“Che bella giornataaaa!!”
E’ sempre di buon umore il nostro amico di
gomma soprattutto ora che solca il mare in
compagnia del suo nuovo amico Kobi alla
ricerca dei suoi futuri compagni di navigazione.
Ovviamente senza Kobi non andrebbe che alla
deriva e il ragazzo ha il suo bel daffare nel fargli
capire che un pirata o un marinaio per essere
definito tale deve necessariamente saper
navigare…
Comunque se a Rubber basta la bella giornata
per star contento, a Kobi l’idea che stanno per
incontrare quel famigerato Zoro prigioniero
nella base della marina non lo fa stare
benissimo.
La sua fama è quella di un criminale fortissimo
e spietato: addirittura alcuni dicono che si tratti
di una bestia in sembianze umane.
Io dico: cambiate spacciatore che “Il Secco” la
taglia male!!
Intanto sono arrivati a Rogue Town.
Camminano per le vie della città affollatissime in pieno mercato mentre Kobi cerca di far capire a Rubber che prendere
Zoro nella ciurma non è una grande idea.
“Veramente non ho ancora deciso, ma se vedo che è un bravo ragazzo…”
E giustamente Kobi replica:
“L’hanno preso perché è spietato, come te lo devo dire!”
Intanto Rubber si ferma presso una bancarella, mangia un frutto e chiede alla padrona se sa se un certo Zoro è rinchiuso
nella base della marina.
Al nome di Zoro tutti diventano rigidi e assumono posizioni un po’ particolari: sono tutti con le braccia alzate dalla paura.
Insomma, irrigiditi.
Meglio non pronunciare il nome di Zoro…
Riprendono a camminare tranquilli e Kobi racconta a Rubber che quella base è comandata da un certo capitano Morgan
detto “Mano d’Ascia” (e vedremo poi perché).
Ma di nuovo tutti irrigiditi!
E allora Rubber scoppia a ridere:
“Ma che razza di posto è questo!”
Sono davanti alla base: Kobi ha già le lacrime agli occhi per l’imminente
separazione e sta preparando un grosso addio al suo nuovo amico, ma
Rubber non se lo calcola nemmeno di striscio e si arrampica ansioso di
conoscere quello che potrebbe essere il suo primo compagno di
navigazione.
Anche Kobi si arrampica e resta senza fiato!
E’ proprio Zoro il semicrocefisso nel cortile: lo riconosce
dall’abbigliamento e da qui capiamo che nel mondo di One Piece, a
parte Nami, è difficile che ci si cambi d’abito…
Rubber pensa bene di slegarlo, ma Kobi non ne vuol sapere di rimettere
in libertà un criminale con quella forza!
Ma tanto Rubber è convinto di essere più forte e al povero Kobi
sfuggono le lacrime di disperazione!
Zoro li ammonisce di togliersi dai piedi e Kobi vorrebbe senz’altro dargli
retta.
In quel mentre arriva una bambina che si arrampica sul muro con
una scala e poi scende nel cortile con una corda, sgomentando
tutti; Kobi è terrorizzato per l’imminente fine della piccola che si
avvicina al temerario spadaccino temendo possa farle del male. Gli
ha portato degli arancini di riso perché sa che lui da giorni non
mangia, ma Zoro non ne vuol sapere: non vuole che la piccola
venga uccisa dai cretini della marina. La caccia in malo modo dando
ragione a quanti, come Kobi, lo ritengono un mostro…
E in quel mentre arriva un personaggio indicibile, uno scandalo con
una pettinatura indecente, un checcone di prima categoria e per
giunta arrogante.
Rubber lo definisce solamente “strano”.
Anche il nome è tutto un programma: Hermeppo ed è il figlio
stupido del capitano Morgan.
Kobi tira un sospiro di sollievo pensando che sia un ufficiale e che ora la bimba sia salva dalla furia di Zoro e invece…
Il nuovo tipo, oltre che strano, è anche stupido e cattivo.
Frega un arancino alla bimba e lo mangia, ma si rende conto che è dolcissimo: invece del sale, la bimba ci ha messo lo
zucchero pensando che fosse meglio!!
Quel cretino la maltratta, glieli pesta e la fa scoppiare a piangere e poi le dice che ha violato gli ordini di suo padre per i
quali dovrebbe essere condannata a morte perché ha aiutato un detenuto; ordina a uno dei marines di
accompagnamento di buttarla fuori dal recinto oltre il muro. Il marine è un po’ sconvolto e tentenna, ma Hermeppo
minaccia di riferire tutto al padre!
Impotente, il marine lancia la piccola oltre il muro e Rubber l’afferra al volo… Kobi è spaventato e Rubber ha un’espressione
perplessa tendente all’imbronciata.
Zoro e Hermeppo si sbeffeggiano a vicenda: Zoro gli dice che il mese pattuito è già passato, ma Hermeppo gli ride in
faccia sfidandolo a resistere ancora…
Intanto Kobi si volta per parlare con Rubber, ma scopre che è sparito: è nel cortile, davanti a Zoro!
Si avvicina a Zoro per parlargli e punzecchiarlo: lui perde la pazienza, ma poi, morso dalla fame, gli chiede di dargli quel
riso che è per terra, calpestato da Hermeppo.
Forse non è tanto male, pensa Rubber.
Più tardi in una via del centro di Rogue Town,
Rubber, Kobi e Rica (così si chiama la piccola)
fanno due chiacchiere e Rubber le dice che
Zoro ha apprezzato il riso, se l’è mangiato tutto
(terriccio incluso) senza lasciare un chicco.
E Rica gli racconta perché Zoro è prigioniero.
Tre mesi prima, Hermeppo è entrato nel
ristorante della mamma di Rica con il suo cane
(che sembra un lupo e che lui chiamava
“cucciolo”) seminando panico e fregandosene
degli altri; la piccola aveva cercato di cacciarlo
via con una scopa e il lupo stava per sbranarla.
Nel momento migliore è intervenuto Zoro che
con una gabellata tra le gengive, l’ha fatto fuori
in un attimo e con un cazzotto ha messo KO
anche Hermeppo che aveva cercato di
aggredirlo senza riuscirci: Zoro è Zoro!
“Sei fastidioso e lo era anche il tuo cucciolone.”
– si limita a dire lo spadaccino.
Non sapendosela cavare senza l’autorità del
padre, Hermeppo lo ricatta: gli dice che suo
padre avrebbe imprigionato senz’altro la
padrona del ristorante e la bambina per via
della sua reazione e poi gli propone di farsi
arrestare al posto loro e stare senza cibo né
acqua per un mese intero.
Zoro, che sarà anche fortissimo, ma è un idiota,
accetta.
Da allora sono passati tre mesi e non ancora lo
rilasciano: e noi ci domandiamo come sia
possibile sopravvivere tre mesi senza cibo né
acqua.
Hermeppo torna di nuovo nel locale della
mamma di Rica per mangiare e bere a
scrocco
naturalmente
(approfitta
dell’autorità del padre in modo
vergognoso); arrivano anche Rubber,
Kobi e notiamo di nuovo quella ragazza
dai capelli rossi che c’era nella puntata
precedente.
Mentre si mette comodo con i piedi sul
tavolo e siccome non ha un benemerito
da fare, dice a tutti che ha deciso di far
giustiziare Zoro l’indomani e non l’avesse
mai detto: Rubber lo prende a pugni e gli
spacca il muso! Lo schianta davanti al
muro con un pugno e ci ha tolto
l’immensa soddisfazione di menarle da
orbi a quel prepotente e viziatissimo figlio
di papà che ovviamente minaccia il
nostro amico di riferire tutto a papà.
Ma secondo voi c’è un personaggio di
OP al quale potrebbe fregare di meno di
Morgan rispetto a Rubber? Non credo.
E in un attimo ha deciso: prenderà Zoro
nel suo equipaggio!
Nella base della marina, intanto…
Il capitano Morgan, nel suo ufficio, si fa il training autogeno
dicendosi che è il più grande, il migliore, il più forte e il marine che
è con lui non può far altro che assecondarlo. Si parla di tasse e
Morgan si chiede come mai il gettito abbia subito una flessione:
giustamente il marine gli fa notare che c’è un limite alle tasse che i
cittadini sono disposti a pagare. Per tutta risposta Morgan gli dice:
“Forse non mi rispettano abbastanza…” – ognuno interpreta a
modo suo… e in quel mentre Hermeppo arriva tutto trafelato a
denunciare frignando al suo papà l’aggressione di Rubber.
Sotto il sole cocente, Zoro ricorda…
Scontri con le spade di bambù, un ragazzina che lo batteva
sempre e una promessa…
La promessa a Kuina.
No, non può lasciarsi sopraffare in quel modo, in quel posto.
Riapre gli occhi e chi si trova di fronte?
Rubber.
E che gli dice?
Che lo vuole nella sua ciurma, ovvio.
Zoro non ne vuol sapere: detesta i pirati, è gentaglia, ma Rubber,
che adora i pirati (e noi con lui pensando a chi sappiamo…) gli
risponde per le rime dicendogli che anche lui non ha una grande
reputazione. Ma a Zoro non importa più di tanto ciò che la gente
dice di lui: lui ha uno scopo e lo raggiungerà.
Ma Rubber ha deciso oramai: lo vuole nella ciurma e basta e Zoro
ha un bel daffare per fargli capire che non può decidere per lui.
Rubber si impegna a recuperare la spada di Zoro e vola
lanciandosi con il “Razzo Gom Gom” verso la base lasciandolo di
stucco.
Intanto sul tetto della base si sta svolgendo
un’operazione molto delicata: stanno issando la statua
del capitano Morgan grande quanto il suo ego. Mentre
la issano, Hermeppo si lagna col papà perché Rubber
l’ha picchiato! Nemmeno lui l’ha mai fatto…
Giustamente, Morgan gli fa notare che è troppo scemo
e picchiarlo non sarebbe servito a nulla. E’ lui il vero
capo, l’uomo della famiglia: il grande capitano Morgan
Mano d’Ascia, un uomo alto come un armadio, vestito
da unità d’assalto GIJO (se non avete la mia età non
sapete che era un cartone su un commando speciale di
americano), con un lungo mantello che fa molto pirata,
un taglio di capelli assolutamente macho e un mento di
pietra (non in senso figurato tipo scolpito…. Proprio di
pietra!!) su cui è scolpito il logo della marina e la parola
“mowe” che significa “gabbiano” (se non ricordo
male…)
Morgan, che ha saputo dell’irruzione della bimba,
ordina al comandante dei marine di andare a
giustiziarla, ma il comandante si rifiuta e Morgan lo
colpisce con la sua ascia, ma senza ucciderlo come può
accadere solo nei cartoni animati. Finanche Hermeppo
si rende conto che il padre sta esagerando!!
E qui Morgan ci spiega tutta la sua filosofia di vita: il
grado e la carica contano più di tutto al mondo. Lui è il
capo e quindi si fa quel che dice lui e quel che dice il
capo è giusto. E ovviamente sono tutti d’accordo.
Ma per la mocciosa c’è tempo… ora si deve tirar su la statua.
Rubber gironzola per la base in cerca dell’idiota del figlio di Morgan per
recuperare la spada di Zoro, ma nessuno è di guardia anzi… non c’è
proprio nessuno!
Poi sente del movimento in cima alla base dove stanno tirando su la
statua di Morgan la cui mano sinistra batte leggermente sulla torre
mentre la issano e Morgan se la prende con il marine responsabile
dell’affronto (che poveretto ha solo la sfortuna di reggere una fune
legata alla mano della statua).
Rubber sente del trambusto e, naturalmente per lui, si fionda in cima alla
torre della base per vedere “che pasa” e arriva giusto in tempo per
interrompere Morgan prima che uccida il marine: si è dato troppa spinta
con il Raggio Gom Gom così si è aggrappato ad una delle funi e siccome
non riesce mai a fare danni inferiori al miliardo di berry, fa precipitare nel
vuoto la statua del capitano che finisce in mille pezzi.
Ora c’è un drammatico silenzio alla base: Morgan ha più volte avvisato
tutti che quella statua era da considerare come fosse lui, che ogni
oltraggio alla pietra sarebbe stato un oltraggio a lui, che ci sono voluti
due anni per farla, che lui è grande, ecc. ecc.
Come può stare ora che un moccioso gliel’ha frantumata?
Ordina a tutti di arrestare “l’attentatore”, e subito Hermeppo riconosce in
Rubber quello che l’ha picchiato a dovere; ma nessuno ha tempo di fare
nulla: Rubber si piglia Hermeppo di peso e lo trascina via in cerca della
spada di Zoro.
Intanto un marine lo avvisa che c’è qualcuno nel cortile del detenuto e
Morgan, sopraffatto dalla rabbia, vorrebbe sterminare solo con lo
sguardo tutti questi attentatori alla sua autorità.
Mai la base di Rogue Town ha conosciuto tanti
intrusi (beh…. Se non consideriamo l’intrusione
di Shanks e i suoi per quello spogliarello…. – cfr.
cap. 42 TEW): c’è di nuovo quella ragazza dai
capelli rossi che va frugando in ogni stanza.
In preda alla paura, Hermeppo confessa a
Rubber dov’è che tiene la spada di Zoro: nella
sua stanza. Devono fare dietro front, ma
arrivano marines armati e Rubber non ci mette
nulla a farsi scudo con il corpo del figlio del
capitano.
Giù nel cortile, Kobi, trovando un coraggio che
nessuno sospettava potesse avere, comincia a
slegare Zoro che non si spiega questo brave
heart. Kobi non tollera quello che accade in
quella base e rivela al figo spadaccino che la
sua esecuzione è fissata per domani mentre
quello da parmacotto che è, pensa ancora che
Hermeppo prima o poi lo libererà… (è figo, ma
scemo.)
Gli racconta anche che Rubber, una volta
saputo che Hermeppo progettava l’esecuzione
di Zoro, non ci ha visto più dalla rabbia e l’ha
distrutto di botte: ora gli chiede di aiutare
Rubber che è inseguito dalla marina.
In quel mentre arriva Morgan coi marines
scagnozzi… Kobi è spacciato e pure Zoro.
Finalmente nella stanza delle bambole di Hermeppo, Rubber
trova tre spade e vorrebbe sapere quale di quelle appartiene a
Zoro, ma il figlio del capitano Morgan è svenuto
abbondantemente.
Kobi intanto per la paura ha perso tutti i liquidi dagli occhi e dal
naso: è terrorizzato.
Decine di fucili sono puntati su di loro: Morgan li accusa si essere
in combutta con il ragazzino dal cappello di paglia e di ordire
una congiura, ma Zoro gli dice chiaro e tondo che lui combatte
da solo e non si circonda di scagnozzi impauriti dalla sua
prepotenza.
Morgan non la prende benissimo e ordina di puntare.
La fine è vicinissima e mentre Kobi non sa più cosa far tremare,
Zoro ripensa alla sua promessa, ripensa a Kuina. Non può
morire: ha un sogno da realizzare per entrambi!!
Qual è questo sogno? Non meno ambizioso di quello di Rubber:
diventare lo spadaccino più forte del mondo!!
Intanto Rubber si prepara a scendere a modo suo dalla finestra
della camera di Hermeppo che è steso a terra in un mare di
bava…
“Razzo Gom Gom in azione!”
E come si conviene ad un grande, arriva al momento giusto:
atterra nel cortile frapponendosi tra Zoro, Kobi e… le pallottole.
I ragazzi urlano disperati perché i proiettili centrano in pieno
Rubber che, però, come un essere fatto di Big Babol le rispedisce
al mittente, sgomentando tutti e ridendo: le pallottole non gli
fanno niente!
Zoro ha giusto la lucidità di chiedergli:
Riassunti e layout by Ema
“Ma chi sei?”
E ha la ovvia risposta:
“Mi chiamo Rubber, sono fatto di gomma e diventerò il Re dei
Pirati!!”
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Il cacciatore di pirati