ANNO XXXI - N. 2
GIUGNO 2013
E
d
i
t
o
r
i
a
l
e
Ivanhoe Lo Bello
Con Trigilia ministro
un altro passo avanti
P
rospettive Siracusa e la Camera di commercio nella sua interezza si
uniscono al coro di plauso, soddisfazione, speranza, che si è levato
da enti e operatori della politica e della economia e cittadini siracusani
per la nomina del siracusano Carlo Trigilia a ministro della Coesione
territoriale del Governo Letta. Sia pure nei tempi che la periodicità
di questa rivista impone.
Certo il professor Trigilia, nel suo nuovo ruolo, non può che dedicare la propria
attenzione a temi d’interesse nazionale. Tuttavia siamo certi che il pensiero
a Siracusa sarà sempre vivo nella sua attenzione e nei suoi disegni, pur
nell’ambito di una ineludibile impostazione generale. Trigilia è infatti rimasto
un siracusano doc pur vivendo soprattutto a Firenze. Nel capoluogo toscano
Trigilia è infatti direttore del dipartimento di Sociologia dell’economia della
facoltà “Cesare Alfieri”. È anche presidente della fondazione Res (Ricerche
economiche e sociali). E in questo ruolo ha dedicato impegno e studio alla
Sicilia. Fra l’altro una corposa pubblicazione di ricerca socio-economicopolitica. Alla guida di un gruppo di studiosi e ricercatori Trigilia ha denunciato
non soltanto i legami tra mafia e politica ma anche il ruolo silenzioso, ma
niente affatto di secondo piano, della cosiddetta fascia grigia: quella categoria
di imprenditori e dirigenti della pubblica amministrazione che tesse sotto
traccia i rapporti di intermediazione per affari illeciti.
Carlo Trigilia ha inoltre presieduto il gruppo di lavoro che per la Camera di
commercio ha realizzato il Piano strategico per lo sviluppo di Siracusa: un
documento essenziale per un’accorta ed efficace pianificazione di obiettivi da
perseguire e risorse da destinare ad essi, indispensabile per un corretto ed
equilibrato sviluppo: un cammino tracciato, da percorrere, tutti insieme, se
ci sarà la buona volontà di tutti. Nonostante i suoi numerosi impegni professionali
tra Firenze e Roma, Carlo Trigilia non ha mai trascurato le sue radici siracusane.
È figlio di quel Gaetano Trigilia Caracciolo che fu tra i fondatori della Banca
di credito popolare di Siracusa, della quale fu a lungo presidente. Fino alla
cessione ad Antonveneta, che poi la cedette a Monte Paschi Siena. La sorella
Lucia è docente alla facoltà di Architettura di Siracusa, nonché direttore
scientifico dell’Istituto internazionale di studi sul barocco in Sicilia. Anche lei
divide il suo tempo tra Firenze e Siracusa. Nel nuovo ruolo di ministro per la
Coesione territoriale Carlo Trigilia potrà forse fare molto per Siracusa. Sempre
che i siracusani gli diamo una mano per farlo.
1 Editoriale
4 L’economia della sicilia
“un bollettino di guerra”
22 Camcom, imprenditori e forze
sociali per le tante emergenze
di Siracusa
6 Crescono solo disoccupati
cassintegrati e invalidi
26 Il porto di Augusta diventa
centro intermodale di area
vasta
9 Perde ancora punti il mercato
auto anche se nel 2012 meno
del 2011
28 Siracusa all’EXPO
un’opportunità
da non disperdere
12 Tutti i settori della società
precipitano in caduta libera
30 La Camera di commercio
con dieci aziende siracusane
4
ANNO XXXI
N. 2 – GIUGNO 2013
6
Spedizione in abbonamento postale
comma 34 art. 2 legge 549/96
Filiale di Siracusa
Registrazione del 13 novembre 1982
nella cancelleria del Tribunale
di Siracusa
30
Direttore editoriale
Ivanhoe lo Bello
Direttore responsabile
Salvatore Maiorca
Coordinatore redazionale
Giuseppe Aloisio
Segreteria
Cinzia Liistro
Progetto grafico
realizzazione e stampa
Art Service
Via Po 12 - 96100 Siracusa
Tel./Fax 0931 60017
[email protected]
[email protected]
28
16 Cassa integrazione produttiva
proposta da Siracusa a Torino
18 Lo sviluppo rurale in cammino
nella programmazione europea
20
L’accettazione degli articoli è rimessa
al giudizio insindacabile della
Direzione. Gli articoli firmati o siglati,
rispecchiano soltanto il pensiero
dell’autore, non impegnano né la
Direzione nè l’editore. Gli originali,
anche se non pubblicati, non si
restituiscono.
Camera di Commercio
Siracusa
Urge dare voce e giustizia
agl’imprenditori agrumicoli
31 Con le “alternative”
Erg investe sul futuro
34 Camera di commercio e CoFidi
sostengono 100 giovani
imprese della provincia
36 Un ritorno al passato per
costruire il futuro
38 Il limone Femminello
di Siracusa pronto
per il balzo in Europa
44
S I R A C U S A
RIVISTA ECONOMICA DELLA CAMERA DI
COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA
48
16
9
S o m m a r i o
52
39
39
Il Protocollo d’intesa una sicurezza
per il “disciplinare IGP”
40
Energia, il futuro si costruisce
anche qui
42
Attraverso la cooperazione
vie nuove per la ripresa
44
Siracusa lancia il progetto per la
“città intelligente”
46 In primo piano l’extravergine
siracusano alle fiere internaziobnali
di Verona e Trieste
47 Da Buccheri alla conquista dei
mercati mondiali: “Tre Foglie”
conquistate al Sol di Verona
48 Dalla Villa Marchese
un extravergine impeccabile
22
49 L’“oro verde” di Siracusa
premiato al Sol Verona
56 Storie e ricette nel libro
“Del mangiar siracusano”
57 Da Genzano a Noto
nel 1980 arrivò l’Infiorata
58 Onore ai caduti siracusani
della guerra 1915-’18
59 Quaderni di Prospettive
“Pino Filippelli
un grande del giornalismo
siracusano del Novecento”
50 La Banca di Siracusa
salva la Trogylos basket
52 La tribuna dello stadio
“De Simone” autentica
opera d’arte cancellata
54 Gli accademici della cucina
visitano due fra le eccellenze
siracusane
20
Salvatore Maiorca
BANCA D’ITALIA
L’economia della Sicilia
“un bollettino di guerra”
Radiografia per un malato grave. Le responsabilità della politica.
Uno spiraglio di speranza dal presidente Ivan Lo Bello: “Diamo ai nostri
giovani un futuro alto”
4
È
Ha aperto e chiuso i lavori il presidente camerale Ivan
“un bollettino di guerra”quello che emerge
Lo Bello.
sul disastro dell’economia siciliana dal volume
Da questo bollettino di guerra Siracusa potrebbe
della Banca d’Italia “Economie regionali.
rimanere fuori, indenne, potrebbe anzi essere un’isola
L’economia della Sicilia”.
felice. E invece non lo è. Tuttavia ha le potenzialità per
Il volume è stato presentato nel rinnovato
diventarlo. Lo hanno concordemente affermato il
salone della Camera di commercio, inaugurato con
prefetto Armando
l’occasione. Lo ha
Gradone e il presipresentato il direttore
Il tempo della economia
dente della Camera
di Bankitalia Palermo,
assistita è finito.
di commercio Ivan Lo
Giuseppe Arrica.
È ormai tempo di accelerare
Bello intervenendo
C o r re l a t o r i L u i g i
la cultura della economia
alla presentazione
Cannari, Giuseppe
di mercato
dell’analisi di BankiCiaccio e Antonio Lo
talia sullo stato della economia siciliana.
Nardo. È intervenuto Antonio D’Agata, docente di
Il prefetto ha parlato di “rabbia” della gente, che soffre
Economia industriale internazionale all’Università di
per lo sviluppo negato mentre ci sono risorse e opCatania. E sulla internazionalizzazione come unica via
portunità valorizzate appena in minima parte.
di crescita per le imprese siciliane ha insistito il professor
Il presidente Lo Bello ha quindi sottolineato la necessità
D’Agata.
di accelerare la ormai troppo lunga transizione da
questa economia assistita e clientelare a una sana
economia di mercato.
Ha poi indicato l’agroalimentare, l’agroindustria in
particolare, come via per un nuovo sviluppo. Ma senza
sussidi e stando sul mercato. Ed ha sottolineato che
“la mafia sta dentro i mercati assistiti, non nei mercati
aperti e competitivi”.
Lo Bello ha quindi indicato nella scuola e nel sistema
della formazione la via fondamentale per lo sviluppo.
Ed ha denunciato: “Oggi il sistema scolastico non
apre ai giovani le vie del lavoro. Nella scuola devono
coesistere istruzione e apprendistato.
Della politica, delle istituzioni, delle organizzazioni
sindacali, di tutti: chi più chi meno, tutti. Il prefetto
Gradone non ha salvato nessuno. Ci sono due grandi
risorse: la cultura e il territorio. Occorre valorizzarle al
più presto, ha quindi affermato il prefetto Gradone.
Il potenziale più grande, ha infine concluso il presidente
Lo Bello, è nei nostri giovani. Ma i giovani sono oggi
smarriti. A loro non dobbiamo dare illusioni né elemosine: dobbiamo offrire una visione alta del futuro”.
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
5
Come in Germania. Si deve quindi ricominciare dalla
riforma del sistema scolastico. Facendo crescere la
cultura della cooperazione e la collaborazione tra
scuola e impresa”.
Alla politica il presidente Lo Bello ha rivolto una esortazione: “La politica – ha affermato – smetta di guardare
soltanto alle prossime elezioni e pensi invece al futuro
del territorio, ai bisogni strategici del territorio e non
al piccolo presente”.
Sulla politica ha puntato il dito anche il prefetto Gradone. “La politica – ha detto – smetta di inseguire un
modello di sviluppo che non può dare più nulla.
Consolidi l’esistente ma persegua nuovi obiettivi sulle
vie della cultura, del turismo, delle potenzialità del
territorio. O dovrà affrontare la rabbia della gente”.
A proposito di turismo il prefetto ha citato un esempio
che ha del paradossale ma è amara realtà: la Sicilia
ha la medesima superficie delle isole Baleari, ma ha
un decimo del turismo. Di chi sono le responsabilità?
sopra
da sinistra Giuseppe Ciaccio, Antonio D’agata, Antonio Lo Nardo,
Giuseppe Arrica, Armando Gradone, Ivan Lo Bello
nella pagina a fianco
Il tavolo di lavoro nel rinnovato salone della Camera di commercio
di Siracusa
Gianni Failla
ECONOMIA
Crescono solo disoccupati
cassintegrati e invalidi
La provincia di Siracusa si sta trasformando da una struttura produttiva
in una struttura assistita. Più cassa integrazione ordinaria, meno straordinaria.
Ma solo per esaurimento fondi
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
6
I
7
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
2010-2012). Ogni anno vengono presentate 15.000
poter percepire le prestazioni dell’Istituto. Nel territorio
domande per il riconoscimento dell’invalidità, e ne
i cittadini sinora senza alcuna occupazione e senza
vengono accolte circa 5.000.
alcuna utile contribuzione assicurativa sono molto più
Si tratta, peraltro, di pratiche definite con notevoli
numerosi.
difficoltà procedurali. La normativa degli invalidi civili
Preoccupanti pure i dati della cassa integrazione, con
è particolarmente complessa e sembra, di fatto, quasi
una crescita del numero delle ore ordinarie autorizzate
torturare fasce debolissime della nostra società (inabili,
nel settore industriale, mentre il settore edile subisce
ciechi, sordi, eccetera) che devono penare notevoluna leggera flessione.
mente per ottenere riconoscimenti socio-sanitari tanto
Questi ultimi dati 2012 non sono positivi, come poattesi. Occorre anche osservare che spesso le richieste
trebbero apparire ad una prima analisi superficiale,
riguardano l’utilizzo della legge 104/’92, che consente
ma evidenziano il fenomeno del progressivo esaurii permessi retribuiti per i parenti degli invalidi: 236
mento degli ammortizzatori sociali con una costante
istanze definite nel 2012 (per riposi, permessi, congedi
riduzione delle risorse finanziarie da parte dello Stato
straordinari).
che, prima o poi, porta inevitabilmente ai consequenziali
A queste richieste vanno aggiunte quelle per le cessioni
licenziamenti dei lavoratori.
del quinto, in
L’INPS, ha evidensostanza per
ziato, sul tema spePer questa provincia drammaticamente
p re s t i t i : b e n
cifico della cassa inmalata, “assistita” e “in crisi infinita”,
1053 accoglitegrazione, i tempi
occorre subito un rilancio dell’economia
menti. E quelle
lunghi delle liquidapure per i sussidi
zioni: trascorre persiche dia respiro alle aziende
per i lavoratori
no un anno tra gli
e futuro sicuro ai lavoratori
socialmente utili:
accordi sociali e gli
520 definizioni.
effettivi pagamenti
In contrazione invece il fenomeno delle domande per
delle spettanze ai lavoratori. Tale situazione mette in
i riscatti laurea, a dimostrazione dell’ormai scarso
gravi difficoltà quanti vivono, in modo esclusivo, di
vantaggio economico offerto dai riscatti agli assicurati
questo sussidio.
interessati alle future pensioni: soltanto 19 pratiche
accolte nel 2012.
LE AZIENDE
Analogo discorso di scarsa convenienza per le irrilevanti
Un dato significativo riguarda le aziende: 213 quelle
autorizzazioni ai versamenti volontari.
con forte sofferenza e rischio di chiusura, con una
Sul versante dei versamenti aziendali le evasioni e le
diminuzione del numero complessivo dei lavoratori
elusioni di quanti non rispettano le norme finiscono
(di 3.001 unità rispetto al 2011). Ma il dato peggiore
spesso in contenzioso, con notevole lavoro per gli
riguarda la trasformazione dei contratti di lavoro da
uffici dell’area legale, impegnati peraltro, a fine anno
full time in part-time, con un incremento dei rapporti
2012, nella gestione di oltre 2.071 illeciti penali. Le
part-time (di 911 unità, in gran parte operai) e con
sfaccettature della crisi economica sono davvero
una forte diminuzione del monte salario corrisposto.
imprevedibili.
Ridimensionate le buste paga, scendono quindi i
contributi e in prospettiva anche le future pensioni.
FINO A QUANDO?
Fino a quando andremo avanti così, con una simile
UNA PROVINCIA “ASSISTITA”
economia sempre più in crisi? Per i grandi investitori
Interessanti le rilevazioni sul sistema previdenziale
il nostro territorio sempre più perde credibilità. Non
degli assegni sociali e delle pensioni di invalidità, che
decolla neanche il turismo, malgrado la natura favopraticamente sorregge l’economia di una provincia
revole e i 2.500 anni di interessante storia.
che si caratterizza per essere ormai fortemente assiPer questa provincia drammaticamente malata,
stita.
“assistita” e “in crisi infinita”, occorre davvero un
Il numero complessivo delle pensioni ammonta nel
rilancio dell’economia che dia respiro alle aziende e
2012 a 102.944, con un importo medio mensile di
futuro sicuro ai lavoratori. Un discorso difficile e
709,83 euro. In particolare, cominciano ad essere
complesso ma certamente urgente. Riguarda sopratevidenti gli effetti delle riforme del sistema pensionistico
tutto le forze sociali, istituzionali e politiche del nostro
italiano, che hanno determinato il progressivo alluntormentato territorio.
gamento delle età pensionabili e la contrazione delle
La mano pubblica deve finalmente fare la sua parte,
pensioni di anzianità (-184 nell’ultimo biennio 2011realizzando infrastrutture e servizi e non frapponendo
2012).
ostacoli ai progetti di sviluppo.
Il pianeta degli invalidi civili ha raggiunto numeri alti:
Altrimenti avremo davvero una società sempre più
siamo a quota 23.800, con una costante crescita
povera.
annuale (cfr l’allegato prospetto relativo al triennio
DISOCCUPAZIONE – ANNO 2012
Centro per l’impiego
Lentini
Noto
Siracusa
Totali
dichiarazioni
uomini
4.376
5.292
7.389
10.449
27.506
di disponibilità
donne
2.086
2.035
3.891
6.095
14.107
soggetti iscritti nelle
uomini
4.376
5.292
7.389
10.449
27.506
categorie protette
donne
2.086
2.035
3.891
6.095
14.107
TOTALE
6.593
7.327
11.434
16.578
41.932
8
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
Augusta
DISOCCUPAZIONE – ANNO 2011
Centro per l’impiego
Augusta
Lentini
Noto
Siracusa
Totali
dichiarazioni
uomini
4.500
5.591
6.765
7.410
24.266
di disponibilità
donne
2.138
1.886
3.086
4.693
11.803
soggetti iscritti nelle
uomini
92
98
123
313
categorie protette
donne
74
79
97
250
TOTALE
6.804
10.028
12.323
36.632
7.477
RILEVAZIONE ARCHIVIO AZIENDE
Periodo
Numero
aziende attive
Aziende
versanti
Numero
lavoratori
Impiegati
Operai
Dirigenti
Impiegati
part-time
Operai
part-time
al 31/12/2011
7.159
6.780
38.094
27.971
4.125
5.996
al 30/09/2012
7.351
6.567
35.093
24.426
3.945
6.727
scostamento numerico
192
-213
-3.001
-3.548
-180
731
scostamento %
2,7%
-3,1%
-7,9%
-12,7%
-4,4%
12,2%
CONFRONTO NEL TRIENNIO
Invalidità Civile
anno
n. Pensioni
Importo medio mensile
2010
21.361
389,93
2011
22.803
397,39
2012
23.766
394,83
LA CONGIUNTURA
Perde ancora punti il mercato auto
anche se nel 2012 meno del 2011
Antonino Pupillo, esperto del settore: “Segnali di stabilizzazione su livelli bassi”.
Le analisi dei presidenti di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi,
e Renault, Roberto Bolciaghi
C
ala ancora il mercato dell’auto a chiusura
del primo trimestre 2013 rispetto al corrispondente periodo del 2012. Il calo
ufficiale è inferiore a quello del 2011.
Tuttavia è ancora un segnale del disastro
dell’economia siracusana.
Complessivamente sono 1186 le autovetture immatricolate fra gennaio e marzo 2013, a fronte delle
1338 del corrispondente periodo 2012. In tutto il
2012 c’erano state 4728 immatricolazioni a fronte
delle 6723 del 2011.
Il 2012 è dunque andato vistosamente peggio del
2011. Ma anche quest’anno si continua col segno
meno.
Dove il calo è più sensibile, una mazzata proprio
pesante, è nelle immatricolazioni dei veicoli commerciali: 34 nel primo trimestre 2013, a fronte delle
85 del 2012.
«Segno evidente del crollo della complessiva economia
della provincia, con il blocco di ogni attività economica»
sottolinea Nino Pupillo, titolare di Autolemans, la
concessionaria di Renault e Dacia.
Tuttavia Pupillo fa pure un’altra valutazione: «Il calo
delle immatricolazioni di autovetture, pur essendo
sensibile, è comunque un po’ contenuto, almeno
un po’, rispetto al 2012. Questo non può
che significare una cosa: l’inizio di un processo di stabilizzazione del settore. È peraltro una stabilizzazione su dati bassi,
naturalmente. Tuttavia è un inizio di stabilizzazione. E questo può consentire, se
non di aprire le porte alla speranza, almeno
di non disperare».
Tengono invece le fasce medio-alte
(Bmw e Mercedes). Anzi sono
addirittura in crescita. E
cresce, sia pure di poco,
anche la Fiat. Bmw passa
da 16 a 37 immatricolazioni
nel primo trimestre, rispettivamente del 2012 e
Nino Pupillo
del 2013; Mercedes da 23
9
a 24. Fiat da 258 a 273.
«Anche questi dati possono esser considerati come
primi passi di una stabilizzazione del settore. Ma si
tratta comunque di una stabilizzazione su libelli bassi
– osserva Pupillo. – La gran parte degli altri dati, va
comunque ribadito, è in calo».
Non mancano tuttavia altre eccezioni. Ma sempre,
come dice Pupillo, in terreno di piccoli numeri.
In crescita, per esempio, è anche la coreana
Kia: da 46 immatricolazioni fra gennaio e
marzo 2012 a 63 nel primo trimestre di
quest’anno. E sono tanti i fattori che possono determinare il fenomeno. Ha il suo
peso, ad esempio, la politica di ogni singola
casa produttrice: immissione di nuovi prodotti
nel mercato, incentivi, promozioni e via
discorrendo.
I casi di stabilità, se non addirittura di crescita, sono peraltro limitati. Il problema
rimane: si cala ancora.
D’altra parte, in una situazione di crisi generale, una
provincia che sta distrug-
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
10
interni che produce una spirale senza fine: buste paga
gendo la sua zona industriale, mentre gli altri settori
più leggere e incertezza sul futuro portano a minori
della sua economia ristagnano, che prospettive può
consumi e quindi a minori posti di lavoro. Una catena
avere? Non certo di sviluppo. Anzi di regressione
da spezzare quanto prima».
continua. Senza fine. Mentre cresce soltanto la disocFederauto sottolinea che i primi due mesi del 2013
cupazione. E ora non ci sono nemmeno fondi per gli
hanno fatto registrare una flessione del -17,33%
ammortizzatori sociali.
rispetto al pari periodo del 2012. Perdita che può
I dati sono rilevati da una elaborazione di Federauto
essere recuperata solo se nella seconda metà dell’anno
su fonte Motorizzazione civile.
si registrerà una timida ripresa, di cui ancora non si
Ma ecco l’analisi del fenomeno nazionale condotta
intravedono i presupposti a causa delle forti preoccuda Federauto, l’associazione che rappresenta i conpazioni generate dal quadro politico istituzionale
cessionari di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali
confuso, incapace di esprimere una risposta adeguata
e autobus.
alle urgenze delle imprese e del Paese.
«Il mercato auto di marzo, – afferma Filippo Pavan
Sottolinea a sua volta il presidente dei concessionari
Bernacchi, presidente di Federauto in una nota, – i
Renault, Rocui dati sono
Il
grafico
riporta
il
totale
dei
volumi
immatricolati
berto Bolciastati diffusi dal
nel territorio suddivisi per tipologia di mercato
ghi: «Mentre
ministero dei
case autoTrasporti - con
1600mobilistiche e
i suoi 132.020
14001.338
concessionari
pezzi imma1.253
di tutte le
tricolati fa re1.186
12001.152
marche offrogistrare un no prodotti a
4,9% rispetto
1000prezzi mai così
a marzo del
competitivi,
2012.
800accompagnati
«Ma il dato
600da pacchetti
grezzo trae in
finanziari, asinganno per400sicurativi e di
ché sembra
servizio di vaquasi che si
200lore, desta
sia attenuata
85
34
sconcerto
la caduta della
02012 (dal 1° gen al 30 mar)
2013 (dal 1° gen al 30 mar)
l’improvvisa
domanda,
Anno di immatricolazione
n o t i z i a
senza però
dell’aumento
tenere conto
Mercato Totale
Auto e fuoristrada
del 30% degli
che marzo
Veicoli commerciali (fino a 35t)
emolumenti
2012 aveva
per le pratiche
perso il e le certifica26,72% rizioni Pra».
spetto allo stesso mese del 2011. In realtà il -4,9% di
Conclude Pavan Bernacchi: «Ancora tasse sugli aumarzo, se confermato come trend nei prossimi mesi,
toveicoli, provvedimenti autolesionistici che produrranno
vedrebbe realizzarsi un mercato attorno a 1.300.000
minori consumi.
vetture immatricolate, ovvero il 35% in meno dei 2
Ma quando finirà questo attacco senza quartiere al
milioni di pezzi considerati come il livello minimo per
nostro settore? Purtroppo è l’ultima manifestazione
la sopravvivenza della filiera automotive italiana che
di una politica che ha varato manovre assurde a carico
fattura l’11,4% del Pil, versa nelle casse dello Stato
dell’auto e che rende urgente la presenza di un governo
il 16,6% delle entrate fiscali nazionali e occupa, con
con nuove idee per disegnare un nuovo futuro per gli
l’indotto allargato, 1.200.000 persone – commenta
autoveicoli e per il Paese.
Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, –
Al prossimo governo, quando e se si insedierà, prel’associazione che rappresenta i concessionari di auto,
senteremo nuove proposte perché noi dalla crisi
veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus.
vogliamo uscire e lottiamo ogni giorno per traguardare
E aggiunge: «Il primo danneggiato da questo tracollo
questo obiettivo, per mantenere aperte le nostre
dei volumi è proprio lo Stato che, oltre a perdere circa
aziende e dare lavoro ai nostri dipendenti che, spesso,
3 miliardi tra Iva e tasse varie, deve anche sborsare
per noi sono come familiari».
milioni di euro per sostenere centinaia di migliaia di
lavoratori in cassa integrazione. Con una perdita sociale
Salvatore Maiorca
enorme, senza contare il riflesso negativo sui consumi
Immatricolato per marca - Periodo temporale selezionato: dati al mese di «Marzo»
Mercato Totale - Gli archivi sono aggiornati al 30/03/2013
FIAT
modello
Mtd 13
%
Ytd 13
%
Mtd 12
%
Ytd 12
%
Fy 12
93
23,5%
273
23,0%
77
19,1%
258
19,3%
980
%
20,7%
TOYOTA
36
9,1%
97
8,2%
39
9,7%
101
7,5%
380
8,0%
VOLKSWAGEN
26
6,6%
89
7,5%
20
5,0%
81
6,1%
296
6,3%
NISSAN
22
5,6%
72
6,1%
12
3,0%
57
4,3%
233
4,9%
PEUGEOT
28
7,1%
72
6,1%
18
4,5%
77
5,8%
282
6,0%
RENAULT
20
5,1%
67
5,6%
13
3,2%
58
4,3%
212
4,5%
FORD
29
7,3%
63
5,3%
41
10,2%
131
9,8%
366
7,7%
KIA
16
4,1%
63
5,3%
16
4,0%
46
3,4%
196
4,1%
HYUNDAI
16
4,1%
50
4,2%
20
5,0%
63
4,7%
200
4,2%
LANCIA
17
4,3%
48
4,0%
13
3,2%
53
4,0%
233
4,9%
CITROEN
11
2,8%
46
3,9%
8
2,0%
43
3,2%
135
2,9%
DACIA
18
4,6%
40
3,4%
14
3,5%
73
5,5%
171
3,6%
BMW
9
2,3%
37
3,1%
3
0,7%
16
1,2%
84
1,8%
CHEVROLET
10
2,5%
31
2,6%
13
3,2%
43
3,2%
136
2,9%
OPEL
9
2,3%
27
2,3%
24
6,0%
44
3,3%
160
3,4%
MERCEDES
9
2,3%
24
2,0%
10
2,5%
23
1,7%
74
1,6%
ALFA ROMEO
3
0,8%
20
1,7%
10
2,5%
34
2,5%
121
2,6%
SEAT
6
1,5%
17
1,4%
5
1,2%
19
1,4%
51
1,1%
AUDI
3
0,8%
12
1,0%
4
1,0%
20
1,5%
80
1,7%
SMART
3
0,8%
10
0,8%
6
1,5%
9
0,7%
58
1,2%
LAND ROVER
5
1,3%
6
0,5%
4
1,0%
12
0,9%
39
0,8%
SUZUKI
2
0,5%
6
0,5%
7
1,7%
14
1,0%
56
1,2%
SKODA
2
0,5%
4
0,3%
2
0,5%
6
0,4%
16
0,3%
SSANGYONG
0
0,0%
4
0,3%
2
0,5%
2
0,1%
5
0,1%
ABARTH
0
0,0%
2
0,2%
1
0,2%
2
0,1%
3
0,1%
HONDA
0
0,0%
2
0,2%
0
0,0%
2
0,1%
11
0,2%
JEEP
1
0,3%
2
0,2%
1
0,2%
2
0,1%
17
0,4%
MINI
1
0,3%
2
0,2%
3
0,7%
8
0,6%
39
0,8%
DAIHATSU
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
2
0,1%
2
0,0%
DR
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
1
0,1%
2
0,0%
G. VICTORIA
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
1
0,1%
6
0,1%
GREAT WALL
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
2
0,1%
3
0,1%
ISUZU
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
2
0,0%
IVECO
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
7
0,5%
25
0,5%
MAHINDRA
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
2
0,0%
MAZDA
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
5
0,4%
11
0,2%
MITSUBISHI
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
4
0,3%
8
0,2%
PIAGGIO
0
0,0%
0
0,0%
11
2,7%
13
1,0%
19
0,4%
PORSCHE
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
2
0,1%
5
0,1%
RENAULT T.I.
0
0,0%
0
0,0%
1
0,2%
1
0,1%
3
0,1%
TATA
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
1
0,1%
5
0,1%
VEM
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
2
0,1%
2
0,0%
0,0%
4
0,1%
VOLVO
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
0
Totale
395
100,0%
1.186
100,0%
403
100,0%
1.338
100,0% 4.733 100,0%
11
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
marca
Francesco Belfiore
ECONOMIA
Tutti i settori della società
precipitano in caduta libera
Una luce di speranza la potrà dare l’imprenditore che rischia in proprio
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
12
È
estremamente difficile stendere un pezzo
con il quale rappresentare l’attuale situazione
socio economica del Paese, della
nostra Regione, della nostra
provincia in particolare.
Ci troviamo di fronte ad un turbinio
di numeri, di statistiche, di dati,
che arrivano da tutte le parti, da
fonti istituzionali e non, che ci
vengono somministrati per
rappresentare in maniera chiara
dove siamo precipitati in questi
ultimi anni, quanto profondo sia
questo burrone e quali sono le
probabilità di uscirne fuori.
A ciò si accompagnano le previsioni
di economisti, esperti, maghi, veggenti,
che ci dicono che in fondo al tunnel si vede
un po’ di luce, che a giugno 2013 il PIL tornerà in
positivo, a meno di sconfessarsi qualche giorno dopo
e dire che forse lo sarà a fine 2013, o forse a giugno
2014, o forse…, o forse…
Proprio ad aprile il Presidente della BCE, Mario Draghi,
esprimeva perplessità sulla ripresa economica
dell’eurozona entro giugno 2013.
Forse se ne parlerà entro
l’anno.
Perché, vedete, i
problemi non sono
solo dell’Italia,
ma anche di
molti, se non
quasi tutti i paesi
dell’Europa. Io
direi anche
dell’Occidente
trovatosi assolutamente impreparato, e diviso,
rispetto alla crescita dei Paesi
Emergenti.
In Italia, alla crisi socio economica si accompagna la
crisi politica. Dalle impietose urne del 24 febbraio
scorso è venuto fuori un verdetto quanto mai
infausto, nel senso che non garantisce la
governabilità del Paese stante l’attuale
legge elettorale (il famoso porcellum)
e la esasperata conflittualità fra le
forze politiche che impedisce, almeno sinoggi, a distanza di 40
giorni dalle elezioni, qualsiasi
accordo fra le tre fazioni in campo,
ognuna delle quali ha guadagnato
all’incirca 1⁄4 dei voti, centrosinistra, centrodestra, grillini.
Come il lettore attento avrà notato
ho parlato di crisi socio-economica
e di crisi politica.
la parola più usata
dagli italiani
in questo periodo è
CRISI
Vi sottopongo pertanto il primo dato: la parola
più usata dagli italiani.
A parer mio, ma da qualche giorno ho notato che
tanti esperti qualificati hanno la stessa sensazione, la
parola più usata dagli italiani in questo periodo è CRISI,
si, crisi in tutte le sue sfaccettature, crisi accompagnata
da qualunque aggettivo.
Vediamone solo qualcuno insieme:
• Crisi politica
• Crisi economica
• Crisi del turismo
• Crisi della produzione industriale
• Crisi del commercio
• Crisi del mercato dell’auto
• Crisi dei valori
• Crisi morale
• Crisi istituzionale
neo diplomati hanno difficoltà ad individuare quale
facoltà potrebbe aprire domani le porte del mondo
del lavoro, le immatricolazioni in alcuni atenei calano
vorticosamente, a Catania oltre il 40% in meno nel
2012 rispetto al 2011 (fonte l’Espresso).
Istruzione e benessere vanno di pari passo, ma l’Italia,
nonostante i miglioramenti conseguiti nell’ultimo decennio, non è ancora in grado di offrire a tutti i giovani
la possibilità di un’educazione adeguata. Il ritardo
rispetto alla media europea e il fortissimo divario
territoriale si riscontra in tutti gli indicatori che rispecchiano istruzione, formazione continua e livelli di
competenze. Ad esempio, la quota di persone di 30-
13
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Crisi dei consumi
Crisi internazionale
Crisi bancaria
Crisi dell’agricoltura
Crisi del mercato del lavoro
Crisi familiare
Crisi monetaria
Crisi finanziaria
Crisi dei mercati
Crisi della scuola
Crisi dell’Università
se aggiungessimo anche i vari sintomi di crisi cliniche
ci perderemmo, crisi asmatica, crisi respiratoria, crisi
nervosa,…
Questa crisi ha cambiato la nostra società, ha cambiato
il nostro modo di essere, ha cambiato le relazioni
sociali. Guardate in volto la gente che incontrate, la
vedete generalmente serena, la vedete sorridere, o
prevalentemente vi imbattete in persone seriose,
corrucciate, sfuggenti?
In questo panorama di crisi il mio pensiero non può
non andare ai nostri figli, ai nostri giovani, a coloro
che fanno parte di quel 37,8% di persone di età
compresa fra 15 e 24 anni che non hanno un posto
di lavoro. E questo è un dato medio nazionale che nel
sud, nell’Italia insulare e nella nostra provincia, si
avvicina, e talora supera, anche il 50%.
Centinaia di migliaia di laureati non trovano lavoro, i
34 anni che hanno conseguito un titolo universitario
è del 20,3% in Italia a fronte del 34,6% della media
europea.
Papa Francesco nell’Angelus della Domenica delle
Palme ha invitato i giovani a non uccidere la speranza.
Francesco è un grande uomo, un uomo che ha vissuto
in un Paese, l’Argentina, che ha combattuto una crisi
forse ancora più grave di quella italiana, una crisi non
solo socio-economica ma anche politica, dove migliaia
e migliaia di persone sono state fatte sparire dalle
forze governative, i famosi desaparecidos.
Ma quella italiana è però una realtà che ancora deve
imparare a conoscere, una realtà nella quale gli uomini
delle istituzioni, coloro i quali hanno il compito di
operare le scelte strategiche dalle quali dipenderà il
futuro della nazione, coloro i quali hanno il compito di
dare l’esempio a sessanta milioni di cittadini sui
comportamenti da adottare in questa situazione di
emergenza, tranne qualche eccezione, sembrano
assolutamente distaccati dal problema.
Non ne faccio, e non potrei farne in questa sede, una
questione di destra o di sinistra, di centro o di grillini,
ne faccio una questione di responsabilità, di coscienza.
Ma hanno consapevolezza questi nostri rappresentanti
che 8.173.000 cittadini vivono al di sotto della soglia
di povertà (dati ufficiali, non miei). Capita loro di vedere
la gente rovistare nei cassonetti della spazzatura per
cercare qualcosa da mangiare o qualche straccio per
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
14
coprirsi? Si accorgono di quanti disperati vivono nelle
proprie auto, chi ha la fortuna di averne una, o sotto
i portici delle grandi città? Sanno quanto i volontari
fanno per garantire a centinaia di migliaia di persone
al giorno un pasto caldo ed un tetto ai più fortunati?
Percorrono giornalmente a piedi e non nelle auto blu
le strade di Milano o di Roma, di Catania o di Siracusa,
e vedono quante centinaia di persone ti tendono le
mani per chiederti la carità?
Sanno che centinaia di migliaia di persone sono in
cassa integrazione anche da anni e che le loro famiglie
sopravvivono con poche centinaia di euro al mese?
Sanno che oltre due milioni di persone, giovani e
adulte, hanno un lavoro precario e quindi incerto,
sottopagato, temporaneo?
Queste persone sono precarie in tutto. Non possono
fare un progetto di famiglia; chi è sposato come può
pensare di mettere al mondo figli; non possono acquistare una casa, contrarre un mutuo (ragionevolmente,
ma quale banca lo concederebbe?), acquistare un’auto.
Ma già questo è diventato per molti
un bene voluttuario. Pensate,
mantenere un’auto vuol dure
pagare tassa di circolazione,
assicurazione, benzina, manutenzione, come può permettersi
una persona che guadagna da
700 a 1300 euro al mese un’auto,
una casa in affitto, le bollette da
pagare, lo stretto necessario per coprirsi
o mangiare.
Il mercato dell’auto è crollato,
aziende che hanno occupato ruoli di rilievo
nell’economia delle
nostre città siciliane,
che vendevano
migliaia di auto
l’anno, chiudono
le concessionarie, le officine, lasciando a casa
centinaia di persone, perché sepolte dai debiti
accumulati negli
ultimi due o tre
anni di magra.
E partendo proprio da
queste riflessioni sottopongo all’attenzione del lettore alcune cifre della crisi
(i dati sono prelevati da siti ISTAT e Confcommercio).
Il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio descrive
uno scenario costituito da minore occupazione, produttività stagnante e pressione fiscale particolarmente
elevata.
• Disoccupati: circa 2.971.000 a febbraio.2013 con
•
•
•
•
•
•
•
una percentuale dell’11,6%. Un anno prima era il
10,1%.
Occupati: 22.739.000 a febbraio 2013. Un anno
prima erano 22.958.000 circa.
Licenziati nel 2012 circa 1.027.000, negli ultimi
4 anni circa 3.000.000
Numero individui inattivi fra i 15 ed i 64 anni:
36,1% a febbraio 2013.
PIL al 31.12.2012 – 2,4% rispetto all’anno precedente. Previsione per il 2013: –1,7%. Alla fine del
2013 si prevede che il calo rispetto al 2007 sarà
pari al 10.7%.
Debito pubblico al 4 aprile 2013 E 2.036.000.000
– interessi annuali sul debito pubblico attuale E
107.000.000 circa
Rapporto Debito Pubblico / PIL 127% – al
31.12.2011 era il 120,8%
Evasione fiscale presunta E 77.000.000.000,
ma questi numeri sono estremamente ballerini.
Se passiamo ad esaminare i consumi vediamo
che anche in questo settore le cose non
vanno affatto bene. Il calo previsto per il
2013 è pari al 2,4%.
Per quanto riguarda i consumi delle famiglie, i dati più significativi del 2012
rispetto al 2011 sono:
•
Beni -7%
•
Servizi -1,4%
•
Vestiario e calzature -10,2%
• Trasporti -8,5%.
Nel settore alimentare il calo dei
consumi ha inciso per 12
miliardi di euro.
Nel 2012 la propensione
al risparmio delle famiglie consumatrici è
pari all’8,2%, con una
diminuzione di 0,5 punti
percentuali rispetto all’anno
precedente. Negli anni 90 era
circa il 24%.
Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie
consumatrici nel 2012 è diminuito
del 4,8%. Nel quarto trimestre
esso si è ridotto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e
del 5,4% nei confronti del quarto
trimestre del 2011.
S e
passiamo ad esaminare i negozi fra
gennaio e febbraio 2013 ne sono scomparsi altri
10.000. Nello stesso periodo le nuove aperture sono
calate del 50%, e non va sottovalutato il fatto che la
scomparsa dei negozi condiziona anche la vita sociale
delle città.
Nei giorni scorsi abbiamo appreso che due storici
alberghi di Vulcano, le Sables Noir e l’Eolian, hanno
chiuso i battenti e che un albergatore si è suicidato.
Il TG oggi citava altri due casi di suicidio. Sono fra i
tanti, troppi imprenditori che non riescono a sopravvivere a vedere la propria aziende in crisi, i propri
dipendenti licenziati, le proprie famiglie impoverirsi, i
propri figli interrogarsi sul perché la loro vita è cambiata.
Il calo dei consumi, la pressione fiscale insostenibile,
i crediti verso la P.A., fanno chiudere un numero
sempre elevato di aziende. Basta fare una passeggiata
per le principali vie di Catania o di Siracusa per verificare
personalmente di quanti cartelli con scritto “Si loca”,
“Si vende l’esercizio”, “Si cede l’attività”, “Si vende”
• Valore del patrimonio investito (ricchezza finanziaria delle famiglie italiane in titoli italiani, obbligazioni
di imprese finanziarie, fondi,) fra aprile 2010 e
settembre 2012 è scesa di 715 miliardi di euro,
passando da 1.985,7 miliardi a 1.269,9 miliardi
(fonte CONSOB)
• Debiti della P.A.: 91 miliardi (fonte Sole 24Ore del
29 marzo 2013) e su questo punto c’è aperto un
dibattito politico tendente a iniziare a smobilizzare
gradualmente questi crediti che per tantissime
imprese equivalgono alla sopravvivenza.
• Produzione industriale media, calo del 2012
rispetto al 2010 del 6,1% circa
15
vi siano un po’ dovunque.
Questo ha fatto crollare anche il mercato immobiliare.
I locali commerciali hanno subito un calo sia di valore
che reddituale. Sono molti i negoziati che chiedono
ai proprietari una riduzione del canone di affitto e
questo a fronte di una tassazione IMU quasi sempre
ai massimi livelli.
Il bene “rifugio” per eccellenza, il mattone, sta vivendo
un momento di crisi nera. Come illustrano gli ultimi
dati Istat sulla statistica notarile, nel secondo trimestre
2012 le compravendite immobiliari sono, infatti,
diminuite del -23,7% su base annua.
Trend al ribasso anche per i mutui casa, che nello
stesso periodo dell’anno, hanno registrato un calo
record del -41,2%.
Crisi, aumento delle tasse e riduzione dei mutui sono
le componenti di una miscela esplosiva che ha fatto
crollare il settore immobiliare: dal 2007 al 2012 il
fatturato si è quasi dimezzato passando da 127,1 mld
a 74,6 mld. Si tratta di una diminuzione di 52,5 mld,
che corrisponde al meno 48,7 per cento (fonte Adnkronos).
Le compravendite di case nel 2012 sono state 444.000
il dato più basso dal 1985.
Qualche altro dato importante:
• Costo della burocrazia per imprese e cittadini:
E 73 miliardi l’anno (fonte U.E.)
• Soldi spesi dagli italiani nel 2012 in lotto, lotterie,
giochi vari: E 13,370 miliardi.
• La tassazione media nel 2012 è stata del 44%
che, tenendo conto dell’evasione, supera ampiamente il 50%. Alcuni imprenditori parlano di pressione fiscale vicina al 65-70% (fonte Banca Mondiale).
Ma allora l’esame di questi dati ci lascia proprio senza
speranza alcuna di ripresa?
Mi auguro di no. Sarà lenta, molto lenta, ma non
dovrebbe mancare. Recuperare quanto abbiamo
perduto in occupazione, produttività, consumi, PIL,
negli ultimi 5 anni non sarà certamente una passeggiata, ma potrà avvenire con l’impegno di tutti, classe
politica, classe dirigente, imprenditori, lavoratori,
cittadini.
Fortunatamente abbiamo ancora imprenditori attenti,
preparati, coscienti, che cercano di non farsi abbattere
da quanto li circonda, di far fronte alle difficoltà del
mercato, di reagire alla pressione fiscale della quale
abbiamo solo accennato.
Anche se mi chiedo come si possa fare oggi impresa
e con quali prospettive, sono certo che la ripresa
passerà ancora una volta anche attraverso i nostri
temerari imprenditori, disposti a rischiare in proprio
pur di creare nuove iniziative, nuovi posti di lavoro,
nuove possibilità di guadagno.
Simona Falsaperla
ECONOMIA
Cassa integrazione produttiva
proposta da Siracusa a Torino
Siamo a “Tempo scaduto”: invertire la rotta.
Le piccole imprese di Confindustria: «Vogliamo la giusta attenzione»
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
16
“
i disoccupati sono radTempo scaduto”,
doppiati raggiungendo il
scritto sopra una
numero record di 3 milioni.
clessidra dove
Il rischio, senza una piena
scendono i granelli
consapevolezza della
tricolori dell’Italia: è
gravità della situazione, è
il messaggio che Confinquello di portare alla padustria ha lanciato al
ralisi il sistema industriale
convegno della Piccola
italiano e, per quanto forti
industria a Torino venerdì
siano le sue imprese, con
12 e sabato 13 aprile. E
esso tutto il Paese.
più in basso: «Non c’è più
A Torino, il 12 e 13 aprile
tempo da perdere per
è stata rimessa con forza
l’Italia».È questo lo stato
al centro la questione ind’animo che si coglie tra
dustriale e soprattutto il
gli imprenditori, anche
settore manifatturiero,
delle aree più industrializchiedendo finalmente una
zate del Nord.
politica industriale per
Tempo scaduto per ribal’Italia e per l’Europa.
dire – come se ce ne fosse
L’Italia nel solo ultimo anno
ancora bisogno – la
ha perso centinaia di
drammatica situazione in
piccole aziende. Con
cui si trova il sistema inl’aggravante che, spesso,
dustriale.
in queste aziende è deIl presidente della Piccola
positata quella manualiIndustria, Vincenzo Boccia, ha spiegato che 40 Il messaggio che Confindustria ha lanciato al convegno della tà/genialità del made in
Italy manifatturiero che non
aziende al giorno nel 2012 Piccola industria a Torino
ha eguali nel mondo.
hanno chiuso i battenti.
Chi resiste continua a combattere. Nonostante la
La maggioranza di queste aziende appartiene alla
latitanza della politica, così lontana dal quotidiano che
categoria delle “piccole”: imprese familiari, con poche
vivono le imprese.
decine di dipendenti, certamente fragili dal punto di
È la frase che il presidente
vista finanziario e patridi Confindustria, Giorgio
moniale. Imprese piccole,
Squinzi, ripete dal giorno
ma non per questo mardella sua elezione, un anno
ginali. Imprese che hanno
fa, incalzando la politica:
“tenuto botta” durante la
«Chiediamo un Paese
crisi del 2008, ma che non
normale, uno Stato efficiente».
hanno avuto più le gambe per proseguire davanti
La nostra parola d’ordine è “tornare a crescere”.
all’ultima fiammata della recessione.
L’industria manifatturiera deve rappresentare il perno
Il reddito per abitante è tornato quest’anno ai livelli di
del rilancio dell’economia reale del nostro Paese. Lo
16 anni fa e nel manifatturiero la produzione è scesa
ha detto Giorgio Cappello – presidente regionale della
in media del 25%, con punte anche superiori al 40%;
Dalla Cig alla Cip: iniziativa
del Comitato piccola industria
Spiega Seby Bongiovanni: «La proposta della “Cassa
Integrazione Produttiva” su cui avviare una discussione
con le parti sociali è la seguente: Una impresa che
non ha personale in cassa integrazione può farsi carico
di inserire il cassintegrato nel proprio ciclo produttivo
anche attraverso un percorso di formazione/lavoro.
Al lavoratore viene riconosciuta, oltre all’indennità di
disoccupazione, la differenza tra il salario originale e
la stessa indennità, al fine di ripristinare il suo potere
d’acquisto. Oltre a ciò, l’impresa rimborsa all’Inps il
50% dell’indennità di cassa integrazione».
Gli effetti positivi della proposta:
1) il lavoratore mantiene inalterato il proprio salario e
quindi il suo potere di acquisto;
2) non viene mortificata la dignità del lavoratore, in quanto inserito in un ciclo
produttivo che lo gratifica e può consentirgli
di acquisire ulteriori
competenze utili per
una maggiore stabilità
lavorativa;
3) per l’Inps, e quindi
per lo Stato, cioè tutti
noi, un risparmio sui
costi della cassa integrazione, che consente
di svincolare risorse
utilizzabili anche per
investimenti;
4) l’impresa che inserisce il cassintegrato
nel proprio organico ha
l’opportunità di incrementare la produzione,
e quindi creare ricchezza, elementi che
per lo Stato si traduSeby Bongiovanni, presidente del Comitato piccola impresa di Confindustria Siracusa
cono in maggiore imponibile da tassare.
Sul Patto di stabilità, una soluzione percorribile che
insostenibile.
potrebbe alleggerire la situazione attuale sarebbe
Le proposte elaborate mirano a migliorare la legge
quella di allentare
Fornero e a renle rigide regole del
dere meno strinpatto di stabilità,
genti le regole del
lasciando fuori la
patto di stabilità.
quota di coLa riforma del
finanziamento
mercato del lavoro
dell’Ente locale per
targata Fornero ha
i progetti co-finanziati dalla U.E. e consentendo così
di fatto “bloccato” l’ingresso nel mondo del lavoro ai
agli Enti locali di pagare i debiti alle imprese senza
giovani. In momenti di crisi e di recessione porre regole
sforarlo; perché è paradossale che gli Enti abbiano i
rigide rischiano di colpire, invece di avvantaggiarli, le
soldi per pagare e non possono farlo pur avendo
fasce più deboli. Si chiede, anche per un periodo
sottoscritto impegni formali con i contratti.
transitorio, una maggiore flessibilità per favorire
l’ingresso al mondo del lavoro.
piccola industria di Confindustria Sicilia.
Gli fa eco Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia. «In Sicilia il valore aggiunto creato
dall’industria manifatturiera è al minimo storico, appena
il 9% e gli altri settori produttivi non stanno certamente
meglio. Occorre una terapia d’urto con azioni concrete
e capaci di mobilitare risorse finanziarie e progettualità».
Seby Bongiovanni, presidente della Piccola Industria
di Confindustria Siracusa, ha elaborato un documento
che ha sottoposto all’assise di Torino.
La grande incertezza politica ha accentuato la gravità
in cui versa l’impresa che deve affrontare problemi
che vanno dal credito bancario al fisco, da una burocrazia lenta e spesso inefficiente al costo del lavoro
Tempo scaduto
invertire la rotta
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
17
Federica Puglisi
AGRICOLTURA
Lo sviluppo rurale in cammino
nella programmazione europea
I dati del dipartimento regionale degli Interventi strutturali per l’Agricoltura
rilevano punti di forza e di debolezza del nostro sistema
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
18
S
107 e di fattorie didattiche con il numero di 6. Illustrati
i torna a parlare di filiera in provincia di Sianche nel macro ambito produttivo e imprenditoriale
racusa e di opportunità che possono offrire
i maggiori punti di forza che riguardano la vocazione
i fondi europei per le aziende che hanno
territoriale alle produzioni agrumicole, orticole, viticole,
voglia di investire e di crescere. Filiera ma
oleicole e frutta
anche
secca, la speciacreando rete tra
lizzazione delle
le aziende del
filiere agrumicole,
territorio. Un foorticole, vitivinicus sulle opporcole, oleicole e
tunità del settore
frutta secca, le
al centro di un
p ro d u z i o n i d i
incontro che si è
qualità bio, DOP,
svolto in città in
IGP, ad esempio
via Malta proIGP limone di Simosso dalla Soat
racusa, pomoper la preparadoro di Pachino,
zione del Proolio DOP Monti
gramma di sviIblei, vino Moluppo rurale per
scato di Siracusa,
la Sicilia 2014presenza di im2020.
prese leader con
Un confronto di
propensione
settore per capire
all’innovazione e
quali opportunità
all’export, preci sono state fiPer Massimo Franco
senza di OP nel
nora e quale il fusettore agrumituro del settore
presidente di Confagricoltura occorre
colo.
agricolo e zooinvestire sulle misure dell’agricoltura blu
Le maggiori crititecnico che vuole
cità riguardano,
crescere.
e sulla formazione dei giovani
i n v e c e ,
Durante l’incontro
l’orientamento al
sono stati anche
prodotto e non al
illustrati dei dati
mercato, la scarsa integrazione di filiera, la senilizzazione
Istat che riguardano la provincia in vista della programdegli addetti, la carenza di assistenza tecnica speciamazione delle risorse.
listica e di servizi alle imprese, la carenza nella ricerca
I dati sull’occupazione parlano chiaro: si attesta al
e nel processo di trasferimento delle innovazioni, la
10,5%, con 123.383 occupati. In agricoltura si ha il
scarsa sostenibilità nel tempo delle imprese giovanili,
dato di 8 mila occupati, che rappresentano il 7,5%
con difficoltà di accesso al credito e costi di produzione
del totale regionale. Le imprese attive in agricoltura
e trasporto elevati.
nel 2012 si attesterebbero a 7.170, mentre 5 in
Per quanto riguarda il macro ambito territoriale i punti
silvicoltura.
di forza che emergono riguardano la presenza di
C’è poi il dato degli agriturismi con un 18,1% pari a
-, poiché il 50 per cento delle aziende ha una superficie
inferiore a due ettari si hanno molte aziende che offrono
un prodotto e poi c’è la grande distribuzione e il
commerciante che riesce a dettare le proprie condizioni,
per questo è importante intervenire sulla filiera».
Un incontro quello promosso dalla Soat dedicato
anche ad ascoltare le associazioni di categoria e le
stesse imprese che vogliono crescere.
Per Massimo Franco, presidente provinciale di
Confagricoltura occorre investire sulle misure
dell’agricoltura blu e sulla formazione dei giovani,
mentre Fabio Moschella della Cia ha sollecitato interventi per snellire le procedure per le autorizzazioni che
spesso ingessano il settore.
risorse turistiche rilevanti, il patrimonio naturale e
paesaggistico di elevato pregio, la produzione di
energia rinnovabile, mentre i punti di debolezza le
carenze delle infrastrutture idriche, viarie, ferroviarie e
telematiche, la presenza di aree sensibili alla desertificazione e ZVN (zona vulnerabile nitrati) e vulnerabili ai
fitofarmaci, problematiche ambientali di inquinamento
dell’aria (polo petrolchimico) e nella gestione dei rifiuti
(raccolta indifferenziata e presenza di micro discariche
abusive).
«Si devono attuare forme di aggregazione e progetti
di filiera – ha affermato durante l’incontro Gaetano
Aprile, dell’Area seconda sorveglianza e valutazione
dei programmi dell’assessorato regionale all’Agricoltura
L’AGRICOLTURA
NELLA PROVINCIA
Superficie aziendale secondo l’utilizzazione dei terreni
Superficie agricola utilizzata
Seminativi
SIRACUSA
Sicilia
Coltivazioni
legnose agrarie
Prati permanenti
e pascoli
Totale
46.026,2
37.003,9
28.130,9
111.161
680.694,0
384.299,6
320.354,1
1.387.520,8
Aziende con coltivazioni legnose agrarie e relativa superficie per le principali coltivazioni
SIRACUSA
Sicilia
Totale
aziende
5.524
99.178
Vite
Aziende
2.027
47.641
Olivo
Superficie
17.134,34
317.043,98
Aziende
Agrumi
Superficie
1.1771
14.173,58
45.001 289.028,65
Aziende
Superficie
1.283
14.130
4.992,07
30.565,18
Fruttiferi
Aziende
Superficie
1.710 17.035,19
24.518 199.604,89
Aziende con seminativi e relativa superficie per le principali coltivazioni
Cereali
SIRACUSA
Sicilia
Totale
aziende
5.524
99.178
Allevamenti
Aziende
SIRACUSA
Sicilia
1.136
15.308
Totale
Frumento
Aziende
2.027
47.641
Superficie
Aziende
17.134,34
317.043,98
Bovini
Aziende Capi
852 35.819
9.153 336.152
Superficie
Aziende
Superficie
1.1771 14.173,58
45.001 289.028,65
1.283
14.130
4.992,07
30.565,18
Suini
Aziende Capi
82
742
4.859
46.282
Ovini
Aziende
Coltivazioni
foraggere
avvicendate
Coltivazioni
ortive
Capi
Caprini
Aziende
168 27.184 104
5.633 732.809 2.073
Aziende
Superficie
1.710 17.035,19
24.518 199.604,89
Equini
Avicoli
Capi Aziende Capi Aziende Capi
4.238
175 1.088
117.347 3.156 15.806
43 43.050
589 4.555.484
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
19
Massimo Franco*
AGRICOLTURA
Urge dare voce e giustizia
agl’imprenditori agrumicoli
Esistono operatori che hanno raccolto la sfida della innovazione.
Nelle loro aziende le tecniche colturali adottate sono modernissime
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
20
ccorre dar voce e giustizia a tutti gli
agrumicoltori che si scommettono
“nonostante tutto” e dare merito a tutti
quegli
operatori che
innovano e riescono a competere
sul mercato.
L’agrumicoltura
siciliana, quindi siracusana e catanese, fino agli anni
‘70 era considerata
tra i settori più floridi
dell’agricoltura.
Parliamo di un periodo in cui le merci
nel mondo si
muovevano molto
più lentamente di
oggi, conseguentemente sui principali mercati arrivavamo più celermente rispetto
ai nostri principali competitors.
La globalizzazione dei
mercati, in cui le merci si
spostano a grandi velocità
e sembra anche paradossale che un container
di
limoni
parte
dall’Argentina per Rotterdam con costi di spedizione più bassi rispetto ad
uno stesso container che
parte da Siracusa, impone
nuovi approcci organizzativi.
In questi anni l’innovazione varietale è andata a rilento,
i centri di ricerca pubblici si sono crogiolati in mostre
pomologiche e nel frattempo non hanno adottato
O
alcun intervento per contenere virosi come la tristezza.
Così facendo abbiamo spianato autostrade ai nostri
competitors che nel frattempo, continuando a produrre
a costi insignificanti,
hanno migliorato
spesso qualità e
quantità conquistando i nostri
mercati.
La colpa non è loro
ma è nostra.
Di noi agrumicoltori
che ancora viviamo
di ricordi e di politiche prive delle più
elementari leve
competitive con
una conseguente
burocrazia autoreferenziale.
Parte del comprensorio arancicolo della nostra
provincia si è adagiata sui fasti di un tempo;
ignorando che il mercato
si globalizzava, tanto più
per un prodotto per il
quale l’Italia rappresenta
il 2% del prodotto
mondiale, e con questo
mondo ci confrontiamo.
Tuttavia ci sono operatori che hanno raccolto questa sfida, e
nonostante un quadro
di riferimento disincentivante, negli anni hanno fatto innovazione
di prodotto e di processo. In queste aziende
l’innovazione e le tecniche colturali adottate sono
modernissime.
La rete commerciale si è notevolmente innovata.
Cinquant’anni fa a Lentini c’erano 400 magazzini che
facevano un quarto di quello che oggi fanno le eccellenze rimaste, le quali si sono scommesse e distinte
e si confrontano quotidianamente con un mercato
sempre più globalizzato.
Eccellenze che hanno sempre più specializzato
gl’impianti di lavorazione, qualificando maestranze e
giocando un ruolo fondamentale nell’economia del
territorio.
L’annata agrumicola che sta per finire è caratterizzata
da prezzi alla produzione decisamente più gratificanti
rispetto ai precedenti anni recenti. Campagna segnata
da una riduzione della produzione di circa il 40% per
vari eventi climatici avversi influenzando quindi le
contrattazioni concluse al rialzo.
Completata la campagna delle cultivar a polpa rossa
che in alcune zone ha toccato punte di 35-40 centesimi
al chilo sugli alberi si è avviata quella delle arance a
polpa bionda, Ovale e Valencia late, che sta mantenendo questo trend.
La dimostrazione sta nell’accordo, per il quarto anno
consecutivo, siglato la settimana scorsa tra agrumicoltori, operatori commerciali e grande distribuzione
organizzata (GDO) grazie ad una iniziativa patrocinata
dalla Camera di commercio di Siracusa, che fissa un
prezzo minimo alla produzione a 42 centesimi al chilo
per l’ovale della Valle dell’Anapo.
Questo trend viene ulteriormente confermato dalle
contrattazioni del Navel a Ribera in provincia di Agrigento.
È ovvio che parliamo di arance prodotte in aranceti
produttivi, ben tenuti, condotti da agricoltori professionisti. Se qualcuno pensa che tenendo un agrumeto
irrigandolo appena, non concimandolo e ancora peggio
non potandolo, produrrà arance che possono andare
bene per l’industria. Il prezzo lo fa anche la qualità del
prodotto e chi fa qualità va premiato.
Problema molto serio, sicuramente non solo agrumicolo, sono le relazioni commerciali con altri Paesi che
si fondano su accordi bilaterali sul commercio in cui
non vengono applicate le previste clausole di salvaguardia che riguardano i quantitativi e periodi di esportazione.
Oggi possiamo affermare che tutte le importazioni non
rispettano queste clausole e su questo fronte la nostra
deputazione in Europa dovrebbe tutelarci meglio e di
più.
Sulla piaga del virus della Tristezza ci sono dei responsabili che andrebbero perseguiti perché da vent’anni
non hanno fatto niente per arrestare o contenere questa
virosi oggi presente in tutti gli areali agrumicoli.
La sfida degli agrumicoltori siciliani si fonda sulla qualità
e l’aggregazione per il mercato. Attraverso questa
cosciente consapevolezza possiamo ritrovare l’orgoglio
di produttori di un prodotto unico: “l’arancia di Sicilia”.
*Presidente Confagricoltura Siracusa
21
Gaetano Guzzardo
TERRITORIO
Camcom, imprenditori e forze sociali
per le tante emergenze di Siracusa
Presentate al Governo regionale e al presidente Rosario Crocetta
le impellenti necessità dell’apparato produttivo e occupazionale
del Siracusano
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
22
C
produttivi nevralgici».
’erano le imprese e
Un metodo di lavoro,
le forze sociali, rapquello della concertazione
presentate dalle ripubblico-privata, ha rispettive Associazioni
cordato il coordinatore del
e dal Tavolo PerTavolo, che in provincia di
manente per il Lavoro e lo
Siracusa ha ormai una
Sviluppo, coordinato dalla
lunga esperienza, e che
Camera di commercio di Sinegli anni è riuscito a
racusa, lo scorso lunedì 13
produrre progettualità simaggio nella Sala Archimede
nergiche indirizzate ad
di Palazzo Vermexio a Siracusa,
a t t r a r re i n v e s t i m e n t i
nell’incontro con il governo
esterni. Un’esperienza che
regionale e con il presidente
ha portato a sedere allo
della Regione, Rosario Crosteso tavolo i rappresencetta.
tanti di associazioni imEd è stato proprio il coordinaprenditoriali, sindacati dei
tore del Tavolo, Pippo Giannilavoratori, ordini profesnoto, vice presidente della
sionali, ordine dei giornalisti
Camera di commercio aretue rappresentanti della
sea, ad illustrare il documento
Pastorale per il Lavoro, e
e le schede consegnate agli
che vuole allargarsi anche
assessori (presenti gli assessori
alle Associazioni ambienBianchi, Bonafede, Borsellino,
taliste proprio per perfeLo Bello, Marino, Scilabra,
zionare un metodo di laStancheris, Bartolotta, e la sivoro condiviso che superi
racusana Sgarlata), per indicare, oltre alle emergenze del
Una farraginosa burocrazia blocca gli steccati ideologici
territorio, anche la strada da lo sviluppo di tanti investimenti pubblici guardando concretaai programmi, ai
percorrere, ad iniziare dallo
e privati per oltre 7 miliardi di euro mente
progetti ed alla loro mosblocco di quel parco opere
dalità di realizzazione.
finanziato ma mai avviato.
«Questo gruppo di lavoro – ha continuato Gianninoto
«Continuiamo a registrare una costante emorragia di
– ha avuto modo di verificare l’imponente quantità di
posti di lavoro – ha detto Gianninoto – una disoccuinvestimenti pubblici e privati fermi al palo, circa 2
pazione giovanile ai massimi livelli ed il crollo di promiliardi di euro quelli privati, oltre 5 miliardi i progetti
duttività in tutti i comparti imprenditoriali con continua
pubblici infrastrutturali, bloccati da una burocrazia
chiusura di attività. Eppure il nostro territorio, da tempo,
lenta e da norme farraginose e contraddittorie, uno
ha dimostrato una grande coesione tra le forze sociali
dei principali mali del nostro tempo e che rappresenta
ha elaborato proposte concrete indicando le priorità
uno dei principali freni ad un possibile sviluppo dal
di sviluppo. La provincia di Siracusa si è dotata di una
basso. Di fronte a questo scenario sono stati organizzati
pianificazione strategica e un piano territoriale indicativo
incontri con i parlamentari regionali e nazionali, con
delle strategie di rilancio dell’economia locale e di
amministratori locali, al fine di verificare lo stato degli
specifiche progettualità trasversali ai propri settori
investimenti pubblici e privati nel territorio provinciale,
ha altresì organizzato numerose manifestazioni a
sostegno degli investimenti bloccati. Finora poco è
stato fatto dagli interlocutori istituzionali sia nazionali
che regionali e locali. Anzi alcuni investimenti privati
con copertura finanziaria certa, come il Rigassificatore,
sono stati accantonati dalle società proponenti perché
l’iter burocratico è troppo lungo e quindi ritenuti fuori
mercato. Di crescita si è parlato molto ma pochi sono
stati gli atti concreti. Il Tavolo – ha proseguito il suo
coordinatore – chiede prioritariamente i decreti per
quelle opere già ritenute finanziabili e che costituiscono
il completamento di opere già realizzate nel precedente
si produrrà l’energia autonomamente e raccoglierà le
acque piovane per gli usi esterni.
E poi l’ex Spero, dove sorgerà il porto turistico
“Archimede”. Progetti bloccati dal precedente governo
su cui invece, nel rispetto del sistema paesaggistico,
i tre esponenti del governo Crocetta, sono rimasti
entusiasti per il rilancio del turismo a Siracusa.
E lo stesso presidente della Regione, così come il suo
assessore all’Economia, Luca Bianchi, hanno aperto
una porta importante al confronto e al dialogo con le
proposte di sviluppo e i progetti elaborati e presentati
dal Tavolo.
«Siracusa e la sua provincia sono una straordinaria
23
ciclo di programmazione affinché quanto fatto non
diventi inutilizzabile (esempio: infrastrutturazione “Valle
dell’Anapo” a valere sul Pist). E con l’istituzione di
conferenze di servizi punta alla velocizzazione di tutti
quei procedimenti connessi alla realizzazione delle
tante opere ferme che potrebbero determinare un
rilancio dell’economia locale. Una azione da coniugare
con una rinnovata gestione dei sistemi di incentivi alle
imprese, per il rilancio dell’occupazione, soprattutto
giovanile, anche con l’utilizzo dei fondi a valere sulla
programmazione 2007-2013 e sulla nuova pianificazione 2014-2020. Il Tavolo – ha concluso Gianninoto
consegnando le schede dei singoli interventi - invita,
inoltre, per qualificare e accelerare la spesa dei fondi
strutturali ad utilizzare procedure negoziate, soprattutto per quei territori maturi che hanno esperienze di
concertazione e programmazione, superando le procedure concorsuali».
Un lungo incontro, quello con il governo regionale,
iniziato già la mattina con gli assessori al Turismo,
Michela Stancheris, al Territorio e Ambiente, Mariella
Lo Bello, e ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata, che
hanno avuto modo di visitare le aree della “Pillirina”,
dove dovrebbe sorgere il resort di lusso della Four
Season, gli investitori svizzeri che vogliono spendere
oltre 300 milioni di euro in una struttura ricettiva che
realtà – ha sottolineato il presidente Crocetta - e noi
dobbiamo creare tutte quelle condizioni, ad iniziare
dalle infrastrutture, collegandola con Ragusa, per
mettere in rete e collegare aeroporti (Comiso e Catania)
ed i porti, per farne crescere l’economia. Dopo le
elezioni amministrative ci rivedremo per attivare un
tavolo per Siracusa».
Questi gli interventi possibili, presentati al Governo
Regionale dal Tavolo per il Lavoro
PRIORITÀ DI SISTEMA
1. Una previsione all’interno degli strumenti finanziari
regionali di scelte per la produttività e competitività
del territorio. Un’azione che continui a prevedere
la riduzione dei costi della politica, la eliminazione
delle tante società partecipate, gli innumerevoli
consigli d’amministrazione, un allargamento dei
tempi di dilazione dei debiti a ruolo eliminando
sanzioni e riducendo agi ed interessi, contrattando
con il Governo nazionale la moratoria dei debiti.
2. La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico
che non arrechi danno alle attività imprenditoriali
con il recepimento delle osservazioni proposte
dagli Enti locali e dalle associazioni di categoria,
per non bloccare le attività economiche;
3. Una concreta semplificazione dei procedimenti
nelle (tante) materie di competenza regionale introducendo in maniera decisiva il sistema dei controlli
ex post sulla scorta di regolamentazioni certe e
che stabiliscano altrettanta sicurezza nei tempi di
riscontro. A tal fine appare fondamentale anche
una gestione corretta dei pagamenti dei crediti
vantati dalla imprese nei confronti della Regione in
ottemperanza alla recente disciplina di smobilizzo
dei debiti scaduti della P.A. e della direttiva U.E.
sulla certezza dei tempi di pagamento per la parte
eccedente gli importi previsti ex D.L. 35/2013;
4. Una corretta e strategica gestione dei fondi comunitari puntando con decisione sulla attivazione e
nuovi progetti (Versalis, Edison) e con interventi
manutentivi migliorativi dell’ambiente, sicurezza e
innovazione tecnologica (Erg, Isab, Esso, Ssasol
etc.) al fine di ridare ossigeno alla zona industriale
e alle imprese dell’indotto con notevoli ricadute
anche occupazionali, nonché il rilancio di “punta
cugno”come base logistica la metalmeccanica.
b. Lo sblocco dei progetti legati al turismo e alla
portualità turistica e diportistica a Siracusa e provincia;
c. L’attivazione dei bandi a favore di Comuni ed Enti
Locali per la manutenzione energetica degli edifici
pubblici che garantirebbe centinaia di piccole opere
gestione di 3 assi di intervento che destinino i fondi
unicamente ad imprese, lavoro e infrastrutture
magari in forma automatica, semplificata e con
tempi certi di risposta (un esempio virtuoso è
rappresentato dal sistema agevolativo di cui alle
leggi 949/52 e 240/81 gestite da Artigiancassa).
Una rinnovata gestione del credito agevolato con
un maggiore sostegno a C.R.I.A.S. e dell’IRCAC
e IRFIS in quanto attori fondamentali per il sostegno
delle imprese artigiane, della cooperazione,
dell’industria e del commercio nei territori.
In relazione al credito c.d. ordinario alle imprese
appare fondamentale l’impinguamento dei fondi
rischi dei Confidi, unico attore di supporto alle
imprese per l’accesso al credito bancario anche
con l’utilizzo dei fondi UE così come fatto nella
Regione Puglia nel recente passato.
Lo sblocco dei tanti progetti fermi che rappresentano una necessità strategica sia per la riduzione
del gap infrastrutturale con il paese che per
l’attivazione di politiche occupazionali di vitale
importanza, nello specifico si considerano prevalenti
le seguenti azioni:
L’accelerazione degli iter burocratici per l’avvio
degli investimenti promossi dai gruppi industriali
che insistono nel sito di Priolo-Melilli-Augusta, con
necessarie per adeguare gli edifici e dare commesse
ai comparti di costruzioni, impianti e relativi indotti
d. Lo sblocco delle procedure di avvio dei lavori per
la superstrada Catania-Ragusa (attivazione di un
tavolo tecnico di confronto con il General Contractor
ed il Ministero delle Infrastrutture per superare le
difficoltà sopravvenute);
e. L’avvio delle operazioni di gara per il tratto RosoliniModica dell’autostrada Siracusa-Gela (attualmente
si attende l’approvazione da parte della Giunta di
Governo del crono programma proposto dal CAS,
il consorzio ha inoltre rappresentato la disponibilità
a finanziare l’opera anche nel caso di perdita del
finanziamento comunitario);
f. L’attivazione delle procedure ed il completamento
della dotazione finanziaria per le bonifiche da
realizzarsi nella rada di Augusta, secondo quanto
previsto dal Prot. d’intesa Min Ambiente-Regione
Siciliana del nov. 2008 (circa 700 milioni di euro).
24
5.
6.
7.
a.
LE SCHEDE ANALITICHE
Assessorato regionale ai Beni culturali
1. “Piano Paesaggistico”
La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico
che non arrechi danno alle attività imprenditoriali
e il recepimento delle osservazioni proposte dagli
agroalimentari del territorio
Assessorato regionale Territorio Ambiente
1. “Piano Paesaggistico”
La corretta condivisione di un Piano Paesaggistico
che non arrechi danno alle attività imprenditoriali e
il recepimento delle osservazioni proposte dagli
Enti locali e dalle associazioni di categoria al più
presto, per non bloccare le attività economiche
con la procedura e le modalità condivise nel recente
incontro tenuto presso la Prefettura di Siracusa;
2. Semplificazione dei procedimenti autorizzativi
Nell’ambito della semplificazione degli iter autorizzativi si auspica l’attivazione immediata delle conferenze dei servizi con particolare riferimento agli
interventi che insistono in aree industriali ed in
relazione a strutture turistico-ricettive;
3. Ri-perimetrazione dell’area protetta della Penisola
Maddalena
4. Progetti di finanziamento a valere sul P.O. Fesr
2007/2013
Velocizzazione dell’iter istruttorio di istanze di agevolazione presentate da PMI (ad es. misura 3.2.2.4);
5. Strutturazione immediata degli uffici VIA – VAS
Assessorato regionale Turismo
1. Condivisione dei programmi di destagionalizzazione turistica con la CCIAA di Siracusa
2. Sblocco del concorso per guide turistiche
3. PIST E PISU - Progetti ammissibili e SENZA
copertura finanziaria
4. PIST E PISU - Progetti ammissibili e SENZA
copertura finanziaria
Progetto presentato dal Comune di Siracusa
Asse III, Obiettivo Operativo 3.1.3, Linea di Intervento 3 partecipando al bando “Sviluppo di servizi
culturali al territorio a alla produzione artistica e
artigianale (documentazione, comunicazione e
promozione, ecc…) che opera nel campo dell’arte
e dell’architettura contemporanea”.
Il progetto si è classificato al 37° posto di merito
e non ha ottenuto il finanziamento per mancanza
di somme. Successivamente, in febbraio, la Regione
pubblica sulla GURS il decreto per implementare
le risorse e coprire ulteriori progetti tra i quali quello
di Siracusa, per un ammontare di euro 644.100,00.
L’Amministrazione quindi redige il progetto esecutivo. Dopo qualche settimana la Regione pubblica
sulla GURS il Decreto di annullamento, in autotutela,
del precedente incremento di finanziamento, di
fatto escludendo Siracusa dal finanziamento.
5. Pulizia immediata dei siti archeologici e naturalistici
6. Apertura con maggiore frequenza dei siti archeologici, museali e naturalistici del territorio
7. Inserimento obbligatorio nei bookshop dei siti di
interesse turistico delle eccellenze artigianali ed
Intervento N. 4
La segnaletica comune nell’area PIST 12 - Dipartimento: Turismo - Importo: euro 420.000,00
Linea: 3.3.3.3 - Stato: In graduatoria
pag. 22
Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana
pag. 23-24
Alcuni momenti del convegno
25
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
Enti locali e dalle associazioni di categoria al più
presto, per non bloccare le attività economiche
con la procedura e le modalità condivise nel recente
incontro tenuto presso la Prefettura di Siracusa;
2. Sblocco iter autorizzativi
Si richiede lo sblocco degli iter autorizzativi connessi
alla portualità turistica ed alle strutture turisticoricettive
3. PIST E PISU - Progetti ammissibili e con copertura finanziaria
Interventi pist12 in attesa di decreto giusto Accordo
di Programma tra i Dipartimenti Regionali e la
Coalizione PIST12 del 16-04-2012
TRASPORTI
Il porto di Augusta diventa
centro intermodale di area vasta
Sbloccati i fondi europei. Passo avanti per lo sviluppo integrato.
Necessario inserire la rada di Santa Panagia
nella competenza dell’Autorità portuale
26
I
l porto di Augusta diventa un hub internazionale.
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha
comunicato all’Autorità portuale la decisione con
cui la Commissione Europea ha approvato il
Grande progetto “Potenziamento del Porto
commerciale di Augusta” facente parte del programma operativo “Reti e mobilità 2007-2013” a valere
sul Fondo Europeo di sviluppo regionale.
La scheda “Grande progetto” era stata presentata
dall’Autorità portuale di Augusta al ministero Infrastrutture in data 16 novembre 2010 e, dopo valutazione
interna, era stata inoltrata alla Commissione europea
regionale nel febbraio 2011 che aveva aperto l’istruttoria
ora conclusa per definire l’ammissibilità ed il livello di
cofinanziamento.
Sono state richieste 4 integrazioni per verificare la
coerenza del progetto con i programmi e le politiche
europee, in particolare in materia di aiuti di Stato, che
per la prima volta sono stati applicati in Europa ad
una infrastruttura portuale. Le attività svolte per la
valutazione del progetto del porto di Augusta costituiranno la procedura da adottare in Europa per progetti
simili anche in futuro.
È stato calcolato un tasso di cofinanziamento del 69%
da applicare all’importo totale del progetto di 145,33
milioni di euro.
L’importo del finanziamento è dunque di 100 milioni
di euro, che rappresenta il massimo cofinanziamento
pubblico ammissibile in materia di aiuti di Stato per
questo progetto.
La differenza residua di 45,33 milioni di euro è a carico
dell’Autorità portuale che ha già costituito un fondo
apposito.
Il progetto così rimodulato consentirà di ristrutturare
le infrastrutture esistenti e realizzarne di nuove per
destinarle al traffico di merci alla rinfusa, attività RoRo e Ro-Pax legate alle “autostrade del mare” e ad
ospitare anche traffico di container, secondo le moderne esigenze, con le modalità mare-mare e mareterra via ferrovia e strada.
Grazie a tali interventi, il porto di Augusta, da anni
primario porto petrolifero al servizio della zona industriale, potrà sviluppare anche i trasporti intermodali
con la Sicilia e con il territorio nazionale.
I principali interventi possono così essere riassunti:
• Espansione dei piazzali di ulteriori 82.000 mq, da
utilizzare per lo stoccaggio di merci solide e containers, per un importo di 28.3 milioni di euro (entro
dicembre la gara per l’assegnazione dei lavori che
dovranno essere conclusi entro il 2015);
• Adeguamento strutturale di 150 metri lineari delle
banchine esistenti ed attrezzaggio con gru a portale
per l’attracco di portacontainer, per un importo
totale di 38.7 milioni di euro (gara completata, i
I lavori di infrastrutturazione prenderanno il via dunque
entro poco tempo, con la realizzazione dei nuovi
piazzali e delle nuove banchine, nonché con il rafforzamento di quelle esistenti e con il livellamento dei
fondali già realizzati si renderà Augusta un porto idoneo
anche alle attività di transhipment.
A lavori finiti, il porto disporrà di piazzali per circa 1
milione di metri quadrati, di banchine per oltre 2.000
metri lineari e della possibilità di ormeggio di navi con
pescaggio fino a 16.5 metri.
Il presidente dell’Autorità portuale, Aldo Garozzo, ha
espresso soddisfazione per il risultato raggiunto,
dichiarando che esso «è frutto di un intenso lavoro
strategico portato a compimento con la collaborazione
della politica e delle istituzioni regionali, nazionali ed
europee.
«In linea con le nuove indicazioni ricevute si è passati
infatti – afferma Garozzo – dalla visione di un porto di
transhipment, cioè mare-mare, ad una visione strategica più legata al territorio, diventando punto centrale
di un’area vasta riconducibile al sud-est della Sicilia.
Da tale punto di vista l’Autorità portuale di Augusta
è stata antesignana, con la firma di un protocollo
d’intesa con il porto di Catania, l’interporto di Catania,
la Regione siciliana e il ministero Infrastrutture e
Trasporti. Invece la proposta di allargamento della
propria circoscrizione fino a Santa Panagia non trova
risposta da parte del Consiglio comunale di Siracusa,
probabilmente non consapevole dei vantaggi che ne
deriverebbero per entrare a far parte di un’area che
ha sempre avuto grande importanza nello sviluppo
delle attività marinare nel Mediterraneo. Infatti è indubbia
la centralità del porto di Augusta, quinto scalo italiano
per movimentazione totale di merci e primo per il
petrolchimico.
Il percorso di crescita continua con la realizzazione
della scheda Grandi progetti anche per le merci solide
al servizio di un territorio d’area vasta, come quello
della Sicilia Sud-Orientale, allargato a provincie più
interne, come Enna e Caltanissetta.
In cantiere sono l’intensificazione delle linee di traghetti
per il trasporto merci e persone e la movimentazione
con i containers, senza dimenticare che, oltre a essere
un porto commerciale e industriale di primo piano,
Augusta rimane uno dei porti militari più importanti
della nazione».
Conclude Aldo Garozzo: «Guardiamo con interesse
ai mercati in forte espansione, dalla Cina all’India, al
Sud America e al Nord Africa, di cui siamo diretti
interlocutori. Il Mediterraneo è da sempre un crocevia
delle più importanti rotte commerciali e Augusta è la
naturale via d’accesso all’Europa».
Augusta si candida pure a divenire un porto delle
autostrade del mare. L’accordo siglato con la Grimaldi
Holding, la compagnia armatoriale di Aldo Grimaldi,
ha permesso l’avvio della linea Augusta-SalernoAugusta, che rappresenta un’iniziativa in esclusiva dal
porto di Augusta per tutte le attività imprenditoriali e
trasportistiche della Sicilia Orientale al servizio di merci
e passeggeri.
Nuove tratte stanno per essere attivate a breve, grazie
al coinvolgimento di altri armatori, come ad esempio
la tratta Gaeta-Augusta-Malta e sempre con Grimaldi
Holding la tratta Salerno-Augusta si prolungherà fino
a Malta.
Recentemente il Parlamento europeo ha ridefinito gli
orientamenti dell’UE su obiettivi, priorità e grandi linee
di azione previste nel settore della rete trans-europea
dei trasporti TEN-T ed ha incluso il porto di Augusta
tra i porti marittimi di categoria A, sia in ragione dei
volumi di traffico sia per le caratteristiche infrastrutturali
in corso di realizzazione.
Proprio in quest’ottica il porto di Augusta è stato
inserito nella rete globale, segno di un riconoscimento
strategico del ruolo che esso potrà e dovrà svolgere.
Con l’inserimento a fine ottobre della direttrice NapoliMessina-Catania-Palermo nel corridoio TEN HelsinkiLa Valletta, che inserisce a pieno titolo le infrastrutture
logistiche e tutta l’infrastrutturazione della Sicilia
Orientale nel comprehensive network europeo, viene
definitivamente riconosciuta a livello europeo la valenza
del porto di Augusta, ammesso alla rete TEN-T, grazie
al progetto di riconversione e sviluppo che lo renderà
centrale nei traffici commerciali del Mediterraneo.
Si sta già progettando la connessione del porto con
la rete ferroviaria nazionale e, soprattutto, con
l’interporto di Bicocca e tale progetto sarà prioritario
nei prossimi mesi.
La piattaforma intermodale del Sud Est siciliano dovrà
necessariamente portare a un “sistema portuale
integrato”: a seguito del protocollo d’intesa siglato lo
scorso agosto tra l’Autorità portuale di Catania, quella
di Augusta, l’Interporto di Catania, la Regione Siciliana
e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il tavolo
tecnico dovrà realizzare azioni concrete con una
governance univoca e condivisa nel segno di un unico
sistema di area vasta che si presenti tale di fronte
all’Europa.
Simona Falsaperla
27
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
lavori già assegnati inizieranno a giugno di quest’anno
per concludersi entro giugno 2015);
• Nuova banchina di oltre 350 metri estensibile a
500 metri con alle spalle un nuovo piazzale di circa
120.000 mq. per un importo totale di 77,83 milioni
di euro (gara conclusa, lavori già assegnati che
dovranno essere completati entro dicembre 2015).
Le infrastrutture saranno di proprietà dello Stato e
saranno gestite dall’Autorità portuale di Augusta a
favore di imprese private che vi opereranno in
concessione secondo quanto previsto dalla Legge
84/94 e secondo procedure conformi alle norme
europee e nazionali.
MILANO EXPO 2015
Siracusa alla vetrina internazionale
un’opportunità da non disperdere
Nel rapporto uomo-natura-cibo la nostra Isola
può giocare un ruolo che darà importanza allo sviluppo
28
A
Siracusa, prima assoluta in Sicilia, lo scorso
mese di marzo è stata presentata, a cura
della Camera di Commercio, la vetrina e
l’organizzazione dell’Expo 2015 di Milano.
Presenti, oltre ad Ivan Lo Bello, nella sua
duplice veste di presidente dell’ente camerale e di
vice presidente di Confindustria, Aldo Bonomi, direttore consorzio Asster Milano, Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 SpA; Diana Bracco,
commissario generale del padiglione Italia e Linda
Vancheri, assessore alle Attività produttive della
Regione Siciliana.
Il grande evento internazionale che si terrà a Milano
per promuovere temi di interesse universale è una
straordinaria opportunità anche per le imprese siciliane.
Mentre gli Expo dell’800 e ‘900 erano eventi che
celebravano l’ascesa del capitalismo e la sua illimitata
capacità di trasformare la natura in cultura, gli Expo
del XXI secolo sono espressione di una terza modernità
in cui il tema di fondo è la capacità del capitalismo e
della sua civilizzazione materiale di fare i conti con il
concetto di limite ambientale assumendolo come
nuovo volano di sviluppo.
Gli Expo oggi sono grandi parchi a tema che mettono
in mostra l’ancora difficile equilibrio tra sviluppo e
natura.
Dall’evento di Saragozza, dedicato al tema dell’acqua,
passando per il tema “Better City, Better life” di
Shangay, fino a “Nutrire il pianeta/energia per la vita”
di Milano 2015 al centro vi è il tema della qualità più
che della quantità nel rapporto cultura-natura.
Non c’è Expo senza idea di futuro e di progresso.
Expo deve avere una funzione di propulsore culturale
nell’uscita della crisi ragionando di terza rivoluzione
industriale capace di spingere avanti la frontiera
dell’innovazione tecnologica sulla sostenibilità.
Il cibo può essere il perno di un nuovo modello di vita
in cui temi etici e transizione industriale si tengono
insieme. Una nuova idea di progresso che mette al
centro l’uomo e la sua capacità di tessere relazioni
sociali più che la potenza della tecnica, ma nondimeno
in grado di creare nel visitatore l’esperienza e la
speranza che una nuova idea di sviluppo è possibile.
Con al centro il cibo, il 2015 dovrebbe dunque essere
anche un grande momento di riflessione sulla crisi e
sulle diverse visioni che stanno emergendo nel mondo
riguardo alle vie d’uscita.
E hanno al centro la questione del rapporto uomonatura e spesso direttamente del cibo e dei diritti
connessi. Un approccio che vale anche per i destini
del made in Italy, soprattutto nel campo del Food.
In Expo il cibo è proposto come motore
dell’innovazione dei canali distributivi e delle pratiche
di consumo, del modello di business dei produttori
(l’impresa agricola, l’eccellenza artigiana e le medie
imprese, l’impresa commerciale), della ricerca, della
a mettere insieme le eccellenze produttive e gli operatori
turistici e a destinare una linea di finanziamento sulla
nuova programmazione comunitaria 2014-2020 proprio all’expo e ad aiutare le imprese siciliane a crescere
e a fare squadra.
S. F.
sotto
Progetto Expo Milano 2015
pagina a fianco
Il tavolo di lavoro
L’intervento di Ivan Lo Bello
29
creatività, del design e dell’innovazione.
Dunque s’intrecciano nel food temi etici, arte e creatività, salute e benessere, ricerca scientifica, sensi e
cultura materiale, storia dei luoghi e delle popolazioni,
spiritualità.
In questa frontiera indicata dall’Expo la Sicilia, piattaforma del Mediterraneo, può giocare un ruolo importante.
I vantaggi competitivi naturali legati alle caratteristiche
del nostro territorio con agricoltura, turismo e culture
locali dell’accoglienza, la manifattura tipica e i grandi
giacimenti culturali, potrebbero rappresentare la grande
sfida dell’Expo 2015.
Mettere a sistema le produzioni alimentari di qualità,
l’agricoltura e le produzioni enologiche delle doc, igp,
dop e docg, è un imperativo irrinunciabile sia per gli
imprenditori che per il governo regionale.
Non si può fallire, stavolta. Ne è convinta Linda
Vancheri, assessore regionale alle attività produttive
che ha in mente di mettere in piedi un comitato tecnico
appositamente destinato all’organizzazione dell’Expo,
LE PREVISIONI DELL’EXPO MILANO 2015
• T ema: “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”
• Date: 1° maggio - 31 ottobre 2015 (184 giorni)
• Partecipazione: 130 Paesi
• Sito espositivo: 1,1 milioni di metri quadri
• Investimenti pubblici: 1,3 miliardi di euro
• Contributi del settore privato (stima):
0,3 miliardi di euro
• Investimenti dei partecipanti:
1 miliardo dieuro
• Visitatori: 21 milioni (14 dall’Italia, 4 dall’Europa,
3 da paesi extraeuropei di cui 1 dalla Cina)
• Benefici per il turismo: 4,8 miliardi di euro.
www.Expo2015.Org
MILANO EXPO 2015
La Camera di commercio
con dieci aziende siracusane
Al progetto “Alimentare il futuro” partecipano a Tuttofood 10 eccellenze
dell’agroalimentare della nostra provincia.
Gli apprezzamenti del presidente Ivan Lo bello
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
30
P
rove tecniche di Expo. L’edizione 2013 di
TUTTOFOOD, che si è tenuta alla Fiera di
Milano dal 19 al 22 maggio, ha avuto proprio
queste caratteristiche, essendo tra l’altro
gemellata con l’esposizione universale del
2015, e come questa ha acceso i riflettori sul “cibo”.
E nei quattro giorni di esposizione, la Biennale Interna-
zionale dell’Agroalimentare, riservata alle imprese, rigorosamente con il sistema B2B, ha ospitato i vertici di
Expo 2015, ad iniziare dall’Amministratore Delegato,
Giuseppe Sala, già ospite lo scorso 8 marzo a Villa Politi
a Siracusa della Camera di commercio assieme al
Commissario Generale per il padiglione Italia, Diana
Bracco, all’interno di un convegno intitolato “Alimentare
il futuro”. Si apre dunque un periodo importante per
l’agroalimentare italiano, dove le eccellenze siracusane
in questi ultimi anni si sono ritagliate uno spazio di tutto
rispetto, grazie alle iniziative di promozione avviate dalla
Camera di Commercio di Siracusa.
Non ultima, appunto, TUTTOFOOD, vetrina internazionale di grande spessore che proietta le imprese verso
un appuntamento universale irripetibile.
E a Milano dal 19 al 22 maggio scorsi, erano dieci le
Aziende della provincia di Siracusa, presenti nell’area
espositiva della Camera di commercio di Siracusa, una
delle più belle della Fiera, allestita dalle stesse aziende
espositrici:
1. Ditta Drago Sebastiano
Lavorazione e conservazione pesce, Siracusa
2. Azienda agricola Marino Maurizio
Produzione di olio, Ferla
3. Consorzio di tutela e miglioramento della filiera
Mandorla di Avola
Lavorazione della mandorla, Avola;
4. Genesis di Genesio Vincenzo
produzione di conserve alimentari – Avola;
5. Naturaltria srl
produzione di olio e conserve alimentari – Siracusa;
6. Frantoio oleoario Ruta
Produzione olio - Noto
7. Azienda agricola Oleificio Bagni di Mozzicato
Giuseppe
produzione olio – Canicattini Bagni;
8. Azienda agricola Salemi Pina
produzione olio e conserve alimentari – Sortino;
9. Azienda Agricola Vernera di Spanò & C. sncproduzione olio – Buccheri;
10. Sicilsapori di Mangano Janett
produzione di liquori artigianali, marmellate e
conserve Siracusa.
In questo palcoscenico mondiale le aziende della provincia di Siracusa si sono confrontate con il mercato ed
hanno incontrato buyer esteri, avviando trattative d’affari.
«Siamo del tutto soddisfatti dei risultati – ha commentato
il presidente della Camera di Commercio, Ivan Lo Bello
– perché Tuttofood, come ha dimostrato al suo interno
la forte presenza di Expo, che a marzo abbiamo fortemente voluto mettere a confronto con le nostre Aziende,
è stato il prologo di quello che sarà l’evento mondiale
del 2015 in Italia. Gli apprezzamenti ed i contatti intrapresi
dalle nostre Aziende espositrici, ci hanno dato la conferma
del giusto percorso intrapreso in questi anni.
L’agroalimentare della nostra provincia, con il sostegno
della Camera di Commercio, ha saputo puntare sulla
qualità delle produzioni, trasferendo nei mercati eccellenze
che oggi si misurano alla pari con le produzioni mondiali,
come lo stesso Amministratore Delegato di Expo, Giuseppe Sala, aveva sottolineato nell’invito rivolto alle
nostre Aziende per essere presenti a Milano nel 2015».
Gaetano Guzzardo
MONDO ENERGIA
Con le “alternative”
Erg investe sul futuro
Sulla cessione del residuo 20% della raffineria Isab alla russa Lukoil
la società genovese deciderà a ottobre
In alto
Edoardo Garrone
presidente gruppo ERG
in basso
Alessandro Garrone
vicepresidente gruppo ERG
Tra una dismissione e un
“efficientamento”, in mancanza di investimenti alternativi, l’occupazione va calando.
E l’identità di Erg? L’identità
rimane: produttore di energia;
con strumenti diversi nel
tempo; ma pur sempre produttore di energia.
Lo ha affermato Alessandro
Garrone, vicepresidente
esecutivo del gruppo Erg,
nella introduzione all’incontro.
Ed era questo, trattato da
Alessandro Garrone, il tema
centrale dell’incontro: “La
capacità di evolvere mantenendo la propria identità”.
Comunque la governance
della raffineria, dopo
l’acquisizione dell’80%, pur
senza il residuo 20, è interamente ormai in mano Lukoil.
ENERGIE
ALTERNATIVE
Intanto Erg investe nell’eolico:
in Sicilia come in Puglia, come
altrove in Italia e in Europa.
Ma in Sicilia non intende
presentare nuovi progetti
dopo la scottatura del rigassificatore: sette anni di trascinamento senza una risposta: né un sì né un no. In
un territorio divenuto ormai
inaffidabile nessuno presenta
più nuovi progetti.
In definitiva Erg cambia pelle.
Pur mantenendo la propria
identità: rimane un produttore
31
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
R
iassetto continuo
nella zona industriale siracusana.
Non senza incertezze. Per l’assetto
societario della raffineria Isab
si aspettano le decisioni del
gruppo Erg. Le quali non
arriveranno prima del prossimo ottobre. Lo si è appreso
nel corso di un incontro fra
Edoardo e Riccardo Garrone,
il top management del gruppo
Erg e la stampa siciliana.
Dopo la cessione dell’80%
della proprietà di Isab da Erg
alla russa Lukoil scade infatti
a ottobre il termine, stabilito
con l’accordo Erg-Lukoil del
2008, entro il quale Erg deve
esercitare la sua opzione:
tenere il residuo 20% o cedere tutto a Lukoil; che in tal
caso sarebbe obbligata a rilevarlo al prezzo stabilito con
l’accordo del 2008.
Che farà Erg? Non si sa ancora. Una cosa si sa: cederà
questo residuo 20% se le
condizioni del mercato del
petrolio e della raffinazione
resteranno quelle di oggi; lo
terrebbe se queste condizioni
dovessero cambiare migliorando. Lo ha affermato il
presidente del gruppo Erg,
Edoardo Garrone, a margine
di un incontro con la stampa
siciliana. Incertezza dunque.
Intanto l’occupazione va
calando. Lentamente ma
inesorabilmente, va calando.
di energia, ma si adegua all’oggi e prepara il domani;
per esempio investendo nelle energie alternative:
l’eolico per cominciare.
Ma non va dimenticato che Erg detiene il 51% della
proprietà (il 49 è della giapponese Mission Energy) e
la gestione della centrale di cogenerazione elettrica
Isab Energy, a Priolo, nonché la gestione del consorzio
Priolo servizi, costituito con Eni, Air liquide e altri. Il
consorzio fornisce utilities (vapore, per esempio) e
servizi vari ad altri operatori della zona industriale.
Numerosi i relatori dopo la introduzione di Alessandro
Garrone.
Pietro Tittoni, direttore business Unit Power & Gas del
In mancanza dell’ammodernamento e del potenziamento di questo collegamento dobbiamo tenerci i
black out ricorrenti sulla rete Enel. Ai quali va addebitata,
fra l’altro, la maggior parte dei fuori servizio (con relative
fumate) nelle fabbriche. Oltre a questo c’è il fatto che
le interconnessioni in Sicilia sono carenti. E non è
facile migliorarle. Soprattutto per le difficoltà di Terna,
che ha da tempo previsto e progettato una nuova
rete, nei rapporti con enti locali e Regione.
ENERGIE DEL FUTURO E CREDITO
Ha concluso l’incontro Edoardo Garrone. Il quale ha
32
Due momenti del convegno
gruppo Erg, ha trattato “Energia ed efficienza per lo
sviluppo sostenibile in Sicilia; Sergio Bovo, direttore
business Oil del gruppo, “Obiettivo competitività in un
mercato in cambiamento; Massimo Derchi, amministratore delegato di Erg Renew, Erg nel mercato
dell’eolico e progetti di sviluppo; Lucia Bormida,
direttore delle relazionali istituzionali e internazionali,
ha trattato “Erg alleanze e sinergie con il territorio.
Infine Simone Togni, presidente di Anev (Associazione
nazionale per l’energia dal vento) ha trattato il tema
dell’energia eolica in Sicilia.
Una noticina storica: Massimo Derchi è figlio di quel
Mauro Derchi che fu il primo direttore della raffineria
Isab, nella costruzione e all’inizio delle produzione.
POCA ENERGIA IN SICILIA
È stato così sfatato il mito dell’autonomia energetica
della Sicilia. Mediante il cavo sottomarino dello Stretto
infatti la Sicilia riceve energia dal resto d’Italia. Raramente succede il contrario. Ma quel cavo, è stato
chiarito, è obsoleto e insufficiente. E sostituirlo non è
impresa da poco. Non tanto per l’onere da sostenere
quanto piuttosto per lo scoglio delle procedure autorizzative da affrontare.
pronunziato parole di apprezzamento per il management e per i lavoratori del gruppo Erg. E ne ha sottolineato la capacità di interpretare cambiamenti epocali.
Come quelli che stanno avvenendo nel mondo della
energia, delle energie alternative soprattutto.
Ha quindi ribadito il “riposizionamento” del gruppo
Erg nel settore delle “energie del futuro”: le cosiddette
energie alternative, che sono in rapida evoluzione.
In questo settore Edoardo Garrone ha confermato la
volontà del gruppo di investire. Nonostante le difficoltà
dell’accesso al credito.
Ha ribadito inoltre la efficacia dell’accordo con Lukoil
nella generale economia del gruppo Erg. E anche
dell’accordo, meno recente peraltro, con Total per la
costituzione della TotalErg, società impegnata con la
rete di distribuzione carburanti.
C’è da aggiungere anche l’altro accordo con Lukoil
per la costituzione di LukErg, la società che opera
nell’eolico in Europa.
«Continueremo – ha concluso Edoardo Garrone – a
percorrere la strada intrapresa da nostro padre nel
mondo dell’energia. Nella convinzione di essere un
grande valore per il Paese e per la Sicilia».
S. M.
33
ECONOMIA
Camera di commercio e CoFidi sostengono
100 giovani imprese della provincia
Fondo di rotazione per l’accesso al credito. Progetti già esecutivi.
Il vicepresidente Pippo Gianninoto: “Garantiamo l’abbattimento
del 3% del tasso di interesse alle imprese che otterranno i prestiti”
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
34
“
Sosteniamo, con l’aiuto
delle Associazioni di
Categoria e dei Consorzi
Fidi, almeno 100 giovani
imprese, per rilanciare
l’economia e le attività in provincia di Siracusa».
Questo l’invito rivolto il 3 maggio
scorso dal vicepresidente della
Camera di commercio di Siracusa, Pippo Gianninoto, ai
rappresentanti delle Associazioni di Categoria, delle Banche
e dei Consorzi Fidi, presenti
nella Sala Giunta dell’Ente camerale, in occasione della
presentazione del nuovo Fondo
di Rotazione istituito dalla Camera di commercio per favorire
l’accesso al credito alle giovani
imprese e, in particolare, alle start up.
Presenti anche Arturo Linguanti, componente la Giunta
camerale e il segretario generale Roberto Cappellani.
Un sistema, quello del Fondo di Rotazione, alimentato
dalla Camera di commercio e dalla Provincia regionale
di Siracusa, che nel triennio 2009-2012 ha avuto una
consistenza di 732.305,00 euro (412.305,00 impegnati
dalla Camera di commercio, e 320.000,00 dalla Provincia Regionale), oltre 161.000,00 che la Camera di
Commercio ha altresì impegnato per il Fondo Rischi
dei Confidi (quindi un totale di 573.305,00 euro solo
da parte della CCIAA), che è riuscito a garantire nei
confronti delle Banche, crediti a 137 Imprese che si
sono rivolte ai Confidi, con garanzie dal 60% all’80%,
per ben 5.015.000,00 di euro, a fronte di un plafond
di operazioni sostenibili che è pari a 9.153.812,50
euro.
«Adesso il Fondo si arricchisce ulteriormente – ha
dichiarato Gianninoto – con ulteriori 200 mila euro
impegnati dalla Camera di commercio, oltre a quelli
che impegnerà la Provincia Regionale, che ne porterà
la consistenza attorno ad un milione e 200 mila euro.
Una cifra importante che potrà aiutare le imprese
esistenti a consolidarsi e quelle giovanili a crescere e
a misurarsi con il mercato. L’unico problema sono le
Banche che, nonostante le garanzie sino all’80%,
sinora non hanno dimostrato grande disponibilità.
Basti pensare che su un plafond di circa 10 milioni di
euro che potevano essere attivati nel triennio 20092012, ne sono stati erogati solo la metà. Il resto è
ancora disponibile e si aggiunge a quello che produrrà
la nuova consistenza del Fondo. E non è neanche
vero, come sostengono le Banche, che mancano i
progetti. I progetti, addirittura innovativi, ci sono, così
come ci sono, nonostante il periodo di crisi e di moria,
le Imprese che in provincia di Siracusa, come dimostrano i dati delle iscrizioni alla Camera di commercio,
sono addirittura in crescita. Per questo oggi – ha
concluso Pippo Gianninoto – nel presentare il nuovo
Fondo di Rotazione, abbiamo invitato le Banche e le
Associazioni di categoria ad una più fitta collaborazione
per contribuire a sostenere almeno 100 imprese,
soprattutto giovanili, per rilanciare l’economia della
provincia. Non solo, ma a ciò si deve sommare
l’abbattimento del tasso di interesse del 3% garantito
direttamente dalla Camera di Commercio alle imprese
che otterranno i prestiti».
E nel corso dell’incontro, infatti, il vicepresidente Pippo
Gianninoto, ha altresì illustrato l’Avviso Pubblico che
concede, appunto, un abbattimento del tasso di
interesse del 3% su quello praticato dalla Banca, per
quelle Imprese che usufruiranno della garanzia del
Fondo di Rotazione.
Dunque, alla data del 31 dicembre 2012, come illustrato
dal vice presidente della Camera di Commercio, e
some sostenuto da Nunzia La Rosa, coordinatrice
provinciale dei Consorzi Fidi, il Fondo di Rotazione già
esistente, ha una capacità di intervento residuale per
ulteriori 4.138.812,50 di euro, che si sommano a quelli
che la consistenza del nuovo Fondo può produrre.
Nel triennio 209-2012 le PMI destinatarie della garanzia
sono state 137, con operazioni che sono state garantite
dal 60 all’80%: 131 le Imprese garantite al 60%; 5
quelle garantite al 70%; 1 garantita all’80%.
Le operazioni in essere, come è stato detto, sono
state pari a 5.015.000,00 ripartite tra:
– ripianamento
– ristrutturazione creditizia
– start up (start up 1.484.000,00
– consolidamento 3.531.000,00).
G. G.
Serena Grande
ECONOMIA
Un ritorno al passato
per costruire il futuro
Riprendere le produzioni di cotone, canapa, sughero, sommacco e tannino
darebbe nuovi impulsi al lavoro e alla crescita di tutta la provincia
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
36
È
ormai un dato di fatto che,
in Sicilia ed in particolare
nel siracusano, la pesca sia
una delle attività produttive
in grado, qualora venga
adeguatamente praticata e messa
a frutto, di fungere da traino per gran
parte dell’economia locale.
Tale assioma sarebbe indiscutibilmente valido qualora alla funzione
piscatoria (che corrisponde
all’approvvigionamento della materia
prima), seguisse soprattutto quella
inerente la lavorazione, il confezionamento e la commercializzazione
del prodotto; vero è che questa fase
importante e molto remunerativa
viene già praticata, ma altrettanto
vero è che lo è solo artigianalmente.
Ciò comporta che l’articolata fase
delle produzioni sia dissociata dalla
precedente, con un conseguente
depotenziamento del settore che potrebbe, diversamente, garantire al territorio una più consistente
ricaduta economica.
Non molto diversa è la condizione che attanaglia e
limita l’agricoltura, la quale soltanto in tempi più recenti
è divenuta protagonista di una vera e propria fase di
rinascita, contrapposta ad un passato piuttosto buio.
Di questi tempi, anche agli occhi del più convinto
ottimista, appare evidente che ciò che costituiva una
buona fetta dell’economia siciliana – l’industria – stia
lentamente sfaldandosi, che gli indotti delle tradizionali
produzioni stiano restringendosi sempre più repentinamente, che nulla di quello che va scomparendo
venga prontamente rimpiazzato.
Il futuro, cioè, sarà contraddistinto da un ritorno al
passato: l’agricoltura e ciò che ad essa è pertinente.
Si percepisce, in modo piuttosto agevole, che in
questo la natura ha regalato alla Sicilia le condizioni
ottimali per far si che sull’isola siano molte e variegate
le colture che possono essere intraprese senza grandi
difficoltà, vuoi per il clima che per la fertilità del terreno
(sempre laddove le asperità del territorio lascino spazio
ad ampie porzioni di terreni agricoli).
Comunque sia, girovagando per la provincia di Siracusa
ci si rende subito conto della bontà del territorio che,
se dapprima era lasciato a se stesso o in uno stato
di trascuratezza (agrumeti abbandonati o campi non
coltivati), da una quindicina d’anni è stato messo a
profitto con risultati soddisfacenti, talvolta vicini
all’eccellenza.
Nell’ordine si susseguono agrumeti, vigneti, mandorleti,
uliveti, colture in serra, grano, ortaggi comuni (quali
pomodori, melanzane, peperoni), fragole ed alberi da
frutto con una concentrazione sul territorio piuttosto
limitata, da non poter parlare di veri e propri frutteti.
In effetti, a ben guardare la qualità della terra nella
nostra provincia, se ne intravvede la fertilità, che può
tradursi in elevata produttività se interessata da cicli
di coltura intensiva, così da superare l’ostacolo principale che limita anche il territorio siracusano: la forte
particolari condizioni di clima e di terreno: una fra tutte
il cotone e la canapa, di sicuro coltivato già al tempo
di Federico II di Svevia (1194-1250) e del quale si
ritrova traccia in alcuni crochets (decorazioni) dei
capitelli della sala del Castello Maniace di Siracusa.
Il cotone, stando alle cronache dell’epoca, doveva
essere coltivato sulla sponda opposta del porto Grande
(rispetto all’isola di Ortigia) e quindi, si presume, che
la piantagione – evidentemente di notevole superficie
– fosse situata nei pressi dell’Isola o tutt’al più del
Plemmirio, compatibilmente con le condizioni del
terreno di queste due aree.
Una pianta dalla così umile apparenza può dar luogo,
da sola, ad una frenetica ed intensa attività produttiva
dalla quale non può prescindere nessun sistema
economico, dato che la produzione delle fibre per
filati è alla base dell’economia di ciascun paese. L’Italia,
tra l’altro, ha alle spalle una tradizione secolare in
termini di filati e a questa tradizione basterebbe
riavvicinarsi partendo proprio da qui.
Ma a ben guardare il territorio di Siracusa sono altre
le possibilità offerte dalla naturale orografia del terreno:
fra tutte, ad esempio, si potrebbe menzionare il lungo
tratto costituito da terreni paludosi a chiusura del
Porto Grande della città e conclusi dalle saline alla
foce del fiume Ciane.
Che farne quindi? A parte una plausibile ripresa delle
attività delle saline (pur tuttavia divenute riserva) non
sarebbe poi di così difficile impianto una coltivazione
di riso; il riso, infatti necessita di pantani e di acquitrini
e queste condizioni si riscontrano nei luoghi in precedenza descritti.
Di notevole interesse potrebbero essere anche quelle
iniziative rivolte alla piantumazione di ampi appezzamenti di terreni agricoli (es. eucalipteto) per la coltivazione di legna da ardere ai fini della produzione di
energia sottoforma di carbone.
Qualora si decidesse di sfruttare anche pianori con
lieve pendenza che si prestino alla coltivazione di
questi alberi sempreverdi quali sono gli eucalyptus,
ideali – tra l’altro- per la tenuta di terreni poco coesi.
Quello che va tenuto in considerazione è il fatto che,
a differenza di molte altre colture, alcune possono
avere impieghi plurimi e diversificati; ne è un esempio
il sughero (sughereto) – caratteristico di terreni collinosi
- che, se opportunamente coltivato ed in giuste
quantità, può ritagliarsi uno spazio di interesse in
settori economici che potrebbero costituire una fetta
importante dell’economia locale (per eventuali lavorazioni, produzioni, esportazione di materia prima e/o
prodotti finiti) con un indotto non indifferente.
Infine un altro tipo di coltura da poter impiantare in
territorio siracusano è il sommaccheto, ossia un
terreno povero e arido coltivato col sommacco, un
arbusto alto fino a 3 metri, dalle cui foglie si estrae il
tannino usato per la concia delle pelli e come colorante.
Anche questo potrebbe indubbiamente rappresentare
un innesco produttivo di impatto notevole: l’estrazione
del tannino richiede una lavorazione del prodotto
semilavorato (tannino) al fine di destinarlo, ad esempio,
all’impiego in ambito medico (come antibatterico e
antifungino, ad esempio) oppure per la concia delle
pelli. La lavorazione del tannino, senza addentrarsi in
complesse e superflue spiegazioni, richiederebbe un
processo produttivo traducibile in occupazione e
connesse attività lavorative.
A questo potrebbe far seguito l’apertura di concerie
per le pelli che in molti altri paesi costituiscono ancora
oggi lavorazioni artigianali di pregio (ma è quello che
andrebbe evitato dovendo puntare piuttosto alla
commercializzazione su scala nazionale e/o internazionale). Al pari di ciò il tannino potrebbe suscitare
l’interesse delle case farmaceutiche interessate
all’approvvigionamento della materia prima o del
prodotto semilavorato per l’impiego della sostanza in
ambito medico.
37
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
frammentazione dei terreni ad uso agricolo e quindi
la scarsezza di ampie superfici da destinarsi
all’agricoltura.
Nel corso degli ultimi quindici anni si sono sviluppate,
tra l’altro, numerose imprese (talune già esistenti) nella
forma di aziende agricole che hanno contribuito ad
esportare pregiati prodotti locali, facendoli arrivare
sulle tavole di numerosi paesi stranieri, promuovendo
in tal modo il marchio di qualità al di fuori della nostra
regione. Tuttavia, andando a ritroso nel tempo, le
cronache di periodi passati ci danno con certezza la
conferma che il territorio siracusano è stato interessato
da svariati tipi di colture che al giorno d’oggi definiremmo inconsuete, non più esistenti e necessitanti di
Vincenzo Corbino
AGRICOLTURA
Il limone Femminello di Siracusa
pronto per il balzo in Europa
Un assetto manageriale per valorizzare il limone Femminello di Siracusa Igp
e consolidare la sua diffusione sui mercati esteri
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
38
È
uno degli obiettivi
che si pone il
nuovo consiglio di
amministrazione
del Consorzio del
limone femminello di
Siracusa Igp rinnovato nelle
scorse settimane.
Ne fanno parte Fabio
Moschella, Susanna
Corvaia, Giovanni
Conigliaro, Francesco
Ancona, Chiara Lo Bianco,
Sergio Mazzara, Giuseppe ed Alessandra Campisi e
Tommaso Caruso.
L’elezione del nuovo cda che resterà in carica per il
triennio 2013-2015, è avvenuta nei giorni scorsi.
L’organismo dovrà ora riunirsi per nomina del nuovo
presidente, incarico che è mantenuto da otto anni da
Fabio Moschella, attualmente presidente regionale
della Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori.
Proprio Moschella ha annunciato l’intesa siglata con
la Coop per la promozione del limone verde “primofiore”
sui mercati del Nord Italia e dell’Europa occidentale.
“Abbiamo previsto per ottobre la realizzazione insieme
con Coop – ha detto Moschella – dell’iniziativa
denominata “campagna limone verde”.
Oltre a questa iniziativa saremo presenti come
Consorzio a due eventi
promossi dall’istituto di
cultura di Parigi e Vienna
che si terranno tra ottobre
e novembre. Nel corso
della riunione del nuovo
cda sono state apportate
alcune modifiche al
disciplinare relativamente
al logo ed ai rapporti da
intrattenere con le industrie
di trasformazione.
Il Consorzio, che conta 44
soci, prosegue anche la collaborazione con l’Istituto
di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo
che ha lo scopo di valutare se l’aggiunta di succo di
limone alla dieta sia in grado di ridurre il rischio di
formazione dei calcoli renali.
“Lo studio – ha sottolineato Moschella – oltre alle
proprietà protettive del limone per ridurre l’incidenza
dei calcoli renali, indaga anche sugli effetti del frutto
sulle possibili complicanze come le infezioni del tratto
urinario e le coliche”.
Sono sei in Italia i Consorzi di tutela e valorizzazione
del limone. Sono oltre al Consorzio del Limone
Femminello di Siracusa, l’Interdonato di Messina, il
limone di Sorrento, Costa d’Amalfi, Femminello del
Gargano e limone di Rocca Imperiale.
I NUMERI DEL CONSORZIO
SOCI: quarantacinque
ADDETTI: quattrocento
PRODUTTORI: settecento
GIORNATE LAVORATIVE SU BASE ANNUA: 137.780
CENTRI DI LAVORAZIONE: nove
PRODUZIONE LORDA VENDIBILE: 120.000 tonnellate
SUPERFICIE: 5.000 ettari
ZONA DI PRODUZIONE: territorio provinciale comprendente i comuni di Augusta, Avola, Floridia,
Melilli, Noto, Priolo, Rosolini, Siracusa, Solarino e Sortino
MERCATI DI RIFERIMENTO: Germania, Francia, Austria, Svizzera, Danimarca e Grecia.
FATTURATO ANNUO: oltre venti milioni di euro
AGRICOLTURA
Il protocollo d’intesa una sicurezza
per il “disciplinare IGP”
Col 25% della produzione nazionale il nostro Femminello punta più in alto
geografica protetta.
L’istanza è stata presentata al Ministero per le
Politiche agricole nel novembre del 2001.
L’1 marzo del 2005 si è
tenuta, alla Camera di
commercio di Siracusa la
riunione di pubblico accertamento
sul
“disciplinare” per il riconoscimento della IGP. La
riunione coordinata dai
dirigenti del Ministero delle
Politiche agricole ha visto la partecipazione dei soggetti
della filiera, delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni professionali e sindacali. Il disciplinare è stato
approvato all’unanimità dopo aver avuto il parere
favorevole della Regione e dell’Isa, l’Istituto sperimentale
per l’agrumicoltura.
Il 18 marzo 2005 sulla Gazzetta ufficiale, il Ministero
per le Politiche agricole ha espresso parere favorevole
e formulato la proposta di “disciplinare” di produzione.
Il 4 agosto del 2005 la Direzione generale del Ministero
ha individuato nel Consorzio del Limone di Siracusa
il soggetto legittimato a proseguire il procedimento.
Con decreto ministeriale del 27 ottobre del 2005 il
“Limone di Siracusa” ha ottenuto la protezione transitoria della denominazione accordata a livello nazionale.
Contestualmente è stata inviata istanza alla Commissione Europea per la registrazione come Indicazione
geografica protetta ed il riconoscimento definitivo.
Siracusa produce oltre il 25 per cento della produzione
nazionale, in larga parte per il mercato del fresco,
ponendo il “Limone di Siracusa” al vertice in Italia.
Il successo risiede nel succo, negli oli essenziali,
nell’alto contenuto in acido citrico e nella vitamina C.
Tre le principali produzioni vi sono il “Primofiore” tra
ottobre e aprile, i “Bianchetti” tra maggio e giugno, i
“Verdelli” tra agosto e settembre.
Fino al luglio del 2005 l’incarico di presidente del
Consorzio è stato mantenuto da Susanna Corvaja,
sostituita successivamente da Fabio Moschella.
Vincenzo Corbino
39
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
I
mercati di riferimento
del
“limone
femminello” di Siracusa sono la Francia,
la Svizzera, l’Austria,
la Germania, la Danimarca e la Grecia.
Ma il consorzio che ha
partecipato alle fiere internazionali di Berlino e
alla “Biofach” di Norimberga, punta adesso
anche a consolidare il
rapporto con il territorio.
Due i progetti finanziati dalla Regione su cui lavora:
“I colori degli agrumi” e “Le vie della zagara” che oltre
a promuovere il prodotto vuole realizzare un circuito
con gli agriturismi siciliani e le strutture alberghiere di
media-grande dimensione. “Il nostro è un modello
concreto di agricoltura sostenibile – ha detto il presidente del Consorzio, Fabio Moschella - che si estende
sulla fascia del mare da Noto ad Avola, Cassibile,
Augusta, toccando un comprensorio che è sito Unisco,
siamo impegnati per rafforzare il legame con il turismo
enogastronomico siciliano”.
Il Consorzio del Limone di Siracusa è stato costituito
il 13 luglio del 2000, dopo l’attività preparatoria condotta dalla “Soat 30” di Siracusa, il Servizio operativo
di assistenza tecnica della Regione, insieme alle
aziende agricole del territorio.
Oggi il Consorzio annovera quarantacinque soci, con
settecento produttori, in rappresentanza di mille
aziende ed oltre quattrocento lavoratori, ha nove centri
di lavorazione, produce 600 mila quintali di prodotto,
con un fatturato dei soci di oltre 20 milioni di euro.
Il 19 ottobre 2001 è stato stipulato un protocollo
d’intesa sottoscritto da tutte le istituzioni territoriali,
Provincia, Camera di commercio, comuni dell’area di
produzione, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, la confederazione italiana degli agricoltori, Cgil, Cisl, Uil, Ugl
e Gal (i gruppi di azione locale).
Con questo accordo, il Consorzio è stato indicato
come soggetto responsabile ad approntare e presentare l’istanza di riconoscimento IGP, l’indicazione
ECONOMIA
Energia, il futuro
si costruisce anche qui
In un convegno sullo sviluppo globale dell’energia
nuove opportunità per crescita e commercio
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
40
L’
di Confindustria, Ivan Lo
ultimo Rapporto
Bello. «Per favorire la cresugli Scenari
scita e la competitività del
Energetici della
nostro sistema Paese ocExxon Mobil
corre incentrare l’impegno
Corporation, The
su temi quali l’efficienza
Outlook for Energy: A View
energetica, la maggiore
to 2040, è stato presentato,
competitività del mercato
in prima in Italia, a Siracusa,
del gas e delle relative innella sede di Confindustria
frastrutture, lo sviluppo di
da Todd Onderdonk, Seun mercato elettrico effinior Energy Advisor della
ciente, pienamente inteExxonMobil, in occasione
grato con quello europeo,
del convegno organizzato
la diversificazione delle fonti
da Confindustria Siracusa in
Il tavolo del convegno di Confindustria: Fernando Salazar,
per migliorare la sicurezza
collaborazione con la Esso
Aldo Garozzo, Ivan Lo Bello, e Todd Onderoonk
energetica, la modernizzaItaliana e con la raffineria di
zione della rete di distribuAugusta.
zione carburanti e l’importanza del ruolo del settore
Di fronte ad una platea gremita di autorità, imprenditori
della raffinazione. Attività, questa, centrale nell’area
e rappresentanti del mondo industriale siracusano, le
industriale locale» ha proseguito Lo Bello «in cui opera
prospettive energetiche al 2040 e le stime previsionali
la Raffineria Esso di Augusta che ne è un’importante
di Exxonmobil portano a dire che la domanda mondiale
e storica realtà operativa. Un ringraziamento va quindi
di energia sarà di circa il 35% superiore rispetto al 2010.
alla Esso Italiana per aver scelto il nostro territorio per
Il futuro fabbisogno di energia sarà sostenuto da
la presentazione del Rapporto sugli scenari al 2040
pratiche e tecnologie più efficienti per il risparmio
che offre una visione di più ampio respiro delle sfide
energetico, da un maggiore ricorso a combustibili a
future del settore energetico».
più basso contenuto di carbonio come il gas naturale,
Introducendo Todd Onderdonk, Fernando Salazar,
il nucleare e le rinnovabili, e dallo sviluppo di fonti di
direttore della Raffineria Esso di Augusta ha sottolineato
energia non convenzionali, un tempo inaccessibili
che «capire gli andamenti energetici futuri è un elemento
senza l’innovazione tecnologica.
essenziale per lo sviluppo di politiche che sostengano
Nel coordinare i lavori dell’incontro, Aldo Garozzo,
la crescita economica, industriale e gli scambi compresidente di Confindustria Siracusa ha detto: «In un
merciali internazionali. Nei prossimi decenni, il mondo
momento di grande incertezza per l’economica globale
dovrà ampliare l’offerta di energia e dovrà farlo in
la soddisfazione della domanda di energia sempre
modo sicuro e sostenibile sotto il profilo economico
crescente implica l’esigenza di maggiore ricerca e
e ambientale. La portata di questa sfida è enorme –
sviluppo di nuove risorse che richiedono uno straorha aggiunto Salazar – per vincerla sarà necessario
dinario impegno economico, in situazioni socio-politiche
considerare e valutare tutte le opzioni disponibili.
spesso difficili, traguardando sempre la sostenibilità
L’efficienza energetica svolgerà un ruolo fondamentale
ambientale ed economica».
nel superare queste sfide e nel contenere l’aumento
«La Strategia Energetica Nazionale appena approvata
della domanda.
era molto attesa. Essa rappresenta il documento
L’investimento della Raffineria Esso di Augusta in un
programmatico che definisce le linee generali di indirizzo
nuovo impianto di cogenerazione, attualmente in
in campo energetico» ha affermato il vicepresidente
per poi andare gradualmente a ridursi al passo con
la diffusione di veicoli più piccoli e più leggeri e di
tecnologie per il risparmio energetico.
Elaborati da un team di esperti utilizzando un insieme
di fonti pubbliche e interne, gli Scenari Energetici
costituiscono una guida nella definizione delle strategie
globali d’investimento della ExxonMobil.
Molti dei risultati in essi contenuti sono simili a quelli
riportati da altre organizzazioni autorevoli, tra cui
l’Agenzia Internazionale per l’Energia. La ExxonMobil
pubblica gli Scenari Energetici per contribuire a migliorare la conoscenza delle tematiche energetiche
tra istituzioni e opinione pubblica e favorire scelte
consapevoli e responsabili sulle questioni energetiche.
Tra le evidenze di quest’anno:
• Nel 2040, nei paesi non-OCSE, la domanda di
energia sarà superiore del 65% rispetto al 2010, a
seguito del miglioramento delle condizioni di vita in
paesi che rappresentano oltre l’80% della popolazione mondiale.
• Si prevede che, nei prossimi decenni, il settore della
produzione elettrica rappresenterà più della metà
dell’aumento della domanda di energia a livello
globale. Il gas naturale, il nucleare e le rinnovabili
cresceranno per soddisfare tale aumento, mentre
si ridurrà l’utilizzo di carbone e di olio combustibile
in questo settore.
• Tra il 2010 e il 2040, la domanda di energia legata
al settore dei trasporti aumenterà di oltre il 40% a
livello globale. La crescita proverrà quasi interamente
dal comparto commerciale – trasporto pesante,
aereo, marittimo e ferroviario – al passo con la
maggiore movimentazione di merci determinata
dalla crescita economica e del commercio internazionale.
• L’evoluzione della domanda e dell’offerta di energia
favoriranno nuove opportunità commerciali a livello
internazionale. Il cambiamento del panorama energetico insieme a un ampio ventaglio di opportunità
commerciali nel libero mercato contribuiranno a
promuovere una maggiore varietà di offerta e la
creazione di valore aggiunto che sosterranno, a
livello mondiale, la crescita economica e il miglioramento degli standard di vita.
Ogni comunità, ogni giorno, ha bisogno di energia
affidabile e sostenibile sotto il profilo economico e
ambientale. Il soddisfare questa domanda necessita
di una pianificazione di lungo termine, efficace e
lungimirante, e richiede ingenti investimenti e anni di
lavoro per la costruzione delle infrastrutture necessarie
per la produzione e la distribuzione di energia.
Quest’impegno richiede anche una costante capacità
di capire e gestire un insieme di problematiche tecniche,
finanziarie, geopolitiche e ambientali in un mondo in
continua evoluzione.
S. F.
41
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
costruzione, va proprio in questa direzione».
La ExxonMobil stima che il petrolio continuerà ad
essere la fonte più utilizzata e si prevede che, nel
2025, il gas naturale – il combustibile con la crescita
più veloce tra le fonti principali – supererà il carbone,
andandosi a posizionare come seconda fonte di
energia. La domanda di gas naturale aumenterà di
circa il 65% da qui al 2040 e il 20% della produzione
globale avverrà in Nord America, sostenuta dalla
crescita dell’offerta di gas non convenzionale.
L’innovazione in campo tecnologico continuerà a
essere determinante per lo sviluppo di energia affidabile
ed economicamente sostenibile, elemento essenziale
per la crescita economica e sociale. Il significativo
progresso delle tecnologie applicate al settore del
petrolio e del gas naturale ha permesso l’accesso, in
maniera sicura, a nuove e vaste risorse che stanno
già cambiando il panorama energetico in Nord America
e ampliando l’offerta per contribuire a soddisfare la
crescente domanda di energia.
Negli Scenari Energetici si prevede che, nel 2025, il
Nord America possa diventare esportatore netto di
energia. Nel corso dei prossimi due decenni, oltre la
metà dell’aumento dell’offerta di gas naturale non
convenzionale avrà luogo in Nord America e offrirà
una solida base per spingere ulteriormente la crescita
economica negli Stati Uniti, in particolare nel settore
industriale, in comparti come quello della raffinazione,
chimica, siderurgia e manifatturiero.
Queste risorse creeranno anche nuove opportunità
commerciali a livello internazionale con paesi, in Europa
e in Asia Pacifico, che si rivolgono al mercato globale
per soddisfare il proprio fabbisogno di energia. Questo
panorama in continua evoluzione e le conseguenti
opportunità commerciali offriranno ai consumatori una
sempre maggiore varietà di offerta, valore, benessere
e occupazione.
Le previsioni degli Scenari Energetici evidenziano che
la domanda di energia per la produzione di elettricità
rappresenterà circa la metà dell’incremento del fabbisogno energetico mondiale e sarà determinata dai
paesi Non-OCSE.
Negli Scenari Energetici si evidenzia l’importanza del
ruolo svolto dall’efficienza energetica nel contribuire
a bilanciare la domanda di energia e la crescita economica.
Pratiche e tecnologie volte al risparmio energetico,
come i veicoli ibridi e le centrali elettriche ad alta
efficienza a gas naturale favoriranno – nei paesi
dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico (OCSE) – una crescita del PIL dell’80%
senza che questo si traduca in un aumento del consumo energetico complessivo.
A livello mondiale, nel settore dei trasporti, si prevede
che nel 2040 il totale delle automobili in circolazione
sarà circa raddoppiato, ma la domanda di carburanti
dal trasporto privato rimarrà sostanzialmente stabile
ANALISI TERRITORIALE
Attraverso la cooperazione
vie nuove per la ripresa
Soluzioni possibili e verificate cominciando da un inventario
del patrimonio edilizio, soprattutto infrastrutturale
42
L
a stagnante economia siracusana potrebbe
essere movimentata come?
Le mosse potrebbero essere prese facendo
un resoconto del patrimonio edilizio e soprattutto
(ma non solo) infrastrutturale che è rimasto sulla
costa del siracusano, principalmente in prossimità del
triangolo Priolo-Melilli-Augusta.
Si tratta, infatti, di strutture ed infrastrutture di vario genere
in disuso e fabbricate per scopi spesso diametralmente
opposti (es. impianti di produzione e impianti di depurazione), rimaste lì, così, senza più alcuna funzione né
plausibile futuro; eppure sono ancora lì, rimaste esposte
al tempo che le fa deperire più o meno rapidamente e
a discapito dell’ambiente circostante.
Questi resti di un passato industriale che non ci appartiene
più, a dispetto di quanti si ostinino a pensare che non
sia così, deturpano il paesaggio perché possono essere
equiparate ad un cimitero di auto da rottamare che
contribuisce, con la sua sola presenza, ad aumentare il
senso di desolazione e di abbandono che caratterizzano
questi anni. Eppure stanno lì e nessuno può e vuole far
nulla per eliminarle, dati i costi esorbitanti che andrebbero
sostenuti.
Viene da domandarsi cosa fare per rimediare a questo
paradossale, spettrale ed angosciante scenario di vuoto
che rimanda alla realtà che si sta vivendo e che, in
qualche modo, attanaglia l’occidente: perché, dunque,
non tentare di ridare vita a questo patrimonio ormai
presente e lungi dall’essere eliminato, cercando di ripartire
da qualcosa che si è fermato; anche perché questa
ripartenza è alla base della ripresa dell’economia siracusana, inizialmente fondata sulle produzioni industriali e
relativo indotto.
In effetti, facendo un inventario come quando si vuol fare
una qualsivoglia ricognizione con conseguente valutazione, ci sarebbe quasi persino un porto, anzi addirittura
un’enorme rada, come poche al mondo se ne vedono
o come non se ne vedono proprio lì dove la stessa insiste:
nel Mediterraneo.
Stiamo parlando della rada di Augusta con annesso
porto militare, industriale e commerciale, in passato già
oggetto di uno slancio verso il futuro che avrebbe dovuto
concretizzarsi con una fase di sviluppo definitiva. Anche
questi eventi, però, sono accaduti a metà, lasciando che
il porto fosse oggetto di ambiziosi progetti ed opere già
iniziate e mai completate, in grado di attirare l’attenzione
di imprenditori stranieri (provenienti da paesi diversi e
lontani) e mossi da molteplici e svariati interessi.
Il modello da adottare è senza dubbio – guardando non
troppo lontano – il nordest italiano di qualche anno fa:
ripensare al fatto che la vincente economia del nord in
generale, ma soprattutto quella dell’Emilia Romagna, era
fondata sul concetto della cooperativa di lavoro (ad
esempio le cooperative di produzione e lavoro, di lavoro
agricolo, di conferimento dei prodotti agricoli e allevamento, di pesca, di dettaglianti, di trasporto, consorzi
agrari e molte altre di vario genere anche a supporto di
quelle menzionate).
Il tutto – perché funzioni correttamente data la complessità
del progetto – dovrebbe essere “corredato” da unioni di
associazioni quali le Confcooperative le quali, tra le
numerose mansioni svolte (es. promozione di iniziative
per favorire lo sviluppo della cooperazione, la formazione
dei quadri dirigenti e l’approfondimento delle diverse
problematiche riguardanti la cooperazione) dovrebbero
incentrare la loro attività su un’adeguata assistenza alle
imprese per l’accesso alle risorse pubbliche.
In particolare in un momento storico come questo nel
quale le imprese boccheggiano a causa dell’eccessivo
carico fiscale alle quali sono sottoposte, della critica e
fisiologica restrizione dei consumi e della politica di
a partire dal 1908 e giunte fino agli anni Ottanta nella
medesima forma, in seguito divenute aziende vitivinicole
singole che nei decenni successivi si sono affermate in
Italia ed infine all’estero, con non poche difficoltà, esportando prodotti di altissima qualità che, a causa del loro
“target”, non danno luogo a produzioni di tipo industriale,
a differenza dell’esempio del grano del Dittaino.
Ad ogni modo, nel loro piccolo, queste aziende sono
riuscite anche a recuperare il patrimonio edilizio esistente
(laddove non fosse necessario realizzarlo ex novo), com’è
avvenuto per molte distillerie e cantine costruite agli inizi
del ‘900.
Si tratta ovviamente, in entrambi i casi, di semplici esempi
43
restringimento del credito adottata dal sistema bancario.
Sarebbe oltremodo auspicabile e necessario l’intervento
dello Stato a completamento della fase di riorganizzazione
imprenditoriale proposta, anche con importanti e decisivi
interventi miranti a privilegiare in assoluto il made in Italy
vero, ossia “fatto” in Italia con materie prime italiane, in
Italia distribuito e dall’Italia (eventualmente) commercializzato all’estero. In pratica una riorganizzazione imprenditoriale che prenda spunto dal modello economico a
scala locale (solo apparentemente anacronistico), implicante un’impostazione che soltanto prendendo il via da
un punto di partenza così basso può ambire ad una
futura e concreta fase di sviluppo (giungendo poi ad
un’economia a scala nazionale e, infine, internazionale).
Ne è un esempio, in Sicilia, la cooperativa della Valle
del Dittaino (Enna) sulle colline dell’entroterra siciliano,
fino a qualche decennio fa considerato uno dei luoghi
più poveri della regione, la cui attività cerealicola ha inizio
dalla reunion di una quarantina di produttori di grano
che negli anni Settanta decisero di dare vita, per l’appunto,
a una cooperativa:.
Il loro modello era fondato sulla verticalizzazione del
processo produttivo (in quel caso acquisendo le imprese
che prima si occupavano di stoccaggio e molitura del
grano in semola e trasformazione della stessa semola
in pane).
Altro esempio di imprenditoria di successo potrebbe
essere quello inerente le aziende vitivinicole di Pachino
(Siracusa), consociatesi sottoforma di cooperative agricole
che però inducono a delle importanti riflessioni sul tema
delle produzione in provincia di Siracusa: è di fondamentale importanza creare un’organizzazione di base delle
produzioni che forse soltanto sottoforma di consociazione
potrebbero coalizzarsi al fine di creare una struttura
imprenditoriale compatta.
La sinergia così sviluppatasi può garantire la predisposizione di progetti di interesse comune per le diverse realtà
territoriali ed i vari settori in cui operano le cooperative
associate nonché la programmazione degli investimenti
cooperativi in ambito regionale.
La provincia di Siracusa è, da questo punto di vista,
caratterizzata da numerosi ambiti produttivi ed in passato
alcuni di questi settori hanno conosciuto un maggiore
sviluppo rispetto ad altri. Le tracce di questa evoluzione
sono tutt’oggi visibili, anche se non lo saranno per molto
tempo ancora così come le professionalità che la caratterizzarono.
Urge, pertanto, riattivare questa catena produttiva che
parta dalla produzione in loco della materie prime (ovviamente quelle che qui possono essere prodotte perché
il territorio lo consente), fase questa dalla quale non si
può più prescindere se si vuole veramente parlare di
sviluppo economico e occupazione; da lì si deve ripartire
non lasciandosi, ad ogni modo, sfuggire le successive
due fasi altrettanto cruciali ovvero la produzione (e le
lavorazioni) ed infine la distribuzione su varie scale, non
disdegnando ma privilegiando quella locale.
Serena Grande
PROGETTI
Siracusa lancia il progetto
per la “città intelligente”
Obiettivo: offrire servizi migliori armonizzando il patrimonio storicoculturale con le diverse anime dell’economia locale
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
44
S
ei
esperti di livello internazionale, 21 giorni di lavoro
e 50 stakeholder (portatori
di interessi) coinvolti: sono questi i numeri
che hanno fatto da cornice al rapporto finale sulla
visione della Siracusa del futuro.
Un circostanza che non ha precedenti: collaborare
per la costruzione condivisa di un’idea di sviluppo in
cui si possano ritrovare e dialogare tutte le componenti,
pubbliche e private, che operano a Siracusa.
Questo il lavoro di IBM nell’ambito del progetto Smarter
cities challenge che ha visto Siracusa unica città
italiana selezionata, la nona in tutta Europa, protagonista dello studio su come sviluppare una città intelligente, cioè capace di migliorare la qualità della vita
e la fruizione attraverso le tecnologie informatiche.
Alla base delle raccomandazioni emerge un forte
richiamo alla necessità di sviluppare sistemi per la
raccolta costante e precisa di dati che, a partire da
quelli già disponibili, consenta di monitorare i diversi
aspetti della vita cittadina: dalla qualità dell’aria e
dell’acqua, ai flussi turistici, alla mobilità.
L’obiettivo principale è offrire ai cittadini servizi migliori,
immaginando
percorsi di sviluppo in grado di armonizzare
l’enorme patrimonio storicoculturale siracusano con le diverse anime
dell’economia locale, ancora fortemente legata
al polo industriale.
Il team di IBM ha dunque formulato alcune raccomandazioni che fanno riferimento all’ambiente e al turismo.
La prima raccomandazione chiama in causa l’esigenza
di sviluppare un sistema integrato di monitoraggio
ambientale – aria, acqua e territorio – e avviare così
la collezione sistematica delle informazioni che hanno
un impatto sulla città.
La seconda evidenzia il bisogno di promuovere ulteriormente la vocazione turistica di Siracusa sulla base
di una migliore conoscenza dei suoi visitatori. In poche
parole la creazione di un forte brand in grado di far
leva sulle tante unicità e sui tratti caratteristici del luogo
– arte e cultura, clima, aree marine protette. Con un
occhio ad un piano di mobilità efficace.
Il team di funzionari comunali dell’Assessorato Lavori
Pubblici, sotto la direzione di Andrea Figura, con il
lavoro infaticabile dell’arch. Pippo Di Guardo e del suo
staff, ha messo in piedi, da qualche anno, l’Ufficio
Speciale Politiche Comunitarie e Programmi Com-
45
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
(Polonia), insieme a due regioni della Finlandia e
plessi che sta ben lavorando “per un progetto che
Danimarca, stanno scambiandosi esperienze su come
guarda al futuro”.
costruire progetti innovativi che mirano a migliorare la
Proprio dall’operazione IBM, infatti, nasce il tavolo
qualità della vita dei cittadini.
per il futuro, per condividere processi e progetti di
Anche la partecipazione al LIFE PLUS, programma
sviluppo locale legati ai fondi comunitari, nazionali o
comunitario che finanzia azioni di sostenibilità ambienregionali.
tale e promozione di appalti verdi, vede insieme il
Confindustria, CCIAA, Confesercenti, Capitaneria di
Comune di Siracusa con Camera di commercio, la
Porto, ASP, CNA, Confcommercio, Confcooperative,
Sci gruppo (Catania) e l’Assemblea Regionale Siciliana,
Confapi, ANCE, ARPA, Facoltà di Architettura, Soprined ancora ANCE, CNA e Ordini professionali degli
tendenza, Servizio Parco Archeologico, Fondazione
Ingegneri, Architetti e Geometri di Siracusa, per miINDA, Consorzio Area Marina Protetta Plemmirio,
gliorare la qualità urbana e la sostenibilità. Il progetto
hanno infatti condiviso l’iniziativa Piano per le città
è finalizzato ad esplorare il tema degli Appalti Verdi/GPP
con progetti che guardano alla rigenerazione urbana
(Green Public Procurement), per le pubbliche amminidi ambiti residenziali in declino.
strazioni, dotando Siracusa di uno strumento di supGli interventi provengono da un’esperienza programporto per l’introduzione dei criteri ambientali nelle gare
matoria pluriennale che Siracusa ha avviato con la
d’appalto relative alle costruzioni.
redazione, tra l’altro, del Piano di Sviluppo Sostenibile
In questa logica è nato il progetto Social housing in
(Ministero dell’Ambiente), del Programma SISTeMA e
partnership con lo IACP e i privati che sta concorrendo
Progetto di Territorio (Ministero Infrastrutture e Trasporal Bando Regionale per i progetti integrati per la
to), del Piano Strategico Innova Siracusa 2020 (Reriqualificazione dei centri urbani che riguarda un’area
gione Siciliana), del Piano Integrato di Sviluppo Urbano
particolarmente degradata della città individuata tra
e del Piano Integrato di Sviluppo Territoriale (P.O. FESR
V.le S.Panagia e via S. Orsola dove verranno costruiti
2007/2013).
48 alloggi per faProgramma SIsce di popolaSTeMA e Progetto
zione protetta
di Territorio, in
(giovani coppie,
particolare, punSiracusa unica città italiana selezionata, la nona
studenti, pensiotando alla rigenein tutta Europa, protagonista dello studio
nati, etc), 400 m2
razione urbana,
per sviluppare una città intelligente, cioè capace
per aree comhanno selezionato
di migliorare la qualità della vita e la fruizione
merciali, 1 scuola
azioni e progetti
attraverso le tecnologie informatiche
e 300 m 2 per
con un’alta valencentri di aggreza di integrazione
gazione sociale.
e sostenibilità,
Importo dell’investimento 10 milioni di euro per una
rendendo Siracusa città adeguata ad essere realmente
richiesta di finanziamento regionale di 5 milioni di euro.
territorio snodo della Piattaforma Transnazionale TirGrazie ai dialoghi continui con IBM, ed in particolare
renico-Ionica, come già formulato nel Piano Strategico
con Angelo Failla (Presidente della Fondazione Italia)
Nazionale.
e con Nicola Palmarini (direttore del Centro Human
Anche il Piano Strategico di Siracusa, Innova 2020,
Centric Solution per IBM Europa), si stanno cercando
dopo 3 anni di lavoro, con partecipazione e confronto
varie strade per attuare le raccomandazioni IBM.
con i principali stakeholders della città, hanno portato
Da qui nasce l’esperienza del progetto ITI (Itinerari di
all’individuazione di 3 Vision (Economia della ConoTurismo Industriale) che è nato come tentativo per
scenza, Siracusa territorio snodo e Capitale del Medirispondere alla sfida del turismo industriale: un mix di
terraneo) in base alle quali si è organizzata la programattraversamenti (in treno, bici), visite (in loco), incontri
mazione futura della città.
(in carne ed ossa) ed esperienze virtuali (App) che
78 sono stati i progetti raccolti, di rilevanza nell’ambito
mirano al ricongiungimento delle due anime di Siradel piano e di fattibilità tecnica ed economica; indivicusa: il Polo Petrolchimico e la presenza di aree
duando infine 8 Progetti Bandiera di particolare emarcheologiche di grande rilevanza.
blematicità ed efficacia (Urban Center, Parco Scientifico
Ed infine un progetto pilota su cui si sta lavorando
e Tecnologico, Rete Wi-fi Urbana, Waterfront, Mobilità
con il contributo di IBM, del Comune di Siracusa e
Sostenibile, etc.).
dell’ANCE Siracusa: un app scaricabile su smartphone
Dall’esperienza accumulata e dai partenariati ampi
che contenga le informazioni sui principali attrattori
costruiti in questi anni, arriva anche URBACT II (proculturali della città. La sfida per la città intelligente è
gramma comunitario per il trasferimento di buone
partita.
prassi).
Coimbra (Portogallo), Colonia (Germania), Bilbao
S. F.
(Spagna), Gualdo Tadino e Siracusa (Italia), Gdinya
Giuseppe Aloisio
FIERE
In primo piano l’extra vergine siracusano
alle “vetrine” internazionali di Verona e Trieste
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
46
È
terminata da poche
settimane la 19ª edizione
del Sol di Verona con
alcune aziende della
provincia protagoniste
della manifestazione.
Al loro fianco la Camera di
commercio di Siracusa che ha
contribuito a far conoscere i
prodotti siracusani nelle rassegne
internazionali del ramo.
Sorridono compiaciuti, ed a
ragione, i produttori locali.
Molti di loro sono da poco rientrati
dall’ultima edizione del Sol di
Verona, la vetrina internazionale
dell’olio d’oliva vergine ed
extravergine che ha consolidato
la sua impronta mondiale.
Sette sono stati ospitati nell’area
espositiva allestita dalla Camera
di commercio di Siracusa:
• Azienda agricola Galioto
di Fisicaro Sebastiana (Ferla)
Giacomo Trimarchi dell’Azienda Naturaltria
• Azienda Agricola Salemi Pina (Sortino)
• Agrestis Soc. Coop. Agricola (Buccheri)
• Azienda agricola Carpino s.s. (Palazzolo Acreide)
• Naturaltria-Trimarchi srl (Siracusa)
Questo è l’elenco completo delle sei aziende
di Siracusa e provincia che si sono fatte onore
alla Fiera internazionale Olio Capitale 2013 di
Trieste
• Azienda agricola Michele Costanzo (Ferla)
• Società agricola Vernera
di Spanò & C. (Buccheri).
Due, invece, sono state le aziende siracusane che in
questa edizione del Sol Verona hanno esposto con
la Regione Sicilia:
• Azienda agricola Cavasecca
(tra Siracusa e Canicattini Bagni)
• Azienda agricola Terraliva (Carlentini).
Per loro “Gran Menzione – Categoria Biologico”.
• Oleificio Bagni
di Mozzicato Canicattini
• Azienda agricola Terraliva Olio di Siracusa
• Azienda agricola Ragameli
di Pantano Paolo - Ferla
• Agrestis soc. coop. agricole Buccheri
• Azienda agricola Carpino - Palazzolo Acreide
• Azienda agricola Galioto di Fisicaro - Ferla
FIERE
Gianni Catania
Da Buccheri alla conquista dei mercati mondiali
“Tre Foglie” attribuite dal Sol di Verona
Giuseppe Paparone, il titolare di Agrestis:
“Qualità, serietà e pazienza i segreti del nostro successo”
un fruttato intenso, “con il sentore tipico di pomodoro
verde e carciofo, a cui seguono il basilico e il timo”.
Al gusto, “ha note di amaro e piccante di media
intensità, con netti toni di lattuga e sedano”. Il colore
è verde con riflessi gialli.
Il procedimento produttivo, come per la maggior parte
delle aziende siracusane, non si
discosta dal disciplinare per
l’ottenimento di un olio di alta
qualità. Quindi raccolta rigorosamente manuale, trasporto
delle olive al frantoio in cassette
forate, molitura in giornata e
conservazione dell’olio ottenuto
in silos di acciaio con temperatura controllata sino al momento dell’imbottigliamento. «Un
momento che merita particolare
attenzione – ci spiega Giuseppe
Paparone – è il processo di
trasformazione delle olive in
frantoio di ultima generazione,
con estrazione a freddo a due
fasi: in assenza di aggiunta di
acqua alla pasta delle olive e
gramolazione in assenza di aria».
A massimo regime, Agrestis impegna circa 20 lavoratori
del settore. E sono le loro mani sapienti a prendere
in cura sin dal primo momento il prezioso carico di
olive. Talmente prezioso che ormai scarseggiano i
posti in bacheca per altri riconoscimenti. L’ultimo, in
ordine di tempo, è arrivato da New York.
Ma cosa possono dire tutte queste menzioni e medaglie ai consumatori? «Dicono che il prodotto è di alta
qualità, garantita da panel internazionali di assaggiatori
qualificati che confrontano e degustano ogni anno
centinaia di oli. Siamo davvero contenti in questo
2013. Sin qui ci hanno assegnato le Tre Foglie al Sol,
le due Gran Menzioni all’Orciolo D’Oro, la Gold Medal
al Biol 2013, il Gold Award al Best Olive Oil in the
World 2013 di New York e l’Excellence Award al Joop
di Tokio».
47
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
G
iuseppe Paparone, 46 anni, è il responsabile di Agrestis, azienda agricola nata
nel 2003 grazie anche alla passione dei
soci: Lorenzo Nicotra e il figlio Pietro,
Silvana Cutrale e Salvatore Paparone tutti
legati anche da rapporti di parentela. «Il nostro è da
sempre un paese ad alta vocazione olivicola e anticamente
era questa l’unica fonte di reddito», spiega Paparone. «E siccome, anche in era tecnologica,
adottare la terra conviene ci è
sembrato azzeccato puntare
sulla tonda iblea che è la cultivar
per eccellenza dell’area dei Monti
Iblei». E in pochi anni, partendo
dalla piccola Buccheri, l’azienda
Agrestis ha raggiunto i mercati
del mondo. «Tutto merito di tre
fattori chiave: la qualità, la serietà
e una grande pazienza», dice
sorridendo il cordiale Giuseppe
Paparone.
Pensate che oggi i prodotti a
marchio Agrestis sono distribuiti
e presenti in Australia, Stati Uniti,
Giappone, Svizzera, Germania, Olanda, Austria, Repubblica Ceca e, naturalmente, Italia.
Per centrare risultati così importanti la sola qualità non
basta. Devi farti conoscere e raggiungere i buyers che
operano sui mercati internazionali. Ecco perché conta
la presenza nelle fiere di settore, con a fianco
l’esperienza della Camera di commercio di Siracusa.
«Esserci significa davvero molto. Ci si confronta, si
guarda a cosa chiede il mercato ma soprattutto si
stringono contatti e amicizie che consentono di allargare gli orizzonti di vendita. E se è possibile farsi
vedere e conoscere in giro per l’Italia o per il mondo
gran parte del merito è del supporto logistico e non
solo che viene offerto dalla Camera di commercio di
Siracusa».
L’olio prodotto da Agrestis ha la peculiarità di possedere
FIERE
Dalla Villa Marchese
un extravergine impeccabile
“Partecipare alle fiere di settore è
importante, avere la Camera di commercio
accanto, fondamentale”.
Parola di Giacomo Trimarchi che in 40
anni ha saputo creare un’azienda moderna
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
48
P
rovare a raccontare l’olio prodotto dalla siracusana Naturaltria-Trimarchi significa lanciarsi
in un piccolo viaggio nella storia di una famiglia:
la Trimarchi, appunto. Le prime tracce nel 1400,
poi l’ottenimento del Baronato di Villa Marchese,
nel messinese, nel 1791. Bisogna però attendere la
metà del XX secolo perchè la storia di una famiglia
nobiliare diventi anche il racconto di un’azienda siciliana
che produce, esporta e crea economia.
È, infatti, in quegli anni del secolo scorso che gli uliveti
come i limoneti e gli aranceti della famiglia Trimarchi
vengono rinnovati e “modernizzati”, con la forte scelta
di fondo di proteggerli dalla crescente urbanizzazione.
Una filosofia di fondo che – negli anni 70 – tocca anche
i terreni di famiglia del siracusano e la cui eco arriva fino
ad oggi.
I metodi di lavorazione voluti ed imposti da Giacomo
Trimarchi nel 2010 (con l’aiuto prezioso dei soci Altamore
e Monachetti) sono rimasti quelli di un tempo.
E la scelta ha pagato: Trimarchi di Villa Marchese, questo
il nome commerciale, è diventata un ricercato riferimento
per prodotti gourmet di alta qualità. E tra questi, ovviamente, in primo piano c’è anche l’olio extra vergine di
oliva. Ma sono quasi 50 le referenze offerte ai buyers del
mondo: dal pesto al miele, marmellate e creme dolci,
sottoli e pasta trafilata in bronzo.
«Al momento proponiamo due varietà di olio, da monocultivar nocellara del Belice e monocultivar da nocellara
etnea ed il blend delle due varietà», racconta Trimarchi.
«I sentori primari sono di erba sfalciata, mandorla, carciofo.
Tra le proprietà, è risultata particolarmente apprezzata
l’elevata carica polifenolica (intorno ai 300, ndr) come
anche la bassa acidità (< 0,3). Considerate che per
essere definito extravergine un olio deve posizionarsi
sotto lo 0,8…».
I risultati non si sono fatti attendere e il riconoscimento
ottenuto al Sol di Verona è solo l’ultimo in una lista ricca
di eccellenze. «Abbiamo da subito puntato sulla qualità
e il rispetto della tradizione. Oggi controlliamo il processo
di produzione in ogni sua fase: dal campo alla lotta
biologica, passando per la raccolta e l’estrazione a freddo
dopo solo 12/24h.
L’imbottigliamento avviene senza filtrazione e solo al
momento della richiesta del prodotto da parte del cliente;
cosa che elimina le controindicazioni dello stoccaggio.
Abbrevieremmo i tempi, la qualità del prodotto ne risentirebbe».
Oggi i prodotti Trimarchi sono presenti nei mercati di
Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Giappone e Korea
del Sud.
«A breve saremo anche negli Stati Uniti», ci anticipa
Giacomo Trimarchi. Le strategie per penetrare nelle
abitudini di acquirenti stranieri passano «principalmente
per le fiere di settore e gli incontri diretti con buyers ed
importatori». Le fiere, appunto. Come il Sol di Verona.
«Esserci, in questi appuntamenti, è fondamentale per lo
sviluppo dell’attività. Possiamo confrontarci con la domanda e con l’offerta. E avere come sponsor la Camera
di Commercio di Siracusa è determinante. Possiamo
presentarci ai mercati in maniera seria, affidabile. Con il
supporto dell’ente camerale riusciamo a farci conoscere
mantenendo un aspetto di economicità che oggi è
sempre determinante per le scelte interne dell’azienda».
Parlando di premi e riconoscimenti, Giacomo Trimarchi
allarga il sorriso. «Sono il motivo grazie a cui ci iniziano
ad osservare con interesse, specie all’estero dove danno
più peso alla qualità. In Italia, invece, contano i bollini, le
certificazioni e i marchi che riempiono le etichette dei
prodotti in commercio».
A proposito di prodotti in commercio: strano ma vero,
nel siracusano non si possono trovare nei market gli oli
Trimarchi se non in via Cavour, nel negozio gestito da
un francese (Oliva, “del mitico Jean Jacques”).
Gianni Catania
FIERE
L’“oro verde” di Siracusa
premiato al Sol Verona
Lusinghieri riconoscimenti con le “Tre Foglie” ad alcuni produttori
inseriti fra i 183 selezionati dal Gambero Rosso per la guida “Oli d’Italia 2013”
Q
ualcuno lo chiama “oro verde”, tanto è
prezioso. Altri, invece, preferiscono puntare
sulla definizione più tecnica di “puro succo
di frutta”. Ma è all’assaggio che mette tutti
d’accordo: è olio, provenienza Monti Iblei,
provincia di Siracusa. Che sia ricavato da olive di
varietà Tonda Iblea (la più diffusa) o Moresca, piuttosto
che Biancolilla o Nocellara Messinese poco importa.
Il rispetto della tradizione nelle varie fasi produttive,
dalla raccolta rigorosamente manuale alla molitura
entro 48 ore ed all’imbottigliamento, fa si che a finire
sulle tavole di mezzo mondo sia sempre un prodotto
di qualità medio alta, provenienza Siracusa intesa qui
come provincia.
L’olio, allora, eccellenza del territorio. Senza se e senza
ma. Specie perchè qui non ce la suoniamo e cantiamo
da soli. Parlano i riconoscimenti, che arrivano anche
da oltreoceano.
Premi, medaglie,
Lo chiamano
citazioni e cele“oro verde”
brazioni. Dalle fiere
tanto è prezioso
di settore agli affermati chef e gourmet internazionali. Per tutti pochi
dubbi, un olio di tali proprietà e qualità è un valore
aggiunto a tavola.
Di queste, tre hanno ottenuto dal Gambero Rosso il
prestigioso riconoscimento “Tre Foglie”. E vale
l’inserimento tra le 183 che figurano nella guida “Oli
d’Italia 2013”, prezioso strumento per tutti gli operatori
del settore.
Nel dettaglio, si tratta di Agrestis, azienda di Buccheri,
premiata per la varietà Tonda Iblea; per la monocultivar
Nocella del Belice Bio, riconoscimento per NaturaltiraTrimarchi di Siracusa; e infine “Tre Foglie” per ‘Le case
di Lavinia DOP’, prodotto da Vernera di Buccheri.
Aumenta, quindi, il numero di aziende siracusane “Tre
Foglie”, cosa che ha permesso di portare a casa
anche una “Gran Menzione”, per la soddisfazione
della Camera di commercio di Siracusa e del suo
presidente Ivan Lo Bello.
G. C.
49
Un uliveto delle campagne siracusane
Una fase della estrazione dell’olio in un frantoio della provincia
ECONOMIA E SPORT
La Banca di Siracusa
salva la Trogylos basket
Coraggiosamente lancia la ciambella di salvataggio
alla squadra fiore all’occhiello di Priolo e di tutta la provincia
50
Antonino Spadaro, presidente della Banca di Siracusa
onoscerete certamente l’adagio “l’unione
fa la forza”. Bene, questa è una di quelle
storie in cui il popolare motto trova perfetta
applicazione.
Prendete una banca di credito cooperativo
(Banca di Siracusa) e affiancatela ad una
storica realtà sportiva locale in serie difficoltà (Trogylos
Basket Priolo, Serie A1 femminile). Ora immaginate che
l’istituto bancario – i cui soci sono per la gran parte
imprenditori del territorio – si adoperi per dar vita ad una
sottoscrizione, una raccolta fondi tout cour, per permettere alla società sportiva di terminare il campionato e
partecipare ai play-off che assegnano lo scudetto. Una
ragnatela di conoscenze, sensibilità e “portafogli” per
evitare che una eccellenza sportiva locale possa sparire,
seguendo un copione tristemente noto in questi anni
difficili.
È quanto sta accadendo in questi giorni, dopo il drammatico s.o.s. lanciato dalla Trogylos Priolo, società con
due scudetti e una Coppa Campioni in palmares, oltre
ad una sfilza di partecipazioni ai play-off scudetto ed
alle competizioni europee.
La Banca di Siracusa ha aperto un conto per raccogliere
quante più donazioni possibili. L’obiettivo, ambizioso, è
quello di poter creare una base che possa diventare
una solida garanzia di sopravvivenza nel tempo della
società di massima serie e non un semplice contributo
C
a fondo perduto per arrivare a fine
campionato e poi del futuro chissà
cosa ne sarà.
«Crediamo sia necessario dare un
esempio concreto di operatività a
sostegno di una eccellenza sportiva
del territorio e speriamo che molti
altri raccolgano il nostro invito», ci
racconta Antonino Spadaro che della
Banca di Siracusa è il presidente. «In
questo momento di grave crisi
economica, sociale e di valori occorre
ricordare che in ogni campo piccoli
contributi o sacrifici individuali ben
coordinati possono far conseguire
obiettivi importanti per la collettività».
Anche se probabilmente qualcuno rimarrà sorpreso nel
leggere di una banca che apre un conto corrente per
raccogliere fondi a favore di una squadra sportiva.
«Perché non limitarsi ad una sponsorizzazione?», potrebbe persino domandarsi un osservatore. Ma sarebbe
un osservatore distratto. Perché a ben guardare questa
storia, si comprende come c’è spazio anche per i principi
base delle teorie keynesiane secondo cui, semplificando,
se vuoi che un’economia moderna possa superare i
momenti di crisi devi per prima cosa rimettere in circolo
del denaro.
Spieghiamo meglio. Una volta raccolta la cifra X, questa
viene consegnata alla società Trogylos. Con quella
somma si pagano i viaggi per le trasferte ad una agenzia
del territorio; si pagano i fornitori del territorio; si pagano
le giocatrici che spendono in esercizi commerciali del
territorio per le necessità quotidiane; si pagano gli affitti
ad albergatori del posto e così via dicendo.
Insomma, si creano le basi per tornare a movimentare
denaro e, in qualche misura, tornare anche a produrre
ricchezza. Sempre nel territorio. Senza disperdere capitali
ed energie economiche e produttive del siracusano.
Una forma di resistenza di una comunità che non vuole
chiudere per crisi. Ecco perché non deve stranire il fatto
che la Banca di Siracusa, ed i suoi soci, si stiano
spendendo a favore della Trogylos Basket Priolo. «Rite-
nuovo passaggio. Che, in realtà, avrebbe dovuto avere
un illustre prologo nella drammatica estate della mancata
iscrizione del Siracusa calcio in Prima Divisione. «Non
eravamo in grado di sostenere l’impegno necessario
per salvare il Siracusa Calcio. Abbiamo, però, tentato
di coagulare consensi e mezzi finanziari a sostegno della
squadra cittadina, giunta prossima alla serie B, massimo
traguardo sportivo. Purtroppo siamo stati interessati
troppo tardi, quando ormai lo spazio di manovra era
veramente modesto. Speriamo, tuttavia, che il triste
epilogo della vicenda Siracusa Calcio, funga da stimolo
a tutti, affinchè pagine tristi come quella già vissuta non
abbiano più a ripetersi».
Per riuscirci, si possono intanto donare cifre libere, anche
modeste, dal sito web della Banca di Siracusa cliccando
sull’apposito banner “Adotta anche tu la Trogylos”.
È chiaro che maggiore sarà il numero di persone coinvolte,
tanto più grande risulterà il successo dell’iniziativa e
quindi la diffusione del messaggio cooperativo e di
collaborazione.
Anche l’imprenditore edile Domenico Cutrale, responsabile di Ance Siracusa in Confindustria, ha mostrato un
interesse concreto. La sua donazione è stata tra le prime,
ma è il contributo personale – in termini di energie spese
e rete di relazioni resa disponibile – a lasciare presagire
come un sistema capace di parlare la lingua della
concertazione non è totale utopia per il tessuto produttivo
di Siracusa. «È un dato di fatto che abbiamo meno
capacità di molti altri europei nel fare squadra. E questo,
in campo internazionale, ci ha spesso penalizzato»,
aggiunge sul punto Marco De Benedictis, citando a
supporto studi e dati recenti.
Ora, è chiaro che Banca di Siracusa insegua anche un
suo tornaconto in tutta questa vicenda. Ma – sorpresa
– non pare essere di carattere finanziario. «Non abbiamo
espresso valutazioni di immagine o commerciali. Il nostro
interesse è diffondere un nuovo messaggio, per rendere
moderno un sistema fermo. Superiamo egoismi e personalismi, via le invidie. Concentriamoci su di un obiettivo
comune, diverso di volta in volta. Questo è il messaggio
che vogliamo lanciare alla classe produttiva e imprenditoriale del territorio. Ritengo sia un modo semplice per
evitare di uscire dalla crisi tutti con le ossa rotte».
Questo significa, in estrema sintesi, che oggi ci si muove
per salvare la Trogylos Basket e non disperdere un
patrimonio sano del mondo dello sport (con le ricadute
economiche di cui abbiamo parlato in precedenza). Ma
se domani si presentasse l’opportunità o la necessità
di difendere un’altra eccellenza del territorio – nel campo
del sociale, della cultura, ecc. – la Banca di Siracusa
non si tirerebbe indietro. «Esatto. È nostro interesse
assicurare e promuovere la crescita culturale ed economica del territorio». Nessuno, però, pensi di presentare
le sue lamentazioni per ottenere chissà quali agevolazioni.
«Le regole di accesso al credito sono chiare per tutti.
E a quelle non si deroga».
G. C.
51
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
niamo che serrare le fila sia l’unica strada da percorrere
per creare nuove opportunità di rilancio della nostra
economia e di ricostruzione del nostro tessuto sociale
e culturale», spiega ancora Spadaro. Che trova una facile
sponda in Marco De Benedictis, professione avvocato,
socio fondatore dell’istituto di credito cooperativo. «Stiamo
cercando di compiere, tutti assieme, un grande passo
culturale in avanti. Negli anni il ‘sistema Siracusa’ è
sempre stato penalizzato dalla scarsa propensione alla
collaborazione. Ma ora che i tempi sono difficili, ci si deve
rendere conto che cooperare significa soprattutto creare
nuove opportunità. È il messaggio che stiamo tentando
di diffondere con questa iniziativa; in fondo una banca
di credito cooperativo è per antonomasia la banca del
territorio e tocca quindi a noi raccogliere le energie sane,
rielaborarle e trasferirle per produrre sviluppo». Anche
attraverso quella che banalmente può sembrare una
semplice sottoscrizione aperta a tutti.
«Si badi bene, non stiamo finanziando nessuno (anche
se un piccolo contributo la Banca lo ha donato, ndr).
Siamo, piuttosto, promotori di una iniziativa che vuole
coagulare consensi e risorse attorno ad un progetto del
territorio».
Mobilitati, allora, i circa 900 soci dell’ istituto siracusano.
Persone fisiche, imprenditori, famiglie. «Tutti insieme
perché è così che si costruiscono grandi risultati. Dobbiamo capire che è tempo di superare egoismi e personalismi. Servono punti di incontro e questo può essere
il primo», racconta appassionato ancora De Benedictis,
ben consapevole della difficoltà di farsi portavoce di un
messaggio che ha sempre faticato ad attecchire. E qui
influisce anche il gap accumulato negli anni da Siracusa,
rimasta indietro sul tema della cooperazione.
Ma chi, invece, ha subito colto il senso di una simile
operazione è stata la Camera di commercio di Siracusa.
«Pippo Gianninoto – confessa De Benedictis – si è reso
disponibile in termini organizzativi e so che si spenderà
per invitare istituzionalmente tutte le categorie produttive.
Gli operatori economici del territorio sono migliaia.
Basterebbero dieci euro di donazione ciascuno per
raggiungere traguardi che oggi riteniamo impossibili».
Talmente semplice e banale da faticare a crederci. Eppure
è anche questo parte di quell’upgrade culturale collegato
alla raccolta fondi.
Che si sia scelto l’ambito sportivo come terreno fertile
per avviare questa crescita di cultura ed impresa non è
del tutto un caso. «Lo sport è un mondo al centro della
nostre attenzioni e del nostro impegno sociale – dice il
presidente Spadaro – riteniamo che l’attività e la competizione sportiva siano indispensabili per la formazione
ed il benessere dei giovani, che sono il futuro del nostro
territorio. Cerchiamo, con piccoli contributi, e con segni
concreti di solidarietà di essere vicini alle società sportive
che si impegnano nella formazione dei giovani e che
onorano, con tale impegno, il nome della nostra provincia». La Banca di Siracusa ha effettivamente sponsorizzato squadre locali delle più diverse discipline, ora questo
BENI CULTURALI
La tribuna dello stadio “De Simone“
autentica opera d’arte cancellata
La storica struttura del “De Simone” dopo 80 anni abbattuta nel dicembre 2008.
Paolo Giansiracusa accusa e avverte: “Non si può farne oggi una copia.
Sarebbe un rattoppo”
52
Dicembre 2008 - La ruspa inizia a demolire la tribuna Il “De Simone” visto dall’alto, circondato dalle abitazioni del
popoloso quartiere della Borgata
desso che non c’è più molti ne sentono la
mancanza. E dire che prima era persino
considerata piuttosto brutta. Così squadrata, così rigida. A guardarla persino pesante. Eppure la pensilina della tribuna dello
stadio “Vittorio Emanuele III” di Siracusa,
oggi De Simone, era tutto fuorchè squadrata, rigida
e pesante.
È stata abbattuta nel dicembre del 2008, sulla base
di una relazione tecnica del professor Antonino Badalà,
della facoltà di Ingegneria della Università di Catania
(lo stesso che ha recentemente periziato il viadotto di
Scala Greca, ndr) richiesta dal Comune di Siracusa.
Si era parlato di una ricostruzione, in materiale leggero
e con l’ausilio di schiume sintetiche che permettessero
di ricreare l’effetto originale. L’allora soprintendente ai
beni culturali, Mariella Muti, aveva appoggiato l’idea:
«Abbattiamola e ricostruiamola nello stesso stile». Il
progetto è rimasto però sulla carta, tra annunci e
ritardi nell’accesso ai fondi.
È rimasto un vuoto, a mala pena colmato dalle lettere
che compongono il nome dello stadio. Un vuoto che
ha inghiottito un altro pezzo di storia di questa città
che non ha memoria. Tranne quella lasciata da Greci
e Romani.
La pensilina aveva resistito al suo posto per quasi 80
A
anni. Era stata costruita in pieno ventennio fascista,
negli anni ‘30 del secolo scorso. E di quel periodo
rispecchiava i canoni stilistici, arditamente sintetizzati
nel progetto dell’architetto catanese Raffaele Leone.
Per l’epoca, un’assoluta modernità. Forse si poteva
intervenire per consolidarla, forse è stato giusto abbatterla. Il dibattito è ancora aperto.
Per la verità il professor Paolo Giansiracusa, studioso
di storia dell’arte, di dubbi non ne ha mai avuti. E li
conferma ancora oggi.
«La pensilina non c’è più per l’insipienza e l’imperizia
di molti. Aveva solamente bisogno di piccole opere
di manutenzione, le stesse che vanno applicate a
qualsiasi manufatto architettonico. Non è stata ricostruita perchè l’obiettivo non era quello di ripararla o
rifarla. Scopo ultimo era quello di demolire tutto per
costruire altre opere in attuazione di progetti cervellotici.
La demolizione della pensilina era solo l’inizio di una
distruzione complessiva che le varie polemiche, sollevate innanzitutto dai blocchi impressionanti che si
volevano edificare, hanno fortunatamente bloccato».
Giansiracusa potrebbe descriverla a memoria quella
pensilina. I giochi di volume, gli artistici decori influenzati,
dettati dai gusti dell’epoca, la genialità di un’ala in
cemento armato eppure così leggera.
«Sono stato il primo a considerarla opera pregevole
del ventennio fascista, contrariamente al parere diverso
di tanti soloni pseudo-studiosi. Era un piccolo capolavoro del Razionalismo europeo e portava una firma
importante, quella dell’architetto catanese Raffaele
Leone (1897-1981, ndr), allievo di Gustavo Giovannoni
alla Scuola superiore di Architettura di Roma, intellettuale raffinato, amico di Vitaliano Brancati, Leo Longanesi, Roberto Papini, Giorgio La Pira, Ercole Patti.
La particolarità più significativa era legata all’aspetto
strutturale, ardito, geniale. Consisteva in uno sbalzo
unico con mensoloni sporgenti dall’effetto acrobatico.
I cassettoni cementizi dell’intradosso ne svuotavano
lo spessore, rendendola come un’ala leggera. La
cilmente discerne, analizza e giudica con obiettività.
Segue l’onda delle opinioni gridate, esageratamente
pompate dai media. Per salvare la nobilissima struttura
sarebbe bastato che una piccola parte della comunità
locale si sollevasse. E invece ricordo che fui lasciato
solo a combattere contro i mulini a vento. Addirittura
i miei interventi a favore della salvaguardia di tutto il
complesso architettonico venivano fatti passare come
ostacoli alle prospettive del Siracusa calcio, squadra
che invece ho sempre amato».
Già, il complesso architettonico. Perché tutto lo stadio,
che simpaticamente i tifosi chiamavano rudere, è a
suo modo un complesso monumentale.
53
La tribuna del “De Simone” abbattuta. Pazzini al “De Simone”. Nello sfondo la tribuna centrale senza la storica ed
elegante tettoia
struttura non aveva sovraccarichi, portava solo se
stessa e non era contrassegnata da alcun segno di
pericolo. Era caratterizzata, come normalmente accade
per qualsiasi struttura, da microlesioni, risibili scrostamenti d’intonaco. Con un po’ di buon senso tutto
poteva essere sottoposto a manutenzione e tutelato»,
chiosa con rammarico lo studioso siracusano.
Quella pensilina che per anni ha protetto da pioggia
e sole generazioni di siracusani che seguivano le
imprese sportive della squadra cittadina era il simbolo
di una sfida vinta sulle conoscenze del tempo in cui
venne concepita. Nata per sfida, nata per durare.
«Certo che era una struttura ardita. Il suo autore,
ingegnere e architetto allo stesso tempo, aveva la
sapienza tecnica e la sensibilità artistica per creare
un’opera unica, accostabile per caratteristiche costruttive ai corpi aggettanti della stazione Termini di Roma
o della stazione di Santa Maria Novella di Firenze».
Questi paragoni aiutano a rendere meglio l’idea.
E chi l’ha vista quando c’era e magari l’ha considerata
bruttina adesso, leggendone la storia e le particolarità
si ricrede.
Come chi la rimpiange da quando non c’è più, né in
originale e neanche in copia. «Il siracusano – aggiunge
Paolo Giansiracusa – ha il brutto difetto di lasciarsi
confondere le idee da quelli che hanno potere. Diffi-
Dal portale di piazza Leone Cuella alla tribuna centrale.
Difficile passare all’opinione pubblica l’idea che persino
uno stadio possa essere un monumento. Eppure il
De Simone, pardon, il Vittorio Emanuele lo è.
«Vero. Pochi sanno ad esempio che si tratta di un’opera
del Razionalismo europeo che ingloba alcune novità
decorative dello stile decò. Rappresentava un momento felice per la città aretusea, un momento irripetibile in cui, oltre ai grandi artisti, venivano i rappresentanti del potere istituzionale nazionale. Oggi invece
per la città non ci sono progetti di cui valga la pena
parlare e i rappresentanti del governo ne hanno
dimenticato, da decenni, l’ubicazione e la sorte».
Inutile battere sull’idea di ricostruire la tettoia della
tribuna identica all’originale ma facendo ricorso ad
una struttura in alluminio e prodotti sintetici a riempimento. Paolo Giansiracusa ne è certo: sarebbe un
rattoppo. «L’opera di Raffaele Leone non c’è più e
bisogna prenderne atto, rifarla significherebbe operare
in dispregio ai principi della carta del restauro. Altra
cosa è invece la necessità di realizzare una struttura
mobile a parasole per la quale non credo ci sia bisogno
di appoggiarsi alla vecchia struttura. Esistono soluzioni
autoportanti di una leggerezza sorprendente; basta
fare una piccola ricerca e attivare il buon senso».
G. C.
TERRITORIO
Gli accademici della cucina visitano
due fra le eccellenze siracusane
54
O
riginale iniziativa della Delegazione di Siracusa dell’Accademia Italiana della Cucina
all’insegna della riscoperta e della conoscenza delle tradizioni imprenditoriali,
contadine e gastronomiche del nostro
territorio.
Il gruppo degli accademici, guidato dal delegato
Angelo Tamburini, ha visitato “Azienda Agricola Fratelli
Giardina” dove il dottor Salvatore Giardina, da perfetto
padrone di casa, ha illustrato il nuovo centro aziendale
di 11.000 mq. coperti, presentando le varie fasi di
lavorazione, selezione, assemblaggio e spedizione dei
prodotti agricoli.
Gli ospiti hanno così potuto conoscere la vasta gamma
di produzioni: limone di Siracusa, melanzana, zucchina,
lattuga iceberg, arance, pomodoro: ciliegino, grappolo,
snack, cuore di bue e datterino; cocomero e patata
novella di Siracusa.
Durante la illustrazione ne è scaturito un diffuso sentire
interpretativo delle attuali esigenze del cittadino.
E cioè che oggi, sempre più spesso i consumatori
non solo sanno riconoscere i vari prodotti della terra
ma orientano la loro scelta proprio su quelli a marchio
di qualità, perché consapevoli del “valore aggiunto”
che ne deriva.
Qualità e origine, tipicità ed eccellenza: questi i quattro
caposaldi anche nell’alimentazione quotidiana in cui
è possibile scegliere il meglio, grazie ai marchi che
accompagnano i prodotti. Infatti, le denominazioni di
qualità Doc e Igp ormai sono entrate nel lessico
quotidiano e richiamano immediatamente le tipicità
del territorio che si distinguono per l’attenzione alla
filiera produttiva, dal campo alla tavola.
L’azienda agricola Fratelli Giardina, che opera dal
1939, fa parte del “Consorzio Arancia Rossa di Sicilia
IGP”, del “Consorzio del Limone di Siracusa” e del
“Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP” ed ha una
produzione biologica Bioagricert e certificazioni di
Tracciabilità della Filiera e Globalgap. Nel suo complesso l’azienda impiega da 200 a 600 lavoratori l’anno
a seconda delle operazioni colturali e di raccolta.
Il Delegato di Siracusa A.I.C. Angelo Tamburini, al
termine della minuziosa visita, si è complimentato per
la realtà imprenditoriale osservata ed ha ha ringraziato
Salvatore Giardina per la disponibilità e l’accoglienza
riservata agli accademici facendogli dono del piatto
in silver dell’Accademia.
È seguito il pranzo conviviale al “Pozzo di Mazza”
come una naturale prosecuzione a Km. 0 dei prodotti
già osservati e successivamente gustati perché sapientemente trasformati in saporite pietanze tradizionali
dalla Maestra di cucina Ada Cappuccio.
Questo il tipico menu intriso di usi, sapori, cultura e
tradizione tutta siracusana: Antipasto - rapipitittu a
tinchité: fritteddi ri ricotta, cipuddi o’ furnu, masculinu
marinatu, purpetti ri patati, ‘nsalata ri puppu,
tempo e farla apprezzare da tutti.
Una giornata quindi che ha fatto vedere da vicino due
fra le principali eccellenze della provincia siracusana.
Giuseppe Aloisio
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
55
parmigiana’ i mulinciani, alivi cunzati, frittati, pipi arrustuti
e capunata.
Primo piatto - Pasta a’ sarausana; Secondo - Costata
china; Contorno - ‘Nsalata capricciusa; Dolce -Gilatu
ro mastru; Vini: russu “Nero d’Avola” e “Zibibbo” ra
Casa e alla fine Crema di limùni ‘i Sarausa.
All’Agriturismo “Pozzo di Mazza” la dottoressa Susanna
Corvaja ha fatto comprendere agli accademici della
cucina la filosofia di gestione che è improntata ad uno
stile di vita familiare e naturale, lontano dalla frenesia
della vita cittadina.
Ad esempio, la zona cucina e ristorazione è posta in
un caseggiato ottocentesco: un antico palmento
perfettamente conservato; tanto che nell’ambiente
limitrofo si trova un grande e antico forno tipico della
vita contadina; non solo, la costruzione principale è
circondata da un giardino di specie botaniche autoctone della flora mediterranea perfettamente godibile e
rilassante. Tutte caratteristiche di grande amore e di
grande passione per far rinascere la genuinità di un
sopra
Una panoramica dell’Azienda agricola agriturismo
“Pozzo di Mazza”
nella pagina accanto
Il delegato Angelo Tamburini consegna il piatto d’argento della
AIC a Salvatore Giardina
Tamburini consegna il gagliardetto
alla Maestra di cucina Ada Cappuccio
Gli accademici in visita all’Azienda agricola “F.lli Giardina”
Aldo Formosa
TRADIZIONI POPOLARI
Storie e ricette nel libro
“Del mangiar siracusano”
Una preziosa testimonianza
della memoria storica del compianto
etnoantropologo di Palazzolo Acreide,
Antonino Uccello, cultore unico
di saperi e sapori
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
56
I
l successo ottenuto con diverse ristampe del libro
di Antonino Uccello Del mangiar siracusano
testimonia della validità del testo e del suo specifico contenuto.
Edita dall’Ente provinciale turismo di Siracusa
nel gennaio 1969, la raccolta di ricette (e non solo!)
era impreziosita da approfondimenti etnici e sociali
alla maniera di Antonino Uccello, irripetibile ricercatore,
appassionato studioso di usi e costumi del territorio,
sensibile poeta, narratore fecondo.
Dal 1969 il libro ha marcato una seconda edizione nel
1979, sempre a cura dell’EPT, una terza nel 2000
(Azienda provinciale Turismo) e questa ristampa del
2006 accudita da Carmelo Maiorca coi disegni di
Antonio Mangiafico.
“Antropologo di eccezionale talento, Uccello non si
limita a studiare i protagonisti della fascia folklorica:
vive con loro, partecipa del loro orizzonte culturale,
ne condivide un progetto complessivo di liberazione
dal dominio”.
Così annota Lombardi Satriani nella introduzione al
volume “Antonino Uccello e la Casa Museo”.
Anche questo infatti è da ricordare: che la Casa Museo
di Palazzolo Acreide è creatura di Uccello, il quale vi
conservò fino alla morte (1979) un autentico tesoro
catalogato di reperti raccolti nel suo girovagare per
sperdute masserie e lontani bagli.
Nel libro sono evidenziate ricette consacrate nella
tradizione siracusana, all’insegna di uno “slow food”
tanto saporoso quanto salutare.
Annota Carmelo Maiorca nella introduzione che “i
brani più interessanti sono quelli che riescono a farci
percepire il ricordo di un mondo prevalentemente
rurale, basato sui cicli stagionali e su un rapporto più
equilibrato con la natura, scansioni temporali spesso
legate alle celebrazioni agricole e alle feste religiose”.
Dunque civiltà contadina e atmosfere casalinghe su
cui si basava una quotidiana virtù del vivere.
E infine: «Uccello guardava - conclude Carmelo Maiorca
- al passato e alle tradizioni in modo laico e problematico credendo nella possibilità di trasformazione della
realtà».
Uccello coglie anche, in un antico canto popolare,
l’esigenza di esorcizzare la morte.
Così i contadini durante la mietitura cantavano: «Quannu moru ju cianciti tutti:/’ntabbùtu m’at’a fari di ricotti,/
ri latu a latu cordi di sasizza,/ pi capizzu ddu’ capuni
cuotti,/ pi cummògghiu pisciròva fritti,/ pi cannili ddu’
piccìotte schette,/pi acqua biniritta vinu forti».
Al libro hanno fornito ricette molti personaggi della
cultura: da Bernabò Brea a Bussotti, da Di Falco a
Fava, da Gargallo di Castellentini a Pitrè, da Sciascia
a Reitano Mauceri, da Siena a Zancanaro.
È un tripudio di fumanti minestre, di pasta fritta alla
siracusana, di “taccùna di mulinu”, “maccu” di S.
Giuseppe, e poi “occhiali di S. Lucia”, zuppe di pesce,
la “agghiotta”, le trote di Manghisi celebrate anche da
Pietro Mascagni, le verdure con l’asparago selvatico
come anche il finocchietto di Pantalica, la salsiccia,
la stimpiràta agrodolce di coniglio, “u scacciùni e u
cuddurùni”, l’impanata contadina, e i dolci: la
“marturana”, la “scuma di turruni”, il “biancomangiare”,
le cassatelle, la cotognata...
I vini infine: lo zibibbo regale, il mitico rosso di Pachino,
il moscato di Siracusa, e non manca una dotta inserzione sulla vigna di Falaride.
Chiudono la gastroarcheologia siracusana e i frammenti
ironici di Archestrato.
Un caleidoscopio di sapori e di sapere quindi. Unico
nel suo genere, per ristorare il corpo e lo spirito.
TURISMO
Da Genzano a Noto
Nel 1980 arrivò l'Infiorata
Nella via Nicolaci per l’iniziativa di Aldo Formosa
e la deliberazione dell’Ente provinciale turismo
della chiesa, capace coi suoi
gradini di almeno 3000 posti a
sedere.
Un palcoscenico “modulare"
che, una volta smontato e riposto nei magazzini del Comune, sarebbe andato bene per
il futuro con un notevole risparmio di costi.
Così fu fatto. Ad Aldo Formosa
l’EPT diede carta bianca. Egli
contattò un maestro infioratore
di Genzano, che venne a Noto
per un sopralluogo.
Si scelse via Nicolaci, si invitarono i pittori e gli artisti di Noto
a presentare i "bozzetti", si
coinvolse un entusiasta gruppo
di giovani per la raccolta di
"maju" e di fiori di campo da
assemblare poi in una necessaria policromia, Formosa
chiamò una squadra di professionisti per costruire il palcoscenico.
Non restava che fissare la data.
Il maestro di Genzano tornò a
Noto con la propria squadra di
infioratori, avvertendo però che
dall’anno successivo avrebbero
dovuto essere i giovani di Noto,
avendo dalla prima edizione
imparato la tecnica, a proseguire
la tradizione.
attirò a Noto, assieme ad una "parata" di carrozze
d’epoca voluta dal presidente Vella, molte decine di
migliaia di visitatori. Lo spettacolo del balletto del San
Carlo di Napoli riscosse un successo strepitoso, e
l'Infiorata di Noto diventò storia che ogni anno si ripete
ininterrottamente nella terza settimana di maggio da
34 anni. Una festa di colori non solo in via Nicolaci.
G. A.
57
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
P
residente dell'Ente
provinciale Turismo di
Siracusa era Vella e
direttore ne era Italo
Russo. Il Comune di
Noto, sindaco Rizza e assessore
Celeste, chiese all'EPT una
sovvenzione per una mostra di
fiori in primavera.
L'EPT rispose che invece di dare
la sovvenzione avrebbe provveduto ad organizzare direttamente in proprio la manifestazione.
Il direttore Russo interpellò Aldo
Formosa il quale, oltre che occuparsi di teatro e di spettacoli,
era anche in quel periodo giornalista professionista a capo dei
servizi culturali del quotidiano "Il
Diario", chiedendogli di ideare
l’impostazione da conferire alla
manifestazione che doveva
avere un lancio nazionale.
All'idea banale di una semplice
mostra di fiori, Formosa propose
invece una cosa rivoluzionaria,
più spettacolare e inedita per
Noto: l’Infiorata.
Durante una riunione al Comune
di Noto Formosa spiegò la sua
idea che si basava su quanto
ogni anno si faceva a Genzano:
"l’Infiorata", appunto.
E per rendere ancora di maggior livello nazionale
l'iniziativa propose anche uno spettacolo all'aperto di
danza classica con il Corpo di ballo del Teatro San
Carlo di Napoli, essendo lui amico di alcune di quelle
danzatrici. Aldo Formosa indicò anche il luogo ideale
per realizzare l’evento: costruire un palcoscenico in
legno appoggiato alla facciata di Palazzo Ducezio,
avendo davanti la naturale platea della grande scalinata
LIBRI
Onore ai caduti siracusani
della guerra 1915-’18
“Come giovani aquile” di Vittorio Belfiore ricorda i ragazzi
che il 14 maggio 1915 in piazza Archimede acclamarono
le parole degli avvocati Golino, Amato e Piccione contro l’Austria
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
58
I
l poeta spagnolo trucidato nel secolo
scorso, in memoria del
torero Ignazio Sanches
Mejas ha scritto tra
l’altro: «Perché tu sei morto.
Come tutti i morti della terra.
Come tutti i morti che si
scordano in un mucchio di
cani spenti. Nessuno ti conosce. No, ma io ti canto
per dopo…».
Sono versi di Federico
Garcia Lorca. Che ci inducono a non dimenticare.
Come ha fatto a Siracusa un
appassionato cultore di
memorie: Vittorio Belfiore nel
suo libro Come giovani
aquile edito da Morrone,
dedicandolo ai siracusani
morti nella grande guerra
15/18. Siracusani stroncati nel fiore degli anni.
Belfiore apre il libro con una prefazione di Morris L.
Ghezzi che riporta un brano da Edipo a Colono di
Sofocle: “Non esser nati è condizione che tutte supera.
Ma poi, una volta apparsi, tornare al più presto colà
donde si venne, è certo il secondo bene”. E Ludwig
Feuerbach a supporto aggiunge: «Morte converte
quanto è mio nel tuo, e l’uno dentro l’altro accerchia
e chiude. Una volta soltanto qui nel tempo resti uguale
a te stesso, poi la morte – non una burla – identità
distrugge. Invero tutto il mondo è regolato solo
sull’orologio della morte».
È bello oggi, come fa nel suo libro Belfiore, ricordare
i tanti e sconosciuti giovani che si immolarono in quella
follia che è la guerra. Nel ricordare questi siracusani,
ci sovviene Foscolo: “All’ombra dei cipressi e dentro
l’urne confortate di pianto, è forse il sonno della morte
men duro?”. Giovani e sconosciuti questi nostri concittadini, i cui nomi ritornano miracolosamente dal
buio della dimenticanza.
Belfiore ha compiuto un lavoro non facile ma generoso,
certosino e meritorio. È così
che rivivono davanti a noi le
figure di ragazzi che il 14
maggio 1915 in piazza Archimede acclamarono le
parole degli avvocati Golino,
Amato e Piccione contro
l’Austria. E il 22 maggio
l’ambasciatore italiano a
Vienna presenta la dichiarazione di guerra all’Austria.
Partono i giovani siracusani
per il fronte. Il resto è Storia.
Così come appartengono
alla Storia i nomi di coloro
che caddero onorando il
Tricolore. Nelle pagine di
Balfiiore scorre un diario
emozionante: il treno stracolmo di coscritti, l’angoscia
delle madri, e poi le lettere dal fronte,e gli episodi
(tanti!) alla prova del fuoco, l’epopea di Francesco
Angelino medaglia d’oro al valor militare…
Belfiore ha il dono di saper raccontare, e la sua
commozione traspare da ogni pagina, dicendoci dei
sentimenti, dell’umanità, degli eroismi.
II libro si chiude con l’elenco dei caduti siracusani: da
Accolla a Zuccarello, da Barcio a Troia, da Campisi
a Romano, più di 300 nomi di soldati, marinai, finanzieri,
ufficiali, molti dei quali decorati al valor militare. Non
li troveremo tutti nell’ossario del Pantheon. Dal Carso
al Piave, lì sono rimasti, e negli abissi del mare.
In queste nostre calamitose giornate, ora che fede,
patria, onore, sono parole dileggiate dalla spocchia
del tornacontismo e della vacuità morale, valgono le
parole di G.F. Maielli: “Salve, possente Siracusa, salve
tu patria di eroi, poeti, legislatori. Salve divina città
di Archimede, di Teocrito e di Epicarmo…”.
Aldo Formosa
Pino Filippelli
un grande del giornalismo siracusano
del Novecento
Ha ormai il suo posto nella storia della città
Commemorato a un anno dalla scomparsa
Quaderni di Prospettive
Salvatore Maiorca
Quaderni di Prospettive
Pino Filippelli giornalista gentiluomo
A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 15 marzo 2012,
il giornalista è stato commemorato nella sala degli Stemmi
del Palazzo del Governo, sede della presidenza della Provincia.
Pubblichiamo la relazione del nostro direttore responsabile Salvatore Maiorca
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
60
P
la sua parte. Il premio è destinato agli studenti delle
ino Filippelli giornalista gentiluomo. Meglio
scuole medie superiori. Segno che la figura di Pino
forse gentiluomo giornalista. Pino infatti è
raccoglie ancora consenso, stima, ammirazione in
stato innanzitutto un gentiluomo. E questo
ogni sede.
tratto ha improntato
Mi piace innanzitutto ricordare
tutta la sua vita. Ma
come l’avvocato-scrittore
il gentiluomo Pino non è stato
Piero Fillioley descrive il
soltanto un giornalista. È stato
gior nalista Filippelli in
anche uno sportivo, un uomo
”Schegge e Schizzi”, edizioni
di musica e di teatro, un
Flaccaventolibri, 1986.
pioniere. Ed è stato un po’
Quando lo conobbi, – scrive
anche un imprenditore. È
Filliolley – Filippelli si occupava
stato infatti editore. Non è
di cronaca giudiziaria. Chiastato soltanto il corrisponmai anche lui, come gli altri
dente storico del quotidiano
cronisti di nera e giudiziaria
La Sicilia a Siracusa. Ma
pappapani: in dialetto, scaanche il fondatore e direttore
rafaggi. Che vuol dire?
del “suo” settimanale La
All’epoca di scarsi scandali
Domenica, la sua creatura
e di politica sempre rovente
che egli amava e coltivava.
l’unico che camminava, diMa è stato sempre ricco di
ciamo, nel melmoso era il
una sottile ironia e, sopratcronista giudiziario: come i
tutto, autoironia. Aveva
pappapani, attratti
sempre la battuta pronta. Ma
dall’umidità.
sempre lieve, soft si direbbe
Scherzi a parte, dal primo
oggi. Seppur pungente a
momento io vidi in Pino Fivolte. E sempre con il sorriso.
lippelli la stoffa del giornalista vero. Un mestiere che
A un anno dalla scomparsa di Pino il suo ricordo è
ho ritenuto sempre assai difficile: anche a farlo da
sempre vivido. La sua figura, la sua opera sono sempre
dilettante. Richiede riflessione pronta, in tempi brevi
presenti. Come lo è sempre il ricordo di altri grandi
e poco spazio; spesso
che hanno pure conmolta umiltà, buon
diviso con lui tanti
momenti: Aldo Carra- Pino, da quel giornalista di razza che era, non perdeva senso sempre.
tore, Lino Romano, una notizia. Mai. Ma entrava nella notizia. La soppesava. Filippelli veniva da un
Saretto Leotta. In una
Ne valutava ogni possibile effetto, diretto e indiretto. passato variopinto:
musicale, teatrale,
occasione come queA questo badava soprattutto. Era un cronista.
sportivo. In una parola
sta è doveroso ricorMa era innanzitutto Uomo. E gentiluomo
era uno spirito comdare anche loro.
plesso. Cominciai a
In memoria e in onore
capire, e sempre più col tempo ad apprezzare, la vena
di Pino, la Camera di commercio ha lanciato una
di poesia della vita che possedeva, intessuta, senza
iniziativa: la istituzione di un Premio di eccellenza a lui
sforzo, di filosofia incantevole e di umorismo: anche
intitolato. La giunta camerale, presieduta dal presidente
nei sentimenti e perfino nella sensualità. Mai spicciativo,
Ivan Lo Bello, lo ha deliberato. Anche la Provincia farà
61
Quaderni di Prospettive
sempre carico di garbo, di raffinatezza: anche nello
sdegno; quasi sempre il suo è acerbo, da fanciullo.
Egli può, se vuole, spaziare con teneri pigli dalla pietà
commossa all’invettiva umana: la parola è sempre
appropriata.
La fortuna lo mise, nel suo esordio, a fianco di
quell’uomo colto e sensibile, esperto d’arte, che fu
Aldo Carratore. E Filippelli lo dice sempre a tutti. Mi
piace l’efficacia della sua sintassi, e l’aggettivazione.
Sono pregi di gran conto. Io ritaglio da tempo qualche
suo articolo, e lo tengo nella mia emeroteca.
al suo settimanale La Domenica e al quotidiano La
Sicilia. Ed è con La Sicilia e La domenica che si snoda
il nostro cammino (il suo e il mio) fino alla fine.
Giovane cronista de La Sicilia, Pino ha legato il suo
nome all’evento che ha caratterizzato il Novecento
siracusano: la lacrimazione della Madonnina di via
degli Orti nell’agosto del 1953; l’evento che, più di
ogni altro, ha segnato il Novecento siracusano.
Pino apprende il fatto. Accorre in via degli Orti. Vede
il quadro prodigioso. Parla con i padroni di casa, con
la gente che si era frattanto affollata. Nel primo pome-
Per finire voglio raccontare quel racconto suo, protagonista il suo cane e quel colombo ferito da un ignoto
cacciatore, l’estenuante soccorso dell’ornitologo
improvvisatosi chirurgo, la gioia di vedere quel volatile
prendere il volo dionisiaco nel cielo, riaperto alla sua
esistenza. Ecco l’anima del poeta. Che sia anche lui…
un gran figlio di Archimede?!
Fin qui il ritratto “schizzato” da Piero Fillioley. Ed ho
anche il dovere di ricordare che questo ritratto è stato
citato, a memoria ancora fresca del funerale di Pino,
dall’altro giornalista che rimane scolpito nella nostra
memoria, Dino Cartia, con il bel pezzo pubblicato
sulla rivista camerale da me diretta Prospettive Siracusa.
Cito soltanto l’incipit, l’attacco diciamo noi, del pezzo
di Dino Cartia su Pino: «È venuto a mancare – scrive
Cartia – un grande giornalista, un caposcuola che per
decenni ha retto la redazione siracusana de La Sicilia.
Sempre con garbo, con umanità, con rispetto per
chiunque venisse in contatto con lui e con il giornale».
Sono tutte testimonianze della figura e dell’opera di
Pino: questo gentiluomo che non ha attraversato
invano questo mondo e il suo tempo, vi ha lasciato
la sua impronta. E lui rimane con noi.
Pino ha legato la sua opera giornalistica innanzitutto
riggio ne riferisce al titolare di allora dell’ufficio di
corrispondenza de La Sicilia, Aldo Carratore. In quel
tempo non c’era ancora la redazione de La Sicilia a
Siracusa. Anzi l’ufficio di corrispondenza era definito
addirittura “ufficio di ricezione”: come dire semplice
ricezione e smistamento di notizie.
Va ricordato, per inserire l’episodio nel giusto contesto,
che allora i giornali si facevano in tutt’altra maniera
che oggi. Non c’erano i computer né i collegamenti
telematici. In tipografia c’erano le righe di piombo,
che uscivano dalle rumorose e ingombranti linotype,
e i titoli di ferro a caratteri mobili. La periferia non
poteva quindi lavorare direttamente in pagina, come
oggi.
Il collegamento fra centro e periferia era affidato
soltanto al telefono e al mitico “fuori sacco”. Il quale
altro non era che una busta nella quale si mettevamo
i fogli degli articoli dattiloscritti.
La busta veniva poi portata all’autobus o al treno e
viaggiava fuori dal sacco della normale corrispondenza.
A destinazione c’era qualcuno incaricato di raccogliere
le buste che arrivavano dalla provincia e portarle in
redazione.
Pino riferisce quindi al professor Carratore l’evento
del quale era stato testimone tempestivo. Carratore
62
Quaderni di Prospettive
è scettico. Tuttavia gli dice di fare un pezzo e mandarlo
a Catania. Con il fuori sacco. A Catania il pezzo di
Pino finisce tra le mani del redattore di turno. Anche
il redattore è scettico. Ne parla con il caporedattore.
Discussioni, valutazioni. Alla fine si decide di mettere
quel pezzo in prima pagina. Ma non è finita. Quella
firma (Pino Filippelli) non è ancora nota a Catania. Chi
è costui? Il redattore non perde tempo: toglie la firma.
E Pino perde la titolarità dello scoop. Ma da quel
giorno rimane costante testimone dell’evento e dei
che è stato ‘Nzino Moscuzza. Avevo fatto questa
scelta per ragioni politiche. Mi sentivo infatti più vicino
alle idee di ‘Nzino Moscuzza. Anche se ritengo di
poter affermare che idee, ideali, ideologie non hanno
mai interferito con la nostra attività giornalistica.
1976. Un altro evento attraversa Siracusa. Per carità,
di tutt’altra dimensione che quel prodigio del ’53. Non
ha nulla di sacro quest’altro evento. Ma lascia
anch’esso il segno. Nel settembre del ’76 nasce un
nuovo quotidiano: Il Diario di Siracusa. Quasi contem-
63
tanti suoi sviluppi.
Pino non era peraltro un fautore dello scoop per lo
scoop. Da quel giornalista di razza che era non perdeva
una notizia. Mai. Ma entrava nella notizia. La soppesava. Ne valutava ogni possibile effetto, diretto e
indiretto, sulla vita delle persone. A questo badava
soprattutto. Era un cronista. Ma era innanzitutto
umano. E gentiluomo.
Nel 1956 Pino fonda il settimanale La Domenica. Così
almeno mi riferisce suo figlio Carlo. E se lo dice lui
possiamo pure correggere quel che invece risulta da
fonte autorevole: il volume Linee di storia del giornalismo siracusano di Corrado Piccione (edizioni Teodokos, 1998). In questo suo lavoro Corrado Piccione
riferisce invece il 1959 come anno di fondazione de
La Domenica. Ma poco importa. La Domenica ha
comunque avuto lunga vita. Anche dopo la scomparsa
di Pino. Dopo di lui ne ha preso infatti le redini Carlo.
Almeno per un altro periodo. Passano gli anni. Si
cresce. L’ufficio di ricezione de La Sicilia a Siracusa
diviene una redazione. Pino ne è il titolare. E intanto
fa pure la sua Domenica.
Il mio cammino non si era ancora incrociato con quello
di Pino. Io lavoravo in un altro settimanale storico
(Siracusa nuova) fondato e diretto da quell’altro grande
poraneamente a La Repubblica. Sono anni di fermento.
Ci crediamo in molti. La redazione siracusana de La
Sicilia, che Pino aveva costruito, si svuota: Il Diario
attrae molti di noi. Ma Pino, saldo al suo posto, non
si scoraggia. Recluta altri giovani. Ricostruisce la
redazione. Supera il momento di comprensibile sbandamento. Va avanti.
Il Diario è il primo quotidiano d’Italia realizzato con le
nuove tecnologie. Ma Pino stava già sperimentando
queste tecnologie nella sua Domenica. Con la sua
forza, il suo coraggio, da pioniere.
Nel 1978, per varie vicissitudini, lasciò Il Diario. Ed è
allora che il mio cammino s’incontra con quello di
Pino. Gli chiedo di far parte della sua squadra. E lui
mi risponde testualmente: «Ne sarei onorato. Parlane
con Catania. E cominciamo al più presto».
Da allora ne abbiamo fatta di strada insieme. Io nel
mio piccolo, per carità. Lui da grande.
Pino diviene caposervizio de La Sicilia. Per la prima
volta a Siracusa. E insieme, pian piano, si cresce.
Pino era un coraggioso, un intraprendente. Ma era
anche una persona prudente. Valutava con prudente
attenzione ogni situazione. Come ogni notizia. Per
questo la sua crescita professionale è stata, sì, rapida,
piena, ma anche segnata da una gradualità, che anzi
Quaderni di Prospettive
Prospettive Siracusa | Giugno 2013
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ne ha reso pieno, vissuto, lo sviluppo.
A proposito di prudenza ricordo un episodio particolare.
Andavamo insieme a Palermo per un congresso. Con
la sua macchina. Che era quella Citroen dei primi anni
Ottanta denominata “Lo squalo” per la sua lunghezza
e la sua forma appuntita, al frontale come al bagagliaio.
Eravamo in autostrada. A un certo punto Pino rallenta,
accosta, si ferma. Che succede? gli chiedo. «Sono
stanco. È meglio che dorma un po’. Prendi tu il
volante». «Ma non ho mai guidato questo mostro» gli
obietto. E lui, tranquillo: «Preferisci guidare tu che non
hai la mano con questa macchina ma sai comunque
guidare e sei sveglio o che continui io, col sonno che
mi ritrovo. E con il rischio che andiamo a sbattere».
Fu convincente. Appieno. Il coraggio equivalse alla
prudenza. E andò bene.
Mi volle anche a La Domenica. E per il settimanale
m’inventai, fra l’altro, una rubrica. La intitolai, d’accordo
con Pino, Gente di Ortigia. Dedicammo quella rubrica
a tanti personaggi della vecchia Ortigia. Pino
m’incoraggiò ad andare avanti. Finché quella rubrica
divenne un libro: Gente di Ortigia. Ma il coraggio di
farne un libro mi venne da Pino. E fu un successo. Al
punto che quel piccolo libro venne adottato in tante
scuole medie, come testo di narrativa e saggistica.
Quel successo lo debbo a lui, alla sua spinta, alla sua
trasfusione di coraggio. Per affrontare con prudenza,
e tuttavia con determinazione, nuovi traguardi. E
sempre con il suo contagioso sorriso. Questo era
Pino: un coraggioso; ma anche un generoso.
Il suo entusiasmo sportivo lo portava ogni domenica
accanto al Siracusa calcio. Quando il Siracusa calcio
valeva. Seguiva la sua squadra nei ritiri estivi, negli
allenamenti, nelle partite, sia in casa che fuori.
Da sportivo non si faceva mai mancare la sua ora di
passeggiata del mattino, in riva al mare, dall’Arenella
a Ognina e ritorno. Prima da solo, poi con il suo cane;
poi di nuovo da solo, dopo la morte del suo cane. Per
il quale aveva cercato le medicine giuste anche a
Milano, in fabbrica.
Con il medesimo coraggio, ma anche con la medesima
prudenza, affrontò l’avvento delle nuove tecnologie
nella confezione del giornale. Ebbe il coraggio di
sperimentarle innanzitutto con la sua Domenica. E
con successo: il successo che arride ai coraggiosi,
agl’intraprendenti. Ma con saggezza. Quando fu la
volta anche per La Sicilia di applicare le nuove tecnologie sia lui che noi eravamo già rodati dalla prima
esperienza con La Domenica.
Il coraggio era una sua ricchezza. Ma sapeva anche
infonderne a chi gli stava vicino. Ci volle coraggio per
affrontare, in tempi in cui di giornali non se ne vendevano gran che (come pure ora), la via del giornalismo
a tempo pieno. E ce ne volle per compiere il primo
passo. Lasciando un impiego cosiddetto sicuro, la
busta paga regolare, e affrontare un cammino fascinoso
certamente, ma anche rischioso a volte: quello del
giornalismo.
Pino ebbe il coraggio di lasciare quello che allora, in
tempi in cui nasceva la zona industriale, era un mito:
l’impiego alla Sincat (che poi divenne Montedison, poi
Enichem e via discorrendo). Affrontò l’incerto. E vinse
la sua battaglia. Una delle tante. Ma forse quella
fondamentale.
Era sanguigno per sua natura. Affrontava di slancio
ogni situazione. Ma sapeva anche guardare le cose
con distacco. Sapeva valutare le persone. Ma sapeva
anche non tener conto di certi atteggiamenti che
altrimenti sarebbero riusciti provocatori. E tante volte,
di fronte a certe mie arrabbiature, mi diceva: «Ma
lascia perdere… di che ti vai a curare… di chi...». E
aveva ragione.
Seppe anche per tempo dare il giusto valore alla
politica. Che pure allora era un po’ meglio di quella di
oggi. Pur senza entrare nel merito. Non è questa la
sede. Né è questo il momento. Sapeva bacchettare
ma anche apprezzare. E sapeva entusiasmarsi.
Si entusiasmò, per esempio, quando venne a Siracusa,
in visita alla zona industriale, il senatore Medici, che
allora era presidente della Montedison. Fu quella una
occasione nella quale l’entusiasmo prevalse sulla
prudenza. Medici avrebbe voluto tener basso il profilo
della sua visita. Non voleva annettervi grandi aspettative.
Pino però capì che quella visita qualcosa doveva pur
significare. Ben oltre il suo aspetto formale. E diede
grande risalto all’occasione. Il senatore Medici s’infuriò.
E non mi rilasciò una intervista che pur era stata
programmata. Ma aveva ragione Pino. Come in tanti
altri casi.
Pino seppe affrontare anche quella occasione con
sorridente distacco. Ed ebbe ragione. Sono tanti gli
episodi diventati aneddoti. Non possiamo qui ricordarli
tutti né ricordarne tanti. Basta spigolare nella memoria.
E si capisce quanto peso abbiano avuto ed abbiano
nel contesto sociale figure del genere.
Mi auguro che siano coronate dal successo e restino
permanenti le iniziative intraprese dalla Camera di
commercio e dalla Provincia per onorare la memoria
di Pino. Mi auguro soprattutto che si perpetuino nel
tempo. A prescindere dalle persone che, nel tempo,
saranno alla guida degli enti. Sono, queste, iniziative
che hanno un valore sociale. Perché alla società, ai
giovani soprattutto, consegnino valori, testimonianze,
impegno.
Ai giovani Pino Filippelli sapeva parlare. Ai giovani, ai
nostri giovani consegniamo oggi la memoria di Pino.
Per la storia di questa città. E nella storia di questa
città Pino Filippelli ha ormai il suo posto.
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ANNO XXXI - N. 2 GIUGNO 2013 - Camera di Commercio di Siracusa