Gennaio 2013
Fund e Sicav Report
Commento Macroeconomico
L’accordo raggiunto sul fiscal cliff americano a cavallo del nuovo anno è stato
il primo elemento positivo di un 2013 cominciato in un clima molto
costruttivo. Sulla scia dei trend di fine 2012, la periferia europea ha proseguito
nel processo di stabilizzazione: gli spread governativi hanno continuato a
scendere ed i mercati azionari hanno sovraperformato la parte core
dell’Europa. Onda lunga del lavoro della BCE e della credibilità di Draghi, i cui
strumenti straordinari presentati lo scorso anno continuano ad avere effetti di
contenimento e prevenzione. In particolare l’Italia ha visto il mercato
azionario salire del 7.16% e lo spread del btp contro il bund raggiungere i
livelli del luglio 2011. In America, superato il fiscal cliff, rimane l’incognita
della gestione politica del debt ceiling la cui risoluzione è stata ad oggi
posticipata fino a maggio, ma i dati macro rimangono incoraggianti, con
qualche segnale positivo anche sul fronte del lavoro. I mercati emergenti, in
particolare la Cina, hanno dato segnali di una ripresa ciclica, con dati in
miglioramento sul fronte degli scambi commerciali. In Asia, il Giappone
rimane il mercato sicuramente più interessante, grazie al nuovo corso avviato
dal governo di Abe, con stimoli fiscali e continue pressioni sulla banca centrale
per combattere la deflazione che da tempo affligge il Paese. Il mercato
continua ad anticipare gli effetti di tali politiche tramite il deprezzamento
della valuta, con lo Yen che si è indebolito del 6.05% in termini tradeweighted e dell’ 8.53% nei confronti dell’Euro.
La discesa della volatilità sui mercati azionari americani ha raggiunto i minimi
degli ultimi 5 anni, indicando sicuramente un elemento di complacency da
parte degli investitori. Ma nonostante i rischi tattici di prese di profitto di
breve, lo scenario rimane relativamente positivo per gli asset di rischio, ed in
particolare per i mercati azionari europei ed alcuni emergenti le cui
valutazioni rimangono depresse. Il premio per il rischio implicito sull’azionario
europeo rimane elevato, attorno all’8%, mentre il rapporto prezzo utili
aggiustato per il ciclo è a sconto del 25/30% rispetto alla media storica. L’Asia
inoltre dovrebbe vedere una crescita degli utili a doppia cifra dopo due anni
sostanzialmente di consolidamento. In US, viceversa, le valutazioni
lascerebbero poco spazio ad eventuali delusioni di breve, pur in un contesto
strutturalmente ancora positivo (mercato immobiliare, export, riduzione dei
costi energetici per settore manifatturiero).
Sui mercati obbligazionari si sono registrati rialzi dei rendimenti decennali
negli USA, giunti all’1.98%, mentre il decennale tedesco è salito da 1.32% a
1.68%. Questi segnali, assieme alle performance positive dei mercati azionari,
hanno portato diversi strategist a speculare su possibili rotazioni di asset
allocation verso asset class più rischiose. Il mese ha in effetti registrato flussi
record sui fondi azionari, ma sembra ancora prematuro parlare di rotazioni
strutturali, sebbene, come segnalato diverse volte, i rendimenti reali dei
governativi rimangono negativi per paesi quali Stati Uniti, Germania, Regno
Unito.
La discesa dei tassi e le performance positive dei mercati azionari sono
sicuramente un elemento positivo in Europa, conseguenza di un
riprezzamento del rischio sul break up dell’Euro assieme ad un generale
ottimismo ciclico. D’altra parte questo processo sta anche portando ad una
rivalutazione dell’Euro che potrebbe diventare un problema per le
esportazioni del continente. L’Euro è adesso percepito come una valuta che
rimarrà in piedi, riacquisterà valore, mentre la banca centrale è in questa fase
meno aggressiva, in un contesto di svalutazione globale con nuovi attori quali
il Giappone.
La forza dell’Euro
EURO (trade weighted)
120
115
110
105
100
95
90
85
80
USD (tw)
GBP (tw)
JPY (tw)
Kairos Income
KIS Income
Outlook e Strategia
Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono
più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto
(nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa
la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più
vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track
record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un
poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno.
Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice
S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno
pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley
Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%.
La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre
più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato
il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi
cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a
disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della
moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta
perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando
l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al
raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio
dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole
non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro
l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le
restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un
luminare per capire che un euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia
sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che questo problema sarà portato con forza al
prossimo G20.
L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato di 2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei
confronti della valuta unica.
Lato obbligazioni si è in un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove
emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free
decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è
impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto
euro-nucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread.
Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale
“fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo
periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più
velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause
dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza.
L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una
dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione
temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col
sentire comune del momento.
Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti
decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un
movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è
passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%.
Il Kairos Income ha chiuso il mese con una performance pari a +0.06, mentre il KIS Income
con una performance pari a +0.05%. Abbiamo mantenuto la quota di Italia a breve ai livelli di
dicembre, con la restante parte del portafoglio in cash o residualmente investita in mercati
monetari “core” e in tbills spagnoli a brevissimo. La duration del Kairos Income è leggermente
cresciuta fino ad area 0.23, quella del KIS Income fino a 0.25.
Kairos Income
NAV 31 gennaio 2013 (5,077,629)
Riassunto performance (dalla partenza)
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
Riassunto Rischiosità
Kairos Income
36.06%
2.51%
79.19%
20.81%
1.58%
-0.65%
Kairos Income
0.06%
0.06%
1.19%
1.03%
0.57%
1.14%
-0.10%
-0.10%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
Da settembre 2000 a gennaio 2013
Kairos Income
Principali esposizioni per paese
70.5%
150
3.1%
2.0%
Portogallo
110
6.1%
Stati Uniti
Italia
120
6.3%
Spagna
130
Germania
140
100
Principali esposizioni per Tipologia Emittente
nov 00
mag 01
dic 01
lug 02
feb 03
set 03
apr 04
nov 04
giu 05
gen 06
ago 06
mar 07
ott 07
mag 08
dic 08
lug 09
feb 10
set 10
apr 11
nov 11
giu 12
gen 13
90
Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio
Btps 2 06/01/13
Bots 0 05/31/13
Ccts 0 07/01/13
Bots 0 03/14/13
Ucgim 4 7/8 02/12/13
11.3%
9.8%
9.5%
8.7%
6.2%
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
59.3%
28.7%
Government
Scomposizione per durata media finanziaria
0-1
1-2
2-3
Financials
100.0%
0.0%
0.0%
Kairos Income
KIS Income
KIS Income
NAV 31 gennaio 2013 (18,726,887)
Riassunto performance (dalla partenza)
Riassunto Rischiosità
KIS Income
7.75%
1.27%
77.46%
22.54%
0.86%
-0.58%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Income
0.05%
0.05%
0.70%
0.51%
0.38%
1.14%
-0.11%
-0.14%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Income
Da marzo 2007 a gennaio 2013
Principali esposizioni per paese
55.8%
109
108
103
102
3.4%
2.8%
2.7%
Portogallo
Italia
104
Spagna
105
Stati Uniti
106
Germania
22.9%
107
101
100
Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio
Btps 2 06/01/13
Ccts 0 07/01/13
Sglt 0 03/15/13
Bots 0 04/30/13
Santan 3 3/4 02/28/13
ott 12
giu 12
ott 11
feb 12
giu 11
ott 10
feb 11
giu 10
ott 09
feb 10
giu 09
ott 08
feb 09
giu 08
ott 07
giu 07
mar 07
feb 08
Principali esposizioni per Tipologia Emittente
99
10.8%
10.7%
8.7%
7.7%
5.5%
66.6%
21.1%
Government
Scomposizione per durata media finanziaria
0-1
1-2
2-3
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Financials
100.0%
0.0%
0.0%
Kairos Small Cap
KIS Small Cap
Outlook e Strategia
Il Fondo Kairos Small Cap registra nel mese una performance pari a +0.35%. Tra i
contributori positivi nel mese citiamo: 1) Save 0.25%; 2) BBVA 0.17%; 3) Safilo 0.10%; 4)
Reply 0.08%; 5) Prisa 0.06%.
Il Fondo KIS Small Cap registra nel mese una performance pari a +0.31%. Tra i
contributori positivi nel mese citiamo: 1) Save 0.23%; 2) BBVA 0.17%; 3) Safilo 0.09%; 4)
Reply 0.08%; 5) Nokian Renkaat 0.05%.
Nel mese di gennaio le borse di tutto il mondo hanno festeggiato il rinvio del fiscal cliff
americano, l’apparente normalizzazione del rischio sistemico in Europa e l’annuncio da
parte del neoeletto presidente giapponese Shinzo Abe di voler stampare fino a 1 trilione
di dollari per portare il Giappone fuori dalla deflazione e raggiungere il target di
inflazione del 2%. Tutto questo è stato accompagnato dalla generale convinzione che in
un mondo con tassi di interesse governativi tenuti artificiosamente a zero, l’ultima
alternativa di investimento con ritorni decenti fosse l’azionario. A supporto di questa
teoria, le ultime quattro settimane hanno visto significativi flussi in ingresso su ETF e
Fondi Comuni di Investimento. Se però il 2012 si era caratterizzato per la
sovraperformance dei titoli di qualità (leader di mercato, diversificati in geografie a più
alta crescita, con forte pricing power) il movimento al rialzo di gennaio è stato per lo più
di “short covering” ed ha riguardato principalmente i titoli della periferia europea. In
particolare, l’indice italiano e spagnolo hanno sovraperformato gli altri mercati
riportando rispettivamente una performance pari al +7.2% ed al +2.4%. L’indice S&P500
ha raggiunto quota 1500 punti, ovvero il target di molte case di investimento per l’intero
anno 2013. Da un punto di vista settoriale, le banche sono state il miglior settore, anche
in questo caso con una chiara sovraperformance di quelle di minor qualità (il miglior
titolo dell’indice DJStoxx 600 a gennaio è stato Bankia). In questo contesto l’oro è stato
una delle peggiori asset class da inizio anno e lo stesso dicasi per i Gold Miners, che
hanno perso nel mese oltre l’11%, nonostante il prezzo dell’oro sia quasi flat YoY ed i
costi di estrazione (legati principalmente all’andamento del petrolio) in declino.
La domanda è ovviamente relativa a quanto questa situazione potrà durare. La risposta
l’abbiamo in parte già avuta mentre stiamo scrivendo. L’indice DJ Stoxx 50 nei primi
giorni di febbraio è tornato flat YTD, l’indice spagnolo dopo la fine dello short ban è
girato in negativo. Crediamo che la volatilità dei mercati sia una compagna di viaggio con
cui l’investitore qualificato dovrà avere a che fare sempre più spesso nei prossimi
trimestri/anni. Questo è chiaramente il riflesso della maxi bolla del credito, americana e
non solo. Ci riferiamo a quella che Bill Gross di Pimco ha definito “Credit Supernova”.
Negli Anni 70 il totale dei prestiti negli Stati Uniti era pari a $3trl, oggi siamo a circa
$56trl. Negli Anni 80 erano sufficienti $4 di nuovo credito per generare $1 di GDP; oggi
sono necessari più di $20 di prestiti per avere lo stesso effetto. Il credito attraverso il
canale bancario trova impiego in molte forme di investimento, molto spesso non
necessariamente produttive e a sostegno dell’economia reale. (segue)
Kairos Small Cap
NAV 31 gennaio 2013 (103,065,703)
Riassunto performance (dalla partenza)
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
Riassunto Rischiosità
Kairos Small Cap
101.84%
6.64%
64.89%
35.11%
7.86%
-8.20%
Kairos Small Cap
0.35%
0.35%
8.73%
9.96%
2.57%
-0.46%
-2.96%
-0.85%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
Da marzo 2002 a gennaio 2013
Kairos Small Cap
260
Principali esposizioni per paese
7.35%
240
220
3.23%
200
1.77%
180
1.69%
1.53%
1.30%
1.26%
1.22%
1.05%
160
140
120
100
Europa
2.32%
Jersey
2.45%
Stati Uniti
Regno Unito
Svizzera
Spagna
Francia
Germania
Canada
Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio
SAVE SPA
NYSE Arca Gold BUGS
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTA
DB PHYSICAL SILVER EURO HEDG (GR)
NOKIAN RENKAAT OYJ
Italia
-3.91%
mar 02
ago 02
feb 03
ago 03
feb 04
ago 04
feb 05
ago 05
feb 06
ago 06
feb 07
ago 07
feb 08
ago 08
feb 09
ago 09
feb 10
ago 10
feb 11
ago 11
feb 12
ago 12
80
Principali esposizioni per settore
2.58%
2.45%
1.46%
1.05%
1.04%
4.98%
4.01%
3.12%
3.07%
2.78%
1.54%
1.05%
Futures
Funds
Utilities
Materials
Equity Index
Cons. Discr.
Energy
Financials
Cons. St.
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Industrials
-4.33%
Kairos Small Cap
KIS Small Cap
Outlook e Strategia (segue)
Se a questo aggiungiamo politiche monetarie da parte di quasi tutte le banche centrali
volte ad indebolire la propria valuta (eccezion fatta per la BCE, aggiungiamo,
purtroppo…) si capisce come il mercato si muova in modo estremo tra risk on/risk off,
tra scenari inflattivi/deflattivi.
Il nostro scenario centrale, e quello per cui è posizionato ad oggi il Fondo, è basato sulla
convinzione che i problemi dell’Eurozona non siano ancora risolti. Alcune geografie
risultano più avanti di altre nel processo di austerità (Spagna in testa), altre lo devono
ancora intraprendere (Francia). A questo si aggiunge una moneta europea chiaramente
sopravvalutata rispetto al Dollaro, anche considerato l’andamento dei principali
indicatori economici: PMI Eurozona ancora sotto 50, consumi elettrici a gennaio in Italia
pari a -2.4%, vendita veicoli a due ruote sempre in Italia -26%, etc. In questo contesto il
Fondo, coerentemente con il suo approccio di “absolute long only”, resta investito nella
parte bassa del range storico. Il Fondo continua ad accumulare posizioni in business di
qualità qualora si presentino occasioni di acquisto. Nel corso del mese sono state
arrotondate alcune posizioni su Gold miners che in un contesto di risk off potranno
auspicabilmente fungere da copertura per la parte più ciclica del portafoglio.
Vorremmo, infine, tornare a ricordare, ora più che mai, che i rendimenti attesi sul
medio/lungo periodo (5/10 anni) dall’investimento in azioni quotate o fondi azionari di
buona qualità dovrebbero collocarsi tra il 5/10%. Questo risultato dovrebbe essere
considerato dai sottoscrittori tanto più importante se realizzato in un contesto di bassa
crescita e di potenziale perdita sia in termini reali che nominali sull’esposizione
obbligazionaria anche di qualità.
In linea con i commenti dei mesi precedenti segue la descrizione/investment case su uno
dei maggiori contributori del mese.
SAVE: il business principale di Save è la gestione dell’aeroporto di Venezia, quarto scalo
in Italia per numero passeggeri. Save gestisce inoltre l’aeroporto di Treviso, alcune
concessioni food & beverage lungo la rete autostradale italiana e in alcuni aeroporti
europei (Vienna e Praga) e il real estate commerciale delle stazioni ferroviarie
medio/piccole italiane. Ha inoltre una partecipazione del 18% nell’aeroporto di Charleroi.
A fine 2012 si è concluso l’iter di approvazione del nuovo Contratto di Programma (CdP)
che ha sbloccato gli adeguamenti delle tariffe ferme da oltre un decennio. Save può ora
contare su un quadro regolatorio certo per i prossimi 10 anni della sua concessione (che
scade nel 2041). La società gode di una solida struttura finanziaria (indebitamento netto
pari a circa 1 volta Ebitda annuale. Ciò permette tra l’altro la distribuzione di un
dividendo annuo intorno al 5% della capitalizzazione, pienamente sostenibile. Includendo
l’effetto della firma del CdP, il titolo tratta ai prezzi correnti a circa 6x2013E EV/EBITDA
pro-forma con 12 mesi di applicazione delle nuove tariffe.
KIS Small Cap
NAV 31 gennaio 2013 (148,488,737)
Riassunto performance (dalla partenza)
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
Riassunto Rischiosità
KIS Small Cap
-6.16%
-1.00%
52.63%
47.37%
7.90%
-8.56%
KIS Small Cap
0.31%
0.31%
9.96%
7.60%
2.47%
-0.39%
-2.66%
-1.26%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
Da ottobre 2006 a gennaio 2013
KIS Small Cap
120
Principali esposizioni per paese
6.47%
110
3.04%
100
1.59%
1.54%
1.40%
1.38%
1.22%
1.08%
0.96%
90
80
70
Europa
2.18%
Jersey
2.37%
Regno Unito
Canada
Stati Uniti
Francia
Spagna
Germania
Svizzera
Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio
NYSE Arca Gold BUGS
SAVE SPA
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTA
PORSCHE AUTOMOBIL HLDG-PFD
DB PHYSICAL SILVER EURO HEDG (GR)
Italia
ott 06
gen 07
mag 07
set 07
gen 08
mag 08
set 08
gen 09
mag 09
set 09
gen 10
mag 10
set 10
gen 11
mag 11
set 11
gen 12
mag 12
set 12
gen 13
60
-3.69%
Principali esposizioni per settore
2.37%
2.24%
1.36%
0.96%
0.96%
4.49%
3.56%
2.76%
2.67%
2.49%
1.39%
0.96%
Futures
Funds
Utilities
Materials
Equity Index
Cons. Discr.
Energy
Cons. St.
Financials
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Industrials
-4.04%
KIS Bond
Outlook e Strategia
Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più
o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto
(nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la
Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino
porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei
propri fondi per gran parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo
nei primi giorni dell’anno.
Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice
S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari
a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging
Market ha segnato una variazione di 1.31%.
La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più
violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il
mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque
anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei
politici per evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo
esempio lampante si è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il
governo spinge per un livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a
spingere sull’acceleratore del quantitative easing fino al raggiungimento di un target
inflazionistico. Questa mossa non è stata vista di buon occhio dalle altre superpotenze
esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle parole non è seguito nulla,
consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro l’Euro in un momento in cui,
per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti
LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che un Euro troppo
forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e
che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20.
L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato del 2.84%
contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della
Riassunto performance (dalla partenza)
valuta unica. Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare
nuove emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free
decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è
impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euronucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come
abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase
finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo
anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle
persone è un concetto abbastanza naive, ed è una delle prime cause dell’effetto a spirale che
acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza.
L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una
dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente
tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del
momento.
Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali
(0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di
steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a
1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%.
Il Fondo ha chiuso il mese con una performance positiva pari a 0.05%: dal punto di vista
dell’andamento di mercato, il mese di gennaio è chiaramente divisibile in due momenti distinti:
nelle prime due settimane il mercato del credito ha fatto registrare un violento movimento di
restringimento a cui si è accompagnato un volume record di nuove emissioni. Da metà gennaio
invece abbiamo assistito ad una rapida inversione di rotta con il ritorno della volatilità sul mondo
dei governativi periferici legata soprattutto ai timori di rinnovata instabilità politica in Spagna e in
Italia. Anche nel mondo dei corporate si è assistito a importanti prese di profitto in parte legate
ad un eccesso di offerta sul mercato primario. Il Fondo ha gradualmente ridotto l’esposizione in
linea con l’incremento della volatilità sul mercato.
NAV 31 gennaio 2013 (425,885,987)
Riassunto Rischiosità
KIS Bond
19.79%
4.62%
72.92%
27.08%
2.14%
-1.22%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Bond
0.05%
0.05%
2.67%
12.32%
3.60%
n.a.
-2.02%
-0.77%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Bond
Da febbraio 2009 a gennaio 2013
125
Principali esposizioni per paese
27.0%
25.5%
2.2%
2.0%
1.9%
95
1.7%
Stati Uniti
3.8%
Regno Unito
Francia
Portogallo
100
Spagna
Italia
105
4.7%
Olanda
5.4%
110
Germania
8.6%
Irlanda
115
(blank)
120
Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio
Sglt 0 07/19/13
Spgb 2 3/4 03/31/15
Buy Markit Itrx Europe 12/17 @104.5 (jpm / Sicav Bond)
Spgb 5 1/2 07/30/17
Portb 0 04/19/13
ott 12
gen 13
lug 12
apr 12
ott 11
gen 12
lug 11
apr 11
gen 11
ott 10
lug 10
apr 10
gen 10
lug 09
feb 09
apr 09
ott 09
Principali esposizioni per Tipologia Emittente
90
5.8%
4.7%
4.7%
2.6%
2.3%
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
38.2%
35.1%
9.8%
Government Financials
Industrials
4.7%
3.0%
Credit
Utilities
Default Swap
Scomposizione per durata media finanziaria
0-1
1-2
2-3
3-5
5-7
7-10
10+
0.8%
Telecom.
Serv.
27.9%
14.3%
21.5%
24.5%
6.5%
4.7%
0.6%
KIS Bond Plus
Outlook e Strategia
Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive sono più o
meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro, risolto (nell’ultimo
periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff americano, in ripresa la Cina grazie
all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che in un futuro sempre più vicino porterà squilibri
ancora più grandi. Unire il tutto a una bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran
parte dei gestori del mondo ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno.
Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva dell'indice
S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Euro Stoxx si è mosso al rialzo, con un guadagno pari a
2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario Morgan Stanley Emerging Market
ha segnato una variazione di 1.31%.
La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con sempre più
violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in crisi: da un lato il mondo
non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli shock degli ultimi cinque anni hanno
pesantemente intaccato le finanze governative, quindi l’unica arma a disposizione dei politici per
evitare problemi elettorali resta quella della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si
è avuto in Giappone, dove la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un
livello dello Yen più “accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del
quantitative easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista
di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma per ora alle
parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente soprattutto contro
l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta contraendo con le restituzioni
anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche continentali. Non serve un luminare per capire che
un Euro troppo forte incide negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi
periferici, e che questo problema sarà portato con forza al prossimo G20.
L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato del 2.84%
contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei confronti della
valuta unica.
Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove emissioni
Riassunto performance (dalla partenza)
inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free decennali sono
aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è impossibile vedere
portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un olocausto euro-nucleare negli anni
passati perdere considerevolmente sia in duration che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi
non sospetti, pensare di trovare riparo da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri
mercati (spesso con squilibri macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un
mondo in cui i capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è
una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando ricchezza.
L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una dimensione
geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione temporalmente tattica ed
estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si scontra col sentire comune del momento.
Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti decennali
(0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un movimento di steepening
di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un
movimento di steepening pari a 0.08%.
Il Fondo ha chiuso il mese con una performance positiva pari a 0.42%: dal punto di vista
dell’andamento di mercato il mese di gennaio è chiaramente divisibile in due momenti distinti: nelle
prime due settimane il mercato del credito ha fatto registrare un violento movimento di
restringimento, cui si è accompagnato un volume record di nuove emissioni.
Da metà gennaio invece abbiamo assistito ad una rapida inversione di rotta con il ritorno della
volatilità sul mondo dei governativi periferici legata soprattutto ai timori di rinnovata instabilità
politica in Spagna e in Italia. Anche nel mondo dei corporate si è assistito a importanti prese di
profitto in parte legate ad un eccesso di offerta sul mercato primario. Il comparto High Yield ha
resistito meglio nella fase di correzione anche perché è meno sensibile al movimento di rialzo sui
tassi tedeschi: nonostante ciò abbiamo osservato il ritorno del rischio idiosincratico sul mercato con
storie come SNS, Monte Paschi e Seat che hanno inevitabilmente pesato sul sentiment generale degli
operatori. Il Fondo ha gradualmente ridotto l’esposizione in linea con l’incremento della volatilità sul
mercato.
NAV 31 gennaio 2013 (446,037,581)
Riassunto Rischiosità
KIS Bond Plus
19.69%
15.46%
80.00%
20.00%
3.46%
-2.26%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Bond Plus
0.42%
0.42%
5.51%
17.72%
n.a.
n.a.
-2.94%
-2.81%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Bond Plus
Da novembre 2011 a gennaio 2013
Principali esposizioni per paese
27.4%
130
4.2%
3.7%
2.0%
1.8%
100
Germania
Stati Uniti
Regno Unito
105
Portogallo
110
Spagna
Italia
115
1.8%
Sud Africa
5.6%
Olanda
7.9%
Irlanda
9.1%
120
Francia
19.1%
125
Principali esposizioni per Tipologia Emittente
95
gen 13
dic 12
nov 12
ott 12
set 12
lug 12
giu 12
mag 12
apr 12
feb 12
mar 12
gen 12
dic 11
nov 11
nov 11
Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio
Sglt 0 04/16/14
Sglt 0 06/20/14
Ucgim 6 10/31/17
Sglt 0 02/15/13
Sglt 0 03/15/13
ago 12
47.1%
90
4.4%
3.3%
2.4%
2.2%
2.2%
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
25.0%
15.3%
Financials
Government
Industrials
Scomposizione per durata media finanziaria
0-1
1-2
2-3
3-5
5-7
7-10
10+
2.6%
1.0%
Utilities
Telecom. Serv.
26.2%
15.4%
15.9%
24.2%
11.2%
5.1%
2.0%
KIS Dynamic
Outlook e Strategia
Sui mercati finanziari l’anno è iniziato con un tono fin troppo bullish. Le notizie positive
sono più o meno le solite: apparentemente rimosso il tail risk sul disfacimento dell’Euro,
risolto (nell’ultimo periodo sinonimo di “posticipato”) il problema del fiscal cliff
americano, in ripresa la Cina grazie all’ennesimo piano di stimolo produttivo interno che
in un futuro sempre più vicino porterà squilibri ancora più grandi. Unire il tutto a una
bella pagina bianca sul track record dei propri fondi per gran parte dei gestori del mondo
ed ecco la giusta ricetta per un poderoso rialzo nei primi giorni dell’anno.
Il mercato azionario USA ha vissuto una fase rialzista con una performance positiva
dell'indice S&P500 di 5.04%. L'indice azionario europeo Eurostoxx si è mosso al rialzo,
con un guadagno pari a 2.96%. Poco da segnalare sugli emergenti, dove l'indice azionario
Morgan Stanley Emerging Market ha segnato una variazione di 1.31%.
La tensione latente ha però avuto modo di esprimersi sul mercato valutario, dove con
sempre più violenza emergono gli interessi conflittuali tra i diversi paesi esportatori in
crisi: da un lato il mondo non ha più lo stesso tasso di crescita nei consumi, dall’altro gli
shock degli ultimi cinque anni hanno pesantemente intaccato le finanze governative,
quindi l’unica arma a disposizione dei politici per evitare problemi elettorali resta quella
della svalutazione della moneta. Il primo esempio lampante si è avuto in Giappone, dove
la banca centrale sta perdendo autonomia e il governo spinge per un livello dello Yen più
“accettabile”, incitando l’autorità monetaria a spingere sull’acceleratore del quantitative
easing fino al raggiungimento di un target inflazionistico. Questa mossa non è stata vista
di buon occhio dalle altre superpotenze esportatrici, Cina e Germania sopra a tutte, ma
per ora alle parole non è seguito nulla, consentendo allo Yen di svalutarsi pesantemente
soprattutto contro l’Euro in un momento in cui, per paradosso, il bilancio della BCE si sta
contraendo con le restituzioni anticipate dei prestiti LTRO da parte delle banche
continentali. Non serve un luminare per capire che un Euro troppo forte incide
negativamente sia sull’export tedesco sia sulla precaria ripresa dei paesi periferici, e che
questo problema sarà portato con forza al prossimo G20.
L’Euro (in termini trade-weighted) si è apprezzato del 4.04%; il Dollaro si è deprezzato di
Riassunto performance (dalla partenza)
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
-2.84% contro Euro, mentre lo Yen giapponese ha subito un pesante ribasso di 8.06% nei
confronti della valuta unica.
Lato obbligazioni si è un limbo in cui il mercato primario ha continuato a sfornare nuove
emissioni inizialmente bene accette, ma sempre più faticose da piazzare e i tassi risk free
decennali sono aumentati di quasi mezzo punto percentuale nel silenzio più totale: non è
impossibile vedere portafogli apparentemente “risk free” costruiti per evitare un
olocausto euro-nucleare negli anni passati perdere considerevolmente sia in duration
che in spread. Come abbiamo scritto già in tempi non sospetti, pensare di trovare riparo
da una eventuale “fase finale” della crisi dell’Euro in altri mercati (spesso con squilibri
macroeconomici di lungo periodo anche peggiori di quelli europei) in un mondo in cui i
capitali circolano più velocemente delle persone è un concetto abbastanza naive, ed è
una delle prime cause dell’effetto a spirale che acuisce l’entità delle crisi bruciando
ricchezza.
L’unica vera diversificazione possibile nel mondo finanziario moderno non ha solo una
dimensione geografica, ma deve necessariamente implementare una allocazione
temporalmente tattica ed estremamente dinamica che spesso sfortunatamente si
scontra col sentire comune del momento.
Il mercato obbligazionario USA ha visto un ampio movimento al rialzo dei rendimenti
decennali (0.23%), giunti all’1.98%. La curva americana, nel tratto 2-10, ha subito un
movimento di steepening di 21.25 punti-base. In Europa, il rendimento decennale
tedesco è passato da 1.32% a 1.68%, con un movimento di steepening pari a 0.08%.
Il Fondo ha chiuso il mese con una performance negativa pari a -2.14%. Lato fixed
income ed equity i contributi sono stati positivi ma estremamente marginali. A pesare è
stata la forte esposizione corta di Euro-Dollaro a metà mese, quando - contro le nostre
aspettative - la valuta unica ha ripreso a rafforzarsi con una violentissima inversione di
trend intraday (10 gennaio). In ottemperanza ai limiti di mandato abbiamo velocemente
ridotto l’entità delle nostre posizioni fino al termine di gennaio.
NAV 31 gennaio 2013 (200,117,084)
Riassunto Rischiosità
KIS Dynamic
21.95%
3.18%
61.84%
38.16%
2.13%
-2.14%
KIS Dynamic
-2.14%
-2.14%
3.02%
5.97%
1.90%
3.56%
-8.40%
-3.33%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
Da ottobre 2006 a gennaio 2013
KIS Dynamic
Esposizione Azionaria
130
125
Equity
EUR
USD
120
115
Long
2.3%
0.9%
1.4%
Short
-1.9%
-1.1%
-0.7%
Totale
0.4%
-0.2%
0.6%
Long
0.13
Short
-0.49
Totale
-0.37
-0.30
0.07
-0.30
110
Esposizione Obbligazionaria
105
100
90
ott 06
gen 07
mag 07
set 07
gen 08
mag 08
set 08
gen 09
mag 09
set 09
gen 10
mag 10
set 10
gen 11
mag 11
set 11
gen 12
mag 12
set 12
gen 13
95
Prime 5 posizioni per peso sul patrimonio
Buy Markit Itrx Europe 12/17 @102.625 (jpm)
Efsftb 0 02/07/13
Efsf 0.4 03/12/13
Bots 0 03/28/13
Bots 0 03/14/13
14.99%
14.99%
12.54%
8.99%
7.49%
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Bond
EUR
0 -2
7 - 10
TRY
0 -2
USD
5 -7
>10
MXN
0 -2
0.07
0.02
0.02
-0.01
-0.18
0.03
-0.01
-0.18
0.03
KIS Ambiente
Outlook e Strategia
Il mese di gennaio si è chiuso con performance positive per i principali mercati
azionari (MSCI World Local 5.28%, S&P 500 5.04%, Stoxx Europe 600 2.70%).
Performance positive anche per gli indici di riferimento per il settore
Ambiente: l’indice WilderHill New Energy Global Innovation Index ha
registrato una crescita del 4.50% e l’indice HSBC Global Climate Change
dell’1.59% (entrambi denominati in Euro).
La earning season iniziata negli Stati Uniti sta dando per il momento risultati
incoraggianti, con la maggior parte delle società che ha riportato utili superiori
alle aspettative (sebbene riviste al ribasso nei mesi precedenti).
Il Comparto KIS Ambiente registra nel mese di gennaio una performance pari
a +0.91%. Tra i principali contributi positivi citiamo: Cree, EDP Renovaveis,
Eurofins Scientific e Syngenta. Tra i negativi segnaliamo Polypore ed Energy
Assets. L’esposizione azionaria netta media del Fondo nel mese di gennaio è
stata di circa 75%.
NAV 31 gennaio 2013 (41,328,479)
Riassunto performance (dalla partenza)
Riassunto Rischiosità
KIS Ambiente
0.65%
0.27%
62.07%
37.93%
3.74%
-5.31%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Ambiente
0.91%
0.91%
7.65%
9.32%
n.a.
n.a.
-8.15%
-5.20%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Ambiente
Da settembre 2010 a gennaio 2013
Principali esposizioni per paese
110
25.10%
105
100
95
10.46%
5.16%
4.58%
4.45%
3.25%
3.14%
2.76%
Austria
Germania
Francia
Svizzera
Spagna
Regno Unito
Italia
Stati Uniti
dic 12
ott 12
ago 12
giu 12
apr 12
2.54%
Norvegia
Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio
ALERION CLEANPOWER
SYNGENTA AG-REG
EDP RENOVAVEIS SA
ENEL GREEN POWER SPA
HEXCEL CORP
feb 12
dic 11
ott 11
ago 11
giu 11
apr 11
feb 11
dic 10
set 10
80
ott 10
85
2.54%
1.89%
1.07%
0.60%
2.04%
Olanda
90
Principali esposizioni per settore
6.60%
3.12%
3.05%
2.87%
2.87%
27.77%
14.44%
12.99%
6.95%
2.68%
Cons. Discr.
Futures
Info. Tech.
Health Care
Utilities
Cons. St.
Materials
Equity Index
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Energy
Industrials
-1.81%
KIS Europa
Outlook e Strategia
Il 2013 è cominciato con performance positive per i mercati azionari europei: l’indice
Stoxx 600 ha chiuso il mese a +2.70%, mentre l’Euro Stoxx 50 a +2.54%. Più forti i mercati
americani con l’indice S&P 500 a +5.04% grazie all’accordo raggiunto sul fiscal cliff a
cavallo del nuovo anno, dopo intense negoziazioni tra democratici e repubblicani.
Positiva anche l’Asia, dove spicca la performance del mercato giapponese a +7.15%
grazie al piano di stimolo del nuovo governo e le continue pressioni sulla banca centrale
per riportare inflazione nel Paese. L’Euro si è rafforzato nel mese contro le principali
valute, riflettendo una maggiore fiducia sull’area nonché aspettative di minori stimoli
monetari da parte della BCE rispetto alle altre banche centrali mondiali. La riduzione del
premio al rischio ha favorito in generale una discesa della volatilità dei mercati azionari.
Altra nota positiva sono i flussi sui fondi azionari, anche questi risultati a livelli record dal
2007. L’ottimismo sul mercato azionario si scontra comunque con uno scenario macro
ancora incerto, e segnali non particolarmente incoraggianti sul lato corporate.
Nel corso del mese di gennaio, il Kairos Europa ha registrato una performance positiva
del 6.14%, a fronte di una variazione positiva dell’indice Euro Stoxx del 2,54%.
Da un punto di vista geografico il Fondo è principalmente sovrappesato sul mercato
italiano.
Da un punto di vista settoriale manteniamo un sovrappeso sui finanziari, in particolare
sul settore assicurativo. Continuiamo a detenere una rilevante posizione sul titolo
Unicredit dal momento che siamo convinti che il valore delle attività estere della banca
sia pesantemente sottostimato e con la riduzione del «rischio Italia» il titolo potrebbe
sovraperformare il settore di riferimento.
Lo stesso ragionamento può essere fatto su BBVA dove il business americano (Stati Uniti,
Messico e Sud America in generale) ha un valore a nostro avviso ben superiore alla
capitalizzazione attuale della banca. Al momento stiamo valutando il timing migliore per
la costruzione di una posizione.
A livello di singoli titoli, citiamo l’ottima performance del titolo Fiat (+18,73% mtd), in
scia alle ricoperture che hanno caratterizzato l’andamento di gran parte dei titoli del
Ftsemib.
Il Fondo ha inoltre una posizione in Gemina in un’ottica di special situation. Dopo le
tariffe aeroportuali approvate a fine dicembre, crediamo che il titolo sia ancora
significativamente sottovalutato. In un’ottica stand alone, rispetto ai principali aeroporti
europei, crediamo sia in una molto probabile ottica di M&A.
Da un punto di vista di exposure sul mercato abbiamo opportunisticamente variato la net
exposure tra il 95 e il 100%.
NAV 31 gennaio 2013 (145,273,701)
Riassunto performance (dalla partenza)
Riassunto Rischiosità
KIS Europa
9.15%
23.38%
80.00%
20.00%
6.14%
-4.04%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Europa
6.14%
6.14%
12.73%
n.a.
n.a.
n.a.
-21.25%
-5.11%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Europa
Da settembre 2012 a gennaio 2013
115
Principali esposizioni per paese
43.85%
39.81%
110
105
Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio
DJ Euro Stoxx 50
FTSE MIB
GEMINA SPA
UNICREDIT SPA
MILANO ASSICURAZIONI
1.15%
0.88%
0.22%
Isole Cayman
0.19%
Stati Uniti
1.92%
Regno Unito
Francia
Germania
Italia
Europa
gen 13
dic 12
nov 12
ott 12
set 12
set 12
90
2.27%
Svezia
5.01%
Olanda
5.97%
95
Svizzera
100
Principali esposizioni per settore
43.85%
8.71%
7.35%
7.15%
3.24%
52.56%
3.02%
1.53%
0.96%
Health Care
4.94%
Cons. St.
Cons. Discr.
Industrials
6.63%
Energy
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Financials
Futures
10.29%
Telecom. Serv.
21.43%
KIS Selection
Outlook e Strategia
Il 2013 è cominciato con performance positive per i mercati azionari europei: l'indice Stoxx
600 ha chiuso il mese a +2.70%, mentre l'Euro Stoxx 50 a +2.54%. Più forti i mercati
americani con l'indice S&P 500 a +5.04% grazie all'accordo raggiunto sul fiscal cliff a cavallo
del nuovo anno, dopo intense negoziazioni tra democratici e repubblicani. Positiva anche
l'Asia dove spicca la performance del mercato giapponese a +7.15% grazie al piano di
stimolo del nuovo governo e le continue pressioni sulla banca centrale per riportare
inflazione nel Paese. Da notare che la performance sarebbe negativa per un investitore in
Euro, a causa del brusco deprezzamento dello Yen. L’Euro si è rafforzato nel mese contro le
principali valute, riflettendo una maggiore fiducia sull'area nonché aspettative di minori
stimoli monetari da parte della BCE rispetto alle altre banche centrali mondiali. A livello
settoriale, in Europa, i Finanziari hanno registrato le performance migliori grazie al
proseguimento dei trend iniziati a fine 2012, ed in particolare al processo di stabilizzazione
della periferia europea. A seguire tecnologici e telefonici, i primi su risultati aziendali positivi
ed i secondi su rotazione dopo le perdite registrate nell'ultima parte dell'anno scorso.
Penalizzati invece i settori delle utilities ed i titoli legati alle materie prime, a causa delle
continue pressioni sui prezzo delle commodities. La riduzione del premio al rischio ha
favorito in generale una discesa della volatilità dei mercati azionari, con l'indice VIX tornato
sui minimi relativi registrati nel 2007. Altra nota positiva sono i flussi sui fondi azionari,
anche questi risultati a livelli record dal 2007. L'ottimismo sul mercato azionario si scontra
comunque con uno scenario macro ancora incerto e segnali non particolarmente
Riassunto performance (dalla partenza)
incoraggianti sul lato corporate.
Nel periodo il Fondo ha riportato una performance pari a +1.25%. Di seguito si segnalano i
principali contributori positivi del mese: 1) posizioni in derivati su FTSEMIB, tema navigato
già nella seconda parte dell'anno scorso, si continuano a prediligere gli investimenti in
derivati per la natura tattica e possibilità di trovare strategie relativamente economiche da
implementare; 2) Gemina, posizione che ha continuato a beneficiare dalle prospettive di
crescita e nuovi investimenti legati al nuovo piano tariffario, nonché alle prospettive di
aggregazione con Atlantia; 3) Autogrill, titolo che beneficia della possibilità di spin off del
business travel & retail, confermata nel mese dalla società. Tra i contributori negativi: 1)
Bond Seat Pagine Gialle, posizione marginale, a seguito della sospensione del pagamento
del coupon e successiva richiesta di concordato preventivo; 2) posizioni su titoli del settore
aurifero, penalizzate dalla debolezza del prezzo dell'oro - riteniamo che il mercato stia
sovrastimando; 3) Thyssenkrupp, titolo poco variato, cheap play sul settore acciaio.
Il Fondo mantiene un investito netto relativamente costruttivo e posizioni molto
concentrate. Il rischio è stato parzialmente ridotto prendendo profitto su posizioni in
derivati, investimenti tattici su cui si cercherà di sfruttare la volatilità del mercato. Non si
segnalano grosse variazioni sulle posizioni principali e si continuano a preferire gli
investimenti in titoli e paesi periferici rispetto alla parte core dell’Europa.
NAV 31 gennaio 2013 (344,265,290)
Riassunto Rischiosità
KIS Selection
16.47%
7.01%
70.37%
29.63%
3.35%
-2.39%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Selection
1.25%
1.25%
4.63%
7.13%
n.a.
n.a.
-3.06%
-1.63%
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Ex-ante: VaR (1 mese, 99%)
Ex-post: minor rendimento mensile*
Elaborazione dati: Kairos
*il minor rendimento realizzato su base mensile (20 giorni) nel corso dell'ultimo anno,
escludendo l'1% dei peggiori risultati
KIS Selection
Da ottobre 2010 a gennaio 2013
Principali esposizioni per paese
120
9.68%
115
110
4.71%
105
0.28%
0.91%
0.81%
0.50%
0.24%
Francia
0.45%
Cina
0.49%
Germania
0.58%
Norvegia
0.94%
Repubblica
Ceca
Stati Uniti
Europa
gen 13
nov 12
set 12
lug 12
mag 12
0.94%
Brasile
Prime 5 esposizioni per peso sul patrimonio
GEMINA SPA
AUTOGRILL SPA
DJ Euro Stoxx 50
NYSE Arca Gold BUGS
ADT CORP/THE
mar 12
gen 12
nov 11
set 11
lug 11
mag 11
mar 11
gen 11
nov 10
ott 10
95
Italia
100
Regno Unito
2.97%
Principali esposizioni per settore
7.33%
6.94%
4.25%
1.90%
1.62%
7.47%
7.08%
3.53%
1.71%
1.62%
1.52%
Cons. St.
Health Care
Materials
Info. Tech.
Energy
Utilities
Futures
Equity Index
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Cons. Discr.
Industrials
-3.47%
KIS Multi-Strategy UCITS
Outlook e Strategia
Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav - MultiStrategy UCITS è stata pari a +1.6%.
A gennaio i mercati azionari hanno continuato la loro salita nel segno dell’ottimismo che
già aveva contraddistinto i mesi conclusivi del 2012. Negli Stati Uniti il rinvio delle
discussioni sul debt ceiling e gli utili trimestrali, spesso migliori delle attese, si sono
sommati a dati macroeconomici incoraggianti, supportando gli indici, che hanno chiuso
con risultati compresi tra +6% e +7%. Anche in Europa l’andamento delle borse ha visto
prevalere l’ottimismo con lo Stoxx 50 in rialzo del 4.5%. Ancora una volta il Giappone
(+5%) ha fatto da capofila ai mercati asiatici, che hanno messo a segno buoni rialzi
lasciando intravedere un significativo cambio di posizionamento in corso nei portafogli
istituzionali e nei fondi di asset allocation.
Le due posizioni principali del portafoglio sono attualmente una strategia europea e una
attiva sui mercati americani. Il primo fondo adotta un approccio long/short sui listini
azionari del Vecchio Continente mediante un processo di investimento basato sull’analisi
fondamentale di società sia value che growth, con una visione di lungo periodo che non
disdegna tuttavia il trading opportunistico nel breve termine. In virtù del nostro
investimento nella fase iniziale del fondo, abbiamo negoziato sconti commissionali
estremamente vantaggiosi per i nostri clienti.
Il secondo gestore ha invece oltre 30 anni di esperienza, sia in ambito long-only che longshort, e il team è uno dei più esperti sui mercati azionari americani. Il processo di
Riassunto performance (dalla partenza)
investimento si basa sull’analisi fondamentale delle società e integra allo stesso tempo le
opinioni macroeconomiche con le migliori idee del team di ricerca. Grazie alla nostra
conoscenza pregressa del gestore siamo riusciti ad essere tra i seed investors di questo
prodotto, negoziando anche in questo caso commissioni vantaggiose.
L’inizio del 2013 ha visto una prosecuzione dei rialzi dello scorso anno e un contesto
generalmente inalterato rispetto ai mesi precedenti. A trarre beneficio dall’attuale
quadro di mercato è quindi il trade direzionale, che secondo noi avrà ancora spazio per
generare buoni risultati. Tra i fattori che potrebbero mutare la cornice competitiva sarà
però importante monitorare non soltanto le mosse di politica monetaria e i livelli di
inflazione, ma anche il rialzo dei tassi, cui in piccola parte abbiamo già assistito durante
gennaio. Dal nostro punto di vista, tuttavia, un’opportunità significativa è da individuarsi
nei mercati emergenti, recentemente favoriti delle riallocazioni degli investitori
internazionali e non più spaventati dalle prospettive di rallentamento della Cina, che
sembrano invece aver lasciato il posto ad un generale ottimismo. Ci aspettiamo quindi
un contesto ancora favorevole agli investimenti alternativi in particolare nell’azionario,
dove il calo della correlazione e il ritorno dell’appetito per il rischio favoriranno le
strategie in cui al momento siamo più esposti.
NAV 25 gennaio 2013 (57,921,310)
Riassunto rischiosità
KIS Multi-Strategy UCITS
9.67%
2.49%
68.89%
31.11%
2.42%
-3.90%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Multi-Strategy UCITS
1.62%
1.62%
4.17%
4.86%
1.28%
n.a.
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Elaborazione dati: Kairos
KIS Multi-Strategy UCITS
Da maggio 2009 a gennaio 2013
Scomposizione per strategia
112
110
108
30.3% EU Equity
106
26.4% US Equity
104
11.6% Asia Equity
102
10.1% Event Driven
100
6.8% Macro
3.2% CTA
98
gen 13
ott 12
lug 12
apr 12
gen 12
ott 11
lug 11
apr 11
gen 11
ott 10
lug 10
gen 10
ott 09
Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per area geografica
15.5%
Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore
8.9%
6.6%
10.0%
1.1%
1.0%
0.6%
Utilities
1.6%
Materials
Healthcare
Altro
Industrials
Giappone
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Technology
0.2%
Financials
0.4%
2.1%
Energy
2.5%
2.9%
Telecom
3.0%
UK
Europa
Asia
US
4.0%
Consumer
Staples
5.6%
Consumer
Discretionary
lug 09
mag 09
apr 10
11.6% Cash
96
KIS America
Outlook e Strategia
Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav –
America è stata pari a +5.9%.
A gennaio i mercati azionari hanno continuato la loro salita nel segno
dell’ottimismo che già aveva contraddistinto i mesi conclusivi del 2012. Negli
Stati Uniti il rinvio delle discussioni sul debt ceiling e gli utili trimestrali spesso
migliori delle attese si sono sommati a dati macroeconomici incoraggianti,
supportando gli indici che hanno chiuso con risultati compresi tra +6% e +7%.
Segnatamente il Dow Jones Industrials ha generato un +7.4% nel corso del
periodo di riferimento, a fronte di un +7.2% dell’S&P 500 e di un +6.4% del
Nasdaq.
All’interno del portafoglio il livello di investito si mantiene su livelli prossimi al
100%, con una enfasi particolare su fondi direzionali caratterizzati da uno stile
di gestione attivo, che consenta loro di battere gli indici di riferimento e
generare un extra-rendimento sia in mercati positivi come quelli di gennaio,
sia durante fasi di ribasso. Proprio una di queste posizioni è attualmente la più
grande all’interno dell’allocazione: si tratta di un gestore con oltre 30 anni di
esperienza sui mercati americani, impegnato nella gestione di un prodotto
Riassunto performance (dalla partenza)
direzionale (quello in cui siamo investiti) e di uno long/short. La nostra
conoscenza del portfolio manager sin dalla fine degli Anni 90 ci ha consentito
di investire in questa strategia a condizioni straordinariamente vantaggiose,
ottenendo un risparmio commissionale che, come in tutti i casi, trasmettiamo
integralmente al cliente sotto forma di più elevati rendimenti netti.
Il posizionamento attuale di questo gestore è costruttivo sui titoli tecnologici
(area in cui abbiamo anche un prodotto settoriale dedicato) e su quelli
finanziari, dove ha recentemente cominciato ad incrementare l’esposizione
sulle banche meglio capitalizzate e dai bilanci più solidi. In portafoglio sono
anche presenti diversi titoli che trarrebbero beneficio da un’accelerazione
della crescita nei mercati emergenti, a testimonianza di un approccio
fondamentale che tiene però presenti le più rilevanti dinamiche globali,
specie in un momento come questo in cui della ripresa cinese potrebbero
avvantaggiarsi le maggiori economie del mondo.
NAV 31 gennaio 2013 (92,563,709)
Riassunto rischiosità
KIS America
57.03%
11.69%
67.35%
32.65%
8.56%
-11.32%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
KIS America
5.87%
5.87%
15.10%
11.28%
8.26%
n.a.
Elaborazione dati: Kairos
KIS America
Da gennaio 2009 a gennaio 2013
160
150
140
130
120
110
100
dic 12
set 12
giu 12
mar 12
dic 11
set 11
giu 11
mar 11
dic 10
set 10
giu 10
dic 09
mar 10
set 09
giu 09
gen 09
80
mar 09
90
Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore
19.3%
16.0%
12.7%
11.9%
9.1%
8.8%
8.7%
7.2%
3.7%
Utilities
Materials
Telecom
Consumer
Staples
Energy
Healthcare
Industrials
Consumer
Discretionary
Financials
Technology
1.0%
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Prime 5 esposizioni azionarie per peso sul patrimonio del fondo
Apple Inc
Google Inc
Wells Fargo
Facebook Inc
Kinder Morgan
1.77%
1.59%
0.82%
0.81%
0.75%
KIS Asia
Outlook e Strategia
Nel corso del mese di gennaio la performance del Kairos International Sicav - Asia è
stata pari a +3.2%
La ripresa dei mercati asiatici non si è interrotta in questo inizio 2013, che ha visto
brillare le società esportatrici ma anche quelle più focalizzate sul consumo
domestico in virtù della ripresa cinese. I risultati degli indici nel periodo di
riferimento sono stati infatti compresi tra il 3% e il 4% per Cina, Hong Kong e India,
mentre le uniche performance negative sono arrivate da Corea e Taiwan, due aree
che abbiamo posto sotto revisione a seguito di un recente viaggio effettuato a
Singapore e Hong Kong. Esse sembrano infatti avere prospettive meno interessanti
rispetto agli altri mercati della regione anche in base al feedback giunto dai
migliori gestori attivi in quei mercati che vedono la possibilità di un piccolo
rallentamento nel corso delle prossime settimane. Sulla base di queste indicazioni
abbiamo quindi ridotto l’esposizione a Taiwan e, durante il mese di febbraio,
intendiamo chiudere parte degli investimenti coreani con l’obiettivo di aumentarli
nuovamente quando i livelli di ingresso saranno più favorevoli.
La posizione principale è in questo momento una strategia long only attiva nei
mercati azionari asiatici, con un’enfasi su società caratterizzate da una crescita
organica sostenibile nel lungo periodo. Il gestore preferisce prendere posizioni
lontane dal consensus sui titoli più ciclici quando arrivano a valutazioni estreme,
mentre nei periodi di stress può aumentare la cassa del fondo e coprire
parzialmente il rischio di mercato con posizioni su contratti future. Grazie alla
nostra conoscenza del portfolio manager sin dagli inizi della sua carriera, abbiamo
fornito il capitale iniziale per il lancio di questo prodotto in cambio di commissioni
estremamente vantaggiose. È importante peraltro sottolineare come il Fondo
abbia battuto il benchmark di riferimento sin dalla partenza, generando un
significativo extra-rendimento per i clienti rispetto agli investimenti passivi.
In generale permangono in Asia numerose opportunità di investimento. L’India
appare uno dei paesi più interessanti, in particolare in quei settori del mercato che
potranno trarre beneficio dalle riforme intraprese dal nuovo Ministro
dell’Economia. I titoli ciclici in Cina rappresentano poi un’altra area di recente
sottoperformance che, unitamente alla ripresa economica in corso nel Paese,
potrebbe riservare importanti soddisfazioni agli investitori internazionali nel corso
del primo trimestre. Fanno invece riflettere le valutazioni del Sud-Est Asiatico,
dove aumenteremo il peso solo in presenza di singole storie di particolare
interesse e che assicurino allo stesso tempo una liquidità adeguata a quella dei
nostri portafogli.
NAV 31 gennaio 2013 (163,178,803)
Riassunto performance (dalla partenza)
Riassunto rischiosità
KIS Asia
24.58%
6.33%
65.12%
34.88%
8.77%
-9.41%
Rendimento complessivo
Rendimento annualizzato
Percentuale di mesi positivi
Percentuale di mesi negativi
Miglior mese
Peggior mese
KIS Asia
3.16%
3.16%
14.04%
14.09%
3.40%
n.a.
Rendimento del periodo
Rendimento da inizio anno
Volatilità mensile annualizzata
Rendimento ultimi 12 mesi in trimestri
Rendimento annuo composto 3 anni
Rendimento annuo composto 5 anni
Elaborazione dati: Kairos
KIS Asia
Da luglio 2009 a gennaio 2013
135
130
125
120
Prime 5 esposizioni azionarie per peso sul patrimonio del fondo
Samsung Electronics Co Ltd
Taiwan Semiconductor Manufacturing
Ind & Comm Bank Of China
China Construction Bank
Tencent Holdings Ltd
1.93%
1.58%
1.53%
1.44%
1.30%
115
110
105
dic 12
set 12
giu 12
mar 12
dic 11
set 11
giu 11
mar 11
dic 10
set 10
giu 10
dic 09
set 09
Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per area geografica
Scomposizione dell'esposizione azionaria netta per settore
32.8%
6.6%
4.4%
3.6%
3.2%
Healthcare
7.4%
Telecom
7.6%
Utilities
Altro
Consumer
Discretionary
Giappone
Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto informativo. La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati nell’andamento del benchmark. Le performance dei fondi sono al
netto degli oneri fi scali. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.
Technology
2.7%
3.5%
Consumer Staples
9.0%
6.5%
Australia
7.2%
12.6%
Materials
12.8%
9.0%
Sud-Est Asia
India
Corea
Hong Kong
Cina
10.2%
Energy
13.8%
Taiwan
15.7%
Industrials
31.6%
Financials
lug 09
95
mar 10
100
Milano
Via Bigli 21
I-20121 Milano
Tel. +39 02 77718.1
Fax +39 02 77718.220
Roma
Piazza di Spagna 20
I-00187 Roma
Tel. +39 06 69647.1
Fax +39 06 69647.750
Torino
Via della Rocca 21
I-10123 Torino
Tel. +39 011 3024801
Fax +39 011 3024844
Londra
77 Cornhill
GB-London EC3V 3QQ
Tel. +44 (0)20 7398 3000
Fax +44 (0)20 7929 3636
Lugano
Via Greina 2
CH-6900 Lugano
Tel. +41 (0)91 2607575
Fax +41 (0)91 2607574
New York
340 Madison Avenue
19th Floor
New York NY 10173
Tel. +1 212 220 9234
Fax +1 212 220 9237
www.kairospartners.com
Prima dell’adesione leggere attentamente
il prospetto informativo.
La performance del fondo riflette oneri
sullo stesso gravanti e non contabilizzati
nell’andamento del benchmark.
Le performance dei fondi sono al netto
degli oneri fiscali.
I risultati passati non sono indicativi di
quelli futuri.
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Fund & Sicav Report 01/13