Gennaio 2013 Fund e Sicav Report Commento Macroeconomico L’accordo raggiunto sul fiscal cliff americano a cavallo del nuovo anno è stato il primo elemento positivo di un 2013 cominciato in un clima molto costruttivo. Sulla scia dei trend di fine 2012, la periferia europea ha proseguito nel processo di stabilizzazione: gli spread governativi hanno continuato a scendere ed i mercati azionari hanno sovraperformato la parte core dell’Europa. Onda lunga del lavoro della BCE e della credibilità di Draghi, i cui strumenti straordinari presentati lo scorso anno continuano ad avere effetti di contenimento e prevenzione. In particolare l’Italia ha visto il mercato azionario salire del 7.16% e lo spread del btp contro il bund raggiungere i livelli del luglio 2011. In America, superato il fiscal cliff, rimane l’incognita della gestione politica del debt ceiling la cui risoluzione è stata ad oggi posticipata fino a maggio, ma i dati macro rimangono incoraggianti, con qualche segnale positivo anche sul fronte del lavoro. I mercati emergenti, in particolare la Cina, hanno dato segnali di una ripresa ciclica, con dati in miglioramento sul fronte degli scambi commerciali. In Asia, il Giappone rimane il mercato sicuramente più interessante, grazie al nuovo corso avviato dal governo di Abe, con stimoli fiscali e continue pressioni sulla banca centrale per combattere la deflazione che da tempo affligge il Paese. Il mercato continua ad anticipare gli effetti di tali politiche tramite il deprezzamento della valuta, con lo Yen che si è indebolito del 6.05% in termini tradeweighted e dell’ 8.53% nei confronti dell’Euro. La discesa della volatilità sui mercati azionari americani ha raggiunto i minimi degli ultimi 5 anni, indicando sicuramente un elemento di complacency da parte degli investitori. Ma nonostante i rischi tattici di prese di profitto di breve, lo scenario rimane relativamente positivo per gli asset di rischio, ed in particolare per i mercati azionari europei ed alcuni emergenti le cui valutazioni rimangono depresse. Il premio per il rischio implicito sull’azionario europeo rimane elevato, attorno all’8%, mentre il rapporto prezzo utili aggiustato per il ciclo è a sconto del 25/30% rispetto alla media storica. L’Asia inoltre dovrebbe vedere una crescita degli utili a doppia cifra dopo due anni sostanzialmente di consolidamento. In US, viceversa, le valutazioni lascerebbero poco spazio ad eventuali delusioni di breve, pur in un contesto strutturalmente ancora positivo (mercato immobiliare, export, riduzione dei costi energetici per settore manifatturiero). Sui mercati obbligazionari si sono registrati rialzi dei rendimenti decennali negli USA, giunti all’1.98%, mentre il decennale tedesco è salito da 1.32% a 1.68%. Questi segnali, assieme alle performance positive dei mercati azionari, hanno portato diversi strategist a speculare su possibili rotazioni di asset allocation verso asset class più rischiose. Il mese ha in effetti registrato flussi record sui fondi azionari, ma sembra ancora prematuro parlare di rotazioni strutturali, sebbene, come segnalato diverse volte, i rendimenti reali dei governativi rimangono negativi per paesi quali Stati Uniti, Germania, Regno Unito. La discesa dei tassi e le performance positive dei mercati azionari sono sicuramente un elemento positivo in Europa, conseguenza di un riprezzamento del rischio sul break up dell’Euro assieme ad un generale ottimismo ciclico. D’altra parte questo processo sta anche portando ad una rivalutazione dell’Euro che potrebbe diventare un problema per le esportazioni del continente. L’Euro è adesso percepito come una valuta che rimarrà in piedi, riacquisterà valore, mentre la banca centrale è in questa fase meno aggressiva, in un contesto di svalutazione globale con nuovi attori quali il Giappone. La forza dell’Euro EURO (trade weighted) 120 115 110 105 100 95 90 85 80 USD (tw) GBP (tw) JPY (tw) Kairos Income KIS Income Outlook e Strategia Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto (nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno. Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%. La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che un euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20. L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato di 2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della valuta unica. Lato obbligazioni si è in un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euro-nucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza. L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del momento. Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%. Il Kairos Income ha chiuso il mese con una performance pari a +0.06, mentre il KIS Income con una performance pari a +0.05%. Abbiamo mantenuto la quota di Italia a breve ai livelli di dicembre, con la restante parte del portafoglio in cash o residualmente investita in mercati monetari “core” e in tbills spagnoli a brevissimo. La duration del Kairos Income è leggermente cresciuta fino ad area 0.23, quella del KIS Income fino a 0.25. Kairos Income NAV 31 gennaio 2013 (5,077,629) Riassunto performance (dalla partenza) Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese Riassunto Rischiosità Kairos Income 36.06% 2.51% 79.19% 20.81% 1.58% -0.65% Kairos Income 0.06% 0.06% 1.19% 1.03% 0.57% 1.14% -0.10% -0.10% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati Da settembre 2000 a gennaio 2013 Kairos Income Principali esposizioni per paese 70.5% 150 3.1% 2.0% Portogallo 110 6.1% Stati Uniti Italia 120 6.3% Spagna 130 Germania 140 100 Principali esposizioni per Tipologia Emittente nov 00 mag 01 dic 01 lug 02 feb 03 set 03 apr 04 nov 04 giu 05 gen 06 ago 06 mar 07 ott 07 mag 08 dic 08 lug 09 feb 10 set 10 apr 11 nov 11 giu 12 gen 13 90 Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio Btps 2 06/01/13 Bots 0 05/31/13 Ccts 0 07/01/13 Bots 0 03/14/13 Ucgim 4 7/8 02/12/13 11.3% 9.8% 9.5% 8.7% 6.2% Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. 59.3% 28.7% Government Scomposizione per durata media finanziaria 0-1 1-2 2-3 Financials 100.0% 0.0% 0.0% Kairos Income KIS Income KIS Income NAV 31 gennaio 2013 (18,726,887) Riassunto performance (dalla partenza) Riassunto Rischiosità KIS Income 7.75% 1.27% 77.46% 22.54% 0.86% -0.58% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Income 0.05% 0.05% 0.70% 0.51% 0.38% 1.14% -0.11% -0.14% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Income Da marzo 2007 a gennaio 2013 Principali esposizioni per paese 55.8% 109 108 103 102 3.4% 2.8% 2.7% Portogallo Italia 104 Spagna 105 Stati Uniti 106 Germania 22.9% 107 101 100 Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio Btps 2 06/01/13 Ccts 0 07/01/13 Sglt 0 03/15/13 Bots 0 04/30/13 Santan 3 3/4 02/28/13 ott 12 giu 12 ott 11 feb 12 giu 11 ott 10 feb 11 giu 10 ott 09 feb 10 giu 09 ott 08 feb 09 giu 08 ott 07 giu 07 mar 07 feb 08 Principali esposizioni per Tipologia Emittente 99 10.8% 10.7% 8.7% 7.7% 5.5% 66.6% 21.1% Government Scomposizione per durata media finanziaria 0-1 1-2 2-3 Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Financials 100.0% 0.0% 0.0% Kairos Small Cap KIS Small Cap Outlook e Strategia Il Fondo Kairos Small Cap registra nel mese una performance pari a +0.35%. Tra i contributori positivi nel mese citiamo: 1) Save 0.25%; 2) BBVA 0.17%; 3) Safilo 0.10%; 4) Reply 0.08%; 5) Prisa 0.06%. Il Fondo KIS Small Cap registra nel mese una performance pari a +0.31%. Tra i contributori positivi nel mese citiamo: 1) Save 0.23%; 2) BBVA 0.17%; 3) Safilo 0.09%; 4) Reply 0.08%; 5) Nokian Renkaat 0.05%. Nel mese di gennaio le borse di tutto il mondo hanno festeggiato il rinvio del fiscal cliff americano, l’apparente normalizzazione del rischio sistemico in Europa e l’annuncio da parte del neoeletto presidente giapponese Shinzo Abe di voler stampare fino a 1 trilione di dollari per portare il Giappone fuori dalla deflazione e raggiungere il target di inflazione del 2%. Tutto questo è stato accompagnato dalla generale convinzione che in un mondo con tassi di interesse governativi tenuti artificiosamente a zero, l’ultima alternativa di investimento con ritorni decenti fosse l’azionario. A supporto di questa teoria, le ultime quattro settimane hanno visto significativi flussi in ingresso su ETF e Fondi Comuni di Investimento. Se però il 2012 si era caratterizzato per la sovraperformance dei titoli di qualità (leader di mercato, diversificati in geografie a più alta crescita, con forte pricing power) il movimento al rialzo di gennaio è stato per lo più di “short covering” ed ha riguardato principalmente i titoli della periferia europea. In particolare, l’indice italiano e spagnolo hanno sovraperformato gli altri mercati riportando rispettivamente una performance pari al +7.2% ed al +2.4%. L’indice S&P500 ha raggiunto quota 1500 punti, ovvero il target di molte case di investimento per l’intero anno 2013. Da un punto di vista settoriale, le banche sono state il miglior settore, anche in questo caso con una chiara sovraperformance di quelle di minor qualità (il miglior titolo dell’indice DJStoxx 600 a gennaio è stato Bankia). In questo contesto l’oro è stato una delle peggiori asset class da inizio anno e lo stesso dicasi per i Gold Miners, che hanno perso nel mese oltre l’11%, nonostante il prezzo dell’oro sia quasi flat YoY ed i costi di estrazione (legati principalmente all’andamento del petrolio) in declino. La domanda è ovviamente relativa a quanto questa situazione potrà durare. La risposta l’abbiamo in parte già avuta mentre stiamo scrivendo. L’indice DJ Stoxx 50 nei primi giorni di febbraio è tornato flat YTD, l’indice spagnolo dopo la fine dello short ban è girato in negativo. Crediamo che la volatilità dei mercati sia una compagna di viaggio con cui l’investitore qualificato dovrà avere a che fare sempre più spesso nei prossimi trimestri/anni. Questo è chiaramente il riflesso della maxi bolla del credito, americana e non solo. Ci riferiamo a quella che Bill Gross di Pimco ha definito “Credit Supernova”. Negli Anni 70 il totale dei prestiti negli Stati Uniti era pari a $3trl, oggi siamo a circa $56trl. Negli Anni 80 erano sufficienti $4 di nuovo credito per generare $1 di GDP; oggi sono necessari più di $20 di prestiti per avere lo stesso effetto. Il credito attraverso il canale bancario trova impiego in molte forme di investimento, molto spesso non necessariamente produttive e a sostegno dell’economia reale. (segue) Kairos Small Cap NAV 31 gennaio 2013 (103,065,703) Riassunto performance (dalla partenza) Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese Riassunto Rischiosità Kairos Small Cap 101.84% 6.64% 64.89% 35.11% 7.86% -8.20% Kairos Small Cap 0.35% 0.35% 8.73% 9.96% 2.57% -0.46% -2.96% -0.85% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati Da marzo 2002 a gennaio 2013 Kairos Small Cap 260 Principali esposizioni per paese 7.35% 240 220 3.23% 200 1.77% 180 1.69% 1.53% 1.30% 1.26% 1.22% 1.05% 160 140 120 100 Europa 2.32% Jersey 2.45% Stati Uniti Regno Unito Svizzera Spagna Francia Germania Canada Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio SAVE SPA NYSE Arca Gold BUGS BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTA DB PHYSICAL SILVER EURO HEDG (GR) NOKIAN RENKAAT OYJ Italia -3.91% mar 02 ago 02 feb 03 ago 03 feb 04 ago 04 feb 05 ago 05 feb 06 ago 06 feb 07 ago 07 feb 08 ago 08 feb 09 ago 09 feb 10 ago 10 feb 11 ago 11 feb 12 ago 12 80 Principali esposizioni per settore 2.58% 2.45% 1.46% 1.05% 1.04% 4.98% 4.01% 3.12% 3.07% 2.78% 1.54% 1.05% Futures Funds Utilities Materials Equity Index Cons. Discr. Energy Financials Cons. St. Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Industrials -4.33% Kairos Small Cap KIS Small Cap Outlook e Strategia (segue) Se a questo aggiungiamo politiche monetarie da parte di quasi tutte le banche centrali volte ad indebolire la propria valuta (eccezion fatta per la BCE, aggiungiamo, purtroppo…) si capisce come il mercato si muova in modo estremo tra risk on/risk off, tra scenari inflattivi/deflattivi. Il nostro scenario centrale, e quello per cui è posizionato ad oggi il Fondo, è basato sulla convinzione che i problemi dell’Eurozona non siano ancora risolti. Alcune geografie risultano più avanti di altre nel processo di austerità (Spagna in testa), altre lo devono ancora intraprendere (Francia). A questo si aggiunge una moneta europea chiaramente sopravvalutata rispetto al Dollaro, anche considerato l’andamento dei principali indicatori economici: PMI Eurozona ancora sotto 50, consumi elettrici a gennaio in Italia pari a -2.4%, vendita veicoli a due ruote sempre in Italia -26%, etc. In questo contesto il Fondo, coerentemente con il suo approccio di “absolute long only”, resta investito nella parte bassa del range storico. Il Fondo continua ad accumulare posizioni in business di qualità qualora si presentino occasioni di acquisto. Nel corso del mese sono state arrotondate alcune posizioni su Gold miners che in un contesto di risk off potranno auspicabilmente fungere da copertura per la parte più ciclica del portafoglio. Vorremmo, infine, tornare a ricordare, ora più che mai, che i rendimenti attesi sul medio/lungo periodo (5/10 anni) dall’investimento in azioni quotate o fondi azionari di buona qualità dovrebbero collocarsi tra il 5/10%. Questo risultato dovrebbe essere considerato dai sottoscrittori tanto più importante se realizzato in un contesto di bassa crescita e di potenziale perdita sia in termini reali che nominali sull’esposizione obbligazionaria anche di qualità. In linea con i commenti dei mesi precedenti segue la descrizione/investment case su uno dei maggiori contributori del mese. SAVE: il business principale di Save è la gestione dell’aeroporto di Venezia, quarto scalo in Italia per numero passeggeri. Save gestisce inoltre l’aeroporto di Treviso, alcune concessioni food & beverage lungo la rete autostradale italiana e in alcuni aeroporti europei (Vienna e Praga) e il real estate commerciale delle stazioni ferroviarie medio/piccole italiane. Ha inoltre una partecipazione del 18% nell’aeroporto di Charleroi. A fine 2012 si è concluso l’iter di approvazione del nuovo Contratto di Programma (CdP) che ha sbloccato gli adeguamenti delle tariffe ferme da oltre un decennio. Save può ora contare su un quadro regolatorio certo per i prossimi 10 anni della sua concessione (che scade nel 2041). La società gode di una solida struttura finanziaria (indebitamento netto pari a circa 1 volta Ebitda annuale. Ciò permette tra l’altro la distribuzione di un dividendo annuo intorno al 5% della capitalizzazione, pienamente sostenibile. Includendo l’effetto della firma del CdP, il titolo tratta ai prezzi correnti a circa 6x2013E EV/EBITDA pro-forma con 12 mesi di applicazione delle nuove tariffe. KIS Small Cap NAV 31 gennaio 2013 (148,488,737) Riassunto performance (dalla partenza) Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese Riassunto Rischiosità KIS Small Cap -6.16% -1.00% 52.63% 47.37% 7.90% -8.56% KIS Small Cap 0.31% 0.31% 9.96% 7.60% 2.47% -0.39% -2.66% -1.26% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati Da ottobre 2006 a gennaio 2013 KIS Small Cap 120 Principali esposizioni per paese 6.47% 110 3.04% 100 1.59% 1.54% 1.40% 1.38% 1.22% 1.08% 0.96% 90 80 70 Europa 2.18% Jersey 2.37% Regno Unito Canada Stati Uniti Francia Spagna Germania Svizzera Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio NYSE Arca Gold BUGS SAVE SPA BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTA PORSCHE AUTOMOBIL HLDG-PFD DB PHYSICAL SILVER EURO HEDG (GR) Italia ott 06 gen 07 mag 07 set 07 gen 08 mag 08 set 08 gen 09 mag 09 set 09 gen 10 mag 10 set 10 gen 11 mag 11 set 11 gen 12 mag 12 set 12 gen 13 60 -3.69% Principali esposizioni per settore 2.37% 2.24% 1.36% 0.96% 0.96% 4.49% 3.56% 2.76% 2.67% 2.49% 1.39% 0.96% Futures Funds Utilities Materials Equity Index Cons. Discr. Energy Cons. St. Financials Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Industrials -4.04% KIS Bond Outlook e Strategia Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto (nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno. Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%. La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che un Euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20. L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato del 2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della Riassunto performance (dalla partenza) valuta unica. Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euronucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza. L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del momento. Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%. Il Fondo ha chiuso il mese con una performance positiva pari a 0.05%: dal punto di vista dell’andamento di mercato, il mese di gennaio è chiaramente divisibile in due momenti distinti: nelle prime due settimane il mercato del credito ha fatto registrare un violento movimento di restringimento a cui si è accompagnato un volume record di nuove emissioni. Da metà gennaio invece abbiamo assistito ad una rapida inversione di rotta con il ritorno della volatilità sul mondo dei governativi periferici legata soprattutto ai timori di rinnovata instabilità politica in Spagna e in Italia. Anche nel mondo dei corporate si è assistito a importanti prese di profitto in parte legate ad un eccesso di offerta sul mercato primario. Il Fondo ha gradualmente ridotto l’esposizione in linea con l’incremento della volatilità sul mercato. NAV 31 gennaio 2013 (425,885,987) Riassunto Rischiosità KIS Bond 19.79% 4.62% 72.92% 27.08% 2.14% -1.22% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Bond 0.05% 0.05% 2.67% 12.32% 3.60% n.a. -2.02% -0.77% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Bond Da febbraio 2009 a gennaio 2013 125 Principali esposizioni per paese 27.0% 25.5% 2.2% 2.0% 1.9% 95 1.7% Stati Uniti 3.8% Regno Unito Francia Portogallo 100 Spagna Italia 105 4.7% Olanda 5.4% 110 Germania 8.6% Irlanda 115 (blank) 120 Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio Sglt 0 07/19/13 Spgb 2 3/4 03/31/15 Buy Markit Itrx Europe 12/17 @104.5 (jpm / Sicav Bond) Spgb 5 1/2 07/30/17 Portb 0 04/19/13 ott 12 gen 13 lug 12 apr 12 ott 11 gen 12 lug 11 apr 11 gen 11 ott 10 lug 10 apr 10 gen 10 lug 09 feb 09 apr 09 ott 09 Principali esposizioni per Tipologia Emittente 90 5.8% 4.7% 4.7% 2.6% 2.3% Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. 38.2% 35.1% 9.8% Government Financials Industrials 4.7% 3.0% Credit Utilities Default Swap Scomposizione per durata media finanziaria 0-1 1-2 2-3 3-5 5-7 7-10 10+ 0.8% Telecom. Serv. 27.9% 14.3% 21.5% 24.5% 6.5% 4.7% 0.6% KIS Bond Plus Outlook e Strategia Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto (nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno. Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Euro Stoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%. La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che un Euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20. L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato del 2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della valuta unica. Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove emissioni Riassunto performance (dalla partenza) inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euro-nucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza. L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del momento. Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%. Il Fondo ha chiuso il mese con una performance positiva pari a 0.42%: dal punto di vista dell’andamento di mercato il mese di gennaio è chiaramente divisibile in due momenti distinti: nelle prime due settimane il mercato del credito ha fatto registrare un violento movimento di restringimento, cui si è accompagnato un volume record di nuove emissioni. Da metà gennaio invece abbiamo assistito ad una rapida inversione di rotta con il ritorno della volatilità sul mondo dei governativi periferici legata soprattutto ai timori di rinnovata instabilità politica in Spagna e in Italia. Anche nel mondo dei corporate si è assistito a importanti prese di profitto in parte legate ad un eccesso di offerta sul mercato primario. Il comparto High Yield ha resistito meglio nella fase di correzione anche perché è meno sensibile al movimento di rialzo sui tassi tedeschi: nonostante ciò abbiamo osservato il ritorno del rischio idiosincratico sul mercato con storie come SNS, Monte Paschi e Seat che hanno inevitabilmente pesato sul sentiment generale degli operatori. Il Fondo ha gradualmente ridotto l’esposizione in linea con l’incremento della volatilità sul mercato. NAV 31 gennaio 2013 (446,037,581) Riassunto Rischiosità KIS Bond Plus 19.69% 15.46% 80.00% 20.00% 3.46% -2.26% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Bond Plus 0.42% 0.42% 5.51% 17.72% n.a. n.a. -2.94% -2.81% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Bond Plus Da novembre 2011 a gennaio 2013 Principali esposizioni per paese 27.4% 130 4.2% 3.7% 2.0% 1.8% 100 Germania Stati Uniti Regno Unito 105 Portogallo 110 Spagna Italia 115 1.8% Sud Africa 5.6% Olanda 7.9% Irlanda 9.1% 120 Francia 19.1% 125 Principali esposizioni per Tipologia Emittente 95 gen 13 dic 12 nov 12 ott 12 set 12 lug 12 giu 12 mag 12 apr 12 feb 12 mar 12 gen 12 dic 11 nov 11 nov 11 Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio Sglt 0 04/16/14 Sglt 0 06/20/14 Ucgim 6 10/31/17 Sglt 0 02/15/13 Sglt 0 03/15/13 ago 12 47.1% 90 4.4% 3.3% 2.4% 2.2% 2.2% Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. 25.0% 15.3% Financials Government Industrials Scomposizione per durata media finanziaria 0-1 1-2 2-3 3-5 5-7 7-10 10+ 2.6% 1.0% Utilities Telecom. Serv. 26.2% 15.4% 15.9% 24.2% 11.2% 5.1% 2.0% KIS Dynamic Outlook e Strategia Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto (nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno. Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%. La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che un Euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20. L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato di Riassunto performance (dalla partenza) Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese -2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della valuta unica. Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euro-nucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza. L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del momento. Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%. Il Fondo ha chiuso il mese con una performance negativa pari a -2.14%. Lato fixed income ed equity i contributi sono stati positivi ma estremamente marginali. A pesare è stata la forte esposizione corta di Euro-Dollaro a metà mese, quando - contro le nostre aspettative - la valuta unica ha ripreso a rafforzarsi con una violentissima inversione di trend intraday (10 gennaio). In ottemperanza ai limiti di mandato abbiamo velocemente ridotto l’entità delle nostre posizioni fino al termine di gennaio. NAV 31 gennaio 2013 (200,117,084) Riassunto Rischiosità KIS Dynamic 21.95% 3.18% 61.84% 38.16% 2.13% -2.14% KIS Dynamic -2.14% -2.14% 3.02% 5.97% 1.90% 3.56% -8.40% -3.33% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati Da ottobre 2006 a gennaio 2013 KIS Dynamic Esposizione Azionaria 130 125 Equity EUR USD 120 115 Long 2.3% 0.9% 1.4% Short -1.9% -1.1% -0.7% Totale 0.4% -0.2% 0.6% Long 0.13 Short -0.49 Totale -0.37 -0.30 0.07 -0.30 110 Esposizione Obbligazionaria 105 100 90 ott 06 gen 07 mag 07 set 07 gen 08 mag 08 set 08 gen 09 mag 09 set 09 gen 10 mag 10 set 10 gen 11 mag 11 set 11 gen 12 mag 12 set 12 gen 13 95 Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio Buy Markit Itrx Europe 12/17 @102.625 (jpm) Efsftb 0 02/07/13 Efsf 0.4 03/12/13 Bots 0 03/28/13 Bots 0 03/14/13 14.99% 14.99% 12.54% 8.99% 7.49% Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Bond EUR 0 -2 7 - 10 TRY 0 -2 USD 5 -7 >10 MXN 0 -2 0.07 0.02 0.02 -0.01 -0.18 0.03 -0.01 -0.18 0.03 KIS Ambiente Outlook e Strategia Il mese di gennaio si è chiuso con performance positive per i principali mercati azionari (MSCI World Local 5.28%, S&P 500 5.04%, Stoxx Europe 600 2.70%). Performance positive anche per gli indici di riferimento per il settore Ambiente: l’indice WilderHill New Energy Global Innovation Index ha registrato una crescita del 4.50% e l’indice HSBC Global Climate Change dell’1.59% (entrambi denominati in Euro). La earning season iniziata negli Stati Uniti sta dando per il momento risultati incoraggianti, con la maggior parte delle società che ha riportato utili superiori alle aspettative (sebbene riviste al ribasso nei mesi precedenti). Il Comparto KIS Ambiente registra nel mese di gennaio una performance pari a +0.91%. Tra i principali contributi positivi citiamo: Cree, EDP Renovaveis, Eurofins Scientific e Syngenta. Tra i negativi segnaliamo Polypore ed Energy Assets. L’esposizione azionaria netta media del Fondo nel mese di gennaio è stata di circa 75%. NAV 31 gennaio 2013 (41,328,479) Riassunto performance (dalla partenza) Riassunto Rischiosità KIS Ambiente 0.65% 0.27% 62.07% 37.93% 3.74% -5.31% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Ambiente 0.91% 0.91% 7.65% 9.32% n.a. n.a. -8.15% -5.20% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Ambiente Da settembre 2010 a gennaio 2013 Principali esposizioni per paese 110 25.10% 105 100 95 10.46% 5.16% 4.58% 4.45% 3.25% 3.14% 2.76% Austria Germania Francia Svizzera Spagna Regno Unito Italia Stati Uniti dic 12 ott 12 ago 12 giu 12 apr 12 2.54% Norvegia Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio ALERION CLEANPOWER SYNGENTA AG-REG EDP RENOVAVEIS SA ENEL GREEN POWER SPA HEXCEL CORP feb 12 dic 11 ott 11 ago 11 giu 11 apr 11 feb 11 dic 10 set 10 80 ott 10 85 2.54% 1.89% 1.07% 0.60% 2.04% Olanda 90 Principali esposizioni per settore 6.60% 3.12% 3.05% 2.87% 2.87% 27.77% 14.44% 12.99% 6.95% 2.68% Cons. Discr. Futures Info. Tech. Health Care Utilities Cons. St. Materials Equity Index Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Energy Industrials -1.81% KIS Europa Outlook e Strategia Il 2013 è cominciato con performance positive per i mercati azionari europei: l’indice Stoxx 600 ha chiuso il mese a +2.70%, mentre l’Euro Stoxx 50 a +2.54%. Più forti i mercati americani con l’indice S&P 500 a +5.04% grazie all’accordo raggiunto sul fiscal cliff a cavallo del nuovo anno, dopo intense negoziazioni tra democratici e repubblicani. Positiva anche l’Asia, dove spicca la performance del mercato giapponese a +7.15% grazie al piano di stimolo del nuovo governo e le continue pressioni sulla banca centrale per riportare inflazione nel Paese. L’Euro si è rafforzato nel mese contro le principali valute, riflettendo una maggiore fiducia sull’area nonché aspettative di minori stimoli monetari da parte della BCE rispetto alle altre banche centrali mondiali. La riduzione del premio al rischio ha favorito in generale una discesa della volatilità dei mercati azionari. Altra nota positiva sono i flussi sui fondi azionari, anche questi risultati a livelli record dal 2007. L’ottimismo sul mercato azionario si scontra comunque con uno scenario macro ancora incerto, e segnali non particolarmente incoraggianti sul lato corporate. Nel corso del mese di gennaio, il Kairos Europa ha registrato una performance positiva del 6.14%, a fronte di una variazione positiva dell’indice Euro Stoxx del 2,54%. Da un punto di vista geografico il Fondo è principalmente sovrappesato sul mercato italiano. Da un punto di vista settoriale manteniamo un sovrappeso sui finanziari, in particolare sul settore assicurativo. Continuiamo a detenere una rilevante posizione sul titolo Unicredit dal momento che siamo convinti che il valore delle attività estere della banca sia pesantemente sottostimato e con la riduzione del «rischio Italia» il titolo potrebbe sovraperformare il settore di riferimento. Lo stesso ragionamento può essere fatto su BBVA dove il business americano (Stati Uniti, Messico e Sud America in generale) ha un valore a nostro avviso ben superiore alla capitalizzazione attuale della banca. Al momento stiamo valutando il timing migliore per la costruzione di una posizione. A livello di singoli titoli, citiamo l’ottima performance del titolo Fiat (+18,73% mtd), in scia alle ricoperture che hanno caratterizzato l’andamento di gran parte dei titoli del Ftsemib. Il Fondo ha inoltre una posizione in Gemina in un’ottica di special situation. Dopo le tariffe aeroportuali approvate a fine dicembre, crediamo che il titolo sia ancora significativamente sottovalutato. In un’ottica stand alone, rispetto ai principali aeroporti europei, crediamo sia in una molto probabile ottica di M&A. Da un punto di vista di exposure sul mercato abbiamo opportunisticamente variato la net exposure tra il 95 e il 100%. NAV 31 gennaio 2013 (145,273,701) Riassunto performance (dalla partenza) Riassunto Rischiosità KIS Europa 9.15% 23.38% 80.00% 20.00% 6.14% -4.04% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Europa 6.14% 6.14% 12.73% n.a. n.a. n.a. -21.25% -5.11% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Europa Da settembre 2012 a gennaio 2013 115 Principali esposizioni per paese 43.85% 39.81% 110 105 Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio DJ Euro Stoxx 50 FTSE MIB GEMINA SPA UNICREDIT SPA MILANO ASSICURAZIONI 1.15% 0.88% 0.22% Isole Cayman 0.19% Stati Uniti 1.92% Regno Unito Francia Germania Italia Europa gen 13 dic 12 nov 12 ott 12 set 12 set 12 90 2.27% Svezia 5.01% Olanda 5.97% 95 Svizzera 100 Principali esposizioni per settore 43.85% 8.71% 7.35% 7.15% 3.24% 52.56% 3.02% 1.53% 0.96% Health Care 4.94% Cons. St. Cons. Discr. Industrials 6.63% Energy Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Financials Futures 10.29% Telecom. Serv. 21.43% KIS Selection Outlook e Strategia Il 2013 è cominciato con performance positive per i mercati azionari europei: l'indice Stoxx 600 ha chiuso il mese a +2.70%, mentre l'Euro Stoxx 50 a +2.54%. Più forti i mercati americani con l'indice S&P 500 a +5.04% grazie all'accordo raggiunto sul fiscal cliff a cavallo del nuovo anno, dopo intense negoziazioni tra democratici e repubblicani. Positiva anche l'Asia dove spicca la performance del mercato giapponese a +7.15% grazie al piano di stimolo del nuovo governo e le continue pressioni sulla banca centrale per riportare inflazione nel Paese. Da notare che la performance sarebbe negativa per un investitore in Euro, a causa del brusco deprezzamento dello Yen. L’Euro si è rafforzato nel mese contro le principali valute, riflettendo una maggiore fiducia sull'area nonché aspettative di minori stimoli monetari da parte della BCE rispetto alle altre banche centrali mondiali. A livello settoriale, in Europa, i Finanziari hanno registrato le performance migliori grazie al proseguimento dei trend iniziati a fine 2012, ed in particolare al processo di stabilizzazione della periferia europea. A seguire tecnologici e telefonici, i primi su risultati aziendali positivi ed i secondi su rotazione dopo le perdite registrate nell'ultima parte dell'anno scorso. Penalizzati invece i settori delle utilities ed i titoli legati alle materie prime, a causa delle continue pressioni sui prezzo delle commodities. La riduzione del premio al rischio ha favorito in generale una discesa della volatilità dei mercati azionari, con l'indice VIX tornato sui minimi relativi registrati nel 2007. Altra nota positiva sono i flussi sui fondi azionari, anche questi risultati a livelli record dal 2007. L'ottimismo sul mercato azionario si scontra comunque con uno scenario macro ancora incerto e segnali non particolarmente Riassunto performance (dalla partenza) incoraggianti sul lato corporate. Nel periodo il Fondo ha riportato una performance pari a +1.25%. Di seguito si segnalano i principali contributori positivi del mese: 1) posizioni in derivati su FTSEMIB, tema navigato già nella seconda parte dell'anno scorso, si continuano a prediligere gli investimenti in derivati per la natura tattica e possibilità di trovare strategie relativamente economiche da implementare; 2) Gemina, posizione che ha continuato a beneficiare dalle prospettive di crescita e nuovi investimenti legati al nuovo piano tariffario, nonché alle prospettive di aggregazione con Atlantia; 3) Autogrill, titolo che beneficia della possibilità di spin off del business travel & retail, confermata nel mese dalla società. Tra i contributori negativi: 1) Bond Seat Pagine Gialle, posizione marginale, a seguito della sospensione del pagamento del coupon e successiva richiesta di concordato preventivo; 2) posizioni su titoli del settore aurifero, penalizzate dalla debolezza del prezzo dell'oro - riteniamo che il mercato stia sovrastimando; 3) Thyssenkrupp, titolo poco variato, cheap play sul settore acciaio. Il Fondo mantiene un investito netto relativamente costruttivo e posizioni molto concentrate. Il rischio è stato parzialmente ridotto prendendo profitto su posizioni in derivati, investimenti tattici su cui si cercherà di sfruttare la volatilità del mercato. Non si segnalano grosse variazioni sulle posizioni principali e si continuano a preferire gli investimenti in titoli e paesi periferici rispetto alla parte core dell’Europa. NAV 31 gennaio 2013 (344,265,290) Riassunto Rischiosità KIS Selection 16.47% 7.01% 70.37% 29.63% 3.35% -2.39% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Selection 1.25% 1.25% 4.63% 7.13% n.a. n.a. -3.06% -1.63% Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Ex-ante: VaR (1 mese, 99%) Ex-post: minor rendimento mensile* Elaborazione dati: Kairos *il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno, escludendo l'1% dei peggiori risultati KIS Selection Da ottobre 2010 a gennaio 2013 Principali esposizioni per paese 120 9.68% 115 110 4.71% 105 0.28% 0.91% 0.81% 0.50% 0.24% Francia 0.45% Cina 0.49% Germania 0.58% Norvegia 0.94% Repubblica Ceca Stati Uniti Europa gen 13 nov 12 set 12 lug 12 mag 12 0.94% Brasile Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio GEMINA SPA AUTOGRILL SPA DJ Euro Stoxx 50 NYSE Arca Gold BUGS ADT CORP/THE mar 12 gen 12 nov 11 set 11 lug 11 mag 11 mar 11 gen 11 nov 10 ott 10 95 Italia 100 Regno Unito 2.97% Principali esposizioni per settore 7.33% 6.94% 4.25% 1.90% 1.62% 7.47% 7.08% 3.53% 1.71% 1.62% 1.52% Cons. St. Health Care Materials Info. Tech. Energy Utilities Futures Equity Index Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Cons. Discr. Industrials -3.47% KIS Multi-Strategy UCITS Outlook e Strategia Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav - MultiStrategy UCITS è stata pari a +1.6%. A gennaio i mercati azionari hanno continuato la loro salita nel segno dell’ottimismo che già aveva contraddistinto i mesi conclusivi del 2012. Negli Stati Uniti il rinvio delle discussioni sul debt ceiling e gli utili trimestrali, spesso migliori delle attese, si sono sommati a dati macroeconomici incoraggianti, supportando gli indici, che hanno chiuso con risultati compresi tra +6% e +7%. Anche in Europa l’andamento delle borse ha visto prevalere l’ottimismo con lo Stoxx 50 in rialzo del 4.5%. Ancora una volta il Giappone (+5%) ha fatto da capofila ai mercati asiatici, che hanno messo a segno buoni rialzi lasciando intravedere un significativo cambio di posizionamento in corso nei portafogli istituzionali e nei fondi di asset allocation. Le due posizioni principali del portafoglio sono attualmente una strategia europea e una attiva sui mercati americani. Il primo fondo adotta un approccio long/short sui listini azionari del Vecchio Continente mediante un processo di investimento basato sull’analisi fondamentale di società sia value che growth, con una visione di lungo periodo che non disdegna tuttavia il trading opportunistico nel breve termine. In virtù del nostro investimento nella fase iniziale del fondo, abbiamo negoziato sconti commissionali estremamente vantaggiosi per i nostri clienti. Il secondo gestore ha invece oltre 30 anni di esperienza, sia in ambito long-only che longshort, e il team è uno dei più esperti sui mercati azionari americani. Il processo di Riassunto performance (dalla partenza) investimento si basa sull’analisi fondamentale delle società e integra allo stesso tempo le opinioni macroeconomiche con le migliori idee del team di ricerca. Grazie alla nostra conoscenza pregressa del gestore siamo riusciti ad essere tra i seed investors di questo prodotto, negoziando anche in questo caso commissioni vantaggiose. L’inizio del 2013 ha visto una prosecuzione dei rialzi dello scorso anno e un contesto generalmente inalterato rispetto ai mesi precedenti. A trarre beneficio dall’attuale quadro di mercato è quindi il trade direzionale, che secondo noi avrà ancora spazio per generare buoni risultati. Tra i fattori che potrebbero mutare la cornice competitiva sarà però importante monitorare non soltanto le mosse di politica monetaria e i livelli di inflazione, ma anche il rialzo dei tassi, cui in piccola parte abbiamo già assistito durante gennaio. Dal nostro punto di vista, tuttavia, un’opportunità significativa è da individuarsi nei mercati emergenti, recentemente favoriti delle riallocazioni degli investitori internazionali e non più spaventati dalle prospettive di rallentamento della Cina, che sembrano invece aver lasciato il posto ad un generale ottimismo. Ci aspettiamo quindi un contesto ancora favorevole agli investimenti alternativi in particolare nell’azionario, dove il calo della correlazione e il ritorno dell’appetito per il rischio favoriranno le strategie in cui al momento siamo più esposti. NAV 25 gennaio 2013 (57,921,310) Riassunto rischiosità KIS Multi-Strategy UCITS 9.67% 2.49% 68.89% 31.11% 2.42% -3.90% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Multi-Strategy UCITS 1.62% 1.62% 4.17% 4.86% 1.28% n.a. Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Elaborazione dati: Kairos KIS Multi-Strategy UCITS Da maggio 2009 a gennaio 2013 Scomposizione per strategia 112 110 108 30.3% EU Equity 106 26.4% US Equity 104 11.6% Asia Equity 102 10.1% Event Driven 100 6.8% Macro 3.2% CTA 98 gen 13 ott 12 lug 12 apr 12 gen 12 ott 11 lug 11 apr 11 gen 11 ott 10 lug 10 gen 10 ott 09 Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per area geografica 15.5% Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore 8.9% 6.6% 10.0% 1.1% 1.0% 0.6% Utilities 1.6% Materials Healthcare Altro Industrials Giappone Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Technology 0.2% Financials 0.4% 2.1% Energy 2.5% 2.9% Telecom 3.0% UK Europa Asia US 4.0% Consumer Staples 5.6% Consumer Discretionary lug 09 mag 09 apr 10 11.6% Cash 96 KIS America Outlook e Strategia Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav – America è stata pari a +5.9%. A gennaio i mercati azionari hanno continuato la loro salita nel segno dell’ottimismo che già aveva contraddistinto i mesi conclusivi del 2012. Negli Stati Uniti il rinvio delle discussioni sul debt ceiling e gli utili trimestrali spesso migliori delle attese si sono sommati a dati macroeconomici incoraggianti, supportando gli indici che hanno chiuso con risultati compresi tra +6% e +7%. Segnatamente il Dow Jones Industrials ha generato un +7.4% nel corso del periodo di riferimento, a fronte di un +7.2% dell’S&P 500 e di un +6.4% del Nasdaq. All’interno del portafoglio il livello di investito si mantiene su livelli prossimi al 100%, con una enfasi particolare su fondi direzionali caratterizzati da uno stile di gestione attivo, che consenta loro di battere gli indici di riferimento e generare un extra-rendimento sia in mercati positivi come quelli di gennaio, sia durante fasi di ribasso. Proprio una di queste posizioni è attualmente la più grande all’interno dell’allocazione: si tratta di un gestore con oltre 30 anni di esperienza sui mercati americani, impegnato nella gestione di un prodotto Riassunto performance (dalla partenza) direzionale (quello in cui siamo investiti) e di uno long/short. La nostra conoscenza del portfolio manager sin dalla fine degli Anni 90 ci ha consentito di investire in questa strategia a condizioni straordinariamente vantaggiose, ottenendo un risparmio commissionale che, come in tutti i casi, trasmettiamo integralmente al cliente sotto forma di più elevati rendimenti netti. Il posizionamento attuale di questo gestore è costruttivo sui titoli tecnologici (area in cui abbiamo anche un prodotto settoriale dedicato) e su quelli finanziari, dove ha recentemente cominciato ad incrementare l’esposizione sulle banche meglio capitalizzate e dai bilanci più solidi. In portafoglio sono anche presenti diversi titoli che trarrebbero beneficio da un’accelerazione della crescita nei mercati emergenti, a testimonianza di un approccio fondamentale che tiene però presenti le più rilevanti dinamiche globali, specie in un momento come questo in cui della ripresa cinese potrebbero avvantaggiarsi le maggiori economie del mondo. NAV 31 gennaio 2013 (92,563,709) Riassunto rischiosità KIS America 57.03% 11.69% 67.35% 32.65% 8.56% -11.32% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni KIS America 5.87% 5.87% 15.10% 11.28% 8.26% n.a. Elaborazione dati: Kairos KIS America Da gennaio 2009 a gennaio 2013 160 150 140 130 120 110 100 dic 12 set 12 giu 12 mar 12 dic 11 set 11 giu 11 mar 11 dic 10 set 10 giu 10 dic 09 mar 10 set 09 giu 09 gen 09 80 mar 09 90 Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore 19.3% 16.0% 12.7% 11.9% 9.1% 8.8% 8.7% 7.2% 3.7% Utilities Materials Telecom Consumer Staples Energy Healthcare Industrials Consumer Discretionary Financials Technology 1.0% Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Prime 5 esposizioni azionarie per peso sul patrimonio del fondo Apple Inc Google Inc Wells Fargo Facebook Inc Kinder Morgan 1.77% 1.59% 0.82% 0.81% 0.75% KIS Asia Outlook e Strategia Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav - Asia è stata pari a +3.2% La ripresa dei mercati asiatici non si è interrotta in questo inizio 2013, che ha visto brillare le società esportatrici ma anche quelle più focalizzate sul consumo domestico in virtù della ripresa cinese. I risultati degli indici nel periodo di riferimento sono stati infatti compresi tra il 3% e il 4% per Cina, Hong Kong e India, mentre le uniche performance negative sono arrivate da Corea e Taiwan, due aree che abbiamo posto sotto revisione a seguito di un recente viaggio effettuato a Singapore e Hong Kong. Esse sembrano infatti avere prospettive meno interessanti rispetto agli altri mercati della regione anche in base al feedback giunto dai migliori gestori attivi in quei mercati che vedono la possibilità di un piccolo rallentamento nel corso delle prossime settimane. Sulla base di queste indicazioni abbiamo quindi ridotto l’esposizione a Taiwan e, durante il mese di febbraio, intendiamo chiudere parte degli investimenti coreani con l’obiettivo di aumentarli nuovamente quando i livelli di ingresso saranno più favorevoli. La posizione principale è in questo momento una strategia long only attiva nei mercati azionari asiatici, con un’enfasi su società caratterizzate da una crescita organica sostenibile nel lungo periodo. Il gestore preferisce prendere posizioni lontane dal consensus sui titoli più ciclici quando arrivano a valutazioni estreme, mentre nei periodi di stress può aumentare la cassa del fondo e coprire parzialmente il rischio di mercato con posizioni su contratti future. Grazie alla nostra conoscenza del portfolio manager sin dagli inizi della sua carriera, abbiamo fornito il capitale iniziale per il lancio di questo prodotto in cambio di commissioni estremamente vantaggiose. È importante peraltro sottolineare come il Fondo abbia battuto il benchmark di riferimento sin dalla partenza, generando un significativo extra-rendimento per i clienti rispetto agli investimenti passivi. In generale permangono in Asia numerose opportunità di investimento. L’India appare uno dei paesi più interessanti, in particolare in quei settori del mercato che potranno trarre beneficio dalle riforme intraprese dal nuovo Ministro dell’Economia. I titoli ciclici in Cina rappresentano poi un’altra area di recente sottoperformance che, unitamente alla ripresa economica in corso nel Paese, potrebbe riservare importanti soddisfazioni agli investitori internazionali nel corso del primo trimestre. Fanno invece riflettere le valutazioni del Sud-Est Asiatico, dove aumenteremo il peso solo in presenza di singole storie di particolare interesse e che assicurino allo stesso tempo una liquidità adeguata a quella dei nostri portafogli. NAV 31 gennaio 2013 (163,178,803) Riassunto performance (dalla partenza) Riassunto rischiosità KIS Asia 24.58% 6.33% 65.12% 34.88% 8.77% -9.41% Rendimento complessivo Rendimento annualizzato Percentuale di mesi positivi Percentuale di mesi negativi Miglior mese Peggior mese KIS Asia 3.16% 3.16% 14.04% 14.09% 3.40% n.a. Rendimento del periodo Rendimento da inizio anno Volatilità mensile annualizzata Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri Rendimento annuo composto 3 anni Rendimento annuo composto 5 anni Elaborazione dati: Kairos KIS Asia Da luglio 2009 a gennaio 2013 135 130 125 120 Prime 5 esposizioni azionarie per peso sul patrimonio del fondo Samsung Electronics Co Ltd Taiwan Semiconductor Manufacturing Ind & Comm Bank Of China China Construction Bank Tencent Holdings Ltd 1.93% 1.58% 1.53% 1.44% 1.30% 115 110 105 dic 12 set 12 giu 12 mar 12 dic 11 set 11 giu 11 mar 11 dic 10 set 10 giu 10 dic 09 set 09 Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per area geografica Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore 32.8% 6.6% 4.4% 3.6% 3.2% Healthcare 7.4% Telecom 7.6% Utilities Altro Consumer Discretionary Giappone Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. Technology 2.7% 3.5% Consumer Staples 9.0% 6.5% Australia 7.2% 12.6% Materials 12.8% 9.0% Sud-Est Asia India Corea Hong Kong Cina 10.2% Energy 13.8% Taiwan 15.7% Industrials 31.6% Financials lug 09 95 mar 10 100 Milano Via Bigli 21 I-20121 Milano Tel. +39 02 77718.1 Fax +39 02 77718.220 Roma Piazza di Spagna 20 I-00187 Roma Tel. +39 06 69647.1 Fax +39 06 69647.750 Torino Via della Rocca 21 I-10123 Torino Tel. +39 011 3024801 Fax +39 011 3024844 Londra 77 Cornhill GB-London EC3V 3QQ Tel. +44 (0)20 7398 3000 Fax +44 (0)20 7929 3636 Lugano Via Greina 2 CH-6900 Lugano Tel. +41 (0)91 2607575 Fax +41 (0)91 2607574 New York 340 Madison Avenue 19th Floor New York NY 10173 Tel. +1 212 220 9234 Fax +1 212 220 9237 www.kairospartners.com Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al netto degli oneri fiscali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.