‘ STORIA ‘ SPIRITUALITA ATTUALITA 94 Aprile - Giugno 2012 2 LA PERDONANZA L’EDITORIALE REGGA ALMENO LA SCUOLA di Quirino Salomone Il disorientamento che attanaglia il nostro vivere contemporaneo deve pur trovare la sua soluzione, la sua uscita di sicurezza, o se vi piace, la sua obiezione di coscienza. Non trovo altro punto di riferimento che nella SCUOLA. Se la riflessione ha una logica e un senso non può prescindere dalla costatazione ed osservazione attenta delle dinamiche che producono il disorientamento a modo di epidemia. Una lamentela generalizzata induce a colpevolizzare i centri vitali del vivere umano: lo Stato, la Scuola, la Famiglia. Ognuno scarica sull’altro la responsabilità del mal-vivere. La mia profonda convinzione è di rimettere al centro la Scuola. Quel che voglio esprimere sulla scuola non è una critica, ma un gesto d’amore per vederla liberata dalle pastoie e ricollocata sulla cattedra, anzi, sul trono del suo vero prestigio, nella riverenza di un’autorevolezza assoluta, per l’insegnamento di quel primo leggere e di quel primo scrivere. L’insegnamento riguarda l’intero corso della vita e non solo la sua prima fase. L’arte dell’insegnare e dell’apprendere riguarda la dinamica costante della vita, la sua vera espressione nella convivialità della relazione tra gli umani. Dispiace vedere questi ideali in mano a persone che non sono tenute nella considerazione adeguata, e potrebbero ridursi a gente spesso demotivata, stanca, depressa, fino a rendersi non idonea e non disponibile a prendersi cura degli altri. E quando questi “altri” sono i ragazzi, i giovani, pensate voi che basti discutere all’infinito di programmi e cose varie? I giovani chiedono scuola molto oltre quei percorsi intellettuali. Chiedono scuola per quei percorsi tortuosi e nascosti delle loro emozioni, della passione per quella voglia di vivere e di crescere. Se fosse possibile vorrebbero essi interrogare gl’insegnanti. Spesso fanno tacita richiesta che venga loro data la possibilità di poter vedere nell’insegnante un esempio di personalità matura, tale che possa essere modello orientativo per come si diventa adulti. Ogni giustificazione a proposito è pretestuosa, non sufficiente a scagionare la responsabilità di aver intrapreso una professione forse senza averne i minimi requisiti di idoneità. Si capisce che non mi riferisco ad impiegati della Pubblica Istruzione, ma a persone relazionate alle coscienze dei giovani. E’ difficile non capire che se non funziona la scuola, i giovani si ritrovano in un cupo recinto dove si distruggono identità, si demotivano progettualità, si spengono sogni. Relativismo assoluto, dominio del nulla, tutto è incerto, tutto è tristezza, tutto è ostile, tutto è brutto, tutto fa paura. Sesso e droga per non pensare. Il suicidio per ogni difficoltà. Non bastano facili esami e riconoscimenti generalizzati. I giovani restano nell’incertezza di quale sia la via giusta o sbagliata, sono in dubbio se quello che sanno o che fanno sia all’altezza di quello a cui tendono. La mia speranza è che si ricompatti il prestigio della scuola, che non si lasci travolgere dalla barbarie devastante della caduta di valori. Quando i docenti, i maestri, i professori ammiccano a quelle forme che denigrano e offendono l’uomo, devono saperlo che si stanno cucendo addosso il vestito del disprezzo, della disistima, e dell’umiliazione. L’ordine, la disciplina e l’armonia della Famiglia interessa anche la scuola, è materia anche scolastica. Distrutta quella, la scuola ( quando non vi collabori ) è disautorata, se ha capito che anche la famiglia è una scuola. Si può ridacchiare sulla pedagogia della Chiesa e anche contribuire alla sua denigrazione, ma la Chiesa è una Scuola, di eccellenza, ha il Suo Maestro che si onora di essere a totale disposizione dei discepoli. Sì, i discepoli, quelli che si sentono ascoltati, accolti e capiti dal loro Insegnante. Felici di apprendere come funziona la mente e il cuore dell’uomo, imparano le modalità d’uso per non creare guasti o mandare in corto il funzionamento di pensiero e sentimento. Varrebbero anche per la Scuola, si chiamano “Comandamenti”. E’ felicità imparare a non rubare, è gioia non mentire, è bello non rovinare l’amore. Scuola, ti amo per ciò che ancora non sei, ma che certamente diverrai. LA PERDONANZA 1 Edizioni Celestiniane Sommario LA PERDONANZA Anno XXIII, n.94 - Spedizione in abbonamento postale Filiale L’Aquila 45% (art.2, comma 20/b, legge 662/96) 3 15 4 28 8 1 Celestino Sesto di Quirino Salomone 3 Riferimenti storici sui festeggiamenti in onore di San Pietro Celestino V di Floro Panti 4 Il Bolognino e la Cella di Floro Panti 6 Festeggiamenti in onore di San Bernardino 8 La fiducia del riccio 15 Una montagna dopo l’altra di Marcello Nissi 16 Luciano Pizziconi: nuovo messagero di libertà di Maria Teresa Epifani Fumo 18 Attività del Movimento Celestiniano di Floro Panti 20 San Francesco custode del Parco di Marcello Nissi 22 Alessia 24 Scuola, Famiglia e società... insieme per crescere di Barbara Braganza 26 Il carcere oggi di Lina Orlandi 27 Programma: 718^ Perdonanza 33° Fuoco del Morrone 28 Le Muse di Nando Giammarini 31 Reg. Tribunale di L’Aquila Autorizzazione n. 257 del 01/10/1998 Spedizione in abbonamento postale filiale di L’Aquila 45% (art. 2 comma 20/b legge 662/96) Rivista Culturale del Centro Internazionale Studi Celestiniani Trimestrale di Storia, Spiritualità, Attualità CHIOSTRO ABBAZIA DI COLLEMAGGIO 67100 L’Aquila Tel. 0862.419188 email: [email protected] Sede operativa post-terremoto: via Raffaele Paolucci, 10, 67100, L’Aquila Direttore: P. Quirino Salomone [email protected] Redazione: Floro Panti, Paolo Giorgi, Alessandra Giorgi, Fabio Iuliano, Marcello Nissi Collaboratori: Aldo Sacchetti, Cesare Matteotti, Giovanni Frassanito, Giuliana del Signore, Luciano Pizziconi, Francesco De Anna, Lucilla Del Giudice. Elaborazione grafica: Datamoving di A.Tocchio - infodatamoving.it ABBONAMENTI (Italia ed estero) 4 numeri: Euro 15,00 da versare su C/C Postale n. 10852671 intestato a: Centro Internazionale Studi Celestiniani Chiostro di Collemaggio 67100 - L’Aquila Servizio Abbonati: 0862.414310 Lun - Ven 8,00/13,00 In copertina: Acque del Ruzzo (Foto Padre Quirino) Stampa: Tipolito 95 - L’Aquila- Tel e fax 0862.312959 2 Editoriale di Quirino Salomone LA PERDONANZA Non finisce di stupire il grande Papini per quella perspicace attitudine di leggere in profondità lo spirito di quel Pietro da Morrone, spesso sgusciante ad ogni superficiale tentativo di inquadramento nei predefiniti casellari della critica storicoletteraria. Dopo di aver riportato in sintesi alcune delle lettere di Celestino Sesto indirizzate: “Al popolo che si dice cristiano – ai preti – ai monaci e frati – ai teologi – ai ricchi – ai poveri – alle donne - ai poeti – agli scienziati – ai senza Dio, ecc. “ mi piace riportare qualche pensiero della lettera inviata “a tutti gli uomini” e mostrare quale sapienza profetica animava quell’umile Eremita. Non era sufficiente essere stato Celestino Quinto, ci sarebbe voluto un ulteriore pontificato per esprimersi fino in fondo e completarsi in un Celestino Sesto. Ecco alcuni passaggi della “lettera a tutti gli uomini” immaginata da Celestino Sesto di Quirino Salomone “…Figlioli e fratelli miei, ho parlato a molte categorie di uomini ma non ho detto ancora tutto. Vorrei avere il dono delle lingue, la potenza dell’arte, la strapotenza della carità per infiammare i vostri cuori. Benché pontefice, non voglio essere che un mendicante, chiedo ad ogni uomo di essere ascoltato. Ascoltatemi, non per amor mio ma per amor vostro, perché vi amo tutti di quell’amore che mi brucia e mi strugge. Ascoltatemi tutti, di ogni popolo e razza, maschi e femmine, giovani che vi sporgete sui parapetti dell’avvenire, vecchi già spartiti tra sogni di vita e pensieri di morte, sia che v’indugiate tra le ceneri di un irrevocabile ieri, sia che siate abbacinati dai miraggi di un impossibile domani: vi porto il lieto annunzio di una sicura speranza. Umile confessione e ardita conversione salveranno voi e i vostri figli. E’ necessario riconoscervi quali veramente siete, alzar visiere e strappar maschere. Per guarire le piaghe bisogna prima sbendarle, anche se in principio faranno male. Voi immaginate di essere civili, ma io vi dico che siete selvaggi e barbari. In nome della civiltà siete tornati al furto e all’assassinio. Anche se ogni tanto alzate gli occhi al cielo, ma più spesso vi compiacete del pattume della terra. Vi credete ricchi ma vi siete immiseriti, tanto siete deboli, malati, tristi, impauriti e depressi. Il tempo che io aspetto e annunzio sarà età di unione e di pace, regno dei cieli sulla terra, impero di Cristo nei cuori. Quando gli uomini formeranno una sola immensa famiglia, restituiti tutti alla divina dignità nella trasfigurazione dell’Amore, quando tutti pregheranno un solo Dio, Padre di tutti, allora i mortali avranno vinto ogni comminatoria della morte. Sarà la vera Resurrezione dell’uomo prefigurata dalla Risurrezione di Cristo. Le mie dolorose prove non hanno spento l’incendio della mia giovinezza e la stella della mia speranza. Questa fiamma mi è tortura ed estasi insieme. Rivolgo a voi questa preghiera che Dio stesso mi detta: unitevi tutti a formare sulla terra il corpo perfetto del Suo Figliolo e sarete salvi per sempre. O fratelli risuscitati nella fede del Risorto o nemici avvinghiati che precipiteranno nella voragine del nulla. Vorrei potervi guardare a uno a uno negli occhi, stringere a uno a uno le vostre mani, tenervi stretti al cuore. Vi prego di perdonarmi se le mie parole monche vi porteranno appena un riverbero di quella luce folgorante che vorrebbe trasumanarvi. CELESTINO VI PAPA Servo dei servi di Dio LA PERDONANZA 3 Riferimenti Storici sui Festeggiamenti di Floro Panti Da oltre dieci anni l’impegno del Movimento Celestiniano nell’allestimento del percorso storico-religioso che si lega alle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana, ha trovato con le manifestazioni del palio dei Quarti e dei Castelli dell’antico Contado in onore di Celestino V – PALLIUM HOMINUM PEDITUM, e del DONO DEL CERO - una ulteriore conferma dell’eccezionale lavoro di ricerca e recupero delle antiche testimonianze legate al Santo, e ha permesso di recuperare altri segni distintivi della nostra Città e del nostro passato. Anticamente i festeggiamenti tenuti all’Aquila in onore di San Pietro Celestino, del 19 maggio, giorno dedicato dal calendario alla festa del Santo, erano caratterizzati da grande sfarzo, come viene narrato nella sua Cronica Aquilana dal Cantore epico Buccio da Ranallo, per il mese di maggio del 1351. Nello stesso mese, ma dieci anni dopo, venne istituita una fiera della durata di circa venti giorni, che si collegava così ai festeggiamenti successivi per S. Massimo (10 giugno) e successivamente per S. Bernardino da Siena (20 maggio) altri compatroni della Città. L’Aquila si popolava in quei giorni di ogni tipo di persone: giullari, saltimbanchi, giocolieri, cortigiane, fuorilegge e banditi, divenendo oltre che una manifestazione mercantile un grande contenitore di spettacolo, tanto che gli Statuti Cittadini prevedevano addirittura un indulto generale per i reati che venivano commessi. L’Aquila aveva visto la luce come Città, appena da un secolo, e anche in considerazione di questa occasione religiosa, andava ancora più acquisendo prestigio. La Fiera era il momento culminante di tutta l’attività mercantile legata all’economia della transumanza e alla raccolta dello zafferano. Tali prodotti erano infatti i più importanti delle esportazioni della nostra terra, ed erano un forte richiamo per i mercanti forestieri, che costituirono vere e proprie colonie nella nostra città, come i Fiorentini, i veneziani, i Liguri, i Lombardi tanto per citarne alcuni italiani, ma anche Francesi, Tedeschi e addirittura Albanesi per l’estero. Tuttora ne è rimasto l’eco della loro presenza nel nome di alcune strade cittadine dove ebbero il loro domicilio: Via ed Arco dei Francesi, Via dei Lombardi, Via degli Albanesi, Via degli Alemanni. La comunità più prestigiosa ed importante per l’epoca fu senz’altro quella dei Fiorentini soprattutto per la mole degli affari intrecciati, legati principalmente all’economia della transumanza e all’arte della lana. I Bardi, gli Strozzi, i Buonaccorsi avevano attività che oltre al commercio spaziavano al credito e all’assicurazione. D’altra parte la Città era uno dei più importanti snodi del traffico con le altre Città del Regno e fuori del Regno, la cosiddetta Via degli Abruzzi era il passaggio obbligato per poter andare da Firenze a Napoli, attraverso Perugia, Rieti, Aquila, Sulmona, Isernia, Venafro, Teano e Capua. L’Aquila aveva ulteriormente acquisito importanza e popolarità grazie anche all’incoronazione di Papa Celestino, alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Le prime notizie sui festeggiamenti in onore di S. Pietro Celestino V, si riferiscono a dei Palii e risalgono al 1434. E’ in quest’anno, secondo i documenti conservati presso l’Archivio di Stato dell’Aquila, che vennero emanate 4 LA PERDONANZA particolari normative per festeggiare, “ ...ogni anno, in modo solenne, la festività di S. Pietro Celestino, con feste balli e un palio.” Durissime le pene previste per chi avesse soltanto enunciato l’opportunità di annullare detti statuti: l’Arresto, il taglio della lingua e l’esilio. Il Palio più importante si correva a cavallo, con partenza all’esterno delle mura della Città, da una cappella posta verso S. Antonio ( di fronte all’attuale Piazza d’Armi ), per poi percorrere, attraversata Porta Barete, l’attuale Via Roma e giungere alla Piazza del Palazzo. I Palii erano due: uno per i cavalli berberi, i purosangue, di proprietà della nobiltà e anche dei Vescovi e Cardinali che si correva il 19 Maggio; l’altro per ronzini o comunque di pregio minore che si correva il giorno seguente, il 20 maggio. Al vincitore andava un premio consistente in 25 ducati. Dall’anno 1468, e da una cronaca del frate Alessandro de Ritiis si conoscono notizie più dettagliate sulle feste e sulle gare che si svolgevano in Città. Secondo lo stesso frate la celebrazione della festa in onore di S.Pietro Celestino del 19 maggio, era stata estesa anche a quella in onore di S. Bernardino da Siena, morto il 20 Maggio 1444 e canonizzato sei anni dopo nel 1450 e il cui corpo era conservato in Città. In pratica da tale data tutti i festeggiamenti, i palii, le gare, e le giostre, vennero destinati promiscuamente ad onorare tutti e quattro i Santi Compatroni Aquilani: S. Pietro Celestino, S. Bernardino da Siena, S. Massimo, S. Equizio. In un verbale del Consiglio Cittadino datato 7 Maggio 1493, conservato nell’Archivio di Stato dell’Aquila risulta deliberato per la prima volta, unitamente ad altri palii da svolgersi per onorare i Santi Protettori (balestra, giostra, corsa a cavalli), il PALLIUM HOMINUM PEDITUM. Era questo un palio molto popolare. La corsa a piedi disputata dagli “uomini ignudi” partiva dalla chiesa di S. Paolo ( inizio di via Roma) di fronte all’arco della Lauretana e seguendo la stessa strada che facevano i cavalli per il loro palio, l’attuale via Roma , i concorrenti arrivavano a Piazza del Palazzo. Risulta che al PALLIUM HOMINUM PEDITUM abbiano preso parte in tanti anni molti concorrenti cittadini aquilani, abitanti del contado, ma anche abruzzesi in genere, nonché Reatini, Umbri, Ciociari, Molisani e alcuni Pugliesi e Calabresi. Nei giorni di svolgimento dei palii venivano fra l’altro ingaggiati dal comune dei suonatori, i quali rallegravano la Città per diversi giorni in occasione tanto delle feste di Maggio, che della Perdonanza di Agosto. Il Cardinale Agnifili, in particolare, informa che a maggio essi giravano per la Città partendo dal palazzo del Magistrato da dove, attraverso l’attuale via Cavour, raggiungevano piazza del mercato e poi Collemaggio attraverso l’unica via di collegamento dell’epoca che era Costa Masciarelli e Porta Bazzano. I suonatori erano da un minimo di 12 a un massimo di 36 e solo una piccola parte erano Aquilani gli altri erano provenienti dalla Marsica, dalla Ciociaria, dal Cicolano, dall’Umbria e dalle Marche. Essi suonavano essenzialmente pifferi, trombe, zampogne oltre a liuti e cetre. All’inizio del ‘600 per motivi di ristrettezze del bilancio Comunale le feste rischiarono di essere private della presenza dei suonatori, vennero allora in aiuto i Monaci Celestini che contribuirono alle spese, offrendo il pranzo agli artisti. LA PERDONANZA 5 IL “BOLOGNINO” e la “CELLA” di Floro Panti N el 1986 visitai insieme ad un rappresentante del Comune dell’Aquila la Casa Signorini Corsi, splendida casa patrizia aquilana da poco donata alla Municipalità per farne un museo. In una notevole collezione di antiche monete, allora ancora da catalogare, presi per la prima volta visione sia del Bolognino che della Cella, due antiche monete battute dalla zecca aquilana, riportanti l’effige di S. Pietro Celestino. Ero interessato alla loro riproduzione, per poterne fare dono ai partecipanti alle manifestazioni organizzate dal nostro Centro Studi. Il formato però, che era quello degli attuali 5 e 10 Centesimi, mi sembrò inadeguato per cui feci fare una coniatura più grande di ambedue le monete usando come metallo il bronzo e una tiratura su ordinazione in argento ad opera di un artigiano orafo locale. del 1368. Queste monetine che si principiarono a battere nelle Zecche Pontificie di Papa Urbano V, tra il 1362 e il ’70, ebbero si gran voga in tutta l’Italia Centrale che tutti i monetieri tralasciarono lo stampo di altre monete per dar mano ai Bolognini. I primi Bolognini che si hanno battuti dalla Zecca Aquilana, portano il nome di un Ludovico d’Angiò. Nessun documento esistendo della originale concessione della Zecca Aquilana, discordano gli studiosi sull’attribuzione di tali pezzi, al primo o al secondo Ludovico. La maggioranza è concorde nell’ascriverlo al primo Ludovico. Il Bolognino tornava un sesto di Carlino e un sessantesimo di Ducato e questo valore mantenne negli Abruzzi fino alla metà del secolo XV benché Alfonso I° concedesse nel 1439 ai Sulmonesi lo stampo di nuovi bolognini da cinquanta al Ducato. Poiché universalmente ricevuto, il Bolognino fu in breve tempo non solo tosato dai frodatori ma anche adulterato dagli zecchieri. Il Bolognino soverchiato La concessione di poter battere moneta, era affidata dalla nuova moneta degli Aragonesi, scomparve dai sovrani regnanti alle Città con molta parsimonia nel corso del 1480. e con limitazioni di quantità di monete da coniare che di durata della concessione. Le Città che avevano pertanto l’onore di possedere CELLA una zecca ne traevano, com’era facile comprendere, Cella è voce corrotta di uccello, nome a moneta sia prestigio che lucro. derivato dall’aquila suvvi effigiata, per dinotare la L’Aquila ebbe fin dal 1381 una zecca e questa fu zecca onde uscivano ed arme parlante di L’Aquila. senza dubbio la più duratura e la più attiva del Le Celle si coniarono all’Aquila sotto Giovanna II Regno dopo quella di Napoli. (1435-1442) e il valore ne conosciamo dalla tariffa Fra le numerose monete battute, due riportano Pontificia del 1439. Celle Aquilane Cinquini 6 in effige S. Pietro Confessore, nome con il onde avviene che 40 formino un Ducato. In un quale Celestino V era stato canonizzato, e sono Il documento del 1433 le Celle sono indicate col Bolognino e La Cella, a dimostrazione di come nome di quartaroli o di quarta parte del Carlino. questo nostro Santo fosse onorato dai propri Nel 1442 di Trentini perché divisa in trenta Denari. cittadini. E’ moneta coniata esclusivamente in Abruzzo, salva l’unica eccezione di Sora, per assoldare le truppe ed agevolare i commerci con i vicini stati della Chiesa. BOLOGNINO Vietatone lo stampo da Ferdinando I° di Aragona La prima menzione di Bolognino in Abruzzo nel 1458 non ne cessò la circolazione anche negli l’abbiamo da una cronaca di Niccolò di Borbona anni successivi. Nel 1468 le troviamo così avvilite da 6 LA PERDONANZA cunputarsene 50-55 per Ducato e nel 1475 ancora più abbassate fino a volercene per ogni Ducato 60. La Cella soverchiata dalla moneta degli Aragonesi scomparve verso il 1480. DESCRIZIONE DEL “BOLOGNINO” Davanti: Ludovicus Rex Nell’area le sigle A.Q.L.A. (Aquila) disposte a croce, punto al centro Retro: S.Petrus PP 9 Fes nell’area busto mitrato di S. Pietro Confessore Peso della moneta fra i 20 e i 23 acini ( 1 acino = gr. 0,04455 Metallo usato: argento e rame DESCRIZIONE DELLA “CELLA” Davanti: Regina Giovanna Nell’area aquila ad ali aperte con Lunga coda, rivolta testa a sinistra Retro: S.Petrus Nell’area Santo Pontefice Pietro Celestino assiso di prospetto, cinto il capo di aureola, destra benedicente, sinistra asta che termina in Croce trifogliata Peso della moneta fra i 20 e i 23 acini ( 1 acino = gr. 0,04455 Metallo usato: argento e rame LA PERDONANZA 7 Festeggiamenti in onore di San Bernardino Peregrinatio del suo corpo a Vinchiaturo - Filettino - Pontecorvo - Sannio - Irpinia - Scurcola Marsicana in preparazione alla dichiarazione di San Bernardino Dottore della Chiesa 8 LA PERDONANZA - Celebrazioni a L’Aquila L’offerta dell’olio da parte della scuola toscana (Monte Pulciano) LA PERDONANZA 9 Gli allievi della Scuola di ... con la Confraternita di Scurcola Marsicana che mostrano la “bastoncella” di San Bernardino - Celebrazioni a Scurcola Marsicana 10 LA PERDONANZA Prof. Luigi Capasso LA PERDONANZA 11 San Bernardino - Benevento saluta San Bernardino che torna a L’Aquila 12 LA PERDONANZA www.mostrasanbernardino.it - Mostra itinerante su San Bernardino Opera realizzata dal Dott. Giustino Perilli LA PERDONANZA 13 - Concerto di San Bernardino Il 20 maggio 2012 nella chiesa di S. Bernardino in Piazza d’Armi, l’ORCHESTRA DA CAMERA AQUILANA diretta dal M° CARMINE GAUDIERI ha eseguito un concerto in onore di S.Bernardino in occasione della festa del grande Santo compatrono della città di L’Aquila. Il programma del concerto per la città di L’Aquila comprendeva l’esecuzione dello STABAT MATER di G.B.PERGOLESI, una delle composizioni di assoluto pregio e di rara bellezza nel panorama musicale Italiano ed europeo. Solisti il soprano LUCIA VACCARI e il Mezzosoprano FEDERICA CARNEVALE.Tutti artisti aquilani che svolgono attività in Italia e all’estero ,per questo concerto che ha avuto un grande successo e registrato una notevole partecipazione del pubblico. 14 LA PERDONANZA Che lezione! “Chiudersi a riccio” con difesa pungente. Non è solo uno slogan. E’ la storia di tanti uomini e donne sulla terra che, in preda alla paura, credono di potersi mettere al sicuro rinchiudendosi in se stessi e scoraggiando ogni tentativo di relazione e di dialogo minacciando punture. In fondo è solo questione di fiducia. Ci si può aprire. Affidarsi al calore di una mano che ti accoglie con amore, si può. Questo cucciolo! Che splendore, sorpresa, miracolo fino a rassomigliare a tutti gli appena nati che si affidano alla vita. Nessuno, né uomo né animaletto, conosceva in precedenza la mano che l’avrebbe accolto, però già prima che ognuno nascesse, una mano era lì, pronta, calda e tenera per l’abbraccio, la carezza e il pane. Ricciolino, sognaci diversi, non guardarci attentamente, potremmo farti paura e costringerti a “chiuderti a riccio”. Stai tranquillo, adesso c’è Francesco a custodire il Parco, e noi, francescani dentro, stiamo preparandoti una mano calda, con tanto amore, perché sei proprio un amico alla mano. Ciao (quirino, marcello, matteo, lorenzo , pierino, andrea, maria e quanti hanno occhi e cuore.) LA FIDUCIA DEL RICCIO LA PERDONANZA 15 Un A montA gnA dopo l’A ltrA di Marcello Nissi Nei miei viaggi con la bici le montagne non mi hanno mai intimorito. Ne ho valicate a migliaia con il caldo, il freddo, la pioggia, la neve. Scalandole ho trovato la mia essenza più profonda e giunto su ogni vetta ho avvertito spesso la sensazione di essere piccolo, affascinato dalla visione aerea di centinaia di altri monti disposti fino all’orizzonte ad insegnarmi che una montagna può essere solo la prima di una lunga distesa montuosa. Dal terremoto del 06 aprile 2009 in Abruzzo che ha causato tante vittime ed ha cambiato radicalmente noi che ci viviamo, mi sono convinto che la metafora della vita è proprio la montagna da scalare. Nella realtà, non credo che esista un monte più alto di quello che ho visto quella notte elevarsi dentro di me e che mi costringe, curvo sulla bici, a spingere così tanto sui pedali per poterlo superare. A tre anni dall’evento, ciò che vedo lungo la salita è inquietante: macerie da rimuovere, case e palazzi puntellati, fabbriche ed imprese chiuse; disoccupati, cassintegrati e bisognosi che sempre più numerosi si recano alla mensa dei poveri a chiedere aiuto. Spesso, nell’attraversare la vita ci si convince che esistono più salite che discese. Ringraziando Dio le salite si equivalgono, per numero, alle pendenze contrarie e non c’è montagna alta che non possa essere superata: questa, sulla quale ancora mi trovo oggi, un giorno riuscirò a valicarla e spero che ci riescano tutte le persone che vedo sulla mia stessa strada, tra le quali tante dell’Emilia Romagna. Ci vuole tempo, pazienza e determinazione. 16 LA PERDONANZA Rivolgo questo mio pensiero ad un caro amico che ho conosciuto in Campania, si chiama Peppe. In passato dipendeva dalla droga, oggi collabora in una struttura sanitaria sostenendo coloro che hanno iniziato a scalare una grande montagna per potersi allontanare dalla tossicodipendenza. Nel ciclismo, far parte di un gruppo determinato a raggiungere con successo una meta prefissata significa dover dare la massima collaborazione. In una squadra, abitualmente, il gregario aiuta il corridore più forte a vincere. Caro Peppe, nella corsa che avete intrapreso verso la vetta, hai deciso di fare una cosa che tutti noi nella vita dovremmo impegnarci a fare: sei diventato il gregario dei corridori più deboli mantenendo nel cuore la speranza che ognuno di loro, prima o poi, possa riuscire a superare le difficoltà e a vincere la sfida. Già da molto tempo hai capito che le possibilità di vittoria aumentano solo se si seguono le strategia della squadra e che durante il percorso sarebbe un vero fallimento se qualcuno decidesse di allontanarsi dal gruppo inseguendo il sogno di una fuga in solitaria. Adesso sai bene che, nella vita, tra le tante strade che incontri la più giusta a volte è proprio quella in salita, ma vale la pena percorrerla fino su al valico e andare oltre, con la forza che si ottiene nutrendo con saggezza non solo il proprio corpo ma anche lo spirito. LA PERDONANZA 17 “Ho spesso detto che oggi il mondo ha bisogno di martiri nuovi, senza effusioni di sangue ma con effusione d’amore. Abbiamo un disperato bisogno di questi martiri, martiri della Solidarietà, da aspettare come i nuovi messaggeri di libertà, che discendano cioè nella società e che riflettano, come una buona novella, le parole più vere per ricondurre l’umanità su una strada maestra, accettata da tutti. E chi più dei poeti può fare questo? Chi più dei poeti potrebbe diventare il martire della solidarietà dei tempi moderni?”. (Arnoldo Farina – Presidente dell’Unicef – Italia, da un suo intervento sul valore della poesia in occasione di un incontro letterario a Porto S.Elpidio nel 1989.) Queste parole profetiche io le ho sempre serbate nel cuore, pensando e sperando l’avvento del “martire – falsifica nella sua essenza e lo pone manipolato alla mercè dei controllori, ricevendo un nuovo metro di valutazione si avvia a riconsiderare la testimonianza dell’esserci insita nel linguaggio dell’eccellenza. Esser-ci nel significato significante l’accoglienza del diverso, la corresponsabilità nel dare, l’esercizio della gratuità. In spirito di motivazioni e di preparazione si apre il varco del nuovo progetto di una “logica alternativa di riscatto dell’Altro” come parte di sé. Riscattando l’Altro si riscatta l’Intero da ogni aggiunta esclusione. L’inculturazione dell’Altruismo, in feconda interazione col medicamento chiamato Vincolo solidale, in grado di provvedere alla involuzione-regressione del contagio nel connettivo dei drammi della umanità dolorante, escomiata dalla Terra della memoria, è prospettiva possibile. E’ idea di Futuro. Allorquando sarà subentrata la morale al posto del moralismo, allorquando saranno Luciano Pizziconi nuovo messaggero di Libertà di Maria Teresa Epifani Furno poeta della Solidarietà”. Orbene, per una serie di circostanze fortunate, avendo avuto modo di leggere e addentrarmi nella poesia di Luciano Pizziconi, ho scoperto che costui era il nuovo messaggero di libertà atteso… Con la visione di un sempre-già e un sempre-oltre, Luciano Pizziconi propone come movimento e come prassi la strutturazione discretiva e costruttiva di equilibrio sociale ottenibile con lo spostamento al centro dell’ago della bilancia, nel senso metapragmatico diretto a complementare gli opposti: io – l’altro; l’abbiente – il non abbiente. Con la cultura della Solidarietà che, si badi, non è formula nuova ma ri-creazione di una mentalità antica quanto il mondo, la mobilitazione delle coscienze serve a riappropriarsi della Giustizia e della Pace, della Fratellanza e della Uguaglianza fra i popoli proiettati verso un orizzonte etico senza “mutilazione di dimensioni dell’essere” di ogni uomo. Dunque, la poesia, come misura ontologica che scaturisce dal Lògos, valore di relazione impresso nel verso – ‘atto sacro’ e rigeneratore delle co-scienze. E l’uomo, malgrado la tendenza al sempre più avere perché seguace della legge del tornaconto decretata da un Modello alieno e parassitario, che a sua volta lo 18 demitizzati i falsi dei e demoliti i falsi altari e i dogmatismi di ogni genere che si annidano nella mente in continua successione di anelli fucinati e saldati «dai parassiti ontologici», potrà essere debellata la permanenza dei nostri atti, dolosi o colposi o accidiosi, e comunque lesivi dell’altrui dignità. «In tale amplificazione di senso» la poesia di Luciano Pizziconi rappresenta il momento più alto della presenza della ‘Parola’ autentica e la sua garanzia, attestando di quel ‘Valore’ il momento creativo dello spirito – la poiesi – cui è demandato il compito di conoscere per far conoscere il “male” ma anche il rimedio per poterlo arrestare. Orbene la presa di co-scienza del medicamento si convoglia nella scelta di questo in una situazione che s’impone. La ‘Parola’ si specifica come osmosi delle diversità in comunione d’amore. Ciò che prima era nascosto viene svelato: ciò che unisce all’Altro diventa visibile perché «Uno è tutto e Tutto è uno». Pizziconi scrive la solidarietà, parla la Solidarietà, insegna la Solidarietà, chiama, guida, affronta con impegno intelligente e generoso il sacrificio teso alla affrancazione dei bisogni degli esseri, gli ‘Esclusi’ in tutte le loro urgenze. Anche le più profonde. E’ questo LA PERDONANZA il suo messaggio per la crescita dell’uomo in seno a un’autentica civiltà solidale. Egli fa della parola ‘Solidarietà’ la ‘Poesia’ , o meglio la Sofia della Poesia intesa come visione globale antropologica dell’ ‘Origine’ – memoria del vincolo solidale primevo – affinché sia possibile un mondo governato dal medesimo Lògos. Dare “unicuique suum” è dare amore a se stesso riconoscendosi nell’Altro: «Quando, \ all’angolo di una strada, \ trovi dei disperati che tendono la mano, \ non credere che un obolo \ ti acquisterà alcun vantaggio \ né lenimento a chi \ “la distrazione” ha corrotto \ più che la sorte. \\ Occorre che ti domandi \ “perché sono là”…\ occorre prodigarsi affinché, \ l’indomani, \ un altro non prenda il tuo posto. \ Sei tu stesso che escludi, \ sei tu stesso l’Escluso». (L’Escluso, pag. 54, da “Poesie della Cruna”.) E’ necessario, dunque, combattere il pregiudizio tipico della società che confonde la solidarietà come carità, con l’indifferenza verso la verità intesa come Atto dovuto, finalizzato alla organizzazione del bene comune. Esserci significa in-esserci dando spazio ad ognuno di realizzare le esigenze delle sue dimensioni-valori della persona irrinunciabili. Va, pertanto, riformulata un’etica dei linguaggi nel cui mezzo si impianta un nuovo mezzo di trasmissione: ‘Comunione’ è la parola per tutto questo… «L’amore di sé che non include l’altro \ è l’ostacolo irreversibile, \ chè l’egoismo nuoce \ al suo stesso diletto». (“I legami dell’anima”, pag. 144.) ‘‘ Ho spesso detto che oggi il mondo ha bisogno di martiri nuovi, senza effusioni di sangue ma con effusione d’amore. ’’ Il poeta Luciano Pizziconi LA PERDONANZA 19 L o sviluppo economico derivante anche dalle risorse pubbliche rese disponibili dalle vigenti normative Il 9 Maggio 2012 presso il Centro Congressi “CASA ONNA” di L’Aquila, si è tenuto il convegno “Lo sviluppo economico produttivo derivante anche dalle risorse pubbliche rese disponibili dalle vigenti normative”, organizzato dal Consorzio Celestiniano. Il convegno ha voluto mettere in evidenza quali fondi pubblici ci siano a disposizione per il rilancio dello sviluppo economico delle aree aquilane. In questo contesto si è inserito il progetto relativo al “Cammino del Perdono”, un cammino spirituale nel nome di Celestino V che partendo dalla Puglia intende arrivare fino a L’Aquila per poi ricongiungersi con il cammino di San Francesco. Insieme al rilancio della spiritualità il Cammino del Perdono intende rilanciare economicamente le aree di passaggio creando nuove strutture e servizi in grado di accogliere i pellegrini. Hanno presentato il progetto Ottaviana Giagnoli, Presidente del Consorzio Celestiniano, Floro Panti, Amministratore del Consorzio Celestiniano, Padre Quirino Salomone, Padre Timoteo D’Addario e Marco Cipriani che ha illustrato le valenze economiche del progetto. Ricca la presenza di ascoltatori tra i quali molti amministratori pubblici ed imprenditori. Alcuni momenti del convegno 20 produttivo LA PERDONANZA W orkshop gratuito “Creazione d’Impresa” Il 31 maggio si è tenuto un Workshop dal titolo Creazione di Impresa, un incontro organizzato dall’associazione Fraterna Tau in collaborazione con lo studio Valerio Dell’Olio & Partners srl. L’iniziativa, nata nell’ambito del progetto Giovani in Centro, è rivolta a giovani che hanno un’idea imprenditoriale e che sono interessati a sviluppare un’attività in proprio. Nel corso del workshop sono state presentate le principali opportunità attualmente disponibili per avviare una nuova impresa e sostenere progetti imprenditoriali innovativi. Essere giovani oggi non è semplice. In molti dicono che i giovani non hanno spirito di iniziativa o che l’Italia è piena di “mammoni” perché in molti vivono ancora con i genitori. Molto spesso però i giovani non riescono a trovare gli strumenti e le opportunità per diventare davvero autonomi, trovare un lavoro e andarsene di casa. L’iniziativa promossa dalla Fraterna Tau intende rimettere i giovani al centro, offrendo gli strumenti e le conoscenze necessarie per avviare progetti imprenditoriali innovativi, da come selezionare l’idea giusta ai vari tipi di impresa, da come si scrive un business plan a dove trovare i finanziamenti Il workshop del 31 maggio è stato l’avvio di un percorso che la Fraterna Tau e lo Studio Dell’Olio che prevede l’attivazione di uno sportello dedicato a coloro che sono interessati all’avvio di un’attività imprenditoriale e che cercano una consulenza qualificata. Lo sportello Crea Impresa offre un servizio di accompagnamento dalla definizione di un’idea imprenditoriale alla realizzazione di un business plan, fino alla richiesta di finanziamenti per l’avvio di nuove attività. Lo sportello Crea Impresa si trova presso la sede del B enefattori Alcuni momenti del Workshop Movimento Celestiniano, in Via Raffaele Paolucci. Per avere maggiori informazioni o un appuntamento è possibile scrivere all’indirizzo email [email protected] oppure telefonare ai numeri 3282155119 – 3287159360. Vi aspettiamo per far crescere insieme il nostro territorio!! della Mensa di Celestino Grazie Sono tante le attenzioni di solidarietà rivolte alla nostre Mensa di Celestino. Oltre la ditta Amadori , il Comune di Casoli di Chieti, come da foto, la Salumeria del Parco di Montorio al Vomano, ecc. LA PERDONANZA 21 San FrancescoCustode del Parco di Marcello Nissi Il 25 Maggio scorso, si è svolta nello stadio “Fabio Piccone” di Celano la “GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI” animata gioiosamente da quattrocento alunni delle scuole di Celano, Rocca di Mezzo, Castelvecchio Subequo, Pescina, Pettorano, Raiano, Popoli e Avezzano. Nel 2008, nel Chiostro del Convento di Castel Vecchio Subequo, durante un incontro tra rappresentanti del Parco SirenteVelino, della Regione Abruzzo e dell’Ordine dei Frati Minori, fu deciso di nominare San Francesco d’Assisi “Custode del Parco Regionale Sirente-Velino”. Successivamente, tra tante iniziative poste in essere, si diede vita al progetto “Io Francesco, gli altri e il Parco Regionale” finalizzato alla scoperta, alla valorizzazione e alla salvaguardia di tutta l’area del parco che comprende, tra tanta natura e cultura, 21 comuni e 8 direzioni didattiche. Da allora, per questo progetto, cresce di anno in anno l’entusiasmo nelle scuole; la mostra allestita per l’occasione dai bambini, relativa ai bellissimi lavori svolti durante l’anno scolastico, è stata apprezzata da tutti. Prima degli spettacoli organizzati dalle scolaresche, in memoria dei Giudici Falcone e Borsellino e dei ragazzi delle scorte trucidati venti anni fa, è stato mantenuto un minuto di silenzio. Quando furono compiute queste stragi nessuno dei bambini presenti era ancora nato. Tutto quello che sanno sulla mafia lo hanno imparato a scuola. Nel vedere quattrocento bambini in silenzio mi sono commosso molto. Guardandoli durante quei lunghissimi secondi, mi sono convinto che saranno loro a rendere questo mondo migliore e che gli insegnanti compiono ogni giorno una grande missione, credo la più importante. Quest’anno, la Giornata Europea dei Parchi è stata dedicata ad una bambina di Avellino scomparsa nel 2010. Non scriverò “si chiamava”, desidero scrivere “si chiama” Alessia Bellofatto. Ci ha lasciato tanti dipinti, disegni, riflessioni e poesie; per questo, oggi, tutti hanno la possibilità di conoscerla. Straordinarie sono le illustrazioni ispirate al “Cantico delle creature” che la Regione Abruzzo ha voluto raccogliere nell’omonimo libro da distribuire nelle scuole. C’è stata una nuova luce quando sono state lette alcune sue poesie. Le abbiamo ascoltate con attenzione e quegli stessi momenti sono diventati straordinari versi da conservare. Leggere una poesia scritta da qualche anno non è come ricevere una lettera in ritardo; generalmente le poesie compiono la magia di arrivare sempre puntualmente anche quando le rileggi più di una volta, spesso ti entrano nel cuore e te lo fanno battere di più. E’ quello che è successo. I bambini non erano più 400, ma 401 con Alessia. Una per tutti e tutti per una. La magia si è ripetuta. Nel finale di giornata, Padre Quirino Salomone e i bambini presenti hanno fatto onore alla terra, ai semi, alle radici e all’acqua, quali simboli di vita e del Creato. Insieme, con entusiasmo, hanno piantato un altro “Albero della Vita” dedicandolo, meritatamente, alla tenerezza, all’intelligenza, alla bellezza ed alla forza della piccola grande Alessia. Alla manifestazione sono intervenuti: I genitori di Alessia Bellofatto, Francesco e Maria Carmen; la Dott.ssa Annabella Pace ed il Dott. Pasquale Casale della Regione Abruzzo; il Dott. Simone Angelosante, presidente del Parco Sirente-Velino; il Prof. Abramo Frigioni dirigente scolastico; l’Ing. Settimio Santilli ed il consigliere Ezio Ciciotti del Comune di Celano; la Dott.ssa Rita Vitucci, responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo; la Dott.ssa Maria Teresa Di Risio responsabile dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica; il Dott. Maurizio Sista del Corpo Forestale dello Stato. C’ero anch’io in qualità di responsabile del Centro Studi Celestiniani per la Pace. 22 LA PERDONANZA Il Dott. Angelosante Pasquale Casale La Dott.ssa Pace ed Abramo Frigioni Padre Quirino e Pasquale Casale con i genitori di Alessia, Francesco e Maria Carmen Maria di Cesare LA PERDONANZA 23 Alessia Bellofatto: quando l’arte e l’amore fermano il tempo Alessia Bellofatto, 15 anni, frequenta il terzo anno del Liceo d’Arte “A. De Luca” di Avellino. Nel 2002 la sua prima raccolta di poesie e filastrocche. Nel 2006 realizza 14 tavole illustrando il cantico delle creature di San Francesco d’Assisi. Viene edito il primo calendario che riscuote grande successo. Partecipa a vari concorsi di poesia ottenendo consensi e premi. Partecipa a tutte le dizioni dell’iniziativa “Cento metri di tela e di solidarietà” organizzata dal centro di riabilitazione Australia di Avellino. A dicembre prima personale di lavori ad Avellini. Espone nelle sale della Scuola Media “Parini” di Baiano. Nel 2007 vince il primo premio per la poesia “La Pace” nel concorso di poesia e pittura “Sfumature di donna”, curato dall’Associazione Amore e Psiche. Nel 2008 realizza il calendario Abba con illustrazioni di episodi della Bibbia. Riconoscimento per i suoi lavori dal presidente della Camera. Nel 2009 realizza il calendario “Lo zoo di Alessio” dedicato agli animali e all’ambiente. Conia la mascotte per la pubblicità della raccolta differenziata in Irpinia. Nel 2010 realizza il calendario “Mitos”. Partecipa a “Immagina 2009” - Arte in fiera di Reggio Emilia. A soli 16 anni a causa di una malattia rara, scompare prematuramente. Nella pagina accanto vi proponiamo alcune poesie di Alessia. L’incontro di Alessia con San Francesco, attraverso l’arte e la poesia, denota la simbiosi di anime che hanno in comune la purezza ed il fascino del bello e del gentile. La purezza e la semplicità di San Francesco hanno da sempre affascinato Alessia che, a soli dodici anni, ha concretizzato la sua ammirazione per il Santo realizzando 14 tavole a pastello che narrano, con la sua semplicità e la tenerezza di un’adolescente la sua più bella preghiera: “Il Cantico delle Creature”. 24 LA PERDONANZA L’AMORE L’amore è un fiore che sboccia nel cuore! E’ un’ondeggiante mare pieno di pietre rare... L’amore è il nostro cuore che si apre ad ogni persona ad ogni cuore. A GESU’ Saremo insieme finalmente, io e Te naturalmente. uno in uno nel mio cuore, sempre pieno del Tuo Amore! La Tua Luce nel mio buio, il Paradiso dentro me. L’AMICIZIA L’amicizia è un fiore che si apre a ogni cuore... il bocciolo dell’amicizia ha il suo tempo, trovare un amico non è facile come trovare un diamante in una miniera, ma occorre fortuna; “chi trova un amico trova un tesoro” E’ trovare una foglia verde in autunno. Attention, please: per trovare un VERO amico ci vuole una magia, attenzione ed occhi aperti... ecco, l’amicizia è una magia. Affidabile Mitico Ironico Comico O...ormai inseparabile da te!!! CIAO ALESSIA LA PERDONANZA 25 MANIFESTAZIONE FINALE ORGANIZZATA DALLA DIREZIONE DIDATTICA STATALE DI CELANO - A.S.2011/12 “SCUOLA, FAMIGLIA E SOCIETA’…INSIEME PER CRESCERE” di Barbara Braganza Nella splendida cornice dello stadio “F. Piccone” di Celano (Aq) si è tenuta un’indimenticabile manifestazione, a conclusione dell’anno scolastico 2011/12, che ha visto coinvolti tutti gli alunni appartenenti alla Direzione Didattica Statale di Celano. Una festa di fine anno esplosiva, improntata sulle suggestive tematiche di Vita e Solidarietà, segnata da una massiccia partecipazione di persone, che ha rappresentato il coronamento di un ricco anno di lavoro e di iniziative al quale ha fatto da sfondo l’ambiziosa regia e l’indiscutibile talento del Dirigente Scolastico Dott. Abramo Frigioni. Ad accogliere e ad intrattenere le quasi tremila persone presenti: il Mercatino della solidarietà gestito dai genitori degli alunni, le inconfondibili note di un gruppo di sassofonisti, le caratteristiche esibizioni di alcuni atleti di mountain bike, l’allegro saluto di Minnie e Topolino ed il suggestivo ritmo tenuto da simpatici tamburisti. Ha aperto ufficialmente la manifestazione il Canto degli italiani che ha evidenziato il forte sentimento di amor patrio presente nei bambini che , schierati in campo a rappresentare il tricolore, hanno intonato, insieme al pubblico, l’Inno d’Italia reso ancora più suggestivo grazie allo sventolìo di numerose bandiere. A caratterizzare le splendide coreografie, tutte curate personalmente dal Dirigente Scolastico Dott. Abramo Frigioni, sono stati dunque gli alunni stessi che, differenziandosi per ciascun plesso di scuola dell’infanzia e primaria, hanno rappresentato la Bandiera italiana con maglie e cappellini, rispettivamente, verdi, bianchi e rossi. Gli alunni si sono resi protagonisti di spettacolari scenografie e si sono esibiti in canti e balli inerenti l’amicizia, l’amore e la solidarietà, con autentico entusiasmo e grande partecipazione. Il Dirigente Scolastico Abramo Frigioni, con immensa commozione, è intervenuto porgendo infiniti riconoscimenti a tutte le insegnanti, per l’impegno e per la passione che nutrono per la loro professione, ed esprimendo un immenso ringraziamento a tutti coloro che credono nei valori della scuola, in primis ai genitori degli alunni ed ai loro mitici nonni che , con la loro presenza, hanno dimostrato quanto sia forte il legame tra la scuola stessa e la famiglia. A conclusione della splendida giornata , accompagnati dalle toccanti note di “La vita è bella”, i bambini hanno compiuto un ben definito percorso lungo il campo per andare a formare tre meravigliosi cuori ed una scritta di indescrivibile valore : “LA SCUOLA E’ VITA… W CELANO!”. Un’ultima esibizione, con la canzone “Il mondo che vorrei”. Gli alunni della Direzione Didattica di Celano hanno voluto salutare l’anno scolastico e dare l’ennesimo messaggio di amore, pace e solidarietà… messaggio che si è liberato nel cielo attraverso il magico volo di palloncini verdi, bianchi e rossi! Grazie per l’ospitalità 26 LA PERDONANZA Il Carcere Oggi di Lina Orlandi Oggi si parla tanto di carcere, di sovraffollamento all’interno degli istituti penitenziari, maltrattamenti, e condizioni di vita disumane. La privazione della libertà è una conseguenza di un comportamento contrario alla legge, per cui scatta la sanzione penale. Ma che cos’è la pena? E quale la sua funzione? Il concetto della pena si perde nella notte dei tempi, perché il vero diritto penale, si sviluppa solo nell’ottocento, come disciplina autonoma, perché precedentemente esso costituiva solo una branca del diritto civile. La prima riflessione sulla pena è di natura filosofica-giuridica improntata su ideali razionalistico-umanitari di cui la corrente illuministica si era fatta portavoce. La pena in questa concezione era vista come sanzione retributiva, il classico occhio per occhio dente per dente, chi aveva sbagliato doveva pagare, la condanna alla carcerazione, significava perdita della libertà, isolamento, controllo a vista senza possibilità di comunicare con il mondo esterno. Sull’applicazione della pena e la sua funzione riabilitativa il dibattito continua incessantemente. La riflessione verte sulle conseguenze della sanzione, se l’isolamento produce un effetto contrario all’idea di recupero del reo, di rieducazione e di reinserimento nel tessuto sociale, c’è da rivedere qualcosa, e si apre un panorama complesso nella situazione carceraria. L’art. 27 al 3° comma della Costituzione sancisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, tendere alla rieducazione perché il condannato potrebbe non condividere il programma rieducativo. Questo complica il lavoro ma deve rimanere fermo il principio che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. Non sono progetti omologabili perché ogni detenuto è un mondo a sé con le infinite varianti che lo caratterizzano. La legge n. 354 del 1975, introduce con la funzione risocializzante e di reinserimento nel contesto sociale, le misure alternative alla detenzione proprio per rieducare il condannato e favorire la decarceralizzazione, fino ad arrivare alla legge Gozzini del 1986, in cui viene introdotta la detenzione domiciliare, che permette a determinate categorie di soggetti ed entro certi limiti di pena di espiare la condanna presso la propria abitazione, o presso luogo di privata dimora, o presso un luogo pubblico di cura, assistenza o accoglienza. L’incidente giudiziario non deve essere la definitiva esclusione dal contesto sociale. Ma i problemi sono gravi e difficili da gestire: trattamento civile ed esemplarità della pena, sicurezza del cittadino e recidività, correzione e pregiudizi, reinserimento e resistenze. A maggio scorso, presentando nel carcere di Ascoli Piceno la mia tesi di laurea “la pena come problema” ho potuto rendermi conto di quanta sofferenza possa regnare in un Istituto di pena. Devo complimentarmi con la Direttrice, Dott.ssa Lucia Di Feliciantonio, persona competentissima e totalmente dedita alla delicata missione dalle molteplici ed interessanti iniziative che realizza con entusiasmo e disinvoltura. Ecco come ha sintetizzato l’incontro nel giornale edito dal carcere da Lei diretto: “La redazione di “Io e Caino”, periodico della casa circondariale di Ascoli Piceno, ha incontrato Padre Quirino Salomone, la dott.ssa Lina Orlandi, Attilio Di Feliciantonio e sua figlia Giulia, per riflettere sul tema “ pena, perdono e reinserimento sociale”. Varcati i cancelli, eccoci pronti con un po’ di timidezza e curiosità da parte dei detenuti, che vedono entrare questo frate francescano con la chitarra; presentazione reciproca e...chi rompe il ghiaccio? La riflessione è stata incentrata sulla distanza che separa il carcere come dovrebbe essere, come voluto dalla Costituzione, e il carcere reale, sovraffollato e con pochissime risorse da dedicare al trattamento rieducativo. I detenuti hanno descritto la quotidianità del carcere di Ascoli, i corsi attivati grazie soprattutto ai volontari, e hanno trasmesso la loro voglia di ricominciare, hanno espresso gratitudine per le persone sensibili che, come padre Quirino, sono capaci di creare ponti tra il dentro e il fuori, capaci di andare oltre il pregiudizio, che è il vero muro da abbattere per incontrare le persone e alimentare la speranza in un futuro migliore. Padre Quirino ha raccontato del terremoto dell’ Aquila, del progetto realizzato a Rebibbia su Celestino V e presentato dai detenuti al Consiglio Regionale dell’Aquila e di tanto altro; l’ora di pranzo era passata da un pezzo e il carrello distribuiva cibo ormai freddo ma le domande continuavano, continuavano... Un abbraccio ad ogni detenuto e i saluti finali con una promessa: questo è un arrivederci (Lucia Di Feliciantonio) All’incontro hanno partecipato liberamente tanti detenuti. Al di là delle sbarre e dei muri di cemento, mi rendo subito conto, quanto sia difficile penetrare i misteri di un mondo sconosciuto e assurdo. Storie diverse l’una dall’altra, provenienti da mondi diversi, volti segnati da un comune destino di sofferenza e di tristezza, di rabbia e di speranza, ma con tanta voglia di ricominciare una vita che dia loro la possibilità di recuperare dignità. La cosa che più mi ha colpito è la loro disponibilità al dialogo, all’ascolto. Ad ogni parola di conforto e d’incoraggiamento i loro occhi si illuminano di speranza, per un attimo riaffiora un sorriso. Il loro parlare proviene dal cuore, coscienti degli errori fatti, vivono nel rammarico del vissuto e nella speranza del domani. LA PERDONANZA 27 718^ PERDONANZA 2012 33° FUOCO DEL MORRONE Il cammino del Perdono Aquilano 16 - 23 Agosto Eremo del Morrone - Sulmona - L’Aquila Programma 16-23 Agosto 2012 Giovedì 16 Agosto PERDONANZA MORRONESE Ore 18,30 Ore 20,00 Ore 20,00 Ore 21,00 Ore 21,30 BADIA MORRONESE S. SPIRITO - SULMONA Raduno dei tedofori e dei cittadini. BADIA MORRONESE S. SPIRITO– Santa Messa Presieduta da S. E Angelo Spina Vescovo di Sulmona e concelebrata da padre Quirino Salomone padre spirituale Movimento Celestiniano al termine della quale verrà acceso, il “Fuoco del Morrone” proveniente dall’Eremo del Morrone dando così inizio al PELLEGRINAGGIO ANNUALE del CAMMINO DEL PERDONO. Contemporanemente INIZIO DISCESA del “Fuoco” dall’Eremo di S. Onofrio, trasportato, data la perdurante intransitabilità del sentiero che conduce all’eremo, dai Vigili del Fuoco e dal personale della Protezione Civile. BADIA MORRONESE S. SPIRITO – Arrivo del Fuoco del Morrone composizione del corteo, fiaccolata verso la CHIESA S. PIETRO CELESTINO A BAGNATURO CHIESA S. PIETRO CELESTINO A BAGNATURO Arrivo del “Fuoco” Accensione della Lucerna del Cammino del Perdono all’interno della Chiesa • Benedizione del Fuoco e cerimonia religiosa ACCENSIONE DEL TRIPODE • Saluto delle Autorità Civili intervenute • Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE Venerdì 17 agosto PERDONANZA SULMONESE Ore 16,30 Raduno dei tedofori presso la CHIESA DI S. PIETRO CELESTINO A BAGNATURO. Riaccensione del Fuoco dalla Lucerna del Cammino del Perdono Ore 17,00 PARTENZA del “Fuoco” – Passaggio da BAGNATURO - BADIA Ore 18,30 SULMONA – PIAZZA CATTEDRALE DI S. PANFILO – VILLA COMUNALE SULMONA – CATTEDRALE DI S. PANFILO – ARRIVO DEL “FUOCO” • Accensione della Lucerna del Cammino del Perdono all’interno della Cattedrale PREDISPOSIZIONE PER PROCESSIONE DA S. PANFILO A S. FRANCESCO DELLA SCARPA COMPOSIZIONE: • Sbandieratori , musici gruppi storici di Sulmona e della Perdonanza Celestiniana. • Gonfaloni e rappresentanze istituzionali della Provincia, e dei Comuni di Sulmona e L’Aquila • Tedofori che hanno scortato la fiaccola PROCESSIONE RELIGIOSA • Clero • Confraternite Religiose • Cavalieri di Celestino • RELIQUIA DI S. PIETRO CELESTINO V CON A FIANCO TEDOFORO CON IL “FUOCO” E CAVALIERE DI CELESTINO CON LA PERGAMENA DELLE PERDONANZE ,FEDELI E PUBBLICO Ore 19,30 28 ARRIVO DELLA PROCESSIONE E DEL “ FUOCO” ALLA ROTONDA DI S. F RANCESCO DELLA SCARPA: LA PERDONANZA • • • ACCENSIONE DEL TRIPODE BENEDIZIONE DEL FUOCO E MESSAGGI DI SALUTO DELLE AUTORITA’ RELIGIOSE E CIVILi Firma della Pergamena delle Perdonanze Ore 20,30 TERMINE DELLA CERIMONIA – RITORNO DEL CORTEO ALLA CATTEDRALE DI S. PANFILO SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE Sabato 18 agosto PERDONANZA SULMONESE Ore 20,00 Ore 20,30 Ore 22,00 CATTEDRALE DI S. PANFILO – SULMONA raduno dei tedofori Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono Ripresa del Cammino del “Fuoco” alla volta di Pratola Peligna PRATOLA PELIGNA Arrivo del Fuoco - Attraversamento della Cittadina accensione della Lucerna del Cammino del Perdono alla Chiesa di S.Pietro Celestino. Piazza di PRATOLA PELIGNA. Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Pratola. A seguire: Accensione del tripode Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE Domenica 19 Agosto PERDONANZA SUBEQUANA Ore 10,30 Ore 11,00 Ore 12,00 Sosta del Fuoco Ore 14,30 Ore 15,30 Ore 16,30 Ore 17,00 Ore 17,30 Ore 18,00 Ore 19,00 PRATOLA PELIGNA- ritrovo dei tedofori Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa di S. Pietro Celestino PARTENZA da PRATOLA PELIGNA alla volta di RAIANO RAIANO Arrivo del Fuoco - Attraversamento della Cittadina accensione della Lucerna del Cammino del Perdono al CONVENTO DI S.FRANCESCO - Momento di preghiera e benedizione del “Fuoco” Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Raiano A seguire: Accensione del tripode Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” RAIANO Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa di S. Francesco PARTENZA DA RAIANO – alla volta di GORIANO SICOLI GORIANO SICOLI -Arrivo della “Fuoco” alla Fontana Corteo dalla Fontana al Santuario di Santa Gemma SANTUARIO DI SANTA GEMMA Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Goriano Sicoli . A seguire: Accensione del tripode Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” GORIANO SICOLI Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nel santuario di SANTA GEMMA. PARTENZA da GORIANO SICOLI alla volta di CASTEL DI IERI CASTEL DI IERI arrivo del “Fuoco” presso la chiesa Parrocchiale Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Castel di Ieri. A seguire: Accensione del tripode Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” CASTEL DI IERI Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa Parrocchiale di Castel di Ieri PARTENZA da CASTEL DI IERI alla volta di CASTELVECCHIO SUBEQUO CASTELVECCHIO SUBEQUO – Arrivo del “Fuoco” Corteo con tutte le Autorità Civili intervenute , i gonfaloni , i gruppi storici e folkloristici locali IL GRUPPO STORICO DELLA PERDONANZA CELESTINIANA DELL’AQUILA con la scorta dei CAVALIERI DI CELESTINO A CAVALLO. CHIESA DI S. FRANCESCO CASTELVECCHIO SUBEQUO Arrivo del Fuoco Accensione del Tripode posto nella piazza antistante la Chiesa All’interno della Chiesa: Accensione della lampada di S. PIETRO CELESTINO CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA IN RICORDO DEL MIRACOLO AVVENUTO DURANTE LA SOSTA DELL’EREMITA DEL MORRONE IL 25 LUGLIO 1294 Al termine della Celebrazione Religiosa Saluto delle Autorità Civili Intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE LA PERDONANZA 29 16 - 23 Agosto 2012 Lunedi’ 20 Agosto PERDONANZA DEL BAMBINO DISABILE Ore 14,00 CASTELVECCHIO SUBEQUO- CONVENTO DI S. FRANCESCO Ritrovo dei tedofori e riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono” Ore 14,30 PARTENZA alla volta di MOLINA ATERNO Ore 15,00 MOLINA ATERNO – Cerimonia Religiosa Saluto delle Autorità Civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” Ore 16,30 CHIESETTA RUPESTRE DELLA MADONNA DELLA SANITA’ DI ACCIANO Arrivo del “Fuoco” - In questo luogo il Santo Eremita il 26 Luglio 1294 compì un miracolo liberando dall’epilessia un infermo. Ore 17,30 Ore 18,30 Ore 19,00 Ore 19,30 Ore 20,00 Ore 20,30 Ore 21,00 CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA PER GLI INFERMI E I DISABILI Sarà invitato a presenziare S.E. Mons. Giuseppe MOLINARI Arcivescovo dell’Aquila o un suo delegato. PARTENZA DEL “FUOCO” ALLA VOLTA DI SANTA MARIA DEL PONTE ARRIVO A ROCCAPRETURO Sosta del FUOCO ARRIVO A BEFFI Sosta del FUOCO ARRIVO A SUCCIANO Sosta del FUOCO ARRIVO A S. LORENZO DI BEFFI Sosta del FUOCO TIONE DEGLI ABRUZZI Giro del Paese e sosta del FUOCO COLLEGIATA DI SANTA MARIA DEL PONTE Arrivo del Fuoco - accensione della Lucerna del Cammino del Perdono Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco A seguire: Accensione del tripode Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE Martedì 21 Agosto PERDONANZA SUBEQUANA- AQUILANA MATTINA Ore 9,00 Ore 9,30 Ore 10,30 Ore 11,30 Ore 12,00 Ore 13,00 Ore 15,00 Ore 15,30 Ore 16,30 Ore 16,30 Ore 17,00 Ore 18,00 SANTA MARIA DEL PONTE – AIA Ritrovo dei tedofori Riaccensione del “Fuoco” Presso la COLLEGIATA PARTENZA alla volta di FONTECCHIO FONTECCHIO – Arrivo del FUOCO Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di FONTECCHIO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze “ PARTENZA del Fuoco alla volta di RIPA FAGNANO PEDICCIANO, VALLE CUPA - Transito del FUOCO RIPA FAGNANO – Arrivo del FUOCO Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di RIPA FAGNANO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” Sosta del Fuoco – Agape Fraterna Partenza del FUOCO da Ripa Fagnano alla volta di Centurelli PRATA D’ANSIDONIA – Passaggio del Fuoco TUSSIO-Piazza della Chiesa Cerimonia Religiosa e benedizione del “Fuoco” Omaggio a Tullio De Rubeis più volte Sindaco di L’Aquila e uno degli artefici della rivitalizzazione della Perdonanza Celestiniana S.PIO DELLE CAMERE- Transito del Fuoco e proseguimento del viaggio lungo il tracciato del tratturo Mentre il Fuoco è in viaggio CHIESA S. MARIA DI CENTURELLI – MADONNA DEL BUON CAMMINO CAPORCIANO- PIANA DI NAVELLI Spettacoli di intrattenimento vari con la partecipazione del “GRUPPO STORICO COMPAGNIA ROSSO D’AQUILA – SBANDIERATORI CITTA’ DI L’AQUILA , ARCIERI VIRTUS SAGITTAE L’AQUILA, CORO SCHOLA CANTORUM SAN SISTO. ARRIVO DEL FUOCO ALLA CHIESA CELESTINIANA DI SANTA MARIA DI CENTURELLI – MADONNA DEL BUON CAMMIN O Accolta dal suono dei tamburi e delle chiarine e dalle Autorità Civili, con i gonfaloni della Provincia e dei Comuni • • • 30 Accensione del tripode all’esterno della Chiesa Accensione all’interno della Chiesa della Lucerna del Cammino del Perdono Cerimonia religiosa con i Rev. Parroci di Caporciano titolare della Chiesa, di Prata d’Ansidonia, Tussio , S. Pio delle Camere e Padre Quirino Salomone Padre spirituale del Movimento Celestiniano. LA PERDONANZA • Indirizzi di saluto delle Autorità Civili Intervenute • Firma della pergamena delle “Perdonanze” da parte di tutti i Sindaci e i Parroci del Comprensorio Ore 20,00 AGAPE FRATERNA ORGANIZZATA DAL VOLONTARIATO CELESTINIANO Concluderà la serata un grande spettacolo di STELLE DI FUOCO E DI COLORI della premiata Ditta AGLIOTI GIOVANNI Ore 10,30 Ore 11,00 Ore 11,30 Ore 12,00 RIPA FAGNANO ALTO – Chiesa di S. Antonio Abate Ritrovo dei tedofori Riaccensione del Fuoco dalla lucerna del Cammino del Perdono e PARTENZA VILLA S. ANGELO – Chiesa Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di VILLA S. ANGELO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena della “Perdonanze PARTENZA DA VILLA S.ANGELO S. DEMETRIO NE’ VESTINI Arrivo del Fuoco alla Piazza Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.DEMETRIO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA DEL FUOCO POMERIGGIO Ore 16,00 Ore 17,00 Ore 18,30 Ore 19,30 Ore 20,30 Ore 21,00 Suono nella notte di NANDO GIAMMARINI Mercoledì 22 Agosto MATTINA Ore 10,00 LE MUSE RITROVO DEI TEDOFORI A S. DEMETRIO NE’ VESTINI S. EUSANIO FORCONESE Arrivo del Fuoco alla Chiesa Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.EUSANIO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” FOSSA Arrivo del Fuoco alla Chiesa Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di FOSSA Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena delle “Perdonanze” S.GREGORIO- Map o Chiesa Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.GREGORIO Saluto delle Autorità civili intervenute Firma della Pergamena della “Perdonanza” Partenza del Fuoco alla volta di Onna per la via del Mulino ONNA - Piazza della Chiesa Arrivo del Fuoco accensione della Lucerna del Cammino del Perdono: Accensione del tripode Saluto delle Autorità Religiose e Civili Firma della Pergamena delle “Perdonanze” SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONEGiovedì 23 agosto PERDONANZA AQUILANA LA PERDONANZA Odo il suono della notte che s’infrange nei cristalli di questa luna riflessi d’infinito si mescolano a luci soffuse E un ricordo è lì…. a lacerare un momento ad impreziosire un pensiero ad imprigionare una lacrima. Paradiso di fantasmi un volto e tante ombre fiori dai mille colori adornano la vita profumando il mio mondo! Ascolteremo l’aria sincera Di un battito d’ali In una realtà Di scritti e parole Che si attardano in becchi d’usignolo 31 16 - 23 Agosto 2012 Ore 14,30 Ore 15,00 Ore 15,30 Ore 16,30 Ore 17,00 Ore 17,15 Ore 18,30 ONNA- Ritrovo dei tedofori PARTENZA alla volta di MONTICCHIO MONTICCHIO - sosta del Fuoco – momento di raccoglimento Arrivo del Fuoco accensione della Lucerna del Cammino del Perdono: Accensione del tripode Saluto delle Autorità Religiose e Civili Firma della Pergamena delle “Perdonanze” MONTICCHIO –partenza del Fuoco Bivio di Collemaggio CIRCUITO DI COLLEMAGGIO- CANCELLO INFERIORE ORTO BOTANICO BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO ARRIVO DEL FUOCO- CORTEO DALL’INGRESSO DEL PIAZZALE CON SBANDIERATORI , GRUPPO STORICO DELLA PERDONANZA CELESTINIANA, AUTORITA’ PROVINCIALI E COMUNALI CON RELATIVI GONFALONI I CONCORRENTI DEL QUARTO VINCITORE DEL PALLIUM HOMINUM PEDITUM IN CELESTINO V DEL 2 GIUGNO VESTITI NEI COSTUMI DI GARA . LA FIACCOLA VERRA’ PRESA IN CONSEGNA DAL CAPITANO DEL QUARTO. INTERNO BASILICA DI COLLEMAGGIO CONCLUSIONE DEL CAMMINO DEL PERDONO MOMENTO DI RACCOGLIMENTO IN BASILICA CON IL RETTORE DELLA STESSA DON NUNZIO SPINELLI - SALUTO DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE CONSEGNA DELLA PERGAMENA DELLE PERDONANZE FIRMATA DA TUTTI I PARROCI DEI COMUNI ATTRAVERSATI A S.E. L’ARCIVESCOVO DI L’AQUILA Ore 21,00 22,00 32 CORTEO DI SCORTA AL FUOCO CON GLI SBANDIERATORI CITTA’ DELL’ AQUILA E CAVALIERI DI CELESTINO ARRI VO NELLA LOCALITA’ INDICATA DAL COMITATO PERDONANZA CONSEGNA DELLA PERGAMENA DELLE PERDONANZE FIRMATA DA TUTTI I SINDACI DEI COMUNI ATTRAVERSATI AL SIGNOR SINDACO DELL’AQUILA E AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ACCENSIONE DEL TRIPODE - CERIMONIA DI INIZIO DELL 718^ PERDONANZA CELESTINIANA. LA PERDONANZA Movimento Celestiniano