Gabbiani e un sole accecante…
Un vortice in mare e una nave da crociera che solca le acque lì vicino: due
marinai, che si stanno annoiando a morte, vedono un barile che galleggia
in acqua.
All’interno della nave si sta tenendo un ricevimento e c’è anche una
ragazza che rivedremo spesso… sembra una tipa tranquilla ed è molto
carina tanto che uno la invita a ballare.
Intanto i due marinai cercano di tirare su il barile che pesa di brutto
(pensano che ci sia dentro una montagna di liquore), ma il marinaio di
vedetta aguzza lo sguardo e scopre una nave pirata che esce da un’isola e
li attacca a cannonate.
Nella sala del ricevimento si scatena l’inferno; i marinai avvisano il capitano
(che ha degli occhiali da sole spettacolari) e tutti impazziscono:
“Arrivano i pirati!!”
C’è un fuggi fuggi generale e tutti sono spaventati… tranne quella ragazza…
Il capitano della nave pirata è un essere allucinante: Albida, detta mazza
chiodata!
Ora, contrariamente al soprannome, non è una mazza e nemmeno un
fuscello. Era più corretto soprannominarla: palla chiodata.
E’ grassa, ma grassa, ma grassa e grossa. Una sfera.
Ha le lentiggini, una bocca che pare la bocca dell’inferno (quella di Buffy),
veste di schifo e ha una voce stridula e insopportabile.
E lei, che probabilmente non s’è mai vista riflessa su una superficie liscia, è
pure convinta di essere bella e affascinante, tanto che se lo fa dire e ridire
da Kobi, un ragazzetto tutto tremante che sta li per puro caso.
Intanto sulla nave da crociera c’è un bordello:
gente che corre, cannonate che arrivano e
sfasciano tutto, urla e… ragazze misteriose che
invece vanno in tutt’altra parte. Questa tipa dai
capelli rossi, infatti, si dirige al ponte mentre la
nave pirata si affianca alla loro e i pirati si
lanciano l’arrembaggio!
Kobi, intanto, dovrebbe partire anche lui
all’arrembaggio, ma ha una fifa blu e Albida non
può fare altro che lanciarlo con un calcio in
pieno sedere sulla nave da crociera: poi visto che
non si muove, lo raggiunge con un salto che
fatto da lei non ha nulla di atletico.
L’assalto va secondo i piani: i pirati riuniscono
tutti i viaggiatori e l’equipaggio nel grande
salone del ballo e li invitano a privarsi delle cose
di valore che hanno.
Dietro uno spigolo, la ragazza con i capelli rossi
(che ha un’aria abbastanza furtiva) guarda
compiaciuta la scena e decide di entrare in
azione: come se non si fosse capito, è una ladra e
le basta cambiarsi d’abito (lo fa in un secondo…).
Infatti esce di nuovo sul ponte, usa un grappino
per andare sulla nave pirata e incontra un
filibustiere al quale mena un calcio nel punto di
non ritorno.
Intanto Kobi si è rifugiato in cambusa e scopre con
sollievo che non c’è nessuno.
La sua attenzione è attratta dal barilone che era stato
appena ripescato e cerca di spostarlo per portarlo su in
coperta, ma tre dell’equipaggio pirata lo raggiungono e,
giustamente, gli danno del codardo per essersi nascosto
e non combattere.
Il barilone è troppo un colpaccio: pensano tutti che sia
pieno zeppo di alcool e i pirati, si sa, sono personcine
sempre assetate per cui decidono di farsi un goccio
senza la compagnia del capitano e il relativo permesso.
Quello forte prova a rompere il coperchio e si prepara a
lanciare un cazzottane, ma dal barile irrompe uno strano
tipo che esce tutto contento, gridando:
“Che dor-mi-taaaaaaaaaaaa!!”
E’ la prima cosa che sentiamo dire da Rubber (nell’anime) o
Monkey D. Rufy, il protagonista del nostro anime preferito
(ONE PIECE) che indossa (e indosserà sempre) un gilet
rosso, un paio di calzoncini di tela di jeans, gli infradito e
soprattutto un cappello di paglia da pescatore dal quale,
vedremo, non si separa mai.
Sono tutti sconcertati dall’apparizione del moccioso che
solo uscendo da lì ha steso il pirata (un colosso) con un
pugno e senza accorgersene.
Chiede chi siano i tizi di fronte a lui, ma quelli giustamente
sbraitano avendo ben diritto di sapere che cosa ci fa una
persona dentro un barile di rhum!!
Quelli vorrebbero fargli paura e magari anche fargli capire che
sono dei pirati, ma Rubber come prima cosa chiede a Kobi se c’è
qualcosa da mangiare.
Questi si inkazzano e cercano di colpirlo alle spalle mentre Kobi
ha una bocca smisurata di paura nel tentativo di gridare
“attento” a Rubber.
Ma ciò che tutti loro non sanno, è che impareranno presto, è
che Rubber è veramente fortissimo e comunque nulla lo scuote
più di tanto.
Quelli si lanciano con le spade, ma se le ritrovano spezzate a
metà: Kobi è sconvolto e anche i pirati non se la passano meglio.
A quel punto la domanda dei due filibustieri sconcertati, oltre
che lecita, è:
“Scusa, ma tu chi sei?”
“Io? – replica il moccioso – Sono Rubber!”
E giustamente quelli scappano.
Kobi cerca di capire perché sto Rubber non ha paura dei pirati e
cerca anche di trascinarlo via, ma Rubber ha troppa fame e si
getta a tuffo sulle mele.
Si chiudono dentro una piccola stiva, si presentano e parlano.
Kobi vorrebbe capirci qualcosa, ma quello sbrana le mele e vuol
solo sapere se su quella nave ci sono scialuppe perché la sua
barchetta è affondata nel vortice.
Kobi, come noi del resto, chiede come abbia fatto sto tipo a non
morire nel vortice (come tutti gli esseri umani), ma Rubber non
se lo sa spiegare: concludiamo che oltre tutto è sfacciatamente
fortunato.
Fatte le presentazioni, Rubber chiede a Kobi se anche lui fa parte della ciurma
dei pirati e vede il ragazzo attapirarsi: in effetti il suo sogno, racconta anche se
nessuno glielo ha chiesto, è sempre stato diventare ufficiale della marina
militare, ma un bel giorno di due anni fa, mentre andava a pesca era salito per
sbaglio su una scialuppa di una nave pirata e così l’avevano sequestrato!
Lo costringono a fare i lavori più umili.
Rubber gli da dello sciocco e noi ci associamo: se ne poteva andare, no?
E’ inutile che Kobi cerchi di fargli capire che ha paura: la paura non è un
concetto che Rubber conosce e gli ride in faccia!
Intanto Albida coordina il saccheggio delle merci e dei tesori.
La raggiungono disperati i tre marinai spaventati da Rubber che cercano di
avvisarla e lei, credendoli degli scansafatiche, lancia la sua mazza chiodata sui
loro crani facendone volare uno che finisce nell’oceano
Adesso tutti i pirati sanno che uno strano tipo è sbucato fuori da un barile di
liquore!
Kobi, intanto fa due palle così a Rubber con le sue paure e i suoi sogni; poi gli
chiede che cosa lo ha spinto ad andare per mare, qual è il suo sogno.
Non gliel’avesse mai chiesto!
Quale mai sarà il sogno di Rubber??
DIVENTARE IL RE DEI PIRATI!!!
Naturalmente, uno come Kobi che non riesce a trovare il coraggio di prendere
a calci in culo Albida, può mai prendere sul serio uno che dice che vuol
semplicemente diventare la persona più famosa, più ricca e potente del mondo
(di One Piece)?
No, ovviamente. Ed è anche sgomento soprattutto per la tranquillità con cui lo
dice Rubber: senza nessun dubbio, senza nessuna ansia…
Come se lo fosse già, ma gli mancasse il titolo, il pezzo di carta!
Kobi cerca di spiegargli che ogni uomo che si dichiari pirata al mondo ne è alla
ricerca!
Rubber gli spiega che non sa se è in grado di farlo, ma tenterà comunque e se
cadrà in battaglia sarà per tener alto il nome del suo ideale!
Kobi non ci capisce una mazza (ma noi sappiamo già di chi si
tratta – figone!!) e lo guarda molto colpito dalla sua
determinazione: vede Rubber che fissa con convinzione il suo
cappello di paglia come se traesse forza da quello e vorrebbe
essere in grado anche lui di prefiggersi un obiettivo e caricare a
testa bassa come il suo nuovo amico.
La determinazione di Rubber è contagiosa e Kobi riflette:
“Secondo te… ho qualche possibilità di arruolarmi in marina?” –
chiede a Rubber.
“Che vuoi che ne sappia io??” – risponde giustamente Rubber,
guardandolo come un alieno.
Ma Kobi è partito, oramai:
“Ce la farò!! – va dichiarando tutto baldanzoso per la stiva – e
catturerò il capitano Albida!!”
In quel mentre il solaio si sfascia ed irrompe quella cosa mostruosa
di Albida che ha sentito tutto.
Kobi è terrorizzato forse anche per via del fatto che lui è alto come
un puffo mentre Albida è un donnone di forma sferica e
gigantesca che dopo aver constatato che Rubber non somiglia
affatto al famoso cacciatore di pirati Zoro, chiede a Kobi la solita
conferma al suo gigantesco ego:
“Chi è il capitano più affascinante?”
E Kobi, che è senza spina dorsale come un mollusco, risponde:
“Ma è lei!”
Rubber, sconvolto, non si trattiene e con il suo acume che
diventerà leggenda chiede:
“Che cosa sarebbe quella brutta megera?” – sono tutti devastati
dal terrore perché evidentemente Albida non sa di essere un
grosso cesso e quindi si inkazza se glielo dicono…
Terrore!!
Cerca di colpire Rubber, ma lui è
piuttosto veloce e anche gli uomini
di Albida cercano di colpirlo, ma lui
sfugge impressionando moltissimo
Kobi.
Poi si accorge che ha una
moltitudine di pirati alle spalle e
comincia a scappare inseguito, ma
poi cambia idea (ma diciamo che
sapeva già come spazzarli via tutti
insieme) e si aggrappa all’albero
maestro tirando il braccio come una
molla.
Si carica come un elastico e sferra il
suo primo “Pugno Gom-Gom!!”
liberando il ponte della nave da tutta
quella ciurmaglia!
Albida assiste alla disfatta dei suoi e
Kobi, che non riesce a chiudere la
bocca,
poi
gli
domanda:
”Rubber, che cosa sei?”
Ma la risposta arriva ovvia:
“Io? Un ragazzo di gomma!” – e si
tira la guancia per farlo capire come
non si fosse già abbondantemente
assimilato.
Albida capisce che questo strano moccioso ha mangiato un frutto di Gom-Gom
uno dei leggendari frutti del mare (o frutta del diavolo) e gli chiede se per caso è
un cacciatore di pirati.
Rubber risponde con una frase che in bocca a lui diventerà quasi un
tormentone:
“No, sono un pirata!”
Ignora, è alle prime armi, che per chiamarsi tale occorre almeno una nave, una
ciurma, qualche saccheggio alle spalle, ecc.
Albida, ovviamente se lo prende per il culo mentre lui le descrive il suo futuro da
pirata e poi da re dei pirati mentre quella ragazza misteriosa, approfittando della
confusione, sgattaiola carica di bottino e tesori dalla nave di Albida.
Kobi, tormentato dall’idea del dolore fisico, vorrebbe scappare e incita Rubber a
fare lo stesso, ma lui non ha alcuna paura della famigerata mazza chiodata. Il suo
sguardo è deciso.
Albida vede che Kobi sta passando al credo di Rubber: quello del niente paura,
c’è Rubber! e cerca di ristabilire la sua supremazia:
“Chi è il capitano più in gamba?” – chiede a Kobi, sicura della risposta.
E Kobi:
“Tu sei la donna più disgustosa del mondo!!”
Si vede che nell’anime han dovuto censurare perché dopo quei trattamenti, io
avrei detto qualcosa di irripetibile ad Albida.
Comunque tutti sono sconvolti e Albida ha una maschera di cupo furore sulla
faccia mentre Rubber ride che gli si vedono le tonsille e Kobi continua:
“Io mi arruolerò in marina e combatterò i pirati, quegli esseri spregevoli come te!”
Albida non ne può più e cerca di colpirlo, ma Rubber si mette con la desta di
mezzo: si fa smazzare, ma tanto lui è di gomma.
Carica il mega pugno Gom-Gom e la colpisce con potenza inaudita
nell’ombelico, spazzandola via.
“Che meraviglia! Che bel cielo azzurro!” – esclama il pirata di Albida che lei
precedentemente aveva scaraventato in acqua e a morto si gode la nuotata.
Guarda il sole, ma vede precipitare una montagna verso di se: è Albida che lo
sommerge cadendoci sopra.
Dopo un po’ Rubber e Kobi si rilassano sulla
scialuppa che sono riusciti a trafugare.
Kobi gli chiede se sa che il luogo nel quale
vuole andare è conosciuto come “il cimitero
dei pirati” ed è, quindi, molto pericoloso.
Rubber lo sa e sa anche che ha bisogno di
uomini forti e coraggiosi nella sua ciurma
per questo gli chiede se conosce quel tale,
quel cacciatore di pirati di cui parlava prima
Albida.
E Kobi, dall’alto del suo immenso coraggio,
trema al solo ricordare il nome di Zoro che
ora è prigioniero in una base della marina
militare.
Rubber ne deduce che non è così in
gamba se si è fatto prendere, ma Kobi non
ne vuol nemmeno sentir parlare: Zoro è
conosciuto come un autentico flagello per i
pirati. Ma poi ci pensa e gli chiede perché
sia così interessato a Zoro:
“Volevo chiedergli di entrare nella mia
ciurma, se è simpatico!!”
Rubber ragiona così, che vogliamo farci?
E Kobi è sconvolto. Che possiamo farci?
Intanto in una base della marina un uomo
è legato ad un palo sotto il sole cocente…
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Il ragazzo di gomma