www.umbriaradio.it 1,10 euro N. 33 Venerdì 20 Settembre 2013 SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELL’UMBRIA Periodico settimanale - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Fil. di Perugia Uff. A/P GIORNALE LOCALE ROC www.lavoce.it DIOCESI PERUGIA Il primo Meeting della Pastorale della salute 16 DIOCESI CASTELLO I lavori della recente Assemblea ecclesiale 18 DIOCESI TERNI Avvicendamenti alla guida delle parrocchie 22 ASSISI Così opera la mensa Caritas dove mangerà Papa Francesco 24 GUBBIO La città merita davvero il nome di “seconda Assisi” 26 FOLIGNO Ragazzi di Centro tossicodipendenze ospiti della Caritas Sabato 21 in otto piazze rappresentative dell’Umbria si terranno “eventi” di “evangelizzazione”: un metodo francescano delle origini che ben si presta a fare da battistrada al 4 ottobre. l’editoriale Dov’è il popolo cristiano? di Elio Bromuri I n un piccolo libro appena pubblicato, don Severino Dianich, cerca di spiegare che cosa è la La Chiesa, (Ed. San Paolo) in maniera semplice che possa capirlo anche “un turista cinese che viene in Europa per la prima volta o un immigrato del Bangladesh, che vende occhiali in un banchetto davanti alla stazione”. Il teologo toscano, tra i più famosi in Italia, afferma che “la Chiesa non è un’agenzia di servizi religiosi che i preti erogano a favore dei credenti che intendono servirsene, ma un popolo mandato da Dio nel mondo a fare da fermento, perché tutti possano incontrarlo e 27 Parola a... 3 15 Mons. Ernesto Vecchi: una bella analisi e prospettive per una società dominata da un laicismo anti-religioso vivere in comunione con lui nella riconciliazione, nella giustizia e nella pace” (p. 38). Gettando uno sguardo anche superficiale attorno sul grande mondo attuale, viene spontaneo domandarsi dov’è questo popolo che opera per la giustizia, la riconciliazione, la pace, che è come un’energia, una forza positiva o, come afferma la lettera a Diogneto, agisce nel mondo come l’anima nel corpo? Anche in ambito politico, culturale ed economico, dove sono i cristiani e come si riconoscono e che peso hanno nello sviluppo della storia? Cosa possiamo pensare? Antiseri direbbe “sono dappertutto e non contano nulla”. Forse è giusto ritornare al dato biblico e domandarsi, come ha fatto recentemente mons. Bassetti, se le nostre Chiese locali, non siano o rischino di essere simili alla Chiesa di Laodicea, descritta dall’Apocalisse (Ap. 3,14 s.): una comunità che credeva di essere ricca, bella, fortunata, soddisfatta, che non ha bisogno di nulla, e non si 4 Il Papa ad Assisi Regione Come ci si sta preparando - giovani e non giovani - per “prendere d’assalto” la città il 4 ottobre La riforma dei tribunali crea scompigli anche in Umbria. Come finirà? Intanto la Giustizia è ancora più lenta di prima... 2 accorge di essere fallita, povera cieca e nuda. Osiamo pensare che lo Spirito, che ha a cuore le sorti della Chiesa e del mondo ha inviato un messaggero per il nostro tempo, Francesco, a scuotere le coscienze e ravvivare lo spirito missionario per portare il lieto annuncio ai poveri. In un convegno pastorale una persona impegnata da sempre da cristiano nel sociale ha lamentato dolorosamente l’assenza dei cristiani dalla scena sociale culturale e politica, notando eclatanti contraddizioni tra il dichiararsi cristiani e seguire determinati orientamenti culturali e politici apertamente contrari al vangelo. Un grido doloroso in un recente articolo di un giornalista pensante riferito all’Umbria (Umbria mia, perché? di A. Carlo Ponti) ha colto nel segno una situazione di disagio morale e sociale che prende le mosse da un fatto di cronaca e passa in rassegna una prassi privata e pubblica inaccettabile. Questo discorso sul versante del negativo non è un vuoto lamento, ma la Chiesa in Italia Alla Settimana sociale di Torino, le conclusioni poco accomodanti del ‘nostro’ sociologo Luca Diotallevi 10 convinzione sincera che urge operare un cambiamento di mentalità e di prospettiva, ridando dignità e valore ai maestri che siano anche testimoni e educatori. Nel momento in cui si liberano delle energie spirituali che rischiano di essere imbrigliate in forme di protesta, di ribellione o di assuefazione o di ripiegamento in una ritualità devozionistica o spettacolare, consolatoria e alienante si deve coraggiosamente intraprendere l’itinerario indicato da Papa Francesco con le tre famose “C”: “Camminare, costruire, confessare”, ripetuto più volte, andando al cuore del vangelo senza sottili mediazioni che ne attenuano la vitalità. La dimensione educativa e formativa deve ritrovare il posto che le spetta nella gerarchia degli impegni e delle risorse della Chiesa, riscoprendo il valore educativo della stessa liturgia, che ”“non è un discorso su Dio, ma esperienza di Dio che educa il suo popolo” e lo rende capace di servire con amore gli uomini e portare loro la speranza e la pace. LA VOCE 2 PAPA FRANCESCO AD ASSISI Visita Papa. Tre sono le zone “chiuse” dove sarà necessario il pass Incontro tra Papa e giovani V orrebbero venire da tutta Italia per incontrare Papa Francesco, il 4 ottobre, e Assisi si prepara per essere accogliente con tutti. Il giorno in cui questo giornale arriva in edicola e nelle case degli abbonati, il 20 settembre, è l’ultimo utile per fare richiesta dei pass che consentiranno di accedere agli spazi “chiusi” che sono solo tre: la piazza inferiore di San Francesco, dove il Papa celebrerà la messa e che è riservata agli umbri (dalle autorità ai semplici fedeli) essendo, quest’anno, il loro turno alla basilica di San Francesco per accendere la lampada votiva con cui l’intera nazione, rappresentata ogni anno da una regione, rende omaggio al Santo Patrono d’Italia. Sarà accessibile solo pass anche la cattedrale e la piazza di San Rufino, riservate alla diocesi di Assisi Nocera Umbra - Gualdo Tadino che riceve la visita di Papa Francesco. Sarà “chiusa” anche la piazza di fronte alla basilica di Santa Maria degli Angeli, riservata ai giovani dell’Umbria (vedi box). Al di fuori di questi spazi, però, la città sarà aperta e pronta ad accogliere le decine di migliaia di persone che potranno attendere il Papa lungo le strade che percorrerà per raggiungere gli 11 luoghi che visiterà (5 in forma privata) in questa lunga e intensa giornata. Don Giovanni Raia, responsabile della segreteria organizzativa della diocesi di Assisi, a chi vorrà andare il 4 ottobre, per attendere Papa Francesco lungo il percorso e le piazze dove non è richiesto il pass, raccomanda di muoversi preferibilmente in treno o autobus e a chi si muove in auto condividere il viaggio con altri così che possano arrivare meno auto possibili nei parcheggi che il Comune VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 P Assisi si prepara Il sindaco Ricci “muovetevi in treno o autobus”. Attese 120mila persone sta predisponendo. Per conoscere i parcheggi e i servizi il Comune sta predisponendo una mappa che sarà disponibile tra pochi giorni anche sul web (www.diocesiassisi.it). Da parte sua il sindaco di Assisi Claudio Ricci e l’Amministrazione comunale il 25 settembre (ore 16 in Assisi sala della Conciliazione e ore 18 sala della Pro Loco di S. Maria degli Angeli) terranno due riunioni informative sugli aspetti organizzativi, rivolti in particolare a commercianti, operatori del turismo, componenti socio culturali ed economiche del territorio e cittadini. “Tutti si dovranno sentire parte di una squadra - scrive il sindaco nell’invito con l’obiettivo di far arrivare in Assisi tutti coloro che lo desiderano, assicurando ampie zone a parcheggio, servizi, sistemi informativi (incluso un depliant) e video multimediali in modo che molte persone possano collocarsi lungo i circa 10 km di itinerari (transennati) del corteo papale. Per quanto attiene al centro storico di Assisi e S. Maria degli Angeli “tutti - aggiunge il sindaco - potranno entrare liberamente nella città e anche le chiusure del traffico avverranno in modo flessibile circa 45 minuti prima dell’arrivo del corteo papale”. E con il consiglio “di muoversi con ampio anticipo sugli orari” il Sindaco auspica anche di mettere in campo la “pazienza” dovendo “gestire, in sicurezza, un flusso che potrebbe attestarsi sulle 120.000 presenze nella giornata”. Maria Rita Valli er la giornata di Papa Francesco ad Assisi i giovani, che si ritroveranno nella piazza della basilica di Santa Maria degli Angeli, hanno un programma intenso che gli consentirà di seguire, tramite maxi-schermi, tutta la visita del Papa. L’arrivo per i ragazzi è previsto per le ore 8.30. Verso le ore 9 avrà inizio l’accoglienza, con animazione e testimonianze. Per quanto riguarda la prima, saliranno sul palco gruppi di varia origine tra i quali “The Sun”, i “Prometeus” di Foligno, “S. Barnaba United”, la compagnia teatrale del “Metastasio” di Assisi, i giovani che hanno partecipato alla Gmg dello scorso luglio e tanti altri. Verrà proposto un grande gioco per tutta la platea, chiamato “Diocesi senza frontiere”. I presentatori della giornata saranno: Samanta Coltrioli, Francesca Ragnacci, Paolo Tardio e Giacomo Bizzarri. Alle ore 15 verrà celebrata la messa con mons. Boccardo, animata dal coro giovanile di Città di Castello. Verso le 17 è previsto l’arrivo del Papa, il quale passerà in mezzo alla folla di giovani riunitisi per lui, poi si ritirerà in preghiera nella Porziuncola, terminata la quale saluterà i frati e uscirà per tornare dai giovani. Il momento di saluto al Papa sarà tenuto dall’Arcivescovo di Spoleto, da otto giovani umbri e animato dal coro di Assisi. Successivamente saliranno sul palco altri otto ragazzi, due per ogni diocesi, che presenteranno al Papa quattro domande sui temi famiglia, lavoro, vocazione e missionarietà giovanile. Verrà inoltre portata sul palco un’icona del Cristo risorto che farà il giro dell’Umbria nella veglie dei giovani, in preparazione alla Gmg di Cracovia, evento che verrà ricordato al termine della giornata dal card. Stanilaw Dziwisz. VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 LA VOCE PAPA FRANCESCO AD ASSISI 3 ABAT JOUR A cura di Angelo M. Fanucci Nella notte N San Rufino ad Assisi P.Matteotti a Città di Castello Piazza della Repubblica a Foligno Piazza 40 Martiri a Gubbio Piazza IV Novembre a Perugia Piazza del Popolo a Todi Piazzale San Pietro Spoleto Piazza Adriatico a Terni Chiese in Umbria. Intervista a mons. Giulietti sull’evento del 21 settembre Chiesa in piazza per l’annuncio di pace L’iniziativa si rifà alla tradizione francescana di predicazione itinerante. L’obiettivo è proporre, a credenti e non, il Vangelo come via per la riconciliazione L e otto diocesi umbre, sabato 21 settembre, vivranno in forma congiunta un evento regionale di evangelizzazione. Abbiamo chiesto il senso e gli obiettivi di questa serata a mons. Paolo Giulietti, vicario generale di Perugia e membro del comitato organizzatore per il 4 ottobre. La serata di sabato 21 è un passo importante verso il 4 ottobre con Papa Francesco ad Assisi. Quali sono i motivi ispiratori? “L’iniziativa si rifà alla tradizione francescana di predicazione itinerante, rivolta soprattutto all’annuncio della pace e della riconciliazione tra le fazioni cittadine. A Perugia si ricorda, tra l’altro, la predicazione di san Francesco e quella di san Ber- nardino, cui è dedicato un bel pulpito in pietra sul fianco meridionale della cattedrale. Obiettivo della serata è quello di proporre a credenti e a non credenti il Vangelo come via per la riconciliazione con se stessi, con i fratelli e con Dio. Sarà una delle tappe più importanti verso l’incontro di Assisi con Papa Francesco”. Il brano biblico è il testo di Neemia (8,9) dove il popolo d’Israele è tornato alla fedeltà all’Alleanza, riconoscendo i propri peccati. Non crede che la dimensione di “popolo” si stia frantumando sempre più, sostituita con una accentuata visione individualista della fede? “Nell’evento del 21 settembre la Chiesa si presenta in piazza come popolo unito dalla comune fede, al di là delle distinzioni e degli interessi individuali. L’annuncio passa anche attraverso l’evidenza di una comunione ricevuta come dono, che diviene risorsa di umanizzazione per la società intera. In effetti, le tendenze individualistiche, indebolendo i legami tra le persone, impediscono quella crescita in umanità che è frutto della relazione: la cultura della diffidenza, della ricerca spasmodica del proprio interesse, della contrapposizione conducono alla dissoluzione della comunità e della persona. La cultura dell’incontro, che Papa Francesco propone con forza come frutto maturo del Vangelo, è qualcosa di cui l’uomo di oggi ha estremo bisogno”. I Vescovi dell’Umbria, nella loro lettera I passi della fede sulle orme di san Francesco, hanno sottolineato che l’evangelizzazione deve essere la presentazione viva della persona di Cristo. Anche Papa Francesco insiste molto su questo punto. “L’evento del 21 settembre proporrà tre coordinate importanti: innanzitutto la comunione, perché l’amore reciproco è il grande segno di una vita rinnovata dalla presenza di Cristo; quindi la profezia, perché il popolo di Dio è portatore di una Parola non sua, alla quale deve rendere testimonianza nel mondo; infine la carità, che si sostanzia nel desiderio di incontro con l’altro e nel farsi solleciti dei bisogni concreti dei fratelli (in tutte le piaz- Si tiene in Regione il IV evento in preparazione al 4 ottobre Umbria, terra francescana I n preparazione alle celebrazioni francescane del prossimo 4 ottobre, che vedranno ad Assisi la presenza di papa Francesco nel giorno dell’omaggio dalla Regione Umbria dell’olio per la lampada votiva al patrono d’Italia, la Conferenza episcopale umbra (Ceu) e le sue Commissioni regionali hanno organizzato quattro momenti di incontro e di preghiera sulle orme di san Francesco. Due di questi si sono già svolti il 1° agosto (l’evento “Famiglia: il perdono è la tenerezza di Dio”) e il 31 agosto-3 settembre (la Giornata per la Salvaguardia del Creato e il pellegrinaggio a piedi Il Sentiero di Francesco). Il terzo evento è quello che si terrà sabato nelle otto Piazze delle Diocesi dell’Umbria, e ne parlaiamo nell’intervista qui sopra. Il quarto evento sarà la presentazione del volume “L’Umbria e il francescanesimo”, in programma sabato 28 settembre (ore 10), a Perugia, presso la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio regionale. Il volume, curato da Andrea Maiarelli. Un volume pensato e realizzato per mostrare l’Umbria “culla” del francescansimo, ma anche mostrare come l’eredità di fede, cultura e arte lasciata da Francesco d’Assisi operi ancora nella società attuale. Il Francescanesimo è carattere distintivo dell’Umbria, formatosi lungo i secoli e tutt’oggi vivo ed operante. I quattro eventi sono parte del camino preparatorio alla festa di san Francesco sollecitato dai Vescovi delle otto Diocesi umbre ze saranno raccolte offerte per il Fondo ecclesiale di solidarietà)”. Una parte importante della serata è il cammino verso la cattedrale (o luogo simbolo della diocesi). San Francesco è stato pellegrino in tanti luoghi, in modo particolare in Terra Santa. Quale responsabilità nasce per la Chiesa umbra nel mettersi in cammino come credenti sentendosi vicini ai fratelli i cristiani nei luoghi di guerra - come in Siria - traducendo in concreto perdono, fede e riconciliazione? “Una Chiesa pellegrina è una Chiesa umile, che sa di aver bisogno dell’altro, che è disposta a camminare con chiunque vada nella medesima direzione, che non è padrona della strada, ma che ha qualcosa da condividere con ogni compagno di viaggio. È lo stile di Francesco e degli Ordini mendicanti che hanno rinnovato la Chiesa tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Ottocento anni dopo, questo stile torna attuale in un mondo assai più complesso, ma proprio per questo assetato di semplicità e convivialità”. G. R. nella loro lettera pastorale. “Chiamati a rappresentare la nostra Nazione nell’omaggio al Patrono d’Italia, dobbiamo, come Regione Umbria, civile ed ecclesiale - scrivevano i vescovi nella Lettera Pastorale del 1 gennaio 2013 -, ritrovare motivazioni forti e imboccare percorsi significativi. Dev’essere una grande occasione: occasione di preghiera, occasione di riflessione. Siamo, per l’uno e l’altro aspetto, anche sollecitati dal fatto che il pellegrinaggio regionale cade nell’anno della Fede”. Il volume “Umbria, terra francescana”, che raccoglie contributi di esperti ed è curato da Andrea Maiarelli, verrà presentato sabato 28 settembre alle ore 10.30 a Perugia, nel Salone d’onore di palazzo Donini. Interverranno alla presentazione: Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; mons. Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu; il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze; Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”; Andrea Maiarelli, curatore del volume. M. R. V. on è proprio aria di prendere sonno, stanotte. Ho dimenticato di assumere a tempo debito quel Tavor che il sonno me lo procura ogni notte artificialmente, ma me lo fa pagare caro, rendendomi ogni notte la bocca arida come un coccio appena sfornato. La vendetta del Tavor trascurato, nella notte fra martedì 17 e mercoledì 18 dell’anno duemillesimodecimoterzo dell’Era volgare. Ma non è solo questo. No. Il fatto è che da giorni sto vivendo come in trance l’attesa che coinvolge quanto e più di me milioni di italiani: che farà domani Berlusconi? Quando il lettore leggerà, la domanda che lo provoca non sarà più attuale. A meno che… Tanti anni fa ho avuto modo di vivere, anche se da bambino, la desolazione del dopoguerra. Ma l’ho rimossa, e pian piano ho cancellato dalla mia memoria le immagini più pesanti di quei giorni. Prima fra tutte l’immagine del mio paese, Scheggia, che con i miei attraversammo per pochi minuti, dopo aver sfollato per qualche settimana a Rancana e mentre ci accingevamo a passare qualche altra settimana a Campitello, cioè ancora lontano da quella via Flaminia sulla quale la Wehrmacht risaliva in ritirata verso il nord. Un paese fantasma. La case vuote, molte porte sfondate. I due ponti distrutti. La carcassa di un gatto infilzata sulla porta di casa nostra. Ma forse la desolazione di questi giorni non è meno desolata di quella di allora. Che dirà, domani, Berlusconi? Salterà o non salterà il governo Letta? La ripresa tornerà ad allontanarsi? Quanti altri piccoli imprenditori si impiccheranno? La scatola dei dubbi si è aperta di botto e le domande saltellano sul pavimento come impazzite. Ma il garantismo dei poteri dello Stato che si controllano reciprocamente è finito per sempre? La politica non era mai caduta così in basso. E proprio adesso, provvidenziale come sempre, arriva la voce di Papa Francesco: “Un cristiano non può disinteressarsi della politica”. Qualche sera fa ho assistito all’ultima delle quattro puntate di una trasmissione tv intitolata Petrolio, che prendeva le mosse dalla domanda se ancora nel sottosuolo italiano esistano giacimenti inutilizzati di energia. Sì, esistono, e il più importante di tutti è il quarto, Papa Francesco, appunto: un giovane don Viganò e un non meglio identificato giornalista hanno ispezionato, lucidi ed entusiasti, questo straordinario giacimento di energia umana, morale, spirituale, e mi hanno riempito il cuore di consolazione. Notte. Dalla finestra guardo la notte. Nuvole dappertutto. Buio pesto, notte. Se avessi occhi e ali d’aquila, vedrei da qualche parte un luce intensa, e forse potrei raggiungerla. LA VOCE ACCADE IN UMBRIA 4 SetteGIORNI a cura di Enzo Ferrini ARRESTI DOMICILIARI PER LA LORENZETTI A doversi confrontare con i problemi della giustizia è ora anche la ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti. Lunedì scorso le è stata notificata dalla magistratura di Firenze una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Foligno, nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del Nodo ferroviario per l’alta velocità nel capoluogo toscano. Per la Lorenzetti si ipotizzano i reati di associazione per delinquere e corruzione poiché, nella sua qualità di presidente di Italferr, società del gruppo Ferrovie, avrebbe illecitamente favorito incarichi professionali per il marito. “Vantaggi per il marito assolutamente inesistenti” ha invece ribattuto il difensore della ex governatrice, l’avvocato Luciano Ghirga, secondo il quale la Lorenzetti “ha sempre sostenuto la sua estraneità” per i fatti a lei contestati. CAOS PER LA CHIUSURA DEI TRIBUNALI Caos e proteste per la riorganizzazione degli uffici giudiziari anche in Umbria. In base alla riforma “Severino” della giustizia, si è avuta infatti la chiusura - dal 13 settembre scorso - del tribunale di Orvieto e delle sezioni distaccate di Foligno, Assisi, Todi, Città di Castello e Gubbio. In prima linea nella protesta ci sono gli avvocati: a Orvieto hanno manifestato presso il casello autostradale; a Foligno hanno improvvisato un “funerale della Giustizia” sfilando per le strade con tanto di corona funebre; a Perugia hanno annunciato un ricorso al Tar e minacciato addirittura lo sciopero della fame. Proteste condivise dagli amministratori locali e dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, secondo la quale “il caos di questi giorni e i disagi evidenti mostrano l’esigenza concreta e urgente di attuare correttivi”. La segreteria regionale della Fp Cisl osserva da parte sua che, mentre restano vuoti gli uffici nelle sedi chiuse a Perugia, le udienze si dovrebbero svolgere in un capannone che era adibito ad archivio a Balanzano. Riguardo ai disagi dei cittadini, il sindacato cita come esempio il caso di quelli di Deruta che, con la chiusura del tribunale di Todi, pur trovandosi a soli 20 chilometri da Perugia, ne dovranno fare 70 per recarsi a Spoleto. Insomma, una riforma avviata nella confusione e nel caos perché come al solito (vedi le vicende di Imu, Iva, Province, ecc.) fino a pochi giorni prima erano in tanti, parlamentari umbri compresi, ad assicurare che comunque alla fine ci sarebbero state modifiche e rinvii. (Vedi articoli a fianco e a pag. 22) CARCERI: “RIMUOVETE IL PROVVEDITORE!” Continua l’emergenza carceri: troppi detenuti e pochi gli agenti di custodia, anche nelle carceri della nostra regione. I reclusi sono attualmente circa 1.700 in celle che ne dovrebbero ospitare 1.340. E per converso, mancano invece gli agenti di custodia, in particolare in quello di Perugia, dove sono ‘scoperti’ 83 posti rispetto all’organico previsto. Per questo tutti i sindacati degli agenti di polizia penitenziaria, con un documento unitario, hanno chiesto la “rimozione immediata dall’incarico per evidenti e palesi limiti gestionali” del provveditore penitenziario dell’Umbria Ilse Runsteni. QUASI 500 “S.O.S.” AL TELEFONO DONNA Dall’inizio dell’anno sono state 483 le richieste di aiuto al servizio “Telefono donna” del Centro pari opportunità della Regione. Lo ha rivelatp la presidente Daniela Albanesi in Consiglio regionale, il quale sta discutendo un provvedimento legislativo sulle politiche di genere. Telefonate - ha spiegato Albanesi - per denunciare “violenze che non sono soltanto fisiche, ma anche psicologiche e spesso economiche”. REGIONE. Le reazioni alla riforma dei tribunali VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Toghe disperse A nche in Umbria la revisione delle Circoscrizioni giudiziarie ha provocato disagi, proteste e richieste di rinvio dell’applicazione della nuova legge. Nella più tipica ‘tradizione’ italiana, l’entrata in vigore delle nuove regole non è stata accompagnata da un minimo di organizzazione logistica. Sono stati soppressi il tribunale di Orvieto (sotto Terni) e le sedi distaccate del tribunale di Perugia a Città di Castello, Gubbio, Assisi (i processi passano a Perugia), Todi e Foligno (tra Spoleto e Perugia). Al momento, per Perugia, è stata trovata un soluzione logistica nella sede degli archivi comunali a Balanzano per tenere gli udienze civili, tra L’ex sede del soppresso tribunale di Foligno le proteste degli avvocati. Occorre valutare se la protesta nasca da una sostanziale contrarietà allo spirito della legge che punta Non si sa come andrà a ad accentrare per risparmiare (tra ri- finire, ma intanto i tempi sorse finanziarie e personale) ma crea, a detta degli avvocati, solo disservizi e dei processi si sono disagi; oppure ci sia una forte difesa cor- ulteriormente allungati porativa. La realtà dice una cosa: i processi fissati nelle varie sezioni distaccate slitteranno di diversi mesi, e l’annoso pro- gliore servizio della giustizia ai cittadiblema di strutture informatiche e di per- ni”, chiede all’esecutivo di palazzo Dosonale (a partire dal numero dei giudi- nini di “operare di concerto con le istici) non è stato per niente risolto. tuzioni locali e i vertici giudiziari umLa politica umbra si è data da fare, so- bri, nei confronti del ministero della prattutto i Sindaci delle città in cui sono Giustizia, perché adotti provvedimenti state soppresse le sezioni distaccate del correttivi delle norme di riforma che Tribunale di Perugia, che hanno preso consentano la costituzione di presìdi più volte posizione, anche congiunta- giudiziari con funzioni di sezioni distacmente. Ora anche il Consiglio regiona- cate in quelle realtà, come Orvieto, dole si è mosso approvando a maggioran- ve vengono soppressi i tribunali, così da za una mozione firmata dai consiglieri favorire un ordinato e funzionale perOliviero Dottorini (Idv, primo firmata- corso di entrata a regime della riforma rio), Massimo Buconi (Psi), Luca Barbe- stessa. rini, Fausto Galanello, Manlio Mariotti e A fare appello ai presidenti dei tribunaAndrea Smacchi (Pd) che “compren- li competenti affinché si avvalgano deldendo le finalità di un disegno di rifor- le disposizioni dell’articolo 8 del decrema degli uffici giudiziari rivolto a defi- to legislativo 155, e al fine di evitare posnire criteri di funzionamento più razio- sibili disfunzioni, disagi organizzativi nali, innovativi ed economicamente so- nella fase di avvio della riforma e adotstenibili e, a regime, a garantire un mi- tino opportuni accorgimenti, anche tra- mite il temporaneo e transitorio utilizzo degli immobili da sedi di sezioni distaccate soppresse per svolgere servizi amministrativi di prossimità nell’interesse dei cittadini e degli operatori”. La risoluzione impegna la Giunta ad adoperarsi affinché “la nuova geografia regionale degli uffici giudiziari nel conseguente processo di decentramento degli stessi trovi un riscontro nella definizione dei bacini degli utenti che dovranno utilizzarli, secondo criteri di adeguatezza delle strutture di collegamento e tempi rapidi per l’accesso”. Nel frattempo la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha incontrato a Roma il ministro della giustizia, Anna Maria Cancellieri, e si è detta “fiduciosa” rispetto alle risposte che potranno venire in merito alla riforma delle Circoscrizioni giudiziarie. Nell’incontro la governatrice ha manifestato “i disagi e le difficoltà che in Umbria stanno vivendo cittadini, avvocati e diversi addetti al settore della giustizia, a seguito dell’entrata in vigore della riforma che ha sancito la riorganizzazione degli uffici giudiziari”. Emilio Querini TRIBUNALI. Accordo in Regione per borselavoro a favore di disoccupati e cassintegrati P ur in un contesto di difficoltà per la vita dei tribunali, c’è spazio per un’intesa per migliorare il livello della giustizia e contribuire al reinserimento di lavoratori in mobilità o cassa integrazione. È stato infatti siglato un “accordo di collaborazione”, a Perugia, dalla governatrice Catiuscia Marini, dal presidente della corte d’Appello, Wladimiro de Nunzio, e dal Procuratore generale della Repubblica, Giovanni Galati. È un atto che rinnova il precedente protocollo firmato alcuni anni fa, in attuazione del principio di collaborazione tra amministrazioni pubbliche che intendono sviluppare positivi rapporti di collaborazione, stabilendo sinergie su temi specifici di comune interesse, al fine di garantire un migliore livello qualitativo della giustizia amministrata ai cittadini del territorio regionale. Nello specifico, il Il momento della firma bando che sarà emesso intende consentire ai lavoratori in mobilità indennizzata o in Cigs a zero ore, espulsi o temporaneamente sospesi dal lavoro, di svolgere un’attività integrativa di rilevanza sociale, beneficiando di una borsa lavoro aggiuntiva rispetto a quanto garantito dall’ammortizzatore sociale. Le borse lavoro avranno un importo di 500 euro lordi mensili, cumulabili con l’ammortizzatore in godimento, della durata di 6 mesi, rinnovabili fino a un massimo di ulteriori 6 mesi, perdurando le condizioni soggettive dei lavoratori interessati. Le borse saranno relative a mansioni riferibili alla figura professionale di operatore giudiziario. E. Q. IL CHIOSTRO E LA VIA I luoghi I luoghi sono importanti. Hanno una loro identità, una loro storia, sono portatori di un passato vivo. Quando entri in una chiesa di un monastero e di un convento ti viene incontro il vissuto esistenziale delle persone che hanno abitato quel luogo. Ecco perché è richiesto il silenzio in qualsiasi luogo di culto (chiesa, sinagoga, moschea): non è solo per il rispetto che si deve, ma per entrare in ascolto di ciò che quel luogo di preghiera ha da dirti. I luoghi dove abiti quotidianamente hanno un effetto performativo su di te; non sempre ne sei consapevole, ma lo spazio concreto del tuo esserci ti costruisce dal di dentro. Pensa al luogo di lavoro (ufficio, fabbrica, scuola, camionista, lavoro all’aperto, ecc.): ti relazioni partendo dal luogo dove sei; il tuo modo di esprimerti e di fare si adegua allo spazio che ti abita attorno. Esempio: in ufficio (forse) non sei così spontaneo e aperto come se fossi in casa o con amici (e viceversa). I luoghi, dunque, prima ancora di essere spazi di incontro con gli altri, sono lo spazio di confronto con te stesso. Non puoi passare nei luoghi che abiti senza chiederti che cosa animano al tuo interno. Se ogni luogo – compreso lo spazio di un autobus o nella carrozza di un treno – porta in sé una voce destinata a te, non puoi essere sordo e distratto. Il luogo che ogni mattina ti accoglie (es. la sala da pranzo dove fai colazione prima di uscire di casa) non è uno spazio solamente fisico, ma è un luogo capace di rigenerarti ogni giorno in modo nuovo. Il cuore è questo: un luogo non è riempito di cose e di oggetti, ma è un eco continuo di ricordi, persone, volti, storie. Pensa alla stanza dove hai accudito un tuo familiare durante la sua malattia; oppure a quella poltrona in cucina dove si siede l’anziano di casa, ecc. Il refettorio di conventi e monasteri non è solo il luogo del pasto in comune, ma è lo spazio dove viene servita la pietanza della fraternità, dove ti viene ricordato che puoi essere sazio nello stomaco e a digiuno nel confronto, nel dialogo, nel perdono, nel parlarsi, guardarsi e ritrovarsi volto nel volto, annullando chiusura e orgoglio. I luoghi parlano di te, anche se stai in silenzio. Abitare i luoghi per incontrare te stesso è un esercizio buono, utile. Quando un luogo lo stai riempiendo di oggetti, chiediti che cosa essi stanno sostituendo e a quale confronto stai eludendo. Comprendi bene, dunque, perché nella cella del monastero, e di un convento, che ti accoglie trovi solamente sobrietà. Severino Rondina LA VOCE CULTURA VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 5 Sagra musicale. Nella chiesa di S. Bevignate la Parabola da chiesa Curlew River BREVI Il dolore e la trasfigurazione ❖ ARTE Premio Cairo C’è anche la perugina Alessandra Baldoni, classe 1976, tra i 20 artisti under 40 che partecipano all’edizione 2013 del premio Cairo, istituito nel 2000 dal noto editore, ora anche patròn della tv La 7. Le loro opere, subito dopo il verdetto della giuria (24 ottobre), rimarranno in mostra dal 25 al 27 ottobre al palazzo della Permanente di Milano. “Per la 14a edizione - dice il curatore Luca Beatrice - il premio propone l’esatta parità tra artisti uomini e donne, e il ritorno all’opera singola, assolutamente inedita”. Il direttore Alberto Batisti spiega il perchè della scelta del tema. Trasfigurare significa metamorfosi, trasformazione, anche la musica è trasfigurazione L a Sagra musicale umbra è entrata nel vivo. Domenica 15 settembre ha aperto la stagione con la messa in Duomo (vedi articolo sotto) e la stessa sera al teatro Morlacchi si è svolto il concerto inaugurale. Protagonista della serata l’orchestra filarmonica di Praga, diretta da Jiri Belohlavek e con la partecipazione nell’ultima parte del concerto della soprano Il concerto inaugurale al teatro Morlacchi a Perugia Annalena Persson, che ha cantato il bellissimo inno di amore di Isotta per il suo amato Mild und non intona un canto funebre, un leise, Mite e calmo. Il concerto era significati: da quello antico che è canto di morte, ma - come dice diviso in due parti: la prima con l’equivalente latino e poi italiano Wagner - si trasfigura. Oppure Ludwig van Beethoven, Sinfonia di metamorfosi, cioé nello Stabat mater di Hayden, n. 7 in la maggiore op. 92 la cambiamento di condizione, per eseguito dall’Accademia seconda con Richard Wagner Die arrivare all’acquisizione di un Hermans. È un’altra grande Walkure, significato partitura consacrata alla Gotterdammersung, da intensamente spirituale trasfigurazione musicale del Tristan und Isolde. Due con l’associazione dolore, quello di Maria ai piedi mondi diversi, all’episodio evangelico della croce. Un dolore per la affascinanti che si sono della Trasfigurazione morte del Figlio, un dolore che confrontati alla pari per sul monte Tabor, dove il finisce con la parola paradisi genialità d’ispirazione e Cristo rivela la sua gloria perché poi è tutto un complessità di scrittura divinità agli apostoli: ‘E aprirsi alla speranza, con la musicale, nonché videro una grande luce’, consegna dei cuori a Maria che profondità di dove avviene il Alberto Batisti attraverso la trasfigurazione di sentimento. Una grande passaggio dalla questo dolore diventa via verso la serata molto apprezzata condizione corporea gloria eterna del paradiso e della dal foltissimo pubblico, all’immersione nella luce. Anche luce”. estremamente entusiasta, del la musica è trasfigurazione Domenica 22 settembre la quale facevano parte anche quando c’è la trasformazione del chiesa di San Bevignate a l’attuale vescovo Bassetti e pensiero in suono e il suono in Perugia ospiterà la parabola da l’emerito Chiaretti ed alcuni luce. Io ho cercato di proporre un chiesa Curlew River di ecclesiastici della curia. Tema programma dove si potessero Benjamin Britten. conduttore di questa 68a edizione cogliere tutti questi elementi”. “È uno degli appuntamenti più “La trasfigurazione”, un termine In quali opere lo spettatore ha importanti dell’intero programma, difficile, complesso, di non facile potuto o potrà cogliere questi un’opera che Britten, uno dei più lettura, almeno nell’immediato. elementi? grandi compositori del ’900, “Un titolo deve anche stimolare la “Direi nel concerto inaugurale, realizzò di ritorno da un viaggio in fantasia - spiega Alberto Batisti, dedicato a Wagner, soprattutto Giappone, dove era rimasto direttore della Sagra a cui nell’ultimo pezzo Preludio e colpito da una rappresentazione abbiamo chiesto di spiegare trasfigurazione di Isotta, dove si teatrale tipicamente giapponese. questa scelta e in quale degli assiste ad una uscita dalla Negli anni cercò di rielaborare la spettacoli in programma questo condizione del tempo, dello tipica tensione spirituale del tema è meglio rappresentato. “Nel spazio, della materia e Isotta, teatro giapponese medievale, fatta percorso della Sagra la parola nell’unirsi eternamente al di simboli, di concentrazione Trasfigurazione assume diversi cadavere di Tristano che è morto, E ro andato in cattedrale, domenica, come prete e come musicista per “partecipare” all’avvio della Sagra musicale umbra, edizione 2013. Volevo unirmi alla preghiera aiutato dal linguaggio della musica nella messa celebrata da mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo emerito della diocesi di Perugia. Avrei ascoltato le voci della prestigiosa Cappella musicale della basilica papale del Sacro Convento di Assisi, diretta da p. Giuseppe Magrino, esperto di musica sacra e maestro di rara competenza. Il notissimo Cantico delle creature musicato da p. Domenico Stella ha introdotto la celebrazione; le parti dell’Ordinario erano della messa Laetitia Israel di p. Emilio Norsa, francescano direttore della Cappella del Sacro Convento nel secondo decennio del ’900. Devo sinceramente confessare la mia lieta sorpresa: si tratta di una messa monodica a cori alternati, con organo, timpani e arpa in stile gregorianeggiante dal sapore moderno che mi ha fatto pensare ai Carmina di C. Orff. Melodie ampie e raffinate, che esaltano il testo sacro, colorito appropriato ❖ CONFERENZA Il Tasso “inedito” gestuale, in un linguaggio occidentale. Da qui nasce Curlew River che non è altro che una geniale fusione tra la stilizzazione simbolistica del teatro ‘No’ giapponese e la sacra rappresentazione liturgica medievale. La storia è tratta da un antico autore giapponese del 1400: i protagonisti sono tutti uomini, dei religiosi. Entrano in scena cantando il gregoriano. C’è poi un abate, è lui che racconta la storia che viene rappresentata dagli stessi religiosi. C’è una barca, in realtà una vasca e un traghettatore. All’improvviso entra una donna in preda alla follia per aver perso il figlio: vuole andare sull’altra sponda del fiume, dove c’è un santuario miracoloso. Dopo varie insistenze riesce a farsi traghettare. Di là gli appare il figlio deceduto per un ultimo addio. Il finale si trasforma in un’esperienza trascendente per la donna, per la quale l’apparizione del fanciullo diventa occasione di redenzione, e da quel momento si libera dall’insania mentale. È la seconda volta che questa storia viene rappresentata in Italia conclude Batisti - La prima occasione fu nel 1965 sempre per la Sagra musicale. Manuela Acito Perfetto avvio in preghiera per la Sagra musicale 2013 Le impressioni a caldo del direttore dell’istituto Frescobaldi. Un’edizione dell’evento in linea con la migliore tradizione stesso Giuseppe Magrino. La bravura dei collaboratori Fabiola Battaglini (timpani), Chiara Fiorucci (arpa) ed Eugenio Becchetti, organista, artista fine ed affermato, merita una parLa messa solenne nella cattedrale di Perugia ticolare sottolineatura. La Cappella musicale della basilica di che esula dalla fattura stilistica del San Francesco di Assisi vanta una stogregoriano proprio della liturgia, sotria centenaria, ma il m° Magrino, un tolineato e guidato con maestria dai musicista di formazione solida sui due movimenti chironomici di p. Magrino; versanti - liturgico e artistico -, diretlungi da un esibizionismo di maniera tore titolare da alcuni anni, l’ha portae, per quanto mi riguardava, con piata a una qualità di alta taratura, apcevole ed efficace sostegno alla mediprezzata in Italia e all’estero. Questo tazione. Un bel connubio tra voci corapomeriggio ha confermato il valido imli, organo, timpani, arpa. pegno nella preghiera e nell’arte, taNella celebrazione, al Salmo responsogliando il nastro allo svolgimento del riale, all’offertorio, alla comunione soprestigioso festival internazionale delno stati eseguiti brani di Guilmant, C. la Sagra musicale umbra. Franck, M. Haydn, L. Refice e dello Il 26 settembre alle ore 17 presso l’Università per Stranieri di Perugia il nostro collaboratore Dario Rivarossa terrà, nell’ambito dei “Giovedì della Dante”, una conferenza su “La Gerusalemme Conquistata, un’opera superattuale”. L’intento è rivalutare, nella sua genialità e innovatività, un’opera di Torquato Tasso finita troppo presto nel dimenticatoio. Nel frattempo Rivarossa, che l’anno scorso ha pubblicato uno studio su Dante (Dante era uno scrittore fantasy, ed. Guardastelle, Perugia), sta dedicando intense ricerche proprio a Tasso. È appena uscita in America l’antologia Emanations: Third Eye che contiene, tra l’altro, un suo saggio sulla Gerusalemme Liberata, con traduzioni originali in inglese, commenti e anche illustrazioni. Ha inoltre aperto il sito internet Tassonomia (tassonomia.blogspot.it), l’unico tutto dedicato al grande poeta rinascimentale. ❖ NOCERA La riscoperta Si tiene oggi, 20 settembre, alle ore 11 a palazzo Donini di Perugia la presentazione dell’evento “Sulle vie di Francesco - Nocera Umbra, 19 settembre - 13 ottobre” per la rivalorizzazione del centro storico nocerino. Info: 388 8510939. Ho pensato a un ideale ritorno alle origini della Sagra. Ho qui sott’occhi il programma dell’edizione - la prima del 1937, il 27 settembre: melodie gregoriane e laudi medievali, conferenzaconcerto di mons. Onorio Magnoni di Castel Rigone (muscista che si formò al Pontificio istituto di musica sacra in Roma, 1914, dove poi fu docente dal 1919) con l’annuncio, in ultima pagina, del “primo concerto di musica spirituale da camera” per il giorno seguente, 28 settembre, con Ornella Puliti Santoliquido, Tina Sauteri, Palmina Marini, quartetto di Roma; musiche di Dall’Abaco, Kuhman, Bach, Haydn, Beethoven. L’albero che mantiene salde le radici porta frutti buoni, sempre saporosi per le tavole dei tempi che cambiano. Giuseppe Verdi diceva che per progredire occorre andare al passato; si procede sicuri. Ho scorso il programma di questa edizione 2013, una bella ricchezza: autori classici, moderni, contemporanei, nomi eccellenti, esecutori di alto livello, anche della nostra terra. Una saggezza che occorre riconoscere agli organizzatori, alla presidente Anna Calabro, al direttore artistico m° Alberto Batisti. Francesco Spingola direttore della Scuola diocesana di musica sacra - Perugia LA VOCE ACCADE IN UMBRIA 6 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Un “ambiente” di lavoro positivo Le esperienze professionali e solidali emerse all’incontro “La forza dei territori nell’ambito della manifestazione ecologica FestAmbiente E siste un modo diverso di fare economia, nel rispetto delle persone e dell’ambiente. In molte aziende umbre è già una realtà, nonostante le difficoltà della crisi. Il racconto di queste esperienze positive della regione è stato al centro dell’incontro “La forza dei territori”, organizzato sabato scorso da Legambiente Umbria, in collaborazione con Cgil, in occasione della manifestazione ecologica “FestAmbiente”. Si è partiti dal mondo della formazione, da cui possono nascere anche importanti progetti per il sociale. Come racconta Elena Burani, allieva del corso di formazione in “Tecnico della selezione, distribuzione e smaltimento degli scarti alimentari” organizzato dalla cooperativa Babele: “Dopo i mesi di corso - dice - abbiamo deciso di costituire un’associazione con l’obiettivo di ridistribuire a persone indigenti gli scarti alimentari dei supermercati, ovvero i prodotti vicini alla scadenza o con confezioni rovinate. Inoltre è nostra intenzione creare una collaborazione con le mense scolastiche e ospedaliere, per ridistribuire in giornata a chi ne ha bisogno il cibo non consumato”. Il mondo aziendale e imprenditoriale era rappresentato dai grandi marchi - fari di innovazione e green economy nella nostra piccola regione - quali Archimede Solar Energy del gruppo Angelantoni, Terni Energia e Microntel. Ma anche da piccole realtà radicate nel territorio e nella tradizione, come l’azienda agricola Marchino e la Cooperativa pescatori del Trasimeno. “La nostra attività - ha raccontato Isabella Marchino dell’omonima azienda produttrice di alimenti biologici, olio extravergine d’oliva Dop e carne chianina - si sviluppa in un territorio, quello di Montegabbione, considerato ‘zona svantaggiata’ in quanto il terreno è più duro da lavorare e meno produttivo, nonché oggi in fase di forte spopolamento. Non nego che la quotidianità è difficile: la burocrazia ci obbliga a tempi molto lunghi per ottenere finanziamenti, e la Un momento della manifestazione ecologica “FestAmbiente” progressiva carenza di servizi rende questo territorio sempre più difficile da presidiare. Abbiamo anche aderito spiega ancora Isabella - al progetto ‘Rete Umbria terra sociale’, che prevede il riutilizzo di terre demaniali abbandonate per il reinserimento e l’impiego di lavoratori svantaggiati. Dalla terra si può e si deve ripartire”. Una speranza per 15 persone senza lavoro è arrivata anche dalla Cooperativa pescatori del Trasimeno. Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, sono arrivati 15 nuovi soci. “È la prima volta che succede - spiega Aurelio Cocchini, presidente della cooperativa - da quarant’anni a questa parte. Si tratta di persone senza lavoro, ormai LAVORO. Esce il rapporto dell’Alleanza per sviluppo CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PERUGIA Giovani, metà “non occupati” T ratteggia un quadro dettagliato della condizione occupazionale e professionale dei giovani delle fasce di età 15-24 e 25-34 anni, il rapporto I giovani e il mondo del lavoro. Un’analisi comparativa tra 2008 e 2012, elaborato dalla segreteria dell’Alleanza per sviluppo dell’Umbria. Lo studio è basato su una rielaborazione dei dati Istat-Rcfl (Rilevazione continua sulle forze di lavoro) con la collaborazione dell’Osservatorio del mercato del lavoro collocato presso il servizio Politiche attive del lavoro della Regione Umbria. “Si tratta - rileva l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi - di uno strumento di fondamentale importanza rispetto alla continuità delle politiche regionali che solo in questi ultimi sei mesi hanno visto concentrare risorse per oltre 8 milioni di euro su iniziative rivolte all’universo giovanile... Il report è anche uno strumento essenziale di valutazione e programmazione rispetto alla programmazione comunitaria 2014-2020”. Ne emerge che in Umbria, nel 2012, circa metà dei giovani sono “non occupati”: ovvero studiano, cercano lavoro o sono comunque non attivi per qualsiasi motivo. Un dato che resta migliore di tutto il Mezzogiorno e anche di alcune regioni del Centro-Nord, ma che ha subito un sensibile aumento nel periodo della crisi. L’aumento è dovuto soprattutto a un incremento della disoccupazione: nel 2012, chi è alla ricerca di un lavoro in Umbria nel 55,2% dei casi ha meno di 35 anni, un dato che resta il più elevato del Centro-Nord. L’incremento della disoccupazione si è accompagnato a un mantenimento della già elevata incidenza dell’occupazione precaria, che resta la principale criticità dell’Umbria, collocandosi al 32,6% del totale dell’occupazione giovanile rispetto al 25,8% nazionale e al 27,6% del Centro. Questi fenomeni non sono omogenei per livello di istruzione: infatti, a pagare il prezzo più alto sono stati più i ragazzi e le ragazze con bassa istruzione, dove l’Umbria registra aumenti molto significativi, così come avviene per i laureati, mentre i meno colpiti dalla crisi occupazionale sono i giovani diplomati, in particolare quelli tra 25 e 34 anni. La quota di occupati in elevata posizione professionale non è mai stato un punto di forza dell’Umbria e la crisi economica non ha migliorato le cose: i giovani in posizione professionale di alto profilo, infatti, sono solo il 22,6% del totale mentre la media italiana è 27,2%, e tra 2008 e 2012 si registra un aumento di circa 6 punti, un andamento che si amplifica nella fascia di età 25-34 anni. Tra coloro che non lavorano, un’attenzione particolare va dedicata al fenomeno dello “scoraggiamento”, in genere sintetizzato dai cosiddetti Neet (né al lavoro, né a scuola o in formazione): nell’analisi si è preso in considerazione un fenomeno, quello della inattività “volontaria”, un universo leggermente diverso dai Neet, in quanto misura coloro che sono inattivi per motivi diversi da studio, malattia, inabilità, maternità o per un lavoro che sta per iniziare. L’analisi mostra un dato positivo per l’Umbria, pari all’8,4% nel 2012, che risulta più elevato solo delle regioni del Nord-Ovest, dell’Emilia Romagna, del Friuli e delle Marche e che è buono soprattutto nella fascia di età 25-34 anni. disperate, che hanno deciso di buttarsi in questa attività pur senza alcun tipo di esperienza. Nonostante il momento difficile, non ce la siamo sentita di rifiutare il loro ingresso e, al pari di tutti gli altri soci, li sosteniamo nella pesca e nella vendita. È una lotta quotidiana - ha concluso Cocchini -, un mestiere difficilissimo, uno stile di vita che stiamo tentando di salvaguardare. Per rilanciarci, abbiamo intrapreso attività di ‘pescaturismo’ e ci stiamo ristrutturando creando un laboratorio per chiudere la filiera del pescato. Abbiamo investito tutto quello che abbiamo. Ora le istituzioni e il territorio non ci lascino soli”. Laura Lana BORSA MERCI DI PERUGIA Listino del giorno 17-09-13 QUOTAZIONI RIFERITE A TONNELLATA, SALVO DIVERSA INDICAZIONE DENOMINAZIONE DELLE MERCI Prezzi del 17.09.13 da euro a euro FRUMENTI produzione Provincia di Perugia a) teneri fino (peso spec. 79 kg/hl - glutine di buona qualità - c.e. 1%) umidità 13% .................................................... buono mercantile (peso spec. 76/78 kg/hl- c.e. 2%) - umidità 13% ............ mercantile (p. spec. 74/75 kg/hl - c.e. 2%) - umidità 13% ............................ FARINE DI FRUMENTO a) di grano tenero: (con caratteristiche di cui all’art. 7 della Legge 4-7-1967, n. 580) farina tipo 00 ..................................... farina tipo 0 ....................................... farina tipo integrale .......................... farina tipo 00 - sfarinato granulare (granito) ............................................. b) di grano tenero ad alto tenore di glutine: farina tipo 00 (cenere 0,45 - glutine 11-12, consistente) ........................... c) di grano duro: (con caratteristiche di cui all’art. 9 della Legge 4-7-1967, n. 580) semola .............................................. 181,000 186,000 175,000 179,000 169,000 174,000 DENOMINAZIONE DELLE MERCI b) altre provenienze: olio extra vergine di oliva,naz. con non più dell’8% in peso di acidità al kg. olio di oliva, con non più del 2% in peso di acidità .......................... al kg. olio extra vergine di oliva, est. con non più dell’0,8% in peso di acidità al kg. Prezzi del 17.09.13 da euro a euro 3,100 3,320 2,500 2,450 2,900 2,950 2,700 2,750 1,900 1,950 OLII DI OLIVA RAFFINATI olio di oliva raffinato, con non più dello 0,5% in peso di acidità ..... al kg. olio di sansa raffinato, con non più dello 0,5% in peso di acidità ...................................................al kg. 420,000 415,000 415,000 425,000 420,000 420,000 425,000 430,000 OLII DI SEMI olio di semi vari ........................ al kg. olio di arachidi........................... al kg. 0,990 1,730 0,995 1,740 580,000 590,000 olio di girasole .......................... al kg. olio di soja ................................ al kg. 1,970 0,980 1,975 0,990 407,000 413,000 199,000 148,000 145,000 200,000 149,000 146,000 183,000 142,000 147,000 185,000 143,000 148,000 GRANTURCO locale - umidità 14% ........................ 185,000 191,000 CEREALI MINORI E LEGUMINOSE orzo vestito nazionale p.hl. sop. 65. * orzo vestito nazionale p.hl. 60-64 ... * avena nazionale tipo Maremma ..... * avena estera (nazionalizzata) ........ * favino palombino per uso zootecnico fave per uso zootecnico..................... sorgo per uso zootecnico bianco ...... sorgo per uso zootecnico rosato ...... * impurità 181,000 175,000 145,000 n. q. 258,000 268,000 n. q. n. q. 186,000 179,000 150,000 n. q. 262,000 272,000 n. q. n. q. SEMI OLEAGINOSI girasole ............................................. ---- n. q. FARINE PER USO ZOOTECNICO farina estrazione di girasole.............. farina estrazione di soia nazionale... farina integrale di granturco .............. 188,000 477,000 242,000 190,000 480,000 243,000 CASCAMI DI FRUMENTO a) tenero: farinaccio ......................................... crusca e cruschello tenero............... crusca e cruschello cubettato tenero b) duro: farinaccio duro.................................. crusca e cruschello duro................... crusca e cruschello cubettato............ OLIO DI OLIVA (Legge 13-11-1960, n. 1407) a) produzione Provincia di Perugia: olio extra vergine di oliva, con non più del 0,8% in peso di acidità G.P... al kg. 6,000 SEMENTI b) selezionate - esenti da cuscuta, purezza e germinazione e male erbe previste dalla legge per le singole specie - certificate - a seconda della varietà o ecotipo: erba medica varietale con calo 10% avena di 2a moltiplicazione orzo di 2a moltiplicazione ................. frumenti teneri di 2a riproduzione ....... favino di 2^ moltiplicazione ....... c) categoria commerciale selezionate - esenti da cuscuta, purezza e germinazione e male erbe previste dalla legge per le singole specie certificate - a seconda della varietà o ecotipo: favino .................................................. lupinella sgusciata ........................... UVE - MOSTI - VINI (di produzione Provincia di Perugia) Uva bianca sana, base .................... Uva nera sana, base ....................... Grechetto.............................................. Mosto bianco base ............................ Mosto rosso base ............................. Vino da tavola bianco fino a 11° a gr./q.le ................................................ Vino da tavola bianco oltre a 11° a gr./q.le ................................................ Vino da tavola rosso fino a 11° a gr./q.le ................................................ Vino da tavola rosso oltre 11° a gr./q.le ................................................. – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – n. q. n. q. n. q. n. q. n. q. n. q. n. q. n. q. 6,500 Variazioni percentuali indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (già indice costo vita) PERIODO Maggio 2011 - Maggio 2012 Giugno 2011 - Giugno 2012 Luglio 2011 - Luglio 2012 Agosto 2011 - Agosto 2012 Settembre 2011 - Settembre 2012 Ottobre 2011 - Ottobre 2012 NAZION. + + + + + + 3,0 3,1 2,9 3,1 3,1 2,7 Capoluogo PERIODO prov. di PG + + + + + + 2,9 3,2 2,9 3,3 3,4 2,7 Novembre 2011 - Novembre 2012 Dicembre 2011 - Dicembre 2012 Gennaio 2012 - Gennaio 2013 Febbraio 2012 - Febbraio 2013 Marzo 2012 - Marzo 2013 Aprile 2012 - Aprile 2013 NAZION. + 2,4 + 2,4 + 2,2 + 1,8 + 1,6 ....+ 1,1 Capoluogo prov. di PG + 2,7 + 2,8 + 2,4 ..+ 2,0 + 1,7 ..+ 1,2 LA VOCE CULTURA VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 ARTE. Gli intarsi di Rolando Chiaraluce 7 Legno e passione I l lavoro dura ore. Giorni e giorni passati prima a scegliere il soggetto da rappresentare, poi si fa il disegno e, cosa più importante, si cerca il legno più adatto, l’essenza giusta, con quel colore particolare o quei nodi che meglio si prestano a rappresentare quella parte del disegno. E poi la mano esperta dell’incisore fa il resto. Sono ormai diversi anni che Rolando Chiaraluce, perugino Doc, prima falegname e oggi intarsiatore - anzi artista, come ormai in tanti lo definiscono - si dedica con amore e passione a inciAlcune delle opera di tarsia lignea di Rolando Chiaraluce esposte alla mostra dere il legno, un lavoro certosino che lo ha portato a realizzare diversi quadri unendo uno accanto all’altro va- Le opere di Rolando di 12 anni, in una via del centro di Peri tasselli di legno (tarsie) dello spesso- Chiaraluce in mostra rugia, lavorando con il padre falegnare di pochi millimetri per creare scorci me. Poi gli studi all’istituto d’arte “Berdella sua città, Perugia, e dell’Umbria, presso il Centro servizi nardino di Betto”, abbandonati dopo nonché immagini sacre che ricalcano camerali di Perugia poco per aiutare il padre nella lavoraopere pittoriche famose di grandi artizione di mobili su misura per le famisti. glie della città. Presso il Centro servizi camerali “GaLa passione, però, è rimasta sempre vileazzo Alessi” di via Mazzini a Perugia, va in lui. Oggi, in età ormai più che maPerugino, la Madonna con Bambino dal 12 settembre sono esposte alcune tura, con più tempo a disposizione e copia di quella realizzata da don Nello delle sue produzioni principali, vere con una grande esperienza alle spalle, Palloni, suo amico, per l’ospedale di opere d’arte. Tanti gli scorci di Perugia: “le sue capacità artistiche e la sua senSanta Maria della Misericordia di Pec’è l’arco etrusco, Sant’Ercolano, porta sibilità, già presenti in lui - ha detto il rugia. C’è anche un ritratto di GiovanSan Girolamo, il tempio di San Michele curatore della mostra Guido Buffoni ni Paolo II, Benedetto XVI, Crocifissioarcangelo, Corciano, Todi, Preggio. E sono esplose interpretando, non coni bellissime. Grazie alla scelta di depoi paesaggi innevati, Eurochocolate, piando, le opere che più lo colpiscono”. terminate tarsìe, Chiaraluce riesce a Umbria Jazz. C’è stato anche il tempo di proseguire creare sfumature, profondità, prospetLa produzione più numerosa riguarda i gli studi per diventare maestro d’arte. tive inaspettate. Qua e là il tocco del soggetti sacri: la Madonna delle Grazie La mostra si chiuderà il 22 settembre. pennello, per un po’ di colore. della cattedrale di Perugia, opere del Manuela Acito Tutto è iniziato sessant’anni fa, all’età FENICE EUROPA. Primo premio a Nicola Lecca. Nel 2014 a Valfabbrica, nel 2015 in Slovenia U n pubblico di oltre 300 persone ha fatto da cornice, a Massa Martana, alla cerimonia finale della 16a edizione del premio letterario Fenice Europa, ideato da Adriano Cioci e Rizia Guarnieri. La vittoria di Nicola Lecca, autore del romanzo La piramide del caffè (Mondadori) che ha totalizzato 231 preferenze, davanti a Maurizio de Giovanni con il libro Vipera (Einaudi), 221 voti, e Marco Malvaldi con Milioni di milioni (Sellerio), 96 voti, è stato uno dei momenti esaltanti della serata. I votanti sono stati ben 548 su un totale di 550. Il successo dell’iniziativa, che travalica oramai i confini continentali, è stato suggellato dalla presenza di scrittori, giurati popolari italiani e referenti delle comunità estere. La sezione “Claudia Malizia” è stata vinta da Benedetta Bonfiglioli, con il romanzo Pink Lady (edizioni San A Panicale la prima Mostra del merletto I l ricamo su tulle di Panicale, dalla trama elegante, dai disegni fiorati, è un’autentica opera d’arte. E questo weekend, 21-22 settembre, nel centro storico di Panicale si terrà la prima Mostra internazionale del merletto e del ricamo, intitolata “Fili in trama”. “Nel dopoguerra fu Anita Belleschi a portare l’arte del ricamo su tulle a Panicale - ha ricordato Donatella Porzi, assessore alla Cultura della Provincia di Perugia, alla presentazione in Provincia. - Fu lei la fondatrice dell’Ars Panicalensis, oggi diventato un marchio di fabbrica registrato”. La peculiarità della mostra è che non si svolge all’interno di un centro fieristico, ma lungo le vie di Panicale. Verranno sfruttati spazi particolari che pochi conoscono. Nella due-giorni si terranno convegni e mostre inerenti all’arte del ricamo su tulle. In tutto, 30 espositori tra cui scuole di ricamo umbre, nazionali e internazionali, con presenze che vanno dal merletto di Orvieto a quello di isola Maggiore, dal punto Assisi all’Ars Umbra, e scuole di varie regioni come Lazio, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Campania, Veneto, oltre a due rappresentanze estere da Germania e Portogallo. La mostra è organizzata e finanziata dal Gal Trasimeno-Orvietano in collaborazione con la Provincia di Perugia nell’ambito delle iniziative che ruotano attorno all’Ecomuseo del Trasimeno. Nicola Lecca Paolo), premiata da Rizia Guarnieri. La 17a edizione della manifestazione si terrà a Valfabbrica, come annunciato dal rappresentante dell’Amministrazione comunale Rosella Baldelli. Ma la sorpresa più gradita è giunta proprio al termine della serata, quando Ondina Gregoric ha annunciato che l’edizione 2015 si terrà in Slovenia, a cura della numerosa e attiva comunità degli italiani di Capodistria. Per la prima volta, quindi, ci si trasferirà all’estero. Un segno eloquente della validità di questa iniziativa, che ha come scopo principale quello del mantenimento e della valorizzazione della nostra lingua in Italia e fuori dai suoi confini. Ombretta Sonno BREVI ❖ POESIA Premio a Montefalco Il monastero agostiniano di Santa Chiara della Croce di Montefalco e la casa editrice Bertoni indicono la terza edizione del concorso internazionale di poesia sacra “Santa Chiara della Croce”, riservato ad opere originali e inedite. La manifestazione è patrocinata dalla diocesi e dal Comune di Montefalco. Il concorso si articola in un’unica sezione: poesia in lingua italiana o straniera avente per oggetto “Il cuore nella spiritualità”. I testi dovranno pervenire entro il 30 settembre tramite email a [email protected]. La partecipazione è gratuita. La premiazione si terrà a Montefalco il 26 ottobre. Ulteriori informazioni: 329 8881111. ❖ CITTÀ DELLA DOMENICA Mostra per i 50 anni Città della Domenica a Perugia riapre ogni weekend fino al 3 novembre. In vista dei festeggiamenti per il 50° anniversario di fondazione, è in corso l’allestimento di una mostra storica: nei saloni della storica struttura di Ferro di Cavallo saranno esposti ricordi, cimeli, fotografie e filmati d’epoca. I visitatori e gli appassionati potranno contribuire all’allestimento mettendo a disposizione il loro materiale d’archivio: allo scopo, è possibile contattare Città della Domenica attraverso il sito internet www.cittadelladomenica.it o il profilo www.facebook.com/cittadelladomenicaufficiale specificando che tipo di materiale si vuole condividere. “In questi mesi - dice il responsabile Francesco Salcito - ci siamo resi conto che migliaia di persone, in tutta Italia, non solo in Umbria, hanno un forte legame con il parco: raccontare la storia di Città della Domenica significa quindi raccontare la loro storia, la storia di tre generazioni che in questo luogo si sono divertiti. Senza dimenticare che il parco è fortemente legato alla città di Perugia attraverso Mario Spagnoli”. ❖ LETTERATURA Letture in lingua originale Lunedì 23 settembre, alle ore 17 presso la biblioteca comunale Villa Urbani a Perugia, si terrà “Il filo delle parole”, incontro delle lingue originali attraverso le letterature. Cittadini madre-lingua presenteranno e leggeranno poesie o brani di autori della letteratura del proprio Paese, poi riproposti all’ascolto in traduzione italiana. Si cercano appassionati provenienti da tutto il mondo per incontrare autori e brani che abbiano contribuito a formare tante identità culturali che caratterizzano la realtà sociale di Perugia. L’iniziativa è promossa da Acli e Comune di Perugia. Per info, www.acliperugia.it. VISTO in rivista Quando una ragazza entra in clausura A parlare sono gli occhi, lo sguardo, il volto. Ti accorgi che non mente e non usa giri di parole nel dirti: “Entro in clausura”. Una ragazza rompe gli indugi e si decide: entrare in un monastero di clausura, dedicando la sua intera esistenza alla preghiera, alla purificazione della sua identità, alla relazione fraterna. Il mondo a lei vicino, e quello informe della massa, si chiede: perché gettare al vento tante occasioni che la vita ti dona e scegliere di ritirarsi, nascondersi? A maggior ragione quando carattere e personalità della giovane ragazza risplendono di entusiasmo, solarità, voglia di fare. E il mondo continua a chiedersi: non era meglio diventare suora per servire in ospedale, come missionaria in Africa, nella favelas del Brasile? Interrogativi come questi, e tanti altri, sono la conferma che l’essenza dell’amore si dona solo a chi lo accoglie senza riserve. Il linguaggio dell’amore di Dio lo capisci quando lo vivi. L’amore si svela solo quando arrivi a tacere ed è lui a parlare. Come il dolore: ti parla dal di dentro, per donarti una nuova grammatica. Quando una ragazza entra in clausura, ha capito che non è arrivata, ma è lì che inizia il suo vero cammino. Entra per uscire. Viene fuori per essere libera. Vive nella libertà per confermarsi nella verità, quella di Dio che si rivela a lei. Vivere in clausura vuol dire venire alla luce; se la “grata” dell’animo non si apre e le mura perimetrali della coscienza non vengono abitate, la vita fraterna diventa difficile e il cammino di verità interiore va in cerca di scuse, surrogati, accuse, fughe. Il tema della vocazione è un elemento importante nel cammino di ripresa e programmazione pastorale di una parrocchia. Parlare ai giovani della vocazione di Dio, intrattenendosi frequentemente sul sogno che Dio ha su ciascuno di loro, è un servizio fecondo richiesto ad ogni educatore, catechista, animatore giovanile, sacerdote. La bellezza della scelta di donarsi a Dio, e lo stile di un cammino da proporre ai giovani, è il cuore dell’articolo sulla rivista Vocazioni (n° 2 del 2013) dal titolo “Il chiamato: pellegrino della fede e servitore della speranza” a firma della biblista Nuria Calduch-Benages, docente di Sacra Scrittura all’università Gregoriana di Roma. “La vocazione – scrive la biblista – non è orientata verso l’autorealizzazione della persona, ma verso la missione. È del tutto comprensibile che, quando Dio chiama, il chiamato ignori in che cosa in realtà si debba impegnare, che il futuro si presenti piuttosto incerto e quindi tentenni, dubiti, abbia paura. Dio gli sta accanto, dandogli la forza di cui ha bisogno per esprimere la propria libera adesione alla chiamata divina”. La relazione della Calduch-Benages è da inquadrare all’interno del Convegno annuale nazionale vocazione della Cei, dal titolo “Progetta con Dio. Abita il futuro”. Nell’articolo sono presentate diverse figure bibliche che sono state chiamate da Dio durante il pellegrinaggio della loro vita: Mosè, Geremia, Gedeone, Maria. La biblista chiosa l’articolo con un monito sempre attuale: “Nella vocazione, ciò che conta non siamo noi, ma l’azione di Dio in noi. Nulla è impossibile per Lui”. G. R. LA VOCE CHIESA&RELIGIONE 8 Una mamma “insegna a camminare nella vita, indica la strada giusta per crescere. E lo fa con tenerezza, con amore” PAPA FRANCESCO. Una seconda riflessione sulla Chiesa come Madre N ell’udienza generale di mercoledì 18 settembre Papa Francesco ha proseguito le riflessioni sui titoli della Chiesa, anzi ha eccezionalmente ripreso il tema della settimana scorsa, la Chiesa come “Madre”. “A me piace tanto questa immagine della Chiesa come Madre - ha spiegato. - Per questo ho voluto ritornarvi, perché questa immagine mi sembra che ci dica non solo come è la Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe avere sempre di più la Chiesa”. “Vorrei sottolineare tre cose - ha quindi aggiunto -, sempre guardando alle nostre mamme”. Prima di tutto, una madre “insegna a camminare nella vita, insegna ad andare bene nella vita, sa come orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita per crescere e diventare adulti. E lo fa con tenerezza, con affetto, con amore, sempre anche quando cerca di raddrizzare il nostro cammino perché sbandiamo un poco nella vita o prendiamo strade che portano verso un burrone. Una mamma sa che cosa è importante perché un figlio cammini bene nella vita; e non l’ha imparato dai libri, ma l’ha imparato dal proprio cuore. L’Università delle mamme è il loro cuore!... La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra vita, ci dà degli insegnamenti per camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li ha donati. Affettuosa e sicura Già all’Angelus di domenica aveva ribadito la misericordia di Dio a partire dalle tre celebri parabole del Vangelo di Luca, cap. 15 Voi potrete dirmi: ‘Ma sono dei comandi! Sono un insieme di no’! Io vorrei invitarvi a leggerli - forse li avete un po’ dimenticati - e poi di pensarli in positivo. Vedrete che riguardano il nostro modo di comportarci verso Dio, verso noi stessi e verso gli altri, proprio quello che ci insegna una mamma per vivere bene”. In secondo luogo, man mano che passano gli anni, “la mamma sempre, in ogni situazione, ha la pazienza di continuare ad accompagnare i figli... Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano ad amarli, e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di donarsi. La Chiesa è così, è una mamma misericordiosa, che capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare”. Infine, “una mamma sa anche chiedere, bussare a ogni porta per i propri figli, senza calcolare: lo fa con amore. E penso a come le mamme sanno bussare anche e soprattutto alla porta del cuore di Dio!... E così fa anche la Chiesa: mette nelle mani del Signore, con la preghiera, tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza della preghiera di Madre Chiesa: il Signore non rimane insensibile. Sa sempre stupirci quando non ce l’a- Guai ai ricchi sfruttatori! Le dure parole di accusa L pronunciate dal cui si prestava volentieri culto nella speranza di essere esauditi. Gli ascoltatori di Gesù capivano benissimo il significato di quelle parole, che valgono anche per noi. Il servizio a Dio è alternativo al servizio alle ricchezze, vero idolo di ogni tempo. L’idolatria non è un’antica realtà, culturalmente superata, ma ci riguarda tutti da vicino. I nomi delle antiche divinità sono stati sostituiti da nomi più attuali: tra essi primeggia il ricchezze ingiustamente dio Denaro. Idolo che accumulate percorre anche il promette sicurezza in cambio brano evangelico, che della servitù: penetra nelle raggiunge il culmine nelle strutture culturali, innerva la ultime righe. Gesù afferma: mentalità e costringe a fare “Nessun servitore può servire ciò che uno non vorrebbe. È due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si un ingannatore, non mantiene mai ciò che promette; rende affezionerà all’uno e schiavi, facendo leva sulle disprezzerà l’altro. Non potete nostre paure inconsce: il servire Dio e la ricchezza”. Il domani, la vecchiaia, la testo greco, tradotto malattia… Le ricchezze non letteralmente, scrive: “Non sono necessariamente un potete servire Dio e Mamona”. idolo; lo diventano quando Mamona era una divinità anziché usarle con libertà, per fenicia, che presiedeva il bene comune, divengono un all’accumulo di ricchezze, e a padrone implacabile. Siamo dunque chiamati a scegliere: della Domenica Mamona o il Dio di Gesù PRIMA LETTURA Cristo. profeta Amos - anzi, da Dio sono di una sconcertante attualità LA PAROLA Dal libro del profeta Amos 8,4-7 SALMO RESPONSORIALE Salmo 112 SECONDA LETTURA Dalla I Lettera di Paolo a Timoteo 2,1-8 VANGELO Dal Vangelo secondo Luca 16,1-13 spettiamo. La Madre Chiesa lo sa!”. La misericordia era anche al centro dell’Angelus di domenica 15, in riferimento alla liturgia del giorno che presentava il capitolo 15 del Vangelo di Luca. Tre le parabole in esso contenute: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e quella del figlio ‘prodigo’. “Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare!” “Qui c’è tutto il Vangelo! - ha esclamato.Qui c’è tutto il cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è ‘buonismo’. Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal ‘cancro’ che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio... Il pericolo qual è? È che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre!” . E ha concluso: “Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, ognuno pensi a una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona”. XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C Commento alla liturgia della Parola di Bruno Pennacchini* a liturgia di questa 25a domenica del tempo ordinario si apre si apre con una pesante invettiva del profeta Amos, che interpella direttamente gli sfruttatori dei poveri: “Ascoltate questo, voi che calpestate il povero…” (Am 8,4). Amos visse e operò nel secolo VIII a.C. nel regno del Nord, formatosi dopo la divisione del regno che fu di Davide e Salomone. Si era in un periodo di buona prosperità politica ed economica, in cui la ricchezza – come accade anche ai nostri tempi – era concentrata nelle mani di quei pochi che non si facevano scrupolo di calpestare chiunque fosse loro di intralcio. Con espressioni fortemente icastiche, il profeta li presenta come una sorta di associazione a delinquere, mentre progettano i loro crimini nei giorni di festa: “Quando sarà passato… il sabato, perché si possa smerciare il frumento… usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali?” (Am 8,5-6). Anche altri profeti bollarono l’illusione di chi immaginava che si potesse essere contemporaneamente religiosi e sfruttatori dei più deboli. Questo testo, che descrive la realtà sociale di alcuni millenni or sono, appare incredibilmente attuale. L’oracolo si conclude con una parola terribile, raccolta dalla bocca del Signore: “Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere” (Am 8,7). Il tema delle VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 La prima parte della lettura evangelica riporta una parabola piuttosto divertente, che Vangelo “I o vi dico: fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; perché quando esse verranno a mancare, quelli vi ricevano nelle dimore eterne. Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi. Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere? E se non siete stati fedeli nei beni altrui, chi vi darà i vostri? Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro”. ha a che fare appunto con le ricchezze. Il personaggio che apre il racconto è un uomo ricco, notevolmente ricco, tanto da aver bisogno di un amministratore. L’uomo ricco un giorno scoprì un grosso buco nel bilancio; convocò l’amministratore, gli chiese di vedere il libro dei conti e gli annunciò il licenziamento. Per l’amministratore fu un colpo: che fare? Dove andare ad abitare? Era troppo anziano per lavorare nei campi, mendicare sarebbe stata una vergogna. Mentre radunava le carte, gli venne l’idea vincente: praticare uno sconto ragguardevole a tutti debitori del suo padrone; dopo lo sfratto, qualcuno di loro lo avrebbe certamente accolto in casa propria. Detto, fatto. Truccò le carte, senza probabilmente danneggiare il padrone, perché in realtà rinunciava a una parte della sua “liquidazione”. A sorpresa, qui la parabola dice che il padrone non solo non si risentì, ma addirittura ammirò la sagacia del suo ex amministratore, riconoscendo che era stato veramente intelligente. Qualcuno equivoca sempre, pensando che qui venga approvato il “falso in bilancio”. È chiaro che non è questo il senso. L’ammirazione del padrone è per la scaltrezza dell’amministratore disonesto, non certo per la cattiva amministrazione. La parabola si conclude con il rammarico di Gesù, che rileva come i figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Il che equivale a dire: magari coloro che ricercano il Signore si impegnassero con la stessa sagacia di quelli che cercano di fare soldi! Seguono due pratiche applicazioni della parabola. La prima è l’invito a farsi furbi: restituite ai poveri le ricchezze disonestamente acquistate, vi preparerete così un posto sicuro nel Regno. La seconda raccomanda l’onestà anche nelle faccende minime; chi infatti è infedele nelle cose di poco conto, lo è anche in quelle importanti. * Esegeta, già docente all’Ita di Assisi (Il commento al Vangelo è anche sul sito www.lavoce.it. Collegati utilizzando il QR code) LA VOCE CHIESA&RELIGIONE VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Parla padre Georges Abou Khazen, amministratore apostolico del Vicariato di Aleppo 9 BREVI DA S. MARTA Dalle omelie del Papa nella cappella di Santa Marta. I testi integrali si trovano sul sito del Vaticano (www.vatican.va) cliccando su “Meditazioni quotidiane”. Giovedì 12 settembre Nascosti con Cristo in Dio Non è facile per i cristiani vivere secondo i principi e le virtù ispirati da Gesù. “Non è facile - ha detto Papa Francesco - ma è possibile”: basta “contemplare Gesù sofferente e l’umanità sofferente” e vivere “una vita nascosta in Dio con Gesù”. È questa “la strada per fare quello che il Signore ci chiede: nascondere la nostra vita con Cristo in Dio...” . Mitezza, umiltà, bontà, tenerezza, mansuetudine, magnanimità sono tutte virtù che servono per seguire la strada indicata da Cristo: riceverle è “una grazia che viene dalla contemplazione di Gesù”. Padre Georges L e tensioni in Medio Oriente, in Siria in modo particolare, e le ultime iniziative previste per l’Anno della fede e per il 50° anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II erano alcuni dei temi al centro dei lavori della Conferenza dei Vescovi latini delle Regioni arabe (la cui assemblea si è tenuta a Roma dal 18 al 20 settembre). Tra i partecipanti mancava padre Abou Khazen, francescano, amministratore apostolico del Vicariato di Aleppo, che non ha potuto lasciare la sua città, isolata da mesi sotto l’assedio delle milizie anti-Assad. Lo abbiamo intervistato. “L’abbraccio di preghiera, di digiuno e di solidarietà concreta, lanciato da Papa Francesco, non cessi di stringerci e di farci sentire amati. Abbiamo bisogno della solidarietà di tutti” Ma il 15 settembre hanno riaperto le scuole... “È un segno di vita per la popolazione siriana, un piccolo, timidissimo segno di normalità. Ma non si può dire quanti alunni siano presenti, e quanti siano andati via con le loro famiglie”. L’accordo a Ginevra tra Russia e Usa: cosa ne pensa? “Credo fermamente che questo accordo sia giunto grazie anche all’intervento e alle preghiere di Papa Francesco, come anche a quelle del mondo e ai digiuni della gente. Sono certo che la riconciliazione in Siria sia possibile, a patto che non ci siano interferenze militari esterne, che non fanno altro che alimentare divisioni. Prima in Siria queste non esistevano, oggi invece… Nessuno, prima della guerra, chiedeva all’altro di che fede fosse, si metteva tutto in comune e ci si aiutava senza nessuna difficoltà. Oggi assistiamo a violenze, morti, rapi- Qual è la situazione attuale ad Aleppo, città-martire, simbolo di questo conflitto? “Si combatte aspramente. Quasi tutte le periferie sono controllate dalle forze dei ribelli, mentre il centro città e la parte nuova è nelle mani dell’esercito regolare. Gli abitanti hanno bisogno di tutto, a cominciare dal pane quotidiano. Si registra mancanza di energia elettrica e di acqua. In tantissimi sono rimasti senza lavoro. I generi a “tragedia umana” in Siria “può essere risolta solo con il dialogo alimentari che entrano e la trattativa, nel rispetto della giustizia e della dignità di ogni di contrabbando hanno persona, specialmente i più deboli e indifesi”. A ribadirlo è stato prezzi elevatissimi. Papa Francesco, che prima dei saluti in lingua italiana, che come di Dobbiamo aiutare queconsueto concludono l’udienza del mercoledì in piazza San Pietro, ha ste famiglie, cristiane e rivolto un pensiero speciale “alla cara popolazione siriana” e ha musulmane, in qualche rivolto un pressante appello ai cattolici di tutto il mondo “ad unirsi modo, e lo facciamo con agli altri cristiani per continuare ad implorare da Dio il dono della le derrate che riceviapace nei luoghi più tormentati del nostro pianeta”. “Impegniamoci mo da tante associaziotutti - ha aggiunto - a incoraggiare gli sforzi per una soluzione ni come le Caritas, ong diplomatica e politica dei focolai di guerra che ancora preoccupano”. come Ats (Associazione Lo spunto del Papa è la Giornata internazionale della pace, che ogni Terra Santa) e Jesuit anno le Nazioni Unite celebrano il 21 settembre, e “il Consiglio Refugee Service, la Fonecumenico delle Chiese si appella ai suoi membri affinché in tale dazione Giovanni Paolo giorno preghino per la pace”, ha ricordato il Papa. II, e anche la Cei”. Nuovo appello del Papa L D opo un paio di giorni di negoziati serrati a Ginevra, il Segretario di Stato americano e il Ministro degli Esteri russo hanno trovato un accordo sull’eliminazione dell’arsenale chimico in Siria. L’intesa verrà inclusa in una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che prevederà sanzioni economiche per la Siria in caso di violazione del protocollo. La Russia ha infatti chiarito che si opporrebbe a ogni ipotesi di intervento armato. È un piano molto impegnativo, ma certamente preferibile per Assad rispetto all’intervento armato americano. A ben vedere, tutti e tre gli attori coinvolti nella vicenda hanno guadagnato qualcosa da questo accordo, che infatti è stato raggiunto molto velocemente, dopo che la diplomazia russa lo aveva proposto all’inizio della scorsa settimana. Chiaramente, il principale vincitore è Vladimir Putin, che è riuscito a evitare l’intervento americano ai danni dell’alleato Assad; ha rilanciato il ruolo della Russia come interlocutore fondamentale per il Intesa sulla Siria Accordo raggiunto a Ginevra sull’eliminazione dell’arsenale chimico in Siria. Ma non porta necessariamente a una conclusione negoziata della guerra raggiungimento dell’ordine in Medio Oriente e non solo; è riuscito a farsi ringraziare implicitamente dagli Stati Uniti, che senza l’iniziativa russa non sarebbero riusciti ad uscire dalla brutta situazione in cui si erano cacciati. Tutto sommato, ha vinto un po’ anche Obama, o sarebbe meglio dire che, proprio grazie alla svolta russa, è riuscito a non perdere. Infatti, dopo che la Casa Bianca si era cacciata in una vicolo cieco minacciando un intervento senza vere prospettive politiche, che buona parte del Congresso non voleva, e di cui non era convinto neppure lo stesso Presidente, adesso si ha una buona ragione per menti, abusi. Immaginate, inoltre, come si senta frustrato quel padre che, arrivato a sera senza poter lavorare, non ha di che dare da mangiare ai suoi figli. E sono decine di migliaia le persone in questa condizione”. Davanti a tutto ciò come reagisce la gente? È rassegnata oppure segue le vicende sui negoziati e cerca di approfondire quanto sta accadendo? “La popolazione è molto stanca, chiede un cessate-il-fuoco, la pace, la sicurezza, la stabilità. Non armi. Molti partono, ma c’è anche chi vuole tornare nelle proprie case, alla propria terra, tornare a vivere insieme. Non sono rassegnati e chiedono la pace. Hanno bisogno di pace. Solo la pace infatti potrà dare loro tutto ciò di cui hanno bisogno, non ultimi gli aiuti materiali necessari a vivere. Per questo seguono le notizie riguardanti il loro Paese. Per tutti loro, per la gente di Siria, vorrei fare un appello al mondo…”. Quale? “Non abbandonate la Siria e il suo popolo! L’abbraccio di preghiera, di digiuno e di solidarietà concreta, lanciato da Papa Francesco, non cessi di stringerci e di farci sentire amati. Abbiamo bisogno della solidarietà di tutti. La preghiera sostenga anche i responsabili che hanno il potere di prendere decisioni coraggiose, e faccia capire alle Potenze straniere che non abbiamo bisogno di armi ma di stabilità e sicurezza. Preghiamo anche per i due vescovi e i due sacerdoti rapiti e per padre Dall’Oglio, dei quali non si hanno più notizie”. Daniele Rocchi evitare una simile azione avventata senza perdere la faccia. Infine, ha vinto ovviamente anche Assad, che ha scampato il pericolo dell’intervento franco-americano e può adesso concentrare le sue forze nella guerra contro i ribelli. Per chi fosse interessato alle sorti generali del conflitto siriano, peraltro sempre più internazionalizzato, è necessario chiarire che l’accordo raggiunto a Ginevra non conduce immediatamente e necessariamente a una conclusione negoziata della guerra. L’accordo può costituire però una buona base di partenza per cercare una sistemazione più ampia sul conflitto, che potrebbe poi essere ufficializzata in sede Onu. Si tratta di lavorare sugli interessi comuni attraverso un sapiente lavoro diplomatico. Purtroppo in casi di guerra come questi non si può contare troppo sull’umanità delle parti in conflitto, ma se già si giungesse ad una combinazione degli interessi in grado di far tacere le armi sarebbe un grande risultato. Stefano Costalli Venerdì 13 settembre Cristiani omicidi Papa Francesco ha ricordato l’episodio in cui Gesù rimprovera chi pretende di togliere la pagliuzza dall’occhio dell’altro senza vedere la trave che è nel suo. Un comportamento contrario alla mansuetudine di cui parla il Signore, “a quella luce che è tanto bella e che è nel perdonare”. Gesù, ha evidenziato il Papa, usa “una parola forte: ipocrita. Quelli che vivono giudicando il prossimo, parlando male del prossimo sono ipocriti. Perché non hanno la forza, il coraggio di guardare ai propri difetti... Ogni volta che giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore, o peggio quando ne parliamo con gli altri, siamo cristiani omicidi”. E questo “non lo dico io, ma lo dice il Signore”. Sabato 14 settembre L’albero della croce I Padri della Chiesa, ha ricordato il Papa, “comparavano sempre l’albero del paradiso a quello del peccato. L’albero che dà il frutto della scienza, del bene, del male, della conoscenza, con l’albero della croce”. Dal primo albero sono iniziati “l’autosufficienza, l’orgoglio e la superbia di volere conoscere tutto secondo la nostra mentalità, secondo i nostri criteri, anche secondo quella presunzione di essere e diventare gli unici giudici del mondo”. Questa, ha detto, “è la storia dell’uomo”. Sull’albero della croce, invece, c’è la storia di Dio, che “ha voluto assumere la nostra storia e camminare con noi”. Lunedì 16 settembre Cristiani e politica “Ogni uomo e ogni donna che assume responsabilità di governo deve porsi queste due domande: amo il mio popolo per servirlo meglio? E sono umile da sentire le opinioni degli altri per scegliere la migliore strada?”. Il Papa, a questo proposito, ha ricordato una frase di san Paolo (1Tim 2,1-8): “Raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”. Ciò significa che “nessuno di noi può dire: ma io non c’entro, sono loro che governano. No, io sono responsabile del loro governo, e devo fare del mio meglio perché loro governino bene, partecipando alla politica come posso”. Martedì 17 settembre La Chiesa, “vedova forte” Commentando il brano di Luca che narra la risurrezione del figlio della vedova di Nain (7, 11-17), il Papa ha mostrato come Gesù, vedendo la donna davanti al cadavere del suo unico figlio morto, sia stato “preso da grande compassione”. Verso le vedove il Signore mostra una particolare “cura, uno speciale amore”, al punto che esse finiscono con il costituire “un’icona della Chiesa, perché anche la Chiesa è in un certo senso vedova: il suo Sposo se n’è andato e lei cammina nella storia sperando di ritrovarlo, di incontrarsi con lui”. La prima conseguenza di questa vedovanza è che la Chiesa diventa “coraggiosa”, a somiglianza di una madre “che difende i figli... La nostra madre Chiesa ha il coraggio di una donna che sa che i figli sono suoi, e deve difenderli e portarli all’incontro con il suo Sposo”. Dal coraggio deriva la sua forza. LA VOCE CHIESA&SOCIETÀ 10 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 47A SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI Le conclusioni affidate al sociologo ternano Luca Diotallevi “C oraggio, avanti su questa strada con le famiglie!” è stato il saluto, pieno di slancio, che Papa Francesco ha rivolto, dopo l’Angelus, ai 1.300 partecipanti alla 47a Settimana sociale a Torino. Il Papa si è rallegrato “per il grande impegno che c’è nella Chiesa in Italia con le famiglie e per le famiglie, e che è un forte stimolo anche per le istituzioni e per tutto il Paese”. “La famiglia non è un affare privato”: ecco “la prima conclusione, il punto di non-ritorno del nostro cammino”, ha detto tracciando le fila dei lavori Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato organizzatore. Ma, soprattutto, “ci costringe a inserire nel dibattito pubblico italiano un elemento scandalosamente scorretto”. L’architettura della famiglia “è una parte essenziale, ineliminabile, dell’architettura della civitas” ha detto ancora Diotallevi. L’obiettivo: un New Deal sulla famiglia (auspicato anche da Franco Pasquali, coordinatore di Retinopera). Prima mossa: un esame di coscienza. Diotallevi è volutamente provocatorio: “Cosa abbiamo fatto noi laici cattolici italiani, in questi tre anni nella civitas e nella ecclesia, anni così difficili e talvolta drammatici?”. E ancora: “È inutile, o ipocrita, che i laici cattolici italiani si pongano la questione della famiglia senza porsi anche con schiettezza la questione dello stato in cui versa oggi il cattolicesimo politico in Italia... Se è vero che la famiglia non è un affare privato, ma pubblico, ciò significa che il caso della famiglia ha molti profili, e sicuramente uno anche politico”. È una vera e propria “chiamata alle armi”, nella direzione pacifica di chi accetta il dialogo e il confronto, quella di Diotallevi. “Bisogna combattere”, e la partita si gioca sul piano politico: è lì che vanno pensate con creatività le azioni collettive, che rimandano a una parola che è ricorsa Il Messaggio del Papa P molto di frequente nella Settimana sociale: “alleanza”. Quello dei laici cattolici si profila come “un impegno pesante e protratto nel tempo”. Inutile nascondersi, del resto, che “sono decenni che agli italiani viene negato di avere un voto pesante almeno quanto quello che hanno i cittadini delle grandi democrazie”. Vogliamo essere noi, invece, a decidere chi ci rappresenta, ne abbiamo il diritto e il dovere. “Bisogna combattere”, con “l’agonismo della libertà” di sturziana memoria e con la capacità di “convergere”. E la prima battaglia è quella di “continuare ad affermare lo spirito e la lettera con cui la nostra Costituzione riconosce i diritti e i doveri di quella particolare formazione sociale che è la famiglia fondata sul matrimonio. Non possiamo spaventarci né tacere di fronte a chi propone o minaccia di trasformare un diritto in un reato di opinione”. Ma sono tanti i temi sul tappeto, come “la valenza pubblica dell’impegno educativo, la contestazione radicale che va portata alla pretesa dello Stato di farsi educatore, la crisi dell’educazione alla laboriosità e all’intraprendere, il carattere ingiusto e inefficiente della pressione fiscale che oggi debbono sopportare i contribuenti italiani e le loro famiglie, la onerosità e gli aspetti spere- er la Settimana sociale Papa Francesco ha inviato un Messaggio al card. Bagnasco, presidente della Cei. “Le Settimane sociali - scrive - sono uno strumento privilegiato attraverso il quale la Chiesa in Italia porta il proprio contributo per la ricerca del bene comune del Paese. Questo compito, che è di tutta la comunità nelle sue diverse articolazioni, appartiene in modo specifico ai laici e alla loro responsabilità... Per la comunità cristiana la famiglia è ben più che ‘tema’: è vita, è tessuto quotidiano, è cammino di generazioni che si trasmettono la fede insieme con l’amore e con i valori morali fondamentali... Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi, perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli, perché sono la memoria viva”. quativi del modello di welfare State tuttora imperante”. Senza contare lo “sfruttamento” delle famiglie immigrate e il degrado degli spazi urbani che incide sulla qualità della vita, non solo delle periferie. Le Settimane sociali, ha detto il Papa all’apertura di questa edizione, “sono state provvidenziali e preziose, e lo sono ancora oggi”. Anche per la loro capacità di “affrontare, e se possibile anticipare, gli interrogativi e le sfide talvolta radicali posti dall’attuale evoluzione della società”. “Coraggio, avanti”, il suo invito all’Angelus. Appuntamento allora al 2017. M. Michela Nicolais Il premier Enrico Letta durante il suo intervento alla Settimana Sociale Torino,12 settembre,l’apertura della Settimana Sociale I temi e i momenti dell’incontro di Torino L a 47a Settimana sociale dei cattolici italiani, sul tema “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”, si è svolta con base al teatro Regio di Torino il 12-15 settembre. Gli interventi, anche in forma video, si possono trovare sul sito www.settimanesociali.it. La prolusione è stata tenuta dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sul tema “L’architettura della famiglia: logica e ricadute sociali”. Il giorno 13, dopo i saluti del premier Enrico Letta, si sono tenute le relazioni: “I diritti della famiglia riconosciuti nella Costituzione italiana” (Lorenza Violini); “La famiglia oggi: scenari e prospettive” (G. Carlo Blangiardo), “Le politiche familiari per il bene comune” (Stefano Zamagni). Hanno quindi preso avvio i gruppi di lavoro / assemblee tematiche, che riguardavano: la missione educativa della famiglia (con Franco Miano, presidente dell’Ac, e il pedagogo Domenico Simeone); le alleanze educative, in particolare con la scuola (M. Grazia Colombo dell’Agesc, suor Anna Monia Alfieri della Fidae); accompagnare i giovani nel mondo del lavoro (suor Silvana Rasello del Ciofs-Fp, e l’economista Vittorio Pelligra); la pressione fiscale sulle famiglie (Roberto Bolzonaro del Forum famiglie, e l’economista Luigi Campiglio); famiglia e sistema di welfare (Francesco Antonioli del Sole 24 Ore, e il giurista Luca Antonini); il cammino comune con le famiglie immigrate (con i sociologi Maurizio Ambrosini e Laura Zanfrini); abitare la città (Paola Stroppiana dell’Agesci, e l’economista Luigi Fusco Girard); la custodia del creato per una solidarietà intergenerazionale (con il pedagogo Pierluigi Malavasi, e Simone Morandini della Fondazione Lanza). Il sabato pomeriggio è andata in onda una puntata speciale di A Sua immagine dedicata alla Settimana. Le conclusioni, domenica mattina, sono state affidate al prof. Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. Timori e segni positivi. E “grazie” alla Chiesa I n Italia c’è già il “Via”, la valutazione di impatto ambientale: perché non introdurre il “Vif”, valutazione di impianto familiare? La proposta, alla Settimana sociale, è venuta da Stefano Zamagni, ordinario di Economia politica all’Università di Bologna. La sua tesi può essere riassunta così: “Nel prossimo futuro, la famiglia come istituzione è destinata a tornare al centro dell’attenzione, sia a livello politico che culturale”, in primo luogo perché il passaggio dal welfare State, fondato sull’individuo, alla welfare society, basata sul nucleo familiare, “riporterà in auge la famiglia”. E in secondo luogo perché anche il mondo imprenditoriale “ha riscoperto la famiglia”, come “fattore decisivo per la competitività e l’innovatività”. C’è quindi la “curva della felicità”, il terzo dei motivi per cui la famiglia è destinata - a suo parere - ad avere sempre più spazio nello scenario pubblico e istituzionale. A livello di politiche familiari, Zamagni ha citato l’esperienza del “distretto famiglia”, attivo In sintesi, alcuni degli interventi alla Settimana sociale per ora solo in tre Regioni italiane, sull’esempio di quanto già attuato dalla Provincia di Trento come “sistema integrato per la promozione del benessere familiare e della natalità”. “Volevo ringraziarvi per lo sforzo fatto nelle diocesi per aiutare, in un momento drammatico, le famiglie in difficoltà” ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ai partecipanti alla Settimana sociale. Il riferimento è ai Fondi stanziati nelle 226 diocesi italiane per venire incontro alle necessità delle famiglie maggiormente colpite dalla crisi sul territorio. Citando il lavoro come uno degli ambiti in cui il Governo è più impegnato per fronteggiare gli effetti della crisi, Letta ha ricordato “il tema fondamentale dei giovani precari” e l’importanza di un tema come quello dell’educazione, dove il Governo è recentemente intervenuto non solo con gli stanziamenti per l’edilizia scolastica, ma anche con “una maggiore Stefano Zamagni attenzione agli insegnanti” - e qui il premier ha ricevuto l’applauso perché “le classi scolastiche sono il luogo in cui i nostri figli crescono e danno anche delle lezioni a noi alunni”. Così come nel caso della convivenza, serena e pacifica, tra etnie diverse nelle aule: “I nostri figli non hanno nessun problema a rapportarsi con alunni diversi da loro - ha affermato Letta. - Dobbiamo tornare a essere bambini”. “Una famiglia pervasa dalla paura e dal sospetto rischia di rimanere schiacciata sul presente o ripiegata sul passato, senza prospettive per il futuro” è stato invece l’allarme lanciato da Domenico Simeone, ordinario di Pedagogia all’Università Cattolica. “I genitori che stanno abbandonando gli schemi rigidi del passato non sanno ancora prefigurare il nuovo”, ha esordito, aggiungendo quindi che educare è “un dono tra le generazioni”, a patto che si rispettino “le tre condizioni del dono autentico: la differenziazione, il riconoscimento dell’altro come soggetto, l’apertura al dono di ritorno”. Cosa deve fare la famiglia rispetto alla sfida educativa? Offrire “sia le mappe di un mondo complesso e sempre in continua evoluzione, sia la bussola per orientarsi e trovare la propria strada”, è la risposta di Simeone, che ha auspicato la presenza di genitori “compagni di viaggio discreti, affidabili” per i propri figli, che “sappiano fuggire le tentazioni dell’autoritarismo e della seduzione, per porre la propria autorevolezza al servizio di chi sta compiendo lo sforzo di crescere”. LA VOCE CULTURA VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 11 P regiatissimo Dottor Scalfari, è con viva cordialità che, sia pure solo a grandi linee, vorrei cercare con questa mia di rispondere alla lettera che mi ha voluto indirizzare. La ringrazio, innanzi tutto, per l’attenzione con cui ha voluto leggere l’enciclica Lumen fidei. (…) Mi pare sia senz’altro positivo, non solo per noi singolarmente ma anche per la società in cui viviamo, soffermarci a dialogare su di una realtà così importante come la fede, che si richiama alla predicazione e alla figura di Gesù. Penso vi siano, in particolare, due circostanze che rendono oggi doveroso e prezioso questo dialogo. Esso, del resto, costituisce, come è noto, uno degli obiettivi principali del Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII, e del ministero dei Papi che, ciascuno con la sua sensibilità e il suo apporto, da allora sino ad oggi hanno camminato nel solco tracciato dal Concilio. La prima circostanza deriva dal fatto che, lungo i secoli della modernità, si è assistito a un paradosso: la fede cristiana, la cui novità e incidenza sulla vita dell’uomo sin dall’inizio sono state espresse proprio attraverso il simbolo della luce, è stata spesso bollata come il buio della superstizione che si oppone alla luce della ragione. Così tra la Chiesa e la cultura d’ispirazione cristiana, da una parte, e la cultura moderna d’impronta illuminista, dall’altra, si è giunti all’incomunicabilità. È venuto ormai il tempo, e il Vaticano II ne ha inaugurato appunto la stagione, di un dialogo aperto e senza preconcetti che riapra le porte per un serio e fecondo incontro. La seconda circostanza, per chi cerca di essere fedele al dono di seguire Gesù nella luce della fede, deriva dal fatto che questo dialogo non è un accessorio secondario dell’esistenza del credente: ne è invece un’espressione intima e indispensabile. Mi permetta di citarle in proposito un’affermazione a mio avviso molto importante dell’enciclica: poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore — vi si sottolinea — “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti” (n. 34). È questo lo spirito che anima le parole che le scrivo. La fede, per me, è nata dall’incontro con Gesù. Un incontro personale, che ha toccato il mio cuore e ha dato un indirizzo e un senso nuovo alla mia esistenza. Ma al tempo stesso un incontro che è stato reso possibile dalla comunità di fede in cui ho vissuto e grazie a cui ho trovato l’accesso all’intelligenza della sacra Scrittura, alla vita nuova che come acqua zampillante scaturisce da Gesù attraverso i sacramenti, alla fraternità con tutti e al servizio dei poveri, immagine vera del Signore. Senza la Chiesa — mi creda — non avrei potuto incontrare Gesù, pur nella consapevolezza che quell’immenso dono che è la fede è custodito nei fragili vasi d’argilla della nostra umanità. (…) L’incarnazione, cioè il fatto che il Figlio di Dio sia venuto nella nostra carne e abbia condiviso gioie e dolori, vittorie e sconfitte della nostra esistenza, sino al grido del- Papa Francesco Eugenio Scalfari Lettera a chi non crede Il 4 settembre scorso Papa Francesco ha risposto al giornalista Eugenio Scalfari che sul quotidiano “La Repubblica”, in due differenti editoriali pubblicati il 7 luglio e il 7 agosto, poneva delle domande sulla fede e sulla Chiesa. Il fatto ha suscitato grande interesse sia tra i non-credenti che tra i credenti. Riportiamo in questa pagina una sintesi delle domende di Scalfari e ampie parti della risposta di Papa Francesco la croce, vivendo ogni cosa nell’amore e nella fedeltà all’Abbà, testimonia l’incredibile amore che Dio ha per ogni uomo, il valore inestimabile che gli riconosce. Ognuno di noi, per questo, è chiamato a far suo lo sguardo e la scelta di amore di Gesù, a entrare nel suo modo di essere, di pensare e di agire. Questa è la fede, con tutte le espressioni che sono descritte puntualmente nell’enciclica. Nell’editoriale del 7 luglio, lei mi chiede inoltre come capire l’originalità della fede cristiana in quanto essa fa perno appunto sull’incarnazione del Figlio di Dio, rispetto ad altre fedi che gravitano invece attorno alla trascendenza assoluta di Dio. L’originalità, direi, sta proprio nel fatto che la fede ci fa partecipare, in Gesù, al rapporto che egli ha con Dio che è Abbà e, in questa luce, al rapporto che Egli ha con tutti gli altri uomini, compresi i nemici, nel segno dell’amore. In altri termini, la figliolanza di Gesù, come ce la presenta la fede cristiana, non è rivelata per marcare una separazione insormontabile tra Gesù e tutti gli altri; ma per dirci che, in Lui, tutti siamo chiamati a essere figli dell’unico Padre e fratelli tra di noi. La singolarità di Gesù è per la comunicazione, non per l’esclusione. Certo, da ciò consegue anche — e non è una piccola cosa — quella distinzione tra la sfera religiosa e la sfera politica che è sancita nel “dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”, affermata con nettezza da Gesù e su cui, faticosamente, si è costruita la storia dell’Occidente. La Chiesa, infatti, è chiamata a seminare il lievito e il sale del Vangelo, e cioè l’amore e la misericordia di Dio che raggiungono tutti gli uomini, additando la meta ultraterrena e definitiva del nostro destino, mentre alla società civile e politica tocca il compito ar- duo di articolare e incarnare nella giustizia e nella solidarietà, nel diritto e nella pace, una vita sempre più umana. (…) Vengo così alle tre domande che mi pone nell’articolo del 7 agosto. Mi pare che, nelle prime due, ciò che le sta a cuore è capire l’atteggiamento della Chiesa verso chi non condivide la fede in Gesù. Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso che — ed è la cosa fondamentale — la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a Lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire a essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la LE OTTO DOMANDE poste da Eugenio Scalfari a Papa Francesco 1) La modernità illuminista ha messo in discussione il tema dell’“assoluto”, a cominciare dalla verità. Esiste una sola verità, o tante quante ciascuno individuo ne configura? 2) I Vangeli e la dottrina della Chiesa affermano che l’Unigenito di Dio si è fatto carne non certo indossando un abito e imitando le movenze degli uomini e restando Dio, bensì assumendone anche i dolori, le gioie e i desideri. Ciò significa che Gesù ha avuto tutte le tentazioni della carne, e le ha vinte non in quanto Dio ma in quanto uomo che si era posto il fine di portare l’amore per gli altri allo stesso livello d’intensità dell’amore per sé. Di qui l’incitamento: ama il prossimo tuo come te stesso. Fino a che punto la predicazione di Gesù e della Chiesa fondata dai suoi discepoli ha realizzato questo obiettivo? 3) Le altre religioni monoteiste, l’ebraica e l’islam, prevedono un solo Dio, il mistero della Trinità gli è del tutto estraneo. Il cristianesimo è dunque un monoteismo alquanto particolare. Come si spiega per una religione che ha come radice il Dio biblico, che non ha alcun Figlio Unigenito e non può essere né nominato né tantomeno raffigurato, come del resto Allah? 4) Il Dio incarnato ha sempre affermato che il suo regno non era e non sarebbe mai stato di questo mondo. Di qui il “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. Papa Francesco rappresenta finalmente la prevalenza della Chiesa povera e pastorale su quella istituzionale e temporalistica? 5) Dio promise ad Abramo e al popolo eletto di Israele prosperità e felicità, ma questa promessa non fu mai realizzata e culminò, dopo molti secoli di persecuzioni e discriminazioni, nell’orrore della Shoah. Il Dio di Abramo, che è anche quello dei cristiani, non ha dunque mantenuto la Sua promessa? 6) Se una persona non ha fede né la cerca ma commette quello che per la Chiesa è un peccato, sarà perdonato dal Dio cristiano? 7) Il credente crede nella verità rivelata, il non credente crede che non esista alcun “assoluto” ma una serie di verità relative e soggettive. Questo modo di pensare per la Chiesa è un errore o un peccato? 8) Il Papa ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra specie finirà, come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Ma quando la nostra specie sarà scomparsa, anche il pensiero sarà scomparso e nessuno penserà più Dio. Quindi, a quel punto, Dio sarà morto insieme a tutti gli uomini? (Sintesi fatta da Famiglia Cristiana) malvagità del nostro agire. In secondo luogo, mi chiede se il pensiero secondo il quale non esiste alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, ma solo una serie di verità relative e soggettive, sia un errore o un peccato. Per cominciare, io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità “assoluta”, nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione. Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione! Tant’è vero che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive, ecc. Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro. Ma significa che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita. Non ha detto forse Gesù stesso: “Io sono la via, la verità, la vita”? In altri termini, la verità essendo in definitiva tutt’uno con l’amore, richiede l’umiltà e l’apertura per essere cercata, accolta ed espressa. Dunque, bisogna intendersi bene sui termini e, forse, per uscire dalle strettoie di una contrapposizione... assoluta, reimpostare in profondità la questione. Penso che questo sia oggi assolutamente necessario per intavolare quel dialogo sereno e costruttivo che auspicavo all’inizio di questo mio dire. Nell’ultima domanda mi chiede se, con la scomparsa dell’uomo sulla terra, scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio. Certo, la grandezza dell’uomo sta nel poter pensare Dio. E cioè nel poter vivere un rapporto consapevole e responsabile con Lui. Ma il rapporto è tra due realtà. Dio - questo è il mio pensiero e questa la mia esperienza, ma quanti, ieri e oggi, li condividono! - non è un’idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell’uomo. Dio è Realtà con la “R” maiuscola. Gesù ce lo rivela - e vive il rapporto con Lui - come un Padre di bontà e misericordia infinita. Dio non dipende, dunque, dal nostro pensiero. Del resto, anche quando venisse a finire la vita dell’uomo sulla terra (e per la fede cristiana, in ogni caso, questo mondo così come lo conosciamo è destinato a venir meno), l’uomo non terminerà di esistere e, in un modo che non sappiamo, anche l’universo creato con lui. La Scrittura parla di “cieli nuovi e terra nuova” e afferma che, alla fine, nel dove e nel quando che è al di là di noi, ma verso il quale, nella fede, tendiamo con desiderio e attesa, Dio sarà “tutto in tutti”. Concludo così queste mie riflessioni, suscitate da quanto ha voluto comunicarmi e chiedermi. Le accolga come la risposta tentativa e provvisoria, ma sincera e fiduciosa, all’invito che vi ho scorto di fare un tratto di strada insieme. La Chiesa, mi creda, nonostante tutte le lentezze, le infedeltà, gli errori e i peccati che può aver commesso e può ancora commettere in coloro che la compongono, non ha altro senso e fine se non quello di vivere e testimoniare Gesù: Lui che è stato mandato dall’Abbà «a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Luca, 4, 18-19). Con fraterna vicinanza Francesco Collegati utilizzando il QR code al sito www.lavoce.it per i testi in versione integrale Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano esclusivamente il pensiero di chi le scrive. 12 La risposta del Papa a un non-credente IL PUNTO In 70 anni nulla è cambiato È passato pochi giorni fa il 70° anniversario dell’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio, quando si credette di poter festeggiare la fine di una guerra (sia pure una guerra perduta) e invece bastò un attimo perché cominciasse una nuova guerra, peggiore. Sulla storia di quei giorni sono stati scritti libri a dozzine. Leggerli ora è angosciante. Si rimane sgomenti non solo per la tragicità degli eventi, ma per la pochezza, la cialtroneria dei potenti dell’epoca. Superficialità, imprevidenza, improvvisazione, vigliaccheria. Scelte dettate da ambizioni meschine, rivalità e ripicche personali. Nel mese di agosto, due diverse fazioni in seno all’Alto Comando inviarono a trattare in segreto con gli angloamericani due generali diversi (Castellano e Zanussi) senza che l’uno sapesse dell’altro, e quando lo seppero non si parlarono fra loro; così informazioni preziose si perdettero per strada, e intanto gli angloamericani si erano fatti - al solito - una pessima opinione degli italiani, incapaci di comportarsi seriamente anche in circostanze del genere. Poi il Re e Badoglio che abbandonarono Roma da un’ora all’altra senza avvertire neppure i ministri del Governo e senza lasciare ordini. Eccetera. Ma questa è storia passata, ormai. Perché, però, dico che è angosciante rileggere quelle storie? Perché in controluce ci si rivede (io, almeno, ci rivedo) l’Italia di oggi. Già, perché dovremmo essere migliori degli italiani di settant’anni fa? Semmai siamo peggiori, generalmente parlando. In politica ci sono tante brave persone, ma non sanno coordinarsi, collaborare a un progetto comune; e poi sono una minoranza, perché sono di più (o almeno si vedono e si sentono di più) quelli per i quali la politica è solo il mezzo per fare carriera e fare soldi, e pazienza se per farlo si devono truccare i conti pubblici, fare affari sporchi, approfittare del potere per interessi privati non confessabili (ma a volte anche protervamente sbandierati come se si trattasse di sacrosanti diritti). Anche gli onesti, che ci sono, perdono il loro tempo a discutere di questioni irrilevanti, che si potrebbero decidere in un minuto, e non si accorgono dei problemi enormi che stanno per esplodere. Sì, siamo ancora quelli di 70 anni fa. Pier Giorgio Lignani Perugia Maria Rita Valli piazza IV Novembre, 6 Tel. 075 572.78.71 [email protected] Orvieto - Todi Michela Massaro Via S. Lorenzo, 18 - todi 3339340325 [email protected] Terni Elisabetta Lomoro piazza Duomo, 9 Tel/fax 0744 546.525 [email protected] Assisi Roldano Boccali Tel. 330417028 [email protected] Gubbio Giampiero Bedini via Monteverdi,2 Tel. 075 927.21.16 [email protected] LA VOCE LETTERE&OPINIONI Città di Castello Moreno Migliorati, piazza Gabriotti,10 Tel. 075 8550167 [email protected] H a destato largo interesse ed ampiezza di commenti la lettera che Papa Francesco ha scritto rispondendo ad alcune domande rivoltegli da Eugenio Scalfari, “un non credente” – come si definisce – che non cerca Dio anche se da molti anni “interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazaret”. Una lettera che rappresenta certamente una novità, non tanto per i contenuti, che risultano confermati e ribaditi, ma per l’essere stata scritta, in risposta “con viva cordialità” a Scalfari, a chi non crede, e utile per “soffermarci a dialogare su una realtà così importante come la fede, che si richiama alla predicazione e alla figura di Gesù di Nazaret”. Ciò premesso, vorrei cogliere, per tutti noi credenti, alcune indicazioni. Innanzitutto l’esigenza che tra la cultura d’ispirazione cristiana e la cultura moderna d’ispirazione illuminista si apra un dialogo senza preconcetti che “riapra le porte per un serio e fecondo incontro”, nella linea tracciata dal Vaticano II. Papa Francesco richiama al riguardo l’enciclica Lumen fidei per ricordarci che “il credente non è arrogante” e che “la sicurezza della fede ci mette in cammino e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”. E osservando di seguito che la fede nasce dall’incontro con Gesù e che senza la Chiesa resta difficile incontrarlo, precisa che la fede cristiana sta nel credere che “Gesù è il Figlio di Dio venuto a dare la sua vita per aprire a tutti la via dell’amore” a testimonianza dell’incredibile amore che Dio ha per ogni uomo. In un successivo passaggio, Francesco richiama la distinzione tra la sfera religiosa e la sfera politica, e puntualizza che “alla società civile e politica tocca il compito arduo di articolare e incarnare nella giustizia e nella solidarietà, nel diritto e nella pace, una vita sempre più umana”. È la concezione alta della politica come servizio ai cittadini, “tenendo desto il senso della speranza”. Un richiamo oggi tanto più necessario di fronte a una prassi della politica, cui assistiamo, finalizzata al puro potere e bene individuali. Voglio infine ricordare il richiamo al significato della verità, da non intendere “assoluta” ma come “amore di Dio in noi per Gesù Cristo”, nel senso che “si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita”. Ed essendo un tutt’uno con l’amore, “richiede l’umiltà e l’apertura per essere cercata, accolta ed espressa”. Alvaro Bucci Foligno autodefinì “scimmia pensante” non si stanca di ripetere: “Ho una cultura illuminista e non cerco Dio; penso che Dio sia solo un’invenzione consolatoria e affascinante della mente degli uomini”. La lettera però è lunga e complessa, così molti si sono limitati a leggerne solo alcuni brani o si sono fermati ai titoli dei giornali ove, come nel caso di Repubblica, risulta del tutto travisato quello che il Papa ha scritto a proposito di “verità” e “coscienza”. Papa Francesco è ben consapevole che “fare gesti di frontiera” per incontrare chi è lontano dalla Chiesa può comportare il rischio d’ incidenti, ma ha precisato: “Preferisco una Chiesa incidentata a una Chiesa che, con chi è lontano, o anche ostile, non parla”. Così in prima pagina Repubblica ha “sparato”: La verità non è mai assoluta, seguita dalla firma Francesco, come per annoverare anche il Pontefice fra i sostenitori del relativismo, per cui la verità sarebbe sempre variabile e soggettiva. È un equivoco nato dal fatto che il termine “assoluto” viene normalmente usato quale sinonimo di “indiscutibile” e “oggettivo”, mentre il Pontefice lo ha utilizzato tenendo presente il suo vero significato etimologico. Il termine “assoluto” deriva infatti dal latino absolvo, “ab ( = da) solvo” che significa “sciogliere”. In questo quadro etimologico Papa Francesco testualmente ha scritto: “Io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità ‘assoluta’, nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione”. Mentre la verità, secondo la fede cristiana, è in relazione con l’amore di Dio in Gesù Cristo. Quindi la verità non è “assoluta” non perché relativa, ma perché è relazionale, perché necessita di legami e connessioni. La verità, che in sé è assoluta, nel senso che non è affatto “variabile e soggettiva”, non può invece definirsi “assoluta” perché non è sciolta dalla relazione con Cristo, e non è sciolta dalla fatica di un cammino che Si raccomanda di non superareVENERDÌ le trenta righe dattiloscritte dura tutta la vita e ci porta a comprendere gradualmente quella verità che di per sé è assolutamente oggettiva e non-variabile. Papa Francesco ha anche precisato che si salva pure il non credente che obbedisce “alla propria coscienza: il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza”. La coscienza, ovviamente, non intesa come sinonimo delle nostre opinioni soggettive, ma quella che è in grado di percepire le azioni “come bene o come male”, e tutti sappiamo che sulla scelta tra bene e male “si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire”. Papa Francesco si riferisce dunque alla legge naturale che Dio ha inciso nel cuore di tutte le creature umane. Pier Luigi Galassi Perugia Dopo Todi 1 e 2, i cattolici in politica restano latitanti... D a quanto tempo non sentiamo più parlare dei cattolici in politica? Da tempi immemorabili. Sembrava che gli incontri di Todi aprissero nuovi impegni diretti dei cattolici. Nulla è avvenuto, poiché hanno dimostrato di amare più lo status quo della loro divisione e irrilevanza nelle varie formazioni politiche che proporre e realizzare il bene comune e l’azione collettiva alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Della stessa opinione è Lorenzo Ornaghi, già rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che prendendo a pretesto il 70° anniversario del Codice di Camaldoli, esprime rammarico che i principi espressi nel monastero toscano e che hanno contribuito a creare lo Stato post-bellico, vengono totalmente ignorati, pur nella loro attualità, nel quadro politico di oggi. Ma Ornaghi non era presente a Todi 1 e Todi 2, e che cosa ha detto e fatto per immettere in politica i sette capitoli del Codice? Aveva di fronte il meglio della HUMOUR Disegni di Marcello Cruciani “Io credo la Chiesa”, non “nella” Chiesa C on tutto il rispetto, “Io credo la Chiesa” e non “nella Chiesa”, come ha recentemente detto Papa Francesco nelle catechesi del mercoledì, come riportato nell’articolo a pagina 8 del numero scorso. Archimede Bertolino Terni La verità è “relazionale” e non “relativa”, dice il Papa C aro don Elio, condivido pienamente quanto scritto dall’amico Lignani (vedi la rubrica Il punto n. 32): la lettera di Papa Francesco alla Repubblica è certamente un atto di grande umiltà. Le domande su fede e laicità che Scalfari ha rivolto al Papa “da pari a pari” risultano formulate più per “curiosità intellettuale” che per sincera ricerca interiore; del resto il giornalista, che si ASSOCIATO ALL’UNIONE DELLA STAMPA PERIODICA ITALIANA ISCRITTO ALLA FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI cattolicità italiana, pronto a raccogliere nuove sfide, se ben orientato e motivato. Ci si aspettava che il popolo cattolico salpasse verso un’aggregazione politica in grado di ripetere il miracolo italiano dopo il ventennio fascista. Non è avvenuto nulla, e Ornaghi si è distinto per seguire tutti quelli che non credevano a un nuovo partito dei cattolici. E allora di che lagnarsi? Inutile ripetere che dell’anima di Camaldoli “abbiamo bisogno anche per non giungere impreparati o amareggiati da qualche deludente tentativo di questi ultimi anni” di imprevedibili assetti partitici. Il rettore non può commemorare il grande evento di Camaldoli solo per dirci che il contenuto dei sette capitoli (Stato, famiglia, educazione, lavoro, destinazione e proprietà dei beni materiale, produzione e scambio, attività economica pubblica, vita internazionale) peraltro preceduti da una “Premessa sul fondamento spirituale della vita sociale”, sono di estrema attualità. Lasciamo da parte le commemorazioni che non possono più essere solo uno sfoggio culturale. Smettiamola di ricordare ogni anno i grandi cattolici politici come Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi che hanno fatto l’Italia fondando un partito di cattolici. Reputo invece che mai come in questo momento sia necessario inoculare nella nostra società dosi massicce di dottrina sociale della Chiesa aggiornata ai tempi, all’insegna di un unico simbolo, di un unico vessillo di idee e libertà da troppo tempo assenti dalla politica italiana. Lo “spezzatino” di ruiniana memoria non ha funzionato. Lo scompaginamento in atto delle aggregazioni partitiche e i loro sforzi di ricomporsi in modo nuovo sotto la guida di nuove leadership ne è una ulteriore conferma. Ma se si riaggregano fallite esperienze partitiche, definibili socialdemocratiche o liberali, perché i cattolici non potrebbero fare altrettanto? In Umbria stanno prendendo piede iniziative di cattolici che, credendo negli insegnamenti di Camaldoli e nelle iniziative di Sturzo e De Gasperi, vogliono realizzare ciò che i loro epigoni non sono riusciti negli ultimi venti anni. Di loro sentiremo ancora parlare. Mario Timio Perugia Mentre condivido la diagnosi, esprimo il desiderio di conoscere le segnalate iniziative, che potremo rendere di pubblico dominio. Grazie, mi pare una bella sintesi. Sull’argomento torniamo a pag. 11. Materiale fotografico - Archivio La Voce - Enrico Milanesi (Città di Castello) - Gavirati (Gubbio) - Giancarlo Belfiore 20 SETTEMBRE 2013 Nel Simbolo della fede è scritto come lei dice: “Credo la Chiesa”. Non so perché il Papa abbia usato la dicitura “nella”, forse per una svista, essendo rivolto con immediatezza e slancio al popolo. L’approfondimento del tema lo rimandiamo ad altra occasione. Direttore responsabile: Elio Bromuri Redazione: piazza IV Novembre n.6 - 06123 Perugia tel. 075/57.27.871 • fax 075/57.31.066 [email protected] Amministrazione e Pubblicità: tel. 075/57.20.397 • fax 075/57.31.066 [email protected] Registrazione: Tribunale di Perugia N°145 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione N° 1.304 La testata “La Voce” fruisce dei Contributi Statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l., Via Selice 187/189, Imola (Bo) Abbonamenti Annuale Annuale + on-line Annuale solo on line Semestrale Sostenitore Benemerito 43 e 55 e 35 e 23 e 68 e 150 e Versamento in c/c postale n. 11941069 Bonifico Bancario conto Unicredit Codice Iban IT 25 D 02008 03027 000029471611 intestato a: Chiesa di San Severo a Porta Sole - La Voce Piazza IV Novembre, 6 06123 Perugia Desideriamo informarLa che i dati da lei forniti saranno trattati secondo le indicazioni del D. Lgs n. 196 del 30 giugno 2003 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”).Per ricevere l’informativa in dettaglio può rivolgersi presso gli uffici del settimanale “La Voce” o contattarci al numero 075.5720397. Per informazioni sull’abbonamento: [email protected] Stampato su carta riciclata LA VOCE ATTUALITÀ VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 13 Bioetica. Il commento del Mpv alla Relazione ministeriale sugli aborti La cultura della vita si diffonde “L “UNO DI NOI” I l traguardo minimo di un milione di firme è stato superato, ma l’impegno continua in tutti i 28 Paesi europei. I dati più significativi degli ultimi giorni riguardano la Germania che ha superato nettamente il proprio minimo raccogliendo oltre 82 mila firme. Anche la Grecia sta crescendo, e la Romania continua con un impegno considerevole, al 270%. Ricordando l’appuntamento del “click day” europeo del 22 settembre (per la raccolta delle firme on line: sito www.oneofus.eu), si invita a essere attenti a non firmare fornendo i dati della patente o altri documenti: gli unici accettati sono carta d’identità e passaporto, altrimenti la firma è invalidata. a Relazione ministeriale sugli aborti in Italia fa sorgere due domande” afferma Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv). “I numeri sono completi? Lo sono certamente per quanto riguarda le Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza) ospedaliere, ma sono completi anche se il criterio di giudizio riguarda la distruzione di vite umane incipienti?”, è la prima domanda. “Se seguiamo questo secondo criterio precisa il presidente del Mpv bisogna tener conto degli effetti prodotti dall’inconoscibile aborto chimico (400 mila confezioni V di ‘pillola del giorno dopo’ vendute ogni anno) e del persistere dell’aborto clandestino classico, di cui qualche episodio giudiziario fa ogni tanto emergere la persistenza”. E la seconda domanda: “Se diminuzione complessiva del sacrificio di vite umane c’è stato, quali ne sono le cause?”. Per Casini, “certamente il merito non è della legge 194, ma del crollo del numero di donne italiane in età feconda e dell’azione educativa svolta dalla Chiesa e dal Movimento per la vita, dall’azione assistenziale dei nostri Centri di aiuto alla vita che hanno aiutato a nascere ogni anno non meno di diecimila bambini. Una buona enerdì 13 settembre è stata trasmessa al Parlamento la relazione annuale sull’attuazione della legge 194/78 sulla tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza, che presenta i dati preliminari relativi al 2012 e quelli definitivi del 2011. Lo riferisce una nota del ministero della Salute. “Per la prima volta - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin - è stato avviato un monitoraggio articolato sul territorio relativamente ad alcuni aspetti dell’applicazione della 194, quelli più specificamente legati all’obiezione di coscienza... I dati della relazione indicano che relativamente all’obiezione di coscienza e all’accesso ai servizi la legge ha avuto complessivamente una applicazione efficace. Stiamo lavo- notizia - fa notare il presidente del Mpv - riguarda l’obiezione di coscienza dei ginecologi, che è in costante crescita. È una buona notizia perché la Relazione ministeriale fa il calcolo di quanti aborti deve praticare un medico non obiettore ogni settimana. Il calcolo dice 1,7: un dato che dimostra l’assurdità ideologica e intollerante dei ricorsi promossi davanti al Consiglio d’Europa anche dalla Cgil contro l’Italia che contrasterebbe il preteso diritto d’aborto (sic!) delle donne permettendo una troppo estesa obiezione di coscienza, che costringe i non obiettori a un superlavoro, ad La relazione del Ministero sulla legge 194 rando per verificare, insieme alle Regioni, la presenza di eventuali criticità locali per giungere al più presto al loro superamento”. Nella relazione viene confermato il trend degli anni precedenti. I dati preliminari indicano che nel 2012 sono state effettuate 105.968 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), con un decremento del 4.9% rispetto al dato definitivo del 2011 (111.415 casi) e un decremento del 54.9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’Ivg (234.801 casi). Il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000 donne in età feconda tra 15-49 anni) nel 2012 è risultato pari a 7.8 per 1.000, con un decre- abbandonare ogni altro aspetto della loro professione, ad affrontare uno stress psichico in violazione delle norme sulla disciplina del lavoro”. Il Movimento per la vita, che si è costituito dinanzi al Consiglio d’Europa per difendere l’Italia e gli obiettori di coscienza, conclude Casini, “utilizzerà questa parte della relazione ministeriale per contrastare questo attacco, che ultimamente è un attacco contro la vita. L’alta percentuale dell’obiezione di coscienza è una buona notizia anche perché indirettamente prova, con la testimonianza di chi vede e se ne intende, che l’embrione umano è davvero uno di noi”. mento dell’1.8% rispetto al 2011 (8.0 per 1000). Rimane elevato il ricorso all’Ivg da parte delle donne straniere, a carico delle quali si registra un terzo delle Ivg totali in Italia. Si osserva come l’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza abbia riguardato elevate percentuali di ginecologi fin dall’inizio dell’applicazione della legge 194, con un aumento percentuale del 17.3% in trenta anni, a fronte di un dimezzamento delle Ivg nello stesso periodo. I numeri complessivi del personale non obiettore sarebbero dunque congrui al numero complessivo degli interventi di Ivg. Eventuali difficoltà nell’accesso ai percorsi Ivg sarebbero quindi dovuti ad una distribuzione inadeguata del personale fra le strutture sanitarie all’interno di ciascuna regione. 14 LA VOCE EVENTI IN UMBRIA VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Bellezze d’Italia e del mondo Dal 20 al 22 settembre il Salone mondiale del Turismo Città e siti Unesco, con Le Giornate della Dieta mediterranea re giorni di incontri tra operatori del settore turistico, esposizioni e seminari aperti al pubblico, offerte speciali per visitare i siti Unesco di tutto il mondo e approfondimenti sul viaggiare responsabile. Questo è il World Heritage Tourism Expo, il Salone turistico dedicato ai Siti patrimonio dell’Umanità che si tiene al Palaeventi Lyrick di Assisi dal 20 al 22 settembre. Un’occasione per conoscere le opportunità offerte da questi bellissimi luoghi, da valorizzare e da proteggere e per avere tutte le informazioni per organizzare una possibile vacanza. Il sindaco Ricci, in sede di presentazione dell’iniziativa, ha sottolineato che la manifestazione è in crescita, con il risultato che i tour operator inseriscono sempre più nei loro cataloghi i siti Unesco. Novanta i siti Unesco presenti, relativi a 15 Paesi, 150 i tour operator e buyer, 20 le testate e le riviste presenti. Anche quest’anno le previsioni sono da grandi numeri, come lo è stato per le tre passate edizioni. Tema centrale della quarta edizione del Wte è la sostenibilità del turismo come strumento di conoscenza di un territorio e di un’opera d’arte, ma anche di valorizzazione, preservazione e sviluppo. Non mancheranno, dunque, gli appuntamenti finalizzati alla T Espositori alle Giornate della Dieta Mediterranea della scorsa edizione sensibilizzazione del pubblico sull’argomento. Venerdì 20, alle 15, incontro su come programmare la conservazione dei siti Unesco. Sabato 21, via alle premiazioni dei tour operator e dei viaggiatori più sensibili al turismo responsabile e sostenibile: sarà ad Assisi il direttore del periodico L’Agenzia di Viaggi Cristina Ambrosini per consegnare il Premio turismo responsabile italiano, il Premio turismo culturale e il Premio viaggiatore responsabile. In contemporanea al Wte si terranno anche le Giornate della Dieta mediterranea, ideate per valorizzare questo stile di vita tipico del bacino del Mediterraneo che nel 2011 è stato inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Le Giornate sono, dunque, un’occasione per conoscere la Dieta mediterranea in tutti i suoi aspetti con esposizioni di prodotti, degustazioni guidate di piatti locali, animazioni folcloristiche, convegni. Tra gli appuntamenti da non perdere quelli con Mediterranea… che spettacolo!, lo showcooking quotidiano con Andrea & Maurizio, i finalisti della fortunata trasmissione Masterchef Italia (Platea del Teatro Lyrick, tutti i giorni ore 16.). Nella stessa platea del Lyrick sabato 21, (ore 15) un altro protagonista di Masterchef sarà ad Assisi, Bruno Barbieri, lo chef italiano più stellato dopo Gualtiero Marchesi, per raccontare la “sua” Dieta mediterranea in compagnia del nutrizionista Giovanni Boni e del giornalista ed esperto enogastronomico Luca Bonacini. Ma le Giornate saranno anche l’occasione per conoscere da vicino i prodotti delle regioni italiane che rientrano a pieno titolo nel modello nutrizionale della Dieta mediterranea, come la Calabria, il Cilento, la Puglia e l’Umbria. Info www.worldheritagetourismexpo.com. M. A. MANIFESTAZIONI IN UMBRIA CORCIANO Il 28 e 29 settembre al Castello di Pieve del Vescovo di Corciano “Herbae Volant, Fructus Manent. Memorie, Profumi e Sapori delle erbe e della frutta”. Tra le mura e le stanze del castello si potrà curiosare tra frutti locali di varietà antiche, erbe aromatiche ed officinali, prodotti enogastronomici e dell’artigianato artistico naturale, con l’ausilio di visite guidate; oppure potranno partecipare ai seminari ed alle presentazioni di libri sul riconoscimento delle erbe spontanee commestibili e il loro utilizzo in cucina, la realizzazione di liquori salutari di erbe e frutta e la riscoperta di varietà scomparse di frutta locale. Laboratori didattici per bambini sulle produzioni tessili naturali, alla scoperta delle tradizioni del territorio. Tutte le attività saranno ad ingresso libero, per le attività dei bambini prenotare, però, al desk di accoglienza. Info: www.initinere.info ACQUASPARTA Dal 17 al 21 settembre ad Acquasparta, si tiene la Festa del Rinascimento. A partire dalle ore 21, il 17 settembre corteo storico e sfida alla contrada di Porta Vecchia. Il teatro di Contrada sarà in scena il 18 alle 21 “Il Ghetto”, il 19 alle 22 con “Porta Vecchia” e il 20 alle 21 con “San Cristoforo”. Chiude la manifestazione, il 21, alle ore 16, “La Riavuta” ovvero la rivincita de “Il Grande gioco dell’oca”. Tutte le sere dell’evento, apertura della taverna della Riavuta (taverna del carnevale) gestita dalle tre contrade. SAN GEMINI Dal 28 settembre al 13 ottobre, a San Gemini, si terranno i festeggiamenti medievali in onore del santo Patrono San Gemine, con la famosa rievocazione della Giostra dell’Arme. Riaprono inoltre le antiche botteghe, le mostre e le taverne con i piatti tipici del luogo. www.facebook.com/rinasci mento.acquasparta 15 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 P apa Francesco ha rivolto ai credenti un accorato appello di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero. Il mondo contemporaneo, che si autodefinisce “laico” e che ha fissato i suoi traguardi nella “modernità”, che “ha cercato di costruire la fraternità universale tra gli uomini fondandosi sulla loro uguaglianza, deve necessariamente riscoprire la fede biblica come radice della fraternità universale, perché pone al centro l’amore di Dio che si riverbera tra gli uomini mediante l’incarnazione, la morte e risurrezione di Gesù Cristo. La fede illumina il vivere sociale; essa possiede una luce creativa per ogni momento nuovo della storia” (cf. Lumen fidei, nn. 54-55). La fede cristiana, oggi, è più che mai necessaria, come sono necessari cattolici coerenti e preparati, in grado di riabilitare la “democrazia argomentativa”, capace di mettere in campo la dottrina sociale della Chiesa attraverso la dimensione della ragionevolezza della fede. Una società “laica” non è necessariamente “relativistica”, cioè senza riferimenti valoriali certi: lo è La democrazia “laicista” non ha futuro † Ernesto Vecchi* se prevale il “laicismo”, che non offre molti sbocchi alla maturazione di una democrazia compiuta. La nostra democrazia, oggi soffre di una crescente complessità e si trova in affanno, per il prevalere degli interessi di parte, portati all’esasperazione dalle crescenti pressioni lobbystiche. “Una democrazia – lo ha detto Papa Francesco – è senza futuro se rimane chiusa nella pura logica o nel mero equilibrio di rappresentanza di interessi costituiti” (discorso alla classe dirigente del Brasile, 27-72013). I laici sono chiamati a riscoprire i “valori universali”, capaci di aggregare persone di diversa appartenenza culturale e religiosa. Occorrono uomini e donne di buona volontà disposti a riflettere e a identificare tali valori nell’area del “diritto naturale”, che non può essere soffocato dalla cultura libertaria e autoreferenziale. Il cristiano non deve cadere nell’equivoco di una rifondazione puramente immanente (cioè laicista) di valori cristiani, come è accaduto con la famosa trilogia rivoluzionaria “libertà, uguaglianza, fraternità”, concetti tipicamente cristiani, ma scippati e “secolarizzati” dalla Rivoluzione francese e dalla filosofia dei Lumi. In realtà, nessuna rivoluzione è stata creativa, in virtù del sangue versato e dei soprusi commessi. Papa Francesco, durante la Gmg, ha fatto sue le parole del pensatore brasiliano Alceu Amoroso Lima: “Quanti, in una nazione, hanno un ruolo di responsabilità, sono chiamati ad affrontare il futuro con lo sguardo calmo di chi sa vedere la verità”. In tale prospettiva, la “calma” porta a scoprire la “cultura dell’incontro”, nella quale tutti hanno qualcosa di buono da dare e tutti possono ricevere qualcosa di buono in cambio. Questo atteggiamento aperto, disponibile e senza pregiudizi, Papa Francesco lo definisce “umiltà sociale”. È l’umiltà sociale il catalizzatore della pace, ma è un traguardo esigente, frutto della riconciliazione con Dio e con il prossimo. Pertanto, se vogliamo essere davvero operatori di pace, dobbiamo accogliere l’insegnamento di san Giovanni Crisostomo, che ci chiede di sintonizzare la nostra vita su cinque frequenze: riconoscere i propri limiti e le colpe commesse; perdonare le offese ricevute; respirare la grazia di Dio nella preghiera; soccorrere i bisognosi e condividere le risorse; avere una giusta considerazione di sé, che si impara alla scuola di Gesù, che è “mite e umile di cuore” (Mt 11,29). È la fede in Cristo – vissuta con coerenza – che cambia la vita, sconfigge la violenza e promuove la pace! * Vescovo amministratore apostolico della diocesi di Terni - Narni - Amelia Per essere informato su ciò che è importante. Per te Se non sei abbonato richiedi 8 copie omaggio. Per conoscerci meglio... Invia i tuoi dati all’indirizzo e-mail [email protected]; oppure riempi e spedisci il modulo sottostante a La Voce - Abbonamenti Piazza IV Novembre, 6 - 06123 Perugia. Puoi comunicarceli anche chiamando al numero 075 5720397 Sì, desidero ricevere otto copie omaggio del vostro settimanale al seguente indirizzo Le copie omaggio saranno recapitate a partire dal primo numero utile al ricevimento della richiesta COGNOME............................................ NOME................................................... VIA e N°............................................... .............................................. CITTÀ................................................... DESIDERIAMO INFORMARLA CHE I DATI DA LEI FORNITI SARANNO TRATTATI SECONDO LE INDICAZIONI DEL D.LGS. N. 196 DEL 30 GIUGNO 2003 («CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI»). PER RICEVERE L’INFORMATIVA IN DETTAGLIO PUÒ RIVOLGERSI PRESSO GLI UFFICI DEL SETTIMANALE “LA VOCE” O CONTATTARCI AL NUMERO 075-5720397. CAP .................. PROVINCIA .............. TEL/CELL.............................................. DIOCESI............................................... 4 ottobre 2013 Papa Francesco ad Assisi La giornata del Papa raccontata minuto per minuto grazie alla collaborazione tra radio giornale e siti web con foto, video, interviste e tutte le news. Seguici sulle frequenze di Umbria Radio e su www.lavoce.it, www.umbriaradio.it, www.chiesainumbria.it e sulla pagina facebook de La Voce LA VOCE Perugia .Città della Pieve 16 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 DIOCESI. Il 22 settembre il 1° Meeting della Pastorale della salute. Verrà organizzato ogni anno in una diversa Zona pastorale Una giornata tutti insieme per dare speranza a chi soffre! Il programma del Meeting A l 1° Meeting promosso dall’ufficio per la Pastorale della salute prenderanno parte varie associazioni e realtà ecclesiali impegnate nel settore. Sarà un evento diocesano “itinerante”: si terrà ogni volta in una delle sette Zone pastorali della diocesi. Quest’anno sarà la seconda Zona a ospitarlo domenica 22 settembre, presso il complesso parrocchiale Ss. Severo e Agata in San Mariano di Corciano (Pg). Si inizia al mattino con l’accoglienza dei partecipanti alle ore 8.45. Alle ore 9.15 la preghiera delle lodi mattutine, presieduta da mons. Bassetti. Alle ore 9.30 riflessione con don mons. Nazzareno Marconi su “La sofferenza nella Bibbia”. Alle 10.30 il dott. Francesco Fressoia tratterà il tema “Quando arriva la malattia in famiglia”. Alle 11.30 riflessioni di tipo pastorale, “E lo calarono dal tetto, davanti a Gesù - L’accompagnamento della comunità al sofferente” con don Armando Aufiero del Cvs. Ore 12.15, testimonianze di operatori pastorali. Ore 15, festa animata dai giovani. Ore 17.30 messa. D omenica 22 settembre si svolge nella nostra diocesi il 1° Meeting “E io vi ristorerò. Nella sofferenza la speranza”. L’incontro si presenta come una delle novità del programma della Pastorale diocesana della salute e nasce come appuntamento itinerante in ambito zonale. Ogni anno, a partire da quest’anno, il Meeting verrà proposto via via a una Zona pastorale della diocesi. Si parte dalla II Zona, poi dal 2014 si seguirà il calendario della imminente visita pastorale dell’Arcivescovo. L’iniziativa si propone come un incontro-festa con e per quanti - a motivo di età, disabilità o malattie permanenti o con decorso clinico particolarmente lungo - vivono quotidianamente nelle loro case assistiti da familiari, volontari, operatori sanitari, ministri dell’eucaristia. L’incontro si realizza insieme alle realtà locali che lo ospitano e in funzione delle specifiche realtà territoriali, con l’intento di offrire a tutti occasione di riflessione e approfondimento sul senso profondo della salute, della malattia, della sofferenza, del servizio, riscoprendo la dignità del malato come soggetto attivo dell’azione pastorale della salute. È una giornata di riflessione e di preghiera perché, prima nel nostro cuore e poi nella comunità, sappiamo farci prossimo. A partire da questo momento forte, si vogliono stimolare tutti gli operatori a costruire, con fantasia e novità, un’azione pastorale ordinaria a favore dei malati, delle loro famiglie e di quanti operatori sanitari e pastorali operano in questa realtà. La formula del Meeting che proponiamo vuole essere un contenitore che, accanto al programma principale, offre eventi collaterali in modo che ciascuno possa trovare, secondo la propria sensibilità e il servizio che svolge, un’occasione di riflessione, approfondimento, e incontro sul tema della malattia affrontato da vari punti di vista. L’incontro vuole essere anche occasione di festa per quanti, anziani e Una giornata di incontro per quanti, a motivo di età, disabilità o malattia, vivono assistiti da familiari, volontari, operatori sanitari malati, vorranno partecipare, insieme alle loro famiglie, per trascorrere una giornata serena vissuta in allegria insieme ad altri, con al centro la convivialità del pranzo fatto insieme. Tutte le realtà della Zona pastorale vengono coinvolte, in modo che tutte le componenti della comunità siano stimolate a riflettere sulle problematiche proposte e a partecipare attivamente, offrendo il proprio contributo originale a partire dai bambini del catechismo fino agli adulti, coinvolgendo ogni parte attiva della zona (diaconi, ministri dell’eucarestia, volontari) e, se ritenuto utile, stimolare anche il contesto sociale e civile in cui si radica la Zona pastorale, con riflessioni sugli stessi temi. Così potranno essere coinvolte scuole, società sportive, associazioni di volontariato, ecc. Il Meeting vuole essere anche occasione per le varie zone per ripensare o semplicemente rimodulare quanto già di importante si fa per la pastorale della salute. L’evento vuole essere anche un momento di festa per quanti vivono gran parte del proprio tempo tra le mura domestiche perché impossibilitati a una vita di relazione a motivo della malattia o della disabilità in senso lato. Si svolgerà sempre nel periodo primaverile-estivo per favorire la partecipazione di tutti, ed è strettamente collegato alla celebrazione liturgica diocesana della Giornata del malato che si svolge tradizionalmente nella chiesa di Santa Lucia la domenica più vicina alla festività della Nostra Signora di Lourdes dell’11 febbraio. Per sottolineare significativamente l’attenzione di tutta la Chiesa alla realtà del malato e della sofferenza sono state attivate significative collaborazioni con l’ufficio della Pastorale giovanile, che animerà il momento di festa subito dopo il pranzo consumato insieme, e i monasteri presenti nella diocesi, per realizzare schede di riflessione per l’adorazione eucaristica. Tra le iniziative che vivremo durante il Meeting ci sarà anche l’esperienza dell’adorazione eucaristica permanente. Stefano Cusco direttore ufficio diocesano Pastorale della salute LE ASSOCIAZIONI NEL TERRITORIO DIOCESANO che si occupano della cura - medica e pastorale - dei malati L’ASSOCIAZIONE PERUGINA DI VOLONTARIATO (Apv), promossa dalla Caritas della diocesi di Perugia - Città della Pieve, nasce nel 1986 su espressa volontà dell’arcivescovo mons. Cesare Pagani, che volle dare vita a un’associazione di volontariato con lo scopo di coordinare i vari gruppi di volontariato ecclesiale, promuovere tempi formativi ed essere strumento di collegamento con gli enti pubblici presenti sul territorio. Dallo Statuto: “L’associazione promuove il servizio volontario di coloro che, in uno spirito di solidarietà umana e cristiana, sono disposti a mettersi a servizio di quanti si trovano in situazioni di bisogno”. AMATA (Associazione malati alzheimer) e TELEFONO ALZHEIMER Umbria è un’associazione di familiari, operatori, volontari e persone comunque sensibili al problema, costituitasi il 5 settembre 1997. Hanno contribuito alla nascita dell’associazione alcuni operatori della struttura complessa di Geriatria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, vedendo negli anni i familiari in preda al dramma e alla disperazione perché lasciati soli nell’assistere un malato tanto impegnativo sia sul piano fisico che psicologico, emotivo ed economico, insieme ad alcuni familiari e a persone sensibili al problema Alzheimer. OVUS di Corciano: la sua storia è piuttosto recente, infatti la sua data di fondazione risale al 28 dicembre 2005. Una serie di circostanze, non raggruppabili per importanza, hanno fatto sì che un gruppo di persone caratterizzate da spirito volon- taristico e una “buona dose di coraggio” abbiano deciso di fondare l’associazione, che successivamente si è affiliata all’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) fondata a Spoleto nel 1904. Si tratta di una onlus che esplica le proprie attività nel campo del trasporto sanitario, della protezione civile e assistenza, rispettando i canoni dell’Albo regionale del volontariato del Dipartimento della protezione civile a cui è iscritta. Il CENTRO VOLONTARI DELLA SOFFERENZA (Cvs) è stato fondato da mons. Luigi Novarese nel 1947. Il suo scopo specifico è aiutare i credenti a prendere coscienza del valore di salvezza che può esserci nel dolore di una persona, quando lo si vive non come un problema condizionante ma come una risorsa per il bene. L’azione del Cvs vede coinvolti nel medesimo ideale non solo gli ammalati ma anche i sani, per una condivisione della medesima spiritualità. Il Cvs è organizzato a livello diocesano e viene riconosciuto dal Vescovo del luogo, il quale ne approva lo Statuto, riconosce il Consiglio diocesano eletto dall’assemblea, e nomina un sacerdote quale assistente diocesano. UNITALSI Umbria - come in tutta Italia - ha una storia legata in particolare al santuario mariano di Lourdes che, dopo più di cento anni dalla fondazione dell’associazione, è e rimane la meta privilegiata dei suoi pellegrinaggi. Era il 1903 quando il fondatore, Giovanni Battista Tomassi, figlio dell’amministratore dei Principi Barberini, partecipò al suo primo pellegrinaggio. Al centro della sua storia c’è la carità vissuta come servizio gratuito dagli oltre 100 mila aderenti, uomini, donne, bambini, sani, ammalati, disabili, senza distinzione di età, cultura, posizione economica, sociale e professionale. VILLA NAZARENA è una casa per l’accoglienza di persone disabili appartenente all’istituto delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto che, per loro carisma, hanno come fine apostolico la promozione della persona e della famiglia. La casa è un’opera di carità e non persegue alcun fine di lucro; privilegia le persone con maggiore difficoltà e si prefigge di “essere, dare, costruire famiglia” secondo il carisma del fondatore, il beato Pietro Bonilli, apostolo della Sacra Famiglia, della famiglia e della carità. Lo scopo è trasformare i “disabili” in “diversamente abili” attraverso un cammino educativo-riabilitativo mediante strumenti operativi atti a raggiungere gli obiettivi, quali: l’educazione alle autonomie, laboratori di didattica speciale rivolto al potenziamento delle attività cognitive, laboratorio di attività manuale, di attività motoria globale per il miglioramento, e il mantenimento delle capacità di movimento e di coordinazione. CONFRATERNITE DI MISERICORDIA: “Misericordia” è il nome di numerose confraternite e arciconfraternite cattoliche dedite all’assistenza dei più bisognosi. Diffuse in tutta Europa e nel mondo, è in Italia che se ne rintracciano le fonti documentali più antiche, con la fondazione nel 1244 della Misericordia di Firenze. Al Meeting saranno presenti le Misericordie di Olmo (Perugia) e Magione. Riguardo a quest’ultima, l’idea che “aiutare gli altri è il modo migliore per realizzare se stessi” venne a un giovane magionese trasferitosi a Prato per diversi anni, dove maturò al servizio nella Misericordia. Ritornato a Magione, ripensava alla sua esperienza e non riusciva a dimenticare tutto il bene che aveva lasciato, un bene che aveva nel cuore e che gli diceva poco a poco che forse anche a Magione poteva nascere “qualcosa”, un qualcosa che non aveva una base, soldi, gente e che, rapportato alla realtà di una confraternita come Prato, sembrava un sogno irrealizzabile... che si è realizzato. La CROCE ROSSA ITALIANA, comitato locale di Corciano, è presente nel territorio di competenza dal 1° giugno 1995, e con i suoi 200 volontari attivi è operativa 365 giorni all’anno. Le attività dell’associazione sono: servizio ambulanze, corsi alla popolazione, donazione sangue, attività di inclusione e supporto sociale, organizzazione eventi per raccolta fondi, campagne di sensibilizzazione e prevenzione, attività per i giovani, protezione civile, soccorso in acqua. Garanzia e guida delle azioni della Cri sono i sette princìpi fondamentali del Movimento internazionale di Croce rossa, che ne costituiscono lo spirito e l’etica: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità. Furono adottati alla 20a Conferenza internazionale della Croce rossa svoltasi a Vienna nel 1965. VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 LA VOCE Perugia .Città della Pieve @ [email protected] 17 BREVI ❖ DIOCESI Sera del 21 settembre In cattedrale la messa crismale (2011) con tutte le componenti della comunità ecclesiale L’anno della “conversione pastorale” “I l nostro Consiglio pastorale si sta svegliando, ed era ciò che volevo!”. Con questa che sembra una battuta, ma non lo è, l’arcivescvo mons. Gualtiero Bassetti ha dato ai membri del Consiglio pastorale diocesano convocati a Montemorcino martedì scorso, il senso del percorso che vuole fare insieme a loro in questo anno pastorale che inizia sotto una linea d’orizzonte che chiama “conversione pastorale”. Il Consiglio è stato convocato per affrontare il tema della “sfida educativa” messo a tema dalla Chiesa italiana, avendo come base per la riflessione “Gli educatori nella comunità: criteri di scelta e percorsi di formazione”, un testo proposto alla Assemblea dei vescovi italiani del maggio scorso. Sul tema si è aperta una riflessione fatta di domande, considerazioni, osservazioni critiche e anche proposte, in un clima di confronto e dibattito costruttivo che l’arcivescovo ha apprezzato. Un dibattito che non ha avuto il tempo di approfondirsi nelle due ore a disposizione ma ha segnato l’inizio di un percorso che lo stesso Arcivescovo ha delineato indicendo una seconda convocazione in ottobre per una mezza giornata di studio, in L’Arcivescovo al Consiglio pastorale chiede di essere “il motore” della diocesi. E inizia il lavoro sul tema educativo in vista dell’assemblea che si terrà a fine anno cui dividersi in gruppi e arricchire la traccia della Cei con elementi atti a produrre un documento stimolante per le nostre comunità cristiane. Inizio di un anno che culminerà in una grande assemblea diocesana chiamata a confrontarsi sulla “conversione pastorale” cui papa Francesco invita la Chiesa, in linea con il magistero conciliare. “Di fronte al messaggio di questo Papa molti stanno ‘tornando’ a guardare alla Chiesa. Non vorrei ha detto mons. Bassetti - che non trovassero una Chiesa capace di accoglierli”. Proseguendo la riflessione iniziata con l’omelia di San Lorenzo l’Arcivescovo ha chiesto la collaborazione e il contributo di pensiero e di cuore del Consiglio pastorale per “cambiare stile nel nostro vissuto ecclesiale, senza accontentarci di una discreta ‘organizzazione’, che non è più PERUGIA. La commemorazione del 14 settembre con una messa celebrata da mons. Giulietti 14 settembre 1860: i Bersaglieri entrano a Perugia “liberando” - o perlomeno questa è la versione ufficiale - la città dalla “tirannide” del Papa, che l’anno precedente aveva “soffocato nel sangue” i moti patriottici. Ma i tempi cambiano, a volte in modo paradossale, per cui sabato 14 settembre 2013 a celebrare la “Porta Pia de noantri” a borgo Sant’Antonio i bersaglieri sono andati in chiesa, con tanto di uniformi, labari, trombe, graziosa mascotte in gonnella e addirittura un paio di “garibaldini” in uniforme. Intanto, all’esterno, corso Bersaglieri era un tripudio di bandierine e sufficiente”. Nel suo intervento mons. Bassetti ha sottolineato con forza il ruolo del Consiglio pastorale che è uno spaccato significativo della realtà diocesana e dunque un “organismo di confronto aperto capace di ‘consigliare’ il vescovo, suggerendo orientamenti e proposte in forza delle vocazioni e delle esperienze specifiche di cui ogni membro è portatore”. Il ruolo centrale del Consiglio pastorale inteso quale “motore” della diocesi, rispetto al quale gli uffici pastorali e la curia “hanno il compito di attuare le indicazioni elaborate”. Prima di concludere l’incontro l’arcivescovo ha chiesto di prepararsi al prossimo Consiglio ponendosi le domande che il Papa ha fatto al comitato di coordinamento dei vesovi dell’America latina a Rio de Janeiro. “Nella pratica, rendiamo partecipi della Missione i fedeli laici? Offriamo la Parola di Dio e i Sacramenti con la chiara coscienza e convinzione che lo Spirito si manifesta in essi?”. Questa la prima domanda che già sola indica la direzione del percorso di questo nuovo anno pastorale. Maria Rita Valli bancarelle. Dello spirito “sanguinario” di un secolo e mezzo fa è rimasto poco, come ha fatto notare durante l’omelia il vicario episcopale don Paolo Giulietti. “L’Unità d’Italia - ha detto - è nata da un conflitto. Noi oggi possiamo celebrare quel conflitto se lo abbiamo superato, e proprio perché lo abbiamo superato. Non avrebbe senso rievocare quegli eventi per lanciare accuse gli uni conto gli altri”. L’intervento si inseriva nel contesto della liturgia del giorno, con la parabola del figlio prodigo. “A ben vedere ha detto don Paolo -, nessuno dei due figli si trova bene con il padre. Ma la sua misericordia dimostra che per Dio non esistono ‘buoni’ e ‘cattivi’, diversamente da come tendiamo a fare noi. Per Dio esistono solo figli, che possono sbagliare, sì, ma che restano figli, persone”. D. R. Una dottrina chiara, e rispettosa C on un’ampia partecipazione dei cir- to collega che ha tagliato il traguardo delca 125 insegnanti di Religione pre- la pensione. Il corso di aggiornamento, sul senti in diocesi convocati dal diret- tema “Dalla progettazione alla valutaziotore prof. Liucci, a cui si sono aggiunti al- ne delle competenze” proseguirà per altri cuni docenti della scuole cattotre incontri, sempre di lunedì, liche, si è svolta lunedì scorso fino al 7 ottobre. la prima riunione del Corso Primo incontro Al termine dell’incontro si è tediocesano di aggiornamento, del Corso nuta, nella chiesa di Monteche tradizionalmente apre l’an- diocesano di morcino, una celebrazione euno scolastico. caristica d’inizio anno scolastiEra presente l’arcivescovo aggiornamento co, presieduta dall’Arcivescovo mons. Bassetti, che ha svolto per insegnanti e preparata dalla Consulta di una relazione sul tema “L’ideopastorale della scuola. Hanno logia del gender e le indicazio- di Religione. accolto l’invito a partecipare ni del Magistero della Chiesa Le parole rappresentanti di tutte le comcattolica”, argomento di cocen- dell’arcivescovo ponenti scolastiche di ogni orte attualità per chi è impegnadine e grado. to in un’opera di educazione Bassetti Le parole dell’Arcivescovo delle giovani generazioni, per hanno posto l’accento su due promuovere un confronto riaspetti fondamentali: la prespettoso verso tutte le persone, pur nella ghiera e il coraggio della testimonianza. I chiarezza della dottrina ecclesiale. presenti sono stati invitati a mettere la preÈ seguito un interessante dibattito; poi so- ghiera al primo posto nella loro giornata, no stati consegnati i decreti d’idoneità ed poiché è un gesto del nostro innamoraè stato festeggiato il prof. Rondoni, stima- mento nei confronti di Dio, e ha bisogno di La chiesa di Montemorcino poco, di piccole preghiere di lode e di pensieri d’amore. Ma è solo la preghiera che può farci diventare ‘incandescenti’ di Cristo e quindi testimoni capaci di riscaldare gli altri. C’è tanto bisogno, nel relativismo di oggi, in cui tutte le vie sembrano buone per arrivare a Cristo, ricordare che una è la Via, la Verità e la Vita e che bisogna responsabilmente e senza paura, farla conoscere al mondo. L’Arcivescovo ha concluso la sua riflessione, invitando gli insegnanti a non avere paura, ma coraggio, e chiedendo al Signore di donargli, attraverso la fede, di vedere - come Mosè - l’Invisibile. Veronica Rossi Si terrà a Perugia la sera di sabato 21 settembre l’“evento di evangelizzazione” proposto dai Vescovi umbri in preparazione all’offerta dell’olio per la tomba di san Francesco il 4 ottobre. L’evento, che intende proporre alla città la luce del Vangelo, la buona notizia dell’amore di Dio per i peccatori, la riconciliazione con Dio e con il prossimo, per poter camminare in una vita nuova, inizierà da piazza San Francesco al Prato, alle ore 20.30. Dopo il saluto del Vescovo, un francescano illustrerà il senso dell’appuntamento riallacciandosi alla tradizione francescana della predicazione. Da lì, passando per via dei Priori, in un corteo di “testimonianza gioiosa, in cui il popolo di Dio si presenta alla città”, si raggiungerà piazza IV Novembre dove sarà allestito un palco su cui, introdotti da don Paolo Giulietti e suor Roberta Vinerba, si alternerano canti proposti dal coro giovanile diocesano e testimonianze di diverso tipo che in modi diversi proporranno l’annuncio del kerygma. La parte finale dell’evento, che dovrebbe concludersi intorno alla mezzanotte, sarà in cattedrale dove si entrerà per pregare e vi sarà la possibilità di confessioni mentre i giovani di “Una luce nella notte” invitaranno chi sta fuori a entrare. ❖ TRANCANELLI Incontro-testimonianza Un incontro-testimonianza su Vittorio Trancanelli si tiene presso l’Accademia delle Volte (sala Santa Cecilia, via Fratti 2) venerdì 20 settembre alle ore 18. “Il dott. Trancanelli scrive il filosofo Dario Antiseri - scelse di essere libero per favorire il cammino di libertà degli altri. Già come medico venne incontro ai malati sciogliendoli da quelle limitazioni della libertà che sono le malattie; ma è alla luce della fede che egli si rese sensibile a ben altri mali non contemplati nei testi di patologia. Ha aperto la porta della sua casa a chi la sorte aveva precluso di guardare con speranza al futuro. Vittorio rimane un modello cui oggi possiamo riferirci nella nostra vita quotidiana, perché è il modello di chi riesce in famiglia, nella società, nel lavoro a fare le cose ordinarie in maniera straordinaria”. Per info: 329 6154554 – 3487737122; [email protected], [email protected]. ❖ ACCADEMIA DEL DONCA “Divagazioni perugine” “Divagazioni perugine” di Sandro Allegrini è È l’ultima pubblicazione dell’Accademia del Dónca. Verrà presentata in anteprima, sabato 21 settembre alle 18, presso la Società del Gotto, antica associazione artigiana e operaia di Fontenuovo. Il volume, di oltre 600 pagine, contiene “divagazioni” storiche, linguistiche, antropologiche che raccontano il modo di stare al mondo degli abitanti della città del Grifo e di quelli dei Borghi e del contado. Il tutto condito dai tic e dagli aneddoti che punteggiano la brillante esposizione. Il libro è articolato in 500 schede tematiche che consentono una lettura non sequenziale. La copertina (“Perugia e i suoi Grifi”) e i disegni all’interno sono opera della pittrice perugina Serena Cavallini. La prefazione del sociologo Roberto Segatori mette in evidenza “il tradimento di un amante”, ossia l’atteggiamento, assunto dall’autore, di appassionata ricerca dei segreti della peruginità, poi messi in piazza “per l’ironico” piacere dei lettori etruschi e dei “barbari” di là dal Tevere. ❖ ELLERA Incontri di formazione L’associazione Verdemondo propone incontri di formazione presso il negozio “L’ecolaio” di Ellera di Corciano, via Gramsci 10. Sabato 21 settembre, ore 17, le psicologhe Carla Ascani e Susanna Cirone affronteranno il tema “La famiglia oggi. Modelli relazionali e comunicativi”. Sabato 28 settembre, sempre alle 17, la psicoterapeuta Giusj Elisa Andronico terrà un incontro su “L’universo Web visto dai ragazzi”, con invito a genitori ed educatori a partecipare per dare vita a un ricco dibattito. Info e prenotazioni: tel. 075 5172151, email [email protected]. LA VOCE Città di Castello 18 BREVI ❖ ANNO DELLA FEDE Incontro pubblico sui “nostri testimoni” Nell’Anno della fede la diocesi di Città di Castello, in collaborazione con i centri studi “Santa Veronica Giuliani” e “Beato Carlo Liviero”, propone una riflessione su alcune figure significative della propria tradizione per capire come abbiano vissuto il loro rapporto con Dio, e per mettere in luce come una vita di fede può trasformare la storia e arricchire la comunità umana. I testimoni eccellenti della diocesi tifernate sono la beata Margherita della Metola, santa Veronica Giuliani e il beato Carlo Liviero. Di loro si parlerà durante l’incontro pubblico che si svolgerà domenica 22 settembre alle ore 16 presso la sala “Beato Carlo Liviero” dell’istituto Sacro Cuore in via XI Settembre a Città di Castello. Interverranno mons. Cancian, don Mariucci, don Piccinelli, don Czortek. ❖ DIOCESI Primo incontro del Consiglio pastorale La prima riunione dei membri del Consiglio pastorale diocesano, di recente rinnovata per un altro mandato, si terrà martedì 24 settembre alle ore 21 presso la sala Santo Stefano del palazzo vescovile. Sarà l’occasione per conoscersi e per programmare il lavoro a partire dalle linee pastorali del Vescovo per il nuovo anno pastorale. ❖ MORRA Celebrazione ecumenica dei Cavalieri di San David Per la sesta volta i cavalieri dell’Ordine di S. David del Galles, S. Albano e S. Crescentino promuovono la celebrazione ecumenica dei vespri che si terrà sabato 21 settembre alle ore 17.30 nella chiesa di San Crescentino a Morra alla presenza di vescovi e autorità religiose cristiane delle Chiese cattolica, anglicana, ortodossa e luterana. La celebrazione sarà presieduta dal vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian. Venerdì 20 settembre si terrà un concerto dell’Orchestra di San Crescentino alle ore 19 nell’oratorio della stessa chiesa. Domenica 22 settembre alle ore 12 è prevista la messa a Pieve de’ Saddi. ❖ MUSEO DEL DUOMO Visita guidata ai due campanili cilindrici Nell’ambito dell’iniziativa “Opere e monumenti da scoprire nella diocesi di Città di Castello” promossa dalla direzione del Museo del duomo, sabato 21 settembre sarà possibile visitare i campanili cilindrici di Città di Castello, ovvero quello della basilica cattedrale e quello della chiesa di San Michele Arcangelo. Entrambi sono rari esempi di strutture a pianta centrale, recentemente ristrutturati e consolidati; terminanti a cono con cella campanaria. Per informazioni telefonare allo 075 8554705 oppure scrivere a [email protected]. DIOCESI. I lavori dell’Assemblea ecclesiale Vangelo, gioia e luce per l’uomo di oggi L’ Assemblea ecclesiale in apertura del nuovo anno pastorale della diocesi di Città di Castello ha avuto luogo tra il 10 e l’11 settembre nella chiesa parrocchiale di Santa Veronica a La Tina. Il tema scelto quest’anno dal Vescovo e dal Consiglio presbiterale era “Il Vangelo: gioia e luce per l’uomo di oggi” e ha portato sacerdoti e laici della diocesi a riflettere riguardo alla fede nell’Anno a essa dedicato da Papa Benedetto XVI e a pochi mesi dalla pubblicazione della prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei. Entrambe le serate sono state introdotte dalla recita dei vespri, presieduta dal Vescovo, poi sono seguite le conferenze di don Nazzareno Marconi, la prima sera (di cui abbiamo parlato nel numero precedente), e di mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, la seconda sera. Nel corso dei due giorni, poi, i tanti fedeli presenti si sono potuti suddividere in alcuni gruppi di lavoro quali “La Chiesa diocesana”, “L’unità pastorale”, “Le famiglie”, “I giovani”, nei quali è stato possibile sia riflettere delle problematiche L’impulso ci viene dal Concilio e da Papa Francesco L’intervento dell’arcivescovo di Perugia mons. Bassetti all’Assemblea diocesana tifernate I VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 n occasione della seconda giornata di lavoro dell’Assemblea ecclesiale è intervenuto l’arcivescovo di Perugia - Città della Pieve, mons. Gualtiero Bassetti, che ha presentato all’uditorio il tema “Alla luce del Vaticano II e del magistero di Papa Francesco, una Chiesa che riflette la luce del Vangelo”, soffermandosi su quali siano gli aspetti del Concilio ancora poco attuati dalla Chiesa, e quanto della “primavera” portata da Papa Francesco vada ricollegata al Vaticano II. “Oggi non siamo davanti a nessuna rivoluzione – ha affermato il presule. – Il Concilio in 50 anni è penetrato nel tessuto della Chiesa. Al tempo stesso, però, è cambiato tutto, perché il pontificato di Francesco è come un frutto maturo del Concilio Vaticano II. Si sta aprendo una nuova primavera della Chiesa, ma non basta il carisma di una persona per affrontate nel corso delle conferenze sia confrontarsi sulle varie problematiche concrete legate alle parrocchie e alla diocesi. In questi, attraverso la discussione fra i vari partecipanti, è stato possibile sia conoscere meglio la realtà della Chiesa diocesana, nel suo insieme e nelle peculiarità delle singole parrocchie, sia trovare alcuni spunti e proposte per cercare di migliorare la Chiesa tifernate, alla luce anche di quanto ascoltato nelle conferenze pomeridiane. Alcune conclusioni raggiunte. Nel primo gruppo è stato proposto di semplificare la “burocrazia”, cercando di accorpare le funzioni degli uffici pastorali, in vista, però, di una maggiore collaborazione tra di essi, per esempio tra Pastorale giovanile e familiare, per un’attenzione più mirata ai giovani nel contesto della famiglia. Nella discussione del gruppo inerente alle unità pastorali, invece, si è parlato di quante siano ancora le resistenze e le difficoltà per attuarle. Mentre riguardo alla famiglia è stato posto l’accento anche sull’attenzione che dovrebbe essere rivolta alle coppie che si trovano in difficoltà, e non solo a livello economico. Francesco Orlandini I prossimi eventi in diocesi A nche a Città di Castello - come nelle piazze di tutte le diocesi umbre - è ormai tutto pronto per l’evento di evangelizzazione “Una notte con san Francesco”. Sabato 21 settembre, alle ore 20.30, in piazza Matteotti, inizierà la veglia di preghiera organizzata in vista della visita del Papa in Umbria il prossimo 4 ottobre. La preghiera in piazza sarà animata dal coro One Way e sarà arricchita da alcune testimonianze. In cattedrale il Vescovo consegnerà alla diocesi le Linee pastorali a conclusione dell’assemblea ecclesiale. L’adorazione eucaristica in duomo occuperà tutta la notte fino alle ore 8 di domenica 22, quando mons. Domenico Cancian celebrerà la messa. Il programma dell’evento si concluderà la sera del 22 settembre alle ore 21. Nella chiesa di San Domenico sarà proposto il musical Forza, venite gente a cura della compagnia teatrale “Quelli che passa il convento”. spiegarla; e i mutamenti sociali, come alcuni fenomeni di massa, non coincidono sempre con i mutamenti della Chiesa”. Per Bassetti questa primavera consiste nella conversione pastorale: “Un dono che ci ha fatto lo Spirito con il Concilio. Giovanni XXIII voleva un Concilio per arrivare a una conversione pastorale della Chiesa, e con ‘pastoralità’ si deve intendere il discernimento ecclesiale dei segni dei tempi e la pratica della ‘medicina della misericordia’. Quest’ultima richiede la consapevolezza che solo nella prossimità è possibile testimoniare la fede tra gli uomini del nostro tempo. Questa conversione pastorale - ha proseguito - implica un rinnovamento. Il dovere della riforma nasce dall’obbligo della Chiesa di cambiare stile. Occorre iniziare a praticare il discernimento pastorale fin dalle comunità più piccole, riscoprendoci tutti discepoli missionari. Dobbiamo poi uscire da una logica di autoreferenzialità, che L’intervento di mons. Gualtiero Bassetti rischia di paralizzarci; anzi, dovremmo cercarendersi vicina agli uomini del pro- re di aprirci e andare sempre verso le prio tempo. Non è il Vangelo che ‘periferie’. Evitare un cristianesimo cambia, sono gli uomini a cambiare, ridotto a sola conoscenza, e il cleried essi lo ascoltano, lo recepiscono e calismo: una sorta di paternalismo che non permette ai battezzati di lo annunciano”. “Se la conoscenza dottrinale, però – crescere. Il vero potere è il servizio ha aggiunto l’ospite, fornendo anche umile e concreto – ha concluso alcune linee guida – non è calata al- mons. Bassetti. – La Chiesa o è misl’interno della vita quotidiana, ri- sionaria o non è”. F. O. schiamo la sterilità e allora bisogna ❦ A TE LA PAROLA Lettere in redazione N Un segno di Dio in Amazzonia ella chiesa di Piosina si è svolto, durante l’Anno della fede, l’incontro-testimonianza con fra’ Paolo Maria Braghini, cappuccino missionario in Amazzonia. In occasione Avevo già conosciuto fra’ dell’Anno della fede si Paolo in occasione della Via è tenuto a Piosina un crucis fatta dai bambini a Belvedere. Fra’ Paolo ha incontro con il frate cominciato a raccontare cappuccino come si è svolta la sua vita insieme ai fratelli Cappuccini missionario fra’ negli ultimi sette anni passati Paolo M. Braghini in Amazzonia. Ha parlato Fra’ Paolo Maria a Piosina delle enormi difficoltà in cui versano quelle popolazioni: ambientali, sociali, di identità e di dignità. Ha in tre frati, poi lui è rimasto da solo per raccontato del gravissimo disagio che stanno qualche tempo; anche se raccontava tutto con vivendo i giovani di quell’area, afflitti da un quel sorriso che rende le cose più leggere, alcolismo imperante e dai continui passaggi dei quasi possibili per tutti, ha vissuto momenti “corrieri della droga” che attraversano i villaggi difficili e di scoraggiamento, ma… non ha mai degli indios con un’unica direzione: il mercato mollato! Commovente il racconto del suo mondiale della cocaina. All’inizio erano giunti primo Natale in Amazzonia, in cui spiegava la necessità di comunicare e condividere con la gente la gioia di quel giorno. Si è riversato per strada cercando qualcuno da abbracciare, ma ha trovato solo persone ubriache. È stato proprio in quel momento che una bambina spuntata da chissà dove gli ha preso il mignolo della mano, lo ha stretto forte forte e non lo ha lasciato per tutto il giorno, per tutto il tempo che hanno girato per il villaggio. Per fra’ Paolo è stato un segno dello Spirito santo, un segno che Dio ha voluto mandargli per fargli capire che non era solo e che non lo sarebbe mai stato. Ha detto tante altre cose. Dalle sue parole si capisce che essere missionario non significa battezzare a raffica o amministrare i sacramenti anche se non capiti, ma è un processo molto più lungo, molto più lento, e soprattutto più consapevole. La sua missione, come quella di tutta la comunità dei frati Cappuccini, è quella di stare a fianco degli indios, vivere come loro, condividere con loro fino a diventare uno di loro. È con la loro testimonianza di vita che scoprono il dono e la ricchezza della Parola di Dio. Come il parroco di Piosina, don Francesco, da ragazza ho accarezzato l’idea di una vita missionaria; poi le cose vanno in modo diverso e ti ritrovi dove Dio comunque ti ha messo a spendere i talenti che ti ha donato. E io non voglio nasconderli, anzi cercherò di essere più consapevole della “missione” che posso fare, qui, dove vivo e lavoro: “essere segno per gli altri” nel mio limite, nella mia pochezza. Così, se qualcosa di buono riuscirò a fare, si capirà che sicuramente non viene da me, ma da Colui che solo per amore ci ha creati e amati! Teresa LA VOCE Città di Castello VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Villa Montesca. Per educare con lo sport Progetto pro-socialità V Pro Sociality sport club intende creare un fruttuoso dialogo tra scuola e sport. Intanto compie un anno di attività la Comunità educante Alto Tevere Numerosi gli ospiti della conferenza, dalla quale emerge chiaramente che Città di Castello - come ha ricordato Giuliano Granocchia, presidente del Csvm - è un punto di riferimento rispetto alla realtà delle comunità educanti e indice di grande valore anche perché persegue l’utilizzo del metodo Montessori che proprio nelle scuole di Montesca e Rovigliano venne collaudato nei primi anni del Novecento. Fabrizio Boldrini, coordinatore del pro- getto, ha sottolineato che la scuola deve approfittare delle opportunità di crescita e di coesione sociale offerte dallo sport quale luogo di stimolo e occasione di dialogo. Il progetto di prosocialità illustrato a Città di Castello rappresenta in tal senso la messa a punto di un sistema di sperimentazione che intravede margini di ottima riuscita, testando sul campo l’efficacia delle comunità educanti nell’ambito dell’educazione sportiva. Ampia soddisfazione è stata espressa da Luigi Marinelli, presidente della Comunità educante Alto Tevere, nel tracciare un bilancio positivo per questo primo anno di attività, che ha visto coinvolti il mondo della scuola e numerose realtà aggregative sportive, culturali e di volontariato. Sabina Ronconi all’Istituto teologico di Assisi. Il testo racconta la storia di un figlio e della difficile relazione con la famiglia, particolarmente gravata dalla figura di un padre dissoluto che riappare nella vita del giovane mettendone in crisi il già precario equilibrio, e costringendolo a una sorta di indagine su se stesso. Don Marconi, commentando il libro, ha sottolineato la sua curiosità nei confronti del linguaggio contemporaneo con cui è scritto: Il tavolo dei relatori, a destra don Marconi una forma diaristica, sintetica, quasi cinematografica che rende facilmente accessibile la storia, ma che lascia spazio al lettore nell’immaginare una conclusione fortemente influenzata dalla “capacità di ricominciare”, che è la vera anima del romanzo. S. R. Cinzia Doti, “Pezzi di ricambio”, Vertigo, pp. 110, euro 12,90 CERBARA. Iniziative speciali alla 47a Mostra nazionale del cavallo Tanti scolari imparano a conoscere i cavalli I BREVI ❖ ANGHIARI Si apre venerdì 20 settembre al teatro di Anghiari l’annuale appuntamento con il Festival dell’autobiografia. Protagoniste, come sempre, le storie: autobiografie, racconti, memorie e didattica. Conferenze al teatro ma anche aperitivi tematici e incontri nei locali del paese. Il programma quest’anno si presenta particolarmente ricco di appuntamenti e di ospiti molto noti, tra cui Tullio De Mauro, Lucia Vasini, don Mazzi. Il Festival si apre venerdì 20 settembre alle ore 9 al teatro con i saluti delle autorità e la presentazione del calendario da parte di Stefania Bolletti, presidente della Libera università dell’autobiografia, Duccio Demetrio, direttore scientifico, e Sara Moretti. Dopo l’apertura di “Appoggiati a un leggio”, Paolo Moretti condurrà un incontro sull’autobiografia e la scuola che coinvolgerà istituti di tutta Italia, tra cui l’istituto comprensivo di Anghiari. LETTURE TIFERNATI. Presentazione del romanzo di Cinzia Doti “Pezzi di ricambio” enerdì 13 settembre è stato presentato presso la sala degli Specchi di palazzo Bufalini Pezzi di ricambio, esordio letterario della tifernate Cinzia Doti. L’iniziativa, che rientra nell’ambito di “Letture tifernati”, è stata introdotta dall’assessore alle Politiche culturali Michele Bettarelli e ha visto la partecipazione, oltre che dell’autrice, di don Nazzareno Marconi, docente di Esegesi [email protected] 19 Al via il Festival dell’autobiografia “È rigore quando arbitro fischia” è una nota citazione di Vujadin Boskov, ex calciatore serbo ed ex allenatore noto anche per gli aforismi al lui attribuiti. La frase, che potrebbe sembrare scontata, porta in sé una grande verità riconducibile al rispetto delle regole e dell’avversario, ed è stata adottata come slogan della conferenza finale del progetto “Pro Sociality sport club” svoltosi giovedì 12 settembre presso il parco delle piscine comunali. A coordinare l’azione, cofinanziata dalla Commissione europea, è stato il Centro studi Villa Montesca, non nuovo ad iniziative sinergiche che riguardano la scuola e i giovani. Sono coinvolti nel programma “PS club” anche Aliberti editore ed enti di Paesi quali Romania, Bulgaria, Spagna, Grecia e Lituania, e soprattutto la Comunità educante Alto Tevere che proprio in questi giorni taglia il traguardo del suo primo anno di attività. Pro Sociality sport club risponde alla necessità avvertita nei Paesi europei di creare un dialogo tra scuola e sport, costruendo esperienze che possano rompere ogni pregiudizio riguardo alla possibilità di una fruttuosa armonia tra le due realtà frequentate da bambini e giovani. La “prosocialità” rappresenta una prospettiva nuova di mediazione del conflitto educativo che può generarsi all’interno delle comunità sociali in mancanza di regole condivise di insegnamento e apprendimento, per sviluppare uno schema di riferimento pedagogico e favorire l’insegnamento di competenze sociali. @ l 13 settembre si sono aperti a Cerbara i cancelli della Mostra nazionale del cavallo, giunta alla 47a edizione. Quest’anno la mostra ha avuto di primo mattino visitatori inconsueti: circa 700 ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, iscritti al concorso “Il cavallo, una scoperta”, che sono venuti, con autobus messi a disposizione dal Comune, per conoscere da vicino gli animali. I ragazzi hanno assistito a gare ed esibizioni, e la loro presenza ha contribuito a rasserenare l’atmosfera turbata dalla notizia del furto di un minipony, Charlie, che doveva essere tra i protagonisti del Galà equestre “Cavallo, il sogno di volare”. La giornata si è svolta secondo il programma stabilito, cominciando dal Trofeo delle regioni di monta da lavoro della Fitetrec-Ante, protagonista della tre-giorni anche con altre specialità, e a seguire lo show internazionale ‘B’ Ecaho-Anica per arrivare ai puledri del “Sella italiano”, che si sono sfidati nel salto in libertà, e alle esibizioni dei cavalli americani. Taglio del nastro il 14 mattina. Dopo il quale, nell’incontro che si è tenuto, il presidente della mostra Angelo Capecci ha sottolineato l’importanza del cavallo in Umbria quale volano di promozione e sviluppo. L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha confermato l’importanza dell’allevamento del cavallo nella regione, e quella della mostra tifernate. Sabato si sono susseguiti nei 9 campi di- mostrazioni varie, tra cui quella dei butteri delle due Maremme, l’anteprima del Gran Galà e, con costumi dell’epoca di Piero della Francesca, “Il carosello di Piero” e l’esibizione degli sbandieratori di Sansepolcro. Durante la tre-giorni non è mancato il “battesimo della sella”, che ha avuto grande successo tra i bambini. Nel salone delle attrezzature e della promozione ippica, meno stand degli anni scorsi; non mancavano tuttavia quelli dell’artigianato storico e dei prodotti agroalimentari. Contenti in genere gli espositori per la sistemazione dei box, una voce di protesta però dagli espositori dei cavalli da tiro pesante rapido. Chiusura alla grande domenica con i tornei e le finali di tutte le competizioni principali. Una nota di tristezza è venuta purtroppo dalla morte di un allevatore mentre presentava il proprio cavallo a uno degli show. Eleonora Rose ❖ BIBLIOTECA Orari di apertura nel periodo invernale È in vigore a cominciare dal 16 settembre l’orario invernale d’apertura al pubblico della Biblioteca comunale di Città di Castello. La struttura di via delle Giulianelle sarà a disposizione degli utenti dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 12.45 e anche nei pomeriggi di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle ore 15 alle ore 18.45. ❖ TARSU - TARES Le nuove regole per il pagamento Il Consiglio comunale di Città di Castello ha disposto modifiche al Regolamento per la disciplina della Tares. È stato stabilito che il tributo 2013 sarà versato in 4 rate, le prime due scadenti il 15 ottobre e il 15 dicembre dell’anno in corso, le altre due il 15 febbraio e 15 marzo del 2014 (precedenti scadenze: settembre-novembre 2013 e febbraio-aprile 2014). Le prime due rate saranno determinate in misura pari a 1/4 della Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani (Tarsu) dovuta nel 2012, ovvero nell’ipotesi di occupazioni / detenzioni / possesso iniziato dopo il 31 dicembre 2012 in misura pari a 1/4 del tributo dovuto per l’anno 2013, determinato applicando le tariffe vigenti nel 2012 per la Tarsu. Le ultime due rate saranno determinate applicando le tariffe deliberate per il 2013 per il tributo comunale sui rifiuti e servizi e detraendo l’importo delle prime due rate già versate. Contestualmente alla rata del 15 dicembre, il contribuente è tenuto al versamento della maggiorazione nella misura di 0,30 euro al mq. A tutti i contribuenti sarà inviata per posta in tempo utile la comunicazione dell’importo dovuto per ogni rata. ❖ LUTTO Margherita Castori Fanelli... “zia Rita” Il 12 settembre, nella chiesa di San Domenico, sono stati molti, moltissimi quelli che si sono stretti intorno alla famiglia per darle l’ultimo saluto. Amici, ex colleghi, ex allievi. La vita di “zia Rita”, come era chiamata giornalmente, è stata costantemente attiva. Per molti anni nell’insegnamento, dove ha portato, insieme alla sua preparazione culturale, una particolare sensibilità e un grande interesse per i ragazzi. Durante molti anni ha dedicato tempo ed energie al Centro italiano femminile (Cif) comunale. Da ricordare in questo periodo l’attenzione particolare rivolta all’inserimento sociale delle donne extracomunitarie, per le quali furono organizzati corsi di italiano e anche di apprendimenti infermieristici. E non meno da ricordare l’adozione a distanza di giovani che hanno potuto, con l’aiuto del Cif, compiere o completare i loro studi. All’amata “zia Rita” è andato, alla fine della cerimonia e commovendo molti, il saluto dei più piccoli della famiglia che lei predilesse. Al marito Giulio e a tutta la famiglia, La Voce esprime le sue condoglianze. LA VOCE Orvieto .Todi 20 VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 La reliquia del miracolo di Bolsena ha visitato la Vicaria dei Santi Terenziano e Felice I pellegrini della Vicaria dei santi Terenziano e Felice.Nel tondo particolare della reliquia Un popolo devoto all’Eucarestia S abato 31 agosto alle ore 21.30 la reliquia con i frammenti dell’ostia consacrata macchiata di sangue del miracolo eucaristico di Bolsena è stata accolta solennemente nella Vicaria di San Terenziano e Felice ove, nei giorni successivi e fino al 14 settembre, in peregrinatio ha visitato tutte le comunità del territorio. Qual è la storia di questa reliquia? Più conosciuto e venerato dai fedeli di tutto il mondo è il sacro Corporale sul quale avvenne il noto miracolo del sanguinamento dell’ostia nelle mani del sacerdote incredulo circa la reale presenza del corpo di Cristo. Vi sono numerose altre reliquie del miracolo, come i paramenti e i sacri lini della celebrazione, e alcune pietre dell’altare su cui gocciolò il sangue. Nel corso dei secoli sembrava perduta una cosiddetta reliquia “minore” non certo per dimensioni - consistente in frammenti di grumi di sangue e briciole di pane conservati in un piccolo cilindro di vetro chiuso da una copertura in metallo, il tutto incastonato in una pietra che ornava il preziosissimo reliquiario del Corporale. Si tratta di frammenti dell’ostia che nelle mani del sacerdote boemo Pietro ha dato origine allo stillare appunto del sacratissimo sangue di Cristo. Di questa reliquia - ha spiegato ai pellegrini della Vicaria don Francesco Valentini, parroco di Massa Martana e direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici - si era a conoscenza grazie agli affreschi che riprodu- È stata accolta solennemente il 31 agosto. Nei giorni successivi, fino al 14 settembre, ha quindi visitato in “peregrinatio” tutte le comunità del territorio della Vicaria cono, oltre al Corporale, anche l’ostia e il calice, e a testimonianze scritte di alcuni secoli orsono. Negli anni ’80, grazie al restauro del prezioso reliquario, voluto dal vescovo mons. Decio Lucio Grandoni, all’interno fu trovata appunto questa reliquia, che sta visitando, in questo biennio giubilare, tutte le comunità della nostra diocesi. Come infatti tutti ormai sappiamo, per il 750° anniversario del miracolo eucaristico di Bolsena (1263) e dell’istituzione della festa del Corpus Domini (1264), Benedetto XVI ha concesso alla diocesi di Orvieto-Todi un Giubileo eucaristico straordinario della durata di due anni (2013-2014): una particolare e straordinaria esperienza di grazia per la nostra Chiesa. E nell’ambito di tale biennio giubilare il vescovo Benedetto Tuzia ha indetto la peregrinatio della reliquia nelle nove Vicarie della diocesi. Nella Vicaria dei Santi Terenziano e Felice - comprendente tre Unità pastorali: l’Up San Terenziano e San Flacco (parrocchie di Grutti, Marcellano, Pozzo, S. Terenziano, Viepri); San Felice, San Faustino e Beato Ruggero (parrocchie di Colpetrazzo, Massa Martana, Villa S. Il pellegrinaggio finale della Vicaria dei Santi Terenziano e Felice a Orvieto e Bolsena “L’ apice di questa esperienza giubilare - riporta la prof.ssa Giusy Bruscolotti, vice presidente del Consiglio pastorale diocesano - è stato il momento conclusivo: il pellegrinaggio della Vicaria ad Orvieto e Bolsena nella giornata di domenica 15 settembre. Circa 350 fedeli provenienti da San Terenziano, Massa Martana e Collevalenza, in autobus e con auto proprie, sono giunti con i loro parroci a Orvieto. L’introduzione storica al Giubileo, all’aspetto pittorico-architettonico del duomo di Orvieto con particolare riferimento alla cappella del Signorelli, è stata fatta da don Francesco Valentini, vicario episcopale per i Beni culturali. Successivamente hanno oltrepassato la Porta santa e nella cappella del Corporale hanno venerato il sacro lino”. La solenne concelebrazione eucaristica in cattedrale è stata presieduta dal vescovo mons. Benedetto Tuzia. Nell’omelia mons. Tuzia - ha ricordato ancora la Bruscolotti “ispirandosi al Vangelo della domenica, ha posto in risalto al carattere della misericordia infinita con cui Dio non si stanca di cercare, andare incontro, abbracciare colui che si è allontanato dalla Sua presenza”. Dopo il pranzo nel giardino dell’episcopio, il pellegrinaggio è proseguito per Bolsena dove i partecipanti hanno visitato la basilica di Santa Cristina e hanno celebrato i vespri guidati da don Marcello Sargeni. Una amena passeggiata lungo il lago ha concluso un’intensa giornata di spiritualità e di gioia fraterna vissuta da queste comunità. An. Co. Faustino); San Benigno e Santa Illuminata (parrocchia di Collevalenza) - la prima sosta si è avuta a San Terenziano, ove, domenica 1° settembre, si è festeggiato il santo patrono con una solenne messa e alla presenza della reliquia. La reliquia poi ha man mano raggiunto gli altri paesi del territorio: Frontignano, Loreto, Grutti, Torri, Saragano, Colleseco, Marcellano, Pozzo, Castelvecchio, Viepri, Castel Rinaldi, Massa Martana, Colpetrazzo, Villa San Faustino, Torrececcona, Monticello, Rosceto e Collevalenza. In quest’ultimo è stata accolta venerdì 13. Alle ore 21 presso la chiesa parrocchiale si è celebrata la messa, poi processionalmente si è giunti al santuario dell’Amore Misericordioso, ove sabato la reliquia è rimasta per l’intera giornata all’adorazione dei fedeli e dei pellegrini. La peregrinatio è stata vissuta con intensità e creatività. Le celebrazioni sono state partecipate da un buon numero di fedeli e ravvivate da canti, adorazioni, rosari eucaristici e processioni, che hanno reso lode e onore alla presenza di Cristo nelle comunità. Non sono mancate occasioni di rinvigorimento nella fede mediante il sacramento della riconciliazione e la partecipazione alla mensa eucaristica. La conclusione si è svolta domenica 14 con il pellegrinaggio dei fedeli della Vicaria ai luoghi giubilari. Antonio Colasanto TODI. Festa dell’Esaltazione della croce al Ss. Crocifisso Comunità attorno a Cristo I La storia del Crocifisso L’ immagine del Ss. Crocifisso è una pittura popolare medievale. Nel corso dei secoli ha subito molti ritocchi e rifacimenti. Il Cristo crocifisso ha, ai piedi della croce, la Vergine addolorata e san Giovanni evangelista. Il volto del Cristo morente conserva un’espressione di rassegnata fiducia. È il volto che contemplavano i condannati a morte prima di salire il patibolo. Accanto alla Maestà erano poste le forche, dove erano giustiziati i condannati a morte. Le forche furono rimosse dai priori tuderti nel 1587, quando iniziò a diffondersi la devozione verso questa sacra immagine. Devozione spontanea che, come raccontano i testimoni oculari, raccoglieva migliaia di persone. Con le cospicue elemosine si pensò di finanziare la costruzione di questo tempio monumentale. Il lavoro di costruzione fu abbastanza difficoltoso. Nel 1740 furono portati a termine la cupola con lanterna, molto diversa dal progetto originale. Nel 1935 il parroco mons. Martino Petrucci fece restaurare la chiesa, ridonando alla chiesa la sua originaria bellezza. l 3 maggio 1591, il vescovo Angelo Cesi pose la prima pietra della chiesa del Ss. Crocifisso a Todi; come quasi tutti i nostri santuari, anche questo è nato intorno a una edicola votiva posta lungo la strada. Nel 1608 il vescovo Marcello Lante eresse la chiesa in parrocchia. Stava cambiando il modo di vivere, le campagne si popolavano di contadini, e occorreva creare un luogo di culto fuori le mura; fino ad allora tutto il territorio era della parrocchia di San Nicolò, che si trova all’interno delle mura. La parrocchia si è ingrandita in questi anni per l’abbandono del centro storico e la creazione di nuovi centri abitativi. Il parroco don Alceste Corboli, all’inizio degli anni Ottanta, iniziò a celebrare la festa dell’esaltazione della Croce il 14 settembre, secondo il nuovo calendario liturgico. Questo per dare alla comunità, ormai formata da persone che per la maggior parte venivano da fuori, un senso comunitario e di educazione cristiana. Così, anno dopo anno, si è cercato di far comprendere il significato di celebrare la festa della Croce di Cristo. Quest’anno la comunità ha celebrato la ricorrenza alternando momenti di riflessione e preghiera con momenti di svago. Un incontro sulla Sindone ha aperto le celebrazioni, seguito, venerdì 13, dalla Via crucis all’aperto, poi l’adorazione con le confessioni, sabato 14, e la cena parrocchiale, sempre la sera del sabato. Domenica dopo la messa delle 11.30 si è svolta la processione, con un antico Crocifisso, accompagnata dalla banda musicale. Nel pomeriggio i festeggiamenti si sono trasferiti nel parco del Veralli Cortesi, con giochi di abilità e la musica dell’orchestra Notte & Dì. La festa si è conclusa con l’estrazione di una lotteria di beneficenza a favore della casa di riposo Veralli Cortesi, in collaborazione con la Croce rossa, Rotary club, Vespa e Moto club di Todi. Don Marcello Cruciani LA VOCE Orvieto . Todi VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Il “Ciuffelli-Einaudi” arricchisce l’offerta D La scuola tuderte lancia i diplomi serali per gli adulti e si prepara ad aprire un Istituto tecnico a indirizzo agro-ambientale Al “Ciuffelli-Einaudi” le novità non si esauriscono ai corsi serali, anzi. L’istituto sarà presto sede anche di un Istituto tecnico superiore a indirizzo agroambientale. Gli Its sono scuole biennali post-diploma di alta specializzazione istituite dal Ministero che integrano istruzione, formazione e lavoro secondo i modelli internazionali più avanzati, quali le Supsi svizzere, le Bts francesi e le Fachschulen tedesche. Gli Its, già presenti nelle diverse realtà del territorio italiano, rappresentano un canale formativo di livello post-secondario alternativo e differenziato dai percorsi accademici. Si caratterizza per un approccio incentrato su attività pratiche e sul contatto diretto con le aziende. La metodologia dell’Its che vedrà la luce a Todi è basata sull’alternanza tra formazione in aula e formazione in azienda, che si sviluppa lungo tutto il corso del biennio a stretto contatto con le aziende che partecipano al progetto e che assumono il ruolo di “tutor” sul campo degli allievi: ciò consente agli studenti di acquisire direttamente le compe- Evangelizzazione di strada a Todi il 21 settembre I [email protected] 21 NEWS IN BREVE L’ Aula Magna dell’istituto Ciuffelli a Todi iventa sempre più estesa e completa l’offerta formativa dell’istituto d’istruzione superiore “Ciuffelli-Einaudi” di Todi, importante polo territoriale per la formazione tecnica, tecnologica e professionale. Alla ripresa, nei giorni scorsi, dei normali corsi di studio, che hanno visto l’ingresso nei vari indirizzi di circa 200 nuovi allievi nelle prime classi, la scuola tuderte ha affiancato l’avvio delle iscrizioni ai corsi serali per adulti finalizzati al conseguimento del diploma di ragioniere, geometra e perito agrario. I corsi, che si svolgeranno dal lunedì al venerdì (dalle 18.30 alle 22.50), sono rivolti a chi ha solo la licenza media, a chi ha interrotto gli studi e a chi vuole riqualificarsi. È previsto il riconoscimento di competenze già acquisite attraverso precedenti studi e la valorizzazione delle esperienze maturate in contesti extrascolastici. Il conseguimento del diploma è previsto in soli tre anni e con un numero ridotto di ore settimanali, proprio per agevolare chi lavora, con insegnamento personalizzato e tasse equiparate ai corsi ordinari. Si tratta dunque di una valida opportunità per chi, lavoratori dipendenti, autonomi o disoccupati, vuole riqualificarsi ed aggiornare le proprie competenze, cogliendo nuove possibilità di lavoro. @ n preparazione alla festa di san Francesco, in otto piazze dell’Umbria sabato 21 settembre si svolge una manifestazione di evangelizzazione. Per la nostra diocesi la piazza prescelta è quella del Popolo a Todi. Nel tardo pomeriggio gli sbandieratori e i tamburini di Grutti percorreranno le vie della città per annunciare l’evento. In piazza alle 20.30 si svolge l’accoglienza, alle 21 si andrà in processione verso la chiesa di San Fortunato. La prima sosta è al monumento a Jacopone, dove sarà cantata una lauda di questo mistico e poeta. Un frate francescano rivolgerà la parola ai presenti, poi sul sagrato della chiesa saranno proposte delle testimonianze. Infine, all’interno, il vescovo Benedetto Tuzia presiederà la preghiera e l’adorazione eucaristica, mentre i sacerdoti si metteranno a disposizione per le confessioni. tenze pratico-operative più utili nel mondo del lavoro. Il percorso formativo, completamente gratuito, avrà durata biennale (2.000 ore) e si svolgerà per più del 50% in laboratorio, in studi professionali e in aziende sotto la supervisione di docenti e tutor. Le docenze saranno tenute da tecnici del settore, da esperti delle imprese, da docenti universitari e di istituti tecnici. Potranno accedere all’Its 20-25 diplomati di qualsiasi indirizzo di studio, ma per i periti agrari ci sarà un bonus in termini di punteggio. Per l’accesso è prevista una prova di selezione. Il bando uscirà entro settembre; le selezioni avverranno tramite test alla metà di ottobre; l’inizio del corso è fissato per novembre. L’Its formerà “super tecnici” altamente qualificati che andranno a ricoprire in azienda ruoli di responsabilità e di coordinamento. In particolare ci si propone di dare vita a una figura professionale in grado di abbinare le conoscenze teoriche delle principali tematiche tecniche alle conoscenze specialistiche operative, con capacità manageriali e organizzative che possano dare valore aggiunto all’azienda. La qualifica di “tecnico superiore” è riconosciuta a livello europeo e prevede il rilascio di un diploma di V livello Eqf: consente inoltre l’accesso diretto all’esame di abilitazione alla professione per l’iscrizione all’Albo. Gilberto Santucci Festa del santuario dell’Amore Misericordioso I l 20 settembre alle ore 18, con una solenne novena, avrà inizio la festa diocesana del santuario dell’Amore Misericordioso, anche quest’anno densa di appuntamenti. Giovedì 26 settembre si celebra la Giornata del malato e dell’anziano; venerdì 27 la Giornata dei ragazzi e dei giovani; sabato 28, alle ore 10 la liturgia penitenziale e delle acque, alle 12 la messa del pellegrino presieduta da padre Ireneo Martin, alle 17.30 messa presieduta da mons. Cancian, vescovo di Città di Castello, e alle 21.15 grande fiaccolata e Via crucis. Questi, poi, gli appuntamenti per domenica 29 settembre, festa diocesana dell’Amore Misericordioso: ore 7.30 lodi solenni; ore 10 presso la Casa del pellegrino, il superiore generale padre Aurelio Perez terrà una relazione su “La santità in Madre Speranza”. Ore 11.30 celebrazione eucaristica presieduta dal card. Elio Sgreccia. Ore 17 messa presieduta da p. Alessandro Bocchini. Ore 18.30 concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Tuzia, con la partecipazione del clero diocesano. Si ricorda che lunedì 30 ricorre l’anniversario della nascita di M. Speranza; la messa è alle ore 6.30 in cripta. Programma dettagliato su www.collevalenza.it. ❖ PAPA AD ASSISI ❖ PADRE PIO Giovani dalla diocesi Festa liturgica Il 4 ottobre l’Umbria offrirà l’olio per la lampada di san Francesco, ma l’evento che suscita tanta attenzione è la visita del Papa. Una rappresentanza di sacerdoti e laici della nostra diocesi parteciperà alla messa celebrata dal Papa sulla piazza della basilica. Gli altri adulti che vorranno recarsi ad Assisi si possono rivolgere alle loro parrocchie. Il Papa incontrerà i giovani a S. Maria degli Angeli. Per partecipare, in ogni Unità pastorale è stato predisposto un referente per organizzare l’arrivo ad Assisi. La nostra diocesi parteciperà con circa mille giovani, sarà una bella occasione di evangelizzazione. L’età per partecipare a questo evento è dalla terza media fino a 33 anni. Lunedì 23 settembre si celebra la festa di san Pio da Petrelcina; il santo cappuccino sepolto a San Giovanni Rotondo è meta di continui pellegrinaggi da parte dei fedeli di tutto il mondo. In diocesi ci sono molti gruppi di preghiera che si riuniscono per pregare e per aiutare la Casa sollievo della sofferenza, vero polo scientifico e di carità voluto da Padre Pio per soccorrere i malati. Il gruppo di preghiera di Todi festeggerà Padre Pio con la celebrazione del transito e la messa il 23 settembre alle ore 21, nella chiesa del Ss. Crocifisso. ❖ DIOCESI Cresime e ritiro Domenica 15 settembre alle ore 17 si sono svolte nel duomo di Todi le cresime delle parrocchie del Duomo e di San Giorgio. Il Vescovo ha presieduto la liturgia, assistito dia parroci don Andrea e don Riccardo. I ragazzi si sono preparati con un “ritiro” itinerante che li ha visti coinvolti per molti giorni. Sono andati ad Assisi, Bolsena e Orvieto e un giorno perfino a Mirabilandia. Il 13 settembre erano al santuario della Pasquarella e la sera hanno partecipato alla Via crucis che si è svolta nella parrocchia del Ss. Crocifisso; al termine si sono confessati insieme ai genitori e ai padrini. La liturgia è stata animata dal coro interparrocchiale del Duomo, San Giorgio e San Nicolò. ❖ PACE IN SIRIA Raccolta speciale Durante la serata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, svoltasi alla chiesa della Consolazione il 7 settembre, i fedeli sono stati invitati a lasciare un’offerta per la Caritas Siria in un’apposita cassetta. Sono stati raccolti 1.500 euro che sono stati inviati per aiutare questi nostri fratelli in difficoltà. ❖ MERCEDARI Festa di Maria Il 24 settembre è la festa di Nostra Signora della Mercede. Tale devozione alla Beata Vergine nasce in seno all’Ordine dei Mercedari, fondati in Spagna da san Pietro Nolasco e san Raimondo di Penafort nel 1218. A orvieto i padri Mercedari sono presenti nella parrocchia di San Domenico, dove la Madonna della Mercede è solennemente festeggiata. Altri luoghi sono a Battifolle, una località in parrocchia di Pantalla - Ripaioli, dove si trova un’antica cappella dedicata alla Vergine della Mercede e anche nella parrocchia di Avigliano Umbro. ❖ LUTTO Irma Paolantoni Si è spenta in Collevalenza di Todi la cara esistenza della signora Irma Paolantoni vedova Filippetti, all’età di 95 anni, con il conforto dei sacramenti e circondata dall’amore del figlio Sante, dall’affetto dei parenti e di quanti l’hanno conosciuta e stimata. La redazione diocesana de La Voce in unione di preghiere a Gesù amore misericordioso si stringe intorno all’amico Sante Filippetti, dirigente delle Acli regionali Umbria e presidente provinciale di Acli Sport. Avigliano Umbro Festa della Madonna della Mercede A nche quest’anno si celebra ad Avigliano la festa della comunità parrocchiale intorno alla Madonna della Mercede, particolarmente invocata per la liberazione dalle schiavitù che imprigionano l’uomo. Dopo l’inizio di giovedì 19 settembre con un incontro di preghiera, sabato 21 i fedeli effettueranno, guidati dal parroco don Piero Grassi, un pellegrinaggio a Sulmona e all’abbazia di Santo Spirito al Morrone. Nei giorni della festa ogni celebrazione dell’eucarestia avrà una particolare intenzione di preghiera. Ci saranno poi l’adorazione eucaristica, la Via crucis al cimitero e la giornata del malato. Alle famiglie sarà consegnato il progetto catechistico per il nuovo anno pastorale, e un pomeriggio sarà dedicato ai ragazzi e giovani che si ritroveranno all’oratorio dopo la coinvolgente esperienza estiva. Da segnalare inoltre l’incontro di venerdì 27 ore 21, promosso dalla Caritas interparrocchiale, con la testimonianza di suor Daniela, volontaria presso il carcere femminile di Perugia, e quello di sabato 28, sempre alle 21 (presso il teatro comunale di Avigliano), in cui Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, terrà un incontro dal titolo “Un Papa di nome Francesco”. La festa si concluderà domenica 29: alle ore 11.30 messa con celebrazione degli anniversari dei matrimoni, e alle ore 18 solenne processione e messa. M. M. LA VOCE Terni.Narni.Amelia 22 BREVI VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 DIOCESI. Nomine negli uffici di curia e avvicendamenti nel clero ❖ PROVINCIA Promozione termale Il progetto “Le Province del benessere”, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri -vede la provincia di Terni direttamente coinvolta per i siti termali presenti, dalle Fonti di San Gemini al Parco dell’Amerino, dalle Terme di Parrano alle Fonti del Tione fino alle Fonti di Tiberio. Il progetto si pone come obiettivo quello di far crescere il turismo termale, il cui appeal sta aumentando costantemente. Un valore aggiunto per la provincia di Terni è l’integrazione del termalismo con le numerose attrattive culturali, ambientali e naturalistiche di cui il territorio dispone. Altro elemento di grande importanza è quello di far parte di una rete di siti termali in tutta Italia integrati fra loro. ❖ SCUOLA Le cifre degli iscritti Sono oltre 9.000 gli studenti delle scuole medie superiori rientrati a scuola in questi giorni: per l’esattezza, 9.196 studenti, suddivisi in 398 classi. A registrare il maggior numero di studenti sono i licei scientifici che contano in totale 3.009 iscritti. A questi si aggiungono gli 880 studenti dei licei classici di Orvieto (306 studenti) e Terni (574). Gli istituti tecnico-industriali contano 741 allievi, di cui 681 a Terni (compresi i 26 delle scuole serali) e 60 ad Amelia. Sono 1.479 gli iscritti agli istituti tecnico-professionali, con il numero maggiore di studenti all’istituto professionale per i servizi alberghieri “Casagrande” di Terni (725). L’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato di Terni conta 413 alunni e in quello della Casa circondariale di Terni 60. All’istituto tecnicocommerciale di Terni sono iscritti 468 studenti, a quello di Narni 203 e a quello di Amelia 141. C’è poi l’istituto magistrale di terni con 830 alunni e quello di Narni con 262, mentre il Geometri di Terni ha 258 iscritti e quello di Narni 153. Infine all’Istituto d’arte di terni ci sono 316 allievi. La cattedrale di Narni I n occasione del tradizionale ritiro del clero della diocesi, incentrato sul tema dell’essere e agire di presbiteri, e alla ripresa delle attività pastorali diocesane e parrocchiali, il vescovo amministratore apostolico della diocesi, mons. Ernesto Vecchi, ha reso note alcune nomine in ambito curiale e i trasferimenti di alcuni sacerdoti, necessari per una migliore organizzazione della pastorale diocesana. Nell’organizzazione degli uffici della Curia diocesana, il Vescovo ha nominato don Albin Kouhon vice cancelliere e giudice del Tribunale diocesano, e don Sergio Rossini direttore dell’Ufficio liturgico. Nella parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria a Campomicciolo in Terni è stato nominato parroco don Angelo D’Andrea, già parroco nella comunità ❖ MUSICAL ACADEMY Le novità dell’anno La Musical Academy di Terni ha iniziato il suo sesto anno di lavoro nell’ambito della formazione e produzione artistica. Nuova la direzione artistica della sezione Danza, che è affidata a Maria Luisa Bossone, direttrice dal 1980 del Centro danza umbra di Terni, prima ballerina nei maggiori teatri italiani. Sarà la Bossone a gestire i corsi Musical Academy di Classico, Contemporaneo, Modern, Hip Hop e Flamenco. Nell’anno 2013-2014 la Musical Academy si avvarrà anche della preziosa collaborazione di Adelmo Sonaglia che curerà la direzione dei corsi: Latino-americani e caraibici, Tango argentino, Standard, Liscio, Balli da sala, Ballo sociale, Coreographic team, Aerobica dance, Ginnastica dolce, Country e Zumba. Corsi per bambini e adulti, principianti, intermedi e avanzati. La Musical Academy si appresta quindi a divenire un centro di preparazione per esami professionali Midas Fids Coni, pur mantenendo la sua specificità anche nei settori musica e teatro. Per quanto riguarda la sezione musica, la scuola ha istituito indirizzi formativi istituzionali, basati su due livelli di corsi: il “Custom o Amatoriale” con programmi più personalizzati e di facile accesso per gli allievi; il “Professional” strutturato in cinque corsi di durata annuale, con un piano di studi che fa riferimento ai programmi ministeriali. ❖ CARABINIERI Nuovo comandante provinciale Il col. Pier Luigi Felli è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri. Ha sostituito nell’incarico il col. Giuseppe Alverone, che è stato trasferito a Roma. Nei carabinieri dal 1981, Felli ha ricoperto numerosi incarichi nell’organizzazione centrale, territoriale, speciale e addestrativa, nelle regioni dell’Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia e Lazio. Laureato in Scienze della sicurezza, è insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, della “Medaglia mauriziana” al merito di dieci lustri di carriera e della “Medaglia di bronzo” al merito della salute pubblica. Proviene dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dove ha ricoperto l’incarico di capo area – Affari militari, coordinamento, supporto e gestione delle risorse, presso l’ufficio del Consigliere militare del presidente del Consiglio dei ministri. dei Santi Giovenale e Cassio a Narni, che sostituisce don Roberto Bizzarri. Don Angelo farà il suo ingresso a Campomicciolo domenica 29 settembre alle ore 11 nella celebrazione presieduta dal vescovo Vecchi. Don Sergio Rossini è stato nominato parroco della comunità dei Santi Giovenale e Cassio in Narni; farà il suo ingresso sabato 28 settembre alle ore 18 nella celebrazione presieduta dal Vescovo. Nella parrocchia di San Pietro Apostolo a Fornole di Amelia è stato nominato parroco don Iosif Subiac, che sostituisce don Gaston Dakoumandji, richiamato nella sua diocesi di origine nella Repubblica centrafricana. Nella parrocchia di San Francesco di Assisi in Terni, i Salesiani hanno designato parroco don Guido Tessa; sostituisce don Carlo Zucchetti, che lascia la comunità dopo 15 anni - prima alla direzione dell’oratorio e poi come parroco -, trasferito nella parrocchia dei Salesiani ad Arezzo. La comunità parrocchiale di San Francesco saluterà don Carlo domenica 22 settembre nella celebrazione delle ore 11.30, e a seguire con una festa in oratorio. Nella parrocchia del Sacro Cuore Eucaristico di Gesù a Città Giardino, a seguito del Capitolo dei frati minori Cappuccini dell’Umbria, è stato nominato parroco padre Marco Ronca che prende il posto di padre Ennio Tiacci, attuale vice provinciale dei Cappuccini, trasferito alla parrocchia di Sant’Antonio a Perugia. Padre Tiacci ha salutato domenica scorsa la comunità parrocchiale ternana. E. L. Le borse di studio assegnate agli studenti meritevoli dell’istituto Casagrande-Cesi I l corpo docente dell’istituto Casagrande Cesi di Terni crede fermamente nella partecipazione studentesca alla gestione dell’universo scolastico, e per questo da alcuni anni sta promuovendo la leadership studentesca, ponendo particolare attenzione alla formazione valoriale nell’ambito della cultura della legalità e del diritto. All’apertura del nuovo anno scolastico sono state consegnate sette borse di studio, istituite in memoria dei docenti della scuola, agli alunni che si sono maggiormente distinti per i brillanti risultati scolastici ottenuti, per il loro interesse, senso del dovere, di appartenenza alla scuola, doti umanitarie o di solidarietà. Così la borsa “Luigi Morganti” è stata assegnata a Bianca Dorotei della V E, la “Maria Teresa Renzetti” a Giada Feliziani, la “Aldo Bartolocci” a Edoardo Lucidi della V Ap, la “Piero Tentoni” a Erika De Angelis della IV Ap, la “Maria Paolucci” a Fortunato Rosa della V Cp, la “Alberta Castelli” a Giulio Zhou della IV Ap, la “Teodoro Pallotta” a Natascia Castellani della IV E. “Soltanto in L’istituto Casagrande-Cesi questo modo spiega il dirigente l’anno scolastico, aiutandole nei scolastico Giuseppe Metastasio -, problemi relazionali e di studio. Il cioè elogiando chi è più bravo e al gruppo “Peer” è impegnato inoltre contempo aiutando chi è in in varie attività di volontariato e di difficoltà si possono gettare le basi tutela del territorio. “La scuola per la costruzione di quella aggiunge Metastasio - può sicurezza in se stessi che occorre per diventare fucina di cittadini attivi e avere successo nella vita”. La corretti, se si coglie l’occasione di consegna delle borse è stata coinvolgere e corresponsabilizzare i preceduta dall’accoglienza, ragazzi e formare persone in grado importante rituale di inizio anno: le di agire sulla realtà, protagonisti matricole sono state accolte da un attivi e non semplici spettatori”. folto gruppo di “tutor” che le Claudia Sensi accompagnerà nel corso di tutto Giustizia: il problema non è il numero dei tribunali È opportuna qualche breve riflessione, anche se Terni non è colpita dal problema: mi riferisco alla riforma delle Circoscrizioni giudiziarie. È entrata in vigore la legge, proposta due anni fa dalla ministra Paola Severino, che abolisce 80 tribunali “piccoli” o sedi distaccate, accorpandoli a tribunali più grandi. La mini-riforma ha colpito in Umbria il tribunale di Orvieto e le sedi distaccate di Città di Castello, Foligno e Todi. Orvieto è stato accorpato al tribunale di Terni. Petizioni, appelli, manifestazioni, proteste nelle forme più varie hanno interessato soprattutto Orvieto contro la cancellazione del tribunale, e Todi per evitare l’accorpamento a Spoleto, ritenu- to “scomodo”, anziché a Perugia, più “comoda”. Non ci si può sempre opporre a qualsiasi piccola riforma; avanzare critiche e proporre modifiche e aggiustamenti sì, ma poi ogni provvedimento va considerato e giudicato nella sua validità complessiva. La motivazione di fondo è il conseguimento di un risparmio di spesa (per la verità poco significativo, perché trattasi di 80 milioni di euro in tutto) nonché la considerazione che oggi le distanze geografiche tra territori e città contano molto di meno rispetto ai tempi in cui l’ordinamento era sorto, e oggi sono in atto sistemi di collegamento e di comunicazioni molto diversi da allora. Da questa mini-riforma deriveranno dis- agi iniziali ma poi tutto si aggiusterà: auspicio e certezza. La ‘verità vera’ è che l’amministrazione della giustizia ha bisogno di una grande riforma, di cui la riduzione delle sedi giudiziarie non è che una piccolissima cosa: in Italia la Giustizia deve essere più veloce e più efficace. I tempi lunghissimi dei procedimenti civili e penali sono insopportabili: una giustizia, anche giusta, che arriva in ritardo, non è più giustizia e spessissimo non serve più. Questa è la prima esigenza, poi ve ne sono molte altre. Per ora prendiamo atto che il tribunale di Terni è uno per tutta la provincia a partire dal 13 settembre; ribadendo che l’amministrazione della giustizia è funzione primaria dello Stato, chiediamo come cittadini che funzioni bene e contribuisca così al bene comune. Nicola Molè VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 LA VOCE Terni.Narni.Amelia DIOCESI. Ritiro del clero per l’inizio del nuovo anno pastorale Fede, perdono, riconciliazione U n evento unirà le diocesi umbre, il 21 settembre, contemporaneamente in otto piazze significative delle diocesi, in preparazione alla festa di san Francesco che vedrà l’Umbria protagnista con la consegna dell’olio per la lampada della tomba del Santo. A piazza Adricitico dinanzi alla chiesa del Sacro Cuore dalle ore 21 si pregherà, canterà, si rifletterà sul tema “Fede, perdono, riconciliazione” alla luce dell’insegnamento e della testimonianza di Francesco d’Assisi. L’evento sarà introdotto da due processioni. Il ritrovo è alle ore 20 presso la chiesa dei Conventuali di San Giuseppe a Cospea o presso la chiesa dei Minori a San Antonio, da dove partiranno due cortei fino al piazzale della chiesa del Sacro Cuore dove ci sarà l’accoglienza a piazza Adriatico, canti e la catechesi di un padre francescano sul tema della giornata, testimonianze. Il terzo momento si vivrà in chiesa dove, dopo la proclamazione del Vangelo, seguirà l’adorazione eucaristica, silenziosa e animata e prolungata, durante la quale i sacerdoti presenti si renderanno disponibili per le confessioni, espressione più alta del dono di riconciliazione. ❖ CATECHIESTI Dal Papa a Roma Circa 500 catechisti della diocesi parteciparanno domenica 29 settembre all’incontro con Papa Francesco. La partenza sarà alle 5.30 per piazza San Pietro per l’incontro con il Papa e la celebrazione eucaristica. Nel pomeriggio alle 15 - 15.30 i gruppi ripartranno da piazza San Pietro per recarsi al santuario del Divino Amore dove alle 17 ci sarà la celebrazione dei vespri presieduta dal vescovo Vecchi. Il ritorno a Terni è previsto per le ore 19.30. ❖ NARNI Francesco e lo Speco Il buon Pastore oggi L’essere e l’agire dei presbiteri è stato il tema centrale dei tre giorni. Le parole del vescovo Vecchi A conclusione del ritiro, mons. Vecchi ha indicato alcune priorità nella vita spirituale e comunitaria dei sacerdoti: “Il problema del prete, nella Chiesa e nel suo rapporto con il mondo contemporaneo, rimane un’attenzione primaria per il popolo di Dio, in particolare per tutto il presbiterio diocesano. Nella Chiesa, pertanto, il ministro ordinato agisce in persona Christi, non per conto proprio. In tale prospettiva, il nostro agire ecclesiale potrebbe essere anche generoso e intenso, ma se è autoreferenziale non risponde al dono ricevuto. Quante persone si spendono in mille modi, ma non si donano! La carità, e nel caso del ministro ordinato è la carità pastorale, non si identifica con l’espressione dei carismi personali, ma con l’agape, cioè con l’amore di dilezione, che vuole il bene altrui”. E ancora: “Esortiamo tutti quelli che hanno, a qualche titolo e a qualche livello, il compito dell’evangelizzazione, ad alimentare il fervore dello spirito. Questo fervore esige prima di tutto che sappiamo sottrarci agli alibi che possono sviarci dall’evangelizzazione. Conserviamo dunque il fervore dello spirito. Conserviamo la dolce e confortante gioia d’evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime”. E. L. DIOCESI. Celebrazione per i 50 anni di sacerdozio di mons. Gianni Colasanti I n occasione della festa del Preziosissimo Sangue nella cattedrale di Terni, domenica 22 settembre alle ore 17.30 la comunità festeggerà mons. Gianni Colasanti per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale. Don Gianni è stato infatti ordinato sacerdote il 29 giugno 1963 dall’allora vescovo diocesano mons. Giovanni Battista Dal Prà. In 50 anni don Gianni, molto conosciuto a Terni per la sua attività di docente e dirigente scolastico, ha vissu- to il suo sacerdozio in diversi ambiti di apostolato: come vice parroco in Cattedrale, rettore della chiesa di Campomicciolo, per oltre 10 anni cappellano del lavoro all’Acciaieria e alla Fabbrica d’armi, professore in molteplici istituti scolastici, e infine, da molti anni, co-parroco in Cattedale a Terni. Sacerdote e persona con una ricca e vasta preparazione culturale, don Gianni è il riferimento di molte persone in ambito teologico e morale; La Clarissa che fu accanto a Padre Pio ll’età di 88 anni, dopo una vita donata al Signore e a tanti fratelli e sorelle nella preghiera, è morta suor Chiara Lorenza Picca delle Clarisse del monastero della Santissima Annunziata di Colleluna a Terni. Suor Chiara Lorenza Picca del Cuore di Cristo era nata ad Avezzano il 13 febbraio 1925. Era entrata da giovane nell’istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù dove ha celebrato il suo 25° di vita religiosa, contraddista dal lavoro alla Casa sollievo della sofferenza dove ha potuto “respirare” la presenza di Padre Pio e dove ha lavorato insieme alla nipote del Padre, Rachele, con la quale ha condiviso molti anni di vita. Attratta fortemente dalla vita contemplativa, in modo particolare dal carisma francescano, è entrata nella comunità delle Sorelle Povere di Santa Chiara del monastero Ss. Annunziata di Terni il 19 dicembre 1972, vestendo l’abito delle Clarisse il 25 marzo 1973 all’età di 47 anni. Ha emesso i voti solenni il 17 settembre 1975. Nella comunità delle Clarisse ha ricoperto incarichi di responsabilità: è stata per tanti anni vicaria della comunità e maestra delle novizie. Ciò che l’ha più contraddistinta e che l’ha resa molto amata tra la gente, è stato il suo spirito di ascolto e di discernimento sia Nell’ottavo centenario della presenza di san Francesco allo Speco di Sant’Urbano (12132013), sabato 28 settembre dalle ore 16 allo Speco si terrà un incontro promosso dai Frati minori - in collaborazione con la Scuola superiore studi medievali e francescani e pontificia università Antonianum - sulla storia del luogo. Interverranno Felice Accrocca (“Lo Speco di S. Urbano nelle fonti francescane e la profezia di Angelo Clareno”), Mario Sensi (“Lo Speco all’interno del movimento dell’Osservanza”), Andrea Maiarelli (“Lo Speco di Narni nei documenti d’archivio della Provincia Serafica”). Alle 19 ci sarà il concerto del trio “Laudar vollio” - La storia della salvezza nelle melodie delle antiche laudi medievali, con fra’ Alessandro Giacomo Brustenghi, canto e organo portativo, fra’ Davide Pietro Boldrini alla chitarra e fra’ Marco Savioli al violino. Inoltre, fino al 15 ottobre, nel chiostro del santuario (orario 9.30-18), sarà presente una mostra su san Bernardino da Siena, legato alle vicende dello Speco. Sarà disponibile il catalogo. ❖ UNITALSI con accortezza e discernimento consiglia e convince a una ragionevole speranza. “Si riconosce a don Gianni ricorda il prof. Nanni nelle pagine del bollettino La voce del Duomo - l’autenticità della pietà religiosa alla quale non manca una preparazione teologica-filosofica, per cui si qualifica per la sua apertura critica ai problemi del mondo contemporaneo. Scende tra la gente e vive l’esperienza della quotidianità senza censure, facendosi apprezzare da laicisti e cattolici. In special modo con i giovani sa tessere una serie di rapporti in cui legittima l’umanità e l’intelligenza che lo contraddistinguono”. Colleluna. La scomparsa di suor Chiara Lorenza Picca a 88 anni A [email protected] 23 BREVI M olti sacerdoti della diocesi hanno vissuto un intenso momento di comunione e fraternità nella tregiorni di ritiro spirituale e formativo di inizio anno pastorale. Il ritiro è stato guidato dall’arcivescovo di Ancona Osimo, mons. Edoardo Menichelli che ha approfondito la figura del Buon Pastore alla luce del magistero di Papa Francesco, il quale insiste molto sulla rilettura del n. 80 dell’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi di Paolo VI. A presiedere il ritiro mons. Ernesto Vecchi, vescovo amministratore apostolico della diocesi, che ha tenuto una delle meditazioni approfondendo la riflessione sull’essere e agire di presbiteri: “La prima esigenza - ha detto è che il presbitero sia un autentico discepolo di Gesù Cristo, perché solo un sacerdote innamorato del Signore può rinnovare una parrocchia. Nel contempo, però, deve essere un ardente missionario che vive nel costante anelito di andare alla ricerca dei ‘lontani’ e non si accontenta della semplice amministrazione... Si tratta di vivere il dono del nostro sacerdozio nella dinamica delle tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Ma la carità, nei ministri ordinati, assume la dimensione della carità pastorale, cioè del dono di sé per il gregge loro affidato. Così rappresentano il Buon Pastore nell’esercizio pastorale della carità. La carità pastorale esige che i presbiteri, se non vogliono correre invano, lavorino sempre nel vincolo della comunione con i Vescovi e gli altri fratelli nel sacerdozio”. @ verso le sorelle che verso tutte le persone che continuamente suonavano alla porta per chiedere preghiere. Infatti è stata per tanti anni portinaia e sorella addetta ai servizi esterni del monastero, due uffici molto delicati che lei ha saputo ricoprire con discrezione e discernimento, avendo sempre per ciascuno una parola buona e un consiglio giusto da dare. Ha ricoperto per tanti anni anche l’ufficio di infermiera della comunità, e come tale si è prodigata sempre ad alleviare le fatiche e le sofferenze delle sorelle, soprattutto nei piccoli gesti di attenzione. Insieme all’abbadessa madre Teresa Loconte, ha contribuito alla costruzione del nuovo monastero di Colleluna. Con tante fatiche ma anche con tante gioie, si è donata per la comunità claustrale, per la gente e per la diocesi. Laboratorio creativo A partire dal 18 settembre, tutti i mercoledì, alle ore 15.30 presso i locali dell’Unitalsi in piazza Ridolfi 35, si teiene un laboratorio di creatività per la realizzazione di oggetti di artigianato. Il corso è gratuito ed è aperto ai portatori di handicap, ai soci Unitalsi e alle persone di buona volontà. Per ulteriori informazioni telefonare alla segreteria: 0744 433510. ❖ PELLEGRINAGGIO Ai santuari di Francia Dall’11 al 13 ottobre si terrà il pellegrinaggio ai santuari mariani di La Salette e Nostra Signora di Laus in Francia promosso dall’Accoglienza diocesana. Il pellegrinaggio farà tappa a Briançon e un giorno a Le Laus. Il secondo giorno trasferimento a la Salette con pranzo in comunità. Il terzo giorno partenza per Venaria di Torino con visita alla Reggia reale e rientro in serata. Quota di partecipazione: 350 euro a persona in camera doppia. Iscrizioni il prima possibile. INCONTRI IN DIOCESI SABATO 21, ore 16.30, Terni Campitelli, processione con la statua di San Matteo e la partecipazione della banda di Cesi. Ore 18, Terni, cappella del complesso residenziale Le Torri in via Mentana a Terni, celebrazione per i 40 anni della consacrazione, presieduta da padre Alberto Bordellini. Ore 21, Terni, piazza Adriatico, evento regionale di evangelizzazione “Fede, perdono e riconciliazione” in preparazione alla festa di san Francesco. DOMENICA 22, , ore 11, Terni, Campitelli, festa del patrono san Matteo. Ore 11.30, Terni, San Francesco, celebrazione di saluto al parroco don Carlo Zucchetti. GIOVEDÌ 26, Ore 18, Assisi, basilica di San Francesco, celebrazione della novena in onore di san Francesco presieduta dal vescovo Ernesto Vecchi, e pellegrinaggio diocesano. LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo 24 BREVI ❖ CONVITTO Annalisa Boni rettore Si è insediato da alcuni giorni il nuovo rettore del Convitto nazionale “Principe di Napoli” individuato nella persona della prof.ssa Annalisa Boni, già stimata docente di Matematica al liceo cittadino. Con la sua nomina si creano i presupposti di una “rinascita” della prestigiosa istituzione educativa tanto cara a tutti gli abitanti di Assisi e in particolare a coloro che al suo interno si sono formati raggiungendo i vertici di importanti carriere. È infatti ragionevole prevedere una durevole permanenza nel ruolo con il quale l’interessata, nativa di Cannara e radicata stabilmente al nostro territorio dopo una carriera iniziata nel Friuli Venezia Giulia, prosegue una tradizione iniziata nel 1875 dal marchese Alamanno Bartolini Salimbeni, primo della cronotassi giunta alla ventottesima tappa nei 138 anni di vita del Convitto. Si tratta della terza donna chiamata, soltanto a partire dall’ultimo decennio, a rivestire l’importante ed impegnativo incarico dopo Rosalia Mazzara e Anna Maria Federico. Ha già ricevuto molti auguri di buon lavoro e di proficui risultati che sicuramente non mancheranno. ❖ RICONOSCIMENTO Al primario Verdecchia Con una cerimonia che si terrà nei prossimi giorni, nella città statunitense di New Orleans, nell’ambito dell’Hig Blood Pressure Council (la massima assise mondiale dell’ipertensione), verrà premiata la ricerca condotta metodicamente per otto anni dal primario medico di Assisi, Paolo Verdecchia, e dalla sua équipe su un gruppo di oltre 3.000 pazienti affetti da ipertensione arteriosa. Pubblicata sulla rivista Hypertension, organo ufficiale dell’American Heart Association, la ricerca in argomento testimonia l’alto livello della ricerca italiana ed umbra, capace di mettere a punto terapie sempre più efficaci ed innovative in logica di efficace prevenzione dei più gravi incidenti cardiovascolari (infarto miocardico, ictus cerebrale, morte cardiaca improvvisa). VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Il Papa alla mensa Caritas ASSISI. Come opera la struttura che ospiterà Francesco a pranzo con i poveri V enerdì 4 ottobre Papa Francesco - accomiatandosi dalle celebrazioni religiose e dalle cerimonie civili presso la basilica del santo in Assisi - dovrebbe raggiungere intorno alle ore 13 il Centro Caritas di prima accoglienza in S. Maria degli Angeli (piazzale Donegiani) per condividere il pranzo con 50 poveri perlopiù provenienti dalla diocesi. Il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana Una sosta rilassante? Piuttosto una scelta che testimonia una specifica vocazione e concezione pastorale in sintonia con le enunciazioni pronun- della Caritas e concretizzatasi grazie al- dazione Santi Rufino e Rinaldo che si avciate dal Pontefice in occasione della sua l’impegno costante del vescovo emerito vale di un Consiglio di amministrazione: elezione; un atto che si potrebbe definire Goretti. La prima vera sede venne inau- presidente Antonietta Vetturini e direttore simpaticamente “irrituale” dal momento gurata in Assisi il 27 ottobre 1994 nell’ex Daniele Fiorelli. che il seguito pontificio resterà ospite monastero delle Benedettine di via S. Ma- Costituiscono punti stabili di riferimento presso il Sacro Convento. ria delle Rose. In seguito al terremoto del per la collaborazione altre strutture in amUn’assoluta sobrietà caratterizzerà la pau- 1997 fu trasferita in uno stabile acquistato bito diocesano come Centri di ascolto, Cvs, sa conviviale del Papa: tovagliette di car- dalla diocesi nelle immediate vicinanze settori attinenti in seno alle Amministrata, normali stoviglie, pietanze domenicali della stazione ferroviaria di S. Maria degli zioni comunali. Il sostegno economico deriva dal contributo dell’8 per mille, da ofpredisposte dalla capo-cuoca suor Dina, Angeli. niente vino ma soltanto “sorella acqua” Il Centro dispone di 23 posti letto e riesce ferte di istituti religiosi, dai fondi della Cacome bevanda per tutti i commensali, e un ad offrire 60 pasti giornalieri. Aperto di re- ritas nazionale, dalla partecipazione a proservizio mensa all’insegna della massima gola per tre giorni a settimana, ma in casi getti riguardanti la vivibilità, il reinseridiscrezione: presenti il vescovo Sorrenti- particolari anche a una fase di permanen- mento sociale, l’ambiente... Il personale si no e il responsabile diocesano della Cari- za. Ne possono trarre beneficio poveri di limita oggi a Stefania e Silvio, coadiuvati tas padre Vittorio Viola. passaggio, residenti disagiati, stanziali spontaneamente da alcune suore apparIl Centro Caritas rappresenta l’attuazione senza fissa dimora, persone in particolare tenenti a vari Ordini religiosi. Si auspica di un’idea solidale fatta propria fin dagli difficoltà anche sotto il profilo della soli- pertanto un incremento del volontariato. Francesco Frascarelli anni Settanta dai benemeriti componenti tudine. Dal 2003 viene gestito dalla Fon- GUALDO TADINO. Il cinema Don Bosco passa al digitale, con tutte le opportunità che offre ❖ AMICI MONTAGNA Escursione ‘carbonara’ Domenica 15 settembre gli Amici della montagna di Assisi hanno percorso 13 km della straordinaria macchia mediterranea che circonda il territorio di Gualdo Cattaneo e in particolare di Pomonte, dominio della famiglia Della Botte, depositaria dell’antichissima arte del carbonaio. La comitiva è partita dall’edicola votiva Le Querce di Bettona per raggiungere la località Cinque Cerri dove svetta il monumento ai partigiani della “Brigata Leoni” che si accampavano nella fitta boscaglia e nei paraggi delle grotte di Sorgnano, ancora oggi difficili da raggiungere senza una guida esperta dei luoghi. Poco più avanti si sono incontrate le piane dove i carbonai costruivano le “cotte” ormai in disuso dal 1960, ma ancora ben presenti nella memoria di coloro che ne custodiscono la leggenda. Tra questi, da protagonista, il mastro carbonaio Gianni Della Botte ha costruito per l’attenta comitiva la fornace necessaria all’accensione della “cotta”, impegnato in una gestualità antica, solenne, cadenzata, impreziosita dai fumi e dagli aromi di legno e di bosco. Questo è avvenuto nella località di Santa Maria dell’Acqua Viva, meta finale dell’originale escursione, conclusasi con la degustazione di piatti tipici della tradizione contadina. ❖ LUTTO Antonello Campodifiori Con la recente scomparsa (7 settembre) di Antonello Campodifiori, mitico banditore e protagonista assiduo della Nobilissima Parte de Sopra, si è perduto un altro elemento non secondario del variegato mosaico della comunità cittadina di Assisi. L’estroso personaggio era infatti partecipe assiduo ed appassionato di tutto quanto avveniva all’interno delle antiche mura dell’acropoli, di cui si sentiva in qualche modo custode vigile e attento. Il suo temperamento esuberante lo aveva portato a intraprendere una breve carriera di attore cinematografico e televisivo, ben presto interrotta per rientrare definitivamente nella “sua” città che ora ne avverte con mestizia la mancanza. A cura di Pio de Giuli S arà presentata ufficialmente lunedì prossimo, 30 settembre, alle ore 18.30 in un’apposita conferenza stampa, la stagione del teatro cinema “Don Bosco” di Gualdo Tadino, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo sabato 5 ottobre, alle ore 11. Una stagione che nasce con una grande novità: il passaggio della sala al digitale, mandando quindi in pensione il sistema di proiezione analogico, per entrare in quello digitale. Una spesa cospicua, superiore ai 40.000 euro, sostenuta grazie ad un contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e di una cordata di imprenditori gualdesi. Grazie alle nuove, modernissime, attrezzature, il teatro Don Bosco diventa, a tutti gli effetti, una sala multimediale estremamente versatile, in grado di ospitare, oltre alle proiezioni cinematografiche in alta definizione, anche eventi scaricabili dal circuito satellitare dell’alta definizione, vale a dire balletti, concerti, opere liriche ma anche altri eventi prodotti, localmente, da esperti o gruppi giovanili. “Una versatilità notevole - sottolinea il presidente dell’associazione Educare alla vita buona, Umberto Balloni - che si sposa perfettamente con il progetto dell’oratorio Don Bosco che da due anni ci impegniamo, con le nostre forze, a portare avanti”. Va segnalato che tutti coloro che prenderanno parte all’inaugurazione del 5 ottobre riceveranno un buono per assistere, la sera stessa, al primo film in prima visione che verrà proiettato con le nuove attrezzature. Pierluigi Gioia CANNARA. In occasione della festa patronale ❖ GUALDO TADINO Il 1° Palio di S. Matteo O Adozioni a distanza di bambini kenioti rmai archiviata con enorme successo la 33a edizione della Festa della cipolla, la comunità cristiana di Cannara guidata dal parroco don Francesco Fongo rende onore in questi giorni al suo amato patrono San Matteo. E proprio nella piazza intitolata al santo, venerdì 20 settembre alle ore 21 inizia la festa con la sfilata dei terzieri e il bando di sfida. Sabato 21 alle ore 11, nella chiesa dedicata al patrono, verrà celebrata la solenne messa cantata dal coro locale “Concentus vocalis” (direttrice Francesca Maria Saracchini); prevista anche la distribuzione del “soldo di san Matteo” al popolo di Dio. Alle 14.30 si svolgeranno i giochi tra i terzieri per il Soldone (Palio) di san Matteo. Alle 19 avrà inizio la processione per le vie del centro storico con la statua del santo. Alle 21 si terrà il concerto dell’associazione musicale “F. Morlacchi” di Cannara (direttore, maestro Francesco Verzieri) e quindi si procederà all’estrazione della tombola. Il tradizionale appuntamento con la Fiera di san Matteo è fissato per la giornata di domenica 22, dalle 8 alle 20. Alle ore 21, presso i giardini pubblici di viale Roma, si terrà una serata di intrattenimento in piattaforma e quindi sarà assegnato il 1° Palio di San Matteo al terziere vincitore. San Matteo, apostolo ed evangelista, di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù a essere uno dei dodici apostoli. San Matteo era anche chiamato Levi; in quanto pubblicano, era membro di una delle categorie detestate popolarmente. In effetti a quell’epoca gli esattori delle tasse pagavano in anticipo all’erario romano le tasse, poi si rifacevano come usurai tartassando la gente. Gesù passò vicino a Levi e gli disse semplicemente: “Seguimi”. E Matteo lo seguì. R. B. U n pranzo di solidarietà dal titolo “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo” è stato promosso a Gualdo Tadino, alcuni giorni fa presso un noto agriturismo, a sostegno dell’Avsi (Associazione volontari per il servizio internazionale). Due i bambini adottati: è stato questo il risultato concreto del pranzo di solidarietà promosso dall’Avsi, che ha visto la partecipazione attiva del Cvs Caritas, Comunione e liberazione e del comitato Storica rappresentazione del Venerdì santo. Oltre 70 le persone che hanno partecipato, alle quali Antonino Masuri, coordinatore in Kenya del progetto, ha illustrato le attività avviate presso la popolazione, dall’educazione scolastica a quella sanitaria e sessuale, che ha portato ad una riduzione dei malati di Aids. Alla fine dell’evento sono stati sottoscritti e consegnati al responsabile Avsi per l’Umbria, Marino Pedone, due adozioni a distanza per un anno, ma questo è un risultato in divenire, considerando che le adozioni a distanza sono ancora possibili. Un ringraziamento particolare va a Maria Fioriti, Enzo Galafate e a tutto il comitato Storica rappresentazione del Venerdì santo per l’impegno e il coinvolgimento. Adottare un bambino a distanza è possibile sottoscrivendo un modulo che impegna la famiglia a versare circa 300 euro annui, deducibili fiscalmente, con i quali aiutare i bambini a vivere e studiare. Marta Ginettelli LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 In principio è la relazionalità @ [email protected] 25 BREVE ❖ COSTANO Scuola ristrutturata PALAZZO DI ASSISI. Inaugurati i nuovi spazi destinati all’associazione Pro Familia L’anno scolastico 2013-2014 è iniziato con l’inaugurazione a Costano della ristrutturata scuola “Ezio Giuliani”. Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco Stefano Ansideri, i componenti la Giunta municipale, la prof.ssa Paola Lungarotti (dirigente dell’istituto comprensivo Bastia 1) e il consigliere comunale Stefano Giuliani (figlio del maestro Ezio al quale è intitolata la scuola stessa). La scuola primaria “Ezio Giuliani” è stata sottoposta a un importante intervento di consolidamento e restyling. Da rilevare inoltre che con l’inizio del nuovo anno scolastico il Sindaco ha inviato una lettera alle scuole di ogni ordine e grado destinata agli alunni e alle famiglie, al corpo docente e tecnico-amministrativo. Il primo cittadino ha formulato auguri di “buon lavoro”. I n occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi destinati all’associazione Pro Familia onlus in Palazzo di Assisi e benedetti dal vicario generale don Maurizio Saba alla presenza del parroco padre Luigi Paolo Di Bitonto e del responsabile della Pastorale familiare diocesana padre Michele Giura, è intervenuto il consulente familiare padre Alfredo Ferretti dell’Omi, che ha offerto un contributo sul tema – mutuato dal filosofo e teologo Martin Buber – “In principio è la relazione”. L’associazione presenta, infatti, come fondamento e fine del proprio servizio la formazione globale della persona umana ed ha costituito, sin dal 1994, il consultorio ‘La Famiglia’ provvedendo a formare professionalmente i propri consulenti in collaborazione con la Sicof (Scuola italiana consulenti familiari) della Capitale, attivando un corso triennale attraverso il quale è oggi possibile conseguire regolare qualifica professionale, così come riconosciuta dalla legge vigente. Nel suo coinvolgente intervento, padre Ferretti si è ampiamente soffermato a considerare come la natura umana sia, di per se stessa, definita dalle relazioni che la persona ha e coltiva. In riferimento a ciò, ha sottolineato come – in un tempo dominato dall’individualismo e dal sentire autoreferenziale assunto come metro di giudizio e d’azione, laddove ogni ❖ BASTIA UMBRA “La Famiglia” P adre Alfredo Ferretti è succeduto a padre Luciano Cupia - che ne fu il fondatore nel 1966 - alla guida del centro ‘La Famiglia’ di Roma che offre consulenza al singolo, alla coppia e alla famiglia per problemi educativi e di relazione con se stessi e con gli altri. Si tratta di un servizio qualificato aperto a tutti e che persegue le finalità di consulenza, di promozione umana e di aiuto, anche negli aspetti di informazione, prevenzione e formazione. Il Consultorio esplica la propria attività attraverso il contributo di professionisti. I nuovi spazi alla Pro Familia (foto di F.Vetturini) bisogno sembra sia legittimato ad essere soddisfatto a ragione della sua stessa esistenza – l’animo umano ha sete di una relazione capace di contenerlo. Il desiderio cooperativistico – o comunionale, che dir si voglia – è infatti insito nella persona, la cui stessa corporeità adotta un linguaggio relazionale, sin dal suo concepimento. La domanda di senso sulla propria identità insita nella creatura umana (“Chi sono io?”) trova dunque risposta in relazioni belle (perché dotate di un’esuberanza visibile), buone (non avvelenate da meri meccanismi utilitaristici né moralistici), sane (capaci di condizioni liberatorie) e sananti (forti della speranza che la vita è un dono, perché di per sé promessa). In principio – ha parafrasato l’esperto relatore – è il lògos, vale a dire la Parola, il senso; pertanto in principio è la relazione. Così la relazione d’aiuto, caratterizzata da un ascolto paziente, empatico e custodente, non può che rappresentare un percorso – faticoso quanto fondante – volto al superamento dei momenti di smarrimento, alimentando costantemente la speranza che vince la paura. Elena Lovascio “Meraviglia italiana” È ospitata nella chiesa di Santa Croce a Bastia, fino al 29 settembre, una mostra d’arte organizzata dalla Pro loco e dalla parrocchia di S. Michele Arcangelo. In mostra i preziosi quadri della collezione Pro loco (circa 50 opere) e della citata parrocchia di Bastia. Nel pomeriggio del 28 settembre, sempre nella chiesa di Santa Croce, si svolgerà una conferenza sul Polittico di Sant’Angelo - opera del grande artista Niccolò di Liberatore detto l’Alunno (Foligno, 1430 ca. - 1502) - in occasione della consegna alla parrocchia di Bastia del premio Meraviglia italiana. Sono previste le relazioni del docente universitario prof. Corrado Fratini (che farà una dissertazione storico-artistica sulla tela dell’Alunno) e del rettore emerito del Seminario regionale umbro di Assisi, mons. Nazzareno Marconi (che darà una spiegazione prettamente teologica dell’opera ospitata in Santa Croce). Interverrà il presidente del premio Meraviglia italiana per la consegna del riconoscimento al Polittico dell’Alunno. ❖ GUALDO TADINO Palio di San Michele BAGNARA. Confermato: san Francesco passò di qui I relatori del convegno S an Francesco è passato per Bagnara. A questa conclusione sono giunti i relatori del convegno promosso dalla Comunanza agraria di Bagnara con il patrocinio del Comune di Nocera Umbra. Moderatore il prof. Andrea Maiarelli, dell’Istituto teologico di Assisi. Gli interventi sono stati quelli di padre Lorenzo Turchi dell’Istituto teologico marchigiano, di mons. Mario Sensi dell’Università lateranense di Roma e della prof.ssa Giovanna Casagrande dell’Università di Perugia. Presenti anche il sindaco Giovanni Bontempi e il vescovo mons. Sorren- tino. Dopo l’introduzione del presidente della Comunanza, Lorenzo Perticoni, padre Turchi ha accompagnato gli uditori in un excursus sul modo di predicazione di Francesco. Le tecniche erano ben precise e il punto forte erano gli exempla e la gestualità. Mons. Sensi ha inserito le grotte dell’Angelo, cioè il santuario nei pressi di Bagnara dove Francesco avrebbe soggiornato, tra quelli “micaelici”, quindi ben presente tra i luoghi frequentati dai Francescani. La prof. Casagrande ha illustrato analiticamente l’episodio nelle quattro fonti che lo riportano: La Vita seconda di Tommaso da Celano, la Leggenda maggiore, la Compilazione di Assisi e lo Specchio di perfezione. Quattro fonti diverse che coincidono perfettamente nella ricostruzione dell’ultimo viaggio di Francesco, giungendo alla conclusione che “non v’è dubbio che Francesco sostò a Bagnara, e che Assisi si è impegnata nell’accaparramento delle reliquie”. M. B. La 51a edizione del Palio di San Michele a Bastia C on l’ormai tradizionale appuntamento “Il Palio incontra le scuole”, tenutosi nella mattinata di sabato 14 settembre presso il cinema teatro Esperia, si è ufficialmente aperto il programma della festa patronale di Bastia Umbra: il Palio de San Michele 2013 (51a edizione). Trecento studenti delle scuole primarie hanno incontrato i capitani dei quattro rioni, i rappresentanti dell’ente Palio (con il suo presidente Marco Gnavolini) e dell’Amministrazione comunale. A ogni bambino è stato dato in omaggio il fazzoletto del proprio rione da indossare durante la festa, per avvicinare da subito i piccoli bastioli al Palio e accendere in loro il senso di appartenenza. Bastia è pronta dunque per la nuova emozionante sfida tra i quattro rioni: Moncioveta, S. Rocco, S. Angelo e Portella. Nella serata di giovedì 19 si è svolta la cerimonia di apertura, con la benedizione degli stendardi e dei mantelli rionali. La manifestazione entrerà nel vivo con le sfilate in programma in piazza Mazzini dal 21 al 24 settembre, sempre con inizio alle ore 22 (infoline biglietteria: 075 8011525 - 339 5750486). Le rappresentazioni verranno valutate da una qualificata giuria composta da Paolo Emilio Landi (giornalista, regista teatrale, documentarista), Leonardo Franchini (giornalista, sceneggiatore), Roberto Stocchi (attore, doppiatore, regista), Annalisa Buccellato (organizzatrice teatrale, giornalista), Santi Migneco (scenografo, costumista). Stessa giuria che dovrà formulare il suo verdetto anche per quanto riguarda la gara gastronomica nelle taverne rionali (21-24 settembre) a cura della Pro loco. Appuntamenti molto attesi saranno come sempre i giochi in piazza tra i rioni (giovedì 26, ore 21.30) e la lizza (sabato 28, ore 22.30). I risultati conseguiti dai rioni nelle sfilate, nei giochi e nella lizza determineranno la classifica finale; al vincitore sarà assegnato il Palio 2013 realizzato dall’artista Francesco Valorosi. Ricordiamo che l’anno scorso vinse il rione Moncioveta guidato dal suo capitano Lorenzo Incontri. R. B. Sabato scorso nella chiesa gualdese di San Francesco si è tenuto il tradizionale appuntamento con l’anteprima del Palio, occasione durante la quale sono stati sollevati i veli sull’opera del maestro Jacopo “giovin pittore”, artista di origine gualdese. La cerimonia ha visto la presenza del presidente dell’ente A. Pieretti, del sindaco R. Morroni, del gonfaloniere F. Pasquarelli, dei priori S. Tittarelli, R. Cambiotti, G. Gubbiotti, i maggiorenti dell’ente Giochi, D. Nati, C. Bassetti, F. Cioli, L. Fiorucci nei loro costumi medievali. Dopo la presentazione, il Palio è stato condotto all’interno della cappella del copatrono san Michele arcangelo, in onore del quale si disputa il Palio l’ultima domenica di settembre, nella basilica cattedrale di S. Benedetto. Nato a Sassari, ma di origini gualdesi, Jacopo torna nella sua città, anche con una mostra curata dal Polo museale diretto da Catia Monacelli, che rimarrà aperta sino al 24 novembre presso la chiesa di San Francesco. (M. G.) ❖ FRANCESCANE EUCAR. Suor Zita torna negli Usa Durante la celebrazione eucaristica di domenica scorsa, la comunità parrocchiale di San Pietro in Assisi si è raccolta in preghiera per ringraziare il Signore della presenza – operosa, discreta ed amorevole – di suor Zita nelle case e famiglie del territorio. Appartenente all’ordine delle Suore Francescane dell’Eucarestia, ma originaria degli Stati Uniti d’America, suor Zita ha svolto per ben 27 anni un’attività di accompagnamento a favore di anziani e dei bambini assisani e ora, raggiunti gli 86 anni d’età, continuerà la propria missione negli Usa. L’augurio dei parrocchiani tutti è che il Signore le consenta di continuare a vivere l’ordinarietà con l’amore “stra-ordinario”, operoso e umile che ne ha contraddistinto il servizio ai fratelli in tutti questi anni in Assisi. @ 26 [email protected] NEWS IN BREVE ❖ CATTEDRALE Dedicazione Domenica 22 settembre la Chiesa eugubina celebra l’anniversario della dedicazione della cattedrale. “Alle 17 tutti - scrive il vescovo Ceccobelli - i presbiteri e tutti i diaconi, diocesani e religiosi, sono invitati a concelebrare con me in cattedrale. Sono invitati anche i fedeli, ma, sono certo, non mancheranno coloro che avranno partecipato ai tre giorni dell’Assemblea diocesana. Durante la celebrazione sarà conferito il mandato a tutti i catechisti della diocesi e saranno anche ammessi al cammino di preparazione verso il sacerdozio, per aver superato l’anno propedeutico, i nostri tre seminaristi: Andrea Svanosio, Edoardo Mariotti e Andrea Maccabiani. Per loro, che per ora sono gli unici giovani in cammino verso il presbiterato, chiedo a tutti i fedeli di pregare perché diventino sacerdoti buoni e santi”. ❖ ALBERO Il saluto del Papa È stato installato sulla parete della navata sinistra della basilica di Sant’Ubaldo il manoscritto che riporta inciso il testo del saluto che Papa Benedetto XVI ha indirizzato al comitato “Albero di Natale più grande del mondo” e a tutta la comunità eugubina in occasione della cerimonia di accensione dell’Albero che lo vide protagonista il 7 dicembre 2011. La significativa cerimonia è avvenuta l’11 settembre, in occasione della festa della traslazione del corpo del Patrono, al termine della messa solenne presieduta dal vescovo Ceccobelli. Oltre ai nobilissimi contenuti, è una autentica opera d’arte: è calligrafato e miniato con decori manuali e con capolettera in foglia d’oro, su carta artigianale in fibra di cotone naturale. Riporta integralmente il saluto del Santo Padre. è stata realizzata grazie alla collaborazione della associazione “Onor d’Agobbio per l’arte del libro – Unaluna” e della Federico Venerucci Comunicazione, che il comitato degli “alberaioli” ringrazia in maniera davvero particolare. VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 I partecipanti al convegno “Le radici francescane a Gubbio” ❖ UMBERTIDE Festa dell’800 Umbertide ha festeggiato sabato 8 settembre il suo 150° compleanno, e per l’occasione piazza del Mercato è stata animata da un affascinante spettacolo di fontane danzanti, musica, luci e fuochi. È stato questo l’evento clou della Fratta dell’800, dedicata quest’anno proprio all’importante anniversario del cambio di nome da Fratta a Umbertide. Ma è stato anche il giorno della sfida tra le taverne, che si sono misurate non solo nella preparazione del piatto più gustoso e più attinente alla cucina di allora, nel tentativo di conquistare l’ambito Palio, ma anche nei giochi popolari e precisamente del pallone per gli uomini e nel tiro alla fune per le donne, rigorosamente in costumi d’epoca. Il programma delle feste di settembre di fine ’800 era iniziato già alla mattina alle ore 8 con il tradizionale Mercato della terra di piazza Matteotti che per l’occasione era diventato ottocentesco, mentre nel pomeriggio piazza del Mercato è stata animata dal Festival dei burattini. ❖ MOSTRA L’arte e il lupo Proseguirà fino al prossimo 6 ottobre la mostra “Fratello lupo, sorella arte”, completata da un bel catalogo (appena 3 euro) a cura di Ettore Sannipoli, che indica i vari dipinti e le varie opere in esposizione. Si tratta di una mostra a percorso: dal chiostro i San Francesco, dov’è allestita, si parte per un itinerario che tocca varie strutture, chiese, musei cittadini alla scoperta di iconografie varie che riportano il celebre episodio dell’ammansimento del lupo a opera del Poverello di Assisi, citato nel cap. XXI dei Fioretti. Oltre 30 fotografie che riproducono ceramiche, volumi, dipinti, rilievi, vetrate, a partire dal XV secolo in poi. (Ben. Pi.) Se il Papa “deviasse” a Gubbio... S LA VOCE Gubbio ono molti coloro che “sognano” una deviazione che permetta a Papa Francesco, nella prossima visita ad Assisi, una “capatina” nella “seconda patria di san Francesco”. A convincerlo ci proveranno Younes e Loretta, lui musulmano e lei cattolica, entrambi membri di Civiltà etica, associazione fondata da Gianluca De Gennaro, che dal 4 al 6 ottobre ha organizzato la prima edizione di un festival per riflettere su temi fondamentali per lo sviluppo della società, quali terra, lavoro, relazioni e arte. Si apre e si chiude a Gubbio ma si svolge a Scheggia, con un programma intenso. Younes e Loretta sono partiti a piedi ai primi di settembre dalla chiesa della Vittorina. “Saranno in piazza San Pietro il 2 ottobre - ha garantito De Gennaro - per consegnare personalmente l’invito a Papa Francesco. Speriamo bene”. Gubbio merita il nome di “seconda Assisi” P er caratteristiche storiche, religiose, artistiche e architettoniche, Gubbio si identifica come luogo di primo sviluppo, approfondimento e crescita del messaggio e della spiritualità francescana. A tutti gli effetti è una “seconda Assisi” per i suoi legami molto stretti con san Francesco e i francescani, con “elementi cardine indispensabili per ricostruire la vicenda francescana”. È quanto emerso nel corso del convegno “Le radici francescane a Gubbio”, svoltosi nel convento di piazza 40 Martiri con contributi dei più importanti studiosi ed esperti della vita del Santo e della storia del francescanesimo, che ha inaugurato le celebrazioni per gli 800 anni della consegna a san Francesco (1213) della chiesa della Vittorina. Il prof. Andrea Maiarelli, dell’Istituto teologico di Assisi, nella sua relazione “I francescani a Gubbio nel XIII secolo” ha rivendicato per Gubbio la dimensione di “seconda Assisi”, fondamentale quindi nella vicenda umana e spirituale del Poverello, come testimoniato da alcuni luoghi simbolo e dalla loro storia: chiesa della Vittorina, chiesa e convento di San Francesco, Caprignone e San Girolamo, basilica e convento di Sant’Ubaldo (abbandonato purtroppo dai Minori nello scorso mese di gennaio dopo oltre 150 anni). I lavori, aperti dal vescovo mons. Mario Ceccobelli, sono prosegui- I risultati del convegno “Le radici francescane a Gubbio”, con contributi dei più importanti studiosi della vita del Santo e della storia del francescanesimo ti con una straordinaria illustrazione-lettura dell’ammansimento del lupo da parte di padre Luigi Marioli, docente all’Istituto teologico di Assisi: “È l’emblema - ha spiegato - della massima capacità dialogica di san Francesco, autentico fondatore di patti di pace. Francesco non annunciava il Vangelo se la gente non era predisposta a patti di pace. Prima dell’episodio narrato dai Fioretti, li aveva predicati a Bologna, a Perugia, ad Arezzo: era un uomo molto esperto nel patto di pace, nel firmare, stabilire e conservare la concordia”. Paola Monacchia, presidente della Deputazione di storia patria dell’Umbria, ha introdotto novità sul vescovo Villano, che nel 1213 favorì la consegna a Francesco della Vittorina, primo cenobio dei Minori: “Non è detto ha dichiarato - che Villano fosse un monaco avellanita, poteva essere anche un canonico della canonica di San Mariano”, rafforzando con ciò il legame con sant’Ubaldo. Da parte la prof.ssa Giovanna Casagrande dell’Università di Perugia ha dimostrato “che i frati minori sono Una “casa” per il cane di Preggio rimasto senza padrone L a morte di persone care provoca conseguenze psicologiche anche negli animali. È il caso di un bel pastore maremmano, rimasto solo nelle campagne di Preggio dopo la morte del suo padrone. L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) e il Comune si sono subito fatti carico dell’animale, preoccupandosi del suo benessere, dando incarico a una volontaria dell’Enpa di occuparsi quotidianamente di lui, portandogli il cibo e soprattutto cercando di conquistare la sua fiducia, condizione necessaria per trovargli poi una sistemazione più idonea. Tale impegno ha dei costi economici: per questo Comune ed Enpa hanno rivolto un appello alla collaborazione. Chi volesse partecipare può rivolgersi alla sezione di Umbertide dell’Enpa al numero 333 6621035. Per evitare il ripetersi in futuro di tali situazioni, l’Enpa, insieme alla civica Amministrazione, sta realizzando un rifugio di transito per animali abbandonati, che entrerà in funzione a breve. Invitiamo anche i nostri lettori a farsi sentire. F. C. stati presenti ab antiquo, fin dalle origini, nella zona”. Il convegno si è concluso con la celebrazione di una messa nella chiesa di San Francesco, celebrata da mons. Ceccobelli con i provinciali dell’Umbria delle famiglie francescane. In tale occasione il Vescovo ha consegnato ufficialmente la Lettera alla Chiesa eugubina per l’ottavo centenario della Vittorina, sottoscritta anche dal ministro dei Conventuali dell’Umbria fra’ Franco Buonamano, indirizzata alla città in occasione del centenario della Vittorina. “Questo centenario - scrive mons. Ceccobelli - si inquadra in quella che possiamo definire la radice storica, culturale, religiosa propria della gente eugubina. È un evento che rappresenta per tutti un’autentica opportunità di crescita umana e spirituale, che ci sollecita a riappropriarci di quei valori di cui l’uomo di oggi avverte l’urgente bisogno per orientarsi nel difficile contesto etico-sociale in cui si trova a vivere ed operare”. Quelli “dell’accoglienza e dell’umiltà, della condivisione e della pace, che hanno fatto di Francesco un Vangelo vivente e che anche il nostro patrono sant’Ubaldo aveva cercato di trasmettere ai suoi fedeli praticando costantemente la virtù della misericordia. È come se una santa staffetta avesse voluto assicurare agli eugubini la custodia di un prezioso patrimonio spirituale”. G. B. Umbertide - Missioni Don Lucarelli chiede aiuti per il Perù P rima di ripartire per la missione di Huacrachuco (Perù), il missionario don Vittorio Lucarelli ha chiesto di essere aiutato per acquistare un terreno dove realizzare strutture solide per i “suoi” bambini: aule per la catechesi, un centro dove riunirli. Pensa a loro più che alla casa parrocchiale da rifare; quella attuale è di fango e sta cadendo. Vittorio è da 25 anni in Perù, prima come missionario laico dell’Operazione Mato Grosso, poi come prete; prima ancora è stato in Ecuador. Sono quindi anni che Don Lucarelli manca da Umbertide e tanta gente nemmeno lo conosce; da qui la difficoltà di ottenere ascolto. La diocesi, con il vescovo Mario, gli è vicina e lo aiuta materialmente e nelle scelte pastorali. “Avrei bisogno - dice don Vittorio di qualcuno che mi ‘veicolasse’ nelle parrocchie, di persone che facciano due-tre attività all’anno, per mantenere vivo il mio ricordo e aiutare me e i miei poveri”. Quindi ha aggiunto: “In un momento di difficoltà come questo, se ognuno dà quello che può, il Signore ha promesso che gli manderà indietro cento volte tanto!”. Fabrizio Ciocchetti LA VOCE Foligno / Spoleto VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013 Tre giorni fuori dalla comunità S La sede del Centro attività sulle tossicodipendenze di Assisi Una tavolata piena di storie, di esperienze da ascoltare e di desideri da realizzare sciarsi andare, a prendersi cura di se stessi e di ciò che li circonda. Durante la cena qualcuno racconta dello stupore provato quando è stata data loro la responsabilità di occuparsi dell’orto che si trova ad Assisi, in particolare a San Gregorio, hanno descritto l’emozione provata nel veder crescere qualcosa grazie alle loro cure. Ogni ragazzo a San Gregorio svolge a turno un ruolo diverso: chi si occupa della cucina, chi della lavanderia, chi dell’orto ecc. Dopo cena ci si rilassa con qualche battuta o barzelletta, ma il momento più emozionante arriva a metà serata, quando il gruppo festeggia il compleanno di uno dei ragazzi. Una torta improvvisata nel pomeriggio, una lettera e un disegno, il dono più grande poi ogni ragazzo lo ha voluto fare personalmente al festeggiato. Uno ad uno tutti si sono alzati in piedi e hanno regalato al loro “compagno di viaggio” parole che difficilmente anche l’équipe della Caritas dimenticherà. “L’unica parola che riesco a dirvi è grazie” - ha affermato il direttore della Caritas Mauro Masciotti. Ospitare nei locali di Rasiglia la comunità di San Gregorio è stato la conferma che è possibile vivere momenti unici di amicizia, è possibile anche dentro ad una stanza scambiarsi emozioni, arricchirsi condividendo le proprie esperienze con il prossimo, donare a uno sconosciuto la gioia di tornare ad assaporare un pezzo di vita che mancava. Spoleto. Messo a dimora all’Hospice “La Torre sul Colle” l’ulivo benedetto da Papa Francesco C on una cerimonia semplice e familiare, domenica 15 settembre presso l’hospice “La Torre sul Colle” di Spoleto è stato messo a dimora l’ulivo benedetto da Papa Francesco mercoledì 4 settembre scorso, al termine del pellegrinaggio diocesano della Chiesa di Spoleto-Norcia a Roma nell’Anno della Fede. Erano presenti l’arcivescovo mons. Renato Boccardo, il dott. Fabio Conforti, responsabile della struttura per le cure palliative, il personale medico, paramedico e volontaristico della struttura, in particolar modo i volontari dell’Associazione Aglaia (Associazione per l’Assistenza palliativa - onlus) di Spoleto. Coloro che attualmente sono ricoverati all’hospice hanno partecipato alla cerimonia, insieme ai familiari, affacciati alle finestre delle loro camere. Era presente anche un cospicuo numero di familiari di persone che hanno terminato la La messa a dimora dell’ulivo loro esistenza terrena nella struttura. “Il 4 settembre scorso - ha detto mons. Boccardo - abbiamo portato al Papa due dei simboli più eloquenti dell’Umbria: una pianta di ulivo e il suo frutto, l’olio. Al Vescovo di Roma abbiamo lasciato una buona quantità di olio che destinerà ai poveri; l’ulivo invece, dopo essere stato benedetto dal Pontefice, lo abbiamo riportato a casa. Con i collaboratori della Curia arcivescovile - ha proseguito il Presule - abbiamo pensato di metterlo a dimora qui all’hospice, ‘santuario della sofferenza’ e luogo eccellente della nostra città dove la vita, segnata irreversibilmente dalla malattia, ha comunque un suo significato”. Al termine della cerimonia, presso il vicino Santuario della Madonna di Loreto mons. Boccardo ha celebrato la messa. Acquaiura di Spoleto. La chiesa era inagibile a causa del sisma Riaperta San Michele arcangelo D omenica 15 settembre, festa della Madonna Addolorata, con una solenne messa è stata riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo in Acquaiura di Spoleto, inagibile a seguito dei danni causati dal terremoto del 1997. La celebrazione è stata presieduta dal parroco mons. Eugenio Bartoli e vi hanno partecipato, nonostante il maltempo, un gran numero di persone. Gli abitanti di Acquaiura, avendo perso ogni speranza di poter usufruire dei contributi regionali, considerato l’attaccamento alla chiesa, si sono tassati in maniera consistente, integrando così il fondo messo a disposizione dal parroco per la messa in sicurezza dell’edificio di culto. Rimangono ora da restaurare gli affreschi conservati all’interno. Alla festa erano presenti anche il vice sindaco di Spoleto Stefano Lisci, il comandante della Polizia municipale Vincenzo Russo, e il consigliere comunale Enzo Alleori, saliti nella frazione spoletina anche per l’inaugurazione del restauro della fontana del paese. La prima notizia dell’esistenza della chiesa viene dai registri delle decime del [email protected] 27 BREVI ❖ ROCCAPORENA Incontro catechisti Venti ragazzi del Centro attività sulle tossicodipendenze di Assisi ospiti della Caritas di Foligno a Rasiglia pesso dalle situazioni più semplici si possono trarre le emozioni più profonde. È ciò che è successo martedì scorso all’équipe della Caritas diocesana di Foligno, quando una semplice cena è diventata l’esempio concreto di tanti obiettivi desiderati. Ad accogliere il Direttore della Caritas Mauro Masciotti e la sua équipe una ventina di ragazzi provenienti dal Cast (Centro attività sulle tossicodipendenze) di Assisi (l’associazione che gestisce quattro comunità terapeutiche, che erogano assistenza riabilitativa, educativa, psicologica e sociale a soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope), che hanno usufruito dei locali di Rasiglia per tre giorni. Una tavolata piena di storie, di esperienze da ascoltare e di desideri da realizzare. Una grande famiglia, unita da obiettivi comuni, che però deve riuscire a far convivere ogni giorno insieme persone tanto diverse le une dalle altre, ognuna coi suoi tempi e i suoi modi, ognuna col proprio mondo e i propri affetti da cui si è dovuta allontanare. I tre giorni trascorsi a Rasiglia per alcuni di questi ragazzi sono stati una tappa importante, alcuni di loro non uscivano dalle mura della comunità da oltre un anno e poter fare anche solo una passeggiata è stato un ritorno alla vita. In poche ore traspare ciò che la comunità ha regalato a questi ragazzi: la dignità. È stato insegnato loro a non la- @ contando di Spoleto raccolte da Pietro Sella nel Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Umbria (Città del Vaticano, 1952), che riporta la villa di Acquaiura in cartografia con il simbolo della chiesa. Successivamente l’edificio di culto viene citato nella Visita pastorale del Pelosius (seconda metà del 1300) come Sant’Angelo di Acquviuola, antico toponimo della località, facente parte della Pievana di San Pietro in Montanis e dotata di curato. Più tardi la si trova nel catasto del 1401 nel repertorio degli enti ecclesiastici ed ospedali: possedeva ben 28 appezzamenti di terreno, tra boschi, vigne e terre coltivate o al sodo. Si trattava quindi di una chiesa piuttosto importante nonostante la posizione decentrata. La chiesa è registrata anche nel catasto del 1545, quando conta ancora numerosi possedimenti. È verosimile che la sua forma attuale sia il frutto dell’ampliamento di una chiesa più piccola corrispondente all’ambiente di ingresso, che appare, infatti, come un organismo autonomo per l’impianto murario, per il diverso orientamento (nord- La chiesa di San Michele arcangelo sud) e per lo stacco nel disegno della pavimentazione. Probabilmente il nucleo originario della chiesa era una piccola edicola votiva con abside e altare, chiusa da una cancellata lignea (ancora presente), come ne esistono molte nel territorio. Probabilmente intorno alla metà del 1500 fu costruita la navata della chiesa attuale. Gli affreschi che decorano il presbiterio – che necessitano di un restauro – riportano una iscrizione con i nomi dei santesi che ne curarono l’esecuzione: due personaggi vissuti nella seconda metà del ‘500. Sulla base dell’analisi stilistica e dei confronti con altri lavori, sono attribuibili al pittore spoletino Piermatteo Gigli, mentre quelli della cappellina della Vergine sembrano della scuola dello Spagna. Domenica 22 settembre, a Roccaporena, a partire dalle ore 9.30, incontro diocesano dei catechisti “Una generazione narra all’altra le tue opere, annuncia le tue imprese” (Sal 145,4). “Sarà un momento di fraternità, di comunione e di preghiera - scrive nella lettera di invito mons. Renato Boccardo - nel corso del quale guarderemo insieme, ‘con intelletto d’amore’ con fiducia e con speranza, alla missione che il Signore risorto affida alla sua Chiesa; narrare e testimoniare a tutti la sua salvezza (cf. Sal 145, 4). Questo compito è in modo particolare affidato anche a voi, che svolgete all’interno e a nome della comunità cristiana il servizio prezioso della catechesi. Proveremo perciò insieme ad entrare nella metodologia catechetica che vogliamo applicare da quest’anno in tutte le nostre parrocchie, quella cioè che fa riferimento all’esperienza dell’Acr (Azione cattolica dei ragazzi). ❖ SPOLETO/1 Corsi “artigianali” Il Comune di Spoleto ha indetto un bando per corsi gratuiti per adulti dai 25 ai 64 anni. Il progetto è articolato in 3 percorsi. Per la Piccola sartoria artigianale i corsi previsti sono “La produzione di capi di abbigliamento e di biancheria”, “Gli adattamenti e le riparazioni dei capi di abbigliamento e di biancheria” e “La produzione di accessori in tessuto”; per la Sartoria teatrale verranno attivati i corsi “La realizzazione di abiti e costumi di scena”, “La manutenzione e l’adattamento di abiti e costumi di scena” e “L’organizzazione della produzione e la gestione dei costumi di scena”; il corso per diventare Cake designer sarà invece incentrato su “Le decorazioni di torte e piccola pasticceria”, mentre per la Promozione e creazione d’impresa sono due i corsi previsti “Dalla realizzazione alla vendita: promuovere il prodotto artigianale attraverso la rete” e “Creare un’impresa”. Il bando scade il 28 ottobre 2013. I percorsi formativi inizieranno presumibilmente entro il mese di novembre. Per informazioni visitare il portale istituzionale del Comune di Spoleto http://bit.ly/16ewCtC ❖ NORCIA Marcite: boom di partecipanti Oltre cento partecipanti in più, rispetto a quelli previsti inizialmente, hanno preso parte, domenica scorsa a Norcia alla sedicesima edizione della corsa podistica “Trofeo delle marcite” - 5 Memorial Graziano Graziani”, promossa dall’associazione turistica “Pro Loco di Piediripa”, con il patrocinio del Comune di Norcia. “Gli atleti iscritti - riferiscono dall’organizzazione - sono stati ben 280, di cui 243 partecipanti alla gara competitiva e 37 alla non competitiva. Sono giunti con le loro società podistiche sia dall’Umbria che dalle Marche, e con al seguito accompagnatori e familiari”. Le presenze legate all’iniziativa sono state circa 600, molte di più rispetto alle edizioni trascorse. “Sono stati premiati - raccontano gli organizzatori della Pro Loco di Piediripa - tutti e cinque i gruppi previsti nel regolamento di gara”. Alla cerimonia di premiazione a fine gara hanno preso parte sia i familiari di Graziano Graziani, cui è dedicato l’evento da ormai 5 anni, sia gli sponsor che l’assessore comunale al turismo Lavinia D’Ottavio. “Già stiamo lavorando per la prossima edizione annunciano gli organizzatori - che riserverà altre interessanti novità”. ❖ SPOLETO/2 Visite a Palazzo Collicola Si chiama “Mezz’ora dopo la chiusura” l’evento promosso dalla Coop. Sistema Museo ogni venerdì a palazzo Collicola dopo la chiusura del museo. Dalle 19.30 alle 21 sono previste visite guidate tematiche, con degustazioni di eccellenze gastronomiche locali, in collaborazione con ConSpoleto- consorsio operatori turistici. Un’idea che ha suscitato subito successo ed interesse. Il bilancio delle presenze, infatti, è assai positivo. Per avere maggiori informazioni e per fare richiesta di prenotazione (sempre entro le 13 di ogni venerdì di settembre) è possibile chiamare il numero 074346434 o scrivere all’indirizzo email [email protected] (Sa. Sa.)