ISTITUTO COMPRENSIVO N.15 Via A. Lombardi, 40/2 - 40128 BOLOGNA Tel 051/36 08 84 - Fax 051/41 59 784 e-mail [email protected] SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO “Zappa” A. S. 2013 /2014 Classe III C n. alunni 25 (m 14 - f 11 ) RELAZIONE INDIVIDUALE DI INIZIO ANNO Prof. Antonio Castriotta Insegnante di ITALIANO e STORIA SITUAZIONE DI PARTENZA DELLA CLASSE La classe è composta da 25 alunni, di cui 14 maschi e 11 femmine. I ragazzi stranieri o figli di genitori stranieri sono in tutto 11. Dal punto di vista del comportamento si dimostra una classe rispettosa, corretta e che sa applicare le regole del vivere civile; solo a volte un po’ vivace, ma appena ripresa, riesce subito ad articolare atteggiamenti più consoni alle diverse situazioni. La partecipazione risulta attiva e vivace, anche se – a volte – alcuni interventi di alcuni alunni devono essere limitati e controllati per evitare che diventino improduttivi e infecondi. Solo pochissimi alunni hanno bisogno di essere stimolati, mentre la grande maggioranza della classe partecipa spontaneamente e volentieri alle diverse attività proposte. La socializzazione risulta essere generalmente buona. Il ragazzo arrivato l’anno scorso in Italia, a causa dei problemi di lingua, non riesce a intrattenere alcun tipo di rapporto con i compagni, nonostante questi ultimi si sforzino di coinvolgerlo nelle loro attività. L’interesse e l’impegno generali sono buoni, anche se, a casa, alcuni alunni non eseguono i compiti assegnati nei tempi previsti oppure li eseguono con superficialità. Il metodo di lavoro risulta essere autonomo per la maggior parte, disordinato per una piccola parte. I ragazzi - con riferimento alle rilevazioni svolte nel primo periodo dell’anno e con riguardo specifico alle competenze disciplinari - sono stati raggruppati in quattro fasce di livello: - Fascia I (livello alto-potenziamento): ragazzi che hanno dimostrato una buona preparazione di base ed un costante impegno, nonché interesse e partecipazione. - Fascia II (livello medio-consolidamento): ragazzi che presentano qualche lacuna e che hanno mostrato interesse, impegno e partecipazione generalmente costanti, ma sicuramente migliorabili, perché a volte superficiali o ancora con qualche difficoltà nell’organizzazione del proprio lavoro. - Fascia III (soglia di accettabilità): alunni che presentano una situazione di partenza con diverse lacune (comprensione del testo, produzione scritta e orale, capacità di organizzare il proprio lavoro); interesse e partecipazione discreti, impegno individuale a volte superficiale e/o poco produttivo. - Fascia IV (recupero): alunni che presentano un quadro di partenza molto lacunoso e che stentano nell'organizzare il lavoro, nello studiare in modo autonomo e proficuo. Si indicano, di seguito, le principali strategie e le linee metodologiche che si ipotizza di adottare per ciascun gruppo: - Fascia I: con gli alunni cha fanno parte di questo gruppo si punterà principalmente ad ampliare gli interessi individuali, anche attraverso lavori di ricerca, e si cercherà di potenziare le capacità di base e le competenze richieste in ciascuna disciplina, anche attraverso esercizi di rielaborazione personale. - Fascia II: con gli alunni di questo gruppo si cercherà di potenziare l’attenzione e la capacità di ascolto con l’eventuale svolgimento di attività differenziate; si cercherà di migliorare il metodo di studio attraverso l’autocorrezione guidata e la riflessione sui risultati e le difficoltà incontrate (in modo da indurli ad un approccio metacognitivo al proprio operato); si cercherà di consolidare conoscenze e abilità attraverso esercitazioni mirate, anche in piccoli gruppi. - Fascia III e fascia IV: con gli alunni di questi due gruppi si lavorerà per implementarne la proattività, stimolando l’attenzione e la capacità di ascolto attraverso il controllo sistematico del lavoro, cercando di sviluppare nuovi interessi anche con la partecipazione ad attività laboratoriali, cercando di migliorare il metodo di lavoro attraverso lo studio e l’operatività guidata e supportandoli nel far acquisire loro le conoscenze ed abilità attraverso esercitazioni individualizzate e/o in piccoli gruppi. La presente programmazione annuale si pone in rapporto di species a genus rispetto a quella annuale del gruppo di lettere della scuola secondaria di primo grado, alla quale si rimanda per le competenze chiave per l’apprendimento permanente, per gli obiettivi generali, per gli obiettivi d’apprendimento e gli obiettivi operativi delle discipline, per gli obiettivi minimi per gli alunni in difficoltà e per gli alunni con scarsa competenza linguistica, per gli obiettivi relativi a Cittadinanza e costituzione, per la metodologia e i criteri organizzativi, per i contenuti, per i percorsi interdisciplinari, per le verifiche e le valutazioni conclusive. Bologna, 14.XI.2013 L’insegnante Antonio Castriotta 2 ISTITUTO COMPRENSIVO N.15 Via A. Lombardi, 40/2 - 40128 BOLOGNA Tel 051/36 08 84 - Fax 051/41 59 784 e-mail [email protected] SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO “Zappa” A. s. 2013 /2014 Classi III C insegnante Antonio Castriotta Riflessioni sul ruolo della grammatica nella scuola secondaria di primo grado Ogni volta che organizzo, per le mie classi, una lezione di riflessione grammaticale, mi tornano alla mente le parole che Altieri Biagi scriveva in un libro del 1978, Didattica dell’Italiano: “l’importanza della riflessione linguistica risiede (…) nella sua capacità di attivare processi di pensiero”. E, spesso, mi domando se i miei insegnanti, che ho avuto nel corso della scuola dell’obbligo, avessero letto o meno questo libro (o, almeno, qualcosa di simile)…direi proprio di no, altrimenti c’è da chiedersi come avrebbero mai potuto ipotizzare che lo studio della grammatica, così come da questi proposto (definizioni e minute classificazioni avallate da ricchi esempi tratti da illustri scrittori e, a seguire, il nostro addestramento pratico sulle regole introdotte attraverso esercizi di “meccanica applicazione”), potesse generare dei processi di pensiero, quando, di fatto, lo stesso riusciva a malapena a far ritenere nella memoria – e solo per un po’ di tempo! – le definizioni così acquisite. E’ da ritenere che, verosimilmente, uno studio della grammatica organizzato in tal modo non si ponesse neanche la finalità di attivare dei processi metacognitivi. Anche io, d’altronde, ho compreso fino in fondo la portata dell’insegnamento di Altieri Biagi solamente quando ho frequentato i corsi di didattica della lingua italiana presso la S.S.I.S. di Bologna. Ho, così, conosciuto il GISCEL e le sue Dieci Tesi (un testo del 1975!…mi immalinconisce il pensiero che durante i diciassette anni che ho passato sui banchi da studente nessuno me ne avesse mai parlato…). Secondo l’insegnamento dei ricercatori e degli insegnanti del GISCEL, la riflessione grammaticale si realizza, anziché fornendo agli studenti dei pacchetti di conoscenze già strutturati, cercando piuttosto di coinvolgerli nella costruzione delle loro conoscenze, mettendo in movimento – attraverso la metodologia della “scoperta” – le capacità di base, quali l’osservazione, la classificazione, il confronto, l’inclusione, la categorizzazione…. Riflessione grammaticale, quindi: più impegnativo per l’insegnante, certo, ma sicuramente più appagante, sia perché aumenta la motivazione degli allievi, sia perché tutto quello che è il risultato di una scoperta rimane di più e più a lungo nella memoria. La riflessione grammaticale è un percorso di scoperta che deve partire da un problema linguistico per arrivare alla definizione di una regola. Il punto di partenza verrà presentato, quindi, sotto forma di un problema, magari coagulato in una domanda; si potrebbe, ad esempio, prendere lo spunto da un errore ricorrente nelle produzioni linguistiche dei ragazzi oppure da una regola già conosciuta ma restituita in forma dubitativa (ad esempio: “è vero che in italiano l’articolo precede sempre il nome?”) per poi stimolare i ragazzi a produrre esempi ed indurre loro ad interpretarli e manipolarli 3 finché non si perviene alla negoziazione (e, dunque, definizione) di una regola, definitiva solamente sino a quando non si siano trovati altri esempi o ragionamenti che possano smentirla in tutto o in parte. Per esperienza diretta, questa volta da insegnante, posso riferire che i ragazzi si “accendono” subito durante le lezioni così organizzate e, incredibile a dirsi, il suono della campanella che segna la fine dell’ora arriva poi loro come un insolente segnale di disturbo. Obiettivo finale ed ambizioso di questi percorsi di scoperta è accompagnare lo studente in quel processo di transizione che lo porterà a ritrovare e a riportare a livello consapevole – sotto forma di ipotesi descrittive ed esplicative della lingua italiana (piuttosto che come precetti che è imperativo seguire) – le regole interiorizzate e già in opera nelle loro menti, conseguendo, per dirla con Dewey, la formazione del “pensiero riflesso”. Bologna, il 14.XI.2013 l’insegnante Antonio Castriotta 4 ISTITUTO COMPRENSIVO N.15 Via A. Lombardi, 40/2 - 40128 BOLOGNA Tel 051/36 08 84 - Fax 051/41 59 784 e-mail [email protected] SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO “Zappa” A. s. 2013 /2014 Classi III C insegnante Antonio Castriotta CONSIGLIO DI CLASSE DEI RAGAZZI Il consiglio di classe dei ragazzi è uno spazio che consente agli studenti di discutere insieme delle problematiche legate alla classe o, più in generale, di problematiche che possano riguardano la persona. Il consiglio - convocato mediamente due volte al mese - ha la durata di un’ora ed è articolato secondo quanto segue. I ragazzi che vivono un problema, possono descriverlo summa capite su un foglietto di carta (il biglietto deve essere firmato), il quale verrà depositato in una scatola (la scatola dei problemi) allocata in un luogo fisso dell’aula, sopra uno scaffale. Nell’ora dedicata al consiglio, viene, per prima cosa, nominato un presidente del consiglio - con modalità massimamente democratiche (e, dunque, sulla scorta di criteri improntati ad un continuo avvicendamento) - che avrà il precipuo compito di moderare le discussioni e di nominare, a sua volta, un segretario verbalizzante e un disegnatore di “scene” estemporanee (di immagini, cioè, didascaliche dell’argomento in corso di discussione). Il presidente estrarrà un bigliettino per volta e darà subito la parola all’autore dello stesso perché espliciti dettagliatamente il problema posto; se ci sono degli altri ragazzi coinvolti, anche questi verranno diffusamente ascoltati. Una volta ben chiariti i termini del problema, tutti i membri del consiglio (e, cioè, tutti i ragazzi della classe) vengono invitati a proporre delle soluzioni che, a tendere, possano essere condivise dagli altri. Viene, in questo modo, attivato un processo di negoziazione destinato a perfezionarsi con l’enucleazione di soluzioni alle quali successivamente ci si dovrà attenere. L’insegnante, durante quest’ora, è un vigile osservatore: fisicamente siederà tra i banchi e, se vuole intervenire, potrà farlo nel rispetto dei correnti “turni di parola”. L’attività, come sopra descritta, è proficua non solo per gli evidenti aspetti incidenti sulla disciplina dell’italiano ( produzione orale e ascolto, riflessione sulla lingua et cetera), ma anche perché sollecita talune competenze che vanno al di là della singola disciplina, quali, ad esempio, le cosiddette key competences: le competenze sociali e civiche, lo spirito di iniziativa, la consapevolezza culturale, l’imparare ad imparare e, più in generale, tutte quelle competenze che costituiscono, per ciascun individuo, un pre-requisito fondamentale per poter accedere alla propria realizzazione, allo sviluppo personale, alla cittadinanza attiva, all'inclusione sociale e all'occupazione. Bologna, il 14.XI.2013 l’insegnante Antonio Castriotta 5 Classe III C Italiano e Storia uscite, percorsi con esperti in aula e percorsi in aule decentrate EMERGENCY Venerdì 14 febbraio 1. IL GIOCO DEI DIRITTI Divisi in due squadre, i ragazzi si affrontano per conquistare i diritti enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: ogni diritto conquistato rispondendo in modo appropriato ai quesiti proposti è automaticamente un diritto strappato agli avversari. In questo modo si inducono i ragazzi ad approfondire il contenuto della Dichiarazione e, alla fine, a rendersi conto che, quando i mezzi utili per conquistare dei diritti sono la competizione e il conflitto, non ci sono mai vincitori. Durata: 2 ore TEATRO TESTONI 24 gennaio 2. Spettacolo. Viaggio ad Auschwitz a/r FAI LA COSA GIUSTA Progetti del Comune di Bologna 3. Educazione alla corresponsabilità: i propri diritti e quelli degli altri – Associazione Libera BIBLIOTECA CASA DI KHAOULA 4. Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Percorso per sollecitare la vita civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni”. 22 novembre, venerdì, dalle 12 alle 14. 5. Storie di viaggi, scambi di racconti. Percorso di memoria e narrazione delle migrazioni: 17 febbraio e 17 marzo. 6. CINEMA Schermi e lavagne. Cineteca del comune di Bologna Da individuare il film e la data 7. MUSEO PER LA MEMORIA DI USTICA Data da individuare 8. Museo della Resistenza di Bologna ex Convento di San Mattia - Via S.Isaia 20 - 40123 Bologna tel. 051 3397211 - fax. 051 3397272 [email protected] La Battaglia di Porta Lame: analisi e ricostruzione di un evento storico Durata di 2 ore. La battaglia di Porta Lame fu un evento chiave della Resistenza bolognese e non solo: tramite l’analisi delle fasi del suo svolgimento e delle fonti storiche giunte fino a noi (documenti, foto, giornali, filmati, video-interviste, database multimediale) è possibile introdurre i ragazzi al concetto 6 di "documento" e aiutarli a rispondere a domande quali "come posso conoscere il passato?". Specifica attenzione verrà dedicata al complesso tema della memoria diretta, individuale, delle fonti orali, delle storie di vita, in relazione alla costruzione ragionata di ipotesi interpretative. Questo percorso può essere integrato con la presenza di testimoni che hanno partecipato alla battaglia. Bologna, il 14.XI.2013 l’insegnante Antonio Castriotta 7