Anno X . TORINO, 3 0 Luglio 1911. N. 3 1 . LA STAMPA SPORTIVA a u t o m o b i l i s m o « Ciclismo Alpinismo - Nuoto __ 1 - Arcostatisa Canottaggio - Yachting » Ippica « Atletica « S c h e r m a Ginnastica - Cassia - Giuochi s p o r t i v i Tiri » - Podismo Varietà S^JZsIC^Z Ssce offrii Domenica in 20 pagine illustrate. (Conto corrente colia posta). ^ A n . n o L i . o DIRETTORE: | fin Numero i Italia Cent. 10 I . „ .* f i Estero .. 15 ( A r r d r " ° Cenl- 15 | """""""""'""""' """' " minimi G U S T A V O DILEZIONE E TORINO - Via pavide ^ mi V E R O N A fl]H|BIIiISTRflZIONE Jjertolotti, tbuhpono n-ae ^ 3 - TORINO „„„„„„ | ^ | I^lS E R Z I O f ì l p « » trattative rivolgersi presso l ' A m m i n i s t r a z i o n e del G i o r n a l e min Iiiiiiiiiiriliiiiimin..,lii^f I eoneoprenti al Cireuito della SaPthe Dall'alto in basso a sinistra: Porporato, Rigai. Duray. — Dall'alto in basso nel centro: Riviere, Gabriel, Olier, De Vére. - Dall'alto in basso a destra: Depasse, Mathis, H e m e r y (vincitore della corsa con macchina F.I.A. T.). (Fot. Argus Photo-Beportage- Milano). A m m o r t i s s e u r J . M B R E: V ETTATO Sospensione Elastica applicabile a tutte le vetture automobili L'IDEALE DELLE SOSPENSIONI Economia di tutte te parti meccaniche e dei pneumatici Concessionaria esclusiva: Ditta D . F I L O G A M D - Torino CATENE per BICICLETTE C H I E D E R E CATALOGO della nuova Fabbrica Nazionale Pitta W I P P E R M A M • Macherio DUE ANNI di continua vendita provano che il fucile Marca MILANO a triplice chiusura Greener, due canne Cockerill o damasco fino, parti metalliche prima tempra, bascula rinforzata per le polveri senza fumo, 4a p. a., r i e s c e di soddisfazione a quanti l'acquistano per la sua e l e g a n z a , solidità, precisione di tiro. 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La grande prova automobilistica del 1911 si è svolta domenica sul percorso dalle porte di Le Maus (tribune di Pontlieue) attraverso Eeommoy, Siint Mars d'Outillé, Grand Luié e Parigné L'Evèque. 11 giro era di 53 km., percorsi 12 volte, per un totale di 636. Gli iscritti erano 21, ma si sono ritirati Koecblin (KOBCIIIÌD). Porporato (Giégoiii) Esser (Mathis), Dopasse (Ford), Coosemaus (Excelsiot), Faudi (Excels'or) e Mathis (F.at), il rappresentante a Strasburgo della Casa torinese, e costruttore egli stesso. Quattordici sono i partenti, che lasciano il traguardo in questo ordine: M. Fournier (Corre), Birrianx (Alevon) D n r a y ( L o r r . D étricli), D o V e i e ( C ò t e ) , P . R i v i è r e ( E x c e l s i o i ) , A n t o n y ( P o r t h o s ) . Rigai ( R o l l a m i P i l a i n ) , D ^ y d i e r (Cot. D e s g o n t t ) , H e m e i y (^F"iat). C h e r b n y ( B u g a t t i ) F a u q u e t ( R o l a n d - P i l a i n ) 0 lier ( C ò t e ) , Gabriel (Rolland Pilain), L e d u c (Còte). Tutti disputano senza distinzione il cosidetto correndo il giro in 29M5'', deve abbandonare per un guasto, e la vettura n. 10, la Porthos, che deve pure abbandonare per un guasco al motore. Il secondo giro è fatto da 10 vetture: primo è Fournier su Corre, che lo compie in un'o'-n 4'', 2. Fonquet, in un'ora 4'', 3. Hemery. in 1,4*22", 4. Duray, in 1.7', 5. Biriiaiix. in 1,8*25". Nel terzo giro è primo Fournier in un'ora 35'4", 2. Dnray, un'ora 39'22"', 3. Biriiaux, un'ora 42*53", 4. Hemery, un'ora 48'39"4 5. La gara è ormai circoscritta a questi quattro corridori. Fouqnet, che era secondo al secondo giro, non può finire il terzo perchè la sua vettura bì è capovolta: fortunatamente il meccanico e il guidatore sono rimasti incolumi. Ad ogni giro quasi tutte le vetture devono fermarsi per cambiare qualche gomma. Così la Fiat alla fine de] terzo giro deve fermarsi e ptrdere parecchi minuti preziosi. Causa il suo peso il riscaldamento è maggiore. Il primo a compiere il quarto giro è Duray. Cinque corridori compiono il quarto g i r o : l . Duray in 2,12*41"; 2. Fournier, in 2,18 9"'; 3. He- NAZIONALE di Attrezzi di Ginnastica. Giuochi e Sport, B a n c h i , A r r e d i scolastici, fondato in BARI noi 1880 '< dal ^ r o f . Car. G I U S E P P E P E Z Z A R O S S A fornitore degli attrezzi al Grande Concoreo Internazionale di Ginnastica tenutosi in Torino nel Maggio 1911. 4 0 Onorlfioenzo. Chiedere catalogo: Pezzarossa - Bari - Telefono 87. ARGENTERIE DA REGALO In vero argento e di metallo bianco argentato. Grande deponito sempre pronto. Magazzino interno. COPPE per PREMI G A E T A N O BOGGIALI Tel. 20-72 - MILANO • TU S. Maurilio, 17 Cataloghi a richiesta gratis. NONI ^ / E V À ILVERO FANALE AQUILA*: CMC PORTA IMPRESSA QUESTA MARCA L E t A U MENTE DEPOSITATA V * * E LA PAROLA A Q U I I A 3 « FABBRICA FB BANTU*-FBNRAAA BREVETTI D'INVENZIONE E MARCHI DI FABBRICA UFFICIO INTERNAZIONALE A. IVI. M A S S A R I R O I I A - Via del Leoncino, 32 - ICO.TI A Hemery e il meccanico torinese Fognano. « Grand Prix de Franco », orgogliosa denominazione risuscitata per la circostanza, ma ciascuno disputa contemporaneamente il premio delia categoria cui si è insci itto, in nome della disparità delle, forze e del... pittoresco. Essi sono cosi distribuiti nelle tre categorie: Criterium delle vetture leggere (tipo Boli ogneSUr.Ylei): 3 Alcyon (Barrianx\ 6 Còte (ile Vè « ), 9 Excelsior (P. Rivièie), 16 Còte (O.liei), 19 Còte (Ledili). Formula libera (categoria B, limitata spio la larghezza della vettura, m. 1,90) : 2 Corre (Maurice Fournier, 5 Lorraine-D étricli (Duray), 10 Porthos (Antony), 12 Cottin-Dcsgouttes (D.ydiei), 13 Fiat (Homeiy). Categoria limitata (110x200 di alessgg'o-corsa massimi): 11 Rollatici Pilain (R gal), 14 Bugatti (Cherbny) 15 R dland-Pilain (Fauquet), 18 RollandPilain (Gabriel). I primi cinque giri. La prima a compiere il giro è la vettura n. 2, che in 32 minuti supera i 54 chilometri del circuito. Giunge poi Duray, che si f i n n un istante a vettovagliai si, poi la Alcyon di Barrianx, partita alle 8,3, poi la Cottin-Desgouttes, part ta alle 8,12. La Fiat, partita nona, arriva quinta, si f, rma un attimo e riparte : essa ha fatto il giro in 31 minuti. Tredici vetture su quattordici compiono il primo giro, ma durante il secondo giro due vetture si ritirano, e cioè la vettura n. 12 Cottin Desgouites di Deydiers, che ha fatto il miglior tempo, per- (Fot. G. Baldo - Milano). me'y. in 2,21'29"; 4. Barriaux, in 2,23'39"; 5. Rigai, in 2.26 '. La temperatura è così torrida che Duray, alla fine del giro si fa gettare addosso dell'acqua, e Hemeiy, oppresso dal caldo, vorrtbhe abbandonare la corsa. Il termometro segna 39 gradi all'ombra. Al quinto giro è ancora primo Durey in 2.45*48", 2. Fournier in 2,49'48"; 3. Hemeiy, in 2,5X'5". Hemery è primo. A metà corsa per il Gran Premio di Francia automobi istieo, al sesto gi o. la c l a s s i c a è la seguente: 1. Duray, in 3.24 29''; 2. H-meiy, in 3,32'17" : 3. Bari iaux, in 3 52 53" 1,5; 4. Cheibuy, in 4,27*35'' ; 5. Leduc, in 4 51*7". Il settimo giro è compiuto da Hemery in 46*53" [15; Duray, in 4,7*51"1[5; Cherbuy, in 5,7 48" ; Li due, in 5,39*39 '. L'ottavo giro è compiuto da Hemery in 4 38'44" 2,5; Duray, in 4,45*9*'3[5; Cherbny, in 5 48*35". Ma dopo quesio giro anche Duray è costretto ad abbandonare in seguito ad un'avaria al motore, ed Hemeiy rimane oramai solo in lizza, perchè le altre vetture che continuano a correre sono ormai troppo distaDz;ate per avere qualche probabilità anche solo di avvicinarsi. La grande prova automobilistica si avvia con certo p: onestino alla fine. H-imery copre i nove giri in 5 ore, 20*33"; Cheibuy è secondo, Gabriel terzo e Leduc quarto. Hemety ha coperto 10 giri in 5 ore, 58*32", 11 3 migliori pneumatici per Velocipedi ed antomobili. R U S T già H M E E I T 4 B I C R i e A g a m i a m Tvinaviravo D a p o a l t o L I 1 U I L E Li B i l i tt Vendi ta Ditte par l'Italia: Jh r> M i l a n o - vi» B»™, I. ai t . t o s i n o - r i » Tri». i » « i m , ib. P A N C H E T T A al minuto: - b p b TU I. Tana • l a t i • T a r l a * giri in 6 ore, 33'1 5. L°dnn, Cherbny e Gabriel nell'otdine sono di-tanziatissimi. S^mo alla fine. Hemeiy copre 636 km. in 7 ore, 6'30'',con un untila di eli Inmetri 91.130 a l'ora. Alle quattro precise, per ordine del prcfrttodi polizia, la corsa viene interrotta, e le nos z oni vengono aggiudicate sui dieci giri. Cheiboy è secondo averulo percorso i dieci giti, cioè 500 km., in 7 ore, 57 5 '. Teizo è Gabriel in 8 ore, 4'23'' 3,5 ; quarto Leduc. Due vittime del Circuito. La morte di Fournier e Louvel. Un accidente mortale purtroppo registra la cronaca del Circuito della Sai the, alla cui oiganizzaziooe non si può fare ppiò alcun spi uuto. Ecco come, secondo il Corriere della Sera, un meccanico amico di Fouruitr, che si trovava a poca distanza e che fu il primo a giungere sul luogo, descrive l'accidente: « Fournier aveva dovuto fermarsi una seconda voAa perchè mancava d'acqua. Ne chiese ad alcuni contadini, i quali nicchiarono dicendo che l'acqua scarseggia e che dovevano andare a prenderla fino a'ia fattoria che vedete laggiù sotto gli alberi. Il povero Fournier si tolse allora di tasca una moneta da cinque lire e ia diede ai contadini, che si decisero ad andare in cerca di a< qua. Tornarono con uu secchio di pochi litri. Fournier era impazientito, ma evidentemente volle tentar di continuare con quello scarso mezzo per rifornirsi in un luogo più propiz o. «. Si era appena avviato, qnando sentì arrivarsi alle spalle Heineiy con la Fiat, che gli passò dinanzi. « Fournier, che perdeva così un posto nella classifica, fu spinto dali'emnlaz one a rommetiere una imprudenza fatale. Nello sfoizo dello scatto l'asse auteriore si spi zzò, la vettura si capovolse, andando a ruzzolare sul marg'ne della strada. « La vettura fu avvolta subito in una nube densa e si v.de che eia bruciata in pai te. Il povero Fournier dava ancora qualche seguo di vita quando lo abbiamo raccolto, ma non ripiese più i sensi » . Ci allontanammo col cuore stretto dall'angoscia. Anche il meccanico Louvel nella caduta trorò la morte. Ferito gravemente, dopo poche ore cessò di vivere. Dopo il Circuito della Sarthe A leggere alcuni giornali francesi si ha l'impressione che essi soffrano a malincuore la strepitosa vittoria riportata ieri dalla F al nel circuito della Sarthe. Quasi tutti attribuiscono ia bella fortuna delia Casa italiana alle gomme che appartengono a i una Casa francese. li Pel t Parisien scrive : « L a corsa finisce con la v i t t o n a di una vettura italiana detta di tonrismo, ma eccessivamente rapida, giacché la sua media superò ì novanta i h lometri all'ora. A dire ia veruà qm-sta vettura era stata costiuita appositamente per la corsa di ieri, e salva l'apparenza, con un aspetto che permette di prenderla per una vettura di serie ordinaria ». Il Ci cuito de la Sarthe. — l.a partenza di Hemery col meccanico torinese Fognano. (Fot. G. Baldo - Milano). — specie di quella che dello sporti A già r e t i raer Il tevole, e la D a t a Santini in questo o. -m ha largo merito. è La sua Fabbrica è uno degli Stabilimenti nazionali più vasti per la fabbricazione d'articoli d'illuminazione, specie ad acetilene, utensili domestici e chincaglierie. Il catalogo illustrato è degno di essere preso in seria considerazione dai negozianti, ai quali esclusivamente la Casa vende, non trattando che l'ingrosso. Cosa che volevamo in modo speciale rilevare, e che è vanto esclusivo dell'industi ia italiana, sono le rtuimate lampade, proiettori e fanali « A q u i l a s » , ad acetilene, la marca che quasi tutti i nostri ciclisti portano trionfalmente alle loro biciclette. Essa è ormai celebrala in t u t i o il mondo, giacché, specialmente ì tipi per miniere, gallerie, quelli per casa, negizi, ecc., sono giornalmente richiesti dall'esteio, e non solo in Europa, ma anche in A f r i c a e nelle lontane Am-riche, ove se ne fa importante esportazione. il traforo della galleria del Loetschbeig, per esemplo, venne fatto tutto alla lnce delie lampade e proiettori « A q u i l a s » ; molte altre gallerie, m Italia Y. G. e fuori, sono in costi nzione con l'uso delle < Aquila» >, che sono state adottate anche dalie Ferrovie dello Stato. Ber questo ia Casa Santini ha dovuto accrescere j W mcttdo commerciale sportivo giorno per giorno lo Stabilimento, costruito appositamente, e la maestranza, che o g g i conta quasi quatUna visita allo Stabilimento Fratelli Santini, Ferrara. trocento operai. Fra diplomi e medaglie ha 36 premi, tra cui 2 me— I gerenti sono stati assai cortesi con noi, ci hanno daglie d ' o i o e 2 d'aigeuto del Ministero di A . I. e 0 . , off-rto copia del loro catalogo, perchè è sempre nostro il diploma d'onore all'E-posizione di Milano 1906, ed desiderio teneici al corrente deli'iudustna italiana, ultimamente dal R . Governo la croce di cavaliere al nier.to del lavoro. . Ali E-posizione di Torino ha tre mostre: una all'America Latina, una allo « S p o r t » , ed una alle Industrie (miniere). L'Auto annuncia che il rappresentante della Fiat in Fiancia, per rispondere alle accese the gli sono state mosse, di aver presentato cioè nella coi sa di domenica una vettuia n n da turismo ma da corsa, ha latto suggellale il motore della vettura vinc.trice da uu uscieie del tribunale di Le Mane. La vettura stessa dopo suggellata sarà presentala a F a r i g , ove saià esaminala da una Gì min ssioLe di ingignoyi che dovranno giudicare non soltanto sulla forma dell motore, ma anche sulle ccndii^uni di esso dopo la dura corsa, La direzione della Fiat non partecipò ufficialmente alia c o i s a ; anzi, a qua. to ci Consta, se ne disinteressò. Il nome delia Fiut figurò Ira le Case concorrenti p.r iniziativa privala del roppreseuiante parigiuo. Comunque, la corsa fu organizzata dai francesi, uu francese guidò la macchina italiana e la Fiat triontò. Oiiioialmente o officiosamente fosse la partecipazione delia vettura italiaua, comunque la sua vittoria è vittoria sportiva intemazionale, vittoria the onora l'industna italiana. G a r e eli n u o t o Domenica a Firenze, nello specchio d'acqua a muice della barriera di San Niccolò, ha avuto lurgo la gara di nuoto per la coppa B .stogi. Percorso m. 826 (mezzo miglio) con giro di boa. La coppa Bistogi (eltallenije triennale) nel 1909 fu vinta da De Pasquali di Spezia; nel 1910 da Massa. La partenza è d a t a a o i e 16,45'. Vi paitecipano Rezzalo della R. N. di. S.ezia, Cigheri, B.uuo Biidi, Mario Binili, Restori e Cartoni. E' arrivato piitno Ciglieri, della R. N. Ftorentia, in 14 22", con un vantaggio di circa 30 m. sul secondo, Ge-' rolaiuo Rczzato, ciie lia fatto il percorsolo 15 45"; 3. Bruno Boi di in 16'23"; 4. Mario Bordi in 18 45 '. * * Maurice Fournier ed il meccanico Louvel. vittime di un [mortale oceiàente. (Tot. Gudo J il c1 o - Miisio). * Il campionato milanese di nuoto (velocità), organizzato dallo Sport Club Italia, La raccolto le iscrizioni dei più forti nuotatori di Milano. Partono Sinigaglia, vincitore del 1910, Cova, Bellezzi, Luè, Caselli, Mariani, Rossi e Davogiio Osvaldo. L'ordine d'arrivo risulta il seguente: 1. Cova; 2. Sinigaglia; 3. Russi; 4. Caselli. Molto pubblico assisteva alla gara. P N € U M / q T I C I insegnamenti e di pratici risultati aviatori che cento raids e mille circuiti. Molto abbiamo fatto noi italiani per l'areonavigazione, cioè per il più leggero dell'aria. Approfittando degl'insegnamenti forniti dagli altrui studi e tentativi, ma senza copiare o comprare quanto si era fatto all'estero, i nostri ufficiali ci hanno costrutto un tipo di dirigibile che può competere per qualità areonautico-militari coi migliori stranieri. Ed abbiamo anche ottimi ufficiali piloti. "• Non altrettanto abbiamo fatto per l'aviazione. Oggi esiste una scuola militare d'aviazione con molti apparecchi, ma, purtroppo, pochi ufficiali che diano serio affidamento di un efficace servizio. La colpa non è loro: mancano di maestri e abbondano di areoplani. Abbondano, intendiamoci, di tipi, di qualità, non di quantità di apparecchi. E questo è un errore enorme. E' come se volessimo dare alla fanteria diversi tipi di fucili. Ormai sappiamo quali sono i migliori areoplani. Perchè, nell'attesa di un tipo nostro, italiano di concezione e costruzione, non ci atteniamo a un tipo unico, con cui l'insegnamento potrebbe essere metodico, completo ? Ma lasciamo quest'argomento che ci svia da quello prefissoci. Le manovre di quest'anno ci dirannose al momento attuale possiamo disporre di un gruppo di ufficiali aviatori capaci di rendere all'esercito quell'aiuto che oggi si può sperare dall'aviazione. Ma ben altro, più generale e interessante, sarà il primo scopo di queste esercitazioni aereo-militari. Esse ci devono dire qual è la potenzialità offensiva, il valore tattico dei dirigibile e dell'areoplano. Ancora questi due mezzi si contendono la superiorità pratica; ma, secondo me, è ingenuo domandarsi: dirigibile o areoplano? E'come dire: Fucile o cannone? Sono due armi differenti, di diversa efficacia, ma pur necessarie in diversi momenti di combattimento. Così dell'arma nuova. Non credo che si escluderanno mai; credo che dovranno integrare la loro azione, aiutarsi nel sostenere e guidare le forze di terra. Dobbiamo quindi scoprire (e a ciò tendono le future manovre) quali sono le attitudini del più pesante e del più leggero; stabilire quale dei due mezzi è più adatto da un'operazione militare; quale sa meglio operare indipendentemente dalle altre forze. Sembra che la Direzione superiore delle manovre assegni tutti i quattro areoplani ad un partito, lasciando i due dirigibili all'altro. La disposizione è ottima, ma non dovrebbe essere mantenuta che nella prima parte delle esercitazioni. In essa, infatti, dirigibili e areoplani dovranno assolvere, senza reciproco ausilio, tutti i còmpiti (esplorativi, difensivi, offensivi) che un comandante può assegnare alla forza aerea. Più pesante e più leggero si troveranno allora di fronte e decideranno volta per volta, operazione per operazione, la reciproca superiorità. Ma nella seconda parte delle manovre le forze dovrebbero essere egualmente divise. Allora vedremo l'azione reciprocamente integratrice del più leggero e del più pesante ; scopriremo la miglior divisione del lavoro fra di essi; decideremo se, ad ottenere uno stesso obbiettivo tattico, è più efficace un dirigibile o un areoplano. Senza pretendere una risposta conclusiva a tutte queste questioni, c'è da sperare che buona messe di risultati pratici possiamo raccògliere sui campi delle finte battaglie. C'è da sperarlo, dico, per la sicurezza anzitutto del nostro paese e poi anche perchè, maggiormente illuminata, l'organizzazione della difesa aerea proceda più sollecita e pesi meno sul bilancio dello Stato. Oggi, infatti, ignari ancora dell'efficacia bellica dei due mezzi di areonavigazione, spendiamo centinaia di migliaia di lire nell'acquisto di areoplani e nella costruzione di dirigibili senza sapere il servizio che essi ci potranno rendere in caso di conflitto. Appare quindi evidente l'importanza di questa prima combina Védrine, vincitore delle prime due tappe del Oircuilo inglese. E' quindi con sommo compiacimento che abbiamo appreso la notizia che alle prossime grandi manovre che si svolgeranno nella seconda metà di agosto nell'alto Monferrato, già teatro di una gloriosa campagna della nostra indipendenza, prenderanno parte due dirigibili e quattro areoplani. Sarà questo il primo esperimento su vasta scala dell'arma nuova in ausilio al fantaccino, al cannone, al cavallo. Ed io da parte mia credo che le manovre di quest'anno saranno più fertili di utili Il cielo ci protegga La frase non è una traduzione del Dieu pròtège... che i nostri amici d'oltr'Alpe invocano col tintinnìo del metallo coniato; non è del Dieu de la France che io intendo parlare, ma è del cielo, del bellissimo e carissimo cielo d'Italia, il tesoro invidiatoci, la ricchezza inafferrabile e indistruttibile che corona la terra della patria nostra. Questa terra sacra, che alla sua bellezza dovette gli strazi delle invasioni e delle conquiste, la difendemmo, finora, lungo il mare e l'Alpi che la circondano, oggi, saliti un gradino più alti sulla scala del progresso, grazie alia conquista nuova dell'aria, dobbiamo pensare a difenderla dall'alto, dal cielo che ci sovrasta e che ci sarà cittadella inespugnabile di difesa se sapremo validamente occuparla. Dal cielo ci può venire il nuovo assalto; ebbene, nel cielo prepariamo l'efficace difesa; il cielo ci minaccia e il cielo ci protegga... Io già scrivevo tempo fa : ancora ia conquista dell'aria è una chimera ; ancora è libero e infinito lo spazio dei cieli e già ogni popolo s'appresta alla difesa del nuovo regno, affila l'arma e arruola i soldati celesti. Lo spettro sanguinoso della guerra segue, come ombra, i passi della civiltà che avanza e, dove questa distribuisce nuovo benessere e mezzi di miglior vita, esso munge sangue e si ciba di morti. E' una fatalità, è una necessità della vita nostra questa, di aspirare ardentemente alia pace e preparare perennemente la guerra, di porger con una mano l'ulivo e d'impugnare con l'altra la spada. Così, mentre oggi da ogni terra si leva alto lo sguardo nei cieli senza confini e senza bandiera con un'unica brama di civile e pacifica conquista sulla natura, ogni paese si prepara a difendere il suo cielo, come difende la sua terra e il suo mare, con l'arma nuova dell'areoplano e del dirigibile. Per ciò, dalla giovane e pur rigogliosa pianta, oltre ai rami, più o meno vitali dell'aviazione e areonautica sportiva, speculativa, ecc.'si stende quello che, secondo me, è l'unico destinato a sopravvivere e svilupparsi, quello dell'aviazione e areonautica militare. Se proprio non si vuole accettare l'ultimo mio apprezzamento (e non saran pochi a rifiutarsi a ingoiare l'amaro boccone), questo è certo: che se oggi l'areoplano e il dirigibile possono vantare un valore di, utilità pratica generale, solo lo possono nel campo della difesa militare. Già fin d'ora, il più pesante e il più leggero dell'aria ci possono dare, in caso di conflitto armato, degli aiuti incalcolabili; in avvenire, forse, rivoluzioneranno tutta la scienza e l'arte militare, modificando mezzi e sistemi difensivi e offensivi. Le grandi nazioni, ossequienti al saggio si vis pacern para bellum, hanno destinato all'aviazione militare somme non indifferenti, per l'acquisto o la fabbricazione di areoplani e dirigibili; hanno istituito scuole per . gli ufficiali della nuova arma, la cui importanza le spinge a non restare in grado di inferiorità rispetto alle altre. Questo sforzo, consigliato da nn bisogno di sicurezza, è ora enormemente gravoso alle finanze *m degli Stati, difficile da organizzarsi e ben dirigersi, specialmente perchè ancora non si è affermata una superiorità militare del più pesante e del più leggero, o, meglio ancora, non bì sono determinati praticamente le virtù e i difetti dei due mezzi di navigazione aerea. In Francia, il paese classico dell'aviazione e dell'areonautica, esiste una numerosa flotta aerea, un gruppo di abilissimi ufficiali aviatori cbe parecchie volte presero parte ad esercitazioni militari. In Italia non si sono mai avute manovre di cielo e di terra, ragione per cui noi, più dei nostri vicini, procediamo incerti all'organizzazione della difesa aerea nazionale. _, n ( J q i s T r ! / M . n M f i n r r ( D o m a n d a t e C a t a l o g o = n 1 9 1 1 w — • • =N0VITÀ INTERESSANTI ILrj/zInFF,nriÉLÌÌ=~miund L / L - l G. c a r n i az v/a a/zza s z 4 Audemars si è ritirato definitivamente. Cody è arrivato a Harrocate alle 9.44', e non è ripartito essendo gnaste le mote del sno areoplano. Blanchet è sceso a Laton rimanendo Jievemente ferito. L'areoplano è in pezzi. Anche l'areoplano di Pixton è frantumato e l'aviatore è scampato alla morte quasi miracolosamente, atterrando bruscamente. Di Montalent non si hanno più notizie. Pizey è disceso a Melton. Regnault si è ritirato definitivamente dalla gara per guasto al motore. Huchs per danni al motore ha anch'egli rinunziato a continuare. Bier è sceso vicino a Halfield con gravi avarie all'areoplano e si crede che anch'egli debba rinunziare alla gara per un giorno o due. Il luogotenente Cammei, con l'areoplano infranto, è rimasto a Wakefield fra Hendon e Harrocate. Weymann, che aveva ottenuto dall'Aero Club uno speciale permesso per ritardare di qualche ora la partenza da Hendon, spiccò il volo alle 13.7', diretto a Harrocate. Fino a stasera però non si ha notizia del suo arrivo. L'elogio delle acque Tanto per cominciare (bisogna pur cominciarli in un modo qualsiasi questi benedetti articoli, e Monoplano « Gabbiano » completamente costruito in Ancona nelle officine A. Salvadori e XJ. Torelli, con motore chi è del mestiere sa che la più grande difficoltà Ohiribiri e G. della Fabbrica Torinese Velìvoli (F.T.V.). — 1. ing. Ugo Carelli, costruttore. -2. Conte Muzio sta appunto nel cominciarli, chè una volta preso Gallo, ideatore-pilota. - 3. Antonio Chiribiri. costruttore del motore. l'abbrivio si fila che è un piacere, tanto per cominciare, dicevo, non mi rifarò come vorrebbero zione della flotta aerea colle forze di terra: certo Lunedì, 24 luglio ebbe luogo la seconda tappa le buone abitudini della retorica a un qualsiasi mai manovre, sia pur grandi, del nostro esercito del Circuito Inglese: Hendon-Edimburgo, lunga motivo piuttosto sentimentale quale sarebbe per avranno interessato la nazione come quelle che 548 km., attraverso tutta l'Inghilterra e la Scozia. esempio quella di ricucinarvi la consueta favosi svolgeranno quest'agosto. Lungo il percorso vi sono due controlli : ad Harletta di Ero e Leandro. Anche perchè, a essere A... guerra finita tornerò quindi sul tema, dopo rocate ed a Newcastle. Ad ognuno di questi consinceri, codesta favoletta non l'ho mai bevuta aver seguito de visu le esercitazioni dei nostri trolli gli aviatori devono discendere. Il primo perchè a me sembra poco verosimile. Infatti codirigibili e areoplani. Io spero poter dire allora tratto, Hendon ad Harrocate, è di 32 miglia. desto Leandro aveva, come sapete,' l'abitudine di che l'Italia, senz'essere la prima nè delle prime Védrine giunse pel primo ad Harrocate, alle recarsi ogni notte a passare qualche ora presso fra le nazioni in fatto di aviazione e areonaviga7,4 e ne ripartì alle 7,40. Beaumont, giunto sela sua Ero, e all'uopo era costretto a traversare zione, ha però, intuendo il solo lato veramente condo alle 7,9, ne ripartì alle 7,47. a nuoto l'Ellesponto, traversata non breve e non pratico di queste nuove conquiste, preparato nel Védrine è giunto a Newcastle alle 8,45, sepriva di difficoltà. silenzio operoso dei suoi cantieri una flotta aerea guito da Beaumont e da Valentine. Ora a me sembra che il povero Leandro, per che assicura la difesa del nostro bel cielo e della A Edimburgo Védrine è arrivato alle 11, comq u a n t o f o s s e u n o d e i m i g l i o r i rari nantes delterra ch'esso illumina e feconda. piendo la seconda tappa e la prima sezione del l'epoca, Una specie di Massa di quei tempi,giunto Circuito. Una folla enorme l'ha applaudito freGiuseppe Ambrosini. alla notturna mèta d'amore si sarebbe eventualneticamente. mente trovato piuttosto in condizioni di ricorBeaumont è arrivato secondo alle 11.22. rere all'energica opera di un masseur che in Valentine, partito da Hendon alle 4.2'53", giunse quella, dirò così, di degnamente apprezzare le a Edimburgo poco dopo le 13. grazie squisite della sua Ero. Degli altri aviatori nessuno è giunto lunedì alla Senza contare poi che, per la faccenda del lucapitale scozzese. Hamel, giunto a Harrocate alle micino che si spense, il povero Leandro fece una 11.45', fu colto, appena toccò terra, da uno sveniben miseranda fine, sicché a me sembra in ogni Il 22 luglio si è iniziata la prima tappa del mento e per più di un'ora i medici si affollarono modo un esempio poco imitabile sotto ogni punto Circuito Inglese (Brookland-Hendon Km. 30) con intorno a lui, poi lo lasciarono dormire tranquillo di vista. E lasciamola lì, con buona pace degli alcuni incidenti. sul campo mentre l'areoplano lo riparava dai raggi innamorati della mitologia. A me sembra che si Uno dei più gravi incidenti è toccato all'aviadel sole. Dossa benissimo scrivere l'elncrin delle aeeee tore Kernt. L'aviatore, che montava un biplano di forma caratteristica, arrivato a circa 50 metri di altezza, precipitò a terra. L'areoplano si era fracassato conro il suolo. I membri del Comitato si precipitarono verso il punto in cui si trovava l'aviatore, ma questi si rialzò subito perchè era rimasto illeso. Altri incidenti toccarono a Brière, al tenente Porte, all'aviatore Valentino, il quale ultimo precipitò da venti metri di altezza, e rimase incolume per miracolo. Forse, allarmato da questi incidenti, e sonratutto perchè si era elevato un vento forte, il Comitato rimandò di un'ora il tempo fissato. Beaumont, primo nella lista dei partenti, era molto impaziente e voleva partire ad ogni costo. Ma il Comitato gli impedì di effettuare qualsiasi tentativo. Peraltro, nel frattempo, il ventosi calmò, ed alle 4 Beaumont potè partire. Egli fu immediatamente seguito da Hastley, un giovane aviatore inglese su cui si fondano molte speranze, da Védrine ed altri. A Hendon, intanto, regnava pure grande animazione ed una certa agitazione, poiché s'ignorava che le partenze fossero state ritardate e si temeva qualche incidente ; ma presto si fu rassicurati, ed alle 4,20, fra generale soddisfazione, si vide arrivare Beaumont, che discese pel primo a Hendon. Védrine arrivò subito dopo, seguito da Hamel, Weyman, ecc. A distanza di pochi minuti giunsero parecchi altri. La tappa, peraltro, è vinta da Védrine, perchè egli ha impiegato minor tempo di Beaumont. Un terribile ciclone, nei giorni scorsi, si è abbattuto sulVoi eodrcmodi Taliedo, donneggiando una quindicina di hangars per _ Però la lista degli aviatori è assotareoplani. Di questi, sono andati addirittura distrutti gli hangarsdei signori Oobianchi, Pozti, Battaglia, Grossi e Baroni. tigliata di circa un terzo. ;. Gli apparecchi swno ridotti in istato di assoluta inservibilità. La grande prova inglese (Fot. A r g n s P h o t o - R e p o r t a g e - Milano). CICLISTI! LE INCOMPARABILI BICICLETTE PEUGEOT SONO RICONOSCIUTE PRIME DEL MONDO Un shoot, in goal durante un match di water-polo giuo- Un ru«h sotto la porta durante «no partita di waterpolo a Napoli, yiuocata Rai »od d»"o R Nantes cato dai soci della R. N. Parte-ape a Nipoti. anche senza indicarle come alquanto incomodo mezzo per recarsi nottetempo a trovare la propria amante anche quando questa, come nella fattispecie, sìa sacerdotessa di Venere. Fatto sta che siamo nel cuore, come suol dirsi, dell'estate, che il termometro sale con una disinvoltura aviatoria (vedrete che a dicembre, con aviatoria disinvoltura precipiterà!) e tutti abbiamo la soddisfazione di sentirci colare per le gote quel famoso sudore della fronte di cui si bagna come sapete, il pane quotidiano, formando cosi, secondo i dettami delia buona morale, una poco appetitosa zuppa. l a verità, si suda. E quale migliore r e f r i g r i o è serbato a noi, miserabili animali cittadini, die quello di tuffare le riarse membra nelle fresche onde del liquido elemento? Fiumi, laghi e sopratutto mare, grazie a Dio, non ce ne mancano. Eppure Eppure. Si dice, in Iralia non ci si bagna, non si sa nuotai e, non si ama l'acqua. E C J O . Io non ho precisamente preso la penna per fare a questo screditatissimo i aese (screditato specialmente per opera dei diletti figliuoli) un bilancio qualsiasi di vituperio. Faccia c ò altri di me più ingenuo, volevo dire più ottim'sta, il quale s'illuda di poter cambiare con un adegnato numero di parole più o meno sagacemente buttate 11, quello che è il plasma psichico della nostra razza. Ci vuol altro! 8 è predicato tanto! M i s'è sempre pre d cato al vento. Ricoidate quel filosofo che scrisse: « l a civiltà di un popolo è in proporzione diretta del sapone che essa censo ma >>. Nessuno gli dette retta. E sfido io! Quel filosofo forse era azionista di qualche saponificio... Scherzi a parte, sapete perchè in Italia ( (Fot. H . Bayon - Napoli). (Fot. H. Bayon - Napoli;, Partenope. Bcb4 Pellegrino, comp one meri.dion.ole di velocità, appartenente alla Rari Nantes Partenope, (Fot. H. Bayon - Napol ). Uni bellissimi pas3e in aria durante un match di allenamento di water-polo. non si nuota o per lo meno si nuota poco o per lo meno ancora non si nuota quanto si dovrebbe ? E' presto detto, per pig izia. Per pigrizia, tante altie cose non si fanno! Vedete, nuotare significa lavorare, significa stancai si. Vi par possibile che si lavori, che si stanchi inutilmente ( nutilmente, si dice!) in un paese in cui generalmente S' lavora appena quel tanto che è strettimi nte necessario per non morire di fame ? E pensare che il nuoto è il migliore, il più compiuto degli sporte ! Indiscutibilmente. I corpo libero e sciolto, e liberi e sciolti i movimenti e le membra terse, carezzate dalla mano fresca e vellutata dell'onda cristallina, i h quanto siamo lontani dall'accecante, asfissiante polveie del ciclismo estivo che ei abbatte sfiniti e sfiatati sui muli cigli delle strade ali» magra ombia di qualche alberello rinsecchito! Ecco, voi nuotate. E se siete in un fiume la corrente vi tiascina lenta meni e nel suo corso e voi li« veniente scivo'ate fra due ripe su cui l'etbe scendono a diss-taisi; coi-ì, senza faticr, fate insomma dell'automobilismo quanto mai economico. Se siete al mare l'acqua salsa vi tiene assai meglio a galla e le onde gievi vi cullano blandi mente con materna soavità e vi riducono lentamente alla deriva popolata di ninfe e di sirene più o meno marine. Se s'ete in montagna e vi tuffate in nno di quei meravigliosi taglietti alpini che sono come smeraldi o piuttosto opali cadate dal cielo, se avete cuoie di tuffarvi in qnelle frigidissime ma purissime linfe ne uscirete temprati come acciaro. Amenoehè vi prendiate una polmoni e... la ogni modo benediciamo le acque. Benedette Un vero ed autentico campo di water-polo nelle acque del porto di Santa Lucia a Napoli. (Fot H . Bayon - Napoli). per gomme P I R E l l a l a i TORINO Ditta PASCHETTA Yia Santa Teresa angolo Via Genova. le acque che ci dissetano, le acque che ci detergono in frig'di lavacri, le acque che precipitano spumeggiando, vive voci canore in qui Ile silenziose solitudini montane che vi mettono nell'anima un'ombra sottile di lontane paure. Ebbene, la voce amica dell'acqua par che sia 11 a farvi cuore onde con p.ù fede ritoiniate alla montagna muta. Benedetto il mare nella sua infinità piena di mistero, benedetti i fiumi che son nella terra quel che sono le arterie nel corpo umano, benedetti i laghi, questi piccoli deliziosi mari dolci, ma chiusi, ma finiti, cui ci affi liamo con più f. de, thè non ci spaventano, che non ci gettano in volto l'oltraggio della nostra im intente nullità. Il mare! Quanti ora sono a mare! Sì, ma il mare in fondo è poco disturbato e nelle villeggiature marine il mare c'entra poco: il mare basta guardarlo da lontano come si fa con le cime dei monti: è p ù prudente, più igienico. Ed anche se vogliamo, più piacevole: Tower non vale cer'o il flirt — nuoto più sentimentale in cui petò c'è pur sempre il pericolo di andarsi a romper la prua in qualche scoglio coniugai. Il mare fu la patria prima d 1l'uomo: tanto è vero che acqua e sale sono il miglior succedaneo del sangue umano e a tale soluzione si ricorre sempre in chirurgia per tenere in vita i dissanguati. Ma, intanto, in Italia, si ripete, non si muta. E che volete farci ? Volete forse prendere per il bavero il primo innocuo cittadino che vi passa daccanto e buttarlo giù dal ponte più vicino? Non vi ci consiglio. Piuttosto noi che delle acque siamo innamorati, La grande festa nautica di Joinville-Le Pont (Parigi), che ha avuto luogo il 23 luglio. - Le nuotatrici francesi. (Fot. Guido Baldo - Milano). pochi e veramente rari... nantes che le gare dei primi anni raccoglievano, sono ora diventati falange, esercito. Il piccolo clidlet rigurgita di nuotatori e lo spettacolo è meraviglioso nel vederlo pieno di nna massa di muscoli, anneriti ed abbronzati dal sole. P r o v a maggiore della sana propaganda ne è stata la gara popolare di domenica 23 u. s., che ha radunate ben 78 inscrizioni, e tutto quell'esercito di nuotatori ha corso regolarmente le proprie batterie senza dar luogo al minimo incidente. Ma l'attività della nostra Rari Nantes non s'arresta al solo nuoto, essa s'addestra pure nel salvataggio, e già i suoi, soci hanno dato prova dell'utilità degli insegnamenti ricevuti, adoperandosi in più d'un salvataggio, pei quali il Ministero della R . Marina ha rilasciato certificato di benemerenza alla Società ed ai snoi soci. Il water-polo è poi il divertimento abituale, ed ogni giorno sono interessantissime partite che s'impegnano fra le diverse squadre che l'attiva Società ha saputo mettere assieme. E di ciò noi ce ne compiacciamo, giacché, al contrario di ciò che altre Società stanno facendo a parole, questa fa a fatti. Ed il sano esempio della Rari Nantes ha avuto numerosi imitatori l u o g o la costi-ra del Golfo. Difatti, sia Pozzuoli, sia Castellamare che Torre Annunziata posseggono le proprie squadre di water-polo. D,fatti, tale è l'entusiasmo destato da questo salutare e divertentissimo giuoco, che il Mat- tino ha donato nna Coppa d'argento per nna gara di Campionato meridionale, che la Rari Nantes sta orga- Le'nuotatrici nizzando con accuratezza e discernimento. (Fot. Huido Baldo - Milano). durante falcona'handicop di 120 metri. Accatti. noi che secondo le leggi darwiniane abbiamo ereditato un po' dell'istinto dei ranocchi o, se, alle eveutuali graziose lettrici più piace, delle anatre, continuiiinio a tuffarci serenamente nelle aniiehe acque sotto gli occhi stupefatti degli idrofobi fratelli. Chissà, forse qualcuno ci imiterà. Perchè si dice che nell'uomo sia forte, se non l'istinto dell'anatra quello almeno della pecora.Ricordate la leggenda? « Il pretore Dindenault manca di rispetto a Panurgio e Panurgio per vendicarsi comi ra un montone dal pastore, a carissimo prezzo. Quindi Panurgio spinge in mare il montone comprato e il resto del gregge gli si precipita dietro...». T A L E N T I N O L V 111)1. Il nuoto in Italia La R. N. Partenope. A l contrario di molte sezioni Rari Nantes che hanno dato segno di vita appena aJla creazione e poi sono sparite siccome fuochi di paglia, la Rari Nantes Partenope sta facendo nella nostra bella Napoli mia seria e proficua propaganda del sano ed utile sport del nuoto, con numerose gare che settimanalmenie alla domenica essa bandisce, con grande intervento di numerosi ed appassionati cultori. La battaglia che gli audaci fondatori della Rari Nantes hanno dovuto combattere è stata dura, ma ora certamente hanno vinto e vinto superbamente. I Le nuotatrici inglesi che vinsero il match franco-ingl se. M ? J ! V I T 1 Ì / T J & j M U VELOCIPEDI M R M R jWflr j f ì L j M j W ™ ' " T T | 1 SEI D E L & N A U M A N N S e c o n d o • T u r n i . — lutti « h m a N m u , Uaàutk, Rtuai, Fiat, Ift?* b i l i : R a f f a e l e - - a — — • m a i n „ DI FAMA MONDIA Massima Eleganza, Leggerezza e Solidità ^ NpadUpt.nl. 11 Ititi: E m i l i a " GERMANIA (Fot. Guido Baldo - Milano). , i r i n i m « i n n i lumi - DRESC R e f e n d i - fladauz n imi i i i i i i i i i w i u w o n w i m (Mantova). » II c o c o di 6 o c ò Conoscete Cocò f / Se siete fra i tanti che s'appassionano di ciclismo o fra i pochi che s'interessano ancora del I X Giro di Francia, dovete certamente conoscerlo. Chi non ha questa fortuna é vuol avere un'idea di che cosa sia Cocò s'immagini un paio di gambe (comincio dalle parti più importanti per il mio soggetto) tutto muscoli dentro e tutto peli fuori in un paio di calzoncini neri; un petto rotondo, da far invidia a un torello, chiuso da una maglia celeste; e sopra, attaccata a un collo ben saldo, una testina capricciosa incoronata da un calottino giallo-celeste con davanti due perle nere di occhietti vivacissimi, un naso tagliato a punta, e una bocca atteggiata a perenne sorriso: il tutto sagomato in modo da rendervi Cocò un tipo simpaticissimo, dall'aria furba e intelligente, quantunque (non se l'abbiano a male gl'interessati la sua professione sia quella di corridore ciclista). Per chi, nonostante il fedelissimo ritratto che ne ho fatto, non conosce ancora Cocò, mi spiegherò più in breve: Cocò e Brocco sono la stessa cosa. E Brocco lo conoscono tatti. Per chi non ha qaesta fortuna e vuol avere un'idea di che cosa sia Brocco, s'immagini... ah! no, basta! Chi lo conosce è un fortunato e ne coltivi l'amicizia, e chi non lo conosce... coltivi la... sua coltura sportiva. Non sapere oggi chi è Brocco è come ignorare l'esistenza di Marinetti; è essere ignorante. E cogli ignoranti non ci ragiono, io... Parlo quindi con la gente istruita. E dico: Conoscete Cocò. Va bene. Ma sapete che cosa è il coco di Oocòl Sicuro! il coco di Cocò. Lo ignorate, via: ma non è nulla di male. Come v'ho detto chi è Cocò, così vi dirò che cosa è il coco di Cocò. Seguitemi... da Luchon a Bayonne: abbiate pazienza se sono 326 lem. da digerire e per giunta sui Pirenei; ma io non so che farci: Cocò l'ha fatto lì il suo coco, e se volete sapere di che cosa è il coco di Cocò bisogna fare la decima tappa del Giro di Francia. Non c'è assolutamente altro mezzo. Bisogna premettere che Cocò, come ogni corridore che si rispetta, fa parte d'una equipe. La équipe, lo sapete, è press'apoco come una famiglia di quelle che stan bene. C'è chi fa da padrone e c'è chi fa da servitore. Cocò nella sua famiglia s'era adattato, in presenza dei pezzi grossi che volevan esser serviti, a mettersi la livrea e a far da servitore. Son cose che capitano a chi ha bisogno di mangiare per campare ! Cocò, fedele alla sua consegna, fu, per un poco, il modello dei servitori. Faceva di tutto per accontentare i suoi padroni ; aveva personificato lo spirito di sacrifizio e di devozione. E i suoi padroni immediati ne erano contentissimi : Cocò, non poteva proprio fare di più ! Ma a questo mondo non si fa mai abbastanza per viver tranquilli ! E poi, uno crede di avere un solo padrone sul collo, mentre ne ha dieci: andateli a servir tutti!... 1 due italiani concorrenti al Giro di Francia del 1911. Così capitò a Cocò. Il suo altruismo, il suo affetto per gli altri della famiglia diede ai nervi a quelli che possono dirsi i padroni dei suoi padroni. In fatto di corse ciclistiche i padroni di tutti i padroni sono gli organizzatori. Trattandosi del Giro di Francia, questo factotum è l'Auto; meglio, suo papà Desgrange. A Desgrange dunque la condotta di Cocò non andava. Sapeva che il piccolo marsigliese era di buona famiglia; che avrebbe potato farla da padrone se avesse fatto meno il poltrone : gli dispiaceva che un elemento di quel valore non portasse nella grande competizione che il servilismo mercenario a falsificazione del giusto risultato della corsa : gli seccava che un uomo come Cocò facesse il Giro in passeggiata: desiderava, in fondo, stuzzicare quei poveri corridori mezzo bruciati dal solleone, con giudizi, rimproveri, ammende, minaccie di squalifiche. E se la prese con Cocò. Dapprima lo ammonì; poi gli appioppò una multa di cento lire; infine lo denunziò al tribunale supremo dell'U. V. F., chiedendo per pena la squalifica. Contemporaneamente scrisse sul suo giornale che Cocò non avrebbe mai potuto fare qualcosa di buono e che era più facile fosse diventato successore di Pio X in Vaticano che di Duboc, Faber, Crnppelandt all'arrivo di una tappa del Giro di Francia. Non l'avesse mai detto! Scommetto che Desgrange ricomincierebbe volentieri la sua gloriosa carriera giornalisticosportiva pur di potersi comodamente rimangiare quel giudizio terribile e senza appello. Perchè Cocò glie lo ha fatto rimangiare a forza, con amarezza infinita f | smentendolo recisamente e prontamente... con il suo famoso coco a sorpresa. Desgrange aveva squalificato Cocò; in attesa, però, della conferma dell'U. V. F., Cocò poteva ancora correre la Lucbon-Bayonne, la famosa tappa dei Pirenei, la più dura del Giro. Come si svolse l'aspra battaglia attraverso quella serie interminabile di ripidissime salite, lo raccontarono dettagliatamente i reporters della corsa. Cocò, su e giù per i monti, sembrò filare assillato dal giudizio di Desgrange e da una sola brama: vendicarsi di lui con una smentita poco decorosa per un competente di quel genere. Lui vinse da gran signore ; Desgrange restò di sasso ! Oh ! ci volevano dunque i fulmini del Giove sportivo di Francia per vincere... la modestia del simpatico Cocò; per rivelarci in lui, oltre che un formidabile uomo di pista, un nuovo Georget, un redivivo Pottier? Ci voleva la violenza di Desgrange per strappargli di dosso le catene che lo tenevano in servitù ; ci voleva l'amore della vendetta per fecondare e metterlo alla luce l'ormai famoso coco del materno grembo di Cocò. Da Luchon a Bayonne Cocò ha messo fuori tutta la forza del suo piccolo corpo; sui Pirenei Cocò ha fatto il suo coco. Finalmente l'abbiamo trovato il modo di far correre con impegno i signori corridori: ammonirli, multarli, squalificarli... e lasciarli correre ancora ; dirne male per vederli correr bene. Ormai qaesta gente s'è troppo abituata ad essere incensata, a sentirsi dare dell'eroe, del gigante, del trionfatore o simili inezie. Trattarli male, bisogna: da buoni a niente, da sfiatati, da Ricordi fotografici del Giro di Francia del 1911. — Al controllo di Remiremont. AUTOMOBILISTI! Migliori e più Convenienti Tipi 15(20 - 20(30 - 40(50 - 70(80 HP Sooietà Anonima B. BIANCHI - MILANO. BIANCHI t camorristi; allora li vedrete filare! Allora, un bel giorno, stanchi degli apprezzamenti poco benevoli di imprudenti giornalisti, faranno qualcosa di buono, come il coco che Oocò ha scodellato lassù, in cima ai Pirenei, a dispetto di Desgrange e di tutti i suoi Autos. Allora i giornalisti sportivi, prima d'azzardarsi a fare un pronostico, dovranno, da buone massaie, tastar bene se i loro polli l'ban fatto il coco... o l'hanno ancora da fare. Quel del Ciro. |I I I Giro Ciclistico Hi Francia Di tappa in tappa. Abbiamo lasciato di fare la cronistoria del Giro di Francia alla fine della 5a tappa, quando cioè degli 80 corridori partiti da Parigi solo più 55 rimanevano in gara. Alla sesta tappa GrenobleNizza (348 km.) concorrono cinque di meno. Fra i corridori più favoriti per la vittoria è Francesco Faber, malgrado la pessima corsa durante l'ultima tappa. In splendide condizioni sono i due belga Heusghen e Nempon, come pure l'italiano Pratesi, che ha dato una bella prova, giungendo a Grenoble 18» e battendo in una salita uno dei migliori grimpeurs, Francesco Faber. La 6* tappa segna infatti una vittoria per Faber. ( Dopo lui arriva Garrigou, poi Crupelandt. Poi Duboc, che giunge 4°, battendo Ernest Paul di mezza lunghezza ; 5» giunge il belga Nempon, poi Dupont e Georget. Dopo questa tappa la classifica generale è la seguente : 1° Garrigou, 15 punti ; 2° Faber, 24 punti ; 3" Duboc. Il belga Demane è sempre primo degli isolati. rale : 1» Garrigou, con punti 29 ; 2» Faber, 31 ; 3° Duboc, 35 ; 4» Crupelandt, 49; 5° Heusghem, 52; 6» Nempon, 61. Quarantacinque concorrenti si sono presentati a Marsiglia alla partenza dell'ottava tappa del Giro di Francia : Marsiglia-Perpignano (km. 345). Ecco la classifica di questa tappa : 1. Duboc, alle 14,34, impiegando ore 12,54 a compiere 345 km. ; 2. Heusghem, alle 14,39; 3. Garrigou, alle 14,42 ; 4. Georget, alle 14,44 ; 5. Dupont, ad una lunghezza; 6. Crupelandt, a mezza lunghezza; 7. Cruchon, alle 14,47; 8. Faber, alle 14,49; 9. Brocco, alle ore 14,49' 4". D'Hulst è 12° e primo degli isolati. L'italiano Pratesi giunge 18» e terzo degli isolati. La classifica generale è la seguente: 1» Garrigou, 23 punti; 2» Daboc, 36; 3° Faber, 39; 4° Crupelandt ed Heusghem, con 55. La vittoria definitiva non può ormai sfuggire ad uno dei primi tre. Il giorno 18 luglio si disputa una delle tappe più dure del Giro di Francia, la Perpignan-Bagnères de Luchon (km. 289). • Difficoltosissima è stata per i corridori la salita del colle Portet e del Portet d'Aspet nei Pirenei. Il favorito della giornata era Georget, e invece il vincitore è stato Duboc, già vittorioso dell'ultima tappa. La tappa si è svolta tra il caldo più torrido, che ha fatto soffrire molto i corridori. Quarantaquattro concorrenti, tra cui si trovavano gli italiani Pratesi e Ghislotti, hanno preso parte alla prova. Duboc tagliò primo il traguardo, impiegando ore 11,10 a compiere 289 km. di strada durissima. Due minuti dopo arrivò secondo Georget. Seguì ad una lunghezza Godivier, poi arrivò quarto Garrigou, 5. Dupont, 6. Lambeant, 7. Cruchon, 8. Maitron, 9. HenBghem, 10. Hulst, 11. Demans, tutti a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro. Lnpize e Minteli*. Faber alla testa del plotone prima di Baciami. L'arrivo a Belfort. Emilio Georget. La settima tappa Nizza-Marsiglia (km. 344) dà motivo a Crupelandt di classificarsi primo. Egli batte Georget di mezza ruota, coprendo i 344 km. in ore 13,15. Nempon, che ha superato Duboc, giunge terzo; giungono subito dopo, insieme, Duboc e Garrigou. Duboc batte di mezza ruota Garrigou. Dupont arriva 6°, Faber 7°. L'italiano Pratesi giunge sedicesimo e terzo degli isolati. Al suo arrivo gli italiani gli fanno una grande ovazione. Dopo la settima tappa ecco la classifica gene- CICLISTI! Ricordi fotografici del Giro di Francia del 1911. Lapize sul Ballon d'Alsazia. Le migliori M a c c h i n i da t u r i s m o di MARCA MONDIALE Domandate Catalogo Modelli 1911 alla: tooletér A n o n i m e Ecco la classifica generale : 1. Garrigou, 27 punti ; 2. Duboc, 37 ; 3. Faber, 52. In questa tappa l'italiano Pratesi si è veramente rilevato un campione straordinario. E' rimasto per 148 km. nel gruppo di testa. Ad una salita ha forato una gomma e fu distaccato. E siamo così alla 10a tappa. Brocco è squalificato prima della partenza, ma egli parte ugualmente. Vuole vincere la tappa più dura del Giro e vi riesce. La corsa si svolge da Bagnères a Bayonnes (326 km.). Ad essa tappa partecipano 40 corridori. Brocco ha tenuto quasi sempre la testa. Gli ultimi 50 chilometri sono coperti da Brocco ad andatura da «record ». Brocco ha vinto! Il suo arrivo a Bayonnes avviene alle 5,3 tra grandi ovazioni. Delle giovinette gli gettano dei fiori... Questa è la prima ed ultima vittoria che egli riporta nel Giro di Francia. Ormai egli è posto fuori della gara essendo stato prima della partenza squalificato, e questa è l'ultima tappa che gli è permesso di correre ! Mezz'ora dopo arriva Garrigou 2», più tardi Georget 3" e poi Ernest Paul 4°. Dopo la decima tappa la classifica generale è la seguente : 1. Garrigou, 28: 2. Duboc, 33; 3. Faber, 56; 4. Heusghem, 60; 5. Georget, 67; 6. Crupelandt, 81; 7. Cruchon, 109; 8. Godivier, 110; 9. Nempon, 113. A pari merito Devroi e Dupont, 118 punti. Della categoria isolati è primo Demans, belga, con 20 punti. Pratesi è 4», con 46 punti, e Ghislotti, con 80 punti, è 10° degli isolati. Garrigou rimane in testa della classifica generale con 28 punti. Gli altri sono molto distanziati. L'11" tappa va da Bayonnes a La Rochelle. Duboc taglia il traguardo vittorioso, applaudi- B. BIANCHI - MILANO. rissimo. Egli è ancora fresco, malgrado lo sfòrzo fenomenale. Georget arriva 5 minuti dopo. Poi arriva Crupelandt; venti minuti dopo Garrigou. Ecco del resto la classifica di questa tappa: 1. Duboc, che ha impiegato ore 12,58 a compiere i 329 km.; 2. Georget: 3. Crupelandt; 4. Garrigou; 5. Godivier; 6. Delofifre (1° degli isolati); 7. Dupont; 8. Paulmier; 9. Faber; 10. Ernest Paul; 11. Lambot; 12. Demans. La classifica generale è ora la seguente: 1. Garrigou, 32 punti; 2. Duboc, 55; 3. Georget, 72; 4. Faber, 73. IHWdll LA STAMPA SPORTIVA Magneti U. H. 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Il tiaguaido, de) Giro di Francia (La ottimamente disposto, è Rocbelle B est), clie è passato insieme dai quatfra le pili lunghe e dure ti o corridori all6 ore 13 è stata guadagnata da 11' 47", impiegando ore Godivier. Egli ha per6 26'47" a compiei e l'incorso i 470 chilometri in tero percoisoad una ve4 17 ore e 37 minuti. locità media oraria di Data la partenza, i km. 29.473. Il pubblico, corridori si mantennero assai numeroso che asin gmppo fino a Lui lion siste all'arrivo, applaude (51 km.) gu dati da Garcalorosamente. Alle ore rigou e G«d vier. 13 29' 49 ' giu"go la prima jTJA S .int-Philhert. a 121 squadra dell'U. S. M., in k e., sedici corridori sono ore 6 18'49" ad u»a veancora insieme in testa Jocitàmedia di km.3O.093. e fra questi tutti i favoLa vittoria dell'U. S. M. riti, eccettuato Faber, èquiudiassienrata. Terza che ha bucato già due giunse la seconda squadra volte le gomme. dello Sport. Club Mi'ano; A Brest, l'arrivo ha uno delIVqMÌpe. Ferrari, luogo a due chilometri ha bacato a Colico e i fuori de'la città. Soldati suoi compagni caddero e gendarmi erano colà molte volte. ( fino da mezzogiorno per Ecco la class'fiea uffiassicurare il servizio d'orciale: 1. Unione Sportiva dine. Stilane se; 2. prima squaAlle 15 34, Godivier, dra dello Sport Club StiLa corsa per la Coppa Modigliani. - La Giuria ed il comi». Modigliani. (Fot. A. Foli - Milano). rimasto solo negli ultimi lano; 3. la seconda squacinque chilometri, appadra dello Sport Club Miriva in fondo al viale lano in ore 6 59'36"; 4. la quarta squarti a dello Ma dopo Como la prima squadra della S. C. M., d'arrivo e tre minnti dopo passava il traguardo. S. C. M.; 5. sesta squadra dello S. C. M.: 6 Miforzando un po' l'andatura, riesce a fare il miI Ecco gli altri arrivi: 2. Mttitron; 3. Cmclion; lano Società Velocipedistica; 7. Sportiva Pro Gerla gliore tempo. A Maneggio Bertarelli, Pero, Ri4. Georget: 5. Finre; 6. Duboc; 7. Garrigou alle asconda ; 8. Veloce Club Monzese prima; 9. Club pamonti e Cellerino hanno compiuto il percorso 16,34': 8. Crupelandt; 9. Cornet; 10. Deloffre; Chavez seconda; 10. Veloce Club Monzese seconda; in due minuti nono della squadra più minac11. Potier ; Ernest Paul. 11. Spo tiva Pro Goila terza. ciosa : quella dell'U. S. M. A Colico lo svantaggio La class'fiea generale, dopo questa tappa, è , * , Al velodromo milanese domenica si è svolto dell'Unione Sportiva è diminuito causa una bula seguente: 1. Garrigou; 2. Duboc; 3. Georget; un match fra Ganna e Cunio'o, i quali nel frattempo catura di gomme che appiedò il Ripamonti. Dopo 4. Crupelandt; 5. Godivier. dovevano anche tentare di battere il record itaCorico, dove è stato il controllo a firma, Ripaliano dell'ora senza allenatoli. monti buca nn'altra volta: di conseguenza, perii Dopo quattro giri Cuniolo è davanti a Ganna tempo nerdn'o nella riparazione, la prima squadra di appéna settanta metri. La distanzi diminuisce della S. C. M. passa a Lecco con dieci minnti di a vista d'occhio e tra l'entusiasmo del pubblico, svantaggio su quella dell'U. S. M. i cui compoall'ottavo giro, Ganna raggiunge Cuniolo e lo nenti sono pure rimasti vittime di replicati incipassa di scatto. denti. Essi, pelò, hanno passato quattro delle La corsa ciclistica per la « Coppa Modigliani » Cuniolo dopo pochi metri, abbandona. squadre elio li precedevano alla partenza, e attraha avuto luogo domenica. Il sorti ggio per l'orAlle 19 Ganna ha finito: egli scende di macversano BUlano, Varenna, Toozanico immediatadine di part-nzr diede i seguenti risultati: china freschissimo, salutato da un applauso che mente dopo B rtarelli e compagni. Degli incidenti 1. Suort Club di Milano; 2. Milano S. V . ; dura insistente. Tosto il varesino si ritira nella ai quali abb amo accennato furono vittime Bon3. Club Chavez; 4. Suo ti va Pio Goila; 5. Sport sua cabina per un masstggio, ai quale attende fanti, che spaccò il f eno, Guarisco, che cadde Club Monzese; 6. Unione Sportivo Milanese; il noto Airoldi. Il cronometrista ufficiale Acquati prodneendosi una vasta ferita ad una mano, sotto 7. Virtùs. comunica eli» Ganna ha percorso nell'ora chiloil tunnel di B-dlano. La lott», durante tntto il percorso di 190 km. metri 38.316.80. I tempi intermedi sono i seguenti: Dono Lecco, specialmente per merito di Ber(Affori, Como. Tremezzo, Colico, Ballano, Lecco, km. 5 : minuti 7' 16" 1/5 - km. 10: 14' 59" 3/5 — tarelli, che anche ieri si trovava in nna forma M lano), fu sempre assai aspra. km. 15: 23' 20" — km. 2i> : 30' 52" 2 5 —km. 25: eccezionale, gli nomini dello S. C. M. cominciano I giovani componenti la squadra della «Milano » 38' 48" 3/5 — km. 30: 46' 41 4/5 — km. 35: 54' a riguadagnare il tempo perduto; ma, sfortuna(Marchi, Magnani, Masera e Secchia) mantengono 45". Nella mezz'ora km 19,440. Ganna non ha tamente, passato 0 ginate, Cellerino, che si era da Milano a Como, un'andatura da record, così battuto il suo record di kui. 40 505 ; ma egli — appena rimesso da una violenta colica che l'aveva eh essi passano al primo controllo a timbro ad ouinione di tutti — ha compiuto una perforassalito nelle vicinanze di,.. Corico, fa una caduta, I con nn minuto di vantaggio su tutte le altre mance notevolissima. nella quale rovina la macchina ed è obbligato équipes avversarie. , £a Coppa Modigliani e la riunione al velodromo milanese - m w" l co-riiori delta Milano durante il percorso sono compatti, e si alternano a vice ni i, date le istruzioni del loro tramer sig. Ronchi. L'arrivo della squadra dell'U. S. M. concorrente aHa Coppa Modigliani. ( f o t o g r a f i e di A , Foli - Milano). 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Su una cresta della catena del Monte Bianco. Vita alpina Siamo all'epoca sacra all'Alpe ed ai suoi piaceri suggestivi. Nelle famiglie, nei ritrovi, nei più simpatici luoghi di villeggiatura, nei clubs, nelle riunioni allegre di amici dove si sente il caldo, dove si soffoca e si regalano moccoli alla salute della temperatura africana, l'argomento quotidiano è uno solo: la montagna. Si pensa con infinito desiderio ad un po' di pace nelle soliI tudini alpine, dove i gradi si nascondono sotto zero e dove si ha illusione di essere di inverno, poiché in casa si provano i brividi, come in un locale non riscaldato, e fuori al sole si battono i denti, dove si dorme, come in città d'inverno, col letto carico di coperte ; dove la notte viene alle quattro di sera, e l'alba alle nove del mattino. All'aperto gela la punta del naso, e non si incontrano che mandre di mucche, proprio come qualche volta in città. E' una vita piacevolissima, specialmente per coloro che d'inverno vanno a respirare le auro balsamiche della riviera ligure. Per essi l'estate è l'inverno, e l'in[ verno è l'estate. E' un piacere come un altro, che offre, dopo tntto, a chi se lo piglia, il vantaggio di sembrare una persona di buon gusto. Ma in mezzo alla moltitudine degli appassionati della montagna, vi è qualcuno che non pensa alle alpi soltanto per gelare e star chiuso in una Btanza beatamente sdraiato dinanzi ad un fuoco acceso, ma realmente coli' animo infiammato di un alpinista fervente. Queste rare persone che possono andare gloriose di chiamarsi con quell'appellativo di alpinisti, così sfruttato da una folla di Tartartins; nell'epoca attuale si armano di coraggio e di pazienza ed intraprendono l'ascesa delle vette, non come un diletto o come un passatempo, ma per rispondere ad un bisogno indomabile dell'animo loro e per obbedire ad un impulso irresistibile, che li 3pinge verso l'alto, dove si trovano le superbe emozioni dei massimi pericoli, e si provano le ebbrezze delle conquiste e si gioisce nel mettere i piedi, o, se volete, le scarpe coi chiodi, sulla neve immacolata. E così si spiega come nelle più calde giornate di l u g l i o e di agosto, sui candidi recessi alpini, si formino certe curiose c o l o n i e , che hanno la vita effìmera di pochi giorni e pur acquistano un carattere particolare di intimità. Si d i m e n t i c a n o lassù le beghe cittadine, le lotte che dividono per solito le famiglie dalle famiglie, gli individui dagli individui; mancano le principali ragioni dell'odio di classe, quali il rincaro degli affitti, il caro vivere e le esposizioni. Se vi è una e s p o s i z i o n e lassù, essa non ha avuto bisogno d i operai per essere costruita, e di comitati per essere organizzata. P r e p a r a t a dalla n a t u r a attraverso secoli di lavoro, essa si presenta sotto una v o l t a meravigliosa di velluto cilestrino, o fantastici edifici di rocce, fra contorni di boschi misteriosi, sotto vernici di fulgidi ghiacciai. Ma è un' esposizione curiosa. Dinanzi ad essa, l'uomo non si accontenta di ammirare e di p a s s a r e oltre: vuol toccare con mano : anzi con piede. Sul Monte Bianco. - La scalata ad una cresta. (Fot, Brocherel - Aosta). (Fot, Brocherel - Aosta). Di fronte alle vette più alte ed inconquipiù in alto, di affrontare pericoli, di superare alstate, chi si sente animo di alpinista e passione tezze... per i ghiacciai non può tenersi fermo nel punto Obi non ha passato una notte in alta mondi osservazione, ma prova la brama di slanciarsi tagna, in qualche capanna isolata tra il sibilare del vento e l'infuriare della tempesta mentre si attende l'alba coll'anima angosciata 1 E chi non ricorda una qualche melanconica passeggiata in cerca di fiori di montagna, tra i pericoli dei precipizi, che ad ogni istante minacciano la vita del cercatore di fiori? Chi ha passato almeno otto giorni in montagna ritorna riportando con sè una quantità di ricordi e di impressioni. Sono ricordi ed impressioni deliziose... e non lasciano che un rimpianto: quello di non poterle rinnovare. Vedete nelle fotografie che qui accanto pubblichiamo, qualche impressione dei momenti p i ù emozionanti della vita alpina. Potete osservare in tutti i suoi particolari la fatica terribile di una salita colla corda, durante la quale ad ogni istante ci si sente vicini alla morte, e si morrebbe forse di timor panico, se non si fosse sicuri che la corda ci sostiene; là dove pare che la montagna si franga e precipiti continuamente sotto i nostri piedi, come in un impeto di ribellione alla nostra sete indomabile di conquista; dove si ha l'impressione dolorosa di camminare sempre e di non giunger mai, dove si provano le delizie e gli spasimi dell'incredibile lotta disuguale di un pigmeo contro un gigante. Si freme di terrore, si gioisce di voluttà, si vive in un alternativa di speranze e di delusioni. E' l'ebbrezza ed è la disperazione ! Altrove potete ammirare invece le dolci passeggiate sui morbidi declivi, dove non infuria la tempesta e non scricchiolano i ghiacciai. Là è ancora il ricordo delle dolci prealpi, che offrono al passeggero un tappeto di verzura e di fiori : oasi di illusione in mezzo al deserto di bianco, ultimo tratto di terra conosciuta sull'orlo dell'abisso e dell'ignoto. Ed in un altro punto invece è di nuovo l'emozione della situazione pericolosa e terrificante, che vi prende alla gola sino a farvi trattenere il respiro, a farvi tremare in tutte le membra. L'alpinista è là sospeso nel vuoto come in bilico, sopra una sporgenza di roccia, che pare abbandonata nel vuoto, sul Sul Monte Bianco. — Il passaggio fra due creste. (Fot. Brocherel Aosta). Officine MILLER per Costruzioni Telef I3 0 " 8 8 ì - 36-68 Aeronautiche T O R I N O Via L-egnano, . 9 Telegr. 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Ma l'ultimo sforzo dell'irrefrenabile de sideno della salvezza personale lo sostiene; ed allora, vinto il momento di panico, egli limane lassù, fermo, diritto e sicuro, come uua sentinella di fronte ad un nemico invisibile, come un soldato che mantenga inviolabile la consegna. Questa è la vita alpina veduta attraverso istantanee fotografiche ed attraverso le fugaci impressioni di un appassionato. Pochi sono coloro che hanno l'ineffabile gioia di poterla gustare, nella sua vera essenza; molti coloro che credtmo di comprenderla. Ma tra gli uni e gli altri vi è una d fterenzaenorme; i veri alpinisti non pailano mai delle loro escursioni; i Tartarins ne parlano se mpre. Ed ora — Dio mio ! — Qualcuno dirà forse ch'io appartengo a questa seconda categoria Cor. A bordo del " S e a Bird „ che attraversò l'Atlantico. La « Crociera motonautica » è terminata con l'arrivo a Roma. Gli autoscafi da Napoli a Roma furono accompagnati dal minuscolo battello a vela il Sea Bird, che ha compiuto testé l'intrepido viaggio attraverso l'Atlantico. Il collega Bevione. che ha avuto l'onore di compiere a bordo del Sea Biui l'ultima tappa della Crociera A/otonautica, così parla del viaggio compiuto dal piccolo battello : « Quando pregai Thomas Flaming Dsy di farmi il racconto della traversata, egli si calò nel boccaporto e ne uscì cou un libro oblungo, rilegato in tela, e me io tese. Era il libro di burdo. Lo aprii con avidità e lessi : « 10-14 giugno: partiti Egevood all'una, zero, cinque coni. ; — Leggero vento N. 0 . — mode isiand Yaelu Club — fino alle due — grandiosi saluti — alzate tutte le vele — rimoictno fiuo fuori faro — Bulloik sbi pey ci l'imoicli.ò; — 2,25 a Ni wport, vento S. W. — lasciato rimorchio 6,25 tuori Porto Adanis — vento leggero — sotto! motore — pioggia — notte calma. — A Cottage City alle 5 45 — oimeggiato alla bambina fiuoT* alle 9 30. Presi amora uenta galloni gazolina partiti con leggero vento. N. E., ore 12,30. Rivolti a Wai-que Potute portante ad ovest — figgerò vento nord est, mare rullante — sotto poiere motore — 12: Spessa nebbia — passato il Nantucket liglit WeSsel alle 5,45 aut. e chiesto di essere segualatt — leggero Vinto eBt — bordeggiato al sud — nebbia — leggeri venti variabili tutto il giorno — sotto potere motoie — pioggia e lampi la notte — entrati nella corrente del golfo alle 11 pom. — fermato il motore alle 3 ant. — alle 7 riacceso — leggero vento sud-est — tutte le vele — 4 nidi — niaie foite. « I l libro di bordo continua cori secco ed arido per quaranta giorni: l ' h o letto tutto senza trovarvi un'espressione viva di descrizione, l'annotazione di ano stato d'animo. « La fine di una formidabile tempesta che durò due giorni e tenne all'ancora per due giorni il Sea Bird. è compendiata in una sola parola ; Rainbow (arcobaleno). Il Sea Bird, armato del piccolo motore, partì dall'isola di Provvidence, nella baia di New Yoikj il 10 giugno, con 50 galloni di gazolina e 50 «li chen Sina, 40 galloni di acqua, viveri conseivati per 80 giorni, 48 pacchi di gallette, due cucine a paraffina, pane, patate, cipolle e viveri freschi !f Il Sea Bird che lascia Santa Lucia (Napoli). = Domandate sempre la produsuperiore della Casa d'Arte ===== HUGUENIN & C. ===== Catalogo contro Cartolina doppia a = ROTA o. B. = OENOVA - Via Orefici, 44 M m H ^ ^ A H I n H M « M ^ ^ ^ • • • H M • m E J M * Il Sea Bird a Santa Lucia (Napoli). (Fot. Bayon - Napoli). M H ^ ^ H H ^ ^ ^ ^ • V per 17 giorni. Lasciando la baia di New York, dopo il grandioso saluto del Yacht Club e la segualazioLe del Nartuikot Liglit Sbip, il Sea Bird mise la prua verso esc e perdette la vista della teria. Per 17 giorni consecutivi il Sea Bird navigò senza vedeie cosa viva. Il ti mpo era cattivo. Forti venti ed acquazzoni terribili, specialmente la notte, con fulmini e tuoni. Un giorno, il 18 giugno, con un gran vento favorevole, vennero pei corse 183 miglia. L'equipaggio del Sea Bird si fermò tre giorni, dal 2 al 5 luglio, davanti all'isola di Farai. Il battello, che faceva fi ggermente acqua, fu tratto a riva e riparato. Il 6 si ripartì e dopo qualche giorno si livide terra. « Così la terra fu presa a 30 miglia al nord del Capo San V ncenzo. fcj « La prima parte del viaggio era stata caratterizzata da venti molto forti; la seconda da venti troppo deboli o contrari. « Raggiunta la terra, si ebbe un vento contrario, cori forte, che il Sea Bird dovette bordeggiare cont.nuamtnte, compiendo 30 miglia in meno di 24 ore, sempre in vista della costa bellissima, ma deserta. 11 primo edificio che si vide verso il tramonto fu il faio di Capo San Vincenzo, che ha la singolarità di essere custodito da frati, e acceso come una lampada dinanzi all'altare. « La vista della costa non fu più perduta. Navi continuamente avvistate e ririiieste di segnalare il passaggio. Il 16 luglio il Sea Bird si ancorava dinanzi a P n z , di Gibilterra, avendo compiute le 2200 miglia, ihe sono fra Ni-w Y m k e le Azzorre, in 20 giorni effettivi, e in 11 g orni le 9u0 che sono fra le Azzorre e Gibilterra. Il riposo delle Azzorre e i venti leggeri della costa portoghese avevano ritaidato l'arrivo, cosicché non eia più possibile ìaggiuDgere coi piopii mezzi la crociera. Per non mancare al convtgno, Flaming Day si decise, senza rimpianti, a issare il Sea Bird a bordo del Aloltke, che partiva per Napoli». S • * • • ^ ^ ^ B ™ = DIPLOMI - DISTINTIVI _ COPPE — SCUDI D'ONORE = = SMALTI - INCISIONI = I H Mumr m m M PER T U T T I GLI S P O R T S - = L E MIGLIORI = A = = M = = I MODELLI ARTISTICI per tutti gli Sports Invernali ITALA La Trionfatrice . « t o f S s S f 8 e più importanti. I CHÀSSIS da 14= a I S O DA H P TIRI ; TURISMO: a 4= © 6 cilindri INDUSTRIALI: CaniBDS - Ohdììiqs - Fargoacioi - Carri Pompieri - Ambuianzs - Motori industriaU Groppi Motori par canotti da 14 a 300 HP - Motori por Aviazioni. 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The D u n l o p P n e n m a t i c T y r e O M I L A N O - Via Giuseppe Sirtori, U Ponzo GlOYAlTHI, Ge-ente responsabile. LTD MILANO ZF 1 !] i a l é Via T o r i n o Bertela, 39. La Stampa Spartita viene stampata dalla Sooletà Tipografloo-Edltrice Kaaionale (già Soox a Viareago).