TECNOLOGIA A cura di Maurizio Bergami, Pasquale Bruno, Valeria Camagni, Eugenio Moschini, Mario Pettenghi, Simone Zanardi Dentro Come cambieranno nei prossimi anni hardware e software e Internet oltre il Web 2.0? Ce lo raccontano i protagonisti, i responsabili di Microsoft, Intel, Google, Nokia e Cisco. E sono tutti d’accordo: si prepara un futuro denso di novità. S arà la nostra fortuna o la nostra maledizione, non lo sappiamo, ma negli ultimi quarant’anni, siamo stati tutti assoggettati a una legge molto particolare, che nessun governo nel mondo ha mai scritto e che non compare in nessun codice internazionale. Eppure finora abbiamo tutti ossequiosamente obbedito a questa legge, più o meno consapevolmente, mentre cercavamo di capire con il foglio di calcolo dove erano finiti quei 36 euro che mancavano sul conto corrente, mentre ci stupivamo davanti ai fotogrammi al futuro di Toy Story, quando aggiornavamo gli indirizzi dei clienti con il notebook e persino quando sparavamo a improbabili alieni in verde e nero nei videogame degli anni ‘80. La legge, che per giunta è “legge” solo di nome e non di fato, l’ha scritta nell’aprile del 1965 il signor Gordon Moore, cofondatore di Intel, sulla rivista statunitense Electronics. Un caporedattore, il cui nome non è passato alla storia, aveva commissionato un articolo sul futuro della tecnologia proprio nel mese in cui Gordon terminava la progettazione di un chip che conteneva 60 transistor, il doppio di quelli ospitati nel sistema progettato circa un anno prima. Estrapolando dalla propria esperienza personale e ben conoscendo le premesse teconogiche e costruttive, Moore postulò che per tutti gli anni ‘60 e ‘70 il ritmo di crescita sarebbe rimasto costante: ogni dodici mesi il numero di transistor contenuto in un processore sarebbe raddoppiato. Non ci è dato sapere se Moore si sia pentito in seguito delle sue stime, di certo le ha ritoccate nel tempo portando i dodici mesi prima a ventiquattro, poi a diciotto, ma abbiamo una certezza. Sulla crescita dei transistor ci ha azzeccato, sulla durata della sua legge no. Con qualche scossone è rimasta valida ben oltre gli anni ‘70, come testimonia il passato recente e le sue implicazioni, dirette e indirette, stanno plasmando il nostro futuro. Volete un esempio? Controllate di persona nella collezione di numeri arretrati presenti sul Dvd allegato a questo numero. All’inizio del 1999 celebravamo sulle pagine di PC Professionale l’arrivo in laboratorio dei primi esemplari commerciali del processore Pentium III: una legione di transistor, 9.5 milioni, che facevano brillare gli occhi a tecnici di laboratorio, programmatori e scienziati. Poco più di dodici mesi dopo, Condannati all’innovazione? Il disegno originale di Gordon Moore, cofondatore di Intel che rappresenta graficamente la sua “legge”. 56 PC Professionale - Novembre 2007 57 PC Professionale - Novembre 2007 2000 2007 9,5 milioni di transistor 42 milioni di transistor 580 2012 milioni di transistor 5 miliardi di transistor con il nuovo millennio, arrivò nel nostro laboratorio il primo Pentium 4 che portava in dote 42 milioni di transistor (non li abbiamo contati, ma la differenza di prestazioni si sentiva, come testimoniato dalle nostre prove). Oggi, alla soglia del 2008, potete acquistare un PC con processore Intel QX6850 Core 2 Extreme: contateli voi, sono 580 milioni di transistor. Non ci incontrerete dal vostro negoziante, siamo tutti in laboratorio. Stiamo aspettando che ci consegnino qualche esemplare di Penryn QX9650 quad core con 820 milioni di transistor, più o meno quanti ne erano presenti in novanta Pentium III del 1999. Per la cronaca, l’Itanium 2 introdotto sul mercato nel luglio 2006, tocca quasi i due miliardi di transistor... C’è un implicazione che spesso si sottovaluta nella legge di Moore. Questi numeri non vanno letti al passato, ma interpretati verso il futuro. Allacciate le cinture, quindi: se la legge è ancora valida, il progresso che la microelettronica ha visto negli ultimi 40 anni sarà equivalente a quanto accadrà nei prossimi ventiquattro mesi. La legge di Moore, lo ripetiamo, n o n è u n a v e r a l e g g e ma solo un’osservazione empirica di fatti accaduti e quindi potrebbe essere smentita in ogni momento. Possiamo supporre, ragionevolmente, che ancora alcuni anni rimarrà salda sulle sue fondamenta. Sappiamo benissimo, l’abbiamo visto più volte su queste pagine, che l’aumentare del numero di transistor non porta di pari passo un miglioramento di efficienza del Personal Computer. Il processore è solo una parte di un ingranaggio ben più complesso in cui entra in gioco anche il software, sempre alla rincorsa per efficienza e modello di crescita dell’hardware. Ma, calcolatrice alla mano, i conti sono sorprendenti: un transistor all’epoca della formulazione della legge di Moore costava poco meno di dieci dollari, oggi con un dollaro ne comprate 58 PC Professionale - Novembre 2007 Gordon Moore, cofondatore di Intel “ “ 1999 TECNOLOGIA FUTURO Il progresso che la microelettronica ha compiuto negli ultimi 40 anni equivarrà a quello che ci attendiamo nei prossimi 24 mesi. 520mila e rotti. E questo dato reale, anche se figlio di una legge immaginaria, condiziona il nostro futuro. Un futuro in cui la potenza di elaborazione avrà costi sempre più irrisori e che porterà il PC, le periferiche che lo completano e soprattutto Internet a cambiare faccia. Buona parte degli strumenti che hanno reso possibile l’esistenza della Rete sono coinvolti in questa accelerazione: la velocità e la larghezza di banda possibili in un futuro prossimo cambieranno inevitabilmente il modello di utilizzo degli elaboratori come ci raccontano nelle prossime pagine tutti i personaggi che abbiamo intervistato. Proviamo proprio con loro a tratteggiare alcuni degli scenari possibili cedendo la parola ai veri protagonisti della storia attuale dell’informatica e della comunicazione: Google, Microsoft, Intel, Cisco, Nokia. TECNOLOGIA FUTURO Google Web 3.0 under construction Più accessi da dispositivi mobili, molteplicità di contenuti, efficienza... La Rete sarà davvero ovunque. L a storia di Google è la storia degli ultimi anni Internet. Creata nel 1998 da due studenti di Stanford, Sergey Brin e Larry Page, Google diventa ben presto il motore di ricerca di riferimento grazie a una semplice quanto funzionale indicizzazione dei contenuti legata a un’analisi matematica delle relazioni esistenti tra i siti web. Nel 2004 Google si quota in borsa, rastrellando 1,67 miliardi di dollari con l’offerta pubblica iniziale e avvia lo sviluppo di nuovi prodotti, passando anche attraverso partnership e acquisizioni (Blogger e YouTube sono di certo le più celebrate dalla stampa). Al motore di ricerca si affiancano applicazioni web, e servizi, soluzioni per l’advertising, per lo sviluppo in rete e infrastrutture per la connessione. Come cambierà la rete? Lo chiediamo a un personaggio di spicco non solo nell’azienda di Mountain View, ma della rete mondiale, Vinton Cerf che con Robert Kahn nel 1978 delineò i dettagli del protocollo TCP/IP, all’interno del progetto Arpanet, e quella che sarebbe diventata l’architettura della rete. Alla MCI Corporation sviluppò nel 1986 il primo servizio di email commerciale connesso a Internet. Vinton è in una posizione privilegiata, nel cuore di Google. La qualifica sul suo biglietto da visita è Chief Internet Evangelist. Ed è facile capire perché solo dopo pochi minuti che si dialoga con lui. D: G o o g l e h a d a t o u n c o n t r i b u t o fondamentale a mettere il web al centro di molte delle nostre attività: ha reso disponibili gratuitamente una quantità di applicazioni on line, funzionali, che alcun software da installare. Si possono scaricare ed editare le proprie foto con Picasa, con dividerle con gli amici inviandole con il programma di posta GMail e caricarle sul proprio blog grazie alla piattaforma Blogger. Servizi innovativi, come le mappe di Google Maps, o Sky, l’ultima versione di Google Earth, hanno portato noi utenti là dove da soli non saremmo mai potuti arrivare prima, ai confini dello spazio. Qual è quindi il prossimo passo per Internet e quale futuro lei prevede per il Web? Dopo il web 2.0 collaborativo dei social network dobbia mo aspettarci un Web 3.0 o un Web semantico come alcuni sostengono? E l’utente sarà sempre più al centro di tutte le attività Internet? R: Oggi ci sono diversi trend visibili dentro Internet: il numero crescente di accessi al web da parte di una porzione sempre più ampia di utenti mobili; la disponibilità maggiore di applicazioni in grado di collegarsi a Internet (da casa, sul lavoro, in macchina e persino addosso a noi); la diffusione della Rete nei paesi emergenti, specialmente nell’area asiatica; i modelli innovati• Fatturato consolidato: 10,6 miliardi dollari vi di pubblicità e di produ• Spesa in Ricerca e Sviluppo: 1,22 miliardi di dollari zione di user-genereted • Utile netto: 3,0 miliardi di dollari content, ovvero contenuti generati dagli utenti del • Numero Dipendenti: 13.748 (a giugno 2007) web e messi a disposizione Fonte: Reuters. di tutti. Basti pensare ai I numeri di Google 59 PC Professionale - Novembre 2007 Vinton Cerf Chief Internet Evangelist Google blog, a YouTube, agli ambienti virtuali, di gioco e non, come Facebook, LinkedIn, Orkut, MySpace. E infine abbiamo velocità di accesso sempre più elevate alla periferia della Rete e una domanda crescente di accessi simmetrici, alla stessa velocità in trasmissione e ricezione dati dei dati. Come già per il Web 2.0, credo che tutto ciò porterà a una quantità sempre maggiore di transazioni interaziendali. Al momento il Web 3.0 è ancora un concetto indefinito ma forse si realizzerà nel momento in cui prenderà forma il web semantico a cui sta lavorando Tim Berners Lee. Si tratta di un passaggio molto difficile da superare, ma se ci riusciamo, ciò significherà avere a disposizione un ambiente con una quantità molto maggiore di informazioni utili e fruibili. In prospettiva ci saranno sempre più applicazioni ibride che traggono vantaggio da interfacce di program- mazione standard (API) per fondere e rendere accessibili dati provenienti da sorgenti distinte come per esempio è stato fatto con Google Maps e Google Earth. E quindi sì, in questo contesto l’utente diventerà sempre più il centro delle attività sul web, sia sul versante della produzione che su quello della fruizione di servizi applicativi. D: Fino a oggi Internet è rimasta gratuita per tutti. Lei pensa che anche in futuro continueremo a poter utilizzare gli stessi servizi di oggi senza pagare o ci sarà qualche cambiamento? R: Non esiste niente di realmente gratuito e tutti i costi vanno comunque giustificati. Il punto importante da sottolineare è che Internet è stata accessibile a tutti in modo non discriminato fin dai suoi esordi. Oggi incombono minacce proprio su questi aspetti di non discriminazione. Probabilmente ci sarà un costo più alto per chi vuole accessi a velocità elevate, ma vorrei far notare come la competizione ha portato a incrementare le velocità di accesso a fronte di una diminuzione dei prezzi nella aree dove il mercato è fortemente competitivo o dove la supervisione dell’autorità regolatrice ha consentito lo sviluppo di un mercato aperto e a prezzi ragionevoli per i servizi broadband. D: Pensa che l’uso di Internet in prospettiva diventerà del tutto indipendente dal tipo di hardware utilizzato per accedervi? E a suo parere quale sarà il dispositivo di maggior successo per i pros simi anni: il telefono cellulare, il PC, la Iptv, o qualcos’altro? R: Internet è già oggi accessibile da una quantità di dispositivi diversi e mi aspetto che questo trend sia destinato a crescere anche nei prossimi anni, con un numero ancora più ampio e una varietà maggiore di periferiche predisposte per la connessione a Internet. Il telefono mobile ha la più alta probabilità di diventare lo strumento pre- “ “ TECNOLOGIA FUTURO La killer application per l’accesso in banda larga sarà il trasporto di contenuti digitali su Internet in modalità broadcast. ferito per un accesso ubiquo al web, mentre al secondo posto vedo bene molte le periferiche per l’ intrattenimento, seguite dai laptop o da dispositivi analoghi. ga banda, l’avvento di standard proprietari, il controllo da parte dei governi? E quale è la più insidiosa a suo parere? R: Sul fronte tecnologico le sfide incombenti sono l’introduzione del nuo1,65 miliardi di dollari per acquisire vo protocollo IpV6 per gli indirizzi YouTube. Lei crede che il video shaweb insieme al processo di internazioring sia realmente la killer applica nalizzazione dei nomi a dominio e altion per i contenuti web e cosa penla sicurezza dell’intero Domain Name s a d e l l a n u o v a p r om e s s a d e l l a W e b System. Oltre a ciò mi aspetto che naTV e Iptv? scano nuovi modelli di pubblicità pensati per la fruizione dei video, coR: Credo che la killer application me è già successo per Internet. Per il per l’accesso in banda larga sarà il resto, per molti di noi che lavorano altrasporto di contenuti digitali su Interlo sviluppo della Rete, le priorità renet in modalità broadcast. Mi auguro steranno le reti ad alta velocità e gli che l’Iptv non si limiti in futuro a esseaccessi di tipo simmetrico. re solo streaming video ma che divenIl dibattito sulla Internet Governance ti un mezzo di distribuzione digitale continuerà a persistere per tutto quecapace di far arrivare virtualmente sto decennio e forse anche più avanti, qualsiasi tipo di file e video. Spero ancosì come proseguirà la discussione che che in futuro si riesca a fare un su vecchi e nuovi modelli di business uso migliore dei mezzi trasmissivi per in presenza dei cambiamenti portati distribuire i contenuti Internet e che si dall’avvento dell’economia digitale di riescano a servire le periferiche mobiInternet e delle tecnologie digitali nel li in modo molto più efficiente di loro complesso. Personalmente mi quanto non si riesca oggi con le reti sento molto preoccupato per la sicubroadband mobili attuali. rezza e la privacy di Internet e per la capacità di saper difendere gli utenti D: Quali sfide attendono Internet da varie forme di attacchi provenienti nei prossimi anni: il collasso della da soggetti malavitosi. Sotto questo banda a disposizione, eventuali vi aspetto avremo bisogno in futuro di rus nelle connessioni a larnuovi strumenti tecnici e possibilmente anche di nuove leggi e trattati per combattere in maniera più efficace alcune delle pratiche abusive più diffuse su Internet, come ad esempio le frodi. Un’altra fonte di allarme restano gli attacchi di tipo denial of service, un pericolo sempre incombente. In generale riuscire a mantenere stabilità sulla Rete e nel contempo assicurarne la crescita è diventato un lavoro a tempo pieno per molte persone e lo sarà sempre di più anche in Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google futuro. D: Lo scorso anno Google ha speso 60 PC Professionale - Novembre 2007 TECNOLOGIA FUTURO Intel Il computer è ovunque Sei miliardi di dollari investiti in ricerca e sviluppo: dopo il multicore arriva il terascale computing. ondata nel 1968, inizialmente per produrre dispositivi di memoria a semiconduttore, nel 1971 Intel ha introdotto il primo microprocessore della storia: il 4004. Intel è oggi il maggiore costruttore al mondo di chip e uno dei maggiori fornitori di prodotti per il mercato del personal computing, networking e comunicazioni. Lo scorso anno Intel ha investito quasi 6 miliardi di dollari nella divisione di Ricerca e Sviluppo e i suoi Intel Labs, che si occupano delle attività di ricerca e sviluppo di Intel, sono costituiti da oltre 7.000 ricercatori e scienziati. Per la casa di Santa Clara ha risposto a PC Professionale Andrew A. Chien, vice presidente e direttore della Intel Research, divisione impegnata nella ricerca esplorativa ad ampio raggio su tematiche che riguardano circuiti elettronici, microarchitetture di computer, sistemi distribuiti, sensori, robotica, networking, comunicazioni, ubiquitous computing, mercati emergenti e usabilità. Per più di vent’anni, Chien è stata una figura di spicco a livello mondiale nel settore della ricerca e dello sviluppo di sistemi di computer ad alte prestazioni. Tra le sue competenze figurano networking, grid computing, cluster ad alte presta- zioni, sistemi distribuiti, architettura del computer, reti con instradamento ad alta velocità, compilatori e linguaggi di programmazione orientato agli oggetti. Andrew A. Chien D: Secondo lei, in che modo l’evo - Vice presidente e direttore Intel Research luzione tecnologica cambierà la no stra vita quotidiana nei prossimi 10 anni? R: Uno degli aspetti sui quali concentriamo la nostra attenzione è l’idea di i n f e r e n z a e comprensione del mondo circostante. Il concetto di base è capire se l’inferenza e i sensori siano davvero il pezzo mancante per rendere fruibile il computing pervasivo. Possiamo realizzare piccoli dispositivi da portare in tasca, ma quello che ci manca è la capacità di far collaborare al meglio i dispositivi tra di loro e di farli interagire con noi in modo naturale. Un’altra area della ricerca è il tera s c a l e c o m p u t i n g che apporta un grande vantaggio come la creazione della capacità di elaborazione in grado di dare potenza ad applicazioni incredibili - sia in termini di rappresentazioni visive, come l’idea della realtà virtuale tradizionale sia in termini di inferenza. La capacità da parte dei dispositivi di comprendere il mondo che li circonda e gli interessi della persona fisica che li possiede è estremamente stimolante. Per poter comprendere • Fatturato consolidato: 35,4 mld. di dollari quello che stiamo facendo, • Spesa in Ricerca e Sviluppo: circa 5,9 miliardi di dollari il sistema di elaborazione • Utile netto: 5 miliardi di dollari deve leggere i dati prove• Numero Dipendenti: circa 94.100 nienti da flussi di sensori, oltre a effettuare analisi ed Fonte: Reuters. elaborazioni in modo con- I numeri di Intel 61 PC Professionale - Novembre 2007 “ “ F La comprensione del mondo circostante, l’inferenza, è il pezzo mancante per rendere il computer pervasivo. tinuo. Ciò richiede molteplici core di processori che eseguono algoritmi complessi simultaneamente. Gli algoritmi di apprendimento delle macchine impiegati per l’inferenza sono basati su complesse analisi statistiche delle correlazioni tra le diverse letture dei sensori, estrapolando relazioni ignote. Attualmente questi algoritmi vengono eseguiti su sistemi complessi realizzati per scopi specifici, e ci vuole un PhD (dottorato di ricerca americano n.d.r.) per essere in grado di farli funzionare. Il nostro obiettivo è di concentrare questi algoritmi in una Api (Application Programming Interface) a cui ci si può rivolgere, come un servizio di piattaforma accessibile in modo affidabile allo stesso modo di un file system. Così, il programmatore medio TECNOLOGIA FUTURO D: Quali sono, secondo le sue pre visioni, le sfide più grandi nell’evo luzione del Pc come piattaforma? R: La piattaforma Pc si sta espandendo in aree sempre più estese, e la sfida di oggi è quella di offrire una facilità d’uso e una stabilità ancora maggiori, come richiesto da questa sempre maggiore pervasività. Il software dovrà migliorare in modo significativo e, con l’avvento del multi-core e del terascale, dovrà diventare parallelo man mano che continueremo a offrire prestazioni superiori (e un consumo inferiore di energia) con il parallelismo. I programmatori dovranno apprendere nuove capacità, e lo sviluppo software continuerà a migliorare a passi da gigante. Uno degli aspetti in cui Intel sta procedendo rapidamente è la ricerca del modo di realizzare piattaforme caratterizzate da “integrità”. Ciò significa renderle sicure impedendo a chiunque di prenderne il controllo. Ci sono inoltre molte domande interessanti su quanti dati mantenere a livello locale, nei dispositivi personali, quanti dati caricare nella “nuvola di informazioni” e quali dati eliminare. Alla fin fine si tratta di scoprire che cosa ci fa sentire a nostro agio. D: Quale sarà il ruolo di Intel in questo scenario? R: Intel sta portando le proprie piattaforme in una gamma sempre più ampia di settori come la casa, l’azienda, il settore della sanità e, naturalmente, il mobile computing sia personale che professionale. Continueremo a essere il volano della rivoluzione del computing che stiamo vivendo offrendo capacità di elaborazione leader del settore, basso consumo di energia ed esclusive funzionalità delle piattaforme, per rendere possibile la diffusione di nuove applicazioni davvero straordinarie. I nostri ricercatori si stanno occupando di innovazioni nella tecnologia del silicio, circuiti, architettura, sistemi e un’ampia gamma di applicazioni mobili. Renderemo disponibili le “ Maggiore durata delle batterie, riduzione degli ingombri, sicurezza dei sistemi: elementi che rendono il computing pervasivo una realtà entusiasmante “ senza un PhD può fare uso di questi algoritmi di apprendimento delle macchine. tecnologie determinanti per far progredire ulteriormente i rapidi miglioramenti nella durata delle batterie, la riduzione dei fattori di forma e la sicurezza dei sistemi, tutti elementi che rendono il computing pervasivo una entusiasmante realtà. D: In che modo questi sviluppi contribuiranno a ridurre il “digital divide” nei Paesi del Terzo Mondo? R : Intel è promotore di un accesso più ampio al computing, e abbiamo partecipato in questo senso a diversi programmi in tutto il mondo per accelerare l’accesso al computing come catalizzatore dell’istruzione e dello sviluppo economico. Con tecnologie come l’accesso wireless a banda larga e la disponibilità sempre maggiore di Pc portatili di vario tipo a prezzi accessibili, siamo una delle aziende che contribuiscono maggiormente alla riduzione del digital divide. Grazie all’iniziativa Intel Education e ai programmi Intel Teach, e ai nostri programmi Higher Education in tutto il mondo, siamo tra i maggiori supporter e promotori di programmi di training a livello globale per la diminuzione del digital divide. D: La convergenza è un argomento molto dibattuto. Come si evolverà nel corso dei prossimi anni? D : Io vedo l’opportunità di una maggiore “divergenza” o specializzazione dei dispositivi. Man mano che il computing diventa più accessibile con costi contenuti, gli aspetti essenziali che ne determineranno le implementazioni saranno meno funzionali ma sempre più legati a un mix di moda, stile, scelta personale e inclinazioni. Un semplice esempio per illustrare questo concetto è che 62 PC Professionale - Novembre 2007 molte persone possono oggi accedere alla posta elettronica e navigare su Internet con diversi dispositivi, in base a ciò che è più comodo e appropriato nello specifico contesto. Riteniamo che la gente acquisterà dispositivi diversi e specializzati con utilizzi che si sovrappongono, seguendo la tendenza denominata da molti dei principali osservatori del settore “personalizzazione di massa” (mass customization). Ciò consentirà agli utenti di avere sempre a disposizione “il dispositivo giusto” in base alle esigenze, all’umore, ecc. Naturalmente, il successo di questo modello richiede che tutti questi dispositivi siano estremamente facili da usare senza interruzioni. D: Secondo lei, quale potrebbe es sere il dispositivo rivoluzionario del futuro? R: Come ho già detto, riteniamo che ci saranno molti dispositivi del genere in grado di supportare l’“essenza della nostra vita”. In Intel Research, uno dei temi di ricerca è l’“Essential computing”, in cui l’elemento chiave è la progettazione di sistemi che capiscano quello che facciamo e comprendano l’importanza di diverse attività nelle nostre vite. Oggi, come mai prima d’ora, siamo sempre connessi. Immaginiamo di avere un telefono che sia in grado di capire quando ci troviamo in coda in un aeroporto. Esiste una grande differenza tra l’essere interrotti durante periodi di inattività, come quando siamo in coda, piuttosto che quando siamo sottoposti alle procedure di sicurezza aeroportuali. Immaginiamo che il sensore rilevi il movimento e altre informazioni dall’ambiente circostante, come il segnale Internet, e abbia consapevolezza dei comportamenti precedenti, in modo che possa determinare se è importante che la telefonata in arrivo ci raggiunga. È nostro figlio di cinque anni che ha dei problemi, o un amico che sentiamo continuamente? È necessario che rispondiamo subito alla chiamata? Il sistema intelligente potrebbe impiegare sensori, analizzare il parlato, rilevare il nostro stato d’animo e determinare l’ambiente in cui ci troviamo. A quel punto potrebbe decidere in che modo trasmetterci la notifica, e come farlo in quel preciso contesto. TECNOLOGIA FUTURO Microsoft Software e servizi Ultramobilità, qualità delle immagini, capacità di memoria, potenza di calcolo: tutto in equilibrio. mberto Paolucci, Senior Chairman Microsoft, Vice President Microsoft Corporation, Presidente Microsoft Italia. D: Come pensa che l’evoluzione tecnologica cambierà la nostra vita di tutti i giorni nei prossimi 10 anni? R : Il prossimo decennio vedrà la tecnologia tra i fattori di miglioramento della qualità della vita degli individui e di sviluppo della società. L’accesso alle informazioni sarà sempre più focalizzato, grazie a fenomeni come i blog e il social networking, gli RSS e le sempre più accurate tecnologie dei motori di ricerca, che sommate all’interfaccia naturale aumenteranno la semplicità dell’interazione e dell’esperienza digitale. Cambierà anche il modo con cui effettueremo le transazioni: sarà grandemente incrementato il ruolo delle tecnologie cellulari nelle transazioni elettroniche e nell’identificazione. I micro pagamenti cominceranno a sorgere in applicazioni specializzate nei parcheggi, edicole, tram, cinema, macchinette da caffè. Le tecnologie cellulari saranno inoltre molto più usate in appli- I numeri di Microsoft cazioni di identificazione (come barriere autostradali, uffici privati e pubblici). Anche le tecnologie di posizionamento consentiranno esperienze sempre più sofisticate. Alcuni esempi: mappe combinate con informazioni locali, contenuti culturali erogati in luoghi di transito pubblico, notizie sul traffico in modo reale in base alla posizione di guida. Faranno il loro ingresso gli ultra-portatili per il mondo della scuola. Gli studenti avranno meno libri e molto supporto informatico. Le scuole aumenteranno in maniera significativa la quantità delle informazioni disponibili in elettronico e in maniera timida ci saranno sperimentazioni nell’area degli schermi flessibili, che vedranno la luce più avanti. Il “New world of work” delineato da Bill Gates anni fa sta concretamente prendendo piede: finalmente gli spostamenti potranno essere meno frequenti grazie alla maturazione delle tecnologie di videoconferencing. Tecnologie che saranno in grado di far lavorare gruppi di lavoro estesi in maniera collaborativa, con condivisione di dati e appunti, con integrazione di voce e video ad alta qualità. Nulla che non si veda già in giro oggi, ma più semplice e soprattutto con ampia diffusione e grandi economie di scala. • Fatturato consolidato: 51,12 miliardi di dollari • Spesa in Ricerca e Sviluppo: 7,1 miliardi di dollari • Utile netto: 14,06 miliardi di dollari • Numero Dipendenti: 79.000 (2007) Fonte: Reuters. D: Quali sono le princi pali sfide che prevede nell’evoluzione del Perso nal Computer come piat taforma? 63 PC Professionale - Novembre 2007 Umberto Paolucci Presidente Microsoft Italia “ “ U Il “New world of work” delineato da Bill Gates anni fa sta concretamente prendendo piede. R: Il PC e il software resteranno al centro del nuovo mondo digitale degli individui, interagendo sempre di più con diversi dispositivi per consentire alle persone di accedere ai propri interessi in modo semplice e immediato. Si evolveranno le modalità con le quali gli utenti decideranno di utilizzare e archiviare le informazioni o collaborare tra di loro, andando ad esplorare nuove frontiere della Rete e creando nuovi servizi Web. L’esperienza d’uso che viviamo oggi grazie al software che risiede sul dispositivo, sia esso un PC o un cellulare, deve essere fruibile sempre e ovunque grazie a servizi online a valore aggiunto. Ultramobilità, qualità delle imma- TECNOLOGIA FUTURO gini sugli schermi, capacità di memoria e di calcolo troveranno un loro sempre migliore equilibrio negli anni a venire, anche grazie al web. D: Che ruolo avrà Microsoft nel guidare questa evoluzione nei prossimi dieci anni? R: Il nostro ruolo è quello di proseguire nel massimizzare la qualità dell’esperienza per l’utilizzatore, unendo sempre più software e servizi.Anche i modelli di business si evolveranno, cogliendo appieno le opportunità insite nelle nuove soluzioni “software plus services”. Per questi nuovi servizi infatti si delineano business models sia gratuiti, sostenuti dall’advertising, sia a pagamento di un canone o in base ai consumi. L’evoluzione tecnologica non potrà comunque prescindere dal ruolo chiave dell’individuo e delle sue esigenze. Il software dovrà quindi sempre più divenire il fattore abilitante per la realizzazione del potenziale delle persone, delle organizzazioni in cui sono inserite e della società stessa. D: Pensa che lo sviluppo del Pc concorrerà a ridurre il digital divi de con i paesi del terzo mondo? Se sì, come? R: Nell’economia di oggi, la vera valuta pregiata è la conoscenza, e la tecnologia è lo strumento più utilizzato per trasmetterla, condividerla e applicarla. L’innovazione tecnologica è quindi uno dei fattori più rilevanti per lo sviluppo. Abbiamo annunciato lo scorso aprile un rinnovato impegno nella battaglia per il superamento del “digital divide”, attraverso lo sviluppo e la promozione di nuovi prodotti e programmi in grado di offrire nuove opportunità economiche e sociali ai cinque miliardi di persone che oggi non hanno ancora accesso ai vantaggi messi a disposizione dalle tecnologie. Attraverso l’estensione del progetto ”Unlimited Potential”, abbiamo deciso di dedicare risorse ancora maggiori all’innovazione dei sistemi educativi ed economici locali dei vari paesi in cui Microsoft opera. Tre gli obiettivi principali di questo rinnovato impegno: il miglioramento dei sistemi educativi in tutto il mondo grazie alle nuove tecnologie, il sostegno dell’innovazione e della ricerca nei diversi paesi, e l’offerta di nuove opportunità per l’inserimento lavorativo dei giovani e delle categorie svantaggiate. D: In ambito tecnologico si parla molto di convergenza. Quale svi luppi prevedete nei prossimi anni sotto questo aspetto? R: La convergenza consentirà agli utenti di ricercare i propri dati, contenuti e informazioni e di collaborare e comunicare attraverso un unico punto di accesso pur da diversi dispositivi. È in questa direzione che va uno dei prossimi annunci Microsoft, la piattaforma di Unified Communications, che garantisce all’utente un’esperienza unificata. VoIP, posta elettronica, messaggistica istantanea, telefonia e teleconferenza multimediale in un unico sistema intuitivo che risponde alle esigenze degli utenti sia business sia privati. Nei prossimi anni assisteremo inoltre ad una vera convergenza tra software, servizi Web e dispositivi, fornendo alle persone la possibilità di accedere 66 PC Professionale - Novembre 2007 ai propri dati e interessi digitali in maniera semplice e intuitiva. D: Quale sarà il dispositivo più rivoluzionario della prossima decade? R : In verità, il dispositivo della prossima decade sarà l’insieme di tutti i device che decideremo di utilizzare, a seconda delle varie esigenze, tutti orchestrati in modo semplice, naturale ed immediato grazie al software. Continueremo ad assistere alla proliferazione di PC, portatili, telefonini e di nuovi dispositivi innovativi, come il nostro tavolo multimediale “Surface”. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere il dispositivo che meglio si adatta alle loro necessità per accedere ai propri contenuti, collaborare e comunicare con amici e colleghi. “ Il Pc e il software resteranno al centro del nuovo mondo digitale degli individui, interagendo sempre di più con diversi dispositivi Bill Gates, fondatore di Microsoft “ Steve Ballmer, CEO di Microsoft. TECNOLOGIA FUTURO Nokia Tecnologia, facile I telefonini sono considerati “il quarto schermo”, dopo Tv, cinema e Pc. Ma ancora per poco. V alerio Tavazzi è Direttore Enterprise Solutions di Nokia Italia. In questo ruolo ha la responsabilità di guidare la divisione Enterprise Solutions e definire gli obiettivi e le strategie per sviluppare sul mercato italiano l’intera offerta Nokia per le aziende e gli utenti professionali. D : L’evoluzione tecnologica come cambierà la nostra vita di tutti i giorni nei prossimi dieci anni? R: Radicalmente, come del resto ha già fatto negli ultimi dieci anni. Credo che uno dei fattori determinanti nell’adozione delle nuove tecnologie su ampia scala da parte di tutti i target di consumatori sarà garantito da quello che in Nokia definiamo “human technology”. La tecnologia facile da utilizzare. Inoltre l’accesso sempre più comodo e veloce a Internet in mobilità modificherà le nostre abitudini e la nostra gestione del tempo, degli spazi e delle attività. Fondamentale anche il ruolo che ricopre oggi il consumatore, da cliente a protagonista attivo di scambio e condivisione delle informazioni sul web 2.0. Dal punto di vista dell’utilizzo professionale, invece, il fenomeno della così detta “consu- merization” in base al quale nelle aziende stanno iniziando ad essere assunti i primi dipendenti nati nell’era digitale, sta rapidamente accelerando il processo di adozione di queste tecnologie da parte delle imprese favorendo decisamente il lavoro in mobilità. Infine non possiamo dimenticare, anche se è complesso prevederne gli impatti sulla nostra vita quotidiana, che la tecnologia sta modificando molto più rapidamente di quanto non abbia fatto nei Paesi così detti industrializzati, gli equilibri e gli stili di vita dei Paesi emergenti. D: Quali sono le sfide più importanti che prevede nell’evoluzione del PC come piattaforma? R: La sfida maggiore sarà quella di confrontarsi con i telefoni mobili ormai a tutti gli effetti considerati il “quarto” schermo. La convergenza tende ad eliminare le distinzioni tra gli strumenti di comunicazione e il device multifunzionale sembra essere la risposta migliore. Proprio partendo da questa premessa Nokia lavora da anni per sviluppare i multimedia computer, la forma più evoluta di connubio fra tecnologie appartenute in passato a media diversi (telefonia mobile, tv, radio, Pc). D: All’interno di questo scenario, che ruolo avrà Nokia? R: Nokia guida il processo di evoluzione e sviluppo della convergenza, promuovendo l’accesso in mobilità alle informazioni e ai servizi a Internet attraverso i propri prodotti. 68 PC Professionale - Novembre 2007 Valerio Tavazzi Direttore Enterprise Solutions Nokia Italia I numeri di Nokia • Fatturato consolidato: 41.121 milioni di euro • Spesa Ricerca e Sviluppo: 3.897 milioni di euro • Utile netto 2006: 4.366 milioni di euro • Numero Dipendenti (a giugno 2007): 109.871 Fonte: Reuters. D: Come pensa che questo sviluppo concorrerà a ridurre il “digital divi de” dei Paesi del terzo mondo? R: Si tratta di un problema molto complesso con diverse possibili risposte. Tuttavia è noto che l’accesso all’informazione e agli strumenti di comunicazione rappresentano alcuni degli elementi fondamentali per la riduzione del digital divide. Sappiamo che non è ipotizzabile la realizzazione di infrastrutture e reti di accesso fisse in questi Paesi, pertanto ritengo che lo sviluppo di strumenti che permettano l’accesso wireless possano aiutare a colmare questo divario che ha purtroppo conseguenze negative sull’equilibrio mondiale. D: Quale potrebbe essere il dispositivo rivoluzionario del futuro? R: Il teletrasporto… TECNOLOGIA FUTURO Cisco Abilitare il cambiamento Stiamo creando infrastrutture sicure, per riuscire a comunicare in maniera unificata. Ovunque. S tefano Venturi è l’amministratore delegato di Cisco Italy e VP di Cisco, il colosso californiano leader nella fornitura di infrastrutture di rete basate sul protocollo IP. È uno tra i manager italiani più attenti ai temi del Web 2.0 e della business collaboration. 49 anni, guida Cisco Italy dal 1996, dopo aver maturato esperienze in note imprese tecnologiche fra cui Olivetti, HewlettPackard, Wyse Technology e Sunsoft dove dal 1994 al 1996 è stato General Manager dell’area Sud-Europa. D: L ’ e v o l u z i o n e t e c n o l o g i c a c o m e cambierà la nostra vita di tutti i giorni nei prossimi dieci anni? R: Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un importante cambiamento: la rete Internet ha trasformato tutti noi da utilizzatori passivi di tecnologia a partecipanti attivi della sua evoluzione. È un processo inarrestabile che mette la persona al centro della rete, tanto che già oggi non si ragiona in termini di rete che collega dispositivi a dispositivi, ma di rete di persone, che creano, modificano e distribuiscono contenuti ad una audience globale. La nuova generazione di applicazioni Internet e una diffusione sempre maggiore di una vera banda larga consentiranno un livello di personalizzazione senza precedenti, dando vita ad una esperienza di utilizzo I numeri di Cisco • Fatturato consolidato: 34,922 mld di dollari • Spesa Ricerca e Sviluppo: 4,5 mld di dollari • Utile netto 2007: 7,333 miliardi di dollari • Numero Dipendenti (a luglio 2007): 61.535 Fonte: Reuters. che per molti di noi oggi è inimmaginabile. Il salto qualitativo sarà importante e il protagonista assoluto sarà il contenuto che decideremo di consultare, piuttosto che il dispositivo che ci permette di farlo. Se lo vorremo, saremo connessi alla rete in ogni istante: al lavoro, tra le mura domestiche, in auto; avremo la libertà di utilizzare il dispositivo che preferiamo, senza limitazioni in termini di piattaforma o modalità di accesso e soprattutto senza doverci preoccupare di problematiche operative o di gestione del dispositivo stesso. D: Quali sono le principali sfide per il computer inteso come piattaforma? R: Iniziamo con il dire che, in uno scenario come quello che ho appena descritto, il personal computer sarà una delle piattaforme, non l’unica. Oggi i contenuti sono strettamente legati al dispositivo, le interfacce utente sono diverse da una piattaforma all’altra, la necessità di gestire le complessità ha portato alla creazione di “sistemi”chiusi, ciascun dispositivo utilizza una propria piattaforma. Lo scenario futuro sul quale Cisco sta lavorando da anni è la creazione di una rete intelligente che diventa la piattaforma per la fruizione di un insieme di applicazioni (siano esse dati, video o voce) on demand, in mobilità e da qualunque dispositivo. Riteniamo infatti che, sia in ambito business che in ambito consumer, il ruolo della rete è fondamentale per consentire ai vari dispositivi di accedere ai contenuti e colloquiare tra di loro in modo trasparente e sicuro. D’altro canto i dispositivi non dovranno semplicemente garantire la possibilità di essere collegati in rete, ma dovranno integrare tecnologie di networking e intelligenza. 70 PC Professionale - Novembre 2007 Stefano Venturi Amministratore delegato Cisco Italy D: All’interno di questo scenario, che ruolo avrà la sua società? R: Il nostro ruolo è quello di continuare ad abilitare il cambiamento, creando infrastrutture sicure che permettano di comunicare in maniera unificata indipendentemente dal fatto che le informazioni si trovino sul web, a casa nostra, in un data center o che risiedano fisicamente nel luogo in cui si producono i contenuti. Stiamo parlando di uno scenario dove la distinzione tra casa e ufficio diviene sempre meno netta: non è importante dove lavoro, studio, guardo un film o seguo una partita di calcio. È importante che io possa farlo quando voglio e con il dispositivo che preferisco. Così come è importante che la tecnologia abiliti la collaborazione, che rappresenta il terreno sul quale si giocheranno le partite competitive di aziende e di intere nazioni. Cisco sta lavorando proprio in quest’ottica, ampliando il proprio raggio d’azione verso tutte quelle tecnologie che permettono alle persone di collaborare online e in real time. D: Come pensa che questo sviluppo concorrerà a ridurre il digital divide dei paesi del terzo mondo? R: Innanzitutto è bene ricordare che il problema del divario digitale non si pone solo nei confronti del terzo mondo, ma a volte si nota anche tra regioni confinanti all’interno di una stessa nazione. Detto questo io penso che Internet abbia avuto e sempre più avrà TECNOLOGIA FUTURO un fortissimo potere di disintermediazione. Alcuni Paesi hanno fatto un balzo impressionante, passando direttamente dalla fase agricola a quella digitale e saranno sempre più in futuro i principali produttori di innovazione. Penso a Cina, India, Turchia, Egitto, per citare alcuni esempi. La globalizzazione non è un termine astratto, ma un processo inarrestabile che porta con sé nuove sfide e una moltitudine di opportunità. Grazie all’apertura del nuovo hub di Bangalore, ad esempio, Cisco è potuta entrare in contatto con un potenziale di talenti che partecipano quotidianamente alla crescita della società. Entro pochi anni il confine tra uomo e macchina sarà sempre più sfocato. D: Si è parlato molto di convergen za. Quale evoluzione avrà nei pros simi anni? I R: La convergenza è l’area in cui Cisco è maggiormente attiva da moltissimo tempo. Quindici anni orsono decidemmo di concentrare i nostri investimenti e i nostri sforzi in ricerca e sviluppo sul protocollo IP e sulla convergenza di voce, dati e video all’interno di un’unica piattaforma. Anche nelle nostre abitazioni assisteremo ad una sempre maggiore diffusione di dispositivi convergenti, che gestiscono e condividono contenuti multimediali, programmi televisivi, si connettono ad Internet piuttosto che all’archivio fotografico o alla videoteca digitale personale. La convergenza di molteplici contenuti, e la necessità di gestirli, richiedono la creazione di reti intelligenti e aperte, che tolgano le complessità di gestione e permettano agli utenti di ottenere un’esperienza di utilizzo in linea con le loro aspettative. Non è infatti il dispositivo il fulcro dell’esperienza, ma la rete e la sua capacità di gestire i contenuti. La singolarità si avvicina nventore, imprenditore, visionario, Ray Kurzweil ha al suo attivo una nutrita serie di successi tecnici e commerciali. Realizzò il primo sistema di riconoscimento ottico dei caratteri, che trasformava la parola scritta in dati, ideò il primo sistema di lettura con sintesi vocale, per consentire ai non vedenti di leggere. La sua fama come visionario e filosofo è altrettanto ricca. Premiato da Clinton nel 1999 con la National Medal of Technology, Ray Kurzweil non è nuovo a polemiche che si scatenano sulle sue opere. I suoi due testi The age of spiritual Machines e Singularity is near, non tradotti in italiano, tratteggiano un futuro in cui, nell’arco di pochi decenni, l’accelerazione tecnologica sfocherà per sempre il confine tra uomo e macchina. I D: Quale potrebbe essere il dispositivo rivoluzionario del futuro? R: Tutti quei dispositivi e applicazioni che abilitano la collaborazione multimediale e in tempo reale. A casa come in ufficio, durante un evento sportivo, così come nel corso di una riunione di lavoro con clienti o colleghi fisicamente distanti ma che, grazie alle tecnologie di collaborazione, sono virtualmente seduti attorno al nostro stesso tavolo. 72 PC Professionale - Novembre 2007 Ray Kurzweil imprenditore, scienziato, divulgatore Kurzweil Technology suoi libri hanno aperto vivaci polemiche nelle comunità tecnologiche e scientifiche scatenando discussioni che spaziano dal futuro di Internet all’immortalità della razza umana. TECNOLOGIA FUTURO D: N e i s u o i l a v o r i h a d e s c r i t t o c o n enfasi la possibilità che l’intelligen z a d e l l e m a c c h i n e , i n u n f ut u r o n o n lontanissimo, superi abbondante mente l’intelligenza umana. Come stiamo a tempi? R : Le evoluzioni già in corso nel mercato dei semiconduttori ci fanno prevedere l’adozione di processori con tecnologie costruttive a 4 nanometri, strumenti che potrebbero permettere di simulare il funzionamento di tutte le regioni del cervello umano a costi bassissimi, nell’ordine dei mille dollari. Questa crescita esponenziale della capacità di calcolo a un certo punto innescherà importanti trasformazioni. Ci sono stati progressi notevoli nella realizzazione di circuiti molecolari tridimensionali in grado di autoorganizzarsi. Abbiamo sistemi di memorizzazione basati su nanotubi, come quelle realizzate da Nantero, che dovrebbero essere già disponibili commercialmente dal prossimo anno. Dal punto di vista del software ci sono nuove tecnologie di scansione che ci permetteranno per la prima volta di vedere e studiare il funzionamento delle singole connessioni neurali. Le tecnologie di scansione del cervello esistenti finora non ci avevano permesso di effettuare una sorta di ‘reverse engineering’ del cervello umano. Ora stiamo raggiungendo la possibilità di esaminare singoli segnali a livello neuronale per riuscire a simulare il funzionamento di aree del cervello a un livello di precisione impossibile finora. D: Quali benefici ci porteranno queste simulazioni? R: Nei miei lavori ho ipotizzato che il 2029 sarà l’anno in cui disporremo di hardware e software in grado di permettere a un computer di operare a livello umano. In quel periodo sarà prodotto hardware così potente da poter superare l’intelligenza umana. Se vi sembra eccessivo, considerate il vostro personal computer di oggi, o un qualsiasi PC sui mille dollari. Già ora per alcuni versi supera le possibilità dell’intelligenza umana: può ricordare miliardi di cose, mentre noi siamo già nei guai colatorio unità di elaborazione dalle dimensioni di una cellula sanguigna, i nanobot, per preservare la nostra salute dall’interno del corpo. Sembra fantascientifico? Vi ricordo che stiamo già sperimentando queste tecnologie sugli animali. Uno scienziato ha già curato il diabete di tipo 1 nei topi, usando processori grandi come globuli rossi. All’università di Rochester e al MIT sono stati in grado attraverso questi processori di riconoscere selettivamente cellule cancerogene e successivamente di distruggerle. Credo che nei prossimi dieci o quindici anni saremo in grado di sconfiggere patologie che ora sono letali, certe cardiopatie e diversi tipi di tumori. D: Come cambierà la Rete, nei prossimi dieci o vent’anni? Le opere di Ray Kurzweil, sul futuro prossimo venturo. nel tenere a mente i numeri telefonici dei nostri amici. E la cosa più importante e rilevante è che le macchine possono condividere fra loro la conoscenza che possiedono a velocità altissima. Quindi far raggiungere alle macchine un’intelligenza prossima alla nostra e combinarla con le migliori caratteristiche della “loro” intelligenza ci permetterà di raggiungere obiettivi altrimenti impossibili fisicamente. D: Nei suoi libri ha spesso ripetuto che saremo più “vicini” alle nostre macchine. Quanto vicini? R: Entreranno nei nostri vestiti, nel nostro corpo e nel nostro cervello. Inseriremo nel nostro apparato cir- 74 PC Professionale - Novembre 2007 R : Ci stiamo muovendo verso un differente concetto di rete: anziché avere macchine che comunicano attraverso una rete avremo macchine che diventeranno nodi della rete stessa. Saranno sempre più piccole, minuscole, saranno migliaia o milioni di nodi, nel nostro corpo, nei nostri vestiti, nell’ambiente. Sarà una nuvola di risorse di calcolo e di comunicazione: se avrete bisogno di un milione di elaboratori per 500 millisecondi, questi si organizzeranno istantaneamente per voi. Ci terranno più in salute dall’interno del nostro corpo e interagiranno direttamente con i nostri neuroni biologici per migliorare le nostre possibilità, la nostra intelligenza. D: Come ci potremmo difendere da minacce da parte di nanomacchine, biologiche o robotiche? R: Probabilmente nei prossimi sei o sette anni ci sarà un sistema di risposta e di difesa. Se per difenderci fossimo in grado di creare un nuovo progetto Manatthan (quello che portò alla realizzazione della bomba atomica durante la seconda guerra mondiale, ndr) e potessimo investirci un centinaio di miliardi di dollari, potremmo essere pronti a realizzarlo in un paio d’anni. E credo sarebbero soldi ben spesi. Copyright © 2007 Ziff Davis Media Inc. Tutti i diritti riservati. TECNOLOGIA FUTURO Di Cade Metz e Dylan Tweney Copyright © 2007 Ziff Davis Media Inc. Tutti i diritti riservati. Progettando il futuro C he ne direste di dare una sbirciata ai gadget high-tech di domani? C’è un solo posto dove volgere lo sguardo. No, non stiamo parlando delle serie Tv Star Trek, né di Battlestar Galactica, né tanto meno del celebre romanzo La fuga di Logan di William F. Nolan e George Clayton Johnson. Ci riferiamo invece a coloro che progettano i gadget high-tech del futuro. Persone come Glen Clifton, cervello della ID-One, il pluripremiato studio di design nei pressi di Austin in Texas. Oppure a Darrin Caddes, vice presidente al design di Plantronics, l’azienda numero uno nel settore di cuffie e auricolari per le telecomunicazioni. Per scoprire quali oggetti entreranno prossimamente nelle nostre vite, abbiamo chiesto Clifton e Caddes, ma anche a una dozzina di altri designer, se volevano condividere con noi alcuni dei loro prototipi più recenti. Qualcuno si è mostrato scettico a svelare i suoi segreti alla concorrenza, ma insistendo un po’ molti hanno accettato ed ecco cosa ci riserve il futuro, tecnologicamente parlando. I progettisti e designer dei gadget high-tech ci raccontano quello che sarà il mondo di domani attraverso i loro prototipi. DESIGNER: Antenna Design 23/6 MOBILE PC E se il vostro notebook fosse grande la metà ma continuasse a offrirvi tutto l’occorrente sia per lavorare che per giocare? Il concept di questo Pc realizzato da Antenna Design è una macchina in grado di far girare la versione completa di Microsoft Windows ma appena un po’ più grande di una custodia per Cd. Alzando il coperchio compare uno schermo Oled da 7 pollici e una serie di comandi base per ascoltare Dvd e giocare. Aprendo l’altro pannello, invece, si ottiene una tastiera a grandezza naturale. AMMO BOX Ecco l’ultima frontiera delle console da gioco. Con il prototipo Ammo Box, ID-One immagina una super-console compatibile con tutti i giochi di tutte le piattaforme (Windows, Xbox, PlayStation, Nintendo) e con qualsiasi cosa faccia impazzire i ragazzini. Questo prototipo, portatile e a prova di urti, dispone di un alloggiamento modulare per Cpu che ricorda molto un vecchio mangianastri. Come negli anni ‘70 lo stereo dell’auto accettava ogni sorta di brutta musica, anche l’Ammo non rifiuta nessun tipo di chip. Volete giocare con un gioco per Windows? Inserite un processore x86. Quando vi siete stancati, cambiate piattaforma semplicemente sostituendo il processore con il Cell della PlayStation 3. DESIGNER: ID-One 76 PC Professionale - Novembre 2007 TECNOLOGIA FUTURO DESIGNER: ID-One DESIGNER: Pilotfish e Synaptics ONYX Dalla combinazione tra un cellulare e un lettore multimediale nasce un oggetto senza pulsanti o tastiere numeriche. Nato dalla collaborazione tra lo studio di design Pilotfish e Synaptics (i realizzatori degli originali controlli sensibili al tocco dell’iPod), questo dispositivo ha invece un touchscreen che visualizza i controlli quando servono. Alcuni controlli compaiono se state parlando con un amico, altri si manifestano solo quando guardate un video. E così per tutte le situazioni. Lo schermo riconosce il tocco ma risponde anche a comandi “gestuali”. Potete inviare un messaggio semplicemente picchiettandoci sopra sullo schermo. Vi suona familiare? Non ci saranno queste due aziende dietro all’iPhone di Apple? VERSA e BIJOUX Chi dice che gli auricolari dei telefoni sono tutto fuorché eleganti? Questi prototipi di Plantronics sembrano a prima vista pezzi da gioielleria piuttosto che degli strumenti che potrebbe utilizzare l’impiegato di un call-center. Ogni auricolare si compone di due minuscole stanghette e un microfono simile a un ciondolo da appendere al collo. Tutto funziona in modo wireless e quando avete finito di parlare potete far scivolare i piccoli auricolare sulla collana in modo da non rovinarli. SCOTTY Chi ha detto che i computer sono degli oggetti destinati a stare inchiodati alla scrivania? Scotty è un computer per la casa che fa pendant con la lampada del soggiorno, armonizzandosi senza sforzo con l’arredamento circostante. Funziona come una sorta di server multimediale, condivide i contenuti con gli altri dispositivi in giro per la casa sfruttando un collegamento wireless ma all’occorrenza può anche funzionare da solo per riprodurre musica o mostrare dati. Di solito, il display Led frontale emana una soffusa luce notturna. Ma può anche illuminarsi di rosso quando arriva un nuovo messaggio di posta. DESIGNER: Plantronics 78 PC Professionale - Novembre 2007 TECNOLOGIA FUTURO FIREONE I musicisti sono conosciuti per il loro stile. Ma come la mettiamo con l’attrezzatura? Dimenticate il design a meno che non amiate quella miriade di pulsanti e pulsantini. L’elegante controller audio digitale FireOne di Frontier e Tascam manda in pensione questa immagine stereotipata. È un dispositivo per il controllo dell’audio che si collega al computer e offre ai chitarristi di una garage-band un modo semplice per suonare, fare pause, dare una ripulitina ai brani mentre strimpellano sulla loro vecchia chitarra elettrica Stratocaster. Tutto quello che vi serve realmente è la grande manopola del FireOne. E speriamo che possiate suonare al massimo volume. DESIGNER: Frontier e Tascam LINA CRIB DESIGNER: ID-One Quante volte nel corso di una notte vi alzate per andare a controllare se vostro figlio nella culla respira ancora? Dotata di vari sensori biologici, ognuno con il compito di monitorare costantemente la salute di vostro figlio, la “culla Lina” mette fine alle notti in bianco. I sensori tengono traccia di tutto, dalla temperatura al battito cardiaco, dalla pressione del sangue al movimento, ai suoni e agli odori. E avete capito a quali odori ci riferiamo. La culla può inviare in tempo reale degli allarmi ai genitori ma anche salvare le informazioni in un database centrale per un’analisi a lungo termine. Una culla solo per genitori molto apprensivi? No, Lina è perfetta anche per gli ospedali. TURNTABLE PC I problemi comuni con gli attuali mini Pc? È che non hanno spazio sufficiente per le porte, le tastiere e i comandi di solito presenti nei modelli più grandi. Ma una soluzione potrebbe essere dietro l’angolo. E se fosse possibile ruotare la parte superiore del dispositivo per far comparire tutti questi accessori nascosti nel pannello sottostante? È lo stratagemma adottato da Fujitsu per questo prototipo. La dimensione dello schermo occupa tutta l’area utile in modo da consentire un’agevole visualizzazione di foto e video oltre che per la navigazione sul Web. Ma la dimensione complessiva resta minima e c’è anche spazio per le porte Usb. DESIGNER: Fujitsu 80 PC Professionale - Novembre 2007 TECNOLOGIA FUTURO UBICYCLE Agli Olandesi piacerà molto. Ubicycle permette alle biciclette la stessa funzione che Zipcar ha svolto per le automobili, solo in maniera più efficiente. La rastrelliera modulare per bici di Continuum non occupa più spazio di un’area di parcheggio eppure è in grado di ospitarne 14. L’idea è di disseminare queste rastrelliere in giro per la città, vicino agli uffici, alle scuole, in centri di grande transito e in quartieri popolosi. Quando avete bisogno di una bicicletta, basta prenderne una, sbloccarla via wireless tramite una carta elettronica dotata di Rfid. La tettoia della rastrelliera, inoltre, è dotata di pannelli solari che alimentano il sistema wireless Rfid. DESIGNER: Continuum SHOJI Gli uffici open space alimentano la collaborazione, ma ogni tanto potreste anche desiderare un “qualcosa” che vi separi dai vostri colleghi. E non stiamo parlando di trincerarvi dietro a un muro di silenzio! La soluzione in questo caso potrebbe arrivare da Shoji. Si tratta di un computer dall’insolita forma verticale che ricorda i pannelli di carta o di legno giapponesi che vi separano in maniera elegante dai vostri colleghi. La parola chiave è l’eleganza. I vostri compagni di lavoro non fisseranno un groviglio di cavi né antiestetiche inferriate. DESIGNER: Ziba Design Mai più senza Che ne dite di questo? Potete vedere il pane mentre viene tostato. Ma non impedisce di lasciare la cucina, dimenticando il vostro toast che resta lì a bruciare come da sempre succede. E siste una sottile linea che separa innovazioni che lasciano senza fiato e da quelle che fanno pensare “è la cosa più stupida che abbia mai visto in vita mia”. Per ogni progetto di design che vede la luce, ce n’è un altro che non sfonda. Solo a titolo di prova, ecco alcuni nuovi concept che avrebbero fatto meglio a restare sul tavolo da disegno. Per dirla in maniera elegante. TOSTAPANE TRASPARENTE 82 PC Professionale - Novembre 2007 FLEXUS 03 Gli slide phone non sono una novità, ma è impossibile che ne abbiate visto uno con un’apertura a scorrimento di questo tipo. A differenza degli attuali modelli, il Flexus si apre descrivendo una curva. Si inarca delicatamente nelle due direzioni, per evitare di aderire alla guancia quando state rispondendo a una chiamata telefonata, e risulta più semplice da aprire, da maneggiare e da usare per parlare. La componente che scorre è realizzata in vetro colorato con un display Lcd retroilluminato dove è presente anche una mini trackball per una rapida navigazione. PETAL SERVER DESIGNER: Pantech and Design 3 DESIGNER: ID-One Non è il frisbee del nuovo millennio. È un server casalingo che sincronizza senza sforzo un numero illimitato di palmari e smartphone. Ciascuno dei “petali” argentati è in realtà un dispositivo portatile che potrebbe fare di tutto, dallo scatto di foto e registrazione di video all’invio di e-mail e alle telefonate. Genitori e figli agguantano il loro palmare o smartphone prima di uscire di casa e, alla fine della giornata, lo riconsegnano al server in modo che ogni nuovo dato sia automaticamente caricato sulla rete familiare. Un telefono di carta che non costa quasi niente, da usare al volo, e da gettare nel cestino dei rifiuti in qualsiasi momento? È perfetto se siete uno spacciatore. CELLULARE MONOUSO 83 PC Professionale - Novembre 2007