Toscana SCOUT PERIODICO REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE GUIDE E SCOUT CATTOLICI ITALIANI NATALE Il racconto di Dio che sogna l’uomo e la salvezza dell’uomo Viareggio, cento anni di scautismo Il mio primo Consiglio generale I progetti di Arezzo e Pisa pag. 6 pag. 14 pag. 22 Periodico regionale toscano dell’AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Semestrale - Anno XX - Numero 3 - Dicembre 2010 - Sped. in abbonamento postale gruppo 50% Toscana SCOUT N Periodico regionale toscano dell’AGESCI Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani Semestrale - Anno XX - Numero 3 - Dicembre 2010 Autorizzazione del tribunale di Firenze n° 3870 del 2/8/1989. Spedizione in abbonamento postale gruppo 50%. Direttore Responsabile: Agnese Fedeli Direzione e segreteria di redazione: Segreteria Regionale Toscana - Viale Redi 65 c/d – 50144 Firenze Tel. 055/334098 email: [email protected] Redazione: Giacomo Cocchi, Maria Rita Mele, Giovanni Barsocchi, Marco Cavini, Gianluca Ermanno, Silvia Pari, Daniele Lucchini Foto: Gianluca Ermanno, Damiano Fedeli, Massimiliano Nocentini Impaginazione: Marco Masini (Coop. Firenze 2000) Stampa Tipografia: Baroni e Gori Numero chiuso in redazione il 15 dicembre 2010 Per comunicare con la redazione per segnalazioni, per inviare lettere scrvi a: [email protected] 2 umero natalizio per Toscana Scout. In apertura pubblichiamo un testo del nostro assistente padre Alessandro Salucci. A lui abbiamo chiesto una riflessione sul senso del Natale, su questo momento liturgico che ogni anno torna camuffato da mille luci e colori, con il rischio che se ne possa dimenticare o non riconoscere la vera essenza. Regali, sorrisi, ricette tradizionali ma anche bontà, gioia e gratitudine. Il Natale è fatto anche di questi aspetti, e sono importanti, ma la festa è vera «solo se la fede la sostiene», scrisse tanti anni fa Romano Guardini in un bellissimo libro, «Natale e Capodanno, pensieri per far chiarezza». Siamo all’inizio di un nuovo anno. All’assemblea regionale di novembre abbiamo votato un nuovo e denso programma. Ci attende un 2011 ricco di iniziative, vi invitiamo a scoprirle leggendo le «voci delle branche» e le ultime dai settori. Tra queste, segnaliamo nei prossimi mesi l’apertura della base nautica di Bilancino, una nuova opportunità per i nostri ragazzi. Vi consigliamo anche la lettura dell’intervista ad uno dei nostri consiglieri regionali, Paolo Del Puglia, che ci racconta il suo primo consiglio generale a Bracciano. Insieme ad altri 6 consiglieri eletti dall’assemblea regionale rappresenta la Toscana negli incontri nazionali dell’Associazione. Ci sembrava utile e anche interessante sapere da lui com’è andato l’ultimo consiglio e in quali direzioni sta andando l’Agesci. La redazione di Toscana Scout augura a tutti buon Natale e un felice anno nuovo! G.C. «Lo sai cos’è, dovremmo stringerci le mani... O é Natale tutti i giorni… o non é Natale mai…» SOMMARIO O è Natale tutti i giorni… - Luca Carboni 4 Pagine di Fede ■ Natale... il racconto di Dio che sogna l’uomo e la salvezza dell’uomo 6 100 anni di scautismo ■ Una festa a Viareggio 8 10 12 Dalle Branche ■ Un anno dedicato ai grandi ■ Un 2011 a tutta competenza ■ Essere cristiani e attori del cambiamento 14 16 Dalla Regione ■ Vi racconto il mio primo Consiglio generale ■ Verso il Jamboree 18 20 Dai Settori ■ L’esperienza dei clan nei luoghi di Gesù ■ «Cantiere» Bilancino 22 24 Dalle Zone ■ Il nuovo progetto di Pisa ■ Arezzo tre giorni a convegno per il nuovo progetto 26 Dai Gruppi ■ Nasce il Camaiore 1 28 30 ■ Libera a Siena ■ L’Alpe di Cavarzano 3 Pagine di Fede NATALE... Il racconto di Dio che sogna l’uomo e la salvezza dell’uomo orse vi ho già raccontato questo sogno, bile a trovare allo scadere del ma portate pazienza. Accadde all’ap- tempo fissato dalle esigenze prossimarsi impalpabile e misterioso del pubblicitarie. Allarmato, mi sve- Natale. Intrappolato nelle spire di un programma te- gliai e mi accorsi che il mellifluo levisivo fui forzato ad ascoltare un cantastorie della cantastorie tramava per rubarmi contemporaneità. Furbescamente camuffato da il senso del Natale, per farmi di- esperto del tutto, egli mi affabulava con l’ovvietà de- menticare che anche Dio sogna, formante del suo sapere. Puntando lo sguardo verso e sogna il bene delle sue crea- un oltre a me inaccessibile, citando arcane sapienze, ture. E pensai: come è facile farci credere che il con la voce e il tono grave di chi si appresta a co- sogno di Dio è solo un sogno, dimenticare che l’Al- municare l’incomunicabile, annunciò, quasi in un tissimo dette inizio a nuove speranze chiedendo al sussurro, che il mondo stava virando verso il peggio proprio Figlio di incarnarsi in una vergine, affinché e non ci attendevano giorni felici. Poi, a sdrammatiz- ogni uomo potesse rinascere di nuovo al suo pec- zare la gravità dell’avviso, tra un sorriso compiaciuto cato. Ma angustiato pensai ancora: ciò che è acca- e un gesto di consolazione, mi confidò di aver con- duto a me può accadere a tutti voi, amici amati nel vinto un’arcigna setta di venditori di “sogni”, detta Signore! Ecco allora, che a salutare rimedio dai ladri dei “pubblicitari”, a promuovere la sua grande inven- dei sogni di Dio, vorrei che sognaste una storia di- zione: sostituire Gesù Bambino con Babbo Natale. versa, quella narrata in un libro chiama chiamato Bib- Era una figura particolare questo suo Babbo Natale, bia e che un’agenzia specializzata nel fornire portatore di doni effimeri, ma capace di convincere speranza della miglior lega, detta Chiesa, ci racconta che sono fatti col cuore; dispensatore di sorrisi e di puntualmente ogni anno nel tempo detto “di Av- bontà, ma per il tempo effimero di uno spot pubbli- vento”. Essa narra che il 25 dicembre è il giorno in cui citario; piazzista di un’atmosfera di serenità e di leti- agli uomini «sono manifestati la bontà di Dio, salva- zia, che però non riesce a varcare la piattezza di uno tore nostro, e il suo amore per gli uomini» (Tito 3,4). schermo, figura rassicurante al vedersi, ma impossi- Che il protagonista del racconto, un certo Gesù, che F 4 poi scoprirà niente di meno di essere il Figlio di Dio, sti custodi di pecore che la notte vegliano di guardia, volle nascere durante un viaggio in una terra diversa ascoltando e contemplando il silenzio, ma solo per ri- da quella dove abitava la sua famiglia (Lc 2,1-6), e cordarci che troveremo Dio solo se sapremo farci si- questo per ricordarci che viviamo sulla terra, anche lenziosi contemplatori del suo amore. Ma non voglio se la nostra casa è altrove, in cielo. Questo Gesù poi, certo svelarvi tutto l’intrigo del racconto, e lascio a continua la storia, e questo è un vero e proprio colpo voi di riscoprirlo ancora una volta nel vostro cuore. di scena, nacque in una stalla, a ricordarci che se La sola cosa che vorrei dirvi è che se sceglierete di noi volessimo cercarlo è proprio nei posti meno con- assentire “con fede” a questo sognare divino, allora, fortevoli e più maleodoranti, là dove la dignità umana per favore, in questo tempo di Avvento non lasciate è calpestata, che lo troveremo con certezza. Poi, ap- passare giorno senza aver recitato davanti alla luce pena nato, questo Gesù venne amorevolmente av- di una candela una Ave Maria o meglio ancora l’av- volto in delle fasce, e questo, dissero gli angeli ai volgente preghiera dell’Angelus. E davvero questo pastori invitati ad andare ad adorarlo, è il modo in cui Avvento sarà per voi e per tutti noi uomini di buona lo avrebbero riconosciuto (Lc 2,12), come in effetti volontà un avvento di speranza, perché sogneremo dalle fasce lasciate nella tomba alla sua morte altri vi- il sogno di salvezza di Dio. Buon Natale! dero la sua gloria (Gv 20, 4-8). E furono loro, questi umili pastori, che vennero per primi a trovarlo, que- fr. Alessandro Salucci op Ae regionale 5 100 anni di scautismo Una festa a Viareggio di Giovanni Barsocchi C Cento anni fa lo scautismo nasceva in Italia e più precisamente a Bagni di Lucca. Uno dei primi gruppi nac- que a Viareggio e perciò le comunità capi del Viareggio 3 e del Viareggio 5 hanno proposto alla Zona Lucca-Massa-Carrara di organizzare un evento per celebrare questo evento. Mas- Nel pomeriggio è stata aperta la mostra storica simo Stefanini, Nicola Ricci e Andrea Gori del e filatelica scout presso il centro congressi Prin- Viareggio 5, tutti e tre membri della pattuglia or- cipe di Piemonte che la ha ospitata per tutti e ganizzatrice, ci raccontano come si è svolta la tre i giorni della rassegna. La mostra, realizzata tre giorni versiliana. in collaborazione con l’Associazione italiana La festa è iniziata venerdì 12 novembre con scout filatelia, ha visto la partecipazione di 23 l’inaugurazione dell’opera pittorica del profes- collezionisti e 30 collezioni con un percorso sor Franco Anichini presso l’ex ospedale Taba- espositivo che spaziava dagli annulli filatelici racci di Viareggio. Il professor Anichini ha degli scout in Toscana, alle illustrazioni sulla vita brillantemente riprodotto un quadro realizzato scout, su B.P., sulla giornata del pensiero, su da padre Giosuè Bigatti intorno al 1945 che raf- annulli di tutta Italia e di alcuni paesi esteri e su figura «La predica agli uccelli di San France- molti altri argomenti. sco». Sabato 13 la giornata è cominciata con lo spe- L’organizzazione ha voluto iniziare la festa pro- ciale annullo filatelico grazie all’ufficio postale prio con questa cerimonia per ricordare il distaccato presso il centro congressi. L’avveni- gruppo scout San Giorgio, fondato da padre mento più importante della giornata è stata la Giosuè che aveva per sede proprio nello scan- tavola rotonda «Tra storia e ricordi una espe- tinato dell’ospedale Tabaracci. rienza educativa che continua», alla quale 6 INDABA 2010 hanno partecipato ospiti legati al mondo scout e con una competenza professionale specifica nell’ambito dell’educazione. Emanuele Palagi, psicologo esperto di disagio giovanile, ha parlato dei giovani nel territorio di Viareggio analizzando esigenze e criticità; Matteo Spanò, responsabile regionale della Toscana, ha parlato del gioco e di come questo strumento fondamentale del nostro metodo conservi ancora una forte attrattiva per i ragazzi; Lucia Capone della pattuglia Terra Santa ha raccontato la propria esperienza nei luoghi dove ha vissuto Gesù e infine Leopoldo Laricchia, dirigente capo commissario di polizia di Viareggio ha parlato del servizio e di come questa esperienza possa trasformarsi in scelta di vita quotidiana. La giornata conclusiva è stata domenica 14 con un grande torneo che ha visto la partecipazione di quasi tutti i gruppi della zona. Le partite si sono tenute sulla spiaggia adiacente al centro congressi Principe di Piemonte e hanno visto la partecipazione di 24 squadre per un totale di circa 450 ragazzi. Inizialmente si sono sfidati a roverino i fratellini e le sorelline che hanno visto la vittoria del Pietrasanta 1 arrivato in finale col Viareggio 5. Poi è stata la volta degli esploratori e delle guide che, dopo combattuti gironi a palla scout il Pontemoli 2 ha vinto battendo in finale il Viareggio 5. La sfida si è conclusa nel pomeriggio con il torneo fra clan, sempre a palla scout, dove il Pontemoli 2 si è imposto sul LuccaPonte 1. «L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E LE ALTRE STELLE» avanti a Santa Croce ad ascoltare la vita di San Francesco nel canto XI, nella chiesa del Carmine ad ammirare la cappella Brancacci e ancora nel battistero per contemplare insieme a Virgilio i mosaici della cupola. È stato un vero e proprio viaggio alla scoperta della bellezza l’ultima indaba svoltasi a Firenze il 25 e 26 settembre scorsi. Tutto ha avuto inizio al parco delle Cascine dove sono state piantate le tende per la notte; da lì è iniziato il giro che ha portato i capi a visitare alcune tra le più belle chiese fiorentine. Ad ogni sosta un cantore diverso, facente parte dei volontari dell’iniziativa «Cento canti per Firenze», ha declamato alcuni versi tratti dall’Inferno e dal Paradiso. Nella giornata di domenica si è svolto l’incontro di formazione tenuto da padre Fabrizio Valletti, gesuita e assistente regionale dell’Agesci Campania, venuto a raccontare la sua esperienza di «prete di strada» nel difficile quartiere di Scampia a Napoli. «Nella nostra azione educativa – ha detto padre Valletti – dobbiamo insegnare ai ragazzi ad essere liberi di crescere con maturità rispetto ai loro bisogni». L’intervento del religioso scout è stato tutto incentrato sulla differenza tra bisogno e desiderio, inteso come «<voglia di relazione, di costruire, di conoscere». D Branca L/C Un anno dedicato ai GRANDI In primavera l’incontro con le cocci anziane di Silvia Pari I spirandosi al progetto regionale, la branca l/c si concentrerà soprattutto su «i grandi del branco e del cerchio». Per questo motivo le Officine Metodologiche, in programma il 19 e 20 marzo a Siena alla basilica dell’Osservanza, saranno incentrate su come gli strumenti del metodo potranno essere declinati con particolare attenzione alle esigenze dei bambini che vivono il momento della re- lità più efficaci di giocare in- sponsabilità nelle rispettive sieme ai bambini più grandi comunità l/c. Punti salienti del branco/cerchio. di questo incontro saranno Per quanto riguarda in par- quindi le attività di CdA e, ticolare i campetti di Piccole naturalmente, le Piccole Orme la pattuglia annuncia Orme. L’evento sarà orga- che, per permettere a più nizzato in collaborazione fratellini e sorelline possibili con gli incaricati di branca delle varie Zone e con le di partecipare, per l’anno 2011 sono previsti 6/7 staff di Piccole Orme. Via libera quindi al confronto campetti. Due in collaborazione con il settore nau- fra capi giovani ed esperti su quali siano le moda- tico e stampa, mentre un altro dedicato al riciclag- 8 gio, argomento molto importante anche al quale, dimento e una riflessione di più ampio respiro. soprattutto a livello regionale, si é chiesta un’at- Un ultimo importante punto della branca l/c ri- tenzione particolare. guarda le Zone. Per gli incaricati e per la pattuglia Per le coccinelle anziane si prospetta la possibilità é fondamentale cercare di raggiungere e di creare di un incontro regionale, probabilmente in prima- un rapporto con tutte le Zone della Toscana. Favo- vera. L’evento vuole creare una rete tra i vari cerchi rendo questo tipo di incontro non solo si divulghe- della Toscana per favorire il confronto di esperienze ranno con più velocità le riflessioni del nazionale, e per poter uniformare la proposta arricchendola del ma si avranno numerose occasioni di confronto e contributo dei singoli cerchi Toscani. L’osservatorio di discussioni fra capi, per poter costruire insieme bosco sarà essenziale per poter chiarire alcuni e per poter rafforzare la felicità e la bellezza di es- aspetti del metodo che necessitano un approfon- sere capo. 9 Branca E/G Un 2011 a tutta COMPETENZA La novità: i ragazzi Maestri di altri ragazzi di Silvia Pari I n occasione dell’assemblea per delegati del 21 novembre, sono stati presentati e votati gli obiettivi e le proposte per il nuovo anno. La branca e/g avrà come obiettivo primario la competenza. Lavorare e sviluppare i talenti di ogni ragazzo sarà fondamentale «per farlo sentire unico e protagonista della sua vita», come richiede il progetto regionale. Traguardo non semplice ma raggiungibile se gli stessi capi riusciranno a trasmettere le proprie competenze acquisite durante tutto il percorso scout. Tra le varie proposte la più innovativa riguarda la scelta di dare la possibilità agli esploratori e alle guide brevettati o che stanno completando la conquista del brevetto di competenza, di partecipare, come maestro di specialità, ai campi di specialità organizzati a livello regionale. Questa scelta si ispira alle riflessioni svolte a livello nazionale e all’esperienza positiva di altre regioni ed ha l’obiettivo di valorizzare lo strumento del bre10 vetto di competenza sottolineando il concetto che squadriglia e alla competenza. Tutto questo ser- non si diviene competenti per se stessi ma per virà anche a sviluppare un confronto sulle po- mettere a disposizione la competenza acquisita tenzialità educative in termini di autonomia e per gli altri. In questo caso i più piccoli del reparto competenza della specialità di squadriglia, stru- che stanno conquistando una specialità. La pos- mento sempre più diffuso tra le squadriglie della sibilità di ricoprire il ruolo di maestri di specialità Toscana che ogni anno si danno appuntamento è aperta anche ai novizi ed agli r/s che hanno ai Guidoncini verdi (quest’anno domenica 22 conquistato il brevetto. maggio). La pattuglia proporrà in oltre un incontro meto- Ultimo, ma non per importanza, é il Jamboree. dologico per capi reparto con argomento «Spe- Uno degli obiettivi della branca sarà coordinare e cialità di squadriglia: autonomia e competenza in accompagnare gli e/g toscani che partecipano a branca e/g», in programma il 19 e marzo. Sarà questa bellissima esperienza – in programma la l’occasione per recuperare e analizzare insieme prossima estate – con due reparti di formazione, agli altri capi reparto il lavoro svolto durante il uno tutto toscano ed un altro formato da esplo- San Giorgio regionale, dedicato all’autonomia di ratori e guide della Toscana e dell’Umbria. 11 Branca R/S Essere cristiani e attori del cambiamento Alle officine 2011 il tema fede di Giacomo Cocchi L La proposta formativa della Pattuglia regionale r/s per quest’anno parte direttamente dalle richieste dei capi clan toscani. Nel 2011 il tema scelta è quello del percorso di fede in Branca r/s. «Data l’ampiezza della tematica e le molteplicità di ambiti che la stessa può incontrare – fanno sapere gli incaricati regionali alla Branca Elisa Giannetti e Stefano Marini - abbiamo ritenuto, anche alla luce del nostro programma regionale, che possa essere utile dedicare l’evento allo specifico tema della scelta di fede come base per l’azione politica dell’uomo e donna della partenza». In particolare il tema fede verterà su «essere cristiani vuol dire essere attori del cambiamento nel mondo che ci circonda». Come obiettivi e le difficoltà lo scorso anno la tematica sarà discussa e ap- che incontriamo nel nostro essere capi della profondita all’interno delle Officine Metodologi- “Branca Rossa”. In particolare parleremo della di- che, in programma il 5 e 6 marzo (il luogo è da mensione politica della nostra proposta e di come individuare e verrà comunicato al più presto). indicare ai nostri ragazzi la via per essere buoni «Ci troveremo per giocare insieme il nostro me- cittadini essendo semplicemente dei buoni cri- raviglioso metodo r/s – aggiungono Elisa e Ste- stiani». fano – per condividere le sfide educative, gli L’evento sarà preparato e lanciato in collabora- 12 zione con gli incaricati di zona e tutti i capi r/s ar- tega c’è da tenere d’occhio il sito regionale (age- riveranno alla due giorni di marzo dopo un lavoro sci.toscana.it) perché prossimamente sarà pub- svolto nelle rispettive zone. Come lo scorso anno blicato il calendario con le modalità di iscrizione. le Officine si articoleranno in tre fasi: confronto A gennaio appuntamento anche con l’incontro vo- delle emergenze e esperienze educative (fase cazionale partenti. Da venerdì 28 a domenica 30. pre-evento, da fare di zona); momento di forma- «Quest’anno vogliamo sperimentare un incontro zione metodologica, con l’aiuto di testimonianze. un po’più lungo partendo il venerdì sera e chiu- Come sempre, in contemporanea con le Officine, dendo, come ogni anno, dopo il pranzo della do- si svolgeranno in vari punti della Toscana le Bot- menica», aggiungono Elisa e Steppy. Un secondo teghe artigiane. incontro partenti è in programma per il primo fine «L’appuntamento con la competenza per i rover e settimana di maggio. Le Ross, una si è già svolta le scolte toscani – concludono gli incaricati, ci pia- per il ponte dell’8 dicembre, ci saranno ad aprile cerebbe organizzare una Bottega in ogni zona e e a dicembre del 2011. Per maggiori informazioni, in queste settimane ci stiamo organizzando in tal date, luoghi e modalità di iscrizione a questi senso». Per conoscere luoghi e tipologia di Bot- eventi, vi rimandiamo al sito regionale. 13 L’INTERVISTA PAOLO DEL PUGLIA Vi racconto il mio primo Consiglio generale di Matria Rita Mele P aolo Del Puglia è uno dei consiglieri generali della nostra regione, eletto lo scorso aprile. Trentacinquenne fiorentino, Paolo, nella vita di tutti i giorni fa l’ingegnere in un’industria farmaceutica e svolge un incarico molto simile a un capo reparto che coordina le varie squadriglie. Scautisticamente è nato nel Firenze 2, ma attualmente non svolge alcun servizio con i ragazzi. Ama la buona musica, lo sci, viaggiare e conoscere persone di altri luoghi e sta progettando un viaggio in Giappone, dopo aver girato parecchio, soprattutto negli Stati Uniti per studio e per lavoro. Lo abbiamo intervistato per raccontarci il suo vello nazionale. Si riunisce in sessione ordinaria primo Consiglio generale, che si è svolto nei una volta all’anno per deliberare su temi di indi- giorni 30 aprile, 1 e 2 maggio 2010 presso la rizzo dell’Associazione. base scout di Bracciano. «L’ultimo Consiglio – racconta Paolo – è stato ca- Il Consiglio Generale è il massimo organo legi- ratterizzato da una riflessione ampia e significa- slativo dell’Agesci e ne esprime la volontà a li- tiva su alcune tematiche fondamentali per il no- 14 stro vivere associativo, delineando per lo più li- seppe Finocchietti e il nuovo Incaricato alla nee di indirizzo e di pensiero, rimandando ad un branca e/g Nicola Mastrodicasa. secondo momento le eventuali necessarie modifiche regolamentari e statutarie da questi ri- CI SONO STATI DEGLI ARGOMENTI chieste. Questo ha permesso un confronto bello TRATTATI CHE TI HANNO COLPITO? e approfondito sui principi e i pensieri fondanti, «Un punto importante in trattazione a Bracciano sulle scelte politiche e strategiche da assumere è stato rappresentato dal tema “Educazione alla e attivare». Legalità”. L’argomento è di grande attualità e il Consiglio generale rappresenta il contesto ideale COME HAI VISSUTO QUESTA ESPERIENZA? nel quale riflettere su come l’Associazione si sta «È stato un Consiglio Generale muovendo e quanto considera prioritario questo vissuto con consapevolezza da impegno in un momento storico in cui non sem- parte mia e dei consiglieri to- pre si percepisce, nel nostro Paese, questa ne- scani che hanno saputo incidere cessità. Infatti, il Consiglio ha approvato delle li- nel dibattito del Consiglio Ge- nee guida che facilitino l’acquisizione e l’uso da nerale assumendo i mandati e le parte degli scout dei beni confiscati alla mafia. sensibilità espresse preceden- L’educazione alla legalità ci coinvolge diretta- temente dall’assemblea regio- mente nel ruolo di educatori e deve rappresen- nale. tare un ambito di impegno per la costruzione di una cittadinanza attiva e responsabile, nostra e CHE COSA AVETE DECISO? dei nostri ragazzi». «Sono state approvate le linee guida per le modifiche al rego- Tra le altre notizie, Paolo ci racconta che è stato lamento della branca r/s (in par- deciso che i capi e i soci adulti temporanea- ticolare sui punti relativi all’itine- mente non in servizio con i ragazzi dovranno rario di fede, al servizio, al censirsi in Zona o in Regione per un massimo di noviziato e alla formazione dei due anni e che è stata approvata la mozione che capi) e si è lavorato su un docu- affida alla Commissione uniformi lo studio di una mento proposto dalla branca r/s versione di uniforme femminile, da presentare al sul tema della partecipazione dei ragazzi alla vita prossimo Consiglio. associativa. Si è discusso poi, sullo status del so- Paolo ci ha raccontato con entusiasmo la sua cio adulto e le modifiche di Statuto e Regola- prima esperienza in Consiglio e di come questi mento sull’ordinaria e straordinaria amministra- tre giorni carichi di lavoro e di temi di discussione zione e sono anche stati eletti nuovi incarichi siano stati caratterizzati da un perfetto stile, unito nazionali, tra i quali il nuovo Capo Scout Giu- ad un divertimento inatteso. 15 Verso il Jamboree In Svezia 63 e/g toscani D al 27 luglio al 7 agosto 2011 si svolgerà confronti del mondo. Le parole d’ordine saranno ri- a Rinkaby, in Svezia, il 22° jamboree spetto ed uguaglianza dei diritti per la costruzione mondiale dello scautismo. Dopo il della pace. grande raduno del centenario in Inghilterra, il movi- Dall’Italia partiranno, alla volta della Svezia, circa mento scout si ritrova nuovamente per confrontarsi, 1350 persone, tra esploratori, guide e capi, più un riflettere e condividere l’essenza dello scautismo. Da buon numero di IST (International Service Team) qui il motto del jamboree 2011: «semplicemente che comporranno il contingente Agesci al jamboree. scout». Infatti, in questa occasione, sarà possibile Dalla Toscana, saranno 63 i ragazzi partecipanti, di- compiere nuove esperienze, vivere nuove avven- visi in due reparti di formazione, uno dei quali com- ture, conoscere nuove persone provenienti da tutto pletamente toscano e l’altro composto da scout to- il mondo attraverso l’appartenenza comune alla scani e scout umbri. Ad accompagnare i ragazzi ci grande famiglia mondiale degli scout. saranno sei capi che condivideranno con loro que- I tre temi portanti saranno gli «Incontri», grazie ai sta bellissima esperienza. La staff dei reparti di for- quali verranno fatti conoscere gli stili di vita, le abi- mazione sarà composta da: Lorenzo Croci (Fi- tudini, le culture e le religioni diverse dei partecipanti, renze), Paolo Ceccherini (Prato), Azzurra Ruggeri tramite attività a tema e fuochi di bivacco; la «na- (Livorno), don Simone Imperiosi (S. Giovanni Val- tura», dato che per due settimane le guide e gli darno), Marta Camilla Corsini (Pistoia) e Alice Lenzi scout di tutto il mondo vivranno immersi completa- (Livorno). Inizialmente, il numero dei partecipanti as- mente in un ambiente naturale che diventerà ancor segnato alla Toscana era di soli 44 ragazzi, ma di più strumento di apprendimento e di scambio con- successivamente la quota è stata rivista in base alle creto; la «solidarietà», vista nell’ottica della fratel- iscrizioni pervenute su base nazionale. Inoltre, i lanza scout, servirà a stimolare la consapevolezza partecipanti toscani, hanno potuto usufruire di una della comune responsabilità che ha lo scautismo nei quota di partecipazione sensibilmente più bassa, 16 DON LUCA FA POKER Quarto Jam e la nomina di Assistente del contingente ra tutti i partecipanti al jamboree in Svezia, ce n’è uno un po’ particolare, che non è proprio quello che si dice un novellino rispetto ad esperienze internazionali di questo tipo. Stiamo parlando dell’Assistente ecclesiastico nazionale di branca e/g, don Luca Meacci, proveniente da Matassino, in provincia di Firenze, che a luglio parteciperà al suo quarto jamboree! Sì, avete capito bene, dopo le esperienze in Cile nel 1999, in Tailandia nel 2003, in Inghilterra nel 2007, eccoci alla sua quarta presenza consecutiva ad un jamboree. Questa volta, svolgerà anche un ruolo molto importante come Ae dell’intero contingente. Avrà il compito di coordinare gli altri assistenti che seguiranno i reparti di formazione, strutturare la catechesi, i momenti di preghiera. Il percorso di avvicinamento al jamboree non è semplice e talvolta risulta anche molto faticoso, ma don Luca si rende disponibile fin da adesso anche per il prossimo appuntamento del 2015. L’entusiasmo e la gioia che riesce a trasmettere nel raccontare la sua esperienza è contagiosa, perché, come dice lui: «Lo scautismo è una bella avventura che vale la pena essere vissuta, anche quando costa un po’!». T I toscani al Jamboree 2007 dato che il Comitato regionale ha potuto reinvestire nel jamboree una parte dei finanziamenti avanzati dopo il San Giorgio regionale a Viareggio. Gli scout e le guide che andranno in Svezia, provengono da quasi tutte le Zone della Regione, dimostrando così, l’interesse e l’attenzione capillare che esiste per un evento di portata così ampia. Nelle fasi preparatorie, successive all’iscrizione, si è cercato e si sta cercando tutt’ora, di rendere il jamboree un evento di tutto il gruppo e non del singolo partecipante, coinvolgendo tutto il reparto e anche i genitori dei Don Luca Meacci ragazzi nella preparazione, affinché l’esperienza divenga qualcosa di condiviso e che ricada positivamente su di un numero più ampio possibile di persone. I reparti di formazione così composti, si incontreranno almeno in tre occasioni prima della partenza per effettuare un percorso di avvicinamento comune, per conoscersi meglio tra di loro, dandogli tutti gli strumenti necessari che li possano aiutare a vivere al meglio questa esperienza indimenticabile che ogni scout sogna di poter compiere almeno una volta nella sua vita. Gianluca Ermanno 17 luoghi di Gesù Pattuglia Terrasanta Toscana SCOUT L’esperienza dei clan nei luoghi di Gesù a molti anni la Pattuglia Terra Santa To- luoghi biblici (Betlemme e la mangiatoia, il Lago di Ti- scana si reca in Terra Santa e visita quel- beriade e la moltiplicazione dei pesci, Gerusalemme la terra con lo stile e lo spirito tipici de- e il Golgota). Luoghi che, per quanto già ben presenti gli scout. L’azione dei capi che compongono la pat- nella fantasia di tutti, si rivelano molto diversi da come tuglia è spinta soprattutto dalla voglia di conoscere erano stati immaginati. In questi luoghi i nostri ragazzi le pietre vive della comunità che discende proprio dai ripercorrono le tappe del cammino di Gesù come primi discepoli di Cristo. Quei luoghi toccano il cuo- uomo tra gli uomini e camminano in mezzo ad un po- re di ogni uomo nel suo essere più profondo e i capi polo che con intensità immutata vive la passione di che compongono la pattuglia, colpiti come credenti Cristo. e come persone, sentono che il pellegrinaggio in Ter- Lo stridente incontro tra l’immaginario ed il reale, che ra Santa debba essere una tappa fondamentale nel- spesso si coglie nelle visite ai luoghi Santi, è solo uno la storia di tutti gli uomini. Quello in Terra Santa è un degli aspetti delle tante contraddizioni che caratte- pellegrinaggio di avventura, di scoperta di sé stessi rizzano le route della pattuglia Terra Santa. In questo e dell’altro, oltre che della situazione attuale del po- contrasto tra l’immaginato e il faticosamente vissuto polo che abita quei luoghi. i ragazzi vengono messi di fronte alla loro scelta di fede Negli ultimi anni la Pattuglia ha accompagnato mol- e al loro destino. Alcuni di essi hanno fatto emerge- ti clan in Terra Santa. Un serio autofinanziamento ha re una grande sensibilità e nessuno è mai tornato permesso a queste comunità r/s di spiccare il volo ver- a mani vuote: tutti sono sempre tornati a casa con «una so questa meta lontana, con una route internazionale buona misura, pigiata, scossa e traboccante». D iniziata dalle loro sedi e che li ha portati nei principali 18 Lucia Capone essere PONTI «Abbiamo scelto cegliamo di essere voce, di essere noscere agli altri la realtà, le storie delle persone, le testimoni con le nostre gesta e con i nostre emozioni. È stata un’esperienza che ci ha nostri occhi. Vogliamo conoscere, ve- cambiati, regalandoci sensazioni che nessuno si dere e capire. Vogliamo essere ponti, eliminare aspettava di provare. Non volevamo essere turisti, muri». volevamo capire, conoscere, entrare in quel mondo Era questo il motivo che ha animato i clan del- misterioso e travagliato che è la Terra Santa, dove l’Arezzo 5 e 7, uniti da pochi soli mesi in gemellag- nascono tutte le religioni, dove ognuno di noi ha ini- gio, quando hanno deciso quella che sarebbe stata zio, dove siamo tutti uguali e parte di una stessa fa- la loro route del 2010: la Terra Santa. «Questa route miglia. Purtroppo è anche terra di conflitto, di odio l’hanno voluta i ragazzi – spiega il capo clan Lorenzo ed ingiustizie, di check point, di muro. Abbiamo im- Sedda – sentivano il bisogno di un’esperienza forte, postato la route in modo da poterci confrontare con che potesse farli uscire dalla quotidianità e cambiarli. entrambe le parti, per questo abbiamo soggiornato I mesi che hanno preceduto la route sono stati tanto in Israele quanto in Palestina, anche se, pur- molto intensi perché ci siamo preparati accurata- troppo, solo i palestinesi si sono resi disponibili a in- mente in vista di questa esperienza: attraverso il ca- contrarci. Vogliamo ringraziare tutte le persone che pitolo, vari incontri e tante esperienze abbiamo pro- ci hanno parlato della loro vita, tutti i bambini che ci vato a conoscere la Terrasanta da un punto di vista hanno sorriso nonostante la loro condizione, tutti co- storico, sociale e politico. Volevamo sapere più cose loro che ci hanno accolti e ci hanno fatto sentire a possibili per vivere consapevolmente questa espe- casa. Siamo tornati ma i nostri cuori e le nostre rienza e non farci trovare impreparati. In questo menti sono ancora lì per cercare di capire come sia senso è stata fondamentale la costante presenza di possibile tanto odio». «S Alessandro Bartolini della Pattuglia regionale Ter- Marco Cavini rasanta». Per capire l’impatto che tale esperienza ha avuto sui Il prossimo pellegrinaggio della Pattuglia ragazzi, abbiamo sentito Benedetta Bisaccioni, una Regionale in Terra Santa sarà dal 24 Feb- scolta dell’Arezzo 5-7: le sue parole sintetizzano nel braio al 3 Marzo 2011. Per iscriversi con- migliore dei modi quello che è stata questa route e tattare Alessandro Bartolini al 349/7582859 quello che ha significato. «Ora che siamo tornati vo- o scrivere a [email protected] gliamo raccontare – commenta Benedetta – Far co19 Pattuglia Terrasanta di essere PONTI» Toscana SCOUT Arezzo 5 e 7 Dai Settori «Cantiere BILANCINO» Una base che nasce di Gianluca Ermannno S u Toscana Scout, vi abbiamo informato della nascita del Settore Nautico e della nuova base che sorgerà presso il lago di Bilancino, nel comune di Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. La presenza di questa nuova opportunità, fornirà senz’altro nuovi spunti e nuove possibilità per far vivere ai nostri ragazzi delle esperienze significative nell’ambiente dell’acqua. Ma vediamo quale sia ad oggi lo stato dell’arte della base e quali saranno le prossime tappe che ci avvicineranno all’inaugurazione di questa nuova realtà a disposizione dello scautismo toscano. proprio sulla riva del lago, diventeranno accessi- La base verrà gestita congiuntamente da Agesci bili per tutti i gruppi che vorranno misurarsi con un e Cngei. A tal proposito, è stato anche stipulato un primo approccio di qualità all’ambiente nautico. protocollo d’intesa che definisce le finalità e le mo- Quando sarà completamente operativa, la base dalità d’uso della base, cosa che testimonia la po- potrà ospitare circa sessanta persone, suddivisi sitiva collaborazione esistente tra le due associa- tra accantonamento in tenda e in letti a castello. zioni. Inoltre, cosa fondamentale per una base nautica, In ogni caso, tenete pronti i vostri natanti per la pri- offrirà ricovero ai mezzi della flotta regionale, per mavera del 2011! Infatti, se tutto procederà come il momento composta di sei canoe, che verranno previsto, la base nautica di Bilancino aprirà i bat- ospitate nelle nuove strutture. tenti entro aprile. Sono molte le persone che si stanno impegnando Così, i circa 10 mila metri quadrati di spazio situati al massimo affinchè vengano rispettati i tempi 20 Una veduta del lago di Bilancino Una volta completata e agibile, la base permetterà ai gruppi di vivere esperienze nautiche, ma anche a stretto contatto con la natura. A breve distanza, infatti, sorge l’oasi WWF del Gabbianello, che può essere meta di uscite e attività specifiche. Un altro aspetto da non sottovalutare relativo alla collocazione della base è che nel Mugello, a distanze relativamente brevi, si trovano altre realtà scautistiche che possono integrarsi e completarsi a vicenda, basti pensare alla base de Le Salaiole o alla casa di Castellonchio, oppure a Barbiana, tutto ciò, contribuisce ad offrire una varietà di proprogrammati, a partire dal responsabile della poste che possono rispondere alle esigenze di base, Antonio Esposito, scout di lungo corso, che, tutti i gruppi e a più livelli. insieme a Roberto Aspettati (anche lui una vec- A proposito di esigenze, chiunque abbia barche, chia conoscenza della nostra associazione), canoe, kajak e simili dei quali si voglia disfare o hanno messo al servizio dello scautismo tutta la che voglia mettere a disposizione della base, si loro competenza e la loro passione, al fine di rag- può giungere l’obiettivo dell’apertura della base. ([email protected]), sarà il benvenuto! D’altra parte, anche i reparti non rimangono con A questo punto, non ci resta che attendere fidu- le mani in mano: per esempio, il reparto di Figline ciosi l’arrivo della primavera e dell’apertura della Valdarno, sta realizzando una torretta di avvista- base nautica di Bilancino che, siamo sicuri, di- mento che verrà collocata all’interno della base venterà in breve tempo una delle basi più fre- stessa. quentate della Toscana. mettere in contatto con Antonio 21 Dalle Zone Il nuovo progetto di Pisa Capi, ragazzi e territorio al Centro di Daniele Lucchini D escrivere tutto ciò che e’ successo nei due giorni del convengo della zona di Pisa, il 20 e 21 Novembre scorsi, all’auditorium di Fucecchio, ciò che è stato detto dai quasi 100 partecipanti non è possibile con sole due pagine a disposizione. Penso che non ci sia modo migliore se non dando la parola direttamente ad alcuni dei presenti con cui ho avuto il piacere di confrontarmi durante l’assemblea che ha chiuso il convegno. Chiedo a Stefano, capo branco del Pisa 2, di parlarmi dei due giorni. Inizia il racconto descriven- sti temi perchè avrebbero costituito gli argomenti domi il sabato, organizzato in modo che ci fosse principali del convegno. La domenica tutti i gruppi il tempo per fare strada, divisi in gruppi di 3/4 co- si sono riuniti nell’auditorium dove, prima si sono munità capi; per fare animazione, durante il giorno divisi in 3 macro gruppi, uno per ognuno dei tre e col bivacco serale e di confrontarsi, come aveva punti analizzati il giorno prima, poi tutti insieme indicato il comitato di zona nelle settimane pre- hanno dato vita all’assemblea. cedenti, sul nostro ruolo di capi, sul rapporto con Nel corso dell’assemblea si sono così decise le li- i ragazzi e quello con il territorio. nee guida della zona di Pisa per i prossimi tre Era stato chiesto ai vari gruppi di preparsi su que- anni. Riguardo al ruolo del capo è emersa una ric- 22 Per il punto «i ragazzi» è stato deciso d’effettuare un analisi che studiasse la funzione degli strumenti dello scautismo in relazione alle problematiche che riguardano da vicino i ragazzi di oggi ponendo particolare attenzione agli strumenti della «formazione del carattere», a ciò che riguarda la riscoperta della propria autostima, della capacità di scelta critica e, come secondo punto, la riscoperta dell’educazione alla legalità ed alla cittadinanza. Per il punto «il territorio» è stato chiesto alla zona di essere più presente nei non sempre idilliaci rapporti fra comunità capi e realtà parrocchiali/ecclesiali, presentando agli Ae l’evento di formazione regionale, organizzandone uno di zona ed avviando una riflessione sui rapporti fra Agesci e Chiesa. hiesta di maggiore attenzione alla crescita dei ti- È stata approvata la costruzione del sito di zona rocinanti, non solo con i Cft, ma approfondendo data la mancanza di collegamento tra i diversi maggiormente il ruolo di educatore a partire dalla gruppi e così si è deciso di prestare una maggiore comunità capi stessa; l’organizzazione di incontri attenzione alla programmazione di interventi rivolti con esperti mirati ad approfondire le competenze a bambini, adolescenti e giovani in generale. Il relazionali che ogni capo dovrebbe avere (capo- tutto si chiude con l’augurio di ritrovarsi tra tre capo, capo-ragazzo, capo-genitore) ed incontri anni, con gli impegni presi portati a termine, con che forniscano strumenti per favorire la progetta- nuove idee che migliorino ed incitino sempre più zione di itinerari di fede individuali e comunitari. ad un servizio utile, divertente e consapevole. 23 Dalle Zone AREZZO, tre giorni di convegno per il nuovo progetto di Marco Cavini GLI OBIETTIVI reare un legame più forte con la Diocesi e aprirsi maggiormente al territorio e alla collaborazione con le altre associazioni; aiutarsi tra capi di gruppi diversi creando una sorta di «albo degli esperti»: chi ha una competenza in qualche ambito, si metterà al servizio di tutta la zona; saper sfruttare le occasioni di formazione nel modo e nei tempi migliori; puntare sulla formazione, non per dovere o per regola, ma perché consapevoli che porta qualità al proprio servizio; lavorare sulla competenza e sul protagonismo dei ragazzi; puntare sui partenti con eventi e con nuove opportunità di confronto; riscoprire e godere di una dimensione più contemplativa e di preghiera per i momenti spirituali proposti dalla zona. C U n progetto di zona da scrivere. Un convegno per riuscirvi. Un fine settimana di ottobre da dedicarvi. Sono questi i tre ingredienti che hanno spinto tutti i capi della zona di Arezzo a ritrovarsi in un nebbioso venerdì notte di ottobre al seminario di Città di Castello. Dal 15 al 17 ottobre questi capi sono stati protagonisti di tre giorni di convegno con l’obiettivo di elaborare il nuovo progetto della zona di Arezzo. I tre giorni di convegno sono stati solo il termine di un percorso lungo, iniziato più di un anno fa. Un percorso che si è composto di più step e che ha mosso i primi passi all’interno delle singole comunità capi. Un percorso di analisi e di riflessione «Siamo soddisfatti del cammino di avvicinamento che ha portato ogni capo ad avvicinarsi all’evento al consiglio – commentano i responsabili di zona di ottobre con consapevolezza e entusiasmo. Luigi Bigazzi e Chiara Beucci –, i lavori di Coca, 24 i gruppi trasversali all’assemblea dello scorso anno e gli incontri con gli esperti ci hanno permesso di avvicinarci alla stesura delle mozioni preparati e consapevoli delle esigenze e delle problematiche della nostra zona. Nei mesi precedenti all’evento i capi erano già stati divisi in quattro gruppi: Capo, Ragazzo, Territorio e Fede, e dunque sono arrivati al convegno con le idee chiare e forti del proprio ruolo. Nella preparazione al convegno, insieme con i capi gruppo, abbiamo anche provato a fare chiarezza su tutti i passaggi legati alla realizzazione del progetto e alla scrittura delle mozioni». Il comitato della zona di Arezzo ha pensato ad un convegno per dedicare il tempo opportuno alla rato il loro progetto di zona. Alla fine ne è valsa la stesura del nuovo progetto: tre giorni per stac- pena. carsi dai pensieri e dalle fatiche quotidiane, tre «Tre giorni possono sembrare tanti – concludono giorni per avere il tempo di fare tutto con la dovuta Luigi e Chiara – ma un concetto che fin dall’inizio attenzione e cura, e, soprattutto, tre giorni per abbiamo sottolineato è stato quello del tempo. stare insieme, conoscersi e condividere le proprie Abbiamo richiesto ai capi di esserci e di conce- esperienze e il proprio servizio. Tre giorni vissuti derci il loro tempo, di dedicarlo all’intera zona, di in puro stile scout, con una veglia proposta dal- riempirlo di input, proposte e confronto. È stato un l’Ae di zona don Samuele Antonello, con un’im- lavoro lungo e faticoso, ma siamo molto soddi- mancabile strada, con una riflessione aiutata da sfatti del progetto che abbiamo elaborato. Ab- vari esperti. Tre giorni in cui i gruppi hanno potuto biamo speso tanto tempo ed energie, ma, alla confrontarsi e riflettere attentamente sulle mo- fine, ne è valsa la pena. La direzione che la no- zioni che sarebbero rientrate poi nel progetto di stra zona ha scelto per i prossimi anni è abba- zona. Tre giorni che si sono conclusi con l’As- stanza definita, pur lasciando mano libera alle semblea, con le relative mozioni e le discussioni, branche e al Consiglio di trovare quegli strumenti con le palette e le votazioni. Alla fine i capi della che possono rispondere alle nostre proposte e zona di Arezzo ce l’hanno fatta ed hanno matu- alle varie esigenze». 25 Dai Gruppi E siamo a quota 103 Nasce il Camaiore 1 D omenica 24 ottobre durante la messa nella chiesa della Collegiata celebrata da mons. Damiano Pacini è nato il Camaiore 1. Il gruppo nasce da un’idea di Andrea Luchinelli e di sua moglie Franca che hanno sentito l’esigenza di portare lo scautismo nel loro territorio, un po’ di Giovanni Barsocchi per la necessità di fornire ai ragazzi della zona la possibilità di sperimentare il metodo scout e un 26 po’ per la nostalgia maturata durante alcuni anni Lucca-Massa-Carrara. di lontananza dalla nostra associazione. Questo percorso ha portato all’apertura del Il passo successivo è stato prendere accordi con branco e presto alla costituzione di un gruppo mons. Pacini, nuovo parroco di Camaiore, e con completo di tutte le branche. I numeri ci sareb- amici vecchi e nuovi legati all’Agesci. bero anche per l’apertura di un reparto, ma la L’attuale comunità capi formata da Ilaria Silicani, neonata Comunità capi ha deciso di aspettare un Andrea Luchinelli, don Andrea Ghiselli, Franca altro anno per migliorare la propria formazione. Ghilardi, Luca Cammilli, Luigi Tofanelli, Manuel La partecipazione alle diverse attività della vita Maggi, Onorato Spagnoli, Angelica Zucconi e parrocchiale ha già fatto ben volere il gruppo tanto Lucia Massaglia ha intrapreso nel novembre che c’è in progetto, se le forze lo permetteranno, del 2009 un cammino di cre- anche la nascita del noviziato a cui alcuni ragazzi scita e formazione all’interno hanno dichiarato di voler aderire. della Comunità capi del Facciamo gli auguri al Camaiore 1 e speriamo Capezzano1, anch’esso che i semi gettati dai capi germoglino e diano gruppo della zona buoni frutti. 27 NASCE LIBERA SIENA Lotta contro le mafie in terra di Toscana ibera. Associazioni, nomi e nu- stampo mafioso che ha tentato di investire in vari meri contro le mafie» nasce il 25 differenti settori che da sempre hanno contraddi- marzo 1995 grazie a don Luigi stinto l’economia della zona, precisamente quella Ciotti, con l’intento di sollecitare la società civile del Chianti senese: viticoltura, uliveti ed alleva- nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giu- mento. stizia. Attualmente Libera è una rete che coordina Eclatante è stato il caso di Suvignano, azienda oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di agricola che sorge a 15 chilometri da Siena, in base, territorialmente impegnate per costruire si- mezzo a un territorio incontaminato che però non nergie politico-culturali e organizzative capaci di dif- lo era dalla presenza mafiosa. I 700 ettari e le 13 fondere la cultura della legalità. Tra queste asso- case coloniche, la villa padronale, i tre centri zoo- ciazioni c’è anche il nome di Agesci. tecnici, la chiesa, la casa canonica, l’allevamento di La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle ma- ovini e suini, l’oliveta, le viti e la riserva di caccia fie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno erano infatti di proprietà del boss siciliano Vincenzo contro la corruzione, i campi di formazione anti- Piazza. Qui, dov’è stato arrestato nel 1994, i tre enti mafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività locali sostenuti da Libera, Libera Terra e Arci, hanno antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Li- sviluppato un progetto che prevede la valorizza- bera. Riconosciuta come associazione di promo- zione dell’attività agricola e zootecnica, lo sviluppo zione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale, di un’attività agrituristica, la realizzazione di un nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccel- punto degustazione dei prodotti tipici e la reintro- lenze italiane. duzione dell’allevamento dei bovini di razza Chia- Nel senese, come in Toscana, esisteva un’attività di nina. Inoltre sono state organizzate accoglienza ai «L 28 minori disagiati e donne maltrattate e la forma- all’evento. Costruire una cultura della legalità è zione dei giovani sulla legalità e la lotta alla mafia. l’impegno che ognuno di noi dovrebbe mettere per Grazie all’intervento di Libera, si è potuto evitare la creare un mondo migliore, è il messaggio che don vendita all’asta di questa risorsa territoriale. Ciotti ha lanciato nel suo elenco in una celebre ap- Dopo la confisca, Siena ha deciso di dar vita a un parizione televisiva. coordinamento locale che si occuperà di tutte Maria Rita Mele quelle che sono sempre state le battaglie di Libera: dall’impegno contro la corruzione alla diffusione di un’educazione alla legalità democratica, dai progetti su lavoro e sviluppo alla legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. L’impegno che Libera mette ogni anno nell’organizzare una giornata in memoria delle vittime di mafia per il 21 marzo è diventato un appuntamento fisso. Quest’anno la ricorrenza verrà celebrata il 19 marzo a Potenza e Libera Siena organizza pullman per permettere a chiunque voglia di partecipare Foro di un campo di Clan in Calabria sulle terre confiscate alla Mafia 29 Base scout «RICCARDO PAGNINI» Alpe di Cavarzano - Prato di Gianluca Ermanno A circa 35 km dal centro di Prato, si trova una delle basi scout più vecchie della nostra regione. Infatti, fin dal 1926, gli scout pratesi hanno sfruttato appieno questa collocazione ideale per le attività, per le uscite e per i campi estivi. L’Alpe di Cavarzano si trova in provincia di Prato, nel comune di Vernio, sull’Appennino Tosco-Emiliano, a circa 6 km di distanza da Cavarzano, il paese più vicino, dal quale prende il nome, ed è situata a circa 1008 metri sul livello del mare. Da sempre meta di attività scout, nel 1965, il Masci di Prato decise di acquistare una vecchia capanna semidiroccata presente all’Alpe, ristrutturandola e mettendola a disposizione dello scautismo pratese come base d’appoggio per i campi e le escursioni nella zona. Nasce così il rifugio «Mario Mazza», prima struttura permanente della base e che offre sedici posti letto per l’accantonamento. Successivamente, alla metà degli anni ‘80, fu- tolata a Riccardo Pagnini, figura storica dello rono poi acquistati, col contributo di molti soci del scautismo pratese, scomparso prematuramente in Masci, i terreni sottostanti il rifugio, fino ad un to- quel periodo. Al primo rifugio, si è aggiunto, in se- tale di circa 50 mila metri quadrati di terreno uti- guito, anche un altro piccolo stabile, riadattato e lizzabile. In questa occasione, la base venne inti- restaurato, che può ospitare fino a dodici per- 30 I luoghi dei campi estivi piazzole adatte al montaggio di tende di squadriglia e comprende anche i servizi essenziali: è possibile usufruire di lavatoi con acqua potabile, grazie alla vicina fonte del Canapale, dislocati nei punti strategici della base e di servizi igienici in muratura forniti di docce. Per chi lo desidera, è reperibile direttamente in loco il legname per le costruzioni necessarie, mentre, non manca certamente la legna da ardere, che aspetta solo di essere raccolta. L’Alpe di Cavarzano, può accogliere fino ad un massimo di tre gruppi in contemporanea, sfruttando al meglio la capienza del terreno in dotazione. Ormai da anni, la base scout «Riccardo Pagnini», è diventata un punto di riferimento per lo scautismo toscano, ma non solo. Sono molti i gruppi provenienti da tutta Italia e molti anche gli scout di altre nazioni che passano dall’Alpe. La base è gestita dall’associazione «Insieme per lo Scautismo», nata appunto per la diffusione sone, e che è stato chiamato «degli Scoiattoli». dello scautismo e per la gestione della base, e che Nel periodo estivo, è possibile utilizzare per i per- vede come soci sia il Masci che l’Agesci di Prato. nottamenti per gruppi numerosi, anche due ten- Per maggiori informazioni e prenotazioni si può doni che ampliano ulteriormente i posti letto a di- contattare Roberto Fedi (339 2836645) e visitare sposizione. Il terreno dell’Alpe è attrezzato con il sito: http://www.masciprato.com/scoutcamp.htm 31