DOSSIER
Mercoledì, 16 settembre 2015
DOSSIER
Mercoledì, 16 settembre 2015
Articoli
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 11
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Il valzer degli enti camerali Pavan: nozze con Venezia
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
FRANCESCO FAIN
Il Consiglio comunale abortisce l' Uti
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17
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Madriz: «Ora basta beghe sulla fusione dei Consorzi»
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
ALEX PESSOTTO
«Lipizer, un momento atteso per 34 anni»
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
FRANCESCO FAIN
Musei, la Regione rivendica la governance
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
LAURA BORSANI
Centro Diabetologico eccellenza del San Polo aggregato a Medicina
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 36
17
Le tavole anatomiche di Di Iorio
16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
18
Uti Collio­Alto Isonzo: fumata nera in consiglio
EMANUELA MASSERIA
«Turismo culturale per far crescere la città ma con un' unica...
in breve
16/09/2015 Primorski
Statut brez podpore, danes spet glasujejo
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Unione intercomunale, minoranza con il lutto al braccio
16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
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Tiare, le ditte non pagate denunciano anche i vertici Ikea
16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28
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«Ennesimo impoverimento per i nostri servizi sanitari»
16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
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MARIO DI IORIO
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Il valzer degli enti camerali Pavan: nozze con
Venezia
Il presidente di Pordenone: «Se Trieste e Gorizia ci diranno di no siamo pronti a una
aggregazione con il Delta Lagunare». Da Pozzo (Udine): «Non hanno strategia»
di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Pordenone
rischia di restare fuori dal grande valzer delle
Camere di commercio regionali. Le nozze fra
le camere di commercio di Trieste e Gorizia
hanno infatti aperto una partita economica che
investe anche una questione di
rappresentanza e di spartizione di poltrone. Di
fatto la legge delega di riforma della pubblica
amministrazione impone una drastica cura
dimagrante con la riduzione delle Camere di
commercio che passano da 105 a 60 con la
soglia di almeno 80mila aziende per ciascun
ente. In extremis un emendamento ha
introdotto poi una modifica che esclude dal
processo di aggregazione le Camere in
prossimità alle aree di confine. Il processo è
già partito sull' onda della grande fusione fra
Venezia­Rovigo e poi Treviso­Belluno. Anche
l' aggregazione fra Trieste­Gorizia, 37mila
aziende iscritte, si è messa in moto. Antonio
Paoletti, che l' anno prossimo dopo un
decennio chiuderà il proprio terzo mandato al
vertice dell' ente camerale triestino, si candida
a presiedere anche la nuova Camera di
commercio giuliano­isontina. Un arrocco in
piena regola.
Giuseppe Pavan, presidente di Unioncamere
Fvg e dell' ente camerale pordenonese, accelera i tempi. Prima punta dritto al matrimonio con Trieste e
Gorizia, sfidando l' istituzione gemella udinese, poi corteggia Venezia: «Il nostro obiettivo sin dall' inizio
è stato quello di creeare una camera di commercio unica in regione che avrebbe un potenziale notevole
con 120mila imprese aggregate. Ci troveremmo davanti a un' organizzazione con la stessa forza di
quella di Treviso. Ma purtroppo questo obiettivo non si è ancora potuto realizzare». Dialogo difficile?
«Lo chieda al presidente dell' ente camerale udinese Giovanni da Pozzo­ribatte. Certo, io non voglio
forzare nessuno. D' altra parte ciascuno è libero di prendere le decisioni più opportune». Ma cosa si
nasconde dietro il grande gelo fra Udine e Pordenone? «Mi chiedo perchè Pavan non ha avvertito il
bisogno di alzare il telefono e chiamarci», ribatte da Pozzo.
Per il numero uno dell' ente friulano i pordenonesi hanno voluto bruciare le tappe, forse consapevoli di
dover agire sull' urgenza del momento: «Sono stati gli unici a non avere sottoscritto un documento
presentato alla presidente della Giunta Debora Serracchiani che prevede la costituzione di due Camere,
una friulana e l' altra giuliana, per arrivare in una fase successiva all' accorpamento su scala regionale
di tutte e quattro le Camere di commercio. Ora hanno inviato questa proposta di nozze a Trieste e
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Gorizia
Gorizia che mi lascia perplesso e non mi pare sia stata accolta favorevolmente». Le fonti triestine dell'
ente camerale sottolineano quanto già chiarito da Luca Madruz, presidente della Camera di Gorizia: «La
nostra priorità è completare il percorso già avviato con la nascita della Camera di commercio della
Venezia Giulia (la prima riunione congiunta degli organi camerali ci sarà giovedì, ndr). Fino a quando
non sarà concluso non ci saranno valutazioni diverse».
Pavan va dritto all' obiettivo: «Valutiamo varie opzioni. Se non ci sarà una risposta positiva da parte di
Trieste e Gorizia, un modello virtuoso da imitare, dovremo prendere in considerazione altri
accorpamenti come un' alleanza con Venezia con la quale abbiamo già servizi in comune (il tribunale di
Pordenone ha competenze anche sul Portogruarese, ndr)». Il nuovo Ente camerale del Delta Lagunare,
una delle prime fusioni già realizzate nel sistema camerale, è diventato un peso massimo delle Camere
di commercio, il più grande del Veneto e il sesto d' Italia con 132.000 aziende, di cui 119.000 attive: «L'
alternativa, in caso di risposta negativa o mancante da Trieste e Gorizia, sarà l' invio di un analogo
invito all' ente camerale di Venezia guidato da Giuseppe Fedalto. A Trieste avete il mare e costruite le
navi, a Pordenone abbiamo gli elettrodomestici e la meccanica. In un mercato globalizzato è inutile
guardare alle contiguità economiche», ribadisce Pavan. Nel quartier generale dell' ente udinese Da
Pozzo adombra una mancanza di strategia da parte dei cugini: «Questa grande alleanza veneziana non
mi sembra realizzabile. Per l' ente pordenonese sarebbe un vicolo cieco perchè la legge non prevede
fusioni su scala interregionale. Anzi, vorrei aggiungere che in mancanza di un chiaro disegno strategico
gli enti camerali che non rispettono le scadenze possono rischiare il commissariamento».
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Il Consiglio comunale abortisce l' Uti
Bocciata la delibera con la maggioranza spaccata, mentre il Pd esce dall' aula. Ancora 2
manches per evitare il commissario
di Francesco Fain «Ritenta, sarai più
fortunato».
Scartavi le chewing gum "rosa colorante" e
sulla carta leggevi sempre questa frase: le
possibilità di vincere qualcosa erano ridotte al
lumicino ma continuavi a tentare la fortuna.
E anche il Consiglio comunale di Gorizia dovrà
ritentare perché è andata buca la prima
votazione riguardante l' atto costitutivo e lo
statuto dell' Unione territoriale intercomunale
(Uti) Collio­Alto Isonzo. Occorrevano 27 voti,
ovvero i "sì" di due terzi dei consiglieri
comunali, per ottenere la necessaria
maggioranza qualificata: ma i voti favorevoli
sono stati solamente 14, quelli contrari 12, 9 le
astensioni. Arriva il commissario ad acta? Non
ancora. C' è ancora una doppia possibilità:
stasera e lunedì. In quelle due sedute basterà
la maggioranza semplice: il 51% che equivale
a 21 voti favorevoli. Insomma, tutto è
rimandato a lunedì prossimo per capire se la
rivoluzione voluta dall' assessore regionale
Panontin otterrà il disco verde consiliare.
Intanto, restando all' ultima seduta, i vari
gruppi hanno proceduto in ordine sparso.
La maggioranza, a cui era stata data libertà di
voto, si è ­ di fatto ­ spaccata: Romoli, il suo
vice Sartori, Silvana Romano, il presidente del Consiglio Rinaldo Roldo, Francesco Del Sordi, Guido
Germano Pettarin, Alessandro Vascotto, Franco Hassek, Riccardo Stasi hanno espresso voto
favorevole. I forzisti Fabio Gentile e Francesco Piscopo hanno votato "no" al pari di Alessio Zorzenon
del Popolo di Gorizia. La schiera dei contrari è stata rinforzata dai vari Abrami, Bianchini, Botteghi,
Policardo e Traini e dai rappresentanti della minoranza slovena Bandelj, Korsic, Peterin e Tabaj, tutti
inviperiti perché non è stata inserita la denominazione trilingue della neocostituita Uti. E qui scoppia la
prima polemica. «Ricordo a quei consiglieri ­ attacca Guido Germano Pettarin, assessore comunale al
Bilancio ­ che, votando contro lo statuto dell' Uti, hanno detto no anche alle tutele della minoranza
slovena contenute al suo interno. Il punto 7 recità così: "L' Unione auspica l' estensione a tutto il proprio
territorio delle potenzialità offerte dal Gect Go, la cui azione, finalizzata in primis, allo sviluppo
territoriale transnazionale e transfrontaliero, risulta determinante per il rafforzamento della coesione
economica e sociale delle conurbazioni urbane e di tutta l' area geografica a cavallo del confine
nazionale fra Italia e Slovenia". Evidentemente i consiglieri della minoranza sono contrari a questo
sviluppo...».
Il Pd? È uscito dall' aula in polemica con Romoli: è rimasto in aula solo Rota che si è astenuto assieme
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a Baiocchi, Giovanni Bressan, Cagliari, Ciotta, Obizzi, Oreti, Punteri e Turco. Infine, gli altri "sì" sono
arrivati da Gorizia è tua (Bressan, Prignano e Tucci), da Comelli e Saia. «Stupito? Le cose sono andate
com' era prevedibile, visto che abbiamo dato libertà di voto ­ sottolinea il sindaco Ettore Romoli ­. In un
primo momento, era prevista un' astensione ma, così facendo, avrebbero prevalso i voti negativi,
compromettendo il futuro cammino della delibera. Se sono fiducioso per le prossime sedute?
Abbastanza.
Credo che, alla fine, riusciremo ad evitare l' arrivo del commissario ad acta. Il dibattito in aula è stato
pesantissimo, molto ideologico ma credo ci siano gli spazi per una via d' uscita anche perché ora è
sufficiente la maggioranza semplice».
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FRANCESCO FAIN
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Madriz: «Ora basta beghe sulla fusione dei
Consorzi»
Mentre il presidente della Camera di commercio tenta la mediazione, il sindaco è per la
linea dura: «Se Monfalcone non ci sta è già pronto il piano B»
«Sulla fusione dei due Consorzi e della Sdag
si sono spesi, in questi giorni, fiumi di parole.
Ma ritengo che bisogna mettere da parte l'
emotività e far parlare i numeri. Ci sono 18
mesi di tempo per concretizzare l' operazione:
mettiamoci attorno a un tavolo, parliamo di
piani industriali, di percorsi futuri, analizzando
i numeri con serenità. Stop alle polemiche».
Gianluca Madriz, presidente della Camera di
commercio, invita ad abbassare i toni su una
questione che, soprattutto da parte
monfalconese, sta suscitando prese di
posizione e dibattiti a getto continuo. L' ultima
uscita non è banale: ha visto protagonista il
sindaco Ettore Romoli nell' ultima seduta del
Consiglio comunale. «La fusione tra i
consorzi? Vista l' aria che tira a Monfalcone la
vedo dura. Siamo stati quasi insultati, come se
tramassimo alle spalle della città di
Monfalcone, mentre è evidente che il progetto
della fusione, con Sdag e interporto all' interno,
è strategico. Peraltro la mia presa di posizione
ha avuto eco in regione, e ho ricevuto
interessamenti sia da Udine che da Trieste»,
sono state le dichiarazioni romoliane.
«Ho letto, ho letto ­ aggiunge Madriz ­.
Innanzitutto, va fatta chiarezza: la Camera di
commercio non è di Gorizia nè di Monfalcone, è di tutto il territorio isontino. Fu il sottoscritto, all' atto
della presentazione della legge regionale, a dire che era opportuno mettere "in rete" il sistema isontino,
arrivando alla fusione dei Consorzi con la Sdag. L' obiettivo era di creare, appunto, un sistema che vede
l' autoporto di Gorizia perfettamente integrato nella filiera dei due Consorzi con funzioni di retroporto. In
queste settimane ho letto di tutto: accuse, controaccuse, difese. Ma credo che non si difende un
territorio se non si va a realizzare strutture più grandi. Oggi, ci sono tante preoccupazioni, che sono
lecite e doverose, ma non affrettiamo i tempi: analizziamo i numeri e facciamo una serena valutazione
dello scenario. Abbiamo tempo. Basta emotività».
Aggiunge Madriz: «Secondo il mio parere, questa è un' operazione che va fatta.
Lasciamo da parte gli individualismi perchè con quelli non si va da nessuna parte.
Vorremmo riuscire a fare sistema un po' come sta avvenendo nel territorio di Udine, dove si stanno
mettendo in rete tutte le infrastrutture».
Ma il sindaco non nasconde (e lo ribadisce oggi sulle colonne di questo giornale) che le pressioni
monfalconesi lo stanno indisponendo non poco. «Vorra dire che la fusione avrà tre attori: il Consorzio
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Gorizia
industriale di Gorizia, la Sdag (la società che gestisce l' autoporto di Gorizia) e la consortile alla quale
sarà affidata, si spera in maniera definitiva, la concessione dell' aeroporto "Duca d' Aosta". «A quel
punto ­ argomenta il primo cittadino ­ potremo collegarci con Udine e fare alleanze con interporti
regionali per mettere in piedi un "sistema". Se Monfalcone non ci sta, questo è il nostro piano B».
Già nei giorni scorsi, Romoli aveva evidenziato come la Sdag non fosse nè una «polpetta avvelenata»
nè, tantomento, una «zavorra» nel delicato processo di fusione.
«Anzi, la Sdag può diventare davvero una grossa opportunità: nata parecchi anni fa sia come autoporto
sia come stazione confinaria ha subito una contrazione di ricavi con l' entrata della Slovenia nell' Ue. Per
questo, la società ­ era stata la sottolineatura forte e chiara del sindaco di Gorizia ­ ha riconvertito l'
attività avendo anche risultati negativi nel 2012 e nel 2013. Risultati negativi peraltro spariti nel 2014. Di
fronte a questa situazione, il Comune ­ rammenta il sindaco di Gorizia ­ ha messo in piedi azioni per
risollevare la società, operando una ricapitalizzazione di 1,5 milioni di euro. In contemporanea è stata
prolungata la concessione dell' autoporto dal 2017, data della prima scadenza, al 2022. Non solo.
Abbiamo deciso di diminuire il canone d' affitto del complesso da 400mila a 50mila euro. Con questi
elementi è stato messo in piedi un piano di rilancio della Sdag che permetterà alla società di tornare in
attivo, producendo utili». Non bastasse tutto ciò, sono all' orizzonte 9 milioni di investimenti che
porteranno alla riqualificazione e al potenziamento delle strutture con un' intensa opera di messa a
norma».
« I finanziamenti ­ aveva ricordato il primo cittadino ­ derivano dai fondi residui di Osimo, dal credito
agevolato Frie e dal sistema creditizio.
Altra tappa importante: la creazione di un "Polo del freddo" caratterizzante l' attività dell' autoporto
attraverso il raddoppio della superficie disponibile dotata di un' impiantistica d' avanguardia. Infine, è in
calendario l' aumento della capacità ricettiva del raccordo intermodale per favorire nel prossimo futuro l'
integrazione dello scalo Sdag con la stazione di Vrtojba, di cui il primo passo è dato dall' attuazione del
progetto europeo Tip».
(fra.fa.
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Gorizia
DUE ITALIANI SUL PODIO
«Lipizer, un momento atteso per 34 anni»
La commozione e l' euforia del presidente dell' Associazione Lorenzo Qualli
«Un grande plauso, una grande soddisfazione
che ci ha riempito il cuore. Abbiamo atteso 34
anni senza che un violinista italiano potesse
salire sul gradino più alto del podio.
Quest' anno abbiamo un primo e un secondo
premio». È commosso, Lorenzo Qualli,
presidente dell' associazione Lipizer, nell'
affermarlo, nell' annunciare al pubblico del
Kulturni center Lojze Bratuz di Gorizia, sede di
tutta l' iniziativa, una vittoria attesa per troppo
tempo e che, appena giunta, si fa fatica a
comprendere, ad assaporare fino in fondo,
quasi non fosse vera.
Paolo Tagliamento, diciottenne di Conegliano,
ha trionfato all'"Olimpiade del violino" come
Qualli spesso definisce il "suo" concorso. E, al
secondo posto, per decisione della giuria
presieduta dal compositore Aurelio Samorì,
troviamo un altro "nostro" musicista: Gabriele
Ceci, venticinquenne di Bari. In questi giorni,
ventisei violinisti da tutto il mondo sono giunti a
Gorizia per prendere parte al concorso; di
questi, due sono italiani: Tagliamento e Ceci,
appunto. Più di quanto hanno ottenuto,
semplicemente non potevano ottenere.
Tagliamento, in particolare, ha conseguito il
miglior punteggio in ciascuna delle tre prove
del concorso. Oltre alla prestigiosa vittoria, anche la sua verde età possa contribuire a dischiudergli le
porte di una brillante carriera internazionale. Nel concerto dei laureati, si è esibito per ultimo,
proponendo, con l' orchestra "Mihail Jora" di Bacau diretta da Ovidiu Balan, il Secondo di Prokofiev, e, a
seguire, una pagina di Bach sul violino appartenuto a Rodolfo Lipizer. Prima di lui, erano saliti sul palco
del Kulturni center Bratuz gli altri finalisti, sempre impegnati in pagine dai grandi concerti di '800 e '900.
Si è potuto ascoltare, nell' ordine: la ventiseienne russa Ekaterina Valiulina (quinta ex aequo), il
ventottenne russo Stepan Lavrov (quarto), la ventiquattrenne, pure lei della Russia, Olga Iakushina
(quinta ex aequo), la ventiseienne israeliana Nitzan Bartana (terza) e Gabriele Ceci che ha eseguito l'
ultimo movimento del Concerto di Brahms. La serata conclusiva del Lipizer, al solito, si era aperta con
le premiazioni e i discorsi di rito: oltre a Qualli sono intervenuti il vicesindaco di Gorizia, Roberto Sartori,
l' assessore alla Cultura della Provincia, Federico Portelli, il consigliere regionale Diego Moretti, il
presidente della Fondazione Carigo, Gianluigi Chiozza, la senatrice Laura Fasiolo, il presidente di
giuria, Aurelio Samorì; erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Rodolfo Ziberna e il liutaio Gio
Batta Morassi.
Alex Pessotto.
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ALEX PESSOTTO
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Gorizia
Musei, la Regione rivendica la governance
Incontro senza accordo tra l' assessore alla cultura Fvg Torrenti e Romoli. Assicurato
solo il coinvolgimento del territorio
di Francesco Fain Un ente regionale. Ma con
una forte connotazione locale e una
partecipazione di enti del territorio, cioè
isontini. Questa è la linea dell' assessore
regionale alla Cultura Gianni Torrenti per la
futura gestione dei Musei provinciali. La
visione del sindaco Ettore Romoli? La palla
passi ad un ente del territorio (un' Agenzia o
una Fondazione) al quale dovranno
partecipare il Comune di Gorizia, l' Uti Collio­
Alto Isonzo, la Camera di commercio, la
Fondazione Carigo.
Ruota, insomma, tutto intorno al ruolo della
Regione il futuro dei Musei provinciali. Torrenti
vorrebbe che la Regione avesse in mano la
governance pur aprendo ad enti sul territorio.
La visione di Romoli è diversa: vuole che gli
enti del territorio recitino la parte principale, di
attori protagonisti.
Questo emerge dall' atteso incontro Romoli­
Torrenti svoltosi ieri pomeriggio a Trieste.
Alla fine, in mezzo a tante bocche cucite, è
arrivato un comunicato stampa riassuntivo che
è piuttosto fumoso. Questi i contenuti: «Il
subentro della Regione Friuli Venezia Giulia
nella gestione delle competenze attualmente
svolte dalla Provincia di Gorizia è stato il tema
al centro di un incontro, svoltosi a Trieste, tra l' assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, e il
sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. Nel corso del colloquio ­ si legge nel comunicato ­ sono state
discusse le opportunità che il nuovo sistema regionale integrato di valorizzazione del patrimonio potrà
offrire al territorio dell' Isontino e ai suoi preziosissimi beni culturali. In proposito l' assessore ha illustrato
al primo cittadino le linee guida del progetto di subentro, finalizzato ad integrare l' esigenza di una
gestione moderna ed efficiente dei musei pubblici con il rispetto e la tutela della storia delle istituzioni
museali dell' Isontino».
Importante e decisivo il passaggio successivo che è un po' il "cuore" della nota. «Il progetto ­ si legge
ancora nel comunicato della Regione ­ muove dalla volontà di assicurare al futuro ente gestore una
collocazione e una "governance" in grado di garantire le aspettative dell' intero territorio Isontino e
moltiplicare le potenzialità in ambito culturale della città di Gorizia, cui la Regione intende riconoscere
un ruolo di centro culturale, promotore dell' integrazione tra sistemi pubblici e privati di valorizzazione.
Nelle prossime settimane proseguiranno in contatti con tutte le amministrazioni per perfezionare il
progetto e verificarne le tempistiche. Lo stesso sindaco di Gorizia valuterà il progetto presentato, che
potrà essere perfezionato in un successivo incontro».
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«Comunque è un passo avanti ­ le uniche parole che riusciamo a strappare al sindaco Romoli ­. Da un
puro trasferimento dalla Provincia alla Regione siamo passati a un ente regionale che prevede la
partecipazione locale. Le trattative andranno avanti».
La costruzione del comunicato è stata particolarmente laboriosa e lunga. D' accordo, era un
appuntamento importante per capire il futuro di un' istituzione gestita sino ad oggi dalla Provincia, ente
ormai in via di dismissione. Ma la riunione era iniziata alle 15.30 e si è protratta per un' ora. Il sindaco
Ettore Romoli, interpellato per conoscere gli esiti del tavolo, ha spiegato che ci sarebbe stata una nota
della Regione: per questo, la sua bocca rimaneva cucita.
Fatto sta che quel comunicato è arrivato tardi rispetto all' orario dell' incontro: alle 19.24 , per la
precisione.
Dai musei provinciali ai profughi il passo non è breve. Ma tant' è. Nel comunicato della Regione è stato
inserito anche un capitolo che ben poco ha a che fare con i Musei. Si parla, infatti, di gestione dei
richiedenti­asilo. «Nel corso dell' incontro l' assessore Torrenti ha anche rassicurato il sindaco sul fatto
che sarà rispettato l' impegno nel continuare ad alleggerire la città di Gorizia dall' attuale esubero di
profughi presenti sul territorio comunale, attraverso una migliore distribuzione all' interno del territorio
provinciale. Una necessità anche in vista dell' approssimarsi della stagione invernale, che rende
indispensabile una minore precarietà dell' accoglienza», la conclusione del laboriosissimo comunicato
stampa della Regione.
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NICOLI (FI)
«Ennesimo impoverimento per i nostri servizi
sanitari»
Il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Nicoli,
ha presentato un' interpellanza al sindaco
Altran, a proposito del Centro Diabetologico
dell' ospedale di Monfalcone. Nicoli chiede al
primo cittadino se «era a conoscenza della
possibile chiusura del Centro», e «in caso
affermativo, quali azioni intende condurre
affinchè non venga chiuso questo importante
servizio o venga accorpato al reparto di
Medicina». Il consigliere chiede «quali azioni
intende intraprendere nei confronti delle scelte
attuate dalla Giunta Serracchiani, che fino ad
oggi ha contribuito a tagliare numerosi servizi
alla comunità monfalconese, non solo in
ambito assistenziale». E ancora: «Quali
politiche più in generale intende mettere in
campo l' amministrazione comunale ­ si legge
nell' interpellanza ­ a protezione dell' ospedale
cittadino e dei relativi servizi sanitari erogati,
per evitare ulteriori depauperamenti che hanno
già impoverito il territorio monfalconese, come
ad esempio, la perdita dell' Ufficio del Giudice
di Pace o il Catasto».
Nicoli premette nell' atto: «Durante la riunione
dei capigruppo in Provincia di Gorizia del 9
settembre scorso, ho appreso la notizia della
prossima chiusura del Centro Diabetologico e
un suo possibile accorpamento con il reparto di Medicina del San Polo. La notizia l' ho verificata
personalmente al Centro Diabetologico, dove mi è stata confermata tale ipotesi, non prima della
riunione prevista per il 17 settembre (domani, ndr) in Regione».
Nicoli rileva che «l' ipotesi di chiusura e accorpamento causerebbe l' ennesimo declassamento e
impoverimento del servizio garantito dall' ospedale monfalconese, che vedrebbe chiudersi un Centro
che rappresenta per tutto l' Isontino, assieme a quello presente all' ospedale di Gorizia, un servizio di
affermata qualità ed eccellenza». Fa poi presente che «il Centro Diabetologico di Monfalcone e Gorizia
è l' unico dedicato per patologia nella nuova Aas. Gli ospedali di Palmanova e Latisana dispongono di
un laboratorio dedicato, ma non di un Centro come a Monfalcone. Inoltre, Monfalcone è l' unico Centro
per la gestione del "piede diabetico"».
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Gorizia
Centro Diabetologico eccellenza del San Polo
aggregato a Medicina
Lo ha confermato il direttore generale dell' Azienda, Pilati: «Nessuna chiusura, per il
cittadino non cambia nulla»SANITÀ»SI TEMONO RIDIMENSIONAMENTI
di Laura Borsani Il Centro Diabetologico dell'
ospedale di San Polo sarà aggregato al
reparto di Medicina. A confermarlo è il
direttore generale dell' Azienda sanitaria
Bassa Friulana­Isontina, Giovanni Pilati, a
fronte dei timori diffusisi in città circa la
possibile chiusura di quella che rappresenta
un' eccellenza, sia per il trattamento del "piede
diabetico", sia per il diabete di tipo 1.
Ma il manager sanitario lo sottolinea: «Come
per altri servizi, il Centro Diabetologico non
verrà chiuso. Non si tratta quindi di tagli. Per il
cittadino non cambia nulla. Ai pazienti sia a
Monfalcone che a Gorizia continueranno ad
essere erogate le prestazioni». Resta,
comunque, il fatto che il Centro Diabetico sarà
"incardinato" a Medicina. L' auspicio su tutto
rimane quello di mantenere l' autonomia
organizzativa ed i livelli di alta qualità e
professionalità prodotti. Peraltro, il prossimo
anno la responsabile del Centro, dottoressa
Carla Tortul, andrà in quiescienza,
prospettando la necessità della sua
sostituzione. Insomma, l' attesa non manca per
conoscere i dettagli dell' Atto aziendale redatto
in base alle linee guida fornite dalla Regione.
Le perplessità riguardano sostanzialmente il
fatto di veder in qualche modo "ridimensionare" il servizio. Si tratta di un Centro, quello di Monfalcone e
Gorizia, che può contare su 4 medici, tra cui una responsabile, la dottoressa Carla Tortul, due medici
dedicati alla cura del diabete di tipo 1 e tipo 2, un medico dedicato alla cura del "piede diabetico". Un
Centro che si caratterizza per l' elevato livello di competenze nell' utilizzo della tecnologia, e che
rappresenta il secondo riferimento in regione.
A far presente la questione, peraltro, è stato il capogruppo di Forza Italia, nonchè consigliere comunale
e provinciale, Giuseppe Nicoli, che ha inviato una specifica interpellanza al sindaco Silvia Altran.
Nicoli ha osservato, fornendo anche alcuni dati: «È l' unico polo in regione a garantire un percorso
completo ed efficace per la diagnosi e la cura del piede diabetico. I dati dimostrano che lo sviluppo di
competenza relativa alla cura del "piede diabetico" dell' Aas 2 ha ridotto il tasso annuo di amputazione
da 8,1 su 100mila abitanti del 2001­2008, al 3,7 nel periodo 2009­2012. Vengono eseguiti annualmente ­
ha aggiunto ­ circa 300 pazienti diabetici di tipo 1 che necessitano almeno di 3 accessi all' anno. Nel
Centro vengono, inoltre, valutati circa 2mila pazienti diabetici di tipo 2. Vengono, ancora, gestite circa
650 nuove lesioni al piede all' anno, con un tempo di guarigione di circa 3 mesi, periodo largamente
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Gorizia
inferiore alla media nazionale».
Il direttore generale Pilati, da parte sua, spiega: «L' Atto aziendale deve essere ancora definito e
approvato da parte della Regione, che ha dato gli indirizzi nell' ambito della riforma sanitaria, alla quale
devono attenersi le Aziende sanitarie. Tuttavia, la funzione di diabetologia verrà aggregata a Medicina.
Non sarà, quindi, una struttura complessa. È un indirizzo che vale anche per altre funzioni, quali
Endocrinologia, Reumatologia, Pneumologia, Gastroenterologia, che saranno organizzate nell' ambito
dell' Aas Bassa Friulana­Isontina».
Quanto alla quiescenza della dottoressa Tortul, il dirigente spiega: «L' attuale responsabile del Centro
Diabetologico verrà opportunamente sostituita. Proporremo alla Regione un' impostazione aziendale
adeguata alle linee regionali, prevedendo le necessarie sostituzioni e garantendo il personale
necessario».
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LAURA BORSANI
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Tiare, le ditte non pagate denunciano anche i vertici
Ikea
Alfatecnica, che vanta crediti per 3 milioni, si rivolge alla Guardia di Finanza Il gruppo
Fogliata accusato di truffa contrattuale aggravata. Lettera a Bolzonello«Tante promesse
mai mantenute»lo sfogo
Qualche ditta, a quanto pare, è stata saldata.
Ma ci sarebbero molte altre aziende che
attendono ancora di essere pagate per i lavori
di costruzione del parco commerciale "Tiare
shopping" di Villesse. Fra queste c' è
Alfatecnica che ha preso carta e penna e ha
scritto, fra gli altri, al vicepresidente della
Regione Sergio Bolzonello, all' assessore
regionale al Lavoro Loredana Panariti, al
presidente della Provincia Enrico Gherghetta
più ad altri attori istituzionali.
«Ancora una volta ci rivolgiamo a voi e a tutti
quelli che possono spendersi per una
soluzione, anche transattiva sia con l'
appaltatore che direttamente con Ikea Villesse,
che salvi tutti noi». Entro la metà dell' anno
prossimo (ci riferivamo al 2015), forse, si
chiuderà la vertenza delle ditte non pagate che
sono state impiegate nella costruzione di
"Tiare shopping". Era questa la buona notizia
che emerse dal tavolo convocato dalla
Provincia il 29 dicembre 2014. Perché ne
ricordiamo gli esiti? Perché le ditte, oggi,
tornano a tuonare.
di Francesco Fain wVILLESSE Una denuncia
alla società appaltante "Alfa contract srl" e a
tre alti dirigenti di Ikea.
Alfatecnica, dopo aver scritto una lettera accorata al vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello e al
presidente della Provincia Enrico Gherghetta, passa all' azione. Il nodo del contendere è sempre lo
stesso: i mancati pagamenti per i lavori di realizzazione del centro commerciale di Villesse "Tiare
shopping". La denuncia è stata presentata alla Guardia di finanza di Gorizia: il reato ipotizzato dai
denuncianti è truffa contrattuale aggravata.
«Vogliamo far valere le nostre ragioni contrattuali ­ spiegano i vertici di Alfatecnica ­. Vantiamo crediti
che raggiungono i tre milioni di euro».
Questa situazione ha finito con il causare problemi su problemi ad Alfatecnica. «Abbiamo i cassetti pieni
di decreti ingiuntivi da parte dei fornitori.
La società, ad oggi, ha retto più per la volontà di qualche socio che per le reali possibilità di
sopravvivere e riprendere un cammino di sviluppo e crescita».
Alfatecnica scrisse, qualche tempo fa, a Bolzonello e Gherghetta. «Vogliamo relazionarvi in breve, come
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Gorizia
già fatto tempo addietro, sul problema di Tiare shopping centre, il centro commerciale inaugurato il 5
dicembre 2013. Da quel momento parecchie ditte ­ il senso della comunicazione ­ non hanno più visto
un euro per i lavoro svolti.
Magistratura civile e penale nonchè Guardia di finanza si stanno interessando al caso ma il problema
più serio resta quello dei fallimenti che, a ripetizione, stanno facendo cadere le società che hanno avuto
la malasorte di incrociare l' appaltatore unico dei lavori "Arco Immobiliare spa/Fogliata spa/Alfa Contract
srl"».
Insomma, fa sapere Alfatecnica, «nulla di quanto a voi promesso (si rivolge agli amministratori che
abbiamo citato ad inizio articolo, ndr) dall' appaltatore si è concretizzato. Nessun contatto è stato aperto
e al Concordato, richiesto nel marzo 2015 sempre dall' appaltatore non è seguita la richiesta di
procedura scaduta il 21 luglio.
Sembra quindi che anche questa mossa sia stata fatta per mera perdita di tempo», rimarca Alfatecnica
nella sua lettera che è stata inviata anche alla nostra redazione. «Intanto le società, l' indotto ad esse
legato e le famiglie colpite viaggiano sempre più verso la disperazione che assale chi non ha più risorse
per reggere ai colpi provenienti da enti e fornitori che, non sollecitati adeguatamente con informazioni
anche istituzionali, moltiplicano la pressione su di esse», scrisse l' azienda nella missiva dai toni molto
accorati.
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mossa
Unione intercomunale, minoranza con il lutto al
braccio
MOSSA L' Uti suscita reazioni anche nei paesi.
In occasione dell' ultima seduta consiliare a
Mossa, i consiglieri della lista civica "Noi Per
Mossa" Mario Patrizi, Patrizia Cossovel e
Christian Patrizi, si sono presentati con il lutto
al braccio per esprimere la loro protesta per la
modalità con cui si è arrivati alla costituzione
delle Unioni territoriali Intercomunali e «per la
conseguente cessazione dell' autonomia
amministrativa dei piccoli comuni, che, come
tutte le altre comunità del Friuli Venezia Giulia,
verranno assorbiti nel nuovo ente, secondo la
tanto discussa legge regionale n. 26 del 2014.
Con la costituzione dell' Uti "Collio­Alto
Isonzo", dal prossimo mese di ottobre ed entro
il 2018, i Comuni come quello di Mossa ­
attacca Noi per Mossa ­ verranno infatti man
mano "svuotati" da tutti i loro poteri di
autonomia amministrativa e finanziaria. Al di là
delle modalità di transizione e imposizione
della riforma degli enti locali voluta dall'
assessore regionale Panontin, caratterizzata
oltretutto da scarsi margini di discussione, i
punti di critica rimangono molti e le proteste ed
i numerosi ricorsi al Tar di tanti sindaci del Fvg
ne sono la testimonianza. Tra le diverse
criticità di questa riforma, desideriamo
sottolinearne almeno due, quella relativa ai primi cittadini, i quali diventeranno gli unici rappresentanti
delle piccole comunità all' interno dell' assemblea delle Uti, mentre l' altra interesserà le minoranze
presenti ora nei consigli comunali. Ebbene lo stesso sindaco, per esempio quello di Mossa, potrebbe
essere scavalcato dalla maggioranza dell' assemblea Uti proprio nelle decisioni che riguardano il
territorio e la comunità di appartenenza. Le attuali minoranze, invece, non saranno proprio
rappresentate nelle nuove assemblee e questo è un fatto grave per la democrazia».
«L' eliminazione delle Province è stata e rimane un bluff, visto che ad un ente ne viene riproposto un
altro. La costituzione delle Uti avrà comunque dei costi rilevanti e gli eventuali risparmi, se ci saranno,
potranno essere visibili solo tra una decina d' anni».
La prima votazione (serviva la maggioranza qualificata) non è andata a buon fine: ora bisognerà
attendere due successive sedute in cui basterà la maggioranza semplice.
(fra.fa.
)
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
palazzo attems
Le tavole anatomiche di Di Iorio
Ultima settimana di apertura della mostra
"Giovanni Zangrando (1867­1941). L' atelier e
gli allievi¦Atelje in ucenci", la più completa
antologica sinora dedicata al pittore triestino
con oltre 100 opere esposte tra dipinti, disegni
e fotografie originali. L' esposizione allestita a
a Palazzo Attems Petzenstein chiuderà i
battenti domenica prossima, 20 settembre,
non prima però di aver sancito un ideale
passaggio del testimone tra Giovanni
Zangrando, erede della stagione artistica
ottocentesca, e Mario Di Iorio, interprete d'
eccezione dell' arte del Novecento. Nel
contesto dell' antologica dedicata a Zangrando
sono infatti esposte in anteprima cinque
"tavole anatomiche" realizzate all' Accademia
di Venezia da Mario Di Iorio sotto la guida del
professor Alberto Lolli, allora docente di
Anatomia Artistica, che ha di recente concesso
i disegni in comodato ai Musei Provinciali. L'
intero corpus dei disegni e studi inediti sarà
illustrato dallo stesso Lolli nel corso della
conferenza oggi alle 18 nel salone d' onore di
Palazzo Attems Petzenstein.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Uti Collio­Alto Isonzo: fumata nera in consiglio
La delibera passa ma non supera la maggioranza qualificata dei due­terzi Stasera una
nuova seduta, ma difficilmente l' unione otterrà 28 consensiA Mossa i consiglieri si
presentano col lutto al braccio
La prima votazione non è andata a buon fine
neppure a Mossa, dove i consiglieri della lista
civica «Noi Per Mossa» ­ Mario Patrizi, Patrizia
Cossovel e Christian Patrizi ­, si sono
presentati con il lutto al braccio per esprimere
la loro protesta per la modalità con cui si è
arrivati alla costituzione delle Unioni territoriali
Intercomunali e «per la conseguente
cessazione dell' autonomia amministrativa dei
piccoli comuni, che, come tutte le altre
comunità del Friuli Venezia Giulia, saranno
assorbiti nel nuovo ente, secondo la tanto
discussa legge regionale 26 del 2014».
«I Comuni come quello di Mossa ­ attacca Noi
per Mossa ­ saranno infatti man mano
"svuotati" di tutti i poteri di autonomia
amministrativa e finanziaria.
Al di là delle modalità di transizione e
imposizione della riforma degli enti locali
voluta dall' assessore regionale Panontin,
caratterizzata oltretutto da scarsi margini di
discussione, i punti di critica rimangono molti e
le proteste ed i numerosi ricorsi al Tar di tanti
sindaci del Fvg ne sono la testimonianza».
(l.m.
) di Christian Seu Servirà almeno un' altra
seduta al Consiglio comunale per approvare lo
statuto e l' atto costitutivo della nuova Unione territoriale intercomunale Collio­Alto Isonzo. La delibera,
approdata l' altra sera in aula, è passata ma senza la maggioranza qualificata richiesta: sono stati
quattordici i voti favorevoli, ben dodici quelli contrari e nove gli astenuti.
Lontanissima, dunque, la soglia di 28 consensi, necessari per l' approvazione nelle prime due votazioni:
la seconda è in programma già questa sera, quando il Consiglio comunale si riunirà nuovamente ­
convocato d' urgenza dal presidente Roldo ­ per tornare a discutere del provvedimento che sancirà l'
adesione di Gorizia alla Uti dell' Alto Isontino (servono ancora i due terzi dei voti). Lunedì, i consiglieri
hanno votato in ordine sparso, in maniera trasversale anche all' interno degli stessi partiti, che si sono in
alcuni casi divisi nell' espressione della preferenza per questioni di fondo.?
La votazione A favore si sono espressi in maniera compatta i gruppi consiliari dei Pensionati e, un po' a
sorpresa, di Gorizia è Tua, lista civica dell' opposizione che ha scelto di dare il proprio placet all'
operazione di costituzione del nuovo soggetto amministrativo previsto dalla riforma sugli enti locali
firmata dall' assessore regionale Panontin. Non compatto il voto del Popolo di Gorizia: hanno votato sì
gli assessori Del Sordi, Romano e Pettarin, oltre al sindaco Romoli, insieme con il consigliere Hassek e
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
al presidente dell' assemblea Roldo; si sono astenuti Ciotta, Bressan, Punteri e Obizzi, mentre ha votato
addirittura contro Zorzenon, ancora portacolori in Consiglio del Popolo di Gorizia, ma esponente di
Fratelli d' Italia. Contro anche Forza Italia, che recependo la disciplina dettata dai vertici regionali del
partito ha premuto il tasto rosso, bocciando lo statuto dell' Uti. Contrari anche Sel, Idv e Federazione
della Sinistra, così come il Movimento 5 Stelle.
Frammentata l' espressione del Partito democratico: i tre componenti della Slovenska Skupnost (Korsic,
Tabaj e Bandelj) hanno votato contro, assieme a Peterin; Rota si è astenuto, mentre il capogruppo
Cingolani e Furlan sono usciti dall' aula al momento della votazione. Astenuti, infine, anche l' Udc (ma il
vicesindaco, il "centrista" Sartori ha votato a favore) e la civica Per Gorizia. La Lega Nord, invece, non
ha preso parte alla seduta.
Il sindaco «Era oggettivamente impossibile raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi alla
prima seduta: del resto, non va dimenticato che la maggioranza che sostiene l' amministrazione
comunale è opposizione in Consiglio regionale, dove la riforma Panontin è stata varata», commenta il
sindaco Ettore Romoli. «Sono fiducioso per i prossimi passi: si arriverà certamente all' approvazione.
Noto piuttosto con stupore l' atteggiamento del Partito democratico, che non ha sostenuto la riforma
voluta da Serracchiani e ha anzi, in larga parte, votato addirittura contro».
Il Partito democratico «La nostra posizione non deve sorprendere ­ ribatte il capogruppo dem, Cingolani
­. Avevamo chiesto prima dell' assemblea dei sindaci di convocare una commissione Statuto e
regolamento per discutere dei documenti relativi all' Uti sui quali oggi ci troviamo a dover esprimere un
voto: la richiesta non è stata accolta dal sindaco, così che il Consiglio si trova oggi a svolgere una
funzione meramente notarile rispetto alla questione». Il Pd, tuttavia, potrebbe cambiare atteggiamento
già nella seduta odierna: «Valuteremo il da farsi, anche perché in ballo c' è pure la questione dell'
utilizzo di sloveno e friulano accanto all' italiano nello statuto e nell' atto costitutivo: la nomina di un
commissario ad acta spazzerebbe via quest' ipotesi», spiega Cingolani.
Slovenska Skupnost L' Unione slovena si è espressa chiaramente contro lo statuto della neonata Uti:
sopravvive la contestazione al merito della riforma Panontin, a cui si aggiunge pure la contrarietà per la
mancata denominazione trilingue dell' unione Collio­Alto Isonzo.
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Gorizia)
Gorizia
«Turismo culturale per far crescere la città ma con
un' unica regia»
Confronto nella sede del Forum fra le associazioni «Puntare sulla storia». «Serve un
censimento dei sodalizi»
di Emanuela Masseria Gorizia deve puntare
sulla storia e sul turismo culturale, ma serve
una regia comune, capace di coinvolgere le
associazioni cittadine; capace di ottimizzare le
risorse e di gestire i sempre meno frequenti
contributi. Serve una regia anche per non
"schiacciare" le iniziative più piccole e per
sfruttare al meglio i maxi­eventi.
Questi sono alcuni degli argomenti sollevati
nell' incontro di ieri, organizzato nella sede del
Forum dal titolo «Cultura, ricerca, grandi
eventi. La valorizzazione della cultura a
Gorizia», dove, prima delle parole dei
presenti, si è notato il silenzio degli assenti. I
politici in grado di stanziare contributi e
pensare alla cultura del goriziano nel suo
complesso, pur invitati a partecipare, non si
sono fatti vedere. C' erano, tra il pubblico, volti
più "amici", come il consigliere comunale del
Pd Cingolani o l' assessore provinciale
Gironcoli, ma assessori comunali non se ne
sono visti.
Ognuno ha raccontato le proprie esperienze,
ha portato i propri suggerimenti, ma è chiaro
che la ricetta magica non esiste per nessuno.
Un elemento comune, però, ha fatto breccia: la
storia. Se c' è infatti qualcosa di originale,
diverso, multiculturale, multilinguistico che la città possiede è proprio la sua storia, e da qui si potrebbe
ripartire, sfruttando una strada che non è del tutto sconosciuta. Su questo ieri hanno espresso opinioni
in qualche modo convergenti Adriano Ossola, regista di èStoria, Dario Stasi, direttore della rivista
Isonzo Soca e fautore della mostra sul Novecento goriziano che è finita anche al Senato a Roma, il
giornalista Roberto Covaz e il direttore del Kulturni dom Igor Komel. Gli altri interventi sono spettati a
Renzo Furlano di Cormònslibri, al professor Silvano Cavazza e a Alessio Sokol, insegnante, con il
coordinamento di Andrea Bellavite del Forum. Sokol e Cavazza avevano dibattuto, sul sito del Forum,
su due temi divergenti che contrapponevano da un lato i Festival, con il loro dispendio di risorse
pubbliche e poi il resto della cultura e della ricerca, che comunque langue, non attrae e non propone più
idee come un tempo.
L' unica provocazione, presentata come una proposta concreta, è stata quella del giornalista Roberto
Covaz, che ha parlato di un censimento severo di tutte le associazioni, con in primo piano la
trasparenza sui contributi di ognuno e sulle ricadute dei vari eventi. Al centro del ragionamento «una
regia da dare ai politici prima del 2017, dato che siamo alla canna del gas.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Gli orticelli sfamano la propria famiglia e non quelli che vengono da fuori». Il giornalista ha anche fatto
riferimento al fatto che il tema storico, per quanto da noi importante, corre il rischio di allevare
"particolarismi". Alessio Sokol, sul tema del coordinamento, ha poi riportato le esperienze di cittadine
comparabili a Gorizia come Belluno e Vittorio Veneto, dove esistono dei forum di associazioni che si
muovono insieme con proposte, collaborazioni, calendari coordinati. Va anche detto che gli stessi
amministratori auspicano maggiore coordinamento tra le associazioni; sperano che le singole realtà se
la sbrighino attraverso le proprie capacità relazionali.
Ma a quanto pare c' è ancora molta strada da fare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA LEGGI E COMMENTA SUL SITO www.messaggeroveneto.it.
EMANUELA MASSERIA
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
in breve
A PALAZZO ATTEMS Disegni e studi di Mario
Di Iorio Tutti i disegni e gli studi inediti di
anatomia artistica realizzati all' Accademia di
Venezia da Mario Di Iorio saranno illustrato
oggi a Palazzo Attems Petzenstein.
Dalle 18 Alberto Lolli, già docente di Anatomia
artistica all' Accademia di Belle arti di Venezia,
interverrà sul tema insieme con Francesca
Agostinelli, docente, critica e curatrice
indipendente.
fondazione carigo Musica cortese domani un
concerto Domani alle 21 la Fondazione Carigo
ospiterà un concerto del festival «Musica
cortese».
Protagonista della serata sarà l' ensemble
Dramsam che proporrà «Meginhardus.
Musica per la contea di Gorizia», un concerto
che si pone come una metafora musicale del
periodo storico e del territorio tra il XII e il XIV
secolo. Ingresso libero.
archivio di stato Carte e inchiostro: i problemi
dei restauri Altro incontro collaterale, oggi alle
15.30 all' Archivio di Stato (via dell' Ospitale),
per la mostra «Dalla penna d' oca alla
macchina da scrivere.
Guglielmo Coronini e la bella scrittura». L'
iniziativa «Carte e inchiostri: problematiche di
restauro» sarà l' occasione per vedere all' opera il Centro studi e restauro di Gorizia.
MARIO DI IORIO
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Primorski
Gorizia
Statut brez podpore, danes spet glasujejo
tirinajst jih je glasovalo »za«, dvanajst jih je bilo »proti« ­
med njimi slovenski svetniki ­, devet se jih je vzdralo.
Med ponedeljkovim zasedanjem gorikega obinskega
sveta niso odobrili statuta in ustanovnega akta
medobinske unije za Brda in Zgornje Posoje, vendar
bodo imeli e danes novo prilonost, da to storijo. Deelna
reforma krajevnih avtonomij predvideva, da je ob prvem
glasovanju potrebna dvotretjinska veina, zatem pa sta
predvideni e dve glasovanji. Statut je v tem primeru spet
odobren z dvotretjinsko veino oziroma z dvema
zaporednima glasovanjema z navadno veino. e pa
obinski svetniki trikrat zapored glasujejo »proti«, poskrbi
za odobritev statuta komisar, ki ga imenuje deela. Med
ponedeljkovo sejo mestne skupine je upan Ettore
Romoli uvodoma napovedal, da se bo njegova veina
vzdrala; sledila je dolga razprava s posegi tevilnih
svetnikov in z zavlaevanjem predsednika obinskega
sveta, ko v dvorani ni bilo dovolj svetnikov za sklepnost.
Trije slovenski svetniki iz Demokratske stranke ­
Slovenske skupnosti Boidar Tabaj, Walter Bandelj in
Marilka Korsi ter David Peterin iz Demokratske stranke
so glasovali »proti«. »Gorica je od svojega nastanka
trijezino mesto, zato mora biti tudi naziv nove unije trijezien. Ne razumem, zakaj upanova veina temu
tako nasprotuje. esa se bojijo?« se sprauje Boidar Tabaj, medtem ko David Peterin opozarja, da je ob­
inski odbornik Guido Pettarin spet »ustrahoval« s prikritim irjenjem zaite za slovensko narodno
skupnost, kar seveda nima nikakrne osnove. »e bi bil naziv unije trijezien, bi volil za, tako pa sem
glasoval proti,« e pravi Peterin. Ob koncu dolge razprave je za odobritev statuta glasovalo tirinajst
svetnikov, med katerimi so bili upan Ettore Romoli, predstavniki njegove veine in trije svetniki liste
Gorizia è tua. Poleg tirih Slovencev so »proti« glasovali e Stefano Abrami (Italija vrednot), Livio
Bianchini (SEL), Manuela Botteghi in Mattia Policardo(Gibanje 5 zvezd), Fabio Gentile (Forza Italia),
Francesco Piscopo (Forza Italia), Emanuele Traini (Zveza levice) in Alessio Zorzenon (Popolo di
Gorizia). Med vzdranimi so bili v glavnem svetniki upanove veine. Dananje zasedanje obinskega sveta
se bo za­ elo ob 17.30.
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