DOSSIER
Lunedì, 24 agosto 2015
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Lunedì, 24 agosto 2015
Articoli
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
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La Biblioteca e l' Archivio storico provinciale sono rimasti chiusi sino a...
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
STEFANO BIZZI
Oltre undici km di ciclabili e punti d'attracco per kajak
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 15
STEFANO BIZZI
Fra le tante novità un pontile da realizzare al parco di Piuma
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
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Profughi nell' ex stazione Cc ormai è questione di giorni
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 16
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Hassek: «La Curia apra gli immobili chiusi e inutilizzati»
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
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«Ma chi giustifica un niet dell' aula?»
Staranzano apre il duello sul maxi­Comune
24/08/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
«No ai diktat della Provincia sul Consorzio»
24/08/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 12
Mini­olimpiade e folclore la città si riempie di atleti
24/08/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 12
Gherghetta sui Consorzi industriali: partita la campagna elettorale.
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Legambiente lancia l' iniziativa "Campo scuola laguna"
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TIZIANA CARPINELLI
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
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La Biblioteca e l' Archivio storico provinciale sono
rimasti chiusi sino a ieri.
La Biblioteca e l' Archivio storico provinciale
sono rimasti chiusi sino a ieri. Riapertura nella
giornata odierna con gli orari consueti.
Fino al 28 agosto è possibile iscriversi alla
"maratona conoscitiva" che Legambiente Fvg
dedica alla Laguna di Grado e Marano.
Il consolato provinciale dei maestri del lavoro
organizza per sabato 29 e domenica 30 una
visita all' Expo di Milano.
Iscrizioni al 339/8928452.
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Oltre undici km di ciclabili e punti d'attracco per kajak
di Francesco Fain Accanto alla realizzazione del Cup
transfrontaliero e della Casa del parto (un progetto vivo
e vegeto), il Gect mette sul piatto altri 5 milioni di euro
per il rilancio turistico dell'Isonzo. Progetti reali e
concreti perché corroborati dalla presenza dell'argent, il
denaro. Parte dei lavori cominceranno il prossimo anno
mentre la conclusione dell'intervento dovrà avvenire
entro il 2020, pena la revoca del finanziamento europeo.
Sì al documento esecutivo Nei giorni scorsi si è riunita
l'assemblea del Gect e ha approvato il documento
esecutivo di attuazione pilota Creazione di un parco
transfrontaliero sull'Isonzo­Soca che si pone l'obiettivo di
restituire il fiume alle città, incentivando la fruizione di
una parte significativa del proprio territorio, quella
proprio attraversata dal fiume, da parte della
popolazione di Gorizia, Nova Gorica, Sempeter. «Di
solito ­ si legge nella scheda progettuale ­ la città nasce
in simbiosi col fiume, mentre nel caso dei tre comuni del
Gect si è evidenziata fin da subito una scarsità di
rapporti funzionali tra ambito urbano e corso d'acqua.
Tuttavia anche quando la vicinanza del fiume è causa
prima del nascere della città, esso costituisce sempre,
al tempo stesso, una minaccia ed è per questo motivo che la città lo allontana, lo respinge o lo recinge.
Il fiume allora attira una città altra, quella più reietta: la città degli opifici, delle fabbriche, delle
installazioni indesiderate. L'obiettivo principale da perseguire oggi allora è questo: la città allargata vuol
tornare al fiume, vuol riappropriarsene poiché attualmente il rapporto tra la città e il fiume appare quasi
negato». Piste ciclabili e attracchi kajak Come concretizzare questo progetto? Innanzitutto, fondamentali
saranno quelle opere che renderanno finalmente l'Isonzo un fiume pulito e balneabile. Poi, ci sono le
azioni per rendere più attraente l'area fluviale. E in questa direzione va la realizzazione di 11.070 metri
di nuove piste ciclabili; un ponte pedonale e ciclabile; due passerelle sempre destinate ai pedoni vicino
al ponte di Piuma e a quello di Salcano. Senza dimenticare la creazione di aree attrezzate per canoa
fluviale, canottaggio, kajak, orienteering, hydrospeed, rafting, pesca sportiva, equitazione, city­bike,
mountain­bike, cross country, fitness. Entrando maggiormente nello specifico dei fondi, 3.841.785,71
euro verranno indirizzati agli investimenti infrastrutturali. Le restanti risorse saranno impiegate per la
realizzazione delle varie fasi progettuali e per l'azione di pubblicità e informazione. Lo scopo è la
«valorizzazione della zona transfrontaliera in riva all'Isonzo mediante attività di promozione volte a
diffondere alla popolazione residente e ai turisti le informazioni puntuali sui programmi di sistemazione
dell'area, ulteriori contenuti condivisi e la preparazione di una strategia comune di marketing al fine di
rendere il parco un'unica destinazione turistica», si scandisce nella scheda progettuale. Nuove
passerelle e attraversamenti Il piano è ambizioso. Come anticipato, verranno creati dei percorsi
ciclopedonali lungo le due sponde del fiume, partendo dalla diga di Salcano fino all'ultimo tratto
goriziano. Questi percorsi saranno, a loro volta, connessi con Sempeter­Vertojba dove si stanno
approntando nuove zone di fruizione sportiva e ricreativa nei pressi dell'ex cava di ghiaia. Connessioni
previste anche con Piuma e in seconda battuta con il Collio. Lungo il fiume saranno costruiti tre nuovi
attraversamenti: da valle il primo è parallelo al ponte del Torrione, il secondo nella zona dello stadio del
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kajak e il terzo vicino alla diga di Salcano. Infine, verranno realizzati i tratti mancanti dell'arteria
transfrontaliera di collegamento tra il parco sportivo di empeter e la zona del parco sportivo a Salcano
con la costruzione di infrastrutture di base del Parco sportivo di Vrtojba. ©RIPRODUZIONE
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STEFANO BIZZI
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Fra le tante novità un pontile da realizzare al parco
di Piuma
Nella foto a sinistra è ritratta una bozza progettuale del
pontile che si pensa di realizzare al parco di Piuma per
rendere ancora più attrattive le rive del fiume. «L'idea ­
si legge nella documentazione del Gect ­ è che tale
obiettivo possa essere conseguito attraverso l'attuazione
di una serie di interventi puntuali capaci di valorizzare il
patrimonio esistente mediante un miglioramento
dell'accessibilità ai luoghi, un incremento dell'attrattività
turistica dell'area valorizzata ai fini ricreativi e la
costruzione di un brand identificativo per una
comunicazione più efficace capace di intercettare anche
flussi di visitatori non locali».
STEFANO BIZZI
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Legambiente lancia l' iniziativa "Campo scuola
laguna"
Fino al 28 agosto, è possibile iscriversi a
Campo scuola laguna, la maratona conoscitiva
che Legambiente Fvg, grazie al sostegno della
Provincia e con il patrocinio del Comune di
Grado, dedica alla Laguna di Grado e Marano.
Un nutrito gruppo di esperti (funzionari della
Regione, professori e ricercatori delle
Università di Trieste e Udine, tecnici di Arpa
Fvg, esperti del settore) accompagnerà i
partecipanti nella conoscenza di quest' area di
mezzo, tra terra e mare, tra uomo e natura. La
laguna infatti è un' area di straordinaria
bellezza, di grande valore naturalistico, di
pregio paesaggistico e storico, ma allo stesso
tempo è anche un luogo caratterizzato da
attività antropiche di rilievo, quali, per
esempio, turismo, pesca, caccia e da
problematiche di attualità come quelle relative
ai dragaggi o alla gestione delle aree naturali.
Obiettivo di Legambiente è quello di fare
osservare più dal di dentro la grande
complessità di elementi di segno diverso, a
volte contrastanti, che attraversano un territorio
e che entrano ­o dovrebbero entrare­, ben
oltre le semplificazioni, in ogni valutazione di
ampio respiro. Il percorso didattico si sviluppa
in quattro giorni.
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Profughi nell' ex stazione Cc ormai è questione di
giorni
La vecchia caserma di Gabria è pronta e utilizzabile: entro il mese, al massimo ai primi
di settembre aprirà il centro d' accoglienza per diciotto immigrati
di Francesco Fain In mezzo a tante voci,
trattative reali o fittizie, chiacchiere sul futuro
riutilizzo di ex siti militari per ospitare i
richiedenti­asilo, arriva una notizia concreta,
ufficiale.
È ormai questione di giorni l' apertura della
vecchia caserma dei carabinieri di Gabria che
ospiterà, a regime, 18 immigrati. Conferme
arrivano sia dal viceprefetto vicario Gloria
Allegretto («Entro fine mese renderemo
operativa la convenzione firmata con il
Comune di Savogna d' Isonzo»), sia dal
sindaco Alenka Florenin («Stanno
completando l' allestimento della struttura.
Quando aprirà la nuova struttura di
accoglienza? Se non sarà entro la fine di
agosto, sicuramente novità ci saranno nei
primi giorni di settembre»). Insomma, pare
proprio che ci siamo. La telenovela sta per
conoscere la parola "fine".
Era il marzo scorso. E sembrava essere ormai
cosa fatta la trasformazione della vecchia
caserma di Gabria in una struttura di
accoglienza per richiedenti asilo. «Posso
annunciare che gli interventi di manutenzione
si sono finalmente conclusi ­ annunciarono
allora i vertici della Prefettura ­.
Ora procederemo con tutti i controlli degli impianti onde ottenere le certificazioni necessarie. Quindi,
metteremo in moto l' iter, che sarà un iter accelerato, per la gestione della struttura di accoglienza. Il
prossimo mese i richiedenti­asilo potranno entrare nell' ex caserma. Quanti potranno essere ospitati all'
interno? Diciamo una quindicina». In realtà, saranno diciotto.
Ebbene: aprile è passato, maggio, giugno, luglio anche e siamo a fine agosto. Ma ora ci sono gli
sviluppi che in tanti attendevano.
Savogna d' Isonzo, o meglio i residenti, come la prenderà?
Su questo tema, restano le parole pronunciate dallo stesso sindaco Alenka Florenin qualche settimana
fa. Ricordiamole. «Diciamo che fasciarsi la testa prima del dovuto, è assolutamente ingiusto oltreché
dannoso. Vediamo un po' come funziona la nuova struttura d' accoglienza», spiegò il primo cittadino.
Seppure con estrema lentezza, dunque, sembra che il tanto decantato progetto di "accoglienza diffusa"
stia prendendo faticosamente piede visto che si sono concretizzate le soluzioni di Cormòns (dove sono
stati coinvolti i privati) e di Romans d' Isonzo.
Sullo sfondo la situazione delle strutture di accoglienza attuali che sono tutte affollate, come ha
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spiegato, a più riprese nelle settimane scorse ma anche nei giorni scorsi e senza troppi giri di parole il
direttore della Caritas diocesana don Paolo Zuttion. Il flusso dei richiedenti­asilo e rifugiati non tende a
diminuire, anzi il loro numero sta aumentando di giorno in giorno, creando così una grave situazione di
disagio sia per loro sia per la popolazione locale.
L' ultimo dato a nostra a disposizione parla di oltre 150 persone, che soltanto a Gorizia non sono
coperte da alcuna convenzione. Le strutture ospitanti stanno letteralmente scoppiando perché posti a
disposizione non ci sono più e non reggono nemmeno le tante (troppe) soluzioni di fortuna che
funzionano solo grazie all' immenso lavoro e impegno dei volontari e delle volontarie e della Caritas
diocesana. Quindi, non può che essere l' accoglienza diffusa la vera soluzione.
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Hassek: «La Curia apra gli immobili chiusi e
inutilizzati»
Mentre il sindaco Ettore Romoli mette in guardia sul
futuro del "San Luigi" («Non si pensi di trasformarlo in
un centro immigrati. Mi opporrò con tutte le forze», è il
suo messaggio), il consigliere comunale di maggioranza
Franco Hassek (nella foto) chiede alla Chiesa di mettere
a disposizione strutture per l' accoglienza. «Perché
questa impellenza deve ricadere sempre e soltanto sulle
spalle del Comune che non ha posti in cui mettere
neppure i goriziani privi di un' abitazione? Mi risulta che
la Curia possieda parecchi immobili inutilizzati: ci sono
tanti alloggi sfitti in Corte Sant' Ilario, il San Giuseppe è
chiuso e già nel passato ospitò immigrati. Infine,
inserisco nella lista i locali dell' ex scuola convitto per
infermiere di via Vittorio Veneto, senza contare le tante
canoniche vuote nei paesi isontini. Vogliamo fare
qualcosa». (fra.fa.)
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«Ma chi giustifica un niet dell' aula?»
Volpato: «Lo statuto di quel Comune parla chiaro e sostiene le unioni intercomunali»
«Come si giustificherebbe, stasera, un'
eventuale parere contrario alla fusione?». Lo
chiede apertamente il presidente di
"CittàComune per..." Maurizio Volpato, che a
Staranzano ha raccolto 1.121 firme a sostegno
del referendum. «Devo ricordare ­ sottolinea ­
a Gennaro Falanga, presidente del Consiglio
provinciale, che il massimo organo politico­
amministrativo di Staranzano, la scorsa
legislatura, ha votato all' unanimità il comma 7
dell' articolo 1 dello Statuto Comunale, che
testualmente prevede il sostegno alla Città
Mandamento della Sinistra Isonzo, o analoga
forma associativa intercomunale, al fine di
promuovere un coordinato sviluppo del
territorio dei comuni partecipanti, anche
attraverso progetti di fusione con altre
amministrazioni comunali».
«Ricordo inoltre ­ prosegue ­ che lo stesso
Marchesan è stato eletto dai cittadini di
Staranzano sulla base di un programma
elettorale che prevede appunto la fusione». Ma
se lo stesso Falanga ricorda che ridurre il
numero dei Comuni accorpandoli è fuori
discussione, allora,«dove sta il problema se
più di mille elettori a Staranzano hanno
manifestato recentemente la volontà di andare
alle urne?». «Non ci sono ­ argomenta Volpato ­ ulteriori ragioni o scrupoli che tengano: la stessa
Regione, attraverso i molto autorevoli pareri di Panontin e Coen, ha chiaramente ribadito che le fusioni
sono immediatamente sovrapponibili alle Uti e anzi vanno realizzate in contemporanea, non solo per
sommarne gli effetti benefici, ma proprio per semplificarne il percorso».
«Quali altre preoccupazioni stanno dietro a questo reiterato ostruzionismo del sindaco?», chiede
Volpato. «Ritengo ­ conclude ­ che i consiglieri di Staranzano possano stare tranquilli con la coscienza,
votando con semplice linearità secondo quanto stabilito dal loro Statuto comunale e dal programma
elettorale con il quale sono stati nominati».
(t.c.)
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Staranzano apre il duello sul maxi­Comune
Stasera il voto sul parere da inoltrare alla Regione. Scenari apertissimi, la segretaria del
Pd Bolletti: «Tutto può succedere»
di Tiziana Carpinelli Occhi puntati, stasera, su
Staranzano. Circolano in queste ore parecchi
rumors, ma ben poche certezze, sull' esito
della votazione che interesserà il terzo
argomento posto all' ordine del giorno del
Consiglio comunale: l' amministrazione
Marchesan alle 18 sarà infatti la prima a
deliberare il parere (su richiesta dalla
Regione) relativo al referendum consultivo per
la fusione con Monfalcone e Ronchi dei
Legionari. C' è da rilevare che fino a qualche
giorno fa, stando all' annuncio della segretaria
cittadina del Pd Antonella Bolletti, oggi
avrebbe dovuto avere corso a Staranzano un
direttivo di circolo per assumere una posizione
in vista appunto dell' imminente deliberazione
(in quel frangente ancora non fissata). Ma poi,
come chiarito dalla stessa Bolletti, l'
accelerata: il primo cittadino staranzanese
infatti «ha deciso, stante l' imminente e
concomitante avvio della Sagra delle Raze, di
convocare subito la massima assise». Ergo il
partito lascerà carta bianca ai suoi
rappresentanti in aula. E a questo punto il
risultato della votazione si fa assolutamente
imprevedibile.
Bolletti parla di atteggiamento di «libera
coscienza», ovvero: «ognuno voti in virtù della responsabilità che ha assunto verso i propri elettori». È
chiaro allora che il mancato ordine di scuderia non si deve alla sfumata cabina di regia, giacché di
fusione ormai Staranzano parla da mesi e notoriamente in termini favorevoli, bensì può ricondursi a una
serie di questioni tecniche che da qualche tempo tengono banco nella politica locale e sono state
portate in superficie da due ex sindaci staranzanesi, Giorgio Nogherotto e Franco Brussa, avallate
anche l' altro giorno dal presidente del Consiglio provinciale, Gennaro Falanga. Fermo restando infatti
che «Staranzano vuole e appoggia la fusione», nella cittadina «si stanno facendo largo argomentazioni
tecniche in merito al peso specifico del voto degli staranzanesi». In parole povere: un parere
sfavorevole dell' aula consiliare farebbe sì che, alle urne per la consultazione sull' accorpamento, nel
Comune di Staranzano il sì debba raggiungere la maggioranza dei voti validi. Mentre inanellando tre
pareri favorevoli (ma Ronchi si è già tirata fuori), al sì basterebbe la maggioranza degli elettori che
complessivamente si sono recati ai seggi.
«Il circolo Pd di Staranzano è favorevole alla fusione ­ sottolinea la segretaria Bolletti ­: le uniche
perplessità hanno riguardato la concomitanza col processo di nascita delle Uti. Quanto al parere, la
posizione è aperta».
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Dunque ci potrà essere anche un atto sfavorevole? «Se lo sarà ­ replica ­ la motivazione verrà
ricondotta a questioni tecniche, ovvero a un cavillo della legge, modificata rispetto alla versione del
2003, che fa pesare di meno il voto di Staranzano rispetto a Monfalcone, per via del numero di elettori.
Fosse rimasta immutata la norma, ritengo che ci sarebbe stato un parere unanimamente favorevole.
Probabilmente il legislatore, per agevolare i processi aggregativi, ha pensato a enti delle stesse
dimensioni, mentre il nostro è un caso anomalo». Comunque, nella futura campagna referendaria,
indipendentemente dal parere da esprimersi oggi, il Pd dirà a tesserati e simpatizzanti di votare "sì" alla
fusione. Anche «in caso di delibera sfavorevole». Che a quel punto, spiega sempre Bolletti, andrebbe
corredata da un testo in cui si ribadisce la posizione favorevole all' accorpamento. A ogni mdo «può
succedere di tutto». Quanto al sindaco Riccardo Marchesan «non si è espresso per un sì o un no, ma si
è caldamente impegnato a valutare questi temi tecnici», chiosa.
Una gola profonda, un politico di lungo corso che conosce bene le dinamiche staranzanesi, individua
nel ragionamento almeno due falle: la prima, l' anticipazione del voto in aula ignorando i 50 giorni a
disposizione per esprimersi, rischia di spaccare il Pd (tra l' altro mancherà anche l' eventuale assist di
Sinistra per Staranzano, data l' assenza di Riccardo Faraone); diversamente una posizione maturata in
direttivo avrebbe scongiurato frizioni. La seconda: come si giustificherà, in caso di no, all' elettore la
futura richiesta di voto favorevole per il referendum? Con un tecnicismo da fini giuristi? Tanto più che il
parere eventualmente negativo non colpisce la legge, che a detta di alcuni creerebbe il guaio, bensì la
consultazione o, meglio, la fusione. Insomma, stasera potrebbe anche finire nel peggiore dei modi.
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«No ai diktat della Provincia sul Consorzio»
Il Pd con Del Bello contro la giunta Gherghetta per la delibera di indirizzo. Oggi a Gorizia
si riunisce il Csia.
Mentre oggi si riunisce nel capoluogo il
Consorzio di sviluppo industriale e artigianale
di Gorizia per votare la fusione con l' omologo
monfalconese, non si placano le polemiche su
quanto avvenuto nei giorni scorsi all'
Europalace. A lanciare anatemi, stavolta, è
Fabio Del Bello, presidente della
Commissione provinciale Trasporti e
Logistica, che se la prende con l' esecutivo
Gherghetta: «La Provincia ­ asserisce ­ in
qualità di ente in fase di dismissione, e quindi
ora al servizio delle istituende Uti, non può
comportarsi in questo modo passando sopra
la testa dei Comuni e dei soggetti economico­
imprenditoriali del territorio». «Al posto dei
diktat ­ aggiunge ­ va perseguita la strada del
confronto e della condivisione dei progetti di
crescita, distinguendo gli enti preposti allo
sviluppo industriale e quelli preposti allo
sviluppo della logistica. La delibera approvata
venerdì, con un' inutile forzatura che crea solo
lacerazioni, prevede l' apertura di un lungo iter
nel corso del quale tutti gli elementi che
rientrano in tale operazione saranno
attentamente analizzati. Sicuramente anche il
Consiglio provinciale in qualità di Organo di
indirizzo dovrà esprimersi: non pensino, il
Presidente e la giunta, di avere l' esclusiva in materia».
Del Bello prennuncia interrogazione alla sua maggioranza.
Anche i grillini sono, però, sul piede di guerra: «Nemmeno lo spettacolo dei salti mortali del trio Romoli­
Gherghetta­Madriz, assistiti da Altran e Lorenzon, è riuscito a convincere i principali utenti dei servizi
che "l' agglomerato" tra Consorzi industriali, Sdag, e Interporto di Cervignano fosse cosa buona e giusta
­ esordisce Manuela Botteghi del M5Stelle Gorizia ­. E del resto sembrerebbe un' impresa disperata
resuscitare il cadavere cervignanese, così come difficile apparirebbe il compito di guarire un malato
grave come Sdag». «Importa a qualcuno ­ prosegue ­ che si siano attesi lustri per evitare che Sdag
giungesse al quasi tracollo?». «Si è perso tempo ­ sottolinea la grillina ­, come sempre, proponendo
oggi investimenti che dovevano essere fatti come minimo 15 anni fa. Anche il nuovo "agglomerato" tra
Consorzi industriali, Sdag, Interporto, se fosse stato realizzato nei tempi giusti mettendo in rete tutti gli
attori della logistica, sarebbe stata un' azione necessaria, utile, anzi indispensabile.
Invece non c' è mai stata nemmeno concreta e semplice collaborazione».
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Messaggero Veneto (ed.
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Gorizia
Mini­olimpiade e folclore la città si riempie di atleti
Importante boccata d' ossigeno per le attività commerciali nel prossimo weekend In
arrivo quasi seicento sportivi, anche di Austria e Slovenia: un "villaggio" in Fiera
di Emanuela Masseria Colpo di coda per la
stagione turistica goriziana che, pur non
potendo contare su grandi numeri, a fine
agosto godrà degli effetti collaterali di due
manifestazioni che stanno per iniziare. Questo
fine settimana arriveranno, infatti, in centinaia
per il torneo sportivo "Gorizia in quattro
lingue", che si terrà in contemporanea con il
Festival internazionale del folclore, entrambi in
programma dal 28 al 30 agosto.
Già adesso fioccano le prenotazioni in
alberghi, hotel e bed and breakfast, in attesa
di vedere ­ si spera ­ un po' di animazione nei
bar e nei ristoranti a cavallo degli incontri.
Solo l' iniziativa sportiva porterà in città quasi
seicento atleti e oltre quaranta squadre
provenienti da tutto il Nord Italia, dall' Austria e
dalla Slovenia, che disputeranno trecento
partite per cinque discipline in otto impianti.
Si tratterà soprattutto di giovani alle prese con
una mini­olimpiade che coinvolgerà anche
Nova Gorica e, per la prima volta, il quartiere
fieristico di via della Barca dove verranno
indirizzati 350 atleti. La struttura è stata messa
a disposizione dalla Camera di commercio:
qui, grazie alla collaborazione con la Brigata
Pozzuolo e la Protezione civile regionale,
saranno installate oltre trecento brandine, che consentiranno ai giovani di riposare e condividere ­ anche
grazie a un' area relax e una zona ristoro ­ momenti di spensieratezza e divertimento tra una gara e l'
altra.
Il "villaggio olimpico" di via della Barca sarà costantemente collegato agli impianti di gioco grazie al
servizio shuttle garantito dall' Apt. In tutto saranno servite 600 colazioni e oltre 2.500 pasti nei tre giorni
del torneo, che sarà inaugurato con una suggestiva cerimonia venerdì 28 agosto alle 19, in piazza Sant'
Antonio, dove risuoneranno gli inni nazionali italiano, sloveno e austriaco.
Anche per quanto riguarda il Festival internazionale del folclore, questa 45ª edizione è all' insegna delle
nuove sinergie, con qualche evento collaterale in più del solito. Teatro principale degli spettacoli è
ancora una volta piazza Cesare Battisti (o la palestra dell' Ugg in caso di pioggia), dove ogni sera ci
saranno le esibizioni folcloriche. Ci saranno però alcune iniziative introdotte per la prima volta, come ad
esempio la mostra fotografica nella galleria ArtOpenSpace, dove vengono proiettati filmati delle
precedenti edizioni messi a disposizione dalla Mediateca Ugo Casiraghi. Altre fotografie saranno
esposte nei negozi del centro e un' ampia rassegna di immagini è attualmente in mostra, dal 18 agosto,
al bar Alla Cicchetteria.
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Tra gli appuntamenti principali, a palazzo Attems Petzenstein la 41ª edizione del convegno sulle
"Memorie della Prima guerra mondiale nelle tradizioni popolari", vista la ricorrenza del Centenario.
Corso Verdi, dalle 11 di domenica, vedrà invece in primo piano il concerto bandistico ai Giardini
pubblici cui seguirà il trasferimento della banda in piazza Municipio, dove si terrà una seconda
esibizione alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti in costume di tutti i gruppi folcloristici
invitati (ore 11.30).
Ci sarà poi spazio per lo scambio di doni e il ricevimento ufficiale alla galleria ArtOpenSpace. Alle 16.30
partirà poi la 50ª parata folcloristica dal Parco della Rimembranza lungo i due corsi cittadini con arrivo
in piazza Battisti, alle 18, dove avranno luogo le premiazioni finali e, dalle 20.30, il Gran galà del
Folclore.
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Gherghetta sui Consorzi industriali: partita la
campagna elettorale.
e Slovenia: un "villaggio" in Fiera
«Sono in ferie e mi dicono che i giornali assieme alla
lista civica Fasola­Vescovini parlano di patto tra me,
Romoli e Madriz sul futuro dei Consorzi industriali.
Potrei dire loro mille cose sul modo scorretto con cui
presentano le idee altrui, ma sappiamo tutti che sarebbe
tempo perso. È cominciata la campagna elettorale e loro
devono far vedere che va tutto male. Solita storia».
Questo lo sfogo del presidente della Provincia, Enrico
Gherghetta, affidato al suo profilo Facebook a seguito
dei difficili accordi per una "fusione" tra i principali
consorzi industriali dell' Isontino. La loro "era" sarebbe
finita per il numero uno della Provincia, che scrive: «Non
ci sono più terreni agricoli da industrializzare nè soldi
pubblici per farlo. Il grande Consorzio di Monfalcone, il
migliore in regione, ha insediato zero imprese nuove
negli ultimi tre anni: figuriamoci gli altri»
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