Spizzica.. Spizzica.. SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl Anno 26 FONDATO NEL 1988 N° 7/2014 Domenica 23 febbraio 2014 Restituite il Premio Francese Alla luce dell’ultima sentenza, Oddo e compagni della Civetta non dovrebbero chiedere scusa a Rossi e agli altri magistrati ed avvocati? Non dovrebbero restituire la medaglia avuta con un po’ di vergogna? Partiamo dal 2012, da questi stralci pubblicati qui e là: È stato consegnato a Franco Oddo e Marina De Michele, rispettivamente direttore e vicedirettore della «Civetta di Minerva», di Siracusa, il Premio Mario Francese 2012, dedicato alla memoria del cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Il riconoscimento è per l’inchiesta sulle presunte commistioni tra pm e avvocati nel capoluogo aretuseo, sfociata nell’allontanamento cautelare, per incompatibilità ambientale, del procuratore e di un sostituto. Per l’edizione 2012 la scelta è caduta su Franco Oddo e Marina De Michele, rispettivamente direttore e vicedirettore de “La civetta di Minerva”, piccolo giornale siracusano – cartaceo e online – che, grazie alla caparbietà delle sue inchieste, ha approfondito e fatto emergere uno scandalo su possibili commistioni di interessi tra magistratura e avvocatura, sfociato nell’allontanamento da Siracusa, da parte del Csm, del procuratore della Repubblica e di un sostituto. Grandi applausi per i due giornalisti, che hanno ricordato le difficoltà nelle quali si sono dovuti muovere per portare avanti l’inchiesta. “Quest’anno abbiamo voluto premiare dei giornalisti che hanno fatto il loro mestiere con indagini documentate che non hanno guardato in faccia il potere”, ha detto sul palSi dice che il 13 porta fortuna è secondo me è talmente vero che io non potevo non nascere se non in quel giorno, ma al di là della mia fortuna che è comunque tutta da provare, nella settimana del 13 febbraio di quest’anno, sono successe un po’ di cose a dir poco clamorose. Pippo Gennuso s’è presa la soddisfazione di far rifare le elezioni regionali in alcune sezioni tra Rosolini e Pachino, il Procuratore Rossi e Il pm Musco si sono presi la soddisfazione di vedere annullato il processo a loro carico perché il fatto non sussiste, Crocetta, nonostante il PD, continua a galleggiare in attesa che qualcuno gli veda le carte per capire se bleffa, Renzi ha impallinato Letta e il presidente Napolitano gli ha dato una mano d’aiuto nel riscrivere il concetto di Democrazia in Italia. Osservando quanto accaduto, secondo i punti di vista, si potrebbe o festeggiare a champagne o grattarsi i cosiddetti fratelli a sud dell’ombelico. Fatta questa premessa, mi avvio a vedere le dichiarazioni sul tema dei vari esponenti della società Siracusana, in primis il Sindaco e poi i vari onorevoli, assessori, sindacalisti, CCIAA, Confindustria, Artigiani, co il presidente dell’Ordine dei giornalisti Riccardo Arena. Oddo in una intervista a L’Isola dei Cani spiega che non è stata una passeggiata, è stata una battaglia che ha combattuto consapevole dello squilibro delle forze, una battaglia in cui ha gettato la sua passione civile. la sua concezione ideale del giornalismo e tutti i suoi risparmi. Oddo spiega chi è stato al fianco della Civetta, chi è rimasto a guardare e chi invece si è messo contro. Dice come si sono comportati (ben diversamente da lui) altri giornalisti. Come ha fatto a resistere a pressioni, minacce, e all’isolamento. Cosa lo ha spinto a combattere questa battaglia ad armi impari che forse non è ancora finita. “…la stampa siracusana era in completo silenzio. Questo è stato uno dei motivi che mi hanno indotto a interessarmi di questa intricata vicenda (…) Penso alla vergogna che in questo momento dovrebbero provare quei giornalisti che si sono appiat-titi in una difesa ad oltranza dei magistrati chiacchierati, anche a costo di apparire servili. E penso ai tanti che, di fronte alla mia inchiesta documentatissima, hanno fatto gli gnorri preferendo non vedere, non sentire, non parlare. Detto questo, non posso che essere contento per l’azione decisa del ministro Severino (…) I magistrati – il dottor Rossi innanzi tutto – coinvolti nella vicenda giudiziaria…sono stati assolti!. Le accuse del periodico Civetta (che aveva ripreso per questo, miracolo !!, le sue pubblicazioni) sulle quali “i Fatti”, in totale solitudine, avevano espresso fondatissime riserve, si sono dissolte, come era giusto che fosse, come neve al sole. Per mesi il Tribunale di Siracusa e la sua Procura sono sembrate come le scuole occupate ad inizio d’anno da studenti svogliati e prepotenti: assemblee di avvocati, documenti, proclami, alcuni tromboni richiamati in servizio effettivo, politici in grande spolvero, e tutti a dipingere una procura e procuratori affaristi, dietrologie d’accatto svelate da coraggiosi cronisti, Coraggiosi cronisti anche premiati per lo zelo e l’audacia. Mi chiedo umilmente: alla luce di questa sentenza Oddo e compagni non dovrebbero chiedere scusa a Rossi e agli altri magistrati ed avvocati? Non dovrebbero restituire il premio con un po’ di vergogna? Il giustizialismo becero viene quasi sempre imputato alle Procure “comuniste”, come dice Berlusconi. In questo caso il giustizialismo becero era contro la Procura, alimentato da certa avvocatura di sinistra non credibile, da pseudo intellettuali altrettanto incredibili, Insomma allora fu vissuta una vicenda che andrebbe capita meglio, le motivazioni che l’hanno determinata, i suoi protagonisti, chi l’ha promossa e diretta. Dietro La Civetta sicuramente menti ed ambienti ben identificabili, ben potenti e senza scrupoli, Una impressione immediata che andrebbe, come ho detto, verificata. Il dottor Rossi - forse il più colpito – non credo che si fermerà a questo punto, come è nel suo buon diritto, Non siamo depressi, siamo solo stupidi.. Commercianti, ecc. Confesso di essere curioso di leggere o sentire le varie posizioni e grande è la mia sorpresa nel vedere che nessuno, dico nessuno, si è minimamente dichiarato su fatti che presi tutti insieme o anche separatamente, sono delle vere è proprie bombe sulle quali difficilmente chi occupa posti di governo o se preferite di potere, può far finta di niente. E’ mai possibile che Pippo Gianni non abbia nulla da dire sull’argomento?? Se giocassimo a briscola tutti questi “lisci” non farebbero neanche finire la partita, ma siccome non giochiamo a carte verrebbe da dire che chi ha carta la metta sul tavolo della trasparenza. Anche questa potrebbe essere una frase da inquisizione e magari da condanna penale, tanto ormai s’è capito che, in Italia, se rubi un chilo d’arance rischi di farti un po’ di anni di galera, se invece la rapina è di qualche milioncino, è facile che in galera neanche ci vai. Come ho letto da qualche parte, il nostro Sindaco– Shreck, per intanto si è “sucato” il fatto che, nonostante le sue visite romane, il dott. Giacchetti continua a fare il Commissario all’INDA. Per altro, a 240 giorni e più dal suo insediamento al Vermexio, il Porto perso era e perso rimane, per non parlare di Via Puglia e Largo Cappuccini dove pare che i lavori non debbano finire mai e comunque meno male che sono solo 100 metri di strada, ci pensate se la stessa fosse stata lunga qualche chilometro? Il viadotto Targia? Non ricordo più quale Assessore comunale ha dichiarato che la Regione e la Protezione Civile avvieranno i lavori di rifacimento metteranno i soldi e quindi è tutto a posto, peccato che passati più di trenta giorni da questa dichiarazione, di cantiere lavori non se ne vede neanche l’ombra. Poi c’è, secondo me, il fatto più bello e intrigante: le dichiarazioni del Sindaco sul parcheggio di via Mazzanti zona S. Panagia, che finalmente sarà completato! Non una grande notizia ma comunque buona, fatto salvo che mi piacerebbe sapere a chi interessa quel parcheggio e quali previsioni di stima sono state fatte per ipotizzare quanti siracusani parcheggeranno in quell’opera. Non è che finisce come il Parcheggio Talete? Ho una piccola osser- Comunale a +3328 TeatroVerga +3210 Colpo di teatro (D&G) e dimenticato il teatro comunale Sentendo le previsioni dell’assessore mi sono depresso vazione da fare, magari all’attenzione del buon Assessore Prof. Paolo Giansiracusa, ma del ponte cosiddetto dei Calafatari che notizie ci sono? E’ veramente pericolante? E come mai dopo una decina di anni che è transennato per metà e transitato per l’altra metà non è ancora caduto? Tra l’altro, giacché i Calafatari non ci sono più, il progetto di attraversamento del canale tra l’isola di Ortigia e la terra ferma e il collegamento con viale Regina Margherita è sempre valido o si continuerà a non farne niente perché sembra che ci siano dei pezzi storici da salvaguardare. Si dice che uno è un circolo nautico risalente all’epoca dei romani e ancora oggi in piena attività e l’altro è una panineria Normanna che insieme alle mura spagnole sono opere intoccabili. Chi legge questo giornale sa che in prima pagina sono pubblicati settimanalmente i contatori che indicano il trascorrere del tempo per il completamento di: Teatro Comunale, Teatro Verga e la trazzera di via F. Crispi. I numeri che sono riportati sono ormai giganteschi e fa venire la depressione anche a chi è sempre stato un inguaribile ottimista. Vi è anche una possibile diversa chiave di lettura e cioè che a Siracusa, il tempo che scorre non segna né le cose né le persone. Forse è per questo che più che la depressione dovrebbe preoccupare la stupidità che, come si sa, a Siracusa è endemica ed inguaribile. Enrico Caruso Via Crispi +2670 Anche qui siamo a strada lunga, va male, anzi malissimo 2 Domenica 23 febbraio 2014 Che peccato, sono tutti renziani Agire Solidale organizza un convegno interessante, ma poi di fatto lo fa diventare una passerella del Partito democratico, anzi della corrente in voga Riceviamo e pubblichiamo: “La città come industria creativa: idee per il rilancio economico del territorio”: sarà questo il tema dell’incontro organizzato dall’associazione Agire Solidale per venerdì 28 febbraio presso palazzo Vermexio. Ospiti del convegno Giorgio De Bin, Policy officer di Unioncamere del Veneto delegato a Bruxelles (settore industrie creative e culturali), coautore del dossier di Venezia Capitale della Cultura 2019, e Lidia Zocche, responsabile del Servizio Cultura e Promozione del territorio del Comune di Schio. Al tavolo del Convegno invitati a partecipare Flavia Zisa, professore associato di Archeologia dell’Università Kore di Enna, l’Assessore ai Beni e Politiche Culturali del Comune di Siracusa, Alessio Lo Giudice e l’Assessore allo Sviluppo Economico, Attività Produttive, Bandi Europei, Agricoltura e Pesca del Comune di Siracusa, Fabio Moschella. Introdurrà i lavori il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo. Coordinerà i lavori la portavoce di Agire Solidale, Santina Giannone. L’idea è importante, è quello che ci vuole per avviarsi verso un progetto di città, quello che fino ad oggi è mancato del tut- to nell’esperienza della nuova giunta di Siracusa. Insomma, è una buona idea se non fosse per alcuni piccoli particolari. Questa piattaforma di confronto infatti non appartiene alla città, non è una iniziativa di confronto cittadino, ma è appena una iniziativa di partito e già per questo perde molto del suo appeal. Gli ospiti sono Giorgio De Bin, renziano, e Lidia Zocche, renziana. De Bin ha più incarichi del dimissionario ed ex presidente dell’Inps, la Zocche fa cultura e promozione a Schio, una cittadina di 30mila abitanti, paragonabile ad Avola come bacino di utenza. Ma sono renziani e questo è un valore aggiunto. Dietro al tavolo del convegno c’è il sindaco Garozzo e due suoi assessori, Lo Giudice e Moschella, con gradazioni diverse ormai tutti renziani. L’unica esterna è Flavia Zisa, professoressa universitaria della Kore di Enna. Dimenticavamo, organizza Agire Solidale, associazione che ha beccato i contributi di Crocetta che in questi giorni ha comunicato al colto e all’inclita di essere renziano anche lui. Risultato finale? Una passerella caratterizzata dal pensiero unico, quasi da far invidia a quello del comico Grillo nella gestione degli affari dei pentastellati. Insomma, una menata di parte. Inconcludente quanto faziosa. Punto. Ricordo di un Giusto A 20 anni dalla morte il professor Monaco commemorato a Palermo, dimenticato dall’Inda 14 febbraio 2004. Giusto Monaco lasciava per sempre un vuoto culturale e di amore non ancora colmato per lo studio la ricerca, il teatro. A 20 anni dalla sua scomparsa la Fondazione INDA non ha ritenuto di ricordare il grande studioso che salvò l’allora Istituto Nazionale del Dramma Antico, che unitamente a Concetto Lo Bello, in quel periodo parlamentare, riuscirono a far escludere dalla lista degli enti inutili l’Istituto, una specie di spending review antelitteram. Ci ha pensato però la sua città di adozione, Palermo, (Giusto Monaco era siracusano). In un’affollata conferenza, tenutasi nella Sala Magna del quattrocentesco Palazzo Steri, sede del Rettorato dell’Università di Palermo. E’ stata fatta rivivere la figura di Giusto e l’attualità della sua lezione, impartita innanzitutto con l’esempio nei tanti e diversi campi in cui egli ha operato, con passione e commozione da alcuni di coloro che hanno avuto la ventura di conoscerlo e di stargli accanto come allievi, collaboratori, colleghi, interlocutori. Sono intervenuti: Roberto La Galla (Rettore Università di Palermo), ha ricordato Monaco come uomo di scuola e studioso rigoroso che ha dato lustro e onore all’Università italiana. Monaco ha avuto come suoi allievi Francesco Cossiga e Azeglio Ciampi. Simonetta Agnello Hornby, avvocato e scrittrice. Angela Andrisano, (Professore ordinario di filologia classica, nell’Università di Ferrara. Manuel Giliberti, (architetto, regista, organizzatore teatrale, vicepresidente INDA per un anno con Monaco Presidente fino alla sua morte, attuale consulente del Commissario INDA. Salvatore Nicosia, (ex Preside di Lettere e Filosofia a Palermo, Professore emerito di lingua e letteratura Greca nell’Università di Palermo). Walter Pagliaro, (regista tra i più importanti in Italia e regista di diverse messe in scena a Siracusa. Mario Palumbo (responsabile della G.B.Palumbo editore, casa editrice con cui Giusto ha pubblicato numerosi testi e per la quale fu responsabile di alcune collane editoriali. Giovanni Pepi, (Condirettore responsabile del Giornale di Sicilia). Giusto Picone, (ex allievo di Monaco all’Università, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina nell’Università di Palermo, che ha curato alcune traduzioni per l’INDA). Rosanna Pirajno, (docente emerita di Architettura a Palermo, ex allieva di Giusto al Liceo Garibaldi). Antonio Alveario, Carmelinda Gentile, Deborah Lentini, (attori, ex allievi della scuola INDA di Teatro Giusto Monaco), hanno letto alcuni brani di Epicarmo, Saffo, Cicerone, Sofocle, Virgilio, Brecht, e la poesia composta per Giusto, dagli allievi della scuola del 1994; brani stampati nei leggii del giardino comunale intitolato a Giusto a Palermo. Hanno inoltre letto uno struggente testo scritto da Giancarlo Sammartano in onore di Giusto. Durante la manifestazione sono stati proiettati alcuni filmati in cui Giusto parla del teatro e del suo ruolo fondamentale nella vita di oggi come in quella di ieri. Per due ore e mezza un pubblico numeroso, attento e commosso è stato in compagnia di Giusto. Le parole con cui il 24 maggio del 1992 (il giorno successivo alla strage di Capaci) Giusto si rivolse al pubblico prima della rappresentazione per esprimere il sentimento di sconfitta dei siciliani ma anche la loro determinazione a reagire e a opporsi alla violenza mafiosa hanno concluso la manifestazione. Neanche un applauso, per favore, disse Giusto quella sera al pubblico, in segno di rispetto. Un lungo applauso ha contraddetto Giusto ieri sera venti anni dopo la sua morte. Di tutto questo la Fondazione INDA non ha fatto parte. Nessun ricordo, nessun pensiero, il commissario Giacchetti forse così come ignora l’ammontare del contributo che lo Stato versa alla Fondazione, evidentemente ignora (non è stato informato dai suoi collaboratori) del pezzo di storia del teatro della filologia, della Cultura che ha soggiornato per oltre venti anni tra quelle stanze di Corso Matteotti. Ignorano anche che la legge regionale che finanzia la Fondazione porta il nome di Giusto Monaco? Anche padre dell’Accademia di teatro, appunto Giusto Monaco. Un annullo filatelico è stato emesso per l’occasione da Poste Italiane. Umberto Guidi Democristiani? Due sono troppi Si fa sempre più aspro lo scontro interno al Partito Democratico aretuseo. Una volta infranti con metodi “eterodossi “ i confini, per altro difficili da potersi normalmente mantenere, della amicizia, è sicuro che non si tornerà indietro. Quando, per far vincere la propria fazione di cui si perde sempre più la guida per malferme condizioni politiche personali, si arriva a far entrare in scena altri organismi istituzionali, è chiaro che di amicizia, anche se antica, non rimane più niente. Parlo di altri organi istituzionali perché il partito( i partiti in genere) è da ritenere organo istituzionale con capacità sufficiente per poter risolvere autonomamente ogni questione di competizione interna. Lo sapevano i vecchi politici, dc o pci che fossero, che seppero sempre risolvere i loro problemi all’interno del partito senza coinvolgere o far intervenire organi esterni. Ma si trattava di altri tempi. Dal 1994 in poi, con l’avvento di dipietristi di ogni genere, ad ogni piè sospinto partono soffiate tanto anonime quanto circostanziate e dettagliate. Insomma si cerca di risolvere le vertenze politiche stimolando l’incidente penale, ritenuto l’unico nel produrre una sanzione efficace. Ma attenzione perché qualche volta si può trattare di un’arma a doppio taglio e senza un sicuro manico; per cui quello di farsi del male diventa un rischio per tanti. C’è però chi continua a credere nella bontà della via del licenziamento democratico, attraverso l’intervento della “giuria elettorale” il cui verdetto non è impugnabile in una ulteriore istanza. E veniamo a considerare dove si potranno evidenziare gli effetti dello scontro dei democratici siracusani. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa in sede giurisdizionale ha accolto il ricorso presentato avverso al risultato elettorale regionale di due anni fa da parte del non rieletto on. Pippo Gennuso: si tornerà quindi a votare quanto prima in alcune sezioni elettorali di Rosolini e Pachino. I proclamati eletti e tuttora in carica, all’infuori del melillese Pippo Sorbello attualmente sostituito da Edgardo Bandiera in quanto sospeso per esito di processo giudiziario, sono Vinciullo per il Pdl, Gianni per Cantiere Popolare, Coltraro per la lista del Megafono, Zito per i 5 Stelle e Marziano per il PD. La Di Marco è stata eletta nel listino del presidente Crocetta e non sarà in discussione. Vinciullo è al sicuro per il coefficiente elettorale della sua lista e lo stesso vale per il grillino Zito. Tra Gianni e Gennuso si riaccenderà invece la disputa tra chi si dovrà assegnare il seggio come partito, MpA o CP ? Essendoci una differenza di appena cento voti. Ma anche Marziano rischierà la propria elezione a favore di Giovanni Cafeo , da lui distaccato per un altro centinaio di voti. Gli elettori delle sezioni elettorali in cui si dovrà ripetere il voto saranno all’incirca 5 mila . Non tutti andranno a votare ma la loro percentuale sarà di sicuro più alta rispetto all’autunno del 2012. Ci saranno tanti stimoli in più e non tutti i protagonisti del 2012 lo saranno ancora nella loro precedente posizione. Per cui ipotizziamo le conseguenze possibili del voto ripetuto: 1) Il Megafono del presidente Crocetta per una diversa collocazione del proprio candidato locale potrebbe non raggiungere il quoziente di lista per assegnarsi il seggio , Coltraro torna a fare il notaio. 2) Cafeo ottiene un quoziente individuale di molto superiore a quello di Marziano e ne prende il posto all’Assemblea regionale Siciliana per conto del Partito Democratico. 3) L’MpA rinforza il quoziente di lista e Gennuso ritorna all’ARS. 4) Pippo Gianni mantiene la posizione del Cantiere Popolare e rimane deputato regionale. La componente bersaniana senza Marziano deputato regionale rischierà di ridursi notevolmente all’interno del PD. Uno scenario molto probabile quello descritto a meno che non si perverrà ad elezioni generali anticipate. Là dove per generali si intenda sia quelle nazionali che quelle regionali. Perché ? Perché due democristiani - Renzi e Letta – ai massimi vertici politici del Paese non sono tollerabili per gli ex diessini del PD. Pepè Genovese 3 Domenica 23 febbraio 2014 Una sindacatura senza identità La riflessione di Fai nell’ottobre 2013 non ha avuto riscontri. La giunta Garozzo non ha un progetto e non è differente dalla giunta precedente Nella sua lunga riflessione, che pubblichiamo qui a lato, Roberto Fai chiede – nella sostanza – alla Giunta e al Sindaco Garozzo di fare conoscere alla Città e alle forze sociali e politiche il “programma” dell’amministrazione, ben consapevoli che le risorse di cui dispone l’amministrazione sono scarse ma sperando che dal territorio e dai corpi sociali possa venire una grande energia che aiuti la città nella sua difficile ripresa. Dopo quasi un anno, dice Fai, ”tutti gli Assessori hanno (..avranno ndr) pienamente elaborato il processo d’iniziazione delle loro rubriche e competenze”, non è possibile che ogni assessore si affidi ad interviste estemporanee, a battute, per comunicare la “visione strategica” che l’amministrazione comunale coltiva dello sviluppo della città, quali sono le “priorità”, cosa vorrà fare nei prossimi anni…Perché la città lo sappia, perché se ne possa discutere, perché dei problemi che ha di fronte la Giunta si sia pienamente consapevoli e si decida, senza illusioni, demagogie o questo balbettio incomprensibile dei vari assessori, che si manifesta a tratti senza la indispensabile organicità e logicità, proseguirà all’infinito. A Fai sfugge che, forse, dopo quasi un anno dal suo insediamento, è il Sindaco Giancarlo Garozzo che manca proprio di una visione unitaria dei problemi della città e con essa di quella di organicità dalla quale scaturisce un programma da esporre e su cui discutere. E’ presumibile che queste estemporanee dichiarazioni assessoriali siano per lui sufficienti: non assume impegni davanti all’opinione pubblica e le dichiarazione frettolose riportate sui giornali possono essere sempre smentite e corrette. Dopo un anno di Garozzo le considerazioni potrebbero essere ben altre, come i giudizi su alcuni assessori assolutamente inadeguati, a partire dal pubblicizzatissimo Francesco Italia al quale, per la verità, sono stati “caricati” tanti di quei problemi che anche se fosse stato bravissimo ed esperto (e non lo è) sarebbe annegato prima di partire. Italia “parla”, indice conferenze stampa a ripetizione per dire,,, niente. E’ l’emblema semiserio della Giunta, della sua impotenza, dell’incapacità di “avere” - come dice Fai- una visione di insieme, un programma operativo. Non sottovaluto ovviamente la inconsistenza di altri assessori come Lo Giudice che non ha ancora capito il contenuto della sua rubrica (parla sempre d’altro) o di Giansiracusa anche lui non pienamente consapevole dell’importanza dell’urbanistica (la sua polemica con la Dr,ssa Basile colpevole di avere fatto il suo dovere di soprintendente nei termini previsti dalla legge è illuminante del precipizio in cui è caduto per tentare di salvaguardare,immagino, il suo assessorato dalla imminente “mannaia” fotiana). Insomma I limiti di comunicazione della Giunta e del sindaco non sono difetti da emendare ma limiti strutturali del resto ben visibili anche in campagna elettorale dove non fu mai esposto un programma alla città. E’una giunta di centrosinistra che dopo 13 anni di opposizione non è stata ancora in grado di dire alla città che vuol fare e in cosa si differenzia dal centrodestra, ammesso che ci sia differenza e non sia intervenuta una totale omologazione senza neanche la voglia di distinguersi e di avere una propria identità, Niente trasformismi tipo Sullo Ad ottobre 2013, questa riflessione di Roberto Fai: Mettendoci alle spalle l’estate, comprese queste ultime schermaglie sulla vicenda D&G, preso atto che la Giunta Garozzo si è oramai stabilmente insediata e che tutti gli Assessori hanno pienamente elaborato il processo d’iniziazione delle loro rubriche e competenze, vorrei provare a suggerire una metodologia di governo e di relazione con la città – con tutte le sue espressioni sociali, culturali, di informazione, professionali, di categoria, ecc – che la Giunta dovrebbe mettere in campo a partire dalle prossime settimane, se si intende “aggredire” davvero alcuni nodi decisivi, che possono portare la sfida politico-programmatica sul terreno delle priorità della città. Ma per far ciò, esistono dei presupposti da cui partire: A) giocare a “viso aperto” – anche per sgombrare il campo da ogni atteggiamento pregiudiziale (da chiunque provenga) –, offrendo così alle stesse “opposizioni” in Consiglio comunale un percorso trasparente in vista delle decisioni amministrative che saranno via via prese; B) Condividere con l’intero tessuto cittadino un orizzonte strategico che al momento manca – sinora non è emerso, tranne l’occasione di “SR capitale europea della cultura” –, evitando che le mere contingenze, sia drammatiche (il fenomeno dell’immigrazione di massa), sia effimere (lo spot di un profumo D&G) obblighino la stessa Giunta o gli Assessori a una “politica come bricolage”. Le ragioni tutte politiche di queste due indicazioni derivano dal fatto – forse, inconsciamente poco attenzionato da parte del Sindaco e dei suoi collaboratori – che Garozzo è stato eletto con una partecipazione di appena il 35% degli elettori, vale a dire l’esigua minoranza che si è recata alle urne: pertanto una scarsa e fragilissima adesione del corpo sociale al voto. Ma vi è un’altra ragione, più profonda, che obbliga la Giunta all’urgenza di una messa in campo di una forma di relazione strategica con la città che possa, al più presto, imprimere un dinamismo comunicativo, e contribuire così a condurre gran parte dell’opinione pubblica all’altezza della complessità e del groviglio di problemi che agitano la coscienza sociale. Infatti, come tutti i Comuni, anche Siracusa vive una preoccupante crisi fiscale – un Bilancio in forte passivo –, e una scarsità di risorse finanziarie da mettere in campo per corrispondere con semplicità ai mille problemi sul tappeto, nel vivo di una preoccupante crisi occupazionale e mancanza di prospettive, che incidono sulla stessa serenità di giudizio politico. Proprio per questa ragione, la città – l’intera città e le sue forze migliori (vicine o anche lontane dall’attuale maggioranza) – potrà essere in grado di esprimere un giudizio libero e sereno sulla Giunta (e sul suo ruolo di Governo) solo se riuscirà a cogliere che quest’ultima, nel suo complesso, sia effettivamente all’altezza della sfida sociale e del momento politico, così gravido d’inquietudine. E’ questo discorso di verità, l’obiettivo più incalzante che è ri- chiesto alla Giunta, a partire dai prossimi giorni. Mai come oggi il rapporto politica-verità è giunto al momento della sua piena coincidenza. E proprio questo obbliga a un lavoro più profondo, affinché la percezione, da parte dell’opinione pubblica, di quale sia l’asse politico-strategico di fondo attorno a cui la Giunta intende lavorare possa essere riconosciuto e giudicato. Si richiede pertanto che, al più presto, ciascun Assessore riesca a offrire in confronti aperti con la città – e le sue espressioni sociali più o meno organizzate – il profilo strategico che intende perseguire nella realizzazione dei suoi obiettivi prioritari: da come qualificare la mobilità cittadina al ruolo dell’AST; dalle politiche dello sviluppo (PRG, sistema portuale, tutela dell’ambiente, Igiene urbana - prendendo ad esempio l'approccio messo in atto dall'Associaz. RIFIUTI ZERO) alla politica scolastica; dal destino del patrimonio immobiliare inutilizzato di Ortigia, all’area aeronautica di via Elorina - un patrimonio immobiliare strategico, tremendamente sottoutilizzato rispetto alle “produttività” enormi (un vero scandalo che la Giunta dovrebbe mettere in discussione!); dal ruolo di Siracusa water front, al ruolo-destino del Teatro Comunale; dai progetti strategici su cui “lavorare” in vista del prossimo piano pluriennale 20142020 dell’U.E., a come costruire una piattaforma di attività culturali attraverso un plurale coinvolgimento (a “rete stabile”) del mondo associativo e intellettuale della città (e tenere quest’ampia Assise cittadina della Cultura al Teatro Comunale potrebbe chiudere le sterili, recenti polemiche su D&G), a come costruire un welfare comunitario nei servizi sociali in una fase epocale, in cui le risorse pubbliche saranno sempre più ridotte. Gradiremmo che, anziché conoscere gli orientamenti degli assessori da ampie interviste della stampa locale (che, in questo, fa il proprio legittimo mestiere), la costruzione del percorso programmatico finalizzato alle decisioni amministrative vedesse la luce da momenti pubblici di ampio confronto. Quest’ultima è la sola strada che può sgombrare il campo sia da critiche politiche preconcette, sia da una mera condizione di passività dell’opinione pubblica e degli elettori. LA DEMOCRAZIA SI VIVIFICA E SI FA CRESCERE ATTRAVERSO ESERCIZI COME QUELLI QUI PROPOSTI. A mio avviso, solo se dentro la GIUNTA si avrà il coraggio di imprimere una collegialità "politica" di tipo strategico - e non un'azione a "compartimenti stagni" dei singoli Assessori -, non ci sarà spazio per operazioni trasformistiche, come è stata quella che ha visto il Sindaco artefice e costruttore dell'elezione di Sullo alla Presidenza del Consiglio comunale. Nessuno degli Assessori si nasconda dietro il "tecnicismo" della propria rubrica, e giochi davvero un ruolo politico-programmatico di alto profilo. Roberto Fai Quel cattivone di Sorbello e l’associazione finta Riceviamo e pubblichiamo: Non si può più restare in silenzio di fronte alle posizioni demagogiche di Sorbello e dei suoi amici del centro destra, che, invece di riconoscere il lavoro di Santi Pane e dell’amministrazione comunale, che in pochi mesi ha risanato un bilancio, che per tre anni consecutivi era stato giudicato negativamente dai revisori dei conti ed in ultimo dalla Corte dei Conti, si erigono a paladini dell’antitassazione, dimenticando i trascorsi delle vecchie amministrazioni da loro sempre sostenute. Ciò è possibile perché né gli assessori, né la maggioranza dei consiglieri comunali hanno memoria storica per valutare e contrastare con argomentazioni serie le posizioni del centro destra. Come si fa a dimenticare che la TARSU raggiunse valori tra i più alti d’Italia con la scusa che la copertura da parte dei cittadini doveva coprire l’intero costo del servizio? Però, inopinatamente, anno dopo anno, man mano che i cittadini si avvicinavano alla meta diminuiva improvvisamente la loro percentuale di copertura. Il Sindaco e questa Giunta si sono ritrovati come eredità un grado di copertura pari al 78% circa e sono stati costretti dalla legge a far coprire, oggi, ai cittadini l’intero costo del servizio. Ecco uno dei motivi dell’aumento della TARES, caro Sorbello. Perché non spieghi questo ai cittadini? L’altra eredità, che incide in modo pesante sul costo del servizio, è data dal trasporto e conferimento in discarica dei rifiuti, che ammonta a circa 8.000.000,00 di euro. Le decisioni contrastanti della Regione hanno paralizzato la costruzione di termovalorizzatori, inceneritori e di nuove discariche pubbliche. La proposta di Presenza cittadina è quella di far pressione nei riguardi della Regione Siciliana, per permettere la costruzione di un inceneritore, o meglio, di un termovalorizzatore da allocare nelle aree dismesse all’interno della zona industriale e finalmente così passare dal modello del rifiuto come costo al modello del rifiuto come risorsa. Inoltre, mentre concordiamo con il regolamento, che prevede agevolazioni sulla TARES per le fasce più deboli ed il trasferimento nella fiscalità generale di servizi, che non hanno niente a che fare con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (vedi manutenzione verde pubblico), sollecitiamo l’amministrazione, perché guardi anche all’aspetto economico di imprese e commercianti, che stanno affrontando un tremendo periodo di crisi e la esosità del tributo sta costringendo molti a chiudere l’attività. L’Associazione Presenza cittadina Pur avendone viste di tutti i colori non finisco mai di stupirmi. Dal nulla sorge una associazione che preso atto che assessori comunali e consiglieri comunali di maggioranza sono scarsi, insomma che non sono in grado di avere argomentazioni serie per contrastare il centro destra, da oggi ci pensa lei, l’associazione Presenza cittadina appunto, a fare questo. In sostanza Garozzo non fa solo la maggioranza vuole fare anche l’opposizione e s’inventa dal nulla una associazione di comodo che sostiene le tesi che più gli sono favorevoli e lo fa dopo aver preso atto che i suoi consiglieri comunali di maggioranza non hanno memoria storica e non sono in grado di contrastare quell’uomo terribile che è il consigliere Sorbello. Cioè Garozzo con una maggioranza di 33-34 consiglieri su 40, non vuole lasciare alla residua opposizione nessun spazio, vuole fare tutti lui, maggioranza e opposizione. Siamo messi davvero male. Ad occhio e croce direi che un’idea alla Gino Foti, brillante quanto cinica e antidemocratica. Sorbello ci sta facendo neri su Tares e balzelli vari? I nostri assessori e consiglieri non sono in grado di fermarlo? Bene, inventiamoci un altro soggetto, un’associazione che parli per bocca nostra e ovviamente faccia gli interessi nostri. Peccato che anche i dati in possesso di questa associazione farlocca dimostrino con chiarezza le credenziali dei mandanti. 4 Domenica 23 febbraio 2014 Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. cittadinisulwebcittadinisulwebcitt Lydia, la “siracusana” Quei loculi d’oro Aldo Formosa Recentemente la RAI e la Fabbri hanno editato la riproduzione in DVD dello sceneggiato televisivo L " uisa di Sanfelice"interpretato dalla protagonista Lydia Alfonsi assieme a Giulio Bosetti, che ebbe un successo strepitoso in 7 puntate. Si trattò di una delle trasmissioni memorabili della RAI, assieme al "Mastro don Gesualdo"che ebbe ancora protagonista Lydia Alfonsi con Turi Ferro e Enrico Maria Salerno. Eventi, assieme ad altri passati anch'essi alla storia, che oggi sembrano irripetibili. Oggi che la televisione non conosce più l’aristocrazia dell'arte, oggi che la globalizzazione ha travolto (sempre più in basso) gusti e comportamenti, e quei valori di etica insostituibile che sono alla base della crescita morale di un popolo. È spontaneo, dunque, guardare al passato (ancorché recente) per rifarsi gli occhi distogliendoli dalla meschinità di trasmissioni del tipo "Grande fratello"oppure "Isola dei famosi", per tacere di quei programmi basati esclusivamente sulle risse verbali (e talvolta fisiche), sulle contumelie, sul turpiloquio, sulla aggressività nei rapporti tra esseri che si dicono umani, e sulla speculazione cinica che le produzioni ne fanno per rastrellare audience e quindi i milioni degli sponsor. Così si giustificano trasmissioni dedicate alla ricostruzione dei delitti più efferati, ai processi per reati che hanno turbato l’opinione pubblica, agli incontri tra uomini e donne che la disperazione della solitudine induce a mettere nel cortile dei massmedia i panni sporchi della loro esistenza. La globalizzazione, dunque, come una spirale che si infogna sempre più giù, nel truogolo e nel fango delle perversioni, dove la sopraffazione viene celebrata come unica finalità. Ben vengano allora queste iniziative meritorie, come la riproposizione di quegli sceneggiati televisivi applauditi da milioni di telespettatori. E in questo senso si allinea un importante sodalizio napoletano che ha recentemente pubblicato, nel bimestrale che si stampa da 47 anni, un interessante articolo sull'argomento "Luisa di Sanfelice", titolandolo "Un grande successo di Lydia Alfonsi", una attrice che ha segnato a lettere cubitali il proprio nome nella storia del teatro italiano, e che ancora oggi riscuote successi professionali e stima dappertutto. Quella che Ettore Capuano, direttore della rivista, definisce "La grande tragica", viene celebrata ripercorrendo per sommicapi una carriera strepitosa, costellata di affermazioni in tutto il mondo. "Lydia - dice tra l'altro Capuano - ha dato la sua vita al teatro in modo che i personaggi vivono ancora nella mente e nell'anima di chi ha avuto la fortuna di applaudirla". E ancora: L " ydia nelle sue interpretazioni prende sempre il pubblico col suo fascino nella parola e nei gesti, col suo portamento altero e complesso. I suoi movimenti sono agili e determinati -ed attirano per la passione costante nei suoi profondi abbandoni…". Innamorata sempre di Siracusa, la signora Alfonsi vive ora a Parma disimpegnandosi tra le molteplici occasioni in cui è invitata a ricevere ancora riconoscimenti. Lo scorso anno, da annotare, alla signora Alfonsi a Siracusa è stata conferita la "Cittadinanza Artistica onoraria". Chi ha un loculo al cimitero dovrebbe pagare un balzello di 15 euro l'anno. E' l'idea della Giunta Garozzo e l'aumento è già in commissione prima di arrivare in Consiglio comunale. Tempo addietro fu un assessore della Giunta Visentin a proporre una quota annua per i proprietari di loculi, si trattava di cinque euro l'anno. "Fare cassa anche sui loculi – disse il capogruppo pro tempore del Pd, Giancarlo Garozzo - lo ritengo eticamente e moralmente una cosa ingiusta. In consiglio comunale il Pd voterà contro". Poi non se ne fece nulla. Oggi Garozzo, non più capogruppo ma sindaco, ha cambiato idea e vede bene che i siracusani paghino il triplo rispetto alla cifra proposta da Visentin e poi accantonata e cioè 15 euro a loculo. Riflettiamo: I loculi non sono di proprietà ma vengono affidati in concessione. Intanto Garozzo dovrebbe sapere che questa concessione costa già un botto. Poi come può pensare di fare pagare un balzello per un loculo che non è nemmeno di proprietà? Ancora: Come fa Garozzo da capogruppo Pd ad essere contrario a un balzello di 5 euro e poi da sindaco a proporne e a votarne in giunta uno di 15 euro? Oltre alla facile battute sul caro morto e sul caro estinto etc, non sono mancati gli strali dell’opposizione. “Chiediamo con forza all’Amministrazione comunale – hanno infatti dichiarato al riguardo Salvo Sorbello, coordinatore provinciale di Articolo 4 e Salvo Castagnino, consigliere comunale di Nuovo Centro Destra – di ritirare subito la proposta trasmessa al consiglio comunale per l’approvazione, che prevede, tra gli altri aumenti, anche un canone di manutenzione di 15 euro all’anno per ogni loculo (anche per quelli che si trovano in cappelle private). Siamo certi che il sindaco Garozzo concorderà con noi che non è certo il momento di imporre ulteriori balzelli che rendono la situazione economica cittadina sempre più difficile”. Isabella Benanti Cristina: Il servizio di trasporto urbano? Cacciamo l’Ast e affidiamolo ai tassisti Michele Cristina è un imprenditore assai conosciuto a Siracusa. Nelle ultime elezioni amministrative si è anche candidato con una sua lista, Itaca, con l’obiettivo dichiarato di creare lavoro per tutti nel capoluogo. Ha sostenuto la candidatura a sindaco di Paolo Ezechia Reale che è stato poi battuto al ballottaggio da Garozzo in una stranissimna votazione a cui non ha partecipato il 65 per cento dei siracusani. Cristina, da uomo concreto, aveva preparato un programma di cose fattibili subito, nell’interesse del lavoro. “Una delle cose che avevo proposto – dice – riguarda il servizio di trasporto urbano a Siracusa. E’ un servizio che funziona poco e malissimo. Non solo, ma costa anche migliaia e migliaia di euro al Comune”. Qual è la soluzione possibile? Beh, intanto il servizio con l’Ast andrebbe disdetto subito. E’ un carrozzone avviato al fallimento, costa molto e serve poco ai siracusani. Bisogna municipalizzare il servizio e per farlo basterebbero poche navette per Ortigia e per il resto della città: Parla delle navette che al momento giacciono in disuso? Di quelle e di qualche altra che potrebbe essere acquistata ammortiz- zando i costi con un servizio meno costoso, efficace e funzionale. Il personale? Il personale sarebbero gli attuali tassisti siracusani che per molti mesi l’anno non battono chiodo. Facendo invece il servizio con le navette in ortigia e nel resto della città, lavorerebbero tutto l’anno, insomma si creerebbe un circuito virtuoso: Il Comune spenderebbe bene i suoi soldi invece di buttarli nel pozzo di San Patrizio dell’Ast, ci sarebbe lavoro per decine di famiglie, insomma nascerebbe un servizio municipale che avrebbe costi limitati e una funzionalità molto elevata. Tutto questo era scritto nel suo programma? Certo, nel dettaglio. E il progetto lo ha dato anche agli amministratori competenti? Certo. Ma non ha avuto alcun riscontro? Fino ad oggi no. 5 Domenica 23 febbraio 2014 Sull’Igm interrogherò il ministro Parla Pippo Zappulla: Nel Pd dobbiamo voltare pagina, basta meschinità e mettiamo da parte i mediocri. Il viadotto di Targia si farà, la Pillirina ni I FATTI fanno cinque domande a Pippo Zappulla, deputato nazionale del partito democratico. Veleni in Procura. Assolti Rossi e Musco con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”. Qual è il tuo pensiero? La provincia di Siracusa è stata per diversi mesi attraversata da veleni impressionanti. Quando si mettono in discussione Magistrati e la stessa Procura della Repubblica si stanno scaricando ombre inquietanti non solo sulle persone ma sulla stessa gestione della giustizia nel territorio. Sono tra quanti non hanno cavalcato la tigre delle accuse e delle illazioni e non posso che prendere atto con sollievo dell’assoluzione con formula piena. Ma in uno stato di diritto se Rossi e Musco sono stati assolti con la formula piu’ assolutoria possibile forse c’è qualcuno che giuridicamente e politicamente deve rispondere. Che la giustizia faccia quindi il suo percorso fino in fondo. Del nuovo appalto di igiene urbana non si parla più. Da indiscrezioni si apprende di indagini che sembrerebbero escludere il prosieguo dell’avventura Igm La coalizione di centro sinistra con il Sindaco Garozzo in testa vince la competizione elettorale con un programma di cambiamento radicale della città e dei metodi gestionali. Uno dei punti nodali da cui passa l’affermazione della legalità e della trasparenza è quello di mettere tutti i servizi ad avviso e bando pubblico. Chiudere la triste pagina delle proroghe e degli affidamenti fiduciari. L’igiene urbana è uno dei servizi fondamentali per la città e per i siracusani. Bisogna garantire due condizioni irrinunciabili: la qualità e costo del servizio per una città che merita di essere piu’ pulita e organizzata a partire dalla gestione del verde e dalla raccolta differenziata e l’occupazione per le maestranze. Detto questo si costruisca un bando pubblico per un nuovo appalto. Pro- prio perché questa città non può vivere su questioni così rilevanti di indiscrezioni sto presentando una specifica interrogazione parlamentare al Ministro degli interni perché si faccia piena e totale luce su tutte le vicende che riguardano la città e lo specifico servizio. Il viadotto di Targia non si farà mai. E’ vero? Il viadotto si dovrà fare perché è una esigenza di sicurezza e di civiltà per Siracusa e per l’intero territorio. Si stanno consumando passaggi burocratici ma fondamentali a partire dalla conferenza dei servizi e so con certezza che diversi deputati regionali della provincia in stretto collegamento con l’amministrazione e con l’assessore Lo Giudice in particolare stanno lavorando per individuare e conquistare le giuste risorse. Ho personalmente preso contatti con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile che insieme alla struttura siciliana sta seguendo la vicenda ed è già acquisita la disponibilità qualora richiesta dal governo regionale a trovare le risorse necessarie. Insomma non è questione che può essere relegata all’attività di singoli o a primogeniture. E’ mia convinzione che quando in discussione ci sono opere o temi fondamentali per lo sviluppo e il lavoro le istituzioni locali e le rappresentanze parlamentari devono sapere fare squadra. Poi per fare polemiche ed alimentare divisioni non mancano argomenti né tempo. Garozzo fa il renziano 24 ore su 24. Marziano scrive e Foti gli risponde, ora risponde a Marziano anche Tony Gulino, ma questo Pd quando penserà ai problemi della nostra comunità visto che è maggioranza a Siracusa, a Palermo e a Roma? Il Pd siracusano ha un preciso dovere: voltare pagina e prendere in mano i temi del disagio sociale, della crisi economica ed occupazionale con un grande progetto di cambiamento. Ne abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere perché siamo con tutti i limiti forse l’unica vera forza politica strutturata e al governo locale, regionale e nazionale. Questo sforzo è stato avviato da almeno due aree del partito, la terza quella che fa riferimento al sindaco Garozzo e al buon Gino Foti tardano a prendere atto del risultato del congresso provinciale. La elezione di Fausto Raciti a segretario regionale ha dimostrato che si può e si deve fare uno sforzo per conquistare una sintesi poli- tica. E’ chiaro che ci sono anche su temi importanti valutazioni diverse ma la sfida del partito democratico non è quella della omologazione e dell’annientamento delle diversità ma di fare del pluralismo una ricchezza. Lo dico per esempio guardando al comune di Siracusa e al sindaco Garozzo. E’ evidente che così non si può continuare ad andare avanti. Un conto è essere renziani, cuperliani, civatiani altro è pensare di gestire una amministrazione comunale senza confrontarsi con tutte le istanze del partito e della maggioranza che lo sorregge, qualcuno addirittura pensando di utilizzare il comune come una clava per battaglie interne. Abbiamo tutti la grande responsabilità di governare una città bellissima ma piena di problemi e di insidie. Ci si può riuscire solo se prevale la responsabilità, la serietà e si mettono da parte le meschinità e i mediocri. Pillirina. La sinistra insegue quattro bamboccioni che vogliono far perdere un’occasione unica alla città e cioè 200 posti di lavoro, 200 milioni di investimenti, nessuna cementificazione, riserva garantuita e ampliata e un min i resort che sorgerà laddove oggi ci sono le serre di plastica. Una delle specificità del programma del centrosinistra è quella di tutelare e salvaguardare il territorio già ahimè fortemente compromesso in molte zone da ulteriori speculazioni e cementificazioni. Nella fattispecie si sollecita la definizione della Riserva naturale Orientata Penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco su cui peraltro è già intervenuta una specifica variante urbanistica approvata dal consiglio comunale nel 2011. Per quanto è a mia conoscenza i rischi invasivi per il progetto della Pillirina esistono e sono seri. Lo dico io che conosco molto bene le difficoltà che vive l’economia, il lavoro e so il valore di un solo posto di lavoro. Ma è bene dire basta alla logica dello scambio tra inquinamento e lavoro, tra territorio e sviluppo. Sostenibilità ambientale e sociale sono condizioni a mio avviso ormai irrinunciabili. Con questo spirito aperto ad approfondire se c’è ancora da farlo valuto Sulklil progetto e valuterò ogni altro. Resort a Pillirina, occasione da non perdere riuniti in una chiesa i soliti quattro gatti: Giansiracusa, Di Marco, Castelluccio, Patti, Di Giovanni, Rosario Lo Bello e pochi altri "tutti di sinistra". Loro sono contro la Pillirina, a questo punto per motivi poco chiari. Sono contro pur vantando alcuni di loro ville megagalattiche sul mare, ma da noi l'intransigenza vale sempre per gli altri. Facciamo il punto. La Pillirina, lo ripetiamo per la millesima volta, non è di un paio di ambientalisti in malafede ma è stata acquistata da privati 30 anni fa ed è arrivata fino ad oggi cambiando proprietari, identificata da sempre come zona edificabile per insediamenti turistici in vari PRG. Insomma, i pseudo ambientalisti siracusani sono alle comiche finali e sparano caxxate in serie, oggi sono contro due assessori, la Camera di Commercio, il tavolo del lavoro, i sindacati, la riperimetrazione. Tutte le falsità del mondo pur di fare fallire un progetto che dopo tanti anni porta lavoro e investimenti a Siracusa, davvero delle brutte persone e comunque veri e propri nemici della comunità siracusana. Per la Pillirina è tutto chiaro, cristallino. Si farà la riserva e si farà il resort di lusso, anzi lo farà Aman (vedi uno dei suoi resort nella foto), dove prima c'erano delle serre di plastica: niente cementificazione, costa intatta, niente impatto ambientale, centinaia e centinaia di posti di lavoro, investimenti per centinaia di milioni di euro. Insomma, dopo tanti anni finalmente Siracusa Lavoro certo per 500 persone Si sono fa impresa, smuove la palude delle acque stagne e questo grazie a politici e sindacati che hanno ritrovato il senso di essere istituzioni della comunità per la comunità. Ma anche grazie ai privati che sono i proprietari di quest'area e che hanno ridimensionato il progetto iniziale e messo a disposizione altro terreno per la riserva, insomma una prova comune di buona volontà. Unica nota stonata, ripetiamo, i soliti quattro pseudo ambientalisti che vogliono che per la Pillirina sia sempre notte e che dicono falsità come quelle sopra evidenziate. La solita fuffa di persone in evidente malafede come in questi ultimi mesi è stato più volte dimostrato. Siracusa è alla fame, vincerà il buon senso o prevarrà il dire falso di quattro bamboccioni in malafede che hanno mezzo distrutto la città? Se posso, già che occasionalmente leggo ancora sul progetto di resort alla Maddalena molta confusione voluta, un contributo vorrei darlo. Distinguiamo due fasi per praticità e sintesi, la prima l'implementazione che secondo il piano di sostenibilità impiegherebbe di sola manodopera 250 operai (aggiungo circa per correttezza). Tutte le imprese, materiali inclusi, questo è un impegno vincolante, sarebbero selezionate entro 50 km baricentro il luogo della realizzazione, quindi ricaduta certa. Questa tuttavia è una fase a tempo. La seconda, quella della gestione della struttura turistica, impiegherebbe a tempo indeterminato 200 (stima minima) risorse umane. Il resort non è struttura stagionale ma aperta tutto l'anno, non è un villaggio turistico con tutto il rispetto per quel segmento d'offerta e non comporta alcun carico antropico massivo. Per assicurare una ricaduta occupazionale ai residenti, sorgerebbe a Siracusa una scuola di alta formazione turisca realizzata in collaborazione con Aman Resorts, brand che realizzerebbe il resort.http://www.amanresorts.com/ Peppe Magrì 6 Domenica 23 febbraio 2014 Sì, la Sgarlata mi ha deluso Parla Maurizio Landieri: Pane diceva una cosa in campagna elettorale e ne fa altre da assessore. I deputati? Pensano solo alla loro riconferma Maurizio, te la sei fatta un’opinione su Mariarita Sgarlata, dico del suo rapporto con la nostra città, ammesso che lo abbia un rapporto con la nostra città… Mi aspettavo di più. Aveva la (legittima) ambizione di diventare sindaco. Aveva lavorato mesi per questo obiettivo. Poi ha avuto l’offerta di diventare Assessore. Ma speravo che guardasse alla sua città, alla nostra città, con maggiore attenzione. I politici si giudicano dagli atti concreti. Il bilancio, e lo dico con sincero dispiacere, avrebbe potuto essere migliore. Ho letto cose turche sulla tares, a questo punto sembra che l’abbiamo voluta noi, sono tanti i consiglieri di maggioranza che oggi prendono le distanze. Le tasse, piaccia o non piaccia, vanno pagate, e non possiamo evitarlo. Però occorre anche avere il polso della situazione. Questi però sembrano scendere da Marte. L’assessore Pane, in campagna elettorale aveva ricette miracolose. Parlava di tagli alle spese. Ricordo manifesti in cui enunciava quanti milioni di euro si sarebbero potuti risparmiare, ne ricordo uno sulle bollette telefoniche che paga il comune. Com’è andata a finire? E’ andata a finire che fra il dire e il fare, con quel che segue. Aumentare le tasse è una cosa che sanno fare tutti. Dov’è finita la razionalizzazione della spesa? Dov’è finito il recupero di risorse da destinare alla città senza infilare le mani nelle tasche dei siracusani? Per dirla alla Bob Dylan: “La risposta si perde nel vento” Il 14 aprile è il centenario dell’Inda. Non sento fermenti… Io sento che dopo Giusto Monaco si è imboccato un declino che ancora non si ferma. L’INDA è un patrimonio della cultura mondiale. Occorrerebbe pensare solo al bene collettivo, e non a piccoli interessi di bottega. Ma cosa puoi aspettarti, e ne dico una a caso, da un assessore regionale di Bergamo che non sa nemmeno che a Siracusa esiste il teatro greco? Quattro bamboccioni figli della Siracusa bene ostacolano qualsiasi progetto e investimento che può portare lavoro e occupazione.. La politica è fondamentalmente due cose: mediazione e ricerca del bene comune. E le due cose sono legate. Un buon politico deve perseguire il bene comune mediando gli inte- ressi legittimi di tutti, secondo una scala di priorità. A volte, quando hai un problema, la soluzione più semplice è quella giusta. Nella fattispecie abbiamo due esigenze, importanti: promuovere sviluppo, tutelando il territorio e l’ambiente. E chi dovrebbe prendere l’iniziativa, se non la politica? E’ la politica che deve mettere attorno ad un tavolo le parti interessate, assicurarsi che chi vuole investire voglia farlo seriamente, nel rispetto dell’ambiente, con un piano di investimenti verificabile, che garantisca sviluppo ed occupazione stabile, rispettando il territorio. Dove sono i nostri amministratori? Cosa hanno fatto? Proclami. Fatti concreti? Zero. Ma siamo davvero una città così corrotta? Di Pietro inventò la “dazione ambientale”. Oltre 20 anni dopo tangentopoli la corruzione esiste. Ed esiste nelle piccole e nelle grandi cose. Esiste ogni volta che cerchiamo un amico per avere qualcosa che non ci spetta, dal pass per la ZTL alla pensione di invalidità cui non abbiamo diritto. Anche questa è corruzione. Abbiamo un’etica corrotta. Ci cono parole che dovremmo usare solo dopo aver mostrato come le viviamo: libertà, giustizia, morale, etica, amore. Abbiamo una decina di deputati a Siracusa. Tutti fancazzisti? Un parlamentare agisce senza vincolo di mandato, recita la Costituzione. E’ una garanzia di indipendenza, almeno dovrebbe. In realtà i nostri deputati sono solo soldatini che obbediscono agli ordini di partito. Manca il contatto col territorio. Sembra che l’obiettivo primario sia garantirsi un buon posto in lista alle prossime elezioni. Il motto di tanti parlamentari sembra essere: “tengo famiglia”. Così non si va proprio da nessuna parte. Assessore non ancora pervenuto Paolo Giansiracusa a febbraio 2013 scrisse la sua visione urbanistica per rilanciare Siracusa, oggi da amministratore è stranamente assente Ecco quello che scriveva un anno fa l’attuale assessore all’urbanistica, Paolo Giansiracusa: Chiusa nel limite storico del suo mare, tra la parte medievale e quella nuova pensata sull’area della vecchia Acradina, Siracusa basta ancora a sé stessa. Ne è prova inconfutabile l’immenso patrimonio immobiliare antico quasi del tutto inutilizzato. L’età del recupero, quella scaturita dai ripensamenti architettonici della fine del secolo scorso, nelle aree del sacco urbanistico degli anni ’60 e ’70, avrebbe potuto aggiungere al costruito un valore nuovo basato sulla giudiziosa, necessaria rottamazione di interi complessi immobiliari fatiscenti. Complessi da rimodulare nella prospettiva del tanto auspicato inserimento di servizi dimenticati, di verde pubblico mancante, di spazi per le attività sportive e ricreative, di luoghi da destinare a palestre, centro sociali, asili e biblioteche di quartiere. E invece, nulla di tutto questo. Che la politica urbanistica della città sia stata ispirata ad altre filosofie emerge dal sorgere impressionante di nuovi palazzoni sulle macerie di precedenti aborti immobiliari. Che dire poi della linea devastatrice che ha accompagnato negli ultimi 12 anni il regime dei suoli e la relativa abominevole previsione costruttiva, diventata operativa con un PRG che ancora oggi, dopo anni di contestazioni e polemiche, partorisce lottizzazioni per migliaia di villette in luoghi impervi, in aperta campagna, su aree archeologiche o in contesti naturalistici di straordinaria bellezza. Case e case, cemento e cemento, villette che somigliano a sepolcri o a cassonetti giganti collocati in pieno deserto, nel luogo del nulla dove non ci sono, né ci saranno, servizi ; dove mancano le strade e le scuole, dove famiglie di poveri disperati, che si sono consegnate alle banche per i prossimi cinquanta anni, saranno abbandonate nella desolazione e nello sconforto, condannate a esprimere la propria esistenza in spazi di becera speculazione che mai diventeranno città. Di contro, luoghi serviti di tutto, ampi settori della città storica e di quella moderna sono abbandonati e sperimentano un degrado inarrestabile. Sarebbe stato sensato recuperare ciò che già esiste alla Borgata Santa Lucia o nel quartiere umbertino, prima di pensare a nuovi villaggi nel deserto della disperazione sociale. Sarebbe stato anche economicamente corretto recuperare il patrimonio immobiliare ubicato in aree servite di tutto, dotate di ogni prolungamento civile, di ogni requisito urbanistico, di strade e impianti, di servizi d’ogni genere e scuole, di uffici e negozi. E invece, tutto viene abbandonato ad arte, con progetto scientifico. Chi ha voluto tutto ciò lo ha fatto in dispregio luppo, all’occupazione dei giovani, alla rinascita sociale e culturale. L’umanità nuova d’altra parte non chiede altro che valorizzare ciò che la città e il territorio posseggono : le potenzialità turistiche , la risorsa del mare e dei due porti, l’agricoltura costituita da prodotti d’eccellenza e l’università. Se non si comprende però che la rinascita di Siracusa parte dalla valorizzazione degli elementi per cui la città è nata, ogni sforzo si rivelerà inutile. Siracusa deve ripartire dalla valorizzazione della via del mare, unica e fondamentale risorsa necessaria a rimettere il territorio in relazione con tutto il Mediterraneo. Siracusa deve ripartire dal rilancio delle attività di pesca e di marineria e ciò per dare senso e funzione ai due porti per i quali è indispensabile ricostituire le linee di comunicazione e le rotte commerciali. Siracusa deve collegare al mare il commercio dei suoi prodotti d’eccellenza e ciò per essere competitiva sui mercati. Penso in tal senso al limone e al mandorlo, all’olio d’oliva , al miele e al pomodorino che con il volano del trasporto diventerebbero competitivi Il sistema produttivo dell’agricoltura unito al turismo sostenibile, agli scambi e ad una Università degli Studi che guardi al Mediterraneo, sono i termini concreti di uno sviluppo possibile. Tutto il resto è vacua speranza, progetto perverso di un tergiversare stanco che non produrrà nulla, solo disoccupati, emigranti e deserti urbanistici. Paolo Giansiracusa docente ordinario universitario dell’immagine storica e della bellezza della città e ha condannato migliaia di giovani famiglie nel freddo sociale di periferie estreme, morte in senso civile, agganciate unicamente a centri commerciali e ipermercati fuori porta che hanno di fatto svuotato di ogni interesse sia la città storica che il luogo urbano servito. L’immagine ottenuta è quella della gabbia e la mangiatoia: da un lato le case circondate dal nulla, dall’altro il luogo in cui potere rifornire il frigorifero. Mangiare e dormire questo è il binomio partorito da un sistema cervellotico dove parlare di beni culturali sembra quasi un’offesa. Eppure il prestigioso riconoscimento Unesco, coevo alle decisioni deliranti, avrebbe dovuto portarci altrove, verso la valorizzazione del patrimonio storico -artistico, verso lo studio e il restauro del patrimonio archeologico e architettonico, verso la salvaguardia e la valorizzazione dei beni ambientali . L’alba del terzo millennio per Siracusa doveva essere foriera di novità utili allo svi- Paolo Giansiracusa è assessore all’urbanistica da otto mesi e avrebbe potuto mettere mano a tutte le porcherie cemento più cemento, che denunciava a febbraio 2013. Avrebbe potuto dare indirizzi, “fare carte” per preparare la strada alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Non ci pare che si sia mosso in questa direzione, anzi in questi otto mesi di urbanistica non si è parlato proprio. Unico argomento trattato la perimetrazione del parco della neapolis. In questo gli uffici dell’assessore Giansiracusa non hanno brillato, hanno messo mano in ritardo, la Soprintendenza ha addirittura decosp di mandare la perimetrazione a Palermo senza tenere conto del Comune e dei suoi uffici per così dire, competenti. Non ci pare un bel bilancio. Ovviamente restiamo sempre aperti a una replica dell’assessore, su fatti concreti e non su “stiamo facendo..abbiamo in programma di..”. 7 Domenica 23 febbraio 2014 centenarioindacentenarioinda Da palazzo Greco al teatro greco Il 14 aprile staffetta di tedofori per ricordare i 100 anni dell’Inda. Giliberti: Il programma è ricchissimo grazie all’impegno del commissario Giacchetti Architetto Giliberti, il Centenario dell’Inda si avvicina a grandi passi. La Fondazione è preparata all’evento o per ragioni di natura economica prima si aspettano adeguate conferme? L’attività dell’Istituto è entrata ormai nel vivo della programmazione. La maggior preoccupazione del Commissario Giacchetti in questi mesi è stata quella di non interrompere mai il lavoro di preparazione del Centenario. Anche se in presenza di incertezze infatti il rinviare o ritardare le essenziali attività avrebbe potuto rappresentare un serio rischio per la riuscita del 50° Ciclo. L’incontro di pochi giorni fa con l’Assessore Stancheris ha rassicurato un po’ tutti, per i toni e la volontà espressa di mantenere l’Inda al centro della politica culturale della Regione particolarmente nell’anno di un così importante anniversario. Ma a questo incontro non si è comunque arrivati impreparati. Le attività da svolgere sono tutte delineate e le collaborazioni con Istituzioni e Associazioni culturali già definite. Quindi i soldi ci sono ed è un bel sapere. Parliamo del programma? Come avete impostato, o meglio come pensate di onorare adeguatamente il Centenario? Il programma del Centenario è ricchissimo. Due le direttrici principali: la prima è individuata nella rappresentazione dei testi classici come finalità istituzionale; quest’anno come ormai è risaputo in scena vedremo l’Orestea di Eschilo, accompagnata dalla commedia di Aristofane Le Vespe.Un appuntamento esclusivo dell’anno del Centenario sarà invece quello del 16 Aprile. A cento anni esatti dalla prima rappresentazione al teatro greco di Siracusa di Agamennone, risuoneranno nelle cavea del Temenite le parole di “Verso Argo”, un testo tragico la cui drammaturgia, curata da Eva Cantarella, attinge alle fonti classiche tutte (da Ovidio a Teocrito ad Omero ad Euripide) per ricostruire la vicenda della caduta di Troia e la deportazione delle principesse Troiane. Verso Argo che rappresenta (come ben il titolo fa intendere) il prologo alle vicende della casa degli Atridi che rivivranno nella trilogia di Eschilo, è l’apertura ufficiale del Centenario. Quel giorno una staffetta di tedofori con partenza dal Palazzo Greco raggiungerà il Teatro per accendere il tripo- de del Centenario posto nell’area archeologica. Una cerimonia e un rito che ricongiungerà lo spirito del 1914 ad oggi. Di sicuro effetto. Un pezzo di Olimpiade made in Siracusa. Il coinvolgimento della città? Ci sarà. Con il Commissario Giacchetti abbiamo individuato un altro importante segmento, rappresentato dalla collaborazione tra istituzioni museali e Inda. Così il Museo Paolo Orsi allestirà una mostra sul tema del teatro nei reperti archeologici e il Museo Bellomo ospiterà nelle sue sale invece una mostra tematica dei costumi storici dell’Inda. Sarà invece la facoltà di Ar- chitettura a realizzare una serie di “stazioni” che occuperanno gli spazi della città utilizzando e rileggendo elementi scenografici del repertorio storico dell’Inda. Ci è piaciuta infine l’idea di far risuonare le voci dei drammaturghi greci per le antiche vie di Ortigia. Cosi’ è nata l’iniziativa “La Grecia ritrovata” :rappresentazioni teatrali, alle quali parteciperanno gli attori dell’Accademia di Teatro Antico dell’Inda egli artisti impegnati nel Ciclo , (tra le quali” Le siracusane “di Teocrito e un montaggio di testi dal titolo “Clitennestra e le altre”) che verranno ospitate in spazi e corti di Ortigia ricreando la suggestione della riscoperta della sua origine greca. C’è la collaborazione prestigiosa di Pomodoro.. Una mostra dell’opera teatrale di Arnaldo Pomodoro, nome di eccellenza che firma le scenografie di questo anno, sarà occasione per conoscere, oltre al processo creativo che ha portato alla ideazione del complesso impianto del 50° ciclo, anche la ricca produzione dell’artista. Il consueto apparato di convegni ed incontri scientifici arricchirà infine l’edizione 2014 delle Feste Classiche, come era uso nel passato chiamare le rappresentazioni, definizione che oggi più che mai corrisponde a questo grande momento di ricordo e insieme riproposizione della cultura classica in tutte le sue variegate forme. Nella foto Giliberti con Pomodoro. Una immagine “produttiva” di Siracusa Le rassicurazioni date dall’Assessore regionale Michela Stancheris, nell’ambito della Conferenza stampa tenuta a Siracusa, sulla conferma di una cifra consistente, da parte del Governo regionale (nel bilancio 2014), a sostegno della Fondazione INDA, di cui ricorre il Centenario, costituiscono un buon viatico per superare quelle incomprensioni e incertezze derivanti dal singolare paradosso di un Sindaco che (legittimamente) invoca il suo insediamento alla Direzione dell’Inda, mentre la stessa Fondazione, in virtù delle disposizioni ministeriali, si trova da oltre un anno sotto la guida – altrettanto legittima – del Commissario Giacchetti, che ha sobriamente svolto l’incarico affidatogli dal Ministero BB.CC. Già, a partire dallo scorso ottobre, il Dr. Giacchetti ha istituito presso l’INDA una cabina di regia “informale”, coinvolgendo Istituzioni, Associazioni, personalità della Cultura e Dirigenti di Musei cittadini, nell’auspicio di elaborare – ferme restando le scelte per le Rappresentazioni classiche dal 9 al 22 giugno 2014 – un progetto culturale articolato e diffusivo al fine di promuovere l’immagine e il ruolo culturale di Siracusa. Questo è avvenuto pur nel contesto di incertezze sul passaggio di consegne nella Direzione della Fondazione e nel vivo di polemiche giornalistiche che hanno rischiato di indebolire e delegittimare l’INDA nel momento della sua proiezione di maggior respiro culturale, in vista del Centenario. Considerato che le finalità e le priorità della città sono quelle di assicurare – nel modo migliore, dal punto di vista culturale e turistico – che le iniziative del “Festival del Centenario” della Fondazione confermino l’INDA nel suo ruolo di più importante e prestigiosa Istituzione culturale del Mezzogiorno, nel corso della Conferenza ho suggerito alcune proposte operative che sintetizzo per brevità: Nelle incertezze della fase politica nazionale che potrebbe determinare un probabile rallentamento della composizione del legittimo Organo di Direzione dell’Inda, è opportuno che l’Assessore Stancheris si faccia promotrice dell’insediamento presso l’INDA del Comitato scientifico insediato nei mesi scorsi dal Ministro Bray (da Andrea Camilleri a Giuseppe Tornatore e tutti gli altri), affinché queste per- sonalità riescano a mettere a punto alcune iniziative culturali, per corrispondere al ruolo al quale sono state designate; Nell’interesse della città e della sua più importante Istituzione culturale, è necessario – riconvocando la “Cabina di regia” insediata presso l’INDA dal Dr. Giacchetti – che l’Amministrazione comunale di Siracusa (con al centro, i suoi Assessori che ricoprono rubriche di interesse culturale e di proiezione sociale: scuola, cultura, Ortigia, turismo/ spettacolo, ecc.) avverta il ruolo decisivo che un “comune impegno” per il “Festival del Centenario INDA” può rivestire per la città nel suo insieme, pur in presenza di una fase di “direzione istituzionale” dell’INDA, soggetta alle incertezze sopra indicate, e non corrispondenti all’attuale Statuto; Impegnare tutta la deputazione parlamentare, sia nazionale sia all’ARS, affinché gli impegni finanziari del Ministero e della Regione possano consentire di offrire all’INDA quell’insieme di certezze necessarie (istituzionali, di governo ed economiche), per far sì che “Il Festival del Centenario INDA” possa dare un’immagine “produttiva” di Siracusa e della Sicilia, sotto tutti i punti di vista. Roberto Fai Collegio siciliano di Filosofia 8 Domenica 23 febbraio 2014 contromano Caro Matteo, sono, a tua insaputa, un tuo supporter, ho pure votato alle primarie per te (sezione piazza Verbano a Roma, controlla se non ci credi) e ho versato ben 5 euri nelle casse del partito, che di questi tempi non sono pochi specie se consideri che bastava versarne 2 per votarti. Insomma sono uno dei “tuoi”. (apro una parentesi. L’ho già scritto su Facebook ma non mi hai considerato. Ti volevo dire che se proprio non trovi nessuno che vuole fare il ministro, io sono pronto a sacrificarmi…) Caro Matteo, io ti capisco, mica come quei miei colleghi che ti criticano sempre… se arrivi con la smart perché arrivi con la smart, se arrivi con la giulietta perché arrivi con la giulietta… se sei vestito da Fonzie perché sei vestito da Fonzie, se sei tutto leccato in giaccaecravatta perché sei tutto leccato in giaccaecravatta… Caro Matteo, hai fatto una cosa un poco sbrigativa con letto letta, ma che potevi fare? Stare li a pigliarti la cutra di tutte le mischiate che faceva e poi se andava bene era bravo lui e se andava male avevi perso tu? Hai puntato tutto sullo zero e la pallina sta girando. Ci sono 36 possibilità di perdere tutto e una di vincere tutto. In realtà quelli che gufano contro di te sono molti più di 36 (ma insomma m’è venuta questa immagine della roulette che mi sembrava carina) e non sono nemmeno convinto che lo stesso De Benedetti che dicono ti sponsorizzi tutto, alla fine accetterebbe la tua rivolta. Ma in guerra non è che uno si può mettere a fare l’esame del sangue agli alleati… Caro Matteo, giù da loro in Sicilia si dice “chista è a zita”, a significare Se gli avvocati dei sei deputati regionali siracusani verso la decadenza in forza alla sentenza del Cga che ha stabilito, il 5 febbraio scorso, nuove elezioni parziali a Pachino e Rosolini hanno visto giusto, saremmo ad un passo dalla “catastrofe” politica non solo all’Ars, ma anche al governo regionale. La decadenza dalla carica, infatti, potrebbe inficiare non solamente la temporanea esclusione dall’Ars degli onorevoli Enzo Vinciullo, Bruno Marziano, Pippo Gianni, Edy Bandiera, Giambattista Coltraro, Stefano Zito e Marica Cirone. A decadere potrebbero essere anche i restanti 83 parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana compreso l’on Rosario Crocetta, governatore della Sicilia. Quando i giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa hanno accolto gli esposti dell’ex deputato “brogliato”, Pippo Gennuso, non avevano supposto che la loro sentenza avrebbe potuto stravolgere l’intero panorama politico della Regione, compreso l’assetto amministrativo del massimo ente pubblico dell’Isola. La decisione dei giudici, in punta di diritto, non viene discussa neanche dai penalizzati deputati che dovrebbero tornare alle urne in 9 seggi elettorali tra Rosolini e Pachino. Però, (c’è sempre un però da superare) “non si tratterebbe di una sentenza perfetta, se non altro perché troppo innovativa rispetto all’attuale legislazione vigente in Sicilia”. Questo il parere dell’on. Enzo Vinciullo che su questa vicenda non ci dorme neanche un minuto, dividendosi tra avvocati ed elettori rosolinesi e pachinesi. Secondo il deputato del gruppo all’Ars del Pdl, ora però rappresentante del NCD, l'imperfezione del disposto dei giudici amministrativi sta nel fatto che fa emergere un vero e proprio conflitto di potere tra la magistratura e l’Ars. “ Non si capisce a questo punto – dice Vinciullo – se il potere legislativo appartiene ancora all’Ars oppure sia passato in mano alla magistratura che decide in toto di far decadere il governo regionale e il suo parlamento di riferimento”. La tesi, ovviamente, viene condivisa da tutti i colleghi del Vinciullo che non riescono a comprendere come mai la sentenza del Cga possa far decadere solamente i deputati di un’intera provincia, scollegandoli dai risultati Matteo, non ti perdoniamo “la colpa di non avere colpe” che se la fidanzata che hai è quella, con quella devi ballare. “A zita” che hai è Alfano… (apro un’altra parentesi. Angelino, Angelinomio che ti conosco, sei simpatico e sveglio, che non pari nemmeno frutto del ventennio, Angelinomio, lo sai che una delle – poche, residue – curiosità che nutro verso la politica è quella di sapere come si concluderà il tuo Grande Azzardo, la tua scelta del parricidio politico? Angelinomio tornerai sotto la Sua ala o ballerai da solo? Sarai un Grande Leader, il naturale antagonista di Matteomio, o finirai cespuglio irrilevante come un casino qualunque? Sai che quasi mi piacerebbe un’Italia normale in cui si fronteggiano matteomio e angelinomio? Non so se piacerebbe agli italiani, ma loro sono aridi e zillusi…) Caro Matteo, quando questo articolo sarà stampato probabilmente avrai già fatto programma e lista dei ministri e spero mi avrai sorpreso ancora, tirando fuori nomi e idee capaci di sparigliare volti e pensieri, di dare la cifra non del cambiamento, che ci siamo spappolati ormai i cabasisi di sentir parlare di cambiamento, bensì della sovversione, dello stravolgimento anche culturale dei canoni delle liturgie politiche, e lo so che è difficile, matteomio, che io li conosco forse anche meglio di te i coccodrilli della palude romana, l’immenso pantano della bu- rocrazia immobile, che da 13 anni frequento parlamento e palazzi e me li ritrovo sempre lì, sempre gli stessi, sempre ingrisagliati e sorridenti con tutti i governi, che di ministri in questi anni ne sono cambiati tantissimi, ma nell’anticamera del consiglio, con gli stucchi e i dipinti ci sono sempre loro, gli stessi, che uno che non sa qual è il governo in carica pensa che sia sempre lo stesso… Sono loro il nemico, matteomio, che hanno il potere del cavillo, della circolare, del “concerto” ministeriale, del passaggio dalla conferenza stato-regioni, della “bollinatura” della ragioneria generale, del maxiemendamento, della inammissibilità. Sono loro che hanno un unico, solitario potere che è la loro ragion d’essere, il potere di dire di no, che se dicesse di sì la burocrazia non esisterebbe, sarebbe sostituibile con un software… Caro Matteo, tu sei un giovanotto, pensa che sei nato nel ’75, l’anno in cui io mi sono diplomato e ho votato per la prima volta. Se fossi stato precoce e disattento nella gestione sessuale potrei avere un figlio della tua età. Quando tu diciannovenne hai partecipato, vincendo 48 milioni, alla ruota della fortuna io ero sposato da 10 anni e facevo il giornalista da 15. Insomma sono un vecchio bisbetico rispetto a te (ma anche in generale, direi), uno che ne ha visti tanti e devo dire che era da tempo che non incrociavo un politico capace di farmi pensare “questo ce la può fare”, “questo ha le palle per far saltare il tavolo”, questo forse finalmente sarà capace di mandare in pensione la mia generazione di orfani delle ideologie, impregnati di rituali e bizantinismi della politica, di liturgie vetuste, reduci di una società che non esiste più e pretendenti di guidare la società dei telefonini con la cultura della cabina telefonica a gettoni. Caro Matteo, sopportaci con la benevolenza che è dovuta agli anziani, accetta il nostro sarcasmo irritante, che non perdona le pagliuzze nei tuoi occhi ignorando le nostre immense travi generazionali. Vedi, matteomio noi, come cantava il divo Claudio Lolli quando tu eri appena nato, noi non ti perdoniamo “la colpa di non avere colpe”, le nostre colpe di generazioni che non volevano morire democristiane e hanno finito per appassire berlusconiane. Caro Matteo, sopportami, tuo supporter a tua insaputa. In fondo disturbo poco e non sporco nemmeno tanto. Hasta lo matteofonzie siempre Joe Strummer Ars, se Gennuso fa decadere tutti.. dell’intero corpo elettorale siciliano. Il problema esiste e per accorgersene basta concentrarsi su alcune considerazioni. Se il verbale elettorale della provincia di Siracusa è dichiarato sospeso, come può non influenzare l’esito sul superamento del 5 per cento di sbarramento che la Corte di Appello di Palermo determina dopo avere sommato i risultati ottenuti in tutte le altre province? E questo è già un motivo di profonda riflessione sul fatto che l’annullamento di un solo verbale potrebbe inficiare la somma generale che ha determinato il voto regionale dell’ottobre del 2012. Ma, c’è di più. Anche se è stato deciso il ritorno al voto solo in nove seggi (con circa 8.000 elettori aventi diritto) ineluttabilmente i candidati sottoposti al riesame elettorale devono lasciare la carica parlamentare. Logica vuole che uno possa eleggere solamente chi attende di essere eletto e non di chi possiede già la carica e i benefici della stessa. Ecco perché i 7 deputati www.ifattidelladomenica.it regionali devono necessariamente essere dichiarati decaduti prima di tornare a chiedere il voto per se e…(udite, udite) per il presidente di riferimento. Insomma, gli elettori chiamati a rivotare per le regionali a Pachino e Rosolini, avranno dagli scrutatori di seggio schede dove, oltre ai deputati regionali da scegliere, saranno indicati anche i candidati alla Presidenza della Regione. Il problema non è se Nello Musumeci potrà superare con i voti di quelle nove sezioni Rosario Crocetta, bensì, il fatto che anche loro essendo presenti nella scheda non potranno continuare ad essere in carica per effetto del voto che teoricamente devono ancora ottenere. Quindi, anche per chi è stato candidato alla presidenza della regione ( eletto o non eletto) la decadenza dalla carica detenuta in quel momento ( ossia anche di semplice deputato regionale) si rende non solo opportuna, bensì necessaria, sia per fatto giuridico, sia per logica politica sia come norma scontata di pari opportunità. Cos’altro si potrebbe dire per far notare che quel voto imposto dal Cga, nelle 6 sezioni di Pachino e nella tre di Rosolini, non si limita a rendere giustizia al ricorrente Pippo Gennuso che si sentiva defraudato della carica di deputato regionale? A pensarci bene non è esagerato parlare di un fatto che potrebbe implicare qualche intervento di organismi non previsti da una normale lettura della sentenza di ultimo grado com’è quella del Cga in Sicilia. Mentre queste sottigliezze sono ancora al vaglio delle teste d’uovo della Regione Siciliana e non solo, Gennuso mette in mora tutti. Il presidente dell’Ars e il Governatore, oltre a magistrati di varie Procure, hanno ricevuto la sua lettera di diffida, dove chiede che siano indette al più presto le elezioni disposte dal CGA nelle sentenze 46 e 47 del 5 febbraio scorso notificate agli uffici regionali il seguente giorno 12. Per legge le elezioni devono essere tenute entro il periodo minimo di 45 giorni e al massimo entro il novantesimo giorno a partire dalla notifica: Come dire che tra i primi giorni di aprile (forse il 9) o di maggio si dovranno svolgere quelle maledette elezioni che stanno facendo impazzire ormai tutta l’assemblea regionale, anche se dall’esterno nulla è consentito vedere e sapere. La problematica appena analizzata, ai più, anche se deputati regionali, non è dato probabilmente comprenderla, ma, quelli che ci riescono sanno benissimo che anche il loro posto potrebbe essere messo in discussione e a rischio. Quando Crocetta minaccia l’Ars dicendo “o votare l’abolizione delle Province come voglio io, oppure andiamo tutti a casa”, sostanzialmente non dice nulla di sbagliato perché, in un modo o nell’altro, tra aprile e maggio dovrebbero essere dichiarati tutti decaduti per effetto della “sentenza Gennuso”. E per realizzare questo evento inatteso basterebbe solamente che un deputato regionale qualunque – ovviamente meglio se tra i 7 della provincia di Siracusa – avanzasse formalmente i dubbi giuridici analizzati in queste righe. “ Certo che lo faremo, perché non dovremmo!” Dice Bruno Marziano. Come dire che il classico “ Muoia Sansone con tutti i Flistei” non manca occasione di essere proposto anche in poche bibliche occasioni.