Toscana SCOUT
PERIODICO REGIONALE
DELL’ASSOCIAZIONE
GUIDE E SCOUT
CATTOLICI ITALIANI
NATALE
Il racconto di Dio che sogna l’uomo
e la salvezza dell’uomo
Viareggio, cento
anni di scautismo
Il mio primo
Consiglio generale
I progetti
di Arezzo e Pisa
pag. 6
pag. 14
pag. 22
Periodico regionale toscano dell’AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani
Semestrale - Anno XX - Numero 3 - Dicembre 2010 - Sped. in abbonamento postale gruppo 50%
Toscana SCOUT
N
Periodico regionale toscano dell’AGESCI
Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani
Semestrale - Anno XX - Numero 3 - Dicembre 2010
Autorizzazione del tribunale di Firenze n° 3870 del
2/8/1989. Spedizione in abbonamento postale gruppo 50%.
Direttore Responsabile: Agnese Fedeli
Direzione e segreteria di redazione: Segreteria Regionale
Toscana - Viale Redi 65 c/d – 50144 Firenze
Tel. 055/334098 email: [email protected]
Redazione: Giacomo Cocchi, Maria Rita Mele,
Giovanni Barsocchi, Marco Cavini, Gianluca Ermanno,
Silvia Pari, Daniele Lucchini
Foto: Gianluca Ermanno, Damiano Fedeli, Massimiliano Nocentini
Impaginazione: Marco Masini (Coop. Firenze 2000)
Stampa Tipografia: Baroni e Gori
Numero chiuso in redazione il 15 dicembre 2010
Per comunicare con la redazione
per segnalazioni,
per inviare lettere scrvi a:
[email protected]
2
umero natalizio per Toscana Scout.
In apertura pubblichiamo un testo
del nostro assistente padre
Alessandro Salucci. A lui abbiamo chiesto una
riflessione sul senso del Natale, su questo
momento liturgico che ogni anno torna
camuffato da mille luci e colori, con il rischio
che se ne possa dimenticare o non riconoscere la
vera essenza. Regali, sorrisi, ricette tradizionali
ma anche bontà, gioia e gratitudine. Il Natale è
fatto anche di questi aspetti, e sono importanti,
ma la festa è vera «solo se la fede la sostiene»,
scrisse tanti anni fa Romano Guardini in un
bellissimo libro, «Natale e Capodanno, pensieri
per far chiarezza».
Siamo all’inizio di un nuovo anno. All’assemblea
regionale di novembre abbiamo votato un
nuovo e denso programma. Ci attende un 2011
ricco di iniziative, vi invitiamo a scoprirle
leggendo le «voci delle branche» e le ultime dai
settori. Tra queste, segnaliamo nei prossimi
mesi l’apertura della base nautica di Bilancino,
una nuova opportunità per i nostri ragazzi.
Vi consigliamo anche la lettura dell’intervista
ad uno dei nostri consiglieri regionali, Paolo Del
Puglia, che ci racconta il suo primo consiglio
generale a Bracciano. Insieme ad altri 6
consiglieri eletti dall’assemblea regionale
rappresenta la Toscana negli incontri nazionali
dell’Associazione. Ci sembrava utile e anche
interessante sapere da lui com’è andato l’ultimo
consiglio e in quali direzioni sta andando
l’Agesci.
La redazione di Toscana Scout augura a tutti
buon Natale e un felice anno nuovo!
G.C.
«Lo sai cos’è,
dovremmo stringerci le mani...
O é Natale tutti i giorni…
o non é Natale mai…»
SOMMARIO
O è Natale tutti i giorni… - Luca Carboni
4
Pagine di Fede
■ Natale... il racconto di Dio che sogna l’uomo e la salvezza dell’uomo
6
100 anni di scautismo
■ Una festa a Viareggio
8
10
12
Dalle Branche
■ Un anno dedicato ai grandi
■ Un 2011 a tutta competenza
■ Essere cristiani e attori del cambiamento
14
16
Dalla Regione
■ Vi racconto il mio primo Consiglio generale
■ Verso il Jamboree
18
20
Dai Settori
■ L’esperienza dei clan nei luoghi di Gesù
■ «Cantiere» Bilancino
22
24
Dalle Zone
■ Il nuovo progetto di Pisa
■ Arezzo tre giorni a convegno per il nuovo progetto
26
Dai Gruppi
■ Nasce il Camaiore 1
28
30
■ Libera a Siena
■ L’Alpe di Cavarzano
3
Pagine di
Fede
NATALE...
Il racconto di Dio che sogna l’uomo e la salvezza dell’uomo
orse vi ho già raccontato questo sogno,
bile a trovare allo scadere del
ma portate pazienza. Accadde all’ap-
tempo fissato dalle esigenze
prossimarsi impalpabile e misterioso del
pubblicitarie. Allarmato, mi sve-
Natale. Intrappolato nelle spire di un programma te-
gliai e mi accorsi che il mellifluo
levisivo fui forzato ad ascoltare un cantastorie della
cantastorie tramava per rubarmi
contemporaneità. Furbescamente camuffato da
il senso del Natale, per farmi di-
esperto del tutto, egli mi affabulava con l’ovvietà de-
menticare che anche Dio sogna,
formante del suo sapere. Puntando lo sguardo verso
e sogna il bene delle sue crea-
un oltre a me inaccessibile, citando arcane sapienze,
ture. E pensai: come è facile farci credere che il
con la voce e il tono grave di chi si appresta a co-
sogno di Dio è solo un sogno, dimenticare che l’Al-
municare l’incomunicabile, annunciò, quasi in un
tissimo dette inizio a nuove speranze chiedendo al
sussurro, che il mondo stava virando verso il peggio
proprio Figlio di incarnarsi in una vergine, affinché
e non ci attendevano giorni felici. Poi, a sdrammatiz-
ogni uomo potesse rinascere di nuovo al suo pec-
zare la gravità dell’avviso, tra un sorriso compiaciuto
cato. Ma angustiato pensai ancora: ciò che è acca-
e un gesto di consolazione, mi confidò di aver con-
duto a me può accadere a tutti voi, amici amati nel
vinto un’arcigna setta di venditori di “sogni”, detta
Signore! Ecco allora, che a salutare rimedio dai ladri
dei “pubblicitari”, a promuovere la sua grande inven-
dei sogni di Dio, vorrei che sognaste una storia di-
zione: sostituire Gesù Bambino con Babbo Natale.
versa, quella narrata in un libro chiama chiamato Bib-
Era una figura particolare questo suo Babbo Natale,
bia e che un’agenzia specializzata nel fornire
portatore di doni effimeri, ma capace di convincere
speranza della miglior lega, detta Chiesa, ci racconta
che sono fatti col cuore; dispensatore di sorrisi e di
puntualmente ogni anno nel tempo detto “di Av-
bontà, ma per il tempo effimero di uno spot pubbli-
vento”. Essa narra che il 25 dicembre è il giorno in cui
citario; piazzista di un’atmosfera di serenità e di leti-
agli uomini «sono manifestati la bontà di Dio, salva-
zia, che però non riesce a varcare la piattezza di uno
tore nostro, e il suo amore per gli uomini» (Tito 3,4).
schermo, figura rassicurante al vedersi, ma impossi-
Che il protagonista del racconto, un certo Gesù, che
F
4
poi scoprirà niente di meno di essere il Figlio di Dio,
sti custodi di pecore che la notte vegliano di guardia,
volle nascere durante un viaggio in una terra diversa
ascoltando e contemplando il silenzio, ma solo per ri-
da quella dove abitava la sua famiglia (Lc 2,1-6), e
cordarci che troveremo Dio solo se sapremo farci si-
questo per ricordarci che viviamo sulla terra, anche
lenziosi contemplatori del suo amore. Ma non voglio
se la nostra casa è altrove, in cielo. Questo Gesù poi,
certo svelarvi tutto l’intrigo del racconto, e lascio a
continua la storia, e questo è un vero e proprio colpo
voi di riscoprirlo ancora una volta nel vostro cuore.
di scena, nacque in una stalla, a ricordarci che se
La sola cosa che vorrei dirvi è che se sceglierete di
noi volessimo cercarlo è proprio nei posti meno con-
assentire “con fede” a questo sognare divino, allora,
fortevoli e più maleodoranti, là dove la dignità umana
per favore, in questo tempo di Avvento non lasciate
è calpestata, che lo troveremo con certezza. Poi, ap-
passare giorno senza aver recitato davanti alla luce
pena nato, questo Gesù venne amorevolmente av-
di una candela una Ave Maria o meglio ancora l’av-
volto in delle fasce, e questo, dissero gli angeli ai
volgente preghiera dell’Angelus. E davvero questo
pastori invitati ad andare ad adorarlo, è il modo in cui
Avvento sarà per voi e per tutti noi uomini di buona
lo avrebbero riconosciuto (Lc 2,12), come in effetti
volontà un avvento di speranza, perché sogneremo
dalle fasce lasciate nella tomba alla sua morte altri vi-
il sogno di salvezza di Dio. Buon Natale!
dero la sua gloria (Gv 20, 4-8). E furono loro, questi
umili pastori, che vennero per primi a trovarlo, que-
fr. Alessandro Salucci op
Ae regionale
5
100 anni di scautismo
Una festa
a Viareggio
di Giovanni Barsocchi
C
Cento anni fa lo scautismo nasceva
in Italia e più precisamente a Bagni
di Lucca. Uno dei primi gruppi nac-
que a Viareggio e perciò le comunità capi del
Viareggio 3 e del Viareggio 5 hanno proposto
alla Zona Lucca-Massa-Carrara di organizzare
un evento per celebrare questo evento. Mas-
Nel pomeriggio è stata aperta la mostra storica
simo Stefanini, Nicola Ricci e Andrea Gori del
e filatelica scout presso il centro congressi Prin-
Viareggio 5, tutti e tre membri della pattuglia or-
cipe di Piemonte che la ha ospitata per tutti e
ganizzatrice, ci raccontano come si è svolta la
tre i giorni della rassegna. La mostra, realizzata
tre giorni versiliana.
in collaborazione con l’Associazione italiana
La festa è iniziata venerdì 12 novembre con
scout filatelia, ha visto la partecipazione di 23
l’inaugurazione dell’opera pittorica del profes-
collezionisti e 30 collezioni con un percorso
sor Franco Anichini presso l’ex ospedale Taba-
espositivo che spaziava dagli annulli filatelici
racci di Viareggio. Il professor Anichini ha
degli scout in Toscana, alle illustrazioni sulla vita
brillantemente riprodotto un quadro realizzato
scout, su B.P., sulla giornata del pensiero, su
da padre Giosuè Bigatti intorno al 1945 che raf-
annulli di tutta Italia e di alcuni paesi esteri e su
figura «La predica agli uccelli di San France-
molti altri argomenti.
sco».
Sabato 13 la giornata è cominciata con lo spe-
L’organizzazione ha voluto iniziare la festa pro-
ciale annullo filatelico grazie all’ufficio postale
prio con questa cerimonia per ricordare il
distaccato presso il centro congressi. L’avveni-
gruppo scout San Giorgio, fondato da padre
mento più importante della giornata è stata la
Giosuè che aveva per sede proprio nello scan-
tavola rotonda «Tra storia e ricordi una espe-
tinato dell’ospedale Tabaracci.
rienza educativa che continua», alla quale
6
INDABA 2010
hanno partecipato ospiti legati al mondo scout e
con una competenza professionale specifica
nell’ambito dell’educazione.
Emanuele Palagi, psicologo esperto di disagio
giovanile, ha parlato dei giovani nel territorio di
Viareggio analizzando esigenze e criticità; Matteo Spanò, responsabile regionale della Toscana, ha parlato del gioco e di come questo
strumento fondamentale del nostro metodo conservi ancora una forte attrattiva per i ragazzi;
Lucia Capone della pattuglia Terra Santa ha
raccontato la propria esperienza nei luoghi dove
ha vissuto Gesù e infine Leopoldo Laricchia, dirigente capo commissario di polizia di Viareggio ha parlato del servizio e di come questa
esperienza possa trasformarsi in scelta di vita
quotidiana.
La giornata conclusiva è stata domenica 14 con
un grande torneo che ha visto la partecipazione
di quasi tutti i gruppi della zona. Le partite si
sono tenute sulla spiaggia adiacente al centro
congressi Principe di Piemonte e hanno visto la
partecipazione di 24 squadre per un totale di
circa 450 ragazzi. Inizialmente si sono sfidati a
roverino i fratellini e le sorelline che hanno visto
la vittoria del Pietrasanta 1 arrivato in finale col
Viareggio 5. Poi è stata la volta degli esploratori
e delle guide che, dopo combattuti gironi a palla
scout il Pontemoli 2 ha vinto battendo in finale
il Viareggio 5. La sfida si è conclusa nel pomeriggio con il torneo fra clan, sempre a palla
scout, dove il Pontemoli 2 si è imposto sul LuccaPonte 1.
«L’AMOR CHE MOVE
IL SOLE
E LE ALTRE STELLE»
avanti a Santa Croce ad ascoltare la
vita di San Francesco nel canto XI,
nella chiesa del Carmine ad ammirare la cappella Brancacci e ancora nel battistero per contemplare insieme a Virgilio i mosaici della cupola. È stato un vero e proprio viaggio alla scoperta della bellezza l’ultima indaba
svoltasi a Firenze il 25 e 26 settembre scorsi.
Tutto ha avuto inizio al parco delle Cascine dove
sono state piantate le tende per la notte; da lì
è iniziato il giro che ha portato i capi a visitare alcune tra le più belle chiese fiorentine. Ad
ogni sosta un cantore diverso, facente parte dei
volontari dell’iniziativa «Cento canti per Firenze», ha declamato alcuni versi tratti dall’Inferno e dal Paradiso.
Nella giornata di domenica si è svolto l’incontro di formazione tenuto da padre Fabrizio Valletti, gesuita e assistente regionale dell’Agesci
Campania, venuto a raccontare la sua esperienza di «prete di strada» nel difficile quartiere
di Scampia a Napoli. «Nella nostra azione educativa – ha detto padre Valletti – dobbiamo insegnare ai ragazzi ad essere liberi di crescere con maturità rispetto ai loro bisogni». L’intervento del religioso scout è stato tutto incentrato sulla differenza tra bisogno e desiderio,
inteso come «<voglia di relazione, di costruire, di conoscere».
D
Branca L/C
Un anno dedicato
ai GRANDI
In primavera l’incontro
con le cocci anziane
di Silvia Pari
I
spirandosi al progetto regionale, la
branca l/c si concentrerà soprattutto su
«i grandi del branco e del cerchio». Per
questo motivo le Officine Metodologiche, in programma il 19 e 20 marzo a Siena alla basilica dell’Osservanza, saranno incentrate su come gli
strumenti del metodo potranno essere declinati con
particolare attenzione alle
esigenze dei bambini che
vivono il momento della re-
lità più efficaci di giocare in-
sponsabilità nelle rispettive
sieme ai bambini più grandi
comunità l/c. Punti salienti
del branco/cerchio.
di questo incontro saranno
Per quanto riguarda in par-
quindi le attività di CdA e,
ticolare i campetti di Piccole
naturalmente, le Piccole
Orme la pattuglia annuncia
Orme. L’evento sarà orga-
che, per permettere a più
nizzato in collaborazione
fratellini e sorelline possibili
con gli incaricati di branca delle varie Zone e con le
di partecipare, per l’anno 2011 sono previsti 6/7
staff di Piccole Orme. Via libera quindi al confronto
campetti. Due in collaborazione con il settore nau-
fra capi giovani ed esperti su quali siano le moda-
tico e stampa, mentre un altro dedicato al riciclag-
8
gio, argomento molto importante anche al quale,
dimento e una riflessione di più ampio respiro.
soprattutto a livello regionale, si é chiesta un’at-
Un ultimo importante punto della branca l/c ri-
tenzione particolare.
guarda le Zone. Per gli incaricati e per la pattuglia
Per le coccinelle anziane si prospetta la possibilità
é fondamentale cercare di raggiungere e di creare
di un incontro regionale, probabilmente in prima-
un rapporto con tutte le Zone della Toscana. Favo-
vera. L’evento vuole creare una rete tra i vari cerchi
rendo questo tipo di incontro non solo si divulghe-
della Toscana per favorire il confronto di esperienze
ranno con più velocità le riflessioni del nazionale,
e per poter uniformare la proposta arricchendola del
ma si avranno numerose occasioni di confronto e
contributo dei singoli cerchi Toscani. L’osservatorio
di discussioni fra capi, per poter costruire insieme
bosco sarà essenziale per poter chiarire alcuni
e per poter rafforzare la felicità e la bellezza di es-
aspetti del metodo che necessitano un approfon-
sere capo.
9
Branca E/G
Un 2011 a tutta COMPETENZA
La novità: i ragazzi Maestri
di altri ragazzi
di Silvia Pari
I
n occasione dell’assemblea per delegati del 21 novembre, sono stati
presentati e votati gli obiettivi e le
proposte per il nuovo anno.
La branca e/g avrà come obiettivo primario la
competenza. Lavorare e sviluppare i talenti di
ogni ragazzo sarà fondamentale «per farlo sentire unico e protagonista della sua vita», come richiede il progetto regionale. Traguardo non
semplice ma raggiungibile se gli stessi capi riusciranno a trasmettere le proprie competenze acquisite durante tutto il percorso scout.
Tra le varie proposte la più innovativa riguarda la
scelta di dare la possibilità agli esploratori e alle guide brevettati o che
stanno completando la conquista del brevetto di competenza,
di partecipare, come maestro
di specialità, ai campi di specialità organizzati a livello regionale. Questa scelta si ispira
alle riflessioni svolte a livello nazionale e all’esperienza positiva di altre regioni ed
ha l’obiettivo di valorizzare lo strumento del bre10
vetto di competenza sottolineando il concetto che
squadriglia e alla competenza. Tutto questo ser-
non si diviene competenti per se stessi ma per
virà anche a sviluppare un confronto sulle po-
mettere a disposizione la competenza acquisita
tenzialità educative in termini di autonomia e
per gli altri. In questo caso i più piccoli del reparto
competenza della specialità di squadriglia, stru-
che stanno conquistando una specialità. La pos-
mento sempre più diffuso tra le squadriglie della
sibilità di ricoprire il ruolo di maestri di specialità
Toscana che ogni anno si danno appuntamento
è aperta anche ai novizi ed agli r/s che hanno
ai Guidoncini verdi (quest’anno domenica 22
conquistato il brevetto.
maggio).
La pattuglia proporrà in oltre un incontro meto-
Ultimo, ma non per importanza, é il Jamboree.
dologico per capi reparto con argomento «Spe-
Uno degli obiettivi della branca sarà coordinare e
cialità di squadriglia: autonomia e competenza in
accompagnare gli e/g toscani che partecipano a
branca e/g», in programma il 19 e marzo. Sarà
questa bellissima esperienza – in programma la
l’occasione per recuperare e analizzare insieme
prossima estate – con due reparti di formazione,
agli altri capi reparto il lavoro svolto durante il
uno tutto toscano ed un altro formato da esplo-
San Giorgio regionale, dedicato all’autonomia di
ratori e guide della Toscana e dell’Umbria.
11
Branca R/S
Essere cristiani
e attori del cambiamento
Alle officine 2011 il tema fede
di Giacomo Cocchi
L
La proposta formativa della Pattuglia
regionale r/s per quest’anno parte
direttamente dalle richieste dei capi
clan toscani. Nel 2011 il tema scelta è quello del
percorso di fede in Branca r/s. «Data l’ampiezza
della tematica e le molteplicità di ambiti che la
stessa può incontrare – fanno sapere gli incaricati regionali alla Branca Elisa Giannetti e
Stefano Marini - abbiamo ritenuto, anche alla
luce del nostro programma regionale, che
possa essere utile dedicare l’evento allo specifico tema della scelta di fede come base per
l’azione politica dell’uomo e donna della partenza».
In particolare il tema fede verterà su «essere cristiani vuol dire essere attori del
cambiamento nel mondo che ci circonda». Come
obiettivi e le difficoltà
lo scorso anno la tematica sarà discussa e ap-
che incontriamo nel nostro essere capi della
profondita all’interno delle Officine Metodologi-
“Branca Rossa”. In particolare parleremo della di-
che, in programma il 5 e 6 marzo (il luogo è da
mensione politica della nostra proposta e di come
individuare e verrà comunicato al più presto).
indicare ai nostri ragazzi la via per essere buoni
«Ci troveremo per giocare insieme il nostro me-
cittadini essendo semplicemente dei buoni cri-
raviglioso metodo r/s – aggiungono Elisa e Ste-
stiani».
fano – per condividere le sfide educative, gli
L’evento sarà preparato e lanciato in collabora-
12
zione con gli incaricati di zona e tutti i capi r/s ar-
tega c’è da tenere d’occhio il sito regionale (age-
riveranno alla due giorni di marzo dopo un lavoro
sci.toscana.it) perché prossimamente sarà pub-
svolto nelle rispettive zone. Come lo scorso anno
blicato il calendario con le modalità di iscrizione.
le Officine si articoleranno in tre fasi: confronto
A gennaio appuntamento anche con l’incontro vo-
delle emergenze e esperienze educative (fase
cazionale partenti. Da venerdì 28 a domenica 30.
pre-evento, da fare di zona); momento di forma-
«Quest’anno vogliamo sperimentare un incontro
zione metodologica, con l’aiuto di testimonianze.
un po’più lungo partendo il venerdì sera e chiu-
Come sempre, in contemporanea con le Officine,
dendo, come ogni anno, dopo il pranzo della do-
si svolgeranno in vari punti della Toscana le Bot-
menica», aggiungono Elisa e Steppy. Un secondo
teghe artigiane.
incontro partenti è in programma per il primo fine
«L’appuntamento con la competenza per i rover e
settimana di maggio. Le Ross, una si è già svolta
le scolte toscani – concludono gli incaricati, ci pia-
per il ponte dell’8 dicembre, ci saranno ad aprile
cerebbe organizzare una Bottega in ogni zona e
e a dicembre del 2011. Per maggiori informazioni,
in queste settimane ci stiamo organizzando in tal
date, luoghi e modalità di iscrizione a questi
senso». Per conoscere luoghi e tipologia di Bot-
eventi, vi rimandiamo al sito regionale.
13
L’INTERVISTA
PAOLO DEL PUGLIA
Vi racconto il mio primo
Consiglio generale
di Matria Rita Mele
P
aolo Del Puglia è uno dei consiglieri
generali della nostra regione, eletto
lo scorso aprile.
Trentacinquenne fiorentino, Paolo, nella vita di
tutti i giorni fa l’ingegnere in un’industria farmaceutica e svolge un incarico molto simile a un
capo reparto che coordina le varie squadriglie.
Scautisticamente è nato nel Firenze 2, ma attualmente non svolge alcun servizio con i ragazzi. Ama la buona musica, lo sci, viaggiare e
conoscere persone di altri luoghi e sta progettando un viaggio in Giappone, dopo aver girato
parecchio, soprattutto negli Stati Uniti per studio
e per lavoro.
Lo abbiamo intervistato per raccontarci il suo
vello nazionale. Si riunisce in sessione ordinaria
primo Consiglio generale, che si è svolto nei
una volta all’anno per deliberare su temi di indi-
giorni 30 aprile, 1 e 2 maggio 2010 presso la
rizzo dell’Associazione.
base scout di Bracciano.
«L’ultimo Consiglio – racconta Paolo – è stato ca-
Il Consiglio Generale è il massimo organo legi-
ratterizzato da una riflessione ampia e significa-
slativo dell’Agesci e ne esprime la volontà a li-
tiva su alcune tematiche fondamentali per il no-
14
stro vivere associativo, delineando per lo più li-
seppe Finocchietti e il nuovo Incaricato alla
nee di indirizzo e di pensiero, rimandando ad un
branca e/g Nicola Mastrodicasa.
secondo momento le eventuali necessarie modifiche regolamentari e statutarie da questi ri-
CI SONO STATI DEGLI ARGOMENTI
chieste. Questo ha permesso un confronto bello
TRATTATI CHE TI HANNO COLPITO?
e approfondito sui principi e i pensieri fondanti,
«Un punto importante in trattazione a Bracciano
sulle scelte politiche e strategiche da assumere
è stato rappresentato dal tema “Educazione alla
e attivare».
Legalità”. L’argomento è di grande attualità e il
Consiglio generale rappresenta il contesto ideale
COME HAI VISSUTO QUESTA ESPERIENZA?
nel quale riflettere su come l’Associazione si sta
«È stato un Consiglio Generale
muovendo e quanto considera prioritario questo
vissuto con consapevolezza da
impegno in un momento storico in cui non sem-
parte mia e dei consiglieri to-
pre si percepisce, nel nostro Paese, questa ne-
scani che hanno saputo incidere
cessità. Infatti, il Consiglio ha approvato delle li-
nel dibattito del Consiglio Ge-
nee guida che facilitino l’acquisizione e l’uso da
nerale assumendo i mandati e le
parte degli scout dei beni confiscati alla mafia.
sensibilità espresse preceden-
L’educazione alla legalità ci coinvolge diretta-
temente dall’assemblea regio-
mente nel ruolo di educatori e deve rappresen-
nale.
tare un ambito di impegno per la costruzione di
una cittadinanza attiva e responsabile, nostra e
CHE COSA AVETE DECISO?
dei nostri ragazzi».
«Sono state approvate le linee
guida per le modifiche al rego-
Tra le altre notizie, Paolo ci racconta che è stato
lamento della branca r/s (in par-
deciso che i capi e i soci adulti temporanea-
ticolare sui punti relativi all’itine-
mente non in servizio con i ragazzi dovranno
rario di fede, al servizio, al
censirsi in Zona o in Regione per un massimo di
noviziato e alla formazione dei
due anni e che è stata approvata la mozione che
capi) e si è lavorato su un docu-
affida alla Commissione uniformi lo studio di una
mento proposto dalla branca r/s
versione di uniforme femminile, da presentare al
sul tema della partecipazione dei ragazzi alla vita
prossimo Consiglio.
associativa. Si è discusso poi, sullo status del so-
Paolo ci ha raccontato con entusiasmo la sua
cio adulto e le modifiche di Statuto e Regola-
prima esperienza in Consiglio e di come questi
mento sull’ordinaria e straordinaria amministra-
tre giorni carichi di lavoro e di temi di discussione
zione e sono anche stati eletti nuovi incarichi
siano stati caratterizzati da un perfetto stile, unito
nazionali, tra i quali il nuovo Capo Scout Giu-
ad un divertimento inatteso.
15
Verso il Jamboree
In Svezia
63 e/g toscani
D
al 27 luglio al 7 agosto 2011 si svolgerà
confronti del mondo. Le parole d’ordine saranno ri-
a Rinkaby, in Svezia, il 22° jamboree
spetto ed uguaglianza dei diritti per la costruzione
mondiale dello scautismo. Dopo il
della pace.
grande raduno del centenario in Inghilterra, il movi-
Dall’Italia partiranno, alla volta della Svezia, circa
mento scout si ritrova nuovamente per confrontarsi,
1350 persone, tra esploratori, guide e capi, più un
riflettere e condividere l’essenza dello scautismo. Da
buon numero di IST (International Service Team)
qui il motto del jamboree 2011: «semplicemente
che comporranno il contingente Agesci al jamboree.
scout». Infatti, in questa occasione, sarà possibile
Dalla Toscana, saranno 63 i ragazzi partecipanti, di-
compiere nuove esperienze, vivere nuove avven-
visi in due reparti di formazione, uno dei quali com-
ture, conoscere nuove persone provenienti da tutto
pletamente toscano e l’altro composto da scout to-
il mondo attraverso l’appartenenza comune alla
scani e scout umbri. Ad accompagnare i ragazzi ci
grande famiglia mondiale degli scout.
saranno sei capi che condivideranno con loro que-
I tre temi portanti saranno gli «Incontri», grazie ai
sta bellissima esperienza. La staff dei reparti di for-
quali verranno fatti conoscere gli stili di vita, le abi-
mazione sarà composta da: Lorenzo Croci (Fi-
tudini, le culture e le religioni diverse dei partecipanti,
renze), Paolo Ceccherini (Prato), Azzurra Ruggeri
tramite attività a tema e fuochi di bivacco; la «na-
(Livorno), don Simone Imperiosi (S. Giovanni Val-
tura», dato che per due settimane le guide e gli
darno), Marta Camilla Corsini (Pistoia) e Alice Lenzi
scout di tutto il mondo vivranno immersi completa-
(Livorno). Inizialmente, il numero dei partecipanti as-
mente in un ambiente naturale che diventerà ancor
segnato alla Toscana era di soli 44 ragazzi, ma
di più strumento di apprendimento e di scambio con-
successivamente la quota è stata rivista in base alle
creto; la «solidarietà», vista nell’ottica della fratel-
iscrizioni pervenute su base nazionale. Inoltre, i
lanza scout, servirà a stimolare la consapevolezza
partecipanti toscani, hanno potuto usufruire di una
della comune responsabilità che ha lo scautismo nei
quota di partecipazione sensibilmente più bassa,
16
DON LUCA FA POKER
Quarto Jam e la nomina
di Assistente del contingente
ra tutti i partecipanti al jamboree in Svezia, ce n’è uno
un po’ particolare, che non è proprio quello che si dice un novellino rispetto ad esperienze internazionali di questo tipo.
Stiamo parlando dell’Assistente ecclesiastico nazionale di branca
e/g, don Luca Meacci, proveniente da Matassino, in provincia di Firenze, che a luglio parteciperà al
suo quarto jamboree! Sì, avete capito bene, dopo le esperienze in
Cile nel 1999, in Tailandia nel
2003, in Inghilterra nel 2007, eccoci alla sua quarta presenza
consecutiva ad un jamboree. Questa volta, svolgerà anche un ruolo molto importante come Ae dell’intero contingente. Avrà il
compito di coordinare gli altri assistenti che seguiranno i reparti di formazione,
strutturare la catechesi, i
momenti di preghiera.
Il percorso di avvicinamento al jamboree non è semplice e talvolta risulta anche molto faticoso, ma don Luca si rende disponibile fin da adesso anche
per il prossimo appuntamento del
2015. L’entusiasmo e la gioia che
riesce a trasmettere nel raccontare
la sua esperienza è contagiosa,
perché, come dice lui: «Lo scautismo è una bella avventura che
vale la pena essere vissuta, anche
quando costa un po’!».
T
I toscani al Jamboree 2007
dato che il Comitato regionale ha potuto reinvestire nel
jamboree una parte dei finanziamenti avanzati dopo il
San Giorgio regionale a Viareggio.
Gli scout e le guide che andranno in Svezia, provengono
da quasi tutte le Zone della Regione, dimostrando così, l’interesse e l’attenzione capillare che esiste per un evento di portata così
ampia. Nelle fasi preparatorie, successive all’iscrizione, si è cercato e si sta cercando tutt’ora, di rendere il jamboree un evento di tutto
il gruppo e non del singolo partecipante, coinvolgendo tutto il reparto e anche i genitori dei
Don Luca Meacci
ragazzi nella preparazione, affinché l’esperienza divenga qualcosa di condiviso e che ricada positivamente su di un numero più ampio possibile di persone.
I reparti di formazione così composti, si incontreranno almeno in tre occasioni prima della partenza per effettuare
un percorso di avvicinamento comune, per conoscersi
meglio tra di loro, dandogli tutti gli strumenti necessari che
li possano aiutare a vivere al meglio questa esperienza indimenticabile che ogni scout sogna di poter compiere almeno una volta nella sua vita.
Gianluca Ermanno
17
luoghi di Gesù
Pattuglia Terrasanta
Toscana SCOUT
L’esperienza dei clan
nei luoghi di Gesù
a molti anni la Pattuglia Terra Santa To-
luoghi biblici (Betlemme e la mangiatoia, il Lago di Ti-
scana si reca in Terra Santa e visita quel-
beriade e la moltiplicazione dei pesci, Gerusalemme
la terra con lo stile e lo spirito tipici de-
e il Golgota). Luoghi che, per quanto già ben presenti
gli scout. L’azione dei capi che compongono la pat-
nella fantasia di tutti, si rivelano molto diversi da come
tuglia è spinta soprattutto dalla voglia di conoscere
erano stati immaginati. In questi luoghi i nostri ragazzi
le pietre vive della comunità che discende proprio dai
ripercorrono le tappe del cammino di Gesù come
primi discepoli di Cristo. Quei luoghi toccano il cuo-
uomo tra gli uomini e camminano in mezzo ad un po-
re di ogni uomo nel suo essere più profondo e i capi
polo che con intensità immutata vive la passione di
che compongono la pattuglia, colpiti come credenti
Cristo.
e come persone, sentono che il pellegrinaggio in Ter-
Lo stridente incontro tra l’immaginario ed il reale, che
ra Santa debba essere una tappa fondamentale nel-
spesso si coglie nelle visite ai luoghi Santi, è solo uno
la storia di tutti gli uomini. Quello in Terra Santa è un
degli aspetti delle tante contraddizioni che caratte-
pellegrinaggio di avventura, di scoperta di sé stessi
rizzano le route della pattuglia Terra Santa. In questo
e dell’altro, oltre che della situazione attuale del po-
contrasto tra l’immaginato e il faticosamente vissuto
polo che abita quei luoghi.
i ragazzi vengono messi di fronte alla loro scelta di fede
Negli ultimi anni la Pattuglia ha accompagnato mol-
e al loro destino. Alcuni di essi hanno fatto emerge-
ti clan in Terra Santa. Un serio autofinanziamento ha
re una grande sensibilità e nessuno è mai tornato
permesso a queste comunità r/s di spiccare il volo ver-
a mani vuote: tutti sono sempre tornati a casa con «una
so questa meta lontana, con una route internazionale
buona misura, pigiata, scossa e traboccante».
D
iniziata dalle loro sedi e che li ha portati nei principali
18
Lucia Capone
essere
PONTI
«Abbiamo
scelto
cegliamo di essere voce, di essere
noscere agli altri la realtà, le storie delle persone, le
testimoni con le nostre gesta e con i
nostre emozioni. È stata un’esperienza che ci ha
nostri occhi. Vogliamo conoscere, ve-
cambiati, regalandoci sensazioni che nessuno si
dere e capire. Vogliamo essere ponti, eliminare
aspettava di provare. Non volevamo essere turisti,
muri».
volevamo capire, conoscere, entrare in quel mondo
Era questo il motivo che ha animato i clan del-
misterioso e travagliato che è la Terra Santa, dove
l’Arezzo 5 e 7, uniti da pochi soli mesi in gemellag-
nascono tutte le religioni, dove ognuno di noi ha ini-
gio, quando hanno deciso quella che sarebbe stata
zio, dove siamo tutti uguali e parte di una stessa fa-
la loro route del 2010: la Terra Santa. «Questa route
miglia. Purtroppo è anche terra di conflitto, di odio
l’hanno voluta i ragazzi – spiega il capo clan Lorenzo
ed ingiustizie, di check point, di muro. Abbiamo im-
Sedda – sentivano il bisogno di un’esperienza forte,
postato la route in modo da poterci confrontare con
che potesse farli uscire dalla quotidianità e cambiarli.
entrambe le parti, per questo abbiamo soggiornato
I mesi che hanno preceduto la route sono stati
tanto in Israele quanto in Palestina, anche se, pur-
molto intensi perché ci siamo preparati accurata-
troppo, solo i palestinesi si sono resi disponibili a in-
mente in vista di questa esperienza: attraverso il ca-
contrarci. Vogliamo ringraziare tutte le persone che
pitolo, vari incontri e tante esperienze abbiamo pro-
ci hanno parlato della loro vita, tutti i bambini che ci
vato a conoscere la Terrasanta da un punto di vista
hanno sorriso nonostante la loro condizione, tutti co-
storico, sociale e politico. Volevamo sapere più cose
loro che ci hanno accolti e ci hanno fatto sentire a
possibili per vivere consapevolmente questa espe-
casa. Siamo tornati ma i nostri cuori e le nostre
rienza e non farci trovare impreparati. In questo
menti sono ancora lì per cercare di capire come sia
senso è stata fondamentale la costante presenza di
possibile tanto odio».
«S
Alessandro Bartolini della Pattuglia regionale Ter-
Marco Cavini
rasanta».
Per capire l’impatto che tale esperienza ha avuto sui
Il prossimo pellegrinaggio della Pattuglia
ragazzi, abbiamo sentito Benedetta Bisaccioni, una
Regionale in Terra Santa sarà dal 24 Feb-
scolta dell’Arezzo 5-7: le sue parole sintetizzano nel
braio al 3 Marzo 2011. Per iscriversi con-
migliore dei modi quello che è stata questa route e
tattare Alessandro Bartolini al 349/7582859
quello che ha significato. «Ora che siamo tornati vo-
o scrivere a [email protected]
gliamo raccontare – commenta Benedetta – Far co19
Pattuglia Terrasanta
di essere PONTI»
Toscana SCOUT
Arezzo 5 e 7
Dai Settori
«Cantiere
BILANCINO»
Una base che nasce
di Gianluca Ermannno
S
u Toscana Scout, vi abbiamo informato della nascita del Settore Nautico e della nuova base che sorgerà
presso il lago di Bilancino, nel comune di Barberino di Mugello, in provincia di Firenze.
La presenza di questa nuova opportunità, fornirà
senz’altro nuovi spunti e nuove possibilità per far
vivere ai nostri ragazzi delle esperienze significative nell’ambiente dell’acqua.
Ma vediamo quale sia ad oggi lo stato dell’arte
della base e quali saranno le prossime tappe che
ci avvicineranno all’inaugurazione di questa nuova
realtà a disposizione dello scautismo toscano.
proprio sulla riva del lago, diventeranno accessi-
La base verrà gestita congiuntamente da Agesci
bili per tutti i gruppi che vorranno misurarsi con un
e Cngei. A tal proposito, è stato anche stipulato un
primo approccio di qualità all’ambiente nautico.
protocollo d’intesa che definisce le finalità e le mo-
Quando sarà completamente operativa, la base
dalità d’uso della base, cosa che testimonia la po-
potrà ospitare circa sessanta persone, suddivisi
sitiva collaborazione esistente tra le due associa-
tra accantonamento in tenda e in letti a castello.
zioni.
Inoltre, cosa fondamentale per una base nautica,
In ogni caso, tenete pronti i vostri natanti per la pri-
offrirà ricovero ai mezzi della flotta regionale, per
mavera del 2011! Infatti, se tutto procederà come
il momento composta di sei canoe, che verranno
previsto, la base nautica di Bilancino aprirà i bat-
ospitate nelle nuove strutture.
tenti entro aprile.
Sono molte le persone che si stanno impegnando
Così, i circa 10 mila metri quadrati di spazio situati
al massimo affinchè vengano rispettati i tempi
20
Una veduta del lago di Bilancino
Una volta completata e agibile, la base permetterà
ai gruppi di vivere esperienze nautiche, ma anche
a stretto contatto con la natura. A breve distanza,
infatti, sorge l’oasi WWF del Gabbianello, che può
essere meta di uscite e attività specifiche.
Un altro aspetto da non sottovalutare relativo alla
collocazione della base è che nel Mugello, a distanze relativamente brevi, si trovano altre realtà
scautistiche che possono integrarsi e completarsi
a vicenda, basti pensare alla base de Le Salaiole
o alla casa di Castellonchio, oppure a Barbiana,
tutto ciò, contribuisce ad offrire una varietà di proprogrammati, a partire dal responsabile della
poste che possono rispondere alle esigenze di
base, Antonio Esposito, scout di lungo corso, che,
tutti i gruppi e a più livelli.
insieme a Roberto Aspettati (anche lui una vec-
A proposito di esigenze, chiunque abbia barche,
chia conoscenza della nostra associazione),
canoe, kajak e simili dei quali si voglia disfare o
hanno messo al servizio dello scautismo tutta la
che voglia mettere a disposizione della base, si
loro competenza e la loro passione, al fine di rag-
può
giungere l’obiettivo dell’apertura della base.
([email protected]), sarà il benvenuto!
D’altra parte, anche i reparti non rimangono con
A questo punto, non ci resta che attendere fidu-
le mani in mano: per esempio, il reparto di Figline
ciosi l’arrivo della primavera e dell’apertura della
Valdarno, sta realizzando una torretta di avvista-
base nautica di Bilancino che, siamo sicuri, di-
mento che verrà collocata all’interno della base
venterà in breve tempo una delle basi più fre-
stessa.
quentate della Toscana.
mettere
in
contatto
con
Antonio
21
Dalle Zone
Il nuovo
progetto di Pisa
Capi, ragazzi e territorio
al Centro
di Daniele Lucchini
D
escrivere tutto ciò che e’ successo
nei due giorni del convengo della
zona di Pisa, il 20 e 21 Novembre
scorsi, all’auditorium di Fucecchio, ciò che è stato
detto dai quasi 100 partecipanti non è possibile
con sole due pagine a disposizione.
Penso che non ci sia modo migliore se non dando
la parola direttamente ad alcuni dei presenti con
cui ho avuto il piacere di confrontarmi durante
l’assemblea che ha chiuso il convegno.
Chiedo a Stefano, capo branco del Pisa 2, di parlarmi dei due giorni. Inizia il racconto descriven-
sti temi perchè avrebbero costituito gli argomenti
domi il sabato, organizzato in modo che ci fosse
principali del convegno. La domenica tutti i gruppi
il tempo per fare strada, divisi in gruppi di 3/4 co-
si sono riuniti nell’auditorium dove, prima si sono
munità capi; per fare animazione, durante il giorno
divisi in 3 macro gruppi, uno per ognuno dei tre
e col bivacco serale e di confrontarsi, come aveva
punti analizzati il giorno prima, poi tutti insieme
indicato il comitato di zona nelle settimane pre-
hanno dato vita all’assemblea.
cedenti, sul nostro ruolo di capi, sul rapporto con
Nel corso dell’assemblea si sono così decise le li-
i ragazzi e quello con il territorio.
nee guida della zona di Pisa per i prossimi tre
Era stato chiesto ai vari gruppi di preparsi su que-
anni. Riguardo al ruolo del capo è emersa una ric-
22
Per il punto «i ragazzi» è stato deciso d’effettuare
un analisi che studiasse la funzione degli strumenti dello scautismo in relazione alle problematiche che riguardano da vicino i ragazzi di oggi ponendo particolare attenzione agli strumenti della
«formazione del carattere», a ciò che riguarda la
riscoperta della propria autostima, della capacità
di scelta critica e, come secondo punto, la riscoperta dell’educazione alla legalità ed alla cittadinanza.
Per il punto «il territorio» è stato chiesto alla zona
di essere più presente nei non sempre idilliaci rapporti fra comunità capi e realtà parrocchiali/ecclesiali, presentando agli Ae l’evento di formazione regionale, organizzandone uno di zona ed
avviando una riflessione sui rapporti fra Agesci e
Chiesa.
hiesta di maggiore attenzione alla crescita dei ti-
È stata approvata la costruzione del sito di zona
rocinanti, non solo con i Cft, ma approfondendo
data la mancanza di collegamento tra i diversi
maggiormente il ruolo di educatore a partire dalla
gruppi e così si è deciso di prestare una maggiore
comunità capi stessa; l’organizzazione di incontri
attenzione alla programmazione di interventi rivolti
con esperti mirati ad approfondire le competenze
a bambini, adolescenti e giovani in generale. Il
relazionali che ogni capo dovrebbe avere (capo-
tutto si chiude con l’augurio di ritrovarsi tra tre
capo, capo-ragazzo, capo-genitore) ed incontri
anni, con gli impegni presi portati a termine, con
che forniscano strumenti per favorire la progetta-
nuove idee che migliorino ed incitino sempre più
zione di itinerari di fede individuali e comunitari.
ad un servizio utile, divertente e consapevole.
23
Dalle Zone
AREZZO, tre giorni di convegno
per il nuovo progetto
di Marco Cavini
GLI OBIETTIVI
reare un legame più forte con la Diocesi
e aprirsi maggiormente al territorio e
alla collaborazione con le altre associazioni;
aiutarsi tra capi di gruppi diversi creando una
sorta di «albo degli esperti»: chi ha una competenza in qualche ambito, si metterà al servizio di tutta la zona;
saper sfruttare le occasioni di formazione nel
modo e nei tempi migliori;
puntare sulla formazione, non per dovere o
per regola, ma perché consapevoli che porta
qualità al proprio servizio;
lavorare sulla competenza e sul protagonismo
dei ragazzi;
puntare sui partenti con eventi e con nuove opportunità di confronto;
riscoprire e godere di una dimensione più contemplativa e di preghiera per i momenti spirituali proposti dalla zona.
C
U
n progetto di zona da scrivere. Un
convegno per riuscirvi. Un fine settimana di ottobre da dedicarvi.
Sono questi i tre ingredienti che hanno spinto tutti
i capi della zona di Arezzo a ritrovarsi in un nebbioso venerdì notte di ottobre al seminario di
Città di Castello. Dal 15 al 17 ottobre questi capi
sono stati protagonisti di tre giorni di convegno
con l’obiettivo di elaborare il nuovo progetto della
zona di Arezzo.
I tre giorni di convegno sono stati solo il termine
di un percorso lungo, iniziato più di un anno fa. Un
percorso che si è composto di più step e che ha
mosso i primi passi all’interno delle singole comunità capi. Un percorso di analisi e di riflessione
«Siamo soddisfatti del cammino di avvicinamento
che ha portato ogni capo ad avvicinarsi all’evento
al consiglio – commentano i responsabili di zona
di ottobre con consapevolezza e entusiasmo.
Luigi Bigazzi e Chiara Beucci –, i lavori di Coca,
24
i gruppi trasversali all’assemblea dello scorso
anno e gli incontri con gli esperti ci hanno permesso di avvicinarci alla stesura delle mozioni preparati e consapevoli delle esigenze e delle problematiche della
nostra zona. Nei mesi precedenti all’evento i capi erano
già stati divisi in quattro gruppi:
Capo, Ragazzo, Territorio e Fede, e
dunque sono arrivati al convegno con le
idee chiare e forti del proprio ruolo. Nella preparazione al convegno, insieme con i capi
gruppo, abbiamo anche provato a fare chiarezza
su tutti i passaggi legati alla realizzazione del
progetto e alla scrittura delle mozioni».
Il comitato della zona di Arezzo ha pensato ad un
convegno per dedicare il tempo opportuno alla
rato il loro progetto di zona. Alla fine ne è valsa la
stesura del nuovo progetto: tre giorni per stac-
pena.
carsi dai pensieri e dalle fatiche quotidiane, tre
«Tre giorni possono sembrare tanti – concludono
giorni per avere il tempo di fare tutto con la dovuta
Luigi e Chiara – ma un concetto che fin dall’inizio
attenzione e cura, e, soprattutto, tre giorni per
abbiamo sottolineato è stato quello del tempo.
stare insieme, conoscersi e condividere le proprie
Abbiamo richiesto ai capi di esserci e di conce-
esperienze e il proprio servizio. Tre giorni vissuti
derci il loro tempo, di dedicarlo all’intera zona, di
in puro stile scout, con una veglia proposta dal-
riempirlo di input, proposte e confronto. È stato un
l’Ae di zona don Samuele Antonello, con un’im-
lavoro lungo e faticoso, ma siamo molto soddi-
mancabile strada, con una riflessione aiutata da
sfatti del progetto che abbiamo elaborato. Ab-
vari esperti. Tre giorni in cui i gruppi hanno potuto
biamo speso tanto tempo ed energie, ma, alla
confrontarsi e riflettere attentamente sulle mo-
fine, ne è valsa la pena. La direzione che la no-
zioni che sarebbero rientrate poi nel progetto di
stra zona ha scelto per i prossimi anni è abba-
zona. Tre giorni che si sono conclusi con l’As-
stanza definita, pur lasciando mano libera alle
semblea, con le relative mozioni e le discussioni,
branche e al Consiglio di trovare quegli strumenti
con le palette e le votazioni. Alla fine i capi della
che possono rispondere alle nostre proposte e
zona di Arezzo ce l’hanno fatta ed hanno matu-
alle varie esigenze».
25
Dai Gruppi
E siamo a quota 103
Nasce
il Camaiore 1
D
omenica 24 ottobre durante la messa
nella chiesa della Collegiata celebrata da mons. Damiano Pacini è
nato il Camaiore 1.
Il gruppo nasce da un’idea di Andrea Luchinelli e
di sua moglie Franca che hanno sentito l’esigenza
di portare lo scautismo nel loro territorio, un po’
di Giovanni Barsocchi
per la necessità di fornire ai ragazzi della zona la
possibilità di sperimentare il metodo scout e un
26
po’ per la nostalgia maturata durante alcuni anni
Lucca-Massa-Carrara.
di lontananza dalla nostra associazione.
Questo percorso ha portato all’apertura del
Il passo successivo è stato prendere accordi con
branco e presto alla costituzione di un gruppo
mons. Pacini, nuovo parroco di Camaiore, e con
completo di tutte le branche. I numeri ci sareb-
amici vecchi e nuovi legati all’Agesci.
bero anche per l’apertura di un reparto, ma la
L’attuale comunità capi formata da Ilaria Silicani,
neonata Comunità capi ha deciso di aspettare un
Andrea Luchinelli, don Andrea Ghiselli, Franca
altro anno per migliorare la propria formazione.
Ghilardi, Luca Cammilli, Luigi Tofanelli, Manuel
La partecipazione alle diverse attività della vita
Maggi, Onorato Spagnoli, Angelica Zucconi e
parrocchiale ha già fatto ben volere il gruppo tanto
Lucia Massaglia ha intrapreso nel novembre
che c’è in progetto, se le forze lo permetteranno,
del 2009 un cammino di cre-
anche la nascita del noviziato a cui alcuni ragazzi
scita e formazione all’interno
hanno dichiarato di voler aderire.
della Comunità capi del
Facciamo gli auguri al Camaiore 1 e speriamo
Capezzano1, anch’esso
che i semi gettati dai capi germoglino e diano
gruppo della zona
buoni frutti.
27
NASCE LIBERA SIENA
Lotta contro le mafie in terra di Toscana
ibera. Associazioni, nomi e nu-
stampo mafioso che ha tentato di investire in vari
meri contro le mafie» nasce il 25
differenti settori che da sempre hanno contraddi-
marzo 1995 grazie a don Luigi
stinto l’economia della zona, precisamente quella
Ciotti, con l’intento di sollecitare la società civile
del Chianti senese: viticoltura, uliveti ed alleva-
nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giu-
mento.
stizia. Attualmente Libera è una rete che coordina
Eclatante è stato il caso di Suvignano, azienda
oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di
agricola che sorge a 15 chilometri da Siena, in
base, territorialmente impegnate per costruire si-
mezzo a un territorio incontaminato che però non
nergie politico-culturali e organizzative capaci di dif-
lo era dalla presenza mafiosa. I 700 ettari e le 13
fondere la cultura della legalità. Tra queste asso-
case coloniche, la villa padronale, i tre centri zoo-
ciazioni c’è anche il nome di Agesci.
tecnici, la chiesa, la casa canonica, l’allevamento di
La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle ma-
ovini e suini, l’oliveta, le viti e la riserva di caccia
fie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno
erano infatti di proprietà del boss siciliano Vincenzo
contro la corruzione, i campi di formazione anti-
Piazza. Qui, dov’è stato arrestato nel 1994, i tre enti
mafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività
locali sostenuti da Libera, Libera Terra e Arci, hanno
antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Li-
sviluppato un progetto che prevede la valorizza-
bera. Riconosciuta come associazione di promo-
zione dell’attività agricola e zootecnica, lo sviluppo
zione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale,
di un’attività agrituristica, la realizzazione di un
nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccel-
punto degustazione dei prodotti tipici e la reintro-
lenze italiane.
duzione dell’allevamento dei bovini di razza Chia-
Nel senese, come in Toscana, esisteva un’attività di
nina. Inoltre sono state organizzate accoglienza ai
«L
28
minori disagiati e donne maltrattate e la forma-
all’evento. Costruire una cultura della legalità è
zione dei giovani sulla legalità e la lotta alla mafia.
l’impegno che ognuno di noi dovrebbe mettere per
Grazie all’intervento di Libera, si è potuto evitare la
creare un mondo migliore, è il messaggio che don
vendita all’asta di questa risorsa territoriale.
Ciotti ha lanciato nel suo elenco in una celebre ap-
Dopo la confisca, Siena ha deciso di dar vita a un
parizione televisiva.
coordinamento locale che si occuperà di tutte
Maria Rita Mele
quelle che sono sempre state le battaglie di Libera:
dall’impegno contro la corruzione alla diffusione di
un’educazione alla legalità democratica, dai progetti
su lavoro e sviluppo alla legge sull’uso sociale dei
beni confiscati alle mafie.
L’impegno che Libera mette ogni anno nell’organizzare una giornata in memoria delle vittime di mafia per il 21 marzo è diventato un appuntamento
fisso. Quest’anno la ricorrenza verrà celebrata il 19
marzo a Potenza e Libera Siena organizza pullman per permettere a chiunque voglia
di partecipare
Foro di un campo di Clan
in Calabria
sulle terre confiscate
alla Mafia
29
Base scout
«RICCARDO PAGNINI»
Alpe di Cavarzano - Prato
di Gianluca Ermanno
A
circa 35 km dal centro di Prato, si
trova una delle basi scout più vecchie
della nostra regione.
Infatti, fin dal 1926, gli scout pratesi hanno sfruttato appieno questa collocazione ideale per le attività, per le uscite e per i campi estivi.
L’Alpe di Cavarzano si trova in provincia di Prato,
nel comune di Vernio, sull’Appennino Tosco-Emiliano, a circa 6 km di distanza da Cavarzano, il
paese più vicino, dal quale prende il nome, ed è
situata a circa 1008 metri sul livello del mare.
Da sempre meta di attività scout, nel 1965, il Masci di Prato decise di acquistare una vecchia capanna semidiroccata presente all’Alpe, ristrutturandola e mettendola a disposizione dello
scautismo pratese come base d’appoggio per i
campi e le escursioni nella zona. Nasce così il rifugio «Mario Mazza», prima struttura permanente
della base e che offre sedici posti letto per l’accantonamento.
Successivamente, alla metà degli anni ‘80, fu-
tolata a Riccardo Pagnini, figura storica dello
rono poi acquistati, col contributo di molti soci del
scautismo pratese, scomparso prematuramente in
Masci, i terreni sottostanti il rifugio, fino ad un to-
quel periodo. Al primo rifugio, si è aggiunto, in se-
tale di circa 50 mila metri quadrati di terreno uti-
guito, anche un altro piccolo stabile, riadattato e
lizzabile. In questa occasione, la base venne inti-
restaurato, che può ospitare fino a dodici per-
30
I luoghi dei campi estivi
piazzole adatte al montaggio di tende di squadriglia e comprende anche i servizi essenziali: è
possibile usufruire di lavatoi con acqua potabile,
grazie alla vicina fonte del Canapale, dislocati nei
punti strategici della base e di servizi igienici in
muratura forniti di docce. Per chi lo desidera, è reperibile direttamente in loco il legname per le costruzioni necessarie, mentre, non manca certamente la legna da ardere, che aspetta solo di
essere raccolta. L’Alpe di Cavarzano, può accogliere fino ad un massimo di tre gruppi in contemporanea, sfruttando al meglio la capienza del
terreno in dotazione.
Ormai da anni, la base scout «Riccardo Pagnini»,
è diventata un punto di riferimento per lo scautismo toscano, ma non solo. Sono molti i gruppi provenienti da tutta Italia e molti anche gli scout di altre nazioni che passano dall’Alpe.
La base è gestita dall’associazione «Insieme per
lo Scautismo», nata appunto per la diffusione
sone, e che è stato chiamato «degli Scoiattoli».
dello scautismo e per la gestione della base, e che
Nel periodo estivo, è possibile utilizzare per i per-
vede come soci sia il Masci che l’Agesci di Prato.
nottamenti per gruppi numerosi, anche due ten-
Per maggiori informazioni e prenotazioni si può
doni che ampliano ulteriormente i posti letto a di-
contattare Roberto Fedi (339 2836645) e visitare
sposizione. Il terreno dell’Alpe è attrezzato con
il sito: http://www.masciprato.com/scoutcamp.htm
31
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