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1,10 euro
N.
33
Venerdì
20 Settembre 2013
SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELL’UMBRIA
Periodico settimanale - Poste Italiane S.p.A.
Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1, comma 1, DCB Fil. di Perugia Uff. A/P
GIORNALE LOCALE ROC
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DIOCESI PERUGIA
Il primo Meeting
della Pastorale
della salute
16
DIOCESI CASTELLO
I lavori della
recente Assemblea
ecclesiale
18
DIOCESI TERNI
Avvicendamenti
alla guida delle
parrocchie
22
ASSISI
Così opera la mensa
Caritas dove mangerà
Papa Francesco
24
GUBBIO
La città merita
davvero il nome di
“seconda Assisi”
26
FOLIGNO
Ragazzi di Centro
tossicodipendenze
ospiti della Caritas
Sabato 21 in otto piazze
rappresentative dell’Umbria si
terranno “eventi” di
“evangelizzazione”: un metodo
francescano delle origini che
ben si presta a fare da
battistrada al 4 ottobre.
l’editoriale
Dov’è il
popolo cristiano?
di Elio Bromuri
I
n un piccolo libro appena pubblicato,
don Severino Dianich, cerca di spiegare
che cosa è la La Chiesa, (Ed. San Paolo)
in maniera semplice che possa capirlo
anche “un turista cinese che viene in
Europa per la prima volta o un immigrato
del Bangladesh, che vende occhiali in un
banchetto davanti alla stazione”. Il teologo
toscano, tra i più famosi in Italia, afferma
che “la Chiesa non è un’agenzia di servizi
religiosi che i preti erogano a favore dei
credenti che intendono servirsene, ma un
popolo mandato da Dio nel mondo a fare da
fermento, perché tutti possano incontrarlo e
27
Parola a...
3
15
Mons. Ernesto
Vecchi: una bella
analisi e prospettive
per una società
dominata da un laicismo anti-religioso
vivere in comunione con lui nella
riconciliazione, nella giustizia e nella pace”
(p. 38). Gettando uno sguardo anche
superficiale attorno sul grande mondo
attuale, viene spontaneo domandarsi dov’è
questo popolo che opera per la giustizia, la
riconciliazione, la pace, che è come
un’energia, una forza positiva o, come
afferma la lettera a Diogneto, agisce nel
mondo come l’anima nel corpo? Anche in
ambito politico, culturale ed economico,
dove sono i cristiani e come si riconoscono e
che peso hanno nello sviluppo della storia?
Cosa possiamo pensare? Antiseri direbbe
“sono dappertutto e non contano nulla”.
Forse è giusto ritornare al dato biblico e
domandarsi, come ha fatto recentemente
mons. Bassetti, se le nostre Chiese locali,
non siano o rischino di essere simili alla
Chiesa di Laodicea, descritta dall’Apocalisse
(Ap. 3,14 s.): una comunità che credeva di
essere ricca, bella, fortunata, soddisfatta,
che non ha bisogno di nulla, e non si
4
Il Papa ad Assisi
Regione
Come ci si sta preparando - giovani
e non giovani - per
“prendere d’assalto” la città il 4
ottobre
La riforma dei tribunali crea scompigli
anche in Umbria.
Come finirà? Intanto
la Giustizia è ancora
più lenta di prima...
2
accorge di essere fallita, povera cieca e
nuda. Osiamo pensare che lo Spirito, che ha
a cuore le sorti della Chiesa e del mondo ha
inviato un messaggero per il nostro tempo,
Francesco, a scuotere le coscienze e
ravvivare lo spirito missionario per portare il
lieto annuncio ai poveri. In un convegno
pastorale una persona impegnata da sempre
da cristiano nel sociale ha lamentato
dolorosamente l’assenza dei cristiani dalla
scena sociale culturale e politica, notando
eclatanti contraddizioni tra il dichiararsi
cristiani e seguire determinati orientamenti
culturali e politici apertamente contrari al
vangelo. Un grido doloroso in un recente
articolo di un giornalista pensante riferito
all’Umbria (Umbria mia, perché? di A. Carlo
Ponti) ha colto nel segno una situazione di
disagio morale e sociale che prende le
mosse da un fatto di cronaca e passa in
rassegna una prassi privata e pubblica
inaccettabile. Questo discorso sul versante
del negativo non è un vuoto lamento, ma la
Chiesa in Italia
Alla Settimana sociale di Torino, le conclusioni poco accomodanti del ‘nostro’
sociologo Luca
Diotallevi
10
convinzione sincera che urge operare un
cambiamento di mentalità e di prospettiva,
ridando dignità e valore ai maestri che siano
anche testimoni e educatori. Nel momento
in cui si liberano delle energie spirituali che
rischiano di essere imbrigliate in forme di
protesta, di ribellione o di assuefazione o di
ripiegamento in una ritualità devozionistica
o spettacolare, consolatoria e alienante si
deve coraggiosamente intraprendere
l’itinerario indicato da Papa Francesco con
le tre famose “C”: “Camminare, costruire,
confessare”, ripetuto più volte, andando al
cuore del vangelo senza sottili mediazioni
che ne attenuano la vitalità. La dimensione
educativa e formativa deve ritrovare il posto
che le spetta nella gerarchia degli impegni e
delle risorse della Chiesa, riscoprendo il
valore educativo della stessa liturgia, che
”“non è un discorso su Dio, ma esperienza
di Dio che educa il suo popolo” e lo rende
capace di servire con amore gli uomini e
portare loro la speranza e la pace.
LA VOCE
2
PAPA FRANCESCO AD ASSISI
Visita Papa.
Tre sono le zone
“chiuse” dove sarà
necessario il pass
Incontro
tra Papa
e giovani
V
orrebbero venire da tutta Italia per
incontrare Papa Francesco, il 4 ottobre, e Assisi si prepara per essere accogliente con tutti.
Il giorno in cui questo giornale arriva in
edicola e nelle case degli abbonati, il 20
settembre, è l’ultimo utile per fare richiesta dei pass che consentiranno di accedere agli spazi “chiusi” che sono solo
tre: la piazza inferiore di San Francesco,
dove il Papa celebrerà la messa e che è
riservata agli umbri (dalle autorità ai
semplici fedeli) essendo, quest’anno, il
loro turno alla basilica di San Francesco
per accendere la lampada votiva con cui
l’intera nazione, rappresentata ogni anno
da una regione, rende omaggio al Santo
Patrono d’Italia. Sarà accessibile solo
pass anche la cattedrale e la piazza di San
Rufino, riservate alla diocesi di Assisi Nocera Umbra - Gualdo Tadino che riceve la visita di Papa Francesco. Sarà “chiusa” anche la piazza di fronte alla basilica
di Santa Maria degli Angeli, riservata ai
giovani dell’Umbria (vedi box).
Al di fuori di questi spazi, però, la città
sarà aperta e pronta ad accogliere le decine di migliaia di persone che potranno
attendere il Papa lungo le strade che percorrerà per raggiungere gli 11 luoghi che
visiterà (5 in forma privata) in questa
lunga e intensa giornata.
Don Giovanni Raia, responsabile della
segreteria organizzativa della diocesi di
Assisi, a chi vorrà andare il 4 ottobre, per
attendere Papa Francesco lungo il percorso e le piazze dove non è richiesto il
pass, raccomanda di muoversi preferibilmente in treno o autobus e a chi si
muove in auto condividere il viaggio con
altri così che possano arrivare meno auto possibili nei parcheggi che il Comune
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
P
Assisi si prepara
Il sindaco Ricci
“muovetevi in
treno o autobus”.
Attese 120mila
persone
sta predisponendo.
Per conoscere i parcheggi e i servizi il
Comune sta predisponendo una mappa
che sarà disponibile tra pochi giorni anche sul web (www.diocesiassisi.it).
Da parte sua il sindaco di Assisi Claudio
Ricci e l’Amministrazione comunale il 25
settembre (ore 16 in Assisi sala della
Conciliazione e ore 18 sala della Pro Loco di S. Maria degli Angeli) terranno due
riunioni informative sugli aspetti organizzativi, rivolti in particolare a commercianti, operatori del turismo, componenti socio culturali ed economiche del
territorio e cittadini.
“Tutti si dovranno sentire parte di una
squadra - scrive il sindaco nell’invito con l’obiettivo di far arrivare in Assisi tutti coloro che lo desiderano, assicurando
ampie zone a parcheggio, servizi, sistemi
informativi (incluso un depliant) e video
multimediali in modo che molte persone
possano collocarsi lungo i circa 10 km di
itinerari (transennati) del corteo papale.
Per quanto attiene al centro storico di Assisi e S. Maria degli Angeli “tutti - aggiunge il sindaco - potranno entrare liberamente nella città e anche le chiusure del traffico avverranno in modo flessibile circa 45 minuti prima dell’arrivo del
corteo papale”. E con il consiglio “di
muoversi con ampio anticipo sugli orari”
il Sindaco auspica anche di mettere in
campo la “pazienza” dovendo “gestire, in
sicurezza, un flusso che potrebbe attestarsi sulle 120.000 presenze nella giornata”.
Maria Rita Valli
er la giornata di
Papa Francesco
ad Assisi i giovani, che si ritroveranno nella piazza della basilica
di Santa Maria degli Angeli, hanno un programma intenso che gli consentirà di seguire, tramite maxi-schermi, tutta la visita del Papa.
L’arrivo per i ragazzi è previsto per le ore 8.30.
Verso le ore 9 avrà inizio l’accoglienza, con animazione e testimonianze. Per quanto riguarda la
prima, saliranno sul palco gruppi di varia origine tra i quali “The Sun”, i “Prometeus” di Foligno,
“S. Barnaba United”, la compagnia teatrale del
“Metastasio” di Assisi, i giovani che hanno partecipato alla Gmg dello scorso luglio e tanti altri.
Verrà proposto un grande gioco per tutta la platea, chiamato “Diocesi senza frontiere”.
I presentatori della giornata saranno: Samanta
Coltrioli, Francesca Ragnacci, Paolo Tardio e Giacomo Bizzarri.
Alle ore 15 verrà celebrata la messa con mons.
Boccardo, animata dal coro giovanile di Città di
Castello.
Verso le 17 è previsto l’arrivo del Papa, il quale
passerà in mezzo alla folla di giovani riunitisi per
lui, poi si ritirerà in preghiera nella Porziuncola,
terminata la quale saluterà i frati e uscirà per
tornare dai giovani.
Il momento di saluto al Papa sarà tenuto dall’Arcivescovo di Spoleto, da otto giovani umbri e
animato dal coro di Assisi. Successivamente saliranno sul palco altri otto ragazzi, due per ogni
diocesi, che presenteranno al Papa quattro domande sui temi famiglia, lavoro, vocazione e
missionarietà giovanile. Verrà inoltre portata sul
palco un’icona del Cristo risorto che farà il giro
dell’Umbria nella veglie dei giovani, in preparazione alla Gmg di Cracovia, evento che verrà ricordato al termine della giornata dal card. Stanilaw Dziwisz.
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
LA VOCE
PAPA FRANCESCO AD ASSISI
3
ABAT JOUR
A cura di Angelo M. Fanucci
Nella notte
N
San Rufino ad Assisi
P.Matteotti a Città di Castello
Piazza della Repubblica a Foligno
Piazza 40 Martiri a Gubbio
Piazza IV Novembre a Perugia
Piazza del Popolo a Todi
Piazzale San Pietro Spoleto
Piazza Adriatico a Terni
Chiese in Umbria. Intervista a mons. Giulietti sull’evento del 21 settembre
Chiesa in piazza per l’annuncio di pace
L’iniziativa si rifà alla
tradizione francescana
di predicazione
itinerante. L’obiettivo è
proporre, a credenti e
non, il Vangelo come via
per la riconciliazione
L
e otto diocesi umbre, sabato 21 settembre, vivranno
in forma congiunta un
evento regionale di evangelizzazione. Abbiamo chiesto il senso e
gli obiettivi di questa serata a
mons. Paolo Giulietti, vicario
generale di Perugia e membro
del comitato organizzatore per il
4 ottobre.
La serata di sabato 21 è un passo importante verso il 4 ottobre
con Papa Francesco ad Assisi.
Quali sono i motivi ispiratori?
“L’iniziativa si rifà alla tradizione
francescana di predicazione itinerante, rivolta soprattutto all’annuncio della pace e della riconciliazione tra le fazioni cittadine. A Perugia si ricorda, tra
l’altro, la predicazione di san
Francesco e quella di san Ber-
nardino, cui è dedicato un bel
pulpito in pietra sul fianco meridionale della cattedrale. Obiettivo della serata è quello di proporre a credenti e a non credenti il Vangelo come via per la riconciliazione con se stessi, con i
fratelli e con Dio. Sarà una delle
tappe più importanti verso l’incontro di Assisi con Papa Francesco”.
Il brano biblico è il testo di
Neemia (8,9) dove il popolo
d’Israele è tornato alla fedeltà
all’Alleanza, riconoscendo i
propri peccati. Non crede che
la dimensione di “popolo” si
stia frantumando sempre più,
sostituita con una accentuata
visione individualista della fede?
“Nell’evento del 21 settembre la
Chiesa si presenta in piazza come popolo unito dalla comune
fede, al di là delle distinzioni e
degli interessi individuali. L’annuncio passa anche attraverso
l’evidenza di una comunione ricevuta come dono, che diviene
risorsa di umanizzazione per la
società intera. In effetti, le tendenze individualistiche, indebolendo i legami tra le persone, impediscono quella crescita in
umanità che è frutto della relazione: la cultura della diffidenza,
della ricerca spasmodica del
proprio interesse, della contrapposizione conducono alla dissoluzione della comunità e della
persona. La cultura dell’incontro, che Papa Francesco propone con forza come frutto maturo
del Vangelo, è qualcosa di cui
l’uomo di oggi ha estremo bisogno”.
I Vescovi dell’Umbria, nella loro lettera I passi della fede sulle orme di san Francesco, hanno sottolineato che l’evangelizzazione deve essere la presentazione viva della persona di
Cristo. Anche Papa Francesco
insiste molto su questo punto.
“L’evento del 21 settembre proporrà tre coordinate importanti:
innanzitutto la comunione, perché l’amore reciproco è il grande segno di una vita rinnovata
dalla presenza di Cristo; quindi
la profezia, perché il popolo di
Dio è portatore di una Parola
non sua, alla quale deve rendere
testimonianza nel mondo; infine
la carità, che si sostanzia nel desiderio di incontro con l’altro e
nel farsi solleciti dei bisogni concreti dei fratelli (in tutte le piaz-
Si tiene in Regione il IV evento in preparazione al 4 ottobre
Umbria, terra francescana
I
n preparazione alle celebrazioni francescane del prossimo 4 ottobre, che vedranno ad Assisi la presenza di papa
Francesco nel giorno dell’omaggio dalla Regione Umbria dell’olio per la lampada votiva al patrono d’Italia, la Conferenza episcopale umbra (Ceu) e le sue Commissioni regionali hanno organizzato quattro momenti di incontro e di preghiera sulle orme di
san Francesco.
Due di questi si sono già svolti il 1° agosto
(l’evento “Famiglia: il perdono è la tenerezza di Dio”) e il 31 agosto-3 settembre (la
Giornata per la Salvaguardia del Creato e il
pellegrinaggio a piedi Il Sentiero di Francesco). Il terzo evento è quello che si terrà sabato nelle otto Piazze delle Diocesi dell’Umbria, e ne parlaiamo nell’intervista qui
sopra.
Il quarto evento sarà la presentazione del
volume “L’Umbria e il francescanesimo”, in
programma sabato 28 settembre (ore 10), a
Perugia, presso la Sala Brugnoli di Palazzo
Cesaroni, sede del Consiglio regionale. Il
volume, curato da Andrea Maiarelli.
Un volume pensato e realizzato per mostrare l’Umbria “culla” del francescansimo,
ma anche mostrare come l’eredità di fede,
cultura e arte lasciata da Francesco d’Assisi operi ancora nella società attuale. Il Francescanesimo è carattere distintivo dell’Umbria, formatosi lungo i secoli e tutt’oggi vivo ed operante.
I quattro eventi sono parte del camino preparatorio alla festa di san Francesco sollecitato dai Vescovi delle otto Diocesi umbre
ze saranno raccolte offerte per il
Fondo ecclesiale di solidarietà)”.
Una parte importante della serata è il cammino verso la cattedrale (o luogo simbolo della
diocesi). San Francesco è stato
pellegrino in tanti luoghi, in
modo particolare in Terra Santa. Quale responsabilità nasce
per la Chiesa umbra nel mettersi in cammino come credenti sentendosi vicini ai fratelli i cristiani nei luoghi di
guerra - come in Siria - traducendo in concreto perdono, fede e riconciliazione?
“Una Chiesa pellegrina è una
Chiesa umile, che sa di aver bisogno dell’altro, che è disposta a
camminare con chiunque vada
nella medesima direzione, che
non è padrona della strada, ma
che ha qualcosa da condividere
con ogni compagno di viaggio. È
lo stile di Francesco e degli Ordini mendicanti che hanno rinnovato la Chiesa tra la fine del
XII e l’inizio del XIII secolo. Ottocento anni dopo, questo stile
torna attuale in un mondo assai
più complesso, ma proprio per
questo assetato di semplicità e
convivialità”.
G. R.
nella loro lettera pastorale. “Chiamati a rappresentare la nostra Nazione nell’omaggio
al Patrono d’Italia, dobbiamo, come Regione Umbria, civile ed ecclesiale - scrivevano
i vescovi nella Lettera Pastorale del 1 gennaio 2013 -, ritrovare motivazioni forti e imboccare percorsi significativi. Dev’essere
una grande occasione: occasione di preghiera, occasione di riflessione. Siamo, per
l’uno e l’altro aspetto, anche sollecitati dal
fatto che il pellegrinaggio regionale cade
nell’anno della Fede”.
Il volume “Umbria, terra francescana”, che
raccoglie contributi di esperti ed è curato
da Andrea Maiarelli, verrà presentato sabato 28 settembre alle ore 10.30 a Perugia, nel
Salone d’onore di palazzo Donini. Interverranno alla presentazione: Catiuscia Marini,
presidente della Regione Umbria; mons.
Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu; il
cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di
Firenze; Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”; Andrea Maiarelli, curatore del volume.
M. R. V.
on è proprio aria di
prendere sonno, stanotte. Ho dimenticato
di assumere a tempo debito
quel Tavor che il sonno me
lo procura ogni notte artificialmente, ma me lo fa pagare caro, rendendomi ogni
notte la bocca arida come un
coccio appena sfornato. La
vendetta del Tavor trascurato, nella notte fra martedì 17
e mercoledì 18 dell’anno
duemillesimodecimoterzo
dell’Era volgare. Ma non è
solo questo.
No. Il fatto è che da giorni sto
vivendo come in trance l’attesa che coinvolge quanto e
più di me milioni di italiani:
che farà domani Berlusconi?
Quando il lettore leggerà, la
domanda che lo provoca non
sarà più attuale. A meno
che…
Tanti anni fa ho avuto modo
di vivere, anche se da bambino, la desolazione del dopoguerra. Ma l’ho rimossa, e
pian piano ho cancellato dalla mia memoria le immagini
più pesanti di quei giorni.
Prima fra tutte l’immagine
del mio paese, Scheggia, che
con i miei attraversammo
per pochi minuti, dopo aver
sfollato per qualche settimana a Rancana e mentre ci accingevamo a passare qualche altra settimana a Campitello, cioè ancora lontano
da quella via Flaminia sulla
quale la Wehrmacht risaliva
in ritirata verso il nord. Un
paese fantasma. La case
vuote, molte porte sfondate.
I due ponti distrutti. La carcassa di un gatto infilzata
sulla porta di casa nostra.
Ma forse la desolazione di
questi giorni non è meno desolata di quella di allora. Che
dirà, domani, Berlusconi?
Salterà o non salterà il governo Letta? La ripresa tornerà ad allontanarsi? Quanti altri piccoli imprenditori si
impiccheranno? La scatola
dei dubbi si è aperta di botto
e le domande saltellano sul
pavimento come impazzite.
Ma il garantismo dei poteri
dello Stato che si controllano
reciprocamente è finito per
sempre? La politica non era
mai caduta così in basso.
E proprio adesso, provvidenziale come sempre, arriva la voce di Papa Francesco: “Un cristiano non può
disinteressarsi della politica”.
Qualche sera fa ho assistito
all’ultima delle quattro puntate di una trasmissione tv
intitolata Petrolio, che prendeva le mosse dalla domanda se ancora nel sottosuolo
italiano esistano giacimenti
inutilizzati di energia.
Sì, esistono, e il più importante di tutti è il quarto, Papa Francesco, appunto: un
giovane don Viganò e un non
meglio identificato giornalista hanno ispezionato, lucidi
ed entusiasti, questo straordinario giacimento di energia umana, morale, spirituale, e mi hanno riempito il
cuore di consolazione.
Notte. Dalla finestra guardo
la notte. Nuvole dappertutto.
Buio pesto, notte. Se avessi
occhi e ali d’aquila, vedrei
da qualche parte un luce intensa, e forse potrei raggiungerla.
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
4
SetteGIORNI
a cura di Enzo Ferrini
ARRESTI DOMICILIARI
PER LA LORENZETTI
A doversi confrontare con i problemi della
giustizia è ora anche la ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti. Lunedì scorso le è stata notificata dalla magistratura di
Firenze una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Foligno, nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione del Nodo ferroviario per l’alta velocità nel capoluogo toscano. Per la Lorenzetti si ipotizzano i reati di associazione
per delinquere e corruzione poiché, nella
sua qualità di presidente di Italferr, società
del gruppo Ferrovie, avrebbe illecitamente
favorito incarichi professionali per il marito.
“Vantaggi per il marito assolutamente inesistenti” ha invece ribattuto il difensore della ex governatrice, l’avvocato Luciano Ghirga, secondo il quale la Lorenzetti “ha sempre sostenuto la sua estraneità” per i fatti a
lei contestati.
CAOS PER LA CHIUSURA
DEI TRIBUNALI
Caos e proteste per la riorganizzazione degli uffici giudiziari anche in Umbria. In base alla riforma “Severino” della giustizia, si
è avuta infatti la chiusura - dal 13 settembre
scorso - del tribunale di Orvieto e delle sezioni distaccate di Foligno, Assisi, Todi, Città
di Castello e Gubbio. In prima linea nella
protesta ci sono gli avvocati: a Orvieto hanno manifestato presso il casello autostradale; a Foligno hanno improvvisato un “funerale della Giustizia” sfilando per le strade
con tanto di corona funebre; a Perugia hanno annunciato un ricorso al Tar e minacciato addirittura lo sciopero della fame. Proteste condivise dagli amministratori locali e
dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, secondo la quale “il caos di questi giorni e i disagi evidenti mostrano l’esigenza
concreta e urgente di attuare correttivi”. La
segreteria regionale della Fp Cisl osserva da
parte sua che, mentre restano vuoti gli uffici nelle sedi chiuse a Perugia, le udienze si
dovrebbero svolgere in un capannone che
era adibito ad archivio a Balanzano. Riguardo ai disagi dei cittadini, il sindacato cita come esempio il caso di quelli di Deruta
che, con la chiusura del tribunale di Todi,
pur trovandosi a soli 20 chilometri da Perugia, ne dovranno fare 70 per recarsi a Spoleto. Insomma, una riforma avviata nella
confusione e nel caos perché come al solito
(vedi le vicende di Imu, Iva, Province, ecc.)
fino a pochi giorni prima erano in tanti, parlamentari umbri compresi, ad assicurare
che comunque alla fine ci sarebbero state
modifiche e rinvii. (Vedi articoli a fianco e a
pag. 22)
CARCERI: “RIMUOVETE
IL PROVVEDITORE!”
Continua l’emergenza carceri: troppi detenuti e pochi gli agenti di custodia, anche
nelle carceri della nostra regione. I reclusi
sono attualmente circa 1.700 in celle che ne
dovrebbero ospitare 1.340. E per converso,
mancano invece gli agenti di custodia, in
particolare in quello di Perugia, dove sono
‘scoperti’ 83 posti rispetto all’organico previsto. Per questo tutti i sindacati degli agenti di polizia penitenziaria, con un documento unitario, hanno chiesto la “rimozione immediata dall’incarico per evidenti e
palesi limiti gestionali” del provveditore penitenziario dell’Umbria Ilse Runsteni.
QUASI 500 “S.O.S.”
AL TELEFONO DONNA
Dall’inizio dell’anno sono state 483 le richieste di aiuto al servizio “Telefono donna” del Centro pari opportunità della Regione. Lo ha rivelatp la presidente Daniela
Albanesi in Consiglio regionale, il quale sta
discutendo un provvedimento legislativo
sulle politiche di genere. Telefonate - ha
spiegato Albanesi - per denunciare “violenze che non sono soltanto fisiche, ma anche
psicologiche e spesso economiche”.
REGIONE. Le reazioni
alla riforma dei tribunali
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Toghe disperse
A
nche in Umbria la revisione delle Circoscrizioni giudiziarie ha provocato disagi, proteste e richieste di rinvio
dell’applicazione della nuova
legge. Nella più tipica ‘tradizione’ italiana, l’entrata in vigore
delle nuove regole non è stata
accompagnata da un minimo di
organizzazione logistica.
Sono stati soppressi il tribunale
di Orvieto (sotto Terni) e le sedi
distaccate del tribunale di Perugia a Città di Castello, Gubbio,
Assisi (i processi passano a Perugia), Todi e Foligno (tra Spoleto e Perugia). Al momento, per
Perugia, è stata trovata un soluzione logistica nella sede degli
archivi comunali a Balanzano
per tenere gli udienze civili, tra
L’ex sede del soppresso tribunale di Foligno
le proteste degli avvocati.
Occorre valutare se la protesta
nasca da una sostanziale contrarietà allo spirito della legge che punta Non si sa come andrà a
ad accentrare per risparmiare (tra ri- finire, ma intanto i tempi
sorse finanziarie e personale) ma crea,
a detta degli avvocati, solo disservizi e dei processi si sono
disagi; oppure ci sia una forte difesa cor- ulteriormente allungati
porativa.
La realtà dice una cosa: i processi fissati nelle varie sezioni distaccate slitteranno di diversi mesi, e l’annoso pro- gliore servizio della giustizia ai cittadiblema di strutture informatiche e di per- ni”, chiede all’esecutivo di palazzo Dosonale (a partire dal numero dei giudi- nini di “operare di concerto con le istici) non è stato per niente risolto.
tuzioni locali e i vertici giudiziari umLa politica umbra si è data da fare, so- bri, nei confronti del ministero della
prattutto i Sindaci delle città in cui sono Giustizia, perché adotti provvedimenti
state soppresse le sezioni distaccate del correttivi delle norme di riforma che
Tribunale di Perugia, che hanno preso consentano la costituzione di presìdi
più volte posizione, anche congiunta- giudiziari con funzioni di sezioni distacmente. Ora anche il Consiglio regiona- cate in quelle realtà, come Orvieto, dole si è mosso approvando a maggioran- ve vengono soppressi i tribunali, così da
za una mozione firmata dai consiglieri favorire un ordinato e funzionale perOliviero Dottorini (Idv, primo firmata- corso di entrata a regime della riforma
rio), Massimo Buconi (Psi), Luca Barbe- stessa.
rini, Fausto Galanello, Manlio Mariotti e A fare appello ai presidenti dei tribunaAndrea Smacchi (Pd) che “compren- li competenti affinché si avvalgano deldendo le finalità di un disegno di rifor- le disposizioni dell’articolo 8 del decrema degli uffici giudiziari rivolto a defi- to legislativo 155, e al fine di evitare posnire criteri di funzionamento più razio- sibili disfunzioni, disagi organizzativi
nali, innovativi ed economicamente so- nella fase di avvio della riforma e adotstenibili e, a regime, a garantire un mi- tino opportuni accorgimenti, anche tra-
mite il temporaneo e transitorio utilizzo
degli immobili da sedi di sezioni distaccate soppresse per svolgere servizi amministrativi di prossimità nell’interesse
dei cittadini e degli operatori”.
La risoluzione impegna la Giunta ad
adoperarsi affinché “la nuova geografia
regionale degli uffici giudiziari nel conseguente processo di decentramento degli stessi trovi un riscontro nella definizione dei bacini degli utenti che dovranno utilizzarli, secondo criteri di adeguatezza delle strutture di collegamento e tempi rapidi per l’accesso”.
Nel frattempo la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha incontrato a
Roma il ministro della giustizia, Anna
Maria Cancellieri, e si è detta “fiduciosa” rispetto alle risposte che potranno
venire in merito alla riforma delle Circoscrizioni giudiziarie. Nell’incontro la
governatrice ha manifestato “i disagi e
le difficoltà che in Umbria stanno vivendo cittadini, avvocati e diversi addetti al settore della giustizia, a seguito
dell’entrata in vigore della riforma che
ha sancito la riorganizzazione degli uffici giudiziari”.
Emilio Querini
TRIBUNALI. Accordo in Regione per borselavoro a favore di disoccupati e cassintegrati
P
ur in un contesto di
difficoltà per la vita dei
tribunali, c’è spazio per
un’intesa per migliorare il
livello della giustizia e
contribuire al reinserimento di
lavoratori in mobilità o cassa
integrazione. È stato infatti
siglato un “accordo di
collaborazione”, a Perugia,
dalla governatrice Catiuscia
Marini, dal presidente della
corte d’Appello, Wladimiro de
Nunzio, e dal Procuratore
generale della Repubblica,
Giovanni Galati. È un atto che
rinnova il precedente
protocollo firmato alcuni anni
fa, in attuazione del principio
di collaborazione tra
amministrazioni pubbliche che
intendono sviluppare positivi
rapporti di collaborazione,
stabilendo sinergie su temi
specifici di comune interesse,
al fine di garantire un migliore
livello qualitativo della
giustizia amministrata ai
cittadini del territorio
regionale. Nello specifico, il
Il momento della firma
bando che sarà emesso
intende consentire ai
lavoratori in mobilità
indennizzata o in Cigs a zero
ore, espulsi o
temporaneamente sospesi dal
lavoro, di svolgere un’attività
integrativa di rilevanza sociale,
beneficiando di una borsa
lavoro aggiuntiva
rispetto a quanto
garantito
dall’ammortizzatore
sociale. Le borse lavoro
avranno un importo di
500 euro lordi mensili,
cumulabili con
l’ammortizzatore in
godimento, della durata
di 6 mesi, rinnovabili fino a un
massimo di ulteriori 6 mesi,
perdurando le condizioni
soggettive dei lavoratori
interessati. Le borse saranno
relative a mansioni riferibili
alla figura professionale di
operatore giudiziario.
E. Q.
IL CHIOSTRO E LA VIA
I luoghi
I
luoghi sono importanti. Hanno una
loro identità, una loro storia, sono
portatori di un passato vivo. Quando
entri in una chiesa di un monastero e
di un convento ti viene incontro il
vissuto esistenziale delle persone che
hanno abitato quel luogo. Ecco perché
è richiesto il silenzio in qualsiasi luogo
di culto (chiesa, sinagoga, moschea):
non è solo per il rispetto che si deve,
ma per entrare in ascolto di ciò che
quel luogo di preghiera ha da dirti. I
luoghi dove abiti quotidianamente
hanno un effetto performativo su di te;
non sempre ne sei consapevole, ma lo
spazio concreto del tuo esserci ti
costruisce dal di dentro. Pensa al luogo
di lavoro (ufficio, fabbrica, scuola,
camionista, lavoro all’aperto, ecc.): ti
relazioni partendo dal luogo dove sei; il
tuo modo di esprimerti e di fare si
adegua allo spazio che ti abita attorno.
Esempio: in ufficio (forse) non sei così
spontaneo e aperto come se fossi in
casa o con amici (e viceversa). I luoghi,
dunque, prima ancora di essere spazi
di incontro con gli altri, sono lo spazio
di confronto con te stesso. Non puoi
passare nei luoghi che abiti senza
chiederti che cosa animano al tuo
interno. Se ogni luogo – compreso lo
spazio di un autobus o nella carrozza di
un treno – porta in sé una voce
destinata a te, non puoi essere sordo e
distratto. Il luogo che ogni mattina ti
accoglie (es. la sala da pranzo dove fai
colazione prima di uscire di casa) non
è uno spazio solamente fisico, ma è un
luogo capace di rigenerarti ogni giorno
in modo nuovo. Il cuore è questo: un
luogo non è riempito di cose e di
oggetti, ma è un eco continuo di
ricordi, persone, volti, storie. Pensa alla
stanza dove hai accudito un tuo
familiare durante la sua malattia;
oppure a quella poltrona in cucina
dove si siede l’anziano di casa, ecc. Il
refettorio di conventi e monasteri non
è solo il luogo del pasto in comune, ma
è lo spazio dove viene servita la
pietanza della fraternità, dove ti viene
ricordato che puoi essere sazio nello
stomaco e a digiuno nel confronto, nel
dialogo, nel perdono, nel parlarsi,
guardarsi e ritrovarsi volto nel volto,
annullando chiusura e orgoglio. I
luoghi parlano di te, anche se stai in
silenzio. Abitare i luoghi per incontrare
te stesso è un esercizio buono, utile.
Quando un luogo lo stai riempiendo di
oggetti, chiediti che cosa essi stanno
sostituendo e a quale confronto stai
eludendo. Comprendi bene, dunque,
perché nella cella del monastero, e di
un convento, che ti accoglie trovi
solamente sobrietà.
Severino Rondina
LA VOCE CULTURA
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
5
Sagra musicale. Nella chiesa di S. Bevignate la Parabola da chiesa Curlew River
BREVI
Il dolore e la trasfigurazione
❖ ARTE
Premio Cairo
C’è anche la perugina Alessandra
Baldoni, classe 1976, tra i 20
artisti under 40 che partecipano
all’edizione 2013 del premio
Cairo, istituito nel 2000 dal noto
editore, ora anche patròn della tv
La 7. Le loro opere, subito dopo il
verdetto della giuria (24 ottobre),
rimarranno in mostra dal 25 al
27 ottobre al palazzo della
Permanente di Milano. “Per la
14a edizione - dice il curatore
Luca Beatrice - il premio propone
l’esatta parità tra artisti uomini e
donne, e il ritorno all’opera
singola, assolutamente inedita”.
Il direttore Alberto Batisti
spiega il perchè della scelta
del tema. Trasfigurare
significa metamorfosi,
trasformazione, anche la
musica è trasfigurazione
L
a Sagra musicale umbra è
entrata nel vivo. Domenica
15 settembre ha aperto la
stagione con la messa in Duomo
(vedi articolo sotto) e la stessa
sera al teatro Morlacchi si è svolto
il concerto inaugurale.
Protagonista della serata
l’orchestra filarmonica di Praga,
diretta da Jiri Belohlavek e con la
partecipazione nell’ultima parte
del concerto della soprano
Il concerto inaugurale al teatro Morlacchi a Perugia
Annalena Persson, che ha cantato
il bellissimo inno di amore di
Isotta per il suo amato Mild und
non intona un canto funebre, un
leise, Mite e calmo. Il concerto era
significati: da quello antico che è
canto di morte, ma - come dice
diviso in due parti: la prima con
l’equivalente latino e poi italiano
Wagner - si trasfigura. Oppure
Ludwig van Beethoven, Sinfonia
di metamorfosi, cioé
nello Stabat mater di Hayden,
n. 7 in la maggiore op. 92 la
cambiamento di condizione, per
eseguito dall’Accademia
seconda con Richard Wagner Die
arrivare all’acquisizione di un
Hermans. È un’altra grande
Walkure,
significato
partitura consacrata alla
Gotterdammersung, da
intensamente spirituale
trasfigurazione musicale del
Tristan und Isolde. Due
con l’associazione
dolore, quello di Maria ai piedi
mondi diversi,
all’episodio evangelico
della croce. Un dolore per la
affascinanti che si sono
della Trasfigurazione
morte del Figlio, un dolore che
confrontati alla pari per
sul monte Tabor, dove il
finisce con la parola paradisi
genialità d’ispirazione e
Cristo rivela la sua
gloria perché poi è tutto un
complessità di scrittura
divinità agli apostoli: ‘E
aprirsi alla speranza, con la
musicale, nonché
videro una grande luce’,
consegna dei cuori a Maria che
profondità di
dove avviene il
Alberto Batisti
attraverso la trasfigurazione di
sentimento. Una grande
passaggio dalla
questo dolore diventa via verso la
serata molto apprezzata
condizione corporea
gloria eterna del paradiso e della
dal foltissimo pubblico,
all’immersione nella luce. Anche
luce”.
estremamente entusiasta, del
la musica è trasfigurazione
Domenica 22 settembre la
quale facevano parte anche
quando c’è la trasformazione del
chiesa di San Bevignate a
l’attuale vescovo Bassetti e
pensiero in suono e il suono in
Perugia ospiterà la parabola da
l’emerito Chiaretti ed alcuni
luce. Io ho cercato di proporre un
chiesa Curlew River di
ecclesiastici della curia. Tema
programma dove si potessero
Benjamin Britten.
conduttore di questa 68a edizione
cogliere tutti questi elementi”.
“È uno degli appuntamenti più
“La trasfigurazione”, un termine
In quali opere lo spettatore ha
importanti dell’intero programma,
difficile, complesso, di non facile
potuto o potrà cogliere questi
un’opera che Britten, uno dei più
lettura, almeno nell’immediato.
elementi?
grandi compositori del ’900,
“Un titolo deve anche stimolare la
“Direi nel concerto inaugurale,
realizzò di ritorno da un viaggio in
fantasia - spiega Alberto Batisti,
dedicato a Wagner, soprattutto
Giappone, dove era rimasto
direttore della Sagra a cui
nell’ultimo pezzo Preludio e
colpito da una rappresentazione
abbiamo chiesto di spiegare
trasfigurazione di Isotta, dove si
teatrale tipicamente giapponese.
questa scelta e in quale degli
assiste ad una uscita dalla
Negli anni cercò di rielaborare la
spettacoli in programma questo
condizione del tempo, dello
tipica tensione spirituale del
tema è meglio rappresentato. “Nel
spazio, della materia e Isotta,
teatro giapponese medievale, fatta
percorso della Sagra la parola
nell’unirsi eternamente al
di simboli, di concentrazione
Trasfigurazione assume diversi
cadavere di Tristano che è morto,
E
ro andato in cattedrale, domenica, come prete e come musicista
per “partecipare” all’avvio della
Sagra musicale umbra, edizione 2013.
Volevo unirmi alla preghiera aiutato
dal linguaggio della musica
nella messa celebrata da
mons. Giuseppe Chiaretti,
arcivescovo emerito della
diocesi di Perugia. Avrei
ascoltato le voci della prestigiosa Cappella musicale
della basilica papale del Sacro Convento di Assisi, diretta da p. Giuseppe Magrino, esperto di musica sacra e maestro di rara competenza.
Il notissimo Cantico delle
creature musicato da p. Domenico Stella ha introdotto
la celebrazione; le parti dell’Ordinario
erano della messa Laetitia Israel di p.
Emilio Norsa, francescano direttore
della Cappella del Sacro Convento nel
secondo decennio del ’900. Devo sinceramente confessare la mia lieta sorpresa: si tratta di una messa monodica
a cori alternati, con organo, timpani e
arpa in stile gregorianeggiante dal sapore moderno che mi ha fatto pensare
ai Carmina di C. Orff.
Melodie ampie e raffinate, che esaltano il testo sacro, colorito appropriato
❖ CONFERENZA
Il Tasso “inedito”
gestuale, in un linguaggio
occidentale. Da qui nasce Curlew
River che non è altro che una
geniale fusione tra la stilizzazione
simbolistica del teatro ‘No’
giapponese e la sacra
rappresentazione liturgica
medievale. La storia è tratta da un
antico autore giapponese del
1400: i protagonisti sono tutti
uomini, dei religiosi. Entrano in
scena cantando il gregoriano. C’è
poi un abate, è lui che racconta la
storia che viene rappresentata
dagli stessi religiosi. C’è una
barca, in realtà una vasca e un
traghettatore. All’improvviso entra
una donna in preda alla follia per
aver perso il figlio: vuole andare
sull’altra sponda del fiume, dove
c’è un santuario miracoloso. Dopo
varie insistenze riesce a farsi
traghettare. Di là gli appare il
figlio deceduto per un ultimo
addio. Il finale si trasforma in
un’esperienza trascendente per la
donna, per la quale l’apparizione
del fanciullo diventa occasione di
redenzione, e da quel momento si
libera dall’insania mentale. È la
seconda volta che questa storia
viene rappresentata in Italia conclude Batisti - La prima
occasione fu nel 1965 sempre per
la Sagra musicale.
Manuela Acito
Perfetto avvio in preghiera
per la Sagra musicale 2013
Le impressioni a
caldo del direttore
dell’istituto
Frescobaldi.
Un’edizione
dell’evento in linea
con la migliore
tradizione
stesso Giuseppe
Magrino.
La
bravura dei collaboratori Fabiola Battaglini
(timpani), Chiara Fiorucci (arpa) ed Eugenio
Becchetti, organista, artista fine
ed
affermato,
merita una parLa messa solenne nella cattedrale di Perugia
ticolare sottolineatura.
La Cappella musicale della basilica di
che esula dalla fattura stilistica del
San Francesco di Assisi vanta una stogregoriano proprio della liturgia, sotria centenaria, ma il m° Magrino, un
tolineato e guidato con maestria dai
musicista di formazione solida sui due
movimenti chironomici di p. Magrino;
versanti - liturgico e artistico -, diretlungi da un esibizionismo di maniera
tore titolare da alcuni anni, l’ha portae, per quanto mi riguardava, con piata a una qualità di alta taratura, apcevole ed efficace sostegno alla mediprezzata in Italia e all’estero. Questo
tazione. Un bel connubio tra voci corapomeriggio ha confermato il valido imli, organo, timpani, arpa.
pegno nella preghiera e nell’arte, taNella celebrazione, al Salmo responsogliando il nastro allo svolgimento del
riale, all’offertorio, alla comunione soprestigioso festival internazionale delno stati eseguiti brani di Guilmant, C.
la Sagra musicale umbra.
Franck, M. Haydn, L. Refice e dello
Il 26 settembre alle ore 17 presso
l’Università per Stranieri di
Perugia il nostro collaboratore
Dario Rivarossa terrà, nell’ambito
dei “Giovedì della Dante”, una
conferenza su “La Gerusalemme
Conquistata, un’opera superattuale”. L’intento è rivalutare,
nella sua genialità e innovatività,
un’opera di Torquato Tasso finita
troppo presto nel dimenticatoio.
Nel frattempo Rivarossa, che
l’anno scorso ha pubblicato uno
studio su Dante (Dante era uno
scrittore fantasy, ed. Guardastelle,
Perugia), sta dedicando intense
ricerche proprio a Tasso. È
appena uscita in America
l’antologia Emanations: Third Eye
che contiene, tra l’altro, un suo
saggio sulla Gerusalemme
Liberata, con traduzioni originali
in inglese, commenti e anche
illustrazioni. Ha inoltre aperto il
sito internet Tassonomia
(tassonomia.blogspot.it), l’unico
tutto dedicato al grande poeta
rinascimentale.
❖ NOCERA
La riscoperta
Si tiene oggi, 20 settembre, alle
ore 11 a palazzo Donini di
Perugia la presentazione
dell’evento “Sulle vie di
Francesco - Nocera Umbra, 19
settembre - 13 ottobre” per la
rivalorizzazione del centro storico
nocerino. Info: 388 8510939.
Ho pensato a un ideale ritorno alle origini della Sagra. Ho qui sott’occhi il
programma dell’edizione - la prima del 1937, il 27 settembre: melodie gregoriane e laudi medievali, conferenzaconcerto di mons. Onorio Magnoni di
Castel Rigone (muscista che si formò al
Pontificio istituto di musica sacra in
Roma, 1914, dove poi fu docente dal
1919) con l’annuncio, in ultima pagina, del “primo concerto di musica spirituale da camera” per il giorno seguente, 28 settembre, con Ornella Puliti Santoliquido, Tina Sauteri, Palmina Marini, quartetto di Roma; musiche
di Dall’Abaco, Kuhman, Bach, Haydn,
Beethoven.
L’albero che mantiene salde le radici
porta frutti buoni, sempre saporosi per
le tavole dei tempi che cambiano. Giuseppe Verdi diceva che per progredire
occorre andare al passato; si procede
sicuri.
Ho scorso il programma di questa edizione 2013, una bella ricchezza: autori
classici, moderni, contemporanei, nomi eccellenti, esecutori di alto livello,
anche della nostra terra. Una saggezza
che occorre riconoscere agli organizzatori, alla presidente Anna Calabro, al
direttore artistico m° Alberto Batisti.
Francesco Spingola
direttore della Scuola diocesana di musica sacra - Perugia
LA VOCE ACCADE IN UMBRIA
6
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Un “ambiente”
di lavoro positivo
Le esperienze professionali e solidali emerse
all’incontro “La forza dei territori nell’ambito
della manifestazione ecologica FestAmbiente
E
siste un modo diverso di fare
economia, nel rispetto delle
persone e dell’ambiente. In
molte aziende umbre è già una realtà,
nonostante le difficoltà della crisi. Il
racconto di queste esperienze positive
della regione è stato al centro
dell’incontro “La forza dei territori”,
organizzato sabato scorso da
Legambiente Umbria, in
collaborazione con Cgil, in occasione
della manifestazione ecologica
“FestAmbiente”. Si è partiti dal mondo
della formazione, da cui possono
nascere anche importanti progetti per
il sociale. Come racconta Elena
Burani, allieva del corso di formazione
in “Tecnico della selezione,
distribuzione e smaltimento degli
scarti alimentari” organizzato dalla
cooperativa Babele: “Dopo i mesi di
corso - dice - abbiamo deciso di
costituire un’associazione con
l’obiettivo di ridistribuire a persone
indigenti gli scarti alimentari dei
supermercati, ovvero i prodotti vicini
alla scadenza o con confezioni
rovinate. Inoltre è nostra intenzione
creare una collaborazione con le
mense scolastiche e ospedaliere, per
ridistribuire in giornata a chi ne ha
bisogno il cibo non consumato”. Il
mondo aziendale e imprenditoriale era
rappresentato dai grandi marchi - fari
di innovazione e green economy nella
nostra piccola regione - quali
Archimede Solar Energy del gruppo
Angelantoni, Terni Energia e
Microntel. Ma anche da piccole realtà
radicate nel territorio e nella
tradizione, come l’azienda agricola
Marchino e la Cooperativa pescatori
del Trasimeno. “La nostra attività - ha
raccontato Isabella Marchino
dell’omonima azienda produttrice di
alimenti biologici, olio extravergine
d’oliva Dop e carne chianina - si
sviluppa in un territorio, quello di
Montegabbione, considerato ‘zona
svantaggiata’ in quanto il terreno è più
duro da lavorare e meno produttivo,
nonché oggi in fase di forte
spopolamento. Non nego che la
quotidianità è difficile: la burocrazia ci
obbliga a tempi molto lunghi per
ottenere finanziamenti, e la
Un momento della manifestazione ecologica “FestAmbiente”
progressiva carenza di servizi rende
questo territorio sempre più difficile da
presidiare. Abbiamo anche aderito spiega ancora Isabella - al progetto
‘Rete Umbria terra sociale’, che
prevede il riutilizzo di terre demaniali
abbandonate per il reinserimento e
l’impiego di lavoratori svantaggiati.
Dalla terra si può e si deve ripartire”.
Una speranza per 15 persone senza
lavoro è arrivata anche dalla
Cooperativa pescatori del Trasimeno.
Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, sono
arrivati 15 nuovi soci. “È la prima volta
che succede - spiega Aurelio
Cocchini, presidente della cooperativa
- da quarant’anni a questa parte. Si
tratta di persone senza lavoro, ormai
LAVORO. Esce il rapporto dell’Alleanza per sviluppo
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA
ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
DI PERUGIA
Giovani, metà “non occupati”
T
ratteggia un quadro dettagliato
della condizione occupazionale
e professionale dei giovani delle
fasce di età 15-24 e 25-34 anni, il rapporto I giovani e il mondo del lavoro.
Un’analisi comparativa tra 2008 e
2012, elaborato dalla segreteria dell’Alleanza per sviluppo dell’Umbria. Lo
studio è basato su una rielaborazione
dei dati Istat-Rcfl (Rilevazione continua
sulle forze di lavoro) con la collaborazione dell’Osservatorio del mercato del
lavoro collocato presso il servizio Politiche attive del lavoro della Regione
Umbria.
“Si tratta - rileva l’assessore regionale
allo Sviluppo economico, Vincenzo
Riommi - di uno strumento di fondamentale importanza rispetto alla continuità delle politiche regionali che solo in questi ultimi sei mesi hanno visto
concentrare risorse per oltre 8 milioni
di euro su iniziative rivolte all’universo giovanile... Il report è anche uno
strumento essenziale di valutazione e
programmazione rispetto alla programmazione comunitaria 2014-2020”.
Ne emerge che in Umbria, nel 2012,
circa metà dei giovani sono “non occupati”: ovvero studiano, cercano lavoro o sono comunque non attivi per
qualsiasi motivo. Un dato che resta migliore di tutto il Mezzogiorno e anche
di alcune regioni del Centro-Nord, ma
che ha subito un sensibile aumento nel
periodo della crisi.
L’aumento è dovuto soprattutto a un
incremento della disoccupazione: nel
2012, chi è alla ricerca di un lavoro in
Umbria nel 55,2% dei casi ha meno di
35 anni, un dato che resta il più elevato del Centro-Nord. L’incremento della disoccupazione si è accompagnato a
un mantenimento della già elevata incidenza dell’occupazione precaria, che
resta la principale criticità dell’Umbria, collocandosi al 32,6% del totale
dell’occupazione giovanile rispetto al
25,8% nazionale e al 27,6% del Centro.
Questi fenomeni non sono omogenei
per livello di istruzione: infatti, a pagare il prezzo più alto sono stati più i ragazzi e le ragazze con bassa istruzione,
dove l’Umbria registra aumenti molto
significativi, così come avviene per i
laureati, mentre i meno colpiti dalla
crisi occupazionale sono i giovani diplomati, in particolare quelli tra 25 e 34
anni.
La quota di occupati in elevata posizione professionale non è mai stato un
punto di forza dell’Umbria e la crisi
economica non ha migliorato le cose: i
giovani in posizione professionale di
alto profilo, infatti, sono solo il 22,6%
del totale mentre la media italiana è
27,2%, e tra 2008 e 2012 si registra un
aumento di circa 6 punti, un andamento che si amplifica nella fascia di
età 25-34 anni.
Tra coloro che non lavorano, un’attenzione particolare va dedicata al fenomeno dello “scoraggiamento”, in genere sintetizzato dai cosiddetti Neet (né
al lavoro, né a scuola o in formazione):
nell’analisi si è preso in considerazione un fenomeno, quello della inattività
“volontaria”, un universo leggermente
diverso dai Neet, in quanto misura coloro che sono inattivi per motivi diversi da studio, malattia, inabilità, maternità o per un lavoro che sta per iniziare. L’analisi mostra un dato positivo
per l’Umbria, pari all’8,4% nel 2012,
che risulta più elevato solo delle regioni del Nord-Ovest, dell’Emilia Romagna, del Friuli e delle Marche e che
è buono soprattutto nella fascia di età
25-34 anni.
disperate, che hanno deciso di buttarsi
in questa attività pur senza alcun tipo
di esperienza. Nonostante il momento
difficile, non ce la siamo sentita di
rifiutare il loro ingresso e, al pari di
tutti gli altri soci, li sosteniamo nella
pesca e nella vendita. È una lotta
quotidiana - ha concluso Cocchini -, un
mestiere difficilissimo, uno stile di vita
che stiamo tentando di salvaguardare.
Per rilanciarci, abbiamo intrapreso
attività di ‘pescaturismo’ e ci stiamo
ristrutturando creando un laboratorio
per chiudere la filiera del pescato.
Abbiamo investito tutto quello che
abbiamo. Ora le istituzioni e il
territorio non ci lascino soli”.
Laura Lana
BORSA MERCI DI PERUGIA
Listino del giorno 17-09-13
QUOTAZIONI RIFERITE A TONNELLATA, SALVO DIVERSA INDICAZIONE
DENOMINAZIONE DELLE MERCI
Prezzi del 17.09.13
da euro
a euro
FRUMENTI
produzione Provincia di Perugia
a) teneri
fino (peso spec. 79 kg/hl - glutine di
buona qualità - c.e. 1%) umidità
13% ....................................................
buono mercantile (peso spec. 76/78
kg/hl- c.e. 2%) - umidità 13% ............
mercantile (p. spec. 74/75 kg/hl - c.e.
2%) - umidità 13% ............................
FARINE DI FRUMENTO
a) di grano tenero:
(con caratteristiche di cui all’art. 7 della
Legge 4-7-1967, n. 580)
farina tipo 00 .....................................
farina tipo 0 .......................................
farina tipo integrale ..........................
farina tipo 00 - sfarinato granulare
(granito) .............................................
b) di grano tenero ad alto tenore di
glutine:
farina tipo 00 (cenere 0,45 - glutine
11-12, consistente) ...........................
c) di grano duro:
(con caratteristiche di cui all’art. 9 della
Legge 4-7-1967, n. 580)
semola ..............................................
181,000
186,000
175,000
179,000
169,000
174,000
DENOMINAZIONE DELLE MERCI
b) altre provenienze:
olio extra vergine di oliva,naz. con non
più dell’8% in peso di acidità al kg.
olio di oliva, con non più del 2% in
peso di acidità .......................... al kg.
olio extra vergine di oliva, est. con non
più dell’0,8% in peso di acidità al kg.
Prezzi del 17.09.13
da euro
a euro
3,100
3,320
2,500
2,450
2,900
2,950
2,700
2,750
1,900
1,950
OLII DI OLIVA RAFFINATI
olio di oliva raffinato, con non più dello
0,5% in peso di acidità ..... al kg.
olio di sansa raffinato, con non più
dello 0,5% in peso di acidità
...................................................al kg.
420,000
415,000
415,000
425,000
420,000
420,000
425,000
430,000
OLII DI SEMI
olio di semi vari ........................ al kg.
olio di arachidi........................... al kg.
0,990
1,730
0,995
1,740
580,000
590,000
olio di girasole .......................... al kg.
olio di soja ................................ al kg.
1,970
0,980
1,975
0,990
407,000
413,000
199,000
148,000
145,000
200,000
149,000
146,000
183,000
142,000
147,000
185,000
143,000
148,000
GRANTURCO
locale - umidità 14% ........................
185,000
191,000
CEREALI MINORI E
LEGUMINOSE
orzo vestito nazionale p.hl. sop. 65. *
orzo vestito nazionale p.hl. 60-64 ... *
avena nazionale tipo Maremma ..... *
avena estera (nazionalizzata) ........ *
favino palombino per uso zootecnico
fave per uso zootecnico.....................
sorgo per uso zootecnico bianco ......
sorgo per uso zootecnico rosato ......
* impurità
181,000
175,000
145,000
n. q.
258,000
268,000
n. q.
n. q.
186,000
179,000
150,000
n. q.
262,000
272,000
n. q.
n. q.
SEMI OLEAGINOSI
girasole .............................................
----
n. q.
FARINE PER USO ZOOTECNICO
farina estrazione di girasole..............
farina estrazione di soia nazionale...
farina integrale di granturco ..............
188,000
477,000
242,000
190,000
480,000
243,000
CASCAMI DI FRUMENTO
a) tenero:
farinaccio .........................................
crusca e cruschello tenero...............
crusca e cruschello cubettato tenero
b) duro:
farinaccio duro..................................
crusca e cruschello duro...................
crusca e cruschello cubettato............
OLIO DI OLIVA
(Legge 13-11-1960, n. 1407)
a) produzione Provincia di Perugia:
olio extra vergine di oliva, con non più
del 0,8% in peso di acidità G.P... al kg.
6,000
SEMENTI
b) selezionate - esenti da cuscuta,
purezza e germinazione e male erbe
previste dalla legge per le singole specie - certificate - a seconda della
varietà o ecotipo:
erba medica varietale con calo 10%
avena di 2a moltiplicazione
orzo di 2a moltiplicazione .................
frumenti teneri di 2a riproduzione .......
favino di 2^ moltiplicazione .......
c) categoria commerciale
selezionate - esenti da cuscuta, purezza e germinazione e male erbe previste dalla legge per le singole specie certificate - a seconda della varietà o
ecotipo:
favino ..................................................
lupinella sgusciata ...........................
UVE - MOSTI - VINI
(di produzione Provincia di Perugia)
Uva bianca sana, base ....................
Uva nera sana, base .......................
Grechetto..............................................
Mosto bianco base ............................
Mosto rosso base .............................
Vino da tavola bianco fino a 11° a
gr./q.le ................................................
Vino da tavola bianco oltre a 11° a
gr./q.le ................................................
Vino da tavola rosso fino a 11° a
gr./q.le ................................................
Vino da tavola rosso oltre 11° a
gr./q.le .................................................
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
n. q.
n. q.
n. q.
n. q.
n. q.
n. q.
n. q.
n. q.
6,500
Variazioni percentuali indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (già indice costo vita)
PERIODO
Maggio 2011 - Maggio 2012
Giugno 2011 - Giugno 2012
Luglio 2011 - Luglio 2012
Agosto 2011 - Agosto 2012
Settembre 2011 - Settembre 2012
Ottobre 2011 - Ottobre 2012
NAZION.
+
+
+
+
+
+
3,0
3,1
2,9
3,1
3,1
2,7
Capoluogo PERIODO
prov. di PG
+
+
+
+
+
+
2,9
3,2
2,9
3,3
3,4
2,7
Novembre 2011 - Novembre 2012
Dicembre 2011 - Dicembre 2012
Gennaio 2012 - Gennaio 2013
Febbraio 2012 - Febbraio 2013
Marzo 2012 - Marzo 2013
Aprile 2012 - Aprile 2013
NAZION.
+ 2,4
+ 2,4
+ 2,2
+ 1,8
+ 1,6
....+ 1,1
Capoluogo
prov. di PG
+ 2,7
+ 2,8
+ 2,4
..+ 2,0
+ 1,7
..+ 1,2
LA VOCE CULTURA
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
ARTE. Gli intarsi di
Rolando Chiaraluce
7
Legno e passione
I
l lavoro dura ore.
Giorni e giorni passati prima a scegliere il
soggetto da rappresentare, poi si fa il disegno e,
cosa più importante, si
cerca il legno più adatto,
l’essenza giusta, con quel
colore particolare o quei
nodi che meglio si prestano a rappresentare
quella parte del disegno.
E poi la mano esperta
dell’incisore fa il resto.
Sono ormai diversi anni
che Rolando Chiaraluce, perugino Doc, prima
falegname e oggi intarsiatore - anzi artista, come ormai in tanti lo definiscono - si dedica con
amore e passione a inciAlcune delle opera di tarsia lignea di Rolando Chiaraluce esposte alla mostra
dere il legno, un lavoro
certosino che lo ha portato a realizzare diversi
quadri unendo uno accanto all’altro va- Le opere di Rolando
di 12 anni, in una via del centro di Peri tasselli di legno (tarsie) dello spesso- Chiaraluce in mostra
rugia, lavorando con il padre falegnare di pochi millimetri per creare scorci
me. Poi gli studi all’istituto d’arte “Berdella sua città, Perugia, e dell’Umbria, presso il Centro servizi
nardino di Betto”, abbandonati dopo
nonché immagini sacre che ricalcano camerali di Perugia
poco per aiutare il padre nella lavoraopere pittoriche famose di grandi artizione di mobili su misura per le famisti.
glie della città.
Presso il Centro servizi camerali “GaLa passione, però, è rimasta sempre vileazzo Alessi” di via Mazzini a Perugia,
va in lui. Oggi, in età ormai più che maPerugino, la Madonna con Bambino
dal 12 settembre sono esposte alcune
tura, con più tempo a disposizione e
copia di quella realizzata da don Nello
delle sue produzioni principali, vere
con una grande esperienza alle spalle,
Palloni, suo amico, per l’ospedale di
opere d’arte. Tanti gli scorci di Perugia:
“le sue capacità artistiche e la sua senSanta Maria della Misericordia di Pec’è l’arco etrusco, Sant’Ercolano, porta
sibilità, già presenti in lui - ha detto il
rugia. C’è anche un ritratto di GiovanSan Girolamo, il tempio di San Michele
curatore della mostra Guido Buffoni ni Paolo II, Benedetto XVI, Crocifissioarcangelo, Corciano, Todi, Preggio. E
sono esplose interpretando, non coni bellissime. Grazie alla scelta di depoi paesaggi innevati, Eurochocolate,
piando, le opere che più lo colpiscono”.
terminate tarsìe, Chiaraluce riesce a
Umbria Jazz.
C’è stato anche il tempo di proseguire
creare sfumature, profondità, prospetLa produzione più numerosa riguarda i
gli studi per diventare maestro d’arte.
tive inaspettate. Qua e là il tocco del
soggetti sacri: la Madonna delle Grazie
La mostra si chiuderà il 22 settembre.
pennello, per un po’ di colore.
della cattedrale di Perugia, opere del
Manuela Acito
Tutto è iniziato sessant’anni fa, all’età
FENICE EUROPA. Primo premio a Nicola Lecca.
Nel 2014 a Valfabbrica, nel 2015 in Slovenia
U
n pubblico di oltre 300
persone ha fatto da cornice,
a Massa Martana, alla
cerimonia finale della 16a edizione
del premio letterario Fenice Europa, ideato da Adriano Cioci e
Rizia Guarnieri. La vittoria di Nicola
Lecca, autore del romanzo La
piramide del caffè (Mondadori) che
ha totalizzato 231 preferenze,
davanti a Maurizio de Giovanni con
il libro Vipera (Einaudi), 221 voti, e
Marco Malvaldi con Milioni di
milioni (Sellerio), 96 voti, è stato
uno dei momenti esaltanti della
serata. I votanti sono stati ben 548
su un totale di 550.
Il successo dell’iniziativa, che
travalica oramai i confini
continentali, è stato suggellato
dalla presenza di scrittori, giurati
popolari italiani e referenti delle
comunità estere. La sezione
“Claudia Malizia” è stata vinta da
Benedetta Bonfiglioli, con il
romanzo Pink Lady (edizioni San
A Panicale la prima
Mostra del merletto
I
l ricamo su tulle di Panicale, dalla trama elegante, dai disegni fiorati, è un’autentica opera
d’arte. E questo weekend, 21-22 settembre, nel
centro storico di Panicale si terrà la prima Mostra
internazionale del merletto e del ricamo, intitolata “Fili in trama”.
“Nel dopoguerra fu Anita Belleschi a portare l’arte del ricamo su tulle a Panicale - ha ricordato Donatella Porzi, assessore alla Cultura della Provincia di Perugia, alla presentazione in Provincia. - Fu
lei la fondatrice dell’Ars Panicalensis, oggi diventato un marchio di fabbrica registrato”.
La peculiarità della mostra è che non si svolge all’interno di un centro fieristico, ma lungo le vie di
Panicale. Verranno sfruttati spazi particolari che
pochi conoscono. Nella due-giorni si terranno convegni e mostre inerenti all’arte del ricamo su tulle. In tutto, 30 espositori tra cui scuole di ricamo
umbre, nazionali e internazionali, con presenze
che vanno dal merletto di Orvieto a quello di isola Maggiore, dal punto Assisi all’Ars Umbra, e
scuole di varie regioni come Lazio, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia, Campania, Veneto, oltre a
due rappresentanze estere da Germania e Portogallo.
La mostra è organizzata e finanziata dal Gal Trasimeno-Orvietano in collaborazione con la Provincia di Perugia nell’ambito delle iniziative che
ruotano attorno all’Ecomuseo del Trasimeno.
Nicola Lecca
Paolo), premiata da Rizia Guarnieri.
La 17a edizione della
manifestazione si terrà a
Valfabbrica, come annunciato dal
rappresentante
dell’Amministrazione comunale
Rosella Baldelli. Ma la sorpresa più
gradita è giunta proprio al termine
della serata, quando Ondina
Gregoric ha annunciato che
l’edizione 2015 si terrà in Slovenia,
a cura della numerosa e attiva
comunità degli italiani di
Capodistria. Per la prima volta,
quindi, ci si trasferirà all’estero. Un
segno eloquente della validità di
questa iniziativa, che ha come
scopo principale quello del
mantenimento e della
valorizzazione della nostra lingua
in Italia e fuori dai suoi confini.
Ombretta Sonno
BREVI
❖ POESIA
Premio a Montefalco
Il monastero agostiniano di Santa Chiara della
Croce di Montefalco e la casa editrice Bertoni
indicono la terza edizione del concorso
internazionale di poesia sacra “Santa Chiara della
Croce”, riservato ad opere originali e inedite. La
manifestazione è patrocinata dalla diocesi e dal
Comune di Montefalco. Il concorso si articola in
un’unica sezione: poesia in lingua italiana o
straniera avente per oggetto “Il cuore nella
spiritualità”. I testi dovranno pervenire entro il 30
settembre tramite email a
[email protected]. La partecipazione è
gratuita. La premiazione si terrà a Montefalco il
26 ottobre. Ulteriori informazioni: 329 8881111.
❖ CITTÀ DELLA DOMENICA
Mostra per i 50 anni
Città della Domenica a Perugia riapre ogni
weekend fino al 3 novembre. In vista dei
festeggiamenti per il 50° anniversario di
fondazione, è in corso l’allestimento di una
mostra storica: nei saloni della storica struttura di
Ferro di Cavallo saranno esposti ricordi, cimeli,
fotografie e filmati d’epoca. I visitatori e gli
appassionati potranno contribuire
all’allestimento mettendo a disposizione il loro
materiale d’archivio: allo scopo, è possibile
contattare Città della Domenica attraverso il sito
internet www.cittadelladomenica.it o il profilo
www.facebook.com/cittadelladomenicaufficiale
specificando che tipo di materiale si vuole
condividere. “In questi mesi - dice il responsabile
Francesco Salcito - ci siamo resi conto che
migliaia di persone, in tutta Italia, non solo in
Umbria, hanno un forte legame con il parco:
raccontare la storia di Città della Domenica
significa quindi raccontare la loro storia, la storia
di tre generazioni che in questo luogo si sono
divertiti. Senza dimenticare che il parco è
fortemente legato alla città di Perugia attraverso
Mario Spagnoli”.
❖ LETTERATURA
Letture in lingua originale
Lunedì 23 settembre, alle ore 17 presso la
biblioteca comunale Villa Urbani a Perugia, si
terrà “Il filo delle parole”, incontro delle lingue
originali attraverso le letterature. Cittadini
madre-lingua presenteranno e leggeranno poesie
o brani di autori della letteratura del proprio
Paese, poi riproposti all’ascolto in traduzione
italiana. Si cercano appassionati provenienti da
tutto il mondo per incontrare autori e brani che
abbiano contribuito a formare tante identità
culturali che caratterizzano la realtà sociale di
Perugia. L’iniziativa è promossa da Acli e Comune
di Perugia. Per info, www.acliperugia.it.
VISTO in rivista
Quando una ragazza entra in clausura
A
parlare sono gli occhi, lo sguardo, il volto. Ti
accorgi che non mente e non usa giri di parole nel
dirti: “Entro in clausura”. Una ragazza rompe gli
indugi e si decide: entrare in un monastero di clausura,
dedicando la sua intera esistenza alla preghiera, alla
purificazione della sua identità, alla relazione fraterna. Il
mondo a lei vicino, e quello informe della massa, si
chiede: perché gettare al vento tante occasioni che la vita
ti dona e scegliere di ritirarsi, nascondersi? A maggior
ragione quando carattere e personalità della giovane
ragazza risplendono di entusiasmo, solarità, voglia di
fare. E il mondo continua a chiedersi: non era meglio
diventare suora per servire in ospedale, come missionaria
in Africa, nella favelas del Brasile? Interrogativi come
questi, e tanti altri, sono la conferma che l’essenza
dell’amore si dona solo a chi lo accoglie senza riserve. Il
linguaggio dell’amore di Dio lo capisci quando lo vivi.
L’amore si svela solo quando arrivi a tacere ed è lui a
parlare. Come il dolore: ti parla dal di dentro, per donarti
una nuova grammatica. Quando una ragazza entra in
clausura, ha capito che non è arrivata, ma è lì che inizia
il suo vero cammino. Entra per uscire. Viene fuori per
essere libera. Vive nella libertà per confermarsi nella
verità, quella di Dio che si rivela a lei. Vivere in clausura
vuol dire venire alla luce; se la “grata” dell’animo non si
apre e le mura perimetrali della coscienza non vengono
abitate, la vita fraterna diventa difficile e il cammino di
verità interiore va in cerca di scuse, surrogati, accuse,
fughe. Il tema della vocazione è un elemento importante
nel cammino di ripresa e programmazione pastorale di
una parrocchia. Parlare ai giovani della vocazione di Dio,
intrattenendosi frequentemente sul sogno che Dio ha su
ciascuno di loro, è un servizio fecondo richiesto ad ogni
educatore, catechista, animatore giovanile, sacerdote. La
bellezza della scelta di donarsi a Dio, e lo stile di un
cammino da proporre ai giovani, è il cuore dell’articolo
sulla rivista Vocazioni (n° 2 del 2013) dal titolo “Il
chiamato: pellegrino della fede e servitore della
speranza” a firma della biblista Nuria Calduch-Benages,
docente di Sacra Scrittura all’università Gregoriana di
Roma. “La vocazione – scrive la biblista – non è orientata
verso l’autorealizzazione della persona, ma verso la
missione. È del tutto comprensibile che, quando Dio
chiama, il chiamato ignori in che cosa in realtà si debba
impegnare, che il futuro si presenti piuttosto incerto e
quindi tentenni, dubiti, abbia paura. Dio gli sta accanto,
dandogli la forza di cui ha bisogno per esprimere la
propria libera adesione alla chiamata divina”. La
relazione della Calduch-Benages è da inquadrare
all’interno del Convegno annuale nazionale vocazione
della Cei, dal titolo “Progetta con Dio. Abita il futuro”.
Nell’articolo sono presentate diverse figure bibliche che
sono state chiamate da Dio durante il pellegrinaggio della
loro vita: Mosè, Geremia, Gedeone, Maria. La biblista
chiosa l’articolo con un monito sempre attuale: “Nella
vocazione, ciò che conta non siamo noi, ma l’azione di
Dio in noi. Nulla è impossibile per Lui”.
G. R.
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
8
Una mamma “insegna
a camminare nella vita,
indica la strada giusta
per crescere. E lo fa con
tenerezza, con amore”
PAPA FRANCESCO.
Una seconda
riflessione sulla
Chiesa come Madre
N
ell’udienza generale di mercoledì
18 settembre Papa Francesco ha
proseguito le riflessioni sui titoli
della Chiesa, anzi ha eccezionalmente ripreso il tema della settimana scorsa, la
Chiesa come “Madre”. “A me piace tanto questa immagine della Chiesa come
Madre - ha spiegato. - Per questo ho voluto ritornarvi, perché questa immagine
mi sembra che ci dica non solo come è la
Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe
avere sempre di più la Chiesa”.
“Vorrei sottolineare tre cose - ha quindi
aggiunto -, sempre guardando alle nostre mamme”. Prima di tutto, una madre
“insegna a camminare nella vita, insegna ad andare bene nella vita, sa come
orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita per crescere
e diventare adulti. E lo fa con tenerezza,
con affetto, con amore, sempre anche
quando cerca di raddrizzare il nostro
cammino perché sbandiamo un poco
nella vita o prendiamo strade che portano verso un burrone. Una mamma sa che
cosa è importante perché un figlio cammini bene nella vita; e non l’ha imparato
dai libri, ma l’ha imparato dal proprio
cuore. L’Università delle mamme è il loro cuore!...
La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra vita, ci dà degli insegnamenti per
camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da
percorrere per maturare, per avere dei
punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li ha donati.
Affettuosa e sicura
Già all’Angelus di domenica
aveva ribadito la misericordia
di Dio a partire dalle tre
celebri parabole del Vangelo
di Luca, cap. 15
Voi potrete dirmi: ‘Ma sono dei comandi!
Sono un insieme di no’! Io vorrei invitarvi a leggerli - forse li avete un po’ dimenticati - e poi di pensarli in positivo.
Vedrete che riguardano il nostro modo di
comportarci verso Dio, verso noi stessi e
verso gli altri, proprio quello che ci insegna una mamma per vivere bene”.
In secondo luogo, man mano che passano gli anni, “la mamma sempre, in ogni
situazione, ha la pazienza di continuare
ad accompagnare i figli... Penso alle
mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano
ad amarli, e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di
donarsi. La Chiesa è così, è una mamma
misericordiosa, che capisce, che cerca
sempre di aiutare, di incoraggiare”.
Infine, “una mamma sa anche chiedere,
bussare a ogni porta per i propri figli,
senza calcolare: lo fa con amore. E penso a come le mamme sanno bussare anche e soprattutto alla porta del cuore di
Dio!... E così fa anche la Chiesa: mette
nelle mani del Signore, con la preghiera,
tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza della preghiera di Madre
Chiesa: il Signore non rimane insensibile. Sa sempre stupirci quando non ce l’a-
Guai ai ricchi sfruttatori!
Le dure parole
di accusa
L
pronunciate dal
cui si prestava volentieri culto
nella speranza di essere
esauditi. Gli ascoltatori di
Gesù capivano benissimo il
significato di quelle parole,
che valgono anche per noi. Il
servizio a Dio è alternativo al
servizio alle ricchezze, vero
idolo di ogni tempo. L’idolatria
non è un’antica realtà,
culturalmente superata, ma ci
riguarda tutti da vicino. I nomi
delle antiche divinità sono
stati sostituiti da nomi più
attuali: tra essi primeggia il
ricchezze ingiustamente
dio Denaro. Idolo che
accumulate percorre anche il
promette sicurezza in cambio
brano evangelico, che
della servitù: penetra nelle
raggiunge il culmine nelle
strutture culturali, innerva la
ultime righe. Gesù afferma:
mentalità e costringe a fare
“Nessun servitore può servire
ciò che uno non vorrebbe. È
due padroni, perché o odierà
l’uno e amerà l’altro, oppure si un ingannatore, non mantiene
mai ciò che promette; rende
affezionerà all’uno e
schiavi, facendo leva sulle
disprezzerà l’altro. Non potete
nostre paure inconsce: il
servire Dio e la ricchezza”. Il
domani, la vecchiaia, la
testo greco, tradotto
malattia… Le ricchezze non
letteralmente, scrive: “Non
sono necessariamente un
potete servire Dio e Mamona”.
idolo; lo diventano quando
Mamona era una divinità
anziché usarle con libertà, per
fenicia, che presiedeva
il bene comune, divengono un
all’accumulo di ricchezze, e a
padrone
implacabile.
Siamo dunque
chiamati a
scegliere:
della Domenica
Mamona o il
Dio di Gesù
PRIMA LETTURA
Cristo.
profeta Amos
- anzi, da Dio sono di una
sconcertante
attualità
LA PAROLA
Dal libro del profeta Amos 8,4-7
SALMO RESPONSORIALE
Salmo 112
SECONDA LETTURA
Dalla I Lettera di Paolo a Timoteo 2,1-8
VANGELO
Dal Vangelo secondo Luca 16,1-13
spettiamo. La Madre Chiesa lo sa!”.
La misericordia era anche al centro dell’Angelus di domenica 15, in riferimento
alla liturgia del giorno che presentava il
capitolo 15 del Vangelo di Luca. Tre le
parabole in esso contenute: quella della
pecora smarrita, quella della moneta
perduta, e quella del figlio ‘prodigo’.
“Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia
di Dio? La gioia di Dio è perdonare!”
“Qui c’è tutto il Vangelo! - ha esclamato.Qui c’è tutto il cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è ‘buonismo’. Al contrario, la misericordia è la
vera forza che può salvare l’uomo e il
mondo dal ‘cancro’ che è il peccato, il
male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio...
Il pericolo qual è? È che noi presumiamo
di essere giusti, e giudichiamo gli altri.
Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori,
condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere
fuori dalla casa del Padre!” .
E ha concluso: “Io vi chiedo una cosa,
adesso. In silenzio, tutti, ognuno pensi a
una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla
quale non vogliamo bene. Preghiamo per
questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona”.
XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento alla liturgia della Parola di Bruno Pennacchini*
a liturgia di questa 25a
domenica del tempo
ordinario si apre si apre
con una pesante invettiva del
profeta Amos, che interpella
direttamente gli sfruttatori dei
poveri: “Ascoltate questo, voi
che calpestate il povero…”
(Am 8,4). Amos visse e operò
nel secolo VIII a.C. nel regno
del Nord, formatosi dopo la
divisione del regno che fu di
Davide e Salomone. Si era in
un periodo di buona
prosperità politica ed
economica, in cui la ricchezza
– come accade anche ai nostri
tempi – era concentrata nelle
mani di quei pochi che non si
facevano scrupolo di
calpestare chiunque fosse loro
di intralcio. Con espressioni
fortemente icastiche, il profeta
li presenta come una sorta di
associazione a delinquere,
mentre progettano i loro
crimini nei giorni di festa:
“Quando sarà passato… il
sabato, perché si possa
smerciare il frumento…
usando bilance false, per
comprare con denaro gli
indigenti e il povero per un
paio di sandali?” (Am 8,5-6).
Anche altri profeti bollarono
l’illusione di chi immaginava
che si potesse essere
contemporaneamente religiosi
e sfruttatori dei più deboli.
Questo testo, che descrive la
realtà sociale di alcuni
millenni or sono, appare
incredibilmente attuale.
L’oracolo si conclude con una
parola terribile, raccolta dalla
bocca del Signore: “Certo, non
dimenticherò mai tutte le loro
opere” (Am 8,7). Il tema delle
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
La prima
parte della
lettura
evangelica
riporta una
parabola
piuttosto
divertente, che
Vangelo
“I
o vi dico: fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste;
perché quando esse verranno a mancare, quelli vi
ricevano nelle dimore eterne. Chi è fedele nelle cose
minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose
minime, è ingiusto anche nelle grandi. Se dunque non siete stati
fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere? E se non
siete stati fedeli nei beni altrui, chi vi darà i vostri? Nessun
domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e
amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro”.
ha a che fare appunto con le
ricchezze. Il personaggio che
apre il racconto è un uomo
ricco, notevolmente ricco,
tanto da aver bisogno di un
amministratore. L’uomo ricco
un giorno scoprì un grosso
buco nel bilancio; convocò
l’amministratore, gli chiese di
vedere il libro dei conti e gli
annunciò il licenziamento. Per
l’amministratore fu un colpo:
che fare? Dove andare ad
abitare? Era troppo anziano
per lavorare nei campi,
mendicare sarebbe stata una
vergogna. Mentre radunava le
carte, gli venne l’idea
vincente: praticare uno sconto
ragguardevole a tutti debitori
del suo padrone; dopo lo
sfratto, qualcuno di loro lo
avrebbe certamente accolto in
casa propria. Detto, fatto.
Truccò le carte, senza
probabilmente danneggiare il
padrone, perché in realtà
rinunciava a una parte della
sua “liquidazione”. A sorpresa,
qui la parabola dice che il
padrone non solo non si
risentì, ma addirittura ammirò
la sagacia del suo ex
amministratore, riconoscendo
che era stato veramente
intelligente. Qualcuno
equivoca sempre, pensando
che qui venga approvato il
“falso in bilancio”. È chiaro
che non è questo il senso.
L’ammirazione del padrone è
per la scaltrezza
dell’amministratore disonesto,
non certo per la cattiva
amministrazione. La parabola
si conclude con il rammarico
di Gesù, che rileva come i figli
di questo mondo, infatti, verso
i loro pari sono più scaltri dei
figli della luce. Il che equivale
a dire: magari coloro che
ricercano il Signore si
impegnassero con la stessa
sagacia di quelli che cercano
di fare soldi! Seguono due
pratiche applicazioni della
parabola. La prima è l’invito a
farsi furbi: restituite ai poveri
le ricchezze disonestamente
acquistate, vi preparerete così
un posto sicuro nel Regno. La
seconda raccomanda l’onestà
anche nelle faccende minime;
chi infatti è infedele nelle cose
di poco conto, lo è anche in
quelle importanti.
* Esegeta, già docente
all’Ita di Assisi
(Il commento al
Vangelo è anche sul sito
www.lavoce.it.
Collegati utilizzando il
QR code)
LA VOCE CHIESA&RELIGIONE
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Parla padre
Georges
Abou Khazen,
amministratore apostolico
del Vicariato
di Aleppo
9
BREVI DA S. MARTA
Dalle omelie del Papa nella cappella di Santa
Marta. I testi integrali si trovano sul sito del
Vaticano (www.vatican.va) cliccando su
“Meditazioni quotidiane”.
Giovedì 12 settembre
Nascosti con Cristo in Dio
Non è facile per i cristiani vivere secondo i
principi e le virtù ispirati da Gesù. “Non è facile
- ha detto Papa Francesco - ma è possibile”:
basta “contemplare Gesù sofferente e l’umanità
sofferente” e vivere “una vita nascosta in Dio
con Gesù”. È questa “la strada per fare quello
che il Signore ci chiede: nascondere la nostra
vita con Cristo in Dio...” . Mitezza, umiltà,
bontà, tenerezza, mansuetudine, magnanimità
sono tutte virtù che servono per seguire la
strada indicata da Cristo: riceverle è “una grazia
che viene dalla contemplazione di Gesù”.
Padre Georges
L
e tensioni in Medio Oriente,
in Siria in modo particolare,
e le ultime iniziative previste
per l’Anno della fede e per il 50°
anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II erano alcuni dei temi al centro dei lavori della Conferenza dei Vescovi latini delle Regioni arabe (la cui assemblea si è
tenuta a Roma dal 18 al 20 settembre). Tra i partecipanti mancava
padre Abou Khazen, francescano,
amministratore apostolico del Vicariato di Aleppo, che non ha potuto lasciare la sua città, isolata da
mesi sotto l’assedio delle milizie
anti-Assad. Lo abbiamo intervistato.
“L’abbraccio
di preghiera,
di digiuno e di
solidarietà
concreta,
lanciato da
Papa
Francesco,
non cessi di
stringerci e di
farci sentire
amati.
Abbiamo
bisogno della
solidarietà di
tutti”
Ma il 15 settembre hanno riaperto le scuole...
“È un segno di vita per la popolazione siriana, un piccolo, timidissimo segno di normalità. Ma non
si può dire quanti alunni siano
presenti, e quanti siano andati via
con le loro famiglie”.
L’accordo a Ginevra tra Russia e
Usa: cosa ne pensa?
“Credo fermamente che questo
accordo sia giunto grazie anche
all’intervento e alle preghiere di
Papa Francesco, come anche a
quelle del mondo e ai digiuni della gente. Sono certo che la riconciliazione in Siria sia possibile, a
patto che non ci siano interferenze militari esterne, che non fanno
altro che alimentare divisioni.
Prima in Siria queste non esistevano, oggi invece… Nessuno, prima della guerra, chiedeva all’altro di che fede fosse, si metteva
tutto in comune e ci si aiutava
senza nessuna difficoltà. Oggi assistiamo a violenze, morti, rapi-
Qual è la situazione attuale ad
Aleppo, città-martire, simbolo di
questo conflitto?
“Si combatte aspramente. Quasi
tutte le periferie sono controllate
dalle forze dei ribelli, mentre il
centro città e la parte nuova è nelle mani dell’esercito regolare. Gli
abitanti hanno bisogno di tutto, a
cominciare dal pane
quotidiano. Si registra
mancanza di energia
elettrica e di acqua. In
tantissimi sono rimasti
senza lavoro. I generi
a “tragedia umana” in Siria “può essere risolta solo con il dialogo
alimentari che entrano
e la trattativa, nel rispetto della giustizia e della dignità di ogni
di contrabbando hanno
persona, specialmente i più deboli e indifesi”. A ribadirlo è stato
prezzi
elevatissimi.
Papa Francesco, che prima dei saluti in lingua italiana, che come di
Dobbiamo aiutare queconsueto concludono l’udienza del mercoledì in piazza San Pietro, ha
ste famiglie, cristiane e
rivolto un pensiero speciale “alla cara popolazione siriana” e ha
musulmane, in qualche
rivolto un pressante appello ai cattolici di tutto il mondo “ad unirsi
modo, e lo facciamo con
agli altri cristiani per continuare ad implorare da Dio il dono della
le derrate che riceviapace nei luoghi più tormentati del nostro pianeta”. “Impegniamoci
mo da tante associaziotutti - ha aggiunto - a incoraggiare gli sforzi per una soluzione
ni come le Caritas, ong
diplomatica e politica dei focolai di guerra che ancora preoccupano”.
come Ats (Associazione
Lo spunto del Papa è la Giornata internazionale della pace, che ogni
Terra Santa) e Jesuit
anno le Nazioni Unite celebrano il 21 settembre, e “il Consiglio
Refugee Service, la Fonecumenico delle Chiese si appella ai suoi membri affinché in tale
dazione Giovanni Paolo
giorno preghino per la pace”, ha ricordato il Papa.
II, e anche la Cei”.
Nuovo appello del Papa
L
D
opo un paio di giorni di negoziati
serrati a Ginevra, il Segretario di
Stato americano e il Ministro
degli Esteri russo hanno trovato un
accordo sull’eliminazione dell’arsenale
chimico in Siria. L’intesa verrà inclusa in
una risoluzione del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite, che
prevederà sanzioni economiche per la
Siria in caso di violazione del protocollo.
La Russia ha infatti chiarito che si
opporrebbe a ogni ipotesi di intervento
armato. È un piano molto impegnativo,
ma certamente preferibile per Assad
rispetto all’intervento armato americano.
A ben vedere, tutti e tre gli attori
coinvolti nella vicenda hanno
guadagnato qualcosa da questo accordo,
che infatti è stato raggiunto molto
velocemente, dopo che la diplomazia
russa lo aveva proposto all’inizio della
scorsa settimana. Chiaramente, il
principale vincitore è Vladimir Putin,
che è riuscito a evitare l’intervento
americano ai danni dell’alleato Assad; ha
rilanciato il ruolo della Russia come
interlocutore fondamentale per il
Intesa sulla Siria
Accordo raggiunto a Ginevra
sull’eliminazione dell’arsenale
chimico in Siria. Ma non porta
necessariamente a una
conclusione negoziata della guerra
raggiungimento dell’ordine in Medio
Oriente e non solo; è riuscito a farsi
ringraziare implicitamente dagli Stati
Uniti, che senza l’iniziativa russa non
sarebbero riusciti ad uscire dalla brutta
situazione in cui si erano cacciati. Tutto
sommato, ha vinto un po’ anche Obama,
o sarebbe meglio dire che, proprio grazie
alla svolta russa, è riuscito a non
perdere. Infatti, dopo che la Casa Bianca
si era cacciata in una vicolo cieco
minacciando un intervento senza vere
prospettive politiche, che buona parte del
Congresso non voleva, e di cui non era
convinto neppure lo stesso Presidente,
adesso si ha una buona ragione per
menti, abusi. Immaginate, inoltre, come si senta frustrato quel
padre che, arrivato a sera senza
poter lavorare, non ha di che dare da mangiare ai suoi figli. E sono decine di migliaia le persone
in questa condizione”.
Davanti a tutto ciò come reagisce la gente? È rassegnata oppure segue le vicende sui negoziati e cerca di approfondire
quanto sta accadendo?
“La popolazione è molto stanca,
chiede un cessate-il-fuoco, la pace, la sicurezza, la stabilità. Non
armi. Molti partono, ma c’è anche
chi vuole tornare nelle proprie
case, alla propria terra, tornare a
vivere insieme. Non sono rassegnati e chiedono la pace. Hanno
bisogno di pace. Solo la pace infatti potrà dare loro tutto ciò di cui
hanno bisogno, non ultimi gli aiuti materiali necessari a vivere. Per
questo seguono le notizie riguardanti il loro Paese. Per tutti loro,
per la gente di Siria, vorrei fare
un appello al mondo…”.
Quale?
“Non abbandonate la Siria e il suo
popolo! L’abbraccio di preghiera,
di digiuno e di solidarietà concreta, lanciato da Papa Francesco,
non cessi di stringerci e di farci
sentire amati. Abbiamo bisogno
della solidarietà di tutti. La preghiera sostenga anche i responsabili che hanno il potere di
prendere decisioni coraggiose, e
faccia capire alle Potenze straniere che non abbiamo bisogno
di armi ma di stabilità e sicurezza. Preghiamo anche per i due vescovi e i due sacerdoti rapiti e per
padre Dall’Oglio, dei quali non si
hanno più notizie”.
Daniele Rocchi
evitare una simile azione avventata
senza perdere la faccia. Infine, ha vinto
ovviamente anche Assad, che ha
scampato il pericolo dell’intervento
franco-americano e può adesso
concentrare le sue forze nella guerra
contro i ribelli.
Per chi fosse interessato alle sorti
generali del conflitto siriano, peraltro
sempre più internazionalizzato, è
necessario chiarire che l’accordo
raggiunto a Ginevra non conduce
immediatamente e necessariamente a
una conclusione negoziata della guerra.
L’accordo può costituire però una buona
base di partenza per cercare una
sistemazione più ampia sul conflitto, che
potrebbe poi essere ufficializzata in sede
Onu. Si tratta di lavorare sugli interessi
comuni attraverso un sapiente lavoro
diplomatico. Purtroppo in casi di guerra
come questi non si può contare troppo
sull’umanità delle parti in conflitto, ma
se già si giungesse ad una combinazione
degli interessi in grado di far tacere le
armi sarebbe un grande risultato.
Stefano Costalli
Venerdì 13 settembre
Cristiani omicidi
Papa Francesco ha ricordato l’episodio in cui
Gesù rimprovera chi pretende di togliere la
pagliuzza dall’occhio dell’altro senza vedere la
trave che è nel suo. Un comportamento
contrario alla mansuetudine di cui parla il
Signore, “a quella luce che è tanto bella e che è
nel perdonare”. Gesù, ha evidenziato il Papa,
usa “una parola forte: ipocrita. Quelli che
vivono giudicando il prossimo, parlando male
del prossimo sono ipocriti. Perché non hanno la
forza, il coraggio di guardare ai propri difetti...
Ogni volta che giudichiamo i nostri fratelli nel
nostro cuore, o peggio quando ne parliamo con
gli altri, siamo cristiani omicidi”. E questo “non
lo dico io, ma lo dice il Signore”.
Sabato 14 settembre
L’albero della croce
I Padri della Chiesa, ha ricordato il Papa,
“comparavano sempre l’albero del paradiso a
quello del peccato. L’albero che dà il frutto
della scienza, del bene, del male, della
conoscenza, con l’albero della croce”. Dal
primo albero sono iniziati “l’autosufficienza,
l’orgoglio e la superbia di volere conoscere
tutto secondo la nostra mentalità, secondo i
nostri criteri, anche secondo quella
presunzione di essere e diventare gli unici
giudici del mondo”. Questa, ha detto, “è la
storia dell’uomo”. Sull’albero della croce,
invece, c’è la storia di Dio, che “ha voluto
assumere la nostra storia e camminare con
noi”.
Lunedì 16 settembre
Cristiani e politica
“Ogni uomo e ogni donna che assume
responsabilità di governo deve porsi queste due
domande: amo il mio popolo per servirlo
meglio? E sono umile da sentire le opinioni
degli altri per scegliere la migliore strada?”. Il
Papa, a questo proposito, ha ricordato una
frase di san Paolo (1Tim 2,1-8): “Raccomando,
prima di tutto, che si facciano domande,
suppliche e ringraziamenti per tutti gli uomini,
per i re e per tutti quelli che stanno al potere,
perché possiamo condurre una vita calma e
tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”. Ciò
significa che “nessuno di noi può dire: ma io
non c’entro, sono loro che governano. No, io
sono responsabile del loro governo, e devo fare
del mio meglio perché loro governino bene,
partecipando alla politica come posso”.
Martedì 17 settembre
La Chiesa, “vedova forte”
Commentando il brano di Luca che narra la
risurrezione del figlio della vedova di Nain (7,
11-17), il Papa ha mostrato come Gesù,
vedendo la donna davanti al cadavere del suo
unico figlio morto, sia stato “preso da grande
compassione”. Verso le vedove il Signore
mostra una particolare “cura, uno speciale
amore”, al punto che esse finiscono con il
costituire “un’icona della Chiesa, perché anche
la Chiesa è in un certo senso vedova: il suo
Sposo se n’è andato e lei cammina nella storia
sperando di ritrovarlo, di incontrarsi con lui”.
La prima conseguenza di questa vedovanza è
che la Chiesa diventa “coraggiosa”, a
somiglianza di una madre “che difende i figli...
La nostra madre Chiesa ha il coraggio di una
donna che sa che i figli sono suoi, e deve
difenderli e portarli all’incontro con il suo
Sposo”. Dal coraggio deriva la sua forza.
LA VOCE CHIESA&SOCIETÀ
10
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
47A SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI
Le conclusioni
affidate al sociologo
ternano Luca
Diotallevi
“C
oraggio, avanti su questa strada con le famiglie!” è stato il saluto,
pieno di slancio, che Papa Francesco ha rivolto, dopo l’Angelus,
ai 1.300 partecipanti alla 47a Settimana sociale a Torino. Il Papa
si è rallegrato “per il grande impegno che c’è nella Chiesa in Italia con le famiglie e per le famiglie, e che è un forte stimolo anche per le istituzioni e per tutto il
Paese”.
“La famiglia non è un affare privato”: ecco “la prima conclusione, il punto di non-ritorno del nostro cammino”, ha detto tracciando le fila dei lavori Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato organizzatore. Ma, soprattutto, “ci costringe a inserire nel
dibattito pubblico italiano un elemento scandalosamente scorretto”.
L’architettura della famiglia “è
una parte essenziale, ineliminabile, dell’architettura della civitas” ha detto ancora Diotallevi.
L’obiettivo: un New Deal sulla famiglia (auspicato anche da Franco Pasquali, coordinatore di Retinopera). Prima mossa: un esame
di coscienza. Diotallevi è volutamente provocatorio: “Cosa abbiamo fatto noi laici cattolici italiani, in questi tre anni nella civitas e nella ecclesia, anni così difficili e talvolta drammatici?”. E
ancora: “È inutile, o ipocrita, che
i laici cattolici italiani si pongano
la questione della famiglia senza
porsi anche con schiettezza la
questione dello stato in cui versa
oggi il cattolicesimo politico in
Italia... Se è vero che la famiglia
non è un affare privato, ma pubblico, ciò significa che il caso della famiglia ha molti profili, e sicuramente uno anche politico”.
È una vera e propria “chiamata
alle armi”, nella direzione pacifica di chi accetta il dialogo e il
confronto, quella di Diotallevi.
“Bisogna combattere”, e la partita si gioca sul piano politico: è lì
che vanno pensate con creatività
le azioni collettive, che rimandano a una parola che è ricorsa
Il Messaggio del Papa
P
molto di frequente nella Settimana sociale: “alleanza”.
Quello dei laici cattolici si profila
come “un impegno pesante e
protratto nel tempo”. Inutile nascondersi, del resto, che “sono
decenni che agli italiani viene negato di avere un voto pesante almeno quanto quello che hanno i
cittadini delle grandi democrazie”. Vogliamo essere noi, invece,
a decidere chi ci rappresenta, ne
abbiamo il diritto e il dovere. “Bisogna combattere”, con “l’agonismo della libertà” di sturziana
memoria e con la capacità di
“convergere”.
E la prima battaglia è quella di
“continuare ad affermare lo spirito e la lettera con cui la nostra
Costituzione riconosce i diritti e i
doveri di quella particolare formazione sociale che è la famiglia
fondata sul matrimonio. Non possiamo spaventarci né tacere di
fronte a chi propone o minaccia
di trasformare un diritto in un
reato di opinione”.
Ma sono tanti i temi sul tappeto,
come “la valenza pubblica dell’impegno educativo, la contestazione radicale che va portata alla
pretesa dello Stato di farsi educatore, la crisi dell’educazione alla
laboriosità e all’intraprendere, il
carattere ingiusto e inefficiente
della pressione fiscale che oggi
debbono sopportare i contribuenti italiani e le loro famiglie,
la onerosità e gli aspetti spere-
er la Settimana sociale Papa Francesco
ha inviato un Messaggio al card.
Bagnasco, presidente della Cei. “Le
Settimane sociali - scrive - sono uno
strumento privilegiato attraverso il quale la
Chiesa in Italia porta il proprio contributo
per la ricerca del bene comune del Paese.
Questo compito, che è di tutta la comunità
nelle sue diverse articolazioni, appartiene in
modo specifico ai laici e alla loro
responsabilità... Per la comunità cristiana la
famiglia è ben più che ‘tema’: è vita, è
tessuto quotidiano, è cammino di
generazioni che si trasmettono la fede
insieme con l’amore e con i valori morali
fondamentali... Il futuro della società, e in
concreto della società italiana, è radicato
negli anziani e nei giovani: questi, perché
hanno la forza e l’età per portare avanti la
storia; quelli, perché sono la memoria viva”.
quativi del modello di welfare
State tuttora imperante”. Senza
contare lo “sfruttamento” delle
famiglie immigrate e il degrado
degli spazi urbani che incide sulla qualità della vita, non solo delle periferie.
Le Settimane sociali, ha detto il
Papa all’apertura di questa edizione, “sono state provvidenziali
e preziose, e lo sono ancora oggi”. Anche per la loro capacità di
“affrontare, e se possibile anticipare, gli interrogativi e le sfide
talvolta radicali posti dall’attuale
evoluzione della società”. “Coraggio, avanti”, il suo invito
all’Angelus. Appuntamento allora
al 2017.
M. Michela Nicolais
Il premier
Enrico Letta
durante il suo
intervento
alla
Settimana
Sociale
Torino,12 settembre,l’apertura della Settimana Sociale
I temi e i momenti
dell’incontro di Torino
L
a 47a Settimana sociale dei cattolici italiani, sul tema “La
famiglia, speranza e futuro per la società italiana”, si è svolta
con base al teatro Regio di Torino il 12-15 settembre. Gli
interventi, anche in forma video, si possono trovare sul sito
www.settimanesociali.it. La prolusione è stata tenuta dal card.
Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sul tema “L’architettura
della famiglia: logica e ricadute sociali”. Il giorno 13, dopo i saluti
del premier Enrico Letta, si sono tenute le relazioni: “I diritti
della famiglia riconosciuti nella Costituzione italiana” (Lorenza
Violini); “La famiglia oggi: scenari e prospettive” (G. Carlo
Blangiardo), “Le politiche familiari per il bene comune” (Stefano
Zamagni). Hanno quindi preso avvio i gruppi di lavoro / assemblee
tematiche, che riguardavano: la missione educativa della famiglia
(con Franco Miano, presidente dell’Ac, e il
pedagogo Domenico Simeone); le alleanze
educative, in particolare con la scuola (M. Grazia
Colombo dell’Agesc, suor Anna Monia Alfieri della
Fidae); accompagnare i giovani nel mondo del
lavoro (suor Silvana Rasello del Ciofs-Fp, e
l’economista Vittorio Pelligra); la pressione fiscale
sulle famiglie (Roberto Bolzonaro del Forum
famiglie, e l’economista Luigi Campiglio); famiglia
e sistema di welfare (Francesco Antonioli del Sole
24 Ore, e il giurista Luca Antonini); il cammino
comune con le famiglie immigrate (con i sociologi
Maurizio Ambrosini e Laura Zanfrini); abitare la
città (Paola Stroppiana dell’Agesci, e l’economista Luigi Fusco
Girard); la custodia del creato per una solidarietà
intergenerazionale (con il pedagogo Pierluigi Malavasi, e Simone
Morandini della Fondazione Lanza). Il sabato pomeriggio è andata
in onda una puntata speciale di A Sua immagine dedicata alla
Settimana. Le conclusioni, domenica mattina, sono state affidate al
prof. Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato scientifico e
organizzatore delle Settimane sociali.
Timori e segni positivi.
E “grazie” alla Chiesa
I
n Italia c’è già il “Via”, la valutazione di
impatto ambientale: perché non
introdurre il “Vif”, valutazione di
impianto familiare? La proposta, alla
Settimana sociale, è venuta da Stefano
Zamagni, ordinario di Economia politica
all’Università di Bologna. La sua tesi può
essere riassunta così: “Nel prossimo
futuro, la famiglia come istituzione è
destinata a tornare al centro
dell’attenzione, sia a livello politico che
culturale”, in primo luogo perché il
passaggio dal welfare State, fondato
sull’individuo, alla welfare society, basata
sul nucleo familiare, “riporterà in auge la
famiglia”. E in secondo luogo perché
anche il mondo imprenditoriale “ha
riscoperto la famiglia”, come “fattore
decisivo per la competitività e
l’innovatività”. C’è quindi la “curva della
felicità”, il terzo dei motivi per cui la
famiglia è destinata - a suo parere - ad
avere sempre più spazio nello scenario
pubblico e istituzionale. A livello di
politiche familiari, Zamagni ha citato
l’esperienza del “distretto famiglia”, attivo
In sintesi, alcuni
degli interventi alla
Settimana sociale
per ora solo in tre Regioni italiane,
sull’esempio di quanto già attuato dalla
Provincia di Trento come “sistema
integrato per la promozione del
benessere familiare e della natalità”.
“Volevo ringraziarvi per lo sforzo fatto
nelle diocesi per aiutare, in un
momento drammatico, le famiglie in
difficoltà” ha detto il presidente del
Consiglio, Enrico Letta, ai partecipanti
alla Settimana sociale. Il riferimento è
ai Fondi stanziati nelle 226 diocesi
italiane per venire incontro alle
necessità delle famiglie maggiormente
colpite dalla crisi sul territorio. Citando
il lavoro come uno degli ambiti in cui il
Governo è più impegnato per
fronteggiare gli effetti della crisi, Letta
ha ricordato “il tema fondamentale dei
giovani precari” e l’importanza di un
tema come quello dell’educazione,
dove il Governo è recentemente
intervenuto non solo con gli
stanziamenti per l’edilizia scolastica,
ma anche con “una maggiore
Stefano Zamagni
attenzione agli insegnanti” - e qui il
premier ha ricevuto l’applauso perché “le classi scolastiche sono il
luogo in cui i nostri figli crescono e
danno anche delle lezioni a noi
alunni”. Così come nel caso della
convivenza, serena e pacifica, tra etnie
diverse nelle aule: “I nostri figli non
hanno nessun problema a rapportarsi
con alunni diversi da loro - ha
affermato Letta. - Dobbiamo tornare a
essere bambini”.
“Una famiglia pervasa dalla paura e dal
sospetto rischia di rimanere
schiacciata sul presente o ripiegata sul
passato, senza prospettive per il futuro”
è stato invece l’allarme lanciato da
Domenico Simeone, ordinario di
Pedagogia all’Università Cattolica. “I
genitori che stanno abbandonando gli
schemi rigidi del passato non sanno
ancora prefigurare il nuovo”, ha
esordito, aggiungendo quindi che
educare è “un dono tra le generazioni”,
a patto che si rispettino “le tre
condizioni del dono autentico: la
differenziazione, il riconoscimento
dell’altro come soggetto, l’apertura al
dono di ritorno”. Cosa deve fare la
famiglia rispetto alla sfida educativa?
Offrire “sia le mappe di un mondo
complesso e sempre in continua
evoluzione, sia la bussola per orientarsi
e trovare la propria strada”, è la
risposta di Simeone, che ha auspicato
la presenza di genitori “compagni di
viaggio discreti, affidabili” per i propri
figli, che “sappiano fuggire le
tentazioni dell’autoritarismo e della
seduzione, per porre la propria
autorevolezza al servizio di chi sta
compiendo lo sforzo di crescere”.
LA VOCE CULTURA
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
11
P
regiatissimo Dottor Scalfari,
è con viva cordialità che, sia
pure solo a grandi linee, vorrei cercare con questa mia di rispondere alla lettera che mi ha voluto indirizzare. La ringrazio, innanzi tutto, per l’attenzione con
cui ha voluto leggere l’enciclica
Lumen fidei. (…)
Mi pare sia senz’altro positivo,
non solo per noi singolarmente
ma anche per la società in cui viviamo, soffermarci a dialogare
su di una realtà così importante
come la fede, che si richiama alla
predicazione e alla figura di Gesù.
Penso vi siano, in particolare, due
circostanze che rendono oggi doveroso e prezioso questo dialogo.
Esso, del resto, costituisce, come
è noto, uno degli obiettivi principali del Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII, e del ministero dei Papi che, ciascuno con la
sua sensibilità e il suo apporto, da
allora sino ad oggi hanno camminato nel solco tracciato dal Concilio.
La prima circostanza deriva dal
fatto che, lungo i secoli della modernità, si è assistito a un paradosso: la fede cristiana, la cui novità e incidenza sulla vita dell’uomo sin dall’inizio sono state
espresse proprio attraverso il simbolo della luce, è stata spesso bollata come il buio della superstizione che si oppone alla luce della ragione. Così tra la Chiesa e la cultura d’ispirazione cristiana, da una
parte, e la cultura moderna d’impronta illuminista, dall’altra, si è
giunti all’incomunicabilità. È venuto ormai il tempo, e il Vaticano II ne ha inaugurato appunto
la stagione, di un dialogo aperto
e senza preconcetti che riapra le
porte per un serio e fecondo incontro.
La seconda circostanza, per chi
cerca di essere fedele al dono di
seguire Gesù nella luce della fede,
deriva dal fatto che questo dialogo
non è un accessorio secondario
dell’esistenza del credente: ne è
invece un’espressione intima e indispensabile. Mi permetta di citarle in proposito un’affermazione a
mio avviso molto importante dell’enciclica: poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore — vi si sottolinea — “risulta
chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario,
la verità lo fa umile, sapendo che,
più che possederla noi, è essa che
ci abbraccia e ci possiede. Lungi
dall’irrigidirci, la sicurezza della
fede ci mette in cammino, e rende
possibile la testimonianza e il dialogo con tutti” (n. 34). È questo lo
spirito che anima le parole che le
scrivo.
La fede, per me, è nata dall’incontro con Gesù. Un incontro
personale, che ha toccato il mio
cuore e ha dato un indirizzo e un
senso nuovo alla mia esistenza.
Ma al tempo stesso un incontro
che è stato reso possibile dalla comunità di fede in cui ho vissuto e
grazie a cui ho trovato l’accesso all’intelligenza della sacra Scrittura,
alla vita nuova che come acqua
zampillante scaturisce da Gesù attraverso i sacramenti, alla fraternità con tutti e al servizio dei poveri, immagine vera del Signore.
Senza la Chiesa — mi creda —
non avrei potuto incontrare Gesù, pur nella consapevolezza che
quell’immenso dono che è la fede
è custodito nei fragili vasi d’argilla della nostra umanità. (…)
L’incarnazione, cioè il fatto che il
Figlio di Dio sia venuto nella nostra carne e abbia condiviso gioie
e dolori, vittorie e sconfitte della
nostra esistenza, sino al grido del-
Papa Francesco
Eugenio Scalfari
Lettera a chi non crede
Il 4 settembre scorso Papa Francesco ha risposto al giornalista
Eugenio Scalfari che sul quotidiano “La Repubblica”, in due
differenti editoriali pubblicati il 7 luglio e il 7 agosto, poneva delle
domande sulla fede e sulla Chiesa. Il fatto ha suscitato grande
interesse sia tra i non-credenti che tra i credenti. Riportiamo in
questa pagina una sintesi delle domende di Scalfari e ampie parti
della risposta di Papa Francesco
la croce, vivendo ogni cosa nell’amore e nella fedeltà all’Abbà, testimonia l’incredibile amore che
Dio ha per ogni uomo, il valore
inestimabile che gli riconosce.
Ognuno di noi, per questo, è chiamato a far suo lo sguardo e la scelta di amore di Gesù, a entrare nel
suo modo di essere, di pensare e di
agire. Questa è la fede, con tutte le
espressioni che sono descritte
puntualmente nell’enciclica.
Nell’editoriale del 7 luglio, lei mi
chiede inoltre come capire l’originalità della fede cristiana in quanto essa fa perno appunto sull’incarnazione del Figlio di Dio, rispetto ad altre fedi che gravitano
invece attorno alla trascendenza
assoluta di Dio.
L’originalità, direi, sta proprio nel
fatto che la fede ci fa partecipare,
in Gesù, al rapporto che egli ha
con Dio che è Abbà e, in questa
luce, al rapporto che Egli ha con
tutti gli altri uomini, compresi i nemici, nel segno dell’amore. In altri
termini, la figliolanza di Gesù, come ce la presenta la fede cristiana,
non è rivelata per marcare una
separazione insormontabile tra
Gesù e tutti gli altri; ma per dirci
che, in Lui, tutti siamo chiamati a
essere figli dell’unico Padre e fratelli tra di noi.
La singolarità di Gesù è per la comunicazione, non per l’esclusione. Certo, da ciò consegue anche
— e non è una piccola cosa —
quella distinzione tra la sfera religiosa e la sfera politica che è sancita nel “dare a Dio quel che è di
Dio e a Cesare quel che è di Cesare”, affermata con nettezza da Gesù e su cui, faticosamente, si è costruita la storia dell’Occidente. La
Chiesa, infatti, è chiamata a seminare il lievito e il sale del Vangelo, e cioè l’amore e la misericordia di Dio che raggiungono
tutti gli uomini, additando la meta ultraterrena e definitiva del nostro destino, mentre alla società civile e politica tocca il compito ar-
duo di articolare e incarnare nella
giustizia e nella solidarietà, nel diritto e nella pace, una vita sempre
più umana. (…)
Vengo così alle tre domande che
mi pone nell’articolo del 7 agosto.
Mi pare che, nelle prime due, ciò
che le sta a cuore è capire l’atteggiamento della Chiesa verso chi
non condivide la fede in Gesù. Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei
cristiani perdona chi non crede e
non cerca la fede. Premesso che —
ed è la cosa fondamentale — la misericordia di Dio non ha limiti se ci
si rivolge a Lui con cuore sincero
e contrito, la questione per chi
non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire a essa significa, infatti, decidersi di
fronte a ciò che viene percepito
come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la
LE OTTO DOMANDE poste da Eugenio Scalfari a Papa Francesco
1) La modernità illuminista
ha messo in discussione il
tema dell’“assoluto”, a
cominciare dalla verità.
Esiste una sola verità, o
tante quante ciascuno
individuo ne configura?
2) I Vangeli e la dottrina
della Chiesa affermano che
l’Unigenito di Dio si è fatto
carne non certo
indossando un abito e
imitando le movenze degli
uomini e restando Dio,
bensì assumendone anche
i dolori, le gioie e i
desideri. Ciò significa che
Gesù ha avuto tutte le
tentazioni della carne, e le
ha vinte non in quanto Dio
ma in quanto uomo che si
era posto il fine di portare
l’amore per gli altri allo
stesso livello d’intensità
dell’amore per sé. Di qui
l’incitamento: ama il
prossimo tuo come te
stesso. Fino a che punto la
predicazione di Gesù e
della Chiesa fondata dai
suoi discepoli ha realizzato
questo obiettivo?
3) Le altre religioni
monoteiste, l’ebraica e
l’islam, prevedono un solo
Dio, il mistero della Trinità
gli è del tutto estraneo. Il
cristianesimo è dunque un
monoteismo alquanto
particolare. Come si spiega
per una religione che ha
come radice il Dio biblico,
che non ha alcun Figlio
Unigenito e non può essere
né nominato né
tantomeno raffigurato,
come del resto Allah?
4) Il Dio incarnato ha
sempre affermato che il
suo regno non era e non
sarebbe mai stato di
questo mondo. Di qui il
“date a Cesare ciò che è di
Cesare e a Dio ciò che è di
Dio”. Papa Francesco
rappresenta finalmente la
prevalenza della Chiesa
povera e pastorale su
quella istituzionale e
temporalistica?
5) Dio promise ad Abramo
e al popolo eletto di Israele
prosperità e felicità, ma
questa promessa non fu
mai realizzata e culminò,
dopo molti secoli di
persecuzioni e
discriminazioni, nell’orrore
della Shoah. Il Dio di
Abramo, che è anche
quello dei cristiani, non ha
dunque mantenuto la Sua
promessa?
6) Se una persona non ha
fede né la cerca ma
commette quello che per
la Chiesa è un peccato, sarà
perdonato dal Dio
cristiano?
7) Il credente crede nella
verità rivelata, il non
credente crede che non
esista alcun “assoluto” ma
una serie di verità relative
e soggettive. Questo modo
di pensare per la Chiesa è
un errore o un peccato?
8) Il Papa ha detto durante
il suo viaggio in Brasile che
anche la nostra specie
finirà, come tutte le cose
che hanno un inizio e una
fine. Ma quando la nostra
specie sarà scomparsa,
anche il pensiero sarà
scomparso e nessuno
penserà più Dio. Quindi, a
quel punto, Dio sarà morto
insieme a tutti gli uomini?
(Sintesi fatta da Famiglia
Cristiana)
malvagità del nostro agire.
In secondo luogo, mi chiede se il
pensiero secondo il quale non esiste alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, ma solo una
serie di verità relative e soggettive,
sia un errore o un peccato. Per cominciare, io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità
“assoluta”, nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è
privo di ogni relazione. Ora, la
verità, secondo la fede cristiana,
è l’amore di Dio per noi in Gesù
Cristo. Dunque, la verità è una
relazione! Tant’è vero che anche
ciascuno di noi la coglie, la verità,
e la esprime a partire da sé: dalla
sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive, ecc. Ciò non significa che la verità sia variabile e
soggettiva, tutt’altro. Ma significa
che essa si dà a noi sempre e solo
come un cammino e una vita. Non
ha detto forse Gesù stesso: “Io sono la via, la verità, la vita”? In altri
termini, la verità essendo in definitiva tutt’uno con l’amore, richiede l’umiltà e l’apertura per essere
cercata, accolta ed espressa.
Dunque, bisogna intendersi bene
sui termini e, forse, per uscire dalle strettoie di una contrapposizione... assoluta, reimpostare in
profondità la questione. Penso che
questo sia oggi assolutamente necessario per intavolare quel dialogo sereno e costruttivo che auspicavo all’inizio di questo mio dire.
Nell’ultima domanda mi chiede se,
con la scomparsa dell’uomo sulla
terra, scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio. Certo, la
grandezza dell’uomo sta nel poter
pensare Dio. E cioè nel poter vivere un rapporto consapevole e responsabile con Lui. Ma il rapporto
è tra due realtà. Dio - questo è il
mio pensiero e questa la mia esperienza, ma quanti, ieri e oggi, li
condividono! - non è un’idea, sia
pure altissima, frutto del pensiero
dell’uomo. Dio è Realtà con la
“R” maiuscola. Gesù ce lo rivela
- e vive il rapporto con Lui - come un Padre di bontà e misericordia infinita. Dio non dipende,
dunque, dal nostro pensiero. Del
resto, anche quando venisse a finire la vita dell’uomo sulla terra (e
per la fede cristiana, in ogni caso,
questo mondo così come lo conosciamo è destinato a venir meno),
l’uomo non terminerà di esistere
e, in un modo che non sappiamo,
anche l’universo creato con lui. La
Scrittura parla di “cieli nuovi e terra nuova” e afferma che, alla fine,
nel dove e nel quando che è al di
là di noi, ma verso il quale, nella
fede, tendiamo con desiderio e attesa, Dio sarà “tutto in tutti”.
Concludo così queste mie riflessioni, suscitate da quanto ha voluto comunicarmi e chiedermi.
Le accolga come la risposta tentativa e provvisoria, ma sincera e
fiduciosa, all’invito che vi ho
scorto di fare un tratto di strada
insieme. La Chiesa, mi creda, nonostante tutte le lentezze, le infedeltà, gli errori e i peccati che può
aver commesso e può ancora commettere in coloro che la compongono, non ha altro senso e fine se
non quello di vivere e testimoniare Gesù: Lui che è stato mandato
dall’Abbà «a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la
vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Luca, 4, 18-19).
Con fraterna vicinanza
Francesco
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integrale
Le opinioni espresse in questa pagina rappresentano
esclusivamente il pensiero di chi le scrive.
12
La risposta del Papa
a un non-credente
IL PUNTO
In 70 anni
nulla è cambiato
È
passato pochi giorni fa il
70° anniversario dell’8
settembre 1943, il giorno
dell’armistizio, quando si
credette di poter festeggiare la
fine di una guerra (sia pure
una guerra perduta) e invece
bastò un attimo perché
cominciasse una nuova guerra,
peggiore. Sulla storia di quei
giorni sono stati scritti libri a
dozzine. Leggerli ora è
angosciante. Si rimane
sgomenti non solo per la
tragicità degli eventi, ma per la
pochezza, la cialtroneria dei
potenti dell’epoca.
Superficialità, imprevidenza,
improvvisazione, vigliaccheria.
Scelte dettate da ambizioni
meschine, rivalità e ripicche
personali. Nel mese di agosto,
due diverse fazioni in seno
all’Alto Comando inviarono a
trattare in segreto con gli
angloamericani due generali
diversi (Castellano e Zanussi)
senza che l’uno sapesse
dell’altro, e quando lo seppero
non si parlarono fra loro; così
informazioni preziose si
perdettero per strada, e intanto
gli angloamericani si erano
fatti - al solito - una pessima
opinione degli italiani, incapaci
di comportarsi seriamente
anche in circostanze del
genere. Poi il Re e Badoglio che
abbandonarono Roma da
un’ora all’altra senza avvertire
neppure i ministri del Governo
e senza lasciare ordini.
Eccetera. Ma questa è storia
passata, ormai. Perché, però,
dico che è angosciante
rileggere quelle storie? Perché
in controluce ci si rivede (io,
almeno, ci rivedo) l’Italia di
oggi. Già, perché dovremmo
essere migliori degli italiani di
settant’anni fa? Semmai siamo
peggiori, generalmente
parlando. In politica ci sono
tante brave persone, ma non
sanno coordinarsi, collaborare
a un progetto comune; e poi
sono una minoranza, perché
sono di più (o almeno si
vedono e si sentono di più)
quelli per i quali la politica è
solo il mezzo per fare carriera
e fare soldi, e pazienza se per
farlo si devono truccare i conti
pubblici, fare affari sporchi,
approfittare del potere per
interessi privati non
confessabili (ma a volte anche
protervamente sbandierati
come se si trattasse di
sacrosanti diritti). Anche gli
onesti, che ci sono, perdono il
loro tempo a discutere di
questioni irrilevanti, che si
potrebbero decidere in un
minuto, e non si accorgono dei
problemi enormi che stanno
per esplodere. Sì, siamo ancora
quelli di 70 anni fa.
Pier Giorgio Lignani
Perugia
Maria Rita Valli
piazza IV Novembre, 6
Tel. 075 572.78.71
[email protected]
Orvieto - Todi
Michela Massaro
Via S. Lorenzo, 18 - todi
3339340325
[email protected]
Terni
Elisabetta Lomoro
piazza Duomo, 9
Tel/fax 0744 546.525
[email protected]
Assisi
Roldano Boccali
Tel. 330417028
[email protected]
Gubbio
Giampiero Bedini
via Monteverdi,2
Tel. 075 927.21.16
[email protected]
LA VOCE LETTERE&OPINIONI
Città di Castello
Moreno Migliorati,
piazza Gabriotti,10
Tel. 075 8550167
[email protected]
H
a destato largo interesse ed
ampiezza di commenti la lettera
che Papa Francesco ha scritto
rispondendo ad alcune domande
rivoltegli da Eugenio Scalfari, “un non
credente” – come si definisce – che non
cerca Dio anche se da molti anni
“interessato e affascinato dalla
predicazione di Gesù di Nazaret”. Una
lettera che rappresenta certamente una
novità, non tanto per i contenuti, che
risultano confermati e ribaditi, ma per
l’essere stata scritta, in risposta “con
viva cordialità” a Scalfari, a chi non
crede, e utile per “soffermarci a
dialogare su una realtà così importante
come la fede, che si richiama alla
predicazione e alla figura di Gesù di
Nazaret”. Ciò premesso, vorrei cogliere,
per tutti noi credenti, alcune
indicazioni. Innanzitutto l’esigenza che
tra la cultura d’ispirazione cristiana e la
cultura moderna d’ispirazione
illuminista si apra un dialogo senza
preconcetti che “riapra le porte per un
serio e fecondo incontro”, nella linea
tracciata dal Vaticano II. Papa
Francesco richiama al riguardo
l’enciclica Lumen fidei per ricordarci che
“il credente non è arrogante” e che “la
sicurezza della fede ci mette in
cammino e rende possibile la
testimonianza e il dialogo con tutti”. E
osservando di seguito che la fede nasce
dall’incontro con Gesù e che senza la
Chiesa resta difficile incontrarlo, precisa
che la fede cristiana sta nel credere che
“Gesù è il Figlio di Dio venuto a dare la
sua vita per aprire a tutti la via
dell’amore” a testimonianza
dell’incredibile amore che Dio ha per
ogni uomo. In un successivo passaggio,
Francesco richiama la distinzione tra la
sfera religiosa e la sfera politica, e
puntualizza che “alla società civile e
politica tocca il compito arduo di
articolare e incarnare nella giustizia e
nella solidarietà, nel diritto e nella
pace, una vita sempre più umana”. È la
concezione alta della politica come
servizio ai cittadini, “tenendo desto il
senso della speranza”. Un richiamo oggi
tanto più necessario di fronte a una
prassi della politica, cui assistiamo,
finalizzata al puro potere e bene
individuali. Voglio infine ricordare il
richiamo al significato della verità, da
non intendere “assoluta” ma come
“amore di Dio in noi per Gesù Cristo”,
nel senso che “si dà a noi sempre e solo
come un cammino e una vita”. Ed
essendo un tutt’uno con l’amore,
“richiede l’umiltà e l’apertura per essere
cercata, accolta ed espressa”.
Alvaro Bucci
Foligno
autodefinì “scimmia pensante” non si
stanca di ripetere: “Ho una cultura
illuminista e non cerco Dio; penso che
Dio sia solo un’invenzione consolatoria
e affascinante della mente degli
uomini”. La lettera però è lunga e
complessa, così molti si sono limitati a
leggerne solo alcuni brani o si sono
fermati ai titoli dei giornali ove, come
nel caso di Repubblica, risulta del tutto
travisato quello che il Papa ha scritto a
proposito di “verità” e “coscienza”. Papa
Francesco è ben consapevole che “fare
gesti di frontiera” per incontrare chi è
lontano dalla Chiesa può comportare il
rischio d’ incidenti, ma ha precisato:
“Preferisco una Chiesa incidentata a
una Chiesa che, con chi è lontano, o
anche ostile, non parla”. Così in prima
pagina Repubblica ha “sparato”: La
verità non è mai assoluta, seguita dalla
firma Francesco, come per annoverare
anche il Pontefice fra i sostenitori del
relativismo, per cui la verità sarebbe
sempre variabile e soggettiva. È un
equivoco nato dal fatto che il termine
“assoluto” viene normalmente usato
quale sinonimo di “indiscutibile” e
“oggettivo”, mentre il Pontefice lo ha
utilizzato tenendo presente il suo vero
significato etimologico. Il termine
“assoluto” deriva infatti dal latino
absolvo, “ab ( = da) solvo” che significa
“sciogliere”. In questo quadro
etimologico Papa Francesco
testualmente ha scritto: “Io non
parlerei, nemmeno per chi crede, di
verità ‘assoluta’, nel senso che assoluto
è ciò che è slegato, ciò che è privo di
ogni relazione”. Mentre la verità,
secondo la fede cristiana, è in relazione
con l’amore di Dio in Gesù Cristo.
Quindi la verità non è “assoluta” non
perché relativa, ma perché è
relazionale, perché necessita di legami
e connessioni. La verità, che in sé è
assoluta, nel senso che non è affatto
“variabile e soggettiva”, non può invece
definirsi “assoluta” perché non è sciolta
dalla relazione con Cristo, e non è
sciolta dalla fatica di un cammino che
Si raccomanda di non superareVENERDÌ
le trenta righe dattiloscritte
dura tutta la vita e ci porta a
comprendere gradualmente quella
verità che di per sé è assolutamente
oggettiva e non-variabile. Papa
Francesco ha anche precisato che si
salva pure il non credente che
obbedisce “alla propria coscienza: il
peccato, anche per chi non ha la fede,
c’è quando si va contro la coscienza”. La
coscienza, ovviamente, non intesa
come sinonimo delle nostre opinioni
soggettive, ma quella che è in grado di
percepire le azioni “come bene o come
male”, e tutti sappiamo che sulla scelta
tra bene e male “si gioca la bontà o la
malvagità del nostro agire”. Papa
Francesco si riferisce dunque alla legge
naturale che Dio ha inciso nel cuore di
tutte le creature umane.
Pier Luigi Galassi
Perugia
Dopo Todi 1 e 2, i cattolici
in politica restano latitanti...
D
a quanto tempo non sentiamo più
parlare dei cattolici in politica? Da
tempi immemorabili. Sembrava che gli
incontri di Todi aprissero nuovi impegni
diretti dei cattolici. Nulla è avvenuto,
poiché hanno dimostrato di amare più
lo status quo della loro divisione e
irrilevanza nelle varie formazioni
politiche che proporre e realizzare il
bene comune e l’azione collettiva alla
luce della dottrina sociale della Chiesa.
Della stessa opinione è Lorenzo
Ornaghi, già rettore dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore, che
prendendo a pretesto il 70°
anniversario del Codice di Camaldoli,
esprime rammarico che i principi
espressi nel monastero toscano e che
hanno contribuito a creare lo Stato
post-bellico, vengono totalmente
ignorati, pur nella loro attualità, nel
quadro politico di oggi. Ma Ornaghi
non era presente a Todi 1 e Todi 2, e
che cosa ha detto e fatto per immettere
in politica i sette capitoli del Codice?
Aveva di fronte il meglio della
HUMOUR
Disegni di Marcello Cruciani
“Io credo la Chiesa”,
non “nella” Chiesa
C
on tutto il rispetto, “Io credo la
Chiesa” e non “nella Chiesa”, come
ha recentemente detto Papa Francesco
nelle catechesi del mercoledì, come
riportato nell’articolo a pagina 8 del
numero scorso.
Archimede Bertolino
Terni
La verità è “relazionale”
e non “relativa”, dice il Papa
C
aro don Elio,
condivido pienamente quanto
scritto dall’amico Lignani (vedi la
rubrica Il punto n. 32): la lettera di Papa
Francesco alla Repubblica è certamente
un atto di grande umiltà. Le domande
su fede e laicità che Scalfari ha rivolto
al Papa “da pari a pari” risultano
formulate più per “curiosità
intellettuale” che per sincera ricerca
interiore; del resto il giornalista, che si
ASSOCIATO
ALL’UNIONE
DELLA STAMPA
PERIODICA
ITALIANA
ISCRITTO ALLA
FEDERAZIONE
ITALIANA
SETTIMANALI
CATTOLICI
cattolicità italiana, pronto a raccogliere
nuove sfide, se ben orientato e
motivato. Ci si aspettava che il popolo
cattolico salpasse verso
un’aggregazione politica in grado di
ripetere il miracolo italiano dopo il
ventennio fascista. Non è avvenuto
nulla, e Ornaghi si è distinto per seguire
tutti quelli che non credevano a un
nuovo partito dei cattolici. E allora di
che lagnarsi? Inutile ripetere che
dell’anima di Camaldoli “abbiamo
bisogno anche per non giungere
impreparati o amareggiati da qualche
deludente tentativo di questi ultimi
anni” di imprevedibili assetti partitici. Il
rettore non può commemorare il
grande evento di Camaldoli solo per
dirci che il contenuto dei sette capitoli
(Stato, famiglia, educazione, lavoro,
destinazione e proprietà dei beni
materiale, produzione e scambio,
attività economica pubblica, vita
internazionale) peraltro preceduti da
una “Premessa sul fondamento
spirituale della vita sociale”, sono di
estrema attualità. Lasciamo da parte le
commemorazioni che non possono più
essere solo uno sfoggio culturale.
Smettiamola di ricordare ogni anno i
grandi cattolici politici come Luigi
Sturzo e Alcide De Gasperi che hanno
fatto l’Italia fondando un partito di
cattolici. Reputo invece che mai come
in questo momento sia necessario
inoculare nella nostra società dosi
massicce di dottrina sociale della Chiesa
aggiornata ai tempi, all’insegna di un
unico simbolo, di un unico vessillo di
idee e libertà da troppo tempo assenti
dalla politica italiana. Lo “spezzatino”
di ruiniana memoria non ha
funzionato. Lo scompaginamento in
atto delle aggregazioni partitiche e i
loro sforzi di ricomporsi in modo nuovo
sotto la guida di nuove leadership ne è
una ulteriore conferma. Ma se si
riaggregano fallite esperienze
partitiche, definibili socialdemocratiche
o liberali, perché i cattolici non
potrebbero fare altrettanto? In Umbria
stanno prendendo piede iniziative di
cattolici che, credendo negli
insegnamenti di Camaldoli e nelle
iniziative di Sturzo e De Gasperi,
vogliono realizzare ciò che i loro
epigoni non sono riusciti negli ultimi
venti anni. Di loro sentiremo ancora
parlare.
Mario Timio
Perugia
Mentre condivido la diagnosi,
esprimo il desiderio di conoscere
le segnalate iniziative, che
potremo rendere di pubblico
dominio.
Grazie, mi pare una bella sintesi.
Sull’argomento torniamo a pag.
11.
Materiale fotografico
- Archivio La Voce
- Enrico Milanesi (Città
di Castello)
- Gavirati (Gubbio)
- Giancarlo Belfiore
20 SETTEMBRE 2013
Nel Simbolo della fede è scritto
come lei dice: “Credo la Chiesa”.
Non so perché il Papa abbia usato
la dicitura “nella”, forse per una
svista, essendo rivolto con
immediatezza e slancio al popolo.
L’approfondimento del tema lo
rimandiamo ad altra occasione.
Direttore responsabile: Elio Bromuri
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LA VOCE ATTUALITÀ
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
13
Bioetica. Il commento del Mpv alla Relazione ministeriale sugli aborti
La cultura della vita si diffonde
“L
“UNO DI NOI”
I
l traguardo minimo di un milione di
firme è stato superato, ma l’impegno
continua in tutti i 28 Paesi europei. I
dati più significativi degli ultimi giorni
riguardano la Germania che ha
superato nettamente il proprio minimo
raccogliendo oltre 82 mila firme. Anche
la Grecia sta crescendo, e la Romania
continua con un impegno
considerevole, al 270%. Ricordando
l’appuntamento del “click day” europeo
del 22 settembre (per la raccolta delle
firme on line: sito www.oneofus.eu), si
invita a essere attenti a non firmare
fornendo i dati della patente o altri
documenti: gli unici accettati sono carta
d’identità e passaporto, altrimenti la
firma è invalidata.
a Relazione
ministeriale sugli
aborti in Italia fa
sorgere due domande”
afferma Carlo Casini,
presidente del Movimento per
la vita (Mpv). “I numeri sono
completi? Lo sono certamente
per quanto riguarda le Ivg
(interruzioni volontarie di
gravidanza) ospedaliere, ma
sono completi anche se il
criterio di giudizio riguarda la
distruzione di vite umane
incipienti?”, è la prima
domanda. “Se seguiamo
questo secondo criterio precisa il presidente del Mpv bisogna tener conto degli
effetti prodotti
dall’inconoscibile aborto
chimico (400 mila confezioni
V
di ‘pillola del giorno dopo’
vendute ogni anno) e del
persistere dell’aborto
clandestino classico, di cui
qualche episodio giudiziario
fa ogni tanto emergere la
persistenza”. E la seconda
domanda: “Se diminuzione
complessiva del sacrificio di
vite umane c’è stato, quali ne
sono le cause?”. Per Casini,
“certamente il merito non è
della legge 194, ma del crollo
del numero di donne italiane
in età feconda e dell’azione
educativa svolta dalla Chiesa
e dal Movimento per la vita,
dall’azione assistenziale dei
nostri Centri di aiuto alla vita
che hanno aiutato a nascere
ogni anno non meno di
diecimila bambini. Una buona
enerdì 13 settembre è stata trasmessa al
Parlamento la relazione annuale sull’attuazione della legge 194/78 sulla tutela
sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza, che presenta i dati preliminari relativi al 2012 e quelli definitivi del
2011. Lo riferisce una nota del ministero della
Salute.
“Per la prima volta - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin - è stato avviato un monitoraggio articolato sul territorio relativamente ad alcuni aspetti dell’applicazione della 194, quelli
più specificamente legati all’obiezione di coscienza... I dati della relazione indicano che relativamente all’obiezione di coscienza e all’accesso ai servizi la legge ha avuto complessivamente una applicazione efficace. Stiamo lavo-
notizia - fa notare il
presidente del Mpv - riguarda
l’obiezione di coscienza dei
ginecologi, che è in costante
crescita. È una buona notizia
perché la Relazione
ministeriale fa il calcolo di
quanti aborti deve praticare
un medico non obiettore ogni
settimana. Il calcolo dice 1,7:
un dato che dimostra
l’assurdità ideologica e
intollerante dei ricorsi
promossi davanti al Consiglio
d’Europa anche dalla Cgil
contro l’Italia che
contrasterebbe il preteso
diritto d’aborto (sic!) delle
donne permettendo una
troppo estesa obiezione di
coscienza, che costringe i non
obiettori a un superlavoro, ad
La relazione del Ministero
sulla legge 194
rando per verificare, insieme alle Regioni, la
presenza di eventuali criticità locali per giungere al più presto al loro superamento”.
Nella relazione viene confermato il trend degli
anni precedenti. I dati preliminari indicano che
nel 2012 sono state effettuate 105.968 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), con un decremento del 4.9% rispetto al dato definitivo
del 2011 (111.415 casi) e un decremento del
54.9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’Ivg (234.801 casi). Il
tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000
donne in età feconda tra 15-49 anni) nel 2012
è risultato pari a 7.8 per 1.000, con un decre-
abbandonare ogni altro
aspetto della loro professione,
ad affrontare uno stress
psichico in violazione delle
norme sulla disciplina del
lavoro”. Il Movimento per la
vita, che si è costituito dinanzi
al Consiglio d’Europa per
difendere l’Italia e gli obiettori
di coscienza, conclude Casini,
“utilizzerà questa parte della
relazione ministeriale per
contrastare questo attacco,
che ultimamente è un attacco
contro la vita. L’alta
percentuale dell’obiezione di
coscienza è una buona notizia
anche perché indirettamente
prova, con la testimonianza di
chi vede e se ne intende, che
l’embrione umano è davvero
uno di noi”.
mento dell’1.8% rispetto al 2011 (8.0 per 1000).
Rimane elevato il ricorso all’Ivg da parte delle
donne straniere, a carico delle quali si registra
un terzo delle Ivg totali in Italia.
Si osserva come l’esercizio del diritto all’obiezione di coscienza abbia riguardato elevate percentuali di ginecologi fin dall’inizio dell’applicazione della legge 194, con un aumento percentuale del 17.3% in trenta anni, a fronte di un
dimezzamento delle Ivg nello stesso periodo. I
numeri complessivi del personale non obiettore sarebbero dunque congrui al numero complessivo degli interventi di Ivg.
Eventuali difficoltà nell’accesso ai percorsi Ivg
sarebbero quindi dovuti ad una distribuzione
inadeguata del personale fra le strutture sanitarie all’interno di ciascuna regione.
14
LA VOCE EVENTI IN UMBRIA
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Bellezze d’Italia e del mondo
Dal 20 al 22 settembre
il Salone mondiale del
Turismo Città e siti
Unesco, con Le
Giornate della Dieta
mediterranea
re giorni di incontri tra
operatori del settore turistico,
esposizioni e seminari aperti al
pubblico, offerte speciali per visitare i
siti Unesco di tutto il mondo e
approfondimenti sul viaggiare
responsabile. Questo è il World
Heritage Tourism Expo, il Salone
turistico dedicato ai Siti patrimonio
dell’Umanità che si tiene al
Palaeventi Lyrick di Assisi dal 20 al 22
settembre. Un’occasione per
conoscere le opportunità offerte da
questi bellissimi luoghi, da
valorizzare e da proteggere e per
avere tutte le informazioni per
organizzare una possibile vacanza. Il
sindaco Ricci, in sede di
presentazione dell’iniziativa, ha
sottolineato che la manifestazione è
in crescita, con il risultato che i tour
operator inseriscono sempre più nei
loro cataloghi i siti Unesco. Novanta i
siti Unesco presenti, relativi a 15
Paesi, 150 i tour operator e buyer, 20
le testate e le riviste presenti. Anche
quest’anno le previsioni sono da
grandi numeri, come lo è stato per le
tre passate edizioni. Tema centrale
della quarta edizione del Wte è la
sostenibilità del turismo come
strumento di conoscenza di un
territorio e di un’opera d’arte, ma
anche di valorizzazione,
preservazione e sviluppo. Non
mancheranno, dunque, gli
appuntamenti finalizzati alla
T
Espositori alle Giornate della Dieta Mediterranea della scorsa edizione
sensibilizzazione del pubblico
sull’argomento. Venerdì 20, alle 15,
incontro su come programmare la
conservazione dei siti Unesco. Sabato
21, via alle premiazioni dei tour
operator e dei viaggiatori più sensibili
al turismo responsabile e sostenibile:
sarà ad Assisi il direttore del
periodico L’Agenzia di Viaggi Cristina
Ambrosini per consegnare il Premio
turismo responsabile italiano, il
Premio turismo culturale e il Premio
viaggiatore responsabile. In
contemporanea al Wte si terranno
anche le Giornate della Dieta
mediterranea, ideate per valorizzare
questo stile di vita tipico del bacino
del Mediterraneo che nel 2011 è stato
inserito nella lista del patrimonio
culturale immateriale dell’Umanità.
Le Giornate sono, dunque,
un’occasione per conoscere la Dieta
mediterranea in tutti i suoi aspetti
con esposizioni di prodotti,
degustazioni guidate di piatti locali,
animazioni folcloristiche, convegni.
Tra gli appuntamenti da non perdere
quelli con Mediterranea… che
spettacolo!, lo showcooking
quotidiano con Andrea & Maurizio, i
finalisti della fortunata trasmissione
Masterchef Italia (Platea del Teatro
Lyrick, tutti i giorni ore 16.). Nella
stessa platea del Lyrick sabato 21,
(ore 15) un altro protagonista di
Masterchef sarà ad Assisi, Bruno
Barbieri, lo chef italiano più stellato
dopo Gualtiero Marchesi, per
raccontare la “sua” Dieta
mediterranea in compagnia del
nutrizionista Giovanni Boni e del
giornalista ed esperto
enogastronomico Luca Bonacini. Ma
le Giornate saranno anche
l’occasione per conoscere da vicino i
prodotti delle regioni italiane che
rientrano a pieno titolo nel modello
nutrizionale della Dieta
mediterranea, come la Calabria, il
Cilento, la Puglia e l’Umbria. Info
www.worldheritagetourismexpo.com.
M. A.
MANIFESTAZIONI IN UMBRIA
CORCIANO
Il 28 e 29 settembre al
Castello di Pieve del
Vescovo di Corciano
“Herbae Volant, Fructus
Manent. Memorie, Profumi
e Sapori delle erbe e della
frutta”. Tra le mura e le
stanze del castello si potrà
curiosare tra frutti locali di
varietà antiche, erbe
aromatiche ed officinali,
prodotti enogastronomici e
dell’artigianato artistico
naturale, con l’ausilio di
visite guidate; oppure
potranno partecipare ai
seminari ed alle
presentazioni di libri sul
riconoscimento delle erbe
spontanee commestibili e
il loro utilizzo in cucina, la
realizzazione di liquori
salutari di erbe e frutta e la
riscoperta di varietà
scomparse di frutta locale.
Laboratori didattici per
bambini sulle produzioni
tessili naturali, alla
scoperta delle tradizioni
del territorio. Tutte le
attività saranno ad
ingresso libero, per le
attività dei bambini
prenotare, però, al desk di
accoglienza. Info:
www.initinere.info
ACQUASPARTA
Dal 17 al 21 settembre ad
Acquasparta, si tiene la
Festa del Rinascimento. A
partire dalle ore 21, il 17
settembre corteo storico e
sfida alla contrada di Porta
Vecchia. Il teatro di
Contrada sarà in scena il
18 alle 21 “Il Ghetto”, il 19
alle 22 con “Porta Vecchia”
e il 20 alle 21 con “San
Cristoforo”. Chiude la
manifestazione, il 21, alle
ore 16, “La Riavuta” ovvero
la rivincita de “Il Grande
gioco dell’oca”. Tutte le
sere dell’evento, apertura
della taverna della Riavuta
(taverna del carnevale)
gestita dalle tre contrade.
SAN GEMINI
Dal 28 settembre al 13
ottobre, a San Gemini, si
terranno i festeggiamenti
medievali in onore del
santo Patrono San Gemine,
con la famosa rievocazione
della Giostra dell’Arme.
Riaprono inoltre le antiche
botteghe, le mostre e le
taverne con i piatti tipici
del luogo.
www.facebook.com/rinasci
mento.acquasparta
15
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
P
apa Francesco ha rivolto
ai credenti un accorato
appello di preghiera per
la pace in Siria, in Medio
Oriente e nel mondo intero. Il
mondo contemporaneo, che si
autodefinisce “laico” e che ha
fissato i suoi traguardi nella
“modernità”, che “ha cercato
di costruire la fraternità
universale tra gli uomini
fondandosi sulla loro
uguaglianza, deve
necessariamente riscoprire la
fede biblica come radice della
fraternità universale, perché
pone al centro l’amore di Dio
che si riverbera tra gli uomini
mediante l’incarnazione, la
morte e risurrezione di Gesù
Cristo. La fede illumina il
vivere sociale; essa possiede
una luce creativa per ogni
momento nuovo della storia”
(cf. Lumen fidei, nn. 54-55). La
fede cristiana, oggi, è più che
mai necessaria, come sono
necessari cattolici coerenti e
preparati, in grado di
riabilitare la “democrazia
argomentativa”, capace di
mettere in campo la dottrina
sociale della Chiesa attraverso
la dimensione della
ragionevolezza della fede. Una
società “laica” non è
necessariamente
“relativistica”, cioè senza
riferimenti valoriali certi: lo è
La democrazia “laicista”
non ha futuro
† Ernesto Vecchi*
se prevale il
“laicismo”, che non
offre molti sbocchi
alla maturazione di
una democrazia
compiuta. La nostra
democrazia, oggi
soffre di una
crescente complessità
e si trova in affanno, per il
prevalere degli interessi di
parte, portati all’esasperazione
dalle crescenti pressioni
lobbystiche. “Una democrazia
– lo ha detto Papa Francesco –
è senza futuro se rimane
chiusa nella pura logica o nel
mero equilibrio di
rappresentanza di interessi
costituiti” (discorso alla classe
dirigente del Brasile, 27-72013). I laici sono chiamati a
riscoprire i “valori universali”,
capaci di aggregare persone di
diversa appartenenza culturale
e religiosa. Occorrono uomini
e donne di buona volontà
disposti a riflettere e a
identificare tali valori nell’area
del “diritto naturale”, che non
può essere soffocato
dalla cultura libertaria
e autoreferenziale. Il
cristiano non deve
cadere nell’equivoco
di una rifondazione
puramente
immanente (cioè
laicista) di valori
cristiani, come è accaduto con
la famosa trilogia
rivoluzionaria “libertà,
uguaglianza, fraternità”,
concetti tipicamente cristiani,
ma scippati e “secolarizzati”
dalla Rivoluzione francese e
dalla filosofia dei Lumi. In
realtà, nessuna rivoluzione è
stata creativa, in virtù del
sangue versato e dei soprusi
commessi. Papa Francesco,
durante la Gmg, ha fatto sue le
parole del pensatore brasiliano
Alceu Amoroso Lima: “Quanti,
in una nazione, hanno un
ruolo di responsabilità, sono
chiamati ad affrontare il futuro
con lo sguardo calmo di chi sa
vedere la verità”. In tale
prospettiva, la “calma” porta a
scoprire la “cultura
dell’incontro”, nella quale tutti
hanno qualcosa di buono da
dare e tutti possono ricevere
qualcosa di buono in cambio.
Questo atteggiamento aperto,
disponibile e senza pregiudizi,
Papa Francesco lo definisce
“umiltà sociale”. È l’umiltà
sociale il catalizzatore della
pace, ma è un traguardo
esigente, frutto della
riconciliazione
con Dio e con il
prossimo.
Pertanto, se
vogliamo essere
davvero operatori
di pace,
dobbiamo
accogliere
l’insegnamento
di san Giovanni
Crisostomo, che
ci chiede di
sintonizzare la
nostra vita su
cinque
frequenze:
riconoscere i
propri limiti e le
colpe commesse;
perdonare le
offese ricevute;
respirare la
grazia di Dio
nella preghiera;
soccorrere i
bisognosi e
condividere le risorse; avere
una giusta considerazione di
sé, che si impara alla scuola di
Gesù, che è “mite e umile di
cuore” (Mt 11,29). È la fede in
Cristo – vissuta con coerenza –
che cambia la vita, sconfigge
la violenza e promuove la
pace!
* Vescovo amministratore
apostolico della diocesi di Terni
- Narni - Amelia
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4 ottobre 2013
Papa Francesco ad Assisi
La giornata del Papa
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LA VOCE Perugia .Città della Pieve
16
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
DIOCESI. Il 22
settembre il 1°
Meeting della
Pastorale della
salute. Verrà
organizzato ogni
anno in una diversa
Zona pastorale
Una giornata tutti insieme
per dare speranza a chi soffre!
Il programma
del Meeting
A
l 1° Meeting promosso
dall’ufficio per la Pastorale
della salute prenderanno parte
varie associazioni e realtà ecclesiali
impegnate nel settore. Sarà un
evento diocesano “itinerante”: si
terrà ogni volta in una delle sette
Zone pastorali della diocesi.
Quest’anno sarà la seconda Zona a
ospitarlo domenica 22 settembre,
presso il complesso parrocchiale
Ss. Severo e Agata in San Mariano
di Corciano (Pg). Si inizia al
mattino con l’accoglienza dei
partecipanti alle ore 8.45. Alle ore
9.15 la preghiera delle lodi
mattutine, presieduta da mons.
Bassetti. Alle ore 9.30 riflessione
con don mons. Nazzareno Marconi
su “La sofferenza nella Bibbia”.
Alle 10.30 il dott. Francesco
Fressoia tratterà il tema “Quando
arriva la malattia in famiglia”. Alle
11.30 riflessioni di tipo pastorale,
“E lo calarono dal tetto, davanti a
Gesù - L’accompagnamento della
comunità al sofferente” con don
Armando Aufiero del Cvs. Ore
12.15, testimonianze di operatori
pastorali. Ore 15, festa animata dai
giovani. Ore 17.30 messa.
D
omenica 22 settembre si svolge
nella nostra diocesi il 1° Meeting “E
io vi ristorerò. Nella sofferenza la
speranza”. L’incontro si presenta come
una delle novità del programma della
Pastorale diocesana della salute e nasce
come appuntamento itinerante in ambito
zonale. Ogni anno, a partire da quest’anno,
il Meeting verrà proposto via via a una
Zona pastorale della diocesi. Si parte dalla
II Zona, poi dal 2014 si seguirà il
calendario della imminente visita
pastorale dell’Arcivescovo. L’iniziativa si
propone come un incontro-festa con e per
quanti - a motivo di età, disabilità o
malattie permanenti o con decorso clinico
particolarmente lungo - vivono
quotidianamente nelle loro case assistiti
da familiari, volontari, operatori sanitari,
ministri dell’eucaristia. L’incontro si
realizza insieme alle realtà locali che lo
ospitano e in funzione delle specifiche
realtà territoriali, con l’intento di offrire a
tutti occasione di riflessione e
approfondimento sul senso profondo della
salute, della malattia, della sofferenza, del
servizio, riscoprendo la dignità del malato
come soggetto attivo dell’azione pastorale
della salute. È una giornata di riflessione e
di preghiera perché, prima nel nostro
cuore e poi nella comunità, sappiamo farci
prossimo. A partire da questo momento
forte, si vogliono stimolare tutti gli
operatori a costruire, con fantasia e novità,
un’azione pastorale ordinaria a favore dei
malati, delle loro famiglie e di quanti
operatori sanitari e pastorali operano in
questa realtà. La formula del Meeting che
proponiamo vuole essere un contenitore
che, accanto al programma principale,
offre eventi collaterali in modo che
ciascuno possa trovare, secondo la propria
sensibilità e il servizio che svolge,
un’occasione di riflessione,
approfondimento, e incontro sul tema
della malattia affrontato da vari punti di
vista. L’incontro vuole essere anche
occasione di festa per quanti, anziani e
Una giornata di incontro
per quanti, a motivo di età,
disabilità o malattia,
vivono assistiti da familiari,
volontari, operatori sanitari
malati, vorranno partecipare, insieme alle
loro famiglie, per trascorrere una giornata
serena vissuta in allegria insieme ad altri,
con al centro la convivialità del pranzo
fatto insieme. Tutte le realtà della Zona
pastorale vengono coinvolte, in modo che
tutte le componenti della comunità siano
stimolate a riflettere sulle problematiche
proposte e a partecipare attivamente,
offrendo il proprio contributo originale a
partire dai bambini del catechismo fino
agli adulti, coinvolgendo ogni parte attiva
della zona (diaconi, ministri
dell’eucarestia, volontari) e, se ritenuto
utile, stimolare anche il contesto sociale e
civile in cui si radica la Zona pastorale,
con riflessioni sugli stessi temi. Così
potranno essere coinvolte scuole, società
sportive, associazioni di volontariato, ecc.
Il Meeting vuole essere anche occasione
per le varie zone per ripensare o
semplicemente rimodulare quanto già di
importante si fa per la pastorale della
salute. L’evento vuole essere anche un
momento di festa per quanti vivono gran
parte del proprio tempo tra le mura
domestiche perché impossibilitati a una
vita di relazione a motivo della malattia o
della disabilità in senso lato. Si svolgerà
sempre nel periodo primaverile-estivo per
favorire la partecipazione di tutti, ed è
strettamente collegato alla celebrazione
liturgica diocesana della Giornata del
malato che si svolge tradizionalmente
nella chiesa di Santa Lucia la domenica
più vicina alla festività della Nostra
Signora di Lourdes dell’11 febbraio. Per
sottolineare significativamente
l’attenzione di tutta la Chiesa alla realtà
del malato e della sofferenza sono state
attivate significative collaborazioni con
l’ufficio della Pastorale giovanile, che
animerà il momento di festa subito dopo il
pranzo consumato insieme, e i monasteri
presenti nella diocesi, per realizzare
schede di riflessione per l’adorazione
eucaristica. Tra le iniziative che vivremo
durante il Meeting ci sarà anche
l’esperienza dell’adorazione eucaristica
permanente.
Stefano Cusco
direttore ufficio diocesano
Pastorale della salute
LE ASSOCIAZIONI NEL TERRITORIO DIOCESANO che si occupano della cura - medica e pastorale - dei malati
L’ASSOCIAZIONE PERUGINA DI VOLONTARIATO
(Apv), promossa dalla Caritas della diocesi di Perugia - Città della Pieve, nasce nel 1986 su espressa volontà dell’arcivescovo mons. Cesare Pagani,
che volle dare vita a un’associazione di volontariato con lo scopo di coordinare i vari gruppi di volontariato ecclesiale, promuovere tempi formativi ed essere strumento di collegamento con gli enti pubblici presenti sul territorio. Dallo Statuto:
“L’associazione promuove il servizio volontario di
coloro che, in uno spirito di solidarietà umana e
cristiana, sono disposti a mettersi a servizio di
quanti si trovano in situazioni di bisogno”.
AMATA (Associazione malati alzheimer) e TELEFONO ALZHEIMER Umbria è un’associazione di
familiari, operatori, volontari e persone comunque sensibili al problema, costituitasi il 5 settembre 1997. Hanno contribuito alla nascita dell’associazione alcuni operatori della struttura complessa di Geriatria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, vedendo negli anni i
familiari in preda al dramma e alla disperazione
perché lasciati soli nell’assistere un malato tanto
impegnativo sia sul piano fisico che psicologico,
emotivo ed economico, insieme ad alcuni familiari e a persone sensibili al problema Alzheimer.
OVUS di Corciano: la sua storia è piuttosto recente, infatti la sua data di fondazione risale al 28 dicembre 2005. Una serie di circostanze, non raggruppabili per importanza, hanno fatto sì che un
gruppo di persone caratterizzate da spirito volon-
taristico e una “buona dose di coraggio” abbiano
deciso di fondare l’associazione, che successivamente si è affiliata all’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) fondata a Spoleto nel
1904. Si tratta di una onlus che esplica le proprie
attività nel campo del trasporto sanitario, della
protezione civile e assistenza, rispettando i canoni dell’Albo regionale del volontariato del Dipartimento della protezione civile a cui è iscritta.
Il CENTRO VOLONTARI DELLA SOFFERENZA
(Cvs) è stato fondato da mons. Luigi Novarese nel
1947. Il suo scopo specifico è aiutare i credenti a
prendere coscienza del valore di salvezza che può
esserci nel dolore di una persona, quando lo si vive non come un problema condizionante ma come una risorsa per il bene. L’azione del Cvs vede
coinvolti nel medesimo ideale non solo gli ammalati ma anche i sani, per una condivisione della medesima spiritualità. Il Cvs è organizzato a livello diocesano e viene riconosciuto dal Vescovo
del luogo, il quale ne approva lo Statuto, riconosce il Consiglio diocesano eletto dall’assemblea, e
nomina un sacerdote quale assistente diocesano.
UNITALSI Umbria - come in tutta Italia - ha una
storia legata in particolare al santuario mariano di
Lourdes che, dopo più di cento anni dalla fondazione dell’associazione, è e rimane la meta privilegiata dei suoi pellegrinaggi. Era il 1903 quando
il fondatore, Giovanni Battista Tomassi, figlio dell’amministratore dei Principi Barberini, partecipò
al suo primo pellegrinaggio. Al centro della sua
storia c’è la carità vissuta come servizio gratuito
dagli oltre 100 mila aderenti, uomini, donne,
bambini, sani, ammalati, disabili, senza distinzione di età, cultura, posizione economica, sociale e
professionale.
VILLA NAZARENA è una casa per l’accoglienza di
persone disabili appartenente all’istituto delle
suore della Sacra Famiglia di Spoleto che, per loro carisma, hanno come fine apostolico la promozione della persona e della famiglia. La casa è
un’opera di carità e non persegue alcun fine di
lucro; privilegia le persone con maggiore difficoltà e si prefigge di “essere, dare, costruire famiglia”
secondo il carisma del fondatore, il beato Pietro
Bonilli, apostolo della Sacra Famiglia, della famiglia e della carità. Lo scopo è trasformare i “disabili” in “diversamente abili” attraverso un cammino educativo-riabilitativo mediante strumenti
operativi atti a raggiungere gli obiettivi, quali: l’educazione alle autonomie, laboratori di didattica
speciale rivolto al potenziamento delle attività cognitive, laboratorio di attività manuale, di attività
motoria globale per il miglioramento, e il mantenimento delle capacità di movimento e di coordinazione.
CONFRATERNITE DI MISERICORDIA: “Misericordia” è il nome di numerose confraternite e arciconfraternite cattoliche dedite all’assistenza dei
più bisognosi. Diffuse in tutta Europa e nel mondo, è in Italia che se ne rintracciano le fonti documentali più antiche, con la fondazione nel 1244
della Misericordia di Firenze. Al Meeting saranno
presenti le Misericordie di Olmo (Perugia) e Magione. Riguardo a quest’ultima, l’idea che “aiutare gli altri è il modo migliore per realizzare se stessi” venne a un giovane magionese trasferitosi a
Prato per diversi anni, dove maturò al servizio nella Misericordia. Ritornato a Magione, ripensava alla sua esperienza e non riusciva a dimenticare tutto il bene che aveva lasciato, un bene che aveva
nel cuore e che gli diceva poco a poco che forse
anche a Magione poteva nascere “qualcosa”, un
qualcosa che non aveva una base, soldi, gente e
che, rapportato alla realtà di una confraternita come Prato, sembrava un sogno irrealizzabile... che
si è realizzato.
La CROCE ROSSA ITALIANA, comitato locale di
Corciano, è presente nel territorio di competenza
dal 1° giugno 1995, e con i suoi 200 volontari attivi è operativa 365 giorni all’anno. Le attività dell’associazione sono: servizio ambulanze, corsi alla popolazione, donazione sangue, attività di inclusione e supporto sociale, organizzazione eventi per raccolta fondi, campagne di sensibilizzazione e prevenzione, attività per i giovani, protezione civile, soccorso in acqua. Garanzia e guida delle
azioni della Cri sono i sette princìpi fondamentali del Movimento internazionale di Croce rossa,
che ne costituiscono lo spirito e l’etica: umanità,
imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità. Furono adottati alla 20a
Conferenza internazionale della Croce rossa svoltasi a Vienna nel 1965.
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
LA VOCE Perugia .Città della Pieve
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BREVI
❖ DIOCESI
Sera del 21 settembre
In cattedrale la messa crismale (2011) con tutte le componenti della comunità ecclesiale
L’anno della “conversione pastorale”
“I
l nostro Consiglio pastorale si sta
svegliando, ed era ciò che volevo!”. Con questa che sembra una
battuta, ma non lo è, l’arcivescvo mons.
Gualtiero Bassetti ha dato ai membri del
Consiglio pastorale diocesano convocati a
Montemorcino martedì scorso, il senso
del percorso che vuole fare insieme a loro in questo anno pastorale che inizia sotto una linea d’orizzonte che chiama “conversione pastorale”.
Il Consiglio è stato convocato per affrontare il tema della “sfida educativa” messo a tema dalla Chiesa italiana, avendo
come base per la riflessione “Gli educatori nella comunità: criteri di scelta e percorsi di formazione”, un testo proposto
alla Assemblea dei vescovi italiani del
maggio scorso.
Sul tema si è aperta una riflessione fatta
di domande, considerazioni, osservazioni
critiche e anche proposte, in un clima di
confronto e dibattito costruttivo che l’arcivescovo ha apprezzato.
Un dibattito che non ha avuto il tempo di
approfondirsi nelle due ore a disposizione ma ha segnato l’inizio di un percorso
che lo stesso Arcivescovo ha delineato indicendo una seconda convocazione in ottobre per una mezza giornata di studio, in
L’Arcivescovo al Consiglio pastorale
chiede di essere “il motore” della
diocesi. E inizia il lavoro sul tema
educativo in vista dell’assemblea che
si terrà a fine anno
cui dividersi in gruppi e arricchire la traccia della Cei con elementi atti a produrre
un documento stimolante per le nostre
comunità cristiane. Inizio di un anno che
culminerà in una grande assemblea diocesana chiamata a confrontarsi sulla
“conversione pastorale” cui papa Francesco invita la Chiesa, in linea con il magistero conciliare. “Di fronte al messaggio di questo Papa molti stanno ‘tornando’ a guardare alla Chiesa. Non vorrei ha detto mons. Bassetti - che non trovassero una Chiesa capace di accoglierli”.
Proseguendo la riflessione iniziata con
l’omelia di San Lorenzo l’Arcivescovo ha
chiesto la collaborazione e il contributo di
pensiero e di cuore del Consiglio pastorale per “cambiare stile nel nostro vissuto ecclesiale, senza accontentarci di una
discreta ‘organizzazione’, che non è più
PERUGIA. La commemorazione del 14 settembre
con una messa celebrata da mons. Giulietti
14
settembre 1860: i Bersaglieri entrano a
Perugia “liberando” - o perlomeno questa è la
versione ufficiale - la città dalla “tirannide”
del Papa, che l’anno precedente aveva “soffocato nel
sangue” i moti patriottici. Ma i tempi cambiano, a volte in
modo paradossale, per cui sabato 14 settembre 2013 a
celebrare la “Porta Pia de noantri” a borgo Sant’Antonio i
bersaglieri sono andati in chiesa, con tanto di uniformi,
labari, trombe, graziosa mascotte in gonnella e addirittura
un paio di “garibaldini” in uniforme. Intanto, all’esterno,
corso Bersaglieri era un tripudio di bandierine e
sufficiente”.
Nel suo intervento mons. Bassetti ha sottolineato con forza il ruolo del Consiglio
pastorale che è uno spaccato significativo della realtà diocesana e dunque un
“organismo di confronto aperto capace di
‘consigliare’ il vescovo, suggerendo
orientamenti e proposte in forza delle vocazioni e delle esperienze specifiche di
cui ogni membro è portatore”. Il ruolo
centrale del Consiglio pastorale inteso
quale “motore” della diocesi, rispetto al
quale gli uffici pastorali e la curia “hanno il compito di attuare le indicazioni elaborate”.
Prima di concludere l’incontro l’arcivescovo ha chiesto di prepararsi al prossimo Consiglio ponendosi le domande che
il Papa ha fatto al comitato di coordinamento dei vesovi dell’America latina a Rio
de Janeiro.
“Nella pratica, rendiamo partecipi della
Missione i fedeli laici? Offriamo la Parola di Dio e i Sacramenti con la chiara coscienza e convinzione che lo Spirito si
manifesta in essi?”. Questa la prima domanda che già sola indica la direzione
del percorso di questo nuovo anno pastorale.
Maria Rita Valli
bancarelle. Dello spirito “sanguinario” di un secolo e
mezzo fa è rimasto poco, come ha fatto notare durante
l’omelia il vicario episcopale don Paolo Giulietti. “L’Unità
d’Italia - ha detto - è nata da un conflitto. Noi oggi
possiamo celebrare quel conflitto se lo abbiamo superato,
e proprio perché lo abbiamo superato. Non avrebbe senso
rievocare quegli eventi per lanciare accuse gli uni conto gli
altri”. L’intervento si inseriva nel contesto della liturgia del
giorno, con la parabola del figlio prodigo. “A ben vedere ha detto don Paolo -, nessuno dei due figli si trova bene
con il padre. Ma la sua misericordia dimostra che per Dio
non esistono ‘buoni’ e ‘cattivi’, diversamente da come
tendiamo a fare noi. Per Dio esistono solo figli, che
possono sbagliare, sì, ma che restano figli, persone”.
D. R.
Una dottrina chiara, e rispettosa
C
on un’ampia partecipazione dei cir- to collega che ha tagliato il traguardo delca 125 insegnanti di Religione pre- la pensione. Il corso di aggiornamento, sul
senti in diocesi convocati dal diret- tema “Dalla progettazione alla valutaziotore prof. Liucci, a cui si sono aggiunti al- ne delle competenze” proseguirà per altri
cuni docenti della scuole cattotre incontri, sempre di lunedì,
liche, si è svolta lunedì scorso
fino al 7 ottobre.
la prima riunione del Corso Primo incontro
Al termine dell’incontro si è tediocesano di aggiornamento, del Corso
nuta, nella chiesa di Monteche tradizionalmente apre l’an- diocesano di
morcino, una celebrazione euno scolastico.
caristica d’inizio anno scolastiEra presente l’arcivescovo aggiornamento co, presieduta dall’Arcivescovo
mons. Bassetti, che ha svolto per insegnanti
e preparata dalla Consulta di
una relazione sul tema “L’ideopastorale della scuola. Hanno
logia del gender e le indicazio- di Religione.
accolto l’invito a partecipare
ni del Magistero della Chiesa Le parole
rappresentanti di tutte le comcattolica”, argomento di cocen- dell’arcivescovo ponenti scolastiche di ogni orte attualità per chi è impegnadine e grado.
to in un’opera di educazione Bassetti
Le parole dell’Arcivescovo
delle giovani generazioni, per
hanno posto l’accento su due
promuovere un confronto riaspetti fondamentali: la prespettoso verso tutte le persone, pur nella ghiera e il coraggio della testimonianza. I
chiarezza della dottrina ecclesiale.
presenti sono stati invitati a mettere la preÈ seguito un interessante dibattito; poi so- ghiera al primo posto nella loro giornata,
no stati consegnati i decreti d’idoneità ed poiché è un gesto del nostro innamoraè stato festeggiato il prof. Rondoni, stima- mento nei confronti di Dio, e ha bisogno di
La chiesa di Montemorcino
poco, di piccole preghiere di lode e di pensieri d’amore. Ma è solo la preghiera che
può farci diventare ‘incandescenti’ di Cristo e quindi testimoni capaci di riscaldare
gli altri. C’è tanto bisogno, nel relativismo
di oggi, in cui tutte le vie sembrano buone
per arrivare a Cristo, ricordare che una è
la Via, la Verità e la Vita e che bisogna responsabilmente e senza paura, farla conoscere al mondo.
L’Arcivescovo ha concluso la sua riflessione, invitando gli insegnanti a non avere
paura, ma coraggio, e chiedendo al Signore di donargli, attraverso la fede, di vedere - come Mosè - l’Invisibile.
Veronica Rossi
Si terrà a Perugia la sera di sabato 21
settembre l’“evento di evangelizzazione”
proposto dai Vescovi umbri in preparazione
all’offerta dell’olio per la tomba di san
Francesco il 4 ottobre. L’evento, che intende
proporre alla città la luce del Vangelo, la buona
notizia dell’amore di Dio per i peccatori, la
riconciliazione con Dio e con il prossimo, per
poter camminare in una vita nuova, inizierà da
piazza San Francesco al Prato, alle ore 20.30.
Dopo il saluto del Vescovo, un francescano
illustrerà il senso dell’appuntamento
riallacciandosi alla tradizione francescana della
predicazione. Da lì, passando per via dei Priori,
in un corteo di “testimonianza gioiosa, in cui il
popolo di Dio si presenta alla città”, si
raggiungerà piazza IV Novembre dove sarà
allestito un palco su cui, introdotti da don
Paolo Giulietti e suor Roberta Vinerba, si
alternerano canti proposti dal coro giovanile
diocesano e testimonianze di diverso tipo che
in modi diversi proporranno l’annuncio del
kerygma. La parte finale dell’evento, che
dovrebbe concludersi intorno alla mezzanotte,
sarà in cattedrale dove si entrerà per pregare e
vi sarà la possibilità di confessioni mentre i
giovani di “Una luce nella notte” invitaranno
chi sta fuori a entrare.
❖ TRANCANELLI
Incontro-testimonianza
Un incontro-testimonianza su Vittorio
Trancanelli si tiene presso l’Accademia delle
Volte (sala Santa Cecilia, via Fratti 2) venerdì 20
settembre alle ore 18. “Il dott. Trancanelli scrive il filosofo Dario Antiseri - scelse di essere
libero per favorire il cammino di libertà degli
altri. Già come medico venne incontro ai
malati sciogliendoli da quelle limitazioni della
libertà che sono le malattie; ma è alla luce
della fede che egli si rese sensibile a ben altri
mali non contemplati nei testi di patologia. Ha
aperto la porta della sua casa a chi la sorte
aveva precluso di guardare con speranza al
futuro. Vittorio rimane un modello cui oggi
possiamo riferirci nella nostra vita quotidiana,
perché è il modello di chi riesce in famiglia,
nella società, nel lavoro a fare le cose ordinarie
in maniera straordinaria”. Per info: 329
6154554 – 3487737122; [email protected],
[email protected].
❖ ACCADEMIA DEL DONCA
“Divagazioni perugine”
“Divagazioni perugine” di Sandro Allegrini è È
l’ultima pubblicazione dell’Accademia del
Dónca. Verrà presentata in anteprima, sabato
21 settembre alle 18, presso la Società del
Gotto, antica associazione artigiana e operaia
di Fontenuovo. Il volume, di oltre 600 pagine,
contiene “divagazioni” storiche, linguistiche,
antropologiche che raccontano il modo di stare
al mondo degli abitanti della città del Grifo e di
quelli dei Borghi e del contado. Il tutto condito
dai tic e dagli aneddoti che punteggiano la
brillante esposizione. Il libro è articolato in 500
schede tematiche che consentono una lettura
non sequenziale. La copertina (“Perugia e i suoi
Grifi”) e i disegni all’interno sono opera della
pittrice perugina Serena Cavallini. La
prefazione del sociologo Roberto Segatori
mette in evidenza “il tradimento di un
amante”, ossia l’atteggiamento, assunto
dall’autore, di appassionata ricerca dei segreti
della peruginità, poi messi in piazza “per
l’ironico” piacere dei lettori etruschi e dei
“barbari” di là dal Tevere.
❖ ELLERA
Incontri di formazione
L’associazione Verdemondo propone incontri
di formazione presso il negozio “L’ecolaio” di
Ellera di Corciano, via Gramsci 10. Sabato 21
settembre, ore 17, le psicologhe Carla Ascani e
Susanna Cirone affronteranno il tema “La
famiglia oggi. Modelli relazionali e
comunicativi”. Sabato 28 settembre, sempre
alle 17, la psicoterapeuta Giusj Elisa Andronico
terrà un incontro su “L’universo Web visto dai
ragazzi”, con invito a genitori ed educatori a
partecipare per dare vita a un ricco dibattito.
Info e prenotazioni: tel. 075 5172151, email
[email protected].
LA VOCE Città di Castello
18
BREVI
❖ ANNO DELLA FEDE
Incontro pubblico
sui “nostri testimoni”
Nell’Anno della fede la diocesi di Città di
Castello, in collaborazione con i centri studi
“Santa Veronica Giuliani” e “Beato Carlo
Liviero”, propone una riflessione su alcune
figure significative della propria tradizione per
capire come abbiano vissuto il loro rapporto
con Dio, e per mettere in luce come una vita di
fede può trasformare la storia e arricchire la
comunità umana. I testimoni eccellenti della
diocesi tifernate sono la beata Margherita della
Metola, santa Veronica Giuliani e il beato Carlo
Liviero. Di loro si parlerà durante l’incontro
pubblico che si svolgerà domenica 22
settembre alle ore 16 presso la sala “Beato Carlo
Liviero” dell’istituto Sacro Cuore in via XI
Settembre a Città di Castello. Interverranno
mons. Cancian, don Mariucci, don Piccinelli,
don Czortek.
❖ DIOCESI
Primo incontro
del Consiglio pastorale
La prima riunione dei membri del Consiglio
pastorale diocesano, di recente rinnovata per
un altro mandato, si terrà martedì 24 settembre
alle ore 21 presso la sala Santo Stefano del
palazzo vescovile. Sarà l’occasione per
conoscersi e per programmare il lavoro a
partire dalle linee pastorali del Vescovo per il
nuovo anno pastorale.
❖ MORRA
Celebrazione ecumenica
dei Cavalieri di San David
Per la sesta volta i cavalieri dell’Ordine di S.
David del Galles, S. Albano e S. Crescentino
promuovono la celebrazione ecumenica dei
vespri che si terrà sabato 21 settembre alle ore
17.30 nella chiesa di San Crescentino a Morra
alla presenza di vescovi e autorità religiose
cristiane delle Chiese cattolica, anglicana,
ortodossa e luterana. La celebrazione sarà
presieduta dal vescovo di Città di Castello mons.
Domenico Cancian. Venerdì 20 settembre si
terrà un concerto dell’Orchestra di San
Crescentino alle ore 19 nell’oratorio della stessa
chiesa. Domenica 22 settembre alle ore 12 è
prevista la messa a Pieve de’ Saddi.
❖ MUSEO DEL DUOMO
Visita guidata ai due
campanili cilindrici
Nell’ambito dell’iniziativa “Opere e monumenti
da scoprire nella diocesi di Città di Castello”
promossa dalla direzione del Museo del
duomo, sabato 21 settembre sarà possibile
visitare i campanili cilindrici di Città di Castello,
ovvero quello della basilica cattedrale e quello
della chiesa di San Michele Arcangelo. Entrambi
sono rari esempi di strutture a pianta centrale,
recentemente ristrutturati e consolidati;
terminanti a cono con cella campanaria. Per
informazioni telefonare allo 075 8554705
oppure scrivere a [email protected].
DIOCESI.
I lavori
dell’Assemblea
ecclesiale
Vangelo, gioia e luce
per l’uomo di oggi
L’
Assemblea ecclesiale in apertura del nuovo anno pastorale della diocesi di Città di Castello ha
avuto luogo tra il 10 e l’11 settembre nella chiesa parrocchiale di Santa Veronica
a La Tina. Il tema scelto quest’anno dal
Vescovo e dal Consiglio presbiterale era
“Il Vangelo: gioia e luce per l’uomo di oggi” e ha portato sacerdoti e laici della diocesi a riflettere riguardo alla fede nell’Anno a essa dedicato da Papa Benedetto XVI e a pochi mesi dalla pubblicazione della prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei.
Entrambe le serate sono state introdotte
dalla recita dei vespri, presieduta dal Vescovo, poi sono seguite le conferenze di
don Nazzareno Marconi, la prima sera
(di cui abbiamo parlato nel numero precedente), e di mons. Gualtiero Bassetti,
arcivescovo di Perugia, la seconda sera.
Nel corso dei due giorni, poi, i tanti fedeli presenti si sono potuti suddividere in
alcuni gruppi di lavoro quali “La Chiesa
diocesana”, “L’unità pastorale”, “Le famiglie”, “I giovani”, nei quali è stato possibile sia riflettere delle problematiche
L’impulso ci viene
dal Concilio e da
Papa Francesco
L’intervento dell’arcivescovo
di Perugia mons. Bassetti
all’Assemblea diocesana
tifernate
I
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
n occasione della seconda giornata di lavoro dell’Assemblea ecclesiale è intervenuto l’arcivescovo di Perugia - Città della Pieve,
mons. Gualtiero Bassetti, che ha
presentato all’uditorio il tema “Alla
luce del Vaticano II e del magistero
di Papa Francesco, una Chiesa che riflette la luce del Vangelo”, soffermandosi su quali siano gli aspetti del
Concilio ancora poco attuati dalla
Chiesa, e quanto della “primavera”
portata da Papa Francesco vada ricollegata al Vaticano II.
“Oggi non siamo davanti a nessuna
rivoluzione – ha affermato il presule. – Il Concilio in 50 anni è penetrato nel tessuto della Chiesa. Al tempo
stesso, però, è cambiato tutto, perché il pontificato di Francesco è come un frutto maturo del Concilio Vaticano II. Si sta aprendo una nuova
primavera della Chiesa, ma non basta il carisma di una persona per
affrontate nel corso delle conferenze sia
confrontarsi sulle varie problematiche
concrete legate alle parrocchie e alla diocesi.
In questi, attraverso la discussione fra i
vari partecipanti, è stato possibile sia conoscere meglio la realtà della Chiesa diocesana, nel suo insieme e nelle peculiarità delle singole parrocchie, sia trovare
alcuni spunti e proposte per cercare di
migliorare la Chiesa tifernate, alla luce
anche di quanto ascoltato nelle conferenze pomeridiane.
Alcune conclusioni raggiunte. Nel primo
gruppo è stato proposto di semplificare la
“burocrazia”, cercando di accorpare le
funzioni degli uffici pastorali, in vista, però, di una maggiore collaborazione tra di
essi, per esempio tra Pastorale giovanile
e familiare, per un’attenzione più mirata
ai giovani nel contesto della famiglia.
Nella discussione del gruppo inerente alle unità pastorali, invece, si è parlato di
quante siano ancora le resistenze e le difficoltà per attuarle. Mentre riguardo alla
famiglia è stato posto l’accento anche
sull’attenzione che dovrebbe essere rivolta alle coppie che si trovano in difficoltà, e non solo a livello economico.
Francesco Orlandini
I prossimi eventi in diocesi
A
nche a Città di Castello - come nelle piazze di tutte le diocesi umbre - è
ormai tutto pronto per l’evento di evangelizzazione “Una notte con san
Francesco”. Sabato 21 settembre, alle ore 20.30, in piazza Matteotti, inizierà la
veglia di preghiera organizzata in vista della visita del Papa in Umbria il
prossimo 4 ottobre. La preghiera in piazza sarà animata dal coro One Way e sarà
arricchita da alcune testimonianze. In cattedrale il Vescovo consegnerà alla
diocesi le Linee pastorali a conclusione dell’assemblea ecclesiale. L’adorazione
eucaristica in duomo occuperà tutta la notte fino alle ore 8 di domenica 22,
quando mons. Domenico Cancian celebrerà la messa. Il programma dell’evento
si concluderà la sera del 22 settembre alle ore 21. Nella chiesa di San Domenico
sarà proposto il musical Forza, venite gente a cura della compagnia teatrale
“Quelli che passa il convento”.
spiegarla; e i mutamenti sociali, come alcuni fenomeni di massa, non
coincidono sempre con i mutamenti della Chiesa”.
Per Bassetti questa primavera consiste nella conversione pastorale: “Un
dono che ci ha fatto lo Spirito con il
Concilio. Giovanni XXIII voleva un
Concilio per arrivare a una conversione pastorale della Chiesa, e con
‘pastoralità’ si deve intendere il discernimento ecclesiale dei segni dei
tempi e la pratica della ‘medicina
della misericordia’. Quest’ultima richiede la consapevolezza che solo
nella prossimità è possibile testimoniare la fede tra gli uomini del nostro
tempo. Questa conversione pastorale - ha proseguito - implica un rinnovamento. Il dovere della riforma
nasce dall’obbligo della Chiesa di
cambiare stile. Occorre
iniziare a praticare il
discernimento pastorale fin dalle comunità
più piccole, riscoprendoci tutti discepoli missionari. Dobbiamo poi
uscire da una logica di
autoreferenzialità, che
L’intervento di mons. Gualtiero Bassetti
rischia di paralizzarci;
anzi, dovremmo cercarendersi vicina agli uomini del pro- re di aprirci e andare sempre verso le
prio tempo. Non è il Vangelo che ‘periferie’. Evitare un cristianesimo
cambia, sono gli uomini a cambiare, ridotto a sola conoscenza, e il cleried essi lo ascoltano, lo recepiscono e calismo: una sorta di paternalismo
che non permette ai battezzati di
lo annunciano”.
“Se la conoscenza dottrinale, però – crescere. Il vero potere è il servizio
ha aggiunto l’ospite, fornendo anche umile e concreto – ha concluso
alcune linee guida – non è calata al- mons. Bassetti. – La Chiesa o è misl’interno della vita quotidiana, ri- sionaria o non è”.
F. O.
schiamo la sterilità e allora bisogna
❦ A TE LA PAROLA Lettere in redazione
N
Un segno di Dio in Amazzonia
ella chiesa di Piosina si è svolto, durante
l’Anno della fede, l’incontro-testimonianza
con fra’ Paolo Maria
Braghini, cappuccino
missionario in Amazzonia.
In occasione
Avevo già conosciuto fra’
dell’Anno della fede si
Paolo in occasione della Via
è tenuto a Piosina un
crucis fatta dai bambini a
Belvedere. Fra’ Paolo ha
incontro con il frate
cominciato a raccontare
cappuccino
come si è svolta la sua vita
insieme ai fratelli Cappuccini
missionario fra’
negli ultimi sette anni passati
Paolo M. Braghini
in Amazzonia. Ha parlato
Fra’ Paolo Maria a Piosina
delle enormi difficoltà in cui
versano quelle popolazioni:
ambientali, sociali, di identità e di dignità. Ha
in tre frati, poi lui è rimasto da solo per
raccontato del gravissimo disagio che stanno
qualche tempo; anche se raccontava tutto con
vivendo i giovani di quell’area, afflitti da un
quel sorriso che rende le cose più leggere,
alcolismo imperante e dai continui passaggi dei
quasi possibili per tutti, ha vissuto momenti
“corrieri della droga” che attraversano i villaggi
difficili e di scoraggiamento, ma… non ha mai
degli indios con un’unica direzione: il mercato
mollato! Commovente il racconto del suo
mondiale della cocaina. All’inizio erano giunti
primo Natale in Amazzonia, in cui spiegava la
necessità di comunicare
e condividere con la
gente la gioia di quel
giorno. Si è riversato per
strada cercando
qualcuno da
abbracciare, ma ha
trovato solo persone
ubriache. È stato proprio
in quel momento che
una bambina spuntata
da chissà dove gli ha
preso il mignolo della mano, lo ha stretto forte
forte e non lo ha lasciato per tutto il giorno, per
tutto il tempo che hanno girato per il villaggio.
Per fra’ Paolo è stato un segno dello Spirito
santo, un segno che Dio ha voluto mandargli
per fargli capire che non era solo e che non lo
sarebbe mai stato. Ha detto tante altre cose.
Dalle sue parole si capisce che essere
missionario non significa battezzare a raffica o
amministrare i sacramenti anche se non capiti,
ma è un processo molto più lungo, molto più
lento, e soprattutto più consapevole. La sua
missione, come quella di tutta la comunità dei
frati Cappuccini, è quella di stare a fianco degli
indios, vivere come loro, condividere con loro
fino a diventare uno di loro. È con la loro
testimonianza di vita che scoprono il dono e la
ricchezza della Parola di Dio. Come il parroco
di Piosina, don Francesco, da ragazza ho
accarezzato l’idea di una vita missionaria; poi
le cose vanno in modo diverso e ti ritrovi dove
Dio comunque ti ha messo a spendere i talenti
che ti ha donato. E io non voglio nasconderli,
anzi cercherò di essere più consapevole della
“missione” che posso fare, qui, dove vivo e
lavoro: “essere segno per gli altri” nel mio
limite, nella mia pochezza. Così, se qualcosa di
buono riuscirò a fare, si capirà che sicuramente
non viene da me, ma da Colui che solo per
amore ci ha creati e amati!
Teresa
LA VOCE Città di Castello
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Villa Montesca. Per
educare con lo sport
Progetto pro-socialità
V
Pro Sociality sport club intende
creare un fruttuoso dialogo tra
scuola e sport. Intanto compie
un anno di attività la Comunità
educante Alto Tevere
Numerosi gli ospiti della conferenza, dalla quale emerge chiaramente che Città di
Castello - come ha ricordato Giuliano
Granocchia, presidente del Csvm - è un
punto di riferimento rispetto alla realtà
delle comunità educanti e indice di grande valore anche perché persegue l’utilizzo del metodo Montessori che proprio
nelle scuole di Montesca e Rovigliano
venne collaudato nei primi anni del Novecento.
Fabrizio Boldrini, coordinatore del pro-
getto, ha sottolineato che la scuola deve
approfittare delle opportunità di crescita
e di coesione sociale offerte dallo sport
quale luogo di stimolo e occasione di dialogo. Il progetto di prosocialità illustrato
a Città di Castello rappresenta in tal senso la messa a punto di un sistema di sperimentazione che intravede margini di
ottima riuscita, testando sul campo l’efficacia delle comunità educanti nell’ambito dell’educazione sportiva.
Ampia soddisfazione è stata espressa da
Luigi Marinelli, presidente della Comunità educante Alto Tevere, nel tracciare
un bilancio positivo per questo primo anno di attività, che ha visto coinvolti il
mondo della scuola e numerose realtà
aggregative sportive, culturali e di volontariato.
Sabina Ronconi
all’Istituto teologico di Assisi. Il
testo racconta la storia di un figlio
e della difficile relazione con la
famiglia, particolarmente gravata
dalla figura di un padre dissoluto
che riappare nella vita del giovane
mettendone in crisi il già precario
equilibrio, e costringendolo a una
sorta di indagine su se stesso. Don
Marconi, commentando il libro,
ha sottolineato la sua curiosità nei
confronti del linguaggio
contemporaneo con cui è scritto:
Il tavolo dei relatori, a destra don Marconi
una forma diaristica, sintetica,
quasi cinematografica che rende
facilmente accessibile la storia,
ma che lascia spazio al lettore
nell’immaginare una conclusione
fortemente influenzata dalla
“capacità di ricominciare”, che è
la vera anima del romanzo.
S. R.
Cinzia Doti, “Pezzi di
ricambio”, Vertigo, pp. 110,
euro 12,90
CERBARA. Iniziative speciali alla 47a Mostra nazionale del cavallo
Tanti scolari imparano a conoscere i cavalli
I
BREVI
❖ ANGHIARI
Si apre venerdì 20 settembre al teatro di
Anghiari l’annuale appuntamento con il
Festival dell’autobiografia. Protagoniste, come
sempre, le storie: autobiografie, racconti,
memorie e didattica. Conferenze al teatro ma
anche aperitivi tematici e incontri nei locali
del paese. Il programma quest’anno si
presenta particolarmente ricco di
appuntamenti e di ospiti molto noti, tra cui
Tullio De Mauro, Lucia Vasini, don Mazzi. Il
Festival si apre venerdì 20 settembre alle ore
9 al teatro con i saluti delle autorità e la
presentazione del calendario da parte di
Stefania Bolletti, presidente della Libera
università dell’autobiografia, Duccio
Demetrio, direttore scientifico, e Sara Moretti.
Dopo l’apertura di “Appoggiati a un leggio”,
Paolo Moretti condurrà un incontro
sull’autobiografia e la scuola che coinvolgerà
istituti di tutta Italia, tra cui l’istituto
comprensivo di Anghiari.
LETTURE TIFERNATI. Presentazione del
romanzo di Cinzia Doti “Pezzi di ricambio”
enerdì 13 settembre è stato
presentato presso la sala
degli Specchi di palazzo
Bufalini Pezzi di ricambio, esordio
letterario della tifernate Cinzia
Doti. L’iniziativa, che rientra
nell’ambito di “Letture tifernati”,
è stata introdotta dall’assessore
alle Politiche culturali Michele
Bettarelli e ha visto la
partecipazione, oltre che
dell’autrice, di don Nazzareno
Marconi, docente di Esegesi
[email protected] 19
Al via il Festival
dell’autobiografia
“È
rigore quando arbitro fischia” è una
nota citazione di
Vujadin Boskov, ex calciatore
serbo ed ex allenatore noto
anche per gli aforismi al lui attribuiti. La frase, che potrebbe
sembrare scontata, porta in sé
una grande verità riconducibile al rispetto delle regole e dell’avversario, ed è stata adottata come slogan della conferenza finale del progetto “Pro Sociality sport club” svoltosi giovedì 12 settembre presso il
parco delle piscine comunali.
A coordinare l’azione, cofinanziata dalla Commissione europea, è stato il Centro studi Villa Montesca, non nuovo ad iniziative sinergiche che riguardano la scuola e i giovani. Sono coinvolti nel programma
“PS club” anche Aliberti editore ed enti di Paesi quali Romania, Bulgaria, Spagna, Grecia e Lituania, e soprattutto la Comunità educante Alto Tevere
che proprio in questi giorni taglia il traguardo del suo primo anno di attività.
Pro Sociality sport club risponde alla necessità avvertita nei Paesi europei di creare un dialogo tra scuola e sport, costruendo esperienze che possano rompere ogni pregiudizio riguardo alla possibilità di una fruttuosa armonia tra le due
realtà frequentate da bambini e giovani.
La “prosocialità” rappresenta una prospettiva nuova di mediazione del conflitto educativo che può generarsi all’interno
delle comunità sociali in mancanza di regole condivise di insegnamento e apprendimento, per sviluppare uno schema
di riferimento pedagogico e favorire l’insegnamento di competenze sociali.
@
l 13 settembre si sono aperti a Cerbara i cancelli della Mostra nazionale
del cavallo, giunta alla 47a edizione.
Quest’anno la mostra ha avuto di primo
mattino visitatori inconsueti: circa 700
ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, iscritti al concorso “Il cavallo, una
scoperta”, che sono venuti, con autobus
messi a disposizione dal Comune, per conoscere da vicino gli animali. I ragazzi
hanno assistito a gare ed esibizioni, e la
loro presenza ha contribuito a rasserenare l’atmosfera turbata dalla
notizia del furto di un minipony, Charlie, che doveva essere tra i protagonisti del Galà equestre “Cavallo, il sogno
di volare”.
La giornata si è svolta secondo il programma stabilito, cominciando dal Trofeo delle regioni di monta da lavoro della
Fitetrec-Ante, protagonista
della tre-giorni anche con altre specialità, e a seguire lo
show internazionale ‘B’ Ecaho-Anica per arrivare ai puledri del “Sella italiano”, che si
sono sfidati nel salto in libertà, e alle esibizioni dei cavalli americani.
Taglio del nastro il 14 mattina. Dopo il
quale, nell’incontro che si è tenuto, il
presidente della mostra Angelo Capecci ha sottolineato l’importanza del cavallo in Umbria quale volano di promozione e sviluppo. L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha confermato l’importanza dell’allevamento del cavallo nella
regione, e quella della mostra tifernate.
Sabato si sono susseguiti nei 9 campi di-
mostrazioni varie, tra cui quella dei butteri delle due Maremme, l’anteprima del
Gran Galà e, con costumi dell’epoca di
Piero della Francesca, “Il carosello di Piero” e l’esibizione degli sbandieratori di
Sansepolcro.
Durante la tre-giorni non è mancato il
“battesimo della sella”, che ha avuto
grande successo tra i bambini. Nel salone delle attrezzature e della promozione
ippica, meno stand degli anni scorsi; non
mancavano tuttavia quelli dell’artigianato storico e dei prodotti agroalimentari.
Contenti in genere gli espositori per la sistemazione dei
box, una voce di protesta però
dagli espositori dei cavalli da
tiro pesante rapido. Chiusura
alla grande domenica con i
tornei e le finali di tutte le
competizioni principali. Una
nota di tristezza è venuta purtroppo dalla morte di un allevatore mentre presentava il
proprio cavallo a uno degli
show.
Eleonora Rose
❖ BIBLIOTECA
Orari di apertura
nel periodo invernale
È in vigore a cominciare dal 16 settembre
l’orario invernale d’apertura al pubblico della
Biblioteca comunale di Città di Castello. La
struttura di via delle Giulianelle sarà a
disposizione degli utenti dal lunedì al sabato
dalle ore 9 alle ore 12.45 e anche nei
pomeriggi di lunedì, martedì, giovedì e
venerdì, dalle ore 15 alle ore 18.45.
❖ TARSU - TARES
Le nuove regole
per il pagamento
Il Consiglio comunale di Città di Castello ha
disposto modifiche al Regolamento per la
disciplina della Tares. È stato stabilito che il
tributo 2013 sarà versato in 4 rate, le prime
due scadenti il 15 ottobre e il 15 dicembre
dell’anno in corso, le altre due il 15 febbraio e
15 marzo del 2014 (precedenti scadenze:
settembre-novembre 2013 e febbraio-aprile
2014). Le prime due rate saranno determinate
in misura pari a 1/4 della Tassa smaltimento
rifiuti solidi urbani (Tarsu) dovuta nel 2012,
ovvero nell’ipotesi di occupazioni / detenzioni
/ possesso iniziato dopo il 31 dicembre 2012
in misura pari a 1/4 del tributo dovuto per
l’anno 2013, determinato applicando le tariffe
vigenti nel 2012 per la Tarsu. Le ultime due
rate saranno determinate applicando le
tariffe deliberate per il 2013 per il tributo
comunale sui rifiuti e servizi e detraendo
l’importo delle prime due rate già versate.
Contestualmente alla rata del 15 dicembre, il
contribuente è tenuto al versamento della
maggiorazione nella misura di 0,30 euro al
mq. A tutti i contribuenti sarà inviata per
posta in tempo utile la comunicazione
dell’importo dovuto per ogni rata.
❖ LUTTO
Margherita Castori
Fanelli... “zia Rita”
Il 12 settembre, nella chiesa di San Domenico,
sono stati molti, moltissimi quelli che si sono
stretti intorno alla famiglia per darle l’ultimo
saluto. Amici, ex colleghi, ex allievi. La vita di
“zia Rita”, come era chiamata giornalmente, è
stata costantemente attiva. Per molti anni
nell’insegnamento, dove ha portato, insieme
alla sua preparazione culturale, una
particolare sensibilità e un grande interesse
per i ragazzi. Durante molti anni ha dedicato
tempo ed energie al Centro italiano
femminile (Cif) comunale. Da ricordare in
questo periodo l’attenzione particolare rivolta
all’inserimento sociale delle donne
extracomunitarie, per le quali furono
organizzati corsi di italiano e anche di
apprendimenti infermieristici. E non meno da
ricordare l’adozione a distanza di giovani che
hanno potuto, con l’aiuto del Cif, compiere o
completare i loro studi. All’amata “zia Rita” è
andato, alla fine della cerimonia e
commovendo molti, il saluto dei più piccoli
della famiglia che lei predilesse. Al marito
Giulio e a tutta la famiglia, La Voce esprime le
sue condoglianze.
LA VOCE Orvieto .Todi
20
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
La reliquia
del
miracolo
di Bolsena
ha visitato
la Vicaria
dei Santi
Terenziano
e Felice
I pellegrini della Vicaria dei santi Terenziano e Felice.Nel tondo particolare della reliquia
Un popolo devoto all’Eucarestia
S
abato 31 agosto alle ore 21.30
la reliquia con i frammenti
dell’ostia consacrata macchiata di sangue del miracolo eucaristico di Bolsena è stata accolta
solennemente nella Vicaria di San
Terenziano e Felice ove, nei giorni successivi e fino al 14 settembre, in peregrinatio ha visitato tutte le comunità del territorio.
Qual è la storia di questa reliquia?
Più conosciuto e venerato dai fedeli di tutto il mondo è il sacro Corporale sul quale avvenne il noto
miracolo del sanguinamento dell’ostia nelle mani del sacerdote incredulo circa la reale presenza del
corpo di Cristo. Vi sono numerose
altre reliquie del miracolo, come i
paramenti e i sacri lini della celebrazione, e alcune pietre dell’altare su cui gocciolò il sangue. Nel
corso dei secoli sembrava perduta
una cosiddetta reliquia “minore” non certo per dimensioni - consistente in frammenti di grumi di
sangue e briciole di pane conservati in un piccolo cilindro di vetro
chiuso da una copertura in metallo, il tutto incastonato in una pietra
che ornava il preziosissimo reliquiario del Corporale. Si tratta di
frammenti dell’ostia che nelle mani del sacerdote boemo Pietro ha
dato origine allo stillare appunto
del sacratissimo sangue di Cristo.
Di questa reliquia - ha spiegato ai
pellegrini della Vicaria don Francesco Valentini, parroco di Massa
Martana e direttore dell’ufficio
diocesano per i Beni culturali ecclesiastici - si era a conoscenza
grazie agli affreschi che riprodu-
È stata accolta solennemente il 31 agosto. Nei
giorni successivi, fino al 14 settembre, ha
quindi visitato in “peregrinatio” tutte le
comunità del territorio della Vicaria
cono, oltre al Corporale, anche l’ostia e il calice, e a testimonianze
scritte di alcuni secoli orsono. Negli anni ’80, grazie al restauro del
prezioso reliquario, voluto dal vescovo mons. Decio Lucio Grandoni, all’interno fu trovata appunto
questa reliquia, che sta visitando,
in questo biennio giubilare, tutte
le comunità della nostra diocesi.
Come infatti tutti ormai sappiamo,
per il 750° anniversario del miracolo eucaristico di Bolsena (1263)
e dell’istituzione della festa del
Corpus Domini (1264), Benedetto
XVI ha concesso alla diocesi di Orvieto-Todi un Giubileo eucaristico
straordinario della durata di due
anni (2013-2014): una particolare
e straordinaria esperienza di grazia per la nostra Chiesa. E nell’ambito di tale biennio giubilare il
vescovo Benedetto Tuzia ha indetto la peregrinatio della reliquia
nelle nove Vicarie della diocesi.
Nella Vicaria dei Santi Terenziano
e Felice - comprendente tre Unità
pastorali: l’Up San Terenziano e
San Flacco (parrocchie di Grutti,
Marcellano, Pozzo, S. Terenziano,
Viepri); San Felice, San Faustino e
Beato Ruggero (parrocchie di Colpetrazzo, Massa Martana, Villa S.
Il pellegrinaggio finale della Vicaria dei Santi
Terenziano e Felice a Orvieto e Bolsena
“L’
apice di questa esperienza
giubilare - riporta la prof.ssa
Giusy Bruscolotti, vice
presidente del Consiglio pastorale diocesano
- è stato il momento conclusivo: il
pellegrinaggio della Vicaria ad Orvieto e
Bolsena nella giornata di domenica 15
settembre. Circa 350 fedeli provenienti da
San Terenziano, Massa Martana e
Collevalenza, in autobus e con auto proprie,
sono giunti con i loro parroci a Orvieto.
L’introduzione storica al Giubileo, all’aspetto
pittorico-architettonico del duomo di Orvieto
con particolare riferimento alla cappella del
Signorelli, è stata fatta da don Francesco
Valentini, vicario episcopale per i Beni
culturali. Successivamente hanno
oltrepassato la Porta santa e nella cappella
del Corporale hanno venerato il sacro lino”.
La solenne concelebrazione eucaristica in
cattedrale è stata presieduta dal vescovo
mons. Benedetto Tuzia. Nell’omelia mons.
Tuzia - ha ricordato ancora la Bruscolotti “ispirandosi al Vangelo della domenica, ha
posto in risalto al carattere della
misericordia infinita con cui Dio non si
stanca di cercare, andare incontro,
abbracciare colui che si è allontanato dalla
Sua presenza”. Dopo il pranzo nel giardino
dell’episcopio, il pellegrinaggio è proseguito
per Bolsena dove i partecipanti hanno
visitato la basilica di Santa Cristina e hanno
celebrato i vespri guidati da don Marcello
Sargeni. Una amena passeggiata lungo il
lago ha concluso un’intensa giornata di
spiritualità e di gioia fraterna vissuta da
queste comunità.
An. Co.
Faustino); San Benigno e Santa Illuminata (parrocchia di Collevalenza) - la prima sosta si è avuta a
San Terenziano, ove, domenica 1°
settembre, si è festeggiato il santo
patrono con una solenne messa e
alla presenza della reliquia. La reliquia poi ha man mano raggiunto
gli altri paesi del territorio: Frontignano, Loreto, Grutti, Torri, Saragano, Colleseco, Marcellano, Pozzo, Castelvecchio, Viepri, Castel Rinaldi, Massa Martana, Colpetrazzo, Villa San Faustino, Torrececcona, Monticello, Rosceto e Collevalenza.
In quest’ultimo è stata accolta venerdì 13. Alle ore 21 presso la chiesa parrocchiale si è celebrata la
messa, poi processionalmente si è
giunti al santuario dell’Amore Misericordioso, ove sabato la reliquia
è rimasta per l’intera giornata all’adorazione dei fedeli e dei pellegrini.
La peregrinatio è stata vissuta con
intensità e creatività. Le celebrazioni sono state partecipate da un
buon numero di fedeli e ravvivate
da canti, adorazioni, rosari eucaristici e processioni, che hanno reso lode e onore alla presenza di
Cristo nelle comunità. Non sono
mancate occasioni di rinvigorimento nella fede mediante il sacramento della riconciliazione e la
partecipazione alla mensa eucaristica.
La conclusione si è svolta domenica 14 con il pellegrinaggio dei fedeli della Vicaria ai luoghi giubilari.
Antonio Colasanto
TODI. Festa dell’Esaltazione della croce al Ss. Crocifisso
Comunità attorno a Cristo
I
La storia del Crocifisso
L’
immagine del Ss. Crocifisso è una pittura popolare medievale. Nel corso
dei secoli ha subito molti ritocchi e rifacimenti. Il Cristo crocifisso ha, ai
piedi della croce, la Vergine addolorata e san Giovanni evangelista. Il volto del
Cristo morente conserva un’espressione di rassegnata fiducia. È il volto che
contemplavano i condannati a morte prima di salire il patibolo. Accanto alla
Maestà erano poste le forche, dove erano giustiziati i condannati a morte. Le
forche furono rimosse dai priori tuderti nel 1587, quando iniziò a diffondersi
la devozione verso questa sacra immagine. Devozione spontanea che, come
raccontano i testimoni oculari, raccoglieva migliaia di persone. Con le
cospicue elemosine si pensò di finanziare la costruzione di questo tempio
monumentale. Il lavoro di costruzione fu abbastanza difficoltoso. Nel 1740
furono portati a termine la cupola con lanterna, molto diversa dal progetto
originale. Nel 1935 il parroco mons. Martino Petrucci fece restaurare la
chiesa, ridonando alla chiesa la sua originaria bellezza.
l 3 maggio 1591, il vescovo Angelo Cesi pose
la prima pietra della chiesa del Ss. Crocifisso
a Todi; come quasi tutti i nostri santuari,
anche questo è nato intorno a una edicola
votiva posta lungo la strada. Nel 1608 il vescovo
Marcello Lante eresse la chiesa in parrocchia.
Stava cambiando il modo di vivere, le
campagne si popolavano di contadini, e
occorreva creare un luogo di culto fuori le
mura; fino ad allora tutto il territorio era della
parrocchia di San Nicolò, che si trova all’interno
delle mura. La parrocchia si è ingrandita in
questi anni per l’abbandono del centro storico e
la creazione di nuovi centri abitativi. Il parroco
don Alceste Corboli, all’inizio degli anni
Ottanta, iniziò a celebrare la festa
dell’esaltazione della Croce il 14 settembre,
secondo il nuovo calendario liturgico. Questo
per dare alla comunità, ormai formata da
persone che per la maggior parte venivano da
fuori, un senso comunitario e di educazione
cristiana. Così, anno dopo anno, si è cercato di
far comprendere il significato di celebrare la
festa della Croce di Cristo. Quest’anno la
comunità ha celebrato la ricorrenza alternando
momenti di riflessione e preghiera con
momenti di svago. Un incontro sulla Sindone ha
aperto le celebrazioni, seguito, venerdì 13, dalla
Via crucis all’aperto, poi l’adorazione con le
confessioni, sabato 14, e la cena parrocchiale,
sempre la sera del sabato. Domenica dopo la
messa delle 11.30 si è svolta la processione, con
un antico Crocifisso, accompagnata dalla banda
musicale. Nel pomeriggio i festeggiamenti si
sono trasferiti nel parco del Veralli Cortesi, con
giochi di abilità e la musica dell’orchestra Notte
& Dì. La festa si è conclusa con l’estrazione di
una lotteria di beneficenza a favore della casa
di riposo Veralli Cortesi, in collaborazione con
la Croce rossa, Rotary club, Vespa e Moto club
di Todi.
Don Marcello Cruciani
LA VOCE Orvieto . Todi
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Il “Ciuffelli-Einaudi”
arricchisce l’offerta
D
La scuola tuderte lancia
i diplomi serali per gli adulti
e si prepara ad aprire un
Istituto tecnico a indirizzo
agro-ambientale
Al “Ciuffelli-Einaudi” le novità
non si esauriscono ai corsi serali, anzi. L’istituto sarà presto sede
anche di un Istituto tecnico superiore a indirizzo agroambientale. Gli Its sono scuole biennali
post-diploma di alta specializzazione istituite dal Ministero che
integrano istruzione, formazione
e lavoro secondo i modelli internazionali più avanzati, quali le
Supsi svizzere, le Bts francesi e le
Fachschulen tedesche.
Gli Its, già presenti nelle diverse
realtà del territorio italiano, rappresentano un canale formativo
di livello post-secondario alternativo e differenziato dai percorsi accademici. Si caratterizza per
un approccio incentrato su attività pratiche e sul contatto diretto con le aziende.
La metodologia dell’Its che vedrà
la luce a Todi è basata sull’alternanza tra formazione in aula e
formazione in azienda, che si sviluppa lungo tutto il corso del
biennio a stretto contatto con le
aziende che partecipano al progetto e che assumono il ruolo di
“tutor” sul campo degli allievi:
ciò consente agli studenti di acquisire direttamente le compe-
Evangelizzazione di strada
a Todi il 21 settembre
I
[email protected] 21
NEWS IN BREVE
L’ Aula Magna
dell’istituto
Ciuffelli a
Todi
iventa sempre più estesa
e completa l’offerta formativa dell’istituto d’istruzione superiore “Ciuffelli-Einaudi” di Todi, importante polo
territoriale per la formazione tecnica, tecnologica e professionale.
Alla ripresa, nei giorni scorsi, dei
normali corsi di studio, che hanno visto l’ingresso nei vari indirizzi di circa 200 nuovi allievi
nelle prime classi, la scuola tuderte ha affiancato l’avvio delle
iscrizioni ai corsi serali per adulti finalizzati al conseguimento
del diploma di ragioniere, geometra e perito agrario.
I corsi, che si svolgeranno dal lunedì al venerdì (dalle 18.30 alle
22.50), sono rivolti a chi ha solo
la licenza media, a chi ha interrotto gli studi e a chi vuole riqualificarsi. È previsto il riconoscimento di competenze già acquisite attraverso precedenti studi e la valorizzazione delle esperienze maturate in contesti extrascolastici.
Il conseguimento del diploma è
previsto in soli tre anni e con un
numero ridotto di ore settimanali, proprio per agevolare chi lavora, con insegnamento personalizzato e tasse equiparate ai
corsi ordinari. Si tratta dunque di
una valida opportunità per chi,
lavoratori dipendenti, autonomi
o disoccupati, vuole riqualificarsi ed aggiornare le proprie competenze, cogliendo nuove possibilità di lavoro.
@
n preparazione alla festa di san Francesco, in otto piazze
dell’Umbria sabato 21 settembre si svolge una
manifestazione di evangelizzazione. Per la nostra
diocesi la piazza prescelta è quella del Popolo a Todi. Nel
tardo pomeriggio gli sbandieratori e i tamburini di Grutti
percorreranno le vie della città per annunciare l’evento. In
piazza alle 20.30 si svolge
l’accoglienza, alle 21 si
andrà in processione
verso la chiesa di San
Fortunato. La prima sosta
è al monumento a
Jacopone, dove sarà
cantata una lauda di
questo mistico e poeta. Un
frate francescano
rivolgerà la parola ai
presenti, poi sul sagrato
della chiesa saranno
proposte delle
testimonianze. Infine,
all’interno, il vescovo
Benedetto Tuzia
presiederà la preghiera e
l’adorazione eucaristica,
mentre i sacerdoti si
metteranno a disposizione
per le confessioni.
tenze pratico-operative
più utili nel mondo del lavoro.
Il percorso formativo,
completamente gratuito,
avrà durata biennale
(2.000 ore) e si svolgerà
per più del 50% in laboratorio, in studi professionali e in aziende sotto la supervisione di docenti e tutor. Le docenze saranno tenute da tecnici del settore,
da esperti delle imprese, da docenti
universitari e di istituti tecnici.
Potranno accedere all’Its 20-25 diplomati di qualsiasi indirizzo di studio, ma per i periti agrari ci sarà un
bonus in termini di punteggio. Per
l’accesso è prevista una prova di selezione. Il bando uscirà entro settembre; le selezioni avverranno tramite test alla metà di ottobre; l’inizio
del corso è fissato per novembre.
L’Its formerà “super tecnici” altamente qualificati che andranno a ricoprire in azienda ruoli di responsabilità e di coordinamento. In particolare ci si propone di dare vita a
una figura professionale in grado di
abbinare le conoscenze teoriche
delle principali tematiche tecniche
alle conoscenze specialistiche operative, con capacità manageriali e
organizzative che possano dare valore aggiunto all’azienda.
La qualifica di “tecnico superiore” è
riconosciuta a livello europeo e prevede il rilascio di un diploma di V livello Eqf: consente inoltre l’accesso
diretto all’esame di abilitazione alla
professione per l’iscrizione all’Albo.
Gilberto Santucci
Festa del santuario
dell’Amore
Misericordioso
I
l 20 settembre alle ore 18, con una solenne novena, avrà inizio la festa diocesana del
santuario dell’Amore Misericordioso, anche
quest’anno densa di appuntamenti. Giovedì 26
settembre si celebra la Giornata del malato e
dell’anziano; venerdì 27 la Giornata dei ragazzi e dei giovani; sabato 28, alle ore 10 la liturgia penitenziale e delle acque, alle 12 la messa
del pellegrino presieduta da padre Ireneo Martin, alle 17.30 messa presieduta da mons. Cancian, vescovo di Città di Castello, e alle 21.15
grande fiaccolata e Via crucis.
Questi, poi, gli appuntamenti per domenica 29
settembre, festa diocesana dell’Amore Misericordioso: ore 7.30 lodi solenni; ore 10 presso la
Casa del pellegrino, il superiore generale padre
Aurelio Perez terrà una relazione su “La santità
in Madre Speranza”. Ore 11.30 celebrazione eucaristica presieduta dal card. Elio Sgreccia. Ore
17 messa presieduta da p. Alessandro Bocchini.
Ore 18.30 concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Tuzia, con la partecipazione del clero diocesano.
Si ricorda che lunedì 30 ricorre l’anniversario
della nascita di M. Speranza; la messa è alle ore
6.30 in cripta. Programma dettagliato su
www.collevalenza.it.
❖ PAPA AD ASSISI
❖ PADRE PIO
Giovani dalla diocesi
Festa liturgica
Il 4 ottobre l’Umbria offrirà l’olio
per la lampada di san Francesco,
ma l’evento che suscita tanta
attenzione è la visita del Papa. Una
rappresentanza di sacerdoti e laici
della nostra diocesi parteciperà
alla messa celebrata dal Papa sulla
piazza della basilica. Gli altri adulti
che vorranno recarsi ad Assisi si
possono rivolgere alle loro
parrocchie. Il Papa incontrerà i
giovani a S. Maria degli Angeli. Per
partecipare, in ogni Unità
pastorale è stato predisposto un
referente per organizzare l’arrivo
ad Assisi. La nostra diocesi
parteciperà con circa mille giovani,
sarà una bella occasione di
evangelizzazione. L’età per
partecipare a questo evento è
dalla terza media fino a 33 anni.
Lunedì 23 settembre si celebra
la festa di san Pio da Petrelcina;
il santo cappuccino sepolto a
San Giovanni Rotondo è meta di
continui pellegrinaggi da parte
dei fedeli di tutto il mondo. In
diocesi ci sono molti gruppi di
preghiera che si riuniscono per
pregare e per aiutare la Casa
sollievo della sofferenza, vero
polo scientifico e di carità voluto
da Padre Pio per soccorrere i
malati. Il gruppo di preghiera di
Todi festeggerà Padre Pio con la
celebrazione del transito e la
messa il 23 settembre alle ore
21, nella chiesa del Ss. Crocifisso.
❖ DIOCESI
Cresime e ritiro
Domenica 15 settembre alle ore 17
si sono svolte nel duomo di Todi le
cresime delle parrocchie del
Duomo e di San Giorgio. Il Vescovo
ha presieduto la liturgia, assistito
dia parroci don Andrea e don
Riccardo. I ragazzi si sono
preparati con un “ritiro” itinerante
che li ha visti coinvolti per molti
giorni. Sono andati ad Assisi,
Bolsena e Orvieto e un giorno
perfino a Mirabilandia. Il 13
settembre erano al santuario della
Pasquarella e la sera hanno
partecipato alla Via crucis che si è
svolta nella parrocchia del Ss.
Crocifisso; al termine si sono
confessati insieme ai genitori e ai
padrini. La liturgia è stata animata
dal coro interparrocchiale del
Duomo, San Giorgio e San Nicolò.
❖ PACE IN SIRIA
Raccolta speciale
Durante la serata di digiuno e
preghiera per la pace in Siria,
svoltasi alla chiesa della
Consolazione il 7 settembre, i
fedeli sono stati invitati a lasciare
un’offerta per la Caritas Siria in
un’apposita cassetta. Sono stati
raccolti 1.500 euro che sono stati
inviati per aiutare questi nostri
fratelli in difficoltà.
❖ MERCEDARI
Festa di Maria
Il 24 settembre è la festa di
Nostra Signora della Mercede.
Tale devozione alla Beata
Vergine nasce in seno all’Ordine
dei Mercedari, fondati in Spagna
da san Pietro Nolasco e san
Raimondo di Penafort nel 1218.
A orvieto i padri Mercedari sono
presenti nella parrocchia di San
Domenico, dove la Madonna
della Mercede è solennemente
festeggiata. Altri luoghi sono a
Battifolle, una località in
parrocchia di Pantalla - Ripaioli,
dove si trova un’antica cappella
dedicata alla Vergine della
Mercede e anche nella
parrocchia di Avigliano Umbro.
❖ LUTTO
Irma Paolantoni
Si è spenta in Collevalenza di
Todi la cara esistenza della
signora Irma Paolantoni vedova
Filippetti, all’età di 95 anni, con
il conforto dei sacramenti e
circondata dall’amore del figlio
Sante, dall’affetto dei parenti e
di quanti l’hanno conosciuta e
stimata. La redazione diocesana
de La Voce in unione di
preghiere a Gesù amore
misericordioso si stringe intorno
all’amico Sante Filippetti,
dirigente delle Acli regionali
Umbria e presidente provinciale
di Acli Sport.
Avigliano Umbro
Festa della Madonna
della Mercede
A
nche quest’anno si celebra ad Avigliano la festa
della comunità parrocchiale intorno alla Madonna
della Mercede, particolarmente invocata per la
liberazione dalle schiavitù che imprigionano l’uomo.
Dopo l’inizio di giovedì 19 settembre con un incontro di
preghiera, sabato 21 i fedeli effettueranno, guidati dal
parroco don Piero Grassi, un pellegrinaggio a Sulmona e
all’abbazia di Santo Spirito al Morrone. Nei giorni della
festa ogni celebrazione dell’eucarestia avrà una
particolare intenzione di preghiera. Ci saranno poi
l’adorazione eucaristica, la Via crucis al cimitero e la
giornata del malato. Alle famiglie sarà consegnato il
progetto catechistico per il nuovo anno pastorale, e un
pomeriggio sarà dedicato ai ragazzi e giovani che si
ritroveranno all’oratorio dopo la coinvolgente
esperienza estiva. Da segnalare inoltre l’incontro di
venerdì 27 ore 21, promosso dalla Caritas
interparrocchiale, con la testimonianza di suor Daniela,
volontaria presso il carcere femminile di Perugia, e
quello di sabato 28, sempre alle 21 (presso il teatro
comunale di Avigliano), in cui Giovanni Maria Vian,
direttore de L’Osservatore Romano, terrà un incontro dal
titolo “Un Papa di nome Francesco”. La festa si
concluderà domenica 29: alle ore 11.30 messa con
celebrazione degli anniversari dei matrimoni, e alle ore
18 solenne processione e messa.
M. M.
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
22
BREVI
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
DIOCESI. Nomine negli uffici di curia e avvicendamenti nel clero
❖ PROVINCIA
Promozione termale
Il progetto “Le Province del benessere”,
approvato recentemente dal Consiglio dei
ministri -vede la provincia di Terni direttamente
coinvolta per i siti termali presenti, dalle Fonti di
San Gemini al Parco dell’Amerino, dalle Terme di
Parrano alle Fonti del Tione fino alle Fonti di
Tiberio. Il progetto si pone come obiettivo quello
di far crescere il turismo termale, il cui appeal sta
aumentando costantemente. Un valore aggiunto
per la provincia di Terni è l’integrazione del
termalismo con le numerose attrattive culturali,
ambientali e naturalistiche di cui il territorio
dispone. Altro elemento di grande importanza è
quello di far parte di una rete di siti termali in
tutta Italia integrati fra loro.
❖ SCUOLA
Le cifre degli iscritti
Sono oltre 9.000 gli studenti delle scuole medie
superiori rientrati a scuola in questi giorni: per
l’esattezza, 9.196 studenti, suddivisi in 398 classi.
A registrare il maggior numero di studenti sono i
licei scientifici che contano in totale 3.009 iscritti.
A questi si aggiungono gli 880 studenti dei licei
classici di Orvieto (306 studenti) e Terni (574). Gli
istituti tecnico-industriali contano 741 allievi, di
cui 681 a Terni (compresi i 26 delle scuole serali)
e 60 ad Amelia. Sono 1.479 gli iscritti agli istituti
tecnico-professionali, con il numero maggiore di
studenti all’istituto professionale per i servizi
alberghieri “Casagrande” di Terni (725). L’Istituto
professionale per l’industria e l’artigianato di
Terni conta 413 alunni e in quello della Casa
circondariale di Terni 60. All’istituto tecnicocommerciale di Terni sono iscritti 468 studenti, a
quello di Narni 203 e a quello di Amelia 141. C’è
poi l’istituto magistrale di terni con 830 alunni e
quello di Narni con 262, mentre il Geometri di
Terni ha 258 iscritti e quello di Narni 153. Infine
all’Istituto d’arte di terni ci sono 316 allievi.
La cattedrale di Narni
I
n occasione del tradizionale ritiro del
clero della diocesi, incentrato sul tema dell’essere e agire di presbiteri, e
alla ripresa delle attività pastorali diocesane e parrocchiali, il vescovo amministratore apostolico della diocesi, mons.
Ernesto Vecchi, ha reso note alcune nomine in ambito curiale e i trasferimenti
di alcuni sacerdoti, necessari per una
migliore organizzazione della pastorale
diocesana.
Nell’organizzazione degli uffici della Curia diocesana, il Vescovo ha nominato
don Albin Kouhon vice cancelliere e
giudice del Tribunale diocesano, e don
Sergio Rossini direttore dell’Ufficio liturgico.
Nella parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria a Campomicciolo in Terni è stato nominato parroco don Angelo
D’Andrea, già parroco nella comunità
❖ MUSICAL ACADEMY
Le novità dell’anno
La Musical Academy di Terni ha iniziato il suo
sesto anno di lavoro nell’ambito della formazione
e produzione artistica. Nuova la direzione
artistica della sezione Danza, che è affidata a
Maria Luisa Bossone, direttrice dal 1980 del
Centro danza umbra di Terni, prima ballerina nei
maggiori teatri italiani. Sarà la Bossone a gestire i
corsi Musical Academy di Classico,
Contemporaneo, Modern, Hip Hop e Flamenco.
Nell’anno 2013-2014 la Musical Academy si
avvarrà anche della preziosa collaborazione di
Adelmo Sonaglia che curerà la direzione dei
corsi: Latino-americani e caraibici, Tango
argentino, Standard, Liscio, Balli da sala, Ballo
sociale, Coreographic team, Aerobica dance,
Ginnastica dolce, Country e Zumba. Corsi per
bambini e adulti, principianti, intermedi e
avanzati. La Musical Academy si appresta quindi
a divenire un centro di preparazione per esami
professionali Midas Fids Coni, pur mantenendo la
sua specificità anche nei settori musica e teatro.
Per quanto riguarda la sezione musica, la scuola
ha istituito indirizzi formativi istituzionali, basati
su due livelli di corsi: il “Custom o Amatoriale”
con programmi più personalizzati e di facile
accesso per gli allievi; il “Professional” strutturato
in cinque corsi di durata annuale, con un piano
di studi che fa riferimento ai programmi
ministeriali.
❖ CARABINIERI
Nuovo comandante provinciale
Il col. Pier Luigi Felli è il nuovo comandante
provinciale dei carabinieri. Ha sostituito
nell’incarico il col. Giuseppe Alverone, che è stato
trasferito a Roma. Nei carabinieri dal 1981, Felli
ha ricoperto numerosi incarichi
nell’organizzazione centrale, territoriale, speciale
e addestrativa, nelle regioni dell’Abruzzo, Emilia
Romagna, Veneto, Sicilia e Lazio. Laureato in
Scienze della sicurezza, è insignito
dell’onorificenza di Cavaliere al merito della
Repubblica italiana, della “Medaglia mauriziana”
al merito di dieci lustri di carriera e della
“Medaglia di bronzo” al merito della salute
pubblica. Proviene dalla Presidenza del Consiglio
dei ministri, dove ha ricoperto l’incarico di capo
area – Affari militari, coordinamento, supporto e
gestione delle risorse, presso l’ufficio del
Consigliere militare del presidente del Consiglio
dei ministri.
dei Santi Giovenale e Cassio a Narni, che
sostituisce don Roberto Bizzarri. Don
Angelo farà il suo ingresso a Campomicciolo domenica 29 settembre alle ore 11
nella celebrazione presieduta dal vescovo Vecchi.
Don Sergio Rossini è stato nominato
parroco della comunità dei Santi Giovenale e Cassio in Narni; farà il suo ingresso sabato 28 settembre alle ore 18 nella
celebrazione presieduta dal Vescovo.
Nella parrocchia di San Pietro Apostolo a
Fornole di Amelia è stato nominato parroco don Iosif Subiac, che sostituisce
don Gaston Dakoumandji, richiamato
nella sua diocesi di origine nella Repubblica centrafricana.
Nella parrocchia di San Francesco di Assisi in Terni, i Salesiani hanno designato
parroco don Guido Tessa; sostituisce
don Carlo Zucchetti, che lascia la comunità dopo 15 anni - prima alla direzione dell’oratorio e poi come parroco -,
trasferito nella parrocchia dei Salesiani
ad Arezzo. La comunità parrocchiale di
San Francesco saluterà don Carlo domenica 22 settembre nella celebrazione
delle ore 11.30, e a seguire con una festa
in oratorio.
Nella parrocchia del Sacro Cuore Eucaristico di Gesù a Città Giardino, a seguito del Capitolo dei frati minori Cappuccini dell’Umbria, è stato nominato parroco padre Marco Ronca che prende il
posto di padre Ennio Tiacci, attuale vice provinciale dei Cappuccini, trasferito
alla parrocchia di Sant’Antonio a Perugia. Padre Tiacci ha salutato domenica
scorsa la comunità parrocchiale ternana.
E. L.
Le borse di studio assegnate agli studenti
meritevoli dell’istituto Casagrande-Cesi
I
l corpo docente dell’istituto
Casagrande Cesi di Terni crede
fermamente nella
partecipazione studentesca alla
gestione dell’universo scolastico, e
per questo da alcuni anni sta
promuovendo la leadership
studentesca, ponendo particolare
attenzione alla formazione
valoriale nell’ambito della cultura
della legalità e del diritto.
All’apertura del nuovo anno
scolastico sono state consegnate
sette borse di studio, istituite in
memoria dei docenti della scuola,
agli alunni che si sono
maggiormente distinti per i brillanti
risultati scolastici ottenuti, per il
loro interesse, senso del dovere, di
appartenenza alla scuola, doti
umanitarie o di solidarietà. Così la
borsa “Luigi Morganti” è stata
assegnata a Bianca Dorotei della V
E, la “Maria Teresa Renzetti” a
Giada Feliziani, la “Aldo Bartolocci”
a Edoardo Lucidi della V Ap, la
“Piero Tentoni” a Erika De Angelis
della IV Ap, la “Maria Paolucci” a
Fortunato Rosa della V Cp, la
“Alberta Castelli” a Giulio Zhou
della IV Ap, la “Teodoro Pallotta” a
Natascia Castellani della IV E.
“Soltanto in
L’istituto Casagrande-Cesi
questo modo spiega il dirigente
l’anno scolastico, aiutandole nei
scolastico Giuseppe Metastasio -,
problemi relazionali e di studio. Il
cioè elogiando chi è più bravo e al
gruppo “Peer” è impegnato inoltre
contempo aiutando chi è in
in varie attività di volontariato e di
difficoltà si possono gettare le basi
tutela del territorio. “La scuola per la costruzione di quella
aggiunge Metastasio - può
sicurezza in se stessi che occorre per
diventare fucina di cittadini attivi e
avere successo nella vita”. La
corretti, se si coglie l’occasione di
consegna delle borse è stata
coinvolgere e corresponsabilizzare i
preceduta dall’accoglienza,
ragazzi e formare persone in grado
importante rituale di inizio anno: le
di agire sulla realtà, protagonisti
matricole sono state accolte da un
attivi e non semplici spettatori”.
folto gruppo di “tutor” che le
Claudia Sensi
accompagnerà nel corso di tutto
Giustizia: il problema non è il numero dei tribunali
È
opportuna qualche
breve riflessione,
anche se Terni non
è colpita dal problema: mi
riferisco alla riforma delle
Circoscrizioni giudiziarie.
È entrata in vigore la legge, proposta due anni fa
dalla ministra Paola Severino, che abolisce 80 tribunali “piccoli” o sedi distaccate, accorpandoli a tribunali più grandi.
La mini-riforma ha colpito in Umbria il
tribunale di Orvieto e le sedi distaccate di
Città di Castello, Foligno e Todi.
Orvieto è stato accorpato al tribunale di
Terni. Petizioni, appelli, manifestazioni,
proteste nelle forme più varie hanno interessato soprattutto Orvieto contro la
cancellazione del tribunale, e Todi per
evitare l’accorpamento a Spoleto, ritenu-
to “scomodo”, anziché a
Perugia, più “comoda”.
Non ci si può sempre opporre a qualsiasi piccola
riforma; avanzare critiche
e proporre modifiche e
aggiustamenti sì, ma poi
ogni provvedimento va
considerato e giudicato
nella sua validità complessiva. La motivazione
di fondo è il conseguimento di un risparmio di spesa (per la verità poco significativo, perché trattasi di 80 milioni di euro
in tutto) nonché la considerazione che oggi le distanze geografiche tra territori e
città contano molto di meno rispetto ai
tempi in cui l’ordinamento era sorto, e oggi sono in atto sistemi di collegamento e
di comunicazioni molto diversi da allora.
Da questa mini-riforma deriveranno dis-
agi iniziali ma poi tutto si aggiusterà: auspicio e certezza.
La ‘verità vera’ è che l’amministrazione
della giustizia ha bisogno di una grande
riforma, di cui la riduzione delle sedi giudiziarie non è che una piccolissima cosa:
in Italia la Giustizia deve essere più veloce e più efficace. I tempi lunghissimi dei
procedimenti civili e penali sono insopportabili: una giustizia, anche giusta, che
arriva in ritardo, non è più giustizia e
spessissimo non serve più. Questa è la
prima esigenza, poi ve ne sono molte altre. Per ora prendiamo atto che il tribunale di Terni è uno per tutta la provincia
a partire dal 13 settembre; ribadendo che
l’amministrazione della giustizia è funzione primaria dello Stato, chiediamo come cittadini che funzioni bene e contribuisca così al bene comune.
Nicola Molè
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
LA VOCE Terni.Narni.Amelia
DIOCESI. Ritiro del
clero per l’inizio
del nuovo anno
pastorale
Fede, perdono,
riconciliazione
U
n evento unirà le
diocesi umbre, il 21
settembre,
contemporaneamente in
otto piazze significative
delle diocesi, in
preparazione alla festa di
san Francesco che vedrà
l’Umbria protagnista con
la consegna dell’olio per la
lampada della tomba del
Santo. A piazza Adricitico
dinanzi alla chiesa del
Sacro Cuore dalle ore 21 si
pregherà, canterà, si
rifletterà sul tema “Fede,
perdono, riconciliazione”
alla luce
dell’insegnamento e della
testimonianza di
Francesco d’Assisi.
L’evento sarà introdotto
da due processioni. Il
ritrovo è alle ore 20 presso
la chiesa dei Conventuali
di San Giuseppe a Cospea
o presso la chiesa dei
Minori a San Antonio, da
dove partiranno due
cortei fino al piazzale
della chiesa del Sacro
Cuore dove ci sarà
l’accoglienza a piazza
Adriatico, canti e la
catechesi di un padre
francescano sul tema della
giornata, testimonianze. Il
terzo momento si vivrà in
chiesa dove, dopo la
proclamazione del
Vangelo, seguirà
l’adorazione eucaristica,
silenziosa e animata e
prolungata, durante la
quale i sacerdoti presenti
si renderanno disponibili
per le confessioni,
espressione più alta del
dono di riconciliazione.
❖ CATECHIESTI
Dal Papa a Roma
Circa 500 catechisti della diocesi
parteciparanno domenica 29 settembre
all’incontro con Papa Francesco. La partenza
sarà alle 5.30 per piazza San Pietro per
l’incontro con il Papa e la celebrazione
eucaristica. Nel pomeriggio alle 15 - 15.30 i
gruppi ripartranno da piazza San Pietro per
recarsi al santuario del Divino Amore dove
alle 17 ci sarà la celebrazione dei vespri
presieduta dal vescovo Vecchi. Il ritorno a
Terni è previsto per le ore 19.30.
❖ NARNI
Francesco e lo Speco
Il buon Pastore oggi
L’essere e l’agire dei presbiteri
è stato il tema centrale
dei tre giorni. Le parole
del vescovo Vecchi
A conclusione del ritiro, mons. Vecchi ha
indicato alcune priorità nella vita
spirituale e comunitaria dei sacerdoti: “Il
problema del prete, nella Chiesa e nel
suo rapporto con il mondo
contemporaneo, rimane un’attenzione
primaria per il popolo di Dio, in
particolare per tutto il presbiterio
diocesano. Nella Chiesa, pertanto, il
ministro ordinato agisce in persona
Christi, non per conto proprio. In tale
prospettiva, il nostro agire ecclesiale
potrebbe essere anche generoso e
intenso, ma se è autoreferenziale non
risponde al dono ricevuto. Quante
persone si spendono in mille modi, ma
non si donano! La carità, e nel caso del
ministro ordinato è la carità pastorale,
non si identifica con l’espressione dei
carismi personali, ma con l’agape, cioè
con l’amore di dilezione, che vuole il
bene altrui”. E ancora: “Esortiamo tutti
quelli che hanno, a qualche titolo e a
qualche livello, il compito
dell’evangelizzazione, ad alimentare il
fervore dello spirito. Questo fervore esige
prima di tutto che sappiamo sottrarci agli
alibi che possono sviarci
dall’evangelizzazione. Conserviamo
dunque il fervore dello spirito.
Conserviamo la dolce e confortante gioia
d’evangelizzare, anche quando occorre
seminare nelle lacrime”.
E. L.
DIOCESI. Celebrazione per i 50 anni di
sacerdozio di mons. Gianni Colasanti
I
n occasione della festa del Preziosissimo Sangue nella cattedrale di
Terni, domenica 22 settembre alle ore 17.30 la comunità festeggerà
mons. Gianni Colasanti per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale. Don Gianni è stato infatti ordinato
sacerdote il 29 giugno 1963 dall’allora vescovo diocesano mons. Giovanni
Battista Dal Prà.
In 50 anni don Gianni, molto conosciuto a Terni per la sua attività di docente e dirigente scolastico, ha vissu-
to il suo sacerdozio in diversi ambiti
di apostolato: come vice parroco in
Cattedrale, rettore della chiesa di
Campomicciolo, per oltre 10 anni cappellano del lavoro all’Acciaieria e alla
Fabbrica d’armi, professore in molteplici istituti scolastici, e infine, da
molti anni, co-parroco in Cattedale a
Terni.
Sacerdote e persona con una ricca e
vasta preparazione culturale, don
Gianni è il riferimento di molte persone in ambito teologico e morale;
La Clarissa che fu accanto a Padre Pio
ll’età di 88
anni, dopo
una vita
donata al Signore
e a tanti fratelli e
sorelle nella
preghiera, è
morta suor
Chiara Lorenza
Picca delle
Clarisse del
monastero della
Santissima
Annunziata di Colleluna a
Terni. Suor Chiara Lorenza
Picca del Cuore di Cristo era
nata ad Avezzano il 13 febbraio
1925. Era entrata da giovane
nell’istituto delle Apostole del
Sacro Cuore di Gesù dove ha
celebrato il suo 25° di vita
religiosa, contraddista dal
lavoro alla Casa sollievo della
sofferenza dove ha potuto
“respirare” la presenza di
Padre Pio e dove ha lavorato
insieme alla nipote del Padre,
Rachele, con la quale ha
condiviso molti
anni di vita.
Attratta
fortemente dalla
vita
contemplativa, in
modo particolare
dal carisma
francescano, è
entrata nella
comunità delle
Sorelle Povere di
Santa Chiara del
monastero Ss. Annunziata di
Terni il 19 dicembre 1972,
vestendo l’abito delle Clarisse
il 25 marzo 1973 all’età di 47
anni. Ha emesso i voti solenni
il 17 settembre 1975. Nella
comunità delle Clarisse ha
ricoperto incarichi di
responsabilità: è stata per tanti
anni vicaria della comunità e
maestra delle novizie. Ciò che
l’ha più contraddistinta e che
l’ha resa molto amata tra la
gente, è stato il suo spirito di
ascolto e di discernimento sia
Nell’ottavo centenario della presenza di san
Francesco allo Speco di Sant’Urbano (12132013), sabato 28 settembre dalle ore 16 allo
Speco si terrà un incontro promosso dai
Frati minori - in collaborazione con la
Scuola superiore studi medievali e
francescani e pontificia università
Antonianum - sulla storia del luogo.
Interverranno Felice Accrocca (“Lo Speco di
S. Urbano nelle fonti francescane e la
profezia di Angelo Clareno”), Mario Sensi
(“Lo Speco all’interno del movimento
dell’Osservanza”), Andrea Maiarelli (“Lo
Speco di Narni nei documenti d’archivio
della Provincia Serafica”). Alle 19 ci sarà il
concerto del trio “Laudar vollio” - La storia
della salvezza nelle melodie delle antiche
laudi medievali, con fra’ Alessandro
Giacomo Brustenghi, canto e organo
portativo, fra’ Davide Pietro Boldrini alla
chitarra e fra’ Marco Savioli al violino.
Inoltre, fino al 15 ottobre, nel chiostro del
santuario (orario 9.30-18), sarà presente una
mostra su san Bernardino da Siena, legato
alle vicende dello Speco. Sarà disponibile il
catalogo.
❖ UNITALSI
con accortezza e discernimento consiglia e convince a una ragionevole
speranza. “Si riconosce a don Gianni ricorda il prof. Nanni nelle pagine del
bollettino La voce del Duomo - l’autenticità della pietà religiosa alla quale non manca una preparazione teologica-filosofica, per cui si qualifica
per la sua apertura critica ai problemi
del mondo contemporaneo. Scende
tra la gente e vive l’esperienza della
quotidianità senza censure, facendosi apprezzare da laicisti e cattolici. In
special modo con i giovani sa tessere
una serie di rapporti in cui legittima
l’umanità e l’intelligenza che lo contraddistinguono”.
Colleluna. La scomparsa di suor Chiara Lorenza Picca a 88 anni
A
[email protected] 23
BREVI
M
olti sacerdoti della diocesi hanno
vissuto un intenso momento di
comunione e fraternità nella tregiorni di ritiro spirituale e formativo di
inizio anno pastorale. Il ritiro è stato
guidato dall’arcivescovo di Ancona Osimo, mons. Edoardo Menichelli che
ha approfondito la figura del Buon
Pastore alla luce del magistero di Papa
Francesco, il quale insiste molto sulla
rilettura del n. 80 dell’esortazione
apostolica Evangelii nuntiandi di Paolo
VI. A presiedere il ritiro mons. Ernesto
Vecchi, vescovo amministratore
apostolico della diocesi, che ha tenuto
una delle meditazioni approfondendo la
riflessione sull’essere e agire di
presbiteri: “La prima esigenza - ha detto è che il presbitero sia un autentico
discepolo di Gesù Cristo, perché solo un
sacerdote innamorato del Signore può
rinnovare una parrocchia. Nel contempo,
però, deve essere un ardente missionario
che vive nel costante anelito di andare
alla ricerca dei ‘lontani’ e non si
accontenta della semplice
amministrazione... Si tratta di vivere il
dono del nostro sacerdozio nella
dinamica delle tre virtù teologali: fede,
speranza e carità. Ma la carità, nei
ministri ordinati, assume la dimensione
della carità pastorale, cioè del dono di sé
per il gregge loro affidato. Così
rappresentano il Buon Pastore
nell’esercizio pastorale della carità. La
carità pastorale esige che i presbiteri, se
non vogliono correre invano, lavorino
sempre nel vincolo della comunione con i
Vescovi e gli altri fratelli nel sacerdozio”.
@
verso le sorelle che verso tutte
le persone che continuamente
suonavano alla porta per
chiedere preghiere. Infatti è
stata per tanti anni portinaia e
sorella addetta ai servizi
esterni del monastero, due
uffici molto delicati che lei ha
saputo ricoprire con
discrezione e discernimento,
avendo sempre per ciascuno
una parola buona e un
consiglio giusto da dare. Ha
ricoperto per tanti anni anche
l’ufficio di infermiera della
comunità, e come tale si è
prodigata sempre ad alleviare
le fatiche e le sofferenze delle
sorelle, soprattutto nei piccoli
gesti di attenzione. Insieme
all’abbadessa madre Teresa
Loconte, ha contribuito alla
costruzione del nuovo
monastero di Colleluna. Con
tante fatiche ma anche con
tante gioie, si è donata per la
comunità claustrale, per la
gente e per la diocesi.
Laboratorio creativo
A partire dal 18 settembre, tutti i mercoledì,
alle ore 15.30 presso i locali dell’Unitalsi in
piazza Ridolfi 35, si teiene un laboratorio di
creatività per la realizzazione di oggetti di
artigianato. Il corso è gratuito ed è aperto ai
portatori di handicap, ai soci Unitalsi e alle
persone di buona volontà. Per ulteriori
informazioni telefonare alla segreteria: 0744
433510.
❖ PELLEGRINAGGIO
Ai santuari di Francia
Dall’11 al 13 ottobre si terrà il pellegrinaggio
ai santuari mariani di La Salette e Nostra
Signora di Laus in Francia promosso
dall’Accoglienza diocesana. Il pellegrinaggio
farà tappa a Briançon e un giorno a Le Laus.
Il secondo giorno trasferimento a la Salette
con pranzo in comunità. Il terzo giorno
partenza per Venaria di Torino con visita
alla Reggia reale e rientro in serata. Quota di
partecipazione: 350 euro a persona in
camera doppia. Iscrizioni il prima possibile.
INCONTRI IN DIOCESI
SABATO 21, ore 16.30, Terni Campitelli,
processione con la statua di San Matteo
e la partecipazione della banda di Cesi.
Ore 18, Terni, cappella del complesso
residenziale Le Torri in via Mentana a
Terni, celebrazione per i 40 anni della
consacrazione, presieduta da padre
Alberto Bordellini.
Ore 21, Terni, piazza Adriatico, evento
regionale di evangelizzazione “Fede,
perdono e riconciliazione” in
preparazione alla festa di san
Francesco.
DOMENICA 22, , ore 11, Terni, Campitelli,
festa del patrono san Matteo. Ore 11.30,
Terni, San Francesco, celebrazione di
saluto al parroco don Carlo Zucchetti.
GIOVEDÌ 26, Ore 18, Assisi, basilica di San
Francesco, celebrazione della novena in
onore di san Francesco presieduta dal
vescovo Ernesto Vecchi, e pellegrinaggio
diocesano.
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
24
BREVI
❖ CONVITTO
Annalisa Boni rettore
Si è insediato da alcuni giorni il nuovo rettore del
Convitto nazionale “Principe di Napoli”
individuato nella persona della prof.ssa Annalisa
Boni, già stimata docente di Matematica al liceo
cittadino. Con la sua nomina si creano i
presupposti di una “rinascita” della prestigiosa
istituzione educativa tanto cara a tutti gli abitanti
di Assisi e in particolare a coloro che al suo
interno si sono formati raggiungendo i vertici di
importanti carriere. È infatti ragionevole
prevedere una durevole permanenza nel ruolo
con il quale l’interessata, nativa di Cannara e
radicata stabilmente al nostro territorio dopo
una carriera iniziata nel Friuli Venezia Giulia,
prosegue una tradizione iniziata nel 1875 dal
marchese Alamanno Bartolini Salimbeni, primo
della cronotassi giunta alla ventottesima tappa
nei 138 anni di vita del Convitto. Si tratta della
terza donna chiamata, soltanto a partire
dall’ultimo decennio, a rivestire l’importante ed
impegnativo incarico dopo Rosalia Mazzara e
Anna Maria Federico. Ha già ricevuto molti
auguri di buon lavoro e di proficui risultati che
sicuramente non mancheranno.
❖ RICONOSCIMENTO
Al primario Verdecchia
Con una cerimonia che si terrà nei prossimi
giorni, nella città statunitense di New Orleans,
nell’ambito dell’Hig Blood Pressure Council (la
massima assise mondiale dell’ipertensione), verrà
premiata la ricerca condotta metodicamente per
otto anni dal primario medico di Assisi, Paolo
Verdecchia, e dalla sua équipe su un gruppo di
oltre 3.000 pazienti affetti da ipertensione
arteriosa. Pubblicata sulla rivista Hypertension,
organo ufficiale dell’American Heart Association,
la ricerca in argomento testimonia l’alto livello
della ricerca italiana ed umbra, capace di
mettere a punto terapie sempre più efficaci ed
innovative in logica di efficace prevenzione dei
più gravi incidenti cardiovascolari (infarto
miocardico, ictus cerebrale, morte cardiaca
improvvisa).
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Il Papa alla mensa Caritas
ASSISI. Come opera
la struttura che
ospiterà Francesco
a pranzo con
i poveri
V
enerdì 4 ottobre Papa
Francesco - accomiatandosi
dalle celebrazioni religiose e
dalle cerimonie civili presso la basilica del santo in Assisi - dovrebbe raggiungere intorno alle ore 13
il Centro Caritas di prima accoglienza in S. Maria degli Angeli
(piazzale Donegiani) per condividere il pranzo con 50 poveri perlopiù provenienti dalla diocesi.
Il Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana
Una sosta rilassante? Piuttosto una
scelta che testimonia una specifica
vocazione e concezione pastorale
in sintonia con le enunciazioni pronun- della Caritas e concretizzatasi grazie al- dazione Santi Rufino e Rinaldo che si avciate dal Pontefice in occasione della sua l’impegno costante del vescovo emerito vale di un Consiglio di amministrazione:
elezione; un atto che si potrebbe definire Goretti. La prima vera sede venne inau- presidente Antonietta Vetturini e direttore
simpaticamente “irrituale” dal momento gurata in Assisi il 27 ottobre 1994 nell’ex Daniele Fiorelli.
che il seguito pontificio resterà ospite monastero delle Benedettine di via S. Ma- Costituiscono punti stabili di riferimento
presso il Sacro Convento.
ria delle Rose. In seguito al terremoto del per la collaborazione altre strutture in amUn’assoluta sobrietà caratterizzerà la pau- 1997 fu trasferita in uno stabile acquistato bito diocesano come Centri di ascolto, Cvs,
sa conviviale del Papa: tovagliette di car- dalla diocesi nelle immediate vicinanze settori attinenti in seno alle Amministrata, normali stoviglie, pietanze domenicali della stazione ferroviaria di S. Maria degli zioni comunali. Il sostegno economico deriva dal contributo dell’8 per mille, da ofpredisposte dalla capo-cuoca suor Dina, Angeli.
niente vino ma soltanto “sorella acqua” Il Centro dispone di 23 posti letto e riesce ferte di istituti religiosi, dai fondi della Cacome bevanda per tutti i commensali, e un ad offrire 60 pasti giornalieri. Aperto di re- ritas nazionale, dalla partecipazione a proservizio mensa all’insegna della massima gola per tre giorni a settimana, ma in casi getti riguardanti la vivibilità, il reinseridiscrezione: presenti il vescovo Sorrenti- particolari anche a una fase di permanen- mento sociale, l’ambiente... Il personale si
no e il responsabile diocesano della Cari- za. Ne possono trarre beneficio poveri di limita oggi a Stefania e Silvio, coadiuvati
tas padre Vittorio Viola.
passaggio, residenti disagiati, stanziali spontaneamente da alcune suore apparIl Centro Caritas rappresenta l’attuazione senza fissa dimora, persone in particolare tenenti a vari Ordini religiosi. Si auspica
di un’idea solidale fatta propria fin dagli difficoltà anche sotto il profilo della soli- pertanto un incremento del volontariato.
Francesco Frascarelli
anni Settanta dai benemeriti componenti tudine. Dal 2003 viene gestito dalla Fon-
GUALDO TADINO. Il cinema Don Bosco passa
al digitale, con tutte le opportunità che offre
❖ AMICI MONTAGNA
Escursione ‘carbonara’
Domenica 15 settembre gli Amici della montagna
di Assisi hanno percorso 13 km della
straordinaria macchia mediterranea che circonda
il territorio di Gualdo Cattaneo e in particolare di
Pomonte, dominio della famiglia Della Botte,
depositaria dell’antichissima arte del carbonaio.
La comitiva è partita dall’edicola votiva Le Querce
di Bettona per raggiungere la località Cinque
Cerri dove svetta il monumento ai partigiani della
“Brigata Leoni” che si accampavano nella fitta
boscaglia e nei paraggi delle grotte di Sorgnano,
ancora oggi difficili da raggiungere senza una
guida esperta dei luoghi. Poco più avanti si sono
incontrate le piane dove i carbonai costruivano le
“cotte” ormai in disuso dal 1960, ma ancora ben
presenti nella memoria di coloro che ne
custodiscono la leggenda. Tra questi, da
protagonista, il mastro carbonaio Gianni Della
Botte ha costruito per l’attenta comitiva la
fornace necessaria all’accensione della “cotta”,
impegnato in una gestualità antica, solenne,
cadenzata, impreziosita dai fumi e dagli aromi di
legno e di bosco. Questo è avvenuto nella località
di Santa Maria dell’Acqua Viva, meta finale
dell’originale escursione, conclusasi con la
degustazione di piatti tipici della tradizione
contadina.
❖ LUTTO
Antonello Campodifiori
Con la recente scomparsa (7 settembre) di
Antonello Campodifiori, mitico banditore e
protagonista assiduo della Nobilissima Parte de
Sopra, si è perduto un altro elemento non
secondario del variegato mosaico della comunità
cittadina di Assisi. L’estroso personaggio era
infatti partecipe assiduo ed appassionato di tutto
quanto avveniva all’interno delle antiche mura
dell’acropoli, di cui si sentiva in qualche modo
custode vigile e attento. Il suo temperamento
esuberante lo aveva portato a intraprendere una
breve carriera di attore cinematografico e
televisivo, ben presto interrotta per rientrare
definitivamente nella “sua” città che ora ne
avverte con mestizia la mancanza.
A cura di Pio de Giuli
S
arà presentata ufficialmente
lunedì prossimo, 30
settembre, alle ore 18.30 in
un’apposita conferenza stampa, la
stagione del teatro cinema “Don
Bosco” di Gualdo Tadino, la cui
inaugurazione è prevista per il
prossimo sabato 5 ottobre, alle ore
11. Una stagione che nasce con una
grande novità: il passaggio della
sala al digitale, mandando quindi
in pensione il sistema di proiezione
analogico, per entrare in quello
digitale. Una spesa cospicua,
superiore ai 40.000 euro, sostenuta
grazie ad un contributo della
Fondazione Cassa di risparmio di
Perugia e di una cordata di
imprenditori gualdesi. Grazie alle
nuove, modernissime, attrezzature,
il teatro Don Bosco diventa, a tutti
gli effetti, una sala multimediale
estremamente versatile, in grado di
ospitare, oltre alle proiezioni
cinematografiche in alta
definizione, anche eventi scaricabili
dal circuito satellitare dell’alta
definizione, vale a dire balletti,
concerti, opere liriche ma anche
altri eventi prodotti, localmente, da
esperti o gruppi giovanili. “Una
versatilità notevole - sottolinea il
presidente dell’associazione
Educare alla vita buona, Umberto
Balloni - che si sposa
perfettamente con il progetto
dell’oratorio Don Bosco che da due
anni ci impegniamo, con le nostre
forze, a portare avanti”. Va
segnalato che tutti coloro che
prenderanno parte
all’inaugurazione del 5 ottobre
riceveranno un buono per assistere,
la sera stessa, al primo film in
prima visione che verrà proiettato
con le nuove attrezzature.
Pierluigi Gioia
CANNARA. In occasione della festa patronale
❖ GUALDO TADINO
Il 1° Palio di S. Matteo
O
Adozioni a distanza
di bambini kenioti
rmai archiviata con enorme successo la 33a edizione della Festa della cipolla, la comunità cristiana di Cannara guidata dal parroco don
Francesco Fongo rende onore in
questi giorni al suo amato patrono San Matteo.
E proprio nella piazza intitolata
al santo, venerdì 20 settembre
alle ore 21 inizia la festa con la
sfilata dei terzieri e il bando di
sfida. Sabato 21 alle ore 11, nella chiesa dedicata al patrono, verrà celebrata la solenne messa
cantata dal coro locale “Concentus vocalis” (direttrice Francesca
Maria Saracchini); prevista anche la distribuzione del “soldo di
san Matteo” al popolo di Dio. Alle 14.30 si svolgeranno i giochi
tra i terzieri per il Soldone (Palio)
di san Matteo. Alle 19 avrà inizio
la processione per le vie del centro storico con la statua del santo.
Alle 21 si terrà il concerto dell’associazione musicale “F. Morlacchi” di Cannara (direttore,
maestro Francesco Verzieri) e
quindi si procederà all’estrazione della tombola.
Il tradizionale appuntamento con
la Fiera di san Matteo è fissato
per la giornata di domenica 22,
dalle 8 alle 20. Alle ore 21, presso
i giardini pubblici di viale Roma,
si terrà una serata di intrattenimento in piattaforma e quindi sarà assegnato il 1° Palio di San
Matteo al terziere vincitore.
San Matteo, apostolo ed evangelista, di professione esattore delle tasse, fu chiamato da Gesù a
essere uno dei dodici apostoli.
San Matteo era anche chiamato
Levi; in quanto pubblicano, era
membro di una delle categorie
detestate popolarmente. In effetti a quell’epoca gli esattori delle
tasse pagavano in anticipo all’erario romano le tasse, poi si rifacevano come usurai tartassando
la gente. Gesù passò vicino a Levi e gli disse semplicemente: “Seguimi”. E Matteo lo seguì.
R. B.
U
n pranzo di solidarietà dal titolo “Le forze che
cambiano la storia sono le stesse che cambiano il
cuore dell’uomo” è stato promosso a Gualdo Tadino,
alcuni giorni fa presso un noto agriturismo, a sostegno
dell’Avsi (Associazione volontari per il servizio
internazionale). Due i bambini adottati: è stato questo
il risultato concreto del pranzo di solidarietà promosso
dall’Avsi, che ha visto la partecipazione attiva del Cvs
Caritas, Comunione e liberazione e del comitato
Storica rappresentazione del Venerdì santo. Oltre 70 le
persone che hanno partecipato, alle quali Antonino
Masuri, coordinatore in Kenya del progetto, ha
illustrato le attività avviate presso la popolazione,
dall’educazione scolastica a quella sanitaria e sessuale,
che ha portato ad una riduzione dei malati di Aids.
Alla fine dell’evento sono stati sottoscritti e consegnati
al responsabile Avsi per l’Umbria, Marino Pedone, due
adozioni a distanza per un anno, ma questo è un
risultato in divenire, considerando che le adozioni a
distanza sono ancora possibili. Un ringraziamento
particolare va a Maria Fioriti, Enzo Galafate e a tutto il
comitato Storica rappresentazione del Venerdì santo
per l’impegno e il coinvolgimento. Adottare un
bambino a distanza è possibile sottoscrivendo un
modulo che impegna la famiglia a versare circa 300
euro annui, deducibili fiscalmente, con i quali aiutare i
bambini a vivere e studiare.
Marta Ginettelli
LA VOCE Assisi . Nocera . Gualdo
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
In principio è la relazionalità
@
[email protected] 25
BREVE
❖ COSTANO
Scuola ristrutturata
PALAZZO DI ASSISI.
Inaugurati i nuovi
spazi destinati
all’associazione
Pro Familia
L’anno scolastico 2013-2014 è iniziato con
l’inaugurazione a Costano della ristrutturata
scuola “Ezio Giuliani”. Alla cerimonia sono
intervenuti il sindaco Stefano Ansideri, i
componenti la Giunta municipale, la
prof.ssa Paola Lungarotti (dirigente
dell’istituto comprensivo Bastia 1) e il
consigliere comunale Stefano Giuliani (figlio
del maestro Ezio al quale è intitolata la
scuola stessa). La scuola primaria “Ezio
Giuliani” è stata sottoposta a un importante
intervento di consolidamento e restyling.
Da rilevare inoltre che con l’inizio del nuovo
anno scolastico il Sindaco ha inviato una
lettera alle scuole di ogni ordine e grado
destinata agli alunni e alle famiglie, al
corpo docente e tecnico-amministrativo. Il
primo cittadino ha formulato auguri di
“buon lavoro”.
I
n occasione
dell’inaugurazione dei
nuovi spazi destinati
all’associazione Pro Familia
onlus in Palazzo di Assisi e
benedetti dal vicario generale
don Maurizio Saba alla
presenza del parroco padre
Luigi Paolo Di Bitonto e del
responsabile della Pastorale
familiare diocesana padre
Michele Giura, è intervenuto
il consulente familiare padre
Alfredo Ferretti dell’Omi,
che ha offerto un contributo
sul tema – mutuato dal
filosofo e teologo Martin Buber – “In
principio è la relazione”. L’associazione
presenta, infatti, come fondamento e
fine del proprio servizio la formazione
globale della persona umana ed ha
costituito, sin dal 1994, il consultorio ‘La
Famiglia’ provvedendo a formare
professionalmente i propri consulenti in
collaborazione con la Sicof (Scuola
italiana consulenti familiari) della
Capitale, attivando un corso triennale
attraverso il quale è oggi possibile
conseguire regolare qualifica
professionale, così come riconosciuta
dalla legge vigente. Nel suo
coinvolgente intervento, padre Ferretti
si è ampiamente soffermato a
considerare come la natura umana sia,
di per se stessa, definita dalle relazioni
che la persona ha e coltiva. In
riferimento a ciò, ha sottolineato come –
in un tempo dominato
dall’individualismo e dal sentire
autoreferenziale assunto come metro di
giudizio e d’azione, laddove ogni
❖ BASTIA UMBRA
“La Famiglia”
P
adre Alfredo Ferretti è succeduto
a padre Luciano Cupia - che ne
fu il fondatore nel 1966 - alla guida
del centro ‘La Famiglia’ di Roma che
offre consulenza al singolo, alla
coppia e alla famiglia per problemi
educativi e di relazione con se stessi
e con gli altri.
Si tratta di un servizio qualificato
aperto a tutti e che persegue le
finalità di consulenza, di promozione
umana e di aiuto, anche negli aspetti
di informazione, prevenzione e
formazione. Il Consultorio esplica la
propria attività attraverso il
contributo di professionisti.
I nuovi spazi alla Pro Familia (foto di F.Vetturini)
bisogno sembra sia legittimato ad essere
soddisfatto a ragione della sua stessa
esistenza – l’animo umano ha sete di
una relazione capace di contenerlo. Il
desiderio cooperativistico – o
comunionale, che dir si voglia – è infatti
insito nella persona, la cui stessa
corporeità adotta un linguaggio
relazionale, sin dal suo concepimento.
La domanda di senso sulla propria
identità insita nella creatura umana
(“Chi sono io?”) trova dunque risposta
in relazioni belle (perché dotate di
un’esuberanza visibile), buone (non
avvelenate da meri meccanismi
utilitaristici né moralistici), sane (capaci
di condizioni liberatorie) e sananti (forti
della speranza che la vita è un dono,
perché di per sé promessa). In principio
– ha parafrasato l’esperto relatore – è il
lògos, vale a dire la Parola, il senso;
pertanto in principio è la relazione. Così
la relazione d’aiuto, caratterizzata da un
ascolto paziente, empatico e custodente,
non può che rappresentare un percorso
– faticoso quanto fondante – volto al
superamento dei momenti di
smarrimento, alimentando
costantemente la speranza che vince la
paura.
Elena Lovascio
“Meraviglia italiana”
È ospitata nella chiesa di Santa Croce a
Bastia, fino al 29 settembre, una mostra
d’arte organizzata dalla Pro loco e dalla
parrocchia di S. Michele Arcangelo. In
mostra i preziosi quadri della collezione Pro
loco (circa 50 opere) e della citata
parrocchia di Bastia. Nel pomeriggio del 28
settembre, sempre nella chiesa di Santa
Croce, si svolgerà una conferenza sul
Polittico di Sant’Angelo - opera del grande
artista Niccolò di Liberatore detto l’Alunno
(Foligno, 1430 ca. - 1502) - in occasione
della consegna alla parrocchia di Bastia del
premio Meraviglia italiana. Sono previste le
relazioni del docente universitario prof.
Corrado Fratini (che farà una dissertazione
storico-artistica sulla tela dell’Alunno) e del
rettore emerito del Seminario regionale
umbro di Assisi, mons. Nazzareno Marconi
(che darà una spiegazione prettamente
teologica dell’opera ospitata in Santa Croce).
Interverrà il presidente del premio
Meraviglia italiana per la consegna del
riconoscimento al Polittico dell’Alunno.
❖ GUALDO TADINO
Palio di San Michele
BAGNARA. Confermato:
san Francesco passò di qui
I relatori del convegno
S
an Francesco è passato per Bagnara. A questa conclusione sono giunti i relatori del convegno promosso dalla Comunanza
agraria di Bagnara con il patrocinio
del Comune di Nocera Umbra. Moderatore il prof. Andrea Maiarelli,
dell’Istituto teologico di Assisi.
Gli interventi sono stati quelli di padre Lorenzo Turchi dell’Istituto teologico marchigiano, di mons. Mario
Sensi dell’Università lateranense di
Roma e della prof.ssa Giovanna Casagrande dell’Università di Perugia.
Presenti anche il sindaco Giovanni
Bontempi e il vescovo mons. Sorren-
tino.
Dopo l’introduzione del presidente
della Comunanza, Lorenzo Perticoni,
padre Turchi ha accompagnato gli
uditori in un excursus sul modo di
predicazione di Francesco. Le tecniche erano ben precise e il punto forte erano gli exempla e la gestualità.
Mons. Sensi ha inserito le grotte dell’Angelo, cioè il santuario nei pressi di
Bagnara dove Francesco avrebbe soggiornato, tra quelli “micaelici”, quindi ben presente tra i luoghi frequentati dai Francescani.
La prof. Casagrande ha illustrato
analiticamente l’episodio nelle quattro fonti che lo riportano: La Vita seconda di Tommaso da Celano, la Leggenda maggiore, la Compilazione di
Assisi e lo Specchio di perfezione.
Quattro fonti diverse che coincidono
perfettamente nella ricostruzione
dell’ultimo viaggio di Francesco,
giungendo alla conclusione che “non
v’è dubbio che Francesco sostò a Bagnara, e che Assisi si è impegnata nell’accaparramento delle reliquie”.
M. B.
La 51a edizione del Palio di San Michele a Bastia
C
on l’ormai tradizionale
appuntamento “Il Palio incontra le
scuole”, tenutosi nella mattinata di
sabato 14 settembre presso il cinema
teatro Esperia, si è ufficialmente aperto il
programma della festa patronale di Bastia
Umbra: il Palio de San Michele 2013 (51a
edizione). Trecento studenti delle scuole
primarie hanno incontrato i capitani dei
quattro rioni, i rappresentanti dell’ente
Palio (con il suo presidente Marco
Gnavolini) e dell’Amministrazione
comunale. A ogni bambino è stato dato in
omaggio il fazzoletto del proprio rione da
indossare durante la festa, per avvicinare
da subito i piccoli bastioli al Palio e
accendere in loro il senso di
appartenenza. Bastia è pronta dunque per
la nuova emozionante sfida tra i quattro
rioni: Moncioveta, S. Rocco, S. Angelo e
Portella. Nella serata di giovedì 19 si è
svolta la cerimonia di apertura, con la
benedizione degli stendardi e dei mantelli
rionali. La manifestazione entrerà nel
vivo con le sfilate in programma in piazza
Mazzini dal 21 al 24 settembre, sempre
con inizio alle ore 22 (infoline biglietteria:
075 8011525 - 339 5750486). Le
rappresentazioni verranno valutate da
una qualificata giuria composta da Paolo
Emilio Landi (giornalista, regista teatrale,
documentarista), Leonardo Franchini
(giornalista, sceneggiatore), Roberto
Stocchi (attore, doppiatore, regista),
Annalisa Buccellato (organizzatrice
teatrale, giornalista), Santi Migneco
(scenografo, costumista). Stessa giuria
che dovrà formulare il suo verdetto anche
per quanto riguarda la gara gastronomica
nelle taverne rionali (21-24 settembre) a
cura della Pro loco. Appuntamenti molto
attesi saranno come sempre i giochi in
piazza tra i rioni (giovedì 26, ore 21.30) e
la lizza (sabato 28, ore 22.30). I risultati
conseguiti dai rioni nelle sfilate, nei
giochi e nella lizza determineranno la
classifica finale; al vincitore sarà
assegnato il Palio 2013 realizzato
dall’artista Francesco Valorosi.
Ricordiamo che l’anno scorso vinse il
rione Moncioveta guidato dal suo
capitano Lorenzo Incontri.
R. B.
Sabato scorso nella chiesa gualdese di San
Francesco si è tenuto il tradizionale
appuntamento con l’anteprima del Palio,
occasione durante la quale sono stati
sollevati i veli sull’opera del maestro Jacopo
“giovin pittore”, artista di origine gualdese.
La cerimonia ha visto la presenza del
presidente dell’ente A. Pieretti, del sindaco
R. Morroni, del gonfaloniere F. Pasquarelli,
dei priori S. Tittarelli, R. Cambiotti, G.
Gubbiotti, i maggiorenti dell’ente Giochi, D.
Nati, C. Bassetti, F. Cioli, L. Fiorucci nei loro
costumi medievali. Dopo la presentazione,
il Palio è stato condotto all’interno della
cappella del copatrono san Michele
arcangelo, in onore del quale si disputa il
Palio l’ultima domenica di settembre, nella
basilica cattedrale di S. Benedetto. Nato a
Sassari, ma di origini gualdesi, Jacopo torna
nella sua città, anche con una mostra curata
dal Polo museale diretto da Catia Monacelli,
che rimarrà aperta sino al 24 novembre
presso la chiesa di San Francesco. (M. G.)
❖ FRANCESCANE EUCAR.
Suor Zita torna negli Usa
Durante la celebrazione eucaristica di
domenica scorsa, la comunità parrocchiale
di San Pietro in Assisi si è raccolta in
preghiera per ringraziare il Signore della
presenza – operosa, discreta ed amorevole
– di suor Zita nelle case e famiglie del
territorio. Appartenente all’ordine delle
Suore Francescane dell’Eucarestia, ma
originaria degli Stati Uniti d’America, suor
Zita ha svolto per ben 27 anni un’attività di
accompagnamento a favore di anziani e dei
bambini assisani e ora, raggiunti gli 86 anni
d’età, continuerà la propria missione negli
Usa. L’augurio dei parrocchiani tutti è che il
Signore le consenta di continuare a vivere
l’ordinarietà con l’amore “stra-ordinario”,
operoso e umile che ne ha contraddistinto il
servizio ai fratelli in tutti questi anni in
Assisi.
@
26 [email protected]
NEWS IN BREVE
❖ CATTEDRALE
Dedicazione
Domenica 22 settembre la Chiesa
eugubina celebra l’anniversario
della dedicazione della cattedrale.
“Alle 17 tutti - scrive il vescovo
Ceccobelli - i presbiteri e tutti i
diaconi, diocesani e religiosi, sono
invitati a concelebrare con me in
cattedrale. Sono invitati anche i
fedeli, ma, sono certo, non
mancheranno coloro che avranno
partecipato ai tre giorni
dell’Assemblea diocesana.
Durante la celebrazione sarà
conferito il mandato a tutti i
catechisti della diocesi e saranno
anche ammessi al cammino di
preparazione verso il sacerdozio,
per aver superato l’anno
propedeutico, i nostri tre
seminaristi: Andrea Svanosio,
Edoardo Mariotti e Andrea
Maccabiani. Per loro, che per ora
sono gli unici giovani in cammino
verso il presbiterato, chiedo a tutti
i fedeli di pregare perché
diventino sacerdoti buoni e santi”.
❖ ALBERO
Il saluto del Papa
È stato installato sulla parete della
navata sinistra della basilica di
Sant’Ubaldo il manoscritto che
riporta inciso il testo del saluto
che Papa Benedetto XVI ha
indirizzato al comitato “Albero di
Natale più grande del mondo” e a
tutta la comunità eugubina in
occasione della cerimonia di
accensione dell’Albero che lo vide
protagonista il 7 dicembre 2011.
La significativa cerimonia è
avvenuta l’11 settembre, in
occasione della festa della
traslazione del corpo del Patrono,
al termine della messa solenne
presieduta dal vescovo Ceccobelli.
Oltre ai nobilissimi contenuti, è
una autentica opera d’arte: è
calligrafato e miniato con decori
manuali e con capolettera in
foglia d’oro, su carta artigianale in
fibra di cotone naturale. Riporta
integralmente il saluto del Santo
Padre. è stata realizzata grazie alla
collaborazione della associazione
“Onor d’Agobbio per l’arte del
libro – Unaluna” e della Federico
Venerucci Comunicazione, che il
comitato degli “alberaioli”
ringrazia in maniera davvero
particolare.
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
I partecipanti
al convegno
“Le radici
francescane a
Gubbio”
❖ UMBERTIDE
Festa dell’800
Umbertide ha festeggiato sabato 8
settembre il suo 150°
compleanno, e per l’occasione
piazza del Mercato è stata
animata da un affascinante
spettacolo di fontane danzanti,
musica, luci e fuochi. È stato
questo l’evento clou della Fratta
dell’800, dedicata quest’anno
proprio all’importante
anniversario del cambio di nome
da Fratta a Umbertide. Ma è stato
anche il giorno della sfida tra le
taverne, che si sono misurate non
solo nella preparazione del piatto
più gustoso e più attinente alla
cucina di allora, nel tentativo di
conquistare l’ambito Palio, ma
anche nei giochi popolari e
precisamente del pallone per gli
uomini e nel tiro alla fune per le
donne, rigorosamente in costumi
d’epoca. Il programma delle feste
di settembre di fine ’800 era
iniziato già alla mattina alle ore 8
con il tradizionale Mercato della
terra di piazza Matteotti che per
l’occasione era diventato
ottocentesco, mentre nel
pomeriggio piazza del Mercato è
stata animata dal Festival dei
burattini.
❖ MOSTRA
L’arte e il lupo
Proseguirà fino al prossimo 6
ottobre la mostra “Fratello lupo,
sorella arte”, completata da un
bel catalogo (appena 3 euro) a
cura di Ettore Sannipoli, che
indica i vari dipinti e le varie
opere in esposizione. Si tratta di
una mostra a percorso: dal
chiostro i San Francesco, dov’è
allestita, si parte per un itinerario
che tocca varie strutture, chiese,
musei cittadini alla scoperta di
iconografie varie che riportano il
celebre episodio
dell’ammansimento del lupo a
opera del Poverello di Assisi, citato
nel cap. XXI dei Fioretti. Oltre 30
fotografie che riproducono
ceramiche, volumi, dipinti, rilievi,
vetrate, a partire dal XV secolo in
poi. (Ben. Pi.)
Se il Papa
“deviasse”
a Gubbio...
S
LA VOCE Gubbio
ono molti
coloro che
“sognano”
una deviazione
che permetta a
Papa Francesco,
nella prossima
visita ad Assisi,
una “capatina”
nella “seconda patria di san Francesco”. A
convincerlo ci proveranno Younes e Loretta, lui
musulmano e lei cattolica, entrambi membri di
Civiltà etica, associazione fondata da Gianluca De
Gennaro, che dal 4 al 6 ottobre ha organizzato la
prima edizione di un festival per riflettere su temi
fondamentali per lo sviluppo della società, quali
terra, lavoro, relazioni e arte. Si apre e si chiude a
Gubbio ma si svolge a Scheggia, con un programma
intenso. Younes e Loretta sono partiti a piedi ai
primi di settembre dalla chiesa della Vittorina.
“Saranno in piazza San Pietro il 2 ottobre - ha
garantito De Gennaro - per consegnare
personalmente l’invito a Papa Francesco. Speriamo
bene”.
Gubbio merita il nome
di “seconda Assisi”
P
er caratteristiche storiche,
religiose, artistiche e architettoniche, Gubbio si identifica come luogo di primo sviluppo,
approfondimento e crescita del
messaggio e della spiritualità
francescana. A tutti gli effetti è
una “seconda Assisi” per i suoi legami molto stretti con san Francesco e i francescani, con “elementi cardine indispensabili per
ricostruire la vicenda francescana”.
È quanto emerso nel corso del
convegno “Le radici francescane a
Gubbio”, svoltosi nel convento di
piazza 40 Martiri con contributi
dei più importanti studiosi ed
esperti della vita del Santo e della
storia del francescanesimo, che
ha inaugurato le celebrazioni per
gli 800 anni della consegna a san
Francesco (1213) della chiesa della Vittorina.
Il prof. Andrea Maiarelli, dell’Istituto teologico di Assisi, nella sua
relazione “I francescani a Gubbio
nel XIII secolo” ha rivendicato per
Gubbio la dimensione di “seconda
Assisi”, fondamentale quindi nella vicenda umana e spirituale del
Poverello, come testimoniato da
alcuni luoghi simbolo e dalla loro
storia: chiesa della Vittorina, chiesa e convento di San Francesco,
Caprignone e San Girolamo, basilica e convento di Sant’Ubaldo
(abbandonato purtroppo dai Minori nello scorso mese di gennaio
dopo oltre 150 anni).
I lavori, aperti dal vescovo mons.
Mario Ceccobelli, sono prosegui-
I risultati del convegno “Le
radici francescane a Gubbio”,
con contributi dei più
importanti studiosi della vita
del Santo e della storia del
francescanesimo
ti con una straordinaria illustrazione-lettura dell’ammansimento
del lupo da parte di padre Luigi
Marioli, docente all’Istituto teologico di Assisi: “È l’emblema - ha
spiegato - della massima capacità
dialogica di san Francesco, autentico fondatore di patti di pace.
Francesco non annunciava il Vangelo se la gente non era predisposta a patti di pace. Prima dell’episodio narrato dai Fioretti, li aveva
predicati a Bologna, a Perugia, ad
Arezzo: era un uomo molto esperto nel patto di pace, nel firmare,
stabilire e conservare la concordia”.
Paola Monacchia, presidente
della Deputazione di storia patria
dell’Umbria, ha introdotto novità
sul vescovo Villano, che nel 1213
favorì la consegna a Francesco
della Vittorina, primo cenobio dei
Minori: “Non è detto ha dichiarato - che Villano fosse un monaco
avellanita, poteva essere anche un
canonico della canonica di San
Mariano”, rafforzando con ciò il
legame con sant’Ubaldo. Da parte
la prof.ssa Giovanna Casagrande dell’Università di Perugia ha
dimostrato “che i frati minori sono
Una “casa” per il cane
di Preggio rimasto
senza padrone
L
a morte di persone care provoca
conseguenze psicologiche anche negli animali. È il caso di un bel pastore maremmano, rimasto solo nelle campagne di Preggio dopo la morte del suo
padrone. L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) e il Comune si sono subito
fatti carico dell’animale, preoccupandosi
del suo benessere, dando incarico a una
volontaria dell’Enpa di occuparsi quotidianamente di lui, portandogli il cibo e
soprattutto cercando di conquistare la
sua fiducia, condizione necessaria per
trovargli poi una sistemazione più idonea.
Tale impegno ha dei costi economici: per
questo Comune ed Enpa hanno rivolto un
appello alla collaborazione. Chi volesse
partecipare può rivolgersi alla sezione di
Umbertide dell’Enpa al numero 333
6621035. Per evitare il ripetersi in futuro
di tali situazioni, l’Enpa, insieme alla civica Amministrazione, sta realizzando un
rifugio di transito per animali abbandonati, che entrerà in funzione a breve. Invitiamo anche i nostri lettori a farsi sentire.
F. C.
stati presenti ab antiquo,
fin dalle origini, nella zona”.
Il convegno si è concluso
con la celebrazione di una
messa nella chiesa di San
Francesco, celebrata da
mons. Ceccobelli con i
provinciali dell’Umbria
delle famiglie francescane. In tale occasione il Vescovo ha
consegnato ufficialmente la Lettera
alla Chiesa eugubina per l’ottavo centenario della Vittorina, sottoscritta anche dal ministro dei Conventuali dell’Umbria fra’ Franco Buonamano,
indirizzata alla città in occasione del
centenario della Vittorina.
“Questo centenario - scrive mons.
Ceccobelli - si inquadra in quella che
possiamo definire la radice storica,
culturale, religiosa propria della gente eugubina. È un evento che rappresenta per tutti un’autentica opportunità di crescita umana e spirituale,
che ci sollecita a riappropriarci di
quei valori di cui l’uomo di oggi avverte l’urgente bisogno per orientarsi nel difficile contesto etico-sociale
in cui si trova a vivere ed operare”.
Quelli “dell’accoglienza e dell’umiltà,
della condivisione e della pace, che
hanno fatto di Francesco un Vangelo
vivente e che anche il nostro patrono
sant’Ubaldo aveva cercato di trasmettere ai suoi fedeli praticando costantemente la virtù della misericordia. È come se una santa staffetta
avesse voluto assicurare agli eugubini la custodia di un prezioso patrimonio spirituale”.
G. B.
Umbertide - Missioni
Don Lucarelli chiede
aiuti per il Perù
P
rima di ripartire per la missione di Huacrachuco
(Perù), il missionario don Vittorio Lucarelli ha
chiesto di essere aiutato per acquistare un terreno
dove realizzare strutture solide
per i “suoi” bambini: aule per la
catechesi, un centro dove riunirli.
Pensa a loro più che alla casa
parrocchiale da rifare; quella
attuale è di fango e sta cadendo.
Vittorio è da 25 anni in Perù,
prima come missionario laico
dell’Operazione Mato Grosso, poi
come prete; prima ancora è stato
in Ecuador. Sono quindi anni che
Don Lucarelli
manca da Umbertide e tanta
gente nemmeno lo conosce; da
qui la difficoltà di ottenere ascolto. La diocesi, con il
vescovo Mario, gli è vicina e lo aiuta materialmente e
nelle scelte pastorali. “Avrei bisogno - dice don Vittorio di qualcuno che mi ‘veicolasse’ nelle parrocchie, di
persone che facciano due-tre attività all’anno, per
mantenere vivo il mio ricordo e aiutare me e i miei
poveri”. Quindi ha aggiunto: “In un momento di
difficoltà come questo, se ognuno dà quello che può, il
Signore ha promesso che gli manderà indietro cento
volte tanto!”.
Fabrizio Ciocchetti
LA VOCE Foligno / Spoleto
VENERDÌ 20 SETTEMBRE 2013
Tre giorni fuori dalla comunità
S
La sede del Centro attività sulle tossicodipendenze di Assisi
Una tavolata piena di storie,
di esperienze da ascoltare e
di desideri da realizzare
sciarsi andare, a prendersi cura di se
stessi e di ciò che li circonda. Durante
la cena qualcuno racconta dello stupore provato quando è stata data loro la
responsabilità di occuparsi dell’orto che
si trova ad Assisi, in particolare a San
Gregorio, hanno descritto l’emozione
provata nel veder crescere qualcosa
grazie alle loro cure. Ogni ragazzo a San
Gregorio svolge a turno un ruolo diverso: chi si occupa della cucina, chi della
lavanderia, chi dell’orto ecc. Dopo cena
ci si rilassa con qualche battuta o barzelletta, ma il momento più emozionante arriva a metà serata, quando il
gruppo festeggia il compleanno di uno
dei ragazzi. Una torta improvvisata nel
pomeriggio, una lettera e un disegno, il
dono più grande poi ogni ragazzo lo ha
voluto fare personalmente al festeggiato. Uno ad uno tutti si sono alzati in piedi e hanno regalato al loro “compagno
di viaggio” parole che difficilmente anche l’équipe della Caritas dimenticherà.
“L’unica parola che riesco a dirvi è grazie” - ha affermato il direttore della Caritas Mauro Masciotti. Ospitare nei locali di Rasiglia la comunità di San Gregorio è stato la conferma che è possibile vivere momenti unici di amicizia, è
possibile anche dentro ad una stanza
scambiarsi emozioni, arricchirsi condividendo le proprie esperienze con il
prossimo, donare a uno sconosciuto la
gioia di tornare ad assaporare un pezzo
di vita che mancava.
Spoleto. Messo a dimora all’Hospice “La Torre
sul Colle” l’ulivo benedetto da Papa Francesco
C
on una cerimonia semplice e
familiare, domenica 15
settembre presso l’hospice “La
Torre sul Colle” di Spoleto è stato
messo a dimora l’ulivo benedetto
da Papa Francesco mercoledì 4
settembre scorso, al termine del
pellegrinaggio diocesano della
Chiesa di Spoleto-Norcia a Roma
nell’Anno della Fede. Erano presenti
l’arcivescovo mons. Renato
Boccardo, il dott. Fabio Conforti,
responsabile della struttura per le
cure palliative, il personale medico,
paramedico e volontaristico della
struttura, in particolar modo i
volontari dell’Associazione Aglaia
(Associazione per l’Assistenza
palliativa - onlus) di Spoleto. Coloro
che attualmente sono ricoverati
all’hospice hanno partecipato alla
cerimonia, insieme ai familiari,
affacciati alle finestre delle loro
camere. Era presente anche un
cospicuo numero di familiari di
persone che hanno terminato la
La messa a dimora dell’ulivo
loro esistenza terrena nella
struttura. “Il 4 settembre scorso - ha
detto mons. Boccardo - abbiamo
portato al Papa due dei simboli più
eloquenti dell’Umbria: una pianta
di ulivo e il suo frutto, l’olio. Al
Vescovo di Roma abbiamo lasciato
una buona quantità di olio che
destinerà ai poveri; l’ulivo invece,
dopo essere stato benedetto dal
Pontefice, lo abbiamo riportato a
casa. Con i collaboratori della Curia
arcivescovile - ha proseguito il
Presule - abbiamo pensato di
metterlo a dimora qui all’hospice,
‘santuario della sofferenza’ e luogo
eccellente della nostra città dove la
vita, segnata irreversibilmente dalla
malattia, ha comunque un suo
significato”. Al termine della
cerimonia, presso il vicino Santuario
della Madonna di Loreto mons.
Boccardo ha celebrato la messa.
Acquaiura di Spoleto. La chiesa era inagibile a causa del sisma
Riaperta San Michele arcangelo
D
omenica 15 settembre, festa della
Madonna Addolorata, con una solenne messa è stata riaperta al
culto la chiesa di S. Michele Arcangelo
in Acquaiura di Spoleto, inagibile a seguito dei danni causati dal terremoto del
1997. La celebrazione è stata presieduta
dal parroco mons. Eugenio Bartoli e vi
hanno partecipato, nonostante il maltempo, un gran numero di persone. Gli
abitanti di Acquaiura, avendo perso ogni
speranza di poter usufruire dei contributi regionali, considerato l’attaccamento
alla chiesa, si sono tassati in maniera
consistente, integrando così il fondo
messo a disposizione dal parroco per la
messa in sicurezza dell’edificio di culto.
Rimangono ora da restaurare gli affreschi conservati all’interno. Alla festa erano presenti anche il vice sindaco di Spoleto Stefano Lisci, il comandante della
Polizia municipale Vincenzo Russo, e il
consigliere comunale Enzo Alleori, saliti nella frazione spoletina anche per l’inaugurazione del restauro della fontana
del paese.
La prima notizia dell’esistenza della
chiesa viene dai registri delle decime del
[email protected] 27
BREVI
❖ ROCCAPORENA
Incontro catechisti
Venti ragazzi del Centro attività
sulle tossicodipendenze di Assisi
ospiti della Caritas
di Foligno a Rasiglia
pesso dalle situazioni più semplici
si possono trarre le emozioni più
profonde.
È ciò che è successo martedì scorso all’équipe della Caritas diocesana di Foligno, quando una semplice cena è diventata l’esempio concreto di tanti obiettivi desiderati.
Ad accogliere il Direttore della Caritas
Mauro Masciotti e la sua équipe una
ventina di ragazzi provenienti dal Cast
(Centro attività sulle tossicodipendenze)
di Assisi (l’associazione che gestisce
quattro comunità terapeutiche, che erogano assistenza riabilitativa, educativa,
psicologica e sociale a soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope), che hanno usufruito dei locali di
Rasiglia per tre giorni. Una tavolata piena di storie, di esperienze da ascoltare e
di desideri da realizzare. Una grande famiglia, unita da obiettivi comuni, che
però deve riuscire a far convivere ogni
giorno insieme persone tanto diverse le
une dalle altre, ognuna coi suoi tempi e
i suoi modi, ognuna col proprio mondo
e i propri affetti da cui si è dovuta allontanare. I tre giorni trascorsi a Rasiglia
per alcuni di questi ragazzi sono stati
una tappa importante, alcuni di loro non
uscivano dalle mura della comunità da
oltre un anno e poter fare anche solo
una passeggiata è stato un ritorno alla
vita. In poche ore traspare ciò che la comunità ha regalato a questi ragazzi: la
dignità. È stato insegnato loro a non la-
@
contando di Spoleto raccolte da Pietro
Sella nel Rationes decimarum Italiae nei
secoli XIII e XIV, Umbria (Città del Vaticano, 1952), che riporta la villa di Acquaiura in cartografia con il simbolo della chiesa. Successivamente l’edificio di
culto viene citato nella Visita pastorale
del Pelosius (seconda metà del 1300) come Sant’Angelo di Acquviuola, antico toponimo della località, facente parte della Pievana di San Pietro in Montanis e dotata di curato.
Più tardi la si trova nel catasto del 1401
nel repertorio degli enti ecclesiastici ed
ospedali: possedeva ben 28 appezzamenti di terreno, tra boschi, vigne e terre coltivate o al sodo. Si trattava quindi di
una chiesa piuttosto importante nonostante la posizione decentrata. La chiesa è registrata anche nel catasto del 1545,
quando conta ancora numerosi possedimenti.
È verosimile che la sua forma attuale sia
il frutto dell’ampliamento di una chiesa
più piccola corrispondente all’ambiente
di ingresso, che appare, infatti, come un
organismo autonomo per l’impianto murario, per il diverso orientamento (nord-
La chiesa di San Michele arcangelo
sud) e per lo stacco nel disegno della pavimentazione. Probabilmente il nucleo
originario della chiesa era una piccola
edicola votiva con abside e altare, chiusa da una cancellata lignea (ancora presente), come ne esistono molte nel territorio. Probabilmente intorno alla metà
del 1500 fu costruita la navata della chiesa attuale.
Gli affreschi che decorano il presbiterio
– che necessitano di un restauro – riportano una iscrizione con i nomi dei santesi che ne curarono l’esecuzione: due personaggi vissuti nella seconda metà del
‘500. Sulla base dell’analisi stilistica e dei
confronti con altri lavori, sono attribuibili
al pittore spoletino Piermatteo Gigli,
mentre quelli della cappellina della Vergine sembrano della scuola dello Spagna.
Domenica 22 settembre, a Roccaporena, a
partire dalle ore 9.30, incontro diocesano dei
catechisti “Una generazione narra all’altra le tue
opere, annuncia le tue imprese” (Sal 145,4).
“Sarà un momento di fraternità, di comunione
e di preghiera - scrive nella lettera di invito
mons. Renato Boccardo - nel corso del quale
guarderemo insieme, ‘con intelletto d’amore’
con fiducia e con speranza, alla missione che il
Signore risorto affida alla sua Chiesa; narrare e
testimoniare a tutti la sua salvezza (cf. Sal 145,
4). Questo compito è in modo particolare
affidato anche a voi, che svolgete all’interno e a
nome della comunità cristiana il servizio
prezioso della catechesi. Proveremo perciò
insieme ad entrare nella metodologia
catechetica che vogliamo applicare da
quest’anno in tutte le nostre parrocchie, quella
cioè che fa riferimento all’esperienza dell’Acr
(Azione cattolica dei ragazzi).
❖ SPOLETO/1
Corsi “artigianali”
Il Comune di Spoleto ha indetto un bando per
corsi gratuiti per adulti dai 25 ai 64 anni. Il
progetto è articolato in 3 percorsi. Per la Piccola
sartoria artigianale i corsi previsti sono “La
produzione di capi di abbigliamento e di
biancheria”, “Gli adattamenti e le riparazioni
dei capi di abbigliamento e di biancheria” e “La
produzione di accessori in tessuto”; per la
Sartoria teatrale verranno attivati i corsi “La
realizzazione di abiti e costumi di scena”, “La
manutenzione e l’adattamento di abiti e
costumi di scena” e “L’organizzazione della
produzione e la gestione dei costumi di scena”;
il corso per diventare Cake designer sarà invece
incentrato su “Le decorazioni di torte e piccola
pasticceria”, mentre per la Promozione e
creazione d’impresa sono due i corsi previsti
“Dalla realizzazione alla vendita: promuovere il
prodotto artigianale attraverso la rete” e “Creare
un’impresa”. Il bando scade il 28 ottobre 2013. I
percorsi formativi inizieranno presumibilmente
entro il mese di novembre. Per informazioni
visitare il portale istituzionale del Comune di
Spoleto http://bit.ly/16ewCtC
❖ NORCIA
Marcite: boom di partecipanti
Oltre cento partecipanti in più, rispetto a quelli
previsti inizialmente, hanno preso parte,
domenica scorsa a Norcia alla sedicesima
edizione della corsa podistica “Trofeo delle
marcite” - 5 Memorial Graziano Graziani”,
promossa dall’associazione turistica “Pro Loco
di Piediripa”, con il patrocinio del Comune di
Norcia. “Gli atleti iscritti - riferiscono
dall’organizzazione - sono stati ben 280, di cui
243 partecipanti alla gara competitiva e 37 alla
non competitiva. Sono giunti con le loro società
podistiche sia dall’Umbria che dalle Marche, e
con al seguito accompagnatori e familiari”. Le
presenze legate all’iniziativa sono state circa
600, molte di più rispetto alle edizioni trascorse.
“Sono stati premiati - raccontano gli
organizzatori della Pro Loco di Piediripa - tutti e
cinque i gruppi previsti nel regolamento di
gara”. Alla cerimonia di premiazione a fine gara
hanno preso parte sia i familiari di Graziano
Graziani, cui è dedicato l’evento da ormai 5
anni, sia gli sponsor che l’assessore comunale al
turismo Lavinia D’Ottavio. “Già stiamo
lavorando per la prossima edizione annunciano gli organizzatori - che riserverà
altre interessanti novità”.
❖ SPOLETO/2
Visite a Palazzo Collicola
Si chiama “Mezz’ora dopo la chiusura” l’evento
promosso dalla Coop. Sistema Museo ogni
venerdì a palazzo Collicola dopo la chiusura del
museo. Dalle 19.30 alle 21 sono previste visite
guidate tematiche, con degustazioni di
eccellenze gastronomiche locali, in
collaborazione con ConSpoleto- consorsio
operatori turistici. Un’idea che ha suscitato
subito successo ed interesse. Il bilancio delle
presenze, infatti, è assai positivo. Per avere
maggiori informazioni e per fare richiesta di
prenotazione (sempre entro le 13 di ogni
venerdì di settembre) è possibile chiamare il
numero 074346434 o scrivere all’indirizzo email
[email protected] (Sa. Sa.)
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l`editoriale