NELLE PAGINE SICILIANE MARAN AMARO: «MOLTI ERRORI, POCA REAZIONE» SPECIALE www.gazzetta.it lunedì 17 settembre 2012 1,20 € TUTTE LE LISTE PER DIVENTARE CAMPIONI REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO anno 116 Numero numero 220 Anno Desert Boot Amber Gold ITALIA [email protected] - clarks.it Serie A / 3ª GIORNATA IL POSTICIPO QUARTO SUCCESSO SU 4 PARTITE IN TRASFERTA La Samp sa solo vincere RILANCIO INTER PARTITE CHIEVOLAZIO 13 FIORENTINACATANIA 20 MILITO E CASSANO SHOW GENOAJUVENTUS 13 MILANATALANTA 01 NAPOLIPARMA 31 Stramaccioni: «Noi provinciali? Sciacquatevi la bocca» Sneijder furioso per il cambio. Il Torino esce tra gli applausi PALERMOCAGLIARI 11 PESCARASAMPDORIA 23 ROMABOLOGNA 3 Antonio Cassano, 30 anni, abbraccia Diego Milito, 33 ANDREOLI BRAMARDO, CECERE, DALLA VITE, ELEFANTE PAG. DA 8 A 11 LE MAGNIFICHE TRE A PUNTEGGIO PIENO DOPO I PRIMI 270 MINUTI DELLA SERIE A VUCINIC GRINTA JUVE CAVANIPANDEV IL NAPOLI C’E’ HERNANES LUCE DELLA LAZIO SIENAUDINESE 22 TORINOINTER 02 GENOA 3 CHIEVO 3 PARMA 3 BOLOGNA 3 ATALANTA (2) 2 CAGLIARI 2 UDINESE 1 PALERMO 1 PESCARA 0 SIENA (6) 4 Tra parentesi i punti di penalizzazione CRISI MILAN DOMANI L’ANDERLECHT Mirko Vucinic, 28 anni, bacia il braccio con il tatuaggio con nomi e data di nascita dei figli Aleksandar 011110 e Matija 190712 NEWPRESS 3 Il tecnico del Milan: Massimiliano Allegri, 45 anni ilCommento CAMPIONATO FORMULA 3 di ALBERTO CERRUTI Sembra un campionato formula 3, che alla giornata numero 3 ritrova 3 squadre al comando, Juventus-Napoli-Lazio, capaci di vincere a suon di 3 gol. Per la verità, con loro ci sarebbe anche la Sampdoria, penalizzata però da quel -1 iniziale. SERVIZI ALLE PAG. 23567131415 23 CLASSIFICA JUVENTUS 9 NAPOLI 9 LAZIO 9 SAMPDORIA (1) 8 INTER 6 FIORENTINA 6 ROMA 4 CATANIA 4 TORINO (1) 3 MILAN 3 L’ARTICOLO A PAGINA 31 Allegri rischia per Berlusconi Ma Galliani frena BOCCI, DELLA VALLE, PASOTTO ALLE PAGINE 1819 LE ALTRE ROMA DA 20 A 23 COL BOLOGNA Gilardino infilza Zeman JoveticToni e la viola va CALAMAI, GOZZINI, PALOMBO, PUGLIESE ALLE PAG. 2123 PRIMO ESONERO AL POSTO DI SANNINO Zamparini non perdona Il Palermo a Gasperini CARUSO A PAGINA 17 SUL NOSTRO WEB (9.45) MOTOGP A MISANO 2° DIETRO A LORENZO GOLF A TORINO SI IMPONE LO SPAGNOLO Valentino rivede il podio «Dedicato a Simoncelli» Super Castaño: Open a 24 GAZZA OFFSIDE Manassero splendido terzo CON MATERAZZI FALSAPERLA, IANIERI, ZAMAGNI ALLE PAG. 36373941 CAZZETTA, COCCHI A PAGINA 47 Tutto sul dopo weekend calcistico IL ROMPI PALLONE di GENE GNOCCHI IL NUOVO PROFUMO DI CHANEL www.chanel.com 9 771120 506000 20 9 1 7> w Pato sulla via del recupero. Ieri ha fatto una partita a subbuteo senza accusare risentimenti muscolari. Codice cliente: 5104377 2 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3a GIORNATA 4 1 ECCO LE COPPE S CHAMPIONS Domani ore 20.45 MilanAnderlecht Mercoledì ore 20.45 ChelseaJuventus S EUROPA LEAGUE Giovedì ore 19 UdineseAnzhi NapoliAik Solna ore 21.05 InterRubin Kazan TottenhamLazio LARGO A VUCINIC E’ RIMONTA JUVE Che sofferenza con il Genoa Con i cambi aggiusta la testa Turnover, Pirlo in affanno, attacco spuntato: rossoblù in vantaggio Poi entrano il montenegrino e Asamoah ed ecco tre gol e il primato DAL NOSTRO INVIATO LUIGI GARLANDO GENOVA P Massimo Carrera, 48 anni, sta sostituendo lo squalificato Conte sulla panchina della Juve LAPRESSE L’assassino è nascosto a pagina 16 del secondo tempo: è qui che si risolve il giallo Genoa-Juve. Minuto 16, Antonelli libera Bertolacci tutto solo davanti a Buffon. La Juve, presa a pallate nel primo tempo, salvata dalla traversa quattro minuti prima (Borriello), è sotto di un gol (Immobile). Bertolacci non è uno qualsiasi. Ha segnato alla Juve nelle ultime due stagioni con il Lecce. Ricordate la palla strappata dai piedi di Buffon che complicò la pratica scudetto? Se Bertolacci segna ancora e il Genoa va sul 2-0 a mezz’ora dal termine, difficile raddrizzare la baracca. Rischio turnover Invece Buffon, raschiando dal pozzo infinito della sua classe, si sdraia e respinge il Babau. L’azione si ribalta e Giaccherini fa 1-1 (16’). Poi in sei minuti (33’, 39’) Vucinic e Asamoah chiudono il conto: 3-1. Come non detto. La striscia dei risultati utili sale a 42. La morale sembra facile: rassegnatevi, se la Juve vince anche una partita del genere, non perde più... In realtà il messaggio di Marassi è più sfumato e incoraggia la concorrenza più di quanto sembri. Conte ha steccato il primo tentativo di turnover. Per ribaltare la partita ha avuto bisogno di Vucinic (un gol e due assist) e Asamoah (rigore procurato e gol). Alla Juve sono tutti titolari? Mettiamola così, allora: Vucinic fa cose che altri titolari non fanno. E in una stagione tanto intensa, non potranno giocare sempre i più bravi. Inoltre il turnover logora chi lo subisce, come ha dimostrato subito Vidal che ha contestato platealmente il mancato impiego. Aggiungiamoci il momento sofferto di Pirlo e la conferma del problema attacco, che il mercato non è riuscito a risolvere e che l’ottima prestazione di Borriello-Immobile (due ex!) ha reso ancora più imbarazzante. Che Grifo Il bellissimo Genoa del primo tempo alla lunga si è arreso alla fatica e all’impossibilità di pescare un Vucinic dalla panca. Al massimo: Melazzi. Ma la Juve incrocerà anche rose più attrezzate e non è scontato che riesca sempre a ribaltare partite nate così male. De Canio con tre mosse si mette in tasca la Juve. Prima: Bertolacci come una carta moschicida su Pirlo. Seconda: Jankovic abbassato in mediana per formare con Seymour e Kucka una linea di qualità capace di lanciare con preci- Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 GENOA JUVENTUS 1 3 3 (4-3-1-2) (3-5-2) 1 Frey; 31 Sampirisi (dal 34’ s.t. 4 Ferronetti), 21 Canini, 3 Bovo (dal 22’ s.t. 5 Granqvist), 13 Antonelli (dal 37’ s.t. 9 Melazzi); 11 Jankovic, 14 Seymour, 33 Kucka; 91 Bertolacci; 17 Immobile, 22 Borriello. PANCHINA 30 Tzorvas, 63 Stillo, 10 Merkel, 18 Piscitella, 19 Jorquera, 24 Moretti, 28 Tozser, 89 Anselmo. ALLENATORE De Canio. CAMBI DI SISTEMA dal 37’ s.t. 4-3-3. ESPULSI nessuno. AMMONITI Canini per gioco scorretto, Immobile per comportamento non regolamentare. 1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 4 Caceres (dal 31’ s.t. 26 Lichtsteiner), 8 Marchisio, 21 Pirlo, 24 Giaccherini, 11 De Ceglie (dal 9’ s.t. 22 Asamoah); 12 Giovinco, 32 Matri (dal 9’ s.t. 9 Vucinic). PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 2 Lucio, 6 Pogba, 39 Marrone, 23 Vidal, 33 Isla, 27 Quagliarella, 17 Bendtner. ALLENATORE Carrera (Conte squalificato). CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Bonucci e Barzagli per gioco scorretto, Pirlo per comportamento non regolamentare. MARCATORI Immobile (G) al 18’ p.t.; Giaccherini (J) al 16’, Vucinic (J) su rigore al 33’, Asamoah (J) al 39’ s.t. ARBITRO Rocchi di Firenze. NOTE paganti 8.554, incasso di 289.511 euro; abbonati 16.300, quota di 289.511 euro. In fuorigioco 1-1. Angoli 1-9. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 3’. POSSESSO PALLA GENOA 34,4% PASSAGGI POSITIVI JUVENTUS 65,6% TIRI IN PORTA 4 IIIIII GENOA 6 GENOA 65,2% Pirlo giù I meriti di un Genoa at- leticamente euforico sono enfatizzati dagli errori della Juve. Riguardiamo le prime tre occasioni descritte. Quella di Borriello nasce da un retropassaggio di Bonucci; la prima di Immobile dalla difesa presa d’infilata a centrocampo; il gol sgorga da un fraseggio delle due punte sotto gli occhi teneri di Bonucci e Chiellini. Difesa svagata e centrocampo anemico senza la foga di Vidal e Asamoah. Bertolacci sarà anche francobollo fastidioso, ma quando Pirlo sta bene Prima in castigo poi decisivo È lui il top player Carrera: «È partito dalla panchina perché deve dimostrare in allenamento di meritarsi il posto» E lui: «Qui non esiste un leader ma il gruppo» JUVENTUS 84,2% JUVENTUS 7 GENOA 4 IIIIIIII JUVENTUS 8 SECONDO TEMPO 1-3 7’ Diagonale di Giovinco sul palo, Giaccherini tira alto. 11’ Gran destro al volo di Giaccherini fuori di poco. 12’ Punizione, testa di Borriello: traversa. 16’ Antonelli a Bertolacci che, solo, calcia su Buffon. GOL! 16’ Vucinic per Giaccherini che la piazza di piatto. GOL! 33’ Vucinic su rigore. Fallo di Sampirisi su Asamoah. GOL! 39’ Vucinic da destra, Asamoah segna sul secondo palo. 1 La festa bianconera per il gol di Giaccherini 2 Al 9’ della ripresa Vucinic entra per Matri 3 Vucinic sione e scavalcare il folto centrocampo bianconero. Terza mossa: due punte vere, Borriello e Immobile, nati per aggredire la profondità. Dall’atteso 4-3-3 al 4-3-1-2 che funziona meglio che sulla lavagna. Borriello spara a lato al 4’, Immobile si divora un contropiede al 9’, i due costruiscono in tandem il vantaggio firmato (18’). E nel finale altre occasioni. MIRKO VUCINIC TIRI FUORI IIIIIII IIII MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 4’ Su retropassaggio di Bonucci, diagonale di Borriello di poco a lato. 9’ Immobile parte solo da metà campo e spreca davanti a Buffon. GOL! 18’ Immobile scambia con Borriello e infila Buffon. 37’ Borriello salta Chiellini e viene anticipato da Bonucci davanti a Buffon. 38’ Giaccherini a Matri che tutto solo alza sulla traversa. si prende il pallone da Giovinco per battere il rigore 4 Il penalty del 2-1 IPP-LAPRESSE-ANSA- ANDREOLI 3 D ilProtagonista numeri& STATISTICHE 2 LA GAZZETTA DELLO SPORT BARICENTRO BASSO 50,9 metri La prestazione degli ex Borriello e Immobile illude De Canio: il Genoa dura un tempo Tanti errori per la Juve e Matri si divora un gol Poi la reazione d’orgoglio evade come Houdini dalle cassaforti. Di questi tempi basta il maltese Schembri. Caceres e De Ceglie sbagliano quasi tutto, dal calibro dei cross in giù. I due esterni e Giaccherini, di fatto, sono all’esordio in campionato: l’azzardo di cambiare tanto in un colpo solo costa caro. Il gol divorato da Matri al 38’ è la sentenza su una prestazione resa ancora più pallida al confronto BARICENTRO MOLTO ALTO 59,4 metri con l’indemoniato Borriello, che a questa Juve avrebbe fatto parecchio comodo, più del tondo Bendtner. Ci pensa Vucinic Il palo di Giovinco al 7’ segnala che la ruota comincia a girare. L’ingresso di Vucinic e Asamoah ribalta i valori. Ogni palla che tocca il montenegrino è un pericolo, l’ex udinese comincia a battere la fascia come un uragano e il giovane Sampirisi soffre fino a causare il rigore del 2-1. De Canio avrebbe potuto soccorrere meglio la fatica dei suoi, soprattutto in mediana: due cambi dopo il 34’ della ripresa suonano tardivi visto il grande sforzo. Ma se Bertolacci... Fa bene Marassi a cantare con orgoglio: «Vi vogliamo così». Il Genoa aveva in campo tre under 21. La Juve, forte di qualità e spirito, porta a casa tre punti meritati. Ma ora la concorrenza sa che la Champions può essere un buon alleato. © RIPRODUZIONE RISERVATA DAL NOSTRO INVIATO MIRKO GRAZIANO GENOVA Vucinic in panchina: la Juve va sotto, soffre, rischia di crollare, fa il solletico alla difesa del Genoa. Vucinic in campo: cambia la musica, sale il tasso di classe, arrivano gol e tre punti. Pesantissimi! Roba da top player. Roba da Vucinic appunto. In castigo? Ma perché il montenegrino è partito dalla panca? Solo turnover? Risponde Carrera: «Abbiamo visto meglio Matri. Mirko sa di essere un giocatore importante, è un grande campione, non lo scopriamo certo noi, deve però dimostrare durante gli allenamenti di meritarsi il posto. Come fanno gli altri. Abbiamo bisogno di giocatori che danno sempre il massimo. Si vince con il gruppo e non con il singolo, questa è la cosa fondamentale per arrivare lontano in campionato e in Champions». Successivamente Carrera smorza i toni («Non è successo niente a Vinovo, perché lui era in nazionale»), ma è evidente che qualcosa non sia andata proprio per il verso giusto nelle ultime ore di preparazione alla gara di Marassi. Strano, per esempio, lo scatto rabbioso di Vucinic al primo richiamo subìto in campo dal tecnico. Scintille che di fatto hanno però acceso la fiamma giusta e messo in moto il devastante talento del 28enne di Niksic: assist col contagiri per Giaccherini; rigore letteralmente strappato a Giovinco e trasformato in sicurezza; infine, giocata di classe e potenza che spalanca la porta ad Asamoah per il 3-1 definitivo. Ecco il leader! Zero pause, tanta concretezza e ora anche gol a raf- fica. Sì, l’incompiuto dei tempi romani è diventato una macchina da guerra. Altro che indolente, oggi Mirko è uno che s’incazza, reagisce, corre, non disdegna il muso a muso nei momenti caldi (come con Kucka, «ma fuori si dimentica tutto»). E se i numeri sono questi, qualche «dispensa» Conte gliela può concedere: quattro gol nelle cinque gare ufficiali fin qui disputate, nazionale compresa. In bianconero è a quota tre: al centro di ieri, vanno infatti aggiunti il gol in Supercoppa contro il Napoli (lì si procurò pure un rigore) e il momentaneo 2-0 nell’abbuffata di Udine. «Messaggio scudetto» A fine ga- ra, poi, Vucinic mette subito in pratica «la legge di Conte», ovvero il gruppo prima di tutto: «Non sono stato io a invertire l’inerzia della gara. Qui non esiste un leader solo, esiste un gruppo eccezionale. Senza lo spirito da grande squadra non avremmo cambiato la partita». La vittoria di Marassi «è un chiaro messaggio al campionato. La Champions? Ci pensiamo da stasera (ieri)». Infine la spiegazione sul rigore portato via a Giovinco: «Sì, ho chiesto il pallone a Giovinco, poi anche a Pirlo. Mi hanno lasciato tirare loro». Sereno il passaggio di consegne con Pirlo, meno «civile» il confronto con Seba, ma alla fine c’è solo da brindare, e fra i due sono baci e abbracci. © RIPRODUZIONE RISERVATA S Mirko Vucinic, 28 anni, ha segnato due gol nelle prime tre giornate, entrambi fuori casa IMAGE Codice cliente: 5104377 4 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 SERIE A 3a GIORNATA le Pagelle di LUIGI GARLANDO GENOA BORRIELLO SUPER 6,5 Primo tempo da Oscar, secondo in affanno. Ma se Bertolacci... Allenatore De Canio 7,5 h il migliore Borriello Ok, poteva anticipare i cambi per soccorrere la stanchezza del suo Genoa. Ma noi premiamo il coraggio dell’idea e la bellezza del gioco. Un mistero che non abbia mai allenato una grande. Assiste Immobile, traversa, due quasi gol, ma soprattutto una partita da toro scatenato, lottando su ogni pallone, oltre le proprie energie. Lo applaude pure la sagoma finta di Preziosi. 7 JUVENTUS MARCHISIO TIENE DRITTO IL TIMONE 6 7,5 h Allenatore Carrera il migliore Vucinic 6,5 Soffre, rischia il tracollo, straripa con Vucinic e Asamoah La media tra l’azzardo di un turnover esagerato e la sterzata messa a segno nella ripresa che tiene la Juve in vetta. Quando la panchina ordina la svolta, la squadra risponde sempre. Spietato, anche quando nega il pallone a Giovinco per il rigore. Piega la gara come un cucchiaino con il suo genio da illusionista: un gol e due assist. Per ora l’attacco della Juve è solo lui. 6 5,5 6 6 6,5 6 7 5,5 5,5 5 5 6 Frey Sampirisi Canini Bovo Antonelli Jankovic Buffon Barzagli Bonucci Chiellini Caceres Marchisio La Juve gli regala un primo tempo di riposo: unico tiro tra i pali una telefonata di Giaccherini. Quando la Signora lo impallina, non gli lascia né scampo né colpe. Qualche ingenuità, tipo il rigore che causa mentre soffre crampi clandestini. Patisce la freschezza di Asamoah. È un ragazzo del ’92 che sta crescendo: tenerlo d’occhio La presenza più solida in difesa, non patisce mai la fisicità di Matri. Si batte sulle barricate quando la Juve rovescia la partita nel secondo tempo e alla fine sfonda. Buona prova, tenendo conto che ha alle spalle un lungo stop. Combatte fino a quando ne ha, poi implora la sostituzione. Ustiona i guanti di Buffon con una punizione dal limite. Assiste il quasi-gol di Bertolacci. Sta tornando in linea con le aspettative che alimentava. Buona notizia per Prandelli, visto quel che passa il convento degli esterni (Melazzi s.v.). Le sue punizioni e i suoi lanci tengono sveglia la Juve. Mediano a sorpresa, sgobba fino allo sfinimento. Poteva scalare in attacco e lasciare il posto a un mediano fresco. Sembra lento sul gol subito, sembra un muro sul tentativo di Bertolacci che fa la storia del match. Prende il possibile 2-0, lo modella e lo fa diventare il piedistallo della vittoria. Perfino lui, salvavita di tante occasioni, incappa in più strafalcioni. Una faticaccia addomesticare Borriello. A Londra il reparto dovrà recuperare l’antica affidabilità. Provvidenziale chiusura su Borriello, cui aveva regalato una palla gol con un maldestro retropassaggio. Assiste passivo al dialogo che porta alla rete. Solite luci e ombre. A tratti irriconoscibile, specie nel primo tempo. In ritardo. Ha bisogno di giocare, Conte lo lascia in campo. Il reparto ha bisogno di recuperare la sua reattività. Tanta ruggine addosso, dopo l’infortunio. La fascia gli sembra una prateria. Esordio incerto anche perché la Juve del primo tempo pende a sinistra. Troppi cross sbagliati. (Lichtsteiner 6) Come con Malta, prova a fare il Pirlo, visto che Andrea ha un mastino addosso. Il più lucido nelle difficoltà, senza incantare però. Piantato sul posto da Kucka che spaventa Buffon. 6 6,5 5,5 6,5 5,5 s.v. 5 7 5 5,5 4,5 7 Seymour Kucka Bertolacci Immobile Granqvist Ferronetti Pirlo Giaccherini De Ceglie Giovinco Matri Asamoah Altro dominatore del primo tempo che si esaurisce come una candela. Merkel o Jorquera freschi potevano servire per sorreggere meglio la resistenza. Riecco il trattore che piaceva alle grandi. Vedi la cavalcata che Bonucci stronca a un passo da Buffon. Alla fine si ingolfa per la fatica. Parcheggiato in fascia: terzino. Come uno steward che dà le spalle alla partita. Guarda solo Pirlo. Lo limita e trova il tempo per dare una mano davanti. Buona prestazione, quel gol sbagliato che segna la partita. Solo davanti a Buffon trema come davanti a un totem. Poi lotta, infilza il mitico Gigi ed esulta senza remore da ex. Anzi, con gusto, forse, visto che non hanno sperperato fiducia su di lui. Anima lunga che non ha nelle reattività la sua arma migliore. Infatti entra lento in partita sull’1-1 e viene travolto dalla Juve che sale. Rimpiazza Sampirisi appiedato dai crampi, soffre anche lui l’uragano Asamoah La conferma di un momento così e così. Se sta bene, avere un uomo addosso non è un problema. Ora invece lo è. E la Juve tutta paga il conto. La musichetta di Champions lo risveglierà. Anche prima del gol era tra i meno peggio: assist limpido per Matri, tap in fallito sul palo di Giovinco e bel tiro al volo... Ci mette l’anima nelle due fasi. Per questo gli allenatori lo adorano. Spiccioli contro il Parma, di fatto è all’esordio in campionato e si vede: la sua galoppata non si scioglie, i cross spiovono altrove. Eppure nel 1˚ tempo la squadra spesso lo sollecita. Partite come queste dovrebbe marchiarle con giocate determinanti. Un paletto non basta per spazzare via la diffidenza e per pretendere il diritto al dischetto. Infatti Vucinic glielo nega. Occasione sprecata per ribaltare le gerarchie. Divora un gol, sbaglia tanto, detta poco. Impietoso il paragone con Borriello. Con Vucinic ed Asamoah pure per lui sarebbe stato più facile. Si abbatte su un Genoa stremato come il lupo sulla capanna del primo porcellino. Strappa un rigore e segna il 3-1, tutto di corsa. Un fattore sempre più decisivo per la nuova Juve. TERNA ARBITRALE: ROCCHI 7 Vede tutto bene: rigore, giallo (non rosso) a Bonucci, mani di Pirlo in barriera. Di Fiore 6,5 - Giordano 5; Damato 6 - Giacomelli 6 DOPO IL DASPO GLI AMICI DEL PRESIDENTE ROSSOBLÙ HANNO PIAZZATO UNA SAGOMA NEL POSTO ABITUALE DEL PATRON E in tribuna spunta Preziosi. Ma di cartone FILIPPO GRIMALDI GENOVA ta), i dirigenti, alle spalle i familiari più stretti. Indagine chiusa Una domenica Il Daspo a Preziosi? Meglio riderci su, devono avere pensato gli amici del presidente. E, in poche ore, hanno realizzato un cartonato con la sua effigie a grandezza naturale, sistemata dagli steward (prima di Genoa-Juventus) sulla poltroncina in prima fila al centro della tribuna d’onore, tradizionalmente occupata dal numero uno del Grifone nelle gare casalinghe. Vicino a lui (anzi, alla sua sagoma sorridente ed elegantissima: abito blu e cravat- diversa, in attesa di quelli che saranno gli sviluppi della vicenda-Daspo, pena accessoria stabilita il 17 maggio scorso, dopo che era stato rigettato il ricorso contro la sentenza d’appello che confermava la pena (poi condonata) per frode sportiva legata a Genoa-Venezia del 2004-05. Venerdì scorso alcuni funzionari della Digos hanno incontrato Preziosi a Pegli per comunicargli la chiusura delle indagini su quella che di fatto è stata una violazione del presi- Resta da capire se la Procura apprezzerà l’ironia o darà una pena più severa dente ai sei mesi di Daspo che scadranno il 17 novembre. L’inchiesta-lampo era scattata a seguito della presenza (vietata) al Ferraris di Preziosi durante la gara del 26 agosto, prima di campionato contro il Cagliari. Carota o bastone Il fascicolo fini- rà ora in Procura, dove verran- La sagoma cartonata del presidente Enrico Preziosi ieri in tribuna ANSA no decisi eventuali nuovi inasprimenti del Daspo. Ovviamente, trapela da ambienti investigativi, è acclarata la buona fede dello stesso Preziosi (che ha preannunciato ricorso) in merito alla violazione del Daspo, che il presidente riteneva non ancora esecutivo. Insomma, non c'è sulla carta la volontà di aumentare la durata del provvedimento. Resta il fatto che l’atteggiamento (a metà fra ironia e amarezza) manifestato dal presidente dopo che la notizia era diventata ufficiale rischia di nuocere alla sua posizione. Sarebbe stato più auspicabile un basso profilo, anche se l’idea del Preziosi di... cartone voleva servire a sdrammatizzare. Il dubbio rimane: in Procura apprezzeranno l’ironia? © RIPRODUZIONE RISERVATA 6 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3a GIORNATA Buffon-miracolo Giaccherini-gol «Tutto è girato lì» Marchisio esalta il portiere che ha sventato il 2-0 del Genoa. E le gare utili di fila diventano 42 DAL NOSTRO INVIATO G.B. OLIVERO GENOVA Poi finisce che si parla dei gol, della traversa di Borriello, del palo di Giovinco, del turnover di Conte, delle sostituzioni decisive, della vittoria della Juve, dei rimpianti del Genoa. E finisce che ci si dimentica di Gigi Buffon: la sua parata su Bertolacci è la giocata del campione, quella che di solito risolve le partite equilibrate, belle e avvincenti come Genoa-Juve. Il destino vuole che pochi secondi dopo, sulla stessa azione, Giaccherini pareggi e che quello che avviene nell’area del Genoa quindi finisca in vetrina più della parata di Gigi. Ma a Buffon importa poco: per il capitano bianconero conta molto di più aver fatto qualcosa di decisivo per la vittoria della squadra. E poi, magari, sarà anche contento per aver finalmente bloccato Bertolacci che aveva beffato Storari nel 2011 e lo stesso Gigi nell’ormai celebre Juve-Lecce del maggio scorso. RIGORE CONTESTATO De Canio: «Asamoah attore nato» GENOVA (a.d.r.) «Però... che bravo Asamoah, è un attore nato». Gigi De Canio sorride ma non l’ha digerita. Sullo stomaco gli è rimasto un fallo di Bonucci su Kucka: «Dove poteva starci l’espulsione da ultimo uomo», e l’episodio del rigore. Lui ha notato forse uno strano movimento verso l’esterno della gamba destra dello juventino. Da anni, comunque, il tecnico del Genoa è abituato a incassare: «L’arbitro Rocchi - sottolinea - è stato bravo, come tutti i giocatori in campo. Sampirisi un po’ ingenuo, non ha segnalato che aveva i crampi. Episodi che hanno reso sfortunata la nostra giornata». Il Genoa, in ogni caso, preferisce pensare alla buona prestazione esibita contro la Juventus più che alla sconfitta. Immobile ha trovato in Borriello una spalla perfetta. Insieme, da ex, hanno dato spettacolo: «Peccato sottolinea Ciro - perché avrei potuto fare un altro gol. Purtroppo il difensore m’ha toccato il pallone mentre calciavo. Sono stato bravo a non farmi abbattere dall’errore. Sono felice per l’intesa con Borriello, volevamo segnare insieme, non ci siamo riusciti, speriamo di farlo un’altra volta. I risultati arriveranno. Peccato per la sconfitta, che di sicuro non meritavamo, ma il calcio, si sa, a volte è così, un episodio ci ha rovinato la partita». © RIPRODUZIONE RISERVATA Il momento chiave: Gigi Buffon, 34 anni, respinge su Andrea Bertolacci, 21. Cambio di fronte ed Emanuele Giaccherini, 27 anni, segna l’1-1 IMAGE-ANSA Il cinismo In quei trenta secondi che passano dalla gran parata di Buffon al pareggio di Giaccherini, molti pensieri attraversano la testa di Claudio Marchisio: «Lì è girata la parti- ta, l’anno scorso non avremmo sfruttato l’occasione, ma adesso siamo più cinici — racconta il Principino —. E il cinismo è fondamentale in un periodo ricco di impegni nel quale bisogna risparmiare un po’ di energie. A Genova abbiamo dato una prova di forza». Emanuele Giaccherini ha festeggiato con un gol l’esordio in questo campionato: «Ero pronto: per me giocare interno o esterno è lo stesso. Contro il Genoa nella ripresa si è vista la vera Juve». A Stamford Bridge la vera Juve servirà dal primo minuto: «Se penso al Chelsea non sono ancora emozionato, ma di sicuro, dopo essere passato dalla serie C alla Nazionale, la Champions è un altro importante passo. E non voglio fermarmi». L’ARRIVO A SYDNEY NEL MIRINO PER GENNAIO Del Piero: «In Australia per vincere» Llorente torna e segna «Andrò via, rispettatemi» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID Il turnover Nemmeno Massimo Carrera ha intenzione di fermarsi: «Adesso possiamo cominciare a pensare alla Champions. Contro il Genoa abbiamo sofferto le ripartenze che non dovevamo concedere e i lanci lunghi perché alcuni nostri giocatori stanno ancora cercando la forma migliore». Nel momento decisivo la coppia Conte-Carrera si è affidata a tre titolari lasciati fuori per turnover: Vucinic, Asamoah e Lichtsteiner (mentre Vidal imprecava per essere rimasto in panchina: tutti volevano entrare per dare una mano). «Sono state scelte tecniche, legate anche agli impegni in nazionale. E visto il risultato abbiamo avuto ragione», spiega Carrera. Che si gode l’efficacissimo Asamoah (preso in giro da Isla su twitter: «È il nuovo Roberto Carlos...»): in quattro partite ufficiali il ghanese, sempre schierato da esterno, ha fatto due gol, servito due assist e procurato un rigore. Niente male. Come la striscia positiva della Juve: 42 risultati utili consecutivi. Ma senza quella parata di Buffon probabilmente la serie si sarebbe interrotta a Marassi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ale Del Piero a Sydney REUTERS «Non sono venuto a Sidney per concludere la mia carriera, ma per iniziare una nuova avventura. Voglio ancora vincere titoli». Sono state queste le prime parole pronunciate da Alessandro Del Piero al suo arrivo in Australia. L’ex capitano della Juventus, che ha firmato un biennale con il Sydney FC, è giunto ieri mattina all’aeroporto di Sydney (le 10.20 locali, le 2.20 italiane) accompagnato dalla moglie Sonia, dai tre figli e dalla tata della famiglia. Ad accoglierlo, oltre ai media, centinaia di tifosi della sua nuova squadra e una nutrita rappresentanza della comunità italiana. Del Piero, con la sciarpa del Sydney FC al collo, ha firmato autografi e si è sottoposto alle foto di rito. Esordirà sabato 6 ottobre a Wellington, in Nuova Zelanda, mentre la prima partita casalinga è stata spostata allo stadio olimpico che ha una capacità di 84 mila posti. Fernando Llorente torna, segna e parla. Chiaro, onesto, trasparente, come suo costume. Col cuore in mano, ferito ma deciso. Triste per le critiche ricevute, dispiaciuto per il putiferio sollevato ma determinato a essere lui e non il grande legame che lo tiene attaccato all’Athletic Bilbao a decidere il proprio futuro. Che ha tinte bianconere: al momento è la Juventus il club nel quale Llorente vuole provare a cambiare la sua carriera. Longo, gol e rosso Dopo aver gio- cato due spezzoni di partita nel preliminare di Europa League con lo Slaven Belupo e aver annunciato al presidente dell’Athletic, e questi al mondo, di non aver intenzione di rinnovare il contratto in scadenza nel 2013, Llorente è finito nell’occhio del ciclone, accusato di mancanza di riconoscenza e di alto tradimento. Bielsa vedendolo in difficoltà lo ha messo da parte. Fino a ieri. L’Athletic giocava, a Barcellona con l’Espanyol, occasione propizia per un ritorno a fari spenti. Al 68’ Fernando ha sostituito Isma Lopez, due minuti dopo col primo pallone ricevuto ha segnato il 2-2. È finita 3-3, con la rete di Longo e il pari di Aduriz. Per l’interista in prestito all’Espanyol due reti in due partite, e ieri anche due gialli, il secondo per le feste post gol. Rosso a parte, un grande inizio di Liga. Lo sfogo Dopo la partita «Fer» a «Cadena Ser» ha rotto il silenzio: «Mi fa male che ci sia gente contro di me. Mi fa male che si dubiti di me, ho sempre dato tutto per l’Athletic. Questo periodo è stato duro. Ho dovuto prendere decisioni difficili e in certe situazioni non sai mai come va a finire. Sì, in gennaio sono libero di negoziare e di trovarmi una nuova squadra però al momento voglio mettere la cosa da parte e aiutare la mia squadra: quanto meno si parla di me, meglio è. Anche quando me ne andrò io sarò sempre dell’Athletic: è la squadra che mi ha dato tutto, che mi ha cresciuto da bambino. Però se me ne andrò da qui nessuno si deve arrabbiare con me. È una decisione personale e la gente la deve rispettare». Llorente se ne andrà, e vuole andare alla Juve. L’Athletic ha rifiutato in agosto un’offerta bianconera da 18 milioni, ne riceverà un’altra al ribasso in gennaio e sceglierà se perderlo gratis in giugno. © RIPRODUZIONE RISERVATA VICINO ALLO STADIO Ferito tifoso della Juve Non è grave GENOVA Un tifoso della Juventus proveniente da Caserta è stato ferito a Borgo Incrociati, vicino allo stadio, da sostenitori del Genoa. Il ragazzo era con altre due persone. Secondo la polizia i tre sono stati aggrediti da alcuni tifosi rossoblù e rapinati degli zaini. Il tifoso non versa in gravi condizioni. Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG MATCH CIFRE E CURIOSITA’ SuperMirko anima Juve In 38’ tocca 27 palloni Nel vivo di ogni azione, surclassa Matri che era partito titolare Immobile spazia nell’attacco genoano: da lui cross e dribbling ANDREA SCHIANCHI Se la Juventus ha tre punti in più e si gode la vetta della classifica con Lazio e Napoli deve ringraziare Asamoah e Vucinic. Soprattutto il secondo, che era stato escluso dalla formazione iniziale a vantaggio di Matri. Carrera, immaginiamo esprimendo il pensiero di Conte, spiega a fine gara: «Abbiamo visto meglio Matri in settimana. Vucinic deve dimostrare durante gli allenamenti di meritarsi il posto come fanno tutti gli altri. Si vince con il gruppo e non con il singolo». A Marassi, contro il Genoa, va in scena l’eccezione che conferma la regola: senza Vucinic, senza il suo contributo in fase offensiva, la Juventus sarebbe ancora lì a cercare di pareggiare il gol iniziale di Immobile. Basta osservare l’impatto del montenegrino sulla partita per capire quanto i bianconeri abbiano bisogno di un giocatore simile. I numeri sono dalla sua parte (e condannano senza appello Matri): Vucinic entra al 10’ del secondo tempo, tocca 27 volte il pallone in 38’ (recupero compreso), tira due volte, segna un gol su calcio di rigore, regala un appoggio per la rete del provvisorio pareggio di Giaccherini e piazza il cross (deviato) sul quale si avventa Asamoah per il definitivo 3-1. Inoltre fa in tempo a confezionare un lancio, un cross, una «sponda», e a recuperare ben 2 palloni (fatto abbastanza insolito per lui). Il ruolino di Matri, l’attaccante scelto da Conte per fare il titolare, è desolante: solo 24 palloni toccati in i numeri POSSESSO PALLA JUVENTUS 65,6% PASSAGGI POSITIVI JUVENTUS 84,2% la Sfida CIRO IMMOBILE 22 ANNI GENOA MIRKO VUCINIC 28 ANNI JUVENTUS I bianconeri dominano sul piano del possesso-palla, ma soffrono moltissimo sulle rapide ripartenze del Genoa. Sempre molto precisi i giocatori della Juve: sbagliano pochi passaggi rispetto agli avversari (65,2% di passaggi utili). PALLONI RECUPERATI PIRLO 8 PALLONI TOCCATI 43 27 Oltre a disegnare le trame di gioco in fase offensiva, Pirlo si preoccupa anche di interrompere le azioni avversarie e di recuperare il pallone. GOL REALIZZATI 1 1 TIRI EFFETTUATI 2 2 PALLONI PERSI ASSIST 0 DRIBBLING RIUSCITI 2 JANKOVIC 1 1 Il pallone conteso da due vecchi amici: Andrea Pirlo e Marco Borriello sono stati compagni sia nel Milan sia nella Juventus ANSA 56 minuti giocati, e un solo tiro (fuori) verso la porta avversaria. Se la Juve non incanta, insomma, si può trovare la giustificazione: manca Vucinic. Cioè: manca quel giocatore in grado di trasformare il gran lavoro dei centrocampisti in occasioni da gol. Questo è il difetto che i campioni d’Italia si trascinano dalla passata stagione, e in sede di mercato non è stata colmata la lacuna. Ottima intesa Del frizzante Ge- noa di De Canio impressiona soprattutto la coppia d’attacco: Immobile e Borriello. Il primo segna, si sbatte parecchio (e qualche volta sbaglia), è un costante pericolo per la difesa bianconera. Il secondo lotta come un centravanti d’altri tempi: sol- Vucinic decisivo anche nei recuperi. Borriello da centravanti d’altri tempi 15 Jankovic ha cercato tante volte la conclusione. Ma tante volte, spesso in modo abbastanza banale, ha pure perso il pallone: 15 su un totale di 54 tocchi. FALLI SUBITI IMMOBILE tanto la sfortuna gli nega il gol. I due si dividono gli interventi offensivi (43 tocchi per Immobile e 49 per Borriello), dialogano tra loro, si scambiano le posizioni e concludono con pericolosità. Analizzando la prestazione di Immobile, in particolare, colpiscono la capacità di agire in più zone, sia al centro sia sulla fascia (2 cross), e poi l’intraprendenza: 7 dribbling tentati, 4 riusciti. E’ sicuramente uno dei ragazzi più promettenti del campionato: notevoli doti (tecniche e atletiche), grandi prospettive. © RIPRODUZIONE RISERVATA 5 Difficile prenderlo quando scappa in velocità: Immobile ha tecnica da vendere. Logico che subisca parecchi falli. FALLI COMMESSI BARZAGLI 3 Non perfetta la difesa della Juve. Chiusure approssimative e interventi scomposti. Barzagli e Chiellini commettono 3 falli. 7 Codice cliente: 5104377 8 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3a GIORNATA TORINO INTER 0 2 (4-2-4) (4-4-1-1) 1 Gillet; 36 Darmian, 25 Glik, 6 Ogbonna, 17 S. Masiello; 33 Brighi, 14 Gazzi; 19 Stevanovic (dal 13’ s.t. 11 Cerci), 10 Sgrigna (dal 13’ s.t. 69 Meggiorini), 9 Bianchi (dal 31’ s.t. 24 Sansone), 7 Santana. PANCHINA 23 L. Gomis (p), 2 Rodriguez, 3 D’Ambrosio, 4 Basha, 5 Di Cesare, 20 Vives, 77 Verdi. ALLENATORE Ventura. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Bianchi, Masiello, Gazzi, Glik per gioco scorretto. 1 Handanovic; 42 Jonathan (dal 1’ s.t. 11 Alvarez), 23 Ranocchia, 40 Juan Jesus, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 14 Guarin (dal 36’ s.t. 21 Gargano), 19 Cambiasso, 31 Pereira; 10 Sneijder (dal 21’ s.t. 99 Cassano); 22 Milito. PANCHINA 12 Castellazzi (p), 27 Belec (p), 6 Silvestre, 25 Samuel, 88 Livaja, 44 Bianchetti, 41 Duncan, 8 Palacio, 7 Coutinho. ALLENATORE Stramaccioni. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Juan Jesus e Guarin per gioco scorretto, Nagatomo e Handanovic per c.n.r. MARCATORI Milito al 13’ p.t.; Cassano al 38’ s.t. ARBITRO Banti di Livorno NOTE paganti 25.753, incasso di 613.550 euro; abbonati e quota n.c. Angoli 6-1. In fuorigioco 6-4. Recuperi: p.t. 3’, s.t.3’. POSSESSO PALLA TORINO 38,9% PASSAGGI POSITIVI INTER 61,1% TIRI IN PORTA TORINO 79,9% INTER 86,4% TIRI FUORI IIII IIIII III TORINO 4 INTER 5 MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 0-1 GOL! 13’ Disimpegno davanti all’area pasticciato da Gazzi, la palla scivola verso Milito che colpisce subito forte e angolato: niente da fare per Gillet. 16’ Ogbonna ci prova da fuori area, Handanovic blocca in tuffo. 26’Punizione di Sneijder forte e liftata, Gillet ci arriva giusto sulla linea. 39’ Bianchi anticipa Nagatomo e calcia in diagonale ma il portiere gli chiude lo specchio. I TORINO 3 INTER 1 SECONDO TEMPO 0-2 17’ Giravolta di Bianchi, ma il sinistro è debole e centrale. 20’ Botta al volo di Bianchi da pochi metri su assist di Meggiorini: Handanovic inconsapevolmente si salva respingendo di piede. GOL! 38’ Fuga di Alvarez sulla fascia sinistra chiusa con un intelligente cross basso in mezzo all’area, dove Milito finge di intervenire e poi lascia il pallone per Cassano liberatosi alle sue spalle: controllo e tiro in scioltezza. Partita chiusa. In trasferta è F BARICENTRO MEDIO 53,4 metri BARICENTRO MEDIO 52,9 metri la Moviola di FRANCESCO CENITI Bianchi duro su Pereira: se la cava con un giallo Banti controlla una partita spigolosa, giocata anche a un buon ritmo. Buona l’assistenza degli assistenti nonostante qualche sbavatura. Dopo pochi minuti, ad esempio, chiamato un fuorigioco a Santana: non c’era e va bene ad Handanovic che non era stato preciso nella chiusura sulla linea di fondo. Al 22’ brutta entrata di Bianchi (in scivolata diritto sulle gambe dell’avversario) su Pereira, arriva l’ammonizione e va anche bene all’attaccante del Toro. Altro giallo: questa volta per Masiello che va a tamponare Zanetti. Terzo cartellino anche per Jesus che affonda il tackle su Brighi: con una gamba prende il pallone, ma con l’altra stende il centrocampista granata. Ammonito anche Nagatomo: calcia in porta a gioco abbondantemente fermo (per un fuorigioco dubbio). Nella ripresa la partita sale di tono. Banti non gradisce la perdita di tempo di Handanovic e gli mostra il cartellino. Al 25’ giallo a Gazzi che colpisce la caviglia di Zanetti. Guarin costretto al fallo tattico sul nuovo entrato Sansone: ammonizione inevitabile. Nel finale arriva l’ottavo giallo della partita: l’arbitro lo mostra a Glik che stende Cassano a centrocampo. Milito e Cassano: Toro k.o. Fuori casa 4 vittorie su 4 Nerazzurri perfetti lontano da San Siro in campionato e coppa: 10 gol fatti e zero subiti. Ma i granata escono tra gli applausi DAL NOSTRO INVIATO NICOLA CECERE TORINO Inter inarrestabile, basta che giochi lontano da Milano: quattro vittorie su quattro partite fra coppa e campionato, dieci reti segnate, zero subite. Numeri davvero esaltanti. Adesso bisogna riconquistare San Siro, e il match di giovedì contro il Rubin Kazan per il girone di Europa League capita a fagiolo. All’Olimpico di Torino hanno deciso i colpi d’alta scuola dei fuoriclasse (Milito e Cassano, certo), ma hanno impressionato i gregari: per sicurezza, determinazione, applicazione costante. Prendete Ranocchia: la cura Strama lo ha rigenerato. Elegante, spavaldo, non ha concesso una palla: occhio, caro Prandelli, in queste condizioni è di nuovo da Nazionale. Con lui ha brillato la sorpresa Juan Jesus che è nato nel 1991... Stopper roccioso, scattante, reattivo. Se migliora con i piedi, può avvicinarsi molto a Thiago Silva perché ne ha la stessa esplosività fisica. Lo smash Il Toro non è stato asfaltato, anzi nei primi venti minuti della ripresa ha avuto le palle per risalire l’iniziale svantaggio (errato disimpegno di Gazzi davanti all’area e fulminea conclusione di destro di Milito che coglie giusto l’angolino) specialmente con uno smash a campo aperto di Bianchi su assistenza del neo entrato Meggiorini. Posizione ideale, a pochi passi dalla rete, ma la sfera è andata a sbattere giusto sul piede di Handanovic. Prodezza inconsapevole, quindi, del rientrante portiere Porti nel cuore la UEFA Champions League? nerazzurro. E se anche la sorte aiuta... Le mosse E’ stata una sfida ava- ra di conclusioni e globalmente poco spettacolare, ma intensa e sempre interessante anche per le mosse dei due tecnici. Stramaccioni si è coperto all’inizio con un doppio binario formato da Jonathan e Zanetti a destra mentre Nagatomo e Alvaro Pereira si davano il cambio sulla corsia mancina. Evidentemente il giovane pilota nerazzurro temeva la spinta esterna del Torino e si è studia- VIEN A VEDERI E IL VERO TROFEO INSIEM GIANLUE A A VIALLI C E FRANCE GRAZIASCO NI Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 1 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 2 ilPersonaggio DIEGO MILITO 3 Da «rottamabile» a enciclopedia del gol o 23 centro nel 2012 A fine 2011, l’attaccante argentino sbagliava tutto ed era in discussione. Poi è tornato Mister Triplete. A Torino un’altra perla più il velo decisivo per Cassano 77 1 L’abbraccio tra Diego Milito, 33 anni, e Antonio Cassano, 30. Con i loro gol l’Inter ha vinto all’Olimpico di Torino ANSA 2 L’esultanza di Milito. Tiro secco da fuori area: nulla da fare per Gillet, portiere del Torino ANSA 3 La rete di Antonio Cassano che ha chiuso la gara ANSA i gol in serie A di Milito. Ieri 3˚ gol al Torino; con la maglia del Genoa il 24 maggio 2009 ha siglato una doppietta FantaInter to la mossa uguale e contraria. Ma per non limitare la sua squadra in fase di impostazione, Stramaccioni ha ordinato a Cambiasso di arretrare in mezzo ai due stopper centrali tutte le volte che c’era da avviare l’azione. Giustamente si fidava di più dei piedi del Cuchu che di quelli dei difensori puri. Il Toro L’Inter ha potuto così ge- stire senza patemi la situazione favorevole creata dalla prodezza del Principe Milito mentre Ventura cercava un qualcosa che desse smalto ai suoi, trovandolo nella ripresa col doppio innesto di Meggiorini e Cerci. Non un cambio tattico, quindi, ma una maggiore spinta e un dinamismo più continuo che creavano delle occasioni su cui il popolo granata (mai così numeroso con relativo incasso record) avrà da recriminare. Sneijder&Cassano L’allenatore nerazzurro non ha esitato a sacrificare Sneijder (parso piut- tosto infastidito all’uscita) quando ha deciso di allontanare il Toro dalla sua area creandogli maggiori grattacapi dietro. In effetti nel primo tempo il costante arretramento di Cambiasso aveva privato Sneijder e Milito di una sponda e di una rampa di lancio. Perché sia Guarin che Alvaro Pereira, pur spostandosi molto sul terreno in conseguenza dei movimenti di Cuchu, garantivano alla manovra un atletismo privo però di pericolosità. Ergo Milito rimaneva isolato e lo stesso Sneijder si trovava in condizioni non ideali per collegarsi proficuamente al centravanti che gli stava davanti. Il k.o. E siccome nella prima metà del secondo tempo, pur avendo Strama inserito Alvarez portando nel contempo Cambiasso stabilmente in mezzo al campo, la creatività dei nerazzurri non era migliorata, ecco il ricorso a FantAntonio. Mossa probabilmente suggerita anche da qualche dio del cal- cio di fede interista, poiché era proprio il barese a chiudere la contesa sull’unico contropiede realizzato in velocità. La sgroppata di Alvarez veniva finalizzata da un cross rasoterra che attraversava tutta l’area di rigore trovando quella faina di Milito in un momento di ispirazione: finta a disorientare i difensori e poi velo per Cassano che non aveva difficoltà a depositare in rete. E’ il classico successo (il nono di fila a Torino) che trasmette fiducia. L’Inter non è ancora brillante e quindi non può impossessarsi della partita come vorrebbe il suo nocchiero. Però mostra solidità, convinzione e voglia di perfezionarsi. Oltre a un rigore tattico che fa ben sperare: obbediscono tutti ai desiderata della panchina. Il Toro è uscito fra gli applausi della sua gente. Che ne ha apprezzato l’impegno e compreso la stizza per quella palla gol di Bianchi finita sullo stinco del portiere. Se non è sfiga quella... DAL NOSTRO INVIATO MATTEO DALLA VITE TORINO Lo guardi. Un’enciclopedia. Lo studi: un dizionario del fare e del segnare, di quelli con le edizioni aggiornate, che mica scadono. Diego è pazzescamente presente e sul pezzo. Segna il gol numero 23 del 2012 e resta in scia di Cristiano Ronaldo e Messi in fatto di «pere» in questo anno solare e in Europa. Fa gol, e fin qui siamo d’accordissimo: ma puntate la telecamera su di lui per una partita, ne verrà fuori un Dvd dei movimenti dell’attaccante moderno. Movimenti per sé, per gli altri, per tutti. In novanta minuti il Principe sa metterti davanti al Bignami del bomber che non pensa solo a se stesso. «Ora dobbiamo farne un altro», dice a fine primo tempo. Detto, fatto. Palla di Alvarez, velo suo, Cassano fa il bis. Saluti. La faccia Il Principe è quello sul quale Stramaccioni c’ha messo la faccia. Anche letteralmente. Dopo i tre gol di Pazzini al Bologna - e, soprattutto, nella fradicia serata delle tre legnate prese in casa dalla Roma - il tecnico nerazzurro all’ennesima domanda ha risposto così: «Io ho scelto Milito e risceglierei Milito. È una decisione mia e ci metto la faccia. Ok?». Ok. Il Pazzo ha le sue qualità, ma Mister Triplete resta comunque quello che, an- che quando non segna, qualcosa produce. Quando al minuto 13 vede un diamante sotto forma di regalo di Gazzi, Milito scatena la tempesta ragionando in tempo reale: palla lì, bum, gol e si può ricominciare. Strama fa una squadra che ragiona sulla pelle del Toro ma anche sullo sfruttamento dell’errore altrui: il Principe sbatte lo scettro quando il Torino pensa di poter far la voce grossa. Milito è anche questo. Una freccia in rete per ristabilire l’ordine in chiave interista. Che 2012 La sua storia del 2012 è nota. Scritta. Lapidaria. Prima di questi due gol in questo campionato, Diego Milito ha aperto il 2012 facendo robe da matti, decisive e (suo malgrado) anche no. Ha aperto insaccando il Parma, poi il gol decisivo con il quale ha vinto il primo derby, poi quei quattro gol contro il Palermo in una serata da tregenda finita 4-4, quindi la rete al Marsiglia ma, soprattutto, quella tripletta che ha sancito il tracollo del Milan nel derby vinto per 4-2. E pensare che, a fine 2011, era stato etichettato come «rottamabile»: sbagliava di tutto, sul finire dello scorso anno, poi ha ricominciato a fare il Milito e non si è fermato più. Ora - come già raccontato - il Soldato Diego va gestito: molto probabile che contro il Rubin cominci Palacio, che, per ora, ne fa anche le veci. «Diego una certezza? Non lo dovete dire a me», fa Strama. E il 2012 è ancora lungo. Magari enciclopedico. © RIPRODUZIONE RISERVATA Noi ti portiamo quella vera a Torino. P.za Vittorio Veneto, 21-23 settembre. 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Al 21’ della ripresa, il tecnico nerazzurro chiama Cassano, la lavagnetta luminosa dice che deve uscire il numero 10, Sneijder. Wes si gira e non la prende bene. Anzi, la prende malissimo. Sgambetta verso la linea del fallo laterale, vede con la coda dell’occhio il team manager Cordoba dopo aver dato il cambio al «Numero 99» e nemmeno degna di uno sguardo la panca e Stramaccioni. Si toglie la fascetta dal braccio, va verso il cancellone, «Da dove si esce? Fammi uscire, apri il cancello!» dice furibondo a uno steward. Esce. Sacramentando. La crepa c’è. Risolvi- bile, ma c’è. Strama avrà pensato alla stanchezza per gli impegni con gli Oranje, probabilmente. Ma Wes non si sentiva sulle ginocchia. Provinciali a chi? Ed ecco allora Andrea Stramaccioni come la spiega: «Wes arrabbiato? E’ normale, è un calciatore importante per me, vorrebbe finirle tutte le partite ma ha giocato tanto anche con la nazionale e volevo comunque dare un messaggio alla squadra inserendo Cassano che è un attaccante vero al fine di non schiacciarci. E’ una vittoria importante perché il Toro è forte: credo che l’Inter abbia preparato una partita ben precisa, i primi a difendere erano le punte, era importante vincere per mantenerci vicini alla vetta. Dopo il k.o. con la Roma ne ho sentite tante, mi spiace solo non aver ancora vinto davanti al nostro pubblico. Inter provinciale? Bisogna sciacquarsi la bocca e contare fino a 10: l’Inter è venuta qui a fare la propria partita: se lo fanno gli altri bene, se lo facciamo noi siamo provinciali. Ci vuole rispetto per il mio club. Resta il fatto che avere Wes e Antonio in squadra rende tutto più facile». Meno 17 e piu’ 6 Ed è ancora più facile quando chi subentra mette il lucchettone alla partita. Cioé Cassano. Il 99 sfrutta un magistrale velo di Milito, si gira e infila il secondo gol in tre partite (più un assist). Per tenere il conto dei famosi bonus, uno di questi adesso recita -17 ed è quello che a quota venti (fra reti e assist) arrivano in tasca a FantAntonio 200.000 euro. Quando il Numero 99 mette il raddoppio, Strama salta come un bambino, lo indica con la mano destra come a dire «l’avevo detto», Cassano esulta poi va verso la panca e lo abbraccia. Antonio ha segnato il suo gol numero 6 al Toro. Intanto la moglie Carolina twitta «Amalo!», mentre la signora Sneijder scrive «2-0 come previsto». Tutti felici, o quasi. il Confronto WESLEY SNEIJDER 28 ANNI INTER ANTONIO CASSANO 30 ANNI INTER GOL 0 1 TIRI IN PORTA 1 1 TIRI TOTALI 3 1 PASSAGGI 52 17 PASSAGGI POSITIVI 88% 65% Handa porta bene Ad inizio gara, il diesse Piero Ausilio aveva fatto capire cosa sarebbe dovuto succedere. «Cassano? E’ una partita non da dentro o fuori ma che resta comunque importante per definire gli obiettivi del nostro campionato. Perché noi, in quanto Inter, vogliamo sempre vincere». Ora bisogna risolvere la non-vittoria a San Siro, ma intanto anche un altro tassello ha confermato la sua qualità (oltre che calcistica) di portafortuna: è Samir Handanovic, che ad ogni debutto non perde mai. Paratone, presenza ed essenzialità. Con quest’Inter che in trasferta sa far male forte di una difesa ignifuga. «Devo fare i complimenti al Toro - dice Ranocchia -: è stata dura ma dovevamo vincere. La mia prestazione? L’importante è continuare, per l’Inter e magari per la Nazionale». Antonio Cassano, 30 anni, segna e abbraccia Andrea Stramaccioni, 36 ANSA © RIPRODUZIONE RISERVATA LE REAZIONI IL TECNICO RECRIMINA, IL DIFENSORE RESPINGE LE VOCI DI MERCATO «Toro, la strada è giusta Dovevamo pareggiare» Ventura «Puniti al primo tiro subito» Ogbonna «Juve? Ho un contratto fino al 2016» FRANCESCO BRAMARDO TORINO Lo stadio colmo, con tanto di record di spettatori, la coreografia della Maratona, i cori incessanti non sono stati sufficienti a spingere i granata in gol. Il gol a freddo di Milito e l’errore in fase difensiva hanno pesato sulla gara come un macigno. La voglia non è stata sufficiente per spingere la palla alle spalle di Handanovic protagonista di una parata miracolosa su Bianchi, un Toro nella ripresa senza più tanti complimenti o remore nei confronti dell’avversario, almeno fino al castigo di Cassano, il sesto nella porta granata. Strada giusta Questa l’analisi di Giampiero Ventura: «Siamo sulla strada giusta. Teniamo presente che siamo una squadra con molti esordienti. Dobbiamo acquisire consapevolezza, ma i presupposti ci sono per fare bene pur soffrendo». Il risultato però non conforta. «Non ha senso parlare di risultato giusto o no. Ha fatto la differenza — prosegue Ventura — la maggior esperienza dell’Inter passata in vantaggio al primo tiro. A Il tecnico del Torino Giampiero Ventura, 64 anni, sembra perplesso AFP tratti abbiamo fatto la partita, abbiamo creato occasioni buttandone tante, quando i giocatori le rivedranno alla tv diranno… accipicchia. Siamo una neopromossa che si rammarica per non aver pareggiato con l’Inter, è tutto dire. Mi spiace per i nostri tifosi ma credo abbiano capito, abbiamo seminato qualcosa di importante, dobbiamo continuare a innaffiare perché cresca la pianta». Ogbonna e Gillet Angelo Ogbon- na si lascia scivolare addosso la sconfitta: «Mi sono tolto una soddisfazione, giocare di nuovo in A. La partita? Credo sia stata una gara equilibrata, abbiamo cercato di spingere, se fossimo stati fortunati sul tiro di Bianchi sull’1-1 la gara sareb- be cambiata. Ranocchia? È un grande giocatore, molto forte, siamo amici, ho scambiato la maglietta con lui. Il mercato? Non mi disturba, mi inorgoglisce. La Juve? Sono nel Torino fino al 2016 non vedo perché dobbiamo parlare di un passaggio alla Juve». Sereno Gillet: «Dobbiamo salvarci, è questo il nostro obiettivo, far punti subito per rimanere a metà classifica. Due gol con tre tiri al massimo e potevamo pareggiare». Adesso il Toro dovrà essere più forte della delusione, leccarsi le ferite e ripartire a testa bassa. Perché il calendario è tutt’altro che semplice: trasferta a Genova con la Samp, poi l’Udinese in casa e la trasferta di Bergamo, tutto in sette giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 11 SERIE A 3a GIORNATA le Pagelle di ANDREA ELEFANTE TORINO MEGGIORINI CORAGGIOSO, CERCI GRIGIO 5,5 6,5 h Allenatore Ventura il migliore Brighi 5,5 Si ferma a 8 (vittorie) la striscia in casa: l’Inter è tabù. Se non altro ha lucidità e benzina fino alla fine, ed è un serbatoio sempre al servizio della squadra. Se lo aiutassero per quanto lui aiuta il gruppo granata... L’Inter resta la sua incompiuta: non la batte mai. Il 4-2-4 invece è il suo spot, ma stavolta è diventato zavorra: forse ieri serviva un’alternativa. INTER JUAN JESUS IN ASCESA 7 In trasferta è infallibile: nona vittoria di fila a Torino 7 Allenatore Stramaccioni GUARIN PADRONE 7,5 h il migliore Ranocchia Non è ancora un’Inter che può fare la padrona? La studia con l’assetto migliore per incartare e per non incartarsi. E con Cassano gli va sempre bene. Si fatica a ricordare un errore: un muro su Sgrigna e un recupero su Santana sono i flash che restano più impressi in una partita quasi perfetta. Ritrovatissimo. 6 5 5,5 6 5,5 5,5 6,5 6 7 6 6,5 6,5 Gillet Darmian Glik Ogbonna S. Masiello Gazzi Handanovic Jonathan Juan Jesus Nagatomo Zanetti Guarin Milito lo frega con un gol non da Milito: come aspettarselo? Aveva provato a limitare i danni, evitando il 2-0 di Sneijder. Prima Nagatomo e poi Alvarez: l’uno contro uno più di una volta significa sofferenza e ne perde in lucidità. Troppi errori. Alla fine, quando il Toro ha la partita in mano, prova pure il blitz ma gli va male. E sul 2-0 è un po’ latitante anche lui. Uno dei più sicuri, abbastanza per provare anche a far male ad Handanovic, fino a quando si fa sorprendere dal mestiere di Milito. In affanno nella gestione difensiva della sua fascia, soprattutto nel primo tempo. Ma anche se avanza non brilla granché. Quella respinta difettosa che ispira Milito è l’inizio della salita. Percorre chilometri per farsi perdonare: non tutti utili. Sicurezza senza straordinari, ma al momento giusto: si stende bene quando ci prova Ogbonna, copre bene su Bianchi due volte. Lascia che la squadra penda un po’ più a sinistra: più che a salire, pensa a non far straripare Santana (con l’aiuto di Zanetti). Si gioca bene la chance. Tenace sul corpo a corpo, rapido in anticipo: sempre puntuale e duro il giusto. In ascesa. Se puntato, soffre più Stevanovic che Santana, quando scala a destra. Peccato qualche errore banale (e un giallo stupido). Pronto soccorso su Jonathan quando serve, senza rinunciare a ripartire: la sosta gli ha fatto bene. Padrone del suo territorio e portargli via la palla è dura. Ne perde due in proprio, e una è da brividi. (Gargano s.v.) 5,5 6 5,5 5 6 5,5 6,5 6 6 7 6 6,5 Stevanovic Bianchi Sgrigna Santana Meggiorini Cerci Cambiasso A. Pereira Sneijder Milito Alvarez Cassano Mette in mezzo qualche pallone in più rispetto a Santana, ma le sue penetrazioni non sono mai davvero risolutive. Il primo a provarci e il più vicino a riuscirci, ma gli manca lo spunto da gol. E rischia grosso il rosso (Sansone s.v.). A forza di insinuarsi prova a scardinare il muro che ha di fronte: vorrebbe farlo «uscire», ma alla fine ci rimbalza contro. Una di quelle sue partite in cui si vede e non si vede, e quando si vede è perché fa rabbia: raccoglie più fumo che altro. Vivo e senza paura, anche perché Ventura lo butta dentro quando l’Inter ha perso metri. Mette in porta Bianchi, ma non è serata. Sarà che Pereira non si concede distrazioni, sarà che il Toro ormai attacca senza geometrie, ma entra e non ha chance per incidere. Aspettando che rientri Chivu, per 45’ è lui ad arretrare per iniziare l’azione: dà equilibrio in entrambe le fasi. Interno quando gioca in asse con Nagatomo, poi arretra da laterale e un po’ pare spegnersi: ma più che altro non rischia. Cerca di non impantanarsi nel traffico e accende luci qua e là, senza abbagliare. Vicino al gol con una punizione al veleno. Stavolta non manda il Torino in B ma all’inferno: un gran gol, il velo per il 2-0 di Cassano e tanta fatica per la squadra. Non giocava da quattro mesi e dunque qualche errore ci sta, ma non sa giocare banale: infatti il 2-0 nasce dal suo piede. E’ proprio vero: gli basta poco per timbrare e se vede il Toro gli viene da fare il matador: 6˚ gol personale contro i granata. GLI ARBITRI: BANTI 6,5 Tiene a bada una partita non facile. Otto ammoniti, giusto così, anche se Bianchi ha rischiato il cartellino rosso. La Rocca 6 - Cariolato 6; Bergonzi 6,5 - Ciampi 6,5. o c e i So’ Dti spieco “È INUTILE SBATTERSI COME UNO ZABAIONE, DOBLÒ CARGO A METANO È LA SOLUZIONE.” FINO AL 30 SETTEMBRE FIAT DOBLÒ CARGO A METANO È TUO ALLO STESSO PREZZO DEL DIESEL. • Risparmi 1.200 euro di carburante all’anno • Solo 16 euro per un pieno di metano • Rispetti l’ambiente e circoli anche con i blocchi del traffico • Lo spazio rimane invariato grazie alle bombole poste sotto il vano di carico Sui veicoli in pronta consegna il clima è compreso nel prezzo. GUIDASINCERA.IT LA GUIDA PER CHI È ALLA GUIDA Doblò Cargo 1.4 T-Jet Natural Power SX 120 CV: Prezzo promo Detax € 12.500 (IVA, MIS, IPT e contributo PFU esclusi) e € 15.955 (IPT e contributo PFU esclusi) equivalente a Doblò Cargo 1.6 Multijet 105 CV SX. Offerta valida fino al 30/09/2012. 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Non sembrano esserci altre controindicazioni e alla prossima bega fra Claudio Lotito e il Coni, il presidente potrebbe minacciare un trasferimento al Bentegodi, dove fra l’altro c’è una pista azzurra (e non rossa tendente al romanista) e dove la sorte sembra accogliente per la Lazio: questa è la sesta vittoria consecutiva, eguagliata una serie simile stabilita al Friuli di Udine ma ormai lontana, esauritasi da un decennio (2001-02). «Le statistiche non sono certezza di successo», racconta Vladimir Petkovic, però incrementano almeno il buonumore. L’allenatore debuttante in Serie A ha già raggiunto Tommaso Maestrelli, il tecnico del primo titolo: nell’avvio del torneo 74-75 piantò tre vittorie di fila con la Lazio scudettata. Poi finì quarto, dietro anche alla Roma. Un simile esito probabilmente non farebbe felici i cuori biancocelesti, però la stagione è troppo acerba per indovinare la bontà della maturazione. Intanto la Lazio resta in vetta, con Napoli e Juve; ha sempre vinto in questa estate (due pieni pure in Europa League) e ha un bilancio gol di 7-1. Un rigorino provocato da Klose ha costituito il primo peccato in campionato, ma si era già 0-3. Una Lazio così non si vedeva da quasi 40 anni Hernanes la luce Col Chievo terza vittoria di fila in avvio di torneo, come nel 1974-75 con Maestrelli di P.F.A. THEREAU PIGRO DI MICHELE CHE SCIUPONE BIAVA E’ BRAVO KLOSE DA TRIS CHIEVO 5 SORRENTINO 5,5 Hernanes prima è precisissimo, lui poteva fare meglio su secondo e terzo gol. SARDO 5 Tanti tocchi per i rivali. Piglia il penalty quando è tardi. DAINELLI 5,5 Il meno sfiatato in difesa, ma non si salva. CESAR 5 Abbocca alla finta di Hernanes e manca da un passo l’1-2. JOKIC 5 Brutture nel primo tempo, poco meglio dopo. LUCIANO 5,5 Cross ed errori. Aiuta l’arbitro rinunciando a un calcio d’angolo. Sente buuh quando corre verso la curva laziale. L. RIGONI 5 Superato nelle due fasi. Non solo nello 0-3. P. HETEMAJ 5 Un tiro velenoso, tante rincorse senza risultato. 3 M. RIGONI 5,5 Dopo un’ora. Esterno poi centrale, mette sulla barriera la punizione speranza. PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Hernanes (L) al 5’ e Klose (L) al 37’ p.t.; Hernanes (L) al 29’ e Pellissier (C) su rigore al 38’ s.t. THEREAU 5 Trequartista pigro senza attenzione tattica (Stoian s.v.). 1 LAZIO CHIEVO (4-3-1-2) Sorrentino; Sardo, LAZIO (4-5-1) Marchetti; Konko (dal 1’ Dainelli, Cesar, Jokic; Luciano, L. Rigoni, P. Hetemaj (dal 16’ s.t. M. Rigoni); Thereau (dal 36’ s.t. Stoian); Pellissier, Di Michele (Moscardelli dal 15’ s.t.). s.t. Scaloni), Biava, Dias, Cavanda; Candreva (dal 34’ s.t. Ederson), Hernanes, Ledesma, Gonzalez (dal 21’ s.t. Cana), Mauri; Klose. PANCHINA Puggioni, Viotti, Andreolli, Guana, Cruzado, Samassa, N. Frey, Vacek, Papp. PANCHINA Bizzarri, Carrizo, Ciani, Rocchi, Zarate, Kozak, Lulic, Onazi, Floccari. ALLENATORE Petkovic CAMBI DI SISTEMA dal 36’ s.t. 4-4-2 CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO BASSO 49,8 ESPULSI nessuno BARICENTRO ALTO 55,6 ESPULSI nessuno AMMONITI Dainelli e Sardo per gioco scorretto, Cesar per proteste. IlPersonaggio CHE ACROBATA AMMONITI Cavanda per gioco scorretto, Ledesma c.n.r. ARBITRO Rizzoli NOTE Paganti e abbonati non comunicati. Tiri in porta 2-6. Tiri fuori 8-3. Fuorigioco 2-1. Angoli 10-1. Recuperi p.t. 1’, s.t. 4’. Hernanes, 27 anni, ha festeggiato con queste piroette h IL MIGLIORE 6 PELLISSIER Voto all’impegno e alla voglia di non arrendersi, più che al gol. Sette reti alla Lazio, più che ad altri. DI MICHELE 5 Gli regalano una chance, la butta sul portiere. MOSCARDELLI 5 Entra e ha sul piede un’occasione d’oro: fuori. All. DI CARLO 5 A un certo punto chiama l’assistente Murgita per cercare di capire meglio, ma la Lazio è superiore e lui non se la sente di stravolgere il Chievo. Cambi scontati come il risultato. LAZIO 7 MARCHETTI 6,5 Una parata importante anche se non miracolosa. KONKO 6,5 Un tempo a controllare e a scendere a destra, poi va k.o. SCALONI 6,5 Fa ammonire Dainelli con uno sfondamento. DAL NOSTRO INVIATO IL PRESIDENTE EUFORICO STEFANO CIERI VERONA meno fino a ieri, quelli di Hernanes più che sermoni a tutto tondo erano stati lampi di saggezza, pillole di genialità. Grandi prodezze, sì. Ottime prestazioni, certo. Ma sempre intervallati da pause, anche all’interno della stessa partita. Eccezionale solista, ma non ancora uomo-squadra, insomma. Tutto questo fino a ieri. Perché a Verona, per la pri- Aiutiamoci Per sgretolare la compattezza altrui, il Chievo usa troppo i lanci sui muscoli avversari. Il 4-3-1-2 diventa un tridente bacato, perché Thereau non rientra, aumentando la disparità in mezzo. Pellissier e Di Michele andrebbero serviti sulla corsa e rasoterra, i palloni in cielo li fanno innervosire. Per rimontare, Di Carlo non cambia quasi mai disegno ma cerca più qualità e spietatezza (Marco Rigoni e Moscardelli per Hetemaj e Di Michele). Zero. Verdetto giusto, anche se l’allenatore si lamenta del primo gol: con Mauri a terra, qualcuno dei suoi vorrebbe fuori la palla, ma Hernanes tira dritto. «Fair play al contrario, cornuti e mazziati», dice. Ma non è l’immagine esatta di un pomeriggio molto laziale. le Pagelle © RIPRODUZIONE RISERVATA ALLENATORE Di Carlo nanes in questa dimensione, la sua banda sarebbe passata anche sul campaccio più maledetto. Ma i numeri positivi addolciscono le storie, quindi meglio non essere troppo razionali. La doppietta del brasiliano, più la costruzione dell’altro Campione completo In Italia, al- centro, è da concorso di bellezza, però non che gli altri siano smorti approfittatori del talento del Profeta. La Lazio funziona in tutti i reparti: ha più tecnica e fisico, è più illuminata tatticamente. Come racconta Di Carlo, «il numero delle occasioni alla fine è quasi pari». Certo ma le due migliori dei suoi sono errori/regali di Dias, la terza un corner, la quarta un rigore. La Lazio invece è partita da lontano per arrivare all’esultanza, con le scavallate di Hernanes, rese più agevoli dagli anticipi di Biava, dai movimenti intelligenti di Mauri e Gonzalez, dalla sa- CHIEVO I motivi Può darsi che con Her- E il Profeta salì sul pulpito e prese la parola. L’Hernanes-show non ha le sembianze degli spettacoli contemporanei, fatti di luci ed effetti speciali. Quello che il brasiliano inscena al Bentegodi è più simile ai vecchi, cari monologhi del tempo che fu. Quando un uomo solo, con la sola forza delle sue parole e delle sue magie, incantava le folle. È ciò che fa a Verona Hernanes, non a caso detto il Profeta. Il nomignolo glielo affibbiarono in Brasile i compagni di squadra del San Paolo. Non solo perché fosse (lo è tuttora) un assiduo lettore della Bibbia, ma soprattutto perché aveva sempre la parola giusta al momento giusto. Anche in campo. Dove per parola s’intende la giocata illuminante e illuminata. pienza di Ledesma e dalla potenza di Klose, al terzo gol (su 16 in A) al Chievo, mentre per Hernanes è il 4˚su 22: quando si parla di vittima preferita. Ma soprattutto, per un’ora i gialloblù sbagliano tantissimo e patiscono quando la Lazio alza i ritmi. Con il doppio vantaggio e poi il triplo gli ospiti rifiatano (giovedì c’è il Tottenham), ma aumentano soltanto i corner (10-1). Lotito lancia frecciatine alla Roma «Se loro hanno la Lupa, noi il Colosseo» VERONA (s.cie) Claudio Lotito applaude Petkovic e punzecchia la Roma. «E’ una Lazio che si diverte e diverte. Bravo Petkovic». Euforico per il primato il presidente si concede una frecciatina ai rivali di sempre. L’occasione gliela dà il commento sulla foto ufficiale fatta davanti al Colosseo. «C’è chi (la Roma, ndr) si è impossessato della Lupa che è il simbolo della nostra città. Così noi ci siamo presi il Colosseo». Lotito ride, Mimmo Di Carlo no. «La sconfitta ci può stare, ma il primo gol della Lazio – protesta l’allenatore del Chievo - è arrivato con un loro giocatore a terra (Mauri, ndr). Noi pensavamo che buttassero fuori la palla, invece Hernanes ha proseguito l’azione ed ha segnato. Siamo stati penalizzati». «Adesso gioco nel ruolo giusto» Hernanes «Petkovic è un grande. I gol? Dedicati a mia moglie, presto mamma» ma volta da quando è alla Lazio, Hernanes si è rivelato campione completo, anzi fuoriclasse. Dall’inizio alla fine. A tutto tondo Un giocatore in grado di vincere la partita da solo, con un gol straordinario (il primo) e un altro da cineteca (il secondo) e con un assolo che ha consentito a Klose di timbrare l’altra marcatura. «La mia prestazione più bella da quando so- no alla Lazio? Forse, ma non saprei — frena lui — Di sicuro non è quella che mi ha dato più gioia, perché ci sono stati altri successi, con gol fatti da me, che mi hanno reso più felice. Penso al derby, per esempio». Una gioia l’ha data però lui alla moglie Erica, con quella dedica così particolare dopo il primo gol. «Sì, era per lei: aspettiamo il terzo figlio, arriverà tra quattro mesi». E tra quattro mesi la Lazio po- trebbe essere in lizza per qualcosa di importante se continuerà a esprimersi sui livelli visti in questo avvio di stagione. «Andiamoci piano — è prudente, il brasiliano — Giusto non porsi limiti, ma meglio non fare proclami. Abbiamo cominciato bene, però di strada ne dobbiamo fare ancora parecchia». Il ruolo preferito «Io diverso rispetto al passato? Non lo so, quel che è certo è che ora gioco in un ruolo che mi si addice di più». Merito di Petkovic, ma anche suo. «È vero, col mister ci siamo confrontati nelle settimane scorse. Mi ha chiesto dove volessi giocare, io mi sono limitato a dirgli quale fosse il ruolo che preferivo (interno sinistro, come sta ora giocando, ndr)». È quello il pulpito da cui il Profeta sa diffondere meglio il suo verbo. © RIPRODUZIONE RISERVATA BIAVA 7 Chiusure e anticipi con il tempo giusto. DIAS 5,5 Due errori, però rischia di rimettere in partita il Chievo. CAVANDA 6,5 Titolare al posto di Lulic. Essenziale e pulito. CANDREVA 6,5 Due tiri bloccati: primo tempo ok (Ederson s.v.) h IL MIGLIORE 8 HERNANES Due gol e mezzo, decisivo. Applaudito anche dai tifosi avversari. LEDESMA 6,5 Delicato contabile di centrocampo. GONZALEZ 6,5 In appoggio dove serve, anche senza usare magie. CANA 6 Porta spessore quando i compagni rifiatano. MAURI 6,5 Non dà riferimenti, utile per chiudere. KLOSE 7 Terzo gol in 3 gare, annunciato da due partenze che avevano già incenerito il Chievo. Da punta, si fa beccare sul penalty. All. PETKOVIC 7,5 Ha diviso la Lazio in parti fisse e mobili: i centrocampisti sono quelle in scambio continuo e rendono difficili le contromosse. GLI ARBITRI: RIZZOLI 6,5 Giusto il rigore per il Chievo (Klose-Sardo) De Luca 6-Maggiani 6 Calvarese 6-Borriello 6 Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 14 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3a GIORNATA Guarda, Diego! TRIS AZZURRO Cavani-Pandev-Insigne Napoli come ai bei tempi Azzurri devastanti negli spazi, ispirati da un grande Hamsik: è una super partenza. L’attacco del Parma è troppo sterile NAPOLI PARMA 3 1 PRIMO TEMPO 2-1 MARCATORI Cavani (N) su rigore al 3’, Pandev (N) al 39’, Parolo (P) al 44’ p.t.; Insigne (N) al 32’ s.t. NAPOLI (3-5-2) De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (dal 1’ s.t. Gamberini); Maggio, Dzemaili, Inler (dal 20’ s.t. Behrami), Hamsik, Zuniga; Cavani (dal 31’ s.t. Insigne), Pandev. PANCHINA Rosati, Uvini, Fernandez, Grava, Mesto, Dossena, Donadel, El Kaddouri, Vargas. ALLENATORE Mazzarri. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO BASSO 50,5 metri AMMONITI Inler per gioco scorretto. PARMA (3-5-2) Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi (dal 35’ s.t. Palladino), Parolo (dal 23’ s.t. Acquah), Valdes, Galloppa, Gobbi; Belfodil, Ninis (dal 13’ s.t. Pabon). PANCHINA Pavarini, Fideleff, Benalouane, Morrone, Musacci, Bajza, Arteaga. ALLENATORE Donadoni. CAMBI DI SISTEMA Dal 15’ s.t. 3-4-1-2. BARICENTRO ALTO 56,4 metri. AMMONITI Mirante, Galloppa, Valdes per gioco scorretto; Rosi per c.n.r. ARBITRO Gervasoni di Mantova. NOTE paganti 31.133, incasso di 667.414,99 euro; abbonati e quota non comunicati. Tiri in porta 7-5. Tiri fuori 5-14. In fuorigioco 3-5. Angoli 2-6. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’. DAL NOSTRO INVIATO FABIO BIANCHI NAPOLI Se i segnali sono importanti. Vecchie sicurezze, nuove speranze. E le cifre che fanno sognare. Tre successi di fila a inizio campionato. È passato un quarto di secolo dall’ultima volta che il Napoli partì così bene. Ed era quel Napoli. Quello che faceva mettere uno striscione al cimitero che recitava così: «Cosa vi siete persi». Era il ciuccio di Maradona, dello scudetto appena conquistato e della stagione che pareva disegnata per il bis. Invece il Milan fece la grande rimonta, pazienza. Ora qualcuno si toccherà, ma certi segnali sono importanti e qui si comincia a pensarci sul serio. Lavezzi se n’è andato, in compenso c’è Insigne che segna in un lampo, appena entrato, il primo gol in A. E a giudicare del calore con cui è stato accolto, ha sostituito alla grande il Pocho nel cuore dei tifosi. Poi c’è Hamsik, al quale le scappatelle nelle discoteche fanno benissi- mo. Uomo squadra, assist man chirurgico. Soprattutto, c’è un Pandev galattico: gli è riuscito tutto, proprio tutto. Tanto da nascondere la giornata «nì» di Cavani che, stanco dalla trasferta nazionale, mette la firma su rigore, ma fallisce cose non da lui. Contropiede, mon amour Poco male. Al Napoli bastano e avanzano tre gol per battere un Parma in cantiere, morbido sotto rete e anche un po’ sfortunato. Perché al primo assalto prende subito gol: Hamsik vede il taglio perfetto di Pandev tra i centrali che l’irruento Mirante butta giù. Cavani sfrutta il rigore e il Napoli la gara in discesa. Perché, si sa, il ciuccio va a nozze quando può lasciare il pallino Dall’era Maradona gli azzurri non erano a punteggio pieno dopo i primi 3 turni in mano ai rivali e agire di ripartenza. Soprattutto con un Hamsik e un Pandev formato super. Difatti, anche il bis ha le stesse modalità e gli stessi attori: Cavani che rilancia l’azione e vede Hamsik in fascia sul filo del fuorigioco, lo slovacco che crossa perfetto in mezzo per l’arrivo di Pandev. Bingo. Siamo al 39’. Il Parma nel frattempo aveva provato a reagire, alzando il baricentro e tenendo palla. Ma la perdita di Giovinco e l’assenza di Biabany non facilitano le cose in zona gol. Belfodil ha i numeri ma è ancora tenero quando c’è da segnare, Ninis si farà ma deve entrare nei meccanismi di squadra. E quando cerchi di fare la partita contro una squadra come il Napoli, devi essere feroce nel cercare di recuperare palla se la perdi. L’errore più evidente è stato lasciare troppa libertà a Hamsik. A sistemi equivalenti, il 3-5-2, c’era questo paradosso: il Parma che stava più alto teneva Valdes regista basso con l’incarico, fallito, di limitare Hamsik. Il Napoli che stava più coperto, faceva agire lo slovacco quasi dietro le punte per sfruttare i contropiedi. Gli emiliani sono comunque riusciti a farsi sotto al tramonto del primo round quando, sul cross di Ninis, Parolo ha spizzicato di testa e una leggera deviazione ha creato un pallonetto imprendibile per De Sanctis. Occasioni e rabbia Così, nel secondo round Donadoni ha provato a riagguantare la sfida avanzando Valdes dietro le punte. Nada: il cileno s’è smarrito. È stato sempre il Napoli ad avere più occasioni. Cavani ne ha gettate al vento un paio, Mazzarri ha avuto l’intuizione di so- stituirlo con Insigne che, come detto, ha sfruttato subito un geniale passaggio di Pandev. Ma poi poteva chiudere la partita e invece ha tentato un vanitoso pallonetto che ha fatto imbestialire il tecnico che festeggiava le 300 panchine in A. Tanto da dire poi che Insigne può diventare un top player se impara a segnare quando deve. A volte, certi errori li paghi cari. L’anno scorso al Napoli è successo. Ma questo Parma aveva poche carte da giocare là davanti. Il Napoli invece le ha in regola per inseguire lo scudetto. Se certi segnali continuano. © RIPRODUZIONE RISERVATA laFotonotizia Si rivede l’erba al San Paolo... Il più felice di tutti negli spogliatoi del San Paolo era l’agronomo della Lega, Giovanni Castelli. Suo il merito se il prato appariva in condizioni quasi ottimali, quindici giorni dopo lo scempio di Napoli-Fiorentina. Martedì, però, Castelli tornerà di nuovo a Fuorigrotta perché restano ancora da impiantare alcune zolle per completare definitivamente l’opera MEMEDIA CONTESTATA LA POSIZIONE DI HAMSIK NEL 2-0 Parma, l’a.d. Leonardi va giù duro: «Con questi qui finisce sempre così» NAPOLI La rabbia del Parma è tutta concentrata sulla rete del 2-0 del Napoli, complice la dubbia posizione di partenza di Hamsik, autore poi dell’assist per Pandev. Il d.g. Leonardi l’ha presa male: «Quando giochiamo contro questi qui — dice —, va sempre così», facendo riferimento al match del Tardini dello scorso anno. Non è dato sapere come l’osservatore Boggi, ieri in tribuna, avrà giudicato la cinquina arbitrale, ma l’ex di turno Roberto Donadoni ha rincarato la dose: «Sapete che certi episodi non li commento. Mi farebbe piacere che lo facesse chi è abituato a parlare di queste cose. Mi riferisco a tutti i miei colleghi, che devono mettere in evidenza anche i vantaggi ottenuti dalle loro squadre». Donadoni, dunque, mastica amaro: «Abbiamo fatto un ottimo primo tempo. Nonostante il 2-0 del Napoli, siamo riusciti a rimettere in piedi la gara. Forse ci è mancata la necessaria convinzione in avanti». I suoi giovani, insomma, debbono crescere: «Ninis ha fatto bene, però non deve arretrare troppo quando gioca da seconda punta. Belfodil poteva riaprire la partita nel finale, ma non è stato determinato». Gianluca Monti Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 MAZZARRI E IL RINNOVO 1 2 «Guardiola firmava di anno in anno: farò così» NAPOLI (g.m.) Walter 1 Cavani segna il rigore concesso per fallo su Pandev 2 Pandev fa il 2-0 su assist di Hamsik 3 Lancio di Pandev, Insigne segna il 3-1 che chiude la gara DE LUCA, KEYPRESS, AFP 3 DI FABIO BIANCHI CAMPAGNARO SOLITO MURO ROSI IL PIÙ CONTINUO DEI SUOI NAPOLI 7 DE SANCTIS 6 Visto che il Parma ha la mira sbilenca, prova a dare una mano con un’«uscitaccia». Ciccano in due per non accettare l’aiuto. PARMA 5,5 MIRANTE 6 Causa malamente il rigore, poi però si riscatta con un paio di prodezze che tengono in piedi la sfida. CAMPAGNARO 6,5 Il solito duro dietro. Cerca avventure avanti: in una quasi fa il gol della vita, dopo galoppata e dribbling per 70 metri. ZACCARDO 5 Viene sorpreso, come Paletta, da Pandev. In generale subisce le verticalizzazioni di Hamsik e i tagli delle punte del Napoli. CANNAVARO 6 L’abbiamo visto più deciso e preciso in altre occasioni. Tiene comunque. Il Parma non ha molte occasioni. PALETTA 5,5 Idem con patate. Più di Zaccardo, grinta e un buon doppio recupero su Maggio e Hamsik. ARONICA 6 Rischia l’autorete su una zuccata sbilenca e nell’occasione si fa pure male. Esce nell’intervallo. LUCARELLI 6 Il meno peggio della difesa, anche perché lo punta solo Maggio. Ha un’occasione di testa. GAMBERINI 5,5 Nel finale, grande fatica su Belfodil e un paio di rilanci inquietanti. Si vede che è fuori condizione. IL MIGLIORE h 6,5 ROSI MAGGIO 6,5 Gobbi si danna l’anima per contenerlo e lui fatica a trovare i varchi. Ma quando ci riesce, arriva in fondo. DZEMAILI 6,5 Da buon alfiere, protegge il vantaggio e lascia il pallino ad Hamsik. Nella seconda parte cresce tanto anche in offesa. INLER 6 Considerato che aveva parecchia libertà di manovra (Valdes stava molto dietro) poteva fare di più. Un paio di falli grossolani. BEHRAMI 6 Il suo ingresso consente a Dzemaili di salire di più. HAMSIK 7 Se questo è il risultato delle scappatelle in discoteca, mettetele nel contratto. Fosse per i suoi inviti, il Napoli doveva segnare almeno 5 gol. Lascia per un soffio la prima pagina a Pandev ZUNIGA 5,5 Fa fatica contro Rosi e spinge poco. Non crea pericoli.. CAVANI 6 La firma ce la mette su rigore, ma poi sbaglia due occasioni abbastanza facili. Stanco reduce della trasferta in nazionale. INSIGNE 6,5 Impiegato diligente: timbra il cartellino appena entrato. Poi sbaglia un gol altrettanto facile. h IL MIGLIORE 7,5 PANDEV Si procura subito il rigore, segna, dà una grande palla a Insigne per il terzo gol, più varie ed eventuali. Hombre del partido. All. MAZZARRI 7 Il vantaggio immediato semplifica le cose, perché poi il Napoli può giocare come più gli piace. E la squadra c’è. Senza troppi compiti di difesa, si esalta nella prateria dove Zuniga non ci ha messo il filo spinato. È il più continuo dei suoi. PALLADINO 6 In un quarto d’ora, ci prova due volte. PAROLO 6 Mette il sigillo sulla partita, per il resto soffre come Valdes le incursioni di Hamsik e le ripartenze del ciuccio. 15 ilPersonaggio GORAN PANDEV Gol, assist e rigore subito Ora il Pocho manca meno Il macedone indemoniato: «Merito della fiducia di Mazzarri» MIMMO MALFITANO NAPOLI Gli sono bastati 90 minuti per dare maggiore consistenza alle intuizioni di Walter Mazzarri. È così che Goran Pandev ha voluto ristabilire le gerarchie, respingere lo scetticismo di quella parte di tifo che aveva accolto con poco entusiasmo la decisione dell’allenatore di preferirlo a Lorenzo Insigne, il talento di casa. Dubbi che ha saputo dissolvere con una prestazione super, contribuendo alla vittoria sul Parma, e al conseguente primato in classifica, con un gol, un calcio di rigore procurato e l’assist per la terza rete. Un vero e proprio incubo, insomma, per l’avversario sul quale s’è abbattuta la sua rabbia per quelle due giornate di squalifica rimediate dopo l’espulsione nella finale di Supercoppa, a Pechino. «Avevo voglia di riprendere a giocare. Al di là della mia prestazione, comunque, ritengo che sia stato importante l’impegno di tutta la squadra», ha detto l’attaccante macedone. tato in maniera decisa, l’allenatore. L’ha voluto fortemente, chiedendone l’acquisto a titolo definitivo dopo la finale di Coppa Italia vinta all’Olimpico, a fine maggio. E De Laurentiis non ha perso tempo a definirne l’ingaggio con l’Inter. «A Mazzarri devo tutto, mi ha dato fiducia ed era quello di cui avevo bisogno. Poi mi ha fatto ritrovare la migliore condizione, con lui si lavora bene e io avevo bisogno di farlo. Sono felice di vivere quest’esperienza napoletana», ha confessato Pandev. I COMPLIMENTI Twitter Lavezzi «Bravo Insigne per il primo gol» Lavezzi si sente ancora parte del gruppo Napoli e ieri al termine della partita con il Parma ha salutato su twitter la vittoria degli ex compagni. «Complimenti ai ragazzi per la vittoria! Anche a Lorenzo per il primo gol in azzurro! Saluti» Obiettivo scudetto Da queste parti non ne vogliono parlare. E da buoni scaramantici non pronunciano nemmeno la parola scudetto. Ma dopo tre giornate di campionato qualcosa s’è già definito: si prospetta una sfida ravvicinata tra Juventus e Napoli. Ovviamente, anche Goran Pandev, come De Laurentiis, Mazzarri e gli altri giocatori, non s’addentra troppo nell’argomento. «Per il momento non ci penso, alla fine tireremo le somme», ha spiegato l’ex interista. Resta la consapevolezza di trovarsi in una squadra forte, che da qualche anno staziona nella zone alte della classifica e ha ben figurato nella scorsa edizione della Champions League. Un qualcosa che mancherà a tutto l’ambiente, quest’anno. Ma senza questo tipo di pressione e d’impegno, Mazzarri e i suoi potranno destinare al campionato le migliori energie. Così com’è accaduto contro il Parma. «Sul 2-0 abbiamo preso un gol non bello, quando avremmo potuto chiuderla definitivamente, la partita. Scudetto? No, è una parola che non si nomina». Grazie Mazzarri Su di lui ha pun- © RIPRODUZIONE RISERVATA predator lethal zones ACQUAH 5 Non riesce proprio a dare un’impronta alla sua partita. VALDES 5 Quando gioca in mezzo, non è né carne né pesce. Non tiene Hamsik, non costruisce. Quando va dietro le punte, è già stanco. GALLOPPA 6 Qualche iniziativa decente, soprattutto nel primo round quando il Parma ha il pallino del gioco. Ma non riesce ad aiutare Valdes quando c’è da frenare Hamsik. GOBBI 6 Frena Maggio, fa possesso palla in mezzo. Insomma, se la cava. scatenati BELFODIL 6 Ha i numeri, non la continuità e la cattiveria. Nei momenti in cui è acceso, crea occasioni ma è troppo morbido sotto porta. Cinque zone letali, progettate per raggiungere la perfezione. Combinale tra di loro e sfrutta questo infinito arsenale di armi per creare gioco, dominare gli avversari e rendere letale ogni tocco. NINIS 6 Un po’ spaesato all’inizio. Si riprende bene, fino al cross-assist a Parolo. PABON 5,5 Il tecnico lo spende per la rimonta. Non si può dire che non ci provi, ma tira sempre fuori. CONTROLLO All. DONADONI 5,5 Quel Valdes in regia pecca in marcatura su Hamsik che fa ripartire tutti i contropiede. Non trova le contromisure. Avanza Valdes nella ripresa, ma non basta. GERVASONI 6,5 Gara senza episodi dubbi, GLI ARBITRI: giusti i cartellini. Bianchi 6,5-Rosi 6; Massa 6-Di Bello 6 Scopri la nuova predator lethal zones su INTERSPORT.it/predator TIRO DRIBBLING LANCIO PASSAGGIO © 2012 adidas AG. adidas, the 3-Bars logo and the 3-Stripes mark are registered trademarks of the adidas Group. le Pagelle Mazzarri ha brindato con un successo alle trecento panchine in Serie A. Difficile, però, fargli guardare più avanti della prossima sfida con l’Aik Solna, gara d’esordio in Europa League in programma giovedì sera. Così, quando gli viene ricordato che il presidente De Laurentiis ha detto che sarebbe felice se arrivasse a quota mille ancora con il Napoli, il tecnico toscano ha puntualizzato: «Mi fanno piacere le parole del presidente, ma sul rinnovo sono stato chiaro. Dopo tre anni ho voluto dare nuovi stimoli al gruppo. Non so perché c’è tanta attenzione su questo argomento, Guardiola al Barcellona ha rinnovato di anno in anno...». LA GAZZETTA DELLO SPORT 16 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3a GIORNATA PESCARA SAMPDORIA 2 3 MAXI LOPEZ 28 ANNI ATTACCANTE PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI M. Lopez (S) al 31’ p.t.; Estigarribia (S) al 15’, Celik (P) al 29’, M. Lopez (S) al 31’, Caprari (P) al 45’ s.t. GOL 2 PESCARA (4-2-3-1) Perin; Zanon (dal 14’ s.t. Caprari), Cosic, Capuano, Modesto; Colucci, Cascione; Balzano, Quintero, Weiss (dal 26’ s.t. Celik); Vukusic (dal 35’ s.t. Abbruscato). PANCHINA Pellizzoli, Crescenzi, Bocchetti, Nielsen, Blasi, Bjarnason, Brugman, Soddimo, Jonathas. ALLENATORE Stroppa CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO ALTO 54,9 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Weiss per c.n.r.; Capuano e Cascione per gioco scorretto TIRI 2 ASSIST 0 FALLI FATTI SAMPDORIA (4-3-3) Berni; Berardi, 4 Gastaldello, Rossini, Costa (dal 22’ s.t. Castellini); Obiang, Maresca, Poli (dal 23’ p.t. Soriano); Estigarribia, M.Lopez, Eder (dal 6’ s.t. Krsticic). PANCHINA Falcone, De Silvestri, Mustafi, Poulsen, Munari, Tissone, Renan, Pozzi, Icardi ALLENATORE Ferrara CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO MOLTO BASSO 46,2 ESPULSI nessuno AMMONITI Eder per comportamento non regolamentare, Soriano per gioco scorretto ARBITRO Pinzani di Empoli NOTE paganti 4.452, incasso di 69.402 euro; abbonati 7.284, quota di 130.989, 47 euro Tiri in porta 7 (due traverse)-5. Tiri fuori 5-3. Angoli 6-2. In fuorigioco 2-7. Recuperi p.t, 1’, s.t. 4’. FALLI SUBITI Estigarribia e bis dell’argentino: terza vittoria di fila. Celik e Caprari evitano la figuraccia ai biancazzurri DAL NOSTRO INVIATO FABIO LICARI PESCARA E così anche la Samp ha il suo piccolo Falcao: è Maxi Lopez, ma quest’anno lo chiameranno «Trinità» per come non perdona. Ritrovata la dimensione ideale, che non è il Milan, l’argentino è diventato il terminale perfetto del gioco di Ferrara. Quasi alla media di un tiro un gol, se non sprecasse la terza occasione, la più spettacolare: il colpo a effetto nell’angolo lontano con il portiere in uscita (quello che il Falcao originale non fallisce). Fa niente, sono i due centri al Pescara — un tocco sottorete, un diagonale in corsa — a scatenare il 3-2 della Samp: terzo successo di fila (nel 2009-10, con Delneri, l’anno di Champions, furono quat- tro). E coabitazione morale con Juve, Lazio e Napoli al comando. Nascondendo ciò che non va: squadra bassa, manovra lenta e, soprattutto, troppi rischi contro un Pescara fortemente indiziato al ritorno in B. Senza Maxi, sarebbe andata diversamente. Complicazioni Pescara Il Pesca- ra è nei guai seri. Stroppa è così in bilico che, al 91’, la società si affretta a confermarlo. Le colpe non sono tutte sue, ma lui si complica un po’ la vita. Intanto il 4-2-3-1 – in una squadra che soffre da morire sulle fasce – è un invito al suicidio. Balzano non è un esterno alto, Caprari e Celik dovevano entrare prima, a Weiss va fatto qualche discorsetto. Ma poi? Togliere Verratti, Insigne e Immobile è peggio che sottrarre al Milan, d’un col- po, Thiago Silva, Ibrahimovic e Seedorf. Ad Allegri qualcosa resta, a Stroppa ben poco. E si fa presto a elencare questo poco: Colucci che, finché regge, aiuta a non perdere la testa; Quintero, un ’93 che può rendere di più in regia che non da trequartista; Vukusic, che ha i movimenti giusti palla al piede (ma con la manovra ha poco a che spartire); Cosic dietro. Che fare allora? Un 4-4-2 più coperto forse, magari un 4-3-3 con Quintero accanto a Colucci-Cascione. Perso per perso, perché no? Ma la difesa, quella, andrebbe ridisegnata quasi del tutto. Passo indietro Samp La Samp spietata di San Siro, oppure quella veloce contro il Siena, avrebbe chiuso il conto ben prima. Questa, invece, no. Il con- 4 3 i successi di fila iniziali della Samp (come nel 1956-57 e nel 1982-83). Il record risale al 2009-10, con Delneri: 4 vittorie 2 le reti di Estigarribia in A, la precedente con la Juve DRIBBLING Stroppa non si tocca» Tre vittorie consecutive La Samp ORLANDO D’ANGELO PESCARA Ciro Ferrara arriva nella sala stampa dell’Adriatico da allenatore avversario. Eppure la panchina biancazzurra poteva diventare sua qualche mese fa. «La storia ha detto che il matrimonio tra Ferrara e il Pescara non doveva farsi — ha detto il vince la terza partita consecutiva. «I risultati ci aiutano a lavorare con serenità, ma inizialmente eravamo lenti, loro ci hanno chiuso gli spazi e ci hanno pressato nel primo tempo. Abbiamo perso palloni ingenuamente, nel finale abbiamo sofferto, siamo un gruppo giovane e dobbiamo migliorare la gestione delle partite». La chiave del successo blucerchiato, a par- te i tre gol, è stata anche la superiorità fisica, di stazza, sul Pescara: «Abbiamo alcuni elementi come Maxi Lopez, Obiang e Soriano che hanno una buona struttura». Obiang riconosce i meriti degli abruzzesi: «Abbiamo dovuto faticare per battere un Pescara che è cambiato molto, ma ha ancora lo spirito dell’anno scorso». Per Estigarribia prima gioia blucerchiata: «La mia rete? Metà è mia, l’altro cinquanta per cento è di Krsticic: un assist favoloso». Stroppa al sicuro «Il Pescara? Al- la lunga potrà dire la sua» ha detto Pasquale Sensibile, mentre il presidente Sebastiani ha assicurato: «Stroppa non si toc- CAPUANO 5 Entrata fuori tempo e Maxi Lopez se ne va per il 3-1. MODESTO 5,5 Tanta corsa a sinistra, tante imprecisioni. TIRI TOTALI CASCIONE 5,5 Recuperi, rilanci, ma la qualità è quella che è. 3 CONTRASTI 0 uno spirito diverso per reagire allo 0-1 tutto sommato ingiusto. Ma lo strapiombo alle spalle confonde la testa, paralizza le gambe, scompiglia la scacchiera del Pescara nella quale un gran lancio di Krsticic innesca a sinistra – come andrebbe fatto più spesso – Estigarribia: 2-0. A centrocampo Soriano non fa rimpiangere l’infortunato Poli, mentre Obiang ha mille energie. E quando Stroppa accarezza l’illusione del recupero, con il gol di Celik e la grinta offensiva di Caprari appena entrati, ecco che Super-Maxi manda dall’altra parte Capuano e infila il 3-1. Solo che alla Samp le cose facili non piacciono: di nuovo tutta indietro, di nuovo a subire il 3-2 inutile di Caprari. Insomma, neanche la difesa di Ferrara passa l’esame: vediamo che cosa succede contro un attacco più pericoloso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ca. Era e resta l’allenatore del Pescara». Se lo augura anche il tecnico, dopo tre k.o. di fila: «Non mi sento a rischio e mi tengo stretta la prestazione della squadra. Fa piacere avere la stima della società, che mi è stata ribadita a fine partita. Ai ragazzi, entrati a testa bassa negli spogliatoi, ho fatto i complimenti. La squadra deve prendere consapevolezza del fatto che questa categoria gli appartiene. Ho visto cose positive dopo Torino, lì ero depresso, stavolta ho avuto risposte importanti. Nel primo tempo, la Samp non ha superato mai il centrocampo, ma alla prima disattenzione difensiva prendiamo gol». © RIPRODUZIONE RISERVATA COSIC 6 Il migliore, o il meno peggio, della difesa. Non basta. 2 Ferrara: «Ma dobbiamo ancora crescere» tecnico napoletano —, oggi sono felice di rappresentare la Samp. Con il presidente Sebastiani il rapporto è ottimo. Siamo uomini di sport e sappiamo che può anche succedere di non trovarsi d’accordo». ZANON 5 Fa saltare il fuorigioco sul primo gol di Maxi Lopez. COLUCCI 6 Il Pescara gira al suo ritmo finché Ferrara non gli sbarra la strada con Obiang. DOPO LA GARA IL TECNICO BLUCERCHIATO TIENE ALTA LA GUARDIA: «I RISULTATI CI AIUTANO, PERÒ SIAMO GIOVANI E BISOGNERÀ LAVORARE» Sebastiani, patron abruzzese: «Bella gara, PERIN 5,5 Tre palloni nel sacco. E niente miracoli. Vista l’ultima mezzora ci si chiede: perché non in campo da subito? Super-Maxi due Ci vorrebbe I NUMERI PESCARA 5,5 PASSAGGI 0 Samp formato Maxi tre sberle al Pescara e 1˚ posto virtuale BALZANO FLOP COLUCCI TIENE ROSSINI OPACO SORIANO GIOCA CON IL TURBO IL MIGLIORE h 6,5 CAPRARI CROSS trario. Si chiude da subito, resta bassa, ordina a Eder ed Estigarribia di allinearsi spesso ai mediani in un 4-5-1 nel quale anche Maresca trova meno soluzioni. I collegamenti tra i reparti sembrano interrotti, la palla circola lenta: Weiss e Quintero fanno pressing, Vukusic s’infila. Ma dura poco. Il Pescara è fragile e, al primo pericolo sul radar, dopo 31’, va al tappeto. «Salta» il fuorigioco perché Zanon resta alto: Eder s’infila e appoggia per il gol di Super-Maxi. E uno. La svolta. di f.li. 2 18 Maxi Lopez, 28 anni, regala alla Samp il gol del vantaggio contro il Pescara nella terza giornata di campionato LIVERANI le Pagelle BALZANO 4,5 Non è un esterno alto: spesso fuori tempo e posizione. Cambia poco quando arretra. QUINTERO 6,5 In prospettiva bel giocatore. Qualche pausa ma i due assist sono suoi. Meglio più arretrato. WEISS 5,5 Per una cosa bella – tipo il doppio dribbling più tiro a sfiorare il gol – un paio di giocate pretenziose. Concretezza poca. CELIK 6,5 In 20’ un gol fatto e uno sfiorato. Di più non si può. VUKUSIC 6 Due traverse: la prima poteva cambiare tutto, la seconda fortunosa. Partecipa poco alla manovra (Abbruscato sv) All. STROPPA 5,5 La cifra tecnica dei suoi è già modesta, alcuni esperimenti sarebbero da evitare. SAMPDORIA 6 BERNI 5,5 Due volte la traversa l’aiuta, per poco un patatrac con Vukusic. BERARDI 6 A volte Weiss si marca da solo, altre interviene. GASTALDELLO 6 Tiene la posizione e nel finale evita la beffa. ROSSINI 5 Vukusic che lo beffa in velocità e altri impacci. COSTA 5,5 Tanta spinta ma parecchia imprecisione. CASTELLINI 6 Un bel paio di chiusure e rilanci. OBIANG 6,5 Sa essere più frenetico, come tutta la Samp, ma non si ferma mai. Bella mossa spostarlo su Colucci. MARESCA 6 Quintero lo distrae, è meno ispirato che al debutto. Però «cuce» i momenti difficili. POLI 6 Un guaio muscolare dopo 20’ lo toglie di mezzo. SORIANO 6,5 Sempre nella manovra, batte Cascione e va. ESTIGARRIBIA 6,5 A destra basso profilo, a sinistra trova il gol. Ala-mediano di grande utilità. IL MIGLIORE h 7,5 M.LOPEZ Implacabile. Due gol, un terzo sfiorato. Sempre al posto giusto. EDER 6 Mezzo 1-0 è suo con il «taglio» e assist a Lopez. KRSTICIC 6,5 Con un lancio da Pirlo inventa il 2-0 di Esti. All. FERRARA 6 Passo indietro nella manovra, ma terzo successo di fila. Serve qualcosa in difesa. Ciro Ferrara, 45 anni ANSA GLI ARBITRI: PINZANI 6,5 Qualche dubbio su Weiss. Marrazzo 6,5-Vuoto 6,5; Romeo 6,5-Nasca 6,5. Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 17 SERIE A 3a GIORNATA Gasperini, chi si rivede! Ha detto sì al Palermo Zamparini svolta ed esonera Sannino: è il 41˚ in 26 stagioni da presidente. L’ex tecnico dell’Inter torna dopo un anno DAL NOSTRO INVIATO FRANCESCO CARUSO PALERMO Avanti il prossimo, ovvero: avanti con Gian Piero Gasperini. Sannino è la 41a «vittima» di Maurizio Zamparini in 26 stagioni da presidente. Al tecnico di Ottaviano è stata fatale la vittoria sfumata contro il Cagliari. Ma già le sconfitte nelle prime 2 giornate di campionato contro Napoli e la Lazio avevano messo a serio rischio licenziamento l’ex allenatore del Siena. Era destino evidentemente che le strade di Sannino e del Palermo non dovessero incontrarsi, già nella passata stagione il presidente rosanero aveva fatto un pensierino per l’uomo che aveva sfiorato la promozione in A col Varese, ma poi non se ne fece nulla. Stavolta i due si sono solo sfiorati, l’idillio è già finito. Era andata peggio, anzi meglio, un anno fa a Stefano Pioli esonerato ancora prima dell’avvio del campionato dopo una precoce eliminazione dall’Europa League, nel turno preliminare contro gli svizzeri del Thun. In quel caso l’allenatore parmigiano rescindendo il contratto fece in tempo a sedere sulla panchina del Bologna. dal licenziamento di Moratti (21 settembre 2011). Sannino se ne va in punta di piedi senza far rumore: «Ringrazio Zamparini per l’opportunità che mi ha dato vuol dire che doveva andare così. Speravo di avere più tem- Il patron rosanero: «Meglio un cambio che la B. Non c’era sintonia tra lui e la squadra» po per lavorare ma il calcio è questo». Molto più duro il suo vice, Ciccio Baiano «Il Palermo non vince da 6 mesi, la squadra l’anno scorso si è salvata all’ultimo ed è stata ulteriormente indebolita dalla partenza di 3 calciatori. Servivano rinforzi, non sono arrivati». Del vecchio staff rimane solo Paleari, preparatore dei portieri. Il licenziamento di Sannino allunga a 8 il numero di tornei di fila con almeno un esonero da parte di Zamparini. L’ultimo a fare l’en plein CON GASP DIFESA A 3 delle 38 giornate fu Guidolin nel primo anno di Serie A. Presidente jellato Zamparini ha spiegato la decisione iniziando da un’insolita premessa: «Con Sannino volevo aprire un ciclo, è un buon allenatore, ma nel calcio io sono sfortunato. Questo esonero mi costa un milione e mezzo di euro. Ma Sannino non credeva nella squadra e la squadra non credeva in lui, non riusciva ad integrarsi con i calciatori, ho visto un’involuzione negativa. Gasperini l’avevo contattato prima che andasse all’Inter, ha un buon curriculum, gioca bene al calcio e credo sia adatto al Palermo. Ammetto di aver fatto un errore clamoroso prendendo Sannino, stimolato anche da Perinetti. Il Palermo non è una squadra di brocchi, abbiamo buoni calciatori. Già da domani rosanero in ritiro a Brescia dove verrà presentato Gasperini che è una vecchia conoscenza avendo giocato a Palermo dal 1978 all’83: 128 partite e 11 gol. Riuscirà a fare il bis da tecnico? Gian Piero Gasperini, 54. L’anno scorso all’Inter © RIPRODUZIONE RISERVATA INFOPHOTO GDS Predestinato E sempre a proposito di destino, era scritto in cielo che Gasperini arrivasse prima o poi a Palermo. L’ex tecnico del Genoa aveva rifiutato l’offerta un anno fa per poi approdare all’Inter e spianando così la strada a Pioli. Stavolta il 54enne tecnico torinese di Giugliasco, ha detto sì (un anno di contratto a 700 mila euro più premi, con rinnovo automatico legato alla salvezza), cogliendo un po’ tutti alla sprovvista dal momento che il Palermo odierno sembra più debole di quello della precedente stagione. Ma evidentemente il numero uno di Viale del Fante stavolta è stato più convincente oppure Gasperini (che ha già lavorato con Perinetti ai tempi della Primavera Juve) s’era stancato di stare a guardare. E accettando la proposta rosanero ha concluso la sua disoccupazione a meno di un anno di distanza Taccuino QUALIFICAZIONI EURO 2013 L’Italdonne batte anche la Polonia (f.sal.) La Nazionale di Antonio Cabrini batte la Polonia nelle qualificazioni all’Europeo 2013 in Svezia (10-28 luglio): decisiva la Panico, che al 41’ s.t. infila dopo una respinta del portiere polacco. L’Italia, già qualificata, affronterà la Grecia mercoledì ad Atene. IL CASO STADIO Il sindacato di Polizia «Is Arenas inagibile» CAGLIARI (m.f.) Sull’Is Arenas piove l’allarme del sindacato di polizia: «Gli agenti sono stati utilizzati per sopperire alle carenze organizzative, decisionali e strutturali e alle precarie condizioni dell’impianto. Con l’Atalanta si è giocato tra le macerie. Per giocare in A serve buon senso e uno stadio agibile». Ma pare certa l’apertura di tre settori per la gara con la Roma. E oggi si riunisce la Commissione provinciale di vigilanza. store.cpcompany.com / cpcompany.com Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 18 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A VERSO LA CHAMPIONS Adriano Galliani, 68, con Massimiliano Allegri, 45 CANONIERO Rompicapo Allegri Berlusconi pensa al nuovo tecnico Galliani fa scudo Nei piani del patron un ex rossonero: ipotesi Tassotti-Inzaghi. Ma l’a.d.: «Avanti così» ALESSANDRA BOCCI MILANO A pranzo e a cena. Dopo il falso allarme della settimana scorsa a Forte dei Marmi, Allegri e Galliani hanno condiviso il desco per ben due volte in una domenica amara. Prima a Milanello, poi in pizzeria. Per analizzare le sconfitte e dare una bella pitturata mediatica a un rapporto che molti descrivono pieno di crepe. «Allegri non è in discussione, assolutamente. Deve rimanere sereno», ha detto Galliani davanti alle telecamere quan- do si è presentato a Milanello. L’altra sera, dopo la partita, era andato a cena con Briatore ma si era dileguato dall’uscita posteriore, come aveva fatto Berlusconi dopo il trofeo Berlusconi. I riflettori a notte alta non vanno più di moda. Nervi saldi Ieri l’amministratore delegato ha parlato di infortunati da recuperare e di calma da mantenere. «Quando le cose non vanno bene l’importante è avere i nervi saldi e agire con raziocinio per rimettere la situazione sui binari giusti. Dobbiamo stare tranquilli e pensare di tornare a vincere. Il presidente Berlusconi mi ha chiesto di stare vicino alla squadra e tranquillizzarla. Sta dando il massimo sostegno alla squadra ed è fiducioso: pensa che il suo Milan saprà risollevarsi al più presto». Dietro le parole ufficiali e il «vogliamoci bene» generale, monta però la delusione del proprietario del Milan, che coverebbe qualche idea per riportare la barca in favore di vento. Ad Allegri vengono riconosciute attenuanti, perché non sarebbe semplice per nessuno mantenere la rotta in un Milan che ha perso in classe e personalità. Però Berlusconi si aspettava una squa- « mero uno per la successione. Allegri non è in discussione. Berlusconi mi ha chiesto di tenere tutti tranquilli ADRIANO GALLIANI A.D. MILAN dra più vivace, qualche novità tattica, la capacità di inserire in fretta i giovani in un buon tessuto di gioco. Nulla di tutto questo è ancora realizzato e allora tornerebbe di moda lo slogan «Il Milan ai milanisti». Filippo Inzaghi è l’indiziato nu- Slogan Si cerca di mantenere la calma, perché domani è già Champions e cambiare sarebbe piuttosto folle, oltre che insolito per i metodi della casa. Certo, qualcuno è stato licenziato dal vertice rossonero (o convinto a dare le dimissioni): Tabarez, Zaccheroni, Terim. Tutti senza un passato Milan, guarda caso. La dottrina Monroe applicata allo sport potrebbe tornare di moda: compresa l’impossibilità economica del progetto Guardiola, Berlusconi avrebbe pensato a Tassotti, da undici anni fedele numero due, magari appunto in coppia con Inzaghi, pronto poi a fare da solo. Soluzione rischiosa dopo qualche mese con gli Allievi, ma Berlusconi è stato un uomo che ha amato rischiare e Inzaghi è una bandiera del Milan. Per ora, Allegri è confermato e deve stare sereno, come dice Galliani. E nel clima di solidarietà nazionale, il tecnico ha incassato anche le parole buone di Inzaghi intervistato dalla Rai: «Bisogna essere fiduciosi e dare il giusto tempo alla squadra e all'allenatore per lavorare serenamente». Ma si sa che il tempo nel calcio è un concetto che muta. © RIPRODUZIONE RISERVATA Zupping di VINCENZO CITO twitter@VincenzoCito Apriti Cielo: in 15 minuti gol e highlights in chiaro «Cielo», canale 26 del digitale terrestre: dalle 18 alle 18.15 i gol delle partite, i tiri più pericolosi, senza pubblicità, tutto d’un fiato, quello che abbiamo sempre desiderato. Era dai tempi della leggendaria «Domenica sprint» che una tv in chiaro non offriva tanto in così poco tempo. Subito dopo parte «90˚» su Rai Due: più o meno le stesse cose, allungate allo spasimo, forse qualche azione in più, in un minestrone che si conclude solo alle 19.10 e ci regala la solita chicca. Sensibile al dramma di Luca Toni, che ha perso un figlio, Fabrizio Failla ricorda il nome della compagna. Invece che Marta Cecchetto la chiama Melissa Satta. Partenza sprint di «Stadio sprint» (Rai Due) con Enrico Varriale che consola Cosmi per la sconfitta. Interviene l’inviato Gianmarco Sicuro «Guarda che poi il Siena ha pareggiato». L’Italia Under 21 è sotto 1-3 con l’Irlanda, dopo aver sprecato un rigore. Va via la luce per un black out elettrico. Così Ubaldo Righetti (Rai). «Non è una situazione piacevole, diciamo. Assolutamente». 5’ dopo «Subire 3 gol non fa assolutamente piacere». Più tardi «Non è piacevole questa situazione, assolutamente». La partita poi è ripresa ma giova puntualizzarlo - non era una situazione piacevole. Assolutamente «Tifosi che si fanno sentire quelli del Brescia, molto colorati» (Luca Pisinicca, Raisport, Supercoppa italiana di calcio femminile) Giulio Delfino «Sta per entrare Cerci, penso al posto di Santana». Tarcisio Mazzeo «Anch’io voto Santana, se non altro per dare continuità a Stevanovic che sta giocando bene». Esce Stevanovic. Tarcisio Mazzeo. «Esce Stevanovic, l’avevamo chiamato» (Radiorai) Daniele Barone (Sky) «Abbiamo visto anche come Pea sia educatamente andato a chiedere il rigore al quarto uomo». Il labiale di Pea «Ehi, scusi! Ma come ca... si fa?» Un amaro Gigi De Canio a Mediaset Premium sbaglia epoca. «Ci hanno frenato solo le grandi parate di Zoff» I consigli di Raffaele Ametrano (Sportitalia) ai giocatori della Salernitana prima della partita di Chieti «Non devono sbloccare la partita sicuramente subito altrimenti può essere un danno». Così si sono sbloccati gli altri e ne hanno fatti quattro © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 19 SERIE A VERSO LA CHAMPIONS Il Milan da Ambrosini Patto della rinascita Il gruppo storico a cena dal capitano. In Champions contro l’Anderlecht pochi ritocchi, torna Montolivo ni e i tempi di gioco adatti. La mediana potrebbe vedere lui a destra, De Jong in mezzo (Ambrosini ha rimediato un’altra botta sul collo del piede destro, ma dovrebbe essere convocabile) e Nocerino favorito su Emanuelson a sinistra. FABIANA DELLA VALLE MARCO PASOTTO MILANO Altro che cene saltate. Evidentemente Milano si presta meglio rispetto a Forte dei Marmi visto che ieri sera, mentre Galliani e Allegri si davano alla pizza, a poca distanza una robusta rappresentanza di Milan si trovava a cena a casa di Ambrosini. Un’iniziativa del capitano, che per l’occasione ha unito il compleanno della moglie Paola e la necessità di guardarsi in faccia con i compagni. Una sorta di patto conviviale fra vecchi e nuovi senatori rossoneri in una serata, finita comunque presto, tutta italiana (fra gli assenti Boateng, De Jong, Emanuelson, Bojan e Niang). Tabù Meazza E’ anche così che una squadra deve provare a ritrovarsi. Condividendo momenti privati e sfruttandoli per (ri)sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Per trovare gli occhi della tigre chiesti da Allegri restano poco più di ventiquattr’ore. Occorre una trasformazione radicale, un cambio di mentalità e soprattutto vincere il timore di esibirsi a San Siro, che sta diventando uno dei nemici peggiori. Sfruttare l’elettricità provocata dalla Champions per voltare pagina, ha detto Allegri sabato sera. E scendere in campo con coraggio, ma anche con spensieratezza. Ingredienti difficili da amalgamare, ma intanto contro l’Anderlecht finalmente il Milan ritrova una pedina importante: Montolivo ieri ha svolto tutto il lavoro con il gruppo e appare recuperato. Se, come sembra, supererà anche l’ultimo provino di oggi, l’ex viola si riprenderà un posto a centrocampo. Serve il vero Riccardo, con le sue intuizio- Gazzetta.it L’ANTICIPO / 1 Gazza Il Palermo si illude Sau regala il pari al Cagliari nel finale Tvf José Mourinho, 49 anni EPA MOURINHO FURIOSO ATTACCA IL REAL CHE NON HA PIÙ Mourinho non è tipo da passare inosservato davanti alle telecamere. E a Siviglia, dopo la seconda sconfitta in Liga del Real Madrid, non ha tradito le attese: ha accusato la sua squadra di essere «scomparsa», guardate il video. RISCATTO VALENTINO SECONDO A MISANO CHE SPETTACOLO Sul circuito che porta il nome dell’amico Simoncelli, Valentino Rossi ritrova lo smalto e torna sul podio, dietro solo a Lorenzo. Riguardate gli highlights della MotoGp ma anche quelli di Moto2 e Moto3. Che spettacolo sulle due ruote. 1-1 PALERMO-CAGLIARI MARCATORI Rios (P) 41’ p.t.; Sau (C) 43’ s.t. PALERMO (4-4-2) Ujkani 6; Morganella 5,5, Von Bergen 6,5 (dal 30’ s.t. Munoz 5), Mantovani 5,5, Garcia 5,5; Ilicic 6 (dal 7’ s.t. Kurtic 5,5), Rios 6, Donati 5,5 (dal 44’ s.t. E. Pisano s.v.), Bertolo 5,5; Hernandez 5, Miccoli 6,5. PANCHINA Benussi, Brichetto, Viola, Dybala, Milanovic, Labrin, Budan. All. Sannino. CAGLIARI (4-3-3) Agazzi 6; Perico 6,5, Rossettini 6, Ariaudo 5,5, F. Pisano 6; Ekdal 6,5 (dal 33’ s.t. Nenè 6), Conti 6,5, Nainggolan 6,5; Thiago Ribeiro 6 (dal 18’ s.t. Sau 6,5), Pinilla 6, Cossu 6 (dal 35’ p.t. Ibarbo 6). PANCHINA Avramov, Avelar, Astori, Dessena. All. Ficcadenti. AMMONITI Mantovani, Garcia, Miccoli, Nainggolan e Pinilla. ARBITRO Mazzoleni 5. Riccardo Montolivo, 27 anni, è alla prima stagione col Milan dopo averne trascorse sette a Firenze ANSA Problema attacco Senz’altro anche domani non sono previsti cambi nel sistema di gioco, che resterà il 4-3-1-2, con Boateng trequartista nonostante un’altra prova grigia. Allegri si affida ancora a lui, che comunque ha nel dna la capacità e la follia di cambiare a modo suo le sorti di una partita. Perché se è vero che in difesa sono stati commessi degli errori (Acerbi lascerà il posto a Yepes), Allegri vede nell’attacco l’altro grosso problema oltre a quello psicologico: se Pazzini resta a secco, non segna nessuno. Il tecnico si affida quindi al Pazzo e sta cercando di capire chi piazzargli accanto. Questa volta dovrebbe spuntarla Bojan, anche in virtù della sua maggiore esperienza internazionale. Ancora un po’ di pazienza per rivedere Robinho: il brasiliano è atteso a Udine domenica prossima, o il mercoledì successivo col Cagliari. Domani sera direzione di gara affidata allo scozzese Collum. © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 I NUMERI 1 punto in più in classifica per i rossoneri rispetto alla scorsa stagione: il Milan aveva iniziato con una sola sconfitta nelle prime tre partite ma anche con due pari. 0 le reti realizzate a San Siro in 180’. E’ andata peggio in casa rossonera solo tra il 21 ottobre ed il 1˚ dicembre 2007 quando il Milan rimase senza segnare in casa per 4 gare di fila. 44 anni trascorsi dall’ultimo inizio con 2 sconfitte nelle prime 3 giornate: nel 2008 il Milan perse alla prima in casa con il Bologna (1-2) e alla seconda in casa del Genoa per 2-0. Piera Rondinelli Patrassi - Milano, 15 settembre 2012. GUIDO MACONI BERGAMO Da quando Antonio Percassi ha ripreso le redini della società bergamasca ha vinto un campionato di B e si è salvato nonostante il -6 di partenza e facendo il record di punti, ma gli mancava una vittoria di grande prestigio da mettere in bacheca e consegnare agli annali. Il colpo che aspettava è arrivato sabato sera a San Siro, lo stadio più bello, contro il Milan, il club più titolato al mondo. E’ un altro passo avanti per quella crescita che nelle intenzioni del patron dovrà portare l’Atalanta ad avere ambizioni sempre più importanti. Per ora basta una salvezza tranquilla, ma per i prossimi anni si vuol sognare in grande. E vittorie come quella di sabato aiutano ad alimentare i sogni. A secco L’anno scorso con le grandi storiche invece era sempre andata male: un po’ per la forza delle avversarie, un po’ per sfortuna, un po’ perché se fosse semplice batterle, che impresa sarebbe? Così l’Atalanta aveva dovuto incassare una doppia sconfitta sia con la Juventus (2-0 a Bergamo e 3-1 a Torino) che con il Milan (duplice 2-0) e si era consolata con due pareggi contro l’Inter (1-1 a Bergamo e 0-0 a Milano). Andando più a fondo, si trovano anche due pareggi contro la terza forza del campionato, l’Udinese, e due sconfitte con la Lazio, quarta. Le vittorie più importanti sono state il 3-1 al San Paolo contro il Napoli che è costato una fetta di Champions League ai partenopei e la goleada interna alla Roma (4-1), ma a Bergamo si aspettava il primo successo contro una delle tre grandi storiche, perché quelle sono le vittorie che entrano nei cuori e negli annali. Operai La vittoria di sabato non è frutto del caso, ma è stata la vittoria di una squadra operaia, in cui anche i giocatori di maggior classe si sono sacrificati in un lavoro oscuro ma fondamentale: Bonaventura ha tolto l’aria a De Jong, Moralez quando c’è stato bisogno ha fatto anche il terzino su Abate, Cigarini ha tamponato come un mediano che non ha i suoi piedi sopraffini, Biondini ha pressato anche i fili d’erba, Raimondi non ha fatto sentire l’assenza di Schelotto, Lucchini ha respinto anche le mosche. Ma tutti meriterebbero una citazione. Perché a San Siro le luci stavolta le ha accese la classe operaia. © RIPRODUZIONE RISERVATA Si scrive , si pronuncia “Serenità”. E’ l’ultima, fantastica offerta Harley-Davidson® per darti modo di realizzare il tuo sogno a due ruote, senza pensieri. Minimo anticipo e rate a partire da 99 Euro. Alla fine del periodo di rateizzazione puoi scegliere se pagare la maxi-rata finale oppure il tuo concessionario Harley-Davidson® ti offre la possibilità di restituire la moto senza ulteriori obblighi. In breve: chilometri sì, pensieri no! Your Harley®, your freedom. 0-1 Antonello e Gemma Capone abbracciano Roberto, Claudio e Fabio colpiti dalla prematura scomparsa della cara Con i rossoneri è arrivata la prima vittoria dell’era Percassi contro una grande SPORTSTER®, VALORE GARANTITO! Milan al tappeto All’Atalanta basta un gol di Cigarini MARCATORE Cigarini (A) al 19’ del s.t. MILAN (4-3-1-2) Abbiati 6; Abate 5,5, Bonera 6, Acerbi 5, Antonini 5; Ambrosini 6 (10’ s.t. Nocerino 5,5), De Jong 5,5, Emanuelson 5,5 (34’ s.t. Constant s.v.); Boateng 5; Pazzini 5,5, El Shaarawy 5 (25’ s.t. Bojan 5,5). PANCHINA Amelia, Gabriel, De Sciglio, Mexes, Yepes, Traoré, Mesbah, Flamini, Niang. All. Allegri 5. ATALANTA (4-4-1-1) Consigli 6,5; Bellini 6,5, Lucchini 7, Manfredini 7, Brivio 6,5 (27’ s.t. Ferri 6); Raimondi 6,5, Biondini 6,5, Cigarini 7 (35’ s.t. Cazzola s.v.), Moralez 6; Bonaventura 6,5 (32’ s.t. De Luca s.v.); Denis 6,5. PANCHINA Polito, Frezzolini, Stendardo, Troisi, Scozzarella, Matheu, Parra. All. Colantuono 7. AMMONITI El Shaarawy, Bonera, Biondini, Raimondi, Cigarini e Moralez. ARBITRO Orsato 5. La «classe operaia» fa felice l’Atalanta VIVILA PER TRE ANNI, POI DECIDI SE FARLA TUA PER SEMPRE. L’ANTICIPO / 2 MILAN-ATALANTA EUFORIA A BERGAMO DOPO IL SUCCESSO Make every day count Prenota una prova su harley-davidson.it Annuncio pubblicitario con finalità promozionale. 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A farla tornare di stringente attualità l’incredibile sconfitta della sua Roma con il Bologna: dall’iniziale 2-0 in carrozza, match dominato per quasi un’ora, al pazzesco riaggancio consumatosi nel giro di un solo minuto, per finire col ribaltone in pieno recupero. Tutto con la firma di Gilardino & Diamanti, neonata e già premiatissima ditta del gol. Ma anche con quelle di una difesa giallorossa semplicemente sciagurata, in cui ai blackout di Piris, che Zeman sul 2-2 ha buttato fuori per la disperazione, si è aggiunto il grottesco pasticcio Burdisso-Stekelenburg, che ha aperto la strada alla definitiva doppietta sul filo del fuorigioco del redivivo Gila. Più chiavi Difficile spiegare i perché di questo che, senza nulla togliere ai meriti di un tenacissimo e ben guidato Bologna, è soprattutto un suicidio. Difesa disastrosa a parte, proviamo a mettere in fila quattro buoni motivi: 1. La Roma ha giocato pancia a terra il primo tempo, anche dopo l’uno-due di Totti e Lamela, bravi nello scardinare l’altrui difesa con i tagli in diagonale e lo «scarico» di altrettanti irresistibili tiri dal limite, sul primo dei quali, respinto dal palo, è arrivata la zuccata del predestinato Florenzi. Piede schiacciato sull’acceleratore, la Roma non lo ha però mai alzato, finendo col dosare male le forze, come si è visto nell’ultimo quarto di partita, quando è mancato tutto, fiato, gambe, lucidità. 2. Troppa sufficienza nel far giocare gli avversari senza pressione. Diamanti, tanto per intendersi bene, il comodo suo lo ha fatto anche quando la Roma andava forte. In mezzo al campo è mancata la saggezza tattica (e i bulloni) di De Rossi. Tachtsidis ha piedi buoni ma è al massimo un mezzo incontrista, pe- culiarità che non appartengono a Pjanic e al pur prezioso trottolino Florenzi. 3. I cambi. Il disastro è maturato sul 2-0 quando Zeman ha mosso la panchina: fuori Lamela e Pjanic, dentro Nico Lopez e Marquinho, con spostamento di Florenzi da sinistra a destra. Tempo cinque minuti, Gilardino e Diamanti hanno fatto 2-2 e dalla parte di Marquinho (e Balzaretti) si sono aperte autentiche autostrade, da cui i cross del primo e del terzo gol. 4. Osvaldo squalificato, Destro centravanti. Visto che Totti ha fatto il Totti dall’inizio fin quasi alla fine (quando ha rischiato il rosso da frustrazione), è chiaro che Destro nel suo ruolo naturale ha funzionato poco e male. E’ presto per una bocciatura, ma tant’è. Che fede Il «4-3-3 secondo Zeman», come fosse un dogma. È lo striscione apparso all’Olimpico, quasi come una fede. Del resto, anche ieri a Roma c’erano 45.000 persone e la gente è con Zeman. Nonostante tutto... Sabatini: «Non è colpa del tecnico» Gila scatenato: «È solo l’inizio» ANDREA PUGLIESE ROMA Il bello è che nell’incredibile sconfitta della Roma c’è un po’ di tutto, ma poco di matrice zemaniana. Niente difesa sbilanciata, nessun contropiede, neanche un fuorigioco sbagliato. «Ed infatti Zeman è tutto nei primi 65 minuti di gioco, il resto sono situazioni spicciole di campo, errori individuali — dice il d.s. giallorosso Sabatini — Zeman sarà il nostro allenatore a lungo, perché con lui pensiamo di raggiungere certi risultati. È inutile attaccarlo». Giri a vuoto Nessun attacco, ma tanta delusione sì. Anche negli occhi dello stesso Sabatini: lente allenatore lo si è capito da quando, dopo il Chievo, ha costruito il bel Bologna dell’altro ieri intorno a Diamanti, Di Vaio e Ramirez. Iniziare la nuova stagione col solo Diamanti non deve essere stato facile, ma ora con Gilardino vice Di Vaio, e con Taider che da del tu al pallone, la bella favola sembra destinata a continuare. I suoi cambi, all’inizio della ripresa e dopo un primo tempo imbarazzante, sono stati meno eclatanti ma certo efficaci: fuori Perez che stava rischiando il rosso e dentro Pazienza, regista con un destino dentro al nome, fuori il troppo passivo Guarente e dentro il vivace Pulzetti. Con in sovrapprezzo un minicambio di modulo, legato all’arretramento di Diamanti. Garics per Motta, a 2-2 ottenuto, ha rappresentato la ciliegina sulla torta. Dal suo piede è infatti arrivato il perfido cross del 3-2: quello del frontale Stekelenburg- Burdisso. © RIPRODUZIONE RISERVATA ALL’OLIMPICO IL D.S. DIFENDE IL BOEMO «Dopo la suggestione-scudetto della scorsa settimana, era la prima verifica e non è stata positiva. A metà ripresa abbiamo perso verve: questa è una squadra che deve girare sempre al massimo dei giri, che deve giocare sempre al limite. Piris bocciato? Non credo: sul primo gol c’è un concorso di colpa, sul secondo è vittima di una bella giocata. Ma deve difendersi da solo, lavorando. E se Zeman penserà ad altre soluzioni, e ce ne sono, avrà il nostro appoggio». Zeman ci sta pensando e lo dimostra il cambio con Marquinho dopo l’uno-due («Due ganci al mento», dice Sabatini). «Ivan quando resta passivo non usa i suoi pregi — dice il boemo — Sul primo gol era in una posizione sbagliata, sul se- Motivator Pioli Che sia un eccel- EIDON condo siamo rimasti passivi ai 16 metri, senza attaccare. L’ho cambiato perché nella ripresa non spingeva più come prima». Un po’ come tutta la Roma, del resto. «Dopo un buon primo tempo ci siamo accontentati, allungandoci e perdendo aggressività. Serviva più concentrazione, alla fine buttavamo la palla avanti, senza costruire niente». Ed a chi gli ricorda che questo è il classico scivolone alla Zeman, il boemo risponde così: «Si dice sempre che non difendo bene perché difendo alto. Avessimo difeso così, quei gol non li avremmo presi». Doppio violino «Cosa è cambiato? Che ad un certo punto ci siamo resi conto di essere ancora in partita», dice alla fine Pioli. L’uomo-copertina, però, è Alberto Gilardino, 10 gol alla Roma, ieri al suo 1˚ successo con i giallorossi dopo 14 gare: «È una doppietta che dedico alla squadra ed alle mie 3 figlie. La Roma è da scudetto e per i primi 45’ l’ha dimostrato, poi siamo stati bravi a reagire. Il mio obiettivo è giocare con continuità e fare gol. La nazionale? Vedremo, non dipende solo da me». Per ora, si gode la maglia numero 10, un bel portafortuna: «Era l’unica rimasta libera, ma sono diverso da Baggio e Totti». Già, Francesco, a cui Agliardi ha negato due gol. «La prima parata è stata tecnica, la seconda d’istinto — dice lui —. Ma sono felice per la vittoria, meritavamo di sbloccarci». ROMA 2 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Florenzi (R) al 6’, Lamela (R) al 16’ p.t. Gilardino (B) al 27’, Diamanti (B) al 28’, Gilardino (B) al 46’ s.t. ROMA 4-3-3 Stekelenburg; Piris (Marquinhos dal 31’s.t.), Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic (Marquinho dal 24’s.t.), Tachtsidis, Florenzi; Lamela (N.Lopez dal 24’s.t.), Destro, Totti. PANCHINA Goicoechea, Svedkauskas, Romagnoli, Taddei, Lucca, Tallo. ALLENATORE Zeman. CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO MEDIO 53,9 ESPULSI nessuno AMMONITI Pjanic, Tachsidis, Balzaretti e Totti tutti per gioco scorretto, Castan per proteste. le Pagelle BOLOGNA 3 BOLOGNA 4-3-1-2 Agliardi; Motta (Garics dal 30’s.t.), Antonsson, Cherubin, Morleo; Taider, Perez (Pazienza dal 1’s.t.), Guarente (Pulzetti dal 1’s.t.); Kone; Diamanti, Gilardino. PANCHINA Curci, Lombardi, Carvalho, Sorensen, Abero, Pasquato, Gabbiadini, Gimenez, Acquafresca. ALLENATORE Pioli. CAMBI DI SISTEMA 4-3-2-1 dal 1’s.t. BARICENTRO 51,1 ESPULSI nessuno AMMONITI Perez e Morleo per gioco scorretto, Diamanti per proteste. ARBITRO Guida di Torre Annunziata. NOTE Spettatori paganti 19.988 per un incasso di 682.614,00 euro; abbonati 24.506 per una quota di 489.355,00 euro. Tiri in porta ( (di cui 2 pali)-6. Tiri fuori 3-5. Fuorigioco 2-5. Angoli 3-8. Recuperi 0 p.t. 3’s.t. di MASSIMO CECCHINI PIRIS FA DISASTRI, JELLA TOTTI AGLIARDI: CHE VOLI! TAIDER OK ROMA 5 BOLOGNA 6,5 STEKELENBURG 5 Sorpreso sul raddoppio, nel caos sul tris. Dopo l’Olanda, è discusso anche qui. AGLIARDI 7 Il volo su Totti è quasi contro la legge di gravità. E non fa solo quello: decisivo. PIRIS 4 Due gol sulla coscienza e un cambio che lo immola: in crisi MOTTA 5,5 Da ex, nutre timore reverenziale per Totti. E all’inizio spinge poco e balla parecchio. MARQUINHOS 6 Nell’assalto finale fa meglio, ma solo un po’. BURDISSO 5 Leader rugginoso, fino al patatrac in cui è complice. CASTAN 6 Un primo tempo eccellente, una ripresa in calo. BALZARETTI 5,5 Recuperato in fretta (troppa?) parte a mille e finisce senza più benzina. PJANIC 5,5 Il giocatore c’è, l’integrazione ancora no. MARQUINHO 4,5 Un ufo atterrato sul campo: dal suo lato è crisi. TACHTISIDIS 6 Per 70’ il buon piede intelligente e lo spazio concessogli lo esalta, poi perde tempi, misure e... Diamanti. GARICS 6,5 Al di là del zampino sul tris, la sua corsa si fa sentire. ANTONSSON 6 Non è un bunker, ma è il più lucido dei difensori. CHERUBIN 5,5 A volte in affanno e in ritardo nelle chiusure. MORLEO 6 Soffre il giusto e si propone anche al tiro. TAIDER 6,5 A destra convince poco, spostato di lato migliora tanto sia lui che la squadra. PEREZ 5,5 Nella bufera iniziale perde zolle e testa, rischiando un rosso affossa-partita. PAZIENZA 6 Porta ordine quando la squadra risale la china. FLORENZI 6,5 Il gol e non solo. Corre tanto e bene: quando passa a destra l’altra corsia va a picco. GUARENTE 4,5 Appoggi sbagliati, copertura scarsa: prima del cambio, una giornata da incubo. LAMELA 6,5 La cura zemaniana funziona a singhiozzi, quanto basta per far gol e farsi rimpiangere PULZETTI 6,5 Gamba e tacchetti che si fanno sentire. LOPEZ 5 Il Coniglio entra nel cilindro del match e sparisce. Puf. DESTRO 5 Il Predestinato sbuffa per un tempo e poi annega. Poco servito, ma ci si aspettava di più. h IL MIGLIORE 7 TOTTI Due pali all’attivo (il primo vale il vantaggio) e un match sempre sopra le righe. Compresa la pericolosa reazione finale. All. ZEMAN 5,5 Gestione delle energie e cambi non convincono. KONE 6 Molle in avvio sul Tachtisidis, cresce nella ripresa e regala l’assist per il primo gol. DIAMANTI 7 Pioli gli consegna le chiavi della squadra e lui, in avanti, la conduce dove lo porta il cuore. La rete è solo una delle cose belle. IL MIGLIORE h 7,5 GILARDINO Finito lui? All’esordio da titolare dà lezioni di sacrificio e concretezza. PIOLI 7 Rilancia la difesa a 4 e una squadra col morale a pezzi: si capisce perché la Roma lo voleva. GLI ARBITRI: GUIDA 5.5 Rossi risparmiati a Perez e Totti. COSTANZO 6 - MANGANELLI 6; CELI 6 - VELOTTO 6 © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 22 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 IL FUTURO È NELLE TUE MANI. LA SCALATA AL SUCCESSO NON È MAI STATA COSÌ AGGUERRITA. A SCEGLIERE IL NUOVO TALENTO DEL BUSINESS SOLO LUI, FLAVIO BRIATORE. DAL 18 SETTEMBRE ALLE 21.00 theapprentice.cielotv.it #TheApprentice LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 23 SERIE A 3a GIORNATA IlPersonaggio LUCA TONI Il gol, la corsa e la dedica per «chi non c’è più...» L’attaccante segna in viola dopo 5 anni e punta l’indice al cielo in ricordo del primogenito nato morto 3 mesi fa primo giugno Toni ha annunciato che il suo primogenito era nato morto. DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE Ieri era domenica 7 aprile 2007, dopo meno di un’ora Toni schiaccia sul tre a zero la partita contro l’Ascoli, penultimo siluro viola dentro al Franchi in festa. In due minuti si può compiere un viaggio lungo cinque anni: Toni ri-entra, appoggia l’assist di Jo-Jo, e tutto torna come allora. Stesso stadio, stesso modo di celebrare l’evento, stessa inclinazione della testa che ruota insieme alla mano destra. Ieri non erano passati cinque anni: il coro della curva, la standing ovation del tifo, gli applausi all'ingresso nel tunnel alla fine dell’esibizione con gol, il cinquantesimo viola. Eppure qualcosa di profondamente diverso c’è, un indice alzato al cielo, un bacio soffiato verso le nuvole: «Il gol è per tutti coloro che mi sono stati vicini in questi due mesi difficili, lo dedico a chi c’è e a chi non c'è più». Il Bollito Così, certe storie ri- partono dal dolore, e sono ancora più intense. Ora Toni può raccontare: «Non ci potevo credere, un inizio così neanche nei sogni, volevo trovare un modo per ringraziare la gente della magnifica accoglienza, questo amore mi ripaga più di tanti riconoscimenti. Ringrazio chi ha creduto in me: da dieci anni mi danno del bollito, ma non mi interessa, se sto bene posso ancora dire la mia, voglio togliermi nuove soddisfazioni, con questa squadra, con questa città». A gesti e a parole, ecco altri attestati di stima per il centravanti: dopo l’uscita di Pasqual (capitano viola), la fascia finisce arrotolata sul braccio di Jovetic («questa Fiorentina è fortissima», dice), che prima però offre con insistenza la stoffa a Toni. Poi il virgolettato di ADV, il presidente che più di tutti l’ha rivoluto qui: «Sono contentissimo per Luca, e non ha ancora dimostrato niente. Anche grazie a lui si è ricreato il bel gruppo di una volta, Jovetic è felice e così ce la possiamo giocare anche con le grandi». Ancora Della Valle: «Ho avuto paura che il mio ciclo qui fosse alla fine, invece mi sbagliavo. Montella? Trova il modo di sorprendermi ogni settimana». Analisi Voce agli allenatori, Montella: «Grandissima prestazione della squadra, da Toni non potevamo aspettarci di meglio, è umile, sembra un ragazzino. E Jovetic per me vale più di trenta milioni». Maran: «Abbiamo commesso errori che ci hanno portato a dover rincorrere gli avversari e non il contrario. Il raddoppio ha fatto saltare tutti i nostri piani». Il gol di Toni arriva a metà ripresa, l’ultima volta era successo il 7 aprile 2007, sembrava ieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA le Pagelle DI L. CAL. PIZARRO È IL FARO VIOLA TOMOVIC C’È, VALERO OK DELUDONO LODI E GOMEZ FIORENTINA 7 VIVIANO 6,5 Un grande intervento su Bergessio e addio polemiche. RONCAGLIA 7 Un guerriero che ha già stregato Firenze. Gli avversari gli rimbalzano addosso. Luca Toni, 35 anni, mette a segno il gol del 2-0 ANSA G. RODRIGUEZ 6 Elegante in fase di disimpegno. TOMOVIC 6,5 E’ sempre al posto giusto. Formidabile un suo recupero su Bergessio. CUADRADO 6 Sbaglia i primi dribbling. Poi, decolla. È uno Jovetic senza limiti La Fiorentina ora sogna MATI FERNANDEZ 6 Pochi minuti ma di qualità. MIGLIACCIO 6,5 In un centrocampo a tutto fosforo lui ci mette la grinta. PIZARRO 7,5 Il Pirlo viola. Prezioso e fondamentale. BORJA VALERO 7 Qualità allo stato puro. PASQUAL 6,5 Non alza mai il piede dall’acceleratore. (Cassani s.v.). LJAJIC 6,5 Suo l’assist per Jo-Jo. Si fa applaudire anche in difesa. Sta crescendo di partita, in partita. TONI 7 Entra e segna. Una storia da libro Cuore. E se Un gol e un assist per il montenegrino, blindato in estate dalla società torna il vero Toni può diventare un’arma micidiale. IL MIGLIORE Poco Catania per la squadra viola: la mini-reazione siciliana non basta h 7,5 JOVETIC Gol e assist. Come sempre fa la differenza. FIORENTINA CATANIA 2 0 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Jovetic (F) al 43’ p.t.; Toni (F) al 20’ s.t. FIORENTINA (3-5-2) Viviano; Roncaglia, G. Rodriguez, Tomovic; Cuadrado (dal 28’ s.t. Mati Fernandez), Migliaccio, Pizarro, Borja Valero, Pasqual (dal 37’ s.t. Cassani); Ljajic (dal 18’ s.t. Toni), Jovetic. PANCHINA Neto, Hegazi, Oliveira, Lupatelli, Seferovic, Llama, Capezzi, Camporese, Romulo. ALLENATORE Montella. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO ALTO 55,0 metri AMMONITI Ljajic per simulazione; Jovetic per gioco scorretto e Pizarro per c.n.r. CATANIA (4-3-3) Andaujar; Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Biagianti (dal 37’ s.t. Izco), Lodi, Almiron (dal 1’ s.t. Castro); Barrientos, Bergessio, Gomez (dal 43’ s.t. Doukara). PANCHINA Frison, Rolin Fernandez, Sciacca, Bellusci, Ricchiuti, Terracciano, Salifu, Capuano. ALLENATORE Maran. CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 4-2-3-1 BARICENTRO MOLTO BASSO 47,4 metri AMMONITI Spolli, gioco scorretto; Gomez per comp. non regolamentare ARBITRO Doveri di Roma. NOTE Spettatori paganti 9.199, incasso di 135.672, abbonati 12.636, quota di 176.703. Tiri in porta 8-4. Tiri fuori 8-2. Angoli 5-3. In fuorigioco 4-1. Recuperi: primo tempo 1’; secondo tempo 3’. MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 GOL! 43' Ljajic serve Jovetic che controlla e in diagonale batte Andajar. SECONDO TEMPO 2-0 GOL! 20’ Da Jovetic a Toni che appoggia in rete. LUCA CALAMAI FIRENZE Andrea Della Valle alza i pugni al cielo. C’è la sua «firma» nel 2-0 che consente alla Fiorentina di liquidare il Catania e salire al 5˚ posto in classifica. In piena zona Europa. E’ stato il patron, al termine di un agosto bollente, a convincere Jo-Jo a dimenticare il corteggiamento della Juve e a trasformarsi nel punto di riferimento del nuovo progetto viola. Risultato? Jovetic anche stavolta fa la differenza. Un gol (4 centri in 3 gare) e un assist. Implacabile. Ed è stato sempre ADV, tra lo scetticismo generale, a riportare a casa Luca Toni. Per alcuni ormai una vecchia gloria ma per l’azionista di maggioranza della Fiorentina un uomo in grado di lasciare ancora il segno. In campo e dentro lo spogliatoio. E Lucagol lo premia appoggiando in rete il pallone che chiude la partita e battendosi come un leone per una trentina di minuti. Può diventare il nuovo Altafini. dall’allenatore. Montella lavora a un progetto nel segno dello spettacolo. Possesso palla, continui uno-due in velocità, ricerca della porta avversaria attraverso tagli continui e inserimenti dei centrocampisti. Senza scomodare il Barcellona (non esageriamo...) è una strada intrigante. Le «menti» di questo disegno tattico sono Pizarro e Borja Valero, gente dal piede ispirato e da una visione di gioco a 360˚. Soprattutto Pizarro incanta per la lucidità con la quale gestisce la manovra offensiva. Il Franchi ammutolisce quando il cileno si lascia scappare una smorfia dopo un brusco movimento. Ma la paura dura una manciata di secondi e la prima palla che Pizarro tocca viene accompagnata da un boato. Intorno a questi due registi tutta qualità la Fiorentina si avvale delle accelerazioni di Cuadrado a destra e Pasqual a sinistra. Tutto questo in attesa che Aquilani smaltisca l’ultimo infortunio. Solida anche la difesa che ritrova stavolta il miglior Viviano e si gode la prova tutta grinta di Roncaglia, uno che ha già rubato il cuore ai tifosi. Quanto piace la Viola Intorno al patron fanno festa anche gli uomini mercato viola. La nuova Fiorentina piace. A cominciare Gara in pugno La partita è brutti- na nel primo tempo. Al 9’ segna Bergessio di testa ma l’arbitro 4 I NUMERI 4 le reti realizzate nei primi 270’ da Jovetic che è l’unico giocatore capace di andare in gol in tutte e tre le giornate 17 mesi trascorsi dall’ultima rete italiana di Luca Toni, realizzata con la Juventus nel vittorioso 3-2 sul Genoa del 10 aprile 2011 annulla per fuorigioco. E’ valido, invece, il rasoterra implacabile di Jo-Jo che al 43’ spacca la gara. E mette in ginocchio il Catania. Maran prova a inventarsi qualcosa in avvio di ripresa inserendo un altro attaccante, Castro, e passando dal 4-3-3 iniziale al 4-2-3-1. Ma l’inerzia della partita è sempre dalla parte dei viola che al 13’ si vedono annullare un gol di Roncaglia per fuorigioco dell’argentino ma al 20’ chiudono la sfida con Toni (appena entrato) che appoggia in rete un assist al bacio di Jo-Jo realizzando il 50˚ gol in maglia viola. Per un attimo sembra di vivere un tuffo nel passato con Luca che vola sotto la curva Fiesole. Nel finale riprende colore il Catania. Viviano salva su un colpo di testa a botta sicura di Bergessio (27’) e Tomovic respinge con il corpo un siluro di Castro (35’). Ma la squadra siciliana è la brutta copia della formazione brillante e a tratti travolgente che aveva incantato prima della sosta. Gomez è un fantasma, Lodi non dà qualità alla manovra e, soprattutto, non si capisce perché Maran conceda ai due registi della Fiorentina la possibilità di costruire gioco senza essere mai infastiditi. Una giornataccia, insomma. Capita. © RIPRODUZIONE RISERVATA ALL. MONTELLA 7 E’ lui il vero leader di questa Fiorentina. CATANIA 4,5 ANDUJAR 5,5 Parte con un attimo di ritardo sul rasoterra incrociato di Jo-Jo. ALVAREZ 5,5 Troppe amnesie. LEGROTTAGLIE 5 Fa a sportellate con Toni. E perde. SPOLLI 6 Uno dei più lucidi del Catania. Nel finale si esibisce anche in un paio di incursioni offensive. MARCHESE 5 Non riesce mai a incidere sulla fascia sinistra. Eppure quello è il suo abituale territorio. BIAGIANTI 5,5 Una prova senza lampi (Izco s.v.). LODI 4,5 Montella lo temeva più di Gomez e Bergessio, invece non entra mai in scena. ALMIRON 6 E’ l’unico che riesce a far partire il contropiede. Maran lo sostituisce nell’intervallo. CASTRO 5 Sparacchia su Tomovic una comoda occasione da gol. BARRIENTOS 5 Evanescente. IL MIGLIORE h 6,5 BERGESSIO Segna di testa un gol che viene annullato per fuorigioco ed è l’unico che tiene in allarme Viviano. GOMEZ 4,5 Soffre l’aggressività di Roncaglia che lo fa arretrare spesso (Doukara s.v.). ALL. MARAN 5 Presenta un Catania spento. Le tre sostituzioni non convincono. GLI ARBITRI: DOVERI 6 Annulla due gol su segnalazioni corrette del guardalinee Dobosz. Giuste le ammonizioni. Passeri 6 - Dobosz 7; Tagliavento 6 - Mariani 6. Codice cliente: 5104377 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 www.igieco.it Numero Verde 800-218715 24 MICAM SHOEVENT Milano, 16-19 Settembre 2012 Pad 6 E 43/51 Leggerissime, impermeabili, traspiranti. Le calzature IGI&CO ti accompagneranno nella tua avventura quotidiana, adattandosi a qualsiasi condizione climatica e ambientale. Al lavoro o nel tempo libero, in casa o in ufficio, con le tue IGI&CO potrai muoverti in libertà con lo stile di chi è... sportivo dentro. Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 25 SERIE A 3ª GIORNATA La solita Udinese un tempo e Basta E il Siena rimonta Avvio sprint col serbo e Di Natale, il rosso a Lazzari cambia tutto. Pari firmato da Calaiò e Zé Eduardo SIENA UDINESE 2 2 PRIMO TEMPO: 0-2 MARCATORI Basta (U) al 3’, Di Natale (U) al 5’ p.t.; Calaio’ (S) al 25’, Zè Eduardo al 32’ s.t. su rigore. SIENA (3-5-2) Pegolo; Neto, Paci, Del Grosso; Angelo, Vergassola, D’Agostino (dal 32’ p.t. Zè Eduardo), Rodriguez, Rubin (dal 14’ s.t. Sestu); Rosina (dal 45’ s.t. Paolucci), Calaiò. PANCHINA Farelli, Campagnolo, Dellafiore, Contini, Mannini, Coppola, Verre, Bogdani, Valiani. ALLENATORE Cosmi CAMBI DI SISTEMA dal 32’ p.t. 3-4-2-1 BARICENTRO MEDIO 53.8 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Neto gioco scorretto, Zè Eduardo comportamento non regolamentare UDINESE (3-5-2) Padelli; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Pinzi, Lazzari, Pasquale; Barreto (dal 17’ s.t. Fabbrini), Di Natale (dal 45’ s.t. Ranegie). PANCHINA Pawlowski, Favaro, Angella, Faraoni, Coda, Gabriel Silva, Pereyra, Maicosuel, Willians. ALLENATORE Guidolin CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO BASSO 50.7 metri ESPULSI Guidolin (40’) per proteste, Lazzari doppia ammonizione gioco scorretto (7’ st) AMMONITI Danilo e Domizzi gioco scorretto ARBITRO De Marco di Chiavari NOTE paganti 962 incasso 12.178,28 euro, abbonati 6869 quota 47.386,25. Tiri in porta 4-5, tiri fuori 3-3. In fuorigioco 2-4. Angoli 3-1. Recuperi 1’ nel p.t.; 4’ nel s.t. DAL NOSTRO INVIATO MIMMO CUGINI SIENA Paga D’Agostino Tocca a D’Ago- Siena e Udinese non sanno vincere, questione grave visto che la squadra toscana alla terza giornata è ancora sott’acqua (-4) per la penalizzazione e quella di Guidolin subisce al Franchi la quarta rimonta in cinque partite e raccoglie qui il primo punto in classifica. Da 0-2 a 2-2, emozioni e tanti casi poco chiari. Il pareggio che viene fuori dovrebbe far arrabbiare tutti per come De Marco gestisce la gara. Invece Guidolin non alza i toni contro l’arbitro che ha espulso lui e, soprattutto, ha cacciato Lazzari per doppia ammonizione. E pure l’istrionico Cosmi sceglie il profilo basso e non commenta gli episodi contestati (il Siena chiede un secondo rigore per fallo su Zè Eduardo nel finale). Complimenti agli allenatori per il fair-play, ma la direzione di De Marco resta negativa. Il 2-2 nasce da un primo tempo sontuoso dell’Udinese, devastante in avvio e capace di fare due gol le Pagelle di M.C. SESTU DÀ IL CAMBIO DI MARCIA PINZI LEONE A CENTROCAMPO SIENA 6 PEGOLO 6 Non può fare nulla su Basta e Di Natale, poi è attento nelle altre occasioni. UDINESE 6,5 PADELLI 6,5 Una parata su Sestu, per il resto ha poco lavoro da fare. NETO 6 Rinvio corto che porta al gol di Basta, l’unico errore. BENATIA 6 Tranquillo, sempre al posto giusto al momento giusto. Lui tiene anche nel finale. PACI 6 Di testa sono tutte sue, piedi non dolcissimi ma limita gli errori al minimo. DANILO 5 Errore incredibile sul gol di Calaiò, molti errori in disimpegno. DEL GROSSO 5 Nella difesa a tre non si trova, i primi due gol lo dimostrano. DOMIZZI 5,5 Provoca un rigore (forse due...) e va in apnea come tutta la difesa nel finale di gara. ANGELO 6,5 Parte piano come tutto il Siena, ma nel finale non lo tengono più. h IL MIGLIORE 7 BASTA 7 VERGASSOLA 6 Nel primo tempo tiene in piedi la baracca con la solita esperienza. Gol bellissimo, assist a Di Natale. Poi cala, ma era inevitabile. D’AGOSTINO 5,5 Capro espiatorio, ma nel Siena è l’unico che sa come si sta in campo. ALLAN 6 Bene per un’ora, poi andava cambiato perché era chiaramente in difficoltà. ZE’ EDUARDO 6 Trasforma il rigore, colpisce una traversa. Insomma si fa vedere. PINZI 6,5 Domina in mezzo al campo, corre e contrasta. RODRIGUEZ 4,5 Non si capisce perché non sia il primo a essere sostituito. LAZZARI 6 L’espulsione pesa sulla valutazione. Comunque ingenuo. Prima però aveva fatto girar palla ispirando il movimento delle punte. IL MIGLIORE h 6,5 SESTU 6,5 PASQUALE 6 Spinge il giusto cercando di controllare la fascia. Anche lui coinvolto nelle distrazioni della seconda parte della gara. Vivacità e cross precisi, quando entra lui il Siena decolla. BARRETO 6 Si sbatte e qualcosa di buono combina, ma tira poco. CALAIO’ 6,5 Quando gli arriva la palla giusta c’è, va vicino al raddoppio. FABBRINI 5 Dovrebbe tener palla, ma non lo fa mai. RUBIN 5 Travolto da Basta, un paio di cross e niente più. ROSINA 5,5 Si sbatte, ma non trova spazi e i suoi tiri dalla distanza sono imprecisi (Paolucci s.v.). All. COSMI 6 Non convincono le scelte iniziali, poi azzecca i cambi giusti dalla panchina. riflettere sulla rinuncia al 3-4-2-1 che Cosmi aveva annunciato e l’Udinese va due volte in gol: Basta firma l’1-0 con un gran tiro di destro, Di Natale raddoppia su cross dell’esterno che si fa 60 metri di campo senza che nessuno provi neanche a contrastarlo. Nel primo tempo il Siena è spento, dovrebbe aggredire e correre perché la differenza tecnica a favore dell’Udinese è palese e invece gioca al ritmo degli avversari, commettendo oltretutto due errori in difesa che vengono pagati a caro prezzo. L’Udinese sfrutta soprattutto la giornata di Basta, ma a centrocampo anche Pinzi e Allan (preferito a Pereyra) comandano a loro piacimento, mentre Barreto e Di Natale si muovono bene. DI NATALE 6 Primo gol in campionato, ma partecipa poco alla manovra. (Renegie s.v.) All. GUIDOLIN 6 Preparazione della partita perfetta, poi, a gara in corso, i cambi non convincono. Espulso da De Marco col quale non va d’accordo. GLI ARBITRI: DE MARCO 5 Dubbi sul 2˚ giallo a Lazzari, errori vari. Schenone 6-Di Liberatore 6; Giannoccaro 6-Fabbri 6 in 5 minuti e un secondo che ha visto la rimonta del Siena concretizzarsi soprattutto per la superiorità numerica nata dall’espulsione di Lazzari a inizio ripresa. Antonio Di Natale, 35 anni, esulta dopo aver firmato il primo gol della stagione Solo Basta Neanche il tempo di FORNASARI stino, non il più colpevole, pagare l’inconsistenza del Siena. Cosmi manda in campo Zè Eduardo e passa al 3-4-2-1, ma la partita cambia quando Lazzari interviene da dietro su Calaiò. Il tocco c’è, l’ammonizione che costa il rosso al centrocampista è eccessiva. Il Siena in superiorità numerica ci crede, ma la spinta arriva soprattutto dall’ingresso di Sestu che a sinistra manda in tilt Basta, fino a quel momento il migliore in campo dei suoi. Il gol di Calaiò (errore incredibile di Danilo) riporta i toscani in superficie. Qui l’Udinese barcolla e l’ingresso di Fabbrini per uno spremuto Barreto non aiuta la squadra di Guidolin. Forse un centrocampista in più avrebbe protetto meglio la difesa che invece sbanda paurosamente. Inevitabile il pareggio che arriva su rigore di Zè Eduardo (fallo di Domizzi su Angelo). 2-2 e tanti problemi da risolvere per Cosmi e Guidolin. © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 I NUMERI 154 gol segnati in serie A da Totò Di Natale. L’attaccante dell’Udinese, ieri al primo gol in campionato, ha raggiunto Hernan Crespo al 21˚ posto nella classifica dei bomber nel girone unico 2 le rimonte subite dall’Udinese in questo campionato, alla prima giornata con la Fiorentina aveva addirittura perso (2-1) dopo l’iniziale vantaggio. Anche nei preliminari di Champions League con lo Sporting Braga, la squadra di Guidolin si era trovata in vantaggio sia all’andata che al ritorno, raggiunta in entrambi i casi sul pareggio era stata poi eliminata a i rigori GLI EURORIVALI Super Eto’o ne fa due e l’Anzhi vola Non c’è tregua per l’Udinese perché giovedì comincia l’Europa League e il gruppo C, quello in cui sono stati inseriti i bianconeri fa paura. È proprio un girone da Champions. L’ulteriore conferma si è avuta dall’Anzhi, la squadra con la quale debutterà giovedì alle 19 la formazione di Francesco Guidolin. Il tecnico Guus Hiddink, che è pure vicepresidente del club, sta cominciando a raccogliere i frutti del lavoro e soprattutto della grande programmazione, e in campionato comincia a posizionarsi al vertice. La partita col Krasnodar è stata travolgente. L’Anzhi si è imposto per 5-2 e nel successo sonante c’è naturalmente la firma di Samuel Eto’o che giovedì sarà il pericolo numero uno per l’Udinese. L’ex attaccante dell’Inter ha messo a segno una doppietta. Suoi il terzo e il quinto gol. Sono andati a bersaglio Shatov, Joao Carlos e Boussoufa. Adesso la squadra russa, che gioca a Makhachkala, sobbarcandosi degli spostamenti non da poco, è terza con 17 punti in otto giornate a due soli punti dalla capolista Terek e a uno dal Cska Mosca. Lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti è quarto. 26 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 27 MONDO SPAGNA A Realista Mou: QUESTIONI APERTE S Ronaldo Cristiano non è felice a Madrid. Vuole essere più considerato da società e tifosi. Un modo per battere cassa e guadagnarsi un bell’aumento di stipendio? S Mourinho Il rapporto tra il portoghese e lo spogliatoio non è più idilliaco. Così si spiegano le frequenti bordate di Mou alla squadra in questo brutto inizio di stagione S Perez Florentino ha altro per la testa (problemi di lavoro quotidiano) e non sta più seguendo le faccende del club come in passato 4 I SUOI GOL «Meno 8? Non ho una squadra» 61 Nel 2012 Finora Lionel Messi ha realizzato 61 reti nell’anno solare Lo Special One è a pezzi dopo il k.o. di Siviglia «Al momento vedo poca gente concentrata» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID In Champions La Pulce ha messo a segno 8 reti in Champions da gennaio a oggi 3 Senza testa Il grande comunica- Un dato e un precedente Facile pensare (e dire) ora che la Champions sia il grande obiettivo stagionale: mai il Real ha recuperato in Liga uno svantaggio di 8 punti, nel 2001-2002 39 Nella Liga Messi ha realizzato 39 reti nella Liga nel 2012: il Barça non ha però vinto il campionato 8 Mourinho spara sul Real Madrid, versione 3.0. Dopo le critiche bonarie al pari col Valencia e quelle più velenose dopo la sconfitta a Getafe, sabato notte a Siviglia sono arrivate le bordate, chiuse da un pirotecnico «in questo momento, non ho una squadra». Sipario. Silenzio. Riflessione. tore portoghese veste i panni del Picconatore, e mena forte: «Abbiamo meritato di perdere, non c’è molto da dire. Il "rumore" delle ultime due settimane (in riferimento alla tristezza di Ronaldo, ndr) non ha influito. In questo momento le teste concentrate e motivate sono poche, pochissime. Nell’intervallo ho cambiato 2 giocatori ma se avessi potuto ne avrei cambiati 7. La squadra al momento non c’è, e la responsabilità è mia. Non mi preoccupano gli 8 punti dal Barça, mi preoccupa il fatto che al momento non ho una squadra». Mentre sull’aereo del Barça festeggiavano, il Real è rientrato triste a Madrid. Ieri si è allenato a porte chiuse, oggi Mou è atteso in sala stampa per presentare la delicata sfida col Manchester City di domani. La delusione di Casillas e compagni al gol del Siviglia sabato sera REUTERS con Del Bosque in panchina cominciò la Liga allo stesso modo, 4 punti su 12 nelle prime 4 giornate, e terminò la stagione alzando la nona Champions, l’ultima del Madrid. Detto dell’incoraggiante precedente, resta la scoraggiante situazione: attaccando i giocatori José sembra essersi giocato l’ultima carta. Spera di svegliarli ma non è detto che sia la cura giusta per pazienti che, al contrario di quanto era successo a Mou con le rose di Porto, Chelsea e Inter, hanno vinto tutto o quasi. L’impressione ricavata guardando il Real in questo inizio di Liga è che la squadra sia scarica, emotivamente ancor prima che fisicamente. Come se a forza di tirare, la corda della tensione sollecitata senza pausa da Mou si sia rotta. E che il portoghese non abbia il consueto ferreo, assoluto, inscalfibile controllo. Al- trimenti non si spiega la sparata «triste» di Ronaldo in zona mista, con l’allenatore ignaro. Assenti Il portoghese è assente, oltre che imbronciato. E senza di lui, il Madrid è spuntato. Lo stesso vale per Florentino Perez, che non parla con nessuno, ha importanti problemi economici nel lavoro quotidiano e ha dato tutto il potere a José: cacciato Valdano, esautorato Zidane, se Florentino non parla, il Madrid è solo Mourinho (e una spolverata di Butragueño, che però veste i panni della figura minore). La crisi Ronaldo è stata non-gestita, e ora si somma alla crisi sportiva. Mou ha sempre fatto del «molti nemici, molto onore» il suo motto. Però se il rumore dei nemici arriva dallo spogliatoio la questione si fa molto delicata. INGHILTERRA IL PORTOGHESE NON VINCEVA IN PREMIER DA FEBBRAIO. LAZIO AVVERTITA Defoe trascina il Tottenham E Villas Boas torna a sorridere DAL NOSTRO INVIATO STEFANO BOLDRINI READING (Inghilterra) In coppa di Spagna Messi ha fatto 3 gol in coppa di Spagna nel 2012. Sono servite al Barça per alzare il trofeo 2 In Supercoppa L’argentino ha realizzato due gol nell’ultima Supercoppa contro il Real Madrid 9 Con l’Argentina Con l’Argentina nel 2012 Leo ha fatto centro nove volte © RIPRODUZIONE RISERVATA Epilogo La ripresa è accademia. Il Tottenham spreca a mani basse e deve attendere il 26’ per il 2-0 di Bale: cucchiaio su assist di Walker. Al 29’, il 3-0: Defoe parte da 50 metri e infila McCarthy. Villas Boas sorride: l’ultimo successo in Premier risaliva al 25 febbraio 2012, quando il suo Chelsea travolse 3-0 il Bolton. Una vita © RIPRODUZIONE RISERVATA Defoe non è lo scrittore di Robinson Crusoe, ma l’uomo che ha tolto dai guai il Tottenham e consegnato la prima vittoria ad André Villas Boas. La doppietta dell’attaccante degli Spurs abbatte un Reading che conferma una realtà ormai consolidata in Premier: tra le squadre di prima fascia e le altre c’è un abisso. Il Reading, neopromosso, protesta per un rigore negato sullo 0-0 (mani di Walker, secondo l’arbitro Webb il difensore del Tottenham viene però sbilanciato da un avversario), ma scaglia il primo tiro solo all’86’ – salvataggio sulla linea di Gallas – e trova il gol al 90’ con Robson-Kanu perché gli Spurs ballano quando vengono attaccati con decisione. Ed è questo un messaggio chiaro e forte per la Lazio in vista dell’Europa League: alzare la voce può mettere in difficoltà la squadra londinese. Il diagonale vincente di Defoe che sblocca la gara di Reading REUTERS Il film Non c’è stata partita. Pote- va finire in goleada: ai 3 gol, il Tottenham può aggiungere al conto il salvataggio sulla linea di Pearce – botta di Sigurdsson – e due occasioni sprecate dal solito Defoe. Gli Spurs hanno messo subito all’angolo l’avversario e già dopo cinque minuti il portiere McCarthy ha evitato al Reading di ritrovarsi al tappeto con una doppia parata: spettacolare quel- la su Vertonghen. Un’azione in verticale, tutta di prima, ispirata da Sigurdsson, rifinita da Lennon e timbrata da Defoe, ha portato il Tottenham avanti al 18’: gol da applausi. Il 4-2-3-1 degli Spurs ha due anime: il triangolo centrale Dembele-Sandro-Sigurdsson e due esterni alti, Lennon e Bale. Defoe fa reparto da solo: si muove molto, pressa i difensori, si offre per il dialogo stretto. IL RECORD LA PULCE NELL’ANNO SOLARE 2012 READING-TOTTENHAM 1-3 MARCATORI Defoe (T) al 18’ p.t. e 29’ s.t., Bale (T) al 26’ s.t., Robson-Kanu (Re) al 45’ s.t. READING (4-4-2) McCarthy 5; Gunter 5, Pearce 5, Gorkss 5, Harte 5; McCleary 5, Karacan 5 (dal 1’ s.t. Le Fondre 5), Leigertwood 5, McAnuff 5; Guthrie 5 (dal 38’ s.t. Robson-Kanu 6), Pogrebnyak 5 (dal 38’ s.t. Hunt s.v.). All. McDermott 5. TOTTENHAM (4-2-3-1) Friedel 6; Walker 6,5, Gallas 6, Vertonghen 6,5, Naughton 6; Dembele 6,5, Sandro 6; Lennon (dal 42’ s.t. Townsend s.v.), Sigurdsson 6 (dal 27’ s.t. Huddlestone 6), Bale 7 (dal 33’ s.t. Dempsey s.v.); Defoe 8. All. Villas Boas 7. ARBITRO Webb 5. 4a Giornata Reading-Tottenham 1-3. Oggi Everton-Newcastle. CLASSIFICA Chelsea 10; Manchester Utd 9; Arsenal e Manchester City 8; Swansea, WBA e West Ham 7; Everton e Fulham 6; Tottenham 5; Aston Villa, Newcastle, Stoke e Wigan 4; Norwich e Sunderland 3; Liverpool e QPR 2; Reading 1; Southampton 0. Leo Messi, 25 anni, se la ride durante la gara vinta 4-1 con il Getafe AP Messi top, 61 squilli per il Pallone d’Oro DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID È il 4 gennaio 2012: Leo Messi ha la febbre e il Barça annuncia che la sera non giocherà. Del resto si tratta una gara minore, in casa con l’Osasuna in Copa del Rey. Il ragazzo però scalpita. A casa si annoia, la febbre corporea scende, quella da calcio sale ai 90 gradi di Nick Hornby. Così a metà pomeriggio Leo prende la macchina e va al Camp Nou. Guardiola lo guarda sorpreso e ancora maggiore è la sorpresa dell’Osasuna che vede il nome di Messi tra i panchinari. Dopo meno di un’ora il Barça vince 2-0 e Leo entra in campo: in mezz’ora fa due gol e fa arrabbiare l’Osasuna, che si sente ingannato dai medici del Barça. Inarrestabile L’aneddoto vale perché poco più di 9 mesi dopo Messi, di nuovo segnando una doppietta partendo dalla panchina, sabato a Getafe, è arrivato a 61 gol annuali, in 46 partite (1.32 di media): 52 reti col Barça, 9 con l’Argentina. E alla fine del 2012 mancano ancora 3 mesi e mezzo nei quali Leo ha a disposizione un’altra ventina di partite. Più che sufficienti per raggiungere cifre mostruose, come i 72 gol registrati, solo col Barça, nella stagione 2011-2012. La progressione Tornando agli anni solari, nel 2010 la Pulce ave- va fatto 60 reti (58 col Barça e 2 con l’Argentina), l’anno scorso 59 (55+4). Le cifre col club restano simili, colpisce la progressione con la nazionale, nella quale (finalmente) il migliore del mondo sembra trovarsi a suo agio. Il confronto E Ronaldo? Nel 2011 segnò 60 reti in 60 incontri. Ma nel 2012 ha fatto 44 reti in 48 gare. Difficile possa avvicinarsi a Messi. Ed è su queste cifre mostruose che poggia la candidatura dell’argentino al quarto Pallone d’Oro consecutivo. Leo quest’anno ha vinto solo la Copa del Rey, contro la Liga di Ronaldo e la Liga e l’Europeo di Casillas, per citare due concorrenti di queste parti (Iniesta sul piatto mette prestazioni spettacolari e un Europeo). In mancanza di titoli, Messi ha deciso di sommergere il mondo sotto una montagna di gol. Non è detto che basti per tornare vincitore dal galà della Fifa, ma i numeri restano per sempre. f.m.r. © RIPRODUZIONE RISERVATA 4a giornata Espanyol-Athl. Bilbao 3-3, Granada-Deportivo 1-1, Osasuna-Maiorca 1-1, Real Sociedad-Saragozza 2-0, Atletico Madrid-Rayo 4-3. Oggi Valladolid-Betis. CLASSIFICA Barcellona 12; Malaga 10; Maiorca e Siviglia 8; Atletico M., Rayo 7; Deportivo, Real Sociedad e Valladolid 6; Valencia 5; Real Madrid, Getafe, Levante e Athl. Bilbao 4; Betis, Celta e Saragozza 3; Granada 2; Espanyol e Osasuna 1. Taccuino FRANCIA OLANDA Marsiglia da sogno Psv battuto a Utrecht Il Marsiglia passa a Nancy e conquista la quinta vittoria in altrettante gare di campionato. Vince anche il Lione in casa con l’Ajaccio. 5a GIORNATA Rennes-Lorient 1-2; Lione-Ajaccio 2-0; Nancy-Marsiglia 0-1. CLASSIFICA Marsiglia 15; Lione 13; Lorient 11; Bordeaux e Psg 9; Valenciennes e Tolosa 8; Reims 7; Brest, St. Etienne, Bastia, Lille e Nizza 6; Ajaccio 5*; Montpellier, Nancy ed Evian 4; Rennes e Sochaux 3; Troyes 2. *2 punti di penalizzazione GERMANIA Tris Eintracht Con il 3-2 sull’Amburgo l’Eintracht raggiunge in vetta il Bayern Monaco a punteggio pieno. 3a GIORNATA Eintracht-Amburgo 3-2; Friburgo-Hoffenheim 5-3. CLASSIFICA Bayern Monaco ed Eintracht Francoforte 9; Borussia Dortmund, Norimberga, Hannover e Schalke 7; Fortuna Dusseldorf 5; Borussia Moenchengladbach, Friburgo e Wolfsburg 4; Greuther Furth, Bayer Leverkusen e Werder Brema 3; Stoccarda, Mainz e Augsburg 1; Hoffenheim e Amburgo 0. AMSTERDAM (m.v.) Il Psv, avversario del Napoli in Europa League, ha perso 1-0 contro l’Utrecht, che era rimasto in 9. Da segnalare il debutto di Pellè con la maglia del Feyenoord nella partita con lo Zwolle (2-0). 5a GIORNATA Ajax-Waalwijk 2-0; Willem II-Twente 2-6; Heerenveen-Ado Den Haag 1-3; Venlo-Nec 2-2; Feyenoord-Zwolle 2-0; Heracles-NAC 2-1; Utrecht-Psv 1-0; Az-Roda 4-0; Groningen-Vitesse 0-3. CLASSIFICA Twente 15; Vitesse 13; Ajax 11; Feyenoord 10; Psv 9; Ado Den Haag, Az Alkmaar, Utrecht e RKC Waalwijk 8; Nimega 7; Almelo 5; Groningen e Roda Kerkrade 4; Heerenveen 3; Venlo, Breda, Zwolle e Willem II. SVEZIA Aik bene nel derby L’Aik Solna, inserito nel girone con il Napoli in Europa League, ha vinto per 3-0 il derby con il Djurgarden. Ora il club svedese è secondo a due punti dalla vetta occupata dall’Elfsborg, sconfitto 2-1 a Goteborg. Codice cliente: 5104377 28 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 29 MAGIC +3 CHAMPIONS GIOCA SU WWW.GAZZETTA.IT/MAGICPIU3CHAMPIONS Ibra ha fame di Champions L’ex rossonero ha iniziato alla grande l’avventura nel Psg di Ancelotti: costa 29 magic milioni Chi meglio di un top player carico di motivazioni, fresco di trasferimento in un nuovo club per guidare la propria Magic-squadra? L’investimento costa una quota importante di milioni virtuali ma, in caso di ambientamento veloce nella nuova realtà, i risultati sono assicurati. sinora non è riuscito a imporre fino in fondo la sua forza straripante. Sarà la volta buona, alla corte di Ancelotti? Discorso simile per Robin Van Persie, arrivato dall’Arsenal alla corte di Alex Ferguson. L’olandese sta sopperendo alla grande all’infortunio del compagno di reparto Rooney. RVP, infatti, ha segnato 4 gol in 3 apparizioni con la maglia del Manchester United. Bomber già decisivi È il caso di Zlatan Ibrahimovic e Robin Van Persie, che costano rispettivamente 29 e 31 magic milioni. Lo svedese ha avuto un impatto devastante nel calcio francese. La media-gol parla da sé: cinque reti in quattro presenze con la maglia del Psg. L’ex rossonero ha un conto aperto con la Champions League, competizione nella quale Attaccanti in movimento Lo Zenit di Spalletti fa sul serio anche in Europa. Lo dimostrano i recenti acquisti del centrocampista belga Witsel e di Hulk, il brasiliano con la dinamite nel piede sinistro. La punta vale 21 milioni: ben spesi se saprà ripetere le prestazioni offerte nel Porto. Stessa Magic-quotazione per un volto nuovo dell’Arsenal, il mancino tedesco Lucas FEDERICO FLORIS PORTIERI Cod. 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 Nome ABBIATI ADAN AMELIA ARTUR BETO BUFFON CABALLERO CARROLL CASILLAS CECH CILLESSEN DE GEA DIEGO ALVES DOUCHEZ DYKAN FABIANSKI FELGUEIRAS FORSTER GORBUNOV GUAITA HANSEN HART HELTON HILDEBRAND JOURDREN KAMENI KELAVA KOVAL LANDREAU LINDEGAARD MALAFEEV MUSLERA NEUER PANTILIMON PINTO J. PROTO PYATOV QUIM SHOVKOVSKIY SIRIGU STARKE STORARI SZCZESNY TURNBULL UNNERSTALL VERMEER VICTOR VALDES WEIDENFELLER Squadra Costo MIL 10 REA 1 MIL 2 BEN 9 SBRA 5 JUV 12 MAL 5 OLY 6 REA 14 CHE 14 AJAX 2 MUTD 13 VAL 8 PSG 2 SPAM 5 ARS 2 CLUJ 4 CEL 5 BAT 3 VAL 3 NORD 2 MCITY 12 POR 10 SCH 6 MONT 6 MAL 3 DZAG 4 DKIEV 3 LIL 7 MUTD 2 ZEN 10 GAL 8 BAY 15 MCITY 2 BAR 1 AND 5 SHAD 5 SBRA 2 DKIEV 5 PSG 11 BAY 1 JUV 1 ARS 11 CHE 1 SCH 3 AJAX 4 BAR 15 BORD 9 DIFENSORI Cod. 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 Nome ABATE ACERBI ADRIANO ALDERWEIRELD ALEX ALEX SANDRO ANDRE SANTOS ANTONINI ANYUKOV ARBELOA ARMAND AZIPILICUETA BA BADSTUBER BAIANO BARRAGAN BARZAGLI BASA BEDIMO BERIA BERTRAND BETAO BLIND BOATENG J. BOCALY BOILESEN BONERA BONNART BONUCCI BORDACHEV BRUNO ALVES CACERES CADU' CAHILL CAMARA Z. CARVALHO CHEDJOU CHIELLINI CHYGRYNSKIY CISSOKHO CLICHY COENTRAO COLE CONGRE' CONTENTO CONTRERAS Squadra Costo MIL 6 MIL 3 BAR 5 AJAX 6 PSG 6 POR 5 ARS 5 MIL 3 ZEN 3 REA 6 PSG 3 CHE 4 POR 1 BAY 7 SBRA 1 VAL 1 JUV 8 LIL 3 MONT 5 LIL 4 CHE 5 DKIEV 2 AJAX 3 BAY 9 MONT 3 AJAX 1 MIL 5 LIL 2 JUV 6 BAT 4 ZEN 6 JUV 4 CLUJ 4 CHE 7 PSG 2 REA 4 LIL 5 JUV 9 SHAD 3 VAL 7 MCITY 8 REA 10 CHE 9 MONT 4 BAY 3 OLY 2 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 CRIS CRISCITO DANI ALVES DANILO DANILO SILVA DANTE DAVID LUIZ DE CEGLIE DE SCIGLIO DEBUCHY DEMICHELIS DESCHACHT DIJKS DJOUROU DOUGLAO EBOUE ESCUDERO EVANS EVRA FERDINAND FONTAS FUCHS GARAY GIBBS HAKAN BALTA HILTON HOLEBAS HOWEDES HUBOCAN HUMMELS IBANEZ INSAURRALDE ISMAILY IVANOVIC IZAGUIRRE JALLET JARDEL JENKINSON JESUS GAMEZ JOAO PEREIRA JONES P. JORDI ALBA KANE KAYA KHACHERIDI KIRCH KOLAROV KOMBAROV K. KOMPANY KOSCIELNY KOUYATE' KUCHER LAHM LESCOTT LICHTSTEINER LOMBAERTS LOWE LUCIO LUISAO LUISINHO LUKOVIC LUSTIG MAFTEI MAICON D. MAICON P. MAKEEV MANGALA MANIATIS MARCELO MASCHERANO MATHIEU MATIP MATTHEWS MAXI PEREIRA MAXWELL MELGAREJO MERTESACKER MESBAH METZELDER MEXES MIGUEL LOPES MIGUEL VITOR MIKHALIK MODESTO MOISANDER MONREAL MONTOYA MULGREW NASTASIC NOUNKEU NUNO COELHO ODOI OKORE ONYEWU OTAMENDI OWOMOYELA PAPADOPOULOS PAREJA PARKHURST PAULO FERREIRA PEPE PICCOLO GAL ZEN BAR POR DKIEV BAY CHE JUV MIL LIL MAL AND AJAX ARS SBRA GAL SCH MUTD MUTD MUTD BAR SCH BEN ARS GAL MONT OLY SCH ZEN BORD DZAG SPAM SBRA CHE CEL PSG BEN ARS MAL VAL MUTD BAR CHE GAL DKIEV BORD MCITY SPAM MCITY ARS AND SHAD BAY MCITY JUV ZEN BORD JUV BEN BEN ZEN CEL CLUJ MCITY POR SPAM POR OLY REA BAR VAL SCH CEL BEN PSG BEN ARS MIL SCH MIL POR BEN DKIEV OLY AJAX MAL BAR CEL MCITY GAL SBRA AND NORD MAL POR BORD SCH SPAM NORD CHE REA CLUJ 6 6 13 7 4 3 8 3 2 7 4 3 2 3 4 5 3 4 10 9 1 6 8 6 3 4 4 5 3 9 2 3 8 11 6 4 1 3 4 6 5 10 1 2 4 2 7 1 11 4 3 4 12 6 10 5 1 5 8 3 2 4 2 12 3 2 2 4 11 9 3 5 4 9 6 7 6 2 5 4 2 2 3 3 4 6 2 2 4 2 2 2 3 2 7 2 7 5 2 2 10 2 Podolski. Una scelta interessante potrebbe poi essere quella del croato Mario Mandzukic, che tanto bene ha fatto ad Euro 2012. Valore del centravanti: 18 milioni. ISTRUZIONI PER L’USO Rosa da 23 nomi Iscrizioni online o via telefono Big da inserire Non sono attaccanti ma con il loro rendimento fanno la differenza. Sono stati protagonisti di due tormentoni di mercato estivi, risolti col trasferimento: Thiago Silva e Luka Modric. L’ex milanista è tra i migliori centrali del mondo. Nel Psg deve ancora debuttare ma puntare su di lui è come mettere i soldi in cassaforte. L’operazione costa 13 milioni. Il neo-madridista voluto da Mou, invece, è entrato a gara in corso nella trasferta di Siviglia. La squadra ha perso ma la gara del talentuoso croato è stata positiva. Costa 14 milioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 PINTO I. PIQUE PISZCZEK POLYAKOV PUYOL RADKOV RAFAEL RAFINHA RAKITSKIY RAMI RAT RAUL ALBIOL RICARDO COSTA RICHARDS ROLANDO ROZENHAL RUNJE SABRI SARIOGLU SAGNA SAKHO SANTANA SCHMELZER SERGIO RAMOS SHEVCHUK SIDIBE SIMIC SIMUNIC SMALLING SQUILLACI SRNA STAMBOULI SUBOTIC SUCHY TAIWO TERRY THIAGO SILVA TICINOVIC TOROSSIDIS UCHIDA VAN BUYTEN VAN DER WIEL VAN RHIJN VARANE VERMAELEN VICTOR RUIZ VIDA VIDIC VINICIUS VRSALJKO WASILEWSKI WELIGTON WILSON YANGA MBIWA YEPES ZABALETA ZAPATA CLUJ BAR BORD BAT BAR BAT MUTD BAY SHAD VAL SHAD REA VAL MCITY POR LIL NORD GAL ARS PSG BORD BORD REA SHAD LIL BAT DZAG MUTD ARS SHAD MONT BORD SPAM DKIEV CHE PSG NORD OLY SCH BAY PSG AJAX REA ARS VAL DZAG MUTD SBRA DZAG AND MAL CEL MONT MIL MCITY MIL 3 12 7 3 9 3 7 4 5 8 5 5 4 3 7 3 1 4 8 4 4 6 11 2 1 2 2 5 2 9 2 7 3 5 10 13 3 5 4 3 7 3 2 12 4 4 11 5 2 4 3 3 6 5 5 4 CENTROCAMPISTI Cod. 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 Nome ABDOUN ADRIANO TEIXEIRA ADU AFELLAY AIMAR ALABA ALAN ALBELDA ALISPAHIC ALTINTOP AMBROSINI AMORIM ANDERSON ARTETA ASAMOAH BADELJ BALMONT BANEGA BARNETTA BARRY BELHANDA BENDER BIGLIA BILYATEDINOV BLASZCZYKOWSKI BOATENG K. BODMER BOERRIGTER BRESSAN BROWN S. BRUNO CESAR BUSQUETS BYSTROV CABELLA CAMACHO CARLOS MARTINS CARRICK CASTRO CAZORLA CHANTOME CHRISTENSEN CLEVERLEY Squadra Costo OLY 5 SHAD 6 NORD 2 SCH 8 BEN 8 BAY 9 SBRA 9 VAL 3 DZAG 2 GAL 6 MIL 5 SBRA 3 MUTD 6 ARS 8 JUV 8 DZAG 4 LIL 4 VAL 6 SCH 6 MCITY 5 MONT 12 BORD 3 AND 6 SPAM 5 BORD 8 MIL 13 PSG 4 AJAX 5 BAT 4 CEL 5 BEN 6 BAR 9 ZEN 5 MONT 7 MAL 6 BEN 7 MUTD 7 POR 2 ARS 13 PSG 4 NORD 3 MUTD 6 Ogni partecipante ha a disposizione sul mercato di Magic +3 Champions un budget di 250 milioni. La rosa dovrà essere composta da 23 giocatori (3 portieri, 7 difensori, 7 centrocampisti e 6 attaccanti). Per giocare basta iscriversi online, abbonandosi all’Area Rosa di Gazzetta.it (la gestione di una squadra costa 4.99 euro) o via telefono, chiamando l’89.40.20 (tariffa unica da un euro). Dall’inizio del torneo ogni iscritto potrà portare a termine un totale di 35 operazioni di mercato. Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, alla prima stagione in Francia AP 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 COMMONS CONSTANT CUENCA CUSTODIO DANNY DAVID SILVA DE JONG N. DE JONG S. DE ZEEUW DEFOUR DENISOV DI MARIA DIABY DIAKITE' DIOGO VALENTE DOUGLAS COSTA DRAXLER DUDU ELISEU EMANUELSON EMRE COLAK ERIKSEN ESSIEN FABREGAS FAYZULIN FEGHOULI FELIPE MELO FERNANDINHO FERNANDO FETFATZIDIS FLAMINI FLETCHER FUSTER GAGO GAITAN GARMASH GIACCHERINI GIGGS GILLET GODEMECHE GOTZE GROSSKREUTZ GUARDADO GUEYE GUNDOGAN GUSEV HAZARD HLEB HOGER HOLTBY HUBSCHMAN HUGO VIANA IBAGAZA ILSINHO INAN INIESTA ISCO ISLA JAVI GARCIA JAVI MARTINEZ JOAO MOUTINHO JOAQUIN JONATHAN JONES J. JOVANOVIC JUANFRAN JURADO KAGAWA KAKA' KALLSTROM KANU KAYAL KEHL KHEDIRA KLJESTAN KLONARIDIS KOMBAROV D. KRANJCAR KROOS LAMPARD LAUDRUP LEANDRO SALINO LEDLEY LEITNER LEKO LIKHTAROVICH LORENTZEN LUCHO GONZALEZ LUIZ GUSTAVO MARCHISIO MARIN MARRONE MARTIN MARVEAUX MATIC MATUIDI MAVUBA MCCOURT MCGEADY MENEZ MIGUEL VELOSO MILNER MODRIC CEL MIL BAR SBRA ZEN MCITY MIL AJAX SPAM POR ZEN REA ARS OLY CLUJ SHAD SCH DKIEV MAL MIL GAL AJAX REA BAR ZEN VAL GAL SHAD POR OLY MIL MUTD OLY VAL BEN DKIEV JUV MUTD AND CLUJ BORD BORD VAL LIL BORD DKIEV CHE BAT SCH SCH SHAD SBRA OLY SHAD GAL BAR MAL JUV MCITY BAY POR MAL BAR SCH AND REA SPAM MUTD REA SPAM AND CEL BORD REA AND LIL SPAM DKIEV BAY CHE NORD SBRA CEL BORD DZAG BAT NORD POR BAY JUV CHE JUV LIL MONT BEN PSG LIL CEL SPAM PSG DKIEV MCITY REA 6 2 6 5 6 17 6 6 4 4 4 16 10 3 3 13 9 5 9 5 7 9 6 17 8 10 7 7 5 6 3 5 5 5 10 4 3 8 3 2 12 9 9 3 4 5 15 5 2 11 2 4 9 5 3 19 10 7 5 9 10 8 2 6 8 2 5 12 7 8 7 4 5 8 4 1 7 7 10 18 3 3 7 2 2 3 1 7 6 12 9 2 10 2 4 5 6 5 7 9 6 7 14 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 MONTOLIVO MORITZ MOSSORO' MULLER MURESAN NANI NASRI NEUSTADTER NOCERINO NOLITO OBI MIKEL OSCAR OXLADE-CHAMBERLAIN OZIL PADOIN PAREJO PASTORE PAULO CESAR PEDRETTI PEPE S. PEREZ PERISIC PIRLO PITAU PIVARIC POGBA PORTILLO POULSEN RAFAEL BASTOS RAFAEL CARIOCA RAMIRES RAMSEY REUS RIBERY RIERA ROBBEN RODWELL ROMEU ROMULO ROSICKY RUBEN MICAEL SAIHI SAMMIR SCHOLES SCHONE SCHWEINSTEIGER SEMAK SHAQIRI SHIROKOV SINCLAIR SIOVAS SISSOKO SONG STEPANENKO STOKHOLM THIAGO ALCANTARA THIAGO MOTTA TINO COSTA TOULALAN TYMOSHCHUK VALENCIA VERRATTI VIDAL VIERA VOLODKO WALCOTT WANYAMA WILLIAN WITSEL XABI ALONSO XAVI YAYA TOURE' YOUNG ZYRIANOV MIL SCH SBRA BAY CLUJ MUTD MCITY SCH MIL BEN CHE CHE ARS REA JUV VAL PSG SBRA LIL JUV BEN BORD JUV MONT DZAG JUV MAL AJAX CLUJ SPAM CHE ARS BORD BAY GAL BAY MCITY CHE SPAM ARS SBRA MONT DZAG MUTD AJAX BAY ZEN BAY ZEN MCITY OLY PSG BAR SHAD NORD BAR PSG VAL MAL BAY MUTD PSG JUV VAL BAT ARS CEL SHAD ZEN REA BAR MCITY MUTD ZEN 8 2 6 15 2 13 15 5 9 6 5 11 9 17 2 3 14 4 7 5 5 7 15 5 3 2 2 3 4 3 13 8 15 19 8 20 4 1 5 7 5 4 7 6 4 14 5 8 10 7 4 5 7 4 2 5 7 10 5 3 10 6 12 2 2 11 6 12 15 11 16 16 11 3 ATTACCANTI Cod. 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 Nome AGUERO AIT FANA ARI ARSHAVIN ATSU BABEL BALOTELLI BAROS BECKMANN BENDTNER BENZEMA BEQIRAJ BOJAN BROWN I. BRUNO BUKHAROV BULUT CALLEJON CAMARA S. CARDOZO CARLAO CHAMAKH CHERYSHEV DE SUTTER Squadra Costo MCITY 23 MONT 8 SPAM 13 ARS 12 POR 12 AJAX 13 MCITY 19 GAL 10 NORD 7 JUV 13 REA 22 DZAG 7 MIL 14 DKIEV 16 AND 8 ZEN 7 GAL 14 REA 12 MONT 12 BEN 16 SBRA 8 ARS 10 REA 1 AND 9 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 DEVIC DJEBBOUR DZEKO DZYUBA EDER EDUARDO EL SHAARAWY ELMANDER EMENIKE FARFAN FERNANDEZ FRIESENBICHLER GAMEIRO GERVINHO GIOVINCO GIROUD GOMEZ GUIDETTI HELDER BARBOSA HERNANDEZ HERRERA HIGUAIN HOARAU HOOPER HULK HUNTELAAR IBRAHIMOVIC ITURBE JACKSON JOHN JONAS JULIO BAPTISTA KALOU KAPETANOS KERZHAKOV KLEBER LAVEZZI LEWANDOWSKI LIMA LUCAS PIAZON LUIZ ADRIANO MANDZUKIC MARICA MATA MATRI MBOKANI MESSI MILEVSKIY MITROGLOU MKHITARYAN MOZOLEVSKI NENE' OBASI OLA JOHN OLINGA PANTELIC PATO PAYET PAZZINI PEDRO PIATTI PIZARRO PODOLSKI PUKKI QUAGLIARELLA ROBINHO RODIONOV RODRIGO RODRIGUEZ RONALDO ROONEY ROUX RUBEN RUKAVINA SALVIO SAMARAS SANA SANCHEZ SANTA CRUZ SAVIOLA SCHIEBER SERERO SIGHTORSSON SOLDADO SOUGOU STOKES STURRIDGE SULEJMANI TELLO TEVEZ TORRES TULIO DE MELO UTAKA VALDEZ VAN PERSIE VARELA VICTOR MOSES VILLA VUCINIC WATT WELBECK WELLITON YARMOLENKO YILMAZ SHAD OLY MCITY SPAM SBRA SHAD MIL GAL SPAM SCH MAL BAY PSG ARS JUV ARS BAY MCITY SBRA MUTD MONT REA PSG CEL ZEN SCH PSG POR POR NORD VAL MAL LIL CLUJ ZEN POR PSG BORD BEN CHE SHAD BAY SCH CHE JUV AND BAR DKIEV OLY SHAD BAT PSG SCH BEN MAL OLY MIL LIL MIL BAR VAL BAY ARS SCH JUV MIL BAT BEN POR REA MUTD LIL DKIEV DZAG BEN CEL AJAX BAR MAL MAL BORD AJAX AJAX VAL CLUJ CEL CHE AJAX BAR MCITY CHE LIL MONT VAL MUTD POR CHE BAR JUV CEL MUTD SPAM DKIEV GAL 11 12 20 13 10 13 11 15 12 13 8 1 10 15 18 20 27 6 7 16 15 23 11 11 21 23 29 4 15 5 15 8 13 11 15 11 17 23 14 5 17 18 10 18 15 14 35 9 6 16 7 13 12 9 10 13 16 11 20 17 13 8 21 11 12 17 12 13 14 34 24 12 12 9 12 13 6 18 13 12 11 11 13 22 10 9 14 9 9 27 26 10 13 14 31 11 13 16 19 12 17 15 15 12 Codice cliente: 5104377 30 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE A 3ª GIORNATA La situazione RISULTATI CHIEVO-LAZIO 1-3 Hernanes (L), Klose (L), Hernanes (L), Pellissier (C) rigore FIORENTINA-CATANIA 2-0 Jovetic (F), Toni (F) GENOA-JUVENTUS 1-3 Immobile (G), Giaccherini (J), Vucinic (J) rigore, Asamoah (J) MILAN-ATALANTA 0-1 Cigarini (A) NAPOLI-PARMA 3-1 Cavani (N) rigore, Pandev (N), Parolo (P), Insigne (N) PALERMO-CAGLIARI 1-1 Rios (P), Sau (C) PESCARA-SAMPDORIA 2-3 Maxi Lopez (S), Estigarribia (S), Celik (P), Maxi Lopez (S), Caprari (P) ROMA-BOLOGNA 2-3 Florenzi (R), Lamela (R), Gilardino (B), Diamanti (B), Gilardino (B) SIENA-UDINESE 2-2 Basta (U), Di Natale (U), Calaiò (S), Ze Eduardo (S) rigore TORINO-INTER 0-2 Milito (I), Cassano (I) Classifica MARCATORI PARTITE SQUADRE PUNTI IN CASA RETI FUORI TOTALE RIGORI IN CASA FUORI TOTALE DIFF. RETI FAVORE CONTRO PUNTI POSIZIONE 2011-2012 STAGIONE E DIFF. 2011-2012 G. V. N. P. G. V. N. P. G. V. N. P. F. S. F. S. F. S. T. R. T. R. JUVENTUS 9 1 1 0 0 2 2 0 0 3 3 0 0 2 0 7 2 9 2 +7 3 2 0 0 7 (+2) 1 NAPOLI 9 2 2 0 0 1 1 0 0 3 3 0 0 5 2 3 0 8 2 +6 1 1 0 0 6 (+3) 4 LAZIO 9 1 1 0 0 2 2 0 0 3 3 0 0 3 0 4 1 7 1 +6 0 0 1 1 4 (+5) 8 SAMPDORIA * 8 1 1 0 0 2 2 0 0 3 3 0 0 2 1 4 2 6 3 +3 0 0 1 0 in B in B INTER 6 1 0 0 1 2 2 0 0 3 2 0 1 1 3 5 0 6 3 +3 0 0 0 0 1 (+4) 15 FIORENTINA 6 2 2 0 0 1 0 0 1 3 2 0 1 4 1 1 2 5 3 +2 0 0 0 0 6 (=) 4 ROMA 4 2 0 1 1 1 1 0 0 3 1 1 1 4 5 3 1 7 6 +1 0 0 0 0 1 (+3) 15 CATANIA 4 1 1 0 0 2 0 1 1 3 1 1 1 3 2 2 4 5 6 -1 0 0 0 0 4 (=) 8 TORINO * 3 2 1 0 1 1 0 1 0 3 1 1 1 3 2 0 0 3 2 +1 1 0 0 0 in B in B MILAN 3 2 0 0 2 1 1 0 0 3 1 0 2 0 2 3 1 3 3 0 1 1 1 1 2 (+1) 14 GENOA 3 2 1 0 1 1 0 0 1 3 1 0 2 3 3 2 3 5 6 -1 1 0 1 1 7 (-4) 1 CHIEVO 3 2 1 0 1 1 0 0 1 3 1 0 2 3 3 0 2 3 5 -2 1 1 0 0 4 (-1) 8 PARMA 3 1 1 0 0 2 0 0 2 3 1 0 2 2 0 1 5 3 5 -2 0 0 2 1 3 (=) 12 BOLOGNA 3 1 0 0 1 2 1 0 1 3 1 0 2 1 3 3 4 4 7 -3 1 1 1 1 1 (+2) 15 PROSSIMO TURNO ATALANTA ** 2 1 0 0 1 2 1 1 0 3 1 1 1 0 1 2 1 2 2 0 0 0 2 0 1 (+1) 15 4ª GIORNATA sabato 22 settembre PARMA-FIORENTINA ore 18 JUVENTUS-CHIEVO ore 20.45 domenica 23 settembre, ore 15 SAMPDORIA-TORINO ore 12.30 ATALANTA-PALERMO BOLOGNA-PESCARA CAGLIARI-ROMA CATANIA-NAPOLI INTER-SIENA UDINESE-MILAN LAZIO-GENOA ore 20.45 CAGLIARI 2 1 0 1 0 2 0 1 1 3 0 2 1 1 1 1 3 2 4 -2 2 0 1 0 6 (-4) 4 UDINESE 1 1 0 0 1 2 0 1 1 3 0 1 2 1 4 3 4 4 8 -4 0 0 2 2 7 (-6) 1 PALERMO 1 2 0 1 1 1 0 0 1 3 0 1 2 1 4 0 3 1 7 -6 0 0 0 0 6 (-5) 4 PESCARA 0 2 0 0 2 1 0 0 1 3 0 0 3 2 6 0 3 2 9 -7 0 0 1 0 in B in B SIENA *** -4 2 0 2 0 1 0 0 1 3 0 2 1 2 2 1 2 3 4 -1 2 1 0 0 1 (-5) 15 GAZZA OFFSIDE Marco Materazzi in diretta alle 9.45 E alle 14.30 c’è ET Oggi, come ogni lunedì, spazio a Gazza Offside ed Extra Time, le rubriche sul grande calcio di GazzettaTV. Si comincia alle 9.45 con la trasmissione dedicata alla Serie A, giunta alla sua seconda edizione. Per tutta la stagione sarà anche il campione del mondo Marco Materazzi, in compagnia di Nino Morici e Alberto Cerruti, a commentare la giornata con il contributo dei servizi realizzati dai giornalisti Gazzetta. Dalle 14.30 arriva Extra Time, la rubrica sul calcio internazionale condotta da Stefano Cantalupi: le storie, i campioni e soprattutto i gol dei tornei più importanti. 4 RETI: Jovetic (Fiorentina) 3 RETI: Hernanes e Klose (Lazio); Pazzini (1) (Milan); Maxi Lopez (Sampdoria) 2 RETI: Diamanti (1) e Gilardino (Bologna); Bergessio (Catania); Pellissier (1) (Chievo); Immobile (Genoa); Cassano e Milito (Inter); Giovinco e Vucinic (1) (Juventus); Cavani (1) e Hamsik (Napoli); Florenzi e Osvaldo (Roma) 1 RETE: Cigarini e Denis (Atalanta); Ekdal e Sau (Cagliari); Gomez, Lodi e Marchese (Catania); Cruzado (Chievo); Toni (Fiorentina); Kucka, Jankovic e Merkel (Genoa); Coutinho e Sneijder (Inter); Asamoah, Giaccherini, Lichtsteiner, Pirlo e Vidal (1) (Juventus); Candreva (Lazio); Dzemaili, Insigne, Maggio e Pandev (Napoli); Rios (Palermo); Belfodil, Parolo e Rosi (Parma); Caprari e Celik (Pescara); Lamela, Lopez e Marquinho (Roma); Costa, Estigarribia e Gastaldello (Sampdoria); Calaiò, Vergassola e Ze Eduardo (1) (Siena); Bianchi, Brighi e Sgrigna (Torino); Basta, Di Natale, Lazzari e Maicosuel (Udinese) RETI: in questo turno: 33 (4 rigori). Totali: 88 (7 rigori) U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) maggior numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. * = un punto di penalizzazione ** = due punti di penalizzazione *** = sei punti di penalizzazione. 33 laMoviola di FRANCESCO CENITI Giornata «tranquilla» per la squadra degli arbitri. La perfezione è impossibile, ma gli errori dei direttori di gara (e dei collaboratori) sono stati pochi e quasi mai importanti. Bene i big Rizzoli e Rocchi, poca personalità dimostrata da Guida che davanti a una reazione di Totti da rosso diretto, mostra solo il giallo. CHIEVO-LAZIO 1-3 Rizzoli di Bologna La Lazio trova il vantaggio, mentre Mauri è a terra: Hernanes continua a giocare e fa bene... Non c’è fuorigioco sul 2-0 della Lazio, c’è Sardo a tenere in gioco Klose. Nel finale parti invertite: l’attaccante tedesco tiene per un braccio il difensore del Chievo: giusto il rigore assegnato da Rizzoli. FIORENTINA-CATANIA 2-0 Doveri di Roma In apertura il Catania va in gol con Bergessio, ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Stessa cosa nella ripresa: sulla punizione di Liajic c’è il tocco di testa da parte di Roncaglia che è al di là di tutti i difensori. le reti segnate nella 3a giornata, solo una in meno dello scorso turno. Il totale delle realizzazioni sale a 88, sono 5 in più rispetto a un anno fa [email protected] Totti graziato: su Taider reazione da rosso diretto Rigore okay per la Juve Lazzari, espulsione fiscale GENOA-JUVENTUS 1-3 Rocchi di Firenze De Canio si lamenta per la mancata espulsione di Bonucci e in campo fanno lo stesso i giocatori del Genoa, ma per un altro motivo. Ha ragione Rocchi in entrambe le occasioni: nel secondo caso c’è un equivoco nato per un precedente giallo dato a Pirlo dopo una punizione di Jankovic. All’inizio l’arbitro mostra il cartellino a Bonucci che si professa innocente. Dal replay si capisce come entrambi i bianconeri allarghino il gomito, ma in effetti è del centrocampista il tocco. La correzione arriva dopo qualche secondo, probabilmente per merito del guardalinee Di Fiore (svista del suo collega su Matri: non visto un fuorigioco). Il tecnico del Genoa, invece, voleva il rosso diretto per «fallo da ultimo uomo». Sono anni che non esiste più questa regola, ma si continua a fare confusione: l’arbitro deve valutare se c’è una chiara occasione da gol (e non c’entra nulla essere o meno l’ultimo uomo) e nel caso di Kucka affossato da Bonucci, non c’è: Marchisio sembra in grado di Stevan Jovetic, 22 anni ANSA La reazione di Totti su Taider: il pugno sulla schiena era da rosso IPP arrivare prima sul pallone. Giusta la semplice ammonizione. Nella ripresa è okay anche il rigore dato alla Juve: Sampirisi frana su Asamoah colpendolo alla caviglia e sulla gamba. PESCARA-SAMPDORIA 2-3 Pinzani di Empoli Regolare il primo gol di Maxi Lopez e anche il 2-0 di Estigarribia. Protesta il Pescara per un contatto Weiss-Berardi: resta il dubbio. NAPOLI-PARMA 3-1 Gervasoni di Mantova Rigore al Napoli e giallo al portiere Mirante: fa bene due volte Gervasoni. Il fallo sull’attaccante è netto, ma il pallone corre verso l’esterno. Il rosso sarebbe stato troppo penalizzante. Siamo ai millimetri sul 2-0 del Napoli: difficile avere certezze sulla posizione di partenza di Hamsik. Nessun dubbio sul 3-1 di Insigne: non c’è fuorigioco. ROMA-BOLOGNA 2-3 Guida di Torre Annunziata Destro in gol, ma è in fuorigioco. Guida ha qualche problema con i cartellini: rischiano il secondo Perez e Balzaretti. Ma soprattutto andava espulso Totti per un reiterato fallo di reazione su Taider. Gilardino sembra in linea con Castan sul gol-vittoria. De Canio protesta per l’ammonizione data a Bonucci, ma fa confusione sul regolamento SIENA-UDINESE 2-2 De Marco di Chiavari Non c’è fuorigioco sul gol di Di Natale. De Marco sbanda nella ripresa: sembra esagerata la seconda ammonizione a Lazzari (appena toccato Calaiò). C’è il rigore per il Siena: Domizzi stende Angelo. Poi ancora Domizzi tocca Ze Eduardo che ha il torto di trascinare la gamba prima dell’impatto, ma il giallo per simulazione non convince. (Torino-Inter a pagina 8) 6 le vittorie in trasferta nella terza giornata, non erano così tante dal nono turno del 2010-11, anche allora si registrarono due «1» e due «X» 148 i centri in A per Gilardino: ha scavalcato Sivori nella classifica dei marcatori nel girone unico e ha nel mirino Bassetto, avanti di un gol CONCORSI CONCORSI N. 68 DEL 16/9/2012 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 1-2-1-2-2-X-1-2-1-X-1-2-1-2 TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 4-5-11-2-6-3-8 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 l’Avventuroso di REINHOLD MESSNER ei secoli passati il nostro Paese era meta turistica N agognata. Era ricco come nessun altro di un patrimonio eccezionale di storia, declinato in cultura e architettura. Ma c'era un altro elemento, anch’esso in rima, altrettanto fondamentale e stupendamente integrato con gli altri, l’agricoltura. I nostri gioielli architettonici sono stati creati tenendo conto dell’ambiente circostante. Negli ultimi decenni, puntando tutto sull’edilizia con lo scopo quasi unico di speculare, quei gioielli sono stati soffocati. Esattamente come sono stati soffocati loSpunto I TIRI INCROCIATI DI GILARDINO E TONI INSEGUONO GOL, NON FINISCONO MAI di ALESSANDRO DE CALÒ i solito uno sostituiva l’altro. Toni davanti, Gila dietro, in fila anche per una questione D di età. Luca Toni è un classe 1977, Alberto Gilardino è venuto al mondo cinque anni dopo. Non hanno mai smesso di segnare, quei due, anche se — negli ultimi tempi — la cosa riusciva più difficile. Logico, erano rotolati giù dal centro del palcoscenico e facevano fatica a trovare un posto tranquillo, illuminato bene, dal quale inquadrare di nuovo la porta. Storie con svincoli e precipizi diversi, ma anche con un’ultima spiaggia italiana in comune: il Genoa. Poca gloria in rossoblù per entrambi, rimpianti leggeri come piume, e un rendimento abbastanza simile in fondo al doppio volo spezzato: tre reti in 16 match per Toni, uno in meno di quelli timbrati da Gila, in 14 partite giocate nei primi mesi di quest’anno. E’ un inseguimento molto curioso, il loro. Toni è un diesel del calcio che arriva tardi al successo, dopo un apprendistato lungo, tortuoso e perife- Gilardino (a sinistra) e Toni in Nazionale RICHIARDI rico. Si aggira tra Modena, Empoli, Fiorenzuola e Treviso prima di trovare spazio in A, a 23 anni, nel Vicenza di inizio millennio. Tutto il contrario di Gilardino, che attorno ai vent’anni era un grande talento annunciato, campione d’Europa con la Under, erede in pectore dei centravanti rapinosi di scuola italiana, disegnati sul modello Inzaghi. Toni decolla nel Brescia di Mazzone e Roberto Baggio, distende le ali nel Palermo (50 gol in 80 partite) e conquista il mondo quando è alla Fiorentina: tra il 2005 e il 2007 segna la bellezza di 47 reti in 67 match, media super per i canoni nostrani. Quelli sono anche gli anni d’oro di Gila, stella del Parma di Prandelli e poi giovane scommessa nel Milan di Ancelotti. L’inseguimento tocca anche la Nazionale. Partite memorabili. Uno entra, l’altro esce. Nella semifinale del 2006 contro i tedeschi, per dire. A un quarto d’ora dalla fine, sullo 0-0, Lippi manda in campo Gila al posto di Toni. Nei supplementari il rossonero centra un palo e dopo il gol di Grosso manda a segno Del Piero per il definitivo 2-0. Dal mondiale vinto in Germania, Toni esce un po’ più grande, Gilardino non deborda dal solco già tracciato nel Milan. Anzi, perde centralità: e dopo che Toni trasloca al Bayern, va a Firenze per rimpiazzarlo e cercare un riscatto col maestro Prandelli. Quando l’attuale citì lascia la panchina viola, è punto e a capo. Ma anche nel disincanto, ci sono storie che non finiscono, attaccanti che non si arrendono e continuano a inseguire l’orgasmo di un gol. Gila si è spostato a Bologna, nel solco dei Roberto Baggio, Signori, Di Vaio: nell’aria del Dall’Ara c’è un segreto che allunga la vita di campioni grandi e piccoli. Dopo averla annusata, Gila è andato a verificarne i primi effetti all’Olimpico, mandando a picco Zeman. Negli stessi decisivi minuti, Luca Toni ha cominciato a dare un senso compiuto al suo estivo ritorno a Firenze. La loro domenica si è chiusa sul 2-1. Sono solo i primi gol. Tranquilli, l’inseguimento continua. © RIPRODUZIONE RISERVATA dalle costruzioni anche i gioielli naturali, dalle coste alle montagne. Così è stata cancellata l’armonia del paesaggio, danneggiando stupidamente il turismo che si pensava di incentivare costruendo. Ora finalmente il governo è intenzionato a porre dei limiti al consumo selvaggio del suolo italiano, che in larga parte si è tradotto nel cementare e asfaltare terreni fin lì destinati all’agricoltura. Attività che è stata alla base della nascita delle civiltà, ma oggi è ritenuta troppo lontana dai ritmi di crescita auspicati. Spero che passi questa legge per la difesa del paesaggio. In molti Paesi europei già esiste e funziona da tempo. C'è anche, più o meno rispettata, nel di FILIPPO FALSAPERLA I l Valentino-pugile suonato che ironizzava dal casco speciale per la seconda gara di casa deve essersi fatto una risata sotto gli occhi tumefatti. Ne ha presi di cazzotti il 9 volte campione del mondo in questi quasi due anni di passione, ma se sente nell’aria l’odore dell’impresa riesce ancora a tirare su la testa e piazzare il knock out. Un secondo posto in mezzo alle polemiche (soprattutto del suo capotecnico australiano contro gli uomini di Bologna) e all’insoddisfazione per i risultati mai arrivati con la rossa, diventa una boccata di ossigeno e anche un collante per affrontare in serenità la fine di questo amore mai sbocciato. Non è pensabile che la Ducati, che pure a Misano aveva un telaio ed un forcellone nuovi, sia stata stravolta: solo tre settimane fa a Brno era stato 7˚ a 34" dal vincitore, mentre ieri è arrivato a poco più di 4". «Ogni gara ha la sua storia», dice giustamente l’interessato, ma è chiaro che dietro questo ottimo risultato c’è molto del pilota. Nel senso che ieri Valentino ha «deciso» che la rossa funzionava e l’ha sfruttata fino in fondo. La moto si guida con braccia gambe e corpo, ma soprattutto con la testa: la convinzione, la fiducia in quello di cui si dispone è © RIPRODUZIONE RISERVATA mio Alto Adige. Si ottiene il permesso di costruire case soltanto se non ce ne sono di vecchie da recuperare o, dove è impossibile farlo, da abbattere per fare posto alle nuove. E tuttavia in alcune valli basta andare lungo le strade per vedere le costruzioni più belle abbandonate. Sono vecchie. Vanno lentamente in rovina e danno una sensazione di povertà, mentre le nuove costruzioni che si moltiplicano intorno sono solamente seconde case che per 10 mesi all'anno danno anche esse tristezza con i loro «occhi» chiusi. © RIPRODUZIONE RISERVATA laVignetta dallaPrima di VALERIO MARINI Juve-Napoli-Lazio la Formula 3 va e rispunta l’Inter Dietro le prime due sorprese: la Samp di Ferrara e la Fiorentina di Montella TwitTwit IL CINGUETTIO DEL GIORNO MATTEO MANASSERO Campione di golf È stato un #BMWItalian Open che difficilmente dimenticherò! Grazie al pubblico per il tifo. Bellissimo Goran Pandev e Edinson Cavani festeggiano con i compagni di squadra AFP @ManasseroMatteo di ALBERTO CERRUTI AMIR KHAN Inglese, campione di boxe mario balotelli sempre n. 1 ilRitorno l’ingrediente che mette insieme le qualità del pilota e quelle del mezzo che guida. Ieri Rossi ha messo la testa in modalità 9 volte campione del mondo. Quella che gli ha permesso grandi imprese, per vincere una gara che conta, per fare un «dispetto» a qualche avversario — memorabile la rincorsa del GP Malesia 2010, quando voleva rovinare la festa mondiale del suo ex e futuro compagno Jorge Lorenzo —, per raddrizzare un’avventura come quella Ducati. Ieri non è stato veloce, ma tremendamente efficiente: la vittoria era impossibile ma è riuscito a far combaciare perfettamente tutti i tasselli di un eccitante puzzle che il destino e gli avversari gli hanno servito su un vassoio d’argento. Significa che, rotto il ghiaccio, si possono fare sogni di gloria nelle prossime 5 gare che chiudono il Mondiale? Significa che l’anno prossimo con la moto (quasi sicuramente) iridata potrà lottare per il campionato? Non è assolutamente equazione certa. Visto che ieri il suo prossimo compagno ha passeggiato e che Dani Pedrosa in questo momento è sicuramente più veloce di lui. Quindi destinazione podio relativamente facile: ma può bastare per il Mito? 31 PROTEGGERE IL NOSTRO PAESAGGIO È LA CHIAVE PER RILANCIARE L’ITALIA @AmirKingKhan ROSSI HA DIMOSTRATO CHE LA MOTO SI GUIDA SOPRATTUTTO CON LA TESTA LA GAZZETTA DELLO SPORT ipseDIXIT « «Il Chelsea? Prima o poi le avversarie bisogna affrontarle tutte MASSIMO CARRERA VICEALLENATORE JUVE Ho imparato così bene il linguaggio del perfetto allenatore che ora vado in automatico anche nelle dichiarazioni. Solo che ho sbagliato disco, ho messo quello del campionato. Lì sì le avversarie si affrontano tutte, in Champions ne bastano tre per uscire. embra un campionato formula 3, che alla giorS nata numero 3 ritrova 3 squadre al comando, Juventus-Napoli-Lazio, capaci di vincere a suon di 3 gol. Per la verità, con loro ci sarebbe anche la Sampdoria, che per rimanere in tema ottiene 3 punti con altrettante reti, penalizzata però da quel -1 iniziale. Un treno lanciato ad altissima velocità, dietro il quale al fianco dell’emergente Fiorentina del capocannoniere Jovetic rispunta l'Inter, che con la nuova coppia Milito-Cassano vince sul campo del Torino la quarta partita su quattro trasferte, Europa League compresa. E così, pur soffrendo più di quanto dica il 2-0, i nerazzurri tornano a sognare, a patto di interrompere il digiuno in casa, perché la continuità è il primo requisito per puntare allo scudetto. Anche l'anno scorso, infatti, dopo tre partite, i bianconeri erano già in testa con due squadre (Genoa-Udinese) e poi sappiamo come è finita. Per dirla tutta, proprio al terzo ostacolo, apparentemente facile in casa, la squadra di Conte era passata in vantaggio ma poi era stata raggiunta, e fermata, sull'1-1 dal Bologna. Il confronto a distanza, quindi, promuove la C2 Conte-Carrera, perché questa Juve con lo scudetto segna con maggiore facilità rispetto a quella che non l'aveva. A parità di reti incassate (2) i bianconeri ne hanno già realizzate 3 in più (9-6), con 7 giocatori, confermandosi un’invidiabile cooperativa del gol, anche senza top-player. E siccome il carattere è lo stesso, con o senza Conte in panchina, è scontato ribadire che la Juve è la superfavorita. Anzi, proprio la capa- cità di ribaltare il risultato dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio, senza le urla dell'allenatore «titolare», dimostra che la squadra viaggia con il pilota automatico. Nessun timore scaramantico, ricordando che contro il Genoa l’anno scorso non aveva mai vinto, né manie di persecuzione, ripensando ai tre rigori in altrettante partite, soltanto uno meno dell'ultimo campionato. Eppure anche questa scatenata Juve non può illudersi di avere già prenotato lo scudetto, perché il peso della Champions rischia di frenarla. Lo sa bene Mazzarri che un anno fa, alla vigilia della gara con il Villarreal, sostituì 7 titolari e perse sul campo del Chievo, sprecando l'occasione di salire da solo in testa. Inizialmente senza Lichtsteiner, Vidal, Asamoah e Vucinic, risparmiati per il Chelsea, la Juve sbanda pericolosamente a Genova e soltanto l'inserimento del montenegrino, che mette il piede in tutti e tre i gol, scaccia la paura, con l'aiuto di un grande Buffon. Proprio perché libere dalla Champions, non vanno sottovalutate le due sfumature di blu che accompagnano la Juve: quella azzurra del Napoli con il nuovo goleador Insigne in più, e quella celeste della Lazio che si dimostra una squadra vera, con la migliore difesa, battuta soltanto su rigore, esaltata da uno spettacolare Hernanes. Visto che Diamanti e il (ben)ritrovato Gilardino ridimensionano la Roma di Zeman, già in affanno nel 2-2 all' esordio con il Catania, lo scudetto sembra una partita riservata ad altri: alla Juve e Napoli per i rispettivi potenziali, ma senza sottovalutare la Lazio che non molla e l'Inter che ha ripreso a vincere. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA GAZZETTA DELLO SPORT 32 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 4a GIORNATA (ore 20.45) Ebagua ritrova gli ultrà Ma c’è aria di tregua lenti alla semifinale di ritorno dei playoff per la B del 2010, quando la punta si era fatta espellere beccandosi le tre giornate di squalifica, sembra destinata ad attenuarsi. E, almeno, è prevista una tregua nella serata di lutto per la morte di Maroso. La punta del Varese in campo col Bari dopo la contestazione Qui Bari Torrente vorrebbe ripe- BRUSA-CIRICI Il programma della quarta giornata si completa stasera con Varese-Bari (ore 20.45), le due capolista virtuali che, zavorrate dalle penalizzazioni (1 e 5 punti), hanno vinto le prime tre partite. Qui Varese La squadra di Casto- ri (come quella di Torrente) è alla caccia del quarto successo consecutivo e l’ultimo allenatore ad aver centrato un poker iniziale di vittorie era stato proprio Peo Maroso (scomparso ieri, come raccontiamo a parte) 23 anni fa, mentre il Bari è sen- za sconfitte con il Varese da trent’anni. Un’eternità che Castori proverà a spazzare via affidandosi al tandem Ebagua-Neto Pereira. Un momento delicato per Ebagua, amato dalla maggior parte dei tifosi, che deve fare i conti con l’ostilità degli ultrà più integralisti. Quelli che gli hanno voltato le spalle mentre segnava il rigore dell’1-0 a Modena e che il presidente Rosati ha definito «poco intelligenti». Il surreale episodio ha creato divisioni all’interno degli ultrà come si è capito dai messaggi critici apparsi sul blog della curva. La contestazione che colpisce Ebagua dal suo rientro a Varese per vecchie ruggini risa- Il gesto di Giulio Ebagua, 26 anni, verso i tifosi del Varese IPP tere a Castori lo scherzo che l'anno scorso fece al Varese di Maran (finì 2-0 per il Bari). «Ci proveremo, anche se questo Varese è più accorto in fase difensiva. Me lo aspetto solido e guardingo, ma pronto a sferrare qualche colpe. Dalla metà campo in su può contare su uomini di grande qualità. Neto Pereira ha tutto per giocare in serie A. Ma c'è molto altro. Non a caso da anni il Varese lotta per obiettivi ambiziosi, sempre con lo stesso modulo tattico, il 4-4-2». C'è di più. In questo avvio il Varese ha già vinto due volte colpendo fatalmente nei minuti di recupero: «I ragazzi lo sanno. Dovremo essere concentratissimi fino all'ultimo secondo». © RIPRODUZIONE RISERVATA VARESE BARI VARESE IN LUTTO VARESE (4-4-2) 1 BRESSAN 13 FIAMOZZI 19 REA 25 TROEST 16 GRILLO 24 ZECCHIN 8 CORTI 29 KONE 23 NADAREVIC 10 NETO PEREIRA 21 EBAGUA All.CASTORI BARI (3-4-3) 1 LAMANNA 23 CEPPITELLI 3 DOS SANTOS 14 POLENTA 2 SABELLI 4 ROMIZI 16 RIVALDO 25 DEFENDI 27 IUNCO 18 CAPUTO 21 GHEZZAL All.TORRENTE PANCHINA 22 Bastianoni, 30 Carrozzieri, 26 Lazaar, 14 Filipe, 15 Kink, 20 Momenté, 28 Eusepi. PANCHINA 12 Pena, 26 Altobello, 5 Borghese, 8 Sciaudone, 24 Aprile, 7 Galano, 11 Albadoro ARBITRO Giancola di Vasto GUARDALINEE Ranghetti-Del Giovane PREZZI da 7 a 45 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium Calcio VARESE L’unico dubbio in difesa: se Troest (febbre) non ce la fa è pronto Carrozzieri. Squalificati Pucino. BARI Torrente si affida a Ghezzal, preferito ad Albadoro. Si rivede Romizi al posto di Filkor. Squalificati Bellomo. Sisal Match Point S.p.A. - P.I. 05199591008 - Conc. GAD: 15155 SCOMMETTI CHE , UN CALCIATORE SEGNA DI PIU SE STA IN PANCHINA? Addio a Maroso il grande padre biancorosso VARESE (f.b.) È come se si fosse risvegliato orfano il Varese perché, nelle prime ore di ieri, è mancata una presenza insostituibile: quella di Peo Maroso (foto Scaringi) che non ce l’ha fatta a sconfiggere il tumore con cui si stava battendo da tempo. I biancorossi hanno perso un «padre premuroso» (come lo ha definito l’amministratore delegato Enzo Montemurro) che, a 78 anni, poteva raccontare di aver vinto campionati da giocatore, allenatore e presidente del Varese, unico a riuscirci nella storia del club. Maroso era orgoglioso di essere il fratello minore di Virgilio, terzino del grande Torino morto a Superga, e andava fiero delle altre squadre in cui era stato: l’Ivrea, che lo aveva lanciato come difensore, e poi il Genoa, la Sambenedettese, il Legnano, il Novara e il Venezia, che aveva allenato. Ma, soprattutto, sapeva di essere una bandiera del Varese che aveva rifondato dopo il fallimento del 2004 insieme a Riccardo Sogliano, amico con cui aveva indossato la maglia biancorossa in A. Nonostante la malattia, Maroso non aveva smesso di essere il presidente onorario del Varese. Era stato al Franco Ossola per l’ultima volta a giugno, quando aveva voluto salutare Castori: «Mi aveva ricordato – confida il tecnico – di essere stato l’ultimo allenatore a portare la squadra in serie A e mi aveva fatto un augurio speciale. Aveva la sensibilità di chi ha il calcio nel cuore». Maroso era nato a Torino nel 1934 ma dalla metà degli anni Sessanta viveva a Varese con la moglie Rosetta e i figli Daniela e Virgilio. Domani alle 15 (l’orario non è ancora certo) i funerali nella basilica di San Vittore a Varese. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA SITUAZIONE CON MATCHPOINT SCOPRI CHE LA MEDIA GOL DEI GIOCATORI ENTRATI A , PARTITA IN CORSO E 1,6 VOLTE MAGGIORE DI QUELLA DEI TITOLARI. 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Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 33 PRIMA DIVISIONE GIRONE A 3a GIORNATA Un po’ per le tre squadre in meno, un po’ per i due anticipi (di posticipi ancora non si riparla), le domeniche della Prima divisione sono meno ricche con solo 14 partite. Non che ci si annoi, per carità (la sola gara di Pavia rientra nella categoria «nulla da segnalare»), ma il prezzo da pagare ai disastri estivi è questo. Ricordate? Quattro squadre non iscritte e solo una ripescata, visti gli l’Analisi di NICOLA BINDA twitter@Nickbinda Meno club ma più big in corsa impossibili (per tutti, non per l’Entella) balzelli economici imposti dalla Figc per poter fare il salto di categoria a tavolino. Il risultato è un campionato monco (una squadra riposa tutte le settimane) e meno partite. Diciamolo: la scorsa estate si poteva fare meglio. Gustiamoci le partite che restano, comunque, e senza restare a pancia vuota. Gustiamoci i primati di due La svolta Foti Lecce in fuga Ma che fatica Gol e assist: l’ultimo arrivo è decisivo Il San Marino in 10 resiste solo un’ora GIUSEPPE CALVI LECCE apertura. Abbandonato dalla Sampdoria, Foti, acquisto last minute del club di Tesoro, entra al 15’ della ripresa e lascia subito il segno. Gli bastano 144 secondi dal suo ingresso in campo per infilare il portiere Migani. E, per completare la giornata di grazia, al 33’ inventa l’assist per Chiricò, decisivo con un’elegante «puntata». Se il buongiorno si vede dal mattino, Foti, 24 anni, ex nazionale under 21, ultimo gol l’1 novembre 2011 in Sampdoria-Crotone (e fu un altro 2-0), può davvero puntare a rilanciarsi. «Sono ancora al 60%, devo recuperare la migliore condizione; in campo mi sono bastati rabbia, voglia di riscatto ed entusiasmo», dice Foti. Un’ora per sbattere contro il muro del San Marino. Poi, in due minuti, il Lecce scopre Salvatore Foti, il prezioso apriscatole della difesa avversaria. Al primo soffio di vita in maglia giallorossa, l’attaccante palermitano rinasce, risolvendo una partita diventata ostica, anche per il rigore sprecato da Jeda in Quanta fatica Capolista solitaria, il Lecce che sa solo vincere (sono tre consecutive) stavolta non convince. Quando la sfida si mette in discesa, per un rigore assegnato al 13’ (punita un’uscita di Vivan su Pià, poi errore di Jeda dal dischetto) con conseguente espulsione del portiere, la squadra di Lerda resta imbrigliata nella ragnatela LECCE 2 SAN MARINO 0 MARCATORI Foti al 17’, Chiricò al 33’ s.t. LECCE (4-2-3-1) Benassi 6; Vanin 6,5, Diniz 6, Esposito 6,5, Legittimo 6; Memushaj 7, Giacomazzi 6; Chiricò 6 (dal 37’ s.t. Malcore s.v.), Bogliacino 5,5, Pià 6 (dal 15’ s.t. Foti 7); Jeda 5,5 (dal 20’ p.t. Falco 6). (Gabrieli, Tomi, De Rose, Zappacosta). All. Lerda 6. SAN MARINO (4-4-2) Vivan 5; Farina 5,5, Pelagatti 6, Galuppo 6, Crivello 6; Doumbia s.v. (dal 15’ p.t. Migani 6,5), Pacciardi 6, Lunardini 6,5, Poletti 6,5; Coda 5,5 (dal 27’ s.t. Chiaretti 5,5), Casolla 5,5 (dal 17’ s.t. Defendi 5,5). (Ferrero, Mannini, Del Sole, Pigini). All. Petrone 6. ARBITRO Chiffi di Padova 6. NOTE paganti 2.661, abbonati 2.876, incasso di 24.501 euro. Espulso Vivan al 13’ p.t.; ammoniti Foti, Farina, Vanin e Malcore. Angoli 10-3. big come Lecce e Perugia, ritrovatesi in questa categoria dopo percorsi opposti: il Lecce piangendo dopo il calcioscommesse, il Perugia godendo dopo le due promozioni consecutive. Il passato è diverso, il presente identico: tre vittorie su tre, primo posto solitario, ambienti (abbastanza) entusiasti e squadre che possono ancora crescere. Per il futuro, bisogna vedere cosa dicono le rivali. E anche sotto questo punto di vista, sono soprattutto nomi grossi a suonare: Cremonese e Reggiana da una parte, Benevento e Frosinone dall’altra. E le sorprese? E’ vero che le squadre sono poche, ma qualcuna che stupirà la troveremo di sicuro. E’ pur sempre il torneo che ha lanciato in B Pro Vercelli e Lanciano... © RIPRODUZIONE RISERVATA Riscatto Reggiana Matteini fa lo show Salvatore Foti, 24 anni LEZZI creata da Poletti e compagni. In particolare, i giallorossi non riescono ad accelerare, proponendo sempre una manovra troppo elaborata. Gli esterni Chiricò e Falco (subentrato a Jeda, sfortunato subito su un colpo di testa respinto dalla traversa e poi costretto ad abbandonare per un problema muscolare) insistono con incursioni scollegate dal progetto di gioco. E Pià, spostato al centro dell’attacco, può fare poco. Nonostante il dinamismo di Memushaj, il Lecce è prevedibile. San Marino efficace In inferiorità numerica per l’espulsione di Vivan, la formazione di Petrone non si chiude. L’allenatore rinuncia a Doumbia, esterno di centrocampo, e affida a Poletti il compito di supportare Casolla e Coda nel contropiede. Non arriva a insidiare il portiere Benassi, eppure il San Marino per 50 minuti fa un figurone, rintuzzando senza affanni gli assalti sterili di Giacomazzi e compagni, che nella ripresa svoltano con l’inserimento di Foti. © RIPRODUZIONE RISERVATA REGGIANA 2 CUNEO 0 MARCATORI Matteini al 40’ p.t.; Alessi all’8’ s.t. REGGIANA (4-4-1-1) Tomasig 6; Iraci 6,5, Aya 6, Mei 7, Panizzi 6; Antonelli 5,5, Ardizzone 6, Parola s.v. (dall’11’ p.t. Viapiana 6,5), Matteini 7,5; Alessi 7 (dal 41’ s.t. Sprocati s.v.); P. Rossi 6 (dal 32’ s.t. De Cenco s.v.). (Bellucci, Zini, Scappi, Bovi). All. Zauli 6,5. CUNEO (5-3-2) F. Rossi 6; Quitadamo 5 (dal 4’ s.t. Carfora 5), Ferri 5,5, Sentinelli 5,5, Arcari 5 (dal 20’ s.t. Garavelli 6), Donida 5,5; Cristini 6, Longhi 5,5, Di Quinzio 6; Ferrario 5, Martini 5 (dal 12’ s.t. Fantini 5,5). (Negretti, Carretto, Scaglia, Lodi). All. E. Rossi 5,5. ARBITRO Morreale di Roma 6. NOTE paganti 1.646, abbonati 1.219, incasso di 16.163 euro. Ammoniti Iraci, Aya, Viapiana, Matteini, Carfora, Quitadamo, Ferri, Sentinelli e Cristini. Angoli 0-7. EZIO FANTICINI REGGIO EMILIA La Reggiana riscatta il k.o. di Carpi e con la seconda vittoria casalinga in altrettante partite sale sull’affollato secondo gradino della classifica. Vittoria limpida, a fare la differenza sono stati gli uomini di maggior classe dei granata, Davide Matteini e Giuseppe Alessi. Autori di gol bellissimi, con Matteini che sullo 0-0 ha centrato anche la traversa. Il Cuneo ha affrontato gli avversari a viso aperto, ma quando la Reggiana ha colpito, non ha mai saputo reagire. Creando pochissimo in zona gol, dal taccuino emerge soltanto una staffilata di Garavelli che Tomasig ha deviato in angolo, a 9’ dalla fine. Ezio Rossi aveva puntato sul tandem offensivo Martini-Ferrario, escludendo per la prima volta il veterano Fantini. Scelta che non ha dato frutti. Nella Reggiana, Zauli aveva modificato 3/4 della difesa, con Mei unico confermato e tra i migliori in campo. A centrocampo Ardizzone preferito a Viapiana, ma il brasiliano si è alzato molto presto dalla panchina per rilevare Parola, uscito per un guaio muscolare. La partita Il Cuneo ha commes- so l’errore di lasciare troppo spazio a Matteini e ad Alessi, soffrendo le ripartenze granata. Al 35’ i piemontesi venivano salvati dalla traversa sul destro di Matteini. Al 40’ l’equilibrio si spezza: Viapiana ruba palla a Longhi e accende la sgroppata di Matteini che si accentra e lascia partire un bolide imparabile da 20 metri. Poi si toglie la maglia e va ad esultare sotto la curva, mostrando una discutibile t-shirt dedicata ai tifosi («Ultras liberi, bentornati diffidati»), rimediando l’ammonizione. Nella ripresa, la Reggiana chiude la partita col rapido raddoppio, una perla di Alessi che dallo spigolo dell’area indovina una parabola perfetta sul secondo palo. Il Cuneo è k.o., i granata hanno il merito di saper controllare il match con disinvoltura, rischiando quasi nulla. E nei minuti finali, Zauli concede ad Alessi la standing ovation, avvicendandolo con Sprocati. © RIPRODUZIONE RISERVATA CREMONESE 2 TRAPANI 3 ALBINOLEFFE 3 PORTOGRUARO 2 PAVIA 0 FERALPI SALÒ 0 TREVISO 2 ENTELLA 1 CARPI 0 LUMEZZANE 0 Risveglio Cremonese con Moi e Le Noci Brevi: «Il lavoro paga» La Feralpi fa poco Tutto nel primo tempo Il Trapani fa valere la sua esperienza Il Treviso è ingenuo AlbinoLeffe, la gioia arriva alla fine L’Entella gioca bene ma si deve arrendere Della Rocca-Corazza: è un Porto da sballo Il Carpi rimane in 10 e non entra in partita Pavia: primo punto ma quanti sprechi Il Lumezzane crea soltanto nel finale MARCATORI Moi al 43’ p.t.; Le Noci al 2’ s.t. CREMONESE (4-4-2) Alfonso 6; Cangi 6,5, Moi 7, Cremonesi 6, Armenise 6,5; Filippini 6, Fietta 6,5, Buchel 7 (dal 32' s.t. Degeri s.v.), Carlini 6 (dal 21' s.t. Martinez 5,5); Marotta 5, Djuric 6 (dal 37' s.t. Le Noci 6,5). (Grillo, Sales, Tedeschi, Magallanes). All. Brevi 6,5. FERALPI SALO' (4-3-3) Gallinetta 6,5; Caputo 6, Leonarduzzi 6, Malgrati 6 (dal 40' p.t. Falasco 5,5), Cortellini 6; Milani 5,5, Castagnetti 6, Ilari 5,5; Bracaletti 6,5, Montella 5,5 (dal 22' s.t. Miracoli 5,5), Finocchio 5,5 (dal 1' s.t. Tantardini 5,5). (Chimini, Fabris, Pedrinelli, Bentoglio). All. Remondina 6. ARBITRO D'Angelo di Ascoli 6,5. NOTE paganti 1.140, abbonati 1.915, incasso di circa 6.700 euro. Ammoniti Moi, Degeri, Leonarduzzi, Bracaletti, Montella e Ilari. Angoli 9-5. CREMONA La Cremonese batte la Feralpi Salò per 2-0 e allontana le nubi che si erano addensate sui colori grigiorossi dopo lo stentato avvio di campionato. Vince e convince, soprattutto nel secondo tempo quando la formazione bresciana accusa la fatica di un primo tempo giocato sul pressing alto e sulla corsa. La squadra di Brevi crea parecchie occasioni anche nella prima frazione (clamorosa quella sbagliata da Marotta a tu per tu con il portiere avversario al 37', con tiro addosso al numero uno) ma a sbloccare il risultato ci pensa il difensore centrale Moi, bravo al 43' a deviare di testa un cross dalla sinistra di Armenise. Poco prima si era fatto MARCATORI Spinelli (Tra) al 9’, Picone (Tre) al 15’, Madonia (Tra) su rigore al 32’, N. Tarantino (Tre) su rigore al 40’, Abate (Tra) al 52’ p.t. TRAPANI (4-4-2) Nordi 6; Lo Bue 6,5, Pagliarulo 6, D'Aiello 6, Rizzi 6; Basso 6,5, Caccetta 6 (dal 23’ s.t. Pirrone 6), Spinelli 6 (dal 21’ s.t. Tedesco 6,5), Madonia 6,5 (dal 33’ s.t. Filippi 6); Abate 6,5, Mancosu 6,5. (Dolenti, Lo Monaco, Docente, Romeo). All. Boscaglia 6. TREVISO (3-4-3) Campironi s.v. (dal 13’ p.t. Merlano 6); Brunetti 6 (dal 40’ s.t. Rizzo s.v.), P. Tarantino 6, Toppan 6; Cernuto 6, Salvi 6, Rosaia 6, Esposito 6,5; N. Tarantino 6,5, Picone 6,5, Fortunato 6 (dal 16’ s.t. Sy 5,5). (Garofalo, Bianchetti, Beccia, Chiavazzo). All. Maurizi 6. ARBITRO Giovani di Grosseto 6. NOTE paganti 993, abbonati 1.216, incasso di 15.942,89 euro. Ammoniti Spinelli, Salvi, Lo Bue, Merlano, Esposito, D’Aiello, N. Tarantino e Cernuto. Angoli 5-6. TRAPANI Tutto nel primo tempo, con il Trapani che fa pesare la maggiore esperienza mentre il Treviso paga alcune ingenuità. Ha dovuto sudare comunque la squadra siciliana per avere la meglio su un Treviso spesso pericoloso. Al gol di Spinelli,su respinta di Campironi (sostituito nell’occasione per uno scontro con Toppan), il Treviso ha risposto con un gran diagonale di Picone. Poi botta e risposta dagli 11 metri e in pieno recupero la zampata vincente di Abate in mischia. Nella ripresa meno occasioni e nessun gol. Franco Cammarasana MARCATORI Pesenti (A) al 37’ p.t.; Argeri (E) al 40’, A. Belotti (A) al 46’, Pontiggia (A) al 47’ s.t. ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi 7; Salvi 6, M. Belotti 6,5, Ondei 6,5, Regonesi 6; Girasole 6,5, Taugourdeau 6, Maietti 6 (dal 43’ s.t. Pontiggia 6,5); Martinovic 6,5 (dall’8’ s.t. Pirovano 6); Pesenti 7 (dal 17’ s.t. Diakite 6), A. Belotti 7. (Amadori, Ambra, Gazo, Corradi). All. Pala 7. ENTELLA (4-3-1-2) Paroni 6; De Col 6 (dal 46’ s.t. Chiarabini s.v.), Bianchi 6, Russo 5,5, Zampano 5; Garin 6, Wagner 6 (dal 29’ s.t. Argeri 6,5), Volpi 6,5; Vannucchi 6,5; Staiti 6, Guerra 6,5 (dal 43’ s.t. Cervo s.v.). (Conti, Fantoni, Falcier, Cecchini). All. Prina 6. ARBITRO Marinelli di Roma 6. NOTE paganti 345, abbonati 717, incasso di 1.019 euro. Espulso Bianchi al 43’ s.t.; ammoniti Taugourdeau, Wagner, Volpi e Guerra. Angoli 6-10. BERGAMO Vince e convince la linea verde dell’AlbinoLeffe targato Alessio Pala, che a grandi linee sta giocando con la sua Primavera dell’anno precedente. Con un perentorio 3-1 stoppato il promettente inizio di stagione dell’Entella, ma il passivo appare eccessivo per i liguri che al 40’ del secondo tempo, dopo una ripresa in attacco, avevano pareggiato con Argeri il gol di Pesenti al 37’ del primo tempo. La deviazione di testa su angolo di Andrea Belotti (per lui anche una traversa al 37’) ha scombinato i piani degli ospiti che hanno subito il terzo gol firmato da Pontiggia in contropiede e con il loro portiere in attacco. Fulvio Facci MARCATORI Della Rocca al 16’, Corazza al 20’ s.t. PORTOGRUARO (4-3-1-2) Tozzo 6; Pisani 6,5, Patacchiola 6, Moracci 6,5, Pondaco 6,5; Coppola 7, Sampietro 6, Martinelli 6,5 (dal 26’ s.t. Herzan 6); Cunico 6,5; Corazza 6,5 (dal 29’ s.t. De Sena 6), Della Rocca 7 (dal 40’ s.t. Magrassi s.v.). (Bavena, Chesi, Licata, Rolandone). All. Madonna 6,5. CARPI (4-4-2) Sportiello 6,5; Letizia 6, Poli 6, Terigi 5, Fusar Bassini 5; Concas 5,5, Bianco 6 (dal 22’ s.t. Teggi 5,5), Perini 6, Potenza 6 (dal 22’ s.t. Cortesi 6); Arma 5, Kabine 5,5 (dal 28’ p.t. Pasciuti 5,5). (Guerci, Sperotto, Papini, De Bode). All. Tacchini-Cioffi 5,5. ARBITRO Ros di Pordenone 5,5. NOTE paganti 270, abbonati 168, incasso di circa 5.700 euro. Espulso Concas al 24’ p.t.; ammoniti Bianco, Patacchiola, Cunico, Poli e Pasciuti. Angoli 5-7. PORTOGRUARO La caduta del Carpi dopo due vittorie un’attenuante ce l’ha: al 24’ Cunico fa carambolare il pallone su Concas che tocca con la mano, l’arbitro lo ammonisce per la seconda volta e lascia la squadra emiliana in dieci. Il resto lo fa un buon Porto. Bene la linea verde blucerchiata con Martinelli e bomber Corazza, entrambi in prestito dalla Sampdoria. Vantaggio granata al 16’ della ripresa: assist chirurgico da fondo campo dell’ottimo Coppola per Della Rocca che in scivolata insacca. Strepitoso raddoppio al 20’ di Corazza che si beve due difensori e di sinistro trafigge Sportiello. Il Carpi ci prova ma non è mai pericoloso. Alberto Francescut PAVIA (4-4-2) Kovacsik 6,5; Capogrosso 6,5, D’Orsi 6, Fasano 6,5, Meregalli 6; Statella 5,5, La Camera 6, Ferrini 6 (dal 32’ s.t. Redaelli s.v.), Di Chiara 5,5 (dal 32’ s.t. Lussardi s.v.); Cesca 6, Beretta 6 (dal 40’ s.t. Scampini s.v.). (Teodorani, Reato, Meza Colli, Pompilio). All. Roselli 6,5. LUMEZZANE (4-3-1-2) Vigorito 6,5; D’Ambrosio 6, Mandelli 6 (dal 27’ s.t. Guagnetti 6), Dametto 5,5, Possenti 6; Gallo 5,5 (dal 1’ s.t. Sevieri 5,5), Giorico 6, Marcolini 6,5; Baraye 5,5; Torri 5,5 (dall’11’ s.t. Kirilov 6,5), Inglese 5,5. (Coletta, Carlini, Dadson, Samb). All. Festa 6. ARBITRO Casaluci di Lecce 5,5. NOTE paganti 203, abbonati 292, incasso di circa 2.300 euro. Ammoniti Meregalli, Capogrosso e Gallo. Angoli 4-4. PAVIA Primo punto in campionato dopo due sconfitte consecutive per il Pavia contro il Lumezzane. La squadra di Roselli potrebbe sbloccare il risultato al 25’, quando La Camera lancia sulla fascia destra Cesca, l’attaccante crossa per Di Chiara che, appostato sul secondo palo, di testa da due passi spedisce sul fondo. I padroni di casa sfiorano il vantaggio anche dieci minuti dopo con Beretta, che si invola in contropiede e giunge a tu per tu col portiere avversario ma vede il suo diagonale deviato in angolo. In apertura di ripresa il Pavia impegna ancora Vigorito con Beretta ma nel finale si rendono pericolosi anche gli ospiti ed è bravo in particolare Kovacsik a stoppare un’insidiosa azione di Kirilov. Michele Lanati Giuseppe Le Noci, 30 anni, esulta dopo il 2-0 BIELLA male l'attaccante Djuric (botta al ginocchio sinistro) sostituito da Le Noci. E tocca proprio al bomber della passata stagione chiudere i conti al 2' della ripresa, con un perfetto inserimento su cross dalla destra di Filippini. La Feralpi cerca di riaprire la partita ma la Cremonese controlla e sfiora il terzo gol in un paio di occasioni ancora con Marotta due volte e Cangi. Ancora una volta buona la prova del giovane austriaco grigiorosso Buchel, uscito fra gli applausi della tifoseria. Il ragazzo (classe 1991), scuola Juventus, ha personalità e qualità tecniche. Le parole di Brevi Soddisfatto a fine gara il tecnico della Cremonese. «Abbiamo creato tante occasioni da gol contro un avversario che non è stato certamente a guardare. Ci è mancata un po' di concretezza sotto rete ma la squadra sta crescendo di partita in partita. Il lavoro che si fa in settimana comincia a dare i suoi frutti». Remondina, l’allenatore della Feralpi, si rammarica per l'infortunio a Malgrati che gli ha bruciato un possibile cambio. «Bene nel primo tempo, ma la Cremonese è davvero forte. per me se la può giocare alla pari con il Lecce». Giorgio Barbieri girone A CLASSIFICA SQUADRE PT LECCE PARTITE G V N P 9 3 3 0 0 RETI F S 7 3 ENTELLA 6 3 2 0 1 8 6 TRAPANI 6 3 2 0 1 5 4 REGGIANA 6 3 2 0 1 4 3 CARPI 6 3 2 0 1 3 2 COMO 4 2 1 1 0 5 3 PORTOGRUARO 4 2 1 1 0 3 1 ALTO ADIGE 4 2 1 1 0 3 2 CREMONESE (-1) 3 3 1 1 1 5 4 SAN MARINO 3 3 1 0 2 4 6 CUNEO 3 3 1 0 2 3 5 FERALPI SALO' 3 3 1 0 2 3 5 LUMEZZANE 2 3 0 2 1 2 3 PAVIA 1 3 0 1 2 2 4 TRITIUM 1 3 0 1 2 5 8 TREVISO 0 3 0 0 3 4 9 ALBINOLEFFE (-10) -5 3 1 2 0 5 3 U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA RISULTATI ALBINOLEFFE-ENTELLA CREMONESE-FERALPI SALO' LECCE-SAN MARINO PAVIA-LUMEZZANE PORTOGRUARO-CARPI REGGIANA-CUNEO TRAPANI-TREVISO TRITIUM-COMO ha riposato ALTO ADIGE 3-1 2-0 2-0 0-0 2-0 2-0 3-2 2-2 PROSSIMO TURNO DOMENICA 23 SETTEMBRE ore 15 CARPI-CREMONESE COMO-PORTOGRUARO CUNEO-ALBINOLEFFE ENTELLA-TRAPANI FERALPI SALO'-REGGIANA LUMEZZANE-ALTO ADIGE SAN MARINO-PAVIA TREVISO-LECCE riposa TRITIUM MARCATORI 4 RETI A. Donnarumma (1, Como); 3 RETI Guerra (Entella). 2 RETI A. Belotti e Pesenti (AlbinoLeffe); Campo (2, Alto Adige); Rosso (Entella); Bogliacino (Lecce); Beretta (Pavia); Della Rocca (Portogruaro); Alessi (Reggiana); Madonia (2, Trapani); N. Tarantino (2, Treviso); A. Arrigoni e Chinellato (Tritium). girone B CLASSIFICA SQUADRE PERUGIA BENEVENTO LATINA PISA AVELLINO FROSINONE (-1) PAGANESE SORRENTO VIAREGGIO GUBBIO PRATO CATANZARO ANDRIA NOCERINA BARLETTA CARRARESE PT 9 6 6 5 5 5 4 4 4 4 3 3 2 2 1 0 G 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 PARTITE V N P 3 0 0 2 0 1 2 0 1 1 2 0 1 2 0 2 0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 0 3 0 1 0 2 0 2 1 0 2 1 0 1 2 0 0 3 RETI F S 5 1 5 3 3 3 6 4 3 2 3 2 4 3 2 2 3 4 1 2 2 2 5 6 4 5 2 3 5 7 0 4 U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA RISULTATI AVELLINO-PAGANESE CATANZARO-BENEVENTO FROSINONE-ANDRIA NOCERINA-LATINA PERUGIA-GUBBIO PISA-BARLETTA SORRENTO-CARRARESE VIAREGGIO-PRATO 1-1 1-2 2-1 0-1 2-0 2-2 2-0 1-1 PROSSIMO TURNO DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 15 ANDRIA-PERUGIA BARLETTA-NOCERINA BENEVENTO-AVELLINO (venerdì 21, ore 20.30) CARRARESE-VIAREGGIO GUBBIO-PISA LATINA-SORRENTO PAGANESE-CATANZARO PRATO-FROSINONE MARCATORI 2 RETI Dezi (1, Barletta); Germinale (1, Benevento); Carboni (Catanzaro); Barraco (Latina); Fernandez (Paganese); Perez (Pisa). Codice cliente: 5104377 34 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 PRIMA DIVISIONE GIRONE B 3a GIORNATA Il Perugia vola Anche il derby è una festa Di Tacchio e Tozzi Borsoi sono decisivi In 10.000 al Curi: il Gubbio si arrende PERUGIA GUBBIO 2 DAL NOSTRO INVIATO 0 NICOLA BERARDINO PERUGIA MARCATORI Di Tacchio al 44’ p.t.; Tozzi Borsoi al 41’ s.t. PERUGIA (4-2-3-1) Koprivec 6; Anania 6, Cacioli 6,5, Lebran 6, Liviero 6,5; Esposito 6,5, Di Tacchio 7; Politano 6,5 (dal 38’ s.t. Martella s.v.), Clemente 6,5, Rantier 6 (dal 23’ s.t. Moscati 6); Ciofani 5,5 (dal 31’ s.t. Tozzi Borsoi 6,5). (Giordano, Russo, Cenciarelli, Moneti). All. Battistini 7. GUBBIO (4-3-3) Venturi 6; Grea 5, Briganti 6, Radi 6, Bartolucci 5; Sandreani 6,5, Boisfer 6, Baccolo 6 (dal 16’ s.t. Bazzoffia 5,5); Caccavallo 6,5, Scardina 5,5, Palermo 5,5 (dal 26’ s.t. Galabinov 6). (Farabbi, Galimberti, Regno, Guerri, Nappello). All. Coppola 5,5 (Sottil squalificato). ARBITRO Aureliano di Bologna 6,5. NOTE paganti 7.176, abbonati 2.860, incasso di 92.562 euro. Espulso Bartolucci al 38’ s.t.; ammoniti Bartolucci, Esposito, Palermo e Lebran. Angoli 14-11. Vola il Perugia. La capolista centra la terza vittoria di fila contro il Gubbio nel derby tornato al Curi dopo 24 anni. Davanti a 10mila spettatori decidono Di Tacchio e Tozzi Borsoi: un gol per tempo a scandire un successo inseguito con lucidità e definito con personalità da prima della classe. Deve arrendersi il Gubbio, accompagnato da 1.500 tifosi: una prova con tante note positive (dal carattere al gioco) che si sono dissolte dinanzi all’evanescenza in fase conclusiva. Un derby corretto: in campo e sugli spalti. il Perugia: gioco spigliato e ritmo più alto. La squadra di Battistini mostra quella sicurezza di chi può stare in vetta alla classifica. Nel Gubbio entrano Bazzoffia e Galabinov per rinforzare il fronte offensivo dove si sbraccia Caccavallo (al 18’ parabola insidiosa sventata in volo da Koprivec). La squadra di Sottil si risveglia e prova l’assalto con grinta e convinzione. Il Perugia si rintana ma senza esporsi a rischi eccessivi. Il brivido maggiore al 34’ quando una capocciata di Galabinov viene respinta sulla linea da Politano. Non si arrende il Gubbio che però sconta tutti i propri limiti in avanti. Nel finale Battistini cala l’asso: ecco Tozzi Borsoi. Al 41’ il 33enne bomber di scorta archivia il risultato con un gol del suo repertorio: zampata sotto porta a chiudere un lancio filtrante di Clemente. Due minuti dopo Venturi evita il terzo gol sul tiro di Moscati. Finisce 2-0 col Curi in festa per questo Perugia che fa sognare un’altra promozione. Il tecnico Pier Francesco Battistini si gusta la gioia del momento: «Che bello vincere un derby in uno stadio così pieno. Che cosa ci manca? Siamo alla terza giornata e ora dobbiamo dimostrare continuità di risultati. Il primo posto? Esultiamo per cinque minuti e cominciamo subito a pensare alla gara di Andria». Romano Tozzi Borsoi, 33 LIVERANI fesa; nel Gubbio c’è Palermo ad avvicendare Nappello in attacco. Cominciano bene gli ospiti, che si impadroniscono del centrocampo: Sandreani e Boisfer assicurano geometrie e spessore tattico. La squadra di Battistini non riesce a distendere le ripartenze nella trequarti e rischia al 27’ quando Koprivec deve anticipare Palermo in uscita. Dopo la mezz’ora il Perugia rilancia la manovra vivacizzando le corsie esterne. Due tentativi con Ciofani e Clemente neutralizzati da Venturi. Il Gubbio rallenta per rifiatare. E al 44’ arriva il vantaggio biancorosso: angolo di Rantier, Di Tacchio risolve in mischia con un sinistro angolato. È il primo gol subito in campionato dal Gubbio. La chiave Una novità per parte. Nel Perugia rientra Anania in di- Supremazia Nella ripresa cresce © RIPRODUZIONE RISERVATA Il blitz del Benevento Catanzaro brusco stop CATANZARO 1 BENEVENTO 2 MARCATORI Germinale (B) al 16’, Papasidero (C) al 42’ p.t.; Montini (B) al 35’ s.t. CATANZARO (3-4-2-1) Pisseri 6; Narducci 6, Sirignano 6, Papasidero 6; Mariotti 5 (dal 36’ s.t. Marino s.v.), Benedetti 6, Quadri 5,5, Squillace 5,5; D’Agostino 6 (dal 26’ s.t. Carbonaro 5,5), Carboni 6 (dal 17’ s.t. Cruz 5,5); Fioretti 6. (Faraon, Orchi, Maisto, D’Alessandro). All. Cozza 5,5. BENEVENTO (4-3-1-2) Mancinelli 6; Pedrelli 6, Signorini 6, Mengoni 6,5, D’Anna 6,5; De Risio 6 (dal 41’ p.t. Davì 6), Rajcic 6,5 (dal 33’ s.t. Montini 6,5), Montiel 6,5; Mancosu 6; Germinale 6,5 (dal 22’ s.t. Altinier 6), Marchi 6,5. (Baican, Anaclerio, Rinaldi, Buonaiuto). All. Martinez 6,5 (Imbriani assente). ARBITRO Ghersini di Genova 6. NOTE paganti 2.435, abbonati 1.983, incasso non comunicato. Ammoniti Quadri, De Risio, Rajcic, Mariotti, Sirignano, Germinale, Pedrelli, D’Anna e Signorini. Angoli 7-3. IVAN MONTESANO CATANZARO Il Benevento sbanca il Ceravolo con buone dosi di cinismo e intelligenza tattica. Il Catanzaro è sconfitto ma non demerita e può recriminare per un maggior numero di occasioni create. Finisce così la sfida tra l’ambiziosa matricola di Cozza e la corazzata di Martinez, bella e combattuta specie nel primo tempo. Che tensione Qualche assenza da una parte e dall’altra, tra i pali il Benevento schiera Mancinelli (uno dei 13 ex del fallito Fc Catanzaro indagati dalla Procura per tentata truffa) e parte subito forte con Mengoni (5’) che di testa manda alto un cross di Montiel. Passa un minuto e Papasidero di testa manca la porta da due passi. Partita tesa e tra Sirignano e Germinale sono scintille. Al 16’ Benevento in vantaggio: buco dei padroni di casa tra mediana e difesa, Montiel lancia Germinale che va via, salta il portiere e fa gol. Il Catanzaro reagisce e schiaccia gli ospiti fino al pari di Papasidero sugli sviluppi dell’ennesimo angolo. La ripresa inizia con una papera di Mancinelli che regala un assist a Narducci, ma il centrale spreca. Il Catanzaro abbassa i ritmi e il Benevento ne approfitta. Mancosu ci prova due volte dalla distanza poi, nel finale, Montini (appena entrato) segna bruciando tutti di testa su angolo di Montiel. © RIPRODUZIONE RISERVATA NOCERINA 0 PISA 2 FROSINONE 2 AVELLINO 1 SORRENTO 2 LATINA 1 BARLETTA 2 ANDRIA 1 PAGANESE 1 CARRARESE 0 Nocerina, attacco sterile Il Latina vola ed è secondo Pisa, occasione sprecata Il Barletta rimonta 2 volte Il Frosinone si riscatta L’Andria si sveglia tardi Avellino, un altro harakiri La Paganese merita il pari Prima gioia del Sorrento La Carrarese resta al palo MARCATORE Kolawole al 30’ s.t. NOCERINA (3-4-3) Aldegani 6; Baldan 5,5, Chiosa 5,5, Crescenzi 5; Daffara 5,5 (dal 12’ s.t. Sabatino 5), Bruno 5,5, De Liguori 5,5, Corapi 6; Negro 5,5 (dal 25’ s.t. Gavilan 5,5), Evacuo 5,5, Schetter 5 (dal 12’ s.t. Mazzeo 5,5). (G. Russo, Scardina, Ripa, Lettieri). All. Auteri 5. LATINA (4-3-2-1) Bindi 6; Milani 6 (dal 36’ s.t. Agius s.v.), Cottafava 7, De Giosa 6,5, Bruscagin 6,5; Burrai 6, Cejas 6,5, Ricciardi 6; Barraco 5,5 (dal 10’ s.t. Tortolano 6), Kolawole 6,5; Jefferson 5,5 (dal 12’ s.t. Angelilli 6). (Ioime, Giacomini, Pagliaroli, Tulli). All. Pecchia 6,5. ARBITRO Mangialardi di Pistoia 6. NOTE spettatori 2.500 circa, paganti e abbonati non comunicati, incasso di circa 25.000 euro. Ammoniti Milani, Chiosa, Negro, Cottafava e Burrai. Angoli 8-4. NOCERA INFERIORE (Salerno) Come un cobra contro la sua grossa preda. Il Latina osserva la Nocerina e il suo sterile attacco, al momento giusto striscia in avanti piazzando il morso decisivo con Kolawole, ed infine la stringe nella propria trequarti relegandola ad una lenta agonia che porta in dote altri tre punti ai nerazzurri e un bel po’ di veleno ai rossoneri. L’exploit di Nocera spedisce il Latina lassù in classifica, secondo soltanto al Perugia e, per come è maturato questo 0-1, non ci sarebbe da meravigliarsi se nel corso del torneo la squadra di Pecchia si trovasse a recitare un ruolo MARCATORI Perez (P) al 3’, Barbuti (B) al 40’ p.t.; Perez (P) al 43’, La Mantia (B) al 44’ s.t. PISA (3-4-3) Sepe 4,5; Sbraga 6 (dal 17’ s.t. Gatto 6), Colombini 5,5, Rozzio 5,5; Buscé 6, Barberis 5,5 (dal 32’ s.t. Fondi s.v.), Favasuli 5,5, Benedetti 5,5; Rizzo 5,5 (dal 28’ s.t. Scappini 6), Perez 7,5, Tulli 5. (Pugliesi, Carroccio, Bianchi, Strizzolo). All. Pane 6. BARLETTA (4-3-3) Pane 6,5; Calapai 6, Menegaz 6, Burzigotti 5,5, Mazzarani 5; Piccinni 5, Meduri 7, Dezi 6,5; Ferreira 7 (dal 15’ s.t. Molina 6), Barbuti 6,5 (dal 21’ s.t. La Mantia 6,5), Carretta 6,5 (dal 32’ s.t. Angeletti s.v.). (Liverani, Di Bella, Dall’Oglio, Simoncelli). All. Novelli 7. ARBITRO Bindoni di Venezia 6,5. NOTE paganti 1.853, abbonati 1.681, incasso di 34.511 euro. Espulso Piccinni all’8’ s.t.; ammoniti Sbraga, Colombini, Meduri, Menegaz e Scappini. Angoli 3-2. PISA Il Pisa si butta via due volte e il Barletta ne approfitta con merito. Subito sotto (Perez su assist di Rizzo) gli ospiti dominano a centrocampo, con la difesa locale che balla nell’uno contro uno. Ma il pareggio arriva con una papera di Sepe, che su un cross spalanca la porta a Barbuti. L’inerzia cambia con il doppio giallo a Piccinni: Pisa d’assalto con quattro punte e sprecone sino al pazzo finale. Perez ancora in gol su tiro-cross di Favasuli, palla al centro e La Mantia insacca su filo del fuorigioco. E nel recupero Molina sfiora la clamorosa vittoria. Alessio Carli MARCATORI Rogero (F) al 12’ p.t.; Carrus (F) su rigore al 4’, Lanteri (A) su rigore al 36’ s.t. FROSINONE (4-3-3) Zappino 6,5; Catacchini 6, Guidi 6,5, Bertoncini 6,5 (dal 27’ s.t. Vitale 6), Blanchard 6,5 (dal 33’ s.t. Del Duca s.v.); Gori 7, Carrus 7, Frara 7; Rogero 7 (dall’11’ s.t. Cesaretti 6), Ganci 6, Aurelio 6. (Vaccarecci, Altobelli, Crescenzi, Campagna). All. Stellone 6,5. ANDRIA (4-4-2) Rossi 5,5; Scrugli 6, Migliaccio 5,5, Zaffagnini 5,5, Contessa 6; Comini 6 (dall’11’ s.t. Lanteri 6,5), Arini 5,5, Giorgino 5,5, Taormina 6 (dal 27’ s.t. Maccan 5,5); Mascolo 6 (dal 1’ s.t. D’Errico 5,5), Innocenti 5,5. (Sansonna, Larosa, Tartaglia, Malerba). All. Cosco 5,5. ARBITRO Abisso di Palermo 6. NOTE paganti 512, abbonati n.c., incasso di 4.451,70 euro. Ammoniti Ganci, Migliaccio, Scrugli, D’Errico, Vitale, Innocenti e Giorgino. Angoli 4-2. FROSINONE Immediato e convincente riscatto del Frosinone che, dopo la sconfitta di Gubbio, supera l’Andria al termine di una partita dominata. La squadra di Stellone va in vantaggio dopo 12’: Carrus serve Ganci che pesca in area Rogero, bravo a liberarsi di due difensori e a trafiggere in diagonale Rossi. Nella ripresa dopo 4’ il raddoppio dei padroni di casa su rigore di Carrus, concesso per uno sgambetto in area di Innocenti su Ganci. Sempre su rigore Lanteri (36’) accorcia per i pugliesi che nei minuti finali vanno all’arrembaggio, ma non possono evitare la sconfitta. Maurizio Di Rienzo MARCATORI Castaldo (A) al 24’ p.t.; Girardi (P) al 40’ s.t. AVELLINO (4-4-2) Fumagalli 6,5; Bittante 5, Fabbro 6, Giosa 5,5, Pezzella 5 (dal 5’ s.t. Bianco 5); Catania 5,5 (dal 31’ s.t. Herrera 4,5), Angiulli 6, Panatti 5 (dal 12’ s.t. Massimo 5,5), Millesi 6; Biancolino 6, Castaldo 6,5. (Di Masi, Zappacosta, Bariti, De Angelis). All. Rastelli 5. PAGANESE (5-3-2) Marruocco 5,5; Calvarese 6,5, Pepe 5,5 (dal 34’ s.t. Girardi 5), Fusco 6,5, Fernandez 6,5, Nunzella 6; Soligo 6, Romondini 6,5, Neglia 6,5 (dal 12’ s.t. Scarpa 6); Fava 6 (dal 23’ s.t. Orlando 6), Tortori 6. (Robertiello, Puglisi, Ciarcià, Franco). All. Grassadonia 6,5. ARBITRO Minelli di Varese 5,5. NOTE spettatori 5.000 circa, paganti, abbonati e incasso non comunicati. Espulsi Millesi al 32’ s.t., Girardi al 42’ s.t. ed Herrera al 48’ s.t.; ammoniti Tortori, Angiulli, Fabbro, Pepe, Nunzella, Giosa e Millesi. Angoli 1-4. AVELLINO L’Avellino in casa non sa vincere e si fa nuovamente raggiungere nel finale. Stavolta è una vigorosa Paganese a beneficiare degli errori della squadra di Rastelli. L’Avellino sfonda con una stupenda azione che parte da Millesi prosegue per Biancolino che fa da sponda al destro imprendibile di Castaldo. Nella ripresa gli irpini si fanno male da soli con l’espulsione di Millesi che consente agli ospiti di avanzare e centrare il meritato pareggio al 40’ con Girardi abile a girare il cross di Calvarese. Finale concitato con le espulsioni di Girardi ed Herrera. Luigi Zappella MARCATORI Zanetti al 30', Corsetti al 38' s.t. SORRENTO (4-3-3) Polizzi 6; Balzano 6, Nocentini 6,5, Di Nunzio 6,5, Bonomi 5,5; A. Esposito 7,5, Zanetti 7, Guitto 6 (dal 15' s.t. Schenetti 6); Arcuri 6, Cesarini 5,5 (dal 15' s.t. Zantu 5), Corsetti 6,5 (dal 46' s.t. Terminiello s.v.). (Frasca, Ciampi, Beati, Iuliano). All. Bucaro 7. CARRARESE (4-4-2) Piscitelli 6; Bagnai 4, Lanzoni 6, Alcibiade 6,5, Pedrelli 6; Orlandi 6, Venitucci 6, Belcastro 6 (dall’11' p.t. Bregliano 6), Juan Cruz 6 (dal 41' s.t. Ciciretti s.v.); Malatesta 5,5, Margiotta 5 (dal 30' s.t. Mancuso 5). (Bianchi, De Paola, Tognoni, Merini). All. Sabatini 6. ARBITRO Lanza di Nichelino 6,5. NOTE paganti 220, abbonati 109, incasso di 4.614 euro. Espulso Bagnai all’8' p.t.; ammoniti Bonomi, Di Nunzio e Venitucci. Angoli 5-1. SORRENTO (Na) Primi gol e prima vittoria del Sorrento. Sostenuto dal tradizionale 4-3-3, con palla a terra e una certa continuità, la squadra di Bucaro manda k.o. nel finale la volenterosa Carrarese, in dieci dopo appena 8’ per l’espulsione di Bagnai (fallo su Corsetti lanciato a rete). Il Sorrento sblocca il risultato al 30’ della ripresa con una punizione di Zanetti e raddoppia dopo 8’ con Corsetti, di testa, su uno spunto di Alessio Esposito rifinito da Schenetti. Positivo anche l’inserimento di Guitto. La Carrarese rimane a zero punti e senza gol, ma stavolta non poteva fare di più. Antonino Siniscalchi Agodirin Kolawole, 29 anni SCOLPINI diverso da quello di comparsa. Discorso inverso, invece, per il team guidato da Auteri: 2 punti nelle prime 3 gare (2 in casa) fanno a pugni con le grandi aspettative riposte in questa squadra. Giusto dire che siamo soltanto all’inizio, ma cambiare registro per questa Nocerina è già un obbligo. Quanto al match, l’unico vero brivido per la porta di Bindi è risultato quello in avvio: punizione di Corapi dalla destra, respinta corta del portiere e testa di Crescenzi con un lesto Cottafava a spazzare sulla linea (2’). La prima frazione, in pratica, è quasi tutta qua. Nella ripresa poi, il Latina comincia a serpeggiare in avanti pian piano, la Nocerina perde smalto a abbassa notevolmente la guardia. Kolawole al 30’ (dopo un assist involontario di Cottafava sugli sviluppi di un corner) di destro a centro area beffa Aldegani e i restanti 20’ di gioco (compresi i 5’ di recupero) servono solo a legittimare una giusta affermazione della squadra di Pecchia. Danilo Franza serie D GIRONE A 3a giornata RISULTATI CLASSIFICA RISULTATI CLASSIFICA RISULTATI CLASSIFICA RISULTATI ASTI-IMPERIA 0-1 BOGLIASCO-CHIAVARI 1-2 CHIERI-SESTRI LEVANTE 1-0 FOL. CARATESE-BORGOSESIA 0-2 LAVAGNESE-VERBANO 2-1 NOVESE-VERBANIA 2-2 SANTHIA'-GOZZANO 1-0 TORTONA-BRA 1-2 TREZZANO-DERTHONA 2-0 CLASSIFICA Chieri p. 9; Santhià e Bra 7; Borgosesia, Chiavari, Tortona, Lavagnese e Trezzano 6; Verbania 5; Sestri Levante e Derthona 4; Verbano e Imperia 3; Novese, Gozzano, Bogliasco e Folgore Caratese 1; Asti 0. ALZANO CENE-SERIATE 1-1 ATLETICO MONTICHIARI-CASTELLANA 2-3 CARAVAGGIO-LECCO 1-1 CARONNESE-FERSINA PERGINESE 2-0 MAPELLOBONATE-TRENTO 3-0 OLGINATESE-SEREGNO 1-1 PERGOLETTESE-PONTISOLA 2-1 PRO SESTO-MEZZOCORONA 1-2 SAN GIORGIO-DARFO 2-2 VOGHERA-SANT'ANGELO 2-0 Caronnese p. 12; Voghera, Olginatese e Pergolettese 10; Pontisola 9; Pro Sesto e Atletico Montichiari 7; Mezzocorona 6; Fersina Perginese 5; Mapellobonate, Seriate, Castellana e Seregno 4; Caravaggio e Sant'Angelo 3; Darfo (-1), Alzano Cene e Lecco (-2) 2; San Giorgio 1; Trento 0. CLODIENSE-CEREA 1-0 ESTE-BELLUNO 4-0 KRAS REPEN-UNION QUINTO 1-0 LEGNAGO-SAMBONIFACESE 1-2 MONTEBELLUNA-GIORGIONE 2-1 PORDENONE-SANDONA' JESOLO 1-2 PORTO TOLLE-REAL VICENZA 1-1 SACILESE-TAMAI 0-0 TRISSINO VALDAGNO-SAN PAOLO 1-2 VIRTUS VECOMP-SANVITESE 1-0 Virtus Vecomp p. 12; Sandonà Jesolo 10; Pordenone, Sambonifacese e Clodiense 9; Este 8; Real Vicenza 7; Legnago, Montebelluna e Giorgione 6; Porto Tolle 5; Tamai, Cerea, Sacilese, San Paolo e Trissino Valdagno 4; Kras Repen e Belluno 3; Union Quinto 1; Sanvitese 0. CAMAIORE-PAVULLESE 3-1 CASTELFRANCO-PISTOIESE 0-3 FIDENZA-SPAL 0-1 FORMIGINE-BAGNOLESE 1-0 FORTIS JUVENTUS-LUCCHESE 0-2 MEZZOLARA-CASTENASO 3-0 PRO PIACENZA-RICCIONE 7-0 ROSIGNANO-FORCOLI 2-1 TUTTOCUOIO-MASSESE 1-0 Pistoiese p. 9; Pro Piacenza, Rosignano e Lucchese 7; Tuttocuoio e Formigine 6; Mezzolara, Camaiore e Spal 5; Massese, Pavullese, Castelfranco, Fidenza e Castenaso 3; Bagnolese 2; Fortis Juventus 1; Forcoli 0; Riccione (-1) -1. Pistoiese a forza 9 Foggia, che Giglio Dopo 270’ (360’ nei gironi B e C) a punteggio pieno rimangono in 11: tra queste le nobili Pistoiese (D), Savoia e Messina (I). Ok Spal e Ancona. Nel derby pugliese invece il Taranto perde 1-2 in casa con il Foggia: decisivo con due gol Giuseppe Giglio, 35 anni, alla sua prima stagione nei dilettanti. GIRONE E RISULTATI CASACASTALDA-BASTIA LANCIOTTO-FIESOLECALDINE PIERANTONIO-FLAMINIA SANSEPOLCRO-AREZZO SCANDICCI-PONTEVECCHIO SPOLETO-CASTEL RIGONE SPORTING TERNI-DERUTA TRESTINA-TODI VITERBESE-PIANESE 3-0 2-1 1-1 1-0 2-1 1-0 2-2 0-0 2-0 GIRONE B a (4 giornata) GIRONE C (4a giornata) GIRONE D PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO Domenica 23 settembre ore 15: Borgosesia-Chieri; Bra-Lavagnese; Chiavari-Folgore Caratese; Derthona-Asti (sabato, ore 20.45); Gozzano-Bogliasco; Imperia-Tortona; Sestri Levante-Trezzano; Verbania-Santhià; Verbano-Novese. Domenica 23 settembre ore 15: Castellana-Mapellobonate; Darfo-Alzano Cene; Fersina Perginese-Caravaggio; Lecco-Atletico Montichiari; Mezzocorona-Caronnese; Pontisola-Olginatese; Sant'Angelo-Pergolettese; Seregno-Trento; Seriate-Pro Sesto; Voghera-San Giorgio. Domenica 23 settembre ore 15: Belluno-Sacilese; Cerea-Montebelluna; Giorgione-Trissino Valdagno; Real Vicenza-Clodiense; Sambonifacese-San Paolo; Sandonà Jesolo-Porto Tolle; Sanvitese-Kras Repen; Tamai-Pordenone; Union Quinto-Legnago; Virtus Vecomp-Este. Domenica 23 settembre ore 15: Bagnolese-Mezzolara; Castenaso-Camaiore; Forcoli-Fortis Juventus; Lucchese-Fidenza; Massese-Rosignano; Pavullese-Pro Piacenza; Pistoiese-Tuttocuoio; Riccione-Castelfranco; Spal-Formigine. GIRONE F GIRONE G GIRONE H GIRONE I CLASSIFICA RISULTATI CLASSIFICA RISULTATI Casacastalda e Sansepolcro p. 9; Lanciotto, Fiesolecaldine e Spoleto 6; Trestina e Sporting Terni 5; Viterbese, Pierantonio, Todi, Bastia e Scandicci 4; Arezzo e Pontevecchio 3; Deruta 2; Flaminia 1; Castel Rigone e Pianese 0. AMITERNINA-VIS PESARO 0-2 ANCONA-CELANO 2-0 ASTREA-FIDENE 3-1 JESINA-TERMOLI 3-3 MACERATESE-CIVITANOVESE 1-0 OLYMPIA AGNONESE-MARINO 4-0 RENATO CURI-RECANATESE 1-2 SAN CESAREO-SAMBENEDETTESE 1-1 SAN NICOLO'-ISERNIA 0-0 Olympia Agnonese, Ancona e Astrea p. 7; Vis Pesaro e Maceratese 6; Recanatese 5; Termoli, San Nicolò, San Cesareo, Sambenedettese e Amiternina 4; Jesina, Renato Curi e Fidene 3; Celano e Isernia 2; Civitanovese 1; Marino 0. ANZIOLAVINIO-OSTIA MARE BUDONI-ARZACHENA CASERTANA-HYRIA NOLA CYNTHIA-SORA ISOLA LIRI-CIVITAVECCHIA PALESTRINA-SELARGIUS SANT'ELIA-SARNESE TORRE NEAPOLIS-PORTO TORRES TORRES-LUPA FRASCATI 4-3 1-0 2-0 1-4 1-0 3-3 0-2 1-1 2-1 CLASSIFICA RISULTATI Sarnese p. 9; Sora, Torres e Torre Neapolis 7; Lupa Frascati e Isola Liri 6; Porto Torres 5; Arzachena, Casertana, Anziolavinio e Budoni 4; Palestrina 3; Hyria Nola e Selargius 2; Civitavecchia e Sant'Elia 1; Ostia Mare e Cynthia 0. FORTIS TRANI-BATTIPAGLIESE FRANCAVILLA-POTENZA GLADIATOR-SANT'ANTONIO ABATE GROTTAGLIE-BISCEGLIE ISCHIA-INTERNAPOLI MONOSPOLIS-CTL CAMPANIA NARDO'-BRINDISI POMIGLIANO-MATERA TARANTO-FOGGIA 0-2 2-2 2-0 2-2 4-0 3-1 0-2 0-4 1-2 CLASSIFICA RISULTATI Matera e Monospolis p. 9; Gladiator e Francavilla 7; Ischia, Battipagliese e Pomigliano 6; Brindisi e Bisceglie 5; Foggia e Ctl Campania 4; Taranto e Internapoli 3; Grottaglie e Potenza 1; Fortis Trani, Nardò e Sant'Antonio Abate 0. COSENZA-NOTO GELBISON-COMPRENSORIO NORMANNO LICATA-RIBERA MESSINA-AGROPOLI PRO CAVESE-CITTA' DI MESSINA RAGUSA-ACIREALE SAMBIASE-COMPRENSORIO MONTALTO SAVOIA-NISSA VIBONESE-PALAZZOLO CLASSIFICA 3-1 3-1 0-0 2-1 1-1 1-0 1-0 3-1 1-0 Savoia e Messina p. 9; Gelbison e Cosenza 7; Agropoli e Sambiase 6; Vibonese 5; Città di Messina, Compr. Normanno e Ragusa 4; Licata, Compr. Montalto, Pro Cavese, Ribera e Nissa 2; Noto 1; Palazzolo e Acireale 0. PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO PROSSIMO TURNO Domenica 23 settembre ore 15: Arezzo-Casacastalda; Bastia-Pierantonio; Castel Rigone-Trestina; Deruta-Viterbese; Fiesolecaldine-Sporting Terni; Flaminia-Scandicci; Pianese-Spoleto; Pontevecchio-Lanciotto; Todi-Sansepolcro. Domenica 23 settembre ore 15: Celano-Maceratese; Civitanovese-Jesina; Fidene-San Cesareo; Isernia-Amiternina; Marino-Astrea; Recanatese-San Nicolò; Sambenedettese-Renato Curi; Termoli-Olympia Agnonese; Vis Pesaro-Ancona. Domenica 23 settembre ore 15: Arzachena-Torres; Civitavecchia-Casertana; Hyria Nola-Torre Neapolis; Lupa Frascati-Sant'Elia; Ostia Mare-Cynthia; Porto Torres-Palestrina; Sarnese-Anziolavinio; Selargius-Budoni; Sora-Isola Liri. Domenica 23 settembre ore 15: Battipagliese-Gladiator; Bisceglie-Taranto; Brindisi-Grottaglie; Ctl Campania-Nardò; Foggia-Fortis Trani; Internapoli-Pomigliano; Matera-Monospolis; Potenza-Ischia; Sant'Antonio Abate-Francavilla. Domenica 23 settembre ore 15: Acireale-Nissa; Agropoli-Cosenza; Città di Messina-Licata; Compr. Montalto-Pro Cavese; Compr. Normanno-Sambiase; Noto-Ragusa; Palazzolo-Gelbison; Ribera-Messina; Vibonese-Savoia. LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 35 SECONDA DIVISIONE 3a GIORNATA girone A Savona, grande Virdis Bernacci fa il cucchiaio La Pro Patria a valanga Attenzione al Savona, che sembra essere lontano anni luce dalla tribolatissima stagione scorsa e adesso pare lanciato verso una stagione da protagonista: sul campo del Renate (che pure aveva vinto le prime due partite) arriva la terza vittoria ancora con Virdis a segno, stavolta con una micidiale doppietta che lo porta a quota 5 tra i marcatori. Cade anche il Forlì, altra squadra che aveva vinto le prime due partite: la matricola romagnola viene battuta in casa e agganciata dall’Alessandria, salito al secondo posto insieme alla Pro Patria che ha travolto il Rimini, andato in vantaggio con Taddei (al debutto dopo le due giornate di squalifica) e poi crollato nella ripresa. L’unica gioia per la ricca pattuglia romagnola del girone la regala il Bellaria, che nel deserto di Casale (ancora a porte chiuse per la lunga squalifica) vince con l’esperto Marco Bernacci che segna un rigore con il cucchiaio. A proposito di rigori: un’altra stella del torneo, Berrettoni del Bassano, ha fallito il suo all’11’ della ripresa e anche per questo il Monza ha potuto vincere. Da segnalare infine il risveglio del Mantova, che ha vinto sul campo del Valle d’Aosta, mentre il Venezia ancora non ingrana e ha infilato il primo pareggio stagionale. RENATE 1 SAVONA 2 MARCATORI Virdis (S) al 27’, Zanetti (R) al 46’ p.t.; Virdis (S) al 35’ s.t. RENATE (4-3-3) Santurro 6,5; Adobati 6, Gavazzi 5,5, G.M. Ferrari 5,5, Morotti 6; Gualdi 6, Cavalli 6, Mantovani 6 (dal 21’ s.t. N. Galli 5,5); Zanetti 7,5, Brighenti 6 (dal 34’ s.t. Cioffi s.v.), Malivojevic 6 (dal 5’ s.t. Gaeta 5). (R. Galli, Adorni, Zita, Santonocito). All. Sala 6. SAVONA (4-4-2) Aresti 6; Quintavalla 6,5, Antonelli 6,5, Marconi 6,5, Taino 5,5; Cattaneo 6,5, Gentile 7,5, Agazzi 6, Gallon 6 (dal 24’ s.t. Belfiore 6); Scotto 6 (dal 12’ s.t. Carta 6), Virdis 8 (dal 46’ s.t. Romero s.v.). (Gozzi, Balzaretti, Miale, Melis). All. Corda 7. ARBITRO Baroni di Firenze 6,5. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Espulsi Taino al 9’ s.t. e Miale (dalla panchina) al 24’ s.t.; ammoniti Taino, Scotto, Agazzi, Gavazzi e Gaeta. Angoli 5-4. (f.c.) girone B L’Aprilia comincia la fuga Martina, che matricola Alta tensione a Salerno Che sorpresa l’Aprilia: la squadra di Vivarini resta l’unica a punteggio pieno dopo un netto 3-0 su una grande del girone come L’Aquila, che aveva qualche assente di troppo a centrocampo ma non ha retto il confronto con la capolista. Il Chieti perde il passo strappando comunque in extremis un buon pareggio a Fondi e viene raggiunto dl Martina, miglior neopromossa al momento in Seconda divisione dopo la vittoria sul Teramo, altra squadra appena salita dalla D. Primo punto e terzo espulso stagionale per la Salernitana, terzo risultato utile per la Normanna, terzo gol consecutivo per Ginestra e tensione crescente per il club di Lotito; Marco Mezzaroma ha lasciato lo stadio un quarto d’ora prima della fine, i giocatori sono usciti dal campo tra i fischi e il coro «vergognatevi» ed è seguito un lungo incontro negli spogliatoi tra una delegazione di tifosi con la squadra e Galderisi, che continua ad avere fiducia da società e tifosi. Il Pontedera ha inaugurato il nuovo campo sintetico di ultima generazione (un vero gioiello) battendo l’Hinterreggio grazie al rigore dell’esperto Grassi, mentre in trasferta si segnalano due successi importanti: quello dell’Arzanese sul sempre difficile campo del Gavorrano, e quello del Foligno che ha fatto il colpo a Melfi. APRILIA 3 L’AQUILA 0 MARCATORI Croce al 41’ p.t.; Marfisi al 9’, Ferri Marini al 40’ s.t. APRILIA (4-2-3-1) Di Vincenzo 6,5; Cane 6,5, Sembroni 6, Diakite 6,5, Carta 6,5; Croce 7, Amadio 7; Criaco 7 (dal 19’ s.t. Corsi 7), Calderini 7, Marfisi 6,5 (dal 10’ s.t. Sassano 6); Ferrari 6 (dal 28’ s.t. Ferri Marini 6,5). (Caruso, Formato, Fabiani, Gomes). All. Vivarini 7,5. L’AQUILA (4-2-3-1) Modesti 6,5; Petta 6 (dal 19’ s.t. Rapisarda 5,5), Pomante 6, Ingrosso 6 (dal 1’ s.t. Mucciante 5,5), Ligorio 5,5; Agnello 5,5, Ciotola 6; Triarico 6, Colussi 5,5, Improta 5,5 (dal 14’ s.t. Marcotullio 5,5); Infantino 5. (Tomarelli, Gizzi, Dall’Armi, Piccioni). All. Zarattoni 5 (Graziani squalificato). ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 6. NOTE spettatori 700 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Petta, Infantino, Corsi e Sassano. Angoli 5-5. (f.g.) FORLI’ 0 PRO PATRIA 4 CASTIGLIONE 0 CASALE 1 FONDI 1 MARTINA 2 SALERNITANA 2 PONTEDERA 1 ALESSANDRIA 1 RIMINI 1 GIACOMENSE 0 BELLARIA 2 CHIETI 1 TERAMO 1 NORMANNA 2 HINTERREGGIO 0 MARCATORE Rossi al 23' s.t. FORLÌ (3-4-3) Ginestra 6,5; Ingegneri 6, Orlando 6,5, Martini 6 (dal 25' s.t. Oggiano 6); Sampaolesi 6, Evangelisti 6,5, Sozzi 6,5 (dal 43' s.t. Mordini s.v.), Sabato 6; Filippi 5, Melandri 5,5, Petrascu 5,5 (dal 32' s.t. Buonaventura 6). (Casadei, Vesi, Scarponi, Bergamaschi). All. Bardi 6. ALESSANDRIA (4-3-1-2) Servili 7,5; Gambaretti 5,5, Cammaroto 6,5, Barbagli 6,5, Mazzuoli 5,5; Roselli 6 (dal 38' s.t Tanaglia s.v.), Menassi 7, Caciagli 6; Mora 5,5; Ferretti 6 (dal 18' s.t. Rossi 6,5), Bertocchi 6 (dal 30' s.t. Filiciotto 6). (Pavanello, Viviani, Boron, Bianchi). All. Cusatis 6,5. ARBITRO Di Martino di Teramo 6. NOTE spettatori 1.800 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Menassi, Sampaolesi, Barbagli, Caciagli, Orlando, Bertocchi, Rossi ed Evangelisti. Angoli 4-2. (g.c.) MARCATORI Taddei (R) al 10’ p.t.; Serafini (PP) al 9’, Giannone (PP) al 19’, Falomi (PP) al 34’, Calzi (PP) al 37’ s.t. PRO PATRIA (4-3-1-2) Vavassori 6; Andreoni 6, Nossa 6, Polverini 6, Bonfanti 6,5; Artaria 6 (dal 6’ s.t. Viviani 6), Calzi 6,5 (dal 41’ s.t. Ghidoli s.v.), Vignali 6,5; Giannone 7,5; Serafini 7 (dal 42’ s.t. Chiodini s.v.), Falomi 6,5. (Carezza, Botturi, Beccaro, Greco). All. Firicano 7. RIMINI (4-3-3) Scotti 6; A. Brighi 5,5 (dal 27’ s.t. Barone 5,5), Rosini 6, Vignati 5,5, Ferrari 5,5; Valeriani 6, Onescu 6, Maita 5,5 (dal 23’ s.t. Maio 5,5); Taddei 6,5, Morga 5, Baldazzi 6 (dal 30’ s.t. Spighi 6). (Semprini, Mandorlini, Cicarelli, Palazzi). All. D’Angelo 5. ARBITRO Melidoni di Frattamaggiore 6. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso di 8.092 euro. Espulso Morga al 16’ s.t.; ammoniti Morga e Bonfanti. Angoli 6-4. (a.r.) CASTIGLIONE (4-4-2) Iali 6; Marongiu 6, Ruffini 6, Notari 6,5, Pini 6,5; Talato 6 (dal 25’ s.t. Faroni 6), Chiazzolino 5,5, Sandrini 6,5, Radrezza 6 (dal 34’ s.t. Avanzini 6); Ferrari 5,5, Tonani 6 (dal 17’ s.t. Maccabiti 6). (Bason, Solini, Borghetti, Mangili). All. Ciulli 6. GIACOMENSE (4-3-1-2) Poluzzi 6; Paloni 6, Buscaroli 6, Sirri 6, Masina s.v. (dal 10’ p.t. Caidi 5); Nazzani 6,5, Landi 6, Rossi 6,5; Masini 5,5 (dal 20’ s.t. Draghetti 6); Dal Rio 6, Pandiani 5,5 (dal 29’ s.t. Varricchio 6). (De Marco, Gorini, Lazzari, Caddeo). All. Gallo 6. ARBITRO Spinelli di Terni 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso di quasi 650 euro. Espulso Caidi al 44’ s.t.; ammoniti Caidi e Chiazzolino. Angoli 2-3. (d.c.) MARCATORI Siega (C) al 41', Bernacci (B) su rigore al 43' p.t.; Nicastro (B) all'8' s.t. CASALE (4-2-3-1) Ruzittu 5,5; Cristiano 5, Cirina 5,5, Moretto 5, Gridi 4,5; Molino 5, El Kamch 5,5; Guccione 5,5, Grieco 5,5 (dal 35' s.t. Giunta 6), Siega 6,5 (dal 25' s.t. Steri 5,5); Curcio 5 (dal 14' s.t. Cinque 5,5). (Dinaro, Zanvettori, Silvestri, Sicurella). All. Rodolfi 5. BELLARIA (5-3-2) Rossini 6; Angelino 6, Maccarrone 6,5, Fantini 6,5, Gerolino 6,5, Masullo 6; Raparo 7, Mariani 6,5, Nicastro 7 (dal 40' s.t. O'Neal s.v.); Bernacci 6,5 (dal 35' s.t. Foggia s.v.), Tattini 6 (dal 14' s.t. Fiore 6). (Cavallari, Cassese, Rossetti, Liguori). All. Papa 6,5. ARBITRO Gentile di Lodi 6,5. NOTE partita giocata a porte chiuse. Ammoniti Masullo, Moretto, Raparo, Molino, Cinque e Cristiano. Angoli 5-1. (g.m.) MARCATORI Bellucci (T) al 19’, Filosa (M) al 26’ p.t.; Del Core (M) su rigore al 27’ s.t. MARTINA (4-2-3-1) Leuci 6; De Lucia 6,5, Gambuzza 6,5, Filosa 6,5, Dispoto 6,5; Fiorentino 6 (dal 15’ s.t. Scarsella 6), Marsili 6,5; Mangiacasale 6 (dal 18’ s.t. Lattanzio s.v), Del Core 7, Ancora 6 (dal 30’ s.t. Memolla s.v.); Gambino 6. (Perina, Bagaglini, Daleno, Casalino). All. Di Meo 7. TERAMO (4-2-3-1) Serraiocco 6; De Fabritiis 6, Ferrani 6, Speranza 6,5, Chovet 6; Valentini 6,5, Coletti 6,5 (dal 32’ s.t. Righini 5); Petrella 6, Novinic 5 (dal 35’ s.t. Patierno 6,5), Foglia 6 (dal 35’ s.t. Di Paolantonio s.v.); Bellucci 7. (Santi, Giannetti, Caidi, De Stefano). All. Cappellacci 6,5. ARBITRO Ceccarelli di Rimini 6,5. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso di 4.472 euro. Ammoniti Dispoto, Del Core e Ferrani. Angoli 7-2. (t.m.) MARCATORI Guidone (F) al 1’, Rinaldi (C) al 48’ s.t. FONDI (4-3-2-1) Gasparri 7; Pacini 6 (dal 20’ s.t. Esposito 6), Fedi 6,5, Palumbo 6,5, Naglieri 7; Tamasi 6, Cannoni 6, Rossini 7 (dal 35’ s.t. Chiarini s.v.); Bernasconi 6, D’Anna 6,5 (dal 20’ s.t. Mucci 6); Guidone 7,5. (De Lucia, Serpico, Cucciniello, Prisco). All. Padovano 6,5 (Capuano squalificato). CHIETI (4-3-1-2) Feola 5,5; Bigoni 6, Pepe 5,5, Gigli 5,5, Gandelli 6; Verna 6 (dal 45’ s.t. Di Filippo s.v.), Cardinali 6 (dal 16’ s.t. Rinaldi 7), Vitone 5,5 (dal 10’ s.t. Capogna 5,5); Mungo 6; Alessandro 6,5, De Sousa 6. (Cappa, Mantovani, Del Pinto, Rossi). All. De Patre 6. ARBITRO Rossi di Rovigo 5,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Fedi, Gandelli, Naglieri, Gasparri, Alessandro, Tamasi, Cannoni e Guidone. Angoli 1-6. (v.a.) MARCATORI Ginestra (S) al 31’ p.t.; Gagliardi (N) su rigore al 5’, Guerracino (N) al 21’, Topouzis (S) al 44’ s.t. SALERNITANA (4-2-3-1) Iannarilli 6,5; Tuia 5, Molinari 4, Rinaldi 6, Silvestri 4,5; Montervino 6,5, Perpetuini 6; Gustavo 6,5 (dal 15’ s.t. Luciani 5,5), Guazzo 5,5 (dal 30’ s.t. Topouzis 6), Cristiano Rossi 5,5 (dal 44’ p.t. Mancini 6); Ginestra 6. (Garino, Zampa, Emmanuel, Vetraino). All. Galderisi 5,5. NORMANNA (3-5-2) Gragnaniello 6,5; Castaldo 6, Campanella 5,5, Poziello 6; Avagliano 6,5, Marano 6 (dal 1’ s.t. Guerracino 6,5), De Martino 6, Gagliardi 6 (dal 20’ s.t. Gatto 5,5), Fricano 5,5; Scalzone 6,5, Visone 5,5 (dal 4’ s.t. Viola 6). (Esposito, Petrarca, Bova, Ciocia). All. Romaniello 6,5. ARBITRO Intagliata di Siracusa 6,5. NOTE spettatori 5.000 circa, incasso nc. Espulso Molinari al 10’ s.t.; Avagliano, Marano, Poziello, Montervino, Guazzo, De Martino, Fricano, Ginestra e Scalzone. Angoli 2-1. (g.v.) MARCATORE Grassi su rigore al 43' p.t. PONTEDERA (3-5-2) Leone 6; Gonnelli 6, Raimondi 6,5, Vettori 6,5; Simoncini 6, Esposito 6 (dal 27' s.t. Regoli s.v.), Caponi 6, Carfora 6,5, Gregorio 6 (dal 24' s.t. Capitanio 6); Grassi 7, Arrighini 6 (dal 45' s.t. Cherillo s.v.). (Montenegro, Di Noia, Firenze, Ortolan). All. Indiani 6,5. HINTERREGGIO (4-3-3) Mengoni 6; D. Cutrupi 6, Ungaro 6, Franceschini 5,5, Anzilotti 5,5; Borghetto 6 (dal 21' s.t. S. Cutrupi 6), Gioia 5,5, Pensalfini 6,5; Trentinella 5,5 (dall'8' s.t. Broso 5,5), Zampaglione 6, Aliperta 5,5 (dal 15' s.t. Marguglio 6). (A. Cutrupi, Olivieri, Figliomeni, Condomitti). All. Di Maria 6. ARBITRO Rasia di Reggio Calabria 5. NOTE spettatori 500 circa, incasso di 3.084 euro. Espulso Gioia al 47' s.t.; ammoniti Ungaro, Anzilotti, Franceschini, Zampaglione, Gonnelli, Gioia, D. Cutrupi e Arrighini. Angoli 2-3. (s.l.) MONZA 2 SANTARCANGELO 1 VALLE D’AOSTA 1 FANO 3 MELFI 1 GAVORRANO 1 CAMPOBASSO 1 BORGO A BUGGIANO 0 BASSANO 1 VENEZIA 1 MANTOVA 3 MILAZZO 3 FOLIGNO 2 ARZANESE 2 POGGIBONSI 1 VIGOR LAMEZIA 0 MARCATORI Anghileri (M) al 4’ p.t.; Correa (B) al 4’, Laraia (M) al 42’ s.t. MONZA (4-3-1-2) Castelli 7; Franchino 6,5, Polenghi 6, Cattaneo 6, Anghileri 6,5; Calliari 5 (dal 28’ s.t. Nitride 6), Grauso 6, Valagussa 5,5; Vita 5,5 (dal 17’ s.t. Laraia 7); Finotto 6, Bi Zamble 5 (dal 1’ s.t. Ravasi 5,5). (Pazzagli, Desole, Franchini, Fronda). All. Asta 6,5. BASSANO (4-3-3) David 5; Toninelli 5,5, Bertoli 6, Bizzotto 6, Ghosheh 6; Carteri 6, Correa 7, Proietti 6; Ferretti 6,5 (dal 39’ s.t. Mateos s.v.), Longobardi 5,5 (dal 31’ s.t. Gasparello 5), Berrettoni 5,5 (dal 23’ s.t. Furlan 5). (Ambrosio, Barbieri, Basso, Fracaro). All. Rastelli 6. ARBITRO Soricaro di Barletta 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso di 1.895 euro. Ammoniti Berrettoni, Valagussa, Grauso, Proietti, Ghosheh, Bizzotto, Laraia e Franchino. Angoli 2-7. (m.d.) MARCATORI Godeas (V) su rigore al 17’ p.t.; Anastasi (S) al 3’ s.t. SANTARCANGELO (4-3-1-2) Nardi 5,5; Benedetti 6,5, Cola 6, Beccaro 6, Locatelli 6; Baldinini 5, Obeng 6,5, P. Rossi 6,5 (dal 49’ s.t. Zavalloni s.v.); Saporetti 5 (dal 24’ s.t. Beatrizzotti 5,5); Graziani 5,5 (dal 35’ s.t. Bazzi s.v.), Anastasi 6,5. (Ruffato, Fabbri, G. Rossi, Parodi). All. Masolini 7. VENEZIA (4-3-1-2) Moreau 6; Cabeccia 6, Scardala 6, Dascoli 6, Bertolucci 5,5; Taddei 6, Migliorini 6,5 (dal 24’ s.t. Margarita 6), Maracchi 6; Tonelli 5,5 (dal 17’ s.t. Lauria 4,5); Godeas 6 (dal 30’ s.t. Marconi 6), Franchini 6,5. (Bonato, Masi, Campagna, D’Appolonia). All. Zanin 5,5. ARBITRO Brodo di Viterbo 5. NOTE spettatori 600 circa, incasso nc. Espulso Baldinini al 16’ p.t.; ammoniti Cola, Locatelli, Godeas, Taddei, Migliorini, Scardala, Franchini e Lauria. Angoli 2-4. (l.z.) MARCATORE Franchi (M) al 9' p.t.; Vecchi (M) al 17', Di Dio (VdA) al 24', Del Sante (M) al 29' s.t. VALLE D'AOSTA (4-2-3-1) Costantino 6; Isoardi 5,5, Emiliano 5,5, Jidayi 5, Di Dio 6,5; Furno 5 (dal 31' p.t. Amato 5,5), Panepinto 6; Kanoute 5, Esposito 5,5 (dal 9' s.t. Varvelli 5,5), Cuneaz 6; Sinato 5 (dal 35' s.t. Sbravati s.v.). (Scalabrino, Benedetto, Fiore, Aracri). All. Zichella 5. MANTOVA (3-5-2) Festa 6; Giordani 6 (dal 33' s.t. Corso s.v.), Farina 6, Vecchi 6,5; Bertin 6, Spinale 6,5, Galassi 6, Cerone 6 (dal 28' s.t. Mattielig s.v.), Bersi 6; Franchi 6,5, Pietribiasi 6 (dal 15' s.t. Del Sante 6,5). (Maggio, Colonetti, Burato, De Respinis). All. Frutti 6,5. ARBITRO Mainardi di Bergamo 6. NOTE spettatori 150 circa, incasso di 808 euro. Espulso Sinato (dopo la sostituzione) al 36' s.t.; amm. Pietribiasi, Farina, Amato, Franchi, Spinale ed Emiliano. Angoli 0-6. (a.b.) 2a DIVISIONE GIRONE A RISULTATI SQUADRE PT SAVONA 9 3 3 0 0 9 3 ALESSANDRIA 6 3 2 0 1 8 2 FORLI' 6 3 2 0 1 7 RENATE 6 3 2 0 1 5 2 CASALE-BELLARIA CASTIGLIONE-GIACOMENSE FANO-MILAZZO FORLI'-ALESSANDRIA MONZA-BASSANO PRO PATRIA-RIMINI RENATE-SAVONA SANTARCANGELO-VENEZIA VALLE D'AOSTA-MANTOVA PRO PATRIA 6 3 2 0 1 6 4 BELLARIA 5 3 1 2 0 4 3 PROSSIMO TURNO GIACOMENSE 5 3 1 2 0 2 1 CASTIGLIONE 5 3 1 2 0 0 VENEZIA 4 3 1 1 1 4 3 MANTOVA 4 3 1 1 1 5 6 MONZA (-4) 3 3 2 1 0 5 2 DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 15 ALESSANDRIA-SANTARCANGELO BASSANO-CASTIGLIONE BELLARIA-FANO GIACOMENSE-FORLI' MANTOVA-RENATE MILAZZO-PRO PATRIA RIMINI-VALLE D'AOSTA SAVONA-MONZA VENEZIA-CASALE PARTITE RETI G V N P F S 1 1 SANTARCANGELO 2 3 0 2 1 2 3 MILAZZO 2 3 0 2 1 3 FANO 2 3 0 2 1 5 11 BASSANO 1 3 0 1 2 2 5 VALLE D'AOSTA 1 3 0 1 2 4 8 CASALE 1 3 0 1 2 3 RIMINI 0 3 0 0 3 1 7 7 8 U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE 1-2 0-0 3-3 0-1 2-1 4-1 1-2 1-1 1-3 MARCATORI 5 RETI Virdis (Savona). 3 RETI Degano (Alessandria); Filippi (Forlì); Finotto (Monza); Falomi (Pro Patria); Brighenti (2, Renate); Godeas (1, Venezia). MARCATORI Mignogna (M) al 6’, Fabbro (F) al 29’ p.t.; D’Amico (M) al 16’, Piccoli (F) su rigore 27’, Colombaretti (F) al 46’, Mancini (M) al 48’ s.t. FANO (4-4-2) Proietti Gaffi 6,5; Urso 5,5, Evangelisti 5, Merli Sala 5,5, Boccaccini 5,5 (dal 19’ p.t. Forabosco 6); Cazzola 6, Colombaretti 6, Giannusa 6, Berretti 5,5; Piccoli 6, Fabbro 6,5. (Beni, Ugolini, Bartolucci, Proia, Bongiovanni, De Julis). All. Marinelli 5,5 (Gaudenzi squalificato). MILAZZO (4-3-2-1) Conti 6; Campanella 5,5, Pepe 5,5 (dal 1’ s.t. Bellich 5,5), Cancelloni 5,5, Salustri 6; Mignogna 7, Della Penna 6 (18’ s.t. Campanaro 6), Evola 6,5; D’Amico 7 (28’ s.t. Mancini 7), Lewandowski 7,5; Cardone 6. (Previti, Di Pasquale, Petrucci, D’Anna). All. La Spada 6 (Tosi assente). ARBITRO Baldicchi di Città di Castello 5. NOTE spett. 700 circa, inc. nc. Espulso Cazzola 29’ s.t.; amm. Pepe, Cardone, Campanaro, Urso, Merli Sala, Colombaretti e Piccoli. Angoli 7-2. (g.f.) REGOLAMENTO Promosse in 6 Le retrocessioni sono sempre 9 Ecco il regolamento della Seconda divisione. PROMOZIONI Salgono dirette le prime due dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff: sono ammessi terza, quarta, quinta, sesta. RETROCESSIONI Scendono dirette le ultime tre dei due gironi e altre tre ai playout: si sfidano quartultima e quintultima di ogni girone (andata e ritorno) e chi perde retrocede, le due vincenti si affrontano (andata e ritorno) e chi perde retrocede. MARCATORI Gaeta (F) al 27’, Vassallo (F) al 34’, Caira (M) al 44’ p.t. MELFI (4-4-2) Scuffia 5,5; Spirito 5, Porcaro 5,5, Dermaku 5, Gennari 5,5; Conte 5, Giglio 5,5 (dal 19’ s.t. Suarino 5,5), Muratore 6, Signorelli 5,5 (dal 35’ s.t. Simeri s.v.); Improta 5,5, Caira 6. (Volturo, Lombardi, D’Angelo, Locci, Allegretta). All. Bitetto 5,5. FOLIGNO (4-4-2) Zandrini 6; Pupeschi 6, Barbetta 6, Cotroneo 6, Petti 6; Menchinella 6, Borgese 6,5, Vassallo 7, Lonardo 6 (dal 32’ s.t. Padoin s.v.); Balistreri 6, Gaeta 6,5 (dal 19’ s.t. Brunori Sandri 6). (Piacenti, Biondi, Adamo, Gatti, Gesuele). All. Tedesco 6,5. ARBITRO Amoroso di Paola 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Muratore, Menchinella, Vassallo, Scuffia, Petti e Borgese. Angoli 7-2. (g.t.) MARCATORI Sandomenico (A) al 5’, Lacarra (A) all’11’ p.t.; Lo Sicco (G) al 42’ s.t. GAVORRANO (4-2-3-1) Addario 5,5; Mazzanti 5,5, Miano 6, Fatticcioni 6, Romiti 5 (dal 1’ s.t. Tognarelli 6,5); Della Latta 5, Lo Sicco 6; Peluso 6 (dal 29’ s.t. Nocciolini s.v.), Rosati 5,5, Grifoni 6 (dal 1’ s.t. Mastroianni 6); Gurma 6. (Lanzano, Alderotti, Cretella, Moscati). All. Buso 5,5. ARZANESE (4-3-3) Fiory 6; Laezza 6, Esposito 5,5, Riccio 6, Funari 6,5; Tarascio 6, Maschio 6,5, Florio 6 (dal 17’ s.t. Liccardo 6); Sandomenico 7,5, Lacarra 7 (dal 14’ s.t. Figliolia 6), Fragiello 6,5 (dal 41’ s.t. Tommasini s.v.). (Moggio, Castellano, Elia, Righi). All. Rogazzo 6,5. ARBITRO Guccini di Albano Laziale 5. NOTE spettatori 200 circa, incasso di 1.073 euro. Ammoniti Riccio, Lo Sicco e Miano. Angoli 2-2. (a.f.) MARCATORI Panariello (P) all’8’ p.t.; Sciarra (C) al 45’ s.t. CAMPOBASSO (4-4-1-1) Cattenari 6,5; Boi 5,5, Candrina 5,5 (dal 29’ s.t. Santaguida s.v.), Minadeo 5,5, Esposito 5; Di Libero 5 (dal 27’ p.t. Colantoni 5), Forgione 5, D’Allocco 7, Rais 5,5 (dal 6’ s.t. Sciarra 6,5); Konate 7; Morante 6. (Nunziata, Modica, Perra, Mazza). All. Imbimbo 5,5. POGGIBONSI (4-3-1-2) Rosiglioni 6,5; Bronchi 6, Dierna 6,5, Panariello 7, Paparusso 5,5; Miniati 5,5 (dall’8’ s.t. Ambrogetti 6), Passiglia 6, Giunchi 6; Cicali 7; Dal Bosco 7, Pera 6,5 (dal 43’ s.t. Salvatori s.v.). (Casini, Settembrini, Ilari, Bianconi). All. Fraschetti 6,5. ARBITRO Paolini di Ascoli Piceno 5,5. NOTE spettatori 700 circa, incasso di 6.480 euro. Ammoniti Cattenari, Morante, Forgione, Colantoni e Minadeo. Angoli 4-6. (a.d.l.) 2a DIVISIONE GIRONE B RISULTATI SQUADRE PT APRILIA 9 3 3 0 0 11 2 CHIETI 7 3 2 1 0 6 2 MARTINA 7 3 2 1 0 4 2 PONTEDERA 6 3 2 0 1 3 2 APRILIA-L'AQUILA BORGO A BUGGIANO-VIGOR LAMEZIA CAMBOBASSO-POGGIBONSI FONDI-CHIETI GAVORRANO-ARZANESE MARTINA-TERAMO MELFI-FOLIGNO PONTEDERA-HINTERREGGIO SALERNITANA-NORMANNA ARZANESE 6 3 2 0 1 6 6 PARTITE RETI G V N P F S NORMANNA 5 3 1 2 0 9 6 POGGIBONSI 5 3 1 2 0 4 3 CAMBOBASSO 4 3 1 1 1 3 5 BORGO A BUGGIANO 3 3 0 3 0 4 4 VIGOR LAMEZIA 3 3 0 3 0 1 1 PROSSIMO TURNO DOMENICA 23 SETTEMBRE ORE 15 ARZANESE-SALERNITANA CHIETI-CAMBOBASSO FOLIGNO-PONTEDERA HINTERREGGIO-APRILIA L'AQUILA-FONDI NORMANNA-GAVORRANO POGGIBONSI-MELFI TERAMO-BORGO A BUGGIANO VIGOR LAMEZIA-MARTINA FOLIGNO 3 3 1 0 2 4 6 L'AQUILA 3 3 1 0 2 4 7 MELFI 2 3 0 2 1 3 4 TERAMO 2 3 0 2 1 2 3 MARCATORI GAVORRANO 2 3 0 2 1 1 2 HINTERREGGIO 1 3 0 1 2 1 3 3 RETI Ferrari (1, Aprilia); Grassi (1, Pontedera); Ginestra (Salernitana). SALERNITANA 1 3 0 1 2 5 9 FONDI 1 3 0 1 2 3 7 3-0 0-0 1-1 1-1 1-2 2-1 1-2 1-0 2-2 BORGO A BUGGIANO (4-3-1-2) Tonti 6; Annoni 6,5 (dal 35' s.t. Manganelli s.v.), Fonte 5, Di Giusto 6,5, Pastore 6,5; Maretti 5,5, Caciagli 6,5, Nolè 7; Santini 6 (dal 46’ s.t. Butini s.v.); D'Antoni 5,5, Delporto 5,5 (dal 22' s.t. Magheri 6). (Ristori, Checchi, Rolando, Baccarin). All. Masi 5,5. VIGOR LAMEZIA (4-3-1-2) Forte 6; Rondinelli 6, Marchetti 6, Gattari 6, Crialese 6 (dal 46' s.t. Di Maria s.v.); Catanese 5,5 (dal 23' s.t. Catalano 5,5), Giuffrida 5,5, Cerchia 6; Giacinti 6,5 (dal 39’ s.t. Cascione s.v.); De Luca 6,5, Rana 6. (Zelletta, Castaldo, Monopoli, Martino). All. Costantino 6. ARBITRO Rapuano di Rimini 5,5. NOTE spettatori 200 circa, incasso di 915 euro. Ammoniti Giacinti, Cerchia, De Luca, D'Antoni, Nolè, Maretti e Caciagli. Angoli 4-5. (l.s.) A ROMA E’ il primo raduno della nuova Under del c.t. Bertotto FIRENZE Primo raduno per la nuova Italia di Lega Pro, adesso affidata a Valerio Bertotto. I convocati dal tecnico azzurro si ritrovano domani a Roma, mentre il prossimo stage sarà il 25 e il 26 a Coverciano. L'esordio della Nazionale di Lega Pro è mercoledì 10 ottobre a Portogruaro contro la Croazia, mentre il 14 novembre ci sarà una sfida contro la Russia. LEGA Mercoledì a Firenze si tiene il Consiglio Direttivo. U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE Codice cliente: 5104377 36 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 MOTOMONDIALE GP SAN MARINO E RIVIERA DI RIMINI TREDICESIMA PROVA DEL CAMPIONATO 2012 Il ruggito del Dottore Rossi capolavoro: è 2 Pedrosa domenica no Lorenzo vince e va +38 o Due partenze, Dani retrocesso e poi falciato da Barbera Vale a 5" da Jorge mai così bene con la Ducati. Dovizioso 4o caos&voli QUANTI COLPI DI SCENA NELLA GARA ROMAGNOLA SUBITO STOP Abraham fermo: via rinviato La Ducati di Abraham si blocca e i commissari decidono di fermare la partenza. Il secondo via 10’ dopo IPP DA TV DAL NOSTRO INVIATO FILIPPO FALSAPERLA MISANO ADRIATICO (Rimini) Due secondi hanno cambiato la faccia del Mondiale. Un tempo impercettibile che di solito basta solo per liberare l’adrenalina, accumulata nell’attesa del via, durante i primi metri di un gran premio. Ieri a Misano ha invece scatenato una serie di reazione a catena che hanno fatto di questa gara romagnola la più importante dell’anno: Jorge Lorenzo vince mentre Dani Pedrosa finisce nella polvere della via di fuga. E Valentino Rossi non si fa sfuggire l’occasione per tornare sul podio in una gara vera, con l’asfalto asciutto, centrando con un bel 2o posto il miglior risultato (come distacco 4"398) dei suoi quasi due anni sulla Ducati. una rivoluzione. S Festa in casa Valentino Rossi, 33 anni, urla di gioia dopo il secondo posto. A destra, taglia il traguardo con tutti gli uomini Ducati al muretto ad applaudire IORIO-AP tima posizione (mentre Abraham fa spegnere nuovamente il motore e viene portato fuori di peso) per lanciarsi in una partenza furibonda che lo porta al 12˚ posto al primo intermedio. Ma alla curva 6 chiude molto la traiettoria entrando in rotta di collisione con Hector Barbera, che lo bracca troppo da vicino: gara finita («avrei potuto vincere»), Mondiale segnato, con 38 punti da recuperare. Una gara e mezzo quando ne restano cinque da correre. Guizzo Ma il caos è stato anche la linfa a cui si è abbeverato Valentino Rossi per prendersi la Disastro A innescare tutto il di- RETROCESSO Pedrosa dalla pole a ultimo Pedrosa è retrocesso dal primo all’ultimo posto dello schieramento: aveva portato la moto nella corsia box IPP DA TV BATTUTA D’ARRESTO Dani steso al primo giro Al 1o giro Pedrosa in rimonta viene urtato da Barbera, cade e si ritira. Le speranze iridate si riducono MILAGRO DOVI BEFFATO PER TRE MILLESIMI Bautista 3O al fotofinish Il fotofinish premia Alvaro Bautista che conquista il terzo gradino del podio battendo per soli 3 millesimi Dovizioso stratto Karel Abraham, che al centro dello schieramento fa spegnere la sua Ducati satellite e scatena il caos. Chi gestisce la procedura di partenza, affidata ad un direttore di gara fisso (Mike Webb) ma anche a uomini dell’Irta, che di solito fanno i parcheggiatori dei mezzi nel paddock e i camionisti, va nel pallone. I semafori restano accesi, i piloti si muovono d’istinto e poi spengono le moto, i meccanici entrano in pista senza un ordine preciso, non si sa quanto tempo manchi alla nuova partenza né la procedura corretta. A fare le spese del caos è il più teso di tutti, Dani Pedrosa, la cui ruota anteriore si inchioda per qualcosa che si incastra nei dischi-freno. La Honda è spinta fuori, si risolve il problema e viene riportata sullo schieramento (operazione vietata, doveva scattare dalla corsia box e partire ultimo). Dani si schiera in ul- soddisfazione più bella in rosso. Il cannibale si vede in questi casi. Nella concitazione è bastato un attimo a Valentino per capire che poteva essere il giorno giusto. Troppe le coincidenze per non approfittarne: la Ducati aveva girato qui due giorni un paio di settimane fa, mentre in prova non si era potuto lavorare per il maltempo, lo schieramento svuotato dai protagonisti (Stoner a casa, Pedrosa in fondo al gruppo), una rossa che sentiva più sua. Quello che serviva era una partenza super. Secondo alla prima curva, con Jorge Lorenzo davanti lanciato verso quella vittoria che gli mancava dal Mugello, un vantaggio da coltivare e difendere: a rotazione da Bradl, Dovizioso, Bautista hanno provato a infastidirlo. Un giusto equilibrio tra attacco e difesa per centrare un gran risultato, facilitato da un GP a ritmi blandi; il giro veloce di Lorenzo è risultato 1"3 più len- to rispetto all’anno scorso. Dovizioso Ne aveva tutte le po- tenzialità Dovizioso, «perché non potevo frenare forte e quindi non ero veloce». Ha provato con un attacco disperato all’ultima curva a togliere il primo podio in MotoGP ad Alvaro Bautista, partito male (7o) ma è risalito come una furia fino al 3o posto che gli vale la riconferma nel Team Gresini. Dietro poco da segnalare, tranne la battaglia con il dolore alla mano destra fratturata a Indy di Nicky Hayden, 7o. L’americano potrebbe anche non girare nei test di oggi (la Ducati ha bloccato Andrea Iannone e Franco Battaini) dove dovrebbe provare il telaio usato ieri da Valentino, che ne avrà uno ancora modificato nella rigidità. © RIPRODUZIONE RISERVATA A PAGINA 31 UN’OPINIONE di Filippo Falsaperla Codice cliente: 5104377 & Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 37 4 «Un podio fantastico I NUMERI 177 Podi di Vale Nel dettaglio, ne ha conquistati 15 in 125, 21 in 250 e 141 in 500/MotoGP Lo dedico a Simoncelli» Valentino: «Pentito di andarmene? La scelta ormai è fatta Non ho 6 anni davanti, c’è poco tempo per ritornare in alto» 2 LE ALTRE CLASSI Iannone illude poi è terzo Come Fenati Podi nel 2012 Quest’anno Vale è salito due volte sul podio: 2O a Le Mans e ieri a Misano. L’anno scorso era arrivato 3O a Le Mans, quindi in totale con la Ducati ha conquistato 3 podi 44 Successi di Lorenzo Jorge eguaglia Casey Stoner all’8O posto. Prossimo obiettivo, a una sola vittoria di distanza, il rhodesiano Jim Redman a cura di Giovanni Cortinovis Il podio italo-spagnolo di Misano: da sinistra Valentino Rossi (2O), Jorge Lorenzo (1O) e Alvaro Bautista (3O) IPP DAL NOSTRO INVIATO PAOLO IANIERI MISANO ADRIATICO (Rimini) Altro che pugile suonato. Nel giorno in cui la Ducati torna a ruggire, Valentino Rossi si ricorda di essere ancora un signor pilota, mandando in scena la miglior gara in rosso. Gran partenza («mostruosa» la definisce Vale), che dalla seconda fila lo proietta direttamente negli scarichi di Jorge Lorenzo, e tutta una gara con vista sullo spagnolo, mentre alle spalle i vari Bradl, Dovizioso e Bautista cercano inutilmente di piazzargli le ruote davanti. «Gli scorsi giorni, Uccio mi aveva detto che qui avrei fatto seconda fila e podio. “C...o dici?” gli ho risposto. Invece...». Dica la verità: dopo le qualifiche ha iniziato a crederci. «Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi. Mi preoccupavano gli ultimi 15 giri, ma la moto era veloce, uscivo bene dalle curve e un po’ alla volta me ne sono andato. A quel punto ho iniziato a farci la bocca». « Dopo 2-3 giri Lorenzo quasi si è steso, mi sono preoccupato "Mi tocca vincere" VALENTINO ROSSI 9 VOLTE IRIDATO Che cosa ha di speciale il telaio da aver permesso un tale miglioramento? «Ci si può lavorare molto di più e mi permette di guidare meglio». Non poteva arrivare prima? Burgess ha accusato Ducati di aver fatto poco o nulla quest’anno. (Lunga pausa). «Per me questa modifica poteva arrivare un po’ prima». Quest’anno non ha mai brillato in partenza. L’assenza di Pedrosa è stato un incentivo ad attaccare subito? «Di via ne ho azzeccati tanti, ma in quarta fila è più dura». Quanto vale questo podio? «È importante. È stata la mi- glior gara con la Ducati e un podio sull’asciutto vale molto più che sul bagnato. Poi qui ci sono tanti tifosi, è la gara di casa, la pista è intitolata a Simoncelli e il secondo posto è per lui: volevo dedicargli la vittoria, ma mi sa che deve aspettare un po’. Lorenzo era imprendibile, anche se dopo 2-3 giri si è quasi steso, ha fatto 20 metri gomito a terra. Mi son preoccupato: “Qui mi tocca vincere”». C’è rammarico nel vedere che i risultati arrivano e lei se ne va? «La scelta ormai è fatta, quel che per me è importante è fare belle gare, essere competitivo e andar via con buoni ricordi: se poi questa moto sarà usata contro di me vuol dire che avremo fatto un buon lavoro. Ma non sono pentito: non ho 6 anni davanti, devo far presto». Domenica torna in gara al Nurburgring con la Ferrari. «Sì, con Ceccato e Uccio. Spingiamo perché Pamela (fidanzata di Uccio; n.d.r.) partorisca entro due giorni, altrimenti deve aspettare». © RIPRODUZIONE RISERVATA MISANO — Ci ha provato e ci ha creduto fino a tre giri dal termine, ma dopo essere stato quasi sempre al comando, Romano Fenati ha dovuto rallentare, nei guai con le gomme. A quel punto, perfino il podio sembrava un miraggio, ma con grande acume tattico — e anche grazie a un errore di Rins e Viñales — l’ascolano è riuscito a conquistare in volata il terzo posto. «Sicuramente sono un po’ deluso — dice il pilota del Team Italia — ma sono comunque soddisfatto di essere stato a lungo davanti, dopo qualche gara un po’ difficile. Purtroppo ho finito le gomme e ho dovuto aguzzare l’ingegno: all’ultima curva si sono toccati e ho approfittato della situazione. Avrei voluto vincere, ma non si può avere tutto dalla vita». A trionfare è stato Sandro Cortese, davanti a Luis Salom: per il pilota Ktm è il terzo successo stagionale, che gli garantisce un margine di 46 punti in classifica generale. Solo ottavo Antonelli, che scattava terzo. «Devo mangiare più tortellini», ha scritto Niccolò su Twitter, costretto a correre con una zavorra di 11 kg, che condiziona il comportamento della sua Ftr Honda. Moto2 La rottura del motore di Gino Rea, che ha sporcato d’olio l’ultima curva, ha costretto a interrompere la gara al 4o giro e si è ripartiti per un GP di soli 14 tornate (anziché 26), con Andrea Iannone lesto a prendere il comando. Il futuro pilota Ducati ha avuto anche un margine di 1”3, ma la scelta sbagliata dei rapporti del cambio l’ha costretto a rallentare. Il successo è andato al leader iridato Marc Marquez, dopo una sfida da brividi nell’ultimo giro con Pol Espargaro. Giovanni Zamagni © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 38 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Jacket Percy/S Shirt Kant W975 T-Shirt Scuba/S Music Pants Raven W900 Shop at GasJeans.com LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 39 MOTOMONDIALE GP SAN MARINO E RIVIERA DI RIMINI Calendario: tra due settimane c’è Aragon QATAR* 1. LORENZO SPAGNA 1. STONER PORTOGALLO 1. STONER FRANCIA 1. LORENZO CATALOGNA 1. LORENZO G. BRETAGNA 1. LORENZO OLANDA 1. STONER GERMANIA 1. PEDROSA ITALIA 1. LORENZO STATI UNITI** 1. STONER INDIANAPOLIS 1. PEDROSA R. CECA 1. PEDROSA SAN MARINO 1. LORENZO 30 SETTEMBRE ARAGON 14 OTTOBRE GIAPPONE MOTEGI 21 OTTOBRE MALESIA SEPANG 28 OTTOBRE AUSTRALIA PHILLIP ISLAND 11 NOVEMBRE VALENCIA *in notturna **solo MotoGP Dovizioso si sveglia tardi Cerca il terzo posto in extremis ma Bautista lo beffa, guadagnandosi la conferma da Gresini MotoGP RALLY IRIDATO MONDIALE GARA PILOTA 1. NAZ MOTO TEMPO/DISTACCO LORENZO SPA Yamaha 2. ROSSI ITA Ducati a 4"398 3. BAUTISTA SPA Honda a 6"055 4. DOVIZIOSO ITA Yamaha a 6"058 5. SPIES USA Yamaha a 7"543 6. BRADL GER Honda a 13"272 7. HAYDEN USA Ducati a 40"907 8. J.REA GB Honda 9. DE PUNIET FRA Art in 42'49"836 media 159,841 km/h a 43"162 a 1'09"627 10. PIRRO ITA Ftr a 1'13"605 11. EDWARDS USA Suter a 1'16"695 12. HERNANDEZ COL Bqr a 1'19"073 13. ELLISON GB Art a 1'19"408 14. PETRUCCI ITA Ioda-Suter a 1 giro 15. D.SALOM SPA Bqr a 1 giro RITIRATI: ABRAHAM (R.CEC-Ducati) al 1˚ giro; PEDROSA (SPA-Honda) al 1˚ giro; BARBERA (SPA-Ducati) al 1˚ giro; PASINI (ITA-Art) al 2˚ giro; CRUTCHLOW (GB-Yamaha) al 5˚ giro; A. ESPARGARO (SPA-Art) al 24˚ giro GIRO PIÙ VELOCE: il 3˚ di LORENZO in 1’34"398, media 161,164 km/h NOTE: gara accorciata di un giro per la ripetizione della partenza. Pedrosa è scattato dal fondo dello schieramento PILOTI POS. PILOTA 1. LORENZO 2. PEDROSA 3. STONER 4. DOVIZIOSO 5. CRUTCHLOW 6. ROSSI 7. BAUTISTA 8. BRADL 9. HAYDEN 10. SPIES 11. BARBERA 12. DE PUNIET 13. A.ESPARGARO 14. ABRAHAM 15. HERNANDEZ 16. PIRRO 17. EDWARDS 18. ELLISON 19. PASINI 20. PETRUCCI 21. SILVA 22. ELIAS 23. J.REA 24. RAPP 25. D.SALOM COSTRUTTORI 1. HONDA 2. YAMAHA 3. DUCATI NAZ SPA SPA AUS ITA GB ITA SPA GER USA USA SPA FRA SPA R.CEC COL ITA USA GB ITA ITA SPA SPA GB USA SPA PUNTI 270 232 186 163 122 120 118 115 93 77 60 48 45 25 25 24 22 17 13 11 11 10 8 2 1 QAT 25 20 16 11 13 6 9 8 10 5 7 3 1 2 4 - SPA 20 16 25 11 13 7 10 9 8 5 6 4 2 3 1 - POR 20 16 25 13 11 9 10 7 5 8 6 3 4 2 1 - FRA 25 13 16 9 8 20 6 11 10 7 3 1 2 5 4 - CAT 25 20 13 16 11 9 10 8 7 6 5 1 3 4 2 - GB 25 16 20 10 7 13 8 9 11 6 4 5 1 3 2 - OLA 20 25 16 11 3 10 13 9 8 7 2 6 5 4 - GER 20 25 16 8 10 9 11 6 13 7 5 3 2 4 1 - ITA 25 20 8 16 10 11 6 13 9 5 7 4 3 2 1 - USA 20 16 25 13 11 8 9 10 5 7 6 4 3 2 - 287 286 144 20 25 10 25 20 8 25 20 9 16 25 20 20 25 9 20 25 9 25 16 10 25 20 10 20 25 11 25 20 10 le pagelle Rossi gli ha preso qualche decimo, lui ha subito risposto, riportandosi a distanza di sicurezza con vista sul Mondiale. E nel dopogara, invece di affondare il coltello nella ferita, ha reso l’onore delle armi all’avversario ormai piegato, dicendo che la sua vittoria era solo frutto della fortuna: non è normale sentirlo da un pilota 16 25 20 8 6 Non una gran gara, ma una grandissima interpretazione: sfrutta ogni stilla di cui può disporre. La testa resta da primi posti IPP Gara giusta al momento giusto. Implacabile nella rimonta, chiude ogni spiraglio. Il podio vale la riconferma 2013 IPP Poderoso nella rimonta, in confusione nel caos. Anche sulla caduta c’è un piccolo concorso di colpa 5 5 4 Bautista Pedrosa MILAGRO REUTERS GLI ALTRI Hayden 7 Fa le infiltrazioni sulla linea di partenza per la frattura alla mano destra e disputa una gara più che dignitosa. De Puniet 7 Lotta e piega il compagno: ancora primo delle Crt. Edwards 7 Si sveglia dal letargo. J.Rea 6 Con quella moto un 8o posto suona quasi come una bestemmia, ma è la sua prima gara MotoGP. Pirro 6 La moto non si rompe e finisce non troppo lontano dalla prima Crt. Spies 5 Non cadesse Crutchlow, sarebbe l’ultimo dei piloti Yamaha. Hernandez 5 Fa il gambero: meno incisivo del solito. Ellison 4 Ultimo dei piloti con l’Aprilia. Petrucci 4 Ha un problema al cambio ma con la moto nuova i risultati non migliorano. D.Salom 4 Debuttante e ultimo, non poteva essere diversamente. A.Espargaro 4 Cade mentre lotta col compagno. Crutchlow 4 Dalla prima fila alla caduta. Pasini 4 Finisce ancora k.o. Barbera 4 Butta giù Pedrosa, ma Dani gli dà una mano con una piccola sbavatura. Moto2 Dovizioso Bradl Abraham Con tutto quello che è successo «doveva» fare 2o, invece ha atteso l’ultima curva per cercare il podio A lungo bracca Rossi sul podio virtuale, poi crolla e chiude 6o. Manca esperienza ma il futuro può essere brillante CANONIERO Ha fatto rinviare la prima partenza, ha fatto spegnere la moto, è partito dai box ed è caduto: peggio di così... CANONIERO CANONIERO MONDIALE MOTO Suter TEMPO/DISTACCO in 23'11"278 media 153,089 km/h 2. 3. P.ESPARGARO SPA IANNONE ITA Kalex Speed Up 4. KALLIO FIN Kalex a 5"078 5. RABAT SPA Kalex a 5"246 6. AEGERTER SVI Suter a 5"570 7. REDDING GB Kalex a 6"364 8. SMITH GB Tech 3 a 6"853 9. LUTHI SVI Suter a 7"480 10. ZARCO FRA Motobi a 7"989 11. NAKAGAMI GIA Kalex a 8"560 12. SIMON SPA Suter a 11"509 13. DE ANGELIS RSM Ftr a 18"329 14. 15. CORTI TEROL ITA SPA Kalex Suter a 18"342 a 18"568 a 0"359 a 1"634 23. ANDREOZZI (ITA-Speed Up) a 33"532 GIRO PIÙ VELOCE: il 13˚ di M.MARQUEZ in 1'38"453, media 154,526 km/h NOTA: gara sospesa al quarto giro per olio in pista e ripresa sulla distanza di 14 giri PILOTA 1. M.MARQUEZ 2. P.ESPARGARO 3. IANNONE 4. LUTHI 5. REDDING 6. KALLIO 7. SMITH 8. RABAT 9. AEGERTER 10. CORTI 11. ZARCO 12. DE ANGELIS 13. CORSI 14. SIMON 15. NAKAGAMI COSTRUTTORE 1. SUTER 2. KALEX 3. SPEED UP 165 POS. PILOTA CORTESE 1. MONDIALE NAZ GER GUIDO RANCATI A cose fatte, Sébastien Loeb dice di aver davvero dato il massimo e vien facile credergli. L’alsaziano non ce l’ha fatta a recuperare la trentina di secondi che al via dell’ultima tappa lo separavano da Jari-Matti Latvala ma, più veloce in tre delle sei speciali a disposizione, ha vinto il duello con Petter Solberg. E insieme alla medaglia d’argento ha rastrellato un gruzzolo di punti buoni per incrementare di un altro po’ il suo già enorme vantaggio nella corsa al titolo che solo Mikko Hirvonen può ancora sognare di togliergli. L’alsaziano potrebbe ottenere il nono Mondiale sulle strade di casa che ospiteranno la prossima tappa iridata (4-7 ottobre): gli basterà finire davanti al compagno di squadra o anche dietro nel caso che Mikko non vincesse. Alla Citroën, per centrare il titolo costruttori, saranno sufficienti 18 punti (quelli di un eventuale secondo posto). Duello Ripartito 6"4 dietro a Solberg, Loeb l’ha scavalcato nel secondo tratto della giornata, è tornato dietro (di 3/10) dopo il quarto per risuperarlo in quello successivo e presentarsi al via dell’ultimo davanti di 1/10 appena. Battuto solo da Hirvonen, nella Power Stage ha messo altri 8/10 fra sé e il rivale. AL TRAGUARDO: 1. Latvala (Fin-Ford Fiesta RS) in 3h3’40"3; 2. Loeb (Fra-Citroën DS3) a 27"8; 3. Solberg (Nor-Ford Fiesta RS) a 28"7; 4. Ostberg (Nor-Ford Fiesta RS) a 1’10"6; 5. Hirvonen (Fin-Citröen DS3) a1’29"5. CLASSIFICA (dopo 10 gare su 13): 1. Loeb p. 217; 2. Hirvonen 155; 3. P. Solberg 119. Taccuino GARA MOTO PUNTI Suter 238 Kalex 185 Speed Up 165 Suter 161 Kalex 115 Kalex 110 Tech 3 85 Kalex 73 Suter 73 Kalex 67 Motobi 66 Ftr 61 Ftr 59 Suter 42 Kalex 41 PUNTI 272 231 Il Galles a Latvala Loeb 2o è quasi re © RIPRODUZIONE RISERVATA Moto3 GARA NAZ SPA 25 20 9 8 Rossi Jorge Lorenzo POS. PILOTA 1. M.MARQUEZ 25 20 9 di FILIPPO FALSAPERLA È stato un vero campione di concentrazione h9 Se la si guarda in modo critico, la sua è sembrata poco più che una passeggiata. Ma in realtà è stata una grande passerella verso il secondo titolo iridato. Con molti più pericoli di quello che può sembrare: il rischio di perdere la concentrazione in questi casi è sempre dietro l’angolo. Invece ha corso con la testa, controllando a distanza Valentino. L’unica volta che INDY R.CEC RSM 20 20 25 25 25 13 16 13 13 16 9 9 20 11 10 16 10 11 10 9 11 8 7 6 6 8 7 7 4 4 2 6 3 3 5 1 1 3 2 4 5 5 8 2 1 MOTO Ktm TEMPO/DISTACCO in 40'22"100 media 144,466 km/h 2. L.SALOM SPA Kalex Ktm a 0"467 3. FENATI ITA Ftr Honda a 0"937 SPA Suter Honda a 0"974 4. RINS Ftr Honda a 1"145 5. M.VIÑALES SPA 6. FOLGER GER Kalex Ktm a 1"180 VAZQUEZ SPA Ftr Honda a 1"315 7. 8. ANTONELLI ITA Ftr Honda a 3"983 9. OLIVEIRA POR Suter Honda a 4"376 AUS Ktm a 10"872 10. SISSIS 11. KHAIRUDDIN MAL Ktm a 14"499 GB Ktm a 14"604 12. KENT SPA Kalex Ktm a 14"880 13. FAUBEL SPA Ftr Honda a 21"011 14. MONCAYO R.CEC Ftr Honda a 21"062 15. KORNFEIL 17. TONUCCI (ITA-Ftr Honda) a 24"493; 20. RINALDI (ITA-Honda) a 59"841; 21. MORCIANO (ITA-Ioda) a 1'19"973; 24. VALTULINI (ITA-Honda) a 2 giri GIRO PIÙ VELOCE: l'8˚ di RINS in 1'44"043, media 146,224 km/h INDYCAR A FONTANA PILOTA MOTO PUNTI 1. CORTESE 2. M.VIÑALES 3. L.SALOM 4. FENATI 5. RINS 6. MASBOU 7. KHAIRUDDIN 8. KENT 9. OLIVEIRA 10. ANTONELLI 11. L.ROSSI 22. TONUCCI 33. CALIA 35. RINALDI 36. GROTZKYJ COSTRUTTORE 1. FTR HONDA 2. KTM 3. KALEX KTM Ktm Ftr Honda Kalex Ktm Ftr Honda Suter Honda Honda Ktm Ktm Suter Honda Ftr Honda Ftr Honda Ftr Honda Honda Honda Suter Honda 225 179 169 120 96 81 81 70 66 63 59 14 2 1 1 PUNTI 246 226 203 Titolo a Hunter-Reay Ryan Hunter-Reay (Usa) ha vinto il titolo Indycar, finendo quarto alla 500 Miglia di Fontana. Beffato Willi Power, che era leader alla vigilia ed è stato costretto al ritiro. Hunter-Reay, 31 anni, è il primo statunitense a vincere il titolo dal 2006. La gara è stata vinta da Ed Carpenter. TRAGEDIA AL MUGELLO Muore motociclista Un motociclista della provincia di Cuneo, R.S., 39 anni, è morto sabato durante le libere all’autodromo del Mugello. Uscito di pista alla Bucine, ha percorso i 50 metri della via di fuga e si è schiantato contro le gomme. I soccorsi si sono rivelati inutili. Codice cliente: 5104377 40 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 41 MOTOMONDIALE GP SAN MARINO E RIVIERA DI RIMINI Gioia Lorenzo «Dani a terra un colpo di fortuna» «Se Hector non lo avesse buttato giù magari sarebbe venuto a prendermi. Complimenti a Rossi, ha guidato bene» DAL NOSTRO INVIATO PAOLO IANIERI MISANO ADRIATICO (Rimini) È il primo ad ammettere che l’uscita di scena anticipata di Dani Pedrosa «è stata una fortuna. Ma come era successo a me ad Assen, questa volta è successo a lui. Mi spiace per Dani, chissà, se Hector (Barbera; n.d.r.) non lo avesse buttato fuori, forse sarebbe anche riuscito a riprendermi». Jorge Lorenzo, 25 anni REUTERS «Non ero calmo con soli 13 punti di vantaggio, ora lo sono molto di più. I 38 ci stanno tutti» Sollievo Jorge Lorenzo esce dall’arena del Marco Simoncelli rinfrancato nei punti e nel morale: «Non ero davvero calmo con soli 13 punti di vantaggio, ora lo sono molto di più: comunque i 38 punti sono un vantaggio più o meno realistico». Non vinceva da tre gare lo spagnolo, che nei 12 GP portati a termine ha colto sei successi e altrettante volte ha finito secondo. Vista da fuori, la sua corsa è sembrata perfino noiosa. «Invece no. Nel momento in cui lo pensi, sei a terra. Inve- ce è stata molto fisica: quando lotti non ci pensi, quando invece sei lì da solo non finisce più e fai una fatica bestiale». Paura Fatto sta che l’unico vero sforzo è stato quello di azzeccare la partenza, evitando ogni possibile rischio. «All’inizio mi sono messo a spingere, non avevo capito che Pedrosa era caduto e avevo paura che da un momento all’altro il box mi segnalasse il sorpasso a Valentino e il recupero. Però al terzo giro mi si è chiuso l’anteriore, nel casco ho cominciato a dirmi "no, no" e meno male che sono riuscito a riprendere la moto». Complimenti Con Rossi si è ri- trovato sul podio per la seconda volta nella stagione. Che effetto fa averlo a fianco? «Di sicuro è meglio che averlo davanti», è la battuta dello spagnolo. «Ha guidato bene, finendo a soli 5": la Ducati in questo momento non vale certo la Yamaha e per salire sul podio devi guidare davvero forte e bene». Pedrosa nero «Ma Barbera dove credeva di andare?» «Certi piloti fanno sempre gli stessi errori. Partire ultimo mi ha innervosito però il peggio sembrava passato...» GIOVANNI ZAMAGNI MISANO ADRIATICO Calcoli Tra due settimane si va ad Aragon («Mi piace perché è in Spagna, ma non troppo visto che non ci ho ancora ottenuto buoni risultati») e con 5 gare al termine, Jorge potrà affrontare il terzo GP spagnolo dell’anno in maniera più rilassata: «Questo vantaggio è un extra da considerare, ma se dovessi finire giù dal podio più di una volta e Dani vincesse, tutto si riaprirebbe e un errore o un problema complicherebbero tutto. No, la tattica non cambierà: proverò sempre a vincere e, se non ci riesco, a finire 2o, anche perché la Honda da Laguna Seca ha fatto altri passi in avanti e Dani non mollerà mai». © RIPRODUZIONE RISERVATA Dani Pedrosa, 26 anni PLP «Il guaio nel giro di ricognizione? Un meccanico aveva toccato un interruttore» Era il grande favorito, lascia Misano con zero punti e le pive nel sacco, senza aver nulla da rimproverarsi: una vera beffa per Dani Pedrosa. «Non so cosa pensino certi piloti all’inizio di una gara», non si dà pace il campione della Honda, che dopo una stagione da protagonista, vede sfumare il sogno di conquistare il titolo della MotoGP per una scellerata manovra di Hector Barbera. «Non capisco dove volesse andare, sapeva perfettamente che ero lì, perché aveva visto in tutto il rettilineo che gli ero davanti. Purtroppo certi piloti fanno sempre gli stessi errori, non imparano mai». Tutto storto L’incidente con Barbera è solo l’ultimo episodio negativo di una gara in cui tutto è andato storto per Pedrosa, dopo qualifiche da protagonista che gli avevano ga- SCEGLI TAFT, PUOI VINCERE SUBITO IL TUO SOGNO Scopri come vincere 3 Ducati Monster Art 696 e tanti altri premi del mondo Ducati su www.concorsi.testanera.com Concorso valido dalle 09:00 del 02/04/12 alle 21:00 del 30/11/12 con estrazione finale entro il 21/12/12. Montepremi totale € 30.401,66 (iva esclusa). Regolamento completo su www.concorsi.testanera.com rantito la pole. Dani, con la tensione visibile sul volto, prova a ricostruire quanto accaduto. «Quando è stato annullato il primo via, c’è stata un po’ di confusione, nessuna ha comunicato esattamente quale sarebbe stata la nuova procedura di partenza e non si sapeva nemmeno se avremmo dovuto fare 26 o 27 giri. Io e la mia squadra eravamo piuttosto tranquilli, quando, improvvisamente, è stato segnalato che mancava un minuto al via. A quel punto ci siamo accorti che, non so per quale motivo, si era bloccata la ruota anteriore e per questo la moto è stata portata nella corsia box dove l’inconveniente è sparito come d’incanto». A quel punto, Pedrosa avrebbe dovuto iniziare il giro di ricognizione dalla pit lane, per poi partire dal fondo, invece Dani è stato rimesso al suo posto. Ma i guai erano tutt’altro che finiti. Interruttore Nella foga di sistemare la ruota anteriore, un meccanico ha toccato inavvertitamente un interruttore sul manubrio. «La moto non andava in prima e in seconda marcia, non sapevo se dovevo tornare ai box a sostituirla. Poi, sul rettilineo, ho smanettato sugli interruttori del manubrio e la moto si è rimessa ad andare. Quando sono arrivato sullo schieramento, sono stato bloccato nell’ultima casella (come da regolamento; n.d.r.): mi sono un po’ innervosito, ma mi sono imposto di rimanere calmo al via». In realtà, Dani è scattato come un fulmine. «Alla sesta curva ero già 8O-9O e pensavo che il peggio fosse passato. Invece è arrivato Barbera e mi ha centrato. Il campionato? Il mio unico pensiero è provare a vincere tutte le gare, poi si vedrà». © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 42 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 CICLISMO MONDIALI IN OLANDA GERMANIA OLANDA Valkenburg Maastricht BELGIO I RISULTATI Tra le donne domina la Specialized Nella cronosquadre femminile, titolo alla Specialized che schierava le americane Amber Neben, 37 anni, iridata 2008, ed Evelyn Stevens, l’olandese Ellen Van Dijk, le tedesche Charlotte Becker, Trixi Worrack e Ina-Yoko Teutenberg. CRONOSQUADRE DONNE (12 team) 1. SPECIALIZED (Ger) km 34,2 in 46’31", media 44,1 km/h; 2. Orica (Aus) a 24"; 3. AA Drink (Ola) a 1’59"; 4. Rabobank (Ola) a 2’20"; 5. Rusvelo (Rus) a 2’30"; 6. Be Pink (Ita) a 3’14"; 7. Michela Fanini (Ita) a 4’33"; 8. Hitec (Nor) a 4’38"; 9. Dolmans (Ola) a 5’; 10. Lotto (Bel) a 5’31"; 11. Skil (Ola) a 5’33"; 12. Sengers Ladies (Bel) a 5’45". CRONOSQUADRE UOMINI (32 team) 1. OMEGA-QUICK STEP (Bel: Boonen, Chavanel, Martin, Terpstra, Vandewalle, P. Velits) km 53,2 in 1.03’17", media 50,532; 2. BMC (Usa) a 3"; 3. OricaGreeEdge (Aus) a 47"; 4. Liquigas-Cannondale (Ita) a 1’04"; 5. Rabobank (Ola) a 1’08"; 6. Movistar (Spa) a 1’18"; 7. Katusha (Rus); 8. RadioShack (Lus) a 1’21"; 9. Sky (Gb) a 1’32"; 10. Garmin (Usa) a 1’35"; 11. Astana (Kaz) a 1’44"; 12. Vacansoleil (Ola) a 1’48"; 13. Saxo (Dan); 14. Rusvelo (Rus) a 2’14"; 15. AG2R (Fra) a 2’26"; 16. Euskaltel (Spa) a 2’30"; 17. Lotto (Bel) a 2’32"; 18. Argos (Ola) a 3’01"; 19. Itera (Rus) a 3’09"; 20. Optum (Usa) a 3’13"; 21. Cofidis (Fra) a 3’17"; 22. Fdj (Fra) a 3’23"; 23. MTN Qhubeka (S. Af) a 3’38"; 24. Acqua& Sapone (Ita) a 3’54"; 25. Topsport (Bel) a 3’56"; 26. CCC (Pol) a 3’58"; 27. Adria (Slo) a 4’10"; 28. Lampre-Isd (Ita) a 4’18"; 29. Caja Rural (Spa) a 4’32"; 30. Rabobank Continental (Ola) a 4’37"; 31. Type 1 (Usa) a 5’23"; 32. Saur (Fra) a 5’24". A sinistra: il treno dell’Omega Pharma-Quick Step lanciato nella corsa al titolo a 50,5 orari di media. Sopra: Tom Boonen, 31 anni, fiammingo di Mol, iridato 2005, vincitore di 3 Fiandre e 4 Roubaix, applaudito da Eddy Merckx e, seminascosto, da Pat McQuaid, presidente Uci LUCA BETTINI Boonen ritorna re E con questo Nibali l’Italia può sognare Cronosquadre Il fiammingo lancia l’Omega al titolo mondiale. Il siciliano vola sul Cauberg: Liquigas quarta DAL NOSTRO INVIATO CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta VALKENBURG (Olanda) Se doveva essere una passerella scontata e magari pure «di troppo», ecco: è stata tutto tranne questo. La neonata cronosquadre per team, che ha aperto gli 8 giorni mondiali del Limburgo, si è corsa tra due ali di folla (in una giornata quasi estiva) e questo si poteva immaginare: 26 olandesi su 100 usano regolarmente la bici (record europeo) e in media ogni olandese percorre pedalando 1.019 km all’anno (altro record: in Italia sono 168). Soprattutto, ha lanciato alla ribalta tre delle stelle più attese anche della prova in linea di domenica prossima: Tom Boo- nen, che ha vinto con la sua Omega-Quick Step; Philippe Gilbert, che ha perso con la Bmc (per appena 3") il «derby» belga; Vincenzo Nibali, che ha trascinato la Liquigas-Cannondale con una grande prestazione in salita a un ottimo quarto posto, a 17" dal bronzo conquistato dall’australiana Orica-GreenEdge. Motivazione Per Nibali era l’ul- timo test agonistico prima del Mondiale «vero»: è andato molto bene su un percorso piuttosto vallonato, con due strappi prima dell’impegnativo Cauberg, il simbolo di Valkenburg e dell’Amstel Gold Race. Il 27enne siciliano si è trattenuto a lungo con i compagni (tra cui Sagan e Dall’Antonia) in zona podio, perché Oggi gli azzurri in Olanda Vincenzo Nibali (foto Luca Bettini) ieri ha confermato di essere in ottima condizione. Attenderà a Maastricht la Nazionale del c.t. Bettini, che ieri sera si è radunata a Solbiate Olona (Va), vicino alla Malpensa. Oggi alle 9 gli azzurri voleranno a Dusseldorf e, da lì, in auto fino a Maastricht. Allenamento nel pomeriggio. LA GAZZETTA DELLO SPORT OGGI A VALKENBURG DUE TITOLI Crono junior e under 23 Ma niente televisione Dall’alto: gli under 23 Cattaneo e Martinelli BETTINI quello della Liquigas è stato quasi fino all’ultimo il miglior tempo. «Le sensazioni in salita sono state ottime — spiega il messinese terzo al Tour de France —. Siamo andati tutti forte per la verità, ci siamo dati cambi regolari e non abbiamo mai "strappato" se non nel finale. La gara di domenica prossima non sarà di facile lettura, il fatto che il traguardo non sia sul Cauberg ma quasi due chilometri dopo può cambiare molte cose. La crono è uno sforzo violento e non dice mai bugie: io sono pronto». Grazie al suo apporto, la Liquigas è risalita dal nono posto (dopo 21,6 chilometri) al quarto: un dato che spiega tutto meglio di tante parole. Dieci giri dietro moto Era raggiante anche Tom Boonen, premiato dal grande Eddy Merckx e osannato da così tanti tifosi che sembrava di essere in un’appendice delle Fiandre. L’Omega era forse la prima favorita e non ha tradito le attese, completando la festa per la Specialized, il suo fornitore di bici (tra le donne, al mattino aveva vinto proprio la Specialized, con le italiane Be Pink e Michela Fanini Team al sesto e al settimo posto). Tony Martin, favorito per l’oro individuale di mercoledì, Chavanel, Terpstra, Peter Velits e Vandewalle sono stati un blocco unico e coordinatissimo: il tempo si prendeva sul quarto, loro hanno chiuso uniti in sei a 50,5 orari di media sui 53,2 chilometri di gara. Ma le luci della ribalta erano tutte per Boonen, che sta facendo più di un pensiero all’oro individuale di domenica (sarebbe il secondo dopo Madrid 2005, l’ultimo trionfo di un belga): non gli dispiacerebbe neppure, ha lasciato intendere, il cattivo tempo che le previsioni annunciano. «La scorsa settimana — rivela Tom, straripante in primavera su muri e pavé di Harelbeke, Fiandre, Gand e Roubaix, e di recente vincitore della Parigi-Bruxelles — ho fatto dieci giri dietro moto del circuito iridato assieme a Tom Steels». Esattamente come nei giorni precedenti all’ultimo Giro delle Fiandre, quando in gran segreto imparò a memoria il nuovo percorso: vi ricordate com’era andata a finire? © RIPRODUZIONE RISERVATA Non tira aria di medaglie per i primi azzurri in gara oggi. Tra gli under 23 ci sono Mattia Cattaneo, uno dei leader per la prova in linea, e Davide Martinelli (figlio di Beppe, storico direttore sportivo di Pantani), primo anno nella categoria. Niente televisione: la tv olandese non si è accordata con l’Uci per la diretta di queste gare. Cronometro junior uomini (km 26,6) Partenza alle 10, 66 al via. Gli azzurri: Mattia Frapporti (ore 10.52’30), 18 anni, bresciano della Feralpi, e Giacomo Peroni (11.22’30), 18 anni, veronese della Assali. Cronometro under 23 (km 36) Partenza alle 14, 67 al via. Gli azzurri: Mattia Cattaneo (ore 14.28’30"), 21 anni, bergamasco della Trevigiani, e Davide Martinelli (14.46’30"), 19 anni, bresciano della Hopplà. 4 Il pasticcio IL CASO BMC 2a A 3" DOMENICA IL CLOU MERCOLEDÌ Crono pro’ ore 13,30, 45,7 km Gli azzurri: Malori e Pinotti. S VENERDÌ In linea donne jr ore 14, 65 km (5 giri). Le azzurre: Arzuffi, Cornolti, Paladin, Sanguineti, Stricker S SABATO In linea under 23 ore 9, 177 km (11 giri) Gli azzurri: Barbin, Fedi, Bongiorno, Cattaneo, Felline, Villella. In linea donne ore 14,30, 129 km (8 giri). Le azzurre: Borgato, Bronzini, Cantele, Cauz, Cecchini, Guderzo, Longo Borghini, Muccioli, Ratto, Tagliaferro S DOMENICA In linea uomini jr ore 9, 129 km (8 giri). Gli azzurri: Donato, Frapporti, Orsini, Peroni, Rosa, Troia, Zurlo Professionisti ore 10.45, 267 km (102 km in linea+10 giri). Gli azzurri: Capecchi, Cataldo, Gatto, Marcato, Moser, Nibali, Nizzolo, Nocentini, Paolini, Trentin, Ulissi dei baby Usa costa l’oro a Ballan DAL NOSTRO INVIATO VALKENBURG (ci. sco.) «Così brucia». Alessandro Ballan risale la zona mista e la faccia appesa è il minimo che possa avere. Un eventuale successo della Bmc avrebbe reso un bel po’ italiano questo battesimo della cronosquadre per team, visto che oltre al trevigiano c’erano Manuel Quinziato e Marco Pinotti: nell’occasione, il 50% della squadra. Tre secondi dopo 53 km a oltre 50 all’ora. La Bmc ne aveva 8 di ritardo dall’Omega al terzo intertempo e si stava giocando il tutto per tutto. Poi, sul Cauberg, il patatrac: la «sparata» di Van Garderen, l’affanno di Phinney, l’incomprensione e addio oro. «Sicuramente l’abbiamo persa lì — ha ammesso Gilbert —. Peccato, perché sarebbe bastato veramente poco». «Sono mancato io sul Cauberg — ammette Pinotti —. Come Taylor, ero al limite». Resta l’amarezza anche di Ballan, a cui tra l’altro l’esclusione dalla Nazionale azzurra per motivi «etici» non va proprio giù: «È assurdo — dice l’ultimo iridato italiano (Varese 2008) —: nessuno mi ridarà mai indietro questo Mondiale, alla Vuelta andavo davvero forte. Non capisco». © RIPRODUZIONE RISERVATA LE ALTRE CORSE Cavendish, Greipel e Degenkolb: hurrà Mark Cavendish ha vinto l’ultima tappa del Giro di Gran Bretagna. Successo finale per il corridore di casa Jonathan Tiernan-Locke. In Francia, conferma del tedesco John Degenkolb (5 tappe alla Vuelta), a segno nel Gp d'Isbergues. Sabato, in Belgio, nel Gp Impanis s’era imposto André Greipel (19˚ centro nel 2012). LA SQUADRA MILANESE CHIUDE 28a su 32 GP PRATO IL REGISTA DELLA NAZIONALE È BATTUTO MA SI CONFERMA IN GRAN FORMA; REBELLIN TERZO Un team africano prima della Lampre! Saronni sbotta: «Serve una svolta» Sella vince, Paolini 2˚ fa felice il c.t. Bettini (ci. sco.) Si è messa alle spalle nove squadre. Una prova più che dignitosa quella della Mtn Qhubeka, la squadra sudafricana che si è piazzata al 23˚ posto. Staccata di 3’38" dall’Omega-Quick Step, ha preceduto di 16" l’Acqua & Sapone e di 40" la Lampre-Isd. In particolare, la prestazione della squadra di Damiani e Maini (tutta italiana: Malori, atteso mercoledì dalla crono individuale, Petacchi, Viganò, Pietropolli, Cimolai e Bono) ha colpito in negativo. Non aveva ambizioni, ma il 28˚ posto su 32 (peggior team World Tour) ha colpito e il team manager Beppe Saronni non le ha mandate a dire: «Non mi aspettavo di essere al livello delle squadre che hanno chiuso nei quartieri alti, però per una formazione come la nostra è riduttivo realizzare prestazioni così scialbe. Questo periodo è stato avaro di soddisfazioni, mi aspettavo una prova d’orgoglio: c’è necessità di svoltare sul piano tecnico e agonistico». DAL NOSTRO INVIATO MARCO PASTONESI PRATO Il triangolo no. Perché il triangolo, almeno quello ciclistico, non risponde a regole matematiche o geometriche, né tantomeno logiche o affettive. Appartiene al regno della fantasia, dell’immaginazione, dell’inventiva. Nell’1 contro 1 vince sempre il più forte o il più veloce. Ma quando si è in tre, le cose cambiano. Così succede che a 55 km dall’arrivo evadano in quattro, poi, perso Taborre, si forma il triangolo Paolini-Rebellin-Sella. Luca Paolini è il regista della Nazionale: il più in forma e il più veloce. Davide Rebellin è il più vecchio e il più esperto. Lele Sella è la variabile impazzita: e siccome non ha nulla da perdere, ci prova. Ai 250 metri, mentre Paolini teme Rebellin e Rebellin studia Paolini, scatta. Quando i due litiganti si lanciano nella sua scia, Sella si sposta da sinistra a destra e li lascia al vento. Poi insiste. E resiste. Finché vince. Sella si è impadronito del Gp Industria e Commercio, classica 43 declassata dalla globalizzazione dei calendari, ma sempre con il suo fascino tradizionale e territoriale. Seconda vittoria dell’anno (dopo l’Agostoni). E siccome il suo team manager Gianni Savio ha seguito l’ultimo chilometro in diretta telefonica senza sbalzi o scompensi del cuore, c’è da ritenere che l’elettrocardiogramma sotto sforzo sia stato brillantemente superato. Non così allegro è Paolini: «Mi ero già immaginato i titoli sui giornali. Qualcosa del tipo "da regista a protagonista" o "Paolini, ciak si vince". Ma non è andata così: invece di fare gol, ho colpito la traversa. Secondo un anno fa, sotto il diluvio, dietro a Sagan, e secondo anche quest’anno. Non ci posso credere». Gli rimarrà la certezza di essere pronto per dirigere il traffico, domenica, sul circuito mondiale di Valkenburg. Il c.t. Paolo Bettini, in diretta sull’ammiraglia, sa che a centrocampo ha l’uomo giusto. ARRIVO: 1. Emanuele SELLA (Androni) km 176 in 4.13’, media 41,502; 2. Paolini; 3. Rebellin; 4. Felline a 7"; 5. Visconti; 6. Gatto; 7. Vicioso (Spa); 8. Rubiano Chavez (Col); 9. Palini; 10. Monsalve (Ven). Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 44 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT PRENOTA SUBITO LA COLLANA SU www.gazzettastore.it 45 Codice cliente: 5104377 46 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 TENNIS LO SPAREGGIO DI DAVIS A NAPOLI E’ serie A CAPITAN BARAZZUTTI «Conta solo la vittoria Squadra da 7 e mezzo» Seppi da vero n. 1 «Che forti, in casa» Il Cile si arrende LEONARDO BALLETTA NAPOLI Ci si prova in mille modi ad intaccare la serenità di Corrado Barazzutti. Chiedendogli ragioni e letture di uno spareggio in cui la sua Italia non ha mostrato il lato migliore, faticando più del previsto per battere un Cile rivelatosi a Napoli tignoso e poco più. Lui non ci sta, alla sua squadra dà sette e mezzo in pagella: «Sono assolutamente contento perché l’unica cosa che volevamo, che contava, era vincere. La Davis è così, va presa con le pinze, noi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e adesso ci riproveremo”. Partendo da dove ancora non si sa, mercoledì ci sarà il sorteggio del gruppo mondiale 2013 e Barazzutti si augura un accoppiamento favorevole. «Parlare di fortuna in questi casi non è mai giusto – dice il capitano azzurro – ma è chiaro che trovare al primo turno squadre come la Spagna o la Repubblica Ceca non ci darebbe troppe chance di passare il primo turno. Chi vorrei? Escluderei innanzitutto l’Argentina, l’unica tra le teste di serie che dovremmo affrontare in trasferta, con le altre direi che in casa nostra ce la possiamo giocare». Dopo la beffa-doppio, Andreas domina di tecnica e servizio Capdeville e firma il 3-1 decisivo DAL NOSTRO INVIATO RICCARDO CRIVELLI twitter@RiccardoCrivel2 NAPOLI San Cile ci fa di nuovo la grazia: l’Italia rimane in serie A, il paradiso conquistato proprio contro i sudamericani solo l’anno scorso, con troppo tempo (dal 2000) trascorso negli inferi. E dopo le saette tra Fognini e Capdeville del primo giorno e il clamoroso disastro del doppio di sabato, questa volta parla soltanto il campo, con i valori e i talenti consolidati. Tranquillità Così, se Seppi è nu- mero 28 del mondo con 48 partite stagionali nel circuito e un torneo vinto (Belgrado) e Capdeville viaggia al 161 e si è visto soltanto otto volte tra i califfi dell’Atp, evidentemente non ci può e deve essere partita. Su Andreas poteva pesare psicologicamente, è vero, l’ombra dell’imbarazzante sconfitta patita in coppia con Bracciali, e invece l’azzurro disegna la giornata perfetta anche sotto il profilo mentale. Un gran segnale, che matura fin dall’ora di colazione. «Ho dormito bene — sorride l’allievo di Massimo Sartori — e quando mi sono alzato non ho mai pensato alla brutta partita del doppio: ci sta di giocar male qualche volta, ma mi sono subito concentrato sul match con Capdeville, era l’unica cosa che contava». Che servizio E se la battuta è il colpo che fa da specchio alla condizione di un giocatore, gli otto ace che Seppi riversa sul cileno solo nel primo set diventano perciò la facile chiave per aprire le porte di una sfida che non sarà mai in equilibrio. Ancorato forse al miglior servizio in carriera (90% di punti con la prima), Andreas ottiene punti facili, si apre il campo per il dritto, mette pressione a un avversario che non può più essere aggressivo come contro Fognini e che, rimanendo a due metri dalla riga di fondo, viene scherzato più e più volte con la palla corta. Basta un break all’altoatesino per sistemare il primo set e, finalmente li- 6 Le sfide di Coppa Davis tra Italia e Cile, tutte vinte dall’Italia: nel 1949, nel 1960, nel 1976, nel 2011 e nel 2012 53 I vincenti messi a segno da Andreas Seppi nel singolare di ieri contro Capdeville: 15 ace, 28 dritti e 10 rovesci. 26 Le sfide di Coppa Davis in cui Barazzutti è stato capitano azzurro: il bilancio è di 16 vittorie e 10 sconfitte 11 I successi di Simone Bolelli in Coppa Davis: 7 in singolare e 4 in doppio. Anche se con Garin a risultato acquisito bero da pressioni, nel secondo dà lezioni, con 18 vincenti a 4 e il dominio totale degli scambi da fondo. L’unico piccolo cedimento è sul 2-0 del terzo, quando concede la sola palla break dell’incontro e perde il servizio con un doppio fallo, ma ci pensa Capdeville a rimettere i conti a posto con due banali errori (volée in rete a campo aperto e smorzata sciagurata) sul 4-3 per il break decisivo. Progetti Tutto facile, ma biso- gnava riuscirci: «Sono contento, ho giocato una partita molto solida - analizza Seppi - e ho servito davvero bene: questo mi ha permesso di prendere il controllo degli scambi fin dal primo colpo, di comandare il match e rispetto alle prime due giornate ho anche ridotto di molto gli errori gratuiti». Bentornato, dopo che per due anni se ne era rimasto lontano dalla Davis tra stress e rapporti in bilico con il gruppo: «Questa è una squadra forte e mi ha permesso di reinserirmi senza traumi, secondo me in casa l’Italia può giocarsela con tutte. Adesso? Evitiamo l’Argentina, visto che dovremmo andare là. Per me invece arriva una parte di stagione che mi piace, con i tornei indoor, ma non voglio fare come qualche anno fa quando contavo i punti che mi separavano dai primi 20 e così ho perso tante volte al primo turno». Intanto, si prende la benedizione di capitan Barazzutti: «Andreas veniva da una bruttissima partita, la Davis spesso è una questione di nervi che azzera i valori e invece lui ha vinto di tecnica, si è vista tutta la differenza tra un campione e un avversario molto più debole». Che sia la nascita di un leader? © RIPRODUZIONE RISERVATA Andreas Seppi applaude la permanenza in serie A, alla quale contribuisce con due punti, sotto l’abbraccio con capitan Corrado Barazzutti DE LUCA la guida Mercoledi il sorteggio azzurro del 2013 Pericolo Argentina fuori casa al 1˚turno Nello spareggio per il gruppo mondiale di coppa Davis 2013, disputato nel week-end sulla terra rossa della nuovissima Arena del Tennis alla Rotonda Diaz di Napoli (4000 posti), gli azzurri rispettano il pronostico. Il sorteggio per il tabellone d’èlite a 16 nazioni, il cui primo turno si terrà l’1-3 febbraio, posizione che l’Italia ha riconquistato l’anno scorso proprio in Cile, si terrà mercoledì alle 12 a Londra: l’Italia affronterà una testa di serie. Dunque, le possibili avversarie, seguendo il ranking, sono Spagna, Argentina, Serbia, Repubblica Ceca, Francia, Stati Uniti, Croazia e Austria: giocheremmo in casa con tutte tranne che con l’Argentina. ITALIA-CILE 3-1 Venerdì: SEPPI (n. 28 del mondo) b. Hormazabal (Cile, n. 289) 7-5 6-1 6-2, durata set 53’, 27’ 31’, tot 108’. Sabato: FOGNINI (n. 54) b. Capdeville (Cile, n. 161) 2-6 6-2 6-7 (6) 6-1 6-2, durata set 34’, 41’, 86’, 23’, 62’, tot. 246’; Aguilar-Capdeville (Cile) b. BRACCIALI-SEPPI 6-4 4-6 6-4 6-2, durata set 39’, 44’, 55’, 33, tot. 171’. Ieri: SEPPI b. Capdeville 6-3 6-1 6-3, durata set 31’, 25’, 36’, tot. 92’; BOLELLI (n. 79) b. Garin (n. 1314) 6-4 6-3, durata set 39’, 33’, tot. 72’ GUARDA Gli highlights di Coppa su gazzetta.it r Svolta Certo una bella vittoria farebbe comodo, servirebbe a tutto il movimento: «Quello che serve è il potenziale questa squadra è per tre quarti giovane, dobbiamo farlo uscire fuori come hanno fatto le donne. Certo che un’impresa come quella che fecero loro in Francia nel 2006 potrebbe darci la svolta, ma ripeto, resta una questione di potenziale. E in quella squadra c’erano Flavia Pennetta e Francesca Schiavone che poi sono riuscite ad entrare tra le prime 10 del mondo confermandosi anche al di fuori del giro azzurro». Il capitano promuove Napoli a pieni voti: «Ho già fatto i complimenti al Tennis Club e al sindaco per questa struttura splendida piazzata in una cornice incantevole. Ho avuto modo di parlarne anche con alcuni napoletani incrociati per strada, questo lungomare chiuso al traffico è eccezionale. Se torneremo qui? Non dipende da me, spero solo che non debbano passare altri 17 anni, come dall’ultima volta”. LE SEMIFINALI BATTUTE USA E ARGENTINA, SFIDA DECISIVA IL 16-18 NOVEMBRE la guida Ferrer e Berdych: finale spagnoli-cechi Soeda cede: Israele corsaro in Giappone La finale di coppa Davis del 16-18 novembre sarà Repubblica Ceca-Spagna, molto probabilmente su una superficie veloce indoor che esalti le qualità di Tomas Berdych e Radek Stepanek, e diminuisca lo straordinario potenziale dei terraioli iberici. Ferru Anche senza l’infortunato Rafa Nadal, lo squadrone di Spagna rinnova la sua epopea, raggiungendo la quarta finale in cinque anni (ha mancato solo quella del 2010 di Djokovic e della sua Serbia), la sesta dal 2000, l’ottava della storia, considerando quelle del ’65 e del ’67. Sulla terra battuta di Gijon, i campioni in carica non hanno problemi a sbarazzarsi degli Stati Uniti (vincitori-record di 32 Davis), grazie alla solidità di tutta la squadra nella quale spicca lo scatenato numero 5 del mondo, David Ferrer. «Ferru», che quest’anno ha vinto 5 tornei, e si è appena qualificato per la prima volta alle semifinali degli Us OPen, si salta ancora uan volta con la maglia della nazionale e, dopo Querry, supera in quattro set anche il pivot Isner, firmando in 3 ore il successo numero 16 in altrettanti match sulla superficie preferita. Ma, conscio dei suoi limiti, dopo le 24 vittorie consecutive casalinhge (da 2-3 del ’99 contro il Brasile), invoca pubblicamente Rafa: «Spero che recuperi presto perché per noi è fondamentale», Maturità Nella finale del 2009, la Spagna schiantò per 5-0 i cechi, ma il talento Berdcyh ha fatto molti passi avanti, come ha dimostrato anche nella delicata semifinale sulla terra rossa di Buenos Aires. Dove il numero 7 del mondo ha domato in 5 set Monaco, dopo essere stato in svantaggio due set a uno, e ha resistito all’acceso tifo argentino, orchestrato in prima fila da Maradona, nel singolare di ieri. Quando l’infortunato Juan Martin Del Potro (6 Atp), sofferente ancora al polso, ha lasciato il posto a Carlos Berlocq (n. 45) nel duello fra i numeri uno delle due squadre. Raggiunto nel terzo set da 4-1, Berdych ha però reagito, chiudendo in tre set. Berdych abbraccia Stepanek Le semifinali del gruppo mondiale del week-end hanno promosso Spagna e Repubblica Ceca alla finale del 16-18 novembre, che sarà la rivincita della finale 2009 vinta 5-0 a Barcellona dagli iberici. SPAGNA-STATI UNITI 3-1 (Gijon, terra battuta). Venerdì: Ferrer (Spa) c. Querrey (Usa) 4-6 6-2 6-2 6-4; Almagro (spa) b. Isner (Usa) 6-4 4-6 6-4 3-6 7-5; ieri: Bryan/Bryan (Usa) b. Granollers/M. Lopez (Spa) 6-3 3-6 6-4 7-5. Ieri: Ferrer b. Isner 6-7 (3) 6-3 6-4 6-2. ARGENTINA-REPUBBLICA CECA 1-3 (Buenos Aires, terra). Ieri: Del Potro (Arg) b. Stepanek (Cec) 6-4 6-4 6-2; Berdych (Cec) b. Monaco (Arg) 6-1 4-6 1-6 6-4 6-4. Ieri: Berdych/Stepanek b. Berlocq/Schwank (Arg) 6-3 6-4 6-3. Ieri: Berdych (Cec) b. Berlocq (Arg) 6-3 6-3 6-4. COLPO ISRAELE Oltre a Italia-Cile, si sono disputati altri sette spareggi per la serie A del gruppo mondiale 2013. Il risultato più sorprendente è il successo esterno di Israele in Giappone che riporta Nishikori e compagni al gruppo I zona Asia-Oceania 2013 dopo appena un anno di paradiso e altri 26 di purgatorio. Proprio il n. 1 nipponico (16 del mondo), benché menomato da un problema alla spalla, ha pareggiato 2-2 ma poi, nel match decisivo, Amir Weintraub ha sorpreso Go Soeda rilanciando i semifinalisti 2009. SPAREGGI: Kazakistan-Uzbekistan 3-1 (Astana, terra indoor): Kukushkin (Kaz) b. Istomin 6-4 6-2 6-7 (5) 6-2; Germania-Australia 2-3 (Amburgo, terra): Mayer (Ger) b. Tomic 6-4 6-2 6-3; Stebe (Ger) b. Hewitt 6-4 6-1 6-4; Giappone-Israele 2-3 (Tokyo, cemento): Nishikori (Giap) b. 6-3 3-6 4-6 6-4 7-5; Weintraub (Isr) b. Soeda 6-3 7-6 (5) 6-4 6-3; Belgio-Svezia 5-0 (Bruxelles, terra): Goffin b. Eriksson 6-3 6-4; Darcis b. Vinciguerra 6-4 6-2; Canada-Sudafrica 3-1 (Montreal, cemento): Raonic (Can) b. Van Der Merwe 6-2 6-2 6-4; Brasile-Russia 3-0 (Sao José, terra); Olanda-Svizzera 1-4 (Amsterdam, terra): Federer (Svi) b. Haase 6-1 6-4 6-4; De Bakker (Ola) B. Chiudinelli 6-2 7-6 (4). Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 47 GOLF BMW ITALIAN OPEN L’Analisi di STEFANO CAZZETTA Le vittorie di un torneo di successo Al di sopra di ogni aspettativa. Ci mettiamo alle spalle un bellissimo BMW Italian Open. Tutto, ma proprio tutto, è andato per il verso giusto e alla fine ha vinto il giocatore più amato, dopo, ovviamente, Matteo Manassero. Gonzalo Fernandez Castano è una vecchia, cara, conoscenza: si era già imposto nel 2007 a Tolcinasco, si è ripetuto al Royal Park. Ma che l'Italia fosse nel suo destino deve averlo già capito da ragazzino, quando, a Trieste, era arrivato secondo al Trofeo Topolino. Il pubblico lo adora e lui dà tutto quello che ha per ripagare tanto affetto. Fernandez-Castano ha classe, carisma, umanità. E grandi qualità tecniche. Ha vinto perché nei momenti più difficili ha tenuto a bada la tensione, non ha sbagliato nulla e ha approfittato dell'errore alla 17 del suo rivale Garth Mulroy, che, finito in bunker, in una posizione impossibile, ha potuto rimediare solo un bogey, scongiurando un arrivo al fotofinish e un probabile play off. All'arrivo Fernandez Castano era emozionato. Non vinceva dal 2011 e soprattutto gli faceva male la mancata convocazione in Ryder Cup. Una vittoria così aiuta a smaltire almeno in parte l'amarezza. Dietro il vincitore, hanno dato spettacolo in tanti. A cominciare dai giocatori di Ryder Cup, Martin Kaymer e Nicolas Colsaerts. In mattinata anche Francesco Molinari con uno splendido -7 di giornata aveva cancellato la prestazione irreale del giorno precedente. Olazabal può contare su di loro. Ma soprattutto ha dato spettacolo Matteo Manassero. Aveva promesso di lottare per la vittoria ed è stato di parola: ancora un -7 che gli è valso il terzo posto insieme al francese Gregory Bourdy. Matteo ha dimostrato una maturità e una solidità impressionanti. Una sola grossa sbavatura (doppio bogey alla 4) e due putt da vicino sbagliati per due birdie mancati. Per il resto Manassero è stato perfetto, addirittura impressionante nella precisione dei colpi a green. L'Open va in archivio e lascia buone sensazioni. La data di settembre si è dimostrata felice, il field era di primissimo livello, il pubblico ha apprezzato e ha risposto nella maniera migliore. Si temeva che l'introduzione dell'ingresso a pagamento azionasse il freno della partecipazione del pubblico. Pericolo scongiurato, a conferma che ogni spettacolo, se di qualità, è giusto abbia un prezzo e che è proprio da quest'ultimo che trae ulteriore valore. Al momento di fare i bilanci non bisogna dimenticarsi di tenere un occhio rivolto al futuro. L'Italia rivendica il suo Open e lo vuole esattamente così: bello ed emozionante. 4 MULROY SECONDO Ecco la classifica finale del Bmw Italian Open che si è disputato come nel 2011 sul percorso del Royal Park I Roveri di Fiano in provincia di Torino (par 72). Il montepremi è di 1,5 milioni, la prima moneta 250.000 euro. 1. CASTAÑO (Spa, 68 65 67 64; 264. 250.000 e) 264 (-24); 2. Mulroy (Saf, 66 67 66 67 (166,660 e) 266; 3. Bourdy (Fra, 69 64 70 65; 84.450 e) e MANASSERO (69 69 65 65); 84,450 e , 268; 5. Boyd (Ing, 69 70 68 63; 49,650 e); Colsaerts (Bel, 71 67 65 67), Kaymer (Ger, 70 66 67 67), Larrazábal (Spa, 69 66 66 69) 270; 9. Cabrera-Bello (Spa, 67 69 65 70); 10. Hansen (Dan, 70 68 67 67), Van Zyl (Saf, 71 69 68 64) 272; Warren (Sco, 68 65 72 67) 271; 13. Lowry (Irl, 70 67 67 69, 273), Dubuisson (Fra, 66 69 69 69), Little (Ing, 67 68 69 69), Horne (Saf, 66 71 68 68) 273; 17. Dredge (Gal, 67 69 70 68, 274), Lundberg (Sve, 70 65 71 68), Bland (Ing, 66 66 71 71), Walker (Ing, 79 69 68 67), Howell (Ing, 66 70 72 66) 274; 27. GAGLI (69 68 68 71) 276; 13.000e); 46. F. MOLINARI (68 69 76 65) 7.050e, 278. Matteo Manassero, 19 anni LAPRESSE 4 Il gran finale I NUMERI 24 Matteo-sprint: è terzo! «Gonzo» imprendibile Colpi sotto il par. E’ lo score più basso fatto segnare nelle 4 edizioni dell’Open d’Italia al Royal Park. 6 Il fenomeno Manassero piazza 6 birdie nelle seconde 9 buche per 7500 tifosi, ma lo spagnolo Castaño chiude a -24 DAL NOSTRO INVIATO FEDERICA COCCHI FIANO (Torino) DUE OPEN D’ITALIA MA E’ ALESSIA IL SUO SUCCESSO PIU BELLO 1 2 Alla fine la spunta «Gonzo». Gonzalo Fernandez Castaño, italiano bis perché si porta a casa per la seconda volta l’Open d’Italia. Cinque anni fa a Tolcinasco la spuntò al playoff con l’austriaco Brier, festeggiò con un tuffo nel laghetto e rimediò un raffreddore. Ieri, al Royal Park I Roveri, ha preferito inzupparsi di champagne. Castaño conquista il titolo con uno spettacolare -24, davanti al sudafricano Mulroy a -22, ma al terzo posto si è piazzato uno straordinario Matteo Manassero a -20, con una rimonta mozzafiato e sei birdie nelle seconde nove. Davanti a 7500 persone venute ai Roveri per sostenerlo. Pazienza Castaño Lo aveva detto già venerdì, voleva conquistare il titolo per superare la delusione di non essere stato convocato in Ryder Cup da Olazabal: «Lui mi ha aiutato molto due anni fa a migliorare il putt. E poi ho lavorato a livello mentale, mi è servito, anche se più di tutto per la fiducia è utile vedere la palla che rotola in una buca. Ho giocato bene ultimamente, anche se i risultati non lo hanno dimostrato. Sentivo anche la pressione di fare bene per entrare in Ryder, ma non è andata». 2 I successi dello spagnolo all’Open d’Italia: il primo nel 2007 a Tolcinasco, quando aveva superato al playoff Marcus Brier. 3 1 Manassero (a sin.) e Gonzalo Fernandez Castaño, al secondo successo all’Italian Open dopo 5 anni. 2 Lo spagnolo con la splendida moglie Alessia 3 Premiato dal presidente Fig, Chimenti SCACCINI LAPRESSE La coreana Shin straccia tutte al British Open Jiyai Shin ha letteralmente dominato con 279 colpi (71 64 71 73), a -9, il Ricoh Womens British Open, 4˚ e ultimo major stagionale al Royal Liverpool GC (par 72), a Hoylake in Inghilterra. La 24enne coreana ha staccato di 9 colpi la connazionale Inbee Park (288, par) e di 10 la Creamer (Usa) a 289. Non hanno superato il taglio Diana Luna con 150 (75 75) e Giulia Sergas (76 74), ca, ovviamente, alla splendida moglie Alicia e ai loro tre figli. Lui le aveva chiesto di sposarla dopo il successo all’Asian Open 2006, e a Tolcinasco 2007 lo aveva già messo sotto con lavatrici e ferro da stiro: «Il mio golf era in pericolo... Passavo più tempo a fare i lavori di casa che a praticare», scherzava. Che Matteo Manassero si porta a casa un terzo posto, pari con il francese Bourdy, che sa di rinascita. Soprattutto nelle ultime due giornate, Matteo ha pennellato due giri pazzeschi. Due -7 che fanno tornare il sorriso al 19enne veronese che ha battuto tutti i primati di precocità. «Peccato solo per il doppio bogey alla quattro dopo es- sere finito in acqua — racconta —, altrimenti sarebbe stata una giornata ancora più straordinaria. Ma alla fine mi ha rovinato più il weekend la sconfitta del Milan che non quell’errore». Un ultimo giro con la spinta emotiva del pubblico che sognava un suo successo: «E’ per loro che non ho mollato. Ho voluto subito riprendermi e nelle seconde nove, un birdie dopo l’altro, sentivo come una spinta ad andare avanti». Un terzo posto che fa tornare il sorriso a Matteo, reduce da una stagione transitoria: «E’ quello che ci voleva, una buona settimana. Che sia successo anche nell’Open di casa mi rende ancora più felice». Occhio, Matteo non si ferma più. © RIPRODUZIONE RISERVATA TRE CAMPIONI SI RISCALDANO PER LA NAZIONALE EUROPEA Molinari, Colaserts, Kaymer da Ryder FIANO (Torino) Quelli che la Ryder, ovvero Francesco Molinari, Martin Kaymer e Nicolas Colsaerts. Chicco aveva promesso che avrebbe chiuso l’Open con un buon ultimo giro e così è stato. Anche partendo ieri, prima delle 8 del mattino, diverse persone erano venute per lui che ha voluto onorare l’impegno. «Era da un po’ che non dovevo puntare la sveglia così presto la domenica mattina — scherza 23 Sono stati 23mila gli spettatori in questi quattro giorni al Bmw Italian Open. Ieri le presenze sono state 7500. LE DONNE Match play Per vincere con il sudafricano Mulroy, ha dovuto affrontare quasi un match play. Colpo a colpo, buca contro buca: «Anche per questo la vittoria ha un sapore speciale. E’ stato un duello avvincente, anche a livello di testa. Un successo della pazienza e della forza di volontà». Le ultime buche le ha giocate con buona parte del pubblico a sostenerlo. «Ho avvertito grande calore attorno a me, ringrazio tutta queste gente che mi ha fatto sentire a casa. Mi sembrava quasi di giocare a Madrid!». Il suo legame con l’Italia è nato quando era ragazzino: «Sono arrivato secondo a un Trofeo Topolino, a Trieste». La dedi- Con il successo di ieri, Castaño porta a sei i successi sul Tour europeo. L’ultima sua vittoria era a Singapore nel 2011. Francesco, che con il 46˚ posto di ieri diventa terzo nella Race to Dubai —. Mi spiace, sabato ero scarico mentalmente, forse troppo lavoro per prepararmi alla Ryder. Ma il -7 dell’ultimo giro ha dimostrato che non era un problema tecnico, soltanto di affaticamento». Il lavoro grosso comincia adesso, mancano meno di due settimane alla sfida tra Europa e Usa a Medinah, in Illinois: «Sento di essere sulla strada giusta. Il percorso in America sarà molto difficile, lo hanno preparato secondo le caratteristiche loro, ma la sfida è quello ogni golfista sogna. Prescinde da tutto. Molti abbinamenti sono già quasi scontati. Potrei giocare con Westwood, o magari Donald o Sergio Garcia». Il novellino della squadra europea è Nicolas Colsaerts, che ieri ha girato con Manassero chiudendo al 5˚ posto. «Non vedo l’ora che arrivi il momento — ha detto il belga —. Andrò in Spagna a prepararmi questa settimana, prima di volare negli Stati Uniti. Voglio essere al massimo per la squadra. Deciderà il capitano. I compagni sono tutti grandi campioni. Con Francesco ho giocato i primi due giorni qui e mi sono trovato bene. E’ uno dei più precisi e solidi». Per il tedesco Martin Kaymer, ieri anche lui 5˚ con -18, sarà invece la seconda Ryder: «Ho buone sensazioni, i colpi stanno tornando solidi come nel 2010, mi sento pronto come due anni fa in Galles». f.co. © RIPRODUZIONE RISERVATA Francesco Molinari, 30 anni LAPRESSE Codice cliente: 5104377 48 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 PRIMO PIANO NAZIONALI PROTAGONISTE DAL NOSTRO INVIATO MARIO SALVINI ROTTERDAM (Olanda) Fino a quando durerà questa saga tra Italia e Olanda, a tutti resterà nel cuore un’immagine: il pubblico del FamilieStadion di Rotterdam in piedi ad applaudire gli azzurri campioni d’Europa 2012. La stessa gente che tante volte ci ha sbeffeggiati, stavolta, nel giorno che doveva essere della sua grande festa, ha riconosciuto la superiorità dei nostri. Niente celebrazioni per il ritorno a casa dei campioni del Mondo arancioni, quindi, né per il centenario della federazione d’Olanda. Solo complimenti all’Italia, campione per la 10ª volta, la 2ª di fila. L’Italia che in Olanda non vinceva da 35 anni e che stavolta ha trionfato nel più bel modo possibile. Senza discussioni, nettamente, prepotentemente. Dopo aver vinto 8 partite su 8 nei due gironi, e schiacciando la squadra di casa in finale sotto 12 valide e 8 punti. Per un 8-3 straordinario. NUOTO: FONDO Schiaccianti «E’ il successo di tutti», dice con gli occhi lucidi il manager, Marco Mazzieri. E ha ragione. E’ di John Mariotti, il lanciatore partente, con cui l’Italia è andata in svantaggio: 0-1 al 1˚ inning. Ma che ha poi limitato i bombardieri d’Olanda fino al 6˚, per poi lasciar finire il lavoro a Cooper. E ovviamente del lineup, tutto: 8 uomini su 9 hanno battuto almeno una valida (e Granato, unico a 0, s’è preso due basi ball). Uno su tutti: Lole Avagnina, architetto da Fossano, provincia di Cuneo, esterno tricolore con San Marino, capace di 4 valide su 5 turni. Lole ha battuto 2 punti a casa, innescando entrambi i big-inning Una conferma trionfale 4 in casa dell’Olanda L’ALBO D’ORO L’Italia domina la finale 8-3 contro i campioni mondiali Dopo 35 anni sbancato il diamante dei grandi rivali chiude così: «E’ il successo più bello, con tanti ragazzi usciti dall’Accademia di Tirrenia. Abbiamo ridato un futuro al nostro baseball». ITALIA-OLANDA Gli azzurri in festa: a sinistra Mike Piazza, tifoso del Palermo, invita il gruppo ad esultare alla Miccoli RATTI con cui i nostri hanno sommerso l’Olanda, il 3˚e il 4˚ (nel 4˚, 2 pbc ciascuno anche per LaTorre e Chiarini). E quindi è stato giustamente votato Mvp. «Ho lavorato tutta la vita, per questo», ha detto riemergendo da un gigantesco gavettone del capitano Mario Chiarini. Futuro italiano «Con un gruppo di ragazzi eccezionali come questi, nulla è precluso — ha proseguito Mazzieri —. Hanno fatto un’impresa, ma no, non mi hanno stupito. Ci hanno ascoltati, ci hanno sopportati, e hanno dato tutto». Hanno cioè ascoltato lo staff, di cui fa parte anche Mike Piazza, il catcher che ha battuto più fuo- EUROPEI A PIOMBINO LA 25 KM ESALTA ANCORA LE DONNE Una Franco tutta d’oro e la Grimaldi è di bronzo MAURIZIO CALDARELLI PIOMBINO L’Italia cala il poker agli Europei di fondo con una grande prestazione di Alice Franco, che si conferma la regina nella 25 km. E con la portacolori dell’Esercito sale sul podio anche Martina Grimaldi, che chiude con un bronzo una stagione fantastica. Le due azzurre, divise all’arrivo in piazza Bovio dalla spagnola Dominguez Cabezas, hanno interpretato bene una gara durissima, rimanendo sempre con le prime, per poi staccarsi negli ultimi 10 chilometri. Franco e Grimaldi hanno provato a fiaccare la resistenza della spagnola, ma è stata la bolognese, bronzo a Londra, a farsi superare. «Dedico la vittoria a mamma e papà — esulta la Franco — che sono venute a tifare e mi hanno visto chiudere un anno lunghissimo con una grande vittoria. E’ stata dura, ma divertente: per 7 chilometri siamo riuscite anche a tenere il passo degli uomini. Il mare era una tavola, anche se si è increspato a metà gara. Sono contentissima: Martina ha vinto la 10 km, Rachele la 5, non volevo essere da meno. E’ stata più bella che in Israele, il pubblico intorno a questo magico specchio d’acqua ci ha dato qualcosa in più». Niente bis Martina Grimaldi, in vantaggio all’ultimo intermedio sperava di bissare il successo della 10 km, ma ha pagato negli ultimi metri l’accelerazione della Franco e all’arrivo è scoppiata in un pianto liberatorio sulla spalla di Ra- Alice Franco e Martina Grimaldi INSIDE chele Bruni. «Ho pagato la stanchezza — dice —. Sono delusa, anche se mi posso accontentare, chiudo con 2 medaglie, compresa la prima nei 25 km». Con 203 punti, l'Italia ha vinto la classifica per nazioni (e il medagliere con 4 ori e 3 bronzi), anche se ieri gli uomini sono rimasti a secco: Ruffini 4˚ e Cleri solo 6˚, dietro al quarantenne Stoychev, iridato 2011. Il c.t. azzurro Massimo Giuliani «una medaglia d’oro l’ha vinta anche Piombino. Un’esperienza dura e bellissima. Superlative le ragazze, uomini compatti e ai vertici». 25 km. Uomini: 1. Stoychev (Bul) 5h04'02"3; 2. Lavrentyev (Por) 5h04'05"4; 3. Reymond (Fra) 5h04'06"3; 4. RUFFINI 5h04'24"6; 5. Chervynskiy (Ucr) 5h04'38"7; 6. CLERI 5h06'10"6. Rit. PIRANI. Donne: 1. FRANCO 5h31'21"9; 2. Dominguez Cabezas (Spa) 5h31'26"3; 3. GRIMALDI 5h31'34"6; 4. Rybarova (R.Cec) 5h37'27"4; 5. Barrot (Fra) 5h38'38"9; 9. LAMBERTI 5h51'52"0. © RIPRODUZIONE RISERVATA CANOTTAGGIO BASEBALL L’EUROPA E’ AZZURRA ricampo nella storia della Mlb. Che ieri sera coinvolgeva tutta la squadra nella sua esultanza, agitandosi una mano davanti alla faccia, alla Miccoli. «Eh certo, sono tifoso del Palermo. Questi ragazzi migliorano di continuo. Sono orgoglioso di loro. E di essere qui». Musica per il presidente federale Riccardo Fraccari. Che | 8-3 OLANDA: Urbanus 6 (0/4), Statia bd (2/4), Smith 3 (0/4), Sams 8 (1/4), Connor 7 (0/4), De Cuba 9 (2/4), Kemp 4 (1/4), V. Heydoorn 2 (0/4), Duursma 5 (0/3). ITALIA: Infante 5 (1/3), Avagnina 7 (4/5), Granato 6 (0/3), Colabello 3 (1/4), LaTorre 2 (1/3), Chiarini 9 (1/4), Ermini bd (1/4), Vaglio 4 (2/4), DeSimoni 8 (1/3). Lanciatori: Martis (p.) 2.1rl, 3so, 2bb, 6bv, Sulbaran 1.1rl, 0so, 1bb, 4bv, Stuifbergen 4.1rl, 5so, 0bb, 2bv; Mariotti (v.) 6rl, 6so, 0bb, 3bv, Cooper 2rl, 2so, 0bb, 1bv; Grifantini 0.1rl, 0so, 0bb, 2bv, Pugliese 0.2rl, 1so, 0bb, 0bv. Punti: Olanda 100.100.001: 3 (6-0); Italia: 003.500.00x: 8 (12-2). Note: fuoricampo De Cuba (al 4˚ da 1p.). Doppio: Statia 2, DeSimoni, Avagnina, Chiarini, Sams, DeCuba. Classifica finale: 1. Itala; 2. Olanda; 3. Spagna (ct. Mauro Mazzotti); 4. Germania; 5. R.ceca; 6. Svezia; 7. Grecia; 8. Francia; 9. Belgio; 10. Croazia; 11. Gran Bretagna; 12. Russia. I migliori - Mvp: Lorenzo Avagnina (Ita); Battitore: Francisco Figueroa (Spa); Lanciatore (media pgl): Luca Panerati (Ita) Lanciatore (vinte-perse): Luca Panerati (Ita) Punti battuti a casa: Dewis Navarro (Spa); Fuoricampista: Kai Gronauer (Ger); Basi rubate: Kalian Sams (Ola); Punti segnati: Francisco Figueroa (Spa); Difesa: Nick Urbanus (Ola). © RIPRODUZIONE RISERVATA 1954 Italia, 1955 Spagna, 1956 Olanda, 1957 Olanda, 1958 Olanda, 1960 Olanda, 1960 Olanda, 1962 Olanda, 1964 Olanda, 1965 Olanda, 1967 Belgio, 1969 Olanda, 1971 Olanda, 1973 Olanda, 1975 Italia, 1977 Italia, 1979 Italia, 1981 Olanda, 1983 Italia, 1985 Olanda, 1987 Olanda, 1989 Italia, 1991 Italia, 1993 Olanda, 1995 Olanda, 1997 Italia, 1999 Olanda, 2001 Olanda, 2003 Olanda, 2005 Olanda, 2007 Olanda, 2010 Italia, 2012 ITALIA. Europei azzurri Gli Europei vinti dalle nazionali italiane: 10 baseball, 9 softball, 6 pallavolo uomini, 5 pallanuoto donne, 3 pallanuoto uomini, 2 basket uomini, 2 pallavolo donne, 2 hockey pista, 2 football, 1 calcio, 1 basket donne. EUROPEI A VARESE ORO ANCHE PER IL 4 SENZA PL UOMINI, 4 ARGENTI Milani-Sancassani primo successo in rosa MARTA CANTONI VARESE Le finali degli Europei si trasformano in una festa per il canottaggio italiano. L’Italia esce dominatrice nel medagliere, davanti alla Romania (2-1-2) e alla Grecia (2-1-0) con 6 medaglie (2 ori, 4 argenti), per l’organizzazione e la cornice di pubblico. Il primo oro arriva nel doppio pl di Laura Milani ed Elisabetta Sancassani: è un traguardo storico perché è il primo successo europeo nell’armo. La gara è combattuta: le italiane, terze dopo 500 metri, superano la Polonia e, dopo un testa a testa con la Grecia, effettuano il sorpasso a pochi metri dal traguardo. Il secondo oro arriva nel 4 senza pesi leggeri di Alin Zaharia, Martino Goretti, Luca De Maria ed Armando Dell’Aquila. Dopo 500 metri la Gran Bretagna è davanti ma l’Italia non ci sta e si incolla alla barca degli inglesi: il ritmo italiano è nettamente superiore e dai 1250 metri non c’è storia. Sorpresa Alessio Sartori e Romano Batti- sti, argento nel doppio a Londra, si confermano dietro i croati, a 92 centesimi, e dopo aver rimontato Polonia e Norvegia. L’otto femminile si rivela una sorpresa d’argento e nel doppio Giulia Pollini e Giada Colombo sono seconde dopo una gara grintosa: la Bielorussia va via, le azzurre sono superate dalle romene, che però non riescono a contenere il ritorno azzurro. I due otto (maschile e femminile) insieme sul podio europeo sono una piacevole novità: grande rimonta delle Laura Milani ed Elisabetta Sancassani ragazze, guidate da Federica Cesarini, che passano dal 6˚ al 2˚ posto dietro la Romania, che fa gara a sé. Anche gli uomini partono piano, ma rientrano in gara superando Romania, R.Ceca e rimanendo dietro la Polonia di poco più di 1". Quarto il 2 senza rosa e 6˚ il 4 di coppia. Finale con tuffo in acqua... Risultati. Senior. Uomini. Doppio: 1. Croazia 6'14"25; 2. Sartori-Battisti 6'15"17; 3. Norvegia 6'17"78. Otto: 1. Polonia 5'33"23; 2. Italia Perino, Vicino, Sansone, Frattini, Paonessa, Capelli, Canzani, Tranquilli, tim. D’Agnello) 5'34"57; 3. R.Ceca 5'35"23. Donne. Doppio: 1. Bielorussia 6'58"94; 2. Pollini-Colombo 7'02"20; 3. Romania 7'03"67. Otto: 1. Romania 6'06"94; 2. Italia (Wurzel, Magnaghi, Patelli, Colombo, Bascelli, Bertolasi, Palma, Marasca, tim. Cesarini) 6'17"66; 3. Gran Bretagna 6'18"31. Pesi leggeri. Uomini: 4 senza: 1. Italia (De Maria, Goretti, Zaharia, Dell’Aquila) 6'00"92; 2. Gran Bretagna 6'01"74; 3. Serbia 6'05"46. Donne. Doppio: 1. Milani-Sancassani 6'53"39; 2. Grecia 6'57"62; 3. Gran Bretagna 6'58"87. Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 49 RUGBY TRAGEDIA IN IRLANDA UNA MORTE ASSURDA Spence affoga nei liquami della sua fattoria 1 2 3 Giocava nell’Ulster ed era nel giro della Nazionale: è deceduto con padre e fratello ANDREA BUONGIOVANNI Venerdì, a Belfast, aveva giocato con la squadra riserve dell’Ulster, il suo club, contro quella di pari livello del Munster. Sabato stava trascorrendo il giorno di riposo nell’azienda agricola di famiglia nelle campagne di Drumlough Road, a Hillsborough, County Down. La tragedia, occorsa poco dopo le 18, s’è consumata in fretta. E adesso il mondo del rugby — non solo quello nord irlandese — piange la morte di Nevin Spence, 22enne centro di gran talento, una della maggiori speranze del movimento del Trifoglio. Annegati Nevin, biondo ragazzone di 95 chili per 1.83, si trovava insieme a papà Noel, al fratello Graham, più vecchio di lui di otto anni e alla sorella Emma. Noel e Graham, per cause che andranno accertate, sono caduti dentro una cisterna per liquami e scarti animali. Lui ed Emma, nel tentativo di aiutarli, sono a loro volta scivolati nel «pozzo nero». Per i tre uomini vane sono state le immediate chiamate di soccorso: sono annegati in conseguenza delle esalazioni dei gas sprigionati dai resti organici e da altri materiali biodegradabili contenuti nella cisterna, resti e materiali che nel tempo si sarebbero trasformati in fertilizzanti. Emma, invece, è stata trasportata al Legan Valley Hospital ancora in vita e gli ultimi bollettini relativi parlano di «condizioni stabili». Le cronache, in passato, hanno raccontano di casi analoghi di morte. Ma mai la sorte aveva colpito in questo senso tre persone contemporaneamente. E mai si era accanita contro un atleta di vertice. Ha provato a salvare i familiari caduti in una cisterna. La sorella è grave nominato «emergente dell’anno» dall’associazione giocatori della federazione irlandese, era entrato nella rosa della prima squadra dell’Ulster (Irlanda del Nord, attuale club vice campione d’Europa) nella stagione 2009-2010 (tre gettoni), per poi sfondare nella successiva. Anche se in quella da poco cominciata era stato rallentato da una serie di infortuni, tra Celtic League e Heieneken Cup vantava già un totale 44 presenze. I tifosi del Ravenhill Stadium — una delle culle ovali di quella parte di mondo, come ben sa l’azzurro IN CELTIC LEAGUE Venerdì avrebbe giocato a Parma Possibile rinvio Non è lieto il primo atto ufficiale di Alfredo Gavazzi da presidente federale. Il nuovo n. 1 della Fir, ieri, insieme al consiglio, agli atleti e agli staff delle formazioni italiane in Celtic League, ha espresso il cordoglio del rugby tricolore per la morte di Spence. Proprio venerdì, per la quarta giornata del torneo, l’Ulster dovrebbe giocare al XXV Aprile di Parma contro le Zebre: «Fir e franchigia — recita un comunicato — rispetteranno i desideri della famiglia di Nevin e dei suoi compagni di squadra». La carriera Spence, nel 2011 Carlo Del Fava, che per l’Ulster ha giocato nel 2007-2009 — per lui stravedevano. Tanto che ieri, proprio allo stadio, le dimostrazioni di cordoglio sono state numerosissime. Nevin non aveva ancora raccolto caps in Nazionale, ma nell’ultimo Sei Nazioni faceva parte del gruppo allenato da Declan Kidney. E a fine maggio, a Kingsholm, uscendo dalla panchina, aveva giocato nell’Irlanda sconfitta dai Barbarians guidati da John Kirwan. In Italia Nevin era di casa anche in Italia: nella carriera, con l’Ulster, aveva giocato (quasi sempre da titolare) tre volte contro Treviso e quattro contro gli Aironi, doppia sfida di Heineken Cup della scorsa stagione compresa. Giusto un anno fa aveva giocato a Viadana, in dicembre a Monza per il ritorno di Coppa e in marzo a Monigo. Tante, tantissime le reazioni. «Tutto il Paese — ha detto Peter Robinson, primo ministro dell’Irlanda del Nord — si stringe intorno alla famiglia Spence. Ricordo bene la visita di Nevin e dei suoi compagni di squadra in Parlamento, in primavera, per celebrare la conquista della finale di Heineken Cup. Ci mancherà molto». «E’ una notizia devastante — ha commentato Brian O’Driscoll, l’uomo più rappresentativo dell’ovale d’Irlanda — era uno splendido talento». Condoglianze sono giunte anche da Dan Carter, stella degli All Blacks e da un’infinità di altri giocatori sparsi nel mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA Taccuino AZZURRI ALL’ESTERO Staibano superstar Parisse non vince più Per Fabio Staibano, in Premiership inglese, terza partita su tre da pilone titolare dei London Wasps. Dopo Saracens-Leicester, in un pub londinese, aggressione a Chris Ashton, ala dei Saracens: un uomo ha cercato di rompergli un bicchiere in testa, provocandogli alcune ferite. Nel Top 14 francese nuova sconfitta dello Stade Français di Sergio Parisse, ora terz’ultimo in classifica. Premiership inglese (3˚ turno): London Wasps-London Irish 43-14 (Masi/LW 80’, Staibano/LW fino al 40’); Saracens-Leicester 9-9 (Nieto/S fino al 47’; Castrogiovanni/L dal 50’). Classifica: Harlequins 15; Northampton 13; Leicester 12; Saracens 11; Bath 9; Wasps 8. Top 14 francese (5˚ turno): Borde- aux-Stade Français 30-22 (Parisse/SF 80’); Bayonne-Racing Parigi 18-25 (Dellapè/RP fino al 48’, Mi. Bergamasco/RP in panchina). Classifica: Tolone 22; Clermont 18; Biarritz 17; Tolosa, Castres 15; Grenoble, Racing Parigi 14; 12. Stade Français 6. Pro D2 francese (4˚ turno): La Rochelle-Auch 24-10 (Canale/LR 80’, Cedaro/LR dal 62’); Brive-Narbonne 24-16 (Furno/N dal 51’). Classifica: Oyonnax 15; Aurillac, Pau 12. ECCELLENZA Viadana e Calvisano Promettenti vittorie (i.m.) In Eccellenza (campionato alvia nel weekend) il Viadana dà una lezione in amichevole al Rovigo, superandolo 38-13 (mete 6-1). I rossoblu perdono per alcune settimane il seconda linea Maran per frattura al setto nasale, stessa lesione subita in allenamento pochi giorni prima dal collega di reparto Tuniati. Per Calvisano quarta vittoria su altrettante amichevoli: dopo i successi contro Reggio Emilia, Padova e Mogliano, a Colorno (Pr), Crociati superati 19-10. QUATTRO NAZIONI Gryling squalificato Carter è in ripresa Nel Quattro Nazioni, dopo la quarta giornata di sabato, sospeso per due settimane il sudafricano Dean Greyling per una testata rifilata a Richie McCaw, capitano All Blacks. La Nuova Zelanda, già virtuale vincitrice del torneo, per la sfida ai Pumas del 29 settembre in Argentina potrebbe recuperare Dan Carter, che ha giocato solo sei delle ultime 14 partite della squadra (tutte vinte). «L’infortunio a un polpaccio sta migliorando — ha spiegato il c.t. Steve Hansen — prenderemo una decisione tra 4-5 giorni». AVEVA 22 ANNI 1 Nevin Spence, 22 anni, in maglia Ulster, club col quale in poco più di due stagioni aveva disputato 44 partite 2-3 Il cordoglio dei tifosi al Ravenhill Stadium di Belfast, culla dell’ovale irlandese 4 Uno striscione con un tributo AP, REUTERS 4 50 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 BASKET IL PERSONAGGIO A NUOVI ARRIVI La sfida di Recalcati AARON PETTINARI MONTEGRANARO S Zachary Andrews Ala centro, 2.03, 27 anni, lo scorso anno era ai L.A. D-Fenders in D-League S Christian Burns Ala, 2.03, 27, ha giocato in Polonia, Portogallo, Germania, Ucraina e Israele S Kyle Johnson Guardia, 23 anni, 1.95, nazionale inglese, lo scorso anno in Grecia e Cipro S Ronald Steele Guardia, 26 anni, 1.87, arriva dal Tofas Bursa, in Turchia, dopo due stagioni in Israele Carlo Recalcati ha accettato una nuova sfida: Montegranaro, una piccola città che vive di basket e che tra mille difficoltà ha trovato la forza per iniziare la settima stagione consecutiva in serie A. Recalcati, cosa l’ha convinta a dir sì a Montegranaro? «Non è stato affatto difficile, a me piace mettermi in gioco. Certo, a tutti fa piacere allenare squadre che partono per vincere lo scudetto ma le motivazioni si trovano anche in realtà come questa. Trovo tante similitudini con esperienze passate, come lo spirito vissuto a Cantù, una cittadina piccola che ha una grande partecipazione di pubblico e tifosi». Ci sono similitudini anche con Varese? «Sì, le difficoltà economiche sono simili e anche qui si riparte da un consorzio, anche se con una forma differente. Varese oggi è un modello per la pallacanestro in quanto non si spende mai più di quanto si ha in cassa. Montegranaro ha preso questa via». «Montegranaro? Perché mi piace mettermi in gioco» Il 67enne coach: «Ovunque trovo motivazioni La Nazionale? Merito di Pianigiani» Società spariscono e altre faticano a trovare gli sponsor. «Il nostro movimento è in grande difficoltà. Purtroppo nessuno ha fatto nulla per evitare la crisi e ora scontiamo la superficialità avuta in passato. Negli ultimi tre anni sono scomparse centinaia di club nei campionati minori e non è mai scattato l’allarme per arrivare a una revisione generale del movimento. Per cambiare serve una nuova sensibilità da parte di tutti. C’è chi lo ha capito e chi ancora no». Che squadra è la Sutor? «Abbiamo cercato il giusto equilibrio con le disponibilità che avevamo. Sono rimasti Di Bella e Mazzola, che conoscono la realtà, sono arrivati Cinciarini e Slay che portano esperienza e qualità importanti. Poi ci sono giocatori che hanno voglia di emergere: Steele, Burns, Andrews e Johnson». Steele può essere la stella? PRE CAMPIONATO Sutor battuta da Pesaro Biella, doppia vittoria (l.b.-cam.ca.-a.r.) A Porto Sant’Elpidio: Pesaro-Montegranaro 83-71 (Amoroso 20, Cavaliero 19; Cinciarini 15, Burns 14). A Biella: Biella-Cremona 59-54 (Brackins 12, Jaramaz 9; Huff 10, Jackson 9). Sabato ad Alba: Biella–Reggio Emilia 67-66 (Mavunga e Brackins 15; Chrysikopoulos 11; Taylor 14, Antonutti 11). A Caserta: Roma-Venezia 86-84 dts (Datome 21, Goss e Czyk 18; Clark 33, Young 15, Zoroski 10): Avellino-Venezia 76-61 (Ebi e Richardson 16, Hardy 13; Clark e Williams 17); Caserta-Roma 76-70 (Chatfield 20, Jelovac 19, Akindele 17; Lawal 16, Taylor 15, Datome 14). Finale a Caorle: Cantù-Virtus Bologna 73-71 (Aradori 19, Smith 15; Smith 17, Poeta 14). EUROPEE (g.d.-pe.m.) A Cagliari: OlympiacosSiena 71-67 (Gecevicius 11; Brown 14, Sanikidze 12, Carraretto 10); Fenerbahçe-Cska 70-65 (Peker 15, McCalebb 14; Ponkrashov 16). A Sofia: Barcellona-Panathinaikos 85-80 (Ingles 18; Schortsanitis e Kitchen 15). Semifinale: Lukoil Sofia (avversaria di Cantù nel preliminare di Eurolega)-Barcellona 69-71 (Jawai 21). «Credo molto in lui e nelle sue potenzialità. Sta cercando di capire la nuova realtà ma è capace di produrre punti e far girare la squadra. Lo vedo bene anche accanto a Di Bella». Burns lo avrebbe voluto già lo scorso anno a Varese. «Ha un dinamismo notevole, nonostante la stazza. Lo avrei voluto lo scorso anno se Kangur fosse andato a Siena. Viene da un infortunio serio e lo stiamo aspettando. Andrews e Johnson sono delle scommesse perché per la prima volta si trovano a fare i conti con un campionato di un certo livello». Cosa pensa della qualificazione della Nazionale all’Europeo? «Coach Pianigiani ha fatto un grande lavoro e ha il merito di aver costruito un gruppo che ha questo spirito. Le otto vittorie consecutive sono un punto di partenza. È bello vedere i giocatori che combattono per l’azzurro. Quando c’è questo clima è più facile poi lavorare per su- perare anche i limiti che si hanno. Ora però si deve avere la capacità di non esaltarsi troppo. È storia che quando restiamo umili siamo capaci di compiere grandi imprese». Come potranno inserirsi Bargnani e Belinelli? «È sicuramente un tema delicato e dipende dal momento in cui il gruppo lo vai a formare. A me capitò con Pozzecco. All’inizio il gruppo non era pronto per accettare la sua personalità così fui costretto a fare una scelta. Arrivò il bronzo europeo e, una volta che il gruppo si è consolidato, l’anno successivo fu più facile inserire anche il Poz, tanto che riuscimmo in un’impresa ancora più grande, l’argento olimpico. Sarà importante la chimica del gruppo. Se si sentirà sicuro e forte come quest’estate, non credo che ci saranno problemi ad accettare le personalità notevoli di Belinelli e Bargnani». la scheda CARLO RECALCATI 67 ANNI ALLENATORE Nato a Milano l’11 settembre 1945, ha giocato per 17 stagioni a Cantù dove ha vinto due scudetti, nel 1968 e nel 1975. Ha chiuso la carriera da allenatore giocatore a Parma nel 1981. Ha giocato 166 partite in Nazionale. I CLUB Ha allenato a Bergamo, Cantù, Reggio Calabria, Milano (Arese), Varese (due volte), Fortitudo, Siena. Ha vinto 3 scudetti: Varese (1999), Fortitudo (2000) e Siena (2004). LA NAZIONALE C.t. dal 2001 al 2009, ha vinto il bronzo all’Europeo 2003 e l’argento all’Olimpiade 2004. © RIPRODUZIONE RISERVATA PALLAVOLO IL TECNICO NELLA SUA TORINO Berruto: una medaglia che ritorna in parrocchia L’oratorio di San Bernardino ha festeggiato il c.t. azzurro bronzo a Londra 2012 FABRIZIO TURCO TORINO Dopodomani sarà ospite del Quirinale nella celebrazione che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dedicherà ai medagliati olimpici e paralimpici azzurri. Ma la gran festa alla medaglia di bronzo di Londra 2012 Mauro Berruto l’hanno fatta i suoi vecchi amici, ieri mattina a casa sua. Ora della Messa, appuntamento all’oratorio San Bernardino, quartiere Borgo San Pao- lo, proprio nel cuore di Torino. «Questa è casa mia, qui sono stato battezzato, sono cresciuto e ho mosso i primi passi — indica Berruto —. E poi laggiù, trecento metri più avanti, c’è il Cus Torino che è la mia casa sportiva». Il tecnico piemontese non lo dice, ma pochi metri più avanti ci vive ancora, proprio davanti al Palasport Ruffini, la culla del volley cittadino. «E devo dire che in questo momento la pallavolo a Torino sta riprendendo quota: quest’anno, a tal proposito, sono molto curioso di vedere la crescita del Chieri-Torino. Di certo l’arrivo di Francesca Piccinini rappresenta un bel salto di qualità per una piazza, come questa, che ha tanta voglia di pallavolo». Domenica diversa Nel suo cuo- re, però, resta la domenica di- versa, quella vissuta con i suoi amici: «E’ stata una bella festa, una rimpatriata per trascorrere una giornata con gli amici di sempre, con quelle persone con cui sono cresciuto per trent’anni» sorride Berruto che non ha mai perso l’abitudine di considerare Borgo San Paolo il suo rifugio, anche quando allenava in Grecia o la Nazionale finlandese. Mentre parla, il tecnico-formatore tiene mano nella mano il figlioletto Francesco che indossa la maglia granata del Toro, un marchio di fabbrica a Borgo San Paolo. E proprio il rapporto con i giovani è al centro della sua idea di volley: «Non a caso in settimana inizierò da Roma una sorta di giro d’Italia per lavorare con i ragazzi e per scoprire i talenti di domani — spiega Mauro Berruto, il quale oltre che c.t. è anche direttore remo in palestra a partire da aprile, poi ci giocheremo World League e, a settembre, l’Europeo». Marquez Intanto ieri mattina Messa, pranzo e poi naturalmente sport all’oratorio per Berruto FT Fra due giorni la festa da Napolitano. Ieri: «Qui fra gli amici di una vita intera» tecnico di tutte le rappresentative maschili azzurre —. I giovani sono il nostro futuro, ma questo è un discorso più ampio, che non si limita ovviamente all’ambito della pallavolo. La Nazionale? Per quanto riguarda la seniores, ci ritrove- ha stretto mani, fatto foto e abbracciato tanti amici; un boccone tutti insieme fino alla torta tricolore con la sua foto festante, e poi avanti con la pallavolo, il calcetto e attività ricreative varie. Perché una medaglia olimpica si festeggia soprattutto così, in punta di piedi, quasi avesse paura di disturbare, alla vecchia moda sabauda che tanto si addice al tecnico azzurro. Anche perché, come dice il suo amato Gabriel Garcia Marquez, «La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla». © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 51 TUTTENOTIZIE & RISULTATI Atletica Dibaba sulla mezza Esordisce in 1h07’35" Ippica IL DRIVER FA BIS AD AMBURGO, SFORTUNATO IL FANTINO Bellei ancora campione europeo Dettori e Farhh beffati a Parigi La rabbia di Lanfranco Dettori punito per una sola testa (quella di Moonlight Cloud davanti al suo Farhh a Parigi) e la gioia di Enrico Bellei, che si conferma campione europeo dei driver. Sono i nostri uomini più rappresentativi della nostra immagine ippica e continuano a restare in primo piano. Bellei ok Ad Amburgo, il 48en- ne Enrico Bellei raddoppia il titolo europeo della categoria conquistato due anni fa a Tori- Enrico Bellei, 48 anni DE NARDIN no. Due giorni di gare, prove a punteggio e alla fine sono emersi i 4 guidatori più famosi, con Bellei a 94 punti primo davanti allo svedese Bjorn Goop (90), quindi l’austriaco Gerhard Mayr (73) e il francese Pierre Vercruysse (64). Bellei ha vinto due volte nella prima giornata, mentre ieri gli sono bastati dei piazzamenti per tenere a bada il rivale scandinavo. Un solo altro italiano è presente nell’albo d’oro di questa manifestazione: Pietro Gubellini, a segno nel lontano 1990. Dettori secondo A Parigi nel Moulin (gr. 1, m 1600) con 4 cavalli al via, Moonlight Cloud (T. Jarnet) dopo una lotta serratissima ha domato le resistenze di Farhh. Dettori ci ha provato andando al comando e gestendo il ritmo, ma l’allieva di Freddy Head, dopo il De Gheest ha messo a segno un altro gruppo 1, mentre Frankie deve gestire un’altra giornata amara: non l’ha detto, ma la scelta di Barzalona al suo posto in sella al Godolphin Encke (il giustiziere A Parigi Moonlight Cloud batte di una testa Farhh con Dettori FORNI di Camelot) non deve averla digerita troppo bene... Nei trial in vista dell’Arc il giapponese Orfevre (C. Soumillon) ha vinto il Foy respingendo Meandre. Nel Niel il successo non è sfuggito a Saonois (A. Hamelin), già re del Derby francese. Terzo Last Train. Poi il Vermeille (gr. 1, m 2400) andato a Shareta (C.P. Lemaire) che dopo il 2˚ nell’Arc 2011 punterà al bersaglio grosso. COMMANDER STOP 14 GIORNI La clamorosa sconfitta nell'Aby Stora Pris di Commander Crowe potrebbe avere una spiegazione. Dopo la seconda prova (vinta come la prima da Sebastian K), il veterinario dell’ippodromo di Goteborg ha ritenuto opportuno somministrare delle flebo al sauro allenato da Fabrice Souloy. Il cavallo è apparso disidratato e il veterinario ha allontanato Commander Crowe dalle corse per i prossimi 14 giorni: molto probabilmente domenica 30 salterà la finale di Stoccolma della prima edizione del circuito Masters du Trot, in cui Commander Crowe è al primo posto in classifica. A ROMA A Capannelle due listed. Il Premio Divino Amore (m 1000) è stato vinto da Elettrotreno (F. Branca, trainer Attilo Giorgi) che ha battuto il favorito Gordol du Mes. Nel Repubbliche Marinare (m 1500) dominio di Punta Stella (M. Esposito, trainer Daniele Zarrolli). OGGI QUINTÉ A SAN GIOVANNI (inizio convegno alle 15.25) scegliamo Possession ANs (18), Prima d’Esi (9), Perignon (17), Pepita del Ronco (14), Panama Trio (7) e Potter Jet (16). SI CORRE ANCHE Trotto: Taranto (15.50) e Treviso (15.10). Galoppo: Corridonia (16.15). NEWCASTLE (Ing) — Grande esordio di Tirunesh Dibaba sulla mezza maratona a Newcastle, nella Great North Run. L’olimpionica etiope, che in primavera dovrebbe debuttare in maratona, con 1h07’35", ha battuto la keniana Edna Kiplagat e la connazionale Gelana. Uomini: 1. W. Kipsang (Ken) 59’06"; 2. Kogo (Ken) 59’07"; 3. Merga (Eti) 59’56"; 4. Kigen (Ken) 1h00’18"; 5. Bett (Ken) 1h00’51". Donne: 1. T. Dibaba (Eti) 1h07’35"; 2. E. Kiplagat (Ken) 1h07’41"; 3. Gelana (Eti) 1h07’48"; 4. Prokopcuka (Let) 1h08’09"; 5. Pavey (Gb) 1h09’20". Tariku a Castelbuono CASTELBUONO (Pa) — (l.m.) All’87˚ Giro di Castelbuono, che festeggia i 100 anni, vittoria dell’etiope Tariku Bekele, fratellino di Kenenisa e bronzo sui 10.000 a Londra. Sui 10 km ha preceduto il keniano Longosiwa, bronzo olimpico sui 5000 e l’iridato junior dei 10.000, l’etiope Mukthar. Quarto l’oro di Londra sui 3000 siepi, il keniano Kemboi. Primo azzurro Patrick Nasti, 7˚. Uomini: 1. T. Bekele (Eti) 30’01"; 2. Longosiwa (Ken) 30’12"; 3. Mukhtar (Eti) 30’21"; 4. E. Kemboi (Ken) 31’08"; 5. Merga (Eti); 6. Chepyegon (Uga) 31’13"; 7. Nasti 31’22"; 8. Scaini 31’55"; 9. Floriani 32’00"; 10. Ferreira (Por) 32’02"; rit. Pertile e La Rosa. Trost ancora 1.90 (si.g.) Alessia Trost ancora in forma a Spilimbergo (Pn), dove nell’alto salta 1.90 e sfiora il record italiano junior a 1.94. A Spilimbergo. Uomini. Martello (6 kg): Bortolato (j) 73.73. Donne. Peso: Stevanato 14.56. A Firenze. Uomini. Giavellotto: Puccini 74.76. Donne. 100 hs (+1.8): G. Pennella 13"72. A Terni. Uomini. Peso: Dal Soglio 18.14; Ricci 17.80; Di Maggio 17.40. Disco: Albertazzi 60.98; Faloci 57.26. Donne. Peso: Bordignon 15.61. Disco: Aniballi 53.56; Bordignon 53.27. Martello: Palmieri 62.55; Magni 60.43. A Rieti. Uomini. 400: Turchi 47"51. Donne. 100 hs (-1.5): Borsi 13"68. A R. Calabria. Donne. Peso: Cantarella (j) 14.54. CHALLENGE MULTIPLE (l.e.) Al belga Van Alpen, 4˚ a Londra e all’ucraina Yosypenko (6a la giavellottista ceca Spotakova con 5880 punti) il Decastare di Talence (Fra), ultima prova del Challenge Iaaf di prove multiple vinto dal belga stesso e dalla russa Chernova. Uomini. Decathlon: 1. Van Alphen (Bel) 8293; 2. Kasyanov (Ucr) 8218; 3. Helcelet (R.Cec) 8064. Donne. Eptathlon: 1. Yosypenko (Ucr) 6401; 2. Djiamou 6390; 3. Chernova (Rus) 6315. Baseball A REGGIO LA SERIE A (i.m.) Reggio Emilia si laurea campione della serie A federale battendo il Rovigo in finale per 3-0 (4-3, 5-4, 11-1). Boxe MONDIALE MEDI Hockey ghiaccio Hockey pista EUROPEO Martinez scalza Nhl, è serrata Terzo posto Chavez ai punti Stelle in Europa per gli azzurri (r.g.) A Las Vegas, l’argentino Gabriel Martinez (50-2-2) ha scalzato dal trono dei medi Wbc il messicano Julio Cesar Chavez jr. (Mes, 46-1-1), alla prima sconfitta. Match dominato per 11 round dallo sfidante, che ha rischiato di finire ko nell’ultimo sotto i colpi di Chavez, autore di un «kd». Troppo poco. Verdetto unanime; 117-110, 117-110; 118-109. Chavez ha guadagnato 3 milioni di dollari, la metà il nuovo campione. Roman Martinez (Por. 26-1-1) ha battuto Miguel Beltran jr. (Mes. 27-2) sd, per la vacante cintura Wbo superpiuma. Guillermo Rigondeaux (Cub. 11) mantiene la cintura supergallo Wba battendo Robert Marroquin (Usa 22-2) p.12. ALTRI MONDIALI (r.g.) A Las Vegas facile difesa superwelter Wbc di Saul Alvarez (Mes, 41-0-1) che costringe al kot 5. Joselito Lopez (Usa, 30-5), Jhonny Gonzales (Mes, 52-8) passa la cintura Wbc piuma a Daniel Ponce De Leon (Mes, 44-4) ai punti dopo 8 riprese (ferita dello sfidante) avanti nei cartellini. Nei gallo Ibf, Leo Santa Cruz (Mes, 21-0-1) costringe alla resa lo sfidante Eric Morel (Por, 46-3) 36 anni, kot 6. Chavez atterra Martinez BOZZANI Il russo Evgeni Malkin, 26 anni AP In Nhl è ufficialmente serrata, la quarta negli ultimi vent’anni: alle sei italiane di ieri mattina sono scaduti i termini per il rinnovo del contratto di lavoro collettivo. E la stagione, che avrebbe dovuto prendere il via l’11 ottobre, è sospesa a data da destinarsi. L’offerta iniziale dei proprietari era di concedere il 43% dei ricavi complessivi ai giocatori. Successivamente si è saliti al 47, ma non è bastato. Molti giocatori, in queste ore, stanno trattando con club europei, italiani compresi. I migliori potrebbero finire in Khl: Evgeni Malkin (Pittsburgh) e Sergei Gonchar (Ottawa) si sarebbero già accordati col Magnitogorsk. La stella che più fa gola è Sidney Crosby. Intanto il presidente Medvedev ribadisce l’ingresso in Khl nel 2013-14 di quattro nuove squadre, tra cui il Milano. Ma per i lombardi i problemi sul tavolo sono sempre gli stessi. SERIE A (m.l.) Al Val di Fassa il 26enne attaccante ceco Jakub Sindel, draftato da Chicago nel 2004 (54ª scelta) e 21 partite in Khl (Dinamo Riga). Per il Milano vittoria 2-0 in amichevole a Pergine. (m.nan) La Spagna è ancora campione d’Europa. A Paredes, in Portogallo, gli iberici hanno conquistato il titolo continentale battendo nella sfida decisiva, con un gol di Bargallò a 6 secondi dalla fine, i padroni di casa del Portogallo per 5-4 (p.t. 2-3; 3 Bargallò, 2 Gil; 3 Ventura, 1 Neves) confermandosi per la settima volta consecutiva, sedicesima volta in totale, sul trono continentale. L’Italia del c.t. Massimo Mariotti finisce al terzo posto grazie al successo per 4-1 contro la Svizzera (p.t. 1-1; 2 Festa, Nicolas, Deoro) e riconquista il podio che mancava dal bronzo dell’edizione 2008. Risultati sesta giornata: Francia-Inghilterra 7-1, Svizzera-Spagna 0-6, Portogallo-Germania 9-1. settima giornata: Germania-Francia 3-4, Italia-Svizzera 4-1, Spagna-Portogallo 5-4. Classifica: Spagna 18, Portogallo 15, Italia 12, Francia 9, Svizzera 6, Germania 3, Inghilterra 0. Albo d’oro recente: 1990 Italia, 1992-1998 Portogallo, 2000-2012 Spagna. La Spagna campione d’Europa EPA Pallanuoto UNDER 19 DONNE Italia di bronzo nell’Europeo Canoa Molmenti tricolore (a.fr.) Sono bastati due allenamenti, dopo un mese e mezzo di inattività, al campione olimpico di kayak Daniele Molmenti per vincere agevolmente il titolo italiano a Valstagna (Vi). Grande seconda manche del 28enne di Torre di Pordenone che chiude in 1’26"53, staccando di 1"93 Lukas Mayr. Tra le donne, Clara Giai Pron in 1’46"68 precede Sabattini di 6"99 e Lucato. Nel C1 il campione è Roberto Colazingari. Nel femminile, titolo alla Sabatini. Il duo Camporesi-Ferrari vince nel C2. Infine la prova a squadre. Uomini: nel C1 titolo a Colazingari, Masoero e Benetti; nel K1 Molmenti, Paolini e Giovanni de Gennaro. Donne: nel K1 Sabbatini, Di Giovanni, Tassarotti; nel C2 Camporesi-Sarti, Bellotti-Ferrari, De Cristofaro-Allushi. Ghiaccio Valeria Palmieri, classe 1993 Uno splendido bronzo per l’Italia nell’Europeo Under 19 femminile di Chelyabinsk, in Russia. Nella finalina con la Grecia (che nel match della fase preliminare si era imposta 10-5), le azzurrine si hanno vinto 8-7 dopo i supplementari, con rete decisiva della catanese Valeria Palmieri, centroboa che già gravita anche nel Setterosa. I tempi regolamentari si erano chiusi 7-7. «Le ragazze meritavano questa medaglia e ci hanno sempre creduto dal primo giorno di collegiale al centro federale di Ostia», dice il c.t. Paolo Zizza. Nel combattuto match per l’oro, la Russia ha superato l’Ungheria 11-10. Con Palmieri, le altre azzurrine sono Sparano, Lavi, Marletta, Viacava, Millo, Grillo, Dario, Pomeri, Tabani, Galardi, Bonino e Zerbone. IN CROAZIA Da ieri, Ivica Tucak è ufficialmente il nuovo c.t. croato al posto di Ratko Rudic, passato a incarichi dirigenziali per suo volere. La Federazione ha anche rieletto alla presidenza Predrag Sloboda. FIGURA A Linz (Aut) conclusa la terza tappa del Gp di figura junior. Uomini. Finale: 1. (1.1.) Chen (Usa) 222.00; 18. (18.18.) Settembrini 97.59. Donne. Finale: 1. (1.1.) Radionova (Rus) 182.86; 19. (15.19.) Ag. Garlisi 97.57. Judo AD ALGHERO (e.d.d.) Terzo posto per l’Italia femminile nel 20˚ Trofeo Città di Alghero. Con Rosalba Forciniti a bordo tatami a incitare le azzurre guidate da Alessandra Giungi, l’Italia è stata superata dalla Slovenia in semifinale e ha poi battuto l’Ungheria per il terzo posto. Titolo alle slovene (battuta la Francia). Azzurri al primo posto invece nel kata, Ubaldo Volpi e Maurizio Calderini si sono imposti nel Kodokan goshin jitsu. Motonautica TRICOLORE Il ritorno al Circeo dell’off shore ha portato anche il titolo di campione italiano per Diego Testa a bordo del Sorbino off shore racing col fratello Ettore. Testa ieri 3o nel gran Premio San Felice Circeo vinto da Barone che è secondo in classifica alla vigilia della prova del 20 a Como che servirà solo per completare il podio. Nuoto AUSTRALIANI (al.f.) In chiusura dei campionati australiani di Perth (25 m), Kenneth To migliora il primato nazionale dei 100 misti. Uomini: 100 sl Abood 47"33, D’Orsogna 47"35; 1500 sl Harrison 14’43"26; 50 do Hurley 23"49; 200 do Delaney 1’51"75; 50 ra Sprenger 26"96; 100 mx To 51"64 (r.n.). Donne: 50 sl Guehrer 24"45; 100 ra Marshall 1’06"42; 200 mx Ngawati 2’10"17. Hockey ghiaccio A POLA Storica sfida nell’anfiteatro Oltre 7000 spettatori hanno seguito nella straordinaria sede dell’anfiteatro di Pola (Cro) la sfida di Ebel League tra Medvescak Zagabria e Olimpija Lubjana (che si è imposta 3-2). Unico contrattempo: il clima mite che ha fatto ritardare di un paio d’ore l’inizio della storica partita: l’arena di Pola è stata costruita tra il 27 a.c. e il 67 d.c. SINCRONETTE (al.f.) Ai mondiali juniores di Volos (Gre), le azzurre Benvenuto, Cavanna, Di Ruggiero, Galli, Marciante, Pascucci, Rotondi e Savi chiudono al 7º posto la squadra con 154.897 punti; successo per la Russia davanti a Giappone e Ucraina. Domiziana Cavanna e Gemma Galli sono none nel duo con 154.712 punti. Viola Musso chiude all'8˚ posto il solo con 154.882 punti. Pallavolo QUALIFICAZIONI EUROPEE (a.a.) Si è conclusa la seconda fase delle qualificazioni agli Europei 2013. La Bulgaria di Abbondanza, supera anche l’Ungheria 3-0 e si qualifica insieme a Spagna, Olanda, Azerbagian, Croazia e Belgio. Gli ultimi 3 posti dagli spareggi di maggio tra la Repubblica Ceca di Parisi e la Romania, Ucraina-Francia e Bielorussia-Slovacchia. Nel maschile, guadagnano il pass: Bielorussia, Olanda, Rep. Ceca, Finlandia, Germania e Francia. A maggio: Croazia-Slovenia, Grecia-Belgio e Turchia-Lettonia; eliminato il Portogallo di Gulinelli. AMICI (s.cam-f.c.) A Poggio Rusco il Bratislava di Zanini ha superato 3-2 la Cmc Ravenna con 6 assenti. Incasso devoluto alle popolazioni terremotate. Maschile: Molfetta (Del Vecchio e Morelli 13)-Matera (Janusek 13) 4-0. Ortona (Cetrullo 24)-Potenza Picena (Della Corte 21) 3-1. Il Vero volley Monza si è imposto a Lugano 3-2 nella seconda amichevole contro il team guidato da Mario Motta. L’Andreoli Latina ha vinto ad Avellino il memorial Imbimbo: Andreoli (Jarosz 17, Fragkos 11)-Sidigas Atripalda 3-0; 3˚: Bcc Castellana Grotte-Aiello Corigliano 3-2. Femminile: Terre Verdiane Fontanellato-Icos Crema 0-3. Paralimpiadi MINETTI RADDOPPIA Annalisa Minetti, bronzo dei 1500 alla Paralimpiade di Londra, ha deciso in vista dei Giochi di Rio 2016 di dedicarsi anche al ciclismo su pista senza abbandonare l’atletica. Per la cantante non vedente il prossimo grande impegno sarà ai Mondiali Icp in programma nel luglio 2013 in Francia, dove, insieme alla guida Andrea Giocondi, gareggerà sugli 800. Tamburello PLAYOFF Girone 1: Callianetto-Sommacampagna 13-3; Monte–Castellaro 13-4. Classifica: Callianetto 9, Sommacampagna 6, Monte 3, Castellaro 0. Girone 2: Medole-Carpeneto 13-1; Solferino– Cremolino 13-11. Classifica: Medole 9, Carpeneto 6, Solferino 2, Cremolino 1. Playout: Cavrianese-Mezzolombardo 13-10; Malavicina-Filago 6-13. Classifica: Cavrianese 8, Mezzolombardo 6, Filago 4, Malavicina 0. Varie DELTAPLANO E PARAPENDIO L’Italia rientra da Kayseri (Tur) con altri due titoli europei di volo in deltaplano, a squadre e individuale con Alessandro Ploner. A Saint André les Alpes (Fra) Nicole Fedele è d’oro agli Europei di volo in parapendio. Vela D’ALÌ VA Pietro D’Alì su TX active i.nova ha vinto la tappa lunga da Marsiglia ad Ajaccio (in solitaria) del campionato francese di Figaro, la Med Race. Oggi tappa costiera in Corsica. ROLEX SWAN CUP (r.ra.) Conclusa a Porto Cervo la 17a edizione della Rolex Swan Cup Questi i vincitori nelle singole categorie. Maxi: Bronenosec. Grand Prix: Natalia. Classic: Ondine. Tra gli Swan 45 vince Earlybird che si aggiudica anche il campionato del mondo di classe. 52 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 ALTRI MONDI Ma s’è capito quali sono i progetti di Berlusconi? Il Cavaliere torna a parlare e fa il filo a Renzi: «Abbiamo le stesse idee». Poi promette di cancellare l’Imu: la campagna elettorale è già cominciata È parecchio tempo che non parliamo di Berlusconi anche perché Berlusconi se ne sta zitto e buono, senza farci sapere che cosa pensa fino in fondo dell’attuale situazione politica e senza dirci se sarà lui alle prossime elezioni il candidato premier del centrodestra. Ma ieri il Cavaliere ha accettato di imbarcarsi a Venezia sulla nave MSC Divina che porta in crociera verso la Turchia i lettori del Giornale e il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. Berlusconi non farà tutto il viaggio, ma resterà a bordo un paio di giorni. Il tempo per una cena e per un’intervista a beneficio dei naviganti, resa al direttore Sallusti. Gli italiani possono leggerla oggi su quel quotidiano, ma le agenzie ne hanno fornito ampi stralci e se ne può cavare qualche indicazione sulle intenzioni del Cavaliere. 1Colmo dei colmi: le televisioni non erano ammesse. E l’intervistatore era un amico. Quindi nessuna domanda sulla sorprendente dichiarazione d’interesse per La7 ufficializzata da Mediaset né sulla storia relativa all’asta delle frequenze né sui conti preoccupanti del gruppo. Tuttavia, Berlusconi ha detto o ridetto parecchie cose. Quello che ci aspetta sembra chiaro. 2 Si ricandida? A questa domanda aveva già risposto sabato, ai cronisti che lo assediavano al momento di im- sta qualcun altro: per esempio, Montezemolo. 4 E su Monti? Sappiamo che Berlusconi è un sostenitore di Monti, col problema però che metà del suo partito vede il Professore come il fumo negli occhi. Nell’intervista di ieri, ha criticato il governo: la pressione fiscale è arrivata al 55%, se vinceremo aboliremo l’Imu, soprattutto bisogna far fuori il Fiscal compact che impedisce la crescita. 5 Abbia pazienza, ma il Fiscal compact mi risulta ancora pesante da digerire. Silvio Berlusconi nel porto di Bari, appena sceso dalla nave MSC Divina, seconda tappa della crociera coi lettori del quotidiano «Il Giornale» ANSA barcarsi. Dipende — dice, e ha senso credergli — da due cose: la nuova legge elettorale e la vittoria o no di Renzi alle primarie del centrosinistra. Bisogna leggere questa affermazione così: se la legge elettorale sarà concepita in modo da mitigare o banalizzare la sconfitta del centrodestra, allora il Cav potrebbe esporsi. Se il Pd si spaccasse per colpa di una vittoria di Renzi, si potrebbe correre perché vi sarebbe qualche speranza di vittoria. Paradossalmente, però, Berlusconi dice che si candiderebbe soprattutto se vincesse Bersani: in quel caso bisognerebbe far di tutto — parole sue — per non consegnare il Paese ai comunisti. Renzi invece, secondo lui, non è un comunista e se battesse Bersani alle primarie trasformerebbe il Pd in una forza socialdemocratica. «Renzi si batte per le nostre idee» ha detto, frase che non ha fatto piacere all’entourage del sindaco di Firenze dato che conferma quello che sostengono i suoi avver- sari, e cioè che Renzi è una specie di Berlusconi di sinistra (o addirittura senza sinistra). 3 Che legge elettorale gli andrebbe bene? Una legge che impedisse al vincitore Bersani di entrare a Palazzo Chigi col 54% dei seggi alla Camera, come oggi è garantito dal Porcellum. E tuttavia: se il Pd si spaccasse e il Pdl (o come si chiamerà) avesse la possibilità di vincere, scommettiamo che il Porcellum resterebbe in piedi? Ho il sospetto che anche per questo il centrodestra, sul punto, cincischi: se vincesse Renzi... Il fatto è che i sondaggi danno i berluscones al 18% sia che il Cav capeggi le liste sia che le capeggi qualcun altro. Ieri Berlusconi sì è sperticato in elogi, oltre che per Renzi, per Alfano. L’altro quotidiano amico suo, Libero, sempre ieri strologava che il Cavaliere metterebbe volentieri in testa alla li- Glielo devo spiegare tutte le volte, perché lei se lo dimentica sempre. Tra le tante intese raggiunte alla fine di giugno per preparare il terreno agli eventuali aiuti di cui l’Italia potrebbe avere bisogno, si è convenuto che a partire dal 2014 i Paesi devono abbattere la parte eccedente il 60% del debito a colpi del 20% l’anno. Per noi sarebbero mille miliardi, cioè 200 miliardi l’anno. Siccome però il «debito aggregato» (cioè debito pubblico più indebitamento delle famiglie) risulta assai meno sfavorevole, ci è stato concesso di rientrare a colpi di 50 miliardi l’anno, cioè in cinque anni dovremmo trovarci, invece che con un debito al 123% del Pil, con un debito al 100 per 100 del Pil. Anche 50 miliardi l’anno sembrano però una follia, e infatti il ministro Grilli sta lavorando su un’ipotesi da una ventina di miliardi l’anno attraverso la vendita di beni pubblici alla Cassa depositi e prestiti. Berlusconi dice che tutto questo meccanismo, e gli altri lacci e lacciuoli europei, impediscono la crescita. Ed è difficile dargli torto. Sallusti è tuttavia riuscito a fargli dire quale sarebbe la via alternativa. «La Germania purtroppo ci impedisce di stampare moneta...». La via alternativa sarebbe cioè una bella inflazione. Il sogno di tutti coloro che devono restituire un mucchio di soldi. © RIPRODUZIONE RISERVATA d notizie Tascabili lafrase DEL GIORNO Il fatto del giorno _il rilancio dell’ex premier DI GIORGIO DELL’ARTI [email protected] Erano stati fermati venerdì Adinolfi, i due anarchici rimangono in carcere Restano in carcere Alfredo Cospito e Nicola Gai, gli anarchici torinesi ritenuti dai pm di Genova responsabili dell’attentato del 7 maggio a Roberto Adinolfi, a.d. di Ansaldo Nucleare, e accusati di lesioni gravi aggravate con finalità di terrorismo, furto aggravato, detenzione e uso di arma illegale. Dopo il fermo di venerdì, il gip di Torino ha convalidato l’arresto di Cospito (c’è «concreto pericolo di fuga») e ha ordinato la custodia in carcere per tutti e due perché a loro carico esistono «nuovi e importanti elementi». Ora il fascicolo sarà trasmesso a Genova, dove il gip dovrà rinnovare la custodia. È SILVIO IL PRIMO ROTTAMATO «Oggi scopriamo che Berlusconi è socialdemocratico Fabbrica Italia, futuro in bilico a sua I sindacati contro Fiat: insaputa. Scherzi «Un calo di produzione a parte, per noi è inaccettabile» il Cavaliere sa che se vinciamo noi, lui è il primo rottamato. E quindi preferisce (legittimamente) giocarsela con Vendola o con Raffaele Bonanni (Cisl) con Sergio Marchionne ANSA Bersani. Ecco perché Dopo il duro attacco della Cgil, anche Uil fa di tutto e Cisl intervengono sul caso Fiat e Fabbrica per metterci Italia. «Non possiamo accettare riduzioni della in difficoltà. capacità produttiva. Noi crediamo ancora che Fiat possa restare competitiva, ma bisogna Ma noi la crederci e fare gli investimenti necessari», dice siamo più il leader della Uil Luigi Angeletti. «Marchionne forti delle farebbe bene a chiarire il concetto e spiegare sue se il programma è sospeso solo fino a quando trappole il mercato non inverte il trend o se l’intenzione mediatiche. è cambiare indipendentemente dalle vendite», Altro che afferma invece Raffaele Bonanni, della Cisl. "ghe pensi mi": adesso Grave incidente in Trentino tocca a noi. Adesso!» Quad cade nel burrone MATTEO RENZI CANDIDATO PRIMARIE DEL PD Muoiono zia e nipote Due donne, zia e nipote di 40 e 20 anni, sono morte ieri dopo aver avuto un incidente in Trentino con un quad, una sorta di moto a quattro ruote usata per fare fuoristrada. Le due stavano percorrendo la strada forestale tra Passo Durone e Malga Stabio, quando il mezzo si è ribaltato finendo in un burrone. Il 118 ha immediatamente inviato un elicottero, ma l’intervento dei soccorritori è stato particolarmente difficile perché le donne, entrambe di Cavrasto (Tn), erano precipitate per molti metri. Il medico è stato calato con il verricello ma quando le ha raggiunte, ha solo constatato la loro morte. Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 ALTRI MONDI IL MOVIMENTO HA UN ANNO Occupy Wall Street Arresti e nuovi blitz Occupy Wall Street, il movimento nato a New York per contrastare il sistema delle banche, compie oggi un anno. I primi festeggiamenti, in vista dell’appuntamento di oggi per bloccare la Borsa di Wall Street, si traducono nei primi arresti: almeno 25 persone sono state fermate dalla polizia durante il corteo di sabato (nella foto Lapresse), da Washington Square a Zuccotti Park, il «cuore» del movimento. L’ATTACCO A EST DEL PAESE Raid Nato fa strage Uccise otto afgane Sale sempre di più la tensione in Afghanistan: almeno 16 persone, comprese 8 donne, sono state uccise ieri da bombe LA GAZZETTA DELLO SPORT 53 lanciate dalla Nato nel corso di un’operazione anti talebani nella provincia di Langham, nella zona est del Paese. Ma la violenza ha colpito anche i militari dell’Isaf, le forze internazionali: nel Sud quattro soldati americani sono stati infatti uccisi da un poliziotto afgano in un checkpoint. A tutta Salute La furia islamica si placa: 50 in carcere per Stevens RIECCO L’AREA C Fermati in Libia i responsabili della morte del diplomatico americano e di altre tre persone. Evacuate le ambasciate Usa in Tunisia e Sudan Bere 4 bicchieri di alcolici al giorno S Milano: da fa male al cervello ELISABETTA ESPOSITO Le strade sono ancora sporche di sangue, nell’aria c’è puzza di bruciato. E silenzio. Bengasi, Il Cairo, Khartoum e Tunisi riprendono fiato. Solo ad Ankara, in Turchia, ieri ha preso fuoco l’ennesima bandiera a stelle e strisce, mentre a Karachi, in Pakistan, le proteste si sono concluse con otto feriti. La furia islamica sembra essersi placata, anche se negli Stati Uniti sono convinti che sia solo calma apparente. Meglio dunque evacuare le ambasciate nelle zone più calde, Tunisi e Khartoum, in Sudan. Via le famiglie e tutto il «personale non essenziale», la tensione resta troppo alta per rischiare. Soltanto dalla Tunisia ieri sono partiti 128 cittadini americani e il segretario alla Difesa Leon Panetta ha annunciato che «il Pentagono sta posizionando forze in modo da poter rispondere ad eventuali rivolte in diverse località». Stranieri E mentre gli Stati Uniti si organizzano per proteggere i loro cittadini e i loro beni e il Papa viene applaudito da 350 mila fedeli a Beirut, nelle zone critiche si va avanti con gli arresti. Dopo le 4 di sabato, ieri in Libia altre 50 persone sono state fermate per l’attacco al consolato di Bengasi in cui martedì hanno perso la vita l’ambasciatore americano Chris Stevens e un altro funzionario e due marines. La notizia è stata data dal portavoce del parlamento libico Mohammed al-Magaryef, secondo cui tra gli arrestati ci sono «stranieri entrati nel nostro Paese da diverse zone, alcuni da Mali e Algeria». Un piano ar- IL CASO OGGI IN FRANCIA PRIMA UDIENZA. LA BERLUSCONI: «FATTO NOSTRO LAVORO» Una bandiera americana brucia a Karachi, in Pakistan: qui ci sono stati 8 feriti negli scontri con la polizia AFP mato ben studiato, dunque. Ma per l’ambasciatrice americana all’Onu Susan Rice, la manifestazione di Bengasi è nata «spontaneamente, non come una risposta premeditata» al film blasfemo L’innocenza dei musulmani, «un video estremamente offensivo». «Pensiamo — continua la Rice — che un piccolo gruppo di dimostranti volesse imitare le proteste del Cairo e che poi estremisti pesantemente armati abbiano approfittato della situazione». E a proposito del Cairo, sono 12 i manifestanti che resteranno in carcere per gli scontri all’ambasciata, altri 20 sono stati rimandati a casa. Tutti rilasciati, ma solo dopo essere stati ascoltati a lungo, i 230 fermati di Anversa, in Belgio. E a Parigi, dove sono state interrogate 150 persone, saranno vietate le manifestazioni antiamericane perché, come dice il ministro dell’Interno Valls, «ogni ostilità e appello all’odio deve essere combattuto con la massima fermezza». © RIPRODUZIONE RISERVATA dopo il nubifragio Le foto in topless paparazzate Kate e Mondadori in tribunale Loro viaggiano ancora tra il sud est asiatico e il Pacifico meridionale, gli avvocati volano in Francia per la prima tappa della «guerra della privacy». William d’Inghilterra e la moglie Kate Middleton ieri erano nelle isole Salomone, ma la coppia reale inglese non può non pensare al caso delle fotografie della principessa in topless «rubate» e pubblicate da alcune riviste. Oggi pomeriggio, a Nanterre, vicino a Parigi, comincerà in tribunale la causa intentata per «violazione della privacy» contro il settimanale transalpino Closer, il primo che ha usato le immagini paparazzate in Provenza. «È la prima udienza. Chiederemo un’ingiunzione contro l’uso delle immagini — ha detto un portavoce dei reali inglesi — e poi ci sarà una richiesta di danni». Accanto all’azione civile, verrà anche pre- Kate Middleton ieri con la moglie del governatore delle Isole Salomone AP CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI [email protected] VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti [email protected] VICEDIRETTORI Franco Arturi [email protected] Stefano Cazzetta [email protected] Ruggiero Palombo [email protected] Umberto Zapelloni [email protected] PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Umberto Ambrosoli, Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012 DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi sentata una denuncia penale per «violazione della vita privata» contro il fotografo che ha beccato la coppia reale. E oggi Chi, di proprietà di Mondadori proprio come Closer, arriverà in edicola con un’edizione straordinaria dedicata al topless di Kate: in questo caso, St. James Palace, che si occupa del principe Carlo e dei figli William e Harry, non ha ancora deciso se andare in tribunale (come per il tabloid irlandese Irish Daily Star, che le foto le ha pubblicate sabato), anche se c’è già stato un «avviso». E sul tema è intervenuta anche Marina Berlusconi, presidente di Mondadori: rispondendo a un commento di Repubblica («C’è un giornalismo così irrimediabilmente intossicato dal pregiudizio antiberlusconiano», ha detto), ha aggiunto che la casa editrice «ha fatto il suo mestiere». RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani Sede Legale: Via A. Rizzoli, 8 - Milano Responsabile del trattamento dati (D. Lgs. 196/2003): Andrea Monti [email protected] - fax 02.62051000 © COPYRIGHT RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge DIREZIONE, REDAZIONE E TIPOGRAFIA Via Solferino, 28 - 20121 Milano - Tel. 02.62821 DISTRIBUZIONE m-dis Distribuzione Media S.p.A. Via Cazzaniga, 19 - 20132 Milano Tel. 02.25821 - Fax 02.25825306 SERVIZIO CLIENTI Casella Postale 10601 - 20110 Milano CP Isola Tel. 02.63798511 - email: [email protected] PUBBLICITÀ RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE PUBBLICITÀ Via A. Rizzoli, 8 - 20132 Milano Tel. 02.25841 - Fax 02.25846848 DI MABEL BOCCHI Può favorire le emorragie oggi ticket per il centro Dopo due mesi di sospensione torna oggi a Milano il ticket per entrare in centro. Viene introdotta una fase di sei mesi di sperimenta zione: l’Area C, che riguarda l’accesso per le auto a benzina Euro 1, 2, 3, 4, 5 e per i veicoli a gasolio/diesel nella cerchia dei Bastioni, prevede un biglietto di 5 euro. Il pedaggio è scontato a 3 euro per artigiani e commercianti, mentre i residenti hanno a disposizione 40 ingressi gratuiti da usare entro il 31 dicembre. Le telecamere sono in vigore da lunedì a venerdì (7.30-19.30) mentre il giovedì si spengono alle 18 Bere regolarmente alcol rende i vasi cerebrali rigidi e porosi: una condizione che favorisce la loro rottura. I risultati di uno studio francese pubblicato sulla rivista «Neurology» dimostra che bere 4 bicchieri al giorno di alcolici produce un invecchiamento cerebrale accelerato. I 137 pazienti esaminati, in ospedale a causa di un’emorragia cerebrale, avevano 60 anni, ma il loro cervello ne dimostrava 14 in più. Allarme dalla Svezia L’uso del cellulare aumenta il rischio di tumori alla testa Gli apparecchi senza fili e la tecnologia wireless tornano sotto accusa. A dimostrare il legame tra onde elettromagnetiche e la formazione di tumori è una ricerca di un team di scienziati svedesi. L’uso per più di 10 anni di cellulari e cordless, appoggiati sempre allo stesso orecchio, moltiplica da 3 a 5 volte e mezzo il rischio di ammalarsi di glioma, una forma di cancro al cervello. In vendita in Svizzera Sindrome di down Si può scoprire col test del sangue Le Eolie travolte dal fango A Lipari danni per 30 milioni Dopo il nubifragio che sabato si è abbattuto sulle Eolie, si contano i danni: per la Protezione civile ci vorranno almeno 30 milioni per la ricostruzione. L’isola di Lipari è stata la più colpita: qui la discarica abusiva è franata sul paese. Il torrente in piena ha così sommerso le auto e allagato diverse strade (nella foto Ansa). L’ultima alluvione di tale portata risaliva al 1860 EDIZIONI TELETRASMESSE Tipografia Divisione Quotidiani RCS MEDIAGROUP S.p.A. - Via R. Luxemburg - 20060 PESSANO CON BORNAGO (MI) - Tel. 02.95743585 S RCS PRODUZIONI S.p.A. - Via Ciamarra 351/353 - 00169 ROMA - Tel. 06.68828917 S SEPAD S.p.A. - Corso Stati Uniti, 23 - 35100 PADOVA - Tel. 049.8700073 S Editrice La Stampa SpA - Via Giordano Bruno, 84 10134 Torino S Tipografia SEDIT - Servizi Editoriali S.r.l. - Via delle Orchidee, 1 Z.I. - 70026 MODUGNO (BA) - Tel. 080.5857439 S Società Tipografica Siciliana S.p.A. - Zona Industriale Strada 5ª n. 35 95030 CATANIA - Tel. 095.591303 S Centro Stampa Unione Sarda S.p.A. - Via Omodeo - 09034 ELMAS (CA) - Tel. 070.60131 S BEA printing bvba Maanstraat 13 - 2800 - MECHELEN (Belgio) S Speedimpex USA, Inc. - 38-38 9th Street Long Island City, NY 11101, USA S CTC Coslada - Avenida de Alemania, 12 - 28820 COSLADA (MADRID) S La Nación - Bouchard 557 - 1106 BUENOS AIRES S Taiga Gráfica e Editora Ltda - Av. Dr. Alberto Jackson Byington n. 1808 - OSASCO - SÃO PAULO - Brasile. 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La forma fisica è sfigata, ma c’è ripresina suina. La serenità latita, il lavoro è lento, lo stress vi affetta come un ciambellone. Non ammazzatevi di fatica. Sudombelico consolato, però. Saranno viaggi, spostamenti, p.r. a procurarvi le soddisfazioni più concrete. L’amor v’estasia, ma sulla fornicazione meglio tacere. 23/10 - 22/11 23/11 - 21/12 22/12 - 20/1 21/1 - 19/2 20/2 - 20/3 Scorpione 6 Sagittario 7+ Capricorno 6 Acquario 7+ Pesci 6- Qualche rogna, la Luna la porta. Ma non durerà. La fatica, comunque, c’è e l’umore è come quello di un romanista. Però fornicate. Bravi. Luna di forte incentivo al new business, al lavoro, ai progetti d’ogni genere. Potete ottenere e scambiare bene, pure suinamente. Uau. Lunedì complesso e sfigopendulo. State su. Anche nel lavoro, dove noie e fallocefali pullulano. Sudombelico festoso, comunque. Al vostro umore serve la rianimazione: non ingigantite le noie, risolvetele. Il lavoro, poi, stenta, ma il sudombelico vi tenta: cedete. Al vostro umore serve la rianimazione: non ingigantite le noie, risolvetele. Il lavoro, poi, stenta, ma il sudombelico vi tenta: cedete. Vergine 6,5 ANTONIO DI NATALE Incombono non poche spese: occhio. La combattività, però, l’avete e sbrigate tutto con efficienza. Intanto, golosità suine v’appagano. L’attaccante dell’Udinese e della Nazionale è nato a Napoli il 13 ottobre 1977 (Bilancia) Gazzetta.it Televisioni in chiaro RAIUNO 8.00 10.00 12.00 13.30 14.10 15.15 16.50 17.00 17.10 18.50 20.00 20.30 21.10 23.15 0.50 1.20 1.25 1.55 RAIDUE TG1 UNOMATTINA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE TG1 CHE TEMPO FA L' EREDITÀ TELEGIORNALE AFFARI TUOI CESARE MORI: IL PREFETTO DI... PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA SOTTOVOCE RAI EDUCATIONAL 6.45 10.35 11.20 13.00 13.50 14.00 16.15 17.50 18.15 18.45 19.35 20.30 21.05 22.40 23.25 23.40 0.35 CARTONI TG2 INSIEME ESTATE IL NOSTRO AMICO... TG2 MEDICINA 33 PARLIAMONE IN... ARMY WIVES RAI TG SPORT TG2 COLD CASE SQUADRA SPECIALE COBRA 11 TG2 PECHINO EXPRESS Reality THE GOOD WIFE TG2 ALMOST TRUE RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE RAITRE CANALE 5 ITALIA 1 TGR LA STORIA SIAMO NOI COMINCIAMO BENE TG3 COMINCIAMO BENE LA STRADA PER... TGR - TG3 LA CASA NELLA... MARATHON GEOMAGAZINE 2012 TG3 - TGR - BLOB COTTI E MANGIATI UN POSTO AL SOLE IL VIAGGIO Documenti 23.05 TG REGIONE 23.10 TG3 LINEA NOTTE ESTATE 23.45 SPECIALE TG3: PREMIO ILARIA ALPI 8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.20 17.30 17.35 18.50 20.00 20.40 21.10 MATTINO CINQUE TG5 '12 - ORE 10 FORUM TG5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE TG5 '12 - 5 MINUTI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 VELINE SQUADRA ANTIMAFIA 4 23.30 DELITTO PERFETTO 1.45 TG5 - NOTTE 2.15 VELINE 3.00 UOMINI E DONNE 4.30 TG5 NOTTE 6.40 8.45 7.00 9.35 10.35 11.10 12.45 13.10 14.00 15.20 16.10 17.35 19.00 20.15 20.35 21.05 RETE 4 CARTONI ER-MEDICI IN PRIMA LINEA GREY'S ANATOMY STUDIO APERTO CARTONI FRINGE SMALLVILLE MERLIN TRASFORMAT STUDIO APERTO C.S.I. SCENA DEL CRIMINE COLORADO Varietà ZELIG OFF 1A PUNTATA NIP/TUCK RESCUE ME RESCUE ME 10.35 12.25 13.44 15.00 16.00 16.50 17.45 18.30 19.20 21.10 23.45 1.00 1.45 2.30 9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35 16.50 18.55 19.35 21.10 23.55 0.00 1.55 2.15 CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM HAMBURG MY LIFE IL COMANDANTE FLORENT TG4 TEMPESTA D'AMORE QUINTA COLONNA Telefilm I BELLISSIMI DI R4 DON JUAN DE MARCO TG4 NIGHT NEWS PIANETA MARE Film sul Digitale Terrestre Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre PREMIUM IN DIRETTA 13.30 MATRIX REVOLUTIONS JOI 15.40 LA SCONOSCIUTA PREMIUM CINEMA 17.10 COURAGE MYA 17.50 IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE PREMIUM CINEMA 19.25 PARTNERPERFETTO. COM PREMIUM CINEMA 21.15 IL MONDO PERDUTO: JURASSIC PARK JOI 21.15 LA LEGGE DEL CRIMINE PREMIUM CINEMA 23.00 SAFE PREMIUM CINEMA 00.45 I GUARDIANI DEL DESTINO PREMIUM CINEMA CALCIO 20.45 VARESE - BARI 11.10 SKY SPORT 1 9.10 CALCIO: TORINO INTER 9.30 CALCIO: PALERMO CAGLIARI Serie B MP Calcio, Sky Calcio 1 21.00 EVERTON NEWCASTLE Premier League Sky SuperCalcio, Sky Calcio 2 8.30 SNOOKER: MASTER Da Shanghai, Cina Eurosport 2 13.30 SNOOKER: MASTER Eurosport, Eurosport 2 FOOTBALL 2.30 ATLANTA FALCONS DENVER BRONCOS NFL ESPN America Serie A. Highlights Serie A. Highlights 17.15 14 22 AOSTA 13 20 BARI 18 24 BOLOGNA 13 23 CIELO VENTI CAGLIARI 15 27 Sole Deboli CAMPOBASSO 12 20 Moderati CATANIA 14 27 FIRENZE 18 25 MLB Coppa Shell. Gara 1. Da Silverstone, Gran Bretagna Serie A 13 22 Torino 15 23 17 24 Milano Venezia 14 24 Perugia 13 26 11 22 18 25 11 22 MILANO 15 23 ROMA NAPOLI 18 27 15 26 28 Neve Mossi PERUGIA 13 22 POTENZA 12 20 REGGIO CALABRIA 19 27 ROMA 15 26 TORINO 16 22 Agitati Nebbia Il sole oggi MILANO ROMA TRENTO 17 23 Sorge Tramonta Sorge Tramonta TRIESTE 7:03 19:31 6:51 19:16 18 23 VENEZIA 15 23 PGA European Tour. Da Torino SKY SPORT 3 18.15 CALCIO: STOKE CITY MANCHESTER CITY Premier League 20.45 BASEBALL: ATLANTA BRAVES WASHINGTON NATIONALS Le prime ore di Ale Del Piero (nella foto) in Australia documentano l’affetto dei tifosi per l’ex capitano della Juventus MLB 22.50 CALCIO: VICENZA VERONA Serie B 1.35 10.00 GOLF: BMW ITALIAN OPEN IL BLOG CALCIO: INDEPENDIENTE BOCA JUNIORS Storie, leggende e statistiche del calcio inglese Coppa sudamericana PGA European Tour. Da Torino 12.00 CALCIO: VICENZA VERONA Serie B 14.15 CALCIO: QPR - CHELSEA EUROSPORT Si chiama «In The Box» lo spazio di lettura e discussione dedicato al calcio inglese, finestra fissa sulla Premier 11.30 BILIARDO: SNOOKER MASTER 16.30 CALCIO: BRESCIA PADOVA Serie B Del Piero a Sydney Bagno di folla e cori da stadio Da Shanghai, Cina 12.30 CANOTTAGGIO: EUROPEO www.gazzetta.it Finali Domani Dopodomani Un'altra giornata caratterizzata dall'alternanza piuttosto irregolare di annuvolamenti e zone di sereno su gran parte del Paese. Verso sera si verificherà anche qualche modesta pioggia. Temperature in prevalenza ancora nella media. Al Nord e al Centro in arrivo varie piogge, anche con rovesci o temporali e qualche nevicata ad alta quota sulle Alpi. Sulle regioni meridionali e insulari invece non si verificheranno precipitazioni e cielo generalmente poco nuvoloso. Ancona Firenze L'AQUILA 23 22.00 GOLF: BMW ITALIAN OPEN IL VIDEO 14 24 17 25 GENOVA PALERMO Trofeo Pirelli. Gara 2. Da Silverstone, Gran Bretagna Per il 78% dei lettori l’avversaria più temibile della Juve campione è la squadra di Mazzarri seguita dalla Lazio (22%) Bologna Genova Molto forti Calmi 23.45 0.50 0.55 1.30 1.35 Le rivali della Juve più pericolose? Napoli e poi Lazio 13 25 Coperto Temporali 17.55 18.25 19.20 20.00 20.30 21.10 TG LA7 COFFEE BREAK JAG I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 CRISTINA PARODI IL COMMISSARIO CORDIER CRISTINA PARODI I MENÙ DI BENEDETTA G’ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO L’INFEDELE Attualità OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT MADAMA PALAZZO MOVIE FLASH G’ DAY 15 23 Forti MARI 21.00 AUTOMOBILISMO: FERRARI CHALLENGE Su gran parte delle regioni giornata caratterizzata da un'alternanza piuttosto irregolare di annuvolamenti e zone di sereno. Le nuvole non daranno luogo a precipitazioni. Temperature in generale vicine alle medie tipiche del periodo. Trieste Trento Aosta 7.30 9.45 10.55 12.30 13.30 14.05 15.55 Da Fontana, California Oggi Rovesci Pioggia 20.00 AUTOMOBILISMO: INDYCAR Premier League 16.30 AUTOMOBILISMO: FERRARI CHALLENGE 20.50 CALCIO: GENOA JUVENTUS Serie A. Highlights ANCONA CALCIO: NAPOLI PARMA Serie A. Highlights 10.55 CALCIO: FIORENTINA CATANIA 27 Quattro nazioni 14.00 BASEBALL: ATLANTA BRAVES WASHINGTON NATIONALS Serie A. Highlights Serie A. Highlights 13 11.30 RUGBY: AUSTRALIA ARGENTINA 16.55 CALCIO: NAPOLI FIORENTINA 10.25 CALCIO: CHIEVO LAZIO min max MLB 16.10 CALCIO: TORINO INTER 10.10 CALCIO: NAPOLI PARMA ALGHERO Nuvolo Serie A. Highlights Serie A. Highlights Ieri BASEBALL: SAN FRANCISCO GIANTS LOS ANGELES DODGERS 9.30 16.00 CALCIO: PESCARA - INTER CALCIO: SIENA - UDINESE A CURA DI PGA European Tour. Da Colonia, Germania Serie A. Highlights CALCIO: MILAN - ATALANTA GazzaMeteo Legenda Serie A. Highlights 15.45 CALCIO: ROMA BOLOGNA Serie A. Highlights 9.55 GOLF: BMW INTERNATIONAL OPEN 7.30 15.25 CALCIO: INTER - ROMA Serie A. Highlights BILIARDO SKY SPORT 2 Serie A. Highlights Serie A. Highlights 9.40 CALCIO: PESCARA SAMPDORIA IL SONDAGGIO LA 7 16 22 L’Aquila 11 22 Campobasso Bari 11 22 18 25 Napoli Potenza 15 27 10 21 Cagliari Catanzaro 18 28 16 25 Palermo Reggio Calabria 19 28 20 28 Catania 20 28 Il sole domani MILANO La luna ROMA Sorge Tramonta Sorge Tramonta 7:04 19:29 6:52 19:15 Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto 16 set. 23 set. 30 set. Codice cliente: 5104377 8 ott. 56 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 ANNI DI GARANZIA Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 www.gazzetta.it - [email protected] Pubblicità RCS MediaGroup SpA - Divisione Pubblicità - Via G. Sciuti 164 Palermo - Tel. 091306756 - Fax 091342763 Sicilia&Calabria Zamparini (NELLA FOTO) HA COLPITO ANCORA: VIA Sannino, DOPO SOLE TRE GIORNATE DI CAMPIONATO, E DENTRO Gasperini, ATTESO DAL DURO COMPITO DI RIALZARE UN Palermo PARTITO CON IL FRENO A MANO TIRATO. IL NUOVO TECNICO, GIÀ ROSANERO DA GIOCATORE, HA PRONTA LA MEDICINA: LA DIFESA A TRE. IL Catania DI Maran, INVECE, DOPO DUE RISULTATI UTILI SI FERMA A FIRENZE il Film Due sconfitte e un pareggio segnano la sorte del tecnico L’AMARO ESORDIO Sconfitta col Napoli alla 1a giornata Comincia male l’avventura di Sannino a Palermo: contro il Napoli, in casa alla 1a giornata, pesante sconfitta per 3-0 LAPRESSE d IN BOCCA AL LUPO S Domenico Criscito (difensore dello Zenit ed ex Genoa) su twitter «Buona fortuna a Gasperini, un grandissimo allenatore» d LO SFOGO AMARO FABRIZIO VITALE PALERMO L’arrivo di Gian Piero Gasperini produrrà cambiamenti, di modulo e di uomini. Con l’ex tecnico di Genoa e Inter andrà in soffitta il 4-4-2. Gasperini è un fautore della difesa a 3: nella sua breve esperienza all’Inter è passato dal 3-4-3 al 3-5-2, al 3-4-2-1, anche se nella sua lunga carriera la difesa a 4 ha fatto capolino soprattutto al Genoa dove in diverse occasioni ha schierato un 4-3-3. A Palermo l’anno scorso con l’Inter giocò con un 3-4-3. Il Palermo vinse infliggendo il primo duro colpo alla sua panchina. Gasperini torna nella città che fece da tappa al suo esonero nerazzurro, ma anche nella squadra dove ha giocato dal 1978 al 1983 diventando un beniamimo. L’ironia della sorte è che Gasperini arriva a Palermo dopo 3 giornate di campionato, esattamente quanto è durato il suo interregno a Milano lo scorso anno. Adatto La rosa del Palermo po- S Francesco Baiano (vice di Sannino) «Volevamo dare una nuova mentalità, ma ci voleva tempo perché nessuno ha la bacchetta magica» trebbe essere più congeniale per la sua tipologia di gioco. I difensori centrali e i centrocampisti non mancano, cosi come gli uomini offensivi. Se il mercato estivo non ha portato gli uomini di cui avrebbe avuto realmente bisogno Sannino, forse le caratteristiche dei giocatori del Palermo potranno soddisfare le esigenze del nuovo tecnico. Von Bergen e Mantovani potrebbero costituire la difesa a 3 insieme a uno tra Cetto, Milanovic e Munoz. A metà campo, Pisano e Brienza sugli esterni con l’opzione di due o tre centro- LA MAZZATA ALL’OLIMPICO E alla 2a giornata è 0-3 con la Lazio Si cerca il riscatto nella 2a giornata, ma il Palermo subisce un altro 3-0, dalla Lazio all’Olimpico, con Klose che segna il primo gol ANSA LA BEFFA FINALE Il pareggio col Cagliari segna l’addio Sau segna il gol dell’1-1 a 2’ dalla fine, il Palermo si vede sfuggire la vittoria, in questo momento si decide la sorte di Sannino ANSA Gasperini comincia dalla difesa a tre La nuova guida del Palermo prepara profondi cambiamenti Ma trova le stesse difficoltà di Sannino: poca qualità tecnica campisti in mezzo. E qui c’è l’imbarazzo della scelta tra Donati, Rios, Kurtic, Barreto e Viola. In attacco, in caso di tridente, con Micoli, Hernandez, Ilicic, Dybala e Budan le opzioni non mancano. L’interrogativo è capire se Gasperini riuscirà a fare quello che a Sannino non è riuscito: dare un’idea di gioco che possa sopperire alle carenze qualitative. Gian Piero Gasperini, 54 anni, nato a Grugliasco in provincia di Torino. Arriva al Palermo in sostituzione dell’esonerato Giuseppe Sannino. In rosanero, Gasperini ha giocato per cinque stagioni, dal 1978 al 1983 ANSA Ripensamento Gasperini è ani- mato da una gran voglia di riscatto dopo la pessima esperienza all’Inter. Un neo che può cancellare ripartendo dal basso. Altrimenti non si spiegherebbe la scelta di Palermo dopo avere rifiutato l’offerta di Zamparini di un anno fa, prima che il patron prendesse Pioli. Quando venne contattato, la squadra non era stata ancora smantellata dalla prima imbarcata di addii eccellenti. Adesso il Palermo non è più quello di due stagioni fa, ci sarà tanto da lavorare per Gasperini, uno che anche al Genoa ha avuto squadre molto competitive. © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 I NUMERI 9 gli anni di Gasperini sulla panchina delle giovanili della Juventus il suo trampolino di lancio nonché prima esperienza da tecnico 4 le squadre allenate prima del Palermo: dopo i bianconeri, anche Crotone, Genoa e Inter 5 le gare da allenatore dell’Inter di Gasperini, esonerato il 21 settembre del 2011 dopo quattro sconfitte e un pareggio tra campionato, Champions e Supercoppa Codice cliente: 5104377 58 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 59 SERIE A I ROSSAZZURRI SCONFITTI 2-0 AL FRANCHI LA VERITÀ DI MARAN «Catania, troppi errori poca lucidità in avanti» Il tecnico: «Noi abbiamo concesso il comando del gioco alla Fiorentina senza poi reagire. Ora rimediamo col lavoro» bre, per Potenza e Morimoto vedremo in settimana». ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE No appagamento Ma perché que- K.o. a Firenze, stop al bel calcio esibito nelle prime due giornate e risultato giusto. Parte Maran, che prima avverte: «Potevamo far meglio, ma non fasciamoci la testa». Dunque, nulla da dire sulla sconfitta ma il ragionamento dell'allenatore va letto: «Potevamo mettere più in difficoltà la Fiorentina, invece abbiamo fatto un gioco dispendioso che ci ha portato ad avere poca lucidità in fase di costruzione. Il gol di Toni ha scombinato tutti i nostri programmi. Di fronte avevamo una squadra forte e di qualità, avergli concesso il comando del gioco ha esaltato ancora di più questa loro caratteristica. E con qualche passaggio sbagliato di troppo ci siamo messi nelle condizioni di dover recuperare. L'idea era invece farci rincorrere da loro». Altra autocritica: «Abbiamo sprecato anche alcune occasioni, con errori banali. L'idea del 4-2-3-1 con Castro esterno a destra? Avevamo speso molto nel primo tempo, volevo ci fosse più facilità nella fase offensiva. Invece ecco il loro secondo gol, e addio ai nostri piani. Ora il Napoli: lavoreremo come sempre, consci delle nostre qualità, cercando di migliorare giorno dopo giorno». Parentesi sugli infortunati: «Bellusci aveva solo la feb- sti errori? Spiega l'a.d. Gasparin: «Ha vinto la Fiorentina perché ha fatto più e meglio di noi. Sono stati commessi degli errori, lo dice anche il risultato. Il Napoli? Lo affronteremo con un atteggiamento diverso, ma non credo che ci sia stato appagamento dopo le prime due partite». Ultima analisi quella di Spolli, un po' meno dura degli altri: «Non avevamo fatto una brutta partita fino al loro gol, avevamo giocato con grandissimo ordine. Mancata incisività? Sì, giusto, forse abbiamo fatto poco per fare risultato e dopo lo svantaggio non abbiamo saputo reagire. Jovetic? Un grande, ma ripeto, fino al gol aveva fatto pochino. Ora pensiamo al Napoli, in questa settimana lavoreremo con grande intensità». Rolando Maran, 49 anni, prima stagione alla guida del Catania LIVERANI L’a.d. Gasparin: «Non è questione di appagamento, lo dimostreremo contro il Napoli» Spolli: «Siamo stati in partita fino al primo gol, poi ci è mancata l’incisività» Saluto Visto dal vittorioso ex, il Catania non è andato poi così male; nel virgolettato di Montella c'è spazio per un saluto ai vecchi amici: «Il Catania mi è piaciuto molto, specie nel primo tempo. Ho anche provato un pizzico di malinconia. E sono orgoglioso per l'affetto delle persone con cui ho lavorato l'anno scorso e che mi è stato dimostrato prima della partita». © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 I NUMERI 0 le vittorie del Catania in trasferta. I rossazzurri non conquistano i 3 punti fuori casa dal 22 febbraio, 1-0 a Siena 6 i gol subiti nelle prime quattro gare. La difesa rossazzurra è la quinta peggiore della A dopo Pescara (9), Udinese (8), Palermo e Bologna (7) 4 i marcatori rossazzurri, per un totale di 5 gol: comanda Bergessio con due, poi Gomez, Lodi e Marchese con uno ECCELLENZA Fra Vittoria e Due Torri è già testa a testa Akragas big con altre 5 Cinque squadre a punteggio pieno nel girone A dell’Eccellenza, due nel raggruppamento B. Vittorie rotonde ieri per Akragas (autorete di De Luca, gol di Pellegrino e Bonaffini, tutto nel primo tempo) e Alcamo (doppio Messina e Di Bartolo). Di misura invece si impongono la Kamarat (al 92’ la rete di Gambino), la Leonfortese (Concialdi) e il Raffadali: Marsala in vantaggio con Genovese, un autogol di Palazzolo porta tutto in parità, al 76’ la rete dei 3 punti è firmata da Galluzzo. Nel girone B il Due Torri ha battuto sul terreno amico il Rosolini (vantaggio ospite con Vicari, poi pari di Raveduto e gol-vittoria di Ancione), mentre il Vittoria ha superato agevolmente il Taormina: doppietta di D’Agosta poi Cocimano e Pecorari. Prima vittoria stagionale per la Nuova Igea (doppietta di Frisenda) e per l’Orlandina che sotto di una rete ad Avola (17’ Miraglia) è passata con le marcature di Dell’Orzo, Crinò e Alamaoui. Soltanto un pareggio, infine per l’altra favorita il Modica che è stata bloccata sul neutro di Scicli dal San Gregorio (Intagliata e D’Urso). Salvatore Pintaudi GIRONE A Risultati: Akragas–Riviera Marmi Custonaci 3-0, Alcamo–Parmonval 3-0, Atletico Campofranco–Kamarat 0-1, Folgore Selinunte–Leonfortese 0-1, Monreale–Bagheria 0-0, San Giovanni Gemini–Valderice 2-1, Sancataldese–Mazara 0-3, Marsala–Raffadali 1-2. Classifica: Akragas, Alcamo, Raffadali, Leonfortese e Kamarat 6 punti; Atletico Campofranco, San Giovanni Gemini e Parmonval 3; Mazara* e Monreale 2; Riviera Marmi Custonaci e Baghjeria 1; Folgore Selinunte, Marsala, Valderice e Sancataldese 0. *1 punto di penalizzazione GIRONE B Risultati: Villafranca-Mazzarrà 1-1, Città Vittoria-Taormina 4-2, Due Torri-Città di Rosolini 2-1, Misterbianco-Aci Sant'Antonio 1-1, Modica-San Gregorio 1-1, Nuova Igea-Atletico Gela 2-1, Real Avola-Orlandina 1-3, Tiger-Comiso 1-1. Classifica: Due Torri e Città di Vittoria 6; Comiso, Tiger, Aci Sant'Antonio e Orlandina 4; Nuova Igea 3; Mazzarrà, Modica e Villafranca 2; Atletico Gela e San Gregorio 1; Città di Rosolini, Taormina, Real Avola e Misterbianco* 0. * 2 punti di penalizzazione. 60 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 SERIE BWIN DOPO IL PAREGGIO COL MODENA 4 I NUMERI 16 i gol segnati da Ceravolo con la maglia della Reggina in 5 campionati: 3 in Serie A, 13 in B, quello al Modena è il secondo in questa stagione Fabio Ceravolo, 25 anni, esulta dopo il gol al Modena MEMEDIA Gianmario Comi, 20 anni, realizza il rigore del 2-2 SAYA Reggina con il «fattore C» Ceravolo e Comi d’assalto Due gol per coprire le lacune, ma Dionigi cerca anche altre soluzioni ROSARIO DE LUCA REGGIO CALABRIA La Reggina di Foti riparte dal «fattore C». Certo non si può sperare che basti sempre, ma il fattore C contro il Modena è stato determinante. Ceravolo e Comi hanno evitato infatti una sconfitta interna che l’undici di mister Dionigi non avrebbe meritato, anche se le lacune tecniche messe in mostra sono imbarazzanti. Ad onore del tecnico va poi il coraggio delle scelte, particolarmente non facili specialmente nel caso di Ceravolo, al centro di un’antipatica polemica. Polemiche e gol Come nel copione di un bel film. Ceravolo contestato in settimana (e in campo) dagli ultras, Ceravolo confermato da Dionigi, Ceravolo in gol. La frenetica corsa verso la panchina per il meritato abbraccio al tecnico è stata l’epilogo di una storia tutta italiana fatta di rivalità e provincialismi, di ingenuità ed esagerazioni. «Fabio è venuto ad abbracciarmi — dice il tecnico — perché l’ho confermato e gli avevo detto che avrebbe fatto gol. È vero, ha commesso un errore; ma dobbiamo stargli tutti vicino e tutti i tifosi devono ragionare in quest’ottica». Quei tifosi che in settimana si sono scatenati contro l’attaccante di Locri per un’intervista rilasciata ad un’emittente veronese nel dopo partita di domenica scorsa. Motivo delle critiche l’ipotesi di trasferimento di Ceravolo nell’odiata Verona, circolata in estate e da lui non smentita nell’intervista. «È evidente che non tutti hanno accettato le mie scuse (affidate ad una lettera pubblicata sul sito della società, ndr) — dice con riferimento ai fischi riservatigli dalla curva sud —; ma proverò a farli ricredere sul campo segnando per la Reggina. Quanti gol penso di fare? Voglio arrivare in doppia cifra». d HANNO DETTO S Ceravolo «Rispondo così ai fischi per l’ipotesi di passaggio al Verona. Continuerò a segnare per la Reggina» S Comi «Parto dalla panchina, ma non mi lamento, sono pronto a dare il massimo anche se gioco un solo minuto» Gol e panchina Altro gol, altro fattore C. Gianmario Comi entra dalla panchina e segna il gol decisivo per non evitare la sconfitta. A fine gara esce dallo stadio assieme a Ceravolo. Alcuni tifosi li fermano per salutarli. Il clima è gioioso. Uno in particolate veste i panni del portafortuna. «Sono sicuro che farai 7 gol» gli dice. E Comi di rimando. «Ed io ti porto a cena, se ci riesco». Un bel clima, nonostante tutto... «Certo che vorrei giocare e chi non lo vorrebbe — commenta il giovane attaccante —. Ma è il mister che fa le scelte per il bene della Reggina; bisogna sempre accettarle e rispettarle, dando il massimo anche un solo minuto in campo». Già, le scelte di Dionigi; che devono sempre essere azzeccate per cercare di trarre il massimo da un organico dalle molteplici lacune. Salvo affidarsi poi al «fattore C». Ma questa non sarebbe una novità. © RIPRODUZIONE RISERVATA 1 la rete segnata da Comi con la Reggina, la prima nelle tre gare della sua prima stagione in amaranto 5 i punti conquistati dalla squadra di Dionigi nelle prime 4 giornate, frutto di una vittoria e 2 pareggi, che le consentono di stare a 2, dopo essere partita da -3 A GROSSETO ALTRO K.O. FUORI CASA Calil non si arrende «Crotone, basta col tabù trasferta» «Anche stavolta bel gioco e nessun gol. La soluzione è verticalizzare» LUIGI SAPORITO CROTONE Seconda trasferta del Crotone e seconda sconfitta. A Grosseto quasi la fotocopia della gara col Sassuolo. I rossoblù che giocano, mantengono il possesso della palla per lunghi tratti ma al fischio finale il risultato è uguale: zero punti, tanti applausi e complimenti che però non fanno classifica. Il brasiliano Caetano Calil, in gol contro il Cittadella, a Grosseto avrebbe voluto segnare di nuovo visto che la dedica era già bella e confezionata. La signora Juliana giovedì a Roma gli regalerà la secondogenita. Ma al momento il problema del Crotone è che la squadra in trasferta non produce come allo Scida. Delle quattro squadre che finora il Crotone ha incontrato, tutte schieravano una difesa a tre e con tutte il Crotone ha sofferto. Sarà questo il problema? «Se a Sassuolo abbiamo perso prendendo due gol, a Grosseto è stato ancora peggio perché abbiamo giocato solo noi, ma alla fine abbiamo perso male. Dopo un inizio incoraggiante — ricorda il brasiliano — abbiamo incassa- to il gol e fuori casa quando vai sotto diventa difficilissimo rimontare. Loro poi si sono chiusi e per noi è diventato complicato perché anche il Grosseto aveva un difesa a 3 che diventava a 5. Noi abbiamo trovato due muri da superare e gli spazi erano sempre più stretti per cui abbiamo davvero faticato». Riscossa Caetano però esorta i compagni a non arrendersi. «Dobbiamo imparare da questi errori e cercare di trovare le soluzioni giuste. Come per esempio evitare di prendere gol come lo abbiamo preso a Grosseto, in pratica al primo tiro in porta». Però è un Crotone che non riesce a verticalizzare come faceva prima. Un possesso palla fine a se stesso che non dà frutti. «Dobbiamo migliorare e cercare di verticalizzare di più. Sicuramente troveremo altre squadre che ci metteranno di fronte una difesa a 3 che diventa a 5. Dovremo cercare un'alternativa a queste situazioni ma prima di tutto non dobbiamo subire gol in trasferta». Perché in casa, e lo si è visto col Cittadella, il Crotone è stato bravo a rimontare. «Fuori casa invece no anche se la palla del pari è capitata sul mio piede ma sulla respinta di Bremec ho tirato troppo forte e ho colpito la traversa. Peccato». © RIPRODUZIONE RISERVATA Caetano Calil, 28 anni, quarta stagione col Crotone FOTOPRESS Codice cliente: 5104377 Codice cliente: 5104377 LA GAZZETTA DELLO SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 61 1ª DIVISIONE 3-2 DEI GRANATA AL TREVISO, GIALLOROSSI K.O. 2-1 COL BENEVENTO FRANCO CAMMARASANA TRAPANI IVAN MONTESANO CATANZARO Vincere in campionato al Provinciale era diventato quasi un tabù per il Trapani (non succedeva dal 22 aprile). Grande soddisfazione pertanto nell’entourage granata a fine partita anche se per avere la meglio del Treviso la squadra di Boscaglia ha dovuto faticare oltre misura su un campo reso pesante dalla pioggia dei giorni precedenti. Alla fine comunque, l’ha spuntata con Giovanni Abate che ha siglato il 3-2 finale in chiusura di primo tempo. Il Catanzaro non perdeva in casa dal 13 febbraio 2011: 1-3 con il Fondi, ultima stagione dell’F.C. prima del fallimento. Il Benevento trancia di netto una striscia casalinga di 26 risultati positivi, che per il tecnico Ciccio Cozza voleva dire non aver mai perso al Ceravolo. In campionato è la seconda sconfitta di seguito, ma il tecnico non fa drammi. Semmai schiuma un po’ di rabbia per uno stop che giudica, senza troppi giri di parole, immeritato. Arrabbiato Anziché esultare. un gesto di stizza da parte dell’attaccante nel momento in cui la palla è finita in rete: «Ero ancora arrabbiato — spiega — perché sull’1-1 avevo mancato una buona occasione che ci avrebbe riportato in vantaggio. Cose che succedono a noi attaccanti, felici quando segniamo, giù di morale quando sbagliamo. Per fortuna sono riuscito a fare il gol che ha ribaltato il risultato a nostro favore». E a Giovanni Abate capita di tanto in tanto di sbagliare qualche gol facile. Poi però si fa perdonare perché svaria su tutto il fronte d’attacco, recupera palloni, serve i compagni ma di tanto in tanto la palla la mette pure dentro, come ieri. «Abbiamo incontrato una squadra molto ben organizzata — dice la punta — con delle idee di gioco importanti, e giocatori bravi come Tarantino, Picone e gli esterni che ci hanno messo spesso in difficoltà con dei cross a tagliare dentro l’area. A volte non riuscivamo a pressarli alti e loro uscivano bene creando qualche problema ai nostri difensori. Poi però il mister ha fatto una sostituzione, abbiamo alzato il baricentro e così ci siamo sistemati meglio rischiando poco, soprattutto nella ripresa». Rabbia «Non abbiamo perso Giovanni Abate, 31 anni, esulta dopo aver siglato il 3-2 al Treviso PAPPALARDO Gioia Abate «Felice per me ma soprattutto per il Trapani» L’attaccante non esulta dopo la rete «Ero arrabbiato perché sull’1-1 potevo segnare, ma l’importante era vincere» L’analisi del tecnico «Il Treviso — dice da parte sua l’allenatore Boscaglia — si è confermato quella bella squadra di cui si era detto alla vigilia, che gioca un buon 3-4-3, in grado di mettere in difficoltà gli avversari. Boscaglia: «Sono contento di come ha giocato la mia squadra, ma c’è tanto da lavorare» 147 I giorni dall’ultima vittoria del Trapani in casa, che risaliva al 22 aprile (3-2 alla Triestina) Sono contento della prova dei miei anche se abbiamo commesso un errore grave in occasione del loro primo gol. Di contro, però, abbiamo fatto tre gol, uno su azione manovrata che proviamo in allenamento. Abbiamo fatto delle cose importanti e altre meno belle sulle quali dobbiamo ancora lavorare tanto. La squadra, però, ha fatto il suo dovere su un campo reso pesante dalla pioggia e che nel secondo tempo ci ha impedito di gestire meglio e in velocità alcune ripartenze». © RIPRODUZIONE RISERVATA perché il Benevento ha maggiore esperienza rispetto a noi, sono stati fortunati – attacca —, e hanno vinto senza meritare. Abbiamo dato il massimo creando tanto, ma non siamo stati bravi ad andare in vantaggio. C’è mancato solo il risultato, abbiamo creato almeno 8 palle-gol ma non siamo stati bravi a concretizzare. Il Benevento è una squadra importante ma non ho visto alcun divario, perché hanno vinto solo su nostri errori». Tutti uniti Cosentino butta ac- qua sul fuoco. «Credo sia il momento più duro della mia gestione — dice il presidente — ma non dobbiamo scoraggiarci, anche se la sconfitta è amara. Siamo soltanto all’inizio della stagione. Il Catanzaro si è difeso bene contro una squadra migliore solo sulla carta, perché non abbiamo assolutamente sfigurato. Ora bisogna stare uniti, sono sicuro che saremo capaci di reagire e se a gennaio ce ne sarà bisogno ci rinforzeremo ancora di più». Felice a metà Ad un difensore fa sempre piacere fare gol, ma stavolta è una felicità ridotta. Papasidero si assume le colpe (non tutte sue) sul primo gol del Benevento, «poi sono riuscito a pareggiare io, ma purtroppo non è servito a nulla». Ma non tutto è da buttare: «Credo che il Catanzaro abbia giocato meglio oggi (ieri, ndr) che contro il Barletta. C’è amarezza Michelangelo Papasidero, 30 anni, autore del provvisorio 1-1 SCOLPINI Cozza deluso «Il Catanzaro non meritava la sconfitta» ll tecnico: «Non abbiamo perso perché il Benevento è più esperto, ma solo più fortunato. Create ben otto occasioni» Inutile anche il gol di Papasidero: «Peccato non sia servito a portare a casa i punti» 2 Le sconfitte di fila dei giallorossi: il k.o. col Benevento arriva dopo lo 0-1 di Latina per il risultato, ma ho visto passi in avanti, perché abbiamo tenuto bene il campo, siamo stati compatti e abbiamo creato varie palle gol, purtroppo non sfruttate al meglio. Dovremo migliorare in fase di realizzazione e, magari, anche in testa, perché negli ultimi minuti abbiamo subito un brutto contraccolpo psicologico. Ci hanno penalizzato alcuni episodi, ma meritavamo qualcosa in più anche se il Benevento non ha rubato nulla. Ci ha provato ed è stato più cinico di noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA SOLO A SETTEMBRE, SOLO IN PRONTA CONSEGNA. 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Il Milazzo arretra il baricentro e, pur essendo sempre pericoloso, si fa infilare da una bella azione condotta da Piccoli che serve Cazzola: traversone per Fabbro che supera Conti. Al 31’, una bella conclusione di D’Amico viene sventata da Proietti Gaffi e un minuto dopo è ancora Mignogna a impensierire il portiere di casa. Nove minuti dopo è Forabosco che, servito da Urso, conclude bene, con Conti che gli toglie la soddisfazione del gol. Secondo tempo Nella ripresa il Milazzo passa al 16’, sfruttando un errore di Evangelisti: D’Amico, dopo aver colpito la traversa, segna in rovesciata. Ma al 27’ Fabbro viene atterrato da Salustri e l’arbitro concede il rigore che Piccoli realizza per il nuovo pareggio dei marchigiani. La parità raggiunta sembra accontentare le due squadre, nonostante il Fano rimanga in dieci per l’espulsione di Cazzola. Il finale, però, è un concentrato di colpi di scena: padroni di casa in vantaggio nei minuti di recupero con Colombaretti, pareggio dopo due minuti del Milazzo con Mancini che, subentrato a D’Amico, riceve palla da Lewandowski e si beve tutta la difesa fissando il punteggio sul 3-3. Francesco Mignogna, 29 anni, capitano del Milazzo SAYA © RIPRODUZIONE RISERVATA Terzo segno «X» in tre gare Costantino: «Non è bastato giocare con quattro punte» LUCA SIGNORINI LUCCA Uno 0-0 incolore e dalle poche emozioni. Borgo a Buggiano e Vigor Lamezia si accontentano del terzo pareggio nelle prime tre giornate di campionato senza dannarsi l’anima per invertire la tendenza. La Vigor parte benissimo nel quarto d’ora iniziale : De Luca e Giacinti impensieriscono la retroguardia toscana in diverse occasioni. Prima il trequartista ci prova dal limite con un destro che però arriva fiacco tra le braccia di Tonti; poi De Luca, al 12’, approfitta di un liscio di Fonte e si trova a tu per tu con il portiere, che devia in corner. Dopo lo spavento per un gol annullato a Di Giusto per fuorigioco, la Vigor torna ad affacciarsi in avanti con De Luca: la sua punizione allo scadere della prima frazione finisce alta. Pochi sussulti I secondi 45’, se possibile, sono ancora più avari di occasioni. I biancoverdi ospiti tengono senza troppa fatica il campo e arginano a dovere le folate degli azzurri locali. Dopo una manciata di minuti è Rana ad avere la migliore palla gol della partita, ma Tonti è bravo e fortunato. Senza pretese alcune sortite degli avanti del Borgo (due volte D’Antoni), ma neppure il colpo di testa di Marchetti e il tiro al volo di Gattari trovano gloria. Finisce con un pareggio a reti bianche senza infamia e senza lode. Fabio De Luca, 30 anni, attaccante della Vigor Lamezia la Vigor, Massimo Costantino: «La mia squadra ha fatto un’ottima partita — commenta —, ma non sono contento per il risultato. Abbiamo avuto diverse occasioni che non siamo riusciti a sfruttare. Quando fai prestazioni del genere devi conquistare i tre punti, è forse mancata un po’ di lucidità e di cattiveria, unita alla sfortuna, sotto porta. Ho chiuso la partita con quattro punte proprio per cercare il gol vittoria. Avremmo meritato sicuramente di più noi, viste le occasioni create e la poca sofferenza in fase difensiva, dove ci siamo disimpegnati molto bene rischiando pochissime volte». © RIPRODUZIONE RISERVATA Furia Hinterreggio «Subìto un altro rigore ridicolo» Calabresi k.o. dal dischetto Di Maria: «Già a Campobasso eravamo stati penalizzati» STEFANO LEMMI PONTEDERA (Pisa) Un rigore contestatissimo condanna l’Hinterreggio alla sconfitta sul campo in sintetico del Pontedera, inaugurato per l’occasione. L’episodio che manda su tutte le furie squadra e allenatore biancocelesti si verifica sul finire del primo tempo, quando Franceschini tocca Grassi con la palla che si sta avviando sul fondo. Il giocatore toscano cade a terra e il direttore di gara indica il dischetto, fra le veementi rimostranze dei reggini. Dagli 11 metri lo stesso attaccante non sbaglia, spiazzando Mengoni e rompendo un equilibrio che ha caratterizzato tutta la prima frazione di gara e che deciderà il match. Poca concretezza Al rientro dagli spogliatoi, in- fatti i calabresi provano a riorganizzare le idee, ma la volontà non è pari alla concretezza e la manovra dell’Hinterreggio finisce per spegnersi fra le maglie della retroguardia pontederese. Di Maria le prova tutte effettuando, ma l’esito non cambia. Anzi, a due minuti dal 90’, la sua squadra rischia ancora di capitolare in contropiede, ma il centravanti Arrighini calcia alle stelle a porta vuota. Reazioni I calabresi, che nel recupero Contento a metà Così il tecnico del- Soddisfazione In sala stampa non si è presentato il tecnico in 2ª La Spada, che sostituiva Tosi, ma il centrocampista Evola: «Dopo il 4-0 di Forlì ci si attendeva una reazione e c’è stata — dice —. Peccato, perché era una gara che potevamo anche vincere ma siamo un cantiere aperto anche per l’arrivo di nuovi elementi. Ho visto progressi nel gioco e nella determinazione e quindi anche un pari può essere accolto con soddisfazione». Lamezia impatta «Quante palle gol non sfruttate» 1-0 a Pontedera Rimonta Milazzo «Buon pareggio e tanti progressi» 0-0 col Buggiano Il 3-3 a Fano 2ª DIVISIONE Gaetano Di Maria, 47 anni, guida l’Hinterreggio SAYA restano in dieci per il rosso a Gioia, tornano a casa con il sacco vuoto di punti e pieno di rabbia, come si capisce dalle parole di Di Maria: «È un rigore inventato e ridicolo — esclama senza mezzi termini —. Siamo alla terza giornata di campionato e questo è già il secondo rigore ingiusto che ci fischiano contro dopo quello a Campobasso. Oltretutto domenica scorsa ci hanno espulso due giocatori, stavolta uno. C’è qualcosa che non va. Il pareggio sarebbe stato giusto». Amareggiato anche il d.g. Rappoccio: «Un rigore così è difficile da vedersi. La fortuna ci sta voltando le spalle, speriamo che la ruota giri presto in nostro favore». © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 63 SERIE D L’ACR A PUNTEGGIO PIENO COL SAVOIA SAMBIASE MONTALTO UFFUGO 1 0 MARCATORE Lio al 9’ s.t. SAMBIASE De Sio; Cristaudo, Gerace, Carrozza (dal 22’ s.t. Fabio), Aguglia, Porpora, Conversi (dal 10’ s.t. Casciaro), Cordiano, Russo, Lio, Curcio. All. Mancini. MONTALTO UFFUGO Ramunno; Tommaseo, Crispino, Pistininzi (dal 25’ s.t. Crescibene), Mirabelli, Ginobili, Occhiuzzi, Paonessa, Iannelli, Zangaro (dal 20’ s.t. Mazzei), Sifonetti (dal 39’ s.t. Salandria). All. Giugno. Ferreira, magico bis Messina resta in vetta Dopo il gol a Noto il portoghese al 94’ sigla il 2-1 sull’Agropoli ARBITRO Guarino di Caltanissetta. NOTE Espulsi al 16’ p.t. Paonessa (M) per somma di ammonizioni e al 33’ s.t. Casciaro (S) per gioco violento. Al 94’ di Acr MessinaAgropoli, Pedro Miguel Costa Ferreira, 21 anni, realizza il gol che vale vittoria e primato ai giallorossi di Catalano 1 0 MARCATORE Caterisano al 10’ s.t. VIBONESE Verterame; Martino, D’Angelo, Zegatti, Caterisano (dal 42’ s.t. Campo); Cosenza, De Cristofaro, Brescia; Cosi (dal 37’ s.t. Kalambay), Marasco, Saturno (dal 32’ s.t. Spanò). All. Soda. PALAZZOLO Scordino; Strigari, Liga, Fascetto; Piangente, Calabrese (dal 36’ s.t. Martines), Messina (dal 22’ s.t. Fancello), Compagno (dal 30’ s.t. Fichera), Aperi; Ike, Impallaro. All. Cacciola. ARBITRO Sassanelli di Bari. NOTE Espulso al 47’ s.t. il tecnico del Palazzolo Cacciola per proteste. VIBO VALENTIA (m.f.) Dopo due pari consecutivi, la Vibonese centra la prima vittoria stagionale. Basta un gol di Caterisano per rompere il digiuno e stavolta i rossoblù non vengono raggiunti. La squadra di Soda non brilla, ma crea più occasioni pericolose del Palazzolo, al terzo k.o. di fila. Nel primo tempo Marasco si procura un rigore che Cosenza spreca; nella ripresa, la rete del successo di Caterisano sugli sviluppi di un corner. La volée del terzino calabrese trova la deviazione fortuita ma decisiva di un difensore del Palazzolo. 1 1 MARCATORI Alfano (CA) al 19’ p.t.; Saraniti (CdM) al 35’ s.t. CAVESE De Luca; Cerquetani (dal 30’ s.t. Bove), Palladino, Serrapica, Giordano, Langella, Ercolano, Alfano, Moronti (dal 1’ s.t. Ragosta), De Rosa, Marrandino (dal 21’ s.t. Russo). All. Volpi (squal., in panchina Cestaro). CITTÀ DI MESSINA Di Dio; Viscuso, Bombara, Cucé, Munafó, Frassica (dal 27’ s.t. Buda), Mangano (dal 14’ s.t. Giannuzzi), Assenzio, Saraniti, Tiscione, Citro (dal 33’ s.t. Camarda). All. Rando. ARBITRO Cesaroni di Pesaro. LAMEZIA TERME (Cz) (f.c.) Una rete di Lio, con una malefica conclusione dal limite a beffare Ramunno, ha permesso al Sambiase di liberarsi dell’evanescente Montalto Uffugo e di centrare la seconda vittoria interna di fila, assestandosi in una posizione di classifica gradevole. Match da sbadigli nella prima parte mentre nella ripresa, dopo il gol, sagra delle occasioni mancate da parte del Sambiase, che poteva chiudere il derby con un punteggio ben più vistoso. VIBONESE PALAZZOLO PRO CAVESE CITTÀ DI MESSINA SAYA Acr Messina-Agropoli 2-1 MARCATORI Sekkoum (A) al 2’, Chiavaro (M) al 31’ p.t.; Ferreira (M) al 49’ s.t. ACR MESSINA Lagomarsini; Caiazzo, Quintoni, Maiorano (dal 16’ s.t. Croce), Chiavaro, Cucinotta, Parachì (dal 16’ s.t. Guerriera), Bucolo, Corona, Cocuzza (dal 23’ s.t. Ferreira), Cicatiello. All. Catalano. AGROPOLI Capozzi; Lombardi, Altobello (dal 40’ s.t. Capitani), Sekkoum, Landolfi, Parisi, D’Attilio, Toscano, Mallardo (dal 40’ s.t. Margiotta), Carotenuto, Agata. All. Nastri. ARBITRO Provesi di Treviglio. ORAZIO RAFFA MESSINA Ancora in pieno recupero, Ferreira realizza il gol che vale la vittoria del Messina. Il portoghese ci era riuscito già domenica scorsa nella gara d’esordio a Noto e si è confermato ieri al S. Filippo davanti ai suoi tifosi. Due gol pesantissimi che valgono oro per la classifica dell’Acr. L’Agropoli si è confermato matricola terribile: una squadra ben messa in campo, che gioca un buon calcio e che ai punti francamente non avrebbe meritato di perdere. Pronti via e sono stati gli ospiti a passare in vantaggio per una deviazione di Cucinotta sul calcio di punizione di Sekkoum. Il Messina ha accusato il colpo: la squadra giallorossa si era preparata per affrontare l’avversario con calma, ma lo svantaggio ha scompaginato i piani di Catalano e dei suoi giocatori. Che però hanno avuto una reazione veemente durante la quale hanno messo alle corde l’Agropoli pur concedendo spazi, non sfruttati però nel migliore dei modi. Finale palpitante Nella ripresa il Messina ha subìto troppo il fraseggio dei centrocampisti avversari e per tutta la durata della frazione ha costruito poco esponendosi anzi alle iniziative dei campani (clamorosa l’occasione fallita da Mallardo a pochi passi da Lagormarsini). Nei titoli di coda però, quando il pari sembrava scontato, il solito Corona ha messo sulla testa di Ferreira un invitante pallone che il portoghese si è limitato a spingere in fondo al sacco. © RIPRODUZIONE RISERVATA CAVA DEI TIRRENI (Sa) (m.s.) I siciliani conquistano un meritato pareggio, potendo recriminare al cospetto di un avversario bello a metà. La Cavese passa in vantaggio con colpo di testa di Alfano su cross di De Rosa. La replica è affidata a Tiscione, che al 24’ impegna De Luca da lontano. Nella ripresa, il Città di Messina mette sotto la Cavese e trova il meritato pareggio con Saraniti, pronto a insaccare da due passi su cross di Tiscione sporcato da Palladino. Nel finale, un isolatissimo Buda liscia in piena area il pallone della vittoria. GELBISON C.N. PATERNÒ 3 1 RAGUSA ACIREALE 1 0 MARCATORE Bonarrigo al 37’ s.t. RAGUSA Ferla; Piluso, Gona, Buscema, Fontana, Alderuccio, Foderaro (dal 18’ s.t. Spampinato), Romeo, Panatteri, Bonarrigo (dal 46’ s.t. Milazzo), Arena (dal 33’ s.t. Alma). All. Anastasi. ACIREALE Pandolfo; Maggio, Manganaro, Elefante (dal 40’ p.t. Cucinotta), Patti, Castellano, Macrì, Profeta (dal 26’ s.t. Scarpitta),Cortese, Tedesco (dal 20’ s.t. Varriale), Butera, All. Gardano. ARBITRO Ortuso di Ciampino. RAGUSA (g.p.) Con una rete nel finale di capitan Bonarrigo, il Ragusa di Anastasi fa suo l’atteso derby del Selvaggio contro l’Acireale. L’azione decisiva, partita dai piedi di Spampinato, proseguita da Panatteri e conclusa dal «vecchio» Bonarrigo, si è sviluppata al 37’ della ripresa, quando ormai era opinione comune che la gara sarebbe finita a reti inviolate visto l’equilibrio in campo per tutto il resto del match. L’Acireale, al 15’ della ripresa, era anche andato a segno con Tedesco, ma la rete era stata annullata per posizione irregolare dello stesso attante granata. SAVOIA NISSA 2 1 MARCATORI Galantucci (G) al 1’, Sene (G) al 15’, Savonarola (C) al 45’ p.t.; Galantucci (G) al 40’ s.t. MARCATORI Guarro (S) su rigore al 6’, Savarese (S) al 22’ p.t.; Avola (N) al 10’, Incoronato (S) al 45’ s.t. GELBISON Spicuzza; Magliocca, Mustone, Manzillo, Pascuccio, Manzo, Di Filippo (dal 5’ s.t. Borsa), Pecora, Sene (dal 15’ s.t. Santonicola), Galantucci (dal 43’ s.t. Melcarne), Grimaudo. All. Erra. SAVOIA Loccisano; Pallonetto (dal 29’ s.t. Rabbeni), Guarro, Esposito, Catalano, Fontanarosa, Savarese, Giraldi (dal 47’ s.t. Formisano), Incoronato, Manfrellotti (dall’11’ s.t. Falanga), Ianniello. All. Vitter. C. NORMANNO PATERNÒ Spezia; Pasqualicchio, Caldarella, Zumbo (dal 1’ s.t. Di Mauro), Cocuzza, Scalia, Barberi (dal 26’ s.t. Scappelato), La Marca, Mastrolilli, Mandarano (dal 40’ s.t. Torcivia), Savonarola. All. Strano. NISSA Iacono; Bica Badan, Di Marco, Longobardi (dal 1’ s.t. De Carlo), Cirilli, Patanè, Periccioli (dal 15’ s.t. Fragapane), Avola, Savasta, Marletta (dal 1’ s.t. Arnone), Bruno. All. Catanese. ARBITRO Strippoli di Bari. NOTE Espulso Caldarella (C) al 40’ p.t. per gioco scorretto. VALLO DELLA LUCANIA (Sa) (g.ar.) Una Gelbison cinica rifila tre gol al Comprensorio Normanno Paternò. Dopo neanche un minuto, Galantucci da calcio d’angolo beffa Spezia, con Sene che raddoppia al 15’. L’espulsione di Caldarella complica ulteriormente le cose ma, in dieci, il Comprensorio Normanno accorcia con Savonarola. Che nel finale di gara colpisce anche un incrocio, prima del 3-1 di Galantucci. ARBITRO Mangino di Tivoli. NOTE Espulso Cirilli (N) al 13’ s.t. per gioco scorretto. TORRE ANNUNZIATA (Napoli) (v.p.) In uno stadio interdetto ai tifosi anche la Nissa, come accaduto al Palazzolo, cade sotto i colpi di un Savoia a punteggio pieno. In inferiorità numerica dal 13’ s.t. per l’espulsione di Cirilli (fallo su Pallonetto), la squadra di Catanese subisce dopo sei minuti il primo gol su rigore di Guarro e al 22’ il raddoppio di Savarese. Nella ripresa Avola accorcia su punizione ma, allo scadere, Incoronato firma il 3-1 dei campani. ATLETICA ALL’ETIOPE BRONZO A LONDRA SUI 10.000 L’87˚ GIRO LORENZO MAGRÌ CASTELBUONO (Palermo) Tariku Bekele, 25 anni, al traguardo Dal palermitano Giovanni Blanchet, vincitore della prima edizione nel lontano 1912, all’etiope Tariku Bekele, vincitore ieri dell’87ª edizione del Giro di Castelbuono. Una grande festa per i 100 anni di una delle corse più antiche d’Europa, che ha visto primeggiare il bronzo sui 10.000 ai Giochi di Londra in un podio doc, col bronzo dei 5000 a Londra, il keniano Longosiwa, e l’iridato juniores dei 10000, l’etiope Mukthar. Il centro madonita ha vissuto ieri una giornata di forti emozioni: È Bekele il re di Castelbuono Festa per i 100 anni della corsa nonostante non ci sia stato il pubblico delle grandi occasioni che tradizionalmente si registrava il 26 luglio nel bel mezzo dei festeggiamenti alla patrona S. Anna (data saltata quest’anno per la concomitanza coi Giochi di Londra), gli organizzatori, in testa il patron Mario Fesi, si sono superati e hanno regalato agli appassionati un cast di grandi campioni che non hanno deluso le attese. Che coppia Una passerella di grandi fondisti e spazio anche a due siciliani d’adozione. Il friulano Stefano Scaini, ottavo e secondo degli azzurri (il primo Patrick Nasti, settimo), ormai vive e si allena a Bagheria e che prima della gara ha fatto festa con sua moglie Anna Incerti, la fondista bagherese premiata per l’oro di maratona agli Europei di Barcellona 2010, assegnatogli dopo la squalifica per doping delle prime due atlete. «È stato emozionante come salire sul podio degli Europei — dice Anna, 29ª ai Giochi di Londra — e poi la grande gara di Stefano è stata la ciliegina sulla torta». Protagonisti Scaini ha precedu- to l’altro siciliano d’adozione, il trentino Yuri Floriani, che si è allenato a Palermo con Gaspare Polizzi e si sposato con l’azzurra Angela Rincella, fondista di Altofonte. La palma del mi- glior siciliano in assoluto è andata a Giuseppe Gerratana, l’azzurrino di Modica, classe 1992, che ha chiuso al 12˚ posto alla fine di una gara di testa. «Avevo corso a Castelbuono una volta da allievo — spiega —, ma questa è un’altra cosa. Sono riuscito fino all’utimo giro a rimanere attaccato a campioni come Scaini e Floriani, il keniano Kipkorir e il portoghese Ferreira. Poi, ho pagato la fatica, ma ho chiuso in 32’13” a poco più di 2’ da Bekele. Sono soddisfatto, ho capito di essere sulla buona strada per fare bene il 30 settembre al memorial Peppe Greco di Scicli, valido anche come tricolore sui 10 km su strada». © RIPRODUZIONE RISERVATA Codice cliente: 5104377 56 64 LA GAZZETTA DELLO SPORT SPORT LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2012 Codice cliente: 5104377