da m sta i g vi l ia sai che a pagina t s e è u q I.P. mensile di informazione tecnica Collegio dei Geometri della Provincia del VERBANO CUSIO OSSOLA Lo ia d ORGANO UFFICIALE - Corso Sempione, 50 - 28883 GravellonaToce (VB) -Tel.0323/864461 - Fax 0323/847626 - [email protected] - www.geometri.verbania.it i u t e n t i? con e i Notiziari provinciali si entra in oltre 15.000 Studi di Progettisti, Imprese di costruzione, Pubbliche amministrazioni Basta chiamare la segreteria di Geoide, per avere tutte le informazioni utili nelle ore di ufficio 8.00-12.00 • 13.30-17.30 Tel. 0432 857054 - E-mail: [email protected] Foto aerea di Zornasco - Vigezzo. Cartostampa Chiandetti Srl - Via Vittorio Veneto - 33010 Reana del Rojale/UD - Reg. Tribunale di Udine - n. 19/2000 del 19 luglio 2000 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Udine - N. 4 - Anno sesto - Periodicità mensile - € 5,16 - Direttore responsabile Luigi Chiandetti 1 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Corso Sempione, 50 – 28883 Gravellona Toce (VB) – Tel. 0323/864461 – Fax 0323/847626 E-mail: [email protected] – Sito internet: www.geometri.verbania.it APRILE 2006 S ommario 2 Il geometra in pensione di anzianità può continuare a lavorare 3 Agenzia del Territorio Circolare n. 3/2006 dell’11 aprile 2006 4 Analisi e considerazioni in merito al decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2002/91 Dl. 19/8/2005 n. 192 6 Pregeo 9 La presentazione telematica è ormai alle porte PC in Catasto 7 La provincia del V.C.O. e la nuova rete Geodetica “VCO05” 8 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42. Nuova disciplina in materia di Totalizzazione dei periodi contributivi. Chiarimenti del Ministro Maroni 11 La Ferrovia Stresa Mottarone 15 Consiglio Nazionale Geometri Comunicazione Cassa Italiana Geometri Rilascio di certificazioni attestati la regolarità contributiva 16 Aggiornamento Indice Istat La nostra biblioteca COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Consiglio Direttivo Presidente: Roberto BRIGATTI Segretario: Lidia CHIOVINI Tesoriere: Renzo VISCARDI Revisore Parcelle: Aldo DELGROSSO Consiglieri: Gabriele AIROLDI Alessandro BIANCONI Alberto FRANCIOLI Delegato Cassa: Luigi BORGHINI Componente per il Piemonte nella Commissione Edilizia-Lavori Pubblici del Consiglio Nazionale Lidia CHIOVINI Commissione Stampa Alessandro BIANCONI, Alberto FRANCIOLI, Luigi BORGHINI, Guido CALDERARA, Roberto CARETTI, Gabriele COMAITA Ivano FRANCIOLI, Gianmario GAGLIARDI Pier Paolo MAFFIOLI, Elisabetta PIAZZA C are Colleghe e Colleghi Geometri, in questo numero ho ritenuto opportuno introdurre l’argomento che caratterizzerà la prossima nostra vita professionale: “la formazione continua”. Il Consiglio Nazionale dei Geometri, visto l’articolo 23 lettera b) del Codice Deontologico della categoria che prevede che il Geometra deve “mantenere costantemente aggiornata la propria preparazione professionale attraverso lo svolgimento e la frequenza delle attività di informazione, di formazione e aggiornamento secondo le modalità statuite dal Consiglio Nazionale”, sta predisponendo la bozza del “Regolamento per la formazione continua” perché questa costituisce un punto cruciale della strategia definita dal Consiglio Europeo e finalizzata alla realizzazione di una economia basata su una conoscenza più competitiva del mondo entro il 2010. La nostra categoria è pienamente consapevole che esercitare la libera professione nella società in evoluzione significa essere in grado di fornire una prestazione intellettuale di assoluta competenza e qualità, ragion per cui ne consegue la necessità di istituire un percorso di formazione professionale che dovrà essere obbligatoria per tutti gli iscritti all’Albo indipendentemente dall’esercizio o meno della libera professione. Il regolamento, previa approvazione dell’Assemblea dei Presidenti dei Collegi che orientativamente potrebbe avvenire entro la fine del prossimo mese di giugno, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2007 e sarà obbligatorio per ogni iscritto all’Albo a partire dal 1 gennaio 2010 secondo quanto previsto dal codice deontologico. Sarà quindi dato ampio spazio all’argomento nei prossimi numeri del notiziario non appena sarà definito ed approvato il “Regolamento per la Formazione Continua”. Il Presidente Geom. Roberto BRIGATTI NORMATIVA SISMICA NELLE ZONE 3 E 4 GIOVEDÌ 4 MAGGIO 2006 ore 13,45 presso la sala Consigliare della Comunità Montana Valle Ossola - Via Romita n. 13/bis Domodossola (piazzale dell’Ospedale), il Collegio organizza una giornata di approfondimento dal tema “Attuazione della Normativa Sismica nelle zone 3 e 4”. 2 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA CORDOGLIO Ad Alessandro BIANCONI geometra,membro del Consiglio del Collegio e, tra le altre, della Commissione Stampa, per la scomparsa del papà Francesco. Caro Alessandro, mi piacerebbe tanto trovare le parole che vorrei dirti. Sono qui, spinto dal desiderio di dedicare a te ed alla tua famiglia, alcune righe in ricordo del tuo caro papà recentemente scomparso. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, anche se credo di aver colto, frequentandoti in questa vita “di Collegio”, l’essenza di cui era fatto: un uomo giusto e onesto, un padre saggio e maestro di vita. Ho saputo, troppo tardi, che è stato un Grande Geometra, un Collega a cui ispirarsi e a cui chiedere consiglio. Il vuoto che ha lasciato nella vostra famiglia non può essere colmato, ma spero possa esservi di conforto sapere che con voi, papà Francesco ha lasciato a tutti una bella eredità! A lui dedichiamo la copertina di questo numero del Notiziario: riconoscerai subito la foto aerea di Zornasco, la dolce frazione che amava e che lo ha accolto nel suo riposo. Un Abbraccio fraterno. Alberto FRANCIOLI ed il Consiglio Direttivo del Collegio IL GEOMETRA IN PENSIONE DI ANZIANITÀ PUÒ CONTINUARE A LAVORARE Per la Corte Costituzionale l'attività non sospende l'assegno di anzianità Per i geometri, sommare pensione di anzianità e attività lavorativa è possibile. Lo ha deciso la Corte costituzionale, facendo cadere il vincolo che lo impediva. Secondo la Consulta, infatti, il godimento della pensione di anzianità, liquidata dalla Cassa di previdenza per i geometri in presenza di 35 anni di contribuzione, è compatibile con una attività sia professionale che dipendente svolta dal pensionato. È questo l'effetto della sentenza 137, depositata il 7 aprile scorso. La pronuncia ha ritenuto illegittimo l'articolo 3, comma 2, della legge 773. La norma bocciata prevedeva la sospensione del pagamento della rendita liquidata a tale titolo per il pensionato che svolgesse un'attività produttiva di reddito da lavoro o che fosse iscritto in un altro albo professionale. La sentenza richiama, nella motivazione, l'analogo indirizzo seguito in altre pronunce e sottolinea anche che la norma determinava una compressione del diritto al lavoro, garantito dalla Costituzione. Gli effetti della sentenza, limitati a coloro che hanno ottenuto la pensione di anzianità a norma della legge 773/1982, dovrebbe avere effetto anche per le pensioni anticipate previste dal nuovo regolamento della cassa geometri, approvato nel 2002. È stata mantenuta tale forma di pensione, ma con disposizioni di contenuto limitativo, come la riduzione dell'importo liquidato sulla base di coefficienti in relazione all'età anagrafica del richiedente e all'anzianità assicurativa maturata. E' prevista anche l'incompatibilità del godimento in presenza di un'attività produttiva di reddito da parte del pensionato, ma tale disposizione sarà esaminata dalla Cassa in base alla recente sentenza della Corte costituzionale. Il Sole 24 ore del 8 aprile 2006 Il testo completo della sentenza è disponibile presso il Collegio. COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 3 APRILE Ufficio Provinciale di Verbania PRESENTAZIONE IN CATASTO DELLE DICHIARAZIONI DELLE UNITÀ IMMOBILIARI URBANE E DELLE RELATIVE VARIAZIONI, NONCHÉ QUELLE DEI FABBRICATI CHE DALLA CATEGORIA DEGLI ESENTI PASSANO A QUELLI SOGGETTI ALL’IMPOSTA. CIRCOLARE N. 3/2006 DELL’11 APRILE 2006 articolo 34-quinquies del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, aggiunto in sede di conversione dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, pubblicata sulla G.U. n. 59 dell’11 marzo 2006, ha introdotto un nuovo termine per la dichiarazione in catasto delle unità immobiliari di nuova costruzione, di quelle già censite che hanno subìto variazioni, nonché per gli immobili che dalla categoria degli esenti passano a quelli soggetti ad imposta. L’ Il nuovo termine, di trenta giorni, decorre dalla data in cui: • l’immobile è divenuto agibile o comunque utilizzato per l’uso per il quale è stato costruito, per le nuove costruzioni; • le variazioni sono state completate, per le unità censite che hanno subìto variazioni; • i requisiti per l’esenzione dalle imposte sono venuti meno (esempio: i fabbricati ex rurali - ndr) Si rammenta che la dichiarazione ai sensi dell’art. 3, primo comma, del R.D.L. 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, con legge 11 agosto 1939, n. 1249 - Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e formazione del nuovo catasto edilizio urbano - deve essere presentata: a) dal proprietario o, se questi è minore o incapace da chi ne ha la legale rappresentanza; b) per gli enti morali, dal legale rappresentante; c) per le società commerciali, legalmente costituite, da chi, a termini dello statuto o dell’atto costitutivo, ha la firma sociale; d) per le società estere, da chi le rappresenta nello Stato. Il secondo comma del R.D.L. 652/39 prevede, inoltre, che per le associazioni, per i condomini e per le società e le ditte, diverse da quelle indicate nel primo comma, anche se esistenti soltanto di fatto, è obbligato alla dichiarazione l’associato, il condomino o il socio o il componente la ditta, che sia amministratore anche di fatto. Se l’amministratore manca, sono obbligati alla dichiarazione tutti coloro che fanno parte dell’associazione, del condominio, della società o della ditta, ciascuno per la propria quota. Nei casi indicati nelle lettere b), c) e d) del primo comma, e nel secondo comma del medesimo articolo, quando gli obbligati alla denuncia sono più di uno, la dichiarazione deve essere fatta da ciascuno degli obbligati, ma la dichiarazione di uno di essi esonera gli altri. Nel caso di omessa o ritardata dichiarazione è applicabile una sanzione amministrativa il cui importo originario – previsto dall’articolo 31 del regio decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, con riferimento al mancato adempimento degli obblighi di cui agli articoli 20 e 28 del medesimo regio decreto legge – è stato elevato rispettivamente a euro 258,00 (importo minimo) e a euro 2.066,00 (importo massimo) dall’articolo 1, comma 338, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. IL DIRETTORE DELL’UFFICIO Il testo completo della Circolare n. 3/2006 è reperibile sul sito del Collegio all’indirizzo www.geometri.verbania.it o presso la segreteria. 2006 4 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA ANALISI E CONSIDERAZIONI IN MERITO AL DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2002/91 DL 19/8/2005 N. 192 (S.O. ALLA G.U. 241 DEL 15/10/2005) Martedì 4 aprile 2006 presso l’I.T.C.G. Contardo Ferrini di Verbania abbiano organizzato, in collaborazione con Bianconi Angelo - PVC - FINSTRAL, un convegno dal tema “Aggiornamento sul D.L. 192, sulle norme di regolamenti in merito all’isolamento termico e acustico degli edifici sostenibili”, riportiamo la relazione dell’Ing. Marco Piana del Centro di Informazione sul PVC. CONSIDERAZIONI A) Certificazione energetica È evidente che l’utente finale sarà sempre più consapevole che la quantità di energia dipende dalle prestazioni tecniche dell’involucro dell’edificio e da rendimento degli impianti in esso installati. Modificare/sostituire un elemento significherà variare i consumi e quindi i costi relativi. Produrre durante l’atto di compravendita il certificato energetico è sicuramente un modo nuovo di rendere l’utente consapevole di cosa stia acquistando. Rappresenta certamente un modo nuovo di vendere edifici. Ovvero: classe A saranno i più ricercati e più valorizzati, classe G avranno valori inferiori. Un edificio con serramenti ad elevata prestazione termica e magari con sistemi ventilazioni interattive potranno essere posti sul mercato con evidenti benefici per l’utente e sicuramente a costi superiori. B) Prestazioni energetiche componenti L’allegato C della bozza di decreto riporta i valori di U per pareti finestre e vetri. Il confronto con quanto riportato nella norma 10077 - 1 è immediato. Serramenti realizzati con telai a trasmittanza termica elevata saranno penalizzati anche se ammessi in zone climatiche più favorevoli. Vetri semplici e vetri doppi normali sono certamente considerati componenti di basso profilo. C) Esposizione, ombreggiature L’esposizione dell’edificio permetterà di contabilizzare guadagni gratuiti sino ad oggi non ipotizzati. Le ombreggiature saranno vitali per una gestione integrata estiva - invernale dell’impianto. Faranno tendenza i sistemi a ombreggiamento variabile. D) Aerazione Un elemento considerato addizionale ma di importanza strategica è l’aerazione combinata finestra - cassonetto sia di tipo attivo che passivo. E) Sistemi di oscuramento Combinazioni di oscuranti con variazione del grado di ombreggiamento sono da considerare in modo positivo alla gestione energetica dell’edificio. F) Energie alternative La creazione di elementi oscuranti/ombreggianti che abbiano anche elementi per la fornitura di energia alternativa è di certo componente di interesse. G) Pareti e facciate continue Le facciate continue telaio/vetro sono di difficile contemplazione in edifici di classe energetica elevata. Le facciate saranno studiate per ottenere valore di trasmittanza termica apparente almeno pari a quelle opache con sistemi termodinamici. H) Pareti combinate Elementi modulari che permettano di combinare una parte opaca e serramenti molto isolati con sistemi di aerazione e controllo della radiazione solare entrante potranno essere l’indirizzo di un modo diverso per produrre ed integrare funzioni oggi lasciate in gestione al singolo progettista ed al singolo utente. I) Nel transitorio si applicano i seguenti metodi di verifica Edifici nuovi: • calcolare il FEP effettivo dell’edificio e confronto con il limite tab. 1/all. C; • prendo come effettivo il FEP da tab. 1/all. C e applico i valori di U tabb. 2/3/4; • è possibile ridurre del 30% U finestre e compensare con U pareti e viceversa. Ristrutturazioni: • applicare limiti di U da tabb. 2/3/4 all. C. L) Verifiche imposte: • FED; • U; • condensa superficiale ed interna; • adottare schemi per radiazione solare; • massa superficiale >230 kg/m2 per tutte le superfici 5 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA APRILE esterne in zone A, B, C, D oppure si possono applicare nuove tecnologie da dimostrarne l’efficacia. M) La Legge 10/91 Ed i suoi decreti attuativi sono abrogati il 15 ottobre 2005, data di entrata in vigore del DL 192. ESEMPIO DI ETICHETTA Si riportano, per esempio, due modalità di etichettatura energetica dell’edificio, facendo riferimento a nazioni europee che hanno attuato la certificazione energetica ormai da alcuni anni. IL MERCATO EUROPEO DEL CONSUMO DI ENERGIA: CONSUMO DI ENERGIA PER AMBIENTI RISCALDATI IN FUNZIONE DELLA SUPERFICIE E DEI GRADI GIORNO Denmark Finland France Germany Ireland Italy Netherlands Sweden UK Media superficiale per appartamento (m2) Appartamenti Area Totale (m2) Gradi giorno KWh/m2 KWh/m2 / gradi giorno 107.6 78.2 86 78 97 96.1 105 90 85 2,437,000 2,224,000 27,713,000 36,938,000 1,123,000 20,360,000 6,530,000 4,888,000 23,833,000 262,221,200 173,916,800 2,383,318,000 2,881,164,000 108,931,000 1,956,596,000 685,650,000 439,920,000 2,025,805,000 3,310 4,336 2,232 2,871 2,454 1,687 2,947 3,725 2,517 138 206 154 202 173 105 122 141 127 0.042 0.048 0.069 0.070 0.070 0.062 0.041 0.038 0.050 2006 6 APRILE COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 2006 PREGEO 9 LA PRESENTAZIONE TELEMATICA È ORMAI ALLE PORTE on provvedimento del 23 febbraio 2006 l’Agenzia del Territorio ha dato ufficialmente il via ad una nuova “era” negli Atti di aggiornamento del Catasto Terreni. Il provvedimento, infatti, rende disponibile ed operativa la procedura PREGEO 9, compatibile con la trasmissione telematica. Novità rilevante di questa versione è appunto la possibilità, come già avviene per le pratiche DOCFA, di presentare tutti gli elaborati necessari mediante un solo documento spedibile via e-mail; nello stesso tempo, la nuova procedura elimina in un colpo solo tutta la precedente modulistica e documentazione cartacea. La procedura dispone ora di una nuova voce di menù [Libretti Pregeo -> Servizio -> Predisposizione Atto di Aggiornamento… ], dalla quale è possibile accedere all’area di predisposizione degli elaborati. Dopo una “verifica di approvabilità” basata sulla presenza di tutti gli elementi necessari (Libretto, mod. censuario, proposta di aggiornamento, relazione, etc.) e sulle tolleranze, il programma permette di inserire da tastiera codice fiscale e numero di iscrizione del Tecnico, i dati dei soggetti firmatari e della ditta da intestare, sostituendo così il frontespizio del modello 3/SPC; i restanti vecchi quadri A, B, C, così come il modello 51 F-TP sono invece sostituiti dal modello censuario. Anche il glorioso modello “51 modif.” lucido va in C pensione, l’estratto di mappa viene ora creato da PREGEO in base alle coordinate dell’estratto autoallestito o del file rilasciato dall’Agenzia del Territorio. Schema di rilievo, sviluppi e particolari in scale diverse possono essere redatti in forma grafica sufficientemente comprensibile sempre dall’interno della procedura. Il risultato finale è un unico file in formato ‘pdf ’ da stampare, salvare su floppy, consegnare o spedire via e-mail. Degna di segnalazione è l’aggiunta, in riga 9, della causale del Tipo “FM” (Frazionamento + Tipo Mappale), che finora non era contemplata dal programma, ma ricorrente nella casistica pratica. PREGEO 8 e 9 ‘convivranno’ fino alla fine dell’anno; sarà possibile presentare gli Atti redatti con una o entrambe le procedure. Dal 2007 in poi, tutti i tipi di aggiornamento dovranno essere presentati solo in formato PREGEO 9. Durante questo periodo di transizione, sarà gradualmente attivata la sperimentazione della trasmissione telematica dai propri uffici, con firma elettronica, dei documenti. Provvedimento e relativo allegato, programma e guida operativa sono disponibili all’indirizzo web: http://www.agenziaterritorio.gov.it/software/ pregeo/index.htm Geom. Giuseppe CATANIA [email protected] PC IN CATASTO È stato installato, presso l’Agenzia del Territorio di Verbania, un personal computer ad uso esclusivo dei nostri iscritti da utilizzare per correzione di pratiche catastali. Il computer dispone dei programmi PREGEO, DOCFA, VOLTURA, DOCTE e sarà nei prossimi giorni integrato con la modulistica e una raccolta di normative. Per accedere al PC occorre avere a disposizione nome utente e password di accesso da richiedere presso la segreteria del Collegio, oppure direttamente in Catasto compilando la scheda disponibile vicino al PC o dai geom. Bardus, Catania, Orlandi (se presenti in Catasto). COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 7 APRILE LA PROVINCIA DEL V.C.O. E LA NUOVA RETE GEODETICA “VCO05” el quadro delle attività promosse dall’Amministrazione provinciale nel settore dell’informazione geografica e territoriale, mediante il proprio Ufficio Assetto Idrogeologico, Cartografico, SITA e SIT con il responsabile dott. Maurilio Coluccino, di importanza fondamentale è il progetto di realizzazione di una rete geodetica provinciale (denominata “Rete VCO05”) di raffittimento dei vertici della rete geodetica fondamentale nazionale IGM95, mirando a costituire un’infrastruttura di servizio per gli operatori, pubblici e privati, del rilevamento geomatico, per le esigenze di conoscenza, tutela, progettazione e controllo del territorio. La rete provinciale è stata progettata con una interdistanza tra i vertici pari a 2-4 Km, in raffittimento della rete IGM95, questa caratterizzata da maglie di 15-20 Km. Il progetto è stato appaltato a fine 2005 e nel corso dei prossimi mesi procederà con la misura e la compensazione della rete, concludendosi a fine estate con la pubblicazione dei risultati e la disponibilità delle monografie su WEB-GIS (internet). Se si volesse equiparare questo progetto ad altre infrastrutture topografiche passate si potrebbe citare la “vecchissima” rete nazionale dei trigonometrici IGM, o la recente IGM95, eccellente realizzazione che ha purtroppo, visto le interdistanze tra i vertici, escluso dall’utilizzo la maggioranza degli operatori topografi nazionali, oppure la rete trigonometrica catastale o ancora le linee di livellazione di altissima precisione delle S.S.33 e S.S.34. Tutti i casi citati sono le “avanguardie” di una successiva poderosa operazione topo-cartografica: dalla rete IGM è nata la Carta d’Italia con le note tavolette 1:25.000 e la recente CTR 1:10.000 della Regione Piemonte; dalla rete catastale è nata la mappa del Catasto Terreni; anche le linee di livellazione, apparentemente senza uno scopo di inquadramento cartografico, hanno fornito il supporto altimetrico per la soluzione delle problematiche di esondazione dei nostri fiumi e laghi. In ogni caso tutte le reti citate hanno toccato marginalmente l’operato del topografo tradizionale. Con il progetto “VCO05” l’Ufficio SIT provinciale ha inteso non solo “seminare” capisaldi per il territorio provinciale ma dare il “segnale” di una nuova visione dell’in- N formazione geografica e della geomatica in generale, in particolare per il nostro territorio. La rete VCO05 si potrebbe definire quale cambio di marcia tra gli antichi sistemi cartografici locali e la nuova condivisione di un unico sistema di riferimento mondiale. Infatti, semplificando, la nuova rete provinciale sarà il raffittimento della rete nazionale (IGM95) la quale è il raffittimento della rete europea (ETRS89) che a sua volta rappresenta la materializzazione del Sistema di riferimento mondiale WGS84, al quale sono agganciati i sistemi di posizionamento GPS (Stati Uniti), GLONASS (Russia) e il prossimo GALILEO (Europa). Il “segnale” è da tempo nell’aria: la Regione Piemonte con la D.G.R. n. 16-8136 del 30/12/2002 B.U.R. n. 05 del 30/01/03 ha adottato il sistema WGS84/UTM per il riferimento dei dati geografici imponendo che tutte le basi dati della Regione e quelle relative ai progetti da questa finanziati siano rappresentati in tale Sistema. Questo significa che nella produzione cartografica a piccola e media scala (1:2.000 - ambito cartografico) e nella grande scala (1:1.000 - ambito topografico) il prodotto dovrà essere congruente con WGS84/UTM. Nel primo caso l’importanza di una rete geodetica di dettaglio quale VCO05 è marginale, in quanto la precisione richiesta è garantita attraverso procedure “improvvisate” di aggancio al Sistema o con misure GPS alla rete IGM95 mentre per i rilievi di dettaglio, in genere affidati a geometri (mi riferisco all’ambito topografico locale con rilievi per scopi idraulici, idrogeologici, di progettazione infrastrutture dove viene solitamente utilizzata una strumentazione tradizionale) la precisione è garantita solo con lunghe campagne topografiche. In tal senso la rete VCO05, vista l’interdistanza dei capisaldi, faciliterà considerevolmente l’aggancio al Sistema anche con strumentazione tradizionale (stazioni totali). Ci si auspica che la rete VCO05 inneschi positivi meccanismi di sviluppo, che sia un apporto di energia alla crescita professionale locale e all’approfondimento tecnico formativo e professionale, ed in ultimo che sia il primo passo dell’auspicata programmazione geomatica gestita a livello provinciale. Geom. Renato LOCARNI 2006 8 APRILE COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 2006 MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Prot. n. 1074/G/86/256 Oggetto: DECRETO LEGISLATIVO 2 FEBBRAIO 2006, N. 42. NUOVA DISCIPLINA IN MATERIA DI TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI CONTRIBUTIVI. CHIARIMENTI DEL MINISTRO MARONI l decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, pubblicato sulla G.U. n. 39 del 16 febbraio 2006, ha dato attuazione alla delega conferita al Governo con la legge 23 agosto 2004, n. 243, in materia di totalizzazione dei periodi contributivi. Con la seguente direttiva vengono forniti primi chiarimenti per l’applicazione del menzionato decreto legislativo. Possono esercitare la facoltà di cumulo dei periodi contributivi i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti, alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, alle forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli enti di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103, ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, nonché agli iscritti al Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, purché non siano già titolari di un trattamento pensionistico erogato da una delle predette gestioni. La totalizzazione riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi posseduti nelle predette gestioni. Ai fini del conseguimento del diritto ad un’unica pensione possono essere cumulati solo i periodi non coincidenti. Le prestazioni che possono essere conseguite mediante totalizzazione sono le seguenti: 1. pensione di vecchiaia; 2. pensione di anzianità con 40 anni di anzianità contributiva; 3. pensione di inabilità; 4. pensione indiretta ai superstiti. I Roma, 2 marzo 2006 Le predette prestazioni costituiscono un’unica pensione alla quale si applicano tutti gli istituti di carattere generale, in quanto non espressamente derogati dalla disciplina speciale. Per la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità possono essere incluse nel cumulo dei periodi contributivi le sole gestioni nelle quali si è in possesso di anzianità contributiva pari ad almeno sei anni. L’età anagrafica di 65 anni richiesta per il conseguimento della pensione di vecchiaia riguarda indistintamente sia gli uomini che le donne e per l’ottenimento di tale pensione, nonché della pensione di anzianità, è necessario aver cessato l’attività di lavoratore dipendente. Il diritto alla pensione indiretta ai superstiti, nonché alla pensione di inabilità è conseguito in base ai requisiti di assicurazione e di contribuzione, nonché agli ulteriori requisiti richiesti nella forma pensionistica nella quale il dante causa era iscritto al momento della morte, ovvero del verificarsi dell’evento invalidante. Le pensioni dirette liquidate con la totalizzazione sono reversibili ai superstiti con le modalità e nei limiti previsti da ogni singola gestione. Pertanto, ai fini del diritto alla pensione di reversibilità di una pensione diretta (pensione di vecchiaia, pensione di anzianità e pensione di inabilità) liquidata con la totalizzazione, occorre avere riguardo alla disciplina prevista da ogni singola gestione per l’individuazione dei familiari superstiti aventi titolo alla prestazione, nonché ai fini della determinazione della quota di pensione spettante a ciascuno di essi. La totalizzazione dei periodi assicurativi è conseguibile a domanda del lavoratore o del suo avente COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 9 APRILE causa, da presentarsi all’ente gestore della forma assicurativa a cui da ultimo il medesimo è, ovvero è stato, iscritto. Tale ente promuove il procedimento. La sola domanda di pensione di reversibilità da pensione diretta liquidata con la totalizzazione è presentata dai familiari superstiti all’INPS in quanto è quest’ultimo l’Ente che effettua il pagamento di tutte le prestazioni erogate ai sensi del presente decreto legislativo. con rapporto di lavoro subordinato. Tenuto conto del contesto delineato dall’articolo 4, infatti, ai fini del calcolo del “pro-rata” della pensione totalizzata, è possibile assimilare la condizione dei predetti lavoratori a quella dei dipendenti iscritti ad enti previdenziali pubblici, benché l’INPGI sia ente previdenziale privatizzato. CALCOLO DEL “PRO RATA” A CARICO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI PUBBLICI CALCOLO DEL “PRO RATA” A CARICO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI PRIVATIZZATI DI CUI AL D.LGS. N. 509 DEL 1994 E DEGLI ENTI PREVIDENZIALI PRIVATI DI CUI AL D.LGS. N. 103 DEL 1996 Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano la misura del trattamento “pro quota” in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati anche se coincidenti. La misura del trattamento a carico degli Enti previdenziali pubblici, relativamente alle pensioni di vecchiaia, di anzianità e indiretta ai superstiti è determinata sulla base della disciplina prevista dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, in materia di opzione per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo. Per il calcolo della pensione indiretta ai superstiti e per la pensione di inabilità si prende a riferimento il coefficiente di trasformazione relativo all’età di 57 anni in caso di decesso dell’assicurato verificatosi ad un’età inferiore. Va comunque precisato che, secondo i principi generali dell’ordinamento pensionistico in materia di salvaguardia dei diritti acquisiti (dei quali costituisce espressione anche il sistema della “certificazione del diritto alla prestazione pensionistica” di cui ai commi 3, 4 e 5 della legge n. 243 del 2004) nonché in conformità con il criterio di delega previsto al comma 2, lettera o), della predetta legge, qualora il lavoratore abbia già raggiunto, in una gestione a carico degli enti previdenziali pubblici, i requisiti minimi richiesti per il diritto ad autonoma pensione, tale “pro quota” sarà calcolato con il sistema di computo previsto dall’ordinamento della predetta gestione. Si puntualizza poi che la liquidazione del trattamento “pro quota” sulla base della disciplina prevista dall’articolo 4, comma 2 (regole dell’opzione per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo), va applicata anche nei confronti degli iscritti all’INPGI in qualità di giornalisti I commi da 3 a 6 dell’articolo 4 stabiliscono le regole per il calcolo delle quote di pensione a carico degli enti previdenziali privatizzati e degli enti previdenziali privati. Relativamente agli enti privatizzati di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994, il predetto comma 3 stabilisce specifici criteri di calcolo operanti nel caso in cui l’assicurato non abbia raggiunto, con i soli contributi versati nell’Ente, i requisiti contributivi minimi richiesti per il conseguimento della pensione di vecchiaia nell’Ente interessato. Le lettere a) e b) del suddetto comma 3 contengono i criteri da utilizzare per la determinazione del montante contributivo maturato dal lavoratore. La successiva lettera c) stabilisce che al montante contributivo vanno applicati i coefficienti di trasformazione previsti dalla già citata tabella A allegata alla legge 8 agosto 1995, n. 335. Pertanto, dovrà essere applicato, in ogni caso, il coefficiente relativo all’età di 65 anni risultante dalla predetta tabella A, anche qualora la normativa dei singoli Enti privatizzati prevedesse coefficienti crescenti in corrispondenza di età anagrafiche superiori ai 65 anni. La lettera d) rinvia alla formula matematica di cui all’allegato 1 del decreto legislativo in esame per la determinazione dell’effettivo importo del “pro rata” a carico dell’Ente da corrispondere all’assicurato, che è funzione dell’anzianità contributiva maturata dal medesimo assicurato presso l’Ente, e dell’importo pensionistico determinato sia ai sensi delle lettere a), b) e c) dello stesso comma 3, sia con le regole proprie dell’ordinamento della gestione sulla base dell’anzianità contributiva effettivamente posseduta dall’interessato nell’Ente. In considerazione dell’introduzione di questo particolare, e del tutto nuovo, sistema di calcolo 2006 10 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA per la liquidazione del “pro rata” a carico degli enti previdenziali privatizzati, il comma 5 dell’articolo 4 chiarisce, ribadendo il principio di carattere generale già esposto in relazione agli enti previdenziali pubblici, che, qualora l’assicurato abbia raggiunto il requisito contributivo minimo richiesto per il conseguimento della pensione di vecchiaia con i soli contributi versati nella Cassa privatizzata, l’importo del “pro quota” a carico della stessa Cassa sia determinato con le regole della gestione medesima. Relativamente agli Enti previdenziali privati costituiti ai sensi del decreto legislativo n. 103 del 1996, la misura del trattamento a loro carico è determinata secondo il sistema di calcolo vigente nei rispettivi ordinamenti, ai sensi del comma 6 dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 42 del 2 febbraio 2006, applicando, quindi, i coefficienti di trasformazione previsti nei rispettivi regolamenti. LIQUIDAZIONE DELLA PENSIONE DI INABILITÀ Per determinare il trattamento pensionistico di inabilità da liquidare con la totalizzazione deve essere concessa la maggiorazione convenzionale con le regole dell’ordinamento in cui si verifica l’evento invalidante. Ai fini della ripartizione dell’onere derivante dall’attribuzione della maggiorazione convenzionale tra le diverse gestioni, si tiene conto delle anzianità contributive utili per la misura (considerando, quindi, anche i periodi coincidenti) acquisite dal lavoratore nelle diverse gestioni e ad esse è imputato l’importo della maggiorazione ragguagliato all’anzianità contributiva utile per la misura nelle stesse effettivamente posseduta. ALTRE DISPOSIZIONI Ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo in esame, la facoltà di totalizzazione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2006. I trattamenti pensionistici di vecchiaia, di anzianità e di inabilità derivanti dalla totalizzazione decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di pensione in regime di totalizzazione. La pensione ai superstiti decorre, invece, dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del dante causa. La pensione totalizzata costituisce un’unica pensione e gli aumenti a titolo di rivalutazione automatica della stessa sono liquidati con riferimento al trattamento unico complessivamente considerato sulla base delle disposizioni di legge vigenti e sono rapportati alle singole quote in proporzione al loro importo, con onere a carico delle gestioni interessate. Il pagamento degli importi liquidati dalle singole gestioni è effettuato dall’Inps, che stipula con gli enti interessati apposite convenzioni. Si precisa, in proposito, che l’Istituto è l’ente pagatore anche nei casi in cui non è interessato al pagamento di alcuna quota di pensione. L’onere dei trattamenti è a carico delle singole gestioni, ciascuna in relazione alla propria quota. Al riguardo, per la regolazione dei rapporti finanziari, gli Enti diversi dall’INPS provvederanno a rendicontare all’Istituto pagatore gli importi complessivi dei ratei pensionistici messi in pagamento a titolo di pensioni in regime di totalizzazione. L’INPS provvederà, sulla base della predetta rendicontazione, ad accreditare ai singoli Enti gli importi previsti dall’articolo 8 a copertura degli oneri risultanti dall’applicazione del decreto legislativo in esame e trasferiti dallo Stato all’Istituto. L’art. 7 del decreto legislativo in parola ha stabilito che l’articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e il relativo regolamento di attuazione, emanato con decreto del Ministro del lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 7 febbraio 2003, n. 57 sono abrogati. La disciplina abrogata rimane in vigore per le domande presentate fino alla data di pubblicazione del presente decreto legislativo, se più favorevole. Al fine di ridurre i tempi di liquidazione delle prestazioni pensionistiche a favore degli aventi diritto ed al fine di assicurare un più puntuale monitoraggio del fenomeno, si impegna l’INPS a mettere a disposizione degli altri Enti una procedura informatica che consenta di acquisire in tempo reale le domande degli interessati, rilevare i dati contributivi e assicurativi, evidenziare l’esito della domanda e il trattamento pensionistico spettante. Roberto MARONI COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 11 APRILE LA FERROVIA STRESA MOTTARONE STORIA DEL PROGETTO DI UN GEOMETRA DIVENUTO REALTÀ (1a puntata) tresa, cittadina famosa per le affascinanti isole Borromee situate nel prospiciente ed omonimo golfo, deve buona parte delle sue fortune alla strada del Sempione che la attraversa da est a ovest e che cominciò a portarle, a partire dal ’700, un numero sempre più elevato di turisti e di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Furono molti in questi anni i letterati, gli artisti e i diplomatici che la scelsero come meta per i propri soggiorni, portando con loro lo sviluppo del settore turistico e ricettivo e favorendo la nascita dei grandi alberghi a tutt’oggi vanto degli stresiani ed anche destinazione di un sempre più massiccio turismo congressuale. S La “regina del Verbano”, questo il soprannome che le venne attribuito con il passare degli anni, divenne nel ’700 e nell’800 luogo di passaggio per i giovani e nobili inglesi che, accompagnati dai loro precettori, andavano alla scoperta delle maggiori città e lingue dell’Europa, affrontando il Grand Tour, un viaggio sicura- mente formativo ma non privo di disagi e pericoli. E furono in molti, incantati dal fascino dei lidi e dalla amenità dei passaggi, a scegliere, una volta adulti, di tornarvi più e più volte. Fra i maggiori estimatori di questi luoghi è possibile ricordare Stendhal o Hemingway, che scelse Stresa e il suo più importante albergo, il Grand Hotel et des Iles Borromées, come scenario per una delle sue più importanti opere, Addio alle armi. Le fortune di Stresa portarono una certa notorietà anche alla sua vetta, il Mottarone, che si erge fra il Verbano e il lago d’Orta con una altezza massima di 1.491 metri e che già nel 1869 era citato nella rinomata guida Baedeker come “comparable au sommet du Righi”, la famosa cima Svizzera che si protende sul lago dei Quattro Cantoni. Tale citazione valse al Mottarone l’appellativo di “Righi italiano”, sempre più utilizzato da storici e studiosi tanto che anche le cartoline dell’epoca usavano spesso accanto al nome della montagna riportare fra pa- 2006 12 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA rentesi l’ormai famoso appellativo. Con i primi turisti cominciarono tuttavia ad arrivare anche i primi problemi, in quanto, come sottolineava la cronaca locale nel 1870, non c’erano dei collegamenti adeguati per raggiungere senza eccessive difficoltà la cima del Mottarone partendo da Orta, da Stresa o da Baveno. Il signor Francioli, intraprendente pallanzese e proprietario di un’omonima autofficina, aveva coraggiosamente tentato, nel 1909, di percorrere la strada Orta-Armeno-Mottarone in auto, probabilmente con l’intento di realizzare un servizio automobilistico pubblico, come già aveva effettuato fra Pallanza e Fondotoce. Il sentiero da seguire era ripido, dissestato, circondato da strapiombi; l’idea appariva oltremodo azzardata. E così, come riportava prontamente la rivista Verbania nel 1909, raggiungere la vetta del Mottarone rappresentava una vera e propria impresa, realizzabile soltanto per chi avesse “gambe buone” e fosse disposto ad affrontare tre o quattro ore di cammino; più precisamente tre da Omegna e quattro da Stresa e da Baveno. tecnica sulla possibilità di realizzare una linea ferroviaria a vapore sul Mottarone. La sua relazione contiene tutte le informazioni tecniche relative alla ferrovia da costruirsi, le motivazioni del perché di una sua realizzazione, oltre che le precise stime di quello che potrebbe essere il tasso di utilizzo della stessa una volta aperta all’esercizio. Fu probabilmente di fronte a un tale studio e a un tale entusiasmo che si costituì, nell’euforia generale, una società per la realizzazione di una “Ferrovia ad Ingranaggio da Stresa all’albergo Mottarone”. Nel 1889 ne venne approvato il progetto definitivo dall’impresa “Pòmpin & Herzog” di Berna, mentre la concessione governativa fu accordata con decreto regio del 1890. Tuttavia, quando ormai tutto sembrava pronto per una definitiva realizzazione, il progetto fallì a seguito di una crisi economica che generò una penuria di capitali. Il geometra Tadini decise comunque di non abbandonare il suo progetto, lo rivide e lo perfezionò studiando il tracciato e il funzionamento di altre ferrovie di montagna, da cui dedusse che forse sarebbe stato più consono alle caratteristiche della ferrovia da costruirsi l’impiego di un più moderno sistema di trazione, la trazione elettrica. E con queste premesse che già negli ultimi vent’anni dell’800 si diffondeva nella zona l’idea, che forse era solo una speranza, di realizzare Per una fortuita coincidenza proprio in quegli una ferrovia funicolare sul Mottarone. anni (tra il 1900 e il 1910) soggiornava a Stresa Nel 1887 si cominciò a raccogliere i capitali il direttore di una delle prime centrali elettriper la realizzazione di una ferrovia funicolare che in Europa, l’ingegnere Alessandro Scotti, che, partendo da Stresa e attraversando le frache in seguito sarebbe divenuto vicepresidente zioni di Binda, Vedasco, Brisino, Magognino, della “Società Ferrovia Elettrica Stresa-MottaVezzo, Gignese e Alpino avrebbe raggiunto la vetta (il percorso attualmente seguito dalla rone”. Lo Scotti divenne ben presto amico del geoTale progetto venne tuttavia ben presto abban- metra Tadini, con il quale si incontrava al caffè Bolongaro di Stresa e condivideva le idee ed i donato. progetti della nascente ferrovia. strada che da Stresa porta al Mottarone). Il progetto del geometra Tadini, datato 26 luNel 1888 il geometra Tommaso Tadini pre- glio 1905, venne approvato dal Consiglio Susenta il suo progetto. periore dei Lavori Pubblici il 15 giugno del La storia della ferrovia “Stresa-Mottarone” si 1906 con voto n. 584 espresso nella seduta del inizia invece realmente grazie alla figura del 15 giugno 1906, mentre con l’anno successivo geometra stresiano Tommaso Tadini, che, nel veniva portato a termine il progetto definitivo 1888, nella splendida cornice del Grand Hotel dalla “Société d’Electricité Alioth” di Basilea, et des Ìles Borromées, presenta una relazione che prevedeva l’impiego di un sistema misto a COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 13 APRILE dentiera e ad aderenza naturale. Per la realizzazione del progetto nacque la “Società ferrovie del Mottarone”, che si riunì per la prima volta nel 1908 a Milano e la cui presidenza venne assegnata al conte Giberto Borromeo, probabilmente anche per la grande disponibilità verso l’iniziativa mostrata dalla famiglia Borromeo, che mise a disposizione diversi terreni per il tracciato e i piazzali per le stazioni. A questo punto per il Mottarone, come riportava ancora una volta puntualmente la rivista Verbania, si aprivano nuove ed interessanti prospettive. La convenzione per la costruzione e l’esercizio della nascente ferrovia venne stipulata il 22 febbraio del 1909 tra l’avvocato Luigi Dari, il geometra Tadini e l’ingegner Alessandro Scotti e venne approvata con regio decreto n. 613 del 4 luglio 1909. Così poterono finalmente avviarsi i lavori. In realtà si potè cominciare a costruire solo nella primavera del 1910, quando venne finalmente completato il piazzale prospiciente l’imbarcadero di Stresa, che avrebbe dovuto accogliere la stazione di partenza. Nel numero di gennaio-febbraio 1909 la rivista Verbania scriveva: ... Il tracciato della ferrovia al Mottarone [...] avrà la lunghezza di 8800 metri divisi in due sezioni. Le stazioni saranno: Stresa, fermata di Vedasco, Vezzo Carpugnino, Gignese-Levo, Pra Fiorente, fermata Borromeo, stazione terminale [...] Apprendiamo da informazioni locali che sono incominciati i lavori di sistemazione della piazza, col pilottamento del porto. Questo lavoro, che dovrà rendere la piazza più spaziosa e più bella durerà quasi tutto l’inverno... 55 al 220 per mille, i tecnici scelsero di utilizzare la cremagliera ideata dall’ingegnere elvetico Emile Viktor Strub. Data prevista per il termine dei lavori: aprile 1911. Ad agosto dello stesso anno la posa delle traversine proseguiva con un ritmo incessante di 60 m al giorno sui tratti a cremagliera e di circa 100 su quelli ad aderenza, tanto che si potè già effettuare una prova tecnica da Stresa sino alla località Parusciola. Fu poi a causa di una improvvisa nevicata fuori stagione che i lavori vennero arrestati prima dell’inverno, facendo slittare la data dell’inaugurazione prevista per la primavera successiva. L’inaugurazione ufficiale per gli addetti ai lavori si svolse martedì 11 luglio 1911. Il tracciato già nel maggio 1909 era riportato con dovizia di particolari sulla rivista Verbania dall’ingegner Alfredo Pariani (progettista della Intra-Premeno): …La Ferrovia parte da Stresa, colla stazione lacuale di fronte all’approdo dei piroscafi, sul viale fronteggiante l’Albergo Italia. Essa passa attraverso l’abitato di Stresa, avendo in parte creato una nuova strada, col ricoprimento del rivo Créé, sino al sottopassaggio della linea del Sempione. Quivi la ferrovia del Mottarone, si raccorda colla stazione di Stresa della linea del Sempione, ed in appositi fabbricati vi avranno sede le rimesse delle vetture elettriche, le officine di riparazione e la propria Stazione di fronte alla Stazione dello Stato. Sottopassato la Ferrovia del Sempione si continua a sponda destra del rivo Créé [...] e si attraversa la proprietà del Collegio Rosmini. Al primo chilometro e mezzo di percorso la fermata di Vedasco [...] Quindi si attraversa il rivo Créé con viadotto in muratura a tre luci di metri sei, si costeggia la strada Comunale fino alla seconda stazione di Vezzo Carpugnino [...] a circa km 2,4 da Stresa. La ferrovia s’innoltra poi nelle annose selve di Vezzo, attraversa la Regione detta Parusciola, e raggiunge il Panorama, presso l’attuale ponte per tignose, alla progressiva m. 4.310, colla Stazione di Gignese Levo. Per i lavori venne impiegata come mezzo di trazione una piccola locomotiva Tender nuova, che rimase poi per poco tempo sulla ferrovia per essere trasportata in un’altra ferrovia a dentiera con trazione a vapore, molto probabilmente in Svizzera. Per realizzare l’opera, che Da questa si sale alla Stazione Alpino Fiorendoveva superare pendenze che andavano dal te[...] All’Alpino Fiorente termina il primo 2006 14 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA tronco della ferrovia, che ha una lunghezza da Stresa di secondo tronco, dall’Alpino Fiorente al Mottarone, si sviuppa nella quasi sua totalità, sui terreni del conte Giberto Borromeo [...] Attraversato il rivo così detto del fontanone in Pianezza ed il torrente Scoccia, la ferrovia si sviluppa sulla costa del Pian Sale, ed a km 7,7 da Stresa si arresta alla fermata Borromeo presso la chiesa di Sant’Eurosio (m 1097). Si insinua poi nel valloncello, tra l’Alpe Chiesa e l’Alpe Montebello [...] sale ripida la costa [...] ed a m 80 sotto la vetta del Mottarone, dopo un percorso di 9,9 km da Stresa, si arresta alla stazione capolinea, su quel dosso a levante che fronteggia l’albergo Guglielmina, presso a poco alla stessa latitudine dell’albergo... (testi tratti dall’opera “SEMPIONE” di Virginia Lodi - Alberti Libraio Editore) (continua...) COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 15 APRILE CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI PRESSO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA COMUNICAZIONE L’accordo tra il Governo e le Regioni in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro ha individuato tra i “soggetti formatori” anche i Collegi Professionali dei geometri. Pertanto il nostro Consiglio Nazionale, per tramite del Comitato Ristretto Sicurezza, si è attivato al fine di mettere a punto il programma del corso da inserire nel quadro della “formazione ed aggiornamento professionale continui” definito dal Congresso Nazionale di Palermo. Per questa ragione il Consiglio Nazionale, tramite il Collegio, chiede di conoscere quanti colleghi geometri svolgono attività di: - Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.); - Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione (A.S.P.P.). Si prega gli interessati di comunicare alla segreteria del Collegio, anche telefonicamente, il proprio nominativo entro e non oltre il 15 maggio 2006. CASSA ITALIANA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA DEI GEOMETRI LIBERI PROFESSIONISTI RILASCIO DI CERTIFICAZIONI ATTESTANTI LA REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA Ai fini del rilascio di certificazioni attestanti la regolarità contributiva per l’affidamento di incarichi professionali di cui all’art. 17 della L. 109/94, è necessario che la relativa istanza venga inoltrata alla Cassa con congruo anticipo – almeno sei giorni lavorativi – rispetto alla data fissata per la presentazione della certificazione stessa, onde consentire ai competenti uffici di compiere i necessari accertamenti. Ciò in considerazione delle numerose richieste che pervengono a tale titolo e che devono essere evase in tempi ristretti. 2006 16 APRILE 2006 COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA AGGIORNAMENTO INDICE ISTAT (Pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”) Gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativi ai singoli mesi del 2005 e 2006 e le loro variazioni rispetto agli indici relativi al corrispondente mese dell’anno precedente e di due anni precedenti risultano: LA NOSTRA BIBLIOTECA Periodici consultabili presso il Collegio: “Italia Oggi” – quotidiano “Gazzetta Ufficiale” – Serie Generale e Supplementi Ordinari “Bollettino Ufficiale Regione Piemonte” “Consulente Immobiliare” Il Sole-24 Ore – quindicinale “Rivista del Consulente Tecnico” Maggioli Editore – trimestrale “Normativa Tecnica” LIBRI RICEVUTI ➢ “L’Universale Fabrica del Mondo, overo cosmografia” Ristampa anastatica a cura del Collegio dei Geometri di Cosenza del libro pubblicato nel 1582. ➢ “Lessico del Facility Management” Gestione integrata e manutenzione degli edifici e dei patrimoni immobiliari. A cura di Silvano Curcio, edito da Il Sole-24 Ore. ➢ “Global Service” Linee guida per l’esternalizzazione dei servizi di Facility Management per i patrimoni immobiliari e urbani. A cura di Silvano Curcio, edito da Il Sole-24 Ore. ➢ “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi” Disposizioni di prevenzione incendi. Edito dal Ministero dell’Interno.