007, riguardante la “lotta attiva agli incendi boschivi”, risulta insufficiente. Visto che, a tutt’oggi permane lo stato di allertamento, si rende necessaria la prosecuzione del servizio di prevenzione, controllo e monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese per la prevenzione del rischio di incendi e per il mantenimento occupazionale di 304 lavoratori, per un periodo non superiore a due mesi, con termine 30 novembre 2007. Pertanto, il disegno di legge che si propone, così come emendato dalla Commissione, si compone di quattro articoli dei quali meritano particolare attenzione gli articoli 1, 2 e 4. In particolare: - l’articolo 1, prevede l’incremento di euro 1.770.000,00 del capitolo 531045 - Settore Foreste, del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007, con la riduzione di pari importo del capitolo 3022 – Settore Personale e Organizzazione. - l’articolo 2, emendamento approvato a maggioranza prevede delle integrazioni all’articolo 1 della l.r. 5 giugno 2007, n. 16 (prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007), in materia del servizio sanitario regionale. - l’articolo 3, emendamento approvato a maggioranza, riporta delle correzioni di errori di stampa presenti nell’allegato “A” nella parte spese, della legge regionale 3 agosto 2007, n. 25 “Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”. - infine l’articolo 4, emendamento approvato a maggioranza, sposta quasi 3.700.000 euro in un capitolo di nuova istituzione per coofinanziare i contributi nazionali destinati all’edilizia scolastica. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sul disegno di legge proposto dalla Giunta regionale, si è sviluppato un approfondito dibattito, a conclusione del quale la Commissione ha espresso, a maggioranza dei voti dei commissari presenti, parere favorevole. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Per quanto ho innanzi espresso, invito, questa Assemblea ad approvare il disegno di legge, nel testo così come proposto dalla Commissione. PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione, do lettura di una nota pervenuta alla Commissione competente: «Si comunica che per mero errore materiale la declaratoria del sottotitolo dell’articolo specificato in oggetto è da intendersi nel modo seguente: “Piano triennale edilizia scolastica 2007-2009”». Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, le chiedo di far entrare in Aula l’assessore al bilancio. In attesa del suo arrivo, guadagno tempo affrontando un altro problema che non inerisce al merito della discussione in oggetto. Quello a cui ho assistito questa mattina e quello a cui si assiste continuamente è lo specchio del degrado, con responsabilità vostre nettamente superiori, visto che siete la maggioranza, a cui si sta riducendo il Consiglio regionale e la Regione nel suo complesso. Sono curioso di vedere quante persone prenderanno la parola su uno dei provvedimenti più importanti della Regione, ovvero la variazione di bilancio, rispetto a quello che si è detto questa mattina e al tempo che si è perso. Siccome l’assessore Tedesco e il Presidente Vendola hanno fatto riferimento, lo scorso Consiglio, al comportamento dell’opposizione, volutamente noi non ci siamo inseriti nei mille problemi, come anche avremmo potuto fare, perché abbiamo una responsabilità istituzionale. C’è davvero un degrado rispetto a questo tipo di situazione. Noi abbiamo una responsabilità istituzionale. Si è parlato per ore, ignorando l’esistenza di un provvedimento in coda che deve essere approvato necessariamente entro il 23 di questo mese altrimenti rischiamo di perdere i finanziamenti nazionali per l’edilizia scolastica. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 39 – RESOCONTO STENOGRAFICO Invece, da parte vostra, c’è stata la lotta a chi doveva parlare e a chi doveva perdere tempo. Queste sono cose che vanno stigmatizzate totalmente, al di là del fatto che non ho capito se ognuno di noi si rende conto o meno di quello che accade quando si discute in Consiglio regionale. Ci sono stati dei momenti, infatti, in cui non si capiva assolutamente niente. Detto questo, considerato che è arrivato l’assessore Saponaro, passo alla discussione generale sul disegno di legge in questione. A mio avviso, già di per sé, il dato di trovarci alla terza variazione nel corso dell’esercizio finanziario è un dato che deve far riflettere. Non so quanti dei colleghi sono oggi informati che non stiamo solo approvando la terza variazione al bilancio, ma stiamo riapprovando l’assestamento del 2007, ovvero altre 586 pagine. Aggiungo che forse andrebbe cambiato anche il titolo del DDL, perché sarebbe più opportuno parlare di “DDL ‘Terza variazione al bilancio di previsione 2007 – Riapprovazione del provvedimento di assestamento 2007’”. Questo è già un primo problema, ma il dato che ha portato all’esigenza di effettuare una terza variazione è ancora più pressante. Le variazioni rispetto al normale andamento possono verificarsi o perché sono sbagliate le previsioni, o perché si sono verificati fatti nuovi, imprevedibili – un contributo straordinario, un intervento da attuare – oppure perché la maggioranza e di chi governa attua una scelta legittima che potrebbe comportare ulteriori spese. Noi, però, non ci troviamo di fronte a questi casi. Piuttosto, siamo di fronte ad un’azione scoordinata del Governo regionale che provoca effetti negativi sugli strumenti contabili; un’azione scoordinata che riguarda i singoli punti che voi stessi avete fissato nella variazione. Intanto, sarà pure tecnico, ma il problema Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 dell’assestamento consiste nel fatto che c’è un sistema che ha determinato il blocco di alcune situazioni alle quali non si è proceduto per evitare che potessero esserci ulteriori impegni su alcuni capitoli. Questo è un altro elemento da analizzare. Infatti, mentre si approvava il bilancio di previsione o l’assestamento, determinate cifre sono state impegnate in altri settori di spesa. Rispetto alla proposta, noi ci troviamo di fronte al terzo caso che ho su elencato. Siamo, infatti, in presenza di uno scoordinamento. In merito al primo articolo, relativo alla SMA – mi dispiace che non sia presente il Presidente Vendola, ma comunque è presente il Vicepresidente della Giunta – vorremmo capire le motivazioni che hanno portato alla sostituzione della Commissione nella gara che ha riguardato i forestali della SMA; quali sono le motivazioni vere della diatriba estiva che c’è stata tra la Regione e i titolari della SMA, e vorremmo sapere a che punto è, e se è andata deserta, la gara che più volte è stata fatta slittare. Manca, infatti, un completamento di queste misure e una soluzione rispetto a questo dato. Dalla Giunta apprendiamo che prima si fa la proroga e poi, non sapendo come è andata la gara, rispetto a questo dato e rispetto a questo problema si è determinata la necessità di stanziare 1 milione e 700 mila euro. Al consigliere Potì – il quale dice che siamo invidiosi dell’efficienza dell’Amministrazione Vendola – faccio notare che io non sono invidioso, al contrario sono spaventato, perché questo è un classico esempio di cattiva amministrazione da denunciare in toto. Il secondo elemento è il ripiano della sanità sul 2006. Anche in questo caso, non si comprende il perché, a monte dei provvedimenti che erano stati fatti dal Commissario ad acta, non sono seguite le scritture contabili. Prego i giornalisti di fare attenzione: dopo 28 mesi dalla campagna elettorale, ascoltiamo ancora bugie continue in merito a chissà quale disavanzo abbiamo lasciato noi dell’opposizione Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 40 – RESOCONTO STENOGRAFICO per l’esercizio finanziario 2005 o al 31.12.2005. Ripetutamente abbiamo prodotto documenti, dati inerenti una serie di situazioni che dimostrano, anche a livello parlamentare – si evince dai dati della Conferenza StatoRegioni, della Corte dei conti, dal decreto del ripiano dei disavanzi che il Governo Prodi stesso aveva prodotto – che la situazione della nostra Regione al 31.12.2005 era ben diversa da quello che dichiarate. Avete semplicemente detto una serie di bugie in quest’Aula e ai pugliesi! Oggi, all’articolo 2, stabilite che per una vostra legge i 210 milioni 811 mila euro sono coperti solo 9 milioni 34 mila euro da residuo risultato positivo del Servizio sanitario regionale del 2005. Insomma, c’è un limite a tutto! È su queste cose che non ci troviamo, è sulle verità che siamo distanti, non sul problema che riguarda l’aspetto dell’analisi del voto. Fino a quando non ristabilirete un atteggiamento di verità oggettiva sulle cose, da parte di Forza Italia non avrete mai un atteggiamento diverso rispetto all’attuale impostazione delle discussioni. Solo quando la verità sarà alla base del nostro lavoro, non avremo più problemi. Fin a quando continuerete a comportarvi in questa materia, non sarà possibile agire diversamente. Colgo l’occasione, in merito al problema della sanità, per dire che sono allarmato circa la situazione del 2007. Non abbiamo ancora i dati sui preconsuntivi, ma solo voci; non sappiamo nulla sull’andamento della spesa al 30 giugno; non abbiamo i preconsuntivi al 30 settembre; sappiamo che la farmaceutica convenzionata va meglio, anche se bisogna aggiungere tutti i costi del PHT. Dovremo, quindi, valutare di che tipo è effettivamente la riduzione rispetto a questo dato. Terzo elemento: il diritto allo studio. Giustamente l’assessore Lomelo ha proposto un emendamento e ha specificato che deve esserci un cofinanziamento, necessario per accedere ai fondi. Secondo quanto disposto, questo cofi- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 nanziamento si preleva dalle spese per il personale. In sede di Commissione noi abbiamo chiesto se esiste una sovrastima, oppure se ci sono strumenti e adempimenti contrattuali che, data la contrattazione decentrata, non sono stati attuati comportando la mancanza di un costo che, giustamente, era stato previsto in un primo tempo. Pertanto, si è determinato tutto questo. Badate, il discorso non è ininfluente: se noi attingiamo a risorse sovrastimate è un conto, se invece la sovrastima è dovuta al fatto che la Regione non ha ancora adempiuto a costi che comunque dovrà sopportare successivamente, la questione è un’altra. Lo stesso discorso vale per il dato che viene proposto successivamente, cioè il fondo utilizzato dagli EDISU. Mi riferisco alle risorse che vengono spostate dal prepensionamento degli APT o degli EDISU. Anche qui si pone lo stesso problema: si dice che ciò avviene perché il personale in oggetto non ha esercitato la proroga. Esiste, però, un costo che successivamente dovremo sicuramente affrontare. Dopodiché, nulla è stato previsto per il debito fuori bilancio che riguarda il finanziamento della legge regionale n. 16/1987 (legge dell’integrazione scolastica). Il fondo 2006, infatti, non è stato trasferito alle AASSLL. Si tratta di un debito fuori bilancio di 12,5 milioni di euro che non vedo inserito nella proposta di variazione. Questo è un debito da controllare. Già questo è un motivo sufficiente per avere un atteggiamento fortemente negativo rispetto al provvedimento che stiamo affrontando. Noi motiviamo le nostre perplessità e motiviamo i nostri atteggiamenti negativi. L’anno scorso non siamo rientrati in alcuni parametri per una serie di motivi nel rispetto del Patto di stabilità interno. L’andamento dei flussi finanziari, rispetto a questo dato, non è assolutamente ininfluente. Siccome ci avviciniamo alla fine dell’esercizio finanziario e siccome sta per essere approvato il DDL della Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 41 – RESOCONTO STENOGRAFICO Legge finanziaria nazionale, le determinazioni devono essere assunte. Ho avuto notizia dalla stampa, e non solo, che ieri l’assessore ha partecipato ai lavori della pre-Conferenza del bilancio. Mi auguro che il Presidente, o chi per lui, sia presente alla Conferenza Stato-Regioni, perché si tratta di un momento estremamente decisivo nel rapporto fra Regioni, Stato e Governo in merito alla Legge finanziaria. Tutto ciò atteso che, il Governo, delle preoccupazioni vere che hanno le Regioni dal punto di vista finanziario, non ha accolto niente nelle riunioni. Non ha accolto le proposte che riguardano il Patto di stabilità interno per togliere la parte di investimenti, non ha accolto la parte che riguarda i trasporti locali, né tutta la parte del Patto sulla salute dove si chiedono risorse aggiuntive per il ticket. Insomma, ci sono una serie di richieste inevase. Vorrei, però, soffermarmi su una delle vergogne nazionali. Signor Presidente, mi rifiuto di continuare. Non si può parlare con tutta questa confusione. PRESIDENTE. È una situazione veramente incredibile. Mi sembra di stare in una classe di scuola elementare. Il vostro comportamento è indecente. Chi non volesse ascoltare può accomodarsi fuori dall’Aula. PALESE. Potremmo tranquillamente continuare i nostri lavori con trenta consiglieri e con una Giunta di quattro o cinque persone. Come dicevo, si tratta di una vergogna nazionale che anche quest’anno viene proposta nella Finanziaria. Non è possibile, infatti, destinare risorse dei cittadini – 4 miliardi di euro nell’anno 2007, 9 miliardi addirittura nel 2008 – a favore di Regioni che presentano disavanzi molto forti all’interno della spesa sanitaria. Questo problema va necessariamente affrontato. Se i parlamentari del Mezzogiorno continuano a prendere caffè e a fumare all’interno del Parlamento – mi riferisco ai par- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 lamentari di entrambi gli schieramenti – faremmo bene a manifestare sotto il Parlamento. Non è possibile che Regioni che hanno sfasciato la finanza siano premiate in quella maniera, senza che ci sia nessuna misura. Se ci fosse stata questa misura, noi oggi non avremmo bisogno dell’articolo 2: avremmo avuto 211 milioni di euro con lo stesso minimo trattamento. Si sarebbe potuto dire che l’80% dei 4 miliardi di euro deve essere destinato alle Regioni che hanno disastrato tutto, ma il 20% deve andare anche a quelle Regioni che presentano una situazione meno efficiente. Ebbene, oggi noi potremmo investire, in altre situazioni, quei 211 milioni. Allo stesso modo, il 10-20% dei 9 miliardi di euro che sono disponibili, cifra enormemente superiore, mi auguro che venga assegnato. È su questo che i parlamentari dei due schieramenti delle Regioni del Mezzogiorno, il Consiglio regionale, il Presidente Vendola devono farsi valere e farsi rispettare. Badate, qui sono in gioco quattro milioni di persone, per cui è giusto che una parte venga staccata. Le altre Regioni sono d’accordo ad andare in questa direzione per fare in modo che queste risorse siano attribuite. Se così non fosse, si deve creare un’alternativa – mi dispiace che non sia presente l’assessore Tedesco – considerato che noi continuiamo ad essere una Regione che ha il trasferimento sotto la media. Vi chiedo di battervi affinché ci diano le risorse per raggiungere la media nazionale. È un problema di dignità istituzionale, è un problema di responsabilità: bisogna chiederle queste cose. Saranno pure importanti tutte le manifestazioni che fate, ma sarebbe ancora più utile per i cittadini pugliesi, andare insieme ai parlamentari a fare le lotte che forse, in altre tempi, sono state fatte. Detto questo, vengo al problema dei problemi. L’assessore Tedesco l’altro giorno ricordava che io gli ho detto di essere il respon- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 42 – RESOCONTO STENOGRAFICO sabile della gestione sanitaria. Ci mancherebbe altro: non ho detto che egli ha i poteri della gestione, ma solo che egli è, di fatto, il responsabile per la parte finanziaria, così come lo è l’assessore al bilancio. Se analizziamo i dati analitici della spesa delle AASSLL – ne ho preso visione presso l’Agenzia sanitaria nazionale – nel 2006 assistiamo ad un’impennata netta della spesa discrezionale su beni e servizi durevoli e su beni e servizi di consumo. Si tratta dell’impennata più forte dell’intera Nazione. Noi vorremmo comprendere il perché si registra quest’impennata di spesa discrezionale e a che cosa è dovuta. Assessore al bilancio, noi vogliamo sapere perché ciò avviene. L’unico dato che abbiamo a disposizione riguarda il fatto che avevamo ridotto la media nel tempo di pagamento. Eravamo, infatti, alla fine 2004, inizi del 2005, la prima Regione a Statuto ordinario – quelle a Statuto speciale andavano meglio – che disponeva i pagamenti in media a 160 giorni. Oggi siamo a 280 giorni; siamo ritornati, quindi, ai vecchi tempi. È un andamento catastrofico. C’è da dare anche qualche risposta sul problema dei precari. Io inviterei gli amici della stampa a prestare un attimo di attenzione. Di tanto in tanto, infatti, emergono notizie sui giornali sul fatto che mancano 20 mila infermieri. Noi siamo disponibili ad assumerci tutte le responsabilità quando dobbiamo farlo; occorre, però, ripristinare la verità, non per noi, ma per i cittadini pugliesi in modo da capire quello che dobbiamo chiedere. Sento parlare di un interessamento da parte del Ministro D’Alema. Ben venga, non solo D’Alema, ma chiunque. Cosa dovremmo dirgli, però, che mancano 20 mila infermieri? Non possiamo raccontare le solite barzellette in merito al fatto che si sono bloccate le assunzioni. Non è così, diremmo una cosa sbagliata. È vero che in Puglia rispetto all’EmiliaRomagna, a parità di abitanti, ci sono oggi 15 mila persone nel servizio sanitario in meno, ma Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 vanno riportati anche i dati del personale esistente nei ruoli dell’Emilia-Romagna nel 1997 e in Puglia nello stesso anno. Ebbene, c’erano 1.404 persone di differenza. Nel maggio del 1997, infatti, l’EmiliaRomagna aveva 1.404 persone in più. Al Ministro D’Alema bisogna dire che dopo che sono stati cambiati i criteri di riparto, dopo che dal primo gennaio 1997 a questa Regione sono arrivati 986 miliardi di vecchie lire in meno, che equivalgono al costo di 11 mila dipendenti, si è creato inevitabilmente il divario. Se al Ministro D’Alema non farete comprendere questa cosa è completamente inutile andare avanti. Se continuate a dire le sciocchezze che diceva il consigliere Maniglio, non andremo avanti. Oggi, il consigliere Maniglio ha dichiarato ai giornalisti che gli attuali precari sono il frutto del blocco delle assunzioni disposte in Puglia dalla Giunta Fitto. Questo non è vero, perché con la legge n. 28, noi abbiamo bloccato le assunzioni a tempo indeterminato, non quelle a tempo determinato. Non scherzate su questo punto. Sono sicuro che voi agite in buona fede e questa è la cosa più grave, perché, se agiste in mala fede certe cose non le direste. Nel nostro Paese il problema del precariato nel Servizio sanitario nazionale, è stato affrontato a livello nazionale perché deriva dalla Legge finanziaria dell’anno scorso. Ci sono 310 mila persone precarie senza contare quelle che prestano il loro lavoro presso servizi o agenzie terze. Insomma, ci sono circa 310 mila precari, 16 mila dei quali sono medici, oltre a tutta la parte della dirigenza. Siccome grazie a Dio ho buona memoria, mi sono chiesto, guardando con attenzione la delibera, quante persone erano assunte a tempo determinato al tempo della mobilità. Ebbene, al 31.12.2004 erano assunte a tempo determinato 1.206 persone. Siamo arrivati, oggi, a 4.024. Consigliere Maniglio, il 73% del precariato Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 43 – RESOCONTO STENOGRAFICO è stato creato da voi. Apprestatevi, quindi, a manifestare i dati che ci sono in delibera e a renderli pubblici ai pugliesi. Noi vogliamo sapere qual è la percentuale del personale non destinato all’assistenza sanitaria (commessi, coordinatori amministrativi, assistenti amministrativi, scansafatiche, fannulloni). Dopodiché, vogliamo sapere anche quanti sono i co.co.co. e le convenzioni. Se vengono, poi, destinate delle risorse con l’aggravante che non tutte sono fornite per l’assistenza sanitaria (medici, infermieri e quant’altro) e che a causa di questa situazione i fornitori vengono pagati chissà quando e come, allora questo è un motivo di preoccupazione per tutti. Leggiamo cose stranissime. Altro che invidia, consigliere Potì! Ad esempio, non abbiamo mai parlato del problema di Urago, eppure leggiamo cose molto strane e molto delicate. Certo è stato rimosso – era nei poteri della Giunta regionale –, ma dopo la sua rimozione il Direttore generale si è difeso e questo capita in tutta Italia. È molto strano, però, quello che è accaduto. Come riferisce oggi la stampa, il dottor Urago vince un concorso e la nomina viene effettuata. Contestualmente, il ricorso al TAR viene ritirato nella mattinata, mentre nel pomeriggio viene revocata la lettera di nomina, con la motivazione che occorre rivedere alcune cose. Qui c’è qualcosa che non funziona. Caro consigliere Potì, di queste cose, glielo garantisco, non sono invidioso. Con questa variazione, rispondete da soli alle vostre perplessità. Con questa variazione, con il 73% dei precari che è stato assunto da voi, la risposta ve la date da soli. Preparatevi, inoltre, ad andare in Parlamento per chiedere la modifica della legge sulla Pubblica Amministrazione che riguarda le assunzioni del personale. La legge in discussione al Parlamento, infatti, prevede per il personale del Servizio sanitario nazionale, e quindi regionale, l’assunzione solo a tempo determinato e solo Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 per il personale sanitario. Guarda caso, dice le stesse cose che prevedeva la legge n. 28. Penso che la determinazione non possa che essere quella di un giudizio altamente negativo. Come al solito, presenteremo degli emendamenti. In particolare, presenteremo l’emendamento – già preannunciato – sulla stabilizzazione dei precari. Non è, infatti, possibile che la stabilizzazione della dirigenza non sia prevista dato che in altre Regioni hanno già provveduto in tal senso. Qui la presentate come una novità, ma altre Regioni hanno già sanato la situazione lavorativa dei medici e di tutta la dirigenza. Non solo, ripeto quanto dissi al consigliere Potì nell’agosto del 2005, quando la norma proposta cambiò il sistema che era stato previsto rispetto alle mobilità, al personale a tempo determinato e ai concorsi da bandire. In quella circostanza dissi che, se aveste approvato quella norma, si sarebbero presentate determinate circostanze, previsione che, puntualmente, si è verificata. In ventotto mesi, quanti concorsi per infermieri e direttori generali ha bandito la Giunta Vendola? Zero. Badate, occorre riflettere attentamente su questa delibera, perché è inapplicabile. Si tratta di una delibera pensata per gli avvocati e per i giudici del lavoro, non per stabilizzare il personale precario. Sicuramente, tale delibera darà vita ad un caos senza limiti. Un altro aspetto che bisogna determinare riguarda il personale della dirigenza. Presenteremo un emendamento che estende in maniera perentoria l’articolo 30 – a cui ha fatto riferimento il consigliere Maniglio – in maniera tale che sia previsto anche il personale della legge regionale n. 16/1987. Difatti, caro consigliere Potì, ammetto le responsabilità politiche dei nostri rispettivi ex partiti, in relazione a quanto un semplice elettore allora poteva fare (lei forse in maniera diversa, dal momento che all’epoca era consigliere regionale). Nella nostra regione il problema del precariato è presente da ben venti Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 44 – RESOCONTO STENOGRAFICO anni. Dalla legge regionale n. 16/1987 al 2007 sono passati venti anni. Dobbiamo lavorare per stabilizzare quella gente. Non è certo nostra intenzione celebrare processi a chicchessia. Ebbene, anche questo personale va inserito nella norma, così come quello dell’Istituto zooprofilattico, in quanto facente parte del Sistema sanitario regionale. L’avete cancellato, l’avete tralasciato per la fretta, o forse il provvedimento è stato predisposto da chi non sa nulla del Servizio sanitario regionale? Non so che cosa sia successo, ma resta il fatto che nel 2005 vi preannunciai che non sarebbe stato indetto nessun concorso, e in quella stessa occasione comunicai al consigliere Potì che quella norma non avrebbe prodotto alcun risultato. La mia previsione si è concretizzata, dal momento che il 73% dei precari è stato generato dalle vostre politiche. Inoltre, aggiungo che questa delibera è insufficiente e sicuramente non risolverà il problema relativo alla condizione dei precari, ma diventerà un aiuto per gli avvocati e quanti altri. Mi riservo, in sede di dichiarazione di voto, di esprimere altre considerazioni. Inoltre, consigliere Potì, preannuncio un emendamento che stanzia 10 milioni di euro a favore dei Comuni, per tamponare le perdite che i cittadini hanno subito per sostenere i costi della raccolta dei rifiuti solidi urbani, come contributo straordinario per il 2006, e per il biennio 2006-2007 (nel corso del quale, tali costi hanno inciso in maniera gravissima), con la speranza che lei possa fungere da tramite, come Presidente della Commissione, per farlo accogliere dalla maggioranza. PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PEPE PRESIDENTE. Prego i Gruppi di accelerare la presentazione degli emendamenti, in modo da consentirne la riproduzione. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, mi unisco alle molte preoccupazioni espresse dal collega Palese, ricordando che stiamo parlando di una terza variazione di bilancio, di un suo nuovo assestamento, e che potremmo ripetere questi discorsi all’infinito. La realtà è che spesso vogliamo nascondere un dato politico dietro un dato tecnico. Questo è l’unico aspetto su cui vorrei focalizzare la nostra attenzione. Stiamo vivendo realmente un momento di confusione, al di là dell’enfasi con cui il consigliere Potì o altri colleghi annunciano i successi di un Governo, che – ripeto – arriva con una terza variazione di bilancio, con un assesto dello stesso, che l’assessore ha presentato a noi e ai tecnici come un momento di mero errore tecnico. Tuttavia, la realtà è che dietro tutti questi dati vi è un Governo non coordinato nel predisporre con chiarezza, neanche per l’Aula, tutto ciò che sta accadendo. Inoltre, vi sono le dimenticanze che ha precedentemente richiamato il collega Palese. Ebbene, se le previsioni sono sbagliate – e abbiamo la necessità di rivederle costantemente – vuol dire che qualcosa non funziona in ambito di programmazione del Governo regionale. A nome del Gruppo di Alleanza Nazionale, e lo chiarisco subito perché non ho nessuna intenzione di ripetermi nelle affermazioni, dichiaro che voteremo contro questa variazione di bilancio, perché sancisce un percorso politico negativo dell’intero Governo. Di fronte allo sforzo che ci si annuncia, né sul piano sanitario né tantomeno nei riguardi del primo intervento che il collega Potì ha richiamato, notiamo le necessarie attenzioni verso il Gargano, il ricordo verso questa stagione negativa, che ha coinvolto quel territorio. Sarebbe stato sufficiente accendere la televisione negli ultimi giorni o leggere i giornali per comprendere quali siano le preoccupazioni manifestate dal territorio per l’assenza, anche da parte della Regione, degli aiuti reali e con- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 45 – RESOCONTO STENOGRAFICO creti. Al di là dell’intervento per la gara dello SMA, non mi sembra che se ne stiano concretizzando altri importanti, insieme a questa previsione di bilancio, sempre che l’assessore non mi smentisca, illustrandoli nella sua replica. Certamente, si sta trascurando la questione del Gargano, non la si sta trattando in modo positivo. Probabilmente, noi affronteremo la prossima stagione turistica piangendoci addosso, nonostante una serie di processioni organizzate per incontrare cittadini e amministratori, per promettere loro un concreto sostegno. Continuano ad essere operati interventi, da parte della Pubblica Amministrazione e del Governo regionale, che non determinano alcun riflesso positivo per quel territorio. Per quanto riguarda la questione del settore sanitario, un attimo fa ho parlato con un giornalista per chiedergli come procedeva il discorso relativo alle liste d’attesa. Ebbene, nonostante l’enfasi e il preannuncio del piano sanitario, emergono tutte le incongruenze che ha denunciato il consigliere Palese. Ribadisco che il dato percepito dal cittadino, oltre a quello reale, è soprattutto quello relativo alle liste d’attesa. Nel momento del bisogno, in cui si arriva a chiedere un aiuto per far fronte ad uno stato di necessità, le liste d’attesa per le risonanze magnetiche – proprio l’altro giorno il consigliere Marmo mi ha fatto leggere un appunto a tal riguardo – si aggirano intorno ai sette-otto mesi. Delle due, l’una: o le AA.SS.LL. non hanno fornito al professor Carella i documenti adeguati – voglio precisare che il professor Carella è persona che stimo in modo assoluto – oppure c’è qualcosa che realmente non funziona nel sistema. Personalmente, ritengo che qualcuno non abbia fornito al professor Carella e alla Commissione competente i dati opportuni. Il Presidente Vendola, nel corso della scorsa seduta, in occasione della chiusura dell’intervento sul conflitto di interessi, riguardante l’assessore Tedesco, ha ricordato che avevamo raggiunto un accordo in Com- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 missione sulla riduzione della spesa, per formare un comitato misto tra politica e tecnici. Il Presidente Vendola l’ha presentato quasi con la velata minaccia che, poiché stavamo sollevando gli scudi contro questo rapporto strano – e che permane tuttora tale – tra la ditta Tedesco e l’Assessorato alle politiche della salute, questo comitato avrebbe rischiato di sparire nel nulla. Non abbiamo compreso il discorso: in definitiva, sulla dinamica della spesa, sulla dinamica sanitaria, questo comitato si realizzerà o meno? Assessore Saponaro, lei si stringe nelle spalle, ma la pregherei di rileggersi l’intero intervento del Presidente Vendola, il quale, in conclusione, ci garantì che avrebbe dato riscontro alle proposte, se ci fossimo comportati diversamente. Noi non vogliamo zuccherini o caramelle. Se volete il comitato, provvedete alla relativa istituzione, in caso contrario, non intervenite. Certamente, è umiliante che si torni continuamente a inseguire uno stato di conoscenza sanitario che il Governo regionale non ha. Quando il consigliere Palese comunica le relative cifre, io mi soffermo a guardare le espressioni dei presenti e mi rendo conto che tutti avvertono il bisogno di verificarle. Questo accade perché noi non abbiamo a disposizione i dati, i consuntivi e non abbiamo la conoscenza di ciò che accade sul territorio. Il discorso relativo alle spese discrezionali riguarda ciò che realmente avviene sul territorio, l’impatto immediato che incita i cittadini a lamentarsi di noi, quando ci incontrano. Difatti, per costoro, noi rappresentiamo l’oggetto della spesa, e di contro in sanità devono aspettare sette-otto mesi anche per poter fare le visite senologiche. In questa Aula gridiamo veramente a vuoto, e qualcuno – torno a ripetere – ci minaccia dicendoci che se non ci comportiamo bene non sarà istituito alcun comitato. Fate quello che volete! Ognuno di noi si attrezzerà per procedere a delle verifiche, ma ritengo che non si possa produrre un risultato positivo per la co- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 46 – RESOCONTO STENOGRAFICO munità se non si lavora insieme su questi temi. Noi abbiamo la necessità di ricontrollare la spesa. Mi esprimo in questi termini, non per sostituire il collega Palese, anche perché non ne sarei capace, ma perché non conosciamo la destinazione di questi soldi. Non occorrono solo le variazioni di bilancio per comunicare come abbiamo previsto di destinare queste ulteriori somme. Non è sufficiente muoversi in questa direzione: manca il quadro programmatico generale, così come la cognizione della percezione. Gli audit prodotti dalle aziende, per dichiarare il loro grado di soddisfazione, non devono corrispondere a quelli appresi dalle telefonate e diffusi con i manifesti, ma vanno rilevati in altro modo. Difatti, la situazione è grave e genera lamentele. Raccontatemi pure che i disagi erano presenti anche prima di tutto questo, ma resta il fatto che la situazione oggi non è positiva: i soldi si sprecano, i controlli mancano e noi paghiamo ciò che non dovremmo. Vi prego di ricontrollare i codici di ciò che le Aziende sanitarie pagano. Ricontrollate le alte specializzazioni che vengono retribuite sul territorio e verificate se sono tali o se si tratta di regali, che certamente non vanno a beneficio del cittadino. Se paghiamo un’alta specializzazione di cui il cittadino non usufruisce, possiamo parlare di regali a favore di privati? Come possono ritornare alla politica? Difatti, quando la politica fa regali è sempre previsto un ritorno. Vi prego di verificare quanto vi ho appena riferito. L’assessore al bilancio non deve solo mantenere i conti in ordine (tra l’altro, non adempie neanche a questo compito, visto che dobbiamo correggerli). Qualcuno deve essere in grado di leggere e motivare tali cifre, se persiste questo disagio. Pertanto, non è sufficiente comprare apparecchiature e comunicare che stiamo realizzando chissà quale progetto, oltre a fare promesse, già contestate dal consigliere Palese, e sulle quali non voglio ripetermi. Tuttavia, ribadisco che nelle AA.SS.LL. le spese Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 non sono motivate e che i soldi vengono spesi in regalie destinate alle aziende, agli uomini, e non a beneficio della salute. Su questo punto, sfido il Consiglio regionale a interessarsi, a indagare e a valutare la situazione. L’altro giorno ho comunicato – e l’ha precisato anche il consigliere Maniglio – che non sono abituato a rivolgermi alla Procura della Repubblica. La mia opinione l’ho esposta ad alta voce in Aula, anche se sarebbe da riferire alla Procura della Repubblica. Noto che in Aula qualcuno ride, ascoltando le mie parole: fatelo pure. Bisogna assolutamente prendere in considerazione questi aspetti, perché sono di una gravità unica. Prendendo in considerazione il concorso di Urago, sono state utilizzate belle parole, ma è stato prodotto un atto in cui si stabilisce che l’attività privata è diventata uguale a quella pubblica per riconoscere quei titoli, o era soltanto uno scambio di altro tipo di discorso? Badate, stiamo affrontando discorsi serissimi oggi in Aula. Se domani mattina il Procuratore Marzano leggesse e parlasse in conseguenza di quanto stiamo dicendo, non so se dormiremmo tranquilli. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo regionale, assessore Saponaro. SAPONARO, assessore al bilancio, alla programmazione, ai fondi strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio. Signor Presidente, colleghi consiglieri, vorrei innanzitutto evitare di andare fuori tema, anche alla luce del giusto monito pervenuto poc’anzi dal vicepresidente Mineo, in merito alla scuola elementare. Pertanto, intendo attenermi al punto all’ordine del giorno, riguardante la terza variazione al bilancio di previsione. Sinceramente, mi sembrano molto spropor- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 47 – RESOCONTO STENOGRAFICO zionate, e anche un po’ contraddittorie in tema di variazione di bilancio, le considerazioni espresse dal consigliere Palese. Ho usato il termine «contraddittorie» perché nel corso dell’intervento del consigliere Palese è stato espresso un assunto giusto, secondo cui si procede alle variazioni di bilancio a fronte di eventi non previsti all’inizio dell’anno. Ebbene, se i colleghi avranno la pazienza, o la bontà, di rileggere il testo, oggi all’ordine del giorno, si renderanno conto che il giusto assunto di partenza del consigliere Palese è totalmente rispecchiato nel testo stesso. In realtà, si tratta di un evento imprevisto, per quanto riguarda la variazione di bilancio, in merito al servizio di controllo e di monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese, costituito dall’allungamento dei tempi della procedura concorsuale, relativa alla gara d’appalto per l’affidamento del nuovo servizio. Di questo aspetto non si può che tener conto, in quanto il bilancio di previsione del 2007 aveva ipotizzato un arco temporale con scadenza nel mese di settembre dello stesso anno. Ovviamente, si creerebbero dei gravi problemi sul piano sociale, oltre che amministrativo, del medesimo servizio, non prendendo atto di questo imprevisto. Pertanto, l’assunto del consigliere Palese, in questo caso, è rispettato al cento per cento. Lo stesso discorso vale per quanto riguarda la variazione di bilancio finalizzata a cofinanziare i programmi statali, in materia di edilizia scolastica. Difatti, si tratta di una grande opportunità. A questo punto, non cavillerei sulle fonti di entrata, ovverosia su quali siano i capitoli da cui vengono sottratte risorse per cofinanziare il programma di edilizia scolastica, in quanto come Ragioneria abbiamo ottenuto, in tutti i casi riguardanti i capitoli interessati, una certificazione di disponibilità delle suddette risorse. Piuttosto, sottolineerei maggiormente il dato positivo, ossia che a fronte di centinaia di edifici scolastici in Puglia – precisamente 211 – che da anni richiedono interventi urgentissi- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 mi, oggi, finalmente, anche grazie all’iniziativa del Governo nazionale, e a questa possibilità di cofinanziamento offerta dalla Regione Puglia, si potranno operare interventi in ben 211 edifici scolastici. Credo che l’intero Consiglio regionale dovrebbe ritenersi soddisfatto, dal momento che si tratta di un evento che, come Regione Puglia, non riuscivamo a costruire da diversi anni. Ebbene, quest’oggi abbiamo l’opportunità di dare una svolta nell’ambito di una politica pubblica di base, ad esempio intervenendo nel settore della sicurezza degli edifici scolastici. L’oggetto della nostra attenzione, oggi, è rappresentato da questa variazione di bilancio. Probabilmente, alcuni colleghi dell’opposizione, e non solo il consigliere Palese, hanno un approccio più preciso del mio – lo riconosco – ma non riesco a capire per quale motivo, sin dall’inizio della Legislatura, continuino a mantenere determinate posizioni. Voglio precisare che si tratta della terza variazione di bilancio, in sintonia con i numeri delle variazioni degli anni passati. È una banalità, ma ho voluto fare questa precisazione per evitare che si facciano discorsi un po’ vuoti, che lasciano insoddisfatti, a mio giudizio, anche chi li fa. Voglio precisare al consigliere Saccomanno che procedere per variazioni di bilancio è il modo più saggio per poterlo gestire. Molte volte – ed è una mia considerazione personale – scorgo, in alcuni argomenti, una lotta contro il buonsenso, contesto dal quale vorrei allontanare il portatore dei suddetti argomenti. La letteratura relativa alla contabilità pubblica è piena di considerazioni secondo cui i bilanci pubblici, a differenza di quelli delle aziende private, sono oltremodo rigidi, dal momento che la nostra contabilità è più giuridica, o relativa alle autorizzazioni, che non economica e operativa. Prendendo in considerazione l’argomento all’ordine del giorno, tutto questo significa ritenere che i bilanci di previsione siano, in una certa misura, probabilistici e che, Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 48 – RESOCONTO STENOGRAFICO invece, solo le variazioni di bilancio possano cogliere la realtà degli eventi – teoricamente, anche ogni mese – e offrire delle giuste risposte ai fenomeni, così come si manifestano nel corso dell’anno. Negli ultimi venti anni ho registrato solo prese di posizione di questo tipo, in merito alla rigidità. Pertanto, affermare che ci troviamo addirittura alla terza variazione di bilancio – aggiungo, per finanziare 211 edifici scolastici – mi sembra un argomento oltremodo bizantino e, comunque, in controtendenza internazionale. Difatti, credo che tutti auspichino una gestione del bilancio più dinamica e operativa. Risparmio al Consiglio i commenti inerenti al fatto che nel precedente assestamento sia stato commesso un errore di stampa. Non ho intenzione di sottrarre del tempo al Consiglio per commentare questo aspetto, nonostante in Italia sia possibile fare politica su tutto, compresa l’errata corrige. Il Consiglio è chiamato a deliberare in merito a queste esigue variazioni, che prendono atto delle novità, anche molto positive, intervenute nell’ultimo periodo temporale che ci separa dai precedenti provvedimenti. Inoltre, vorrei esprimere alcune considerazioni sulle richieste di chiarimento e di approfondimento, guardandomi bene dal riprendere un dibattito complessivo come quello relativo alla sanità. Difatti, ogni volta, qualunque sia il tema trattato, tale argomento viene riproposto. Ritengo che muoversi in tal senso non favorisca un vero approfondimento di temi importanti come quello della sanità, risultando, peraltro, contraddittorio con l’impegno ribadito – caro consigliere Saccomanno, questo è ciò che ho compreso ascoltando il Presidente Vendola, comunque rileggerò il verbale – di utilizzare al meglio l’opportunità di istituire una commissione tecnico-politica, che periodicamente approfondisca i dati e, naturalmente, operi le valutazioni ad essi inerenti. Sono stati sollevati altri argomenti che non solo non appartengono al discorso relativo alla Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 variazione di bilancio, ma sui quali non ho alcuna informazione. Si è parlato anche del dottor Urago – lo apprendo dalla stampa – ma non credo che si possa utilizzare questa occasione per parlare di tali argomenti. Pertanto, mi limito solo a fornire veloci risposte su alcune questioni che, invece, è bene che il Consiglio conosca. Per quanto riguarda la questione relativa al Gargano, il consigliere Saccomanno chiedeva informazioni in merito all’utilizzo del milione di euro stanziato dal Consiglio regionale per i relativi interventi. Ebbene, come Giunta regionale da tempo siamo pronti ad attuare la legge di bilancio mediante una delibera relativa ai criteri. Tuttavia, onde evitare di adottare atti e provvedimenti non del tutto rispondenti al fabbisogno del territorio, abbiamo preso contatto con la protezione civile e con la Prefettura di Foggia, richiedendo di poter prendere visione della stima complessiva del fabbisogno di interventi, anche alla luce delle richieste avanzate, nel frattempo, da parte di privati e di enti pubblici. Il Prefetto di Foggia – è stato rilevato in questi giorni, pertanto colgo l’occasione per trasmettere questa informazione – ha comunicato che, entro le prossime ore, sarà pronto il quadro complessivo del fabbisogno e degli interventi richiesti, in modo che la Giunta regionale possa deliberare sui criteri, avendo visione dell’insieme dei fabbisogni e, quindi, selezionando le priorità di intervento, che potranno riguardare vuoi imprese turistiche, vuoi altro tipo di aziende, come quelle zootecniche o altre che operano, ad esempio, in campo idrogeologico. Bisognerà, pertanto, studiare il rapporto che sta predisponendo la Prefettura di Foggia a tal riguardo. Per quanto riguarda altre questioni, un po’ più generiche, poste dal consigliere Palese, rinvierei il tutto ad un approfondimento dinanzi alle competenti Commissioni consiliari, così come prima proponevo. Tuttavia, vorrei richiamare l’attenzione del collega Palese su alcuni aspetti. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 49 – RESOCONTO STENOGRAFICO Innanzitutto, mi preme sottolineare che lo stanziamento di nove miliardi di euro, previsto nella legge finanziaria, per il supporto ai piani di rientro delle Regioni che hanno sfondato, negli anni passati, i tetti della spesa sanitaria, si articola in una specie di prestito per trenta anni in favore delle Regioni che hanno già attivato questa modalità di intervento, e il consigliere Palese ne è a conoscenza. Ebbene, tale modalità di intervento è relativa solo alle Regioni che abbiano, nel frattempo, portato al massimo la fiscalità regionale – non so se lei surrettiziamente auspichi questa situazione – e che abbiano adottato, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, dei piani di riorganizzazione della rete dei servizi che, come dimostra la rassegna stampa, per quanto riguarda la Regione Lazio, sono molto drastici. In secondo luogo, non so se sia sfuggito al consigliere Palese che non per tutte e sei le Regioni che si trovano in questa condizione è previsto l’accesso al fondo dei 9 miliardi; difatti, sono state escluse le Regioni Liguria e Abruzzo, probabilmente perché, secondo i calcoli del Ministero dell’economia e delle finanze, solo le altre quattro Regioni, ovvero Sicilia, Molise, Lazio e Campania, avendo attivato operazioni di cartolarizzazione o altre operazioni finanziarie sui deficit della sanità, avvertono l’assoluta necessità di tale supporto, da parte dello Stato, per attuare i medesimi piani di rientro, che – permettetemi di insistere – hanno come presupposto, già verificatosi, l’aumento al massimo livello della fiscalità regionale e l’adozione di drastici piani di riordino della rete dei servizi. Proprio nella giornata di ieri, dinanzi alla Commissione affari finanziari delle Regioni, si è discusso di questo argomento. La Regione Puglia propone, più che altro, una compensazione sul fondo sanitario del 2007, anche alla luce degli oggettivi incrementi determinati, ad esempio, da contratti o da lacune (chiamiamole così) come quelle relative alla copertura della rete farmaceutica del 2004, ritenendo che la Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 questione relativa al prestito dei nove miliardi non possa, oggettivamente, riguardare una Regione come la nostra che, al momento, non si trova nelle condizioni da me descritte in precedenza. Volendo ritornare su questa polemica, anche un po’ stucchevole, in merito alla dotazione, passata e presente, del fondo sanitario nazionale, relativo alla Regione Puglia, desidero ricordare al combattivo consigliere Palese e al collega Saccomanno che l’oggettiva sottodotazione del fondo sanitario regionale della Puglia sta nei seguenti termini. Negli anni passati abbiamo occupato il penultimo posto in Italia, nel riparto tra le Regioni italiane. Valutandola dall’esterno, ricordo – anche a seguito di letture quotidiane di giornali – l’impostazione di molti anni fa assunta dal consigliere Saccomanno, relativamente al peso della popolazione anziana nel riparto nazionale. Si tratta di un problema ancora all’ordine del giorno, in merito al quale, a fatica, siamo riusciti a raggiungere il terzultimo posto. Successivamente, nel riparto 2007 – come Giunta regionale l’abbiamo considerato un parziale, ma oggettivo piccolo successo – siamo passati al quartultimo posto tra le Regioni italiane, sulla base di quei parametri e algoritmi che tengono conto, ancora in parte, della popolazione anziana. I precedenti Governi non sono riusciti a schiodare la Puglia da questa sottodotazione, ma non ritengo che sia soltanto loro la responsabilità, dal momento che il riparto del fondo sanitario è un meccanismo molto complicato. Quantomeno, dovete riconoscere che questo Governo regionale è riuscito ad ottenere un risultato un po’ più significativo, innanzitutto per quel che riguarda l’anno 2007. Difatti, ad oggi – lo ripeto – occupiamo il quartultimo posto. Volendo sottilizzare, dal momento che la Puglia occupa il quintultimo posto, in merito alla contribuenza fiscale – potrebbe trattarsi anche del quindicesimo, ma sarebbe la stessa cosa – anche riferendoci solo a questo aspetto, Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 50 – RESOCONTO STENOGRAFICO visto che gli altri parametri sono molto più complicati (penso, ad esempio, alla ponderazione della popolazione anziana), riteniamo che si debba legittimamente pretendere da parte nostra il compimento di un ulteriore passo in avanti, quantomeno per allineare la posizione della Regione Puglia, nella graduatoria del riparto, con quella da noi occupata in merito all’alimentazione fiscale. A tal riguardo, mi corre l’obbligo di rilevare che i dati riguardanti le entrate, che purtroppo non sono destinate, se non in misura infinitesimale, alla Regione, anche in seguito alla positiva ripresa economica della nostra Regione, avutasi nel corso degli ultimi due anni, segnano degli incrementi molto significativi, tali – chiedo scusa se ripeto nuovamente questo concetto – da far considerare demagogica e totalmente superficiale l’iniziativa assunta dal Presidente Fitto, nel corso della precedente Legislatura, che invece di migliorare i parametri di attuazione del decreto n. 56/2000 – ora riferirò un piccolo scoop su questo aspetto, caro consigliere Palese – puntava ad impugnare la clava non contro il Presidente Berlusconi, che aveva approvato il DPCM del 2004, penalizzante per la Puglia, bensì nei riguardi della legge stessa del 2000. La demagogia, cari consiglieri, è sempre sbagliata e la superficialità comporta sempre risultati negativi e non previsti. Pertanto, ci troviamo paradossalmente in una situazione in cui, a seguito della modifica introdotta a Santa Trada (Reggio Calabria), otterremo sempre di più di quanto previsto – per il 2005 è già accaduto e succederà anche per il 2006 – nella misura di due milioni di euro, vale a dire che si verificherà uno scostamento positivo per la Puglia, in merito al riparto del fondo sanitario. Con il calcolo della capacità fiscale, in presenza dei dati positivi riscontrabili nella nostra Regione, avremmo potuto ottenere anche 1820 milioni di euro. Nell’ambito di questa materia, consiglierei di muoverci dedicando sempre più studio e ri- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 flessione, piuttosto che avanzando iniziative propagandistiche, che ancora oggi vengono riproposte in termini generici. Ho riportato un esempio che, forse, avrebbe meritato un atteggiamento di maggiore moderazione. Non sono certo un nostalgico del decreto n. 56/2000, perché per fortuna il testo portato dinanzi al Consiglio dei Ministri, dal Ministro Padoa-Schioppa, compie un’operazione importantissima e positiva per la Regione Puglia, quale quella di sottrarre il trasporto pubblico locale, la sanità e l’assistenza sociale da qualsivoglia parametro di capacità fiscale, ancorandoli a livelli uniformi di assistenza, eguali in tutto il territorio nazionale. In considerazione di tutto questo, bisogna ringraziare l’equilibrio del Ministro proponente, ma anche il senso di responsabilità dimostrato dalle Regioni settentrionali che, in sede di Conferenza dei Presidenti, hanno espresso un parere positivo a questo disegno di legge presentato dal Governo. Scusate la mia crociata contro la demagogia, ma ho appreso che il Presidente Galan sostiene la loro posizione di creditori, a seguito del parere positivo espresso dalla Regione Veneto, in merito al testo predisposto dal Ministro Padoa-Schioppa e approvato, nei giorni successivi, dal Consiglio dei Ministri. Dopo qualche settimana – nel momento successivo a quello in cui la Regione Lombardia, per fortuna e con senso di responsabilità, nell’apposita sede, ha espresso un parere positivo – mi sono reso conto che erano tornati ad imperare la demagogia e il populismo, a seguito della lettura di dichiarazioni secondo cui, ad esempio, le tasse devono essere trattenute. Tale approccio suscita, in me, preoccupazioni. Un’ultima informazione, senza privare la Commissione tecnica del compito di affrontare il vero approfondimento – perché non credo che sia questa la sede adatta – riguarda il fatto che, questa mattina, mi sono pervenute in copia le relazioni di approfondimento realizzate dall’ARES, in merito alla dinamica della spesa Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 51 – RESOCONTO STENOGRAFICO dell’anno 2007. Credo che tali relazioni debbano essere oggetto di un approfondimento, innanzitutto da parte nostra, ma anche da parte della competente Commissione. Dal momento che è stato riportato poc’anzi un esempio, ne approfitto per informare che è stata confermata la dinamica molto positiva della spesa farmaceutica, in termini di contenimento, mentre la voce – che andrebbe studiata e disaggregata non solo per ciascuna ASL, ma nei suoi elementi – relativa all’acquisto di beni, risulta caratterizzata da una dinamica superiore, al momento pari a trenta milioni di euro complessivi in più, in tutta la Regione, rispetto al 2006. Considerato che il collega Palese ha citato i dati dell’Agenzia sanitaria nazionale, a seguito dei necessari approfondimenti, in termini sia di composizione delle tipologie di acquisti, che di disaggregazione nelle diverse AA.SS.LL., si potrà opportunamente formulare una valutazione molto più approfondita dinanzi alla competente Commissione consiliare. Esame articolato PRESIDENTE. Passiamo, quindi, all’esame dell’articolato. Do lettura dell’articolo 1: art. 1 (Intervento finanziario per prosecuzione servizio controllo e monitoraggio patrimonio boschivo) 1. Al fine di garantire, per ulteriori due mesi e nelle more della definizione delle procedure di gara, la prosecuzione del servizio di controllo e di monitoraggio del patrimonio boschivo pugliese per la prevenzione del rischio incendi, lo stanziamento del capitolo 531045 – U.P.B. 08.03.01 – del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007 viene incrementato di Euro 1.770.000,00 mediante riduzione di pari importo del capitolo 3022 – U.P.B. 04.02.01. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, in sede di dichiarazione di voto affronteremo gli argomenti presi in considerazione dall’assessore Saponaro. Innanzitutto, desidero ribadire che abbiamo sempre proceduto ad una sola variazione e solo eccezionalmente, per un solo anno, ne sono state attuate due. Pertanto, non si tratta di un dato storico attinente. L’articolo 1 riguarda – come avevo già precisato in fase di discussione generale – l’allungamento dei tempi in relazione alla gara della SMA. Ebbene, ho deciso di studiare la situazione, proprio in virtù di questo articolo e degli allungamenti temporali previsti. Da tali studi emerge che, invece della cessazione del rapporto, nel mese di aprile del 2007, è stata concessa una prima proroga, e in seguito anche una seconda e una terza, ragion per cui, tutto questo, non può più essere considerato un evento eccezionale. Su tale questione, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Siamo consapevoli del fatto che l’allungamento dei tempi si è verificato – dal momento che lo apprendiamo dagli atti a nostra disposizione – ma vogliamo conoscerne le ragioni e capire quali siano gli impedimenti. Vogliamo comprendere i motivi che hanno portato alcuni componenti della Commissione a dimettersi e le ragioni della diatriba scoppiata questa estate – segnalata da parte dei servizi televisivi – tra i titolari della SMA e la Regione Puglia. Altresì, vogliamo conoscere i motivi che hanno comportato la stabilizzazione definitiva degli LSU all’interno del personale. In altre parole, noi vogliamo avere risposte in merito all’intera situazione. Durante l’approvazione del bilancio era stata avanzata la proposta di aumentare le risorse, in virtù di una prima proroga. In seguito, ce n’è stata una seconda. Inoltre, anche l’ulteriore apertura dei termini della gara non Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 52 – RESOCONTO STENOGRAFICO ha comportato i risultati sperati, dal momento che è andata a vuoto. Vogliamo delle informazioni specifiche a tal riguardo, perché penso che il Consiglio abbia la necessità di sapere come stanno realmente le cose. Esistono molte delibere, molti atti, molte lettere e molte determinazioni dirigenziali che comportano, nei fatti, senza dubbio un allungamento dei tempi e la necessità di procedere ad una variazione per mettere a disposizione circa 1,7 milioni di euro, oltre ai 4-5 milioni di euro, in virtù delle proroghe passate, e quelli stanziati dal bilancio di previsione. Altresì, vi è la necessità di sapere se quest’ultima proroga sarà effettivamente tale, o se ce ne saranno delle altre. Signor Presidente, chiedo che l’assessore Saponaro fornisca delle risposte e che lo faccia in Aula. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Russo. RUSSO, assessore all’agricoltura, all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e alla pesca. Signor Presidente, pensavo che la replica dell’assessore Saponaro fosse stata esaustiva. Le domande poste dal consigliere Palese, se fossero appartenute ad un’interrogazione, ci avrebbero messo nelle condizioni di essere più puntuali nelle relative risposte. Ad ogni modo, alle domande poste oralmente dal consigliere Palese, da questa parte dei banchi, rispondiamo chiarendo innanzitutto un aspetto importante. Non voglio sollevare polemiche, perché ritengo che non potrebbero rilevare ostacoli o impedimenti, rispetto ad una procedura che ha seguito il suo corso. In occasione degli incendi, vi è stata una presa di posizione, alla quale abbiamo risposto adeguatamente, ma con molta pacatezza, in quanto riteniamo il servizio utile e produttivo, anche alla luce degli eventi che hanno caratterizzato l’estate pugliese. In virtù di quanto ho appena Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 detto, riteniamo che uno degli aspetti importanti da affidare al servizio oggetto del progetto, riformulato per la riutilizzazione degli operai, oggi in capo alla SMA, sia soprattutto la difesa del suolo. Noi abbiamo seguito le procedure. Nel mese di ottobre del 2006, la procedura era rappresentata da una gara europea e vi abbiamo dato avvio con l’insediamento di una Commissione che, nel corso della sua prima riunione, ha voluto creare i presupposti di un confronto sull’impianto stesso della procedura negoziale, inserita all’interno del bando di gara. Ebbene, nel corso dei lavori della Commissione, a causa dell’assenza di qualche componente per tre riunioni consecutive, la normale procedura è stata interrotta. Di conseguenza, i commissari, giunti quasi alla scadenza dei termini – in quanto eravamo alle porte del mese di aprile – si sono trovati di fronte alla ricostituzione della stessa Commissione, che ci ha permesso, in seguito, di seguire la normale procedura. In data 29 agosto, la Commissione, valutando i requisiti delle due imprese che si erano presentate, ha dichiarato una di esse non più valida, perché non in possesso dei requisiti richiesti dal bando. L’unica impresa rimasta in gara, in data 29 agosto, ci ha comunicato per iscritto che non vi erano i presupposti economici per poter aderire al progetto. In pratica la gara è andata deserta, dal momento che l’unica impresa rimasta non ha ritenuto di poter partecipare a quel progetto. Poiché lo stesso procedimento ci permetteva di attivare la procedura negoziale, siamo intervenuti affinché ciò avvenisse. Da parte dell’impresa che ha aderito a questo percorso è stata dichiarata la disponibilità, e insieme stiamo valutando l’aspetto finanziario e quello progettuale, per verificare che il progetto, così come formulato, guardi nella sua interezza all’intervento sul territorio, sia come difesa del suolo, sia come manutenzione, sia come salvaguardia della zona forestale. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 53 – RESOCONTO STENOGRAFICO Abbiamo, quindi, invitato l’impresa a presentarci il progetto economico, in virtù di quanto l’impegno di spesa recita. Nell’attesa, mediante le procedure negoziali, abbiamo concesso la proroga di un servizio che riteniamo utile e indispensabile. Ovviamente, avendo impegnato le risorse della delibera CIPE, stiamo aspettando di ottenere il via libera da parte del Ministero competente: senza quell’accordo di programma non è possibile procedere ad alcun impegno e ad alcuna delibera. Abbiamo impegnato quelle risorse e, una volta liberate, daremo corso al procedimento, chiudendo il tutto attraverso un progetto di impegno tra il settore e, soprattutto, l’impresa che si aggiudicherà questo servizio. Allo stato attuale, dunque, abbiamo attivato le procedure necessarie per poter ottenere la proroga di un servizio che, comunque, non può interrompersi, in quanto utile e importante per il territorio. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’articolo 1. PALESE. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, la risposta dell’assessore Russo è stata utile, in quanto ci ha permesso di comprendere il contesto del procedimento, che in effetti è particolarmente complicato. Tuttavia, noto che in merito a questo aspetto persistono dei problemi. Nessuno ha messo in discussione la necessità della proroga; difatti, il servizio va necessariamente mantenuto. Ritengo, però, che dal punto di vista procedimentale occorra prestare maggiore attenzione, in quanto le circostanze – così come sono state esposte, in merito al procedimento, dall’assessore – determinano preoccupazioni per la Pubblica Amministrazione. Dichiaro, pertanto, la nostra astensione. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 MARMO Nicola. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARMO Nicola. Signor Presidente, chiedo la votazione per appello nominale dell’articolo 1. PRESIDENTE. Indìco la votazione per appello nominale dell’articolo 1. I consiglieri favorevoli risponderanno «sì», i consiglieri contrari risponderanno «no», gli astenuti si comporteranno di conseguenza. Invito il segretario a procedere all’appello nominale, iniziando dall’assessore Russo, nominativo estratto a sorte a norma di Regolamento. BONASORA, segretario, fa la chiama. Hanno votato «sì» i consiglieri: Bonasora, Borraccino, Buccoliero, Cappellini, Costantino, De Leonardis, De Santis, Dicorato, Frisullo, Giampaolo, Loizzo, Lomelo, Lonigro, Losappio, Maniglio, Manni, Marino, Marmo G., Mineo, Mita, Montanaro, Ognissanti, Olivieri, Pelillo, Pellegrino, Pentassuglia, Potì, Povia, Romano, Russo, Sannicandro, Stefàno, Taurino, Tedesco, Ventricelli, Visaggio. Si sono astenuti i consiglieri: Attanasio, Baldassarre, Chiarelli, Damone, Lospinuso, Marmo N., Palese, Pepe, Saccomanno, Tagliente. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 54 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO Sono in congedo i consiglieri: Cassano, Cioce, Gentile, Introna, Silvestris, Tarquinio, Vadrucci, Vendola. Risultano assenti i consiglieri: Brizio, Canonico, Caroppo, Cera, Congedo, Copertino, Laurora, Loperfido, Minervini, Riccardi, Rollo, Ruocco, Santaniello, Scalera, Surico, Zullo. PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione: 18 OTTOBRE 2007 b) quanto ad €. 17.795.000,00 dalla quota spettante alla Regione Puglia ex art. 2 del Decreto Interministeriale 16 novembre 2005; c) quanto ad €. 2.000.000,00 dagli utili di gestione dell’ARES; vengono introitate, con atto dì Giunta regionale, sul capitolo di entrata di nuova istituzione 2035776 denominato “Entrate provenienti dal residuo risultato positivo servizio sanitario regionale 2005, dalla quota regionale ex art. 2 D.I./2005 e dagli utili di gestione dell’ARES” per essere destinate al correlato capitolo di spesa di nuova istituzione 771094 denominato “Spese per l’integrale copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale 2006 mediante utilizzo risorse capitolo di entrata correlato 2035776”. PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Consiglieri presenti Consiglieri votanti Hanno votato «sì» Astenuti 46 36 36 10 L’articolo 1 è approvato. Do lettura degli articoli successivi: art. 2 (Integrazione l.r. n. 16/2007) 1. All’articolo 1 della legge regionale del 5 giugno 2007, n. 16 (“Prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”) dopo il terzo comma viene aggiunto il seguente quarto comma: “4. Le ulteriori risorse finanziarie necessarie per l’integrale copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale anno 2006, complessivamente quantificato in €. 210.811.000,00, rivenienti: a) quanto ad €. 9.034.000,00 dal residuo risultato positivo del servizio sanitario regionale 2005; Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare PALESE. Signor Presidente, l’articolo in questione tratta della messa a punto, dal punto di vista contabile, dei 210 milioni 811 mila euro previsti dall’articolo 2 del disegno di legge in esame. L’assessore Saponaro, nel corso della sua replica, ha evidenziato che le risorse relative all’anno scorso ammontavano a 4 miliardi di euro, mentre per l’anno in corso a 9 miliardi di euro. Conosco bene questi aspetti, ma ritengo che sia proprio l’impostazione data dal Governo ad essere sbagliata e penalizzante, rispetto alle altre Regioni e ai loro cittadini, anche ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione. Difatti, rammento che alcune Regioni, proprio per questi motivi, si sono rivolte alla Corte costituzionale. Anche in presenza di un Governo regionale del mio stesso colore politico – così come è accaduto per il decreto n. 56 – mi sarei rivolto alla Corte costituzionale. Il discorso in questione è un po’ diverso. Il problema non è relativo al meccanismo messo in atto – perché lo conosco bene – ma è rappresentato dalle risorse pubbliche che incre- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 55 – RESOCONTO STENOGRAFICO mentano il fondo sanitario nazionale, per le Regioni a cui viene attribuito, indipendentemente dalla presenza di eventuali debiti. Di contro, ad altre Regioni, pur assumendo le stesse un comportamento nettamente più virtuoso, non viene attribuito alcun incremento. Ebbene, se lo Stato mette a disposizione 9 miliardi di euro per l’anno in corso, una parte di queste risorse (il 10, il 15 o anche il 20%) deve essere staccata e trasferita alle Regioni che prevedono una gestione completamente diversa da quella indicata per i disavanzi. Questa battaglia bisogna condurla anche stimolando i parlamentari. Occorre ribadire chiaramente che, dei 9 miliardi di euro stanziati dalla Finanziaria, una cifra pari al 10, al 15 o al 20% deve essere staccata e trasferita. In seguito, si metteranno d’accordo tra loro per definire i relativi meccanismi di trasferimento. Inoltre, ove la Puglia – e potrebbe trattarsi del caso verificatosi per l’anno 2006 – avesse creato un disavanzo, che tra l’altro è stato accertato, ed è pari a 211 milioni di euro (anche se a nostro parere è decisamente maggiore) perché mai alcune Regioni hanno avuto la possibilità di ottenere un prestito trentennale, mentre noi abbiamo dovuto agire nel modo che conosciamo? Bisognava assicurare lo stesso meccanismo in capo a tutte le Regioni. Ove non sia previsto neanche questo, chiediamo che almeno la parte staccata venga trasferita a quelle Regioni che si attestano al di sotto della media, come la Regione Puglia, sia per l’esercizio in corso, sia per quello relativo all’anno prossimo. A questo punto, dobbiamo affrontare la questione relativa al fondo sanitario. La situazione non è quella descritta. Difatti, quando l’allora Ministro Bindi approvò quella legge vessatoria nei confronti delle Regioni del Mezzogiorno, non solo occupavamo l’ultima posizione, ma tra noi e la Regione che si trovava al penultimo posto esisteva una differenza incredibile. Pertanto, recuperare le quattro Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 posizioni, così come è avvenuto – tre da parte nostra e una da parte dell’attuale Governo regionale – è stata una fatica incredibile, dal momento che la disposizione dell’allora Ministro Bindi, nel 1999, sotterrò completamente la nostra Regione. Il recupero progressivo e continuo, che è stato registrato da parte di tutti, ha rappresentato una grande fatica. Vorrei che questo aspetto fosse molto chiaro. La differenza con la Regione Emilia-Romagna, che all’epoca era di circa mille miliardi, si è ridotta – sì – ma non dimentichiamo che siamo partiti da un livello bassissimo. Venendo al miglioramento di quest’anno, qui cominciano le dolenti note. Quando la nostra popolazione – così come quelle delle altre regioni del Mezzogiorno – era giovane, si sottolineava il peso rappresentato dagli anziani. Ora che, invece, la popolazione anziana comincia ad aumentare anche da noi, si comincia a sottolineare la necessità di mantenere gli standard e si sposta l’attenzione ad altri aspetti. Mi rivolgo all’assessore Tedesco – che partecipa, insieme all’assessore Saponaro e al Presidente Vendola, alle riunioni nel corso delle quali si assumono le decisioni del caso – comunicando che è arrivato il momento di cambiare la norma nazionale, perché le Regioni del Mezzogiorno non riescono ad affrontare questo problema. Assessore Saponaro, la nostra Regione – così come le altre del Mezzogiorno – al documento di Santa Trada, nel luglio del 2005, è arrivata solamente grazie alla nostra azione sviluppata in merito al federalismo fiscale e al decreto n. 56/2000. Non voglio ripetere che cosa avrebbe implicato l’applicazione di quel decreto all’interno della nostra Regione, nel corso dei dodici anni di penalizzazione, che hanno comportato 618 milioni di euro in meno, in merito al trasferimento ordinario, ma resta il fatto che con la nostra azione siamo arrivati a Santa Trada. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 56 – RESOCONTO STENOGRAFICO In quell’occasione, all’accordo che avete stipulato, personalmente non avrei aderito, in quanto non rispecchiava pienamente quelle che erano le nostre rivendicazioni. È corretto quello che lei ha detto, ma resta il fatto che l’accordo è partito da lei; noi avremmo potuto sperare di recuperare maggiori risorse. Ad ogni modo, il provvedimento è stato corretto rispetto a questo dato. Concludo il mio intervento annotando un altro aspetto. In fase di dibattito generale, non ho messo in discussione il disegno di legge relativo al federalismo fiscale, laddove c’è stato il recupero della sanità, dei servizi essenziali, dei trasporti e via elencando. Io mi riferivo all’attuale legge finanziaria, in merito alla quale le Regioni hanno avanzato la richiesta di quattro interventi irrinunciabili, vale a dire la modifica del patto di stabilità, la rassicurazione in ordine ai trasferimenti, secondo la legge Bassanini e il decreto n. 112/1999, relativamente ai trasporti, il rimborso dell’IVA rispetto al servizio trasporto pubblico locale, e il patto della salute, relativamente ai ticket e a quella situazione che ancora persiste. A queste richieste avanzate dalle Regioni, ancor prima dell’approvazione della Finanziaria, il Governo non ha dato risposta. Inoltre, mi auguro che siano apportate le dovute correzioni, altrimenti avremo seri problemi a predisporre il bilancio di previsione per l’anno 2008. Vorrei che questo importante aspetto fosse assolutamente chiaro. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 2. È approvato. art. 3 (Errata corrige alla l.r. n.25/2007) 1. Al fine di provvedere alla correzione di errori di stampa presenti nell’Allegato “A” – Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Parte Spesa – della legge regionale 3 agosto 2007, n. 25 (“Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”), il volume secondo della medesima legge viene sostituito dal tabulato allegato. È stato presentato un emendamento sostitutivo dell’intero articolo (n. 1) a firma dell’assessore Saponaro, del quale do lettura: «L’articolo 3 del DDL “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” è sostituito dal seguente: ART. (Modifica alla legge regionale 3 agosto 2007, n. 25) 1. Il volume secondo – Parte Spesa – dell’Allegato “A” della legge regionale 3 agosto 2007, n. 25 (“Assestamento e seconda variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007”), è sostituito dal tabulato allegato alla presente legge”». Lo pongo ai voti. È approvato. art. 4 (Modifica legge regionale del 3 agosto 2007, n. 23 “Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi”) 1. Al fine di fronteggiare l’urgenza di individuare le risorse necessarie a garantire la propria quota obbligatoria di compartecipazione alla spesa per l’attuazione del piano triennale di edilizia scolastica 2007-2009 – “patto per la sicurezza”, ai sensi dell’art. 1, comma 625, della legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”), è autorizzata l’istituzione del nuovo capitolo, da denominarsi “interventi per l’edilizia scolastica” sull’U.P.B. 11.1.1. “Interventi in materia di pubblica istruzione e diritto allo studio”, con uno stanziamento di Euro 3.669.547,00, mediante prelievo dei seguenti capitoli: Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 UPB 11.2.1 Cap. 915010 11.2.1 916015 4.2.1 3022 – 57 – VIII Legislatura RESOCONTO STENOGRAFICO Descrizione Spese Spese per interventi € 782.405, 84 in attuazione delle l.r. n. 17/2005 e l.r. n. 20/2005 Trasferimento agli € 1.987.141, 16 EDISU delle spese connesse all’esodo volontario del personale l.r. n. 14/2004 Spese per maggiori € 900.000, 00 oneri contrattuali derivanti dalla applicazione del nuovo contratto di lavoro a favore dei dipendenti S.O. È stato presentato un emendamento (n. 2) a firma degli assessori Saponaro e Lomelo, del quale do lettura: «Al DDL “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” è aggiunto il seguente articolo: ART. (Modifica alla legge regionale 28 dicembre 2006, n. 39) 1. I commi 1 e 2 dell’articolo 7 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 39 (Norme in materia di razionalizzazione della spesa sanitaria) sono abrogati. L’articolo 4 del DDL “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” è sostituito dal seguente: ART. (Interventi in materia di edilizia scolastica. Legge n. 296/2006) 1. Al fine di fronteggiare l’urgenza di individuare le risorse necessarie a garantire la propria quota obbligatoria di compartecipazione alla spesa per l’attuazione del piano triennale di edilizia scolastica 2007-2009 – “patto per la sicurezza” –, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”), è disposta l’istituzione nel bilancio regionale 2007 del nuovo capitolo di entrata 916055 “Compartecipazione regionale per gli interventi di edilizia scolastica ai sensi del comma 625, art. 1, L. n. 296/2006” – Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare 18 OTTOBRE 2007 U.P.B. 11.1.1 – con uno stanziamento di Euro 3.669.547,00, mediante riduzione degli stanziamenti dei seguenti capitoli di spesa: a) per Euro 900.000,00 dal capitolo 3022 “Spese per maggiori oneri contrattuali derivanti dall’applicazione del nuovo contratto di lavoro a favore dei dipendenti”; b) per Euro 901.551,85 dal capitolo 915010 “Spese per interventi in attuazione della l.r. n. 17/2005 e l.r. n. 20/2005”; c) per Euro 1.867.995,15 dal capitolo 916015 “Trasferimento agli Edisu delle spese connesse all’esodo volontario del personale 1.r. n. 14/2004”». PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, sempre in risposta all’assessore Saponaro, desidero rilevare che, durante il suo intervento conclusivo, in merito a questo aspetto egli ha espresso due dichiarazioni. In primo luogo, ha comunicato che esiste una certificazione rispetto al problema relativo al capitolo da cui si prelevano i fondi. Ci mancherebbe altro! Tra l’altro, questo aspetto l’abbiamo valutato in Commissione. Deve esserci certezza in merito all’esistenza dei fondi. In secondo luogo, l’assessore ha affrontato il problema della previsione. L’assessore Lomelo, in sede di predisposizione del bilancio di previsione, aveva già avanzato richiesta di cofinanziamento. Ricordo bene che le richieste pervenute riguardavano, da un lato, risorse per il cofinanziamento, in merito all’edilizia scolastica – che noi auspichiamo – e dall’altro, risorse per il debito fuori bilancio di 12,5 milioni di euro di cui siamo debitori nei confronti delle AASSLL, che hanno anticipato queste risorse per il servizio di integrazione scolastica. Pertanto, questa situazione si conosceva già, non è una novità. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 58 – RESOCONTO STENOGRAFICO Inoltre, se è vero che esiste la certificazione, e che è stata riscontrata in I Commissione, noi contestiamo il fatto che vengono tolte risorse che, comunque, la Regione ha messo in previsione e deve erogare, anche se spostate di un anno. Difatti, la contrattazione decentrata influenza l’anno successivo. Si tratta di risorse che, per il personale degli EDISU e degli APT che va in esodo, debbono essere previste. Sarebbe stato utile prelevare quelle risorse da altra spesa discrezionale. Il vero problema riguarda il debito di previsione, rispetto al 2008. L’assessore Loizzo sostiene di non avere dubbi sul fatto che siano stati tutti spesi. Ebbene, su questo non c’è alcun dubbio. Il vero problema è capire quanti debiti esistono, non quante risorse avete speso. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento a firma degli assessori Saponaro e Lomelo. È approvato. PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, ero convinto che fossimo ancora all’esame dell’emendamento n. 1. Vorrei intervenire sull’emendamento n. 2. PRESIDENTE. L’abbiamo già votato. Se vuole, può mettere a verbale una dichiarazione. PALESE. La mia dichiarazione è la seguente. Il primo comma dell’emendamento che si trova a pagina 2 va ad abrogare uno strumento di controllo che la Giunta regionale, comunque, si era attribuito nell’ambito del settore della sanità. Difatti, il discorso ruota sempre intorno a questo settore; in seguito è stato portato innanzi alla Commissione e, successivamente, in Aula. Si era detto – così come è stato fatto in Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 passato – che al fine dell’acquisizione di beni durevoli, da parte delle Aziende sanitarie locali, per un valore pari o superiore a 500 mila euro (circa un miliardo delle vecchie lire) occorreva l’autorizzazione da parte della Giunta regionale. Anche se non si trattava del migliore possibile, a me sembrava un sistema tale da poter decidere se concedere o meno l’autorizzazione. A suo tempo, avevamo adottato un meccanismo molto più forte, basato su un gruppo di lavoro. Siamo intervenuti nello stesso modo nel 2000 (in merito a beni durevoli o non durevoli, convenzioni e quant’altro). Il comitato si riuniva e assumeva le decisioni, in base alle richieste che, all’epoca, erano superiori a 120 o 140 mila euro, non ricordo esattamente la cifra esatta. Non ho compreso la ratio: noi tutti sosteniamo che le AASSLL necessitano di controlli, e nonostante questo, abrogate completamente quel poco che è stato messo a disposizione? Signor Presidente, mi sembra si tratti di una imprudenza abbastanza forte. L’autonomia è un discorso diverso, e nessuno vuole metterla in discussione. La Regione ha potere di programmazione, di vigilanza e di controllo sulle AASSLL e sulla spesa sanitaria. Trovo davvero allucinante una tale situazione. Sarebbe stato più logico – se siete di questa idea – non intervenire in questo modo. Non si tratta, però, della mancata voglia di assumersi questo tipo di responsabilità o di organizzare lo stesso gruppo di lavoro. Per quanto riguarda la delibera di Giunta regionale n. 210/2001, è stata già predisposta la procedura da seguire. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Saponaro. SAPONARO, assessore al bilancio, alla programmazione, ai fondi strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestio- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 59 – RESOCONTO STENOGRAFICO ne e al patrimonio. Signor Presidente, non è in discussione la tematica generale dei controlli, ma l’applicabilità dell’articolo, approvato a suo tempo, sugli acquisti di beni e servizi, superiori ai 500 mila euro. In sede applicativa si è verificato questo dilemma, di non poco conto: se il controllo è solo di corrispondenza tra una spesa deliberata da un’Azienda sanitaria e il budget della stessa, ebbene, risulta essere totalmente costitutivo del concetto di azienda sanitaria. Pertanto, è assurdo immaginare che questo controllo, semplicemente di corrispondenza tra una spesa e la medesima previsione del budget, sia affidato alla Giunta regionale. Gli uffici ci hanno segnalato – questo è il vero motivo, non certo quello di realizzare a tutti costi delle cose diverse rispetto al 2001 – anche un’altra aporia. In costanza di previsione di budget, ossia di corrispondenza di una determinata spesa al budget previsionale della ASL, la tipologia di controllo – credo che su questo concetto siano d’accordo anche gli organi di vigilanza, sull’attività amministrativa – ad un approfondimento più ponderato, rischia di eccedere i poteri della Giunta regionale, che sono per l’appunto quelli di indirizzo e di controllo ex post, e non quelli di ingerenza nella gestione. Difatti, il rischio è che vi sia un’attività discrezionale, nella valutazione del singolo acquisto di beni e servizi, da parte della Giunta regionale. Personalmente, non so come voi abbiate applicato questo concetto, ma nutro delle forti perplessità. A questo punto, ho delle perplessità anche retrospettive, relative agli anni 2001, 2002, 2003 e 2004, in merito al fatto che l’organo politico-amministrativo della Giunta sia investito di compiti gestionali per sostituirsi, in qualche modo, ad una valutazione. Questo rischio è abbastanza concreto. Se, invece, caro consigliere Palese, si tratta semplicemente della verifica di corrispondenza di una determinata spesa alla previsione del budget, allora sarebbe incongruo mettere in Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 piedi un tal meccanismo. Si tratta di un problema di applicabilità; per tale motivo è stato presentato questo emendamento. Ciò non toglie che vanno rafforzati i controlli sostanziali, in termini di auditing, anche da parte degli organi tecnici della Regione, che è cosa diversa dall’attribuire la competenza in questa materia in capo alla Giunta regionale. Abbiamo discusso la questione per diversi giorni, anche in ambito di sanità, sulla separazione di politiche e gestione, ragion per cui credo che debba essere mantenuta, perché da molti anni rappresenta un caposaldo dell’organizzazione pubblica italiana. PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 3) a firma del consigliere Potì, del quale do lettura: «Il capitolo 1110097 “Oneri rivenienti dalla regolarizzazione delle carte contabili (1.r. n. 17/2005 art. 4 – 1.r. n. 28/2001 art. 82/bis)” – Unità Previsionale di Base 10.04.02 del Settore Ragioneria, è impinguato della somma di euro 11.000.000,00, con prelievo di pari importo, dal capitolo 1110045 (Fondo di riserva per la reiscrizione dei residui passivi perenti). – dall’U.P.B. 10.04.01 – Settore Ragioneria». Lo pongo ai voti. È approvato. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 4) a firma del consigliere Montanaro, del quale do lettura: «Modificare il titolo del capitolo di spesa del Comitato regionale di Protezione civile da “spese per il funzionamento del Comitato” in “spese per l’attività del Comitato”». Lo pongo ai voti. È approvato. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 5) a firma dei consiglieri De Leonardis, Stefàno, Olivieri, Lonigro, Maniglio, Ventricelli, Giampaolo, Visaggio, Potì, Borraccino ed altri, del quale do let- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 60 – RESOCONTO STENOGRAFICO tura: «La frase “sino al 30 settembre 2007” contenuta nell’ultimo rigo del 1° comma dell’art. 18 della L.R. 28 dicembre 2006, n. 39, viene così modificato: “sino all’entrata in vigore della legge di riforma complessiva del settore turistico”». PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, l’emendamento in esame, avente come primo firmatario il consigliere De Leonardis – e che comunque l’assessore Ostillio avrebbe voluto ugualmente presentare – comporta la proroga del commissariamento delle Aziende di promozione turistica, che a mio giudizio andrebbero cancellate dalla storia, fino all’attuazione della legge di riforma complessiva del settore turistico. Ma se lei non dovesse mai adottarla, che cosa accadrebbe? Accolgo, dunque, l’invito del consigliere Sannicandro: impostiamo un termine temporale, rispetto a questo dato. Attendo una proposta da parte dell’assessore Ostillio, il quale conosce la situazione, in merito alla predisposizione della legge di riforma del settore, anche se potrei aprire un’ampia discussione a tal riguardo, dal momento che già esiste una legge in quest’ambito. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Ostillio. OSTILLIO, assessore al turismo e all’industria alberghiera. Signor Presidente, considerato l’intervento del consigliere Palese, l’occasione mi è utile per precisare che la Giunta regionale è in attesa che si concludano le attività della società Sviluppo Italia, incaricata di redigere il Piano strategico del turismo, e della società Mercury del professor Becheri (quella dell’Annuario del turismo italiano) in merito al regolamento di attuazione dei sistemi Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 turistici locali. Senza questi due studi, non possiamo operare scelte di riforma del settore turistico che siano adeguate rispetto alla visione d’insieme. Nella giornata di ieri le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, incontrate da me e dal collega Minervini, hanno richiesto formalmente che, nelle more delle procedure di riforma, al fine di assicurare continuità nell’erogazione dei servizi, da parte delle Aziende di promozione turistica, siano prorogati i commissariamenti delle stesse. Si tratta di un documento sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, da cui ci perviene questa richiesta. Considerato che nel frattempo era stato presentato un disegno di legge, che dava attuazione ad una prescrizione normativa del 2002, in ordine alla soppressione, visto che è intervenuta questa richiesta e che siamo ancora in attesa di avviare questi studi, preciso che abbiamo bisogno di un ulteriore ragionevole lasso di tempo per poter produrre e sottoporre alla valutazione del Consiglio regionale il disegno complessivo di riforma. L’A.RE.T non è mai entrata in funzione, ma si configura come una struttura forse eccessivamente pesante e gravosa, rispetto alle necessità, a discapito di strutture più leggere. Nell’attesa di questo disegno complessivo, su richiesta dei sindacati, i consiglieri hanno richiesto autonomamente che si possa ottenere la proroga. Mi permetto di suggerire ai presentatori dell’emendamento, sempre che siano d’accordo, di inserire una previsione in ordine ai tempi corrispondente al 30 giugno 2008, tenendo comunque presente che, per quanto attiene alla votazione, il Governo si rimette all’Aula. PRESIDENTE. L’emendamento in esame, dunque, viene integrato dall’assessore Ostillio nel modo seguente: «comunque non oltre il 30 giugno 2008». PALESE. Domando di parlare. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 61 – RESOCONTO STENOGRAFICO PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, sono d’accordo con l’integrazione poc’anzi proposta dall’assessore Ostillio, che fissa il termine non oltre il 30 giugno 2008. Ad ogni modo, continuo a mantenere la mia posizione contraria in merito all’emendamento in esame. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento, nel testo integrato dall’assessore Ostillio. È approvato. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 6) a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Lospinuso, Marmo N. ed altri, del quale do lettura: «Art. _____ (Contributo straordinario per i Comuni). La Giunta Regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di € 10.000.000,00 a favore dei Comuni, finalizzato a concorrere alla copertura dei costi eccedenti sostenuti per gli anni 2006 e 2007 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. CAP. 1110045 € 10.000.000,00; C.N.I. (Contributo straordinario a favore dei Comuni per costi eccedenti anni 2006 e 2007 raccolta rifiuti solidi urbani)». Ha chiesto di parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, l’emendamento in esame recita: «la Giunta regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di € 10.000.000,00 a favore dei Comuni, finalizzato a concorrere alla copertura dei costi eccedenti sostenuti per gli anni 2006 e 2007 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani». Abbiamo già provveduto ad esporre le relative spiegazioni, e non voglio aggiungere neanche una parola in merito a quanto è accaduto. Gli effetti sono rappresentati da un aumento spaventoso dei costi, che andrà a gravare Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 sui cittadini. La Provincia di Lecce, con dichiarazione del Presidente, ha dato la sua disponibilità a stanziare quantomeno 2 milioni di euro, proprio per cercare di attenuare questo colpo che si ripercuoterà in capo ai cittadini. Mi auguro che anche la Regione intervenga, dal momento che è investita della relativa responsabilità. POTI’, relatore. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. POTI’, relatore. Signor Presidente, il consigliere Palese sa benissimo che abbiamo svolto delle assemblee nell’ATO Lecce/2, dove, a causa di alcuni contrattempi tecnici, non si è provveduto all’apertura di una discarica, il che, naturalmente, ha comportato un aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tuttavia, nel corso di queste assemblee ci siamo impegnati a discutere della questione, tant’è vero che non un mese fa, ma appena martedì scorso, è stata recapitata una lettera, a firma di tutti i consiglieri di maggioranza del Salento, primo firmatario il consigliere Maniglio, per richiamare l’attenzione del Presidente Vendola sull’argomento, che tra l’altro sarà oggetto di valutazione in sede di formazione del bilancio. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Saponaro. SAPONARO, assessore al bilancio, alla programmazione, ai fondi strutturali e politiche comunitarie, alle finanze, all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio. Signor Presidente, sul piano sostanziale mi associo agli argomenti sollevati dal consigliere Potì. Sul piano formale, però, credo che l’emendamento sia improponibile, perché l’alimentazione finanziaria graverebbe, se non ho capito male, sui residui perenti. Francamente, mi meraviglio del consigliere Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 62 – RESOCONTO STENOGRAFICO Palese, perché presentare emendamenti sui residui perenti rappresenta un metodo pericolosissimo, un piccolo attentato, per l’equilibrio di bilancio. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell’emendamento. PALESE. Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, il problema esiste, e mi auguro che venga affrontato anche in sede di bilancio di previsione. Vorrei dirle, comunque, assessore Saponaro, che non abbiamo bisogno di assemblee, anzi ne facciamo anche troppe. Sono convinto che la Regione si sia trasformata in un’assemblea permanente del ’68, con tutto il rispetto per quel particolare periodo. Ritengo che si debba procedere alla approvazione, in quanto la questione riguarda anche l’esercizio finanziario dei Comuni, del 2006 e del 2007, e le cartelle cominceranno ad arrivare subito ai cittadini. Inoltre, per quanto riguarda il problema dei residui perenti, mi sono avventurato a tirar fuori somme dagli stessi, innanzitutto perché, dall’inizio dell’anno, di circa 50 milioni di euro ne sono stati utilizzati appena 5, e in secondo luogo, perché nella stessa variazione avete spostato altri 11 milioni di euro prendendoli dal fondo dei residui perenti. Pertanto, ho pensato che su questa scia avremmo potuto ragionevolmente, anche dal punto di vista formale, avanzare una proposta di tale natura. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento. Non è approvato. È stato presentato un emendamento aggiuntivo di un articolo (n. 7) a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Lospinuso, Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 Marmo N., Tagliente ed altri, del quale do lettura: «Art. _____ (Stabilizzazione precari servizio sanitario regionale). Le disposizioni previste dall’art. 30 della L.R. n. 10 del 2007 sono estese a tutto il personale del ruolo dirigenziale del servizio sanitario regionale, nonché al personale di cui alla L.R. n. 16 del 1987 e dell’Istituto zooprofilattico». Ha chiesto di parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, nella legge n. 10/2007 era stato varato l’articolo 30 che fissava tempi perentori alla Giunta regionale per varare il programma per la stabilizzazione dei precari, in ottemperanza alla legge finanziaria di quest’anno. Tuttavia, nel valutare la delibera predisposta, anche dal punto di vista formale, al di là della discussione affrontata questa mattina, poiché la deliberazione della Giunta regionale prende come fonte la legge finanziaria, ma anche l’articolo 30, si propone il provvedimento di stabilizzazione. Certo, la legge finanziaria si utilizza maggiormente per le modalità di attuazione, ma come fonte viene preso in considerazione quasi esclusivamente l’articolo 30. Considerato che deve essere affrontato anche il problema del personale dirigenziale, del personale che riguarda l’altro precariato ventennale, della legge regionale n. 16/1987, e quello dell’Istituto zooprofilattico, penso che gli stessi termini perentori e la stessa fonte normativa, utilizzata al fine di varare la delibera, debbano essere estesi a queste fattispecie. Il fatto che la Giunta vi provveda o meno, è un altro discorso. Come ha dichiarato proprio l’altro giorno lo stesso Presidente Vendola, penso sia prudente, e forse necessario, confrontarci per valutare come intervenire, rispetto a quanto è stato preannunciato. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Tedesco. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 63 – RESOCONTO STENOGRAFICO TEDESCO, assessore alle politiche della salute. Signor Presidente, il consigliere Palese ha fatto giustamente riferimento – sia l’altro ieri, che oggi – ai precedenti verificatisi in altre Regioni, in particolare in Emilia-Romagna, che hanno comportato l’allargamento del processo di stabilizzazione anche al personale medico, veterinario e farmaceutico. Ebbene, io ho letto il provvedimento della Regione Emilia-Romagna. Si tratta di un provvedimento di natura amministrativa che modifica esclusivamente le procedure di stabilizzazione: approva anche per questa categoria, ovverosia il personale dirigenziale, il processo di stabilizzazione, però ne modifica il procedimento, ponendo al termine della ricognizione, e quindi della stabilizzazione, l’obbligo del concorso, senza il quale – come lei sa – nessun soggetto può accedere alla dirigenza. Pertanto, confermo all’Aula che il Governo regionale è intenzionato a procedere lungo questa direzione. Di questo ne abbiamo parlato in sede di Commissione salute, con i colleghi assessori, e sostanzialmente si è convenuto sul fatto che ciascuna Regione, sulla base delle proprie situazioni specifiche, le proprie condizioni finanziarie e via elencando, può decidere, senza bisogno di alcun provvedimento legislativo, di allargare la stabilizzazione sia alla dirigenza – ricomprendendovi medici, veterinari e farmacisti – sia agli enti direttamente riferibili al servizio sanitario, in questo caso gli Istituti zooprofilattici e l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Si tratta di un altro problema sul quale ci dovremmo soffermare. Il Governo regionale, dunque, intende seguire il seguente percorso: chiudere il processo di stabilizzazione del personale del comparto, a cui si è già provveduto con la deliberazione adottata lunedì scorso; aprire la verifica della consistenza del personale della dirigenza e, quindi, procedere successivamente alla stabilizzazione dello stesso, sempre che ne ricorrano le condizioni (ma credo di poter anticipa- Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 re che le condizioni, allo stato, ricorrono); procedere, parallelamente alla stabilizzazione della dirigenza, alla verifica del personale stabilizzabile delle agenzie, come l’ARPA, riconducibili, in tutto o in parte, al servizio sanitario, o degli istituti, come quello zooprofilattico, di fatto già inglobati nell’organizzazione del servizio sanitario. In questo modo potremmo creare tre provvedimenti distinti riguardanti tre categorie, altrettanto distinte: comparto, dirigenza, personale delle agenzie o enti collegati al servizio sanitario. Pur prendendo come sollecitazione, da parte dei firmatari, l’emendamento proposto, ritengo che non sia necessario un provvedimento legislativo, che invece dovrà intervenire per consentirci la sanatoria del personale della legge n. 16 e di altre situazioni in essere. Anche su questo punto stiamo già lavorando, con l’auspicio di portare in Aula, al più presto possibile, il suddetto provvedimento. PALESE. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PALESE. Signor Presidente, forse nella parte iniziale della presentazione dell’emendamento non sono stato particolarmente chiaro. Ho compreso il programma, così come la delibera varata proprio l’altro giorno da parte della Giunta regionale. Si tratta di un programma che prevede procedure, discipline e quant’altro, e su questo non c’è dubbio. Altre Regioni, addirittura, non hanno fatto riferimento all’articolo 30 della legge n. 10. In effetti, non mi risulta che le Regioni Lombardia e Emilia-Romagna abbiano predisposto un provvedimento amministrativo. Non hanno fatto assolutamente niente. Ebbene, abbiamo deciso di presentare questo emendamento, oltre che per completezza rispetto a questo dato, per un altro motivo. La vostra delibera di programmazione, pre- Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 64 – RESOCONTO STENOGRAFICO cisamente quella approvata proprio l’altro giorno, utilizza come fonte la legge finanziaria, per la disciplina in fattispecie, ma la perentorietà e l’obbligatorietà richiamate all’interno della delibera derivano dall’articolo 30 della legge n. 10, le cui disposizioni sono estese a queste fattispecie. Se per una delibera per il comparto è stata utilizzata quella fonte normativa, l’intero programma da seguire lo dovrà scegliere la Giunta regionale, come è accaduto per la delibera approvata, ma se è previsto l’utilizzo e l’avviamento primario dell’articolo 30, adoperato per il comparto, cerchiamo di estendere lo stesso articolo aggiungendovi anche quanto l’assessore Tedesco ha confermato rispetto all’ARES, e per quello che riguarda la componente sanitaria rispetto all’ARPA. Vi ho esposto il vero motivo, che non era certo quello di stimolare alcunché, anche perché il Presidente Vendola aveva già risposto positivamente a questa sollecitazione. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l’assessore Tedesco. TEDESCO, assessore alle politiche della salute. Signor Presidente, mi preme sottolineare che l’articolo 30 della legge n. 10 fu proposto ed approvato per imporre al Governo regionale un limite temporale rispetto ad una situazione obbligatoria: la stabilizzazione del personale del comparto era prevista dalla legge finanziaria, ragion per cui i soggetti che si trovavano in quella condizione avevano titolo alla stabilizzazione stessa. Il Consiglio regionale ritenne, con quella norma, di concedere alla Giunta regionale un lasso di tempo vincolante – che è stato corrispondente a un paio di mesi in più del previsto – per attivare quel processo. In questo caso, stiamo valutando l’opportunità di una stabilizzazione, assolutamente non obbligatoria, alla quale altre Regioni hanno provveduto. Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 In altre parole, ci stiamo prendendo il tempo necessario per operare le relative valutazioni. Dovendo fare, oggi, una valutazione strettamente personale sulla proponibilità, anche alla luce di quanto è stato realizzato dalle altre Regioni, per quanto mi riguarda ritengo che si potrà intervenire. Tuttavia, il Governo regionale non ha ancora avuto la possibilità di apprezzare compiutamente un elemento di carattere discrezionale. Difatti, la stabilizzazione del personale dirigenziale e delle agenzie, se sarà assunto, rappresenterà un provvedimento discrezionale, dal momento che non esiste una norma che ci obbliga a stabilizzare anche il suddetto personale. Sono queste le ragioni che mi portano, purtroppo, ad insistere sull’impossibilità di accogliere l’emendamento in esame. PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento. Non è approvato. Pongo ai voti il disegno di legge n. 23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007” nel suo complesso. È approvato. FRISULLO, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FRISULLO, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Atti consiliari della Regione Puglia SEDUTA N° 57 – 65 – RESOCONTO STENOGRAFICO Chiedo che il provvedimento sia dichiarato urgente. PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura d’urgenza. È approvata. Informo l’Assemblea che il 23 ottobre, data Cedat 85 Servizi di resocontazione parlamentare VIII Legislatura 18 OTTOBRE 2007 che era stata individuata per la convocazione del prossimo Consiglio regionale, non si terrà la seduta consiliare a causa di un sopravvenuto impegno istituzionale. Pertanto, il Consiglio tornerà a riunirsi i giorni 6 e 7 novembre 2007. La seduta è tolta (ore 15,35).