DOSSIER Giovedì, 15 gennaio 2015 DOSSIER Giovedì, 15 gennaio 2015 Articoli 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 Dalla Provincia 10mila euro alla mensa dei Cappuccini 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 Continuano ad arrivare altri richiedenti asilo 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18 Romoli: «A Gorizia al massimo 60 profughi» 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20 «No a depositi di scorie nucleari da noi» 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 22 Il "treno della memoria" anche in primavera 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24 L' Enoteca diventerà un polo regionale 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24 L' Unione dei Comuni chiude a fine anno 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25 Politici e amministratori visitano il Cie 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 26 L' Isola già pronta per il Carnevale 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27 Giusto metterli al CieCara 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27 Profughi afghani iscritti in una palestra 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 28 "Classici contro" per raccontare l' orrore della guerra 15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 28 GRADISCA ALLA SCOPERTA DI LUIGI SPAZZAPAN 15/01/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27 Romoli: non più di 60 profughi in città 15/01/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29 Ballaben (Lega): Pd allo sbando sulla questione profughi 15/01/2015 Primorski dnevnik Zupan: »V mestu lahko ostane najve estdeset prebenikov« 1 2 3 4 6 7 9 10 11 12 13 14 16 17 19 20 15 gennaio 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia sfamano anche i profughi. Dalla Provincia 10mila euro alla mensa dei Cappuccini La giunta provinciale ha deliberato un prelievo dal fondo di riserva di 10.000 euro da devolvere come contributo alla mensa dei poveri di Gorizia, gestita dai frati Cappuccini. A seguito degli incontri con frate Lorenzo e del sopralluogo fatto personalmente dall' assessore Cecot, il presidente Enrico Gherghetta ha accolto le richieste di aiuto pervenute dai frati che, dato l' incremento degli afflussi alla mensa da parte di persone costrette a vivere in uno stato di forte indigenza, si sono trovati in grosse difficoltà economiche nella gestione dell' importantissimo servizio. I poveri che si recano alla mensa sono raddoppiati nell' ultimo anno, mentre le derrate alimentari, fortunatamente non sono ancora un problema poichè recuperate grazie alle donazioni di gente comune e di commercianti goriziani e non solo, i costi vivi sono diventati difficilmente sostenibili. «L' insegnamento dei frati che accolgono chiunque si presenti alla loro porta, non facendo distinzioni tra i poveri, siano essi italiani o provenienti da altre parti del mondo, non poteva certo lasciarci indifferenti», spiega l' assessore Cecot. «Quando mi sono recata alla mensa c' erano circa 50 persone in fila, tra cui tre donne, e circa una 20 di italiani non più giovanissimi, le altre persone erano richiedenti asilo all' epoca privi di convenzione. Una fila ordinata e dignitosa ma drammaticamente toccante. Ciò a significare che nella condizione di bisogno non ci sono distinzioni di colore, nazionalità o sesso. I frati ogni giorno sfamano chi ha fame perchè la fame non ha provenienza, nè etnia». Era il 29 novembre scorso. «Di questo passo, rischiamo di chiudere». I frati Cappuccini, solitamente refrattari a lanciare appelli, dichiararono senza mezzi termini di essere in difficoltà nella gestione quotidiana della mensa dei poveri. Troppe le persone che si rivolgevano a loro per un pasto caldo, troppi i richiedentiasilo che si siedevano intorno al tavolo. In giorni erano stati sensibilizzati il Comune e la Provincia. «Il problema non sono le derrate alimentari che continuano ad arrivare quanto le spese per garantire il servizio (il costo delle cuoche, l' illuminazione, il riscaldamento, il gas)», i concetti espressi dai frati all' assessore provinciale Ilaria Cecot che era andata, sempre nel novembre scorso, alla mensa dei poveri per rendersi conto della situazione. (fr.fa. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 1 15 gennaio 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Continuano ad arrivare altri richiedenti asilo la situazione. Intanto la situazione immigrazione a Gorizia resta sempre al centro dell' attenzione, perché, seppur con numeri per il momento bassi, continuano gli arrivi di nuovi richiedenti asilo in città. Ieri restava da trovare sistemazione ancora per tre o quattro migranti. Non è dato ancora sapere con certezza invece quando i quaranta ospiti del Cara "allargato" di Gradisca d' Isonzo si trasferiranno all' Hotel Friuli di Grado, e non è da escludere che, complici i tempi tecnici per stabilire gli accordi, il tutto possa slittare all' inizio della prossima settimana. Oggi invece a Gradisca d' Isonzo una delegazione di otto persone tra cui il sindaco Tomasinsig, alcuni consiglieri comunali e forse anche l' assessore provinciale Ilaria Cecot , entreranno nell' area "rossa" del Cara, avendo ottenuto la possibilità di accedere per una visita richiesta da tempo. Al Cara si è data appuntamento oggi anche una delegazione di Sel. Non si capisce quando entrerà in funzione la commissione territoriale richiedenti asilo di Verona che dovrebbe alleggerire la situazione di Gorizia. Appare improbabile inoltre che in tempi brevi si giunga a una condivisione su tutto il territorio isontino dell' accoglienza dei profughi come auspicato a più riprese dal prefetto Zappalorto. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 15 gennaio 2015 Pagina 18 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia immigrati. Romoli: «A Gorizia al massimo 60 profughi» Il sindaco: «Finalmente tutti concordano che la città non può essere lasciata in queste condizioni» «Per la prima volta quella sulla necessità di sgravare Gorizia dall' eccessivo numero di richiedenti asilo non è solo la mia battaglia solitaria, ma è anche quella di tutto il territorio». Dopo la fiaccolata di solidarietà per le vittime del terrorismo e soprattutto l' incontro pubblico di lunedì sulla questione migranti, Romoli vede un' inversione di tendenza, un Isontino e una città finalmente uniti nel chiedere che non sia solo Gorizia a farsi carico della parte più importante dell' emergenza richiedenti asilo. «La fiaccolata di martedì e l' incontro pubblico in municipio di lunedì sono stati due eventi molto significativi ha detto ieri il primo cittadino . Al confronto sulla questione migranti c' è stata per la prima volta una visione unanime: non c' era più solo un sindaco, "premio Erode" (qui il riferimento è alla punzecchiatura del presidente della Provincia Gherghetta dello scorso dicembre ndr), che sosteneva che Gorizia non può più sopportare da sola questo carico e l' arrivo di nuovi migranti. Adesso anche chi diceva che Gorizia traeva vantaggio dalla presenza dei richiedenti asilo ha capito che bisogna trovare una soluzione diversa. Insomma, mi sembra ci sia stato un cambio di mentalità importante, si è compreso che una cittadina di 34mila abitanti non può sostenere il 25% di tutti i richiedenti asilo presenti in regione, e mi fa piacere che si siano spesi in tal senso uomini come l' assessore regionale Torrenti, il prefetto Zappalorto o il presidente Gherghetta». Ora Romoli indica la strada da percorrere. «L' obbiettivo deve essere far si che a Gorizia restino 50 o 60 richiedenti asilo, una quantità che può essere tranquillamente gestita dice il sindaco , mentre tutti gli altri devono essere spostati nel resto della regione. Aspetteremo il progetto regionale promesso da Torrenti, ma nel frattempo ogni giorno io mi impegnerò a sensibilizzare le istituzioni, Regione e anche Governo, perché si arrivi a questa soluzione». Romoli però è voluto tornare anche sul messaggio lanciato dalla fiaccolata di solidarietà che ha portato martedì sera in strada centinaia di persone. «È un fatto estremamente positivo che in una città solitamente refrattaria a manifestazioni pubbliche questo evento abbia visto una presenza notevole ha detto e soprattutto trasversale. C' erano tanti rappresentanti istituzionali, sindaci dell' Isontino accanto a semplici cittadini. Un territorio e una città che spesso si sono divisi su tutto, ora si sono presentati uniti, e dobbiamo lavorare affiché sia sempre così, sui problemi importanti per tutti». Marco Bisiach. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 3 15 gennaio 2015 Pagina 20 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia «No a depositi di scorie nucleari da noi» Interrogazioni di Ziberna (Fi) e Cisint (Orm) dopo la notizia della consegna delle liste di zone idonee. Nessun deposito di scorie radioattive a Monfalcone, non è un luogo adatto e la città dei cantieri ha già pagato un prezzo molto salato in termini di salute a causa dell' amianto e dell' inquinamento derivante dagli insediamenti industriali. Nei giorni scorsi è giunta la notizia che è stata consegnata dalla Sogin (società di Stato incaricata dello smantellamento degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi) all' Ispra (l' Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) la carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. A decidere sarà il governo, la mappa con i siti indicati è stata ovviamente secretata. Ma non sono mancate indiscrezioni, ipotesi e illazioni e dal Friuli Venezia Giulia si sono subito levati gli "altolà" da parte di alcuni esponenti politici. In particolare di Rodolfo Ziberna consigliere regionale di Fi e di Anna Cisint, consigliera comunale di Orm. Anche se la lista dei siti non è nota e tenuta segreta (l' elenco è stato stilato perchè lo prevede un' apposita direttiva Ue) e la stessa sottosegretario all' Ambiente Silvia Velo non ha dato indicazioni ma ha ammesso che «nessuna regione è esclusa» in particolare Ziberna afferma che «tra le decine di località segnalate vi sarebbe Monfalcone». E prorpio per questo sia il consigliere di Fi che Cisint (Orm) chiedono sèpiegazioni, da una parte alla Regione, dall' altra al Comune, se è giuta notizia e di «escludere tassativamente» la città dei cantieri. E per ribadire la contrarietà sia Ziberna che Cisint ripercorrono le linee di indirizzo utilizzate dalla stessa Sogin per tracciare la mappa delle aree, linee che escludono certe zone. In particolare «le aree urbane, le zone sismiche, le aree protette, le lagune, le zone vicine alle dighe e altre infrastrutture». Un quadro che può essere applicfato a Monfalcone anche se si considera che la Sogin ritiene valide le aree «comprese tra 20 e 700 metri di quota e che si trovano a oltre 5km da coste e più lontane di 1km da ferrovie, autostrade e altre vie». «Visti questi limiti Monfalcone deve essere tassativamente sclusa insiste Ziberna ed è per questo che ho formulato un' interrogazione per chiedere se la Giunta sappia qualche notizia e se si tratta di cose vere o meno». Sullo stesso filo conduttore di Ziberna, Cisint interroga il sindaco di Monfalcone per sapere se nella lista c' è il Fvg e in particolare Monfalòcone. Ma soprattutto se il sindaco non ritenga che Monfalcone abbia Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 4 15 gennaio 2015 Pagina 20 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia già pagato un prezzo molto salato in termini di salute a causa dell' amianto e degli inquinamenti derivanti dagli insediamenti industriali e in particolare «delle polveri emesse dalla centralòe elettrica che utilizza ancora carbone per la sua attività». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 5 15 gennaio 2015 Pagina 22 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia fogliano redipuglia. Il "treno della memoria" anche in primavera Visto il successo registrato il viaggio verrà ripetuto a maggio. Aperte le iscrizioni. FOGLIANO REDIPUGLIA Il viaggio della memoria, nel 2015, concede il bis. Così da oggi si apre ufficialmente la biglietteria per la partecipazione al treno storico Redipuglia Caporetto, edizione di primavera. Una data importante, quella di sabato 23 maggio, per la realizzazione di questo viaggio che si preannuncia già quasi completo considerando le prenotazioni in esubero dell' edizione autunnale e le opzioni delle agenzie di viaggio di tutta Italia. Tutti potenziali viaggiatori che avranno la precedenza su posti disponibili. La segreteria per questo nuovo evento della Pro loco viene trasferita all' ufficio informazioni e assistenza turistica alla Regia stazionemuseo multimediale di Redipuglia che risponde ai numeri 0481489139 e 3461761913. Si può anche inviare una email a [email protected] Il programma del viaggio ,ormai supercollaudato, non si scosta troppo da quello delle tre edizioni precedenti e vede l' animazione storica con i soldati in divisa d' epoca durante tutto il tragitto del convoglio, la grande rievocazione storica a Revelik, punto difensivo dell' Impero Asburgico, la visita guidata del museo della Grande guerra e dell' Ossario con la toccante cerimonia dei fiori e il concerto finale a Caporetto con i cori sloveni. Non mancherà la sosta per il pranzo in locale tipico con tradizionale menù. Immergersi nell' atmosfera di cent' anni fa. Tuffarsi nell' esperienza che vide tragicamente protagonisti, cen' anni orsono, tanti uomini e donne immersi in una guerra senza confini, una guerra atroce che dopo cinque lunghi anni mieterà qualcosa come 9 milioni di vittime. Capire come si sono svolti i tanti eventi che hanno visto contrapposti gli eserciti italiano ed austroungarico, comprendere la storia per farla propria. Ecco cosa spinge ogni anno centinaia di persone a prendere parte a questo evento. A proporre questo viaggio nella storia sarà ancora una volta l' organizzazione dei "Sentieri di pace" che, con Franco Visintin in testa, prepara il tutto con dovizia di particolari, senza sbavature. (lu.pe.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 15 gennaio 2015 Pagina 24 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia L' Enoteca diventerà un polo regionale Allo studio un progetto che vede interessati il Consorzio Collio, Comune e Regione. La scelta della sede. CORMONS Cormons sede di un' Enoteca di respiro regionale. Per ora è solo un progetto, ma le premesse per raggiungere l' obiettivo ci sono tutte. Tanti gli attori che si muovono per farlo diventare realtà: in primis il Consorzio Collio, promotore dell' idea, sulla quale la Regione avrebbe già dato il proprio beneplacito di massima. Ecco che dunque si fanno strada due ipotesi, sulle quali intervengono altri due enti: in un caso l' Enoteca, cooperativa che unisce una trentina di imprenditori viticoltori del territorio, nell' altro il Comune, socio della stessa Enoteca. Le ipotesi infatti vedono innanzitutto l' ampliamento dei locali dell' Enoteca. Ma c' è anche un' altra strada, sulla quale Comune e Regione hanno già fatto un ragionamento di massima: stabilire la sede di questa struttura di riferimento per la viticoltura territoriale nella palazzina Comando dell' ex Amadio. «Il progetto è in fase embrionale spiega il presidente del Consorzio Collio Robert Princic , stiamo ragionando su come svilupparlo: l' idea è sostanzialmente quella di eleggere Cormons a sede naturale e culturale dell' eccellenza enologica regionale. Dobbiamo dare al territorio un brand strutturato, dal nome riconoscibile in tutto il mondo, come lo è Montalcino, tanto per citare un esempio. E Cormons è la culla ideale da un punto di vista turistico e tecnologico per ospitare il meglio della viticoltura di un territorio che guarda al di fuori dei propri confini. La sede fisica di questa nuova struttura? Certamente potrebbe essere lo spazio adeguatamente ampliato dell' Enoteca di piazza 24 Maggio. Consorzio ed Enoteca sono sulla stessa linea d' onda in questo senso». E la conferma arriva dal presidente dell' Enoteca Dario Raccaro: «Noi siamo assolutamente pronti a un ulteriore salto di qualità che elegga la nostra struttura a Enoteca provinciale o regionale. Bisogna ora solo mettersi attorno a un tavolo e parlarne tutti insieme: Camera di Commercio, Consorzio, Comune, Provincia, Regione. Chiunque possa avere un interesse su un progetto simile deve cominciare un percorso unitario con cui stabilire gli obiettivi. Ampliare la nostra struttura? Saremmo favorevoli, ma questi sono temi che si dovranno affrontare collegialmente». L' ipotesi infatti che circola è quella di allargare i locali dell' Enoteca inglobando quelli del Museo del Territorio. «È una delle ipotesi conferma Raccaro . Quello che è certo è che la nostra volontà, come credo quella di tutti, sia quella di lavorare per il bene del nome di Cormons, dei suoi prodotti e del suo turismo». Un concetto ribadito anche dal sindaco Luciano Patat: «L' idea del Consorzio Collio di portare a Cormons un' Enoteca di più ampio respiro è più che buona evidenzia ma al momento è solo un' Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 7 15 gennaio 2015 Pagina 24 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia idea: auspico che quanto prima ci ritroveremo tutti attorno ad un tavolo per concretizzarla. È infatti un progetto che implica dei costi e delle decisioni da prendere: prima bisogna capire quale sia il luogo fisico più adatto per ospitare una struttura così rilevante. E poi dovremo capire se la Regione intenda svolgere un ruolo in questa vicenda. Noi abbiamo già parlato con il vicepresidente Bolzonello toccando questo tema a proposito dei lavori sull' ex caserma: l' idea su cui stavamo lavorando con i rappresentanti regionali è quella di insediare nella palazzina Comando una vera e propria vetrina dei prodotti e del turismo cormonese, a partire appunto dal vino. Ecco che dunque l' ipotesiEnoteca potrebbe trovare casa proprio nell' edificio di viale Roma. Quel che è sicuro è che stiamo già lavorando tutti sull' obiettivo rendere Cormons crocevia del turismo e dell' accoglienza enologica». Matteo Femia. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 15 gennaio 2015 Pagina 24 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia L' Unione dei Comuni chiude a fine anno Il sindaco Sergon: è ormai superata dalla riforma degli enti locali che accorperà più municipalità. CAPRIVA «L' Unione dei Comuni Isontina riguardante Capriva del Friuli, Farra d' Isonzo e San Lorenzo Isontino non avrà più senso nel momento in cui ci sarà dal prossimo anno quella che raccoglierà le municipalità di tutta la Destra Isonzo, secondo la riforma approvata dalla Regione. Un doppione non serve». Va quindi verso la chiusura alla fine di quest' anno secondo il primo cittadino caprivese Daniele Sergon il progetto che da un paio di anni vede felicemente unite sotto lo stesso tetto burocratico i tre Comuni isontini che hanno fatto da vero e proprio apripista istituzionale ad un percorso tecnico ora intrapreso da quasi tutti i sindaci della Destra Isonzo. Sergon è infatti molto chiaro su questo tema: «L' Unione dei Comuni Isontina rimarrà sicuramente viva ancora quest' anno tanto che nella Finanziaria regionale 2014 è stato confermato il contributo di 100mila euro affidato alla nostra realtà. Da prossimo primo ottobre prossimo però dovremo fare dei nuovi ragionamenti in tal senso: entro fine anno dovremo capire quale sia la strada migliore da intraprendere, ma personalmente ritengo che mantenere l' Unione quando ne prenderà vita una ancora più grande ed importante e che coinvolgerà più comuni sia del tutto inutile. Non ha proprio senso un doppione in scala minore». «Queste realtà sono molto significative ed aiutano i sindaci nel loro lavoro sul territorio aggiunge Sergon: più l' Unione è ampia e meglio sarà per tutti. E quindi il progetto che riguarda solo tre Comuni non credo che possa ancora continuare, non avrebbe davvero senso». Sulla stessa linea d' onda, anche se leggermente più sfumato nei termini, il presidente di turno del sodalizio, il sindaco farrese Alessandro Fabbro, che è anche presidente regionale dell' Anci. «Sicuramente si guarda da quest' anno a una realtà maggiore da un punto di vista numerico evidenzia Fabbro sul da farsi riguardo l' Unione Isontina ragioneremo con calma durante quest' anno appena iniziato. È comunque la stessa legge che impone di cancellare le Unioni in essere se prende forma una più grande. E quindi la strada è segnata». L' Unione dei Comuni Isontina è l' unica a livello provinciale, mentre altri amministrazioni comunali hanno scelto la strada delle convenzione per gestire collegialmente alcuni servizi per ridurre i costi di gestione. (m.f. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 9 15 gennaio 2015 Pagina 25 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Politici e amministratori visitano il Cie Sul tema dei migranti assemblea oggi di Sel. La Lega nord: il Pd troppo buonista. GRADISCA La giunta gradiscana e una delegazione di consiglieri comunali, esponenti politici regionali e di associazioni oggi, alle 10, visiterà l' ex Cie di Gradisca di recente riconvertito temporaneamente a Cara. Stasera invece, alle 20.30, il coordinamento di Sel ha organizzato a Palazzo Monte di Pietà, un' assemblea aperta sulle tematiche dei migranti in previsione dell' appuntamento nazionale "Human Factor" preente il coordinatore nazionale di Se Nicola Fratoianni. Intanto sulla vicenda non mancano le polemiche. «È un Pd totalmente allo sbando. Si è visto sfuggire di mano una situazione che lo stesso partito ha contribuito a creare col suo approccio improvvisato al fenomeno dell' immigrazione». La stilettata arriva da Alessandro Ballaben, referente gradiscano della Lega. «Sinora ho sempre evitato le polemiche e cercato piuttosto un dialogo con la giunta spiega Ballaben . Prendo però atto che alla problematica dei profughi non è stata trovata alcuna soluzione efficace e tantomeno sono rispettati i diritti della popolazione». L' esponente del Carroccio ricorda come a Gradisca il problema dell' impatto dei richiedenti asilo sia ben precedente al piu' decantato casoGorizia. Impatto che, a detta di Ballaben, nella Fortezza era esploso gia' da tempo con la presenza di alcune baracche nelle aree fluviali. «Eppure il sindaco Tomasinsig ha affermato che non esisteva alcuna baraccopoli attacca Ballaben . Tali insediamenti, diurni o meno poco importa, hanno significato anche atteggiamenti poco civili da parte degli ospiti e il mancato rispetto dei diritti dei residenti. Se un gradiscano avesse costruito una baracca sull' Isonzo è la critica di Ballaben sarebbe stato giustamente accusato di abusivismo. L' approccio buonista del Pd invece cerca di sminuire il disagio. Comprendo che il sindaco si dichiari deluso per la decisione della Prefettura di gravare ancora su Gradisca (il riferimento è ai 41 asilanti trasferiti all' ex Cie ndr) ma tutti sapevano che con la chiusura del Cie lo scenario avrebbe potuto essere l' ampliamento del Cara. Avendo presenziato all' incontro pubblico così Ballaben sono rimasto basito delle dichiarazioni di alcuni esponenti della sinistra come il presidente Gherghetta. Pareva quasi avesse sottoscritto la tessera della Lega. Evidentemente si è reso conto che la situazione è sfuggita di mano. Troppa propaganda sulla pelle dei profughi, che siamo i primi a dirlo hanno diritto a una vita migliore. Ma non a discapito delle comunità e delle famiglie che li ospitano e già soffrono parecchio a causa della crisi". (l.m.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 15 gennaio 2015 Pagina 26 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia L' Isola già pronta per il Carnevale Sabato 7 febbraio prima sfilata del concorso isontino. Già prenotati i gruppi di Staranzano e Romans. di Antonio Boemo wGRADO Mancano pochi giorni ormai per la prima sfilata del Carnevale 2015, valida per il concorso isontino indetto dalla Provincia. L' appuntamento è per sabato 7 febbraio. Lo scorso anno, dopo due anni andati a vuoto cioè senza assegnazione del punteggio necessario per la competizione, era stata stilata una graduatoria dato che gli organizzatori avevano optato per fare una mini sfilata dei gruppi sotto il tendone del Parco delle Rose. Questa ipotesi rimane valida nel caso che il maltempo la faccia da padrone anche per questa edizione. Quindi, bello o brutto tempo, il Carnevale gradese 2015 andrà comunque in scena. A Grado la classifica provinciale è riservata ai soli gruppi che, come sempre, si accompagneranno con qualche piccolo carro o costruzione (d' estate sfilano invece anche i carri). Alessandro Marchesan, presidente della Sogit che organizza la manifestazione assieme all' Admo e con il sostegno del Comune e della Provincia, ipotizza la partecipazione al concorso isontino di una decina di gruppi, auspicando anche l' adesione dei gruppi gradesi che hanno sempre animato l' evento. Il riferimento è ai due gruppi delle scuole per l' infanzia, quella comunale dell' Isola della Schiusa e quella parrocchiale, e al gruppo del laboratorio teatrale dell' Ute. Si spera inoltre che, come accaduto talvolta in passato, si iscrivano anche i gruppi gradesi dei ragazzi della media e quello delle scuole di Fossalon. Quanto ai gruppi esterni, sono già certe le partecipazioni della Banda del Quaiat di Romans d' Isonzo e della Compagnia del Carro di Staranzano. E' annunciata inoltre la partecipazione di un gruppo di Monfalcone, di quello di Medea, di uno di Grions e di quello di Medeazza; potrebbe essere presente alla sfilata anche un gruppo di Cervignano. A conseguire punti per il Carnevale isontino, come da regolamento, saranno i primi cinque gruppi (conta anche il numero dei componenti dei singoli gruppi, di norma attorno alle 1520 unità) che la giuria stabilirà essere i migliori. Come consuetudine, saranno assegnati premi speciali: alle migliori maschere singole, alle coppie e ai mini gruppi. La manifestazione che si concluderà al Parco delle Rose, prevede inoltre la consegna del Premio Giglio Boemo a quella persona che promuove e valorizza questo periodo dell' anno o, in ogni caso, le tradizioni locali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 15 gennaio 2015 Pagina 27 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Giusto metterli al CieCara Finalmente una decisione sensata, quella cioè di ospitare al Cara di Gradisca un buon numero di immigrati. Là possono essere identificati meglio, e, soprattutto, controllati a vista in un momento in cui la sicurezza nazionale deve avere la precedenza su tutto. E poi, diciamo la verità. È molto strano che in mezzo a loro, tutti ragazzi prestanti, che si dichiarano afghani anche se provengono spesso da Paesi islamici non toccati dalla guerra, non ci sia un vecchio, un bambino o una donna, i più bisognosi di aiuto cioè. Fatti drammatici come quello successo a Parigi dovrebbero far riflettere le autorità locali sul pericolo potenziale che in mezzo a tanti richiedenti asilo non si celi qualche fanatico musulmano. Questa è la vera emergenza e sottovalutare tutto ciò, oggi, è a mio parere, da ingenui e sprovveduti. Giuliano Damian Gorizia Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 15 gennaio 2015 Pagina 27 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Profughi afghani iscritti in una palestra L' INTERVENTOdi FABIO GENTILE* Ho già avuto modo di segnalare la notizia di Udine, dove un afghano richiedente asilo a Gorizia è stato denunciato per violenza privata, furto aggravato e tentata estorsione da una "lucciola" a cui lo stesso, dopo aver usufruito della sua "compagnia" aveva rubato il telefonino. L' afghano pretendeva, insoddisfatto dei servigi della prostituta, che gli fossero resi i soldi pagati. Di altro aspetto invece la segnalazione giuntami da Gradisca: una signora, insospettita da alcune persone che da tempo camminavano in fila "afghana" in direzione Villesse, intimorita da queste persone, voleva vederci chiaro e mi ha contattato. Sulle prime ero sicuro che questi fossero dei profughi afghani, ospiti del Cara di Gradisca, che si recavano a piedi al Tiare. Già su questo ci sarebbe da dire, però pure a Gorizia ormai siamo abituati a vedere i profughi girare (e spendere) fra gli scaffali dei supermercati. Non mi soffermo sulle loro scelte alimentariche la birra sia ora consentita da Allah? La signora mi ha detto che ogni giorno o quasi la scena era sempre la stessa, una decina di persone ora però sono meno che si incamminava in direzione Villesse lungo la trafficata statale. La paura era che le attenzioni di queste persone fossero per le case della zona ovviamente. Niente di più sbagliato. Ho potuto appurare che questi profughi ospiti del Cara di Gradisca, sono solo rispettabilissimi giovani, che preoccupati della salute fisica e della loro immagine, si erano iscritti ad una palestra di Villesse e lì andavano a curare il loro fisico, stanco e debilitato dalle avversità che hanno affrontato. Nessun furto e nessun centro commerciale sfavillante, solo una palestra fra le più attrezzate della provincia dove sono a disposizione istruttori e macchine per curare la loro persona, sviluppare qualche muscolo, smaltire le tossine del lungo viaggio e magari fare amicizia con qualche bella ragazza. Almeno loro, a differenza del loro connazionale di Udine, non a pagamento. Ho rassicurato la signora che questi ragazzi, in fuga da miseria, a rischio di vita, poveri, affamati e che ricevono aiuto e qualche spicciolo dallo Stato italiano e da chi paga le tasse non facevano altro che qualche ora di palestra. Nulla di male. Pagavano ovviamente l' abbonamento mensile, ma sudavano (in palestra) per pagarlo! La signora si è sentita sollevata. Per curare e migliorare il mio non più esile fisico, trovo difficilmente il tempo di andare a fare una corsa nei pressi di casa o una salutare pedalata in bicicletta, purtroppo la palestra e i suoi comfort non riesco a permettermeli. *capogruppo Forza Italia in Consiglio comunale a Gorizia. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 15 gennaio 2015 Pagina 28 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia "Classici contro" per raccontare l' orrore della guerra gorizia. Che cos' è la guerra? A chiederselo ad un secolo dall' entrata dell' Italia nella Prima guerra mondiale è l' edizione 2015 del Progetto "Classici contro, teatri di guerra". L' iniziativa promossa dall' Università Ca' Foscari di Venezia da domani approda anche a Gorizia e lo fa con il primo appuntamento di una serie di incontri in bilico tra passato e presente che si concluderà il 7 marzo al Teatro Verdi. Il liceo classico Dante Alighieri sarà uno dei 104 licei italiani che domani, a partire dalle 18, ospiterà la "Notte bianca" organizzata per promuovere la cultura classica in tutte le sue infinite declinazioni. Uno degli scopi è far vedere che questo tipo di scuole ha ancora qualcosa da dire alla contemporaneità. Da Gorizia a Siracusa, passando da Cagliari e Lecce, l' iniziativa nasce sull' onda delle polemiche che negli ultimi tempi hanno investito l' indirizzo di studio. Palazzo Formentini aprirà dunque le sue porte alla cittadinanza per ospitare fino a mezzanotte performance e tavole rotonde sull' attualità degli studi classici, ma anche teatro, danza, esibizioni di scherma, musica e letture di autori classici e contemporanei. La giornata non si limiterà a questo. Alle 17 a Palazzo Attems è previsto un prologo della "Notte bianca": il professor Marco Bergamasco terrà la conferenza "La città delle donne: utopie in Aristofane". Sarà questa, la prima delle quattro conferenze programmate nell' ambito dell' evento organizzato dall' ateneo veneziano. Il 30 gennaio "Classici contro" approderà ai Musei provinciali di Borgo Castello dove Antonio Barbieri affronterà il tema "Letterati e poeti nella Grande guerra"; il 13 febbraio Chiara Battistella parlerà a Palazzo Attems di "Simulacri d' aria e metamorfosi canine: la guerra di Euripide"; il 20 febbraio nuova tappa a Borgo Castello dove Enrico Vinti e Annalisa Mogorovich chiuderanno la serie di conferenze con la serata dal titolo "Un' emancipazione mancata? Uno sguardo internazionale sulle donne nella Grande Guerra". Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle 17. Il ricco calendario cittadino si concluderà al Verdi con l' azione scenica "Ecclesiazuse, ovvero l' Assemblea delle donne" interpretata dalla compagnia del liceo "Dante", ma prima offrirà ai goriziani altre due tavole rotonde. Venerdì 6 marzo la LegLibreria editrice goriziana ospiterà alle 17.30 l' incontro "Tempo di Classici" (con Alessio Sokol, Alberto Camerotto e Carmine Catenacci), mentre la mattina del 7 marzo al Teatro Verdi il dibattito ruoterà intorno al binomio donne e guerra (con Marcella Farioli, Classici contro Modena; Barbara Graziosi, Durham University; Bruna Bianchi, Ca' Foscari; Ricciarda Ricorda, Ca' Foscari) accompagnato dai brani degli spettacoli "Doppio fronte" e "La Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 14 15 gennaio 2015 Pagina 28 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia < Segue tradotta" interpretati dal coro Free Voices. Stefano Bizzi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 15 gennaio 2015 Pagina 28 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia GRADISCA ALLA SCOPERTA DI LUIGI SPAZZAPAN La galleria d' arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca propone, per questa domenica, alle 16, una visita guidata alla scoperta delle opere di Luigi Spazzapan attraverso le collezioni Citelli e Giletti. Le prime sale sono dedicate alle opere della raccolta Citelli, recentemente acquisita dalla Fondazione Carigo, che comprende ritratti, paesaggi, nature morte e una serie di bozzetti dai colori intensi con raffigurazioni ironico satiriche o drammatiche destinate alle illustrazioni della "Gazzetta del Popolo". Il percorso procede con la visita alla collezione Giletti formata da chine, tempere, oli e due sculture: capolavori di Spazzapan in cui si ritrovano molteplici richiami alla cultura dell' espressionismo che si condensano nell' incisività del segno, nella forza del colore e nella vitalità del movimento. L' ultimo periodo di attività dell' artista è attestato da alcuni splendidi dipinti informali. È g r a d i t a l a p r e n o t a z i o n e ([email protected]). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 15 gennaio 2015 Pagina 27 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Romoli: non più di 60 profughi in città «Fondamentale l' incontro del Pd: Comune e Provincia sulla stessa linea per la redistribuzione dei richiedenti asilo»l' emergenza»il sindaco. «Gorizia non può ospitare più di cinquanta, massimo sessanta richiedenti asilo. Della situazione della nostra città si sono resi conto tutti, dopo che per mesi le lamentele goriziane parevano una battaglia maniacale e solitaria del sottoscritto». A dirlo è il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, che commenta così l' esito dell' incontro dell' altra sera sul problema dell' immigrazione nel capoluogo isontino. «La riunione organizzata dal Partito democratico ha di fatto segnato una linea di discontinuità nel dibattito sulla questione dei richiedenti asilo sottolinea il primo cittadino . Il presidente della Provincia Gherghetta e l' assessore Cecot hanno detto le stesse cose del sindaco al quale avevano idealmente consegnato il premio "Erode", cambiando dunque opinione dopo cinque mesi. È un fatto certamente positivo che si sia ritrovata una certa unità d' intenti: dobbiamo ora fare in modo che la presenza di richiedenti asilo in città non superi quota cinquanta sessanta unità, e questo attraverso l' attivazione di un progetto ragionato che porti alla ridistribuzione degli immigrati non solo sul territorio provinciale, ma su quello regionale». Come evidenziato da Romoli anche nel corso del dibattito di lunedì, «il problema non è la presenza dei richiedenti asilo, ma il loro massiccio numero: all' inizio del 2014 a Gorizia ne erano stati accolti quaranta in un albergo e non vi erano problemi di sorta. Ora, con oltre duecento persone sul nostro territorio comunale, la situazione è percepita come un problema». Il sindaco ha poi ribadito che per alleviare la presenza di immigrati in città «mi sto muovendo con insistenza a tutti i livelli, sia con la Regione sia con il commissario regionale del governo, fino ai rappresentanti dello stesso governo. Dobbiamo perseguire con forza questo obiettivo, togliendo le paure anche giustificabili dei cittadini, senza contrapposizioni». Romoli ha poi sottolineato come le domande di circa il 75% dei richiedenti asilo giunti a Gorizia siano già state bocciate da altre commissioni territoriali, «con la possibilità dunque di far scattare le procedure per i respingimenti». Attualmente sono oltre duecento i richiedenti asilo ospitati in strutture che hanno sede nel capoluogo isontino: secondo le ultime informazioni, oltre 160 persone sono accolte negli spazi dell' ex Nazareno, per il quale esiste una convenzione fino al prossimo 31 marzo tra Prefettura e Caritas, mentre altri quaranta resistono tra l' hotel Internazionale di via Trieste e la sua dependence. Una parte di questi, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 17 15 gennaio 2015 Pagina 27 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia assieme ai quaranta trasferiti temporaneamente al Centro di identificazione sabato scorso, saranno ospitati all' albergo Friuli di Grado. Il primo cittadino ha poi espresso piena soddisfazione per il successo della manifestazione contro il terrorismo, che martedì sera ha portato per le strade di Gorizia oltre 250 persone: «In una città generalmente refrattaria alle manifestazioni pubbliche, si è registrata una presenza notevole e trasversale, segno di una comunità che forse per la prima volta si è ritrovata unita su un problema indica Romoli . L' auspicio è che questo sia un segnale per il futuro, perché la nostra città si unisca ancora per risolvere i problemi legati al proprio presente e al proprio futuro». Christian Seu. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18 15 gennaio 2015 Pagina 29 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia gradisca. Ballaben (Lega): Pd allo sbando sulla questione profughi GRADISCA La giunta gradiscana e una delegazione di consiglieri comunali, esponenti politici regionali e di associazioni oggi, alle 10, visiterà l' ex Cie, di recente riconvertito temporaneamente a Cara. Stasera invece, alle 20.30, il coordinamento di Sel ha organizzato a palazzo Monte di Pietà un' assemblea aperta sulle tematiche dei migranti in previsione dell' appuntamento nazionale "Human Factor", presente il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni. Intanto sulla vicenda non mancano le polemiche. «È un Pd totalmente allo sbando. Si è visto sfuggire di mano una situazione che lo stesso partito ha contribuito a creare col suo approccio improvvisato al fenomeno dell' immigrazione». La stilettata arriva da Alessandro Ballaben, referente gradiscano della Lega. «Sinora ho sempre evitato le polemiche, cercando piuttosto un dialogo con la giunta spiega Ballaben . Prendo, però, atto che alla problematica dei profughi non è stata trovata alcuna soluzione efficace, né tantomeno sono rispettati i diritti della popolazione». L' esponente del Carroccio ricorda come a Gradisca il problema dell' impatto dei richiedenti asilo sia ben precedente a Gorizia. Impatto che qui ha detta di Ballaben era esploso già da tempo con la presenza di alcune baracche nelle aree fluviali. «Eppure il sindaco Tomasinsig ha affermato che non esisteva alcuna baraccopoli attacca Ballaben . Tali insediamenti, diurni o meno poco importa, hanno significato anche atteggiamenti poco civili da parte degli ospiti e il mancato rispetto dei diritti dei residenti. Se un gradiscano avesse costruito una baracca sull' Isonzo, sarebbe stato giustamente accusato di abusivismo. L' approccio buonista del Pd, invece, cerca di sminuire il disagio. Comprendo che il sindaco si dichiari deluso per la decisione della Prefettura di gravare ancora su Gradisca (il riferimento è ai 41 asilanti trasferiti all' ex Cie; ndr), ma tutti sapevano che con la chiusura del Cie lo scenario sarebbe potuto essere l' ampliamento del Cara. Avendo presenziato all' incontro pubblico sottolinea Ballaben , sono rimasto basito delle dichiarazioni di alcuni esponenti della sinistra, come il presidente della Provincia Gherghetta. Pareva quasi avesse sottoscritto la tessera della Lega. Evidentemente, si è reso conto che la situazione è sfuggita di mano». (l.m.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 15 gennaio 2015 Primorski dnevnik Gorizia Zupan: »V mestu lahko ostane najve estdeset prebenikov« »Konno smo nali skupen jezik in vsi priznali, da je tevilo prosilcev za azil v Gorici pretirano. Raunamo na to, da bo deelna uprava res poskrbela za bolj enakomerno razmestitev prebenikov po ostalih krajih pokrajine in Furlanije Julijske krajine nasploh. Moj cilj je, da da bi v Gorici ostalo med 50 in 60 prosilcev za azil. Za to si bom prizadeval na vseh ravneh.« Tako pravi upan Ettore Romoli, ki je zadovoljen s tem, kar je slial na ponedeljkovem sreanju o prebenikih v dvorani gorikega obinskega sveta. »Tudi tisti, ki so doslej ocenjevali, da je problem zanemarljiv in da ima Gorica celo korist od prisotnosti prebenikov, so se premislili. Priznali so, da je za mesto s 34.000 prebivalci tak pritisk nevzdren: v Gorici je 25 odstotkov vseh prosilcev za azil v Furlaniji Julijski krajini. Da je to preve, je v ponedeljek ocenil tudi predsednik pokrajine Enrico Gherghetta, deelni odbornik Gianni Torrenti pa je dejal, da bo deela pripravila nart o priseljevanju in razbremenila nae mesto,« pravi upan. Da sta Romoli in Gherghetta v ponedeljek podobno govorila, so se zavedeli tudi udeleenci v dvorani. Preseneenje ni bilo majhno, saj se je med njima okrog vpraanja priseljencev v zadnjih mesecih pogostokrat zaostrilo. upan je zadovoljen tudi z uspehom baklade proti terorizmu, ki je v torek zveer potekala po ulicah gorikega mestnega sredia. Shoda se je udeleilo preko 250 ljudi, med katerimi so bili mnogi krajevni upravitelji in politiki. Romoli izpostavlja, da so se na vabilo gorike uprave odzvali tako desnosredinski kot levosredinski predstavniki, kar je po njegovem mnenju pomembno. »Pokazali smo, da se znamo zdruiti, ko je treba. Skrajni as je, da premostimo delitve in se skupaj lotimo pravih problemov,« meni upan Ettore Romoli. Priliv prebenikov v Gorico se medtem nadaljuje, pravi pokrajinska odbornica Ilaria Cecot, po kateri zaasno odprtje prostorov nekdanjega centra CIE v Gradiu, kjer so v soboto sprejeli 40 afganistanskih prosilcev za azil, ni reilo problema. »Treba je poskrbeti za razpreno obliko sprejemanja teh ljudi,« poudarja Cecotova. Prostore nekdanjega centra za nezakonite priseljence CIE, ki so ga v zadnjem letu obnovili in za katerega e ni povsem jasno, emu bo sluil, si bodo danes ogledali predstavniki obinske uprave iz Gradia. Mnogi so prepriani, da je zaasna namestitev 40 Afganistancev v njem znamenje, da bodo ti prostori postali ogromen center za prosilce za azil CARA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 20