‘
STORIA ‘
SPIRITUALITA
ATTUALITA
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Aprile - Giugno 2012
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LA PERDONANZA
L’EDITORIALE
REGGA ALMENO LA SCUOLA
di Quirino Salomone
Il disorientamento che attanaglia il nostro vivere contemporaneo deve pur trovare la sua soluzione, la sua
uscita di sicurezza, o se vi piace, la sua obiezione di coscienza. Non trovo altro punto di riferimento che nella
SCUOLA. Se la riflessione ha una logica e un senso non può prescindere dalla costatazione ed osservazione
attenta delle dinamiche che producono il disorientamento a modo di epidemia. Una lamentela generalizzata
induce a colpevolizzare i centri vitali del vivere umano: lo Stato, la Scuola, la Famiglia. Ognuno scarica
sull’altro la responsabilità del mal-vivere. La mia profonda convinzione è di rimettere al centro la Scuola.
Quel che voglio esprimere sulla scuola non è una critica, ma un gesto d’amore per vederla liberata dalle
pastoie e ricollocata sulla cattedra, anzi, sul trono del suo vero prestigio, nella riverenza di un’autorevolezza
assoluta, per l’insegnamento di quel primo leggere e di quel primo scrivere. L’insegnamento riguarda
l’intero corso della vita e non solo la sua prima fase. L’arte dell’insegnare e dell’apprendere riguarda la
dinamica costante della vita, la sua vera espressione nella convivialità della relazione tra gli umani.
Dispiace vedere questi ideali in mano a persone che non sono tenute nella considerazione adeguata,
e potrebbero ridursi a gente spesso demotivata, stanca, depressa, fino a rendersi non idonea e non
disponibile a prendersi cura degli altri. E quando questi “altri” sono i ragazzi, i giovani, pensate voi che
basti discutere all’infinito di programmi e cose varie? I giovani chiedono scuola molto oltre quei percorsi
intellettuali. Chiedono scuola per quei percorsi tortuosi e nascosti delle loro emozioni, della passione per
quella voglia di vivere e di crescere. Se fosse possibile vorrebbero essi interrogare gl’insegnanti. Spesso
fanno tacita richiesta che venga loro data la possibilità di poter vedere nell’insegnante un esempio
di personalità matura, tale che possa essere modello orientativo per come si diventa adulti. Ogni
giustificazione a proposito è pretestuosa, non sufficiente a scagionare la responsabilità di aver intrapreso
una professione forse senza averne i minimi requisiti di idoneità. Si capisce che non mi riferisco ad impiegati
della Pubblica Istruzione, ma a persone relazionate alle coscienze dei giovani. E’ difficile non capire che se
non funziona la scuola, i giovani si ritrovano in un cupo recinto dove si distruggono identità, si demotivano
progettualità, si spengono sogni. Relativismo assoluto, dominio del nulla, tutto è incerto, tutto è tristezza,
tutto è ostile, tutto è brutto, tutto fa paura. Sesso e droga per non pensare. Il suicidio per ogni difficoltà.
Non bastano facili esami e riconoscimenti generalizzati. I giovani restano nell’incertezza di quale sia la via
giusta o sbagliata, sono in dubbio se quello che sanno o che fanno sia all’altezza di quello a cui tendono. La
mia speranza è che si ricompatti il prestigio della scuola, che non si lasci travolgere dalla barbarie devastante
della caduta di valori. Quando i docenti, i maestri, i professori ammiccano a quelle forme che denigrano e
offendono l’uomo, devono saperlo che si stanno cucendo addosso il vestito del disprezzo, della disistima, e
dell’umiliazione. L’ordine, la disciplina e l’armonia della Famiglia interessa anche la scuola, è materia anche
scolastica. Distrutta quella, la scuola ( quando non vi collabori ) è disautorata, se ha capito che anche la famiglia
è una scuola. Si può ridacchiare sulla pedagogia della Chiesa e anche contribuire alla sua denigrazione, ma la
Chiesa è una Scuola, di eccellenza, ha il Suo Maestro che si onora di essere a totale disposizione dei discepoli.
Sì, i discepoli, quelli che si sentono ascoltati, accolti e capiti dal loro Insegnante. Felici di apprendere
come funziona la mente e il cuore dell’uomo, imparano le modalità d’uso per non creare guasti
o mandare in corto il funzionamento di pensiero e sentimento. Varrebbero anche per la Scuola,
si chiamano “Comandamenti”. E’ felicità imparare a non rubare, è gioia non mentire, è bello
non rovinare l’amore. Scuola, ti amo per ciò che ancora non sei, ma che certamente diverrai.
LA PERDONANZA
1
Edizioni Celestiniane
Sommario
LA PERDONANZA
Anno XXIII, n.94 - Spedizione in abbonamento postale Filiale L’Aquila 45% (art.2, comma 20/b, legge 662/96)
3
15
4
28
8
1
Celestino Sesto
di Quirino Salomone
3
Riferimenti storici sui festeggiamenti in onore
di San Pietro Celestino V
di Floro Panti
4
Il Bolognino e la Cella
di Floro Panti
6
Festeggiamenti in onore di San Bernardino
8
La fiducia del riccio
15
Una montagna dopo l’altra
di Marcello Nissi
16
Luciano Pizziconi: nuovo messagero di libertà
di Maria Teresa Epifani Fumo
18
Attività del Movimento Celestiniano
di Floro Panti
20
San Francesco custode del Parco
di Marcello Nissi
22
Alessia
24
Scuola, Famiglia e società...
insieme per crescere
di Barbara Braganza
26
Il carcere oggi
di Lina Orlandi
27
Programma: 718^ Perdonanza
33° Fuoco del Morrone
28
Le Muse
di Nando Giammarini
31
Reg. Tribunale di L’Aquila
Autorizzazione n. 257 del 01/10/1998
Spedizione in abbonamento postale filiale di L’Aquila 45%
(art. 2 comma 20/b legge 662/96)
Rivista Culturale del Centro Internazionale
Studi Celestiniani
Trimestrale di Storia, Spiritualità, Attualità
CHIOSTRO ABBAZIA DI COLLEMAGGIO 67100 L’Aquila
Tel. 0862.419188
email: [email protected]
Sede operativa post-terremoto: via Raffaele Paolucci, 10, 67100, L’Aquila
Direttore:
P. Quirino Salomone
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Redazione:
Floro Panti, Paolo Giorgi, Alessandra Giorgi, Fabio Iuliano, Marcello Nissi
Collaboratori:
Aldo Sacchetti, Cesare Matteotti, Giovanni Frassanito,
Giuliana del Signore, Luciano Pizziconi, Francesco De Anna,
Lucilla Del Giudice.
Elaborazione grafica:
Datamoving di A.Tocchio - infodatamoving.it
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da versare su C/C Postale n. 10852671
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67100 - L’Aquila
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Lun - Ven 8,00/13,00
In copertina: Acque del Ruzzo (Foto Padre Quirino)
Stampa:
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Editoriale
di Quirino Salomone
LA PERDONANZA
Non finisce di stupire il grande Papini per quella perspicace attitudine di leggere in profondità lo spirito di quel Pietro da
Morrone, spesso sgusciante ad ogni superficiale tentativo di inquadramento nei predefiniti casellari della critica storicoletteraria. Dopo di aver riportato in sintesi alcune delle lettere di Celestino Sesto indirizzate: “Al popolo che si dice cristiano –
ai preti – ai monaci e frati – ai teologi – ai ricchi – ai poveri – alle donne - ai poeti – agli scienziati – ai senza Dio, ecc. “ mi piace
riportare qualche pensiero della lettera inviata “a tutti gli uomini” e mostrare quale sapienza profetica animava quell’umile
Eremita. Non era sufficiente essere stato Celestino Quinto, ci sarebbe voluto un ulteriore pontificato per esprimersi fino in
fondo e completarsi in un Celestino Sesto.
Ecco alcuni passaggi della “lettera a tutti gli uomini” immaginata da
Celestino Sesto
di Quirino Salomone
“…Figlioli e fratelli miei,
ho parlato a molte categorie di uomini ma
non ho detto ancora tutto. Vorrei avere il dono delle lingue, la potenza
dell’arte, la strapotenza della carità per infiammare i vostri cuori.
Benché pontefice, non voglio essere che un mendicante, chiedo ad
ogni uomo di essere ascoltato. Ascoltatemi, non per amor mio ma per
amor vostro, perché vi amo tutti di quell’amore che mi brucia e mi
strugge. Ascoltatemi tutti, di ogni popolo e razza, maschi e femmine,
giovani che vi sporgete sui parapetti dell’avvenire, vecchi già spartiti
tra sogni di vita e pensieri di morte, sia che v’indugiate tra le ceneri
di un irrevocabile ieri, sia che siate abbacinati dai miraggi di un
impossibile domani: vi porto il lieto annunzio di una sicura speranza.
Umile confessione e ardita conversione salveranno voi e i vostri figli. E’
necessario riconoscervi quali veramente siete, alzar visiere e strappar
maschere. Per guarire le piaghe bisogna prima sbendarle, anche se in
principio faranno male. Voi immaginate di essere civili, ma io vi dico
che siete selvaggi e barbari. In nome della civiltà siete tornati al furto
e all’assassinio. Anche se ogni tanto alzate gli occhi al cielo, ma più
spesso vi compiacete del pattume della terra. Vi credete ricchi ma vi
siete immiseriti, tanto siete deboli, malati, tristi, impauriti e depressi.
Il tempo che io aspetto e annunzio sarà età di unione e di pace, regno dei
cieli sulla terra, impero di Cristo nei cuori. Quando gli uomini formeranno
una sola immensa famiglia, restituiti tutti alla divina dignità nella
trasfigurazione dell’Amore, quando tutti pregheranno un solo Dio, Padre
di tutti, allora i mortali avranno vinto ogni comminatoria della morte. Sarà
la vera Resurrezione dell’uomo prefigurata dalla Risurrezione di Cristo.
Le mie dolorose prove non hanno spento l’incendio della mia
giovinezza e la stella della mia speranza. Questa fiamma mi è tortura
ed estasi insieme. Rivolgo a voi questa preghiera che Dio stesso
mi detta: unitevi tutti a formare sulla terra il corpo
perfetto del Suo Figliolo e sarete salvi per sempre.
O fratelli risuscitati nella fede del Risorto o nemici
avvinghiati che precipiteranno nella voragine del nulla.
Vorrei potervi guardare a uno a uno negli occhi, stringere a
uno a uno le vostre mani, tenervi stretti al cuore. Vi prego di
perdonarmi se le mie parole monche vi porteranno appena un
riverbero di quella luce folgorante che vorrebbe trasumanarvi.
CELESTINO VI PAPA Servo dei servi di Dio
LA PERDONANZA
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Riferimenti Storici
sui
Festeggiamenti
di Floro Panti
Da oltre dieci anni l’impegno del Movimento Celestiniano nell’allestimento del percorso storico-religioso che si
lega alle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana, ha trovato con le manifestazioni del palio dei Quarti e dei
Castelli dell’antico Contado in onore di Celestino V – PALLIUM HOMINUM PEDITUM, e del DONO DEL CERO - una
ulteriore conferma dell’eccezionale lavoro di ricerca e recupero delle antiche testimonianze legate al Santo, e ha
permesso di recuperare altri segni distintivi della nostra Città e del nostro passato.
Anticamente i festeggiamenti tenuti all’Aquila in onore di San Pietro Celestino, del 19 maggio, giorno dedicato
dal calendario alla festa del Santo, erano caratterizzati da grande sfarzo, come viene narrato nella sua Cronica
Aquilana dal Cantore epico Buccio da Ranallo, per il mese di maggio del 1351. Nello stesso mese, ma dieci anni
dopo, venne istituita una fiera della durata di circa venti giorni, che si collegava così ai festeggiamenti successivi
per S. Massimo (10 giugno) e successivamente per S. Bernardino da Siena (20 maggio) altri compatroni della
Città.
L’Aquila si popolava in quei giorni di ogni tipo di persone: giullari, saltimbanchi, giocolieri, cortigiane, fuorilegge
e banditi, divenendo oltre che una manifestazione mercantile un grande contenitore di spettacolo, tanto che gli
Statuti Cittadini prevedevano addirittura un indulto generale per i reati che venivano commessi.
L’Aquila aveva visto la luce come Città, appena da un secolo, e anche in considerazione di questa occasione
religiosa, andava ancora più acquisendo prestigio. La Fiera era il momento culminante di tutta l’attività mercantile
legata all’economia della transumanza e alla raccolta dello zafferano. Tali prodotti erano infatti i più importanti
delle esportazioni della nostra terra, ed erano un forte richiamo per i mercanti forestieri, che costituirono vere
e proprie colonie nella nostra città, come i Fiorentini, i veneziani, i Liguri, i Lombardi tanto per citarne alcuni
italiani, ma anche Francesi, Tedeschi e addirittura Albanesi per l’estero.
Tuttora ne è rimasto l’eco della loro presenza nel nome di alcune strade cittadine dove ebbero il loro domicilio:
Via ed Arco dei Francesi, Via dei Lombardi, Via degli Albanesi, Via degli Alemanni. La comunità più prestigiosa
ed importante per l’epoca fu senz’altro quella dei Fiorentini soprattutto per la mole degli affari intrecciati, legati
principalmente all’economia della transumanza e all’arte della lana. I Bardi, gli Strozzi, i Buonaccorsi avevano
attività che oltre al commercio spaziavano al credito e all’assicurazione. D’altra parte la Città era uno dei più
importanti snodi del traffico con le altre Città del Regno e fuori del Regno, la cosiddetta Via degli Abruzzi
era il passaggio obbligato per poter andare da Firenze a Napoli, attraverso Perugia, Rieti, Aquila, Sulmona,
Isernia, Venafro, Teano e Capua. L’Aquila aveva ulteriormente acquisito importanza e popolarità grazie anche
all’incoronazione di Papa Celestino, alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Le prime notizie sui festeggiamenti in onore di S. Pietro Celestino V, si riferiscono a dei Palii e risalgono al 1434.
E’ in quest’anno, secondo i documenti conservati presso l’Archivio di Stato dell’Aquila, che vennero emanate
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LA PERDONANZA
particolari normative per festeggiare, “ ...ogni anno, in modo solenne, la festività di S. Pietro Celestino, con feste
balli e un palio.”
Durissime le pene previste per chi avesse soltanto enunciato l’opportunità di annullare detti statuti: l’Arresto, il
taglio della lingua e l’esilio.
Il Palio più importante si correva a cavallo, con partenza all’esterno delle mura della Città, da una cappella posta
verso S. Antonio ( di fronte all’attuale Piazza d’Armi ), per poi percorrere, attraversata Porta Barete, l’attuale Via
Roma e giungere alla Piazza del Palazzo. I Palii erano due: uno per i cavalli berberi, i purosangue, di proprietà
della nobiltà e anche dei Vescovi e Cardinali che si correva il 19 Maggio; l’altro per ronzini o comunque di pregio
minore che si correva il giorno seguente, il 20 maggio.
Al vincitore andava un premio consistente in 25 ducati.
Dall’anno 1468, e da una cronaca del frate Alessandro de Ritiis si conoscono notizie più dettagliate sulle feste
e sulle gare che si svolgevano in Città. Secondo lo stesso frate la celebrazione della festa in onore di S.Pietro
Celestino del 19 maggio, era stata estesa anche a quella in onore di S. Bernardino da Siena, morto il 20 Maggio
1444 e canonizzato sei anni dopo nel 1450 e il cui corpo era conservato in Città.
In pratica da tale data tutti i festeggiamenti, i palii, le gare, e le giostre, vennero destinati promiscuamente ad
onorare tutti e quattro i Santi Compatroni Aquilani:
S. Pietro Celestino, S. Bernardino da Siena, S. Massimo, S. Equizio.
In un verbale del Consiglio Cittadino datato 7 Maggio 1493, conservato nell’Archivio di Stato dell’Aquila risulta
deliberato per la prima volta, unitamente ad altri palii da svolgersi per onorare i Santi Protettori (balestra,
giostra, corsa a cavalli), il PALLIUM HOMINUM PEDITUM.
Era questo un palio molto popolare. La corsa a piedi disputata dagli “uomini ignudi” partiva dalla chiesa di S.
Paolo ( inizio di via Roma) di fronte all’arco della Lauretana e seguendo la stessa strada che facevano i cavalli per
il loro palio, l’attuale via Roma , i concorrenti arrivavano a Piazza del Palazzo.
Risulta che al PALLIUM HOMINUM PEDITUM abbiano preso parte in tanti anni molti concorrenti cittadini
aquilani, abitanti del contado, ma anche abruzzesi in genere, nonché Reatini, Umbri, Ciociari, Molisani e alcuni
Pugliesi e Calabresi. Nei giorni di svolgimento dei palii venivano fra l’altro ingaggiati dal comune dei suonatori,
i quali rallegravano la Città per diversi giorni in occasione tanto delle feste di Maggio, che della Perdonanza di
Agosto. Il Cardinale Agnifili, in particolare, informa che a maggio essi giravano per la Città partendo dal palazzo
del Magistrato da dove, attraverso l’attuale via Cavour, raggiungevano piazza del mercato e poi Collemaggio
attraverso l’unica via di collegamento dell’epoca che era Costa Masciarelli e Porta Bazzano.
I suonatori erano da un minimo di 12 a un massimo di 36 e solo una piccola parte erano Aquilani gli altri erano
provenienti dalla Marsica, dalla Ciociaria, dal Cicolano, dall’Umbria e dalle Marche.
Essi suonavano essenzialmente pifferi, trombe, zampogne oltre a liuti e cetre.
All’inizio del ‘600 per motivi di ristrettezze del bilancio Comunale le feste rischiarono di essere private della
presenza dei suonatori, vennero allora in aiuto i Monaci Celestini che contribuirono alle spese, offrendo il pranzo
agli artisti.
LA PERDONANZA
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IL “BOLOGNINO”
e la “CELLA”
di Floro Panti
N
el 1986 visitai insieme ad un rappresentante
del Comune dell’Aquila la Casa Signorini
Corsi, splendida casa patrizia aquilana da poco
donata alla Municipalità per farne un museo.
In una notevole collezione di antiche monete,
allora ancora da catalogare, presi per la prima
volta visione sia del Bolognino che della Cella,
due antiche monete battute dalla zecca aquilana,
riportanti l’effige di S. Pietro Celestino. Ero
interessato alla loro riproduzione, per poterne
fare dono ai partecipanti alle manifestazioni
organizzate dal nostro Centro Studi. Il formato
però, che era quello degli attuali 5 e 10
Centesimi, mi sembrò inadeguato per cui feci
fare una coniatura più grande di ambedue le
monete usando come metallo il bronzo e una
tiratura su ordinazione in argento ad opera di un
artigiano orafo locale.
del 1368. Queste monetine che si principiarono
a battere nelle Zecche Pontificie di Papa Urbano
V, tra il 1362 e il ’70, ebbero si gran voga in tutta
l’Italia Centrale che tutti i monetieri tralasciarono lo
stampo di altre monete per dar mano ai Bolognini.
I primi Bolognini che si hanno battuti dalla Zecca
Aquilana, portano il nome di un Ludovico d’Angiò.
Nessun documento esistendo della originale
concessione della Zecca Aquilana, discordano gli
studiosi sull’attribuzione di tali pezzi, al primo o
al secondo Ludovico. La maggioranza è concorde
nell’ascriverlo al primo Ludovico. Il Bolognino
tornava un sesto di Carlino e un sessantesimo di
Ducato e questo valore mantenne negli Abruzzi
fino alla metà del secolo XV benché Alfonso I°
concedesse nel 1439 ai Sulmonesi lo stampo di
nuovi bolognini da cinquanta al Ducato. Poiché
universalmente ricevuto, il Bolognino fu in breve
tempo non solo tosato dai frodatori ma anche
adulterato dagli zecchieri. Il Bolognino soverchiato
La concessione di poter battere moneta, era affidata dalla nuova moneta degli Aragonesi, scomparve
dai sovrani regnanti alle Città con molta parsimonia nel corso del 1480.
e con limitazioni di quantità di monete da coniare
che di durata della concessione.
Le Città che avevano pertanto l’onore di possedere CELLA
una zecca ne traevano, com’era facile comprendere, Cella è voce corrotta di uccello, nome a moneta
sia prestigio che lucro.
derivato dall’aquila suvvi effigiata, per dinotare la
L’Aquila ebbe fin dal 1381 una zecca e questa fu zecca onde uscivano ed arme parlante di L’Aquila.
senza dubbio la più duratura e la più attiva del Le Celle si coniarono all’Aquila sotto Giovanna II
Regno dopo quella di Napoli.
(1435-1442) e il valore ne conosciamo dalla tariffa
Fra le numerose monete battute, due riportano Pontificia del 1439. Celle Aquilane Cinquini 6
in effige S. Pietro Confessore, nome con il onde avviene che 40 formino un Ducato. In un
quale Celestino V era stato canonizzato, e sono Il documento del 1433 le Celle sono indicate col
Bolognino e La Cella, a dimostrazione di come nome di quartaroli o di quarta parte del Carlino.
questo nostro Santo fosse onorato dai propri Nel 1442 di Trentini perché divisa in trenta Denari.
cittadini.
E’ moneta coniata esclusivamente in Abruzzo, salva
l’unica eccezione di Sora, per assoldare le truppe ed
agevolare i commerci con i vicini stati della Chiesa.
BOLOGNINO
Vietatone lo stampo da Ferdinando I° di Aragona
La prima menzione di Bolognino in Abruzzo nel 1458 non ne cessò la circolazione anche negli
l’abbiamo da una cronaca di Niccolò di Borbona anni successivi. Nel 1468 le troviamo così avvilite da
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LA PERDONANZA
cunputarsene 50-55 per Ducato e nel 1475 ancora
più abbassate fino a volercene per ogni Ducato 60.
La Cella soverchiata dalla moneta degli Aragonesi
scomparve verso il 1480.
DESCRIZIONE DEL “BOLOGNINO”
Davanti:
Ludovicus Rex
Nell’area le sigle A.Q.L.A. (Aquila)
disposte a croce, punto al centro
Retro:
S.Petrus PP 9 Fes
nell’area busto mitrato
di S. Pietro Confessore
Peso della moneta fra i 20 e i 23 acini ( 1 acino = gr. 0,04455
Metallo usato: argento e rame
DESCRIZIONE DELLA “CELLA”
Davanti:
Regina Giovanna
Nell’area aquila ad ali aperte con Lunga coda, rivolta testa a sinistra
Retro:
S.Petrus
Nell’area Santo Pontefice Pietro Celestino
assiso di prospetto, cinto il capo di aureola,
destra benedicente, sinistra asta che termina
in Croce trifogliata
Peso della moneta fra i 20 e i 23 acini ( 1 acino = gr. 0,04455
Metallo usato: argento e rame
LA PERDONANZA
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Festeggiamenti in onore di
San Bernardino
Peregrinatio del suo corpo a Vinchiaturo - Filettino - Pontecorvo - Sannio - Irpinia - Scurcola Marsicana
in preparazione alla dichiarazione di San Bernardino Dottore della Chiesa
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LA PERDONANZA
- Celebrazioni a L’Aquila
L’offerta dell’olio da parte della scuola toscana
(Monte Pulciano)
LA PERDONANZA
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Gli allievi della Scuola di ... con la Confraternita di Scurcola Marsicana che mostrano la
“bastoncella” di San Bernardino
- Celebrazioni a Scurcola Marsicana
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LA PERDONANZA
Prof. Luigi Capasso
LA PERDONANZA
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San Bernardino
- Benevento saluta San Bernardino che
torna a L’Aquila
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LA PERDONANZA
www.mostrasanbernardino.it
- Mostra itinerante su San Bernardino
Opera realizzata dal Dott. Giustino Perilli
LA PERDONANZA
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- Concerto di San Bernardino
Il 20 maggio 2012 nella chiesa di S. Bernardino in Piazza d’Armi, l’ORCHESTRA DA CAMERA AQUILANA
diretta dal M° CARMINE GAUDIERI ha eseguito un concerto in onore di S.Bernardino in occasione della
festa del grande Santo compatrono della città di L’Aquila. Il programma del concerto per la città di L’Aquila
comprendeva l’esecuzione dello STABAT MATER di G.B.PERGOLESI, una delle composizioni di assoluto
pregio e di rara bellezza nel panorama musicale Italiano ed europeo. Solisti il soprano LUCIA VACCARI e il
Mezzosoprano FEDERICA CARNEVALE.Tutti artisti aquilani che svolgono attività in Italia e all’estero ,per
questo concerto che ha avuto un grande successo e registrato una notevole partecipazione del pubblico.
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LA PERDONANZA
Che lezione! “Chiudersi a riccio” con difesa
pungente. Non è solo uno slogan. E’ la storia di
tanti uomini e donne sulla terra che, in preda
alla paura, credono di potersi mettere al sicuro
rinchiudendosi in se stessi e scoraggiando ogni
tentativo di relazione e di dialogo minacciando
punture.
In fondo è solo questione di fiducia.
Ci si può aprire. Affidarsi al calore di una
mano che ti accoglie con amore, si può.
Questo cucciolo!
Che splendore, sorpresa, miracolo fino a rassomigliare
a tutti gli appena nati che si affidano alla
vita. Nessuno, né uomo né animaletto, conosceva
in precedenza la mano che l’avrebbe accolto, però
già prima che ognuno nascesse, una mano era lì,
pronta, calda e tenera per l’abbraccio, la carezza e
il pane. Ricciolino, sognaci diversi, non guardarci
attentamente, potremmo farti paura e costringerti
a “chiuderti a riccio”. Stai tranquillo, adesso c’è
Francesco a custodire il Parco, e noi, francescani
dentro,
stiamo
preparandoti
una
mano
calda, con tanto amore, perché sei proprio
un
amico
alla
mano.
Ciao
(quirino,
marcello, matteo, lorenzo , pierino, andrea,
maria e quanti hanno occhi e cuore.)
LA FIDUCIA
DEL RICCIO
LA PERDONANZA
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Un
A montA gnA dopo l’A ltrA
di Marcello Nissi
Nei miei viaggi con la bici le montagne non mi hanno mai intimorito.
Ne ho valicate a migliaia con il caldo, il freddo, la pioggia, la neve.
Scalandole ho trovato la mia essenza più profonda e giunto su ogni vetta ho avvertito spesso la sensazione di essere
piccolo, affascinato dalla visione aerea di centinaia di altri monti disposti fino all’orizzonte ad insegnarmi che una
montagna può essere solo la prima di una lunga distesa montuosa.
Dal terremoto del 06 aprile 2009 in Abruzzo che ha causato tante vittime ed ha cambiato radicalmente noi che ci
viviamo, mi sono convinto che la metafora della vita è proprio la montagna da scalare.
Nella realtà, non credo che esista un monte più alto di quello che ho visto quella notte elevarsi dentro di me e che mi
costringe, curvo sulla bici, a spingere così tanto sui pedali per poterlo superare.
A tre anni dall’evento, ciò che vedo lungo la salita è inquietante: macerie da rimuovere, case e palazzi puntellati,
fabbriche ed imprese chiuse; disoccupati, cassintegrati e bisognosi che sempre più numerosi si recano alla mensa
dei poveri a chiedere aiuto.
Spesso, nell’attraversare la vita ci si convince che esistono più salite che discese. Ringraziando Dio le salite si
equivalgono, per numero, alle pendenze contrarie e non c’è montagna alta che non possa essere superata: questa,
sulla quale ancora mi trovo oggi, un giorno riuscirò a valicarla e spero che ci riescano tutte le persone che vedo sulla
mia stessa strada, tra le quali tante dell’Emilia Romagna.
Ci vuole tempo, pazienza e determinazione.
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LA PERDONANZA
Rivolgo questo mio pensiero ad un caro amico che ho conosciuto in Campania, si chiama Peppe.
In passato dipendeva dalla droga, oggi collabora in una struttura sanitaria sostenendo coloro che hanno iniziato a
scalare una grande montagna per potersi allontanare dalla tossicodipendenza.
Nel ciclismo, far parte di un gruppo determinato a raggiungere con successo una meta prefissata significa dover dare
la massima collaborazione.
In una squadra, abitualmente, il gregario aiuta il corridore più forte a vincere.
Caro Peppe, nella corsa che avete intrapreso verso la vetta, hai deciso di fare una cosa che tutti noi nella vita dovremmo
impegnarci a fare: sei diventato il gregario dei corridori più deboli mantenendo nel cuore la speranza che ognuno di
loro, prima o poi, possa riuscire a superare le difficoltà e a vincere la sfida.
Già da molto tempo hai capito che le possibilità di vittoria aumentano solo se si seguono le strategia della squadra
e che durante il percorso sarebbe un vero fallimento se qualcuno decidesse di allontanarsi dal gruppo inseguendo
il sogno di una fuga in solitaria.
Adesso sai bene che, nella vita, tra le tante strade che incontri la più giusta a volte è proprio quella in salita, ma vale la
pena percorrerla fino su al valico e andare oltre, con la forza che si ottiene nutrendo con saggezza non solo il proprio
corpo ma anche lo spirito.
LA PERDONANZA
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“Ho spesso detto che oggi il mondo ha bisogno di martiri
nuovi, senza effusioni di sangue ma con effusione
d’amore.
Abbiamo un disperato bisogno di questi martiri, martiri
della Solidarietà, da aspettare come i nuovi messaggeri
di libertà, che discendano cioè nella società e che
riflettano, come una buona novella, le parole più vere per
ricondurre l’umanità su una strada maestra, accettata
da tutti.
E chi più dei poeti può fare questo?
Chi più dei poeti potrebbe diventare il martire della
solidarietà dei tempi moderni?”.
(Arnoldo Farina – Presidente dell’Unicef – Italia, da un
suo intervento sul valore della poesia in occasione di un
incontro letterario a Porto S.Elpidio nel 1989.)
Queste parole profetiche io le ho sempre serbate nel
cuore, pensando e sperando l’avvento del “martire –
falsifica nella sua essenza e lo pone manipolato alla
mercè dei controllori, ricevendo un nuovo metro di
valutazione si avvia a riconsiderare la testimonianza
dell’esserci insita nel linguaggio dell’eccellenza. Esser-ci
nel significato significante l’accoglienza del diverso, la
corresponsabilità nel dare, l’esercizio della gratuità. In
spirito di motivazioni e di preparazione si apre il varco
del nuovo progetto di una “logica alternativa di riscatto
dell’Altro” come parte di sé. Riscattando l’Altro si riscatta
l’Intero da ogni aggiunta esclusione.
L’inculturazione dell’Altruismo, in feconda interazione
col medicamento chiamato Vincolo solidale, in grado
di provvedere alla involuzione-regressione del contagio
nel connettivo dei drammi della umanità dolorante,
escomiata dalla Terra della memoria, è prospettiva
possibile. E’ idea di Futuro. Allorquando sarà subentrata
la morale al posto del moralismo, allorquando saranno
Luciano Pizziconi
nuovo messaggero di Libertà
di Maria Teresa Epifani Furno
poeta della Solidarietà”.
Orbene, per una serie di circostanze fortunate, avendo
avuto modo di leggere e addentrarmi nella poesia di
Luciano Pizziconi, ho scoperto che costui era il nuovo
messaggero di libertà atteso…
Con la visione di un sempre-già e un sempre-oltre,
Luciano Pizziconi propone come movimento e come
prassi la strutturazione discretiva e costruttiva di
equilibrio sociale ottenibile con lo spostamento al centro
dell’ago della bilancia, nel senso metapragmatico diretto
a complementare gli opposti: io – l’altro; l’abbiente – il
non abbiente.
Con la cultura della Solidarietà che, si badi, non è
formula nuova ma ri-creazione di una mentalità antica
quanto il mondo, la mobilitazione delle coscienze
serve a riappropriarsi della Giustizia e della Pace, della
Fratellanza e della Uguaglianza fra i popoli proiettati
verso un orizzonte etico senza “mutilazione di dimensioni
dell’essere” di ogni uomo.
Dunque, la poesia, come misura ontologica che
scaturisce dal Lògos, valore di relazione impresso nel
verso – ‘atto sacro’ e rigeneratore delle co-scienze.
E l’uomo, malgrado la tendenza al sempre più avere
perché seguace della legge del tornaconto decretata
da un Modello alieno e parassitario, che a sua volta lo
18
demitizzati i falsi dei e demoliti i falsi altari e i dogmatismi
di ogni genere che si annidano nella mente in continua
successione di anelli fucinati e saldati «dai parassiti
ontologici», potrà essere debellata la permanenza dei
nostri atti, dolosi o colposi o accidiosi, e comunque lesivi
dell’altrui dignità.
«In tale amplificazione di senso» la poesia di Luciano
Pizziconi rappresenta il momento più alto della presenza
della ‘Parola’ autentica e la sua garanzia, attestando
di quel ‘Valore’ il momento creativo dello spirito – la
poiesi – cui è demandato il compito di conoscere per
far conoscere il “male” ma anche il rimedio per poterlo
arrestare.
Orbene la presa di co-scienza del medicamento si
convoglia nella scelta di questo in una situazione che
s’impone. La ‘Parola’ si specifica come osmosi delle
diversità in comunione d’amore.
Ciò che prima era nascosto viene svelato: ciò che unisce
all’Altro diventa visibile perché «Uno è tutto e Tutto è
uno».
Pizziconi scrive la solidarietà, parla la Solidarietà,
insegna la Solidarietà, chiama, guida, affronta con
impegno intelligente e generoso il sacrificio teso alla
affrancazione dei bisogni degli esseri, gli ‘Esclusi’ in
tutte le loro urgenze. Anche le più profonde. E’ questo
LA PERDONANZA
il suo messaggio per la crescita dell’uomo in seno a
un’autentica civiltà solidale.
Egli fa della parola ‘Solidarietà’ la ‘Poesia’ , o meglio
la Sofia della Poesia intesa come visione globale
antropologica dell’ ‘Origine’ – memoria del vincolo
solidale primevo – affinché sia possibile un mondo
governato dal medesimo Lògos.
Dare “unicuique suum” è dare amore a se stesso
riconoscendosi nell’Altro: «Quando, \ all’angolo di una
strada, \ trovi dei disperati che tendono la mano, \ non
credere che un obolo \ ti acquisterà alcun vantaggio
\ né lenimento a chi \ “la distrazione” ha corrotto \ più
che la sorte. \\ Occorre che ti domandi \ “perché sono
là”…\ occorre prodigarsi affinché, \ l’indomani, \ un altro
non prenda il tuo posto. \ Sei tu stesso che escludi, \ sei
tu stesso l’Escluso». (L’Escluso, pag. 54, da “Poesie della
Cruna”.)
E’ necessario, dunque, combattere il pregiudizio tipico
della società che confonde la solidarietà come carità,
con l’indifferenza verso la verità intesa come Atto dovuto,
finalizzato alla organizzazione del bene comune. Esserci
significa in-esserci dando spazio ad ognuno di realizzare
le esigenze delle sue dimensioni-valori della persona
irrinunciabili.
Va, pertanto, riformulata un’etica dei linguaggi nel cui
mezzo si impianta un nuovo mezzo di trasmissione:
‘Comunione’ è la parola per tutto questo…
«L’amore di sé che non include l’altro \ è l’ostacolo
irreversibile, \ chè l’egoismo nuoce \ al suo stesso diletto».
(“I legami dell’anima”, pag. 144.)
‘‘ Ho spesso detto che oggi il mondo ha bisogno di martiri nuovi,
senza effusioni di sangue ma con effusione d’amore. ’’
Il poeta Luciano Pizziconi
LA PERDONANZA
19
L
o
sviluppo
economico
derivante anche dalle risorse pubbliche
rese disponibili dalle vigenti normative
Il 9 Maggio 2012 presso il Centro Congressi
“CASA ONNA” di L’Aquila, si è tenuto
il convegno “Lo sviluppo economico
produttivo derivante anche dalle risorse
pubbliche rese disponibili dalle vigenti
normative”, organizzato dal Consorzio
Celestiniano. Il convegno ha voluto mettere
in evidenza quali fondi pubblici ci siano a
disposizione per il rilancio dello sviluppo
economico delle aree aquilane. In questo contesto
si è inserito il progetto relativo al “Cammino del
Perdono”, un cammino spirituale nel nome di
Celestino V che partendo dalla Puglia intende
arrivare fino a L’Aquila per poi ricongiungersi
con il cammino di San Francesco. Insieme al
rilancio della spiritualità il Cammino del Perdono
intende rilanciare economicamente le aree di
passaggio creando nuove strutture e servizi in
grado di accogliere i pellegrini. Hanno presentato
il progetto Ottaviana Giagnoli, Presidente
del Consorzio Celestiniano,
Floro Panti,
Amministratore del Consorzio Celestiniano, Padre
Quirino Salomone, Padre Timoteo D’Addario
e Marco Cipriani che ha illustrato le
valenze economiche del progetto.
Ricca
la presenza di ascoltatori tra i quali molti
amministratori pubblici ed imprenditori.
Alcuni momenti del convegno
20
produttivo
LA PERDONANZA
W
orkshop gratuito
“Creazione d’Impresa”
Il 31 maggio si è tenuto un Workshop dal titolo Creazione di
Impresa, un incontro organizzato dall’associazione Fraterna
Tau in collaborazione con lo studio Valerio Dell’Olio & Partners
srl. L’iniziativa, nata nell’ambito del progetto Giovani in
Centro, è rivolta a giovani che hanno un’idea imprenditoriale
e che sono interessati a sviluppare un’attività in proprio.
Nel corso del workshop sono state presentate le principali
opportunità attualmente disponibili per avviare una nuova
impresa e sostenere progetti imprenditoriali innovativi.
Essere giovani oggi non è semplice. In molti dicono che i
giovani non hanno spirito di iniziativa o che l’Italia è piena
di “mammoni” perché in molti vivono ancora con i genitori.
Molto spesso però i giovani non riescono a trovare gli strumenti
e le opportunità per diventare davvero autonomi, trovare
un lavoro e andarsene di casa. L’iniziativa promossa dalla
Fraterna Tau intende rimettere i giovani al centro, offrendo
gli strumenti e le conoscenze necessarie per avviare progetti
imprenditoriali innovativi, da come selezionare l’idea giusta
ai vari tipi di impresa, da come si scrive un business plan a
dove trovare i finanziamenti
Il workshop del 31 maggio è stato l’avvio di un percorso che
la Fraterna Tau e lo Studio Dell’Olio che prevede l’attivazione
di uno sportello dedicato a coloro che sono interessati
all’avvio di un’attività imprenditoriale e che cercano una
consulenza qualificata. Lo sportello Crea Impresa offre un
servizio di accompagnamento dalla definizione di un’idea
imprenditoriale alla realizzazione di un business plan, fino
alla richiesta di finanziamenti per l’avvio di nuove attività.
Lo sportello Crea Impresa si trova presso la sede del
B
enefattori
Alcuni momenti del Workshop
Movimento Celestiniano, in Via Raffaele
Paolucci. Per avere maggiori informazioni o un
appuntamento è possibile scrivere all’indirizzo
email [email protected] oppure
telefonare ai numeri 3282155119 – 3287159360.
Vi aspettiamo per far crescere insieme il nostro
territorio!!
della
Mensa di Celestino
Grazie
Sono tante le attenzioni di solidarietà rivolte alla nostre Mensa di
Celestino. Oltre la ditta Amadori , il Comune di Casoli di Chieti,
come da foto, la Salumeria del Parco di Montorio al Vomano, ecc.
LA PERDONANZA
21
San FrancescoCustode del Parco
di Marcello Nissi
Il 25 Maggio scorso, si è svolta nello stadio “Fabio Piccone” di Celano la “GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI” animata
gioiosamente da quattrocento alunni delle scuole di Celano, Rocca di Mezzo, Castelvecchio Subequo, Pescina, Pettorano,
Raiano, Popoli e Avezzano.
Nel 2008, nel Chiostro del Convento di Castel Vecchio Subequo, durante un incontro tra rappresentanti del Parco SirenteVelino, della Regione Abruzzo e dell’Ordine dei Frati Minori, fu deciso di nominare San Francesco d’Assisi “Custode del Parco
Regionale Sirente-Velino”. Successivamente, tra tante iniziative poste in essere, si diede vita al progetto “Io Francesco, gli altri
e il Parco Regionale” finalizzato alla scoperta, alla valorizzazione e alla salvaguardia di tutta l’area del parco che comprende,
tra tanta natura e cultura, 21 comuni e 8 direzioni didattiche.
Da allora, per questo progetto, cresce di anno in anno l’entusiasmo nelle scuole; la mostra allestita per l’occasione dai
bambini, relativa ai bellissimi lavori svolti durante l’anno scolastico, è stata apprezzata da tutti.
Prima degli spettacoli organizzati dalle scolaresche, in memoria dei Giudici Falcone e Borsellino e dei ragazzi delle scorte
trucidati venti anni fa, è stato mantenuto un minuto di silenzio. Quando furono compiute queste stragi nessuno dei bambini
presenti era ancora nato. Tutto quello che sanno sulla mafia lo hanno imparato a scuola. Nel vedere quattrocento bambini
in silenzio mi sono commosso molto. Guardandoli durante quei lunghissimi secondi, mi sono convinto che saranno loro a
rendere questo mondo migliore e che gli insegnanti compiono ogni giorno una grande missione, credo la più importante.
Quest’anno, la Giornata Europea dei Parchi è stata dedicata ad una bambina di Avellino scomparsa nel 2010. Non scriverò
“si chiamava”, desidero scrivere “si chiama” Alessia Bellofatto. Ci ha lasciato tanti dipinti, disegni, riflessioni e poesie; per
questo, oggi, tutti hanno la possibilità di conoscerla.
Straordinarie sono le illustrazioni ispirate al “Cantico delle creature” che la Regione Abruzzo ha voluto raccogliere
nell’omonimo libro da distribuire nelle scuole.
C’è stata una nuova luce quando sono state lette alcune sue poesie. Le abbiamo ascoltate con attenzione e quegli stessi
momenti sono diventati straordinari versi da conservare. Leggere una poesia scritta da qualche anno non è come ricevere
una lettera in ritardo; generalmente le poesie compiono la magia di arrivare sempre puntualmente anche quando le rileggi
più di una volta, spesso ti entrano nel cuore e te lo fanno battere di più. E’ quello che è successo. I bambini non erano più 400,
ma 401 con Alessia. Una per tutti e tutti per una. La magia si è ripetuta.
Nel finale di giornata, Padre Quirino Salomone e i bambini presenti hanno fatto onore alla terra, ai semi, alle radici e
all’acqua, quali simboli di vita e del Creato. Insieme, con entusiasmo, hanno piantato un altro “Albero della Vita” dedicandolo,
meritatamente, alla tenerezza, all’intelligenza, alla bellezza ed alla forza della piccola grande Alessia.
Alla manifestazione sono intervenuti:
I genitori di Alessia Bellofatto, Francesco e Maria Carmen;
la Dott.ssa Annabella Pace ed il Dott. Pasquale Casale della Regione Abruzzo;
il Dott. Simone Angelosante, presidente del Parco Sirente-Velino;
il Prof. Abramo Frigioni dirigente scolastico;
l’Ing. Settimio Santilli ed il consigliere Ezio Ciciotti del Comune di Celano;
la Dott.ssa Rita Vitucci, responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo;
la Dott.ssa Maria Teresa Di Risio responsabile dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica;
il Dott. Maurizio Sista del Corpo Forestale dello Stato.
C’ero anch’io in qualità di responsabile del Centro Studi Celestiniani per la Pace.
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LA PERDONANZA
Il Dott. Angelosante
Pasquale Casale
La Dott.ssa Pace ed Abramo Frigioni
Padre Quirino e Pasquale Casale con i genitori
di Alessia, Francesco e Maria Carmen
Maria di Cesare
LA PERDONANZA
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Alessia Bellofatto:
quando l’arte e l’amore fermano il tempo
Alessia Bellofatto, 15 anni,
frequenta il terzo anno del Liceo
d’Arte “A. De Luca” di Avellino. Nel
2002 la sua prima raccolta di poesie
e filastrocche. Nel 2006 realizza 14
tavole illustrando il cantico delle
creature di San Francesco d’Assisi.
Viene edito il primo calendario che
riscuote grande successo. Partecipa
a vari concorsi di poesia ottenendo
consensi e premi. Partecipa a tutte
le dizioni dell’iniziativa “Cento
metri di tela e di solidarietà”
organizzata dal centro di
riabilitazione Australia di Avellino.
A dicembre prima personale di
lavori ad Avellini. Espone nelle
sale della Scuola Media “Parini”
di Baiano. Nel 2007 vince il primo
premio per la poesia “La Pace”
nel concorso di poesia e pittura
“Sfumature di donna”, curato
dall’Associazione Amore e Psiche.
Nel 2008 realizza il calendario Abba
con illustrazioni di episodi della
Bibbia. Riconoscimento per i suoi
lavori dal presidente della Camera.
Nel 2009 realizza il calendario
“Lo zoo di Alessio” dedicato agli
animali e all’ambiente. Conia la
mascotte per la pubblicità della raccolta differenziata in Irpinia. Nel 2010 realizza il calendario “Mitos”. Partecipa a “Immagina
2009” - Arte in fiera di Reggio Emilia. A soli 16 anni a causa di una malattia rara, scompare prematuramente. Nella pagina accanto
vi proponiamo alcune poesie di Alessia.
L’incontro di Alessia con San Francesco, attraverso l’arte e la poesia, denota la simbiosi di anime che hanno in comune la purezza
ed il fascino del bello e del gentile. La purezza e la semplicità di San Francesco hanno da sempre affascinato Alessia che, a soli
dodici anni, ha concretizzato la sua ammirazione per il Santo realizzando 14 tavole a pastello che narrano, con la sua semplicità e
la tenerezza di un’adolescente la sua più bella preghiera: “Il Cantico delle Creature”.
24
LA PERDONANZA
L’AMORE
L’amore è un fiore
che sboccia nel cuore!
E’ un’ondeggiante mare
pieno di pietre rare...
L’amore è il nostro cuore
che si apre ad ogni persona
ad ogni cuore.
A GESU’
Saremo insieme finalmente,
io e Te naturalmente.
uno in uno nel mio cuore,
sempre pieno del Tuo Amore!
La Tua Luce nel mio buio,
il Paradiso dentro me.
L’AMICIZIA
L’amicizia è un fiore che si apre a ogni cuore...
il bocciolo dell’amicizia ha il suo tempo,
trovare un amico non è facile
come trovare un diamante in una miniera,
ma occorre fortuna;
“chi trova un amico trova un tesoro”
E’ trovare una foglia verde in autunno.
Attention, please: per trovare un VERO amico
ci vuole una magia, attenzione ed occhi aperti...
ecco, l’amicizia è una magia.
Affidabile
Mitico
Ironico
Comico
O...ormai inseparabile da te!!!
CIAO
ALESSIA
LA PERDONANZA
25
MANIFESTAZIONE FINALE ORGANIZZATA DALLA DIREZIONE DIDATTICA
STATALE DI CELANO - A.S.2011/12
“SCUOLA, FAMIGLIA E SOCIETA’…INSIEME PER
CRESCERE”
di Barbara Braganza
Nella splendida cornice dello stadio “F. Piccone” di Celano (Aq) si è tenuta un’indimenticabile manifestazione, a conclusione dell’anno
scolastico 2011/12, che ha visto coinvolti tutti gli alunni appartenenti alla Direzione Didattica Statale di Celano.
Una festa di fine anno esplosiva, improntata sulle suggestive tematiche di Vita e Solidarietà, segnata da una massiccia partecipazione
di persone, che ha rappresentato il coronamento di un ricco anno di lavoro e di iniziative al quale ha fatto da sfondo l’ambiziosa regia e
l’indiscutibile talento del Dirigente Scolastico Dott. Abramo Frigioni.
Ad accogliere e ad intrattenere le quasi tremila persone presenti: il Mercatino della solidarietà gestito dai genitori degli alunni, le
inconfondibili note di un gruppo di sassofonisti, le caratteristiche esibizioni di alcuni atleti di mountain bike, l’allegro saluto di Minnie e
Topolino ed il suggestivo ritmo tenuto da simpatici tamburisti.
Ha aperto ufficialmente la manifestazione il Canto degli italiani che ha evidenziato il forte sentimento di amor patrio presente nei bambini
che , schierati in campo a rappresentare il tricolore, hanno intonato, insieme al pubblico, l’Inno d’Italia reso ancora più suggestivo grazie
allo sventolìo di numerose bandiere.
A caratterizzare le splendide coreografie, tutte curate personalmente dal Dirigente Scolastico Dott. Abramo Frigioni, sono stati dunque
gli alunni stessi che, differenziandosi per ciascun plesso di scuola dell’infanzia e primaria, hanno rappresentato la Bandiera italiana con
maglie e cappellini, rispettivamente, verdi, bianchi e rossi.
Gli alunni si sono resi protagonisti di spettacolari scenografie e si sono esibiti in canti e balli inerenti l’amicizia, l’amore e la solidarietà, con
autentico entusiasmo e grande partecipazione.
Il Dirigente Scolastico Abramo Frigioni, con immensa commozione, è intervenuto porgendo infiniti riconoscimenti a tutte le insegnanti,
per l’impegno e per la passione che nutrono per la loro professione, ed esprimendo un immenso ringraziamento a tutti coloro che
credono nei valori della scuola, in primis ai genitori degli alunni ed ai loro mitici nonni che , con la loro presenza, hanno dimostrato
quanto sia forte il legame tra la scuola stessa e la famiglia.
A conclusione della splendida giornata , accompagnati dalle toccanti note di “La vita è bella”, i bambini hanno compiuto un ben definito
percorso lungo il campo per andare a formare tre meravigliosi cuori ed una scritta di indescrivibile valore : “LA SCUOLA E’ VITA… W
CELANO!”.
Un’ultima esibizione, con la canzone “Il mondo che vorrei”. Gli alunni della Direzione Didattica di Celano hanno voluto salutare l’anno
scolastico e dare l’ennesimo messaggio di amore, pace e solidarietà… messaggio che si è liberato nel cielo attraverso il magico volo di
palloncini verdi, bianchi e rossi!
Grazie per l’ospitalità
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LA PERDONANZA
Il Carcere Oggi
di Lina Orlandi
Oggi si parla tanto di carcere, di sovraffollamento all’interno degli istituti penitenziari, maltrattamenti, e condizioni di vita disumane.
La privazione della libertà è una conseguenza di un comportamento contrario alla legge, per cui scatta la sanzione penale. Ma che
cos’è la pena? E quale la sua funzione? Il concetto della pena si perde nella notte dei tempi, perché il vero diritto penale, si sviluppa
solo nell’ottocento, come disciplina autonoma, perché precedentemente esso costituiva solo una branca del diritto civile. La prima
riflessione sulla pena è di natura filosofica-giuridica improntata su ideali razionalistico-umanitari di cui la corrente illuministica si era
fatta portavoce. La pena in questa concezione era vista come sanzione retributiva, il classico occhio per occhio dente per dente,
chi aveva sbagliato doveva pagare, la condanna alla carcerazione, significava perdita della libertà, isolamento, controllo a vista
senza possibilità di comunicare con il mondo esterno. Sull’applicazione della pena e la sua funzione riabilitativa il dibattito continua
incessantemente.
La riflessione verte sulle conseguenze della sanzione, se l’isolamento produce un effetto contrario all’idea di recupero del reo, di
rieducazione e di reinserimento nel tessuto sociale, c’è da rivedere qualcosa, e si apre un panorama complesso nella situazione
carceraria.
L’art. 27 al 3° comma della Costituzione sancisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, tendere alla rieducazione
perché il condannato potrebbe non condividere il programma rieducativo. Questo complica il lavoro ma deve rimanere fermo il
principio che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.
Non sono progetti omologabili perché ogni detenuto è un mondo a sé con le infinite varianti che lo caratterizzano.
La legge n. 354 del 1975, introduce con la funzione risocializzante e di reinserimento nel contesto sociale, le misure alternative alla
detenzione proprio per rieducare il condannato e favorire la decarceralizzazione, fino ad arrivare alla legge Gozzini del 1986, in cui
viene introdotta la detenzione domiciliare, che permette a determinate categorie di soggetti ed entro certi limiti di pena di espiare la
condanna presso la propria abitazione, o presso luogo di privata dimora, o presso un luogo pubblico di cura, assistenza o accoglienza.
L’incidente giudiziario non deve essere la definitiva esclusione dal contesto sociale.
Ma i problemi sono gravi e difficili da gestire: trattamento civile ed esemplarità della pena, sicurezza del cittadino e recidività,
correzione e pregiudizi, reinserimento e resistenze. A maggio scorso, presentando nel carcere di Ascoli Piceno la mia tesi di laurea “la
pena come problema” ho potuto rendermi conto di quanta sofferenza possa regnare in un Istituto di pena.
Devo complimentarmi con la Direttrice, Dott.ssa Lucia Di Feliciantonio, persona competentissima e totalmente dedita alla delicata
missione dalle molteplici ed interessanti iniziative che realizza con entusiasmo e disinvoltura. Ecco come ha sintetizzato l’incontro nel
giornale edito dal carcere da Lei diretto:
“La redazione di “Io e Caino”, periodico della casa circondariale di Ascoli Piceno, ha incontrato Padre Quirino Salomone, la dott.ssa Lina
Orlandi, Attilio Di Feliciantonio e sua figlia Giulia, per riflettere sul tema “ pena, perdono e reinserimento sociale”. Varcati i cancelli, eccoci
pronti con un po’ di timidezza e curiosità da parte dei detenuti, che vedono entrare questo frate francescano con la chitarra; presentazione
reciproca e...chi rompe il ghiaccio? La riflessione è stata incentrata sulla distanza che separa il carcere come dovrebbe essere, come voluto
dalla Costituzione, e il carcere reale, sovraffollato e con pochissime risorse da dedicare al trattamento rieducativo. I detenuti hanno descritto
la quotidianità del carcere di Ascoli,
i corsi attivati grazie soprattutto ai volontari, e hanno trasmesso la loro voglia di ricominciare, hanno espresso gratitudine per le persone
sensibili che, come padre Quirino, sono capaci di creare ponti tra il dentro e il fuori, capaci di andare oltre il pregiudizio, che è il vero muro da
abbattere per incontrare le persone e alimentare la speranza in un futuro migliore. Padre Quirino ha raccontato del terremoto dell’ Aquila,
del progetto realizzato a Rebibbia su Celestino V e presentato dai detenuti al Consiglio Regionale dell’Aquila e di tanto altro; l’ora di pranzo
era passata da un pezzo e il carrello distribuiva cibo ormai freddo ma le domande continuavano, continuavano...
Un abbraccio ad ogni detenuto e i saluti finali con una promessa: questo è un arrivederci
(Lucia Di Feliciantonio)
All’incontro hanno partecipato liberamente tanti detenuti.
Al di là delle sbarre e dei muri di cemento, mi rendo subito conto, quanto sia difficile penetrare i misteri di un mondo sconosciuto e
assurdo. Storie diverse l’una dall’altra, provenienti da mondi diversi, volti segnati da un comune destino di sofferenza e di tristezza, di
rabbia e di speranza, ma con tanta voglia di ricominciare una vita che dia loro la possibilità di recuperare dignità.
La cosa che più mi ha colpito è la loro disponibilità al dialogo, all’ascolto. Ad ogni parola di conforto e d’incoraggiamento i loro occhi
si illuminano di speranza, per un attimo riaffiora un sorriso. Il loro parlare proviene dal cuore, coscienti degli errori fatti, vivono nel
rammarico del vissuto e nella speranza del domani.
LA PERDONANZA
27
718^ PERDONANZA
2012
33° FUOCO DEL MORRONE
Il cammino del Perdono Aquilano
16 - 23 Agosto
Eremo del Morrone - Sulmona - L’Aquila
Programma 16-23 Agosto 2012
Giovedì 16 Agosto
PERDONANZA MORRONESE
Ore 18,30
Ore 20,00
Ore 20,00
Ore 21,00
Ore 21,30
BADIA MORRONESE S. SPIRITO - SULMONA Raduno dei tedofori e dei cittadini.
BADIA MORRONESE S. SPIRITO– Santa Messa Presieduta da S. E Angelo Spina Vescovo di Sulmona e concelebrata da
padre Quirino Salomone padre spirituale Movimento Celestiniano al termine della quale verrà acceso, il “Fuoco del
Morrone” proveniente dall’Eremo del Morrone dando così inizio al PELLEGRINAGGIO ANNUALE del CAMMINO DEL
PERDONO.
Contemporanemente
INIZIO DISCESA del “Fuoco” dall’Eremo di S. Onofrio, trasportato, data la perdurante intransitabilità del sentiero che
conduce all’eremo, dai Vigili del Fuoco e dal personale della Protezione Civile.
BADIA MORRONESE S. SPIRITO – Arrivo del Fuoco del Morrone composizione del corteo, fiaccolata verso la CHIESA S.
PIETRO CELESTINO A BAGNATURO
CHIESA S. PIETRO CELESTINO A BAGNATURO
Arrivo del “Fuoco”
Accensione della Lucerna del Cammino del Perdono all’interno della Chiesa
• Benedizione del Fuoco e cerimonia religiosa
ACCENSIONE DEL TRIPODE
• Saluto delle Autorità Civili intervenute
• Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE
Venerdì 17 agosto
PERDONANZA SULMONESE
Ore 16,30 Raduno dei tedofori presso la CHIESA DI S. PIETRO CELESTINO A BAGNATURO.
Riaccensione del Fuoco dalla Lucerna del Cammino del Perdono
Ore 17,00 PARTENZA del “Fuoco” – Passaggio da BAGNATURO - BADIA
Ore 18,30 SULMONA – PIAZZA CATTEDRALE DI S. PANFILO – VILLA COMUNALE SULMONA – CATTEDRALE DI S.
PANFILO – ARRIVO DEL “FUOCO”
• Accensione della Lucerna del Cammino del Perdono all’interno della Cattedrale
PREDISPOSIZIONE PER PROCESSIONE DA S. PANFILO A S. FRANCESCO DELLA SCARPA
COMPOSIZIONE:
• Sbandieratori , musici gruppi storici di Sulmona e della Perdonanza Celestiniana.
• Gonfaloni e rappresentanze istituzionali della Provincia, e dei Comuni di Sulmona e L’Aquila
• Tedofori che hanno scortato la fiaccola
PROCESSIONE RELIGIOSA
• Clero
• Confraternite Religiose
• Cavalieri di Celestino
• RELIQUIA DI S. PIETRO CELESTINO V CON A FIANCO TEDOFORO CON IL “FUOCO” E CAVALIERE DI CELESTINO CON
LA PERGAMENA DELLE PERDONANZE ,FEDELI E PUBBLICO
Ore 19,30
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ARRIVO DELLA PROCESSIONE E DEL “ FUOCO” ALLA ROTONDA DI S. F RANCESCO DELLA SCARPA:
LA PERDONANZA
•
•
•
ACCENSIONE DEL TRIPODE
BENEDIZIONE DEL FUOCO E MESSAGGI DI SALUTO DELLE AUTORITA’ RELIGIOSE E CIVILi
Firma della Pergamena delle Perdonanze
Ore 20,30
TERMINE DELLA CERIMONIA – RITORNO DEL CORTEO ALLA CATTEDRALE DI S. PANFILO
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE
Sabato 18 agosto
PERDONANZA SULMONESE
Ore 20,00
Ore 20,30
Ore 22,00
CATTEDRALE DI S. PANFILO – SULMONA raduno dei tedofori
Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono
Ripresa del Cammino del “Fuoco” alla volta di Pratola Peligna
PRATOLA PELIGNA Arrivo del Fuoco - Attraversamento della Cittadina accensione della Lucerna del Cammino del
Perdono alla Chiesa di S.Pietro Celestino.
Piazza di PRATOLA PELIGNA.
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Pratola.
A seguire: Accensione del tripode
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE
Domenica 19 Agosto
PERDONANZA SUBEQUANA
Ore 10,30
Ore 11,00 Ore 12,00
Sosta del Fuoco
Ore 14,30 Ore 15,30
Ore 16,30 Ore 17,00 Ore 17,30
Ore 18,00
Ore 19,00
PRATOLA PELIGNA- ritrovo dei tedofori
Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa di S. Pietro Celestino
PARTENZA da PRATOLA PELIGNA alla volta di RAIANO
RAIANO
Arrivo del Fuoco - Attraversamento della Cittadina accensione della Lucerna del Cammino del Perdono al CONVENTO DI
S.FRANCESCO - Momento di preghiera e benedizione del “Fuoco”
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Raiano
A seguire: Accensione del tripode
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
RAIANO Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa di S. Francesco
PARTENZA DA RAIANO – alla volta di GORIANO SICOLI
GORIANO SICOLI -Arrivo della “Fuoco” alla Fontana
Corteo dalla Fontana al Santuario di Santa Gemma
SANTUARIO DI SANTA GEMMA
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Goriano Sicoli .
A seguire: Accensione del tripode
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
GORIANO SICOLI
Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nel santuario di SANTA GEMMA.
PARTENZA da GORIANO SICOLI alla volta di CASTEL DI IERI
CASTEL DI IERI arrivo del “Fuoco” presso la chiesa Parrocchiale
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di Castel di Ieri.
A seguire: Accensione del tripode
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
CASTEL DI IERI
Riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono nella Chiesa Parrocchiale di Castel di Ieri
PARTENZA da CASTEL DI IERI alla volta di CASTELVECCHIO SUBEQUO
CASTELVECCHIO SUBEQUO – Arrivo del “Fuoco”
Corteo con tutte le Autorità Civili intervenute , i gonfaloni , i gruppi storici e folkloristici locali IL GRUPPO STORICO
DELLA PERDONANZA CELESTINIANA DELL’AQUILA con la scorta dei CAVALIERI DI CELESTINO A CAVALLO.
CHIESA DI S. FRANCESCO CASTELVECCHIO SUBEQUO
Arrivo del Fuoco
Accensione del Tripode posto nella piazza antistante la Chiesa
All’interno della Chiesa:
Accensione della lampada di S. PIETRO CELESTINO
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA IN RICORDO DEL MIRACOLO AVVENUTO DURANTE LA SOSTA DELL’EREMITA DEL
MORRONE IL 25 LUGLIO 1294
Al termine della Celebrazione Religiosa
Saluto delle Autorità Civili Intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE
LA PERDONANZA
29
16 - 23 Agosto
2012
Lunedi’ 20 Agosto
PERDONANZA DEL BAMBINO DISABILE
Ore 14,00
CASTELVECCHIO SUBEQUO- CONVENTO DI S. FRANCESCO
Ritrovo dei tedofori e riaccensione del “Fuoco” dalla Lucerna del Cammino del Perdono”
Ore 14,30
PARTENZA alla volta di MOLINA ATERNO
Ore 15,00
MOLINA ATERNO – Cerimonia Religiosa
Saluto delle Autorità Civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
Ore 16,30
CHIESETTA RUPESTRE DELLA MADONNA DELLA SANITA’ DI ACCIANO Arrivo del “Fuoco” - In questo
luogo il Santo Eremita il 26 Luglio 1294 compì un miracolo liberando dall’epilessia un infermo.
Ore 17,30
Ore 18,30
Ore 19,00
Ore 19,30
Ore 20,00
Ore 20,30
Ore 21,00
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA PER GLI INFERMI E I DISABILI
Sarà invitato a presenziare S.E. Mons. Giuseppe MOLINARI Arcivescovo dell’Aquila o un suo
delegato.
PARTENZA DEL “FUOCO” ALLA VOLTA DI SANTA MARIA DEL PONTE
ARRIVO A ROCCAPRETURO
Sosta del FUOCO
ARRIVO A BEFFI
Sosta del FUOCO
ARRIVO A SUCCIANO
Sosta del FUOCO
ARRIVO A S. LORENZO DI BEFFI
Sosta del FUOCO
TIONE DEGLI ABRUZZI
Giro del Paese e sosta del FUOCO
COLLEGIATA DI SANTA MARIA DEL PONTE
Arrivo del Fuoco - accensione della Lucerna del Cammino del Perdono
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco
A seguire: Accensione del tripode
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONE
Martedì 21 Agosto
PERDONANZA SUBEQUANA- AQUILANA
MATTINA
Ore 9,00
Ore 9,30
Ore 10,30
Ore 11,30
Ore 12,00
Ore 13,00
Ore 15,00
Ore 15,30
Ore 16,30
Ore 16,30
Ore 17,00
Ore 18,00
SANTA MARIA DEL PONTE – AIA Ritrovo dei tedofori
Riaccensione del “Fuoco” Presso la COLLEGIATA
PARTENZA alla volta di FONTECCHIO
FONTECCHIO – Arrivo del FUOCO
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di FONTECCHIO
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze “
PARTENZA del Fuoco alla volta di RIPA FAGNANO
PEDICCIANO, VALLE CUPA - Transito del FUOCO
RIPA FAGNANO – Arrivo del FUOCO
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di RIPA FAGNANO
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
Sosta del Fuoco – Agape Fraterna
Partenza del FUOCO da Ripa Fagnano alla volta di Centurelli
PRATA D’ANSIDONIA – Passaggio del Fuoco
TUSSIO-Piazza della Chiesa
Cerimonia Religiosa e benedizione del “Fuoco”
Omaggio a Tullio De Rubeis più volte Sindaco di L’Aquila e uno degli artefici della rivitalizzazione
della Perdonanza Celestiniana
S.PIO DELLE CAMERE- Transito del Fuoco e proseguimento del viaggio lungo il tracciato del tratturo
Mentre il Fuoco è in viaggio
CHIESA S. MARIA DI CENTURELLI – MADONNA DEL BUON CAMMINO
CAPORCIANO- PIANA DI NAVELLI
Spettacoli di intrattenimento vari con la partecipazione del “GRUPPO STORICO COMPAGNIA ROSSO
D’AQUILA – SBANDIERATORI CITTA’ DI L’AQUILA , ARCIERI VIRTUS SAGITTAE L’AQUILA, CORO
SCHOLA CANTORUM SAN SISTO.
ARRIVO DEL FUOCO ALLA CHIESA CELESTINIANA DI SANTA MARIA DI CENTURELLI – MADONNA
DEL BUON CAMMIN O
Accolta dal suono dei tamburi e delle chiarine e dalle Autorità Civili, con i gonfaloni della Provincia e
dei Comuni
•
•
•
30
Accensione del tripode all’esterno della Chiesa
Accensione all’interno della Chiesa della Lucerna del Cammino del Perdono
Cerimonia religiosa con i Rev. Parroci di Caporciano titolare della Chiesa, di Prata
d’Ansidonia, Tussio , S. Pio delle Camere e Padre Quirino Salomone Padre spirituale del
Movimento Celestiniano.
LA PERDONANZA
• Indirizzi di saluto delle Autorità Civili Intervenute
• Firma della pergamena delle “Perdonanze” da parte di tutti i Sindaci e i Parroci
del Comprensorio
Ore 20,00
AGAPE FRATERNA ORGANIZZATA DAL VOLONTARIATO
CELESTINIANO
Concluderà la serata un grande spettacolo di STELLE DI
FUOCO E DI COLORI della premiata Ditta AGLIOTI GIOVANNI
Ore 10,30
Ore 11,00 Ore 11,30
Ore 12,00
RIPA FAGNANO ALTO – Chiesa di S. Antonio Abate Ritrovo dei
tedofori
Riaccensione del Fuoco dalla lucerna del Cammino del Perdono e
PARTENZA
VILLA S. ANGELO – Chiesa
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di VILLA S. ANGELO
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena della “Perdonanze
PARTENZA DA VILLA S.ANGELO
S. DEMETRIO NE’ VESTINI
Arrivo del Fuoco alla Piazza
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.DEMETRIO Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA DEL FUOCO
POMERIGGIO
Ore 16,00
Ore 17,00
Ore 18,30
Ore 19,30
Ore 20,30
Ore 21,00
Suono nella notte
di NANDO GIAMMARINI
Mercoledì 22 Agosto
MATTINA
Ore 10,00
LE MUSE
RITROVO DEI TEDOFORI A S. DEMETRIO NE’ VESTINI
S. EUSANIO FORCONESE
Arrivo del Fuoco alla Chiesa
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.EUSANIO
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
FOSSA
Arrivo del Fuoco alla Chiesa
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di FOSSA
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
S.GREGORIO- Map o Chiesa
Cerimonia Religiosa tenuta dal Parroco di S.GREGORIO
Saluto delle Autorità civili intervenute
Firma della Pergamena della “Perdonanza”
Partenza del Fuoco alla volta di Onna per la via del Mulino
ONNA - Piazza della Chiesa
Arrivo del Fuoco accensione della Lucerna del Cammino del
Perdono:
Accensione del tripode
Saluto delle Autorità Religiose e Civili
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
SOSTA NOTTURNA DEL FUOCO DEL MORRONEGiovedì 23 agosto
PERDONANZA AQUILANA
LA PERDONANZA
Odo il suono della notte
che s’infrange nei cristalli
di questa luna
riflessi d’infinito
si mescolano
a luci soffuse
E un ricordo è lì….
a lacerare un momento
ad impreziosire
un pensiero
ad imprigionare
una lacrima.
Paradiso di fantasmi
un volto
e tante ombre
fiori dai mille colori
adornano la vita
profumando il mio mondo!
Ascolteremo l’aria sincera
Di un battito d’ali
In una realtà
Di scritti e parole
Che si attardano
in becchi d’usignolo
31
16 - 23 Agosto
2012
Ore 14,30
Ore 15,00
Ore 15,30
Ore 16,30
Ore 17,00
Ore 17,15
Ore 18,30
ONNA- Ritrovo dei tedofori
PARTENZA alla volta di MONTICCHIO
MONTICCHIO - sosta del Fuoco – momento di raccoglimento
Arrivo del Fuoco accensione della Lucerna del Cammino del
Perdono:
Accensione del tripode
Saluto delle Autorità Religiose e Civili
Firma della Pergamena delle “Perdonanze”
MONTICCHIO –partenza del Fuoco
Bivio di Collemaggio
CIRCUITO DI COLLEMAGGIO- CANCELLO INFERIORE ORTO BOTANICO
BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO
ARRIVO DEL FUOCO- CORTEO DALL’INGRESSO DEL PIAZZALE CON SBANDIERATORI , GRUPPO
STORICO DELLA PERDONANZA CELESTINIANA, AUTORITA’ PROVINCIALI E COMUNALI CON
RELATIVI GONFALONI
I CONCORRENTI DEL QUARTO VINCITORE DEL PALLIUM HOMINUM PEDITUM IN CELESTINO V
DEL 2 GIUGNO VESTITI NEI COSTUMI DI GARA . LA FIACCOLA VERRA’ PRESA IN CONSEGNA
DAL CAPITANO DEL QUARTO.
INTERNO BASILICA DI COLLEMAGGIO
CONCLUSIONE DEL CAMMINO DEL PERDONO
MOMENTO DI RACCOGLIMENTO IN BASILICA CON IL RETTORE DELLA STESSA DON NUNZIO
SPINELLI - SALUTO DELLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE
CONSEGNA DELLA PERGAMENA DELLE PERDONANZE FIRMATA DA TUTTI I PARROCI DEI
COMUNI ATTRAVERSATI A S.E. L’ARCIVESCOVO DI L’AQUILA
Ore 21,00
22,00
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CORTEO DI SCORTA AL FUOCO CON GLI SBANDIERATORI CITTA’ DELL’ AQUILA E CAVALIERI DI
CELESTINO
ARRI VO NELLA LOCALITA’ INDICATA DAL COMITATO PERDONANZA
CONSEGNA DELLA PERGAMENA DELLE PERDONANZE FIRMATA DA TUTTI I SINDACI DEI
COMUNI ATTRAVERSATI AL SIGNOR SINDACO DELL’AQUILA E AL SIGNOR PRESIDENTE
DELLA PROVINCIA
ACCENSIONE DEL TRIPODE - CERIMONIA DI INIZIO DELL 718^ PERDONANZA CELESTINIANA.
LA PERDONANZA
Movimento Celestiniano
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Libro 2 - Movimento Celestiniano L`Aquila