Il giorno della memoria
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita
con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal
Parlamento italiano che ha in tal modo aderito
alla proposta internazionale di dichiarare il 27
gennaio come giornata per commemorare le
vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto.
Il 27 gennaio
• La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945
quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa,
nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino,
arrivarono presso la città polacca di Oświęcim
(nota con il nome tedesco di Auschwitz),
scoprendo il suo tristemente famoso campo di
concentramento e liberandone i pochi superstiti.
La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei
sopravvissuti rivelarono compiutamente per la
prima volta al mondo l'orrore del genocidio
nazista.
I campi di concentramento
Campi di concentramento
• Per campo di concentramento (o campo di
internamento) si intende una struttura carceraria
all'aperto, per la detenzione di civili e/o militari. È
solitamente provvisoria, atta a detenere grandi
quantità di persone, e spesso usata per prigionieri di
guerra, destinati (nel migliore dei casi) ad essere
scambiati o rilasciati alla fine del conflitto.
• Un campo di concentramento è formato da file di
baracche o container disposte ordinatamente,
contenenti i dormitori, i refettori, gli uffici e le altre
strutture necessarie, e circondate da reticolati di filo
spinato o altri tipi di barriere. Il perimetro del campo è
sorvegliato da ronde di guardie armate.
I dormitori
Adolf Hitler ( I )
• Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945) è
stato un politico tedesco.
• Di origini austriache, fu Reichskanzler (Cancelliere) dal 1933 e Führer
(Guida, Condottiero) della Germania dal 1934 al 1945 (Terzo Reich). Fu il
fondatore e leader del Partito Nazional Socialista dei Lavoratori Tedeschi
(Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), noto con il nome abbreviato
di Partito Nazista.
• Hitler conquistò il potere cavalcando lo scontento e l'orgoglio ferito del
popolo tedesco, a causa della sconfitta nella prima guerra mondiale e della
grave crisi economica che affliggeva la Repubblica di Weimar. Sfruttando
abilmente la sua oratoria carismatica e facendo leva sull'insoddisfazione
delle classi medie, presentò un manifesto politico intriso di nazionalismo,
anticomunismo e antisemitismo, e dopo alterne vicende (fallito Putsch nel
'23, con conseguenti otto mesi di carcerazione) arrivò alla Cancelleria nel
1933 e instaurò la dittatura nel 1934, assumendo anche la carica di capo di
stato dopo la morte del presidente Paul von Hindenburg.
Immagine di Adolf Hitler ( I )
Adolf Hitler ( II )
• Grazie ad un possente ed efficace programma di
ristrutturazione economica e riarmo militare, Hitler
perseguì una politica estera estremamente
aggressiva, volta ad espandere il Lebensraum (spazio
vitale) tedesco a spese delle popolazioni dell'Europa
orientale. In un susseguirsi di atti di sfida alla comunità
internazionale, giunse ad invadere la Polonia, il 1
settembre del 1939, provocando lo scoppio della
seconda guerra mondiale. Sconfitto dagli eserciti
alleati, con le truppe sovietiche ormai penetrate in
città, si suicidò nel suo bunker di Berlino il 30 aprile
1945 insieme alla compagna Eva Braun, che aveva
sposato poche ore prima.
Immagine di Adolf Hitler (II)
Adolf Hitler (III)
• Hitler fu fautore e responsabile sin dal 1933 di una
politica di discriminazione e segregazione degli ebrei
dalla vita sociale ed economica del Paese; politica che
dal 1941 si tramutò in un piano d'internamento e
sterminio totale (noto con il nome di "Soluzione finale")
al quale ci si è riferiti sin dall'immediato dopoguerra
con il termine di Shoah o Olocausto. Oltre al genocidio
degli ebrei, la "Soluzione finale" prevedeva
l'eliminazione di altri gruppi etnici, politici e sociali
(rom, popolazioni slave, omosessuali, comunisti,
disabili mentali, minoranze religiose, prigionieri di
guerra e oppositori politici).
Immagine di Adolf Hitler ( III )
A cura
di
COSTANZO
SALVATORE
classe I O
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Il giorno della memoria