Carità
Esperienze
Olevano sul Tusciano - Salerno
Appunti sulla
Missione
Popolare
Care suore,
chi ama
non dimentica.
Così, anche noi
bambini di terza
elementare
vogliamo rendervi
coscienti che
nel nostro
cuoricino
ci sarà sempre
un posto per voi...
Magari
il nostro amico
Gesù riuscisse
a portarvi
qui tra noi!
Alessia, Paolo,
Filomena, Maria
36 – Ancelle della Carità
Nell’anno pastorale 2008 la
Chiesa ci ha invitato a riportare la Parola al centro del vivere
cristiano, permettendo ad essa
di potersi incarnare nell’esistenza umana. San Paolo è, in questo tempo specifico, la guida. E
la sua affermazione – “Guai a
me se non predicassi il Vangelo” (1 Cor 9,16) – è monito e stimolo all’impegno concreto. La
nostra comunità parrocchiale
di Santa Maria in Corte, in Monticelle di Olevano sul Tusciano,
dal 12 al 19 ottobre 2008, ha vis-
suto un’esperienza che ben ha
conciliato gli elementi essenziali e sostanziali di questo bel
mese: la Missione Popolare.
A dare ampio respiro ecclesiale
a questo evento è stata la presenza di due ordini religiosi: gli
Araldi del Vangelo nelle persone
di due frati – Alessandro e Patrizio
– e le Ancelle della Carità, rappresentate da tre suore – Celestina, Carmela e Manuela –. La loro
presenza ha suscitato, ridestato e
rinvigorito la fede di ciascuno.
(segue a pag. 38)
Care suore: Carmela e Manuela. Quando siete venute a trovarci
ci avete dato la foto della Madonnina, ci avete fatto ascoltare
la canzone che era bellissima e ci avete parlato della vita di San
Paolo. Il giorno dopo, al pomeriggio, siamo andati in Chiesa e
don Patrizio ci ha fatto vedere il lungo viaggio che ha fatto San
Paolo sulla cartolina e poi siamo usciti a giocare.
Un caro saluto e abbraccio da Marco Mantella
Inviate per annunciare
la Buona Novella
Aderendo all’invito della Madre Generale, Madre
Carmela, eccoci pronti ad offrire un aiuto al buon
esito della missione popolare, proposta in un piccolo paese del sud Italia a noi sconosciuto.
Partiamo l’11 ottobre.
La serenità e una buona dose di incoscienza (conosciamo
solo il tema della missione da predicare) sono le nostre
compagne di viaggio. Sentiamo però su di noi una “presenza” che ci guida e ci suggerisce le parole che lo Spirito
rivolse a Filippo: “Alzati e va’ sulla strada diritta… Filippo si alzò e si mise in cammino” (Atti 8,26). Anche noi
siamo sulla strada e sentiamo che è Lui che ci guida, che
ci dona la forza. Sarà sempre Lui che ci accompagnerà, e
che aprirà i cuori di quanti ascolteranno e accoglieranno
la sua parola.
Giungiamo a Olevano sul Tusciano, piccolo paese
confinante con quello di S. Martino di Montecorvino, dove da anni è presente una comunità di Suore
Ancelle, che hanno fatto da tramite perché potessimo arrivare fin là. La parte vecchia di questo paese,
Monticelli, sembra un quadro dipinto. Case abbarbicate su una parete rocciosa, finestrelle illuminate,
cunicoli, piccole strade che ti portano alla sommità
di questa sporgenza rocciosa da dove puoi osservare il golfo di Salerno.
Il paese da qualche tempo si sta preparando, con
la preghiera, a quest’evento. La popolazione ci accoglie e subito dimostra la sua disponibilità. Condividono la missione due padri, appartenenti alla
congregazione degli Araldi del Vangelo, di origine
brasiliana.
Siamo in una comunità che accoglie festosa la missione
popolare e si lascia coinvolgere pienamente dagli appuntamenti in programma. Che bello accorgersi di quanta
partecipazione ai centri d’ascolto serali! Le case che accolgono non bastano a contenere la gente che affluisce,
interessata, in silenzio, per sentire una parola, la Parola e
lasciarsi toccare il cuore dalla preghiera.
Importante è la partecipazione dei giovani. Quanti ad
ogni appuntamento! La notte di veglia è particolarmente
la loro: non si stancano di pregare, di stare in adorazione.. tra un caffè e un altro, tra uno scambio di parole fra
amici nel silenzio…
Nei pomeriggi i protagonisti sono i bambini, i ragazzi e
gli animatori dell’oratorio: si prega, si riflette insieme.
Poi ci si diverte.
I giovani animatori si sono fatti in quattro per organizzare
di giorno in giorno, senza risparmiare tempo ed energie,
i momenti di animazione per i più piccoli. E quando tocca
a loro ritrovarsi per un tempo di riflessione e confronto
non si lasciano attendere. Gli incontri con loro hanno il
sapore della genuinità e della scoperta. Piccoli passi fatti
insieme ma che lasciano un segno e creano un legame,
sottile, vero, che ha il colore dell’amore di Gesù: un filo
rosso, che tiene uniti al di là delle distanze e ricorda la ricchezza di ogni persona. Grazie a questi giovani così entusiasti e disponibili, il viaggio iniziato con la missione,
continua al di là di ogni previsione e rinnova la certezza
che veramente tutto è grazia: il Signore opera al di là di
ogni attesa.
M
,
Suor CELESTINA, suor MANUELA
suor CARMELA
Ancelle della Carità – 37
(continua da pag. 36)
Care suore: Carmela, Manuela e Celestina. Care suore ci mancate molto, grazie per aver fatto la festa e aver giocato con noi,
grazie ancora per averci detto le tre paroline: ascoltare, capire,
partire. La canzone che si intitolava amico Gesù era molto divertente.
Care suore: Carmela e Manuela, grazie per averci imparato le
tre paroline: ascoltare, capire e partire. Che per me sono state
molto importanti, abbiamo imparato la canzone Amici di Gesù,
e tutti noi sentiamo la vostra mancanza. Oggi la maestra ha
messo a scuola, dentro un quadro, la Madonna di Fatima. Sabato è stata proprio una giornata grandiosa, dopo siamo andati
nella chiesa e prima Padre Patrizio ci ha fatto vedere la cartina
di San Paolo. Infine abbiamo scoperto il tesoro che era una
corona delle Madonna delle Grazie. Un caro saluto e abbraccio
Ester Manillo.
Una settimana benedetta
Quando sono arrivate le suore io e le mie amiche eravamo molto entusiaste.
Ci aspettava una settimana da sballo! Ogni giorno prima di giocare andavamo
in chiesa a fare le preghiere ed ad ascoltare le storie di San Paolo. Piano piano
che passavano i giorni i giochi erano ancora più divertenti e ci voleva molta
energia. Queste suore ci hanno insegnato molte canzoncine che noi non
sapevamo. Poi sono venute anche a scuola e ci hanno dato molte informazioni sulla storia dei missionari. Loro ci hanno detto che i missionari vanno in
missione a portare una buona notizia. Noi volevamo tanto bene a quelle suore
e volevamo stare più tempo con loro. Poi è arrivato il momento che se ne
dovevano andare e a noi dispiaceva molto, ma pensai che ci avevano insegnato
molte cose e non ci hanno fatto mancare niente e spero che un giorno ritorneranno per restare sempre con noi. Vi voglio bene suore!
38 – Ancelle della Carità
Gli Araldi del Vangelo (frati itineranti, devotissimi alla Madonna
di Fatima) hanno proclamato
la forza del Vangelo; le Suore
Ancelle della Carità, venute
da Brescia, hanno portato la
Parola anche negli angoli più
nascosti del paese. “Araldi” e
“Ancelle”, insieme, sono stati gli
artefici della Missione Popolare. Certo, come ha ribadito la
gente, gli “Araldi” sono stati “il
sale, l’annuncio, il tramite tra
cielo e terra”. Non di meno,
secondo la gente, le “Ancelle”
hanno rappresentato qualcosa in più. “Quelle tre suore sono
riuscite a riportare la Comunità
al pieno splendore spirituale,
permettendo a tutti di gustare
la bellezza della comunione
attraverso l’amorevole attenzione verso gli altri”.
Come esprimere la pienezza
ritrovata in quei giorni fugaci?
Come rendere testimonianza
ai valori evangelici intrisi di Carità? Come proclamare, insieme
all’Apostolo Paolo, quella carità
ritrovata nel servizio delle Ancelle presenti nella Missione?
Niente è stato lasciato all’incuria, nessuno è stato privato
della Grazia. Basta scorrere gli
impegni quotidiani per rendersene conto.
•Le lodi mattutine: richiamo per
le mamme che hanno potuto
gustare la bellezza della preghiera ecclesiale; la meditazione ha accompagnato le
quotidiane faccende, illuminandole di un senso nuovo.
•Le visite nelle scuole, dove i
nostri figli sono stati raggiunti
dall’annuncio gioioso e coinvolgente.
•Gli incontri con gli ammalati,
per compartecipare alle loro
sofferenze.
(segue a pag. 40)
L’impegno dei giovani:
felici di essere stati testimoni
In questo paesino del sud d’Italia, non risparmiato dalle tante
problematiche del mezzogiorno italiano, e corroso dalla totale mancanza di alternative,
la nostra comunità ha avuto
l’occasione di partire per un
viaggio di una settimana, senza muoversi di casa!
Il nostro parroco aveva tanto
parlato di questa missione, del
mondo in cui bisognava prepararsi, del cosa dover fare,
ma noi, giovani e con il morale alle stelle, non avevamo la
minima idea di cosa “mettere nelle valige” per affrontare
questo viaggio, e come spesso
avviene a noi ragazzi, non eravamo coscienti di quello che
stava accadendo, non solo alla
nostra parrocchia, ma al nostro
intero paese!!!
Tra mille preparativi arriva il
fatidico giorno di inizio, arrivano gli Araldi con la Madonna Immacolata e la loro storica
divisa, e poi, arrivano loro, le
Ancelle, queste suore che, vestite di bianco, e arrossite per
i mille occhi puntati addosso,
scateneranno di lì ad una settimana un’esplosione di felicità,
amore e carità.
Questo vortice inghiottiva l’intero paese con una incredibile facilità, come per incanto
la comunità non sembrava
più stranita di fronte alla nuova esperienza della Missione
né tanto meno delle suore
ma, al contrario, sembrava ad
esse, aver vissuto già milioni
di volte quel momento e conosciuto le sorelle; tutto grazie al ricordo assopito dentro
ogni olevanese che, ”come
carboni ardenti continuano a
bruciare sommersi dalla cenere”, aspettava solo di riavere delle suore, proprio come
quelle che in passato a Monticelli erano riuscite a creare
un’alternativa sociale, gesten-
do un asilo per i più piccoli
e rilanciando quegli ideali
come l’amore e la carità offuscati sempre più dalla attuale
società. Le Ancelle della Carità sono riuscite a rendere i
loro ideali più attuali che mai,
coinvolgendo tutti, soprattutto
gli ultimi, quelli che nel nostro paese vivevano ai margini
ed erano lontani dalla fede in
nostro Signore Gesù Cristo.
La settimana volgeva al termine e tra le suore e noi giovani si era creato un rapporto
di simbiosi, di comunione
indescrivibile. Riuscivano a
far sentire tutti importanti e
per questo grandi sono stati
i festeggiamenti per il nostro
“arrivederci”…e grande, anzi
grandissima sarebbe la gioia
di riaverle qui, per farci guidare verso una vita lontana dalla pochezza di insegnamento
che la nostra società ci propina malignamente!
Ancelle della Carità – 39
(continua da pag. 38)
•Il pranzare insieme, come
unica famiglia, alla mensa
della convivialità.
•Le attività destinate ai bambini e ai giovani, risorse primarie per la costruzione del
regno di Dio.
•La recita del santo Rosario.
•La Celebrazione Eucaristica.
•L’adorazione notturna
•La catechesi nelle famiglie.
Tutto ciò che s’inserisce nell’or
nell’ordinaria vita parrocchiale in
quei giorni è stato trasfigurato
dalla Grazia divina e ha assunto un valore straordinario.
Il buon Dio si serve del tempo
nella storia e di strumenti nella
vita per giungere più efficacemente al cuore delle sue creature. Per noi la presenza dei
missionari è stata una chiara e
fruttuosa vicinanza di Dio alla
nostra comunità. Per questo
lo ringraziamo ed eleviamo la
nostra intima preghiera affinché tutto questo generi l’opera da lui prestabilita.
40 – Ancelle della Carità
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