Laurea Magistrale in Biotecnologia Agrarie e Ambientali (Classe LM7 – Biotecnologie Agrarie) In questo documento sono esposte le principali informazioni sul Corso di Laurea inerenti a: - Iscrizione al Corso di Laurea Magistrale Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo Risultati di apprendimento attesi Piano degli studi Programmi degli insegnamenti Criteri per seguire le attività didattiche Regolamento didattico del Corso di Laurea Presidente del Corso: Responsabile della Qualità: Prof. Fabio Veronesi Prof.ssa Egizia Falistocco Iscrizione al Corso di Laurea Magistrale L’iscrizione al CdLM è subordinata al possesso della Laurea triennale o del diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. L’iscrizione potrà essere perfezionata solo dopo la verifica positiva del possesso di requisiti curriculari e dell’adeguata preparazione personale del richiedente. In relazione all’art. 6, comma 2 del DM 270/2004, il possesso di requisiti curriculari di coloro che richiedono di iscriversi al CdLM sono dati per accertati nel caso in cui il richiedente sia in possesso di Laurea triennale il cui ordinamento didattico fa riferimento alla classe L-02, del DM 16/03/2007 o alla classe 1 del DM 04/08/2000. In tutti gli altri casi, la verifica dei requisiti curriculari dello studente che intende iscriversi al CdLM è subordinata al possesso di almeno 80 CFU (vedi esempi), distribuiti nei settori scientifico-disciplinari di base e caratterizzanti come di seguito indicato: SSD da un minimo ad un massimo AGR/07 – AGR/16 6 12 AGR/01 0 6 10 20 20 50 10 20 6 12 AGR/02 - AGR/03 - AGR/04 -AGR/11 - AGR/12 - AGR/13 AGR/15 - AGR/17 - AGR/18 - AGR/19 BIO/01 - BIO/02 - BIO/03 - BIO/04 - BIO/05 - BIO/06 - BIO/09 – BIO/10 – BIO/11 - BIO/12 - BIO/13 - BIO/14 – BIO/16 –BIO/16 – BIO/17 – BIO/18 – BIO/19 CHIM/01 – CHIM/02 - CHIM/03 - CHIM/06 – CHIM/08 CHIM/09 – CHIM/10 MAT/01 – MAT/02 – MAT/03 – MAT/05 – MAT/06 – MAT/07 MAT/09 - FIS/01 – FIS/03 – FIS/07 - FIS/08 - INF/01 La verifica è effettuata dalla Commissione nominata dal CIIB di cui all’art. 5, punto 2, del Regolamento didattico del CdLM. Nel caso in cui lo studente non è in grado di assolvere al requisito precedente, lo stesso dovrà acquisire i CFU mancanti per ogni SSD attraverso il superamento di specifici esami indicati dalla Commissione di cui al punto precedente. Non possono essere ammessi a preiscrizione coloro ai quali mancano più di 18 CFU. In relazione all’art. 6, comma 2 del DM 270/2004, la verifica dell’adeguata preparazione personale del richiedente, che deve essere svolta necessariamente dopo l’accertamento del possesso dei requisiti curriculari, è data per comprovata per i laureati triennali che hanno ottenuto un voto di laurea superiore a 105/110 o voto medio di carriera di almeno 27/30. Per coloro che hanno ottenuto un voto di laurea inferiore a 105/110 o voto medio di carriera inferiore a 27/30, la verifica dell’adeguata preparazione personale del richiedente è effettuata da un’apposita commissione (nominata dal CIIB) mediante un colloquio volto ad accertare il possesso delle conoscenze e delle competenze di seguito indicate: Matematica, calcolo delle probabilità, statistica e informatica Principali strumenti matematici necessari alla comprensione di un ampio spettro di modelli matematici elementari (conoscenze estese fino a derivate e integrali). Elementi di calcolo combinatorio (disposizioni e combinazioni semplici e con ripetizione, permutazioni). Probabilità di un evento; probabilità della somma logica di eventi; probabilità del prodotto logico di eventi. Probabilità totale e problema delle prove ripetute (distribuzione binomiale, prove di Bernoulli) e loro applicazione a problemi di dosaggio biologico. Il procedimento scientifico, misurazione dei fenomeni naturali, variabilità dei dati sperimentali. Distribuzioni di frequenza assolute, relative e cumulate. Media, moda e mediana. Intervallo di variazione, devianza, varianza, deviazione standard, coefficiente di variabilità. Percentili. Popolazione e campione. Distribuzioni di frequenza teoriche: la distribuzione normale. Campionamento da una distribuzione normale. Parametri e stime. Metodi e criteri di stima: considerazioni generali. Campionamento da una popolazione normale: media e deviazione standard. Intervalli di confidenza di una media. Analisi di correlazione e regressione (cenni). Utilizzo di semplici strumenti informatici (funzioni e strumenti di analisi di Microsoft Excel, quali: risolutore; regressione lineare e logaritmica; gestione dei data base) per lo studio e la pratica applicazione di modelli matematici e fisici, per l’analisi statistica dei dati e per la visualizzazione dei risultati. Fisica Concetti di spazio tempo e di misura: le misurazioni. Il concetto di spazio. Il concetto di tempo. Sistemi di unità di misura. Dimensioni di una grandezza fisica. Cenni di calcolo vettoriale. Cenni di Cinematica, cinematica del punto materiale, traiettoria, moto su traiettoria prestabilita: spostamento, velocità, accelerazione. Cenni di Dinamica: il concetto di forza. Forza peso e misura statica delle forze. Primo, secondo e terzo principio della dinamica. Lavoro ed Energia: definizione di lavoro. Potenza. Energia. Teorema delle forze vive. Energia di posizione. Conservazione dell'energia meccanica. Gas e liquidi in equilibrio e in movimento: la pressione. La statica dei fluidi.. La spinta di Archimede. La cinematica dei fluidi. L’equazione di Bernoulli per fluidi perfetti e reali. Termodinamica: temperatura. Equilibrio termico. Misura della temperatura. Lavoro fatto su di un gas ideale: lavoro a volume costante, lavoro a temperatura costante, lavoro su sistemi termicamente isolati. Il calore. L’equivalente termico della caloria. Capacità termica e calore specifico: primo principio della termodinamica. Trasmissione del calore: conduzione, convezione, irraggiamento. Secondo principio. Entropia. Chimica generale ed Inorganica Proprietà intensive ed estensive della materia. Grandezze fisiche. Sistema di misura S.I. Fattori di conversione. Definizione dei sistemi. Concetto di mole. Nuclidi, isotopi, elementi. L’atomo di idrogeno ed i numeri quantici. Configurazioni elettroniche. Aufbau. Tavola periodica. Energia di ionizzazione, affinità elettronica, raggi atomici e raggi ionici. Legame ionico. Composti ionici binari. Descrizione del legame covalente con il metodo del legame di valenza. Metodo V.S.E.P.R. e geometria molecolare. Ibridazione. Legami multipli. Risonanza. Elettronegatività e numero di ossidazione. Formule di struttura delle più comuni molecole ed ossanioni. Nomenclatura chimica. Formule minime e formule molecolari. Regole per il bilanciamento delle reazioni chimiche. Reazioni acido base. Reazioni di ossidoriduzione con il metodo ionico elettronico. Interazione ione-dipolo, dipolo-dipolo, dipolo-dipolo indotto, dipolo istantaneo - dipolo indotto, legame a idrogeno. Leggi dei gas ideali. Pressioni parziali. I liquidi. La tensione di vapore. Equilibrio liquido-vapore, solidoliquido, solido-vapore. Diagrammi di stato. Le soluzioni. Unità di concentrazione (% in peso, frazione molare, molarità, molalità). Proprietà colligative, crioscopia, ebulloscopia, pressione osmotica, dissociazione elettrolitica. Equilibri omogenei ed eterogenei. Costante di equilibrio. Principio di Le Chatelier. Effetti della temperatura, pressione e concentrazione sugli equilibri chimici. Equilibri acido-base. Teoria di Brönsted. Coppie coniugate acido-base. Autoprotolisi dell’acqua. Forza degli acidi e delle basi. Ka, Kb, acidi forti. Calcolo del pH in sistemi semplici. Acidi (o basi) forti. Acidi (o basi) deboli. Soluzioni tampone. Indicatori acidobase. Equilibri redox. Cenni sulle celle galvaniche. Forza elettromotrice e potenziale elettrodico. Serie di potenziali normali e suo uso. Celle a concentrazione e misure di pH. Leggi cinetiche. Costante specifica di velocità, ordine di reazione. Effetto della concentrazione dei reagenti. Integrazione delle leggi cinetiche: reazioni del 1° e 2° ordine. Meccanismo di reazione. Intermedi di reazione. Effetto della temperatura. Equazione di Arrhenius. Energia di attivazione. Complesso attivato. Effetto della luce. Cenni sulla catalisi. Chimica Organica Le caratteristiche del legame chimico. Orbitali atomici. Ibridazioni del carbonio, ossigeno e azoto. Lunghezza, angoli ed energie dei legami. Elettronegatività. Reazioni organiche ed intermedi di reazione. Effetti induttivo e coniugativo. Principali classi di molecole organiche. Gruppi funzionali. Formule di struttura. Nomenclatura. Miscele racemiche. Configurazione assoluta. Regole di Cahn-Ingold-Prelog. Configurazione relativa. Stereoisomeria. Isomeria ottica. Molecole dissimmetriche. Isomeria conformazionale: Analisi conformazionale. Isomeria geometrica. Isomeria in composti ciclici. Alcani, alcheni, alcadieni, alchini, idrocarburi ciclici: proprietà e reattività. Alogenuri alchilici: preparazione e reattività. Reazione di sostituzione nucleofila alifatica e di eliminazione. Idrocarburi aromatici. Aromaticità. Regola di Hukel. Reazioni di sostituzione elettrofila aromatica: Alcoli: preparazione e reattività. Fenoli: acidità e reattività. Glicoli e polioli. La reazione di Grignard. Ossidazioni e riduzioni in chimica organica. Eteri: preparazione e reattività. Epossidi ed eteri ciclici. Aldeidi e chetoni: proprietà e reattività. Enoli ed enolati, condensazione alcolica. Cenni sui principali composti organici solforati. Acidi carbossilici e derivati: proprietà e reattività. Sostituzioni nucleofile aciliche. Sintesi malonica ed acetoacetica. Idrossiacidi, chetoacidi ed aminoacidi. Nitroderivati. Amine alifatiche e aromatiche: proprietà e reattività. Sali di diazonio e diazocomposti. Carboidrati: proprietà e loro utilizzo. Lipidi: grassi ed oli, saponi e saponificazione, fosfolipidi e steroidi. I tensioattivi. Composti eterociclici. Polimeri sintetici e naturali. Peptidi, polisaccaridi e acidi nucleici. Biochimica Gli aminoacidi:struttura e caratteristiche chimico-fisiche. Proprietà generali e funzioni biologiche delle proteine. Livelli di organizzazione della struttura proteica Proteine fibrose e globulari. Proteine semplici e proteine coniugate. Il collagene,la mioglobina e l’emoglobina. Gli enzimi. Nomenclatura e classificazione. Catalisi enzimatica. Cinetica enzimatica. Regolazione dell’attività enzimatica: pH, temperatura, inibizione enzimatica. Gli enzimi regolatori.Gli isoenzimi. Enzimi costitutivi ed inducibili. Coenzimi e vitamine idrosolubili e liposolubili. I glicidi: monosi, disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi. I lipidi. Gli acidi grassi. I trigliceridi. I fosfolipidi. I nucleosidi, nucleotidi e gli acidi nucleici. Definizione di metabolismo, anabolismo e catabolismo. Conservazione dell’energia: l’ATP. Formazione del glucosio 6P. Il processo glicolitico. La via dei pentoso fosfati. La gluconeogenesi. Glicogenolisi e glicogenosintesi. Destino del piruvato in assenza ed in presenza di ossigeno. Catabolismo degli acidi grassi : la ossidazione. Biosintesi degli acidi grassi, dei trigliceridi, fosfolipidi e corpi chetonici. Rimozione del gruppo amminico: le reazioni di transaminazione. Il ciclo dell’Urea. Decarbossilazione degli aminoacidi: neurotrasmettitori e amine biogene. Sintesi del glutatione. Sintesi della creatina. Il ciclo di Krebs e la catena respiratoria.Insulina e Glucagone: meccanismo d’azione e controllo metabolico operato. Biologia I regni degli organismi viventi. Protisti e origine degli Eucarioti: teoria endosimbiontica. La teoria cellulare. Cellule procariotiche e cellule eucariotiche. Virus. Molecole e macromolecole biologiche: carboidrati, lipidi, proteine, acidi nucleici. La cellula eucariotica. Membrana plasmatica: composizione e ultrastruttura; permeabilità e trasporto di ioni e molecole. Compartimenti intracellulari. Reticolo endoplasmatico. Apparato di Golgi. Lisosomi. Trasporto vescicolare, esocitosi ed endocitosi. Perossisomi. Mitocondri. Nucleo: cromatina, cromosomi, nucleolo. Citoscheletro: microtubuli, microfilamenti e filamenti intermedi. Comunicazione cellulare. Segnali chimici. Recettori di membrana ed intracellulari. Trasduzione del segnale. Ciclo cellulare negli eucarioti: fasi G1, S, G2, mitosi e citocinesi. Apoptosi. La riproduzione asessuata e sessuata. Meiosi. Ricombinazione genetica. Gametogenesi e fecondazione. Metabolismo energetico La cellula e l’energia. Il flusso di energia. Ruolo dell’ATP e lavoro cellulare. Organismi eterotrofi, chemioautotrofi e fotoautotrofi. Cenni sul metabolismo energetico. Fotosintesi: significato e funzionamento. Fase luminosa e fase oscura. Respirazione cellulare. Citologia vegetale Strutture tipiche della cellula vegetale. Parete cellulare: composizione chimica, struttura e funzioni. Plasmodesmi, parete primaria, secondaria e punteggiature. Modificazioni secondarie della parete: lignificazione, mineralizzazione, pigmentazione, gelificazione, cutinizzazione e suberificazione. Plastidi: proplastidi, ezioplasti, cloroplasti, cromoplasti, leucoplasti, amido. Vacuolo: origine e funzioni. La composizione del succo vacuolare, metaboliti secondari ed inclusi solidi. Granuli di aleurone. Meristemi primari e secondari. Tessuti vegetali: origine, caratteri citologici e funzioni. Microbiologia Organizzazione cellulare e molecolare dei procarioti. Forma e disposizione nei principali gruppi di batteri (Coccaceae, Bacillaceae, Enterobacteriaceae, etc). Citoplasma. Inclusioni citoplasmatiche. Sostanza nucleare. Struttura del cromosoma e replicazione del DNA circolare. Sintesi continua e discontinua. Significato e struttura dei plasmidi batterici. Membrana citoplasmatica e meccanismi di trasporto. Parete cellulare. Struttura del peptidoglicano nei gram-positivi e nei gram-negativi. Membrana parietale dei gram-negativi. Porine. Lipide A. Protoplasti e sferoplasti. Strati mucosi extracellulari: capsula e glicocalice. Appendici extracellulari (flagelli, cilia, fimbrie, pili). Struttura e significato biologico delle spore batteriche. Proprietà funzionali dei microrganismi. Anabolismo e catabolismo. Il rapporto superficie/volume. Fonti di carbonio e di energia. Tipi nutrizionali. Enzimi costitutivi, inducibili e reprimibili. I vari tipi di metabolismo energetico nei batteri (glicolisi, omo- ed etero-fermentazioni, respirazione aerobia e anaerobia, etc). Confronto fra rese energetiche. Fenomeni di variabilità e di ricombinazione nei batteri. Modificazioni del fenotipo e del genotipo. Adattamento fisiologico e selezione clonale. Trasformazione, trasduzione e coniugazione. Ciclo litico e lisogeno dei batteriofagi. Conversione. Moltiplicazione cellulare e ciclo di accrescimento. Latenza e crescita esponenziale. Fase stazionaria. Resa cellulare. Fase di mortalità e di sopravvivenza. Costanti di crescita. Fattori influenzanti la crescita. Effetto della temperatura sul tempo di generazione. Coltivazione discontinua e continua. Crescita diauxica. Crescita sincronizzata. Controllo dei microrganismi mediante agenti chimici e fisici. Basi teoriche dell'inattivazione microbica. Disinfezione e sterilizzazione. Metodi di sterilizzazione con calore secco e umido. Metodi di sterilizzazione a freddo (filtrazione, radiazioni, etc). Controllo biologico dei processi di sterilizzazione. Criteri tassonomici in microbiologia. Concetto di specie. Ranghi tassonomici. Classificazione, identificazione e nomenclatura batterica. Basi fenotipiche e molecolari della classificazione microbica. Microbiologia industriale e biotecnologie microbiche. Cenni sui settori coinvolti. Potenzialità. Ottimizzazione di ceppi microbici. Produzione di biomasse e di metaboliti. Bioconversioni microbiche. Virus: struttura e caratteristiche. Replicazione. Metodi per la coltura e dei virus dei batteri, delle piante e degli animali. Metodi di quantificazione e titolazione dei virus. Metodi per evidenziare la presenza dei virus: a) rilevamento di effetti diretti (in vivo, in uova embrionate, in colture cellulari in vitro); b) identificazione di acidi nucleici virali; c) identificazione di proteine virali. Introduzione alla immunologia. Risposta immunitaria nei confronti dei virus e metodi di laboratorio utilizzati per evidenziarla. Genetica Nozioni di base di genetica mendeliana: Le leggi di Mendel, estensioni ed eccezioni alle leggi di Mendel (relazioni di dominanza e recessività, eredità legata al sesso, geni letali, epistasi, eredità citoplasmatica). Le mutazione puntiformi e la riparazione del DNA. La ricombinazione. L’analisi genetica formale dei lieviti e delle muffe (nomenclatura genetica, aschi ordinati in N.crassa, determinazione della base genetica di caratteri nucleari e citoplasmatici, mappatura per via meiotica, test di complementazione ). La genetica mendeliana e l’Uomo (alberi genealogici, mappa di concatenazione, gruppi sanguigni). Genetica batterica e fagica (coniugazione, trasformazione, trasduzione; mappatura a tempo nei batteri; ciclo litico e lisogeno dei fagi, mappatura nei fagi). La natura del gene (l’ipotesi un gene-un enzima e gli esperimenti di Beadle e Tatum; l’analisi fine del gene). Il codice genetico. Mutazioni cromosomiche e genomiche (delezioni e duplicazioni, traslocazioni, inversioni, aneuploidie, poliploidie). La regolazione dell’espressione genica nell’adattamento fisiologico, nello sviluppo, nei processi differenziativi (operone del lattosio di E.coli, adattamento fisiologico negli eucarioti, lo sviluppo di D.melanogaster, la totipotenza dei nuclei, cenni sulla genetica dei tumori e sull’immunogenetica). Micro e macroevoluzione; Mendel e Darwin, eredità e variabilità; specie e popolazione; la popolazione come super-individuo; frequenze geniche e genotipiche e loro determinazione; la legge dell’equilibrio di Hardy Weinberg (HW); fattori che modificano la legge di HW: mutazione, migrazione, selezione, unioni non casuali, genetic drift e shift; la legge di HW per i caratteri legati al sesso e per gli alleli multipli; fitness e adattamento; polimorfismo bilanciato e carico genetico; Il ruolo dell’uomo nell’evoluzione di animali e piante. Biologia Molecolare La struttura a doppia elica del DNA. Strutture conformazionali del DNA. Denaturazione e rinaturazione del DNA. La cromatina e la struttura del nucleoide. Tipi di RNA e loro struttura. Organizzazione del genoma e dei geni in procarioti ed eucarioti. Mappe molecolari del genoma. Le endonucleasi di restrizione. Replicazione del DNA. Le reazioni catalizzate dalle DNA polimerasi: polimerizzazione 5’->3’, correzione di bozze, nick-translation. Enzimi coinvolti nella replicazione e loro applicazioni biotecnologiche. La reazione a catena della DNA polimerasi (PCR). Replicazione e metilazione del DNA. L’origine della replicazione. Sistemi di riparo del DNA per escissione di basi e di nucleotidi. Sistemi di riparo diretto: fotoliasi e guaninametil-trasferasi; La proteina recA e la risposta SOS. Ricombinazione e trasposizione del DNA: ricombinazione omologa; ricombinazione sito specifica; trasposoni semplici e complessi; retrovirus e retroposoni. La trascrizione nei procarioti: definizione di unità trascrizionale. RNA polimerasi di E. coli. Elementi in cis di un tipico promotore procariotico definiti per omologia e per "footprint"; sequenze consenso. Polimerasi eucariotiche. Elementi di controllo della trascrizione eucariotica. La sintesi proteica: AminoaciltRNA sintetasi di classe I e II; tappe di riconoscimento del tRNA e dell’aminoacido; correzione di errori. Struttura e formilazione del met-tRNAf; riconoscimento degli AUG interni; deformilazione e rimozione della met iniziale. Struttura dei ribosomi. La tappa di inizio; sequenza di Shine & Dalgarno e CAP binding protein, ruolo di regolazione di IF-3. Le tappe di allungamento e di arresto in procarioti ed eucarioti; il ciclo di EFTu/ Ts ed il controllo di accuratezza. La regolazione della trascrizione negli eucarioti: geni tessuto-specifici e modello “combinatorio” dei promotori; I geni ormono-dipendenti e la superfamiglia dei recettori degli ormoni tiroidei/steroidei. La maturazione dei trascritti: Maturazione del tRNA e dei rRNA. Maturazione del pre-mRNA. Aggiunta del "cappuccio" al 5’ e poliadenilazione."Splicing" dell’mRNA. Assemblaggio e componenti dello "spliceosoma"; ruolo delle snRNP. Splicing alternativo. Tecnologia del DNA ricombinante: le tecniche di base; vettori plasmidici, fagici, cosmidici; vettori per applicazioni specializzate; costruzione, clonaggio e selezione del DNA ricombinante. Caratterizzazione e manipolazione dei ricombinanti. I prodotti della tecnologia del DNA ricombinante. Botanica applicata e coltura in vitro nei vegetali Morfologia degli organi vegetativi e riproduttivi con particolare enfasi a quelli con funzione di riserva (frutti, semi, tuberi, rizomi, bulbi), economicamente importanti. Sistematica delle piante inferiori, con approfondimenti relativi ai gruppi fungini di interesse agrario ed ecologico, e alle piante superiori importanti ai fini agrari e forestali. Rapporti che si stabiliscono tra le piante e i vari fattori ambientali; conoscenza dei singoli fattori pedoclimatici e adattamento delle piante. Definizioni e significato della coltura in vitro. Metodi di rigenerazione. Basi morfologiche, fisiologiche e biochimiche della morfogenesi in vitro. Rigenerazione e totipotenza cellulare. Micropropagazione e clonazione in vitro. Fasi della micropropagazione. Tecnologia dell'incapsulamento. Propaguli. Capsule. Seme sintetico. Possibilità applicative della micropropagazione e della tecnologia dell'incapsulamento. Procedimenti per la conservazione in vitro del germoplasma. Genetica agraria e biotecnologie vegetali Associazione e mappe genetiche: segregazione e ricombinazione, distanze di mappa, test a due ed a tre punti, costruzione di gruppi di associazione. Riproduzione e struttura genetica delle popolazioni vegetali: sistemi riproduttivi, sterilità, incompatibilità, allogamia e autogamia, propagazione vegetativa. Cenni di genetica dei caratteri quantitativi; cenni di miglioramento genetico e costituzione varietale Struttura del genoma vegetale; elementi di Bioinformatica; marcatori molecolari e selezione assistita per caratteri qualitativi e quantitativi. Isolamento genico nelle piante; ingegneria genetica delle piante: le piante transgeniche nel miglioramento genetico vegetale: potenzialità e rischi. Ricerca di piante geneticamente modificate e di loro derivati nella filiera agroalimentari. Legislazione sulle piante geneticamente modificate Microbiologia agraria e Biotecnologia dei microrganismi Organizzazione cellulare degli eucarioti. Struttura e funzioni dei vari componenti della cellula microbica eucariotica; organelli: mitocondri e cloroplasti. Riproduzione sessuata ed asessuata, cicli vitali. Biologia ed ecologia delle Alghe verdi. Biologia ed ecologia dei Protozoi. Biologia ed ecologia dei funghi. Ordinamento tassonomico dei microbi eucarioti. Evoluzione sulla Terra. La comparsa degli eucarioti. Il concetto di specie nei microrganismi eucarioti e loro classificazione. Tassonomia molecolare e implicazioni biotecnologiche. Classificazione e tipizzazione. I lieviti come modello di cellula microbica eucaristica. Proprietà fisiologiche dei lieviti. Biologia ed ecologia dei lieviti. S. cerevisiae e le fermentazione industriali. Cenni sulla coltivazione dei lieviti. Organizzazione genetica dei vari tipi di microrganismi Organizzazione genomica delle varie classi di microrganismi. Sistemi di trasmissione verticale dell'informazione genetica. Sistemi di trasferimento genico orizzontale. S. cerevisiae come modello genetico eucariotico: ricombinazione omologa, mappaggio, diversi tipi di trasformazione, single step gene replacement, two hybrid system. Controllo dell'espressione genica nei microbi eucarioti. Genetica delle popolazioni microbiche Vari tipi di "sessualità" microbica. Riproduzione mista. Effetti Hardy Weinberg e Whalhund in popolazioni microbiche a riproduzione parzialmente sessuata. Miglioramento genetico. Limitazioni legali, scientifiche, tecniche ed economiche al miglioramento genetico. Strategie fondamentali e loro scelta. Selezione diretta, inversa, a vista. Ricerca della biodiversità e della variabilità in natura. Mutagenesi. Fusione dei protoplasti. Clonaggio molecolare. Colui che, durante il colloquio, non dimostri di avere un’adeguata preparazione personale, dovrà completarla prima di perfezionare l’iscrizione. A tale proposito, la Commissione che ha effettuato il colloquio propone al CIIB il percorso formativo che ogni studente deve seguire per integrare le carenze (cicli di lezioni frontali, esercitazioni pratiche, didattica a distanza, materiale cartaceo ed elettronico, etc. ) e, sempre per ogni studente, indica i docenti e/o i dottoranti/assegnisti responsabili sia di supportare gli studenti nelle attività da svolgere, sia di verificare l’apprendimento. Il CIIB approva le proposte della Commissione. I docenti e/o i dottoranti/assegnisti comunicano al CIIB l’avvenuta integrazione. Al fine di permettere la valutazione del possesso dei requisiti necessari all’iscrizione, lo studente che ha già conseguito il titolo di studio triennale e intende inscriversi al Corso di Laurea Magistrale deve compilare e consegnare alla Segreteria didattica il modulo di autocertificazione (scarica). La Commissione preposta effettuerà la verifica in tempi brevi e comunicherà, via e-mail, al richiedente l’esito della valutazione che potrà essere acquisito anche presso la Segreteria didattica. In via transitoria, per gli anni accademici 2009/10 e 2010/11, per gli studenti in possesso di Laurea inerente a Corso di Laurea afferente alla classe 1 di cui al DM 04/08/2000, acquisita presso l’Università degli Studi di Perugia, il Consiglio Intercorso Interfacoltà individua annualmente i criteri per la verifica del possesso dell’adeguata preparazione personale del richiedente. Informazioni a tale proposito possono essere ottenute presso la Segreteria didattica. Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo Il CdL magistrale in Biotecnologie agrarie e ambientali ha l'intento di formare laureati con una solida preparazione scientifica multidisciplinare e con le competenze professionali necessarie a svolgere le seguenti attività: - eseguire interventi biotecnologici, anche mediante ingegneria genetica, atti ad ottimizzare l'efficienza produttiva e riproduttiva degli organismi di interesse agrario; - ideare, progettare e gestire progetti tecnico-scientifici correlati con le discipline biotecnologiche del settore agrario; - operare con autonomia, assumendo responsabilità di struttura e di progetto; - controllare gli effetti sugli agroecosistemi dell'uso di pesticidi e la presenza di residui in matrici diverse; - elaborare e mettere a punto metodi di indagine per la caratterizzazione di organismi di interesse agrario; - operare la selezione di piante, animali e microrganismi al fine di migliorare la qualità e/o la quantità dei prodotti agricoli, sia per l'ottenimento di prodotti utili in altri settori quali quelli farmaceutico, industriale, ambientale, medico e veterinario; - produrre microrganismi di interesse agrario e agroindustriale; - produrre piante di interesse agrario mediante tecniche di micropropagazione; - operare la trasformazione genetica di piante e microrganismi; - Individuare organismi geneticamente modificati (OGM) nell'ambiente e di prodotti derivati da OGM nelle derrate alimentari; - caratterizzare e controllare prodotti alimentari mediante tecniche molecolari; - controllare le caratteristiche varietali delle colture; - controllare gli agroecosistemi mediante approcci di biotecnologia avanzata; - studiare la biodiversità mediante tecniche molecolari, con particolare attenzione verso le risorse genetiche agrarie vegetali, animali e microbiche. Il CdL magistrale in Biotecnologie agrarie e ambientali ha la durata di 2 anni, duranti i quali lo studente acquisisce 120 crediti formativi. La ripartizione dell'impegno orario riservato ad ogni CFU è normata dal Regolamento didattico del corso di studio. Relativamente ai CFU totali, 81 CFU sono impegnati con attività caratterizzanti, principalmente con insegnamenti relativi alla genetica vegetale, microbica e animale e alla difesa delle produzioni agroalimentari, 12 CFU riguardano le attività affini ed integrative, 8 le attività a scelta dello studente e 19 le attività per la preparazione della prova finale e le altre attività formative. Le attività formative, organizzate su base semestrale, sono sviluppate con diverse modalità didattiche (lezioni frontali, esercitazioni, attività pratiche, attività di laboratorio, attività seminariali). In particolare, ogni insegnamento può essere di tipo monodisciplinare o di tipo integrato, secondo quanto indicato dal Regolamento didattico del corso di studio; in ogni caso, le prove di esame degli insegnamenti integrati vengono svolte in modo collegiale dai docenti responsabili dei vari moduli. Il percorso formativo di ogni studente iscritto è orientato, in ingresso ed in itinere, dal personale della segreteria didattica e da appositi tutori individuati annualmente tra i dottorandi e gli assegnisti di ricerca della Facoltà di Agraria. In uscita, l'orientamento alla professione è realizzato dalla Facoltà, in convenzione con l'associazione ALFA (Associazione dei laureati della Facoltà di Agraria). Tutti gli aspetti relativi all'organizzazione ed alla gestione del CdL magistrale in Biotecnologie agrarie e ambientali sono descritti nell'apposito Regolamento didattico, disponibile nel sito web della Facoltà. Risultati di apprendimento attesi Conoscenza e capacità di comprensione Il laureato magistrale in Biotecnologie agrarie e ambientali acquisisce e sa utilizzare le competenze specifiche del sapere (conoscenze) di seguito elencate e raggruppate in classi funzionali rispetto ai principali obiettivi specifici del corso: CONOSCENZE DI BIOLOGIA APPLICATA Conoscenze relative alla crescita vegetativa e al sistema riproduttivo delle piante, con particolare interesse per le piante di interesse agrario. Conoscenze dei sistemi di comunicazione cellulare e di come la flessibilità del metabolismo delle piante permette loro di af-frontare, tramite meccanismi di acclimatazione ed adattamento, ambienti che modificano le loro caratteristiche nel tempo. CONOSCENZE DI BIOTECNOLOGIE MICROBICHE PER L'AGROINDUSTRIA E L'AMBIENTE Conoscenze necessarie a poter utilizzare approcci biotecnologici nel mondo microbico ai fini della conservazione e recupero ambientale e nel settore della microbiologia industriale. Conoscenze dei processi e delle operazioni unitarie dell'industria alimentare e delle filiere dal campo alla tavola: industria enologica, industria della birra, industrie dei grassi vegetali, industrie delle conserve vegetali, industrie dei cereali, industria lattiero-casearia e delle conserve animali. CONOSCENZE RIGUARDANTI L'EVOLUZIONE E LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ, LA GENETICA BIOMETRICA E LE TECNICHE DI BIOLOGIA MOLECOLARE Conoscenze sulla plasticità del genoma eucariotico, sui cambiamenti dei genomi e dei cromosomi, sulla poliploidia e l'evoluzione delle piante, sulla citogenetica molecolare. Conoscenze approfondite sui fattori di disturbo della legge di Hardy Weinberg, sull'inbreeding e sul suo effetto per i caratteri quantitativi e sull'eterosi. Conoscenze sulla costituzione genetica delle popolazioni diploidi e poliploidi, sulla variazione continua, la ereditabilità dei caratteri e la risposta alla selezione. Conoscenze approfondite sulla utilizzazione dei marcatori biochimici e molecolari, sul mappaggio di geni, sull'analisi dell'espressione genica, sul sequenziamento del DNA e sulle analisi bioinformatiche, sul miglioramento genetico assistito da marcatori molecolari. Conoscenze su biodiversità e risorse genetiche agrarie, pool genici, evoluzione della diversità genetica delle principali specie coltivate, impiego delle risorse genetiche nella co-stituzione varietale, conservazione in situ ed ex situ. CONOSCENZE RIGUARDANTI LE BIOTECNOLOGIE GENETICHE VEGETALI ED ANIMALI Conoscenze approfondite sulla teoria della selezione, sulle sue applicazioni e sui metodi di miglioramento genetico delle piante prevalentemente autogame, prevalentemente allo-game ed a propagazione vegetativa. Conoscenze approfondite sulle biotecnologie geneti-che avanzate per l'isolamento dei geni dalle piante, l'espressione ottimale dei geni introdotti, il silenziamento genico, le tecniche pulite di ingegneria genetica. Conoscenze di miglioramento genetico animale e della importanza delle biotecnologie nel settore zootecnico. Applicazioni delle biotecnologie molecolari agli animali in produzione zootecnica. Biotecnologie della riproduzione e loro applicazioni in zootecnia. Conoscenza dei principali aspetti normativi relativi alla produzione e diffusione nell'ambiente di organismi geneticamente modificati. CONOSCENZE DI CHIMICA AGRARIA E DI BIOTECNOLOGIE APPLICATE ALLE COLTIVAZIONI ARBOREE ED ERBACEE Conoscenze di diserbanti, fungicidi, insetticidi, delle formule e proprietà chimico-fisiche dei composti più in uso nelle pratiche agricole. Attività biologica dei composti descritti. Cenni sulla determinazione dei residui su matrici diverse. Metaboliti primari e secondari. Ruolo del metabolismo secondario nei viventi. Conoscenze necessarie alla comprensione delle funzioni delle piante arboree e arbustive e alle tipologie di verde. Competenze per poter lavorare nel settore delle biotecnologie genetiche vegetali mediante approcci di colture in vitro. Anche ai fini della conservazione delle risorse genetiche agrarie. Conoscenze di base sulle coltivazioni erbacee e sulla produzione delle sementi come settori di applicazione delle biotecnologie avanzate. Conoscenze specifiche delle filiere produttive delle principali colture erbacee e orticole e del settore di produzione delle sementi con riferimento alle problematiche e alle prospettive connesse all'applicazione delle biotecnologie. CONOSCENZE AVANZATE DI BIOTECNOLOGIE ENTOMOPATOLOGICHE Conoscenze sulle Interazioni insetti-altri organismi e sulla manipolazione ecologica, etologica e fisiologica degli artropodi anche per quanto concerne la valutazione dei relativi aspetti ecotossicologici. Conoscenza della manipolazione e trasformazione genetica per la difesa contro gli artropodi. Competenza nella produzione massale di antagonisti naturali di artropodi, nel controllo di qualità e risk assessment. Conoscenza dei fattori di aggressione dei patogeni, degli aspetti molecolari della patogenicità e della virulenza, dei geni di avirulenza, di resistenza e di difesa delle piante. Conoscienza dei segnali molecolari nell'interazione pianta-patogeno. Competenza nelle strategie per l'ottenimento di piante transgeniche resistenti a malattie biotiche e nella caratterizzazione e diagnosi molecolare. CONOSCENZE DI ESTIMO GENERALE E DI VALUTAZIONE DELLE AZIENDE Conoscenze atte dei metodi di stima per gli investimenti privati e pubblici e dei valori d'uso. Conoscenze sull'accertamento della proprietà immobiliare e sulle stime inerenti la valutazione di aziende agro-industriali ad indirizzo biotecnologico. Conoscenze di estimo assicurativo. Capacità di applicare conoscenza e comprensione Il laureato magistrale in Biotecnologie agrarie e ambientali, in generale, acquisisce le capacità di identificare, localizzare e ottenere i dati necessari per condurre indagini analitiche e per progettare azioni inerenti allo svolgimento della professione di biotecnologo. In particolare, attraverso l'uso di appropriati metodi e tecniche facenti parte del percorso formativo, è in grado applicare le conoscenze del sapere acquisite, ottenendo, così, le seguenti capacità del sapere fare (abilità): - essere capace di esprimersi con un corretto lessico tecnico scritto e orale nella lingua madre e in inglese, - saper utilizzare strumenti informatici a livello di ricerca e di produzione agroindustriale in ambito biotecnologico, - saper pianificare e sviluppare progetti biotecnologici applicati all'ambiente, alle produzioni vegetali e animali e all'agroindustria, - utilizzare metodiche di analisi nel settore biotecnologico e saperne interpretare i risultati analitici, - saper pianificare e sviluppare metodi di miglioramento genetico in piante, animali e microbi utilizzando approcci convenzionali e di biotecnologie avanzate, - saper applicare le biotecnologie avanzate nella difesa delle colture e dei prodotti agroindustriali dagli attacchi entomopatologici, - saper sviluppare tecniche atte alla individuazione di organismi geneticamente modificati a livello ambientale e di componenti derivati da organismi geneticamente modificati nei prodotti agroalimentari, - saper valutare l'effetto della introduzione di organismi geneticamente modificati a livello di ambiente, di coltivazioni e di prodotti agroalimentari e saper intervenire, in collaborazione con altre figure professionali, nel settore della coesistenza tra agricoltura biotecnologica, convenzionale e biologica, - saper utilizzare tecniche microbiche nel controllo dell'inquinamento e nel risanamento ambientale, - saper valutare i risultati tecnici e economici di una impresa biotecnologica e predisporre progetti di massima atti suo sviluppo, - saper risolvere i problemi di natura tecnica che possono presentarsi durante lo svolgimento di progetti di ricercadi base, pre-competitiva e di sviluppo industriale nel settore delle biotecnologie vegetati, animali e microbiche. PIANO DEGLI STUDI: SCHEDE DEGLI INSEGNAMENTI PROGRAMMI DEGLI INSEGNAMENTI Nell’anno accademico 2009 – 2010 è attivo solo il 1° anno. 1° ANNO – 1° SEMESTRE BIOLOGIA APPLICATA ALLE BIOTECNOLOGIE Modulo: Botanica ambientale Applicata Docente: Ferranti Francesco Ruolo: Professore Associato Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Botanica Ambientale e Applicata Settore: BIO/03 Tel: 075 5856407 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: LM Biotecnologie Agrarie e Ambientali Curriculum generale Insegnamento: Biologia applicata alle biotecnologie Modulo: Botanica ambientale Applicata lunedì, mercoledì, venerdì 9,30-11,30, salvo impegni accademicodidattici Affidamento docente stessa Facoltà I I° semestre BIO/03 DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI 9 (6+3*) 48 45 Il Corso si propone di approfondire le conoscenze sui processi di crescita vegetativa e riproduttiva degli organismi vegetali, da un punto di vista cito-istologico e molecolare. Saranno illustrati alcuni aspetti applicativi nelle colture in vitro e nelle applicazioni biotecnologiche Lezioni frontali: Lo sviluppo embrionale delle piante: definizione dei piani dell’organizzazione della futura pianta. I meccanismi molecolari dell’embriogenesi ed identificazione del destino delle differenti porzioni embrionali (1 CFU). Il seme: aspetti nutrizionali del seme in via di sviluppo; sviluppo dell’endosperma e dei tessuti di riserva vicarianti l’endosperma; tipi di semi a seconda delle sostanze di riserva. I tegumenti seminali (1 CFU). La totipotenza della cellula vegetale; i meristemi (significato, tipi e funzionamento). La distensione e la differenziazione cellulare. Il ruolo della parete cellulare (1 CFU). L’organogenesi: aspetti cito-istologici e molecolari dell'accrescimento embrionale, della distensione cellulare e del controllo della differenziazione cellulare (1 CFU). Caratteristiche del meristema radicale e del meristema caulinare. Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: L’induzione fiorale e il controllo dello sviluppo degli organi fiorali; la microsporogenesi e megasporogenesi e gametogenesi. La pregamia con i fenomeni di incompatibilità sporofitica e/o gametofitica, la doppia fecondazione (1 CFU). Sviluppo del seme e del frutto dal punto di vista cito-istologico; i fenomeni apomittici, la partenogenesi e la partenocarpia. Basi citologiche della propagazione (1 CFU). Esercitazioni: Esecuzione di protocolli di allestimento del materiale vegetale per indagini cito-istologiche con la microscopia ottica ed elettronica. Tecniche di ibridazione in situ e tecniche di immunolocalizzazione Botanica ambientale Applicata (CFU 9) Programma in sintesi: Embriogenesi nelle piante. Il seme e i tessuti di riserva. I meristemi e l’organizzazione del corpo della pianta. I principali eventi della crescita riproduttiva; dall’induzione fiorale allo sviluppo degli organi fiorali. Fecondazione e formazione del frutto; tipi di frutto. Environmental and applied Botany (9 CFU), short program: Embryogenesis and plant growth and development. Meristems and plant cell totipotency. Cellular differentiation, morphogenesis and organogenesis. Flower and fruit developmet. Lezioni, esercitazioni nel laboratorio di microscopia Prove pratiche in itinere e colloquio finale Insegnamento: Biologia applicata alle biotecnologie Moduli di Botanica ambientale Applicata e Ecofisiologia vegetale Elementi di Biologia, dello sviluppo delle piante. Altamura, Biondi, Colombo Guzzo (EdiSES, Napoli 2007. Fisiologia vegetale. L Taiz, E Zeiger. Piccin Nuova Libraria S.p.A Editore (2002). Materiale in Power Point ed appunti forniti dal docente Note: Sito del Corso di Laurea: Modulo: Ecofisiologia vegetale Docente: Frenguelli Giuseppe Ruolo: Professore Ordinario Facoltà: Agraria Dipartimento: Biologia Applicata Settore: BIO/03 Tel: 075.5856406 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Biotecnologie Agrarie e Ambientali Curriculum generale Biologia applicata alle biotecnologie/Ecofisiologia vegetale Giovedì 09.30-11.30 Affidamento docente stessa Facoltà 1 I semestre BIO/04 Attività affini e integrative 3 16 15 Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Nessuna Conoscenze dei sistemi di comunicazione cellulare e di come la flessibilità del metabolismo delle piante permette loro di affrontare, tramite meccanismi di acclimatazione ed adattamento, ambienti che modificano le loro caratteristiche nel tempo. Capacità di applicare le conoscenze per pianificare e sviluppare progetti biotecnologici applicati all'ambiente e alle produzioni vegetali, utilizzare metodiche di analisi nel settore biotecnologico e saperne interpretare i risultati analitici. (1 CFU) Ruoli dell'ecofisiologia. Distribuzione degli organismi. Ampiezza ecologica e fisiologica. Stress. Risposta all'ambiente su scala temporale. Meccanismi di resistenza allo stress. Acclimatazione e adattamento. L’acqua nella vita della pianta Proprietà chimico fisiche dell’acqua. Dissipazione del calore da parte delle foglie. Rapporto di Bowen. Sintesi di isoprene. Potenziale chimico. Trasporto passivo e attivo. Acquaporine. Potenziale idrico. Contenuto idrico relativo. Stress idrico Condizioni climatiche e podologiche in relazione alla resistenza alla siccità. Rapporto di traspirazione e. Water use efficency (WUE). Meccanismi di resistenza alla siccità: disidratazione ritardata, tolleranza alla disidratazione, fuga dalla siccità. Espansione fogliare e modelli climatologici. Linee di difesa contro la siccità: 1) Riduzione dell'area fogliare. Relazione tra velocità di crescita (GR), potenziale di turgore, Soglia di cedevolezza (Y), estensibilità della parete (m). 2) Crescita delle radici verso un suolo umido più profondo. 3) Chiusura degli stomi: idropassiva e idroattiva. Risposte all’ABA. Processo di ridistribuzione dell’ABA in foglie non stressate e stressate. Stress idrico e fotosintesi. Effetti sulla conduttanza stomatica (g). Effetti stomatici e non stomatici Stress idrico e traslocazione. Adattamento osmotico, composti osmocompatibili: struttura, proprietà e funzioni.. Rapporto tra regolazione osmotica, traspirazione e produttività. Deficit idrico e alterazione della dissipazione di energia dalle foglie. Resistenze al flusso d’acqua in fase liquida: conduttività idraulica del suolo, cavitazione. Deposizione cere. Induzione metabolismo CAM. (1 CFU) Stress da sale Glicofite e alofite. Problemi associati con l?alta salinità. Strategie per evitare le lesioni da sale: Intervento di carrier, pompe e canali, ghiandole del sale, compartimentazione all’interno delle cellule. Risposta alla siccità e acquaporine. Soluti compatibili: Mannitolo D-Pinitolo, Glicina betaibna Approcci biotecnologici per aumentare la resistenza allo stress osmotico. Effetti delle alte temperature e stress da calore Risposte della fotosintesi alla temperatura. Resa quantica in funzione della temperatura. Risposte allo stress da calore di fotosintesi, respirazione e rilascio di soluti. Fluidità delle membrane e riduzione della stabilità ad alte temperature. HSP: caratteristiche e funzioni. Azione caperonica. Effetti delle basse temperature Raffreddamento e congelamento. Perdita di proprietà delle membrane durante il raffreddamento. Rapporto lipidi insaturi/saturi. Conseguenze della diminuzione di fluidità delle membrane. Fotoinibizione dinamica e cronica. Fotoossidazione, Meccanismi di regolazione e riparazione. Membrane delle piante resistenti al raffreddamento. Formazione del ghiaccio. Nucleazione del ghiaccio. Meccanismi di tolleranza: capacità di sopprimere la nucleazione del ghiaccio, Proteine antigelo. Geni indotti dall’acclimatazione al freddo. Resistenza a temperature di congelamento. ABA e cambiamenti dell’espressione genica. Inquinamento atmosferico Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Concetto di fegato vegetale. Inquinanti primari e secondari. Fonti di inquinanti atmosferici. Parametri e fattori che influenzano la risposta della pianta. Concentrazione di inquinanti. Limite di attenzione e allarme. Inquinamento da polveri sottili. Smog fotochimico. Stress ossidativi e produzione di ROS. Sistemi di difesa antiossidanti enzimatici e non enzimatici. Ozono stratosferico e troposferico. Effetti dell’ozono e risposte della pianta. Sovraespressione di enzimi antiossidanti e loro risultati. Ruoli dell’etilene, acido salicilico e metil jasmonato. Piogge acide. Esercitazioni e/o seminari (1 CFU) Casi studio sulle relazioni acqua-pianta, acclimatazione e adattamento a stress ambientali. Aspetti ecologici della fisiologia vegetale e distribuzione degli organismi. Ampiezza ecologica e fisiologica. Acclimatazione e adattamento. Relazioni acqua-pianta. Stress idrico e resistenza alla siccità. Stress salino. Stress termico e shock da calore.Raffreddamento e congelamento. Inquinamento atmosferico. Plant physiological ecology and the distribution of organism. Ecological and physiological amplitude. Acclimation and adaptation. Plant water relations. Water deficit and drought resistance. Salinity stress. Heat stress and heath shock. Chilling and freezing. Air polluting. Lezioni frontali con PowerPoint, seminari su casi studio, verifiche in itinere. Esame finale con prova orale. Insegnamento: Biologia applicata alle biotecnologie Moduli di Botanica ambientale Applicata e Ecofisiologia vegetale W.G. Hopkins, N.P.A. Hünter - Fisiologia vegetale, McGraw-Hill, Milano, 2008 L. Taiz, E. Zeiger - Fisiologia vegetale, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 2009. Note: Sito del Corso di Laurea: GENETICA BIOMETRIA Modulo di Complementi di genetica di popolazione Docente: VERONESI Fabio Ruolo: Professore Ordinario Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Genetica Agraria e Biotecnologie Genetiche Settore: AGR/07 (AGR/07) Tel: 075 5856207 E-mail: [email protected] Corso di studio: LM in Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum: Insegnamento/modulo: Genetica Biometria/ Modulo di Complementi di genetica di popolazione Orario ricevimento: Lunedì 16,30 - 19,30 Incarico: Affidamento docente stessa Facoltà Anno di Corso: I Periodo: I semestre S.S.D. insegnamento: AGR/07 Ambito disciplinare: Discipline Biotecnologiche Generali Crediti: 4 Ore lezione teoriche: 24 Ore lezione pratiche: 15 Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Sintesi Diploma Supplement: fornire agli studenti gli approfondimenti necessari per comprendere i fenomeni selettivi e le forze che in essi operano. Lezioni frontali: Richiami dei principi di genetica di popolazione: concetti di metapopolazione e subpopolazioni; stima della variazione genetica esistente in una popolazione; calcolo delle frequenze alleliche e genotipiche; organizzazione della variazione genetica; dimostrazione dell'equilibrio HardyWeinberg (EHW) attraverso unioni tra individui e unioni tra gameti. Le condizioni per il modello di equilibrio HW. Verifica dell'equilibrio mediante test del Chi Quadrato. Stima delle frequenze alleliche dalle frequenze degli omozigoti recessivi in popolazioni in EHW. EHW per alleli multipli: metodo della radice quadrata e algoritmo EM per alleli multipli con azioni geniche codominanti e dominanti; EHW per alleli ubicati sui cromosomi sessuali. EHW in organismi autotetraploidi: possibili genotipi con una coppia allelica. Tipi di gameti prodotti da un quadruplex, triplex, duplex, simplex e nulliplex, fenotipi e genotipi attesi da segregazione cromosomica in incroci e da autofecondazione. Segregazione casuale dei cromosomi e dei cromatidi, tipi e proporzioni di gameti in presenza di double reduction. Eterosi progressiva. Alleli multipli nei poliploidi. Raggiungimento dell’equilibrio HW negli autotetraploidi. Equilibrio HW nel caso di due geni: cause del linkage disequilibrium. EHW e unioni non casuali: unioni tra individui fenotipicamente simili (assortative e disassortative mating), unioni tra individui geneticamente simili (inbreeding). Inbreeding in specie con autogamia totale e in specie prevalentemente allogame; dimostazione dell'equilibrio di Sewall Wright. Variazioni del coefficiente di inbreeding con diversi sistemi di unione. Effetto delle mutazioni sulle frequenze alleliche. Tasso di mutazione, di retromutazione e raggiungimento dell'equilibrio. Migrazione unidirezionale e modello continente-isola. Modello a isole. Effetto della migrazione sulle frequenze alleliche. Effetto Wahlund. Deriva genetica e suoi effettii sulle subpopolazioni e sulla metapopolazione. Statistiche F di Sewall Wright. Dimensione effettiva di una popolazione. Effetto bottleneck ed effetto del fondatore. Flusso genico tra popolazioni frammentate. Valore adattativo e coefficiente di selezione. q, il modello teorico degli effetti genetici e fitness. Modello generale della selezione, selezione contro il recessivo, contro il dominante, selezione per l'eterozigote, polimorfismo bilanciato e carico genetico. Teorie evolutive e interazioni tra le forze evolutive. Esercitazioni: 6 ore Esercizi in classe su EHW e fattori che lo modificano, inbreeding, F. 4 ore (Seminario) Analisi Cluster dei dati sperimentali: Matrice grezza dei dati, coefficienti di similarità (Jaccard, Dice, concordanza semplice), di distanza (euclidea, coefficiente di Mahalanobis, coefficiente di dissimilarità), di dipendenza (correlazione di Spearman e di Pearson, covarianza); scelta dell'algoritmo di raggruppamento. Clustering gerarchico (single linkage, complete linkage, UPGMA, WPGMA, UPGMC, WPGMC, metodo di Ward), Clustering non gerarchico (k-mean clustering). 5 ore Esercitazione su: lettura dei gel, costruzione di matrici di dati in excel, analisi cluster di dati di laboratorio, costruzione di dendrogrammi e interpretazione dei risultati. Genetica di popolazione; equilibrio Hardy Weinberg e fattori che lo modificano; inbreeding e statistiche F; valore adattativo; equilibrio generale di Sewall Wright. Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Population genetics; Hardy Weinberg equilibrium; change of gene frequencies; inbreeding and F statistics; adaptive value; Sewall Wright’s general equilibrium. Lezioni frontali ed esercitazioni in aula Esame, verifiche scritte in itinere, prova scritta e orale finale Insegnamento di Genetica biometrica – Moduli di Complementi di genetica di popolazione, Genetica quantitativa e Marcatori molecolari 1. Falconer DS, MacKay TFC. 1996 - Introduction to quantitative genetics. 4th edition. Longman. 2. Materiale didattico fornito dal docente Note: Sito del Corso di Laurea: Modulo di Genetica quantitativa Docente: Prof. RUSSI Luigi Ruolo: Professore Associato Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Genetica Agraria e Biotecnologie Genetiche Settore: AGR/07 (AGR/07) Tel: 075 5856286 E-mail: [email protected] Corso di studio: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum: - Curriculum generale Insegnamento/modulo: Genetica biometrica/ Modulo di Genetica quantitativa Orario ricevimento: Lunedì e Mercoledì 11:00 - 13:00, Venerdì 11:00 - 13:00 e 15:00- 17:00 Incarico: Affidamento docente stessa facoltà Anno di Corso: I Periodo: I semestre S.S.D. insegnamento: AGR/07 Ambito disciplinare: DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI Crediti: 4 Ore lezione teoriche: 24 Ore lezione pratiche: 15 Propedeuticità: Obiettivo formativo: Fornire agli studenti gli approfondimenti necessari per comprendere i fenomeni selettivi e le forze che operano nelle popolazioni naturali e migliorate, nonché le conoscenze necessarie a poter gestire programmi di miglioramento genetico convenzionale e avanzato. Programma: Lezioni frontali: Ripasso di elementi di statistica: stima della media, varianza, deviazione standard, errore standard di un campione e di una popolazione; correlazione tra due caratteri e regressione; test-t di Student per un set di dati con valori appaiati e indipendenti; analisi della varianza a una via e a due vie; analisi della covarianza. Caratteristiche genetiche di una popolazione. Valore genotipico e numero di loci coinvolti. Effetto del genotipo ed effetto dell’ambiente. Tipi di azioni geniche e modello generale a un locus. Calcolo della media dei valori genotipici di una popolazione in EHW. Effetto della dominanza sulla media di una popolazione. Scomposizione della varianza fenotipica. Calcolo della varianza dei valori genotipici di una popolazione in EHW ed effetto delle frequenze alleliche. Effetto della dominanza sulla varianza di Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: una popolazione. Valore riproduttivo. Scomposizione della varianza genetica. Stima di VA e h2. Regressione progenie-genitori. Somiglianza tra parenti. Disegni sperimentali: analisi di famiglie full-sib e half-sib. Scomposizione della varianza genetica nelle specie prevalentemente autogame. Risposta alla selezione di popolazioni naturali e in corso di miglioramento. Interazione G×E. Plasticità fenotipica. Breeding per adattamento e per stabilità produttiva (interazioni G×L, G×Y, G×L×Y). Prove per la determinazione della differenziazione genetica (ecotipizzazione) e/o della plasticità fenotipica presente in popolazioni naturali di specie vegetali. Correlazione tra caratteri: correlazione fenotipica e genetica. Selezione artificiale: direzionale, stabilizzante e divergente. Stima dell’ereditabilità realizzata media da esperimenti di selezione divergente. Risposte asimmetriche alla selezione. Risposta correlata alla selezione. Caratteri quantitativi sotto selezione naturale. Funzioni di fitness teoriche e funzioni reali. Agenti selettivi e bersagli della selezione. Selezione diretta e indiretta. Selezione con caratteri correlati. Manipolazione sperimentale dei bersagli e degli agenti della selezione. Esercitazioni: Esercizi in classe con esempi numerici: anasi statistica e interpretazioni genetiche dei dati analizzati: test-t, ANOVA a una e due vie, correlazione e regressione tra caratteri. Analisi della covarianza. Analisi statistica di esperimenti condotti in più località e/o per più anni. Calcolo dell'ereditabilità in senso stretto e in senso largo in popolazioni prevalentemente allogame (famiglie full sib e half sib, regressione genitori-figli) e autogame. Risposta alla selezione. Risposte correlate alla selezione. Genetica quantitativa: stima della media e della varianza in una popolazione per variazioni nelle frequenze alleliche; componenti della varianza; ereditabilità; risposta alla selezione; caratteri quantitativi soggetti a selezione artificiale e naturale. Quantitative genetics: changes of mean and variance due to changes in allele frequencies; variance components, heritability; response to selection; quantitative traits under artificial and natural selection. Lezioni frontali ed esercitazioni in aula Esame, verifiche scritte in itinere, prova scritta e orale finale Insegnamento di Genetica biometrica – Moduli di Complementi di genetica di popolazione, Genetica quantitativa e Marcatori molecolari 1. Conner JK, Hartl DL 2005. Elementi di Genetica ecologica. Piccin Ed. 2. Falconer DS, MacKay TFC. 1996 - Introduction to quantitative genetics. 4th edition. Longman. 3. Materiale didattico fornito dal docente Note: Sito del Corso di Laurea: Modulo: Marcatori molecolari Docente: Dr. ALBERTINI Emidio Ruolo: Ricercatore Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Genetica agraria e biotecnologie genetiche Settore: AGR/07 (AGR/07) Tel: 075 5856213 E-mail: [email protected] Corso di studio: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Note: Sito del Corso di Laurea: Curriculum generale Insegnamento di Genetica biometrica/Modulo di: Marcatori molecolari martedì 9-11, qualunque altro orario previo contatto telefonico Affidamento docente stessa facoltà I I semestre AGR/07 DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI 4 24 15 Il corso fornisce allo studente una dettagliata conoscenza delle tecniche basate sui marcatori molecolari, di espressione genica e di clonaggio al fine di utilizzarle nell'ambito del miglioramento genetico assistito. Enzimi di restrizione. Reazione a catena della polimerasi (PCR). Elettroforesi e ibridazione Southern. Marcatori biochimici. Marcatori molecolari basati sull'ibridazione (RFLP, VNTR). Marcatori molecolari basati sulla PCR (RAPD, AFLP, SSR). Teoria del mappaggio. Rilevazione dei dati molecolari e loro utilizzo nella costruzione di mappe di associazione. Mappaggio di geni che controllano caratteri quantitativi (QTL). Mapbased cloning. Analisi dell'espressione genica: differential display e mRNA profiling. Costruzione di librerie genomiche (classiche, BAC e YAC) e trascrittomiche. Ibridazione sottrattiva. Identificazione dei prodotti genici. Applicazione delle tecniche Northern e Southern nella ricerca dei geni di interesse. Sequenziamento del DNA e ricerca di omologie con geni noti in banca dati (analisi BLAST). Ibridazione in situ su tessuti e cromosomi per la localizzazione di sequenze geniche e di trascritti genici. Miglioramento genetico assistito da marcatori molecolari. Esercitazioni: Applicazione dei marcatori AFLP, Clonaggio genico e trasformazione transiente. Enzimi per la manipolazione del DNA. Reazione a catena della polimerasi e ibridazione Southern. Marcatori biochimici e molecolari. Associazione e Mappaggio. Analisi dell'espressione genica Costruzione di librerie. Sequenziamento del DNA e ricerca di omologie con geni noti in banca dati (analisi BLAST). Miglioramento genetico assistito da marcatori molecolari. Enzymes for DNA manipulation. Polymerase chain reaction and Southern hybridization. Biochemical and Molecular Markers. Genetic mapping. Gene expression analysis. Libraries construction. DNA sequencing and analysis of homologies using geneBanks (i.e. BLAST). Markers-assisted breeding. lezioni, esercitazioni di laboratorio Prova orale finale Insegnamento di Genetica Biometrica – Moduli di Complementi di genetica di popolazione, genetica quantitativa e Marcatori molecolari Weising, Nybom, Wolff, Kahl. DNA Fingerprinting in Plants Principles, Methods, and Applications. CRC Press. Barcaccia & Falcinelli - Genetica e genomica Vol. III - Liguori editore Boncinelli & Simeone - Ingegneria Genetica - Idelson Gnocchi. Materiale distribuito dal docente disponibile presso: http://www.emidioalbertini.com/teaching.html CHIMICA AGRARIA Docente: Ruolo: Facoltà: Dipartimento: Settore: Tel: E-mail: CLAUDIA ZADRA RC AGRARIA Scienze Agrarie e Ambientali AGR/13 075 585 6242 [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Biotecnologie agrarie e ambientali curriculum generale Chimica Agraria da concordare con il docente Affidamento docente stessa facoltà 1 1s AGR/13 Programma: Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): 6 40 15 richiede propedeuticità fornire agli studenti le conoscenze necessarie a saper distinguere i principali fitofarmarmaci e fitoregolatori in uso nella pratica agricola. Fornire inoltre le conoscenze loro necessarie circa il ruolo del metabolismo secondario nei viventi Proprietà e destino ambientale degli agrofarmaci. Generalità sulla produzione e uso dei fitofarmaci. Rapporto fitofarmaci-suolo: Movimento dei fitofarmaci nel terreno agrario. Studio dei fenomeni di adsorbimento dei fitofarmaci da parte dei colloidi del terreno. Reazioni di degradazione dei fitofarmaci nel terreno e nelle acque. Persistenza. Principali classi di erbicidi (diserbanti), Rapporto fitofarmaci-pianta: erbicidi. Metabolismo dei diserbanti negli organi bersaglio e nella pianta. Selettività. Erbicidi applicati al terreno. Fungicidi: fungicidi non sistemici e fungicidi sistemici. Ditiocarbammati, ftalimmidi, derivati dei dinitrofenoli, composti aromatici clorurati. Descrizione di alcune molecole di largo impiego. Insetticidi: organofosforici, carbammati, organoclorurati, piretroidi. Descrizione delle molecole di maggiore impiego e loro modo d'azione. Principali metodi di analisi dei residui su matrici diverse. Metaboliti primari e secondari. Ruolo del metabolismo secondario nei viventi. Biosintesi delle classi più importanti di metaboliti secondari. Semiochimici e loro ruolo. Biopesticidi. Diserbanti, fungicidi, insetticidi: formule e proprietà chimico-. Esercitazioni Determinazione di residui di agrofarmaci in matrici ambientali (acqua, terreno) e vegetali. Sistemi di analisi di molecole semiochimiche prodotte e/o emesse da piante Agrofarmaci, bioattività e destino ambientale Semiochimici, biosintesi e attività. Agrochemicals, bioactivity and environmental fate Semiochemicals, biosynthesis and bioactivity Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: lezioni frontali ed esercitazioni pratico-teoriche esame finale orale Insegnamento: Chimica agraria. Moduli di: Chimica e Biochimica dei fitofarmaci e dei fitoregolatori e Semiochimica applicata ai vegetali Agrofarmaci a cura Gennari e Trevisan Ed. OASI Handbook of pestice toxicology Hayes AP Chimica, biosintesie bioattività delle sostanze naturali Fattorusso -Piccin Note: Sito del Corso di Laurea: 1° ANNO – 2° SEMESTRE BIOTECNOLOGIE MICROBICHE PER L’AGROINDUSTRIA E L’AMBIENTE Modulo di Biotecnologie microbiche per l’ambiente Docente: FABRIZIO FATICHENTI Ruolo: PO Facoltà: AGRARIA Dipartimento: Biologia Applicata Settore: AGR/16 Tel: 075 585 6458 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Biotecnologie agrarie e ambientali curriculum generale Biotecnologie Microbiche per l’Agroindustria e l’Ambiente. Modulo di Biotecnologie microbiche per l’ambiente da concordare con il docente Affidamento docente stessa facoltà 1 1s AGR/16 DISCIPLINE BIOLOGICHE GENERALI 6 32 30 richiede propedeuticità Lezioni LA DIVERSITA' NEL MONDO MICROBICO Regni degli organismi. Evoluzione batterica e tassonomia. Albero filogenetico degli eubatteri. Albero filogenetico universale. Diversità dei procarioti: Batteri e Archea. Diversità degli eucarioti: Funghi, Lieviti, Alghe e Protozoi. DIVERSITA' METABOLICA DEI MICRORGANISMI Fermentazione. Respirazione aerobia e anaerobia. Catabolismo e sistemi di produzione energetica. Eterotrofia, autotrofia primaria e secondaria. Fotolitotrofia. Fotoorganotrofia. Chemiolitotrofia. Chemiorganotrofia. Fissazione dell'azoto. Metaboliti primari e secondari. Variabilità metabolica nelle fasi di crescita e sviluppo microbico. HABITAT MICROBICI, CICLI DEGLI ELEMENTI E INTERAZIONI CON PIANTE E ANIMALI Ecosistemi microbici: popolazioni, gilde e comunità. Fluttuazioni stagionali dei microrganismi. Habitat microbici nel suolo e nelle acque dolci. Microbiologia marina. Ambienti estremi. Ciclo dell'azoto. Ciclo del carbonio e dell'ossigeno: 1-ciclo del carbonio, sintrofia e metanogenesi; 2-ciclo del carbonio nei ruminanti. Ciclo del fosforo. Ciclo del ferro. Ciclo dello zolfo. Interazioni microrganismi piante: fillosfera, rizosfera, licheni, micorrize, Agrobacterium, batteri dei noduli radicali e simbiosi con le piante leguminose. Microrganismi estranei all'ambiente naturale: sopravvivenza e destino. Metodi usati negli studi ambientali. BIORISANAMENTO Lisciviazione microbica dei metalli. Biodegradazione del petrolio. Biodegradazione dei composti xenobiotici. Bioinsetticidi. Acque di balneazione. Depurazione delle acque potabili. Trattamento delle acque reflue e dei liquami. Riciclo dei sottoprodotti e dei surplus industriali e dell' agricoltura. Produzione di biogas. Compostaggio. MONITORAGGIO Stima della biodiversità e variabilità microbica ambientale. Monitoraggio attivo e passivo. Biomonitoraggio Biosensori microbici. Biosensori avanzati. Esercitazioni Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Note: Sito del Corso di Laurea: Analisi microscopica diretta di campioni ambientali. Colonna di Winogradsky. Isolamenti selettivi per gruppi funzionali. Analisi di nodulazione. Degradazione di composti organici inquinanti. Stima della biodiversità e variabilità microbica microbica . Compostaggio. Albero filogenetico universale. Biodiversità microbica: Batteri, Archea, Funghi, Lieviti, Alghe e Protozoi. Diversità metabolica dei microrganismi. Ecosistemi microbici. Ambienti estremi. Interazioni microrganismi-piante. Cicli geobiochimici. Biotecnologie per il monitoraggio e il biorisanamento ambientale. Universal life tree. Microbial biodiversity: Bacteria, Archea, Fungi, Yeast,Algae and Protozoa. Metabolic diversity of microbes. Microbial ecosystems. Extreme environments. Microbial interactions with plants. bio-geochemical cycles. Biotechnological applications in bioremediation and biomonitoring. lezioni frontali ed esercitazioni pratico-teoriche esame finale orale Insegnamento: Biotecnologie Microbiche per l’Agroindustria e l’Ambiente. Moduli di Biotecnologie microbiche per l’ambiente e Microbiologia industriale 1-M.T. Madigan, J. M: Martino, J. Parker. BROCK BIOLOGIA DEI MICRORGANISMI Vol 1° e 2° - Casa Editrice Ambrosiana 2-J.J.Perry J.T.Staley, S.Lory. MICROBIOLOGIA VOL. 1° E 2° - Zanichelli Ed.. 3-G. Baggi, N. Pacini, C. Sorlini. MICROBIOLOGIA GENERALE E AGRARIA -Città Studi Ed., Milano. 4-DISPENSE del docente Modulo: Microbiologia Industriale Docente: Prof. BUZZINI Pietro Ruolo: Professore Associato Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Microbiologia Settore: AGR/16 (AGR/16) Tel: 075 5856455 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Sintesi Diploma Supplement: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale Insegnamento: Biotecnologie Microbiche per l’Agroindustria e l’Ambiente/ Modulo di: Microbiologia Industriale lunedì 9-11, qualunque altro orario previo contatto telefonico Affidamento docente stessa facoltà I II semestre AGR/16 DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI 6 32 30 Fornire agli studenti le conoscenze necessarie a poter operare con approcci biotecnologici nel settore della microbiologia industriale ai fini di poter applicare le conoscenze acquisite in processi di fermentazione in scala di laboratorio ed industriale Lezioni frontali: Inquadramento delle biotecnologie microbiche (tradizionali ed innovative) e dei processi di biocatalisi microbica. Selezione e conservazione di microrganismi di interesse biotecnologico (batteri, lieviti, funghi filamentosi), collezioni di colture (BRCs). Concetti di screening, miglioramento genetico, ottimizzazione, modellizzazione e di scale-up (1 CFU). Utilizzazione di bioreattori (ad agitazione meccanica, pneumatica ed idraulica) e sistemi di controllo dei parametri operativi. Sistemi chiusi, semiaperti ed aperti. Tecniche di immobilizzazione cellulare (1 CFU). Sistemi di controllo dell’equilibrio nei sistemi aperti (chemostato e turbidostato). Terreni di coltura industriali, cinetica di utilizzazione del substrato, valutazione della biomassa (1 CFU). Esempi di utilizzazione industriale di microrganismi selezionati per processi di produzione di biomasse o di composti per l’industria (es. industria alimentare e farmaceutica: etanolo, enzimi, vitamine, acidi organici, glicerolo, polisaccaridi, VOCs) (1 CFU). Esercitazioni: Tecniche di screening di microrganismi per la produzione di molecole di interesse industriale (es. enzimi, vitamine, antibiotici, acidi organici) (1 CFU). Techiche di downstream processing e determinazione dell’attività biologica di molecole di origine microbica (1 CFU). MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE CFU 6 Sintesi programma: Principali gruppi microbici presenti negli alimenti. Cenni di biotecnologia degli alimenti fermentati. Produzione di starter microbici per l’industria alimentare. Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: nome del docente (facoltativo): BUZZINI PIETRO Industrial Microbiology (6 CFU) Short program: Microbial groups involved in food microbiology; Biotechnology of fermented foods. Production of microbial starters for food technology. lecturer: Pietro Buzzini lezioni, esercitazioni di laboratorio Prova orale finale Insegnamento: Biotecnologie Microbiche per l’Agroindustria e l’Ambiente. Moduli di Biotecnologie microbiche per l’ambiente e Microbiologia industriale M. MANZONI. Microbiologia industriale, Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2006. B. BIAVATI, C. SORLINI. Microbiologia Generale e Agraria. Casa Editrice Ambrosiana, 2007 (per consultazione). A. N. GLAZER, H. NIKAIDO. Microbial Biotecnology, Cambridge Univesrity Press, 2007 (per consultazione). A. L. DEMAIN, J. E. DAVIS. Manual of Industrial Microbiology and Biotechnology. ASM Press, 1999 (per consultazione). Dispense e materiale fornito dal docente. Note: Sito del Corso di Laurea: EVOLUZIONE E CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ Modulo: Citogenetica vegetale Docente: Ruolo: Facoltà: Dipartimento: Settore: Tel: E-mail: Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Prof. EGIZIA FALISTOCCO Professore Associato Facoltà di Agraria DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Genetica AGR/07 075 585-6209 [email protected] Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale Insegnamento: Evoluzione e Conservazione della Biodiversità Modulo: Citogenetica vegetale mercoledì e giovedì: 10-11 Affidamento docente stessa facoltà I I semestre AGR/07 DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI 3 16 15 Obiettivo formativo del modulo è approfondire la conoscenza della biologia del nucleo nella cellula eucariotica. In particolare verrà trattata l’organizzazione del genoma e la sua dimensionene. La variazione della dimensione dei genomi verrà discussa alla luce dei risultati scaturiti della ricerche più recenti mettendone in evidenza i collegamenti con la biodiversità e l’evoluzione degli organismi viventi. Programma: Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: La Citogenetica vegetale dalle origini ad oggi - Il genoma eucariotico: Valore C e “genome size”. L’andamento del Valore C in Angiosperme, Gimnosperme e Pteridofite. Le banche dati – Il significato evolutivo delle variazioni quantitative del genoma . Il concetto di nucleotipo – La componente ripetitiva del genoma: DNA satellite, geni ribosomali, telomeri – Cromatina e nucleosomi – Il cromosoma eucariotico: struttura e funzione – I cromosomi nella riproduzione e nello sviluppo - Mitosi e ciclo cellulare – Meiosi e ricombinazione. I mutanti meiotici – Il ruolo del cromosoma nella biodiversità e conservazione (1CFU) – La poliploidia nel regno vegetale. Origine ed evoluzione dei poliploidi alla luce delle ultime scoperte. La formazione ricorrente dei poliploidi. La diploidizzazione. I paleopoliploidi. La ristrutturazione genomica dei poliploidi e il fenomeno “genome downsizing”. Differenziazione del cariotipo ed evoluzione delle piante. La Citotassonomia. La citogenetica molecolare (1CFU). Esercitazioni: Anlasi cariomorfologica. Analisi meiotica e pollinica. Mappatura fisica dei cromosomi mediante FISH. Applicazione della tecnica GISH (1 CFU). CITOGENETICA VEGETALE - CFU 3 l’organizzazione del genoma: valore C e “genome size”.Il concetto di nucleotipo.Il cromosoma eucariotico: struttura e funzione.Il ruolo del cromosoma nella biodiversità e conservazione. La poliploidia nel regno vegetale.La diploidizzazione. I paleopoliploidi.Il fenomeno “genome downsizing”. Differenziazione del cariotipo ed evoluzione delle piante. La Citotassonomia. La citogenetica molecolare. PLANT CYTOGENETICS - (3 CFU) The genome organization: C-value and genome size. The new concept of nucleotype. Biodiversity and cytogenetics. Biological relevance of polyploidy. Genome downsizing. The karyotype evolution. Cytotaxonomy. Molecular cytogenetics. Lezioni, esercitazioni di laboratorio. Prova orale finale Evoluzione e Conservazione della Biodiversità. Moduli: Citogenetica vegetale - Risorse Genetiche Agrarie. E. Falistocco – Citogenetica vegetale – Patron Editore, Bologna. P. Jauhar – Methods of genome analysis in plants – CRC Press. Note: Sito del Corso di Laurea: Modulo di Risorse Genetiche Agrarie Docente: Prof. NEGRI Valeria Ruolo: Professore Associato Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Genetica Agraria e Biotecnologie Genetiche Settore: AGR/07 Tel: 075 5856218 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Evoluzione e Conservazione della Biodiversità/ Modulo di Risorse Genetiche Agrarie lun _ven 8.30-13.00 Affidamento docente stessa facoltà I II semestre AGR/07 DISCIPLINE BIOLOGICHE GENERALI 3 15 16 fornire agli studenti le conoscenze necessarie a poter utilizzare approcci biotecnologici nella conservazione e uso della biodiversità Lezioni frontali: Biodiversità e risorse genetiche agrarie. Pool genici. Evoluzione della diversità genetica delle principali specie coltivate: le specie filogeneticamente affini, i progenitori selvatici, le antiche varietà locali, le varietà attuali. Impiego delle risorse genetiche nella costituzione di varietà delle principali colture. Conservazione in situ ed ex situ. Aspetti etici conservazione biodiversità. (2CFU) Esercitazioni: consultazione di databases, ricerca di accessioni on line, applicazioni pratiche nella conservazione della biodiversità (1CFU) Utilizzazione dei pool genici delle principali colture agrarie nel miglioramento genetico. Gestione delle collezioni ex situ per la loro utilizzazione nel miglioramento genetico. Biodiversity and genetic resources. Domestication and evolution of the most important crops: primary, secondary and tertiary gene pool, landraces, modern varieties. Use of genetic resources in plant breeding. In situ and ex situ conservation of genetic resources. lezioni, esercitazioni Prova orale finale Evoluzione e Conservazione della Biodiversità. Moduli: Citogenetica vegetale - Risorse Genetiche Agrarie. Smartt J and Simmonds N W, 1995, Evolution of crop plants, II edition, Longman Scientific &Technical publ. Harlan JR, 1992, Crops and man, ASA_CSSA, Madison Barcaccia G, Falcinelli M, 2005, Genetica e genomica, vol II, Liguori Dispense e materiale fornito dal docente. Note: Sito del Corso di Laurea: BIOTECNOLOGIE GENETICHE Modulo: Miglioramento genetico vegetale e biotecnologie genetiche avanzate Docente: Prof. ROSELLINI Daniele Ruolo: Professore Associato Facoltà: Agraria Dipartimento: Biologia applicata - Sezione di Genetica Agraria e Biotecnologie Genetiche Settore: AGR/07 Corso di studio: BIOTECNOLOGIE AGRARIE E AMBIENTALI Curriculum: - Curriculum generale Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo BIOTECNOLOGIE GENETICHE / Mod. Miglioramento genetico vegetale e biotecnologie genetiche avanzate Venerdi' 9-12; altri orari previo appuntamento Compito didattico istituzionale I I semestre AGR/07 DISCIPLINE BIOTECNOLOGICHE GENERALI 6 32 30 L'obiettivo del modulo è quello di fornire conoscenze approfondite sulle tecniche e sulle strategie per migliorare le piante agrarie mediante metodi tradizionali e biotecnologie genetiche avanzate. Lo studente acquisirà inoltre competenze sulla trasformazione mediante sistema biolistico e sull’utilizzazione di mutanti inserzionali mediante mezzi bioinformatici. Inoltre acquisirà competenza nello studio della letteratura scientifica e nella presentazione di un lavoro scientifico in lingua inglese Programma: Lezioni frontali Struttura genetica delle popolazioni; teoria della selezione (1CFU); metodi di miglioramento genetico delle piante autogame e allogame (1CFU); Isolamento di geni dalle piante mediante tecniche di genetica diretta e inversa (1CFU); tecniche avanzate di trasformazione genetica delle piante; ottenimento di piante geneticamente modificate (PGM) senza l'impiego di antibiotici. PGM prive di marcatori selezionabili; ricombinazione omologa; ottimizzazione dell'espressione dei geni introdotti nelle piante: promotori; silenziamento genico; prodotti farmaceutici e industriali da piante geneticamente modificate (1CFU). Esercitazioni e seminari Trasformazione transiente con metodo biolistico; individuazione e analisi bioinformatica di mutanti inserzionali (1CFU); Approfondimento e presentazione, in inglese, di lavori scientifici recenti da parte degli studenti, sotto la guida del docente (1CFU). Sintesi Diploma SuppleMiglioramento genetico vegetale e biotecnologie genetiche avanzate (6 ment: CFU) Programma: Teoria della selezione; metodi di miglioramento genetico; isolamento di geni, genetica diretta e inversa, tecniche avanzate di trasformazione genetica; piante transgeniche senza l’impiego di antibiotici e marker-free; ricombinazione omologa; ottimizzazione dell’espressione dei transgeni; silenziamento genico; pharming. Sintesi Diploma Supplement Plant breeding and advanced plant biotechnology. Topics: Selection the(in inglese): ory; plant breeding methods; gene isolation from plants (forward and reverse genetics); advanced transformation techniques; transgenic plants without antibiotic resistance genes and marker-free; homologous recombination; optimization of transgene expression; gene silencing; pharming Metodi didattici: Lezioni frontali con videoproiezione, esercitazioni in laboratorio e al computer Modalità valutazione: Esame orale e presentazione in inglese di un articolo scientifico Insegnamenti e Moduli inte- Insegnamento di Biotecnologie genetiche. Moduli di Miglioramento genegrati: tico vegetale e Biotecnologie genetiche avanzate e Biotecnologie animali Testi consigliati: Materiale messo a disposizione dal docente (scaricabile da internet) Slater, Scott, Fowler, Plant Biotechnology, second Edition, Oxford, 2008. Note: Sito del Corso di Laurea: http://www.unipg.it/facsmfn/ccl/biotec/biotecnologie.htm#3 Modulo di: Biotecnologie animali Docente: Dr. Emiliano LASAGNA Ruolo: Ricercatore universitario Facoltà: AGRARIA Dipartimento: DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA APPLICATA - Sezione di Scienze Zootecniche Settore: AGR/17 – Zootecnica generale e miglioramento genetico Tel: 075 5857102 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: BIOTECNOLOGIE AGRARIE E AMBIENTALI Curriculum generale Insegnamento: BIOTECNOLOGIE GENETICHE / Modulo di: Biotecnologie animali da lunedì a venerdì ore 15-18 salvo impegni istituzionali Affidamento docente stessa facoltà I II semestre AGR/17 3 21 10 fornire agli studenti le conoscenze per poter applicare le biotecnologie, riproduttive e molecolari, ad animali in produzione zootecnica Introduzione: importanza delle biotecnologie nel settore zootecnico. Principali problematiche applicative delle tecnologie avanzate nell'allevamento degli animali in produzione zootecnica: differenze rispetto all'ambito vegetale, costi e limiti etici. Fondamenti di miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica. Biotecnologie della riproduzione. Fondamenti di anatomia e fisiologia dell'apparato riproduttore degli animali di interesse zootecnico. Le tecnologie: inseminazione artificiale (IA), sincronizzazione dei calori, embryo transfer, MOET, embryo splitting, vitrificazione embrionale, sessaggio del seme, fecondazione in vitro (FIVET), ovum pick-up, ICSI, clonazione e trapianto nucleare, salvataggio genetico. Applicazioni: riduzione dell'intervallo generazionale, incremento del progresso genetico, incremento della capacità riproduttiva, conservazione della biodiversità animale. (1 CFU). Biotecnologie molecolari e loro applicazione in zootecnia. La Citogenetica animale: tecnologia e sue applicazioni. Le tecnologie: DNA fingerprinting, tecniche basate sulla PCR, marcatori molecolari microsatelliti, linkage analysis, gene transfer, real time PCR, ecc. Applicazioni in zootecnia: analisi di parentela, studi evoluzionistici e di filogenesi delle razze, identificazione di caratteri utili e/o deleteri per le produzioni, sessaggio degli embrioni, identificazione QTLs, Marker Assisted Selection, introgressione genica assistita, transgenesi animale, conservazione della biodiversità animale, tracciabilità degli alimenti di origine animale. (1 CFU). Analisi macroscopiche e microscopiche del materiale seminale finalizzate all’acquisizione di abilità necessarie alla valutazione della fertilità di un riproduttore. Tecniche di salvataggio genetico e recupero di ovociti ed Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: embrioni. Analisi molecolari, basate sulla PCR, per l’individuazione di geni utili e/o dleteri per la selezione, per il sessaggio degli embrioni e per la tracciabilità molecolare degli alimenti di origine animale (1 CFU). Importanza delle biotecnologie nel settore zootecnico, differenze con il settore vegetale. Principali biotecnologie della riproduzione degli animali e loro applicazioni. Principali biotecnologie molecolari e loro applicazione in zootecnia. Importance of biotechnologies in animal science and differences with plant science. Biotechnologies in animal reproduction and their applications. Molecular biotechnologies and their applications in animal science. Lezioni frontali ed esercitazioni in laboratorio. Prova orale finale Modulo di Miglioramento genetico e Biotecnologie genetiche vegetali Presentazioni power point delle lezioni disponibili on line. G. Sali, Manuale di teriogenologia bovina, Edagricole, 1996 R. Renneberg, Biotechnology for Beginners, Academic press, 2007 Note: Sito del Corso di Laurea: 2° ANNO – 1° SEMESTRE BIOTECNOLOGIE APPLICATE ALLE COLTIVAZIONI ERBACEE Docente: Ruolo: Facoltà: Dipartimento: Settore: Tel: E-mail: Paolo Benincasa Ricercatore Confermato Agraria Scienze Agrarie ed Ambientali Agronomia 075 5856325 [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Biotecnologie Agrarie ed Ambientali Generale Biotecnologie Applicate alle Coltivazioni Erbacee lunedì 9.30-11.30 Affidamento docente stessa facoltà I II semestre AGR/02 – Agronomia e Coltivazioni Erbacee Discipline agrarie 6 32 30 Fornire agli studenti conoscenze di base sulle coltivazioni erbacee e orticole e sulla produzione delle sementi come settori di applicazione delle biotecnologie genetiche avanzate Programma: Il programma prevede una parte di coltivazioni erbacee e una di biologia, produzione e tecnologia delle sementi e per entrambe verranno evidenziate le possibilità di applicazione delle biotecnologie. Coltivazioni erbacee Alcune delle colture erbacee più importanti per diffusione e nazionale e mondiale, e significative dal punto di vista didattico. Di queste colture vengono presentati: morfologia, biologia, ecofisiologia; aspetti principali della tecnica agronomica; interazioni tra qualità, produzione, scelta varietale e agrotecnica; obbiettivi e prospettive del miglioramento genetico (ideotipo), - cereali: frumento, mais - leguminose da granella: soia - oleaginose: colza, girasole - colture foraggere: erba medica - orticole: pomodoro Biologia, Produzione e Tecnologia delle sementi - Struttura del seme: embrione, sostanze di riserva e tegumenti. - Biologia del seme: germinazione e fattori che la influenzano, dormienza dei semi e metodi di rimozione della stessa. - Produzione della semente: aspetti ecologici ed agronomici delle colture da seme; produzione del seme biologico. - Tecnologia delle sementi: selezione delle sementi e relativi macchinari; trattamenti antiparassitari; trattamenti per stimolare o aumentare il vigore germinativo delle sementi; cenni sul seme sintetico; confezionamento e conservazione delle sementi. - Normative per la produzione e il commercio delle sementi: direttive comunitarie, legislazione nazionale e regionale; controllo della produzione e certificazione delle sementi; analisi delle sementi. - Colture da seme: trattazione delle colture da seme di frumento, mais, barbabietola e medica. Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Risoluzione di casi pratico-applicativi relativi alle conoscenze acquisite sulle colture erbacee e sul settore delle sementi Riconoscimento di semi e piante delle specie trattate Problematiche di colture in atto e relative operazioni colturali Tecniche di laboratorio relative alle analisi delle sementi Fasi di lavorazione delle sementi , funzionamento dei macchinari, constatazione delle problematiche di processo. Principali specie erbacee: morfologia, biologia, ecofisiologia; aspetti specifici della tecnica agronomica; interazioni tra qualità, produzione, scelta varietale e agrotecnica; obbiettivi e prospettive del miglioramento genetico e delle biotecnologie. Morfologia e biologia della semente. Ecologia e agrotecnica delle colture da seme. Tecnologia delle sementi. Normative, certificazione e analisi delle sementi. Colture da seme di alcune specie come casi studio. Prospettive di applicazione delle biotecnologie. Most important species of arable crops: morphology, biology and ecophysiology; cultivation techniques as related to cultivar, yield and quality; objectives and perspectives of breeding and biotechnologies. Seed morphology and biology. Seed crop ecology and cultivation. Seed technology. Legislation, certification and analysis on seeds. Seed crops of some species as case-studies. Perspectives for application of biotechnologies. Lezioni frontali, esercitazioni in aula con distribuzione di semi e piante, esercitazioni in aula con l'ausilio di diapositive e/o audiovisivi, visite alle Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: collezioni di piante presso la facoltà, visite in azienda o stazioni sperimentali su colture in atto, visite alle aziende di produzione e agli stabilimenti di lavorazione delle sementi (ove consentito dalla collocazione temporale del corso). Prove in itinere e colloquio finale - Dispense delle lezioni - Bonciarelli F. Coltivazioni erbacee da pieno campo. Ed agricole - Ciriciofolo E. Biologia, Produzione e Tecnologia delle Sementi. Dispense delle lezioni stampate a cura del servizio stampa dell’Università di Perugia - Max Planck Institute. Produzioni agrarie e Biotecnologie. Edagricole Note: Sito del Corso di Laurea: BIOTECNOLOGIE APPLICATE ALLE COLTIVAZIONI ARBOREE Docente: Ruolo: Facoltà: Dipartimento: Settore: Tel: E-mail: Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Dr. Maurizio Micheli Ricercatore universitario Agraria SCIENZE AGRARIE E AMBIENTALI – Sez. Arboricoltura e Protezione delle Piante AGR/03 0755856260 [email protected] Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale BIOTECNOLOGIE APPLICATE ALLE COLTIVAZIONI ARBOREE Lunedì, Giovedì e Venerdì 9,00 – 10,30. Affidamento docente stessa facoltà II I AGR/03 – Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree Discipline biotecnologiche agrarie 6 42 20 Nessuna Trasferire agli studenti le conoscenze di base relative alle funzioni delle piante arboree e arbustive e alle tipologie di verde. Fornire le competenze per poter operare nel settore delle biotecnologie genetiche vegetali attraverso la conoscenza della clonazione in vivo e delle tecniche di coltura in vitro. Conferire capacità di organizzazione e attuazione di attività inerenti anche la conservazione ex situ delle risorse genetiche vegetali ricorrendo alle tecniche di coltura in vitro. Lezioni frontali: Principi sulle funzioni ed utilizzazioni degli alberi e degli arbusti. Richiami sulle tipologie degli impianti arborei ed arbustivi forestali, da legno, da frutto, riparali, ornamentali, ricreativi, siepi campestri). Richiami di fondamenti di tecniche di propagazione in vivo di specie arboree ed arbustive. Applicazione delle tecniche di coltura in vitro nella clonazione di Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: specie arboree ed arbustive. Processi rigenerativi. Micropropagazione. Mericloni. Fattori di mutagenesi in vitro. Risanamento. Potenzialità applicative della micropropagazione in supporto alle produzioni biologiche. Biodiversità. Conservazione del germoplasma vegetale in situ ed ex situ. Le tecniche di coltura in vitro nella conservazione di germoplasma vegetale. Conservazione in condizioni di asepsi per breve, medio e lungo termine. Condizioni di crescita rallentata (Slow Growth Storage). Crioconservazione. Tecnologie innovative per la diffusione e la salvaguardia di germoplasma vegetale: incapsulamento e seme sintetico. Esercitazioni: Tecniche di propagazione in vivo di specie legnose. Prelievo di espianti iniziali da avviare alle colture in vitro. Manipolazioni in asepsi, preparazione e uso dei substrati di coltura, attuazione della clonazione in vitro mediante l'impiego di differenti tipologie di espianti, prelievo di apici meristematici. Procedure per la raccolta in campo di materiale vegetale da sottoporre a conservazione ex situ. Tecniche di conservazione di materiale vegetale e di colture asettiche. Incapsulamento di propaguli vitroderivati. Biotecnologie applicate alle coltivazioni arboree. Tipologie e funzioni delle piante arboree e arbustive; propagazione in vivo delle specie legnose; colture in vitro di tessuti e organi vegetali; biodiversità e conservazione ex situ di germoplasma di specie legnose mediante tecniche di coltura in vitro (micropropagazione ed incapsulamento). Woody Plant Biotechnlogies. Tipologies and functions of the woody and shrub species; in vivo propagation of woody plants; plant tissue and organ in vitro cultures; biodiversity and ex situ conservation of the woody plant germplasm through in vitro culture techniques (micropropagation and encapsulation). Lezioni frontali ed esercitazioni Verifiche scritte e/o prove pratiche in itinere. Esame finale orale G. De Paoli, V. Rossi, A. Scozzoli, 1994 -"Micropropagazione delle piante ortoflorofrutticole". Edagricole-Edizioni Agricole Calderini s.r.l. - Bologna. Pierik R.L.M. - Martinus, 1987 - "Vegetative propagation. In vitro culture of higher plants". Nijhoff Publisher - Dordrecht - The Netherlands. Redenbaugh K., 1993. Synseeds: Applications of Synthetic Seeds to Crop Improvement. K. Redenbaugh (Ed.). CRC Press Inc., Boca Raton, Ca (USA). George E.F., 1993-1996. Plant Propagation by Tissue Culture. Exegetics, Edington, UK. Il corso prevede, inoltre, la consultazione di articoli scientifici volti a fornire ulteriori approfondimenti. Note: Sito del Corso di Laurea: BIOTECNOLOGIE ENTOMOPATOLOGICHE AVANZATE Modulo: Biotecnologie applicate all’ entomologia Docente: Eric Conti Ruolo: Ricercatore confermato Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali Settore: AGR/11 Tel: 075 5856029 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale Insegnamento: Biotecnologie entomopatologiche avanzate. Modulo: Biotecnologie applicate all’ entomologia Martedì e Giovedì, dalle 10:00 alle 12:00 - qualunque altro orario previo contatto per e-mail o telefono Affidamento docente stessa Facoltà II I semestre AGR/11 Discipline agrarie / difesa 6 32 30 Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: Programma: Obiettivo formativo: fornire agli studenti le basi funzionali e molecolari che regolano le interazioni ecologiche e fisiologiche degli insetti con altri organismi; fornire le conoscenze necessarie per operare nel settore delle biotecnologie applicate agli insetti di interesse agrario. Lezioni frontali: Introduzione al corso. I meccanismi delle interazioni ecologiche e fisiologiche piante-fitofagi e piante-fitofagi-entomofagi. Allelochimici, VOCs. Basi genetiche e fisiologiche del comportamento degli artropodi. Meccanismi della resistenza delle piante agli artropodi. Resistenza costitutiva e indotta, resistenza diretta e indiretta (1 CFU). Interazioni fisiologiche antagonistiche insetti-insetti (endoparassitoidi) e insetti-entomopatogeni (virus, batteri, funghi, nematodi). Simbiosi mutualistiche negli insetti (Wolbachia, Polydnavirus). Funzioni vitali negli insetti e regolazione del metabolismo, dello sviluppo e della riproduzione (1 CFU). Ottenimento di molecole e geni per il controllo delle popolazioni di insetti fitofagi. Manipolazione genetica della resistenza vegetale agli artropodi: piante geneticamente modificate esprimenti diversi tipi di molecole ad attività insetticida (Cry, inibitori proteasi, lectine, chitinasi, ecc.). Modificazioni genetiche di entomopatogeni per il miglioramento dell’attività insetticida. Lotta genetica autocida. Manipolazione genetica di artropodi fitofagi ed entomofagi (1 CFU). Cenni alle biotecnologie di supporto alla difesa delle piante dagli Artropodi fitofagi. Tecniche molecolari per studi di sistematica entomologica. Identificazione di marcatori molecolari per studi di genetica delle popolazioni. Tecniche diagnostiche per il rilevamento di fitopatogeni in insetti vettori. Produzione di entomofagi in allevamenti massali. Controllo integrato e biotecnologie. Impatto ambientale delle biotecnologie. Principali aspetti normativi relativi alla produzione e diffusione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. Limiti e prospettive future (1 CFU). Esercitazioni: Determinazione dell’emissione di VOCs da insetti e da piante sane e attaccate. Estrazione di composti ad attività cairomonale o sinomonale da insetti e da piante differentemente attaccate. Utilizzo di specifici apparati informatizzati per l’esecuzione di biosaggi comportamentali in tunnel a vento, olfattometro ed arena aperta. Utilizzo di apparato GC-EAG per studi sull’attività di composti volatili (1 CFU). Rilevamento di fitopatogeni in insetti vettori mediante PCR. Visita presso Sintesi Diploma Supplement: Sintesi Diploma Supplement (in inglese): Metodi didattici: Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: un laboratorio di biotecnologie entomologiche, seminari e dimostrazione sull’ottenimento di insetti geneticamente modificati. Discussione di articoli scientifici in lingua Inglese (Journal club) (1 CFU). Biotecnologie applicate all’ entomologia. 6 CFU. Introduzione. Interazioni ecologiche e fisiologiche, intraspecifiche e interspecifiche (multitrofiche) negli insetti. Funzioni vitali e fisiologia. Meccanismi coinvolti e ottenimento di molecole e geni per il controllo degli insetti. Piante, insetti ed entomopatogeni geneticamente modificati. Metodi diagnostici. Biotecnologie e IPM. Rischi e prospettive. Esperienze di laboratorio. Docente: Eric Conti Insect Biotechnologies. 6 credits. Introduction. Physiological and ecological, intraspecific and interspecific (multitrophic) interactions of insects. Insect physiology. Mechanisms involved and identification of molecules and genes for insect control. Genetically modified plants, insects, entomopathogens. Diagnostic methods. Biotechnologies and IPM. Risks and future perspectives. Laboratory experiences. Lecturer: Eric Conti Lezioni frontali con videoproiezione; esercitazioni per l’acquisizione di esperienze dirette in laboratorio; discussione di articoli scientifici (Journal club). Prova orale finale e presentazione di una relazione di approfondimento su un argomento trattato. Materiale didattico fornito dal docente. Klowden, M.J. 2007. Physiological systems in insects. Second Edition. Elsevier Inc. Schoonhoven, L.M., van Loon, J.J.A., Dicke, M. 2005. Insect-plant biology. Oxford University Press. Persley, G.J. (Ed.), 1996. Biotechnology and integrated pest management. CAB International. Rechcigl, J.E., Rechcigl, N.A. 1998. Biological and Biotechnological Control of Insect Pests. Lewis Publisher. Handler, A.M., James, A.A., 2000. Insect Transgenesis. CRC Press. Hoy, M.A. 2003. Insect Molecular Genetics. An Introduction to Principles and Applications. Second Edition. Academic Press. Note: Sito del Corso di Laurea: Modulo: Biotecnologie fitopatologiche avanzate Docente: Dott.ssa CHIARALUCE MORETTI Ruolo: Ricercatore Facoltà: Facoltà di Agraria Dipartimento: Scienze Agrarie e Ambientali Settore: AGR/12 Tel: 075-5856467 E-mail: [email protected] Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Biotecnologie agrarie e ambientali Curriculum generale Biotecnologie entomopatologiche avanzate. Modulo: Biotecnologie fitopatologiche avanzate qualunque orario previo contatto telefonico o per e-mail Affidamento docente stessa facoltà II Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Obiettivo formativo: I semestre AGR/12 Discipline agrarie / difesa 6 32 30 Fornire agli studenti le conoscenze per poter operare con approcci biotecnologici avanzati nel settore delle interazioni ospite-parassita; fornire inoltre le conoscenze necessarie a poter operare nel settore delle diagnosi fitopatologiche con approcci molecolari. Programma: Lezioni frontali: Fattori di aggressione dei patogeni. Aspetti molecolari della patogenicità e della virulenza. Geni di avirulenza. Geni di resistenza e di difesa delle piante (1 CFU). Segnali molecolari nell’interazione pianta-patogeno. Strategie per l’ottenimento di piante transgeniche resistenti a malattie biotiche (1 CFU). Caratterizzazione e diagnosi molecolare. Caratterizzazione molecolare di popolazioni di agenti fitopatogeni. Diagnosi di malattie virali, batteriche e fungine mediante tecniche tradizionali (1 CFU). Microscopia ottica ed elettronica, sierodiagnosi, diagnosi molecolare di virus, batteri e funghi fitopatogeni (1 CFU). Lezioni pratiche: Immunofluorescenza e saggio ELISA per il rilevamento di batteri e virus. Microscopia applicata alla patologia vegetale (1 CFU). Rep-PCR, AFLP e ARDRA per la caratterizzazione di batteri e funghi fitopatogeni. Impiego della PCR per il rilevamento di virus, batteri e funghi in campioni vegetali. (1 CFU) Sintesi Diploma Supple- Biotecnologie fitopatologiche avanzate (6 CFU). Aspetti molecolari della ment: patogenicità e della virulenza. Segnali molecolari nell’interazione piantapatogeno. Caratterizzazione e diagnosi molecolare di agenti fitopatogeni. Docente: Chiaraluce MORETTI Sintesi Diploma Supplement Advanced molecular Plant Pathology (6 CFU). Molecular aspects of (in inglese): pathogenicity and virulence. Signalling in plant-microbe interaction. Molecular characterisation and diagnosis of virus, bacteria and fungi. Lecturer: Chiaraluce MORETTI Metodi didattici: Lezioni frontali, esercitazioni di laboratorio Modalità valutazione: Prova orale finale Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Narayanasamy P. 2008. Molecular Biology in Plant Pathogenesis and Disease Management: Microbial Plant Pathogens. Springer Brown T. A. 2007. Biotecnologie molecolari. Principi e tecniche. Zanichelli Editore Belli G. 2007. Elementi di Patologia vegetale. Piccin Nuova Libreria Materiale didattico distribuito dal docente durante il corso Note: Sito del Corso di Laurea: TECNOLOGIE ALIMENTARI Docente: Ruolo: Facoltà: Dott. PERRETTI Giuseppe Italo Francesco Ricercatore Facoltà di Agraria Dipartimento: Settore: Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: Programma: DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICO-ESTIMATIVE E DEGLI ALIMENTI - Sezione di Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti AGR/15 (AGR/15) Biotecnologie agrarie e ambientali - Curriculum generale Processi della tecnologia alimentare I - Tecnologie Alimentari ricevimento libero mutuazione 2 I semestre AGR/15 DISCIPLINE AGRARIE 6 42 18 Operazioni unitarie (2 CFU) Informazioni tecnico -scientifiche di base per la conoscenza della teoria, dei principi e delle macchine delle operazioni unitarie su cui si fondano i processi di produzione degli alimenti. Processi della tecnologia alimentare (4 CFU) Processi tecnologici delle più importanti industrie agro-alimentari, di origine animale e vegetale. Concetti di base introduttivi per la comprensione del concetto di qualità dei prodotti alimentari. Sintesi Diploma SuppleFornire allo studente le informazioni tecnico-scientifiche di base per la ment: comprensione e la conoscenza delle principali operazioni unitarie, dei processi delle industrie agro-alimentari. Sintesi Diploma Supplement Providing the student for the basic technical-scientific information to un(in inglese): derstand and to knowledge the main unit operations and the main processes of the agri-food industries. Metodi didattici: lezioni frontali, seminari, esercitazioni Modalità valutazione: Prova intermedia scritta e prova orale finale o prova orale complessiva Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Appunti di lezione LERICI CL, LERKER G - Principi di Tecnologie Alimentari. CLUEB, Bologna FELLOWS PJ - Food Processing Technology: Principles and practice. Ellis Horwood Ltd. Chichester, UK CAPPELLI P, VANNUCCHI V - Chimica degli alimenti. Zanichelli, Bologna Operazioni Fondamentali, ed. P. Fantozzi, A. De Stefano, Università degli Studi di Perugia. Processi, ed. P. Fantozzi, A. De Stefano, Università degli Studi di Perugia. Note: Sito del Corso di Laurea: http://www.unipg.it/facsmfn/ccl/biotec/biotecnologie.htm#3 2° Anno – 2° Semestre PRINCIPI DI ESTIMO GENERALE E DI VALUTAZIONE DELLE AZIENDE Docente: PIERRI Antonio Ruolo: Facoltà: Professore Associato Facoltà di Agraria Dipartimento: DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICO-ESTIMATIVE E DEGLI ALIMENTI - Sezione Scienze Economiche ed Estimative Settore: Tel.: E-mail: Corso di studio: Curriculum: Insegnamento/modulo: Orario ricevimento: Incarico: Anno di Corso: Periodo: S.S.D. insegnamento: Ambito disciplinare: Crediti: Ore lezione teoriche: Ore lezione pratiche: Propedeuticità: AGR/01 075/5856272 [email protected] Biotecnologie Agrarie e Ambientali Generale Principi di Estimo generale e di valutazione delle aziende Lunedì ore 8,30 – 13,00 Compito didattico istituzionale II II AGR/01 Discipline gestionali e di sostenibilità 6 CFU 32 28 Obiettivo formativo: Programma: Fornire la conoscenza dei principi e degli strumenti metodologici di base per la rilevazione dei dati estimativi e per le valutazioni; sviluppare la capacità di definizione e di soluzione di problemi estimativi; dotare lo studente del bagaglio teorico applicativo necessario per introdurre lo studente alla metodologia professionale dell'estimo. LEZIONI FRONTALI : Elementi di matematica finanziaria: interesse semplice, interesse composto, annualità, poliannualità, valutazione degli investimenti (1CFU) Introduzione all'estimo: stima momento di stima; postulati estimativi, aspetti economici dei beni.(1CFU) Processo di stima: Procedimenti sintetici di stima: stima per confronto diretto, stima per valori tipici, stima per capitalizzaione dei redditi.(1CFU) Accertamento dei diritti reali : La funzione civile del CT e CF nella individuazione della proprietà immobiliare urbana e dei diritti reali. Accertamento dei diritti reali e modi di certificazione dei diritti di proprietà. Accertamenti storico ventennale al CT e CF del possesso e certificazione ipotecaria ventennale dei diritti reali. (1CFU) La relazione di stima e la valutazione immobiliare: La relazione di stima, il perito nel processo, la consulenza e l’arbitrato Stima dei fondi rustici e dei fabbricati civili, La valutazione delle aziende agricole ed agroindustriali (2 CFU) Estimo legale dei diritti reali (2CFU) L’espropriazione per pubblica utilità, aspetti procedurali, le fasi del procedimento ed il ruolo del consulente. Criteri e modalità di determinazione dell’indennizzo. Stima dei diritti reali: Servitù coattive e volontarie; Usufrutto, uso abitazione e vitalizio ; Stima dei danni, Stime cauzionali. Le stime nella successione e divisione ereditaria. La successione legittima, testamentaria e necessaria. La lesione di legittima e l’azione di riduzione. Il pagamento e l’imputazione dei debiti; la collazione. Dalla comunione alla divisione. La divisione nella comunione tacita familiare. ESERCITAZIONI Nel corso delle attività esercitative gli studenti saranno impegnati a realizzare, in aula ed a casa, valutazioni ed aspetti pratici professionali: Accertamento ipotecario catastale ventennale Voltura catastale, procedura Docfa di accatastamento dei fabbticati Sintesi Diploma Supplement: Matematica finanziaria. Definizioni estimative di Base. Aspetti economici del valore. Valore economico totale. Procedure di stima e relazione. Modelli di Stima. Valutazione dei fabbricati civili e rurali. Sintesi Diploma Supplement Financial matematics. Basic definitions in appraisal methodology. Eco(in inglese): nomics Aspect of tue goods. Appraisal procedure and reporting. Appraisal models: the evaluation fo the land and the building.To enable the students a solid foundation in basic appraisal principles. Metodi didattici: Le lezioni sono svolte dal docente secondo l’approccio tradizionale frontale. Le esercitazioni sono gestite dal docente su base collaborativa. Modalità valutazione: Insegnamenti e Moduli integrati: Testi consigliati: Note: Sito del Corso di Laurea: Prova orale con Commissione di Esame per le attività delle esercitazioni, attraverso una discussione finale svolta in aula tra tutti gli studenti ed il docente . V. GALLERANI, G.ZANNI, D.VIAGGI, Manuale di Estimo, McGrawHill, 2004 Riferimenti e materiale didattico forniti dal docente Criteri per seguire le attività didattiche Di seguito, i criteri e le norme ai quali lo studente deve riferirsi per seguire le principali attività formative del CdLM e per svolgere le relative prove di profitto; in particolare, per: 1. Attività a scelta dello studente 2. Attività internazionali (Erasmus) 3. Attività per il Tirocinio Pratico Applicativo 4. Attività per la prova finale 5. Procedure e criteri per la verifica del profitto degli insegnamenti FA CFU CdF CdLM CIIB PCIIB SS SD SP TPA CPD PFA Facoltà di Agraria Crediti Formativi Universitari Consiglio di Facoltà Corso di Laurea Magistrale Consiglio Intercorso Interfacoltà delle Lauree in Biotecnologie Presidente del CIIB Segreteria Studenti Segreteria Didattica Segreteria di Presidenza Tirocinio Pratico Applicativo Commissione Paritetica per la Didattica Preside della Facoltà 1. ATTIVITÀ A SCELTA DELLO STUDENTE 1. Lo studente può scegliere, tra le attività formative programmate dalla Facoltà di Agraria e dalle altre Facoltà dell'Università di Perugia, un numero di CFU pari a 8. Il Presidente del CIIB verifica che la scelta di tali attività sia coerente con il progetto formativo del CdLM. 2. Lo studente può chiedere al CIIB, che deve autorizzare, di svolgere attività formative programmate da altre Università italiane o straniere. 3. Il Presidente del CIIB, su richiesta dello studente, riconosce tra le Attività a scelta i CFU acquisiti con la frequenza di percorsi formativi, diversi da quelli previsti ai precedenti punti 1 e 2, soltanto se il riconoscimento dei CFU è stato preventivamente previsto dai bandi e dai programmi di tali percorsi, sia per ciò che attiene la tipologia che per il numero di CFU riconoscibili. 4. Nel caso in cui uno studente, trasferito da altro CdLM universitario, chieda al CIIB che frequenta il riconoscimento tra le Attività a scelta di CFU acquisiti nel CdLM di provenienza, il CIIB, acquisita la documentazione utile dalla SS, valuta se la richiesta è coerente con gli obiettivi formativi del CdLM. 5. Lo studente iscritto deve presentare (su apposito modulo) alla SD la richiesta per le attività a propria scelta entro il 31 maggio dell'anno antecedente a quello in cui le stesse attività sono previste nel Piano degli studi. La SD trasmette le richieste al PCIIB per le necessarie valutazioni e, una volta approvate, le trasmette alla SS. Le richieste di riconoscimento di cui al precedente punto 3 possono essere presentate dallo studente al di fuori dei termini sopra indicati. 6. Al momento in cui lo studente presenta la richiesta per le attività a scelta, oltre ad indicare le attività che intende scegliere, deve indicare anche dove e come svolgerle ed i CFU che intende acquisire attraverso tale scelta. 7. Il CIIB non riconoscerà in nessun caso le attività svolte dagli studenti, tra quelle a scelta, se preventivamente non è stata presentata la richiesta alla SD. 8. Nel caso in cui la scelta sia indirizzata ad acquisire l’idoneità per una seconda lingua straniera o per un livello avanzato della lingua straniera per la quale ha già acquisito l’idoneità, lo studente deve fare riferimento alle procedure definite al successivo paragrafo 2 del presente allegato. 9. Nel caso in cui la scelta riguardi attività svolte in ambito Erasmus, lo studente deve fare riferimento alle procedure definite al successivo paragrafo 3 del presente allegato. 10. Lo studente può utilizzare i CFU a scelta per svolgere attività di formazione nei laboratori della Facoltà per un massimo di 3 CFU. In questo caso, lo studente, al momento di presentazione della richiesta, documenta l’accettazione del Docente responsabile del laboratorio. Durante la frequenza dei laboratori, lo studente firma la presenza nell’apposito registro. Al termine, lo studente presenta al Docente responsabile del laboratorio una relazione scritta sulle attività svolte; questo ultimo, verificati il registro delle frequenze e la relazione delle attività svolte, redige il verbale per la registrazione dei CFU acquisiti. 11. Lo studente può utilizzare i CFU a scelta per svolgere le attività di digitalizzazione dei periodici antichi presso la Biblioteca della Facoltà per un massimo di 2 CFU. Al termine, il responsabile della Biblioteca invia al coordinatore delle Altre attività formative il documento che attesta l’impegno dello studente. 12. Lo studente può utilizzare i CFU a scelta per frequentare i “corsi liberi” programmati dalla Facoltà. A proposito di tali corsi si precisa che gli stessi possono essere inseriti nella programmazione solo quando richiesti da almeno 5 studenti. Tale richiesta, firmata da tutti i richiedenti, deve essere inviata in Presidenza che provvede a portarla in CdF per l’approvazione. La richiesta di inserimento nella programmazione didattica di ciascun anno accademico di questi corsi liberi può avvenire anche dopo il termine della programmazione didattica ufficiale e, comunque, prima dell’inizio di ciascun semestre didattico. Data l’impossibilità, accertata, di potere inserire questi corsi liberi nell’orario ufficiale delle lezioni di ciascun semestre, i Docenti responsabili di tali corsi dovranno provvedere alla loro organizzazione, avendo l’attenzione di non determinare ostacoli allo svolgimento delle lezioni ufficiali. 2. ATTIVITA’ INTERNAZIONALI (ERASMUS) 1. Ogni anno l’Ateneo pubblica un bando con un numero di borse di mobilità in ambito europeo (Erasmus, Erasmus Placement) rivolto agli studenti iscritti ai vari corsi di laurea. Sul sito web della Facoltà di Agraria vengono annunciate destinazioni, mensilità, scadenze e modalità di partecipazione. 2. Prima della partenza gli studenti vincitori di una borsa di mobilità elaborano, d’intesa con il Docente coordinatore, un programma di attività didattiche (insegnamenti, tirocinio, laboratorio finalizzato alla tesi di laurea/prova finale) da svolgere presso la sede universitaria ospitante (learning agreement). Una commissione della Facoltà valuta la congruità della proposta didattica e la sottopone all’approvazione del CIIB. 3. Terminato lo stage, le attività effettivamente svolte dallo studente, debitamente certificate dall’Università ospitante, vengono riconosciute nel curriculum dello studente con delibera del CIIB in cui vengono riportati, in dettaglio, i crediti conseguiti, i voti (convertiti in trentesimi), e/o le eventuali integrazioni da apportare ai programmi degli insegnamenti. 4. Per le attività svolte all’estero come tirocinio si seguono le stesse regole di cui al successivo punto 3 (domanda, diario, sede, Docente supervisore), indicando nella domanda che il tirocinio verrà svolto in ambito Erasmus. Il riconoscimento dell’attività svolta viene certificata dal Docente supervisore e approvata con delibera del CIIB. 5. Il riconoscimento delle attività svolte all’estero e finalizzate alla preparazione, stesura e discussione della tesi di laurea/prova finale avviene in sede di Laurea. Per facilitare la supervisione dei Docenti, la stesura della tesi/documento della prova finale può essere in lingua Inglese. 6. Agli studenti che hanno svolto con profitto un programma di studi all’estero nell’ambito della mobilità il CIIB può proporre alla Commissione di Laurea di assegnare un punto, a valere in aggiunta a quelli che la Commissione di Laurea stabilisce per il laureando, in accordo con la delibera del Senato Accademico del 24 ottobre 2002. 7. Gli estratti dei verbali delle delibere di riconoscimento dell’attività didattica svolta vengono inviati sia alla SS che all’Ufficio Erasmus dell’Ateneo. 3. ATTIVITA’ DEL TIROCINIO PRATICO-APPLICATIVO (TPA) a) Convenzioni con le strutture dove si svolge il TPA 1. Il TPA prevede un numero di CFU pari a 9 e può essere svolto sia all’interno di laboratori di ricerca universitari che presso strutture del mondo della ricerca e operativo (istituti di ricerca, aziende, industrie, studi professionali). 2. Le strutture nelle quali gli studenti possono svolgere il TPA sono solo quelle che hanno sottoscritto una specifica convenzione con la FA, definita secondo le indicazioni dell’Università di Perugia. 3. Lo studente che intende promuovere una Convenzione, con una struttura ancora non convenzionata, dovrà presentare una scheda descrittiva della stessa al Docente scelto come Tutore per il TPA. Il Tutore presenta la proposta di Convenzione al CIIB; quest’ultimo, dopo aver verificato l'idoneità della struttura da convenzionare ai fini degli obiettivi formativi del CdLM, decide per l’approvazione. Solo dopo tale adempimento si potranno trasmettere i dati della struttura alla Presidenza di Agraria per la stipula della Convenzione. 4. Le strutture che intendono stipulare convenzioni con la FA al fine dell’espletamento del TPA devono fornire precise indicazioni sulla loro attività e su eventuali futuri progetti, indicando in dettaglio le operazioni nelle quali gli studenti potranno essere coinvolti durante il periodo di TPA. La richiesta di informativa sarà presentata alle strutture prima della stipula della convenzione, sia nel caso di proposta di nuova convenzione, sia nel caso di rinnovo di convenzione già esistente. 5. Le strutture convenzionate sono inserite in un archivio, visibile nel sito web della FA, che cataloga le strutture stesse in relazione al CdLM più direttamente interessato. L’aggiornamento dell’archivio è realizzato in funzione delle delibere dei CIIB sull’ammissione a convenzione di nuove strutture. b) Richiesta di svolgimento del TPA 1. Per accedere al TPA lo studente deve avere acquisito un numero di CFU pari a 30. 2. Non è possibile concedere autorizzazioni per anticipare il TPA sia rispetto ai requisiti richiesti per l’ammissione, sia per il periodo di svolgimento rispetto a quanto programmato. 3. Lo studente che intende svolgere il TPA, presenta al responsabile di FA per il TPA domanda sull’apposito modulo disponibile nel sito web della FA. Lo studente deve esporre in forma dettagliata il programma delle attività da svolgere nel corso del TPA, così come il progetto formativo necessario alla copertura assicurativa. Il tutore universitario trattiene una copia della domanda. 4. Il materiale di cui al precedente punto b. 3 deve essere presentato al responsabile della FA per il TPA, almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio del TPA stesso. Tale termine non può essere derogato. 5. Il responsabile della FA per il TPA, prima di trasmettere la domanda al CIIB per l’approvazione, verifica che tutti i dati richiesti siano presenti e che il programma sia coerente con le dichiarazioni prodotte dalla struttura convenzionata circa le attività che i tirocinanti possono svolgere presso di essa. c) Prolungamento dell'attività del TPA 1. Il numero massimo di CFU “A scelta dello studente” che possono essere utilizzati per ampliare le attività di TPA è pari a 2. 2. Lo studente che intende avvalersi di tale possibilità, deve dichiararla espressamente al momento in cui presenta la domanda di TPA. Non sono accettate richieste di ampliamento del TPA in fase successiva alla presentazione di domanda. d) Riconoscimento di CFU per il TPA Possono essere riconosciute ai fini dell'acquisizione dei CFU del TPA soltanto: 1. Le attività di TPA svolte dallo studente in ambito Erasmus, o in altro programma di mobilità internazionale, previste dalla FA, approvate prima della partenza dello studente e riconosciute, al suo ritorno, secondo le procedure indicate al paragrafo 3 del presente allegato. 2. Le attività svolte dallo studente nell’ambito del Servizio Civile Volontario Nazionale, sino ad un massimo di 9 CFU. Il CdF delibera sull’ammissibilità dei progetti di Servizio Civile proposti alla FA e, valutando l'attinenza delle attività previste nei progetti stessi con gli obiettivi formativi di ciascun CdL, individua il numero massimo di CFU riconoscibili. 3. Lo studente che ha svolto il TPA nell’ambito dei progetti di Servizio Civile approvati dalla FA presenta al CIIB richiesta di riconoscimento, documentando obbligatoriamente la natura e l’impegno temporale delle attività svolte. Il CIIB, sulla base della documentazione prodotta dallo studente, stabilisce il numero di CFU riconosciuti. e) Svolgimento del TPA 1. Lo studente frequenta la struttura individuata per lo svolgimento del TPA, effettuando le attività dichiarate nel programma approvato. 2. Lo studente compila giornalmente il diario del TPA, disponibile nel sito web della FA. Nella compilazione del diario, lo studente deve indicare le ore giornaliere e le attività svolte che devono essere convalidate dalla firma del tutore aziendale. f) Termine e valutazione del TPA 1. Al termine del TPA, lo studente deve consegnare al proprio tutor universitario i seguenti documenti: - il diario del TPA, - la relazione conclusiva del TPA, - il questionario dello studente sulle attività di tirocinio, - il questionario di valutazione finale del tutore aziendale. I questionari sono disponibili nel sito web della FA. 2. Sulla base della documentazione di cui al precedente punto 1, il tutore universitario, utilizzando l’apposita scheda, valuta le attività svolte dallo studente e verbalizza, solo nella forma di idoneità, i CFU acquisiti. Lo stesso tutore trattiene la relazione conclusiva e trasmette alla SP il verbale di registrazione dei CFU, il diario di frequenza, i questionari di monitoraggio del tutore aziendale e dello studente, la propria scheda di valutazione finale. La SP trasmette alla SS il verbale di registrazione dei CFU, mentre consegna il rimanente materiale alla SD. 4. ATTIVITA’ PER LA PROVA FINALE 1. Le attività formative relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo di studio prevedono un carico didattico pari a 10 CFU. 2. Tali attività consistono nella elaborazione di uno studio su un tema di rilevante interesse per il settore delle Biotecnologie applicate alle scienze agrarie e all’ambiente; in particolare, l’elaborato e/o la relazione saranno sviluppate su un argomento un argomento di sperimentazione e ricerca inerente i diversi aspetti delle Biotecnologie convenzionali e avanzate. Il CIIB valuta, su richiesta dei candidati coinvolti, la possibilità di ammettere lavori prodotti collettivamente da più studenti e le modalità della loro preparazione e discussione; in tali situazioni al CIIB dovranno comunque essere forniti gli elementi indispensabili per valutare l’apporto individuale dei candidati. Analoga procedura vale per richieste di svolgere la prova finale presso altre Università o strutture di ricerca italiane o estere 3. La scelta dell’argomento inerente all’elaborato e/o alla relazione è effettuata dal laureando in funzione dei propri interessi scientifici e professionali e della tipologia delle attività di ricerca e sperimentazione svolte dai Docenti della FA. Il laureando, a tale fine, individua la disponibilità di un Docente tutore del CdLM o della Facoltà con il quale concorda l’argomento della prova. 4. Il Docente tutore svolge il ruolo di guida per la preparazione dell’elaborato e/o della relazione, è responsabile di verificare l’impegno operativo del laureando durante la preparazione e di valutare la completezza dell’elaborato e/o della relazione prima della discussione, esercita la funzione di relatore durante la discussione della prova finale. 5. I costi sostenuti per la predisposizione degli elaborati inerenti alla prova finale sono a carico del candidato. 6. La prova finale del laureando consiste nella presentazione e discussione dell’elaborato e/o della relazione davanti ad una apposita commissione. 7. La Commissione per la prova finale è composta dai Docenti del CdLM, del CIIB, della Facoltà di Agraria, del CdL triennale interfacoltà di Biotecnologie e delle Facoltà presso le quali sono attivi CCdLM in Biotecnologie. La Commissione, di norma, è composta da undici componenti; in caso di necessità, il numero di componenti può essere ridotto a sette. La Commissione è nominata con apposito decreto dal Magnifico Rettore, su proposta del PCIIB ed è presieduta da questi o dal Decano dei Docenti nominati. Solo per improrogabili e documentati impegni del Docente, il PCIIB può rettificare la composizione della Commissione. 8. La Commissione esprime la valutazione della prova finale, in centodecimi, sia verificando la capacità del laureando di esporre e di discutere con chiarezza e padronanza l’argomento concordato e la completezza e congruità dei contenuti, sia tenendo in considerazione la valutazione globale del curriculum del laureando. Il punteggio finale è assegnato sulla base di parametri fissati dal CIIB. 9. I risultati ottenuti con l’attività inerente alla prova finale possono essere divulgati previo consenso del candidato, del relatore e di partner esterni eventualmente coinvolti. 10. Per essere ammesso alla discussione della prova finale, il laureando deve: - aver acquisito tutti i 120 CFU previsti nel piano di studio del CdLM; - adempiere agli obblighi, nei tempi indicati nella tabella sottostante: DOCUMENTO Domanda di laurea Foglio verde Consegna elaborato Prova Finale Ultimo esame TERMINI 45° giorno antecedente la data dell’esame finale 45° giorno antecedente la data dell’esame finale 20° giorno antecedente la data dell’esame finale 10° giorno antecedente la data dell’esame finale 5. PROCEDURE E CRITERI PER LA VERIFICA DEL PROFITTO DEGLI INSEGNAMENTI 1. Per sostenere una prova di profitto, lo studente deve essere in regola con il pagamento delle tasse universitarie. 2. Le date delle verifiche di ogni insegnamento sono stabilite dal CIIB entro il mese di ottobre, dopo che il PCIIB hanno sentito i Docenti interessati. Nel caso di insegnamenti integrati ovvero costituiti da 2 o più moduli, il Docente responsabile garantisce che la prova di profitto venga svolta in modo unitario e in un’unica soluzione. 3. Il Docente titolare/affidatario di ciascun insegnamento indica il luogo e l’orario in cui si svolgerà la prova nell’area servizi del sito web della FA. Per l’eventuale utilizzo di aule per lo svolgimento delle prove il Docente deve far riferimento al sistema di prenotazione delle aule on line. Eventuali variazioni di aula e/o giorno per lo svolgimento delle prove dovranno essere comunicate dal Docente effettuandone segnalazione telefonica alla SP e provvedendo ad apporre un apposito avviso, in tempo utile, sulla porta dell’aula. 4. Il Docente titolare/affidatario di ciascun insegnamento potrà modificare la data e l’orario della prova esclusivamente in caso di improvvisi ed inderogabili impegni, in questo caso solo posticipandola e indicando la modifica nell’area servizi del sito web della FA. 5. Il PCIIB può autorizzare, per motivate esigenze didattiche degli studenti, lo spostamento della data fissata in un giorno anticipato rispetto a quello previsto. In questo caso, il Docente, a garanzia degli studenti che non sono interessati all’anticipo, deve anche garantire la seduta della prova alla data fissata in origine. 6. Il Presidente della Commissione di esame, per gravi e comprovati motivi, può chiedere al PFA la propria sostituzione; in questo caso, il sostituto dovrà essere individuato tra i Docenti indicati nel calendario degli esami. 7. Lo studente effettua l’iscrizione alle prove di profitto nell’area servizi del sito web della FA, almeno 3 giorni prima delle date stabilite. 8. Le modalità attraverso le quali viene svolta la verifica del profitto di ciascun insegnamento sono indicate nelle schede insegnamento presenti nel sito web della FA alla pagina “Requisiti di trasparenza”. Per le attività che prevedono prove di idoneità, la verifica del livello di apprendimento viene effettuata dal responsabile di ciascuna specifica attività formativa secondo le modalità rese note agli studenti all’inizio delle attività. 9. La Commissione d’esame svolge le prove di profitto e ne registra gli esiti tramite la compilazione del verbale d’esame. Qualora il candidato rinunci a proseguire l’esame la Commissione nelle note dispone la trascrizione “Ha rinunciato”. 10. Nel caso che l’insegnamento sia da ricondurre alle attività “A scelta dello studente”, il Docente deve indicare sull’intestazione del verbale la Facoltà, il Corso di Laurea e la denominazione dell’insegnamento, mentre nelle note la frase “A scelta dello studente”. 11. Eventuali correzioni apportate al verbale devono essere convalidate dal Presidente della Commissione, con propria firma. 12. Il Presidente della Commissione trasmette il verbale alla SP che, dopo averne registrato la consegna, provvede alla trasmissione alla SS per l’aggiornamento della carriera degli studenti e l’attribuzione dei relativi crediti. 13. Le sessioni e gli appelli per la verifica del profitto sono distribuiti nel corso dell’anno nel modo seguente: - Sessione estiva (dal 1 giugno al 15 luglio) 3 appelli per ogni insegnamento - Sessione autunnale (settembre, 2 appelli per ogni insegnamento con esclusione dell’ultima settimana) - Sessione invernale (dal 10 gennaio a febbraio con esclusione dell’ultima settimana) 3 appelli per ogni insegnamento - Pre-appello di dicembre (dal 15 al 22 dic.) per insegnamenti del 1° sem. - Appelli riservati agli studenti fuori corso (un appello mensile in ottobre, novembre, dicembre, marzo, aprile e maggio in date da concordare con i docenti). 14. Almeno 10 giorni prima dell’inizio delle attività formative di ogni semestre di ciascun anno del CdLM, la CPD si incontra con i Docenti del semestre di ciascun anno per organizzare la gestione delle attività didattiche del semestre e, in particolare, per verificare la possibilità di realizzare prove in itinere ed, eventualmente, per stabilirne i modi di svolgimento. REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE Art. 1 – Finalità 1. Il presente Regolamento Didattico (RD) definisce i contenuti didattici e gli aspetti organizzativi del Corso di Laurea Magistrale (CdLM) in Biotecnologie Agrarie e Ambientali (BAA), ai sensi di quanto previsto dall'art. 12 del D.M. n. 270/2004 e dal vigente Regolamento Didattico di Ateneo (RDA). 2. Il CdLM in BAA si svolge nella Facoltà di Agraria e rilascia il titolo accademico di “Dottore in Biotecnologie Agrarie e Ambientali”. 3. La sede didattica prevalente si trova presso la Facoltà di Agraria; una parte delle attività didatttiche può svolgersi presso la Facoltà di Scienze MM FF NN. 4. L’indirizzo internet del corso di laurea e http://www.agr.unipg.it. 5. L’organizzazione e la gestione del CdLM in Biotecnologie Agrarie e Ambientali segue anche le determinazioni stabilite con le procedure del Sistema di Gestione per la Qualità della Facoltà di Agraria, basato sulla norma ISO9001:2000. 6. Nelle more dei tempi di approvazione da parte del Consiglio della Facoltà di Agraria dell’attribuzione a specifica struttura delle funzioni previste in questo regolamento, ai sensi dell’art. 28/bis dello Statuto dell’Ateneo, dell’art. 3, comma 2 del RDA e della delibera del Consiglio della Facoltà di Agraria di Perugia del 25 marzo 2009, punto 5 dell’Odg, le funzioni del Consiglio di CdLM previste in questo regolamento sono svolte dal Consiglio Intercorso Interfacoltà delle Lauree in Biotecnologie (CIIB). 7. Presidente pro-tempore del CIIB è la Prof.ssa Carla Emiliani ([email protected]). Art. 2 - Contenuti del Regolamento didattico del CdLM 1. Il RD determina: a) l'elenco degli insegnamenti, con l'indicazione dei settori scientifico-disciplinari di riferimento, e di ogni altra attività formativa prevista; b) gli obiettivi formativi specifici, i Crediti Formativi Universitari (CFU) e le eventuali propedeuticità di ogni insegnamento e di ogni altra attività formativa; c) le tipologie delle attività didattiche, anche a distanza, delle valutazioni del profitto e delle altre verifiche del profitto degli studenti; d) i criteri per la programmazione e la gestione delle attività didattiche; e) le disposizioni sugli eventuali obblighi di frequenza; f) i criteri della ripartizione delle risorse materiali e finanziarie tra i singoli corsi di insegnamento; g) le modalità per la valutazione dell’attività didattica; h) le modalità secondo cui si svolge la prova conclusiva del CdLM; i) i criteri per il riconoscimento dei CFU acquisiti in altri CdLM, sia nell’Università di Perugia che in altre Università; l) i tipi e le modalità del tutorato. 2. Il RD, secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 2, della Legge 341/1990, e dall’art. 12, comma 1 del D.M. n. 270/2004 è deliberato ed approvato con le procedure previste dall’art. 6 del RDA. 3. Gli allegati al presente Regolamento sono parte integrante dello stesso. Art. 3 – Struttura e organizzazione del corso 1. Il CdLM ha una utenza sostenibile pari a 60 studenti. 2. Il CdLM è organizzato e gestito, oltre che dagli articoli che seguono, sulla base dei seguenti atti: a) Ordinamento didattico (allegato A) che definisce la struttura e l’organizzazione del CdLM, ai sensi del comma 3 dell’art. 11 del D.M. n 270/2004. b) Quadro degli insegnamenti e delle attività formative (allegato B) che definisce gli obiettivi specifici, i tipi di prova per la valutazione del profitto ed i CFU, ai sensi dell’art. 12 – comma 2, lettera a) e b) del D.M. n 270/2004. c) Articolazione delle attività didattiche (allegato C) che determina le modalità organizzative del CdLM, con particolare riguardo alla distribuzione degli insegnamenti nel biennio. d) Criteri e norme per la gestione delle attività formative (allegato D) che gli studenti devono seguire ai fini di utilizzare un corretto ed efficace metodo per il loro apprendimento e per il funzionamento del CdLM. 3. Gli allegati al presente Regolamento sono parte integrante dello stesso. Art. 4 – Conseguimento del titolo di studio 1. Per conseguire la Laurea Magistrale lo studente deve acquisire 120 CFU. 2. In considerazione del fatto che di norma a ciascun anno corrispondono 60 CFU, la durata del corso di laurea è di due anni. Art. 5 – Iscrizione al Corso di Laurea Magistrale 1. L’iscrizione al CdLM è subordinata al possesso della Laurea triennale o del diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio, conseguito anche all'estero, riconosciuto idoneo. L’iscrizione, inoltre, potrà essere perfezionata solo dopo la verifica positiva del possesso di requisiti curriculari e dell’adeguata preparazione personale del richiedente, così come definito nei successivi commi. 2. In relazione all’art. 6, comma 2 del DM 270/2004, il possesso dei requisiti curriculari di coloro che richiedono di iscriversi al CdLM sono dati per accertati nel caso in cui il richiedente sia in possesso della laurea triennale in Biotecnologie, curriculum agrario, ottenuta presso l'Università degli Studi di Perugia, sia quella relativa all'ordinamento riferito alla classe 1 del DM 04/08/2000, sia quella relativa all'ordinamento riferito alla classe L-02, del DM 16/03/2007. In tutti gli altri casi, per l’iscrizione è necessario, relativamente ai requisiti curriculari, che il richiedente abbia il possesso di almeno 80 CFU in settori scientifico-disciplinari di base e caratterizzanti, come specificato nell’allegato D, punto 6/a. La verifica del possesso dei requisiti curriculari è effettuata da apposita Commissione nominata dal CIIB avente lo scopo di verificare le competenze e le motivazioni del candidato. 3. In relazione all’art. 6, comma 2 del DM 270/2004, a verifica dell’adeguata preparazione personale del richiedente, che deve essere svolta necessariamente dopo l’accertamento del possesso dei requisiti curriculari, è effettuata dalla stessa Commissione di cui al punto precedente, attraverso un colloquio che si svolge con le modalità definite nell’allegato D, punto 6. La personale preparazione del richiedente è data per comprovata per i laureati triennali che hanno ottenuto un voto di laurea eguale o superiore a 105/110. Nel caso in cui il richiedente non abbia dimostrato di possedere una adeguata preparazione personale, prima di perfezio- nare l’iscrizione, dovrà completare la propria preparazione secondo le modalità previste nell’allegato D, punto 6/c. 4. E’ consentita la preiscrizione al primo anno del CdLM in BAA agli studenti che non hanno ancora conseguito la laurea triennale prima dell’inizio delle lezioni della LM. La preiscrizione si trasforma in iscrizione a condizione che gli studenti preiscritti conseguano la laurea triennale entro il 31 dicembre. Art. 6 – Accesso per trasferimento da altri CdLM 1. L’iscrizione al CdLM può essere richiesta da studenti provenienti da altri CdLM dell’Ateneo di Perugia o di altra sede universitaria. 2. Il riconoscimento totale o parziale dei CFU acquisiti dal richiedente è valutato dal CIIB, anche avvalendosi di una apposita Commissione. 3. Il CIIB, in base all'istanza e alla documentazione prodotta dallo studente, provvede alla valutazione del percorso degli studi dallo stesso compiuti in altri CdLM e verifica la coerenza tra le attività didattiche per le quali lo studente chiede il riconoscimento dei relativi crediti e le attività didattiche previste dal CdLM di cui al presente regolamento. Il CIIB, per questo, si avvale dei pareri dei Docenti del CdLM direttamente coinvolti nel riconoscimento dei CFU. Il CIIB, se lo ritiene necessario, ricorre a colloqui appositamente predisposti per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute dal richiedente. 4. Nel rispetto dell’art. 3, comma 9 del DM 16 marzo 2007, nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di laurea magistrale appartenenti alla medesima classe, la quota di CFU relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati. Il CIIB, in tali casi, precisa i criteri dalla stessa adottati nel riconoscimento. 5. Il CIIB provvede al riconoscimento totale o parziale dei CFU acquisiti dal richiedente, motivando l’eventuale mancato riconoscimento dei CFU per i quali il richiedente aveva espresso domanda. In ogni caso, gli eventuali CFU non riconosciuti vengono di norma fatti risultare nel certificato complementare al diploma di laurea (art. 22 RDA). Art. 7 - Articolazione del CdLM 1. Il CdLM comprende le seguenti tipologie di attività formative: a) attività formative caratterizzanti, di cui all’art. 10, comma 1, lettera b) del DM 270/2004, pari complessivamente a 81 CFU, organizzate secondo quanto riportato negli allegati A, B e C; c) attività formative affini o integrative a quelle di base e caratterizzanti, di cui all’art. 10, comma 5, lettera b) del DM 270/2004, pari complessivamente a 12 CFU, organizzate secondo quanto riportato negli allegati A, B e C; d) attività a scelta autonoma dello studente, di cui all’art. 10, comma 5, lettera a) del DM 270/2004, organizzate secondo quanto riportato negli allegati A, B, C e D, per 8 CFU; e) prova finale, di cui all’art. 10, comma 5, lettera c) del DM 270/2004, organizzata secondo quanto riportato negli allegati A, B, C e D, per 10 CFU. f) tirocini formativi e di orientamento, di cui all’art. 10, comma 5, lettera d) del DM 270/2004, per 9 CFU, secondo quanto riportato negli allegati A, B, C e D. Art. 8 – Obblighi di frequenza 1. Il CdLM non prevede di norma l’obbligo di frequenza. 2. I CFU relativi alle attività di tirocinio pratico applicativo sono maturati a seguito della frequenza delle relative attività. Art. 9 – Commissione Paritetica per la Didattica (CPD) 1. La CPD svolge i compiti previsti dall’art. 30 – comma 1 - dello Statuto e dall’art. 8 del RDA. 2. La CPD è eletta dal CIIB ed è costituita dal Presidente del CIIB, che la presiede, da 5 Professori di Ruolo o Ricercatori e da 6 Studenti.. La componente studentesca viene scelta, dai rappresentanti in seno al CIIB, tra gli studenti presenti nello stesso CIIB o, in assenza o carenza di questi, viene cooptata dal Presidente del CIIB tra gli studenti che si dichiarano disponibili. I Docenti e Ricercatori sono indicati dai colleghi del CIIB. 3. La CPD resta in carica per una durata temporale pari a quattro anni. In caso di cessazione anticipata del Presidente del CIIB, la CPD, fino alla nomina del nuovo Presidente, è coordinata dal Decano dei Docenti del Consiglio. 4. La CPD è convocata dal Presidente del CIIB, di norma, prima delle sedute del Consiglio stesso. Art. 10 – Programmazione delle attività formative 1. Entro la data fissata per il CdF del mese di marzo di ciascun anno, il CIIB, secondo quanto stabilito dall’art. 27 dello Statuto dell’Ateneo, propone, per l’approvazione, allo stesso CdF: a. il piano annuale delle attività formative ed i relativi docenti responsabili, b. la scheda di programma di ciascuna attività formativa, redatta dal docente responsabile, c. gli eventuali obblighi di frequenza per specifiche attività formative, d. le altre offerte formative programmate dal CdLM, e. i periodi di svolgimento delle lezioni, delle sessioni degli esami e della prova finale, f. le richieste di attività di supporto alla didattica da sottoporre al CdF, g. le proposte di attività didattiche non previste dal piano di studio richieste dagli studenti al fine di utilizzarle tra quelle a scelta dello studente, secondo quanto previsto nell’allegato D, punto 1.12. Art. 11 – Forme della didattica 1. Le attività didattiche vengono svolte dai Docenti sotto forma di lezioni frontali, di esercitazioni in aula, di esercitazioni in laboratorio, in serra, all'interno di aziende, parchi o Enti. 2. Le lezioni frontali, le esercitazioni e le altre attività di didattica assistita si misurano in ore svolte dal Docente responsabile, ore che sono utilizzate per l’attribuzione allo stesso Docente dei CFU di ciascuna attività. Così come previsto dall’art. 5 del DM 270/2004, 1 CFU corrisponde a 25 ore di attività complessiva (assistita ed individuale) svolte da parte dello studente. Nella tabella seguente vengono indicate, per le diverse attività formative e per 1 CFU, il numero di ore di impegno: Tipo di attività didattica Lezioni Esercitazioni e laboratorio Seminari e tirocini Tesi Ore impegnate in presenza del Docente 8 15 5 Ore di studio individuale 17 10 25 20 3. In fase di programmazione annuale, il Consiglio di CIIB individua il responsabile di ciascuna attività formativa. 4. Gli insegnamenti del CdLM sono svolti dai Docenti in modo non mutuato, né comune da altri CdL o CdLM, fatto salvo quanto eventualmente previsto in sede di programmazione didattica annuale. Art. 12 – Programmi delle attività formative l. I programmi delle attività formative devono essere definiti e realizzati in modo da garantire il rispetto degli obiettivi fissati e dei CFU assegnati agli stessi, secondo quando indicato nell’ allegato B. 2. Il programma di ciascuna attività formativa è predisposto annualmente dal Docente responsabile e approvato dal CIIB e da questi trasmesso al CdF. 3. Secondo quanto previsto dall’art. 12 – comma 4 – del RDA, il CIIB può richiedere, con delibera motivata, modificazioni al programma proposto sulla base esclusiva delle finalità di cui all’art. 9 – comma 1 – del RDA. Nel caso in cui il CIIB non approvi il programma, la questione viene portata all’esame del CdF e, ove occorra, del Senato Accademico. 4. Per improcrastinabili e documentati motivi il docente affidatario di ciscuna attività formativa può chiedere di essere sollevato dall’affidamento già programmato dal Consiglio di Facoltà. 5. I programmi delle attività formative attribuite, secondo le norme vigenti, a docenti e ricercatori di altre Facoltà o di altre Università o a esperti esterni sono definiti dal CIIB che li propone, per l’approvazione, al Consiglio di Facoltà. Art. 13 – Tutorato 1. Il CIIB si avvale del servizio di tutorato organizzato dalla FA, volto ad indirizzare ed assistere gli studenti prima, durante e dopo il corso degli studi, a renderli partecipi del progresso formativo, a rimuovere gli ostacoli per una proficua frequenza dei corsi, a favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro, anche attraverso iniziative rapportate alle necessità, alle attitudini ed ai bisogni dei singoli. 2. Il CIIB propone annualmente alla Commissione di Facoltà per l’orientamento e il tutorato le proprie esigenze annuali per tutte le attività di tutorato e di supporto alle attività frmative. Le proposte sono acquisite dalla Commissione che definisce il programma annuale di tutorato che è approvato dal CdF. Il CdF approva il piano annuale entro il mese di luglio e nomina i Docenti che svolgono il tutorato, individuandoli tra quelli del CdLM. 3. I Docenti che svolgono la funzione di tutor del CdLM sono indicati nell’allegato C del presente Regolamento. 4. Il CIIB si avvale della convenzione sottoscritta con l’Associazione Laureati della Facoltà di Agraria di Perugia per il servizio di job-placement. Art. 14 – Attività formative svolte in sedi estere 1. Per lo svolgimento ed il riconoscimento delle attività formative svolte presso Università estere, valgono le norme stabilite dall’art. 22 del RDA. 2. Ad ogni studente possono essere riconosciute attività formative di cui al precedente comma 1 per non oltre 18 CFU complessivi. Art. 15 – Attività e servizi didattici per studenti part-time e fuori corso 1. Di fronte ad eventuali richieste degli studenti e alle valutazioni realizzate dal Consiglio di CIIB, il Consiglio stesso valuta annualmente, entro il termine previsto dal successivo art. 12, l’opportunità di organizzare servizi e attività didattiche straordinari per il recupero di studenti fuori corso e per quelli impossibilitati a fruire dei servizi didattici ordinari. Art. 16 - Prove di profitto 1. La verifica dell'apprendimento degli studenti viene effettuata, per gli insegnamenti, mediante esami di profitto dinanzi ad apposita Commissione, secondo quanto previsto dagli art. 23 e 24 del RDA e nel rispetto dei criteri di cui al punto 5 dell’allegato D. 2. Lo svolgimento degli esami si articola in appelli distribuiti in apposite sessioni, secondo quanto indicato nell’allegato D, punto 5. Il calendario degli esami è proposto dal CIIB, su indicazione dei Docenti, ed approvato dal CdF entro il mese di ottobre di ciascun anno. 3. La verifica del livello di apprendimento degli studenti viene effettuata, per le attività che prevedono prove di idoneità, dal Docente o dai Docenti coinvolti nella relativa attività formativa secondo modalità stabilite dagli stessi, approvate annualmente dal Consiglio di CIIB e rese note agli studenti all’inizio delle attività. 4. Gli studenti che frequentano le lezioni e le esercitazioni possono usufruire delle prove in itinere eventualmente proposte dai Docenti nel rispetto del regolare svolgimento delle altre attività formative programmate per il semestre interessato, secondo quanto indicato al punto 5 dell’allegato D. Art. 17 - Valutazione dell’attività didattica 1. Oltre alle attività di valutazione previste annualmente dall’Ateneo ai sensi della L.N. 370/99, il CIIB può annualmente programmare altre forme di valutazione dell’attività didattica che sono organizzate dalla CPD, come da art. 8, comma 3, del RDA. Art. 18 – Criteri di ripartizione delle risorse materiali e finanziarie delle attività formative 1. Le risorse materiali, finanziarie ed umane a disposizione delle attività formative del CdLM sono individuate annualmente dalla Facoltà che provvede a ripartirle in termini di massima efficacia tenendo conto delle attività di tutti i CdL e CdLM. 2. Le risorse finanziarie a disposizione di ogni attività formativa sono assegnate annualmente dal CdLM in funzione dell’impegno didattico relativo alla stessa attività. Art. 19 – Modifica del Regolamento 1. Le modifiche al presente Regolamento sono deliberate dal CIIB, previo parere della CPD, ed approvate dal Consiglio di Facoltà, secondo quanto previsto dall’art. 6 – comma 2 e 3 – del RDA. Art. 20 - Disposizioni transitorie 1. Il CIIB è attivato a partire dall’Anno Accademico 2009/2010. Qualora entro il 30 giugno 2009 il Ministero non abbia provveduto a deliberare in merito all’istituzione di questo CdLM, il CdLM stesso è attivato con riserva ed è condizionato al tempestivo adeguamento di questo Regolamento didattico di CdLM alle eventuali disposizioni dello stesso Ministero. 2. Per gli studenti in possesso di Laurea inerente a Corso di Laurea afferente alla classe 1 di cui al DM 04/08/2000, acquisita presso l’Università degli Studi di Perugia, il CIIB individua annualmente i requisiti per l’accesso di cui all’art. 5 del presente Regolamento. Art. 21 – Entrata in vigore del presente Regolamento 1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello di emanazione con Decreto Rettorale Art. 22 - Rinvio 1. Per quanto non disposto negli articoli precedenti, si osservano le norme ed i principi del DM n. 270/2004 e dei successivi DM ad esso relativi e del RDA.