ANNO XXXI - N. 2 GIUGNO 2013 E d i t o r i a l e Ivanhoe Lo Bello Con Trigilia ministro un altro passo avanti P rospettive Siracusa e la Camera di commercio nella sua interezza si uniscono al coro di plauso, soddisfazione, speranza, che si è levato da enti e operatori della politica e della economia e cittadini siracusani per la nomina del siracusano Carlo Trigilia a ministro della Coesione territoriale del Governo Letta. Sia pure nei tempi che la periodicità di questa rivista impone. Certo il professor Trigilia, nel suo nuovo ruolo, non può che dedicare la propria attenzione a temi d’interesse nazionale. Tuttavia siamo certi che il pensiero a Siracusa sarà sempre vivo nella sua attenzione e nei suoi disegni, pur nell’ambito di una ineludibile impostazione generale. Trigilia è infatti rimasto un siracusano doc pur vivendo soprattutto a Firenze. Nel capoluogo toscano Trigilia è infatti direttore del dipartimento di Sociologia dell’economia della facoltà “Cesare Alfieri”. È anche presidente della fondazione Res (Ricerche economiche e sociali). E in questo ruolo ha dedicato impegno e studio alla Sicilia. Fra l’altro una corposa pubblicazione di ricerca socio-economicopolitica. Alla guida di un gruppo di studiosi e ricercatori Trigilia ha denunciato non soltanto i legami tra mafia e politica ma anche il ruolo silenzioso, ma niente affatto di secondo piano, della cosiddetta fascia grigia: quella categoria di imprenditori e dirigenti della pubblica amministrazione che tesse sotto traccia i rapporti di intermediazione per affari illeciti. Carlo Trigilia ha inoltre presieduto il gruppo di lavoro che per la Camera di commercio ha realizzato il Piano strategico per lo sviluppo di Siracusa: un documento essenziale per un’accorta ed efficace pianificazione di obiettivi da perseguire e risorse da destinare ad essi, indispensabile per un corretto ed equilibrato sviluppo: un cammino tracciato, da percorrere, tutti insieme, se ci sarà la buona volontà di tutti. Nonostante i suoi numerosi impegni professionali tra Firenze e Roma, Carlo Trigilia non ha mai trascurato le sue radici siracusane. È figlio di quel Gaetano Trigilia Caracciolo che fu tra i fondatori della Banca di credito popolare di Siracusa, della quale fu a lungo presidente. Fino alla cessione ad Antonveneta, che poi la cedette a Monte Paschi Siena. La sorella Lucia è docente alla facoltà di Architettura di Siracusa, nonché direttore scientifico dell’Istituto internazionale di studi sul barocco in Sicilia. Anche lei divide il suo tempo tra Firenze e Siracusa. Nel nuovo ruolo di ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia potrà forse fare molto per Siracusa. Sempre che i siracusani gli diamo una mano per farlo. 1 Editoriale 4 L’economia della sicilia “un bollettino di guerra” 22 Camcom, imprenditori e forze sociali per le tante emergenze di Siracusa 6 Crescono solo disoccupati cassintegrati e invalidi 26 Il porto di Augusta diventa centro intermodale di area vasta 9 Perde ancora punti il mercato auto anche se nel 2012 meno del 2011 28 Siracusa all’EXPO un’opportunità da non disperdere 12 Tutti i settori della società precipitano in caduta libera 30 La Camera di commercio con dieci aziende siracusane 4 ANNO XXXI N. 2 – GIUGNO 2013 6 Spedizione in abbonamento postale comma 34 art. 2 legge 549/96 Filiale di Siracusa Registrazione del 13 novembre 1982 nella cancelleria del Tribunale di Siracusa 30 Direttore editoriale Ivanhoe lo Bello Direttore responsabile Salvatore Maiorca Coordinatore redazionale Giuseppe Aloisio Segreteria Cinzia Liistro Progetto grafico realizzazione e stampa Art Service Via Po 12 - 96100 Siracusa Tel./Fax 0931 60017 [email protected] [email protected] 28 16 Cassa integrazione produttiva proposta da Siracusa a Torino 18 Lo sviluppo rurale in cammino nella programmazione europea 20 L’accettazione degli articoli è rimessa al giudizio insindacabile della Direzione. Gli articoli firmati o siglati, rispecchiano soltanto il pensiero dell’autore, non impegnano né la Direzione nè l’editore. Gli originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Camera di Commercio Siracusa Urge dare voce e giustizia agl’imprenditori agrumicoli 31 Con le “alternative” Erg investe sul futuro 34 Camera di commercio e CoFidi sostengono 100 giovani imprese della provincia 36 Un ritorno al passato per costruire il futuro 38 Il limone Femminello di Siracusa pronto per il balzo in Europa 44 S I R A C U S A RIVISTA ECONOMICA DELLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA 48 16 9 S o m m a r i o 52 39 39 Il Protocollo d’intesa una sicurezza per il “disciplinare IGP” 40 Energia, il futuro si costruisce anche qui 42 Attraverso la cooperazione vie nuove per la ripresa 44 Siracusa lancia il progetto per la “città intelligente” 46 In primo piano l’extravergine siracusano alle fiere internaziobnali di Verona e Trieste 47 Da Buccheri alla conquista dei mercati mondiali: “Tre Foglie” conquistate al Sol di Verona 48 Dalla Villa Marchese un extravergine impeccabile 22 49 L’“oro verde” di Siracusa premiato al Sol Verona 56 Storie e ricette nel libro “Del mangiar siracusano” 57 Da Genzano a Noto nel 1980 arrivò l’Infiorata 58 Onore ai caduti siracusani della guerra 1915-’18 59 Quaderni di Prospettive “Pino Filippelli un grande del giornalismo siracusano del Novecento” 50 La Banca di Siracusa salva la Trogylos basket 52 La tribuna dello stadio “De Simone” autentica opera d’arte cancellata 54 Gli accademici della cucina visitano due fra le eccellenze siracusane 20 Salvatore Maiorca BANCA D’ITALIA L’economia della Sicilia “un bollettino di guerra” Radiografia per un malato grave. Le responsabilità della politica. Uno spiraglio di speranza dal presidente Ivan Lo Bello: “Diamo ai nostri giovani un futuro alto” 4 È Ha aperto e chiuso i lavori il presidente camerale Ivan “un bollettino di guerra”quello che emerge Lo Bello. sul disastro dell’economia siciliana dal volume Da questo bollettino di guerra Siracusa potrebbe della Banca d’Italia “Economie regionali. rimanere fuori, indenne, potrebbe anzi essere un’isola L’economia della Sicilia”. felice. E invece non lo è. Tuttavia ha le potenzialità per Il volume è stato presentato nel rinnovato diventarlo. Lo hanno concordemente affermato il salone della Camera di commercio, inaugurato con prefetto Armando l’occasione. Lo ha Gradone e il presipresentato il direttore Il tempo della economia dente della Camera di Bankitalia Palermo, assistita è finito. di commercio Ivan Lo Giuseppe Arrica. È ormai tempo di accelerare Bello intervenendo C o r re l a t o r i L u i g i la cultura della economia alla presentazione Cannari, Giuseppe di mercato dell’analisi di BankiCiaccio e Antonio Lo talia sullo stato della economia siciliana. Nardo. È intervenuto Antonio D’Agata, docente di Il prefetto ha parlato di “rabbia” della gente, che soffre Economia industriale internazionale all’Università di per lo sviluppo negato mentre ci sono risorse e opCatania. E sulla internazionalizzazione come unica via portunità valorizzate appena in minima parte. di crescita per le imprese siciliane ha insistito il professor Il presidente Lo Bello ha quindi sottolineato la necessità D’Agata. di accelerare la ormai troppo lunga transizione da questa economia assistita e clientelare a una sana economia di mercato. Ha poi indicato l’agroalimentare, l’agroindustria in particolare, come via per un nuovo sviluppo. Ma senza sussidi e stando sul mercato. Ed ha sottolineato che “la mafia sta dentro i mercati assistiti, non nei mercati aperti e competitivi”. Lo Bello ha quindi indicato nella scuola e nel sistema della formazione la via fondamentale per lo sviluppo. Ed ha denunciato: “Oggi il sistema scolastico non apre ai giovani le vie del lavoro. Nella scuola devono coesistere istruzione e apprendistato. Della politica, delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, di tutti: chi più chi meno, tutti. Il prefetto Gradone non ha salvato nessuno. Ci sono due grandi risorse: la cultura e il territorio. Occorre valorizzarle al più presto, ha quindi affermato il prefetto Gradone. Il potenziale più grande, ha infine concluso il presidente Lo Bello, è nei nostri giovani. Ma i giovani sono oggi smarriti. A loro non dobbiamo dare illusioni né elemosine: dobbiamo offrire una visione alta del futuro”. Prospettive Siracusa | Giugno 2013 5 Come in Germania. Si deve quindi ricominciare dalla riforma del sistema scolastico. Facendo crescere la cultura della cooperazione e la collaborazione tra scuola e impresa”. Alla politica il presidente Lo Bello ha rivolto una esortazione: “La politica – ha affermato – smetta di guardare soltanto alle prossime elezioni e pensi invece al futuro del territorio, ai bisogni strategici del territorio e non al piccolo presente”. Sulla politica ha puntato il dito anche il prefetto Gradone. “La politica – ha detto – smetta di inseguire un modello di sviluppo che non può dare più nulla. Consolidi l’esistente ma persegua nuovi obiettivi sulle vie della cultura, del turismo, delle potenzialità del territorio. O dovrà affrontare la rabbia della gente”. A proposito di turismo il prefetto ha citato un esempio che ha del paradossale ma è amara realtà: la Sicilia ha la medesima superficie delle isole Baleari, ma ha un decimo del turismo. Di chi sono le responsabilità? sopra da sinistra Giuseppe Ciaccio, Antonio D’agata, Antonio Lo Nardo, Giuseppe Arrica, Armando Gradone, Ivan Lo Bello nella pagina a fianco Il tavolo di lavoro nel rinnovato salone della Camera di commercio di Siracusa Gianni Failla ECONOMIA Crescono solo disoccupati cassintegrati e invalidi La provincia di Siracusa si sta trasformando da una struttura produttiva in una struttura assistita. Più cassa integrazione ordinaria, meno straordinaria. Ma solo per esaurimento fondi Prospettive Siracusa | Giugno 2013 6 I 7 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 2010-2012). Ogni anno vengono presentate 15.000 poter percepire le prestazioni dell’Istituto. Nel territorio domande per il riconoscimento dell’invalidità, e ne i cittadini sinora senza alcuna occupazione e senza vengono accolte circa 5.000. alcuna utile contribuzione assicurativa sono molto più Si tratta, peraltro, di pratiche definite con notevoli numerosi. difficoltà procedurali. La normativa degli invalidi civili Preoccupanti pure i dati della cassa integrazione, con è particolarmente complessa e sembra, di fatto, quasi una crescita del numero delle ore ordinarie autorizzate torturare fasce debolissime della nostra società (inabili, nel settore industriale, mentre il settore edile subisce ciechi, sordi, eccetera) che devono penare notevoluna leggera flessione. mente per ottenere riconoscimenti socio-sanitari tanto Questi ultimi dati 2012 non sono positivi, come poattesi. Occorre anche osservare che spesso le richieste trebbero apparire ad una prima analisi superficiale, riguardano l’utilizzo della legge 104/’92, che consente ma evidenziano il fenomeno del progressivo esaurii permessi retribuiti per i parenti degli invalidi: 236 mento degli ammortizzatori sociali con una costante istanze definite nel 2012 (per riposi, permessi, congedi riduzione delle risorse finanziarie da parte dello Stato straordinari). che, prima o poi, porta inevitabilmente ai consequenziali A queste richieste vanno aggiunte quelle per le cessioni licenziamenti dei lavoratori. del quinto, in L’INPS, ha evidensostanza per ziato, sul tema spePer questa provincia drammaticamente p re s t i t i : b e n cifico della cassa inmalata, “assistita” e “in crisi infinita”, 1053 accoglitegrazione, i tempi occorre subito un rilancio dell’economia menti. E quelle lunghi delle liquidapure per i sussidi zioni: trascorre persiche dia respiro alle aziende per i lavoratori no un anno tra gli e futuro sicuro ai lavoratori socialmente utili: accordi sociali e gli 520 definizioni. effettivi pagamenti In contrazione invece il fenomeno delle domande per delle spettanze ai lavoratori. Tale situazione mette in i riscatti laurea, a dimostrazione dell’ormai scarso gravi difficoltà quanti vivono, in modo esclusivo, di vantaggio economico offerto dai riscatti agli assicurati questo sussidio. interessati alle future pensioni: soltanto 19 pratiche accolte nel 2012. LE AZIENDE Analogo discorso di scarsa convenienza per le irrilevanti Un dato significativo riguarda le aziende: 213 quelle autorizzazioni ai versamenti volontari. con forte sofferenza e rischio di chiusura, con una Sul versante dei versamenti aziendali le evasioni e le diminuzione del numero complessivo dei lavoratori elusioni di quanti non rispettano le norme finiscono (di 3.001 unità rispetto al 2011). Ma il dato peggiore spesso in contenzioso, con notevole lavoro per gli riguarda la trasformazione dei contratti di lavoro da uffici dell’area legale, impegnati peraltro, a fine anno full time in part-time, con un incremento dei rapporti 2012, nella gestione di oltre 2.071 illeciti penali. Le part-time (di 911 unità, in gran parte operai) e con sfaccettature della crisi economica sono davvero una forte diminuzione del monte salario corrisposto. imprevedibili. Ridimensionate le buste paga, scendono quindi i contributi e in prospettiva anche le future pensioni. FINO A QUANDO? Fino a quando andremo avanti così, con una simile UNA PROVINCIA “ASSISTITA” economia sempre più in crisi? Per i grandi investitori Interessanti le rilevazioni sul sistema previdenziale il nostro territorio sempre più perde credibilità. Non degli assegni sociali e delle pensioni di invalidità, che decolla neanche il turismo, malgrado la natura favopraticamente sorregge l’economia di una provincia revole e i 2.500 anni di interessante storia. che si caratterizza per essere ormai fortemente assiPer questa provincia drammaticamente malata, stita. “assistita” e “in crisi infinita”, occorre davvero un Il numero complessivo delle pensioni ammonta nel rilancio dell’economia che dia respiro alle aziende e 2012 a 102.944, con un importo medio mensile di futuro sicuro ai lavoratori. Un discorso difficile e 709,83 euro. In particolare, cominciano ad essere complesso ma certamente urgente. Riguarda sopratevidenti gli effetti delle riforme del sistema pensionistico tutto le forze sociali, istituzionali e politiche del nostro italiano, che hanno determinato il progressivo alluntormentato territorio. gamento delle età pensionabili e la contrazione delle La mano pubblica deve finalmente fare la sua parte, pensioni di anzianità (-184 nell’ultimo biennio 2011realizzando infrastrutture e servizi e non frapponendo 2012). ostacoli ai progetti di sviluppo. Il pianeta degli invalidi civili ha raggiunto numeri alti: Altrimenti avremo davvero una società sempre più siamo a quota 23.800, con una costante crescita povera. annuale (cfr l’allegato prospetto relativo al triennio DISOCCUPAZIONE – ANNO 2012 Centro per l’impiego Lentini Noto Siracusa Totali dichiarazioni uomini 4.376 5.292 7.389 10.449 27.506 di disponibilità donne 2.086 2.035 3.891 6.095 14.107 soggetti iscritti nelle uomini 4.376 5.292 7.389 10.449 27.506 categorie protette donne 2.086 2.035 3.891 6.095 14.107 TOTALE 6.593 7.327 11.434 16.578 41.932 8 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 Augusta DISOCCUPAZIONE – ANNO 2011 Centro per l’impiego Augusta Lentini Noto Siracusa Totali dichiarazioni uomini 4.500 5.591 6.765 7.410 24.266 di disponibilità donne 2.138 1.886 3.086 4.693 11.803 soggetti iscritti nelle uomini 92 98 123 313 categorie protette donne 74 79 97 250 TOTALE 6.804 10.028 12.323 36.632 7.477 RILEVAZIONE ARCHIVIO AZIENDE Periodo Numero aziende attive Aziende versanti Numero lavoratori Impiegati Operai Dirigenti Impiegati part-time Operai part-time al 31/12/2011 7.159 6.780 38.094 27.971 4.125 5.996 al 30/09/2012 7.351 6.567 35.093 24.426 3.945 6.727 scostamento numerico 192 -213 -3.001 -3.548 -180 731 scostamento % 2,7% -3,1% -7,9% -12,7% -4,4% 12,2% CONFRONTO NEL TRIENNIO Invalidità Civile anno n. Pensioni Importo medio mensile 2010 21.361 389,93 2011 22.803 397,39 2012 23.766 394,83 LA CONGIUNTURA Perde ancora punti il mercato auto anche se nel 2012 meno del 2011 Antonino Pupillo, esperto del settore: “Segnali di stabilizzazione su livelli bassi”. Le analisi dei presidenti di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, e Renault, Roberto Bolciaghi C ala ancora il mercato dell’auto a chiusura del primo trimestre 2013 rispetto al corrispondente periodo del 2012. Il calo ufficiale è inferiore a quello del 2011. Tuttavia è ancora un segnale del disastro dell’economia siracusana. Complessivamente sono 1186 le autovetture immatricolate fra gennaio e marzo 2013, a fronte delle 1338 del corrispondente periodo 2012. In tutto il 2012 c’erano state 4728 immatricolazioni a fronte delle 6723 del 2011. Il 2012 è dunque andato vistosamente peggio del 2011. Ma anche quest’anno si continua col segno meno. Dove il calo è più sensibile, una mazzata proprio pesante, è nelle immatricolazioni dei veicoli commerciali: 34 nel primo trimestre 2013, a fronte delle 85 del 2012. «Segno evidente del crollo della complessiva economia della provincia, con il blocco di ogni attività economica» sottolinea Nino Pupillo, titolare di Autolemans, la concessionaria di Renault e Dacia. Tuttavia Pupillo fa pure un’altra valutazione: «Il calo delle immatricolazioni di autovetture, pur essendo sensibile, è comunque un po’ contenuto, almeno un po’, rispetto al 2012. Questo non può che significare una cosa: l’inizio di un processo di stabilizzazione del settore. È peraltro una stabilizzazione su dati bassi, naturalmente. Tuttavia è un inizio di stabilizzazione. E questo può consentire, se non di aprire le porte alla speranza, almeno di non disperare». Tengono invece le fasce medio-alte (Bmw e Mercedes). Anzi sono addirittura in crescita. E cresce, sia pure di poco, anche la Fiat. Bmw passa da 16 a 37 immatricolazioni nel primo trimestre, rispettivamente del 2012 e Nino Pupillo del 2013; Mercedes da 23 9 a 24. Fiat da 258 a 273. «Anche questi dati possono esser considerati come primi passi di una stabilizzazione del settore. Ma si tratta comunque di una stabilizzazione su libelli bassi – osserva Pupillo. – La gran parte degli altri dati, va comunque ribadito, è in calo». Non mancano tuttavia altre eccezioni. Ma sempre, come dice Pupillo, in terreno di piccoli numeri. In crescita, per esempio, è anche la coreana Kia: da 46 immatricolazioni fra gennaio e marzo 2012 a 63 nel primo trimestre di quest’anno. E sono tanti i fattori che possono determinare il fenomeno. Ha il suo peso, ad esempio, la politica di ogni singola casa produttrice: immissione di nuovi prodotti nel mercato, incentivi, promozioni e via discorrendo. I casi di stabilità, se non addirittura di crescita, sono peraltro limitati. Il problema rimane: si cala ancora. D’altra parte, in una situazione di crisi generale, una provincia che sta distrug- Prospettive Siracusa | Giugno 2013 10 interni che produce una spirale senza fine: buste paga gendo la sua zona industriale, mentre gli altri settori più leggere e incertezza sul futuro portano a minori della sua economia ristagnano, che prospettive può consumi e quindi a minori posti di lavoro. Una catena avere? Non certo di sviluppo. Anzi di regressione da spezzare quanto prima». continua. Senza fine. Mentre cresce soltanto la disocFederauto sottolinea che i primi due mesi del 2013 cupazione. E ora non ci sono nemmeno fondi per gli hanno fatto registrare una flessione del -17,33% ammortizzatori sociali. rispetto al pari periodo del 2012. Perdita che può I dati sono rilevati da una elaborazione di Federauto essere recuperata solo se nella seconda metà dell’anno su fonte Motorizzazione civile. si registrerà una timida ripresa, di cui ancora non si Ma ecco l’analisi del fenomeno nazionale condotta intravedono i presupposti a causa delle forti preoccuda Federauto, l’associazione che rappresenta i conpazioni generate dal quadro politico istituzionale cessionari di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali confuso, incapace di esprimere una risposta adeguata e autobus. alle urgenze delle imprese e del Paese. «Il mercato auto di marzo, – afferma Filippo Pavan Sottolinea a sua volta il presidente dei concessionari Bernacchi, presidente di Federauto in una nota, – i Renault, Rocui dati sono Il grafico riporta il totale dei volumi immatricolati berto Bolciastati diffusi dal nel territorio suddivisi per tipologia di mercato ghi: «Mentre ministero dei case autoTrasporti - con 1600mobilistiche e i suoi 132.020 14001.338 concessionari pezzi imma1.253 di tutte le tricolati fa re1.186 12001.152 marche offrogistrare un no prodotti a 4,9% rispetto 1000prezzi mai così a marzo del competitivi, 2012. 800accompagnati «Ma il dato 600da pacchetti grezzo trae in finanziari, asinganno per400sicurativi e di ché sembra servizio di vaquasi che si 200lore, desta sia attenuata 85 34 sconcerto la caduta della 02012 (dal 1° gen al 30 mar) 2013 (dal 1° gen al 30 mar) l’improvvisa domanda, Anno di immatricolazione n o t i z i a senza però dell’aumento tenere conto Mercato Totale Auto e fuoristrada del 30% degli che marzo Veicoli commerciali (fino a 35t) emolumenti 2012 aveva per le pratiche perso il e le certifica26,72% rizioni Pra». spetto allo stesso mese del 2011. In realtà il -4,9% di Conclude Pavan Bernacchi: «Ancora tasse sugli aumarzo, se confermato come trend nei prossimi mesi, toveicoli, provvedimenti autolesionistici che produrranno vedrebbe realizzarsi un mercato attorno a 1.300.000 minori consumi. vetture immatricolate, ovvero il 35% in meno dei 2 Ma quando finirà questo attacco senza quartiere al milioni di pezzi considerati come il livello minimo per nostro settore? Purtroppo è l’ultima manifestazione la sopravvivenza della filiera automotive italiana che di una politica che ha varato manovre assurde a carico fattura l’11,4% del Pil, versa nelle casse dello Stato dell’auto e che rende urgente la presenza di un governo il 16,6% delle entrate fiscali nazionali e occupa, con con nuove idee per disegnare un nuovo futuro per gli l’indotto allargato, 1.200.000 persone – commenta autoveicoli e per il Paese. Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, – Al prossimo governo, quando e se si insedierà, prel’associazione che rappresenta i concessionari di auto, senteremo nuove proposte perché noi dalla crisi veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus. vogliamo uscire e lottiamo ogni giorno per traguardare E aggiunge: «Il primo danneggiato da questo tracollo questo obiettivo, per mantenere aperte le nostre dei volumi è proprio lo Stato che, oltre a perdere circa aziende e dare lavoro ai nostri dipendenti che, spesso, 3 miliardi tra Iva e tasse varie, deve anche sborsare per noi sono come familiari». milioni di euro per sostenere centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Con una perdita sociale Salvatore Maiorca enorme, senza contare il riflesso negativo sui consumi Immatricolato per marca - Periodo temporale selezionato: dati al mese di «Marzo» Mercato Totale - Gli archivi sono aggiornati al 30/03/2013 FIAT modello Mtd 13 % Ytd 13 % Mtd 12 % Ytd 12 % Fy 12 93 23,5% 273 23,0% 77 19,1% 258 19,3% 980 % 20,7% TOYOTA 36 9,1% 97 8,2% 39 9,7% 101 7,5% 380 8,0% VOLKSWAGEN 26 6,6% 89 7,5% 20 5,0% 81 6,1% 296 6,3% NISSAN 22 5,6% 72 6,1% 12 3,0% 57 4,3% 233 4,9% PEUGEOT 28 7,1% 72 6,1% 18 4,5% 77 5,8% 282 6,0% RENAULT 20 5,1% 67 5,6% 13 3,2% 58 4,3% 212 4,5% FORD 29 7,3% 63 5,3% 41 10,2% 131 9,8% 366 7,7% KIA 16 4,1% 63 5,3% 16 4,0% 46 3,4% 196 4,1% HYUNDAI 16 4,1% 50 4,2% 20 5,0% 63 4,7% 200 4,2% LANCIA 17 4,3% 48 4,0% 13 3,2% 53 4,0% 233 4,9% CITROEN 11 2,8% 46 3,9% 8 2,0% 43 3,2% 135 2,9% DACIA 18 4,6% 40 3,4% 14 3,5% 73 5,5% 171 3,6% BMW 9 2,3% 37 3,1% 3 0,7% 16 1,2% 84 1,8% CHEVROLET 10 2,5% 31 2,6% 13 3,2% 43 3,2% 136 2,9% OPEL 9 2,3% 27 2,3% 24 6,0% 44 3,3% 160 3,4% MERCEDES 9 2,3% 24 2,0% 10 2,5% 23 1,7% 74 1,6% ALFA ROMEO 3 0,8% 20 1,7% 10 2,5% 34 2,5% 121 2,6% SEAT 6 1,5% 17 1,4% 5 1,2% 19 1,4% 51 1,1% AUDI 3 0,8% 12 1,0% 4 1,0% 20 1,5% 80 1,7% SMART 3 0,8% 10 0,8% 6 1,5% 9 0,7% 58 1,2% LAND ROVER 5 1,3% 6 0,5% 4 1,0% 12 0,9% 39 0,8% SUZUKI 2 0,5% 6 0,5% 7 1,7% 14 1,0% 56 1,2% SKODA 2 0,5% 4 0,3% 2 0,5% 6 0,4% 16 0,3% SSANGYONG 0 0,0% 4 0,3% 2 0,5% 2 0,1% 5 0,1% ABARTH 0 0,0% 2 0,2% 1 0,2% 2 0,1% 3 0,1% HONDA 0 0,0% 2 0,2% 0 0,0% 2 0,1% 11 0,2% JEEP 1 0,3% 2 0,2% 1 0,2% 2 0,1% 17 0,4% MINI 1 0,3% 2 0,2% 3 0,7% 8 0,6% 39 0,8% DAIHATSU 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 2 0,1% 2 0,0% DR 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 1 0,1% 2 0,0% G. VICTORIA 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 1 0,1% 6 0,1% GREAT WALL 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 2 0,1% 3 0,1% ISUZU 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 2 0,0% IVECO 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 7 0,5% 25 0,5% MAHINDRA 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 2 0,0% MAZDA 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 5 0,4% 11 0,2% MITSUBISHI 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 4 0,3% 8 0,2% PIAGGIO 0 0,0% 0 0,0% 11 2,7% 13 1,0% 19 0,4% PORSCHE 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 2 0,1% 5 0,1% RENAULT T.I. 0 0,0% 0 0,0% 1 0,2% 1 0,1% 3 0,1% TATA 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 1 0,1% 5 0,1% VEM 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 2 0,1% 2 0,0% 0,0% 4 0,1% VOLVO 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 0 Totale 395 100,0% 1.186 100,0% 403 100,0% 1.338 100,0% 4.733 100,0% 11 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 marca Francesco Belfiore ECONOMIA Tutti i settori della società precipitano in caduta libera Una luce di speranza la potrà dare l’imprenditore che rischia in proprio Prospettive Siracusa | Giugno 2013 12 È estremamente difficile stendere un pezzo con il quale rappresentare l’attuale situazione socio economica del Paese, della nostra Regione, della nostra provincia in particolare. Ci troviamo di fronte ad un turbinio di numeri, di statistiche, di dati, che arrivano da tutte le parti, da fonti istituzionali e non, che ci vengono somministrati per rappresentare in maniera chiara dove siamo precipitati in questi ultimi anni, quanto profondo sia questo burrone e quali sono le probabilità di uscirne fuori. A ciò si accompagnano le previsioni di economisti, esperti, maghi, veggenti, che ci dicono che in fondo al tunnel si vede un po’ di luce, che a giugno 2013 il PIL tornerà in positivo, a meno di sconfessarsi qualche giorno dopo e dire che forse lo sarà a fine 2013, o forse a giugno 2014, o forse…, o forse… Proprio ad aprile il Presidente della BCE, Mario Draghi, esprimeva perplessità sulla ripresa economica dell’eurozona entro giugno 2013. Forse se ne parlerà entro l’anno. Perché, vedete, i problemi non sono solo dell’Italia, ma anche di molti, se non quasi tutti i paesi dell’Europa. Io direi anche dell’Occidente trovatosi assolutamente impreparato, e diviso, rispetto alla crescita dei Paesi Emergenti. In Italia, alla crisi socio economica si accompagna la crisi politica. Dalle impietose urne del 24 febbraio scorso è venuto fuori un verdetto quanto mai infausto, nel senso che non garantisce la governabilità del Paese stante l’attuale legge elettorale (il famoso porcellum) e la esasperata conflittualità fra le forze politiche che impedisce, almeno sinoggi, a distanza di 40 giorni dalle elezioni, qualsiasi accordo fra le tre fazioni in campo, ognuna delle quali ha guadagnato all’incirca 1⁄4 dei voti, centrosinistra, centrodestra, grillini. Come il lettore attento avrà notato ho parlato di crisi socio-economica e di crisi politica. la parola più usata dagli italiani in questo periodo è CRISI Vi sottopongo pertanto il primo dato: la parola più usata dagli italiani. A parer mio, ma da qualche giorno ho notato che tanti esperti qualificati hanno la stessa sensazione, la parola più usata dagli italiani in questo periodo è CRISI, si, crisi in tutte le sue sfaccettature, crisi accompagnata da qualunque aggettivo. Vediamone solo qualcuno insieme: • Crisi politica • Crisi economica • Crisi del turismo • Crisi della produzione industriale • Crisi del commercio • Crisi del mercato dell’auto • Crisi dei valori • Crisi morale • Crisi istituzionale neo diplomati hanno difficoltà ad individuare quale facoltà potrebbe aprire domani le porte del mondo del lavoro, le immatricolazioni in alcuni atenei calano vorticosamente, a Catania oltre il 40% in meno nel 2012 rispetto al 2011 (fonte l’Espresso). Istruzione e benessere vanno di pari passo, ma l’Italia, nonostante i miglioramenti conseguiti nell’ultimo decennio, non è ancora in grado di offrire a tutti i giovani la possibilità di un’educazione adeguata. Il ritardo rispetto alla media europea e il fortissimo divario territoriale si riscontra in tutti gli indicatori che rispecchiano istruzione, formazione continua e livelli di competenze. Ad esempio, la quota di persone di 30- 13 • • • • • • • • • • • Crisi dei consumi Crisi internazionale Crisi bancaria Crisi dell’agricoltura Crisi del mercato del lavoro Crisi familiare Crisi monetaria Crisi finanziaria Crisi dei mercati Crisi della scuola Crisi dell’Università se aggiungessimo anche i vari sintomi di crisi cliniche ci perderemmo, crisi asmatica, crisi respiratoria, crisi nervosa,… Questa crisi ha cambiato la nostra società, ha cambiato il nostro modo di essere, ha cambiato le relazioni sociali. Guardate in volto la gente che incontrate, la vedete generalmente serena, la vedete sorridere, o prevalentemente vi imbattete in persone seriose, corrucciate, sfuggenti? In questo panorama di crisi il mio pensiero non può non andare ai nostri figli, ai nostri giovani, a coloro che fanno parte di quel 37,8% di persone di età compresa fra 15 e 24 anni che non hanno un posto di lavoro. E questo è un dato medio nazionale che nel sud, nell’Italia insulare e nella nostra provincia, si avvicina, e talora supera, anche il 50%. Centinaia di migliaia di laureati non trovano lavoro, i 34 anni che hanno conseguito un titolo universitario è del 20,3% in Italia a fronte del 34,6% della media europea. Papa Francesco nell’Angelus della Domenica delle Palme ha invitato i giovani a non uccidere la speranza. Francesco è un grande uomo, un uomo che ha vissuto in un Paese, l’Argentina, che ha combattuto una crisi forse ancora più grave di quella italiana, una crisi non solo socio-economica ma anche politica, dove migliaia e migliaia di persone sono state fatte sparire dalle forze governative, i famosi desaparecidos. Ma quella italiana è però una realtà che ancora deve imparare a conoscere, una realtà nella quale gli uomini delle istituzioni, coloro i quali hanno il compito di operare le scelte strategiche dalle quali dipenderà il futuro della nazione, coloro i quali hanno il compito di dare l’esempio a sessanta milioni di cittadini sui comportamenti da adottare in questa situazione di emergenza, tranne qualche eccezione, sembrano assolutamente distaccati dal problema. Non ne faccio, e non potrei farne in questa sede, una questione di destra o di sinistra, di centro o di grillini, ne faccio una questione di responsabilità, di coscienza. Ma hanno consapevolezza questi nostri rappresentanti che 8.173.000 cittadini vivono al di sotto della soglia di povertà (dati ufficiali, non miei). Capita loro di vedere la gente rovistare nei cassonetti della spazzatura per cercare qualcosa da mangiare o qualche straccio per Prospettive Siracusa | Giugno 2013 14 coprirsi? Si accorgono di quanti disperati vivono nelle proprie auto, chi ha la fortuna di averne una, o sotto i portici delle grandi città? Sanno quanto i volontari fanno per garantire a centinaia di migliaia di persone al giorno un pasto caldo ed un tetto ai più fortunati? Percorrono giornalmente a piedi e non nelle auto blu le strade di Milano o di Roma, di Catania o di Siracusa, e vedono quante centinaia di persone ti tendono le mani per chiederti la carità? Sanno che centinaia di migliaia di persone sono in cassa integrazione anche da anni e che le loro famiglie sopravvivono con poche centinaia di euro al mese? Sanno che oltre due milioni di persone, giovani e adulte, hanno un lavoro precario e quindi incerto, sottopagato, temporaneo? Queste persone sono precarie in tutto. Non possono fare un progetto di famiglia; chi è sposato come può pensare di mettere al mondo figli; non possono acquistare una casa, contrarre un mutuo (ragionevolmente, ma quale banca lo concederebbe?), acquistare un’auto. Ma già questo è diventato per molti un bene voluttuario. Pensate, mantenere un’auto vuol dure pagare tassa di circolazione, assicurazione, benzina, manutenzione, come può permettersi una persona che guadagna da 700 a 1300 euro al mese un’auto, una casa in affitto, le bollette da pagare, lo stretto necessario per coprirsi o mangiare. Il mercato dell’auto è crollato, aziende che hanno occupato ruoli di rilievo nell’economia delle nostre città siciliane, che vendevano migliaia di auto l’anno, chiudono le concessionarie, le officine, lasciando a casa centinaia di persone, perché sepolte dai debiti accumulati negli ultimi due o tre anni di magra. E partendo proprio da queste riflessioni sottopongo all’attenzione del lettore alcune cifre della crisi (i dati sono prelevati da siti ISTAT e Confcommercio). Il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio descrive uno scenario costituito da minore occupazione, produttività stagnante e pressione fiscale particolarmente elevata. • Disoccupati: circa 2.971.000 a febbraio.2013 con • • • • • • • una percentuale dell’11,6%. Un anno prima era il 10,1%. Occupati: 22.739.000 a febbraio 2013. Un anno prima erano 22.958.000 circa. Licenziati nel 2012 circa 1.027.000, negli ultimi 4 anni circa 3.000.000 Numero individui inattivi fra i 15 ed i 64 anni: 36,1% a febbraio 2013. PIL al 31.12.2012 – 2,4% rispetto all’anno precedente. Previsione per il 2013: –1,7%. Alla fine del 2013 si prevede che il calo rispetto al 2007 sarà pari al 10.7%. Debito pubblico al 4 aprile 2013 E 2.036.000.000 – interessi annuali sul debito pubblico attuale E 107.000.000 circa Rapporto Debito Pubblico / PIL 127% – al 31.12.2011 era il 120,8% Evasione fiscale presunta E 77.000.000.000, ma questi numeri sono estremamente ballerini. Se passiamo ad esaminare i consumi vediamo che anche in questo settore le cose non vanno affatto bene. Il calo previsto per il 2013 è pari al 2,4%. Per quanto riguarda i consumi delle famiglie, i dati più significativi del 2012 rispetto al 2011 sono: • Beni -7% • Servizi -1,4% • Vestiario e calzature -10,2% • Trasporti -8,5%. Nel settore alimentare il calo dei consumi ha inciso per 12 miliardi di euro. Nel 2012 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è pari all’8,2%, con una diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Negli anni 90 era circa il 24%. Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel 2012 è diminuito del 4,8%. Nel quarto trimestre esso si è ridotto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del quarto trimestre del 2011. S e passiamo ad esaminare i negozi fra gennaio e febbraio 2013 ne sono scomparsi altri 10.000. Nello stesso periodo le nuove aperture sono calate del 50%, e non va sottovalutato il fatto che la scomparsa dei negozi condiziona anche la vita sociale delle città. Nei giorni scorsi abbiamo appreso che due storici alberghi di Vulcano, le Sables Noir e l’Eolian, hanno chiuso i battenti e che un albergatore si è suicidato. Il TG oggi citava altri due casi di suicidio. Sono fra i tanti, troppi imprenditori che non riescono a sopravvivere a vedere la propria aziende in crisi, i propri dipendenti licenziati, le proprie famiglie impoverirsi, i propri figli interrogarsi sul perché la loro vita è cambiata. Il calo dei consumi, la pressione fiscale insostenibile, i crediti verso la P.A., fanno chiudere un numero sempre elevato di aziende. Basta fare una passeggiata per le principali vie di Catania o di Siracusa per verificare personalmente di quanti cartelli con scritto “Si loca”, “Si vende l’esercizio”, “Si cede l’attività”, “Si vende” • Valore del patrimonio investito (ricchezza finanziaria delle famiglie italiane in titoli italiani, obbligazioni di imprese finanziarie, fondi,) fra aprile 2010 e settembre 2012 è scesa di 715 miliardi di euro, passando da 1.985,7 miliardi a 1.269,9 miliardi (fonte CONSOB) • Debiti della P.A.: 91 miliardi (fonte Sole 24Ore del 29 marzo 2013) e su questo punto c’è aperto un dibattito politico tendente a iniziare a smobilizzare gradualmente questi crediti che per tantissime imprese equivalgono alla sopravvivenza. • Produzione industriale media, calo del 2012 rispetto al 2010 del 6,1% circa 15 vi siano un po’ dovunque. Questo ha fatto crollare anche il mercato immobiliare. I locali commerciali hanno subito un calo sia di valore che reddituale. Sono molti i negoziati che chiedono ai proprietari una riduzione del canone di affitto e questo a fronte di una tassazione IMU quasi sempre ai massimi livelli. Il bene “rifugio” per eccellenza, il mattone, sta vivendo un momento di crisi nera. Come illustrano gli ultimi dati Istat sulla statistica notarile, nel secondo trimestre 2012 le compravendite immobiliari sono, infatti, diminuite del -23,7% su base annua. Trend al ribasso anche per i mutui casa, che nello stesso periodo dell’anno, hanno registrato un calo record del -41,2%. Crisi, aumento delle tasse e riduzione dei mutui sono le componenti di una miscela esplosiva che ha fatto crollare il settore immobiliare: dal 2007 al 2012 il fatturato si è quasi dimezzato passando da 127,1 mld a 74,6 mld. Si tratta di una diminuzione di 52,5 mld, che corrisponde al meno 48,7 per cento (fonte Adnkronos). Le compravendite di case nel 2012 sono state 444.000 il dato più basso dal 1985. Qualche altro dato importante: • Costo della burocrazia per imprese e cittadini: E 73 miliardi l’anno (fonte U.E.) • Soldi spesi dagli italiani nel 2012 in lotto, lotterie, giochi vari: E 13,370 miliardi. • La tassazione media nel 2012 è stata del 44% che, tenendo conto dell’evasione, supera ampiamente il 50%. Alcuni imprenditori parlano di pressione fiscale vicina al 65-70% (fonte Banca Mondiale). Ma allora l’esame di questi dati ci lascia proprio senza speranza alcuna di ripresa? Mi auguro di no. Sarà lenta, molto lenta, ma non dovrebbe mancare. Recuperare quanto abbiamo perduto in occupazione, produttività, consumi, PIL, negli ultimi 5 anni non sarà certamente una passeggiata, ma potrà avvenire con l’impegno di tutti, classe politica, classe dirigente, imprenditori, lavoratori, cittadini. Fortunatamente abbiamo ancora imprenditori attenti, preparati, coscienti, che cercano di non farsi abbattere da quanto li circonda, di far fronte alle difficoltà del mercato, di reagire alla pressione fiscale della quale abbiamo solo accennato. Anche se mi chiedo come si possa fare oggi impresa e con quali prospettive, sono certo che la ripresa passerà ancora una volta anche attraverso i nostri temerari imprenditori, disposti a rischiare in proprio pur di creare nuove iniziative, nuovi posti di lavoro, nuove possibilità di guadagno. Simona Falsaperla ECONOMIA Cassa integrazione produttiva proposta da Siracusa a Torino Siamo a “Tempo scaduto”: invertire la rotta. Le piccole imprese di Confindustria: «Vogliamo la giusta attenzione» Prospettive Siracusa | Giugno 2013 16 “ i disoccupati sono radTempo scaduto”, doppiati raggiungendo il scritto sopra una numero record di 3 milioni. clessidra dove Il rischio, senza una piena scendono i granelli consapevolezza della tricolori dell’Italia: è gravità della situazione, è il messaggio che Confinquello di portare alla padustria ha lanciato al ralisi il sistema industriale convegno della Piccola italiano e, per quanto forti industria a Torino venerdì siano le sue imprese, con 12 e sabato 13 aprile. E esso tutto il Paese. più in basso: «Non c’è più A Torino, il 12 e 13 aprile tempo da perdere per è stata rimessa con forza l’Italia».È questo lo stato al centro la questione ind’animo che si coglie tra dustriale e soprattutto il gli imprenditori, anche settore manifatturiero, delle aree più industrializchiedendo finalmente una zate del Nord. politica industriale per Tempo scaduto per ribal’Italia e per l’Europa. dire – come se ce ne fosse L’Italia nel solo ultimo anno ancora bisogno – la ha perso centinaia di drammatica situazione in piccole aziende. Con cui si trova il sistema inl’aggravante che, spesso, dustriale. in queste aziende è deIl presidente della Piccola positata quella manualiIndustria, Vincenzo Boccia, ha spiegato che 40 Il messaggio che Confindustria ha lanciato al convegno della tà/genialità del made in Italy manifatturiero che non aziende al giorno nel 2012 Piccola industria a Torino ha eguali nel mondo. hanno chiuso i battenti. Chi resiste continua a combattere. Nonostante la La maggioranza di queste aziende appartiene alla latitanza della politica, così lontana dal quotidiano che categoria delle “piccole”: imprese familiari, con poche vivono le imprese. decine di dipendenti, certamente fragili dal punto di È la frase che il presidente vista finanziario e patridi Confindustria, Giorgio moniale. Imprese piccole, Squinzi, ripete dal giorno ma non per questo mardella sua elezione, un anno ginali. Imprese che hanno fa, incalzando la politica: “tenuto botta” durante la «Chiediamo un Paese crisi del 2008, ma che non normale, uno Stato efficiente». hanno avuto più le gambe per proseguire davanti La nostra parola d’ordine è “tornare a crescere”. all’ultima fiammata della recessione. L’industria manifatturiera deve rappresentare il perno Il reddito per abitante è tornato quest’anno ai livelli di del rilancio dell’economia reale del nostro Paese. Lo 16 anni fa e nel manifatturiero la produzione è scesa ha detto Giorgio Cappello – presidente regionale della in media del 25%, con punte anche superiori al 40%; Dalla Cig alla Cip: iniziativa del Comitato piccola industria Spiega Seby Bongiovanni: «La proposta della “Cassa Integrazione Produttiva” su cui avviare una discussione con le parti sociali è la seguente: Una impresa che non ha personale in cassa integrazione può farsi carico di inserire il cassintegrato nel proprio ciclo produttivo anche attraverso un percorso di formazione/lavoro. Al lavoratore viene riconosciuta, oltre all’indennità di disoccupazione, la differenza tra il salario originale e la stessa indennità, al fine di ripristinare il suo potere d’acquisto. Oltre a ciò, l’impresa rimborsa all’Inps il 50% dell’indennità di cassa integrazione». Gli effetti positivi della proposta: 1) il lavoratore mantiene inalterato il proprio salario e quindi il suo potere di acquisto; 2) non viene mortificata la dignità del lavoratore, in quanto inserito in un ciclo produttivo che lo gratifica e può consentirgli di acquisire ulteriori competenze utili per una maggiore stabilità lavorativa; 3) per l’Inps, e quindi per lo Stato, cioè tutti noi, un risparmio sui costi della cassa integrazione, che consente di svincolare risorse utilizzabili anche per investimenti; 4) l’impresa che inserisce il cassintegrato nel proprio organico ha l’opportunità di incrementare la produzione, e quindi creare ricchezza, elementi che per lo Stato si traduSeby Bongiovanni, presidente del Comitato piccola impresa di Confindustria Siracusa cono in maggiore imponibile da tassare. Sul Patto di stabilità, una soluzione percorribile che insostenibile. potrebbe alleggerire la situazione attuale sarebbe Le proposte elaborate mirano a migliorare la legge quella di allentare Fornero e a renle rigide regole del dere meno strinpatto di stabilità, genti le regole del lasciando fuori la patto di stabilità. quota di coLa riforma del finanziamento mercato del lavoro dell’Ente locale per targata Fornero ha i progetti co-finanziati dalla U.E. e consentendo così di fatto “bloccato” l’ingresso nel mondo del lavoro ai agli Enti locali di pagare i debiti alle imprese senza giovani. In momenti di crisi e di recessione porre regole sforarlo; perché è paradossale che gli Enti abbiano i rigide rischiano di colpire, invece di avvantaggiarli, le soldi per pagare e non possono farlo pur avendo fasce più deboli. Si chiede, anche per un periodo sottoscritto impegni formali con i contratti. transitorio, una maggiore flessibilità per favorire l’ingresso al mondo del lavoro. piccola industria di Confindustria Sicilia. Gli fa eco Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia. «In Sicilia il valore aggiunto creato dall’industria manifatturiera è al minimo storico, appena il 9% e gli altri settori produttivi non stanno certamente meglio. Occorre una terapia d’urto con azioni concrete e capaci di mobilitare risorse finanziarie e progettualità». Seby Bongiovanni, presidente della Piccola Industria di Confindustria Siracusa, ha elaborato un documento che ha sottoposto all’assise di Torino. La grande incertezza politica ha accentuato la gravità in cui versa l’impresa che deve affrontare problemi che vanno dal credito bancario al fisco, da una burocrazia lenta e spesso inefficiente al costo del lavoro Tempo scaduto invertire la rotta Prospettive Siracusa | Giugno 2013 17 Federica Puglisi AGRICOLTURA Lo sviluppo rurale in cammino nella programmazione europea I dati del dipartimento regionale degli Interventi strutturali per l’Agricoltura rilevano punti di forza e di debolezza del nostro sistema Prospettive Siracusa | Giugno 2013 18 S 107 e di fattorie didattiche con il numero di 6. Illustrati i torna a parlare di filiera in provincia di Sianche nel macro ambito produttivo e imprenditoriale racusa e di opportunità che possono offrire i maggiori punti di forza che riguardano la vocazione i fondi europei per le aziende che hanno territoriale alle produzioni agrumicole, orticole, viticole, voglia di investire e di crescere. Filiera ma oleicole e frutta anche secca, la speciacreando rete tra lizzazione delle le aziende del filiere agrumicole, territorio. Un foorticole, vitivinicus sulle opporcole, oleicole e tunità del settore frutta secca, le al centro di un p ro d u z i o n i d i incontro che si è qualità bio, DOP, svolto in città in IGP, ad esempio via Malta proIGP limone di Simosso dalla Soat racusa, pomoper la preparadoro di Pachino, zione del Proolio DOP Monti gramma di sviIblei, vino Moluppo rurale per scato di Siracusa, la Sicilia 2014presenza di im2020. prese leader con Un confronto di propensione settore per capire all’innovazione e quali opportunità all’export, preci sono state fiPer Massimo Franco senza di OP nel nora e quale il fusettore agrumituro del settore presidente di Confagricoltura occorre colo. agricolo e zooinvestire sulle misure dell’agricoltura blu Le maggiori crititecnico che vuole cità riguardano, crescere. e sulla formazione dei giovani i n v e c e , Durante l’incontro l’orientamento al sono stati anche prodotto e non al illustrati dei dati mercato, la scarsa integrazione di filiera, la senilizzazione Istat che riguardano la provincia in vista della programdegli addetti, la carenza di assistenza tecnica speciamazione delle risorse. listica e di servizi alle imprese, la carenza nella ricerca I dati sull’occupazione parlano chiaro: si attesta al e nel processo di trasferimento delle innovazioni, la 10,5%, con 123.383 occupati. In agricoltura si ha il scarsa sostenibilità nel tempo delle imprese giovanili, dato di 8 mila occupati, che rappresentano il 7,5% con difficoltà di accesso al credito e costi di produzione del totale regionale. Le imprese attive in agricoltura e trasporto elevati. nel 2012 si attesterebbero a 7.170, mentre 5 in Per quanto riguarda il macro ambito territoriale i punti silvicoltura. di forza che emergono riguardano la presenza di C’è poi il dato degli agriturismi con un 18,1% pari a -, poiché il 50 per cento delle aziende ha una superficie inferiore a due ettari si hanno molte aziende che offrono un prodotto e poi c’è la grande distribuzione e il commerciante che riesce a dettare le proprie condizioni, per questo è importante intervenire sulla filiera». Un incontro quello promosso dalla Soat dedicato anche ad ascoltare le associazioni di categoria e le stesse imprese che vogliono crescere. Per Massimo Franco, presidente provinciale di Confagricoltura occorre investire sulle misure dell’agricoltura blu e sulla formazione dei giovani, mentre Fabio Moschella della Cia ha sollecitato interventi per snellire le procedure per le autorizzazioni che spesso ingessano il settore. risorse turistiche rilevanti, il patrimonio naturale e paesaggistico di elevato pregio, la produzione di energia rinnovabile, mentre i punti di debolezza le carenze delle infrastrutture idriche, viarie, ferroviarie e telematiche, la presenza di aree sensibili alla desertificazione e ZVN (zona vulnerabile nitrati) e vulnerabili ai fitofarmaci, problematiche ambientali di inquinamento dell’aria (polo petrolchimico) e nella gestione dei rifiuti (raccolta indifferenziata e presenza di micro discariche abusive). «Si devono attuare forme di aggregazione e progetti di filiera – ha affermato durante l’incontro Gaetano Aprile, dell’Area seconda sorveglianza e valutazione dei programmi dell’assessorato regionale all’Agricoltura L’AGRICOLTURA NELLA PROVINCIA Superficie aziendale secondo l’utilizzazione dei terreni Superficie agricola utilizzata Seminativi SIRACUSA Sicilia Coltivazioni legnose agrarie Prati permanenti e pascoli Totale 46.026,2 37.003,9 28.130,9 111.161 680.694,0 384.299,6 320.354,1 1.387.520,8 Aziende con coltivazioni legnose agrarie e relativa superficie per le principali coltivazioni SIRACUSA Sicilia Totale aziende 5.524 99.178 Vite Aziende 2.027 47.641 Olivo Superficie 17.134,34 317.043,98 Aziende Agrumi Superficie 1.1771 14.173,58 45.001 289.028,65 Aziende Superficie 1.283 14.130 4.992,07 30.565,18 Fruttiferi Aziende Superficie 1.710 17.035,19 24.518 199.604,89 Aziende con seminativi e relativa superficie per le principali coltivazioni Cereali SIRACUSA Sicilia Totale aziende 5.524 99.178 Allevamenti Aziende SIRACUSA Sicilia 1.136 15.308 Totale Frumento Aziende 2.027 47.641 Superficie Aziende 17.134,34 317.043,98 Bovini Aziende Capi 852 35.819 9.153 336.152 Superficie Aziende Superficie 1.1771 14.173,58 45.001 289.028,65 1.283 14.130 4.992,07 30.565,18 Suini Aziende Capi 82 742 4.859 46.282 Ovini Aziende Coltivazioni foraggere avvicendate Coltivazioni ortive Capi Caprini Aziende 168 27.184 104 5.633 732.809 2.073 Aziende Superficie 1.710 17.035,19 24.518 199.604,89 Equini Avicoli Capi Aziende Capi Aziende Capi 4.238 175 1.088 117.347 3.156 15.806 43 43.050 589 4.555.484 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 19 Massimo Franco* AGRICOLTURA Urge dare voce e giustizia agl’imprenditori agrumicoli Esistono operatori che hanno raccolto la sfida della innovazione. Nelle loro aziende le tecniche colturali adottate sono modernissime Prospettive Siracusa | Giugno 2013 20 ccorre dar voce e giustizia a tutti gli agrumicoltori che si scommettono “nonostante tutto” e dare merito a tutti quegli operatori che innovano e riescono a competere sul mercato. L’agrumicoltura siciliana, quindi siracusana e catanese, fino agli anni ‘70 era considerata tra i settori più floridi dell’agricoltura. Parliamo di un periodo in cui le merci nel mondo si muovevano molto più lentamente di oggi, conseguentemente sui principali mercati arrivavamo più celermente rispetto ai nostri principali competitors. La globalizzazione dei mercati, in cui le merci si spostano a grandi velocità e sembra anche paradossale che un container di limoni parte dall’Argentina per Rotterdam con costi di spedizione più bassi rispetto ad uno stesso container che parte da Siracusa, impone nuovi approcci organizzativi. In questi anni l’innovazione varietale è andata a rilento, i centri di ricerca pubblici si sono crogiolati in mostre pomologiche e nel frattempo non hanno adottato O alcun intervento per contenere virosi come la tristezza. Così facendo abbiamo spianato autostrade ai nostri competitors che nel frattempo, continuando a produrre a costi insignificanti, hanno migliorato spesso qualità e quantità conquistando i nostri mercati. La colpa non è loro ma è nostra. Di noi agrumicoltori che ancora viviamo di ricordi e di politiche prive delle più elementari leve competitive con una conseguente burocrazia autoreferenziale. Parte del comprensorio arancicolo della nostra provincia si è adagiata sui fasti di un tempo; ignorando che il mercato si globalizzava, tanto più per un prodotto per il quale l’Italia rappresenta il 2% del prodotto mondiale, e con questo mondo ci confrontiamo. Tuttavia ci sono operatori che hanno raccolto questa sfida, e nonostante un quadro di riferimento disincentivante, negli anni hanno fatto innovazione di prodotto e di processo. In queste aziende l’innovazione e le tecniche colturali adottate sono modernissime. La rete commerciale si è notevolmente innovata. Cinquant’anni fa a Lentini c’erano 400 magazzini che facevano un quarto di quello che oggi fanno le eccellenze rimaste, le quali si sono scommesse e distinte e si confrontano quotidianamente con un mercato sempre più globalizzato. Eccellenze che hanno sempre più specializzato gl’impianti di lavorazione, qualificando maestranze e giocando un ruolo fondamentale nell’economia del territorio. L’annata agrumicola che sta per finire è caratterizzata da prezzi alla produzione decisamente più gratificanti rispetto ai precedenti anni recenti. Campagna segnata da una riduzione della produzione di circa il 40% per vari eventi climatici avversi influenzando quindi le contrattazioni concluse al rialzo. Completata la campagna delle cultivar a polpa rossa che in alcune zone ha toccato punte di 35-40 centesimi al chilo sugli alberi si è avviata quella delle arance a polpa bionda, Ovale e Valencia late, che sta mantenendo questo trend. La dimostrazione sta nell’accordo, per il quarto anno consecutivo, siglato la settimana scorsa tra agrumicoltori, operatori commerciali e grande distribuzione organizzata (GDO) grazie ad una iniziativa patrocinata dalla Camera di commercio di Siracusa, che fissa un prezzo minimo alla produzione a 42 centesimi al chilo per l’ovale della Valle dell’Anapo. Questo trend viene ulteriormente confermato dalle contrattazioni del Navel a Ribera in provincia di Agrigento. È ovvio che parliamo di arance prodotte in aranceti produttivi, ben tenuti, condotti da agricoltori professionisti. Se qualcuno pensa che tenendo un agrumeto irrigandolo appena, non concimandolo e ancora peggio non potandolo, produrrà arance che possono andare bene per l’industria. Il prezzo lo fa anche la qualità del prodotto e chi fa qualità va premiato. Problema molto serio, sicuramente non solo agrumicolo, sono le relazioni commerciali con altri Paesi che si fondano su accordi bilaterali sul commercio in cui non vengono applicate le previste clausole di salvaguardia che riguardano i quantitativi e periodi di esportazione. Oggi possiamo affermare che tutte le importazioni non rispettano queste clausole e su questo fronte la nostra deputazione in Europa dovrebbe tutelarci meglio e di più. Sulla piaga del virus della Tristezza ci sono dei responsabili che andrebbero perseguiti perché da vent’anni non hanno fatto niente per arrestare o contenere questa virosi oggi presente in tutti gli areali agrumicoli. La sfida degli agrumicoltori siciliani si fonda sulla qualità e l’aggregazione per il mercato. Attraverso questa cosciente consapevolezza possiamo ritrovare l’orgoglio di produttori di un prodotto unico: “l’arancia di Sicilia”. *Presidente Confagricoltura Siracusa 21 Gaetano Guzzardo TERRITORIO Camcom, imprenditori e forze sociali per le tante emergenze di Siracusa Presentate al Governo regionale e al presidente Rosario Crocetta le impellenti necessità dell’apparato produttivo e occupazionale del Siracusano Prospettive Siracusa | Giugno 2013 22 C produttivi nevralgici». ’erano le imprese e Un metodo di lavoro, le forze sociali, rapquello della concertazione presentate dalle ripubblico-privata, ha rispettive Associazioni cordato il coordinatore del e dal Tavolo PerTavolo, che in provincia di manente per il Lavoro e lo Siracusa ha ormai una Sviluppo, coordinato dalla lunga esperienza, e che Camera di commercio di Sinegli anni è riuscito a racusa, lo scorso lunedì 13 produrre progettualità simaggio nella Sala Archimede nergiche indirizzate ad di Palazzo Vermexio a Siracusa, a t t r a r re i n v e s t i m e n t i nell’incontro con il governo esterni. Un’esperienza che regionale e con il presidente ha portato a sedere allo della Regione, Rosario Crosteso tavolo i rappresencetta. tanti di associazioni imEd è stato proprio il coordinaprenditoriali, sindacati dei tore del Tavolo, Pippo Giannilavoratori, ordini profesnoto, vice presidente della sionali, ordine dei giornalisti Camera di commercio aretue rappresentanti della sea, ad illustrare il documento Pastorale per il Lavoro, e e le schede consegnate agli che vuole allargarsi anche assessori (presenti gli assessori alle Associazioni ambienBianchi, Bonafede, Borsellino, taliste proprio per perfeLo Bello, Marino, Scilabra, zionare un metodo di laStancheris, Bartolotta, e la sivoro condiviso che superi racusana Sgarlata), per indicare, oltre alle emergenze del Una farraginosa burocrazia blocca gli steccati ideologici territorio, anche la strada da lo sviluppo di tanti investimenti pubblici guardando concretaai programmi, ai percorrere, ad iniziare dallo e privati per oltre 7 miliardi di euro mente progetti ed alla loro mosblocco di quel parco opere dalità di realizzazione. finanziato ma mai avviato. «Questo gruppo di lavoro – ha continuato Gianninoto «Continuiamo a registrare una costante emorragia di – ha avuto modo di verificare l’imponente quantità di posti di lavoro – ha detto Gianninoto – una disoccuinvestimenti pubblici e privati fermi al palo, circa 2 pazione giovanile ai massimi livelli ed il crollo di promiliardi di euro quelli privati, oltre 5 miliardi i progetti duttività in tutti i comparti imprenditoriali con continua pubblici infrastrutturali, bloccati da una burocrazia chiusura di attività. Eppure il nostro territorio, da tempo, lenta e da norme farraginose e contraddittorie, uno ha dimostrato una grande coesione tra le forze sociali dei principali mali del nostro tempo e che rappresenta ha elaborato proposte concrete indicando le priorità uno dei principali freni ad un possibile sviluppo dal di sviluppo. La provincia di Siracusa si è dotata di una basso. Di fronte a questo scenario sono stati organizzati pianificazione strategica e un piano territoriale indicativo incontri con i parlamentari regionali e nazionali, con delle strategie di rilancio dell’economia locale e di amministratori locali, al fine di verificare lo stato degli specifiche progettualità trasversali ai propri settori investimenti pubblici e privati nel territorio provinciale, ha altresì organizzato numerose manifestazioni a sostegno degli investimenti bloccati. Finora poco è stato fatto dagli interlocutori istituzionali sia nazionali che regionali e locali. Anzi alcuni investimenti privati con copertura finanziaria certa, come il Rigassificatore, sono stati accantonati dalle società proponenti perché l’iter burocratico è troppo lungo e quindi ritenuti fuori mercato. Di crescita si è parlato molto ma pochi sono stati gli atti concreti. Il Tavolo – ha proseguito il suo coordinatore – chiede prioritariamente i decreti per quelle opere già ritenute finanziabili e che costituiscono il completamento di opere già realizzate nel precedente si produrrà l’energia autonomamente e raccoglierà le acque piovane per gli usi esterni. E poi l’ex Spero, dove sorgerà il porto turistico “Archimede”. Progetti bloccati dal precedente governo su cui invece, nel rispetto del sistema paesaggistico, i tre esponenti del governo Crocetta, sono rimasti entusiasti per il rilancio del turismo a Siracusa. E lo stesso presidente della Regione, così come il suo assessore all’Economia, Luca Bianchi, hanno aperto una porta importante al confronto e al dialogo con le proposte di sviluppo e i progetti elaborati e presentati dal Tavolo. «Siracusa e la sua provincia sono una straordinaria 23 ciclo di programmazione affinché quanto fatto non diventi inutilizzabile (esempio: infrastrutturazione “Valle dell’Anapo” a valere sul Pist). E con l’istituzione di conferenze di servizi punta alla velocizzazione di tutti quei procedimenti connessi alla realizzazione delle tante opere ferme che potrebbero determinare un rilancio dell’economia locale. Una azione da coniugare con una rinnovata gestione dei sistemi di incentivi alle imprese, per il rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, anche con l’utilizzo dei fondi a valere sulla programmazione 2007-2013 e sulla nuova pianificazione 2014-2020. Il Tavolo – ha concluso Gianninoto consegnando le schede dei singoli interventi - invita, inoltre, per qualificare e accelerare la spesa dei fondi strutturali ad utilizzare procedure negoziate, soprattutto per quei territori maturi che hanno esperienze di concertazione e programmazione, superando le procedure concorsuali». Un lungo incontro, quello con il governo regionale, iniziato già la mattina con gli assessori al Turismo, Michela Stancheris, al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, e ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata, che hanno avuto modo di visitare le aree della “Pillirina”, dove dovrebbe sorgere il resort di lusso della Four Season, gli investitori svizzeri che vogliono spendere oltre 300 milioni di euro in una struttura ricettiva che realtà – ha sottolineato il presidente Crocetta - e noi dobbiamo creare tutte quelle condizioni, ad iniziare dalle infrastrutture, collegandola con Ragusa, per mettere in rete e collegare aeroporti (Comiso e Catania) ed i porti, per farne crescere l’economia. Dopo le elezioni amministrative ci rivedremo per attivare un tavolo per Siracusa». Questi gli interventi possibili, presentati al Governo Regionale dal Tavolo per il Lavoro PRIORITÀ DI SISTEMA 1. Una previsione all’interno degli strumenti finanziari regionali di scelte per la produttività e competitività del territorio. Un’azione che continui a prevedere la riduzione dei costi della politica, la eliminazione delle tante società partecipate, gli innumerevoli consigli d’amministrazione, un allargamento dei tempi di dilazione dei debiti a ruolo eliminando sanzioni e riducendo agi ed interessi, contrattando con il Governo nazionale la moratoria dei debiti. 2. La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico che non arrechi danno alle attività imprenditoriali con il recepimento delle osservazioni proposte dagli Enti locali e dalle associazioni di categoria, per non bloccare le attività economiche; 3. Una concreta semplificazione dei procedimenti nelle (tante) materie di competenza regionale introducendo in maniera decisiva il sistema dei controlli ex post sulla scorta di regolamentazioni certe e che stabiliscano altrettanta sicurezza nei tempi di riscontro. A tal fine appare fondamentale anche una gestione corretta dei pagamenti dei crediti vantati dalla imprese nei confronti della Regione in ottemperanza alla recente disciplina di smobilizzo dei debiti scaduti della P.A. e della direttiva U.E. sulla certezza dei tempi di pagamento per la parte eccedente gli importi previsti ex D.L. 35/2013; 4. Una corretta e strategica gestione dei fondi comunitari puntando con decisione sulla attivazione e nuovi progetti (Versalis, Edison) e con interventi manutentivi migliorativi dell’ambiente, sicurezza e innovazione tecnologica (Erg, Isab, Esso, Ssasol etc.) al fine di ridare ossigeno alla zona industriale e alle imprese dell’indotto con notevoli ricadute anche occupazionali, nonché il rilancio di “punta cugno”come base logistica la metalmeccanica. b. Lo sblocco dei progetti legati al turismo e alla portualità turistica e diportistica a Siracusa e provincia; c. L’attivazione dei bandi a favore di Comuni ed Enti Locali per la manutenzione energetica degli edifici pubblici che garantirebbe centinaia di piccole opere gestione di 3 assi di intervento che destinino i fondi unicamente ad imprese, lavoro e infrastrutture magari in forma automatica, semplificata e con tempi certi di risposta (un esempio virtuoso è rappresentato dal sistema agevolativo di cui alle leggi 949/52 e 240/81 gestite da Artigiancassa). Una rinnovata gestione del credito agevolato con un maggiore sostegno a C.R.I.A.S. e dell’IRCAC e IRFIS in quanto attori fondamentali per il sostegno delle imprese artigiane, della cooperazione, dell’industria e del commercio nei territori. In relazione al credito c.d. ordinario alle imprese appare fondamentale l’impinguamento dei fondi rischi dei Confidi, unico attore di supporto alle imprese per l’accesso al credito bancario anche con l’utilizzo dei fondi UE così come fatto nella Regione Puglia nel recente passato. Lo sblocco dei tanti progetti fermi che rappresentano una necessità strategica sia per la riduzione del gap infrastrutturale con il paese che per l’attivazione di politiche occupazionali di vitale importanza, nello specifico si considerano prevalenti le seguenti azioni: L’accelerazione degli iter burocratici per l’avvio degli investimenti promossi dai gruppi industriali che insistono nel sito di Priolo-Melilli-Augusta, con necessarie per adeguare gli edifici e dare commesse ai comparti di costruzioni, impianti e relativi indotti d. Lo sblocco delle procedure di avvio dei lavori per la superstrada Catania-Ragusa (attivazione di un tavolo tecnico di confronto con il General Contractor ed il Ministero delle Infrastrutture per superare le difficoltà sopravvenute); e. L’avvio delle operazioni di gara per il tratto RosoliniModica dell’autostrada Siracusa-Gela (attualmente si attende l’approvazione da parte della Giunta di Governo del crono programma proposto dal CAS, il consorzio ha inoltre rappresentato la disponibilità a finanziare l’opera anche nel caso di perdita del finanziamento comunitario); f. L’attivazione delle procedure ed il completamento della dotazione finanziaria per le bonifiche da realizzarsi nella rada di Augusta, secondo quanto previsto dal Prot. d’intesa Min Ambiente-Regione Siciliana del nov. 2008 (circa 700 milioni di euro). 24 5. 6. 7. a. LE SCHEDE ANALITICHE Assessorato regionale ai Beni culturali 1. “Piano Paesaggistico” La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico che non arrechi danno alle attività imprenditoriali e il recepimento delle osservazioni proposte dagli agroalimentari del territorio Assessorato regionale Territorio Ambiente 1. “Piano Paesaggistico” La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico che non arrechi danno alle attività imprenditoriali e il recepimento delle osservazioni proposte dagli Enti locali e dalle associazioni di categoria al più presto, per non bloccare le attività economiche con la procedura e le modalità condivise nel recente incontro tenuto presso la Prefettura di Siracusa; 2. Semplificazione dei procedimenti autorizzativi Nell’ambito della semplificazione degli iter autorizzativi si auspica l’attivazione immediata delle conferenze dei servizi con particolare riferimento agli interventi che insistono in aree industriali ed in relazione a strutture turistico-ricettive; 3. Ri-perimetrazione dell’area protetta della Penisola Maddalena 4. Progetti di finanziamento a valere sul P.O. Fesr 2007/2013 Velocizzazione dell’iter istruttorio di istanze di agevolazione presentate da PMI (ad es. misura 3.2.2.4); 5. Strutturazione immediata degli uffici VIA – VAS Assessorato regionale Turismo 1. Condivisione dei programmi di destagionalizzazione turistica con la CCIAA di Siracusa 2. Sblocco del concorso per guide turistiche 3. PIST E PISU - Progetti ammissibili e SENZA copertura finanziaria 4. PIST E PISU - Progetti ammissibili e SENZA copertura finanziaria Progetto presentato dal Comune di Siracusa Asse III, Obiettivo Operativo 3.1.3, Linea di Intervento 3 partecipando al bando “Sviluppo di servizi culturali al territorio a alla produzione artistica e artigianale (documentazione, comunicazione e promozione, ecc…) che opera nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea”. Il progetto si è classificato al 37° posto di merito e non ha ottenuto il finanziamento per mancanza di somme. Successivamente, in febbraio, la Regione pubblica sulla GURS il decreto per implementare le risorse e coprire ulteriori progetti tra i quali quello di Siracusa, per un ammontare di euro 644.100,00. L’Amministrazione quindi redige il progetto esecutivo. Dopo qualche settimana la Regione pubblica sulla GURS il Decreto di annullamento, in autotutela, del precedente incremento di finanziamento, di fatto escludendo Siracusa dal finanziamento. 5. Pulizia immediata dei siti archeologici e naturalistici 6. Apertura con maggiore frequenza dei siti archeologici, museali e naturalistici del territorio 7. Inserimento obbligatorio nei bookshop dei siti di interesse turistico delle eccellenze artigianali ed Intervento N. 4 La segnaletica comune nell’area PIST 12 - Dipartimento: Turismo - Importo: euro 420.000,00 Linea: 3.3.3.3 - Stato: In graduatoria pag. 22 Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana pag. 23-24 Alcuni momenti del convegno 25 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 Enti locali e dalle associazioni di categoria al più presto, per non bloccare le attività economiche con la procedura e le modalità condivise nel recente incontro tenuto presso la Prefettura di Siracusa; 2. Sblocco iter autorizzativi Si richiede lo sblocco degli iter autorizzativi connessi alla portualità turistica ed alle strutture turisticoricettive 3. PIST E PISU - Progetti ammissibili e con copertura finanziaria Interventi pist12 in attesa di decreto giusto Accordo di Programma tra i Dipartimenti Regionali e la Coalizione PIST12 del 16-04-2012 TRASPORTI Il porto di Augusta diventa centro intermodale di area vasta Sbloccati i fondi europei. Passo avanti per lo sviluppo integrato. Necessario inserire la rada di Santa Panagia nella competenza dell’Autorità portuale 26 I l porto di Augusta diventa un hub internazionale. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato all’Autorità portuale la decisione con cui la Commissione Europea ha approvato il Grande progetto “Potenziamento del Porto commerciale di Augusta” facente parte del programma operativo “Reti e mobilità 2007-2013” a valere sul Fondo Europeo di sviluppo regionale. La scheda “Grande progetto” era stata presentata dall’Autorità portuale di Augusta al ministero Infrastrutture in data 16 novembre 2010 e, dopo valutazione interna, era stata inoltrata alla Commissione europea regionale nel febbraio 2011 che aveva aperto l’istruttoria ora conclusa per definire l’ammissibilità ed il livello di cofinanziamento. Sono state richieste 4 integrazioni per verificare la coerenza del progetto con i programmi e le politiche europee, in particolare in materia di aiuti di Stato, che per la prima volta sono stati applicati in Europa ad una infrastruttura portuale. Le attività svolte per la valutazione del progetto del porto di Augusta costituiranno la procedura da adottare in Europa per progetti simili anche in futuro. È stato calcolato un tasso di cofinanziamento del 69% da applicare all’importo totale del progetto di 145,33 milioni di euro. L’importo del finanziamento è dunque di 100 milioni di euro, che rappresenta il massimo cofinanziamento pubblico ammissibile in materia di aiuti di Stato per questo progetto. La differenza residua di 45,33 milioni di euro è a carico dell’Autorità portuale che ha già costituito un fondo apposito. Il progetto così rimodulato consentirà di ristrutturare le infrastrutture esistenti e realizzarne di nuove per destinarle al traffico di merci alla rinfusa, attività RoRo e Ro-Pax legate alle “autostrade del mare” e ad ospitare anche traffico di container, secondo le moderne esigenze, con le modalità mare-mare e mareterra via ferrovia e strada. Grazie a tali interventi, il porto di Augusta, da anni primario porto petrolifero al servizio della zona industriale, potrà sviluppare anche i trasporti intermodali con la Sicilia e con il territorio nazionale. I principali interventi possono così essere riassunti: • Espansione dei piazzali di ulteriori 82.000 mq, da utilizzare per lo stoccaggio di merci solide e containers, per un importo di 28.3 milioni di euro (entro dicembre la gara per l’assegnazione dei lavori che dovranno essere conclusi entro il 2015); • Adeguamento strutturale di 150 metri lineari delle banchine esistenti ed attrezzaggio con gru a portale per l’attracco di portacontainer, per un importo totale di 38.7 milioni di euro (gara completata, i I lavori di infrastrutturazione prenderanno il via dunque entro poco tempo, con la realizzazione dei nuovi piazzali e delle nuove banchine, nonché con il rafforzamento di quelle esistenti e con il livellamento dei fondali già realizzati si renderà Augusta un porto idoneo anche alle attività di transhipment. A lavori finiti, il porto disporrà di piazzali per circa 1 milione di metri quadrati, di banchine per oltre 2.000 metri lineari e della possibilità di ormeggio di navi con pescaggio fino a 16.5 metri. Il presidente dell’Autorità portuale, Aldo Garozzo, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, dichiarando che esso «è frutto di un intenso lavoro strategico portato a compimento con la collaborazione della politica e delle istituzioni regionali, nazionali ed europee. «In linea con le nuove indicazioni ricevute si è passati infatti – afferma Garozzo – dalla visione di un porto di transhipment, cioè mare-mare, ad una visione strategica più legata al territorio, diventando punto centrale di un’area vasta riconducibile al sud-est della Sicilia. Da tale punto di vista l’Autorità portuale di Augusta è stata antesignana, con la firma di un protocollo d’intesa con il porto di Catania, l’interporto di Catania, la Regione siciliana e il ministero Infrastrutture e Trasporti. Invece la proposta di allargamento della propria circoscrizione fino a Santa Panagia non trova risposta da parte del Consiglio comunale di Siracusa, probabilmente non consapevole dei vantaggi che ne deriverebbero per entrare a far parte di un’area che ha sempre avuto grande importanza nello sviluppo delle attività marinare nel Mediterraneo. Infatti è indubbia la centralità del porto di Augusta, quinto scalo italiano per movimentazione totale di merci e primo per il petrolchimico. Il percorso di crescita continua con la realizzazione della scheda Grandi progetti anche per le merci solide al servizio di un territorio d’area vasta, come quello della Sicilia Sud-Orientale, allargato a provincie più interne, come Enna e Caltanissetta. In cantiere sono l’intensificazione delle linee di traghetti per il trasporto merci e persone e la movimentazione con i containers, senza dimenticare che, oltre a essere un porto commerciale e industriale di primo piano, Augusta rimane uno dei porti militari più importanti della nazione». Conclude Aldo Garozzo: «Guardiamo con interesse ai mercati in forte espansione, dalla Cina all’India, al Sud America e al Nord Africa, di cui siamo diretti interlocutori. Il Mediterraneo è da sempre un crocevia delle più importanti rotte commerciali e Augusta è la naturale via d’accesso all’Europa». Augusta si candida pure a divenire un porto delle autostrade del mare. L’accordo siglato con la Grimaldi Holding, la compagnia armatoriale di Aldo Grimaldi, ha permesso l’avvio della linea Augusta-SalernoAugusta, che rappresenta un’iniziativa in esclusiva dal porto di Augusta per tutte le attività imprenditoriali e trasportistiche della Sicilia Orientale al servizio di merci e passeggeri. Nuove tratte stanno per essere attivate a breve, grazie al coinvolgimento di altri armatori, come ad esempio la tratta Gaeta-Augusta-Malta e sempre con Grimaldi Holding la tratta Salerno-Augusta si prolungherà fino a Malta. Recentemente il Parlamento europeo ha ridefinito gli orientamenti dell’UE su obiettivi, priorità e grandi linee di azione previste nel settore della rete trans-europea dei trasporti TEN-T ed ha incluso il porto di Augusta tra i porti marittimi di categoria A, sia in ragione dei volumi di traffico sia per le caratteristiche infrastrutturali in corso di realizzazione. Proprio in quest’ottica il porto di Augusta è stato inserito nella rete globale, segno di un riconoscimento strategico del ruolo che esso potrà e dovrà svolgere. Con l’inserimento a fine ottobre della direttrice NapoliMessina-Catania-Palermo nel corridoio TEN HelsinkiLa Valletta, che inserisce a pieno titolo le infrastrutture logistiche e tutta l’infrastrutturazione della Sicilia Orientale nel comprehensive network europeo, viene definitivamente riconosciuta a livello europeo la valenza del porto di Augusta, ammesso alla rete TEN-T, grazie al progetto di riconversione e sviluppo che lo renderà centrale nei traffici commerciali del Mediterraneo. Si sta già progettando la connessione del porto con la rete ferroviaria nazionale e, soprattutto, con l’interporto di Bicocca e tale progetto sarà prioritario nei prossimi mesi. La piattaforma intermodale del Sud Est siciliano dovrà necessariamente portare a un “sistema portuale integrato”: a seguito del protocollo d’intesa siglato lo scorso agosto tra l’Autorità portuale di Catania, quella di Augusta, l’Interporto di Catania, la Regione Siciliana e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il tavolo tecnico dovrà realizzare azioni concrete con una governance univoca e condivisa nel segno di un unico sistema di area vasta che si presenti tale di fronte all’Europa. Simona Falsaperla 27 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 lavori già assegnati inizieranno a giugno di quest’anno per concludersi entro giugno 2015); • Nuova banchina di oltre 350 metri estensibile a 500 metri con alle spalle un nuovo piazzale di circa 120.000 mq. per un importo totale di 77,83 milioni di euro (gara conclusa, lavori già assegnati che dovranno essere completati entro dicembre 2015). Le infrastrutture saranno di proprietà dello Stato e saranno gestite dall’Autorità portuale di Augusta a favore di imprese private che vi opereranno in concessione secondo quanto previsto dalla Legge 84/94 e secondo procedure conformi alle norme europee e nazionali. MILANO EXPO 2015 Siracusa alla vetrina internazionale un’opportunità da non disperdere Nel rapporto uomo-natura-cibo la nostra Isola può giocare un ruolo che darà importanza allo sviluppo 28 A Siracusa, prima assoluta in Sicilia, lo scorso mese di marzo è stata presentata, a cura della Camera di Commercio, la vetrina e l’organizzazione dell’Expo 2015 di Milano. Presenti, oltre ad Ivan Lo Bello, nella sua duplice veste di presidente dell’ente camerale e di vice presidente di Confindustria, Aldo Bonomi, direttore consorzio Asster Milano, Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 SpA; Diana Bracco, commissario generale del padiglione Italia e Linda Vancheri, assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana. Il grande evento internazionale che si terrà a Milano per promuovere temi di interesse universale è una straordinaria opportunità anche per le imprese siciliane. Mentre gli Expo dell’800 e ‘900 erano eventi che celebravano l’ascesa del capitalismo e la sua illimitata capacità di trasformare la natura in cultura, gli Expo del XXI secolo sono espressione di una terza modernità in cui il tema di fondo è la capacità del capitalismo e della sua civilizzazione materiale di fare i conti con il concetto di limite ambientale assumendolo come nuovo volano di sviluppo. Gli Expo oggi sono grandi parchi a tema che mettono in mostra l’ancora difficile equilibrio tra sviluppo e natura. Dall’evento di Saragozza, dedicato al tema dell’acqua, passando per il tema “Better City, Better life” di Shangay, fino a “Nutrire il pianeta/energia per la vita” di Milano 2015 al centro vi è il tema della qualità più che della quantità nel rapporto cultura-natura. Non c’è Expo senza idea di futuro e di progresso. Expo deve avere una funzione di propulsore culturale nell’uscita della crisi ragionando di terza rivoluzione industriale capace di spingere avanti la frontiera dell’innovazione tecnologica sulla sostenibilità. Il cibo può essere il perno di un nuovo modello di vita in cui temi etici e transizione industriale si tengono insieme. Una nuova idea di progresso che mette al centro l’uomo e la sua capacità di tessere relazioni sociali più che la potenza della tecnica, ma nondimeno in grado di creare nel visitatore l’esperienza e la speranza che una nuova idea di sviluppo è possibile. Con al centro il cibo, il 2015 dovrebbe dunque essere anche un grande momento di riflessione sulla crisi e sulle diverse visioni che stanno emergendo nel mondo riguardo alle vie d’uscita. E hanno al centro la questione del rapporto uomonatura e spesso direttamente del cibo e dei diritti connessi. Un approccio che vale anche per i destini del made in Italy, soprattutto nel campo del Food. In Expo il cibo è proposto come motore dell’innovazione dei canali distributivi e delle pratiche di consumo, del modello di business dei produttori (l’impresa agricola, l’eccellenza artigiana e le medie imprese, l’impresa commerciale), della ricerca, della a mettere insieme le eccellenze produttive e gli operatori turistici e a destinare una linea di finanziamento sulla nuova programmazione comunitaria 2014-2020 proprio all’expo e ad aiutare le imprese siciliane a crescere e a fare squadra. S. F. sotto Progetto Expo Milano 2015 pagina a fianco Il tavolo di lavoro L’intervento di Ivan Lo Bello 29 creatività, del design e dell’innovazione. Dunque s’intrecciano nel food temi etici, arte e creatività, salute e benessere, ricerca scientifica, sensi e cultura materiale, storia dei luoghi e delle popolazioni, spiritualità. In questa frontiera indicata dall’Expo la Sicilia, piattaforma del Mediterraneo, può giocare un ruolo importante. I vantaggi competitivi naturali legati alle caratteristiche del nostro territorio con agricoltura, turismo e culture locali dell’accoglienza, la manifattura tipica e i grandi giacimenti culturali, potrebbero rappresentare la grande sfida dell’Expo 2015. Mettere a sistema le produzioni alimentari di qualità, l’agricoltura e le produzioni enologiche delle doc, igp, dop e docg, è un imperativo irrinunciabile sia per gli imprenditori che per il governo regionale. Non si può fallire, stavolta. Ne è convinta Linda Vancheri, assessore regionale alle attività produttive che ha in mente di mettere in piedi un comitato tecnico appositamente destinato all’organizzazione dell’Expo, LE PREVISIONI DELL’EXPO MILANO 2015 • T ema: “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” • Date: 1° maggio - 31 ottobre 2015 (184 giorni) • Partecipazione: 130 Paesi • Sito espositivo: 1,1 milioni di metri quadri • Investimenti pubblici: 1,3 miliardi di euro • Contributi del settore privato (stima): 0,3 miliardi di euro • Investimenti dei partecipanti: 1 miliardo dieuro • Visitatori: 21 milioni (14 dall’Italia, 4 dall’Europa, 3 da paesi extraeuropei di cui 1 dalla Cina) • Benefici per il turismo: 4,8 miliardi di euro. www.Expo2015.Org MILANO EXPO 2015 La Camera di commercio con dieci aziende siracusane Al progetto “Alimentare il futuro” partecipano a Tuttofood 10 eccellenze dell’agroalimentare della nostra provincia. Gli apprezzamenti del presidente Ivan Lo bello Prospettive Siracusa | Giugno 2013 30 P rove tecniche di Expo. L’edizione 2013 di TUTTOFOOD, che si è tenuta alla Fiera di Milano dal 19 al 22 maggio, ha avuto proprio queste caratteristiche, essendo tra l’altro gemellata con l’esposizione universale del 2015, e come questa ha acceso i riflettori sul “cibo”. E nei quattro giorni di esposizione, la Biennale Interna- zionale dell’Agroalimentare, riservata alle imprese, rigorosamente con il sistema B2B, ha ospitato i vertici di Expo 2015, ad iniziare dall’Amministratore Delegato, Giuseppe Sala, già ospite lo scorso 8 marzo a Villa Politi a Siracusa della Camera di commercio assieme al Commissario Generale per il padiglione Italia, Diana Bracco, all’interno di un convegno intitolato “Alimentare il futuro”. Si apre dunque un periodo importante per l’agroalimentare italiano, dove le eccellenze siracusane in questi ultimi anni si sono ritagliate uno spazio di tutto rispetto, grazie alle iniziative di promozione avviate dalla Camera di Commercio di Siracusa. Non ultima, appunto, TUTTOFOOD, vetrina internazionale di grande spessore che proietta le imprese verso un appuntamento universale irripetibile. E a Milano dal 19 al 22 maggio scorsi, erano dieci le Aziende della provincia di Siracusa, presenti nell’area espositiva della Camera di commercio di Siracusa, una delle più belle della Fiera, allestita dalle stesse aziende espositrici: 1. Ditta Drago Sebastiano Lavorazione e conservazione pesce, Siracusa 2. Azienda agricola Marino Maurizio Produzione di olio, Ferla 3. Consorzio di tutela e miglioramento della filiera Mandorla di Avola Lavorazione della mandorla, Avola; 4. Genesis di Genesio Vincenzo produzione di conserve alimentari – Avola; 5. Naturaltria srl produzione di olio e conserve alimentari – Siracusa; 6. Frantoio oleoario Ruta Produzione olio - Noto 7. Azienda agricola Oleificio Bagni di Mozzicato Giuseppe produzione olio – Canicattini Bagni; 8. Azienda agricola Salemi Pina produzione olio e conserve alimentari – Sortino; 9. Azienda Agricola Vernera di Spanò & C. sncproduzione olio – Buccheri; 10. Sicilsapori di Mangano Janett produzione di liquori artigianali, marmellate e conserve Siracusa. In questo palcoscenico mondiale le aziende della provincia di Siracusa si sono confrontate con il mercato ed hanno incontrato buyer esteri, avviando trattative d’affari. «Siamo del tutto soddisfatti dei risultati – ha commentato il presidente della Camera di Commercio, Ivan Lo Bello – perché Tuttofood, come ha dimostrato al suo interno la forte presenza di Expo, che a marzo abbiamo fortemente voluto mettere a confronto con le nostre Aziende, è stato il prologo di quello che sarà l’evento mondiale del 2015 in Italia. Gli apprezzamenti ed i contatti intrapresi dalle nostre Aziende espositrici, ci hanno dato la conferma del giusto percorso intrapreso in questi anni. L’agroalimentare della nostra provincia, con il sostegno della Camera di Commercio, ha saputo puntare sulla qualità delle produzioni, trasferendo nei mercati eccellenze che oggi si misurano alla pari con le produzioni mondiali, come lo stesso Amministratore Delegato di Expo, Giuseppe Sala, aveva sottolineato nell’invito rivolto alle nostre Aziende per essere presenti a Milano nel 2015». Gaetano Guzzardo MONDO ENERGIA Con le “alternative” Erg investe sul futuro Sulla cessione del residuo 20% della raffineria Isab alla russa Lukoil la società genovese deciderà a ottobre In alto Edoardo Garrone presidente gruppo ERG in basso Alessandro Garrone vicepresidente gruppo ERG Tra una dismissione e un “efficientamento”, in mancanza di investimenti alternativi, l’occupazione va calando. E l’identità di Erg? L’identità rimane: produttore di energia; con strumenti diversi nel tempo; ma pur sempre produttore di energia. Lo ha affermato Alessandro Garrone, vicepresidente esecutivo del gruppo Erg, nella introduzione all’incontro. Ed era questo, trattato da Alessandro Garrone, il tema centrale dell’incontro: “La capacità di evolvere mantenendo la propria identità”. Comunque la governance della raffineria, dopo l’acquisizione dell’80%, pur senza il residuo 20, è interamente ormai in mano Lukoil. ENERGIE ALTERNATIVE Intanto Erg investe nell’eolico: in Sicilia come in Puglia, come altrove in Italia e in Europa. Ma in Sicilia non intende presentare nuovi progetti dopo la scottatura del rigassificatore: sette anni di trascinamento senza una risposta: né un sì né un no. In un territorio divenuto ormai inaffidabile nessuno presenta più nuovi progetti. In definitiva Erg cambia pelle. Pur mantenendo la propria identità: rimane un produttore 31 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 R iassetto continuo nella zona industriale siracusana. Non senza incertezze. Per l’assetto societario della raffineria Isab si aspettano le decisioni del gruppo Erg. Le quali non arriveranno prima del prossimo ottobre. Lo si è appreso nel corso di un incontro fra Edoardo e Riccardo Garrone, il top management del gruppo Erg e la stampa siciliana. Dopo la cessione dell’80% della proprietà di Isab da Erg alla russa Lukoil scade infatti a ottobre il termine, stabilito con l’accordo Erg-Lukoil del 2008, entro il quale Erg deve esercitare la sua opzione: tenere il residuo 20% o cedere tutto a Lukoil; che in tal caso sarebbe obbligata a rilevarlo al prezzo stabilito con l’accordo del 2008. Che farà Erg? Non si sa ancora. Una cosa si sa: cederà questo residuo 20% se le condizioni del mercato del petrolio e della raffinazione resteranno quelle di oggi; lo terrebbe se queste condizioni dovessero cambiare migliorando. Lo ha affermato il presidente del gruppo Erg, Edoardo Garrone, a margine di un incontro con la stampa siciliana. Incertezza dunque. Intanto l’occupazione va calando. Lentamente ma inesorabilmente, va calando. di energia, ma si adegua all’oggi e prepara il domani; per esempio investendo nelle energie alternative: l’eolico per cominciare. Ma non va dimenticato che Erg detiene il 51% della proprietà (il 49 è della giapponese Mission Energy) e la gestione della centrale di cogenerazione elettrica Isab Energy, a Priolo, nonché la gestione del consorzio Priolo servizi, costituito con Eni, Air liquide e altri. Il consorzio fornisce utilities (vapore, per esempio) e servizi vari ad altri operatori della zona industriale. Numerosi i relatori dopo la introduzione di Alessandro Garrone. Pietro Tittoni, direttore business Unit Power & Gas del In mancanza dell’ammodernamento e del potenziamento di questo collegamento dobbiamo tenerci i black out ricorrenti sulla rete Enel. Ai quali va addebitata, fra l’altro, la maggior parte dei fuori servizio (con relative fumate) nelle fabbriche. Oltre a questo c’è il fatto che le interconnessioni in Sicilia sono carenti. E non è facile migliorarle. Soprattutto per le difficoltà di Terna, che ha da tempo previsto e progettato una nuova rete, nei rapporti con enti locali e Regione. ENERGIE DEL FUTURO E CREDITO Ha concluso l’incontro Edoardo Garrone. Il quale ha 32 Due momenti del convegno gruppo Erg, ha trattato “Energia ed efficienza per lo sviluppo sostenibile in Sicilia; Sergio Bovo, direttore business Oil del gruppo, “Obiettivo competitività in un mercato in cambiamento; Massimo Derchi, amministratore delegato di Erg Renew, Erg nel mercato dell’eolico e progetti di sviluppo; Lucia Bormida, direttore delle relazionali istituzionali e internazionali, ha trattato “Erg alleanze e sinergie con il territorio. Infine Simone Togni, presidente di Anev (Associazione nazionale per l’energia dal vento) ha trattato il tema dell’energia eolica in Sicilia. Una noticina storica: Massimo Derchi è figlio di quel Mauro Derchi che fu il primo direttore della raffineria Isab, nella costruzione e all’inizio delle produzione. POCA ENERGIA IN SICILIA È stato così sfatato il mito dell’autonomia energetica della Sicilia. Mediante il cavo sottomarino dello Stretto infatti la Sicilia riceve energia dal resto d’Italia. Raramente succede il contrario. Ma quel cavo, è stato chiarito, è obsoleto e insufficiente. E sostituirlo non è impresa da poco. Non tanto per l’onere da sostenere quanto piuttosto per lo scoglio delle procedure autorizzative da affrontare. pronunziato parole di apprezzamento per il management e per i lavoratori del gruppo Erg. E ne ha sottolineato la capacità di interpretare cambiamenti epocali. Come quelli che stanno avvenendo nel mondo della energia, delle energie alternative soprattutto. Ha quindi ribadito il “riposizionamento” del gruppo Erg nel settore delle “energie del futuro”: le cosiddette energie alternative, che sono in rapida evoluzione. In questo settore Edoardo Garrone ha confermato la volontà del gruppo di investire. Nonostante le difficoltà dell’accesso al credito. Ha ribadito inoltre la efficacia dell’accordo con Lukoil nella generale economia del gruppo Erg. E anche dell’accordo, meno recente peraltro, con Total per la costituzione della TotalErg, società impegnata con la rete di distribuzione carburanti. C’è da aggiungere anche l’altro accordo con Lukoil per la costituzione di LukErg, la società che opera nell’eolico in Europa. «Continueremo – ha concluso Edoardo Garrone – a percorrere la strada intrapresa da nostro padre nel mondo dell’energia. Nella convinzione di essere un grande valore per il Paese e per la Sicilia». S. M. 33 ECONOMIA Camera di commercio e CoFidi sostengono 100 giovani imprese della provincia Fondo di rotazione per l’accesso al credito. Progetti già esecutivi. Il vicepresidente Pippo Gianninoto: “Garantiamo l’abbattimento del 3% del tasso di interesse alle imprese che otterranno i prestiti” Prospettive Siracusa | Giugno 2013 34 “ Sosteniamo, con l’aiuto delle Associazioni di Categoria e dei Consorzi Fidi, almeno 100 giovani imprese, per rilanciare l’economia e le attività in provincia di Siracusa». Questo l’invito rivolto il 3 maggio scorso dal vicepresidente della Camera di commercio di Siracusa, Pippo Gianninoto, ai rappresentanti delle Associazioni di Categoria, delle Banche e dei Consorzi Fidi, presenti nella Sala Giunta dell’Ente camerale, in occasione della presentazione del nuovo Fondo di Rotazione istituito dalla Camera di commercio per favorire l’accesso al credito alle giovani imprese e, in particolare, alle start up. Presenti anche Arturo Linguanti, componente la Giunta camerale e il segretario generale Roberto Cappellani. Un sistema, quello del Fondo di Rotazione, alimentato dalla Camera di commercio e dalla Provincia regionale di Siracusa, che nel triennio 2009-2012 ha avuto una consistenza di 732.305,00 euro (412.305,00 impegnati dalla Camera di commercio, e 320.000,00 dalla Provincia Regionale), oltre 161.000,00 che la Camera di Commercio ha altresì impegnato per il Fondo Rischi dei Confidi (quindi un totale di 573.305,00 euro solo da parte della CCIAA), che è riuscito a garantire nei confronti delle Banche, crediti a 137 Imprese che si sono rivolte ai Confidi, con garanzie dal 60% all’80%, per ben 5.015.000,00 di euro, a fronte di un plafond di operazioni sostenibili che è pari a 9.153.812,50 euro. «Adesso il Fondo si arricchisce ulteriormente – ha dichiarato Gianninoto – con ulteriori 200 mila euro impegnati dalla Camera di commercio, oltre a quelli che impegnerà la Provincia Regionale, che ne porterà la consistenza attorno ad un milione e 200 mila euro. Una cifra importante che potrà aiutare le imprese esistenti a consolidarsi e quelle giovanili a crescere e a misurarsi con il mercato. L’unico problema sono le Banche che, nonostante le garanzie sino all’80%, sinora non hanno dimostrato grande disponibilità. Basti pensare che su un plafond di circa 10 milioni di euro che potevano essere attivati nel triennio 20092012, ne sono stati erogati solo la metà. Il resto è ancora disponibile e si aggiunge a quello che produrrà la nuova consistenza del Fondo. E non è neanche vero, come sostengono le Banche, che mancano i progetti. I progetti, addirittura innovativi, ci sono, così come ci sono, nonostante il periodo di crisi e di moria, le Imprese che in provincia di Siracusa, come dimostrano i dati delle iscrizioni alla Camera di commercio, sono addirittura in crescita. Per questo oggi – ha concluso Pippo Gianninoto – nel presentare il nuovo Fondo di Rotazione, abbiamo invitato le Banche e le Associazioni di categoria ad una più fitta collaborazione per contribuire a sostenere almeno 100 imprese, soprattutto giovanili, per rilanciare l’economia della provincia. Non solo, ma a ciò si deve sommare l’abbattimento del tasso di interesse del 3% garantito direttamente dalla Camera di Commercio alle imprese che otterranno i prestiti». E nel corso dell’incontro, infatti, il vicepresidente Pippo Gianninoto, ha altresì illustrato l’Avviso Pubblico che concede, appunto, un abbattimento del tasso di interesse del 3% su quello praticato dalla Banca, per quelle Imprese che usufruiranno della garanzia del Fondo di Rotazione. Dunque, alla data del 31 dicembre 2012, come illustrato dal vice presidente della Camera di Commercio, e some sostenuto da Nunzia La Rosa, coordinatrice provinciale dei Consorzi Fidi, il Fondo di Rotazione già esistente, ha una capacità di intervento residuale per ulteriori 4.138.812,50 di euro, che si sommano a quelli che la consistenza del nuovo Fondo può produrre. Nel triennio 209-2012 le PMI destinatarie della garanzia sono state 137, con operazioni che sono state garantite dal 60 all’80%: 131 le Imprese garantite al 60%; 5 quelle garantite al 70%; 1 garantita all’80%. Le operazioni in essere, come è stato detto, sono state pari a 5.015.000,00 ripartite tra: – ripianamento – ristrutturazione creditizia – start up (start up 1.484.000,00 – consolidamento 3.531.000,00). G. G. Serena Grande ECONOMIA Un ritorno al passato per costruire il futuro Riprendere le produzioni di cotone, canapa, sughero, sommacco e tannino darebbe nuovi impulsi al lavoro e alla crescita di tutta la provincia Prospettive Siracusa | Giugno 2013 36 È ormai un dato di fatto che, in Sicilia ed in particolare nel siracusano, la pesca sia una delle attività produttive in grado, qualora venga adeguatamente praticata e messa a frutto, di fungere da traino per gran parte dell’economia locale. Tale assioma sarebbe indiscutibilmente valido qualora alla funzione piscatoria (che corrisponde all’approvvigionamento della materia prima), seguisse soprattutto quella inerente la lavorazione, il confezionamento e la commercializzazione del prodotto; vero è che questa fase importante e molto remunerativa viene già praticata, ma altrettanto vero è che lo è solo artigianalmente. Ciò comporta che l’articolata fase delle produzioni sia dissociata dalla precedente, con un conseguente depotenziamento del settore che potrebbe, diversamente, garantire al territorio una più consistente ricaduta economica. Non molto diversa è la condizione che attanaglia e limita l’agricoltura, la quale soltanto in tempi più recenti è divenuta protagonista di una vera e propria fase di rinascita, contrapposta ad un passato piuttosto buio. Di questi tempi, anche agli occhi del più convinto ottimista, appare evidente che ciò che costituiva una buona fetta dell’economia siciliana – l’industria – stia lentamente sfaldandosi, che gli indotti delle tradizionali produzioni stiano restringendosi sempre più repentinamente, che nulla di quello che va scomparendo venga prontamente rimpiazzato. Il futuro, cioè, sarà contraddistinto da un ritorno al passato: l’agricoltura e ciò che ad essa è pertinente. Si percepisce, in modo piuttosto agevole, che in questo la natura ha regalato alla Sicilia le condizioni ottimali per far si che sull’isola siano molte e variegate le colture che possono essere intraprese senza grandi difficoltà, vuoi per il clima che per la fertilità del terreno (sempre laddove le asperità del territorio lascino spazio ad ampie porzioni di terreni agricoli). Comunque sia, girovagando per la provincia di Siracusa ci si rende subito conto della bontà del territorio che, se dapprima era lasciato a se stesso o in uno stato di trascuratezza (agrumeti abbandonati o campi non coltivati), da una quindicina d’anni è stato messo a profitto con risultati soddisfacenti, talvolta vicini all’eccellenza. Nell’ordine si susseguono agrumeti, vigneti, mandorleti, uliveti, colture in serra, grano, ortaggi comuni (quali pomodori, melanzane, peperoni), fragole ed alberi da frutto con una concentrazione sul territorio piuttosto limitata, da non poter parlare di veri e propri frutteti. In effetti, a ben guardare la qualità della terra nella nostra provincia, se ne intravvede la fertilità, che può tradursi in elevata produttività se interessata da cicli di coltura intensiva, così da superare l’ostacolo principale che limita anche il territorio siracusano: la forte particolari condizioni di clima e di terreno: una fra tutte il cotone e la canapa, di sicuro coltivato già al tempo di Federico II di Svevia (1194-1250) e del quale si ritrova traccia in alcuni crochets (decorazioni) dei capitelli della sala del Castello Maniace di Siracusa. Il cotone, stando alle cronache dell’epoca, doveva essere coltivato sulla sponda opposta del porto Grande (rispetto all’isola di Ortigia) e quindi, si presume, che la piantagione – evidentemente di notevole superficie – fosse situata nei pressi dell’Isola o tutt’al più del Plemmirio, compatibilmente con le condizioni del terreno di queste due aree. Una pianta dalla così umile apparenza può dar luogo, da sola, ad una frenetica ed intensa attività produttiva dalla quale non può prescindere nessun sistema economico, dato che la produzione delle fibre per filati è alla base dell’economia di ciascun paese. L’Italia, tra l’altro, ha alle spalle una tradizione secolare in termini di filati e a questa tradizione basterebbe riavvicinarsi partendo proprio da qui. Ma a ben guardare il territorio di Siracusa sono altre le possibilità offerte dalla naturale orografia del terreno: fra tutte, ad esempio, si potrebbe menzionare il lungo tratto costituito da terreni paludosi a chiusura del Porto Grande della città e conclusi dalle saline alla foce del fiume Ciane. Che farne quindi? A parte una plausibile ripresa delle attività delle saline (pur tuttavia divenute riserva) non sarebbe poi di così difficile impianto una coltivazione di riso; il riso, infatti necessita di pantani e di acquitrini e queste condizioni si riscontrano nei luoghi in precedenza descritti. Di notevole interesse potrebbero essere anche quelle iniziative rivolte alla piantumazione di ampi appezzamenti di terreni agricoli (es. eucalipteto) per la coltivazione di legna da ardere ai fini della produzione di energia sottoforma di carbone. Qualora si decidesse di sfruttare anche pianori con lieve pendenza che si prestino alla coltivazione di questi alberi sempreverdi quali sono gli eucalyptus, ideali – tra l’altro- per la tenuta di terreni poco coesi. Quello che va tenuto in considerazione è il fatto che, a differenza di molte altre colture, alcune possono avere impieghi plurimi e diversificati; ne è un esempio il sughero (sughereto) – caratteristico di terreni collinosi - che, se opportunamente coltivato ed in giuste quantità, può ritagliarsi uno spazio di interesse in settori economici che potrebbero costituire una fetta importante dell’economia locale (per eventuali lavorazioni, produzioni, esportazione di materia prima e/o prodotti finiti) con un indotto non indifferente. Infine un altro tipo di coltura da poter impiantare in territorio siracusano è il sommaccheto, ossia un terreno povero e arido coltivato col sommacco, un arbusto alto fino a 3 metri, dalle cui foglie si estrae il tannino usato per la concia delle pelli e come colorante. Anche questo potrebbe indubbiamente rappresentare un innesco produttivo di impatto notevole: l’estrazione del tannino richiede una lavorazione del prodotto semilavorato (tannino) al fine di destinarlo, ad esempio, all’impiego in ambito medico (come antibatterico e antifungino, ad esempio) oppure per la concia delle pelli. La lavorazione del tannino, senza addentrarsi in complesse e superflue spiegazioni, richiederebbe un processo produttivo traducibile in occupazione e connesse attività lavorative. A questo potrebbe far seguito l’apertura di concerie per le pelli che in molti altri paesi costituiscono ancora oggi lavorazioni artigianali di pregio (ma è quello che andrebbe evitato dovendo puntare piuttosto alla commercializzazione su scala nazionale e/o internazionale). Al pari di ciò il tannino potrebbe suscitare l’interesse delle case farmaceutiche interessate all’approvvigionamento della materia prima o del prodotto semilavorato per l’impiego della sostanza in ambito medico. 37 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 frammentazione dei terreni ad uso agricolo e quindi la scarsezza di ampie superfici da destinarsi all’agricoltura. Nel corso degli ultimi quindici anni si sono sviluppate, tra l’altro, numerose imprese (talune già esistenti) nella forma di aziende agricole che hanno contribuito ad esportare pregiati prodotti locali, facendoli arrivare sulle tavole di numerosi paesi stranieri, promuovendo in tal modo il marchio di qualità al di fuori della nostra regione. Tuttavia, andando a ritroso nel tempo, le cronache di periodi passati ci danno con certezza la conferma che il territorio siracusano è stato interessato da svariati tipi di colture che al giorno d’oggi definiremmo inconsuete, non più esistenti e necessitanti di Vincenzo Corbino AGRICOLTURA Il limone Femminello di Siracusa pronto per il balzo in Europa Un assetto manageriale per valorizzare il limone Femminello di Siracusa Igp e consolidare la sua diffusione sui mercati esteri Prospettive Siracusa | Giugno 2013 38 È uno degli obiettivi che si pone il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio del limone femminello di Siracusa Igp rinnovato nelle scorse settimane. Ne fanno parte Fabio Moschella, Susanna Corvaia, Giovanni Conigliaro, Francesco Ancona, Chiara Lo Bianco, Sergio Mazzara, Giuseppe ed Alessandra Campisi e Tommaso Caruso. L’elezione del nuovo cda che resterà in carica per il triennio 2013-2015, è avvenuta nei giorni scorsi. L’organismo dovrà ora riunirsi per nomina del nuovo presidente, incarico che è mantenuto da otto anni da Fabio Moschella, attualmente presidente regionale della Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori. Proprio Moschella ha annunciato l’intesa siglata con la Coop per la promozione del limone verde “primofiore” sui mercati del Nord Italia e dell’Europa occidentale. “Abbiamo previsto per ottobre la realizzazione insieme con Coop – ha detto Moschella – dell’iniziativa denominata “campagna limone verde”. Oltre a questa iniziativa saremo presenti come Consorzio a due eventi promossi dall’istituto di cultura di Parigi e Vienna che si terranno tra ottobre e novembre. Nel corso della riunione del nuovo cda sono state apportate alcune modifiche al disciplinare relativamente al logo ed ai rapporti da intrattenere con le industrie di trasformazione. Il Consorzio, che conta 44 soci, prosegue anche la collaborazione con l’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo che ha lo scopo di valutare se l’aggiunta di succo di limone alla dieta sia in grado di ridurre il rischio di formazione dei calcoli renali. “Lo studio – ha sottolineato Moschella – oltre alle proprietà protettive del limone per ridurre l’incidenza dei calcoli renali, indaga anche sugli effetti del frutto sulle possibili complicanze come le infezioni del tratto urinario e le coliche”. Sono sei in Italia i Consorzi di tutela e valorizzazione del limone. Sono oltre al Consorzio del Limone Femminello di Siracusa, l’Interdonato di Messina, il limone di Sorrento, Costa d’Amalfi, Femminello del Gargano e limone di Rocca Imperiale. I NUMERI DEL CONSORZIO SOCI: quarantacinque ADDETTI: quattrocento PRODUTTORI: settecento GIORNATE LAVORATIVE SU BASE ANNUA: 137.780 CENTRI DI LAVORAZIONE: nove PRODUZIONE LORDA VENDIBILE: 120.000 tonnellate SUPERFICIE: 5.000 ettari ZONA DI PRODUZIONE: territorio provinciale comprendente i comuni di Augusta, Avola, Floridia, Melilli, Noto, Priolo, Rosolini, Siracusa, Solarino e Sortino MERCATI DI RIFERIMENTO: Germania, Francia, Austria, Svizzera, Danimarca e Grecia. FATTURATO ANNUO: oltre venti milioni di euro AGRICOLTURA Il protocollo d’intesa una sicurezza per il “disciplinare IGP” Col 25% della produzione nazionale il nostro Femminello punta più in alto geografica protetta. L’istanza è stata presentata al Ministero per le Politiche agricole nel novembre del 2001. L’1 marzo del 2005 si è tenuta, alla Camera di commercio di Siracusa la riunione di pubblico accertamento sul “disciplinare” per il riconoscimento della IGP. La riunione coordinata dai dirigenti del Ministero delle Politiche agricole ha visto la partecipazione dei soggetti della filiera, delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni professionali e sindacali. Il disciplinare è stato approvato all’unanimità dopo aver avuto il parere favorevole della Regione e dell’Isa, l’Istituto sperimentale per l’agrumicoltura. Il 18 marzo 2005 sulla Gazzetta ufficiale, il Ministero per le Politiche agricole ha espresso parere favorevole e formulato la proposta di “disciplinare” di produzione. Il 4 agosto del 2005 la Direzione generale del Ministero ha individuato nel Consorzio del Limone di Siracusa il soggetto legittimato a proseguire il procedimento. Con decreto ministeriale del 27 ottobre del 2005 il “Limone di Siracusa” ha ottenuto la protezione transitoria della denominazione accordata a livello nazionale. Contestualmente è stata inviata istanza alla Commissione Europea per la registrazione come Indicazione geografica protetta ed il riconoscimento definitivo. Siracusa produce oltre il 25 per cento della produzione nazionale, in larga parte per il mercato del fresco, ponendo il “Limone di Siracusa” al vertice in Italia. Il successo risiede nel succo, negli oli essenziali, nell’alto contenuto in acido citrico e nella vitamina C. Tre le principali produzioni vi sono il “Primofiore” tra ottobre e aprile, i “Bianchetti” tra maggio e giugno, i “Verdelli” tra agosto e settembre. Fino al luglio del 2005 l’incarico di presidente del Consorzio è stato mantenuto da Susanna Corvaja, sostituita successivamente da Fabio Moschella. Vincenzo Corbino 39 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 I mercati di riferimento del “limone femminello” di Siracusa sono la Francia, la Svizzera, l’Austria, la Germania, la Danimarca e la Grecia. Ma il consorzio che ha partecipato alle fiere internazionali di Berlino e alla “Biofach” di Norimberga, punta adesso anche a consolidare il rapporto con il territorio. Due i progetti finanziati dalla Regione su cui lavora: “I colori degli agrumi” e “Le vie della zagara” che oltre a promuovere il prodotto vuole realizzare un circuito con gli agriturismi siciliani e le strutture alberghiere di media-grande dimensione. “Il nostro è un modello concreto di agricoltura sostenibile – ha detto il presidente del Consorzio, Fabio Moschella - che si estende sulla fascia del mare da Noto ad Avola, Cassibile, Augusta, toccando un comprensorio che è sito Unisco, siamo impegnati per rafforzare il legame con il turismo enogastronomico siciliano”. Il Consorzio del Limone di Siracusa è stato costituito il 13 luglio del 2000, dopo l’attività preparatoria condotta dalla “Soat 30” di Siracusa, il Servizio operativo di assistenza tecnica della Regione, insieme alle aziende agricole del territorio. Oggi il Consorzio annovera quarantacinque soci, con settecento produttori, in rappresentanza di mille aziende ed oltre quattrocento lavoratori, ha nove centri di lavorazione, produce 600 mila quintali di prodotto, con un fatturato dei soci di oltre 20 milioni di euro. Il 19 ottobre 2001 è stato stipulato un protocollo d’intesa sottoscritto da tutte le istituzioni territoriali, Provincia, Camera di commercio, comuni dell’area di produzione, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, la confederazione italiana degli agricoltori, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Gal (i gruppi di azione locale). Con questo accordo, il Consorzio è stato indicato come soggetto responsabile ad approntare e presentare l’istanza di riconoscimento IGP, l’indicazione ECONOMIA Energia, il futuro si costruisce anche qui In un convegno sullo sviluppo globale dell’energia nuove opportunità per crescita e commercio Prospettive Siracusa | Giugno 2013 40 L’ di Confindustria, Ivan Lo ultimo Rapporto Bello. «Per favorire la cresugli Scenari scita e la competitività del Energetici della nostro sistema Paese ocExxon Mobil corre incentrare l’impegno Corporation, The su temi quali l’efficienza Outlook for Energy: A View energetica, la maggiore to 2040, è stato presentato, competitività del mercato in prima in Italia, a Siracusa, del gas e delle relative innella sede di Confindustria frastrutture, lo sviluppo di da Todd Onderdonk, Seun mercato elettrico effinior Energy Advisor della ciente, pienamente inteExxonMobil, in occasione grato con quello europeo, del convegno organizzato la diversificazione delle fonti da Confindustria Siracusa in Il tavolo del convegno di Confindustria: Fernando Salazar, per migliorare la sicurezza collaborazione con la Esso Aldo Garozzo, Ivan Lo Bello, e Todd Onderoonk energetica, la modernizzaItaliana e con la raffineria di zione della rete di distribuAugusta. zione carburanti e l’importanza del ruolo del settore Di fronte ad una platea gremita di autorità, imprenditori della raffinazione. Attività, questa, centrale nell’area e rappresentanti del mondo industriale siracusano, le industriale locale» ha proseguito Lo Bello «in cui opera prospettive energetiche al 2040 e le stime previsionali la Raffineria Esso di Augusta che ne è un’importante di Exxonmobil portano a dire che la domanda mondiale e storica realtà operativa. Un ringraziamento va quindi di energia sarà di circa il 35% superiore rispetto al 2010. alla Esso Italiana per aver scelto il nostro territorio per Il futuro fabbisogno di energia sarà sostenuto da la presentazione del Rapporto sugli scenari al 2040 pratiche e tecnologie più efficienti per il risparmio che offre una visione di più ampio respiro delle sfide energetico, da un maggiore ricorso a combustibili a future del settore energetico». più basso contenuto di carbonio come il gas naturale, Introducendo Todd Onderdonk, Fernando Salazar, il nucleare e le rinnovabili, e dallo sviluppo di fonti di direttore della Raffineria Esso di Augusta ha sottolineato energia non convenzionali, un tempo inaccessibili che «capire gli andamenti energetici futuri è un elemento senza l’innovazione tecnologica. essenziale per lo sviluppo di politiche che sostengano Nel coordinare i lavori dell’incontro, Aldo Garozzo, la crescita economica, industriale e gli scambi compresidente di Confindustria Siracusa ha detto: «In un merciali internazionali. Nei prossimi decenni, il mondo momento di grande incertezza per l’economica globale dovrà ampliare l’offerta di energia e dovrà farlo in la soddisfazione della domanda di energia sempre modo sicuro e sostenibile sotto il profilo economico crescente implica l’esigenza di maggiore ricerca e e ambientale. La portata di questa sfida è enorme – sviluppo di nuove risorse che richiedono uno straorha aggiunto Salazar – per vincerla sarà necessario dinario impegno economico, in situazioni socio-politiche considerare e valutare tutte le opzioni disponibili. spesso difficili, traguardando sempre la sostenibilità L’efficienza energetica svolgerà un ruolo fondamentale ambientale ed economica». nel superare queste sfide e nel contenere l’aumento «La Strategia Energetica Nazionale appena approvata della domanda. era molto attesa. Essa rappresenta il documento L’investimento della Raffineria Esso di Augusta in un programmatico che definisce le linee generali di indirizzo nuovo impianto di cogenerazione, attualmente in in campo energetico» ha affermato il vicepresidente per poi andare gradualmente a ridursi al passo con la diffusione di veicoli più piccoli e più leggeri e di tecnologie per il risparmio energetico. Elaborati da un team di esperti utilizzando un insieme di fonti pubbliche e interne, gli Scenari Energetici costituiscono una guida nella definizione delle strategie globali d’investimento della ExxonMobil. Molti dei risultati in essi contenuti sono simili a quelli riportati da altre organizzazioni autorevoli, tra cui l’Agenzia Internazionale per l’Energia. La ExxonMobil pubblica gli Scenari Energetici per contribuire a migliorare la conoscenza delle tematiche energetiche tra istituzioni e opinione pubblica e favorire scelte consapevoli e responsabili sulle questioni energetiche. Tra le evidenze di quest’anno: • Nel 2040, nei paesi non-OCSE, la domanda di energia sarà superiore del 65% rispetto al 2010, a seguito del miglioramento delle condizioni di vita in paesi che rappresentano oltre l’80% della popolazione mondiale. • Si prevede che, nei prossimi decenni, il settore della produzione elettrica rappresenterà più della metà dell’aumento della domanda di energia a livello globale. Il gas naturale, il nucleare e le rinnovabili cresceranno per soddisfare tale aumento, mentre si ridurrà l’utilizzo di carbone e di olio combustibile in questo settore. • Tra il 2010 e il 2040, la domanda di energia legata al settore dei trasporti aumenterà di oltre il 40% a livello globale. La crescita proverrà quasi interamente dal comparto commerciale – trasporto pesante, aereo, marittimo e ferroviario – al passo con la maggiore movimentazione di merci determinata dalla crescita economica e del commercio internazionale. • L’evoluzione della domanda e dell’offerta di energia favoriranno nuove opportunità commerciali a livello internazionale. Il cambiamento del panorama energetico insieme a un ampio ventaglio di opportunità commerciali nel libero mercato contribuiranno a promuovere una maggiore varietà di offerta e la creazione di valore aggiunto che sosterranno, a livello mondiale, la crescita economica e il miglioramento degli standard di vita. Ogni comunità, ogni giorno, ha bisogno di energia affidabile e sostenibile sotto il profilo economico e ambientale. Il soddisfare questa domanda necessita di una pianificazione di lungo termine, efficace e lungimirante, e richiede ingenti investimenti e anni di lavoro per la costruzione delle infrastrutture necessarie per la produzione e la distribuzione di energia. Quest’impegno richiede anche una costante capacità di capire e gestire un insieme di problematiche tecniche, finanziarie, geopolitiche e ambientali in un mondo in continua evoluzione. S. F. 41 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 costruzione, va proprio in questa direzione». La ExxonMobil stima che il petrolio continuerà ad essere la fonte più utilizzata e si prevede che, nel 2025, il gas naturale – il combustibile con la crescita più veloce tra le fonti principali – supererà il carbone, andandosi a posizionare come seconda fonte di energia. La domanda di gas naturale aumenterà di circa il 65% da qui al 2040 e il 20% della produzione globale avverrà in Nord America, sostenuta dalla crescita dell’offerta di gas non convenzionale. L’innovazione in campo tecnologico continuerà a essere determinante per lo sviluppo di energia affidabile ed economicamente sostenibile, elemento essenziale per la crescita economica e sociale. Il significativo progresso delle tecnologie applicate al settore del petrolio e del gas naturale ha permesso l’accesso, in maniera sicura, a nuove e vaste risorse che stanno già cambiando il panorama energetico in Nord America e ampliando l’offerta per contribuire a soddisfare la crescente domanda di energia. Negli Scenari Energetici si prevede che, nel 2025, il Nord America possa diventare esportatore netto di energia. Nel corso dei prossimi due decenni, oltre la metà dell’aumento dell’offerta di gas naturale non convenzionale avrà luogo in Nord America e offrirà una solida base per spingere ulteriormente la crescita economica negli Stati Uniti, in particolare nel settore industriale, in comparti come quello della raffinazione, chimica, siderurgia e manifatturiero. Queste risorse creeranno anche nuove opportunità commerciali a livello internazionale con paesi, in Europa e in Asia Pacifico, che si rivolgono al mercato globale per soddisfare il proprio fabbisogno di energia. Questo panorama in continua evoluzione e le conseguenti opportunità commerciali offriranno ai consumatori una sempre maggiore varietà di offerta, valore, benessere e occupazione. Le previsioni degli Scenari Energetici evidenziano che la domanda di energia per la produzione di elettricità rappresenterà circa la metà dell’incremento del fabbisogno energetico mondiale e sarà determinata dai paesi Non-OCSE. Negli Scenari Energetici si evidenzia l’importanza del ruolo svolto dall’efficienza energetica nel contribuire a bilanciare la domanda di energia e la crescita economica. Pratiche e tecnologie volte al risparmio energetico, come i veicoli ibridi e le centrali elettriche ad alta efficienza a gas naturale favoriranno – nei paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) – una crescita del PIL dell’80% senza che questo si traduca in un aumento del consumo energetico complessivo. A livello mondiale, nel settore dei trasporti, si prevede che nel 2040 il totale delle automobili in circolazione sarà circa raddoppiato, ma la domanda di carburanti dal trasporto privato rimarrà sostanzialmente stabile ANALISI TERRITORIALE Attraverso la cooperazione vie nuove per la ripresa Soluzioni possibili e verificate cominciando da un inventario del patrimonio edilizio, soprattutto infrastrutturale 42 L a stagnante economia siracusana potrebbe essere movimentata come? Le mosse potrebbero essere prese facendo un resoconto del patrimonio edilizio e soprattutto (ma non solo) infrastrutturale che è rimasto sulla costa del siracusano, principalmente in prossimità del triangolo Priolo-Melilli-Augusta. Si tratta, infatti, di strutture ed infrastrutture di vario genere in disuso e fabbricate per scopi spesso diametralmente opposti (es. impianti di produzione e impianti di depurazione), rimaste lì, così, senza più alcuna funzione né plausibile futuro; eppure sono ancora lì, rimaste esposte al tempo che le fa deperire più o meno rapidamente e a discapito dell’ambiente circostante. Questi resti di un passato industriale che non ci appartiene più, a dispetto di quanti si ostinino a pensare che non sia così, deturpano il paesaggio perché possono essere equiparate ad un cimitero di auto da rottamare che contribuisce, con la sua sola presenza, ad aumentare il senso di desolazione e di abbandono che caratterizzano questi anni. Eppure stanno lì e nessuno può e vuole far nulla per eliminarle, dati i costi esorbitanti che andrebbero sostenuti. Viene da domandarsi cosa fare per rimediare a questo paradossale, spettrale ed angosciante scenario di vuoto che rimanda alla realtà che si sta vivendo e che, in qualche modo, attanaglia l’occidente: perché, dunque, non tentare di ridare vita a questo patrimonio ormai presente e lungi dall’essere eliminato, cercando di ripartire da qualcosa che si è fermato; anche perché questa ripartenza è alla base della ripresa dell’economia siracusana, inizialmente fondata sulle produzioni industriali e relativo indotto. In effetti, facendo un inventario come quando si vuol fare una qualsivoglia ricognizione con conseguente valutazione, ci sarebbe quasi persino un porto, anzi addirittura un’enorme rada, come poche al mondo se ne vedono o come non se ne vedono proprio lì dove la stessa insiste: nel Mediterraneo. Stiamo parlando della rada di Augusta con annesso porto militare, industriale e commerciale, in passato già oggetto di uno slancio verso il futuro che avrebbe dovuto concretizzarsi con una fase di sviluppo definitiva. Anche questi eventi, però, sono accaduti a metà, lasciando che il porto fosse oggetto di ambiziosi progetti ed opere già iniziate e mai completate, in grado di attirare l’attenzione di imprenditori stranieri (provenienti da paesi diversi e lontani) e mossi da molteplici e svariati interessi. Il modello da adottare è senza dubbio – guardando non troppo lontano – il nordest italiano di qualche anno fa: ripensare al fatto che la vincente economia del nord in generale, ma soprattutto quella dell’Emilia Romagna, era fondata sul concetto della cooperativa di lavoro (ad esempio le cooperative di produzione e lavoro, di lavoro agricolo, di conferimento dei prodotti agricoli e allevamento, di pesca, di dettaglianti, di trasporto, consorzi agrari e molte altre di vario genere anche a supporto di quelle menzionate). Il tutto – perché funzioni correttamente data la complessità del progetto – dovrebbe essere “corredato” da unioni di associazioni quali le Confcooperative le quali, tra le numerose mansioni svolte (es. promozione di iniziative per favorire lo sviluppo della cooperazione, la formazione dei quadri dirigenti e l’approfondimento delle diverse problematiche riguardanti la cooperazione) dovrebbero incentrare la loro attività su un’adeguata assistenza alle imprese per l’accesso alle risorse pubbliche. In particolare in un momento storico come questo nel quale le imprese boccheggiano a causa dell’eccessivo carico fiscale alle quali sono sottoposte, della critica e fisiologica restrizione dei consumi e della politica di a partire dal 1908 e giunte fino agli anni Ottanta nella medesima forma, in seguito divenute aziende vitivinicole singole che nei decenni successivi si sono affermate in Italia ed infine all’estero, con non poche difficoltà, esportando prodotti di altissima qualità che, a causa del loro “target”, non danno luogo a produzioni di tipo industriale, a differenza dell’esempio del grano del Dittaino. Ad ogni modo, nel loro piccolo, queste aziende sono riuscite anche a recuperare il patrimonio edilizio esistente (laddove non fosse necessario realizzarlo ex novo), com’è avvenuto per molte distillerie e cantine costruite agli inizi del ‘900. Si tratta ovviamente, in entrambi i casi, di semplici esempi 43 restringimento del credito adottata dal sistema bancario. Sarebbe oltremodo auspicabile e necessario l’intervento dello Stato a completamento della fase di riorganizzazione imprenditoriale proposta, anche con importanti e decisivi interventi miranti a privilegiare in assoluto il made in Italy vero, ossia “fatto” in Italia con materie prime italiane, in Italia distribuito e dall’Italia (eventualmente) commercializzato all’estero. In pratica una riorganizzazione imprenditoriale che prenda spunto dal modello economico a scala locale (solo apparentemente anacronistico), implicante un’impostazione che soltanto prendendo il via da un punto di partenza così basso può ambire ad una futura e concreta fase di sviluppo (giungendo poi ad un’economia a scala nazionale e, infine, internazionale). Ne è un esempio, in Sicilia, la cooperativa della Valle del Dittaino (Enna) sulle colline dell’entroterra siciliano, fino a qualche decennio fa considerato uno dei luoghi più poveri della regione, la cui attività cerealicola ha inizio dalla reunion di una quarantina di produttori di grano che negli anni Settanta decisero di dare vita, per l’appunto, a una cooperativa:. Il loro modello era fondato sulla verticalizzazione del processo produttivo (in quel caso acquisendo le imprese che prima si occupavano di stoccaggio e molitura del grano in semola e trasformazione della stessa semola in pane). Altro esempio di imprenditoria di successo potrebbe essere quello inerente le aziende vitivinicole di Pachino (Siracusa), consociatesi sottoforma di cooperative agricole che però inducono a delle importanti riflessioni sul tema delle produzione in provincia di Siracusa: è di fondamentale importanza creare un’organizzazione di base delle produzioni che forse soltanto sottoforma di consociazione potrebbero coalizzarsi al fine di creare una struttura imprenditoriale compatta. La sinergia così sviluppatasi può garantire la predisposizione di progetti di interesse comune per le diverse realtà territoriali ed i vari settori in cui operano le cooperative associate nonché la programmazione degli investimenti cooperativi in ambito regionale. La provincia di Siracusa è, da questo punto di vista, caratterizzata da numerosi ambiti produttivi ed in passato alcuni di questi settori hanno conosciuto un maggiore sviluppo rispetto ad altri. Le tracce di questa evoluzione sono tutt’oggi visibili, anche se non lo saranno per molto tempo ancora così come le professionalità che la caratterizzarono. Urge, pertanto, riattivare questa catena produttiva che parta dalla produzione in loco della materie prime (ovviamente quelle che qui possono essere prodotte perché il territorio lo consente), fase questa dalla quale non si può più prescindere se si vuole veramente parlare di sviluppo economico e occupazione; da lì si deve ripartire non lasciandosi, ad ogni modo, sfuggire le successive due fasi altrettanto cruciali ovvero la produzione (e le lavorazioni) ed infine la distribuzione su varie scale, non disdegnando ma privilegiando quella locale. Serena Grande PROGETTI Siracusa lancia il progetto per la “città intelligente” Obiettivo: offrire servizi migliori armonizzando il patrimonio storicoculturale con le diverse anime dell’economia locale Prospettive Siracusa | Giugno 2013 44 S ei esperti di livello internazionale, 21 giorni di lavoro e 50 stakeholder (portatori di interessi) coinvolti: sono questi i numeri che hanno fatto da cornice al rapporto finale sulla visione della Siracusa del futuro. Un circostanza che non ha precedenti: collaborare per la costruzione condivisa di un’idea di sviluppo in cui si possano ritrovare e dialogare tutte le componenti, pubbliche e private, che operano a Siracusa. Questo il lavoro di IBM nell’ambito del progetto Smarter cities challenge che ha visto Siracusa unica città italiana selezionata, la nona in tutta Europa, protagonista dello studio su come sviluppare una città intelligente, cioè capace di migliorare la qualità della vita e la fruizione attraverso le tecnologie informatiche. Alla base delle raccomandazioni emerge un forte richiamo alla necessità di sviluppare sistemi per la raccolta costante e precisa di dati che, a partire da quelli già disponibili, consenta di monitorare i diversi aspetti della vita cittadina: dalla qualità dell’aria e dell’acqua, ai flussi turistici, alla mobilità. L’obiettivo principale è offrire ai cittadini servizi migliori, immaginando percorsi di sviluppo in grado di armonizzare l’enorme patrimonio storicoculturale siracusano con le diverse anime dell’economia locale, ancora fortemente legata al polo industriale. Il team di IBM ha dunque formulato alcune raccomandazioni che fanno riferimento all’ambiente e al turismo. La prima raccomandazione chiama in causa l’esigenza di sviluppare un sistema integrato di monitoraggio ambientale – aria, acqua e territorio – e avviare così la collezione sistematica delle informazioni che hanno un impatto sulla città. La seconda evidenzia il bisogno di promuovere ulteriormente la vocazione turistica di Siracusa sulla base di una migliore conoscenza dei suoi visitatori. In poche parole la creazione di un forte brand in grado di far leva sulle tante unicità e sui tratti caratteristici del luogo – arte e cultura, clima, aree marine protette. Con un occhio ad un piano di mobilità efficace. Il team di funzionari comunali dell’Assessorato Lavori Pubblici, sotto la direzione di Andrea Figura, con il lavoro infaticabile dell’arch. Pippo Di Guardo e del suo staff, ha messo in piedi, da qualche anno, l’Ufficio Speciale Politiche Comunitarie e Programmi Com- 45 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 (Polonia), insieme a due regioni della Finlandia e plessi che sta ben lavorando “per un progetto che Danimarca, stanno scambiandosi esperienze su come guarda al futuro”. costruire progetti innovativi che mirano a migliorare la Proprio dall’operazione IBM, infatti, nasce il tavolo qualità della vita dei cittadini. per il futuro, per condividere processi e progetti di Anche la partecipazione al LIFE PLUS, programma sviluppo locale legati ai fondi comunitari, nazionali o comunitario che finanzia azioni di sostenibilità ambienregionali. tale e promozione di appalti verdi, vede insieme il Confindustria, CCIAA, Confesercenti, Capitaneria di Comune di Siracusa con Camera di commercio, la Porto, ASP, CNA, Confcommercio, Confcooperative, Sci gruppo (Catania) e l’Assemblea Regionale Siciliana, Confapi, ANCE, ARPA, Facoltà di Architettura, Soprined ancora ANCE, CNA e Ordini professionali degli tendenza, Servizio Parco Archeologico, Fondazione Ingegneri, Architetti e Geometri di Siracusa, per miINDA, Consorzio Area Marina Protetta Plemmirio, gliorare la qualità urbana e la sostenibilità. Il progetto hanno infatti condiviso l’iniziativa Piano per le città è finalizzato ad esplorare il tema degli Appalti Verdi/GPP con progetti che guardano alla rigenerazione urbana (Green Public Procurement), per le pubbliche amminidi ambiti residenziali in declino. strazioni, dotando Siracusa di uno strumento di supGli interventi provengono da un’esperienza programporto per l’introduzione dei criteri ambientali nelle gare matoria pluriennale che Siracusa ha avviato con la d’appalto relative alle costruzioni. redazione, tra l’altro, del Piano di Sviluppo Sostenibile In questa logica è nato il progetto Social housing in (Ministero dell’Ambiente), del Programma SISTeMA e partnership con lo IACP e i privati che sta concorrendo Progetto di Territorio (Ministero Infrastrutture e Trasporal Bando Regionale per i progetti integrati per la to), del Piano Strategico Innova Siracusa 2020 (Reriqualificazione dei centri urbani che riguarda un’area gione Siciliana), del Piano Integrato di Sviluppo Urbano particolarmente degradata della città individuata tra e del Piano Integrato di Sviluppo Territoriale (P.O. FESR V.le S.Panagia e via S. Orsola dove verranno costruiti 2007/2013). 48 alloggi per faProgramma SIsce di popolaSTeMA e Progetto zione protetta di Territorio, in (giovani coppie, particolare, punSiracusa unica città italiana selezionata, la nona studenti, pensiotando alla rigenein tutta Europa, protagonista dello studio nati, etc), 400 m2 razione urbana, per sviluppare una città intelligente, cioè capace per aree comhanno selezionato di migliorare la qualità della vita e la fruizione merciali, 1 scuola azioni e progetti attraverso le tecnologie informatiche e 300 m 2 per con un’alta valencentri di aggreza di integrazione gazione sociale. e sostenibilità, Importo dell’investimento 10 milioni di euro per una rendendo Siracusa città adeguata ad essere realmente richiesta di finanziamento regionale di 5 milioni di euro. territorio snodo della Piattaforma Transnazionale TirGrazie ai dialoghi continui con IBM, ed in particolare renico-Ionica, come già formulato nel Piano Strategico con Angelo Failla (Presidente della Fondazione Italia) Nazionale. e con Nicola Palmarini (direttore del Centro Human Anche il Piano Strategico di Siracusa, Innova 2020, Centric Solution per IBM Europa), si stanno cercando dopo 3 anni di lavoro, con partecipazione e confronto varie strade per attuare le raccomandazioni IBM. con i principali stakeholders della città, hanno portato Da qui nasce l’esperienza del progetto ITI (Itinerari di all’individuazione di 3 Vision (Economia della ConoTurismo Industriale) che è nato come tentativo per scenza, Siracusa territorio snodo e Capitale del Medirispondere alla sfida del turismo industriale: un mix di terraneo) in base alle quali si è organizzata la programattraversamenti (in treno, bici), visite (in loco), incontri mazione futura della città. (in carne ed ossa) ed esperienze virtuali (App) che 78 sono stati i progetti raccolti, di rilevanza nell’ambito mirano al ricongiungimento delle due anime di Siradel piano e di fattibilità tecnica ed economica; indivicusa: il Polo Petrolchimico e la presenza di aree duando infine 8 Progetti Bandiera di particolare emarcheologiche di grande rilevanza. blematicità ed efficacia (Urban Center, Parco Scientifico Ed infine un progetto pilota su cui si sta lavorando e Tecnologico, Rete Wi-fi Urbana, Waterfront, Mobilità con il contributo di IBM, del Comune di Siracusa e Sostenibile, etc.). dell’ANCE Siracusa: un app scaricabile su smartphone Dall’esperienza accumulata e dai partenariati ampi che contenga le informazioni sui principali attrattori costruiti in questi anni, arriva anche URBACT II (proculturali della città. La sfida per la città intelligente è gramma comunitario per il trasferimento di buone partita. prassi). Coimbra (Portogallo), Colonia (Germania), Bilbao S. F. (Spagna), Gualdo Tadino e Siracusa (Italia), Gdinya Giuseppe Aloisio FIERE In primo piano l’extra vergine siracusano alle “vetrine” internazionali di Verona e Trieste Prospettive Siracusa | Giugno 2013 46 È terminata da poche settimane la 19ª edizione del Sol di Verona con alcune aziende della provincia protagoniste della manifestazione. Al loro fianco la Camera di commercio di Siracusa che ha contribuito a far conoscere i prodotti siracusani nelle rassegne internazionali del ramo. Sorridono compiaciuti, ed a ragione, i produttori locali. Molti di loro sono da poco rientrati dall’ultima edizione del Sol di Verona, la vetrina internazionale dell’olio d’oliva vergine ed extravergine che ha consolidato la sua impronta mondiale. Sette sono stati ospitati nell’area espositiva allestita dalla Camera di commercio di Siracusa: • Azienda agricola Galioto di Fisicaro Sebastiana (Ferla) Giacomo Trimarchi dell’Azienda Naturaltria • Azienda Agricola Salemi Pina (Sortino) • Agrestis Soc. Coop. Agricola (Buccheri) • Azienda agricola Carpino s.s. (Palazzolo Acreide) • Naturaltria-Trimarchi srl (Siracusa) Questo è l’elenco completo delle sei aziende di Siracusa e provincia che si sono fatte onore alla Fiera internazionale Olio Capitale 2013 di Trieste • Azienda agricola Michele Costanzo (Ferla) • Società agricola Vernera di Spanò & C. (Buccheri). Due, invece, sono state le aziende siracusane che in questa edizione del Sol Verona hanno esposto con la Regione Sicilia: • Azienda agricola Cavasecca (tra Siracusa e Canicattini Bagni) • Azienda agricola Terraliva (Carlentini). Per loro “Gran Menzione – Categoria Biologico”. • Oleificio Bagni di Mozzicato Canicattini • Azienda agricola Terraliva Olio di Siracusa • Azienda agricola Ragameli di Pantano Paolo - Ferla • Agrestis soc. coop. agricole Buccheri • Azienda agricola Carpino - Palazzolo Acreide • Azienda agricola Galioto di Fisicaro - Ferla FIERE Gianni Catania Da Buccheri alla conquista dei mercati mondiali “Tre Foglie” attribuite dal Sol di Verona Giuseppe Paparone, il titolare di Agrestis: “Qualità, serietà e pazienza i segreti del nostro successo” un fruttato intenso, “con il sentore tipico di pomodoro verde e carciofo, a cui seguono il basilico e il timo”. Al gusto, “ha note di amaro e piccante di media intensità, con netti toni di lattuga e sedano”. Il colore è verde con riflessi gialli. Il procedimento produttivo, come per la maggior parte delle aziende siracusane, non si discosta dal disciplinare per l’ottenimento di un olio di alta qualità. Quindi raccolta rigorosamente manuale, trasporto delle olive al frantoio in cassette forate, molitura in giornata e conservazione dell’olio ottenuto in silos di acciaio con temperatura controllata sino al momento dell’imbottigliamento. «Un momento che merita particolare attenzione – ci spiega Giuseppe Paparone – è il processo di trasformazione delle olive in frantoio di ultima generazione, con estrazione a freddo a due fasi: in assenza di aggiunta di acqua alla pasta delle olive e gramolazione in assenza di aria». A massimo regime, Agrestis impegna circa 20 lavoratori del settore. E sono le loro mani sapienti a prendere in cura sin dal primo momento il prezioso carico di olive. Talmente prezioso che ormai scarseggiano i posti in bacheca per altri riconoscimenti. L’ultimo, in ordine di tempo, è arrivato da New York. Ma cosa possono dire tutte queste menzioni e medaglie ai consumatori? «Dicono che il prodotto è di alta qualità, garantita da panel internazionali di assaggiatori qualificati che confrontano e degustano ogni anno centinaia di oli. Siamo davvero contenti in questo 2013. Sin qui ci hanno assegnato le Tre Foglie al Sol, le due Gran Menzioni all’Orciolo D’Oro, la Gold Medal al Biol 2013, il Gold Award al Best Olive Oil in the World 2013 di New York e l’Excellence Award al Joop di Tokio». 47 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 G iuseppe Paparone, 46 anni, è il responsabile di Agrestis, azienda agricola nata nel 2003 grazie anche alla passione dei soci: Lorenzo Nicotra e il figlio Pietro, Silvana Cutrale e Salvatore Paparone tutti legati anche da rapporti di parentela. «Il nostro è da sempre un paese ad alta vocazione olivicola e anticamente era questa l’unica fonte di reddito», spiega Paparone. «E siccome, anche in era tecnologica, adottare la terra conviene ci è sembrato azzeccato puntare sulla tonda iblea che è la cultivar per eccellenza dell’area dei Monti Iblei». E in pochi anni, partendo dalla piccola Buccheri, l’azienda Agrestis ha raggiunto i mercati del mondo. «Tutto merito di tre fattori chiave: la qualità, la serietà e una grande pazienza», dice sorridendo il cordiale Giuseppe Paparone. Pensate che oggi i prodotti a marchio Agrestis sono distribuiti e presenti in Australia, Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Germania, Olanda, Austria, Repubblica Ceca e, naturalmente, Italia. Per centrare risultati così importanti la sola qualità non basta. Devi farti conoscere e raggiungere i buyers che operano sui mercati internazionali. Ecco perché conta la presenza nelle fiere di settore, con a fianco l’esperienza della Camera di commercio di Siracusa. «Esserci significa davvero molto. Ci si confronta, si guarda a cosa chiede il mercato ma soprattutto si stringono contatti e amicizie che consentono di allargare gli orizzonti di vendita. E se è possibile farsi vedere e conoscere in giro per l’Italia o per il mondo gran parte del merito è del supporto logistico e non solo che viene offerto dalla Camera di commercio di Siracusa». L’olio prodotto da Agrestis ha la peculiarità di possedere FIERE Dalla Villa Marchese un extravergine impeccabile “Partecipare alle fiere di settore è importante, avere la Camera di commercio accanto, fondamentale”. Parola di Giacomo Trimarchi che in 40 anni ha saputo creare un’azienda moderna Prospettive Siracusa | Giugno 2013 48 P rovare a raccontare l’olio prodotto dalla siracusana Naturaltria-Trimarchi significa lanciarsi in un piccolo viaggio nella storia di una famiglia: la Trimarchi, appunto. Le prime tracce nel 1400, poi l’ottenimento del Baronato di Villa Marchese, nel messinese, nel 1791. Bisogna però attendere la metà del XX secolo perchè la storia di una famiglia nobiliare diventi anche il racconto di un’azienda siciliana che produce, esporta e crea economia. È, infatti, in quegli anni del secolo scorso che gli uliveti come i limoneti e gli aranceti della famiglia Trimarchi vengono rinnovati e “modernizzati”, con la forte scelta di fondo di proteggerli dalla crescente urbanizzazione. Una filosofia di fondo che – negli anni 70 – tocca anche i terreni di famiglia del siracusano e la cui eco arriva fino ad oggi. I metodi di lavorazione voluti ed imposti da Giacomo Trimarchi nel 2010 (con l’aiuto prezioso dei soci Altamore e Monachetti) sono rimasti quelli di un tempo. E la scelta ha pagato: Trimarchi di Villa Marchese, questo il nome commerciale, è diventata un ricercato riferimento per prodotti gourmet di alta qualità. E tra questi, ovviamente, in primo piano c’è anche l’olio extra vergine di oliva. Ma sono quasi 50 le referenze offerte ai buyers del mondo: dal pesto al miele, marmellate e creme dolci, sottoli e pasta trafilata in bronzo. «Al momento proponiamo due varietà di olio, da monocultivar nocellara del Belice e monocultivar da nocellara etnea ed il blend delle due varietà», racconta Trimarchi. «I sentori primari sono di erba sfalciata, mandorla, carciofo. Tra le proprietà, è risultata particolarmente apprezzata l’elevata carica polifenolica (intorno ai 300, ndr) come anche la bassa acidità (< 0,3). Considerate che per essere definito extravergine un olio deve posizionarsi sotto lo 0,8…». I risultati non si sono fatti attendere e il riconoscimento ottenuto al Sol di Verona è solo l’ultimo in una lista ricca di eccellenze. «Abbiamo da subito puntato sulla qualità e il rispetto della tradizione. Oggi controlliamo il processo di produzione in ogni sua fase: dal campo alla lotta biologica, passando per la raccolta e l’estrazione a freddo dopo solo 12/24h. L’imbottigliamento avviene senza filtrazione e solo al momento della richiesta del prodotto da parte del cliente; cosa che elimina le controindicazioni dello stoccaggio. Abbrevieremmo i tempi, la qualità del prodotto ne risentirebbe». Oggi i prodotti Trimarchi sono presenti nei mercati di Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Giappone e Korea del Sud. «A breve saremo anche negli Stati Uniti», ci anticipa Giacomo Trimarchi. Le strategie per penetrare nelle abitudini di acquirenti stranieri passano «principalmente per le fiere di settore e gli incontri diretti con buyers ed importatori». Le fiere, appunto. Come il Sol di Verona. «Esserci, in questi appuntamenti, è fondamentale per lo sviluppo dell’attività. Possiamo confrontarci con la domanda e con l’offerta. E avere come sponsor la Camera di Commercio di Siracusa è determinante. Possiamo presentarci ai mercati in maniera seria, affidabile. Con il supporto dell’ente camerale riusciamo a farci conoscere mantenendo un aspetto di economicità che oggi è sempre determinante per le scelte interne dell’azienda». Parlando di premi e riconoscimenti, Giacomo Trimarchi allarga il sorriso. «Sono il motivo grazie a cui ci iniziano ad osservare con interesse, specie all’estero dove danno più peso alla qualità. In Italia, invece, contano i bollini, le certificazioni e i marchi che riempiono le etichette dei prodotti in commercio». A proposito di prodotti in commercio: strano ma vero, nel siracusano non si possono trovare nei market gli oli Trimarchi se non in via Cavour, nel negozio gestito da un francese (Oliva, “del mitico Jean Jacques”). Gianni Catania FIERE L’“oro verde” di Siracusa premiato al Sol Verona Lusinghieri riconoscimenti con le “Tre Foglie” ad alcuni produttori inseriti fra i 183 selezionati dal Gambero Rosso per la guida “Oli d’Italia 2013” Q ualcuno lo chiama “oro verde”, tanto è prezioso. Altri, invece, preferiscono puntare sulla definizione più tecnica di “puro succo di frutta”. Ma è all’assaggio che mette tutti d’accordo: è olio, provenienza Monti Iblei, provincia di Siracusa. Che sia ricavato da olive di varietà Tonda Iblea (la più diffusa) o Moresca, piuttosto che Biancolilla o Nocellara Messinese poco importa. Il rispetto della tradizione nelle varie fasi produttive, dalla raccolta rigorosamente manuale alla molitura entro 48 ore ed all’imbottigliamento, fa si che a finire sulle tavole di mezzo mondo sia sempre un prodotto di qualità medio alta, provenienza Siracusa intesa qui come provincia. L’olio, allora, eccellenza del territorio. Senza se e senza ma. Specie perchè qui non ce la suoniamo e cantiamo da soli. Parlano i riconoscimenti, che arrivano anche da oltreoceano. Premi, medaglie, Lo chiamano citazioni e cele“oro verde” brazioni. Dalle fiere tanto è prezioso di settore agli affermati chef e gourmet internazionali. Per tutti pochi dubbi, un olio di tali proprietà e qualità è un valore aggiunto a tavola. Di queste, tre hanno ottenuto dal Gambero Rosso il prestigioso riconoscimento “Tre Foglie”. E vale l’inserimento tra le 183 che figurano nella guida “Oli d’Italia 2013”, prezioso strumento per tutti gli operatori del settore. Nel dettaglio, si tratta di Agrestis, azienda di Buccheri, premiata per la varietà Tonda Iblea; per la monocultivar Nocella del Belice Bio, riconoscimento per NaturaltiraTrimarchi di Siracusa; e infine “Tre Foglie” per ‘Le case di Lavinia DOP’, prodotto da Vernera di Buccheri. Aumenta, quindi, il numero di aziende siracusane “Tre Foglie”, cosa che ha permesso di portare a casa anche una “Gran Menzione”, per la soddisfazione della Camera di commercio di Siracusa e del suo presidente Ivan Lo Bello. G. C. 49 Un uliveto delle campagne siracusane Una fase della estrazione dell’olio in un frantoio della provincia ECONOMIA E SPORT La Banca di Siracusa salva la Trogylos basket Coraggiosamente lancia la ciambella di salvataggio alla squadra fiore all’occhiello di Priolo e di tutta la provincia 50 Antonino Spadaro, presidente della Banca di Siracusa onoscerete certamente l’adagio “l’unione fa la forza”. Bene, questa è una di quelle storie in cui il popolare motto trova perfetta applicazione. Prendete una banca di credito cooperativo (Banca di Siracusa) e affiancatela ad una storica realtà sportiva locale in serie difficoltà (Trogylos Basket Priolo, Serie A1 femminile). Ora immaginate che l’istituto bancario – i cui soci sono per la gran parte imprenditori del territorio – si adoperi per dar vita ad una sottoscrizione, una raccolta fondi tout cour, per permettere alla società sportiva di terminare il campionato e partecipare ai play-off che assegnano lo scudetto. Una ragnatela di conoscenze, sensibilità e “portafogli” per evitare che una eccellenza sportiva locale possa sparire, seguendo un copione tristemente noto in questi anni difficili. È quanto sta accadendo in questi giorni, dopo il drammatico s.o.s. lanciato dalla Trogylos Priolo, società con due scudetti e una Coppa Campioni in palmares, oltre ad una sfilza di partecipazioni ai play-off scudetto ed alle competizioni europee. La Banca di Siracusa ha aperto un conto per raccogliere quante più donazioni possibili. L’obiettivo, ambizioso, è quello di poter creare una base che possa diventare una solida garanzia di sopravvivenza nel tempo della società di massima serie e non un semplice contributo C a fondo perduto per arrivare a fine campionato e poi del futuro chissà cosa ne sarà. «Crediamo sia necessario dare un esempio concreto di operatività a sostegno di una eccellenza sportiva del territorio e speriamo che molti altri raccolgano il nostro invito», ci racconta Antonino Spadaro che della Banca di Siracusa è il presidente. «In questo momento di grave crisi economica, sociale e di valori occorre ricordare che in ogni campo piccoli contributi o sacrifici individuali ben coordinati possono far conseguire obiettivi importanti per la collettività». Anche se probabilmente qualcuno rimarrà sorpreso nel leggere di una banca che apre un conto corrente per raccogliere fondi a favore di una squadra sportiva. «Perché non limitarsi ad una sponsorizzazione?», potrebbe persino domandarsi un osservatore. Ma sarebbe un osservatore distratto. Perché a ben guardare questa storia, si comprende come c’è spazio anche per i principi base delle teorie keynesiane secondo cui, semplificando, se vuoi che un’economia moderna possa superare i momenti di crisi devi per prima cosa rimettere in circolo del denaro. Spieghiamo meglio. Una volta raccolta la cifra X, questa viene consegnata alla società Trogylos. Con quella somma si pagano i viaggi per le trasferte ad una agenzia del territorio; si pagano i fornitori del territorio; si pagano le giocatrici che spendono in esercizi commerciali del territorio per le necessità quotidiane; si pagano gli affitti ad albergatori del posto e così via dicendo. Insomma, si creano le basi per tornare a movimentare denaro e, in qualche misura, tornare anche a produrre ricchezza. Sempre nel territorio. Senza disperdere capitali ed energie economiche e produttive del siracusano. Una forma di resistenza di una comunità che non vuole chiudere per crisi. Ecco perché non deve stranire il fatto che la Banca di Siracusa, ed i suoi soci, si stiano spendendo a favore della Trogylos Basket Priolo. «Rite- nuovo passaggio. Che, in realtà, avrebbe dovuto avere un illustre prologo nella drammatica estate della mancata iscrizione del Siracusa calcio in Prima Divisione. «Non eravamo in grado di sostenere l’impegno necessario per salvare il Siracusa Calcio. Abbiamo, però, tentato di coagulare consensi e mezzi finanziari a sostegno della squadra cittadina, giunta prossima alla serie B, massimo traguardo sportivo. Purtroppo siamo stati interessati troppo tardi, quando ormai lo spazio di manovra era veramente modesto. Speriamo, tuttavia, che il triste epilogo della vicenda Siracusa Calcio, funga da stimolo a tutti, affinchè pagine tristi come quella già vissuta non abbiano più a ripetersi». Per riuscirci, si possono intanto donare cifre libere, anche modeste, dal sito web della Banca di Siracusa cliccando sull’apposito banner “Adotta anche tu la Trogylos”. È chiaro che maggiore sarà il numero di persone coinvolte, tanto più grande risulterà il successo dell’iniziativa e quindi la diffusione del messaggio cooperativo e di collaborazione. Anche l’imprenditore edile Domenico Cutrale, responsabile di Ance Siracusa in Confindustria, ha mostrato un interesse concreto. La sua donazione è stata tra le prime, ma è il contributo personale – in termini di energie spese e rete di relazioni resa disponibile – a lasciare presagire come un sistema capace di parlare la lingua della concertazione non è totale utopia per il tessuto produttivo di Siracusa. «È un dato di fatto che abbiamo meno capacità di molti altri europei nel fare squadra. E questo, in campo internazionale, ci ha spesso penalizzato», aggiunge sul punto Marco De Benedictis, citando a supporto studi e dati recenti. Ora, è chiaro che Banca di Siracusa insegua anche un suo tornaconto in tutta questa vicenda. Ma – sorpresa – non pare essere di carattere finanziario. «Non abbiamo espresso valutazioni di immagine o commerciali. Il nostro interesse è diffondere un nuovo messaggio, per rendere moderno un sistema fermo. Superiamo egoismi e personalismi, via le invidie. Concentriamoci su di un obiettivo comune, diverso di volta in volta. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare alla classe produttiva e imprenditoriale del territorio. Ritengo sia un modo semplice per evitare di uscire dalla crisi tutti con le ossa rotte». Questo significa, in estrema sintesi, che oggi ci si muove per salvare la Trogylos Basket e non disperdere un patrimonio sano del mondo dello sport (con le ricadute economiche di cui abbiamo parlato in precedenza). Ma se domani si presentasse l’opportunità o la necessità di difendere un’altra eccellenza del territorio – nel campo del sociale, della cultura, ecc. – la Banca di Siracusa non si tirerebbe indietro. «Esatto. È nostro interesse assicurare e promuovere la crescita culturale ed economica del territorio». Nessuno, però, pensi di presentare le sue lamentazioni per ottenere chissà quali agevolazioni. «Le regole di accesso al credito sono chiare per tutti. E a quelle non si deroga». G. C. 51 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 niamo che serrare le fila sia l’unica strada da percorrere per creare nuove opportunità di rilancio della nostra economia e di ricostruzione del nostro tessuto sociale e culturale», spiega ancora Spadaro. Che trova una facile sponda in Marco De Benedictis, professione avvocato, socio fondatore dell’istituto di credito cooperativo. «Stiamo cercando di compiere, tutti assieme, un grande passo culturale in avanti. Negli anni il ‘sistema Siracusa’ è sempre stato penalizzato dalla scarsa propensione alla collaborazione. Ma ora che i tempi sono difficili, ci si deve rendere conto che cooperare significa soprattutto creare nuove opportunità. È il messaggio che stiamo tentando di diffondere con questa iniziativa; in fondo una banca di credito cooperativo è per antonomasia la banca del territorio e tocca quindi a noi raccogliere le energie sane, rielaborarle e trasferirle per produrre sviluppo». Anche attraverso quella che banalmente può sembrare una semplice sottoscrizione aperta a tutti. «Si badi bene, non stiamo finanziando nessuno (anche se un piccolo contributo la Banca lo ha donato, ndr). Siamo, piuttosto, promotori di una iniziativa che vuole coagulare consensi e risorse attorno ad un progetto del territorio». Mobilitati, allora, i circa 900 soci dell’ istituto siracusano. Persone fisiche, imprenditori, famiglie. «Tutti insieme perché è così che si costruiscono grandi risultati. Dobbiamo capire che è tempo di superare egoismi e personalismi. Servono punti di incontro e questo può essere il primo», racconta appassionato ancora De Benedictis, ben consapevole della difficoltà di farsi portavoce di un messaggio che ha sempre faticato ad attecchire. E qui influisce anche il gap accumulato negli anni da Siracusa, rimasta indietro sul tema della cooperazione. Ma chi, invece, ha subito colto il senso di una simile operazione è stata la Camera di commercio di Siracusa. «Pippo Gianninoto – confessa De Benedictis – si è reso disponibile in termini organizzativi e so che si spenderà per invitare istituzionalmente tutte le categorie produttive. Gli operatori economici del territorio sono migliaia. Basterebbero dieci euro di donazione ciascuno per raggiungere traguardi che oggi riteniamo impossibili». Talmente semplice e banale da faticare a crederci. Eppure è anche questo parte di quell’upgrade culturale collegato alla raccolta fondi. Che si sia scelto l’ambito sportivo come terreno fertile per avviare questa crescita di cultura ed impresa non è del tutto un caso. «Lo sport è un mondo al centro della nostre attenzioni e del nostro impegno sociale – dice il presidente Spadaro – riteniamo che l’attività e la competizione sportiva siano indispensabili per la formazione ed il benessere dei giovani, che sono il futuro del nostro territorio. Cerchiamo, con piccoli contributi, e con segni concreti di solidarietà di essere vicini alle società sportive che si impegnano nella formazione dei giovani e che onorano, con tale impegno, il nome della nostra provincia». La Banca di Siracusa ha effettivamente sponsorizzato squadre locali delle più diverse discipline, ora questo BENI CULTURALI La tribuna dello stadio “De Simone“ autentica opera d’arte cancellata La storica struttura del “De Simone” dopo 80 anni abbattuta nel dicembre 2008. Paolo Giansiracusa accusa e avverte: “Non si può farne oggi una copia. Sarebbe un rattoppo” 52 Dicembre 2008 - La ruspa inizia a demolire la tribuna Il “De Simone” visto dall’alto, circondato dalle abitazioni del popoloso quartiere della Borgata desso che non c’è più molti ne sentono la mancanza. E dire che prima era persino considerata piuttosto brutta. Così squadrata, così rigida. A guardarla persino pesante. Eppure la pensilina della tribuna dello stadio “Vittorio Emanuele III” di Siracusa, oggi De Simone, era tutto fuorchè squadrata, rigida e pesante. È stata abbattuta nel dicembre del 2008, sulla base di una relazione tecnica del professor Antonino Badalà, della facoltà di Ingegneria della Università di Catania (lo stesso che ha recentemente periziato il viadotto di Scala Greca, ndr) richiesta dal Comune di Siracusa. Si era parlato di una ricostruzione, in materiale leggero e con l’ausilio di schiume sintetiche che permettessero di ricreare l’effetto originale. L’allora soprintendente ai beni culturali, Mariella Muti, aveva appoggiato l’idea: «Abbattiamola e ricostruiamola nello stesso stile». Il progetto è rimasto però sulla carta, tra annunci e ritardi nell’accesso ai fondi. È rimasto un vuoto, a mala pena colmato dalle lettere che compongono il nome dello stadio. Un vuoto che ha inghiottito un altro pezzo di storia di questa città che non ha memoria. Tranne quella lasciata da Greci e Romani. La pensilina aveva resistito al suo posto per quasi 80 A anni. Era stata costruita in pieno ventennio fascista, negli anni ‘30 del secolo scorso. E di quel periodo rispecchiava i canoni stilistici, arditamente sintetizzati nel progetto dell’architetto catanese Raffaele Leone. Per l’epoca, un’assoluta modernità. Forse si poteva intervenire per consolidarla, forse è stato giusto abbatterla. Il dibattito è ancora aperto. Per la verità il professor Paolo Giansiracusa, studioso di storia dell’arte, di dubbi non ne ha mai avuti. E li conferma ancora oggi. «La pensilina non c’è più per l’insipienza e l’imperizia di molti. Aveva solamente bisogno di piccole opere di manutenzione, le stesse che vanno applicate a qualsiasi manufatto architettonico. Non è stata ricostruita perchè l’obiettivo non era quello di ripararla o rifarla. Scopo ultimo era quello di demolire tutto per costruire altre opere in attuazione di progetti cervellotici. La demolizione della pensilina era solo l’inizio di una distruzione complessiva che le varie polemiche, sollevate innanzitutto dai blocchi impressionanti che si volevano edificare, hanno fortunatamente bloccato». Giansiracusa potrebbe descriverla a memoria quella pensilina. I giochi di volume, gli artistici decori influenzati, dettati dai gusti dell’epoca, la genialità di un’ala in cemento armato eppure così leggera. «Sono stato il primo a considerarla opera pregevole del ventennio fascista, contrariamente al parere diverso di tanti soloni pseudo-studiosi. Era un piccolo capolavoro del Razionalismo europeo e portava una firma importante, quella dell’architetto catanese Raffaele Leone (1897-1981, ndr), allievo di Gustavo Giovannoni alla Scuola superiore di Architettura di Roma, intellettuale raffinato, amico di Vitaliano Brancati, Leo Longanesi, Roberto Papini, Giorgio La Pira, Ercole Patti. La particolarità più significativa era legata all’aspetto strutturale, ardito, geniale. Consisteva in uno sbalzo unico con mensoloni sporgenti dall’effetto acrobatico. I cassettoni cementizi dell’intradosso ne svuotavano lo spessore, rendendola come un’ala leggera. La cilmente discerne, analizza e giudica con obiettività. Segue l’onda delle opinioni gridate, esageratamente pompate dai media. Per salvare la nobilissima struttura sarebbe bastato che una piccola parte della comunità locale si sollevasse. E invece ricordo che fui lasciato solo a combattere contro i mulini a vento. Addirittura i miei interventi a favore della salvaguardia di tutto il complesso architettonico venivano fatti passare come ostacoli alle prospettive del Siracusa calcio, squadra che invece ho sempre amato». Già, il complesso architettonico. Perché tutto lo stadio, che simpaticamente i tifosi chiamavano rudere, è a suo modo un complesso monumentale. 53 La tribuna del “De Simone” abbattuta. Pazzini al “De Simone”. Nello sfondo la tribuna centrale senza la storica ed elegante tettoia struttura non aveva sovraccarichi, portava solo se stessa e non era contrassegnata da alcun segno di pericolo. Era caratterizzata, come normalmente accade per qualsiasi struttura, da microlesioni, risibili scrostamenti d’intonaco. Con un po’ di buon senso tutto poteva essere sottoposto a manutenzione e tutelato», chiosa con rammarico lo studioso siracusano. Quella pensilina che per anni ha protetto da pioggia e sole generazioni di siracusani che seguivano le imprese sportive della squadra cittadina era il simbolo di una sfida vinta sulle conoscenze del tempo in cui venne concepita. Nata per sfida, nata per durare. «Certo che era una struttura ardita. Il suo autore, ingegnere e architetto allo stesso tempo, aveva la sapienza tecnica e la sensibilità artistica per creare un’opera unica, accostabile per caratteristiche costruttive ai corpi aggettanti della stazione Termini di Roma o della stazione di Santa Maria Novella di Firenze». Questi paragoni aiutano a rendere meglio l’idea. E chi l’ha vista quando c’era e magari l’ha considerata bruttina adesso, leggendone la storia e le particolarità si ricrede. Come chi la rimpiange da quando non c’è più, né in originale e neanche in copia. «Il siracusano – aggiunge Paolo Giansiracusa – ha il brutto difetto di lasciarsi confondere le idee da quelli che hanno potere. Diffi- Dal portale di piazza Leone Cuella alla tribuna centrale. Difficile passare all’opinione pubblica l’idea che persino uno stadio possa essere un monumento. Eppure il De Simone, pardon, il Vittorio Emanuele lo è. «Vero. Pochi sanno ad esempio che si tratta di un’opera del Razionalismo europeo che ingloba alcune novità decorative dello stile decò. Rappresentava un momento felice per la città aretusea, un momento irripetibile in cui, oltre ai grandi artisti, venivano i rappresentanti del potere istituzionale nazionale. Oggi invece per la città non ci sono progetti di cui valga la pena parlare e i rappresentanti del governo ne hanno dimenticato, da decenni, l’ubicazione e la sorte». Inutile battere sull’idea di ricostruire la tettoia della tribuna identica all’originale ma facendo ricorso ad una struttura in alluminio e prodotti sintetici a riempimento. Paolo Giansiracusa ne è certo: sarebbe un rattoppo. «L’opera di Raffaele Leone non c’è più e bisogna prenderne atto, rifarla significherebbe operare in dispregio ai principi della carta del restauro. Altra cosa è invece la necessità di realizzare una struttura mobile a parasole per la quale non credo ci sia bisogno di appoggiarsi alla vecchia struttura. Esistono soluzioni autoportanti di una leggerezza sorprendente; basta fare una piccola ricerca e attivare il buon senso». G. C. TERRITORIO Gli accademici della cucina visitano due fra le eccellenze siracusane 54 O riginale iniziativa della Delegazione di Siracusa dell’Accademia Italiana della Cucina all’insegna della riscoperta e della conoscenza delle tradizioni imprenditoriali, contadine e gastronomiche del nostro territorio. Il gruppo degli accademici, guidato dal delegato Angelo Tamburini, ha visitato “Azienda Agricola Fratelli Giardina” dove il dottor Salvatore Giardina, da perfetto padrone di casa, ha illustrato il nuovo centro aziendale di 11.000 mq. coperti, presentando le varie fasi di lavorazione, selezione, assemblaggio e spedizione dei prodotti agricoli. Gli ospiti hanno così potuto conoscere la vasta gamma di produzioni: limone di Siracusa, melanzana, zucchina, lattuga iceberg, arance, pomodoro: ciliegino, grappolo, snack, cuore di bue e datterino; cocomero e patata novella di Siracusa. Durante la illustrazione ne è scaturito un diffuso sentire interpretativo delle attuali esigenze del cittadino. E cioè che oggi, sempre più spesso i consumatori non solo sanno riconoscere i vari prodotti della terra ma orientano la loro scelta proprio su quelli a marchio di qualità, perché consapevoli del “valore aggiunto” che ne deriva. Qualità e origine, tipicità ed eccellenza: questi i quattro caposaldi anche nell’alimentazione quotidiana in cui è possibile scegliere il meglio, grazie ai marchi che accompagnano i prodotti. Infatti, le denominazioni di qualità Doc e Igp ormai sono entrate nel lessico quotidiano e richiamano immediatamente le tipicità del territorio che si distinguono per l’attenzione alla filiera produttiva, dal campo alla tavola. L’azienda agricola Fratelli Giardina, che opera dal 1939, fa parte del “Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP”, del “Consorzio del Limone di Siracusa” e del “Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP” ed ha una produzione biologica Bioagricert e certificazioni di Tracciabilità della Filiera e Globalgap. Nel suo complesso l’azienda impiega da 200 a 600 lavoratori l’anno a seconda delle operazioni colturali e di raccolta. Il Delegato di Siracusa A.I.C. Angelo Tamburini, al termine della minuziosa visita, si è complimentato per la realtà imprenditoriale osservata ed ha ha ringraziato Salvatore Giardina per la disponibilità e l’accoglienza riservata agli accademici facendogli dono del piatto in silver dell’Accademia. È seguito il pranzo conviviale al “Pozzo di Mazza” come una naturale prosecuzione a Km. 0 dei prodotti già osservati e successivamente gustati perché sapientemente trasformati in saporite pietanze tradizionali dalla Maestra di cucina Ada Cappuccio. Questo il tipico menu intriso di usi, sapori, cultura e tradizione tutta siracusana: Antipasto - rapipitittu a tinchité: fritteddi ri ricotta, cipuddi o’ furnu, masculinu marinatu, purpetti ri patati, ‘nsalata ri puppu, tempo e farla apprezzare da tutti. Una giornata quindi che ha fatto vedere da vicino due fra le principali eccellenze della provincia siracusana. Giuseppe Aloisio Prospettive Siracusa | Giugno 2013 55 parmigiana’ i mulinciani, alivi cunzati, frittati, pipi arrustuti e capunata. Primo piatto - Pasta a’ sarausana; Secondo - Costata china; Contorno - ‘Nsalata capricciusa; Dolce -Gilatu ro mastru; Vini: russu “Nero d’Avola” e “Zibibbo” ra Casa e alla fine Crema di limùni ‘i Sarausa. All’Agriturismo “Pozzo di Mazza” la dottoressa Susanna Corvaja ha fatto comprendere agli accademici della cucina la filosofia di gestione che è improntata ad uno stile di vita familiare e naturale, lontano dalla frenesia della vita cittadina. Ad esempio, la zona cucina e ristorazione è posta in un caseggiato ottocentesco: un antico palmento perfettamente conservato; tanto che nell’ambiente limitrofo si trova un grande e antico forno tipico della vita contadina; non solo, la costruzione principale è circondata da un giardino di specie botaniche autoctone della flora mediterranea perfettamente godibile e rilassante. Tutte caratteristiche di grande amore e di grande passione per far rinascere la genuinità di un sopra Una panoramica dell’Azienda agricola agriturismo “Pozzo di Mazza” nella pagina accanto Il delegato Angelo Tamburini consegna il piatto d’argento della AIC a Salvatore Giardina Tamburini consegna il gagliardetto alla Maestra di cucina Ada Cappuccio Gli accademici in visita all’Azienda agricola “F.lli Giardina” Aldo Formosa TRADIZIONI POPOLARI Storie e ricette nel libro “Del mangiar siracusano” Una preziosa testimonianza della memoria storica del compianto etnoantropologo di Palazzolo Acreide, Antonino Uccello, cultore unico di saperi e sapori Prospettive Siracusa | Giugno 2013 56 I l successo ottenuto con diverse ristampe del libro di Antonino Uccello Del mangiar siracusano testimonia della validità del testo e del suo specifico contenuto. Edita dall’Ente provinciale turismo di Siracusa nel gennaio 1969, la raccolta di ricette (e non solo!) era impreziosita da approfondimenti etnici e sociali alla maniera di Antonino Uccello, irripetibile ricercatore, appassionato studioso di usi e costumi del territorio, sensibile poeta, narratore fecondo. Dal 1969 il libro ha marcato una seconda edizione nel 1979, sempre a cura dell’EPT, una terza nel 2000 (Azienda provinciale Turismo) e questa ristampa del 2006 accudita da Carmelo Maiorca coi disegni di Antonio Mangiafico. “Antropologo di eccezionale talento, Uccello non si limita a studiare i protagonisti della fascia folklorica: vive con loro, partecipa del loro orizzonte culturale, ne condivide un progetto complessivo di liberazione dal dominio”. Così annota Lombardi Satriani nella introduzione al volume “Antonino Uccello e la Casa Museo”. Anche questo infatti è da ricordare: che la Casa Museo di Palazzolo Acreide è creatura di Uccello, il quale vi conservò fino alla morte (1979) un autentico tesoro catalogato di reperti raccolti nel suo girovagare per sperdute masserie e lontani bagli. Nel libro sono evidenziate ricette consacrate nella tradizione siracusana, all’insegna di uno “slow food” tanto saporoso quanto salutare. Annota Carmelo Maiorca nella introduzione che “i brani più interessanti sono quelli che riescono a farci percepire il ricordo di un mondo prevalentemente rurale, basato sui cicli stagionali e su un rapporto più equilibrato con la natura, scansioni temporali spesso legate alle celebrazioni agricole e alle feste religiose”. Dunque civiltà contadina e atmosfere casalinghe su cui si basava una quotidiana virtù del vivere. E infine: «Uccello guardava - conclude Carmelo Maiorca - al passato e alle tradizioni in modo laico e problematico credendo nella possibilità di trasformazione della realtà». Uccello coglie anche, in un antico canto popolare, l’esigenza di esorcizzare la morte. Così i contadini durante la mietitura cantavano: «Quannu moru ju cianciti tutti:/’ntabbùtu m’at’a fari di ricotti,/ ri latu a latu cordi di sasizza,/ pi capizzu ddu’ capuni cuotti,/ pi cummògghiu pisciròva fritti,/ pi cannili ddu’ piccìotte schette,/pi acqua biniritta vinu forti». Al libro hanno fornito ricette molti personaggi della cultura: da Bernabò Brea a Bussotti, da Di Falco a Fava, da Gargallo di Castellentini a Pitrè, da Sciascia a Reitano Mauceri, da Siena a Zancanaro. È un tripudio di fumanti minestre, di pasta fritta alla siracusana, di “taccùna di mulinu”, “maccu” di S. Giuseppe, e poi “occhiali di S. Lucia”, zuppe di pesce, la “agghiotta”, le trote di Manghisi celebrate anche da Pietro Mascagni, le verdure con l’asparago selvatico come anche il finocchietto di Pantalica, la salsiccia, la stimpiràta agrodolce di coniglio, “u scacciùni e u cuddurùni”, l’impanata contadina, e i dolci: la “marturana”, la “scuma di turruni”, il “biancomangiare”, le cassatelle, la cotognata... I vini infine: lo zibibbo regale, il mitico rosso di Pachino, il moscato di Siracusa, e non manca una dotta inserzione sulla vigna di Falaride. Chiudono la gastroarcheologia siracusana e i frammenti ironici di Archestrato. Un caleidoscopio di sapori e di sapere quindi. Unico nel suo genere, per ristorare il corpo e lo spirito. TURISMO Da Genzano a Noto Nel 1980 arrivò l'Infiorata Nella via Nicolaci per l’iniziativa di Aldo Formosa e la deliberazione dell’Ente provinciale turismo della chiesa, capace coi suoi gradini di almeno 3000 posti a sedere. Un palcoscenico “modulare" che, una volta smontato e riposto nei magazzini del Comune, sarebbe andato bene per il futuro con un notevole risparmio di costi. Così fu fatto. Ad Aldo Formosa l’EPT diede carta bianca. Egli contattò un maestro infioratore di Genzano, che venne a Noto per un sopralluogo. Si scelse via Nicolaci, si invitarono i pittori e gli artisti di Noto a presentare i "bozzetti", si coinvolse un entusiasta gruppo di giovani per la raccolta di "maju" e di fiori di campo da assemblare poi in una necessaria policromia, Formosa chiamò una squadra di professionisti per costruire il palcoscenico. Non restava che fissare la data. Il maestro di Genzano tornò a Noto con la propria squadra di infioratori, avvertendo però che dall’anno successivo avrebbero dovuto essere i giovani di Noto, avendo dalla prima edizione imparato la tecnica, a proseguire la tradizione. attirò a Noto, assieme ad una "parata" di carrozze d’epoca voluta dal presidente Vella, molte decine di migliaia di visitatori. Lo spettacolo del balletto del San Carlo di Napoli riscosse un successo strepitoso, e l'Infiorata di Noto diventò storia che ogni anno si ripete ininterrottamente nella terza settimana di maggio da 34 anni. Una festa di colori non solo in via Nicolaci. G. A. 57 Prospettive Siracusa | Giugno 2013 P residente dell'Ente provinciale Turismo di Siracusa era Vella e direttore ne era Italo Russo. Il Comune di Noto, sindaco Rizza e assessore Celeste, chiese all'EPT una sovvenzione per una mostra di fiori in primavera. L'EPT rispose che invece di dare la sovvenzione avrebbe provveduto ad organizzare direttamente in proprio la manifestazione. Il direttore Russo interpellò Aldo Formosa il quale, oltre che occuparsi di teatro e di spettacoli, era anche in quel periodo giornalista professionista a capo dei servizi culturali del quotidiano "Il Diario", chiedendogli di ideare l’impostazione da conferire alla manifestazione che doveva avere un lancio nazionale. All'idea banale di una semplice mostra di fiori, Formosa propose invece una cosa rivoluzionaria, più spettacolare e inedita per Noto: l’Infiorata. Durante una riunione al Comune di Noto Formosa spiegò la sua idea che si basava su quanto ogni anno si faceva a Genzano: "l’Infiorata", appunto. E per rendere ancora di maggior livello nazionale l'iniziativa propose anche uno spettacolo all'aperto di danza classica con il Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, essendo lui amico di alcune di quelle danzatrici. Aldo Formosa indicò anche il luogo ideale per realizzare l’evento: costruire un palcoscenico in legno appoggiato alla facciata di Palazzo Ducezio, avendo davanti la naturale platea della grande scalinata LIBRI Onore ai caduti siracusani della guerra 1915-’18 “Come giovani aquile” di Vittorio Belfiore ricorda i ragazzi che il 14 maggio 1915 in piazza Archimede acclamarono le parole degli avvocati Golino, Amato e Piccione contro l’Austria Prospettive Siracusa | Giugno 2013 58 I l poeta spagnolo trucidato nel secolo scorso, in memoria del torero Ignazio Sanches Mejas ha scritto tra l’altro: «Perché tu sei morto. Come tutti i morti della terra. Come tutti i morti che si scordano in un mucchio di cani spenti. Nessuno ti conosce. No, ma io ti canto per dopo…». Sono versi di Federico Garcia Lorca. Che ci inducono a non dimenticare. Come ha fatto a Siracusa un appassionato cultore di memorie: Vittorio Belfiore nel suo libro Come giovani aquile edito da Morrone, dedicandolo ai siracusani morti nella grande guerra 15/18. Siracusani stroncati nel fiore degli anni. Belfiore apre il libro con una prefazione di Morris L. Ghezzi che riporta un brano da Edipo a Colono di Sofocle: “Non esser nati è condizione che tutte supera. Ma poi, una volta apparsi, tornare al più presto colà donde si venne, è certo il secondo bene”. E Ludwig Feuerbach a supporto aggiunge: «Morte converte quanto è mio nel tuo, e l’uno dentro l’altro accerchia e chiude. Una volta soltanto qui nel tempo resti uguale a te stesso, poi la morte – non una burla – identità distrugge. Invero tutto il mondo è regolato solo sull’orologio della morte». È bello oggi, come fa nel suo libro Belfiore, ricordare i tanti e sconosciuti giovani che si immolarono in quella follia che è la guerra. Nel ricordare questi siracusani, ci sovviene Foscolo: “All’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto, è forse il sonno della morte men duro?”. Giovani e sconosciuti questi nostri concittadini, i cui nomi ritornano miracolosamente dal buio della dimenticanza. Belfiore ha compiuto un lavoro non facile ma generoso, certosino e meritorio. È così che rivivono davanti a noi le figure di ragazzi che il 14 maggio 1915 in piazza Archimede acclamarono le parole degli avvocati Golino, Amato e Piccione contro l’Austria. E il 22 maggio l’ambasciatore italiano a Vienna presenta la dichiarazione di guerra all’Austria. Partono i giovani siracusani per il fronte. Il resto è Storia. Così come appartengono alla Storia i nomi di coloro che caddero onorando il Tricolore. Nelle pagine di Balfiiore scorre un diario emozionante: il treno stracolmo di coscritti, l’angoscia delle madri, e poi le lettere dal fronte,e gli episodi (tanti!) alla prova del fuoco, l’epopea di Francesco Angelino medaglia d’oro al valor militare… Belfiore ha il dono di saper raccontare, e la sua commozione traspare da ogni pagina, dicendoci dei sentimenti, dell’umanità, degli eroismi. II libro si chiude con l’elenco dei caduti siracusani: da Accolla a Zuccarello, da Barcio a Troia, da Campisi a Romano, più di 300 nomi di soldati, marinai, finanzieri, ufficiali, molti dei quali decorati al valor militare. Non li troveremo tutti nell’ossario del Pantheon. Dal Carso al Piave, lì sono rimasti, e negli abissi del mare. In queste nostre calamitose giornate, ora che fede, patria, onore, sono parole dileggiate dalla spocchia del tornacontismo e della vacuità morale, valgono le parole di G.F. Maielli: “Salve, possente Siracusa, salve tu patria di eroi, poeti, legislatori. Salve divina città di Archimede, di Teocrito e di Epicarmo…”. Aldo Formosa Pino Filippelli un grande del giornalismo siracusano del Novecento Ha ormai il suo posto nella storia della città Commemorato a un anno dalla scomparsa Quaderni di Prospettive Salvatore Maiorca Quaderni di Prospettive Pino Filippelli giornalista gentiluomo A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 15 marzo 2012, il giornalista è stato commemorato nella sala degli Stemmi del Palazzo del Governo, sede della presidenza della Provincia. Pubblichiamo la relazione del nostro direttore responsabile Salvatore Maiorca Prospettive Siracusa | Giugno 2013 60 P la sua parte. Il premio è destinato agli studenti delle ino Filippelli giornalista gentiluomo. Meglio scuole medie superiori. Segno che la figura di Pino forse gentiluomo giornalista. Pino infatti è raccoglie ancora consenso, stima, ammirazione in stato innanzitutto un gentiluomo. E questo ogni sede. tratto ha improntato Mi piace innanzitutto ricordare tutta la sua vita. Ma come l’avvocato-scrittore il gentiluomo Pino non è stato Piero Fillioley descrive il soltanto un giornalista. È stato gior nalista Filippelli in anche uno sportivo, un uomo ”Schegge e Schizzi”, edizioni di musica e di teatro, un Flaccaventolibri, 1986. pioniere. Ed è stato un po’ Quando lo conobbi, – scrive anche un imprenditore. È Filliolley – Filippelli si occupava stato infatti editore. Non è di cronaca giudiziaria. Chiastato soltanto il corrisponmai anche lui, come gli altri dente storico del quotidiano cronisti di nera e giudiziaria La Sicilia a Siracusa. Ma pappapani: in dialetto, scaanche il fondatore e direttore rafaggi. Che vuol dire? del “suo” settimanale La All’epoca di scarsi scandali Domenica, la sua creatura e di politica sempre rovente che egli amava e coltivava. l’unico che camminava, diMa è stato sempre ricco di ciamo, nel melmoso era il una sottile ironia e, sopratcronista giudiziario: come i tutto, autoironia. Aveva pappapani, attratti sempre la battuta pronta. Ma dall’umidità. sempre lieve, soft si direbbe Scherzi a parte, dal primo oggi. Seppur pungente a momento io vidi in Pino Fivolte. E sempre con il sorriso. lippelli la stoffa del giornalista vero. Un mestiere che A un anno dalla scomparsa di Pino il suo ricordo è ho ritenuto sempre assai difficile: anche a farlo da sempre vivido. La sua figura, la sua opera sono sempre dilettante. Richiede riflessione pronta, in tempi brevi presenti. Come lo è sempre il ricordo di altri grandi e poco spazio; spesso che hanno pure conmolta umiltà, buon diviso con lui tanti momenti: Aldo Carra- Pino, da quel giornalista di razza che era, non perdeva senso sempre. tore, Lino Romano, una notizia. Mai. Ma entrava nella notizia. La soppesava. Filippelli veniva da un Saretto Leotta. In una Ne valutava ogni possibile effetto, diretto e indiretto. passato variopinto: musicale, teatrale, occasione come queA questo badava soprattutto. Era un cronista. sportivo. In una parola sta è doveroso ricorMa era innanzitutto Uomo. E gentiluomo era uno spirito comdare anche loro. plesso. Cominciai a In memoria e in onore capire, e sempre più col tempo ad apprezzare, la vena di Pino, la Camera di commercio ha lanciato una di poesia della vita che possedeva, intessuta, senza iniziativa: la istituzione di un Premio di eccellenza a lui sforzo, di filosofia incantevole e di umorismo: anche intitolato. La giunta camerale, presieduta dal presidente nei sentimenti e perfino nella sensualità. Mai spicciativo, Ivan Lo Bello, lo ha deliberato. Anche la Provincia farà 61 Quaderni di Prospettive sempre carico di garbo, di raffinatezza: anche nello sdegno; quasi sempre il suo è acerbo, da fanciullo. Egli può, se vuole, spaziare con teneri pigli dalla pietà commossa all’invettiva umana: la parola è sempre appropriata. La fortuna lo mise, nel suo esordio, a fianco di quell’uomo colto e sensibile, esperto d’arte, che fu Aldo Carratore. E Filippelli lo dice sempre a tutti. Mi piace l’efficacia della sua sintassi, e l’aggettivazione. Sono pregi di gran conto. Io ritaglio da tempo qualche suo articolo, e lo tengo nella mia emeroteca. al suo settimanale La Domenica e al quotidiano La Sicilia. Ed è con La Sicilia e La domenica che si snoda il nostro cammino (il suo e il mio) fino alla fine. Giovane cronista de La Sicilia, Pino ha legato il suo nome all’evento che ha caratterizzato il Novecento siracusano: la lacrimazione della Madonnina di via degli Orti nell’agosto del 1953; l’evento che, più di ogni altro, ha segnato il Novecento siracusano. Pino apprende il fatto. Accorre in via degli Orti. Vede il quadro prodigioso. Parla con i padroni di casa, con la gente che si era frattanto affollata. Nel primo pome- Per finire voglio raccontare quel racconto suo, protagonista il suo cane e quel colombo ferito da un ignoto cacciatore, l’estenuante soccorso dell’ornitologo improvvisatosi chirurgo, la gioia di vedere quel volatile prendere il volo dionisiaco nel cielo, riaperto alla sua esistenza. Ecco l’anima del poeta. Che sia anche lui… un gran figlio di Archimede?! Fin qui il ritratto “schizzato” da Piero Fillioley. Ed ho anche il dovere di ricordare che questo ritratto è stato citato, a memoria ancora fresca del funerale di Pino, dall’altro giornalista che rimane scolpito nella nostra memoria, Dino Cartia, con il bel pezzo pubblicato sulla rivista camerale da me diretta Prospettive Siracusa. Cito soltanto l’incipit, l’attacco diciamo noi, del pezzo di Dino Cartia su Pino: «È venuto a mancare – scrive Cartia – un grande giornalista, un caposcuola che per decenni ha retto la redazione siracusana de La Sicilia. Sempre con garbo, con umanità, con rispetto per chiunque venisse in contatto con lui e con il giornale». Sono tutte testimonianze della figura e dell’opera di Pino: questo gentiluomo che non ha attraversato invano questo mondo e il suo tempo, vi ha lasciato la sua impronta. E lui rimane con noi. Pino ha legato la sua opera giornalistica innanzitutto riggio ne riferisce al titolare di allora dell’ufficio di corrispondenza de La Sicilia, Aldo Carratore. In quel tempo non c’era ancora la redazione de La Sicilia a Siracusa. Anzi l’ufficio di corrispondenza era definito addirittura “ufficio di ricezione”: come dire semplice ricezione e smistamento di notizie. Va ricordato, per inserire l’episodio nel giusto contesto, che allora i giornali si facevano in tutt’altra maniera che oggi. Non c’erano i computer né i collegamenti telematici. In tipografia c’erano le righe di piombo, che uscivano dalle rumorose e ingombranti linotype, e i titoli di ferro a caratteri mobili. La periferia non poteva quindi lavorare direttamente in pagina, come oggi. Il collegamento fra centro e periferia era affidato soltanto al telefono e al mitico “fuori sacco”. Il quale altro non era che una busta nella quale si mettevamo i fogli degli articoli dattiloscritti. La busta veniva poi portata all’autobus o al treno e viaggiava fuori dal sacco della normale corrispondenza. A destinazione c’era qualcuno incaricato di raccogliere le buste che arrivavano dalla provincia e portarle in redazione. Pino riferisce quindi al professor Carratore l’evento del quale era stato testimone tempestivo. Carratore 62 Quaderni di Prospettive è scettico. Tuttavia gli dice di fare un pezzo e mandarlo a Catania. Con il fuori sacco. A Catania il pezzo di Pino finisce tra le mani del redattore di turno. Anche il redattore è scettico. Ne parla con il caporedattore. Discussioni, valutazioni. Alla fine si decide di mettere quel pezzo in prima pagina. Ma non è finita. Quella firma (Pino Filippelli) non è ancora nota a Catania. Chi è costui? Il redattore non perde tempo: toglie la firma. E Pino perde la titolarità dello scoop. Ma da quel giorno rimane costante testimone dell’evento e dei che è stato ‘Nzino Moscuzza. Avevo fatto questa scelta per ragioni politiche. Mi sentivo infatti più vicino alle idee di ‘Nzino Moscuzza. Anche se ritengo di poter affermare che idee, ideali, ideologie non hanno mai interferito con la nostra attività giornalistica. 1976. Un altro evento attraversa Siracusa. Per carità, di tutt’altra dimensione che quel prodigio del ’53. Non ha nulla di sacro quest’altro evento. Ma lascia anch’esso il segno. Nel settembre del ’76 nasce un nuovo quotidiano: Il Diario di Siracusa. Quasi contem- 63 tanti suoi sviluppi. Pino non era peraltro un fautore dello scoop per lo scoop. Da quel giornalista di razza che era non perdeva una notizia. Mai. Ma entrava nella notizia. La soppesava. Ne valutava ogni possibile effetto, diretto e indiretto, sulla vita delle persone. A questo badava soprattutto. Era un cronista. Ma era innanzitutto umano. E gentiluomo. Nel 1956 Pino fonda il settimanale La Domenica. Così almeno mi riferisce suo figlio Carlo. E se lo dice lui possiamo pure correggere quel che invece risulta da fonte autorevole: il volume Linee di storia del giornalismo siracusano di Corrado Piccione (edizioni Teodokos, 1998). In questo suo lavoro Corrado Piccione riferisce invece il 1959 come anno di fondazione de La Domenica. Ma poco importa. La Domenica ha comunque avuto lunga vita. Anche dopo la scomparsa di Pino. Dopo di lui ne ha preso infatti le redini Carlo. Almeno per un altro periodo. Passano gli anni. Si cresce. L’ufficio di ricezione de La Sicilia a Siracusa diviene una redazione. Pino ne è il titolare. E intanto fa pure la sua Domenica. Il mio cammino non si era ancora incrociato con quello di Pino. Io lavoravo in un altro settimanale storico (Siracusa nuova) fondato e diretto da quell’altro grande poraneamente a La Repubblica. Sono anni di fermento. Ci crediamo in molti. La redazione siracusana de La Sicilia, che Pino aveva costruito, si svuota: Il Diario attrae molti di noi. Ma Pino, saldo al suo posto, non si scoraggia. Recluta altri giovani. Ricostruisce la redazione. Supera il momento di comprensibile sbandamento. Va avanti. Il Diario è il primo quotidiano d’Italia realizzato con le nuove tecnologie. Ma Pino stava già sperimentando queste tecnologie nella sua Domenica. Con la sua forza, il suo coraggio, da pioniere. Nel 1978, per varie vicissitudini, lasciò Il Diario. Ed è allora che il mio cammino s’incontra con quello di Pino. Gli chiedo di far parte della sua squadra. E lui mi risponde testualmente: «Ne sarei onorato. Parlane con Catania. E cominciamo al più presto». Da allora ne abbiamo fatta di strada insieme. Io nel mio piccolo, per carità. Lui da grande. Pino diviene caposervizio de La Sicilia. Per la prima volta a Siracusa. E insieme, pian piano, si cresce. Pino era un coraggioso, un intraprendente. Ma era anche una persona prudente. Valutava con prudente attenzione ogni situazione. Come ogni notizia. Per questo la sua crescita professionale è stata, sì, rapida, piena, ma anche segnata da una gradualità, che anzi Quaderni di Prospettive Prospettive Siracusa | Giugno 2013 64 ne ha reso pieno, vissuto, lo sviluppo. A proposito di prudenza ricordo un episodio particolare. Andavamo insieme a Palermo per un congresso. Con la sua macchina. Che era quella Citroen dei primi anni Ottanta denominata “Lo squalo” per la sua lunghezza e la sua forma appuntita, al frontale come al bagagliaio. Eravamo in autostrada. A un certo punto Pino rallenta, accosta, si ferma. Che succede? gli chiedo. «Sono stanco. È meglio che dorma un po’. Prendi tu il volante». «Ma non ho mai guidato questo mostro» gli obietto. E lui, tranquillo: «Preferisci guidare tu che non hai la mano con questa macchina ma sai comunque guidare e sei sveglio o che continui io, col sonno che mi ritrovo. E con il rischio che andiamo a sbattere». Fu convincente. Appieno. Il coraggio equivalse alla prudenza. E andò bene. Mi volle anche a La Domenica. E per il settimanale m’inventai, fra l’altro, una rubrica. La intitolai, d’accordo con Pino, Gente di Ortigia. Dedicammo quella rubrica a tanti personaggi della vecchia Ortigia. Pino m’incoraggiò ad andare avanti. Finché quella rubrica divenne un libro: Gente di Ortigia. Ma il coraggio di farne un libro mi venne da Pino. E fu un successo. Al punto che quel piccolo libro venne adottato in tante scuole medie, come testo di narrativa e saggistica. Quel successo lo debbo a lui, alla sua spinta, alla sua trasfusione di coraggio. Per affrontare con prudenza, e tuttavia con determinazione, nuovi traguardi. E sempre con il suo contagioso sorriso. Questo era Pino: un coraggioso; ma anche un generoso. Il suo entusiasmo sportivo lo portava ogni domenica accanto al Siracusa calcio. Quando il Siracusa calcio valeva. Seguiva la sua squadra nei ritiri estivi, negli allenamenti, nelle partite, sia in casa che fuori. Da sportivo non si faceva mai mancare la sua ora di passeggiata del mattino, in riva al mare, dall’Arenella a Ognina e ritorno. Prima da solo, poi con il suo cane; poi di nuovo da solo, dopo la morte del suo cane. Per il quale aveva cercato le medicine giuste anche a Milano, in fabbrica. Con il medesimo coraggio, ma anche con la medesima prudenza, affrontò l’avvento delle nuove tecnologie nella confezione del giornale. Ebbe il coraggio di sperimentarle innanzitutto con la sua Domenica. E con successo: il successo che arride ai coraggiosi, agl’intraprendenti. Ma con saggezza. Quando fu la volta anche per La Sicilia di applicare le nuove tecnologie sia lui che noi eravamo già rodati dalla prima esperienza con La Domenica. Il coraggio era una sua ricchezza. Ma sapeva anche infonderne a chi gli stava vicino. Ci volle coraggio per affrontare, in tempi in cui di giornali non se ne vendevano gran che (come pure ora), la via del giornalismo a tempo pieno. E ce ne volle per compiere il primo passo. Lasciando un impiego cosiddetto sicuro, la busta paga regolare, e affrontare un cammino fascinoso certamente, ma anche rischioso a volte: quello del giornalismo. Pino ebbe il coraggio di lasciare quello che allora, in tempi in cui nasceva la zona industriale, era un mito: l’impiego alla Sincat (che poi divenne Montedison, poi Enichem e via discorrendo). Affrontò l’incerto. E vinse la sua battaglia. Una delle tante. Ma forse quella fondamentale. Era sanguigno per sua natura. Affrontava di slancio ogni situazione. Ma sapeva anche guardare le cose con distacco. Sapeva valutare le persone. Ma sapeva anche non tener conto di certi atteggiamenti che altrimenti sarebbero riusciti provocatori. E tante volte, di fronte a certe mie arrabbiature, mi diceva: «Ma lascia perdere… di che ti vai a curare… di chi...». E aveva ragione. Seppe anche per tempo dare il giusto valore alla politica. Che pure allora era un po’ meglio di quella di oggi. Pur senza entrare nel merito. Non è questa la sede. Né è questo il momento. Sapeva bacchettare ma anche apprezzare. E sapeva entusiasmarsi. Si entusiasmò, per esempio, quando venne a Siracusa, in visita alla zona industriale, il senatore Medici, che allora era presidente della Montedison. Fu quella una occasione nella quale l’entusiasmo prevalse sulla prudenza. Medici avrebbe voluto tener basso il profilo della sua visita. Non voleva annettervi grandi aspettative. Pino però capì che quella visita qualcosa doveva pur significare. Ben oltre il suo aspetto formale. E diede grande risalto all’occasione. Il senatore Medici s’infuriò. E non mi rilasciò una intervista che pur era stata programmata. Ma aveva ragione Pino. Come in tanti altri casi. Pino seppe affrontare anche quella occasione con sorridente distacco. Ed ebbe ragione. Sono tanti gli episodi diventati aneddoti. Non possiamo qui ricordarli tutti né ricordarne tanti. Basta spigolare nella memoria. E si capisce quanto peso abbiano avuto ed abbiano nel contesto sociale figure del genere. Mi auguro che siano coronate dal successo e restino permanenti le iniziative intraprese dalla Camera di commercio e dalla Provincia per onorare la memoria di Pino. Mi auguro soprattutto che si perpetuino nel tempo. A prescindere dalle persone che, nel tempo, saranno alla guida degli enti. Sono, queste, iniziative che hanno un valore sociale. Perché alla società, ai giovani soprattutto, consegnino valori, testimonianze, impegno. Ai giovani Pino Filippelli sapeva parlare. Ai giovani, ai nostri giovani consegniamo oggi la memoria di Pino. Per la storia di questa città. E nella storia di questa città Pino Filippelli ha ormai il suo posto. La tua rivista camerale da oggi puoi leggerla direttamente dal tuo computer con un semplice click