Spizzica..
Spizzica..
SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
Spedizione in
abbonamento postale
Pubblicità inferiore al 70 %
€ 0,50
diretto da Salvo Benanti
Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl
Anno 26
FONDATO NEL 1988
N° 7/2014
Domenica 23 febbraio 2014
Restituite
il
Premio
Francese
Alla luce dell’ultima sentenza, Oddo e compagni della Civetta non
dovrebbero chiedere scusa a Rossi e agli altri magistrati ed avvocati?
Non dovrebbero restituire la medaglia avuta con un po’ di vergogna?
Partiamo dal 2012, da questi stralci pubblicati qui e là:
È stato consegnato a Franco Oddo e Marina De Michele,
rispettivamente direttore e vicedirettore della «Civetta di Minerva», di Siracusa, il Premio Mario Francese 2012, dedicato
alla memoria del cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla
mafia il 26 gennaio 1979. Il
riconoscimento è per l’inchiesta sulle presunte commistioni tra pm e avvocati
nel capoluogo aretuseo, sfociata nell’allontanamento
cautelare, per incompatibilità
ambientale, del procuratore e
di un sostituto. Per l’edizione 2012 la scelta è caduta su
Franco Oddo e Marina De
Michele, rispettivamente direttore e vicedirettore de “La
civetta di Minerva”, piccolo
giornale siracusano – cartaceo e online – che, grazie
alla caparbietà delle sue inchieste, ha approfondito e
fatto emergere uno scandalo su possibili commistioni
di interessi tra magistratura e avvocatura, sfociato
nell’allontanamento da Siracusa, da parte del Csm, del
procuratore della Repubblica e di un sostituto. Grandi
applausi per i due giornalisti, che hanno ricordato le difficoltà nelle quali si sono dovuti muovere per portare avanti l’inchiesta. “Quest’anno abbiamo voluto premiare dei giornalisti
che hanno fatto il loro mestiere con indagini documentate
che non hanno guardato in faccia il potere”, ha detto sul palSi dice che il 13
porta fortuna è
secondo me è
talmente
vero
che io non potevo non nascere
se non in quel
giorno, ma al di
là della mia fortuna che è comunque tutta da
provare,
nella
settimana del 13
febbraio di quest’anno,
sono
successe un po’
di cose a dir poco clamorose. Pippo Gennuso s’è presa la
soddisfazione di far rifare le elezioni regionali in alcune sezioni tra Rosolini e Pachino,
il Procuratore Rossi e Il pm Musco si sono
presi la soddisfazione di vedere annullato il
processo a loro carico perché il fatto non
sussiste, Crocetta, nonostante il PD, continua a galleggiare in attesa che qualcuno gli
veda le carte per capire se bleffa, Renzi ha
impallinato Letta e il presidente Napolitano
gli ha dato una mano d’aiuto nel riscrivere il
concetto di Democrazia in Italia. Osservando quanto accaduto, secondo i punti di vista,
si potrebbe o festeggiare a champagne o
grattarsi i cosiddetti fratelli a sud dell’ombelico. Fatta questa premessa, mi avvio a vedere le dichiarazioni sul tema dei vari esponenti della società Siracusana, in primis il
Sindaco e poi i vari onorevoli, assessori, sindacalisti, CCIAA, Confindustria, Artigiani,
co il presidente dell’Ordine dei giornalisti Riccardo Arena. Oddo in una intervista a L’Isola dei Cani spiega che
non è stata una passeggiata, è stata una battaglia che ha
combattuto consapevole dello squilibro delle forze, una
battaglia in cui ha gettato la sua passione civile. la sua concezione ideale del giornalismo e tutti i suoi risparmi. Oddo
spiega chi è stato al fianco
della Civetta, chi è rimasto a
guardare e chi invece si è
messo contro. Dice come si
sono comportati (ben diversamente da lui) altri giornalisti.
Come ha fatto a resistere a
pressioni, minacce, e all’isolamento. Cosa lo ha spinto a
combattere questa battaglia ad
armi impari che forse non è
ancora finita. “…la stampa
siracusana era in completo
silenzio. Questo è stato uno
dei motivi che mi hanno indotto a interessarmi di questa
intricata vicenda (…) Penso
alla vergogna che in questo
momento dovrebbero provare
quei giornalisti che si sono
appiat-titi in una difesa ad oltranza dei magistrati chiacchierati, anche a costo di apparire servili. E penso ai tanti
che, di fronte alla mia inchiesta documentatissima, hanno
fatto gli gnorri preferendo non vedere, non sentire, non parlare. Detto questo, non posso che essere contento per l’azione decisa del ministro Severino (…)
I magistrati – il dottor Rossi innanzi tutto – coinvolti nella
vicenda giudiziaria…sono stati assolti!. Le accuse del periodico Civetta (che aveva ripreso per questo, miracolo !!, le
sue pubblicazioni) sulle quali “i Fatti”, in totale solitudine,
avevano espresso fondatissime riserve, si sono dissolte, come era giusto che fosse, come neve al sole. Per mesi il Tribunale di Siracusa e la sua Procura sono sembrate come le
scuole occupate ad inizio d’anno da studenti svogliati e prepotenti: assemblee di avvocati, documenti, proclami, alcuni
tromboni richiamati in servizio effettivo, politici in grande
spolvero, e tutti a dipingere una procura e procuratori affaristi, dietrologie d’accatto svelate da coraggiosi cronisti,
Coraggiosi cronisti anche premiati per lo zelo e l’audacia.
Mi chiedo umilmente: alla luce di questa sentenza Oddo e
compagni non dovrebbero chiedere scusa a Rossi e agli altri
magistrati ed avvocati? Non dovrebbero restituire il premio
con un po’ di vergogna? Il giustizialismo becero viene quasi
sempre imputato alle Procure “comuniste”, come dice Berlusconi. In questo caso il giustizialismo becero era contro la
Procura, alimentato da certa avvocatura di sinistra non credibile, da pseudo intellettuali altrettanto incredibili, Insomma allora fu vissuta una vicenda che andrebbe capita meglio, le motivazioni che l’hanno determinata, i suoi protagonisti, chi l’ha promossa e diretta. Dietro La Civetta sicuramente menti ed ambienti ben identificabili, ben potenti e senza scrupoli, Una impressione immediata che andrebbe, come
ho detto, verificata. Il dottor Rossi - forse il più colpito – non
credo che si fermerà a questo punto, come è nel suo buon
diritto,
Non siamo depressi,
siamo solo stupidi..
Commercianti, ecc. Confesso di essere curioso di leggere o sentire le varie posizioni
e grande è la mia sorpresa nel vedere che
nessuno, dico nessuno, si è minimamente
dichiarato su fatti che presi tutti insieme o
anche separatamente, sono delle vere è
proprie bombe sulle quali difficilmente chi
occupa posti di governo o se preferite di
potere, può far finta di niente. E’ mai possibile che Pippo Gianni non abbia nulla da
dire sull’argomento?? Se giocassimo a briscola tutti questi “lisci” non farebbero
neanche finire la partita, ma siccome non
giochiamo a carte verrebbe da dire che chi
ha carta la metta sul tavolo della trasparenza. Anche questa potrebbe essere una
frase da inquisizione e magari da condanna penale, tanto ormai s’è capito che, in
Italia, se rubi un chilo d’arance rischi di
farti un po’ di anni di galera, se invece la
rapina è di qualche milioncino, è facile che
in galera neanche ci vai. Come ho letto da
qualche parte, il nostro Sindaco– Shreck,
per intanto si è “sucato” il fatto che, nonostante le sue visite romane, il dott. Giacchetti continua a fare il Commissario
all’INDA. Per altro, a 240 giorni e più dal
suo insediamento al Vermexio, il Porto
perso era e perso rimane, per non parlare
di Via Puglia e Largo Cappuccini dove pare che i lavori non debbano finire mai e
comunque meno male che sono solo 100
metri di strada, ci pensate se la stessa fosse
stata lunga qualche chilometro? Il viadotto
Targia? Non ricordo più quale Assessore
comunale ha dichiarato che la Regione e la
Protezione Civile avvieranno i lavori di
rifacimento metteranno i soldi e quindi è
tutto a posto, peccato che passati più di
trenta giorni da questa dichiarazione, di
cantiere lavori non se ne vede neanche
l’ombra. Poi c’è, secondo me, il fatto più
bello e intrigante: le dichiarazioni del Sindaco sul parcheggio di via Mazzanti zona
S. Panagia, che finalmente sarà completato! Non una grande notizia ma comunque
buona, fatto salvo che mi piacerebbe sapere a chi interessa quel parcheggio e quali
previsioni di stima sono state fatte per ipotizzare quanti siracusani parcheggeranno
in quell’opera. Non è che finisce come il
Parcheggio Talete? Ho una piccola osser-
Comunale a +3328 TeatroVerga +3210
Colpo di teatro (D&G) e dimenticato il teatro comunale
Sentendo le previsioni dell’assessore mi sono depresso
vazione da fare, magari all’attenzione del
buon Assessore Prof. Paolo Giansiracusa,
ma del ponte cosiddetto dei Calafatari che
notizie ci sono? E’ veramente pericolante? E
come mai dopo una decina di anni che è
transennato per metà e transitato per l’altra
metà non è ancora caduto? Tra l’altro, giacché i Calafatari non ci sono più, il progetto
di attraversamento del canale tra l’isola di
Ortigia e la terra ferma e il collegamento
con viale Regina Margherita è sempre valido o si continuerà a non farne niente perché
sembra che ci siano dei pezzi storici da salvaguardare. Si dice che uno è un circolo
nautico risalente all’epoca dei romani e ancora oggi in piena attività e l’altro è una
panineria Normanna che insieme alle mura
spagnole sono opere intoccabili. Chi legge
questo giornale sa che in prima pagina sono
pubblicati settimanalmente i contatori che
indicano il trascorrere del tempo per il completamento di: Teatro Comunale, Teatro
Verga e la trazzera di via F. Crispi. I numeri
che sono riportati sono ormai giganteschi e
fa venire la depressione anche a chi è sempre stato un inguaribile ottimista. Vi è anche
una possibile diversa chiave di lettura e cioè
che a Siracusa, il tempo che scorre non segna né le cose né le persone. Forse è per
questo che più che la depressione dovrebbe
preoccupare la stupidità che, come si sa, a
Siracusa è endemica ed inguaribile.
Enrico Caruso
Via Crispi +2670
Anche qui siamo a strada lunga, va male, anzi malissimo
2
Domenica 23 febbraio 2014
Che peccato, sono tutti renziani
Agire Solidale organizza un convegno interessante, ma poi di fatto lo fa
diventare una passerella del Partito democratico, anzi della corrente in voga
Riceviamo e pubblichiamo:
“La città come industria creativa: idee per il rilancio economico del territorio”: sarà questo il tema dell’incontro organizzato
dall’associazione Agire Solidale per venerdì 28 febbraio presso palazzo Vermexio. Ospiti del convegno Giorgio De
Bin, Policy officer di Unioncamere del Veneto delegato a
Bruxelles (settore industrie creative e culturali), coautore
del dossier di Venezia Capitale della Cultura 2019, e Lidia
Zocche, responsabile del Servizio Cultura e Promozione del
territorio del Comune di Schio. Al tavolo del Convegno invitati a partecipare Flavia Zisa, professore associato di Archeologia dell’Università Kore di Enna, l’Assessore ai Beni e Politiche Culturali del Comune di Siracusa, Alessio Lo Giudice e
l’Assessore allo Sviluppo Economico, Attività Produttive,
Bandi Europei, Agricoltura e Pesca del Comune di Siracusa,
Fabio Moschella. Introdurrà i lavori il sindaco di Siracusa,
Giancarlo Garozzo. Coordinerà i lavori la portavoce di Agire
Solidale, Santina Giannone.
L’idea è importante, è quello che ci vuole per avviarsi verso
un progetto di città, quello che fino ad oggi è mancato del tut-
to nell’esperienza della nuova giunta di Siracusa. Insomma,
è una buona idea se non fosse per alcuni piccoli particolari.
Questa piattaforma di confronto infatti non appartiene alla
città, non è una iniziativa di confronto cittadino, ma è appena una iniziativa di partito e già per questo perde molto del
suo appeal. Gli ospiti sono Giorgio De Bin, renziano, e Lidia Zocche, renziana. De Bin ha più incarichi del dimissionario ed ex presidente dell’Inps, la Zocche fa cultura e promozione a Schio, una cittadina di 30mila abitanti, paragonabile ad Avola come bacino di utenza. Ma sono renziani e
questo è un valore aggiunto. Dietro al tavolo del convegno
c’è il sindaco Garozzo e due suoi assessori, Lo Giudice e
Moschella, con gradazioni diverse ormai tutti renziani. L’unica esterna è Flavia Zisa, professoressa universitaria della
Kore di Enna.
Dimenticavamo, organizza Agire Solidale, associazione che
ha beccato i contributi di Crocetta che in questi giorni ha
comunicato al colto e all’inclita di essere renziano anche
lui. Risultato finale? Una passerella caratterizzata dal pensiero unico, quasi da far invidia a quello del comico Grillo
nella gestione degli affari dei pentastellati. Insomma, una
menata di parte. Inconcludente quanto faziosa. Punto.
Ricordo di un Giusto
A 20 anni dalla morte il professor Monaco
commemorato a Palermo, dimenticato dall’Inda
14 febbraio 2004. Giusto Monaco lasciava per sempre un
vuoto culturale e di amore non ancora colmato per lo studio
la ricerca, il teatro. A 20 anni dalla sua scomparsa la Fondazione INDA non ha ritenuto di ricordare il grande studioso
che salvò l’allora Istituto Nazionale del Dramma Antico, che
unitamente a Concetto Lo Bello, in quel periodo parlamentare, riuscirono a far escludere dalla lista degli enti inutili
l’Istituto, una specie di spending review antelitteram. Ci ha
pensato però la sua città di adozione, Palermo, (Giusto Monaco era siracusano). In
un’affollata
conferenza,
tenutasi nella Sala Magna
del quattrocentesco Palazzo
Steri, sede del Rettorato
dell’Università di Palermo.
E’ stata fatta rivivere la figura di Giusto e l’attualità
della sua lezione, impartita
innanzitutto con l’esempio
nei tanti e diversi campi in
cui egli ha operato, con
passione e commozione da
alcuni di coloro che hanno
avuto la ventura di conoscerlo e di stargli accanto
come allievi, collaboratori,
colleghi, interlocutori.
Sono intervenuti: Roberto
La Galla (Rettore Università di Palermo), ha ricordato Monaco come uomo di scuola e studioso rigoroso che ha dato
lustro e onore all’Università italiana. Monaco ha avuto come
suoi allievi Francesco Cossiga e Azeglio Ciampi. Simonetta
Agnello Hornby, avvocato e scrittrice. Angela Andrisano,
(Professore ordinario di filologia classica, nell’Università di
Ferrara. Manuel Giliberti, (architetto, regista, organizzatore
teatrale, vicepresidente INDA per un anno con Monaco Presidente fino alla sua morte, attuale consulente del Commissario INDA. Salvatore Nicosia, (ex Preside di Lettere e Filosofia a Palermo, Professore emerito di lingua e letteratura
Greca nell’Università di Palermo). Walter Pagliaro, (regista
tra i più importanti in Italia e regista di diverse messe in scena a Siracusa. Mario Palumbo (responsabile della
G.B.Palumbo editore, casa editrice con cui Giusto ha pubblicato numerosi testi e per la quale fu responsabile di alcune
collane editoriali. Giovanni Pepi, (Condirettore responsabile
del Giornale di Sicilia). Giusto Picone, (ex allievo di Monaco all’Università, professore ordinario di Lingua e Letteratura Latina nell’Università di Palermo, che ha curato alcune
traduzioni per l’INDA). Rosanna Pirajno, (docente emerita
di Architettura a Palermo, ex allieva di Giusto al Liceo Garibaldi). Antonio Alveario, Carmelinda Gentile, Deborah
Lentini, (attori, ex allievi della scuola INDA di Teatro Giusto Monaco), hanno letto alcuni brani di Epicarmo, Saffo,
Cicerone, Sofocle, Virgilio, Brecht, e la poesia composta
per Giusto, dagli allievi della scuola del 1994; brani stampati nei leggii del giardino comunale intitolato a Giusto a
Palermo. Hanno inoltre letto uno struggente testo scritto da
Giancarlo Sammartano in
onore di Giusto. Durante la
manifestazione sono stati
proiettati alcuni filmati in cui
Giusto parla del teatro e del
suo ruolo fondamentale nella
vita di oggi come in quella di
ieri. Per due ore e mezza un
pubblico numeroso, attento e
commosso è stato in compagnia di Giusto. Le parole con
cui il 24 maggio del 1992 (il
giorno successivo alla strage
di Capaci) Giusto si rivolse
al pubblico prima della rappresentazione per esprimere
il sentimento di sconfitta dei
siciliani ma anche la loro
determinazione a reagire e a
opporsi alla violenza mafiosa hanno concluso la manifestazione.
Neanche un applauso, per favore, disse Giusto quella sera
al pubblico, in segno di rispetto. Un lungo applauso ha contraddetto Giusto ieri sera venti anni dopo la sua morte. Di
tutto questo la Fondazione INDA non ha fatto parte. Nessun ricordo, nessun pensiero, il commissario Giacchetti
forse così come ignora l’ammontare del contributo che lo
Stato versa alla Fondazione, evidentemente ignora (non è
stato informato dai suoi collaboratori) del pezzo di storia
del teatro della filologia, della Cultura che ha soggiornato
per oltre venti anni tra quelle stanze di Corso Matteotti.
Ignorano anche che la legge regionale che finanzia la Fondazione porta il nome di Giusto Monaco? Anche padre
dell’Accademia di teatro, appunto Giusto Monaco.
Un annullo filatelico è stato emesso per l’occasione da Poste Italiane.
Umberto Guidi
Democristiani?
Due sono troppi
Si fa sempre più aspro lo scontro interno al Partito Democratico aretuseo. Una volta infranti con metodi “eterodossi “ i confini, per altro difficili da potersi normalmente mantenere, della
amicizia, è sicuro che non si tornerà indietro. Quando, per far
vincere la propria fazione di cui si perde sempre più la guida
per malferme condizioni politiche personali, si arriva a far entrare in scena altri organismi istituzionali, è chiaro che di amicizia, anche se antica, non rimane più niente. Parlo di altri
organi istituzionali perché il partito( i partiti in genere) è da
ritenere organo istituzionale con capacità sufficiente per poter
risolvere autonomamente ogni questione di competizione interna. Lo sapevano i vecchi politici, dc o pci che fossero, che
seppero sempre risolvere i loro problemi all’interno del partito
senza coinvolgere o far intervenire organi esterni. Ma si trattava di altri tempi. Dal 1994 in poi, con l’avvento di dipietristi
di ogni genere, ad ogni piè sospinto partono soffiate tanto anonime quanto circostanziate e dettagliate. Insomma si cerca di
risolvere le vertenze politiche stimolando l’incidente penale,
ritenuto l’unico nel produrre una sanzione efficace. Ma attenzione perché qualche volta si può trattare di un’arma a doppio
taglio e senza un sicuro manico; per cui quello di farsi del male diventa un rischio per tanti. C’è però chi continua a credere
nella bontà della via del licenziamento democratico, attraverso
l’intervento della “giuria elettorale” il cui verdetto non è impugnabile in una ulteriore istanza. E veniamo a considerare
dove si potranno evidenziare gli effetti dello scontro dei democratici siracusani. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa
in sede giurisdizionale ha accolto il ricorso presentato avverso
al risultato elettorale regionale di due anni fa da parte del non
rieletto on. Pippo Gennuso: si tornerà quindi a votare quanto
prima in alcune sezioni elettorali di Rosolini e Pachino. I proclamati eletti e tuttora in carica, all’infuori del melillese Pippo
Sorbello attualmente sostituito da Edgardo Bandiera in
quanto sospeso per esito di processo giudiziario, sono Vinciullo per il Pdl, Gianni per Cantiere Popolare, Coltraro per la lista del Megafono, Zito per i 5 Stelle
e Marziano per il PD. La Di Marco è stata eletta nel listino
del presidente Crocetta e non sarà in discussione. Vinciullo è
al sicuro per il coefficiente elettorale della sua lista e lo stesso
vale per il grillino Zito. Tra Gianni e Gennuso si riaccenderà
invece la disputa tra chi si dovrà assegnare il seggio come partito, MpA o CP ? Essendoci una differenza di appena cento
voti. Ma anche Marziano rischierà la propria elezione a
favore di Giovanni Cafeo , da lui distaccato per un altro centinaio di voti. Gli elettori delle sezioni elettorali in cui si
dovrà ripetere il voto saranno all’incirca 5 mila . Non tutti andranno a votare ma la loro percentuale sarà di sicuro più alta
rispetto all’autunno del 2012. Ci saranno tanti stimoli in più e
non tutti i protagonisti del 2012 lo saranno ancora nella loro
precedente posizione. Per cui ipotizziamo le conseguenze possibili del voto ripetuto: 1) Il Megafono del presidente Crocetta per una diversa collocazione del proprio candidato locale
potrebbe non raggiungere il quoziente di lista per assegnarsi il
seggio , Coltraro torna a fare il notaio. 2) Cafeo ottiene un
quoziente individuale di molto superiore a quello
di Marziano e ne prende il posto all’Assemblea regionale
Siciliana per conto del Partito Democratico. 3) L’MpA rinforza il quoziente di lista e Gennuso ritorna all’ARS.
4) Pippo Gianni mantiene la posizione del Cantiere Popolare e rimane deputato regionale. La componente bersaniana senza Marziano deputato regionale rischierà di
ridursi notevolmente all’interno del PD. Uno scenario molto
probabile quello descritto a meno che non si perverrà ad elezioni generali anticipate. Là dove per generali si intenda sia
quelle nazionali che quelle regionali. Perché ? Perché due democristiani - Renzi e Letta – ai massimi vertici politici del
Paese non sono tollerabili per gli ex diessini del PD.
Pepè Genovese
3
Domenica 23 febbraio 2014
Una sindacatura senza identità
La riflessione di Fai nell’ottobre 2013 non ha avuto riscontri. La giunta
Garozzo non ha un progetto e non è differente dalla giunta precedente
Nella sua lunga riflessione,
che pubblichiamo qui a lato,
Roberto Fai chiede – nella
sostanza – alla Giunta e al
Sindaco Garozzo di fare
conoscere alla Città e alle
forze sociali e politiche il
“programma” dell’amministrazione, ben consapevoli
che le risorse di cui dispone
l’amministrazione sono
scarse ma sperando che dal
territorio e dai corpi sociali
possa venire una grande
energia che aiuti la città
nella sua difficile ripresa.
Dopo quasi un anno, dice
Fai, ”tutti gli Assessori hanno (..avranno ndr)
pienamente elaborato il
processo d’iniziazione delle
loro rubriche e competenze”, non è possibile che ogni assessore si affidi ad interviste estemporanee, a battute, per
comunicare la “visione strategica” che l’amministrazione comunale coltiva dello sviluppo della città, quali sono le
“priorità”, cosa vorrà fare nei prossimi anni…Perché la città
lo sappia, perché se ne possa discutere, perché dei problemi
che ha di fronte la Giunta si sia pienamente consapevoli e si
decida, senza illusioni, demagogie o questo balbettio incomprensibile dei vari assessori, che si manifesta a tratti senza la
indispensabile organicità e logicità, proseguirà all’infinito.
A Fai sfugge che, forse, dopo quasi un anno dal suo insediamento, è il Sindaco Giancarlo Garozzo che manca proprio di
una visione unitaria dei problemi della città e con essa di
quella di organicità dalla quale scaturisce un programma da
esporre e su cui discutere. E’ presumibile che queste estemporanee dichiarazioni assessoriali siano per lui sufficienti: non
assume impegni davanti all’opinione pubblica e le dichiarazione frettolose riportate sui giornali possono essere sempre
smentite e corrette.
Dopo un anno di Garozzo le considerazioni potrebbero essere
ben altre, come i giudizi su alcuni assessori assolutamente
inadeguati, a partire dal pubblicizzatissimo Francesco Italia
al quale, per la verità, sono stati “caricati” tanti di quei
problemi che anche se fosse stato bravissimo ed esperto (e
non lo è) sarebbe annegato prima di partire. Italia “parla”,
indice conferenze stampa a ripetizione per dire,,, niente. E’
l’emblema semiserio della Giunta, della sua impotenza,
dell’incapacità di “avere” - come dice Fai- una visione di insieme, un programma operativo. Non sottovaluto ovviamente
la inconsistenza di altri assessori come Lo Giudice che non ha
ancora capito il contenuto della sua rubrica (parla sempre
d’altro) o di Giansiracusa anche lui non pienamente
consapevole dell’importanza dell’urbanistica (la sua polemica con la Dr,ssa Basile colpevole di avere fatto il suo dovere
di soprintendente nei termini previsti dalla legge è illuminante
del precipizio in cui è caduto per tentare di salvaguardare,immagino, il suo assessorato dalla imminente
“mannaia” fotiana).
Insomma I limiti di comunicazione della Giunta e del sindaco
non sono difetti da emendare ma limiti strutturali del resto
ben visibili anche in campagna elettorale dove non fu mai esposto un programma alla città. E’una giunta di centrosinistra
che dopo 13 anni di opposizione non è stata ancora in grado
di dire alla città che vuol fare e in cosa si differenzia dal centrodestra, ammesso che ci sia differenza e non sia intervenuta
una totale omologazione senza neanche la voglia di distinguersi e di avere una propria identità,
Niente trasformismi tipo Sullo
Ad ottobre 2013, questa riflessione di Roberto Fai:
Mettendoci alle spalle l’estate, comprese queste ultime
schermaglie sulla vicenda D&G, preso atto che la Giunta
Garozzo si è oramai stabilmente insediata e che tutti gli
Assessori hanno pienamente elaborato il processo d’iniziazione delle loro rubriche e competenze, vorrei provare a
suggerire una metodologia di governo e di relazione con la
città – con tutte le sue espressioni sociali, culturali, di informazione, professionali, di categoria, ecc – che la Giunta
dovrebbe mettere in campo a partire dalle prossime settimane, se si intende “aggredire” davvero alcuni nodi decisivi, che possono portare la sfida politico-programmatica sul
terreno delle priorità della città. Ma per far
ciò, esistono dei presupposti da cui partire: A)
giocare a “viso aperto” – anche per sgombrare
il campo da ogni atteggiamento pregiudiziale
(da chiunque provenga) –, offrendo così alle
stesse “opposizioni” in Consiglio comunale
un percorso trasparente in vista delle decisioni
amministrative che saranno via via prese; B)
Condividere con l’intero tessuto cittadino un
orizzonte strategico che al momento manca –
sinora non è emerso, tranne l’occasione di
“SR capitale europea della cultura” –, evitando che le mere contingenze, sia drammatiche
(il fenomeno dell’immigrazione di massa), sia
effimere (lo spot di un profumo D&G) obblighino la stessa Giunta o gli Assessori a una “politica come
bricolage”. Le ragioni tutte politiche di queste due indicazioni derivano dal fatto – forse, inconsciamente poco attenzionato da parte del Sindaco e dei suoi collaboratori – che
Garozzo è stato eletto con una partecipazione di appena il
35% degli elettori, vale a dire l’esigua minoranza che si è
recata alle urne: pertanto una scarsa e fragilissima adesione
del corpo sociale al voto. Ma vi è un’altra ragione, più profonda, che obbliga la Giunta all’urgenza di una messa in
campo di una forma di relazione strategica con la città che
possa, al più presto, imprimere un dinamismo comunicativo, e contribuire così a condurre gran parte dell’opinione
pubblica all’altezza della complessità e del groviglio di
problemi che agitano la coscienza sociale. Infatti, come
tutti i Comuni, anche Siracusa vive una preoccupante crisi
fiscale – un Bilancio in forte passivo –, e una scarsità di
risorse finanziarie da mettere in campo per corrispondere
con semplicità ai mille problemi sul tappeto, nel vivo di
una preoccupante crisi occupazionale e mancanza di prospettive, che incidono sulla stessa serenità di giudizio politico. Proprio per questa ragione, la città – l’intera città e le
sue forze migliori (vicine o anche lontane dall’attuale maggioranza) – potrà essere in grado di esprimere un giudizio
libero e sereno sulla Giunta (e sul suo ruolo di Governo)
solo se riuscirà a cogliere che quest’ultima, nel suo complesso, sia effettivamente all’altezza della sfida sociale e
del momento politico, così gravido d’inquietudine. E’ questo discorso di verità, l’obiettivo più incalzante che è ri-
chiesto alla Giunta, a partire dai prossimi giorni. Mai come
oggi il rapporto politica-verità è giunto al momento della sua
piena coincidenza. E proprio questo obbliga a un lavoro più
profondo, affinché la percezione, da parte dell’opinione pubblica, di quale sia l’asse politico-strategico di fondo attorno a
cui la Giunta intende lavorare possa essere riconosciuto e giudicato. Si richiede pertanto che, al più presto, ciascun Assessore riesca a offrire in confronti aperti con la città – e le sue
espressioni sociali più o meno organizzate – il profilo strategico che intende perseguire nella realizzazione dei suoi obiettivi
prioritari: da come qualificare la mobilità cittadina al ruolo
dell’AST; dalle politiche dello sviluppo (PRG, sistema portuale, tutela dell’ambiente, Igiene urbana - prendendo ad esempio l'approccio messo in atto
dall'Associaz. RIFIUTI ZERO) alla politica
scolastica; dal destino del patrimonio immobiliare inutilizzato di Ortigia, all’area aeronautica di via Elorina - un patrimonio immobiliare strategico, tremendamente sottoutilizzato rispetto alle “produttività” enormi (un
vero scandalo che la Giunta dovrebbe mettere in discussione!); dal ruolo di Siracusa water front, al ruolo-destino del Teatro Comunale; dai progetti strategici su cui “lavorare”
in vista del prossimo piano pluriennale 20142020 dell’U.E., a come costruire una piattaforma di attività culturali attraverso un plurale coinvolgimento (a “rete stabile”) del mondo associativo e
intellettuale della città (e tenere quest’ampia Assise cittadina
della Cultura al Teatro Comunale potrebbe chiudere le sterili,
recenti polemiche su D&G), a come costruire un welfare comunitario nei servizi sociali in una fase epocale, in cui le risorse pubbliche saranno sempre più ridotte. Gradiremmo che,
anziché conoscere gli orientamenti degli assessori da ampie
interviste della stampa locale (che, in questo, fa il proprio legittimo mestiere), la costruzione del percorso programmatico
finalizzato alle decisioni amministrative vedesse la luce da
momenti pubblici di ampio confronto. Quest’ultima è la sola
strada che può sgombrare il campo sia da critiche politiche
preconcette, sia da una mera condizione di passività dell’opinione pubblica e degli elettori. LA DEMOCRAZIA SI VIVIFICA E SI FA CRESCERE ATTRAVERSO ESERCIZI COME QUELLI QUI PROPOSTI. A mio avviso, solo se dentro
la GIUNTA si avrà il coraggio di imprimere una collegialità
"politica" di tipo strategico - e non un'azione a "compartimenti
stagni" dei singoli Assessori -, non ci sarà spazio per operazioni trasformistiche, come è stata quella che ha visto il Sindaco
artefice e costruttore dell'elezione di Sullo alla Presidenza del
Consiglio comunale. Nessuno degli Assessori si nasconda dietro il "tecnicismo" della propria rubrica, e giochi davvero un
ruolo politico-programmatico di alto profilo.
Roberto Fai
Quel cattivone di Sorbello e l’associazione finta
Riceviamo e pubblichiamo:
Non si può più restare in silenzio di fronte alle posizioni demagogiche di Sorbello e dei
suoi amici del centro destra, che, invece di riconoscere il lavoro di Santi Pane e dell’amministrazione comunale, che in pochi mesi ha risanato un bilancio, che per tre anni consecutivi era stato giudicato negativamente dai revisori dei conti ed in ultimo dalla Corte dei Conti, si erigono a paladini dell’antitassazione, dimenticando i trascorsi delle vecchie amministrazioni da loro sempre sostenute. Ciò è possibile perché né gli assessori, né la maggioranza dei consiglieri comunali hanno memoria storica per valutare e contrastare con argomentazioni serie le posizioni del centro destra. Come si fa a dimenticare che la TARSU
raggiunse valori tra i più alti d’Italia con la scusa che la copertura da parte dei cittadini doveva coprire l’intero costo del servizio? Però, inopinatamente, anno dopo anno, man mano
che i cittadini si avvicinavano alla meta diminuiva improvvisamente la loro percentuale di
copertura. Il Sindaco e questa Giunta si sono ritrovati come eredità un grado di copertura
pari al 78% circa e sono stati costretti dalla legge a far coprire, oggi, ai cittadini l’intero
costo del servizio. Ecco uno dei motivi dell’aumento della TARES, caro Sorbello. Perché
non spieghi questo ai cittadini? L’altra eredità, che incide in modo pesante sul costo del
servizio, è data dal trasporto e conferimento in discarica dei rifiuti, che ammonta a circa
8.000.000,00 di euro. Le decisioni contrastanti della Regione hanno paralizzato la costruzione di termovalorizzatori, inceneritori e di nuove discariche pubbliche. La proposta di
Presenza cittadina è quella di far pressione nei riguardi della Regione Siciliana, per permettere la costruzione di un inceneritore, o meglio, di un termovalorizzatore da allocare
nelle aree dismesse all’interno della zona industriale e finalmente così passare dal modello
del rifiuto come costo al modello del rifiuto come risorsa. Inoltre, mentre concordiamo con
il regolamento, che prevede agevolazioni sulla TARES per le fasce più deboli ed il trasferimento nella fiscalità generale di servizi, che non hanno niente a che fare con la raccolta e
lo smaltimento dei rifiuti (vedi manutenzione verde pubblico), sollecitiamo l’amministrazione, perché guardi anche all’aspetto economico di imprese e commercianti, che stanno
affrontando un tremendo periodo di crisi e la esosità del tributo sta costringendo molti a
chiudere l’attività.
L’Associazione Presenza cittadina
Pur avendone viste di tutti i colori non finisco mai di stupirmi. Dal nulla sorge una associazione che preso atto che assessori comunali e consiglieri comunali di maggioranza sono scarsi, insomma che non sono in grado di avere argomentazioni serie per contrastare il
centro destra, da oggi ci pensa lei, l’associazione Presenza cittadina appunto, a fare questo. In sostanza Garozzo non fa solo la maggioranza vuole fare anche l’opposizione e s’inventa dal nulla una associazione di comodo che sostiene le tesi che più gli sono favorevoli
e lo fa dopo aver preso atto che i suoi consiglieri comunali di maggioranza non hanno memoria storica e non sono in grado di contrastare quell’uomo terribile che è il consigliere
Sorbello. Cioè Garozzo con una maggioranza di 33-34 consiglieri su 40, non vuole lasciare alla residua opposizione nessun spazio, vuole fare tutti lui, maggioranza e opposizione.
Siamo messi davvero male. Ad occhio e croce direi che un’idea alla Gino Foti, brillante
quanto cinica e antidemocratica. Sorbello ci sta facendo neri su Tares e balzelli vari? I
nostri assessori e consiglieri non sono in grado di fermarlo? Bene, inventiamoci un altro
soggetto, un’associazione che parli per bocca nostra e ovviamente faccia gli interessi nostri. Peccato che anche i dati in possesso di questa associazione farlocca dimostrino con
chiarezza le credenziali dei mandanti.
4
Domenica 23 febbraio 2014
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo repliche stringate, o comunque compatibili
con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcitt
Lydia, la “siracusana” Quei loculi d’oro
Aldo Formosa
Recentemente la RAI e la Fabbri hanno editato la riproduzione in DVD
dello sceneggiato televisivo L
" uisa di Sanfelice"interpretato dalla protagonista Lydia Alfonsi assieme a Giulio Bosetti, che ebbe un successo
strepitoso in 7 puntate. Si trattò di una delle trasmissioni memorabili della RAI, assieme al "Mastro don Gesualdo"che ebbe ancora protagonista
Lydia Alfonsi con Turi Ferro e Enrico Maria Salerno.
Eventi, assieme ad altri passati anch'essi alla storia, che oggi sembrano
irripetibili. Oggi che la televisione non conosce più l’aristocrazia dell'arte, oggi che la globalizzazione ha travolto (sempre più in basso) gusti e
comportamenti, e quei valori di etica insostituibile che sono alla base
della crescita morale di un popolo.
È spontaneo, dunque, guardare al passato (ancorché recente) per rifarsi
gli occhi distogliendoli dalla meschinità di trasmissioni del tipo "Grande
fratello"oppure "Isola dei famosi", per tacere di quei programmi basati
esclusivamente sulle risse verbali (e talvolta fisiche), sulle contumelie, sul
turpiloquio, sulla aggressività nei rapporti tra esseri che si dicono umani,
e sulla speculazione cinica che le produzioni ne fanno per rastrellare audience e quindi i milioni degli sponsor.
Così si giustificano trasmissioni dedicate alla ricostruzione dei delitti più
efferati, ai processi per reati che hanno turbato l’opinione pubblica, agli
incontri tra uomini e donne che la disperazione della solitudine induce a
mettere nel cortile dei massmedia i panni sporchi della loro esistenza.
La globalizzazione, dunque, come una spirale che si infogna sempre più giù, nel truogolo e nel fango delle
perversioni, dove la sopraffazione viene celebrata come unica finalità.
Ben vengano allora queste iniziative meritorie, come la riproposizione di quegli sceneggiati televisivi applauditi da milioni di telespettatori. E in questo senso si allinea un importante sodalizio napoletano che ha
recentemente pubblicato, nel bimestrale che si stampa da 47 anni, un interessante articolo sull'argomento
"Luisa di Sanfelice", titolandolo "Un grande successo di Lydia Alfonsi", una attrice che ha segnato a lettere cubitali il proprio nome nella storia del teatro italiano, e che ancora oggi riscuote successi professionali e stima dappertutto.
Quella che Ettore Capuano, direttore della rivista, definisce "La grande tragica", viene celebrata ripercorrendo per sommicapi una carriera strepitosa, costellata di affermazioni in tutto il mondo. "Lydia - dice tra
l'altro Capuano - ha dato la sua vita al teatro in modo che i personaggi vivono ancora nella mente e nell'anima di chi ha avuto la fortuna di applaudirla". E ancora: L
" ydia nelle sue interpretazioni prende sempre il
pubblico col suo fascino nella parola e nei gesti, col suo portamento altero e complesso. I suoi movimenti
sono agili e determinati -ed attirano per la passione costante nei suoi profondi abbandoni…".
Innamorata sempre di Siracusa, la signora Alfonsi vive ora a Parma disimpegnandosi tra le molteplici occasioni in cui è invitata a ricevere ancora riconoscimenti. Lo scorso anno, da annotare, alla signora Alfonsi a
Siracusa è stata conferita la "Cittadinanza Artistica onoraria".
Chi ha un loculo al cimitero dovrebbe pagare un balzello di 15 euro l'anno. E'
l'idea della Giunta Garozzo
e l'aumento è già in commissione prima di arrivare
in Consiglio comunale.
Tempo addietro fu un assessore della Giunta Visentin a proporre una quota annua per i proprietari di
loculi, si trattava di cinque
euro l'anno. "Fare cassa
anche sui loculi – disse il
capogruppo pro tempore del Pd, Giancarlo Garozzo - lo ritengo eticamente e
moralmente una cosa ingiusta. In consiglio comunale il Pd voterà contro".
Poi non se ne fece nulla. Oggi Garozzo, non più capogruppo ma sindaco, ha
cambiato idea e vede bene che i siracusani paghino il triplo rispetto alla cifra
proposta da Visentin e poi accantonata e cioè 15 euro a loculo. Riflettiamo: I
loculi non sono di proprietà ma vengono affidati in concessione. Intanto Garozzo dovrebbe sapere che questa concessione costa già un botto. Poi come
può pensare di fare pagare un balzello per un loculo che non è nemmeno di
proprietà? Ancora: Come fa Garozzo da capogruppo Pd ad essere contrario a
un balzello di 5 euro e poi da sindaco a proporne e a votarne in giunta uno di
15 euro?
Oltre alla facile battute sul caro morto e sul caro estinto etc, non sono mancati gli strali dell’opposizione. “Chiediamo con forza all’Amministrazione
comunale – hanno infatti dichiarato al riguardo Salvo Sorbello, coordinatore
provinciale di Articolo 4 e Salvo Castagnino, consigliere comunale di Nuovo Centro Destra – di ritirare subito la proposta trasmessa al consiglio comunale per l’approvazione, che prevede, tra gli altri aumenti, anche un canone di manutenzione di 15 euro all’anno per ogni loculo (anche per quelli
che si trovano in cappelle private). Siamo certi che il sindaco Garozzo concorderà con noi che non è certo il momento di imporre ulteriori balzelli che
rendono la situazione economica cittadina sempre più difficile”.
Isabella Benanti
Cristina: Il servizio di trasporto urbano?
Cacciamo l’Ast e affidiamolo ai tassisti
Michele Cristina è un imprenditore assai conosciuto a Siracusa. Nelle
ultime elezioni amministrative si è anche candidato con una sua lista,
Itaca, con l’obiettivo dichiarato di creare lavoro per tutti nel capoluogo. Ha sostenuto la candidatura a sindaco di Paolo Ezechia Reale che
è stato poi battuto al ballottaggio da Garozzo in una stranissimna votazione a cui non ha partecipato il 65 per cento dei siracusani. Cristina,
da uomo concreto, aveva preparato un programma di cose fattibili subito, nell’interesse del lavoro. “Una delle cose che avevo proposto –
dice – riguarda il servizio di trasporto urbano a Siracusa. E’ un servizio che funziona poco e malissimo. Non solo, ma costa anche migliaia
e migliaia di euro al Comune”.
Qual è la soluzione possibile?
Beh, intanto il servizio con l’Ast andrebbe disdetto subito. E’ un carrozzone avviato al fallimento, costa molto e serve poco ai siracusani.
Bisogna municipalizzare il servizio e per farlo basterebbero poche
navette per Ortigia e per il resto della città:
Parla delle navette che al momento giacciono in disuso?
Di quelle e di qualche altra che potrebbe essere acquistata ammortiz-
zando i costi con un servizio meno costoso, efficace e funzionale.
Il personale?
Il personale sarebbero gli attuali tassisti siracusani che per molti
mesi l’anno non battono chiodo. Facendo invece il servizio con le
navette in ortigia e nel resto della città, lavorerebbero tutto l’anno,
insomma si creerebbe un circuito virtuoso: Il Comune spenderebbe
bene i suoi soldi invece di buttarli nel pozzo di San Patrizio
dell’Ast, ci sarebbe lavoro per decine di famiglie, insomma nascerebbe un servizio municipale che avrebbe costi limitati e una funzionalità molto elevata.
Tutto questo era scritto nel suo programma?
Certo, nel dettaglio.
E il progetto lo ha dato anche agli amministratori competenti?
Certo.
Ma non ha avuto alcun riscontro?
Fino ad oggi no.
5
Domenica 23 febbraio 2014
Sull’Igm interrogherò il ministro
Parla Pippo Zappulla: Nel Pd dobbiamo voltare pagina, basta meschinità e
mettiamo da parte i mediocri. Il viadotto di Targia si farà, la Pillirina ni
I FATTI fanno cinque domande a Pippo Zappulla, deputato nazionale del
partito democratico.
Veleni in Procura. Assolti Rossi e
Musco con la formula più ampia
“perché il fatto non sussiste”. Qual è
il tuo pensiero?
La provincia di Siracusa è stata per
diversi mesi attraversata da veleni impressionanti. Quando si mettono in
discussione Magistrati e la stessa Procura della Repubblica si stanno scaricando ombre inquietanti non solo sulle
persone ma sulla stessa gestione della
giustizia nel territorio. Sono tra quanti
non hanno cavalcato la tigre delle accuse e delle illazioni e non posso che
prendere atto con sollievo dell’assoluzione con formula piena. Ma in uno
stato di diritto se Rossi e Musco sono
stati assolti con la formula piu’ assolutoria possibile forse c’è qualcuno che
giuridicamente e politicamente deve
rispondere. Che la giustizia faccia
quindi il suo percorso fino in fondo.
Del nuovo appalto di igiene urbana
non si parla più. Da indiscrezioni si
apprende di indagini che sembrerebbero escludere il prosieguo dell’avventura Igm
La coalizione di centro sinistra con il Sindaco Garozzo in testa vince la competizione
elettorale con un programma di cambiamento radicale della città e dei metodi gestionali.
Uno dei punti nodali da cui passa l’affermazione della legalità e della trasparenza è
quello di mettere tutti i servizi ad avviso e
bando pubblico. Chiudere la triste pagina
delle proroghe e degli affidamenti fiduciari.
L’igiene urbana è uno dei servizi fondamentali per la città e per i siracusani. Bisogna
garantire due condizioni irrinunciabili: la
qualità e costo del servizio per una città che
merita di essere piu’ pulita e organizzata a
partire dalla gestione del verde e dalla raccolta differenziata e l’occupazione per le
maestranze. Detto questo si costruisca un
bando pubblico per un nuovo appalto. Pro-
prio perché questa città non può vivere su
questioni così rilevanti di indiscrezioni sto
presentando una specifica interrogazione
parlamentare al Ministro degli interni perché si faccia piena e totale luce su tutte le
vicende che riguardano la città e lo specifico servizio.
Il viadotto di Targia non si farà mai. E’
vero?
Il viadotto si dovrà fare perché è una esigenza di sicurezza e di civiltà per Siracusa
e per l’intero territorio. Si stanno consumando passaggi burocratici ma fondamentali a partire dalla conferenza dei servizi e
so con certezza che diversi deputati regionali della provincia in stretto collegamento
con l’amministrazione e con l’assessore Lo
Giudice in particolare stanno lavorando
per individuare e conquistare le giuste risorse. Ho personalmente preso contatti con
il Dipartimento Nazionale della Protezione
Civile che insieme alla
struttura siciliana sta
seguendo la vicenda ed
è già acquisita la disponibilità qualora richiesta
dal governo regionale a
trovare le risorse necessarie. Insomma non è
questione che può essere relegata all’attività di
singoli o a primogeniture. E’ mia convinzione
che quando in discussione ci sono opere o
temi fondamentali per
lo sviluppo e il lavoro
le istituzioni locali e le
rappresentanze parlamentari devono sapere
fare squadra. Poi per
fare polemiche ed alimentare divisioni non
mancano argomenti né
tempo.
Garozzo fa il renziano
24 ore su 24. Marziano scrive e Foti gli risponde, ora risponde a
Marziano anche Tony
Gulino, ma questo Pd quando penserà ai
problemi della nostra comunità visto che
è maggioranza a Siracusa, a Palermo e a
Roma?
Il Pd siracusano ha un preciso dovere: voltare pagina e prendere in mano i temi del
disagio sociale, della crisi economica ed
occupazionale con un grande progetto di
cambiamento. Ne abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere perché siamo con tutti i
limiti forse l’unica vera forza politica strutturata e al governo locale, regionale e nazionale. Questo sforzo è stato avviato da
almeno due aree del partito, la terza quella
che fa riferimento al sindaco Garozzo e al
buon Gino Foti tardano a prendere atto del
risultato del congresso provinciale. La elezione di Fausto Raciti a segretario regionale ha dimostrato che si può e si deve fare
uno sforzo per conquistare una sintesi poli-
tica. E’ chiaro che ci sono anche su temi importanti valutazioni diverse ma la sfida del
partito democratico non è quella della omologazione e dell’annientamento delle diversità ma di fare del pluralismo una ricchezza.
Lo dico per esempio guardando al comune di
Siracusa e al sindaco Garozzo. E’ evidente
che così non si può continuare ad andare
avanti. Un conto è essere renziani, cuperliani, civatiani altro è pensare di gestire una
amministrazione comunale senza confrontarsi con tutte le istanze del partito e della maggioranza che lo sorregge, qualcuno addirittura pensando di utilizzare il comune come
una clava per battaglie interne. Abbiamo tutti la grande responsabilità di governare una
città bellissima ma piena di problemi e di
insidie. Ci si può riuscire solo se prevale la
responsabilità, la serietà e si mettono da parte le meschinità e i mediocri.
Pillirina. La sinistra insegue quattro bamboccioni che vogliono far perdere un’occasione unica alla città e cioè 200 posti di
lavoro, 200 milioni di investimenti, nessuna cementificazione, riserva garantuita e
ampliata e un min i resort che sorgerà
laddove oggi ci sono le serre di plastica.
Una delle specificità del programma del centrosinistra è quella di tutelare e salvaguardare il territorio già ahimè fortemente compromesso in molte zone da ulteriori speculazioni
e cementificazioni. Nella fattispecie si sollecita la definizione della Riserva naturale
Orientata Penisola della Maddalena e Capo
Murro di Porco su cui peraltro è già intervenuta una specifica variante urbanistica approvata dal consiglio comunale nel 2011. Per
quanto è a mia conoscenza i rischi invasivi
per il progetto della Pillirina esistono e sono
seri. Lo dico io che conosco molto bene le
difficoltà che vive l’economia, il lavoro e so
il valore di un solo posto di lavoro. Ma è bene dire basta alla logica dello scambio tra
inquinamento e lavoro, tra territorio e sviluppo. Sostenibilità ambientale e sociale sono
condizioni a mio avviso ormai irrinunciabili.
Con questo spirito aperto ad approfondire se
c’è ancora da farlo valuto Sulklil progetto e
valuterò ogni altro.
Resort a Pillirina, occasione da non perdere
riuniti in una chiesa i soliti quattro
gatti: Giansiracusa, Di Marco, Castelluccio, Patti, Di Giovanni, Rosario Lo Bello e
pochi altri "tutti di sinistra". Loro sono contro la Pillirina, a questo punto per motivi poco chiari. Sono contro pur vantando alcuni di
loro ville megagalattiche sul mare, ma da noi
l'intransigenza vale sempre per gli altri. Facciamo il punto. La Pillirina, lo ripetiamo per
la millesima volta, non è di un paio di ambientalisti in malafede ma è stata acquistata
da privati 30 anni fa ed è arrivata fino ad oggi cambiando proprietari, identificata da
sempre come zona edificabile per insediamenti turistici in vari PRG. Insomma, i pseudo ambientalisti siracusani sono alle comiche finali e sparano caxxate in serie, oggi
sono contro due assessori, la Camera di
Commercio, il tavolo del lavoro, i sindacati,
la riperimetrazione. Tutte le falsità del mondo pur di fare fallire un progetto che dopo
tanti anni porta lavoro e investimenti a Siracusa, davvero delle brutte persone e comunque veri e propri nemici della comunità siracusana. Per la Pillirina è tutto chiaro, cristallino. Si farà la riserva e si farà il resort di
lusso, anzi lo farà Aman (vedi uno dei suoi
resort nella foto), dove prima c'erano delle
serre di plastica: niente cementificazione,
costa intatta, niente impatto ambientale, centinaia e centinaia di posti di lavoro, investimenti per centinaia di milioni di euro. Insomma, dopo tanti anni finalmente Siracusa
Lavoro certo
per 500 persone
Si sono
fa impresa, smuove la palude delle acque
stagne e questo grazie a politici e sindacati
che hanno ritrovato il senso di essere istituzioni della comunità per la comunità. Ma
anche grazie ai privati che sono i proprietari di quest'area e che hanno ridimensionato
il progetto iniziale e messo a disposizione
altro terreno per la riserva, insomma una
prova comune di buona volontà. Unica nota stonata, ripetiamo, i soliti quattro pseudo
ambientalisti che vogliono che per la Pillirina sia sempre notte e che dicono falsità
come quelle sopra evidenziate. La solita
fuffa di persone in evidente malafede come
in questi ultimi mesi è stato più volte dimostrato. Siracusa è alla fame, vincerà il buon
senso o prevarrà il dire falso di quattro
bamboccioni in malafede che hanno mezzo
distrutto la città?
Se posso, già che occasionalmente leggo ancora sul progetto di resort alla Maddalena
molta confusione voluta, un contributo vorrei darlo. Distinguiamo due fasi per praticità e sintesi, la prima l'implementazione che
secondo il piano di sostenibilità impiegherebbe di sola manodopera 250 operai
(aggiungo circa per correttezza). Tutte le
imprese, materiali inclusi, questo è un impegno vincolante, sarebbero selezionate entro
50 km baricentro il luogo della realizzazione, quindi ricaduta certa. Questa tuttavia è
una fase a tempo. La seconda, quella della
gestione della struttura turistica, impiegherebbe a tempo indeterminato 200 (stima minima) risorse umane. Il resort non è struttura stagionale ma aperta tutto l'anno, non è
un villaggio turistico con tutto il rispetto per
quel segmento d'offerta e non comporta alcun carico antropico massivo. Per assicurare una ricaduta occupazionale ai residenti,
sorgerebbe a Siracusa una scuola di alta
formazione turisca realizzata in collaborazione con Aman Resorts, brand che realizzerebbe il resort.http://www.amanresorts.com/
Peppe Magrì
6
Domenica 23 febbraio 2014
Sì, la Sgarlata mi ha deluso
Parla Maurizio Landieri: Pane diceva una cosa in campagna elettorale
e ne fa altre da assessore. I deputati? Pensano solo alla loro riconferma
Maurizio, te la sei fatta un’opinione su Mariarita Sgarlata, dico del suo rapporto con la nostra città, ammesso che
lo abbia un rapporto con la nostra città…
Mi aspettavo di più. Aveva la (legittima) ambizione di diventare sindaco. Aveva lavorato mesi per questo obiettivo.
Poi ha avuto l’offerta di diventare Assessore. Ma speravo
che guardasse alla sua città, alla nostra città, con maggiore
attenzione. I politici si giudicano dagli atti concreti. Il bilancio, e lo dico con sincero dispiacere, avrebbe potuto essere
migliore.
Ho letto cose turche sulla tares, a questo punto sembra
che l’abbiamo voluta noi, sono tanti i consiglieri di maggioranza che oggi prendono le distanze.
Le tasse, piaccia o non piaccia, vanno pagate, e non possiamo evitarlo. Però occorre anche avere il polso della situazione. Questi però sembrano scendere da Marte. L’assessore
Pane, in campagna elettorale aveva ricette miracolose. Parlava di tagli alle spese. Ricordo manifesti in cui enunciava
quanti milioni di euro si sarebbero potuti risparmiare, ne ricordo uno sulle bollette telefoniche che paga il comune.
Com’è andata a finire? E’ andata a finire che fra il dire e il
fare, con quel che segue. Aumentare le tasse è una cosa che
sanno fare tutti. Dov’è finita la razionalizzazione della spesa? Dov’è finito il recupero di risorse da destinare alla città
senza infilare le mani nelle tasche dei siracusani? Per dirla
alla Bob Dylan: “La risposta si perde nel vento”
Il 14 aprile è il centenario dell’Inda. Non sento fermenti…
Io sento che dopo Giusto Monaco si è imboccato un declino
che ancora non si ferma. L’INDA è un patrimonio della cultura mondiale. Occorrerebbe pensare solo al bene collettivo,
e non a piccoli interessi di bottega. Ma cosa puoi aspettarti, e
ne dico una a caso, da un assessore regionale di Bergamo
che non sa nemmeno che a Siracusa esiste il teatro greco?
Quattro bamboccioni figli della Siracusa bene ostacolano
qualsiasi progetto e investimento che può portare lavoro
e occupazione..
La politica è fondamentalmente due cose: mediazione e ricerca del bene comune. E le due cose sono legate. Un buon
politico deve perseguire il bene comune mediando gli inte-
ressi legittimi di tutti, secondo una scala di priorità. A volte,
quando hai un problema, la soluzione più semplice è quella
giusta. Nella fattispecie abbiamo due esigenze, importanti:
promuovere sviluppo, tutelando il territorio e l’ambiente. E
chi dovrebbe prendere l’iniziativa, se non la politica? E’ la
politica che deve mettere attorno ad un tavolo le parti interessate, assicurarsi che chi vuole investire voglia farlo seriamente, nel rispetto dell’ambiente, con un piano di investimenti verificabile, che garantisca sviluppo ed occupazione
stabile, rispettando il territorio. Dove sono i nostri amministratori? Cosa hanno fatto? Proclami. Fatti concreti? Zero.
Ma siamo davvero una città così corrotta?
Di Pietro inventò la “dazione ambientale”. Oltre 20 anni dopo tangentopoli la corruzione esiste. Ed esiste nelle piccole e
nelle grandi cose. Esiste ogni volta che cerchiamo un amico
per avere qualcosa che non ci spetta, dal pass per la ZTL alla
pensione di invalidità cui non abbiamo diritto. Anche questa
è corruzione. Abbiamo un’etica corrotta. Ci cono parole che
dovremmo usare solo dopo aver mostrato come le viviamo:
libertà, giustizia, morale, etica, amore.
Abbiamo una decina di deputati a Siracusa. Tutti fancazzisti?
Un parlamentare agisce senza vincolo di mandato, recita la
Costituzione. E’ una garanzia di indipendenza, almeno dovrebbe. In realtà i nostri deputati sono solo soldatini che obbediscono agli ordini di partito. Manca il contatto col territorio. Sembra che l’obiettivo primario sia garantirsi un buon
posto in lista alle prossime elezioni. Il motto di tanti parlamentari sembra essere: “tengo famiglia”. Così non si va proprio da nessuna parte.
Assessore non ancora pervenuto
Paolo Giansiracusa a febbraio 2013 scrisse la sua visione urbanistica per
rilanciare Siracusa, oggi da amministratore è stranamente assente
Ecco quello che scriveva un anno fa l’attuale assessore
all’urbanistica, Paolo Giansiracusa:
Chiusa nel limite storico del suo mare, tra la parte medievale
e quella nuova pensata sull’area della vecchia Acradina, Siracusa basta ancora a sé stessa. Ne è prova inconfutabile
l’immenso patrimonio immobiliare antico quasi del tutto
inutilizzato.
L’età del recupero, quella scaturita dai ripensamenti architettonici della fine del secolo scorso, nelle aree del sacco urbanistico degli anni ’60 e ’70, avrebbe potuto aggiungere al
costruito un valore nuovo basato sulla giudiziosa, necessaria
rottamazione di interi complessi immobiliari fatiscenti.
Complessi da rimodulare nella prospettiva del tanto auspicato inserimento di servizi dimenticati, di verde pubblico mancante, di spazi per le attività sportive e ricreative, di luoghi
da destinare a palestre, centro sociali, asili e biblioteche di
quartiere. E invece, nulla di tutto questo.
Che la politica urbanistica della città sia stata ispirata ad altre
filosofie emerge dal sorgere impressionante di nuovi palazzoni sulle macerie di precedenti aborti immobiliari. Che dire
poi della linea devastatrice che ha accompagnato negli ultimi
12 anni il regime dei suoli e la relativa abominevole previsione costruttiva, diventata operativa con un PRG che ancora
oggi, dopo anni di contestazioni e polemiche, partorisce lottizzazioni per migliaia di villette in luoghi impervi, in aperta
campagna, su aree archeologiche o in contesti naturalistici di
straordinaria bellezza. Case e case, cemento e cemento, villette che somigliano a sepolcri o a cassonetti giganti collocati in pieno deserto, nel luogo del nulla dove non ci sono, né
ci saranno, servizi ; dove mancano le strade e le scuole, dove
famiglie di poveri disperati, che si sono consegnate alle banche per i prossimi cinquanta anni, saranno abbandonate nella
desolazione e nello sconforto, condannate a esprimere la
propria esistenza in spazi di becera speculazione che mai
diventeranno città. Di contro, luoghi serviti di tutto, ampi
settori della città storica e di quella moderna sono abbandonati e sperimentano un degrado inarrestabile. Sarebbe stato
sensato recuperare ciò che già esiste alla Borgata Santa Lucia o nel quartiere umbertino, prima di pensare a nuovi villaggi nel deserto della disperazione sociale. Sarebbe stato
anche economicamente corretto recuperare il patrimonio immobiliare ubicato in aree servite di tutto, dotate di ogni prolungamento civile, di ogni requisito urbanistico, di strade e
impianti, di servizi d’ogni genere e scuole, di uffici e negozi.
E invece, tutto viene abbandonato ad arte, con progetto
scientifico. Chi ha voluto tutto ciò lo ha fatto in dispregio
luppo, all’occupazione dei giovani, alla rinascita sociale e
culturale.
L’umanità nuova d’altra parte non chiede altro che valorizzare ciò che la città e il territorio posseggono : le potenzialità
turistiche , la risorsa del mare e dei due porti, l’agricoltura
costituita da prodotti d’eccellenza e l’università. Se non si
comprende però che la rinascita di Siracusa parte dalla valorizzazione degli elementi per cui la città è nata, ogni sforzo
si rivelerà inutile. Siracusa deve ripartire dalla valorizzazione della via del mare, unica e fondamentale risorsa necessaria a rimettere il territorio in relazione con tutto il Mediterraneo. Siracusa deve ripartire dal rilancio delle attività di pesca
e di marineria e ciò per dare senso e funzione ai due porti per
i quali è indispensabile ricostituire le linee di comunicazione
e le rotte commerciali. Siracusa deve collegare al mare il
commercio dei suoi prodotti d’eccellenza e ciò per essere
competitiva sui mercati. Penso in tal senso al limone e al
mandorlo, all’olio d’oliva , al miele e al pomodorino che con
il volano del trasporto diventerebbero competitivi Il sistema
produttivo dell’agricoltura unito al turismo sostenibile, agli
scambi e ad una Università degli Studi che guardi al Mediterraneo, sono i termini concreti di uno sviluppo possibile.
Tutto il resto è vacua speranza, progetto perverso di un tergiversare stanco che non produrrà nulla, solo disoccupati, emigranti e deserti urbanistici.
Paolo Giansiracusa
docente ordinario universitario
dell’immagine storica e della bellezza della città e ha condannato migliaia di giovani famiglie nel freddo sociale di
periferie estreme, morte in senso civile, agganciate unicamente a centri commerciali e ipermercati fuori porta che
hanno di fatto svuotato di ogni interesse sia la città storica
che il luogo urbano servito. L’immagine ottenuta è quella
della gabbia e la mangiatoia: da un lato le case circondate
dal nulla, dall’altro il luogo in cui potere rifornire il frigorifero. Mangiare e dormire questo è il binomio partorito da
un sistema cervellotico dove parlare di beni culturali sembra quasi un’offesa. Eppure il prestigioso riconoscimento
Unesco, coevo alle decisioni deliranti, avrebbe dovuto portarci altrove, verso la valorizzazione del patrimonio storico
-artistico, verso lo studio e il restauro del patrimonio archeologico e architettonico, verso la salvaguardia e la valorizzazione dei beni ambientali . L’alba del terzo millennio
per Siracusa doveva essere foriera di novità utili allo svi-
Paolo Giansiracusa è assessore all’urbanistica da otto mesi
e avrebbe potuto mettere mano a tutte le porcherie cemento
più cemento, che denunciava a febbraio 2013. Avrebbe potuto dare indirizzi, “fare carte” per preparare la strada alla
valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Non ci pare
che si sia mosso in questa direzione, anzi in questi otto mesi
di urbanistica non si è parlato proprio. Unico argomento
trattato la perimetrazione del parco della neapolis. In questo
gli uffici dell’assessore Giansiracusa non hanno brillato,
hanno messo mano in ritardo, la Soprintendenza ha addirittura decosp di mandare la perimetrazione a Palermo senza
tenere conto del Comune e dei suoi uffici per così dire, competenti. Non ci pare un bel bilancio. Ovviamente restiamo
sempre aperti a una replica dell’assessore, su fatti concreti e
non su “stiamo facendo..abbiamo in programma di..”.
7
Domenica 23 febbraio 2014
centenarioindacentenarioinda
Da palazzo Greco al teatro greco
Il 14 aprile staffetta di tedofori per ricordare i 100 anni dell’Inda. Giliberti:
Il programma è ricchissimo grazie all’impegno del commissario Giacchetti
Architetto Giliberti, il Centenario dell’Inda si avvicina a grandi passi. La Fondazione è preparata all’evento o per ragioni
di natura economica prima si aspettano
adeguate conferme?
L’attività dell’Istituto è entrata ormai nel
vivo della programmazione. La maggior
preoccupazione del Commissario Giacchetti
in questi mesi è stata quella di non interrompere mai il lavoro di preparazione del Centenario. Anche se in presenza di incertezze
infatti il rinviare o ritardare le essenziali attività avrebbe potuto rappresentare un serio
rischio per la riuscita del 50° Ciclo. L’incontro di pochi giorni fa con l’Assessore Stancheris ha rassicurato un po’ tutti, per i toni e
la volontà espressa di mantenere l’Inda al
centro della politica culturale della Regione
particolarmente nell’anno di un così importante anniversario. Ma a questo incontro non
si è comunque arrivati impreparati. Le attività da svolgere sono tutte delineate e le collaborazioni con Istituzioni e Associazioni culturali già definite.
Quindi i soldi ci sono ed è un bel sapere.
Parliamo del programma? Come avete
impostato, o meglio come pensate di onorare adeguatamente il Centenario?
Il programma del Centenario è ricchissimo.
Due le direttrici principali: la prima è individuata nella rappresentazione dei testi classici
come finalità istituzionale; quest’anno come
ormai è risaputo in scena vedremo l’Orestea
di Eschilo, accompagnata dalla commedia di
Aristofane Le Vespe.Un appuntamento
esclusivo dell’anno del Centenario sarà invece quello del 16 Aprile. A cento anni esatti
dalla prima rappresentazione al teatro greco
di Siracusa di Agamennone, risuoneranno
nelle cavea del Temenite le parole di
“Verso Argo”, un testo tragico la cui drammaturgia, curata da Eva Cantarella, attinge alle fonti classiche tutte (da Ovidio a
Teocrito ad Omero ad Euripide) per ricostruire la vicenda della caduta di Troia e la
deportazione delle principesse Troiane.
Verso Argo che rappresenta (come ben il
titolo fa intendere) il prologo alle vicende
della casa degli Atridi che rivivranno nella
trilogia di Eschilo, è l’apertura ufficiale del
Centenario. Quel giorno una staffetta di
tedofori con partenza dal Palazzo Greco
raggiungerà il Teatro per accendere il tripo-
de del Centenario posto nell’area archeologica. Una cerimonia e un rito che ricongiungerà lo spirito del 1914 ad oggi.
Di sicuro effetto. Un pezzo di Olimpiade
made in Siracusa. Il coinvolgimento della città?
Ci sarà. Con il Commissario Giacchetti abbiamo individuato un altro importante
segmento, rappresentato dalla collaborazione tra istituzioni museali e Inda. Così il
Museo Paolo Orsi allestirà una mostra sul
tema del teatro nei reperti archeologici e il
Museo Bellomo ospiterà nelle sue sale invece una mostra tematica dei costumi storici dell’Inda. Sarà invece la facoltà di Ar-
chitettura a realizzare una serie di “stazioni”
che occuperanno gli spazi della città utilizzando e rileggendo elementi scenografici del
repertorio storico dell’Inda. Ci è piaciuta infine l’idea di far risuonare le voci dei drammaturghi greci per le antiche vie di Ortigia.
Cosi’ è nata l’iniziativa “La Grecia ritrovata” :rappresentazioni teatrali, alle quali parteciperanno gli attori dell’Accademia di Teatro
Antico dell’Inda egli artisti impegnati nel
Ciclo , (tra le quali” Le siracusane “di Teocrito e un montaggio di testi dal titolo
“Clitennestra e le altre”) che verranno ospitate in spazi e corti di Ortigia ricreando la
suggestione della riscoperta della sua origine
greca.
C’è la collaborazione prestigiosa di Pomodoro..
Una mostra dell’opera teatrale di Arnaldo
Pomodoro, nome di eccellenza che firma le
scenografie di questo anno, sarà occasione
per conoscere, oltre al processo creativo che
ha portato alla ideazione del complesso impianto del 50° ciclo, anche la ricca produzione dell’artista. Il consueto apparato di
convegni ed incontri scientifici arricchirà
infine l’edizione 2014 delle Feste Classiche,
come era uso nel passato chiamare le rappresentazioni, definizione che oggi più che
mai corrisponde a questo grande momento di
ricordo e insieme riproposizione della cultura classica in tutte le sue variegate forme.
Nella foto Giliberti con Pomodoro.
Una immagine “produttiva” di Siracusa
Le rassicurazioni date dall’Assessore regionale Michela Stancheris, nell’ambito
della Conferenza stampa tenuta a Siracusa, sulla conferma di una cifra consistente,
da parte del Governo regionale (nel bilancio 2014), a sostegno della Fondazione
INDA, di cui ricorre il Centenario, costituiscono un buon viatico per superare
quelle incomprensioni e incertezze derivanti dal singolare paradosso di un Sindaco che (legittimamente) invoca il suo insediamento alla Direzione dell’Inda, mentre
la stessa Fondazione, in virtù delle disposizioni ministeriali, si trova da oltre un
anno sotto la guida – altrettanto legittima
– del Commissario Giacchetti, che ha sobriamente svolto l’incarico affidatogli dal
Ministero BB.CC.
Già, a partire dallo scorso ottobre, il Dr.
Giacchetti ha istituito presso l’INDA una
cabina di regia “informale”, coinvolgendo Istituzioni, Associazioni, personalità della Cultura e Dirigenti di Musei cittadini, nell’auspicio di elaborare – ferme restando le scelte per
le Rappresentazioni classiche dal 9 al 22 giugno 2014 – un
progetto culturale articolato e diffusivo al fine di promuovere l’immagine e il ruolo culturale di Siracusa. Questo è avvenuto pur nel contesto di incertezze sul passaggio di consegne
nella Direzione della Fondazione e nel vivo di polemiche
giornalistiche che hanno rischiato di indebolire e delegittimare l’INDA nel momento della sua proiezione di maggior
respiro culturale, in vista del Centenario. Considerato che le
finalità e le priorità della città sono quelle di assicurare – nel
modo migliore, dal punto di vista culturale e turistico – che
le iniziative del “Festival del Centenario” della Fondazione
confermino l’INDA nel suo ruolo di più importante e prestigiosa Istituzione culturale del Mezzogiorno, nel corso
della Conferenza ho suggerito alcune proposte operative
che sintetizzo per brevità:
Nelle incertezze della fase politica nazionale che potrebbe
determinare un probabile rallentamento della composizione
del legittimo Organo di Direzione dell’Inda, è opportuno
che l’Assessore Stancheris si faccia promotrice dell’insediamento presso l’INDA del Comitato scientifico insediato
nei mesi scorsi dal Ministro Bray (da Andrea Camilleri a
Giuseppe Tornatore e tutti gli altri), affinché queste per-
sonalità riescano a mettere a punto alcune iniziative culturali, per corrispondere
al ruolo al quale sono state designate;
Nell’interesse della città e della sua più
importante Istituzione culturale, è necessario – riconvocando la “Cabina di
regia” insediata presso l’INDA dal Dr.
Giacchetti – che l’Amministrazione comunale di Siracusa (con al centro, i suoi
Assessori che ricoprono rubriche di interesse culturale e di proiezione sociale:
scuola, cultura, Ortigia, turismo/
spettacolo, ecc.) avverta il ruolo decisivo che un “comune impegno” per il
“Festival del Centenario INDA” può
rivestire per la città nel suo insieme, pur
in presenza di una fase di “direzione
istituzionale” dell’INDA, soggetta alle
incertezze sopra indicate, e non corrispondenti all’attuale Statuto;
Impegnare tutta la deputazione parlamentare, sia nazionale
sia all’ARS, affinché gli impegni finanziari del Ministero e
della Regione possano consentire di offrire all’INDA
quell’insieme di certezze necessarie (istituzionali, di governo
ed economiche), per far sì che “Il Festival del Centenario
INDA” possa dare un’immagine “produttiva” di Siracusa e
della Sicilia, sotto tutti i punti di vista.
Roberto Fai Collegio
siciliano di Filosofia
8
Domenica 23 febbraio 2014
contromano
Caro Matteo,
sono, a tua insaputa,
un tuo supporter, ho
pure votato alle primarie per te (sezione
piazza Verbano a Roma, controlla se non ci
credi) e ho versato ben
5 euri nelle casse del
partito, che di questi
tempi non sono pochi
specie se consideri che
bastava versarne 2 per
votarti. Insomma sono
uno dei “tuoi”.
(apro una parentesi.
L’ho già scritto su Facebook ma non mi hai
considerato. Ti volevo
dire che se proprio
non trovi nessuno che
vuole fare il ministro,
io sono pronto a sacrificarmi…)
Caro Matteo,
io ti capisco, mica come quei miei colleghi che ti criticano
sempre… se arrivi con la smart perché arrivi con la smart,
se arrivi con la giulietta perché arrivi con la giulietta… se
sei vestito da Fonzie perché sei vestito da Fonzie, se sei tutto
leccato in giaccaecravatta perché sei tutto leccato in giaccaecravatta…
Caro Matteo,
hai fatto una cosa un poco sbrigativa con letto letta, ma che
potevi fare? Stare li a pigliarti la cutra di tutte le mischiate
che faceva e poi se andava bene era bravo lui e se andava
male avevi perso tu? Hai puntato tutto sullo zero e la pallina
sta girando. Ci sono 36 possibilità di perdere tutto e una di
vincere tutto. In realtà quelli che gufano contro di te sono
molti più di 36 (ma insomma m’è venuta questa immagine
della roulette che mi sembrava carina) e non sono nemmeno
convinto che lo stesso De Benedetti che dicono ti sponsorizzi
tutto, alla fine accetterebbe la tua rivolta. Ma in guerra non
è che uno si può mettere a fare l’esame del sangue agli alleati…
Caro Matteo,
giù da loro in Sicilia si dice “chista è a zita”, a significare
Se gli avvocati dei sei deputati regionali siracusani verso la decadenza in forza alla sentenza del Cga che ha stabilito, il 5 febbraio
scorso, nuove elezioni parziali a Pachino e
Rosolini hanno visto giusto, saremmo ad un
passo dalla “catastrofe” politica non solo
all’Ars, ma anche al governo regionale. La
decadenza dalla carica, infatti, potrebbe inficiare non solamente la temporanea esclusione
dall’Ars degli onorevoli Enzo Vinciullo,
Bruno Marziano, Pippo Gianni, Edy Bandiera, Giambattista Coltraro, Stefano Zito
e Marica Cirone. A decadere potrebbero essere anche i restanti 83 parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana compreso l’on
Rosario Crocetta, governatore della Sicilia.
Quando i giudici del Consiglio di Giustizia
Amministrativa hanno accolto gli esposti
dell’ex deputato “brogliato”, Pippo Gennuso, non avevano supposto che la loro sentenza avrebbe potuto stravolgere l’intero panorama politico della Regione, compreso l’assetto
amministrativo del massimo ente pubblico
dell’Isola. La decisione dei giudici, in punta
di diritto, non viene discussa neanche dai penalizzati deputati che dovrebbero tornare alle
urne in 9 seggi elettorali tra Rosolini e Pachino. Però, (c’è sempre un però da superare)
“non si tratterebbe di una sentenza perfetta,
se non altro perché troppo innovativa rispetto
all’attuale legislazione vigente in Sicilia”.
Questo il parere dell’on. Enzo Vinciullo che
su questa vicenda non ci dorme neanche un
minuto, dividendosi tra avvocati ed elettori
rosolinesi e pachinesi. Secondo il deputato
del gruppo all’Ars del Pdl, ora però rappresentante del NCD, l'imperfezione del disposto dei giudici amministrativi sta nel fatto che
fa emergere un vero e proprio conflitto di potere tra la magistratura e l’Ars. “ Non si capisce a questo punto – dice Vinciullo – se il
potere legislativo appartiene ancora all’Ars
oppure sia passato in mano alla magistratura
che decide in toto di far decadere il governo
regionale e il suo parlamento di riferimento”.
La tesi, ovviamente, viene condivisa da tutti
i colleghi del Vinciullo che non riescono a
comprendere come mai la sentenza del Cga
possa far decadere solamente i deputati di
un’intera provincia, scollegandoli dai risultati
Matteo, non ti
perdoniamo
“la colpa di
non avere
colpe”
che se la fidanzata che hai è quella, con quella devi ballare.
“A zita” che hai è Alfano…
(apro un’altra parentesi. Angelino, Angelinomio che ti conosco, sei simpatico e sveglio, che non pari nemmeno frutto del
ventennio, Angelinomio, lo sai che una delle – poche, residue
– curiosità che nutro verso la politica è quella di sapere come
si concluderà il tuo Grande Azzardo, la tua scelta del parricidio politico? Angelinomio tornerai sotto la Sua ala o ballerai
da solo? Sarai un Grande Leader, il naturale antagonista di
Matteomio, o finirai cespuglio irrilevante come un casino
qualunque? Sai che quasi mi piacerebbe un’Italia normale in
cui si fronteggiano matteomio e angelinomio? Non so se piacerebbe agli italiani, ma loro sono aridi e zillusi…)
Caro Matteo,
quando questo articolo sarà stampato probabilmente avrai
già fatto programma e lista dei ministri e spero mi avrai sorpreso ancora, tirando fuori nomi e idee capaci di sparigliare
volti e pensieri, di dare la cifra non del cambiamento, che ci
siamo spappolati ormai i cabasisi di sentir parlare di cambiamento, bensì della sovversione, dello stravolgimento anche
culturale dei canoni delle liturgie politiche, e lo so che è difficile, matteomio, che io li conosco forse anche meglio di te i
coccodrilli della palude romana, l’immenso pantano della bu-
rocrazia immobile, che da 13 anni frequento parlamento e
palazzi e me li ritrovo sempre lì, sempre gli stessi, sempre
ingrisagliati e sorridenti con tutti i governi, che di ministri
in questi anni ne sono cambiati tantissimi, ma nell’anticamera del consiglio, con gli stucchi e i dipinti ci sono sempre
loro, gli stessi, che uno che non sa qual è il governo in carica pensa che sia sempre lo stesso… Sono loro il nemico,
matteomio, che hanno il potere del cavillo, della circolare,
del “concerto” ministeriale, del passaggio dalla conferenza
stato-regioni, della “bollinatura” della ragioneria generale,
del maxiemendamento, della inammissibilità. Sono loro che
hanno un unico, solitario potere che è la loro ragion d’essere, il potere di dire di no, che se dicesse di sì la burocrazia
non esisterebbe, sarebbe sostituibile con un software…
Caro Matteo,
tu sei un giovanotto, pensa che sei nato nel ’75, l’anno in cui
io mi sono diplomato e ho votato per la prima volta. Se fossi
stato precoce e disattento nella gestione sessuale potrei avere un figlio della tua età. Quando tu diciannovenne hai partecipato, vincendo 48 milioni, alla ruota della fortuna io ero
sposato da 10 anni e facevo il giornalista da 15. Insomma
sono un vecchio bisbetico rispetto a te (ma anche in generale, direi), uno che ne ha visti tanti e devo dire che era da
tempo che non incrociavo un politico capace di farmi pensare “questo ce la può fare”, “questo ha le palle per far saltare il tavolo”, questo forse finalmente sarà capace di mandare in pensione la mia generazione di orfani delle ideologie,
impregnati di rituali e bizantinismi della politica, di liturgie
vetuste, reduci di una società che non esiste più e pretendenti di guidare la società dei telefonini con la cultura della cabina telefonica a gettoni.
Caro Matteo,
sopportaci con la benevolenza che è dovuta agli anziani, accetta il nostro sarcasmo irritante, che non perdona le pagliuzze nei tuoi occhi ignorando le nostre immense travi generazionali. Vedi, matteomio noi, come cantava il divo Claudio Lolli quando tu eri appena nato, noi non ti perdoniamo
“la colpa di non avere colpe”, le nostre colpe di generazioni
che non volevano morire democristiane e hanno finito per
appassire berlusconiane.
Caro Matteo, sopportami, tuo supporter a tua insaputa. In
fondo disturbo poco e non sporco nemmeno tanto.
Hasta lo matteofonzie siempre
Joe Strummer
Ars, se Gennuso
fa decadere tutti..
dell’intero corpo elettorale siciliano. Il problema esiste e per accorgersene basta concentrarsi su alcune considerazioni. Se il verbale elettorale della provincia di Siracusa è
dichiarato sospeso, come può non influenzare l’esito sul superamento del 5 per cento di
sbarramento che la Corte di Appello di Palermo determina dopo
avere sommato i risultati
ottenuti in tutte le altre province? E questo è già un
motivo di profonda riflessione sul fatto
che l’annullamento di un
solo verbale
potrebbe inficiare la somma generale
che ha determinato il voto
regionale
dell’ottobre del 2012. Ma, c’è di più. Anche
se è stato deciso il ritorno al voto solo in nove seggi (con circa 8.000 elettori aventi diritto) ineluttabilmente i candidati sottoposti al
riesame elettorale devono lasciare la carica
parlamentare. Logica vuole che uno possa
eleggere solamente chi attende di essere eletto e non di chi possiede già la carica e i benefici della stessa. Ecco perché i 7 deputati
www.ifattidelladomenica.it
regionali devono necessariamente essere
dichiarati decaduti prima di tornare a chiedere il voto per se e…(udite, udite) per il
presidente di riferimento. Insomma, gli
elettori chiamati a rivotare per le regionali
a Pachino e Rosolini, avranno dagli scrutatori di seggio schede dove, oltre ai deputati
regionali da
scegliere, saranno indicati
anche i candidati alla Presidenza della
Regione. Il
problema non
è se Nello
Musumeci
potrà superare
con i voti di
quelle nove
sezioni Rosario Crocetta,
bensì, il fatto
che anche loro
essendo presenti nella
scheda non
potranno continuare ad essere in carica per
effetto del voto che teoricamente devono
ancora ottenere. Quindi, anche per chi è
stato candidato alla presidenza della regione ( eletto o non eletto) la decadenza dalla
carica detenuta in quel momento ( ossia
anche di semplice deputato regionale) si
rende non solo opportuna, bensì necessaria,
sia per fatto giuridico, sia per logica politica sia come norma scontata di pari opportunità. Cos’altro si potrebbe dire per far
notare che quel voto imposto dal Cga, nelle
6 sezioni di Pachino e nella tre di Rosolini,
non si limita a rendere giustizia al ricorrente
Pippo Gennuso che si sentiva defraudato della carica di deputato regionale? A pensarci
bene non è esagerato parlare di un fatto che
potrebbe implicare qualche intervento di organismi non previsti da una normale lettura
della sentenza di ultimo grado com’è quella
del Cga in Sicilia. Mentre queste sottigliezze
sono ancora al vaglio delle teste d’uovo della
Regione Siciliana e non solo, Gennuso mette
in mora tutti. Il presidente dell’Ars e il Governatore, oltre a magistrati di varie Procure,
hanno ricevuto la sua lettera di diffida, dove
chiede che siano indette al più presto le elezioni disposte dal CGA nelle sentenze 46 e
47 del 5 febbraio scorso notificate agli uffici
regionali il seguente giorno 12. Per legge le
elezioni devono essere tenute entro il periodo minimo di 45 giorni e al massimo entro il
novantesimo giorno a partire dalla notifica:
Come dire che tra i primi giorni di aprile
(forse il 9) o di maggio si dovranno svolgere
quelle maledette elezioni che stanno facendo impazzire ormai tutta l’assemblea regionale, anche se dall’esterno nulla è consentito
vedere e sapere. La problematica appena
analizzata, ai più, anche se deputati regionali, non è dato probabilmente comprenderla,
ma, quelli che ci riescono sanno benissimo
che anche il loro posto potrebbe essere messo in discussione e a rischio. Quando Crocetta minaccia l’Ars dicendo “o votare l’abolizione delle Province come voglio io, oppure
andiamo tutti a casa”, sostanzialmente non
dice nulla di sbagliato perché, in un modo o
nell’altro, tra aprile e maggio dovrebbero
essere dichiarati tutti decaduti per effetto
della “sentenza Gennuso”. E per realizzare
questo evento inatteso basterebbe solamente
che un deputato regionale qualunque – ovviamente meglio se tra i 7 della provincia di
Siracusa – avanzasse formalmente i dubbi
giuridici analizzati in queste righe. “ Certo
che lo faremo, perché non dovremmo!” Dice
Bruno Marziano. Come dire che il classico “
Muoia Sansone con tutti i Flistei” non manca
occasione di essere proposto anche in poche
bibliche occasioni.
Scarica

Non siamo depressi, siamo solo stupidi..