Early Partnerships
Included in this memo are all the pre-Ciompi Florentine merchant-banking companies
that I could find documented in the published secondary literature. Namely:
I. Scali, 1200?-1326
II. Gianfigliazzi, 1283-1325
III. Bardi, ~1277-1342
IV. Peruzzi, 1300-1342 (tons of data)
V. Acciauoli, 1323?-1342
VI. Buonaccorsi, 1308-1342
VII. Del Bene, 1318-?
VIII. Girolami-Corbizzi, 1332-1337
IX. Covoni, 1336-1340
X. Del Buono-Bencivenni, 1319-1340
XI. Alberti, 1302-1371 (tons of data)
XII. Castellani, 1335-1383
XIII. Strozzi, 1345-1365
XIV. Soderini, 1355-1375
XV. Guardi, 1345-1371
XVI. Del Bene, lanaiuoli, 1355-1368
XVII. Albizzi, laniauoli, 1340-1372
XVIII. Pinciardi da Borgo San Sepolcro, tintore, 1362-1393
Non-Florentine companies:
XIX. Guinigi, 1371-1407 (Lucca company)
XX. Rapondi, 1371-1400 (Lucca company)
XXI. Raù, 1390 (Pisa company)
XXII. Borromei (Pisa company)
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
sistema? no
sistema? not clear
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary
unitary, then sistema?
multiple companies
unitary, then sistema between
1391 and 1407
unitary, then sistema in 1396
sistema
family alliance?
Renouard (1938) gives a useful overview, even though not complete. However, his lists
of partners are sometimes flawed, because soci and fattori were not clearly distinguished
in the papal records, on which his research was based. (See Goldthwaite quotation, in
Alberti section below, for the probable reason for this confusion. Luzzato, in the
Buonaccorsi section, says the same thing.) Whenever Renouard distinguished soci certi
from soci presunti, this confusion did not exist.
Bottom line: (a) The 1382 birth date of the sistema di aziende stands firm – indeed is
remarkably well confirmed – even against this new data. The Covoni and Del BuonoBencivenni companies studied by Mandich, plus the Albizzi company studied by
Hoshino, are the only candidates for a pre-Ciompi date on this list, but they do not in fact
qualify under Melis’ definition of separate legal partnerships linked through partners.
Therefore, no company included here violates my claim (which only makes explicit
Melis’ implicit claim) for a sistema di aziende birthdate of 1382, at least in Florence.
(b) On the other hand, there is clear evidence of other companies in Tuscany (i.e., Pisa
and Lucca) tipping to sistema form, at roughly the same time as Florence. This places the
quasi-Florentine Datini of Prato in a better context.
[Mandich does show clearly, however, that there were strong current-account and deposit
relations among principals and agent companies – a different sort of ‘system’ than the
partnership basis that Melis defined. To resolve this ambiguity, there needs to be a better
subclassification of the various sorts of ‘systems’ and ‘alliances’ that were possible
among related companies, often on an ad hoc basis.]
I. Scali, 1200? - 1326
A. Borsari (1994): Scali company involved in papal and state (England, Naples) finance.
(p. 12): Durante il pontificato di Urbano IV, 1261-1264
[compiled from numerous indirect papal sources,
hence no guarantee that these are not a mixture of soci and fattori]:
Iacopo ed i suoi figli Cante (o Cavalcante), Tegghiaio e Spina della Scala
Amieri Cose e suo figlio Iacopo (o Lapo)
Pietro e Lotterio Benincasa
Manetto, Ugo, Giacomo e Cante Spini
Rustichello (o Rucchus), Dritta e Giacomo Cambi
Ranieri Abbati
Tommaso Spiglianti
Gerardino Beliotti
Giacomo Lecca
Tegghiaio Amadori
Rustichello Tedaldi
(p. 44): 1284
Cieffo Boninsegna
Manetto, Ugo e Lapo della Scala
Giacomo, Giovanni, Alberto, Foglia ed Alamanno di fu Amieri Case
Catalano, Lapo, Lippo e Riccardo di fu Pietro Benincase
Tegghia di Amadore Cose
Folco di Ugolino di Vichio
Lotterio Bonaguide
(p. 11): Fallito in 1326, acc to Giovanni Villani: Amieri e figliuoli Petri.
[also Luzzato (1969, p. 193) “Gli Scali erano falliti fin dal 1326.”]
B. Renouard (1938, p. 175):
Soci certi nel 1322:
Albizzo di Lapo di Piero Benincase de’ Balsimi
Foglia di Amiero degli Amieri
Francesco di Branca degli Scali
Geri di Filippo di Piero Benincase de’ Balsimi
Giovanni di ser Alberto degli Amieri
Iacopo di ser Filippo degli Amieri
Lapo Ghini di Malpiglia
Tocco di Tedaldo
Branches (Renouard, p. 175): In 1316, Avignone, Bologna, Milano, Perugia.
C. Borsari (1994, p. 43): The Mozzi-Spini company, marzo 1284 – febbraio 1285:
[some of these are fattori, cannot distinguish]
Tommaso Spigliati ed Ugo Spini
(Lapo di Ugo Spini takes Ugo’s place in July 1284)
Chiaro Sagine
Lapo di Giovanni
Medico Aliotti
Azolino Salvi
Dino do Giovanni
Feo Bonfantini
Simone Gherardi
Duccio di Giunta
Bonino Ranieri
Misgiotto di Giovanni
Vatico (?) Iacobi
Lippo di Ugo
Rocco Cambi
Iano Bentivegna
II. Gianfigliazzi, 1283-1325
Sapori (1943), p. xxvii:
“[In contrast with other large banks of the time,] i Gianfigliazzi, dediti esclusivemante al
mutuo a Sovrani [di Napoli], a signori e private, preferirono le piccolo società di poche
persone, che accettavano per singole negozi anche la partecipazione di qualche altro
parente; si valsero di pochi ausiliari o ‘fattori’ forniti do ampi poteri e di larga autonomia
per spostarsi da luogo a luogo; si appagarono di un sistema contabile decentrato e assai
meno complicate, che poteva presentare il vantaggio di essere meno accessibile ad
eventuali controlli, e comunque, in quanto più oscuro, di celare con più facilità la
sostanza delle operazioni condannate dalla Chiesa e dale leggi laiche. Per il loro lavoro si
servirono anche di depositi, e di denari mutuati da terzi, speclando, naturalmente, sulla
differenza, talvolta addirittura notevole, fra il tasso corrsposto e quello preteso; salvo
anche a ‘fare la carta’, second oil noto sistema degli usurai, per una soma maggiore di
quella data a mutuo.”
There were two Gianfigliazzi banks, in sequence:
A. 1283-1300:
Gianfigliazzo di Rosso di Adimaro Gianfigliazzi
Catello di Rosso di Admaro Gianfigliazzi (d. 1298-1302)
Rosso di Cafagio di Adimaro Gianfigliazzi (d. 1292)
Catello di Rosso was infamously put into hell as a usurer by Dante in Inferno.
B. 1300-1318:
Castello (alias Tello) di Cafagio di Adimaro Gianfigliazzi (d. 1318)
Giovanni (alias Vanni) di Cafagio di Adimaro Gianfigliazzi (d.1312-1315)
e altri minori attorno a loro:
Lapo, Borgognone, Rossellino e Currado di Vanni
Niccolo e Neri (naturale) di Castello
Bankers to Carlo II d’Angiò, il “ciotto” di Gerusalemme, re di Napoli e signore di
Provenza.
Fattore: Iacopo di Bruno, detto Zampaloca
C. 1319-1325: (continuation of Castello’s bank)
Niccolo di Castello di Cafagio Gianfigliazzi (solo) (d. 1325)
Fattori: Iacopo di Bruno, detto Zampaloca
Francesco di Iacopo Morelli
Piero e Matteo Velluti di Gherardino
parti:
5/7
2/7
III. Bardi
Sapori (1926, p. 243 ff.):
unitary company
(a) “Lapo e Doffo dei Bardi” 1310 - 1330 :
*
ser Lapo Bardi, capo della compagnia [d.1322, Vieri erede]
*
Doffo di Bartolo di messer Iacopo Bardi
*
messer Gualterotto di messer Iacopo Bardi [d.1335]
*
*
*
*
*
*
5 parti
5 parti
4 parti fino al 1322
3 parti dal 1322 in poi
Gualtieri di messer Iacopo Bardi [d.1335] [usci nel 1330]
5 parti
messer Nestagio Bardi [d. 1314 but eredi remain]
3 parti
Ricco chiamato Chaleffo di Ricco di messer Iacopo Bardi [d.1335] 3 parti fino al 1329
2.5 parti dal 1329
Iacopo di Bartolo di messer Iacopo Bardi [d.1343] [usci nel 1329] 3 parti fino al 1320
2 parti dal 1320
Gianni di Bartolo di messer Iacopo Bardi [d.1340]
3 parti
Piero di Bartolo di messer Iacopo Bardi [d.1317]
3 parti
Filippo di messer Gualterotto Bardi [d.1327]
2 parti
Boninsegna Angiolini Malchiavelli [d.1330]
4 parti
Filippo Aldobrandini [d.1322 but eredi remain]
4.5 parti fino al 1312
3.5 parti dal 1312
Bocchino di Chiaro Ulivieri [d.1316 but eredi remain]
2.5 parti
Gherardo Lanfredini
2.5 parti fino al 1327
2 parti fino al 1329
1.5 parti dal 1329
Bonaccorso di Tecco Bonaccorsi [usci nel 1320]
2.5 parti
Gino di Boninsegna Angiolini [d.1315]
2 parti
Dopo la costituzione della Società del 1310 e prima della costituzione di quella 1331, entrarono a
far parte dei Soci alter persone:
*
*
*
*
*
*
Filippo di Bartolo di messer Iacopo [d.1362]
Vieri di messer Lapo Bardi [usci nel 1333]
Piero di messer Gualterotto d’ Bardi [d.1345]
Giovanni di Boninsegna Angiolini [d.1325]
Giovanni Gherardini Malagonelle [d.1324]
Taldo di Valore Orlandi
Gherardino Gianni [d. 1332]
Lapo di Niccolo Biliotti
3 parti entrò nel 1319
4 parti nel 1329
2.5 parti entrò nel 1320
2 part entrò nel 1320
2 parti entrò nel 1320
3 parti entrò nel 1320
3 parti entrò nel 1320
3 parti entrò nel 1320
3 parti entrò nel 1326
2.5 parti nel 1329
(b) “messer Ridolfo de’ Bardi” 1331 – 1342:
messer Ridolfo di Bartolo di messer Iacopo Bardi
messer Riccardo di Ricco (chiamato Caleffo) di m. Iacopo Bardi
Gianni di Bartolo di messer Iacopo Bardi
9 parti
4.5 parti
6.5 parti
*
*
*
Filippo di Bartolo di messer Iacopo Bardi
messer Vieri di messer Lapo Bardi
messer Piero di messer Gualterotto de’ Bardi
Gherardo Lanfredini
Taldo di Valore Orlandi
Gherardino Gianni
Lapo di Niccolo Biliotti
Gherardo di Boninsegna Angiolini Malchiavelli
6.5 parti
5.5 parti
4.75 parti
3 parti
5.25 parti
4.75 parti
4.25 parti
4 parti
* = listed by Renouard (1938, p. 63) as Bardi socii.
[This Renouard list, while understandably incomplete, does not seem as afflicted with the
socii versus fattori problems that the Alberti and probably the other lists are.]
Branches (Renouard, p. 62: from papal records, “certamente non è completa”): Avignone,
Barcellona, Bari, Bologna, Bruges, Famagosta, Genova, Londra, Maiorca, Napoli,
Palermo, Parigi, Perugia, Pisa, Siviglia, Venezia
IIIA. Bardi della Corona, 1346 - 1352
Renouard (1938, p. 67): soci, no distinction between certi e presunti
Biordo di messer Vieri di Lapo de’ Bardi
ad Avignone, 1346-1349
Iacopo di messer Vieri de’ Bardi
a Venezia, 1349, 1351
Francesco di ser Vieri de’ Bardi
ad Avignone, 1347-1348
ser Andrea di Gualtieri de’ Bardi
a Venezia, 1349, 1351
Iacopo di Betto della Corona
ad Avignone, 1346
Bartolomeo di Ridolfo
a Napoli, 1346-1347
Iacopo di Ridolfo
a Firenze, 1349
Matteo di Simone
a Perugia, 1346
a Venezia, 1347-1348
Bonifacio di Vieri
a Napoli, 1347
Francesco di Iacopo
a Venezia, 1348
Branches (Renouard, p. 67): Avignone, Napoli, Oriente, Perugia, Venezia.
IV. Peruzzi
unitary company
Sapori (1955, p. 665-670); also Hunt (1994, pp. 261-264): shareholdings in lire a fiorino
First company entitled “Filippo d’Amideo de’ Peruzzi e compagni” fino a 1303, e poi “Tommaso di Arnoldo e compagni”
Second company entitled “Tommaso d’Arnoldo dei Peruzzi e compagni”
Third company entitled “Tommaso d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni”
Fourth company entitled “Tommaso d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni”
Fifth company entitled “Tommaso d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni”
Sixth company entitled “Tommaso d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni” e alla sua morte a “Giotto d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni”
Seventh company entitled “Giotto d’Arnoldo de’ Peruzzi e compagni” fino al 1336, “Bonifacio di Tommaso e compagni” fino al 1340,
“Pacino di Tommaso e compagni” dal 1340.
First
Company:
5/1/130010/31/1308
Giotto di Arnoldo d’Amideo Peruzzi 11,000
Donato di Giotto d’Arnoldo Peruzzi
Tommaso di Arnoldo d’Am. Peruzzi 11,000
Bonifazio and Pacino di Tommaso
Arnoldo di Arnoldo d’Am. Peruzzi 11,000
Rinieri and Filippo del fu Pacino
11,000
di Arnoldo Peruzzi
Rinieri, Filippo and Iacopo di Pacino
d’Arnoldo Peruzzi
Rinieri, Filippo, Iacopo and Salvestro
di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Second
Company:
11/1/130810/31/1310
Third
Company:
11/1/131010/31/1312
Fourth
Company:
11/1/131210/31/1324
Fifth
Company:
11/1/13246/30/1331
11,000
11,000
11,000
5,500
11,000
11,000
11,000
5,500
Sixth
Company:
7/1/13316/30/1335
6,000
4,000
6,000
Seventh
Company:
7/1/133510/27/1343
?
?
?
11,000
11,000
20,000
24,000
Rinieri di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Filippo di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Tommaso di Filippo di Pacino Peruzzi
Iacopo di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Salvestro di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Salvestro and Donato di Pacino Peruzzi
Donato di Pacino d’Arnoldo Peruzzi
Filippo d’Amideo Peruzzi and sons 26,000
Geri di messer Filippo Peruzzi
4,000
Guido and Amideo di Filippo
d’Amideo Peruzzi
Guido di Filippo d’Amideo Peruzzi
Pacino di Guido di Filippo Peruzzi
(and brothers)
Pacino and Lepre di Guido
di Filippo Peruzzi
Amideo di Filippo d’Amideo Peruzzi
Niccolo and Attaviano d’Amideo
di Filippo Peruzzi
Ridolfo di Donato d’Arnoldo Peruzzi
Berto di Ridolfo di Donato Peruzzi ______
Subtotal Peruzzi patriline
74,000
Banco di Gianni Raugi
Giovanni di Ricco Raugi
Tano and Gherardo di Micchi
Baroncelli
Tano di Micchi Baroncelli
Giovanni and Gherardino di Tano
Baroncelli
Gherardo di Micchi Baroncelli
10,000
2,000
13,000
7,000
7,000
3,500
3,500
4,000
4,000
?
6,000
4,000
5,000
3,500
18,000
18,000
?
18,000
4,500
5,000
?
4,500
5,000
?
______
71,000
4,000
______
79,000
4,000
______
68,000
2,000
______
34,000
10,000
3,500
14,500
10,000
4,000
14,500
4,000
2,000
8,500
4,250
______
37,500
?_____
?
4,750
?
6,000
3,000
4,000
?
Catellino di Manghia degli
Infanghati
Gianni di Manetto Ponci
Bencivenni di Folcho Folchi
Uguccione Bonaccorsi Bentacorde
Ruggieri di Lottieri Silimanni
Giovanni Villani
Filippo Villani
Gherardo di Gentile Bonaccorsi
Stefano di Uguccione Bencivenni
Baldo di Gianni Orlandini
Geri di Stefano Soderini
Guccio di Stefano Soderini
Giovanni di Stefano Soderini
Francesco Forzetti
Piero di Bernardo Ubaldini
7,000
8,000
8,000
5,000
4,000
3,000
3,000
2,000
5,500
5,000
4,000
4,000
5,500
5,000
4,500
4,500
3,000
8,000
4,000
4,500
4,500
3,000
4,000
?
4,000
4,500
3,500
4,000
4,500
3,500
3,000
3,000
2,750
?
5,000
Subtotal non-Peruzzi
Charity
______
49,000
1,000
______
57,500
1,500
______
68,000
2,000
______
48,000
2,000
______
25,000
1,000
4,000
3,500
4,000
4,000
4,000
4,000
3,750
4,000
2,500
______
51,000
1,500
Total
124,000
130,000
149,000
118,000
60,000
90,000
?
?
?
?
?
?
______
?
?
Branches (Renouard p.171, nothing added to Peruzzi and Sapori): Avignone, Barletta, Bruges, Castello do Castro, Chiarenza, Cipro,
Genova, Londra, Maiorca, Napoli, Palermo, Parigi, Pisa, Rodi, Tunisi, Venezia.
For comparison, I have info on Peruzzi partners in my own data set, originally from Arte del Cambio records.
[This source also has numerous other early companies, not available any other way: Macci, etc. See other memo.]
V. Accaiuoli
unitary company
Renouard (1938, p. 48-49): soci certi only. [Hoshino 1983 gives list of fattori at fallimento.]
“Compagnia di Dardano degli Acciaiuoli” dal 1323 – 1330
Dardano di Tingho degli Acciaiuoli
a Firenze, 1322, 1323, 1326, 1330
Niccolo di Dardano degli Acciaiuoli
a Firenze, 1322, 1323, 1324
Acciaiuolo di Niccolo degli Acciaiuoli
a Firenze, 1323
ad Avignone, 1323, 1324
ser Banco di Dardano degli Acciaiuoli
a Firenze, 1335, 1339, 1342
Bartolomeo di Stefano degli Acciauioli
a Firenze, 1322-1323
Donato di Manino degli Acciaiuoli
dove?, 1330
Bartolomeo di Manetto Buonricoveri
a Firenze, 1323, 1326
Bivigliano di Manetto Buonricoveri
a Firenze, 1323
Silvestro di Manetto Buonricoveri
ad Avignone, 1320-1322
Giovanni di Buonaccorso
a Firenze, 1322, 1323, 1326, 1339, 1341, 1342
Vanni di Bandino
dove?, 1322, 1330
Buonaccorso “Zamine”
dove?, 1326
Compagnia direttorato da Acciauolo, oppure Banco degli Acciaiuoli dal 1330 a 1337
Acciaiuolo di Niccolo degli Acciaiuoli
probabilmente direttore, 1337
ser Banco di Dardano degli Acciaiuoli
probabilmente direttore, 1337
Silvestro Baroncelli
a Firenze, 1341
Branches (Renouard, p. 48): Avignone, Barletta, Bologna, Bruges, Chiarenza,
Famagosta, Genova, Londra, Napoli, Palermo, Parigi, Pisa, Rodi, Roma, Tunisi (Buchon,
1843); plus others from papal records: Venezia e probably Macerata, Perugia e Piacenza.
VI. Buonaccorsi, 1308-1342
unitary company
A. Luzzati (1969):
Direttori della compagnia: (p. 185)
Lapo e Betto Buonaccorsi, 1307-1314
Vanni Buonaccorsi, 1314-1331
Simone di Vanni Buonaccorsi, 1332-1339
Bandino e Bettino Buonaccorsi, 1340-1342
Socii nel 1324: (p. 195-196)
“Il definitivo contratto di ricostituzione della società non ci è pervenuto, se pure ci fu, ma
abbiamo un documento che è forse ancor più interessante perchè rivela l’attenzione a la
cura con cui i Buonaccorsi provvidero a strutturare, in un momento così delicate, la base
futura delle loro attività. È una sorta di compromesso stipulato davanti al notaio il 23
settembre 1324 da Vanni Buonaccorsi, da suo figlio Niccolo, da Rosso Aldobrandini e da
Giovanni Villani, anche in nome di Bettino di Michele e di Bandino di Lapo
Buonaccorsi, di Aldobrandino di Banco Aldobrandini e di Matteo Villani…
Vanni Buonaccorsi
Niccolo di Vanni Buonaccorsi
Rosso Aldobrandini
Giovanni Villani
Bandino di Lapo Buonaccorsi
Bettino di Michele Buonaccorsi
Aldobrandino di Banco Aldobrandini
Matteo Villani
“Incaricati con pieni potere di questa vera e propria programmazione furono Vanni
Buonaccorsi e Giovanni Villani, che non era dunque ‘un’ socio della compagnia, ma il
rappresentante dei soci, il 50%, che non appartenevano al nucleo familiare Buonaccorsi.
Giovanni e Vanni avrebbera dovuto decidere se ammettere altri socialla compagnia e
fissure la quota di capitale che ogni socio avrebbe dovuto conferire (e dunque fissare
l’entità del capitale sociale che non appare indicate nel compromesso); ma soprattutto
avrebbero dovuto stabilire ‘modum, formam, ordinem, capitula, observations, et
prohybitiones secundum que ipsa societas et ipsius societatis et sotiorum facta et negotia
debeat regi, gubernari et administrari’.”
(p. 209): “quando la Compagnia fallì [in 1342] .. i soci, sempre otto, …”
B. Renouard (1938):
Soci accertati nel 1328: (p. 164-165)
“Compagnia di ser Vanni Buonaccorsi” nel 1324 e 1329
“Compagnia di Simone de’ Buonaccorsi e compagni” nel 1328
Vanni (no ser, acc to Luzzati) Buonaccorsi, direttore
a Napoli, 1324
ad Avignone, 1329
Simone di (ser) Vanni Buonaccorsi, direttore alla morte della padre
ad Avignone, 1329-1330
Niccolo di (ser) Vanni Buonaccorsi
a Napoli, 1322, 1333
a Benevenuto, 1332
ad Avignone, 1339
Aldobrandino di Banco Aldobrandini
a Napoli, 1325
a Perugia, 1328-1329
a Benvenuto, 1332
Giovanni Villani, il cronista
Matteo Villani, il cronista
a Napoli, 1319-1325, 1340-1341, 1346
ad Avignone, 1333-1335
Torrigiano di Lapo de’ Buonaccorsi
Bettino di Michele Bonaccorsi
ad Avignone, 1341-1342
Branches (Renouard, p. 164): first in Sicilia, Avignone (established 1324), Londra
(established 1332). In 1343: Avignone, Benevenuto, Bologna, Londra, Macerata, Napoli,
Parigi, Perugia, Roma.
See also Luzzati (1969):
(p. 179-80): “Villani è ‘socio’ a Siena e ‘non socio’ a Firenze: ma è questa una
condizione comune a moltisimi mercanti che in documenti napoletani, avignonesi,
fiamminghi, etc. hanno la qualifica di ‘soci’ di Compagnie fiorentine che nei loro
documenti ufficiali non li registrano affatto o non li registrano che come fattori. Per
spiegare questa discordanza si supposto di regola che i notai o i pubblici ufficiali stranieri
ignorassero l’esatto rapporto del mercante con a sua Compagnia: spiegazione
insufficiente in primo luogo perchè non dà ragione della coerenza con cui questi stranieri
qualificavano ‘soci’ alcuni esponenti della Compagnia che tali non risultano a Firenze e
‘fattori’ altri esponenti, in secondo luogo perchè sopratutto di fronte al notaio è il cliente
a qualificarsi e non ad attribuirgli qualifiche a suo ghiribizzo… I veri soci di una
compagnia sono insomma ben più di quelli che risultano ufficialmente.”
VII. Del Bene
unitary company
“Francesco del Bene e compagni” dal 1 settembre 1318 – ?
Sapori (1932, p. 23-34):
Francesco del Bene Bencivenni
6 parti
[mother: Cara Bardi; zio materna: Lapo, capo degli compagnia Bardi]
Domenico di Bartolo Bardi
3 parti
[brother: messer Ridolfo, later capo degli compagnia Bardi]
Perotto Capperoni
4 parti
[past fattore of compagnia Bardi]
p. 39: “il Del Bene aveva un proprio conto corrente presso tre società, i Bardi, i Peruzzi, e
gli Acciaiuoli, e Domenico Bardi presso i Bardi. Ma ciò si giustifica facilmente: la casa
Peruzzi era ad un tempo commerciale e bancaria, metre la compagnia Del Bene attendeva
solo al commercio.”
VIII. “Iacopo Girolami, Filippo Corbizzi e Tommaso Corbizzi, compagnia
fiorentina di Corte di Roma e di Avignone, 1332-1337”
unitary company
Chiudano (1963): partnership agreement given at beginning of Libro Vermiglio
(p.1-2, i.e., not a separate contract document?), with info
Iachopo di Girolamo Girolami
Filippo di Vanni Chorbizzi
Tommaso di Ghino Chorbizzi
corpo
(fior. d’oro)
2000
2000
3000
7000
But this company did not last long (p. viii):
“La Compagnia ebbe poca fortuna, sebbene la sua attività si sia svolta in tempi non
sfavorevoli, tra gli ultimi anni del pontificato di Giovanni XXII e I primi di Benedetto
XII. Doveva durare cinque anni, dal 1 febbraio 1332 al 1 febbraio 1337; invece vel
giugno 1332, poco più di tre mesi dopo la sua costituzione, Tommaso Corbizzi fu
sottoposto a Montélimar ad un procedimento giudizione, che importò notevoli spese, alle
quail egli provide, prelevando una soma dal capitale della compagnia, contro l’espresso
divieto posto al riguardo dal contratto sociale (p.2). In conseguenza non diede neppure il
conto della sua gestione. (“Tomaso lasciò detto conto senza renderne ragione niuna.”)
Questo fatti resero precari I rapporti esistenti tra Tommaso Corbizzi e gli alter due
compagni Filippo Corbizzi e Iacopo Girolami e in fine portarono alla rottura della
compagnia il 6 febbraio 1334. In questa occasione fu eliminata ogni partecipazione del
Tommaso Corbizzi dagli affair del Libro Vermiglio; i residui attivi restarono propri di
Filippo Corbizzi e di Iacopo Girolami, che, avando intanto fatta tra loro una nuova
compagnia, adesse assegnarono l’ulteriore definizione dei crediti del Libro Vermiglio, a
cui attese ancora Filippo Corbizzi.”
IX. Covoni
sistema di aziende? NO!
(see Mandich quotes in Padua section)
Mandich (1970):
0) Earlier predecessor company, ?-1336
(p. cxiv): “Esso si riconnette di certo ad un precedente voncolo sociale, stretto fra
Covone di Naddo [Covoni]
Francesco Tommasi
Ed altri compagni,
per un’attività svolta anche su la piazza di Padova, e con un capitale fornito anche da altri Covoni:
da Giovanni e
dai tre figli di Lapo (o da Lapo stesso).
Allorchè, in una fase di liquidazione protratta piuttosto a lungo, la società suddetta, di ‘messer Covone, Francesco Tommasi e
compagni’ si tramuta in quella di ‘messer Covone di Naddo, e di Giovanni di Guasco, e di Naddo e di Sandro e di Filippo,
figliuoli di Lapo’.”
1) La compagnia Covoni di Firenze, 1336-1340
[this an ordinary unitary family company, typical of the time]
(dal 1 settembre 1336 al 31 agosto 1338 & dal 1 settembre 1338 al 31 agosto 1340)
(p. cxiv-cxvi): “La compagnia Covoni è formata da
messer Covone di Naddo di Iacopo Covoni
Giovanni di Guasco di Iacopo Covoni
Naddo di Lapo di Iacopo Covoni
Sandro di Lapo di Iacopo Covoni
insieme:
Filippo di Lapo di Iacopo Covoni
Total
depositi
corpo:
fuori del
(d’oro) (lire) corpo:
1300 1885
561
700 1015 1431
600
870
700 1015 1991
700 1015
4000 5800 3983
(7% return)
N.B.: money in lire a fiorini, except corpo in fiorini d’oro
capital
parti: invested:
1/4
2446
1/4
2446
1/6
1/6
4891
1/6
9783
2) La “ragione” e le “compagnie” di Padova
[very important, because this basis for Mandich’s claim that the Covoni
were a ‘sistema di aziende’. Hence I provide extensive quotations.]
(p. cxvii-cxviii): “Anzitutto, la compagnia di Firenze mantiene in Padova una propria ‘ragione’, quale impresa decentrata, diramazione
di [issued from] quella fiorentina, con propria personalità giuridica, propria autonomia amministrative, un proprio nome; ed anche le
affianca [place side by side; support] quale impresa sicuramente indigena, con cui pattuisce [reach an agreement on] una così detta
‘compagnia’, per una partecipazione agli utili di una certa attività (intrattenendo rapporti, oggi diremmo, di associazione in
partecipazione), e ai ‘doni’ di singole reciproche rimesse [remit] (intrattenendo rapporti, oggi pur diremmo, di conto corrente di
corrispondenza).
“In particolare, essa ricorre alla sua ‘ragione’, formata di prima, e per un solo anno (dal 1 settembre 1336 al 1 settembre 1337),
con Chiaro di Zato (significativa l’intestazione dei conti correnti, nel Libra giallo: ‘Chiaro di Zato e compagnia [devono dare o avere]
per la ragione di Padova’), ma poi, e sino alla fine (dal 1 settembre 1337 al 1 settembre 1340), con Giovanni Covoni (questa
l’intestazione dei conti correnti: ‘Giovanni Covoni [devono dare o avere] per la ragione di Padova’).
“Le alter cosidetto ‘compagnie’, considerate per l’appunto nella loro figura di correntiste, valgono anch’essere a facilitare lo
svolgimento di molto rapporti tra Firenze e Padova, sia quando ne sono parti interessate, che quando ne sono semplici intermediarie.
Con la ‘ragione’ Chiaro di Zato coesiste in Pandova, dal 1 ottobre 1336 al 1 settembre 1337, la ‘compagnia’ di Azzo Bellondi; poi,
con la ‘ragione’ di Giovanni Covoni coesistono, di volta in volta, le ‘compagnie’ di Bartolomeo di ser Giovanni da Campolongo (dal
21 settembre 1337 al 1 settembre 1340), di Padovano di ser Tommaso (dal 15 novembre 1338 al 1 settembre 1339), e di Jacopo di
Domenico da Villamuccia (dal 29 novembre 1338 al 1 settembre 1339). Inoltre, effettuano viaggi a Padova, con soggiorni più o meno
lunghi, alcuni soci della compagnia fiorentina (sopratutto Naddo Covoni: a Padova già nel febbraio 1337), ed alcuni fattori ‘a salario’
(sopratutto Ghezzo Paliani: a Padova ancora nel gennaio 1340).
“La posizione dei singoli correntisti, mancandoci il libro segreto della compagnia di Firenze, non può essere ricostruita che
attraverso le partite registrate con maggiore o minore precisione nei conti del Libro giallo. Subito si avverte un certo distacco fra i
conti della ‘ragione’, intestate a Chiaro di Zato e poi Giovanni Covoni, e quelli delle ‘compagnie’, constitute con Azzo Bellondi,
Bartolomeo di Campolungo, Padovano di Tommasino, Iacopo da Villamuccia. Nei conti della ‘ragione’ di Padova, non si allude mai a
conferimenti effettuati ‘nel corpo’ di una società; invece vi sono registrazione che li riguardano nei conti delle ‘compagnie’ pure di
Padova; ed inoltre, alla chiusura dei conti della ‘ragione’, diversamente da quanto accade con le ‘compagnie’, non troviamo
conteggiati nè ‘doni’ sui totali del dare e dell’avere, nè ‘vantaggi (da contanti alla scritta’) sui prezzi dei panni. Sarà il caso di tentare
qualche precisazione, non tanto sul traffico a cui le une e le alter si dedicano, quanto sui documentabili aspetti di una loro diversa
struttura…
“Chiaro e compagni ricevono da Firenze anche una notevole quantità di panni (2506 lire), e ripetute assegnazioni e rimesse di
contanti e di crediti (2152 lire); d’altre parte, provvedono al pagamento di alcuni acquisti di merci in Verona (730 lire), effettuano
varie rimesse cambiare da Firenze (564 lire), ma non vengono mai accreditati o addebitati, nel Libro giallo, per conferimento di
una quota di capitale… In sintesi, gli investimenti dei Covoni di Firenze nella ‘ragione’ di Padova ammontano a lire a fiorini 5810,
mentre i realizzi non superano il livello di lire a fiorini 2541 e lasciano quindi un saldo di lire a fiorini 3270. Troppe cose, anche sulla
struttura sociale dell’impresa, restano ignote od oscure (quali i compagni? e per quali quote?). Forse non è assurdo vedere in Chiaro di
Zato nulla più o poco più di un prestanome [figurehead], tolto [removed] di mezzo non appena [hardly] possible.”
N.B.: In spite of all these close/intimate business relations between the Covoni in Florence and (one year’s worth of ) Chiaro di Zato
in Padua, still no ‘smoking gun’ of a partnership contract between them, with corpo and all the rest. This is more a series of discrete
deposits and investments in Chiaro as their agent.
(p. cxix): “Con assai maggior fondamento, crediamo, è da dirsi sede decentrata della impresa di Firenze la nuova ‘ragione’ che i
Covoni istituiscono in Padova il 1 settembre 1337, desgnandola con il nome di un altro loro autorevole membro, e finanziandola con
assegnazioni di somme, dovute da correntisti, e con invii di merci, constitute da panni. A ‘Giovanni Covoni e compagni, per ragione di
Padova’, passa anzitutto, il 1 settembre 1337, l’intero saldo del conto corrente di Chiaro di Zato e compagni, ed anche un’ulteriore
quota di capitale sociale liquidate (tardivamente?) dalla disciolta società di messer Covoni, Francesco Tommaso e compagni. [N.B.:
Giovanni does invest in Padova company himself, but not with money withdrawn from his Firenze company corpo; rather with his
(passive partner) investment in the old, original, now-dissolved company.] … Uno spiraglio, inatteso, su di una confuse varietà, in
Padova, di interessi economici, tutti accentrati nella compagnia di Firenze… Ma quali, gli utili dell’attività svolta da Giovanni Covoni
e compagni? Di nuovo, come per Chiaro di Zato e compagni, i conti del Libro giallo non presentano mai addebitamenti o
accreditamente di ‘doni’ sui totali del dare e dell’avere, nè di ‘vantaggi’ per i pagamenti dei prezzi dei panni.”
(p. cxx): “Accanto alle ‘ragione’ suddette, di Chiaro di Zato e di Giovanni Covoni, operano in Padova le ‘compagnie’ costitue con
Azzo Bellondi, e poi, di volta in volta, con Bartolomeo di Giovanni, con Padovano di Tommasino, con Iacopo di Domenico: la scelta
cade sempre su mercanti locali, e sempre in vista di un commercio essenzialmente di panni. Sappiamo di un contrast, talvolta latente,
talaltra aperto, fra cives e forenses, testimoniato da una dispoizione statutaria padovana dell’inizio del secolo, per l’uso di speciali
‘staciones’ del Comune, assegnate ai ‘mercatores pannorum’.”
(p. cxxii): “È ben manifesta, qui, una concessione di credito, fatta a correntisti; non è mai menzionato, d’altronde, un conferimento
di quote, nel ‘corpo di compagnia’. Ma veramente, quando i Covoni di Firenze, sciolto [released] il rapporto del 1337-1338 con
Padovano e con Iacopo, ne contraggono un altro nel 1338-1339 con il solo Jacopo, per esso parlano anche di una ‘compagnia
ch’abbiamo con lui’, ed hanno poi un accenno [hint] strano ad altra vecchia partita…”
My Conclusion: All this shows very close credit relationships between the home company in Florence and agent companies in Padua
– both Florentines (first Chiaro di Zato, and then one of the Florentine partners who moved there, Giovanni Covoni) and local
merchants from Padua (Azzo Bellondi, Bartolomeo di Giovanni, Padovano di Tommasino, Iacopo di Domenico). But extensive credit
relations between home company and its agents are not the same thing as a legally separate company between founder and
branch manager, with founding contract, corpo, division of profits, etc., all of which Mandich explicitly says that he can find no
trace. Indeed the Giovanni Covoni company in Padua seems more like a traditional filiali of the unitary company, which had
geographical branches managed by one of the central-company partners. [Certainly no other partners listed, other than Giovanni
himself.] And the Padua companies, which the Covoni may have supported in order to generate local good will and connestions, seem
more like agents-cum-correspondents, albeit ones with very close credit and investment ties to the Covoni. Chiaro di Zato’s legal
status is unclear, but functionally he seems more like a fattore than anything else. [Plus we know that often contemporary sources
called a Florentine company by the fattore’s name, with whom they actually dealt, even if that was not legally correct.]
3) La compagnia commissionaria di Venezia
(p. cxxii): “Per l’attività esclusivamente cambiaria ed essenzialmente speculative con Venezia, la compagnia di Firenze si serve in
loco di un apposito ausiliario, in qualità non di associate, ma di commissionario, a cui non apre un’ordinaria serie di conti correnti,
nelle sezioni del Libro giallo, ma destina tutto un particolare registro, chiamato ‘quaderno delle mandate’…Purtroppo anch’esso è
andato perduto, e solo attraverso i rinvii alle sue carte, contenuti nelle registrazione del Libro giallo, possiamo sapere come
comprendesse tutti gli addebitamenti e gli accreditamente, quasi sempre per rimesse fra Firenze e Venezia, fatti a ‘Giovanni Vai e
compagni’. L’attività di questa impresa, non indicate dai Covoni come ‘ragionr’ di Venezia, nè come loro ‘compagnia’, appare al
riguardo altamente specializzata, in una serrate giuocco di cambi dell’andata (a Venezia) con altri del ritorno (a Firenze), lungo un
periodo che ha inizio, nei nostril documenti, il 2 settembre 1336, e resta interrotto, già in fase di decline, il 9 febbraio 1338: quando
ormai la compagnia di Firenze ricorre sempre più all’impiego di un nuovo tipo di negozio cambiario, e per quello tradizionale si serve
in Venezia di propri fattori: di Ghezzo Paliani, e di Tommaso di Covone. Sappiamo, dal conto dell’ ‘avano’, che la compagnia Vai
procura ai Covoni, sui cambi negoziati dal 2 settembre 1336 al 5 gennaio 1338, un utile complessivo di lire a fiorini 1064; non
sappiamo però (anche per l’accennata mancanza di ogni segno di esistenza di un suo rapporto sociale) in quale preciso modo e in
quale misura essa sia rimunerata.”
X. Del Buono-Bencivenni
sistema di aziende?
Not a decisive case for this.
Mandich (1984):
(a) Banchello del Buono e Banco Becivenni, ~1319
Mandich (p. 132): “Nel 1319 esisteva una compagnia Banchello del Buono e
Banco Bencivenni (v. A. Sapori, Una compagnia di Calimala ai primi del
Trecento, 1952, p. 161).” Perhaps this is the “vecchia compagnia”, which the
following company succeeds in 1336, taking over its debts (p. 134).
(b) Duccio di Banchello e Banco Bencivenni, 1336 – 1340
sistema di aziendale?
1336:
1337:
Duccio di Banchello [del Buono]
Firenze
x
x
Banco Bencivenni
Firenze
x
x
unclear whether these are fattori or soci:
Piero [di Banchello] del Buono
Venezia
Ambrogio Guidi
Venezia
Feo Milgliori
Mantova
Iacopo di Banco
Bruges
x
x
x
x
x
Is this really one company or two? That is, is Venice a filiale or a separate company?
Argument for two separate companies [Mandich’s conclusion]:
1. Account-book transfers: For example, “Interessante specialmente il fatto che finiscono
per mettere capo alla compagnia di Firenze anche alcuni rapporti che sorgono
direttamente fra le compagnie di Venezia e di Mantova. i compagni di Venezia, che nel
libro nero aprono un conto ai compagni di Mantova, per accreditarli di somme reiscosse
vendendo alcune loro merci, estinguono poi il conto trasferendo la partita ai ‘maggiori’ di
Firenze.” (p. 137-38)
2. Variant namings: company called “Duccio di Banchello e Banco Bencivenni” in
Florence but “Piero del Buono” in Venice in 1336 (Mandich, p. 133), and similar
examples later (p. 137).
3. Opening inscription in libro nero: “Questo libro è di Duccio di Banchello e Bancho
Bencivenni e compagni. Il quale tengniamo noi Piero del Buono e compagni per loro in
Vinegia.” (p. 131, 141). [Can this reference also be explained by point 2 below?]
Against argument for two separate companies:
1. No evidence for two founding partnership contracts. (No founding contract of any sort
survives, but also no references in account books cited by Mandich to anything other than
one partnership contract at a time.)
2. Variant namings can be explained simply by the naming conventions of filiali at that
time (Goldthwaite et al., 1995, p. xxxviii; cf also Renouard 1938, p. 46).
3. Apparently same situation as Albizzi, below, where likely that socio status (i.e., parti)
given to fattore as a reward/incentive. But without implying full legal branch autonomy.
XI. Alberti
unitary companies
(a) “Alberto di Jacopo del Giudice e compagni dal 1 ottobre 1302 al 1 ottobre 1329”
de Roover (1974: 39-84)
[Sapori 1954: p. XXVII gives all the comp subheadings, in quotes]
[see also Sapori 1954: p. XXIX-XXXII for same share info]
October 1, 1302 – September 20, 1304 (p. 76):
Alberto di Jacopo degli Alberti
Lapo di Jacopo degli Alberti
Neri di Jacopo degli Alberti
Spiglia Ruggerini
Tieri di m. Ridolfo
September 30, 1304 – January 1, 1307 (p. 77):
Equity:
Alberto degli Alberti
16,072 lbr.
Lapo, Alberto’s brother
15,999 lbr.
Neri, Lapo’s brother
9,294 lbr.
41,365 lbr.
Shares:
3 shares
3 shares
3 shares
1 share
1 share
11 shares
Profits:
997 lbr.
997 lbr.
997 lbr.
243 lbr.
332 lbr.
3568 lbr.
Shares:
1 share
1 share
1 share
3 shares
Profits:
3557 lbr.
3557 lbr.
3557 lbr.
10,670 lbr.
Shares:
3 shares
3 shares
3 shares
1 share
10 shares
Profits:
3773 lbr.
3773 lbr.
3773 lbr.
1258 lbr.
12,577 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Flanders
23,490 lbr.
Apulia
9,164 lbr.
Venice
9,276 lbr.
Milan
1,434 lbr.
January 1, 1307 – January 1, 1310 (p. 77):
Alberto di Jacopo [Alberti]
Lapo di Jacopo
Neri di Jacopo
Jacopo [Alberto’s son]
Equity:
20,841 lbr.
20,909 lbr.
10,070 lbr.
0 lbr.
51,820 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Champagne
14,319 lbr.
Milan
13,309 lbr,
Apulia
4,931 lbr.
Genoa
2,097 lbr.
Flanders
1,668 lbr.
Dyeing establ. in charge of Lapo
3,823 lbr.
De Roover (p. 61) refers to a ‘rather vague’ partnership agreement for this company. Not
same as one that follows in 1323. In particular, no fixed corpo: “Partners were expected
to invest all their available funds.” Sapori (1954: p. 12) gives partnership contract itself:
“Quest’è la chonpangnia chef a Alberto e Lapo e Neri di messer Jachopo del Giudice e
Jachopo figliuolo d’Alberto. La detta chonpangnia fermiamo per due anni, la quale
chomincia i(n) kalendi gienaio anno 307. Le parti sono queste: Alberto pre tre parti, Lapo
per tre parti, Neri per tre parti, Jachopo per una parte. Ciaschuno debbia tenere il suo
mobole ne la detta chonpangnia, ed averne otto per centinaio l’anno, nè veruno no nne
possa trare del suo mobole, nè per prestanza fare, se non per volontà di tutti e quatro
chonpangni de’ detti di sopra, nè di quel de la chonpangnia se non per fatti de la
chonpangnia.
“La detta ragione si debbia fare e vedere di dicenbre o di gienaio anno 309 e quell
ch’Alberto e Jachopo si troveranno la detta ragione, paghato la dota e tutte spese de la
Nera moglie di messer Tedaldo e de la Bilia moglie di Schiatta, e de la Verna figliuola
d’Alberto, a chui che si maritasse si debbia raguagliare di mobole cho’ Lapo e Lapo cho’
lui, e Neri vi debbia metere del suo mobole quella parte che pe(r) ragione gli ne tocherà a
fare il detto raguaglio.
“Ed io Alberto chosiè afermo. Ed io Lapo chosiè afermo. Ed io Neri così aferm. Ed io
Jachopo chosì afermo.”
January 1, 1310 – June 1, 1315 (p. 78):
Alberto and Neri jointly
Lapo
Jacopo d’Alberto
Equity
21,291 lbr.
5,372 lbr.
Shares:
3+3 shares
3 shares
1 share
10 shares
Losses:
[standard
8%
suspended]
Equity:
10,084 lbr.
12,476 lbr.
Shares:
4 shares
3 shares
Losses:
776 lbr.
582 lbr.
6,093 lbr.
2,649 lbr.
31,303 lbr.
4 shares
0 shares
11 shares
776 lbr.
26,663 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Champagne
20,051 lbr.
Venice
15,524 lbr.
Genoa
263 lbr.
Dyeing establ. in charge of Lapo
468 lbr.
June 1, 1315 – July 1, 1319 (p. 79):
Alberto di Jacopo
Heirs of Lapo:
Caroccio, Duccio e Alberto
Neri, surviving brother
Jacopo, Alberto’s son
2134 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Venice
19,240 lbr.
Verona
290 lbr.
July 1, 1319 – July 1, 1321 (p. 80):
Alberto
Caroccio and his brothers
Neri, Alberto’s brother
Jacopo, Alberto’s son
Nerozzo, Alberto’s son
Francesco, Alberto’s son
Equity:
8,997 lbr.
11,181 lbr.
1,821 lbr.
2,661 lbr.
0 lbr.
0 lbr.
24,660 lbr.
Shares:
3 shares
5 shares
4 shares
1 share
1 share
1 share
15 shares
Profits:
626 lbr.
1044 lbr.
835 lbr.
209 lbr.
209 lbr.
209 lbr.
3131 lbr.
Shares:
3 shares
3 shares
5 shares
1 share
1 share
1 share
1 share
1 share
1 share
16 shares
Profits:
135 lbr.
135 lbr.
225 lbr.
42 lbr.
42 lbr.
42 lbr.
42 lbr.
42 lbr.
42 lbr.
719 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Venice
17,000 lbr.
Flanders
4,387 lbr.
Woolshop in charge of Caroccio
12,379 lbr.
July 1, 1321 – January 1, 1323 (p. 81):
Alberto di Jacopo
Caroccio and brothers
Neri
Jacopo, Alberto’s son
Nerozzo, Alberto’s son
Francesco, Alberto’s son
Jacopo, Alberto’s son
Agnolo, Neri’s son
Francesco, Neri’s son
Equity:
12,004 lbr.
12,137 lbr.
3,015 lbr.
2,772 lbr.
0 lbr.
0 lbr.
0 lbr.
0 lbr.
0 lbr.
29,927 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Venice
13,864 lbr.
Flanders
9,450 lbr.
Woolshop managed by Caroccio
12,457 lbr.
January 1, 1323 – August 15, 1325 (p. 82):
Charity (poveri di Dio)
Alberto di Jacopo
Neri, Alberto’s brother
Caroccio and brothers
Jacopo d’Alberto
Nerozzo d’Alberto
Francesco d’Alberto
Equity:
Shares:
8,000 lbr.
4,000 lbr.
10,000 lbr.
1,540 lbr.
1,055 lbr.
1,055 lbr.
25,651 lbr.
8 shares
4 shares
10 shares
1 share
1 share
1 share
25 shares
Profits:
62 lbr.
2200 lbr.
1300 lbr.
3250 lbr.
325 lbr.
325 lbr.
325 lbr.
8187 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Flanders
20,501 lbr.
Venice
17,746 lbr.
Woolshop managed by Caroccio
70 lbr.
Partnership contract itself (Paul’s translation):
source: Sapori, I Libri degli Alberti del Giudice, p.28.
“And this company means to take shape in this manner, in the month of January 1322.
And each of the above-named partners obliges himself and his possessions to this
company, to observe all the above-noted and below-noted principles. And it is required
to conduct and manage the said company by the will of Alberto and Neri and Caroccio,
or by two of the three named; and if it should occur that one or all three to break
away(?)/participate less?/die? [venisono meno], it remains for the oldest son or the oldest
brother of the one, or ones, who leave, the right/permission/authority [licenzia] and the
right to speak in deliberations as his father or his elder brother had. And thus it means he
were to have place in deliberations and in judgment like his father or brother had. And
we are in agreement, and so we ordain, from now on that one must every two years at the
most take a general accounting and close the books and divide the profits or losses that
one finds and deposit/put to the account [ragione] of each that part which pertains to him.
And each must observe the above- and below-noted things, and he who does not observe
them, or does the opposite, is to be fined 1000 florins, the which money reverts to and is
of the other partners. Also, that none of the partners must form another company in any
merchant trade or guild/industry [arte] outside of this one, and if any of the partners do
this, every cent they earn must be turned over to this company, and will be fined 1000
florins, the which money then goes to the other partners. And each of the partners of this
company who has money in this company beyond the money they put in as corpo must
keep it in(?) at the discretion of the other partners. Again if any of the partners comes
less [venisse meno: i.e., come to an end], that God calls him to Himself, his part [of the
company] must stand intact, and let his money that was put in as corpo remain ‘obliged’
to the firm until the completion [saldamento] of the company, and this completion may
not be extended past two years, as the rules of the company ordain.”
Sapori (1929), p. 233-34:
“Il chorpo dellachonpangnia diciamo che sia insomma libre venticinque milglaia a fiorini
e ciaschuno debbia partire per sua parte per gli danari che meterà per suo chorpo di
chonpangnia del guadangno o perdita che Idio ne desse. E que’ danari che si meteranno
per chorpo sieno obrighati alla detta chonpangnia e ninno glen e possa trarre nè avere per
ninno modo salvo che quando si facesse il saldamento della ragione della detta
chonpangnia; e dov’avesse alchuno che ne volesse trarre, si possa in questo modo, che da
quello saldamento inanzi debbia abatere di sua parte e di suo chorpo do chonpangnia
quanti danari elgli ne traesse, e que’ che rimanesono s’intendano esere sua parte.
Anchora, se alchuno di detta chonpangnia metere nella detta chonpangnia più danari che
quelgli ch’elgl’avesse per suo chorpo e obrighalgli al soprascritto modo, si possa e debbia
dal saldamento di quella ragione inanzi partire per gli danari che vorà metere per suo
chorpo. E queste sono le parti: che Alberto mette per suo chorpo do chonpangnia libre
ottomilia a fiorini, e questa s’intende ed è la sua parte; Iacopo d’Alberto mette per suo
chorpo di chonpangnia libre mille; Nerozzo d’Alberto mette per suo chorpo libre mille;
Francesco d’Alberto mette per suo chorpo libre mille; Neri del Giudice per sè e per
messer Angnolo e per Francescho suo filgliuoli per loro chorpo libre quattromilia a
fiorini; Charoccio e Duccio di Lapo metono per loro chorpo libre diecemila.”
August 15, 1325 – November 1, 1327 (p. 83):
Equity:
Charity (poveri di Dio)
Alberto di Jacopo
8,000 lbr.
Neri, Alberto’s brother
4,000 lbr.
Caroccio and brothers
11,059 lbr.
Jacopo d’Alberto
1,218 lbr.
Nerozzo d’Alberto
1,199 lbr.
Francesco d’Alberto
1,132 lbr.
Undistributed
26,608 lbr.
Shares:
8 shares
4 shares
10 shares
1 share
1 share
1 share
25 shares
Profits:
162 lbr.
3536 lbr.
1768 lbr.
4420 lbr.
442 lbr.
442 lbr.
442 lbr.
569 lbr.
11,781 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Flanders
22,425 lbr.
Woolshop managed by Caroccio
1,900 lbr.
November 1, 1327 – November 1, 1329 (p. 84):
Equity:
Charity (poveri di Dio)
Heirs of Alberto di Jacopo
8,973 lbr.
Heirs of Neri, Agnolo and Francesco 4,000 lbr.
Caroccio and brothers
15,671 lbr.
Jacopo d’Alberto
1,893 lbr.
Nerozzo d’Alberto
1,611 lbr.
Nerozzo d’Alberto, special bonus
Francesco d’Alberto
1,132 lbr.
33,147 lbr.
Shares:
8 shares
4 shares
10 shares
1 share
1 share
1 share
25 shares
Profits:
154 lbr.
2600 lbr.
1300 lbr.
3250 lbr.
325 lbr.
325 lbr.
145 lbr.
325 lbr.
11,781 lbr.
Money and goods in hands of factors:
Flanders
20,100 lbr.
Avignon (Court of Rome)
13,540 lbr.
Venice
5,907 lbr.
Woolshop managed by Francesco
4,700 lbr.
di Alberto
1329 – 1345: No account books have survived to provide details, thus best we can do
is the following fragmentary information, from de Roover (1974: 65) and
Renouard (1938: 52-53):
(b) “messer Agnolo di Neri degli Alberti e compagni dal 1 ottobre 1329 al
1 febbraio 1343”
messer Agnolo di Neri degli Alberti was head of company,
de Roover (p. 69) thinks possibly as compromise to hold together the two
more dominant branches of the family.
Caroccio di Lapo (private ledger remains) was one of the partners, with equity:
Caroccio and his brothers
32,609 lbr. in 1334
Francesco d’Alberto took over wool bottega from Caroccio di Lapo
(Foster, p. 136)
Renouard (p. 53) lists these as soci [unreliable, however, as soci]:
Chiarissimo di Dedi Falconieri
ad Avignone, 1338-1339
Francesco di Lapo da Castiglionchio
a Londra, 1336
(c) ”Jacopo d’Alberto e Caroccio di Lapo degli Alberti e compagni dal 1 febbraio
1343 al 1 febbraio 1346”
Caroccio di Lapo in partnership with Jacopo d’Alberto,
which did not last long before splitting into antichi and nouvi.
Renouard (p. 53) lists him as soci [unreliable]:
Francesco d’Alberto di Iacopo degli Alberti
ad Avignone, 1345
de Roover summary (p. 70-71): “In the opening years of the fourteenth century, the
Alberti were mainly geared to the cloth trade with Flanders and Champagne. After 1320,
they seemed to have diversified their activities more and more by dealing also in wool,
local cloth, spices, and dyestuffs. Whether they added banking to this activity, the extant
records do not reveal, but it is likely that they did. At any rate, the Alberti wisely
refrained from becoming entangled in loans to princes. Perhaps this policy explains why
they survived without ever dishonoring their blazon with the stain of bankruptcy. At one
time or other during the period from 1302 to 1348, the Alberti had brances or factors in
Avignon, Barletta, Bologna, Constantinople, Flanders, London, Majorca, Naples, and
Venice. According to Professor Sapori’s pertinent remark, the experience gained in
operating a network of foreign branches gradually prepared the Alberti for their future
role of papal bankers with international connections.”
Sapori (1954: p. XXXVII): “Prima di tutte fu la volentà dei compagni di fare onore alla
firma. Non si dimentichi che la compagnia era strettamente familiare, e quindi il
fallimento, o anche il concordato, avrebbe coinvolto la reputazione della casata… Senza
quegli interventi in 1319, il primo in special modo, sarabbe stato la rovina totale.”
(p. XLVII-XLVIII); many quotations are given re family honor from Leon Battista
Alberti’s Della Famiglia, which Sapori agrees with, as descriptive of the Alberti
companies.
(see also Studi, p. 996-998, 1009 for more from Sapori about Alberti’s family honor.)
Foster (1985: p. 137-138): “Given the close familial nature of the company, the honor
and reputation of the family was closely tied to the success or failure of the business. To
encourage the success of the company and, therefore, the family, the partners and factors
alike were not only encouraged, but forced to re-invest all their income in the company.
Withdrawal of funds had to be by unanimous consent of the partners, and personal
investment in other businesses was also generally forbidden. With this kind of control
over the capital and investments, the Alberti could, in times of stress, compensate for
outside complications.”
“Sapori also notes (p. xliii-xliv) that the Alberti avoided third party deposits, preferring to
use the capital investments as the ‘body’ of the company.”
(d) Alberti antichi: “Jacopo d’Alberto degli Alberti e compagni”
no clear info on
company struct.
Renouard (A.S.I. 1938: pp. 54-55)
That subset of Alberti antichi partners that show up in papal records:
Renouard himself (p. 46) adds a cautionary note about the use of the term ‘socius’
in the papal archives: “Non bisogna però attribuire a questa divisione tripartite
[soci, fattori, corrispondenti] un valore assoluto, perchè la Camera Apostolica non
sapeva sempre quale era la situazione precisa nella loro Compagnia de gli uomini
d’affari con I quail trattava; e spesso avveniva ch’essa chiamasse socio un fattore
o fattore un corrispondente e viveversa.”
[Really most of these are fattori; see Goldthwaite quotation below.]
1345 – 1356:
Jacopo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore della compagnia
a Firenze, 1345-1350
ad Avignone, 1351-1355
Niccolaio di Jacopo d’Alberto degli Alberti (Foster 1985: 143)
Bernardo di Nerozzo d’Alberto di Jacopo degli Alberti
ad Avignone, 1352-1355
a Firenze, 1356-1357
Benedetto di Nerozzo d’Alberto degli Alberti (Foster 1985: 143)
Chiarissimo di Dedi Falconieri
ad Avignone, 1348
Giovanni di Duccio
a Venezia, 1348-1351
1356 – 1361:
Bernardo di Nerozzo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore della compagnia
Benedetto di Nerozzo d’Alberto degli Alberti (my inference only)
ser Niccolo/aio di Jacopo d’Alberto di Jacopo degli Alberti
a Firenze, 1357
ad Avignone, 1359
Pietro Corsini
a Bruges, 1355-1367
Banco Davantini
in Fiandra-Brabante, 1355-1361
Lorenzo Spinelli
a Bruges, 1355-1364
Pietro Bini
ad Avignone, 1359
1361 – 1369:
ser Niccolo/aio di Jacopo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore (Foster, p.144)
a Firenze, 1364-1372
Benedetto di Nerozzo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore (Foster, p.144)
a Firenze, 1365-1369
Pietro Corsini
a Bruges, 1355-1367
Lorenzo Spinelli
a Bruges, 1355-1364
a Firenze, 1365
Lorenzo Fruosini
a Bruges, 1362-1367
Niccolo di Jacopo Bini
a Parigi, 1364-1365, 1366
in Fiandra-Brabante, 1365
Angelo di Giovanni
in Fiandra-Brabante, 1364-1368
Giovanni d’Uguccio
a Londra, 1364
a Bruges, 1365
a Firenze, 1365
Stoldo di Lippo Soldani
a Barcellona, 1367 – 1373
Talento di Andrea Bucelli
in Fiandra-Brabante, 1367
1369 – 1375:
Benedetto di Nerozzo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore della compagnia
ser Niccolo/aio di Jacopo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore della compagnia
ad Avignone, 1374
Marco di Francesco d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore della compagnia, 1372
Nerozzo di Bernardo di Nerozzo d’Alberto di Jacopo degli Alberti, direttore, 1375
ad Avignone, 1372 – 1374, 1375
a Parigi, Londra o Bruges, 1374 – 1375
Stoldo di Lippo Soldani
a Barcellona, 1367 – 1373
Talento di Andrea Bucelli
in Fiandra-Brabante, 1371 – 1372
a Parigi, 1373 - 1375
Angelo di Giovanni
a Parigi, 1372 - 1375
Lorenzo Fruosini
a Bruges, 1374 – 1375
Matteo Metti
ad Avignone, 1375 – 1376
Alberti antichi branches (Renouard, p. 54): Avignone, Barcellona, Bari, Bologna, Bruges,
Genova, Londra, Napoli, Parigi, Perugia, Venezia.
Foster (1985, p.144): “Only one outsider is known to have been a partner of the antichi,
Soldo di Lippo Soldani, who was working out of Barcelona in 1367 and again in 137375. Soldo’s younger brother Lippo married Caterina di Cipriano degli Alberti in 1376,
perhaps to generally affirm business and neighborly ties.” [Where does she get this ‘only
outside partner’ info? No citation, and not consistent w/ Renouard]
Foster (1985, p.147): “From 1363 to 1376, the Alberti antichi were in sole charge of
transferring papal monies from England to Rome, and then Avignon. The Alberti antichi
continued to manage not only papal, but regular commercial affairs until 1372, when
Niccolaio d’Jacopo and Benedetto di Nerozzo formed separate companies to deal with
Avignon and the papacy. For all other business, the original joint società prevailed. In
Niccolaio’s new società there were at least two outsiders (Jacopo di Vanni and Jacopo di
Lutozzo), although the company remained in Niccolaio’s name alone.”
Goldthwaite et al (1995, p. XXXVII): “Se Jacopo [di Banco Benicivenni in the Alberti
nuovi company] fosso stato socio a tutti gli effetti, Bartolomeo [di Caroccio di Lapo]
sarebbe venuto meno alla lunga tradizione aziendale degli Alberti secondo la quale,
eccettuati gli inizi della prima compagniadel fondatore Lapo, le aziende albertiane erano
esclusivamente imprese famigliare, in netto contrasto con le più grandi e famose
compagnie dell’epoca. Questa tradizione continuò invece ad essere osservata nel ramo
dei cugini, gli Alberti Antichi, sino ai loro fallimenti negli anni ’30 del Quattrocento.”
(e) Alberti nuovi:
unitary company
Renouard (A.S.I. 1938: pp. 59): that subset of Alberti nuovi partners that show up in
papal records.
[I have better record from Sapori, Foster, Goldthwaite et al., following, but I want
to check that against this Renouard version, in order to evaluate Renouard’s
Alberti antichi material above. See Goldthwaite quote below, for probable
explanation of the huge discrepancy: most of these are really fattori, not socii.]
1348 – 1365:
Bartolomeo di Caroccio di Lapo di Jacopo degli Alberti, direttore
a Perugia, 1353, 1354, 1355
a Firenze, 1355-1357
Bruno di Vanni degli Alberti
ad Avignone, 1346, 1350-1358
Piero di Mungnaio di Recho
ad Avignone, 1350
Jacopo di Banco
ad Avignone, 1354
Jacopo Bianchi (same person?)
ad Avignone, 1354-1355
Ricco di Gherardo
ad Avignone, 1358-1359
Ciriaco di Giovanni
ad Avignone, 1359
Giovanni d’Alberto
ad Avignone, 1361
Giovanni detto Buonaguida
in Fiandra-Brabante, 1359-1367
Luca di Dino
a Bruxelles, 1359
1364 – 1369:
Cipriano di Duccio di Lapo di Jacopo degli Alberti, direttore
ad Avignone, 1363-1366
Doffo di Duccio di Lapo di Jacopo degli Alberti, direttore
ad Avignone, 1362-1367
Banco di Zanobi
in Fiandra-Brabante, 1364-1365
Ciriaco di Giovanni
ad Avignone, 1364-1365
alla Curia, 1368
Giovanni detto Buonaguida
in Fiandra-Brabante, 1359-1367
Jacopo di Banco
ad Avignone, 1364-1365
Sapori (1954), Foster (1989) and Goldthwaite et al (1995) version of Alberti nuovi:
(e1) “Caroccio di Lapo degli Alberti e compagni dal 1 febbraio 1346 al 25 marzo
1348”
Caroccio di Lapo & his sons Jacopo, Bartolomeo e Tommaso (Foster p. 139)
Goldthwaite et al (p. XXXV):
Caroccio di Lapo
Jacopo, Bartolomeo e Tommaso
Sovracorpo
capitale:
12,000 lbr.
12,000 lbr.
7,558 lbr.
Goldthwaite et al (p. XXXVI): “Nella compagnia Alberti, come in alter
compagnie indivise dell’epoca, è da notare, in contrasto con il sistema di
aziendale tipico del Quattrocento, l’assenza della distribuzione di utile sulla base
della capitalizzazione della persona. Intorno alla metà del Trecento
l’organizzazione aziendale sembra essere meno formale, ovvero disposta ad
accommodare I vari membri della famiglia più di quanto non accada in epoca
successive, allorquando si verifica un più netto distacco fra I soci passive e quelli
attive, quest ultimi spesso non parenti dei soci principale.”
(e2) “Jacopo e Bartolomeo di Caroccio degli Alberti e compagni dal 25 marzo 1348
al 25 marzo 1350”
Jacopo e Bartolomeo di Caroccio di Lapo & four sons of Duccio di Lapo
(Foster, p.140)
Goldthwaite et al (p. XXXVII-VIII): “Nel 1348, al momento della costituzione
della compagnia, gli Alberti avevano fattori propri a Bruges, Avignone, Napoli e
Barletta, tutti nodi importanti nella rete internazionale del sistema commerciale
fiorentino. La compagnia utilizzava poi dei corrispondenti – nei codici chiamati
osti – nelle piazza di Pisa, Bologna, Venezia, Milano, Marsiglia e Parigi.
L’organizzazione seguiva il modello della compagnia indivisa, tipica del period:
un unico organismo di dimensioni spesso grandiose, con sede a Firenze a euna
serie di filiali all’estero poste sotto la direzione di fattore. Queste filiali venivano
designate compagnie – ad esempio ‘Mugniaio di Recco e compagnia per la
ragione di Avignone’, o ‘Benedetto di Bruno e compagni per conto di Napoli’ –
ma non si trvavano in una posizione autonome e indipendente rispetto alla
compagnia di Firenze, come si verificherà nel cosidetto sistema di aziende.
Secondo questo modello, adottato dal Datini negli ultimi decenni del Trecento e
poi da tutti I grandi operatori dell’epoca, le compagnie erano tra loro totalmente
divise, dei veri compartimenti stagni, ma l’intero sistema faceva capo alla casamadre di Firnze, che deteneva una partecipazione nei capiti delle filiali, ora vere
compagnie, dislocate all’estero.
[Probably this habit of naming branches as companies explains Renouard’s (i.e.,
the pope’s) habit of calling them socii.]
“Nel caso della compagnia indivisa degli Alberti, il controllo contabile dap arte
della sede centrale si manifestava nei mastri. Qui ogni filiale aveva un conto
proprio, in cui venivano registrati non soltanto I debiti e crediti con la sede di
Firenze ma anche i rapporti fra le varie filiali. Così, un’operazione effettuata
tramite una lettera di cambio tratta dalla filiale di Bruges sulla filiale di Avignone
veniva registrata, nel maestro di Firenze, in dare nel conto di Bruges (prenditore)
e in avere nel conto di Avignone (trattrio-pagatore).”
(e3) “Bartolomeo di Caroccio degli Alberti e compagni (Jacopo di Banco di Puccio
Bencivenni) dal 25 marzo 1350 al 1370”
Bartolomeo di Caroccio & Jacopo di Banco di Puccio Bencivenni (Foster p. 141)
[Goldthwaite et al not 100% convinced Jacopo a true socio, p. XXXVII]
[Jacopo di Puccio Bencivenni ad Avignone; Zanobi di Puccio ad Bruges:
see Mandich article on Bencivenni firm in Venice]
[Luigi di Duccio degli Alberti deposited 2000 f. in 1350, but not socio:
Goldthwaite, p.XXXVI.]
[“But by 1355 (notarile), Luigi di Duccio had joined the company, and apparently
remained a partner until his death in 1362.” (Forster p. 141)]
Goldthwaite et al (p. XXXIX): “Dal 1352 al 1358, il periodo del secondo maestro,
la compagnia di Bartolomeo aveva filiali soltanto ad Avignone e a Bruges, eccetto
i sei mesi circa nel 1356 in cui venne aperta una sede a Venezia.” [Because of the
closure of Napoli e Barletta in south, which were primarily for import of grain, no
longer needed after Black Death. See p. XL for list of fattori and branches, which
fleshes all this out.]
1364Bartolomeo di Caroccio & Jacopo di Banco di Puccio Bencivenni
& Banco di Zanobi Bencivenni (Foster p. 141: citing Renouard for this info)
(e4) “Agnolo di Bartolomo degli Alberti e compagni dal 1369 in avanti” (1371?)
Alberti nuovi branches (Renouard, p. 59): Avignone, Barletta, Fiandra-Brabante,
Maiorca, Napoli.
Goldthwaite et al (p. XL): (a) 1348-1350: Barletta, Napoli, Avignone, Bruges;
(b) 1352-1375: Avignone, Bruges, Venezia
XII. Castellani
Ciappelli (1995): based not on account books, but on ricordanze. Hence no internal
company history given here (list of soci etc.); ‘external’ history only, based on
assembled references to the company.
Vanni di ser Lotto (Castellani), 1335(?) – 1354:
[immatricolato all’Arte del Cambio nel 1314, 1320-28, 1339 (check my records);
all’Arte del Por Santa Maria nel 1336]
died 1354.
(p. 15): “[Nel 1342] Villani insertò i Castellani nell’elenco delle grande compagnie
fiorentine che subiscono il fallimento. [double-check Sapori on this] Per gli anni
precedenti [1339], non sappiamo; è probabile che nel periodo 1316-1334 non operino
ancora in Francia, perchè non c’è traccia di loro nella Camera Apostolica.” [also doublecheck Renouard, 1941]
(p. 16): But after this ‘failure’, “non interruppe la sua attività dopo quella data: è ancora
la Camera Apostolica a registrare almeno una transazione relative al 1344, e alter a
partire dal 1350.”
(p. 17): “Da questo risulta [Vanni’s death] che Vanni avava lasciato (a ulteriore
testimonianza della sua attività internazionale e del buon andamento dell’azienda) circa
30,000 fiorini ‘in danari e in merchatantie e in debitori in diverse parti del mondo chome
Vignione, Monpolieri, Fiandra, Chatalongnia, Firenze, Pisa e Roma’, mentre nel
corso 45 anni aveva annotato del ‘libro di compere’ acquisiti immobiliari per quasi
13,000 fiorini.”
Michele di Vanni di ser Lotto (Castellani), 1354 – 1383:
[immatricolato all’Arte della Lana nel 1362 e all’Arte del Cambio nel 1372. Also
clearly in Calimala business in 1370’s, but perhaps not in Arte della Calimala.]
died 1383.
(p. 19-21): “La compagnia de ‘Michele di Vanni di ser Lotto’ ha un’estesa attività, e
continua ad operare su scala internazionale. Da un lato proseguono gli ormai tradizionali
rapporti con la Francia: nel 1356, oltre a figurare ancora nei registri della Camera
Apostolica, la compagnia fa parte dei ‘cholegati de la scarsela’, il servizio postale private
istituto dale compagnie fiorentine che avevano rapporti d’affari con Avignone.
I documenti che possediamo, relativamente pochi rispetto a quell ache sembra essere
stata l’importanza economia dell’azienda, indicano che una delle sua attività principali in
quegli anni fu l’importazione e il commercio di lana. Mentre nel 1357 Michele importava
lana a Firenze dalla Catalogna attraverso il porto di Talamone, nel 1362 fonda una
compagnia per la gestione di una ‘bothega de la lana’ insieme a Francesco di Goso e
Bello di Granaiolo, con una quota individuale di entità ingente: 20,000 fiorini. [footnote:
Per la precisione si tratta, come è specificato alle cc. 16v-17r, di 9000 fiorini di corpo e di
11,000 di sopracorpo. Il fatto che il capitale depositato sia di 33,395 fiorini indica che gli
altri due soci contribuiscono con quote di capitale inferiori.] Negli anni 1362-1366
Michele di Vanni (che nel 1364 si è staccato dai soci [but does this separation from soci
refer to the botega della lana or to his main business? Probably botega]) è fra maggiori
fornitori di lana della compagnia Del Bene, a cui nello stesso periodo vende 11,940 libbre
di lana proveniente dall’Inghilterra. Ancora nel 1369 figurerà nell’elenco di compagnie
mercantili redatto in occasione del trattato commerciale con Pisa e volto ad assicurare
l’uso Porto Pisano a altri privilegi ai mercanti fiorentini.
In questo periodo le operazioni dell’azienda continuano ad essere di tipo misto,
mercantile-bancario, come dimostra, oltre al ricordato libro personale di Michele di
Vanni, lo cheque (il primo documentato nel suo genere [see Sallanzani, 1978]) emesso
dalla sua compagnia nel 1368. Il fatto di operare im più settori è inoltre testimoniato
dall’apparatenenza di Michele a più corporazioni nello stesso periodo: se la società del
1362 era iscritta all’Arte della Lana, nel corso degli anni ’70 almeno parte dell’attività di
Michele è inquadrata nell’Arte di Calimala, e dal 1372 Michele sarà anche immatricolata
ufficialmente nell’Arte del Cambio.
I suoi collegamenti con la Francia, in particolare Montpellier e Avignone, e la
Fiandra, in cui la compagnia mantiene anche proprie filiali, sono testimoniati ancora nel
corso degli anni ’70 e all’inizio degli ’80. [footnote: Cfr. Le notizie relative a un
dipendente della compagnia di Michele, Bartolo di Bellozzo Sassetti: ‘mandandolo a
Vingnione o in Fiandra chome piaciesse loro’ (1370/71), ‘andò a Monpuliere… per la
compangnia di Michele di Vanni e chompagnia’ (1378), ‘mandamo a Monpulieri per le
mani di Giovanni di Stefano del Migliore fattore di Michele di Vanni di ser Lotto’ (1381)
… Lorenzo di Gabriello Ramaglianti, che ‘già sono più anni passati è ssuto discepolo e
non fattore del detto Michele e suoy compagni e compagnia nelle parti di Fiandra’ dove
‘per lo detto Michele … et compagnia à mercatato, trafficato, venduto, conperato e
canbiato nell’arte e ministerio di Chalimala’ (1380). In un’altra occasione (1379) Andrea
di Nicolo Damiani sostiene di essere stato ‘più tempo con Michele di Vanni et
compagnia in Vignone et in corte di Roma e in Firenze’.] Intermediario principale dei
rapprti (marittimi) con l’estero era probabilmente il fattore che la compagnia mantenava a
Pisa (1370).”
Account books for these companies do survive, however, acc to Goldthwaite et al., for
going further if desired: ASF, Conv. Sopp. 90 (S. Veriana)
130: libro di compere, 1310-83 [private purchases of land, etc.]
131: libro del dare e dell’avere, con ricordi, di Michele, 1355-73
Figlii di Michele di Vanni di ser Lotto did not really carry on compagny, but went
instead into politics and military, where family roots were. Hence Castellani
economic wealth declined, even before their exile.
XIII. Strozzi
unitary company
Spallanzani (1978, p. 420-423):
Corpo (f.)
1345- 1347- 1349- 1350- 1354- 13571346 1348 1350 1354 1356 1358
Sandro Quartesi
700
800
Carlo Strozzi
Smeraldo di Strozza Strozzi
Tommaso di Marco Strozzi
Giovanni di Marco Strozzi
Ghirigoro di Marco Strozzi
Jacopo di Strozza Strozzi
figlio di Roberto di Marco Strozzi
Vanni di Uberto/Roberto Strozzi
Tommaso di Rossello Strozzi
Ubertino di Rossello Strozzi
Niccolo di Rossello Strozzi
Tommaso, Ubertino e Niccolo di Rossello
Strozza di Carlo Strozzi
Stefano di Soldo Strozzi
Michele di Carlo Strozzi
Rossello di Rossello Strozzi
Marco di Uberto Strozzi
Azzolino di Carlo Strozzi
Piero di Borgognone
Piero Marini
Salvestro di San Romeo
800
1,300 1,700 1,700 (2.5 parti)
___
___ 9,000 (10 parti)
___ ___ 3,000 (3 parti)
___
___ 4,000 (5.5 parti)
___ ___ 1,600 (2.5 parti)
___ ___
___
___
___ 4,000 (4.5 parti)
___
___
___ ___
___
4,000 (5.5 parti)
1,000 (1.25 parti)
1359- 1361- 1363 13641360 1362
1365
2,500 2,500 2,000 2,000
10,400 10,600 10,580 8,000
4,000 4,000 3,500 2,000
5,000 6,000 6,300 6,100
2,000 2,400 4,300 4,000
4,300 5,000 3,500
1,000
1,200
1,600
5,000 6,000
1,300 1,700 1,950
1,500 2,300 2,600
1,000 1,170
1,600
2,500
1,000
1,900
1,000
1,500
2,000
2,600
1,200
1,500
2,000
1,000
2,000
3,100
3,000
1345- 1347- 1349- 1350- 1354- 13571346 1348 1350 1354 1356 1358
Poveri di Dio
Total
1359- 1361- 1363 13641360 1362
1365
0 (1.75 parti)
700
800
800
____
____ 28,300 (36.5 parti)
36,000 41,500 46,700 43,000
Spallanzani (p. 419-20): “Altrettanto verta è la forma societaria, che ricalca in piena titti I caratteri della classica compagnia fiorentina
della prima metà del Trecento, e quindi simile a quell ache oggi viene comunemente definite società in accomadita semplice. I soci
hanno stooscritto quote di capitale sociale (‘corpo di compagnia’) con l’impegno, in caso di gestione negativa, di rispondere delle
perdite subite con il proprio patrimonio; di fronte ai terzi l’azienda si presenta intanto come un unico, grande organismo, con sede
generalmente a Firenze, ma operante in numerosi paesi attraverso una moltitudine di filiali, queste ultime del tutto prive di autonomia,
sia giuridica che economica. Sarà proprio questa mancanza di autonomia… che porterà al graduale superamento di questo tipo di
compagnia… Se pensiamo che questa nuova forma societaria (‘sistema di aziende’) trova una delle sue prime e complete realizzazioni
nel sistema di aziende posto in essere da Francesco Datini a partire dal 1380 circa (Melis, Aspetti, p. 125 ff.), non sarà fuori luogo
vedere nella compagnia Strozzi uno degli ultimi grandi organismi costituiti secondo quelle forme ormai superate, che proprio in
occasione dei noti fallimenti del 1343-46 e dell’ancor più nota peste del 1348 mostrarono I loro limiti.”
XIV. Soderini
Renouard (1938, p. 176-177):
“Compagnia di Niccolo Soderini e compagni” nel 1355
Niccolo di Geri Soderini
ad Avignone, 1354, 1358
Angiolo Soderini
ad Avignone, 1355-1364
Tancredo di Francesco
ad Avignone, 1354
Gagliardo de’ Bonciani
a Napoli, 1361
“Compagnia di Francesco di Geri Soderini” dal 1367 – 1369
“Compagnia di Andrea Soderini e compagni” nel 1365, 1367
Francesco di Geri Soderini
ad Avignone, 1364-1366
a Firenze, 1368
Andrea Soderini
a Firenze, 1368
Domenico di Giovanni Soderini
a Bruges, 1364, 1365
Andrea di Seguino
a Napoli o a Perugia, 1365
a Firenze, 1368
a Brabante, 1370
Bonaccorso di Lapo
ad Avignone, 1365
Niccolo di Giovanni Buonaccorsi
a Bruges, 1365
Stoldo degli Altoviti
Ad Avignone, 1365
“Compagnia di Tommaso Soderini” nel 1375
Tommaso Soderini, 1374
Branches (Renouard, p. 176): Avignone, Bruges, Parigi.
[Correspondents, not branches, in Montpellier, Napoli, Perugia.]
XV. Guardi
Renouard (1938, p. 167-68):
“Societas Nicolai ed Martini Guardi” nel 1345 e 1350
Niccolo di Simone de’ Guardi
a Firenze, 1345
Martino di Simone Guardi
a Firenze, 1345, 1350
ad Avignone, 1348
Caroccio Carocci
ad Avignone, 1350
Simone di Niccolo di Simone de’ Guardi
a Firenze, 1355
“Compagnia di Simone Guardi e soci” in 1369 Pisa list
Second company ha per direttori i figli di Niccolo, Antonio e Simone, e un loro parente Filippo
dal 1364 al 1370
Antonio di Niccolo di Simone de’ Guardi
a Firenze, 1365, 1367, 1370-1371
Simone di Niccolo di Simone de’ Guardi
ad Avignone, 1363-1368
a Firenze, 1370
Filippo Guardi de’ Guardi
a Firenze, 1370-1371
Matteo di Meto de’ Guardi
a Perugia, 1364, 1365
a Foligno, 1365
a Firenze, 1366
a Lucca, 1367
alla Curia in Italia, 1367-1370
ad Avignone, 1371
Giovanni Arrighi
a Firenze, 1365, 1371
Branches (Renouard, p. 167): Avignone, Perugia.
[Correspondents, not branches, in Bruges, Genova, Londra, Napoli, Venezia.]
Bankruptcy in 1371 a bit famous, because it occasioned loan from Michele Castellani and
Carlo Strozzi to Bartolo Siminetti, which caused his shift from Ricci to Albizzi faction.
(Brucker, p. 127; Ciappelli, p. 23)
XVI. Del Bene, laniuoli (San Martino)
Hoshino (1966; 1980, p. 156-160, 213):
13551356
(text)
Francesco di Iacopo di Francesco del Bene 4060
Soldo di Lapo Villani-Soldi (active)
290
Iacopo di Franc. (father) del Bene (passive) 145
Barna di Valorino Curianni (passive)
Total
4495
unitary company
Capitale (lbr.):
1355- 1356- 1358- 1359- 1360- 1361- 1362- 1364- 1365- 13671356 1358 1359 1360 1361 1362 1364 1365 1367 1368
(table)
3190 4010 1812 1963 2116 2171 2198 2351 2804 3637
4350
4712
3036 3196 2636 2530 2530 2273 2590 1600
725
4848 5119 4752 4701 4728 4625 5393 5763
Notes: Soldo di Lapo always has 1/2 parti of the profits, even though no corpo.
Borgognone di Iacopo di Francesco del Bene active, but not socius.
Francesco, Soldo and Borgognone all maintained deposits: in 1359, Francesco had 821 (8% return), Soldo had 512 (8%
return), Borgognone had 362 (10% return).
Only one outsider deposit known: Chiarissimo di Meo Cionacci, 250 d’oro in 1362-1364.
Branches (p. 161): “Solo dall’aprile del 1364 al novembre del 1366 o, probabilmente, fino al giugno del 1367, la compagnia
ebbe una filiale a Napoli diretta da Borgognone di Iacopo e si servì di alcuni famosi banchieri come cambiavalute: Andrea
Ricciardi di Lucca, Vieri di Cambio de’ Medici e Giacomino do Goggio, Gucciozzo de’ Ricci, Niccolo Fagni, Antonio Guardi,
Galeazzo da Uzzano, Manetto e Davanzato Davanzati. Per le operazione bancarie a Firenze, si servì spesso di Piero di
Giovanni Siminetti.”
Hoshino (1966, p. 62): “Il 3 maggio 1382, Francesco, insieme con Domenico di Sandro Guiducci e Giovanni di Lando da
Cascia, isitutì una compagnia di merciai formata da due botteghe: una a Firenze, denominate Domenico di Sandro e compagni,
un’altra a Roma col nome di Domenico di Sandro e Giovanni di Lando e compagni.”
Note: Francesco del Bene very active politically, esp in events around Ciompi. Along with Alberti was exiled; much politics re
recall. See Brucker for details.
Mueller (1997, p. 272): “Some large companies had little or no connection with the Datini network and are known through
other sources. Francesco di Jacopo del Bene, exiled in 1383 on account of his ties with leaders of the Ciompi revolt,
established himself on the Rialto until his rehabilitation in 1391. In that year, his sons, Borgognone and Jacopo, founded a
bank in Padua in partnership with Salvi di Giovanni Lippi, who managed the branch in Venice as long as it lasted and
continued to operate there until his death – in a state of bankruptcy – in 1404.”
XVII. Albizzi
Hoshino (1969):
(a) Antonio di Lando Albizzi e figli, 1340? – 1350
1346
1347
corpo soprac. corpo soprac. parti
Antonio di Lando Albizzi
Lando di Antonio di Lando Albizzi
Pepo di Antonio di Lando Albizzi
Jacopo di Antonio di Lando Albizzi
Filippo di Antonio di Lando Albizzi
Total capital (lbr.)
Profit rate
8000
11/22
500
3/22
500 3635
500 4303 3/22
500
3/22
500
2/22
10000 17232 10000 15500
27232
25500
32.8%
22%
unitary company
1348
1349
1350
corpo soprac. corpo soprac. corpo soprac.
[deceased]
500 4859
500 5306
500 5473
[deceased]
[deceased]
10000 10913 10000 16334 10000 13430
20913
26334
23430
22%
15%
20%
Hoshino (p. 10-12): “Essendo il carattere dell’azienda strettamente ‘familiare’, secondo l’uzanza Toscana del tempo, la compagnia di
Antonio di Lando ammetteva come soci i membri della famiglia. Lando, Pepo, Iacopo e Filippo furono soci accanto al loro padre
Antonio. Gli stabilimenti della compagnia erano costituti da due botteghe dell’arte della lana situate nel convento di San Martino e da
un fondaco, anch’esso nella stessa zona, per ‘mandare panni a Vinegia’ e per il ‘traficho di Fiandra e d’Inghiltera’. Mentre Antonio
dirigeva il fondaco, le due botteghe erano affidate ai due figli, Pepo e Iacopo… È assai raro che un’unica compagnia avesse
contemporaneamente più di una bottega per la lavorazione della lana, ma nel nostro caso il fatto è pienamente confermato dale
dimensioni dell’azienda rispetto a quasi tutte le alter del tempo. Bisogna notare, però, che non tutto il capitale impiegato della
compagnia era investito nell’attivita ‘manufatturiera’ intesa nel vero senso della parola. È possible che una parte abbastanza
consistente del capitale fosse destinata al fondaco di Firenze… Si potrebbe giustamente supporre, allora, che l’attività della nostra
compagnia, collegata con Venezia e forse con Bruges, non si limitasse soltanto alla fabbricazione ed alla vendita dei propri prodotti;
anzi, con la sua potenzialità finanziara partecipava attivamente alla vendita di materie prime, di panni nordici e di varie alter merci per
conto di terzi, senza disdegnare operazioni di cambio. [Si noti che a quell tempo le grandi compagnie commerciali non erano
specializzate in un determinato campo di attività economia. Questo è vero anche nel caso dei membri dell’Arte della Lana.]”
(b) Lando e Pepo di Antonio Albizzi, 1351 – 1372
1351:
Lando di Antonio Albizzi
Pepo di Antonio Albizzi
(comprendente anche il contributo
dei loro nipoti, Alesso e Tedice)
Paolo di Meo
Total
x
x
1354:
capital:
brothers together =
12000 fl d’oro 17400 lbr.
x
1740 lbr.
sistema di aziendale?
(possible but not clearly so)
1368:
parti:
2/5
2/5
x
no
1/5
x
x
19140 lbr.
Hoshino (p. 14): “Nel gennaio del 1351, Lando e Pepo istituirono una nuova compagnia per la durata di tre anni. Di questa compagnia,
purtroppo, ne sappiamo pochissimo, tranne che Paolo di Me one fu socio, forse direttore generale…”
Hoshino (p. 14-15): “Mentre la compagnia ha un fondaco diretto da Lando, le due botteghe esistenti negli anni 1347-50 si riducono ad
una, a Pepo ed ai suoi due collaboratori, Riccardo di Franceschino degli Albizzi e Filippo di Lapo Stoldi… I centri commerciali fuori
Firenze rimangono gli stessi dell’epoca precedente, cioè Venezia e Fiandre-Inghilterra… Forse Riccardo di Franceschino venne
affidata a’amministrazione generale della bottega, mentre Filippo di Lapo Stoldi si occupò della guida tecnica e del controllo della
qualità delle merci durante la fabbricazione. Pepo, invece, probabilmente non ebbe mansioni di primaria importanza, ma contribuì con
una quota consistente.
Hoshino (p. 15): “Pur non essendo lo scopo di queste noterelle di riferirsi alla storia politica,… [ma] Conseguenza ditale intense
attività politica fu l’interdizione ai pubblici inflitta per cinque anni nel mese di maggio del 1372 a Piero di Filippo, Pepo di Antonio e
Francesco di Antonio, per dieci anni in gennaio dell’anno seguente a tutti gli Albizzi, mentre nel mese di aprile del 1373 vennero
dichiarati ‘magnati’ Francesco di Uberto e Lando di Antonio. Nel novembre del 1372, nel pieno di questa bufera, Alessandro e
Bartolomeo di Niccolaio rivolsero al Comune una petizione per staccarsi dalla famiglia e formare un nuovo casato col cognomen di
Alessandri.”
Hoshino (p. 16): “L’11 luglio 1372, Lando di Antonio, presentatosi al Tribunale della Mercanzia, citò suo fratello Pepo, socio della
compagnia da più di vent’anni, ed i due nipoti Tedice e Alesso, chiedendo la restituzione della soma di 1000 f. d’oro accreditata loro
durante l’esercizio dell’azienda e li accusò di non aver riveduto i saldamenti della compagnia per parecchio tempo. Successivamente,
però, Alberto, figlio maggiore di Pepo, e Tedice a Alesso testimoniarono tutto il contrario… In sequito, il 19 luglio, Lando di Antonio
ribadì energicamente le sue precedenti affermazioni.”
(c) Lando e Pepo di Antonio Albizzi, Venezia, 1351 – ?
sistema di aziendale?
(maybe just rewarding fattore with share of profit)
Hoshino (p. 17):
Lando di Antonio di Lando Albizzi
Pepo di Antonio di Lando Albizzi
Martino di Sasso
Niccolo di Taldo Valori
1351 dopo 1354
parti:
1.5/4
1.5/4
1/4
fattore
fattore o socio?
Hoshino (p. 17): “Il primo maggio del 1351, Lando e Pepo istituirono una compagnia a Venezia, collegata alla sede di Firenze, per la
vendita di panni ed anche per il cambio e vi inviarono [send/dispatch] un certo Martino di Sasso, fiorentino. Gli utili dovevano essere
divisi fra i suddetti tre: 1/4 a Martino e 1 ½ /4 a ciascuno dei fratelli. Dopo il 1354, sempre a Venezia, gli Albizzi si servirono
[serve/help] di Niccolo di Taldo Valori …, mentre Martino rimase come fattore e dal 1368 in poi stette a Padova per la vendite di lana
per conto della compagnia.”
Footnote 35: “Purtroppo, non sappiamo se la compagnia di Venezia sia stata istituta con il capitale di quella madre di Firenze…
Infatti, molti lanaiuoli fiorentini di quell’epoca, in condizione più o meno agiate [well-off] avevano filiali per la vendita dei loro
prodotti a Venezia o in altre parti della zona adriatica, come per esempio ad Ancona, Cesena, Fano, Fermo, Ferrara, Padova e Urbino.
Per istituire una filiale di questo tipo, occorreva un capitale di circa 3000-3500 f. d’oro.”
N.B.: As mentioned by Hoshino in his footnote, this could be just the usual filiale branch, seen so often, even though Hoshino in body
of his text calls it a company – with a share of profit to reward and create incentive for the fattore, but with the capital coming from
the Florence company/partnership. [I should go down to Newberry to see if I can uncover any more from the original document
than Hoshino did (although unlikely).]
Hoshino (p. 18): “Nulla sappiamo sul rapporto della compagnia con Pisa. Però, per il fatto che essa fu compresa nella lista delle
compagnie fiorentine del 1369 che si servivano di Porto Pisano, si potrebbe dedurre l’esistenza di una filiale o di un ufficio di
collegamento dopo la riapertura del porto ai fiorentini nell’estate del 1369.”
(d) other related Albizzi lanaiuoli companies:
Hoshino (p. 18-19): “Nella seconda metà del Trecento erano in attività quattro compagnie dirette da discendenti di Lando, cioè del
nonno di Lando e di Pepo: oltre alla nostra compagnia, esistevano quelle di Francesco di Uberto [Albizzi] e co., di Alessandro e
Bartolomeo di Niccolai [Alessandri] e co. e di Piero di Filippo [Albizzi] e co., tutte dell’arte della lana. Ci sembra che, fra queste,
soltanto quella di Alessandro e Bartolomeo riuscì a sopravvivere superando la bufera del Tumulto deo Ciompi. Nel 1381 questa
compagnia dichiarò all’ufficio dell’Arte della Lana che nell’anno seguente avrebbe prodotto 132 panni, mentre , alla stessa data, le
alter tre consorelle avavano già cessato la propria attività.”
XVIII. Giovacchino Pinciardi da Borgo San Sepolcro, tintore many companies
Pinto (1999):
p. 99: “Giovacchino Pinciardi costituisce varie compagnie, che hanno al centro dei loro
interessi il traffico di guado dale vallate appenniniche verso Firenze, e poi la tintura, la
manifattura e il commercio dei pannilana.”
1348-1360: appears in Borgo San Sepolcro (near Arezzo) libro di conti of Bartolo di
Uguccio, merchant in Borgo San Sepolcro, along with other members of his
family (see genealogy p. 96). Not clear Giovacchino’s role while he still was in
Borgo San Sepolcro, but somehow subordinate to Bartolo di Uguccio.
~1360 married into important Florentine family: Antonia di Carlo Quaratesi.
(But other members of the Pinciardi family stayed in Borgo San Sepolcro.)
I. Una prima compagnia: Bottega della tinta di guado di corso de’ Tintori, nel Firenze
?-1378:
1362-67
1367-70
Giovacchino di Gucciarello Pinciardi
(3/5)
“del Borgo San Sipolcho, abitante in Firenze ‘n corso de’ Tintori”
together with Bartolo di Uguccio
(3/4=3/8+3/8)
in società con Ugolino di Montuccio.
(2/5)
(1/4)
company capitale = 2000 fl.
investor: Bartolo di Uguccio
1000 fl.
II. Una seconda compagnia: “di gran lunga la più importante e la più durata”
?1369-75:
Giovacchino Pinciardi
(1/2) ?
Bartolo di Uguccio, con i figli
(1/2) 3369 fl.
p. 100: “La compagnia prevede la gestione di un fondaco di pannilana a Urbino da parte
di Giovanni di Bartolo di Uguccio; l’altro figlio Uguccio metterà su, quando Giovacchino
lo riterrà opportune, una ‘bottega d’arte di lana’ al Borgo; Giovacchino infine impianterà
a Firenze una bottega di tinta di guado nei tempi e nei modi che riterrà utili.”
That is, three branches:
Urbino: fondaco di pannilana, managed by Giovanni di Bartolo di Uguccio
Borgo: bottega d’arte di lana, managed by Uguccio di Bartolo di Uguccio
Firenze: bottega di tinta di guado, managed by Giovacchino Pinciardi
(is this latter really a different company from the first company?)
III. A third company (p. 100): “Nel novembre del 1366 Giovacchino costituisce una
società con Paolo di Bartolo Morelli per l’acquisto e il trasporto di guado a Firenze”
nov. 1366 – feb 1367 (quindici mesi)
Giovacchino Pinciardi
(1/2, after 400 fl) 1000 fl.
Paolo di Bartolo Morelli
(400 fl, then 1/2) 1400 fl.
IV. A fourth company (p. 100): “Al Borgo Giovacchino e Bartolo di Uguccio
costituiscono nel 1363 una società al 50% con Giuliano di Dotto e i suoi figli, tra i quali
compare Giovanni, cognato di Giovacchino. Giovacchino e Bartolo forniscono panni
prodotti nella bottega della tinta di Firenze del valore di 405 fiorini, destinati alla vendita
nel fondaco che i Dotti hanno al Borgo insieme a panni locali dello stesso valore forniti
dal socio. Il ricavato dovrà essere investito nell’acquisito de guado destinato al mercato di
Firenze.”
Overview: p. 100-02:
“Appare chiaro da questo intreccio di società come Giovacchino sia l’anello di
congiunzione tra le attività svolte a Firenze – vendita di guado, bottega della tinta,
produzione di pannilana – e quelle impiante al Borgo e new centri vicini. Qui l’attività di
gran lunga più importante è la commercializzazione del guado. Molte carte del registro
sono dedicate all’acquisto, alla lavorazione, al trasporto e alla vendita di questa
importante sostanza tintoria.
“Il guado era acquistato in genere olte Appennino, a Mercatello e a Sant’Angelo in Vado,
ma talvolta, già ridotto in pani, anche al Borgo e a Città di Castello… In genere Bartolo
di Uguccio si occupava dell’acquisto e del trasporto del guado sino al Borgo alla Chiassa,
qui subentrava Giovacchino che pensava a trasportarlo e a venderlo a Firenze…
“Dopo il commercio del guado, le attività più importanti delle società di cui Giovacchino
faceva parte, erano la tintura, le confezione di pannilana e i relative traffici. Alla bettega
della tinta tenuta a Firenze insieme a Ugolino di Montuccio, si aggiungevano al Borgo
‘botteghe d’arte di lana’, una bottega ‘della merciaria’ e fondaci di panni. Oltre
Appennino la città di riferimento era Urbino, dove la società di Giovacchino gestiva un
fondaco di panni. Tale commercio, che riguardava sia prodotti fiorentini che locali, si
estendeva anche ad Arezzo e a Castiglion Aretino. Giovacchino e i suoi soci svolgevano
poi attività di intermediazione, ad esempio nel commercio del veli a vantaggio della
compagnia fiorentina dei Soldani.
“Il registro testimonia pure depositi di denaro da parte di esponenti di importanti famiglie
borghigiane – è il caso dei Graziani – su cui viene corrisposto un utile annuo del 10%. Le
operazioni finanziarie delle società di Giovacchino – su cui la fonte tuttavia è abbastanza
laconica – vedevano come controparte uomini d’affari fiorentini, quail i Soldani, i
Barucci, i da Uzzano, ‘tavolieri’ in Mercato vecchio, i del Bene, ed aretini: Neruccio di
Nanni, Francesco di Neri di ser Rigaccio.”
XIX. Guinigi: a Lucca company
unitary company, then maybe a
switch to sistema di aziende in 1385
A. Archivio di stato di Lucca, Corte dei Mercanti 82, 83, 84, 85:
(see also Mirot 1930 & de Roover 1949)
1371:
soci:
Franciscus Guinigi
Dinus Guinigi
Nicolaus Guinigi
Lazzari Guinigi
Michele Guinigi
Jacobus Guinigi
fattori?:
Folchinus Tadolini
Barthus del Bianco
Antonius de Vulterris
Johannes Ganghi
Berdinellus Rossillionis
Johannes Dombellinghi
Andreas Mariani
Nicolaus Dini de Vulterris
Luizus del Portico
Paganus del Portico
Puccinellis Bonomi
Michele Michelis
Barthus Bernardini
Lazari Guinigi
Johannes Bernardini
Agustinus Benettonis
1381:
socii Luce:
Francischus Lazzari Guinigii
Dinus Nicolai Guinigii
Jacobus Nicolai Guinigii
Nicolaus Lazzarii Guinigii
Michael Lazzarii Guinigii
Lazzarius Francisci Guinigii
Johannes Bernardini
factores:
Johannes del Giotto
Mattheus Nutini
Bartholomeus Bernardini
Christofanus de Fondora
1372:
a Pisa
a Napoli
a Napoli
a Bruggia
a Bruggia
a Bruggia
Dinus Guinigi
la chef de la firme a Lucca
Folchinus Tadolini
a Lucca
Anthonius de Vulterris
a Lucca
Johannes ser Filippi Ganghi a Lucca
Bendinellus Rossiglionis
a Lucca
Andreas Johannis Bertelli
a Lucca
Marths(?) Guinigi
a Lucca
Puccinellus Bonomii
a Pisa
Francischus Guinigi dirigeat la filiale de Gènes
Niccolaus Pessini de Podio a Gènes
Lazarius di Fr.Guinigi dirigeat la filiale de Venetiis
Jacobus Guinigi
a Venetiis
Barthus del Bianco
a Venetiis
Nicolaus Guinigi
dirigeat la filiale de Neapoli
Michael Michelis
a Neapoli
Barthus Bernardini
a Neapoli
Michael Guinigi
dirigeat la filiale de Bruggis
Lazarus di Nicolao Guinigi a Bruggis
Johannes Bernardini
a Bruggis
Francischus Vinciguerra
a Bruggis
1381:
associés:
Francesco di Lazzaro Guinigi
Dino di Nicolao Guinigi
Jacopo di Nicolao Guinigi
Nicolao di Lazzaro Guinigi
Michele di Lazzaro Guinigi
Lazzaro di Francesco di Lazzaro Guinigi
Giovanni Bernardini
a Pisis
a Rome
a Rome
a Rome
Lazzarius Nicolai Guinigii
Bartholomeus Sanocii
Johnannes Boccansocchi
Nicholaus Lucche
Luisus de Porticii
a Bruggis
a Bruggis
a Bruggis
a Londre
a Londre
Up to this point, everything is standard unitary family structure. But then
1385: here a switch to sistema di azienda?
De Roover (1949, p. 72) thinks that perhaps sistema in 1385:
“Selon il libro della comunità, la compagnie des Guinigi fonctionnait en 1385 à Bruges et à
Middelbourg sous la raison socale de ‘Lazzaro Guinigi e compagni’ et à Londres sous celle de
‘Dino Guinigi e compagni’. A ce moment, Lazzaro Guinigi était certainement l’associégérant des
établissements en Flandre et en Zélande; il était assisté par deux facteurs: Bartolomeo di
Francesco Guinigi et Francesco Totti. A Londres, le gérant de la filiale était probablement un
Florentin nommé Nicolao di Lucca. Il avait comme collaborateurs Balduccio Parghia et
Simonetto Guinigi. Ces données semblent indiquer que chaque filiale était une société
autonome juridiquement, mais controlée administrativement et financièrement par le
meme groupe familial.”
But I know that same company often assumed different names in different locations, so
this not as clear as de Roover seems to think it is.
N.B. I should consult original sources to nail down this switch more precisely:
(1) Archives de l’Ètat à Lucques, Corte dei Mercanti, n. 82-86: Libri dei mercanti, 1371, 1372,
1381, 1407 et 1488. [Code this next time I am in Lucca: NOW I HAVE CODED!]
(2) Eugenio Lazzareschi (director of Lucca archives), 1947, Il libro della communità dei
mercanti lucchesi in Bruges. Milan: Rodolfo Malfesi. [This in Regenstein: see my other memo,
which codes this fantastic annual census of Lucca companies in Bruges, 1377-1401.]
This is the original source data, in Lazzareschi, upon which DeRoover made his tentative
(‘semblent’) judgement:
1385: “Lazzari Guinigi e compagni di Brugia diedono per poliza di mano di Francesco Totti, a dì
VIII jenaio 1385 per loro fattori Bartholomeo Guinigi e Francesco Totti, dimoranti a Midelborgo
e in Brugia, ove tengono il nome Lazari Guinigi e compagni, e in Londra disseno averre per loro
fattori Nicolao di Luca di Firenze, e Balduccio Parghia da Lucca, e Simonetto Guinigi; el nome
tengono in Londra Dino Guinigi e compagni, e loro sengo uzano
x”
But very next years makes this ‘sistema’ classification ambiguous:
1386: “Bartholomeo Guinigi per la chompagnia de’ Guinigi; el nome in Brugia Lazari Guinigi,
Francesco Totti in Brugia per la ditta compagnia; Dino Dardagnini in Midelborgo per la detta
compagnia; Nicolò di Lucha, Simonetto Guinigi, Balduccio Parghia, fattori, per la ditta
chompagnia in Londra; loro segno questo
x”
1388: “Dino Guinigi e compagni nostri magiori et maestri in Lucha… [then a list of just fattori]”
After 1385, in other words, these branches take different names. But this may or may not imply
different legal partnerships, as has been indicated many times above.
See my reconstruction below:
A. The Corte dei Mercanti censuses in 1371, 1372 and 1381 show Guinigi company to be classic
unitary family form, with filiali in Lucca (1371,72,81), Pisa (1371,72,81), Bruges (1371,72,81),
Naples (1371,72), Genoa (1372), Venice (1372), London (1381), and Rome (1381).
By 1407, however, the Guinigi company had clearly split up into a partnership system, with soci:
(a) ragione di Bologna (silk guild) =
(Balsassare di Nicolao + Giovanni di Michele + Nicolao di Lazzari di Francesco +
Lorenzo di Lazzari di Francesco) Guinigi + Francesco di Lazzari Guinigi
(b) bankers and merchants in Lucca (bank guild) =
(Balsassare di Nicolao + Giovanni di Michele + Nicolao di Lazzari di Francesco +
Lorenzo di Lazzari di Francesco) Guinigi + Andrea di Antonio Fredani
(c) merchant in Lucca = Baldassare Guinigi, without compagno
(d) merchant in Lucca = Giovanni Guinigi, without compagno
(e) merchant in Lucca = Francesco di Lazzari Guinigi, without compagno
B. The Libro della communità dei mercanti Lucchesi in Bruges, which only records the Bruges
and London branches of the Guinigi, show that de Roover was wrong: from 1377 through 1390
this is still one unitary company, headed in Lucca by Dino Guinigi (though rarely mentioned in
this source), in Bruges by Lazzari Guigni, and in London by just a series of factors.
In 1391, however, the Bruges/London filiale ensemble (reflecting something bigger in the
background?) split into two separate companies: (a) under the old company sign, Lazzari Giunigi
e compagni in Bruges and in London, and Dino Guinigi e compagni in Cologna, Inghiltera,
Francia; and (b) under another new company sign, Bartolomeo e Paolo Guinigi in Bruges and in
London. That is, (b) splits off from (a). (b) lasts only through 1392; (a) lasts only through 1393.
Reconstruction of Guinigi company: Bruges and London branches, from Lazzareschi (1947): Annual registry of Lucca companies
operating in Bruges (registered by the merchant consul of the Lucca ‘nazione’ in Bruges):
“Quie a presso seranno scritte le compagnie e fattori che tutti luchesi abitanti in Brugia ànno in Brugia e a Londra e a Parigi, si
come è uzanza di fare ogni anno, secondo li ordine nostri.” (p. 11)
(N.B.: Guinigi company had no branch in Paris.)
[See my ‘Lucca.comps.in.Bruges.doc’ memo for original info, on which this reconstruction based.]
1377 1378 1379 1380 1381 1382 1385 1386 1388 1389 1390
unitary unitary unitary unitary unitary unitary systm? unitary unitary systm?
c = compagno; f = fattore;
g = garzone
Lu: Lucca; B = Bruges;
Lo = London; M = Midelborgo
1391
diff.
comp.
sign
1392 1393 1394
two
unitary end of
comps
comps.
signs
in census
A. Company sign of x:
Bruges branch:
Nicholao Guinigi
c: B
Lazzari di Nicolao Guinigi c: B
Johanni di Lazzari Guinigi
Paulo di Francesco Guinigi
Bartholomeo Sanocci
f: B
Balduccio Parghia da Lucca
Francesco Totti
Dino Dardagnini
Jacopo Franceschini
Tomazo Fortebraccia
c: B
f?:B
B
c: B
c: B
c: B
c: B
f: B
f: B
(Lo)
B
f: B
f: B
f: Lo f: Lo
f: B,M f?:B
f?:M
c: B
c: B
c: B
c: B
c: B
f?:B
c: B
f?:B
f: B
f: B
f: Lo
f: B
f: Lo
f: B?
f: B
1377
A. Company sign of x (cont.):
London branch:
1378
Dino Guinigi
Bartholomeo Guinigi
Paulo Guinigi
Johanni Guinigi
Agustino Benettoni
c?: Lo
Johanni Bochansachi
c?: Lo f: Lo
Nofrio Sartoy
Luizo dal Portico
f: B
Nicholò di Lucha di Firenze
Simonetto Guinigi
Bartholomeo di Francescho
Benciveni fiorentino
Jacopo Franceschi
Ghino di Bartholomeo da Siena
1379
1380
1381
1382
1385
1386
c: Lo
f: B,M c?
f: Lo
f: Lo
f: Lo
Lo
Lo
f: Lo
f: Lo
f: Lo
f: Lo
1388
1389
1390
c: Lu c: Lo
f: B c: Lo
c: Lo
c: Lo
1391
1392
c: Lo
f: Lo
f: Lo
f: M
f: B
f: Lo
f: Lo
f: Lo
f?:Lo
f: Lo
B. Company sign of z:
Bruges and London:
Paolo Guinigi (1392: e fratelli)
Nicolao da Volterra
Johanni Benciveni
Bartholomeo Guinigi (1392: e fratelli)
Janichino Micheli
c:B,Lo c: B
f: B
g: B
c:B,Lo c: Lo
g: Lo
1393
1394
From Melis’ Aspetti:
Lucca19a
Lucca19b
Lucca19b
Lucca19b
Lucca20
Guinigi
Guinigi
Guinigi
Bernardini
Guinigi
Dino
Baldassare
Giovanni
Niccolo
Lazzaro
Niccolo
Niccolo
Michele
Bartolomeo
Londra
Lazzaro Bartolomeo
Lazzaro
Francesco
Lazzaro
Check again the company signs in Melis, to help reconstruct this.
system?
system?
system?
system?
system?
XX. Rapondi: a Lucca company
unitary company, then schism in 1395.
Sistema di aziende in 1396 & 1397.
Reconstruction of Rapondi company: Bruges and Paris branches, from Lazzareschi (1947): Annual registry of Lucca companies
operating in Bruges (registered by the merchant consul of the Lucca ‘nazione’ in Bruges):
“Quie a presso seranno scritte le compagnie e fattori che tutti luchesi abitanti in Brugia ànno in Brugia e a Londra e a Parigi, si
come è uzanza di fare ogni anno, secondo li ordine nostri.” (p. 11)
(N.B. Rapondi company had no branch in London.)
[See my ‘Lucca.comps.in.Bruges.doc’ memo for original info, on which this reconstruction based. Also see article by Mirot (1929).]
1377
1378
1379
1380
1381
1382
1384 1386
unitary
B,P
B
B
B
B
c: B
c: B
B
B
c: B
c: B
c: B
c: B
f: B
f: B
f: B
f: B
f: B
f: B
f: B
f: B
f: B
c = compagno; f = fattore;
g = garzone
Lu: Lucca; B = Bruges;
P = Paris; V = Venice
A. Company sign of r:
Bruges branch:
Johanni Rapondi
Andrea Rapondi
Michele Rapondi
Filippo Rapondi
Ghalico da Piastra
Agniolo Xristofani
Orlando da Piastra
Paulo di Poggio
1388 1389 1390 1391
not on unitary unitary
list
1392
1393
unitary
c: B
c: B
c: B
f: B
B
B
c: P
f: B
g: B
f: B
g: B
g: B
B
f: B
f: B
f: B
1377 1378 1379 1380 1381 1382 1384 1386
A. Company sign of r (cont.):
Paris branch:
Dino Rapondi
B
P
P
P
c: P P
c: P c: P
Jacopo Rapondi
P
c:Lu,P P
c: P P
c: Lu c: P
Nicholao Merchati
f: P
Michele Mercati
Francescho Acettanti
Johanni Fortebracia
Thomazo Fortebraccio
Jachopo Fortebraccia
Venice branch:
Piero Rapondi
V
1394
A. Company sign of r (cont.):
Bruges branch:
Johanni Rapondi
Filippo Rapondi
Jachopo Rapondi
Paris branch:
Dino Rapondi
Francesco Acettanti
Jacopo Fortebraccia
1395 1396 1397 1398 1399 1400 1401
two
two
two
not on no
no
new
comps. comps: comps: list
list
list
comp.
first is first is
sistemasistema
c: B
c: B
c: P
c: B c: B c: B
c: P,B c: B,P c: B,P
c: P
f: P
c: P
f: P
c: P
f: P
g: P
c: P
f: P
g: P
1388
1389
1390
1391
1392
1393
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
c: P
f: P
g: P
f: P
f: P
f: P
f: P
f: P
f: P
f: P
g: P
1394
1395
1396
1397
1398
1399
1400
1401
B. Second company, but same sign of r:
Johanni Rapondi
Guglielmo di Giusfredi Cenami
Simo(ne) Schiatta
B
B
B
nipote nipote nipote
giovan giovan giovan
Holding aside Giovanni Rapondi splinting off from the main firm in 1395 (a consequence of the exile?), the evidence for the main
company being a sistema di aziende is the following:
1397: “La chompagnia di Bruggia de’ Rapondi diede lo nome Jachopo Rapondi e compagni, chovernatore d’essa Filippo Rapondi,
altro fattore nè ghazone non ci è al prezente. In Parigi dicie lo nome Dino Rapondi, chovernatore d’essa Jachopo Rapondi, Francesco
Acettanti loro fattore, Iachopo Fortebraccio loro garsone e nulla possanza v’ àe. Tutti due ditte compagnie uzano sulle lettere questo
segno.”
1394
1395
1396
1397
1398
1399
1401
C. Third company, two signs r and s:
Nicholao Ronghi
Jacopo Rapondi
c
c
N.B. After political struggle with Guinigi (learn more), Rapondi going into exile in 1393: Giovanni to Avignon and Piero to Pisa. How
is this affecting company structure?
The following is an odd ball from Datini records, which I can’t understand. Perhaps the
Lucca.in.Bruges memo can help sort this one out.
Lucca30a
Lucca30b
Lucca30b
Lucca30c
Lucca30d
Lucca30d
Lucca30e
Lucca30f
Lucca30g
Lucca30g
Lucca31a
Lucca31b
Lucca31b
Lucca32
Lucca33
Lucca33
Chiova
Chiova
Gentili
Gentili
Cimacchi
Carincioni
Cimacchi
Quarti
Quarti
Ciomei
Quarti
Quarti
Ciomei
Quarti
Quarti
Bernardini
Niccolo
Niccolo
Pietro
Pietro
Andrea
Bartolomeo
Andrea
Antonio
Antonio
Niccolo
Antonio
Antonio
Niccolo
Tommaso
Tommaso
Niccolo
Bruges
Parigi
Parigi
Bruges
Bruges
Bruges
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
XXI. Raù company in Pisa
sistema di aziende
Melis (1987):
p. 215-216: predecessors of system
(a) 1357-1364: Uguccione di Piero Raù, Pisa
(b) 1368-1374: Oddo Raù, Naples
(c) 1386: Uguccione Raù e compagni, pizzicagnoli in Lungarno
(d) 1387: Uguccione e Niccolaio di ser Piero Raù, banchieri
p. 220-221: sistema di aziende, intorno al 1390
“Pisa:
(1) Compagnia del Banco, nella quale erano soci con Uguccione e il fratello Niccolò, Francesco
di Jacopo do Chiasso e Cristofano di Monduccio da Marti. Non conosciamo il capitale di questa
società.
(2) Fondaco del Cacio, nella quale Compagnia, a Uguccione e al figlio Iacopo, erano legati il
solito Cristofano di Monduccio, Antonio da Cesano e Giovanni di Francesco ‘caciaiolo’, che
avevano messo nel ‘ceppo’ un totale di 5800 fiorini. Il ‘ceppo’ è così apportato: (a) i due Raù f.
2500, (b) Giovanni f. 1500, (c) Antonio f. 1800.
Napoli:
(3) Compagnia del Banco, formata da Iacopo d’Uguccione e Oddo Raù, della quale compagnia le
notizie indietreggiano sino al 1386.
Avignone:
(4) Compagnia costituita da Niccolò di Piero Raù, Simone di Francesco da Sancasciano e
Niccolò di Bonaccorso da Prato, con la partecipazione di una delle Compagnie pisane, o soltante
di Uguccione, per 4000 fiorini di ‘ceppo’, insieme a 4000 di Simone e 1000 di Niccolaio di
Bonaccorso.”
From Melis’ Datini records:
Pisa19
Pisa19
Sancasciano,
da
Rau
Simone
Niccolo
Avignone
Avignone
Melis’ Aspetti tavole do not pick up Raù for the sistema that it really is, because Datini only
traded with the Avignon branch of this firm.
XXII. Borromei: a company in Pisa
family alliance?
Melis’ Datini list:
Pisa5a
Pisa5b
Pisa5b
Pisa5c
Pisa5c
Pisa6a
Pisa6a
Pisa6b
Pisa6c
Pisa6c
Pisa7
Borromei da
San Miniato
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Borromei
Lodovico
Lodovico
Francesco
Lodovico
Piero
Borromeo
Giovanni
Giovanni
Alessandro
Domenico
Francesco
Bartolomeo
Bartolomeo
Bartolomeo
Bartolomeo
Bartolomeo
Filippo
Filippo
Milano
Milano
Filippo
Andrea
Bartolomeo
Venezia
Venezia
Genova
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
system?
I have no other data on this important firm, yet. From just the above, this seems to be a set of
firms interlinked through family, rather than a sistema di aziende, in the sense of partnerships
interlinked through one central person. Very very close to a sistema, however, depending upon
the exact definition.
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