DOSSIER
Giovedì, 15 gennaio 2015
DOSSIER
Giovedì, 15 gennaio 2015
Articoli
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Dalla Provincia 10mila euro alla mensa dei Cappuccini
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Continuano ad arrivare altri richiedenti asilo
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 18
Romoli: «A Gorizia al massimo 60 profughi»
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 20
«No a depositi di scorie nucleari da noi»
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 22
Il "treno della memoria" anche in primavera
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24
L' Enoteca diventerà un polo regionale
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 24
L' Unione dei Comuni chiude a fine anno
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 25
Politici e amministratori visitano il Cie
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 26
L' Isola già pronta per il Carnevale
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27
Giusto metterli al Cie­Cara
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 27
Profughi afghani iscritti in una palestra
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 28
"Classici contro" per raccontare l' orrore della guerra
15/01/2015 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 28
GRADISCA ALLA SCOPERTA DI LUIGI SPAZZAPAN
15/01/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 27
Romoli: non più di 60 profughi in città
15/01/2015 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29
Ballaben (Lega): Pd allo sbando sulla questione profughi
15/01/2015 Primorski dnevnik
Zupan: »V mestu lahko ostane najve estdeset prebenikov«
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
sfamano anche i profughi.
Dalla Provincia 10mila euro alla mensa dei
Cappuccini
La giunta provinciale ha deliberato un prelievo
dal fondo di riserva di 10.000 euro da
devolvere come contributo alla mensa dei
poveri di Gorizia, gestita dai frati Cappuccini.
A seguito degli incontri con frate Lorenzo e del
sopralluogo fatto personalmente dall'
assessore Cecot, il presidente Enrico
Gherghetta ha accolto le richieste di aiuto
pervenute dai frati che, dato l' incremento degli
afflussi alla mensa da parte di persone
costrette a vivere in uno stato di forte
indigenza, si sono trovati in grosse difficoltà
economiche nella gestione dell'
importantissimo servizio.
I poveri che si recano alla mensa sono
raddoppiati nell' ultimo anno, mentre le derrate
alimentari, fortunatamente non sono ancora un
problema poichè recuperate grazie alle
donazioni di gente comune e di commercianti
goriziani e non solo, i costi vivi sono diventati
difficilmente sostenibili.
«L' insegnamento dei frati che accolgono
chiunque si presenti alla loro porta, non
facendo distinzioni tra i poveri, siano essi
italiani o provenienti da altre parti del mondo,
non poteva certo lasciarci indifferenti», spiega
l' assessore Cecot. «Quando mi sono recata
alla mensa c' erano circa 50 persone in fila, tra cui tre donne, e circa una 20 di italiani non più
giovanissimi, le altre persone erano richiedenti asilo all' epoca privi di convenzione. Una fila ordinata e
dignitosa ma drammaticamente toccante.
Ciò a significare che nella condizione di bisogno non ci sono distinzioni di colore, nazionalità o sesso. I
frati ogni giorno sfamano chi ha fame perchè la fame non ha provenienza, nè etnia».
Era il 29 novembre scorso.
«Di questo passo, rischiamo di chiudere». I frati Cappuccini, solitamente refrattari a lanciare appelli,
dichiararono senza mezzi termini di essere in difficoltà nella gestione quotidiana della mensa dei poveri.
Troppe le persone che si rivolgevano a loro per un pasto caldo, troppi i richiedenti­asilo che si
siedevano intorno al tavolo. In giorni erano stati sensibilizzati il Comune e la Provincia. «Il problema non
sono le derrate alimentari che continuano ad arrivare quanto le spese per garantire il servizio (il costo
delle cuoche, l' illuminazione, il riscaldamento, il gas)», i concetti espressi dai frati all' assessore
provinciale Ilaria Cecot che era andata, sempre nel novembre scorso, alla mensa dei poveri per
rendersi conto della situazione. (fr.fa.
)
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Continuano ad arrivare altri richiedenti asilo
la situazione.
Intanto la situazione immigrazione a Gorizia
resta sempre al centro dell' attenzione, perché,
seppur con numeri per il momento bassi,
continuano gli arrivi di nuovi richiedenti asilo in
città.
Ieri restava da trovare sistemazione ancora
per tre o quattro migranti.
Non è dato ancora sapere con certezza invece
quando i quaranta ospiti del Cara "allargato" di
Gradisca d' Isonzo si trasferiranno all' Hotel
Friuli di Grado, e non è da escludere che,
complici i tempi tecnici per stabilire gli accordi,
il tutto possa slittare all' inizio della prossima
settimana.
Oggi invece a Gradisca d' Isonzo una
delegazione di otto persone ­ tra cui il sindaco
Tomasinsig, alcuni consiglieri comunali e forse
anche l' assessore provinciale Ilaria Cecot ­,
entreranno nell' area "rossa" del Cara, avendo
ottenuto la possibilità di accedere per una
visita richiesta da tempo.
Al Cara si è data appuntamento oggi anche
una delegazione di Sel.
Non si capisce quando entrerà in funzione la
commissione territoriale richiedenti asilo di
Verona che dovrebbe alleggerire la situazione
di Gorizia.
Appare improbabile inoltre che in tempi brevi si giunga a una condivisione su tutto il territorio isontino
dell' accoglienza dei profughi come auspicato a più riprese dal prefetto Zappalorto.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
immigrati.
Romoli: «A Gorizia al massimo 60 profughi»
Il sindaco: «Finalmente tutti concordano che la città non può essere lasciata in queste
condizioni»
«Per la prima volta quella sulla necessità di
sgravare Gorizia dall' eccessivo numero di
richiedenti asilo non è solo la mia battaglia
solitaria, ma è anche quella di tutto il
territorio». Dopo la fiaccolata di solidarietà per
le vittime del terrorismo e soprattutto l' incontro
pubblico di lunedì sulla questione migranti,
Romoli vede un' inversione di tendenza, un
Isontino e una città finalmente uniti nel
chiedere che non sia solo Gorizia a farsi carico
della parte più importante dell' emergenza
richiedenti asilo. «La fiaccolata di martedì e l'
incontro pubblico in municipio di lunedì sono
stati due eventi molto significativi ­ ha detto ieri
il primo cittadino ­. Al confronto sulla questione
migranti c' è stata per la prima volta una
visione unanime: non c' era più solo un
sindaco, "premio Erode" (qui il riferimento è
alla punzecchiatura del presidente della
Provincia Gherghetta dello scorso dicembre
ndr), che sosteneva che Gorizia non può più
sopportare da sola questo carico e l' arrivo di
nuovi migranti. Adesso anche chi diceva che
Gorizia traeva vantaggio dalla presenza dei
richiedenti asilo ha capito che bisogna trovare
una soluzione diversa. Insomma, mi sembra ci
sia stato un cambio di mentalità importante, si
è compreso che una cittadina di 34mila abitanti non può sostenere il 25% di tutti i richiedenti asilo
presenti in regione, e mi fa piacere che si siano spesi in tal senso uomini come l' assessore regionale
Torrenti, il prefetto Zappalorto o il presidente Gherghetta». Ora Romoli indica la strada da percorrere.
«L' obbiettivo deve essere far si che a Gorizia restino 50 o 60 richiedenti asilo, una quantità che può
essere tranquillamente gestita ­ dice il sindaco ­, mentre tutti gli altri devono essere spostati nel resto
della regione. Aspetteremo il progetto regionale promesso da Torrenti, ma nel frattempo ogni giorno io
mi impegnerò a sensibilizzare le istituzioni, Regione e anche Governo, perché si arrivi a questa
soluzione». Romoli però è voluto tornare anche sul messaggio lanciato dalla fiaccolata di solidarietà che
ha portato martedì sera in strada centinaia di persone. «È un fatto estremamente positivo che in una
città solitamente refrattaria a manifestazioni pubbliche questo evento abbia visto una presenza notevole
­ ha detto ­ e soprattutto trasversale. C' erano tanti rappresentanti istituzionali, sindaci dell' Isontino
accanto a semplici cittadini. Un territorio e una città che spesso si sono divisi su tutto, ora si sono
presentati uniti, e dobbiamo lavorare affiché sia sempre così, sui problemi importanti per tutti».
Marco Bisiach.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
«No a depositi di scorie nucleari da noi»
Interrogazioni di Ziberna (Fi) e Cisint (Orm) dopo la notizia della consegna delle liste di
zone idonee.
Nessun deposito di scorie radioattive a
Monfalcone, non è un luogo adatto e la città
dei cantieri ha già pagato un prezzo molto
salato in termini di salute a causa dell' amianto
e dell' inquinamento derivante dagli
insediamenti industriali.
Nei giorni scorsi è giunta la notizia che è stata
consegnata dalla Sogin (società di Stato
incaricata dello smantellamento degli impianti
nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti
radioattivi) all' Ispra (l' Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale) la carta
delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il
deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. A
decidere sarà il governo, la mappa con i siti
indicati è stata ovviamente secretata. Ma non
sono mancate indiscrezioni, ipotesi e illazioni e
dal Friuli Venezia Giulia si sono subito levati
gli "altolà" da parte di alcuni esponenti politici.
In particolare di Rodolfo Ziberna consigliere
regionale di Fi e di Anna Cisint, consigliera
comunale di Orm.
Anche se la lista dei siti non è nota e tenuta
segreta (l' elenco è stato stilato perchè lo
prevede un' apposita direttiva Ue) e la stessa
sottosegretario all' Ambiente Silvia Velo non
ha dato indicazioni ma ha ammesso che
«nessuna regione è esclusa» in particolare Ziberna afferma che «tra le decine di località segnalate vi
sarebbe Monfalcone». E prorpio per questo sia il consigliere di Fi che Cisint (Orm) chiedono
sèpiegazioni, da una parte alla Regione, dall' altra al Comune, se è giuta notizia e di «escludere
tassativamente» la città dei cantieri.
E per ribadire la contrarietà sia Ziberna che Cisint ripercorrono le linee di indirizzo utilizzate dalla stessa
Sogin per tracciare la mappa delle aree, linee che escludono certe zone. In particolare «le aree urbane,
le zone sismiche, le aree protette, le lagune, le zone vicine alle dighe e altre infrastrutture». Un quadro
che può essere applicfato a Monfalcone anche se si considera che la Sogin ritiene valide le aree
«comprese tra 20 e 700 metri di quota e che si trovano a oltre 5km da coste e più lontane di 1km da
ferrovie, autostrade e altre vie».
«Visti questi limiti Monfalcone deve essere tassativamente sclusa ­insiste Ziberna ­ ed è per questo che
ho formulato un' interrogazione per chiedere se la Giunta sappia qualche notizia e se si tratta di cose
vere o meno».
Sullo stesso filo conduttore di Ziberna, Cisint interroga il sindaco di Monfalcone per sapere se nella lista
c' è il Fvg e in particolare Monfalòcone. Ma soprattutto se il sindaco non ritenga che Monfalcone abbia
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
già pagato un prezzo molto salato in termini di salute a causa dell' amianto e degli inquinamenti
derivanti dagli insediamenti industriali e in particolare «delle polveri emesse dalla centralòe elettrica che
utilizza ancora carbone per la sua attività».
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Gorizia
fogliano redipuglia.
Il "treno della memoria" anche in primavera
Visto il successo registrato il viaggio verrà ripetuto a maggio. Aperte le iscrizioni.
FOGLIANO REDIPUGLIA Il viaggio della
memoria, nel 2015, concede il bis. Così da
oggi si apre ufficialmente la biglietteria per la
partecipazione al treno storico Redipuglia
Caporetto, edizione di primavera.
Una data importante, quella di sabato 23
maggio, per la realizzazione di questo viaggio
che si preannuncia già quasi completo
considerando le prenotazioni in esubero dell'
edizione autunnale e le opzioni delle agenzie
di viaggio di tutta Italia. Tutti potenziali
viaggiatori che avranno la precedenza su posti
disponibili. La segreteria per questo nuovo
evento della Pro loco viene trasferita all' ufficio
informazioni e assistenza turistica alla Regia
stazione­museo multimediale di Redipuglia
che risponde ai numeri 0481489139 e
3461761913. Si può anche inviare una e­mail a
[email protected] Il
programma del viaggio ,ormai
supercollaudato, non si scosta troppo da
quello delle tre edizioni precedenti e vede l'
animazione storica con i soldati in divisa d'
epoca durante tutto il tragitto del convoglio, la
grande rievocazione storica a Revelik, punto
difensivo dell' Impero Asburgico, la visita
guidata del museo della Grande guerra e dell'
Ossario con la toccante cerimonia dei fiori e il concerto finale a Caporetto con i cori sloveni. Non
mancherà la sosta per il pranzo in locale tipico con tradizionale menù. Immergersi nell' atmosfera di
cent' anni fa. Tuffarsi nell' esperienza che vide tragicamente protagonisti, cen' anni orsono, tanti uomini
e donne immersi in una guerra senza confini, una guerra atroce che dopo cinque lunghi anni mieterà
qualcosa come 9 milioni di vittime. Capire come si sono svolti i tanti eventi che hanno visto contrapposti
gli eserciti italiano ed austroungarico, comprendere la storia per farla propria. Ecco cosa spinge ogni
anno centinaia di persone a prendere parte a questo evento. A proporre questo viaggio nella storia sarà
ancora una volta l' organizzazione dei "Sentieri di pace" che, con Franco Visintin in testa, prepara il tutto
con dovizia di particolari, senza sbavature.
(lu.pe.)
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L' Enoteca diventerà un polo regionale
Allo studio un progetto che vede interessati il Consorzio Collio, Comune e Regione. La
scelta della sede.
CORMONS Cormons sede di un' Enoteca di
respiro regionale. Per ora è solo un progetto,
ma le premesse per raggiungere l' obiettivo ci
sono tutte. Tanti gli attori che si muovono per
farlo diventare realtà: in primis il Consorzio
Collio, promotore dell' idea, sulla quale la
Regione avrebbe già dato il proprio
beneplacito di massima. Ecco che dunque si
fanno strada due ipotesi, sulle quali
intervengono altri due enti: in un caso l'
Enoteca, cooperativa che unisce una trentina
di imprenditori viticoltori del territorio, nell' altro
il Comune, socio della stessa Enoteca. Le
ipotesi infatti vedono innanzitutto l'
ampliamento dei locali dell' Enoteca. Ma c' è
anche un' altra strada, sulla quale Comune e
Regione hanno già fatto un ragionamento di
massima: stabilire la sede di questa struttura
di riferimento per la viticoltura territoriale nella
palazzina Comando dell' ex Amadio. «Il
progetto è in fase embrionale ­ spiega il
presidente del Consorzio Collio Robert Princic
­, stiamo ragionando su come svilupparlo: l'
idea è sostanzialmente quella di eleggere
Cormons a sede naturale e culturale dell'
eccellenza enologica regionale. Dobbiamo
dare al territorio un brand strutturato, dal nome
riconoscibile in tutto il mondo, come lo è Montalcino, tanto per citare un esempio. E Cormons è la culla
ideale da un punto di vista turistico e tecnologico per ospitare il meglio della viticoltura di un territorio
che guarda al di fuori dei propri confini. La sede fisica di questa nuova struttura? Certamente potrebbe
essere lo spazio ­ adeguatamente ampliato ­ dell' Enoteca di piazza 24 Maggio. Consorzio ed Enoteca
sono sulla stessa linea d' onda in questo senso». E la conferma arriva dal presidente dell' Enoteca Dario
Raccaro: «Noi siamo assolutamente pronti a un ulteriore salto di qualità che elegga la nostra struttura a
Enoteca provinciale o regionale. Bisogna ora solo mettersi attorno a un tavolo e parlarne tutti insieme:
Camera di Commercio, Consorzio, Comune, Provincia, Regione. Chiunque possa avere un interesse su
un progetto simile deve cominciare un percorso unitario con cui stabilire gli obiettivi. Ampliare la nostra
struttura? Saremmo favorevoli, ma questi sono temi che si dovranno affrontare collegialmente». L'
ipotesi infatti che circola è quella di allargare i locali dell' Enoteca inglobando quelli del Museo del
Territorio. «È una delle ipotesi ­ conferma Raccaro ­. Quello che è certo è che la nostra volontà, come
credo quella di tutti, sia quella di lavorare per il bene del nome di Cormons, dei suoi prodotti e del suo
turismo». Un concetto ribadito anche dal sindaco Luciano Patat: «L' idea del Consorzio Collio di portare
a Cormons un' Enoteca di più ampio respiro è più che buona ­ evidenzia ­ ma al momento è solo un'
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idea: auspico che quanto prima ci ritroveremo tutti attorno ad un tavolo per concretizzarla. È infatti un
progetto che implica dei costi e delle decisioni da prendere: prima bisogna capire quale sia il luogo
fisico più adatto per ospitare una struttura così rilevante. E poi dovremo capire se la Regione intenda
svolgere un ruolo in questa vicenda. Noi abbiamo già parlato con il vicepresidente Bolzonello toccando
questo tema a proposito dei lavori sull' ex caserma: l' idea su cui stavamo lavorando con i
rappresentanti regionali è quella di insediare nella palazzina Comando una vera e propria vetrina dei
prodotti e del turismo cormonese, a partire appunto dal vino. Ecco che dunque l' ipotesi­Enoteca
potrebbe trovare casa proprio nell' edificio di viale Roma.
Quel che è sicuro è che stiamo già lavorando tutti sull' obiettivo rendere Cormons crocevia del turismo e
dell' accoglienza enologica».
Matteo Femia.
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L' Unione dei Comuni chiude a fine anno
Il sindaco Sergon: è ormai superata dalla riforma degli enti locali che accorperà più
municipalità.
CAPRIVA «L' Unione dei Comuni Isontina
riguardante Capriva del Friuli, Farra d' Isonzo
e San Lorenzo Isontino non avrà più senso nel
momento in cui ci sarà dal prossimo anno
quella che raccoglierà le municipalità di tutta la
Destra Isonzo, secondo la riforma approvata
dalla Regione. Un doppione non serve».
Va quindi verso la chiusura alla fine di quest'
anno secondo il primo cittadino caprivese
Daniele Sergon il progetto che da un paio di
anni vede felicemente unite sotto lo stesso
tetto burocratico i tre Comuni isontini che
hanno fatto da vero e proprio apripista
istituzionale ad un percorso tecnico ora
intrapreso da quasi tutti i sindaci della Destra
Isonzo.
Sergon è infatti molto chiaro su questo tema:
«L' Unione dei Comuni Isontina rimarrà
sicuramente viva ancora quest' anno tanto che
nella Finanziaria regionale 2014 è stato
confermato il contributo di 100mila euro
affidato alla nostra realtà. Da prossimo primo
ottobre prossimo però dovremo fare dei nuovi
ragionamenti in tal senso: entro fine anno
dovremo capire quale sia la strada migliore da
intraprendere, ma personalmente ritengo che
mantenere l' Unione quando ne prenderà vita
una ancora più grande ed importante e che coinvolgerà più comuni sia del tutto inutile. Non ha proprio
senso un doppione in scala minore».
«Queste realtà sono molto significative ed aiutano i sindaci nel loro lavoro sul territorio ­ aggiunge
Sergon: più l' Unione è ampia e meglio sarà per tutti. E quindi il progetto che riguarda solo tre Comuni
non credo che possa ancora continuare, non avrebbe davvero senso».
Sulla stessa linea d' onda, anche se leggermente più sfumato nei termini, il presidente di turno del
sodalizio, il sindaco farrese Alessandro Fabbro, che è anche presidente regionale dell' Anci.
«Sicuramente si guarda da quest' anno a una realtà maggiore da un punto di vista numerico ­ evidenzia
Fabbro ­ sul da farsi riguardo l' Unione Isontina ragioneremo con calma durante quest' anno appena
iniziato. È comunque la stessa legge che impone di cancellare le Unioni in essere se prende forma una
più grande. E quindi la strada è segnata».
L' Unione dei Comuni Isontina è l' unica a livello provinciale, mentre altri amministrazioni comunali
hanno scelto la strada delle convenzione per gestire collegialmente alcuni servizi per ridurre i costi di
gestione. (m.f.
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Politici e amministratori visitano il Cie
Sul tema dei migranti assemblea oggi di Sel. La Lega nord: il Pd troppo buonista.
GRADISCA La giunta gradiscana e una
delegazione di consiglieri comunali, esponenti
politici regionali e di associazioni oggi, alle 10,
visiterà l' ex Cie di Gradisca di recente
riconvertito temporaneamente a Cara. Stasera
invece, alle 20.30, il coordinamento di Sel ha
organizzato a Palazzo Monte di Pietà, un'
assemblea aperta sulle tematiche dei migranti
in previsione dell' appuntamento nazionale
"Human Factor" preente il coordinatore
nazionale di Se Nicola Fratoianni.
Intanto sulla vicenda non mancano le
polemiche. «È un Pd totalmente allo sbando.
Si è visto sfuggire di mano una situazione che
lo stesso partito ha contribuito a creare col suo
approccio improvvisato al fenomeno dell'
immigrazione». La stilettata arriva da
Alessandro Ballaben, referente gradiscano
della Lega. «Sinora ho sempre evitato le
polemiche e cercato piuttosto un dialogo con
la giunta ­ spiega Ballaben ­. Prendo però atto
che alla problematica dei profughi non è stata
trovata alcuna soluzione efficace e tantomeno
sono rispettati i diritti della popolazione». L'
esponente del Carroccio ricorda come a
Gradisca il problema dell' impatto dei
richiedenti asilo sia ben precedente al piu'
decantato caso­Gorizia. Impatto che, a detta di Ballaben, nella Fortezza era esploso gia' da tempo con
la presenza di alcune baracche nelle aree fluviali. «Eppure il sindaco Tomasinsig ha affermato che non
esisteva alcuna baraccopoli ­ attacca Ballaben ­. Tali insediamenti, diurni o meno poco importa, hanno
significato anche atteggiamenti poco civili da parte degli ospiti e il mancato rispetto dei diritti dei
residenti. Se un gradiscano avesse costruito una baracca sull' Isonzo ­ è la critica di Ballaben ­ sarebbe
stato giustamente accusato di abusivismo.
L' approccio buonista del Pd invece cerca di sminuire il disagio.
Comprendo che il sindaco si dichiari deluso per la decisione della Prefettura di gravare ancora su
Gradisca (il riferimento è ai 41 asilanti trasferiti all' ex Cie ndr) ma tutti sapevano che con la chiusura del
Cie lo scenario avrebbe potuto essere l' ampliamento del Cara. Avendo presenziato all' incontro
pubblico ­ così Ballaben ­ sono rimasto basito delle dichiarazioni di alcuni esponenti della sinistra come
il presidente Gherghetta. Pareva quasi avesse sottoscritto la tessera della Lega. Evidentemente si è
reso conto che la situazione è sfuggita di mano. Troppa propaganda sulla pelle dei profughi, che ­
siamo i primi a dirlo ­ hanno diritto a una vita migliore. Ma non a discapito delle comunità e delle
famiglie che li ospitano e già soffrono parecchio a causa della crisi".
(l.m.)
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L' Isola già pronta per il Carnevale
Sabato 7 febbraio prima sfilata del concorso isontino. Già prenotati i gruppi di
Staranzano e Romans.
di Antonio Boemo wGRADO Mancano pochi
giorni ormai per la prima sfilata del Carnevale
2015, valida per il concorso isontino indetto
dalla Provincia. L' appuntamento è per sabato
7 febbraio. Lo scorso anno, dopo due anni
andati a vuoto cioè senza assegnazione del
punteggio necessario per la competizione, era
stata stilata una graduatoria dato che gli
organizzatori avevano optato per fare una mini
sfilata dei gruppi sotto il tendone del Parco
delle Rose. Questa ipotesi rimane valida nel
caso che il maltempo la faccia da padrone
anche per questa edizione.
Quindi, bello o brutto tempo, il Carnevale
gradese 2015 andrà comunque in scena. A
Grado la classifica provinciale è riservata ai
soli gruppi che, come sempre, si
accompagneranno con qualche piccolo carro o
costruzione (d' estate sfilano invece anche i
carri). Alessandro Marchesan, presidente della
Sogit che organizza la manifestazione
assieme all' Admo e con il sostegno del
Comune e della Provincia, ipotizza la
partecipazione al concorso isontino di una
decina di gruppi, auspicando anche l'
adesione dei gruppi gradesi che hanno
sempre animato l' evento. Il riferimento è ai
due gruppi delle scuole per l' infanzia, quella comunale dell' Isola della Schiusa e quella parrocchiale, e
al gruppo del laboratorio teatrale dell' Ute.
Si spera inoltre che, come accaduto talvolta in passato, si iscrivano anche i gruppi gradesi dei ragazzi
della media e quello delle scuole di Fossalon. Quanto ai gruppi esterni, sono già certe le partecipazioni
della Banda del Quaiat di Romans d' Isonzo e della Compagnia del Carro di Staranzano. E' annunciata
inoltre la partecipazione di un gruppo di Monfalcone, di quello di Medea, di uno di Grions e di quello di
Medeazza; potrebbe essere presente alla sfilata anche un gruppo di Cervignano.
A conseguire punti per il Carnevale isontino, come da regolamento, saranno i primi cinque gruppi
(conta anche il numero dei componenti dei singoli gruppi, di norma attorno alle 15­20 unità) che la giuria
stabilirà essere i migliori.
Come consuetudine, saranno assegnati premi speciali: alle migliori maschere singole, alle coppie e ai
mini gruppi. La manifestazione che si concluderà al Parco delle Rose, prevede inoltre la consegna del
Premio Giglio Boemo a quella persona che promuove e valorizza questo periodo dell' anno o, in ogni
caso, le tradizioni locali.
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Giusto metterli al Cie­Cara
Finalmente una decisione sensata, quella cioè di
ospitare al Cara di Gradisca un buon numero di
immigrati. Là possono essere identificati meglio, e,
soprattutto, controllati a vista in un momento in cui la
sicurezza nazionale deve avere la precedenza su tutto.
E poi, diciamo la verità. È molto strano che in mezzo a
loro, tutti ragazzi prestanti, che si dichiarano afghani
anche se provengono spesso da Paesi islamici non
toccati dalla guerra, non ci sia un vecchio, un bambino o
una donna, i più bisognosi di aiuto cioè. Fatti drammatici
come quello successo a Parigi dovrebbero far riflettere
le autorità locali sul pericolo potenziale che in mezzo a
tanti richiedenti asilo non si celi qualche fanatico
musulmano. Questa è la vera emergenza e sottovalutare
tutto ciò, oggi, è a mio parere, da ingenui e sprovveduti.
Giuliano Damian Gorizia
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Profughi afghani iscritti in una palestra
L' INTERVENTOdi FABIO GENTILE*
Ho già avuto modo di segnalare la notizia di Udine,
dove un afghano richiedente asilo a Gorizia è stato
denunciato per violenza privata, furto aggravato e
tentata estorsione da una "lucciola" a cui lo stesso, dopo
aver usufruito della sua "compagnia" aveva rubato il
telefonino. L' afghano pretendeva, insoddisfatto dei
servigi della prostituta, che gli fossero resi i soldi pagati.
Di altro aspetto invece la segnalazione giuntami da
Gradisca: una signora, insospettita da alcune persone
che da tempo camminavano in fila "afghana" in
direzione Villesse, intimorita da queste persone, voleva
vederci chiaro e mi ha contattato.
Sulle prime ero sicuro che questi fossero dei profughi
afghani, ospiti del Cara di Gradisca, che si recavano a
piedi al Tiare. Già su questo ci sarebbe da dire, però
pure a Gorizia ormai siamo abituati a vedere i profughi
girare (e spendere) fra gli scaffali dei supermercati.
Non mi soffermo sulle loro scelte alimentariche la birra
sia ora consentita da Allah? La signora mi ha detto che
ogni giorno o quasi la scena era sempre la stessa, una
decina di persone ­ ora però sono meno ­ che si
incamminava in direzione Villesse lungo la trafficata
statale.
La paura era che le attenzioni di queste persone fossero per le case della zona ovviamente. Niente di
più sbagliato.
Ho potuto appurare che questi profughi ospiti del Cara di Gradisca, sono solo rispettabilissimi giovani,
che preoccupati della salute fisica e della loro immagine, si erano iscritti ad una palestra di Villesse e lì
andavano a curare il loro fisico, stanco e debilitato dalle avversità che hanno affrontato.
Nessun furto e nessun centro commerciale sfavillante, solo una palestra ­ fra le più attrezzate della
provincia ­ dove sono a disposizione istruttori e macchine per curare la loro persona, sviluppare
qualche muscolo, smaltire le tossine del lungo viaggio e magari fare amicizia con qualche bella
ragazza.
Almeno loro, a differenza del loro connazionale di Udine, non a pagamento.
Ho rassicurato la signora che questi ragazzi, in fuga da miseria, a rischio di vita, poveri, affamati e che
ricevono aiuto e qualche spicciolo dallo Stato italiano e da chi paga le tasse non facevano altro che
qualche ora di palestra.
Nulla di male.
Pagavano ovviamente l' abbonamento mensile, ma sudavano (in palestra) per pagarlo! La signora si è
sentita sollevata.
Per curare e migliorare il mio non più esile fisico, trovo difficilmente il tempo di andare a fare una corsa
nei pressi di casa o una salutare pedalata in bicicletta, purtroppo la palestra e i suoi comfort non riesco
a permettermeli.
*capogruppo Forza Italia in Consiglio comunale a Gorizia.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
"Classici contro" per raccontare l' orrore della guerra
gorizia.
Che cos' è la guerra? A chiederselo ad un secolo dall' entrata
dell' Italia nella Prima guerra mondiale è l' edizione 2015 del
Progetto "Classici contro, teatri di guerra". L' iniziativa
promossa dall' Università Ca' Foscari di Venezia da domani
approda anche a Gorizia e lo fa con il primo appuntamento di
una serie di incontri ­ in bilico tra passato e presente ­ che si
concluderà il 7 marzo al Teatro Verdi.
Il liceo classico Dante Alighieri sarà uno dei 104 licei italiani
che domani, a partire dalle 18, ospiterà la "Notte bianca"
organizzata per promuovere la cultura classica in tutte le sue
infinite declinazioni. Uno degli scopi è far vedere che questo
tipo di scuole ha ancora qualcosa da dire alla
contemporaneità. Da Gorizia a Siracusa, passando da
Cagliari e Lecce, l' iniziativa nasce sull' onda delle polemiche
che negli ultimi tempi hanno investito l' indirizzo di studio.
Palazzo Formentini aprirà dunque le sue porte alla
cittadinanza per ospitare fino a mezzanotte performance e
tavole rotonde sull' attualità degli studi classici, ma anche
teatro, danza, esibizioni di scherma, musica e letture di autori
classici e contemporanei.
La giornata non si limiterà a questo.
Alle 17 a Palazzo Attems è previsto un prologo della "Notte
bianca": il professor Marco Bergamasco terrà la conferenza
"La città delle donne: utopie in Aristofane".
Sarà questa, la prima delle quattro conferenze programmate
nell' ambito dell' evento organizzato dall' ateneo veneziano. Il
30 gennaio "Classici contro" approderà ai Musei provinciali di
Borgo Castello dove Antonio Barbieri affronterà il tema
"Letterati e poeti nella Grande guerra"; il 13 febbraio Chiara
Battistella parlerà a Palazzo Attems di "Simulacri d' aria e
metamorfosi canine: la guerra di Euripide"; il 20 febbraio
nuova tappa a Borgo Castello dove Enrico Vinti e Annalisa
Mogorovich chiuderanno la serie di conferenze con la serata
dal titolo "Un' emancipazione mancata?
Uno sguardo internazionale sulle donne nella Grande Guerra".
Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle 17.
Il ricco calendario cittadino si concluderà al Verdi con l' azione
scenica "Ecclesiazuse, ovvero l' Assemblea delle donne"
interpretata dalla compagnia del liceo "Dante", ma prima
offrirà ai goriziani altre due tavole rotonde. Venerdì 6 marzo la Leg­Libreria editrice goriziana ospiterà
alle 17.30 l' incontro "Tempo di Classici" (con Alessio Sokol, Alberto Camerotto e Carmine Catenacci),
mentre la mattina del 7 marzo al Teatro Verdi il dibattito ruoterà intorno al binomio donne e guerra (con
Marcella Farioli, Classici contro Modena; Barbara Graziosi, Durham University; Bruna Bianchi, Ca'
Foscari; Ricciarda Ricorda, Ca' Foscari) accompagnato dai brani degli spettacoli "Doppio fronte" e "La
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Continua ­­>
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
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tradotta" interpretati dal coro Free Voices.
Stefano Bizzi.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
GRADISCA ALLA SCOPERTA DI LUIGI
SPAZZAPAN
La galleria d' arte contemporanea Luigi
Spazzapan di Gradisca propone, per questa
domenica, alle 16, una visita guidata alla
scoperta delle opere di Luigi Spazzapan
attraverso le collezioni Citelli e Giletti.
Le prime sale sono dedicate alle opere della
raccolta Citelli, recentemente acquisita dalla
Fondazione Carigo, che comprende ritratti,
paesaggi, nature morte e una serie di bozzetti
dai colori intensi con raffigurazioni ironico­
satiriche o drammatiche destinate alle
illustrazioni della "Gazzetta del Popolo".
Il percorso procede con la visita alla collezione
Giletti formata da chine, tempere, oli e due
sculture: capolavori di Spazzapan in cui si
ritrovano molteplici richiami alla cultura dell'
espressionismo che si condensano nell'
incisività del segno, nella forza del colore e
nella vitalità del movimento.
L' ultimo periodo di attività dell' artista è
attestato da alcuni splendidi dipinti informali. È
g r a d i t a l a p r e n o t a z i o n e
([email protected]).
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Romoli: non più di 60 profughi in città
«Fondamentale l' incontro del Pd: Comune e Provincia sulla stessa linea per la
redistribuzione dei richiedenti asilo»l' emergenza»il sindaco.
«Gorizia non può ospitare più di cinquanta,
massimo sessanta richiedenti asilo. Della
situazione della nostra città si sono resi conto
tutti, dopo che per mesi le lamentele goriziane
parevano una battaglia maniacale e solitaria
del sottoscritto».
A dirlo è il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli,
che commenta così l' esito dell' incontro dell'
altra sera sul problema dell' immigrazione nel
capoluogo isontino. «La riunione organizzata
dal Partito democratico ha di fatto segnato una
linea di discontinuità nel dibattito sulla
questione dei richiedenti asilo ­ sottolinea il
primo cittadino ­. Il presidente della Provincia
Gherghetta e l' assessore Cecot hanno detto le
stesse cose del sindaco al quale avevano
idealmente consegnato il premio "Erode",
cambiando dunque opinione dopo cinque
mesi. È un fatto certamente positivo che si sia
ritrovata una certa unità d' intenti: dobbiamo
ora fare in modo che la presenza di richiedenti
asilo in città non superi quota cinquanta­
sessanta unità, e questo attraverso l'
attivazione di un progetto ragionato che porti
alla ridistribuzione degli immigrati non solo sul
territorio provinciale, ma su quello regionale».
Come evidenziato da Romoli anche nel corso
del dibattito di lunedì, «il problema non è la presenza dei richiedenti asilo, ma il loro massiccio numero:
all' inizio del 2014 a Gorizia ne erano stati accolti quaranta in un albergo e non vi erano problemi di
sorta.
Ora, con oltre duecento persone sul nostro territorio comunale, la situazione è percepita come un
problema». Il sindaco ha poi ribadito che per alleviare la presenza di immigrati in città «mi sto
muovendo con insistenza a tutti i livelli, sia con la Regione sia con il commissario regionale del governo,
fino ai rappresentanti dello stesso governo. Dobbiamo perseguire con forza questo obiettivo, togliendo
le paure ­ anche giustificabili ­ dei cittadini, senza contrapposizioni».
Romoli ha poi sottolineato come le domande di circa il 75% dei richiedenti asilo giunti a Gorizia siano
già state bocciate da altre commissioni territoriali, «con la possibilità dunque di far scattare le procedure
per i respingimenti».
Attualmente sono oltre duecento i richiedenti asilo ospitati in strutture che hanno sede nel capoluogo
isontino: secondo le ultime informazioni, oltre 160 persone sono accolte negli spazi dell' ex Nazareno,
per il quale esiste una convenzione fino al prossimo 31 marzo tra Prefettura e Caritas, mentre altri
quaranta resistono tra l' hotel Internazionale di via Trieste e la sua dependence. Una parte di questi,
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
assieme ai quaranta trasferiti temporaneamente al Centro di identificazione sabato scorso, saranno
ospitati all' albergo Friuli di Grado.
Il primo cittadino ha poi espresso piena soddisfazione per il successo della manifestazione contro il
terrorismo, che martedì sera ha portato per le strade di Gorizia oltre 250 persone: «In una città
generalmente refrattaria alle manifestazioni pubbliche, si è registrata una presenza notevole e
trasversale, segno di una comunità che forse per la prima volta si è ritrovata unita su un problema ­
indica Romoli ­. L' auspicio è che questo sia un segnale per il futuro, perché la nostra città si unisca
ancora per risolvere i problemi legati al proprio presente e al proprio futuro».
Christian Seu.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
gradisca.
Ballaben (Lega): Pd allo sbando sulla questione
profughi
GRADISCA La giunta gradiscana e una
delegazione di consiglieri comunali, esponenti
politici regionali e di associazioni oggi, alle 10,
visiterà l' ex Cie, di recente riconvertito
temporaneamente a Cara. Stasera invece, alle
20.30, il coordinamento di Sel ha organizzato a
palazzo Monte di Pietà un' assemblea aperta
sulle tematiche dei migranti in previsione dell'
appuntamento nazionale "Human Factor",
presente il coordinatore nazionale di Sel
Nicola Fratoianni.
Intanto sulla vicenda non mancano le
polemiche. «È un Pd totalmente allo sbando.
Si è visto sfuggire di mano una situazione che
lo stesso partito ha contribuito a creare col suo
approccio improvvisato al fenomeno dell'
immigrazione».
La stilettata arriva da Alessandro Ballaben,
referente gradiscano della Lega. «Sinora ho
sempre evitato le polemiche, cercando
piuttosto un dialogo con la giunta ­ spiega
Ballaben ­. Prendo, però, atto che alla
problematica dei profughi non è stata trovata
alcuna soluzione efficace, né tantomeno sono
rispettati i diritti della popolazione». L'
esponente del Carroccio ricorda come a
Gradisca il problema dell' impatto dei
richiedenti asilo sia ben precedente a Gorizia. Impatto che qui ­ ha detta di Ballaben ­ era esploso già
da tempo con la presenza di alcune baracche nelle aree fluviali. «Eppure il sindaco Tomasinsig ha
affermato che non esisteva alcuna baraccopoli ­ attacca Ballaben ­. Tali insediamenti, diurni o meno
poco importa, hanno significato anche atteggiamenti poco civili da parte degli ospiti e il mancato rispetto
dei diritti dei residenti. Se un gradiscano avesse costruito una baracca sull' Isonzo, sarebbe stato
giustamente accusato di abusivismo. L' approccio buonista del Pd, invece, cerca di sminuire il disagio.
Comprendo che il sindaco si dichiari deluso per la decisione della Prefettura di gravare ancora su
Gradisca (il riferimento è ai 41 asilanti trasferiti all' ex Cie; ndr), ma tutti sapevano che con la chiusura
del Cie lo scenario sarebbe potuto essere l' ampliamento del Cara. Avendo presenziato all' incontro
pubblico ­ sottolinea Ballaben ­, sono rimasto basito delle dichiarazioni di alcuni esponenti della sinistra,
come il presidente della Provincia Gherghetta. Pareva quasi avesse sottoscritto la tessera della Lega.
Evidentemente, si è reso conto che la situazione è sfuggita di mano». (l.m.)
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Primorski dnevnik
Gorizia
Zupan: »V mestu lahko ostane najve estdeset
prebenikov«
»Konno smo nali skupen jezik in vsi priznali, da je tevilo
prosilcev za azil v Gorici pretirano. Raunamo na to, da
bo deelna uprava res poskrbela za bolj enakomerno
razmestitev prebenikov po ostalih krajih pokrajine in
Furlanije Julijske krajine nasploh. Moj cilj je, da da bi v
Gorici ostalo med 50 in 60 prosilcev za azil. Za to si bom
prizadeval na vseh ravneh.« Tako pravi upan Ettore
Romoli, ki je zadovoljen s tem, kar je slial na
ponedeljkovem sreanju o prebenikih v dvorani gorikega
obinskega sveta. »Tudi tisti, ki so doslej ocenjevali, da je
problem zanemarljiv in da ima Gorica celo korist od
prisotnosti prebenikov, so se premislili. Priznali so, da je
za mesto s 34.000 prebivalci tak pritisk nevzdren: v
Gorici je 25 odstotkov vseh prosilcev za azil v Furlaniji
Julijski krajini. Da je to preve, je v ponedeljek ocenil tudi
predsednik pokrajine Enrico Gherghetta, deelni
odbornik Gianni Torrenti pa je dejal, da bo deela
pripravila nart o priseljevanju in razbremenila nae
mesto,« pravi upan. Da sta Romoli in Gherghetta v
ponedeljek podobno govorila, so se zavedeli tudi
udeleenci v dvorani. Preseneenje ni bilo majhno, saj se
je med njima okrog vpraanja priseljencev v zadnjih
mesecih pogostokrat zaostrilo. upan je zadovoljen tudi z uspehom baklade proti terorizmu, ki je v torek
zveer potekala po ulicah gorikega mestnega sredia. Shoda se je udeleilo preko 250 ljudi, med katerimi
so bili mnogi krajevni upravitelji in politiki. Romoli izpostavlja, da so se na vabilo gorike uprave odzvali
tako desnosredinski kot levosredinski predstavniki, kar je po njegovem mnenju pomembno. »Pokazali
smo, da se znamo zdruiti, ko je treba. Skrajni as je, da premostimo delitve in se skupaj lotimo pravih
problemov,« meni upan Ettore Romoli. Priliv prebenikov v Gorico se medtem nadaljuje, pravi
pokrajinska odbornica Ilaria Cecot, po kateri zaasno odprtje prostorov nekdanjega centra CIE v Gradiu,
kjer so v soboto sprejeli 40 afganistanskih prosilcev za azil, ni reilo problema. »Treba je poskrbeti za
razpreno obliko sprejemanja teh ljudi,« poudarja Cecotova. Prostore nekdanjega centra za nezakonite
priseljence CIE, ki so ga v zadnjem letu obnovili in za katerega e ni povsem jasno, emu bo sluil, si bodo
danes ogledali predstavniki obinske uprave iz Gradia. Mnogi so prepriani, da je zaasna namestitev 40
Afganistancev v njem znamenje, da bodo ti prostori postali ogromen center za prosilce za azil CARA.
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