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Insieme
ce la faremo
Quante speranze dal convegno
pubblico-privato de ilQI a Milano
di Marco Luraschi
una vera dichiarazione di intenti, biunivoca, quella fatta al
da ilqi a milano presso nctm studio legale associato, prologo di quello che è stato un incontro riservato a porte chiuse tra
demanio ed operatori avvenuto lo stesso pomeriggio nella sede
milanese del demanio. il nuovo direttore dell’Agenzia Roberto
Reggi ha, infatti, incassato nella giornata milanese una vera
esponenti dell’immobiliare italiano venuti al convegno sia nelle
vesti di relatori sia di semplici partecipanti in sala. quanta potenzialità c’era in questo incontro così spontaneo, quanta voglia
re subito dalle parole ai fatti, o meglio ai progetti. concretezza
e collaborazione, complementarietà e non sovrapposizione, a
patto che si lavori con tavoli e business plan, non su promesse
pubblico-privata su progetti concreti (“mandatemi i documenti”
un’esortazione del direttore del demanio). più “muratori”, ha anmi. il vero ruolo dell’agenzia del demanio sarà quello di fungere da regista, da playmaker, coordinando il lavoro di invimit sgr
(chiamata più volte in causa dai presenti, poche volte con toni
insieme ce la faremo
insieme ce la faremo
entusiastici) e di cdp, ma anche quello di accompagnare gli enti
territoriali in tutta la loro attività di valorizzazione, di strategia, di
asset management. un ruolo importante, di unico interlocutore. in questo il demanio targato reggi vuole avviare un percorso di co-progettazione tra pubblico e privato, coinvolgendo gli
beni pubblici. per farlo però servono certezze (soprattutto agli
investitori e soprattutto a quelli internazionali) e quindi già dallo
sblocca italia saranno introdotte norme a limitazione del rischio
urbanistico, che verrà quasi azzerato. il federalismo demaniale inoltre comincia a produrre alcuni effetti a catena, iniziano in
modo massivo ad arrivare immobili agli enti territoriali. i beni da
valorizzare quindi sono lì, i privati si devono esporre: “da soli non
in tempi di crisi”, ha commentato reggi. il motore deve essere
per tutte sbrogliato; non è per forza necessario vendere per fare
economia però bisogna far partire alcuni progetti pilota, coinvolgere i soggetti internazionali, utilizzare i tanti fondi comunitari, portare nuove idee, sfruttare anche il ruolo di invimit sgr e
plementare con il suo fondo di fondi. tutti i relatori hanno portato un mattone fondamentale alla discussione partendo dalla
Marco Monaco
di NCTM, all’intervento critico (di “memoria storica” dei processi
di valorizzazione) ma molto costruttivo e propositivo di Massimo Caputi di Prelios, all’endorsement di Aldo Mazzocco come
Assoimmobiliare, e di Emanuele Caniggia di IDeA FIMIT SGR,
ancora una volta pronti a ripartire da zero (la famosa ultima
spiaggia a cui siamo ormai giunti sul pubblico) con buona volontà e immarcescibile speranza. Fino alle relazioni più tecniche
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e operative di Ezio Bigotti di EXITone, Carmen Chieregato di
Cogest Retail, Carola Giuseppetti di SIDIEF (che ha portato la
nuova esperienza della valorizzazione del patrimonio di Bankitalia) e di Carlo De Vito di FS Sistemi Urbani, di cui non si può non
condividere la volontà di creare valore da quegli enormi volani
di sviluppo ed economia che sono le stazioni dell’alta velocità
nei centri urbani. per cause legate al maltempo purtroppo non
è arrivato in tempo Marco Doglio di Fabrica SGR che era però
presente al pomeriggio all’incontro riservato. velocità di azione
ne serve molta e subito, perché come ha ricordato mazzocco,
in tempi di deflazione il valore si perde se si resta fermi, non si
mantiene, e questo vale ancora di più per gli immobili. come poi
non avallare la proposta di caputi di valorizzare i beni culturali
italiani tramite la risorsa privata: “una partita paese sui beni culturali, di grande fascino per gli internazionali, che può generare
flussi di cassa costanti, oggi siamo all’anno zero”. il patrimonio
pubblico è di tutti ma sembra non essere di nessuno, abbiamo
ereditato dei capolavori e stiamo lasciando ai posteri dei ruderi.
idee, progetti, proposte, professionalità al servizio della collettività. mancano i soldi? non è vero. lo ha ricordato, bene come
sempre, marco monaco: ci sono 100 mld di fondi comunitari nel
piano 2014-2020 che rischiamo di perdere come già capitato.
si possono anche creare dei fondi rotativi regionali. ora ci sono
anche i fondi territoriali, i famosi fondi con la partecipazione di
invimit che però per ora si contano sulle dita di una mano. insomma, gli strumenti esistono, servono i progetti. se il demanio
riuscirà a svolgere veramente il ruolo che per lui ha disegnato il
governo, allora potremmo avere in casa la risposta a tanti dei
problemi del nostro paese. per una volta il pubblico potrebbe
davvero incontrare il mercato.
insieme ce la faremo
insieme ce la faremo
la gestione privata
degli edifici pubblici
TUTTi i video del convegno
servizio qi tv: Nuovo rapporto
pubblico-privato
Reggi: valorizzazione patrimonio
pubblico leva per il Paese
Monaco: pensare a migliore utilizzo degli strumenti a disposizione
Caputi: fiducia al Demanio
Caniggia: il settore
ci crede ancora
insieme ce la faremo
Bigotti: un ruolo proattivo per
la gestione del ciclo energetico
Mazzocco: il settore va risanato,
lavorare coordinati come nazione
chieregato: Niguarda Shopping
Gallery, case history interessante
de vito: l’importanza strategica
delle stazioni AV nelle città
Giuseppetti: l'esperienza di Sidief
nella valorizzazione pubblica
conclusioni: Il Demanio coordinatore rapporto pubblico-privato
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