GESTIONE DEI SERVIZI DI CONFERIMENTO E RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI NEI COMUNI DI BUSALLA, CASELLA, CROCEFIESCHI, ISOLA DEL CANTONE, MONTOGGIO, RONCO SCRIVIA, SAVIGNONE, VALBREVENNA E VOBBIA DELLA COMUNITA’ MONTANA ALTA VALLE SCRIVIA Jari Calderone Gian Paolo Paravidino Con la collaborazione di Anselmo Rinaldi [email protected] INDICE Premessa pag. 3 Aspetti normativi: la legislazione vigente pag. 5 Territorio: dati sintetici pag. 7 Schede tecniche dei Comuni serviti pag. 8 Situazione attuale dei servizi pag. 9 Soggetto unico pag. 10 Scadenze dei contratti vigenti pag. 11 Razionalizzazione dei parco mezzi pag. 12 Riorganizzazione del parco contenitori pag. 14 Prevenzione della produzione dei rifiuti pag. 17 Modalità di erogazione del servizio pag. 19 Comuni gruppo I pag. 21 - Il rifiuto indifferenziato residuo pag. 24 - Il rifiuto organico pag. 25 - Le altre frazioni recuperabili pag. 26 - I servizi domiciliari opzionali pag. 28 - Riferimenti normativi per le raccolte domiciliari pag. 30 Comuni gruppo II pag. 32 Materiali oggetto di conferimenti separati: contenitori, volumetrie,frequenze indicative pag. 32 Occupazione degli spazi pag. 39 Lavaggio dei contenitori pag. 42 Piano colore contenitori per la raccolta pag. 42 Isole ecologiche pag. 44 Informazione istituzionale pag. 45 Elementi, considerazioni e valutazioni per l'erogazione del nuovo servizio di raccolta e conferimento rifiuti pag. 46 Appendice: schede tecniche dei Comuni pag. 50 2 PREMESSA Questo documento costituisce una elaborazione dei dati della raccolta rifiuti nel territorio della Comunità Montana Alta Valle Scrivia al fine di delineare le linee guida finalizzate alla scelta del soggetto privato della costituenda società mista Scrivia Ambiente S.r.l. L’elaborato è conforme al: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Piano Regionale Rifiuti (deliberazione del Consiglio Regionale n.17 del 29.2.2000) Decreto legislativo 13 gennaio 2003 n. 36 “Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”; D.M. 13 marzo 2003 “ Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica”; "Programma Regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica" D.G.R. n.856 del 2.8.2004; D.Lgs. 152/2006; L.R. n. 23 del 3 Luglio 2007. Lo studio si articola in due fasi: 1. 2. Analisi dei servizi attuali e dello stato dei conferimenti; Proposta preliminare di servizio sul territorio. La proposta preliminare di servizio tiene conto delle peculiarità del territorio di erogazione del servizio. Nel territorio della Comunità Montana gli elementi caratteristici sono: - utenze sparse sul territorio; - popolazione fluttuante nei mesi estivi; - generale penalizzazione del conferimento differenziato rispetto al conferimento indifferenziato. Queste caratteristiche sono proprie delle realtà montane, turistiche e agricole. Dove il modello del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti, non può essere quello di altre realtà cittadine, ma deve essere valutato in funzione del territorio, delle utenze e del sistema impiantistico di recupero e trattamento. Tutto questo nell'ambito della normativa di riferimento che pone indistintamente obiettivi di raccolta differenziata e pone dei vincoli nella gestione delle discariche. La gestione dei servizi ambientali ha l'obiettivo di qualificare un territorio ed elevare lo standard dei servizi della Comunità Montana. Occorre infatti operare per un'utenza che sia sempre più sensibile rispetto all'ambiente ed alla modalità di conferimento dei rifiuti. In altri termini un cittadino che sceglie di trascorrere il tempo libero in una zona con pregi ambientali, può essere favorevolmente colpito dalla gestione dei rifiuti finalizzata alla prevenzione nella produzione e dalla possibilità di conferire in modo differenziato le frazioni riciclabili. Il partner privato in sede di gara ad evidenza pubblica presenterà una proposta di servizio, sulla base delle linee guida approvate dalla CMAVS. 3 In una seconda fase, sulla base del socio privato scelto, la società Scrivia Ambiente S.r.l. sottoscriverà con ciascun Comune servito specifiche tecniche che rispettino le esigenze delle singole comunità in particolare in riferimento a variabili locali quali gli abitanti fluttuanti e l’attivazione di eventuali servizi accessori (es. spazzamento strade, raccolte domiciliari opzionali). Si intende in questo modo consentire la necessaria flessibilità organizzativa e lo spazio di impresa per mettere in campo un progetto che rispecchi i requisiti minimi imposti dalla normativa vigente. Le finalità della riprogettazione sono: 1. prevenire la produzione dei rifiuti; 2. aumentare i conferimenti differenziati mediante separazione dei flussi di conferimento, con sistemi di raccolta finalizzati al recupero; 3. ridurre il quantitativo dei rifiuti indifferenziati da inviare a smaltimento; 4. rispettare la normativa in termini quali-quantitativi delle raccolte e dei conferimenti. L’elaborazione progettuale si basa sui dati forniti dalle singole amministrazioni comunali e dal Settore Rifiuti della Provincia di Genova. 4 ASPETTI NORMATIVI: LA LEGISLAZIONE VIGENTE Il quadro normativo ha registrato una rapida evoluzione negli ultimi anni. Seppur lo scenario di riferimento non sempre risulti univoco, è comunque riscontrabile una chiara tendenza alla penalizzazione del conferimento in discarica. DECRETO 36/2003 Il decreto n. 36/2003 stabilisce, tra l’altro, i quantitativi massimi di rifiuto biodegradabile da immettere in discarica in 173 kg/ab/anno entro il 2008, in 115 kg/ab/anno entro il 2011 ed in 81 kg/ab/anno entro il 2018. Gli obiettivi connessi al decreto n. 36 consistono, per l’anno 2008, in una produzione di rifiuti destinati allo smaltimento non superiore a 0,700 kg/ab/giorno; D.LGS. 152/2006 (CONTENUTI RIPRESI DALLA L.R. N. 23 DEL 3 LUGLIO 2007) Il decreto legislativo all’ art. 205 “misure per incrementare la raccolta differenziata” prevede che in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: a) b) c) almeno il trentacinque per cento entro il 31 almeno il quarantacinque per cento entro il 31 almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre dicembre dicembre 2006; 2008; 2012. La frazione organica umida separata fisicamente dopo la raccolta e finalizzata al recupero complessivo tra materia ed energia, secondo i criteri dell'economicità, dell'efficacia dell'efficienza e della trasparenza del sistema, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1. Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti, e' applicata un'addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, istituito dall'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l'onere tra quei Comuni del proprio territorio che non hanno raggiunto le percentuali minime di raccolta differenziata previste. FINANZIARIA 2007 Il testo all’art. 11 comma 29 affronta alcune tematiche relative alla gestione dei rifiuti ed in particolare, nelle more dell’attuazione del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dispone: - alla lettera a) che il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato da ciascun Comune per l’anno 2006 resti invariato anche per l’anno 2007; - alla lettera b) che in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, continuino ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli 18 comma 2 lettera d) e 57, comma 1 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. 5 Il passaggio da tassa a tariffa resta bloccato almeno fino a tutto il 2007 in attesa dei criteri previsti dal decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, mentre viene definitivamente rigettata l’ipotesi di limitazioni per l’assimilazione delle superfici avanzata con il citato decreto (fino a 150 metri quadrati nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e fino a 200 metri quadrati nei Comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti). D.G.R. N. 1624 DEL 29 DICEMBRE 2006 La Regione Liguria, nelle more dell’approvazione della metodologia dei criteri di calcolo della raccolta differenziata da parte dello Stato (previsto dall’ art. 205 al comma 4 del D.Lgs. 252/2006), ha approvato il metodo per il calcolo della percentuale della raccolta differenziata. Il provvedimento riveste un’importanza non certo marginale, soprattutto per i Comuni montani, per la possibilità di computare i rifiuti organici oggetto di compostaggio domestico, tra le percentuali di raccolta differenziata qualora il Comune abbia disciplinato la pratica del compostaggio domestico con uno specifico provvedimento. In particolare può essere computato ai fini del calcolo della raccolta differenziata un coefficiente di autocompostaggio fino ad un massimo di 250 grammi abitante giorno, salvo prevedere una riduzione della TARSU per i cittadini che effettuano tale pratica ed un sistema di controlli idoneo. 6 TERRITORIO: DATI SINTETICI Al fine di inquadrare la realtà da servire si riportano alcuni dati di sintesi relativi alla: 1. popolazione residente al 31.12.2006 (fonte ISTAT); 2. produzione pro-capite sui rifiuti destinati a smaltimento e recupero anno 2005 (fonte Provincia di Genova); 3. produzione pro-capite sui rifiuti destinati a smaltimento anno 2005 (fonte Provincia di Genova); 4. percentuale di raccolta differenziata anno 2005 (fonte Provincia di Genova); 5. produzione kg/mq soggetti a tassa all’anno dei rifiuti destinati a smaltimento anno 2006 (dati provvisori Provincia di Genova). 7 SCHEDE TECNICHE DEI COMUNI SERVITI Lo studio di riprogettazione si è occupato di verificare i servizi attualmente erogati, la produzione di rifiuti destinata allo smaltimento, le superfici soggette a TARSU, le frequenze di raccolta ed i relativi oneri. Seppur risulti non sempre semplice la raccolta e l’elaborazione dei dati per un numero notevole di variabili, situazioni contingenti e modifiche del servizio non sempre riportate nei documenti ufficiali, la collaborazione con i tecnici e le amministrazioni ha consentito una raccolta celere delle informazioni rilevanti. Per ogni Comune sono state elaborate schede riassuntive utili in sede di gara e per la proposta migliorativa dei servizi. I dati riportati ed in particolare la produzione kg/ab(residente)/giorno destinata a smaltimento e produzione per mq soggetto a tassa, evidenziano situazioni territoriali anche notevolmente diversificate che richiedono una attenta analisi e valutazione. Le schede tecniche sono riportate in appendice al presente studio. 8 SITUAZIONE ATTUALE DEI SERVIZI Da una ricognizione dei servizi erogati sul territorio dei 9 Comuni appartenenti alla CMAVS emergono le seguenti disomogeneità: a. nei soggetti erogatori dei servizi; b. nelle frequenze e tipologia dei servizi; c. nelle attrezzature (contenitori e mezzi) adottate dalle aziende di raccolta. Al fine di ottimizzare i servizi sul territorio occorre compiere uno sforzo organizzativo che tenda ad omogeneizzare servizi simili in territori analoghi rendendo capillare e visibile il conferimento dei rifiuti differenziati. Al fine di omogeneizzare la gestione occorre operare sui seguenti fronti: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) individuare un unico soggetto erogatore dei servizi di raccolta; uniformare la scadenza degli appalti vigenti; razionalizzare il parco mezzi; riorganizzare il parco contenitori; omogeneizzare le frequenze di raccolta; rendere il servizio flessibile ed implementabile per step; attivare idonei strumenti di comunicazione. 9 SOGGETTO UNICO La Comunità Montana, coordina un percorso politico-amministrativo di concerto con i Comuni al fine di superare la frammentarietà organizzativa dei servizi costituendo una NewCo (“Scrivia Ambiente S.r.l.”) a maggioranza pubblica con l’introduzione di un soggetto privato attraverso gara ad evidenza pubblica. La nuova società subentrerà nei contratti in essere in modo graduale alla scadenza degli stessi o mediante accordo con i precedente gestore, attraverso una cessione del contratto oppure avvalendosi di clausole risolutive previste dall’affidamento. I passaggi amministrativi da compiersi possono così essere sintetizzati: 1. La società Scrivia Ambiente S.r.l. bandisce la gara per l’ingresso del soggetto privato; 2. L’ATO/conferenza dei Sindaci affida il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti per l’ambito individuato a Scrivia Ambiente S.r.l. attraverso la stipula di un contratto di servizio quadro (oppure L’ATO/conferenza dei Sindaci affida il servizio prima della gara a Scrivia Ambiente S.r.l. condizionando comunque l’efficacia dell’affidamento all’ingresso del soggetto privato nella compagnie sociale); 3. l’ATO/conferenza dei Sindaci, i Comuni e Scrivia Ambiente S.r.l sottoscrivono singole specifiche tecniche dei servizi, conformi al contratto quadro. 10 SCADENZA DEI CONTRATTI VIGENTI CMAVS STATO DEGLI APPALTI COMUNE DI TIPOLOGIA DI RIFIUTO ATTUALE APPALTATORE SCADENZA APPALTO Torchio S.r.l. 31/12/2007 BUSALLA RSU, organica, carta, plastica, vetro, farmaci, pile, ingombranti e RAEE spazzamento, svuotamento dei cestini in economia RSU, verde in economia carta, vetro, plastica, trasporto container Benfante S.r.l. 31/12/2007 RSU Accademia dell'Ambiente S.r.l. 30/04/2008 ingombranti in economia CASELLA CROCEFIESCHI ISOLA DEL CANTONE carta, vetro, plastica Genova Maceri S.r.l. 31/01/2008 cartoni esercizi commerciali in economia spazzamento in economia RSU, carta, vetro, plastica, pile e farmaci, spazzamento Sir-Mas 30/04/2008 RSU, cartone e metallo Sir-Mas 30/04/2008 MONTOGGIO carta, vetro, plastica Genova Maceri S.r.l. 31/01/2008 RSU, e spazzamento Sir-Mas 30/04/2008 organico, carta, vetro, plastica, ingombranti Sir-Mas 31/05/2008 RSU, carta, vetro, plastica, pile e farmaci, ingombranti PAP Sir-Mas 31/12/2008 RSU Accademia dell’Ambiente S.r.l. 09/03/2008 RONCO SCRIVIA SAVIGNONE VALBREVENNA carta, vetro, plastica Genova Maceri S.r.l. RSU VOBBIA Accademia dell'Ambiente S.r.l. carta, vetro, plastica Genova Maceri S.r.l. 31/01/2008 18/04/2010 31/01/2008 11 RAZIONALIZZAZIONE DEL PARCO MEZZI La standardizzazione dei servizi passa necessariamente attraverso ad una progressiva razionalizzazione del parco mezzi. Il passaggio da sistemi a campana ai contenitori carrellati a carico posteriore semplifica la tipologia del parco veicolare con indubbi vantaggi sia per i costi di manutenzione che delle scorte. In via esemplificativa si riportano le tipologie di mezzi necessari per espletare i servizi di raccolta contemplati: • Costipatore a vasca da 6-7mc • Autocompattatore da 10-27 mc 12 • Autolavaggio contenitori da lt 120 a lt 1100 • Multilift per prelievo cassoni isole ecologiche Inoltre, per i centri storici, caratterizzati da alta frequenza pedonale potrà essere valutato l’inserimento di mezzi ecologici a basso impatto. Questi mezzi assumono la funzione di raccolta con un ruolo di satellite nei confronti degli autocompattatori da 20-27 mc. I mezzi proposti sono ampiamente collaudati e con il sistema di raccolta delineato si avrebbe una riduzione della tipologia dei mezzi necessari per l’espletamento dei servizi proposti rispetto alla situazione attuale. 13 RIORGANIZZAZIONE DEL PARCO CONTENITORI Condizione indispensabile al fine di ottimizzare i carichi e rendere più efficaci ed efficienti i servizi è una completa riorganizzazione dei contenitori per la raccolta in ciascuno dei diversi aspetti: a. dimensionamento; b. tipologia (sacco, campana, bidone); c. piano colore; d. informazione agli utenti. Occorre procedere ad una completa revisione del numero e delle volumetrie dedicate alle raccolte differenziate stradali (ove si intenda persistere con tale modalità), dando pari dignità al conferimento della frazione differenziata (cartacartone, vetro e plastica) posizionando capillarmente i contenitori in ecopunti ravvicinati e nei Comuni rientranti nel gruppo II collocando gli stessi in batteria con il contenitore della frazione residua. Nella fase di passaggio dagli attuali gestori al gestore unico si dovrà valutare lo stato e la proprietà dei contenitori attualmente collocati sul territorio (comunale o dell’appaltatore) al fine di procedere ad eventuali prese in carico degli stessi. Il numero e la volumetria disponibile dovrà riflettere la necessaria prossimità del servizio alle utenze migliorando la situazione attuale. Le volumetrie indicative per le frazioni stradali sono le seguenti: Numero abitanti serviti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 CARTA VETRO PLASTICA E LATTINE 120 50 35 240 120 660 120 12 13 14 15 16 17 18 19 14 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 240 1100 Come anticipatamente detto, occorre valutare la conferma o l’attivazione di servizi, opzionali e domiciliari, per le utenze domestiche per il conferimento della plastica e della carta rispettivamente mediante l’utilizzo di sacchetti da 120lt ed il conferimento in pacchi o mediante il cestino tornacarta (50lt). In caso di attivazione di raccolte domiciliari occorre dimensionare i servizi di raccolta differenziata in considerazione delle variabili: - obiettivo del 60% di raccolta differenziata; - composizione media del rifiuto; - peso specifico; - frequenza di raccolta; - abitanti fluttuanti. Composizione dato % Organico carta legno plastica e lattine vetro metalli ingombranti 37,9 24,65 7,1 11,61 9,51 6,08 3,15 Peso spec. 0,22 0,3 Frequenze anno 104 52 Litri abitante 4 6 0,025 0,25 52 52 31 3 Per l’attivazione del servizio domiciliare della frazione indifferenziata occorre prevedere, in funzione di un obiettivo di raccolta residua del 40% e delle variabili citate: Composizione Rifiuto indifferenziato dato % 40 Peso spec. 0,07 Frequenze anno 52 Litri abitante 39 15 In particolare la scelta dell’utilizzo del contenitore usa e getta (sacchetto) od il conferimento in pacchi è preferibile in quanto non vincola l’utente al ritiro del contenitore una volta effettuato lo svuotamento, con notevoli vantaggi di ordine ed estetici. Attualmente i contenitori collocati sul suolo pubblico (in particolare finalizzati alla raccolta differenziata) sono di diverse tipologie (contenitori carrellati e campane), volumetrie e colori (vedi documentazione fotografica). Comune di Ronco Scrivia Comune di Busalla 16 Comune di Casella Un sistema così frammentato, oltre a non essere sufficientemente funzionale, è scarsamente riconoscibile sia da parte dell’utente stanziale che dall’utente non residente (es. turista, conferitore occasionale…). Occorre quindi gradualmente uniformare il parco contenitori privilegiando quelli carrellati (a due o quattro ruote) per garantire maggiore flessibilità organizzativa sia in riferimento al parco mezzi, sia in riferimento alla modulazione dei servizi sul territorio. PREVENZIONE DELLA PRODUZIONE DEI RIFIUTI Anche nei Comuni con tradizioni rurali il conferimento degli scarti verdi insieme ai rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento, registra punte stagionali significative. Nei servizi ambientali l’attività agricola viene vista come riferimento per l’utilizzo di compost prodotto in impianti di tipo industriale. In un territorio montano, la proposta è di favorire un ruolo attivo di aziende agricole nel compostaggio di residui vegetali derivanti da utenze urbane vicine. Esempi positivi sono verificabili in altre realtà territoriali con le piazzole di compostaggio e con l’uso di compost nelle aziende agricole prodotto dagli stessi agricoltori con materiali organici di qualità di cui è sicura la provenienza (utenze selezionate). L’avvio di progetti specifici va incentivato con riferimenti e assistenza tecnica alle aziende agricole, con interventi dimostrativi che evidenzino i vantaggi del compost per un’agricoltura sostenibile attraverso la riduzione dell’apporto di concimi artificiali, al fine di garantire maggiore resistenza alla siccità ed alle erosioni. 17 Esistono in altre realtà territoriali numerosi esempi con positivi riscontri. Tale attività rientra inoltre nelle procedure semplificate di recupero in base alla normativa vigente (D.M. 5/2/1998). Gli interventi necessari per l’avvio di un programma operativo consistono nella formazione di un gruppo di lavoro con un rappresentante delle organizzazioni sindacali agricole, della CMAVS e della Provincia di Genova, con il compito di fornire: a. b. c. d. indicazioni delle aziende agricole – florovivaistiche – agroforestali, con le caratteristiche strutturali per attuare il compostaggio della frazione verde; materiali che possono essere trattati; attrezzature necessarie, fonti di finanziamento; assistenza e controllo sul processo di compostaggio. Per le utenze domestiche occorre attivare: a. b. c. d. e. distribuzione compostiere in comodato d’uso; opuscolo per effettuare il compostaggio; corsi – incontri con tecnici sul compostaggio; servizio di triturazione di residui vegetali (opzionale); riduzione della tassa rifiuti per gli utenti che non conferiscono la frazione organica al circuito di raccolta anche in riferimento della D.G.R. n. 1624 del 29.12.2006 che consente ai Comuni che attivano forme di compostaggio domestico un calcolo presuntivo di 250 grammi al giorno di produzione per abitante servito equivalente a raccolta differenziata. Altre iniziative per la prevenzione nella produzione dei rifiuti: i. ii. utilizzare nelle manifestazioni piatti e bicchieri preferibilmente non usa e getta o qualora utilizzati, in materiali biodegradabili; borse per acquisti riutilizzabili (in collaborazione con le associazioni di categoria). 18 MODALITA’ DI EROGAZIONE DEL SERVIZIO Rimandando al partner privato la redazione un accurato piano industriale funzionale al servizio di raccolta sia per quanto riguarda le utenze abitative che per le utenze non abitative, il numero complessivo dei contenitori/bidoncini/sacchetti da utilizzare e l’organizzazione complessiva del lavoro (le tipologie di raccolta per aree, gli orari…), è necessario definire le modalità di erogazione del servizio agli utenti delineandone gli scenari tipo nel rispetto della normativa vigente. Tali modalità costituiscono un indirizzo in sede di piano operativo fatte salve le deroghe imputabili alle criticità territoriali ed urbanistiche relative alla morfologia, alla densità abitativa ed agli abitanti fluttuanti limitatamente ai periodi di afflusso che nella realtà in esame costituisce una delle variabili più significative (fonte ATO Acqua Provincia di Genova): abitanti fluttuanti (fonte: http://www.ato.genova.it) Abitanti CMAVS 2004 Busalla 5.943 Casella 3.131 Crocefieschi 604 Isola del cantone 1.494 Montoggio 2.018 Ronco Scrivia 4.380 Savignone 3.166 Valbrevenna 764 Vobbia 488 TOTALE 23.992 2005 5.893 3.154 595 1.494 2.014 4.381 3.148 774 480 21.933 2006 5.883 3.182 595 1.503 2.026 4.433 3.187 785 472 22.066 fonte stimata 1.030 3.430 3.500 1.500 8.000 N.C. 4.800 2.560 3.450 28.270 Sono state individuate due tipologie di servizio prevalenti in base al numero di abitanti serviti, alla conformazione territoriale, alla viabilità, alla tipologia e dimensione delle superfici a tassa, alla produzione dei rifiuti, denominate Comuni gruppo I e Comuni gruppo II. Comuni a tipologia prevalente I e Comuni a tipologia prevalente II. 19 Comuni gruppo I: Busalla, Casella, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone. I Comuni rientranti in questa tipologia di servizio costituiscono più dell’91% della popolazione residente nell’intera area (20.214 abitanti su 22.066, dati ISTAT al 31.12.2006) per un’estensione di 171,3 kmq su un totale di 251,3 kmq, ovvero circa il 68% della superficie complessiva. La produzione di rifiuti destinata allo smaltimento ammonta a 10.582,89 tonnellate su un totale di 11.787,91 ovvero circa l’89,77% della produzione complessiva annua destinata a smaltimento. Comuni gruppo I residenti Superficie Km2 tonn. kg/ab/anno discarica discarica kg/ab/g discarica Busalla 5.883 17,1 2.013,88 342,32 0,94 Casella Isola del Cantone Montoggio Ronco Scrivia Savignone TOTALE 3.182 1.503 2.026 4.433 3.187 20.214 7,8 47,8 46,4 30,5 21,7 171,3 1.856,54 654,28 1.090,79 2.900,98 2.066,42 10.582,89 583,45 435,32 538,39 654,41 648,39 533,71 1,60 1,19 1,47 1,79 1,78 1,46 Dati 2006 fonte ISTAT, Provincia di Genova, elaborazione. Per il Comune di Montoggio i dati sono desunti dalle fatture AMIU S.p.a. Comuni gruppo II: Crocefieschi, Valbrevenna e Vobbia. I Comuni rientranti in questa tipologia di servizio servono circa il 8,3% della popolazione residente nell’intera area soggetta a riprogettazione (1.852 abitanti residenti su 22.066) per un’estensione geografica di 80 kmq su un totale di 251,3 kmq (il 31,8% dell’estensione complessiva). La produzione complessiva dei rifiuti destinati a smaltimento nel 2006 ammonta complessivamente a 1.205,02 t annue, ovvero il circa il 10% della produzione complessiva annua destinata a smaltimento. Comuni gruppo II Residenti superficie Km2 tonn. kg/ab/anno discarica discarica kg/ab/g discarica Crocefieschi 595 11,6 355,56 597,58 1,64 Valbrevenna Vobbia TOTALE 785 472 1.852 35,2 33,2 80 515,24 334,22 1.205,02 656,37 708,09 654,01 1,80 1,94 1,79 Dati 2006 fonte Comuni, elaborazione. 20 Da queste considerazioni dei flussi di produzione, dalla collocazione geografica dei rispettivi Comuni, dalla necessità di fornire un servizio il più possibile riconoscibile dall’utenza stanziale e fluttuante si delineano le tipologie di raccolta che per molti aspetti hanno analogie e caratteristiche simili indipendentemente dai gruppi di appartenenza. In particolare le considerazioni inerenti l'assimilazione delle utenze non domestiche sono valide per tutti i Comuni dell'area di raccolta. Il superamento dei contenitori sul suolo pubblico, nelle diverse realtà territoriali si è dimostrato il sistema più efficace per ridurre i quantitativi di rifiuti da inviare a smaltimento e per incrementare i flussi di raccolta differenziata. Questa impostazione non sempre si concilia con le diverse realtà territoriali e le situazioni abitative delle utenze. L'articolazione del servizio che si evidenzia, unita alla scelta del gestore misto (pubblico-privato) consente la necessaria gradualità e flessibilità in funzione del territorio e delle utenze. COMUNI GRUPPO I Dal tradizionale sistema a contenitore su suolo pubblico è necessario passare ad un sistema di raccolta domiciliare, completando il servizio tramite contenitori stradali per le aree ove il servizio porta a porta risulterebbe di scarsa efficacia. Questa eventualità è considerata residua e si verificherà o in caso di assenza di spazio sul suolo privato, o per ragioni di economicità della raccolta nelle realtà a bassa densità abitativa (case sparse e frazioni o in aree prive di nuclei abitativi rilevanti). La caratteristica dei sistemi domiciliari è la loro modularità; in prima battuta si ritiene necessaria l’attivazione (ove non presente) del servizio domiciliare per la frazione indifferenziata, organica e dell’ingombrante su prenotazione. Occorre inoltre attivare, in favore delle utenze commerciali la raccolta della cartacartone e del vetro. Per ragioni di economicità in una prima fase è consigliabile predisporre ecopunti di conferimento di immediata prossimità, dimensionati in base al numero ed alla tipologia di utenti, per carta, vetro e plastica. Da valutare, in funzione delle produzioni specifiche, l’attivazione opzionale del servizio di raccolta domiciliare della frazione verde in alternativa al compostaggio domestico, integrato al conferimento volontario presso l’isola ecologica. Le utenze non domestiche (industriali, commerciali, di servizio…) limitatamente alla frazione indifferenziata dovranno essere servite, tendenzialmente ove sussista la possibilità di collocazione, con contenitori rigidi. Il dimensionamento dei servizi (volumetria dei contenitori) non dovrà superare i limiti di seguito indicati in base alle frequenze stabilite: 21 Id Codice Categorie Norm. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto Cinematografi e teatri Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi Stabilimenti balneari Esposizioni, autosaloni Alberghi con ristorante Alberghi senza ristorante Case di cura e riposo Ospedali Uffici, agenzie, studi professionali Banche ed istituti di credito Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze Negozi particolari quali filatelie, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato Banchi di mercato beni durevoli Attività artigianali tipo botteghe, parrucchiere, barbiere, estetista Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista Carrozzeria, autofficina, elettrauto Attività industriali con capannoni di produzione, Attività di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti, Attività di trattamento e potabilizzazione delle acque (limitatamente alle superfici, alle aree ed ai locali non adibiti ad attività di produzione ed immagazzinamento ed ad attività di stoccaggio, recupero, trattamento, smaltimento e potabilizzazione) Attività artigianali di produzione beni specifici Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub Mense, birrerie, amburgherie Bar, caffè, pasticcerie Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari Plurilicenze alimentari e/o miste Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio Ipermercati di generi misti Banchi di mercato genere alimentari Discoteche, night club Attività agricole (codifica Regione Piemonte): limitatamente alle superfici ed alle aree non adibite a coltivazione, allevamento e trasformazioni agroindustriali kg/mq anno destinati a smaltimento 4,00 2,00 3,00 4,00 3,00 2,00 7,00 4,00 8,00 9,00 6,00 3,00 6,00 7,00 4,00 8,00 7,00 5,00 6,00 10,00 8,00 33,00 25,00 26,00 15,00 13,00 35,00 14,00 38,00 7,00 20,00 22 I limiti di assimilazione per quantità sopra riportati sono stati indicati dalla Regione Piemonte a seguito di verifiche sul campo e possono costituire un orientamento per il dimensionamento dei servizi. Il corretto dimensionamento dei contenitori e le relative frequenze sono infatti due elementi imprescindibili per calibrare un sistema di raccolta che induca l’utente ad un corretto conferimento. Frequenze troppo elevate e volumetrie troppo “generose” del contenitore/sacchetto costituiscono uno scarso incentivo alla corretta differenziazione. La società dovrà garantire inoltre un servizio di raccolta funzionale per pile e farmaci, assicurandone la separazione e lo smaltimento. Si ritiene inoltre opportuno estendere o attivare per tutte le utenze non domestiche con produzione specifica il servizio di raccolta dei toner esausti attraverso la sottoscrizione di un contratto (di solito a titolo gratuito) con ditta autorizzata. Occorre prevedere la raccolta porta a porta delle frazioni ingombranti (in integrazione al conferimento volontario presso l’isola ecologica) e degli sfalci, in realtà urbane ove non risulti possibile il compostaggio domestico, attraverso la fornitura di un contenitore di colore verde da 120-240 litri. Ai modelli gestionali delle raccolte domiciliarizzate, internalizzate e sul suolo pubblico (per i casi residui) dovrà essere affiancato lo strumento dell’oasi ecologica funzionale all’azienda di raccolta come punto di travaso e stoccaggio provvisorio (per ottimizzare i carichi) e come conferimento volontario, aggiuntivo o alternativo da parte delle utenze domestiche e non domestiche per alcune frazioni tra cui ingombranti, sfalci di potature ed erba, legno, batterie, ferro, oli esausti, pneumatici, piccole quantità di inerti, materiale elettronico. Il sistema domiciliare di raccolta è fortemente orientato, contrariamente al passato, ad una partecipazione attiva della cittadinanza nella fase di esposizione e ritiro dei contenitori/sacchetti. L’esposizione del contenitore a cura degli utenti è preferibile rispetto ad un servizio esternalizzato (cooperativa, società di pulizia) in quanto con tale modalità si consente oltre che un risparmio, anche un controllo del grado di riempimento e quindi la scelta dell’esposizione del contenitore, con indubbi vantaggi anche per la società di raccolta ovvero una riduzione delle prese e quindi tempi mediamente più ridotti dei circuiti di raccolta. Agli utenti verrà richiesta grande collaborazione ma in cambio si dovrà fornire un servizio puntuale ed efficiente, in grado di rispondere alle aspettative anche dal punto di vista della qualità del servizio. 23 IL RIFIUTO INDIFFERENZIATO RESIDUO La raccolta della frazione indifferenziata porta a porta potrà avvenire con due modalità: 1) sacco di plastica 2) contenitore rigido Il sacco di plastica ha come pregio la rapidità di svuotamento, la maggior incentivazione a ridurre i conferimenti, un maggior controllo del contenuto oltre ad essere un contenitore a perdere e quindi da non pulire e riportare all’interno delle proprietà. Il contenitore rigido risulta essere più sicuro per gli operatori seppur presenti problemi di lavaggio e di spostamento in contesti caratterizzati da spazi angusti e su più livelli (vedi centri storici) e soprattutto richiede una internalizzazione successiva allo svuotamento. Il contenitore rigido è indicato soprattutto per utenze particolari quali case di cura e di riposo per le quali questa modalità risulta imprescindibile ed è consigliato per le utenze non domestiche in particolare per le utenze industriali (con le opportune correlazioni delle volumetrie con la superficie soggetta a tassa). 24 rifiuti biodegradabili (tonn.) 200201 Produzione complessiva tonn./anno Comune abitanti residenti rifiuti biodegradabili di cucine e mense (tonn.) 200108 IL RIFIUTO ORGANICO Al fine di garantire maggiore qualità e quantità intercettata è necessario effettuare una scelta in merito alla modalità di raccolta: i contenitori stabilmente collocati sul suolo pubblico non consentono né una resa qualitativa (come si evince dai dati in possesso), né quantitativa delle raccolte. Busalla 5.882 163,850 6,320 170,170 Casella 3.182 Ronco Scrivia 4.380 FRAZIONE ORGANICA ANNO 2006 fonte: Provincia di Genova 54,900 kg/ab/g 0,08 43,120 43,120 0,04 0,000 54,900 0,03 La letteratura indica che il rifiuto biodegradabile costituisce circa il 30% del rifiuto complessivo. Un sistema di raccolta domiciliare è in grado di intercettare in media circa 0,250 kg/ab/g, dando un contributo determinante al rispetto della normativa, al raggiungimento della quota minima di rifiuto differenziabile ed evitare l’applicazione della maggiorazione del tributo in discarica. E’ necessario quindi effettuare una scelta in merito all’attivazione del servizio domiciliare anche alla luce del decreto n. 36/2003 che impone una significativa riduzione del materiale biodegradabile in discarica. A tal fine, in alternativa o in integrazione al compostaggio domestico dei rifiuti organici dovranno essere distribuite ad ogni utenza domestica a cui verrà attivato il servizio, una minipattumiera da 7/10 litri unitamente ad un contenitore per organizzare il conferimento del rifiuto organico differenziato (con bidoncini variabili da 25 litri fino ad un massimo di 360 litri). Particolare attenzione dovrà essere dedicata alle utenze non domestiche (ristoranti, mense) dove si dovranno valutare volumetrie e frequenze di raccolta oltre alla 25 fornitura di sacchi in carta di dimensione idonea al fine di mantenere un sufficiente grado di igiene del contenitore. Di norma il conferimento del materiale potrà avvenire all’interno di sacchetti in materiale biodegradabile, di carta (es. carta da pane) o in forma sfusa. Quest’ultima opzione di conferimento risulta facilmente accettata dalle utenze monofamigliari mediante il travaso del materiale dal contenitore da 7/10 litri al contenitore da 25 litri, ma difficilmente percorribile per le utenze condominiali o la ristorazione. In questi ultimi casi è necessario fornire un kit di sacchetti in carta (in commercio sono disponibili in diverse dimensioni). Per mantenere un sufficiente grado di qualità dovrà essere vietata l’introduzione della frazione biodegradabile all’interno dei sacchetti in plastica e previsti opportuni controlli sulla qualità dei conferimenti. GLI ALTRE FRAZIONI RECUPERABILI Come anticipatamente detto, i sistemi domiciliari possono essere attivati per gradi. Si ritiene tuttavia che le Amministrazioni possano optare inizialmente per l’attivazione della frazione indifferenziata, organica e ingombrante, fatti salvi i servizi dedicati alle utenze commerciali, di somministrazione dei alimenti e bevande. Per le Amministrazioni che già hanno esteso i servizi domiciliari anche ad altre frazioni (carta, plastica) è possibile valutare il mantenimento di tale servizio. Vengono collocate batterie ravvicinate di contenitori carrellati sul suolo pubblico per le frazioni di carta, plastica e vetro (o parte di queste), dimensionate in base all’utenza da servire. Questa tipologia di erogazione del servizio ha il pregio di costituire un punto di conferimento libero da parte delle utenze, alleggerendo i vincoli degli orari di conferimento. E’ opportuno però ricordare come la letteratura e l’esperienza riportino problematiche di conferimenti all’esterno dei contenitori (sia di materiale idoneo che di materiale ingombrante o di rifiuti in genere). Le problematiche principali sono dovute: a. al non corretto dimensionamento e prossimità dei servizi; b. alle frequenze di svuotamento non calibrate; c. alla necessità di fornire alle utenze commerciali un servizio dedicato liberando volumetrie per le utenze domestiche; d. all’attivazione di adeguate forme di controllo ed al sanzionamento dei conferimenti non corretti (seppur dopo un periodo iniziale di adattamento ai nuovi servizi). 26 Abbandoni di rifiuti nelle vicinanze delle batterie stabilmente collocate sul suolo pubblico. L’azienda di raccolta dovrà prevedere, soprattutto nella prima fase di attivazione, un servizio di recupero degli eventuali rifiuti abbandonati intorno agli ecopunti. Le amministrazioni comunali, a seguito dell’adozione degli opportuni strumenti amministrativi (ordinanza) e dopo una prima fase di controllo e vigilanza dovranno sanzionare, se necessario, conferimenti non idonei ed abbandoni. A tal fine la Comunità Montana, in accordo con i Comuni serviti dovrà predisporre un Regolamento Comunale tipo che proponga, tra l’altro sanzioni omogenee sul territorio. 27 I SERVIZI DOMICILIARI OPZIONALI La scelta sicuramente “ideale” è costituita dall’eliminazione dal suolo pubblico di tutti i contenitori attivando una raccolta domiciliare per le utenze domestiche che può avvenire con le seguenti modalità: carta/cartone Il servizio di raccolta domiciliare della frazione cartacea può avvenire, per utenze domestiche e utenze non domestiche con bassa produzione specifica con due modalità: a. in pacchi con deposito lungo la strada di accesso del mezzo di raccolta in modo da non recare intralcio o pericolo alla circolazione di mezzi e persone; b. mediante ecobox. L’utente (di solito uffici, studi, banche) espone il contenitore (50 lt.) e provvede a ritirare lo stesso a svuotamento avvenuto; 28 Per utenze con notevoli produzioni specifiche dotate di spazi privati è preferibile fornire un contenitore carrellato. Plastica In alcune realtà questo materiale è raccolto in modo congiunto con altre tipologie (es. piccoli imballaggi in polistirolo, lattine e cartone per bevande). Occorre verificare, in funzione del centro di conferimento, quale sia la modalità di raccolta più indicata. La metodologia di raccolta domiciliare comunemente adottata è costituita dall’esposizione in sacchi chiusi a cura dell’utenza. Al servizio delle grandi utenze non domestiche con produzione specifica (es. supermercati) è possibile fornire un contenitore carrellato ad esclusivo uso dell’utenza selezionata. 29 Frazione verde La frazione verde (sfalci d’erba e potature), seppur proveniente da superfici non soggette a tassa si ritrova, soprattutto nel periodo da marzo a ottobre, in notevoli quantità all’interno dei contenitori per la raccolta indifferenziata. A tal fine occorre valutare, in integrazione al compostaggio domestico ed al conferimento volontario presso l’isola ecologica comunale, l’attivazione di un servizio dedicato alle utenze con produzioni specifiche. Di norma viene fornito un contenitore rigido da 120-240 lt che viene svuotato porta a porta con frequenza settimanale. Questa tipologia di servizio è da preferire a quella stradale sia per la qualità del materiale intercettata (il materiale non deve essere conferito all’interno del sacco in plastica), sia per le notevoli quantità sottratte al conferimento indifferenziato. RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA RACCOLTA DOMICILIARE E’ necessario ricordare che il Garante della privacy con la comunicazione del 14 luglio 2005 ha ritenuto di adottare un provvedimento generale per individuare un quadro di garanzie che assicuri il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini, nonché della loro dignità, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità ed alla protezione dei dati personali. Nel caso specifico della raccolta domiciliare dei rifiuti urbani, anziché di conferimento in contenitori dislocati in strada, è da considerarsi in termini generali non proporzionata la prescrizione contenente l'obbligo di utilizzare un sacchetto trasparente che metterebbe chiunque in condizione di visionare agevolmente il contenuto esteriore. Tuttavia agli organi addetti al controllo è riconosciuta la possibilità di procedere a ispezioni di cose e luoghi diversi dalla privata dimora per accertare le violazioni di rispettiva competenza (art. 13, l. 24 novembre 1981, n. 689). Tale facoltà, continua il Garante, deve essere esercitata selettivamente, nei soli casi in cui il soggetto che abbia conferito i rifiuti con modalità difformi da quelle consentite, non sia in altro modo identificabile. Frazione ingombrante La frazione ingombrante può essere conferita con due modalità di raccolta tra loro integrabili: 1. conferimento volontario presso l’isola ecologica; 2. conferimento su prenotazione esponendo i materiali a bordo strada in prossimità del numero civico di riferimento. Il partner privato, in sede di gara, dovrà proporre un servizio base di apertura delle isole ecologiche e quantificare un eventuale servizio di apertura aggiuntivo se richiesto dalle Amministrazioni. Si ritiene tuttavia opportuno prevedere un servizio di raccolta ingombrante su prenotazione che per i Comuni rientranti nel gruppo I abbia una frequenza settimanale, mentre per i Comuni rientranti nel gruppo II abbia una frequenza di raccolta quindicinale. 30 Vetro Il servizio di raccolta domiciliare del vetro per le utenze selezionate (bar, ristoranti, pub, pizzerie…) è espletato con contenitori rigidi carrellati che vengono collocati all’interno delle pertinenze dei suddetti locali o su luogo pubblico in una zona prospiciente al locale. La tendenza è di collocare i contenitori all’esterno al fine di fornire un servizio anche alle utenze domestiche che, in questo modo, non devono essere dotate a loro volta di piccoli contenitori rigidi (50 lt.) da esporre il giorno della raccolta, con indubbi vantaggi di economie della raccolta e per gli utenti. Per la riorganizzazione dei servizi si rende quindi necessario sostituire il parco campane al fine di uniformare i mezzi delle raccolte (le campane sono dotate di un aggancio a fungo, mentre i contenitori carrellati di un aggancio a pettine) e consentire lo scarico sia di piccoli che di grandi contenitori collocati sul suolo pubblico. 31 COMUNI GRUPPO II Sono riconducibili a questa tipologia di servizio i Comuni in alta valle e comunque poco densamente abitati, anche con significativi scostamenti di abitanti nei periodi festivi o estivi. Per questi Comuni il miglioramento del servizio dovrà passare attraverso una maggiore capillarità e prossimità dei contenitori alle utenze in ecopunti ravvicinati. Per questa tipologia di Comuni, per ragioni di scarsa densità abitativa e le lunghe percorrenze, è sconsigliata la raccolta della frazione organica. Si dovrà procedere alla diffusione della pratica di compostaggio già avviata in modo da sottrarre materiale biodegradabile al circuito pubblico delle raccolte ed alla discarica. Occorre modulare e rendere percettibili, non solo ai residenti, le distinte frazioni collocabili in batterie, integrando i servizi con la possibilità di conferire volontariamente materiali non collocabili all’interno dei contenitori all’isola ecologica. L’informazione alla popolazione dovrà sottolineare l’importanza della minimizzazione dei conferimenti al circuito delle raccolte in particolare del materiale verde (sfalci, potature) ed organico. Occorre precisare, che questa tipologia di servizio, seppur rappresenti un buon compromesso costo-qualità, probabilmente non consente da sola il raggiungimento degli obiettivi normativi in termini di riduzione pro-capite dei flussi in discarica soprattutto per le forti oscillazioni di presenze registrate nel periodo estivo. Si ritiene necessario valutare l’opportunità, proprio in funzione delle caratteristiche dei territori turistici e montani, di proporre alla Provincia ed alla Regione un metodo di calcolo della produzione procapite e della raccolta differenziata che meglio rappresenti le produzioni procapite degli abitanti equivalenti (residenti ed abitanti fluttuanti) e le eventuali minori produzioni registrate sulla base delle presenze “fluttuanti”. 32 MATERIALI OGGETTO DI CONFERIMENTI SEPARATI: CONTENITORI, VOLUMETRIE E FREQUENZE INDICATIVE Organico (per il gruppo di Comuni I) Sono da considerarsi rifiuti organici (chiamati anche frazione umida): scarti di cucina freddi; alimenti avariati o scaduti senza confezione; avanzi alimentari; gusci d’uova; scarti di frutta o verdura; fondi di caffè e filtri del the; scarti di piante o fiori presenti nelle abitazioni. Utenze domestiche Consegna in fase di avvio del servizio della biopattumiera sottolavello (7/10 litri), dei sacchetti in materiale biodegradabile (o in alternativa utilizzo del sacchetto in carta da pane) e bidoncino a volumetria variabile (in base al numero delle utenze familiari da servire) da lt. 25 a lt. 360 per l’esposizione a bordo strada. Frequenza di raccolta: bisettimanale nel periodo invernale (settembre-aprile) e trisettimanale nel periodo estivo (maggio-agosto). Utenze non domestiche Consegna bidoncino da 7/10 a lt. 25 per raccolta interna e bidoncino a volumetria variabile in base alla produzione specifica (da 120 a lt. 360). Consegna di sacchi in materiale cartaceo di varie dimensioni. Frequenza di raccolta: bisettimanale nel periodo invernale (settembre-aprile) e trisettimanale nel periodo estivo (maggio-agosto). Carta e cartone SI: • • giornali, opuscoli, quaderni, riviste, libri; imballaggi in cartone; • • • • carta assorbente, carta carbone, carta oleata; fazzoletti o tovaglioli di carta usati; carta plastificata; nylon, cellophane. NO: 33 Utenze domestiche Dimensionamento dei servizi in funzione del numero e tipologia degli utenti ed indicativamente da 50 lt a 2000 lt. Frequenza di raccolta: settimanale. Utenze non domestiche Consegna contenitori in fase di allacciamento del servizio da lt. 120 a 2000 lt. Per le utenze commerciali è consigliabile attivare un circuito di raccolta domiciliare (settimanale o bisettimanale) vietando, con apposita ordinanza, il conferimento all’interno dei contenitori collocati sul suolo pubblico. La carta ed il cartone dovranno essere conferiti all’esterno dell’esercizio prima del giro di raccolta in modo da non recare intralcio alla circolazione di persone e mezzi. Frequenza di raccolta: settimanale/bisettimanale. Plastica SI: • • • • • bottiglie di acqua minerale e bibite; flaconi di prodotti per il lavaggio della biancheria; flaconi di prodotti per la pulizia della casa; sacchetti della spesa; imballaggi in plastica in genere. • piatti e bicchieri di plastica. NO: Il partner privato in base alla stazione di conferimento prescelta potrà proporre una soluzione anche per il conferimento delle lattine e scatolette metalliche che contenevano prodotti alimentari e bevande oltre che del cartone per bevande, comunemente denominato tetra pak (che in alcune realtà può essere conferito anche insieme alla carta). Utenze domestiche e non domestiche Raccolta in contenitori stabilmente collocati sul suolo pubblico di dimensioni variabili (1100-2000 litri) o in sacchi per raccolte domiciliari (ipotesi opzionale). Frequenza di raccolta: settimanale. 34 Vetro SI: • • • bottiglie di vetro; contenitori e vasetti in vetro; barattoli e bicchieri. • • • oggetti di ceramica e porcellana; lampadine e neon; specchi e cristalli. NO: Resta da valutare, in funzione della piattaforma di destinazione del materiale, il conferimento congiunto vetro-lattine praticato attualmente oppure una raccolta monomateriale. Utenze domestiche Contenitori collocati in ecopunti da 660 a 2000 litri (in base al numero di utenze familiari da servire). Frequenza di raccolta: settimanale – quindicinale. Utenze non domestiche (bar, ristoranti, mense, circoli) Consegna contenitori in fase di allacciamento del servizio da lt. 120 a lt. 360 (in base alle dimensioni delle utenze) Frequenza di raccolta: settimanale. Frazione verde E’ costituita da materiale di sfalcio e foglie (purché non raccolte mediante spazzamento) derivanti dalla manutenzione ordinaria e straordinaria di giardini e aree verdi. Tali materiali derivano da aree non soggette a pagamento della tassa/tariffa. Utenze domestiche e non domestiche Per l’erogazione di tale servizio occorre valutare preliminarmente i potenziali produttori procedendo ad una mappatura delle utenze. In seconda analisi occorre verificare la possibilità di attivare il compostaggio domestico (che risolverebbe anche il problema del conferimento della frazione organica) e la funzionalità del conferimento volontario presso l’isola ecologica. 35 In alternativa occorre predisporre, se le produzioni lo richiedono, un servizio opzionale di raccolta domiciliare con fornitura di un contenitore carrellato di 120-240 litri ed esposizione nel giorno di passaggio. Il conferimento volontario presso l’isola ecologica è una forma adottata principalmente da aziende di giardinaggio e liberi professionisti e comunque riveste un ruolo importante da mantenere e promuovere. Ingombranti e beni durevoli SI: • • • • • • elettrodomestici, frigoriferi, mobili; computer e televisori; materassi; imballaggi voluminosi di carta, plastica, legno; damigiane e grosse taniche pulite; grosse lastre di vetro, specchi. Considerando che frigoriferi, televisori e computer sono destinati ad un trattamento differenziato, si raccomanda di non sottoporre gli stessi a demolizione, frantumazione e danneggiamento; infatti il trattamento di bonifica deve avvenire su frigoriferi, televisori e computer integri. NO: • • • • rifiuti liquidi; rifiuti organici (rifiuti di gestione aree a verde pubblico e privato e scarti alimentari); rifiuti edilizi (da demolizione, costruzione scavi); rifiuti allo stato pulverulento. Utenze domestiche e non domestiche Le alternative ammissibili al fine di raccogliere in modo differenziato queste tipologie consistono in: - servizio porta a porta con consegna e prelievo su appuntamento in area accessibile al mezzo di raccolta; conferimento volontario presso l’isola ecologica comunale. Rifiuti pericolosi • • • • • batterie d’auto; tubi al neon; oli minerali e vegetali; pile; farmaci; 36 Utenze domestiche i. consegna all’isola ecologica comunale; ii. consegna agli esercizi commerciali all’atto dell’acquisto di nuovi prodotti. Indifferenziato residuo Per indifferenziato residuo di intende il rifiuto non conferibile in modo differenziato e non riciclabile derivante dalle superfici soggette a tassa/tariffa. Utenze domestiche gruppo di Comuni I Consegna contenitori/sacchetti in fase di allacciamento del servizio da lt. 120 a lt. 1100 (in base al numero di utenze familiari da servire). E’ ammessa la raccolta mediante il sacco. Frequenza di raccolta: settimanale (con deroghe relative alla raccolta mediante sacco). Utenze non domestiche e domestiche del gruppo di Comuni II Consegna contenitori in fase di avvio del servizio da lt. 120 a lt. 1100 (in base alle dimensioni delle utenze). Frequenza di raccolta: settimanale. Occorre evidenziare che: - per utenze con elevata produzione di rifiuti indifferenziati (es. case di cura e di riposo con oggettive difficoltà anche sotto il profilo igienico e sanitario); - per centri storici con case senza cortile e difficoltà ad internalizzare i contenitori e/o collocare contenitori nelle immediate vicinanze; - per utenze con particolari necessità; il sistema di raccolta progettato deve avere flessibilità operative di frequenza aggiuntive, servizi mirati (es. servizio a cura dall’operatore addetto ai servizi di spazzamento). 37 Al fine di mantenere un equilibrio finanziario e favorire corretti conferimenti, le utenze non domestiche dovranno essere servite con le stesse frequenze di servizio delle utenze domestiche ovvero: - organico bisettimanale (trisettimanale giugno-settembre); - carta/cartone settimanale (quindicinale per periodi o zone con bassa produzione specifica, bisettimanale per utenze commerciali); - vetro settimanale (quindicinale per periodi o zone con bassa produzione specifica); - plastica settimanale (quindicinale per periodi o zone con bassa produzione specifica); - frazione residua settimanale (per le aree soggette a flussi stagionali e per i centri storici con difficoltà di collocazione contenitori rigidi si potranno considerare frequenze aggiuntive). Eventuali deroghe in eccesso alle frequenze potranno essere accolte nei casi in cui non si rendesse realizzabile un intervento sul numero e le volumetrie dei contenitori. L’azienda affidataria dovrà incrociare le banche dati anagrafe e tributi, mediante un’analisi puntuale delle utenze domestiche e non, al fine di dimensionare correttamente i servizi. Il servizio dovrà essere erogato in funzione delle caratteristiche delle utenze domestiche e non domestiche sulla base della quantità e qualità dei rifiuti prodotti. Le variabili organizzative sono relative: a. b. c. alle diverse ubicazioni delle utenze; alle frequenze di raccolta; ai rifiuti oggetto di raccolta in relazione alla tipologia di utenza. La gestione dei servizi di raccolta rifiuti è basata sulla prevenzione della produzione dei rifiuti e sulla separazione dei flussi di conferimento da parte delle diverse utenze presenti sul territorio. 38 OCCUPAZIONE DEGLI SPAZI Di seguito si riporta la tabella indicante la previsione dell’occupazione del suolo (pubblico o privato) nel futuro servizio di raccolta in base agli utenti serviti ed alle tipologie raccolte. Seppur ritenendo che questi dati dovranno comunque essere ulteriormente analizzati dalla società affidataria del servizio si ritiene possano essere una indicazione utile per i Comuni al fine di prevedere, in sede di progettazione edilizia, eventuali spazi per la collocazione dei contenitori. N.abitanti RSU 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 120 ORGANICO CARTA VETRO PLASTICA E LATTINE OCCUPAZIONE SUOLO MT LINEARI 120 2,06 25 50 2,16 2,26 35 240 240 2,46 2,58 3,38 120 360 3,55 120 660 120 660 4,3 240 4,4 1100 4,4 1100 4,4 4,5 39 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 4,6 240 4,65 45 46 47 48 49 2x1100 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 2X1100 6,05 240 360 2x1100 240 7,45 360 240 360 7,5 8,25 360 8,3 660 40 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 3x1100 113 3x1100 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 4x1100 129 8,9 10,95 660 12,35 12,35 360+240 2x360 3x1100 360+240 2x360 3x1100 13,75 2x660 15,15 N.B. Le ipotesi illustrate si riferiscono allo studio preliminare delle utenze domestiche, sarà compito della azienda affidataria del servizio redigere un accurato piano che comunque potrà discostarsi dall’ipotesi espressa. In caso di servizio domiciliare su 41 tutte le frazioni si dovranno prevedere indicativamente i seguenti spazi per la collocazione dei contenitori: mq 0,0041 per ogni mq di destinazione residenziale e mq 0,0101 per ogni mq di destinazione urbanistica diversa (esercizi commerciali, bar, ristoranti, negozi di frutta e verdura, di alimentari, pizzerie, ristoranti, alberghi, attività commerciali all’ingrosso…). LAVAGGIO DEI CONTENITORI Il lavaggio dei contenitori stabilmente esposti sul suolo pubblico è a carico dell’azienda. Si prevede un numero minimo di quattro nell’arco dell’anno tali da garantire le migliori condizioni igienico-sanitarie ed il decoro urbano. In sede di gara il partner privato potrà proporre un incremento dei lavaggi minimi. Tale numero, è ritenuto sufficiente nelle realtà dei Comuni di tipologia I con raccolte della frazione organica previste porta a porta. Per i contenitori posti all’interno delle proprietà private infatti, il lavaggio è di norma a carico dell’utenza. L’azienda può, in accordo con il Comune, prevedere un servizio a pagamento per il lavaggio dei contenitori di volumetria superiore a 120 lt. PIANO COLORE CONTENITORI PER LA RACCOLTA In merito alle consultazioni intercorse ed alle valutazioni circa l’attuale parco contenitori di proprietà sia delle aziende appaltatrici attualmente operanti sul territorio, che dei Comuni, occorre definire una tipologia ed un piano colore standard a cui l’azienda affidataria dovrà attenersi per i futuri acquisti. Si procederà alla sostituzione graduale dei contenitori che non rientrano nella fattispecie definita (sia per colore che per tipologia). Si intende procedere in questo modo all’uniformazione dei colori e delle tipologie facilitando lo svuotamento con un’unica tipologia di mezzo su tutto il territorio della Comunità Montana Alta Valle Scrivia. Tipologia merceologica Colore RSU INDIFFERENZIATO FRAZIONE RESIDUA GRIGIO O SACCHETTO CARTA – CARTONE PLASTICA (LATTINE-CARTONE PER BEVANDE) ORGANICO SFALCI E POTATURE VETRO BIANCO GIALLO MARRONE VERDE AZZURRO 42 Ogni contenitore dovrà essere dotato di un’etichetta informativa circa i materiali conferibili e non conferibili al suo interno, al fine di superare l’attuale carente informazione e spersonalizzazione del servizio. Fac-simile etichetta da apporre sui contenitori stradali e domiciliari. L’etichetta adesiva è personalizzabile con il logo della società ed il recapito telefonico per prenotare servizi o richiedere informazioni. L’elenco dei materiali conferibili sarà determinato in funzione degli impianti/piattaforme di destinazione. 43 ISOLE ECOLOGICHE Le isole ecologiche devono: • integrarsi con il servizio di raccolta, per tale motivo devono essere anche uno strumento funzionale all’azienda al fine di raggiungere i quantitativi ottimali per il trasporto alle piattaforme di valorizzazione; • permettere all’utenza il conferimento diretto dei rifiuti che per pericolosità, dimensioni, tipologia, modalità non possono essere raccolti attraverso il servizio stradale; • essere facilmente raggiungibili dall’utenza, quindi devono presentare una viabilità adeguata al fine di consentire l’accesso di autovetture e mezzi pesanti di recuperatori e trasportatori. Le realtà oggetto dello studio, registrano la presenza di isole che rispettano i criteri autorizzativi e rispondono ad esigenze e bisogni degli utenti serviti. La tendenza, che dovrà essere sostenuta anche nella fase della gestione unica, è quella di mantenere un’isola ecologica per ogni Comune servito con un orario di apertura al pubblico variabile in base alle esigenze di ciascuna realtà. La società Scrivia Ambiente S.r.l., richiederà in sede di gara un’offerta minima di apertura delle isole. I centri potranno essere gestiti direttamente con personale dipendente od incaricato dall’azienda. In sede di gara inoltre l’azienda potrà valutare, se ritenuto funzionale ai servizi, un progetto di ristrutturazione delle isole. Al fine di mantenere una equa ripartizione degli investimenti nelle aree, si ritiene che eventuali costi debbano essere computati alle singole amministrazioni. 44 L’INFORMAZIONE ISTITUZIONALE La fase di informazione e sensibilizzazione dovrà essere precedente alla fase di installazione del servizio e dovrà essere chiara, univoca ed ovviamente connessa alla fornitura del servizio. Dovrà avere come contenuti essenziali frequenze, modalità e motivazioni che hanno portato al cambiamento del servizio di raccolta facendo percepire l’impegno al rispetto normativo ed alla salvaguardia della discarica di servizio. Si ritiene pertanto essenziale almeno la seguente informazione alle utenze: 1. lettera del Sindaco ad informare la cittadinanza circa le motivazioni ambientali e legislative del cambiamento del sistema di raccolta, presentazione della società di raccolta; 2. all’atto della collocazione dei nuovi contenitori o congiuntamente alla distribuzione dei contenitori/sacchi domiciliari per la raccolta, consegna di una informativa relativa alle tipologie ed alle frequenze di raccolta ed ai materiali conferibili all’interno di ciascun circuito, oltre all’orario di apertura dell’oasi ecologica ed ai servizi domiciliari di ritiro del materiale ingombrante; 3. ogni anno per tutta la durata dell’appalto la distribuzione di una informativa relativamente ai risultati delle raccolte nel Comune di riferimento; 4. l’attivazione di un numero verde per segnalare disservizi, prenotare servizi (es. raccolta porta a porta ingombrante), proporre quesiti… Un elemento da cui non si potrà prescindere è lo stretto rapporto che si dovrà instaurare tra i tecnici comunali e la struttura aziendale, partendo dal presupposto che le Amministrazioni rivestono un ruolo di primaria importanza per la vicinanza e la conoscenza dell’utenza e del territorio. Il Comune dovrà mettere in atto tutti gli strumenti informativi e persuasivi (attraverso incontri pubblici) nei confronti della cittadinanza facendo emergere la necessità del cambiamento, affiancando l’azienda (nel caso di attivazione di servizi domiciliari) nella delicata fase dell’internalizzazione dei contenitori ed al successivo rispetto delle modalità organizzative dei servizi (anche con apposite ordinanze per regolare il conferimento delle utenze). 45 ELEMENTI, CONSIDERAZIONI E VALUTAZIONI PER L'EROGAZIONE DEL NUOVO SERVIZIO DI RACCOLTA E CONFERIMENTO RIFIUTI. La situazione attuale dei conferimenti (bassi tassi di raccolta differenziata e sostanziale ricorso alla discarica) è determinata da elementi consolidati quali: 1. basso costo di conferimento del rifiuto indifferenziato alla discarica (situazione che per effetto tributi ambientali, penalizzazione dei conferimenti in discarica, nel futuro determinerà probabili aggravi di costi); 2. sistema di valorizzazione delle raccolte e dei conferimenti differenziati attuato direttamente dalle diverse aziende di raccolta per i singoli Comuni, che oltre agli importanti elementi di mancato costo di smaltimento ed al vantaggio ambientale, non evidenzia altri particolari convenienze: i costi di trasporto e conferimento per i Comuni che hanno attivato la raccolta della frazione organica sono proporzionalmente notevolmente superiori al conferimento del rifiuto indifferenziato. Questo probabilmente è un ulteriore fattore alla base degli attuali bassi conferimenti della frazione organica analizzati a pag. 25. Inoltre, in particolare per i Comuni con i più bassi livelli di raccolta differenziata, il servizio (contenitori e volumetrie, frequenze di raccolta) ed i relativi costi non sono strutturati e calibrati in funzione delle produzioni specifiche delle diverse frazioni che compongono i rifiuti: FRAZIONE Minimo Massimo Rifiuto organico 30% 40% Carta e cartone 20% 35% Plastica 10% 14% Vetro 8% 10% Legno e tessili 5% 7% Metalli 4% 6% Altro 9% 12% Le frequenze e le volumetrie disponibili per le raccolte differenziate carta, plastica e vetro, dovrebbero essere complessivamente maggiori rispetto ai rifiuti indifferenziati. Questa analisi della situazione costituisce un elemento imprescindibile per amministratori ed addetti ai lavori che hanno condiviso un percorso amministrativo e tecnico per organizzare un diverso sistema di gestione dei rifiuti. In queste attività si inseriscono: − il “Progetto per l'incremento della raccolta differenziata della frazione organica dei RSU e del compostaggio domestico nel territorio della Comunità Montana dell'Alta Valle Scrivia” per il quale la Comunità Montana ha richiesto un 46 finanziamento ed il cui esito è strettamente correlato con i costi dei servizi di gestione dei rifiuti; − il centro di compostaggio di Montoggio che integrato con servizi di compostaggio domestico e agricolo è un ulteriore elemento che può favorevolmente influire sui costi di gestione della frazione organica; − la costituzione della società “Scrivia Ambiente S.r.l.”, con priorità per la gestione dei servizi di raccolta, conferimento e valorizzazione dei rifiuti, in particolare delle frazioni differenziate, ma con altre potenzialità da sviluppare con i soci che non sono secondarie per la redditività aziendale; − l’armonizzazione a livello di bacino dei regolamenti comunali in materia di raccolta rifiuti al fine di dare uno strumento comune per regolare i conferimenti ed eventualmente prevedere sanzioni nei confronti degli utenti del servizio. Con la scelta del partner privato Scrivia Ambiente ha il ruolo fondamentale di attuare un sistema di gestione dei rifiuti che superi la discarica come principale sistema di conferimento. Infatti per rendere residuale il conferimento in discarica, come richiesto dalla normativa in materia e da motivazioni ambientali ed economiche, occorre strutturare un sistema di raccolta, conferimento e valorizzazione di: − − − − carta e cartone (per tutti i Comuni gruppo I e II) plastica (per tutti i Comuni gruppo I e II) vetro (per tutti i Comuni gruppo I e II) ingombranti recuperabili (per tutti i Comuni gruppo I e II) che attualmente in particolare per la valorizzazione non ha strutture certe di riferimento oltre alle isole ecologiche comunali. Per tutti i Comuni gruppo I e II l'attuazione del compostaggio domestico della frazione organica è un elemento fondamentale per evitare il conferimento di tale frazione con l'indifferenziato residuo. I costi dell’attuazione di questo programma possono essere ridotti dal finanziamento del “Progetto per l'incremento della raccolta differenziata della frazione organica dei RSU e del compostaggio domestico nel territorio della Comunità Montana dell'Alta Valle Scrivia”. Inoltre per tutti i Comuni, ma in particolare per i Comuni del gruppo II, per i quali non è stato proposto il servizio di raccolta dell'organico, il grado di efficacia del compostaggio domestico è strettamente connesso con le frequenze di raccolta dell'indifferenziato residuo. Infatti i diversi costi unitari degli attuali servizi di raccolta per i Comuni del gruppo II, oltre che per le diverse situazioni territoriali sono anche in funzione delle diverse frequenze di raccolta della frazione indifferenziata residua. 47 La diffusione del compostaggio domestico, con il riscontrato mancato conferimento della frazione organica al sistema di raccolta, può rendere attuabile una frequenza settimanale del rifiuto indifferenziato residuo, con l'eccezione di una frequenza bisettimanale nel periodo estivo, solo dopo un corretto dimensionamento dei contenitori. Con questa impostazione di servizio, considerando l’aumento degli ecopunti di raccolta rispetto alla situazione attuale, si può porre l'obiettivo di costi invariati di raccolta, procedendo ad una ridistribuzione delle frequenze. Per i Comuni del gruppo I a seguito dell'installazione del servizio di raccolta differenziata di carta, plastica, vetro, ingombranti recuperabili (sistema analogo per i Comuni del gruppo II), e della verifica delle adesioni al compostaggio domestico, viene installato il servizio di raccolta dell'organico con sistema porta a porta e di prossimità dove non è attuabile la raccolta domiciliare. La destinazione ed il costo del flusso dell'organico sono importanti per definire il quadro economico di riferimento. Una piena operatività del centro di compostaggio di Montoggio, in base all'impostazione di progetto, può essere funzionale al 25% dell'utenza dei Comuni del bacino della società Scrivia Ambiente. Per i Comuni del gruppo I si possono ipotizzare in partenza, a parità di servizi erogati costi invariati; all’attivazione dei servizi, con la gradualità necessaria e con la certa destinazione dei materiali a recupero si possono ipotizzare, a regime, un costo abitante calibrato anche in considerazione delle superfici domestiche e non domestiche effettivamente servite. In linea di principio occorre quantificare il corrispettivo del servizio attraverso un criterio di equità ed omogeneizzazione dei costi per servizi analoghi. Questo potrebbe risiedere nell’applicazione di una quota fissa per abitante residente uguale per tutti i Comuni ed una quota variabile in funzione delle utenze (domestiche e non domestiche) attualmente soggette a tassa. Questo criterio tiene inoltre in adeguata considerazione sia l’aspetto, non certo irrilevante, degli abitanti fluttuanti che occupano seconde case, sia l’effettivo insediamento sul territorio delle utenze non domestiche (maggiori produttrici di rifiuti e maggiori contribuenti del servizio). Adeguate ed approfondite valutazioni dovranno essere effettuate per variabili non ancora definite (destinazione dei materiali, cantieri…) e per personalizzazioni del servizio (domiciliarizzazione di ulteriori frazioni, spazzamento…). Per l'installazione dei nuovi servizi ed i maggiori costi di ammortamento occorre valutare per tutti i Comuni il riconoscimento alla Società Scrivia Ambiente di una partecipazione del 50% (costi unitari attuali sui quantitativi 2007) sulla riduzione dei conferimenti indifferenziati. 48 Restano da valutare in sede di formulazione della quotazione del servizio variabili, certo non irrilevanti, quali: − la distanza dagli impianti di conferimento frazioni differenziate ; − la distanza dalla sede operativa/ricovero dei mezzi; − gli abitanti effettivamente serviti con il servizio tipo; − l’attivazione di servizi discrezionali, migliorativi o accessori. In generale l’attivazione dei servizi domiciliari coincide con l’opportunità, attraverso un lavoro in sinergia tra Comune e società affidataria dei servizi, di attuare idonei controlli sulle superfici soggette a ruolo; in realtà che hanno attivato servizi domiciliari è stato riscontrato un aumento, anche significativo delle superfici soggette a tassa. 49 APPENDICE: LE SCHEDE TECNICHE DEI COMUNI