DOSSIER Mercoledì, 16 settembre 2015 DOSSIER Mercoledì, 16 settembre 2015 Articoli 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 11 1 Il valzer degli enti camerali Pavan: nozze con Venezia 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 FRANCESCO FAIN Il Consiglio comunale abortisce l' Uti 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 17 5 Madriz: «Ora basta beghe sulla fusione dei Consorzi» 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 ALEX PESSOTTO «Lipizer, un momento atteso per 34 anni» 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 FRANCESCO FAIN Musei, la Regione rivendica la governance 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 LAURA BORSANI Centro Diabetologico eccellenza del San Polo aggregato a Medicina 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 31 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 36 17 Le tavole anatomiche di Di Iorio 16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27 18 Uti CollioAlto Isonzo: fumata nera in consiglio EMANUELA MASSERIA «Turismo culturale per far crescere la città ma con un' unica... in breve 16/09/2015 Primorski Statut brez podpore, danes spet glasujejo 12 16 Unione intercomunale, minoranza con il lutto al braccio 16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28 9 14 Tiare, le ditte non pagate denunciano anche i vertici Ikea 16/09/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 28 7 11 «Ennesimo impoverimento per i nostri servizi sanitari» 16/09/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 3 MARIO DI IORIO 20 22 23 16 settembre 2015 Pagina 11 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Il valzer degli enti camerali Pavan: nozze con Venezia Il presidente di Pordenone: «Se Trieste e Gorizia ci diranno di no siamo pronti a una aggregazione con il Delta Lagunare». Da Pozzo (Udine): «Non hanno strategia» di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Pordenone rischia di restare fuori dal grande valzer delle Camere di commercio regionali. Le nozze fra le camere di commercio di Trieste e Gorizia hanno infatti aperto una partita economica che investe anche una questione di rappresentanza e di spartizione di poltrone. Di fatto la legge delega di riforma della pubblica amministrazione impone una drastica cura dimagrante con la riduzione delle Camere di commercio che passano da 105 a 60 con la soglia di almeno 80mila aziende per ciascun ente. In extremis un emendamento ha introdotto poi una modifica che esclude dal processo di aggregazione le Camere in prossimità alle aree di confine. Il processo è già partito sull' onda della grande fusione fra VeneziaRovigo e poi TrevisoBelluno. Anche l' aggregazione fra TriesteGorizia, 37mila aziende iscritte, si è messa in moto. Antonio Paoletti, che l' anno prossimo dopo un decennio chiuderà il proprio terzo mandato al vertice dell' ente camerale triestino, si candida a presiedere anche la nuova Camera di commercio giulianoisontina. Un arrocco in piena regola. Giuseppe Pavan, presidente di Unioncamere Fvg e dell' ente camerale pordenonese, accelera i tempi. Prima punta dritto al matrimonio con Trieste e Gorizia, sfidando l' istituzione gemella udinese, poi corteggia Venezia: «Il nostro obiettivo sin dall' inizio è stato quello di creeare una camera di commercio unica in regione che avrebbe un potenziale notevole con 120mila imprese aggregate. Ci troveremmo davanti a un' organizzazione con la stessa forza di quella di Treviso. Ma purtroppo questo obiettivo non si è ancora potuto realizzare». Dialogo difficile? «Lo chieda al presidente dell' ente camerale udinese Giovanni da Pozzoribatte. Certo, io non voglio forzare nessuno. D' altra parte ciascuno è libero di prendere le decisioni più opportune». Ma cosa si nasconde dietro il grande gelo fra Udine e Pordenone? «Mi chiedo perchè Pavan non ha avvertito il bisogno di alzare il telefono e chiamarci», ribatte da Pozzo. Per il numero uno dell' ente friulano i pordenonesi hanno voluto bruciare le tappe, forse consapevoli di dover agire sull' urgenza del momento: «Sono stati gli unici a non avere sottoscritto un documento presentato alla presidente della Giunta Debora Serracchiani che prevede la costituzione di due Camere, una friulana e l' altra giuliana, per arrivare in una fase successiva all' accorpamento su scala regionale di tutte e quattro le Camere di commercio. Ora hanno inviato questa proposta di nozze a Trieste e Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 1 16 settembre 2015 Pagina 11 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Gorizia che mi lascia perplesso e non mi pare sia stata accolta favorevolmente». Le fonti triestine dell' ente camerale sottolineano quanto già chiarito da Luca Madruz, presidente della Camera di Gorizia: «La nostra priorità è completare il percorso già avviato con la nascita della Camera di commercio della Venezia Giulia (la prima riunione congiunta degli organi camerali ci sarà giovedì, ndr). Fino a quando non sarà concluso non ci saranno valutazioni diverse». Pavan va dritto all' obiettivo: «Valutiamo varie opzioni. Se non ci sarà una risposta positiva da parte di Trieste e Gorizia, un modello virtuoso da imitare, dovremo prendere in considerazione altri accorpamenti come un' alleanza con Venezia con la quale abbiamo già servizi in comune (il tribunale di Pordenone ha competenze anche sul Portogruarese, ndr)». Il nuovo Ente camerale del Delta Lagunare, una delle prime fusioni già realizzate nel sistema camerale, è diventato un peso massimo delle Camere di commercio, il più grande del Veneto e il sesto d' Italia con 132.000 aziende, di cui 119.000 attive: «L' alternativa, in caso di risposta negativa o mancante da Trieste e Gorizia, sarà l' invio di un analogo invito all' ente camerale di Venezia guidato da Giuseppe Fedalto. A Trieste avete il mare e costruite le navi, a Pordenone abbiamo gli elettrodomestici e la meccanica. In un mercato globalizzato è inutile guardare alle contiguità economiche», ribadisce Pavan. Nel quartier generale dell' ente udinese Da Pozzo adombra una mancanza di strategia da parte dei cugini: «Questa grande alleanza veneziana non mi sembra realizzabile. Per l' ente pordenonese sarebbe un vicolo cieco perchè la legge non prevede fusioni su scala interregionale. Anzi, vorrei aggiungere che in mancanza di un chiaro disegno strategico gli enti camerali che non rispettono le scadenze possono rischiare il commissariamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 16 settembre 2015 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Il Consiglio comunale abortisce l' Uti Bocciata la delibera con la maggioranza spaccata, mentre il Pd esce dall' aula. Ancora 2 manches per evitare il commissario di Francesco Fain «Ritenta, sarai più fortunato». Scartavi le chewing gum "rosa colorante" e sulla carta leggevi sempre questa frase: le possibilità di vincere qualcosa erano ridotte al lumicino ma continuavi a tentare la fortuna. E anche il Consiglio comunale di Gorizia dovrà ritentare perché è andata buca la prima votazione riguardante l' atto costitutivo e lo statuto dell' Unione territoriale intercomunale (Uti) CollioAlto Isonzo. Occorrevano 27 voti, ovvero i "sì" di due terzi dei consiglieri comunali, per ottenere la necessaria maggioranza qualificata: ma i voti favorevoli sono stati solamente 14, quelli contrari 12, 9 le astensioni. Arriva il commissario ad acta? Non ancora. C' è ancora una doppia possibilità: stasera e lunedì. In quelle due sedute basterà la maggioranza semplice: il 51% che equivale a 21 voti favorevoli. Insomma, tutto è rimandato a lunedì prossimo per capire se la rivoluzione voluta dall' assessore regionale Panontin otterrà il disco verde consiliare. Intanto, restando all' ultima seduta, i vari gruppi hanno proceduto in ordine sparso. La maggioranza, a cui era stata data libertà di voto, si è di fatto spaccata: Romoli, il suo vice Sartori, Silvana Romano, il presidente del Consiglio Rinaldo Roldo, Francesco Del Sordi, Guido Germano Pettarin, Alessandro Vascotto, Franco Hassek, Riccardo Stasi hanno espresso voto favorevole. I forzisti Fabio Gentile e Francesco Piscopo hanno votato "no" al pari di Alessio Zorzenon del Popolo di Gorizia. La schiera dei contrari è stata rinforzata dai vari Abrami, Bianchini, Botteghi, Policardo e Traini e dai rappresentanti della minoranza slovena Bandelj, Korsic, Peterin e Tabaj, tutti inviperiti perché non è stata inserita la denominazione trilingue della neocostituita Uti. E qui scoppia la prima polemica. «Ricordo a quei consiglieri attacca Guido Germano Pettarin, assessore comunale al Bilancio che, votando contro lo statuto dell' Uti, hanno detto no anche alle tutele della minoranza slovena contenute al suo interno. Il punto 7 recità così: "L' Unione auspica l' estensione a tutto il proprio territorio delle potenzialità offerte dal Gect Go, la cui azione, finalizzata in primis, allo sviluppo territoriale transnazionale e transfrontaliero, risulta determinante per il rafforzamento della coesione economica e sociale delle conurbazioni urbane e di tutta l' area geografica a cavallo del confine nazionale fra Italia e Slovenia". Evidentemente i consiglieri della minoranza sono contrari a questo sviluppo...». Il Pd? È uscito dall' aula in polemica con Romoli: è rimasto in aula solo Rota che si è astenuto assieme Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 16 settembre 2015 Pagina 17 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia a Baiocchi, Giovanni Bressan, Cagliari, Ciotta, Obizzi, Oreti, Punteri e Turco. Infine, gli altri "sì" sono arrivati da Gorizia è tua (Bressan, Prignano e Tucci), da Comelli e Saia. «Stupito? Le cose sono andate com' era prevedibile, visto che abbiamo dato libertà di voto sottolinea il sindaco Ettore Romoli . In un primo momento, era prevista un' astensione ma, così facendo, avrebbero prevalso i voti negativi, compromettendo il futuro cammino della delibera. Se sono fiducioso per le prossime sedute? Abbastanza. Credo che, alla fine, riusciremo ad evitare l' arrivo del commissario ad acta. Il dibattito in aula è stato pesantissimo, molto ideologico ma credo ci siano gli spazi per una via d' uscita anche perché ora è sufficiente la maggioranza semplice». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. FRANCESCO FAIN Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 16 settembre 2015 Pagina 17 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Madriz: «Ora basta beghe sulla fusione dei Consorzi» Mentre il presidente della Camera di commercio tenta la mediazione, il sindaco è per la linea dura: «Se Monfalcone non ci sta è già pronto il piano B» «Sulla fusione dei due Consorzi e della Sdag si sono spesi, in questi giorni, fiumi di parole. Ma ritengo che bisogna mettere da parte l' emotività e far parlare i numeri. Ci sono 18 mesi di tempo per concretizzare l' operazione: mettiamoci attorno a un tavolo, parliamo di piani industriali, di percorsi futuri, analizzando i numeri con serenità. Stop alle polemiche». Gianluca Madriz, presidente della Camera di commercio, invita ad abbassare i toni su una questione che, soprattutto da parte monfalconese, sta suscitando prese di posizione e dibattiti a getto continuo. L' ultima uscita non è banale: ha visto protagonista il sindaco Ettore Romoli nell' ultima seduta del Consiglio comunale. «La fusione tra i consorzi? Vista l' aria che tira a Monfalcone la vedo dura. Siamo stati quasi insultati, come se tramassimo alle spalle della città di Monfalcone, mentre è evidente che il progetto della fusione, con Sdag e interporto all' interno, è strategico. Peraltro la mia presa di posizione ha avuto eco in regione, e ho ricevuto interessamenti sia da Udine che da Trieste», sono state le dichiarazioni romoliane. «Ho letto, ho letto aggiunge Madriz . Innanzitutto, va fatta chiarezza: la Camera di commercio non è di Gorizia nè di Monfalcone, è di tutto il territorio isontino. Fu il sottoscritto, all' atto della presentazione della legge regionale, a dire che era opportuno mettere "in rete" il sistema isontino, arrivando alla fusione dei Consorzi con la Sdag. L' obiettivo era di creare, appunto, un sistema che vede l' autoporto di Gorizia perfettamente integrato nella filiera dei due Consorzi con funzioni di retroporto. In queste settimane ho letto di tutto: accuse, controaccuse, difese. Ma credo che non si difende un territorio se non si va a realizzare strutture più grandi. Oggi, ci sono tante preoccupazioni, che sono lecite e doverose, ma non affrettiamo i tempi: analizziamo i numeri e facciamo una serena valutazione dello scenario. Abbiamo tempo. Basta emotività». Aggiunge Madriz: «Secondo il mio parere, questa è un' operazione che va fatta. Lasciamo da parte gli individualismi perchè con quelli non si va da nessuna parte. Vorremmo riuscire a fare sistema un po' come sta avvenendo nel territorio di Udine, dove si stanno mettendo in rete tutte le infrastrutture». Ma il sindaco non nasconde (e lo ribadisce oggi sulle colonne di questo giornale) che le pressioni monfalconesi lo stanno indisponendo non poco. «Vorra dire che la fusione avrà tre attori: il Consorzio Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 16 settembre 2015 Pagina 17 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia industriale di Gorizia, la Sdag (la società che gestisce l' autoporto di Gorizia) e la consortile alla quale sarà affidata, si spera in maniera definitiva, la concessione dell' aeroporto "Duca d' Aosta". «A quel punto argomenta il primo cittadino potremo collegarci con Udine e fare alleanze con interporti regionali per mettere in piedi un "sistema". Se Monfalcone non ci sta, questo è il nostro piano B». Già nei giorni scorsi, Romoli aveva evidenziato come la Sdag non fosse nè una «polpetta avvelenata» nè, tantomento, una «zavorra» nel delicato processo di fusione. «Anzi, la Sdag può diventare davvero una grossa opportunità: nata parecchi anni fa sia come autoporto sia come stazione confinaria ha subito una contrazione di ricavi con l' entrata della Slovenia nell' Ue. Per questo, la società era stata la sottolineatura forte e chiara del sindaco di Gorizia ha riconvertito l' attività avendo anche risultati negativi nel 2012 e nel 2013. Risultati negativi peraltro spariti nel 2014. Di fronte a questa situazione, il Comune rammenta il sindaco di Gorizia ha messo in piedi azioni per risollevare la società, operando una ricapitalizzazione di 1,5 milioni di euro. In contemporanea è stata prolungata la concessione dell' autoporto dal 2017, data della prima scadenza, al 2022. Non solo. Abbiamo deciso di diminuire il canone d' affitto del complesso da 400mila a 50mila euro. Con questi elementi è stato messo in piedi un piano di rilancio della Sdag che permetterà alla società di tornare in attivo, producendo utili». Non bastasse tutto ciò, sono all' orizzonte 9 milioni di investimenti che porteranno alla riqualificazione e al potenziamento delle strutture con un' intensa opera di messa a norma». « I finanziamenti aveva ricordato il primo cittadino derivano dai fondi residui di Osimo, dal credito agevolato Frie e dal sistema creditizio. Altra tappa importante: la creazione di un "Polo del freddo" caratterizzante l' attività dell' autoporto attraverso il raddoppio della superficie disponibile dotata di un' impiantistica d' avanguardia. Infine, è in calendario l' aumento della capacità ricettiva del raccordo intermodale per favorire nel prossimo futuro l' integrazione dello scalo Sdag con la stazione di Vrtojba, di cui il primo passo è dato dall' attuazione del progetto europeo Tip». (fra.fa. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 16 settembre 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia DUE ITALIANI SUL PODIO «Lipizer, un momento atteso per 34 anni» La commozione e l' euforia del presidente dell' Associazione Lorenzo Qualli «Un grande plauso, una grande soddisfazione che ci ha riempito il cuore. Abbiamo atteso 34 anni senza che un violinista italiano potesse salire sul gradino più alto del podio. Quest' anno abbiamo un primo e un secondo premio». È commosso, Lorenzo Qualli, presidente dell' associazione Lipizer, nell' affermarlo, nell' annunciare al pubblico del Kulturni center Lojze Bratuz di Gorizia, sede di tutta l' iniziativa, una vittoria attesa per troppo tempo e che, appena giunta, si fa fatica a comprendere, ad assaporare fino in fondo, quasi non fosse vera. Paolo Tagliamento, diciottenne di Conegliano, ha trionfato all'"Olimpiade del violino" come Qualli spesso definisce il "suo" concorso. E, al secondo posto, per decisione della giuria presieduta dal compositore Aurelio Samorì, troviamo un altro "nostro" musicista: Gabriele Ceci, venticinquenne di Bari. In questi giorni, ventisei violinisti da tutto il mondo sono giunti a Gorizia per prendere parte al concorso; di questi, due sono italiani: Tagliamento e Ceci, appunto. Più di quanto hanno ottenuto, semplicemente non potevano ottenere. Tagliamento, in particolare, ha conseguito il miglior punteggio in ciascuna delle tre prove del concorso. Oltre alla prestigiosa vittoria, anche la sua verde età possa contribuire a dischiudergli le porte di una brillante carriera internazionale. Nel concerto dei laureati, si è esibito per ultimo, proponendo, con l' orchestra "Mihail Jora" di Bacau diretta da Ovidiu Balan, il Secondo di Prokofiev, e, a seguire, una pagina di Bach sul violino appartenuto a Rodolfo Lipizer. Prima di lui, erano saliti sul palco del Kulturni center Bratuz gli altri finalisti, sempre impegnati in pagine dai grandi concerti di '800 e '900. Si è potuto ascoltare, nell' ordine: la ventiseienne russa Ekaterina Valiulina (quinta ex aequo), il ventottenne russo Stepan Lavrov (quarto), la ventiquattrenne, pure lei della Russia, Olga Iakushina (quinta ex aequo), la ventiseienne israeliana Nitzan Bartana (terza) e Gabriele Ceci che ha eseguito l' ultimo movimento del Concerto di Brahms. La serata conclusiva del Lipizer, al solito, si era aperta con le premiazioni e i discorsi di rito: oltre a Qualli sono intervenuti il vicesindaco di Gorizia, Roberto Sartori, l' assessore alla Cultura della Provincia, Federico Portelli, il consigliere regionale Diego Moretti, il presidente della Fondazione Carigo, Gianluigi Chiozza, la senatrice Laura Fasiolo, il presidente di giuria, Aurelio Samorì; erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Rodolfo Ziberna e il liutaio Gio Batta Morassi. Alex Pessotto. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 7 16 settembre 2015 Pagina 18 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia ALEX PESSOTTO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 16 settembre 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Musei, la Regione rivendica la governance Incontro senza accordo tra l' assessore alla cultura Fvg Torrenti e Romoli. Assicurato solo il coinvolgimento del territorio di Francesco Fain Un ente regionale. Ma con una forte connotazione locale e una partecipazione di enti del territorio, cioè isontini. Questa è la linea dell' assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti per la futura gestione dei Musei provinciali. La visione del sindaco Ettore Romoli? La palla passi ad un ente del territorio (un' Agenzia o una Fondazione) al quale dovranno partecipare il Comune di Gorizia, l' Uti Collio Alto Isonzo, la Camera di commercio, la Fondazione Carigo. Ruota, insomma, tutto intorno al ruolo della Regione il futuro dei Musei provinciali. Torrenti vorrebbe che la Regione avesse in mano la governance pur aprendo ad enti sul territorio. La visione di Romoli è diversa: vuole che gli enti del territorio recitino la parte principale, di attori protagonisti. Questo emerge dall' atteso incontro Romoli Torrenti svoltosi ieri pomeriggio a Trieste. Alla fine, in mezzo a tante bocche cucite, è arrivato un comunicato stampa riassuntivo che è piuttosto fumoso. Questi i contenuti: «Il subentro della Regione Friuli Venezia Giulia nella gestione delle competenze attualmente svolte dalla Provincia di Gorizia è stato il tema al centro di un incontro, svoltosi a Trieste, tra l' assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, e il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. Nel corso del colloquio si legge nel comunicato sono state discusse le opportunità che il nuovo sistema regionale integrato di valorizzazione del patrimonio potrà offrire al territorio dell' Isontino e ai suoi preziosissimi beni culturali. In proposito l' assessore ha illustrato al primo cittadino le linee guida del progetto di subentro, finalizzato ad integrare l' esigenza di una gestione moderna ed efficiente dei musei pubblici con il rispetto e la tutela della storia delle istituzioni museali dell' Isontino». Importante e decisivo il passaggio successivo che è un po' il "cuore" della nota. «Il progetto si legge ancora nel comunicato della Regione muove dalla volontà di assicurare al futuro ente gestore una collocazione e una "governance" in grado di garantire le aspettative dell' intero territorio Isontino e moltiplicare le potenzialità in ambito culturale della città di Gorizia, cui la Regione intende riconoscere un ruolo di centro culturale, promotore dell' integrazione tra sistemi pubblici e privati di valorizzazione. Nelle prossime settimane proseguiranno in contatti con tutte le amministrazioni per perfezionare il progetto e verificarne le tempistiche. Lo stesso sindaco di Gorizia valuterà il progetto presentato, che potrà essere perfezionato in un successivo incontro». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 9 16 settembre 2015 Pagina 18 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia «Comunque è un passo avanti le uniche parole che riusciamo a strappare al sindaco Romoli . Da un puro trasferimento dalla Provincia alla Regione siamo passati a un ente regionale che prevede la partecipazione locale. Le trattative andranno avanti». La costruzione del comunicato è stata particolarmente laboriosa e lunga. D' accordo, era un appuntamento importante per capire il futuro di un' istituzione gestita sino ad oggi dalla Provincia, ente ormai in via di dismissione. Ma la riunione era iniziata alle 15.30 e si è protratta per un' ora. Il sindaco Ettore Romoli, interpellato per conoscere gli esiti del tavolo, ha spiegato che ci sarebbe stata una nota della Regione: per questo, la sua bocca rimaneva cucita. Fatto sta che quel comunicato è arrivato tardi rispetto all' orario dell' incontro: alle 19.24 , per la precisione. Dai musei provinciali ai profughi il passo non è breve. Ma tant' è. Nel comunicato della Regione è stato inserito anche un capitolo che ben poco ha a che fare con i Musei. Si parla, infatti, di gestione dei richiedentiasilo. «Nel corso dell' incontro l' assessore Torrenti ha anche rassicurato il sindaco sul fatto che sarà rispettato l' impegno nel continuare ad alleggerire la città di Gorizia dall' attuale esubero di profughi presenti sul territorio comunale, attraverso una migliore distribuzione all' interno del territorio provinciale. Una necessità anche in vista dell' approssimarsi della stagione invernale, che rende indispensabile una minore precarietà dell' accoglienza», la conclusione del laboriosissimo comunicato stampa della Regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. FRANCESCO FAIN Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 16 settembre 2015 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia NICOLI (FI) «Ennesimo impoverimento per i nostri servizi sanitari» Il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, ha presentato un' interpellanza al sindaco Altran, a proposito del Centro Diabetologico dell' ospedale di Monfalcone. Nicoli chiede al primo cittadino se «era a conoscenza della possibile chiusura del Centro», e «in caso affermativo, quali azioni intende condurre affinchè non venga chiuso questo importante servizio o venga accorpato al reparto di Medicina». Il consigliere chiede «quali azioni intende intraprendere nei confronti delle scelte attuate dalla Giunta Serracchiani, che fino ad oggi ha contribuito a tagliare numerosi servizi alla comunità monfalconese, non solo in ambito assistenziale». E ancora: «Quali politiche più in generale intende mettere in campo l' amministrazione comunale si legge nell' interpellanza a protezione dell' ospedale cittadino e dei relativi servizi sanitari erogati, per evitare ulteriori depauperamenti che hanno già impoverito il territorio monfalconese, come ad esempio, la perdita dell' Ufficio del Giudice di Pace o il Catasto». Nicoli premette nell' atto: «Durante la riunione dei capigruppo in Provincia di Gorizia del 9 settembre scorso, ho appreso la notizia della prossima chiusura del Centro Diabetologico e un suo possibile accorpamento con il reparto di Medicina del San Polo. La notizia l' ho verificata personalmente al Centro Diabetologico, dove mi è stata confermata tale ipotesi, non prima della riunione prevista per il 17 settembre (domani, ndr) in Regione». Nicoli rileva che «l' ipotesi di chiusura e accorpamento causerebbe l' ennesimo declassamento e impoverimento del servizio garantito dall' ospedale monfalconese, che vedrebbe chiudersi un Centro che rappresenta per tutto l' Isontino, assieme a quello presente all' ospedale di Gorizia, un servizio di affermata qualità ed eccellenza». Fa poi presente che «il Centro Diabetologico di Monfalcone e Gorizia è l' unico dedicato per patologia nella nuova Aas. Gli ospedali di Palmanova e Latisana dispongono di un laboratorio dedicato, ma non di un Centro come a Monfalcone. Inoltre, Monfalcone è l' unico Centro per la gestione del "piede diabetico"». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 16 settembre 2015 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Centro Diabetologico eccellenza del San Polo aggregato a Medicina Lo ha confermato il direttore generale dell' Azienda, Pilati: «Nessuna chiusura, per il cittadino non cambia nulla»SANITÀ»SI TEMONO RIDIMENSIONAMENTI di Laura Borsani Il Centro Diabetologico dell' ospedale di San Polo sarà aggregato al reparto di Medicina. A confermarlo è il direttore generale dell' Azienda sanitaria Bassa FriulanaIsontina, Giovanni Pilati, a fronte dei timori diffusisi in città circa la possibile chiusura di quella che rappresenta un' eccellenza, sia per il trattamento del "piede diabetico", sia per il diabete di tipo 1. Ma il manager sanitario lo sottolinea: «Come per altri servizi, il Centro Diabetologico non verrà chiuso. Non si tratta quindi di tagli. Per il cittadino non cambia nulla. Ai pazienti sia a Monfalcone che a Gorizia continueranno ad essere erogate le prestazioni». Resta, comunque, il fatto che il Centro Diabetico sarà "incardinato" a Medicina. L' auspicio su tutto rimane quello di mantenere l' autonomia organizzativa ed i livelli di alta qualità e professionalità prodotti. Peraltro, il prossimo anno la responsabile del Centro, dottoressa Carla Tortul, andrà in quiescienza, prospettando la necessità della sua sostituzione. Insomma, l' attesa non manca per conoscere i dettagli dell' Atto aziendale redatto in base alle linee guida fornite dalla Regione. Le perplessità riguardano sostanzialmente il fatto di veder in qualche modo "ridimensionare" il servizio. Si tratta di un Centro, quello di Monfalcone e Gorizia, che può contare su 4 medici, tra cui una responsabile, la dottoressa Carla Tortul, due medici dedicati alla cura del diabete di tipo 1 e tipo 2, un medico dedicato alla cura del "piede diabetico". Un Centro che si caratterizza per l' elevato livello di competenze nell' utilizzo della tecnologia, e che rappresenta il secondo riferimento in regione. A far presente la questione, peraltro, è stato il capogruppo di Forza Italia, nonchè consigliere comunale e provinciale, Giuseppe Nicoli, che ha inviato una specifica interpellanza al sindaco Silvia Altran. Nicoli ha osservato, fornendo anche alcuni dati: «È l' unico polo in regione a garantire un percorso completo ed efficace per la diagnosi e la cura del piede diabetico. I dati dimostrano che lo sviluppo di competenza relativa alla cura del "piede diabetico" dell' Aas 2 ha ridotto il tasso annuo di amputazione da 8,1 su 100mila abitanti del 20012008, al 3,7 nel periodo 20092012. Vengono eseguiti annualmente ha aggiunto circa 300 pazienti diabetici di tipo 1 che necessitano almeno di 3 accessi all' anno. Nel Centro vengono, inoltre, valutati circa 2mila pazienti diabetici di tipo 2. Vengono, ancora, gestite circa 650 nuove lesioni al piede all' anno, con un tempo di guarigione di circa 3 mesi, periodo largamente Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 12 16 settembre 2015 Pagina 20 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia inferiore alla media nazionale». Il direttore generale Pilati, da parte sua, spiega: «L' Atto aziendale deve essere ancora definito e approvato da parte della Regione, che ha dato gli indirizzi nell' ambito della riforma sanitaria, alla quale devono attenersi le Aziende sanitarie. Tuttavia, la funzione di diabetologia verrà aggregata a Medicina. Non sarà, quindi, una struttura complessa. È un indirizzo che vale anche per altre funzioni, quali Endocrinologia, Reumatologia, Pneumologia, Gastroenterologia, che saranno organizzate nell' ambito dell' Aas Bassa FriulanaIsontina». Quanto alla quiescenza della dottoressa Tortul, il dirigente spiega: «L' attuale responsabile del Centro Diabetologico verrà opportunamente sostituita. Proporremo alla Regione un' impostazione aziendale adeguata alle linee regionali, prevedendo le necessarie sostituzioni e garantendo il personale necessario». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. LAURA BORSANI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 16 settembre 2015 Pagina 31 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Tiare, le ditte non pagate denunciano anche i vertici Ikea Alfatecnica, che vanta crediti per 3 milioni, si rivolge alla Guardia di Finanza Il gruppo Fogliata accusato di truffa contrattuale aggravata. Lettera a Bolzonello«Tante promesse mai mantenute»lo sfogo Qualche ditta, a quanto pare, è stata saldata. Ma ci sarebbero molte altre aziende che attendono ancora di essere pagate per i lavori di costruzione del parco commerciale "Tiare shopping" di Villesse. Fra queste c' è Alfatecnica che ha preso carta e penna e ha scritto, fra gli altri, al vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, all' assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti, al presidente della Provincia Enrico Gherghetta più ad altri attori istituzionali. «Ancora una volta ci rivolgiamo a voi e a tutti quelli che possono spendersi per una soluzione, anche transattiva sia con l' appaltatore che direttamente con Ikea Villesse, che salvi tutti noi». Entro la metà dell' anno prossimo (ci riferivamo al 2015), forse, si chiuderà la vertenza delle ditte non pagate che sono state impiegate nella costruzione di "Tiare shopping". Era questa la buona notizia che emerse dal tavolo convocato dalla Provincia il 29 dicembre 2014. Perché ne ricordiamo gli esiti? Perché le ditte, oggi, tornano a tuonare. di Francesco Fain wVILLESSE Una denuncia alla società appaltante "Alfa contract srl" e a tre alti dirigenti di Ikea. Alfatecnica, dopo aver scritto una lettera accorata al vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello e al presidente della Provincia Enrico Gherghetta, passa all' azione. Il nodo del contendere è sempre lo stesso: i mancati pagamenti per i lavori di realizzazione del centro commerciale di Villesse "Tiare shopping". La denuncia è stata presentata alla Guardia di finanza di Gorizia: il reato ipotizzato dai denuncianti è truffa contrattuale aggravata. «Vogliamo far valere le nostre ragioni contrattuali spiegano i vertici di Alfatecnica . Vantiamo crediti che raggiungono i tre milioni di euro». Questa situazione ha finito con il causare problemi su problemi ad Alfatecnica. «Abbiamo i cassetti pieni di decreti ingiuntivi da parte dei fornitori. La società, ad oggi, ha retto più per la volontà di qualche socio che per le reali possibilità di sopravvivere e riprendere un cammino di sviluppo e crescita». Alfatecnica scrisse, qualche tempo fa, a Bolzonello e Gherghetta. «Vogliamo relazionarvi in breve, come Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 14 16 settembre 2015 Pagina 31 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia già fatto tempo addietro, sul problema di Tiare shopping centre, il centro commerciale inaugurato il 5 dicembre 2013. Da quel momento parecchie ditte il senso della comunicazione non hanno più visto un euro per i lavoro svolti. Magistratura civile e penale nonchè Guardia di finanza si stanno interessando al caso ma il problema più serio resta quello dei fallimenti che, a ripetizione, stanno facendo cadere le società che hanno avuto la malasorte di incrociare l' appaltatore unico dei lavori "Arco Immobiliare spa/Fogliata spa/Alfa Contract srl"». Insomma, fa sapere Alfatecnica, «nulla di quanto a voi promesso (si rivolge agli amministratori che abbiamo citato ad inizio articolo, ndr) dall' appaltatore si è concretizzato. Nessun contatto è stato aperto e al Concordato, richiesto nel marzo 2015 sempre dall' appaltatore non è seguita la richiesta di procedura scaduta il 21 luglio. Sembra quindi che anche questa mossa sia stata fatta per mera perdita di tempo», rimarca Alfatecnica nella sua lettera che è stata inviata anche alla nostra redazione. «Intanto le società, l' indotto ad esse legato e le famiglie colpite viaggiano sempre più verso la disperazione che assale chi non ha più risorse per reggere ai colpi provenienti da enti e fornitori che, non sollecitati adeguatamente con informazioni anche istituzionali, moltiplicano la pressione su di esse», scrisse l' azienda nella missiva dai toni molto accorati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 16 settembre 2015 Pagina 31 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia mossa Unione intercomunale, minoranza con il lutto al braccio MOSSA L' Uti suscita reazioni anche nei paesi. In occasione dell' ultima seduta consiliare a Mossa, i consiglieri della lista civica "Noi Per Mossa" Mario Patrizi, Patrizia Cossovel e Christian Patrizi, si sono presentati con il lutto al braccio per esprimere la loro protesta per la modalità con cui si è arrivati alla costituzione delle Unioni territoriali Intercomunali e «per la conseguente cessazione dell' autonomia amministrativa dei piccoli comuni, che, come tutte le altre comunità del Friuli Venezia Giulia, verranno assorbiti nel nuovo ente, secondo la tanto discussa legge regionale n. 26 del 2014. Con la costituzione dell' Uti "CollioAlto Isonzo", dal prossimo mese di ottobre ed entro il 2018, i Comuni come quello di Mossa attacca Noi per Mossa verranno infatti man mano "svuotati" da tutti i loro poteri di autonomia amministrativa e finanziaria. Al di là delle modalità di transizione e imposizione della riforma degli enti locali voluta dall' assessore regionale Panontin, caratterizzata oltretutto da scarsi margini di discussione, i punti di critica rimangono molti e le proteste ed i numerosi ricorsi al Tar di tanti sindaci del Fvg ne sono la testimonianza. Tra le diverse criticità di questa riforma, desideriamo sottolinearne almeno due, quella relativa ai primi cittadini, i quali diventeranno gli unici rappresentanti delle piccole comunità all' interno dell' assemblea delle Uti, mentre l' altra interesserà le minoranze presenti ora nei consigli comunali. Ebbene lo stesso sindaco, per esempio quello di Mossa, potrebbe essere scavalcato dalla maggioranza dell' assemblea Uti proprio nelle decisioni che riguardano il territorio e la comunità di appartenenza. Le attuali minoranze, invece, non saranno proprio rappresentate nelle nuove assemblee e questo è un fatto grave per la democrazia». «L' eliminazione delle Province è stata e rimane un bluff, visto che ad un ente ne viene riproposto un altro. La costituzione delle Uti avrà comunque dei costi rilevanti e gli eventuali risparmi, se ci saranno, potranno essere visibili solo tra una decina d' anni». La prima votazione (serviva la maggioranza qualificata) non è andata a buon fine: ora bisognerà attendere due successive sedute in cui basterà la maggioranza semplice. (fra.fa. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 16 settembre 2015 Pagina 36 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia palazzo attems Le tavole anatomiche di Di Iorio Ultima settimana di apertura della mostra "Giovanni Zangrando (18671941). L' atelier e gli allievi¦Atelje in ucenci", la più completa antologica sinora dedicata al pittore triestino con oltre 100 opere esposte tra dipinti, disegni e fotografie originali. L' esposizione allestita a a Palazzo Attems Petzenstein chiuderà i battenti domenica prossima, 20 settembre, non prima però di aver sancito un ideale passaggio del testimone tra Giovanni Zangrando, erede della stagione artistica ottocentesca, e Mario Di Iorio, interprete d' eccezione dell' arte del Novecento. Nel contesto dell' antologica dedicata a Zangrando sono infatti esposte in anteprima cinque "tavole anatomiche" realizzate all' Accademia di Venezia da Mario Di Iorio sotto la guida del professor Alberto Lolli, allora docente di Anatomia Artistica, che ha di recente concesso i disegni in comodato ai Musei Provinciali. L' intero corpus dei disegni e studi inediti sarà illustrato dallo stesso Lolli nel corso della conferenza oggi alle 18 nel salone d' onore di Palazzo Attems Petzenstein. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 16 settembre 2015 Pagina 27 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Uti CollioAlto Isonzo: fumata nera in consiglio La delibera passa ma non supera la maggioranza qualificata dei dueterzi Stasera una nuova seduta, ma difficilmente l' unione otterrà 28 consensiA Mossa i consiglieri si presentano col lutto al braccio La prima votazione non è andata a buon fine neppure a Mossa, dove i consiglieri della lista civica «Noi Per Mossa» Mario Patrizi, Patrizia Cossovel e Christian Patrizi , si sono presentati con il lutto al braccio per esprimere la loro protesta per la modalità con cui si è arrivati alla costituzione delle Unioni territoriali Intercomunali e «per la conseguente cessazione dell' autonomia amministrativa dei piccoli comuni, che, come tutte le altre comunità del Friuli Venezia Giulia, saranno assorbiti nel nuovo ente, secondo la tanto discussa legge regionale 26 del 2014». «I Comuni come quello di Mossa attacca Noi per Mossa saranno infatti man mano "svuotati" di tutti i poteri di autonomia amministrativa e finanziaria. Al di là delle modalità di transizione e imposizione della riforma degli enti locali voluta dall' assessore regionale Panontin, caratterizzata oltretutto da scarsi margini di discussione, i punti di critica rimangono molti e le proteste ed i numerosi ricorsi al Tar di tanti sindaci del Fvg ne sono la testimonianza». (l.m. ) di Christian Seu Servirà almeno un' altra seduta al Consiglio comunale per approvare lo statuto e l' atto costitutivo della nuova Unione territoriale intercomunale CollioAlto Isonzo. La delibera, approdata l' altra sera in aula, è passata ma senza la maggioranza qualificata richiesta: sono stati quattordici i voti favorevoli, ben dodici quelli contrari e nove gli astenuti. Lontanissima, dunque, la soglia di 28 consensi, necessari per l' approvazione nelle prime due votazioni: la seconda è in programma già questa sera, quando il Consiglio comunale si riunirà nuovamente convocato d' urgenza dal presidente Roldo per tornare a discutere del provvedimento che sancirà l' adesione di Gorizia alla Uti dell' Alto Isontino (servono ancora i due terzi dei voti). Lunedì, i consiglieri hanno votato in ordine sparso, in maniera trasversale anche all' interno degli stessi partiti, che si sono in alcuni casi divisi nell' espressione della preferenza per questioni di fondo.? La votazione A favore si sono espressi in maniera compatta i gruppi consiliari dei Pensionati e, un po' a sorpresa, di Gorizia è Tua, lista civica dell' opposizione che ha scelto di dare il proprio placet all' operazione di costituzione del nuovo soggetto amministrativo previsto dalla riforma sugli enti locali firmata dall' assessore regionale Panontin. Non compatto il voto del Popolo di Gorizia: hanno votato sì gli assessori Del Sordi, Romano e Pettarin, oltre al sindaco Romoli, insieme con il consigliere Hassek e Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 18 16 settembre 2015 Pagina 27 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia al presidente dell' assemblea Roldo; si sono astenuti Ciotta, Bressan, Punteri e Obizzi, mentre ha votato addirittura contro Zorzenon, ancora portacolori in Consiglio del Popolo di Gorizia, ma esponente di Fratelli d' Italia. Contro anche Forza Italia, che recependo la disciplina dettata dai vertici regionali del partito ha premuto il tasto rosso, bocciando lo statuto dell' Uti. Contrari anche Sel, Idv e Federazione della Sinistra, così come il Movimento 5 Stelle. Frammentata l' espressione del Partito democratico: i tre componenti della Slovenska Skupnost (Korsic, Tabaj e Bandelj) hanno votato contro, assieme a Peterin; Rota si è astenuto, mentre il capogruppo Cingolani e Furlan sono usciti dall' aula al momento della votazione. Astenuti, infine, anche l' Udc (ma il vicesindaco, il "centrista" Sartori ha votato a favore) e la civica Per Gorizia. La Lega Nord, invece, non ha preso parte alla seduta. Il sindaco «Era oggettivamente impossibile raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi alla prima seduta: del resto, non va dimenticato che la maggioranza che sostiene l' amministrazione comunale è opposizione in Consiglio regionale, dove la riforma Panontin è stata varata», commenta il sindaco Ettore Romoli. «Sono fiducioso per i prossimi passi: si arriverà certamente all' approvazione. Noto piuttosto con stupore l' atteggiamento del Partito democratico, che non ha sostenuto la riforma voluta da Serracchiani e ha anzi, in larga parte, votato addirittura contro». Il Partito democratico «La nostra posizione non deve sorprendere ribatte il capogruppo dem, Cingolani . Avevamo chiesto prima dell' assemblea dei sindaci di convocare una commissione Statuto e regolamento per discutere dei documenti relativi all' Uti sui quali oggi ci troviamo a dover esprimere un voto: la richiesta non è stata accolta dal sindaco, così che il Consiglio si trova oggi a svolgere una funzione meramente notarile rispetto alla questione». Il Pd, tuttavia, potrebbe cambiare atteggiamento già nella seduta odierna: «Valuteremo il da farsi, anche perché in ballo c' è pure la questione dell' utilizzo di sloveno e friulano accanto all' italiano nello statuto e nell' atto costitutivo: la nomina di un commissario ad acta spazzerebbe via quest' ipotesi», spiega Cingolani. Slovenska Skupnost L' Unione slovena si è espressa chiaramente contro lo statuto della neonata Uti: sopravvive la contestazione al merito della riforma Panontin, a cui si aggiunge pure la contrarietà per la mancata denominazione trilingue dell' unione CollioAlto Isonzo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 16 settembre 2015 Pagina 28 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia «Turismo culturale per far crescere la città ma con un' unica regia» Confronto nella sede del Forum fra le associazioni «Puntare sulla storia». «Serve un censimento dei sodalizi» di Emanuela Masseria Gorizia deve puntare sulla storia e sul turismo culturale, ma serve una regia comune, capace di coinvolgere le associazioni cittadine; capace di ottimizzare le risorse e di gestire i sempre meno frequenti contributi. Serve una regia anche per non "schiacciare" le iniziative più piccole e per sfruttare al meglio i maxieventi. Questi sono alcuni degli argomenti sollevati nell' incontro di ieri, organizzato nella sede del Forum dal titolo «Cultura, ricerca, grandi eventi. La valorizzazione della cultura a Gorizia», dove, prima delle parole dei presenti, si è notato il silenzio degli assenti. I politici in grado di stanziare contributi e pensare alla cultura del goriziano nel suo complesso, pur invitati a partecipare, non si sono fatti vedere. C' erano, tra il pubblico, volti più "amici", come il consigliere comunale del Pd Cingolani o l' assessore provinciale Gironcoli, ma assessori comunali non se ne sono visti. Ognuno ha raccontato le proprie esperienze, ha portato i propri suggerimenti, ma è chiaro che la ricetta magica non esiste per nessuno. Un elemento comune, però, ha fatto breccia: la storia. Se c' è infatti qualcosa di originale, diverso, multiculturale, multilinguistico che la città possiede è proprio la sua storia, e da qui si potrebbe ripartire, sfruttando una strada che non è del tutto sconosciuta. Su questo ieri hanno espresso opinioni in qualche modo convergenti Adriano Ossola, regista di èStoria, Dario Stasi, direttore della rivista Isonzo Soca e fautore della mostra sul Novecento goriziano che è finita anche al Senato a Roma, il giornalista Roberto Covaz e il direttore del Kulturni dom Igor Komel. Gli altri interventi sono spettati a Renzo Furlano di Cormònslibri, al professor Silvano Cavazza e a Alessio Sokol, insegnante, con il coordinamento di Andrea Bellavite del Forum. Sokol e Cavazza avevano dibattuto, sul sito del Forum, su due temi divergenti che contrapponevano da un lato i Festival, con il loro dispendio di risorse pubbliche e poi il resto della cultura e della ricerca, che comunque langue, non attrae e non propone più idee come un tempo. L' unica provocazione, presentata come una proposta concreta, è stata quella del giornalista Roberto Covaz, che ha parlato di un censimento severo di tutte le associazioni, con in primo piano la trasparenza sui contributi di ognuno e sulle ricadute dei vari eventi. Al centro del ragionamento «una regia da dare ai politici prima del 2017, dato che siamo alla canna del gas. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 20 16 settembre 2015 Pagina 28 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Gli orticelli sfamano la propria famiglia e non quelli che vengono da fuori». Il giornalista ha anche fatto riferimento al fatto che il tema storico, per quanto da noi importante, corre il rischio di allevare "particolarismi". Alessio Sokol, sul tema del coordinamento, ha poi riportato le esperienze di cittadine comparabili a Gorizia come Belluno e Vittorio Veneto, dove esistono dei forum di associazioni che si muovono insieme con proposte, collaborazioni, calendari coordinati. Va anche detto che gli stessi amministratori auspicano maggiore coordinamento tra le associazioni; sperano che le singole realtà se la sbrighino attraverso le proprie capacità relazionali. Ma a quanto pare c' è ancora molta strada da fare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA LEGGI E COMMENTA SUL SITO www.messaggeroveneto.it. EMANUELA MASSERIA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 16 settembre 2015 Pagina 28 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia in breve A PALAZZO ATTEMS Disegni e studi di Mario Di Iorio Tutti i disegni e gli studi inediti di anatomia artistica realizzati all' Accademia di Venezia da Mario Di Iorio saranno illustrato oggi a Palazzo Attems Petzenstein. Dalle 18 Alberto Lolli, già docente di Anatomia artistica all' Accademia di Belle arti di Venezia, interverrà sul tema insieme con Francesca Agostinelli, docente, critica e curatrice indipendente. fondazione carigo Musica cortese domani un concerto Domani alle 21 la Fondazione Carigo ospiterà un concerto del festival «Musica cortese». Protagonista della serata sarà l' ensemble Dramsam che proporrà «Meginhardus. Musica per la contea di Gorizia», un concerto che si pone come una metafora musicale del periodo storico e del territorio tra il XII e il XIV secolo. Ingresso libero. archivio di stato Carte e inchiostro: i problemi dei restauri Altro incontro collaterale, oggi alle 15.30 all' Archivio di Stato (via dell' Ospitale), per la mostra «Dalla penna d' oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura». L' iniziativa «Carte e inchiostri: problematiche di restauro» sarà l' occasione per vedere all' opera il Centro studi e restauro di Gorizia. MARIO DI IORIO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 22 16 settembre 2015 Primorski Gorizia Statut brez podpore, danes spet glasujejo tirinajst jih je glasovalo »za«, dvanajst jih je bilo »proti« med njimi slovenski svetniki , devet se jih je vzdralo. Med ponedeljkovim zasedanjem gorikega obinskega sveta niso odobrili statuta in ustanovnega akta medobinske unije za Brda in Zgornje Posoje, vendar bodo imeli e danes novo prilonost, da to storijo. Deelna reforma krajevnih avtonomij predvideva, da je ob prvem glasovanju potrebna dvotretjinska veina, zatem pa sta predvideni e dve glasovanji. Statut je v tem primeru spet odobren z dvotretjinsko veino oziroma z dvema zaporednima glasovanjema z navadno veino. e pa obinski svetniki trikrat zapored glasujejo »proti«, poskrbi za odobritev statuta komisar, ki ga imenuje deela. Med ponedeljkovo sejo mestne skupine je upan Ettore Romoli uvodoma napovedal, da se bo njegova veina vzdrala; sledila je dolga razprava s posegi tevilnih svetnikov in z zavlaevanjem predsednika obinskega sveta, ko v dvorani ni bilo dovolj svetnikov za sklepnost. Trije slovenski svetniki iz Demokratske stranke Slovenske skupnosti Boidar Tabaj, Walter Bandelj in Marilka Korsi ter David Peterin iz Demokratske stranke so glasovali »proti«. »Gorica je od svojega nastanka trijezino mesto, zato mora biti tudi naziv nove unije trijezien. Ne razumem, zakaj upanova veina temu tako nasprotuje. esa se bojijo?« se sprauje Boidar Tabaj, medtem ko David Peterin opozarja, da je ob inski odbornik Guido Pettarin spet »ustrahoval« s prikritim irjenjem zaite za slovensko narodno skupnost, kar seveda nima nikakrne osnove. »e bi bil naziv unije trijezien, bi volil za, tako pa sem glasoval proti,« e pravi Peterin. Ob koncu dolge razprave je za odobritev statuta glasovalo tirinajst svetnikov, med katerimi so bili upan Ettore Romoli, predstavniki njegove veine in trije svetniki liste Gorizia è tua. Poleg tirih Slovencev so »proti« glasovali e Stefano Abrami (Italija vrednot), Livio Bianchini (SEL), Manuela Botteghi in Mattia Policardo(Gibanje 5 zvezd), Fabio Gentile (Forza Italia), Francesco Piscopo (Forza Italia), Emanuele Traini (Zveza levice) in Alessio Zorzenon (Popolo di Gorizia). Med vzdranimi so bili v glavnem svetniki upanove veine. Dananje zasedanje obinskega sveta se bo za elo ob 17.30. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 23