COMUNE DI BRESCIA
PIANO TRIENNALE DI
PREVENZIONE DELLA
CORRUZIONE
(2014-2016)
REVISIONE luglio 2014
PREMESSA
In data 6 novembre 2012 il legislatore ha approvato la Legge numero 190 recante “Disposizioni
per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica
amministrazione”.
Tale legge è stata approvata in attuazione dell'articolo 6 della Convenzione dell’Organizzazione
delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall’Assemblea Generale dell'ONU il 31 ottobre
2003, e degli articoli 20 e 21 della Convenzione Penale sulla corruzione di Strasburgo del 27
gennaio 1999.
La Convenzione ONU 31 ottobre 2003 prevede che ciascun Stato debba elaborare ed applicare
delle politiche di prevenzione della corruzione efficaci e coordinate, adoperarsi al fine di attuare e
promuovere efficaci pratiche di prevenzione, vagliarne periodicamente l’adeguatezza e
collaborare con gli altri Stati e le organizzazioni regionali ed internazionali per la promozione e
messa a punto delle misure.
Con la L.190/2012 è stato introdotto anche nel nostro ordinamento un sistema organico di
prevenzione della corruzione, la cui caratteristica consiste nell'articolazione del processo di
formulazione e attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione su due livelli, quello
"nazionale", e quello "decentrato”
A livello nazionale il Dipartimento Funzione Pubblica ha predisposto, sulla base di linee di
indirizzo adottate da Comitato interministeriale, il Piano Nazionale Anticorruzione, approvato poi
dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con delibera n. 72/2013 che è il documento strategico di
programmazione delle attività di prevenzione e contrasto alla corruzione nel settore pubblico.
Il concetto di corruzione che viene preso a riferimento ha un'accezione ampia. Esso è
comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell'attività amministrativa, si riscontri l'abuso
da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati.
Tale concetto comprende anche le situazioni in cui - a prescindere dalla rilevanza penale - venga
in evidenza un malfunzionamento dell'amministrazione a causa dell'uso a fini privati delle funzioni
attribuite ovvero l'inquinamento dell'azione amministrativa ab externo, sia che tale azione abbia
successo sia nel caso in cui rimanga a livello di tentativo.
Sulla base delle indicazioni presenti nel Piano Nazionale Anticorruzione, il Comune di Brescia, in
attuazione dell’art. 1, commi 5 e 60, della L. n. 190 del 2012, definisce un proprio Piano Triennale
di Prevenzione della Corruzione.
Il P.T.P.C è un documento di natura programmatica che effettua l’analisi e valutazione dei rischi
specifici di corruzione e conseguentemente indica gli interventi organizzativi volti a prevenirli. Il
Piano raccoglie tutte le misure di prevenzione obbligatorie per legge e quelle ulteriori, coordinando
gli interventi; è adottato con deliberazione della Giunta, su proposta del Segretario Generale in
qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione, entro il 31 gennaio di ogni anno (art. 1,
co. 8, L 190/2012).
Il piano deve:
• Individuare le aree di attività maggiormente esposte al rischio di corruzione;
• Individuare, per ciascuna area, gli interventi per ridurre il rischio;
• Individuare per ciascun intervento, il responsabile e il termine per l’attuazione;
• Programmare iniziative di formazione generale
• Individuare misure di trasparenza, anche ulteriori rispetto a quelle obbligatorie per legge
• Definire modalità per l’aggiornamento ed il monitoraggio degli interventi di prevenzione
Di tale piano costituiscono sezioni obbligatorie e con lo stesso si coordinano trattandosi di misure
di prevenzione della corruzione: 1) il Programma triennale della Trasparenza ed Integrità, e 2) il
Codice di Comportamento del Comune di Brescia, adottato in attuazione del DPR n. 62/2013 ed
approvato con delibera di Giunta Comunale n. 689 del 30/12/2013.
Gli obiettivi del Piano sono formulati in collegamento con la programmazione strategica e operativa
definita nel piano della performance e negli altri strumenti di programmazione del Comune di
Brescia.
1) Soggetti e ruoli della strategia di prevenzione nel Comune.
Tra i soggetti, che hanno un ruolo centrale nella strategia di prevenzione della corruzione vi è
quello del Responsabile della prevenzione della corruzione che nel Comune di Brescia è stato
individuato, con atto del Sindaco n. 123049 del 19/11/2013, nel Segretario Generale, Dott.ssa
Carmelina Barilla;
Funzioni del Responsabile della prevenzione:
entro il 31 gennaio di ogni anno, propone all’organo di indirizzo politico, per l’approvazione, il
Piano triennale di Prevenzione della Corruzione la cui elaborazione non può essere affidata a
soggetti estranei all’amministrazione (art. 1 co. 8 L. 190/2012);
definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in
settori di attività particolarmente esposti alla corruzione;
verifica l'efficace attuazione e l’idoneità del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione;
propone la modifica del piano, anche a seguito di accertate significative violazioni delle
prescrizioni, così come qualora intervengano mutamenti nell'organizzazione o nell'attività
dell'amministrazione;
d'intesa con il dirigente/responsabile competente, verifica l'effettiva rotazione degli incarichi negli
uffici preposti allo svolgimento delle attività per le quali è più elevato il rischio che siano commessi
reati di corruzione;
entro il 15 dicembre di ogni anno, pubblica nel sito web dell’amministrazione una relazione
recante i risultati dell’attività svolta e la trasmette all’organo di indirizzo;
nei casi in cui l’organo di indirizzo politico lo richieda o qualora il dirigente/responsabile lo ritenga
opportuno, il responsabile riferisce sull’attività svolta.
Ai sensi del d.lgs. 39/2013, il responsabile della prevenzione deve anche contestare le situazioni
di incompatibilità e inconferibilità.
Responsabile per la Trasparenza
Tra gli strumenti per combattere la corruzione e l’illegalità vi è la trasparenza, intesa come
accessibilità totale alle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche
amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni
istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.
Le misure del Programma triennale della trasparenza sono strettamente collegate, sotto l'indirizzo
del responsabile, cha anche in questo caso è ancora il segretario generale, Dott.ssa Barilla, non
avendo il Sindaco individuato soggetto diverso, con le misure e gli interventi previsti dal Piano di
prevenzione della corruzione di cui il presente piano costituisce un allegato.
Funzioni:
Il
responsabile
svolge
stabilmente
un’attività
di
controllo
sull'adempimento
da
parte
dell'amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, segnalando i
casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.
Il responsabile provvede all'aggiornamento del Programma Triennale per la Trasparenza e
l’Integrità (P.T.T.I.) e controlla e assicura la regolare attuazione dell'accesso civico sulla base di
quanto stabilito dal d.lgs. 33/2013.
Referenti e cabina di regia
Il Responsabile della prevenzione ha individuato i referenti della prevenzione, che svolgono, nelle
proprie aree di competenza, attività informativa nei confronti del medesimo e di costante
monitoraggio sull’attività svolta dai dirigenti assegnati agli uffici di riferimento.
Di seguito i nominativi dei referenti per la prevenzione, che devono collaborare con il
responsabile.
Sono individuati quali referenti anzitutto i componenti del gruppo di lavoro, costituito nell’ambito
dei controlli interni e successivi di regolarità amministrativo contabile con il fine di controllare gli
atti ed i procedimenti connessi anche ai fini della prevenzione della corruzione, mediante l’analisi
di quei provvedimenti che per loro natura rientrano tra quelli particolarmente esposti al rischio
corruzione. Tale gruppo di lavoro, che costituisce la cabina di regia, è stato nominato con delibera
di G.C. n. 589 del 03/12/2013 ed è costituito da:
Dott.ssa Nora Antonini
Dott.ssa Elisabetta Begni
dott.ssa Giorgia Boragini
Dott.ssa Paola Lorenzini, (in sua sostituzione dott.ssa Poli)
Dott. Antonio Gafforini
Dott.ssa Francesca Zammarchi
Dott.ssa Luisa Pagliuca
Dott. Marco Trentini;
a tale gruppo di lavoro si aggiungono i seguenti referenti, individuati dal Responsabile nel corso
della seconda giornata formativa tenutasi con i Dirigenti nello scorso mese di dicembre nella sede
consiliare di Palazzo Loggia, nonché sulla base di ulteriori segnalazioni dei Responsabili di Area e
di Settore effettuate nel corso del 2014:
Andreassi Adelio; Baviera Nadia; Begni Anna; Boemi Elsa; Boletti Maria Teresa; Bosio Claudia;
Breda Eleonora; Dona Chiara; Esposito Rosaria; Festa Loretta; Finocchio Anna; Gaggero
Pierandrea; Spada Rosangela; Giardino Barbara; Giori Guglielmo; Manessi Ivano; Marzo Simona;
Michelotti Adele; Moniga Francesca; Natoli Francesco; Negretti Domenica; Nicoletti Irene; Padula
Anna; Rossi Daria; Rizzi Elena; Tagliani Giovanni; Todeschini Daniela; Turani Maddalena;
oltre al Nucleo di Valutazione
I componenti del Nucleo di Valutazione hanno il compito di verificare l’inclusione degli obiettivi di
trasparenza e di prevenzione della corruzione nel ciclo di gestione della performance. Inoltre,
esprimono
parere
obbligatorio
sul
Codice
di
comportamento
adottato
da
ciascuna
amministrazione.
Ufficio per i Procedimenti Disciplinari
L’ U.P.D. propone al Responsabile l'aggiornamento del codice di comportamento adottato dal
Comune e sanziona i comportamenti che si discostano dalle prescrizioni del Codice che
costituisce una sezione del presente piano.
Dirigenti
Tutti i dirigenti per l’area di rispettiva competenza:
svolgono attività informativa nei confronti del responsabile della prevenzione, dei referenti e
dell’autorità giudiziaria (art. 16 d.lgs. 165/2001; art. 20 DPR 3/1957; art.1, comma 3, L. 20/1994;
art. 331 c.p.p.);
mappano i processi;
partecipano al processo di gestione del rischio, collaborando insieme al responsabile, per
individuare le misure di prevenzione;
assicurano l’osservanza del Codice di comportamento e l’attuazione delle misure di prevenzione
programmate nel P.T.P.C.;
adottano le misure gestionali finalizzate alla gestione del rischio di corruzione, quali l’avvio di
procedimenti disciplinari, la sospensione e rotazione del personale.
Dipendenti/collaboratori
I dipendenti e i collaboratori del Comune di Brescia partecipano al processo di gestione del
rischio, osservando le misure contenute nel P.T.P.C., segnalando le situazioni di illecito al proprio
dirigente o all’U.P.D. e segnalando casi di personale conflitto di interessi.
La Giunta Comunale
Approva il Piano triennale di Prevenzione della Corruzione ed i suoi aggiornamenti.
2) Le iniziative e le misure intraprese dal Comune di Brescia per la prevenzione della
corruzione nell’anno 2013
Nell’anno 2013, il Comune di Brescia, prima dell’approvazione del Piano triennale di prevenzione
della corruzione, ha adottato una serie di iniziative ed approvato una serie di atti propedeutici
all’approvazione del piano medesimo ed in particolare:
-
Nomina del Responsabile anticorruzione (Decreto del Sindaco n. 123049 del 19/11/2013),
individuato nella Dott.ssa Carmelina Barilla, Segretario Generale del Comune di Brescia;
-
Misure organizzative finalizzate a strutturare i controlli successivi di regolarità
amministrativa e contabile anche ai fini della prevenzione della corruzione ed
individuazione task force;
-
Nomina dell’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari;
-
Approvazione codice di comportamento del Comune di Brescia;
-
Adozione di circolari in materia di trasparenza da parte del Responsabile della trasparenza
e predisposizione struttura sito istituzionale ai sensi del D.Lgs. 33/2013, con inserimento
contenuti nonché predisposizione modulistica per accesso civico;
-
Predisposizione modulistica ed attività di
verifica dei casi di incompatibilità ed
inconferibilità ai sensi del D.Lgs. 39/2013;
-
Individuazione organi con potere sostitutivo in caso di atti viziati da nullità in attuazione
dell’art 18 del D.Lgs. 39/2013 (Delibera C.C. n. 183 del 09/12/2013);
-
Attivazione della funzione di auditing a seguito dell’istituzione, nell’area di staff al Direttore
Generale, del settore “statistica, audit, programmazione e controllo di gestione”. Il settore
si occupa di osservazione, analisi e valutazione del sistema di controlli interni, dell’impatto
organizzativo delle norme, dei processi e delle procedure sotto il profilo dell’efficacia,
efficienza ed economicità dell’utilizzo delle risorse. L’attività di audit è stata avviata a
partire da ottobre 2013, con applicazione del metodo al servizio cimiteri.
-
Sono state organizzate due giornate formative sul tema della prevenzione della corruzione
di cui una, in collaborazione con Anci Lombardia, estesa a Dirigenti e personale del
Comune di Brescia, di carattere generale e l’altra specifica per i Dirigenti, propedeutica alla
stesura del piano nel corso della quale sono state illustrate le finalità e gli obiettivi del
piano stesso, la definizione di rischio, le strategie di prevenzione della corruzione, le
possibili misure organizzative.
-
E’ stata inviata con apposita nota, specifica informativa alle società partecipate ed agli Enti
con gli adempimenti in materia di prevenzione della corruzione;
-
Sono state inserite negli schemi contrattuali apposite clausole di divieto di conferimento di
incarichi a dipendenti degli enti locali.
2. bis Le iniziative intraprese per la prevenzione della corruzione nel corso del 2014
Iniziative formative per dirigenti, P.O. e i referenti prevenzione corruzione con il metodo dei
seminari on line
Integrazione numero dei referenti al fine di coprire l’intera struttura comunale
Avvio lavoro di aggiornamento e monitoraggio sull’attuazione del piano adottato mediante
diffusione di circolari e incontri con i referenti
Iniziativa formativa per dirigenti, P.O. e referenti in data 20 giugno 2014 su “linee guida per
clausole contrattuali di contrasto a mafie e corruzione e per il controllo dai cantieri”
Definizione del processo di segnalazione di condotte illecite da parte di dipendenti e collaboratori:
ogni dipendente o collaboratore può segnalare mediante un modulo on line o cartaceo le condotte
illecite riscontrate; la segnalazione viene fatta in via riservata contemporaneamente al
Responsabile per la Prevenzione della corruzione e al Responsabile gestione amministrativa del
personale.
3 La costruzione del piano anticorruzione del Comune di Brescia
E’ stato seguito il seguente processo per la costruzione della bozza del Piano anticorruzione:
a) Nomina del Responsabile anticorruzione;
b) Costituzione di un gruppo di lavoro (cabina di regia), con il compito di elaborare una
metodologia finalizzata a costruire, nell’ambito dei controlli interni e successivi di regolarità
amministrativa e contabile, un sistema di controlli finalizzati anche alla verifica degli atti individuati
dal Legislatore della L. 19072012 come particolarmente esposti al rischio corruzione;
c) Organizzazione di due giornate formative di cui una a carattere generale ed introduttiva della
tematica di prevenzione della corruzione estesa a dirigenti e dipendenti e l’altra, riservata ai
Dirigenti, nel corso della quale è stato illustrato il processo da seguire per la predisposizione del
Piano, le modalità del loro coinvolgimento nella stesura dello stesso, fornite le direttive per la
mappatura dei processi e l’analisi dei rischi con le possibili misure di prevenzione, illustrati casi ed
esempi di possibili rischi e relative misure per prevenirli ed attenuarli, resi noti i nominativi dei
referenti;
d) Individuazione dei Referenti;
e) Analisi dei procedimenti disciplinari degli ultimi anni e dei procedimenti penali che hanno visto
coinvolti dipendenti del Comune di Brescia;
f) Predisposizione ed approvazione del codice di comportamento del Comune di Brescia, che
costituisce un’apposita sezione del presente piano;
g) Mappatura dei processi;
h) Identificazione del rischio e predisposizione della mappatura dei rischi, con particolare
riferimento alle aree individuate dal legislatore come aree particolarmente esposte al rischio di
corruzione;
i) Misure per la gestione del rischio;
j) Individuazione delle misure di prevenzione per la c.d. minimizzazione del rischio.
Con riferimento alla predisposizione della mappatura dei rischi, la metodologia seguita è stata la
seguente.
Con il coinvolgimento dei dirigenti si è proceduto preliminarmente alla mappatura dei processi
presenti nell’ente. La mappatura ha preso in considerazione tutti i processi e gli uffici associati alle
aree di attività, individuate dal Legislatore della L. 190/2012 e dal P.N.A. come particolarmente
esposte al rischio corruzione. Si è proceduto poi ad “una valutazione del rischio”
Si tratta di un processo (strutturato in tre fasi: identificazione, analisi e ponderazione), finalizzato
ad aumentare la conoscenza del rischio di corruzione, in quanto permette di acquisire un elevato
numero di informazioni sulla vulnerabilità e permeabilità dell’amministrazione ai comportamenti
corruttivi, sul modo in cui tali comportamenti potrebbero emergere e diffondersi all’interno
dell’amministrazione e sulle priorità delle misure di prevenzione da adottare.
L’identificazione del rischio è un processo di ricerca, individuazione e descrizione del rischio (ISO
3100:2010). L’obiettivo dell’identificazione è generare un elenco degli eventi che possono avere
conseguenze negative sull’organizzazione. In questa fase, l’Ente ha individuato le fonti del rischio
di corruzione, le aree di impatto, le cause e le conseguenze degli eventi che, manifestandosi
all’interno dell’Ente, possono fare emergere il rischio di corruzione.
L’identificazione degli eventi di corruzione è consistita nella ricerca, individuazione e descrizione
dei comportamenti illeciti che potrebbero manifestarsi nei processi del Comune.
Una volta individuati gli eventi di corruzione, gli stessi sono stati descritti con riferimento:
-
ai processi, ai beni e ai poteri interni al Comune, che potrebbero essere usati in modo
distorto;
-
ai fattori organizzativi (discrezionalità, rilevanza esterna, complessità, valore economico e
frazionabilità), che potrebbero favorire l’evento di corruzione;
-
ai controlli adottati dall’amministrazione;
-
ai precedenti giudiziali e disciplinari.
I risultati della fase di identificazione del rischio sono stati poi riassunti in un Registro dei Rischi
che è un elenco degli eventi corruttivi identificati e dei possibili processi in cui tali eventi
potrebbero verificarsi.
Successivamente si è proceduto ad effettuare l’analisi del rischio che è un processo di
comprensione della natura del rischio e di determinazione del livello di rischio (UNI ISO 3100).
Il livello di rischio è un valore numerico che “misura” gli eventi di corruzione in base alla loro
probabilità e sulla base dell’impatto delle loro conseguenze sull’organizzazione: infatti agli eventi
più probabili e che potrebbero avere un impatto più grave sul Comune è stato associato un livello
di rischio più elevato.
L’analisi del rischio è stata effettuata per ciascun evento di corruzione inserito nel Registro dei
Rischi.
Il calcolo della probabilità di un evento di corruzione è stato effettuato con riferimento a 6 fattori di
tipo organizzativo:
-
la discrezionalità;
-
la rilevanza esterna;
-
la complessità;
-
il valore economico;
-
la frazionabilità;
-
l’efficacia dei controlli.
A ciascun fattore, è stato associato un punteggio (da 1 a 5), che ha consentito di convertire
ciascun fattore in un valore numerico.
Il valore della probabilità di un evento di corruzione si è ricavato calcolando la media aritmetica dei
punteggi associati a ciascun fattore organizzativo.
Nella fase di analisi del rischio, sono stati analizzati anche controlli esistenti, la loro efficacia ed
efficienza.
Dopo aver effettuato il calcolo delle probabilità per ciascun evento di corruzione, attribuendo un
valore numerico, si è proceduto all’analisi dell’”impatto” degli eventi di corruzione.
In particolare sono state analizzate, con riferimento a ciascun evento, le 4 modalità di impatto
individuate dal P.N.A., attraverso cui si è poi determinata l’importanza (o gravità) dell’impatto
dell’evento stesso e precisamente:
Impatto organizzativo (si tratta di un impatto di tipo “quantitativo”, perché dipende dal numero di
persone che potrebbero attuare l’evento corruttivo all’interno dell’ente);
Impatto economico (che è maggiore nel caso in cui all’interno dell’amministrazione si siano già
verificati eventi di corruzione);
Impatto reputazionale (che è influenzato dal modo in cui le notizie, su precedenti casi di
corruzione, sono state fornite all’opinione pubblica dai giornali );
Impatto organizzativo, economico e sull’immagine (che è “qualitativo” e cresce in relazione al
“peso organizzativo” dei soggetti che potrebbero attuare l’evento corruttivo all’interno dell’ente).
A ciascuna modalità di impatto si è associato un punteggio (da 0 a 5), che ha consentito di
assegnare a tutte le modalità di impatto un valore numerico. La gravità dell’impatto di ogni evento
di corruzione si è ricavata calcolando la media aritmetica dei punteggi assegnati per ogni tipologia
di impatto.
Si è passati poi a calcolare il livello di rischio che si è ricavato moltiplicando il valore della
probabilità e il valore dell’impatto, per ottenere alla fine un valore complessivo, che esprime il
livello di rischio per ogni evento di corruzione.
Si è considerata per semplificare, una Matrice del Rischio che prevede solo 4 livelli di rischio
differenti, catalogati in base ai punteggi ottenuti, come di seguito riportato.
medioTrascurabile
basso
rilevante
Critico
da 1 a 3
da 4 a 6
da 8 a 12
da 15 a 25
Gli aggettivi “trascurabile”, “medio-basso”, “rilevante” e “critico” (mutuati dalla valutazione del
rischio per la sicurezza dei lavoratori) descrivono non solo quanto, ma anche come gli eventi di
corruzione influiscono sull’organizzazione, in termini di entità e probabilità dei danni che può
causare.
Alla fine della fase di Analisi del Rischio, si è compilato il Registro del rischio, trascrivendo, per
ciascun evento, il Livello di controllo rilevato, la probabilità, l’impatto, il valore numerico del livello
di rischio (Quantità) e la sua descrizione.
Infine si è passati all’ultima fase del processo definendo il Piano di trattamento del rischio di
corruzione con l’indicazione delle varie misure di prevenzione come da tabelle riportate nelle
pagine seguenti.
Tra le misure di prevenzione individuate:
-
misure di prevenzione: trasparenza (P.T.T.I.); verifica di precedenti condanne per reati
contro la pubblica amministrazione; procedure specifiche, per la gestione dei contratti
pubblici; procedure specifiche per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi
economici; procedure specifiche per la gestione dei concorsi e la gestione del personale;
procedure specifiche per la riscossione di sanzioni e tributi; procedure specifiche per la
gestione dei rapporti con Enti Pubblici e società controllate;
-
misure per individuare e rimuovere tempestivamente i soggetti ed i comportamenti a
rischio: codici di comportamento, tutela del soggetto che segnala condotte illecite;
monitoraggio del rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti;
-
misure per “rompere” il triangolo della corruzione: rotazione del personale; obbligo di
astensione in caso di conflitto di interessi; definizione dei casi di inconferibilità e
incompatibilità.
Tra le misure trasversali che rientrano nel piano, anche se non indicate specificatamente per ogni
evento trattato rientrano le iniziative di formazione.
Formazione generale. La formazione generale, rivolta a tutti i dipendenti, può riguardare
l’aggiornamento delle competenze e i temi dell’etica e della legalità. Nell’ottica della prevenzione
della corruzione, gli interventi di formazione dovranno favorire la consapevolezza e la
responsabilità nello svolgimento di una funzione pubblica e nell’uso del potere pubblico.
I fabbisogni formativi sono individuati dal Responsabile della prevenzione in raccordo con il
Responsabile delle risorse umane e le iniziative formative vanno inserite anche nel Piano
Formativo dell’Ente.
4 Gestione del rischio di corruzione
AREA A RISCHIO :
Acquisizione e gestione delle
risorse umane
ANALISI
IDENTIFICAZIONE del rischio
RI
F
Processo:
A1
Selezione dirigenti
tempo determinato
a Precostituzione dei requisiti in funzione dei minimo
titoli gia in possesso di alcuni candidati al fine
di favorire alcuni soggetti. Improprio ricorso
alle assunzioni con contratto a tempo
determinato
3
2
A2
Attribuzione
incarichi Scarsa
trasparenza
dell’affidamento minimo
dell’incarico
e
disomogeneità
di valutazione
dirigenziali ex art. 11 del
nel soggetto destinatario
regolamento
sull’ordinamento degli
uffici e dei servizi
3
2
DESCRIZIONE EVENTO
LIVELLO Probabilit
DI
à
CONTROL
LO
Impatto Livello
di
Rischio
Misure
6 Medio- Verifica della
basso
coerenza dei
requisiti
del
bando con la
posizione da
ricoprire
precedenteme
nte individuata
nel
bando
stesso
6 Medio- Verifica
in
basso
ordine
alla
coerenza del
posto
da
ricoprire
e
verifica
dell’esistenza
di ragioni di
opportunità
Responsa
bile
dell’attua
zione
delle
misure e
tempi
Responsa
bile
di
Settore
Risorse
umane
/Direttore
Generale
Triennio
2014/201
6
Responsa
bile
di
Settore
Risorse
umane
/Direttore
Generale
Triennio
2014/201
6
A3
A4
Selezione dei titolari di A3.1 Precostituzione dei requisiti in funzione minimo
posizione organizzativa / dei titoli già in possesso di alcuni candidati
alta professionalità
2
2
A3.2 Scarsa trasparenza nella selezione e minimo
disomogeneità di valutazione del soggetto
destinatario
3
2
A4.1 Precostituzione dei requisiti in funzioni minimo
dei curricula già in possesso del candidato.
3
2
Mobilità esterna
4 Medio- Trasparenza e
basso
verifica
dei
requisiti e delle
esperienze
pregresse dei
concorrenti.
Predeterminaz
ione del bando
di procedure e
requisiti
di
attribuzione
dell’incarico
6 Medio- Trasparenza e
basso
verifica
dei
requisiti e delle
esperienze
pregresse dei
concorrenti.
Comunicazione
a
tutti
i
partecipanti
interessati dei
verbali
della
selezione.
6 Medio Esplicitazione
basso
dei
criteri
selettivi
all’interno dei
bandi\avvisi in
funzione
del
posto
da
ricoprire.
Responsa
bili
di
Settore
Triennio
2014/201
6
Responsa
bile
di
Settore
Triennio
2014/201
6
Responsa
bile
di
Settore
risorse
umane e
responsab
ile settore
di
potenziale
assegnazi
one
Entro
31/12/20
A4.2 Mancata individuazione di criteri minimo
oggettivi nella predisposizione del bando
4
2
8
Maggiore
Rilevante esplicitazione
dei
criteri
all’interno dei
bandi\avvisi
A4.3 Scarsa trasparenza e assegnazioni di minimo
tempi inadeguati per la pubblicità delle
opportunità
4
2
8
Trasparenza e
Rilevante rispetto
dei
tempi
di
procedimento
A4.4 Disomogeneità delle valutazioni durante minimo
la selezione
4
2
8
Trasparenza e
Rilevante verifica
dei
requisiti
dei
componenti le
commissioni
con
verifica
assenza
procedimenti
14
Responsa
bile
di
Settore
risorse
umane e
responsab
ile settore
di
potenziale
assegnazi
one
Triennio
2014/201
6
Responsa
bile
di
Settore
risorse
umane e
responsab
ile settore
di
potenziale
assegnazi
one
Triennio
2014/201
6
Responsa
bile
di
Settore di
assegnazi
one
del
dipendent
e
Triennio
A5
Concorsi pubblici per A5.1 Precostituzione delle prove di esame al efficace
fine di favorire alcuni candidati
titoli e/o esami
4
2
A5.2 Disomogeneità delle valutazioni durante minimo
la selezione
3
2
disciplinari e
penali.
Comunicazione
agli interessati
del
verbale
relativo
all’esito della
procedura di
individuazione
del soggetto
Verifica
dei
8
Rilevante requisiti
dei
componenti le
commissioni
con
verifica
assenza
procedimenti
disciplinari e
penali
garanzia
di
sorteggio delle
prove su un
numero
minimo di tre
6 Medio- Verifica
dei
basso
requisiti
dei
componenti le
commissioni
con
verifica
assenza
procedimenti
disciplinari e
penali
predefinizione
dei criteri di
valutazione di
ogni prova e
2014/201
6
president
e
commissi
one
concorsua
le
Triennio
2014/201
6
compone
nti
commissi
one
di
concorso
Triennio
2014/201
6
A6
Somministrazione di
lavoro a termine
attraverso Agenzie per il
Lavoro
Utilizzo attraverso il ricorso ad agenzie minimo
diverse delle stesse professionalità per un
tempo eccedente i limiti massimi stabiliti dalla
normativa vigente in materia
5
3
15
Critico
A7
Procedimenti disciplinari A7.1 insufficiente contrasto alla violazione dei minimo
doveri del pubblico dipendente
5
3
15
Critico
redazione del
verbale
oggetto
di
accesso
agli
atti
Trasparenza e
direttive
univoche
dell’amministr
azione
in
materia.
Procedure di
verifiche
sui
tempi
di
permanenza
nell’ente
del
personale
incaricato
dall’agenzia
quale
condizione per
la procedibilità
dell’assunzione
Riorganizzazio
ne dei servizi
in modo da
ridurre
l’incidenza del
ricorso
alla
somministrazi
one di lavoro a
termine.
Direttive
univoche
dell’amministr
azione
in
materia
con
Dirigenti/
Responsa
bile
Settore
Risorse
Umane.
Tempesti
vamente e
comunqu
e
entro
31/12/20
14
Responsa
bile
di
Settore
Risorse
Umane
A7.2 Mancata contestazione formale dei rilievi minimo
in modo da evitare la reiterazione del
comportamento scorretto al fine di evitare
ulteriori sanzioni più pesanti
2
2
tipizzazione
delle
fattispecie
considerate
suscettibili di
valutazione
disciplinare
Verifica delle
segnalazioni
esterne
e
diffusione delle
nuove
disposizioni
regolamentari
in materia di
codice
comportament
ale di tutela dei
dipendenti in
caso
di
segnalazione di
comportamenti
non
corretti.
Coinvolgiment
o della sezione
di
polizia
giudiziaria
della
polizia
locale.
Formazione
specifica
4 Medio Direttive
basso
univoche
dell’amministr
azione
in
materia.
Verifica delle
UPD
Triennio
2014/201
6
Responsa
bili
di
Settore e
UPD
Entro
A8
Valutazione
performance
Attribuzione dei compensi legati alla minimo
performance di tutte le categorie di personale
4
3
segnalazioni
esterne
e
formazione/inf
ormazione
riguardo alle
nuove
disposizioni
regolamentari
in materia di
codice
comportament
ale di tutela dei
dipendenti in
caso
di
segnalazione di
comportamenti
non corretti.
12
Controllo
Rilevante effettivo
del
raggiungiment
o
degli
obiettivi
prefissati
e
liquidazione
dei compensi a
verifica
del
raggiungiment
o
degli
obiettivi
sottesi
31/12/20
14
Responsa
bile
di
Settore,
Responsa
bile
Risorse
Umane,
Controllo
di
Gestione,
NDV
Triennio
2014/201
6
AREA A RISCHIO :
Affidamento di lavori,
servizi e forniture
RIF Processo
B1
Affidamento
appalti
per
lavori, servizi e
forniture con
pubblicazione
di bando
ANALISI
IDENTIFICAZIONE del rischio
DESCRIZIONE
EVENTO
Responsabile
dell’attuazione
delle
misure
8
Trasparenza e verifica dei Dirigenti Area/Settori
Rilevante requisiti dei componenti le
commissioni con verifica Triennio 2014/2016
assenza
procedimenti
disciplinari e penali
Divieto partecipazione alle
commissioni da parte dei
responsabili
del
procedimento
8
Trasparenza
e Dirigenti Area/Settori
Rilevante inserimento di requisiti
tecnico
professionali Triennio 2014/2016
idonei ad evitare la
limitazione
della
partecipazione solo ad
alcuni soggetti
LIVELLO DI Probabilità Impatto Livello
CONTROLLO
di
Rischio
B1.1 Nomina della minimo
commissione
giudicatrice nel caso
di
aggiudicazione
con
il
criterio
dell'offerta
economicamente
più vantaggiosa non
super partes.
B1.2 Individuazione minimo
dei requisiti tecnici
e professionali di
partecipazione alla
gara
che
non
favoriscono la più
ampia concorrenza
e partecipazione
B1.3 Diffusione di minimo
informazioni
riservate
per
favorire
o
penalizzare
i
concorrenti
4
2
4
2
4
2
8
rilevante
Misure
Direttive
univoche
dell’amministrazione
in UPD
materia.
Provvedimenti Dirigenti Area/Settori
disciplinari in caso di
violazione di tale divieto
Entro 31/12/2014
Formazione specifica
Misure di regolazione
interna a livello di settore.
Codificazione
delle
procedure e definizione
regole di fruizione delle
informazioni
B1.4 Tempi minimi minimo
di
pubblicazione
dell'appalto tali da
condizionare
la
partecipazione alla
gara
B1.5 Esecuzione del minimo
contratto
Attestazione
non
veritiera
di
corrispondenza del
servizio svolto con
quanto
previsto
dalle prestazioni del
capitolato speciale.
B1.6 Riscontro di minimo
irregolarità
nell'esecuzione del
contratto
e
conseguente
mancata
comminazione
di
penali.
B1.7 previsione nei minimo
capitolati speciali di
prestazioni
in
4
2
4
2
5
2
4
2
8
Individuazione tempistica
Rilevante standard minimi delle
varie
fasi
dei
procedimenti,
codificazione,
pubblicizzazione e rispetto
degli stessi.
Creazione di una griglia
predefinita con importi e
altri
elementi
che
influiscono sui
tempi
minimi
Rotazione del personale.
Attuazione
progressiva
8
finalizzata all’adozione di
Rilevante un sistema adeguato di
auditing.
Massima
diffusione del codice di
comportamento
e
formazione in materia di
legalità
10
Rotazione del personale.
Rilevante Attuazione
progressiva
finalizzata all’adozione di
un sistema adeguato di
auditing
Massima
diffusione del codice di
comportamento
e
formazione in materia di
legalità
8
Formazione,
Rilevante campione
controlli
Dirigenti Area/Settori
Entro 31/12/2015
Direttore Generale
Controllo di gestione
Attivazione progressiva di
funzione
di
auditing
(triennio 2014/2016)
UPD
Entro31/12/2014(Massima
diffusione del codice di
comportamento
e
formazione in materia di
legalità)
Dirigenti Area/Settori
Direttore Generale
Controllo
di
gestione
Attivazione progressiva di
funzione
di
auditing
(triennio 2014/2016)
UPD formazione in materia
di codice di comportamento
Entro biennio 2014/2015
a Dirigenti Area/Settori per
formazione
Gruppo di lavoro di
B2
violazione
del
divieto
di
intermediazione di
mano d’opera
Affidamento
B2.1
Mancata minimo
appalti
per rotazione nell’invito
ditte
e
lavori, servizi e delle
costante ripetizione
forniture
dei servizi affidati
senza
pubblicazione agli stessi operatori
economici
di bando
4
2
B2.2 Frazionamento minimo
degli appalti al fine
di poter ricorrere a
procedure
negoziate
4
2
B2.3 previsione nei minimo
capitolati speciali di
prestazioni
in
violazione
del
divieto
di
intermediazione di
mano d’opera
4
2
B2.4 Individuazione Minimo
dei requisiti tecnici
e professionali di
partecipazione alla
4
2
prevenzione
della
corruzione per controllo a
campione
triennio 2014/2016
8
Costituzione
dell’albo Dirigenti Area/Settori
Rilevante fornitori, trasparenza nella
scelta degli operatori Entro 31/12/2014
economici, monitoraggio
dei procedimenti con
verifiche a campione.
Verifica nelle banche dati
comunali (compreso il sito
internet) dell’applicazione
del principio di rotazione
8
Implementare attività di Dirigenti
Rilevante programmazione,
Area/Settori/Direttore
rotazione del personale,
trasparenza,
massima
diffusione del codice di
comportamento
e
formazione in materia di
legalità
Formazione del personale
in merito alla normativa
vigente
8
Formazione, controlli a Dirigenti Area/Settori per
Rilevante campione
formazione
Gruppo di lavoro di
prevenzione
della
corruzione per controllo a
campione
triennio 2014/2016
8
Trasparenza e controlli a
Rilevante campione. Inserimento di
requisiti
tecnico
professionali idonei ad
Dirigenti; Gruppo lavoro
prevenzione
corruzione;
gruppo lavoro controlli
interni
B3
gara
che
non
favoriscono la più
ampia concorrenza
e partecipazione
B2.5 Diffusione di Minimo
informazioni
riservate
per
favorire
o
penalizzare
i
concorrenti
B2.6 Definizione di Minimo
tempi
per
presentazione
offerte
tali
da
condizionare
la
partecipazione alla
gara
Acquisizione di B 3 . 1 Distorta Minimo
dei
beni e servizi applicazione
principi
di
mediante
trasparenza,
cottimo
imparzialità
e
fiduciario
rotazione
nella
scelta delle ditte da
invitare.
Minimo
B 3.2 Inosservanza
delle competenze
del
settore
Provveditorato
e
conseguente
impropria
acquisizione diretta
da parte dei settori
evitare la limitazione della Triennio 2014/2016
partecipazione solo ad
alcuni soggetti.
4
2
8
Direttive
univoche
Rilevante dell’amministrazione;
sanzioni disciplinari in
caso di inosservanza
4
2
8
Individuazione
di Dirigenti Area/Settori
Rilevante tempistica standard legata 31.12.2015
a parametri oggettivi quali
fasce di valore dell’appalto
4
2
Utilizzo
mercato Dirigenti Area/Settori
8
Rilevante elettronico, costituzione Entro 31/12/2014
dell’albo
fornitori,
trasparenza nella scelta
dei fornitori, monitoraggio
dei procedimenti con
verifiche a campione
4
2
8
Dirigenti, gruppo di lavoro
Rilevante Trasparenza, controllo a per prevenzione corruzione
campione
e gruppo si lavoro controlli
2014/2016
Dirigenti Area/Settori
31.12.2014
B4
B5
Autorizzazione
al subappalto/
Esecuzione dei
contratti
Affidamento
incarichi
professionali
B4.1 Autorizzare il minimo
subappalto
a
soggetti che non
hanno i requisiti
e/o si trovano in
rapporti
di
collegamento con
l'appaltatore.
4
2
B4.2 Utilizzo degli minimo
sconti di gara e
delle varianti per
far recuperare il
ribasso alla ditta
aggiudicatrice
4
B5.1
Mancata minimo
rotazione nell’invito
dei
soggetti
e
costante ripetizione
degli
incarichi
affidati agli stessi
soggetti
4
2
B5.2
minimo
Precostituzione dei
requisiti in funzione
dei titoli gia in
possesso di alcuni
3
2
2
Implementazione
dei
8
Rilevante controlli sostanziali sul
possesso dei requisiti e
valutazione
della
sostenibilità
economica
del
contratto
di
subappalto.
Adozione di “protocolli di
legalità”.
8
Implementazione
dei
Rilevante controlli sostanziali sul
possesso dei requisiti
Valutazione sostenibilità
economica al momento
dell’aggiudicazione.
Implementazione controlli
su sussistenza presupposti
per procedure di variante.
Prelievo dal capitolo delle
somme
derivanti
dai
ribassi
Trasparenza nella scelta
8
Rilevante dei soggetti, monitoraggio
dei procedimenti con
verifiche a campione e
definizione dei criteri di
rotazione e dei requisiti di
partecipazione.
Verifica nelle banche dati
comunali (compreso il sito
internet) dell’applicazione
del principio di rotazione.
6 Medio- Trasparenza e verifica dei
basso
requisiti controllo
a
campione
Dirigenti Area/Settori
Triennio 2014/2016
Dirigenti Area/Settori
Triennio 2014/2016
Dirigente Settore ragioneria
(adempimento già in atto)
Dirigenti Area/Settori
Triennio 2014/2016
Gruppo di lavoro di
prevenzione
della
corruzione
(controlli a
campione)
Triennio
2014/2016
Dirigenti Area/Settori
Triennio 2014/2016
Gruppo di
prevenzione
lavoro
di
della
candidati
B6
Acquisizione
Individuazione dei minimo
partners in assenza
finanziamenti
per
la di criteri oggettivi
realizzazione
di
progetti
sociali
AREA A RISCHIO
: Provvedimenti
ampliativi della
sfera giuridica dei
destinatari, senza
effetto economico
immediato per i
destinatari
corruzione(controlli
a
campione)
Triennio
2014/2016
4
1
4 Medio Trasparenza e forme di Dirigenti
Area/Settori
basso
pubblicità per la scelta dei Triennio 2014/2016
partners e definizione di
criteri minimi per la
selezione degli stessi.
ANALISI
IDENTIFICAZIONE del rischio
RIF
Processo
DESCRIZIONE
EVENTO
C1
Utilizzo
di
sale,
impianti, strutture e
immobili di proprietà
comunali
Mancanza
di
criteri minimo
nell’assegnazione
dell’utilizzo
e
scarsa
pubblicità e trasparenza
nella
gestione
delle
richieste
3
2
C2
Pianificazione
urbanistica
Illegittima richiesta di Minimo
variazioni di destinazioni
4
2
Responsabile
dell’attuazione
delle misure
6 Medio- Trasparenza
Dirigenti
basso
Controlli
a Triennio
campione
sui 2014/2016
provvedimenti
adottati
e
determinazione
criteri
e
pubblicità degli
stessi
8
Trasparenza
Dirigente/Direttore
Rilevante Formazione
Generale
LIVELLO DI Probabilità Impatto Livello
CONTROLLO
di
Rischio
Misure
d’uso
C3
C4
C5
Atti vari disciplinanti
l’attività urbanisticaedilizia e il regime
delle
aree
(atti
d’obbligo,
costituzioni/estinzioni
servitù-dir.
Di
superficie, ecc)
Gestione opere di
urbanizzazione
nell’ambito
delle
convenzioni
urbanistiche
attestazione
Termini certi per
avvicendamento
POSIZIONI
ORGANIZZATIVE
E/O DIRIGENTI
Trasparenza
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati
Presentazione di istanze Minimo
da parte dei privati che
sono rilevanti per interessi
particolari ma in contrasto
con interessi generali
4
2
8
rilevante
Durante l’esecuzione delle minimo
opere
convenzionali
possibilità
che
siano
redatte attestazioni non
corrispondenti a quanto
svolto e /o previsto dalla
convenzione
4
2
8
Rotazione
del
Rilevante personale.
Attuazione
progressiva
finalizzata
all’adozione di
un
sistema
adeguato
di
auditing..
dei Attestazione
non minimo
3
2
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
DIRIGENTE
Triennio
2014/2016
Per
Rotazione
del
personale.
Direttore Generale
Controllo
di
gestione
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
Triennio
2014/2016
Massima
diffusione
del UPD
biennio
codice
di 2014/2015
comportamento
e formazione in
materia
di
legalità
6 Medio Attuazione
Direttore Generale
requisiti
degli rispondente ai requisiti
prescritti
acquirenti/locatari
degli
alloggi
di
edilizia
convenzionata
C6
C7
Canoni di
Concessione
Idraulica per
occupazione aree
demaniali
Rilascio deroghe per
emissioni sonore
Accoglimento di istanze minimo
presentate da parte dei
privati che sono rilevanti,
per interessi particolari
ma in contrasto con
interessi generali
Accoglimento di istanze minimo
presentate da parte dei
privati che sono rilevanti,
per interessi particolari
ma in contrasto con
interessi generali
basso
3
3
2
2
progressiva
finalizzata
all’adozione di
un
sistema
adeguato
di
auditing..
Massima
diffusione
del
codice
di
comportamento
e formazione in
materia
di
legalità
6 medio Verifica
sul
basso
territorio della
presenza
di
eventuali
situazioni
riconducibili
all’applicazione
della norma
Controllo
di
gestione
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
UPD
biennio
2014/2015
Direttore Generale
Controllo
di
gestione Triennio
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
UPD
biennio
2014/2015
6 medio Controlli
a dirigente
basso
campione
del triennio
rispetto
dei 2014/2016
limiti temporali
e di emissione
della
deroga
anche attraverso
rilievi
fonometrici.
Individuazione
di
procedure
trasparenti
di
diffida
ad
C8
RILASCIO
ATTESTAZIONE
IDONEITA'
ALLOGGIATIVA
C8.1 Attestazione non minimo
rispondente ai requisiti
prescritti
3
2
adempiere
6 medio Controlli
a dirigente
basso
campione
del Triennio
rispetto
dei 2014/2016
criteri
individuati dalla
normativa
vigente.
Attuazione
progressiva
finalizzata
all’adozione di
un
sistema
adeguato
di
auditing.
Direttore Generale
Controllo
di
gestione
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
UPD
biennio
2014/2015
C9
Titoli abilitativi in
C8.2
discrezionalità minimo
nell’istruttoria al fine di
favorire
determinati
soggetti
3
2
C9.1 Rilascio permessi in minimo
assenza
dei
requisiti
4
3
Massima
diffusione
del
codice
di
comportamento
e formazione in
materia
di
legalità
6 medio Tracciabilità
basso
delle varie fasi
del
procedimento,
controllo
puntuale della
tempistica
12
Trasparenza
rilevante Controlli
a
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
materia di edilizia
C10 Titoli abilitativi in
materia commerciale
C11 Attestazioni e
prescritti per agevolare
particolari operatori
campione
sui
provvedimenti
adottati
Termini certi per
avvicendamento
posizioni
organizzative
dirigenti
C9.2 Mancato esercizio minimo
potere di controllo con
conseguente
illegittimo
conseguimento del titolo
abilitativo (SCIA/DIA)
4
3
12
rilevante
C10.1
Rilascio minimo
autorizzazioni in assenza
dei requisiti morali e
professionali prescritti per
agevolare
particolari
operatori
4
3
12
rilevante
C10.2 Mancato esercizio minimo
potere di controllo con
conseguente
illegittimo
conseguimento del titolo
abilitativo (SCIA/DIA)
4
3
12
rilevante
Rilascio
di minimo
3
2
Triennio
2014/2016
Dirigente/Direttore
Generale
Triennio
2014/2016
Trasparenza
Dirigente/gruppo
Controlli
a di lavoro
campione
sui Triennio
provvedimenti
2014/2016
adottati
Termini certi per
avvicendamento
dirigenti
Trasparenza
Dirigente/gruppo
Controlli
a di lavoro
campione
sui Triennio
provvedimenti
2014/2016
adottati
Dirigente
Termini certi per Triennio
avvicendamento 2014/2016
personale
Trasparenza
Controlli
a
campione sulle
verifiche
effettuate
Termini certi per
avvicendamento
personale
6 medio Trasparenza
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
autorizzazioni in
materia
urbanistica\edilizia
C12 Licenza di pubblico
spettacolo\spettacoli
viaggianti
C13 Rilascio dei permessi
di circolazione
disabili e ZTL
C14 Gestione delle
autorizzazioni (passi
carrabili,
autorizzazioni
all’installazione di
segnaletica, ecc)
C15 Accertamento e
riscossione sanzioni
attestazioni\autorizzazioni
in assenza dei requisiti
prescritti per agevolare
particolari operatori
basso
Controlli
a di lavoro
campione
sui Triennio
provvedimenti
2014/2016
adottati.
Rilascio
di minimo
attestazioni\autorizzazioni
in assenza dei requisiti
prescritti per agevolare
particolari operatori
4
2
8
Trasparenza
Rilevante Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati. e in
materia.
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Rilascio
di minimo
attestazioni\autorizzazioni
in assenza dei requisiti
prescritti per agevolare
particolari soggetti
3
2
6 medio Trasparenza
basso
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Rilascio di autorizzazioni minimo
in assenza di idonea
documentazione
3
2
6
medio
basso
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Omissione, ritardo, abuso minimo
nell’adozione
del
provvedimento,
compimento atti contrari
ai doveri d’ufficio al fine
di agevolare particolari
soggetti
4
2
8
rilevante
Individuazione
chiara
della
documentazione
richiesta,
controlli
a
campione,
procedura
informatizzata
per
la
tracciabilità
Trasparenza
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
Dirigente settore
informatica
Entro 31/12/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
AREA A RISCHIO
: Provvedimenti
ampliativi della
sfera giuridica dei
destinatari, con
effetto economico
immediato per i
destinatari
ANALISI
IDENTIFICAZIONE del rischio
RI
F
Processo
D1
Pagamento fatture ai Non rispetto delle minimo
scadenze
di
fornitori
DESCRIZIONE
EVENTO
LIVELLO DI Probabilit
CONTROLL à
O
Impatt
o
4
1
minimo
3
2
D1.2
Omissione minimo
controlli situazione
4
2
pagamento
D2
Accesso
sociali
ai
servizi D1.1
Disomogeneità
delle
valutazioni
nella verifica delle
richieste
Livello
di
Rischio
Misure
Responsabile
dell’attuazione
delle misure
4 Medio Monitoraggio
e dirigente
basso
periodico reporting
dei
tempi
di
pagamento
per
fattura
mediante
strumenti
di
misurazione
oggettivi
(applicativi)
6 medio Trasparenza,
Dirigente/gruppo
basso
direttive univoche di lavoro
dell’amministrazion Triennio
e
in
materia. 2014/2016
Controlli
a
campione
sui Dirigente
provvedimenti
Almeno ogni tre
adottati, rotazione anni
del personale
8
Rilevant
Trasparenza,
Dirigente/gruppo
direttive univoche di lavoro
economica al fine di
favorire
determinati
soggetti
e
D3
Acquisizione immobili
tramite
locazione
passiva
o
compravendita
immobiliare.
Valutazione
minimo
estimativa
sovradimensionata
rispetto al valore
commerciale
dell’immobile sia ai
fini della vendita
che del calcolo del
canone di locazione
4
3
D4
Provvedimenti
ampliativi nell’ambito
dei piani di edilizia
economico popolare e
relativi programmi di
valorizzazione
D4.1
minimo
Individuazione dei
requisiti
tecnici,
soggettivi
e
di
accesso costruiti in
maniera
personalizzata
e
non trasparenti da
agevolare interessi
particolari
D4.2 Diffusione di minimo
informazioni
riservate
per
favorire
alcuni
operatori
economici
3
2
4
2
dell’amministrazion
e
in
materia.
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati, rotazione
del personale
12
Trasparenza,
rilevante rotazione
del
personale,
formazione
del
personale
in
materia estimativa e
ipocatastale,
istituzione
banca
dati del patrimonio
comunale
6 medio Trasparenza
e
basso
inserimento
di
requisiti idonei ad
evitare
la
limitazione
della
partecipazione solo
ad alcuni soggetti
8
rilevante
Direttive univoche
dell’amministrazion
e
in
materia.
Provvedimenti
disciplinari in caso
di violazione di tale
divieto
Formazione
specifica
Triennio
2014/2016
Dirigente
Almeno ogni tre
anni
Dirigente/Direttor
e Generale
Entro
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
UPD
Triennio
2014/2016
D5
Alienazione, locazione
o
concessione
di
immobili
con
pubblicazione di bando
D4.3 composizione minimo
non neutra della
commissione
giudicatrice
4
2
8
Rilevant
e
D4.4
Mancato minimo
esercizio potere di
controllo
sulle
opere
di
urbanizzazione
a
scomputo al fine di
indebiti
vantaggi
economici
sul
valore delle aree
D4.5
Omissione minimo
verifica criteri per
rimozione vincoli
convenzionali
4
3
12
rilevante
3
2
D5.1
Valutazione minimo
non
congrua
rispetto al valore
commerciale
dell’immobile
4
3
D5.2
Nomina minimo
sempre dello stesso
preposto e degli
altri componenti la
4
2
Trasparenza
e
verifica dei requisiti
dei componenti le
commissioni
con
verifica
assenza
procedimenti
disciplinari e penali
Trasparenza
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati
Termini certi per
avvicendamento
PERSONALE
6 medio Trasparenza,
basso
direttive univoche
dell’amministrazion
e
in
materia.
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
12
Trasparenza,
rilevante rotazione
del
personale,
formazione
del
personale
in
materia istituzione
banca
dati
del
patrimonio
comunale
8
Trasparenza
e
Rilevant rotazione
del
e
personale
DIRIGENTE
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente
Almeno ogni tre
anni
DIRIGENTE/Grupp
o di lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente/Direttor
e Generale
Entro
Triennio
2014/2016
Dirigente/Direttor
e Generale
Entro
Triennio
2014/2016
commissione
di
gara
D5.3
minimo
Individuazione di
tempistiche e dei
requisiti
di
partecipazione alla
gara
che
non
favoriscono la più
ampia concorrenza
e partecipazione
D5.4 Diffusione di minimo
informazioni
riservate
per
favorire
o
penalizzare
i
concorrenti
D6
Concessione\locazione Reiterazione della minimo
di immobili senza concessione
pubblicazione di bando sempre agli stessi
2
8
Rilevant
e
4
1
4
2
3
2
5
2
4 medio Direttive univoche
basso
dell’amministrazion
e
in
materia.
Provvedimenti
disciplinari in caso
di violazione di tale
divieto
Formazione
specifica
8
Trasparenza,
Rilevant ricorso a procedure
e
ad
evidenza
pubblica, direttive
circa la necessità di
non ricorrere alle
proroghe e alle
ripetizioni
6 medio Trasparenza,
basso
Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
10
Trasparenza,
Rilevant Controlli
a
e
campione
sui
provvedimenti
operatori
economici
con
utilizzo improprio
dei beni pubblici
D7
Assegnazione\decadenz D7.1 Disparità di minimo
a alloggi di edilizia trattamento
nell’attribuzione
residenziale pubblica
dei punteggi
D7.2
Omissione minimo
controlli situazione
economica al fine di
favorire
Trasparenza
e Dirigente
inserimento
di Triennio
requisiti idonei ad 2014/2016
evitare
la
limitazione
della
partecipazione solo
ad alcuni soggetti
4
Upd
formazione
Triennio
2014/2016
per
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
D8
Individuazione
del
soggetto da proporre al
Tribunale in qualità di
amministratore
di
sostegno per persone in
carico ai Servizi Sociali
D9
Applicazione
esenzioni/riduzioni
canone OSAP per
concessione di spazi ed
aree pubbliche
AREA A RISCHIO : Concessione
ed erogazione di sovvenzioni,
contributi, sussidi, ausili
finanziari, nonche' attribuzione
di vantaggi economici di
qualunque
genere a persone ed enti pubblici e
privati
RIF
Processo
determinati
soggetti
D7.3
Mancata minimo
verifica
sulla
sussistenza
di
circostanze
che
comportano
la
decadenza
Individuazione del minimo
soggetto
senza
criteri di rotazione
e di competenza
Applicazione
minimo
riduzione/esenzion
e in carenza di
presupposti
IDENTIFICAZIONE del
rischio
DESCRIZIONE
EVENTO
adottati.
5
2
10
Rilevant
e
direttive univoche Dirigente
in
merito Entro 31/12/2014
all’esercizio
dei
controlli
3
2
2
4
6 medio Trasparenza,
basso
definizione criteri e
requisiti per la
nomina.
Controlli
a
campione
sui
nominativi indicati
8
Trasparenza,
Dirigente
rilevante controlli
a
campione
ANALISI
LIVELLO DI Probabilità Impatto Livello
CONTROLLO
di
Rischio
Misure
Responsabile
dell’attuazione
delle misure
E1
Concessione
di
contributi ai sensi
del
regolamento
comunale
minimo
Insufficiente
trasparenza
nell’attribuzione e
nella
quantificazione dei
contributi
4
2
E2
Erogazione
contributi a famiglie
e
persone
in
situazione
di
fragilità economica
e sociale
E2.1 Disparità di minimo
trattamento nella
valutazione sociale
del soggetto
3
2
E2.2
Omissione minimo
controlli situazione
economica al fine
di
favorire
determinati
soggetti
5
2
E3
Concessione
di
contributi\indennizzi
ai sensi di normative
specifiche (es. LR
12/05, contenimento
sfratti,
contributo
affitto,
legge
13\1989)
Omissione controlli minimo
sui
presupposti
normativi
sull’erogazione dei
contributi
3
2
E4
Concessione gratuita Concessione
del minimo
materiale economale vantaggio
senza
in
occasione
di titolo
eventi
di
3
2
8
Trasparenza,
Rilevante revisione
del
regolamento
in
relazione
alle
intervenute
modifiche della l.
241\90
Definizione
e
pubblicità criteri di
attribuzione
6 medio Trasparenza,
basso
direttive univoche
dell’amministrazione
in materia. Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
10
Trasparenza,
Rilevante direttive univoche
dell’amministrazione
in materia. Controlli
a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
6 medio Trasparenza, verifica
basso
in sito, controlli a
campione
sui
provvedimenti
adottati.
6 medio Trasparenza,
basso
controlli a campione
Dirigente
settore
segreteria
generale/
Responsabili
settore
Entro 31/12/2015
Dirigente/gruppo di
lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo di
lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo di
lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
promozione
AREA A RISCHIO
: Riscossione delle
sanzioni e dei
tributi
RIF
Processo
F1
Sanzioni
per F1.1
Indebita
cancellazione degli
violazioni
atti di avvio del
amministrative
procedimento
(polizia locale)
sanzionatorio
F1.2 Ritardo nella
notifica
della
sanzione
amministrativa con
conseguente
maturazione
dei
termini
di
prescrizione
F1.3 Cancellazione
dalla banca dati
informatica
dei
verbali per evitare
l’applicazione della
sanzione
della
perdita dei punti
Accertamenti
Omissione o ritardo
dei
controlli
impositivi
riguardanti
la condizionanti
contestazione
al l’assolvimento degli
F2
ANALISI
IDENTIFICAZIONE del rischio
DESCRIZIONE
EVENTO
LIVELLO DI Probabilità Impatto Livello
CONTROLLO
di
Rischio
minimo
3
2
minimo
3
2
minimo
3
2
minimo
3
2
Misure
6 medio Controlli
basso
campione
sanzioni,
rotazione
personale
6 medio Controlli
basso
campione
sanzioni
direttive
univoche
materia
Responsabile
dell’attuazione
delle misure
a Dirigente/gruppo
delle di lavoro
Triennio
del 2014/2016
a Dirigente/gruppo
delle di lavoro
e Triennio
2014/2016
in
6 medio Controlli
a
basso
campione
e
verifica
incrociata
tra
sanzione irrogata
e
quella
accessoria
6 medio Controlli
a
basso
campione delle
posizioni
tributarie
e
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
F3
F4
contribuente
di
eventuali
inadempienze
commesse
nell'assolvimento
degli
obblighi
tributari
rimborso
somme
riscosse
e
non
dovute
Recupero entrate
AREA A RISCHIO
: Rapporti con i
consorzi, le società
controllate e le
società partecipate
RIF
Processo
obblighi tributari
direttive
univoche
materia
Disparità
di minimo
trattamento
nella
gestione
della
tempistica
nella
liquidazione
dei
rimborsi
Ritardo nei controlli minimo
con
conseguente
maturazione
dei
termini
di
prescrizione
IDENTIFICAZIONE del rischio
DESCRIZIONE
EVENTO
in
3
2
6 medio Trasparenza
e Dirigente
basso
monitoraggio
Triennio
tempi
di 2014/2016
rimborso
3
2
6 medio Accesso
alle
basso
diverse banche
dati, Controlli a
campione,
direttive
univoche
in
materia
Dirigente/gruppo
di lavoro
Triennio
2014/2016
ANALISI
LIVELLO DI Probabilità Impatto Livello
CONTROLLO
di
Rischio
Misure
Responsabile
dell’attuazione
delle misure
G1
G2
Procedure
cessione
partecipazione
detenute
di G1.1 Individuazione minimo
di dei requisiti tecnici
ed economici di
partecipazione alla
gara
che
non
favoriscono la più
ampia concorrenza
e partecipazione
G1.2 Diffusione di minimo
informazioni
riservate
per
favorire
o
penalizzare
i
concorrenti
Affidamento diretto
di pubblici servizi ad
organismi
partecipati ai sensi
della normativa in
house providing
G2.1
minimo
Interpretazione
estensiva
del
contenuto
dei
contratti di servizio
al fine di evitare
l’applicazione delle
disposizioni
del
codice dei contratti
G2.2 Esecuzione del minimo
contratto
Attestazione
non
veritiera
di
corrispondenza del
servizio
pubblico
svolto con quanto
previsto
dalle
prestazioni
del
capitolato speciale.
4
1
4 medio Trasparenza
e
basso
inserimento
di
requisiti tecnici ed
economici idonei ad
evitare la limitazione
della partecipazione
solo
ad
alcuni
soggetti
8
Direttive univoche
rilevante dell’amministrazione
in
materia.
Provvedimenti
disciplinari in caso di
violazione di tale
divieto
Formazione specifica
Dirigente
Triennio
2014/2016
4
2
3
2
6 medio Trasparenza,
Dirigente
basso
controlli sistemici e Triennio
direttive univoche e 2014/2016
vincolanti
circa
l’interpretazione dei
contratti di servizi
5
2
10
Rotazione
del
Rilevante personale.
Attuazione
progressiva
finalizzata
all’adozione di un
sistema adeguato di
auditing.
Dirigente
Triennio
2014/2016
Direttore Generale
Controllo
di
gestione
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
Massima diffusione
del
codice
di UPD
biennio
G3
Affidamento
di
pubblici
servizi
mediante procedura
ad
evidenza
pubblica
G3.1 Individuazione minimo
dei requisiti tecnici
ed economici di
partecipazione alla
gara
che
non
favoriscono la più
ampia concorrenza
e partecipazione
G3.2 Diffusione di minimo
informazioni
riservate
per
favorire
o
penalizzare
i
concorrenti
4
1
4
2
G3.3 Esecuzione del minimo
contratto
Attestazione
non
veritiera
di
corrispondenza del
servizio
pubblico
svolto con quanto
previsto
dalle
prestazioni
del
capitolato speciale.
4
2
comportamento
e
formazione
in
materia di legalità
4 medio Trasparenza
e
basso
inserimento
di
requisiti tecnici ed
economici idonei ad
evitare la limitazione
della partecipazione
solo
ad
alcuni
soggetti
8
Direttive univoche
rilevante dell’amministrazione
in
materia.
Provvedimenti
disciplinari in caso di
violazione di tale
divieto
Formazione specifica
8
Rotazione del
Rilevante personale.
Attuazione
progressiva
finalizzata
all’adozione di un
sistema adeguato di
auditing.
Massima diffusione
del codice di
comportamento e
formazione in
materia di legalità
2014/2015
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente
Triennio
2014/2016
Dirigente/Direttore
Almeno triennale
Direttore Generale
Controllo
di
gestione
Attivazione
progressiva
di
funzione
di
auditing (triennio
2014/2016)
UPD
biennio
2014/2015
5) Codice di comportamento
Si allega al presente piano il codice di comportamento del Comune di Brescia che dello stesso costituisce una apposita Sezione ed i cui contenuti
rientrano tra le misure di trattamento del rischio corruzione
6) programma triennale della Trasparenza
La gestione del rischio sarà coordinata con gli adempimenti relativi agli obblighi di trasparenza previsti nel d.lgs. 33/2013 e attuati attraverso il Piano
Triennale per la Trasparenza e l’integrità (P.T.T.I.).allegato al presente piano quale parte integrante e sostanziale e di cui costituisce un’apposita sezione
7) Collegamento con il piano delle performance
Le misure contenute nel presente piano saranno in stretto collegamento con il piano delle performance del Comune di Brescia, a tal fine le misure
sopra individuate per il trattamento del rischio saranno inseriti fra gli obiettivi rilevanti per valutare la performance individuale ed organizzativa,
insieme agli obiettivi di seguito indicati.
Obiettivi del processo di gestione del rischio
OBIETTIVO
Ridurre
le
opportunità che si
manifestino casi di
corruzione
Aumentare
la
capacità di scoprire
casi di corruzione
Creare un contesto
sfavorevole
alla
corruzione
INDICATORI
Nomina del Responsabile della Prevenzione;
Rispetto delle tempistiche di elaborazione e adozione del
Piano Triennale Anticorruzione 2013 – 2016
valutazione del rischio nelle aree obbligatorie per legge;
Inserimento nel P.T.P.C. delle misure di prevenzione
obbligatorie
Attivazione di forme di consultazione, in fase di
elaborazione/aggiornamento del P.T.P.C. mediante
pubblicazione sul sito
Individuazione di aree di rischio ulteriori rispetto a
quelle obbligatorie per legge
Inserimento nel P.T.P.C. di misure di prevenzione
ulteriori rispetto a quelle obbligatorie per legge
Inserimento nel P.T.P.C. di procedure interne per la
segnalazione dei comportamenti a rischio.
Inserimento nel P.T.P.C. di procedure interne per la
tutela del whistleblower
Attivazione (attraverso gli U.R.P.) di canali di ascolto
dedicati a cittadini, utenti e imprese, per la segnalazione
di episodi di cattiva amministrazione, conflitto
d'interessi, corruzione
Adozione di un Codice di Comportamento dei Dipendenti
del Comune, che integri il Codice approvato con il DPR.
62/2013.
Formazione generale, rivolta a tutti i dipendenti sui temi
dell’etica e della legalità
Formazione specifica, per i referenti, i componenti degli
organismi di controllo, i dirigenti e i funzionari addetti
alle aree a rischio
Formazione Specialistica rivolta al responsabile della
Prevenzione (in materia di risk management e
prevenzione della corruzione)
Tempistiche
La nomina già effettuata
31/01/2014
entro 31/01/2014
31/01/2014
31/01/2014
31/01/2014/31/12/2015
31/01/2015
31/01/2014
(all’interno del codice di
comportamento)
31/01/2014
(all’interno del codice di
comportamento)
31/12/2014
31/12/2013
31/12/2014
31/12/2014
Il presente piano verrà aggiornato annualmente e comunque ogni volta si rendessero necessari interventi di
adeguamento a seguito di verifiche . e controlli o su segnalazione dei referenti e della cabina di regia.
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Piano triennale prevenzione della corruzione